Introduzione
Palazzolo sull'Oglio è un comune della provincia di Brescia
situato al confine occidentale con la provincia di Bergamo.
”Palasòl” in dialetto bresciano si fregia del titolo di “città” per il
Decreto del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi del 24
agosto 1954.
Il nome ha origini latine, infatti, durante il periodo romano era
chiamata ”Palatium” (probabilmente riferito ad un castello).
Durante i secoli successivi il nome venne modificato più volte
fino al 1862 quando venne denominato Palazzolo sull' Oglio in
maniera definitiva.
La città è dotata di una rocca e mura difensive, necessarie alla
difesa per un confine sempre conteso nel corso degli anni e si
stende sulle sponde del fiume Oglio da cui prende il nome. Il
fiume risulta fin dall'antichità un elemento determinante per
l'evoluzione e la conformazione del territorio palazzolese, fu via di collegamento e confine naturale
dei primi abitanti della Pianura Padana.
Accanto al fiume torri e campanili dominano il centro storico da cui si sviluppa un comune che già
nella seconda metà del 1800 si pone come polo industriale della Valle dell'Oglio, infatti, nel 1856
venne costruito il primo impianto in Italia per la produzione della calce e del cemento che sfruttava
il materiale calcareo proveniente dal vicino Lago d'Iseo, inoltre venne sviluppata molto anche
l'industria tessile con il primo bottonificio italiano. Divenuta polo industriale subì 32
bombardamenti al ponte ferroviario durante la Prima Guerra Mondiale. I suoi confini vennero estesi
nel 1962 incorporando la frazione di S.Pancrazio.
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Dati territoriali
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Coordinate: 45°36'0'' N 9°53'0''E.
Altitudine: 166 metri sul livello del mare.
Superficie: 23,6 km² .
Confini:
Nord- Grumello del Monte (Bg), Capriolo(Bs), Telgate (Bg), Castelli Caleppio (Bg)
Est- Adro (Bs), Cologne(Bs), Erbusco (Bs), Pontoglio (Bs)
Sud- Chiari (Bs), Pontoglio (Bs)
Ovest- Palosco (Bg).
Clima: clima continentale tipico Padano, caratterizzato da ampia escursione termica con
inverni freddi ed estati calde e con precipitazioni concentrate nei mesi autunnali e
primaverili.
Idrografia: Palazzolo sull'Oglio è attraversata dal fiume Oglio che nasce in Valle Camonica,
si immette nel Lago d' Iseo, esce a Sarnico, attraversa Palazzolo S/O e scorrendo traccia un
confine naturale tra le due provincie di Brescia e Bergamo immettendosi poi nel Po.
Il fiume è lungo complessivamente 280 km ed un bacino di 6.649 km. Nel corso dei secoli il
fiume è stato conteso da varie fazioni e fece da supporto all'economia locale fatta da pesca,
trasporti e attività industriali legate al fiume (mulini, segherie..)
Orografia: il comune di Palazzolo sorge nella Pianura Padana non molto lontano da Alpi e
Prealpi che nella zona prendono il nome di Orobie.
Distanze dai capoluoghi: Brescia 29 km, Bergamo 24 km, Milano 72 km[1]
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Dati antropici
La crescita demografica avvenuta negli ultimi decenni ha modificato profondamente la
conformazione paesaggistica del paese che, nel tempo, si è espanso a macchia d'olio.
Insediamenti rurali:
Il paesaggio è caratterizzato da una netta distinzione geomorfologica. Alla pianura, caratterizzata
dalla presenza di filari, siepi, strade, sentieri, costellata da vecchi cascinali e intessuta
dall’idrografia artificiale, si contrappone la valle fluviale, demarcata da sponde boscate e percorsa
dell’Oglio. Sotto il profilo insediativo si osserva che il sistema paesistico agroproduttivo risente,
soprattutto nelle aree di frangia, degli effetti cumulativi delle recenti espansioni edilizie,artigianali,
industriali e residenziali, che ne hanno eroso l'unitarietà originaria e la sua pienezza espressiva. Le
nuove strade hanno ritagliato dei grandi comparti geometrici interrompendo l'antico rapporto tra le
strade radiali storiche, che convergono verso il centro storico, e dalle quali si stacca il sistema della
viabilità minore che consente l'accessibilità alle cascine sparse che ancora oggi presidiano il
territorio. Alcune di queste sono state raggiunte e/o inglobate dalle recenti urbanizzazioni e risultano
oggi decontestualizzate rispetto all'originaria assonanza con il paesaggio agrario.
Insediamenti abitativi:
Palazzolo S/O risulta caratterizzato dall'assenza di un disegno omogeneo, armonizzato con gli
elementi che connotano i vari contesti. Ne è derivato uno spreco di suoli agricoli (talvolta inseriti
negli agglomerati urbani), un rapporto spesso non definito, tra insediamenti residenziali, industriali
e rurali. Negli ultimi decenni l'espansione ha subito diverse evoluzioni che hanno portato a una
crescita abitativa disordinata. Le tipologie abitative sono cambiate radicalmente negli anni: dalle
ville signorili con quartieri operai di metà secolo alle costruzioni mono/bifamiliari degli anni ottanta
fino ad arrivare alle plurifamigliari su più piani degli ultimi anni.
La crescita degli insediamenti in alcuni casi si è arrestata solo per mancanza di spazio come ad
esempio la mancata congiuntura con la frazione di S.Pancrazio per via della costruzione di una
nuova strada statale.
Insediamenti industriali:
La grande tradizione industriale di Palazzolo S/O ha creato nel tempo una forte espansione degli
insediamenti industriali. Le fabbriche più vecchie e le piccole aziende sono ormai state circondate
dagli insediamenti abitativi sempre più bisognosi di spazio, le aziende più recenti invece sono
collocate nella zona sud di Palazzolo formando un'estesa area produttiva. Altri insediamenti
industriali sono presenti lungo le principali vie di comunicazione come l'autostrada e le strade
provinciali dirette a Brescia e Bergamo.
Infrastrutture:
La crescita economica e sociale degli ultimi 50 anni ha segnato radicalmente il profilo territoriale di
Palazzolo S/O che, vista la lontananza dal capoluogo di provincia, ha dovuto dotarsi di varie
infrastrutture. Uno dei punti di forza del comune è la presenza del casello autostradale, la vicinanza
con il casello autostradale di PonteOglio (i due caselli distano meno di un chilometro) e la presenza
della stazione ferroviaria (linea Bergamo-Brescia). La presenza dei caselli autostradali offre inoltre
la possibilità di raggiungere l'aeroporto internazionale di Orio al Serio in soli 20 minuti.
A Palazzolo non esiste un vero e proprio censimento del numero totale di edifici e abitazioni,
la raccolta di dati permetterebbe applicazioni in diversi campi. Ad esempio si potrebbe
stimare il costo energetico in base alla metratura totale degli stabili e intraprendere un
progetto di riscaldamento centralizzato comunale che permetterebbe un più efficace utilizzo
dell'energia. [2]
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Dati demografici:
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popolazione ”residente” a Palazzolo S/O dal 1990 al 2010
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popolazione di Palazzolo S/O negli anni dal 1861 al 2010
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nuclei familiari “residenti” a Palazzolo S/O dal 1990 al 2010
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prospetto riepilogativo annuale dei “nati-morti-immigrati-emigrati” dal 1990 al 2010
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cittadini stranieri “residenti” divisi per nazionalità al 31-12-2010
•
cittadini stranieri iscritti in anagrafe dal 1992 al 2010
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Riepilogo aspetti demografici
abitanti: 19.862 di cui 9.938 maschi e 9.924 femmine (8.187 nuclei famigliari).
Immigrazione: 3.227 immigrati per un totale di 63 nazionalità diverse, sono il 17%
dell'intera popolazione
Un avvenimento di notevole rilievo è l'aggregazione della frazione di S.Pancrazio avvenuta nel
1962 che ha portato un incremento della popolazione del 18% (da 13.569 a16.082).
È inoltre rilevabile un costante un aumento dei nuclei famigliari (attualmente 8.187) e negli ultimi
anni anche del numero dei nuovi nati rispetto ai morti.
Indubbiamente l'immigrazione ha inciso su molti aspetti demografici.
Alla crescita demografica è legato anche l'evolversi del territorio con l'aumento dell'offerta abitativa
e dei servizi, inoltre gli insediamenti residenziali e le relative infrastrutture sono in continua
espansione.
I dati demografici sono utilissimi in molteplici campi, ad esempio nella scelta dei progetti da
intraprendere sul territorio. Un comune con prevalenza di persone anziane investirà
maggiormente in servizi per la terza età, viceversa un territorio con popolazione in prevalenza
giovane si focalizzerà principalmente in servizi riguardanti i giovani e i minori.
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Dati politico-istituzionali
Organi amministrativi:
• Sindaco: Gabriele Zanni
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Vicesindaco: Nadia Valli
•
Giunta comunale:
Chiari Diego (PD) Deleghe: Bilancio, Società Partecipate, Tributi e Personale.
Cossandi Gianmarco (PD) Deleghe: Cultura, Istruzione, Edilizia Scolastica, Politiche
Giovanili, Valorizzazione del Patrimonio Culturale ed Artistico .
Cotelli Giulio (S.Pancrazio con Zanni) Deleghe: Urbanistica, Edilizia Privata, Viabilità,
Ambiente, Ecologia, Frazione San Pancrazio.
Ghidotti Marco (PD) Deleghe: Sport, Attività Economiche Produttive e Commerciali,
Agricoltura .
