Mare blu,
col filtro
L’oro blu della Riviera è, con avere rispetto di se stessi, detutta evidenza, il mare. Ovve- gli ospiti e dell’ambiente. Ma
ro il turismo legato alla spiag- è anche il fondamento su cui
gia, alla nautica, a tutte quelle si può ancora sperare di avere
attività che hanno come co- un futuro nel turismo, che è
mune denominatore le acque legato a condizioni ottimali
del Mar Ligure. Un’autentica di balneazione. Poi si potrà
miniera d’oro che, nel tempo, parlare di percorsi d’arte e
ha via via perso fulgore per gastronomia, di sagre e discoteche. Però
la pesante
in princiurbanizzazione
Viaggio tra gli pio c’è il
mare blu,
prima, per
impianti di
blu come le
l’affermartante bansi di nuo- depurazione savonesi:
diere che
vi mercati
quelli che ci sono
quest’estate
poi, e infine
e quelli che ci
sventolavaanche per
dovrebbero essere
no lungo le
il diverso
coste, con
modo con
la vistosa
cui le persone oggi vivono la vacanza. eccezione del Ponente. PerCon tutti i suoi difetti, la Ri- ché per avere acque pulite, e
viera continua ad avere nella il conseguente ritorno di imrisorsa mare un patrimonio magine (che è promozione) è
che va conservato, adattato necessario completare la rete
e – sempre e comunque – dei depuratori.
difeso. La prima difesa è la
pulizia: mantenere pulito il
Il punto sulla situazione
mare significa innanzitutto
da pag. 7 a pag 11
“
Con i piani produttivi
più spazio alle imprese
La riorganizzazione funzionale
del territorio è obiettivo di notevole rilievo, oltre che impegnativo, delle amministrazioni locali,
Regione, Provincia, Comuni. Ed
è un fattore su cui contano le imprese, soprattutto quelle piccole
e medie che non hanno grandi
economie di scala, per poter
razionalizzare costi e ciclo produttivo, riuscendo a mantenersi
competitive sul mercato. Negli ultimi anni sono stati molti i Comuni che si sono dotati di piani per
gli insediamenti produttivi, dove
concentrare e sviluppare aziende
e produzioni. L’Amministrazione
Provinciale, da parte sua, con il
Piano Territoriale di Coordinamento, ha voluto ordinare queste
iniziative a livello locale e aggiungervi un’ulteriore spinta, rivolta
da un lato ad ampliare gli ambiti
di intervento e dall’altra a recuperare i siti dismessi dalle grandi
industrie.
Servizi da pag 12 a pag 16
2
N°3 - 2010
Da venerdì 10 a domenica 12
settembre, è andata in scena
la 16ª edizione di Alassio Centolibri – Un Autore e un Editore
per l’Europa. Alassio, ha infatti
ospitato alcuni dei protagonisti
del mondo culturale e letterario contemporaneo che si sono
ritrovati nella “Città del Muretto” per incontrare i tanti lettori
che ogni anno affollano Piazza Partigiani e l’Auditorium
della Biblioteca. Il progetto di
promozione letteraria Alassio
Centolibri, promosso dall’Assessorato alla Cultura del
Comune di Alassio con l’Alto
Patronato del Presidente della
Repubblica, della Presidenza
del Consiglio dei Ministri, del
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli
Esteri, della Regione Liguria
e della Provincia di Savona,
prevede l’assegnazione di due
premi nazionali “Un Autore per
l’Europa” e “Un Editore per
l’Europa”, il “Premio Alassio
per l’Informazione Culturale” e
il “Riconoscimento Alassio Internazionale”, che quest’anno
è stato consegnato, in occasione dell’ultima Fiera Internazionale del Libro di Torino,
a Yves Bonnefoy, poeta tra i
più affermati al mondo. A dare
il via alla manifestazione, venerdì 10 settembre, è stata
la cerimonia d’intitolazione
dell’Auditorium de “La Biblioteca sul mare” a Roberto Baldassare, direttore della Civica
Biblioteca dal 1973 al 2004.
Insieme all’Assessore al Turismo e alla Cultura, Monica
Zioni, erano presenti Giovanni
Bogliolo, Antonio Carossino,
Ernesto Ferrero, Franco Gallea, Francesco Langella, Pier
Franco Quaglieni, Romano
Strizioli, Giuliano Vigini e Stefano Zecchi, personaggi del
mondo culturale nazionale e
locale, che hanno tracciato un
profilo della poliedrica personalità di Roberto Baldassarre.
Quindi, in Piazza Partigiani, il
giornalista, scrittore e divulgatore scientifico Piero Angela
ha ricevuto il “Premio Alassio
Con il Premio internazionale Alassio Centolibri
Settembre in Riviera
tra turismo e cultura
per l’Informazione Culturale”.
Giunto alla quinta edizione, il
riconoscimento è stato assegnato dalla giuria presieduta
da Ernesto Ferrero.
Sabato 11 settembre, invece,
in Piazza Partigiani, si è svolta la cerimonia di consegna
dei premi Nazionali “Alassio
Centolibri - Un Editore per
l’Europa” e “Alassio 100 libri
– Un Autore per l’Europa”,
condotta da Michelle Hunziker. La Giuria del premio, presieduta da Giuliano Vigini e
composta da Alberto Cadioli,
Ernesto Ferrero, Annamaria
Gandini e Armando Torno ha
assegnato all’unanimità la dodicesima edizione del Premio
alla casa editrice Iperborea
con la seguente motivazione:
“per il coraggio dimostrato
nell’esplorare l’intero orizzonte della letteratura nord-europea, pressoché sconosciuta in
Italia ed oggi parte integrante
dello scenario editoriale italiano; per la pubblicazione di
autori e testi dimenticati della
letteratura svedese, finlandese, norvegese, che hanno rappresentato per i lettori italiani
una scoperta o una riscoperta
in nuove traduzioni; per l’impulso dato alla conoscenza di
altre letterature poco diffuse in
Italia; per aver lanciato o valorizzato giovani talenti che rappresentano oggi un patrimonio
importante della casa editrice;
per la continuità e la coerenza
nel costruire ponti verso la cultura e lo spirito del mondo letterario nord-europeo”. Sul palco, a ritirare il premio, c’era il
direttore editoriale della Casa
Editrice Iperborea, Emilia Lodigiani.
Sul palco di Alassio Centolibri
è salita, poi, Michela Murgia
vincitrice del “Premio Un Auto-
re per l’Europa”. Michela Murgia ha meritato il prestigioso
riconoscimento per “Accabadora” (Ed. Einaudi), romanzo
che si è anche aggiudicato il
Premio Campiello.
La giuria, costituita da una
commissione di professori
Italianisti presso le Università
straniere in Europa e da una
commissione tecnica formata
da dodici componenti scelti
tra critici letterari, insegnanti,
lettori è stata coordinata dal
Prof. Giovanni Bogliolo, già
Magnifico Rettore dell’Università di Urbino. Domenica 12
settembre, infine, nell’Auditorium della Civica Biblioteca,
si è tenuta la tavola rotonda
sull’opera letteraria di Nico
Orengo, “L’autunno della signora Waal” (Ed. Einaudi),
organizzata in collaborazione
con l’Associazione “Amici di
Peagna” e il Comune di Ceria-
Sopra, a sinistra, Michelle Hunziker
con Monica Guerritore e, a destra
Piero Angela. Sotto, da sinistra, il
presidente del Premio Giovanni
Bogliolo, l’assessore alla Cultura
Monica Zioni, la vincitrice Michela
Murgia, Michelle Hunziker e il sindaco Giovanni Aicardi
le. Gli italianisti componenti la
giuria del premio, tra cui il critico letterario Lorenzo Mondo,
hanno effettuato una rilettura
critica dell’opera letteraria di
Nico Orengo.
L’Assessore, Monica Zioni ha
commentato: “Al termine di
un’estate animata dalla presenza nella nostra città degli
autori finalisti del Premio “Un
autore per l’Europa” e dagli
incontri letterari con giornalisti e personaggi dello sport e
dello spettacolo come Massimo Gramellini, Vittorio Sgarbi,
Stefano Zecchi, Nicola Legrottaglie, Alessandra Appiano, Giacomo Ferrari, Silvana
Giacobini, Lella Costa, Shel
Shapiro, Tiziana Maiolo, Pepi
Morgia, Libereso Guglielmi,
con il Premio “Un Autore per
l’Europa” abbiamo raggiunto il clou degli eventi culturali
del 2010. Tra i protagonisti di
questa edizione ci sono stati:
Piero Angela, la casa editrice
Iperborea e la scrittrice Michela Murgia. Nomi autorevoli che
testimoniano come il premio
letterario sia negli anni cresciuto ed arricchito di contenuti. Una ulteriore conferma è
arrivata inoltre dai prestigiosi
riconoscimenti dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività Culturali e del Ministero degli Affari
Esteri. La presenza di Michelle
Hunziker e di Monica Guerritore, che ha letto alcuni brani del
libro primo classificato, hanno
poi arricchito la cerimonia di
premiazione con momenti di
spettacolo e di teatro.”
Daniele Strizioli
N° 3 - 2010
3
Bilancio record per la stagione teatrale estiva
Le magiche notti
di Verezzi Festival
È stata l’edizione dei record:
otto prime nazionali (due
delle quali assolute) distribuite in 19 serate di rappresentazione, una sfilata di nomi
illustri dello spettacolo, una
raffica di pienoni all’insegna
del “tutto esaurito” e un elevato indice di gradimento da
parte degli spettatori, che rispetto allo scorso anno hanno registrato un incremento
del 12%, in controtendenza a
confronto con altre manifestazioni analoghe nonostante
il periodo di crisi. Il bilancio
del 44° Festival di Borgio
Verezzi è assolutamente positivo, come traspare anche
dai commenti degli organizzatori.
Dice il sindaco Giancarlo
Vadora: “Posso solo esprimere la mia piena soddisfazione per il notevole afflusso
di pubblico che ha superato
ogni più rosea aspettativa,
confermando l’alto livello
qualitativo e culturale della
nostra rassegna. Voglio ringraziare tutto lo staff operativo, il pubblico e gli sponsor che ogni anno, con il loro
prezioso e importante contributo, ci permettono di far sì
che un piccolo paese come il
nostro riesca a realizzare un
grande miracolo!”.
E aggiunge Stefano Delfino,
il direttore artistico: “Sono
molto soddisfatto per la qualità e la varietà degli spettacoli proposti, ognuno dei
quali aveva propri motivi di
interesse, e per la bravura e
la simpatia degli interpreti,
che hanno prodotto la calorosa risposta del pubblico.
E’ gratificante e ripaga degli
sforzi compiuti da tutto il
gruppo degli organizzatori
vedere la platea di piazza
Sant’Agostino sempre gremita ed entusiasta”.
Il festival si è confermato
veicolo di promozione turistica e culturale per la Liguria e in particolare per la Riviera di Ponente. E, in questa
ottica, si colloca anche il felice debutto dell’iniziativa
promossa in collaborazione con la Camera di Commercio di Savona: il nuovo
premio destinato ogni anno
allo spettacolo che, “nella
precedente edizione del Festival, si sia particolarmente
distinto, coniugando la qualità dell’allestimento e della
recitazione al gradimento del
pubblico e dimostrando la
capacità di catalizzare l’interesse dei media per il nostro
territorio”.
L’edizione 2010, la prima,
è stata assegnata a “La bottega del caffè” di Goldoni,
anche per il record di presenze nella serata del 23 luglio
2009. A portarla in scena era
stata la Compagnia Gank
di Genova, presente anche
quest’anno. E, appunto in
occasione della prima di
“Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, il Premio Camera di Commercio
è stato consegnato da Franco
Zino, membro della Giunta
camerale, al regista Antonio
Zavatteri.
La scelta di dedicare la 44.a
edizione alla memoria di
Giulio Bosetti, che tante volte qui ha recitato, è stata positiva, anche per la cassa di
risonanza che ne ha fatto (e
ne farà) il Teatro Carcano di
Milano. E, ancora una volta,
Sopra a sinistra, Lisa Gastoni protagonista de “Le quattro sorelle”; in alto, la
consegna del Premio Veretium a Ottavia Piccolo; sopra a destra Roberto Tesconi
e Paolo Bonacelli; a fondo pagina Debora Caprioglio con Corrado Tedeschi
mediaticamente vincente si
è dimostrata la decisione di
proporre solo “prime nazionali”, mentre sul pubblico ha
fatto presa anche la varietà
di un programma nel quale
a classici collaudati (Questa
sera si recita a soggetto, Anfitrione, Il burbero benefico)
o pressoché inediti (L‘uomo
prudente) si sono alternati
testi contemporanei che erano novità assolute (Ballata
per un assedio, Le quattro
sorelle) o almeno inconsuete
(L’ultimo degli amanti focosi, Spirito allegro).
Elevato il livello degli interpreti, con performance notevoli (Lisa Gastoni, Paola
Quattrini), senza tuttavia trascurare altri, da Paolo Bonacelli alla Compagnia Gank,
da Giuseppe Pambieri e Lia
Tanzi a Simone Gandolfo,
da Mariano Rigillo e Anna
Teresa Rossini a Debora Caprioglio e Corrado Tedeschi,
o comprimari e caratteristi
come Roberto Tesconi, Nino
Bignamini, Marioletta Bideri e Marina Marichione;
e sia per quel che concerne
il valore dei registi, tutti di
primo piano, da Franco Però
a Patrick Rossi Gastaldi, e
inoltre per la ricchezza e la
varietà delle scenografie, la
fantasiosità dei costumi, le
musiche.
Il pubblico è sempre stato
molto folto, con code e liste
d’attesa al botteghino. Da
notare, ancora, la presenza,
qua e là in platea, di personaggi dello spettacolo (Shel
Shapiro, Raina Kabaivanska,
Luca Beccati “il Gabibbo”),
della cultura (la scrittrice
Paola Mastrocola) o della
società (il sociologo Luca
Ricolfi, Evelina Christillin
presidente dello Stabile di
Torino). I mass media hanno seguito con attenzione e
con assiduità il 44° Festival.
Da rilevare i servizi dedicati all’edizione 2010 da Gigi
Marzullo in “Sottovoce” su
Rai Uno (ospite in studio
Paolo Bonacelli), da “Palco
e Retropalco” su Rai Tre, e
dalle trasmissioni radio “Effetto Notte”, condotta da Eleonora Giorgi, e “Twilight”,
a cura di John Vignola. La
popolarità dei personaggi in
cartellone (i Pambieri, Lisa
Gastoni, la Celentano, la Costantini, la Caprioglio, Rigillo, Tedeschi, la Quattrini) ha
“prodotto” varie interviste
su settimanali come Famiglia Cristiana, Gioia, Diva e
Donna, ecc.
I premi hanno contribuito
all’immagine del Festival. In
particolare, gradito è stato il
Veretium a Ottavia Piccolo,
uno dei grandi nomi della
scena nazionale. Azzeccato è stato anche quello che
la giuria degli abbonati ha
assegnato per l’edizione
scorsa a Paolo Pietrantonio,
“spalla” di Luigi De Filippo ne “La fortuna con la f
maiuscola”. E ben accolto,
anche per il risalto avuto sui
media, il nuovo riconoscimento istituito dalla Camera
di Commercio di Savona.
Infine, l’organizzazione: ha
dato prova, ancora una volta,
di grande efficienza, sia nella componente burocraticoamministrativa, che in quella
tecnica.
