Definizioni di partito politico
Le funzioni dei partiti
Quando e perché nascono i partiti
La prospettiva genetica: Rokkan
La prospettiva strutturale: Duverger
Tipi di partito
Trasformazione dei partiti
Sartori e i sistemi di partito
Le trasformazioni dei sistemi partitici
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La maggioranza degli studiosi richiede che l’organizzazione da
definire come “partito” debba essere:
- dotata di strutture tali da consentire la partecipazione dei suoi
iscritti;
- in grado di formulare un programma di politiche pubbliche;
- in condizione di durare per più di una tornata elettorale.
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 Per Max Weber (1918), i partiti «sono nella loro intima essenza delle
organizzazioni liberamente create e miranti a un reclutamento libero;
il loro fine è sempre la ricerca dei voti per elezioni a cariche
politiche».
 Per Giovanni Sartori (1976), «un partito è qualsiasi gruppo politico
identificato da un’etichetta ufficiale che si presenta alle elezioni, ed è
capace di collocare attraverso le elezioni (libere o no) candidate alle
cariche pubbliche».
 Per Anthony Downs (1957), un partito è una «compagine di persone
che cercano di ottenere il controllo dell’apparato governativo a seguito
di regolari elezioni». «I partiti formulano proposte politiche per
vincere le elezioni; non cercano di vincere le elezioni per realizzare
proposte politiche».
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- formulazione di proposte programmatiche
- reclutamento, selezione e coordinamento del
personale politico
- articolazione e aggregazione degli interessi
- creazione, elaborazione e diffusione di
informazioni politiche
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Quando e perché nascono i partiti?
Prospettiva genetica
Prospettiva strutturale
Si occupa delle modalità
attraverso le quali nel
corso del tempo sono
nati i partiti
Si preoccupa di
distinguere i partiti in
base alle caratteristiche
organizzative
(Rokkan, Lipset)
(Duverger, Downs, Aldrich)
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Rokkan individua 4 fratture (cleavages) nella società, che
hanno dato origine a organizzazioni politiche, che
rappresentano quelle problematiche e i gruppi sociali da
essi interessati.
Nelle fasi di costruzione dello Stato-nazione si creano le
condizioni per 2 potenziali fratture:
FRATTURA CENTRO/PERIFERIA
Il centro si definisce in riferimento alla
disponibilità di risorse e di potere,
mentre la periferia fa riferimento a delle
peculiarità etniche, linguistiche, culturali,
più o meno concentrate
FRATTURA STATO/CHIESA
In questo caso, si presenta la
situazione in cui esiste un partito che
rappresenta lo Stato e un altro partito
che, invece, rappresenta e tutela gli
interessi e gli ideali della Chiesa
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In seguito, la Rivoluzione industriale crea le condizioni per la
formazione di altre 2 potenziali fratture:
FRATTURA INTERESSI AGRARI /
INTERESSI INDUSTRIALI
FRATTURA DATORI DI LAVORO /
LAVORATORI
Questa frattura intercorre fra gli
interessi della campagna, in senso
lato agrari, e gli interessi della città,
in senso lato industriali
Questa frattura contrappone gli interessi della
borghesia e dei proprietari dei mezzi di
produzione a quelli dei lavoratori subalterni
industriali e, più raramente, agricoli
TESI DEL CONGELAMENTO DELLE FRATTURE SOCIALI
Per Lipset e Rokkan «i sistemi partitici degli anni sessanta riflettono, con
poche ma significative eccezioni, le strutture delle fratture degli anni venti»
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Duverger studia il fenomeno della nascita dei partiti
analizzando i rapporti fra le organizzazioni protopartitiche, il
parlamento e il suffragio.
1. Nella prima fase, quando il suffragio è largamente limitato, i partiti
nascono in parlamento (partiti parlamentari);
2. quando il suffragio viene ampliato, nascono strutture partitiche
extraparlamentari che fanno leva su organizzazioni e risorse esterne al
parlamento per acquisirvi rappresentanza (partiti extraparlamentari).
3. attorno agli anni ’20, appaiono anche partiti (fascisti e comunisti) che
sfruttarono la loro feroce critica antiparlamentare per acquisire consenso
elettorale e, una volta entrati in parlamento, tentare di distruggerlo
(partiti antiparlamentari).
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Max Weber distingue fra:
PARTITO DI NOTABILI
PARTITO DI MASSA
Si tratta di strutture embrionali e attivabili
soltanto nelle occasioni elettorali
Si basa su strutture permanenti e
mantenute in costante attività
Maurice Duverger distingue fra:
PARTITO DI QUADRI
PARTITO DI MASSA
Mira a riunire dei notabili per preparare
le elezioni, dirigerle e mantenere i
contatti con gli elettori
Fa affidamento sugli iscritti per il loro radicamento
e la loro affermazione in un sistema politico, per le
loro campagne elettorali e il loro finanziamento
Sigmund Neumann distingue fra:
PARTITO DI RAPPRESENTANZA INDIVIDUALE
Si attiva in occasione delle elezioni e spesso
non è diverso da un semplice comitato elettorale
PARTITO DI INTEGRAZIONE SOCIALE
È dotato di un’organizzazione estesa, permanente,
influente, aperta alla partecipazione degli iscritti
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Invece di una tendenza irreversibile verso la trasformazione di tutti i
partiti in organizzazioni burocratiche di massa, Otto Kirchheimer
(1966) ha sottolineato la loro trasformazione in PARTITI PIGLIATUTTI
(catch-all parties), le cui caratteristiche principali sono:
• drastica riduzione del bagaglio ideologico;
• ulteriore rafforzamento dei gruppi dirigenti di vertice;
• diminuzione del ruolo del singolo iscritto al partito;
• minore accentuazione di una specifica classe sociale o di una
platea religioso-confessionale come riferimento elettorale;
• apertura all’accesso di diversi gruppi di interesse.
