Consiglio Comunale del 1 febbraio 2008 ELENCO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI NELLA SEDUTA DEL 30 GIUGNO 2015 1. Comunicazioni 2. Approvazione verbali della seduta del 03 giugno 2015 dal n. 58 al n. 67 3. Interpellanza su Bar Chalet Fabriano – presentata dal gruppo M5S-Fabriano - Prot. n. 21962 del 12/05/2015 4. Interpellanza per richiesta di chiarimenti sull'affidamento del servizio di pulizia nelle Frazioni – presentata dal gruppo NCD - Prot. n. 22535 del 14/05/2015 5. Interpellanza su nomina scrutatori elezioni regionali 2015 – presentata dal gruppo M5SFabriano -Prot. n. 24355 del 27/05/2015 6. Interpellanza su manutenzione del tratto stradale che collega le frazioni Collamato-Paterno – presentata dal gruppo NCD - Prot. n. 26344 del 10/06/2015 7. Interpellanza su manutenzione del fontanile sito in località Avenale – presentata dal gruppo NCD Prot. n. 26345 del 10/06/2015 8. Interrogazione su episodi di avvelenamento animali sul nostro territorio – presentata dal Presidente Pariano - Prot. n. 27619 del 17/06/2015 9. Interrogazione su riapertura bagni pubblici in via Verdi – presentata dal gruppo POLO 3.0 - Prot. n. 28136 del 19/06/2015 10. Interrogazione su presenza sul territorio comunale di persone richiedenti asilo – presentata dal gruppo POLO 3.0 - Prot. n. 28138 del 19/06/2015 11. Approvazione Regolamento per il Servizio di “AFFIDO E DI APPOGGIO FAMILIARE” – Proposta n. 114 del 14/11/2014 13. Designazione terna di candidati a componente l'organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana - Proposta n. 7 del 24/02/2015 Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 1 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 1) Comunicazioni APPELLO PRESIDENTE: Ventuno presenti. La seduta è valida. Devo giustificare i Consiglieri Stroppa e Singh Major. Nomino scrutatori i Consiglieri Tavolini, Mattioli, Leli. Primo punto, comunicazioni. Prego, Sindaco. SINDACO: Ho visto che è arrivata anche una interpellanza del Movimento 5 Stelle, però oggi non è stata iscritta perché è arrivata in ritardo, però credo che il Sindaco debba dare una comunicazione al Consiglio della questione che si è aperta in merito all’acqua a Fabriano. Noi abbiamo peraltro ricostruito tutto e scritto un comunicato che ieri però mi sembra che sui giornali non sia stato riportato integralmente. Io ve ne vorrei dare informazione e lettura a tutti i Consiglieri e se non l’avete avuto per intero o non lo avete visto pubblicato però c’è una copia per ognuno e ve la potete conservare. Non appena abbiamo ricevuto la notifica da parte dell’ASUR con posta certificata della informativa che dichiarava la contaminazione dell’acqua in due punti di prelievo l’S32 e l’S36 che sono su due linee acquedottistiche che passano all’interno del territorio del Comune di Fabriano, la mattina del 26 ho emanato un’ordinanza che, a differenza di altre ordinanze che vietavano l’uso dell’acqua, abbiamo ordinato una bollitura dell’acqua per bere, tutti gli altri usi dell’acqua erano consentiti e possibili. Purtroppo dopo la comunicazione si sviluppa in maniera particolare, originale e quindi sono state coinvolte soggetti, anzi addirittura per la fretta è stato scritto 16 sul volantino che comunicava le vie da parte di Multiservizi invece che 26. Di questo abbiamo chiesto scusa anche sui nostri siti quando è stato possibile. La stessa mattina abbiamo avviato tramite Multiservizi una comunicazione tramite megafono per essere i più efficaci possibili nel momento immediato per far sapere a tutti come era la situazione. Abbiamo fatto una conferenza stampa alle 11 nella sala del Consiglio Comunale informando tutta la stampa. Appena l’addetta alla comunicazione è ritornata, perché era malata, abbiamo mandato tutti i comunicati su tutti i nostri siti e su tutti gli strumenti necessari per l’informazione ai cittadini. Credo che sia però doveroso spiegare un po’ come funziona la procedura, qui poi è abbastanza chiaro. Ci sono due tipi di controlli: un controllo interno che viene fatto periodicamente dal servizi di Multiservizi che prende le analisi con continuità su tutti i punti di prelievo, li invia al proprio laboratorio che fa due analisi, una che richiede 12 ore e una che richiede 48 ore e quindi l’esito di un prelievo fatto il 20 lo conosciamo il giorno 23. Non si può conoscere l’esito se non passano 48 ore dalla seconda analisi perché sono dei campioni che vengono messi in delle soluzioni che devono dare dei risultati. Quindi quello che succede il giorno 20 lo sappiamo il 23, è obbligatorio per legge, non possiamo fare diversamente. Questa serie di controlli che vengono prodotti con continuità sono poi accompagnati da controlli definiti esterni, che sono i controlli di supervisione che fa l’ASUR e che trasmette alla Comunità Economica Europea perché c’è un servizio di sorveglianza. Quindi questi controlli vengono fatti come sempre a campione. Di questi controlli noi non abbiamo conoscenza, né l’ASUR ha conoscenza di quando la Multiservizi fa i controlli, né Multiservizi ha Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 2 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 conoscenza di quando li fa l’ASUR perché chiaramente sennò non sarebbe un controllo serio. Adesso vi leggo però il testo del comunicato, quindi vorrei dire che ho cercato di tranquillizzare la popolazione perché la contaminazione era talmente insignificante che anche l’ASUR è la prima volta che ci fa un’ordinanza di questo tipo, altre volte ha chiesto la sospensione della erogazione, cose più particolari. In questo la proposta dell’ordinanza era veramente una proposta che lasciava trasparire che è la prima volta in 18 anni che in quei punti di prelievo avveniva due unità di coli fecali ogni 100 millilitri, quindi è una cosa bassissima, però la legge dice che deve essere 0 e non essendo 0 noi dovevamo fare l’ordinanza e così abbiamo fatto. “In riferimento a quanto già pubblicato in merito all’episodio di non conformità circoscritto alle due linee acquedottistiche rappresentate dai riferimenti Viale Bovio e Via Dante del Comune di Fabriano, le Istituzioni coinvolte Comune di Fabriano ed ASUR AV2 Fabriano comunicano qui di seguito gli aggiornamenti. A seguito dei programmati controlli di verifica compiuti dal Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell’ASUR Area Vasta 2 sede di Fabriano è stato riscontrato il 25 giugno un lieve superamento del valore parametrico E.COLI, riconducibile alle consistenti e violente piogge verificatesi nel recente periodo che potrebbero aver causato infiltrazioni nelle falde”, perché i prelievi che abbiamo nelle nostre sorgenti sono tutti prelievi di carattere superficiale. “A titolo puramente precauzionale, tenendo conto della lieve entità della contaminazione microbiologica e del favorevole andamento nel tempo della conformità delle acque delle due linee acquedottistiche, è stato proposto dal SIAN al Sindaco l'emissione di un provvedimento cautelativo atto a limitare l’uso dell’acqua esclusivamente nel caso di ingestione diretta (acqua da bere). Contestualmente il SIAN ha chiesto a Multiservizi, Ente Gestore dell’acquedotto, di attivarsi prontamente al fine di relazionare sulle cause che potrebbero aver determinato la non conformità e di specificare gli interventi gestionali attuati, comprese le analisi di verifica interna, necessari all’immediato ripristino della qualità dell’acqua erogata. La Multiservizi si è immediatamente attivata per verificare, monitorare e risolvere la problematica evidenziata ed effettuare nuove analisi che confermassero o meno l’allarme. Alla data attuale queste sono le evidenze: le analisi di verifica eseguite sui campioni prelevati il 26/06 hanno dato esito di conformità al parametro difforme. A ciò si aggiunge per la tranquillità della popolazione interessata che le analisi interne che Multiservizi attua per monitorare la conformità delle acque erogate, eseguite, precedentemente al campionamento ASUR del 22/06, nei giorni 09/06 e 12/06 sono risultate pienamente conformi ai valori di parametro microbiologi previsti dal D. Lgs 31/2001 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Il SIAN ha disposto in data odierna - 29 giugno - un accertamento ispettivo e analitico per verificare il ripristino della situazione di occasionale non conformità il cui esito sarà comunicato, nel rispetto dei tempi tecnici di almeno 48 ore necessari alla esecuzione delle analisi microbiologiche eseguite da parte dell’ARPAM di Ancona. Se risulterà confermato il superamento della situazione di criticità verrà disposta dal Sindaco la revoca della limitazione d’uso temporanea. Pur comprendendo i disagi arrecati si vuole confermare che le Istituzioni coinvolte e l’Ente Gestore stanno operando a massima garanzia degli utenti ed effettuando tutte le attività ed i controlli previsti dalle norme e dai piani operativi di propria pertinenza. La criticità di questi giorni è oggetto di scrupolosa verifica per ripristinare con assoluta certezza Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 3 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 la qualità dell’acqua fornita alla popolazione.” Questo è un comunicato congiunto emanato da Area Vasta 2 Fabriano e Sindaco. PRESIDENTE: Andiamo avanti. Sempre per comunicazioni il Consigliere Romagnoli, prego. CONS. ROMAGNOLI: Grazie, Presidente. Volevo fare una comunicazione, non so se ne siete a conoscenza, però è partito di fatto con il decreto 176/2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato il via di fatto al micro credito alle aziende, che è il famoso micro credito voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle in Parlamento, accettato dal Governo, per intenderci sono i soldi che i nostri parlamentari si tagliano il 50% dello stipendio più i rendiconti che ci prendevano in giro con gli scontrini così, di fatto hanno fruttato circa 15.000.000 € che si aggiungono a 30.000.000 che ha messo il Governo su questo fondo per fare micro credito alle aziende. La Regione Marche, la vecchia Giunta Regionale, ha inserito la Confidi e quindi Confcommercio, Confartigianato nel meccanismo per l’attribuzione di questo micro credito, ce l’hanno solamente Marche, Umbria e Toscana questo limite. Parlo di limite perché nelle altre Regioni dove viene gestito direttamente dagli enti abilitati, nel caso le banche, il micro credito è già partito. Che succede? Che a Fabriano, questa è la comunicazione di fatto, penso che sia importante perché parliamo di credito alle aziende che possono essere 15.000, 20.000, 25.000 € per sostenere un’attività che sta per partire da 0 a 5 anni. Per il momento il limite che ha messo il Ministero è questo e poi stiamo lavorando per cercare di estenderlo anche alle aziende più “anziane”. Sono soldi importanti per il nostro territorio perché voi comprendete quello che può essere la disponibilità di avere un fondo che è un fondo di garanzia che ti può attribuire una garanzia e quindi una certezza economica, anche se limitata, per la propria attività. Io chiedo proprio il vostro aiuto perché personalmente sto facendo delle procedure con delle persone che hanno chiesto di accedere a questo fondo. È molto semplice la procedura, ho studiato tutta la legge e quindi possiamo collaborare insieme. Sto facendo questa cosa per creare un meccanismo semplificato e capire dove è l’ostacolo, perché di fatto chi ha fatto la prenotazione on line, avviene una prenotazione on line che qualsiasi cittadino può fare, gli viene attribuito un numero di pratica, a Fabriano alcuni sono riusciti a fare la pratica 285 in tutta Italia immaginate con quale velocità, si parla di ore, di minuti, però ci vogliono 5 giorni perché poi la banca dia l’ok a questa prenotazione on line. Le banche hanno fatto scadere questo termine. Quando sono state ripresentate le domande on line le domande a quel punto erano (parliamo del giorno dopo) 3.600-3.900. Adesso siamo al primo step, siamo riusciti a trovare una banca, l’unica sul territorio, che è Unicredit, che avvia queste pratiche per il micro credito. Adesso l’ostacolo dov’è? Sulla parte che ha messo la Regione, ossia sulla Confidi. Confidi che nonostante sulla legge ci sia scritto che ci sono tutti quanti gli enti abilitati a inserire queste pratiche, stanno adducendo delle motivazioni veramente ridicole, perché se andiamo a chiedere un prestito a loro con delle garanzie a loro è tutto semplificato, guarda caso invece con il micro credito succede questa cosa e di conseguenza stanno ostacolando. Il problema è che ci sono 60 giorni Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 4 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 di tempo per non far scadere di nuovo la pratica. Ci sono, adesso io ne sto seguendo tre, però potrebbero essere molte di più, delle attività commerciali a Fabriano che potrebbero attingere a questi soldi e invece abbiamo l’ostacolo di Confcomemrcio, Confartigianato ad onor del vero oggi sembra si sia aperta una porticina e quindi vedremo. Chiedo però formalmente il supporto del Sindaco, della Giunta perché questa secondo me è una opportunità comunque per dare un minimo di ossigeno. Non stiamo parlando di salvare il mondo, parliamo di dare una piccola possibilità a delle attività commerciali. La nostra comunicazione è questa, c’è questo strumento, magari insieme riusciamo a renderlo più pratico, più operativo, cercando di essere il più pragmatici possibili. Grazie. PRESIDENTE: Abbiamo terminato con le comunicazioni. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 5 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 2) Approvazione verbali della seduta del 03 giugno 2015 dal n. 58 al n. 67. PRESIDENTE: Punto n. 2: approvazione verbali della seduta del 03 giugno 2015 dal n. 58 al n. 67. La votazione è aperta. La votazione è chiusa. Presenti 21, votanti 21, astenuti 7, favorevoli 14, contrari 0. Si astengono i Consiglieri: Leli, Urbani, Peverini, Solari, Romagnoli, Arcioni, Rossi. Il Consiglio approva. VOTAZIONE PRESENTI: 21 VOTANTI: 21 FAVOREVOLI: 14 CONTRARI: 0 ASTENUTI: 7 (Leli, Urbani, Peverini, Solari, Romagnoli, Arcioni, Rossi) Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 6 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 3) Interpellanza su Bar Chalet Fabriano – presentata dal gruppo M5S-Fabriano - Prot. n. 21962 del 12/05/2015 PRESIDENTE: Sono le 18.19, parte l’ora delle interrogazioni e delle interpellanze. Punto n. 3: interpellanza su Bar Chalet Fabriano – presentata dal gruppo M5S-Fabriano. Illustra il Consigliere Arcioni. Prego. CONS. ARCIONI: Grazie, Presidente. Premesso che il Bar Chalet è una delle strutture più prestigiose del patrimonio della comunità fabrianese immerso all’interno di uno dei giardini monumentali più belli delle Marche, nonostante la scarsa manutenzione. Considerato che la struttura in oggetto è da anni che viene svalorizzata da gestioni a dir poco imbarazzanti e che ad oggi non si intravede la possibilità di riapertura (ricordo che l’interpellanza è dell’8 maggio 2015), chiediamo al Sindaco e alla Giunta chi sta gestendo ad oggi l’immobile; se il gestore in oggetto gestisce altre strutture/bar e se sì in quali ambiti fornendo l’elenco completo; se il gestore ha accumulato debiti verso l’Amministrazione del Comune di Fabriano e se sì per quali importi e come intende il Comune di Fabriano tutelarsi; quanto ha incassato ad oggi dal gestore il Comune di Fabriano; se sarà lo stesso soggetto a gestire la prossima stagione estiva. Grazie. PRESIDENTE: Il relatore è l’Assessore Tini. Prego. ASS. TINI: Grazie, Presidente. Cerco di rispondere ai vari punti. Chi sta gestendo oggi l’immobile è la cooperativa che si è aggiudicata l’appalto, la ditta si chiama I Cavalieri, una società cooperativa sociale con sede in Fabriano. Se il gestore in oggetto gestisce altre strutture/bar e se sì in quali ambiti fornendo l’elenco completo: per conto del Comune no, per conoscenza mia a Fabriano gestiscono anche il bar dell’ospedale. Se hanno gestioni fuori di queste due che conosco non lo so e neanche possiamo saperlo. Per quanto riguarda invece se ha accumulato debiti verso l’Amministrazione del Comune di Fabriano e se sì per quali importi e come intende il Comune di Fabriano tutelarsi, posso dire questo: abbiamo avuto qualche problemino, però il Comune si è tutelato. I debiti ad oggi che ha questa ditta verso il Comune di sono di 34.000 €, che prima della riapertura di questo anno abbiamo fatto fare una fideiussione da una società iscritta alla Banca d’Italia per un piano di rientro in sei rate di 5.666 € e la prima rata l’hanno pagata pochi giorni fa. Posso dire perciò con tranquillità che il Comune è totalmente garantito. Abbiamo incassato da questa ditta fino ad oggi 34.085 €. Poi chiede sarà lo stesso soggetto a gestire la prossima stagione estiva, che è partita, l’interpellanza è stata fatta