STAZIONE FUTURO. QUI SI RIFÀ L’ITALIA Torino, Officine Grandi Riparazioni Dal 17 Marzo al 20 Novembre 2011 Nei prossimi dieci anni in Italia cambierà tutto. Con l’avvento della banda larga (ultra larga nelle grandi città) saremo tutti connessi, per condividere conoscenze, fare ricerca, lanciare imprese. La Rete renderà più forti soprattutto gli innovatori e potrà essere la scintilla di una nuova rivoluzione industriale: le auto saranno elettriche, le case produrranno l'energia pulita che consumano, le malattie saranno fermate al primo insorgere, grazie a macchine sofisticatissime. Non è fantascienza. Quei progetti ci sono già. Curata da Riccardo Luna - direttore di Wired Italia - Stazione Futuro è la mostra che ci racconta l’Italia degli anni a venire attraverso un percorso espositivo suddiviso in 12 aree tematiche - che a loro volta rappresentano i perni del cambiamento locale e globale futuro - e con una molteplicità di linguaggi. Si racconta un futuro guidato dalla tecnologia, ma anche e soprattutto da tutte quelle persone che già ora stanno lavorando per fare in modo che le loro idee diventino realtà. UNA CITTÀ DELLE IDEE Stazione Futuro è pensata come una città, dove contenitori architettonici di diversa dimensione evocano un paesaggio urbano. Il visitatore può scegliere dove orientare la propria curiosità, sollecitato da un percorso narrativo non lineare, proprio come quando ci si trova alla scoperta di una città sconosciuta e da esplorare. L’intero allestimento si gioca sul cubo, la cui articolazione all’interno dello spazio crea un sistema di piazze aperte e spazi chiusi. Un percorso in crescendo, che trova il suo punto culminante nella “Piazza delle Idee” che, oltre a sfruttare pienamente le altezze, concentra diversi schermi e monitor che trasmettono un continuo flusso di informazioni generate in diretta: un'agorà del Terzo Millennio, in cui le persone si incontrano e si confrontano, gettando un ponte tra presente e futuro. IL RAPPORTO ITALIA 2020: LA RICERCA DEL CENSIS Come sarà l'Italia del 2020? Quanti saremo, dove abiteremo, cosa consumeremo, di quante scuole e posti di lavoro avremo bisogno? Per la prima volta il Censis, anziché fotografare il presente, ha elaborato un Rapporto sul nostro futuro prossimo. Una grande ricerca realizzata per Stazione Futuro, che disegna gli scenari in cui ci muoveremo e gli obiettivi da raggiungere per essere competitivi con i migliori Paesi europei. È questo Rapporto Italia 2020 ad aprire con un'installazione interattiva la mostra e ad accogliere il visitatore, sollecitandolo a contribuire con le proprie idee agli obiettivi che la politica dovrebbe darsi. LE AREE TEMATICHE Quali sono le idee e i progetti che cambieranno la nostra vita nei prossimi anni? Su cosa stanno lavorando gli scienziati e i ricercatori italiani? Stazione Futuro propone una selezione di oltre cento processi e prototipi di nuova generazione, che rappresentano l’espressione della migliore creatività e innovazione made in Italy, presentati attraverso diversi linguaggi e organizzati in 12 aree tematiche: internet, energia, chimica verde, rifiuti, territorio, cibo, salute, casa, lavoro, spazio, mobilità e tessuti. I progetti provengono da istituzioni pubbliche come le Università, il CNR, l’ENEA, l'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, ma anche dai centri di ricerca privati di grandi aziende - tra cui Fiat, Eni, Enel, Telecom Italia, Finmeccanica - senza tralasciare le idee dei singoli inventori. Fra gli oggetti più emblematici presenti in mostra: il robot di Thales Alenia che sarà spedito su Marte; iCub, il robot bambino progettato dall'Iit di Genova; le magliette che trasmettono emozioni; l'auto a levitazione magnetica; l'aereo solare; le mini pale eoliche ; la casa lunare... Tra le installazioni create ad hoc: un percorso visivo con immagini satellitari del nostro pianeta curato da Telespazio e uno sensoriale legato alle emozioni delle persone rilevate da internet. VISIONI DEL FUTURO: GLI OLOGRAMMI Nelle aree dedicate a internet, energia, mobilità, casa, cibo, lavoro, salute e spazio, i visitatori di Stazione Futuro possono vedere in ologramma alcuni dei nostri migliori scienziati, di cui molti residenti all'estero, ascoltare le loro visioni e condividerle. Leonardo Maugeri, Loretta Napoleoni, Carlo Ratti, Irene Tinagli, Luca Molinari, Chiara Tonelli, Camillo Ricordi e Giovanni Bignami riflettono sui loro ambiti di studio, ma raccontano soprattutto come immaginano il domani del nostro Paese. COSTRUIRE IL FUTURO: I LABORATORI Come si costruisce il futuro? Nello spazio della mostra, sei laboratori permanenti mettono in scena l'innovazione "in diretta": la telemedicina, il riciclo della carta, la plastica biodegradabile, l'officina per stampare oggetti 3D (il primo Fab Lab italiano, sul modello di quelli lanciati dal Mit di Boston), le coltivazioni idroponiche, i materiali del futuro. Sei luoghi aperti dove i visitatori possono muoversi, interagire, imparare e toccare con mano. IMMAGINI DAL FUTURO: LE NUOVE TECNOLOGIE Stazione Futuro è anche il luogo dove si racconta ciò che accadrà grazie alle nuove tecnologie. Attraverso il 3D viene anticipato l'avvento del Convertiplano di Agusta, del treno a 400kmh di Ansaldo Breda Bombardier e dei droni come Nimbus. La realtà aumentata mostra oggetti che non sono ancora stati realizzati e i Tavoli interattivi affrontano i grandi temi, dalle energie alternative al traffico. La casa del futuro proposta da Telecom Italia ci permette di vedere come le telecomunicazioni modificheranno le nostre abitudini quotidiane. Infine, nel Virtual Lab, realizzato in collaborazione con Thales Alenia Space, i visitatori possono vivere le sensazioni di Paolo Nespoli, l'italiano che si trova nella Stazione Spaziale. Partito lo scorso dicembre, Nespoli è per Stazione Futuro l'inviato speciale nel futuro, da cui manda fotografie, videomessaggi e cartoline. •••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••••• STAZIONE FUTURO. QUI SI RIFÀ L’ITALIA Dal 17 Marzo al 20 Novembre 2011 All’interno di Esperienza Italia Officine Grandi Riparazioni, Corso Castelfidardo 22, Torino Realizzazione: Comitato Italia 150 Curatore: Riccardo Luna* - direttore Wired italia Progetto architettonico: STUDIO GRIMA Progetto di allestimento: VIAPIRANESI Main Partner: Telecom Italia *Riccardo Luna Giornalista, scrittore, editore. La sua passione prende forme nel 2001, quando spende alcuni mesi in giro per il mondo, trascorrendo un periodo nella Silicon Valley per studiare l’Internet Revolution in qualità di “giornalista aggregato” e per incontrare i “guru” della rivoluzione digitale (Google, Ebay, Microsoft). È il direttore dell’edizione italiana di WIRED. www.italia150.it www.officinegrandiriparazioni.it www.stazionefuturo.it Comitato Italia150 Corso Vinzaglio, 17 – 10121 Torino – Italia T +39.011.5539600 / E [email protected] / W www.italia150.it Ufficio Stampa: [email protected] +39.011.5539624/606/630 Ufficio Stampa Stazione Futuro MARA VITALI COMUNICAZIONE T 02.70108230 - [email protected] di Riccardo Luna curatore di Stazione Futuro! ! Questa non è una mostra. È una rappresentazione di ciò che potremmo essere fra qualche anno, ed è anche quello che già siamo senza essercene accorti. Un grande paese. Quando mi hanno chiesto di progettare Stazione Futuro ho subito pensato che la mostra vera e propria, intesa come esposizione di oggetti, sarebbe stata un pezzo importante di un disegno più grande. E soprattutto più utile. “Qui si rifà l'Italia”, dissi ai miei interlocutori adattando quale titolo dell’operazione una delle frasi che hanno fatto il Risorgimento. Una mostra quale strumento per “rifare” un paese, quindi. Non c’era posto più adatto per provarci: le Officine Grandi Riparazioni di Torino, dove un tempo riparavano i treni, rimesse a nuovo per l'occasione del centocinquantenario. Da qui, da questa stazione metaforica, sarebbe ripartito il treno del futuro dell’Italia. Non ci hanno fermato quando lo abbiamo proposto, e noi ci abbiamo provato. Con questa idea ci siamo messi al lavoro. Dividendo idealmente il progetto in tre parti. La prima è una grande ricerca firmata dal Censis, l’istituto che da decenni ci racconta come stiamo, i sentimenti profondi che stanno nella pancia del paese. Noi gli abbiamo chiesto di provare a immaginare l'Italia del 2020. Si tratta di una data abbastanza vicina perché ci riguardi tutti; ed è una data con un forte valore simbolico perché i paesi europei stanno fissando gli obiettivi che dovremo raggiungere. Nel caso dell'Unione Europea si parla di deficit, pil e parametri essenziali ma freddi. Noi, con il Censis abbiamo indagato altri dati e altri obiettivi. Quanti saremo fra nove anni? Quali città cresceranno di più e quali meno? Di quanti insegnanti avremo bisogno? E di quanti posti di lavoro? E di quante badanti per i nonni che ci saranno? Gli scenari disegnati dal Censis non sono meramente statistici: accanto a quello che accadrà se le cose non cambiano, per ogni settore è stato fissato un obiettivo da raggiungere. Si tratta di obiettivi realistici, alla nostra portata: valori che non porterebbero l’Italia in cima alle classifiche europee, ma soltanto nella media. Eppure si tratta di numeri sconvolgenti: penso agli oltre 300 mila asili nido che dovremo creare per sostenere davvero le famiglie. Chi li farà? Il terzo elemento del progetto (mi tengo per la fine la mostra), si chiama “Cerchiamo i Nuovi Mille” ed è forse la più importante iniziativa di scouting di talenti e nuove idee che si sia mai fatta. Siamo partiti dall’assunto che oggi i Mille non sarebbero soldati, ma innovatori, inventori, sognatori. Sono loro i nuovi militanti. Quelli che possono darci una vera unità. Su questa idea abbiamo unito le Start-Cup (che si fanno in decine di università selezionando le innovazioni che diventano impresa) con il Working Capital con cui Telecom Italia premia i migliori talenti del web: da questo fidanzamento è nata una edizione straordinaria del Premio Nazionale dell’Innovazione che, grazie al sostegno della Fondazione CRT, della Regione Piemonte e del fondo Quantica, metterà a disposizione dei Mille un montepremi di quasi tre milioni di euro. Per otto mesi si svolgerà così una gara mai vista e il giorno di chiusura di Stazione Futuro, il 20 novembre, nasceranno delle start up. C'è poi la mostra vera e propria. Potevamo scrivere un libro dei sogni. O rifugiarci nella fantascienza. O guardare al resto del mondo. Abbiamo scelto di mettere in scena soltanto le idee e i progetti italiani che ci cambieranno la vita nei prossimi dieci anni. In pratica abbiamo realizzato una piccola grande expo sulla nostra ricerca scientifica pubblica e privata. La selezione che abbiamo fatto è naturalmente arbitraria: forse non ci sono tutti i migliori progetti. Qualcosa di bello sarà rimasto fuori, ne siamo certi, era inevitabile. È una impresa impossibile fermare il futuro mentre arriva. Noi comunque ci abbiamo provato, abbiamo scattato una foto in movimento ad altissima velocità. E il risultato ci sembra straordinario, non per le nostre scelte, ma per la vitalità del Paese: lontano dai riflettori, nonostante l'indifferenza dei più, tanti nostri concittadini stanno facendo cose meravigliose. Allestire Stazione Futuro, in pochissimi mesi mentre scoprivamo ogni giorno nuove cose da esporre, è stata una impresa colossale che ha visto impegnato giorno e notte un team eccezionale. A ciascuno di loro sono personalmente grato: aver realizzato questa mostra è per tutti noi un onore e un omaggio alla parte migliore di questo paese. di Joseph Grima architetto, progetto architettonico / Stazione Futuro La città delle idee E’ possibile parlare del futuro col linguaggio dell’architettura senza banalizzarlo? Forse si, se si evita la tentazione di una rappresentazione letterale e si considera l’architettura innanzitutto un dispositivo capace di articolare metafore. Come infondere nel visitatore di una mostra sul futuro la magia dell’esplorazione tipica dell’infanzia, di regola negata agli adulti? Come generare attraverso l’architettura la meraviglia dell’atto di scoprire? La metafora a cui l’allestimento di Stazione Futuro ambisce è un’utopia urbana, una città delle idee: nell’era della città generica, il futuro è forse l’unico territorio sconosciuto che può essere esplorato con un giustificato senso di ottimismo. Una città, quindi, abitata dalle idee di oggi che plasmeranno l’Italia del futuro. L’allestimento si articola attraverso una serie di volumi architettonici cubici di varia dimensione, raggruppate in clusters, che campiona uno scorcio urbano e lo traspone allo storico interno dello spazio delle OGR. La mostra propone al visitatore un percorso narrativo fluido e non lineare, un paesaggio da scoprire in modo analogo all’esplorazione dei vicoli e quartieri di una città. Un frammento di un territorio metropolitano immaginario ed infinito che si insedia nella straordinaria architettura delle OGR, rendendole una parte significativa dell’esperienza del visitatore: il futuro, del resto, non può tentare di occludere il proprio passato. Prendendo ispirazione dall’opera dell’artista Mario Merz, grande protagonista della storia dell’arte contemporanea torinese, il rapporto dimensionale fra i volumi cubici è regolato dalla serie numerica di Fibonacci (1; 2; 3; 5; 8; 13…). Ogni cubo che forma parte dell’intervento, dal più piccolo (seduta di 38x38x38cm) all’enorme vuoto del cubo di 13x13x13m, è in relazione scalare. Il percorso cresce in densità e intensità dal punto di vista spaziale. Si inizia da una disposizione dei cubi di maggiore apertura ed elementi di minore dimensione per avanzare verso una condizione di maggiore compressione, densità e dinamismo. Questa sensazione di crescendo trova il suo punto culminante nell’ultima piazza: oltre ad essere caratterizzata da una maggiore verticalità, è arredata di una di schermi, monitor e ticker che trasmettono un continuo flusso di informazioni e immagini generate in diretta. Il curatore della mostra, Riccardo Luna, descrive un futuro dinamico ed ottimista, un futuro nella quale la forza dell’innovazione supera l’inerzia dell’ortodossia. In questo racconto, i suoi vocaboli sono meravigliose idee. Esplorare il futuro che Luna ci propone significa riportare tutti, giovani e anziani, ad una condizione di stupore infantile per qualche istante. di Anna Barbara e Luca Poncellini studio viapiranesi, progetto di allestimento / Stazione Futuro Un luogo in divenire Il luogo dentro cui la mostra STAZIONE FUTURO mette in scena le proprie visioni ha una identità importante e una memoria immanente. Lo spazio OGR, inteso come OFFICINA GRANDI RIPARAZIONI, non rimanda solo a un laboratorio per grandi strutture da aggiustare, ma quello di luogo in cui si mette mano all’esistente per ridargli vita. L’allestimento si basa sull’idea che il FUTURO è già seminalmente in mezzo a noi, perché le tecnologie, gli oggetti, le storie che lo costruiranno, sono già nelle nostre mani, tra le nostre azioni più o meno quotidiane. Entrando nello spazio della mostra, c’è un invito all’azione, dentro un paesaggio che è sufficientemente astratto per lasciare modo alle azioni di essere interattive, creative, sensoriali, sociali. L’energia di fondo dell’allestimento è quella del rimando in un gioco ancora aperto tra cose e significati, tra proiezioni e ricerche. L’obiettivo dell’allestimento è di mostrarsi estremamente dinamico e in grado di evoluzioni nel corso dei mesi, con l’alternarsi di situazioni e di oggetti esposti. Lo spazio, considerato per le sue caratteristiche morfologiche e spaziali, non è un museo ma una stazione verso un futuro per nulla “semplice”, ancora in buona parte da costruire. I contenuti esposti in mostra sono presentati secondo varie tipologie: prototipi; video; proiezioni; ologrammi; infografica secondo modalità di racconto varie e polifoniche come ci si immagina che sarà il futuro. Lo spazio espositivo prevede 12 cluster tematici che vengono declinati dentro e fuori dai cubi architettonici. L’allestimento avviene secondo 3 tipi di ambienti diversi: - gli spazi interni che raccontano i sottotemi dei cluster; - gli spazi workshop –laterali ai cluster- che ospitano attività di ricerca in forma di laboratori permanenti; - gli spazi esterni che prevedono grandi opere e installazioni che per dimensione e tema necessitano un raggio di azione ampio e condiviso da più persone insieme. Gli interni sono rivestiti in tessuto che, pur aderendo dimensionalmente all’architettura dei CUBI, ne trasgrediscono le geometrie e le cromie attraverso una scomposizione e ricomposizione che attinge alla matrice più iconica dell’Italia unita: la palette cromatica dei paesaggi italiani. Paolo Iabichino direttore creativo Ogilvy Italia Il futuro è tornato. E’ stata la prima cosa che ho scritto dopo la telefonata in cui Riccardo Luna m’invitava a collaborare nella realizzazione di questa mostra. Avevamo una manciata di settimane davanti per un progetto espositivo che, nel celebrare il centocinquantesimo dell’Unita d’Italia, volevamo assumesse un preciso significato culturale. Perché questo è un Paese la cui rilevanza storica e intellettuale è sempre stata affidata alla creatività, al genio e al talento di grandissimi innovatori. Ma poi l’innovazione è finita dentro un ministero, la ricerca è diventata un costo economico e lo sviluppo si è ritrovato disarmato di fronte al progresso. E la metafora risorgimentale si è prestata da subito a evocare tutto questo: “Qui si rifà l’Italia” è l’ambiziosa promessa di Stazione Futuro. 