•
Consiglio comunale:
Baitelli Guglielmino (PD, Presidente del Consiglio Comunale)
Pedercini Ombretta (PD)
Chiari Elisa (PD)
Facchi Giacomino (PD)
Fapanni Fabio (PD)
Piantoni Alessandra (PD)
Tubini Cristina (PD)
Gatto Matteo (Palazzolo in Testa)
Feltri Francesco (Palazzolo in Testa)
Lancini Sergio (S.Pancrazio con Zanni)
Marini Armando (Sala Sindaco)
Chiodini Massimo (Sala Sindaco)
Sala Alessandro (Sala Sindaco)
Rubagotti Tarcisio (PDL + Impegno Civica Palazzolo + UDC)
Carnazzi Paolo (PDL + Impegno Civica Palazzolo + UDC)
Raccagni Stefano (Lega Nord)[3]
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Piano di Zona
Il Piano di zona è l'occasione offerta alle comunità locali per leggere, valutare, programmare e
guidare il proprio sviluppo e va visto e realizzato come piano regolatore del funzionamento dei
servizi alle persone. In particolare, il Piano di zona è lo strumento promosso dai diversi soggetti
istituzionali e comunitari per:
•
analizzare i bisogni e i problemi della popolazione sotto il profilo qualitativo e quantitativo;
•
riconoscere e mobilitare le risorse professionali, personali, strutturali, economiche
pubbliche, private ( profit e non profit ) e del Volontariato;
•
definire obiettivi e priorità, nel triennio di durata del piano attorno a cui finalizzare le
risorse;
•
individuare le unità d'offerta e le forme organizzative congrue, nel rispetto dei vincoli
normativi e delle specificità e caratteristiche proprie delle singole comunità locali;
•
stabilire forme e modalità gestionali atte a garantire approcci integrati e interventi connotati
in termini di efficacia, efficienza ed economicità;
•
prevedere sistemi, modalità, responsabilità e tempi per la verifica e la valutazione dei
programmi e dei servizi
Il Piano di zona è lo strumento e l'occasione nelle mani del programmatore locale per garantire le
concordanza tra i programmi, gli obiettivi e i risultati attesi, da un lato, e le previsioni finanziarie
annuali e pluriennali dei Comuni e degli altri soggetti che concorrono alla realizzazione degli
obiettivi, dall'altro. La maggiore interazione tra i soggetti, nel rispetto dei ruoli e delle specifiche
funzioni, può essere garanzia di maggior tutela delle persone, in particolare di quelle più deboli che,
spesso, oltre a non essere in grado di soddisfare autonomamente i propri bisogni, non sempre
riescono a formulare domande pertinenti ai servizi. Lo strumento Piano di zona può risultare la
risposta strategica all'esigenza di passare da una cultura assistenziale di erogazione di prestazioni
alla persona bisognosa ad una politica positiva di servizi, fra loro integrati, a favore della comunità
locale. Il Piano di zona, infine, contestualizza le finalità e gli obiettivi definiti nel Piano Sociale
Regionale in alcune aree ritenute strategiche, con riferimento alle esigenze e ai bisogni locali. I
Piani di Zona devono dare priorità agli anziani, ai disabili e all'età evolutiva. I Sindaci, da soli,
ovvero riuniti nella Conferenza dei Sindaci negli ambiti pluricomunali, sono i soggetti che
promuovono e curano la predisposizione del Piano di Zona. Essi coinvolgono, nelle diverse fasi e
nel rispetto delle specifiche competenze di ognuno, tutte le istituzioni pubbliche, le istituzioni
private, le famiglie e tutti i soggetti della solidarietà organizzata presenti nell'ambito territoriale e
disponibili a collaborare
Di seguito le principali tematiche del Piano di zona 2011/2014 di Palazzolo S/O:
Area Anziani
Situazione attuale/interventi realizzati nel triennio precedente:
• L’area anziani si è negli anni arricchita di una rete articolata e composita di servizi di cura
oggi presente e diffusa sul territorio;
• Rispetto al tema della domiciliarità si è investito in formazione e specializzazione del
personale ma anche con sostegni di carattere economico, che attraverso i piani di zona sono
stati diffusi sul territorio;
13
•
Il tema delle persone con problemi di demenza e/o di Alzheimer è sempre più presente tra i
pazienti anziani e nonostante i molteplici servizi e interventi disponibili pesa gravosamente
sulle famiglie.
Le criticità rilevanti in quest’area sono dovute a:
• alla sostenibilità economica dei servizi storici da parte delle famiglie
• alla parcellizzazione degli interventi anche dovuta a questioni di natura finanziaria
• al significativo carico di cura richiesto alle famiglie, che solo marginalmente sono alleviate
nel loro lavoro dai vari interventi istituzionali e che pesa fortemente sulle persone più vicine
all’anziano in difficoltà
• ai tempi di attesa per eventuali ricoveri temporanei e/o provvisori, che necessiterebbero di
una maggiore flessibilità e semplificazione
• all’incremento delle situazioni di persone fragili e sole, che sono prive di una rete
famigliare significativa e non riconoscono e/o accettano gli interventi proposti;
• all’assenza di riposte di accoglienza residenziale “protette” del circuito socio assistenziale,
di possibile immediata attivazione, da utilizzare soprattutto come risposte a bisogni abitativi
alternativi, ma con valenze diverse
Obbiettivi:
• lavorare per una maggiore integrazione dei comparti socio-sanitario e socio-assistenziale,
coordinando in modo più efficace gli interventi possibili
• sperimentare in accordo con i soggetti del territorio servizi “leggeri”, (sul modello delle
comunità di accoglienza e degli alloggi protetti), per far fronte a situazioni di bisogno
assistenziale o comunque come passaggio verso strutture più specializzate
• sperimentare risposte di housing sociale per le persone anziane che restano sole e
necessitano di un sistema di protezione minimo
• sviluppare progetti sperimentali di sostegno e informazione alle famiglie al cui interno sono
presenti persone con problemi di demenza
Area Disabilità
Situazione attuale/interventi realizzati nel triennio precedente:
• Come per l’area anziani, anche per il comporto della disabilità si è negli anni assistito ad un
significativo arricchimento e specializzazione della rete dei servizi diurni e residenziali
destinati alle persone con disabilità;
• Accanto ai servizi tradizionali, più rivolti alla fascia medio grave, negli ultimi anni si sono
sviluppate iniziative che attengono al tema dell’inserimento sociale sul territorio
(inserimento lavorativo, servizi integrativi, servizi domiciliari);
• I comuni sono più coinvolti rispetto al passato nella gestione delle situazioni anche
attraverso alcuni interventi che soprattutto con l’ultimo Piano di Zona sono stati sperimentati
(voucher attività estive, accreditamento assistenza scolastica, ecc.);
• Sono in incremento le situazioni di bambini figli di genitori stranieri con gravi problemi di
disabilità;
• I servizi specialistici rappresentano un trend costante e continuo di richieste di consulenza e
presa in carico che crea poi liste d’attesa e allungamento dei tempi di risposta.
Le criticità più rilevanti in quest’area sono dovute a :
•
alla sostenibilità economica dei servizi storici, diurni e residenziali, da parte dei vari
soggetti (famiglie, ma anche comuni e regione);
• alla suddivisione delle competenze tra parte sanitaria, socio-sanitaria e socio-assistenziale,
che crea situazioni di parcellizzazione. Il problema è più evidente nel rapporto con i servizi
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•
•
•
•
dell’Azienda Ospedaliera ;
alla crisi del mercato del lavoro che ha portato ad espulsioni (o a maggiori difficoltà di
inclusione) di soggetti fragili, che tradizionalmente trovavo nel lavoro un contesto di
“normalizzazione”;
al blocco degli accreditamenti regionali delle strutture residenziali che sono oggi ormai
sature e non in grado di far fronte a nuovi inserimenti;
alla necessità di migliorare e gestire in integrazione tra i diversi soggetti istituzionali
interventi di “presa in carico o in cura” delle famiglie al cui interno è presente una persona
con disabilità per sostenerle nei diversi momenti (inserimento scolastico, inserimento nella
rete dei servizi, gestione del tempo libero, gestione del “dopo di noi”);
all’assenza di un dialogo costruttivo e non di contrapposizione con l’istituzione scolastica
nella gestione degli interventi di assistenza scolastica;
Obiettivi:
• lavorare per una maggiore integrazione dei comparti sanitario e socio-assistenziale,
coordinando in modo più efficace gli interventi possibili (presa in carico, consulenza, cura)
(azione di integrazione socio-sanitaria);
• Monitorare/rivalutare i servizi socio assistenziali diurni e residenziali e i relativi utenti per
verificare l’appropriatezza degli stessi in rapporto alle caratteristiche dell’utente, in sinergia
con Enti gestori e servizi Asl ;
• Regolamentare i criteri e le modalità di compartecipazione degli utenti al costo dei servizi in
applicazione delle nuove disposizioni regionali (fattore famiglia);
• sperimentare servizi “leggeri” e quindi più sostenibili, per far fronte a situazioni di bisogno
assistenziale o di integrazione sociale e territoriale;
• mantenere la gestione associata del servizio per gli inserimenti lavorativi, sviluppando
progetti sperimentali che attengono all’area dello svantaggio non certificato;
• condividere con l’istituzione scolastica le funzioni e il ruolo dell’assistente ad personam,
anche allo scopo di verificare l’appropriatezza degli interventi richiesti;
• sviluppare maggiori sinergie con gli enti gestori dei servizi diurni e residenziali per la
disabilità , anche nell’ottica di sperimentare nuove risposte ai bisogni delle famiglie;
• incrementare la collaborazione con i servizi sanitari, mirando ad una presa in carico
integrata e condivisa delle situazioni (azione di integrazione socio-sanitaria)
Area minori e famiglie
Situazione attuale/interventi realizzati nel triennio precedente:
• Si tratta certamente dell’area nella quale si sono resi più evidenti negli ultimi tre anni gli
effetti della crisi economica;
• le risposte sulle quali si è maggiormente investito in termini di risorse sono state quelle
connesse all’area della tutela dei minori, in particolare quelli sottoposti a provvedimenti
dell’Autorità Giudiziaria (servizio associato),anche attraverso la collaborazione quasi
decennale con alcuni enti gestori di servizi per minori del territorio;
• l’emergenza economica ha effetti molto gravi anche sui bambini che vivono situazioni di
deprivazione e risentono delle fatiche degli adulti. Sopratutto con questo Piano di Zona si è
cercato di mettere in campo interventi di sostegno economico rivolti da una parte a sostenere
le criticità dei più piccoli, dall’altra a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro dei giovani
inoccupati e disoccupati;
• sul versante della promozione si è data continuità agli interventi finalizzati a promuovere la
cittadinanza attiva e dell’ascolto;
• i servizi sociali comunali si sentono travolti dalle crescenti richieste di aiuto economico
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delle famiglie che si concretizzano in particolare nella richiesta di case e lavoro.