4
N°3 - 2010
Forte interesse per la nuova bretella Albenga – Valle Bormida - Predosa
Autofiori cambia look
e scommette sul porto
Bretella Albenga-CarcarePredosa, nuovo casello autostradale al servizio di porto
e interporto di Vado Ligure,
riqualificazione delle aree
di servizio di Ceriale Nord e
Sud, restyling del piazzale
di Ventimiglia, destinato a
diventare la “Porta d’Italia”:
sono alcuni dei grandi temi
infrastrutturali affrontati a
Imperia in occasione del 50°
anniversario dell’Autostrada
dei Fiori. Una giornata di festa, tra ricordi del passato e
progetti per il futuro, all’insegna del titolo “Viaggiare con
i tempi dal 1960 al 2010…
e oltre”, e celebrata presso
lo stabilimento della Fratelli
Carli, alla presenza di tanti
ospiti “eccellenti”, che hanno compensato l’improvvisa
assenza di Altero Matteoli, il
ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti, molto atteso
anche perché avrebbe potuto fornire risposte concrete
sugli argomenti affrontati nel
dibattito.
Primo esempio in Italia di autostrada a gestione privata,
l’Autofiori (113,3 km di percorso dal confine francese a
Savona, 90 viadotti, 67 coppie di gallerie, 14 caselli, 11
aree di servizio di cui 4 con
ristorante e 8 aree di sosta,
di cui tre a verde attrezzato),
come ricorda il presidente
Gian Franco Carli, che ha
fatto gli onori di casa con
Alfredo Borchi, aministratore
delegato, “è un’infrastruttura
che ha avuto il grande merito
di sottrarre, mezzo secolo fa,
l’intero Ponente ligure all’isolamento e all’inesorabile declino economico e sociale”.
La costituzione della Spa è
datata 30 luglio 1960, la prima concessione dell’Anas
risale
al febbraio 1963. Il 12 febbraio del ’65 la posa della
prima pietra, mentre l’attivazione dell’esercizio completo
risale al 6 novembre 1971. Il
costo, previsto in 118 miliardi
di lire, era intanto salito a 271
miliardi.
Un’opera che tuttavia, adesso, alla luce dell’aumento del
traffico, anche di quello pesante, si rivela inadeguata e
quindi ha bisogno di migliora-
menti e
alternative. Anche da queste
considerazioni nasce l’idea di
creare un nuovo collegamento tra Albenga e Predosa, via
Carcare: i costi si preannunciano elevatissimi (si parla
di circa 6 miliardi per 120
chilometri di tratto appenninico), ma la bretella potrebbe
alleggerire i periodici congestionamenti che si verificano
all’intersezione di Savona
durante i weekend e nei mesi
estivi. E questo, secondo i
tecnici, “richiede una concessione di 50 anni e un contributo statale pari al 50-60%
dell’importo complessivo”.
L’Autofiori è priva di terza
corsia, “ma nessun ampliamento è ipotizzabile”, spiega
Paolo Pierantoni, amministratore della Sias, la Società Iniziative Autostradali e
Servizi. E Claudio Burlando,
presidente della Regione
Liguria, è d’accordo: ”Se
Nelle foto sulle due pagine
alcuni scorci dell’Autofiori: l’autoparco di Savona
e l’attraversamento del
Finalese. A fondo pagina
la festa del 50° a Imperia,
con l’amministratore delegato di Autofiori, Alfredo
Borchi, in primo piano
pensiamo all’accesso alla
Liguria, non si può non continuare a riflettere su un’autostrada perpendicolare alla
costa, come l’Albenga-Predosa”. Anche la società Autostrada dei Fiori spinge per
un’alternativa, per la quale
uno studio di prefattibilità
è già stato trasmesso nello scorso marzo a ministero
delle Infrastrutture, Anas e
Regioni Piemonte e Liguria. Dice il presidente Gian
Franco Carli: “La AlbengaPredosa, che andrebbe a
collegarsi con la TorinoSavona a Carcare e con la
Voltri - Gravellona Toce a
Predosa, è un’autostrada
complicata da costruire,
ma rappresenta un’assoluta necessità. I tempi di realizzazione? Sono proiettati
nel decennio 2020-2030,
anche se, per adesso, non
vi sono certezze”.
Aggiunge Pietro Ciucci, il
presidente dell’Anas, tra
le autorità intervenute al
convegno su “Ferro, gomma, nave: conversazione
sul futuro dei trasporti”:
“Nell’ultimo decennio il
traffico medio giornaliero
nella tratta VentimigliaSavona e viceversa è
aumentato del 35%, con
punte anche di 125 mila auto
al giorno. E i numeri sono
ancora in crescita, a dimostrazione che questo rimane
un itinerario fondamentale
per collegare l’Ovest e l’Est
dell’Europa, nonostante la
validità del nascente Corridoio europeo Lisbona-Kiev.
Per questo è fondamentale
ribadire l’importanza dello
schema di Convenzione Unica, prossimamente efficace,
con la Società Autostrada dei
Fiori, che prevede investimenti destinati alla sicurezza
e alla protezione dell’ambiente per 129 milioni di euro, da
eseguire entro il 2013”.
Di che si tratta? Innanzitutto, della riqualificazione del
piazzale di Ventimiglia e delle connesse pertinenze: un
lavoro da 35 milioni di euro
per trasformare l’anonima
barriera di esazione in una
più accogliente e funzionale
“porta d’ingresso in Italia” per
chi arriva dalla Costa Azzurra. La copertura richiama le
ali di un gabbiano e, oltre ad
aree verdi con palme, sarà
realizzata a nord una torre
conica, dove avranno sede
gli uffici della concessionaria.
Spiega Alfredo Borchi, Ad di
Autofiori: “L’intenzione è di riorganizzare i flussi del traffi-
N° 3 - 2010
5
“
La festa del cinquantenario è stata
l’occasione per lanciare i grandi progetti:
“Porta d’Italia” a Ventimiglia, stazioni di
servizio a Ceriale, casello di Vado Ligure,
ingresso nella società dell’Interporto
e adeguamento di tutte le gallerie
co interno dell’area e di offrire
un’utilizzazione più razionale
degli spazi prospicienti la
barriera autostradale”.
Ed è appunto in questa ottica che sarà aumentato il
numero delle porte dedicate
al casello di Ventimiglia, allo
scopo di evitare che il movimento in uscita penalizzi la
transitabilità sulla linea principale. Ma non solo. Aggiunge l’ingegner Borchi: “Il progetto tiene conto anche degli
eventuali ulteriori sviluppi
della direttrice Italia-Francia,
compresa la creazione di un
unico sistema europeo interconnesso di esazione pedaggio e una conseguente
abolizione della necessità di
fermata alla barriera di Ventimiglia dei veicoli in transito
sulla E80”.
E’ in attesa di approvazione anche il progetto esecutivo dell’adeguamento ai
canoni europei di sicurezza
delle due canne della galleria Gorleri, scelta come
galleria-pilota in base alla
normativa sulla sicurezza. E’
un intervento “campione” da
10 milioni di euro ed è il primo del piano tecnico, predisposto per adeguare le altre
20 gallerie a doppio fornice
e di lunghezza superiore ai
500 metri, presenti sul percorso dell’A10 (330 milioni di
spesa complessiva), da realizzare entro il 2019, termine
ultimo fissato dalla direttiva
europea. Un obbligo oneroso, ma anche molto impegnativo. Alcune cifre sono
indicative: in Italia, sono da
adeguare 274 gallerie, il 53
per cento di quelle europee;
in Liguria 88, il 17% di quelle europee; e sull’Autostrada dei
Fiori 21, il 4% di quelle europee: “Più dell’intera Spagna”, osserva Borchi.
Ma altre opere si profilano
dietro l’angolo. Una di queste è la riqualificazione, con
ampliamento, delle due aree
di servizio di Ceriale Sud e
Ceriale Nord, che saranno
collegate tra loro da un sovrappasso. Lo scopo è quello di mettere ulteriori spazi di
sosta e di riposo a disposizione degli autotrasportatori,
tenuti dalla normativa sulla
sicurezza a compiere soste
programmate. Ceriale Nord,
inoltre, sarà integrata con
“Il Borgo”, centro ricettivo e
commerciale, dalle facciate
con i tipici colori liguri, che disporrà di albergo, ristorante e
market. Una struttura di tipo
turistico che, sinora, manca
lungo questo asse viario.
E poi la connessione al bacino portuale di Vado Ligure,
alla luce anche del potenziamento dello scalo. Di che si
tratti, lo spiega Rino Canavese, presidente dei Porti
liguri: “Fondamentali saranno infatti i collegamenti sul
territorio. Ne è previsto uno
stradale in collaborazione
con l’Autofiori, e stiamo
avviando la procedura, che
prevede la creazione di un
nuovo casello autostradale
al servizio di porto e interporto. L’Aurelia bis esiste
già e basta realizzare un
viadotto”. L’opera di potenziamento prevede la
realizzazione della piattaforma Maersk.
Il nuovo terminal consentirà all’Italia un incremento di incassi per l’Iva pari
a 500 milioni di euro annui”. Ma non è possibile far
sostare il materiale in porto
per troppo tempo: i cargo da
6 mila teu contengono ben
16 file trasversali di contenitori, che per quelli da 10
mila teu salgono a 22. “Le
gru in grado di spostare due
contenitori da 40 tonnellate
per volta condizionano le
dimensioni della banchina”,
dice Canavese. E allora indispensabile diventa anche
un collegamento ferroviario.
Il cinquantenario ha offerto
anche l’occasione per fare il
punto sull’impegno dell’Anas
per il potenziamento della
rete viaria della Liguria. Riferisce il presidente Ciucci:
“In tutta la regione, tra lavori
in corso, di prossimo avvio o
già programmati, l’Anas ha
attivato investimenti per nuove opere per quasi 6 miliardi
di euro”. Per quanto riguarda
la rete autostradale a pedaggio, che ha un’estensione di
380 km, gli interventi già in
corso o previsti ammontano
a oltre 4 miliardi di euro. Tra
di essi è fondamentale la
vicina soluzione per il Nodo
autostradale di Genova
(Gronda di Ponente – Potenziamento dell’autostrada
A7 – Nodo di San Benigno)”.
Tra le opere in corso, nel Savonese, sono da ricordare la
realizzazione degli svincoli
a completamento della variante di Vispa, in Valbormida, con un avanzamento
dei lavori che ha raggiunto
circa l’80% e che si concluderà entro l’anno in corso. In
corso di conclusione, inoltre,
la progettazione esecutiva
relativa all’appalto integrato
dell’hub portuale di Savona
(Nuova Aurelia tra Albisola
Superiore e Savona torrente Letimbro), per un costo di
176 milioni di euro.
L’Anas, infine, ha pianificato investimenti, tra fondi ordinari Anas e Legge Obiettivo, per quasi 1,3 miliardi di
euro, per altre opere che nel
Ponente ligure riguardano
ad esempio la prosecuzione
della variante di Sanremo,
sempre nell’ambito della
Nuova Aurelia, oppure alcuni tratti della Nuova Aurelia,
cioè: la variante all’abitato di
Imperia il cui progetto verrà
presentato ad Anas nel prossimo novembre e la tratta tra
Savona Letimbro e la zona
del casello autostradale. Tra
gli altri interventi l’ ammodernamento della Statale 28 tra
Armo e Cantarana, in fase di
progettazione, e il tronco da
Pontedassio a Imperia, sempre sulla 28.
Stefano Delfino
6
N°3 - 2010
Indagine Excelsior-Unioncamere sul mercato del lavoro a Savona
Mille occupati in meno
Ma non si trovano ingegneri e operai
La crisi si fa sentire sull’occupazione: i lavoratori dipendenti nel 2010 sono indicati in calo del 2,3% dalle
imprese che hanno risposto
all’indagine annuale messa a
punto da Unioncamere e realizzata in collaborazione con
le Camere di Commercio.
Nonostante il peggioramento
dei movimenti occupazionali, il numero di assunzioni
non stagionali risulta in provincia di Savona sostanzialmente stabile, confermandosi
sui livelli dello scorso anno
(oltre le 3.000 unità).
In questo ambito, le richieste delle imprese savonesi si
concentrano nelle professioni qualificate delle attività
commerciali
e dei servizi,
nonché nelle
figure
degli
operai specializzati, in particolare meccanici, montatori,
riparatori e manutentori
di
macchine
su
navi.
Tra gli impiegati, oltre al
“tradizionale”
personale
di
segretaria ed
operatori
su
macchine da
ufficio, le imprese pongono
al primo posto
le richieste di
personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e dei trasporti.
Tra i laureati sono sempre gli
ingegneri a riscuotere il gradimento più elevato, mentre
fra le professioni tecniche,
accanto ai tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione, si inseriscono
quest’anno le richieste di tecnici dei rapporti con i mercati
e tecnici paramedici.
In base all’indagine Excelsior sui fabbisogni di occupazione delle imprese della
provincia di Savona, sono
5.940 le nuove assunzioni
(dato comprensivo anche dei
contratti a tempo determinato
a carattere stagionale) a fronte delle quali sono previste
7.020 uscite, per un saldo
pari a –1.080 unità. Il tasso di entrata (cioè le entrate
ogni 100 dipendenti occupati
al 31/12/2009) per il 2010 è
pari al 12,6%, mentre il tasso di uscita previsto si attesta
sul 14,9%. Il tasso di variazione previsto nel 2010 è pari
a –2,3%.
Il trend negativo riguarda
tutte le classi dimensionali.
Nelle piccole imprese si registra la flessione occupazionale maggiore (-3,9%), mentre
al crescere della dimensione
aziendale le indicazioni diventano meno pesanti: a fronte di una variazione media di
–2,3%, il tasso previsto dalle
imprese con meno di 10 dipendenti raggiunge il –3,9%;
nelle imprese con un numero
di dipendenti compreso tra
10 e 49 il tasso si contiene
nella misura del -1,2% ed,
infine, in quelle imprese che
contano più di 50 dipendenti
il tasso risulta pari –1,4%.
In valori assoluti il terziario
costituisce per la provincia
il principale bacino di
occupazione
(5.060
su
un totale di
5.940
assunzioni).
Anche questo settore
fa registrare
un saldo negativo (-430
unità, pari
al -1,5%),
pur
rimanendo
su
livelli inferiori rispetto
al bilancio
negativo
dell’industria (650
unità in meno, -3,7%).
Per quanto riguarda il tipo
di contratto, le assunzioni a
tempo indeterminato, calcolate sulle assunzioni non stagionali nel loro complesso,
rappresentano il 46,5% del
totale.
Tra le principali motivazioni
che spingono invece le imprese a scegliere il contratto a
tempo determinato emergono
la prova di nuovo personale
(9,5% delle assunzioni non
stagionali), la necessità di sostituzione temporanea di personale (10,3%) o di copertura
di un picco di attività (22%).
Per quanto riguarda il livello di istruzione richiesto, le
imprese prevedono che il
44,1% degli assunti non stagionali nel 2010 abbia un livello di istruzione secondaria
superiore. Seguono la scuola
dell’obbligo, con il 30,1%,
l’istruzione e la formazione
professionale (18,7%) e la
laurea (7,0%).
Da una comparazione locale/
nazionale si rileva come la
previsioni delle imprese savonesi risultino peggiori rispetto alla media della Liguria (-1,4%), del Nord Ovest
(-1,6%) e dell’Italia (-1,5%).
La percentuale rilevata in
provincia è invece pressoché
identica a quella registrata a
livello nazionale dal Centro
Studi Confindustria: gli ultimi dati diffusi indicano infatti che nel 2009 si è registrato
un calo del 2,2% dei lavoratori dipendenti delle imprese
associate.
L’analisi sugli ultimi quattro
anni evidenzia come Savona
abbia retto nel 2009, mentre
le ripercussioni più pesanti sul fronte occupazionale
sono attese nel 2010.
Il peggioramento del dato
complessivo della provincia
è dovuto ad un estendersi
del segno negativo, oltre che
all’industria, anche ai settori
delle costruzioni e del commercio e servizi.
