Scrivere un articolo di
giornale
L’articolo di giornale in classe
• Non dare niente per scontato
• Preparare il terreno
Di cosa stiamo parlando?
Il commento (editoriale,
articolo d’opinione, corsivo,
rubrica)
Lavorare sulla prima pagina di un
quotidiano e su commenti e
rubriche di settimanali e periodici
Il commento è un articolo completamente
diverso da quello che riporta una notizia.
Quest’ultimo si limita a riferire i fatti. Il
commento, invece, manifesta in modo
esplicito le opinioni del giornalista. Anzi
di solito non contiene altro: non
ricostruisce nei dettagli l’avvenimento. Vi
fa riferimento, ma senza preoccuparsi di
spiegarlo individuando le cinque W.
Esistono diversi tipi di commento:
• L’editoriale: pubblicato nella prima colonna a
sinistra della prima pagina dei quotidiani,
esprime la linea del giornale, il suo pensiero di
fondo. Un tempo non veniva firmato, ora
porta la firma dei direttori o di giornalisti
autorevoli. L’opinione che esprime è quella del
quotidiano.
• L’articolo di opinione: il commento non
viene firmato da un giornalista del
quotidiano, ma da una personalità
esterna, esperta, non necessariamente
un giornalista. Può essere uno scrittore,
un filosofo, un politico, uno scienziato, un
economista. Il commento in questo caso
non compromette il quotidiano, ma
rappresenta un’opinione che il
quotidiano pubblica come contributo a
un dibattito.
• Il corsivo: a volte è riconoscibile proprio
dal carattere di stampa, il corsivo
appunto. A livello di contenuti appare
spesso polemico, più brioso degli altri
commenti. Spesso viene pubblicato a lato
dell’articolo che riporta la notizia
dell’avvenimento, in modo da distinguere
in modo netto la notizia dall’opinione.
• La rubrica: può contenere un commento. E’
affidata a un opinionista autorevole,
costituisce un appuntamento fisso che
fidelizza il lettore. Costituisce un commento
personale di chi scrive e non la posizione del
giornale. Si distingue però dall’articolo di
opinione perché è periodica, riproposta ad
appuntamenti fissi. Ma si distingue pure dal
corsivo perché può essere svincolata da un
avvenimento per costituire una libera
riflessione che trova spunto in un episodio
personale, una frase , un ricordo, come
pretesto per una considerazione generale.
Si tratta comunque di un testo
argomentativo
Il cassetto degli attrezzi:
• Uso dei connettivi
• Coerenza e coesione del testo
• I registri linguistici
L’importanza dei modelli
• Leggere per imparare a scrivere
• Leggere e smontare
• Scrivere un articolo alla maniera di…
(proposta operativa)
Leggere articoli per imparare a
scriverli
Imparare a scrivere significa innanzitutto
imparare a leggere, come per imparare a
cantare non bastano le tecniche, ma si
ascoltano e si studiano le canzoni, per
dipingere e scolpire si guardano e si
studiano le opere d’arte.
Perché i ragazzi imparino a scrivere …
• … bisogna allenarli a leggere di tutto: libri,
articoli, lettere, manifesti, fumetti, slogan,
documenti. Il tutto con l’intenzione di imitare.
• La lingua scritta non è una semplice
trascrizione del parlato: si tratta di un’altra
lingua, che si impara solo da ciò che è scritto.
E se non leggono?
Se si lega l’attività di lettura al
laboratorio di scrittura le cose
cambiano. Si legge per scrivere, per
imparare parole nuove, per scrivere
bene, perché è bello, per osservare
una struttura che funziona e provare
a riprodurla.
Scegliere i modelli adatti
• Articoli che mettano i ragazzi di fronte ad
esperienze di vita simili alle loro o riguardanti
temi di loro interesse (il sogno)
• Articoli che sappiano parlare ai ragazzi
• Articoli scritti in una lingua significativa:
fantasiosa o piana ma mai anonima
• Articoli avvincenti, coinvolgenti
Leggere e smontare
E’ importante abituare i ragazzi a
riconoscere la struttura di un articolo
come quella di qualunque altro testo.
• L’attacco (incipit, cappello, lead)
• Il corpo centrale (occhio alla struttura!) Dividi
l’argomentazione in paragrafi, curando gli
elementi di connessione (del resto, eppure,
ma, infatti, di conseguenza…), senza
esagerare, in modo da dare coesione al tuo
articolo.
• Ogni 10 righe metti un capoverso per non
costringere il lettore all’ apnea. Usa il
capoverso proprio per dare ritmo alla lettura.
