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GUIDA
alla cura del verde
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faticoso l’avviamento.
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e un solo motore con l’innovativo sistema 4-MIX che rispetta l’operatore e l’ambiente
grazie a ridotte emissioni
nocive nei gas di scarico e a
una minore rumorosità.
SOMMARIO
Caro lettore,
possiamo defi nire la GUIDA ALLA CURA DEL VERDE
che ha tra le mani una sorta di vademecum che in forma
di articoli semplici e ben illustrati fornisce consigli ed
indicazioni a chi si occupa di giardino e di orto. È quasi un manuale che, come una bussola, orienta il lettore
appassionato giardiniere e l’orticoltore, sia il provetto
che il neofita, nelle varie mansioni a cui si approccia nel
gestire il proprio angolo di verde.
4
La cura periodica del tappeto erboso
7
Le macchine e le attrezzature
per il taglio del prato
16
I principali interventi di potatura
20
Il tagliasiepe, strumento indispensabile
per modellare le siepi dei giardini
27
L’utilizzazione del compost nell’orto,
nel giardino e nel piccolo frutteto
30
Il biotrituratore per sminuzzare ramaglie
e fogliame destinati al compostaggio
La GUIDA risulta approfondita e affi dabile nelle sue
istruzioni poiché è il prodotto di una collaborazione –
proficua e utile anche per il lettore – tra due realtà all’apparenza molto diverse: da un lato il gruppo tedesco
STIHL (con la sua filiale italiana Andreas Stihl S.p.a.),
che opera nel campo della progettazione e della realizzazione di attrezzature per la gestione forestale e la cura del giardino e del paesaggio, e l’azienda austriaca
VIKING (controllata al 100% da STIHL), specializzata
nella cura del prato e del giardino; dall’altro le Edizioni L’Informatore Agrario, una casa editrice che da 67
anni opera nel settore dell’agricoltura e da 30 è al fianco anche dell’agricoltore amatoriale con la rivista mensile Vita in Campagna.
Consigli per iniziare col piede giusto
la coltivazione dell’orto
E proprio dalla testata Vita in Campagna sono tratti gli articoli di questa GUIDA, che si rivolge a coloro che
possiedono un piccolo pezzo di verde e vi dedicano il
tempo libero.
35
37
La coltivazione dell’orto: la valutazione
del terreno e la scelta degli ortaggi
37
La motozappa, una macchina polivalente
ideale per le piccole superfici
Negli articoli qui riportati troverete consigli per la
cura del tappeto erboso e il giardino, indicazioni per la
potatura, utili informazioni sul compost e il suo utilizzo
nell’orto, nel giardino e anche nel piccolo frutteto, consigli per come impostare ex novo un orto e descrizioni
molto dettagliate sulle attrezzature da impiegare e su come eseguire le varie operazioni.
TESTI A CURA DI
La cura periodica del tappeto erboso
Mese per mese i diversi lavori di manutenzione da svolgere per mantenere il prato del giardino
curato e in buona salute.
Altri lavori. Durante i mesi invernali evi-
GENNAIO-FEBBRAIO
Le specie da tappeto erboso utilizzate
in Italia appartengono per la quasi totalità al gruppo delle microterme, che
sono specie che sopportano bene le
basse temperature, come Lolium perenne, Agrostis stolonifera, Poa pratensis e
altre. La scelta di utilizzare specie microterme è dovuta in primo luogo alla
loro buona adattabilità alle rigide temperature dell’inverno.
Concimazione. Nei mesi invernali per i
tappeti erbosi realizzati con specie microterme sono necessari interventi di
concimazione di fine inverno.
Già a inizio inverno si era effettuata
una concimazione di mantenimento per
garantire una soddisfacente intensità di
colore al prato anche nei mesi freddi; la
concimazione tardo-invernale, invece, si
effettua pochi giorni prima della ripresa
vegetativa per fornire al terreno gli elementi nutritivi necessari a sostenere la
crescita primaverile del tappeto erboso.
Scelta non facile è il momento in cui
concimare, poiché di solito la ripresa vegetativa avviene nella prima decade di
marzo, ma non sono rari i casi in cui avviene in febbraio o nella seconda metà
di marzo.
Evitate perciò di anticipare troppo la
distribuzione del concime, poiché, in
condizioni termiche favorevoli, la disponibilità di elementi nutritivi se da un lato stimola la crescita dell’erba, con conseguente necessità di anticipare l’inizio
dei tagli, dall’altro rende più vulnerabile il tappeto erboso in caso di abbassamenti termici. Se invece le temperature
si mantengono basse per tutto febbraio,
1
2
3
Le specie da tappeto erboso utilizzate nel nostro
Paese appartengono, per la quasi totalità,
al gruppo delle microterme. Nella foto:
Lolium perenne (1), Agrostis stolonifera (2)
e Poa pratensis (3).
4
1
2
Due malattie del tappeto erboso: attaccato da
marciume rosa invernale (1) e da cerchio delle
streghe (2)
anticipare la concimazione può comportare la perdita dell’azoto per dilavamento, poiché la vegetazione, ancora in condizioni di riposo può utilizzarlo solo
parzialmente e, alla ripresa vegetativa,
bisognerà apportare ancora azoto per
compensare quello perduto. Vi consigliamo perciò di distribuire un concime
bilanciato e preferibilmente con azoto a
lenta cessione per limitare gli effetti negativi dovuti a una eventuale scelta errata dell’epoca di distribuzione.
IL TAGLIO MULCHING
Per migliorare l’estetica e lo stato di salute del prato, ottimi risultati si ottengono
utilizzando tosaerba per mulching, che permettono di lasciare sul terreno il materiale
tagliato. Molti sono i vantaggi:
• tappeto erboso più spesso e di un verde
più brillante;
• maggiore efficacia rispetto alla concimazione con fertilizzanti minerali, poiché le sostanze nutritive fornite dall’erba lasciata sul
terreno soddisfano i fabbisogni del prato;
• nel materiale di mulching le sostanze nutritive vengono liberate lentamente e in modo costante e omogeneo, risparmiando fertilizzante a vantaggio dell’ambiente e del
portafoglio;
• il taglio mulching riduce l’infeltrimento
del prato, favorendo una migliore crescita
dell’erba; infatti le infestanti e il muschio
non trovano spazio in un prato che dispone
di sostanze nutritive in abbondanza.
tate di calpestare il tappeto erboso, perché la pressione esercitata sulla vegetazione in condizioni di gelo può provocare la rottura delle foglie.
