Deliberazione n. 106 del 21/02/2013
Documento di Direttive
Anno 2013
per la formulazione del budget
in attuazione dell’art. 14 della L.R. n. 55/1994
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INDICE
PREMESSA…………………………………………………………………………pag. 3
INDICAZIONI GENERALI per la formulazione del budget derivanti
dalla PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E REGIONALE …………....…..pag. 4
INDICAZIONI SPECIFICHE per la formulazione del budget ….……..pag. 8
-
Obiettivi specifici per L’OSPEDALE……………………………………..pag. 9
-
Obiettivi specifici per IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE…….pag. 11
-
Obiettivi specifici per IL DISTRETTO SOCIO SANITARIO…………pag. 13
-
Obiettivi specifici per LA STRUTTURA AMMINISTRATIVA.……….pag. 20
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Premessa
Documento di direttive 2013
PREM ESSA
Il perdurare di una congiuntura economica sfavorevole, che ha caratterizzato la
programmazione dell’ultimo biennio, si ripropone in modo più intenso nell’anno
2013 ed impone una gestione ancora più improntata al rigore, alla razionalizzazione
e al contenimento dei costi.
Il quadro economico e finanziario di riferimento per l’elaborazione delle proposte di
bilancio preventivo si caratterizza per una contrazione delle risorse disponibili.
Anche quest’anno, pertanto, necessita un richiamo generale ai criteri di efficienza,
efficacia, economicità ed appropriatezza che devono rappresentare, in tutti gli
ambiti, i principi guida del nostro operare, al fine di ottimizzare le risorse impiegate
e garantire la sostenibilità del bilancio aziendale, anche in prospettiva, continuando
ad assicurare un’efficace risposta ai bisogni di salute.
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Indicazioni generali
Documento di direttive 2013
IN D IC A Z IO N I G E N E R A L I
P E R L A F O R M U L A Z IO N E D E L B U D G E T
DERIVANTI DALLA PROGRAMMAZIONE
N A Z IO N A L E E R E G IO N A L E
Tra i principali strumenti di programmazione regionale, che costituiscono le indicazioni
prioritarie per la formulazione del budget, tra gli altri documenti di previsione, vi sono gli
obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi assegnati ai direttori generali all'atto della
nomina.
Ad oggi, essi sono in corso di emanazione. Pertanto, in attesa di un nuovo riferimento
normativo, si chiede di far riferimento a quelli già assegnati con la D.G.R.V. n° 3140/2010
e la successiva D.G.R.V. n° 2369/2011 di integrazione.
L’obiettivo da perseguire è quello di intraprendere ogni azione utile ad
assicurare il raggiungimento complessivo, ove non già perseguito, del valore
soglia per ciascun obiettivo, come indicato nell’allegato alla D.G.R.V. n.
2369/2011.
Tra gli atti regionali di programmazione, che definiscono gli obiettivi aziendali
da perseguire nell’anno 2013, si richiamano i seguenti.
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Indicazioni generali
Documento di direttive 2013
PIANO ATTUATTIVO LOCALE DELLE CURE PRIMARIE
D.G.R.V. n. 1666 del 185/10/2011 (che ha definito le linee di indirizzo
operative per l’attuazione della D.G.R.V. n. 41 del 18/01/2011) resa operativa
con la D.G.R.V. n. 1510 del 31/07/2012.
In ottemperanza alle indicazioni regionali, con deliberazione del direttore generale n. 745
del 18/10/2012 “D.G.R.V. n. 1666 del 07/08/2012. Presa d’atto dell’adesione da parte dei Medici di
Medicina Generale al Piano Aziendale dell’assistenza primaria dell’U.L.S.S. n. 2.” l’azienda ha preso
atto delle intenzioni dei MMG circa l’adesione al proprio Piano attuattivo locale delle cure primarie
e, in particolare, agli indirizzi volti al potenziamento dell’assistenza primaria.
Nel corso del 2013, sarà data graduale applicazione alla programmazione.
LINEE DI INDIRIZZO IN MATERIA DI MISURAZIONE E
VALUTAZIONE DEI DIPENDENTI DEL SERVIZIO SANITARIO
REGIONALE ED IN MATERIA DI TRASPARENZA
D.Lgs. n. 150 del 27.10.2009 e D.G.R.V. n. 2205 del 6/11/2012
La deliberazione, adottata per favorire un’applicazione omogenea da parte delle aziende e
degli enti del S.S.R. delle disposizioni contenute nel D. Lgs n. 150/2009, prevede la costituzione
degli organismi indipendenti di valutazione (O.I.V.) e detta linee di indirizzo in materia di:
- principi generali in materia di valutazione e trasparenza;
- ciclo di gestione della valutazione dei risultati;
- soggetti del processo di misurazione e valutazione dei risultati;
- disciplina dell’organismo indipendente di valutazione .
Nel corso del 2013, l’U.L.S.S. n. 2 dovrà completare l’adeguamento del proprio processo
di misurazione e valutazione dei risultati e disciplinare l’organismo indipendente di valutazione.
REVISIONE DELLA SPESA PUBBLICA CON INVARIANZA DEI SERVIZI
AI CITTADINI (SPENDING REVIEW)
D.G.R.V. n. 2621 del 18/12/2012 “L. 7 agosto 2012, n. 135
Tale provvedimento approva una serie di iniziative, ulteriori rispetto a quelle già previste
con la D.G.R.V. n. 1670 del 7/08/2012 (che prevedeva la riduzione del 5% dei limiti di costo 2012
per i direttori generali delle aziende sanitarie), da porre in essere al fine di assicurare gli obiettivi di
risparmio previsti dalla spending review. La D.G.R.V. n. 2621/2012 tocca vari ambiti della sanità
regionale, tra i quali, quelli di rilievo per la nostra azienda, riguardano:
- il personale del SSR, con la definizione di un percorso di graduale raggiungimento del tetto
di spesa previsto dalla L. n. 191/2009 per gli anni 2013 e 2014, i cui vincoli sono stati estesi
anche alle Regioni che assicurano l’equilibrio economico, pari al valore dell’anno 2004 ridotto
dell’1,4%;
- la spesa farmaceutica, dove il limite di costo fissato dalla D.G.R.V. n. 715/2012 è stato
ridotto e fissato per la nostra azienda a 11.687.000 €;
- l’assistenza integrativa regionale (AIR), nell’ambito della quale si impone un attento
monitoraggio volto a garantire l’appropriatezza, con particolare riferimento ai dispositivi per
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-
Indicazioni generali
Documento di direttive 2013
l’autocontrollo e l’autosomministrazione a favore di soggetti diabetici, rispetto ai quali è fissato
un limite di costo mensile per assistibile pesato non superiore ad euro 0,65;
le tariffe e le quote di rilievo sanitario relative alla residenzialità extraospedaliera,
rimodulate a partire dal 1 gennaio 2013.
FINANZIAMENTO DEGLI INVESTIMENTI
D.G.R.V. n. 2618 del 18/12/2012, D.G.R.V. n. 2855 del 28/12/2012
La D.G.R.V. n. 2618/2012 assegna a ciascuna azienda una quota del Fondo per il
finanziamento degli investimenti, volta a finanziare, almeno parzialmente, quanto realizzato nel
corso del’esercizio 2012 da parte delle aziende, a completare investimenti con lavori di durata
pluriennale ed a far fronte ad urgenze, al fine di evitare interruzioni del pubblico servizio. Tale
importo per l’ULSS 2 corrisponde ad € 2.107.000, valore confermato anche nel 2013 con D.G.R.V.
n. 2864/2012.
La D.G.R.V. n. 2855/2012 fornisce alle aziende sanitarie indicazioni riguardo le modalità di
contabilizzazione degli investimenti acquisiti con particolari forme di finanziamento ed, in
particolare, con l’utile di esercizio, con mutui, contratti di service e riguardo la contabilizzazione
della protesica, di cui quest’azienda terrà conto nella predisposizione del Bilancio preventivo
economico annuale 2013.
ASSEGNAZIONE PROVVISORIA ALLE AZIENDE SANITARIE DEL
VENETO DELLE RISORSE FINANZIARIE PER L’EROGAZIONE DEI LEA
PER GLI ESERCIZI 2013, 2014 E 2015
D.G.R.V. n. 154/CR del 24/12/2012
Nelle more del definitivo riparto nazionale, con tale provvedimento sono individuate le
risorse presumibilmente disponibili per l’anno 2013, al fine di fornire alle aziende strumenti minimi
per la programmazione delle attività da svolgere. Come richiamato in premessa, ci si trova di
fronte ad una situazione di particolare incertezza in ordine al quadro economico-finanziario di
riferimento per l’erogazione dei LEA, delineata dalle numerose manovre di finanza pubblica di
razionalizzazione e contenimento della spesa in campo sanitario (spending review), tale da rendere
necessaria la sospensione dei finanziamenti dedicati alle prestazioni extra-LEA.
