Vitavissuta
a cura di Giancarlo Giuliani
Abbiamo un nuovo vescovo. A dir la verità ce l’avevamo, un vescovo, ma hanno detto che
era scaduto… Al Vescovo Giuseppe auguriamo di potersi riposare e di prendersi sollievo
dalle beghe diocesane, ma tra un po’. Al nuovo vescovo Francesco auguriamo una effusione abbondante dei sette doni dello Spirito Santo, soprattutto dell’ottavo: la pazienza. Ce
ne vorrà non poca coi preti che, si sa, vogliono fare quello che gli pare; ma anche coi laici,
che da quando hanno saputo di essere importanti ci si sentono parecchio; coi religiosi e le
religiose, che saranno pochi ma danno da fare come se fossero tanti; col popolo santo di
Dio che sempre santo non è… Benvenuto Vescovo Francesco!
N. 37
Settimanale della Diocesi di Senigallia - Giovedì 22 ottobre 2015
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, CN / AN - EDITORE: "Fondazione Gabbiano" Senigallia
Editoriale
Notizie belle
Don Franco Manenti è il nostro nuovo
vescovo. In tempi di social media non
abbiamo resistito alla curiosità di capire un po' meglio chi, lo Spirito Santo,
ha suggerito a Papa Francesco di inviare nella diocesi di Senigallia. Tutti
a smanettare sui telefonini e sul pc per
farci un'idea di chi guiderà questa chiesa locale, cosa ha fatto, dove vive... legittime curiosità, aiutate dalla tecnologia, che si uniscono alla preghiera più
intensa per questo nostro pastore. Ci
ha augurato immediatamente la pace,
nel suo primo messaggio; l'ha invocata su tutti, specie su chi è provato e
sui migranti. Ed è la stessa pace che
anche noi chiediamo per lui, in questi
giorni così particolari. Quasi di punto
in bianco, per il vescovo Franco, si
tratterà di voltare pagina, di cambiare
paesaggi, abitudini, modi di parlare
e di pensare. Nuovi ambienti, nuove
strade, nuove sfide, volti sconosciuti.
Ciò che ci unisce, però, è l'essenziale:
è il Signore Gesù, la voglia di essere
ed impegnarci in una Chiesa che vive
il Vangelo, che cammina con il passo
delle persone, che si fa accogliente e
vicina, capace di quella Misericordia
che stimolerà ancor di più coerenza e
scelte concrete nell'imminente anno
giubilare. Don Franco verrà nella
bellezza di questa terra, nella gratuità
nascosta di tante vite, nel lavoro quotidiano di preti, laici e religiosi. Verrà
anche nelle fatiche di comunità che devono fare tanta strada per assomigliare
a quelle pensate dal Signore, viene in
un clero da incoraggiare, in un laicato
bisognoso di entusiasmi e protagonismo maggiore. Forse sono le stesse
sfide affrontate anche lassù, a Crema,
tra i suoi. Ora, però ci concediamo il
tempo della gioia per questa bella notizia che ci rende carichi di speranza e
di fiducia. Ora vogliamo stringerci al
nostro vescovo per dire che sì, ci siamo, che ci sta a cuore la nostra chiesa,
la chiesa che vive nel mondo.
Gesualdo Purziani
Avete provato a leggere
Voce Misena sul telefonino o sul tablet? Basta
andare su AppleStore o su
Google play e scaricare l'app
relativa.
Gioia
e attesa
Don Francesco Manenti è il
nuovo vescovo di Senigallia:
sarà consacrato il 22 novembre
Sabato mattina, appena arrivato l’invito
a recarsi in cattedrale per un importante
annuncio, è partito l’immediato tamtam
in diocesi e il moltiplicarsi di ipotetici papabili vescovi. Tutti siamo rimasti
spiazzati non solo dal nome mai sentito, ovvio, ma dalla città di provenienza,
Crema. Il vescovo Francesco vive a 370
km da Senigallia e non è mai stato nella
nostra città. E’ immediatamente partito
un altro tamtam sulle notizie trovate, sulla sua storia, sui molteplici servizi ricoperti; ma l’attenzione di molti si è soffermata su un breve video, messo in rete nel
primo pomeriggio, della comunicazione
della sua nomina episcopale avvenuta
a Crema, quasi in contemporanea con
la nostra convocazione in Cattedrale.
Due comunità cristiane convocate nello
stesso momento dai rispettivi vescovi.
Al centro il nome di un prete chiamato al servizio episcopale: una comunità
lo dona, una comunità lo accoglie. Una
comunità lo ha formato alla fede, lo ha
accompagnato nella scelta vocazionale
e ha condiviso con lui sogni, speranze e impegno, una comunità lo attende
come pastore “per camminare insieme
nel vivere e testimoniare la vita buona
del Vangelo di Gesù”, come lui stesso
ha scritto nel primo saluto. Due comunità lontane e “sconosciute”, ora vicine e
compagne nel nome di Dio che si è manifestato là nel dono di don Franco (così
viene chiamato a Crema), qui nel dono
del vescovo Francesco.
Nel breve video noi tutti abbiamo visto per la prima volta il volto di questo
uomo e l’immagine che più ci ha colpito
è stata quella che lo ritrae in piedi tra
la gente, commosso, in lacrime, tanto da
coprirsi il volto con una mano; accanto a lui un uomo, una donna, anch’essi
commossi, che lo toccano in segno di
vicinanza: ci piace pensare siano i suoi
familiari. Lacrime di stupore e di trepidazione per una nomina forse inattesa,
lacrime di preoccupazione e di fatica per
le separazioni che ad essa seguiranno.
Questa breve scena è un segnale molto importante ed eloquente: un uomo
che piange è un uomo vero, autentico,
un uomo capace di emozionarsi, ma
soprattutto in grado di mostrarsi senza
maschere, per quello che è, con quello
che prova nell’intimo del suo cuore.
Il vescovo Francesco ha un nome importante e significativo; prima di essere il nome scelto da papa Bergoglio è il
nome del santo dell’umiltà, della povertà, della gioia. Gli auguriamo di essere
tra noi un pastore evangelico, una guida
forte e delicata nello stesso tempo, in
grado di parlare al cuore di ogni donna,
di ogni uomo, dei più giovani e degli anziani. Il nuovo vescovo sarà un vescovo
migrante, lascerà la sua terra, la sua famiglia d’origine, diventerà un marchigiano di adozione. Separarsi fisicamente
dalla propria storia, dai propri affetti è
sempre un’esperienza complessa e dolorosa. Gli auguriamo di essere un vescovo dal cuore migrante, capace di farsi
compagno di strada con tutti i migranti
che stanno delle nostre città e paesi e di
guidare la nostra comunità alla bellezza
dell’ospitalità e della diversità.