Donatella Persico
N° 3 - 2010
Sono diciassette, dalla Riviera di Ponente a quella di
Levante, le spiagge liguri
che, secondo la Fee, associazione no profit e non governativa, possono fregiarsi nel 2010 della Bandiera
Blu, il marchio del mare
pulito. Si tratta di: Camporosso, Bordighera, Loano,
Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona
Fornaci, Albissola Marina,
Albisola Superiore, Celle
Ligure, Varazze, Loano,
Chiavari, Lavagna e Moneglia, Lerici, Ameglia - Fiumaretta. La parte del leone,
in questa classifica, è della
provincia di Savona, con
ben 10 bandiere blu.
La Liguria è anche la prima
regione per numero di riconoscimenti, con seconde
classificate Toscana e Marche, che raggiungono quota
sedici bandiere. Ai diciassette riconoscimenti liguri
si aggiungono 13 bandiere
per i porticcioli turistici
a qualità garantita. Nella
provincia di Savona emergono la Marina di Andora,
il porticciolo Luca Ferrari di Alassio, la Vecchia
Darsena di Savona, Cala
Cravieu di Celle Ligure e
la Marina di Varazze. Gli
altri porti segnalati sono in
Liguria la Marina di Porto
Venere, Bocca di Magra e
il Porto Lotti della Spezia,
Portosole di Sanremo, Marina degli Aregai, Imperia
Mare, il Porto Internazionale Carlo Riva di Rapallo,
la Marina di Chiavari.
Ai vessilli della Fee, vanno
aggiunti i 38 comuni liguri
premiati con le Vele della
Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Questa guida segnala
le 364 località costiere di
mare che sono impegnate a
raggiungere livelli di qualità sempre più elevati, con
l’obiettivo di caratterizzare
sempre più l’offerta turistica in senso naturalistico
7
L’economia della Liguria dipende (anche) dallo stato del suo mare
Acque azzurre? Sì, grazie
ma servono più depuratori
e ambientale. In Liguria le
“cinque vele”, il massimo
dei voti, sono state assegnate alle Cinque Terre che
per il decimo anno consecutivo, cioè dalla prima
edizione della Guida Blu,
si confermano le regine
delle due riviere. Ma riconoscimenti particolari sono
andati, per la provincia di
Savona, anche a Bergeggi,
Noli, Andora, Celle Ligure, Spotorno, Varazze,
Alassio, Borgio Verezzi ,
Ceriale, Finale Ligure, Laigueglia, Loano e Pietra Ligure: 13 località, pari ad un
terzo dell’intera Liguria.
A fronte di queste affermazioni di immagine (che nel
turismo è fondamentale)
ma anche – è auspicabile
- di sostanza, ci sono dei
dati che mostrano tuttavia
un’altra faccia della medaglia. La stessa Legambiente nelle settimane scorse ha
lanciato l’allarme: secon-
do le analisi effettuate dai
biologi di Goletta Verde,
il sistema marino costiero ligure presenta tuttora
12 punti critici sul fronte
dell’inquinamento,
punti che riguardano fiumi
e torrenti contaminati da
inquinamento microbiologico. Focalizzate sui punti
critici, le analisi di Goletta
Verde hanno evidenziato
con una serie di campionamenti una situazione di
sofferenza presso le foci di
fiumi, corsi d’acqua minori
e torrenti, con grave rischio
anche per le zone limitrofe,
e la presenza di scarichi fognari non a norma.
Vale a dire che le analisi
mostrano una situazione
sulla depurazione non ancora risolta. In Liguria, secondo i dati del Blue Book
relativi al 2009, la depurazione delle acque reflue
raggiunge
un’efficienza
del 74% lasciando scoperti
oltre 420 mila abitanti. E
la situazione, ha sottolineato Legambiente Liguria,
preoccupa maggiormente
nell’alta stagione turistica, in cui i depuratori sono
sottoposti a un fortissimo
carico antropico in seguito alla massiccia presenza
di non residenti. Ulteriore
elemento di preoccupazione è il fatto che – secondo
l’associazione ambientalista - ci troviamo di fronte
ad amministrazioni comunali che stanno portando
avanti con troppa lentezza
le opere per adeguare le
proprie condotte fognarie
agli standard di legge e di
rispetto ambientale.
La difesa delle amministrazioni è stata affidata
all’assessore
regionale
all’Ambiente, Renata Briano : “Bisogna tener conto – ha dichiarato - che
l’origine del problema riguarda anche alcuni ter-
ritori dell’entroterra, i cui
scarichi, quando non sono
correttamente inseriti nel
collettore fluendo nei torrenti e nei fiumi, portano il
loro carico organico sino al
mare. Ma i quattro Ambiti
territoriali ottimali, corrispondenti agli altrettanti
territori provinciali della
Liguria, stanno lavorando
per mantenere, rimodernare e implementare il nostro
sistema depurativo”
Nel luglio del 2009 la Regione Liguria ha destinato
35 milioni di euro provenienti dai fondi comunitari
FAS, per la realizzazione
di quattro poli depurativi
nelle quattro province (12
milioni sono destinati a
Savona) per rientrare negli
standard definiti dall’Unione europea. Legambiente
svolge in importante ruolo
di stimolo alle amministrazioni locali, ha riconosciuto l’assessore regionale,
aggiungendo tuttavia che
esiste un servizio istituzionale, Arpal, l’agenzia regionale per l’ambiente, che
è in grado di individuare
eventuali criticità in tempo
reale e ovunque lungo l’arco ligure.
A sottolineare l’attenzione con cui da sempre in
Liguria è seguito lo “stato
del mare”, grande risorsa
dell’economia locale, così
come risorsa primaria,
proprio per difendere la
qualità delle acque, sono i
depuratori. Di cui forse, a
livello di opinione pubblica, viene sottovalutata o
non messa adeguatamente
alla luce, l’importanza fondamentale.
8
N°3 - 2010
Nuovi comuni allacciati,
maggiore efficienza, riduzione dei costi – con l’obiettivo
dell’indipendenza economica dai Comuni - e più ricavi dai servizi di smaltimento
offerti alle industrie. Questi
i principi essenziali su cui si
basa il “new deal” del “Consorzio per la Depurazione
delle Acque di Scarico del
Savonese S.p.A.”. Una strategia che si sta rivelando
vincente e che porta la firma
dell’ingegner Giovanni Ferro, presidente dal febbraio
del 2009, ossia da quando
il vecchio consorzio è stato
trasformato in una vera e
propria società per azioni.
Proprio con l’ingegner Ferro facciamo quindi il punto
sulla depurazione acque
nel comprensorio savonese,
partendo dagli “ultimi acquisti”, le località che per ultime
hanno collegato la propria
rete all’impianto di Zinola.
“La novità più recente è la
copertura di Finale Ligure
e dei comuni del Finalese esordisce Ferro – l’allaccio
è avvenuto l’anno scorso,
però l’esercizio completo è
in atto da quest’estate, insomma dai pochi mesi possiamo dire che l’estensione
della depurazione al finalese
è completa ed efficace. E
nonostante fosse d’estate,
non si è verificata alcuna
emergenza, si tratta infatti
di un impianto moderno progettato per tenere conto dei
picchi estivi”.
Con quest’ultimo ingresso ora il consorzio copre
un’area molto vasta che va
da Varazze e arriva appunto a Finale: 15 comuni allacciati al depuratore, tutte
le località rivierasche più
quelle dell’entroterra che
scaricano su Finale. “Ora
l’impianto ha più o meno la
sua area di utenza completata con i comuni dell’estremo ponente savonese che
dovrebbero invece confluire
su Borghetto – spiega il presidente Ferro – c’è invece
l’ipotesi dell’allaccio di Stella
a cui dovremmo arrivare in
tempi non particolarmente
lunghi e questo è il prossimo
obiettivo per quanto riguarda
l’estensione territoriale”
E veniamo ora al funzionamento della struttura e della
rete: un impianto che serve
così tanti comuni e decine di
migliaia di utenti deve essere particolarmente efficiente.
E su questo punto l’ingegner
Ferro non ha dubbi: “Dal
punto di vista impiantistico funziona molto bene, lo
dicevo già da prima di essere presidente – afferma
– bisogna rendere merito al
compianto ingegner Ruello
che ha dato sistemazione di
alta qualità: la funzionalità,
l’efficienza e l’efficacia sono
molto buone”. “Il problema
che abbiamo sul tappeto è
invece quello delle condot-
Il depuratore consortile savonese, nell’area degli svincoli autostradali. Sotto, il presidente del consorzio, Giovanni Ferro
L’impianto di depurazione di Zinola fronteggia anche i picchi estivi
Il “consortile” savonese
ha messo in rete Finale
te: specie a ponente sono
in acciaio, stanno quindi arrivando al termine del loro
ciclo vitale e ci sono stati già
diversi problemi – ammette il presidente – abbiamo
però avviato un programma
massiccio di rinnovo delle condotte – in certi casi
con la sostituzione, in altri
con l’adeguamento – che
ha riguardato in particolare
Albisola Superiore, con la
rete integralmente rifatta, e
Savona. Nel prossimo inverno invece l’intervento sarà
principalmente su Varazze,
Celle e Vado e una volta
terminato quello, pur dovendo proseguire negli anni
successivi, avremo coperto
quantomeno le maggiori criticità”.
Pur molto ridotto rispetto a
qualche anno fa e limitato
ad alcune giornate, resta il
problema dei miasmi intorno
all’impianto di via Caravaggio.
“In parte può essere derivato, nell’ultimo anno, an-
che dal cantiere sul nuovo
impianto di essicazione dei
fanghi – spiega il presidente
–; il silos di stoccaggio fanghi può aver dato problemi
durante i lavori, però con
luglio di quest’anno l’intervento può dirsi completato e
quindi tanto più rapidamente
eliminiamo il fango tanto più
evitiamo il rischio di queste
piccole disfunzioni che in
qualche giornata posso capitare”.
“Pecunia non olet”, diceva
Vespasiano, e quindi passiamo ai costi di esercizio
della struttura e al bilancio
del consorzio: numeri che
stupiscono
positivamente
soprattutto perché legati a
una drastica diminuzione del
contributo pubblico: “Circa i
costi di esercizio va innanzitutto precisato che abbiamo
lavorato su una efficentizzazione del sistema e siamo
riusciti a ridurre del 50% i
contributi dei comuni che
versano a copertura dei costi
– sostiene Ferro –; il nostro
obiettivo nel prossimo biennio è azzerarli, rendendo
la gestione completamente
autosufficiente e basata solo
sulle spese di depurazione
pagate dall’utenza in base
alle tariffe previste dal Cipe”.
“I costi complessivi di esercizio dell’impianto sono di
circa 9 milioni annui – prosegue - i ricavi sono dati da
3 voci: utenza civile, utenza
industriale, sia sulla parte
delle aziende allacciate sia
da chi conferisce mediante autobotte, e appunto i
contributi dei comuni: negli esercizi passati erano a
quota 1.700.000 euro, ridotti
a 800mila nel 2010. L’equilibrio di bilancio nel 2010, a
meno di eventi imprevedibili,
dovrebbe quindi essere garantito”.
Maggiore efficienza, meno
spese, più introiti. Ma come
si è riusciti a creare questa gestione virtuosa? Il
presidente Ferro lo spiega
sinteticamente:
“Abbiamo
raggiunto più efficienza su
tre fronti: in primo luogo con
l’incremento dei ricavi ottenuto migliorando la nostra
offerta verso il sistema industriale potenziando le sezioni impiantistiche al servizio
dei reflui industriali”. “Quindi – aggiunge – la seconda
idea è stata quella di intervenire sul comparto fanghi il
cui smaltimento è una voce
di costo significativa che con
l’impianto di essicazione viene ridotta: in parole semplici, lo smaltimento dei fanghi
viene pagato a peso, togliendo l’acqua ci costa meno”.
“Infine – conclude Ferro – il
terzo intervento si è basato
su una politica rigorosa di
controllo e contenimento dei
costi in particolare negli appalti di manutenzione, con
riduzioni anche del 20%”.
Tornando al primo di questi tre aspetti, il “Consorzio”
savonese si pone quindi
come un operatore molto
importante con una possibilità di espansione commerciale notevole e strategica. “L’adeguamento degli
impianti, ormai operativi in
questo 2010, ha creato uno
spazio addizionale dell’ordine di oltre 40% rispetto
all’offerta quantitativa che
avevamo in precedenza –
conferma il presidente –; è
ovvio che questo margine
deve essere ancora compiutamente commercializzato”.
“Quest’anno ne abbiamo
commercializzato circa la
metà ed è risultato molto
positivo, anzi considerando
anche la fase di ciclo economico, direi che è quasi eccezionale – ribadisce Ferro – è
chiaro che negli anni avvenire tendiamo a uno sviluppo
commerciale ulteriore verso
i settori industriali e inoltre,
visto che l’impianto di essicazione è l’unico nelle provincie di Savona e Genova,
stiamo valutando se sia possibile commercializzare una
parte di questi spazi verso
altri soggetti del settore”.
Marco Gervino
N° 3 - 2010
9
Il “tormentone” sugli impianti del Ponente savonese
Manca il depuratore
niente bandiere blu
Continua dall’inizio dell’estate il confronto-scontro per la
soluzione da dare al problema della realizzazione di un
sistema di depuratori (o di un
unico depuratore) in grado
di rendere pulito il mare nel
tratto costiero da Ceriale ad
Andora, ove non è stata assegnata alcuna delle “bandiere
blu” che hanno invece premiato quest’anno la Liguria
con 17 segnalazioni.
Per la realtà delle terre ingaune si tratterebbe quindi
di realizzare la depurazione
delle acque marine. La “mission” pertanto è quella di
progettare, costruire e gestire
l’impianto (o gli impianti) di
depurazione, del connesso
sistema di collettamento e
opere accessorie per il trattamento dei reflui di Albenga,
Villanova, Ortovero, Garlenda, Cisano, Andora, Stellanello, Testico e Laigueglia.
Ed anche di risolvere il problema per la realtà di Alassio,
capitale del turismo balneare
in Liguria, il cui Comune ha
sinora insistito per procedere
alla realizzazione autonoma
(in località Sant’Anna) di un
proprio depuratore, attualmente in fase di prima progettazione.
“Gli impianti non ci sono.
Ma ad Albenga di depuratore si parla da vent’anni, forse
più”,- esordisce Pietro Balestra, presidente della “Depuratore Ingauno” S.c.a.r.l.
- Quando sono stato sindaco
di Villanova ho partecipato
all’impegno di protocollo nel
2000. Abbiamo trovato un
sito a Villanova, vicino al torrente Arroscia-Neva, quasi
al confine con Albenga. Col
tempo abbiamo modificato
il piano d’ambito, definito il
prezzo del depuratore e stabilito gli ambiti economici
approvati dal Consiglio provinciale. Abbiamo bandito la
gara e siamo giunti all’aggiudicazione. Credo che siamo
stati tutto sommato rapidi,
rispetto ai 20/25 anni precedenti. Adesso la Provincia
di Savona ed il Comune di
Albenga, che nella scorsa
primavera hanno cambiato
maggioranza (passando dal
centrosinistra al centrodestra,
ndr) hanno mutato idea, ma
noi vogliamo andare avanti
lo stesso perchè oltre che amministratori pubblici siamo
anche amministratori di una
società cooperativa pubblica,
con dei doveri. Anche perché
Pietro Balestra, presidente del Depuratore Ingauno. A lato e sotto, Andora e
l’isola Gallinara, perle del turismo ma senza bandiera blu
il Depuratore Ingauno è un
qualcosa che abbiamo realizzato perchè ce l’hanno chiesto gli operatori economici e
gli enti locali. Ne avremmo
fatto volentieri a meno”. Intanto, mentre esiste la soluzione del depuratore della
Scarl, la nuova dirigenza
della Provincia e del Comune
di Albenga, che da soli detengono il 62 per cento delle
azioni del Consorzio, sta valutando e proponendo soluzioni alternative, quale quella del trasporto dei liquami al
depuratore (già funzionante)
di Borghetto Santo Spirito.