Nel periodo tardo-invernale, inoltre,
il tappeto erboso può essere interessato
dalla presenza di lombrichi le cui deiezioni formano cumuli di dimensioni anche notevoli che causano un danno estetico, in particolare quando vengono
schiacciati. Per limitare il danno intervenite “spazzolando” con una scopa metallica il cotico erboso prima di ogni intervento (taglio, concimazione ecc.) in
modo da frantumare i cumuli.
MARZO-APRILE
La ripresa vegetativa del prato avviene
solitamente alla fine di febbraio, ma la
velocità di crescita dell’erba aumenta a
partire dalla seconda metà di marzo e
raggiunge il massimo nei primi giorni
di maggio. Marzo e soprattutto aprile
garantiscono condizioni di temperatura
e disponibilità di acqua ottimali per la
crescita del tappeto erboso e in questi
mesi la vegetazione appare bella e vigorosa. Tuttavia in questo periodo occorre fare attenzione ed eventuali errori nella gestione del prato, spesso non
percepibili subito, ma si possono manifestare in seguito.
Taglio. Il lavoro più importante in questo periodo è il taglio, da cui dipendono
la qualità e la persistenza del tappeto erboso. Ecco le regole per una sua ottimale esecuzione: accertatevi prima di ogni
intervento che la lama del rasaerba sia
perfettamente affilata; mantenete costante l’altezza di taglio controllando
sempre la posizione del regolatore del
rasaerba; asportate l’erba tagliata; cambiate, a ogni taglio, il percorso e la direzione di avanzamento; tagliate l’erba
due volte la settimana dalla metà di marzo sino alla fine di aprile; non tagliate se
la vegetazione è bagnata o se il terreno è
molto umido.
Concimazione. All’inizio della stagio-
ne vegetativa vi consigliamo di effettuare un’attenta valutazione dello stato del
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LA CURA DEL TAPPETO ERBOSO
L’arieggiatura consiste nella scarificatura
del terreno e del tappeto erboso e si
effettua con apposite apparecchiature.
Un prato arieggiato con regolarità cresce
meglio, è più sano ed ha un aspetto migliore
tappeto erboso. Se appare in buono stato, limitatevi ad apportare a fine aprile
un buon concime composto.
Altri lavori. Se il tappeto erboso appare
molto fitto e con abbondante presenza di
feltro (superiore a 4-6 mm), procedete all’arieggiatura, detta anche “sfeltratura”, e
successivamente alla concimazione.
MAGGIO-GIUGNO
Con l’arrivo del caldo le specie microterme devono essere aiutate a superare
la scarsità d’acqua e le temperature
elevate.
Taglio. A partire dai primi giorni di mag-
gio sino alla seconda metà di agosto si
osserva una graduale riduzione della
crescita dell’erba. In questo periodo il
numero di giorni che devono intercorrore tra un taglio e il successivo può essere anche di 12-13.
Con il sopraggiungere del caldo si
consiglia di aumentare l’altezza di taglio: in questo modo si limita la diffusione delle infestanti estive, si proteggono dall’irraggiamento diretto e quindi
dal rischio di scottature gli organi basali (corone e stoloni) da cui si sviluppano
i nuovi fusti, si riduce l’evaporazione
dell’acqua dal terreno e soprattutto si favorisce l’approfondimento delle radici.
L’aumento dell’altezza di taglio si effettua quando le temperature massime raggiungono i 27-28 °C: si lascia crescere
la vegetazione sino al momento in cui le
foglie incominciano a piegarsi verso il
basso, quindi si misura l’altezza dell’erba e si provvede ad asportarne un terzo.
Questa altezza di taglio dovrà essere
mantenuta per l’intero periodo estivo.
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1 - Irrigate il prato solo se manifesta i
sintomi di sofferenza per scarsità d’acqua,
per rafforzare la vegetazione prima
dell’arrivo del grande caldo
Se il tappeto erboso dovesse essere
invaso da graminacee macroterme (per
esempio il “pabbio”), intervenite tempestivamente quando le piante sono ancora piccole con un diserbante. Ripetete
l’operazione anche 2-3 volte da giugno
ad agosto.
Concimazione. Alla metà di giugno distribuite azoto e potassio utilizzando un
concime a pronto effetto ed evitate la
somministrazione di concimi contenenti
anche fosforo.
Irrigazione. Prima dell’arrivo del gran-
de caldo, irrigate il tappeto erboso solo
quando le piante manifestano i sintomi
di sofferenza per scarsità d’acqua. L’uso
corretto dell’irrigazione abbinato all’aumento dell’altezza di taglio consentirà al tappeto erboso di superare facilmente i lunghi periodi di siccità (foto 1
qui sopra).
Altri lavori. Per limitare la presenza di
umidità localizzata, nelle aree con scarsa
capacità drenante effettuate delle “forconature” localizzate per favorire la percolazione dell’acqua. Nel caso non abbiate
provveduto a effettuare l’arieggiatura
(vedi figura in alto a sinistra) o la carotatura a inizio primavera, rimandate questo
intervento alla fine dell’estate (foto 2 qui
sopra).
LUGLIO-AGOSTO
2 - Nelle aree con scarsa capacità drenante
effettuate delle “forconature” localizzate
allo scopo di favorire la percolazione
dell’acqua in profondità
dono a quelli dei mesi primaverili e autunnali. Se perdurano per molti giorni
condizioni di temperatura elevata come
accade normalmente durante i mesi
estivi, la sopravvivenza del tappeto erboso diventa difficoltosa.
Poiché il buono stato del prato è fondamentale per superare il periodo avverso, è indispensabile che si presenti all’appuntamento con il grande caldo in
ottimo stato di salute, con un apparato
radicale ben sviluppato e senza la presenza di feltro.
Taglio. Nei mesi di luglio e agosto continuate a tagliare il tappeto erboso come nel bimestre precedente (a un’altezza superiore rispetto a quella a cui
normalmente si taglia il prato nei mesi
In questo periodo, a causa della perdita
di turgore, le foglie oppongono maggiore
resistenza al taglio; per evitare, quindi,
possibili lacerazioni (a sinistra) bisogna
assicurarsi che la
lama del rasaerba
sia perfettamente
lama
affilata (a destra).