Le prossime tappe, la consacrazione
episcopale a Crema e l’ingresso in diocesi a Senigallia, saranno coinvolgenti e
dense di emozioni; ma le lacrime di don
Franco tra i suoi non le dimenticheremo,
hanno simbolicamente lubrificato i nostri cuori.
Federica Spinozzi
in questo numero
5 - La chiesa della Maddalena
Luoghi da scoprire a Senigallia
11 - Una casa per il sollievo
La proposta dell'onlus 'Amore Donato'
8 - 9 Religione all'italiana
Spunti sui
cristiani di casa nostra
2
SPECIALE NUOVO VESCOVO
la voce misena
22 ottobre 2015
il commosso messaggio
del vescovo Giuseppe
Il 17 ottobre, il Santo Padre Francesco ha accettato le mie
dimissioni dall'ufficio di Vescovo di Senigallia, presentate
già nel febbraio del 2014, ed ha nominato nuovo Pastore della nostra Chiesa locale Mons. Francesco Manenti,
Vicario Generale della Diocesi di Crema.
Desidero anzitutto esprimere la mia viva gratitudine al
Sommo Pontefice per la stima e la benevolenza che mi ha
manifestato chiedendomi di restare in carica in questo lungo periodo di proroga e di esercitare da oggi la funzione
di Amministratore Apostolico fino all'ingresso del nuovo
Vescovo. Allo stesso tempo lo ringrazio, anche a nome
di tutta la Diocesi, per aver assicurato alla nostra amata
Chiesa senigalliese la successione apostolica.
Nella certezza che tutta la comunità diocesana viva con
spirito di fede questo importante momento ecclesiale sono
lieto di passare la responsabilità di guida della nostra
Chiesa al nuovo pastore che il Signore ci dona. Impareremo presto a conoscerlo e ad amarlo come un dono prezioso e indispensabile del Signore. Mons. Francesco Manenti
è nato a Sergnano, provincia di Cremona e Diocesi di
Crema, il 26 giugno 1951. Dopo aver studiato nel Seminario di Crema e nella Facoltà Teologica di Milano, conseguendo la licenza in Teologia, è stato ordinato sacerdote
il 28 giugno 1975. All'inizio del suo ministero ha svolto,
per dieci anni, l'ufficio di Vicario parrocchiale presso la
Cattedrale. Successivamente ha ricoperto diversi incarichi pastorali, tra i quali quello di Direttore dell'Ufficio
Catechistico, Direttore dell'Ufficio Famiglia e Direttore
spirituale del Seminario Vescovile. Attualmente è Vicario
generale della sua Diocesi, parroco della Parrocchia della
Ss.Trinità a Crema e docente di Teologia presso lo studio
teologico dei seminari di Crema, Lodi e Cremona.
Mentre attendiamo la consacrazione del nuovo Vescovo
e il suo ingresso nella Sede di Senigallia per dare inizio
al suo ministero lo accompagniamo con la nostra fervida
preghiera. Desideriamo accoglierlo tra noi con gioia e
gratitudine come il successore degli Apostoli, il testimone del Signore risorto, un'immagine viva di Gesù Buon
Pastore, una guida paterna e sapiente. Vi sarò grato se
vorrete pregare anche per me, perché non venga mai meno
la mia fedeltà al Signore e il mio amore per la sua e nostra
Chiesa.
+ Giuseppe, vescovo
Sabato 17 ottobre 2015.
Mezzogiorno in Cattedrale,
il vescovo Giuseppe si rivolge
ai tanti fedeli convenuti
per annunciare il nome del nuovo
vescovo di Senigallia.
la gioia del vescovo Oscar
"La nostra diocesi dà alla Chiesa un altro vescovo:
don Franco Manenti, attuale vicario generale e parroco della Santissima Trinità". Il lieto annuncio della
sua elezione episcopale è stato dato a mezzogiorno,
in Cattedrale, dal vescovo Oscar – visibilmente compartecipe dell’emozione del designato, da dieci anni
suo stretto collaboratore e amico – ai numerosi sa-
cerdoti e ai componenti il consiglio pastorale diocesano. Ma anche molti fedeli, venuti immediatamente
a conoscenza della convocazione inviata, seppur con
una nota stringata al solo luogo e orario. Introdotto dal canto “Io sono il buon pastore”, monsignor
Cantoni ha dato la “gioiosa e consolante notizia
della elezione episcopale del nostro carissimo don
Franco Manenti, chiamato a reggere la santa chiesa
di Senigallia, nelle Marche”. Seguita da uno scroscio
prolungato d’applausi, a testimonianza del grande
affetto e della profonda stima che circondano il neo
eletto vescovo. Il quale non è riuscito a trattenere la
forte commozione.
“Ringrazio di cuore Papa Francesco – ha poi ripreso,
dopo aver sorretto con uno sguardo benevolo l’amico – per aver designato come vescovo un sacerdote
della nostra diocesi, in un momento storico in cui
sentivamo il bisogno – ha sottolineato – di essere confermati nel cammino non facile né lineare
che stiamo attraversando”. Ha quindi ricordato le
“grandi figure carismatiche” di altri cinque vescovi,
donati in precedenza alla Chiesa universale: l’amato
patriarca cardinal Marco Cè e il nunzio apostolico
mons. Luigi Dossena, già tornati alla casa del Padre;
mons. Carlo Ghidelli e Francesco Croci, ora entrambi quiescenti e Rosolino Bianchetti, pastore della
diocesi di Quiché in Guatemala. Per
evidenziare con soddisfazione come
la diocesi di Crema sia “ancora in
grado di testimoniare oggi la sua
fecondità spirituale e pastorale attraverso la persona di don Franco”.
“Rallegriamoci nel Signore per
questo dono altissimo che attraverso
l’elezione episcopale di don Franco
giunge a noi tutti e continuiamo a
sentirci impegnati – ha sollecitato –
a sviluppare la nostra bella testimonianza di unità, di sollecitudine
pastorale nel servizio della evangelizzazione e nell’impegno di carità
verso i poveri che Dio ci invia.”
“Caro don Franco: a Senigallia, una nuova famiglia,
nella quale sei diventato padre, ti attende con gioia!”, ha osservato infine. “Nella chiesa di Crema, di
cui sei figlio e discepolo, tu lasci una testimonianza
esemplare di bontà, di saggezza e di mansuetudine.
Sono certo – ha concluso il vescovo Oscar – che la
ricca e feconda esperienza pastorale, maturata nella
nostra piccola, ma vivace diocesi, ti permetterà di
vivere nella chiesa di Senigallia come padre, fratello
e amico di ogni uomo e donna, riflettendo così una
viva immagine di Cristo.”