Il confronto fra le due soluzioni (con la variante di
Alassio), dovrà meglio specificare la nuova soluzione che
la Provincia intende dare al
problema. In questo dibattito
sono inserite diverse esigenze
che da tempo sono sollecitate
dal mondo agricolo del Ponente savonese il quale propone che le acque reflue non
siano riversate in mare ma
“girate” nelle falde idriche al
fine di limitarne il depauperamento. Un impoverimento
del sistema delle falde sotterranee che negli ultimi anni
ha causato una penetrazione
dell’acqua di mare nelle falde
della piana albenganese, soprattutto nel tratto di piana a
monte di viale Che Guevara,
la strada litoranea che collega Albenga con Ceriale. Tale
problematica (già inserita nel
progetto della Scarl) dovrà
appunto essere inserita nella
soluzione prospettata dalla
nuova maggioranza del depuratore ingauno.
Va comunque ricordato che,
come riferiamo nell’articolo
dedicato al depuratore già
funzionante di Borghetto
Santo Spirito, quell’impianto, pienamente funzionale dal
2009, sarebbe in grado di accettare le acque da depurare
non solo di Ceriale (decisione
già assunta) ma anche quelle
dell’Albenganese, cioè del
comprensorio del ponente
della nostra provincia.
Entrando ora nello specifico,
queste sono le “cifre” riguardanti le potenzialità e i costi
di costruzione del depuratore
che sorgerebbe a Villanova d’Albenga seguendo il
progetto della società consortile “Depuratore ingaunoS.c.a.r.l”. La potenzialità
del depuratore sarebbe, in
A.E. (Abitante Equivalente:
esprime il carico inquinante complessivo, in termini
di portata e concentrazione,
prodotto da un utente medio
allacciato a rete fognaria), di
78 mila 93 utenti. Il valore
presunto dell’investimento
iniziale sarebbe pari a 57 milioni 286 mila 200 euro di cui
52 milioni 78 mila 363 euro
per lavori, servitù, acquisizioni, allacci elettrici e telefonici dei quali, presuntivamente, 2 milioni 83 mila 134
euro per oneri di sicurezza,
quest’ultimi non ribassabili;
2 milioni 603 mila 918 euro
(ribassabili) per indagini,
progettazione, Studio Impatto Ambientale, coordinamento per la sicurezza in fase di
progettazione a carico del
Socio Privato; 2 milioni 603
mila 918 euro (non ribassabili) per oneri da destinarsi a
Depuratore Ingauno S.c.a r.l.
ed alla Società per validazione, direzione lavori, misura e
contabilità dei lavori, coordinamento per la sicurezza
in fase di esecuzione, alta
sorveglianza, collaudi, spese
generali, eccetera.
È previsto inoltre un investimento successivo di 17 milioni 500 mila euro tra il 17°
ed il 21° anno per la sostituzione delle apparecchiature
la cui vita utile è inferiore
alla durata della gestione dei
quali, presuntivamente, 700
mila euro (non ribassabili)
per oneri di sicurezza. L’appalto comprende inoltre 30
canoni annui di importo presuntivamente pari a 2 milioni
254 mila 500 euro ciascuno,
per un totale pari a 67 milioni
635 mila euro. Senza tenere
conto degli oneri finanziari, l’importo complessivo
dell’appalto ammonta a 142
milioni 421 mila 207 euro.
Per quanto riguarda la rete
annua di ammortamento dell’impianto si parla di
1milione 155 mila 818 euro,
mentre per la rete annua di
ammortamento delle reti di
100 mila 277 euro. Il costo di
gestione annuo dell’impianto
sarebbe di 369 mila 977 euro,
il costo di gestione delle reti
di 15 mila euro, il costo dei
pompaggi di 22 mila 484
euro, per un importo totale
annuo di 1 milione 663 mila
598 euro.
Daniele Strizioli
10
N°3 - 2010
Dallo scorso anno è operativo il ciclo di trattamento biologico
L’impianto di Borghetto
“ripulisce” otto comuni
L’impianto di depurazione di
Borghetto Santo Spirito, la
cui costruzione è stata completata nel 2009, è tecnologicamente all’avanguardia
e garantisce acque sempre
pulite ai comuni del ponente
collegati. L’impianto è situato in un’area bonificata e recuperata a fini produttivi dal
Comune di Borghetto e dalla
Regione Liguria.
Il depuratore vero e proprio,
i cui lavori sono stati eseguiti dall’impresa piemontese Zumaglini e
Galli-
na, è costituito da due sezioni principali. Il ciclo di depurazione è suddiviso infatti
in una prima fase, che riguarda i cosiddetti “trattamenti
primari”, già collaudata nel
2003 e costata otto milioni
di euro, dove avvengono la
sghiaiatura, la grigliatura fine
e infine la disabbiatura. L’impianto di nuova costruzione,
invece, è predisposto per il
trattamento secondario che
prevede procedimenti biologici di pulizia e di ultrafiltrazione, per un investimento di
nove milioni di euro. I lavori,
iniziati nel 2007, si sono conclusi l’anno scorso.
L’impianto
Soluzione
autonoma
per Alassio
Il comune di Alassio ha deciso
di provvedere autonomamente
alla costruzione del proprio
depuratore, che sorgerebbe
nella zona del porto, in località
Sant’Anna, in corrispondenza
di un vallotto che si diparte
dalla vetta del monte Bignone.
Queste sono le cifre riguardanti le potenzialità e i costi
di costruzione del depuratore
secondo le indicazioni della
società Severn Trent (che dovrebbe realizzare l’impianto).
La potenzialità sarebbe, in
abitanti equivalenti (unità che
esprime il carico inquinante
prodotto da un utente medio
allacciato a rete fognaria), pari
a 61 mila persone. Il valore
presunto dell’investimento sarebbe di 35 milioni di euro.
“Il Comune di Alassio con
l’amministrazione Melgrati
- afferma l’assessore all’ambiente di Alassio, Marco Salvo
–, ha sempre sostenuto la causa
depuratore in quanto è un’opera per noi della massima importanza. Abbiamo seguito le
procedure della finanza di progetto, che ha avuto purtroppo
tempi molto lunghi, ma ora la
procedura é terminata, abbiamo individuato la società che
farà il depuratore, la Severn
Trent. L’area di Sant’Anna
non è stata individuata per un
nostro capriccio, ma era stata
acquistata anni addietro per
il depuratore, perché in quel
punto si intercetta il tubo che
va a mare con i liquami”.
Conclude Salvo: “Una cosa è
certa: occorre affrontare nel
più breve tempo possibile il
garantisce un ciclo completo
di depurazione delle acque,
che comprende anche processi biologici e la tecnologia avanzata dell’ultrafiltrazione a membrane cave,
oltre ad un sistema di telecontrollo e governo dell’impianto computerizzato e in
collegamento con tutte le
stazioni di collegamento al
depuratore.
L’impianto può trattare 15
mila metri cubi di reflui al
giorno, ed è predisposto per
raddoppiare la potenzialità.
Il depuratore si trova a 60
metri sul livello del mare e lo
scarico dell’acqua depurata
avviene sfruttando il salto di
quota (35 metri) per la produzione di energia elettrica (435 mila
Kw/h
anno), con un risparmio del
15% dell’energia necessaria
al funzionamento. Il territorio dei Comuni associati
comprende un numero di
residenti intorno ai 40 mila,
che si incrementa a più di
200 mila in estate.
La “Servizi
Ambientali
spa”, società a totale partecipazione pubblica, ha, in
questi ultimi anni, ampliato
la compagine sociale passando dai cinque comuni
fondatori (Loano, Borghetto
Santo Spirito, Toirano, Boissano e Balestrino) a otto con
l’aggiunta di Ceriale (socio
della Servizi Ambientali
spa), Borgio Verezzi e Pietra Ligure, ponendosi quindi
come strumento operativo
per le tematiche ambientali
per una considerevole porzione di territorio – spiega
il direttore generale
del consor-
problema della depurazione, non più procrastinabile in
quanto la défaillance nel grafico delle presenze per quanto
riguarda la stagione balneare
2010 impone una rapida e
efficiente risoluzione del problema nel più breve tempo
possibile”.
Sulla questione del depuratore
interviene anche l’ex sindaco
di Alassio, oggi consigliere regionale, Marco Melgrati. “Per
quanto riguarda il regime tariffario, il costo previsto nell’as-
severazione bancaria del piano
economico finanziario proposto dalla Severn Trent e verificato anche di recente, porta
ad una tariffa di 0,97 euro al
metro cubo senza contributo
da parte del Comune o di altre amministrazioni pubbliche,
oppure in alternativa di 0,82
euro con 3 milioni di euro di
investimento o del Comune o
di altri enti sovraordinati. In
un primo tempo esisteva una
previsione, anch’essa oggi
modificata, di 2 milioni e 400
zio, Paolo Paganelli -. Oggi
gli impegni della società in
campo ambientale si sono
estesi. Si va dalla gestione
dell’acquedotto alla produzione di energia idroelettrica, al servizio di battelli
attrezzati per la raccolta di
rifiuti solidi galleggianti”.
“Purtroppo nonostante i più
che ottimi risultati conseguiti e lo sforzo profuso dagli
enti locali non è ancora possobile garantire la perfetta
qualità delle acque marine
- aggiunge Franco Malpangotto, presidente della Servizi Ambientali ed ex sindaco di Borghetto Santo Spirito
-. In funzione delle condizioni meteo-marine, infatti, si
verificano ancora spiaggiamenti di rifiuti provenienti
dalle località non dotate di
efficienti impianti depurativi. E’ fondamentale che tutti
i Comuni del Ponente si dotino di depuratori efficienti,
oppure si colleghino a quelli
esistenti per dimostrare una
sensibilità maggiore verso la
salvaguardia dell’ambiente e
la promozione del turismo.
Credo sia sempre e comunque difficile realizzare un
buon impianto di depurazione delle acque reflue, soprattutto in aree come le nostre
fortemente antropizzate e a
vocazione turistica”.
Daniele Strizioli
mila mc di reflui che dovevano scaricare in mare, anche
perché era prevista la quota di
depurazione dei reflui di Laigueglia. Venuta a mancare la
depurazione di Laigueglia è
stata modificata questa previsione con una cifra congrua
data dai valori di acqua consumata nel comune di Alassio
che porta a 1 milione e 600
mila mc all’anno, quindi una
cifra assolutamente realistica”.
D. Str.
N° 3 - 2010
Il tema della depurazione delle
acque, essenziale per la salvaguardia ambientale di ogni
territorio, costituisce una problematica di primo piano in una regione quale la Liguria che, nella
qualità dell’acqua del mare,
trova la principale fonte del turismo, elemento fondamentale
nell’economia regionale. La
provincia di Savona, in questo
senso, si trova in una situazione
ancora lacunosa con l’assenza,
nell’area ingauna, di un sistema
di depurazione delle acque che
possa garantire la pulizia e la
qualità del mare. Un territorio, il
nostro, in cui la politica ambientale deve andare di pari passo
con quella turistica, come ha
sottolineato l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura,
Angelo Berlangieri. “Nella visione di una programmazione strategica dell’offerta turistica – ha
detto Angelo Berlangieri – esistono delle priorità tra cui il tema
della depurazione. Per questo
deve crearsi una sorta di progettazione trasversale che superi
le dinamiche di partito e anche i
limiti temporali delle legislazioni
in favore di una progettazione
che sia in grado di raggiungere
in breve tempo il risultato concreto”. Netta, in questo senso,
anche la posizione di Riccardo
Borgo, presidente regionale e
nazionale del Sindacato Balneari Italiano, nonché sindaco di
Bergeggi. “Ritengo sia da considerarsi grave il ritardo della
realizzazione di un impianto di
depurazione nel ponente ligure
– ha detto Riccardo Borgo – a
causa di campanilismi e mancati
accordi. Il territorio ha bisogno di
un’azione pragmatica e incisiva
e i continui rimandi vanno a incidere in modo pesante sull’economia turistica”.
A quando un accordo e quali
i tempi per la realizzazione
di un depuratore
nell’al-
Andare avanti, anche se i costi sono molto alti
Sulla depurazione
è l’ora delle scelte
benganese? A rispondere è
l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Marson, che sottolinea il valore di una politica
attenta alla valorizzazione del
territorio. “L’ambiente – ha detto
Paolo Marson - costituisce una
risorsa limitata e non sostituibile, che deve essere fruita con
rispetto e attenzione e, sempre,
in modo da non pregiudicarne
l’equilibrio e le connotazioni naturali. Questa considerazione,
che vale a prescindere per la
valenza propria di questo bene,
assume poi un significato ulteriore laddove, come per il nostro
territorio, alcune delle componenti dell’ambiente assumono
anche un valore economico con
riferimento ad alcune attività
produttive”.
Partendo da queste constatazioni, a che punto è la questione
del depuratore ingauno? “L’area
del Ponente della Provincia – ha
detto Marson - è, per oltre la
metà della sua estensione, priva di un sistema di depurazione
adeguato alle necessità esistenti e prevedibili, ma, al contempo, le scelte che le pubbliche
amministrazioni hanno adottato
negli ultimi 15 anni sono fra loro
contraddittorie e tali, se prese
e attuate singolarmente, da
impedire la realizzazione degli
impianti da costruire oppure da
condannare alla chiusura quelli in esercizio. La situazione è
complessa: non esistevano,
come non esistono oggi, le risorse finanziarie sufficienti per la
costruzione degli impianti di depurazione attualmente in esercizio (territorio da Borgio Verezzi
a Ceriale) e di quelli che, ad
oggi, risultano ancora
mancanti (tratto
di co-
L’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri
sta da Andora a Ceriale)”. Si è,
quindi, deciso – in attuazione di
una scelta legislativa del 1994 –
di finanziare la realizzazione degli impianti a debito, destinando
cioè una quota della tariffa che
in futuro sarebbe stata pagata
dagli utenti per la somministrazione dell’acqua. In sostanza, le
tariffe future avrebbero dovuto
contenere anche una quota di
costo calcolata in modo da ammortizzare, domani, il costo che
sarebbe stato sopportato, oggi
o ieri, per la costruzione del sistema di depurazione. “É però
accaduto – ha detto Marson,
- per errori nella stima dei costi
ri”. La situazione, secondo
Marson, si è ulteriormente complicata in quanto taluno di questi
progetti è stato realizzato con il
ricorso a finanziamenti accordati dal sistema creditizio, mentre
per altri sono state espletate,
fino quasi alla conclusione, le
gare per l’affidamento degli appalti. “Il risultato – ha detto - è
che, se si sommano tutte le
spese effettuate o da effettuare
(sulla base delle previsioni dei
progetti e delle gare indette), la
tariffa che dovrebbero pagare gli
utenti non è sufficiente a coprire
tutti i costi che sono stati previsti
per la realizzazione dell’intero
contenuti nei Piani d’ambito di livello provinciale e per il mancato coordinamento delle iniziative
di progettazione e costruzione
dei singoli impianti prese dai
diversi gruppi di comuni, che
quella parte della tariffa che
doveva essere destinata alla costruzione dei vari impianti e alla
loro manutenzione venisse, per
così dire, spesa più volte. Più
precisamente, chi ha realizzato
gli impianti esistenti, infatti, ha
finanziato la loro costruzione
prevedendo di destinare a tale
finalità tutta la tariffa che sarebbe stata pagata dai propri utenti,
mentre altre amministrazioni
comunali hanno progettato i
loro impianti da costruire ipotizzando di utilizzare sia le tariffe
pagate dai loro utenti, sia
parte di quelle degli
utenti degli altri
depurato-
sistema di depurazione. Al contempo, però, nessuna amministrazione comunale ha assunto,
e per quanto mi è dato sapere
intende assumere, la decisione
di modificare i limiti massimi delle tariffe attualmente previsti e,
quindi, posti a base delle azioni
predette”. Altrettanto complesso
il progetto di impianto della società Depuratore Ingauno. “Si
tratta di un progetto molto ambizioso e tecnicamente sofisticato
– ha detto Marson - il cui costo,
pari a circa 57 milioni di euro per
le sole opere di costruzione e
altri 85 milioni per manutenzione e gestione nel periodo
di previsto esercizio,
è troppo elevato
per poter essere sostenuto
dalle
previsioni
della tariffa dell’acqua
di pertinenza delle amministrazioni che parteci-
11
pano alla società. Il progetto è
realizzabile solo a condizione di
impegnare una parte della tariffa dell’acqua pagata dai cittadini
dei comuni del territorio da Borgio Verezzi a Ceriale e di altri
comuni non soci della Depuratore Ingauno che, come Alassio,
confidando sulle proprie tariffe e
su parte dei Fondi FAS da destinare anche a Villanova, hanno
progettato e stanno appaltando
un loro autonomo impianto di
depurazione”.
