Novena di Natale per la famiglia Questo sussidio è disponibile sul sito diocesano www.diocesisansevero.it 2012 32 1 31 2 Preghiera davanti al Presepe nella notte di Natale Gesù, noi ti offriamo un posto per abitare nel nostro cuore. Riempi i nostri giorni della tua gioia: l’allegria sieda alla tavola della nostra famiglia e di tutte le famiglie; la pace guarisca le ferite che fanno sanguinare tanti popoli e tanti animi; la festa colori le nostre giornate più grigie e quelle di ogni persona che si sente sola. Alimenta con il tuo Spirito la nostra fede, perché sappiamo affidarti la nostra vita, quella delle persone a cui vogliamo bene e la vita di coloro a cui nessuno pensa. Con questa fede, forte come la roccia, diventeremo testimoni del tuo amore: fa che tutti quelli che ci incontrano sentano risvegliare in se stessi la voglia di conoscerti più da vicino. LA FEDE DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE…. IN ATTESA DELLA SUA VENUTA! Le settimane del tempo di Avvento stanno correndo veloci, gli ultimi giorni prima di Natale sono generalmente sempre un po’... frenetici (gli auguri, i regali, ecc..). Il tempo nel quale viviamo è carico come non mai di problemi. Ci stanno crollando le certezze, vengono distrutte vecchie sicurezze e speranze. Ci dicono che dobbiamo spendere per far circolare risorse e danaro, lavoro e futuro. Si avvicina Natale e noi siamo tremendamente distratti, talora preoccupati, ma sempre con lo sguardo auto centrato su di noi, sulle nostre abitudini, sui nostri desideri. In questo Avvento dell’Anno della Fede, occorrerebbe invece donarsi un tempo di meditazione, di silenzio, di calma e distensione. Si tratta di “fermarsi” un momento per pensare al Natale in una prospettiva diversa da quella proposta dalle pubblicità televisive, dai grandi magazzini, ossia nella prospettiva suggerita dalle Sacre Scritture con la certezza che Dio non abbandona mai, che il suo amore è fedele. Qualunque cosa stiamo vivendo, qualunque problema dobbiamo affrontare, qualunque decisione dobbiamo prendere, qualunque sofferenza abbiamo nel cuore … Dio non ci lascia soli, non rimane indifferente, ma si fa vicino. La fedeltà di Dio apre il cuore a un dialogo con lui in una preghiera piena di fiducia. L’anima di ogni preghiera è la fede nella presenza amorosa di Dio, che a Natale ci viene incontro non con i segni della potenza, ma nella debolezza di un bambino che chiede amore e offre amore perché possiamo seguire il disegno provvidenziale di Dio nella nostra storia, come fece il patriarca Abramo, come fece Maria di Nazaret. Questo sussidio che l’Ufficio di Pastorale Familiare offre, si inserisce in questo contesto per farci riscoprire il gusto e la necessità di ritrovarsi a pregare insieme in famiglia, ponendoci sulla scia di personaggi che hanno avuto il grande dono di credere nella presenza di quel Dio che ci sorregge nel cammino e ci apre alla vita che non avrà mai fine. Il nostro mondo ha bisogno di uomini e donne di fede. Un augurio per questo tempo: “Beati voi che avete creduto. Beato chi si rimette in cammino sulla via della fede. Beato chi trova nell’attendere il Signore la sua gioia”. Buon cammino e Buon Natale! Don Quirino Angela e Michele e la Commissione Diocesana per la Famiglia «Una generazione narra all’altra le meraviglie dell’amore di Dio» (Sal 145, 5). 30 3 La famiglia ascolta gli annunci degli antichi profeti … ed impara ad annunciare “Ora, come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunci? E come lo annunceranno, se non sono stati inviati? Come sta scritto: Quanto sono belli i piedi di coloro che recano un lieto annuncio di bene!” (Rom 10, 14-15) Valore profetico della famiglia La scelta vocazionale della coppia ha oggi più che mai un grande valore profetico. In un mondo che ha un disperato bisogno di “liete notizie”, la famiglia è custode e portatrice dell’amore di Dio che spiana le strade. L’amore fra l’uomo e la donna e che da questi si riversa sui figli genera una forza potentissima che nessuno e niente è in grado di mortificare. È l’araldo che sale sul monte e senza timore annuncia la lieta notizia. Preghiera per iniziare tutti i giorni la Novena Noi ti ringraziamo, Signore del tempo e della storia, perché hai voluto parlare al