SÌ
lama
NO
Le condizioni ottimali per la crescita
della maggior parte dei nostri tappeti
erbosi costituiti da specie appartenenti
al gruppo delle microterme si verificano quando la temperatura è compresa
tra i 15 e i 24 °C, valori che corrispon5
LA CURA DEL TAPPETO ERBOSO
deve spaventare e non vi deve indurre
alla distribuzione di altro fertilizzante.
Semina. Il mese di settembre è il pe-
riodo migliore per seminare o per le
eventuali trasemine e risemine nelle
aree diradate o danneggiate.
Altri lavori. A settembre, prima della
concimazione, se necessario effettuate
l’arieggiatura del manto erboso (vedi
figura nella pagina precedente) e in ottobre, per livellare la superficie del terreno, effettuate una o più rullature del
prato. In presenza di cumuli prodotti
dai lombrichi, prima della rullatura,
frantumate i cumuli con un rastrello a
denti metallici.
Dopo un’irrigazione verificate che anche le aree più marginali del prato siano state ben
inumidite. Si può inserire un cacciavite nel terreno: se oppone molta resistenza, bisogna
procedere a un’ulteriore distribuzione di acqua
più freschi) allo scopo di ombreggiare
il terreno, ridurre l’evaporazione dell’acqua, proteggere dalla luce diretta
gli organi di sopravvivenza dell’erba
(corona e stoloni) e consentire di produrre «energia» da destinare alla formazione di nuove radici.
Per evitare possibili lacerazioni delle foglie che in questo periodo perdono turgore, la lama del rasaerba deve
essere perfettamente affilata; fate anche in modo che durante il taglio la velocità di avanzamento non sia troppo
elevata.
Irrigazione. In questo bimestre l’irrigazione è indispensabile. L’acqua si deve
somministrare al mattino presto e in assenza di vento, distribuendo elevati volumi (30-35 mm) a intervalli di tempo
lunghi anche 5-7 giorni. Sono sconsigliate le irrigazioni nelle ore serali e
nelle ore centrali della giornata, le prime perché favoriscono la diffusione di
malattie fungine (la vegetazione rimane umida per molte ore), le seconde
perché comportano uno spreco d’acqua
a causa dell’elevata evaporazione durante le ore più calde. Per facilitare
l’infiltrazione nel terreno nelle aree
maggiormente calpestate, vi consigliamo di effettuare una “forconatura” localizzata.
Dopo aver rifornito il terreno di acqua, verificate che anche le aree più
marginali del tappeto erboso siano state ben inumidite. Inserite un cacciavite
nel terreno: se oppone molta resistenza, è necessario provvedere a un’ulteriore distribuzione di acqua (vedi foto
in alto).
6
Semina. Se avete intenzione di “rifa-
re” il prato, nella seconda metà di agosto procedete all’eliminazione della
vegetazione presente distribuendo un
erbicida totale; poi provvedete alla
concimazione di base e alla vangatura
del terreno.
SETTEMBRE-OTTOBRE
Con il mese di settembre ha inizio la
seconda fase di accrescimento delle
specie microterme. La ripresa vegetativa è graduale e la velocità di crescita dell’erba raggiunge i valori massimi alla fine di settembre, mantenendosi elevata per tutto ottobre.
NOVEMBRE-DICEMBRE
Nel periodo tardo-autunnale i prati
realizzati con specie microterme richiedono poche cure.
Taglio. Nelle regioni settentrionali i tagli
sono limitati al mese di novembre, in
quelle meridionali, invece, si possono
protrarre anche fino a dicembre. In ogni
caso l’ultimo taglio della stagione dovrebbe coincidere con l’interruzione della crescita dell’erba (riposo vegetativo). Se l’altezza dell’erba rimane regolare per tutto il
periodo invernale, il tappeto erboso conserva un aspetto curato e gradevole.
In questo periodo non è facile effettuare il taglio nel momento ottimale,
poiché la vegetazione è spesso bagnata e
il terreno umido; perciò è meglio ritardare il taglio piuttosto che rischiare di
danneggiare il tappeto erboso.
Taglio. A partire dalla metà di settem-
bre sino alla fine di ottobre è richiesto
un taglio a settimana. L’altezza deve
essere abbassata rispetto al periodo
estivo e riportata alla stessa misura
della primavera.
Irrigazione. In questo bimestre il terreno conserva a lungo l’umidità e il
tappeto erboso non ha la necessità di
interventi irrigui, salvo eventuali interventi di soccorso in caso di prolungata
siccità.
Concimazione. In questo periodo è
un’operazione utile per ricostituire la
giusta densità del prato, perciò entro
settembre somministrate un buon concime complesso, meglio se specifico
per prato. In ogni caso da ottobre in poi
noterete la perdita di colore delle foglie: è un fenomeno naturale che non
Concimazione. Per mantenere un bel
colore verde anche d’inverno, nei primi
giorni di dicembre nelle regioni del nord
e nella seconda metà del mese in quelle
del centro-sud, distribuite un concime
con azoto a lenta cessione.
Diserbo. Da dicembre e per tutto l’in-
verno è necessario eliminare le piante
infestanti autunnali che si insediano nel
tappeto erboso e che riducono la bellezza estetica del prato. Consigliamo quindi di eliminare tempestivamente queste
specie, preferibilmente a mano e con
l’ausilio di un coltello affilato. Nei soli
casi di forti infestazioni o nei prati molto estesi è preferibile distribuire un erbicida totale quando il tappeto erboso è
completamente secco, facendo molta attenzione a bagnare esclusivamente le
piante infestanti.
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Le macchine e le attrezzature
per il taglio del prato
Per una corretta gestione del tappeto erboso serve l’aiuto di alcune macchine: rasaerba con motore
a scoppio, elettrico o ad accumulatore e conducente al seguito, trattorini rasaerba e rider in cui
il conducente è a bordo della macchine, robot rasaerba, tagliabordi e decespugliatori.
denza, di forma irregolare e con ostacoli. Per interventi su terreni in pendenza e
per assicurare una massima aderenza sono indicati i modelli a 4 ruote motrici.
Difetti: la grande specializzazione di
queste macchine richiede una spesa iniziale elevata.
Rasaerba con motore a scoppio
e con conducente al seguito
È il rasaerba più diffuso e prevede un
operatore che segue la macchina a piedi.