La questione non riguarda, secondo Marson, la situazione patrimoniale della società Depuratore Ingauno, ma la sostenibilità
del relativo progetto e la sua coerenza con il resto delle azioni
intraprese nel territorio del Ponente Savonese. “Per raggiungere l’obiettivo desiderato – ha
detto l’assessore all’Ambiente in primo luogo è sufficiente rendere il progetto di depurazione
del territorio Albenganese più
economico e, quindi, sostenibile
con le sole tariffe di quell’area.
La nostra Amministrazione ritiene che, ad esito di questo
risparmio, il costo dell’impianto
possa scendere a circa 43 milioni ed essere sostenibile. Inoltre,
occorre perfezionare un’intesa
sull’articolazione delle stesse
tariffe e sulla utilizzazione dei
fondi FAS fra le diverse amministrazioni comunali interessate.
Lo schema di questa soluzione è già stato sottoposto dalla
Provincia ai soggetti interessati:
da alcuni abbiamo già ricevuto riscontri adesivi, mentre da
altri attendiamo le decisioni del
caso. Il mio avviso è che, superando qualche
particolarismo e allargando l’angolo della prospettiva visuale
delle decisioni, la soluzione possa essere vicina e alla portata.
Ovviamente, occorre disponibilità e partecipazione dei vari
soggetti coinvolti”.
Silvia Campese
12
N°3 - 2010
Piani produttivi: nuove aree per difendere le imprese
Il progetto pilota
Città delle Bormide
Nel territorio della provincia di Savona, dove la crisi dell’industria ha inciso
profondamente sul difficile
momento economico che sta
attraversando l’intero Paese,
grande attenzione deve essere incentrata sul settore produttivo della piccola e media
impresa. In questo senso,
l’impegno volto nell’individuazione e nell’adeguamento ad aree idonee per gli
insediamenti produttivi deve
coinvolgere tutti gli enti presenti sul territorio, in primis
la Provincia, in grado di assumere un ruolo di coordinamento tra le realtà coinvolte
nelle singole aree del Savonese.
Il documento di riferimento della Provincia è il Piano
Territoriale di Coordinamento che consta di un Progetto Integrato dedicato, nello
specifico, all’area della Val
Bormida, finalizzato a un
rilancio economico del territorio partendo da un attento
intervento conoscitivo da
cui proseguire individuando
le potenzialità delle aree in
relazione agli insediamenti industriali. Un progetto,
questo, che, secondo l’Amministrazione provinciale,
potrà essere esteso dalla Val
Bormida a tutto il Savonese,
con particolare attenzione al
Finalese, all’area ingauna e
alla zona Vado – Quiliano.
“La Provincia – ha detto l’assessore provinciale allo Sviluppo Economico, Giorgio
Garra – vuole inserirsi con
funzioni di coordinamento
tra le aziende e le diverse
Amministrazioni comunali
coinvolte nei singoli progetti agevolando e sveltendo al
massimo le procedure”.
Oggetto della prima fase di
studio la Val Bormida. “Abbiamo di recente portato in
Giunta le prime indicazioni
per il masterplan valbormidese – ha detto Luigi Bussalai, vicepresidente della
Provincia – nell’ambito del
Piano Territoriale di Coordinamento. Su questo territorio
è stato effettuato un censimento delle aree produttive:
una vera e propria fotografia
che ci permette di valutare la
situazione presente individuando zone più idonee alla
destinazione degli insediamenti produttivi. L’auspicio
è quello di poter proseguire
con un piano conoscitivo e di pianificazione
esteso a tutto il territorio
provinciale potenziando le
offerte per la piccola e media
impresa, risorsa essenziale
nell’economia savonese”. Un
lavoro, quindi, ancora in fase
embrionale che sarà arricchito, nel tempo, da costanti
aggiornamenti. “La fase di
studio e il successivo masterplan – ha detto Bussalai
– sono realizzati dai servizi
e dai tecnici interni alla Provincia attraverso un attento e
complesso lavoro che parte
dalla Val Bormida proprio
per agevolare e accelerare la
ripresa economica di un territorio che ha sofferto particolarmente la crisi della grande
industria”.
Il Progetto Integrato, inserito nel Piano Territoriale di
Coordinamento della Provincia, è stato denominato
“La costruzione della Città
delle Bormide” e si pone
quali obiettivi una serie di
azioni finalizzate alla riorganizzazione delle aree
produttive ecologicamente
attrezzate dell’entroterra savonese. “Per sviluppare e
attuare questa parte del Progetto Integrato – ha detto
l’architetto Antonio Schizzi,
Responsabile Tecnico Settore Pianificazione Territoriale
della Provincia – abbiamo
approfondito e realizzato un
piano conoscitivo delle aree
valbormidesi tenendo conto
dello stato di attuazione delle aree industriali previste
dai vecchi Piani regolatori o
dai nuovi Piani Urbanistici
Comunali”. Attraverso tale
ricognizione, i tecnici della
Provincia hanno constatato
che, una volta recuperate e
reinsediate le aree ex Acna e
riorganizzata l’area Ferrania,
resta disponibile un 13 per
cento di superficie libera per
gli insediamenti produttivi.
“Queste poche aree restanti
– ha detto Antonio Schizzi
– sono per lo più situate su
terreni acclivi, in pendenza, o su anse
inondabili
del fiume
Bormi-
da. Zone, insomma, in generale poco funzionali anche
perché mal servite a livello
infrastrutturale e quindi sino
ad oggi inutilizzate”.
La necessità che si presenta, e
che tocca in modo particolare
ai Comuni, è quella di una attenta trasformazione delle aree
dismesse unitamente all’individuazione di nuove zone utili
per l’insediamento di attività
produttive. “Al momento di
studio e di rilevamento – ha
detto Antonio Schizzi – seguirà una fase di concertazione
e di coordinamento per raggiungere le intese sulle nuove possibili aree proposte dai
Comuni. Sarà nostro compito
svolgere un’attività di verifica ambientale con particolare
attenzione alle criticità idrogeologiche, ma grande attenzione anche alla salvaguardia
delle aree protette”. A questo
punto si potrà concretizzare
un masterplan delle aree produttive con l’indicazione dei
nuovi insediamenti
e l’espletamento,
successivamente,
delle procedure
affinché queste
vengano recepite
a tutti gli effetti
da- gli
strumenti
urbanistici
comunali. “Per
quanto
riguarda i
tempi – ha
detto Schizzi – sulla
Valle Bormida abbiamo adesso
un comp l e t o
piano
co-
noscitivo. Attendiamo l’approvazione del Piano di lavoro da parte della Giunta
provinciale entro fine 2010 e
la realizzazione di un masterplan nel 2011”.
Un lavoro importante che dovrebbe essere esteso ad altre
aree critiche del savonese,
ma sarà la Provincia a dover
assegnare il mandato agli uffici tecnici. “Esistono opportunità legate a una domanda
di aree per insediamenti produttivi nel retroterra portuale
di Savona-Vado – ha aggiunto Schizzi – e anche su Albenga l’ipotesi di sviluppo
di nuove aree potrebbe innescare l’avvio di
attività di piccole
e medie imprese
legate alla logistica della piana
ingauna”.
Ad oggi, però,
il lavoro della
Provincia si
è focalizzato
sulla realtà
della
Val
Bormida.
Tuttavia
le imprese
artigian e
hanno bisogno di nuovi spazi
in varie zone del Savonese e
soprattutto, in un momento
di crisi economica pesante,
hanno bisogno di sostegno
e incentivi che possano agevolare eventuali spostamenti
per trovare una più adeguata
sede per le proprie attività. In
questo senso, una pianificazione territoriale estesa alle
aree più interessanti e dove
l’insediamento produttivo è
più urgente, potrebbe costituire un elemento da cui partire
in vista della realizzazione di
nuove e adeguate strutture.
Silvia Campese
N° 3 - 2010
Carlo Ruggeri: “Soffriamo la crisi, ma abbiamo progetti importanti”
Insediamenti produttivi
con il “marchio” di Ips
“Soffriamo la crisi come tutti,
ma, in potenza, abbiamo dei
progetti importanti che possono dare una svolta positiva
a questa fase congiunturale
deludente. Ips, in questo processo, sta facendo la propria
parte, aiutando a concentrare
energie e risorse su iniziative
concrete, in grado di rilanciare l’economia e il lavoro”.
Carlo Ruggeri, già sindaco di
Savona e con recenti trascorsi
da assessore regionale
all’Urbanistica, è oggi
presidente
di Ips, acronimo che
sta per Insediamenti
Produttivi
Savonesi, società
consortile
per azioni.
Dove i soci
sono tutti
pubblici, a
cominciare da Regione, Provincia, Comune di Savona,
Autorità Portuale e Camera
di Commercio che sono i più
rappresentativi. “Quando entrano in ballo decisioni che
riguardano grandi progetti
– dice Ruggeri – non è importante ragionare in termini
politici, specie poi se ogni
ente ha la sua colorazione.
E’ invece fondamentale fare
massa critica e avere unità di
intenti, per dare impulso alle
iniziative su cui c’è condivisione. Ecco, noi, a fronte di
amministrazioni che potrebbero diffidare per la diversa
collocazione politica, siamo
uno strumento di garanzia per
tutti gli enti soci”.
Non è che stiate diventando
un po’ troppo immobiliaristi?
Le vostre ultime grandi iniziative, quelle di Parco Doria a Savona e del polo della
meccanica a Millesimo, sono
essenzialmente costituite dalla costruzione di capannoni
da mettere sul mercato a prezzi di mercato.
“Siamo il braccio operativo di
enti pubblici che devono dare
risposte alla richiesta di aree
produttive. Noi ci facciamo
carico delle iniziative, istruiamo le pratiche, facciamo i
progetti, le infrastrutture di
base, costruiamo e poi mettiamo a disposizione delle
imprese i lotti edificati. Non
mi sembra un’attività da immobiliarista, anche perché
solitamente utilizziamo dei
finanziamenti pubblici che
rendono possibile, alla fine
della storia, un abbattimento
dei prezzi di vendita”.
Non ci saranno problemi a
fare il “tutto esaurito” dentro
i capannoni di Parco Doria…
“C’è ancora qualcosa da cedere, anche perché è stato
necessario fare qualche variante per andare incontro alle
richieste dei residenti nella
zona. Però
anche questo
dimostra che
lavorare su
quelle aree
rappresenta
un’occasione unica, nel
cuore della
città, accanto ai binari
della ferrovia e a due
minuti dagli
svincoli autostradali.
A prezzi, ripeto, più che interessanti. In
cambio abbiamo chiesto alle
imprese acquirenti degli impegni occupazionali e lo svolgimento di attività produttive
vere. Che sono preoccupazioni che gli immobiliaristi non
hanno”.
L’altra scommessa è l’operazione Pertite, il polo della
filiera meccanica tra Millesimo e Cengio…
“Qui le linee guida sono state
dettate dall’Accordo di programma del 2006 che con
una scelta intelligente non si
è limitato ad occuparsi del
problema di Ferrania, ma è
stato esteso a tutte le iniziative di rilancio della Valle
Bormida. Quindi anche Acna,
di cui speriamo di poterci occupare presto, e Pertite, visto
come polo di sviluppo industriale mentre contenitori più
ampi potranno svolgere con
maggiore incisività funzioni
retroportuali e logistiche. Su
Pertite abbiamo grandi aspettative, ma abbiamo appena
lanciato l’invito a manifestare interessi di insediamento”.
I prossimi capannoni?
“No, cambiamo spartito. Ci
stiamo occupando soprattutto
di energie rinnovabili ed efficienza energetica, supportando i Comuni nostri soci nella
partecipazione ai bandi regionali. Così ci siamo trovati a
progettare impianti fotovoltaici sulle scuole De Amicis
e Colombo di Savona, che
hanno ottenuto 600 mila euro
di finanziamento, abbiamo
accompagnato i Comuni di
Cengio, Pietra Ligure e Millesimo nelle attività neces-
13
Nelle foto, a sinistra Carlo Ruggeri, presidente di Ips; sotto,
fotoinserimento del comparto
in costruzione sulle aree dell’ex
Parco Doria; a fondo pagina
uno scorcio della nuova zona
produttiva in fregio a via Stalingrado
sarie a partecipare agli stessi
bandi, siamo stati consulenti
della Provincia per la redazione del Programma Energetico
Ambientale”.
Sarà che i Comuni si sono
pentiti di tirare sù muri e tettoie…
“Ma no, è che si sta facendo di tutto per realizzare
opere ecologicamente attrezzate. Lo stesso piano di
Parco Doria prevede tutta
una serie di accorgimenti
energetici: vetrate fotovoltaiche, impianti solari
termici e fotovoltaici sulle
coperture. E poi ci siamo
anche inventati qualcosa:
nell’ambito di quella stessa
iniziativa, rimodulando un
finanziamento del ministero dell’Ambiente, abbiamo
trovato i soldi per sistemare i pannelli fotovoltaici
sulla facciata dell’Istituto
Industriale di Savona e per
installare un nuovo impianto di riscaldamento a
condensazione nella stessa
scuola. E anche per realizzare un sistema di mobilità
elettrica di collegamento tra le sedi decentrate
dell’Amministrazione provinciale. Niente male per
degli immobiliaristi, no?”
14
N°3 - 2010
E’ in fase di avanzata realizzazione, su aree dismesse del
parco ferroviario Doria, tra
via Stalingrado e il quartiere
delle Fornaci, un complesso
a destinazione produttiva che
permetterà di ospitare attività
di tipo artigianale e della piccola e media impresa. L’iniziativa è di Ips – Insediamenti
Produttivi Savonesi Scpa – e
la superficie totale oggetto
della rqiaulificazione è di
circa 40 mila metri quadrati,
tra l’incrocio di via Vittime
di Brescia con via Stalingrado sino all’intersezione di via
Stalingrado con via Sant’Antonio, di fronte all’area ex
Metalmetron, dove è in corso un’importante operazione di riconversione da sito
produttivo dismesso a centro
commerciale, artigianale e
turistico.
L’intervento di parco Doria
è costituito da una serie di
opere che Ips sta realizzando,
quali un nuovo passante viario, composto da due corsie
per senso di marcia (oltre
ad un controviale al servizio
del complesso produttivo)
alternativo a via Stalingrado,
lungo circa 700 metri, che si
snoderà dalla rotonda su cui
confluiscono via Stalingrado e via Vittime di Brescia
sino all’intersezione della
stessa via Stalingrado con
via Sant’Antonio, dove sarà
realizzata un’altra rotonda
per la distribuzione dei flussi.
