Mare blu, col filtro L’oro blu della Riviera è, con avere rispetto di se stessi, detutta evidenza, il mare. Ovve- gli ospiti e dell’ambiente. Ma ro il turismo legato alla spiag- è anche il fondamento su cui gia, alla nautica, a tutte quelle si può ancora sperare di avere attività che hanno come co- un futuro nel turismo, che è mune denominatore le acque legato a condizioni ottimali del Mar Ligure. Un’autentica di balneazione. Poi si potrà miniera d’oro che, nel tempo, parlare di percorsi d’arte e ha via via perso fulgore per gastronomia, di sagre e discoteche. Però la pesante in princiurbanizzazione Viaggio tra gli pio c’è il mare blu, prima, per impianti di blu come le l’affermartante bansi di nuo- depurazione savonesi: diere che vi mercati quelli che ci sono quest’estate poi, e infine e quelli che ci sventolavaanche per dovrebbero essere no lungo le il diverso coste, con modo con la vistosa cui le persone oggi vivono la vacanza. eccezione del Ponente. PerCon tutti i suoi difetti, la Ri- ché per avere acque pulite, e viera continua ad avere nella il conseguente ritorno di imrisorsa mare un patrimonio magine (che è promozione) è che va conservato, adattato necessario completare la rete e – sempre e comunque – dei depuratori. difeso. La prima difesa è la pulizia: mantenere pulito il Il punto sulla situazione mare significa innanzitutto da pag. 7 a pag 11 “ Con i piani produttivi più spazio alle imprese La riorganizzazione funzionale del territorio è obiettivo di notevole rilievo, oltre che impegnativo, delle amministrazioni locali, Regione, Provincia, Comuni. Ed è un fattore su cui contano le imprese, soprattutto quelle piccole e medie che non hanno grandi economie di scala, per poter razionalizzare costi e ciclo produttivo, riuscendo a mantenersi competitive sul mercato. Negli ultimi anni sono stati molti i Comuni che si sono dotati di piani per gli insediamenti produttivi, dove concentrare e sviluppare aziende e produzioni. L’Amministrazione Provinciale, da parte sua, con il Piano Territoriale di Coordinamento, ha voluto ordinare queste iniziative a livello locale e aggiungervi un’ulteriore spinta, rivolta da un lato ad ampliare gli ambiti di intervento e dall’altra a recuperare i siti dismessi dalle grandi industrie. Servizi da pag 12 a pag 16 2 N°3 - 2010 Da venerdì 10 a domenica 12 settembre, è andata in scena la 16ª edizione di Alassio Centolibri – Un Autore e un Editore per l’Europa. Alassio, ha infatti ospitato alcuni dei protagonisti del mondo culturale e letterario contemporaneo che si sono ritrovati nella “Città del Muretto” per incontrare i tanti lettori che ogni anno affollano Piazza Partigiani e l’Auditorium della Biblioteca. Il progetto di promozione letteraria Alassio Centolibri, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Alassio con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero degli Esteri, della Regione Liguria e della Provincia di Savona, prevede l’assegnazione di due premi nazionali “Un Autore per l’Europa” e “Un Editore per l’Europa”, il “Premio Alassio per l’Informazione Culturale” e il “Riconoscimento Alassio Internazionale”, che quest’anno è stato consegnato, in occasione dell’ultima Fiera Internazionale del Libro di Torino, a Yves Bonnefoy, poeta tra i più affermati al mondo. A dare il via alla manifestazione, venerdì 10 settembre, è stata la cerimonia d’intitolazione dell’Auditorium de “La Biblioteca sul mare” a Roberto Baldassare, direttore della Civica Biblioteca dal 1973 al 2004. Insieme all’Assessore al Turismo e alla Cultura, Monica Zioni, erano presenti Giovanni Bogliolo, Antonio Carossino, Ernesto Ferrero, Franco Gallea, Francesco Langella, Pier Franco Quaglieni, Romano Strizioli, Giuliano Vigini e Stefano Zecchi, personaggi del mondo culturale nazionale e locale, che hanno tracciato un profilo della poliedrica personalità di Roberto Baldassarre. Quindi, in Piazza Partigiani, il giornalista, scrittore e divulgatore scientifico Piero Angela ha ricevuto il “Premio Alassio Con il Premio internazionale Alassio Centolibri Settembre in Riviera tra turismo e cultura per l’Informazione Culturale”. Giunto alla quinta edizione, il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria presieduta da Ernesto Ferrero. Sabato 11 settembre, invece, in Piazza Partigiani, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi Nazionali “Alassio Centolibri - Un Editore per l’Europa” e “Alassio 100 libri – Un Autore per l’Europa”, condotta da Michelle Hunziker. La Giuria del premio, presieduta da Giuliano Vigini e composta da Alberto Cadioli, Ernesto Ferrero, Annamaria Gandini e Armando Torno ha assegnato all’unanimità la dodicesima edizione del Premio alla casa editrice Iperborea con la seguente motivazione: “per il coraggio dimostrato nell’esplorare l’intero orizzonte della letteratura nord-europea, pressoché sconosciuta in Italia ed oggi parte integrante dello scenario editoriale italiano; per la pubblicazione di autori e testi dimenticati della letteratura svedese, finlandese, norvegese, che hanno rappresentato per i lettori italiani una scoperta o una riscoperta in nuove traduzioni; per l’impulso dato alla conoscenza di altre letterature poco diffuse in Italia; per aver lanciato o valorizzato giovani talenti che rappresentano oggi un patrimonio importante della casa editrice; per la continuità e la coerenza nel costruire ponti verso la cultura e lo spirito del mondo letterario nord-europeo”. Sul palco, a ritirare il premio, c’era il direttore editoriale della Casa Editrice Iperborea, Emilia Lodigiani. Sul palco di Alassio Centolibri è salita, poi, Michela Murgia vincitrice del “Premio Un Auto- re per l’Europa”. Michela Murgia ha meritato il prestigioso riconoscimento per “Accabadora” (Ed. Einaudi), romanzo che si è anche aggiudicato il Premio Campiello. La giuria, costituita da una commissione di professori Italianisti presso le Università straniere in Europa e da una commissione tecnica formata da dodici componenti scelti tra critici letterari, insegnanti, lettori è stata coordinata dal Prof. Giovanni Bogliolo, già Magnifico Rettore dell’Università di Urbino. Domenica 12 settembre, infine, nell’Auditorium della Civica Biblioteca, si è tenuta la tavola rotonda sull’opera letteraria di Nico Orengo, “L’autunno della signora Waal” (Ed. Einaudi), organizzata in collaborazione con l’Associazione “Amici di Peagna” e il Comune di Ceria- Sopra, a sinistra, Michelle Hunziker con Monica Guerritore e, a destra Piero Angela. Sotto, da sinistra, il presidente del Premio Giovanni Bogliolo, l’assessore alla Cultura Monica Zioni, la vincitrice Michela Murgia, Michelle Hunziker e il sindaco Giovanni Aicardi le. Gli italianisti componenti la giuria del premio, tra cui il critico letterario Lorenzo Mondo, hanno effettuato una rilettura critica dell’opera letteraria di Nico Orengo. L’Assessore, Monica Zioni ha commentato: “Al termine di un’estate animata dalla presenza nella nostra città degli autori finalisti del Premio “Un autore per l’Europa” e dagli incontri letterari con giornalisti e personaggi dello sport e dello spettacolo come Massimo Gramellini, Vittorio Sgarbi, Stefano Zecchi, Nicola Legrottaglie, Alessandra Appiano, Giacomo Ferrari, Silvana Giacobini, Lella Costa, Shel Shapiro, Tiziana Maiolo, Pepi Morgia, Libereso Guglielmi, con il Premio “Un Autore per l’Europa” abbiamo raggiunto il clou degli eventi culturali del 2010. Tra i protagonisti di questa edizione ci sono stati: Piero Angela, la casa editrice Iperborea e la scrittrice Michela Murgia. Nomi autorevoli che testimoniano come il premio letterario sia negli anni cresciuto ed arricchito di contenuti. Una ulteriore conferma è arrivata inoltre dai prestigiosi riconoscimenti dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per i Beni e le attività Culturali e del Ministero degli Affari Esteri. La presenza di Michelle Hunziker e di Monica Guerritore, che ha letto alcuni brani del libro primo classificato, hanno poi arricchito la cerimonia di premiazione con momenti di spettacolo e di teatro.” Daniele Strizioli N° 3 - 2010 3 Bilancio record per la stagione teatrale estiva Le magiche notti di Verezzi Festival È stata l’edizione dei record: otto prime nazionali (due delle quali assolute) distribuite in 19 serate di rappresentazione, una sfilata di nomi illustri dello spettacolo, una raffica di pienoni all’insegna del “tutto esaurito” e un elevato indice di gradimento da parte degli spettatori, che rispetto allo scorso anno hanno registrato un incremento del 12%, in controtendenza a confronto con altre manifestazioni analoghe nonostante il periodo di crisi. Il bilancio del 44° Festival di Borgio Verezzi è assolutamente positivo, come traspare anche dai commenti degli organizzatori. Dice il sindaco Giancarlo Vadora: “Posso solo esprimere la mia piena soddisfazione per il notevole afflusso di pubblico che ha superato ogni più rosea aspettativa, confermando l’alto livello qualitativo e culturale della nostra rassegna. Voglio ringraziare tutto lo staff operativo, il pubblico e gli sponsor che ogni anno, con il loro prezioso e importante contributo, ci permettono di far sì che un piccolo paese come il nostro riesca a realizzare un grande miracolo!”. E aggiunge Stefano Delfino, il direttore artistico: “Sono molto soddisfatto per la qualità e la varietà degli spettacoli proposti, ognuno dei quali aveva propri motivi di interesse, e per la bravura e la simpatia degli interpreti, che hanno prodotto la calorosa risposta del pubblico. E’ gratificante e ripaga degli sforzi compiuti da tutto il gruppo degli organizzatori vedere la platea di piazza Sant’Agostino sempre gremita ed entusiasta”. Il festival si è confermato veicolo di promozione turistica e culturale per la Liguria e in particolare per la Riviera di Ponente. E, in questa ottica, si colloca anche il felice debutto dell’iniziativa promossa in collaborazione con la Camera di Commercio di Savona: il nuovo premio destinato ogni anno allo spettacolo che, “nella precedente edizione del Festival, si sia particolarmente distinto, coniugando la qualità dell’allestimento e della recitazione al gradimento del pubblico e dimostrando la capacità di catalizzare l’interesse dei media per il nostro territorio”. L’edizione 2010, la prima, è stata assegnata a “La bottega del caffè” di Goldoni, anche per il record di presenze nella serata del 23 luglio 2009. A portarla in scena era stata la Compagnia Gank di Genova, presente anche quest’anno. E, appunto in occasione della prima di “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello, il Premio Camera di Commercio è stato consegnato da Franco Zino, membro della Giunta camerale, al regista Antonio Zavatteri. La scelta di dedicare la 44.a edizione alla memoria di Giulio Bosetti, che tante volte qui ha recitato, è stata positiva, anche per la cassa di risonanza che ne ha fatto (e ne farà) il Teatro Carcano di Milano. E, ancora una volta, Sopra a sinistra, Lisa Gastoni protagonista de “Le quattro sorelle”; in alto, la consegna del Premio Veretium a Ottavia Piccolo; sopra a destra Roberto Tesconi e Paolo Bonacelli; a fondo pagina Debora Caprioglio con Corrado Tedeschi mediaticamente vincente si è dimostrata la decisione di proporre solo “prime nazionali”, mentre sul pubblico ha fatto presa anche la varietà di un programma nel quale a classici collaudati (Questa sera si recita a soggetto, Anfitrione, Il burbero benefico) o pressoché inediti (L‘uomo prudente) si sono alternati testi contemporanei che erano novità assolute (Ballata per un assedio, Le quattro sorelle) o almeno inconsuete (L’ultimo degli amanti focosi, Spirito allegro). Elevato il livello degli interpreti, con performance notevoli (Lisa Gastoni, Paola Quattrini), senza tuttavia trascurare altri, da Paolo Bonacelli alla Compagnia Gank, da Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi a Simone Gandolfo, da Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini a Debora Caprioglio e Corrado Tedeschi, o comprimari e caratteristi come Roberto Tesconi, Nino Bignamini, Marioletta Bideri e Marina Marichione; e sia per quel che concerne il valore dei registi, tutti di primo piano, da Franco Però a Patrick Rossi Gastaldi, e inoltre per la ricchezza e la varietà delle scenografie, la fantasiosità dei costumi, le musiche. Il pubblico è sempre stato molto folto, con code e liste d’attesa al botteghino. Da notare, ancora, la presenza, qua e là in platea, di personaggi dello spettacolo (Shel Shapiro, Raina Kabaivanska, Luca Beccati “il Gabibbo”), della cultura (la scrittrice Paola Mastrocola) o della società (il sociologo Luca Ricolfi, Evelina Christillin presidente dello Stabile di Torino). I mass media hanno seguito con attenzione e con assiduità il 44° Festival. Da rilevare i servizi dedicati all’edizione 2010 da Gigi Marzullo in “Sottovoce” su Rai Uno (ospite in studio Paolo Bonacelli), da “Palco e Retropalco” su Rai Tre, e dalle trasmissioni radio “Effetto Notte”, condotta da Eleonora Giorgi, e “Twilight”, a cura di John Vignola. La popolarità dei personaggi in cartellone (i Pambieri, Lisa Gastoni, la Celentano, la Costantini, la Caprioglio, Rigillo, Tedeschi, la Quattrini) ha “prodotto” varie interviste su settimanali come Famiglia Cristiana, Gioia, Diva e Donna, ecc. I premi hanno contribuito all’immagine del Festival. In particolare, gradito è stato il Veretium a Ottavia Piccolo, uno dei grandi nomi della scena nazionale. Azzeccato è stato anche quello che la giuria degli abbonati ha assegnato per l’edizione scorsa a Paolo Pietrantonio, “spalla” di Luigi De Filippo ne “La fortuna con la f maiuscola”. E ben accolto, anche per il risalto avuto sui media, il nuovo riconoscimento istituito dalla Camera di Commercio di Savona. Infine, l’organizzazione: ha dato prova, ancora una volta, di grande efficienza, sia nella componente burocraticoamministrativa, che in quella tecnica. 