Programma di viaggio Tour Albania 8 gg Giorno 1 – Italia – Tirana - Kruja ( Lunedì) Partenza con volo dall’Italia. Arrivo a Tirana. Accoglienza in aeroporto. Partenza per la cittadina medievale di Kruja ( circa 40 min di strada) dove dopo il check in in hotel potremo fare un breve giro nel vecchio Bazar, esistente fin dall’epoca di Skanderbeg ( condottiero e patriota albanese, fondatore del prodromo dell'Albania - la Lega di Lezha - ed eroe nazionale, vissuto nel XV° sec) e che è sopravvissuto anche all’invasione ottomana. Cena presso la terrazza panoramica dell’hotel, dove sarà possibile assaggiare alcuni piatti locali. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. Giorno 2 – Kruja - Ardenica - Apollonia – Laguna di Narta - Vlora (Valona) ( Martedì) Dopo colazione, si visiterà il castello e il Museo Skanderbeg , il Museo Etnografico. Prima di pranzo partiremo alla volta di Fier, città importante dal punto di vista strategico per la sua posizione a metà tra nord e sud del paese e passaggio indispensabile per raggiungere il sito archeologico di Apollonia. Lungo la strada sosteremo per la visita al Monastero di Ardenica : fu costruito dall'imperatore bizantino, Andronico II Paleologo nel 1282, dopo la vittoria contro gli Angioini nell'Assedio di Berat. Il monastero è famoso come il luogo in cui, nel 1451, è stato celebrato il matrimonio di Skanderbeg, eroe nazionale albanese, con Andronika Arianiti . Nel 1780 presso il monastero si è dato vita ad una scuola teologica per preparare i chierici nell'ortodossia greca. Aveva una importante biblioteca con 32.000 volumi che è andata completamente bruciata in un incendio nel 1932. Proseguimento del viaggio per Apollonia ( 1 h di strada circa) e sosta ( libera) per il pranzo. Arrivo ad Apollonia, antica città posizionata sulla riva destra del fiume Aous, le cui rovine si trovano nei pressi del villaggio di Poja. Fondata nel 588 a.C. dai coloni Greci di Kerkyra (odierna Corfù) e Corinto, Apollonia fu uno dei più importanti centri commerciali dell’epoca e fu definita da Cicerone: “magna urbs et gravis" -ovvero città grande e maestosa. Nel I secolo a.C. Giulio Cesare usò questa cittadella come fortezza contro Pompei. Come ricompensa per il supporto dato a Cesare, ad Apollonia fu concesso lo status di città libera. Apollonia divenne così un centro culturale, dove l’arte, l’architettura e la scultura fiorirono e prosperarono. Nello stesso tempo Ottaviano Augusto (il primo imperatore romano) e Agrippa (re di Giudea), legati da stretti vincoli di amicizia, vennero a studiare alla famosa scuola d'Apollonia. Fu qui che appresero la notizia dell’assassinio di Giulio Cesare. Nel III secolo d.C. un terremoto sconvolse Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it l’orografia della regione facendo cambiare direzione al fiume Vjosa (allora noto con il nome di Aos) e portò al declino di Apollonia. I primi scavi eseguiti durante la Prima Guerra Mondiale da archeologi austriaci riportarono alla luce principalmente la cinta muraria della città. Successivi scavi sistematici, iniziati nel 1924 da un missione archeologica francese guidata da Leon Rey, riportarono alla luce un insieme di monumenti del centro della città. Nei venti anni seguenti sono stati eseguite campagne di scavo da archeologi albanesi. Gran parte dei reperti si trovano nel Museo adiacente , ricavato nell’antico monastero di Santa Maria. Apollonia era circondata da mura di protezione costruite nel IV secolo d.C., con un perimetro di 4.500 metri ed uno spessore di 3 metri e 40 cm. La città era sovrastata da un tempio dedicato ad Apollo, il dio protettore della città che aveva guidato con il suo corso i primi coloni nel viaggio da Oriente ad Occidente; orientato, non a caso, in direzione del sorgere del sole, l’edificio aveva colonne doriche e un fregio ionico rappresentante la lotta tra i Greci e le Amazzoni. I coloni di Apollonia andavano fieri delle proprie origini elleniche: lungo la strada che esce dalla città ad oriente si trovano diversi tumuli monumentali in cui furono sepolte più generazioni di aristocratici. Il ritrovamento, nel corso di recenti campagne di scavi, di un tumulo databile all’età del Bronzo finale, giustifica la scelta di questo insolita tecnica di sepoltura non attestata nel mondo corinzio e dimostra l’importanza del substrato culturale locale. Terminate le viste al sito e al Museo ( ci vorranno circa un paio d’ore) si riparte per Vlora. Prima di arrivare a Vlora,a circa 15 km, raggiungiamo l'area della Laguna di Narta fino all'isola di Zvernec, dove si trova l'omonimo monastero del XIII° secolo e la chiesa dedicata a Santa Maria. La Laguna prende il nome dal piccolo villaggio di Narta e come avviene in altre località nei dintorni, la popolazione è tendenzialmente bilingue, si parlano infatti sia l'albanese che il greco. Annessa al Monastero, vi è la chiesa di Santa Maria, importante luogo di culto e di riferimento, soprattutto durante gli anni di repressione religiosa del regime. Arrivo a Valona in serata. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. Mezza pensione. Giorno 3 – Vlora - Passo Llogarja – Saranda ( Mercoledì) Dopo colazione, partiamo poi per un breve trasferimento alla vicina Orikum, piccolo centro balnerare dove potremo rilassarci per qualche ora in spiaggia. Prima di pranzo ci rimettiamo in strada per un trasferimento panoramico attraverso il Passo di Llogarja, all’interno del Parco Nazionale omonimo. Questo passo si trova 1020 m sul livello del mare a meno di 130 km ( 80 miglia) dalla costa. L’aria qui è più fresca e il panorama spettacolare e si può vedere tutta la costa. Riprendiamo il cammino lungo la Riviera Albanese, passando dai villaggi di Qeparo, Piqeras, la cittadina marittima di Himara e la Baia di Porto Palermo, sul cui promontorio – un tempo meta di scorribande di pirati – visto da lontano, si trova la fortezza costruita da Ali Pasha - il governatore ottomano che riuscì a crearsi un dominio indipendente a sud dell’Albania alla fine del XVIII secolo. Arrivo a Saranda nel pomeriggio. Affacciata sul Mar Ionio di fronte all’Isola di Corfù, questa località balneare si trova nell’estremo sud dell’Albania, Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it al confine con la Grecia. Faremo un breve giro esplorativo della località prima di effettuare il check in in hotel. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. Mezza pensione. Giorno 4 – Saranda – Butrinti – Saranda ( Giovedì) Colazione in hotel prevista per le ore 08.00, perché la giornata sarà dedicata alla visita del parco Archeologico più importante di tutta l’Albania, l’antica Butrinti. La visita al sito necessita di circa 3 ore perché la zona su cui si estendono i resti e le numerose stratificazioni dell’ antico insediamento è molto ampia. I resti della città occupano un’area di circa 16 ettari all’interno delle mura, ma in alcuni periodi della sua storia l’insediamento si estendeva su vaste aree anche all’esterno delle mura stesse (attualmente il monumento più rappresentativo all’esterno delle mura è la fortezza triangolare, sul lato opposto del canale che lambisce la parte bassa dell’insediamento). L’ area intorno all’antica città di Butrinto nell’Albania meridionale ospita non solo diverse specie animali in pericolo di estinzione globale, ma anche una ricca storia culturale, che giustifica il suo inserimento nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il Parco Nazionale comprende una grande varietà di habitat naturali, seminaturali e artificiali come paludi d’acqua dolce, canneti, foreste e macchie mediterranee, terreni arabili e frutteti a terrazzo, e ancora coste con spiaggia rocciosa o sabbiosa, terre alofite ecc. Questi habitat custodiscono una gran varietà di animali e piante, incluse specie in estinzione su scala mondiale, che rendono la zona di Butrinto una delle più importanti per biodiversità in Albania. (Si pensa che Butrinti risalga al VII° sec. A.C. , più tardi divenne colonia romana, infine cadde sotto la dominazione veneziana e turca. Virgilio dichiara che furono i Troiani a stabilirsi a Butrinti, ma non sono ancora state trovate tracce di questo insediamento. In un secolo dall’arrivo dei Greci, Butrinti divenne una fortificata città commerciale con una sua acropoli, le cui rovine si possono ancora ammirare. La città riscoperta è un microcosmo di almeno 3000 anni di storia del Mediterraneo: le sue mura del 600 A.C. evocano il potere militare che ebbe e il suo anfiteatro del III° sec. A.C. simboleggia la ricchezza di questa città anticamente fiorente.I primi moderni scavi archeologici cominciarono nel 1928 quando il governo fascista di Mussolini mandò una spedizione verso Butrinto. Gli scopi oltre che scientifici avevano anche ragioni geopolitiche, puntando ad estendere l’egemonia italiana nella zona. La spedizione era condotta da un archeologo italiano, Luigi Maria Ugolini, che fece un ottimo