Questa azienda, in coerenza con l’assegnazione regionale, ha provveduto ad inserire nel
Bilancio Economico Preventivo 2013 un valore del finanziamento LEA pari ad euro 143.860.571,
con una riduzione di euro 4.742.000 rispetto alla D.G.R.V. n. 2038/2012.
“AMMINISTRAZIONE APERTA” E “DISPOSIZIONI PER LA
PREVENZIONE E LA REPRESSIONE DELLA CORRUZIONE E
DELL’ILLEGALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE”
Circolare Regionale prot. n. 573283 del 17/12/2012 contenente indicazioni per
l’applicazione della L. 134/2012 e della L. 190/2012
La Regione ha fornito indicazioni sull’applicazione delle suddette normative, con particolare
attenzione all’obbligo di pubblicità dell’azione amministrativa come condizione per realizzare la
miglior gestione della funzione pubblica tramite la piena visibilità del procedimento amministrativo
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Indicazioni generali
Documento di direttive 2013
e dei singoli elementi dello stesso. Le informazioni relative ai procedimenti amministrativi devono
essere pubblicate secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione.
PROGETTO FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO REGIONALE
D.G.R.V. n. 1671 del 7 agosto 2012
Tale provvedimento approva il progetto di Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, volto
ad introdurre in modo integrale e sistematico la comunicazione elettronica nei servizi sanitari
(diagnostici, clinici, di analisi, di trasmissione e certificazione elettronica), amministrativi e tecnici
delle aziende U.L.S.S. ed ospedaliere del Veneto, attraverso l’impiego di procedure digitali standard
e/o innovative in grado di dialogare e interfacciarsi nell’ambito dell’intera rete regionale sociosanitaria.
Oltre ai provvedimenti appena citati, la programmazione aziendale per l’anno 2013
ed il biennio successivo dovrà essere improntata agli indirizzi programmatori del nuovo
Piano socio-sanitario regionale 2012-2016, approvato con
L.R. n. 23/2012 “Norme in
materia di programmazione socio sanitaria e approvazione del Piano socio-sanitario
regionale 2012−2016”, alle previsioni contenute nella legge regionale stessa e ai vari atti
di attuazione che saranno emanati.
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Indicazioni specifiche
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IN D IC A Z IO N I S P E C IF IC H E
P E R L A F O R M U L A Z IO N E D E L B U D G E T
A tutti i Centri di Responsabilità si chiede di condividere i seguenti principi aziendali:
-
efficienza gestionale, mediante l’impiego delle risorse assegnate con efficacia ed
economicità;
-
semplificazione amministrativa, anche attraverso lo sviluppo e il potenziamento
del sistema informativo-informatico aziendale e interaziendale e la diffusione di
protocolli e linee guida riconosciuti a livello internazionale;
-
rapporto con l’utenza ispirato ai principi di informazione, accoglienza, tutela
e partecipazione dei cittadini, nonché di conoscenza e di valutazione dei loro
bisogni;
-
trasparenza,
intesa
come
accessibilità
alle
informazioni
in
ogni
aspetto
dell’organizzazione, tale, quindi, da consentire l’accesso da parte degli stakeholder
aziendali a tutte le “informazioni pubbliche” e favorire forme diffuse di controllo sul
buon andamento e imparzialità della gestione;
-
responsabilità pubblica, adottando un approccio etico;
-
orientamento ai risultati;
-
coinvolgimento del personale e sviluppo delle potenzialità anche mediante
adeguati interventi formativi;
-
coordinamento multidisciplinare, collaborazione interaziendale e integrazione tra
territorio e ospedale.
Nel rispetto di tali principi, nonché delle disposizioni derivanti dalla programmazione
regionale di cui sopra, si esplicitano gli obiettivi specifici aziendali, elencati nelle pagine
che seguono, a cui ciascun centro di responsabilità, nella contrattazione del budget 2013,
dovrà attenersi.
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Obiettivi per l’Ospedale
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OBIETTIVI SPECIFICI PER L’OSPEDALE
1. Mantenere il tasso di ospedalizzazione standardizzato ad un valore non superiore a 140
ricoveri per mille abitanti, tramite il perseguimento dell’appropriatezza clinica e organizzativa,
ricorrendo al livello assistenziale più adeguato. In particolare, si provvederà alla piena
attivazione dell’erogazione in regime ambulatoriale delle prestazioni introdotte dal
nomenclatore tariffario vigente (D.G.R.V. n. 859/2011).
2. Piena implementazione delle modalità organizzative ed erogative per il contenimento dei
tempi d'attesa, secondo la D.G.R.V. 863/2011:
- Attività di ricovero: assicurare il rispetto dei tempi massimi di attesa, soprattutto degli
interventi per neoplasia, utilizzando la procedura informatica messa a disposizione per la
gestione delle liste di attesa;
- Attività ambulatoriale: vanno assicurate le percentuali stabilite dalla Regione di prestazioni
traccianti erogate nei tempi di attesa (90% per la Classe B; 90% per la Classe D; 100% per
la Classe P).
- Percorsi diagnostico-terapeutici complessi (percorso oncologico): utilizzo massimale del
percorso oncologico per garantire la tempestività della diagnosi e del trattamento
terapeutico della patologia oncologica, con risposta entro i tempi massimi definiti a livello
regionale.
- Esecuzione dei controlli relativi all’attività ambulatoriale da parte del NAC sulle prestazioni
ritenute più critiche, nonché ad un controllo a campione delle prestazioni traccianti.
3. Ottimizzazione del numero di prestazioni specialistiche (esclusa la branca di laboratorio)
erogate per abitante, mantenendolo ad un valore non superiore a 4 prestazioni per abitante.
4. Implementazione di azioni volte al governo clinico:
- utilizzo del software unico regionale per il monitoraggio del rischio clinico, con inserimento
nello stesso delle schede di segnalazione degli eventi avversi (incident reporting);
- realizzazione di audit su casi importanti;
- adesione alle iniziative del Comitato aziendale di gestione del rischio clinico;
- utilizzo di linee-guida, protocolli clinico-organizzativi ed azioni per la prevenzione degli eventi
avversi a pazienti e operatori;
- redazione di documentazione clinica uniforme.
5. Adozione di tutte le strategie volte a favorire al contenimento dei costi, garantendo la
risposta ai bisogni sanitari dei pazienti, implementando modalità organizzative utili a garantire
la razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse umane e ponendo attenzione ad evitare fenomeni
di overtreatment ed overdiagnosis.
6. Assicurare il rispetto delle scadenze e della qualità nell’invio dei flussi informativi regionali e
ministeriali, tramite:
- la chiusura delle SDO e l’invio delle stesse contestualmente alla dimissione e comunque
entro il giorno 15 del mese successivo (entro il giorno 10 del secondo mese successivo nel
caso di presenza di esame istologico);
- la trasmissione giornaliera delle impegnative all’Ufficio codifica prestazioni ambulatoriali;
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
-
Obiettivi per l’Ospedale
Documento di direttive 2013
l’utilizzo completo e accurato dei software aziendali messi a disposizione (distribuzione
diretta, refertazione delle prestazioni ambulatoriali, mini-CUP di reparto, liste di attesa degli
interventi chirurgici, ecc.).
7. Utilizzo dei pacchetti di day service ambulatoriale ed eventuale attivazione, secondo le
indicazioni fornite dalla Direzione medica di ospedale, degli ulteriori pacchetti attivati dalla
Regione.
8. Razionalizzazione e controllo della spesa farmaceutica, mediante:
- l’adozione di linee guida per l’uso appropriato dei farmaci;
- la prescrizione nella lettera di dimissione del principio attivo o del farmaco generico, come
disposto dal decreto regionale 141/09;
- l'implementazione massimale in tutte le unità operative della distribuzione diretta dei
farmaci alla dimissione e a seguito di visita ambulatoriale, tramite l’utilizzo dei software
messi a disposizione.
