Vitavissuta a cura di Giancarlo Giuliani Abbiamo un nuovo vescovo. A dir la verità ce l’avevamo, un vescovo, ma hanno detto che era scaduto… Al Vescovo Giuseppe auguriamo di potersi riposare e di prendersi sollievo dalle beghe diocesane, ma tra un po’. Al nuovo vescovo Francesco auguriamo una effusione abbondante dei sette doni dello Spirito Santo, soprattutto dell’ottavo: la pazienza. Ce ne vorrà non poca coi preti che, si sa, vogliono fare quello che gli pare; ma anche coi laici, che da quando hanno saputo di essere importanti ci si sentono parecchio; coi religiosi e le religiose, che saranno pochi ma danno da fare come se fossero tanti; col popolo santo di Dio che sempre santo non è… Benvenuto Vescovo Francesco! N. 37 Settimanale della Diocesi di Senigallia - Giovedì 22 ottobre 2015 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, CN / AN - EDITORE: "Fondazione Gabbiano" Senigallia Editoriale Notizie belle Don Franco Manenti è il nostro nuovo vescovo. In tempi di social media non abbiamo resistito alla curiosità di capire un po' meglio chi, lo Spirito Santo, ha suggerito a Papa Francesco di inviare nella diocesi di Senigallia. Tutti a smanettare sui telefonini e sul pc per farci un'idea di chi guiderà questa chiesa locale, cosa ha fatto, dove vive... legittime curiosità, aiutate dalla tecnologia, che si uniscono alla preghiera più intensa per questo nostro pastore. Ci ha augurato immediatamente la pace, nel suo primo messaggio; l'ha invocata su tutti, specie su chi è provato e sui migranti. Ed è la stessa pace che anche noi chiediamo per lui, in questi giorni così particolari. Quasi di punto in bianco, per il vescovo Franco, si tratterà di voltare pagina, di cambiare paesaggi, abitudini, modi di parlare e di pensare. Nuovi ambienti, nuove strade, nuove sfide, volti sconosciuti. Ciò che ci unisce, però, è l'essenziale: è il Signore Gesù, la voglia di essere ed impegnarci in una Chiesa che vive il Vangelo, che cammina con il passo delle persone, che si fa accogliente e vicina, capace di quella Misericordia che stimolerà ancor di più coerenza e scelte concrete nell'imminente anno giubilare. Don Franco verrà nella bellezza di questa terra, nella gratuità nascosta di tante vite, nel lavoro quotidiano di preti, laici e religiosi. Verrà anche nelle fatiche di comunità che devono fare tanta strada per assomigliare a quelle pensate dal Signore, viene in un clero da incoraggiare, in un laicato bisognoso di entusiasmi e protagonismo maggiore. Forse sono le stesse sfide affrontate anche lassù, a Crema, tra i suoi. Ora, però ci concediamo il tempo della gioia per questa bella notizia che ci rende carichi di speranza e di fiducia. Ora vogliamo stringerci al nostro vescovo per dire che sì, ci siamo, che ci sta a cuore la nostra chiesa, la chiesa che vive nel mondo. Gesualdo Purziani Avete provato a leggere Voce Misena sul telefonino o sul tablet? Basta andare su AppleStore o su Google play e scaricare l'app relativa. Gioia e attesa Don Francesco Manenti è il nuovo vescovo di Senigallia: sarà consacrato il 22 novembre Sabato mattina, appena arrivato l’invito a recarsi in cattedrale per un importante annuncio, è partito l’immediato tamtam in diocesi e il moltiplicarsi di ipotetici papabili vescovi. Tutti siamo rimasti spiazzati non solo dal nome mai sentito, ovvio, ma dalla città di provenienza, Crema. Il vescovo Francesco vive a 370 km da Senigallia e non è mai stato nella nostra città. E’ immediatamente partito un altro tamtam sulle notizie trovate, sulla sua storia, sui molteplici servizi ricoperti; ma l’attenzione di molti si è soffermata su un breve video, messo in rete nel primo pomeriggio, della comunicazione della sua nomina episcopale avvenuta a Crema, quasi in contemporanea con la nostra convocazione in Cattedrale. Due comunità cristiane convocate nello stesso momento dai rispettivi vescovi. Al centro il nome di un prete chiamato al servizio episcopale: una comunità lo dona, una comunità lo accoglie. Una comunità lo ha formato alla fede, lo ha accompagnato nella scelta vocazionale e ha condiviso con lui sogni, speranze e impegno, una comunità lo attende come pastore “per camminare insieme nel vivere e testimoniare la vita buona del Vangelo di Gesù”, come lui stesso ha scritto nel primo saluto. Due comunità lontane e “sconosciute”, ora vicine e compagne nel nome di Dio che si è manifestato là nel dono di don Franco (così viene chiamato a Crema), qui nel dono del vescovo Francesco. Nel breve video noi tutti abbiamo visto per la prima volta il volto di questo uomo e l’immagine che più ci ha colpito è stata quella che lo ritrae in piedi tra la gente, commosso, in lacrime, tanto da coprirsi il volto con una mano; accanto a lui un uomo, una donna, anch’essi commossi, che lo toccano in segno di vicinanza: ci piace pensare siano i suoi familiari. Lacrime di stupore e di trepidazione per una nomina forse inattesa, lacrime di preoccupazione e di fatica per le separazioni che ad essa seguiranno. Questa breve scena è un segnale molto importante ed eloquente: un uomo che piange è un uomo vero, autentico, un uomo capace di emozionarsi, ma soprattutto in grado di mostrarsi senza maschere, per quello che è, con quello che prova nell’intimo del suo cuore. Il vescovo Francesco ha un nome importante e significativo; prima di essere il nome scelto da papa Bergoglio è il nome del santo dell’umiltà, della povertà, della gioia. Gli auguriamo di essere tra noi un pastore evangelico, una guida forte e delicata nello stesso tempo, in grado di parlare al cuore di ogni donna, di ogni uomo, dei più giovani e degli anziani. Il nuovo vescovo sarà un vescovo migrante, lascerà la sua terra, la sua famiglia d’origine, diventerà un marchigiano di adozione. Separarsi fisicamente dalla propria storia, dai propri affetti è sempre un’esperienza complessa e dolorosa. Gli auguriamo di essere un vescovo dal cuore migrante, capace di farsi compagno di strada con tutti i migranti che stanno delle nostre città e paesi e di