Il nuovo passante consentirà di spostare il traffico, che
attualmente insiste su via
Stalingrado, con l’obiettivo
di trasformare quest’ultima
in una strada al servizio del
quartiere.
Il com-
Quasi completato il piano produttivo di Savona
Laboratori e negozi
nell’ex Parco Doria
plesso produttivo vero e
proprio avrà una dimensione
pari a 18 mila metri quadrati
coperti, dotato di un impianto
fotovoltaico da 15 kilowatt di
potenza e di un impianto solare termico in grado di coprire
circa il 75 per cento del consumo di acqua calda sanitaria
delle attività che verranno
insediate. Previsti anche una
“torretta” di 2.800 metri quadrati di superficie totale, con
una vetrata di facciata fotovoltaica da 40 kilowatt, due
edifici commerciali rispettivamente di 250 e 210 metri
quadrati di superficie, 24 box
interrati, uno spazio pubblico
sistemato a verde attrezzato ed a parcheggio nell’area
circostante l’incrocio via Stalingrado – via Vittime di Brescia e una struttura sportiva
comunale che sarà realizzata
in conto oneri di urbanizzazione, di circa 800 metri quadrati di superficie.
“Le finalità dell’intervento –
sottolinea Ips – sono quelle di
creare superfici produttive da
mettere a disposizione di chi
è intenzionato a creare nuove
attività o a ricollocare attività esistenti che necessitano
di ulteriori spazi per
poter-
si espandere. In entrambi i
casi, comunque, sempre con
ricadute in termini di aumenti
occupazionali. Inoltre l’inserimento di esercizi commerciali e attività sportive consentirà di creare un centro di
vita pulsante all’interno del
quartiere di Legino – Piazzale
Moroni”.
Il numero di imprese che a
regime si prevede verranno
insediate nel nuovo complesso destinato ad attività
produttive sarà intorno alla
ventina. I settori di appartenenza di queste imprese, già
individuate, sono: produzione di serramenti, cantieristica
navale, costruzioni, impiantistica, ceramica, informatica,
manutenzione e riparazione
autoveicoli e servizi logistici.
Il numero di lavoratori che
queste imprese impiegheranno a
regime si aggirerà intorno alle 400
unità, con un
incremento
occupazionale valutato
intorno alle
9 0
unità lavorative.
I fondi necessari per la realizzazione dell’intervento derivano per la maggior parte da
risorse proprie di Ips, a parte
la spesa per la nuova strada,
che è interamente finanziata
dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti nell’ambito
del programma conosciuto
come “Contratti di Quartiere
Due”, e quelli per la vetrata
fotovoltaica della palazzina
uffici finanziata dal ministero dell’Ambiente.
I lavori del comparto “ex Parco Doria”, ad eccezione della
porzione di edificio sottostante il centro direzionale, sono
stati ultimati nel mese di
settembre; quelli del
centro direzio-
Il nuovo passante di via Stalingrado e uno dei capannoni
per attività produttive. A fondo
pagina, come si presenterà la
“torretta” del centro direzionale
nale saranno completati
entro il primo semestre del
prossimo anno mentre la realizzazione delle restanti costruzioni ed urbanizzazioni
– interessate da una variante approvata dal consiglio
comunale di Savona e già
esaminata in conferenza dei
servizi - sarà avviata subito
dopo il rilascio delle relative
licenze edilizie, presumibilmente entro il prossimo mese
di novembre. Il “by pass” di
via Stalingrado è praticamente completato, ma per la sua
apertura al traffico si rende
necessario realizzare la rotonda di intersezione all’altezza
di via Sant’Antonio, che è
collegata ai lavori di realizzazione del centro “Le Officine di Savona” sulle aree ex
Metalmetron. E’ tuttavia allo
studio un collegamento provvisorio che dovrebbe consentire di aprire il passante agli inizi del
2011.
N° 3 - 2010
15
Insediamenti industriali e artigianali nell’area di Pertite
Polo della meccanica
Fresia fa da apripista
La realizzazione di un
“polo di filiera” della meccanica nasce da un accordo
quadro sottoscritto il 29
aprile del 2009 da Regione
Liguria, Provincia di Savona, Comuni di Millesimo
e di Cengio, organizzazioni sindacali e di categoria,
Unione Industriali, Filse, Ips
e società Fresia. L’impulso
iniziale giunge invece dalla
necessità di spostare lo stabilimento di Fresia Spa dal
centro abitato di Millesimo
ad un’area con destinazione
industriale. E’ l’origine del
progetto Pertite, che prende il nome dalla località,
al confine tra i comuni di
Millesimo e Cengio, dove si
insedierà il nuovo comparto
produttivo.
Per la realizzazione del polo
di filiera è stata individuata,
su un’area già di proprietà
Fresia, una superficie di circa 60 mila metri quadrati,
dei quali circa 12.500 destinati al trasferimento della
società stessa e i restanti 48
mila mq da destinare ad attività che operano nella filiera
meccanica.
Ips, su incarico di Filse (la
finanziaria della Regione
Liguria), ha attivato tutte le
iniziative necessarie per rendere il sito idoneo ad ospitare un insediamento produttivo di rilevante importanza
ed ha provveduto a redigere
il progetto preliminare unitario, che esclude la parte relativa al nuovo stabilimento
Fresia.
In particolare il complesso
immobiliare di Pertite gestito da Ips sarà costituito da
cinque capannoni di nuova
realizzazione rispettivamente di dimensioni pari a circa
750 mq, 1.740 mq, 900 mq,
2.000 mq e 10.600 mq, per
una superficie complessiva
di circa 16 mila metri quadrati. Sull’area è inoltre presente un capannone costruito durante gli anni Novanta
di circa 1.600 mq di superficie e un edificio monopiano
di circa 490 mq che sarà destinato a servizi comuni per
il polo, che avrà la caratteristica di essere “ecologicamente attrezzato”.
La suddivisione degli edifici
così come progettata, consente l’insediamento ci circa
15-20 imprese, prevalen-
Sopra, la sede
storica della
Fresa; a sinistra e a fondo
pagina, foto
inserimenti
che evidenziano l’area e la
sistemazione
definitiva del
comparto Pertite
temente di piccole e medie
dimensioni, senza vincolo
di territorialità nell’ambito
della regione, che operino
nell’ambito della filiera della meccanica, con particolare riguardo ai settori della
“fabbricazione di mezzi di
trasporto” e della “fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici”, nonché
inseriti in attività complementari a queste due specializzazioni.
L’iter procedurale è stato attivato nel luglio del 2010 e
la prima conferenza dei servizi si è tenuta nello scorso
mese di settembre. Il cronoprogramma dell’iniziativa
prevede la conclusione dei
lavori nel corso del 2013.
L’intervento che richiederà
un investimento complessivo di circa 18 milioni di
euro, è stato inserito dalla
Regione Liguria nel Programma attuativo regionale “Par Fas 2007-2013”
tra le linee d’azione “Miglioramento della qualità
ambientale e territoriale
– Riconversione di aree industriali”. In particolare, a
supporto
dell’operazione
Pertite sono stati stanziati 2
milioni 650 mila euro per
la realizzazione delle opere
infrastrutturali. La Regione Liguria ha inoltre stanziato circa 940 mila euro,
destinati alla realizzazione
di aree ecologicamente attrezzate per insediamenti di
distretto e filiera, in quanto
l’intervento è stato inserito nel progetto a favore dei
distretti industriali della Liguria. La restante parte del
costo dell’intervento, pari a
circa 14,5 milioni di euro,
sarà fronteggiata da Ips con
mezzi propri e con ricorso a
finanziamenti bancari. I vari
lotti saranno poi messi in
vendita alle imprese.
A questo fine Ips sta raccogliendo le manifestazioni
di interesse per l’insediamento. Le adesioni, che
non comportano oneri per
le aziende, dovranno essere
inviate entro il prossimo 9
novembre a Ips Savona che
analizzerà le varie segnalazioni che giungeranno dalle
imprese, prevalentemente di
piccole e medie dimensioni,
operanti nell’ambito della filiera della meccanica.
L’area di località Pertite, osserva Ips, si trova in una posizione facilmente raggiungibile in auto sia dai centri
limitrofi sia dallo svincolo
autostradale di Millesimo
che dista circa quattro chilometri e dalla stazione ferroviaria di Cengio.
Le adesioni potranno partire
dalla prenotazione di spazi produttivi - artigianali di
dimensioni comprese tra il
lotto minimo, pari a circa
200 metri quadrati coperti,
sino all’intero complesso
immobiliare, costituito da
5 capannoni, di 11 metri di
altezza, per un totale di circa
16 mila metri quadrati, oltre all’esistente capannone
edificato negli anni ‘90 ed
all’edificio su un unico piano di 490 mq. Le aziende
che manifesteranno interesse per l’insediamento potranno essere agevolate da
contributi economici finalizzati a incentivare la creazione del nuovo distretto.
Quanto a Fresia - storica azienda leader a livello
mondiale nella costruzione
di mezzi meccanici speciali per il traino degli aerei
e per lo sgombero neve - è
da tempo in attesa di trasferimento dalla storica
sede di via Trento e Trieste.
L’azienda, infatti, ha urgente necessità di disporre di un
sito più idoneo, con maggiori spazi ed ammodernamenti
tecnologici. L’obiettivo è di
sviluppare le produzioni che
oggi generano un fatturato annuo di 14 milioni, con
83 dipendenti. L’operazione
sarà finanziata con il ricavato della vendita delle aree attualmente occupate nel centro cittadino di Millesimo e
con oltre 4 milioni di mezzi
propri.
16
N°3 - 2010
Mentre la Provincia sta
completando il masterplan
dedicato agli insediamenti
produttivi nell’area della Val
Bormida, sono numerose in
tutto il Savonese le richieste di siti per nuovi insediamenti, a partire da Vado e
Quiliano per raggiungere il
Finalese e l’Albenganese.
Aree dove lo sviluppo economico della piccola e media
impresa, nonostante i rallentamenti dovuti alla crisi, rivela ancora una certa vivacità unitamente alla volontà di
collocare la propria azienda
in aree maggiormente idonee
e meglio servite. Situazioni
che Cna (Confederazione
Nazionale dell’Artigianato)
e Confartigianato conoscono
in modo approfondito attraverso un confronto quotidiano e diretto con chi opera sul
territorio.
“Le maggiori richieste di
nuove aree insediative da
parte di piccole imprese artigiane ci giungono per la zona
Savona-Vado-Quiliano – ha
detto Mariano Cerro, direttore provinciale di Confartigianato. – Molte attività ubicate
in questi territori, infatti, si
trovano oggi a operare in un
tessuto urbano, in promiscuità con insediamenti di altra
tipologia, quindi con tutte le
problematiche del caso. Per
questo la richiesta di spostamento è notevole in favore
di nuove aree maggiormente
idonee all’attività svolta”.
Meno complessa secondo
Cerro, in questo senso, la realtà della Val Bormida dove
più numerosi sono gli spazi
sviluppati negli anni per gli
insediamenti produttivi, anche attraverso le trasformazioni di ex siti industriali. “In
Val Bormida – ha aggiunto
Cerro – la domanda da parte
di nuove imprese esiste, ma
è meno frequente rispetto ad
altre zone proprio perché esiste già una discreta collocazione
Da Savona alla Valle Bormida e a tutto il Ponente
Aree per artigiani
a grande richiesta
delle aziende in strutture di
recente costruzione. In via
di sviluppo anche il Finalese,
il Loanese e le aree intorno
a Borghetto Santo Spirito,
a partire da Toirano, dove
sono recenti le costruzioni di
capannoni che, in generale,
soddisfano le richieste”.
Per quanto riguarda, in particolare, il Finalese la zona
di maggior sviluppo è l’area
della strada per Calice, alle
spalle di Finalborgo, dove
sono collocate già numerose
aziende e dove sono in previsione due nuovi interventi,
uno seguito in modo diretto
da Confartigianato insieme
a Cna. “Stiamo raccogliendo
adesioni da parte degli artigiani – ha detto Cerro – per
un insediamento ubicato nella via per Calice che consta di
una trentina di piccoli locali.
Il progetto è già stato approvato”. Nella stessa zona,
in programma un
ulteriore
intervento sempre destinato
alle attività produttive. Spostandosi a Ponente, l’Albenganese costituisce un altro
fulcro per l’economia savonese. “Il Comune di Albenga
– ha detto il Direttore provinciale di Confartigianato – ha
da poco avviato l’ipotesi di
una riconversione a sito artigianale delle aree dell’ex
demanio militare. Il Comune
acquisterà i terreni che saranno adibiti a insediamenti
produttivi dando così una
risposta alle aziende che intendono trovare una nuova
collocazione. Si tratta di un
progetto a medio termine,
per cui la risposta non si avrà
nell’immediato”.
Da segnalare, ancora, alcuni insediamenti nuovi nel
savonese e precisamente a
Lavagnola, dove Confartigianato, con un proprio consorzio, sta lavorando per il
completamento di capannoni
frazionati a uso artigianale,
e a Legino, zona Paip, dove
Confartigianato e Cna
stanno lavo-
rando alla promozione di un
insediamento, in fase di progettazione avanzata, che si
estenderà su ottomila metri
quadri.
Altrettanto importante e incisiva l’azione di Cna che
opera per agevolare l’attività delle piccole e medie
imprese individuando e proponendo loro aree insediative che possano agevolare
le aziende inserendole in un
contesto più ampio e ricco
di servizi. Gianni Carbone,
segretario provinciale di
Cna, parte dalla Val Bormida, da Millesimo e Cengio,
parlando dell’insediamento in località Pertite con il
“polo della meccanica”. “Si
tratta di un’area di circa 48
mila metri quadri – ha detto
Gianni Carbone – finalizzata in origine a delocalizzare
lo stabilimento Fresia, che
ha trovato il via nell’accordo sottoscritto anche dalle
organizzazioni
sindacali,
con l’obiettivo di realizzare
il polo della meccanica in
località Pertite creando così
un nuovo distretto della
meccanica dove si andranno
a insediare nuove aziende
per la filiera produttiva”.
Il relativo bando si rivolge
alle piccole imprese produttive del settore della meccanica partendo da lotti minimi di 200 metri quadrati ad
altri più ampi tenendo conto
che l’altezza delle strutture
è assai elevata, intorno agli
11 metri, idonea quindi per
il particolare settore. “Cna,
insieme ad altre realtà, - ha
detto Carbone – è pronta a
collaborare per promuovere
il sito. Abbiamo fatto presente alle Amministrazioni
comunali che, nel bando,
sarà necessaria una certa elasticità affinché le aree possano ospitare aziende legate in
senso ampio alla meccanica
affinché non si corra il rischio che i capannoni restino
in parte inoccupati”.
Infine, un deciso impegno
anche da parte di Cna per
quanto riguarda le aree ingaune di proprietà demaniale
che verranno acquistate dal
Comune di Albenga. “Cna
– ha concluso Carbone – ha
espressamente richiesto che
tali aree vengano vincolate
ad attività produttive con la
garanzia che, anche in futuro, venga assicurata la vocazione prettamente produttiva
e non l’aspetto espositivocommerciale”. Non manca
una nota critica da parte del
segretario provinciale di Cna
nei confronti dell’intervento
ingauno. “L’iniziativa a sostegno di nuovi insediamenti
produttivi nell’Albenganese
– ha detto Carbone –arriva
con un certo ritardo per cui
sarebbe auspicabile una revisione dell’analisi sulle effettive esigenze del territorio”.