Le criticità più rilevanti in quest’area sono dovute a:
• alla sostenibilità economica dei servizi sopratutto residenziali, da parte dei comuni;
• al perdurare della crisi economica che porta all’incremento delle situazioni di bisogno delle
famiglie;
• alla mancanza di strumenti specifici propri del servizio sociale per dare risposte ai bisogni
sopra rappresentati (Casa e lavoro). In ogni caso le famiglie in difficoltà si rivolgono al
servizio sociale, spesso con aspettative altissime e non realistiche;
• al fatto che gli sfratti di famiglie con bambini rappresentano per molti comuni la principale
criticità, alla quale non si sa come dare risposta; ai bisogni dei bambini sono spesso
trascurati per la mancanza di risorse (non solo economiche);
• alla preoccupante crescita delle segnalazioni da parte della scuola di bambini con problemi
di adattamento e di comportamento, che, in assenza di altre risposte, spesso finiscono poi
per alimentare le liste d’attesa dei servizi specialistici ;
• alla presenza sul territorio di donne sole con figli piccoli, prive di prospettive e possibilità di
effettiva autonomia economica;
• all’incremento delle situazioni di famiglie multi problematiche in carico ai servizi sociali, la
cui presa in carico necessiterebbe anche di forme di sostegno “leggere” (affidi diurni, servizi
di supporto diurno, risposte residenziali temporanee e “aperte”, ecc.), da sperimentare;
• all’assenza di risposte temporanee e emergenziali al bisogno abitativo (housing), con
possibilità di monitoraggio e accompagnamento delle persone;
• alla complessità delle situazioni in carico ai servizi tutela minori, in costante e continua
crescita e alla conseguente necessita di interventi sempre più integrati, che coinvolgono più
servizi e più territori.
• al costo elevato dei collocamenti dei minori presso i servizi residenziali che diventa sempre
più difficilmente sostenibile a fronte della contrazione delle risorse economiche dei comuni;
• all’emergere di un’ampia fascia di situazioni di disagio di minori e delle loro famiglie che è
poco o insufficientemente presidiata: si tratta di quelle situazioni cosiddette di “pre-tutela”
all’interno delle quali si possono rilevare elementi di comportamento e di distorsione delle
relazioni familiari che, in concomitanza con il verificarsi di un elemento scatenante, possono
deteriorarsi e portare a situazioni di grave pregiudizio per i minori con la conseguente
segnalazione all’Autorità giudiziaria;
• alla necessità di una maggiore integrazione con il consultorio familiare privato presente sul
territorio per coordinare in modo più efficace le risorse operative effettivamente disponibili.
Obiettivi:
• sperimentare servizi “leggeri”, per far fronte a situazioni di bisogno assistenziale e
assicurare in tal modo gli interventi destinati alle situazioni di maggior bisogno;
• mantenere la gestione associata degli interventi di tutela dei minori, mettendo in atto un
monitoraggio attento dell’organizzazione dello stesso, al fine di migliorare il livello di
efficacia del servizio;
• progettare in stretta collaborazione con soggetti del territorio servizi di housing sociale, sia
rivolti a famiglie in difficoltà, sia come risposta di carattere temporaneo ed eccezionale che
come supporto e accompagnamento a percorsi di autonomia (per esempio per sostenere
percorsi nella direzione della crescita da parte dei giovani);
• investire su progetti di inserimento nel mondo del lavoro dei giovani più fragili (espulsi
dalla scuola, privi di qualifica specifica, con famiglie multiproblematiche, ecc.);
• stringere collaborazione istituzionali (Prefettura) per gestire in modo coordinato il tema
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•
•
degli sfratti che coinvolgono in particolare le famiglie con figli piccoli ;
sperimentare, in stretto raccordo con la scuola e con il territorio (oratori, gruppi,
associazioni, cooperative, ecc.), servizi di sostegno extrascolastici , valorizzando esperienze
significative del territorio;
sviluppare una rete di risposte integrata che renda più efficace la presa in carico e cura delle
famiglie multiproblematiche
Per quanto attiene all’area delle politiche giovanili, la situazione di contesto generale
dentro la quale collocare i vari interventi pubblici in materia di politiche giovanili
evidenzia una situazione di fortissima frammentarietà degli interventi.
I singoli comuni realizzano prevalentemente in autonomia i vari interventi che si
collocano dentro l’area delle politiche giovanili, soprattutto di tipo promozionale e
ricreativo (attraverso sostegno alle attività sportive, culturali, ricreative, ecc.).[4]
Piano di Governo del Territorio
Il Piano di governo del territorio (abbreviato in PGT) è un nuovo strumento urbanistico introdotto in
Lombardia dalla legge regionale lombarda n.12 dell'11 marzo 2005. Il PGT ha sostituito il Piano
regolatore generale come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di
definire l'assetto dell'intero territorio comunale.
Il PGT è composto da 3 atti:
•
Documento di piano: Il documento di piano definisce il quadro generale della
programmazione urbanistica anche in base a proposte pervenute da cittadini o da
associazioni di cittadini. Questo significa che i cittadini sono chiamati a partecipare già nelle
prime fasi del processo di elaborazione del PGT. Il documento di piano deve anche
prevedere un lavoro di analisi del territorio comunale da tutti i punti di vista, inclusi quello
geologico, ambientale, urbanistico, viabilistico, infrastrutturale, economico, sociale e
culturale. Questo documento deve anche evidenziare eventuali beni storici o ambientali di
particolare interesse. Il documento di piano ha anche lo scopo di definire e pianificare lo
sviluppo della popolazione residente nel comune. Tipicamente il documento di piano è il
primo atto nella stesura del PGT.
•
Piano dei Servizi: Il piano dei servizi definisce le strutture pubbliche o di interesse pubblico
di cui il comune necessita. Il piano dei servizi deve tenere conto della popolazione residente
nel comune o che gravita in esso e di quella prevista in futuro dal documento di piano. Il
piano dei servizi tiene conto dei costi operativi delle strutture pubbliche esistenti e dei costi
di realizzazione di quelle previste, si preoccupa della loro fattibilità e definisce la modalità
di realizzazione dei servizi. Le indicazioni contenute nel piano dei servizi circa le aree
identificate come di interesse pubblico sono prescrittive e vincolanti per 5 anni dall'entrata
in vigore del PGT e decadono qualora il servizio non sia inserito entro questo termine nel
programma triennale delle opere pubbliche. La Legge regionale lombarda n.12 del 11 marzo
2005 prevede che, per comuni inferiori a 20.000 abitanti, sia possibile redigere un piano dei
servizi intercomunale.
•
Piano delle regole Il piano delle regole definisce la destinazione delle aree del territorio
comunale e in questo assomiglia un po' al Piano regolatore generale. In particolare individua
le aree destinate all'agricoltura, le aree di interesse paesaggistico, storico o ambientale e le
aree che non saranno soggette a trasformazione urbanistica. Il piano delle regole definisce
anche le modalità degli interventi urbanistici sia sugli edifici esistenti che di quelli di nuova
realizzazione. Questo significa che viene stabilito quanto costruire, come costruire e quali
sono le destinazioni non ammissibili. [5]
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Agenda 21/sviluppo sostenibile:
Agenda 21 è un ampio ed articolato "programma di azione", scaturito dalla Conferenza ONU su
Ambiente e Sviluppo di Rio de Janeiro nel 1992, che costituisce una sorta di manuale per lo
sviluppo del XXI secolo. Consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a
livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle
amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull'ambiente
La cifra 21 che fa da attributo alla parola Agenda si riferisce al XXI secolo. L'Agenda 21 è quindi
un piano d'azione per lo sviluppo sostenibile, da realizzare su scala globale, nazionale e locale con il
coinvolgimento più ampio possibile di tutti i portatori di interesse che operano su un determinato
territorio. È un processo partecipativo e democratico che, nella sua definizione ed attuazione,
coinvolge tutti i settori; è altresì un processo di definizione degli obiettivi ambientali e di
costruzione delle condizioni per metterli in pratica: consenso, interesse, sinergie, risorse umane e
finanziarie. L'esecuzione dell'Agenda 21 è stata quindi programmata per includere interventi a
livello internazionale, nazionale, regionale e locale. Agenda 21 si basa su due concetti chiave:
•
sviluppo sostenibile: è un processo finalizzato al raggiungimento di obiettivi di
miglioramento ambientale, economico, sociale ed istituzionale, sia a livello locale che
globale. Tale processo lega quindi, in un rapporto di interdipendenza, la tutela e la
valorizzazione delle risorse naturali alla dimensione economica, sociale ed istituzionale, al
fine di soddisfare i bisogni delle attuali generazioni, evitando di compromettere la capacità
delle future di soddisfare i propri.
•
Indicatori ambientali: necessari per conoscere l'evoluzione dell'ambiente, devono
rappresentare problemi complessi in modo semplice, aiutare a comprendere le correlazioni
tra diversi fenomeni, permettere la comparazione, promuovere innovazione epartecipazione
a livello locale. Gli indicatori maggiormente usati sono:
1. indicatori di pressione: indicano gli effetti diretti dell'attività umana sull'ambiente.
2. Indicatori di stato: indicano quanto incidono le pressioni sull'ambiente.
3. Indicatori di risposta: indicano le risposte che la comunità attua per ridurre le
pressioni sull'ambiente
PRESSIONI
DETERMINANO
RIDUCONO
RISPOSTE
RICHIEDONO
STATO
Fra gli strumenti atti a garantire l’attuazione di uno sviluppo sostenibile, assumono un ruolo
importante la VIA (Valutazione impatto ambientale) e la VAS (Valutazione ambientale
strategica). La VAS serve a valutare la sostenibilità delle previsioni inserite nei piani e nei progetti
urbanistici. La VIA riguarda la valutazione dei probabili effetti sull’ambiente di uno specifico
progetto. L’obiettivo della VAS è di integrare considerazioni di tipo ambientale all’elaborazione del
piano urbanistico, in modo da garantire l’adozione di uno sviluppo sostenibile all’interno del piano
stesso.
L’applicazione della VAS riguarda i piani urbanistici concernenti:
•
•
i settori agricolo, forestale e della pesca;
a pianificazione territoriale e la destinazione dei suoli;
18
•
•
•
•
la gestione della qualità dell’aria;
i settori energetico, industriale e dei trasporti;
la gestione dei rifiuti e dell’acqua;
le telecomunicazioni e il turismo.
Gli obiettivi della VIA possono essere schematizzati nei seguenti punti:
•
•
•
•
proteggere l’ambiente al fine di garantire una migliore qualità della vita;
tutelare le specie e garantirne la sopravvivenza;
proteggere la salute umana;
preservare la capacità di riproduzione degli ecosistemi.[6]
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Dati antropologico culturali
Storia
Epoca preromana e romana Il fiume Oglio ha determinato, fin dall’antichità, l’evoluzione e la
conformazione del territorio palazzolese. Fondamentale via di collegamento ed allo stesso tempo
confine naturale per i primi abitatori della Pianura Padana, esso fu oggetto di stanziamenti ad est e
ad ovest di popolazioni quali i Celomani e gli Insubri. Successivamente, laddove il suo corso si
ramifica in due vie, si sviluppò il nucleo del paese grazie alla sua posizione strategica al centro di
una fitta rete di comunicazioni. Durante l'Impero Romano fu luogo di transito sulla strada BrixiaMediolanum. Il ponte romano presente sul tracciato della strada è ancor oggi in piedi.