guidare la nostra comunità alla bellezza dell’ospitalità e della diversità. Le prossime tappe, la consacrazione episcopale a Crema e l’ingresso in diocesi a Senigallia, saranno coinvolgenti e dense di emozioni; ma le lacrime di don Franco tra i suoi non le dimenticheremo, hanno simbolicamente lubrificato i nostri cuori. Federica Spinozzi in questo numero 5 - La chiesa della Maddalena Luoghi da scoprire a Senigallia 11 - Una casa per il sollievo La proposta dell'onlus 'Amore Donato' 8 - 9 Religione all'italiana Spunti sui cristiani di casa nostra 2 SPECIALE NUOVO VESCOVO la voce misena 22 ottobre 2015 il commosso messaggio del vescovo Giuseppe Il 17 ottobre, il Santo Padre Francesco ha accettato le mie dimissioni dall'ufficio di Vescovo di Senigallia, presentate già nel febbraio del 2014, ed ha nominato nuovo Pastore della nostra Chiesa locale Mons. Francesco Manenti, Vicario Generale della Diocesi di Crema. Desidero anzitutto esprimere la mia viva gratitudine al Sommo Pontefice per la stima e la benevolenza che mi ha manifestato chiedendomi di restare in carica in questo lungo periodo di proroga e di esercitare da oggi la funzione di Amministratore Apostolico fino all'ingresso del nuovo Vescovo. Allo stesso tempo lo ringrazio, anche a nome di tutta la Diocesi, per aver assicurato alla nostra amata Chiesa senigalliese la successione apostolica. Nella certezza che tutta la comunità diocesana viva con spirito di fede questo importante momento ecclesiale sono lieto di passare la responsabilità di guida della nostra Chiesa al nuovo pastore che il Signore ci dona. Impareremo presto a conoscerlo e ad amarlo come un dono prezioso e indispensabile del Signore. Mons. Francesco Manenti è nato a Sergnano, provincia di Cremona e Diocesi di Crema, il 26 giugno 1951. Dopo aver studiato nel Seminario di Crema e nella Facoltà Teologica di Milano, conseguendo la licenza in Teologia, è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1975. All'inizio del suo ministero ha svolto, per dieci anni, l'ufficio di Vicario parrocchiale presso la Cattedrale. Successivamente ha ricoperto diversi incarichi pastorali, tra i quali quello di Direttore dell'Ufficio Catechistico, Direttore dell'Ufficio Famiglia e Direttore spirituale del Seminario Vescovile. Attualmente è Vicario generale della sua Diocesi, parroco della Parrocchia della Ss.Trinità a Crema e docente di Teologia presso lo studio teologico dei seminari di Crema, Lodi e Cremona. Mentre attendiamo la consacrazione del nuovo Vescovo e il suo ingresso nella Sede di Senigallia per dare inizio al suo ministero lo accompagniamo con la nostra fervida preghiera. Desideriamo accoglierlo tra noi con gioia e gratitudine come il successore degli Apostoli, il testimone del Signore risorto, un'immagine viva di Gesù Buon Pastore, una guida paterna e sapiente. Vi sarò grato se vorrete pregare anche per me, perché non venga mai meno la mia fedeltà al Signore e il mio amore per la sua e nostra Chiesa. + Giuseppe, vescovo Sabato 17 ottobre 2015. Mezzogiorno in Cattedrale, il vescovo Giuseppe si rivolge ai tanti fedeli convenuti per annunciare il nome del nuovo vescovo di Senigallia. la gioia del vescovo Oscar "La nostra diocesi dà alla Chiesa un altro vescovo: don Franco Manenti, attuale vicario generale e parroco della Santissima Trinità". Il lieto annuncio della sua elezione episcopale è stato dato a mezzogiorno, in Cattedrale, dal vescovo Oscar – visibilmente compartecipe dell’emozione del designato, da dieci anni suo stretto collaboratore e amico – ai numerosi sa- cerdoti e ai componenti il consiglio pastorale diocesano. Ma anche molti fedeli, venuti immediatamente a conoscenza della convocazione inviata, seppur con una nota stringata al solo luogo e orario. Introdotto dal canto “Io sono il buon pastore”, monsignor Cantoni ha dato la “gioiosa e consolante notizia della elezione episcopale del nostro carissimo don Franco Manenti, chiamato a reggere la santa chiesa di Senigallia, nelle Marche”. Seguita da uno scroscio prolungato d’applausi, a testimonianza del grande affetto e della profonda stima che circondano il neo eletto vescovo. Il quale non è riuscito a trattenere la forte commozione. “Ringrazio di cuore Papa Francesco – ha poi ripreso, dopo aver sorretto con uno sguardo benevolo l’amico – per aver designato come vescovo un sacerdote della nostra diocesi, in un momento storico in cui sentivamo il bisogno – ha sottolineato – di essere confermati nel cammino non facile né lineare che stiamo attraversando”. Ha quindi ricordato le “grandi figure carismatiche” di altri cinque vescovi, donati in precedenza alla Chiesa universale: l’amato patriarca cardinal Marco Cè e il nunzio apostolico mons. Luigi Dossena, già tornati alla casa del Padre; mons. Carlo Ghidelli e Francesco Croci, ora entrambi quiescenti e Rosolino Bianchetti, pastore della diocesi di Quiché in Guatemala. Per evidenziare con soddisfazione come la diocesi di Crema sia “ancora in grado di testimoniare oggi la sua fecondità spirituale e pastorale attraverso la persona di don Franco”. “Rallegriamoci nel Signore per questo dono altissimo che attraverso l’elezione episcopale di don Franco giunge a noi tutti e continuiamo a sentirci impegnati – ha sollecitato – a sviluppare la nostra bella testimonianza di unità, di sollecitudine pastorale nel servizio della evangelizzazione e nell’impegno di carità verso i poveri che Dio ci invia.” “Caro don Franco: a Senigallia, una nuova famiglia, nella quale sei diventato padre, ti attende con gioia!”, ha osservato infine. “Nella chiesa di Crema, di cui sei figlio e discepolo, tu lasci una testimonianza esemplare di bontà, di saggezza e di mansuetudine. Sono certo – ha concluso il vescovo Oscar – che la ricca e feconda esperienza pastorale, maturata nella nostra piccola, ma vivace diocesi, ti permetterà di vivere nella chiesa di Senigallia come padre, fratello e amico di ogni uomo e donna, riflettendo così una viva immagine di Cristo.” E invitato al suo fianco sul