prima, però quest’anno finisce l’appalto. Poi dopo per il prossimo anno faremo una nuova gara e vedremo il da farsi. Su questa pratica c’è stato qualche problemino, però mi pare che il Comune magari tutte le pratiche fossero così tranquille per certi aspetti, anche se effettivamente dobbiamo rientrare di 34.000 €, Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 7 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 però il Comune è garantito perché qualora non rispettasse il piano di rientro scatta la fideiussione e pertanto il Comune non avrà nessuna perdita economica dai mancati pagamenti. CONS. ARCIONI: Io volevo fare una integrazione, perché il soggetto credo che risulti essere un dipendente pubblico. La cosa che chiedevo è se il Comune di Fabriano ha verificato il fatto che un dipendente della Pubblica Amministrazione possa partecipare a bandi per acquisire la gestione di strutture comunali. ASS. TINI: Questo non stava sulla interpellanza, lo dico con molta trasparenza per quello che so non è lui il titolare della cooperativa. Il titolare della cooperativa è il nome di una signora che adesso non ricordo, però è una cooperativa con più soci di cui non è neanche il Presidente. Che io sappia è un dipendente part-time del pubblico impiego, ma se è part-time fino a 18 ore potrebbe anche farlo, perché la legge non lo vieta. Se invece è sopra 18 ore lo vieta, per completezza di informazione. Chiaramente quando si è fatta la gara di appalto ha presentato tutti i documenti regolari per poter partecipare, questo è scontato. Poi dopo chi si vede in giro non è la persona che risulta titolare, questo però non è che è vietato da nessuna norma o da nessuna legge. CONS. ARCIONI: Quindi abbiamo avuto ampie rassicurazioni che tutto è sotto controllo, abbiamo la fideiussione che copre lo scoperto e invece per la gestione siete soddisfatti? PRESIDENTE: Non è prevista la risposta. Andiamo avanti. SINDACO: Scusa, siccome lo chalet è un luogo frequentato da giovani, sta al centro della città, nel giardino più bello che abbiamo anche se con scarsa manutenzione, condivido, però devo dire che quando si fa un bando è difficile, come in questo caso non pensavamo che sarebbe successo una cosa che uno non apriva quando aveva la possibilità di avere un’apertura addirittura più ampia, pagando un affitto anche così elevato perché ha fatto un’offerta che per noi è stata strabiliante, non ce l’aspettavamo. Avevamo fatto un bando triennale, questo è il terzo anno, è finito, si farà una nuova gara e dovremo decidere se lunga, breve oppure come fare. Certo che qualche dissonanza ce l’abbiamo avuta, neanche le precedenti gestioni non è che sono state proprio soddisfacenti. Purtroppo se cambi e allunghi il periodo si crea un problema perché impegniamo le prossime Amministrazioni, se lo fai a breve chi lo fa a breve cerca a mietere e a chiudere, è difficile capire come. Pur essendo un posto bello e di ritrovo rimane sempre un bar e invece noi avremmo chiesto anche attività di movimentazione, però quelle costano, fanno aumentare il prezzo e poi i ragazzi più giovani non ci Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 8 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 vanno e invece quello è un posto dove ci dovrebbero andare anche quelli un po’ più giovani che hanno meno capacità di spesa. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 9 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 4) Interpellanza per richiesta di chiarimenti sull'affidamento del servizio di pulizia nelle Frazioni – presentata dal gruppo NCD - Prot. n. 22535 del 14/05/2015 PRESIDENTE: Punto n. 4: interpellanza per richiesta di chiarimenti sull'affidamento del servizio di pulizia nelle Frazioni. È stata presentata dal gruppo NCD, illustra il Consigliere Leli. Il relatore è l’Assessore Alianello. Prego, Consigliere. CONS. LELI: Grazie, Presidente. Premesso che in data 2 Settembre 2014 è stato pubblica sull’Albo Pretorio l’Avviso avente per oggetto “Indagine di mercato per l’individuazione dell’affidamento dei servizi relativi alla pulizia delle frazioni per il periodo Ottobre 2014 – Febbraio 2015”; premesso che con l’avviso suddetto il Comune di Fabriano intendeva procedere alla raccolta di manifestazioni di interesse da parte di aziende, alle quali poter affidare la pulizia delle frazioni e dei rispettivi cimiteri. Preso atto che da questa indagine di mercato non è scaturito alcunché, pertanto, con determina dirigenziale n.662 del 02/12/2014 si è proceduto all’affidamento del servizio di pulizia delle frazioni, ma solamente per il periodo dicembre 2014 – gennaio 2015.Verificato ancora che da allora la procedura di affidamento, inizialmente attivata con questa indagine di mercato, non è stata più completata e le frazioni sono rimaste di fatto senza un adeguato livello di manutenzione e di pulizia. Tutto ciò premesso e considerato chiediamo: i motivi per cui la procedura di affidamento pulizia delle frazioni e dei relativi cimiteri, non è stata più portata a termine; chiediamo anche quali e quante aziende hanno presentato la propria manifestazione di interesse; chiediamo come l’Amministrazione Comunale intende risolvere il problema della pulizia delle frazioni per assicurare sin da subito le necessarie condizioni di igiene, sicurezza e decoro. Grazie. PRESIDENTE: Prego, Assessore Alianello. ASS. ALIANELLO: Siccome avete chiesto la risposta scritta la leggo e poi la consegno. In ossequio a quanto richiesto nella interpellanza di cui sopra il sottoscritto riferisce quanto segue in forma scritta. La procedura di affidamento è stata portata a termine nell’ambito delle risorse disponibili e con determina numero 171 del 31.3.2015 che si allega unitamente al documento istruttorio, è stato affidato il servizio di pulizia delle frazioni per un periodo di 90 giorni sotto la sorveglianza del geometra Urbano Cotichella responsabile del servizio manutenzione aree demaniali. Gli interventi sono iniziati nel mese di maggio 2015 e ancora non sono terminati. Per quanto riguarda le aziende che hanno manifestato interesse si allega il documento individuato al punto 2. Compatibilmente con le risorse che saranno disponibili a seguito della approvazione del bilancio di previsione 2015 si affiderà il servizio secondo le modalità previste dalla Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 10 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 legislazione vigente. Quindi io ho allegato a questa mia risposta scritta la determina n. 171 del 31.3.2015, il documento istruttorio legato a questa determina e l’elenco delle ditte di pulizia delle frazioni che hanno risposto alla manifestazione di interesse che ora io consegno. CONS. LELI: Volevo rispondere all’Assessore che di fatto anche per come mi è stato segnalato, ma anche per come ho verificato personalmente, comunque sia il livello di pulizia è totalmente inadeguato. Il fatto è che non è presente nemmeno un programma di questi interventi, per cui tante volte anche gli operai che vengono per eseguire questi lavori non sanno nemmeno da dove iniziare, tante volte chiedono agli stessi residenti che cosa c’è da fare. Da qui si capisce che c’è proprio quantomeno una scarsa programmazione del tutto. Volevo anche ricordare che tra le mansioni previste c’è non solo lo svuotamento di tutti i cestini dei rifiuti, questo perché Anconambiente si rifiuta di farlo perché è una competenza del Comune, però gli operai da parte loro non lo fanno. Di fatto il risultato è che le frazioni sono veramente sporche. Un’attenzione particolare anche per i cimiteri, ne ho visitato qualcuno, c’è l’erba più alta di me e quindi quantomeno anche se adesso avete programmato l’esecuzione di questi servizi una raccomandazione di fare a monte una programmazione precisa e cronologica degli interventi ma anche una verifica sul posto di quelli che fanno questi lavori. Grazie. ASS. ALIANELLO: La programmazione c’è. Quando vengono individuate le persone che vanno a pulire le frazioni vengono anche dotate dei mezzi (zappa, pala, carriola, ecc. ecc.) proprio perché gli vengono indicate le mansioni da fare. Il fatto che chi pulisce le frazioni lo chiede ai residenti della frazioni è vero perché noi abbiamo detto che loro devono svuotare i cestini che non svuota Anconambiente perché non rientrano nelle loro mansioni, pulire il paese, eliminare i pochi cespugli di erba che crescono generalmente al limitare della strada o sui marciapiedi e sentire per i residenti delle frazioni quali sono le priorità che devono porre in essere. Se non vengono fatte io prego la Consigliera Leli, ma poi molti Consiglieri lo fanno, di segnarcelo perché poi saremo noi che andremo a verificare effettivamente l’operato di chi va a fare queste pulizie e generalmente, adesso a parte quello che mi diceva la Consigliera Leli, abbiamo un feedback di risposta positivo in molte frazioni. Evidentemente dove c’è qualche pecca la andremo a risolvere in maniera anche semplice perché basta andare a verificare e ribadire quello che bisogna fare è anche abbastanza semplice. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 11 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 5) Interpellanza su nomina scrutatori elezioni regionali 2015 – presentata dal gruppo M5SFabriano -Prot. n. 24355 del 27/05/2015 PRESIDENTE: Punto n. 5: interpellanza su nomina scrutatori elezioni regionali 2015 – presentata dal gruppo M5SFabriano. Illustra il Consigliere Arcioni. Il relatore è il Sindaco. Prego, Consigliere. CONS. ARCIONI: Grazie, Presidente. Facendo seguito alla richiesta di Giovanna Leli che ci informava della prossima convocazione della Commissione Elettorale per la nomina degli scrutatori per le prossime elezioni regionali, spiace per l’ennesima volta constatare che non sia stata recepita la nostra proposta in assoluta trasparenza di sorteggiare in seduta pubblica in modalità casuale, come abbiamo fatto noi del Movimento 5 Stelle, gli scrutatori. In particolare avevamo chiesto di dare pari opportunità a tutti i cittadini indipendentemente dalle loro amicizie. Risultano personalmente risibili e psicologicamente vicinissime al voto di scambio, le prescrizioni indicate: inoccupati/disoccupati, particolari e dimostrabili situazioni di disagio socioeconomico, giovani/studenti, massimo un componente per famiglia, non riprendiamo chi lo ha già fatto negli ultimi 2/3 anni per consentire la rotazione, considerando tra l’altro che gli elenchi non sono stati in questo senso già filtrati. Considerato che a parte il Movimento 5 Stelle che ha scelto il sorteggio casuale, tutti gli altri gruppi hanno dichiarato di aver seguito le prescrizioni sopra indicate; considerato inoltre che non è stato dato seguito ad una nostra richiesta di accesso agli atti dove chiedevamo l’elenco degli scrutatori scelti per ogni gruppo consiliare, chiediamo al Sindaco anche in qualità di Presidente della commissione elettorale per ogni gruppo l’elenco cartaceo dei soggetti selezionati (il Movimento 5 Stelle con il sorteggio lo ha reso pubblico); se i soggetti selezionati rientrino tutti nelle prescrizioni che, a parte quella del Movimento 5 Stelle che ha scelto il sorteggio casuale con la piattaforma random.org, vi siete dati e cioè: inoccupati/disoccupati, particolari e dimostrabili situazioni di disagio socioeconomico, giovani/studenti, massimo un componente per famiglia, non riprendiamo chi lo ha già fatto negli ultimi 2/3 anni per consentire la rotazione. Chiediamo inoltre se la procedura di selezione, a parte quella del sorteggio casuale utilizzata dal Movimento 5 Stelle, si è svolta regolarmente e quali soggetti, a parte i capigruppo, sono intervenuti per segnalare nominativi; se ci sono state eventuali pressioni per segnalare qualche soggetto in particolare; se la commissione elettorale certifica il fatto che tutti i soggetti selezionati rientrino nelle prescrizioni che la commissione si era data; qualora ciò non sia certificabile di quali gruppi sono gli elenchi che non possiedono in toto questi requisiti. Grazie. SINDACO: Consigliera Arcioni, perlomeno c’è stata una collaborazione del Movimento. Ha accettato la ripartizione dei Consiglieri e ha sorteggiato secondo le quote che erano state stabilite all’interno delle varie ripartizioni dei gruppi. Poi però devo far rilevare che voi non avete nessun criterio di selezione se non la Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 12 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 scelta casuale. Guarda caso, di quelli che avete scelto sei sono lavorati dipendenti, due sono pensionati, cinque hanno rifiutato, quindi un aggravio anche per i cinque che hanno rifiutato per mettere i sostituiti, cercarli. In questo caso invece con l’altro tipo di soluzione, che è opinabile e giustamente ognuno la può pensare come crede, non è che tutti i criteri debbono essere rispettati obbligatoriamente. Ci siamo dati dei criteri di massima in modo che i vari commissari ci si attenessero. Io firmo il verbale come Presidente della commissione ma non ho chiesto a nessuno a Giovanna Leli quali ha indicato lei, o a Sforza quali ha indicato lui o a Claudia quali ha indicato lei. Hanno cercato tutti di attenersi a questi criteri di massima. Non è tutti i selezionati rispettano i cinque criteri, noi ne avevamo valutati cinque per garantire che fossero, per esempio quest’anno avevamo detto cerchiamo di ringiovanire il gruppo, di prendere ragazzi più giovani, cerchiamo di attenerci al principio di ruotarli il più possibile, però poi sta al commissario che indica. C’è una condivisione, anche da parte mia, una condivisione del progetto, della idea, ma non vado a sindacare né oggi sono in grado di dire questo lo ha indicato Sforza. C’è una corresponsabilità del Consiglio che elegge i membri della commissione e se necessario li revoca, se non ritiene che abbiano le caratteristiche per esercitare questa funzione, ma finché sono commissari ed esercitano la funzione io credo che sia giusto che questo verbale rimanga così come è costruito. La legge non dice che un Consigliere da solo indica, ma che loro raccolgono le istanze, possono raccoglierle i commissari sia da parte dei Consiglieri che da parte di persone che incontrano, il criterio non è necessario nemmeno. La legge dice che il commissione designa gli scrutatori. Come il Movimento 5 Stelle decide di farlo in un sorteggio metodo Bingo e quegli altri metodo Bongo, il Consigliere che sta lì esercita il suo diritto ed espleta questa funzione. Peraltro, sulle verifiche delle parentele, perché è stato detto che c’era un familiare e poi abbiamo fatto delle verifiche e non c’era questa situazione, perlomeno a conoscenza dell’ufficio anagrafe del Comune di Fabriano, perché quando dopo escono queste voci a volte tutti capiscono tutto e magari due hanno lo stesso cognome ma non sono parenti o dello stesso nucleo familiare, non abbiamo non rispettato i criteri. Magari è disoccupato, giovane studente che non l’ha fatto negli ultimi tre anni e quindi rispettava tre criteri su cinque. Io credo che abbiano agito con questo spirito, perlomeno parlandoci ho cercato di dire non ripetiamo errori, ma è tutto opinabile. Quindi io ritengo il sorteggio è opinabile perché lo facciamo fare a chi lavora, qui sono 90 € che sono importanti per alcune persone perché vedo quanti sono nella graduatoria dei voucher, però credo che ci sia anche, e ce lo richiedono anche per dire la verità sia la prefettura che i Presidenti dei vari seggi elettorali di mandare persone che abbiamo una certa disponibilità a fare questa cosa, che vengano lì convinti di fare un servizio pure, perché tanto bisogna essere presenti e stare attenti, perché gli errori sulle schede con questi sistemi di votazione sono sempre più frequenti. PRESIDENTE: Consigliere Urbani, su questo argomento non può intervenire. CONS. URBANI: Presidente, dopo su questo argomento voglio intervenire. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 13 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 PRESIDENTE: Non c’è dibattito. CONS. URBANI: Io voglio intervenire. PRESIDENTE: Io dico no e non può intervenire perché siamo nelle interpellanze. CONS. URBANI: Qui c’è un’accusa precisa a un Consigliere del nostro gruppo, che non è l’unica che compone la commissione. La commissione è composta da tre persone e segue un regolamento del Consiglio Comunale. Portiamo in Consiglio Comunale il cambiamento del regolamento, lo votiamo e dopo è una pace da santi. PRESIDENTE: Per replica, prego, Consigliere Arcioni. CONS. ARCIONI: Io volevo chiarire ad Urbani che non c’è nessuna accusa. Noi dal punto di vista dei rapporti con la commissione abbiamo parlato proprio perché Giovanna si è resa disponibile ad informarci e, fra l’altro, è stata l’unica della commissione che ci ha informato sulle cose, per questo ho chiamato in causa Giovanna Leli, perché è stata l’unica della commissione che ci ha chiesto informandoci di come stavano andando le cose, semplicemente per questo. Fra le righe non c’è nessun tipo di accusa. Io l’accusa che faccio invece molto chiara è che non bisogna prendere in giro i cittadini. Sono usciti articoli su tutti i giornali di questa procedura per scegliere gli scrutatori. È chiaro che gli elementi erano questi che io ho riportato nella interpellanza. Io capisco che il Sindaco rigira la frittata e fra l’altro cercando di rendere ridicolo il sistema che ha utilizzato il Movimento 5 Stelle e invece il Movimento 5 Stelle proprio per la base di trasparenza che utilizza sempre nelle proprie cose ha utilizzato un sistema estremamente trasparente, tant’è vero e qui chiamo in causa il Consigliere Sforza che ricordo chiaramente che quando si utilizzavano gli stessi criteri per il discorso delle elezioni europee molto candidamente il Consigliere Sforza mi disse noi abbiamo cercato di selezionarli tutti all’interno di questi criteri che stanno sui dettagli che ci siamo dati, però il partito comunque qualche nome me l’ha imposto. Allora quello che fate voi a me non importa, io quello che non transigo è che nelle comunicazioni, anche che vengono fatte sui giornali, noi prendiamo in giro i cittadini perché noi abbiamo utilizzato un metodo assolutamente trasparente, perché quelli che pensate voi tra l’altro che non possono venire perché lavorano voglio ricordare che fra gli scrutatori che abbiamo selezionato con questo sorteggio è venuto un ragazzo di Cancelli che sta all’Università di Friburgo e quindi non è vero che uno deve fare all’interno di quell’elenco una scrematura o altre cose, perché io ho sempre detto che succede anche che Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 14 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 io magari posso prendere il classico disoccupato che però fa sei lavori in nero e guadagna magari più di noi messi insieme qua dentro. Allora è tutto opinabile. Quindi se noi vogliamo dare una trasparenza veramente reale a questa cosa dobbiamo utilizzare il sorteggio. Grazie. PRESIDENTE: Per fatto personale il Consigliere Sforza, prego. CONS. SFORZA: Arcioni, è vero del partito perché il partito è composto dai Consiglieri Comunali, sono stati suggeriti anche da alcune persone, però tenendo presente le condizioni disagiate di queste persone che sono minime, uno o due persone parliamo. Comunque voglio rispondere su questa nomina, perché innanzitutto non c’è una disciplina delle norme vigenti legislative che consentono di disciplinare la materia. Noi abbiamo preferito, di comune accordo anche con la minoranza, dare la priorità a giovani disoccupati, cassaintegrati, giovani studenti, ma abbiamo anche considerato ... (intervento fuori microfono) infatti io non li ho indicati, ce ne è solamente qualcuno. Noi abbiamo messi questi giovani, come ripeto, e abbiamo dato anche la priorità a chi l’ha fatto una sola volta, ma per un semplice motivo perché ci è stato segnalato dai Presidenti dei vari seggi che mettendo tutte persone nuove, gente che non l’ha fatto mai, sarebbe stato opportuno inserirne una per ogni seggio e abbiamo considerato anche questo. Quindi siamo in assenza di un regolamento comunale, che tra l’altro nemmeno si può fare perché tutti hanno diritto ad essere sorteggiati o chiamati, perché non c’è nessuna materia che disciplina il tutto, perciò di che stiamo parlando, Arcioni? CONS. ARCIONI: Una cosa per concludere perché mi ero dimenticato, siccome avete seguito delle procedure perfette richiamandovi a questi discrimini che io ho citato all’interno della interpellanza, io adesso preparo un protocollo che mando a tutti i capigruppo che stanno in Consiglio Comunale, nel quale voi controfirmate una dichiarazione nella quale la selezione di tutti gli scrutatori fatta dai vari gruppi è stata fatta con questi criteri, dal momento che li avete fatti penso non ci siano problemi. Poi dopo andremo a vedere se tutti quelli, e fra l’altro fornite gli elenchi perché io ho fatto l’accesso agli atti, perché ci vuole trasparenza, perché lo dobbiamo ai cittadini. Quindi fornite gli elenchi, mi controfirmate un protocollo dove mi dite che voi avete scelto tutti i soggetti che hanno questi requisiti qua e così siamo tutti tranquilli e i cittadini vanno a dormire tranquilli pensando che noi tutti abbiamo fatto una cosa corretta. Grazie. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 15 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 6) Interpellanza su manutenzione del tratto stradale che collega le frazioni Collamato-Paterno – presentata dal gruppo NCD - Prot. n. 26344 del 10/06/2015 PRESIDENTE: Bene. Andiamo avanti. Punto n. 6: interpellanza su manutenzione del tratto stradale che collega le frazioni Collamato-Paterno. È stata presentata dal gruppo NCD. Illustra il Consigliere Leli. Il relatore è l’Assessore Alianello. Prego, Consigliere. CONS. LELI: Parliamo della manutenzione del tratto stradale che collega la frazione Collamato e Paterno. Perché abbiamo presentato questa interpellanza? Perché questo tratto stradale è fortemente transitato da molte persone che provengono anche dalla provincia di Macerata, che invece di attraversare il paese tagliano direttamente su questa strada comunale per andare in direzione Fabriano. Il manto stradale, come si può vedere dalle foto allegate, presenta diversi avvallamenti e spaccature che sicuramente rendono insicuro il transito dello stesso. Quindi considerata in generale la necessità di garantire la massima sicurezza della viabilità o quantomeno segnalare la pericolosità del tratto. Chiediamo se l’Amministrazione Comunale intende intervenire per porre in essere tutte le necessarie manutenzioni. Grazie. PRESIDENTE: Prego, Assessore. ASS. ALIANELLO: Le buche sono state già chiuse da diverso tempo, erano i primi di giugno. È la strada quella di fianco al campo sportivo? Quelle buche sono state chiuse; gli avvallamenti no e non verranno neanche chiusi a breve perché non abbiamo proprio possibilità di farlo. È vero che è utilizzata da chi viene da Esanatoglia ecc. ecc, però è utilizzata poco a confronto delle altre strade cittadine è una strada decisamente secondaria. Io la faccio con la bicicletta, la conosco benissimo, perché quando faccio il giro passo per lì e quindi conosco le buche che adesso non ci sono più perché sono state tappate, conosco anche gli avvallamenti perché dopo la salita prima di arrivare al campo sportivo che è veramente irta, anche il minimo avvallamento si sente sulle gambe, però gli avvallamenti non ce la facciamo proprio perché sono comunque interventi che costano parecchi soldi e non possiamo in questo momento permetterci, dato che non riusciamo a farlo sulla viabilità principale andare a investire somme che non abbiamo in questo momento su una viabilità secondaria. CONS. LELI: Questa interpellanza l’abbiamo presentata il 10 giugno scorso. Qualche buca io non ho verificato in questi giorni se è stata chiusa, comunque questa sia queste sono le foto di quello che c’era e Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 16 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 ripeto che la strada è transitata. Adesso non so l’Assessore quando ci va, comunque vado a verificare e poi eventualmente ritorniamo sull’argomento. Grazie. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 17 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 7) Interpellanza su manutenzione del fontanile sito in località Avenale – presentata dal gruppo NCD - Prot. n. 26345 del 10/06/2015 PRESIDENTE: Andiamo avanti. Punto n. 7: interpellanza su manutenzione del fontanile sito in località Avenale. È stata presentata dal gruppo NCD. Illustra il Consigliere Leli e il relatore è sempre l’Assessore Alianello. CONS. LELI: Qui torniamo in generale sull’argomento della potabilità dell’acqua nelle frazioni. Procedo alla lettura: Premesso che il fontanile del demanio comunale ed è sito lungo la strada che collega la frazione di Collamato con la località Avenale e versa in una condizione di assoluto degrado e di fatiscenza, come si può notare dalle foto che abbiamo allegato. Premesso ancora che su questo fontanile si fermano spesso non solo molti residenti, ma anche ciclisti ed avventori per fare rifornimento di acqua. Considerato, basta vedere le foto, le precarie condizioni di igiene, e quindi sussiste l’eventualità che l’acqua non sia potabile. Tutto ciò premesso e considerato chiediamo se l’Amministrazione Comunale intende intervenire per la ripulitura e la manutenzione del fontanile segnalato. Grazie. ASS. ALIANELLO: Anche questo fa parte del giro che faccio in bicicletta, è dove mi rifornisco d’acqua. Mi auguro che l’acqua sia potabile perché io la bevo tutte le settimane, non mi ha ancora fatto male, può darsi che non sia così, però non lo so. Comunque, la settimana scorsa ho notato che è anche caduto il tetto perché sta proprio cadendo tutto. Non riusciamo a metterlo a posto, l’ho fatto quindi mettere in sicurezza, è in sicurezza da 4 giorni fa. C’è una rete per la messa in sicurezza intorno, faremo fare le analisi della fontana perché questa è una delle poche fonti che sono rimaste di proprietà comunale, che non sono passate a Multiservizi, quindi non possiamo chiedere a loro di fare questa cosa perché la dobbiamo fare noi e quindi adesso quando avrò sui capitoli di riferimento i soldi per poter far fare anche le analisi farò fare queste, però per risistemarlo dal punto di vista struttura adesso non riusciamo. SINDACO: Per sicurezza del Sindaco, in modo che evitiamo il penale, ci attaccate un cartello “acqua non potabile”, perché qui siccome ci pago personalmente con il penale su questa roba. CONS. LELI: Infatti proprio questo volevo dire perché mi è stata proprio segnalata l’eventualità della non potabilità di quel tipo di acqua per cui chiedo appunto se è possibile fare una verifica, le analisi. È un po’ Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 18 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 insufficiente il “mi auguro” dell’Assessore tanto le foto parlano da sole, per cui se c’è anche un solo pericolo della non potabilità almeno mettiamo un cartello che invita a non bere quell’acqua. ASS. ALIANELLO: Il cartello verrà messo, comunque non ci si può entrare adesso nella zona, l’abbiamo recintata, quindi in teoria è già a posto così, però per ulteriore sicurezza farò mettere anche il cartello, comunque non ci si può entrare da qualche giorno a questa parte. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 19 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 8) Interrogazione su episodi di avvelenamento animali sul nostro territorio – presentata dal Presidente Pariano - Prot. n. 27619 del 17/06/2015 PRESIDENTE: Andiamo avanti, punto n. 8: Interrogazione su episodi di avvelenamento animali sul nostro territorio. È stata presentata dal sottoscritto. L’interrogazione non ha illustrazione e quindi passo la parola all’Assessore Paglialunga, prego. ASS. PAGLIALUNGA: Io credo che prendiamo spunto da questa interrogazione per dire qualcosa in più, oltre alla interrogazione. Per quanto riguarda gli ultimi avvenimenti credo che lei, Presidente, si riferisce ai beagle che abbiamo letto sul giornale. Noi abbiamo fatto insieme al servizio veterinario degli accertamenti sul suolo dove è avvenuto questo avvelenamento. Il servizio veterinario che è intervenuto ha mandato tutti i campioni e sono state effettuate le analisi dall’istituto zooprofilattico di Perugia, dove è emerso che si trattava di una sostanza metaldeide, ovverosia si tratta di un anti-lumaca tra l’altro in concentrazioni piuttosto basse. La quantità seppure ridotta è stata assunta molto prima dall’animale, tant’è che nello stomaco non è stato trovato nessun avvelenamento, sono state trovate invece tracce nelle feci e quindi vuol dire che nell’intestino era stato bypassato già e quindi si era arrivati a questa situazione. In questo non si tratta di avvelenamento, ma di poca cura credo anche dell’animale perché lasciato libero in una zona in quel modo dove purtroppo questo anti-lumaca è soffiato e quindi gli animali possono assumerlo, però questo è uno degli avvenimenti che ci sono stati, ma ce ne sono stati altri tra cui anche a un animale di proprietà di un nostro vigile urbano. Io credo che questa interrogazione possa servire per ricordare a tutti che con il nuovo regolamento questa cattiveria, bastardaggine, come vogliamo usare il termine? Viene oggi non più punita come reato amministrativo ma come reato penale, la pena è dai sei mesi ai tre anni di reclusione. Se questa cosa dovesse accadere e noi stiamo valutando con molta attenzione il problema, io chiederò che si intervenga con la massima decisione e con la massima durezza. Se è vero quanto diceva Gandhi che la civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali, io credo che noi dobbiamo far vedere che la nostra civiltà è una civiltà profonda, radicata e ancora fortemente credibile. Quindi sicuramente grazie alla interrogazione perché mi ha permesso di dire che saremo sempre più attenti e comunque altrettanto duri nel caso troveremo episodi come sono avvenuti di polpette avvelenate o altro. PRESIDENTE: Grazie a lei per la risposta. Andiamo avanti. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 20 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 9) Interrogazione su riapertura bagni pubblici in via Verdi – presentata dal gruppo POLO 3.0 Prot. n. 28136 del 19/06/2015 PRESIDENTE: Punto n. 9, interrogazione su riapertura bagni pubblici in via Verdi – presentata dal gruppo POLO 3.0. Il relatore è il Sindaco, prego. Sindaco o Tini io ho qui. SINDACO: La questione dei bagni pubblici è aperta ormai da tempo, da quando è stato sospeso l’appalto che era con i ragazzi che avevano diverse abilita. Non abbiamo più trovato le risorse per sistemarlo. Nel periodo della mostra da Giotto a Gentile è stato aperto da parte dell’organizzazione della mostra e quindi da parte della fondazione con due o tre persone con i voucher lavorativi, che hanno prestato lavoro, sono mi sembra due cassaintegrati. L’intenzione di riaprire il bagno c’è, però devono essere anche in condizioni di sicurezza. Si chiamano esercizi pubblici perché devono avere servizi aperti al pubblico e quindi non ci dovrebbe essere bisogno di comprare il caffè per andare al bagno, perché la concessione del bar prevede pure che uno abbia il servizio igienico a disposizione di qualsiasi persona arriva e può andare in quel servizio igienico, non deve consumare un prodotto. Però in questo caso questi bagni sono stati riaperti anche nel periodo del palio a cura della Porta Pisana che aveva la Porta lì vicino. Hanno cercato di tenerli aperti, quando abbiamo delle occasioni particolari ci avvaliamo per tenerli aperti, ma i costi attualmente sono piuttosto significativi e non riusciamo a sostenerli. Per quanto riguarda invece la possibilità di utilizzare i cassaintegrati, coadiuvati da alcune persone, stiamo cercando di fare una valutazione se possono, perché sono stati utilizzati da soli ma la norma prevede che il cassaintegrato possa fare solo attività di aiuto e non di sostituzione e quindi non può essere da solo ad operare su un servizio. Questa è una normativa di legge che è un po’ stringente, cassa integrato o lavoratore socialmente utile. Quindi vediamo come possiamo andare incontro a questa necessità, che comunque aprire un servizio pubblico in più sarebbe comunque di decoro. Peraltro credo che ci sia ancora un cartello da staccare, pensavo che fosse stato staccato e invece sono venuto giù adesso e non è staccato. Ho dato disposizioni che venga staccato entro domani mattina. CONS. SOLARI: Grazie, Presidente. Sono contento che il Sindaco la riconosca come una priorità questa. Il cartello è ancora affisso e quando ci fu una manifestazione in biblioteca in cui venne l’Università di Perugia con le varie facoltà ci furono proprio gruppi di persone che si recano al bagno pubblico ma lo trovarono chiuso. Il fatto è che il bagno di via Verdi è centrale, per chi non lo sa è quello vicino all’ARCI e quindi in posizione centralissima. Si vedono sempre più spesso gruppi di ragazzi che soprattutto il sabato trovando magari un bar in cui si ha una disponibilità sola e l’altro bar in cui c’è una fila pazzesca purtroppo vanno in giro per la città ad urinare e non è un bello spettacolo. Siccome lì c’è la possibilità di riaprire questo bagno pubblico chiedevo se si potesse fare anche con le persone che si sono iscritte all’albo dei volontari civici, Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 21 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 anche solo per il sabato sera. Secondo me è un servizio che potrebbe costare zero, dicevo se gli iscritti al volontariato civico comunale potevano essere utilizzati per tenere aperti il sabato sera questi bagni pubblici, che secondo me è un servizio anche fatto di 4 ore il sabato che serve. È brutto vedere comitive di persone che vanno ad urinare in giro per la città, è brutto per i cittadini e brutto per chi arriva da fuori e quindi se fosse possibile questo sarebbe assai importante. Grazie. SINDACO: Il volontariato civico, ci sono alcune persone che si sono iscritte e fanno piccole attività di manutenzione del verde. Il problema del bagno è che deve essere presidiato sempre perché nei bagni, a parte la minzione, ci sono altri rischi e la presenza di una persona nei bagni pubblici è necessaria, dissuade dal farci altre attività di carattere molto più pericoloso. Noi apriamo il volontariato a chiunque, lo fanno per le chiese, è stato fatto per l’Oratorio della Carità, è possibilissimo, sul bagno si può verificare. Noi stiamo provando ad ampliare l’esercizio dei bagni in piazza Garibaldi con i voucher e non abbiamo ancora trovato la disponibilità, ma lo vorremmo fare con i voucher per avere un po’ più di presenza. Sul bagno di via Verdi però ci vorrebbe una presenza continua. L’altra volta erano due cassaintegrati che facevano uno la mattina e uno la sera e coprivano tutte le giornate. Comunque è una cosa che bisogna fare. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 22 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 10) Interrogazione su presenza sul territorio comunale di persone richiedenti asilo – presentata dal gruppo POLO 3.0 - Prot. n. 28138 del 19/06/2015 PRESIDENTE: Punto n. 10: interrogazione su presenza sul territorio comunale di persone richiedenti asilo. È stata presentata dal gruppo POLO 3.0. Il relatore o il Sindaco o l’Assessore Saitta. Sindaco, prego. È una interrogazione, non c’è l’illustrazione. SINDACO: Attualmente i migranti sono sedici distribuiti in quattro appartamenti in città. Non è il primo gruppo che arriva. Questa operazione è gestita dal GUS, Gruppo Umana Solidarietà. È un anno che sono qua. C’è stato un gruppo di 19 che sono stati qui, erano 5 ingegneri, due medici, tre architetti che venivano dalla Siria, quindi un paese di guerra, dopo sei-sette mesi sono partiti tutti e sono andati in Svezia e Danimarca. Questo gruppo che invece è insediato attualmente è fatto di sedici unità. Il nostro Comune non ha strutture adatte per espletare questo tipo di assistenza, perché io sono contrario – e l’ho detto alla Prefettura – a mandare queste persone per esempio all’Ostello di San Biagio in Caprile. Non va bene che vadano scampagnati in un posto fuori dove non hanno contatti con nessuno. In città non abbiamo disponibilità di carattere residenziale da poter mettere a disposizione e la Prefettura ha autorizzato il GUS ad affittare 4 appartamenti. Ho parlato con il Prefetto proprio il 24 giugno, che è venuto qui a Fabriano, ci siamo sentiti, la Prefettura di Ancona ha già più persone di quelle che doveva ospitare. Con questa ultima richiesta che c’è stata dal Ministero hanno chiesto altri posti in cui sistemare queste persone. Noi abbiamo concordato con il Prefetto invece il volontariato per queste persone. Queste persone in base a una circolare del Ministero degli Interni emanata lo scorso aprile o maggio abbiamo predisposto un protocollo di intesa da sottoscrivere con la Prefettura, perché queste persone esercitino il volontariato presso il nostro Comune. Non hanno neanche bisogno di essere iscritte a un’associazione di volontariato perché noi abbiamo il regolamento sul volontariato civico. Quindi li faremo iscrivere, se la Prefettura concorda, al volontariato civico e potranno fare quelle attività di aiuto e servizio alla città. Io preferisco che vadano a fare in questo momento la pulizia, il decoro della città, senza utilizzare strumenti, mezzi o cose rischiose. È la prima volta che facciamo una esperienza di questo tipo non tutti parlano bene la nostra lingua e trovarsi al bagno due persone che non parlano nemmeno la tua lingua non so come si mettono le cose, perché ci vogliono delle sensibilità secondo me che vanno utilizzate da parte nostra nella presenza delle persone. Scusate, è un tema scottante, sapete quante polemiche sono state fatte in giro per i campi nomadi, per i soldi sprecati, per tutte queste cose, a Fabriano da un anno e mezzo noi gestiamo questa situazione in questo modo e non abbiamo fino ad oggi avuto nessun problema. Vogliamo migliorare questa cosa in modo che queste persone, perché lasciarle senza far niente è sbagliato, poi magari si creano un’amicizia, parlano con altri, scambiano quattro parole e va bene, ma se possono essere impegnate visto che non possono essere impegnati in nessun lavoro perché sono richiedenti asilo, però possono essere impegnati in questo accordo con la Prefettura, a cui abbiamo fatto la Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 23 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 proposta. Come sapete c’è tutta una burocrazia da esercitare, bisogna fare l’accordo, siglarlo formalmente, coprire le coperture assicurative e tutte queste cose, ma io spero che entro l’estate arriviamo a definirlo. CONS. SOLARI: Sono soddisfatto della risposta perché la nostra premura in questa interrogazione era quella di evitare che nella nostra città si potessero verificare gli scempi che sono succeduti in altre varie città italiane e che onestamente ci hanno fatto abbastanza vergognare. Credo che Fabriano non abbia bisogno di certe vetrine. Mi chiedevo, sicuramente per ignoranza personale, perché non l’ho mai sentito cosa era questo Gruppo di Umana Solidarietà, che ha citato prima. SINDACO: Il GUS è una associazione di volontariato che si occupa dei profughi. Opera prevalentemente nel porto di Ancona. L’Onu ha un dipartimento particolare per i profughi, qui da noi ne abbiamo 40, 50, 100.000 ... (intervento fuori microfono) il GUS è riconosciuto dal Ministero degli Interni. CONS. SOLARI: Il GUS paga l’affitto degli appartamenti? SINDACO: Sì, perché a ogni ospite degli appartamenti viene corrisposto dal Ministero, quei famosi 31.50 € sono destinati al pagamento del vitto, dell’alloggio e della gestione di queste persone. CONS. SOLARI: Quindi il GUS usufruisce dei soldi del Ministero. SINDACO: Prende i soldi del Ministero, ci affitta gli appartamenti e in questo caso esercita la propria attività. Ha una coordinatrice, ha un'altra persona che si occupa di seguire questi 4 gruppi di soggetti che vivono nella nostra città, di capire quali sono le problematiche se ci possono essere, se vogliono transitare perché hanno un parente in Francia o in altri posti oppure se non hanno nessuna soluzione finché sono richiedenti asilo e non viene riconosciuto il loro stato di profughi e continuano a stare in questa situazione. È collegato all’UNHCR perché noi abbiamo questa migrazione, ma in altri posti migrano 500.000, un milione di persone, in Africa c’è una migrazione tra stati che è devastante. Per noi è già un dramma, ma in altri posti del mondo è peggio. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 24 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 11) Approvazione Regolamento per il Servizio di “Affido e di Appoggio Familiare” – Proposta n. 114 del 14/11/2014 PRESIDENTE: Bene, sono le 19.10, abbiamo terminato le interrogazioni e le interpellanze. Passiamo agli argomenti urgenti. Punto n. 11: approvazione Regolamento per il Servizio di “Affido e di Appoggio Familiare”. È stato esaminato dalla prima commissione. Illustra l’Assessore Saitta. Prego. ASS. SAITTA: Grazie, Presidente. Io illustrerò brevemente le linee del servizio di affido e di appoggio familiare e c’è la presenza di Lamberto Pellegrini e di Claudia Colini per eventuali ulteriori chiarificazioni. La legge 184 dell’83 ha introdotto nella legislazione italiana il concetto di affido, declinandolo quale diritto del minore che sia temporaneamente privo di un ambiente familiare idoneo ad essere affidato a un'altra famiglia, possibilmente con figli minori, o a una persona singola al fine di assicurargli il mantenimento, l’educazione e l’istruzione. La stessa legge 184 all’articolo 4 dispone che l’affidamento familiare è disposto dal servizio locale previo consenso manifestato dai genitori o dal genitore esercente la potestà ovvero dal tutore, sentito il minore che abbia compiuto gli anni 12, e se opportuno anche di età inferiore. Il legislatore con successiva legge 149/2001 ha precisato e modificato alcuni aspetti della legge precedente, mantenendo comunque immutato e anzi rafforzando i concetti legati all’affidamento familiare, alla sua componente educativa e relazionare a favore della crescita armonica del minore. L’Ambito 10 nell’anno 2004 attivava un’equipe integrata a livello di ambito, al fine di favorire l’integrazione e il coordinamento sul singolo caso nell’ambito del progetto individuale. L’equipe in particolare svolge funzioni attinenti la presa in carico dei minori a rischio o fuoriusciti dal proprio nucleo familiare occupandosi anche dell’affidamento familiare. Facendo seguito a quanto previsto dalla deliberazione della Giunta regionale 1034 del 22.6.2009, l’Ambito sociale 10 ha attivato un percorso di sensibilizzazione e promozione dell’affido familiare, attività che ha incluso la collaborazione con un’assistente sociale e una psicologa con funzioni di supporto all’equipe di affido, di promozione delle tematiche legate allo stesso affido familiare e di sensibilizzazioni nei confronti delle famiglie. Numerosi sono gli eventi di sensibilizzazione che sono stati portati avanti in questi anni. Le differenze quali sono tra il vecchio e il nuovo regolamento? Vecchio regolamento del 28 gennaio 2010, delibera 15 del Consiglio Comunale. La proposta di questo regolamento è stata affidata a chi ha lavorato sul territorio, composto da Equipe affido, Azione cattolica diocesana, Caritas diocesana, Associazioni genitori in crescita, Consultorio familiare CIF, Centro Edimar, Associazione Papa Giovanni XXIII, Associazione Famiglie per l’accoglienza. È stato condiviso anche con le associazioni sindacali. Più completo, seguendo le indicazioni della Regione che dettava anche i criteri economici ai quali si è adeguato il nuovo regolamento. Dalla Regione è previsto il rimborso del 90% dei contributi erogati alle famiglie. Adesso passiamo ai numeri perché i numeri non sono particolarmente alti, si tratta di 5 bambini. Questa variazione nel compenso sicuramente può essere uno stimolo per le famiglie per poter affidare questi bambini che per un fatto Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 25 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 semplice, per migliorare il loro approccio alla vita chiaramente mandandoli in comunità, a parte che la spesa è completamente diversa, ma sicuramente la qualità della vita di questi bambini è diversa. Noi stiamo cercando e cercheremo ancora di pubblicizzare al massimo questa modalità di approccio di affido che io ritengo estremamente utile per i ragazzi che sono in difficoltà e di non allontanarli dal territorio, di tenerli integrati in una famiglia e che così possano riuscire a recuperare una vita che sia degna di essere vissuta. Comunque, se ci sono necessità di chiarimenti i nostri esperti sono a disposizione. PRESIDENTE: Grazie, Assessore Saitta. Partiamo con la fase dei chiarimenti. Non ci sono iscritti. Sulla discussione? Nemmeno. Dichiarazioni di voto? Non ci sono dichiarazioni di voto e quindi andiamo alla votazione dell’atto. VOTAZIONE PRESENTI: 23 VOTANTI: 23 ASTENUTI: 0 FAVOREVOLI: 23 CONTRARI: 0 PRESIDENTE: Il Consiglio approva. Votiamo l’immediata eseguibilità dell’atto. La votazione è aperta. VOTAZIONE immediata esecutività PRESENTI: 23 VOTANTI: 23 ASTENUTI: 0 FAVOREVOLI: 23 CONTRARI: 0 PRESIDENTE: L’atto è immediatamente eseguibile. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 26 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 12) Piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie – art. 1, comma 611, Legge 190/2014. Indirizzi politici relativi agli obiettivi da conseguire tramite il piano operativo di razionalizzazione delle partecipazioni societarie ai sensi dell'art. 42 del D. Lgs. 267/2000 Proposta n. 18 del 22/06/2015 PRESIDENTE: Passiamo al punto 12, piano operativo di razionalizzazione. Prego, Assessore Tini. ASS. TINI: Senza che perdiamo tempo questo punto l’Amministrazione chiede il rinvio poiché alla data odierna non è pervenuto il parere del Collegio Sindacale. Il parere è stato richiesto giovedì scorso. Il Collegio Sindacale per motivi di lavoro, per problemi vari non ha potuto produrre il documento richiesto e pertanto, senza fare polemiche, chiediamo il rinvio al prossimo Consiglio Comunale. Grazie. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 27 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 13) Designazione terna di candidati a componente l'organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana - Proposta n. 7 del 24/02/2015 PRESIDENTE: Bene. Punto n. 13, designazione terna di candidati a componente l’organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana. È stata esaminata dalla prima commissione. Illustra il Sindaco. Prego, Assessore Tini. ASS. TINI: Io penso che per questo punto, adesso è arrivato il Sindaco, sia necessaria una piccola sospensione del Consiglio Comunale per una riunione dei capigruppo, come si è fatto negli anni passati, salvo che io non abbia notizie sbagliate, penso che sia la procedura più corretta. Chiedo al Presidente se è possibile. PRESIDENTE: Bene, seguiamo la procedura. Mettiamo in votazione la richiesta fatta dall’Assessore Tini di sospendere temporaneamente i lavori del Consiglio Comunale. La votazione è aperta. La votazione è chiusa. VOTAZIONE PRESENTI: 24 VOTANTI: 24 FAVOREVOLI: 23 ASTENUTI: 0 CONTRARI: 1 (Solari) PRESIDENTE: Il Consiglio accoglie la richiesta dell’Assessore Tini. Sono le 19.20. Sospendiamo temporaneamente la seduta consiliare. (sospensione) Faccia l’appello, grazie. APPELLO PRESIDENTE: Ventitré presenti la seduta è valida. Riconfermiamo scrutatori i Consiglieri Tavolini, Mattioli e Leli. Prego, Sindaco. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 28 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 SINDACO: Chiediamo scusa per il ritardo, ma siccome ci è stato detto all’ultimo momento che doveva essere garantita la parità di genere e si aspettava la maggioranza che esprime due Consiglieri e quindi abbiamo messo una figura maschile e una femminile e quindi c’è stato un po’ di equilibrio da trovare. Adesso spero che tutti siano tranquilli. Siccome la modalità di votazione prevede una votazione unica nella velina, noi proporremo due nomi e se non ci sono controindicazioni possiamo andare avanti con la votazione unica. Se c’è una richiesta diversa volevo sentire i Consiglieri come si vogliono esprimere. Noi voteremo i nostri comunque. Se c’è una richiesta io la .... PRESIDENTE: Deve esserci una richiesta da parte della minoranza. SINDACO: Si possono fare due votazioni per garantire la minoranza in modo che la minoranza sceglie il suo e la maggioranza sceglie i suoi, per noi non c’è problema. Si è fatta già altre volte una prassi del genere. CONS. URBANI: L’altra volta come è stato fatto? ASS. TINI: Io che sono la memoria storica, l’ultima volta è stata fatta insieme perché ci siamo visti come capigruppo, abbiamo concordato un nome per la minoranza e due nomi per la maggioranza. Stavolta però qui i nomi, se c’è un nome solo per la minoranza si fa unica. PRESIDENTE: Quindi? SINDACO: Allora facciamo una votazione unica. La maggioranza si dichiara ... (intervento fuori microfono) come dico chi voto? Dovrò dire la proposta ... (intervento fuori microfono) questa è una cosa consolidata. Si devono votare tre nomi, se noi non facciamo le proposte che nomi votiamo? Mi pare assurdo. ... (intervento fuori microfono) CONS. D’INNOCENZO: Io ho un dubbio. Qui dalla nota che ci è stata fornita come Consiglieri Comunali c’è scritto che la Fondazione ha chiesto a questo Ente l’11 febbraio di designare il nominato entro 60 giorni e allora entro l’11 aprile avremmo dovuto indicare questo nome, la terna. Poi da questa terna la Fondazione sceglie il nominativo, questo va a comporre questo comitato di indirizzo e poi va a scegliere il nuovo Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 29 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 membro che parlando in soldoni dovrebbe sostituire Ottaviani. Ottaviani è passato Presidente, il Consiglio di Amministrazione da quello che mi risulta, può darsi che mi sbagli perché non ho aderenze dentro la Fondazione, Papiri ha lasciato il posto ... (intervento fuori microfono) fatemi parlare, me lo dici dopo se non c’entra, te lo dico io se c’entra. Ha lasciato il posto ad Ottaviani e quindi questo nuovo comitato di indirizzo deve scegliere il sostituto di Ottaviani. Non mi