All’interno di questa vasta categoria di
attrezzature esistono due versioni: semoventi e prive di trazione; nelle prime
l’avanzamento è assicurato da due ruote
che ricevono il movimento dal motore;
nelle seconde l’avanzamento avviene
grazie alla spinta dell’operatore. Quasi
tutti questi rasaerba prevedono la raccolta dell’erba tagliata.
Superficie gestibile: fino a un massimo
di 2.500 mq.
Precisione di taglio: buona.
Manutenzione: elevata.
Rumorosità: media e dipende in primo
luogo dalla larghezza di lavoro.
Pregi: adatti anche per terreni in pendenza (a condizione di disporre di motori a due tempi o a quattro tempi con
lubrificazione forzata); facile è la regolazione dell’altezza di taglio e in diverse versioni è possibile sia il taglio con
contemporaneo convogliamento dei residui nel cesto raccoglitore, sia il cosiddetto «taglio mulching», in cui i frammenti dell’erba tagliata sono lasciati sul
terreno.
Il rasaerba con motore a scoppio e conducente
al seguito è la macchina per il taglio dell’erba
più diffusa
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Rasaerba con motore
elettrico e ad accumulatore
Il raggio di sterzata dei trattorini
particolarmente ridotto permette di lavorare
comodamente anche attorno agli ostacoli
del giardino
Difetti: non sono utilizzabili in casi di
pendenza notevole, erba molto alta, presenza di erbacce lignificate e/o arbusti e
in spazi molto ristretti, dove è preferibile usare il decespugliatore.
Trattorini rasaerba
e rider
Sono rasaerba con conducente a bordo costruiti esplicitamente per il taglio e
la cura del tappeto erboso e, in funzione
della tipologia costruttiva, esistono due
categorie: trattorini rasaerba e rider;
questi ultimi differiscono dai trattorini
per la posizione posteriore del motore e
a loro volta si suddividono in altri due
gruppi, contraddistinti dalla posizione
dell’apparato di taglio: anteriore nei modelli di maggiori dimensioni, ventrale
negli altri modelli.
Superficie gestibile: adatti per superfici da 2.000 a 3.000 mq nei modelli di
minori dimensioni; da 5.000 a 6.000 mq
(massimo 10.000) per modelli di dimensioni elevate.
Precisione di taglio: buona.
Manutenzione: elevata.
Rumorosità: è in funzione del tipo di motore, della potenza installata, del regime di
giri utilizzato e della larghezza di taglio.
Pregi: adatti anche per terreni in pen-
Si tratta di un tipo di rasaerba in cui
il motore elettrico ha potenze limitate
(tra 0,4 e 2 kW) e l’alimentazione avviene tramite cavo; solo in pochi casi mediante accumulatore ricaricabile. Questi
rasaerba montano di solito apparati di
taglio a lama orizzontale che hanno larghezze di lavoro limitate (30-50 cm).
Superficie gestibile: adatti per tappeti
erbosi con superfici fino a un massimo
di 1.000 mq.
Precisione di taglio: discreta.
Manutenzione: ridotta e inferiore a
quella di un rasaerba con motore a scoppio. Importante è tenerli puliti ed evitare l’umidità. Occorre poi controllare
l’integrità dei cavi o la funzionalità dell’accumulatore.
Rumorosità: elemento comune a tutti i
I rasaerba con motore elettrico hanno
potenze limitate e l’alimentazione avviene
tramite cavo; alcuni modelli sono però
dotati di accumulatore ricaricabile
7
LE MACCHINE E LE ATTREZZATURE PER IL TAGLIO DEL PRATO
ROBOT TOSAERBA
Per il taglio periodico del tappeto erboso sono sempre più diffusi i «robot tosaerba» che
fanno risparmiare tempo, ma alla stesso tempo migliorano la salute e l’aspetto estetico
del vostro prato.
Tra le mansioni per la gestione del giardino, il taglio dell’erba del prato è tra le più impegnative e
gravose anche per il tempo che richiede specialmente in certi periodi dell’anno.
In realtà oggi per chi ha poco tempo da dedicare alla cura del tappeto erboso è disponibile il “robot
tosaerba”, che è in grado di svolgere automaticamente il taglio dell’erba con risultati che vanno oltre il risparmio di tempo, come ad esempio un migliore aspetto estetico del prato. Specialmente le macchine di nuova generazione sanno evitare gli ostacoli, spostarsi anche su terreni in pendenza e accidentati e, se necessario, ricaricarsi da sole, assicurando al tempo stesso un aspetto
sempre curato al prato.
Affinché il robot sappia dove tagliare l’erba, la prima volta (ma solo quella) dovrete delimitare il
suo campo d’azione con un filo, che può essere steso sia sopra che sotto il manto erboso lungo il
perimetro del prato, intorno ad aiole, laghetti, cespugli ed altri ostacoli. Da quel momento il robot taglierà l’erba entro i limiti impostati, riconoscerà gli ostacoli e troverà da solo anche la via verso la
stazione di ricarica.
Grazie alla sua modalità operativa, il robot è in grado di garantire al prato una crescita più rigogliosa rispetto al taglio tradizionale, specialmente perché
l’erba tagliata in minuscole particelle viene distribuita
sul tappeto erboso, restituendo così al terreno sostanze nutritive ed umidità e riducendo al tempo stesso la
spesa per concimazione e innaffiatura del prato; in
questo modo, oltre al risparmio di tempo e di denaro, il
robot permette che il tappeto erboso resti sano, privo
di erbe infestanti e, cosa che non guasta, con un
bell’aspetto estetico.
rasaerba di questo tipo è la limitata rumorosità, solitamente inferiore a 80 decibel.
Pregi: trovano largo impiego nei giardini di modeste dimensioni in quanto leggeri (il motore elettrico permette di contenere il peso entro valori di 15-30 kg),
silenziosi e non emettono gas di scarico.
La sfeltratura del tappeto erboso può essere
effettuata con attrezzature manuali oppure
con macchine dotate di motore elettrico o a
scoppio (nella foto)
8
I modelli ad accumulatore ricaricabile
non hanno il cavo di alimentazione che
rappresenta il lato negativo dei comuni
rasaerba elettrici.