presbiterio don Franco ha scambiato un lungo abbraccio. Gli ha quindi consegnato “i primi segni episcopali: innanzi tutto “la croce”, ribadendo che “si tratta di un dolce peso, perché se assunta con generosità e amore, il Signore la sorregge con noi e per noi”; e lo zucchetto, “segno dell’autorità, ma nella Bibbia memoria di Dio che fa ombra al suo popolo e ai suoi pastori”. Emozionato, e anche un po’ a disagio con indosso i due simboli, don Franco ha ringraziato a sua volta “Papa Francesco per questa nomina, segno della sua fiducia, e tutte le persone che l’hanno aiutato nel discernimento”. Sentimenti di gratitudine ha poi espresso a “questa Chiesa di cui il vescovo Oscar ha detto che sono figlio e discepolo”. Con commozione ha ricordato i suoi genitori e i tanti preti che l’hanno accompagnato e sostenuto nella vocazione e durante il ministero sacerdotale. Un grazie sentito ha rivolto al vescovo Oscar, “per la fiducia e l’amicizia, stretta ancor prima della sua venuta in diocesi”, essendo entrambi padri spirituali nei rispettivi seminari. Analoghi sentimenti ha rivolto alle sorelle Elisabetta e Fiorenza, al fratello Angelo e alla nipote Francesca, nonché agli “amici della SS Trinità, “per l’aiuto dato nella bella esperienza, che – ha riconosciuto loro – è davvero il coronamento del ministero del sacerdote”. A tutti i presenti ha poi chiesto “la preghiera, perché sia un vescovo secondo il cuore di Gesù e possa somigliare almeno lontanamente a Sant’Ignazio. E per la mia Chiesa di Senigallia, che mi aspetta”. Il vescovo Oscar ha quindi rivolto al Signore un’invocazione composta proprio per l’occasione: “Signore Gesù Cristo, mite Pastore dei pastori, Tu hai scelto come vescovo della Chiesa di Senigallia il tuo servo Franco, presbitero della chiesa di Crema. Per la grazia vivificante del tuo Spirito per l’intercessione materna di Maria, donagli: una prudenza evangelica da pastore, una chiaroveggenza da guida, una forza d’animo da testimone ed una dolcezza di padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen”.E ha invitato poi tutti i convenuti a “ringraziare il Signore per il dono che ci fa e perché Cristo buon pastore e lo Spirito lo sostengano mite e dolce nella sua Chiesa” con il canto del Magnificat e la recita del Padre nostro. E ha concluso invitando don Franco a impartire con lui “la sua prima benedizione episcopale”. SPECIALE NUOVO VESCOVO Chi è don Franco Don Franco è nato a Sergnano il 26 giugno 1951. Ordinato presbitero il 28 giugno 1975, ha ricoperto vari incarichi: è stato vicario parrocchiale in Cattedrale (1975-1985), direttore dell’Ufficio Catechistico (1985-1989), cappellano a Cremosano (1985-1988), assistente delle Figlie di Sant’Angela (1986-1989), direttore spirituale del Seminario vescovile (1988-2001), insegnante nella scuola Dante Alighieri (1990-2001), responsabile del Centro diocesano di Spiritualità (20012007), direttore dell’Ufficio Famiglia (2001-2009) e cappellano a Monte Cremasco (1988-2011). Ovunque don Franco ha lasciato il segno e seminato la Parola e il messaggio della Chiesa. Nell’esperienza in Cattedrale, vissuta da sacerdote “fresco di Seminario”, ha preso per mano il gruppo di giovani – oggi adulti – e li ha introdotti attraverso la bellezza della vita comunitaria all’esperienza della fede e alla preghiera quotidiana. Dal 2006 è vicario generale della nostra diocesi, più volte definito dal vescovo Oscar “un valido e saggio collaboratore e un uomo che ama profondamente la Chiesa”. Per un periodo don Franco ha condotto vita comune con il Vescovo, creando una “piena e profonda sintonia”. Poi, nel maggio del 2011, la prestigiosa nomina a parroco della Santissima Trinità, dove ha fatto il suo ingresso il 19 giugno. Sacerdote colto, uomo del dialogo capace di amicizia e di preziosi consigli, don Franco è arrivato alla Santissima Trinità nel pieno della maturità: in parrocchia, accanto ai consueti cammini pastorali, formativi e aggregativi, ha chiesto a tutti di “vivere la fraternità anche nelle forme semplici e concrete del quotidiano”. Lo scorso 28 giugno, nella Messa del mattino alla Trinità, don Franco – circondato dalla comunità, dai familiari e dagli amici – ha festeggiato il 40° anniversario di sacerdozio. Nel messaggio letto da un rappresentante del Consiglio pastorale parrocchiale, quasi un presagio: “Ci stringiamo a te per ringraziare il Signore... Non sono molti gli anni che hai trascorso tra noi, ma sufficienti per conoscerti e condividere con te un cammino per creare una trama di rapporti e di reciproca stima. Per il dono della tua presenza in mezzo a noi ringraziamo il Signore”. Oltre a essere parroco e vicario generale, fino a oggi don Franco ha svolto altre attività: insegnante di Teologia dogmatica nello Studio Teologico dei Seminari di Crema e Lodi, preside dello stesso Studio, responsabile della Commissione diocesana per il Diaconato permanente, insegnante presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di CremaCremona-Lodi e nello Studio Teologico del Pime di Monza. la voce misena 22 ottobre 2015 CREMA Le parole al settimanale diocesano 'Il nuovo torrazzo' Nel mio cuore di sacerdote, in questo momento, oltre a ringraziare innanzitutto il Signore e poi caldamente papa Francesco che mi ha voluto nominare vescovo e tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo cammino, soprattutto il vescovo Oscar, ho il grande desiderio di poter mostrare al vivo a tutte le persone che incontrerò nella diocesi di Senigallia, il Vangelo del Signore Gesù. Vorrei mostrare loro la bontà del Signore, che è un Dio che si prende cura di tutti i suoi 3 figli, nessuno escluso. Ho letto, pregato e insegnato molto la Parola di Dio, il mio desiderio di oggi è che l’incontro con la Parola sia praticato come quell’ascolto che illumina, dà consolazione e forza al cuore di ciascuno e attorno al quale si ricompongono le tensioni, si crea comunione e fraternità.. A Crema lascio il cuore. Lascio un sacco di gente a cui voglio bene, ma non vi