Epoca medioevale
Gli scavi del1977-78 hanno rinvenuto resti di una primitiva chiesa di un'epoca risalente al VII-IX
secolo. Alla pieve, la prima sorta nella zona, facevano riferimento le località limitrofe di Pontoglio,
Palosco, Mura e Cividino. Nell’anno 830 un privato effettuò una donazione di terre alla Chiesa
bergamasca: è la prima testimonianza scritta in cui viene fatta menzione di Palazzolo. Al borgo
palazzolese si contrappose per un certo periodo il borgo fortificato di Mura, sull'altra sponda del
fiume Oglio. Tra le due fortezze vi furono diversi scontri per il controllo del fiume i quali cessarono
nel 1192, quando con la cosiddetta Pace di Mura, le due corti si fusero dando origine all'attuale
Comune. La nuova entità si ritrovava, quindi, dotata di una Rocca (l’attuale Castello), di mura
difensive e di una Rocchetta sulla riva opposta: strutture che si mostrarono necessarie per difendere
un confine sempre conteso. Inoltre i vantaggi derivanti dal passaggio dell’Oglio per queste terre
permisero un rapido sviluppo economico-sociale della nuova comunità palazzolese. Sotto il punto
di vista politico, il comune si suddivise in tre quadre: Mura, Mercato e Riva. Le magistrature
comunali furono poste presso l'edificio che in tempi recenti è stata sede dell'ex Banca Popolare di
Palazzolo. La municipalità acquisì gradualmente i diritti connessi all'uso delle acque, i quali
originariamente spettavano al Vescovo di Brescia
Dominio veneto
Il comune fu incorporato dalla Repubblica di Venezia a seguito del ducale 29 aprile 1428. Sotto la
Serenissima mantenne il ruolo di capoquadra e fu sede di Podesteria con a capo nove paesi limitrofi.
Fu governato da una vicinia, formata da trentasei consiglieri, i quali nominavano tre deputati e tre
consoli, mentre il Podestà, che svolgeva funzione di giudice, era un nobile proveniente da Brescia.
Nella seconda metà del Seicento si assistette ad una generale ripresa economica con la diffusione
delle coltivazioni del mais e del gelso. Quest'ultima permise la diffusione dell'allevamento del baco
da seta e l'apertura delle prime filande, mosse dall'acqua delle seriole.
Dominio napoleonico e austriaco
Il comune aderì alla Repubblica Bresciana fin dal giorno della sua proclamazione (18 marzo 1797).
Fu inserito nel cantone dell'Alto Oglio a norma della legge 1 maggio 1797 e quindi, con la
confluenza dell'effimera repubblica in quella cisalpina, fu inglobato nel distretto delle Sete del
Dipartimento del Mella. Con il riassetto della seconda repubblica cisalpina (poi Repubblica Italiana)
fu incorporato nel Distretto II di Chiari del dipartimento del Mella (1801), mentre dopo la
riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia fu assegnato al Cantone I di Chiari appartenente
al Distretto II di Chiari (1805).
20
Sviluppo industriale
Nel 1856 si costruì il primo impianto in Italia per la produzione della calce e del cemento il quale
sfruttava il materiale calcareo proveniente dal lago d'Iseo. I prodotti furono venduti al cantiere della
linea Milano – Venezia, a quel tempo passante per il territorio palazzolese, e successivamente
furono richiesti anche per la costruzione della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.
Un’ulteriore spinta all'industrializzazione fu data dal tessile: nel 1862 fu aperta la ditta Sefferheld,
seguita nel 1867 dalla Gramer e, dal1877, dalla Niggeler & Schmid, poi Niggeler & Küpfer.
Quest'ultima fu la prima ad introdurre l'uso industriale dell'energia elettrica in Provincia di Brescia
nel 1883. Nello stesso periodo furono aperte anche delle fonderie, come la corderia di Rocco
Zanelli (1870), l'officina meccanica Gottardi (1860) e quella dei fratelli Marzoli (1905), tutte
orientate alla produzione di macchinari e parti di ricambio destinate all'industria tessile. Palazzolo
fu anche sede del primo bottonificio italiano, quello del milanese Edoardo Tacchi, che durante la
prima guerra mondiale fu convertito alla produzione di cerniere lampo.[7]
21
Monumenti
Chiesa di santa Maria Assunta
La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta fu progettata dall'architetto Giorgio Massari e fu
costruita su di un antecedente edificio ecclesiale dedicato alla Maria Maddalena. Fu completata nel
1782, mentre la facciata è stata realizzata nel 1848 su di un progetto dell'architetto Giovanni
Donegani.
La pianta della chiesa è a croce latina con tre navate. L'interno presenta un polittico del 1525 ad
opera di Vincenzo Civerchio, una pala del 1620 di Grazio Cossali e un' Ultina Cena frutto del lavoro
di Pompeo Battoni.
Pieve di san Fedele
L'edificio attuale della Pieve, dedicata a San Fedele di Como è stato costruito nel XV secolo . È
composto da tre navate e da un protiro cinquecentesco sul lato meridionale. Gli interni sono
affrescati del Campi da Cremona e di Pietro Marone. La chiesa sorge su due strutture ecclesiali
precedenti i cui resti sono visibili all'interno la pieve originaria fu costruita nei secoli VII e IX;
presentava un'abside semicircolare realizzata impiegando ciottoli di fiume e laterizi di tipo romano;
la seconda pieve fu realizzata nel XII secolo ed era dotata di due absidi in stile romanico e di una
torre quadrata, posta sul lato meridionale.
22
Il Ponte romano
Il ponte romano di Palazzolo attraversa il fiume collegando gli antichi borghi di Palazzolo e Mura,
nonché gli attuali rioni della Piazza e di Mura vecchia. E' il più antico tra i cinque ponti che solcano
il territorio cittadino: la sua costruzione è infatti datata attorno al IV secolo.
Rocca Magna
La Rocca Magna o Rocha Magna è il castello della borgata di Palazzolo costruito tra i secoli IX e
XII. È costituito da quattro torri le quali erano unite tra loro da poderose mura circondate da un
ampio fossato. Tre torri, denominate Mirabella, Ruellina e Porta di fuori, sono a pianta rotonda ed
allineate al corso del fiume. La quarta torre, detta Torre della Salvezza è a pianta quadrata e fungeva
da Mastio; era dotata di due porte, entrambe dotate di ponte levatoio: una dava verso l'esterno ed era
denominata Porta del Soccorso, l'altra verso l'interno del fortilizio ed era stata battezzata Porta di
Riva. Dall'ampio cortile si accede ai camminamenti di ronda ed ai passaggi sotterranei alle mura,
tuttora percorribili, che permettono di raggiungere le torri.
23
Torre del Popolo
La Torre del Popolo è alta ottantotto metri (esclusa la statua di San Fedele alta 7 metri) e si
appoggia su uno dei torrioni a pianta circolare del castello, la Torre Mirabella.
Il concerto è composto da dodici campane ambrosiane in La grave con sei sistemi di suono; di cui
11 disposte intorno alla torre in ogni lato possibile, e una all'interno.
Prima del 1946 però, il concerto era di sole 5 campane, di cui ne furono smontate quattro durante la
2^ guerra mondiale, lasciando la campana più grande della torre al centro del sistema campanario
(questa grande campana è presente anche oggi).[8]
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Interazione sociale
Palazzolo sull'Oglio come ogni comune conserva ancora oggi tradizioni e le feste fortemente
radicati nella popolazione.
Le principali sono
• 14 maggio Festa del patrono: Il patrono della città di Palazzolo sull' Oglio è S. Fedele. Egli
fu un cavaliere romano, (si pensa di origine egiziana) che, sfidando gli ordini dell'imperatore
Massimiano, offrì conforto nelle carceri di Milano ai prigionieri cristiani scampati alla
strage dei legionari cristiani che provenivano dalla città di Tebe d' Egitto, tra cui anche
Sant’Alessandro Vessillifero (portabandiera) della stessa e ora patrono di Bergamo. Fedele
ricevette il battesimo dal vescovo di Milano, organizzò la fuga di questi prigionieri e con
essi peregrinò da una città all'altra. Nell'anno 298 Fedele cadde presso Como nelle mani dei
militi dell'imperatore e fu da essi decapitato il 28 ottobre. Dopo la morte del martire molte
terre del Lario, della Brianza e delle valli lombarde celebrarono la sua memoria. Nel 964 il
corpo del santo fu deposto nella chiesa di Sant'Eufemia a Como. Nel 1780, quale dono del
vescovo di quella città, le reliquie di S. Fedele giunsero a Palazzolo sull' Oglio.
• Seconda domenica di settembre festa della Madonna della Sgraffigna: che è un piccolo
quartiere del paese in cui sorge una chiesetta costruita nel secolo scorso e affrescata con
l'immagine della Madonna del Caravaggio. Le celebrazioni durano tre giorni con serate
danzanti e riti religiosi.
• Terza settimana di settembre Sagra di Mura: si svolge nell’arco di tre giornate, e prende
il via la sera di venerdì con la “Sfilata dell’araldo” che annuncia l’apertura e si conclude la
domenica sera con la tradizionale sfilata storica seguita da un grande spettacolo pirotecnico.
Nell’antico quartiere di Mura vengono ricostruite le vecchie porte che nel medioevo
consentivano l’entrata nel quartiere stesso, vengono riaperte le locande, riproposte musiche
e danze del periodo storico, la gente passeggia in costumi medioevali (si possono noleggiare
presso il Comitato); nei vicoli o nei portoni delle vecchie abitazioni trovano posto gli
artigiani che ripropongono i vecchi mestieri. In questi giorni circola la “palanca”, soldo che
viene coniato ogni anno e che permette l’acquisto di bevande e dei cibi offerti nelle locande.
• Ogni mercoledì mattina: il mercato prende vita nel piazzale Kennedy, uno dei più grossi
nella zona.