150 storie, progetti, visioni e prototipi raccontano il mondo che verrà, senza alcuna ostentazione tecnologica. Centocinquant’anni dopo la sua unificazione, c’e` un nuovo Risorgimento a celebrare l’innovazione come militanza necessaria per favorire lo sviluppo certo, ma anche la speranza. Perché troppo spesso si ha l’impressione di un’Italia che sembra aver rinunciato forse al suo patrimonio più importante: le idee. E a proposito di idee, visto che questo è il mio lavoro, dopo quella prima telefonata ho cominciato a mettere insieme tutto quello che sarebbe servito alla comunicazione di Stazione Futuro. Il sistema di identità visiva è partito dallo splendido lavoro di David Moretti e Massimo Pitis che ha ispirato gli art director Giovanna Burrascano e Karla Matija!i", con il copywriter Stefano Grisandi. Poi abbiamo dato un volto al nuovo “Sbarco dei Mille”, con una campagna Working Capital di Telecom Italia per premiare le start up più innovative che verranno presentate durante il periodo della mostra. Il volto è quello di Linnea Passaler, poco più che trent’anni e un’idea come pazienti.org che diventa testimonianza reale di un successo basato su determinazione e fiducia. E forse la pubblicità si è dimenticata che il ruolo del testimonial dovrebbe essere sempre quello di testimoniare davvero… E a proposito di pubblicità, le mega!affissioni presenti lungo il percorso di Stazione Futuro. Grazie alla cifra di Michele Graffieti, quasi una mostra nella mostra, con la contaminazione di linguaggi, dove in un’atmosfera dal gusto vintage ritroviamo l’ottimismo del boom economico, con un po’ di sana ironia e la voglia di non prendersi troppo sul serio. E a proposito di ironia, mi piacerebbe che una cosa importante come il futuro di tutti venisse affrontato molto seriamente, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Ché senza entusiasmo è difficile avere buone idee. ! ! ! ! ! ! !"#$%!&'(!)'!&*+*+,& -./&01/233/4/&526&6/56278262&9.:7;/0& & Né grandi strategie né piccoli aggiustamenti del day by day, ma una direzione di marcia chiara, questo il significato di Agenda Italia 2020, realizzata dal Censis per la mostra “Stazione Futuro” nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Agenda Italia 2020 è un esercizio ragionato basato su dati strutturali e sulle aspettative degli italiani e dei nuovi italiani che ha consentito di individuare alcuni basilari obiettivi per il 2020. Gli scenari mostrano le principali variabili che è indispensabile smuovere per adeguare l’Italia al nuovo contesto internazionale, per sfruttare al meglio le enormi potenzialità esistenti, per ridare senso di appartenenza alla collettività nazionale e territoriale. Sono stati individuati sette settori (il capitale umano, il lavoro, il welfare, la longevità, le città sostenibili, internet e energia) e due scenari per ciascun settore: uno scenario inerziale che stima cosa presumibilmente accadrà qualora non siano modificati i valori attuali di variabili chiave, a fronte di domande sociali che variano; uno scenario fiducia nel futuro costruito a partire da realistici valori-obiettivo, da raggiungere tramite azioni per migliorare le performance italiane. Anno di riferimento il 2020, perché in linea con le indicazioni europee (Europa 2020) e perché è un arco di tempo credibile dal punto di vista delle previsioni strutturali (popolazione, invecchiamento, forze di lavoro, ecc.). Di seguito sono espresse in sintesi le aspettative degli italiani per l’Italia 2020 e quelle dei nuovi italiani (si tratta dei risultati di una indagine su 1.200 italiani e di una seconda indagine su 400 immigrati) e gli scenari per i sette settori considerati. )2&/78:-/7/&8/&5050.:</072 '3:./:&*+*+&92;0780&-./&/3:./:7/& Più aperta al mondo (75%), con più turisti (83,9%) e più stranieri (85,6%), sono queste tra le caratteristiche del nostro Paese nel 2020 più richiamate dagli intervistati; sarà anche un Paese con meno industrie manifatturiere (61,4%) e più energie alternative (eolico, fotovoltaico, ecc.) (84,9%), meno giusto (58,5%) ma più solidale (54,6%). Nell’Italia che gli italiani si aspettano ci saranno comunque ancora buone opportunità per chi ha idee buone e voglia di fare (52,9%) e ci sarà una buona integrazione tra etnie e culture diverse (50,5%). Questa Italia 2020 non è un disegno immaginario verso cui muoversi, attraversando uno spazio vuoto, ma un futuro che matura nel presente attraverso comportamenti sociali di mille e più forze che si incontrano in una direzione comune e producono cambiamento. Non a caso quasi il 59,6% degli intervistati ritiene che l’Italia nel 2020 sarà diversa da adesso, e quasi il 50% è convinta che anche la propria vita sarà diversa. Quello che auspicano gli italiani è tutto tranne l’immobilismo. Al futuro del nostro Paese dichiara di pensare quasi tre quarti degli italiani, ma la maggioranza (62%) con preoccupazione. Emerge tuttavia un’articolata gamma di aspettative: i più (anche se minoritari) (40,6%) ritengono che la condizione dei propri figli sarà migliore della propria e oltre il 22% che sarà uguale (anche se il 34,4% pensa che sarà peggiore). Il 66,5%, anche se avesse la possibilità, non se ne andrebbe dall’Italia: il 46% perché non potrebbe vivere altrove perché in Italia ha le sue radici, ed il 20,5% perché ritiene che il nostro sia uno dei migliori Paesi al mondo; il 29,4% invece se ne andrebbe, in gran parte perché la qualità della vita tende a peggiorare e il 2,1% perché vivere qui o altrove è la stessa cosa. L’avvenire sarà degli innovatori, di chi saprà smuovere gli altri. È importante capire da cosa dipenderà l’Italia che avremo nel 2020: quasi il 48% ritiene che dipenderà da come prepareremo i giovani, oltre il 31% da come ci libereremo di un po’ di burocrazia, il 31% da come sapremo creare occupazione stabile, quasi il 26% se sapremo investire in nuove tecnologie, il 25,3% se tuteleremo di più l’ambiente e il 22,1% se daremo supporto adeguato alle famiglie. Sarà decisivo investire sempre più nelle imprese, soggetto chiave per dare maggiore forza competitiva all’Italia secondo il 49% degli intervistati, seguito dalla scuola richiamata dal 18,8% degli intervistati; per quasi il 30% bisogna investire di più nelle imprese anche per dare migliore qualità della vita ai cittadini, mentre il 29,7% richiama la sanità e il 23,3% l’ambiente. Per un’Italia più forte, il 50,5% degli intervistati ritiene che occorre puntare sulla riduzione delle diseguaglianze economiche, di reddito e ricchezza, per il 40,6% occorre dare più spazio in termini di luoghi, visibilità ecc. alla creatività e all’innovazione, mentre il 29,2% richiama la necessità di ampliare il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte collettive. Nell’economia e nella società del prossimo futuro, il 41,5% ritiene che al centro dovrebbe esserci la cura dell’ambiente, l’efficienza dei servizi, dai trasporti alla sanità, all’assistenza al tempo libero (40,5%), quindi la qualità della vita, gli stili di vita (36%). Ma saranno le nuove cure mediche e i nuovi farmaci (54,3%) le innovazione tecnologiche e sociali che daranno maggior impulso al cambiamento della vita nel futuro nel nostro Paese, seguono le energie rinnovabili (54%), il riciclaggio rifiuti (49,4%), le auto elettriche e altri mezzi di trasporto ecologici (31,3%) e, quindi i nuovi modelli di welfare e tutela sociale (precari, non autosufficienti ecc.) indicati dal 26%. Tutt’altro che rassegnati, gli italiani più che su grandi riforme dall’alto sembrano propensi a contare sull’azione quotidiana di famiglie e imprese per creare lavoro, dare più sicurezza, e per navigare in un mondo più aperto e più interconnesso. Nuove cure mediche, energie alternative, riciclaggio rifiuti ecc. , dalla tecnologia e dalle innovazioni, gli italiani si attendono spinte per la competitività e per la qualità della vita, e anche per aiutare il Paese a guarire da mali antichi come la troppa burocrazia; l’Italia 2020, però, sarà un Paese più forte se oltre a riprendere a crescere saprà contenere o, meglio ridurre, le diseguaglianze sociali, di reddito e ricchezza. E’ una comunità convinta che solo una articolata convergenza può creare condizioni per una nuova fase di prosperità diffusa. !"#$%&"&#'()#*%&+)#),-")-*)# Nel prossimo decennio gli immigrati, ormai nuovi italiani potranno contribuire nel ridare slancio allo sviluppo dell’Italia, in quanto persone con aspettative crescenti e desideri da appagare. Pochi dati bastano per descrivere una tale potenzialità: oltre il 74% degli immigrati pensa che la condizione socioeconomica dei propri figli sarà migliore della propria, quasi il 76% vorrebbe si laureassero, quasi il 46% dichiara che nei prossimi anni acquisterà una prima casa nella città in cui vive. Sono convinti che, nei vari settori, i più attivi e intraprendenti tra gli immigrati riusciranno, nel prossimo decennio, ad affermarsi, rompendo la marginalità e anche l’eccezionalità di alcune storie di successo. Lo pensa il 72% relativamente al mondo del lavoro dove gli immigrati non saranno confinati nei lavori più umili, il 53% per quanto riguarda gli affari e l’imprenditoria e quasi due terzi nello sport dove gli immigrati-campioni, o comunque di successo, non saranno più eccezioni. Solo nella sfera politicoistituzionale, la maggioranza degli immigrati ritiene che nei prossimi dieci anni continueranno a essere tenuti ai margini. Tra dieci anni vedono l’Italia come un Paese aperto al mondo (lo pensa il 73,8% degli immigrati intervistati), solidale (oltre il 68%), benestante (65%), giusto (64,6%) e con più attenzione alle relazioni di vicinato (62,7%). E’ quindi diffusa la percezione di una traiettoria ascendente per sé e per il Paese. Oltre il 72% dichiara che nei prossimi dieci anni sicuramente resterà in Italia, a testimonianza di un progetto migratorio stanziale, con un investimento familiare prolungato, stabile, nelle comunità in cui vive. La permanenza in Italia genera soddisfazione negli immigrati, visto che quasi il 61% dichiara che, anche se nel futuro ne avesse la possibilità, non se ne andrebbe dall’Italia. Il 54% dei nuovi italiani considera l’Italia uno dei Paesi al mondo in cui si vive meglio. E’ poi nelle relazioni di vicinato che oltre il 68% degli immigrati ritiene di potere dare un contributo a migliorare l’integrazione nella società italiana da qui a dieci anni; c’è la convinzione che la logica relazionale e spontanea produce integrazione. E mostrano idee precise anche sul futuro del Paese in cui hanno scelto di vivere: oltre il 53% ritiene che da qui a dieci anni il futuro dell’Italia dipenderà da come prepareremo i giovani, quasi il 32% da quanto investiremo in nuove tecnologie. E, poi, indicano le imprese (57%) e la scuola (33%) come i settori in cui intervenire per dare maggiore forza competitiva all’Italia nel mondo, mentre sono la sanità (53,6%) e l’ambiente (42,6%) quelli in cui ritengono occorre intervenire di più per migliorare la qualità della vita. Opinioni non molto differenti da quelle degli italiani “nativi”, che dimostrano convergenze sociali differenti dalla rappresentazione che generalmente viene offerta dalla comunità nazionale. !"#$%%&'(" Capitale umano attivo e intelligente: per una scuola di qualità nel 2020 è necessario creare complessivamente 3.020 scuole aggiuntive (rispetto alle attuali circa 56 mila e 820) per 24.900 nuove classi, mentre per un rapporto alunni/insegnanti ottimale occorrono circa 33.300 insegnanti in più rispetto a quelli attuali, per un totale di 829.000 docenti circa. Occorre innalzare la quota di giovani laureati dall’attuale 19% al 24% dei giovani fra i 30 e 34 anni, passando da 798 mila giovani laureati a 845 mila (47 mila giovani laureati in più). Per fare beneficiare degli asili nido il 33% dei bambini di 0-2 anni occorrono 335 mila posti aggiuntivi (+156%) per un totale di 550 mila posti nel 2020. Vanno poi ridotti di oltre 334 mila i giovani che abbandonano prematuramente la scuola portandoli a 500 mila (dal 19,2% al 12%). Se non ci sarà il salto di qualità di scuola e università, è alto il rischio esodo visto che il 38% degli italiani pensa che nel futuro i figli studieranno all’estero (il 62% degli italiani laureati). Un’economia affidabile e laboriosa: se l’obiettivo è creare più lavoro per creare più ricchezza nello scenario fiducia nel futuro occorre portare il tasso di occupazione delle persone con età compresa tra 20 e 64 anni dall’attuale 61,7% al 68%, con 2,2 milioni di occupati in più (+9,7%), di questi circa 650 mila potranno essere occupati in attività autonome; per i giovani di 20-29 anni il tasso di occupazione attuale pari al 50% dovrebbe salire al 55%, con 133 mila occupati aggiuntivi rispetto agli attuali 3,3 milioni; per le donne il tasso di occupazione deve salire da poco meno del 50% al 55%, con 830 mila occupate in più; in caso di scenari inerziali invece, con tassi al 2020 fermi ai livelli attuali si stima ci saranno 120 mila occupati in meno nella popolazione totale, 182 mila occupati in meno tra i giovani e circa 92mila donne occupate in meno. Altri dati importanti sono che il 20% dei più giovani dichiara che nei prossimi anni avvierebbe una piccola impresa; inoltre, nei prossimi 5-10 anni tra chi già lavora un quarto pensa che svolgerà un lavoro diverso o in altro settore e oltre il 18% cercherà un secondo lavoro; oltre il 15% degli italiani intervistati dichiara che cercherà un lavoro tecnico-manuale (es. idraulico, falegname, ecc.). Un welfare diffuso e partecipato: due condizioni necessarie, anche se non sufficienti per una sanità migliore: tanta prevenzione (stili di vita salutari, diagnosi precoci, screening, ecc.) e più medicina del territorio; occorrono anche più investimenti nella ricerca, un uso più intenso dell’Ict (ad es: la teleassistenza), una maggiore qualificazione di tutto il personale non solo medico, e più umanizzazione nei rapporti con il paziente. Dalla prevenzione dipende anche la possibilità di ammalarsi di meno di tumore, malattia che più spaventa gli italiani. Dati Oms indicano che dagli attuali 340 mila nuovi casi l’anno si passerà a 390 mila nel 2020; in uno scenario fiducia nel futuro, in cui si ipotizza di portare le regioni italiane ad una incidenza dei nuovi casi di tumore sugli abitanti pari a quello delle regioni con le migliori performances per stili di vita salutari, i nuovi casi annuali sarebbero 320 mila l’anno; pertanto, si stimano in 70 mila i nuovi casi di tumore ogni anno in meno rispetto alle previsioni Oms. Obiettivo strategici, oltre alla diffusione di screening e diagnosi precoci, sarebbe quello di ridurre di circa 5,5 milioni il numero di fumatori (dal 26% attuale al 14,9% nel 2020), di 3,9 milioni quello delle persone di undici anni e più con almeno un comportamento a rischio nel consumo di bevande alcoliche (dal 16% circa all’8,4% nel 2020), e di 6,5 milioni gli italiani molto pigri, sedentari (dall’attuale 41% al 28% nel 2020); per i medici di medicina generale dagli attuali oltre 47 mila, nello scenario fiducia nel futuro, posto l’obiettivo di dimezzare il ritardo rispetto al benchmark della Francia, occorre formarne e reclutarne 30 mila in più nel 2020. Una longevità inclusiva: in un paese che invecchia aumentano i non autosufficienti e la domanda di assistenza, su questo occorre intervenire. Se la quota di non autosufficienti tra gli anziani rimanesse ferma al valore attuale del 20%, nel 2020 si stima che sarebbero 2.930.000 (+490.000); nello scenario fiducia nel futuro l’obiettivo è portare la quota di non autosufficienti con almeno 65 anni al 17% degli anziani (media Ue27) cosa che, si stima, significherebbe 470 mila non autosufficienti in meno rispetto allo scenario inerziale. Per ottenere questo obiettivo occorrono più stili di vita salutari, maggiore coinvolgimento sociale, relazionale e nel lavoro delle persone anziane, una longevità attiva che contribuisce a prevenire la perdita di autonomia. Per l’assistenza, al 2020 per rispondere alla richiesta di tutte le persone che vorrebbero essere assistite da una badante ne occorreranno circa 464 mila in più rispetto alle attuali oltre 800 mila. Per i presidi residenziali socio assistenziali, ponendo l’obiettivo di avere ospiti il 10% dei non autosufficienti, rispetto all’attuale 7% si stima occorrano 2.200 presidi in più rispetto agli attuali 3.350, rendendo così disponibili 110 mila posti aggiuntivi; è però essenziale raggiungere una qualità più alta nei presidi a partire dai tanti esempi positivi presenti anche in Italia. La città sostenibile: stime del Censis indicano per il periodo 2001-2010 un consumo di suolo per nuovi insediamenti residenziali pari in media a 53,2 ha/giorno (al netto dello spazio consumato per infrastrutture ed altre attrezzature). Nello scenario inerziale si stima che il consumo medio annuo si attesterà sui 45 ha/giorno. In uno scenario fiducia nel futuro, puntando a costruire sul costruito, obiettivo è quello di abbassare del 50% i valori del trend inerziale: una media di consumo di suolo agricolo per attività edilizia pari a 22 ettari/giorno, con una riduzione di 50.000 ettari dello spazio rurale sottratto all’agricoltura o al paesaggio per il prevedibile andamento dell’edificazione. Per la sostenibilità sarà essenziale anche la mobilità urbana: se il ritmo di eliminazione del parco più vecchio di automobili rimane quello attuale, in 10 anni verrà eliminato poco meno dell’80% del parco auto Euro 0,1,2 e 3 e ne resteranno 4,9 milioni a tecnologia obsoleta. Nello scenario fiducia nel futuro, invece, il tasso di motorizzazione si riduce (58 auto ogni 100 abitanti) ed entro il 2020 viene sostituito il 100% dell’attuale parco circolante costruito prima del 2006. La sostenibilità richiede anche una casa adeguata a costi accessibili; per fare questo, primo obiettivo è portare la quota dell’affitto dal 19% attuale al 25% dello stock; poi, diffondere l’architettura ecosostenibile, e nello scenario fiducia nel futuro si ipotizza che la classe B (consumi tra 30 e 50 kWh/mq/anno) costituisca lo standard minimo, quindi dei 2,2 milioni di nuove abitazioni da realizzare in risposta al nuovo fabbisogno abitativo, una quota pari al 30% dovrà essere in classe A (consumo inferiore ai 30 kWh mq/anno) ed un’altra pari al 70% in classe B. Energia al risparmio: Il primo obiettivo essenziale per il 2020 è quello di contenere l’importazione dall’estero di combustibili fossili entro il 75% del totale del consumi di energie, mentre nei paesi europei è mediamente del 53%. Produrre energia invece di importarla potrebbe creare, nei prossimi 10 anni, quasi 250.000 nuovi posti di lavoro. Le emissioni di CO2, se vogliamo rispettare gli obiettivi imposti dalla UE, dovranno scendere di 55 milioni di tonnellate, quindi ogni italiano dovrebbe consumare una tonnellata in meno di CO2 l’anno, obiettivo che può essere raggiunto usando meno l’auto privata, acquistando elettrodomestici più efficienti e migliorando l’efficienza degli impianti di riscaldamento/raffreddamento. Il contributo che verrà dalle fonti energetiche rinnovabili, nel miglior scenario immaginabile, coprirà circa il 17% dei consumi totali. La vera sfida per il 2020 sarà quella di consumare meno e meglio, in modo particolare nei trasporti e dentro casa, poiché i consumi del sistema industriale sono già stati in buona parte ottimizzati negli anni passati. Informazione e comunicazione