E invitato al suo fianco sul presbiterio don Franco
ha scambiato un lungo abbraccio. Gli ha quindi
consegnato “i primi segni episcopali: innanzi tutto
“la croce”, ribadendo che “si tratta di un dolce peso,
perché se assunta con generosità e amore, il Signore
la sorregge con noi e per noi”; e lo zucchetto, “segno
dell’autorità, ma nella Bibbia memoria di Dio che fa
ombra al suo popolo e ai suoi pastori”. Emozionato,
e anche un po’ a disagio con indosso i due simboli,
don Franco ha ringraziato a sua volta “Papa Francesco per questa nomina, segno della sua fiducia, e tutte le persone che l’hanno aiutato nel discernimento”.
Sentimenti di gratitudine ha poi espresso a “questa
Chiesa di cui il vescovo Oscar ha detto che sono
figlio e discepolo”. Con commozione ha ricordato i
suoi genitori e i tanti preti che l’hanno accompagnato e sostenuto nella vocazione e durante il ministero
sacerdotale.
Un grazie sentito ha rivolto al vescovo Oscar, “per
la fiducia e l’amicizia, stretta ancor prima della sua
venuta in diocesi”, essendo entrambi padri spirituali nei rispettivi seminari. Analoghi sentimenti ha
rivolto alle sorelle Elisabetta e Fiorenza, al fratello
Angelo e alla nipote Francesca, nonché agli “amici
della SS Trinità, “per l’aiuto dato nella bella esperienza, che – ha riconosciuto loro – è davvero il
coronamento del ministero del sacerdote”.
A tutti i presenti ha poi chiesto “la preghiera, perché
sia un vescovo secondo il cuore di Gesù e possa somigliare almeno lontanamente a Sant’Ignazio. E per
la mia Chiesa di Senigallia, che mi aspetta”.
Il vescovo Oscar ha quindi rivolto al Signore
un’invocazione composta proprio per l’occasione:
“Signore Gesù Cristo, mite Pastore dei pastori, Tu
hai scelto come vescovo della Chiesa di Senigallia il
tuo servo Franco, presbitero della chiesa di Crema.
Per la grazia vivificante del tuo Spirito per l’intercessione materna di Maria, donagli: una prudenza
evangelica da pastore, una chiaroveggenza da guida,
una forza d’animo da testimone ed una dolcezza
di padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen”.E ha invitato poi tutti i convenuti a “ringraziare il Signore per il dono che ci fa e perché Cristo
buon pastore e lo Spirito lo sostengano mite e dolce
nella sua Chiesa” con il canto del Magnificat e la
recita del Padre nostro. E ha concluso invitando don
Franco a impartire con lui “la sua prima benedizione
episcopale”.
SPECIALE NUOVO VESCOVO
Chi è don Franco
Don Franco è nato a Sergnano
il 26 giugno 1951. Ordinato
presbitero il 28 giugno 1975,
ha ricoperto vari incarichi:
è stato vicario parrocchiale
in Cattedrale (1975-1985),
direttore dell’Ufficio Catechistico (1985-1989), cappellano
a Cremosano (1985-1988),
assistente delle Figlie di
Sant’Angela (1986-1989),
direttore spirituale del Seminario vescovile (1988-2001),
insegnante nella scuola
Dante Alighieri (1990-2001),
responsabile del Centro diocesano di Spiritualità (20012007), direttore dell’Ufficio
Famiglia (2001-2009) e
cappellano a Monte Cremasco (1988-2011). Ovunque
don Franco ha lasciato il
segno e seminato la Parola
e il messaggio della Chiesa.
Nell’esperienza in Cattedrale,
vissuta da sacerdote “fresco
di Seminario”, ha preso per
mano il gruppo di giovani –
oggi adulti – e li ha introdotti
attraverso la bellezza della
vita comunitaria all’esperienza della fede e alla preghiera
quotidiana. Dal 2006 è vicario
generale della nostra diocesi,
più volte definito dal vescovo
Oscar “un valido e saggio collaboratore e un uomo che ama
profondamente la Chiesa”.
Per un periodo don Franco
ha condotto vita comune
con il Vescovo, creando una
“piena e profonda sintonia”.
Poi, nel maggio del 2011, la
prestigiosa nomina a parroco della Santissima Trinità,
dove ha fatto il suo ingresso
il 19 giugno. Sacerdote colto,
uomo del dialogo capace di
amicizia e di preziosi consigli, don Franco è arrivato alla
Santissima Trinità nel pieno
della maturità: in parrocchia,
accanto ai consueti cammini
pastorali, formativi e aggregativi, ha chiesto a tutti di “vivere la fraternità anche nelle
forme semplici e concrete del
quotidiano”.
Lo scorso 28 giugno, nella
Messa del mattino alla Trinità, don Franco – circondato
dalla comunità, dai familiari
e dagli amici – ha festeggiato
il 40° anniversario di sacerdozio. Nel messaggio letto da un
rappresentante del Consiglio
pastorale parrocchiale, quasi
un presagio: “Ci stringiamo a
te per ringraziare il Signore...
Non sono molti gli anni che
hai trascorso tra noi, ma sufficienti per conoscerti e condividere con te un cammino per
creare una trama di rapporti e
di reciproca stima. Per il dono
della tua presenza in mezzo a
noi ringraziamo il Signore”.
Oltre a essere parroco e vicario generale, fino a oggi don
Franco ha svolto altre attività:
insegnante di Teologia dogmatica nello Studio Teologico
dei Seminari di Crema e Lodi,
preside dello stesso Studio,
responsabile della Commissione diocesana per il Diaconato permanente, insegnante
presso l’Istituto Superiore di
Scienze Religiose di CremaCremona-Lodi e nello Studio
Teologico del Pime di Monza.
la voce misena
22 ottobre 2015
CREMA
Le parole al
settimanale
diocesano
'Il nuovo
torrazzo'
Nel mio cuore di sacerdote, in questo
momento, oltre a ringraziare innanzitutto
il Signore e poi caldamente papa Francesco che mi ha voluto nominare vescovo
e tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo cammino, soprattutto il
vescovo Oscar, ho il grande desiderio di
poter mostrare al vivo a tutte le persone
che incontrerò nella diocesi di Senigallia, il Vangelo del Signore Gesù. Vorrei
mostrare loro la bontà del Signore, che è
un Dio che si prende cura di tutti i suoi
3
figli, nessuno escluso. Ho letto, pregato
e insegnato molto la Parola di Dio, il
mio desiderio di oggi è che l’incontro
con la Parola sia praticato come quell’ascolto che illumina, dà consolazione e
forza al cuore di ciascuno e attorno al
quale si ricompongono le tensioni, si
crea comunione e fraternità.. A Crema
lascio il cuore. Lascio un sacco di gente
a cui voglio bene, ma non vi dimenticherò mai.
don Franco
DIOCESI - Il nuovo vescovo di Senigallia ha preso in prestito le parole di San Paolo per rivolgersi alla sua comunità diocesana. Il ricordo di chi è provato, di chi ha lasciato le proprie case per cercare una vita più dignitosa
Un primo augurio
di pace per tutti
Carissimi,
desidero rivolgere a tutti il
saluto che l’Apostolo Paolo
rivolgeva alle comunità cristiane da lui servite e amate:
“la pace del Signore sia con
tutti voi”.