9. Attuazione delle schede di dotazione ospedaliera di prossima emanazione.
10. Adozione di tutte le iniziative atte a garantire il corretto adempimento di quanto prescritto
dall’art. 50 della legge n. 326/2003, per non incorrere nelle sanzioni previste in caso di
mancata o tardiva trasmissione dei dati delle ricette di prestazioni ambulatoriali e, per le ricette
trasmesse nei termini prescritti, di mancanza di uno o più elementi obbligatori della ricetta, tra
i quali:
Codice fiscale assente o formalmente errato;
Data di erogazione assente o incongruente;
Codice esenzione assente o tipologia di esenzione non correttamente valorizzata;
Prestazioni erogate diverse da quelle riportate nella ricetta;
Ecc.
11. Promozione di interventi finalizzati all'umanizzazione delle cure ed alla centralità del paziente
nel suo percorso diagnostico-assistenziale, favorendo in particolare la collaborazione del
personale al miglioramento del livello di accoglienza e trasparenza dei servizi socio-sanitari
erogati e allo sviluppo di sensibilità aggiuntive per intercettare i bisogni di umanizzazione della
struttura a favore dell’utenza.
12. Predisposizione di azioni volte al controllo del dolore e alla presa in carico del paziente.
13. Dare piena attuazione ai contenuti del progetto “Ospedale amico del bambino”.
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Obiettivi per il Dipartimento di Prevenzione
Documento di direttive 2013
OBIETTIVI SPECIFICI PER
IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
Gli obiettivi del Dipartimento di Prevenzione rispondono a due tipologie distinte di indirizzi:
a) gli obiettivi comunitari e nazionali, definiti sulla base di profili epidemiologici sopranazionali e
nazionali e riferiti ai diritti fondamentali che lo Stato deve garantire al cittadino (Piano Sanitario
Nazionale 2010 – 2012, Piano nazionale per la Prevenzione 2010-2012 del 29/04/2010);
b) gli obiettivi regionali ed aziendali, definiti sulla base di profili epidemiologici locali e regionali,
riferiti a politiche locali di salute ed espressi nel Piano Sanitario Regionale (L.R. n. 23/2012),
nel Piano Regionale Prevenzione (D.G.R.V. n. 3139/2010), nella D.G.R.V. n. 3140 del
14/12/2010 e s.m.i., che assegna obiettivi per gli anni 2011 e 2012 alle aziende U.L.S.S. del
Veneto e nel Piano per la Sanità Animale e la Sicurezza Alimentare (D.G.R.V. n. 2888 del
07.10.2008).
Tali obiettivi, per l’anno 2013, sono così esplicitati:
AREA DIREZIONE DIPARTIMENTO
1. Consolidamento dei processi che favoriscono l’utilizzo trasversale delle risorse umane
dipartimentali, realizzando una migliore integrazione delle attività dei servizi (ad es.
Dipartimento funzionale di Sanità Animale e Sicurezza Alimentare), dei processi per obiettivi,
della multidisciplinarietà delle azioni e della unireferenzialità per l’utenza e per gli operatori.
2. Consolidamento dei tassi di adesione agli screening oncologici:
- citologico RV 60% - Ulss > 70%
- mammografico RV 80%- Ulss > 80%,
- colonrettale RV 65% - Ulss >= 65%.
3. Attuazione e monitoraggio dell’accordo sui livelli essenziali ed appropriati di assistenza (accordo
del 22.11.2001 e D.P.C.M. 29.11.2001, L.R. n. 41/2003), tramite:
a. la misurazione del livello di assistenza erogata mediante opportuni indicatori;
b. il mantenimento dei volumi di attività;
c. l'appropriatezza delle prestazioni considerate essenziali.
4. Realizzazione, assieme ad altre istituzioni territoriali, di azioni o progetti per la promozione della
salute (Guadagnare salute).
5. Nell’ambito della promozione ed educazione alla salute, sviluppo di progetti sugli stili di vita
(PASSI, attività motoria, alimentazione, dipendenze).
AREA SANITA’ PUBBLICA
1. Mantenimento dei tassi di adesione alle vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite ed
epatite B, con copertura vaccinale >= 0,95.
2. Attuazione e monitoraggio dell’accordo sui livelli essenziali ed appropriati di assistenza (accordo
del 22.11.2001 e D.P.C.M. 29.11.2001, L.R. n. 41/2003), tramite:
a. la misurazione del livello di assistenza erogata, mediante opportuni indicatori;
b. il mantenimento dei volumi di attività;
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
c.
Obiettivi per il Dipartimento di Prevenzione
Documento di direttive 2013
l'appropriatezza delle prestazioni considerate essenziali.
3. Riduzione dell’incidenza delle patologie infettive e cronico-degenerative a rilevante impatto
sociosanitario, nonché della mortalità e delle disabilità ad esse correlate, mediante l’attuazione
dei progetti specifici del Piano Regionale Prevenzione.
4. Rinforzo delle profilassi delle malattie prevenibili con la vaccinazione, con particolare
riferimento a morbillo, rosolia congenita ed ex obbligatorie, anche attraverso un processo di
condivisione e decentramento di responsabilità dei progetti del SISP.
5. Prosecuzione del programma di prevenzione contro HPV, mediante vaccinazione ed
informazione alla popolazione.
6. Garanzia, in collaborazione con l’INPS, tramite la regolare attività dell’ufficio invalidi e delle
commissioni, del rispetto dei tempi per il riconoscimento dell’invalidità civile, handicap e
disabilità.
7. Riduzione dei rischi per la sicurezza nei settori che registrano un maggior numero di eventi
infortunistici e di rischi per la salute e progressivo miglioramento delle condizioni di lavoro.
8. Promozione della salute negli ambienti di lavoro, mediante l’adesione alle azioni coordinate del
Piano Regionale Prevenzione, in particolare rafforzando la rete locale e provinciale degli attori
della sicurezza (imprese, associazioni, organizzazioni sociali, lavoratori, ecc.) per le azioni di
formazione e di vigilanza sulla sicurezza.
9. Igiene ed ambiente, tutela della collettività dai rischi sanitari connessi con l'inquinamento
ambientale mediante lo sviluppo di un efficiente sistema di osservazione e analisi dei dati
ambientali di interesse sanitario, sulla base delle indicazioni fornite dalla Regione.
AREA SANITA’ ANIMALE E SICUREZZA ALIMENTARE
1. Garanzia di un elevato livello di sicurezza, attraverso il controllo di tutte le fasi della catena
alimentare considerata (dalle produzioni primarie al consumatore finale) e l’applicazione dei
regolamenti 852/94, 853/94 e 854/94 ed il controllo dell’acqua destinata al consumo umano,
con l’applicazione del D. Lgs. 31/01 e Decreto Reg. n. 15 del 09/02/09.
2. Riduzione dei rischi connessi al consumo di alimenti e bevande, mediante il controllo ufficiale
degli alimenti (Piano regionale Integrato dei Controlli 2011-2014 – decreto n. 89 del
24/12/2010).
3. Attuazione di audit presso gli stabilimenti di produzione, con frequenza conseguente alla
valutazione del rischio (Piano triennale).
4. Attuazione di interventi di promozione della sicurezza nutrizionale, da ricomprendere in
strategie più ampie di promozione della salute, che si interfacciano e interessano tematiche
più specifiche, quali l'informazione e l'educazione alimentare, la ristorazione collettiva, la
sorveglianza nutrizionale e la consulenza dietetico-nutrizionale.
5. Attuazione dei piani di profilassi delle malattie infettive e diffusive degli animali, contribuendo
al mantenimento della qualifica di “Belluno - Provincia ufficialmente indenne da tubercolosi e
brucellosi”.
6. Sorveglianza e prevenzione dei rischi di introduzione e diffusione delle malattie animali, con
particolare riferimento alle zoonosi.
7. Adesione al Piano Nazionale e al Piano Regionale Residui per il controllo dell'uso del farmaco
veterinario in allevamento e prevenzione della presenza di residui nelle produzioni
zootecniche.
8. Promozione delle azioni correlate all’evoluzione sociale ed economica, quali il benessere
animale, l’igiene urbana veterinaria e la zooantropologia.
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
OBIETTIVI SPECIFICI PER IL DISTRETTO
La declinazione delle politiche territoriali per l’anno 2013 ha come riferimento quanto
contenuto nel Piano di Zona valevole per il quinquennio 2011-2015 e nella sua revisione
annuale espressa nella Ripianificazione 2013, nel Piano Attuativo Locale Cure Primarie in
vigore, oltre che nei contenuti della L.R. n. 23/2012, inerenti al Piano Socio-Sanitario
Regionale, laddove si parla di politiche territoriali e di distretto.