dimenticherò mai. don Franco DIOCESI - Il nuovo vescovo di Senigallia ha preso in prestito le parole di San Paolo per rivolgersi alla sua comunità diocesana. Il ricordo di chi è provato, di chi ha lasciato le proprie case per cercare una vita più dignitosa Un primo augurio di pace per tutti Carissimi, desidero rivolgere a tutti il saluto che l’Apostolo Paolo rivolgeva alle comunità cristiane da lui servite e amate: “la pace del Signore sia con tutti voi”. Quella che il Signore Gesù dona è una pace che abita L'augurio di pace specie per chi è provato e per i migranti. L'affidamento alla Madonna della Speranza e San Paolino da Nola Un sacerdote molto stimato Monsignor Manenti – Francesco all’anagrafe, ma per tutti Franco – è uno dei preti più preparati e apprezzati della Diocesi di Crema, conosciuto e stimato anche oltre i confini cremaschi: è autore, infatti, di alcuni testi e di commenti a pagine bibliche e del Vangelo e, inoltre, ha predicato spesso esercizi spirituali in altre diocesi, soprattutto quella di Venezia. il cuore, lo apre con fiducia alla vita, con le sue gioie, le sue prove e rende possibile l’incontro con ogni persona. Chiedo al Signore questo dono per voi e per me, perché possiamo camminare insieme nel vivere e testimoniare agli uomini e alle donne che vivono nel nostro territorio la vita buona del Vangelo di Gesù. Questa pace la invoco soprat- tutto per chi è provato, in tanti modi, dalla vita e fatica ad alimentare la speranza; per chi sente lontano il Signore e si sente estraneo alla comunità cristiana. La invoco anche per le persone che hanno lasciato le loro case, in terre lontane, per cercare nelle nostre terre una vita più serena e dignitosa. Nella Lettera che il Vescovo Giuseppe mi ha inviato, anche a nome vostro, ho letto parole che mi danno serenità e fiducia. Di questo gli sono e vi sono molto grato. Anch’io, fin da ora, mi metto con voi, sotto la protezione della Madonna della Speranza e di S. Paolino da Nola, nostri patroni, perché sia in mezzo a voi un pastore che sappia confermare nella fede, alimentare la carità e custodire la speranza. Un abbraccio a tutti don Francesco Vescovo eletto di Senigallia In Cattedrale una giornata storica Giovani e adulti in Duomo per conoscere il nuovo vescovo e per stringersi con affetto a mons. Orlandoni. Tra le navate, tanti preti e laici, autorità civili e militari, giornalisti e cittadini. I primi sms ai sacerdoti e ai membri del Consiglio pastorale diocesano sono partiti la mattina di sabato 17 ottobre scorso, attorno alle 8.00. Il messaggio era abbastanza criptico, ma tutti hanno capito che si trattava dell'annuncio del nuovo vescovo. Da giorni, a Senigallia e dintorni, si parlava infatti dell'imminente nomina episcopale. La folla ha cominciato ad arrivare in Duomo attorno alle 11.30 ed è andata crescendo con il passare dei minuti, tanto da riempire la chiesa. Un sentito momento di preghiera, di invocazione allo Spirito Santo e poi l'attesa notizia: il nuovo vescovo di Senigallia è don Francesco Manenti. E viene da lontano. Se il vescovo Umberto Ravetta, il vescovo della Seconda guerra e del dopoguerra senigalliese proveniva da Venezia, a Senigallia non eravamo più abituati ad un 'forestiero' (esclusi i due amministratori apostolici dopo Ravetta): sia Odo Fusi - Pecci che Giuseppe Orlandoni, infatti, sono nati nella nostra regione, il primo a Cingoli, l'attuale a Castelfidardo. Ora Papa Francesco ha pensato di inviare il nuovo pastore da una piccola e vivace diocesi della pianura padana, a pochi passi da Milano: la diocesi di Crema. Francesco Manenti, nato a Sergnano (Cremona) il 26 giugno 1951, è l’attuale Vicario Generale della diocesi, il “braccio destro” del Vescovo Conforti e porta con sè una ricco bagaglio di esperienza spirituale e pastorale che prende il via nel 1963 con l’ingresso in Seminario. Don Luciano Guerri, vicario di Senigallia, ha spiegato che il vescovo Giuseppe assumerà ora l’incarico di Amministratore apostolico, fino a che Manenti non entrerà in diocesi, presumi- bilmente nel prossimo mese di gennaio. Il vescovo Francesco, per tutti Franco, sarà consacrato a Crema il 22 novembre prossimo per le mani del suo vescovo e amico Oscar Cantoni. Raramente abbiamo visto così commosso il nostro vescovo, del resto l'occasione era unica. Orlandoni, dopo la lettura ufficiale, ha voluto ringraziare coloro che gli sono stati accanto in questi anni, chiedendo ai fedeli di pregare anche per lui, per la sua fedeltà a Dio e alla Chiesa e perchè questo non è una sorta di “pensionamento”. “Non si smette di essere Vescovi, nè preti, e allo stesso modo io non cesserò di esserlo" ha concluso interrotto dagli applausi che lo hanno quasi commosso. Il vescovo Giuseppe continuerà a risiedere in diocesi, nel Seminario vescovile. L.M. la voce misena 4 22 ottobre 2015 Il curriculum del nuovo Vescovo MOLTI GLI INCARICHI E LE ATTIVITÀ RICOPERTE IN DIOCESI È VICARIO GENERALE E, DAL 2011, PARROCO ALLA TRINITÀ – Per vivere da figli. Lectio divina sui Vangeli feriali della Quaresima, Milano Paoline, 2002. – Davvero il Signore è risorto. Lectio divina sui Vangeli feriali del tempo pasquale, Milano Paoline, 2003. – Dammi vita secondo la tua parola. Lectio divina sui Vangeli feriali del tempo ordinario : 1-12 settimana, Milano Paoline, 2003 – Dammi vita secondo la tua Parola. Lectio divina sui Vangeli feriali del tempo ordinario, 13-23 settimana, Milano Paoline, 2004. – Dammi vita secondo la tua parola. Lectio divina sui Vangeli feriali del tempo ordinario, 24-34 settimana, Milano Paoline, 2004. – La parola di Dio [s.d.]