pare che sia una cosa tanto difficile da comprendere. Allora noi stiamo in fortissimo ritardo, votiamo oggi che è la fine di giugno, mentre il Comitato di Indirizzo ha scelto la settimana scorsa il nominativo. Sarà un caso? Noi stiamo in ritardo. Perché l’Amministrazione è in ritardo? Perché qui c’è un gioco perverso che dobbiamo andare a chiarire soprattutto nei confronti della città. È il rapporto tra politica, Amministrazione e la Fondazione. Oggi qui apriamo le danze. Sì, perché sono girati dei nomi. Il sostituto di Marco Ottaviani a un certo punto doveva essere l’ing. Fedeli. Speriamo che non sia tra i nominati che questa maggioranza andrà a proporre oggi. È stata nominata una signora e non vorrei che il rapporto tra Amministrazione e Fondazione sia strettamente connesso. Non vorrei che tra i nomi che ho fatto venissero fuori oggi questi nomi e che poi un domani venisse nominato questo nome che mi è scappato, perché se noi lo sappiamo prima abbiamo capito quali sono tutti i giochi e andremo a fondo su ciò che è successo dentro la Fondazione e vedremo nei prossimi giorni se quello che abbiamo detto noi è una fortuita coincidenza oppure sotto qualcosa ci cova. Quindi vorrei sapere solo perché noi invece di rispettare i 60 giorni che ci ha chiesto la Fondazione forniamo questo nominativo, che poi tra l’altro potrebbe anche essere una cosa ininfluente, lo forniamo oggi dopo che è stato già nominato il sostituto di Marco Ottaviani. CONS. ARCIONI: Secondo me ha fatto molto bene D’Innocenzo a far notare che per l’ennesima volta ci arriva un atto totalmente in ritardo da quella che era la richiesta iniziale della Fondazione, che in data 11.2.2015 aveva richiesto al Consiglio Comunale nel termine di 60 giorni, quindi scaduti da tempo, di fornire questi nominativi. Credo che questa sia la solita farsa, l’abbiamo già vissuta, una delle farse che viviamo in maniera periodica all’interno del Consiglio Comunale. Io non sto su Facebook però ogni tanto le cose rilevanti me le girano e fra l’altro è andata anche sui giornali quando il Sindaco ha postato, cercando secondo lui di levarsi le soddisfazioni, quel famoso post “un sassolino dalla scarpa”, dove il Sindaco pensava di levarsi con le sue dichiarazioni delle soddisfazioni, ma quello è l’atto secondo me politico definitivo e tombale da parte del Sindaco di questa legislatura perché fra le righe si legge chiaramente una cosa, che il Sindaco e la sua Giunta non riesce a governare con quelle che sono le leve amministrative che un Comune ha e che vede un futuro nella Amministrazione di questa città solo ed esclusivamente nel rapporto con la Fondazione, che è quella che dovrebbe tirare fuori i soldi per qualsiasi cosa, perché il messaggio è questo. La Fondazione dovrebbe tirar fuori i soldi per qualsiasi cosa. Noi naturalmente non pensiamo questo, noi pensiamo che la Fondazione dovrebbe innanzitutto cambiare radicalmente, perché è chiaro che la fondazione è da una vita che dà soldi a pioggia, ma una comunità non ha bisogno di una Fondazione che dà i soldi a pioggia, che li dà alla bocciofila, che li dà alla Croce Rossa, che il dà alla sagra, non è questo il ruolo della Fondazione. La Fondazione dovrebbe individuare dei progetti importanti soprattutto in questa fase storica Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 30 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 della comunità, progetti con una lunga visione, da cofinanziare anche all’interno della volontà dell’Ente di trovare per qualche progetto veramente importante per il futuro della comunità dei finanziamenti europei e laddove il Comune in ristrettezza economica non dovesse trovare un cofinanziamento, perché tutti i finanziamenti vanno cofiannziati, ecco che allora su un progetto interessante potrebbe intervenire la Fondazione. Lo sappiamo tutti perché si fa così, perché logicamente la Fondazione deve avere un appeal all’interno della comunità. Fra l’altro siamo preoccupati anche delle notizie che arrivano perché se le cifre che stanno girando da parte di qualcuno sui conti della Fondazione fossero reali si aprirebbe, e io spero che a questo punto il nuovo Presidente su questa cosa faccia chiarezza, perché qualcuno parla di buchi importanti della Fondazione. Siccome ho incontrato diverse volte Papiri e mi sembra abbastanza in forma, allora io non vorrei che questo discorso dello stato di salute sia un po’ una scusa per liberarsi da responsabilità più importanti. Fra l’altro si parla anche di un monte molto importante di spese non giustificate nell’ultimo periodo da parte della Fondazione. Queste sono le cose che abbiamo raccolto, noi non abbiamo nessun tipo di riscontro, però siamo in un’assise che parla ai cittadini e secondo me di queste cose bisogna parlare. Se fosse così è chiaro che in quel famoso post il Sindaco si levava quel famoso sassolino dalla scarpa, però ripeto metteva la pietra tombale del suo mandato perché diceva chiaramente che senza Fondazione non si riesce a governare la nostra comunità e va bene così. È chiaro che arrivati a questo punto il ritardo sulla discorso della richiesta della Fondazione è già detto da D’Innocenzo molto chiaramente, il fatto che il Sindaco dichiara chiaramente che la città la può gestire solo con gli emolumenti della Fondazione, arrivati a questi punto è chiaro che il nome già esiste. È per questo che dal nostro punto di vista quello che stiamo facendo in questo momento è completamente una farsa. Per l’ennesima volta c’è una maggioranza politica che credo imboccata da qualcuno fa questo nome. Allora all’interno di questa cosa noi abbiamo scelto di avere un certo tipo di condotta, siccome è una farsa e da farsa questa cosa va trasformata, quindi aspettiamo serenamente come sempre che il nome imposto da qualcuno questa sera venga fuori. Grazie. CONS. ROSSI: Innanzitutto osservare, vedere che un Comune attraverso i suoi vincoli di bilancio, attraverso la sua burocrazia e attraverso delle gestioni che noi abbiamo criticato l’Amministrazione non riesce a tenere la tenuta sociale di un territorio complessivamente e quindi l’unico faro diventa la Fondazione, è chiaro che c’è rammarico perché la politica scompare. Oggi noi ci troviamo qui a dover votare tre nomi, che saranno portati poi alla Fondazione dove la Fondazione ne sceglierà uno solo. È chiaro che questa diventa una stanca ritualità della politica e risulta evidente questo perché noi non decidiamo nulla, cioè non è che il nome più votato oggi dal Consiglio Comunale di Fabriano avrà quel posto, come invece dovrebbe essere perché siamo un’assise pubblica, rappresentiamo la città di Fabriano, la discrezione permane alla Fondazione. È chiaro che quando una discrezione permane alla Fondazione quello che subentra sono già accordi che sono stati fatti. Allora di fronte ad accordi che sono stati fatti noi che cosa perpetriamo oggi? Perpetriamo una stanca ritualità, un qualcosa che non serve a niente, come un qualcosa che Ioselito ha definito una farsa. Allora una cosa importante sarebbe fare in modo tale che il Consiglio di Fabriano chi Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 31 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 nomina entra sicuramente, non quel gruppo politico che ha creato l’accordo con la Fondazione farà passare quel nome, perché sennò anche il nostro ruolo come opposizione non serve a nulla. Già da diverso tempo c’era da discutere la questione, come al solito le questioni precipitano e come al solito non si riesce ad ottenere niente. Il pubblico dovrebbe avere un ruolo fondamentale per me, per la mia cultura politica, per quello che penso io e invece noi lo stiamo smantellando sempre di più. Lo stiamo smantellando senza un progetto vero di società verso cui andiamo, ma con elargizioni che vengono fatte a pioggia dagli unici enti che ancora oggi possono permettersi dei tetti di spesa. Questo non è corretto e non è corretto che i Consiglieri Comunali si prestano a questo gioco. I gruppi politici che hanno i loro rappresentanti dentro un sistema di potere che, tra parentesi, è 50 anni che sta in questa città e comunque è sempre lo stesso, già hanno deciso e stabilito i soggetti e qual è il nostro ruolo? Qual è il ruolo della politica? Fare tre nomi di cui già uno certo? È l’ennesima farsa o perdita di tempo. Allora un discorso serio sarebbe impuntare i piedi e dire alla Fondazione che deve cambiare il suo statuto e che chi viene eletto dal Consiglio Comunale è la persona che sta dentro. Questa è una battaglia seria da compiere, a mio avviso. Il resto rimangono giochi di potere e giochi politici di accordi tra singoli gruppi ed esponenti della Fondazione. Noi a questi giochi non ci prestiamo, perché è tempo di cambiare. SINDACO: Forse Rossi non si ricorda, ma neanche D’Innocenzo, tu eri Consigliere la volta scorsa, sono passati 11 mesi l’altra volta prima di fare la nomina, però è un caso, forse perché l’altra volta è stato scelto uno della opposizione e andava bene, però dico il termine non è ordinario. ... (intervento fuori microfono) mi fai finire? Hai ragione, non ti dovevo citare, sbaglio sempre, questa volta ho sbagliato. Dico però il termine è ordinario, quindi può essere procrastinato dall’ente che deve proporre i nomi. Quindi non è che c’era un giorno preciso per farlo, i 60 giorni non sono perentori. Al di là di questo c’era una situazione complicata e non mi sembrava che l’Amministrazione dovesse scegliere, nominare, perché potrebbero cambiare gli equilibri secondo me sui 21 e quindi ho aspettato a portare la proposta. Noi non nominiamo il direttivo, quello che va nel direttivo. Noi proponiamo una terna dalla quale per statuto la Fondazione sceglie un componente che entra nell’organo di indirizzo che è composto da 19 persone, è un diciannovesimo. Tutta questa storia sui rapporti sulla Fondazione, il Comune di Fabriano e il bancomat come è stato scritto su qualche articolo di giornale, tutto quello che la Fondazione ha fatto e ha passato economicamente al Comune di Fabriano è su progetti. Noi non abbiamo fatto richieste di nulla a pioggia. Faccio presente che la Fondazione da sempre ha erogato contributi su progetti al Comune di Fabriano, è un suo compito istituzionale intervenire a sostegno di iniziative, perché cofinanzia iniziative finanziate dal pubblico. Se il Comune di Fabriano ci mette 80, la Fondazione mette 20 e con questo si fa 100 e si realizza quel progetto. Quindi noi non abbiamo mai avuto fondi così perché la mattina Sagramola si alza, telefona al Presidente. Non esiste, passa in Consiglio di Amministrazione, c’è una proposta della Giunta e ci sono sempre state queste relazioni istituzionali. Ci tengo a dirlo perché questo è stato un elemento che ci ha caratterizzato, una programmazione. Se questo è l’atto tombale, secondo le dichiarazioni avrei dovuto fare già una ventina di Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 32 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 atti tombali da quando sono stato eletto, è sempre un atto tombale quello che faccio, è la fine, è caduto il mondo. La Fondazione nel semestre del 2014 ha cofinanziato un progetto di borse lavoro, il più grande della regione Marche, organizzato e proposto dal Comune di Fabriano e dalle cooperative, perché così era previsto dalla legge, ha cofinanziato 39 borse di lavoro per persone che hanno preso 600 € e sono andate a lavorare sei mesi, sono quelle che hanno tenuti aperti i bagni, quelle che hanno tenuto in ordine i giardini pubblici, quelli che hanno fatto le pulizie, la custodia, ma di questo non ci siamo accorti? Cofinanziato, su proposta del Comune e quindi non è che noi abbiamo buttato soldi dalla finestra. I soldi che sono stati proposti sono andati a cofinanziare interventi importanti e significativi di azioni che fanno parte del Comune di Fabriano, che noi avremmo dovuto aver fatto con soldi nostri, ma i soldi possono essere impiegati in tanti modi. Io credo che quando si dice una cosa però sui conti della Fondazione, su queste cose dovrebbe essere documentata, perché dire io ho saputo da Tizio che Caio ha detto che Sempronio, non è un discorso da Consiglio Comunale. Bisogna documentare le cose e dirle, perché allora si fa un servizio ai cittadini e non come mi ha chiesto di fare D’Innocenzo, io ti ho detto abbiamo ritardato per non entrare in questa diatriba che c’era nel momento del trapasso tra Presidente nuovo e Presidente vecchio. Il nome è già stato fatto, circolano nomi da un po’ di tempo, circola anche il nome che ha fatto D’Innocenzo, sarà una proposta o non sarà una proposta della Amministrazione, però faccio presente e ribadisco che finché la Fondazione, poi sapete che ho scritto lettere alla Fondazione perché il nostro rappresentante venisse a relazionare, perché fossero cambiare delle cose, ma il rappresentante che verrà scelto tra i nostri a quel punto diventerà membro della Fondazione. Non ha l’obbligo di riferire. È inutile che noi facciamo tutte queste storie. La Fondazione è un organo che è nato 150 anni fa, ha uno statuto che non è stato cambiato e chi è lì vale un principio che non deve rendere conto a chi l’ha nominato, perché non deve fare gli interessi di chi l’ha nominato, fa gli interessi generali e quindi il principio è questo su cui è costituito lo statuto. Adesso al di là di tutto ho scritto perché c’era un impegno preciso un progetto che riguardava la gestione di 5 parchi pubblici del nostro Comune, che sarebbe dovuto continuare dopo la mostra per un anno. Siccome c’era un impegno preciso io ho detto che la difficoltà, perché sapete che noi operiamo in dodicesimi rispetto all’anno precedente e quindi non avevamo i dodicesimi perché erano stati fatti con le borse lavoro e quindi non avevamo risorse in bilancio, non potevamo impiegare risorse perché non le abbiamo messe, non abbiamo neanche i dodicesimi per poter operare, è questa la difficoltà. Mi sono trovato più in difficoltà di altre volte perché c’era una promessa di prendere in cura 5 parchi pubblici. La Fondazione per la sua immagine e perché voleva sostenere il territorio avrebbe fatto questa gestione. Se voi fate caso quando ha messo i cartelli sulle rotatorie, aveva preso questo impegno. Io solo su questo ho questionato per essere chiari con la Fondazione, non ho questionato su altre cose. Sugli impegni che non ha preso con me io non posso dire niente. Se domani presentiamo un progetto e la Fondazione non lo finanzia nulla questio, non posso chiedere di finanziare tutto, mica è casa mia, c’è un Consiglio d’Amministrazione e decidono loro, valutano i progetti e se li ritengono utili per la città li finanziano sennò non li finanziano, ma c’era un impegno. Questo mi ha dato fastidio e mi ha disturbato, perché quando si prende un impegno tra galantuomini si rispettano le cose. Questo mi ha messo in estrema difficoltà e non volevo che fosse il Comune a dire guarda questo Comune fa peggio di Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 33 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 quello che ha fatto l’anno scorso, perché è un incapace. Siccome penso di non essere incapace, anche se qualcuno lo pensa, o girava la testa e lo esprime anche con normalità, ma mi sta bene, perché è giusto, però in questo caso chi non ha mantenuto l’impegno bisogna che lo dice che non lo ha mantenuto. Questo mi dispiace. Poi adesso si recupererà, troveremo una soluzione, però tutti questi mesi io sono rimasto come don Falcucci e questa cosa mi ha disturbato come Sindaco. Questo è stato il problema, perché dopo quando uno sta di fronte al computer qualche volta scrive anche cose che non vorrebbe scrivere però dopo ti trovi lì lo scrivi e lo butti giù. Ci sono cose però che dobbiamo prendere in considerazione. È vero che dice tu sei un uomo pubblico, devi essere attento, devi essere posato, ma qualche volta scappa pure a me la pazienza. Io vi invito a valutare quello che è stato fatto perché i soldi della Fondazione sono trasparenti nel Comune, li vedete in entrata, stanno tutti nei posti dove devono stare, allocati secondo i principi e non sono soldi che noi abbiamo preso quest’anno o l’anno scorso per la benevolenza di un Presidente, ma perché fanno parte del progetto strutturale per cui è nata la Fondazione. Io non ho preso niente di extra large per il Comune. Abbiamo fatto tutta una progettualità finalizzata, ve lo dimostro, porto i documenti, le carte, facciamo una commissione e vedrete dove la Fondazione ha messo le risorse nel Comune di Fabriano. CONS. D’INNOCENZO: Parlo per fatto personale, ma non mi avevi nominato solo tu, mi aveva nominato anche Arcioni. Ci sono i politici di tutto cuore come Ioselito, ogni tanto quando ci incontriamo fuori ci prendiamo a cazzotti alla testa perché abbiamo delle visioni differenti sulla politica, ma ci rispettiamo e abbiamo una sorta di amicizia. Poi ci sono i politici navigati