Vi sono inoltre durante tutto il corso dell'anno numerosi eventi ed iniziative che coinvolgono la
popolazione palazzolese (Festa dello Sport, mercatino dell'antiquariato, mostre d'arte, concerti)[9]
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Associazioni
Associazioni sportive:
• A.C Palazzolo (calcio)
• Associazione Cacciatori Lombardi
• Associazione Modellismo Dinamico
• A.S. Tennis Tavolo Palazzolo
• Ass. Jitakyoei Budo
• Ass. Tennis S.Pancrazio
• Società Pesca Sportiva
• Ass. Polisportiva Dilettantistica Palazzolese
• Auto Moto Club d'Epoca “S.Fedele”
• Basket Palazzolo
• Circolo Ippico “S.Fedele” Ass. Polisportiva Dilettantistica
• Club Taiso Akido
• Comitato dello Sport Palazzolese
• Cycling Team S.Pancrazio
• Dama Club Palazzolo
• G.A.P (Ginnastica Artistica Palazzolese)
• Boxing Sebino
• Gruppo Danza Sportiva Dilettantistica “Lady Angela”
• Gruppo Sportivo Twirling
• Judo Palazzolo
• Kayak Canoa Club
• Kronos Scuderia Automobilistica
• Miniatur Golf
• Polisportiva Dilettantistica “Calcio Amatori”
• S.C Pedale Palazzolese
• A.S Pallavolo Palazzolo
• Gruppo Sportivo Shoote
• Gruppo Sportivo Oratorio S.Rocco
• Gruppo Sportivo Oratorio S.Sebastiano
• Gruppo Sportivo Oratorio S.Giuseppe
• F.I.D.C Sezione Federcaccia
• Società Bocciofila G.B Palazzolo
• Società Sportiva Atletica Ogliese
• Tennis Club Palazzolo
• Unione Sportiva Oratorio S.Cuore
• Comitato dello Sport Palazzolese
Associazioni Culturali:
• Cine Club Palazzolo
• Associazione Coro Polifonico “La Rocchetta”
• Centro Artistico e Culturale di Palazzolo sull' Oglio (C.A.C.P)
• Circolo Fotografico Palazzolese
• Ass. Teatrale “Il Flauto Magico”
• Circolo Filatelico e Numismatico Palazzolese
• Gruppo Letterario “Meteora”
• WWF
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• Ass. Amici della Musica
• C.A.I (Club Alpino Italiano – Sezione di Palazzolo S/O)
• Ass. Culturale “La Maschera”
• Fondazione Ambrosetti Arte Contemporanea
• Fondazione Cicogna Rampana Onlus
• Corpo Musicale “Città di Palazzolo sull' Oglio”
• Circolo Culturale ARCI Città
• Ass. Culturale “Polidera”
• Ass. Culturale “Teatrinsieme”
• Ass. Culturale “Donne e Costituzione”
Associazioni d' Arma e Combattentistiche:
• Ass. Naz. Paracadutisti d' Italia - Sezione di Palazzolo S/O
• Ass. Naz. Partigiani d' Italia - Sezione di Palazzolo S/O “Vasco Toti”
• Ass. Arma Aeronautica - Sezione di Palazzolo S/O
• Ass. Naz. Alpini - Gruppo di Palazzolo S/O
• Ass. Naz. Carabinieri – Sezione di Palazzolo S/O
• Ass. Naz. Famiglie dei Caduti e Dispersi in Guerra
• Ass. Naz. Genieri d' Italia – Sezione di Palazzolo S/O
• Ass. Naz. Mutilati ed Invalidi di Guerra (A.N.M.I.G)
• Ass. Naz. Alpini – Sezione di Brescia Gruppo di S.Pancrazio
• Ass. Naz. del Fante – Sezione di Palazzolo S/O
• Ass. Naz Bersaglieri con Fanfara – Sezione di Palazzolo S/O “G.Giudici”
• Ass. Naz. Marinai d' Italia – Gruppo “Fuochista A. Calzana M.”
• Vigili del Fuoco Volontari – Distaccamento Sezione di Palazzolo S/O
Associazioni Socio Assistenziali:
• A.I.D.O (associazione italiana per la donazione di organi)
• A.V.I.S (associazione italiana per la donazione di sangue)
• Ass. Naz Mutilati ed Invalidi del lavoro
• Unità Pastorale Giovanile
• Associazione “Anche io nel terzo millenio”
• Associazione pensionati di Palazzolo S/O
• Associazione Pensionati S.Pancrazio
• Associazione Volontari del Soccorso
• Associazione Volontari Cor Unum
• C.R.I (Croce rossa italiana) Comitato locale di Palazzolo S/O
• Gruppo Comunale della Protezione Civile
• Movimento Cooperativo Palazzolese
• Associazione Volontari per Palazzolo
• Ass. Diabetici della provincia di Brescia – Sezione di Palazzolo S/O[10]
27
Volontariato
Il territorio palazzolese è ricco di associazioni volontaristiche (Vigili del Fuoco, C.R.I, trasporto
malati, ecc..) essenziali per le esigenze dei cittadini ma due in particolare spiccano anche oltre i
confini comunali:
• Protezione Civile: Il Dipartimento della Protezione Civile è l'organo nazionale che in Italia
si occupa della previsione, prevenzione, gestione e superamento degli eventi straordinari. Il
servizio si occupa quindi delle problematiche legate alla previsione e prevenzione dei rischi
che insistono sul territorio e di far fronte alle eventuali emergenze per limitare le
conseguenze negative che qualsiasi disastro naturale o causato dall'uomo, può avere sulla
comunità. Trattandosi di un "sistema", è evidente che la Protezione Civile italiana si serve,
sia in tempo di pace che in emergenza, di tutte le forze già esistenti, nonché di un grosso
numero di volontari.
Legambiente e il Dipartimento di Protezione Civile hanno riconosciuto Palazzolo S/O come
uno dei comuni più preparati d' Italia per quanto riguarda la prevenzione del rischio
idrogeologico. Infatti dopo le esondazioni del 1997 e del 2000 il comune ha messo in atto
una serie di opere pubbliche per ridurre il rischio idrogeologico. Per l' ottimo lavoro svolto
Legambiente ha riconosciuto il paese come un polo d'eccellenza a livello nazionale.
Palazzolo sull’Oglio ha meritato la Maglia Rosa di “Operazione Fiumi” per aver messo in
campo interventi di delocalizzazione, a seguito dei quali, non sono più presenti sul proprio
territorio strutture in aree a rischio. L’amministrazione di Palazzolo, inoltre, effettua
costantemente una manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e delle opere di difesa
idraulica, e ha provveduto all’organizzazione di un efficiente sistema locale di protezione
civile attraverso la redazione di un piano d’emergenza aggiornato, la costruzione di nuove
strutture e l’organizzazione di attività informative rivolte ai cittadini e di esercitazioni.
Comunità Shalom: Nasce nel giugno del 1986 grazie alla volontà, caparbietà e coraggio di
suor Rosalina che, da sempre dedita ai giovani, in risposta alla chiamata di Dio, decide di
occuparsi totalmente dei ragazzi che si trovano nel tunnel della droga e che soffrono i disagi
tipici della gioventù. Chiede alla Caritas di Brescia una casa ed ottiene una cascina nella
campagna di Palazzolo S/O. Nel corso degli anni la comunità si amplia anche se le domande
sono talmente numerose che non riescono ad essere soddisfatte. I ragazzi che intraprendono
il cammino sono accettati gratuitamente e vivono di lavoro offerto da imprese ed artigiani
dei comuni vicini, di allevamento di animali da reddito e di coltivazione di verdure in serra.
Oltre alle normali attività quotidiane di lavoro e preghiera i giovani si dedicano anche al
servizio agli anziani ed agli ammalati, partecipazione ed animazione di gruppi di preghiera e
spiritualità, spettacoli musicali e balletti che si ispirano al Vangelo. Numerose sono le
richieste di queste manifestazioni musicali, canore, di danza e di testimonianza da più parti:
oratori, gruppi, scuole, associazioni di tutta Italia. Musiche, voci, coreografie, scenografie ed
effetti luminosi e sonori sono opera degli stessi ragazzi che durante la giornata, tra le attività
quotidiane, trovano il tempo per inventare e provare nuovi spettacoli, canzoni e passi di
danza. Le manifestazioni sono sempre a titolo gratuito e le offerte che vengono raccolte
sono devolute a missionari e bisognosi.
Altri gruppi di Volontariato:
• Alcolisti Anonimi
• ARCA
• Eko Club
• Familiari “Alanon”
• Gruppo “Insieme per..”
• Gruppo “Amici del Perù”
• Gruppo Solidale San Pancrazio[11]
•
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Dati attività produttive:
Palazzolo S/O ha subito un'evoluzione economica e sociale che ha trasformato il paese, nel primo
Ottocento, in uno dei poli più industrializzati della Lombardia. Diversi fattori hanno contribuito alla
sua trasformazione: la posizione geografica che, dopo la costruzione della ferrovia, fa di Palazzolo
un nodo commerciale di primaria importanza; la disponibilità di forza motrice ricavabile dalle
acque dell'Oglio e dei canali Vetra e Fusia che attraversano l'abitato; una popolazione in gran parte
dedita ad occupazioni agricole e mercantili per la quale, tuttavia, le manifatture (filatoi, filande,
mulini) non costituivano, sin dal Settecento, una presenza del tutto estranea. Infatti nella seconda
metà del XVII secolo già si insediano a Palazzolo i primi filatoi, che utilizzano la forza idraulica dei
canali Gonzere, Ceresa e Carvasaglio; nel 1724 i filatoi sono sei e nella metà del secolo nove su un
totale di ventisette presenze in tutto il bresciano. In rapporto ai 2400 abitanti di allora Palazzolo
contava il maggior numero di questi opifici. La politica instabile, gli alti e bassi nella produzione e
nello smercio della seta che si verificano tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento non
frenano la crescita delle manifatture: negli anni 1846-47 sono attive otto filande su scala industriale,
undici a conduzione familiare e dodici filatoi, che danno lavoro complessivamente a cinquecento
persone. L'industrializzazione di Palazzolo ha inizio comunque negli anni cinquanta del secolo
scorso; la costruzione del ponte, che doveva permettere alla linea ferroviaria di superare la valle
dell' Oglio a nord dell'abitato, richiese una quantità tale di materiali edilizi che solo una produzione
in loco, di calce innanzitutto, avrebbe potuto soddisfare. Nel 1854 sorge così il primo stabilimento,
in Italia, per la produzione di calce e cementi, fondato dalla società francese Lamarque e Lutrek
responsabile della costruzione della ferrovia, e che, con successivi ampliamenti, è diventata una
delle officine più importanti della Italcementi. L'avvento di capitali svizzeri e milanesi che avevano
concorso allo svecchiamento tecnologico diedero vita ad un aumento delle produzioni tra le quali la
più tipica di Palazzolo dell' epoca: quella dei bottoni;tanto da essere definita la “nuova Manchester”.