ad alta velocità: Banda larga e wireless per tutti sono una priorità, anche perché gli italiani pensano che, per rendere l’Italia più forte nel 2020, occorre dare maggiore spazio a innovazione e creatività e garantire maggiore coinvolgimento dei cittadini nelle scelte collettive. Il web offre, su entrambi gli aspetti, le opportunità maggiori, ed è anche una piattaforma straordinaria per creare nuova occupazione. Inoltre, il 22% degli italiani vorrebbe che nel prossimo futuro le nuove tecnologie fossero al centro di economia e società, mentre quasi il 26% ritiene che da qui a dieci anni il futuro del nostro Paese dipenderà da come investiremo in nuove tecnologie. Le priorità dagli italiani per aprire un’era digitale per l’Italia, prospera, dinamica e partecipata, sono per il 42% la drastica riduzione dell’uso della carta e la velocizzazione dei rapporti con la Pa e la burocrazia (il web spazza-burocrazia); per oltre il 30% la trasparenza di imprese, istituzioni e organismi sociali mediante le informazioni sulla loro attività; per il 25,4% la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche; per il 23,3% il lavoro a distanza e per il 21,3% la creazione di imprese e lavoro.! LE IDEE, LE STORIE E I PROGETTI IN MOSTRA SIAMO TUTTI UNA RETE Nel 1985 gli utenti di Internet nel mondo erano 20 mila. Nel 2005 avevano superato il miliardo. Nel 2020 saranno 4 miliardi. Internet è l’infrastruttura del futuro. E in Italia? In Italia ci sono due problemi. Il primo è culturale: quasi la metà degli italiani non usa Internet pur potendo accedere a una connessione. Il secondo è infrastrutturale: serve una nuova rete in fibra ottica a 100 mega. Chi la farà, e con quali soldi? Sono questioni aperte. Quel che pare certo è che per il 2020 tutte le grandi città saranno state cablate, e i piccoli paesi avranno almeno una connessione di base. Vuol dire che si potrà eliminare la carta nella pubblica amministrazione e che le aziende saranno più efficienti a costo minore. L’impatto della banda larga sulla crescita dell’economia sarà superiore a quello registrato dall’avvento dei treni e dell’elettricità. THE ITALIAN MOOD Cosa Un’installazione che, usando audio e video, immerge il pubblico nel flusso dei continui aggiornamenti agli status di Facebook in Italia, utilizzando le tecnologie semantiche della Expert System. Chi Università La Sapienza / CATTID (Centro per le Applicazioni della Televisione e delle Tecniche di Istruzione a Distanza); Expert System Dove Roma; Modena Perché In soli tre anni 18 milioni di italiani si sono iscritti a Facebook e a questo social network affidano stati d'animo, ricordi, progetti e passioni. Poter ascoltare in tempo reale le migliaia di conversazioni che in ogni istante avvengono su Facebook è forse la migliore rappresentazione dell'umore di un Paese. L’ATLANTE DI INTERNET IN ITALIA // L’Italia.it: la mappa dei dominî Cosa una cartina della registrazione di dominî italiani su Internet (al 2010) e del “divario digitale” nelle regioni italiane. Chi CNR / Istituto di Informatica e Telematica (Domenico Laforenza, Maurizio Martinelli) Dove Pisa Perché Il più grande investimento che l'Italia dovrà fare nei prossimi anni sarà portare la banda ultralarga a tutti gli italiani, e contemporaneamente convincerli a usare Internet. Le mappe dei digital divide infatti sono due: una riguarda la carenza di una infrastruttura adeguata, l'altra la scarsa domanda in zone che invece sono coperte dalla rete. Colmare questi due divide è la chiave di accesso al futuro. L’ATLANTE DI INTERNET IN ITALIA // Garr-G e Garr-X Cosa GARR-G è la rete nazionale ad altissima velocità dell’Università e della Ricerca. Fino a oggi ha avuto velocità e potenza non uniformi, e si è appoggiata parzialmente a fornitori privati. Nel corso del 2011 diventerà GARR-X: multiservizio, scalabile, ancora più veloce e affidabile. Con collegamenti on-demand a 10 Gbit/s tra le sedi della comunità GARR, grazie a 6.600 km di fibra per la dorsale (backbone) e circa 1.000 per l’accesso. Chi GARR Italian National Research and Education Network (Gabriella Paolini, Massimo Carboni) Dove Roma Perché Gli scienziati di tutto il mondo sono già connessi fra loro e si scambiano dati, informazioni ed esperimenti grazie a una rete dedicata ad altissima velocità: in un futuro molto vicino, la comunità scientifica potrà davvero agire come se ci fosse un unico grande laboratorio. L’INTERNET DELLE COSE / WIDE NOISE Cosa Gli oggetti diventano riconoscibili e “intelligenti”: comunicano dati su sé stessi, consultano informazioni aggregate da altri. Secondo una stima, tra dieci anni (forse già tra cinque) saranno connessi a Internet più di 100 miliardi di dispositivi. Wide Noise è un esempio: un’applicazione con cui monitorare i livelli di rumore attorno a te. Chi Wide Tag Dove Redwood City, California (USA), Milano Perché Quando miliardi di oggetti attorno a noi saranno collegati fra loro, avremo in tempo reale informazioni essenziali su un dato ambiente e potremo, tutti assieme, agire per modificare una situazione critica, ad esempio per ridurre l'inquinamento. COME FARSI UN HOT SPOT IN CASA Cosa Delle “istruzioni per l’uso” per imparare tutti in modo semplice come predisporre e far funzionare un hot spot (punto d’accesso a Internet attraverso la creazione di una rete locale che non richiede di collegare un computer via cavo, generalmente grazie alla trasmissione wi-fi dei dati). Perché La moltiplicazione degli hot spot consente di trovare sempre una rete per navigare e ottenere le informazioni che vogliamo. Se poi parte di questi hot spot diventano una unica rete pubblica, l'accesso a Internet diventa gratuito e le amministrazioni possono veicolare dati e servizi di pubblica utilità. SINGAPORE LIVE! Cosa Un esperimento urbano che durerà cinque anni e che coinvolge molte istituzioni private e pubbliche di Singapore. La gente si muove in città basando le sue decisioni su dati statici, che non riflettono i cambiamenti. Le società pubbliche e private, invece, manipolano continuamente i loro sistemi informatici. Singapore Live! valuta che informazioni le varie reti possono fornire, le rielabora e le restituisce ai cittadini in tempo reale. Chi MIT / SENSEable City Lab (Carlo Ratti / Kristian Kloeckl) Dove Boston Perché La condivisione in tempo reale dei dati di una città può risolvere un problema apparentemente senza risposta come quello del traffico; o anche, più semplicemente, aiutarci a trovare il negozio migliore dove andare a comprare un determinato articolo. L’ORA SOLARE Per il futuro dell’energia il mondo guarda al 2020. Per allora dovremo aver ridotto del 20 per cento le emissioni di gas serra, migliorato del 20 per cento l’efficienza energetica e portato al 20 per cento la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili. Sembra che in Europa questo terzo obiettivo verrà superato di molto, con l’eolico che da solo volerebbe al 14 per cento del totale. L’Italia appare in ritardo ma possiamo recuperare. Anche perché proprio nei nostri laboratori, tra gli altri in quelli dell’istituto Donegani a Novara, si sono registrati i brevetti più importanti, che fanno sperare di raggiungere entro pochi anni la storica parità fra l’energia ottenuta da combustibili fossili e quella tratta dalla luce del Sole. In attesa di capire se e quando si faranno in Italia centrali nucleari, con il solare e l’eolico diminuiremo finalmente la nostra dipendenza da petrolio e gas provenienti dall’estero. DAL PETROLIO AL SOLE Cosa Celle solari di plastica a basso costo; celle solari ricavate da frutta e verdura; il solare termodinamico a fosfati; una “finestra” che concentra l’energia solare. Perché I modi per produrre energia dal sole si stanno moltiplicando grazie a sempre nuovi materiali. Quando il costo unitario sarà inferiore a quello dei combustibili fossili, potremo finalmente dire addio al petrolio. LE ENERGIE ALTERNATIVE Cosa L’elettricità presa dal mare; il bio-olio ricavato dalle alghe; il motore azionato dai batteri; il nuovo modo per trarre energia dal calore della Terra. Perché Ci sono energie che per essere prodotte consumano per sempre delle risorse naturali. E poi ci sono quelle rinnovabili, che non pregiudicano il futuro delle prossime generazioni. La sfida è utilizzare queste ultime, in modo che nulla vada sprecato. PROGETTO SMART GRIDS Cosa Una rete in comune, dove produttori e consumatori interagiscono. Un network intelligente che calcola in anticipo i consumi di energia elettrica, scambia informazioni sui flussi, adatta la produzione evitando blackout e brownout. Chi ENEL Perché Ci consentirà di sprecare meno energia, di pagarla meno, di far entrare nel sistema anche l'energia rinnovabile prodotta localmente. LANDSCAPE PLANT 1 ENZYMATIC PARK, “MORE ESTHETICS MORE ETHICS” Cosa Il “Progetto SEI” è una centrale termoelettrica costituita da due gruppi da 660 megawatt ciascuno; ha per combustibile il carbone, o carbone in co-combustione (fino al 5% della potenza termica) con biomassa. Il grande parco è un progetto di energia: prodotta dalla natura attraverso la fotosintesi e prodotta dalla centrale attraverso la combustione ecologica del carbone. Macchina e natura si inquadrano in una relazione di scambio perfettamente integrata. Chi Italo Rota per Repower Dove Grigioni (Svizzera), Milano, Saline Ioniche (RC) Perché Il futuro dell’energia è delle rinnovabili. Ma anche di nuovi modi, più ecologici e puliti, di utilizzare i combustibili fossili come il carbone, di cui ci sono ancora immense scorte. Qui inoltre la visione di un grande architetto sposa la centrale con un parco. ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor Cosa Un esperimento su vasta scala di fusione nucleare, il processo con cui il Sole e le stelle generano l’energia che noi riceviamo sotto forma di luce e calore. Riprodurla in laboratorio significa affrontare sfide tecnologiche molto complesse. ITER coinvolge circa trenta nazioni tra cui vari paesi europei, Stati Uniti, Giappone, Russia e Cina. Punta a produrre 500 MW con un’alimentazione di 50 MW. Chi EFDA / ITER. In Italia, associazione ENEA-EURATOM; CNR / Istituto di Fisica del Plasma di Milano; consorzio RFX, Padova; Politecnico di Torino; consorzio CREATE (Università di Cassino, Napoli e Reggio Calabria); Università di Catania, Roma Tor Vergata, Roma La Sapienza Perché Se l'esperimento riuscirà, sarà dimostrato che è possibile produrre energia su larga scala dalla fusione nucleare in termini di 1 a 10: ovvero per ogni megawatt utilizzato, ne avremmo dieci. Sarebbe la fine dei problemi energetici del mondo. VIVERE SENZA PETROLIO Il 1 gennaio 2011 in Italia sono diventati fuorilegge i sacchetti di plastica ed è davvero iniziata anche qui l’era della chimica verde. Se ne parla da una quindicina di anni: in estrema sintesi, vuol dire utilizzo di materiali vegetali, solventi non aggressivi per l’ambiente e minimo impatto dei rifiuti prodotti. Ovvero vuole anche dire realizzare la plastica, di cui la nostra vita moderna è circondata, senza usare derivati del petrolio. Se infatti il Novecento è stato il secolo della plastica, questo lo sarà delle bioplastiche: realizzate con mais, noccioline, sterpaglia o melassa, saranno totalmente biodegradabili in pochi giorni. E se per lo studio dei polimeri l’Italia vinse uno storico Nobel nel 1963 con Giulio Natta, ancora una volta la sensazione è che gli scienziati italiani possano guidare la rivoluzione. ETANOLO DALLA CANNA PALUSTRE E DAL SORGO Cosa Un’attività di ricerca nel campo del bio-etanolo, ricavato per esempio dalla canna palustre e dal sorgo coltivati nei 50 ettari attorno al Polo tecnologico di Tortona della Chemtex, azienda che fa parte della multinazionale chimica italiana Mossi & Ghisolfi. Energia grazie a una risorsa sostenibile, a basso impatto ambientale, indipendente dalla catena alimentare, che consente di trasformare biomasse vegetali in biocarburante. Chi Chemtex Dove Tortona (AL) Perché La conversione verso la produzione di energia a basso impatto ambientale segna una svolta destinata a lasciare benefici profondi. Anche le bottiglie di plastica — un altro frutto del petrolio — sono tra i più grandi fattori di inquinamento del nostro tempo. Mossi & Ghisolfi, oggi il primo produttore mondiale, cercano alternative sostenibili e più amiche dell’ambiente, derivate da sottoprodotti dei biocarburanti. DOVE VA A FINIRE LA PLASTICA? Cosa Un progetto per sensibilizzare sul lungo processo di smaltimento delle plastiche. La video-animazione ci aiuta a “fare due conti” sulle conseguenze dei nostri comportamenti quotidiani, e dunque a capire meglio l’importanza di Ridurre, Riciclare, Riutilizzare. Perché Ogni anno vengono buttati tredici miliardi di bottiglie di plastica. Non spariscono: molte finiscono in mare, dove fanno danni per decine di anni. Interrompere questo processo è facile, eppure è una delle più importanti sfide ambientali che abbiamo davanti. IL QUINTO ELEMENTO Eravamo un Bel Paese, e per molti versi lo siamo anche ora che il nostro territorio è aggredito da anni di degrado, incuria e veri e propri delitti ambientali. Nei prossimi anni occorrerà riparare i danni. La tecnologia ci aiuterà a monitorare la situazione: siamo già in grado di analizzare la qualità dell’aria che respiriamo, di misurare lo stato di salute di una statua o di un’opera d’arte, di prevenire dissesti idrogeologici. Questi dati non sono fini a sé stessi: ci impongono di agire subito. Gli scienziati immaginano un giorno non lontano in cui l’anidride carbonica prodotta dalle fabbriche sparirà miracolosamente nel sottosuolo e sarà perfino possibile prevedere i terremoti mettendo miliardi di sensori in ogni angolo del pianeta. Noi nel frattempo ci accontentiamo di milioni di italiani che abbiano rispetto della terra che abitiamo. PROGETTO SIMPA SULLE POLVERI SOTTILI Cosa Uno strumento e un metodo innovativi per fare luce sul mistero delle polveri fini, unendo le misurazioni da satellite a quelle al suolo. La provenienza, non il peso, determina la pericolosità del “particolato atmosferico” (PM): le particelle prodotte dal traffico sono leggerissime, ma molto nocive; altre, giunte fino a noi dal Sahara, sono pesanti ma non dannose. Identificarle, distinguendo le polveri “venute da lontano”, assicura all'UE i dati e le prove necessarie a ridurre le infrazioni. Chi Università di Bari (Gianluigi De Gennaro); Università del Salento; Lenviros; FAI Instruments Dove Bari; Lecce; Roma Perché Le polveri sottili sono una delle principali cause delle malattie respiratorie nelle grandi città e la loro nocività può portare fino alla morte. Individuare quelle davvero tossiche aiuta la salute ed evita allarmismi che portano al blocco del traffico automobilistico. SEQUESTRO DEL CO2 (CCS, CARBON CAPTURE AND STORAGE) Cosa L’anidride carbonica, CO2, viene intercettata e separata dai fumi di scarico, per esempio quelli di una centrale termoelettrica o di una raffineria: è la fase di "cattura". Poi viene compressa fino a diventare liquida, e scorre in un sistema di tubi fino al sito del “sequestro”, dove è pompata nel sottosuolo. Da 800 metri di profondità in poi, la pressione naturale la manterrà liquida: nei siti scelti per le caratteristiche mineralogiche e geologiche giuste, resta intrappolata definitivamente. Chi ENEL ed ENI Dove Brindisi; Cortemaggiore (PC) Perché Il primo impianto pilota italiano è stato inaugurato il 1 marzo 2011: consente di trattare fino a 8000 tonnellate l'anno di anidride carbonica (è la quantità di CO2 assorbita da una foresta di 10mila metri quadri). Se questa tecnologia si dimostrerà affidabile, consentirà di continuare a produrre energia utilizzando combustibili fossili senza aggravare l'effetto serra. L’ALGORITMO CHE CALCOLA IL DEGRADO DEI MONUMENTI Cosa un modello matematico che valuta condizioni atmosferiche, inquinamento e altri fattori per prevedere il deterioramento del marmo dei monumenti, in particolare la formazione della crosta superficiale di gesso provocata dal biossido di zolfo nell'aria. Integra modelli quantitativi (matematici) e qualitativi (teorie del restauro e della conservazione) per simulare in modo preciso i processi fisico-chimici che toccano materiali esposti a intemperie ed inquinanti, formulando previsioni affidabili. Chi CNR/IAC (Roberto Natalini); Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro; Università La Sapienza / CISTEC Dove Roma Perché Secondo molte valutazioni, l’Italia possiede il più ampio patrimonio artistico a livello mondiale: oltre 3400 musei, 2100 aree archeologiche, 43 siti Unesco. Il secondo obiettivo è aumentare il ritorno economico di questi beni. Il primo è proteggerli dal degrado portato dal tempo. LOVE PLANET EARTH Cosa Un’installazione basata su quell’azione di telerilevamento continuo che ci permette di monitorare le condizioni dell'atmosfera, gli agenti inquinanti, i cambiamenti climatici, aiutando nella previsione e controllo delle catastrofi e nella gestione del territorio. Chi Telespazio Dove Roma Perché Con sempre maggiore frequenza i danni inferti all’ambiente presentano il conto, con catastrofi naturali che causano morti e danni. Il monitoraggio satellitare del territorio permette di individuare criticità prima che queste divengano allarmi. DIMMI COSA MANGI In un pianeta sempre più affollato e affamato, la questione del cibo è la più urgente. Le Nazioni Unite stanno valutando l’introduzione degli insetti nella nostra dieta (sono molto proteici e a bassissimo impatto ambientale). Molti scienziati anche in Italia ritengono che gli Ogm siano la strada per un cibo economico e con proprietà farmaceutiche. Ma la maggioranza degli italiani la pensa diversamente. La qualità del cibo qui non è solo piacere gastronomico (e per molti rispetto dell’ambiente), ma anche presupposto essenziale per una buona salute. Non a caso qui è nato il movimento Slow Food. Non si tratta però solo di andare alla ricerca dei cibi perduti. Mangiar bene vuol dire fattorie efficienti e sostenibili, orti idroponici nel cemento delle città, sensori che seguono un prodotto dal campo al piatto. LA DOPPIA PIRAMIDE Cosa Gli alimenti di cui i medici consigliano un consumo frequente sono anche quelli a più basso impatto ambientale. Viceversa, i cibi per i quali si raccomanda un consumo minore sono anche quelli che fanno più danni all’ecosistema. Questa nuova elaborazione della Piramide Alimentare mostra come gli stessi comportamenti contribuiscano a due obiettivi distinti ma ugualmente rilevanti: la