Difetti: siepi, piante, aiole creano problemi di manovrabilità legati alla presenza del filo di alimentazione che può
essere soggetto a lesioni o rotture in caso di uso non corretto, ma nei modelli
alimentati ad accumulatore ricaricabile
l’autonomia di carica è di circa un’ora.
L’organo di lavoro è costituito da denti
flessibili o lame taglienti fissati su un
cilindro ad asse orizzontale
Il trimmer permette di lavorare
comodamente attorno ad aiuole, muri
e recinzioni anche a utenti non esperti
Tagliabordi elettrici
di facile impiego
Sono attrezzature molto leggere che
consentono di completare l’opera del
rasaerba, provvedendo alla rifinitura
del prato.
Dove i normali rasaerba non riescono
ad arrivare, tra gli arbusti, tra le fessure
di lastricati o sotto i cespugli, devono essere utilizzati attrezzi adatti, chiamati tagliabordi o trimmer, che riescono a tagliare anche l’erba alta posta nei punti
più difficilmente accessibili.
Gli utensili da taglio di questi attrezzi sono due fili in nylon dello spessore di
1,6 mm che permettono un diametro di
taglio variabile a seconda dei modelli tra
i 20 e i 30 cm di ampiezza. I motori dispongono di potenze variabili (tra 200 e
1.000 kW).
Tra le caratteristiche costruttive di
maggiore interesse di queste attrezzature vi è la disposizione delle impugnature che ottimizzano l’impiego a
due mani, permettendo un ottimo bilanciamento dell’attrezzo e un utilizzo
anche per mancini. Il manico telescopico permette inoltre di regolarne la
lunghezza.
Per facilitare le operazioni di finitura,
la maggior parte di queste attrezzature
possiede la testa di taglio orientabile e
una struttura di appoggio a terra che
permette di raggiungere i punti meno
accessibili.
Superficie gestibile: su intere superfici l’impiego ideale è fino a 500 mq; per
interventi solo sui bordi o in zone poco
accesili possono essere utilizzati anche
su superfici totali di 1.000-2.000 mq.
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LE MACCHINE E LE ATTREZZATURE PER IL TAGLIO DEL PRATO
REGOLAZIONE DEL FILO
DEI TAGLIABORDI
Molti tagliabordi hanno la regolazione automatica della lunghezza del filo, che avviene
mediante semplice pressione sul terreno.
Precisione di taglio: dipende dagli
ostacoli e dalle superfici irregolari.
Manutenzione: minima e comunque inferiore a quella di un decespugliatore
con motore a scoppio (a cui assomiglia).
Fondamentali sono la pulizia, l’uso e la
conservazione in ambienti asciutti e un
costante controllo dell’integrità di tutte
le parti in cui scorre corrente elettrica
(anche piccole lesioni possono divenire
pericolose).
Rumorosità: grazie al motore elettrico è
limitata (difficilmente superano gli 80
decibel).
Pregi: la superficie su cui si opera può
essere di qualsiasi forma, anche con pendenze di un certo rilievo. Per la sua semplicità e la notevole leggerezza (il peso
medio è contenuti tra 1,5 e 3 kg) è particolarmente adatto nel settore hobbistico.
Difetti: possono divenire ostacoli al suo
movimento la presenza di siepi, piante,
aiole o altro, poiché il filo di alimentazione può impigliarsi e essere soggetto a
lesioni o rotture.
Decespugliatori e tagliabordi
sono indispensabili
per la manutenzione del verde
Per la cura del verde esistono sul mercato attrezzature che aiutano a migliorare le possibilità di lavoro e quindi a perfezionare il risultato finale; sono macchine destinate sia ad un uso hobbistico, come ad esempio i bordatori, sia ad un uso
professionale, come i decespugliatori.
I bordatori (non più di 3,5 kg di peso
e con una potenza massima del motore
di 1 CV, circa 750 W) sono impiegati per
la rifinitura del lavoro di taglio dell’erba
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in prossimità di ostacoli o in zone inaccessibili al rasaerba da giardino.
La leggerezza, la grande praticità e la
facilità di impiego caratterizzano il bordatore, che è spesso dotato di manico
con regolazione telescopica in lunghezza, doppia impugnatura girevole,
testina di taglio orientabile e rullo guidataglio di sicurezza.
I decespugliatori professionali, invece, equipaggiati in maggioranza con
motori a scoppio a due tempi, sono polifunzionali, impiegabili, con accessori
appositi, anche per il taglio o la potatura di siepi e arbusti.
Sono comparsi sul mercato anche
modelli dotati di motori a quattro
tempi che, rispetto ai due tempi, vantano una massa ridotta (a parità di
potenza erogata), una diminuzione
della quantità e della nocività dei
gas di scarico, una rumorosità inferiore e un aumento della
coppia motrice (quindi
della potenza erogata) ai
bassi regimi. La potenza
massima del motore può
raggiungere anche i 3 kW,
con masse dell’intero attrezzo che
5
arrivano fino a 10- 12 kg nei modelli
«a zaino».
La trasmissione del moto tra il motore e l’organo lavorante è realizzata tramite un alberino rigido (nei modelli
«normali») o mediante l’accoppiamento
dell’albero rigido con un elemento flessibile della lunghezza di circa 1 m (nei
modelli «a zaino»).
1
2
3
4
Principali elementi che costituiscono
il bordatore (a sinistra) e il decespugliatore
(a destra). 1 - Motore. 2 - Impugnatura.
3 - Asta. 4 - Guscio di protezione.