Per quanto riguarda gli obiettivi specifici per il distretto, sarà posta particolare attenzione
alle azioni volte a promuovere la gestione integrata dei pazienti e la continuità
dell’assistenza, oltre al benessere della persona, a sostenere la scelta della permanenza a
domicilio, a riservare l’accoglienza residenziale alle persone non altrimenti assistibili, a
garantire la qualità e l’appropriatezza degli interventi, nonché l’accessibilità e la
sostenibilità economica dei servizi.
Con riferimento a quanto sopra, sono previste le seguenti aree d’intervento:
L’ASSISTENZA
SOCIO-SANITARIA
ALLE
PERSONE
AUTOSUFFICIENTI (D.G.R.V. n. 464/2006 e n. 471/2009)
ANZIANE
NON
Nel corso del 2013, proseguirà lo sviluppo di iniziative volte al mantenimento e, ove possibile, al
miglioramento del benessere della persona anziana e del suo nucleo famigliare, nel rispetto della
libertà di scelta assistenziale e della sostenibilità economica.
Particolare rilevanza nelle attività del servizio sarà data a:
- la rispondenza ai dettami regionali in merito ai flussi informativi richiesti DGRV 2961/2012;
- rendere maggiormente efficace l’intervento domiciliare, anche individuando nuove formule di
intervento per categorie particolari di utenti (ad esempio, interventi sperimentali rivolti alle
persone con demenza caratterizzati da un maggior numero di ore/utente e da un particolare
rapporto di sostegno/sollievo ai familiari);
- valorizzare i rapporti con il Centro di Decadimento Cognitivo;
- migliorare l’accompagnamento dell’utente nell’orientamento all’offerta, anche sviluppando i
servizi per l’informazione già esistenti (Sportello Integrato);
- accompagnare la persona fragile con figure di sostegno proseguendo l’attività dello sportello
amministratori di sostegno in collaborazione con il C.S.V;
- migliorare i processi di integrazione con tutti i servizi territoriali coinvolti nell’assistenza
all’anziano;
- migliorare i processi di continuità dell’assistenza, soprattutto nell’ambito delle dimissioni
ospedaliere;
- valorizzare il collegamento con le strutture residenziali intermedie già in essere e quelle di
futura istituzione;
- partecipare al gruppo di lavoro di analisi della compartecipazione economica dell’utente alla
spesa, promosso dalla Conferenza dei Sindaci.
LE CURE PRIMARIE
Saranno perseguiti gli obiettivi strategici della continuità dell’assistenza e della gestione integrata
delle malattie croniche, utilizzando come strumenti programmatori la D.G.R.V. n. 41/2011
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
“Attuazione degli AACCNN Medicina Convenzionata 2009/2010” e la D.G.R.V. n. 1666/2011
“Assistenza territoriale tramite le cure primarie. Linee di indirizzo e operative per l’attuazione della
DGR 41/2011”, che ha definito le linee di indirizzo operative per l’attuazione della D.G.R.V. n. 41
del 18/01/2011, resa operativa con la D.G.R.V. n. 1510 del 31/07/2012.
Gli obiettivi specifici da perseguire, anche attraverso i patti/contratti e la riorganizzazione
dell’assistenza primaria, sono:
1. l’attuazione del Piano Attuattivo Locale delle cure primarie così come descritto nella
deliberazione del Direttore Generale n. 745 del 18/10/2012, cercando di favorire
l’organizzazione di forme associative evolute capaci di rispondere in modo più appropriato:
- alla costituzione di team multiprofessionali integrati;
- alla presa in carico dei problemi della cronicità e realizzazione di programmi di prevenzione;
- al trasferimento di competenze al personale infermieristico;
- alla realizzazione del programma di informatizzazione
2. il perseguimento di obiettivi di appropriatezza correlati agli obiettivi strategici aziendali (DGR n.
2369/2011):
- contribuire all’ottimizzazione dei ricoveri ospedalieri;
- contribuire alla piena implementazione delle modalità organizzative ed erogative per il
contenimento dei tempi d'attesa secondo la D.G.R.V. n. 863/2011;
- contribuire all’ottimizzazione del numero di prestazioni specialistiche per abitante;
- contribuire alla razionalizzazione dell’assistenza specialistica;
- contribuire alla razionalizzazione dell’assistenza farmaceutica convenzionata;
- partecipare ai progetti per la promozione della salute;
- contribuire al consolidamento dei tassi di adesione agli screening oncologici e alle
vaccinazioni.
3. il perseguimento di obiettivi di salute rivolti:
- alla promozione della prevenzione primaria e agli stili di vita sani per prevenire le patologie
cronico-degenerative e le loro complicanze;
- alla prevenzione delle patologie collegate al fumo;
- allo sviluppo di progetti sulle cure palliative e di lotta al dolore;
- alla diagnosi e cura della BPCO;
- alla stesura e l’applicazione di PDTA relativi a scompenso cardiaco e BPCO.
LA MEDICINA CONVENZIONATA
Compatibilmente con le risorse disponibili, prosegue l’applicazione del modello organizzativo
previsto dal Piano Attuativo Locale delle Cure Primarie, aggiornato secondo quanto previsto dalle
D.G.R.V. n. 41/2011 e n. 1666/2011:
- implementando le forme associative previste dal Piano attuattivo locale delle cure primarie
aziendale e le aggregazioni funzionali territoriali;
- integrando le diverse figure professionali presenti sul territorio (specialisti ambulatoriali interni,
medici di continuità assistenziale, ecc..)
- proseguendo nel programma di informatizzazione verticale che integri quanto già fatto con la
condivisione e del sistema di esenzione, la gestione telematica delle prescrizioni specialistiche
e terapeutiche;
- ampliando la rete di informatizzazione orizzontale;
- utilizzando le economie conseguenti alle azioni sull’appropriatezza prescrittiva in servizi per la
medicina convenzionata finalizzate a precisi obiettivi di realizzazione di ambulatori specifici per
la gestione del paziente cronico (scompenso, diabete, ipertensione, BPCO, terapia
anticoagulante) o per la realizzazione di programmi di prevenzione/educazione rivolti a singoli o
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
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Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
gruppi (rischio cardiovascolare, rischio cadute negli anziani), utilizzando anche tecnologie
elementari o di telemedicina;
proseguendo nell’attuazione degli obiettivi di salute riferiti alla diagnosi, cura e prevenzione del
diabete, dello compenso cardiaco e alla gestione appropriata della BPCO.
LE CURE PALLIATIVE
In applicazione della L.R. n. 7/2009 e della L. n. 38/2010, in relazione ai finanziamenti ottenuti,
consolidare le iniziative previste nei progetti di sviluppo delle cure palliative riferiti a:
- rispondenza ai dettami regionali in merito ai flussi informativi richiesti DGRV 2851/2012;
- assistenza alla terminalità pneumologica e neurologica, mediante l’applicazione dei relativi
PDTA definiti nel 2011;
- ampliamento dell’assistenza alla terminalità cardiologica;
- consolidamento delle attività di “cure simultanee”, tramite l’ambulatorio di cure palliative
istituito presso l’oncologia per la presa in carico precoce (al momento della diagnosi) e per
garantire la continuità delle cure;
- consolidamento dell’attività di consulenza palliativista presso le strutture residenziali;
- attivazione della reperibilità infermieristica festiva;
- prosecuzione delle attività di pieno coinvolgimento dei medici della continuità assistenziale,
anche tramite eventi formativi.
IL CENTRO PER IL DECADIMENTO COGNITIVO
Istituito con deliberazione del direttore generale n. 863/2009, avente ad oggetto “Approvazione
delle linee guida aziendali per il riassetto dei servizi per le persone affette da decadimento
cognitivo”, per il 2013 si pongono i seguenti obiettivi:
- Rendere il sistema informativo in grado di rispondere ai flussi regionali;
- Proseguire nella realizzazione di incontri formativi per il personale di assistenza;
- Programmare incontri formativi per facilitatori di gruppi di auto-mutuo-aiuto, da realizzare in
collaborazione con i Centri Servizio disponibili.
L’AREA MATERNO - INFANTILE
Per il 2013 si ritiene assolutamente prioritario affinare le molteplici progettualità inserite nella
precedente annualità e introdotte con carattere sperimentale nell'ottica della prevenzione primaria.