salute e la tutela dell’ambiente. Chi Barilla Dove Parma Perché L’educazione alimentare è il primo passo per migliorare la salute di un individuo e i suoi principi — adottati su larghissima scala — forniscono un contributo essenziale alla salvaguardia del pianeta. MAPPA DEI PRESIDI DI SLOW FOOD Cosa esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura: prodotti buoni, ovvero di alta qualità e radicati nella cultura del territorio; prodotti delle economie locali. Chi Slow Food, 193 presidi distribuiti sul territorio Perché Il futuro del cibo passa anche attraverso la riscoperta e la tutela di alimenti dimenticati e a rischio scomparsa. Mappare, presidiare e far conoscere questi cibi arricchisce la nostra tavola salvaguardando le specificità di ciascun territorio. NUOVE COMUNITÀ E NUOVI MODI DI PRODURRE CIBO Cosa Nuove esperienze di produzione locale di alimentari sani, di alta qualità e legati alle tradizioni. Con l’obiettivo di accorciare le distanze tra produttori e consumatori, anche in senso strettamente geografico. Chi Gusto Pulito, Nutrire Milano, Spiga&Madia, Birrificio Montegioco, cooperativa La Granda, parco di Torre Guaceto; con la collaborazione di Slow Food Perché La tecnologia e una nuova filiera del cibo reinventano alimenti tradizionali garantendo l'efficienza e la sostenibilità per stare sul mercato. LE RICETTE CON GLI INSETTI Cosa Secondo la FAO, una possibile soluzione per sfamare il mondo è recuperare — lì dove è stata persa — la tradizione di mangiare gli insetti, ricchi tra l’altro di proteine. Un celebre chef sta sperimentando queste possibilità con alcune ricette a base, per esempio, di locuste o cavallette. Chi Carlo Cracco Dove Milano Perché In moltissimi paesi gli insetti sono un alimento base; in moltissimi altri se ne assumono dosi importanti durante i pasti senza saperlo. L’entomofagia è soltanto un tabù culturale: superarlo può contribuire a dare risposte positive a un pianeta sempre più affamato. NANOTECH E BIOTECH PER LA SICUREZZA ALIMENTARE Cosa Nano-biosensori meccanici (anziché chimici) che intercettano gli elementi nocivi nelle sostanze alimentari, come estrogeni, microtossine e batteri. Possono essere inseriti in strumenti portatili, garantiscono un’analisi veloce e più sensibile, anche sul campo; il tutto con un minore impatto ambientale. Sono utili nella ricerca zoo-profilattica e industriale, ma anche per uso domestico, in particolare per chi soffre di allergie. Un’integrazione tra nanotecnologie e biotecnologie. Chi Politecnico di Torino (Fabrizio Candido Pirri e Carlo Ricciardi) Dove Torino Perché Nel lungo percorso dal campo alla nostra tavola, il cibo può essere esposto a molti fattori che ne modificano l'integrità o la salubrità: verificarlo e misurarli sarà un semplice gesto quotidiano da compiere in cucina per il benessere di tutti. SMART FILM Cosa Una pellicola luminescente, biocompatibile e biodegradabile, per l’imballaggio alimentare intelligente: un packaging capace di rilevare la presenza di alterazioni (deformazioni meccaniche come stiramenti, forature…) se esposto a luce ultravioletta. Chi Università di Pisa (Andrea Pucci) Dove Pisa Perché Rendere attivi e intelligenti i contenitori del cibo vuol dire avere sempre un modo per verificare la qualità e la autenticità di quel che mangiamo. MAIS ROSSO RICCO DI ANTOCIANINE Cosa Un mais rosso ottenuto incrociando varietà di mais tradizionali gialle con antiche varietà rosse, coltivate nel Centro e Sud America dalle popolazioni Maya e Inca. Ha alti livelli di antocianine, pigmenti rossi antiossidanti normalmente presenti in tutti i frutti rossi. I primi studi suggeriscono che una dieta arricchita in mais rosso potrà ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e danni da infarto, aumentare l’Omega-3 nel sangue, prevenire il rischio di obesità. Chi Università degli Studi di Milano (Chiara Tonelli, Katia Petroni, Roberto Pilu) Dove Milano Perché Gli antociani sono uno dei più formidabili fattori in grado di ridurre il rischio di malattie anche gravi. Alimenti ricchi di antociani, o arricchiti in laboratorio con tali pigmenti, diventano così un cibo-farmaco da assumere ogni giorno. PASTA NUTRACEUTICA Cosa Una pasta nutraceutica per pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. I ricercatori hanno scelto farine non convenzionali per produrre pasta fresca e secca “funzionale” (cioè benefica per la salute), con caratteristiche simili a quelle della pasta tradizionale. Un quantitativo prodotto in fase di prototipo, proposto a pazienti affetti da T2DM, ha dato vantaggi quanto ai valori glico-metabolici, di disfunzione endoteliale e di stress ossidativo. Chi Università di Foggia (Carmela Lamacchia e Matteo A. Del Nobile) Dove Foggia Perché Dall’era della farmaceutica stiamo entrando in quella della nutraceutica, ovvero quella di alimenti di uso quotidiano con importanti proprietà per prevenire l'insorgere di patologie. LUNAR GREENHOUSE Cosa Una visione in tempo reale della sperimentazione di coltivazioni in una serra idroponica ingegnerizzata per essere realizzata sulla Luna. Chi University of Arizona (Roberto Furfaro) Dove Tucson (USA) Perché Il progetto idroponico punta a verificare la sostenibilità della coltivazione di ortaggi in un ambiente spaziale ma, qualora funzionasse, potrà servire ad allestire orti anche in città dove non ci siano terreni adatti. RIFIUTI ZERO I rifiuti possono trasformarsi da emergenza sociale in opportunità? In Italia sono state individuate le tecnologie per farcela. Con quello che buttiamo nella pattumiera potremmo fare carburante, oggetti per la casa, o recuperare materie prime. Basta differenziarli. Intanto partiamo dal fatto che ciascuno di noi produce almeno un chilo e mezzo di rifiuti al giorno. Troppi. Gli strumenti per liberarsene si sono via via rivelati inadeguati: discariche, inceneritori, termovalorizzatori hanno incontrato resistenze, per motivi diversi. La soluzione si chiama rifiuti zero: ovvero riprogettare il ciclo delle risorse in modo da riutilizzare quasi tutto, portando la quantità di rifiuti prossima allo zero. Possibile? Quattordici piccoli comuni ci stanno provando. Il resto dobbiamo farlo noi, passando dalla cultura della crescita senza limiti e dello spreco a quella della sobrietà. BIOFUEL Cosa La produzione di olio combustibile da sostanze organiche lignino–cellulosiche, come scarti alimentari, agricoli o da giardino, attraverso un processo di idrolisi. Chi ENI / Istituto Donegani Dove Novara Perché Una parte importante dei nostri rifiuti quotidiani, la parte umida, può essere trasformata in carburante industriale. Il primo impianto pilota dovrebbe nascere molto presto. Qualora funzionasse, le energie rinnovabili si arricchirebbero di una importante novità: gli scarti dei nostri pasti. GREEN FLUFF Cosa Consente di separare e riciclare tutti i materiali del car fluff: la materia polverosa che è il secondo stadio di smaltimento di un’auto dopo la demolizione. I diversi elementi contenuti nel fluff (metalli, plastiche, schiume di poliuretano e gomma), perfettamente disinquinati, possono essere riutilizzati nei vari settori industriali. Si ricuperano in questo modo — un processo meccanico a freddo che non produce polveri — anche minerali, frazioni organiche, ossidi di ferro per le acciaierie. Chi Green Fluff (Diego Giancristaforo) Dove Arese Perché Il car fluff costituisce il 25 per cento del peso delle auto dopo la rottamazione: grazie a questo processo, non solo non finisce più in discarica inquinando l'ambiente, ma acquisisce una seconda vita quale materia prima per l'industria. PLASTIC SORT Cosa Una macchina che separa le varie materie plastiche. Individua le minuscole differenze di conduzione elettrica nei diversi materiali, smistando metalli, plastiche e rifiuti in tempi molto inferiori rispetto agli impianti attuali. Ai cittadini basterà un contenitore per i rifiuti di tipo umido o biodegradabili e uno per tutto il resto. L’ambiente ci guadagnerà anche per il minor costo energetico dell’operazione di riciclo. Chi Plastic Sort (Stefano Cassani) Dove Imola Perché Rendere più semplice la raccolta differenziata vuol dire renderla più diffusa. E questo è il primo passo verso l'obiettivo “rifiuti zero”. CENTRO RICICLO VEDELAGO Cosa Un centro per il trattamento di rifiuti industriali, commerciali, artigianali, agricoli e di servizio conferiti da aziende o comuni. Con la selezione manuale dei rifiuti non compatibili, la riduzione in balle di quello compatibile, la trasformazione in granulato di “sabbia sintetica” del materiale di scarto costituito da plastiche sporche. Chi Centro Riciclo Vedelago (Carla Poli) Dove Vedelago (TV) Perché Le macchine e i processi di Carla Poli sono il modello più avanzato in Italia per una soluzione definitiva del problema dei rifiuti. Con una vera raccolta differenziata, ogni scarto viene lavorato e diventa un nuovo materiale. PONTE NELLE ALPI Cosa La progettazione integrata di una serie di iniziative per Ponte Nelle Alpi, uno dei comuni più virtuosi d’Italia (88% di rifiuti riciclati nel 2010). Raccolta differenziata a domicilio, un Ecocentro per i cittadini, diversi incentivi, un programma di educazione ambientale e “acquisti verdi” per il Comune. Chi Ezio Orzes, assessore all’Ambiente Dove Ponte nelle Alpi (BL) Perché La raccolta differenziata è una scelta individuale di ogni famiglia — anzi, un dovere. Ma il suo successo passa attraverso un progetto comunale che preveda incentivi, educazione e organizzazione. Come a Ponte delle Alpi. I RIFIUTI DIVENTANO NUOVI PRODOTTI Cosa Un approccio attivo al vecchio principio per cui “da cosa nasce cosa”. TerraCycle raccoglie rifiuti, anche quelli di cui il riciclo è più difficile, e li fa diventare dei nuovi prodotti: borse e zainetti, per esempio, ma anche fertilizzanti o matite. Perché A fine 2011 sbarcherà in Italia con TerraCycle un social network dei rifiuti: invece di pagare la tassa sulla nettezza urbana si vedrà devolvere in beneficenza un compenso per l’immondizia raccolta correttamente, destinata a trasformarsi poi in prodotti di largo consumo. VELOCI, LIBERI E PULITI È iniziata l’era dell’auto elettrica. O no? Dopo tante false partenze sembra la volta buona, anche se l’Italia resta cauta. La Fiat, che pure ha pronto un modello di 500 elettrica per il mercato americano, scommette che nei prossimi anni guideremo ancora motori tradizionali, ma un po’ più piccoli e molto meno inquinanti. A impatto quasi zero. Anzi, per la verità non li guideremo, perché in molti casi le vetture si guideranno da sole: come il prototipo che è andato da Milano a Shanghai senza pilota. La macchina intelligente sarà finalmente in grado di risolvere il problema del traffico, prevedendolo e adattando il percorso: è solo una questione di sensori. Intanto i treni guadagneranno 100 chilometri l’ora già fra tre anni. E per gli spostamenti brevi fra le città qualcuno immagina una rete di elicotteri al posto dei bus. FIAT MIO Cosa Un modello di automobile collaborativo: progettato e realizzato sulla base degli oltre diecimila suggerimenti raccolti via web. Tra le indicazioni progettuali emerse con più frequenza per il prototipo, gli obiettivi delle dimensioni compatte e di un costo contenuto. Chi Fiat Dove Betim (Brasile), Torino Perché L’auto del futuro non sarà solo elettrica, intelligente, connessa all’infrastruttura e con forme sempre più ergonomiche: sarà fatta con il contributo di idee e creatività di quelli che poi vorranno acquistarla, attivati grazie a Internet. MOTORE TWIN AIR Cosa Un motore bicilindrico turbo da 900 cc e 85 cv, con tecnologia Multiair e turbocompressore che producono una forte potenza con un peso contenuto, riducendo la quantità di carburante e le emissioni di gas serra. Chi FPT Fiat PowerTrain Dove Torino Perché In attesa dei motori elettrici, quelli tradizionali hanno ormai ridotto le emissioni quasi a zero. Anche le dimensioni calano a parità di potenza: questo comporta minori ingombri e minore peso, ovvero un consumo inferiore. PIAGGIO NT3 Cosa Un prototipo di veicolo urbano e metropolitano estremamente innovativo: lunghezza record di 2,4 metri, quattro ruote, abitabilità per tre persone. Spese di gestione ed emissioni inquinanti bassissime: NT3 è equipaggiato con motore di piccola cilindrata, ed è prevista anche una versione ibrida. Pensato per soddisfare i bisogni di mobilità delle aree a più alto tasso di sviluppo, in particolare nei mercati asiatici, senza escludere quelli europei. Chi Piaggio Dove Pontedera (PI) Perché Qualche anno fa l’imprenditore indiano Tata ha lanciato la Nano, un’auto del popolo a basso costo per i mercati emergenti. Il progetto ha incontrato molte difficoltà: ora ci prova una delle aziende italiane più note del mondo, famosa per i suoi scooter. Se la NT3 avrà successo, la vedremo anche nelle nostre città. LAMBORGHINI SESTO ELEMENTO Cosa Un dimostratore tecnologico presentato al Salone dell’Automobile di Parigi del 2010; con un motore V10 a trazione integrale permanente e una massa incredibilmente ridotta. Per il rapporto peso/potenza di 1,75 — paragonabile a quello di una moto — il Sesto Elemento segna un “salto nel futuro” nell’utilizzo dei materiali compositi. Chi Lamborghini Dove Sant’Agata Bolognese Perché Miracoli della fibra di carbonio: 570 cavalli in 999 chili. Questa auto leggera come un aereo indica una delle possibili strade per il futuro: materiali meno pesanti per avere minori consumi. VIAGGIO MILANO–SHANGHAI Cosa Un viaggio Milano-Shanghai di 20.000 km per quattro Piaggio Porter elettriche, autoricaricabili, senza autista — con un pannello fotovoltaico e a un sistema di intelligenza artificiale veicolare sviluppato nel corso di 15 anni. Due modalità di uso, a scelta: del tutto indipendente (l’auto studia l'ambiente stradale, anticipa le situazioni e arriva alla meta senza intervento umano) o semiautonoma (un veicolo è impostato per seguirne un altro, pur mantenendo un margine di autonomia). Chi Overland Network; Università di Parma / VisLab Dove Milano; Parma Perché Già oggi esiste un “pilota automatico” usato sui treni o sugli aerei con cui viaggiamo: il progetto di VisLab ci fa immaginare un futuro prossimo in cui delle auto si guidano da sole in totale sicurezza. ETR 1000 TRENITALIA Cosa Un treno progettato per correre a 400 km in Italia dal 2014. Chi AnsaldoBreda per Ferrovie dello Stato Dove Roma Perché Mentre in Cina si sperimentano treni avveniristici a mille chilometri orari, sta per debuttare nelle nostre stazioni un modello che va molto più veloce di una Formula 1, accorciando ulteriormente le distanze fra le nostre città. CONVERTIPLANO Cosa Un aereo a decollo verticale che in volo si trasforma in elicottero. Chi AgustaWestland Dove Varese Perché L’obiettivo è creare una rete di eliporti e delle nuove aerovie a bassa quota che consentano di collegare città vicine con elicotteri di nuova generazione, silenziosi e sicuri. DELTAPLANO NIMBUS Cosa Un deltaplano senza pilota capace di operare in autonomia o tramite diretto controllo remoto, utilizzando caratteristiche sia di tipo aeronautico sia mutuate dai dirigibili. Chi Nimbus Dove Torino Perché Sicurezza, controllo del territorio, monitoraggio delle folle o di aree colpite da calamità naturali: Nimbus è silenzioso, affidabile e ha due ore di autonomia per le missioni più difficili. MASDAR Cosa Un sistema di trasporto personale (PRT, Personal Rapid Transit) basato su delle pod-car elettriche che si guidano da sole, viaggiando su corsie protette. Chi Systematica; Zagato; 2getthere; Foster + Partners; Abu Dhabi Future Energy Company / Masdar Dove Milano; Utrecht; Londra; Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) Perché Una soluzione avveniristica per risolvere il problema del traffico: nella città del futuro in costruzione negli Emirati Arabi, questa vettura — disegnata in Italia, come il sistema di mobilità nel suo complesso — ci proietta in uno scenario da fantascienza. NUOVA STAZIONE AV FIRENZE BELFIORE Cosa Una stazione di oltre 45.000 mq che diventerà il principale nodo di interscambio cittadino. Una grande copertura vetrata sorretta da un’esile struttura in acciaio, dove ciascuna componente assolve a funzioni diverse. La volta è articolata in diaframmi, con una struttura variabile che garantisce il controllo ambientale e acustico, l’illuminazione naturale, il ricambio dell’aria e l’evacuazione dei fumi. Chi Ferrovie dello Stato; Foster + Partners Dove Firenze Perché Le nuove stazioni saranno città nelle città, luoghi dove trascorrere tempo, trovare servizi e passare ogni giorno. Con le distanze fra i capoluoghi che si riducono, i cittadini delle stazioni saranno soprattutto i nuovi pendolari dell'Alta Velocità. NUOVA STAZIONE AV NAPOLI AFRAGOLA Cosa Una stazione di 38.000 mq che è anche un'occasione di riqualificazione territoriale per tutto l’hinterland napoletano. È concepita come un ponte che, reso vivo dalle funzioni commerciali, segna un percorso dentro un volume di calcestruzzo e vetro e mantiene la connessione del tessuto urbano, scavalcando le linee ferroviarie. Chi Ferrovie dello Stato; Zaha Hadid Architects Dove Napoli Perché Le nuove stazioni saranno città nelle città, luoghi dove trascorrere tempo, trovare servizi e passare ogni giorno. Con le distanze fra i capoluoghi che si riducono, i cittadini delle stazioni saranno soprattutto i nuovi pendolari dell'Alta Velocità. UNA COMMUNITY PER L’AUTO ELETTRICA Cosa un progetto di conversione dell’auto a combustione in un modello elettrico, che alimenta e si appoggia a una “comunità aperta” di persone. Chi E-cars Now! (Riccardo Mele, Roberto Vezzi, Daniele Invernizzi) Dove Monza Perché Per avere una auto elettrica non è necessario aspettare che arrivi sul mercato il modello che vogliamo: convertire la propria auto invece di rottamarla è già possibile. Con l'allargamento della community, sarà anche più conveniente. KILOMETRO ZERO ROAD Cosa Una strada concepita come fonte energetica: sfrutta fattori naturali, ma anche il passaggio delle auto, per produrre energia pulita e rinnovabile. Abbatte l’impatto paesaggistico-acustico e riduce sensibilmente gli inquinanti emessi nell’atmosfera, grazie a un uso intelligente ed equilibrato di pannelli solari e moduli microeolici; ma aumenta anche la sicurezza stradale, integrando nell’asfalto moduli elettroriscaldanti con funzione antigelo. Chi Total Tool (Giulio Ceppi) Dove Milano Perché Per un futuro sostenibile dovremo ricorrere a tutta l’energia possibile: senza sprecare quella