Quella che il Signore Gesù
dona è una pace che abita
L'augurio di pace specie per
chi è provato e per i migranti.
L'affidamento alla Madonna
della Speranza e San Paolino
da Nola
Un sacerdote molto stimato
Monsignor Manenti – Francesco all’anagrafe, ma per tutti Franco – è uno dei preti
più preparati e apprezzati della Diocesi di
Crema, conosciuto e stimato anche oltre i
confini cremaschi: è autore, infatti, di
alcuni testi e di commenti a pagine bibliche e del Vangelo e, inoltre, ha predicato
spesso esercizi spirituali in altre diocesi,
soprattutto quella di Venezia.
il cuore, lo apre con fiducia
alla vita, con le sue gioie, le
sue prove e rende possibile
l’incontro con ogni persona.
Chiedo al Signore questo
dono per voi e per me,
perché possiamo camminare
insieme nel vivere e testimoniare agli uomini e alle
donne che vivono nel nostro
territorio la vita buona del
Vangelo di Gesù.
Questa pace la invoco soprat-
tutto per chi è provato, in
tanti modi, dalla vita e fatica
ad alimentare la speranza;
per chi sente lontano il Signore e si sente estraneo alla
comunità cristiana. La invoco anche per le persone che
hanno lasciato le loro case,
in terre lontane, per cercare
nelle nostre terre una vita più
serena e dignitosa.
Nella Lettera che il Vescovo Giuseppe mi ha inviato,
anche a nome vostro, ho letto
parole che mi danno serenità
e fiducia. Di questo gli sono
e vi sono molto grato.
Anch’io, fin da ora, mi metto
con voi, sotto la protezione
della Madonna della Speranza e di S. Paolino da Nola,
nostri patroni, perché sia in
mezzo a voi un pastore che
sappia confermare nella fede,
alimentare la carità e custodire la speranza.
Un abbraccio a tutti
don Francesco
Vescovo eletto di Senigallia
In Cattedrale
una giornata storica
Giovani e adulti
in Duomo per
conoscere il
nuovo vescovo e
per stringersi con
affetto a mons.
Orlandoni. Tra le
navate, tanti preti
e laici, autorità civili e militari, giornalisti e cittadini.
I primi sms ai sacerdoti e ai
membri del Consiglio pastorale
diocesano sono partiti la mattina di sabato 17 ottobre scorso,
attorno alle 8.00. Il messaggio
era abbastanza criptico, ma
tutti hanno capito che si trattava dell'annuncio del nuovo
vescovo. Da giorni, a Senigallia e dintorni, si parlava infatti
dell'imminente nomina episcopale. La folla ha cominciato ad
arrivare in Duomo attorno alle
11.30 ed è andata crescendo con
il passare dei minuti, tanto da
riempire la chiesa. Un sentito
momento di preghiera, di invocazione allo Spirito Santo e poi
l'attesa notizia: il nuovo vescovo
di Senigallia è don Francesco
Manenti. E viene da lontano. Se
il vescovo Umberto Ravetta, il
vescovo della Seconda guerra
e del dopoguerra senigalliese
proveniva da Venezia, a Senigallia non eravamo più abituati
ad un 'forestiero' (esclusi i due
amministratori apostolici dopo
Ravetta): sia Odo Fusi - Pecci
che Giuseppe Orlandoni, infatti,
sono nati nella nostra regione, il
primo a Cingoli, l'attuale a Castelfidardo. Ora Papa Francesco
ha pensato di inviare il nuovo
pastore da una piccola e vivace
diocesi della pianura padana, a
pochi passi da Milano: la diocesi
di Crema.
Francesco Manenti, nato a Sergnano (Cremona) il 26 giugno
1951, è l’attuale Vicario Generale della diocesi, il “braccio
destro” del Vescovo Conforti e
porta con sè una ricco bagaglio
di esperienza spirituale e pastorale che prende il via nel 1963
con l’ingresso in Seminario.
Don Luciano Guerri, vicario di
Senigallia, ha spiegato che il
vescovo Giuseppe assumerà ora
l’incarico di Amministratore
apostolico, fino a che Manenti
non entrerà in diocesi, presumi-
bilmente nel prossimo mese di
gennaio. Il vescovo Francesco,
per tutti Franco, sarà consacrato
a Crema il 22 novembre prossimo per le mani del suo vescovo
e amico Oscar Cantoni.
Raramente abbiamo visto così
commosso il nostro vescovo,
del resto l'occasione era unica.
Orlandoni, dopo la lettura ufficiale, ha voluto ringraziare coloro
che gli sono stati accanto in
questi anni, chiedendo ai fedeli
di pregare anche per lui, per la
sua fedeltà a Dio e alla Chiesa e
perchè questo non è una sorta di
“pensionamento”. “Non si smette
di essere Vescovi, nè preti, e allo
stesso modo io non cesserò di
esserlo" ha concluso interrotto
dagli applausi che lo hanno quasi
commosso. Il vescovo Giuseppe
continuerà a risiedere in diocesi,
nel Seminario vescovile.
L.M.
la voce misena
4
22 ottobre 2015
Il curriculum
del nuovo Vescovo
MOLTI GLI INCARICHI E LE ATTIVITÀ RICOPERTE IN DIOCESI
È VICARIO GENERALE E, DAL 2011, PARROCO ALLA TRINITÀ
– Per vivere da figli. Lectio divina sui Vangeli feriali della Quaresima, Milano Paoline, 2002.
– Davvero il Signore è risorto. Lectio divina sui Vangeli feriali del
tempo pasquale, Milano Paoline, 2003.
– Dammi vita secondo la tua parola. Lectio divina sui Vangeli feriali
del tempo ordinario : 1-12 settimana, Milano Paoline, 2003
– Dammi vita secondo la tua Parola. Lectio divina sui Vangeli feriali del tempo ordinario, 13-23 settimana, Milano Paoline, 2004.
– Dammi vita secondo la tua parola. Lectio divina sui Vangeli feriali
del tempo ordinario, 24-34 settimana, Milano Paoline, 2004.
– La parola di Dio [s.d.].
SPECIALE NUOVO VESCOVO
S. Giacobbi, P. De Capua, F. Manenti
Dialogo sulla morte fra uno psicoanalista, un filosofo e un sacerdote.
Con un ricordo di don Agostino Cantoni, Crema, Caffè filosofico,
2009.
Franco Manenti
Franco Manenti
Franco Manenti
di GIAMBA LONGARI
P
er lui, grande appassionato
della montagna, l’invio in una
terra bagnata dal mare. Scherzi del
destino o, meglio, il soffio carico di
stupore dello Spirito Santo, che ha
certamente tracciato la strada migliore – anche se ancora tutta da
esplorare – per il nostro amato don
Franco Manenti, nominato oggi
Vescovo della Diocesi di Senigallia, nelle Marche.