lavoro. Ugolini morì nel 1936, ma gli scavi continuarono fino al 1943, quando furono fermati dalla seconda guerra mondiale. Vennero riportate alla luce la città romana e la città ellenistica, comprese la porta dei leoni e le porte scee, chiamate così da Ugolini in ricordo delle famose porte di Troia nominate nell’Iliade di Omero. Dopo che il governo comunista di Enver Hoxha prese il potere nel 1944, le missioni archeologiche straniere vennero bandite. Il lavoro venne proseguito da archeologi albanesi, fra i quali Hasan Ceka. Nel 1959 le rovine vennero visitate da Nikita Khrushchev, il quale suggerì a Hoxha di convertire l’area in una base sottomarina. Negli anni settanta l’Istituto Albanese di Archeologia intraprese una campagna di scavi su larga scala. A partire dal 1993 un'equipe di archeologi Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it inglesi, guidati dal Prof. Richard Hodges (University of East Anglia, Penn Museum) ha ripreso le ricerche archeologiche all'interno ella città di Butrinto e nel vicino suburbio di Vrina. Gli scavi hanno riportato alla luce i resti del Triconch Palace, l'area capitolina e forense, una torre tardoantica riusata nel periodo altomedievale come residenza, numerosi cimiteri urbani tra cui si segnala quello presso il pozzo di Junia Rufina, assieme a numerose altre strutture. Le indagini presso la pianura di Vrina hanno dimostrato l'esistenza di una colonia romana databile ad età augustea, attraversata da un imponente acquedotto che riforniva la città. L'intero progetto archeologico è stato finanziato e sostenuto dalla Butrint Foundation e dal Packard Humanities Institute, in collaborazione con l'Istituto d'Archeologia di Tirana. Allo scavo presso Butrinto hanno preso parte specialisti da ogni parte del mondo e studenti albanesi in archeologia, ai quali è stato dedicato il Training Programme.) Al termine delle visite, rientro a Saranda e tempo libero a disposizione per fare un giro oppure relax sul mare. Sistemazione in hotel. Cena ( se ci sarà disponibilità presso il Castello di Lekuresi, in posizione estremamente panoramica )e pernottamento. Mezza pensione. Giorno 5 – Saranda – Occhio Blu – Gjirokastra ( Venerdì) Dopo colazione, partenza in direzione di Gjirokastra. Lungo il tragitto effettueremo una sosta rigenerante presso il parco dell'Occhio Blu: avvolta da una folta vegetazione sempre verde e dal gorgoglio delle acque, la sorgente dell’Occhio Blu e’ monumento naturale che sorprende e stupisce l’immaginazione di ogni visitatore. La galleria dell’Occhio Blu e’ stata esplorata dai sub fino alla profondità di 50m, ma studi geologici hanno dimostrato che la sua profondità va oltre ai 100m, mentre rimangono ancora avvolte nel mistero le sue fonti generatrici. La temperatura dell’acqua alla fonte raggiunge appena i 10°C. Le sfumature variano dal blu scuro, che costituisce l’iride dell’occhio, all’acquamarina del lago, e costituiscono un palcoscenico unico di luci e colori. Arrivo a Gjirokastra previsto per l’ora di pranzo(libero). Questo curioso paesino interamente in pietra incastonato alle pendici del monte Gjere, sopra la vale del fiume Drino, è chiamato la “città dai mille scalini” per le rapide viuzze che si snodano tra le case di pietra grigia e i palazzi con i tetti di ardesia. Le sue origine sono antiche, ma divenne fiorente già nel XIII sec. , fino al declino con l’arrivo dei turchi. Fu con la conquista da parte di Ali Pasha di Tepelene - una delle più eminenti figure dell’impero ottomano- che ebbe una rinascita . Nel 1670 all’interno della cittadella si contavano 200 case mentre al di fuori delle mura oltre ai quartieri abitabili si trovava il bazar della città, l’hamam e il centro Bektashiano. L’acquedotto di Gjirokastro era costituito da sette ponti e km di canali pavimentati di pietra. Gjirokastra, dichiarata Città Museo nel 1961 e patrimonio dell’UNESCO nel 2005, oltre all’importanza dei suoi edifici storici, rappresenta un vero e proprio catalogo degli stili architettonici nel quale i vari periodi storici hanno lasciato le loro impronte. Visita del Castello e del Museo delle Armi e il Museo Etnografico. Nel tardo pomeriggio si potrà fare un giro nella città vecchia, col suo bazar e le botteghe caratteristiche , un’ opportunità per entrare a contatto con l’ospitalità locale e fare acquisti di artigianato locale. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. Mezza pensione. Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it Giorno 6 – Gjirokastra – Berat – Durres ( Sabato) Dopo colazione, partenza alla volta di Berat. Questa è una delle zone più anticamente abitate dell’Albania – parliamo di più di 2400 anni fa – e tenuta in speciale considerazione dall’Unesco, tanto da essere inserita come Patrimonio dell’Umanità. La città è stata conservata come una città museo, la cui peculiarità è costituita dal gruppo di case ottomane bianche situate lungo i fianchi della collina fino al castello, che l’hanno fatta soprannominare “ città dalle mille finestre”. La sua posizione tra aspre montagne è davvero suggestiva, specie quando le nuvole turbinano intorno alla cima dei minareti, mostrando la cima ghiacciata del Monte Tomorri. Visita al Castello Fortezza di Berat – situato all’interno della cittadella fortificata ( Kala) con il Museo Onufri – chiuso il lunedì. ( Onufri fu un maestro pittore del XVI° sec. Molte delle sue splendide pitture icone sono ancora conservate nel museo, altre si possono ammirare nelle chiese albanesi, e in Grecia, dove ha lavorato.) e alle altre numerose chiese: sembra che in origine all’interno di questo quartiere cristiano ce ne fossero 20, oggi ne resta meno di una dozzina. Poi ecco la Moschea di Berat e l’antico ponte di Gorica, infine il quartiere Mangalemi e la parte medievale. Terminate le visite nel pomeriggio proseguimento del nostro viaggio per Durazzo, l’antica Durres. Ci vorranno circa un paio di ore di viaggio. All’arrivo, sistemazione in hotel. Cena e pernottamento. Mezza pensione. Giorno 7 – Durres – Tirana ( Domenica) Colazione in hotel. La mattina sarà dedicata alle visite di Durazzo, la seconda più grande città albanese e una delle città più antiche del Paese. La leggenda narra che fu fondata da Epidamno- sovrano illiro che la intitolò col proprio nome “Epidamnos” e chiamò il porto col nome di suo nipote “Dyrrah”. Per secoli fu il porto più grande dell’Adriatico e il punto di partenza per la Via Egnatia fino a Costantinopoli. Oggi dell’antico splendore rimane ben poco, perché è diventata una città molto turistica soprattutto nella stagione balnerare, per cui anche le moderne costruzioni alberghiere non hanno risparmiato nessun centimetro di costa. Ma rimane comunque uno dei siti più antichi e strategici dell’intera Albania . Visiteremo l’anfiteatro romano, i resti delle mura bizantine, la Torre Veneziana e le Terme. Prima di pranzo si riparte per Tirana ( circa un’ora di viaggio). Visita alla Piazza intitolata a Skanderbeg, la Moschea di Et’hem Bey (1824), la Torre dell’Orologio (1822), il Museo Nazionale ( chiuso il lunedì), il grande Parco e i palazzi governativi e l’ex quartiere comunista. Sistemazione in hotel. Cena e pernottamento in hotel. Mezza pensione. Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it Giorno 8 - Tirana – Italia ( Lunedì) Dopo colazione, tempo libero fino all’orario previsto per il volo di rientro in Italia. Trasferimento in aeroporto. Quota base 10 ( con accompagnatore dall'Italia) Euro 1035 Supplemento singola Euro 185 La quota comprende: tutti i trasferimenti con minibus - sistemazione nelle strutture indicate ( 3* e 4*)– trattamento di mezza pensione – guida locale parlante italiano – accompagnatore dall’Italia ( minimo 10 partecipanti ) - visite, escursioni, tasse d’ingresso ai siti – gadget di viaggio. La quota non comprende: i voli dall’Italia e le tasse aeroportuali (da verificare al momento della prenotazione) - l’assicurazione con l’annullamento (€ 30) – i pasti non indicati, bevande, mance, extra personali e tutto quello non incluso nella quota comprende. Operativo volo consigliato con BLUE PANORAMA DA MALPENSA BV 2220 MALPENSA – TIRANA 14.15 16.05 BV 2221 TIRANA - MALPENSA 11.45 13.40 Tariffa ( in Classe Economy) da Euro 248 ( TASSE COMPRESE) Partenze da altri aeroporti, su richiesta. E’ possibile richiedere di volare con compagnie aeree alternative, in base alla preferenza di ciascun viaggiatore. Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it Le strutture di questo viaggio Kruja, Hotel Panorama , 4* Vlora, Hotel Partner 4* Saranda, Hotel Demi 4* or similar Gjirokaster, Hotel Cajupi 3* or Kalemi or similar Durres, Hotel Aragosta 4* Tirana, Kotoni Boutique Hotel 4* Nel caso di mancanza di disponibilità, essendo alta stagione, verranno confermate strutture alternative della stessa categoria. Altreculture C.so A. Tassoni 79/4 – 10143 Torino Tel. 0039 011 0361194 email: [email protected] www.altreculture.it