4 N°3 - 2010 Forte interesse per la nuova bretella Albenga – Valle Bormida - Predosa Autofiori cambia look e scommette sul porto Bretella Albenga-CarcarePredosa, nuovo casello autostradale al servizio di porto e interporto di Vado Ligure, riqualificazione delle aree di servizio di Ceriale Nord e Sud, restyling del piazzale di Ventimiglia, destinato a diventare la “Porta d’Italia”: sono alcuni dei grandi temi infrastrutturali affrontati a Imperia in occasione del 50° anniversario dell’Autostrada dei Fiori. Una giornata di festa, tra ricordi del passato e progetti per il futuro, all’insegna del titolo “Viaggiare con i tempi dal 1960 al 2010… e oltre”, e celebrata presso lo stabilimento della Fratelli Carli, alla presenza di tanti ospiti “eccellenti”, che hanno compensato l’improvvisa assenza di Altero Matteoli, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, molto atteso anche perché avrebbe potuto fornire risposte concrete sugli argomenti affrontati nel dibattito. Primo esempio in Italia di autostrada a gestione privata, l’Autofiori (113,3 km di percorso dal confine francese a Savona, 90 viadotti, 67 coppie di gallerie, 14 caselli, 11 aree di servizio di cui 4 con ristorante e 8 aree di sosta, di cui tre a verde attrezzato), come ricorda il presidente Gian Franco Carli, che ha fatto gli onori di casa con Alfredo Borchi, aministratore delegato, “è un’infrastruttura che ha avuto il grande merito di sottrarre, mezzo secolo fa, l’intero Ponente ligure all’isolamento e all’inesorabile declino economico e sociale”. La costituzione della Spa è datata 30 luglio 1960, la prima concessione dell’Anas risale al febbraio 1963. Il 12 febbraio del ’65 la posa della prima pietra, mentre l’attivazione dell’esercizio completo risale al 6 novembre 1971. Il costo, previsto in 118 miliardi di lire, era intanto salito a 271 miliardi. Un’opera che tuttavia, adesso, alla luce dell’aumento del traffico, anche di quello pesante, si rivela inadeguata e quindi ha bisogno di migliora- menti e alternative. Anche da queste considerazioni nasce l’idea di creare un nuovo collegamento tra Albenga e Predosa, via Carcare: i costi si preannunciano elevatissimi (si parla di circa 6 miliardi per 120 chilometri di tratto appenninico), ma la bretella potrebbe alleggerire i periodici congestionamenti che si verificano all’intersezione di Savona durante i weekend e nei mesi estivi. E questo, secondo i tecnici, “richiede una concessione di 50 anni e un contributo statale pari al 50-60% dell’importo complessivo”. L’Autofiori è priva di terza corsia, “ma nessun ampliamento è ipotizzabile”, spiega Paolo Pierantoni, amministratore della Sias, la Società Iniziative Autostradali e Servizi. E Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, è d’accordo: ”Se Nelle foto sulle due pagine alcuni scorci dell’Autofiori: l’autoparco di Savona e l’attraversamento del Finalese. A fondo pagina la festa del 50° a Imperia, con l’amministratore delegato di Autofiori, Alfredo Borchi, in primo piano pensiamo all’accesso alla Liguria, non si può non continuare a riflettere su un’autostrada perpendicolare alla costa, come l’Albenga-Predosa”. Anche la società Autostrada dei Fiori spinge per un’alternativa, per la quale uno studio di prefattibilità è già stato trasmesso nello scorso marzo a ministero delle Infrastrutture, Anas e Regioni Piemonte e Liguria. Dice il presidente Gian Franco Carli: “La AlbengaPredosa, che andrebbe a collegarsi con la TorinoSavona a Carcare e con la Voltri - Gravellona Toce a Predosa, è un’autostrada complicata da costruire, ma rappresenta un’assoluta necessità. I tempi di realizzazione? Sono proiettati nel decennio 2020-2030, anche se, per adesso, non vi sono certezze”. Aggiunge Pietro Ciucci, il presidente dell’Anas, tra le autorità intervenute al convegno su “Ferro, gomma, nave: conversazione sul futuro dei trasporti”: “Nell’ultimo decennio il traffico medio giornaliero nella tratta VentimigliaSavona e viceversa è aumentato del 35%, con punte anche di 125 mila auto al giorno. E i numeri sono ancora in crescita, a dimostrazione che questo rimane un itinerario fondamentale per collegare l’Ovest e l’Est dell’Europa, nonostante la validità del nascente Corridoio europeo Lisbona-Kiev. Per questo è fondamentale ribadire l’importanza dello schema di Convenzione Unica, prossimamente efficace, con la Società Autostrada dei Fiori, che prevede investimenti destinati alla sicurezza e alla protezione dell’ambiente per 129 milioni di euro, da eseguire entro il 2013”. Di che si tratta? Innanzitutto, della riqualificazione del piazzale di Ventimiglia e delle connesse pertinenze: un lavoro da 35 milioni di euro per trasformare l’anonima barriera di esazione in una più accogliente e funzionale “porta d’ingresso in Italia” per chi arriva dalla Costa Azzurra. La copertura richiama le ali di un gabbiano e, oltre ad aree verdi con palme, sarà realizzata a nord una torre conica, dove avranno sede gli uffici della concessionaria. Spiega Alfredo Borchi, Ad di Autofiori: “L’intenzione è di riorganizzare i flussi del traffi- N° 3 - 2010 5 “ La festa del cinquantenario è stata l’occasione per lanciare i grandi progetti: “Porta d’Italia” a Ventimiglia, stazioni di servizio a Ceriale, casello di Vado Ligure, ingresso nella società dell’Interporto e adeguamento di tutte le gallerie co interno dell’area e di offrire un’utilizzazione più razionale degli spazi prospicienti la barriera autostradale”. Ed è appunto in questa ottica che sarà aumentato il numero delle porte dedicate al casello di Ventimiglia, allo scopo di evitare che il movimento in uscita penalizzi la transitabilità sulla linea principale. Ma non solo. Aggiunge l’ingegner Borchi: “Il progetto tiene conto anche degli eventuali ulteriori sviluppi della direttrice Italia-Francia, compresa la creazione di un unico sistema europeo interconnesso di esazione pedaggio e una conseguente abolizione della necessità di fermata alla barriera di Ventimiglia dei veicoli in transito sulla E80”. E’ in attesa di approvazione anche il progetto esecutivo dell’adeguamento ai canoni europei di sicurezza delle due canne della galleria Gorleri, scelta come galleria-pilota in base alla normativa sulla sicurezza. E’ un intervento “campione” da 10 milioni di euro ed è il primo del piano tecnico, predisposto per adeguare le altre 20 gallerie a doppio fornice e di lunghezza superiore ai 500 metri, presenti sul percorso dell’A10 (330 milioni di spesa complessiva), da realizzare entro il 2019, termine ultimo fissato dalla direttiva europea. Un obbligo oneroso, ma anche molto impegnativo. Alcune cifre sono indicative: in Italia, sono da adeguare 274 gallerie, il 53 per cento di quelle europee; in Liguria 88, il 17% di quelle europee; e sull’Autostrada dei Fiori 21, il 4% di quelle europee: “Più dell’intera Spagna”, osserva Borchi. Ma altre opere si profilano dietro l’angolo. Una di queste è la riqualificazione, con ampliamento, delle due aree di servizio di Ceriale Sud e Ceriale Nord, che saranno collegate tra loro da un sovrappasso. Lo scopo è quello di mettere ulteriori spazi di sosta e di riposo a disposizione degli autotrasportatori, tenuti dalla normativa sulla sicurezza a compiere soste programmate. Ceriale Nord, inoltre, sarà integrata con “Il Borgo”, centro ricettivo e commerciale, dalle facciate con i tipici colori liguri, che disporrà di albergo, ristorante e market. Una struttura di tipo turistico che, sinora, manca lungo questo asse viario. E poi la connessione al bacino portuale di Vado Ligure, alla luce anche del potenziamento dello scalo. Di che si tratti, lo spiega Rino Canavese, presidente dei Porti liguri: “Fondamentali saranno infatti i collegamenti sul territorio. Ne è previsto uno stradale in collaborazione con l’Autofiori, e stiamo avviando la procedura, che prevede la creazione di un nuovo casello autostradale al servizio di porto e interporto. L’Aurelia bis esiste già e basta realizzare un viadotto”. L’opera di potenziamento prevede la realizzazione della piattaforma Maersk. Il nuovo terminal consentirà all’Italia un incremento di incassi per l’Iva pari a 500 milioni di euro annui”. Ma non è possibile far sostare il materiale in porto per troppo tempo: i cargo da 6 mila teu contengono ben 16 file trasversali di contenitori, che per quelli da 10 mila teu salgono a 22. “Le gru in grado di spostare due contenitori da 40 tonnellate per volta condizionano le dimensioni della banchina”, dice Canavese. E allora indispensabile diventa anche un collegamento ferroviario. Il cinquantenario ha offerto anche l’occasione per fare il punto sull’impegno dell’Anas per il potenziamento della rete viaria della Liguria. Riferisce il presidente Ciucci: “In tutta la regione, tra lavori in corso, di prossimo avvio o già programmati, l’Anas ha attivato investimenti per nuove opere per quasi 6 miliardi di euro”. Per quanto riguarda la rete autostradale a pedaggio, che ha un’estensione di 380 km, gli interventi già in corso o previsti ammontano a oltre 4 miliardi di euro. Tra di essi è fondamentale la vicina soluzione per il Nodo autostradale di Genova (Gronda di Ponente – Potenziamento dell’autostrada A7 – Nodo di San Benigno)”. Tra le opere in corso, nel Savonese, sono da ricordare la realizzazione degli svincoli a completamento della variante di Vispa, in Valbormida, con un avanzamento dei lavori che ha raggiunto circa l’80% e che si concluderà entro l’anno in corso. In corso di conclusione, inoltre, la progettazione esecutiva relativa all’appalto integrato dell’hub portuale di Savona (Nuova Aurelia tra Albisola Superiore e Savona torrente Letimbro), per un costo di 176 milioni di euro. L’Anas, infine, ha pianificato investimenti, tra fondi ordinari Anas e Legge Obiettivo, per quasi 1,3 miliardi di euro, per altre opere che nel Ponente ligure riguardano ad esempio la prosecuzione della variante di Sanremo, sempre nell’ambito della Nuova Aurelia, oppure alcuni tratti della Nuova Aurelia, cioè: la variante all’abitato di Imperia il cui progetto verrà presentato ad Anas nel prossimo novembre e la tratta tra Savona Letimbro e la zona del casello autostradale. Tra gli altri interventi l’ ammodernamento della Statale 28 tra Armo e Cantarana, in fase di progettazione, e il tronco da Pontedassio a Imperia, sempre sulla 28. Stefano Delfino 6 N°3 - 2010 Indagine Excelsior-Unioncamere sul mercato del lavoro a Savona Mille occupati in meno Ma non si trovano ingegneri e operai La crisi si fa sentire sull’occupazione: i lavoratori dipendenti nel 2010 sono indicati in calo del 2,3% dalle imprese che hanno risposto all’indagine annuale messa a punto da Unioncamere e realizzata in collaborazione con le Camere di Commercio. Nonostante il peggioramento dei movimenti occupazionali, il numero di assunzioni non stagionali risulta in provincia di Savona sostanzialmente stabile, confermandosi sui livelli dello scorso anno (oltre le 3.000 unità). In questo ambito, le richieste delle imprese savonesi si concentrano nelle professioni qualificate delle attività commerciali e dei servizi, nonché nelle figure degli operai specializzati, in particolare meccanici, montatori, riparatori e manutentori di macchine su navi. Tra gli impiegati, oltre al “tradizionale” personale di segretaria ed operatori su macchine da ufficio, le imprese pongono al primo posto le richieste di personale addetto alla gestione degli stock, degli approvvigionamenti e dei trasporti. Tra i laureati sono sempre gli ingegneri a riscuotere il gradimento più elevato, mentre fra le professioni tecniche, accanto ai tecnici dell’amministrazione e dell’organizzazione, si inseriscono quest’anno le richieste di tecnici dei rapporti con i mercati e tecnici paramedici. In base all’indagine Excelsior sui fabbisogni di occupazione delle imprese della provincia di Savona, sono 5.940 le nuove assunzioni (dato comprensivo anche dei contratti a tempo determinato a carattere stagionale) a fronte delle quali sono previste 7.020 uscite, per un saldo pari a –1.080 unità. Il tasso di entrata (cioè le entrate ogni 100 dipendenti occupati al 31/12/2009) per il 2010 è pari al 12,6%, mentre il tasso di uscita previsto si attesta sul 14,9%. Il tasso di variazione previsto nel 2010 è pari a –2,3%. Il trend negativo riguarda tutte le classi dimensionali. Nelle piccole imprese si registra la flessione occupazionale maggiore (-3,9%), mentre al crescere della dimensione aziendale le indicazioni diventano meno pesanti: a fronte di una variazione media di –2,3%, il tasso previsto dalle imprese con meno di 10 dipendenti raggiunge il –3,9%; nelle imprese con un numero di dipendenti compreso tra 10 e 49 il tasso si contiene nella misura del -1,2% ed, infine, in quelle imprese che contano più di 50 dipendenti il tasso risulta pari –1,4%. In valori assoluti il terziario costituisce per la provincia il principale bacino di occupazione (5.060 su un totale di 5.940 assunzioni). Anche questo settore fa registrare un saldo negativo (-430 unità, pari al -1,5%), pur rimanendo su livelli inferiori rispetto al bilancio negativo dell’industria (650 unità in meno, -3,7%). Per quanto riguarda il tipo di contratto, le assunzioni a tempo indeterminato, calcolate sulle assunzioni non stagionali nel loro complesso, rappresentano il 46,5% del totale. Tra le principali motivazioni che spingono invece le imprese a scegliere il contratto a tempo determinato emergono la prova di nuovo personale (9,5% delle assunzioni non stagionali), la necessità di sostituzione temporanea di personale (10,3%) o di copertura di un picco di attività (22%). Per quanto riguarda il livello di istruzione richiesto, le imprese prevedono che il 44,1% degli assunti non stagionali nel 2010 abbia un livello di istruzione secondaria superiore. Seguono la scuola dell’obbligo, con il 30,1%, l’istruzione e la formazione professionale (18,7%) e la laurea (7,0%). Da una comparazione locale/ nazionale si rileva come la previsioni delle imprese savonesi risultino peggiori rispetto alla media della Liguria (-1,4%), del Nord Ovest (-1,6%) e dell’Italia (-1,5%). La percentuale rilevata in provincia è invece pressoché identica a quella registrata a livello nazionale dal Centro Studi Confindustria: gli ultimi dati diffusi indicano infatti che nel 2009 si è registrato un calo del 2,2% dei lavoratori dipendenti delle imprese associate. L’analisi sugli ultimi quattro anni evidenzia come Savona abbia retto nel 2009, mentre le ripercussioni più pesanti sul fronte occupazionale sono attese nel 2010. Il peggioramento del dato complessivo della provincia è dovuto ad un estendersi del segno negativo, oltre che all’industria, anche ai settori delle costruzioni e del commercio e servizi. Donatella Persico N° 3 - 2010 Sono diciassette, dalla Riviera di Ponente a quella di Levante, le spiagge liguri che, secondo la Fee, associazione no profit e non governativa, possono fregiarsi nel 2010 della Bandiera Blu, il marchio del mare pulito. Si tratta di: Camporosso, Bordighera, Loano, Finale Ligure, Noli, Spotorno, Bergeggi, Savona Fornaci, Albissola Marina, Albisola Superiore, Celle Ligure, Varazze, Loano, Chiavari, Lavagna e Moneglia, Lerici, Ameglia - Fiumaretta. La parte del leone, in questa classifica, è della provincia di Savona, con ben 10 bandiere blu. La Liguria è anche la prima regione per numero di riconoscimenti, con seconde classificate Toscana e Marche, che raggiungono quota sedici bandiere. Ai diciassette riconoscimenti liguri si aggiungono 13 bandiere per i porticcioli turistici a qualità garantita. Nella provincia di Savona emergono la Marina di