- In riferimento all'area del sostegno alla genitorialità si ritiene opportuno realizzare delle linee
guida con i servizi per la prima infanzia del territorio, bisogno che scaturisce dalla precedente
esperienza e che fissa i criteri di collaborazione finalizzati a supportare la genitorialità in fase
molto precoce e nell'ottica della prevenzione;
- Si reputa opportuno mantenere attivo lo spazio di supporto alla famiglia allargata con gruppi
dedicati al tema dei ruoli e delle collaborazioni nella crescita dei figli, anche adottivi;
- Il progetto “destinazione coppia”, in collaborazione con le consulte giovanili comunali e i
giovani dell'Azione Cattolica, si declinerà con l'offerta attiva di serate a tema con l'obiettivo di
permettere alle giovani coppie un'amplificazione di consapevolezza e conoscenza per
progettare il futuro;
- I progetti di prevenzione nelle scuole, per l'anno scolastico 2013/2014, si declineranno alla luce
degli esiti del complesso piano sperimentale introdotto nel 2012, così come le innovative
modalità di intercettare i giovani, utilizzando i loro mezzi di comunicazione per accompagnarli
in percorsi informativi e formativi. Verrà ulteriormente implementato il blog e reso ancora più
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
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Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
interattivo ed integrato anche da contatti via sms (mezzo d'uso più in voga tra ragazzi) per
stabilire agganci diretti con gli operatori dedicati;
L'area separazione, con il suo bagaglio di conflittualità sempre più complesso, necessita di
essere supportata sia per un appoggio agli adulti, ma ancor di più per un appoggio ai minori,
anche con interventi educativi domiciliari. Tale necessità si amplifica nell'area tutela minori per
la quale si deve prevedere un incremento di interventi educativi domiciliari ed un costante
impegno per promuovere la cultura dell'accoglienza, in collaborazione con il territorio, al fine di
poter ridurre gli inserimenti residenziali in struttura.
Infine, verranno sperimentati spazi di ascolto collettivo indirizzati sia ai ragazzi coinvolti nel
percorso di cura, che alle loro famiglie, finalizzati a favorire la condivisione di esperienze di vita
e la formazione di consapevolezze utili a contrastare vissuti di autostigmatizzazione e di
esclusione sociale, aiutando a promuoversi come soggetti attivi del processo di presa in carico;
SERVIZIO ETA’ EVOLUTIVA:
Nel 2012 sono state adottate le linee guida aziendali per il Servizio Età Evolutiva (D.G.R.V. n.
1533/2011) e nel 2013 si proseguirà con la codifica della classificazione per gruppi diagnostici ICD10 e con il sistema di indicatori.
Saranno poi ulteriormente consolidate le seguenti attività:
- fornire una risposta tempestiva ai pazienti con necessità logopediche, secondo un indice di
priorità;
- favorire e potenziare i percorsi educativi e riabilitativi a domicilio a sostegno del minore;
- mantenere la capacità di rispondere alle nuove domande di intervento.
Si innestano come interventi innovativi, invece, i seguenti due filoni:
- adozione delle linee guida regionali per i Disturbi dello Spettro Artistico di cui alla D.G.R.V.
2959/12 e delineazione del piano territoriale per la loro applicazione;
- consolidamento della presa in carico di minori con DSA secondo la normativa regionale di cui
alla DGRV 2723/12.
L’AREA TUTELA MINORI
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Attivazione della D.G.R.V. n. 2416/2008, attraverso l’atto di recepimento delle linee guida, degli
orientamenti e delle linee di indirizzo e dell’atto di programmazione sullo sviluppo dei servizi di
protezione e cura delle risorse accoglienti;
Ripensare alla promozione dell'affidamento familiare, finalizzata alla riduzione
dell'istituzionalizzazione dei minori, per l'attivazione di nuove opportunità di accoglienza nel
territorio dell'U.L.S.S. n. 2, anche con l’attuazione di progetti mirati come quello finanziato dal
GAL Prealpi Dolomiti;
Continuare la collaborazione con l'Ufficio Amministrativo del Distretto per la predisposizione
delle convenzioni delle strutture educative residenziali e semi-residenziali per minori presenti
nel territorio dell'U.L.S.S. n. 2;
Prevedere la continuità della collaborazione con il Servizio per l'Età Evolutiva, per
l'individuazione di modalità operative integrate in ambito minorile;
Partecipare al gruppo di lavoro sulla Tutela Minori istituito su richiesta politica della Conferenza
dei Sindaci.
L’ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA ALLE PERSONE DISABILI
Nel 2013 si intende mantenere le azioni promosse nell'anno precedente, compatibilmente con
l’aumento dell’utenza e le direttive di tipo economico già in atto o che si presenteranno nel corso
del 2013.
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
L’AREA DELL’INSERIMENTO LAVORATIVO
1. Mantenimento e sostegno dei programmi di integrazione socio-lavorativa ed occupazionali delle
persone disabili e svantaggiate in carico al SIL, a fronte della precarietà dell'offerta in esito al
permanere di limitate risorse disponibili nel tessuto economico-aziendale locale determinato
dall'aggravarsi della situazione economica;
2. Messa a regime dei dispositivi regionali (DGR 337/2012) in ordine all'integrazione lavorativa
delle persone con disabilità;
3. Sostegno agli interventi finalizzati alla formazione sulla sicurezza sul lavoro delle persone con
disabilità e svantaggiati nei progetti di integrazione lavorativa seguiti dal SIL e dal DSM, in
adempimento a quanto previsto dal D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. L'azione è perseguita in stretta
collaborazione con lo SPISAL;
4. Mantenimento, delle azioni di collegamento operativo con la cooperazione sociale con
l’obiettivo, ove possibile, di promuovere programmi ed azioni che favoriscano la realizzazione di
sinergie, finalizzate anche alla ricerca di soluzioni innovative di integrazione occupazionale;
5. Prosecuzione delle azioni dirette allo sviluppo delle sinergie della rete territoriale da tempo
avviate in collaborazione con l’azienda sanitaria di Belluno e la Provincia di Belluno nell'ambito
delle aree di sostegno all'integrazione lavorativa delle persone con disabilità e svantaggiate in
provincia di Belluno, in adesione a quanto previsto dall'“Accordo di programma” ex lege n.
68/99 e dal “Protocollo d'intesa per la realizzazione di una rete provinciale finalizzata a favorire
l'integrazione lavorativa e sociale delle persone appartenenti alle “fasce deboli”.
L’AREA DELL’HANDICAP
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Rispondenza ai dettami regionali in merito ai flussi informativi richiesti, DGR 2960/2012;
Applicazione e utilizzo, come definito dalla DGR 1059/2012, della scheda SVaMDi
informatizzata, messa a disposizione di tutte le Aziende ULSS del Veneto, per la gestione della
residenzialità extraospedaliera. Compilazione della scheda SVaMDi, come approvato dalla DGR
2960/2012, per tutti gli utenti inseriti presso i centri di servizio residenziale e semiresidenziale
per persone disabili in possesso di impegnativa o quota di rilievo sanitario;
Collaborazione con il Servizio Età Evolutiva per la definizione di un piano territoriale per
l’applicazione delle linee guida regionali per i Disturbi dello Spettro Artistico (DGRV 2959/12)
che coinvolge espressamente i Servizi per l’Handicap Adulto;
Gestione delle liste d'accesso alle strutture residenziali e semi-residenziali introdotte nel corso
dell'anno 2012;
Continuazione della collaborazione operativa con le associazioni sportive attive nel territorio;
Prosecuzione delle azioni dirette allo sviluppo delle sinergie della rete tra i SIL delle aziende
sanitarie dell'area vasta Belluno-Treviso, finalizzate al confronto tecnico-metodologico, alla
condivisione di buone prassi e alla definizione di progettualità trasversali;
Seguire l’avvio sperimentale del “Centro per l’interazione scolastica ad elevata intensità
assistenziale” rivolto a minori disabili gravi-gravissimi e il suo consolidamento, monitorando
l’andamento dell’attività e sviluppandola ove necessario.
L’ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA NELL’AREA DELLE DIPENDENZE
Nel 2013 saranno mantenute le attività sviluppate lo scorso anno, anche a fronte di un’utenza in
continuo aumento.
In particolare, si provvederà a:
- rispondere, secondo normativa regionale, in modo completo ed esaustivo ai flussi informativi
richiesti (di provenienza ministeriale e regionale);
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
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Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
consolidare la collaborazione-integrazione operativa con il terzo settore e le associazioni di
volontariato attive nell'ambito delle dipendenze;
proseguire la collaborazione con il Comprensorio del Primiero nell’ambito delle dipendenze;
continuare la collaborazione con gli Istituti Scolastici Superiori nelle attività di promozione e
prevenzione primaria.