. SPECIALE NUOVO VESCOVO S. Giacobbi, P. De Capua, F. Manenti Dialogo sulla morte fra uno psicoanalista, un filosofo e un sacerdote. Con un ricordo di don Agostino Cantoni, Crema, Caffè filosofico, 2009. Franco Manenti Franco Manenti Franco Manenti di GIAMBA LONGARI P er lui, grande appassionato della montagna, l’invio in una terra bagnata dal mare. Scherzi del destino o, meglio, il soffio carico di stupore dello Spirito Santo, che ha certamente tracciato la strada migliore – anche se ancora tutta da esplorare – per il nostro amato don Franco Manenti, nominato oggi Vescovo della Diocesi di Senigallia, nelle Marche. Monsignor Manenti – Francesco all’anagrafe, ma per tutti Franco – è uno dei preti più preparati e apprezzati della Diocesi di Crema, conosciuto e stimato anche oltre i confini cremaschi: è autore, infatti, di alcuni testi e di commenti a pagine bibliche e del Vangelo e, inoltre, ha predicato spesso Esercizi Spirituali in altre diocesi, soprattutto quella di Venezia. Don Franco è nato a Sergnano il 26 giugno 1951. Ordinato presbitero il 28 giugno 1975, ha ricoperto vari incarichi: è stato vicario parrocchiale in Cattedrale (1975-1985), direttore dell’Ufficio Catechistico (1985-1989), cappellano a Cremosano (1985-1988), assistente delle Figlie di Sant’Angela (1986-1989), direttore spirituale del Seminario vescovile (1988-2001), da sintonia”. Poi, nel maggio del molti gli anni che hai trascorso tra 2011, la prestigiosa nomina a par- noi, ma sufficienti per conoscerti roco della Santissima Trinità, dove e condividere con te un cammino ha fatto il suo ingresso il 19 giugno. per creare una trama di rapporti Sacerdote colto, uomo del dialogo e di reciproca stima. Per il dono capace di amicizia e di preziosi della tua presenza in mezzo a noi consigli, don Franco è arrivato alla ringraziamo il Signore”. Santissima Trinità nel pieno della Oltre a essere parroco e vicario maturità: in parrocchia, accanto generale, fino a oggi don Franco ai consueti cammini pastorali, for- ha svolto altre attività: insegnante mativi e aggregativi, ha chiesto a di Teologia dogmatica nello Studio tutti di “vivere la fraternità anche Teologico dei Seminari di Crema e nelle forme semplici e concrete del Lodi, preside dello stesso Studio, responsabile della Commissione Don Franco Manenti durante la Messa per il 40° di sacerdozio celebrata lo scorso 28 giugno quotidiano”. Lo scorso 28 giugno, nella Mes- diocesana per il Diaconato permaalla Santissima Trinità. Al suo fianco don Ennio Raimondi, prezioso collaboratore in parrocchia sa del mattino alla Trinità, don nente, insegnante presso l’Istituto insegnante nella scuola Dante Ali- messaggio della Chiesa. Nell’espeDal è vicario generale Franco circondato'Ildalla comuniSuperioresabato di Scienze Religiose di Il 2006 settimanale delladeldiocesi di –Crema, Nuovo Torrazzo' scorso è uscighieri (1990-2001), responsabile del rienza in Cattedrale, vissuta da sa- la nostra diocesi, più volte defini-in edizione tà, dai familiari e dagli amici –per ha informare Crema-Cremona-Lodi e nello to con alcune pagine straordinaria la diocesi delStulieto Centro diocesano di Spiritualità cerdote “fresco di Seminario”, ha to dal vescovo Oscar “un valido festeggiato il 40° anniversario di dio Teologico del PIME di Monza. evento. Ricche diuomo fotografie e dense di affetto, non Ora vivacità la nominapastorale, episcopale: lo (2001-2007), direttore dell’Ufficio preso per mano il gruppo di giova- e saggio collaboratore e un sacerdozio. Nel messaggio lettoamicizia, da hanno mancato di dedicare un po' di spazio alla nuova diocesi di don Franco Famiglia (2001-2009) e cappellano ni – oggi adulti – e li ha introdotti che ama profondamente la Chie- un rappresentante del Consiglio accompagnamo con la preghiera e l’amicizia. Buon cammino, monsi(vedi sotto),hasottolineando il legame lombarda e Senigallia a Monte Cremasco (1988-2011). attraverso la bellezza della vita co- sa”. Manenti Per un periodo don Franco pastorale parrocchiale, quasitraunla città Manenti: perMastai noi, sarai- FerretsemOvunque don Franco ha lascia- munitaria all’esperienza della fede condotto vita comune con il Vesco- alla presagio: “Cidel stringiamo te per dovuto principalmente figura BeatoaPio IX. gnor La famiglia to il segno e seminato la Parola e il e alla preghiera quotidiana. vo, creando una “piena profonti, infatti, ha le esue radiciringraziare proprioilaSignore... Crema.Non sono pre don Franco! Pagine speciali dal settimanale diocesano di Crema LA DIOCESI DI DON FRANCO Senigallia una storia ricca e importante SIMILE A CREMA E LEGATA ALLA CITTÀ DI SAN PANTALEONE DA UN PAPA di BRUNO TIBERI S enigallia attende don Franco Manenti, prete buono e mite, per continuare il cammino pastorale sino a qui condotto con monsignor Giuseppe Orlandoni. Lo attende con il calore e la forza proprie della città di mare e della sua gente. Lo aspetta per chiudere quell’ideale cerchio che da sempre, o quantomeno da oltre 250 anni, unisce la località marchigiana alla città di Crema. Un cerchio che abbraccia la figura di Papa Pio IX la cui progenia sarebbe tutta Cremasca. La diocesi di Senigallia è suffraganea dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo. Ha la sua sede nella città marittima (45mila abitanti) e al 31 dicembre dello scorso anno contava 120.205 battezzati su 130.714 abitanti. Ha quali patroni san Paolino di Nola (4 maggio) e la Madonna della Speranza (2 febbraio). Geograficamente la Diocesi che il Santo Padre ha affidato a don Franco Manenti ha un estensione che si sviluppa prevalentemente nella provincia di Ancona, comprendendone 16 comuni (Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castel Colonna, Castelleone di Suasa, Chiaravalle, Corinaldo, Montemarciano, Monterado, Monte San Vito, Morro d’Alba, Ostra, Ostra Vetere, Ripe, Senigallia, Serra de’ Conti), per inglobare a nord 2 centri della provincia di Pesaro e Urbino (Mondolfo e Monte Porzio). Questo grande territorio, che fa capo alla sede episcopale situata proprio a Senigallia, dove si trova la basilica cattedrale di San Pietro Apostolo, è a suo volta suddiviso in 57 parrocchie raggruppate in sei vicariati: Senigallia (zona est), Chiaravalle (zona sud), Arcevia (zona ovest), Mondolfo (zona nord-est), Corinaldo, divenuta sede episcopale a cavallo tra il 1300 e 1400 (zona nord-ovest) e Ostra (zona centro). Una Diocesi che conta 76 sacerdoti e che, per certi