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Caratteristiche principali del cartel party:
- riduzione ulteriore del bagaglio ideologico;
- alleggerimento delle strutture organizzative;
- personalizzazione e accentramento dei poteri nel leader del partito;
- maggiore affidamento sulle sovvenzioni statali;
- collusione interpartitica;
- compenetrazione tra partiti e Stato.
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I principali indicatori utilizzati dagli studiosi per valutare
l’eventuale trasformazione, più o meno critica, dei partiti sono:
 reclutamento degli iscritti;
 volatilità elettorale;
 strutturazione del voto;
 selezione del personale polito-governativo;
 formazione dell’agenda politica.
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Un sistema di partito presuppone:
- interazione orizzontale, competitiva, fra almeno 2
partiti;
- interdipendenza verticale tra elettori, partiti,
parlamento e governo.
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Secondo Sartori, per comprendere e classificare i sistemi di
partito è necessario descriverne il
FORMATO
e la
MECCANICA
Indica il numero di
partiti rilevanti
presenti all’interno
del sistema partitico
Descrive la logica di funzionamento
del sistema e le modalità di
relazione o competizione esistenti
fra i partiti
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1.
Criterio numerico: indica grosso modo il numero
dei partiti;
2. Criterio di rilevanza: un partito è rilevante se
possiede:
POTENZIALE DI COALIZIONE
POTENZIALE DI RICATTO
Riguarda quei partiti che risultano
utili, se non indispensabili, per la
formazione delle coalizioni di governo
Riguarda quei partiti che sono in grado di
esercitare notevole influenza sulle
attività della coalizione di governo
3. Distanza ideologica: indica la polarizzazione
esistente nel sistema partitico.
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Criterio numerico
SISTEMI NON Monopartitici
COMPETITIVI Egemonici
Logica di funzionamento
Totalitaria
Pragmatica o egemonica
A partito predominante
SISTEMI
Bipartitici
COMPETITIVI
Multipartitici limitati
Multipartitici estremi
Alternanza
Pluralismo moderato
Pluralismo estremo
Atomizzati
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Sartori distingue, in via preliminare, tra:
SISTEMI NON COMPETITIVI
SISTEMI COMPETITIVI
Si tratta di quei sistemi di partito
in cui le elezioni non influiscono
l’attribuzione di potere e delle
cariche di governo
Sono quei sistemi partitici in cui le
elezioni si tengono con periodicità
prefissata e sono decisive per
conferire seggi e potere ai partiti
I sistemi non competitivi possono
essere di 2 tipi:
1. MONOPARTITICI: dove esiste un solo partito, che può essere
pragmatico o ideologico (es. partiti comunisti);
2. EGEMONICI: tollerano la presenza di altri partiti, ai quali è consentito
ottenere seggi in parlamento, ma che sanno che non potranno mai
diventare maggioranza né, ancor meno, sostituire il partiti al governo.
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1.
A PARTITO PREDOMINANTE, nei quali esiste un partito che, in una lunga serie di
elezioni libere e competitive, ottiene regolarmente un numero molto consistente di
seggi tale da consentirgli di governare da solo;
2.
BIPARTITICI prevedono che:
a) soltanto due partiti, e sempre gli stessi, siano in grado di conquistare
alternativamente la maggioranza assoluta dei seggi;
b) uno di loro conquisti effettivamente una maggioranza parlamentare di seggi
sufficiente a governare;
c) il partito vittorioso decida regolarmente di governare da solo;
d) l’alternanza rimanga un’aspettativa credibile.
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3.
partiti ATOMIZZATI: si tratta di quei sistemi non stabilizzati, fluidi, nei
quali nessun partito conquisti percentuali consistenti di voti e nessun
partito mostra di poter durare e crescere nel tempo;
4.
MULTIPARTITICI LIMITATI: cinque o meno partiti rilevanti funzionano
con una logica centripeta e moderata, producendo alternanze di governo;
5.
MULTIPARTITICI ESTREMI: cinque o più partiti rilevanti funzionano
secondo una logica centrifuga, dove i partiti collocati ai due poli estremi
del sistema cercano di crescere svuotando il centro dello schieramento.
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IL MODELLO DI SARTORI
DISTANZA IDEOLOGICA
BASSA
GRANDE
Competizione
centripeta
Bipartitisimo
Multipartitisimo
moderato
ALTA
FRAMMENTAZIONE PARTITICA
PICCOLA
Multipartitisimo
segmentato
Competizione
centrifuga
Multipartitisimo
polarizzato
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Per Maurice Duverger, le forme di evoluzione dei sistemi di partito possono essere
indicate attraverso 4 tipi generali:
1.
l’ALTERNANZA, caratterizzata da un movimento pendolare periodico tra i partiti
nella formazione e composizione del governo;
2.
la DIVISIONE STABILE, assenza di variazioni importanti tra i partiti nel corso di
un periodo lungo;
3.
il PREDOMINIO, laddove esiste un partito che sta avanti a tutti e per un certo
periodo di tempo si distanzia nettamente dai suoi rivali;
4.
il SINISTRISMO, uno slittamento, lento ma regolare, del sistema dei partiti verso
sinistra.
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