In aggiunta a quanto descritto, si intende operare anche per:
- strutturare forme di collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione nell’ambito del progetto
“Non solo cura ma cultura”;
- impegnare risorse professionali nell’adesione a “Early detection of drug use for early
intervention in children”, progetto ministeriale per la promozione e l’applicazione del drug test
precoce e del counseling motivazionale dei minori. La necessaria garanzia di accesso al Ser.D.
in spazi e orari differenziati per minori e famiglia comporta un’ulteriore strutturazione del
modulo “Danza del Tempo” da sempre dedicato ai ragazzi;
- consolidare la collaborazione in corso con le Forze dell’Ordine, la Magistratura, la Commissione
Medica Locale Patenti ed altre istituzioni pubbliche, al fine della tutela della salute collettiva
della popolazione e non solo dei portatori d’abuso e/o dipendenza. In tale ambito di intervento,
si intende strutturare un percorso di prevenzione tale per cui, già dalla prima volta che si viene
fermati in guida in stato di ebbrezza, venga avviato un corso di guida in sicurezza richiesto
dalla CML come complementare alla certificazione medica da effettuarsi o presso il Ser.D. (con
le modalità della L.P. d’equipe non trattandosi di attività ricompressa nei LEA) o presso
strutture da accreditare, che preveda una compartecipazione economica dell’utenza alla spesa;
- implementare un sistema dipartimentale di accoglienza e trattamento dei disturbi impulsivi
(Gioco d’Azzardo Patologico semplice o complicato da abusi misti).
IL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE
La definizione degli obiettivi per il D.S.M. deriva dalla D.G.R.V. n. 1883/2009 e dalla D.G.R.V. n.
651/2010 “Progetto Obiettivo Regionale per la Tutela della salute mentale – triennio 2010-2012”,
nonché dal Piano di Zona 2011-2015.
Gli obiettivi da perseguire nell’anno 2013 sono:
- migliorare la comunicazione e l’interdipendenza tra le specialità implicate nei casi
multiproblematici;
- implementare percorsi di coordinamento con i soggetti che già operano nel territorio;
- sviluppare attività di comunicazione e di informazione contro lo stigma e il pregiudizio in salute
mentale;
- mantenere il volume complessivo di attività erogate dal CSM;
- contribuire all’aumento della distribuzione diretta dei farmaci del prontuario ospedale-territorio;
- garantire un adeguato turn over dei pazienti ricoverati in CTRP.
L’INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO
Per il 2013, si pongono i seguenti obiettivi:
1. Ottimizzazione dell’integrazione tra il territorio e la struttura ospedaliera, migliorando la
comunicazione tra le unità operative coinvolte già coinvolte nella sperimentazione avviata nel
corso del 2012 sul un nuovo modello di dimissione protetta, anche attraverso l’elaborazione di
protocolli condivisi.
2. Prosecuzione dell’attività di revisione o nuova definizione dei manuali RAO a cura dei gruppi di
lavoro misti (specialisti ospedalieri, SAI, MMG) e monitoraggio sulla loro corretta applicazione.
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per il Distretto
Documento di direttive 2013
3. Durante il 2013, sarà dato sempre maggior impulso all’attività dell’UVMD, come sede in cui
realizzare la funzione d’integrazione dei servizi territoriali e di elaborazione e monitoraggio di
progetti assistenziali per i cittadini in stato di bisogno.
L’ASSISTENZA PROTESICA
Nel corso del 2013 si pone l’obiettivo di continuare a perseguire gli attuali livelli di appropriatezza
prescrittiva ed erogativa, mediante un costante monitoraggio, in modo da mantenere il valore
dell’indicatore “costo dell’assistenza protesica per residente” in linea con la media regionale.
L’ATTUAZIONE DELLA L.R. N. 22/2002 IN TEMA DI AUTORIZZAZIONE E
ACCREDITAMENTO
Il processo di autorizzazione e accreditamento è quasi concluso per tutte le strutture. Si tratta, ora,
di proseguire il percorso di miglioramento avviato e di rinnovare l’autorizzazione ogni cinque anni e
l’accreditamento ogni tre.
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per la Struttura amministrativa
Documento di direttive 2013
OBIETTIVI SPECIFICI PER
LA STRUTTURA AMMINISTRATIVA
Nell’ambito della struttura tecnico-amministrativa, nel corso del 2012, saranno sviluppate le
seguenti aree di intervento, che mirano a migliorare il risultato dei processi nel rispetto dei vincoli
di bilancio e delle risorse umane a disposizione.
AREA AFFARI GENERALI
1. Collaborazione e supporto ai servizi nell’applicazione delle DD.G.R.V. n. 1841/2011 e n.
2358/2011 in materia di incarichi di lavoro autonomo, collaborazioni e consulenze.
2. Pubblicazione sul sito internet aziendale delle convenzioni, dei contratti e degli incarichi
predisposti dal Servizio in applicazione della DGRV circolare regionale prot. n. 573283/2012
relativa agli adempimenti ex D.L. n. 83/2012 convertito in L. 134/2012 “amministrazione
aperta” e ex L. 190/2012 “disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e
dell’illegalità nella pubblica amministrazione.
3. Nell’ambito dell’affidamento al Servizio Affari Generali dell’attività svolta dall’Ufficio
amministrativo di sostegno, il quale si occupa del soddisfacimento delle necessità ordinarie
degli utenti degli ospiti delle strutture di superamento dell’ex ospedale Psichiatrico, si rende
necessaria una riorganizzazione del servizio al fine di permettere il mantenimento dell’efficacia
ed efficienza.
4. Contenimento della spesa postale, incrementando l’uso della posta certificata, abilitando al
protocollo della stessa anche i singoli servizi, tramite addestramento di personale dedicato.
5. Collaborazione e supporto ai servizi per l’integrazione dell’atto aziendale.
6. Prosecuzione dell’attuazione del piano alienazioni aziendale dell’U.L.S.S. n. 2.
AREA PERSONALE
1. Predisposizione del nuovo piano annuale delle assunzioni, delle procedure di acquisizione delle
risorse e del controllo della spesa del personale mediante i flussi informativi, con le scadenze e
le modalità di cui alla D.G.R.V. n. 2621/2012, della circolare regionale prot. n. 8879 class.
E.900.122 del 08.01.2013 e della D.G.R.V. n. 2624/2012.
2. Prosecuzione della realizzazione degli obiettivi previsti dalla D.G.R.V. n. 2369/2011 per l’anno
2013:
- Supportare la direzione strategica per la nuova organizzazione aziendale del lavoro della
dirigenza sanitaria e del comparto sanitario, secondo le nuove schede di dotazione
ospedaliera regionali che saranno emanate per l’anno 2013;
- Proseguire l’attività per l’assegnazione ai dirigenti dei certificati digitali per l’identificazione e
per la sottoscrizione dei documenti clinici (firma digitale);
- Partecipare alla certificazione del bilancio e Internal Auditing per la spesa del personale e il
controllo degli stipendi;
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per la Struttura amministrativa
Documento di direttive 2013
- Monitoraggio sull’andamento dei costi: adottare gli aggiornamenti previsti per il 2013 dalla
D.G.R.V. n. 2621/2012 e s.m.i. dei flussi trimestrali di raffronto e di riconciliazione tra
proiezioni di spesa SIGMA e trimestrali CEPA.
3. Adozione, in applicazione della L. 7 agosto 2012 n. 135 di conversione del D.L. n. 95/2012 (c.d.
spending review), del D.L. n. 158/2012 convertito con L. 189/2012 (decreto Balduzzi), della L.
228/2012 (legge di stabilità 2013), degli adempimenti di competenza del servizio personale
coerenti con la programmazione aziendale in materia di contenimento della spesa del
personale, di adeguamento delle contrattazioni integrative aziendali e di adempimenti in
materia previdenziale, di trattamento economico e fiscale del personale dipendente.
4. Applicazione delle DD.G.R. n. 1673 e n. 1674 del 7 agosto 2012 e della D.G.R.V. n. 2725 del
24.12.2012 di approvazione di protocolli d’intesa regionali in diversi istituti contrattuali, nonché
della D.G.R.V. n. 2205 del 6.11.2012 in materia di principi generali sulla valutazione e
trasparenza.
