Ricoh GXR: la fotocamera trasformista Prova sul campo Ricoh ha sorpreso tutti con una fotocamera molto originale: permette di sostituire non solo lʼobiettivo, ma anche il sensore, con diversi vantaggi. Le prestazioni della GXR sono elevate e sono in arrivo due ulteriori moduli. Gli aggiuntivi ottici per il modulo S10: Wide (DW-6) e Tele (TC-1). Si innestano utilizzando, lʼadattatore HA-3, che viene fornito completo di paraluce in gomma Il progresso tecnologico è continuo, modelli sempre nuovi oscurano quelli apparsi sul mercato solo un anno prima, ma ciononostante oggi è davvero difficile rimanere stupiti. Il caso della Ricoh GXR fa eccezione. I primi rumors risalgono ormai a circa un anno fa: si sapeva che Ricoh aveva un progetto a dir poco ambizioso e si parlava di un corpo macchina compatibile con le ottiche dei marchi più blasonati, da Canon a Nikon, un corpo miniaturizzato, visto che Ricoh si è sempre distinta per le sue fotocamere compatte, pur avendo realizzato anche reflex di tutto rispetto (a pellicola). Ma quando alla fine del 2009 il mistero è stato svelato, la sorpresa è stata grande. Certo, un corpo macchina universale sarebbe stato certamente intrigante, ma lʼidea di cambiare oltre allʼottica anche il sensore ci ha davvero sorpresi. Vista lʼoriginalità della fotocamera in questa prova preferiamo dare priorità alle impressioni suggerite dallʼuso sul campo. 126 La GXR dispone attualmente di due differenti moduli sensore/obiettivo, ma altri se ne aggiungeranno, e proprio nel momento in cui scriviamo questo articolo ci è arrivata la notizia di due moduli (vedi il box a parte). Ed in futuro ci potranno essere anche moduli particolari, capaci di trasformare la fotocamera in un videoproiettore o in una stampante. La GXR è quindi una macchina assolutamente unica nel panorama fotografico. Design e dati tecnici Il corpo macchina ha misure simili a quelle della GX200 e della GRIIII, anche se naturalmente pesi e dimensioni della GXR andrebbero valutati montando il modulo obiettivo/sensore. Il monitor è un ampio 3 pollici con elevata risoluzione (920.000 pixel) che può essere affiancato da un mirino elettronico opzionale (VF-2), decisamente migliore rispetto al VF-1 della GX200 sia nella risoluzione che nella ampiezza; la correzione diottrica poi è stata spostata sul corpo stesso dellʼoculare per evitare il rischio di modifiche involontarie dellʼimpostazione della correzione (come può capitare con il VF-1). I comandi a pulsante sono rimasti sostanzialmente invariati, tanto nel numero che nella disposizione: se ne sono aggiunti due sul dorso, mentre è stato eliminato il pulsante Fn1 (sulla calotta della GX200) ed incluso nel selettore. Dettagli che potrebbero essere considerati di secondo piano, ma che in realtà non lo sono, i nuovi passanti per la cinghia a tracolla permettono finalmente di usare una cinghia normale; per altro la GXR ha nel kit la sua cinghia originale. Nelle altre Ricoh invece, i passanti per la cinghia sono molto sottili e richiedono la cinghia Ricoh dedicata, con una spesa aggiuntiva. Eʼ stato completamente rivisitato il pulsante dʼaccensione, che non è più a pressione ma a scorrimento, in modo da impedire qualsiasi accensione involontaria; inoltre è più facile da azionare quando si indossano i guanti. Piccole le dimensioni della GXR, con entrambi i moduli. La sostituzione dei moduli è molto rapida, agevolata da una robusta slitta in metallo; i moduli sono sigillati e quindi il problema della polvere sul sensore è eliminato alla radice. Il corpo GXR con i moduli A12 (ottica 50mm macro) e S10. Rispetto alla GX200 (sinistra) la GXR con il modulo S10 è più lunga di 2mm, 12mm più alta e 16mm più profonda. Con il modulo A12 lo spessore è maggiore di 52mm. 127 Pregevole il tappo opzionale ad apertura automatica (self retaining), già