Oggi Palazzolo S/O è una realtà economica rilevante nel territorio dell' ovest bresciano poiché vi si
trovano numerosi servizi e importanti industrie i cui prodotti vengono esportati in tutto il mondo
rappresentando l'élite della manifattura “made in Italy”.Il settore agricolo produce sopratutto cereali
e prodotti dell' allevamento del bestiame. Nel 2011, secondo la Camera del commercio di Brescia
gli addetti alle attività produttive sul territorio palazzolese sono 8.670 cioè il 43,2% della
popolazione residente. I dati statistici Istat sul reddito pro-capite del comune indicano un aumento
del reddito medio dichiarato negli ultimi anni (da 19.559€ nel 2005 a 21.845€ nel 2010) ma una
diminuzione della popolazione dichiarante (da 57,1% nel 2005 a 54,3% del 2010 sul totale della
popolazione). Il mercato del lavoro nel 2011 ha mostrato una certa debolezza dovuta all’incertezza
del clima economico. Dai dati sull’indagine sulle Forze di Lavoro 2011 condotta dall’Istat è
possibile tracciare un quadro territoriale dal quale emerge per l’Italia un aumento tendenziale
dell’occupazione (pari a 95 mila unità) non accompagnato da una riduzione del tasso di
disoccupazione che si mantiene ai livelli del 2010 ovvero intorno all’8,4%.
In Lombardia il tasso di occupazione è diminuito leggermente passando da 65,1% del 2010 al
64,7% del 2011 e nel contempo il tasso di disoccupazione è aumentato attestandosi al 5,8% (era
5,6% nel 2010). In questo contesto il mercato del lavoro bresciano risulta più indebolito, il numero
degli occupati è diminuito rispetto al 2010 del 2,5% che corrisponde alla perdita di 13.277 unità. Il
calo è stato determinato dalla componente femminile che ha perso in media 13.192 unità, con la
conseguenza che il tasso di occupazione si è ridotto al 61,5% (era al 63,7% nel 2010) e nello
specifico al 47,4% per le donne (era 51,3% nel 2010), per gli uomini è rimasto pressoché invariato
al 75% .
Conoscere l'economia del paese può risultare molto utile. Per esempio nelle campagne per la
sicurezza sul lavoro è possibile capire dai dati come è composta la popolazione lavorativa di
un determinato comune e agire di conseguenza. [12]
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Occupati in Palazzolo S/O per tipologia di attività
Dati Camera del Commercio di Brescia 2011
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Ambiente e Salute
Produzione raccolta e smaltimento rifiuti:
Palazzolo sull'Oglio come moltissimi altri comuni del territorio della Provincia di Brescia ha
adottato per la raccolta dei rifiuti il sistema “porta a porta”. Questo semplice sistema permette al
comune di riciclare e recuperare diverse tipologie di rifiuti:
• carta
• plastica
• vetro e lattine
• RSU (rifiuti solidi urbani)
• rifiuti vegetali/organici
Il comune fornisce dei “bidoni” di diverso colore per le diverse tipologie di rifiuti ed è l'utente che
direttamente differenzia i materiali, i quali vengono poi ritirati e smaltiti settimanalmente.
Oltre alla raccolta “porta a porta” nel territorio comunale è attiva l'Isola Ecologica Comunale, un
luogo attrezzato dove i residenti in Palazzolo S/O possono portare numerose tipologie di rifiuti per
essere differenziate:
• scarti vegetali
• carta e cartone
• vetro e lattine
• abiti e scarpe
• scarti di legno
• rottami di ferro
• batterie e pile
• farmaci scaduti
• elettrodomestici
• olio vegetale e minerale
• lampadine
• rifiuti ingombranti
• imballaggi di plastica e polistirolo
I dati sulla produzione di rifiuti sono necessari per il continuo miglioramento del servizio.
Le statistiche parlano di una raccolta differenziata pari al 41,09%, cifra di tutto rispetto ma
che potrebbe essere notevolmente incrementata.
Negli ultimi anni il “business dei rifiuti” ha assunto proporzioni globali. Palazzolo S/O
potrebbe investire maggiormente nella differenziazione dei rifiuti urbani e creare dei centri di
recupero per i materiali riutilizzabili. La mancanza di centri all'avanguardia nella zona
garantirebbe al comune una grossa fetta di mercato portando così numerosi introiti nelle
casse del comune.[13]
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Inquinamento:
Palazzolo S/O, come altri comuni della zona, ha sempre avuto una grande tradizione industriale.
L' idustrializzazione e la lavorazione di metalli hanno nel tempo avvelenato le matrici naturali del
territorio lombardo e bresciano. Nel corso del 2010 il comune di Brescia ha superato ben 89 volte il
limite di inquinanti atmosferici tollerati dovendo ricorrere a strategie per la riduzione (blocco del
traffico, circolazione a targhe alterne) e risulta fra i più inquinati d' Italia. Palazzolo S/O invece non
ha mai avuto la necessità di prendere misure restrittive per affrontare l'inquinamento atmosferico
che risulta attenuato dalle correnti d'aria provenienti dalle colline e dalle prealpi.
Misure di precauzione invece sono state prese dal comune per quanto riguarda il fiume che risulta
non balneabile a causa di un eccessivo inquinamento organico.
La raccolta differenziata e i maggiori controlli hanno diminuito sensibilmente la presenza di rifiuti
anche se, come ogni estate, le sponde del fiume e la campagna sono vittima dell'inciviltà umana in
particolare nelle zone meno esposte alla vista.
Riguardo alla gestione delle acque (acquedotto, fognatura e depurazione) il comune ha deciso di
intraprendere un percorso di collaborazione con AOB2 s.r.l e con SO.GE.IM S.p.A.
L'azienda si occupa della gestione tecnico analitica, delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, del
controllo dell'efficienza depurativa dell'impianto di depurazione, che tratta tutte le acque reflue
urbane provenienti dalla rete di Palazzolo S/O e dalla rete della frazione di S. Pancrazio.
La rete fognaria è il sistema di condotte per la raccolta delle acque reflue urbane e l'allontanamento
delle stesse verso il depuratore comunale. Il sistema di collettamento a Palazzolo sull'Oglio è un
sistema di tipo misto nelle zone più vecchie del territorio mentre è un sistema di tipo separato nelle
zone nuove. Per sistema di tipo misto si intende la raccolta all'interno dello stesso condotto di acque
reflue domestiche, acque reflue industriali e le acque meteoriche di dilavamento di strade e piazze.
La rete fognaria di Palazzolo sull'Oglio e S. Pancrazio si sviluppa per circa 75 km, sono presenti 3
impianti di sollevamento e 9 punti di sfioro.
L 'acqua erogata dall' acquedotto comunale risulta essere di buona qualità.
I dati sull'inquinamento si limitano a sporadici se non del tutto nulli controlli dell'acqua del
fiume e della qualità dell'aria. Se fossero disponibili dati sull'inquinamento si potrebbe
confrontarli con quelli dei registri dei tumori o di altre patologie legate a fattori ambientali
per individuare fattori di rischio importanti per la salute della popolazione. I dati disponibili
sulla qualità dell'acqua erogata dall'acquedotto comunale possono essere utili per istruire la
popolazione ad un migliore utilizzo delle risorse, ad esempio il comune potrebbe
intraprendere una campagna a favore dell'utilizzo dell'acqua pubblica rispetto a quella
imbottigliata, abbattendo così la produzione di rifiuti plastici.[14]
La qualità dell'acqua in Palazzolo S/O
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Dati sui servizi
Palazzolo S/O con i suoi quasi 20.000 abitanti e la sua lontananza dal centro della provincia ha il
dovere di imporsi nel territorio locale come polo di forza per l'erogazione di servizi.
Servizi educativi:
• Asilo Nido Comunale “Il Girasole”
•
Scuole dell' infanzia: Scuola dell'Infanzia Statale Mura "G. Rodari" - Scuola dell'Infanzia
Statale S. Cuore "P. Guarnieri" - Scuola dell'Infanzia Statale "S. Rocco" - Scuola
dell'Infanzia Statale S. Giuseppe "H. C. Andersen" - Scuola dell'Infanzia "Ancelle della
Carità" - Scuola dell'Infanzia Paritaria S. Pancrazio.
•
Scuole Primarie: Primaria Statale Mura “Galignani” - Primaria Statale S.Cuore – Primaria
Statale S.Rocco – Primaria Statale S.Giuseppe “Don Milani” - Primaria “Ancelle della
Carità” - Primari Statale S.Pancrazio.
•
Scuole secondarie I° grado: Medie “E.Fermi” - Medie “M.L.King” - Medie S.Pancrazio –
Medie “Ancelle della Carità”
•
Scuole secondarie di II° grado: Istituto Professionale Statale “G.Falcone” - Istituto
Tecnico Statale “C.Marzoli” - Liceo Scientifico “G.Galilei”
I dati riguardanti la popolazione scolastica potrebbero essere utili nello stimare con più
precisione gli interventi da realizzare. Conoscere la popolazione significa senza dubbio
lavorare più proficuamente. Numerosissime iniziative di educazione ed informazione alla
salute possono essere intraprese nelle scuole, come ad esempio campagne a favore di un
corretto stile di vita(contro il fumo, le droghe, l'abuso di alcool, ecc.), interventi di educazione
sessuale, educazione all'affettività, ecc.[15]
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Servizi Sanitari:
• Farmacie: Cottinelli – Louisi – Valcamonica – Busetti
• Strutture Sanitarie:
1. Centro Medico Richiedei (Istituto di Riabilitazione Geriatrica per 36 posti letto - Unità
speciale di Riabilitazione Alzheimer per 18 posti letto - Day Hospital geriatrico per 8 posti
letto - Prestazioni individuali e di gruppo di Riabilitazione - Visite e prestazioni domiciliari
- Laboratorio Analisi - Radiologia e diagnostica per immagini)
2. Comunità Assistenziale ex guardia medica
3. Distretto socio sanitario n°6 Monte Orfano
Il Distretto socio sanitario n°6 con sede a Palazzolo è composto da 6 comuni: Palazzolo S/O, Adro,
Capriolo, Cologne, Erbusco e Pontoglio. Il bacino d' utenza è di quasi 60.000 persone. Con un
estensione di 89,34 chilometri quadrati.