Andora, il porticciolo Luca Ferrari di Alassio, la Vecchia Darsena di Savona, Cala Cravieu di Celle Ligure e la Marina di Varazze. Gli altri porti segnalati sono in Liguria la Marina di Porto Venere, Bocca di Magra e il Porto Lotti della Spezia, Portosole di Sanremo, Marina degli Aregai, Imperia Mare, il Porto Internazionale Carlo Riva di Rapallo, la Marina di Chiavari. Ai vessilli della Fee, vanno aggiunti i 38 comuni liguri premiati con le Vele della Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano. Questa guida segnala le 364 località costiere di mare che sono impegnate a raggiungere livelli di qualità sempre più elevati, con l’obiettivo di caratterizzare sempre più l’offerta turistica in senso naturalistico 7 L’economia della Liguria dipende (anche) dallo stato del suo mare Acque azzurre? Sì, grazie ma servono più depuratori e ambientale. In Liguria le “cinque vele”, il massimo dei voti, sono state assegnate alle Cinque Terre che per il decimo anno consecutivo, cioè dalla prima edizione della Guida Blu, si confermano le regine delle due riviere. Ma riconoscimenti particolari sono andati, per la provincia di Savona, anche a Bergeggi, Noli, Andora, Celle Ligure, Spotorno, Varazze, Alassio, Borgio Verezzi , Ceriale, Finale Ligure, Laigueglia, Loano e Pietra Ligure: 13 località, pari ad un terzo dell’intera Liguria. A fronte di queste affermazioni di immagine (che nel turismo è fondamentale) ma anche – è auspicabile - di sostanza, ci sono dei dati che mostrano tuttavia un’altra faccia della medaglia. La stessa Legambiente nelle settimane scorse ha lanciato l’allarme: secon- do le analisi effettuate dai biologi di Goletta Verde, il sistema marino costiero ligure presenta tuttora 12 punti critici sul fronte dell’inquinamento, punti che riguardano fiumi e torrenti contaminati da inquinamento microbiologico. Focalizzate sui punti critici, le analisi di Goletta Verde hanno evidenziato con una serie di campionamenti una situazione di sofferenza presso le foci di fiumi, corsi d’acqua minori e torrenti, con grave rischio anche per le zone limitrofe, e la presenza di scarichi fognari non a norma. Vale a dire che le analisi mostrano una situazione sulla depurazione non ancora risolta. In Liguria, secondo i dati del Blue Book relativi al 2009, la depurazione delle acque reflue raggiunge un’efficienza del 74% lasciando scoperti oltre 420 mila abitanti. E la situazione, ha sottolineato Legambiente Liguria, preoccupa maggiormente nell’alta stagione turistica, in cui i depuratori sono sottoposti a un fortissimo carico antropico in seguito alla massiccia presenza di non residenti. Ulteriore elemento di preoccupazione è il fatto che – secondo l’associazione ambientalista - ci troviamo di fronte ad amministrazioni comunali che stanno portando avanti con troppa lentezza le opere per adeguare le proprie condotte fognarie agli standard di legge e di rispetto ambientale. La difesa delle amministrazioni è stata affidata all’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano : “Bisogna tener conto – ha dichiarato - che l’origine del problema riguarda anche alcuni ter- ritori dell’entroterra, i cui scarichi, quando non sono correttamente inseriti nel collettore fluendo nei torrenti e nei fiumi, portano il loro carico organico sino al mare. Ma i quattro Ambiti territoriali ottimali, corrispondenti agli altrettanti territori provinciali della Liguria, stanno lavorando per mantenere, rimodernare e implementare il nostro sistema depurativo” Nel luglio del 2009 la Regione Liguria ha destinato 35 milioni di euro provenienti dai fondi comunitari FAS, per la realizzazione di quattro poli depurativi nelle quattro province (12 milioni sono destinati a Savona) per rientrare negli standard definiti dall’Unione europea. Legambiente svolge in importante ruolo di stimolo alle amministrazioni locali, ha riconosciuto l’assessore regionale, aggiungendo tuttavia che esiste un servizio istituzionale, Arpal, l’agenzia regionale per l’ambiente, che è in grado di individuare eventuali criticità in tempo reale e ovunque lungo l’arco ligure. A sottolineare l’attenzione con cui da sempre in Liguria è seguito lo “stato del mare”, grande risorsa dell’economia locale, così come risorsa primaria, proprio per difendere la qualità delle acque, sono i depuratori. Di cui forse, a livello di opinione pubblica, viene sottovalutata o non messa adeguatamente alla luce, l’importanza fondamentale. 8 N°3 - 2010 Nuovi comuni allacciati, maggiore efficienza, riduzione dei costi – con l’obiettivo dell’indipendenza economica dai Comuni - e più ricavi dai servizi di smaltimento offerti alle industrie. Questi i principi essenziali su cui si basa il “new deal” del “Consorzio per la Depurazione delle Acque di Scarico del Savonese S.p.A.”. Una strategia che si sta rivelando vincente e che porta la firma dell’ingegner Giovanni Ferro, presidente dal febbraio del 2009, ossia da quando il vecchio consorzio è stato trasformato in una vera e propria società per azioni. Proprio con l’ingegner Ferro facciamo quindi il punto sulla depurazione acque nel comprensorio savonese, partendo dagli “ultimi acquisti”, le località che per ultime hanno collegato la propria rete all’impianto di Zinola. “La novità più recente è la copertura di Finale Ligure e dei comuni del Finalese esordisce Ferro – l’allaccio è avvenuto l’anno scorso, però l’esercizio completo è in atto da quest’estate, insomma dai pochi mesi possiamo dire che l’estensione della depurazione al finalese è completa ed efficace. E nonostante fosse d’estate, non si è verificata alcuna emergenza, si tratta infatti di un impianto moderno progettato per tenere conto dei picchi estivi”. Con quest’ultimo ingresso ora il consorzio copre un’area molto vasta che va da Varazze e arriva appunto a Finale: 15 comuni allacciati al depuratore, tutte le località rivierasche più quelle dell’entroterra che scaricano su Finale. “Ora l’impianto ha più o meno la sua area di utenza completata con i comuni dell’estremo ponente savonese che dovrebbero invece confluire su Borghetto – spiega il presidente Ferro – c’è invece l’ipotesi dell’allaccio di Stella a cui dovremmo arrivare in tempi non particolarmente lunghi e questo è il prossimo obiettivo per quanto riguarda l’estensione territoriale” E veniamo ora al funzionamento della struttura e della rete: un impianto che serve così tanti comuni e decine di migliaia di utenti deve essere particolarmente efficiente. E su questo punto l’ingegner Ferro non ha dubbi: “Dal punto di vista impiantistico funziona molto bene, lo dicevo già da prima di essere presidente – afferma – bisogna rendere merito al compianto ingegner Ruello che ha dato sistemazione di alta qualità: la funzionalità, l’efficienza e l’efficacia sono molto buone”. “Il problema che abbiamo sul tappeto è invece quello delle condot- Il depuratore consortile savonese, nell’area degli svincoli autostradali. Sotto, il presidente del consorzio, Giovanni Ferro L’impianto di depurazione di Zinola fronteggia anche i picchi estivi Il “consortile” savonese ha messo in rete Finale te: specie a ponente sono in acciaio, stanno quindi arrivando al termine del loro ciclo vitale e ci sono stati già diversi problemi – ammette il presidente – abbiamo però avviato un programma massiccio di rinnovo delle condotte – in certi casi con la sostituzione, in altri con l’adeguamento – che ha riguardato in particolare Albisola Superiore, con la rete integralmente rifatta, e Savona. Nel prossimo inverno invece l’intervento sarà principalmente su Varazze, Celle e Vado e una volta terminato quello, pur dovendo proseguire negli anni successivi, avremo coperto quantomeno le maggiori criticità”. Pur molto ridotto rispetto a qualche anno fa e limitato ad alcune giornate, resta il problema dei miasmi intorno all’impianto di via Caravaggio. “In parte può essere derivato, nell’ultimo anno, an- che dal cantiere sul nuovo impianto di essicazione dei fanghi – spiega il presidente –; il silos di stoccaggio fanghi può aver dato problemi durante i lavori, però con luglio di quest’anno l’intervento può dirsi completato e quindi tanto più rapidamente eliminiamo il fango tanto più evitiamo il rischio di queste piccole disfunzioni che in qualche giornata posso capitare”. “Pecunia non olet”, diceva Vespasiano, e quindi passiamo ai costi di esercizio della struttura e al bilancio del consorzio: numeri che stupiscono positivamente soprattutto perché legati a una drastica diminuzione del contributo pubblico: “Circa i costi di esercizio va innanzitutto precisato che abbiamo lavorato su una efficentizzazione del sistema e siamo riusciti a ridurre del 50% i contributi dei comuni che versano a copertura dei costi – sostiene Ferro –; il nostro obiettivo nel prossimo biennio è azzerarli, rendendo la gestione completamente autosufficiente e basata solo sulle spese di depurazione pagate dall’utenza in base alle tariffe previste dal Cipe”. “I costi complessivi di esercizio dell’impianto sono di circa 9 milioni annui – prosegue - i ricavi sono dati da 3 voci: utenza civile, utenza industriale, sia sulla parte delle aziende allacciate sia da chi conferisce mediante autobotte, e appunto i contributi dei comuni: negli esercizi passati erano a quota 1.700.000 euro, ridotti a 800mila nel 2010. L’equilibrio di bilancio nel 2010, a meno di eventi imprevedibili, dovrebbe quindi essere garantito”. Maggiore efficienza, meno spese, più introiti. Ma come si è riusciti a creare questa gestione virtuosa? Il presidente Ferro lo spiega sinteticamente: “Abbiamo raggiunto più efficienza su tre fronti: in primo luogo con l’incremento dei ricavi ottenuto migliorando la nostra offerta verso il sistema industriale potenziando le sezioni impiantistiche al servizio dei reflui industriali”. “Quindi – aggiunge – la seconda idea è stata quella di intervenire sul comparto fanghi il cui smaltimento è una voce di costo significativa che con l’impianto di essicazione viene ridotta: in parole semplici, lo smaltimento dei fanghi viene pagato a peso, togliendo l’acqua ci costa meno”. “Infine – conclude Ferro – il terzo intervento si è basato su una politica rigorosa di controllo e contenimento dei costi in particolare negli appalti di manutenzione, con riduzioni anche del 20%”. Tornando al primo di questi tre aspetti, il “Consorzio” savonese si pone quindi come un operatore molto importante con una possibilità di espansione commerciale notevole e strategica. “L’adeguamento degli impianti, ormai operativi in questo 2010, ha creato uno spazio addizionale dell’ordine di oltre 40% rispetto all’offerta quantitativa che avevamo in precedenza – conferma il presidente –; è ovvio che questo margine deve essere ancora compiutamente commercializzato”. “Quest’anno ne abbiamo commercializzato circa la metà ed è risultato molto positivo, anzi considerando anche la fase di ciclo economico, direi che è quasi eccezionale – ribadisce Ferro – è chiaro che negli anni avvenire tendiamo a uno sviluppo commerciale ulteriore verso i settori industriali e inoltre, visto che l’impianto di essicazione è l’unico nelle provincie di Savona e Genova, stiamo valutando se sia possibile commercializzare una parte di questi spazi verso altri soggetti del settore”. Marco Gervino N° 3 - 2010 9 Il “tormentone” sugli impianti del Ponente savonese Manca il depuratore niente bandiere blu Continua dall’inizio dell’estate il confronto-scontro per la soluzione da dare al problema della realizzazione di un sistema di depuratori (o di un unico depuratore) in grado di rendere pulito il mare nel tratto costiero da Ceriale ad Andora, ove non è stata assegnata alcuna delle “bandiere blu” che hanno invece premiato quest’anno la Liguria con 17 segnalazioni. Per la realtà delle terre ingaune si tratterebbe quindi di realizzare la depurazione delle acque marine. La “mission” pertanto è quella di progettare, costruire e gestire l’impianto (o gli impianti) di depurazione, del connesso sistema di collettamento e opere accessorie per il trattamento dei reflui di Albenga, Villanova, Ortovero, Garlenda, Cisano, Andora, Stellanello, Testico e Laigueglia. Ed anche di risolvere il problema per la realtà di Alassio, capitale del turismo balneare in Liguria, il cui Comune ha sinora insistito per procedere alla realizzazione autonoma (in località Sant’Anna) di un proprio depuratore, attualmente in fase di prima progettazione. “Gli impianti non ci sono. Ma ad Albenga di depuratore si parla da vent’anni, forse più”,- esordisce Pietro Balestra, presidente della “Depuratore Ingauno” S.c.a.r.l. - Quando sono stato sindaco di Villanova ho partecipato all’impegno di protocollo nel 2000. Abbiamo trovato un sito a Villanova, vicino al torrente Arroscia-Neva, quasi al confine con Albenga. Col tempo abbiamo modificato il piano d’ambito, definito il prezzo del depuratore e stabilito gli ambiti economici approvati dal Consiglio provinciale. Abbiamo bandito la gara e siamo giunti all’aggiudicazione. Credo che siamo stati tutto sommato rapidi, rispetto ai 20/25 anni precedenti. Adesso la Provincia di Savona ed il Comune di Albenga, che nella scorsa primavera hanno cambiato maggioranza (passando dal centrosinistra al centrodestra, ndr) hanno mutato idea, ma noi vogliamo andare avanti lo stesso perchè oltre che amministratori pubblici siamo anche amministratori di una società cooperativa pubblica, con dei doveri. Anche perché Pietro Balestra, presidente del Depuratore Ingauno. A lato e sotto, Andora e l’isola Gallinara, perle del turismo ma senza bandiera blu il Depuratore Ingauno è un qualcosa che abbiamo realizzato perchè ce l’hanno chiesto gli operatori economici e gli enti locali. Ne avremmo fatto volentieri a meno”. Intanto, mentre esiste la soluzione del depuratore della Scarl, la nuova dirigenza della Provincia e del Comune di Albenga, che da soli detengono il 62 per cento delle azioni del Consorzio, sta valutando e proponendo soluzioni alternative, quale quella del trasporto dei liquami al depuratore (già funzionante) di Borghetto Santo Spirito. Il confronto fra le due soluzioni (con la variante di Alassio), dovrà meglio specificare la nuova soluzione che la Provincia intende dare al problema. In questo dibattito sono inserite diverse esigenze che da tempo sono sollecitate dal mondo agricolo del Ponente savonese il quale propone che le acque reflue non siano riversate in mare ma “girate” nelle falde idriche al fine di limitarne il depauperamento. Un impoverimento del sistema delle falde sotterranee che negli ultimi anni ha causato una penetrazione dell’acqua di mare nelle falde della piana albenganese, soprattutto nel tratto di piana a monte di viale Che Guevara, la strada litoranea che collega Albenga con Ceriale. Tale problematica (già inserita nel progetto della Scarl) dovrà appunto essere inserita nella soluzione prospettata dalla nuova maggioranza del depuratore ingauno. Va comunque ricordato che, come riferiamo nell’articolo dedicato al depuratore già funzionante di Borghetto Santo Spirito, quell’impianto, pienamente funzionale dal 2009, sarebbe in grado di accettare le acque da depurare non solo di Ceriale (decisione già assunta) ma anche quelle dell’Albenganese, cioè del comprensorio del ponente della nostra provincia. Entrando ora nello specifico, queste sono le “cifre” riguardanti le potenzialità e i costi di costruzione del depuratore che sorgerebbe a Villanova d’Albenga seguendo il progetto della società consortile “Depuratore ingaunoS.c.a.r.l”. La potenzialità del depuratore sarebbe, in A.E. (Abitante Equivalente: esprime il carico inquinante complessivo, in termini di portata e concentrazione, prodotto da un utente medio allacciato a rete fognaria), di 78 mila 93 utenti. Il valore presunto dell’investimento iniziale sarebbe pari a 57 milioni 286 mila 200 euro di cui 52 milioni 78 mila 363 euro per lavori, servitù, acquisizioni, allacci elettrici e telefonici dei quali, presuntivamente, 2 milioni 83 mila 134 euro per oneri di sicurezza, quest’ultimi non ribassabili; 2 milioni 603 mila 918 euro (ribassabili) per indagini, progettazione, Studio Impatto Ambientale, coordinamento per la sicurezza in fase di progettazione a carico del Socio Privato; 2 milioni 603 mila 918 euro (non ribassabili) per oneri da destinarsi a Depuratore Ingauno S.c.a r.l. ed alla Società per validazione, direzione lavori, misura e contabilità dei lavori, coordinamento per la sicurezza in fase di esecuzione, alta sorveglianza, collaudi, spese generali, eccetera. È previsto inoltre un investimento successivo di 17 milioni 500 mila euro tra il 17° ed il 21° anno per la sostituzione delle apparecchiature la cui vita utile è inferiore alla durata della gestione dei quali, presuntivamente, 700 mila euro (non ribassabili) per oneri di sicurezza. L’appalto comprende inoltre 30 canoni annui di importo presuntivamente pari a 2 milioni 254 mila 500 euro ciascuno, per un totale pari a 67 milioni 635 mila euro. Senza tenere conto degli oneri finanziari, l’importo complessivo dell’appalto ammonta a 142 milioni 421 mila 207 euro. Per quanto riguarda la rete annua di ammortamento dell’impianto si parla di 1milione 155 mila 818 euro, mentre per la rete annua di ammortamento delle reti di 100 mila 277 euro. Il costo di gestione annuo dell’impianto sarebbe di 369 mila 977 euro, il costo di gestione delle reti di 15 mila euro, il costo dei pompaggi di 22 mila 484 euro, per un importo totale annuo di 1 milione 663 mila 598 euro. Daniele Strizioli 10 N°3 - 2010 Dallo scorso anno è operativo il ciclo di trattamento biologico L’impianto di Borghetto “ripulisce” otto comuni L’impianto di depurazione di Borghetto Santo Spirito, la cui costruzione è stata completata nel 2009, è tecnologicamente all’avanguardia e garantisce acque sempre pulite ai comuni del ponente collegati. L’impianto è situato in un’area bonificata e recuperata a fini produttivi dal Comune di Borghetto e dalla Regione Liguria. Il depuratore vero e proprio, i cui lavori sono stati eseguiti dall’impresa piemontese Zumaglini e Galli- na, è costituito da due sezioni principali. Il ciclo di depurazione è suddiviso infatti in una prima fase, che riguarda i cosiddetti “trattamenti primari”, già collaudata nel 2003 e costata otto milioni di euro, dove avvengono la sghiaiatura, la grigliatura fine e infine la disabbiatura. L’impianto di nuova costruzione, invece, è predisposto per il trattamento secondario che prevede procedimenti biologici di pulizia e di ultrafiltrazione, per un investimento di nove milioni di euro. I lavori, iniziati nel 2007, si sono conclusi l’anno scorso. L’impianto Soluzione autonoma per Alassio Il comune di Alassio ha deciso di provvedere autonomamente alla costruzione del proprio depuratore, che sorgerebbe nella zona del porto, in località Sant’Anna, in corrispondenza di un vallotto che si diparte dalla vetta del monte Bignone. Queste sono le cifre riguardanti le potenzialità e i costi di costruzione del depuratore secondo le indicazioni della società Severn Trent (che dovrebbe realizzare l’impianto). La potenzialità sarebbe, in abitanti equivalenti (unità che esprime il carico inquinante prodotto da un utente medio allacciato a rete fognaria), pari a 61 mila persone. Il valore presunto dell’investimento sarebbe di 35 milioni di euro. “Il Comune di Alassio con l’amministrazione Melgrati - afferma l’assessore all’ambiente di Alassio, Marco Salvo –, ha sempre sostenuto la causa depuratore in quanto è un’opera per noi della massima importanza. Abbiamo seguito le procedure della finanza di progetto, che ha avuto purtroppo tempi molto lunghi, ma ora la procedura é terminata, abbiamo individuato la società che farà il depuratore, la Severn Trent. L’area di Sant’Anna non è stata individuata per un nostro capriccio, ma era stata acquistata anni addietro per il depuratore, perché in quel punto si intercetta il tubo che va a mare con i liquami”. Conclude Salvo: “Una cosa è certa: occorre affrontare nel più breve tempo possibile il garantisce un ciclo completo di depurazione delle acque, che comprende anche processi biologici e la tecnologia avanzata dell’ultrafiltrazione a membrane cave, oltre ad un sistema di telecontrollo e governo dell’impianto computerizzato e in collegamento con tutte le stazioni di collegamento al depuratore. L’impianto può trattare 15 mila metri cubi di reflui al giorno, ed è predisposto per raddoppiare la potenzialità. Il depuratore si trova a 60 metri sul livello del mare e lo scarico dell’acqua depurata avviene sfruttando il salto di quota (35 metri) per la produzione di energia elettrica (435 mila Kw/h anno), con un risparmio del 15% dell’energia necessaria al funzionamento. Il territorio dei Comuni associati comprende un numero di residenti intorno ai 40 mila, che si incrementa a più di 200 mila in estate. La “Servizi Ambientali spa”, società a totale partecipazione pubblica, ha, in questi ultimi anni, ampliato la compagine sociale passando dai cinque comuni fondatori (Loano, Borghetto Santo Spirito, Toirano, Boissano e Balestrino) a otto con l’aggiunta di Ceriale (socio della Servizi Ambientali spa), Borgio Verezzi e Pietra Ligure, ponendosi quindi come strumento operativo per le tematiche ambientali per una considerevole porzione di territorio – spiega il direttore generale del consor- problema della depurazione, non più procrastinabile in quanto la défaillance nel grafico delle presenze per quanto riguarda la stagione balneare 2010 impone una rapida e efficiente risoluzione del problema nel più breve tempo possibile”. Sulla questione del depuratore interviene anche l’ex sindaco di Alassio, oggi consigliere regionale, Marco Melgrati. “Per quanto riguarda il regime tariffario, il costo previsto nell’as- severazione bancaria del piano economico finanziario proposto dalla Severn Trent e verificato anche di recente, porta ad una tariffa di 0,97 euro al metro cubo senza contributo da parte del Comune o di altre amministrazioni pubbliche, oppure in alternativa di 0,82 euro con 3 milioni di euro di investimento o del Comune o di altri enti sovraordinati. In un primo tempo esisteva una previsione, anch’essa oggi modificata, di 2 milioni e 400 zio, Paolo Paganelli -. Oggi gli impegni della società in campo ambientale si sono estesi. Si va dalla gestione dell’acquedotto alla produzione di energia idroelettrica, al servizio di battelli attrezzati per la raccolta di rifiuti solidi galleggianti”. “Purtroppo nonostante i più che ottimi risultati conseguiti e lo sforzo profuso dagli enti locali non è ancora possobile garantire la perfetta qualità delle acque marine - aggiunge Franco Malpangotto, presidente della Servizi Ambientali ed ex sindaco di Borghetto Santo Spirito -. In funzione delle condizioni meteo-marine, infatti, si verificano ancora spiaggiamenti di rifiuti provenienti dalle località non dotate di efficienti impianti depurativi. E’ fondamentale che tutti i Comuni del Ponente si dotino di depuratori efficienti, oppure si colleghino a quelli esistenti per dimostrare una sensibilità maggiore verso la salvaguardia dell’ambiente e la promozione del turismo. Credo sia sempre e comunque difficile realizzare un buon impianto di depurazione delle acque reflue, soprattutto in aree come le nostre fortemente antropizzate e a vocazione turistica”. Daniele Strizioli mila mc di reflui che dovevano scaricare in mare, anche perché era prevista la quota di depurazione dei reflui di Laigueglia. Venuta a mancare la depurazione di Laigueglia è stata modificata questa previsione con una cifra congrua data dai valori di acqua consumata nel comune di Alassio che porta a 1 milione e 600 mila mc all’anno, quindi una cifra assolutamente realistica”. D. Str. N° 3 - 2010 Il tema della depurazione delle acque, essenziale per la salvaguardia ambientale di ogni territorio, costituisce una problematica di primo piano in una regione quale la Liguria che, nella qualità dell’acqua del mare, trova la principale fonte del turismo, elemento fondamentale nell’economia regionale. La provincia di Savona, in questo senso, si trova in una situazione ancora lacunosa con l’assenza, nell’area ingauna, di un sistema di depurazione delle acque che possa garantire la pulizia e la qualità del mare. Un territorio, il nostro, in cui la politica ambientale deve andare di pari passo con quella turistica, come ha sottolineato l’assessore regionale al Turismo e alla Cultura, Angelo Berlangieri. “Nella visione di una programmazione strategica dell’offerta turistica – ha detto Angelo Berlangieri – esistono delle priorità tra cui il tema della depurazione. Per questo deve crearsi una sorta di progettazione trasversale che superi le dinamiche di partito e anche i limiti temporali delle legislazioni in favore di una progettazione che sia in grado di raggiungere in breve tempo il risultato concreto”. Netta, in questo senso, anche la posizione di Riccardo Borgo, presidente regionale e nazionale del Sindacato Balneari Italiano, nonché sindaco di Bergeggi. “Ritengo sia da considerarsi grave il ritardo della realizzazione di un impianto di depurazione nel ponente ligure – ha detto Riccardo Borgo – a causa di campanilismi e mancati accordi. Il territorio ha bisogno di un’azione pragmatica e incisiva e i continui rimandi vanno a incidere in modo pesante sull’economia turistica”. A quando un accordo e quali i tempi per la realizzazione di un depuratore nell’al- Andare avanti, anche se i costi sono molto alti Sulla depurazione è l’ora delle scelte benganese? A rispondere è l’assessore provinciale all’Ambiente, Paolo Marson, che sottolinea il valore di una politica attenta alla valorizzazione del territorio. “L’ambiente – ha detto Paolo Marson - costituisce una risorsa limitata e non sostituibile, che deve essere fruita con rispetto e attenzione e, sempre, in modo da non pregiudicarne l’equilibrio e le connotazioni naturali. Questa considerazione, che vale a prescindere per la valenza propria di questo bene, assume poi un significato ulteriore laddove, come per il nostro territorio, alcune delle componenti dell’ambiente assumono anche un valore economico con riferimento ad alcune attività produttive”. Partendo da queste constatazioni, a che punto è la questione del depuratore ingauno? “L’area del Ponente della Provincia – ha detto Marson - è, per oltre la metà della sua estensione, priva di un sistema di depurazione adeguato alle necessità esistenti e prevedibili, ma, al contempo, le scelte che le pubbliche amministrazioni hanno adottato negli ultimi 15 anni sono fra loro contraddittorie e tali, se prese e attuate singolarmente, da impedire la realizzazione degli impianti da costruire oppure da condannare alla chiusura quelli in esercizio. La situazione è complessa: non esistevano, come non esistono oggi, le risorse finanziarie sufficienti per la costruzione degli impianti di depurazione attualmente in esercizio (territorio da Borgio Verezzi a Ceriale) e di quelli che, ad oggi, risultano ancora mancanti (tratto di co- L’assessore regionale al turismo Angelo Berlangieri sta da Andora a Ceriale)”. Si è, quindi, deciso – in attuazione di una scelta legislativa del 1994 – di finanziare la realizzazione degli impianti a debito, destinando cioè una quota della tariffa che in futuro sarebbe stata pagata dagli utenti per la somministrazione dell’acqua. In sostanza, le tariffe future avrebbero dovuto contenere anche una quota di costo calcolata in modo da ammortizzare, domani, il costo che sarebbe stato sopportato, oggi o ieri, per la costruzione del sistema di depurazione. “É però accaduto – ha detto Marson, - per errori nella stima dei costi ri”. La situazione, secondo Marson, si è ulteriormente complicata in quanto taluno di questi progetti è stato realizzato con il ricorso a finanziamenti accordati dal sistema creditizio, mentre per altri sono state espletate, fino quasi alla conclusione, le gare per l’affidamento degli appalti. “Il risultato – ha detto - è che, se si sommano tutte le spese effettuate o da effettuare (sulla base delle previsioni dei progetti e delle gare indette), la tariffa che dovrebbero pagare gli utenti non è sufficiente a coprire tutti i costi che sono stati previsti per la realizzazione dell’intero contenuti nei Piani d’ambito di livello provinciale e per il mancato coordinamento delle iniziative di progettazione e costruzione dei singoli impianti prese dai diversi gruppi di comuni, che quella parte della tariffa che doveva essere destinata alla costruzione dei vari impianti e alla loro manutenzione venisse, per così dire, spesa più volte. Più precisamente, chi ha realizzato gli impianti esistenti, infatti, ha finanziato la loro costruzione prevedendo di destinare a tale finalità tutta la tariffa che sarebbe stata pagata dai propri utenti, mentre altre amministrazioni comunali hanno progettato i loro impianti da costruire ipotizzando di utilizzare sia le tariffe pagate dai loro utenti, sia parte di quelle degli utenti degli altri depurato- sistema di depurazione. Al contempo, però, nessuna amministrazione comunale ha assunto, e per quanto mi è dato sapere intende assumere, la decisione di modificare i limiti massimi delle tariffe attualmente previsti e, quindi, posti a base delle azioni predette”. Altrettanto complesso il progetto di impianto della società Depuratore Ingauno. “Si tratta di un progetto molto ambizioso e tecnicamente sofisticato – ha detto Marson - il cui costo, pari a circa 57 milioni di euro per le sole opere di costruzione e