Silvia Campese
Ecco come si presenterà il nuovo polo artigiano di Lavagnola,
sulla sponda destra del Letimbro, all’altezza dell’ex centrale
elettrica. Sopra, la zona degli insediamenti produttivi di Legino
N° 3 - 2010
Campostano Group investe
nel futuro del porto di Savona con l’acquisto di una
nuova gru, tecnologicamente all’avanguardia. La
nuova gru, nome in codice:
GHMK 7608, è già operativa da qualche settimana
nell’area del porto di Savona. E’ un gigante buono
alto quasi 40 metri, con uno
sbraccio di oltre 50 metri,
mosso da un motore diesel/elettrico a 12 cilindri,
in grado di sprigionare una
potenza di 895 kilowatt. La
forza motrice della macchina è tale da poter sollevare
fino a 150 tonnellate per
volta.
Le caratteristiche della
macchina la rendono estremamente versatile sia sulle
rinfuse sia sui carichi di
elevato tonnellaggio. In
aggiunta alle caratteristiche standard, la macchina
è stata dotata di un sistema
interlocking per gli stabilizzatori, che riduce gli ingombri laterali, in fase di
traslazione della macchina,
di circa un metro rispetto
al modello standard; ciò
consente alla macchina di
non soffrire di limitazioni
di spostamento all’interno
del porto di Savona, potendo usufruire della viabilità
portuale nello stato attuale. E’ stata inoltre prevista
una doppia stabilizzazione
in fase di sbarco, al fine
di limitare l’ingombro in
banchina al minimo indispensabile per la specifica
operazione.
La portata massima è pari
a 150 tonnellate e permette
17
Operative in banchina due nuove potenti Gottwald
Campostano e Tafs
investono sul futuro
La gru semovente Gottwald di Campostano Group in azione lungo le banchine della Darsena Alti Fondali. Può essere
utilizzata sia per i traffici di rinfuse sia per la movimentazione di merci particolarmente pesanti. A fondo pagina, il
bacino portuale di Savona, dominato da una selva di mezzi di sollevamento
di sbarcare in singolo tiro la
maggior parte delle merci
varie (yacht, trasformatori,
particolari impianto) che
normalmente vengono effettuate con due semoventi;
in abbinata alla semovente
300E, consentirà inoltre di
movimentare carichi fino
a 250 tonnellate, ampliando quindi le potenzialità
complessive del porto savonese.
La semovente è dotata di
avvolgicavo automatico da
55 kW per l’alimentazione
di benne di grandi dimensioni ed è stata implementata con una tabella di portata specifica che consente
il sollevamento di 63 tonnellate per vira. “La crisi
si supera anche con il coraggio di investire” – commenta Ettore Campostano.
“Ed è nel nostro DNA perseguire lo sviluppo, non il
mantenimento dello status
quo. Grazie alla solidità del
Gruppo, abbiamo superato
efficacemente le diminuzioni di traffico del 2008
e del 2009. Ora vogliamo
riprendere la strada della
crescita, nella convinzione che il Porto di SavonaVado sia avviato verso un
ampliamento dei propri
mercati, grazie anche ad
una positiva linea strategi-
ca che ci vede convinti protagonisti.”
“Noi crediamo nel porto di
Savona-Vado, nel suo presente e nel suo futuro. Grazie a questa nuova, straordinaria macchina, saremo
in grado di acquisire nuovi
traffici e di offrire ai nostri
clienti un servizio sempre
più accurato, rapido ed efficace. Il complesso delle
nostre attrezzature portuali
combina il meglio in termini di prestazioni, affidabilità, versatilità e costi. Con
un occhio sempre attento
alla compatibilità ambientale, che per noi non è un
optional, ma una condizio-
ne indispensabile.”.
Nel frattempo, per
migliorare
la flessibilità operativa
del nuovo terminal rinfuse,
è entrata in funzione nel mese di
ottobre un’altra
Gottwald, modello GHMK 6407 di
nuova generazione,
acquistata dalla società Terminal Alti
Fondali Savona con un
investimento di oltre 3
milioni di Euro. A livello
tecnico, la gru semovente ha una portata massima
di 100 tonnellate, è dotata
di un sistema antipolvere,
di benne meccaniche e assicura elevate velocità di
sollevamento, di sbarco, di
rotazione ed ha una potenzialità di sbraccio che supera i 45 metri. Oltre a ciò,
le caratteristiche tecniche
della gru consentono i massimi standard di sicurezza
per gli operatori.
18
N°3 - 2010
Sono 176 le strutture turistiche nella provincia di
Savona che hanno ricevuto,
durante una cerimonia ufficiale che si è svolta a luglio
alla Camera di Commercio
savonese, la prestigiosa “Q”
dorata, simbolo della qualità del marchio “Ospitalità
Italiana”. Una certificazione sempre più apprezzata e
riconosciuta dai turisti non
solo italiani che ricercano
specificamente quelle strutture che si sono sottoposte
a un severo disciplinare e
poi alla verifica di una commissione, al fine di ricevere
il prestigioso marchio promosso da Isnart (Istituto Nazionale Ricerche turistiche
di Roma), in collaborazione
con le Camere di Commercio italiane. L’alto numero
di operatori certificati con
“Ospitalità Italiana” nel savonese dimostra, in modo
evidente, la scelta da parte
degli operatori di un certo
modo di fare turismo sempre
più volto verso l’eccellenza
per distinguersi, su un mercato vasto e concorrenziale,
proprio sul piano della qualità dell’offerta. Del resto, la
“Q” dorata costituisce sempre più un marchio di garanzia riconoscibile in tutta
Italia e, da quest’anno, anche
all’estero: sono, infatti, 80 le
province italiane aderenti al
marchio Isnart per un totale
di oltre 5.300 aziende certificate secondo un rigido disciplinare che individua dieci regole della qualità e un
ampio numero di parametri
da rispettare, tra cui un approccio ecocompatibile con
il territorio, mentre sono, per
ora, 35 le aziende nel mondo
a fregiarsi del marchio seguendo un disciplinare ancor
più ferreo e rigido sulla tipi-
Marchio Isnart alle aziende turistiche più accoglienti
La “Q”di qualità
per 176 strutture
cità dei prodotti.
La Camera di Commercio di
Savona si è posta in prima linea per sostenere e promuovere “Ospitalità Italiana”,
come ha sottolineato il presidente Giancarlo Grasso.
“Siamo convinti che questa
sia una giornata importante
per il turismo savonese – ha
detto il presidente camerale – poiché ben 176 aziende hanno ricevuto, con non
poca fatica, il marchio che
garantisce una qualità non
soltanto dichiarata, ma certificata da una giuria estremamente attenta e selettiva. Per
questo siamo ricorsi a Isnart
per la creazione di un marchio volontario che offre una
ricchezza in più sul mercato
e che contribuisce a fare un
vero e proprio sistema tra le
strutture locali”.
Soddisfazione anche da parte Eliana Tienforti, segretario generale della Camera
savonese, che ha ricordato
come sia efficace un mix che
coinvolga qualità, offerte
competitive e un contorno di
eventi e manifestazioni che
arricchiscano il valore del
soggiorno nel territorio. “In
un periodo di globalizzazione – ha detto Eliana Tienforti
- l’identità del
luogo e delle proprie tipicità costituiscono elementi di
forza da proporre ai turisti”.
Dopo il saluto e l’intervento
dell’assessore provinciale
allo Sviluppo Economico,
Giorgio Garra, ha preso la
parola Franco Zino, presidente del “Riviera Quality
Club”, un’organizzazione
nata in seno all’Ente camerale al fine di potenziare l’attività collaborativa e promozionale tra le realtà aderenti
al marchio. “Il club esiste da
circa nove anni – ha detto
Zino – ma abbiamo in questi
ultimi tempi deciso di ripartire con una serie di innovazioni e con un’attività più
incisiva che si appoggi alla
promozione effettuata già su
scala nazionale, al fine di intervenire su due livelli: fidelizzare il cliente offrendogli
sempre nuove motivazioni
per ritornare nella stessa
località, ma contemporaneamente raggiungere un pubblico sempre nuovo e vasto
ampliando così il numero dei
clienti. Infine, la stretta collaborazione fra le realtà con
marchio Ospitalità Italiana
costituirà un sistema e una
metodologia per non
disperdere le
energie promozionali, ma
anzi per concentrarsi su un
unico, comune, obiettivo”.
Incisivo e diretto anche l’intervento di Piero Zagara, dirigente Isnart, che ha sottolineato la valenza del marchio
della qualità italiana. “Oggi
non è più sufficiente dire,
ai potenziali turisti, che la
Liguria è bella e offre una
tradizione enogastronomica
d’eccezione – ha detto Piero Zagara – ma è necessario
certificarlo. Il flusso turistico, in Italia, incide dal 12
al 14 per cento sul prodotto
interno lordo: una risorsa
economica essenziale che
deve fare i conti con una
concorrenza estera sempre
più incisiva. In questo senso,
il marchio di Qualità costituisce uno strumento promozionale importante. Qualcosa, nel nostro Paese, sta
cambiando nella concezione
turistica. Ad esempio, è stato
raggiunto, a livello governativo, un accordo in cui si riconosce il ruolo del sistema
camerale anche in ambito
turistico. In questo ambito
si inserisce Ospitalità Italia-
na quale marchio condiviso
da Isnart e dalle Camere di
Commercio italiane”. Molte
le novità a livello promozionale su scala nazionale
per la certificazione Isnart.
“Le aziende certificate con il
marchio “Ospitalità Italiana”
– ha detto Zagara - avranno
da quest’anno l’apposita applicazione per l’i-Pad e l’iTouch essendo così consultabili virtualmente da ogni
luogo e da ogni utente che
possegga i requisiti. Un servizio importante che amplia
la promozione online del sito
www.10q.it dove sarà possibile votare la struttura ricettiva migliore che concorrerà
al “Premio Ospitalità Italiana” 2010”.
Anche in questo senso, il
savonese sta ottenendo una
visibilità e risultati di primo
piano. Sono stati infatti, tre i
finalisti al concorso nazionale sulla qualità che coinvolge
ogni anno tutte le realtà del
marchio. Si tratta di “Osteria D’Angi” di Alassio, il
ristorante “L’Amor Divino”
di Laigueglia, e l’Albergo
“Adriana” di Laigueglia.
Il marchio “Ospitalità Italiana” comprende un settore
ampio: alberghi, residenze
turistico-alberghiere, ristoranti, bed & breakfast e bagni marini. Nel Savonese
hanno ottenuto il marchio 13
agriturismi, 10 B&B, 5 campeggi, 65 alberghi, 11 bagni
marini, 11 residenze turistico
alberghiere e 61 ristoranti.
Silvia Campese
N° 3 - 2010
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20
N°3 - 2010
Anche quest’anno, dal 1° al 4
settembre, la nostra Riviera
ha fatto da suggestivo palcoscenico al concorso di Miss
Muretto, giunto ormai alla
sua edizione numero 57, che
ha incoronato la bellissima
Bruna Ndiaje.
La Camera di Commercio di
Savona, continuando a portare avanti una più ampia
strategia di valorizzazione
del territorio savonese e delle
sue produzioni, per il quarto
anno consecutivo è accanto
agli organizzatori del concorso in qualità di partner istituzionale.
Il concorso infatti è tra gli
eventi di maggiore richiamo
nazionale ed è stato anche
quest’anno per l’ente camerale occasione per presentare la provincia, i suoi angoli
più accoglienti e per far conoscere ad un più ampio pubblico nazionale le sue eccellenze: un’importante vetrina per
le imprese savonesi.
La sua Azienda Speciale per
la Promozione ha avuto anche quest’anno il compito di
far incontrare l’eccellenza declinata al femminile e quella
del territorio e delle sue specialità.
A Miss Muretto è stato proposto così un importante calendario di attività con l’obiettivo
di promuovere e valorizzare
le eccellenze di prodotto e
di sapere presenti sul nostro
territorio provinciale. Le Miss
finaliste, espressione di bellezza, hanno partecipato a
eventi creati ad hoc nell’ambito della manifestazione,
animando simpaticamente le
giornate non solo della città
del muretto, Alassio, ma per
la prima volta, dopo 56 edizioni del concorso, le Miss
hanno vivacizzato per una
giornata anche la città delle
torri: Albenga. Obiettivo, appunto, la bellezza femminile
e le eccellenze della provincia di Savona unite per
promuovere e valorizzare le
produzioni delle imprese savonesi, le tradizioni ed il territorio durante i 4 giorni del
concorso di Alassio.
Venerdì 3 settembre le ragazze in concorso si sono cimentate nell’attività agricola,
tipica delle nostre terre, presso due storiche aziende albenganesi: l’ azienda agraria
Sommariva e l’azienda Vigo.
Spiega Agostino Sommariva:
“La giornata, intitolata: ‘Naturalmente Miss’, ha visto le
bellissime, e giovanissime,
ragazze in concorso partecipare al primo taglio di uva Pigato presso la nostra azienda
agricola. Un inizio di vendemmia un po’ speciale e certo
molto divertente sia per noi
che, mi auguro, anche per le
ragazze. Poi, il nostro museo
dell’olivo ha ospitato il convegno ‘Incontri in rosa: Miss
e donne protagoniste di arti
e professioni’. Al di là della
piacevolezza della giornata
Non solo passerella, ma anche esperienze di vita per le protagoniste della finale
Miss Muretto: un “flirt”
tra bellezza e stile ligure
Finaliste in passerella, in alto, ma
anche a loro agio tra i profumi
delle piante aromatiche di Albenga (in alto a destra). Nella foto a
fianco il gruppo delle vincitrici
e, nell’altra pagina, la serata delle premiazioni, le imprenditrici e
professioniste savonesi protagoniste dell’incontro per far conoscere
alle ragazze il mondo del lavoro
trascorsa ritengo che sia importante che un evento come
Miss Muretto, con la sua risonanza nazionale, si apra
anche alle realtà economiche
del comprensorio ingauno,
uscendo dal solo contesto
della città del Muretto”.
Presso il Museo dedicato alla
“Civiltà dell’Olio” del Frantoio Sommariva di Albenga si
sono tenuti, appunto, gli “Incontri in rosa: Miss e donne
protagoniste di arti e professioni”. Un incontro-dibattito
su imprenditoria ed esperienze al femminile, un modo per
far scoprire alle giovani Miss
il mondo del lavoro, a cui
hanno partecipato: Sandra
Berriolo (nutrizionista, educatrice alimentare ed esperta di
cucina ligure), Franca Roveraro Cappelluto (di FIDAPA
Federazione Italiana Donne
Arti Professioni Affari, imprenditrice, rappresentante
associazione di categoria),
Monica Dotti (di FIDAPA) ed
Eliana Tienforti (Segretario
Generale della Camera di
Commercio di Savona).
Oltre a Sommariva, anche
l’azienda agricola Vigo ha
ospitato le Miss per questa
speciale giornata.
Spiega Francesca Vigo: “Le
ragazze hanno partecipato
ad una giornata tipo nella
nostra azienda: abbiamo allestito uno stand e loro hanno
provveduto alle diverse fasi
di lavorazione della piantina,
dal taleaggio, al trapianto,
fino all’imballo. E’ stata una
bella esperienza, importante
per l’immagine di un’azienda
come la nostra; sono molto
soddisfatta di questa collaborazione e della professionalità riscontrata negli organizzatori dell’evento”.