• La conclusione
L’attacco
• Attacco enunciativo: è il più freddo ma anche
quello più completo
• Attacco descrittivo: di grande impatto
• L’attacco dichiarativo: si parte da una
dichiarazione-citazione
• L’attacco interrogativo: tecnica giornalistica
che permette di proporre riflessioni e
previsioni
Ancora sulla conclusione
•
•
•
•
Finale aperto
Conclusione-sintesi
Finale a effetto
Chiusura col punto interrogativo
• Non inserire informazioni fondamentali alla
fine: la piramide rovesciata.
• Finale aperto: senza offrire un giudizio
conclusivo fornisce al lettore ulteriori elementi
di riflessione
• La presa di posizione
• Conclusione-sintesi: tira le somme rispetto ai
contenuti del testo
• Conclusione ad effetto: aneddoto, storia o
immagine che stimolino la fantasia del lettore
• Chiusura con una domanda diretta o indiretta
per prolungare il dibattito
Cosa mettere in evidenza mentre si
legge e si smonta il testo
• La struttura
• La punteggiatura ( la struttura visibile di un
testo è la punteggiatura. )
• Il linguaggio: la scelta del registro, l’uso delle
parole.
La scrittura giornalistica
Ritmo e rapidità del montaggio
• Michelangelo sosteneva che una scultura diventa un
capolavoro “per forza di levare”. Anche quando
scriviamo è fondamentale saper togliere il superfluo.
Scrivere è scegliere e rinunciare.
• Chi scrive di solito procede al contrario: butta sulla
pagina tutto quello che gli passa per la mente, dilata
all’inverosimile fatti minimi, aggiunge particolari
insignificanti.
• Nella fase di montaggio, ossia di
assemblaggio di un testo, la sottrazione è
quasi sempre necessaria.
• La selezione dei materiale giusti in un
articolo o in un racconto, proprio come
nel montaggio cinematografico, avviene
spesso alla fine: prima si registra una
massa di situazioni, impressioni, dati, poi
si utilizzano quelli più pertinenti e si
scartano gli altri.
Come si può ottenere uno stile rapido
e conciso?
• Per prima cosa facendo attenzione a non
appesantire la propria prosa: è importante curare
la scelta delle singole parole, la costruzione dei
periodi, le ripetizioni.
• Evitare per esempio di usare troppo spesso lo
stesso giro di frase, basato sull’accostamento di
un gerundio a un passato remoto: “ Marco,
passeggiando, trovò un portafoglio …. Entrando
nel bar, si guardò intorno … Pensando a quello
che gli era successo, decide che … “
In cerca di stile
• Variare la struttura delle frasi
• Prediligere uno stile conciso
In cerca di stile
• Per riflettere concretamente sulla rapidità e
scorrevolezza della scrittura è utile provare a
imitare stili diversi.
• E’ un esercizio consigliato da molti.
• Lo stesso Calvino in Se una notte d’inverno un
viaggiatore raccoglie dieci inizi di romanzi
molto diversi tra loro partendo da una stessa
immagine iniziale, quella di un uomo che si
trova a viaggiare in pieno inverno.
Esercizi di stile di Raymond Quenau
• Il banale episodio di un uomo che sale su un
autobus viene raccontato per 99 volte con un
linguaggio sempre diverso
• Esercizio: provare a scrivere un articolo breve
usando prima uno stile succinto e poi uno
ridondante.
E’ consigliabile usare:
• Frasi non troppe lunghe alternate a frasi brevi,
senza subordinate e con le coordinate per
asindeto (virgole, due punti.)
• Può essere efficace lo stile nominale (che
rinunci in parte all’uso dei verbi)
Per non perdere per strada il lettore
• Contenuti capaci di stimolare l’attenzione e un
ritmo mai basso
• Le frasi brevi rallentano il ritmo della lettura e
mettono in risalto in contenuto del pezzo che
arriva attraverso una sequenza di flash
puntuali, comprensibili e precisi. Le frasi
lunghe hanno invece l’ambizione di portare
con sé il lettore tutto d’un fiato: va bene
usarle, ma dosate e con cura.
E ancora….
• Parole di facile comprensione
• Uso sapiente della punteggiatura
• Un articolo va letto e riletto. Sempre. La
lettura ripetuta (tornare sul testo) aiuta ad
allontanarsi da quanto abbiamo scritto e a
individuare i passaggi inutili, ripetitivi, le frasi
in cui il discorso perde ritmo e forza.
Giornalisti da imitare: articoli con
un’anima
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Massimo Gramellini
Michele Serra
Indro Montanelli (editoriali chiusi in 50 righe)
Enzo Biagi (le sue 40 righe su Repubblica)
Gianni Brera (pubblicato in libri raccolta)
Dino Buzzati (Cronache terrestri)
Ma soprattutto … a ciascuno il suo
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