altri 85 milioni per manutenzione e gestione nel periodo di previsto esercizio, è troppo elevato per poter essere sostenuto dalle previsioni della tariffa dell’acqua di pertinenza delle amministrazioni che parteci- 11 pano alla società. Il progetto è realizzabile solo a condizione di impegnare una parte della tariffa dell’acqua pagata dai cittadini dei comuni del territorio da Borgio Verezzi a Ceriale e di altri comuni non soci della Depuratore Ingauno che, come Alassio, confidando sulle proprie tariffe e su parte dei Fondi FAS da destinare anche a Villanova, hanno progettato e stanno appaltando un loro autonomo impianto di depurazione”. La questione non riguarda, secondo Marson, la situazione patrimoniale della società Depuratore Ingauno, ma la sostenibilità del relativo progetto e la sua coerenza con il resto delle azioni intraprese nel territorio del Ponente Savonese. “Per raggiungere l’obiettivo desiderato – ha detto l’assessore all’Ambiente in primo luogo è sufficiente rendere il progetto di depurazione del territorio Albenganese più economico e, quindi, sostenibile con le sole tariffe di quell’area. La nostra Amministrazione ritiene che, ad esito di questo risparmio, il costo dell’impianto possa scendere a circa 43 milioni ed essere sostenibile. Inoltre, occorre perfezionare un’intesa sull’articolazione delle stesse tariffe e sulla utilizzazione dei fondi FAS fra le diverse amministrazioni comunali interessate. Lo schema di questa soluzione è già stato sottoposto dalla Provincia ai soggetti interessati: da alcuni abbiamo già ricevuto riscontri adesivi, mentre da altri attendiamo le decisioni del caso. Il mio avviso è che, superando qualche particolarismo e allargando l’angolo della prospettiva visuale delle decisioni, la soluzione possa essere vicina e alla portata. Ovviamente, occorre disponibilità e partecipazione dei vari soggetti coinvolti”. Silvia Campese 12 N°3 - 2010 Piani produttivi: nuove aree per difendere le imprese Il progetto pilota Città delle Bormide Nel territorio della provincia di Savona, dove la crisi dell’industria ha inciso profondamente sul difficile momento economico che sta attraversando l’intero Paese, grande attenzione deve essere incentrata sul settore produttivo della piccola e media impresa. In questo senso, l’impegno volto nell’individuazione e nell’adeguamento ad aree idonee per gli insediamenti produttivi deve coinvolgere tutti gli enti presenti sul territorio, in primis la Provincia, in grado di assumere un ruolo di coordinamento tra le realtà coinvolte nelle singole aree del Savonese. Il documento di riferimento della Provincia è il Piano Territoriale di Coordinamento che consta di un Progetto Integrato dedicato, nello specifico, all’area della Val Bormida, finalizzato a un rilancio economico del territorio partendo da un attento intervento conoscitivo da cui proseguire individuando le potenzialità delle aree in relazione agli insediamenti industriali. Un progetto, questo, che, secondo l’Amministrazione provinciale, potrà essere esteso dalla Val Bormida a tutto il Savonese, con particolare attenzione al Finalese, all’area ingauna e alla zona Vado – Quiliano. “La Provincia – ha detto l’assessore provinciale allo Sviluppo Economico, Giorgio Garra – vuole inserirsi con funzioni di coordinamento tra le aziende e le diverse Amministrazioni comunali coinvolte nei singoli progetti agevolando e sveltendo al massimo le procedure”. Oggetto della prima fase di studio la Val Bormida. “Abbiamo di recente portato in Giunta le prime indicazioni per il masterplan valbormidese – ha detto Luigi Bussalai, vicepresidente della Provincia – nell’ambito del Piano Territoriale di Coordinamento. Su questo territorio è stato effettuato un censimento delle aree produttive: una vera e propria fotografia che ci permette di valutare la situazione presente individuando zone più idonee alla destinazione degli insediamenti produttivi. L’auspicio è quello di poter proseguire con un piano conoscitivo e di pianificazione esteso a tutto il territorio provinciale potenziando le offerte per la piccola e media impresa, risorsa essenziale nell’economia savonese”. Un lavoro, quindi, ancora in fase embrionale che sarà arricchito, nel tempo, da costanti aggiornamenti. “La fase di studio e il successivo masterplan – ha detto Bussalai – sono realizzati dai servizi e dai tecnici interni alla Provincia attraverso un attento e complesso lavoro che parte dalla Val Bormida proprio per agevolare e accelerare la ripresa economica di un territorio che ha sofferto particolarmente la crisi della grande industria”. Il Progetto Integrato, inserito nel Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, è stato denominato “La costruzione della Città delle Bormide” e si pone quali obiettivi una serie di azioni finalizzate alla riorganizzazione delle aree produttive ecologicamente attrezzate dell’entroterra savonese. “Per sviluppare e attuare questa parte del Progetto Integrato – ha detto l’architetto Antonio Schizzi, Responsabile Tecnico Settore Pianificazione Territoriale della Provincia – abbiamo approfondito e realizzato un piano conoscitivo delle aree valbormidesi tenendo conto dello stato di attuazione delle aree industriali previste dai vecchi Piani regolatori o dai nuovi Piani Urbanistici Comunali”. Attraverso tale ricognizione, i tecnici della Provincia hanno constatato che, una volta recuperate e reinsediate le aree ex Acna e riorganizzata l’area Ferrania, resta disponibile un 13 per cento di superficie libera per gli insediamenti produttivi. “Queste poche aree restanti – ha detto Antonio Schizzi – sono per lo più situate su terreni acclivi, in pendenza, o su anse inondabili del fiume Bormi- da. Zone, insomma, in generale poco funzionali anche perché mal servite a livello infrastrutturale e quindi sino ad oggi inutilizzate”. La necessità che si presenta, e che tocca in modo particolare ai Comuni, è quella di una attenta trasformazione delle aree dismesse unitamente all’individuazione di nuove zone utili per l’insediamento di attività produttive. “Al momento di studio e di rilevamento – ha detto Antonio Schizzi – seguirà una fase di concertazione e di coordinamento per raggiungere le intese sulle nuove possibili aree proposte dai Comuni. Sarà nostro compito svolgere un’attività di verifica ambientale con particolare attenzione alle criticità idrogeologiche, ma grande attenzione anche alla salvaguardia delle aree protette”. A questo punto si potrà concretizzare un masterplan delle aree produttive con l’indicazione dei nuovi insediamenti e l’espletamento, successivamente, delle procedure affinché queste vengano recepite a tutti gli effetti da- gli strumenti urbanistici comunali. “Per quanto riguarda i tempi – ha detto Schizzi – sulla Valle Bormida abbiamo adesso un comp l e t o piano co- noscitivo. Attendiamo l’approvazione del Piano di lavoro da parte della Giunta provinciale entro fine 2010 e la realizzazione di un masterplan nel 2011”. Un lavoro importante che dovrebbe essere esteso ad altre aree critiche del savonese, ma sarà la Provincia a dover assegnare il mandato agli uffici tecnici. “Esistono opportunità legate a una domanda di aree per insediamenti produttivi nel retroterra portuale di Savona-Vado – ha aggiunto Schizzi – e anche su Albenga l’ipotesi di sviluppo di nuove aree potrebbe innescare l’avvio di attività di piccole e medie imprese legate alla logistica della piana ingauna”. Ad oggi, però, il lavoro della Provincia si è focalizzato sulla realtà della Val Bormida. Tuttavia le imprese artigian e hanno bisogno di nuovi spazi in varie zone del Savonese e soprattutto, in un momento di crisi economica pesante, hanno bisogno di sostegno e incentivi che possano agevolare eventuali spostamenti per trovare una più adeguata sede per le proprie attività. In questo senso, una pianificazione territoriale estesa alle aree più interessanti e dove l’insediamento produttivo è più urgente, potrebbe costituire un elemento da cui partire in vista della realizzazione di nuove e adeguate strutture. Silvia Campese N° 3 - 2010 Carlo Ruggeri: “Soffriamo la crisi, ma abbiamo progetti importanti” Insediamenti produttivi con il “marchio” di Ips “Soffriamo la crisi come tutti, ma, in potenza, abbiamo dei progetti importanti che possono dare una svolta positiva a questa fase congiunturale deludente. Ips, in questo processo, sta facendo la propria parte, aiutando a concentrare energie e risorse su iniziative concrete, in grado di rilanciare l’economia e il lavoro”. Carlo Ruggeri, già sindaco di Savona e con recenti trascorsi da assessore regionale all’Urbanistica, è oggi presidente di Ips, acronimo che sta per Insediamenti Produttivi Savonesi, società consortile per azioni. Dove i soci sono tutti pubblici, a cominciare da Regione, Provincia, Comune di Savona, Autorità Portuale e Camera di Commercio che sono i più rappresentativi. “Quando entrano in ballo decisioni che riguardano grandi progetti – dice Ruggeri – non è importante ragionare in termini politici, specie poi se ogni ente ha la sua colorazione. E’ invece fondamentale fare massa critica e avere unità di intenti, per dare impulso alle iniziative su cui c’è condivisione. Ecco, noi, a fronte di amministrazioni che potrebbero diffidare per la diversa collocazione politica, siamo uno strumento di garanzia per tutti gli enti soci”. Non è che stiate diventando un po’ troppo immobiliaristi? Le vostre ultime grandi iniziative, quelle di Parco Doria a Savona e del polo della meccanica a Millesimo, sono essenzialmente costituite dalla costruzione di capannoni da mettere sul mercato a prezzi di mercato. “Siamo il braccio operativo di enti pubblici che devono dare risposte alla richiesta di aree produttive. Noi ci facciamo carico delle iniziative, istruiamo le pratiche, facciamo i progetti, le infrastrutture di base, costruiamo e poi mettiamo a disposizione delle imprese i lotti edificati. Non mi sembra un’attività da immobiliarista, anche perché solitamente utilizziamo dei finanziamenti pubblici che rendono possibile, alla fine della storia, un abbattimento dei prezzi di vendita”. Non ci saranno problemi a fare il “tutto esaurito” dentro i capannoni di Parco Doria… “C’è ancora qualcosa da cedere, anche perché è stato necessario fare qualche variante per andare incontro alle richieste dei residenti nella zona. Però anche questo dimostra che lavorare su quelle aree rappresenta un’occasione unica, nel cuore della città, accanto ai binari della ferrovia e a due minuti dagli svincoli autostradali. A prezzi, ripeto, più che interessanti. In cambio abbiamo chiesto alle imprese acquirenti degli impegni occupazionali e lo svolgimento di attività produttive vere. Che sono preoccupazioni che gli immobiliaristi non hanno”. L’altra scommessa è l’operazione Pertite, il polo della filiera meccanica tra Millesimo e Cengio… “Qui le linee guida sono state dettate dall’Accordo di programma del 2006 che con una scelta intelligente non si è limitato ad occuparsi del problema di Ferrania, ma è stato esteso a tutte le iniziative di rilancio della Valle Bormida. Quindi anche Acna, di cui speriamo di poterci occupare presto, e Pertite, visto come polo di sviluppo industriale mentre contenitori più ampi potranno svolgere con maggiore incisività funzioni retroportuali e logistiche. Su Pertite abbiamo grandi aspettative, ma abbiamo appena lanciato l’invito a manifestare interessi di insediamento”. I prossimi capannoni? “No, cambiamo spartito. Ci stiamo occupando soprattutto di energie rinnovabili ed efficienza energetica, supportando i Comuni nostri soci nella partecipazione ai bandi regionali. Così ci siamo trovati a progettare impianti fotovoltaici sulle scuole De Amicis e Colombo di Savona, che hanno ottenuto 600 mila euro di finanziamento, abbiamo accompagnato i Comuni di Cengio, Pietra Ligure e Millesimo nelle attività neces- 13 Nelle foto, a sinistra Carlo Ruggeri, presidente di Ips; sotto, fotoinserimento del comparto in costruzione sulle aree dell’ex Parco Doria; a fondo pagina uno scorcio della nuova zona produttiva in fregio a via Stalingrado sarie a partecipare agli stessi bandi, siamo stati consulenti della Provincia per la redazione del Programma Energetico Ambientale”. Sarà che i Comuni si sono pentiti di tirare sù muri e tettoie… “Ma no, è che si sta facendo di tutto per realizzare opere ecologicamente attrezzate. Lo stesso piano di Parco Doria prevede tutta una serie di accorgimenti energetici: vetrate fotovoltaiche, impianti solari termici e fotovoltaici sulle coperture. E poi ci siamo anche inventati qualcosa: nell’ambito di quella stessa iniziativa, rimodulando un finanziamento del ministero dell’Ambiente, abbiamo trovato i soldi per sistemare i pannelli fotovoltaici sulla facciata dell’Istituto Industriale di Savona e per installare un nuovo impianto di riscaldamento a condensazione nella stessa scuola. E anche per realizzare un sistema di mobilità elettrica di collegamento tra le sedi decentrate dell’Amministrazione provinciale. Niente male per degli immobiliaristi, no?” 14 N°3 - 2010 E’ in fase di avanzata realizzazione, su aree dismesse del parco ferroviario Doria, tra via Stalingrado e il quartiere delle Fornaci, un complesso a destinazione produttiva che permetterà di ospitare attività di tipo artigianale e della piccola e media impresa. L’iniziativa è di Ips – Insediamenti Produttivi Savonesi Scpa – e la superficie totale oggetto della rqiaulificazione è di circa 40 mila metri quadrati, tra l’incrocio di via Vittime di Brescia con via Stalingrado sino all’intersezione di via Stalingrado con via Sant’Antonio, di fronte all’area ex Metalmetron, dove è in corso un’importante operazione di riconversione da sito produttivo dismesso a centro commerciale, artigianale e turistico. L’intervento di parco Doria è costituito da una serie di opere che Ips sta realizzando, quali un nuovo passante viario, composto da due corsie per senso di marcia (oltre ad un controviale al servizio del complesso produttivo) alternativo a via Stalingrado, lungo circa 700 metri, che si snoderà dalla rotonda su cui confluiscono via Stalingrado e via Vittime di Brescia sino all’intersezione della stessa via Stalingrado con via Sant’Antonio, dove sarà realizzata un’altra rotonda per la distribuzione dei flussi. Il nuovo passante consentirà di spostare il traffico, che attualmente insiste su via Stalingrado, con l’obiettivo di trasformare quest’ultima in una strada al servizio del quartiere. Il com- Quasi completato il piano produttivo di Savona Laboratori e negozi nell’ex Parco Doria plesso produttivo vero e proprio avrà una dimensione pari a 18 mila metri quadrati coperti, dotato di un impianto fotovoltaico da 15 kilowatt di potenza e di un