disponibile per la GX2000 (codice articolo LC-2). Il modulo A12 monta uno splendido 50mm f/2,5 macro, con ghiera per la focheggiatura manuale; lʼattacco filtri è da 40,5mm. La GXR usa schede di memoria di tipo SD e SDHC; data la possibilità di registrare video in HD e di scattare in formato Raw, conviene dotarsi di schede di buona capacità. A seconda del tipo di modulo utilizzato, lʼautonomia della batteria della GXR va dai 320 scatti del modulo A12 ai 410 scatti del modulo S10. Il nuovo sistema di attacco della cinghia a tracolla, che diventa di tipo universale: a sinistra una GX200, a destra la nuova GXR. A confronto la GXR con il modulo S10 e la GX200: sensore e zoom sono gli stessi, ma il mirino VF-2 della GXR è decisamente migliore rispetto al VF-1 della GX200. Nel classico stile Ricoh, la GXR è in grado di lavorare nelle modalità P, A ed S, oltre che naturalmente in manuale, con ghiere separate per la regolazione indipendente di tempi e diaframmi; anche la messa a fuoco può essere impostata su manuale e, a seconda del modulo innestato, potrà essere gestita “virtualmente” dalla fotocamera o direttamente dalla ghiera di messa a fuoco 128 dellʼobiettivo, come con il modulo A12. I moduli Un indubbio vantaggio del concetto di modulo rispetto allʼottica intercambiabile di una qualsiasi reflex sta nel fatto che, essendo il modulo una coppia di sensore/obiettivo, lo schema ottico è ottimizzato per il sensore. Inoltre essendo il modulo sigillato in fabbri- ca, possiamo dimenticarci della polvere sul sensore e delle precauzioni che sono invece necessarie quando si cambia lʼobiettivo di una reflex. Il primo modulo, dei due attualmente disponibili, è quello siglato S10: “trasforma” la GXR in una GX 200, ma con i vantaggi di un monitor più grande e di un mirino a maggiore risoluzione; le focali sono le I due moduli a confronto alla focale equivalente di 50mm: a sinistra il modulo S10 (10 Mpxl), a destra il modulo A12 (12 Mpxl). Lo scatto con lʼS10 è stato fatto a 100 ISO, mentre con lʼA12 abbiamo impostato 200 ISO: nonostante la maggiore sensibilità lʼA12 mostra un minore rumore nelle ombre, oltre ad una migliore resa del dettaglio nelle luci. Il quadrante dellʼorologio usato per la prova ha un diametro di 25mm. medesime della GX200, quindi 24-72mm nel corrispondente formato 24x36mm. Anche il sensore è il medesimo montato sulla GX200. Il secondo modulo è quello siglato A12 che trasforma la GXR in una fotocamera dalle prestazioni decisamente superiori: il sensore è un CMOS in formato Aps da 12.9 megapixel; la focale dellʼobiettivo corrisponde a un 50mm macro fino a 7cm, con attivazione automatica di uno zoom ottico 0,5x. Il modulo dispone di una ghiera per la messa a fuoco manuale, oltre che dellʼattacco filettato da 40,5mm per i filtri, due caratteristiche che mettono la GXR sul livello di una reflex; manca il mirino ottico, sostituito comunque dal mirino elettronico, ma lʼassenza del box specchio riduce le vibrazioni durante lo scatto. Complice lʼampio sensore Aps, ci troviamo finalmente tra le mani una fotocamera che è Una prova del modulo A12 chiudendo progressivamente il diaframma. A tutta apertura la qualità è notevole; la diffrazione comincia ad essere percepibile a f/8, per diventare man mano più evidente, pur senza abbassare in modo significativo la risoluzione. Chiudendo ulteriormente il diaframma cresce la profondità di campo, mentre la maggiore diffrazione non causa un significativo scadimento della qualità di immagine. Eʼ il comportamento tipico delle buone ottiche macro. sì piccola, ma può essere utilizzata tranquillamente a sensibilità elevate senza il rumore tipico dei sensori miniaturizzati delle compatte. Grazie alla qualità del sensore, il modulo A12 consente anche di eseguire filmati in alta risoluzione, con un livello superiore