Sabato 4 settembre, sulla
passerella di piazza Partigiani ad Alassio, durante la
serata finale del concorso,
le Miss hanno dato vita ad
un evento nell’evento: modelle d’eccezione che hanno
vestito i panni dell’eccellenza savonese, declinata nelle sue migliori espressioni,
grazie alle creazioni moda e
accessori di diverse aziende savonesi: Atelier Cucire
(Savona), Carla Quaglia Maglieria e Cashmere – L’Orso
Bruno (Savona), Deltottica
(Albissola Marina), Elementerre – Monili in Macramè
(Finale Ligure), Giallo 18 (Savona), I vetri di Sandro Bormioli – l’Atelier di Francesca
Ghigliotto (Altare), Monica
Sicco – Ago Filo e… fantasia
(Savona). L’estro e la raffinatezza, declinate all’originalità
ed alla qualità delle produzioni savonesi hanno trovato la
loro massima rappresentazione nelle collezioni 20102011 che sono state presentate durante la serata della
finale e che hanno trovato il
favore del numeroso pubblico presente.
Così Monica Sicco, di Ago
Filo e… fantasia: “Sono
molto contenta della collaborazione con la Camera di
Commercio. Da questa espe-
N° 3 - 2010
rienza ho avuto fin da subito
un riscontro positivo, con un
ritorno di immagine notevole
e sarei ben lieta di ripetere
l’esperienza. Per me è stata
molto importante la collaborazione con le altre aziende:
un ringraziamento particolare
in questo senso va a Francesca Ghigliotto, della ditta Bormioli, che ha sfilato con noi,
preparando gioielli ad hoc
per i nostri abiti”.
Buoni anche i riscontri
per Francesca Bombace,
dell’atelier Cucire: “La sfilata
è andata molto bene, per noi
è stata un’ottima pubblicità;
ho riscontrato con piacere
anche la grande disponibilità
delle ragazze in concorso.
Noi abbiamo sfilato facendo
indossare alle miss anche le
borse ed i gioielli di Puella,
di Savona, ditta alla quale ci
appoggiamo per il nostro lavoro. La nostra azienda ha
aperto a febbraio e stiamo
presentando ora gli abiti per
la nuova collezione, quindi
l’esperienza di Miss Muretto
è capitata proprio in un periodo adatto”.
Marilisa Parodi di Elementerre conferma la soddisfazione per l’evento organizzato
dalla Camera di Commercio: “E’ stata un’esperienza
interessante. Quando mi è
stato chiesto di partecipare
ero molto contenta e devo
dire che la serata ha superato le aspettative. E’ stato
bello vivere un po’ del dietro
le quinte, con la palpabile
emozione delle Miss in concorso. Per chi come me ha
scelto produzioni di nicchia,
nel mio caso si tratta di collane in pizzo macramè, trovare un simile palcoscenico
costituisce un’ottima cassa di
risonanza”.
Alba Bologna, di Giallo 18
conferma: “Una bella serata,
utile dal punto di vista dell’im-
magine, non solo per noi ma,
credo, per tutti gli artigiani del
savonese perché spesso è
difficile mostrare il proprio lavoro. Le ragazze, in costume
da bagno, hanno poi dato la
giusta risonanza ai gioielli da
noi creati”.
Continua Francesca Ghigliotto de “I vetri di Sandro
Bormioli”: “Ho abbinato i nostri gioielli in vetro agli abiti
di Monica Sicco, un ottimo
connubio che, credo, abbia
permesso ad entrambe di va-
21
lorizzare al meglio il proprio
lavoro. Ho riscontrato un’ottima organizzazione, con
persone preparate e ragazze
amabili: a differenza di quanto si possa pensare davvero un bell’ambiente; grande
anche lo spirito di collaborazione tra aziende che, in
una congiuntura economica
come questa, credo sia molto importante. Mio marito ha
creato, invece, un manufatto
in vetro soffiato, raffigurante
il simbolo di Alassio, i due
pesciolini che si baciano, con
cui è stata omaggiata Nicole
Brandolino, eletta Miss Protagonista di Stile”.
Per Deltottica un doppio successo, come spiega il responsabile marketing dell’azienda,
Lorenzo Del Tufo: “Abbiamo
avuto buoni riscontri dalla serata della sfilata, un evento
importante, seguito non solo
nella nostra zona ma da tutto il Paese. La nostra azienda, inoltre sta definendo un
nuovo tipo di rapporto con i
responsabili di Miss Muretto
in qualità di sponsor tecnico
del concorso, con il marchio
Onyx eyewear”.
Carla Quaglia sottolinea:
“Sono molto orgogliosa che
proprio la vincitrice, Bruna
Ndiaje, abbia sfilato con una
delle mie creazioni, un abito
a kimono. Io ho lavorato, per
questa sfilata, in collaborazione con Deltottica e ritengo
sia stata un’importante esperienza”.
Al termine della serata, con
l’elezione di Miss Muretto
2010, la bellissima ventenne
Bruna Ndiaje, nata a Genova
il 6 settembre del 1990; alta
1,74 cm con le sue misure
sono 85/60/80, ha sbaragliato la concorrenza proveniente da tutta Italia. La fascia di
Miss Muretto “Protagonista
di Stile”, dell’ente camerale
savonese, è stata consegnata dal Segretario Generale,
Eliana Tienforti, a Nicole
Brandolino, torinese di 21
anni, che studia canto lirico
nella sua città natale.
Racconta Nicole Brandolino:
“Quella di Miss Muretto è
stata una bella esperienza e
spero aprirà nuove prospettive lavorative. Per il mio futuro, però, sogno una carriera
diversa, nel mondo della musica: sto studiando canto lirico al conservatorio. Una passione, quella per la lirica, nata
col tempo: prima mi sono
avvicinata al jazz ed al rock
e poi, quasi per caso, ho scoperto la lirica e mi sono resa
conto che quella era la mia
strada. L’iscrizione a Miss
Muretto è stata fatta quasi
per gioco, dopo aver dovuto
rinunciare alla partecipazione a Miss Italia per motivi di
studio, e devo dire che sono
molto felice di aver ricevuto la
fascia di Protagonista di Stile,
messa in palio dalla Camera
di Commercio di Savona”.
Erica Marzo
22
N°3 - 2010
“Piazza Liguria”, missione economica della Camera di Commercio a Kiev e Odessa
Ucraina: grande mercato
per il “made in Savona”
Ottimi i risultati per la
missione promozionale e
commerciale che si è svolta in Ucraina dal 24 al 28
settembre e ha visto la partecipazione di una nutrita
delegazione di imprese liguri, oltre ad una delegazione istituzionale composta
da Camillo Bassi, console
onorario dell’Ucraina per la
Regione Liguria, Giancarlo
Grasso, presidente Camera
di Commercio di Savona
accompagnato da Eliana
Tienforti, segretario generale dell’Ente. Inoltre, per
seguire le attività e gli eventi, era presente una delegazione tecnico-organizzativa
composta da rappresentanti
dell’Azienda Speciale per la
Promozione dell’istituto camerale savonese, e di Liguria International, dalla chef
Sara Rizzoli e da due allievi
dell’Istituto Alberghiero di
Finale Ligure, oltre che dal
sommelier Marino Giordani
di Genova.
La missione di Piazza Liguria 2010 è stata una vetrina
di prestigio per il “Made in
Liguria”: uno strumento a
disposizione delle aziende,
dei consorzi e degli imprenditori liguri per conoscere e
raggiungere nuovi e ampi
mercati; un mezzo per acquisire una forte visibilità in
aree emergenti.
Proprio a questo scopo è
stata organizzata la settimana in Ucraina dalla Camera
di Commercio, tramite la
sua Azienda Speciale per
la Promozione, in collaborazione con ICE e Regione
Liguria, attraverso la società pubblica Liguria International.
Tredici le imprese o consorzi liguri che hanno partecipato al progetto “Piazza
Liguria”. Altre tre aziende
hanno preso parte alla missione economica ad Odessa - coordinata da Liguria
International - ed ulteriori
tre alla presentazione del
settore turistico promosso
dalla Camera di Savona.
Tutta la missione è stata organizzata in due tappe: una
appunto ad Odessa, grande
porto sul Mar Nero e sbocco sul mondo per l’Ucraina;
“
Tredici tra imprese e consorzi
liguri hanno partecipato a Kiev al progetto
“Piazza Liguria”. Altre tre aziende hanno
preso parte alla missione economica ad
Odessa. Attuate anche azioni promozionali
a sostegno del turismo savonese
l’altra, a Kiev, centro nevralgico del Paese. In queste due città si sono svolte
importanti attività di business che hanno visto le nostre imprese protagoniste di
incontri BeToBe e di molti
momenti promozionali di
alto livello, con degustazioni, master class di cucina e
cene con menù ligure rivolte agli operatori del settore,
ristoratori e stampa specializzata.
Avvalendosi della collaborazione dell’ufficio ICE
di Kiev, dell’Ambasciata
d’Italia e del Governo regionale di Odessa, le aziende liguri hanno avuto così
modo di presentarsi al mercato locale ed incontrare
complessivamente circa 50
operatori ucraini, che han-
no espresso il loro interesse
partecipando attivamente
alle iniziative programmate.
Gli incontri di affari tra gli
imprenditori hanno posto le
basi per una futura e concreta collaborazione. Alle master class e alle degustazioni, realizzate con successo
grazie alla professionalità
della chef Sara Rizzoli e
dei suoi due assistenti Alessandro Di Murro e Andrea
Riva, allievi dell’Istituto
Alberghiero di Finale Ligure, hanno partecipato con
grande attenzione studenti
di scuole alberghiere e chef
dei più importanti ristoranti
di Kiev.
All’inaugurazione dell’esposizione di Piazza Liguria ed
alla cena organizzata a Kiev
hanno preso parte l’Ambasciatore d’Italia in Ucraina,
Pietro Giovanni Donnici, il
direttore dell’Istituto Commercio Estero in Ucraina,
Giancarlo Rocchelli, il
presidente della Camera
di Commercio di Savona,
Giancarlo Grasso, il segretario generale della Camera
di Commercio di Savona,
Eliana Tienforti, il console
onorario dell’Ucraina per
la Regione Liguria, Camillo Bassi, oltre a importanti
esponenti del mondo istituzionale e imprenditoriale
ucraino.
L’ambasciatore Donnici,
nella due giorni di presenza a Kiev, ha dato rilevanza istituzionale alla
presenza ligure all’interno
del prestigioso Hotel Intercontinental.
Nell’ambito della missione imprenditoriale ligure,
importante è stata la partecipazione delle imprese savonesi: infatti due consorzi
per il turismo (PalmHotels
e Riviera Quality Club),
due società consortili per la
floricoltura, e sette imprese
N° 3 - 2010
Sopra, il Parlamento di Kiev; a
fondo pagina l’incontro istituzionale di presentazione di Piazza
Liguria. Nella pagina a sinistra,
distribuzione di materiale turistico
promozionale e, in basso, alcuni
dei prodotti savonesi
specializzate nelle produzioni agro-alimentari, hanno avuto l’opportunità di
incontrare i più importanti
operatori ucraini dei rispettivi settori.
Il presidente della Camera
di Commercio, Giancarlo Grasso, ha affermato:
“Nell’ambito di un piano
generale di promozione delle eccellenze liguri il progetto Piazza Liguria si pone
quale manifestazione centrale. Per questa edizione
è stata scelta la repubblica
di Ucraina con i suoi quasi
50 milioni di abitanti, che
rappresenta
un’opportunità ed un mercato molto
interessante per la Liguria
e per le sue imprese, grazie alle tipicità che il nostro territorio può proporre
con la sua offerta turistica,
eno-gastronomica, floricola
e culturale. L’Ucraina rappresenta un mercato molto
interessante; questo popolo, che vede nell’Italia un
modello di stile, di arte e di
vita, persegue obiettivi molto ambiziosi, tra i quali anche l’ingresso nell’Unione
europea”.
Eliana Tienforti, segretario
generale della Camera di
Commercio, ha aggiunto:
“In futuro sarebbe utile dare
continuità all’azione promozionale rivolta al mercato ucraino per consolidare
i rapporti intrapresi al fine
di ottenere il massimo dei
risultati”.
Positivi i risultati anche se-
“
Soddisfatti anche i responsabili
delle aziende che hanno partecipato alla
settimana in Ucraina: “Abbiamo avuto
molti più contatti di quanti potessimo
sperare e l’interesse nei confronti dei nostri
prodotti è stato davvero notevole”
condo il console Camillo
Bassi che spiega: “L’organizzazione e la direzione
dell’evento da parte della
Camera di Commercio di
Savona è stata precisa e
puntuale. Numerosi sono
stati gli incontri diretti tra
gli esponenti locali e gli
imprenditori liguri ed è palpabile la soddisfazione di
questi ultimi per i riscontri
ottenuti. Si è aperta, poi,
una collaborazione inaspet-
tata con il teatro di Odessa,
uno dei più antichi e celebri
centri culturali della Regione; tale nuova prospettiva
verrà curata nel dettaglio
direttamente con il direttore
del teatro cittadino. Il bilancio, quindi, non può che
essere positivo ma bisogna,
ora, continuare su questa
strada intrapresa; il Consolato, da parte sua, è a completa disposizione per ogni
ulteriore passo in questa
direzione”.
Donatella Porro, vicepreside e vicario dell’istituto Alberghiero di Finale
Ligure, dice: “La nostra
scuola, con l’appoggio incondizionato di Melchiorra
Greco, nuova dirigente del
Complesso Area Spotorno,
collabora ormai da tempo
con l’Azienda Speciale della Camera di Commercio.
Quella in Ucraina è stata
un’esperienza importante
per i nostri ragazzi, che si
sono impegnati molto, dando il meglio e ottenendo ottimi risultati. Questi appuntamenti internazionali sono
importanti perché permettono di dare visibilità alla nostra scuola, mostrando l’alto
livello del lavoro svolto dai
nostri docenti”.
Molto soddisfatti anche i responsabili delle aziende che
hanno partecipato alla settimana ucraina.
Così Giovanni Abbo, del
Frantoio Abbo, di Imperia:
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“L’organizzazione è stata
molto valida, con traduttori efficienti che hanno reso
agevole il dialogo, ed abbiamo avuto più contatti di
quelli previsti. Adesso la
speranza è che si concretizzino, il nostro è un prodotto
di nicchia ed in un Paese
come l’Ucraina non accessibile a tutte le tasche, ma
siamo speranzosi di ottenere
riscontri positivi”.
Molto positivo il risultato
della missione anche secondo Adriana Massone,
del biscottificio Motta di
Calizzano: “Il bilancio è più
che positivo. La trasferta
è andata ben al di là delle
nostre più rosee aspettative
ed un plauso particolare va
all’organizzazione messa in
piedi dalla Camera di Commercio savonese. Abbiamo
avuto molti più contatti di
quanto non ci aspettassimo
e parecchi operatori locali
sembravano realmente interessati. L’Ucraina è un
Paese affascinante ma che
ancora non ha raggiunto i
nostri livelli di sviluppo e
spesso non conoscono materie prime (come le farine
speciali di castagna e simili) che per noi sono di uso
quasi ordinario. Un mercato
interessante, quindi, per i
nostri prodotti”.
Inizia ora la seconda fase
del progetto che prevede l’organizzazione di un
“incoming” in Liguria nel
primo semestre 2011 con
la presenza di potenziali
partner ucraini, che avranno occasione di incontrare
nuovamente le imprese partecipanti e conoscere direttamente le loro realtà locali.
Erica Marzo
N° 3 - 2010
Registrazione:
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129 del 17 ottobre 1957
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di Commercio per la Formazione
Professionale e la Promozione
Tecnologica e Commerciale.
Presidente: Giancarlo Grasso.
Camera di Commercio:
Giunta
camerale:
Giancarlo
Grasso (presidente), Silvio Accinelli, Paolo Campostano, Ennio
Fazio, Mariano Cerro, Franco
Zino (componenti), Eliana Tienforti (segretario generale)
­
Grafica e stampa:
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di Matteo Fossati
[email protected];
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il periodico è inviato gratuitamente
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Tiratura: l’Editore attesta la produzione di 26.000 copie a numero.
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