impianto solare termico in grado di coprire circa il 75 per cento del consumo di acqua calda sanitaria delle attività che verranno insediate. Previsti anche una “torretta” di 2.800 metri quadrati di superficie totale, con una vetrata di facciata fotovoltaica da 40 kilowatt, due edifici commerciali rispettivamente di 250 e 210 metri quadrati di superficie, 24 box interrati, uno spazio pubblico sistemato a verde attrezzato ed a parcheggio nell’area circostante l’incrocio via Stalingrado – via Vittime di Brescia e una struttura sportiva comunale che sarà realizzata in conto oneri di urbanizzazione, di circa 800 metri quadrati di superficie. “Le finalità dell’intervento – sottolinea Ips – sono quelle di creare superfici produttive da mettere a disposizione di chi è intenzionato a creare nuove attività o a ricollocare attività esistenti che necessitano di ulteriori spazi per poter- si espandere. In entrambi i casi, comunque, sempre con ricadute in termini di aumenti occupazionali. Inoltre l’inserimento di esercizi commerciali e attività sportive consentirà di creare un centro di vita pulsante all’interno del quartiere di Legino – Piazzale Moroni”. Il numero di imprese che a regime si prevede verranno insediate nel nuovo complesso destinato ad attività produttive sarà intorno alla ventina. I settori di appartenenza di queste imprese, già individuate, sono: produzione di serramenti, cantieristica navale, costruzioni, impiantistica, ceramica, informatica, manutenzione e riparazione autoveicoli e servizi logistici. Il numero di lavoratori che queste imprese impiegheranno a regime si aggirerà intorno alle 400 unità, con un incremento occupazionale valutato intorno alle 9 0 unità lavorative. I fondi necessari per la realizzazione dell’intervento derivano per la maggior parte da risorse proprie di Ips, a parte la spesa per la nuova strada, che è interamente finanziata dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti nell’ambito del programma conosciuto come “Contratti di Quartiere Due”, e quelli per la vetrata fotovoltaica della palazzina uffici finanziata dal ministero dell’Ambiente. I lavori del comparto “ex Parco Doria”, ad eccezione della porzione di edificio sottostante il centro direzionale, sono stati ultimati nel mese di settembre; quelli del centro direzio- Il nuovo passante di via Stalingrado e uno dei capannoni per attività produttive. A fondo pagina, come si presenterà la “torretta” del centro direzionale nale saranno completati entro il primo semestre del prossimo anno mentre la realizzazione delle restanti costruzioni ed urbanizzazioni – interessate da una variante approvata dal consiglio comunale di Savona e già esaminata in conferenza dei servizi - sarà avviata subito dopo il rilascio delle relative licenze edilizie, presumibilmente entro il prossimo mese di novembre. Il “by pass” di via Stalingrado è praticamente completato, ma per la sua apertura al traffico si rende necessario realizzare la rotonda di intersezione all’altezza di via Sant’Antonio, che è collegata ai lavori di realizzazione del centro “Le Officine di Savona” sulle aree ex Metalmetron. E’ tuttavia allo studio un collegamento provvisorio che dovrebbe consentire di aprire il passante agli inizi del 2011. N° 3 - 2010 15 Insediamenti industriali e artigianali nell’area di Pertite Polo della meccanica Fresia fa da apripista La realizzazione di un “polo di filiera” della meccanica nasce da un accordo quadro sottoscritto il 29 aprile del 2009 da Regione Liguria, Provincia di Savona, Comuni di Millesimo e di Cengio, organizzazioni sindacali e di categoria, Unione Industriali, Filse, Ips e società Fresia. L’impulso iniziale giunge invece dalla necessità di spostare lo stabilimento di Fresia Spa dal centro abitato di Millesimo ad un’area con destinazione industriale. E’ l’origine del progetto Pertite, che prende il nome dalla località, al confine tra i comuni di Millesimo e Cengio, dove si insedierà il nuovo comparto produttivo. Per la realizzazione del polo di filiera è stata individuata, su un’area già di proprietà Fresia, una superficie di circa 60 mila metri quadrati, dei quali circa 12.500 destinati al trasferimento della società stessa e i restanti 48 mila mq da destinare ad attività che operano nella filiera meccanica. Ips, su incarico di Filse (la finanziaria della Regione Liguria), ha attivato tutte le iniziative necessarie per rendere il sito idoneo ad ospitare un insediamento produttivo di rilevante importanza ed ha provveduto a redigere il progetto preliminare unitario, che esclude la parte relativa al nuovo stabilimento Fresia. In particolare il complesso immobiliare di Pertite gestito da Ips sarà costituito da cinque capannoni di nuova realizzazione rispettivamente di dimensioni pari a circa 750 mq, 1.740 mq, 900 mq, 2.000 mq e 10.600 mq, per una superficie complessiva di circa 16 mila metri quadrati. Sull’area è inoltre presente un capannone costruito durante gli anni Novanta di circa 1.600 mq di superficie e un edificio monopiano di circa 490 mq che sarà destinato a servizi comuni per il polo, che avrà la caratteristica di essere “ecologicamente attrezzato”. La suddivisione degli edifici così come progettata, consente l’insediamento ci circa 15-20 imprese, prevalen- Sopra, la sede storica della Fresa; a sinistra e a fondo pagina, foto inserimenti che evidenziano l’area e la sistemazione definitiva del comparto Pertite temente di piccole e medie dimensioni, senza vincolo di territorialità nell’ambito della regione, che operino nell’ambito della filiera della meccanica, con particolare riguardo ai settori della “fabbricazione di mezzi di trasporto” e della “fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici”, nonché inseriti in attività complementari a queste due specializzazioni. L’iter procedurale è stato attivato nel luglio del 2010 e la prima conferenza dei servizi si è tenuta nello scorso mese di settembre. Il cronoprogramma dell’iniziativa prevede la conclusione dei lavori nel corso del 2013. L’intervento che richiederà un investimento complessivo di circa 18 milioni di euro, è stato inserito dalla Regione Liguria nel Programma attuativo regionale “Par Fas 2007-2013” tra le linee d’azione “Miglioramento della qualità ambientale e territoriale – Riconversione di aree industriali”. In particolare, a supporto dell’operazione Pertite sono stati stanziati 2 milioni 650 mila euro per la realizzazione delle opere infrastrutturali. La Regione Liguria ha inoltre stanziato circa 940 mila euro, destinati alla realizzazione di aree ecologicamente attrezzate per insediamenti di distretto e filiera, in quanto l’intervento è stato inserito nel progetto a favore dei distretti industriali della Liguria. La restante parte del costo dell’intervento, pari a circa 14,5 milioni di euro, sarà fronteggiata da Ips con mezzi propri e con ricorso a finanziamenti bancari. I vari lotti saranno poi messi in vendita alle imprese. A questo fine Ips sta raccogliendo le manifestazioni di interesse per l’insediamento. Le adesioni, che non comportano oneri per le aziende, dovranno essere inviate entro il prossimo 9 novembre a Ips Savona che analizzerà le varie segnalazioni che giungeranno dalle imprese, prevalentemente di piccole e medie dimensioni, operanti nell’ambito della filiera della meccanica. L’area di località Pertite, osserva Ips, si trova in una posizione facilmente raggiungibile in auto sia dai centri limitrofi sia dallo svincolo autostradale di Millesimo che dista circa quattro chilometri e dalla stazione ferroviaria di Cengio. Le adesioni potranno partire dalla prenotazione di spazi produttivi - artigianali di dimensioni comprese tra il lotto minimo, pari a circa 200 metri quadrati coperti, sino all’intero complesso immobiliare, costituito da 5 capannoni, di 11 metri di altezza, per un totale di circa 16 mila metri quadrati, oltre all’esistente capannone edificato negli anni ‘90 ed all’edificio su un unico piano di 490 mq. Le aziende che manifesteranno interesse per l’insediamento potranno essere agevolate da contributi economici finalizzati a incentivare la creazione del nuovo distretto. Quanto a Fresia - storica azienda leader a livello mondiale nella costruzione di mezzi meccanici speciali per il traino degli aerei e per lo sgombero neve - è da tempo in attesa di trasferimento dalla storica sede di via Trento e Trieste. L’azienda, infatti, ha urgente necessità di disporre di un sito più idoneo, con maggiori spazi ed ammodernamenti tecnologici. L’obiettivo è di sviluppare le produzioni che oggi generano un fatturato annuo di 14 milioni, con 83 dipendenti. L’operazione sarà finanziata con il ricavato della vendita delle aree attualmente occupate nel centro cittadino di Millesimo e con oltre 4 milioni di mezzi propri. 16 N°3 - 2010 Mentre la Provincia sta completando il masterplan dedicato agli insediamenti produttivi nell’area della Val Bormida, sono numerose in tutto il Savonese le richieste di siti per nuovi insediamenti, a partire da Vado e Quiliano per raggiungere il Finalese e l’Albenganese. Aree dove lo sviluppo economico della piccola e media impresa, nonostante i rallentamenti dovuti alla crisi, rivela ancora una certa vivacità unitamente alla volontà di collocare la propria azienda in aree maggiormente idonee e meglio servite. Situazioni che Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) e Confartigianato conoscono in modo approfondito attraverso un confronto quotidiano e diretto con chi opera sul territorio. “Le maggiori richieste di nuove aree insediative da parte di piccole imprese artigiane ci giungono per la zona Savona-Vado-Quiliano – ha detto Mariano Cerro, direttore provinciale di Confartigianato. – Molte attività ubicate in questi territori, infatti, si trovano oggi a operare in un tessuto urbano, in promiscuità con insediamenti di altra tipologia, quindi con tutte le problematiche del caso. Per questo la richiesta di spostamento è notevole in favore di nuove aree maggiormente idonee all’attività svolta”. Meno complessa secondo Cerro, in questo senso, la realtà della Val Bormida dove più numerosi sono gli spazi sviluppati negli anni per gli insediamenti produttivi, anche attraverso le trasformazioni di ex siti industriali. “In Val Bormida – ha aggiunto Cerro – la domanda da parte di nuove imprese esiste, ma è meno frequente rispetto ad altre zone proprio perché esiste già una discreta collocazione Da Savona alla Valle Bormida e a tutto il Ponente Aree per artigiani a grande richiesta delle aziende in strutture di recente costruzione. In via di sviluppo anche il Finalese, il Loanese e le aree intorno a Borghetto Santo Spirito, a partire da Toirano, dove sono recenti le costruzioni di capannoni che, in generale, soddisfano le richieste”. Per quanto riguarda, in particolare, il Finalese la zona di maggior sviluppo è l’area della strada per Calice, alle spalle di Finalborgo, dove sono collocate già numerose aziende e dove sono in previsione due nuovi interventi, uno seguito in modo diretto da Confartigianato insieme a Cna. “Stiamo raccogliendo adesioni da parte degli artigiani – ha detto Cerro – per un insediamento ubicato nella via per Calice che consta di una trentina di piccoli locali. Il progetto è già stato approvato”. Nella stessa zona, in programma un ulteriore intervento sempre destinato alle attività produttive. Spostandosi a Ponente, l’Albenganese costituisce un altro fulcro per l’economia savonese. “Il Comune di Albenga – ha detto il Direttore provinciale di Confartigianato – ha da poco avviato l’ipotesi di una riconversione a sito artigianale delle aree dell’ex demanio militare. Il Comune acquisterà i terreni che saranno adibiti a insediamenti produttivi dando così una risposta alle aziende che intendono trovare una nuova collocazione. Si tratta di un progetto a medio termine, per cui la risposta non si avrà nell’immediato”. Da segnalare, ancora, alcuni insediamenti nuovi nel savonese e precisamente a Lavagnola, dove Confartigianato, con un proprio consorzio, sta lavorando per il completamento di capannoni frazionati a uso artigianale, e a Legino, zona Paip, dove Confartigianato e Cna stanno lavo- rando alla promozione di un insediamento, in fase di progettazione avanzata, che si estenderà su ottomila metri quadri. Altrettanto importante e incisiva l’azione di Cna che opera per agevolare l’attività delle piccole e medie imprese individuando e proponendo loro aree insediative che possano agevolare le aziende inserendole in un contesto più ampio e ricco di servizi. Gianni Carbone, segretario provinciale di Cna, parte dalla Val Bormida, da Millesimo e Cengio, parlando dell’insediamento in località Pertite con il “polo della meccanica”. “Si tratta di un’area di circa 48 mila metri quadri – ha detto Gianni Carbone – finalizzata in origine a delocalizzare lo stabilimento Fresia, che ha trovato il via nell’accordo sottoscritto anche dalle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di realizzare il polo della meccanica in località Pertite creando così un nuovo distretto della meccanica dove si andranno a insediare nuove aziende per la filiera produttiva”. Il relativo bando si rivolge alle piccole imprese produttive del settore della meccanica partendo da lotti minimi di 200 metri quadrati ad altri più ampi tenendo conto che l’altezza delle strutture è assai elevata, intorno agli 11 metri, idonea quindi per il particolare settore. “Cna, insieme ad altre realtà, - ha detto Carbone – è pronta a collaborare per promuovere il sito. Abbiamo fatto presente alle Amministrazioni comunali che, nel bando, sarà necessaria una certa elasticità affinché le aree possano ospitare aziende legate in senso ampio alla meccanica affinché non si corra il rischio che i capannoni restino in parte inoccupati”. Infine, un deciso impegno anche da parte di Cna per quanto riguarda le aree ingaune di proprietà demaniale che verranno acquistate dal Comune di Albenga. “Cna – ha concluso Carbone – ha espressamente richiesto che tali aree vengano vincolate ad attività produttive con la garanzia che, anche in futuro, venga assicurata la vocazione prettamente produttiva e non l’aspetto espositivocommerciale”. Non manca una nota critica da parte del segretario provinciale di Cna nei confronti dell’intervento ingauno. “L’iniziativa a sostegno di nuovi insediamenti produttivi nell’Albenganese – ha detto Carbone –arriva con un certo ritardo per cui sarebbe auspicabile una revisione dell’analisi sulle effettive esigenze del territorio”. Silvia Campese Ecco come si presenterà il nuovo polo artigiano di Lavagnola, sulla sponda destra del Letimbro, all’altezza dell’ex centrale elettrica. Sopra, la zona degli insediamenti produttivi di Legino N° 3 - 2010 Campostano