anche a diverse videocamere. In termini di dimensioni, con il modulo S10 la GXR è assimilabile ad una compatta, grazie allo zoom rientrante, mentre quando si 129 La Ricoh GXR permette di arrivare a esposizioni di 180 secondi, una caratteristica corrispondente in pratica alla posa B delle reflex. Questa immagine è stata scattata con posa di 4 secondi a 100 ISO, grazie anche alla neve che ha “lavorato” come un gigantesco pannello riflettente. monta il modulo A12 si avvicina ai modelli della crescente famiglia delle compatte digitali ad ottica intercambiabile Il giudizio La Ricoh GXR non è una compatta miniaturizzata, pur essendo decisamente più piccola di qualsiasi reflex in commercio sia come dimensioni che per il peso, anche con il mirino elettronico VF-2 innestato; può quindi essere portata comodamente al collo. In termini di configurazione, suggeriamo innanzitutto di acquistare il mirino elettronico che permette di inquadrare come con una reflex, e quindi in modo più stabile. Il modulo di base non può che essere lʼS-10, a meno In arrivo nuovi moduli che già non si possegga una GX200; oppure si può prendere in considerazione il nuovo P10 con obiettivo 28-300mm f/3.5-5.6 VC e sensore CMOS “retroilluminato”. In un secondo momento si può pensare di aggiungere lo spettacolare modulo A12 con sensore Aps che permette di eseguire riprese macro o ritratti con la qualità di una reflex; a proposito di questo modulo osserviamo che il diaframma ha unʼapertura a forma quasi circolare per fornire un fuori fuoco plastico e pastoso, e una sfocatura circolare delle eventuali luci puntiformi presenti nellʼinquadratura. Molto interessante si prospetta anche il nuovo modulo A12 con obiettivo 28mm f/2.5 e sensore Aps da 12 megapixel. Ricoh ha annunciato due nuovi moduli che saranno disponibili a partire dallʼestate 2010 Modulo P10 con obiettivo 28-300mm f/3.5-5.6 VC Secondo quanto dichiarato da Ricoh, il modulo, grazie a un particolare algoritmo per la riduzione del rumore e al sensore CMOS “retroilluminato”, offre la possibilità di riprendere sia in condizioni di luce scarsa, sia in quelle di luce molto forte. Costruito attorno a uno zoom grandangolare da 10.7x (28-300mm), il modulo permette anche la ripresa a 120 fotogrammi al secondo, oltre a numerose altre modalità, come la possibilità di scattare in Raw, di variare i settaggi di ripresa secondo nove diversi valori, con autofocus AF multi target. La sigla “VC” indica che il modulo dispone del dispositivo antivibrazioni Ricoh. Modulo A12 con obiettivo 28mm f/2.5 Utilizza un sensore CMOS 23.6x15.7mm (formato APS-C) con risoluzione di 12 Mpxl ed è costruito attorno allʼobiettivo a focale fissa GR 28mm. Il modulo è progettato per fornire immagini di elevata qualità. Lʼobiettivo è dotato di ghiera per la messa a fuoco manuale di precisione. 130 Prezzi: Ricoh GXR: Euro 458 Modulo A12: Euro 670 Modulo S10: Euro 370 Mirino VF-2: Euro 248 Flash GF-1: Euro 269 Copriobiettivo LC-2: Euro 29 Adattatore per addizionali ottici HA-3 con paraluce: Euro 59 DW-6, aggiuntivo ottico Wide: Euro 130 TC-1 aggiuntivo ottico tele: Euro 148 Distribuzione Mtrading, Via Cesare Pavese 31, 20090 Opera (MI). Tel 02-57604435. - www.m-trading.it La Ricoh GXR non può quindi che essere considerata una fotocamera unica, “fuori dal coro”, ed il prezzo del sistema non può essere valutato con gli stessi parametri che si usano per le comuni fotocamere: infatti il prezzo del sistema completo è più elevato rispetto ad una buona reflex in kit con lo zoom. Dʼaltra parte anche una moto, pur avendo la metà delle ruote di unʼauto, può arrivare a costare molto di più. La GXR costituisce una soluzione davvero originale che, con i suoi pregi e i suoi difetti, non passa certo inosservata e merita quindi di essere considerata con attenzione. Gerardo Bonomo