prodotta dal sole e dal vento, o perfino dalla nostra auto che corre sull'asfalto. THE COPENAGHEN WHEEL Cosa Una bicicletta con sistema ibrido di energia meccanica ed elettrica. La tecnologia applicata alla ruota posteriore può essere montata su qualsiasi modello di bici, trasformandolo da un mezzo normale in uno a “pedalata assistita”. Il sistema è controllabile via smartphone, Bluetooth o direttamente, tramite i comandi presenti sulla ruota. Motore, batterie, funzioni di controllo sono racchiusi nella ruota, cosa che agevola montaggio e smontaggio. Chi MIT / SENSEable City Lab; Ducati Energia; con il patrocinio del ministero dell’Ambiente Dove Bologna; Boston Perché Per avere una bicicletta intelligente è sufficiente cambiare la ruota posteriore inserendo al suo posto questa, progettata al MIT. Il resto lo fa il nostro telefonino, collegandosi alla rete per avere informazioni meteo e di traffico in tempo reale. LA DOLCE VITA Vivere fino a 100 anni non è più un miracolo, arrivarci in buone condizioni di salute ancora sì. Ed è questa la vera sfida che la medicina ha davanti. Le cellule staminali, al centro di molti progetti di ricerca, saranno uno dei temi con cui fare i conti anche in politica. La riproduzione di ossa, tessuti e perfino di organi è una delle strade più promettenti che si sta sperimentando in tanti laboratori italiani. L’altra è la diagnostica per immagini per la prevenzione dei tumori che, unita alla terapia genica, potrà un giorno farci dire che abbiamo battuto il cancro. Ma un ruolo importante dovranno recitarlo le persone: adottando stili di vita più sani e facendo più controlli. Con la telemedicina, per andare dal medico basterà accendere il televisore collegato a Internet. È già possibile. DIAGNOSI ANTICANCRO Cosa Uno strumento hardware-software che connetterà diverse tecniche esistenti (radiologia, ecografia e risonanza) incrociandone i dati: basterà farsi scannerizzare una volta l'anno per individuare ogni tumore al suo esordio. La macchina rende possibili diagnosi non su persone già sintomatiche, ma su soggetti sani che potrebbero celare focolai. Lavorando sulle fasce di popolazione più a rischio, e contro i quattro tipi di tumore “Big Killer”: seno, polmone, intestino, prostata. Chi IEO (Umberto Veronesi); Siemens Dove Milano; Forchheim (Germania) Perché La migliore terapia anticancro è la diagnosi precoce non invasiva: individuare le cellule tumorali al primissimo stadio ridurrà moltissimo la mortalità delle patologie più gravi. NEUROSCOPE Cosa Un progetto di public engagement che propone una nuova relazione tra laboratorio e casa, portando nella vita quotidiana complessi sistemi legati alle neuroscienze. Neuroscope offre un’interfaccia per interagire con una coltura di cellule cerebrali in un laboratorio a distanza. È parte di una ricerca mirata a far gestire in modalità remota il rapporto tra cervello e un possibile arto robotico applicato al corpo, che potrebbe quindi rispondere direttamente agli stimoli neuronali. Chi University of London / Goldsmiths; University of Reading; Elio Caccavale Dove Londra; Reading (Inghilterra) Perché Neuroscope è un gioco interattivo che riproduce una attività di laboratorio: lo spunto nasce dalla collaborazione con il cibernetico Kevin Warwick e dal suo studio del comportamento di reti di cellule cerebrali dei topi che interagiscono con un robot. Neuroscope ci consente di partecipare a questo esperimento che rappresenta forse la frontiera più estrema del rapporto uomo-macchina. DREAM BRAIN Cosa Una soluzione composta da un casco elettro-encefalografico wireless e un netbook che identifica i bisogni del paziente (quali mangiare, bere, fare pipì...). Aiuterà le persone colpite da ictus, SLA e altre malattie degenerative dell’encefalo. Chi I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino; InnovationDream (F. e R. Prodam, L. Pagano, L. Trovato, L. Lo Biondo) Dove Torino Perché Leggere il pensiero di chi non può parlare perché vittima di una grave patologia è oggi un traguardo che sembra alla nostra portata. In un futuro non lontano, le applicazioni di questa tecnologia potranno avere un uso ben più largo. PROGETTO PLACEBO Cosa Il progetto prevede la mappatura cerebrale delle sostanze chimiche che determinano l'effetto placebo, cioè la componente psicologica di una terapia. La sfida dei prossimi anni consiste nel riuscire a manipolare artificialmente queste sostanze sia nella pratica medica, per aumentare gli effetti positivi di una terapia, sia nello sport, per aumentare la performance fisica. Chi Università di Torino e INN, Istituto Nazionale di Neuroscienze (Fabrizio Benedetti) Dove Torino Perché Conoscere le sostanze coinvolte nell’effetto placebo e poterle utilizzare a fini medici significa aggiungere uno strumento prezioso all’armamentario terapeutico. BIOREATTORE OPB Cosa Un bio-reattore per la medicina rigenerativa, attraverso la coltura di cellule umane in laboratorio e la generazione e ingegnerizzazione di tessuti biologici a fini di ricerca e di terapia. Basato sul principio della perfusione, ha caratteristiche di compattezza e modularità che lo rendono adatto alla produzione su larga scala di tessuti biologici “autologhi” (cioè generati a partire da cellule dello stesso paziente in cui saranno impiantati) come tessuti cartilaginei, ossei e perfino cardiaci. Chi Istituto Ortopedico Galeazzi / Laboratorio di Ingegneria Cellulare e Tissutale (Matteo Moretti); SKE Advanced Therapies. Allestimento: Università IUAV Venezia Dove Milano Perché La grande speranza della chirurgia è che entro i prossimi dieci anni diventi possibile ordinare parti di ricambio del nostro corpo (tessuti, ma anche organi) al bisogno, grazie a delle stampanti 3D che funzionano con principi simili a quelle usate nell’industria manifatturiera. PROGETTO TEM-PLANT, DAL LEGNO ALL’OSSO Cosa La riparazione e sostituzione di porzioni di osso grazie a biomateriali rivoluzionari, con costi contenuti. Dopo i primi positivi test su animali, il passo successivo è ottimizzare il processo di trasformazione sviluppando un biomateriale adatto all'uomo, leggero e resistente: la struttura dei tessuti vegetali è molto simile a quella dell'osso umano. Chi CNR / ISTEC, Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici (Anna Tampieri); Commissione Europea / FP6, Sixth Framework Programme Dove Faenza (RA) Perché Le protesi di ossa fatte con materiali naturali, come il legno, non danno rigetto: il corpo le riconosce come proprie, sostituendole in pochi mesi con vero tessuto osseo. MY LAB ONE Cosa Un ecografo portatile per applicazioni specifiche, utilizzabile in qualsiasi punto di intervento: anche nelle condizioni di lavoro più critiche o in situazioni di emergenza in cui il tempo e l'affidabilità della diagnosi sono fattori cruciali. Chi ESAOTE Dove Genova Perché È ideale per l'anestesia locale e la ricerca di accessi vascolari. VIDEOCAPSULA VECTOR Cosa Capsule inghiottibili guidate via wi-fi: non vagheranno passive nel corpo del paziente, si dirigeranno invece verso le aree che interessano il medico. La frontiera è far assumere al paziente 10-15 capsule con componenti miniaturizzati (camera, pinzette per biopsie, minibisturi, mini-cucitrici...), dotati di magneti alle estremità: nello stomaco i componenti si riassemblano e riconfigurano come necessario. Chi Scuola Superiore Sant’Anna (Arianna Menciassi) Dove Pisa Perché Questi minirobot, che possono essere telecomandati fino all’area del corpo di interesse, compiono piccoli interventi chirurgici, rilasciano farmaci o tamponano emorragie. OROLOGIO ADAMO Cosa ADAMO (“Autonomia a domicilio, assistenza e monitoraggio”) è un sistema innovativo di telesoccorso e telemonitoraggio: rileva i parametri fisiologici della persona che lo indossa e raccoglie informazioni sull’ambiente circostante, per individuare automaticamente ogni anomalia e inoltrare una richiesta di soccorso a una centrale operativa. Chi Caretek Dove Torino Perché ADAMO fa parte di quegli strumenti che servono ad aumentare la sicurezza — percepita e reale — dei soggetti deboli o anziani. CARROZZINA B-FREE Cosa Una carrozzina ispirata all’idea di multifunzionalità: gli accessori, facilmente inseribili sul modello base, ampliano la libertà di movimento. Un sistema di scampanatura delle ruote posteriori permette di giocare a tennis; speciali ruote antiribaltamento e tassellate si adattano agli sterrati; altre versioni permettono il movimento in spiaggia, o ancora sulla neve. Chi Abletoenjoy (Danilo Ragona) Dove Torino Perché Ideata da un designer-imprenditore in carrozzina, la B-Free sdrammatizza e demedicalizza l'inabilità motoria, modificando il concetto di “diversamente abile”. CREARSI UN LAVORO Come può la tecnologia, che distrugge posti di lavoro, trasferendo inesorabilmente mansioni alle macchine e ai robot, restituirci quel ci ha levato? In molti modi. È la vera sfida dei prossimi anni. Una sfida che si può vincere cambiando mentalità: intanto le fabbriche, per non scomparire, dovranno legarsi sempre più ai centri di ricerca universitari per creare prodotti innovativi (come è accaduto per la Pirelli a Settimo Torinese). Poi occorre passare dalla ricerca del posto fisso in un grande gruppo (purtroppo saranno sempre meno) al tentativo di crearsi un’opportunità con il proprio talento. Oggi grazie alla Rete le barriere anche economiche per creare un’impresa sono molto più basse. Basta avere una buona idea. Quanto ai soldi necessari, solo dall’Unione Europea ogni anno arrivano più di due miliardi di euro di fondi per finanziare l’innovazione. Si perdono in mille rivoli: per questo qualcuno ha proposto di istituire una Banca dell’Innovazione. Una banca al servizio del futuro. ARDUINO Cosa Un microprocessore grande come una carta di credito: un esempio di hardware collaborativo, collegabile al pc e pronto a essere "manomesso" per realizzare progetti creativi. Chi Smart Projects (Massimo Banzi), in collaborazione con l'Interaction Design Institute Dove Ivrea (TO) Perché È il più importante progetto di hardware open source del mondo: una scheda a basso costo per costruire oggetti intelligenti che facciano quasi tutto. Nel mondo sono 120mila gli Arduino ufficiali, ma il progetto vanta decine di tentativi di imitazione. DODICI STORIE DI IMPRENDITORI Federico Marchetti fondatore di una piattaforma italiana di commercio online per la moda, attiva in 67 paesi Yoox Carlo Gualandri, Fausto Gimondi e Carlo D’Acunto fondatori di una piattaforma per il gioco online Gioco Digitale Lorenzo Thione inventore del motore di ricerca con cui Microsoft sfida Google Bing Marzia Lazzerini pediatra, inventrice del LP-RTUF (cibo pronto all'uso prodotto localmente) Salvatore Moncada produttore di energia eolica in Sicilia Moncada Energy Roberto Siagri pioniere dell'Internet of Things Eurotech Paolo Ainio pioniere dell’Internet italiana Banzai Andrea Pessino sviluppatore di videogiochi cult in California Teo Musso produttore della prima birra open source Baladin Federico Grom e Diego Martinetti fondatori di una catena di gelati artigianali di qualità presente in Italia e nel mondo Grom Catia Bastioli fondatrice di una società che realizza prodotti in plastica derivati dal mais Novamont Augusto Marietti e Marco Palladino fondatori di una start-up Internet nata nella Silicon Valley Mashape ICUB Cosa Un robot umanoide che scrive, interagisce con gli esseri umani, impara a riconoscere gli oggetti e si muove come noi. Il progetto è open source sia quanto al software, disponibile gratis in forma non criptata, che per la parte hardware, approfonditamente descritta nelle sue componenti, con pezzi reperibili sul mercato. Chi IIT, Istituto Italiano di Tecnologia (Giulio Sandini) Dove Genova Perché Non c’è solo l’aspetto umanoide a renderlo interessante: iCub impara, prende decisioni in base all’esperienza e sa come adattarsi a situazioni nuove. DUST CART, IL ROBOT SPAZZINO Cosa Una rete di robot che sfrutta una nuova piattaforma tecnologica per migliorare la gestione dei rifiuti e l’igiene ambientale. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa OCTOPUS, IL ROBOT PIOVRA Cosa Un sistema robotico basato sull’anatomia del polpo: un corpo, otto braccia e prestazioni simili all’animale a cui si ispira in termini di destrezza, velocità, flessibilità e propensione a un ambiente acquatico. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa HYDRONET, IL ROBOT PALOMBARO Cosa Un sistema composto da boe e robot di superficie autonomi per il monitoraggio delle acque costiere. Analizza le acque fino a 50m di profondità, con una struttura informatica di supervisione e gestione che prevede anche un’interfaccia per gli operatori. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa SMART HAND, LA MANO ROBOT Cosa Una protesi di mano che si controlla in modo intuitivo e che restituisce stimoli sensoriali: una vera e propria nuova parte del corpo, che trasforma un’intenzione umana in azione e la propria interazione fisica col mondo in percezione per la persona. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa VECTOR, LA PILLOLA ROBOT Cosa Una pillola robotica miniaturizzata che esplora l’apparato gastrointestinale per poter diagnosticare eventuali tumori in stadio precoce. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa DA VINCI, IL ROBOT CHIRURGO Cosa Un robot per chirurgia mininvasiva che consente anche interventi urologici, ginecologici, cardiochirurgici, di chirurgia generale. L’Italia è il secondo paese al mondo (dopo gli Stati Uniti) per unità comprate. Chi Intuitive Surgical (USA); distribuzione italiana, ABMedica Dove Sunnyvale, CA (USA); Milano LAMPETRA, IL SERPENTE ROBOT Cosa Un robot che contribuisce all’indagine scientifica, mettendo alla prova ipotesi sul controllo neurale dei sistemi sensoriali legati alla locomozione; per esempio, l’interazione tra sistema visivo e locomozione, il riconoscimento di ostacoli, la connessione tra il sistema corporeo “della linea laterale” e la navigazione. Chi Scuola Superiore Sant’Anna Dove Pisa PARATUTTO, IL PORTIERE DI CALCIO ROBOT Cosa Un robot dotato di una serie di sensori ottici che riesce a identificare e analizzare la traiettoria di provenienza della palla, e a parare tiri fino a 100km/h Chi Arneis Dove Torino ISAAC, IL ROBOT TUTTOFARE Cosa Un robot umanoide che si avvale di un'intelligenza artificiale, capace di fargli riconoscere l'ambiente in cui si muove, messa a punto a partire dallo studio del movimento umano nel gioco del calcio. L'applicazione è nel ramo della biomedica. Chi Politecnico di Torino (Giuseppe Menga) Dove Torino WORKING CLASS HERO Cosa Una panoramica sulle professioni del futuro, che sono già parte del nostro presente. Un tempo sarebbe stato difficile anche solo immaginare compiti come “mappare zanzare” o “smantellare reattori”: oggi questi sono talenti, e mestieri, che la società richiede e incoraggia. Dal medico degli astronauti alla conservatrice di nuovi media, dall’archeologa satellitare al cybercampanaro, passando per il volontariato culturale dei sottotitolatori di serie tv. Lavori (e strumenti) non comuni. Chi Wired Italia Perché Il lavoro di domani passa attraverso la comprensione di quali servizi e quali prodotti saranno necessari nella società futura. Vincerà chi avrà più fantasia e spirito di adattamento. FABBRICA PIRELLI DI SETTIMO TORINESE Cosa Uno stabilimento tecnologicamente avanzato, ecosostenibile, a bassa richiesta di energia. Possiede un sistema robotizzato, MIRS, che consente agli operai di lavorare senza venire mai a diretto contatto con ciò che producono. E il suo processo di lavorazione della mescola (la materia prima con cui si fanno i pneumatici), il TSM, ha aumentato gli standard di qualità e affidabilità del passato. Chi Pirelli, Renzo Piano RPBW Dove Settimo Torinese Perché Invece di chiudere la fabbrica trasferendo la produzione all'estero, Pirelli ha rilanciato grazie a un rapporto strettissimo con i ricercatori del Politecnico di Torino e a un progetto di vivibilità degli spazi firmato da Renzo Piano. H-FARM Cosa Un venture incubator che accelera lo sviluppo di nuove imprese legate a Internet, grazie a una combinazione di investimenti iniziali e servizi come aree creative, amministrazioni centralizzate e uffici stampa, di consulenza legale, per le risorse umane. Chi H-Farm (Riccardo Donadon) Dove Roncade (TV) Perché H-Farm è una vera fabbrica di start-up digitali: qui vengono fondate, finanziate, fatte crescere, infine cedute quando hanno successo. Un modello da replicare. CASE RICARICABILI PER TUTTI La casa del futuro c’è già: produce l’energia che consuma e cede alla Rete quella che avanza. La prima pietra di un progetto di questo tipo in Italia verrà posata proprio nel 2011, vicino Milano. Trasformare i nostri condomini in mini centrali di energia rinnovabile con tegole solari, pale eoliche da balcone, impianti geotermici sarà una vera rivoluzione, anche culturale. Ma non sarà l’unica: cambieranno i materiali che useremo e muterà il rapporto con gli oggetti. La famosa storia del “frigo che parla con la televisione” è diventata realtà. Che si diranno due elettrodomestici? Risponderanno ai nostri comandi anche a distanza e ci aiuteranno a vivere meglio, con meno energia e più sicurezza. Come saranno le città che accolgono queste case? Questo è un altro discorso. Certo anche queste cambieranno, e tanto: i progetti e le visioni per l’Italia del 2020 sono molto più che un semplice libro dei sogni. SUITE HOME Cosa Una casa mobile realizzata con strutture riciclabili: flessibile, reversibile e adattabile alle necessità abitative come un alloggio permanente. Incorpora tecnologie domotiche per gestire e regolare al meglio finestre e impianti di climatizzazione, risparmiando così energia. Chi Hangar Design Dove Mogliano Veneto (TV) Perché Chi l’ha detto che un prefabbricato debba essere brutto e poco funzionale? Questa casa si adatta all’ambiente circostante con le migliori soluzioni per ottimizzare i consumi. E soprattutto: si può spostare dove volete. LA RIVOLUZIONE OFF-GRID Cosa Una casa sostenibile fin nella sua concezione: progettata come un sistema naturale, capace di gestire non solo energia ma anche materia e informazione, libera da qualsiasi rete fisica pubblica o privata. Senza bollette, dipendenza dall’esterno, costi per l’ambiente e per le persone. Una casa che riduce all’estremo la sua impronta ecologica, grazie al sole, al vento e alla pioggia. Meno che a impatto zero, perché ricerca un impatto positivo. Chi