Group investe nel futuro del porto di Savona con l’acquisto di una nuova gru, tecnologicamente all’avanguardia. La nuova gru, nome in codice: GHMK 7608, è già operativa da qualche settimana nell’area del porto di Savona. E’ un gigante buono alto quasi 40 metri, con uno sbraccio di oltre 50 metri, mosso da un motore diesel/elettrico a 12 cilindri, in grado di sprigionare una potenza di 895 kilowatt. La forza motrice della macchina è tale da poter sollevare fino a 150 tonnellate per volta. Le caratteristiche della macchina la rendono estremamente versatile sia sulle rinfuse sia sui carichi di elevato tonnellaggio. In aggiunta alle caratteristiche standard, la macchina è stata dotata di un sistema interlocking per gli stabilizzatori, che riduce gli ingombri laterali, in fase di traslazione della macchina, di circa un metro rispetto al modello standard; ciò consente alla macchina di non soffrire di limitazioni di spostamento all’interno del porto di Savona, potendo usufruire della viabilità portuale nello stato attuale. E’ stata inoltre prevista una doppia stabilizzazione in fase di sbarco, al fine di limitare l’ingombro in banchina al minimo indispensabile per la specifica operazione. La portata massima è pari a 150 tonnellate e permette 17 Operative in banchina due nuove potenti Gottwald Campostano e Tafs investono sul futuro La gru semovente Gottwald di Campostano Group in azione lungo le banchine della Darsena Alti Fondali. Può essere utilizzata sia per i traffici di rinfuse sia per la movimentazione di merci particolarmente pesanti. A fondo pagina, il bacino portuale di Savona, dominato da una selva di mezzi di sollevamento di sbarcare in singolo tiro la maggior parte delle merci varie (yacht, trasformatori, particolari impianto) che normalmente vengono effettuate con due semoventi; in abbinata alla semovente 300E, consentirà inoltre di movimentare carichi fino a 250 tonnellate, ampliando quindi le potenzialità complessive del porto savonese. La semovente è dotata di avvolgicavo automatico da 55 kW per l’alimentazione di benne di grandi dimensioni ed è stata implementata con una tabella di portata specifica che consente il sollevamento di 63 tonnellate per vira. “La crisi si supera anche con il coraggio di investire” – commenta Ettore Campostano. “Ed è nel nostro DNA perseguire lo sviluppo, non il mantenimento dello status quo. Grazie alla solidità del Gruppo, abbiamo superato efficacemente le diminuzioni di traffico del 2008 e del 2009. Ora vogliamo riprendere la strada della crescita, nella convinzione che il Porto di SavonaVado sia avviato verso un ampliamento dei propri mercati, grazie anche ad una positiva linea strategi- ca che ci vede convinti protagonisti.” “Noi crediamo nel porto di Savona-Vado, nel suo presente e nel suo futuro. Grazie a questa nuova, straordinaria macchina, saremo in grado di acquisire nuovi traffici e di offrire ai nostri clienti un servizio sempre più accurato, rapido ed efficace. Il complesso delle nostre attrezzature portuali combina il meglio in termini di prestazioni, affidabilità, versatilità e costi. Con un occhio sempre attento alla compatibilità ambientale, che per noi non è un optional, ma una condizio- ne indispensabile.”. Nel frattempo, per migliorare la flessibilità operativa del nuovo terminal rinfuse, è entrata in funzione nel mese di ottobre un’altra Gottwald, modello GHMK 6407 di nuova generazione, acquistata dalla società Terminal Alti Fondali Savona con un investimento di oltre 3 milioni di Euro. A livello tecnico, la gru semovente ha una portata massima di 100 tonnellate, è dotata di un sistema antipolvere, di benne meccaniche e assicura elevate velocità di sollevamento, di sbarco, di rotazione ed ha una potenzialità di sbraccio che supera i 45 metri. Oltre a ciò, le caratteristiche tecniche della gru consentono i massimi standard di sicurezza per gli operatori. 18 N°3 - 2010 Sono 176 le strutture turistiche nella provincia di Savona che hanno ricevuto, durante una cerimonia ufficiale che si è svolta a luglio alla Camera di Commercio savonese, la prestigiosa “Q” dorata, simbolo della qualità del marchio “Ospitalità Italiana”. Una certificazione sempre più apprezzata e riconosciuta dai turisti non solo italiani che ricercano specificamente quelle strutture che si sono sottoposte a un severo disciplinare e poi alla verifica di una commissione, al fine di ricevere il prestigioso marchio promosso da Isnart (Istituto Nazionale Ricerche turistiche di Roma), in collaborazione con le Camere di Commercio italiane. L’alto numero di operatori certificati con “Ospitalità Italiana” nel savonese dimostra, in modo evidente, la scelta da parte degli operatori di un certo modo di fare turismo sempre più volto verso l’eccellenza per distinguersi, su un mercato vasto e concorrenziale, proprio sul piano della qualità dell’offerta. Del resto, la “Q” dorata costituisce sempre più un marchio di garanzia riconoscibile in tutta Italia e, da quest’anno, anche all’estero: sono, infatti, 80 le province italiane aderenti al marchio Isnart per un totale di oltre 5.300 aziende certificate secondo un rigido disciplinare che individua dieci regole della qualità e un ampio numero di parametri da rispettare, tra cui un approccio ecocompatibile con il territorio, mentre sono, per ora, 35 le aziende nel mondo a fregiarsi del marchio seguendo un disciplinare ancor più ferreo e rigido sulla tipi- Marchio Isnart alle aziende turistiche più accoglienti La “Q”di qualità per 176 strutture cità dei prodotti. La Camera di Commercio di Savona si è posta in prima linea per sostenere e promuovere “Ospitalità Italiana”, come ha sottolineato il presidente Giancarlo Grasso. “Siamo convinti che questa sia una giornata importante per il turismo savonese – ha detto il presidente camerale – poiché ben 176 aziende hanno ricevuto, con non poca fatica, il marchio che garantisce una qualità non soltanto dichiarata, ma certificata da una giuria estremamente attenta e selettiva. Per questo siamo ricorsi a Isnart per la creazione di un marchio volontario che offre una ricchezza in più sul mercato e che contribuisce a fare un vero e proprio sistema tra le strutture locali”. Soddisfazione anche da parte Eliana Tienforti, segretario generale della Camera savonese, che ha ricordato come sia efficace un mix che coinvolga qualità, offerte competitive e un contorno di eventi e manifestazioni che arricchiscano il valore del soggiorno nel territorio. “In un periodo di globalizzazione – ha detto Eliana Tienforti - l’identità del luogo e delle proprie tipicità costituiscono elementi di forza da proporre ai turisti”. Dopo il saluto e l’intervento dell’assessore provinciale allo Sviluppo Economico, Giorgio Garra, ha preso la parola Franco Zino, presidente del “Riviera Quality Club”, un’organizzazione nata in seno all’Ente camerale al fine di potenziare l’attività collaborativa e promozionale tra le realtà aderenti al marchio. “Il club esiste da circa nove anni – ha detto Zino – ma abbiamo in questi ultimi tempi deciso di ripartire con una serie di innovazioni e con un’attività più incisiva che si appoggi alla promozione effettuata già su scala nazionale, al fine di intervenire su due livelli: fidelizzare il cliente offrendogli sempre nuove motivazioni per ritornare nella stessa località, ma contemporaneamente raggiungere un pubblico sempre nuovo e vasto ampliando così il numero dei clienti. Infine, la stretta collaborazione fra le realtà con marchio Ospitalità Italiana costituirà un sistema e una metodologia per non disperdere le energie promozionali, ma anzi per concentrarsi su un unico, comune, obiettivo”. Incisivo e diretto anche l’intervento di Piero Zagara, dirigente Isnart, che ha sottolineato la valenza del marchio della qualità italiana. “Oggi non è più sufficiente dire, ai potenziali turisti, che la Liguria è bella e offre una tradizione enogastronomica d’eccezione – ha detto Piero Zagara – ma è necessario certificarlo. Il flusso turistico, in Italia, incide dal 12 al 14 per cento sul prodotto interno lordo: una risorsa economica essenziale che deve fare i conti con una concorrenza estera sempre più incisiva. In questo senso, il marchio di Qualità costituisce uno strumento promozionale importante. Qualcosa, nel nostro Paese, sta cambiando nella concezione turistica. Ad esempio, è stato raggiunto, a livello governativo, un accordo in cui si riconosce il ruolo del sistema camerale anche in ambito turistico. In questo ambito si inserisce Ospitalità Italia- na quale marchio condiviso da Isnart e dalle Camere di Commercio italiane”. Molte le novità a livello promozionale su scala nazionale per la certificazione Isnart. “Le aziende certificate con il marchio “Ospitalità Italiana” – ha detto Zagara - avranno da quest’anno l’apposita applicazione per l’i-Pad e l’iTouch essendo così consultabili virtualmente da ogni luogo e da ogni utente che possegga i requisiti. Un servizio importante che amplia la promozione online del sito www.10q.it dove sarà possibile votare la struttura ricettiva migliore che concorrerà al “Premio Ospitalità Italiana” 2010”. Anche in questo senso, il savonese sta ottenendo una visibilità e risultati di primo piano. Sono stati infatti, tre i finalisti al concorso nazionale sulla qualità che coinvolge ogni anno tutte le realtà del marchio. Si tratta di “Osteria D’Angi” di Alassio, il ristorante “L’Amor Divino” di Laigueglia, e l’Albergo “Adriana” di Laigueglia. Il marchio “Ospitalità Italiana” comprende un settore ampio: alberghi, residenze turistico-alberghiere, ristoranti, bed & breakfast e bagni marini. Nel Savonese hanno ottenuto il marchio 13 agriturismi, 10 B&B, 5 campeggi, 65 alberghi, 11 bagni marini, 11 residenze turistico alberghiere e 61 ristoranti. Silvia Campese N° 3 - 2010 19 20 N°3 - 2010 Anche quest’anno, dal 1° al 4 settembre, la nostra Riviera ha fatto da suggestivo palcoscenico al concorso di Miss Muretto, giunto ormai alla sua edizione numero 57, che ha incoronato la bellissima Bruna Ndiaje. La Camera di Commercio di Savona, continuando a portare avanti una più ampia strategia di valorizzazione del territorio savonese e delle sue produzioni, per il quarto anno consecutivo è accanto agli organizzatori del concorso in qualità di partner istituzionale. Il concorso infatti è tra gli eventi di maggiore richiamo nazionale ed è stato anche quest’anno per l’ente camerale occasione per presentare la provincia, i suoi angoli più accoglienti e per far conoscere ad un più ampio pubblico nazionale le sue eccellenze: un’importante vetrina per le imprese savonesi. La sua Azienda Speciale per la Promozione ha avuto anche quest’anno il compito di far incontrare l’eccellenza declinata al femminile e quella del territorio e delle sue specialità. A Miss Muretto è stato proposto così un importante calendario di attività con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le eccellenze di prodotto e di sapere presenti sul nostro territorio provinciale. Le Miss finaliste, espressione di bellezza, hanno partecipato a eventi creati ad hoc nell’ambito della manifestazione, animando simpaticamente le giornate non solo della città del muretto, Alassio, ma per la prima volta, dopo 56 edizioni del concorso, le Miss hanno vivacizzato per una giornata anche la città delle torri: Albenga. Obiettivo, appunto, la bellezza femminile e le eccellenze della provincia di Savona unite per promuovere e valorizzare le produzioni delle imprese savonesi, le tradizioni ed il territorio durante i 4 giorni del concorso di Alassio. Venerdì 3 settembre le ragazze in concorso si sono cimentate nell’attività agricola, tipica delle nostre terre, presso due storiche aziende albenganesi: l’ azienda agraria Sommariva e l’azienda Vigo. Spiega Agostino Sommariva: “La giornata, intitolata: ‘Naturalmente Miss’, ha visto le bellissime, e giovanissime, ragazze in concorso partecipare al primo taglio di uva Pigato presso la nostra azienda agricola. Un inizio di vendemmia un po’ speciale e certo molto divertente sia per noi che, mi auguro, anche per le ragazze. Poi, il nostro museo dell’olivo ha ospitato il convegno ‘Incontri in rosa: Miss e donne protagoniste di arti e professioni’. Al di là della piacevolezza della giornata Non solo passerella, ma anche esperienze di vita per le protagoniste della finale Miss Muretto: un “flirt” tra bellezza e stile ligure Finaliste in passerella, in alto, ma anche a loro agio tra i profumi delle piante aromatiche di Albenga (in alto a destra). Nella foto a fianco il gruppo delle vincitrici e, nell’altra pagina, la serata delle premiazioni, le imprenditrici e professioniste savonesi protagoniste dell’incontro per far conoscere alle ragazze il mondo del lavoro trascorsa ritengo che sia importante che un evento come Miss Muretto, con la sua risonanza nazionale, si apra anche alle realtà economiche del comprensorio ingauno, uscendo dal solo contesto della città del Muretto”. Presso il Museo dedicato alla “Civiltà dell’Olio” del Frantoio Sommariva di Albenga si sono tenuti, appunto, gli “Incontri in rosa: Miss e donne protagoniste di arti e professioni”. Un incontro-dibattito su imprenditoria ed esperienze al femminile, un modo per far scoprire alle giovani Miss il mondo del lavoro, a cui hanno partecipato: Sandra Berriolo (nutrizionista, educatrice alimentare ed esperta di cucina ligure), Franca Roveraro Cappelluto (di FIDAPA Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, imprenditrice, rappresentante associazione di categoria), Monica Dotti (di FIDAPA) ed Eliana Tienforti (Segretario Generale della Camera di Commercio di Savona). Oltre a Sommariva, anche l’azienda agricola Vigo ha ospitato le Miss per questa speciale giornata. Spiega Francesca Vigo: “Le ragazze hanno partecipato ad una giornata tipo nella nostra azienda: abbiamo allestito uno stand e loro hanno provveduto alle diverse fasi di lavorazione della piantina, dal taleaggio, al trapianto, fino all’imballo. E’ stata una bella esperienza, importante per l’immagine di un’azienda come la nostra; sono molto soddisfatta di questa collaborazione e della professionalità riscontrata negli organizzatori dell’evento”. Sabato 4 settembre, sulla passerella di piazza Partigiani ad Alassio, durante la serata finale del concorso, le Miss hanno dato vita ad un evento nell’evento: modelle d’eccezione che hanno vestito i panni dell’eccellenza savonese, declinata nelle sue migliori espressioni, grazie alle creazioni moda e accessori di diverse aziende savonesi: Atelier Cucire (Savona), Carla Quaglia Maglieria e Cashmere – L’Orso Bruno (Savona), Deltottica (Albissola Marina), Elementerre – Monili in Macramè (Finale Ligure), Giallo 18 (Savona), I vetri di Sandro Bormioli – l’Atelier di Francesca