Monsignor Manenti – Francesco all’anagrafe, ma per tutti Franco – è uno dei preti più preparati e
apprezzati della Diocesi di Crema,
conosciuto e stimato anche oltre i
confini cremaschi: è autore, infatti, di alcuni testi e di commenti a
pagine bibliche e del Vangelo e,
inoltre, ha predicato spesso Esercizi Spirituali in altre diocesi, soprattutto quella di Venezia.
Don Franco è nato a Sergnano il 26 giugno 1951. Ordinato
presbitero il 28 giugno 1975, ha
ricoperto vari incarichi: è stato
vicario parrocchiale in Cattedrale
(1975-1985), direttore dell’Ufficio
Catechistico (1985-1989), cappellano a Cremosano (1985-1988), assistente delle Figlie di Sant’Angela
(1986-1989), direttore spirituale del
Seminario vescovile (1988-2001),
da sintonia”. Poi, nel maggio del molti gli anni che hai trascorso tra
2011, la prestigiosa nomina a par- noi, ma sufficienti per conoscerti
roco della Santissima Trinità, dove e condividere con te un cammino
ha fatto il suo ingresso il 19 giugno. per creare una trama di rapporti
Sacerdote colto, uomo del dialogo e di reciproca stima. Per il dono
capace di amicizia e di preziosi della tua presenza in mezzo a noi
consigli, don Franco è arrivato alla ringraziamo il Signore”.
Santissima Trinità nel pieno della
Oltre a essere parroco e vicario
maturità: in parrocchia, accanto generale, fino a oggi don Franco
ai consueti cammini pastorali, for- ha svolto altre attività: insegnante
mativi e aggregativi, ha chiesto a di Teologia dogmatica nello Studio
tutti di “vivere la fraternità anche Teologico dei Seminari di Crema e
nelle forme semplici e concrete del Lodi, preside dello stesso Studio,
responsabile della Commissione
Don Franco Manenti durante la Messa per il 40° di sacerdozio celebrata lo scorso 28 giugno quotidiano”.
Lo scorso 28 giugno, nella Mes- diocesana per il Diaconato permaalla Santissima Trinità. Al suo fianco don Ennio Raimondi, prezioso collaboratore in parrocchia
sa del mattino alla Trinità, don nente, insegnante presso l’Istituto
insegnante nella scuola Dante Ali- messaggio della Chiesa. Nell’espeDal
è vicario generale
Franco
circondato'Ildalla
comuniSuperioresabato
di Scienze
Religiose
di
Il 2006
settimanale
delladeldiocesi
di –Crema,
Nuovo
Torrazzo'
scorso
è uscighieri (1990-2001), responsabile del rienza in Cattedrale, vissuta da sa- la nostra
diocesi,
più volte
defini-in edizione
tà, dai familiari
e dagli amici –per
ha informare
Crema-Cremona-Lodi
e nello
to con
alcune
pagine
straordinaria
la diocesi
delStulieto
Centro diocesano di Spiritualità cerdote “fresco di Seminario”, ha to dal vescovo Oscar “un valido festeggiato il 40° anniversario di dio Teologico del PIME di Monza.
evento.
Ricche
diuomo
fotografie
e dense
di affetto,
non
Ora vivacità
la nominapastorale,
episcopale: lo
(2001-2007), direttore dell’Ufficio preso per mano il gruppo di giova- e saggio
collaboratore
e un
sacerdozio.
Nel messaggio
lettoamicizia,
da
hanno
mancato
di
dedicare
un
po'
di
spazio
alla
nuova
diocesi
di
don
Franco
Famiglia (2001-2009) e cappellano ni – oggi adulti – e li ha introdotti che ama profondamente la Chie- un rappresentante del Consiglio accompagnamo con la preghiera e
l’amicizia.
Buon cammino,
monsi(vedi
sotto),hasottolineando
il legame
lombarda
e Senigallia
a Monte Cremasco (1988-2011).
attraverso la bellezza della vita co- sa”. Manenti
Per un periodo
don Franco
pastorale parrocchiale,
quasitraunla città
Manenti: perMastai
noi, sarai- FerretsemOvunque don Franco ha lascia- munitaria all’esperienza della fede condotto
vita comune
con il Vesco- alla
presagio:
“Cidel
stringiamo
te per
dovuto
principalmente
figura
BeatoaPio
IX. gnor
La famiglia
to il segno e seminato la Parola e il e alla preghiera quotidiana.
vo, creando
una “piena
profonti, infatti,
ha le esue
radiciringraziare
proprioilaSignore...
Crema.Non sono pre don Franco!
Pagine speciali dal settimanale diocesano di Crema
LA DIOCESI DI DON FRANCO
Senigallia una storia
ricca e importante
SIMILE A CREMA E LEGATA ALLA CITTÀ
DI SAN PANTALEONE DA UN PAPA
di BRUNO TIBERI
S
enigallia attende don Franco Manenti, prete buono e mite, per continuare
il cammino pastorale sino a qui condotto
con monsignor Giuseppe Orlandoni. Lo
attende con il calore e la forza proprie
della città di mare e della sua gente. Lo
aspetta per chiudere quell’ideale cerchio
che da sempre, o quantomeno da oltre 250
anni, unisce la località marchigiana alla
città di Crema. Un cerchio che abbraccia
la figura di Papa Pio IX la
cui progenia sarebbe tutta
Cremasca.
La diocesi di Senigallia
è suffraganea dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo. Ha
la sua sede nella città marittima (45mila abitanti) e
al 31 dicembre dello scorso
anno contava 120.205 battezzati su 130.714 abitanti.
Ha quali patroni san Paolino di Nola (4 maggio) e la
Madonna della Speranza
(2 febbraio).
Geograficamente la Diocesi che il Santo
Padre ha affidato a don Franco Manenti
ha un estensione che si sviluppa prevalentemente nella provincia di Ancona,
comprendendone 16 comuni (Arcevia,
Barbara, Belvedere Ostrense, Castel Colonna, Castelleone di Suasa, Chiaravalle,
Corinaldo, Montemarciano, Monterado,
Monte San Vito, Morro d’Alba, Ostra,
Ostra Vetere, Ripe, Senigallia, Serra de’
Conti), per inglobare a nord 2 centri della
provincia di Pesaro e Urbino (Mondolfo e
Monte Porzio).
Questo grande territorio, che fa capo
alla sede episcopale situata proprio a Senigallia, dove si trova la basilica cattedrale
di San Pietro Apostolo, è a suo volta suddiviso in 57 parrocchie raggruppate in sei
vicariati: Senigallia (zona est), Chiaravalle
(zona sud), Arcevia (zona ovest), Mondolfo (zona nord-est), Corinaldo, divenuta
sede episcopale a cavallo tra il 1300 e 1400
(zona nord-ovest) e Ostra (zona centro).