La Fabbrica del Sole Dove Arezzo Perché È la soluzione ideale per le zone isolate: una casa che non ha bisogno di nulla perché utilizza tutte le risorse naturali e gli eventi atmosferici per alimentarsi. SUSTAINABLE CONNECTED HOUSE Cosa Un’abitazione di 180 mq, costruita con materiali isolanti e innovativi, autonoma dal punto di vista energetico grazie a una caldaia a biomassa e alla trasformazione del solare in termico e in elettrico. È dotata di una “vetrata funzionale”: finestre basculanti che cambiano trasparenza, riflettività e colore a seconda delle condizioni meteorologiche. Chi Fondazione Kessler; MIT / Mobile Experience Lab Dove Trento; Boston Perché Energeticamente indipendente, questa casa è iperconnessa e sfrutta la tecnologia per adattarsi all'ambiente ottimizzando i consumi. LA CASA 100K Cosa una casa da 100mila euro: a basso costo, a misura di desiderio, a impatto ambientale ridotto. Chi Mario Cucinella Architects (Mario Cucinella, Luca Corsolini) Dove Lodi Perché Un paio di anni dopo la presentazione del concept, nel 2011 diventa finalmente realtà a Lodi questo progetto che segna alcune forti novità: il basso costo unito a una qualità dei materiali molto buona; il fatto di consumare l’energia prodotta; la forte personalizzazione degli ambienti privati e lo sfruttamento innovativo di tanti spazi comuni. SOLAR SYSTEM/SUPERSLIM Cosa Solar System è una macchina che gestisce l’apporto di più fonti d’energia, producendo acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento d’ambiente. Superslim è un pannello solare che, con i suoi 43 mm di spessore (meno della metà dei pannelli in commercio), migliora l’estetica e la possibilità di integrazione tra edilizia e fotovoltaico. Chi Costruzioni Solari Dove Cavallino (LE) Perché La produzione di energia per le abitazioni presto sarà affidata anche a chi ci abita; senza bisogno di costruire nuove case, ma con soluzioni facilmente integrabili con l’edilizia attuale. TEGOLA SOLARE Cosa Una tegola in ceramica che aiuta l’ambiente, ma rispetta anche il patrimonio paesaggistico: integra un modulo fotovoltaico, per ricavare energia dal sole senza stravolgere l’identità e l’aspetto di centri storici e borghi antichi. Chi Area Industrie Ceramica Dove Anagni (FR) Perché Produrre energia solare senza mettere pannelli sui tetti ma utilizzando queste tegole speciali riduce immensamente l’impatto estetico e paesaggistico di un impianto. LUCI DALLA PLASTICA Cosa La materia di cui è fatta l’“elettronica organica”: una nuova classe di polimeri capaci di emettere luce, applicabili direttamente su substrati sottili e delicati come pellicole plastiche, lamine metalliche, fogli di carta. Chi ENEA (Dario Della Sala) Dove Santa Maria di Galeria (RM) Perché Il futuro degli oggetti domestici, che si attivano quando ricevono determinate informazioni o stimoli: prossimamente nelle nostre case. PROGETTI DI RINASCITA URBANA Cosa Progetti di diversa natura, pubblici e privati, per far rinascere quartieri e intere aree urbane, come il recupero dello spazio industriale Manifattura Tabacchi a Rovereto; il master plan per l’area CMC a Ravenna e il PGT strategico 2030 per Milano; i nuovi edifici milanesi per l’ALER; la Città del Sole di Roma; i nuovi quartieri Piscinola, Cupa Spinelli, Toscanella e l’iniziativa NaplEST a Napoli; e altri. Con i contraltari “di sogno” a queste realizzazioni: le visioni e ispirazioni per il domani. Perché Una mappa dei più interessanti progetti architettonici che saranno realizzati nei prossimi anni ci aiuta a capire in quali contesti urbani abiteremo ed è un’occasione per stimolare visioni più ambiziose sul futuro delle città italiane. LA TERZA PELLE Se c’è un settore che sta per essere rivoluzionato dall’innovazione tecnologica, è il tessile. Presto proveremo letteralmente sulla nostra pelle le potenzialità infinite delle nanotecnologie. Non dovremo fare nulla di speciale per provarlo; soltanto vestirci. Tra qualche anno, gli abiti che indossiamo avranno proprietà che possono apparire “magiche”: come considerare la maglietta che si smacchia esponendola al sole invece che mettendola in lavatrice? O quella che tiene sotto controllo lo stato di salute di chi la indossa, avvisando il medico di eventuali problemi? O perfino quella che può trasmettere un abbraccio a una persona lontana? Sono tutti brevetti italiani, e ce ne sono molti altri in arrivo. Per continuare a essere protagonista, l’Italia scommette su tessuti che oltre a essere belli siano anche “intelligenti”. Copiarli, stavolta, sarà più difficile. GIUBBA GARIBALDINA Cosa Il ritrovamento di alcune giubbe originali indossate dai garibaldini ha ispirato la ricostruzione di questo particolare capo in mille esemplari. Chi Sign Box / Carla Carini Dove Biella Perché Realizzare la copia di un indumento storico di 150 anni fa è come riprodurre un vino estinto; indossarlo ci aiuta a sentirci parte di quella storia. CAMICIA E POLO GARIBALDINA SEACOT Cosa La ricostruzione high-tech di una camicia garibaldina (anche in versione polo in tessuto piqué) realizzata con i materiali e le tecniche avanzate del 2010. Ultraleggera, fatta di cotone e chitina (dalla polpa di granchio giapponese). Ecocompatibile, rilassante, antibatterica, inodore e addirittura emostatica, ma con una "mano" al tatto molto delicata. Chi Sign Box / Peter Brown Dove Biella Perché Se i Mille fossero partiti oggi, come si sarebbero vestiti? Quanto diversa sarebbe stata la loro celebre camicia rossa, alla luce delle nuove possibilità tecnologiche offerte all’industria dei tessuti? OIL WOOL NATURAL RECYCLE Cosa Una tecnica innovativa per assorbire petrolio o altri olî presenti sulla superficie dell’acqua attraverso il trascinamento di una lana grezza che è residuo di lavorazioni industriali. Chi Mauro Rossetti, Luciano Donatelli, Mario Ploner Dove Biella Perché Un brevetto di semplicità assoluta, eppure rivoluzionario: se questo processo si dovesse rivelare efficace (i test partono nel corso del 2011), questa sarebbe una delle più importanti invenzioni per risolvere i guasti che il petrolio arreca all’ambiente. SISTEMA MAGIC Cosa Un sistema tessile che rileva i segnali vitali, utilizzabile a riposo oppure durante un'attività fisica. Alla base di MagIC c’è una maglia di cotone e lycra, con sensori tessili che misurano il respiro e l'attività elettrica del cuore 200 volte al secondo. Questi trasmettono i dati a un piccolo modulo elettronico che rileva movimenti e postura, memorizzando su scheda i segnali cardiografico e respiratorio (trasmissibili via Bluetooth a dispositivi esterni di sorveglianza). Chi Don Gnocchi Sistemi Dove Milano Perché In un sistema di medicina diffusa, uno dei cardini sarà il monitoraggio permanente e non invasivo di alcuni parametri fisiologici fondamentali. T-SENSE Cosa Un indumento in cotone e fibre speciali a collegate a un dispositivo elettronico grande non parametri fisiologici captati per poi ritrasmetterli neonati prematuri e pazienti cardiopatici, e nel base d’argento che fungono da sensori, più di 6 cm che elabora e memorizza i a un sistema centrale. Sperimentata su controllo delle prestazioni degli sportivi. Chi Politecnico di Milano (Giuseppe Andreoni); ComfTech, Comfortable Technology Dove Milano Perché In un sistema di medicina diffusa, uno dei cardini sarà il monitoraggio permanente e non invasivo di alcuni parametri fisiologici fondamentali. WEALTHY Cosa Un materiale intelligente in fibra e filato intessuto di elementi elettrofisici, come conduttori e piezoresistenti. La registrazione simultanea dei segnali vitali permette di estrapolare i parametri ed elaborarli, valutando i dati sinottici del paziente ed evidenziando i sintomi di allarme. Il sistema aiuta i pazienti in fase di riabilitazione e chi lavora in situazioni ambientali estreme. Chi Smartex, con CSEM, Centre Suisse d'Electronique et de Microtechnique Dove Prato; Neuchâtel (Svizzera) Perché In un sistema di medicina diffusa, uno dei cardini sarà il monitoraggio permanente e non invasivo di alcuni parametri fisiologici fondamentali. UNIFORME PROETEX Cosa Una nuova generazione di indumenti che monitorano costantemente i fattori di rischio per il personale impegnato in un’operazione di soccorso. Indumenti intelligenti davvero utilizzabili, cioè indossabili, lavabili e riusabili: nei tessuti integrano funzioni e sensori di vario tipo, antenne, batterie flessibili e ricaricabili. Chi Consorzio del progetto europeo Proetex; Università di Cagliari (Annalisa Bonfiglio) Dove Cagliari; Pavia Perché In un sistema di medicina diffusa, uno dei cardini sarà il monitoraggio permanente e non invasivo di alcuni parametri fisiologici fondamentali. HUGSHIRT Cosa Una maglietta elastica, con sensori e attuatori applicati al tessuto. Questi si collegano via Bluetooth al telefono di chi la indossa, rendendo possibile scambiarsi abbracci virtuali: gli impulsi trasmessi agli attuatori della maglietta riproducono una stretta affettuosa. Se anche chi invia l’abbraccio ha una HugShirt, sfiorandola o “abbracciandosi” si farà sentire da qualcuno che si trova dall’altra parte del mondo. Altrimenti può sempre trasmettere quella sensazione grazie a comandi sms. Chi Cutecircuit (Francesca Rosella) Dove Londra Perché Uno dei possibili futuri della comunicazione dei sentimenti a distanza: indossare vestiti collegati a vestiti di persone care e lontane. LUMINEX Cosa Un tessuto che incorpora tecnologia ed elettronica, con led ad alta efficienza che diffondono luce a voltaggio minimo (3,6V). Con un effetto scenografico per giacche, magliette, calze — o per le scarpe di chi ama fare jogging la sera. Ma sono possibili usi più pratici: per esempio, stabilendo un valore limite di pulsazioni/minuto per i cardiopatici, superato il quale una maglietta cambierà colore. Chi Luminex Dove Prato Perché La luce quale strumento per fare “parlare” gli abiti che si indossano: ogni variazione è associata a un messaggio che può essere ludico, di servizio o anche di allarme. TESSUTI CERAMIZZATI Cosa Tessili naturali che si ripuliscono e igienizzano alla luce del sole. La ceramizzazione consiste nell’applicazione di una pellicola ultrasottile di ossido di titanio che mantiene la “mano”, la traspirabilità, il colore del substrato in tessuto. Esposto ai raggi ultravioletti, il rivestimento scompone le sostanze organiche depositate sulla superficie, trasformandole in acqua e anidride carbonica. Oltre a ridurre inquinanti e cattivi odori, l’uso di questo prodotto frenerà la trasmissione dei batteri patogeni. Chi Tessuti Ceramizzati (Anna L. Costa, Oliviero Ossani, Lorenzo Zoli); CNR / ISTEC, Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici Dove Faenza (RA) Perché Mai più lavatrice: i tessuti che si lavano da soli si basano su un principio semplicissimo e hanno applicazioni potenziali di grande impatto sulla vita di tutti i giorni. TESSUTI IN FIBRA DI LATTE Cosa Una fibra il cui peso è inferiore del 10% a quello della seta e del poliestere, ottenuta dalla caseina presente nel latte. Il filato, ricavato da questa proteina grazie a tecniche di bioingegneria, è naturale e salutare. Stimola la circolazione sanguigna, è antibatterico e trasparente, assorbe l’umidità. Chi Quality Merchandising Dove Torino Perché Vestirsi di latte è ecologico, salutare e piacevole: i tessuti sono soffici come cachemire, sembrano seta e resistono al tempo meglio della lana. LASSU’ C’E’ UN’ALTRA ITALIA Siamo abituati a pensare al made in Italy per la moda, certe auto di lusso, il cibo e altre cose ancora. Ma pochi sanno che la capacità italiana di innovare e compiere “imprese” si dimostra al meglio nel settore aerospaziale. Molte componenti della Stazione Internazionale, i rover che spediremo su Marte, perfino il trapano che useremo per indagare gli asteroidi sono eccellenze made in Italy. Ma è stato progettato in Italia anche il primo prototipo di casa lunare stampabile. Poi ci sono gli uomini, gli astronauti: quest’anno il mondo celebra i 50 anni del primo lancio di un uomo nello spazio, e l’Italia per la prima volta ne avrà due in orbita. Paolo Nespoli e Roberto Vittori, fratelli d’Italia. Perché continuiamo a fare missioni 41 anni dopo lo sbarco sulla Luna? Per tanti motivi, ma una cosa è certa: nei prossimi dieci anni troveremo un’altra Terra nel sistema solare. LA TERRA VISTA DALLO SPAZIO Perché È Marte la prossima destinazione dell’uomo nello spazio. In questo momento a Mosca è in corso un esperimento di simulazione della vita sul pianeta rosso, denominata Mars 500. L’italiano Diego Urbinati fa parte dell’equipaggio. MTS, TERRENO MARZIANO E CONTROL ROOM Cosa La rappresentazione di un’operazione di rilevamento teleguidata dalla Terra sulla superficie di Marte. Il suolo marziano è ricostruito grazie a indicazioni fornite dalla NASA, mentre la simulazione della control room riproduce una tipica condizione di controllo a distanza. Chi ALTEC Dove Torino Perché Pochi sanno che uno dei centri di controllo che fornisce supporto ingegneristico e logistico alle missioni della Stazione Spaziale si trova presso questa società torinese costituita nel 2001 da Alenia Spazio, Agenzia Spaziale Italiana e Regione Piemonte. ROBMOB Cosa Un dimostratore di rover lunare, quel particolare mezzo progettato per aiutare gli astronauti a spostarsi sulla superficie del nostro satellite. Chi Politecnico di Torino / Laboratorio Disciplinare di Meccatronica Dove Torino Perché L'ultimo uomo è stato sulla Luna 39 anni fa. Il primo che sbarcherà su Marte lo farà non prima del 2030. In questo lunghissimo intervallo, l’esplorazione spaziale sembra affidata principalmente a questi rover che sono in grado di registrare e inviare a terra moltissimi dati utili. LADYFLY – COCCINELLA Cosa Questi robot per l’esplorazione lunare e marziana sono tra i design più innovativi del Google Lunar X Prize. Assomigliano a ragni a sei zampe: l’architettura delle zampe è una delle innovazioni chiave, in quanto i robot possono agevolmente superare ostacoli e proseguire la missione anche in caso di avaria del 30 per cento delle zampe. Chi Politecnico di Milano (Alberto Rovetta) Dove Milano Perché Capaci di muoversi su un terreno accidentato anche dopo eventuali incidenti, questi “insetti” meccatronici potrebbero dare un contributo decisivo nell’esplorazione di un suolo alieno. COSMIC / UNA CASA SU MARTE Cosa Un progetto per strutture abitative e industriali adatte alla vita umana, da realizzare su Luna e Marte. Il brevetto sviluppato e depositato prevede l'uso di pannelli solari, per garantire l’apporto energetico, e la realizzazione di elementi strutturali per mezzo di una tecnologia di sintesi autopropagante ad alta temperatura a partire da materie prime come ilmenite e ossidi di ferro, estratte rispettivamente dal suolo lunare e da quello marziano. Chi Università di Cagliari (Giacomo Cao) e ASI, Agenzia Spaziale Italiana Dove Cagliari Perché Una volta sbarcato sulla Luna o su Marte, l’uomo dovrà poter utilizzare le risorse reperibili sul posto, senza trasportare tutto il necessario dalla Terra. CARTOLINE DA NESPOLI E VITTORI Cosa Una riproposizione dei videomessaggi con cui Paolo Nespoli e Roberto Vettori, astronauti italiani in orbita, risponderanno alle domande inviate dai cittadini della Terra. Chi Agenzia Spaziale Europea Dove Stazione Spaziale Internazionale Perché I messaggi, le foto e i video che Nespoli sta mandando dalla ISS hanno contribuito a far tornare interesse ed entusiasmo per le missioni spaziali. VIRTUAL LAB Cosa Un sistema per la visione 3D dello spazio (Stazione Spaziale, galassie, superfici della Terra e dei pianeti), realizzato integrando dati provenienti dalle esplorazioni degli ultimi vent’anni. Con qualche occasione di un tracking manuale effettuato da un esperto che illustra il percorso. Chi Thales Alenia Space Dove Torino Perché Com’è la vita dentro la Stazione Spaziale? Come si muovono e cosa vedono gli astronauti? Questa applicazione, creata e utilizzata non per fini ludici ma per esperimenti scientifici, è la più fedele rappresentazione di quel che accade lassù. VIDEO SPAZIALI Cosa Un mix di video e altre immagini che restituiscono una visione dello spazio. Chi ALTEC e NASA Dove Torino; Houston Perché A 50 anni esatti dal primo uomo nello spazio (e a 41 dal primo passo sulla Luna), questa galleria di immagini ci aiuta a capire quanta strada è stata fatta e quali possono essere i prossimi obiettivi. HABITAT LUNARE Cosa Una porzione dell’habitat del nostro satellite, realizzata con un processo di stratificazione DShape e con un simulante di suolo lunare per conto dell’Agenzia Spaziale Europea. Il programma di studio 3D Printed Building Blocks using Lunar Soil indaga la possibilità di usare la stampa tridimensionale per realizzare sulla Luna una struttura abitata. Chi Consorzio formato da ALTA (prime contractor), Monolite UK, Foster + Partners, Scuola Superiore S. Anna / Perceptual Robotics Laboratory Dove Pisa; Londra Perché È il primo vero esperimento per capire in che modo abitare la Luna: il prototipo in mostra, naturalmente in scala, è stato realizzato appositamente con una stampante 3D simulando le condizioni ambientali del satellite. ACQUA PER ASTRONAUTI E ACQUA PER COSMONAUTI Cosa Due tipi di acqua: diversi perché pensati uno a uso degli astronauti americani, l’altro dei russi. La prima varietà d’acqua proviene dal Pian della Mussa ed è raccolta dalla Centrale di Venaria; la seconda è prelevata alla Centrale Regina Margherita di Collegno. Le versioni che accompagnano gli esploratori spaziali si differenziano ulteriormente: per gli statunitensi va disinfettata con lo iodio, mentre i russi preferiscono il trattamento con sali d’argento e fluoruro. Chi SMAT; Thales Alenia Space; ESA, European Space Agency Dove Torino Perché Il Made in Italy non conosce confini: nello spazio si beve italiano, con due sapori diversi a seconda delle nazionalità. TUTA SPAZIALE DAINESE Cosa Una tuta spaziale che genera pressione attraverso la sola azione meccanica del materiale che la compone, realizzata in collaborazione con il programma Biodesign for Earth and Space: Synergism Between Humans and Machines coordinato da Dava Newman al MIT di Boston. BioSuit System è una tuta più leggera e comoda, che affatica l'astronauta molto meno di quelle tradizionali. Un sistema di sensori indossabili permette di monitorare i parametri fisiologici e ambientali e le attività metaboliche. Chi Politecnico di Milano; MIT, Massachusetts Institute of Technology; Dainese Dove Milano; Boston; Vicenza