5 - Organo di taglio
Guida alla scelta del tagliabordi o del decespugliatore più adatto
Impiego ideale in base alle caratteristiche
Caratteristiche
Impiego
Motore: elettrico
Potenza: 0,6-1 kW
adeguato per lavori hobbistici fino a 100 metri quadrati
Motore: a scoppio
Cilindrata: 18-30 cm3
adeguato per semplici operazioni di taglio erba e rifinitura
fino a 500 metri quadrati
Motore: a scoppio
Cilindrata: 30-40 cm3
adeguato per operazioni più impegnative, con terreni
sconnessi e/o in presenza di cespugli e sterpaglia
Motore: a scoppio
Cilindrata: 40-55 cm3
adeguato per il taglio continuativo, su superfici irregolari,
di erba, erbacce, cespugli, roveti, sterpaglia, canneti
e vegetazione di sottobosco
Caratteristiche ideali del terreno per il suo impiego
superfici in piano o pendenza, anche sconnesse e con presenza di ostacoli (muretti, recinzioni, scalini,
ecc.); in quest’ultimo caso sono preferibili i modelli spalleggiati
Manutenzione
accurata e relativa a: olio motore; filtro dell’aria; candela; filtro carburante; trasmissione; lame;
silenziatore di scarico; corpo macchina e alette raffreddamento motore
Acquisto alternativo
trimmer, bordatore elettrico, rasaerba
9
LE MACCHINE E LE ATTREZZATURE PER IL TAGLIO DEL PRATO
1
2
L’apparato di taglio può essere costituito da lame di varie fogge o da una testina a filo di materiale plastico. 1 - Le lame in nailon o materiali plastici
sono adatte per il taglio delle sole piante erbacee; le lame in metallo sono adatte, in base al numero dei denti, al taglio di sterpaglie e piccoli
arbusti o alla potatura di piante legnose. 2 - Alcune testine a filo sono dotate di idonei sistemi di avanzamento del filo stesso man mano che questo
si consuma
Gli apparati di taglio
Un guscio di protezione,
generalmente in materiale
plastico, protegge l’operatore o chi si trova nelle
vicinanze. Una linguetta
tagliente (vedi particolare)
posta all’interno della
protezione provvede a
rifilare il filo qualora la sua
lunghezza fosse eccessiva
Elemento chiave della trasmissione è
la coppia conica che trasmette il moto
rotativo all’organo di taglio, che può essere costituito da:
– una lama rotante di forma e dimensioni diverse, da scegliere in funzione
dell’uso; il numero di denti sarà proporzionale alla durezza del materiale
che si vuole tagliare;
– una testina dotata di una coppia di fili di nailon o altro materiale plastico simile, che, ruotando,
effettuano per impatto l’operazione di taglio.
Le lame in nailon o materiali
plastici con un numero di denti ridotto (da 2 a 8) sono adatte per il
taglio delle sole piante erbacee,
quelle in metallo, se provviste di un nu-
Al momento dell’acquisto, attenzione a…
1 - Tipo di motore
– elettrico
– a 2 tempi
– a 4 tempi
2 - Tipo di macchina
– rigido
– flessibile
3 - Organo di taglio
– filo
– lame
4 - Impugnatura
– ad anello
– a manubrio
5 - Lunghezza dell’asta
Altri elementi:
– massa (kg) della macchina
– bilanciamento della macchina
– potenza del motore
– livelli tipici di rumorosità e vibrazioni
– dotazione (o disponibilità) di accessori
10
3
2
5
1
mero di denti ridotto, sono adatte al taglio di sterpaglie e piccoli arbusti; se dotate invece di un numero di denti elevato, sono idonee alla potatura di piante legnose e di maggior diametro.
Dovete tenere inoltre conto che gli
organi lavoranti devono sempre avere
un’adeguata protezione, per impedire o
limitare la possibilità che sassi, rametti
o altri corpi contundenti colpiscano
l’operatore o altre persone che si trovano nelle vicinanze.
Gli impegni dei costruttori
Essendo il decespugliatore una macchina condotta a mano e con una massa
che può essere anche notevole (fino a 10
kg), i costruttori pongono particolare attenzione alla massima riduzione possibile dell’affaticamento nel portare l’attrezzo. Precisamente, per una lavorazione ergonomica l’asta deve essere inclinata di
35° rispetto alla verticale e il manubrio
può essere fissato in diversi punti dell’asta per consentire di operare correttamente ad operatori di taglia diversa.
Per diminuire il disagio di chi lavora
in climi freddi e umidi, alcuni costruttori offrono modelli con impugnature riscaldate e termostato di regolazione; su
4 una delle due impugnature, è presente
anche un comando del regime motore da
azionare con il pollice, senza la necessità di staccare o allentare la presa della
macchina.
Infine, poiché motore, trasmissione e
gruppo di taglio sono le principali sorgenti, molto dannose, di vibrazione, i
costruttori si impegnano al massimo
per limitare il livello vibrazionale a
carico delle mani, delle spalle e
della parte della macchina che
appoggia sul fianco.
„
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CONSIGLIA | DECESPUGLIATORI
Per rifinire
Per tagliare
FS 38
FS 55 R *
FS 130/130 R *
* con impugnatura circolare.
Cilindrata
27,2 cm3
Vibrazioni
8,0/8,0 m/s2
Potenza
0,65 kW/0,9 HP
Rumorosità
91 dB(A)
Peso [ ]
4,2 kg
1
[1] Senza carburante, né utensile di taglio,
né protezione.
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STIHL. Maneggevole e facile da usare.
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Cilindrata
27,2 cm3
Vibrazioni
7,2/7,7 m/s2
Potenza
0,75 kW/1,0 HP
Rumorosità
95 dB(A)
Peso [1]
4,9 kg
* con impugnatura circolare.
Cilindrata
36,3 cm3
Potenza
1,4 kW/1,9 HP
Vibrazioni [2]
5,5/8,6 m/s2
4,4/3,9 m/s2
Rumorosità
96 dB(A)
Peso [1] [2]
5,7 kg
5,9 kg
[1] Senza carburante, né utensile di taglio,
né protezione.
[1] Senza carburante, né utensile di taglio, né
protezione. [2] I valori delle vibrazioni e del peso sono
doppi perchè differiscono per le due versioni.
Maneggevole decespugliatore STIHL.
Con avviamento facilitato. Ideale per punti
difficili da raggiungere. Adatto anche per
falciare piccole superfici erbose.
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trasmissione rigido e manubrio ergonomico.
Per falciare superfici con erba tenace.
La Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del 21-1-2012 riporta la decisione della Commissione del 19 gennaio 2012 che prescrive agli Stati membri di vietare l’immissione
sul mercato di accessori di taglio del tipo a flagelli per decespugliatori portatili.
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CONSIGLIA | DECESPUGLIATORI
Per tagliare
FS 410 C-E
FS 240 C-E/RC-E *
FS 460 C-EM/RC-EM *
* con impugnatura circolare.
* con impugnatura circolare.