cuore di tanti uomini e donne che con generosa sollecitudine hanno saputo rispondere agli appelli della tua tenerezza. Le alterne vicende umane sono costellate dagli esempi della loro vita illuminata dalla tua chiamata e impreziosita dalla loro risposta: la prontezza di Abramo e il coraggio di Mosè; la giovinezza di Davide e la profezia di Geremia; la fede incredula di Zaccaria e la gioia riconoscente di Elisabetta; l’austera franchezza di Giovanni il precursore i silenzi mistici e fattivi di Giuseppe; l’Eccomi nuovo di Maria, madre del Messia e Signore Gesù. Noi ti ringraziamo, perché sempre ci doni la luce di quella stessa Parola che, feconda, è risuonata nella loro vita e che oggi illumina la nostra. Dona a noi il chiarore del cuore e della mente per saper discernere la tua paterna volontà e così dare ragione al mondo della speranza che è in noi. Amen. Non avete notato? C'è nell'aria e nel cuore tanta voglia di natale. Vi siete chiesti il perché? Si dice che a Natale tutti ci si sente più buoni. Perché Dio si è messo in cammino per incontrare i suoi figli che si erano perduti, e la bontà, il perdono, la gioia vera si sono sposati in ogni uomo che nasce nel Dio che si è fatto bambino, per regalarci il perdono e la pace. Il canto di gloria e di gioia e di pace degli angeli nella stalla di Betlemme, lungo la storia l'abbiamo sfumato, trasformato, dimenticato e stonato. E' sì rimasto il Natale ma ha camminato altrove, la gioia e la pace del Bambino Santo si è cambiata in festa di regali, luci sfolgoranti, vacanze esotiche, ma il mondo non ha ancora trovato la Pace. Forse ci stiamo dimenticando che è Natale perché Dio si è incarnato per ridarci la vita, insegnarci il perdono, abbattere i muri creare famiglia. Ecco perché quest'anno sentiamo tanta voglia di natale. Vogliamo che Gesù rinasca fra le macerie di terremoti e tsunami, che rinasca nei cuori di milioni di bambini sfruttati, violentati, sfigurati e uccisi; che rinasca nella sua Betlemme dilaniata e nella Gerusalemme divisa e nel cuore di ogni uomo di buona volontà. Sì, la voglia di natale, del natale vero si respira nell'aria e negli occhi di tutti gli uomini. Vieni Signore Gesù! Vieni Gesù! Vieni! Vieni Gesù! Vieni ! 4 29 UNA STORIA DI NATALE ... È la notte di Natale. I bambini trovano i regali ai piedi dell’albero illuminato. Su ogni regalo c’è una bella etichetta con scritto un nome: «Per Riccardo, da parte dei nonni», «Per Daniela, da parte degli zii»…I bambini, impazienti, aprono i loro pacchi, a uno a uno, senza guardare davvero quello che c’è dentro. Cercano qualcosa che non trovano e sembrano veramente dispiaciuti. I genitori, molto stupiti, chiedono: ‐ «Ma che cosa state cercando così? Non avete ricevuto i regali che avete chiesto?» ‐ «Mamma, ci hai detto che il regalo più bello che si può desiderare è Gesù. Non lo abbiamo trovato! Papà, in quale scatola è?» ‐ «Bambini miei, Gesù non è un oggetto, non è qualcosa che si può comprare. Non lo troverete in una scatola! È dentro di noi, vive in fondo al cuore di ciascuno. E il nostro cuore è come un presepe in cui può riposarsi comodamente.» DOMENICA 16 DICEMBRE “Noè: erede della giustizia che si ha mediante la fede” accensione di una luce (candela o cero …): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal libro della Genesi ( 6,5.13-14.17-18.22) 13Dio Il Natale, festa del Dono con la D maiuscola, di Gesù, non può non diventare festa dei doni. Ma una festa di doni che arricchiscano chi li fa e chi li riceve, e che si possono fare serenamente anche in tempo di crisi. Quali sono questi doni? Ce li indica la parola di Dio. Dalla Messa di mezzanotte alla festa dell’Epifania sentiamo continuamente parlare di luce, pace, gioia: ““Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce”; “Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”; “Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine”; “Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce”; “Vi annuncio una grande gioia”; “è nato per voi un Salvatore”; “e sulla terra pace agli uomini”; “la luce splende nelle tenebre”. Sono questi i doni che il Natale ci invita ad accogliere e a diffondere. Sono questi i doni che hanno il potere di farci ritornare bambini, di farci diventare più buoni, di farci essere un dono gli uni per gli altri. disse a Noè: "È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. 