Perché Non sappiamo quando andremo su Marte, ma è molto probabile che quando ci arriveremo vestiremo italiano: design più tecnologia proveniente dal mondo delle moto. GLI OGGETTI ESTERNI PALE EOLICHE Cosa Delle micro-turbine adatte anche a un uso in città, in quanto indipendenti dalla direzione del vento e capaci di sfruttare anche fenomeni di turbolenza. Chi Pramac; Philippe Starck Dove Casole d’Elsa (SI) Perché Per sfruttare l’energia del vento non è necessario andare in mezzo al mare o in cima a una montagna: queste pale “domestiche” fanno immaginare un futuro eolico anche dentro i grandi centri urbani. KITE GEN Cosa Un generatore eolico di alta quota, con una tecnologia che segna il superamento del modo attuale di sfruttare questa fonte energetica naturale. Per raggiungere il vento in quota e sfruttare la sua maggiore energia cinetica, Kite Gen parte da un radicale cambio di prospettiva: non più strutture statiche e pesanti come le torri eoliche di oggi, ma macchine leggere, dinamiche e intelligenti. Chi Kitenergy (Mario Milanese, Franco Taddei) Dove Torino Perché L’eolico che non ti aspetti: ovvero come sfruttare l’energia del vento con un aquilone molto speciale. LANDSCAPE PLANT 2 DIGESTIVE PARK, “WHEN ATTITUDE BECOMES FORM” Cosa Il “Progetto REC” è un impianto idroelettrico costruito 500 m sotto terra; produce circa 600 megawatt grazie all’acqua della diga di Campolattaro, sul fiume Tammaro. Regolerà la rete elettrica compensando i limiti delle fonti rinnovabili. Un “magazzino dell’acqua” che sfrutta un bacino naturale in alto e la diga in basso, assorbendo energia e rilasciandola al bisogno, per esempio quando non c’è sufficiente vento per l’eolico. Chi Italo Rota per Repower Dove Grigioni (Svizzera), Milano, Campolattaro (BN) Perché L’energia idroelettrica reiventata in un progetto visionario che unisce ingegneria, architettura e paesaggio conciliando concetti antichi con le esigenze delle futuristiche reti intelligenti. UAV A ENERGIA SOLARE Cosa Un velivolo a energia solare controllato a distanza, per la sorveglianza del territorio e il telerilevamento. Le celle al silicio microcristallino ad alto rendimento sviluppano fino a 400 watt nel periodo di massima esposizione, fornendo corrente al motore elettrico. Di notte, l'energia è generata da una cella a combustibile a idrogeno. Chi Politecnico di Torino (Giulio Romeo, Giacomo Frulla, Marco Pacino) Dove Torino Perché Una delle macchine più inquinanti del mondo è l’aereo: non questo però, a energia solare e senza pilota (intanto in Svizzera ne stanno studiando un modello per fare il giro del mondo con due persone a bordo). RAPID 200 FUEL CELL Cosa Un progetto italiano, con il coinvolgimento di altri paesi europei, per un aereo a idrogeno, a inquinamento zero. Rapid 200-Fc non produce emissioni perché sfrutta un propulsore da 40 kW interamente elettrico; la potenza all’elica è fornita da celle a combustibile da 20kW a idrogeno gassoso. Per garantire sicurezza assoluta conta su una seconda fonte di energia: un pacco-batteria ai polimeri di litio da 20 kW garantisce una fonte alternativa di potenza nel decollo e nella salita iniziale. Chi Politecnico di Torino (Giulio Romeo, Fabio Borello, Gabriel Correa) Dove Torino Perché È il primo aereo a idrogeno del mondo e ha già superato brillantemente i primi test di durata del volo (40 minuti) e velocità (150 kmh). Prossimamente nei nostri cieli. GARDASOLAR Chi Gardasolar Dove Rovereto (TN) Cosa Una barca solare/elettrica di nuova generazione, fatta di materiali riciclabili al 100% e ad alto contenuto di design e tecnologia. Una superficie, composta da celle solari, sviluppa 400 Watt, garantendo la propulsione, la ricarica delle batterie e perfino una funzione di ombreggiante nelle giornate più soleggiate. Un’altra possibilità di propulsione è affidata a un motore elettrico dalla potenza variabile tra gli 800 e i 4000 Watt. Trasporta quattro persone e si conduce con un joystick. Perché Navigare a motore ma senza inquinare nulla. Questo prototipo è stato testato con successo sul lago di Garda, ma il suo destino è il mare. MASDAR Cosa Un sistema di trasporto personale (PRT, Personal Rapid Transit) basato su delle pod-car elettriche che si guidano da sole, viaggiando su corsie protette. Per eliminare completamente le auto tradizionali dalla “utopia realistica” di Masdar City. Chi Systematica; Zagato; 2getthere; Foster + Partners; Abu Dhabi Future Energy Company / Masdar Dove Milano; Utrecht; Londra; Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti) Perché Una soluzione avveniristica per risolvere il problema del traffico: nella città del futuro in costruzione negli Emirati Arabi, questa vettura — disegnata in Italia, come il sistema di mobilità nel suo complesso — ci proietta in uno scenario da fantascienza. PIAGGIO USB Cosa Un prototipo di veicolo che combina le personalità di uno scooter e di una piccola utilitaria. La propulsione è affidata al power-pack che riunisce un motore termico 2T GDI e un dispositivo elettrico nella ruota posteriore. Il motore elettrico usa soluzioni di nanotecnologia per maggiori prestazioni e affidabilità. La configurazione ibrida è pensata per una velocità media di 60 kmh, con punte oltre ai 100. Sfruttando al massimo l’opzione plug-in, il mezzo diventa uno ZEV (Zero Emission Vehicle). Chi Piaggio Dove Pontedera (PI) Perché Due ruote e zero emissioni, ma non è una bici e ha prestazioni da moto: sarà simile a questa la Vespa del futuro. PANDION Cosa Un’auto con apertura verticale delle portiere, realizzata con grande attenzione al design e all’allestimento degli interni. La Pandion è anche nodo di un sistema di infomobilità a cura di Bertone ICT, la divisione della società di car styling che si occupa di informatica e telematica. Chi Bertone Dove Caprie (TO) Perché Alcune delle forme di questo prototipo sono state realizzate scegliendole fra quelle proposte da una serie di algoritmi casuali: il potere nascosto dei numeri. LAMBORGHINI GALLARDO LP 550-2 TRICOLORE Cosa Un’edizione speciale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, con la fascia tricolore sulla carrozzeria e sui sedili. Gallardo è la supersportiva Lamborghini di maggior successo, venduta in oltre diecimila esemplari. La carrozzeria ad alta aerodinamicità nasconde un motore 5,2 litri che arriva ai 550 cavalli di potenza, con trazione integrale. Chi Lamborghini Dove Sant’Agata Bolognese Perché È il modello con cui la celebre casa automobilistica celebra i 150 anni dell’Italia all’insegna di tecnologia e design. ROBOT BEATRICE Cosa Un robot che si muove in autonomia all’interno dello spazio espositivo, accompagnando le persone e assolvendo a un ruolo di guida della mostra. Chi Arneis Dove Torino Perché Costruire un robot da zero in pochi mesi e fargli svolgere un determinato compito non è più un’impresa per pochi. Nei prossimi dieci anni, oggetti di questo tipo diventeranno sempre più comuni nella nostra vita quotidiana per assolvere mansioni che non vogliamo più compiere LTE (LONG TERM EVOLUTION) Cosa L’LTE, o Super 3G, è la rete wireless di nuova generazione: una banda larga per navigare velocissimi, in mobilità e in alta definizione. È un’evoluzione intermedia che supera gli standard 3G attuali, come l’UMTS, e anticipa la quarta generazione (4G) ancora in fase di sviluppo. Chi Telecom Italia Dove Torino Perché Il Super 3G promuoverà l'uso della banda larga in mobilità già dal 2012, sfruttando l’esperienza e gli investimenti effettuati per le reti 3G e anticipando i tempi rispetto alla disponibilità degli standard di quarta generazione 4G, il cui obiettivo è raggiungere e superare una velocità di connessione wireless di 1 Gb/s. ALFA ROMEO 4C CONCEPT Cosa Il concept di una supercar compatta, con l’obiettivo delle prestazioni, dello stile italiano e dell’eccellenza tecnica, con tecnologie e materiali derivati dal mondo delle supersportive (carbonio, alluminio, motore centrale e trazione posteriore) e soluzioni presenti in alcuni modelli Alfa Romeo in commercio. Chi Alfa Romeo Dove Torino Perché L’uso esteso del carbonio contiene il peso sotto gli 850 kg e ottimizza il baricentro, favorendo agilità e guidabilità. Nel 2012 da semplice concept diventerà modello in produzione. I LABORATORI LAB 01 BIOPLASTICA A CURA DI BIO-ON “Bioplastiche” è un modo di chiamare i polimeri prodotti da batteri, cioè dalla natura. Bio-on, un pioniere della chimica verde, ha ideato un biopolimero che si ottiene da coprodotti o scarti dello zucchero: si dissolve in dieci giorni senza lasciare residuo nell’acqua di un fiume o del mare. Il futuro della biodegradabilità. www.bio-on.it LAB 02 RICICLO E RINASCITA A CURA DI COMIECO CONSORZIO NAZIONALE RECUPERO E RICICLO DEGLI IMBALLAGGI A BASE CELLULOSICA La carta e il cartone sono parte del nostro DNA. Sotto forma di imballaggio, uniscono creatività, praticità e ingegno; proteggono e promuovono il Made in Italy. Grazie al lavoro di Comieco, anche dopo l’uso sono preziosi, rinascendo in forma nuova. Da rifiuti, si trasformano in prodotti di design, edilizia, artigianato, arte. O in nuovi imballaggi. www.comieco.org LAB 03 SERRA IDROPONICA A CURA DI THALES ALENIA SPACE Nelle missioni spaziali più lunghe, le piante saranno una fonte di cibo primaria; serviranno anche a depurare l’acqua reflua, a produrre ossigeno, a eliminare il CO2. Senza dimenticare il benessere psicologico di chi abita lo spazio. L’esperienza di Thales Alenia Space ha reso possibile creare qui un “orto senza terra” dimostrativo. www.thalesaleniaspace.com LAB 04 MEDICINA A DISTANZA A CURA DI CISCO Un sistema integrato e immersivo di visita a distanza avvicina i pazienti agli specialisti e moltiplica le opportunità. HealthPresence di Cisco ha un’attenzione speciale per la collaborazione e lo scambio di informazioni tra i medici; ma porta in primo piano anche la prospettiva della persona visitata, che acquista un ruolo attivo. www.cisco.com LAB 05 FAB LAB A CURA DI ARDUINO.CC / MASSIMO BANZI Un fab lab è un laboratorio di produzione artigianale, dove macchine digitali fabbricano “quasi tutto”, lavorando su diverse scale e materiali. È ideale per realizzare manufatti in piccole quantità, molto personalizzati: l’opposto della produzione di massa. In tutto il mondo ce ne sono poche decine. Il primo in Italia è qui dentro. www.fablabitalia.it LAB 06 MATERIOTECA A CURA DI MATERIAL CONNEXION La “biblioteca” di Material ConneXion Milano raccoglie una selezione di più di 4.500 materiali e processi innovativi provenienti da tutto il mondo. Uno sguardo su tutto ciò che sta trasformando le possibilità e i modi di costruire in Italia, immaginando i futuri usi delle soluzioni più innovative in edilizia, architettura e interni. www.materialconnexion.it Gli Ologrammi di Stazione Futuro Le testimonianze degli otto esperti scelti da Stazione Futuro per le loro visioni raccontate sotto forma di ologramma, hanno un denominatore comune che riflette la filosofia della mostra: pensare al plurale. Irene Tinagli, docente di economia all’Università di Madrid, sostiene che oggi i giovani devono avere il coraggio di investire in se stessi e nel proprio talento. Come? Viaggiando e imparando non solo lungo i percorsi tradizionali, ma confrontandosi con tutto ciò che porta a conoscere quello che succede nel mondo. Perché soltanto confrontando le esperienze e scambiando le conoscenze con i loro coetanei indiani, cinesi, americani, saranno pronti ad affrontare lo scenario globale. Lo ribadisce un’altra economista, Loretta Napoleoni che teorizza, insieme alla nascita della “generazione Millenium”, anche quella dell’economia partecipativa. Secondo Loretta Napoleoni infatti, i giovani si sono trasformati da consumatori in produttori. Riappropriandosi dei mezzi di produzione, possono possedere ciò che altrimenti non avrebbero. Le nuovissime forme di condivisione – il car sharing, il couch sharing- non solo li rendono più felici, ma fanno bene al pianeta perché si consuma meno e si ricicla di più. Il riciclo è uno dei grandi temi declinati da Stazione Futuro. Lo sostiene Luca Molinari, curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia 2010, che accanto alla costruzione di case pensate per essere vissute insieme agli altri, condividendo energia elettrica, beni di consumo alimentari, risorse, necessità e servizi, immagina “riciclerie” dove portare materiali che verranno usati da altri, lavanderie comuni, mense di piccole comunità, luoghi in cui trovarsi e condividere risorse e patrimoni comuni: non consumare un metro quadro di territorio in più è un imperativo per l’architettura di domani! Il tema della casa porta direttamente a quello della città del futuro, dove secondo Carlo Ratti, ingegnere al Mit di Boston, grazie alla combinazione di digitale e nuove tecnologie è possibile generare, città più funzionali e più vivibili. E poiché oggi tutto è connesso, il problema del territorio investe direttamente quello della produzione del cibo: qui la scommessa per il futuro è aumentare la produzione per sfamare il pianeta senza far crescere i suoli coltivati, ma anzi, diminuendo l’utilizzo di prodotti chimici e il consumo dell’acqua. Per fare questo, suggerisce la genetista Chiara Tonelli, dobbiamo biofortificare le pianete, ma anche modificare le nostre abitudini di vita alimentandoci di più con frutta e verdura, non solo per la nostra salute ma anche per quella del pianeta. La salute è al centro delle nostre vite. Oggi grazie alla tecnologia internet è possibile collegare laboratori in tutto il mondo, permettendo agli scienziati di lavorare come se si trovassero nello stesso spazio fisico. Ed è questa nuova condizione di “telepresenza” che, spiega Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute di Miami, favorirà lo scambio di esperienze e ricerche per curare le più gravi patologie umane, rendendoci più dolce la vita. Dobbiamo investire in scienza, innovazione e tecnologia. Lo afferma Leonardo Maugeri, presidente di Petrolchimica di Eni, insistendo sul fatto che la rivoluzione tecnologica ci porterà a vincere la sfida dell’energia: diventeremo più efficienti consumando meno. Tra le grandi scommesse dell’uomo c’è anche la conquista e dello spazio. L’Italia partecipa alla grande sfida del prossimo decennio: la conquista di Marte, dove per l’astrofisico Giovanni Bignami, scopritore della stella Geminga, sono forse nascoste le tracce delle nostre origini. Di fronte a queste articolate e personali visioni di futuro, torna in mente la frase di Edgar Morin. Il genere umano possiede in sé risorse inesauribili, tanto di indurci a pensare a conclusione di questo primo decennio di Terzo Millennio, che siamo davvero, tutti quanti, cittadini di un’unica Terra. Giovanni Bignami Astrofisico allo Iuss, accademico dei Lincei e accademico di Francia, è presidente italiano del Cospar, Comitato mondiale della Ricerca spaziale. Tra i suoi libri L’esplorazione dello spazio, Il Mulino e il recente I marziani siamo noi, Zanichelli. Leonardo Maugeri Presidente di Petrolchimica di Eni, membro dell’Energy Board del Mit di Boston, è stato per dieci anni capo delle strategie dell’Eni. E’ autore di numerosi libri sull’energia tra cui Con tutta l’energia possibile, Sperling & Kupfer. Luca Molinari Insegna Storia dell’Architettura contemporanea alla Seconda Università di Napoli. Ha curato il padiglione Italia alla Biennale Architettura Venezia 2010. Loretta Napoleoni Economista, tra i massimi esperti di terrorismo internazionale. Consulente per la Bbc e la Cnn, è editorialista per “El Pais”, “Le Monde”, “The Guardian”. Tra i suoi libri più recenti, Economia canaglia, Il Saggiatore Carlo Ratti Architetto e ingegnere, è professore al MIT di Boston dove dirige il Centro Sensible City Lab. Recentemente ha ideato The Cloud, una struttura di bolle plastiche trasparenti che fluttuerà nel cielo di Londra durante le Olimpiadi del 2012. Camillo Ricordi Professore di Chirurgia e Ingegneria Biomedica all’Università di Miami dove dirige il Diabetes Research Institute di trapianti cellulari. Ha inventato la “Ricordi Chamber” che separa le isole del pancreas senza distruggerne le cellule. Irene Tinagli Editorialista per “La Stampa”, insegna Economia delle Imprese all’Università Carlos III di Madrid e si occupa di innovazione, creatività e sviluppo economico. Ha lavorato con Richard Florida all’Università Carnegie Mellon di Pittsburgh. E’ autrice del volume Talento da svendere, Einaudi. Chiara Tonelli Professore di Genetica all’Università di Milano dove dirige il Laboratorio di Genetica Molacolare delle Piante. E’ membro dell’Epso (European Plant Science Organisation) e segretario generale della Conferenza mondiale sul Futuro della Sciente. Autrice con Umberto Veronesi di Che cosa sono gli organismi geneticamente modificati, Sperling e con Edoardo Boncinelli di Dal moscerino all’uomo, Sperling. La pubblicità che verrà. E se alcuni degli oggetti in mostra fossero in vendita? Come sarebbe la pubblicità dei robot che aiutano a vivere meglio? E un manifesto dedicato alla pillola che ringiovanisce le cellule, cosa dovrebbe dire alle persone? E’ partita da una provocazione del curatore Riccardo Luna la sfida che è stata raccolta da Paolo Iabichino (direttore creativo in Ogilvy Italia) e dall’illustratore Michele Graffieti, per portare in Stazione Futuro una visione iperbolica e surreale del linguaggio pubblicitario. Una suggestione pop, dove le citazioni anni ’50 del boom economico fanno il verso all’euforia da social network che impazza nei nostri giorni. Undici manifesti di grandi dimensioni pubblicizzano alcuni degli oggetti, dei prototipi e delle visioni ospitati dalla mostra, contaminando passato e presente, per offrire una visione quasi paradossale del futuro. Un divertissement che colora il percorso espositivo lanciando messaggi improbabili, ma costruiti seguendo le buone regole della pubblicità di sempre. Perché in fondo l’advertising continua ad avere un ruolo importante nella formazione dell’immaginario collettivo. E allora, senza prendersi troppo sul serio, Stazione Futuro ha voluto rendere omaggio a questa forma di comunicazione che oggi come ieri e (forse) anche domani continuerà a svolgere la sua funzione. I manifesti di Iabichino e Graffieti vogliono avvicinare gli spettatori ai contenuti della mostra Stazione Futuro, perché la pubblicità usa un linguaggio ecumenico, comprensibile da grandi e piccini, perché il futuro che viene messo in scena appartiene al quotidiano di ciascuno ed è qualcosa che può tranquillamente essere decodificato anche attraverso la pubblicità. A conclusione del percorso, un grande manifesto celebra l’iniziativa voluta da Working Capital di Telecom Italia e dal Premio Nazionale dell’Innovazione reinterpretanto la campagna firmata da Ogilvy Italia che chiama a raccolta “I nuovi Mille” per rifare l’Italia. Quasi un affresco post-moderno per un nuovo risorgimento che vuole dare al Paese un nuovo stimolo per continuare a credere nella creatività e nelle idee per rilanciare il futuro dell’Italia. E in fondo la creatività e le idee sono da sempre l’ingrediente fondamentale della pubblicità. Anche di quella che verrà. ! ! ! ! ! "#!