Cilindrata
37,7 cm3
Potenza
1,7 kW/2,3 HP
Vibrazioni [2]
4,6/4,0 m/s2
4,3/5,7 m/s2
Rumorosità
98 dB(A)
Peso [1] [2]
7,4 kg
7,1 kg
Cilindrata
41,6 cm3
Vibrazioni
2,0/1,7 m/s2
Potenza
2,0 kW/2,7 HP
Rumorosità
99 dB(A)
Peso [1]
8,5 kg
[1] Senza carburante, né utensile di taglio,
né protezione. [2] I valori delle vibrazioni e del peso
sono doppi perchè differiscono per le due versioni.
[1] Senza carburante, né utensile di taglio,
né protezione.
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lavori di falciatura nell’agricoltura e nel
giardinaggio.
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vista ergonomico. Con Ergo-Start. Ideale
per lavori di falciatura con erba tenace.
Cilindrata
45,6 cm3
Potenza
2,2 kW/3,0 HP
Vibrazioni [2]
1,9/1,6 m/s2
4,3/7,7 m/s2
Rumorosità
100 dB(A)
Peso [1] [2]
8,5 kg
7,1 kg
[1] Senza carburante, né utensile di taglio, né protezione.
[2] I valori delle vibrazioni e del peso sono doppi perchè
differiscono per le due versioni.
Decespugliatore comodo, di lunga durata,
robusto e molto potente. Migliorato dal
punto di vista ergonomico. Di serie con
gestione elettronica del motore M-Tronic e
Ergo-Start. Ideale per lavori impegnativi su
superfici con erba tenace e per impieghi
con sega circolare nei lavori forestali.
Il nuovo Sistema M-Tronic
Regola in modo preciso ed elettronico il punto di accensione
e la quantità di carburante in ogni condizione di funzionamento
considerando fattori esterni come: temperatura, altitudine
e qualità del carburante. Il Sistema M-Tronic regola
in continuazione la quantità di carburante durante l’uso
e la adatta elettronicamente; perciò regolazioni manuali
del carburatore mediante le apposite viti non sono
più necessarie, neppure in caso di variazione delle condizioni
esterne come sbalzi di temperatura, altitudini differenti
e cambiamenti della qualità del carburante. Il sistema M-Tronic
memorizza le regolazioni dell’ultimo utilizzo in un chip elettronico
e le richiama quando si riavvia la motosega.
Perciò ad ogni nuovo avviamento con le stesse condizioni
si può subito disporre delle piene prestazioni del motore,
senza alcuna necessità di cambi di regolazione o di adattamenti.
12
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CONSIGLIA | RASAERBA
ME 339 C
Elettrico
MB 248
A benzina
Con stegola telescopica regolabile
Modello
Potenza nominale
a regime d’esercizio
1.200 W
1,9 kW-2.900 g/min
ME 339 C
MB 248
Larghezza
di taglio
37 cm
46 cm
MB 248 T
Altezza di taglio
30-70 mm
25-75 mm
A benzina
Modello con trazione
Modello
MB 248 T
MB 448 TX
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Potenza nominale
a regime d’esercizio
1,9 kW-2.900 g/min
2,0 kW-2.800 g/min
Avviamento/
arresto
–
HS/MS
Vibrazioni
Rumorosità
0,55 m/s2
4,28 m/s2
78 dB(A)
85 dB(A)
MB 448TX
Cesto
di raccolta erba
40 L
45 L
A benzina
Modello con trazione
Larghezza
di taglio
46 cm
46 cm
Altezza di taglio
Avviamento/arresto
Vibrazioni
Rumorosità
25-75 mm
30-70
HS/MS
HS/MS
4,28 m/s2
5,09 m/s2
85 dB(A)
83 dB(A)
Cesto
di raccolta erba
45 L
60 L
13
CONSIGLIA | RASAERBA
MB 545 T
A benzina
Modello con trazione
Modello
MB 545 T
MB 545 VM
Potenza nominale Larghezza utile
a regime d’esercizio
2,3 kW-2.800 g/min
43 cm
2,3 kW-2.800 g/min
43 cm
MB 650 T
MB 650 T
MB 655 V
14
Potenza nominale Larghezza utile
a regime d’esercizio
2,3 kW-2.800 g/min
48 cm
2,7 kW-2.800 g/min
48 cm
A benzina
Modello con Kit Mulching
e variatore
Altezza
di taglio
25-80 mm
25-80 mm
A benzina
Modello con trazione
Modello
MB 545 VM
Avviamento/arresto
motore
su stegola/automatico
su stegola/automatico
Vibrazioni
Rumorosità
8,60 m/s2
8,60 m/s2
81 dB(A)
81 dB(A)
MB 655 V
Cesto
di raccolta erba
60 L
60 L
A benzina
Modello con variatore
Altezza
di taglio
30-85 mm
30-85 mm
Avviamento/arresto
motore
su stegola/automatico
su stegola/automatico
Vibrazioni
Rumorosità
3,80 m/s2
3,80 m/s2
83 dB(A)
86 dB(A)
Cesto
di raccolta erba
75 L
75 L
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CONSIGLIA | RASAERBA
MR 4082 monolama
MI 322C
Vantaggi
Superficie del prato perfettamente curata. Il prato è
sempre perfettamente curato. Il robot tosaerba tritura finemente
l’erba tagliata cospargendola nuovamente sul terreno, al fine di
ottenere una crescita dell’erba folta, bella e sana. È possibile tagliare facilmente la superficie del prato anche senza filo perimetrale tramite il telecomando.
MT 5097 C bilama
Sicurezza totale. Se i robot tosaerba iMow urtano contro un
ostacolo, si fermano e modificano la direzione di marcia. Se durante il funzionamento il robot tosaerba viene accidentalmente sollevato, un sensore di sollevamento arresta le lame. Per la pulizia
e l’assistenza è possibile smontare le lame senza utensile. Inoltre, se piove, i sensori pioggia terminano l’operazione di taglio su
richiesta e il robot tosaerba ritorna alla docking station.
Puliti, silenziosi ed ecologici. Il robot tosaerba iMow è inoltre silenzioso e non produce gas di scarico. L’eliminazione dell’erba tagliata non è più necessaria, in quanto le particelle d’erba ritornano immediatamente a concimare il terreno e restituiscono al
prato un circolo naturale di umidità e sostanze nutritive. È persino
possibile rinunciare del tutto all’uso di fertilizzanti sintetici.