AREA FORMAZIONE
1. Sviluppare l'uso di strumenti per l'analisi del fabbisogno formativo.
2. Sviluppare l'introduzione di strumenti per la valutazione della ricaduta formativa nella prassi.
3. Potenziare il ricorso alla formazione sul campo (FSC).
4. Realizzare in sede aziendale i percorsi formativi previsti nel Piano per la Formazione Aziendale
Anno 2013, riguardanti in particolar modo le seguenti tematiche:
- Clinical governance;
- Gestione delle risorse umane e materiali;
- Prevenzione e promozione della salute;
- Qualità delle prestazioni;
- Centralità della persona nei sistemi socio-sanitari regionali, umanizzazione delle cure,
relazioni con il pubblico, informazione e comunicazione con l'utenza;
- Sicurezza sul lavoro;
- Sistema informativo;
- Accreditamento delle strutture sanitarie;
- Formazione dei facilitatori della formazione.
5. Favorire l'acquisizione dei crediti ECM da parte del personale sanitario.
AREA INFORMATICA
1. Sviluppo del sistema informativo/informatico secondo gli obiettivi stabiliti dalla D.G.R.V. n.
2369/2011 e le linee di sviluppo sul Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale definite dalla
D.G.R.V. n. 1671/2012:
- Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale: completamento del fascicolo sanitario aziendale
con l’informatizzazione di tutti i referti clinici e integrazione con gli standard e i protocolli in
fase di definizione da parte della Regione;
- Dematerializzazione della ricetta elettronica: adozione di tutte le azioni necessarie per
consentire la completa dematerializzazione e la gestione telematica della ricetta elettronica
(e-prescription). Nel 2013 dovrà essere:
Completata la prescrizione elettronica da parte dei MMG/PLS (già attiva);
Estesa la prescrizione elettronica a tutti gli specialisti ospedalieri;
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
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Obiettivi per la Struttura amministrativa
Documento di direttive 2013
Attivato l’invio on-line alla Regione di tutti gli stati del processo di prescrizione:
emissione della ricetta elettronica, prenotazione, erogazione e refertazione della
prestazione;
Informatizzazione delle liste di attesa per interventi chirurgici: completamento
dell’informatizzazione della lista di attesa di ricovero e dell’intervento chirurgico, già
raggiunto nel 2012, con una gestione più completa della programmazione delle sale
operatorie e con la registrazione dei dispositivi medici impiantati ai fini della tracciabilità
dell'intero percorso documentale e amministrativo degli interventi chirurgici;
flussi regionali: rispetto delle scadenze e della qualità nell’invio dei flussi informativi in
esercizio.
2. Sviluppo del sistema informativo/informatico ospedaliero:
- Attivazione in tutti i reparti delle richieste informatizzate di anatomia patologica e radiologia
e del ritorno dei referti;
- Attivazione di cartelle specialistiche per alcuni reparti/servizi, integrate con il sistema
ospedaliero e la cartella clinica;
- Messa a regime in un reparto pilota ed estensione ad altri reparti della
prescrizione/somministrazione della terapia durante il ricovero, integrata con la cartella
clinica;
- Ampliamento dei servizi di estrazione on-line dei referti attraverso il sito internet;
- Aggiornamento del CUP aziendale per migliorare il processo di prenotazione, rispondere alle
esigenze di dematerializzazione della prescrizione, fornire funzionalità di prenotazione Web
al cittadino.
3. Sviluppo del sistema informativo/informatico territoriale:
- Informatizzazione dell’assistenza territoriale – medicina generale (D.G.R.V. n. 2258/2011 e
successive):
Revisione del progetto DOGE già attivo, secondo le specifiche in corso di definizione da
parte della Regione, per la dematerializzazione della ricetta elettronica;
Prosecuzione del progetto di collegamento e informatizzazione dei MMG/PLS ed
estensione ai tutti i medici delle funzionalità di invio dei referti;
- Aggiornamento del software di gestione della residenzialità extraospedaliera e della SVAMA
e attivazione del nuovo flusso
4. Sviluppo del sistema informativo/informatico dell’area amministrativa:
- Messa a regime di tutte le funzionalità del nuovo sistema informativo amministrativocontabile, integrazione della contabilità con la procedura stipendi, attivazione delle
funzionalità di pubblicazione richieste dalla direttiva sulla ”amministrazione aperta” e
valutazioni preliminari sui pagamenti on-line.
5. Sviluppo del sistema informatico - area tecnologica con:
- continua evoluzione della piattaforma hardware/software Oracle centrale, per consentire
applicazioni locali e per realizzare un’infrastruttura di sicurezza e continuità di servizio sui
dati, sfruttando anche la cooperazione con i sistemi installati presso l'U.L.S.S. n. 1 di
Belluno; potenziamento sistemi hardware centrali;
- continua evoluzione dell'infrastruttura di virtualizzazione dei server centrali, con l'obiettivo
di rendere più affidabile e flessibile l'architettura centrale, in modo da consentire di
supportare la crescita delle applicazioni software; ampliamento del sistema centrale di
memorizzazione;
- Evoluzione della rete LAN con attivazione, in alcuni reparti, della rete wireless.
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U.L.S.S. n. 2 – Feltre
Obiettivi per la Struttura amministrativa
Documento di direttive 2013
AREA PROVVEDITORATO-ECONOMATO
1. Produzione di un documento di pianificazione su modello regionale delle gare sopra e sotto
soglia e suo aggiornamento;
2. Puntuale rispetto delle tempistiche richieste per l’invio di dati riferiti a gare ed acquisti (CRAS,
Area Vasta, Regione) o di altre informazioni inerenti le procedure di approvvigionamento
(AVCP, Ministeri, ARSS, ecc.);
3. Rispetto delle scadenze e della qualità nell’invio dei flussi informativi in esercizio: attività di
codifica su anagrafiche prodotto e gestione dei relativi contratti per l’adempimento dei debiti
informativi riferiti al “flusso dispositivi medici” (tracciato “contratti” e tracciato “consumi”);
4. Completa adesione alle gare espletate dal CRAS qualora, su tempestiva indicazione dell’unità
operativa utilizzatrice, sia confermata la necessità e compatibilità del prodotto messo in gara,
fatta salva documentata giustificazione per l’eventuale non adesione;
5. Adesione al catalogo MEPA o gara MEPA e alle convenzioni CONSIP nei termini previsti dal
D.Leg.vo n. 95/2012 convertito in L. 135/2012;
6. Prosecuzione, ove opportuno, della collaborazione tra questa azienda e l’U.L.S.S. n. 1 di
Belluno, orientata alla razionalizzazione delle attività dei processi di approvvigionamento e
uniformità operativa.
7. Adempimento alle prescrizioni ex L.134/2012 “Amministrazione aperta” e L. 190/2012
“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella P.A.” con
riferimento ai procedimenti di scelta del contraente
AREA CONVENZIONI ED AMMINISTRATIVO TERRITORIALE
1. Collaborare con la direzione distrettuale nell’ambito dell’attuazione del Piano Aziendale per lo
sviluppo dell’Assistenza Primaria e delle nuove forme associative (DGR n. 1666/2011);
2. Proseguire l’attività per favorire lo sviluppo dell’informatizzazione del sistema azienda-MMG, al
fine di assecondare la realizzazione del progetto complessivo delle Nuove Cure Primarie, in
attuazione di quanto previsto dalle D.G.R.V. n. 3140/2010, n. 41/2011 e n. 2258/2011.
L’attività presuppone uno stretto collegamento con il Servizio informatico Aziendale, in
relazione a quanto previsto circa la messa a disposizione delle specifiche e/o del software da
parte della regione, anche in funzione dello sviluppo del progetto FSER (Fascicolo Sanitario
Elettronico Regionale).
Quanto sopra in relazione anche a quanto previsto per l’applicazione delle disposizioni di cui al
D.M. 11 dicembre 2009 ed all’art. 17 della legge n. 111/2011 e della collegata D.G.R.V. n.
1380/2011, circa l’esenzione parziale della quota fissa sulla ricetta rossa e la verifica delle
esenzioni per reddito e la loro indicazione in ricetta da parte dei medici prescrittori.
3. Prosecuzione delle azioni finalizzate al contenimento della spesa protesica:
- di monitoraggio, anche attraverso l’individuazione di azioni nei confronti dell’A.T.I. per
l’ulteriore razionalizzazione delle attività di gestione del servizio di consegna, di
manutenzione e di rimessaggio dei presidi;
- di costante verifica del rispetto da parte dei prescrittori delle norme operative, predisposte
di concerto con i Servizi interessati, per una migliore risposta alle esigenze degli assistiti,
nel rispetto dell’esigenza di una razionalizzazione della spesa, consolidando e sviluppando i
miglioramenti ottenuti.