$%&'!()"!*"##)+!,%'-"./!012"$1#!3!2')*"%!.14"%.1#)!!"..%514"%.)!6788! ! Prende il via dagli spazi di “Stazione Futuro” il Tour dei Mille, il percorso che nel corso del 2011 raccoglierà le migliori idee per rilanciare l'innovazione sul territorio nazionale, fare ricerca e impresa e riscrivere il futuro del Paese. L’iniziativa prende le mosse dal progetto Working Capital, lanciato nel 2009 da Telecom Italia con l’obiettivo di far nascere e sostenere l’impresa giovanile basata sulla rete e sulle nuove tecnologie. Per questa edizione, collaborano al fianco di Telecom Italia anche Comitato Italia 150 – Esperienza Italia, PNICube – Premio Nazionale dell’Innovazione, Intesa Sanpaolo, Regione Piemonte, Fondazione CRT, oltre a Wired e Quantica. Il Tour dei Mille parte da Torino il 18 marzo e percorrerà la Penisola, facendo tappa a Palermo, Napoli, Firenze, Trieste e Milano, alla scoperta dei nuovi eroi che, armati di idee imprenditoriali, si sfideranno per ottenere la vittoria finale celebrata a Torino, nel primo Parlamento della storia italiana, con la nascita di un ideale governo dei più promettenti nativi digitali. L’iniziativa si rivolge a quattro aree di business - Internet Web e ICT, Green (tecnologie ecosostenibili), Bio & Nano (bio-lifecare e nanotecnologie) e Social Innovation (iniziative che promuovono l’innovazione sociale) - e prevede due percorsi specifici a seconda del grado di avanzamento dei progetti proposti: • “Grant” - rivolto a supportare con contratti di ricerca le business idea di imprenditori, studenti, ricercatori e inventori; • “Seed” - rivolto a imprenditori, startup e spin-off universitari già costituiti o in via di costituzione. Le proposte saranno raccolte fino a inizio luglio sul sito www.workingcapital.telecomitalia.it dove sarà sufficiente registrarsi e seguire le indicazioni per partecipare gratuitamente alla business competition. "$1#"1.!9)99"%.9!:!"#!$;".-!$1.-!9&#!<&$&'%!()##="$1#"1!2'%*%99%!(1! $)#)0%*!"$1#"1! ! Nel cuore di “Stazione Futuro” si svolgeranno anche gli incontri Italian Sessions, il think tank che si propone di favorire la riflessione sui diversi aspetti del futuro dell’Italia con il contributo di famosi intellettuali, ricercatori, artisti, giornalisti e uomini d’azienda. Proseguendo nel percorso già tracciato negli ultimi due anni dalle Venice Sessions, che hanno riunito all’interno del Telecom Italia Future Centre personaggi di fama nazionale e internazionale, le Italian Sessions accompagneranno quest’anno di celebrazioni attraverso un ciclo di cinque eventi che prenderanno il via il 5 maggio. Ospite d’onore del primo appuntamento lo scrittore Alessandro Baricco, autore del famoso libro “I barbari. Saggio sulla mutazione” da cui partirà una stimolante riflessione sulle dinamiche culturali e generazionali che attraversano la nascita di un’Italia digitale. $>?>@AB!"CD?ED! &FFE@EA!9CDBGD! +39 06 3688 2610 http://www.telecomitalia.com/media ! ! ! ! ! "#$#%&'!(")$()!*+&"),&-(.")!/(!0.")1(&-#!23"3+&4!53(!.(!+(26!$7(")$()8! ! Telecom Italia è m ain partner di “Stazione Futuro. Qui si rifà l’Italia”, la mostra in programma presso le Officine Grandi Riparazioni dal 17 marzo al 20 novembre, e sarà protagonista dello spazio espositivo con il Telecom Italia Future Lab, un percorso interattivo in cui sarà possibile scoprire la casa del futuro, e con una installazione che permetterà di toccare con mano le potenzialità della rete mobile di ultima generazione LTE, la cui sperimentazione è stata avviata proprio nella città di Torino. In particolare, entrando nel Telecom Italia Future Lab i visitatori si immergeranno in un ambiente interattivo che assumerà l’aspetto di una vera e propria casa del futuro, personalizzata sulla base delle abitudini e lo stile di vita che ciascuno potrà scegliere grazie al touch screen posto al centro della sala. Una cucina, un soggiorno, uno studio e una stanza da bagno che si materializzeranno sotto gli occhi dei visitatori, scoprendo elettrodomestici intelligenti e soluzioni tecnologiche avanzate che racconteranno i modi in cui la domotica cambierà presto la vita quotidiana, razionalizzando e riducendo i consumi di energia elettrica. Lo spazio dedicato alla tecnologia LTE (Long term evolution) presenterà invece la rete ultrabroadband mobile di quarta generazione, che consentendo la trasmissione di dati con una velocità fino a 140 Mbps per cella permetterà di usufruire anche in mobilità di servizi di nuova generazione. I visitatori saranno chiamati a partecipare alla registrazione live di un brano musicale che sarà eseguito da quattro musicisti che si troveranno in diversi punti della città ma saranno collegati tra di loro proprio grazie alla tecnologia LTE. Un batterista in Piazza Castello, un chitarrista su un tram, un cantante nella sua camera e un quarto musicista in giro per il centro della città registreranno il loro brano proprio come se si trovassero tutti contemporaneamente in un’unica sala prove, mentre il pubblico potrà interagire componendo o scomponendo la partitura, visualizzando o escludendo uno o più componenti della band. "9:9;<=!(>?:@?! 3AA@;@<!.>?=B?! +39 06 3688 2610 http://www.telecomitalia.com/media ESPERIENZA ITALIA Torino e il Piemonte nel 2011 saranno il palcoscenico del passato, del presente e del futuro del Paese in un grande evento realizzato in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Torino e il Piemonte presentano Esperienza Italia, il grande appuntamento dedicato all’Italia e alle sue eccellenze, in occasione del 150° anniversario dell’Unità del Paese. Capolavori artistici, creatività, innovazione, moda, qualità della vita, storia, cibo, paesaggio: dal 17 marzo 2011 tutto ciò che l’Italia ha di meglio da offrire al mondo sarà raccontato sul palcoscenico di Torino e del Piemonte. In programma un calendario fitto di mostre, eventi, manifestazioni sportive, spettacoli, concerti, conferenze, che saranno anche un’opportunità per riflettere sul processo di unificazione e di costruzione dell’identità italiana, guardando al futuro del Paese. Esperienza Italia, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, avrà due grandi cuori pulsanti, in due luoghi straordinari: le Officine Grandi Riparazioni e La Venaria Reale. Le prime, a pochi passi dal centro storico di Torino, diventeranno l’Officina d’Italia: un laboratorio dove ricostruire il passato e dove potersi proiettare nel futuro. Parallelamente, a Venaria Reale, a pochi chilometri da Torino, il maestoso complesso barocco sarà la Reggia d’Italia, il palcoscenico delle eccellenze italiane nel mondo. LE PRINCIPALI MOSTRE Fare gli italiani. 150 anni di storia nazionale Officine Grandi Riparazioni, dal 17 marzo al 20 novembre 2011 La mostra, curata da Walter Barberis e da Giovanni De Luna, racconta la storia dell’Italia dall’Unità nazionale a oggi: non una successione di avvenimenti, ma una storia di persone. I protagonisti sono gli italiani, considerati nella loro diversità e raccontati in tutte quelle fasi che li hanno visti unirsi in un sentimento di comune appartenenza. Queste tappe fanno parte di un percorso lungo 150 anni durante il quale “siamo diventati italiani”. Per raccontare questo secolo e mezzo di storia unitaria in modo critico, la mostra mette in scena i principali elementi che hanno tenuto insieme gli Italiani e i fattori che, viceversa, hanno mantenuto o alimentato le divisioni, rappresentandoli attraverso una pluralità di narrazioni e di linguaggi. L’allestimento multimediale, creativo e tecnologico invita il visitatore a scegliere i propri percorsi e ad esplorarli in modo interattivo, lungo due direttrici che corrono parallele: “La Corrente” e “Le isole tematiche”. Stazione futuro. Qui si rifà l’Italia Officine Grandi Riparazioni, dal 17 marzo al 20 novembre 2011 Nei prossimi dieci anni in Italia cambierà tutto. L'avvento dalla banda larga (ultra larga nelle grandi città) aprirà la strada alla telepresenza, alla telemedicina ed eliminando le scartoffie della burocrazia. Saremo tutti connessi, per condividere conoscenze, fare ricerca, lanciare imprese, fare innovazione. La Rete renderà più forti gli innovatori e potrà essere la scintilla di una nuova rivoluzione industriale. Le auto saranno elettriche, le case produrranno l'energia pulita che consumano, le malattie saranno fermate al primo insorgere, grazie a macchine sofisticatissime. Non è fantascienza. Quei progetti ci sono già. Stazione Futuro, curata da Riccardo Luna, è la mostra che ci racconterà l’Italia degli anni a venire, con un percorso espositivo suddiviso in aree tematiche - che a loro volta rappresentano i perni del cambiamento locale e globale futuro - e con una molteplicità di linguaggi. Il futuro nelle mani. Artieri domani Officine Grandi Riparazioni, dal 17 marzo al 20 novembre 2011 L’artigianato, negli ultimi decenni, ha visto un lento declino, diventando, da punto di forza e grande eccellenza del Paese, un’esperienza residuale. Oggi, con i cambiamenti dei modelli di lavoro, l’artigianato si sta invece di nuovo trasformando in un’interessante prospettiva per i giovani. La mostra, curata da Enzo Biffi Gentili e articolata in tre sezioni, propone appunto questo tema: l’opportunità e la necessità del rilancio di un nuovo artigianato, metropolitano e anche “metalmeccanico. E lo fa innanzitutto attraverso l’installazione temporanea di Nuove Officine, in cui saranno esposti i progetti e i prodotti di artieri di chiara fama. La seconda sezione, invece, Il tunnel treno fantasma, sarà dedicata a quella particolare forma di artigianato sofisticato oggi rappresentato dal “lavoro digitale”. Infine, sarà allestita la Galleria delle botteghe, un “arts and crafts supermarket” occupato a rotazione dall’”eccellenza dell’eccellenza artigiana” italiana. La bella Italia. Arte e identità delle città capitali Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria, dal 17 marzo all’11 settembre 2011 Torino, Firenze, Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Parma, Modena, Napoli e Palermo: ognuna delle principali “capitali culturali” preunitarie è stata ed è in diverso modo rappresentativa dei differenti destini e delle particolari identità delle corti e delle città italiane. La mostra, allestita alle Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria e curata da Antonio Paolucci, vuole dare immagine alle Italie che la Storia chiamò a diventare Italia. Oltre 350 opere d’arte provenienti dai musei d’Italia, del mondo, nonché da collezioni private, racconteranno l’identità di queste città, viste da grandi artisti come Giotto, Beato Angelico, Donatello, Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, Correggio, Bronzino, Tiziano, Veronese, Rubens, Tiepolo, Canova, Hayez, Bernini, Parmigianino, Velazquez e tanti altri. Dal percorso emerge e si afferma il profilo di un’arte e di uno stile italiano. Moda in Italia. 150 anni di eleganza Sale delle Arti delle Arti della Reggia di Venaria, dal 23 luglio all'11 dicembre 2011 La mostra racconta la storia della moda in Italia dall’Unità ai giorni nostri, con uno sguardo finale rivolto al futuro e con un allestimento che ricorrerà a un insieme di apparati visivi e sonori in costante dialogo con gli abiti esposti. Il nucleo principale dell’esposizione sarà costituito dagli abiti della prestigiosa collezione della Sartoria teatrale Tirelli. Per l’ultimo cinquantennio, ad essi s’aggiungeranno abiti realizzati dai principali stilisti italiani contemporanei. La direzione artistica della mostra è affidata alla costumista Gabriella Pescucci, Premio Oscar nel 1994, che si occuperà principalmente della prima sezione, e alla giornalista Franca Sozzani, direttrice dal 1988 di Vogue Italia, che seguirà invece la scelta e la raccolta degli abiti della seconda. Leonardo. Il genio, il mito Scuderie Juvarriane della Reggia di Venaria, dal 22 ottobre 2011 all'8 gennaio 2012 Il genio multiforme di Leonardo è raccontato attraverso il tema della sua rappresentazione nella storia dell’arte, tra ritratto naturale e raffigurazione ufficiale. La mostra espone uno dei capolavori delle collezioni sabaude: l’Autoritratto, notissimo disegno a sanguigna conservato alla Biblioteca Reale di Torino. Intorno all’opera, nota in tutto il mondo per il suo valore artistico e per i tanti significati che le sono stati attribuiti, altri disegni di Leonardo incentrati sul tema del volto umano, costituiranno uno scenografico allestimento per ripercorrere la straordinaria figura dei più grandi italiani di tutti i tempi. Potager Royal. Orti e frutteti nei Giardini della Reggia Giardini della Reggia di Venaria, dal 16 aprile 2011 Nel Parco Basso dei nuovi Giardini della Reggia sorgerà per le celebrazioni del 2011 il più grande Potager d’Italia, in un’area di circa 10 ettari localizzata nei pressi della Cascina Medici del Vascello. Qui nel ‘600 e ‘700 si estendevano parte dei Giardini, mentre nel corso dell’800 il medesimo spazio era utilizzato per coltivazioni estensive da parte dell’Azienda Agricola della Real Casa. Il progetto di rifacimento, ispirato all’antico disegno, presenta una forma quadrata, con aree coltivate, vasche, fontane, spalliere di alberi da frutto e pergole su cui cresceranno fioriture e ortaggi. Un ambiente perfetto per presentare e valorizzare la biodiversità e il patrimonio enogastronomico che distinguono la produzione e la cucina italiane, cui saranno dedicati percorsi didattici, laboratori tematici e molte altre attività. Cene regali Galleria Grande della Reggia di Venaria, da marzo a novembre 2011 Da aprile a novembre 2011, con cadenza mensile e al costo di 60,00 euro, si può completare questo eccezionale viaggio nell’enogastronomia gustando alle Cene Regali i piatti tipici delle cucine regionali italiane, preparati da grandi chef nella straordinaria cornice della Galleria Grande; oppure facendo shopping nel mercato delle eccellenze enogastronomiche allestito negli spazi della Reggia (le cene sono previste di venerdì, il mercato il sabato e la domenica che seguono). Con le Cene Regali la Reggia rende omaggio all’alta cucina italiana e ai suoi protagonisti: i grandi chef che contribuiscono a rendere la ristorazione del nostro Paese tra le migliori al mondo. Sono loro, infatti, ad accogliere visitatori ed appassionati gourmet nel corso di dieci serate, ciascuna dedicata ad una regione d’Italia TORINO E IL PIEMONTE: UN TERRITORIO RINNOVATO Per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, Torino e il Piemonte hanno in programma molte altre sorprese e novità: la riapertura di palazzi storici e monumenti restaurati e riportati allo splendore originario, l’inaugurazione di nuovi allestimenti museali, la messa a disposizione di grandi aree verdi e la valorizzazione dei luoghi che hanno fatto da cornice al processo risorgimentale e agli ultimi 150 anni di storia del Paese. Riapriranno il Museo del Risorgimento e il Museo dell’Automobile completamente rinnovati. Verrà ricostruito il Salone del primo Senato italiano presso Palazzo Madama, dove verrà inaugurato anche il nuovo MuseoTorino. Grazie ai finanziamenti dell’Unità Tecnica di Missione, nel capoluogo sarà realizzato il nuovo Parco Dora e a Novara terminerà la ristrutturazione del Broletto. La Provincia di Torino, inoltre, organizzerà undici itinerari per riscoprire il Risorgimento sul proprio territorio attraverso edifici pubblici e privati, lapidi, iscrizioni, cimeli, strade e piazze di avvenimenti importanti. I GRANDI APPUNTAMENTI DEL 2011 Nei nove mesi di Esperienza Italia, a Torino e in Piemonte va in scena un cartellone unico e prestigioso di eventi culturali, dedicato all’Italia e al suo 150°: spettacoli teatrali, opere, concerti di musica classica e contemporanea, festival, rassegne cinematografiche, mostre e convegni. Nel corso dell’anno, inoltre, sono previsti eventi sportivi di grande popolarità e prestigio, dalla partenza del Giro d’Italia ad alcune importanti competizioni internazionali: i Campionati europei di tuffi, la Coppa del mondo di fioretto femminile, i Campionati del mondo di tiro con l’arco, i Campionati Nazionali Universitari Estivi e i Campionati italiani assoluti di atletica leggera. A partire dalla primavera, poi, Torino accoglierà anche i principali raduni delle associazioni delle Forze Armate: i Granatieri di Sardegna, gli Alpini, l’Arma di Cavalleria, l’Aeronautica, i Bersaglieri, Assoarma, i Carabinieri, i Vigili del fuoco, la Sanità Militare e l’International Police Association. SPAZIO SCUOLE Esperienza Italia si rivolge anche e soprattutto ai giovani. All’interno delle Officine Grandi riparazioni sarà realizzato lo SPAZIO SCUOLE, un’area di 2.000 metri quadrati appositamente pensata per le scuole, in cui i ragazzi di tutta Italia potranno incontrarsi e confrontarsi, portando i risultati del lavoro realizzato negli anni precedenti o partecipando alle presentazioni o ai laboratori proposti. Oltre allo Spazio scuole, alla Reggia di Venaria i Servizi educativi organizzano laboratori e visite tematiche per le scuole di ogni ordine e grado sulle tematiche delle singole mostre e sulla Reggia e i Giardini in generale. GLI SPONSOR DI ESPERIENZA ITALIA Main Partner: Intesa Sanpaolo; Telecom Italia; Fiat Partner: TNT Express Italy; Ferrovie dello Stato, Ferrero, Lavazza; Alleanza Toro, CoopMedia Partner: Seat Pagine Gialle Official Travel Organizer: Alpitour World Materiale fotografico e video disponibile all’indirizzo: www.italia150.it/areaftp.html (Ottimizzato per explorer 7.x e 8.x) Host: italia150.exavault.com utente: stampa pass: italia150_11 Per saperne di più: www.italia150.it www.lavenaria.it www.officinegrandiriparazioni.it Per informazioni al pubblico e prenotazioni: 011 4992333 Comitato Italia 150 Corso Vinzaglio, 17 - 10121 Torino - Italy T +39 011 5539600 E [email protected] W www.italia150.it Ufficio Stampa E [email protected] T + 39 011 5539624/606/630