14Fatti un'arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. 17Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c'è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà. 18Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell'arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. 22Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato: così fece. Dalla lettera agli Ebrei (11,7) “Per fede Noè, divinamente avvertito di cose che non si vedevano ancora, con pio timore, preparò un’arca per la salvezza della sua famiglia; con la sua fede condannò il mondo e fu fatto erede della giustizia che si ha per mezzo della fede” . Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio. 5 28 Meditiamo insieme: Mentre il resto del mondo diventò malvagio, Noè tenne ferma la sua integrità. Egli era un uomo veramente giusto, giustificato prima da Dio per la fede nella discendenza promessa. Perciò fu reso santo e visse con principi giusti: era giusto nel parlare, non era solo onesto, ma devoto ed era sua costante preoccupazione fare la volontà di Dio. Dio guarda con favore verso coloro che Lo cercano sinceramente con fede. La profondità della fede si vede quando si nuota controcorrente e ci si schiera dalla parte di Dio quando tutti gli altri non lo fanno, e Noè fece proprio questo. La vecchia storia è sempre attuale: le disgrazie che inondano il mondo sono la parabola del male e della corruzione in cui siamo affogati. Noi siamo chiamati a testimoniare con coraggio e perseveranza la nostra fede in Dio. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce. PREGHIERA CONCLUSIVA Ti ringraziamo, o Padre, di questi giorni che ci offri per imparare a vivere nella fede, certi che la salvezza che ogni uomo cerca è garantita per sempre dall’arcobaleno che Tu hai dipinto in cielo. C’è sempre un’arca che ci può portare in salvo… Purché ci sia tra noi qualche giusto pronto ad obbedire alla Tua parola e a credere alla Tua promessa. Padre nostro … BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: "Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me". Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. Parola del Signore Lode a te, o Cristo! Meditiamo insieme: Nel Natale contempliamo il sì originario di Dio: sì all'uomo, sì al mondo, sì al perdono, sì al rinnovamento dell’alleanza. Infatti tutte le promesse di Dio in lui sono "sì". Per questo attraverso di lui sale a Dio il nostro "Amen" per la sua gloria. Il sì di Dio, fatto carne in Gesù, determina un’inversione della storia. Le parole semplici, ma dense del prologo di Giovanni ci dicono che tutta la realtà, tutto ciò che vediamo, che sperimentiamo, che costruiamo, deriva da Dio, ha la sua origine in lui: «Tutto è stato fatto per mezzo di lui», perché tutto nasce dalla volontà di Dio di comunicarsi, di trasmettere il suo amore. “a quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio”. Anche noi lo accogliamo dicendo il nostro «Sì»!, «Credo, Amen, mi affido a te, Signore». Per la preghiera prima del pranzo di Natale Benedici Signore, il cibo che ci doni in questo giorno, in cui tu hai rallegrato tutta la terra con la nascita del Salvatore. Oggi la salvezza è apparsa in questa casa. La nostra abitazione è divenuta una piccola Betlemme e hai dissipato con la tua Grazia le tenebre dei nostri cuori a causa dei rancori, dei risentimenti, delle ferite che ci accompagnano. Benedici la nostra famiglia e le persone che ci sono care. Aiutaci ad accogliere le persone che incontriamo e donaci lo stesso sguardo di amore del Tuo Figlio. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen 6 27 MARTEDÌ 25 DICEMBRE LUNEDÌ 17 DICEMBRE È NATO GESÙ “Abramo: padre della fede” accensione di una luce (candela o cero …): per entrare in preghiera accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme Preghiamo insieme O Dio di infinità gioia e bontà, inviandoci il tuo Figlio ci fai assaporare il tuo amore infinito e sconfinato. Concedici di attingere con fede dal tuo amore e rendici capaci di diffondere gioiosamente grati la gioia di sentirci amati da Te.. METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal Vangelo secondo Giovanni (1,1-5.9-) In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: 3tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal libro della Genesi (12,1-3) Dio disse ad Abramo: "Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione... in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra" Dalla lettera agli Ebrei (11,17-18) "Per fede Abramo, messo alla prova, offrì Isacco e proprio lui, che aveva ricevuto le promesse, offrì il suo unico figlio, del quale era stato detto: In Isacco avrai una tua discendenza che porterà il tuo nome" (11,17-18). Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio Meditiamo insieme: Abramo è il padre della fede, da lui ha inizio la storia della salvezza. Abramo è l’uomo che si è fidato di Dio, anche quando non capiva il suo volere, anche quando gli eventi lo sfidavano a non sperare più. Anche attraverso i suoi cedimenti e le sue debolezze, Abramo è educato a vivere di fede e speranza. Viene messo alla prova da quel Dio nel quale aveva riposto la sua 7 26 fiducia, è chiamato, ad offrire in sacrificio a Dio, proprio il suo unico figlio, a cui era legata ogni sua speranza, conforme del resto alla promessa di Dio di una numerosa discendenza. Abramo esce vittorioso da questa prova, una prova drammatica che metteva in questione direttamente la sua fede. In quell'istante tragico, in cui era ormai pronto ad infliggere il colpo mortale a suo figlio, Abramo non cessò di credere. Anzi, la sua fede nella promessa di Dio raggiunse il culmine. E la sua fede, il suo totale abbandono in Dio, non lo deluse, riebbe Isacco, poiché credette a Dio fino in fondo e incondizionatamente. Una fede, quella di Abramo, che ci chiama all’imitazione, ad una risposta di fiducia all’amore di Dio nei fatti concreti della nostra esistenza. Accogliere la Parola, lasciarla risuonare dentro di sé, incarnarla nel quotidiano, affidarsi ad essa in atteggiamento di completo abbandono: questa è fede! Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce. Meditiamo insieme: Fin dall'inizio della creazione Dio aveva stabilito di vivere con l’uomo, di essere con lui in rapporto di amicizia... Ma con il peccato l'uomo perse l'amicizia di Dio, si trovò solo, abbandonato a se stesso, in un mondo ostile. Dio però rimase fedele al suo progetto: si scelse un popolo, Israele, lo prese sotto la sua protezione e in mezzo ad esso pose la sua dimora. A questo popolo annunciò più volte, per mezzo dei profeti, che avrebbe mandato un Salvatore, un Messia, per riannodare il rapporto dell'antica amicizia con tutti gli uomini, per stabilire la sua dimora nel cuore di ogni uomo. Questo annuncio è diventato realtà con la nascita di Gesù: il Figlio di Dio ha preso un corpo d'uomo nel seno di Maria; in lui possiamo contemplare il volto di Dio. Gesù ora è presente come « Dio-con-noi » anche nella Chiesa, nella Parola che ci viene annunciata, nell'Eucaristia e nei sacramenti che celebriamo; è presente in ognuno dei nostri fratelli, lui che ha detto: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me » (Mt 25,40). Egli è ancora presente in ciascuno di noi, nel nostro cuore quando ascoltiamo con fede la sua Parola e la mettiamo in pratica; da noi egli aspetta questa risposta di fedeltà al suo amore. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. PREGHIERA CONCLUSIVA Aiutaci Signore, a lasciare le nostre sicurezze e metterci in cammino verso una fede sempre più grande, più pura, più totalmente abbandonata a Te. Fa’che la nostra fede possa diventare fondamento, o almeno aiuto, per la fede degli altri, perché non è mai troppo tardi per diventare credenti. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce PREGHIERA CONCLUSIVA O Signore, nostro Dio, i nostri occhi non ti vedono, ma noi crediamo che tu sei qui presente in mezzo a noi, perché siamo radunati nel tuo nome. Benedici la nostra famiglia che si prepara al Natale di Gesù e ascolta la nostra preghiera. Padre nostro… Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 8 25 LUNEDÌ 24 DICEMBRE MARTEDÌ 18 DICEMBRE “La fede di Sara” “Gesù e il suo Si all’umanità. accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme Preghiamo insieme (utilizziamo la preghiera a pag. 2) (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal Vangelo secondo Luca (2,1-7) In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. Dalla lettera agli Ebrei (1,1-2) “Dio, che molte volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha stabilito erede di tutte le cose e mediante il quale ha fatto anche il mondo”. Dal libro della Genesi (18, 9-10.12-14) Il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mamre. 9Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda". 10Riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda, dietro di lui. 12Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono, dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!". 13Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: "Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia"? 14C'è forse qualche cosa d'impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te tra un anno e Sara avrà un figlio". Dalla lettera agli Ebrei (11,11-12) “Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa. Perciò, da una sola persona, e già svigorita, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si può contare.” Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio. 24 9 Meditiamo insieme: Nel rituale del sacramento del Matrimonio, la splendida benedizione nuziale augura alla sposa di essere longeva e fedele come Sara. Sara ha un indiscutibile primato storico: prima donna ebrea e prima madre ebrea, di conseguenza è una delle più importanti figure femminili nella storia perché rappresenta l’origine naturale del popolo ebraico. Era di una bellezza non comune che sembrava aumentare con il passare degli anni. Sara era sterile e per una donna di quei tempi la sterilità era qualcosa di cui vergognarsi se non addirittura segno evidente di non avere su di sé il favore di Dio. Questo rammarico divenne più potente della sua stessa fede nell’Onnipotenza di Dio. Sara ha riso, non a motivo di una gioiosa attesa di un figlio così a lungo aspettato, ma piuttosto con una strana combinazione di sorpresa, mancanza di comprensione e impotenza davanti a qualcosa di veramente inusuale: che una novantenne dovesse diventare madre, con un marito centenario. La ragione per cui Sara ricevette forza per portare avanti la gravidanza di Isacco quando era ormai anziana, risiede nel fatto che arrivò a credere nella fedeltà di Dio! Quando le vie di Dio sono più alte delle nostre vie, quando tali vie non quadrano facilmente con la nostra esperienza di vita, non sempre riusciamo a comprendere che le Sue vie spesso cambiano i nostri piani per introdurre qualcosa di meravigliosamente nuovo. PREGHIERA CONCLUSIVA Signore, nella nostra vita dovremmo imparare a somigliare un po’ più a Giuseppe. Aiutaci ad avere una fede silenziosa ma vigorosa nella preghiera e nell’ascolto, con un cuore docile e pronto ad accogliere i tuoi progetti anche quando questi si scontrano apparentemente con i nostri. Aiuta i papà perché compiano fedelmente la grande responsabilità di educare e formare i loro figli donando loro, con uno sforzo continuo, il meglio di sé. Aiuta i figli a comprendere ed apprezzare l’abnegazione dei genitori. Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce. PREGHIERA CONCLUSIVA Ti diciamo grazie Signore, perché non ci respingi quando abbiamo dei dubbi. Aiutaci a passare dal dubbio allo stupore per le meraviglie che tu compi nella nostra vita. Sostienici in tutte le circostanze della vita. Illumina i nostri sentieri e guidaci sulle tue vie per essere pronti all’incontro con Te che ci attendi con gioia e amore. Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 10 23 Meditiamo insieme: Di Giuseppe non si parla molto nel Vangelo e di lui sappiamo davvero poco, ma quanto basta a delineare la figura di un grande uomo. Giuseppe è sicuramente un modello di fede fatto di silenzio e ascolto. Giuseppe è un artigiano, un lavoratore, un uomo che, cercando di attuare nella sua vita la giustizia verso Dio e verso gli altri, accoglie il non facile compito che Dio gli affida nella storia della salvezza. Non sarà stato semplice da parte sua accettare la versione di Maria sul suo concepimento; la notizia lo ha sicuramente sconvolto! In questo dramma, in questo buio che sperimenta durante la sua notte interiore… Dio gli si manifesta nel Sogno. In questo momento di