Le prestazioni erogate dai distretti socio sanitari vengono suddivise nelle seguenti aree:
• Area cure primarie: Scelta e revoca del medico e del pediatra; Guardia medica festiva,
prefestiva e notturna; Assistenza sanitaria all' estero; Esenzione ticket; Accertamento
invalidità; Assistenza e fornitura protesi e ausili; Richiesta visite fiscali.
• Area materno infantile: Assistenza e consulenza alla famiglia, alla donna, alla coppia, agli
adolescenti; Affido, adozione, tutela minori
• Area anziani e cure domiciliari: Inserimento in CDI (Centri Diurni Integrati); inserimento
in RSA (Residenze Sanitario-assistenziali per Anziani); Cure domiciliari
• Area igiene e medicina di comunità: Attività ambulatoriale per il rilascio di certificazioni;
Vaccinazioni obbligatorie e facoltative; Igiene pubblica; Igiene alimentare; Programmi di
educazione alla salute.
• Area disabilità: Integrazione scolastica; Orientamento post scolastico; Integrazione
familiare e sociale; Inserimento in servizi e/o strutture.
• Ufficio relazioni con il pubblico: Informazioni; Reclami e proposte
Servizi socio-assistenziali:
• Area anziani: Assistenza domiciliare, servizio pasti a domicilio, servizio assistenza
economica, centro diurno integrato, assegnazione alloggi, telesoccorso e teleassistenza, Casa
di riposo “Don F.Cremona Onlus” (RSA).
• Area disabili: Centro socio-educativo (sede di Capriolo), inserimento lavorativo, assistenza
domiciliare, inserimento in strutture diurne o semi-residenziali a carattere socio-sanitario,
integrazione costi connessi all' inserimento in servizi residenziali, assistenza dei minori
durante le attività dei centri estivi organizzati dalle realtà locali attraverso voocher sociale,
collaborazione con le famiglie per proposte destinate a disabili in condizioni di particolare
gravità, assistenza economica
• Area famiglia, minori e giovani: assistenza economica, servizio Tutela Minori, servizio
educativo domiciliare, servizio mediazione familiare, politiche giovanili[16]
36
Dati riferiti a comportamenti a rischio
Incidenti stradali:
Totale incidenti dal 2000 al 2012
37
Incidenti per giorno della settimana
38
Incidenti per tipologia di lesione dal 2005 al 2012
I dati riguardanti gli incidenti stradali non indicano un preciso trend nel numero degli incidenti
anche perchè i sinistri vengono rilevati, oltre che dal Corpo di Polizia Locale, dai Carabinieri e dalla
Polizia Stradale.
Risulta però evidente come la maggior parte dei sinistri avvenga il mercoledì. Da ricordare come, il
mercoledì, il mercato attiri un numero non cospicuo di persone e relativi automezzi, aumentando
quindi le probabilità che avvengano incidenti.
Fortunatamente gli incidenti mortali risultano di numero non elevato.
Da altri dati è possibile constatare che le aree maggiormente colpite sono le vie che collegano il
comune a Brescia e Bergamo ed i collegamenti con i comuni adiacenti. È doveroso ricordare che la
maggior parte dei sinistri è causato dal non rispetto del codice della strada e dalla scarsa prudenza
che accomuna molti automobilisti.
I dati sugli incidenti stradali possono essere utili nello sviluppo di campagne per la sicurezza
stradale o per attuare progetti di tutela della salute. Nelle zone più colpite da sinistri mancano
totalmente rilevatori di velocità che indurrebbero i conducenti ad assumere un atteggiamento
più prudente. Queste precauzioni potrebbero influire positivamente sia sulla spesa sanitaria
(abbassando il numero di incidenti, quindi di persone illese), sia sulle casse del comune
(aumentando le entrate dovute a sanzioni per l'infrazione del codice stradale)
39
Dispersione scolastica
Il termine di dispersione scolastica, che negli ultimi decenni, e soprattutto dalla metà degli anni ‘80,
si sostituisce a quello di selezione e di mortalità scolastica, vuole, infatti, richiamare e sottolineare
l’intreccio tra i due principali campi di problemi, quello relativo al soggetto che “si disperde” e
quello relativo al sistema che “produce dispersione”. La dispersione è un fenomeno complesso è
può essere definita come insieme di fattori che modificano il regolare svolgimento del percorso
scolastico di uno studente. In ambito scolastico non si identifica semplicemente con l’abbandono,
ma riunisce un insieme di cause (irregolarità nelle frequenze, ritardi, non ammissione all’anno
successivo, interruzioni) che possono sfociare nell’uscita anticipata dei ragazzi dal sistema
scolastico. Per analizzare le cause della dispersione e le sue dimensioni occorre intrecciare variabili
soggettive e macro-sociali, anche se lo sviluppo socio-economico resta il fattore discriminante per il
manifestarsi del fenomeno. In Lombardia nel 2009 è stato stimato un tasso di dispersione scolastica
del 19,7%. I dati sono preoccupanti anche se risulta difficile avere un chiaro disegno delle
dimensioni del fenomeno.
Anche le scuole di Palazzolo S/O non sono esenti dalla dispersione; l'unica soluzione è la
prevenzione aiutando gli studenti ad accrescere la propria autostima e sorreggendoli durante tutto il
percorso scolastico.
La dispersione scolastica può inoltre essere causa di piaghe sociali come bullismo, microcriminalità,
uso di droghe, violenza, ecc.
Dati statistici possono essere rilevati presso le scuole ma le cause e concause della dispersione
scolastica sono talmente varie che interventi diretti risultano irrealizzabili.
Soluzioni possibili possono essere un potenziamento di progetti di dopo-scuola o la creazione
di un luogo d' incontro tra famiglie e istituzioni.[17]
40
Incidenti domestici
Gli incidenti domestici rappresentano, nella maggior parte dei Paesi industrializzati, un fenomeno
rilevante per la sanità pubblica sia dal punto di vista della mortalità sia da quello della morbosità
che da questi eventi consegue. Come rileva l'Organizzazione Mondiale della Sanità, questa tipologia
di eventi, che non risparmia nessuna fascia di età, rappresenta nei Paesi sviluppati la prima causa di
morte per i bambini, anche se il gruppo in assoluto più colpito è quello delle casalinghe.
I fattori di rischio sono molteplici e possono spesso interagire tra loro:
• fattori strutturali legati alle condizioni abitative;
• fattori comportamentali come la sedentarietà, la scarsa percezione del rischio, l'eccesso di
alcol, disordini alimentari;
• la presenza di patologie con assunzione di farmaci che riducono la soglia di attenzione e
aumentano la sonnolenza;
• condizioni sociali ed economiche che favoriscono emarginazione, solitudine, depressione.
Dall'analisi dei dati a disposizione dell'ASL della provincia di Brescia, relativi ai ricoveri
ospedalieri dovuti ad incidenti domestici, sono emersi questi risultati:
• i bambini da 0 a 4 anni e gli anziani >65 anni sono le categorie di persone più colpite da
incidenti domestici
• tra tutti i traumatismi che coinvolgono gli anziani, le fratture sono le lesioni più frequenti
• il sesso femminile, soprattutto fra gli anziani, è quello che si infortuna maggiormente e che
determina un più alto numero di ricoveri.
Secondo le stime pubblicate dall’Istat nel 2009, relative all’indagine multiscopo del 2007 si sono
infortunate circa 2,8 milioni di persone (per un totale di circa 3,3 milioni di incidenti domestici) il
tasso di infortunati è stato pari a 47,6 infortunati su 1000 abitanti. Le persone che hanno maggiori
probabilità di infortunarsi in casa sono: le donne a tutte le età, dopo l’infanzia; gli anziani che, a
partire dai 65 anni, vanno incontro a rischi via via maggiori; i bambini fino ai 5 anni ;le casalinghe;
le persone che sono in cerca di occupazione ; le persone meno istruite.
Ovviamente il rischio di incidente domestico è direttamente proporzionale al tempo passato
all'interno delle mura abitative. La maggior parte degli incidenti è dovuta alla disattenzione, all'uso
non corretto dell'abitazione (scale, finestre, ecc.) e all'uso di utensili da lavoro (forno, coltelli, ecc.).
La prevenzione è la strada da intraprendere per abbattere il numero sempre in aumento di
incidenti domestici, le misure più efficaci sembrano essere quelle che considerano approcci
multipli: campagne di informazione e di educazione, formazione di operatori sanitari volta
all’acquisizione di competenze per la rilevazione della sicurezza degli ambienti domestici e
fornitura a basso costo di dispositivi di sicurezza. [18]
41
Infortuni sul lavoro
Viene definito infortunio sul lavoro un incidente avvenuto in occasione di lavoro a chiunque presti
la propria opera, dipendente, collaboratore, familiare, socio, dal quale sia derivata o la morte o l'
inabilità permanente o temporanea al lavoro e che comporti l’astensione dal lavoro per più di tre
giorni. Si differenzia dall'infortunio la malattia lavoro-correlata, termine che identifica una
patologia provocata da un'agente presente nell'ambito lavorativo che abbia contribuito nel corso del
tempo, mesi o anni, al manifestarsi della patologia.
L'arma principale contro gli infortuni sul lavoro è anche in questo caso la prevenzione. Campagne
educative e di informazione devono toccare lavoratori e datori di lavoro ricordando sempre che
attenzione, uso corretto di strumenti e macchinari e utilizzo di dispositivi di sicurezza sono l'ABC
contro gli infortuni sul lavoro.
In Italia la principale forma di tutela previdenziale è l'assicurazione obbligatoria.
L'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro è oramai resa obbligatoria per tutti, dipendenti,
collaboratori, imprenditori, e persino i familiari dell'imprenditore, indipendentemente dalle
mansioni svolte e dalle macchine con le quali sono in contatto quotidianamente.