aspetti, è simile a quella nella quale don Franco è cresciuto e ha saputo farsi amare e apprezzare. Dal punto di vista numerico si intende. Mancano le Alpi che si scorgono da Crema nelle giornate terse assai care al vicario generale divenuto vescovo, ma si è sul mare. Un clima meno rigido. Una intensa partecipazione alla vita della Chiesa che, invece, accomuna la realtà marchigiana a quella Cremasca. Guardando alla storia della diocesi senigalliese, si nota come le radici siano profonde: risale al VI secolo. Primo vescovo che i documenti indicano è Venanzio, che partecipò al Sinodo di Roma del 502. Nel periodo Bizantino la città si estese anche come territorio diocesano, salvo cadere in disgrazia con l’aprirsi del nuovo millennio. Fu il periodo del trasferimento della sede OLTRE 120MILA FEDELI ATTENDONO IL VESCOVO CHE SUCCEDERÀ A MONSIGNOR ORLANDONI La cattedrale e il palazzo vescovile della diocesi di Senigallia Quella statua nel duomo di Crema E ra scritto nel destino. Nella storia delle due città. Crema e Senigallia unite dal Papa Pio IX ed oggi tornate a ritrovarsi con il vescovo don Franco Manenti. Nella cattedrale cittadina trova spazio un monumento in marmo bianco di Carrara realizzato nel 1878 dal cremasco Quintilio Corbellini al soldo della Società Cattolica di Crema che lo volle come atto di devozione. Raffigura Papa Pio IX, seduto in trono con la tiara sul capo, abiti liturgici e in atteggiamento pensoso. Una statua che dopo la beatificazione del pontefice voluta da Papa Giovanni Paolo II nel 2000 assume un rilievo che sottolinea il significato della sua presenza. Quale? Pio IX, Giovanni Maria Mastai Ferretti, ha discendenza cremasche. Il documento che lo prova è una lettera datata 3 gennaio 1847 (un anno dopo l’elezione la nomina del pontefice che guidò la Chiesa sino al 1878) con la quale il conte Gaetano Mastai Ferretti di Sinigallia, fratello di Pio La statua di Papa IX, chiedeva notizie al vescovo di CrePio IX presente ma del periodo (monsignor Sanguetin cattedrale a Crema tola) circa un suo antenato di nome Francesco, che viveva a Crema nel 1500 prima di trasferirsi a Venezia. Nella città lagunare ebbe come figlio Giovanni Maria che si trasferì a Senigallia dando vita al ramo marchigiano della famiglia Mastai Ferretti dal quale discende Papa Pio IX. episcopale a Corinaldo (paese natale di Santa Maria Goretti). Furono i Malatesta, i Della Rovere e i Papi a ridare lustro e importanza alla città che nel tra il 1500 e il 1600 raggiunse grande splendore e massimo sviluppo. Nel 1563 la diocesi, fino a quel momento immediatamente soggetta alla Santa Sede, entrò a far parte della provincia ecclesiastica dell’arcidiocesi di Urbino, dalla quale l’11 marzo 2000 venne staccata per essere resa suffraganea della sede metropolitana di Ancona-Osimo. L’attuale cattedrale, la quinta della diocesi, fu voluta dal cardinale Bernardino Honorati; i lavori, iniziati nel 1762, furono ultimati nel 1790; la chiesa fu consacrata col titolo di San Pietro apostolo il 4 luglio 1790. La facciata invece fu rifatta nel 1877 e finanziata da papa Pio IX, originario di Senigallia. Oltre al Papa nella città marchigiana ebbero i natali: il grande mecenate Card. Cinzio Passeri Aldobrandini; il Generalissimo della Lega Santa contro Carlo V, Francesco Maria della Rovere, Duca di Urbino; il Conte Giovanni Maria Mastai Ferretti, poi Papa Pio IX, Beatificato il 3 settembre 2000. Anche la diocesi di Senigallia ha un settimanale diocesano dal titolo La Voce Misena, fondato nel 1909 e diretto oggi da don Gesualdo Purziani. Presente anche Radio Duomo emittente ufficiale della diocesi facente parte del circuito InBlu, come la nostra Radio Antenna5. Numerose le attività pastorali di una diocesi vivace illustrate nel sito della diocesi: www.diocesisenigallia.it. Vitavissuta a cura di Giancarlo Giuliani E’ successo ancora in un museo. Questa volta a Bolzano, qualche tempo fa a Bari. A Nord come a Sud è capitata la stessa cosa: gliaddetti alle pulizie hanno spazzato via un’opera d’arte, perché pensavano fosse immondizia. Proprio così, incredibile ma vero. A Bolzano, ho visto le foto, era una composizione fatta di bottiglie e coriandoli artisticamente gettati alla rinfusa per terra. Gli spazzini l’hanno spazzata via. Sono gli addetti alle pulizie dei musei che sono poco preparati artisticamente o sono gli artisti che producono spazzatura? Però l’hanno smaltita con la differenziata: il vetro da una parte e l’arte dall’altra. N. 38 Settimanale della Diocesi di Senigallia - Giovedì 29 ottobre 2015 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, CN / AN - EDITORE: "Fondazione Gabbiano" Senigallia Editoriale Orizzonti aperti Nella Chiesa siamo ad una svolta decisiva. Il sinodo ha deciso di procedere verso il cambiamento, di accettare la scommessa lanciata da Papa Francesco, sia pure radicandola bene nella tradizione e nell'insegnamento ecclesiale. Era questo certamente uno dei passaggi più delicati della riforma impostata in questi oltre due anni e mezzo di pontificato: riuscire ad aprire un dialogo positivo col mondo senza rinunciare al proprio insegnamento. Comincia a muoversi la Chiesa “ospedale da campo”, tanto cara al papa. Nel corso di un anno – con il Sinodo del 2014 e 2015 - la Chiesa ha imparato a discutere, per trovare una strada comune. Fin dall'inizio Francesco ha chiesto un confronto aperto, a tutto campo, nel quale potessero incontrarsi le diverse esperienze pastorali e le varie posizioni presenti all'interno della Chiesa. Per questo, anche il dibattito è stato acceso, tutti avevano capito che stavolta si faceva sul serio. Ma al di là di quanto si è discusso, il grande successo del sinodo è stato il nuovo metodo. Il papa poteva andare anche più rapido, ma non voleva procedere da solo ed è stato importante che tutti i punti siano stati approvati con i due terzi dei presenti. Adesso il documento finale gli lascia le mani libere, ora può fare ciò che considera buono, opportuno e necessario. Con un discernimento