Una Diocesi che conta
76 sacerdoti e che, per certi aspetti, è simile a quella
nella quale don Franco è
cresciuto e ha saputo farsi
amare e apprezzare. Dal
punto di vista numerico si
intende. Mancano le Alpi
che si scorgono da Crema
nelle giornate terse assai
care al vicario generale
divenuto vescovo, ma si è
sul mare. Un clima meno
rigido. Una intensa partecipazione alla vita della
Chiesa che, invece, accomuna la realtà
marchigiana a quella Cremasca.
Guardando alla storia della diocesi senigalliese, si nota come le radici siano profonde: risale al VI secolo. Primo vescovo
che i documenti indicano è Venanzio, che
partecipò al Sinodo di Roma del 502. Nel
periodo Bizantino la città si estese anche
come territorio diocesano, salvo cadere in
disgrazia con l’aprirsi del nuovo millennio.
Fu il periodo del trasferimento della sede
OLTRE 120MILA
FEDELI
ATTENDONO
IL VESCOVO
CHE SUCCEDERÀ
A MONSIGNOR
ORLANDONI
La cattedrale e il palazzo vescovile della diocesi di Senigallia
Quella statua nel duomo di Crema
E
ra scritto nel destino. Nella storia delle due città. Crema e Senigallia unite dal Papa Pio IX ed oggi tornate a ritrovarsi con il vescovo don Franco
Manenti.
Nella cattedrale cittadina trova spazio
un monumento in marmo bianco di
Carrara realizzato nel 1878 dal cremasco Quintilio Corbellini al soldo
della Società Cattolica di Crema che
lo volle come atto di devozione. Raffigura Papa Pio IX, seduto in trono con
la tiara sul capo, abiti liturgici e in atteggiamento pensoso. Una statua che
dopo la beatificazione del pontefice
voluta da Papa Giovanni Paolo II nel
2000 assume un rilievo che sottolinea
il significato della sua presenza.
Quale? Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, ha discendenza cremasche. Il documento che lo prova è una
lettera datata 3 gennaio 1847 (un anno
dopo l’elezione la nomina del pontefice che guidò la Chiesa sino al 1878)
con la quale il conte Gaetano Mastai
Ferretti di Sinigallia, fratello di Pio
La statua di Papa
IX, chiedeva notizie al vescovo di CrePio IX presente
ma del periodo (monsignor Sanguetin cattedrale a Crema
tola) circa un suo antenato di nome
Francesco, che viveva a Crema nel 1500 prima di trasferirsi a Venezia. Nella
città lagunare ebbe come figlio Giovanni Maria che si trasferì a Senigallia dando vita al ramo marchigiano della famiglia Mastai Ferretti dal quale discende
Papa Pio IX.
episcopale a Corinaldo (paese natale di
Santa Maria Goretti). Furono i Malatesta,
i Della Rovere e i Papi a ridare lustro e importanza alla città che nel tra il 1500 e il
1600 raggiunse grande splendore e massimo sviluppo.
Nel 1563 la diocesi, fino a quel momento immediatamente soggetta alla Santa
Sede, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Urbino, dalla
quale l’11 marzo 2000 venne staccata per
essere resa suffraganea della sede metropolitana di Ancona-Osimo.
L’attuale cattedrale, la quinta della diocesi, fu voluta dal cardinale Bernardino
Honorati; i lavori, iniziati nel 1762, furono
ultimati nel 1790; la chiesa fu consacrata
col titolo di San Pietro apostolo il 4 luglio
1790. La facciata invece fu rifatta nel 1877
e finanziata da papa Pio IX, originario di
Senigallia. Oltre al Papa nella città marchigiana ebbero i natali: il grande mecenate
Card. Cinzio Passeri Aldobrandini; il Generalissimo della Lega Santa contro Carlo
V, Francesco Maria della Rovere, Duca di
Urbino; il Conte Giovanni Maria Mastai
Ferretti, poi Papa Pio IX, Beatificato il 3
settembre 2000.
Anche la diocesi di Senigallia ha un settimanale diocesano dal titolo La Voce Misena, fondato nel 1909 e diretto oggi da don
Gesualdo Purziani. Presente anche Radio
Duomo emittente ufficiale della diocesi
facente parte del circuito InBlu, come la
nostra Radio Antenna5.
Numerose le attività pastorali di una
diocesi vivace illustrate nel sito della diocesi: www.diocesisenigallia.it.
Vitavissuta
a cura di Giancarlo Giuliani
E’ successo ancora in un museo. Questa volta a Bolzano, qualche tempo fa a Bari. A Nord
come a Sud è capitata la stessa cosa: gliaddetti alle pulizie hanno spazzato via un’opera d’arte, perché pensavano fosse immondizia. Proprio così, incredibile ma vero. A Bolzano, ho
visto le foto, era una composizione fatta di bottiglie e coriandoli artisticamente gettati alla
rinfusa per terra. Gli spazzini l’hanno spazzata via. Sono gli addetti alle pulizie dei musei
che sono poco preparati artisticamente o sono gli artisti che producono spazzatura? Però
l’hanno smaltita con la differenziata: il vetro da una parte e l’arte dall’altra.
N. 38
Settimanale della Diocesi di Senigallia - Giovedì 29 ottobre 2015
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, CN / AN - EDITORE: "Fondazione Gabbiano" Senigallia
Editoriale
Orizzonti aperti
Nella Chiesa siamo ad una svolta decisiva. Il sinodo ha deciso di procedere verso il cambiamento, di accettare la scommessa lanciata da Papa
Francesco, sia pure radicandola bene
nella tradizione e nell'insegnamento
ecclesiale. Era questo certamente
uno dei passaggi più delicati della
riforma impostata in questi oltre due
anni e mezzo di pontificato: riuscire ad aprire un dialogo positivo col
mondo senza rinunciare al proprio
insegnamento. Comincia a muoversi la Chiesa “ospedale da campo”,
tanto cara al papa. Nel corso di un
anno – con il Sinodo del 2014 e 2015
- la Chiesa ha imparato a discutere,
per trovare una strada comune. Fin
dall'inizio Francesco ha chiesto un
confronto aperto, a tutto campo, nel
quale potessero incontrarsi le diverse esperienze pastorali e le varie
posizioni presenti all'interno della
Chiesa. Per questo, anche il dibattito è stato acceso, tutti avevano capito che stavolta si faceva sul serio.