Ghigliotto (Altare), Monica Sicco – Ago Filo e… fantasia (Savona). L’estro e la raffinatezza, declinate all’originalità ed alla qualità delle produzioni savonesi hanno trovato la loro massima rappresentazione nelle collezioni 20102011 che sono state presentate durante la serata della finale e che hanno trovato il favore del numeroso pubblico presente. Così Monica Sicco, di Ago Filo e… fantasia: “Sono molto contenta della collaborazione con la Camera di Commercio. Da questa espe- N° 3 - 2010 rienza ho avuto fin da subito un riscontro positivo, con un ritorno di immagine notevole e sarei ben lieta di ripetere l’esperienza. Per me è stata molto importante la collaborazione con le altre aziende: un ringraziamento particolare in questo senso va a Francesca Ghigliotto, della ditta Bormioli, che ha sfilato con noi, preparando gioielli ad hoc per i nostri abiti”. Buoni anche i riscontri per Francesca Bombace, dell’atelier Cucire: “La sfilata è andata molto bene, per noi è stata un’ottima pubblicità; ho riscontrato con piacere anche la grande disponibilità delle ragazze in concorso. Noi abbiamo sfilato facendo indossare alle miss anche le borse ed i gioielli di Puella, di Savona, ditta alla quale ci appoggiamo per il nostro lavoro. La nostra azienda ha aperto a febbraio e stiamo presentando ora gli abiti per la nuova collezione, quindi l’esperienza di Miss Muretto è capitata proprio in un periodo adatto”. Marilisa Parodi di Elementerre conferma la soddisfazione per l’evento organizzato dalla Camera di Commercio: “E’ stata un’esperienza interessante. Quando mi è stato chiesto di partecipare ero molto contenta e devo dire che la serata ha superato le aspettative. E’ stato bello vivere un po’ del dietro le quinte, con la palpabile emozione delle Miss in concorso. Per chi come me ha scelto produzioni di nicchia, nel mio caso si tratta di collane in pizzo macramè, trovare un simile palcoscenico costituisce un’ottima cassa di risonanza”. Alba Bologna, di Giallo 18 conferma: “Una bella serata, utile dal punto di vista dell’im- magine, non solo per noi ma, credo, per tutti gli artigiani del savonese perché spesso è difficile mostrare il proprio lavoro. Le ragazze, in costume da bagno, hanno poi dato la giusta risonanza ai gioielli da noi creati”. Continua Francesca Ghigliotto de “I vetri di Sandro Bormioli”: “Ho abbinato i nostri gioielli in vetro agli abiti di Monica Sicco, un ottimo connubio che, credo, abbia permesso ad entrambe di va- 21 lorizzare al meglio il proprio lavoro. Ho riscontrato un’ottima organizzazione, con persone preparate e ragazze amabili: a differenza di quanto si possa pensare davvero un bell’ambiente; grande anche lo spirito di collaborazione tra aziende che, in una congiuntura economica come questa, credo sia molto importante. Mio marito ha creato, invece, un manufatto in vetro soffiato, raffigurante il simbolo di Alassio, i due pesciolini che si baciano, con cui è stata omaggiata Nicole Brandolino, eletta Miss Protagonista di Stile”. Per Deltottica un doppio successo, come spiega il responsabile marketing dell’azienda, Lorenzo Del Tufo: “Abbiamo avuto buoni riscontri dalla serata della sfilata, un evento importante, seguito non solo nella nostra zona ma da tutto il Paese. La nostra azienda, inoltre sta definendo un nuovo tipo di rapporto con i responsabili di Miss Muretto in qualità di sponsor tecnico del concorso, con il marchio Onyx eyewear”. Carla Quaglia sottolinea: “Sono molto orgogliosa che proprio la vincitrice, Bruna Ndiaje, abbia sfilato con una delle mie creazioni, un abito a kimono. Io ho lavorato, per questa sfilata, in collaborazione con Deltottica e ritengo sia stata un’importante esperienza”. Al termine della serata, con l’elezione di Miss Muretto 2010, la bellissima ventenne Bruna Ndiaje, nata a Genova il 6 settembre del 1990; alta 1,74 cm con le sue misure sono 85/60/80, ha sbaragliato la concorrenza proveniente da tutta Italia. La fascia di Miss Muretto “Protagonista di Stile”, dell’ente camerale savonese, è stata consegnata dal Segretario Generale, Eliana Tienforti, a Nicole Brandolino, torinese di 21 anni, che studia canto lirico nella sua città natale. Racconta Nicole Brandolino: “Quella di Miss Muretto è stata una bella esperienza e spero aprirà nuove prospettive lavorative. Per il mio futuro, però, sogno una carriera diversa, nel mondo della musica: sto studiando canto lirico al conservatorio. Una passione, quella per la lirica, nata col tempo: prima mi sono avvicinata al jazz ed al rock e poi, quasi per caso, ho scoperto la lirica e mi sono resa conto che quella era la mia strada. L’iscrizione a Miss Muretto è stata fatta quasi per gioco, dopo aver dovuto rinunciare alla partecipazione a Miss Italia per motivi di studio, e devo dire che sono molto felice di aver ricevuto la fascia di Protagonista di Stile, messa in palio dalla Camera di Commercio di Savona”. Erica Marzo 22 N°3 - 2010 “Piazza Liguria”, missione economica della Camera di Commercio a Kiev e Odessa Ucraina: grande mercato per il “made in Savona” Ottimi i risultati per la missione promozionale e commerciale che si è svolta in Ucraina dal 24 al 28 settembre e ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione di imprese liguri, oltre ad una delegazione istituzionale composta da Camillo Bassi, console onorario dell’Ucraina per la Regione Liguria, Giancarlo Grasso, presidente Camera di Commercio di Savona accompagnato da Eliana Tienforti, segretario generale dell’Ente. Inoltre, per seguire le attività e gli eventi, era presente una delegazione tecnico-organizzativa composta da rappresentanti dell’Azienda Speciale per la Promozione dell’istituto camerale savonese, e di Liguria International, dalla chef Sara Rizzoli e da due allievi dell’Istituto Alberghiero di Finale Ligure, oltre che dal sommelier Marino Giordani di Genova. La missione di Piazza Liguria 2010 è stata una vetrina di prestigio per il “Made in Liguria”: uno strumento a disposizione delle aziende, dei consorzi e degli imprenditori liguri per conoscere e raggiungere nuovi e ampi mercati; un mezzo per acquisire una forte visibilità in aree emergenti. Proprio a questo scopo è stata organizzata la settimana in Ucraina dalla Camera di Commercio, tramite la sua Azienda Speciale per la Promozione, in collaborazione con ICE e Regione Liguria, attraverso la società pubblica Liguria International. Tredici le imprese o consorzi liguri che hanno partecipato al progetto “Piazza Liguria”. Altre tre aziende hanno preso parte alla missione economica ad Odessa - coordinata da Liguria International - ed ulteriori tre alla presentazione del settore turistico promosso dalla Camera di Savona. Tutta la missione è stata organizzata in due tappe: una appunto ad Odessa, grande porto sul Mar Nero e sbocco sul mondo per l’Ucraina; “ Tredici tra imprese e consorzi liguri hanno partecipato a Kiev al progetto “Piazza Liguria”. Altre tre aziende hanno preso parte alla missione economica ad Odessa. Attuate anche azioni promozionali a sostegno del turismo savonese l’altra, a Kiev, centro nevralgico del Paese. In queste due città si sono svolte importanti attività di business che hanno visto le nostre imprese protagoniste di incontri BeToBe e di molti momenti promozionali di alto livello, con degustazioni, master class di cucina e cene con menù ligure rivolte agli operatori del settore, ristoratori e stampa specializzata. Avvalendosi della collaborazione dell’ufficio ICE di Kiev, dell’Ambasciata d’Italia e del Governo regionale di Odessa, le aziende liguri hanno avuto così modo di presentarsi al mercato locale ed incontrare complessivamente circa 50 operatori ucraini, che han- no espresso il loro interesse partecipando attivamente alle iniziative programmate. Gli incontri di affari tra gli imprenditori hanno posto le basi per una futura e concreta collaborazione. Alle master class e alle degustazioni, realizzate con successo grazie alla professionalità della chef Sara Rizzoli e dei suoi due assistenti Alessandro Di Murro e Andrea Riva, allievi dell’Istituto Alberghiero di Finale Ligure, hanno partecipato con grande attenzione studenti di scuole alberghiere e chef dei più importanti ristoranti di Kiev. All’inaugurazione dell’esposizione di Piazza Liguria ed alla cena organizzata a Kiev hanno preso parte l’Ambasciatore d’Italia in Ucraina, Pietro Giovanni Donnici, il direttore dell’Istituto Commercio Estero in Ucraina, Giancarlo Rocchelli, il presidente della Camera di Commercio di Savona, Giancarlo Grasso, il segretario generale della Camera di Commercio di Savona, Eliana Tienforti, il console onorario dell’Ucraina per la Regione Liguria, Camillo Bassi, oltre a importanti esponenti del mondo istituzionale e imprenditoriale ucraino. L’ambasciatore Donnici, nella due giorni di presenza a Kiev, ha dato rilevanza istituzionale alla presenza ligure all’interno del prestigioso Hotel Intercontinental. Nell’ambito della missione imprenditoriale ligure, importante è stata la partecipazione delle imprese savonesi: infatti due consorzi per il turismo (PalmHotels e Riviera Quality Club), due società consortili per la floricoltura, e sette imprese N° 3 - 2010 Sopra, il Parlamento di Kiev; a fondo pagina l’incontro istituzionale di presentazione di Piazza Liguria. Nella pagina a sinistra, distribuzione di materiale turistico promozionale e, in basso, alcuni dei prodotti savonesi specializzate nelle produzioni agro-alimentari, hanno avuto l’opportunità di incontrare i più importanti operatori ucraini dei rispettivi settori. Il presidente della Camera di Commercio, Giancarlo Grasso, ha affermato: “Nell’ambito di un piano generale di promozione delle eccellenze liguri il progetto Piazza Liguria si pone quale manifestazione centrale. Per questa edizione è stata scelta la repubblica di Ucraina con i suoi quasi 50 milioni di abitanti, che rappresenta un’opportunità ed un mercato molto interessante per la Liguria e per le sue imprese, grazie alle tipicità che il nostro territorio può proporre con la sua offerta turistica, eno-gastronomica, floricola e culturale. L’Ucraina rappresenta un mercato molto interessante; questo popolo, che vede nell’Italia un modello di stile, di arte e di vita, persegue obiettivi molto ambiziosi, tra i quali anche l’ingresso nell’Unione europea”. Eliana Tienforti, segretario generale della Camera di Commercio, ha aggiunto: “In futuro sarebbe utile dare continuità all’azione promozionale rivolta al mercato ucraino per consolidare i rapporti intrapresi al fine di ottenere il massimo dei risultati”. Positivi i risultati anche se- “ Soddisfatti anche i responsabili delle aziende che hanno partecipato alla settimana in Ucraina: “Abbiamo avuto molti più contatti di quanti potessimo sperare e l’interesse nei confronti dei nostri prodotti è stato davvero notevole” condo il console Camillo Bassi che spiega: “L’organizzazione e la direzione dell’evento da parte della Camera di Commercio di Savona è stata precisa e puntuale. Numerosi sono stati gli incontri diretti tra gli esponenti locali e gli imprenditori liguri ed è palpabile la soddisfazione di questi ultimi per i riscontri ottenuti. Si è aperta, poi, una collaborazione inaspet- tata con il teatro di Odessa, uno dei più antichi e celebri centri culturali della Regione; tale nuova prospettiva verrà curata nel dettaglio direttamente con il direttore del teatro cittadino. Il bilancio, quindi, non può che essere positivo ma bisogna, ora, continuare su questa strada intrapresa; il Consolato, da parte sua, è a completa disposizione per ogni ulteriore passo in questa direzione”. Donatella Porro, vicepreside e vicario dell’istituto Alberghiero di Finale Ligure, dice: “La nostra scuola, con l’appoggio incondizionato di Melchiorra Greco, nuova dirigente del Complesso Area Spotorno, collabora ormai da tempo con l’Azienda Speciale della Camera di Commercio. Quella in Ucraina è stata un’esperienza importante per i nostri ragazzi, che si sono impegnati molto, dando il meglio e ottenendo ottimi risultati. Questi appuntamenti internazionali sono importanti perché permettono di dare visibilità alla nostra scuola, mostrando l’alto livello del lavoro svolto dai nostri docenti”. Molto soddisfatti anche i responsabili delle aziende che hanno partecipato alla settimana ucraina. Così Giovanni Abbo, del Frantoio Abbo, di Imperia: 23 “L’organizzazione è stata molto valida, con traduttori efficienti che hanno reso agevole il dialogo, ed abbiamo avuto più contatti di quelli previsti. Adesso la speranza è che si concretizzino, il nostro è un prodotto di nicchia ed in un Paese come l’Ucraina non accessibile a tutte le tasche, ma siamo speranzosi di ottenere riscontri positivi”. Molto positivo il risultato della missione anche secondo Adriana Massone, del biscottificio Motta di Calizzano: “Il bilancio è più che positivo. La trasferta è andata ben al di là delle nostre più rosee aspettative ed un plauso particolare va all’organizzazione messa in piedi dalla Camera di Commercio savonese. Abbiamo avuto molti più contatti di quanto non ci aspettassimo e parecchi operatori locali sembravano realmente interessati. L’Ucraina è un Paese affascinante ma che ancora non ha raggiunto i nostri livelli di sviluppo e spesso non conoscono materie prime (come le farine speciali di castagna e simili) che per noi sono di uso quasi ordinario. Un mercato interessante, quindi, per i nostri prodotti”. Inizia ora la seconda fase del progetto che prevede l’organizzazione di un “incoming” in Liguria nel primo semestre 2011 con la presenza di potenziali partner ucraini, che avranno occasione di incontrare nuovamente le imprese partecipanti e conoscere direttamente le loro realtà locali. Erica Marzo N° 3 - 2010 Registrazione: Tribunale di Savona al numero 129 del 17 ottobre 1957 Direttore responsabile: Sergio Ravera Redazione e amministrazione: 17100 Savona Via Quarda Inferiore Telefono 019.83.141 con dieci linee automatiche Abbonamento annuale euro 4,00 Editore: Azienda Speciale della Camera di Commercio per la Formazione Professionale e la Promozione Tecnologica e Commerciale. Presidente: Giancarlo Grasso. Camera di Commercio: Giunta camerale: Giancarlo Grasso (presidente), Silvio Accinelli, Paolo Campostano, Ennio Fazio, Mariano Cerro, Franco Zino (componenti), Eliana Tienforti (segretario generale) Grafica e stampa: Le Officine Creative di Matteo Fossati [email protected]; Coop Tipograf - Savona Diffusione: il periodico è inviato gratuitamente alle unità locali iscritte nel Registro delle Imprese di Savona, Enti pubblici ed Associazioni di categoria. Tiratura: l’Editore attesta la produzione di 26.000 copie a numero. Delle opinioni espresse in articoli e rubriche sono responsabili i singoli Autori. 24