delle situazioni concrete che vede prima di tutto le persone. È dunque iniziata quella riforma della Chiesa e del papato di cui ha parlato più volte lo stesso pontefice, ora il percorso è entrato nel vivo. Il sinodo, ha detto il papa nel suo intenso discorso conclusivo, significa molte cose, fra queste anche “aver cercato di aprire gli orizzonti per trasmettere la bellezza della novità cristiana, qualche volta coperta dalla ruggine di un linguaggio arcaico o semplicemente non comprensibile”. Ne esce un messaggio chiaro di speranza. Gesualdo Purziani siamo anche qui: www.diocesisenigallia.it www.diocesisenigallia.eu pagina facebook La Voce Misena/Radio Duomo Voce Misena digitale http://lavocemisena.ita. newsmemory.com/ Sentirsi a casa A Crema il primo incontro tra alcuni nostri sacerdoti ed il nuovo vescovo C’era una certa trepidazione e un pizzico di agitazione nel gruppetto di sacerdoti che insieme al vescovo Giuseppe si è recato a Crema per incontrare il vescovo eletto Francesco. Si toccava con mano tanta emozione per la consapevolezza di contribuire, per la nostra parte, alla storia della chiesa di Senigallia in questo passaggio così bello e importante del cambio del pastore alla guida della diocesi. Ci siamo sentiti immediatamente a casa per le vie di Crema, insieme a quella sensazione di smarrimento di fronte a un progetto tutto da ascoltare e da costruire. L’incontro con il vescovo Francesco che ci è venuto incontro, la breve passeggiata per le vie di Crema, il dialogo del nuovo vescovo qualche parrocchiano – amici, come lui li ha chiamati – l’accoglienza nella sua parrocchia della SS. Trinità al centro della città. Una stretta di mano, un saluto, una carezza, una parola, un abbraccio sono stati i linguaggi che abbiamo visto. Le sedie prese in cucina per far sedere tutti, le prime parole un po’ di circostanza; poi il leggero velo di imbarazzo si è subito sciolto nel racconto di sé e della sua famiglia che il vescovo ci ha donato. Le tante domande, la preoccupazione di preparare tutto al meglio, il percorso di una chiesa che ha vissuto il Sinodo da continuare… tutto questo si è subito superato, perché abbiamo percepito che la cosa più importante non è da fare, ma uno stile da vivere: quello della comunione. Tutto il resto verrà di conseguenza. E poi l’incontro con il vescovo Oscar di Crema, con alcuni laici e sacerdoti ci ha fatto ancora di più gustare il mondo del vescovo Francesco. Anche l’incontro con sua sorella che in bicicletta usciva da scuola dopo le ore di lezione mi ha parlato della bellezza della vita quotidiana che quando incontra l’amicizia e la fede ha la forza di cambiare le persone, le cose e il mondo. Tornando a casa, in quei momenti in cui chi guida l'automobile si assenta nei propri pensieri, è affiorata nella mia mente una parola per dire di quell’incontro: ordine. Non l’ordine del comando, ma l’ordine del bello che mette in fila le cose per renderle armoniose. A livello epidermico siamo stati accolti in un ordine bello, persone semplici e accoglienti, locali ordinati e sobri. Ma cercavo un ordine più profondo: l’ordinazione del vescovo. E mi è tornato in mente uno scritto di André Fossion che, incredibilmente, ho ritrovato una volta a casa. Fossion parlando dei pastori nella chiesa mette in evidenza tre atteggiamenti che delimitano ciò che è ordinato dal suo contrario. C’è un ordine fatto di riti, pratiche, prescrizioni tipico dei farisei: sono i pastori guardiani che vivono le regole come il fine e non come un mezzo. C’è l’ordine che deriva dalla paura, dal desiderio di controllo che lega la coscienza e la profezia. C’è l’ordine che si alimenta a partire dalle proprie forze e certezze, nascondendo le fragilità e i limiti: sono i super pastori. Il sacramento dell’ordine è proprio quello di “ordinare” ogni cosa al miglior servizio delle donne e degli uomini, al loro rapporto con Cristo e alla grazia di Dio che viene loro donata. Ti aspettiamo vescovo Franco! don Paolo Gasperini a pagina 5 le informazioni per prendere parte alla Ordinazione episcopale del 22 novembre a Crema in questo numero 5 - Chi è Franco Manenti Il nuovo vescovo si presenta 5 - L'umile prete Intervista al direttore Zucchelli 8 - 9 La Giornata del creato Don Patriciello sarà a Senigallia speciale vescovo Franco L'umile prete di una vivace diocesi lombarda Appena saputo chi fosse il nuovo vescovo di Senigallia, abbiamo raggiunto a Crema don Giorgio Zucchelli, direttore del settimanale diocesano 'Il nuovo torrazzo'. Buon giorno don Giorgio! Noi siamo molto contenti. Non so voi a Crema... Siamo contenti anche noi. Ci mancherebbe altro: un sacerdote che diventa Vescovo è una grande gioia. Forse sarà una grande perdita. Per voi è un buon "acquisto". Come descrivereste don Francesco Manenti? Lui vuole essere chiamato don Franco: attualmente è Vicario generale e parroco di una parrocchia cittadina dedicata alla Santissima Trinità, nella quale – tra l’altro – sono nato io. Diciamo che la sua caratteristica principale è stata quella dell’approfondimento della Bibbia e della Parola di Dio, della quale ha scritto anche diversi commenti, pubblicati dalle Paoline negli anni scorsi. E’ poi un predicatore di esercizi importante, perché andava spessissime volte, e certamente vi andrà ancora perché ha degli appuntamenti già fissati, al “Cavallino” di Venezia dove l’allora Patriarca, Card. Cé, anche lui cremasco, carissimo ed indimenticabile e che a Crema era Rettore del Seminario, l’aveva “ingaggiato” spesse volte per questa predicazione di esercizi per i quali era preparato e faceva anche molto bene e perciò era molto apprezzato. la voce misena 29 ottobre 2015 Quindi una piccola diocesi Crema, ma che“sforna” dei sacerdoti 'doc'? E' così! Ha avuto diversi incarichi; l’ultimo questo: Vicario generale da dieci anni, da quando è venuto mons. Oscar Cantoni. Si conoscevano già e Cantoni lo ha scelto come suo vicario e l’ha accompagnato in questi ultimi anni, nei momenti gioiosi e anche nei momenti difficili