Ma al di là di quanto si è discusso,
il grande successo del sinodo è stato il nuovo metodo. Il papa poteva
andare anche più rapido, ma non
voleva procedere da solo ed è stato importante che tutti i punti siano
stati approvati con i due terzi dei
presenti. Adesso il documento finale
gli lascia le mani libere, ora può fare
ciò che considera buono, opportuno
e necessario. Con un discernimento
delle situazioni concrete che vede
prima di tutto le persone. È dunque
iniziata quella riforma della Chiesa e
del papato di cui ha parlato più volte
lo stesso pontefice, ora il percorso è
entrato nel vivo. Il sinodo, ha detto il papa nel suo intenso discorso
conclusivo, significa molte cose, fra
queste anche “aver cercato di aprire
gli orizzonti per trasmettere la bellezza della novità cristiana, qualche
volta coperta dalla ruggine di un
linguaggio arcaico o semplicemente non comprensibile”. Ne esce un
messaggio chiaro di speranza.
Gesualdo Purziani
siamo anche qui:
www.diocesisenigallia.it
www.diocesisenigallia.eu
pagina facebook
La Voce Misena/Radio Duomo
Voce Misena digitale
http://lavocemisena.ita.
newsmemory.com/
Sentirsi a casa
A Crema il primo incontro
tra alcuni nostri sacerdoti
ed il nuovo vescovo
C’era una certa trepidazione e un pizzico di agitazione nel gruppetto di sacerdoti che insieme al vescovo Giuseppe
si è recato a Crema per incontrare il vescovo eletto Francesco. Si toccava con
mano tanta emozione per la consapevolezza di contribuire, per la nostra parte,
alla storia della chiesa di Senigallia in
questo passaggio così bello e importante del cambio del pastore alla guida
della diocesi.
Ci siamo sentiti immediatamente a casa
per le vie di Crema, insieme a quella
sensazione di smarrimento di fronte a un
progetto tutto da ascoltare e da costruire.
L’incontro con il vescovo Francesco che
ci è venuto incontro, la breve passeggiata
per le vie di Crema, il dialogo del nuovo
vescovo qualche parrocchiano – amici,
come lui li ha chiamati – l’accoglienza
nella sua parrocchia della SS. Trinità al
centro della città. Una stretta di mano,
un saluto, una carezza, una parola, un
abbraccio sono stati i linguaggi che abbiamo visto. Le sedie prese in cucina per
far sedere tutti, le prime parole un po’ di
circostanza; poi il leggero velo di imbarazzo si è subito sciolto nel racconto di
sé e della sua famiglia che il vescovo ci
ha donato.
Le tante domande, la preoccupazione di
preparare tutto al meglio, il percorso di
una chiesa che ha vissuto il Sinodo da
continuare… tutto questo si è subito superato, perché abbiamo percepito che la
cosa più importante non è da fare, ma
uno stile da vivere: quello della comunione. Tutto il resto verrà di conseguenza. E poi l’incontro con il vescovo Oscar
di Crema, con alcuni laici e sacerdoti ci
ha fatto ancora di più gustare il mondo
del vescovo Francesco. Anche l’incontro
con sua sorella che in bicicletta usciva
da scuola dopo le ore di lezione mi ha
parlato della bellezza della vita quotidiana che quando incontra l’amicizia e
la fede ha la forza di cambiare le persone, le cose e il mondo. Tornando a casa,
in quei momenti in cui chi guida l'automobile si assenta nei propri pensieri, è
affiorata nella mia mente una parola per
dire di quell’incontro: ordine. Non l’ordine del comando, ma l’ordine del bello che mette in fila le cose per renderle
armoniose. A livello epidermico siamo
stati accolti in un ordine bello, persone
semplici e accoglienti, locali ordinati
e sobri. Ma cercavo un ordine più profondo: l’ordinazione del vescovo. E mi
è tornato in mente uno scritto di André
Fossion che, incredibilmente, ho ritrovato una volta a casa. Fossion parlando dei
pastori nella chiesa mette in evidenza tre
atteggiamenti che delimitano ciò che è
ordinato dal suo contrario. C’è un ordine
fatto di riti, pratiche, prescrizioni tipico
dei farisei: sono i pastori guardiani che
vivono le regole come il fine e non come
un mezzo. C’è l’ordine che deriva dalla
paura, dal desiderio di controllo che lega
la coscienza e la profezia. C’è l’ordine
che si alimenta a partire dalle proprie
forze e certezze, nascondendo le fragilità
e i limiti: sono i super pastori.
Il sacramento dell’ordine è proprio
quello di “ordinare” ogni cosa al miglior servizio delle donne e degli uomini, al loro rapporto con Cristo e alla
grazia di Dio che viene loro donata. Ti
aspettiamo vescovo Franco!
don Paolo Gasperini
a pagina 5 le informazioni
per prendere parte alla Ordinazione
episcopale del 22 novembre a Crema
in questo numero
5 - Chi è Franco Manenti
Il nuovo vescovo si presenta
5 - L'umile prete
Intervista al direttore Zucchelli
8 - 9 La Giornata del creato
Don Patriciello sarà a Senigallia
speciale vescovo Franco
L'umile prete
di una vivace diocesi
lombarda
Appena saputo chi fosse il nuovo vescovo di Senigallia,
abbiamo raggiunto a Crema don Giorgio Zucchelli, direttore del settimanale diocesano 'Il nuovo torrazzo'.
Buon giorno don Giorgio! Noi siamo molto contenti. Non so
voi a Crema...
Siamo contenti anche noi. Ci mancherebbe altro: un sacerdote che
diventa Vescovo è una grande gioia.
Forse sarà una grande perdita.
Per voi è un buon "acquisto".
Come descrivereste don Francesco Manenti?
Lui vuole essere chiamato don Franco: attualmente è Vicario generale e parroco di una parrocchia cittadina dedicata alla Santissima
Trinità, nella quale – tra l’altro – sono nato io. Diciamo che la sua
caratteristica principale è stata quella dell’approfondimento della
Bibbia e della Parola di Dio, della quale ha scritto anche diversi
commenti, pubblicati dalle Paoline negli anni scorsi. E’ poi un
predicatore di esercizi importante, perché andava spessissime volte, e certamente vi andrà ancora perché ha degli appuntamenti già
fissati, al “Cavallino” di Venezia dove l’allora Patriarca, Card. Cé,
anche lui cremasco, carissimo ed indimenticabile e che a Crema
era Rettore del Seminario, l’aveva “ingaggiato” spesse volte per
questa predicazione di esercizi per i quali era preparato e faceva
anche molto bene e perciò era molto apprezzato.
la voce misena
29 ottobre 2015
Quindi una piccola diocesi Crema, ma
che“sforna” dei sacerdoti 'doc'?
E' così! Ha avuto diversi incarichi; l’ultimo
questo: Vicario generale da dieci anni, da quando
è venuto mons. Oscar Cantoni. Si conoscevano
già e Cantoni lo ha scelto come suo vicario e l’ha
accompagnato in questi ultimi anni, nei momenti
gioiosi e anche nei momenti difficili che purtroppo abbiamo avuto anche nella nostra Diocesi.
Anche l’Arcivescovo oggi l’ha sottolineato: un
tipo mite, che cerca il dialogo e la fraternità.