Le statistiche INAIL evidenziano un leggero calo degli infortuni sul lavoro. In Lombardia nel 2011
sono stati denunciati 127.007 infortuni (18.32% in meno che nel 2007) di cui 17.313 nella
provincia di Brescia. Nella sede INAIL di Palazzolo S/O (punto di riferimento di ben 31 comuni)
dal 1 gennaio 2012 al 31 luglio 2012 sono stati aperti ben 2.484 casi di infortunio sul lavoro (di cui
74 malattie professionali). Come per regione e provincia anche Palazzolo S/O ha subito un sensibile
calo degli infortuni sul lavoro denunciati dall' INAIL nel periodo 2007-2011 (-31,3%) passando da
319 a 219. [19]
Il trend in negativo degli infortuni sul lavoro deve comunque tenere conto della crisi economica
mondiale che ha colpito lavoratori e datori di lavoro. La diminuzione degli infortuni potrebbe essere
correlata all'aumento delle omesse denunce e alla diminuzione dei posti di lavoro. I dati
riguardanti gli infortuni sul lavoro possono essere spunto per progetti di campagne di
informazione ed educazione alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
42
Bullismo
Il termine bullismo deriva dall'inglese “bullyng” che interpreta in modo efficace quella situazione
relazionale in cui, contemporaneamente, qualcuno prevarica e qualcun altro è prevaricato, con
prepotenze di vario tipo ed intensità. Quindi, con il termine bullismo, si riuniscono in una categoria
unica sia gli aggressori che le vittime, secondo una prospettiva sistemica nella quale ogni azione di
un soggetto determina una "retroazione" nell'interlocutore in grado, a sua volta, di condizionare
l'azione successiva. Un comportamento da bullo così come lo definiscono due dei maggiori studiosi
del fenomeno, “è un tipo d’azione che mira deliberatamente a far male o a danneggiare; spesso è
persistente, talvolta dura per settimane, mesi e persino anni ed è difficile difendersi per coloro che
ne sono vittime. Alla base della maggior parte dei comportamenti sopraffattori c’è un abuso di
potere e un desiderio di intimidire e dominare” (Sharp S. e Smith K.P., 1994).
Vengono distinte due forme di bullismo:
• Diretto: vi è una relazione diretta fra vittima e “bullo”, il bullismo può essere fisico, verbale
e psicologico.
• Indiretto: meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la
vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo
soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.
Il bullismo si riscontra soprattutto nella fascia d'età tra i 12 ed i 18 anni ma non sono rari episodi
anche in fasce d'età più basse. I luoghi ovviamente sono quelli maggiormente frequentati da
giovani: scuole, parchi pubblici, ecc. Le cause del fenomeno possono essere molteplici, dalla
visione della violenza nei mass media alla personalità del soggetto, da modelli familiari non positivi
a traumi legati alla prima infanzia. La prevenzione pretende in prima linea istituzioni ed
insegnanti per campagne di sensibilizzazione ed educazione ma è necessario che il primo
dialogo abbia luogo nel contesto familiare.[20]
43
Considerazioni Personali
Criticità e punti di forza del territorio
•
punti di forza:
1. La posizione del comune all'inizio della pianura e la vicinanza con le prealpi orobiche
attenuano leggermente il clima padano e impediscono la formazione di nebbia durante
le stagioni fredde.
2. La lontananza dalla centralità della provincia e la equidistanza da Brescia e da Bergamo
collocano il comune in una posizione strategica.
3. I due caselli dell'autostrada (Palazzolo S/O e PonteOglio) A4 Milano-Venezia rendono
il comune facilmente raggiungibile a dispetto di altri comuni importanti nella zona. Dal
casello autostradale si arriva all'aeroporto internazionale di Orio al Serio in poco più di
venti minuti e il capoluogo della regione Milano è raggiungibile in meno di un'ora di
macchina.
4. Nel territorio sono presenti una ventina di banche che sottolineano l'importanza
economica di Palazzolo S/O.
5. Il fiume rappresenta una risorsa importante poiché permette alle due centrali elettriche
di fornire energia pulita e mantiene irrigate le coltivazioni del territorio.
6. I servizi presenti sul territorio sono svariati e rispondono in maniera adeguata alle
esigenze di una società mutevole in continua espansione.
7. I servizi sono erogati dai quartieri in modo indipendente risultando così accessibili e
organizzati.
•
punti critici:
1. La realizzazione della nuova linea autostradale Brescia-Bergamo-Milano non renderà
più necessario il transito dal casello di Palazzolo S/O rendendo notevolmente meno
visibile il territorio comunale, soprattutto agli occhi di potenziali investitori.
2. La linea ferroviaria Bergamo-Brescia perde con il tempo importanza ed utenza
riducendo così le già scarse possibilità di crescita della stazione di Palazzolo.
3. Negli ultimi anni gli eventi organizzati dal comune hanno subito un calo rilevante anche
per via di una popolazione sempre meno ancorata alle tradizioni.
4. Opere pubbliche di recente realizzazione come l'auditorium, il bar sul fiume (affondato
senza nessun danno a persone fortunatamente), la ristrutturazione del municipio,ecc..
sono risultate inutili e soprattutto gravose per le finanze del comune.
5. Il paesaggio del centro storico è depauperato irrimediabilmente dal ponte di recente
costruzione che collega sponda bresciana e sponda bergamasca del fiume, la struttura di
colore verde e le dimensioni importanti stridono fortemente con l'eleganza architettonica
della Torre del Popolo e dei campanili secolari.
6. La mancanza di un centro ospedaliero.
44
Ruolo dell' Assistente Sanitario nella gestione delle problematiche
L' Assistente Sanitario, in ambito territoriale, identifica i bisogni di salute della popolazione sulla
base dei dati epidemiologici e socio culturali. L'A.S ricopre il ruolo di addetto alla prevenzione,
promozione ed educazione alla salute collaborando con molteplici figure professionali e soprattutto
con la popolazione presente sul territorio.
Gli interventi possibili riguardano principalmente le aree dei servizi educativi e sanitari.
Le attività dell'AS possono riguardare: informazione ed educazione alla salute nelle scuole,
campagne per la sicurezza stradale, contro gli incidenti domestici, sull'affettività, campagne per un
corretto stile di vita (contro il fumo, l'abuso di alcool e di droghe) ecc.
L'AS si avvale dei dati a sua disposizione per capire come meglio agire nella tutela della salute della
popolazione, conoscendo il territorio di propria competenza l'AS è in grado di offrire all'utenza un
servizio di maggiore efficienza, può svolgere attività di ricerca in maniera più proficua e attivare più
velocemente le risorse di rete.
La conoscenza degli aspetti socio-demografici della popolazione risulta fondamentale al fine di
proporre nuove soluzioni ed individuare possibili target. Per l' AS conoscere il territorio è
determinante per la funzione di educatore alla salute integrando sia gli aspetti sociali che sanitari
della vita familiare, scolastica e lavorativa.
La mappatura del territorio è alla base di ogni intervento e progetto di promozione ed educazione
alla salute.
Salute non è solo uno stato di benessere fisico,mentale e sociale ma è anche lo sfruttare in modo
corretto le risorse disponibili. Le fondamenta per un buon intervento di promozione e/o educazione
alla salute sono costruite sulla conoscenza approfondita del territorio e della popolazione, un' analisi
dettagliata del territorio permette di individuare più accuratamente problemi e risorse presenti. La
lettura di dati statistici e lo studio di evidenze scientifiche (interventi precedenti, dichiarazioni
dell'OMS, dichiarazioni del Ministero della sanità, ecc.) non risultano proficui senza una precedente
mappatura del territorio.
Pensieri e proposte personali
Il territorio di Palazzolo presenta notevoli potenzialità inespresse.
I cittadini sono la vera risorsa del paese in grado di riportare il comune “tra i primi della classe”
nella provincia di Brescia. Gli investimenti del comune negli ultimi anni avrebbero potuto essere
meglio utilizzati, il Sole e il fiume potrebbero garantire a Palazzolo S/O un autonomia energetica
almeno parziale ma le strutture presenti sono nulle e/o obsolete. Il comune potrebbe intraprendere
partnership con aziende private per la riqualificazione dell'ex ospedale, collaborazioni per la
costruzione di impianti fotovoltaici di ultima generazione e per la produzione di energia dai rifiuti.
Iniziative socio-economiche come orti comunali o forni accessibili a prezzi di favore garantirebbero
qualche piccola entrata extra alle casse comunali e offrirebbero prodotti genuini e controllati alla
popolazione.
La costruzione di una rete wi-fi comunale con prezzi al pubblico agevolati garantirebbe alla
popolazione, oltre che a una minore spesa, una maggiore informazione ed il comune ne
guadagnerebbe sia in termini economici che in termini di efficienza.
Le soluzioni proposte ovviamente andrebbero valutate in maniera molto più precisa (soprattutto per
quanto riguarda il rapporto costi-benefici) ma se l'istituzione riuscisse a sviluppare un sistema
economico-sociale basato sul corretto utilizzo delle risorse andrebbe ad innescare un circolo vizioso
che produrrebbe un surplus finanziario costante nel tempo che potrebbe essere nuovamente
reinvestito in servizi per il cittadino.
Sicuramente uno dei punti di partenza potrebbe essere la raccolta più precisa di dati riguardanti la
popolazione che a volte risultano mancanti, i quali sarebbero punto di partenza per nuovi studi e
ricerche.
45
Conclusioni
Creare una precisa fotografia del territorio può risultare un compito arduo.
I dati disponibili sono spesso non aggiornati o risultano impossibili da reperire come ad esempio il
tasso di occupazione e disoccupazione poiché l'Istat elabora i dati a livello regionale e provinciale
ma non comunale.
I dati disponibili sulla rete sono spesso difficili da ricercare e risultano di non facile lettura.
Fortunatamente le istituzioni contattate (ASL, Comune, Inail, Corpo di Polizia Locale ecc.) si sono
mostrate sempre disponibili agevolando così la ricerca dello studente. I professionisti presenti a
Palazzolo S/O comprendono come la ricerca e la conoscenza del proprio territorio sia importante se
non addirittura essenziale per il presente e il futuro del Comune approvando positivamente le
richieste di dati dello studente dove possibile.
Questa mappatura può essere relativamente utile per avere un'immagine sfocata di quel che è
Palazzolo S/O poichè i dati andrebbero sicuramente approfonditi. Il lavoro permette però allo
studente di capire come sia varia e frammentata la realtà della rete delle risorse presenti sul
territorio. Ogni singola statistica può essere il punto di partenza di studi più approfonditi che troppe
volte risorse economiche e tempo rendono irrealizzabili.
Nel percorso formativo dello studente la mappatura del territorio aiuta a capire maggiormente la
complessità della società ed a conoscere maggiormente il proprio comune.
Per la professione dell'AS è indispensabile conoscere perfettamente il materiale del proprio lavoro
cioè il territorio e la popolazione che lo abita.
Ogni singolo intervento di prevenzione, promozione ed educazione alla salute è il frutto di un lungo
ed intenso lavoro di progettazione che ha inizio proprio con la mappatura del territorio.
46
Bibliografia-Sitografia
[1] Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Palazzolo_sull'Oglio
Consultato il 16-07-2012
[2] Comune di Palazzolo S/O
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[3] Comune di Palazzolo S/O
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Consultato il 27-07-2012
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[5] Comune di Palazzolo S/O
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[8] Wikipedia
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[10] Comune di Palazzolo S/O
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47
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