che purtroppo abbiamo avuto anche nella nostra Diocesi. Anche l’Arcivescovo oggi l’ha sottolineato: un tipo mite, che cerca il dialogo e la fraternità. Una persona molto affabile che sa creare molte amicizie ed infatti oggi abbiamo visto gli infiniti abbracci che ha ricevuto non solo dai sacerdoti ma anche da tutti i fedeli in Cattedrale, soprattutto quelli della sua parrocchia della Santissima Trinità. Il fatto che sia parroco, a suo avviso cosa significherà per il suo nuovo ruolo di Vescovo? Gli servirà molto. Ho chiesto a lui, proprio questa mattina, cosa ha nel suo cuore come sacerdote e lui mi ha risposto proprio della sua volontà di essere “pastore”. E l’esperienza del pastore la fai con la gente, che è la sostanza del sacerdote. Perciò l’esperienza parrocchiale gli servirà moltissimo e certamente vorrà portare avanti questa pastoralità, chiamiamola così questa parola astratta. Penso alla vostra gente che certamente imparerà a volergli bene, come gliene ha voluto e gliene vogliono tuttora i suoi parrocchiani. Quindi è un prete che vuole venire lì “a volervi bene”. Questo mi sembra che sia un ottimo biglietto da visita. Un Vescovo che dall’oggi al domani cambia tutto: cambia città, riferimenti, orizzonti. Oggi lui stesso ha fatto una piccola battuta perché 5 dalla montagna viene al mare: “Qualcuno sperava che andassi in una diocesi in montagna e fare le scalate gratis, è invece vado a finire al mare. Che diocesi è la vostra? In cosa eccelle, cosa ha di peculiare la diocesi da cui proviene il nostro nuovo Vescovo? Diciamo che Paolo VI l’aveva chiamata “il giardino della Chiesa”, però sono passati quaranta anni... Ci sono state molte vocazioni sacerdotali, adesso un po’ meno e il Papa si era riferito a questa realtà. E’ una diocesi viva, abbiamo delle notevole eccellenze in tanti campi, ma non voglio fare delle lodi io stesso. Recentemente abbiamo avuto anche altri Vescovi. Il nostro Vescovo più importante però è stato il cardinale Cè, Patriarca a Venezia, che noi ricordiamo con immenso affetto. E’ stato pure rettore del seminario di Crema. Abbiamo in corso una causa di beatificazione di un missionario martire in Birmania dove nel 1953 è stato ucciso. Qui ci sono numerosi sacerdoti, parrocchie vivaci, una scuola diocesana di 650 alunni, da quella d'infanzia fino al liceo; pubblichiamo il giornale diocesano, di cui sono il direttore, con quindicimila copie su centomila abitanti; abbiamo la radio diocesana e una libreria diocesana. C'è anche un grande centro giovanile e adesso siamo impegnati nel lancio della nuova Iniziazione cristiana, quindi di catechesi: questa nuova forma di catechesi viene rivolta a catechisti, famiglie, comunità parrocchiale. Piccoli ma svegli e vivaci. Sì, molto vivaci. Si vedrà che don Franco è figlio di una diocesi di pace certamente. a cura di Laura Mandolini Il vescovo Franco si presenta Mons. Orlandoni e alcuni sacerdoti gli hanno fatto visita a Crema. Breve sintesi di un colloquio cordiale ed aperto. Vengo a Senigallia con grande fiducia e serenità. Dai messaggi che ho ricevuto ho percepito gioia e simpatia nei miei confronti. Imparerete a conoscermi, anche nei miei limiti. Chiedo a voi pazienza, piano piano proseguiremo nel cammino che questa chiesa ha già avviato. Come dice Papa Francesco accetterò di mettermi in fondo, con il desiderio di servire il Signore e la chiesa che è in Senigallia. Ho avuto la fortuna di crescere in una Chiesa, quella di Crema, a cui devo tutto. Nel mio cammino di fede ho incontrato bravi sacerdoti, a cominciare dal parroco che mi ha battezzato e che è stato anche il parroco della mia prima Messa, fino ai superiori del seminario: il patriarca Marco Cè, mio rettore e il vescovo Carlo Manziana che mi ha ordinato. Quest’anno festeggio i 40 anni di sacerdozio, con grande riconoscenza al Signore per i doni che mi ha fatto. Sono figlio di un muratore e una casalinga, una famiglia semplice. Ho conosciuto anche la povertà. Nei primi anni la mia vita è stata un po’ tribolata dalle malattie, ma adesso sto benissimo. Ho un fratello e due sorelle entrambe sposate. Una con quattro figli grandi, ha in casa due ragazzi in affido, un scelta fatta fin dall’inizio del loro matrimonio. I miei genitori sono in Paradiso, il papà da otto anni, la mamma da otto mesi. Questa è la mia famiglia. Papà aveva nove fratelli, la mamma quattro. È rimasta una zia che mi raccontava, dietro la spinta di due cugine, che il giorno della Odinazione è andata dai miei dicendo loro che questo loro figlio sarebbe diventato vescovo. E ha detto che quando ha saputo della mia nomina ha sognato il papà e la mamma. I miei genitori, contenti in Paradiso, mi daranno una mano. Attualmente sono vicario generale della diocesi da nove anni con il vescovo Oscar, ordinato sacerdote insieme a me il 28 giugno 1975. Sono parroco da quattro nella parrocchia della SS. Trinità al centro di Crema, insegnante di Teologia Dommatica nell’unico istituto teologico per le quattro diocesi di Crema, Cremona, Lodi, Vigevano: una bella esperienza iniziata dieci anni fa. Sono stato per qualche anno responsabile della catechesi e poi della famiglia, padre spirituale in Seminario e coadiutore in Cattedrale. Don Franco Manenti sarà consacrato Vescovo a Crema domenica 22 novembre 2015. Verrà a Senigallia domenica 10 gennaio 2016. La CHIESA DI SENIGALLIA partecipa alla ordinazione episcopale del vescovo eletto di Senigallia mons. FRANCESCO MANENTI Cattedrale di Crema domenica 22 novembre 2015 - ore 15 - ore 7,00 partenza dall’area parcheggio “Cityper” ore 12,30 circa arrivo a Crema e pranzo al sacco ore 14,00 trasferimento in Cattedrale ore 15,00 inizio della Celebrazione liturgica ore 18,00 circa incontro con il nuovo Vescovo presso la chiesa della SS.ma Trinità, nei pressi del Duomo di Crema - ore 19,00 partenza per il rientro a Senigallia ISCRIZIONI entro domenica 8 novembre - nelle singole parrocchie - presso agenzia Terrerranti in piazza Simoncelli Quota: € 35,00 - da versare all’iscrizione