Una persona molto affabile che sa creare molte
amicizie ed infatti oggi abbiamo visto gli infiniti
abbracci che ha ricevuto non solo dai sacerdoti
ma anche da tutti i fedeli in Cattedrale, soprattutto quelli della sua parrocchia della Santissima
Trinità.
Il fatto che sia parroco, a suo avviso cosa significherà per il suo nuovo ruolo di Vescovo?
Gli servirà molto. Ho chiesto a lui, proprio questa
mattina, cosa ha nel suo cuore come sacerdote
e lui mi ha risposto proprio della sua volontà di
essere “pastore”. E l’esperienza del pastore la
fai con la gente, che è la sostanza del sacerdote. Perciò l’esperienza parrocchiale gli servirà
moltissimo e certamente vorrà portare avanti
questa pastoralità, chiamiamola così questa parola
astratta. Penso alla vostra gente che certamente
imparerà a volergli bene, come gliene ha voluto e
gliene vogliono tuttora i suoi parrocchiani. Quindi
è un prete che vuole venire lì “a volervi bene”.
Questo mi sembra che sia un ottimo biglietto da
visita.
Un Vescovo che dall’oggi al domani cambia
tutto: cambia città, riferimenti, orizzonti.
Oggi lui stesso ha fatto una piccola battuta perché
5
dalla montagna viene al mare: “Qualcuno sperava
che andassi in una diocesi in montagna e fare le
scalate gratis, è invece vado a finire al mare.
Che diocesi è la vostra? In cosa eccelle, cosa ha
di peculiare la diocesi da cui proviene il nostro
nuovo Vescovo?
Diciamo che Paolo VI l’aveva chiamata “il
giardino della Chiesa”, però sono passati quaranta
anni... Ci sono state molte vocazioni sacerdotali, adesso un po’ meno e il Papa si era riferito a
questa realtà. E’ una diocesi viva, abbiamo delle
notevole eccellenze in tanti campi, ma non voglio
fare delle lodi io stesso. Recentemente abbiamo
avuto anche altri Vescovi. Il nostro Vescovo più
importante però è stato il cardinale Cè, Patriarca
a Venezia, che noi ricordiamo con immenso
affetto. E’ stato pure rettore del seminario di
Crema. Abbiamo in corso una causa di beatificazione di un missionario martire in Birmania dove
nel 1953 è stato ucciso. Qui ci sono numerosi
sacerdoti, parrocchie vivaci, una scuola diocesana
di 650 alunni, da quella d'infanzia fino al liceo;
pubblichiamo il giornale diocesano, di cui sono
il direttore, con quindicimila copie su centomila
abitanti; abbiamo la radio diocesana e una libreria
diocesana. C'è anche un grande centro giovanile
e adesso siamo impegnati nel lancio della nuova
Iniziazione cristiana, quindi di catechesi: questa
nuova forma di catechesi viene rivolta a catechisti, famiglie, comunità parrocchiale.
Piccoli ma svegli e vivaci.
Sì, molto vivaci. Si vedrà che don Franco è figlio
di una diocesi di pace certamente.
a cura di Laura Mandolini
Il vescovo Franco
si presenta
Mons. Orlandoni e alcuni sacerdoti gli hanno fatto visita
a Crema. Breve sintesi di un colloquio cordiale ed aperto.
Vengo a Senigallia con grande fiducia e serenità. Dai
messaggi che ho ricevuto ho percepito gioia e simpatia nei
miei confronti. Imparerete a conoscermi, anche nei miei
limiti. Chiedo a voi pazienza, piano piano proseguiremo nel
cammino che questa chiesa ha già avviato. Come dice Papa
Francesco accetterò di mettermi in fondo, con il desiderio di
servire il Signore e la chiesa che è in Senigallia.
Ho avuto la fortuna di crescere in una Chiesa, quella di Crema, a cui devo tutto. Nel mio cammino di fede ho incontrato
bravi sacerdoti, a cominciare dal parroco che mi ha battezzato e che è stato anche il parroco della mia prima Messa, fino
ai superiori del seminario: il patriarca Marco Cè, mio rettore
e il vescovo Carlo Manziana che mi ha ordinato. Quest’anno
festeggio i 40 anni di sacerdozio, con grande riconoscenza al
Signore per i doni che mi ha fatto.
Sono figlio di un muratore e una casalinga, una famiglia
semplice. Ho conosciuto anche la povertà. Nei primi anni la
mia vita è stata un po’ tribolata dalle malattie, ma adesso sto
benissimo.
Ho un fratello e due sorelle entrambe sposate. Una con
quattro figli grandi, ha in casa due ragazzi in affido, un
scelta fatta fin dall’inizio del loro matrimonio. I miei genitori sono in Paradiso, il papà da otto anni, la mamma da otto
mesi. Questa è la mia famiglia. Papà aveva nove fratelli, la
mamma quattro. È rimasta una zia che mi raccontava, dietro
la spinta di due cugine, che il giorno della Odinazione è
andata dai miei dicendo loro che questo loro figlio sarebbe
diventato vescovo. E ha detto che quando ha saputo della
mia nomina ha sognato il papà e la mamma. I miei genitori,
contenti in Paradiso, mi daranno una mano.
Attualmente sono vicario generale della diocesi da nove
anni con il vescovo Oscar, ordinato sacerdote insieme a me
il 28 giugno 1975. Sono parroco da quattro nella parrocchia
della SS. Trinità al centro di Crema, insegnante di Teologia
Dommatica nell’unico istituto teologico per le quattro diocesi di Crema, Cremona, Lodi, Vigevano: una bella esperienza
iniziata dieci anni fa. Sono stato per qualche anno responsabile della catechesi e poi della famiglia, padre spirituale in
Seminario e coadiutore in Cattedrale.
Don Franco Manenti sarà consacrato Vescovo a Crema
domenica 22 novembre 2015. Verrà a Senigallia domenica 10 gennaio 2016.
La
CHIESA DI SENIGALLIA
partecipa alla ordinazione episcopale
del vescovo eletto di Senigallia
mons. FRANCESCO MANENTI
Cattedrale di Crema
domenica 22 novembre 2015 - ore 15
-
ore 7,00 partenza dall’area parcheggio “Cityper”
ore 12,30 circa arrivo a Crema e pranzo al sacco
ore 14,00 trasferimento in Cattedrale
ore 15,00 inizio della Celebrazione liturgica
ore 18,00 circa incontro con il nuovo Vescovo presso la
chiesa della SS.ma Trinità, nei pressi del Duomo di Crema
- ore 19,00 partenza per il rientro a Senigallia
ISCRIZIONI entro domenica 8 novembre
- nelle singole parrocchie
- presso agenzia Terrerranti in piazza Simoncelli
Quota: € 35,00 - da versare all’iscrizione
Scarica

Vitavissuta - Il Nuovo Torrazzo