4. Riproposizione dopo la sperimentazione effettuata lo scorso anno, delle attività per l’acquisto
diretto dei presidi da assegnare ai Centri di Servizio, ampliando, nel rispetto della normativa, le
referenze.
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Obiettivi per la Struttura amministrativa
Documento di direttive 2013
5. Prosecuzione dell’attività di verifica delle autocertificazioni.
6. Prosecuzione delle attività finalizzate al superamento delle anomalie riscontrate nell’adozione
ed applicazione delle procedure per la Nuova Anagrafe Regionale, anche in funzione dei
significativi risultati ottenuti in relazione ai proficui rapporti di collaborazione con il competente
servizio regionale e con la società di consulenza incaricata (Nuova Engineering).
AREA ECONOMICO FINANZIARIA
1. Rispetto delle scadenze e della qualità nell’invio dei flussi informativi in esercizio:
mantenimento delle attività necessarie a garantire il rispetto delle scadenze regionali connesse
ai principali adempimenti contabili, quali bilancio preventivo, consuntivo, flussi trimestrali,
compensazioni finanziarie poste R e gestione dei pagamenti, con particolare riferimento alle
nuove disposizioni in materia di tracciabilità dei flussi finanziari e alle verifiche sulla regolarità
contributiva dei fornitori. Mantenimento dell’ordinaria attività del servizio e rispetto degli
adempimenti fiscali anche ricercando soluzioni informatiche che consentano di velocizzare certi
adempimenti ripetitivi (es. contabilizzazione stipendi).
2. Adeguamento al nuovo piano dei conti in base agli schemi di Conto economico e Stato
Patrimoniale previsti dal decreto 118/2011, con particolare riferimento all’area dei contributi
vincolati e dei finanziamenti per investimenti.
3. Mantenimento ed eventuale miglioramento delle attività connesse alla gestione dei costi
capitalizzati e applicazione dei nuovi principi contabili di cui al decreto 23 giugno 2011 n. 118
(Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle
Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi).
4. Attività connesse al processo di certificazione del bilancio in attuazione dell’articolo 1, c. 291 L.
23 dicembre 2005 n. 266 e dell’art. 11, c. 2 del Patto per la salute 2010-2012: rispetto delle
tempistiche e delle indicazioni fornite dalla Direzione Controlli e Governo SSR, con particolare
riferimento alla funzione di Internal Auditing, alla mappatura dei processi prioritari e alla loro
analisi.
5. Mantenimento ed eventuale miglioramento della riscossione automatizzata e valutazioni
preliminari relative all’attivazione dei pagamenti on-line. Ottimizzazione della qualità dei dati
relativi ai flussi informativi della specialistica ambulatoriale.
SERVIZIO CONTROLLO DI GESTIONE
6. Monitoraggio sull’andamento dei costi: compilazione dei prospetti, predisposti dalla Regione, di
riconciliazione tra flussi informativi e CEPA, in relazione ai flussi informativi FAROSP, DDF3 e
Consumi dispositivi medici.
7. Rispetto delle scadenze e della qualità nell’invio dei flussi informativi in esercizio:
consolidamento e ottimizzazione della qualità dei dati contenuti nei flussi informativi delle SDO,
del pronto soccorso, della specialistica ambulatoriale, della farmaceutica territoriale (fase 3),
del nuovo flusso sui dispositivi medici, nonché in tutti i restanti flussi previsti dal sistema
informativo nazionale e regionale.
8. Utilizzo del processo di certificazione del bilancio, al fine di sviluppare una funzione di Internal
Auditing, finalizzata alla creazione e alla gestione di un sistema di controlli, necessario per
verificare la qualità ed il rispetto delle procedure amministrativo-contabili aziendali.
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9. Proseguimento dell’implementazione del Progetto di sviluppo organizzativo promosso dalla
direzione aziendale, che prevede la strutturazione di un sistema di reporting dedicato
all’obiettivo strategico del “monitoraggio e controllo dei processi di governo aziendale”,
attraverso l’implementazione e l’utilizzo del software Qlik View.
10. Completamento dell’aggiornamento e della riorganizzazione del sistema informativo interno al
Servizio, a seguito del passaggio sulla nuova piattaforma informatica NFS dei sistemi
informativi aziendali relativi alla contabilità generale, alla gestione dei magazzini e della
procedura cespiti: chiusura del Bilancio di Esercizio 2013 con allineamento della contabilità
analitica alla contabilità generale dopo il passaggio alla nuova piattaforma informatica NFS e la
risoluzione di eventuali problematiche.
AREA TECNICA
Lavori Pubblici
1. Gara d'appalto per il nuovo blocco operatorio, la nuova radiologia, la nuova rianimazione, il
nuovo pronto soccorso, la nuova sterilizzazione e i nuovi accessi: prosecuzioni dei lavori;
2. Lavori complementari per la nuova piastra operatoria (opere di adeguamento della rete,
potenziamento impianti elettrici, nuova viabilità): studio di fattibilità, predisposizione degli atti
amministrativi, dei progetti, della richiesta di finanziamento e realizzazione di parte delle opere;
3. Realizzazione della seconda fonte di energia: progettazione ed esecuzione lavori;
4. Predisposizione dell’impianto di iperclorazione: progettazione ed esecuzione lavori;
5. Intervento di riqualificazione energetica – Teleriscaldamento POR FERS 2007-2013asse"energia" – azione 2.1.2 (finanziamento Europeo): progettazione e inizio lavori;
6. Presidio ospedaliero di Lamon 4° fase – adeguamento della struttura alla prevenzione incendi e
superamento delle barriere architettoniche: collaudo dei lavori e acquisto nuovo ascensore;
7. Adeguamenti vari del sistema antincendio del presidio ospedaliero di Feltre: studio di fattibilità
e progettazione;
8. Adeguamenti sismici delle strutture ospedaliere di Feltre: progettazione e richiesta di
finanziamento per i primi adeguamenti;
9. Adeguamento dell’antincendio a Pullir: esecuzione dei lavori;
10. Realizzazione di 4 posti letto per pazienti in stato vegetativo: ente controllore per conto della
Regione Veneto (assegnazione e realizzazione lavori);
11. Adeguamento impiantistico della Neonatologia: realizzazione dei lavori.
Settore Ingegneria Clinica
12. Messa a regime delle procedure, ai sensi della L.R. n. 22/2002 della Regione Veneto, per i
collaudi di accettazione delle apparecchiature elettromedicali;
13. Revisione dell’inventario delle apparecchiature elettromedicali e predisposizione del libro
macchina informatizzato in ottemperanza alla L.R. n. 22/2002;
14. Definizione dei capitolati tecnici, partecipazione alle commissioni giudicatrici o tecniche e
supporto alle procedure di acquisizione delle apparecchiature medicali.
Settore manutenzioni e gestioni in appalto
15. Gestione degli impianti tecnologici secondo le procedure determinate dai capitolati e disciplinari
di area vasta: avviamento del servizio aggiudicato in area vasta, messa a regime delle
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Obiettivi per la Struttura amministrativa
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procedure ed attivazione di programmi di manutenzione ordinaria ai sensi della L.R. n.
22/2002;
16. Trasformazione della distribuzione del calore sotto forma di energia termica del presidio
ospedaliero di Feltre dal vapore all'acqua calda: esecuzione delle opere nella centrale termica e
della distribuzione principale.
Settore Servizio Prevenzione e Protezione
17. Individuazione dei fattori di rischio, valutazione dei rischi e identificazione delle misure per la
sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base
della specifica conoscenza dell’organizzazione aziendale;
18. Attività di formazione del personale:
- Corso antincendio rischio alto;
- Corso retraining antincendio;
- Corso di formazione per video terminalisti;
- Corso di aggiornamento per RSPP e ASPP;
- Corso di aggiornamento RLS;
- Corso di formazione rischio campi elettromagnetici;
- Corso di formazione per personale neoassunto;
- Corso stress lavoro correlato.
19. Informatizzazione della gestione dei reflui derivanti dall’attività di Laboratorio Analisi, Anatomia
Patologica, SIT e reparti ospedalieri;
20. Implementazione del Sistema di gestione della sicurezza con modulo software specifico per la
conduzione degli AUDIT;
21. Elaborazione procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
Feltre, 18 febbraio 2012
Il COMMISSARIO
(dott. Bortolo Simoni)
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