sconforto e delusione si ode il “non temere”, lo stesso che l’angelo aveva detto a Maria. È segno di una promessa che fa Dio, garanzia della sua presenza insieme a noi in ogni situazione. Ecco che nel buio della notte il sogno di Giuseppe muta il suo carattere, da incubo che precedeva il ripudio di Maria, si trasforma in adesione ad un progetto che è ben più grande di quello prospettato con lei. Giuseppe ha il coraggio di sognare insieme a Dio! Giuseppe si desta, non perde tempo e si rialza dalla sua notte: ha una nuova responsabilità affidatagli da Dio e la accoglie con gioia. Egli sa fidarsi di Dio della sua fedeltà alle promesse. Sa adattare il suo progetto di vita al progetto più grande che Dio gli manifesta. Per la sua obbedienza, la sua disponibilità in tutto, il restare nascosto ed il lavoro quotidiano, questo grande Santo è diventato un modello per il credente. Con il suo agire, egli ci dice che chi crede deve accogliere senza paura la chiamata di Dio, deve perseguirla anche quando non capisce tutto e nell'umiltà del cuore deve leggere i segni della sua volontà. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce MERCOLEDÌ 19 DICEMBRE “per fede … Mosè” accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal libro della Genesi (3,1-2.4.7-12) Mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l'Oreb. L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Dio gridò a lui dal roveto: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!". Il Signore disse: "Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell'Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele. Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va'! Io ti mando dal faraone. Fa' uscire dall'Egitto il mio popolo, gli Israeliti!". Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall'Egitto?". Rispose: "Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte". Dalla lettera agli Ebrei (11,23-29) “Per fede Mosè, quando nacque, fu tenuto nascosto per tre mesi dai suoi genitori, perché videro che il bambino era bello, e non ebbero paura dell’editto del re. Per fede Mosè, fattosi grande, rifiutò di essere chiamato figlio della figlia del faraone, preferendo essere 22 11 maltrattato con il popolo di Dio, che godere per breve tempo i piaceri del peccato; Per fede abbandonò l’Egitto. Per fede celebrò la pasqua e fece l’aspersione del sangue affinché lo sterminatore dei primogeniti non toccasse quelli degli Israeliti. Per fede attraversarono il mar Rosso su terra asciutta, mentre gli Egiziani che tentarono di fare la stessa cosa, furono inghiottiti”. Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio DOMENICA 23 DICEMBRE “Giuseppe: l’obbedienza della fede” accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme Meditiamo insieme: Mosè è colui che ha guidato il popolo d’Israele verso la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Mosè è l’uomo che ha parlato con Dio faccia a faccia ed è il simbolo della sua presenza: attraverso di lui il Signore si è manifestato al popolo ebraico con molti segni prodigiosi. Di Mosè si racconta soltanto ciò che è frutto della sua fede in Dio. Si potrà immaginare in minima parte quanto sia stata determinante la fede di Mosè, nella scelta di lasciare i suoi privilegi e il lusso del palazzo del faraone per identificarsi con un popolo di schiavi. Mosè avrebbe potuto razionalizzare una scelta ben diversa, quella di rimanere nella casa del faraone, in base all’evidente provvidenza divina che aveva determinato il suo ingresso in essa. Invece abbracciò per fede le promesse che Dio aveva fatto al suo popolo e che prevedevano la venuta nel mondo del Messia e con lui una grande benedizione per “ogni famiglia della terra”. La celebrazione della pasqua, prima dell’intervento liberatore di Dio e la decisione di incamminarsi attraverso il mar Rosso, illustrano bene come la fede in Dio permette di rimanere costanti, come se si vedesse con i propri occhi fisici colui che è visibile soltanto agli occhi della fede. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal Vangelo secondo Matteo (1,18-24) «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un Angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati". Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: "Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele", che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'Angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». Parola del Signore Lode a te, o Cristo! Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce. 21 12 Meditiamo insieme: Un dialogo quello tra Maria e l’angelo che sa’ di sintonia, di comprensione reciproca, di tenerezza. Lei appena adolescente, l’angelo Gabriele, il più grande tra gli angeli di Dio che porta le rivelazioni più grandi nella storia. Ad unirli c’è il legame con il Padre, che fa di Maria la prescelta fin dal suo concepimento. Maria, abita in un paesetto sconosciuto, anche lei, come tutti ha i suoi progetti, i suoi sogni. Anche lei sa guardare al mondo con speranza, non si adatta al male che imperversa, è sicura che Dio non abbandona il suo popolo e in questa attesa, nei suoi sogni si mette a disposizione di Dio. E Dio sceglie proprio lei, una semplice ed umile fanciulla, per chiedere di fargli da madre. Maria sa bene che, accettando, la sua vita cambierà completamente, ma decide di fidarsi di Dio, di avere fede. Per mezzo di Lei si è compiuta la nuova alleanza tra noi uomini e Dio. Per tutti Maria è modello di fede e di disponibilità, e immagine della chiesa che è chiamata a fare la volontà del Signore. PREGHIERA CONCLUSIVA Da Mosè impariamo che tu sei un liberatore potente; non tanto da un Paese lontano, ma dal peccato, e ci doni le Parole dell’Alleanza. Aiutaci, perché riconosciamo il tuo volto e seguiamo con entusiasmo le strade per giungere alla vera gioia. Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce PREGHIERA CONCLUSIVA Signore, aiutaci a seguire l’esempio di Maria, fa’ che come lei sappiamo essere disponibili all’ascolto della Parola, a dire sempre di sì al Padre, a realizzare il suo progetto d’amore. Non lasciarci prendere da falsi timori e a non scoraggiarci dal male che c’è in noi e fuori di noi, ma fa’che apriamo con gioia la mente e il cuore al Dio che ci salva. Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 20 13 GIOVEDÌ 20 DICEMBRE SABATO 22 DICEMBRE “Maria e il suo….. Eccomi!” “La fede dei profeti” accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme Preghiamo insieme (utilizziamo la preghiera a pag. 2) (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Dal libro del profeta Isaia (1,2.19.26; 7,14-15) Udite, o cieli, ascolta, o terra, così parla il Signore: "Ho allevato e fatto crescere figli, ma essi si sono ribellati contro di me. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra. Renderò i tuoi giudici come una volta, i tuoi consiglieri come al principio. Allora sarai chiamata "Città della giustizia", "Città fedele"". Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele. Egli mangerà panna e miele finché non imparerà a rigettare il male e a scegliere il bene. Dal Vangelo secondo Luca (1,26-38) Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo ». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei. Dal libro del profeta Geremia (1,4-8) Mi fu rivolta questa parola del Signore: "Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni". Risposi: "Ahimè, Signore Dio! Ecco, io non so parlare, perché sono giovane". Ma il Signore mi disse: "Non dire: "Sono giovane". Tu andrai da tutti coloro a cui ti manderò e dirai tutto quello che io ti ordinerò. Non aver paura di fronte a loro, perché io sono con te per proteggerti". Oracolo del Signore. Dal libro del profeta Ezechiele (2,3-5) Mi disse: "Figlio dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono 14 Parola del Signore Lode a te, o Cristo! 19 Meditiamo insieme: La coppia Elisabetta e Zaccaria, si colloca, come collegamento definitivo ed essenziale fra l'Antico e il Nuovo Testamento che risulta essere impregnato di cultura e religiosità giudaiche. Zaccaria è un sacerdote secondo la legge di Mosè, Elisabetta è una donna che segue gli insegnamenti del Signore. Nonostante non possano avere figli, mai si sono allontanati da Dio, continuano ad avere fede in lui. Conducono una vita irreprensibile, una vita da "giusti" davanti a Dio. La sterilità era interpretata dall'opinione pubblica come una punizione divina, ma Dio vince la loro vecchiaia e la sterilità, interviene per "riabilitare" le persone dinanzi alla società e per mostrare attraverso di loro la sua onnipotenza nel condurre avanti la storia della salvezza. Gabriele annuncia il concepimento del precursore del Messia nella persona di Giovanni Battista. Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce PREGHIERA CONCLUSIVA Donaci signore, di guardare con più fiducia e speranza alla nostra fragilità umana e al male che vediamo in noi, sorretti dalla certezza che il mistero del Natale ci riabilita e ci rinnova. Aiutaci ad imparare che anche il silenzio serve per scoprire le tue parole; quel silenzio che spesso manca nelle nostre case, piene di troppi inutili suoni. Padre nostro… BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: "Dice il Signore Dio". Ascoltino o non ascoltino - dal momento che sono una genìa di ribelli -, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. Dal libro del profeta Michea (5,1-4a) E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d'Israele. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace! Parola di Dio Rendiamo grazie a Dio Meditiamo insieme: Molti secoli prima della nascita di Gesù, i profeti, sono stati chiamati da Dio ad annunziare il regno dei cieli. Erano uomini giusti e santi, che Dio sceglieva per ricordare al popolo il suo patto di alleanza, la sua promessa di salvezza. A volte, sempre per volere di Dio, hanno dovuto anche sgridare e richiamare il popolo sulla retta via, quando questo si allontanava dagli insegnamenti di Dio. Hanno avuto il difficile compito di tenere viva la fede e la speranza del popolo d’Israele in tempi difficili. Essi prendevano le difese dei deboli e dei poveri, contro la prepotenza dei ricchi e dei potenti. Predicavano la conversione e invitavano il popolo ad avere fiducia in Dio. Nei momenti di difficoltà e di sfiducia, il profeta ridestava la speranza nel cuore del suo popolo, invitandolo ad avere fiducia nelle promesse di salvezza di Dio. Le voci dei profeti hanno guidato il popolo d’Israele a mantenere ferma la fedeltà all’alleanza ed hanno anche insegnato a sperare in un’alleanza nuova, che non aveva più come riferimento un contratto scritto su tavole di pietra, ma si proponeva come un’alleanza d’amore, capace di coinvolgere il cuore. 18 15 Silenzio: ciascuno riprende il brano del Vangelo. VENERDÌ 21 DICEMBRE Dopo il silenzio, entriamo in dialogo: per mettere in comune ciò che il Signore ci suggerisce. “La fede di Zaccaria ed Elisabetta” PREGHIERA CONCLUSIVA O Dio, molte volte e in diversi modi nei tempi antichi hai parlato ai padri per mezzo dei profeti. Molte volte hai offerto agli uomini la tua alleanza, e per mezzo dei profeti hai insegnato a sperare nella salvezza. Da Isaia e da tutti i profeti impariamo il valore della Parola come fondamento della fede. Signore, rendici attenti all’ascolto delle tue parole perché come i profeti, possiamo portare in ogni situazione segni di speranza e di salvezza. accensione di una luce (candela o cero…): per entrare in preghiera Padre nostro… Dal Vangelo secondo Luca ( 1, 5-20) Al tempo di Erode, re della Giudea, c'era un sacerdote chiamato Zaccaria, della classe di Abìa, e aveva in moglie una discendente di Aronne chiamata Elisabetta. Erano giusti davanti a Dio, osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni. Mentre Zaccaria officiava davanti al Signore nel turno della sua classe, secondo l'usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio per fare l'offerta dell'incenso. Allora gli apparve un angelo del Signore. Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l'angelo gli disse: "Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, che chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza e molti si rallegreranno della sua nascita, poiché egli sarà grande davanti al Signore ….. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: "Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna tra gli uomini". BENEDIZIONE Il Signore ci benedica e ci protegga. Faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua grazia. Il Signore rivolga a noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Preghiamo insieme (utilizziamo la preghiera a pag. 2) METTIAMOCI IN ASCOLTO DELLA PAROLA DEL SIGNORE: Parola del Signore Lode a te, o Cristo! 16 17