che hanno esperienza, come il nostro Sindaco, il quale con quella affermazione fatta su Facebook dicendo mi tolgo un sassolino dalla scarpa, quella in realtà era una insinuazione perché l’insinuazione è peggio dell’attacco diretto. Quella era una insinuazione finalizzata a lanciare un avvertimento. ... (intervento fuori microfono) mafioso no, in politica esiste l’avvertimento, esiste l’insinuazione, io mafioso non lo ho detto. Ho detto che quella era una insinuazione, perché scrivere su Facebook avevamo concordato dei fondi per il verde pubblico cittadino, che tra l’altro rientra nelle finalità della Fondazione, e che non arriveranno significa dire attenzione, signori, che dentro la Fondazione c’è qualche problema e pure grosso, perché se la Fondazione promette una cosa che poi non mantiene, un cittadino privato dovrebbe fallire, un’azienda privata sarebbe in difficoltà. Se una Fondazione promette un qualcosa che poi non mantiene, come ha detto il Sindaco per iscritto, significa dire sui giornali o sui mezzi di comunicazione attenzione che dentro la Fondazione ci sono dei problemi eppure seri. Quello era l’avvertimento, non era la difesa per Sagramola, ma era l’attacco di Sagramola alla Fondazione. Le cose vanno lette nel vero senso delle cose. Siccome sappiamo tutti che Sagramola in quei giorni era in difficoltà e gli attacchi venivano anche dal di fuori della maggioranza, della Giunta, dei partiti che animano questa maggioranza, questa Amministrazione, quello è stato lo stop. E ingenuo è stato chi ti ha risposto non sono un bancomat. Ingenuo è stato perché sarebbe dovuto stare zitto. ... (intervento fuori microfono) Sagramola a un certo punto ha detto fermi tutti e ha stoppato tutti i giochi, sia dentro casa sua che dentro casa della Fondazione, perché lanciando quella insinuazione ha messo tutto a tacere, ci avete fatto caso? Perché andare Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 34 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 a dire perché la Fondazione ha promesso delle cose che quest’anno non manterrà? È tutto qui il nocciolo della questione e ci stiamo studiando tutti perché arriveremo alla soluzione. Qualcuno di voi crede che Papiri si sia dimesso per motivi di salute? Qualcuno ci crede? Qualcuno crede che sia possibile che il Consiglio di Amministrazione che rimane vota un'altra persona alla unanimità? A un certo punto i signori potenti si sono sentiti con le palle strette e si sono dovuti mettere d’accordo su tutto. Questa è la verità. Allora abbiamo dovuto trovare una quadra dentro l’Amministrazione e una quadra dentro la Fondazione, ma non finiscono qui i giochi perché c’è una città che vuole sapere la verità. C’è una città che non è più piegata in due di fronte ai poteri forti, perché i poteri forti non esistono più. Finita la famiglia Merloni sono finiti i poteri forti a Fabriano e quello che rimane sono i rimasugli. È come lo sporco, il grosso è facile da levare, difficile è pulire i rimasugli. Allora qui oggi vi dimostreremo e vi faccio un appello, togliete il nome della donna perché bruciare il nominativo di una donna in nome della parità dei sessi è offensivo. Toglietelo, non dite che abbiamo dovuto discutere di là perché dovevamo inserire una donna e non ci eravamo accorti. Toglietelo e rimane un nome solo. Non pensate che la città stia dormendo. La città è fatta di tanti cittadini che sono incazzati in questo momento e che ci stanno chiedendo di fare approfondimenti su quello che è successo sia all’interno di questa Amministrazione sia all’interno della Fondazione perché la Fondazione è un bene comune, non è una cosa privata. Ha sbagliato a fare l’esempio del bancomat, perché la Fondazione serve per la tutela di un territorio, per il rilancio di un territorio. Quindi oggi passerà così, però spero che abbiate capito che da quest’altra parte, anche se a volte sembriamo dormienti ci siamo, stiamo osservando e quando sarà il momento verremo fuori, perché qui noi vorremmo sapere quello che è successo sia all’interno della Fondazione perché nessuno credo alla malattia del buon Papiri, ci mancherebbe altro, allo stato di salute precario, ci mancherebbe altro, rispetto per la persona e per l’uomo, però ci interessa sapere quello che è successo, come sono stati gestiti i soldi perché in un momento difficoltà quando c’erano le vacche grasse si spendevano i soldi, è stata fatta una mostra, è stato assunto Tizio, è stato messo dentro Caio, quello che c’entrava? È stato indicato da quello o da quell’altro, invece in un momento di difficoltà come quello di adesso se tu assumi una persona e ne lasci a casa altre tre, quelle altre tre protestano, le altre tre vogliono sapere perché sono rimaste a casa a discapito di quelle che sono entrate, stanno cambiando i tempi e quindi facciamo attenzione, cerchiamo nei limiti delle nostre responsabilità di rimanere dentro i nostri binari e non ci inventiamo giochi particolari o fuochi di artificio, non mi rivolgo qui a voi in questo momento, parlo in generale, perché la Fondazione è un bene della collettività. Ringrazio per il tempo che mi ha concesso. CONS. URBANI: Presidente, solo perché io noto una incongruità all’interno dello statuto stesso della Fondazione e che noi ripetiamo in questo atto, perché qui la proposta che viene portata al Consiglio Comunale indica una terna di candidati e viene richiamato anche l’articolo 21 dello Statuto, dove dite: “il successivo articolo 21 disciplina la composizione dell’organo di indirizzo formato da 18 membri” ... (intervento fuori microfono) pure a me pareva 19, perché devono essere dispari. Sono andato a vedere lo statuto via internet e richiama 18, forse è più il Presidente. Dice: “il successivo articolo 21 disciplina la Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 35 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 composizione dell’organo di indirizzo formato di n. 18 membri prevedendo che al Consiglio Comunale di Fabriano spetti la designazione di un membro”. Sono andato a richiamare lo statuto della Fondazione e secondo me una cosa va in contrasto con l’altra, perché si dice articolo 21, organo di indirizzo: “L’organo di indirizzo è composto da 18 membri così designati” non proposti, designati, “nove dalla assemblea dei soci, uno dal Consiglio Comunale di Fabriano”, allora qual è quella giusta? È quella che il Consiglio Comunale di Fabriano ne nomina uno o quella sotto nelle note dove viene scritto che gli enti debbono indicare alla Fondazione una rosa di tre candidati in possesso dei requisiti richiesti. Sono tre candidati? Allora prendo per buona la composizione, dove viene indicato che uno viene dal Consiglio Comunale di Fabriano, uno dal Consiglio Comunale di Cupramontana, uno dai Consigli Comunali di Sassoferrato e Genga, uno Arcevia, Cerreto e Serra San Quirico, uno da Monte Roberto, Maiolati e via discorrendo. Allora se la parte iniziale dello statuto all’art. 21 dice che il Consiglio Comunale ne nomina uno, non è che dice propone tre, c’è scritto: “L’organo di indirizzo è composto da 18 membri così designati”, la terna sta dopo, io ne designo uno, come fa la terna? L’ho letto tutto. ... (intervento fuori microfono) se il Consiglio Comunale di Fabriano segue questa cosa qui e ne nomina uno come la Fondazione a scegliere nella terna? SINDACO: Designati dal Comune di Fabriano. La modalità della designazione è stabilita successivamente. CONS. URBANI: Io ti dico che questa cosa dello statuto è il giochetto per quello che diceva Silvano D’Innocenzo. Perché devo seguire la seconda parte dell’articolo 21 dello statuto? Io seguo la prima. Io te ne nomino uno e poi voglio vedere come fanno a scegliere la terna se la terna non c’è. ... (intervento fuori microfono) allora anche gli altri nove dovrebbero essere designati. ... (intervento fuori microfono) è lì che c’è da rivedere lo statuto. Noi correttamente faremo un nome perché riteniamo che abbia le caratteristiche per essere nella composizione, però secondo me una cosa è in contraddizione con l’altra. Io la vedo così, poi non sono un legale, non sono un giurista, non sono nessuno, però secondo me qui c’è scritto che il Consiglio Comunale ne designa uno. Designato o nominato mi sa che più o meno è la stessa cosa. SINDACO: Designare è diverso da nominare. Però senti a me, competenze dell’organo di indirizzo, la modificazione dello statuto sentito il parere dell’assemblea dei soci, quindi ci dobbiamo rivolgere all’organo di indirizzo. Quello che viene nominato, designato dal Consiglio Comunale di Fabriano con una terna, nominato dalla Fondazione, si preoccuperà di proporre una modifica a questo statuto che consenta al Consiglio Comunale di Fabriano di esprimere un solo soggetto che entra diritto? PRESIDENTE: Prego, Consigliere Romagnoli. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 36 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 CONS. ROMAGNOLI: Grazie. Io volevo chiedere una cosa che per me è anomala, perché cambiare lo statuto della Fondazione mi sembra alquanto... però quello che non comprendo è questo: la Fondazione finanzia dei progetti, sostiene dei progetti, però influisce sul territorio, nel senso per esempio a Fabriano sono spuntate delle tabelle in corten illuminate, quelle sono della Fondazione. SINDACO: È un progetto della Fondazione per la mostra, donato al Comune di Fabriano. Le tabelle possono essere utilizzate adesso da noi. CONS. ROMAGNOLI: Ok. È apprezzabile. SINDACO: C’è scritto Fondazione e dall’altra parte Comune di Fabriano. CONS. ROMAGNOLI: Sì, comunque si finanziano progetti che vuoi o non vuoi influiscono sia sul territorio che sulla società di fatto perché comunque va a finanziare progetti che coinvolgono determinate cose. Noi abbiamo un nostro rappresentante all’interno che giustamente il Sindaco diceva ma dopo diventa di fatto un uomo della Fondazione ed è gestito dalla Fondazione secondo il loro statuto. Allora manca un tassello che io propongo di realizzare, nel nostro regolamento interno, dove definiamo che ruolo deve avere nei nostri confronti dato che lo eleggiamo noi questo personaggio all’interno della Fondazione. Non che debba fare qualcosa di diverso, ma io mi aspetto che se eleggo una persona, scelgo una persona che va all’interno della Fondazione questa persona non stia lì e scompaia, viene scelto dal Comune. Io penso che sia logico e normale che questa persona faccia da tramite tra il Comune e la Fondazione, sennò non ha motivo di esistere, oppure fa da tramite solamente per qualcuno e non per altri. Allora è bene che faccia da tramite per tutti e venga ufficializzato il ruolo, questo il Comune lo può fare, Sindaco, perché eleggiamo una persona e questa persona deve ogni tre mesi, ogni 4 mesi, perché non lo possiamo fare? È un regolamento interno del Comune. SINDACO: Non lo puoi fare. CONS. ROMAGNOLI: Non è una regola che noi diamo alla Fondazione. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 37 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 SINDACO: Non lo puoi fare perché chi va lì tra i requisiti deve avere i componenti dell’organo di indirizzo, l’articolo 21 è così: “i componenti dell’organo di indirizzo agiscono in piena autonomia e indipedenza, non rappresentano coloro che li hanno designati ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essi devono agire nell’esclusivo interesse della Fondazione per realizzare gli scopi previsti dallo statuto”. Sergio, questo vincolo glielo puoi chiedere. CONS. ROMAGNOLI: Io ho letto questa cosa. I nostri eletti in Parlamento hanno senza vincolo di mandato questa cosa qua, che andava bene, però è un parere mi personale ma lasciamo stare. Il discorso è un altro: noi non dobbiamo dare le direttive a questa persona, io non è che dico prendiamo questa persona che deve andare lì e fare quello che diciamo noi. Deve andare lì e dirci siccome noi lo eleggiamo ed è una parte del Comune che viene eletto dai rappresentanti del Comune e quindi dei cittadini, non ci dimentichiamo il nostro ruolo, questa persona ci dirà semplicemente stiamo portando avanti questi progetti, queste cose, questa altra cosa qua, cioè per rapportarci il lavoro che viene svolto. Che la Fondazione io mi aspetto che abbia per esempio, non penso che sia pubblicato l’ultimo bilancio per esempio, Tini, sul sito. Il discorso della trasparenza, il discorso della Fondazione chi finanzia, chi non finanzia, se finanzia il libro di Moscè che era il nostro rappresentante all’interno, oppure finanzia un'altra cosa sono problemi loro, il libro è oltretutto interessante, per carità, però al di là di questo non penso che ai cittadini interessi sapere questo. Se però trasparenza debba esserci, come penso sia giusto che sia, non vedo perché i bilanci debbano essere nascosti oppure non vedo perché il nostro rappresentante, che è un nostro designato, non debba venire in Comune quando viene chiamato e non debba dire ai cittadini la Fondazione sta facendo questo, questo e questo, perché altrimenti se qualcuno pensa che l’agire della Fondazione è occulto quello viene svolto e portato avanti è giusto che lo pensi, perché comunque non è così trasparente. Semplicemente dire se io ti do un nominativo, questo nominativo, mettiamo Tini, ipotizziamo che gli possiamo dare un altro incarico tanto ne ha una quindicina, tanto lui non è mai incompatibile e poi gli diciamo ogni tanto, Tini, quando ti va, i quarter ci sono nelle aziende, vieni in Comune e ci dici l’attività che state svolgendo o magari possiamo discutere insieme qual è la situazione PRESIDENTE: Consigliere Romagnoli, si fermi un attimo. Un po’ di silenzio perché sennò sono costretto a cacciare dall’aula chi parla. CONS. ROMAGNOLI: Questo è per dire che trovarsi qua e votare una persona che la chiamiamo e non partecipa, non risponde, perché la cosa bella è che non ha nemmeno risposto, veramente valiamo meno di zero. Penso che sia il minimo indispensabile quello di dire se il Comune, se i Consiglieri e di conseguenza i cittadini scelgono una persona questa persona quantomeno ci dica cosa sta succedendo, poi non gli diciamo Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 38 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 niente. Non gli diciamo guarda magari ci sarebbe da finanziare questa cosa qua, o abbiamo riflettuto su questa cosa qua, non succederà mai, ma al meno dirci oltre a finanziare le cose tue cosa state facendo?, perché magari sarebbe carino averlo. Questo secondo me il Comune dovrebbe farlo. Grazie. ASS. TINI: Io penso che sia dovuta una risposta al Consigliere Romagnoli. I bilanci della Fondazione sono approvati non nel comitato di indirizzo ma nella assemblea dei soci, adesso se sta sul sito non lo so, però dire che sono occulti non è vero. I bilanci sono pubblici perché i bilanci sono distribuiti in ogni assemblea dei soci che si fa della Fondazione, c’è il bilancio di previsione e il bilancio di fine anno, questo perciò va detto. Su tutti gli altri discorsi io penso di essere perfettamente in regola in tutte le cose che faccio, se poi non va bene fate quello che dovete fare. Per quanto riguarda la questione che sto ascoltando questa sera, mi sembra che sia molto di lana caprina. Qui parliamo di designazioni, nomina e quanto altro. Volenti o nolenti posso essere d’accordo che lo statuto potrebbe anche essere rivisto, però stasera che stiamo a fare tutte queste disquisizioni su una questione che non ha senso se mi permettete, noi dobbiamo soltanto fermarci stasera a fare la rosa di tre nomi. Questa non è una partecipata. Mi pare che da alcuni interventi si stia ragionando come se sia una società partecipata del Comune, non è così. Io dico che non è così dalla carte, non è come vorrei io. La Fondazione è un organismo a sé, dove noi non abbiamo nessuna quota, non abbiamo nulla, solamente che chi l’ha fatto nel 1845 ha previsto la presenza di alcuni Comuni associati e di alcuni Comuni singoli, io sono socio, assemblea dei soci, io nomino i nove rappresentanti. Gli 80-90 soci che ci sono nominano le persone che ritengono opportuno nominare. I Comuni hanno la facoltà di segnalare. Poi per come stanno le carte poi può andare bene o non va bene, però oggi è così e poi bisogna modificarlo. È inutile che stiamo a parlare di cose, perché noi qui in questo Consiglio Comunale secondo me parliamo molte volte di come vorremmo che sia e invece qui bisogna essere un po’ pragmatici e tenere conto del quadro normativo di riferimento. Se poi il quadro normativo di riferimento non ci piace bisogna lavorare per cambiare il quadro normativo di riferimento. È inutile che continuiamo a parlarci addosso senza andare alla radice del problema. La radice del problema che è stato sollevato per certi aspetti è condivisibile, però è inutile che stasera noi stiamo a fare un’azione, qualcuno ha detto con qualche mese di ritardo, è vero, molti Comuni l’hanno fatta 23 mesi fa, c’è ancora chi non lo ha fatto, però il discorso che coloro che verranno indicati da noi che però verranno prescelti da loro debba venire obbligatoriamente a relazionarci in Consiglio Comunale non sta in piedi giuridicamente. Cosa diversa invece chiedere cortesemente una audizione, ma mentre per le società partecipate il nostro rappresentante ha un obbligo, qui non ha un obbligo, qui a mo’ di cortesia tocca farlo perché la nomina non la facciamo noi. C’è un passaggio diverso. Noi votiamo qua dentro il nostro rappresentante in Multiservizi, in Anconambiente e quello va lì. Qui invece c’è una indicazione di questo Consiglio Comunale dopodiché la nomina non la facciamo noi. Questa è la regola. C’è un passaggio che è rilevante. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 39 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 CONS. ROMAGNOLI: Io ho capito questa cosa qua e ho capito che la Fondazione è una cosa a sé e tutto il resto. Il problema è un altro, io ho detto nel momento in cui noi eleggiamo. ASS. TINI: Non eleggi tu. CONS. ROMAGNOLI: Noi nominiamo tramite votazione, votiamo tre nominativi. Dal momento in cui noi votiamo, noi siamo rappresentanti del popolo, questa persona cosa c’è di male se il Comune di Fabriano dice nel momento in cui se viene scelta una persona votata da rappresentanti dei cittadini questa persona non può fare quel che vuole. ASS. TINI: Deve fare gli interessi della Fondazione. CONS. ROMAGNOLI: Fa quello che dice la Fondazione, perché sta scritto nello statuto della Fondazione, e noi non siamo in grado di cambiarlo. Però dal momento in cui viene votato dai rappresentanti del popolo questa persona qua deve venire qua dopo per esempio, adesso su questo c’è anche una leggera vena polemica, cioè mi aspettavo che ci fosse Fiori oggi per la discussione dell’acqua, dato che c’è il problema acqua io mi aspettavo che venisse Fiori, il rappresentante del Comune, a dirci guardate che il problema della Multiservizi è stato questo, aveva la sua logica. Diciamo che dal momento in cui il Sindaco chiama colui che è stato votato per entrare e poi alla fine scelto dalla Fondazione per far parte della Fondazione, se il Sindaco lo chiama non vedo perché non debba rispondere. Un minimo di responsabilità nei confronti di chi .... ASS. TINI: Io ho detto che però non possiamo obbligarlo, non ha vincolo. CONS. ROMAGNOLI: Ok. Faccio una domanda diretta: siccome avete già scelto questo nominativo qua e ce l’avete questo rappresentante vostro sarà solo vostro o sarà per tutti quanti, cioè parlerete solo voi con il futuro Moscè o sarà possibile che parli con tutti quanti in Consiglio Comunale. La domanda è questa, perché fino ad oggi Moscè io lo conosco perché scrive su Facebook e basta. Oggi noi andiamo a votare e questo Consiglio Comunale delibererà questi tre nominativi per chissà che cosa. È assurdo dare dei nomi così. Dopo la Fondazione fa quello che vuole. La Fondazione fino a poco fa metteva per bon ton, era una regola non scritta, chi veniva eletto in Parlamento faceva parte del Consiglio della Fondazione, guarda caso nel momento in cui ha partecipato il Movimento 5 Stelle questa regola non scritta non è stata rispettata, Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 40 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 altrimenti avremmo altri due rappresentanti. La Fondazione però è giusto che faccia come vogliono loro, la mia questione riguarda solamente il nominativo che viene fuori da qua. Se viene scelta una persona che il Sindaco chiama e non risponde al Consiglio secondo me è una mancanza di rispetto nei confronti della società. ASS. TINI: Questo concetto deve essere chiaro, il tuo discorso non fa una grinza per certi versi, però quello che mi sta a cuore ribadire con forza è che l’etica di una persona dovrebbe fare quello che tu dici, però non c’è nessun obbligo. Il Sindaco può chiedere, possono chiamarlo i capigruppo, ma non è che se non ci viene decade oppure gli facciamo chissà che. Tu dici una cosa logica, però sta alla buona educazione e all’etica professionale delle persone in questa fattispecie. Cosa diversa invece in altri organismi. Se vi ricordate nella passata legislatura i Consiglieri Comunali si ricorderanno abbiamo fatto delle audizioni specifiche con alcuni nostri rappresentanti nelle partecipate del Comune, questo è giustissimo, ma qui non confondiamo le carte, sono due cose completamente diverse. Volevo ribadire questo concetto, non so se ci sono riuscito, però mi sembra che questo vada detto con chiarezza. CONS. ROSSI: Io sono assolutamente d’accordo con quanto ha detto il Consigliere Romagnoli, se io designo una persona io mi devo assicurare prima di votarla che quella persona poi risponda a me, perché sennò non la voto, ne scelgo un'altra. Questo è un potere che esiste, perché se io mando una persona lì e la votiamo come Consiglio Comunale di Fabriano e questa persona scompare, questa ovviamente è una delegittimazione del Consiglio Comunale di Fabriano. Non è che può essere letto in maniera diversa perché quello non ha l’obbligo di legge, vuol dire che il tuo legame sociale e politico con quella persona che hai votato ce l’hai scarso e questo è un dato di fatto. Quindi innanzitutto la proposta è che su chi si va a votare, con quelle persone si deve parlare prima e si deve far capire prima alla persona come si deve relazionare e con chi la designa. In secondo luogo, chiedo se c’è la possibilità di allegare alla votazione un ordine del giorno del Consiglio Comunale di Fabriano da mandare alla Fondazione in cui si dice alla Fondazione che noi chiediamo di modificare lo statuto della Fondazione per eleggere un Consigliere con i due terzi del voto del Consiglio Comunale, perché bisogna garantire la partecipazione più larga possibile. Queste sono questioni che potrebbero aiutare a rodare un ingranaggio che già è perverso di sua natura, perché oggi qui noi stiamo facendo un rituale stanco, dove già le decisioni sono state prese in altre sedi attraverso dei legami personali o politici con determinati soggetti. Chiedere un voto su questa cosa se si chiede un voto su una stupidaggine allora il voto sarà da stupidaggine, se si fa un percorso serio sulle cose allora il voto è serio, ma a me non sembra che le condizioni che ci sono siano da voto serio oggi. Allora cerchiamo di fare percorsi differenti, cerchiamo di fare in modo che chi nomina il Consiglio Comunale di Fabriano sia il rappresentante e che risponda al Consiglio Comunale di Fabriano, parlando prima con quella persona e creando un legame con quella persona, perché sennò si riperpetuano i giochi di potere di 4 famiglie a Fabriano e 4 amici al bar Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 41 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 Centrale, che è ancora peggio che lo decidono lì con i Campari chi deve entrare dentro la Fondazione, perché sappiamo bene come funziona dentro questa città. CONS. GIORDANI: Sarò breve. Io questa volta mi trovo d’accordo con l’idea di Emanuele Rossi. Oggi come oggi noi non possiamo influire sullo statuto, sulle decisioni della Fondazione, però possiamo fare un ordine del giorno dove consigliamo alla Fondazione che sarebbe meglio per i rapporti tra il Comune e la Fondazione che magari noi potessimo scegliere una sola persona e non una terna e che magari questa persona ci riferisca periodicamente. Potrebbe essere un desiderio che noi, rappresentanti dei cittadini, chiediamo alla Fondazione. Secondo me potrebbe essere una cosa lecita e per me si può fare, io sono disposto casomai a sospendere un attimo la seduta, scrivere il foglio insieme. PRESIDENTE: È una richiesta la sua, Consigliere Giordani. CONS. GIORDANI: Questa è una proposta, io condivido, non so se gli altri colleghi della maggioranza la pensano così e quindi se siamo d’accordo si può anche fare. Grazie. CONS. D’INNOCENZO: Un concetto deve essere chiaro: la Fondazione è un ente autonomo ed indipendente e privato e quindi noi non nominiamo nessuno, noi designiamo che è differente, cioè indichi e poi loro scelgono, è un rispetto istituzionale che ci riservano, dicono dei nomi ce li fa il Comune e poi scegliamo noi, è tutto qui. Se noi andiamo a chiedere alla persona che designiamo in questo Consiglio Comunale di venirci a riferire in Consiglio Comunale sull’attività non è corretto, perché quella persona deve agire in piena autonomia nell’interesse esclusivo della Fondazione. Oggi non ci inventiamo le cose che non ci competono. Rimaniamo qui dove stiamo. Allora noi se vogliamo, perché riteniamo che la Fondazione come qualsiasi attività sia un bene della comunità, dobbiamo controllare i bilanci, vedere se è stato fatto e l’unico organo che può intervenire sulla Fondazione è la Banca d’Italia. L’unica cosa che puoi fare è chiedere una ispezione alla Banca d’Italia su quello che è successo, è inutile che pigli il povero Moscè e lo fai venire in Consiglio Comunale, che ne sa Moscè degli indirizzi, di quello che sta facendo la Fondazione? È il Consiglio di Amministrazione che decide, non è il comitato di indirizzo. Noi designiamo un membro di quel comitato. La Fondazione è una cosa prima, quindi noi non ci dobbiamo andare ad inventare le cose che non ci competono, noi se vogliamo controllare la Fondazione lo possiamo fare come comunicazione politica, perché siamo in grado, perché se c’è qualcosa che non va, quando ci sono state delle ditte in difficoltà siamo intervenuti, se vediamo che è un momento di fibrillazione in Fondazione lo possiamo fare, come libera iniziativa della politica, ma l’unico organo di controllo spetta alla Banca d’Italia. Se qualcuno ha qualcosa Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 42 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 che non va o evince da un bilancio che c’è qualcosa di non chiaro deve fare un esposto alla Banca d’Italia e poi la Banca d’Italia decide. Altra cosa è la partecipata nostra, come diceva prima Romagnoli, lo voglio rassicurare, non vede Fiori, ci ha mandato un fax e Fiori ha detto al posto mio c’è Alianello, battuta. PRESIDENTE: Bene. Abbiamo terminato gli interventi. Possiamo andare quindi alla fase di votazione. SINDACO: Capisco che il Consigliere D’Innocenzo è fondamentale, poi può parlare anche per fatto personale, però mi sembra che si sia espresso contro. Ho sentito che Emanuele Rossi proponeva un ordine del giorno, che può avere un valore o non un valore. Giordani ha accettato la proposta. Prima Romagnoli chiedeva una cosa impossibile, però dopo quando l’ha modificata dice Tini dice che c’è una questione etica. Io so di altri Consiglieri che nei Consigli Comunali vanno e parlano, ma poi rimane l’aspettativa alla persona. Se volete fare l’ordine del giorno io non sono precluso a fare un ragionamento insieme, però volevo capire se il Consiglio è orientato in un certo modo, ci fermiamo un attimo, lo scriviamo e lo alleghiamo. CONS. URBANI: Un chiarimento volevo, alla persona poi che viene nominata è impedito di riferire, può riferire e quindi è una facoltà. Quindi noi come Consiglio Comunale potremo dire a questa persona di prendere l’impegno di venire a riferire o gli è vietato? SINDACO: Se noi chiediamo qualcosa a qualcuno e c’è una sanzione, per esempio per le dimissioni c’è un obbligo, nel senso che noi possiamo dire nell’ordine del giorno, invitare, auspicare, perché altrimenti vai contro lo statuto della Fondazione. Il Consiglio Comunale auspica che la persona indicata quando scelta in caso il Consiglio Comunale chieda una informativa venga a riferire al Consiglio Comunale, ma se questo non lo facesse non è che gli possiamo dire niente perché lo statuto della Fondazione prevale su questa richiesta. CONS. PEVERINI: Solo una riflessione perché poi alla fine questo discorso è stato abbastanza lungo e almeno personalmente mi sono anche annoiato. Se proponiamo un ordine del giorno del genere io penso che dovrebbe essere esteso per logica anche nei confronti dei membri del CdA delle partecipate ... ( intervento fuori microfono) dobbiamo chiedere i due terzi per una designazione di un nome, mi sembra che Rossi proponeva un ordine del giorno nel quale la designazione... PRESIDENTE: Adesso siamo sulla Fondazione, Consigliere Peverini. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 43 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 CONS. PEVERINI: Ci sto sulla Fondazione, ma bisogna fare una bella distinzione perché la Fondazione provvederà al pagamento della medaglia, come viene chiamata, noi paghiamo due rappresentanti anche se indirettamente, per essere precisi, all’interno del CdA che percepisce uno 13.000 € e uno 8.600 €, nominati da questo Consiglio Comunale, che io ricordo senza questa grande partecipazione e per di più con chiare tessere di partito. Se vogliamo parlare in modo corretto e concreto, io farei un ordine del giorno e sottoscriverò un ordine del giorno che riguarda un impegno con una votazione dei due terzi nel caso di nomine nel CdA di società partecipazione, possiamo anche parlare della Fondazione, ma altrimenti qui stiamo cercando e corriamo dietro a una Fondazione che alla fine non carica di nulla costi nei confronti della Amministrazione Comunale quando poi abbiamo membri all’interno delle società partecipate nelle quali invece indirettamente influiscono sui bilanci comunali. Questo è il discorso che abbiamo fatto anche in commissione bilancio poco prima del Consiglio Comunale nel quale si parlava della razionalizzazione delle società partecipate, premesso che è stato rinviato l’argomento perché già sottolineato in commissione era carente del parere dei revisori contabili nonostante che l’Amministrazione avesse posto l’argomento con urgenza senza rendersi conto che mancava questo parere. PRESIDENTE: Quindi facciamo la sospensiva? Il Consigliere Giordani chiede di interrompere momentaneamente il Consiglio Comunale per preparare un ordine del giorno. Votiamo la richiesta del Consigliere Giordani. La votazione è aperta. La votazione è chiusa. VOTAZIONE PRESENTI: 24 VOTANTI: 24 FAVOREVOLI: 20 ASTENUTI: 0 CONTRARI: 4 (D’Innocenzo, Silvi, Peverini, Solari) PRESIDENTE: Il Consiglio accoglie. Sono le 21.10, sospendiamo momentaneamente i lavori del Consiglio. (sospensione) se vi accomodate riprendiamo i lavori del Consiglio. Segretario, per cortesia, rifacciamo l’appello. APPELLO Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 44 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 PRESIDENTE: Ventitré presenti. La seduta è valida. Scrutatori sempre Tavolini, Mattioli, Leli. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Sono le 21.35. La parola al Consigliere Rossi per l’illustrazione dell’ordine del giorno. CONS. ROSSI: In base alla discussione che abbiamo fatto abbiamo scritto questo ordine del giorno: “ordine del giorno del Consiglio Comunale di Fabriano. I sottoscritti Consiglieri Comunali in allegato alla determina relativa alla designazione della terna propongono il seguente ordine del giorno. Premesso e considerato visto il dibattito che si è sviluppato in Consiglio Comunale di Fabriano in merito alla indicazione della terna da proporre al comitato di indirizzo propone al comitato di indirizzo della Fondazione CARIFAC e all’assemblea dei soci: 1) di modificare lo statuto, consentendo al Comune di Fabriano di designare il proprio rappresentante nel comitato di indirizzo attraverso il più ampio accordo nel Consiglio Comunale fra maggioranza e opposizione; 2) permanendo l’attuale formulazione dello statuto il rappresentante scelto tra i tre designati dal Comune di Fabriano è invitato a richiesta dell’Amministrazione Comunale a riferire su argomenti attinenti alle attività e all’andamento della Fondazione”. Quindi l’ordine del giorno chiede due cose, la prima è la modifica dello statuto e la richiesta della designazione di un nome da parte del Consiglio Comunale di Fabriano, che venga fatto però nell’accordo più ampio delle forze politiche, che dovrà essere normato, in secondo luogo sostanzialmente invece si chiede a quell’esponente che sarà nominato del Comune di Fabriano di non fuggire ma di rendicontare al Comune di Fabriano quali sono le attività e l’andamento della Fondazione stessa. Grazie. PRESIDENTE: Non ci sono osservazioni, quindi votiamo prima l’ordine del giorno e poi dopo iniziamo le operazioni di scrutinio. La votazione sull’ordine del giorno è aperta. La votazione è chiusa. VOTAZIONE PRESENTI: 23 VOTANTI: 23 FAVOREVOLI: 20 ASTENUTI: 1 (D’Innocenzo) CONTRARI: 2 (Peverini, Solari) Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 45 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 PRESIDENTE: Il Consiglio approva l’ordine del giorno. Fatto questo passiamo alla votazione della terna dei nomi da inviare. Facciamo due votazioni, una di maggioranza e una di opposizione. Una unica facciamo? ... (intervento fuori microfono) Consigliere Balducci, non ho sentito. CONS. ROSSI: Io ritengo che fare una votazione unica sia una garanzia di democraticità e di trasparenza, anche perché i Consiglieri sono liberi di votare quello che vogliono. Fare due votazioni, una separata di maggioranza e una separata di opposizione serve a controllare i voti e questa cosa non va bene. ASS. TINI: Se è la seconda ipotesi, ossia una votazione unica, la maggioranza indica i suoi e la minoranza a microfono acceso indica i suoi, altrimenti si fanno separate, come è sempre successo, Rossi, quando anche tu stavi in maggioranza, ricordati bene. Abbiamo sempre indicato un nome unitario e la maggioranza ne indica due si fa unitaria, altrimenti io chiedo che si faccia separata allora. CONS. ROSSI: Questa è una follia. ASS. TINI: A garanzia della minoranza per non fare in questo modo allora, cari signori Consiglieri giovani, a noi minoranza ci scipparono un revisore. Io sono rispettoso della minoranza, perché l’ho fatta 18 anni. Se noi scomponiamo il voto, che ne so se tu ne voti due, con voto limitato a due, o ne voti tre o ne voti uno. Come fai a saperlo? Viene fuori un casino. Scusa, Rossi, allora come fai a saperlo? Ma lo usate il cervello o usate le chiacchiere? PRESIDENTE: Calmi. Uno alla volta. Prego, Consigliere Romagnoli, teniamo bassi i toni però. Parliamo tutti, calma. CONS. ROMAGNOLI: Tini, non è che se uno non pensa come te non usa il cervello, potrebbe essere il contrario. Ti voglio dire però che dobbiamo esprimere una preferenza o più preferenze? Voi due preferenze e noi una preferenza e quindi ce l’hai già diviso il voto, perché comunque voi avete i fogli con due preferenze e noi con una sola. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 46 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 ASS. TINI: Se tu ne scrivi due noi come lo sappiamo? Se loro ne scrivono uno come lo sappiamo? Non si sa e allora viene fuori un casino. Ma di che stiamo a parlare? Siccome penso di essere un garante della minoranza, proprio la minoranza dovrebbe chiedere questa garanzia. CONS. ROMAGNOLI: Tre nomi non sono validi. ASS. TINI: Dovrebbero essere due della maggioranza e uno della minoranza. Se tu ne voti due chi si accorge? Come facciamo a saperlo? Le altre volte si dichiarava a microfono acceso i nomi e poi si votava. Invece così non si dichiara niente, mica siamo così ingenui. CONS. ROSSI: Non capisco una cosa. Adesso lei chiede ai suoi Consiglieri di maggioranza che devono esprimere il voto pubblicamente ... (intervento fuori microfono) hai detto chiaramente che la maggioranza deve dire quali sono i suoi due nomi e la minoranza i suoi ... (intervento fuori microfono) seguiamo il ragionamento. Ammettendo che ci sono 15 Consiglieri di maggioranza i voti su due nomi dovrebbero essere 15, se i voti non sono 15 evidentemente c’è qualcuno della minoranza che ha votato due volte e quindi la votazione è nulla. CONS. GIORDANI: Nella libertà di indicazione di voto se noi distribuiamo i vostri voti, due preferenze ma su tre persone abbiamo i numeri per eleggere anche il vostro, questa è matematica, quindi è a garanzia vostra votare solo il vostro. Vi dico che potrebbe succedere, perché se voi non siete d’accordo e noi casualmente votiamo tre nomi sempre con due preferenze noi scegliamo anche il terzo. La matematica non è una opinione per fortuna. CONS. BONAFONI: Vogliamo semplificare la cosa? Secondo me la votazione va fatta in una volta sola. Noi diciamo i nostri nomi, loro possono anche non dirli. I primi che prendono più voti sono eletti e quindi è semplicissimo. PRESIDENTE: Allora che vogliamo fare? Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 47 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 CONS. GUIDARELLI: Allora stiamo votando un qualche cosa che non serve a niente, ci abbiamo discusso sopra un’ora e mezzo con una sospensione eccetera, adesso continuiamo a discutere su come si vota. Come si vota? Si vota nel modo più semplice? È uno scrutinio segreto. Si possono esprimere x (stabiliamo quante, una o due preferenze) e poi chi prende più voti viene eletto, come si fa sempre. Ma dobbiamo stare a discutere anche di questo? PRESIDENTE: Sindaco, ha sentito la proposta di Guidarelli, facciamo una votazione a scrutinio segreto unica. Stabiliamo quanti voti deve dare ogni Consigliere. Chi più prende, i primi tre che prendono più voti è la terna che verrà comunicata. ASS. TINI: Usiamo la testa stasera? Io invito a fare un ragionamento. Bisognerà mettere un vincolo. PRESIDENTE: Io ho solo chiesto. Non ho imposto. ASS. TINI: Se tutti votiamo tre qui viene fuori un casino. Allora è come ha detto Bonafoni, o si mette il voto limitato due la maggioranza e uno la minoranza e chiaramente in questa fattispecie dovrà dire anche i nomi, chi è che dice che tu voti un nome o ne voti tre, chi è che dice che se loro ne votano due invece di uno, invece che tre? Scusate, ma che casino viene fuori qua? CONS. ROMAGNOLI: Già il fatto che loro possono dare due preferenze e io una è già assurda questa cosa. ASS. TINI: Romagnoli, a garanzia della minoranza si è fatto sempre il voto limitato, altrimenti la maggioranza si prende tutto. CONS. ROMAGNOLI: Perché voi due preferenze? Allora facciamo tutti due preferenze. Dovrai dare la stessa potenzialità a tutti. Mi vuoi spiegare tu che sei più navigato perché tu due preferenze e io una? Che differenza c’è? Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 48 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 ASS. TINI: Noi dobbiamo fare una terna. Qui molte volte siamo rimasti fregati con questo casino che dici tu. Quello che dici tu lo voleva fare chi stava seduto qua e non chi stava seduto là. Io dico va bene tutto, quello che ha detto Bonafoni va benissimo secondo me. Quando si fa una terna si è sempre fatto il voto limitato due la maggioranza e uno la minoranza a garanzia, addirittura si sono fatte anche votazioni separate, ma mettiamo che non serva la votazione separata. Allora bisogna dire chi sono i candidati. CONS. ROMAGNOLI: Allora, Tini, è molto più democratico dire, diciamo quali sono i candidati, tutti abbiamo due preferenze e questa è democrazia. Ci sono 5 candidati, magari io voto il candidato vostro perché avete un candidato valido, ma tutti esprimono due preferenze perché tu non sei più di me. Io esprimo lo stesso voto. Andiamo alle votazioni domani mattina e io esprimo tre voti, perché sono più giovane, e tu due. Perché? PRESIDENTE: Un attimo parla il Segretario, così vediamo se riusciamo ad uscire da questo impasse. SEGRETARIO: Io ho sentito i vari interventi dei Consiglieri e mi sono anche consultato con l’ufficio per sapere come si è proceduto in casi analoghi in precedenza, perché conta anche la prassi, i precedenti. Io ritengo che quanto ha dichiarato l’Assessore Tini sia una proposta ragionevole, tanto più che se sono due i candidati da designare da parte della maggioranza e uno da parte della opposizione credo che questo principio possa chiaramente in modo trasparente rispettato anche nelle preferenze che ciascuno poi dei Consiglieri potrà dare, dell’uno e dell’altro schieramento. Non vedo nessuna controindicazione e anzi non è solo a garanzia dei Consiglieri di opposizione, ma anche per un principio non solo matematico come è stato citato prima, ma anche di coerenza del sistema. CONS. ROSSI: Premesso che capisco quello che dice il Segretario, però vorrei chiedere una domanda al Segretario. Ammettendo questo, cioè delle votazioni separate, io mi chiedo perché è necessario che i Consiglieri di maggioranza dicano chi sono i loro nominativi?. SEGRETARIO: Questo è un dato non necessario. La cosa importante è che venga espresso correttamente il voto a scrutinio segreto, se poi ci sono delle dichiarazioni. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 49 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 SINDACO: Come avevamo detto oggi per telefono, Urbani, eravamo convenuti che ci potevano essere votazioni separate per garantire sia la minoranza che la maggioranza. Adesso però se succede tutto questo pandemonio. CONS. URBANI: Sì, è vero tu mi hai chiamato, perché mi sembra di capire che qui non ci sia una regola che stabilisce come. Io ho detto per me personalmente la votazione separata può star bene. Io ne eleggo uno e voi ne eleggete due. Se si fa una votazione unica bisogna rimettere le regole invece, che non ci sono per la votazione unica. Se si decide di fare una votazione unica io credo che bisogna ritirare l’atto stasera, stabilire le regole e poi si torna a votare con la votazione unica. Perché io allora non posso esprimere tre candidati? SINDACO: Se facciamo una votazione unica si può fare la votazione però con un unico voto, allora siamo garantiti tutti, perché nessuno ha possibilità di duplicare le preferenze e scavalcare i voti della minoranza. Questo è il dato corretto se volete farla unica. Se si fa separata ognuno si vota i suoi. Ci è stato chiesto di farci carico della parità di genere, l’abbiamo fatto perché pensavo che ci fosse la votazione doppia. Ci siamo fatti carico della parità di genere, abbiamo dovuto modificare la proposta che avevamo costruito. Noi abbiamo costruito una proposta che aveva due figure maschili, abbiamo dovuto trovare una quadra e mettere una figura maschile e una figura femminile. Vi chiediamo facciamo una votazione separata, minoranza e maggioranza, che vi cambia? Mi pare che non cambia niente. CONS. ROMAGNOLI: Rispondo al Segretario, siccome non ci sono regole scritte mi sembra di aver capito, parto da un principio che è quello della logica e della democrazia. È già stato definito che voi siete maggioranza e quindi siete un numero x e noi siamo in minoranza e un numero y addirittura per difetto. Quindi, io concepire il discorso voi fate tre nominativi, noi facciamo due nominativi o quello che è, sono sul tavolo, voi fate due preferenze e noi facciamo due preferenze in una votazione unica, come succede nelle normali votazioni. Il fatto delle preferenze non capisco per quale motivo la maggioranza dovrebbe avere due preferenze e noi una preferenza. SINDACO: Abbiamo convenuto che la minoranza ha un rappresentante e la maggioranza due rappresentanti? Fino a qui abbiamo convenuto? Possiamo chiedere che la maggioranza si vota i suoi e la minoranza si vota i suoi? È un sistema democratico? Credo di sì. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 50 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 ASS. TINI: Per ottenere le votazioni separate abbiamo sudato le sette camice, la maggioranza non ce la voleva fare mai. Questa è una garanzia, lo dico sulla mia pelle, della minoranza, le votazioni separate, altrimenti la maggioranza proprio perché ci sta questo 15 a 9 ti va ad incidere sulla minoranza. Ma è possibile che non capiamo questo? Io veramente rimango allibito. CONS. ROMAGNOLI: Io ribadisco la domanda al Segretario. Perché la maggioranza deve avere due preferenze e la minoranza una sola preferenza? Perché non possiamo fare una preferenza tutti quanti e una votazione unica? ASS. TINI: Perché io non so il doppio tu. CONS. BONAFONI: Il Consiglio Comunale ha votato i Sindaci revisori. I Sindaci revisori sono due della maggioranza e uno della minoranza. Come abbiamo fatto quella volta? Avevamo i nomi, noi votavamo due e loro votavano il terzo. Questo è l’uovo di Colombo, mica è una cosa nuova. I Sindaci revisori sono tre, due della maggioranza e uno della minoranza e li abbiamo votati noi e si è fatto tranquillamente. Stasera è due che stiamo a prenderci in giro. PRESIDENTE: Allora facciamo come abbiamo sempre fatto. Facciamo due votazioni separate, una di maggioranza che ne vota due e una di minoranza che ne vota uno. Avete tutti la scheda? Facciamo la chiamata nominale. ... (intervento fuori microfono) allora mettiamo in votazione questa proposta, cioè di fare due votazioni separate, una per la maggioranza che vota due componenti e uno per la minoranza che ne vota uno. Metto in votazione questa proposta. CONS. ROMAGNOLI: Io vorrei una risposta dal Segretario. Ho fatto una domanda. Vorrei sapere perché due preferenze e una preferenza. Facciamo una preferenza tutti quanti. Perché voi dovete dare due preferenze? Siete già maggioranza. SEGRETARIO: Proprio perché c’è una maggioranza e una opposizione e il numero dei candidati da designare sono tre, in virtù del principio di maggioranza, due sono il risultato dell’espressione della volontà della maggioranza e uno per l’opposizione. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 51 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 PRESIDENTE: Mettiamo in votazione la proposta illustrata, quella che si fanno due votazioni, una di maggioranza e una di minoranza. La votazione sull’ordine del giorno è aperta. La votazione è chiusa. VOTAZIONE PRESENTI: 23 VOTANTI: 23 FAVOREVOLI: 12 ASTENUTI: 1 (D’Innocenzo) CONTRARI: 10 (Silvi, Leli, Urbani, Peverini, Solari, Romagnoli, Arcioni, Rossi, Guidarelli, Mattioli) PRESIDENTE: Il Consiglio accoglie e quindi facciamo due votazioni separate. Iniziamo con la componente di maggioranza. Intanto chiamo qui al banco della presidenza gli scrutatori: Tavolini, Mattioli e Leli. Iniziamo la fase dello scrutinio. CONS. ROSSI: Secondo me bisogna mettere il nome, perché una scheda con scritto Fedeli e basta, ma chi è? Secondo me è una scheda nulla. PRESIDENTE: Ha ragione, Consigliere Rossi. Bisogna ripetere la votazione mi sa. Chiediamo al Segretario. Non dipende da me decidere. Mi dicono che era solo uno quello da eliminare. Dopo dichiariamo il voto. Intanto adesso procediamo con la votazione dei gruppi di minoranza. CONS. ...: Adesso noi, Presidente, votiamo per due voti. PRESIDENTE: Io dico che è per uno. Fate quello che volete, ci mancherebbe. Iniziamo con la votazione da parte dei gruppi della minoranza. Prego, Consigliere Urbani. CONS. URBANI: Presidente, io vorrei dal Segretario Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 52 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 PRESIDENTE: Ormai siamo in sede di votazione. CONS. URBANI: Chiedo una mozione d’ordine. PRESIDENTE: Siamo in sede di votazione. Quando si vota non si può chiedere nulla, Consigliere Urbani. CONS. URBANI: Ha votato la maggioranza. Io chiedo una mozione d’ordine relativamente all’articolo 39 comma 4 del regolamento delle adunanze comunali che dice: “quando si vota per effettuare delle nomine ogni Consigliere può indicare nella scheda tanti nomi quanti ne sono previsti dai regolamenti. Sono valide anche le schede che recano un numero inferiore di nomi, quelle che contengono...” e quindi dico che qui non c’è una regola come si sta votando adesso. ASS. TINI: Tu puoi mettere due nomi, tre nomi, ma ne eleggi sempre uno. CONS. URBANI: Prima avete detto una cosa e avete votato voi in quel modo. Adesso dobbiamo votare noi e cambiamo in corsa che possiamo votarne, due, tre, quattro, ma dove stiamo? SINDACO: Tu hai sollevato un problema. Prima abbiamo detto si vota con due votazioni separate e con l’espressione di due voti alla votazione di maggioranza e un voto alla votazione di minoranza e ti stava bene perché se c’è una maggioranza che decide e l’abbiamo messo in votazione perché è stato richiesto dalla minoranza, abbiamo posto in votazione l’operazione ed è stata decisa così. Se la vuoi cambiare, io credo che non la puoi cambiare in sede di votazione perché non è consentito, tu adesso voti con una preferenza perché la norma che ci siamo dati quando abbiamo votato prima ha detto questo. Adesso se vuoi cambiare il gioco. CONS. URBANI: Io non voglio cambiare. È che il Segretario prima interpellato aveva detto che non c’era una regola e invece la regola c’è. PRESIDENTE: Ma si è votato già, Consigliere Urbani. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 53 Consiglio Comunale del 30 giugno 2015 CONS. URBANI: Ma se è stata detta una cosa sbagliata, la regola c’è. Il regolamento c’è e lo prevedeva. PRESIDENTE: Terminiamo comunque la fase di votazione, intanto se i gruppi di minoranza vogliono votare, prego. Allora un attimo di silenzio per cortesia, proclamiamo. C’è da votare pure l’immediata esecutività dell’atto, se vi accomodate un attimo. Risultano designati Gregori Cristina con 10 voti, Fedeli Vincenzo con 9 voti, Ballelli Giampaolo con quattro voti. VOTAZIONE Fedeli Vincenzo: 9 Gregori Cristina: 10 Ballelli Giampaolo: 4 PRESIDENTE: Bisogna votare l’immediata eseguibilità dell’atto. La votazione è aperta. La votazione è chiusa. VOTAZIONE immediata esecutività PRESENTI: 22 VOTANTI: 22 ASTENUTI: 3 (Silvi, Leli, Urbani) FAVOREVOLI: 14 CONTRARI: 5 (Romagnoli, Arcioni, Rossi, Peverini, Solari) PRESIDENTE: L’atto è immediatamente eseguibile. Sono le 22.19, termina qui questa seduta consiliare. Trascrizione a cura della Cooperativa Culturale Jesina, Via Erbarella, 11/C Jesi [email protected] 54