MT 6112 C trilama
Modello
MI 322C
Tipo di batteria Larghezza di taglio
Acido-piombo 20 cm
24 V, 12 Ah
Modello
Potenza nominale Larghezza
a regime d’esercizio di taglio
MR 4082 6,5 kW-2.700 g/min
MT 5097 C 9,3 kW-2.750 g/min
MT 6112 C 8,2 kW-2.300 g/min
80 cm
95 cm
110 cm
Dotazione
Docking station,
navigazione casuale
Altezza
di taglio
Cesto
di raccolta
erba
35-90 mm
250 L
30-100 mm 250 L
30-110 mm 350 L
I modelli descritti sono idrostatici e hanno l’iinnesto lame
elettromagnetico.
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15
I principali interventi di potatura
La potatura va intesa come una pratica che ha lo scopo di generare un beneficio alla pianta
e di aiutarla a crescere più forte e armoniosa.
Potare significa anche controllare
malattie e infezioni quando l’eliminazione di una branca malata evita che
l’affezione si diffonda all’intero albero.
È quindi fondamentale conoscere bene
tutte le tecniche di potatura per ottenere
un buon risultato finale intervenendo nei
modi e nei tempi giusti.
Perché e quando si pota
La potatura è necessaria ma non bisogna eccedere: lo scopo è quello di recare vantaggio alla pianta e di aiutarla
a crescere forte e armoniosa.
Vi sono due diverse correnti di pensiero sulla potatura: da una parte i sostenitori delle potature drastiche (cui attribuiscono proprietà di risanamento degli
alberi), dall’altra coloro che non vogliono mai intervenire, lasciando agli alberi
la piena libertà di sviluppo, di crescita e
d’invecchiamento.
I primi sono la maggioranza, purtroppo, dal momento che le potature
portate all’eccesso, anche per errate tecniche d’esecuzione, rappresentano un
grave rischio per la pianta; questa infatti viene depauperata dei propri «magazzini» di riserve e le ferite mettono a nudo i tessuti del tronco, che, non più protetti dalla corteccia, sono facilmente attaccati dalle malattie.
Non è d’altra parte assolutamente vero che non si debba mai intervenire; vi
sono situazioni che richiedono una o più
operazioni di potatura: l’importante è
eseguire tagli «assennati», al solo scopo
di recare vantaggio alla pianta e di aiutarla a crescere più forte e armoniosa.
In natura le piante non richiedono
potature, perché gli stessi agenti atmosferici (il vento, i fulmini, i temporali) o
la scarsità di luce (nei boschi molto den-
Le parti che costituiscono un albero
Gemma terminale
Germoglio
Branca
principale
Gemma laterale
Apice
Doppia cima
Branca
secondaria
Branca
sovrapposta
Ramo
laterale
Moncone
Biforcazione
debole a V
Ramo vigoroso
inserito a U
Pollone
Tronco
Punto d’innesto
Colletto
16
Chioma
Succhione
Piccolo dizionario
della potatura
Albero: pianta legnosa con un fusto unico
(tronco) e ramificazioni.
Apice: estremità di un ramo.
Arbusto: pianta legnosa con diversi fusti che
partono dal suolo.
Ars topiaria (o arte topiaria): la tecnica
adottata per ottenere fogge diverse rispetto al
comportamento naturale della pianta.
Basale: relativo alla parte più bassa della
pianta.
Branca: ramo di due o più anni inserito sul
tronco (branca primaria) o inserito su branca
primaria (branca secondaria) e via di seguito.
Capitozzatura: potatura ottenuta tagliando
completamente il tronco con l’eliminazione di
tutta la parte soprastante.
Cimatura: eliminazione della vegetatione
giovane alla cima di un getto.
Collare: zona di corteccia che collega il ramo
al tronco.
Colletto: parte posta tra la radice e il fusto.
Diradamento: riduzione del numero di getti
in una ramificazione troppo folta.
Dominanza apicale: situazione che si verifica quando la gemma al termine del ramo
inibisce la crescita delle gemme laterali, poiché cresce più velocemente.
Freccia: ramo di prolungamento del fusto.
Gemma apicale: la gemma situata in cima
allo stelo.
Getto apicale: il getto posto più in alto sul ramo.
Moncone: pezzo di ramo corto, residuo di
un’errata potatura.
Pollone: germoglio che si sviluppa dalle radici o dal tronco al di sotto del punto d’innesto.
Portamento: naturale sistema di sviluppo di
una pianta.
Potatura di rinnovamento: operazione che
si effettua per ottenere il ringiovanimento della pianta.
Rimonda: operazione di pulizia con l’eliminazione delle parti secche, rotte o ammalate di
una pianta.
Sbottonatura: eliminazione delle gemme e
dei boccioli fiorali in eccesso.
Scheletro: insieme di fusto, branche e rami.
Succhione: ramo vigoroso nato sul tronco o
su una branca con portamento verticale.
Vegetazione dell’anno: getti che si sono sviluppati dalle gemme nella stagione vegetativa in corso.
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I PRINCIPALI INTERVENTI DI POTATURA
La potatura degli alberi di grandi dimensioni
va eseguita da ditte specializzate
Gli alberi di grandi dimensioni, spesso ultracentenari, che assai di frequente si
trovano nei giardini o nei
viali di campagna, sono
parte integrante della nostra cultura e della nostra
storia; è quindi un dovere
curarli, renderli sicuri e potarli, rispettando la loro dignità di esseri viventi. Questi esemplari, che hanno
raggiunto il loro massimo
sviluppo in altezza e diametro, presentano quasi
sempre una riduzione di vitalità e una minore capacità di produrre legno in seguito a operazioni di pota- Per potature di alberi di
tura. Essi sono quindi sog- grandi dimensioni affidatevi
getti a rotture di branche e a ditte specializzate,
sono facilmente preda di dotate delle più moderne
pericolose infezioni fungi- attrezzature
ne, responsabili di marciumi. Una potatura mirata effettuata da esperti, con conseguente riduzione della chioma, consente una ripresa dello
sviluppo, la formazione di nuovo legno nei punti più deboli ed
evita che vento e neve provochino rotture di branche con
conseguenti grosse ferite.
Se avete nel vostro giardino o viale di campagna alberi di
grandi dimensioni evitate assolutamente, per ragioni di sicurezza, di eseguire personalmente interventi di potatura ma
affidatevi alle mani di esperti professionisti.
Pioppo di grandi dimensioni
bisognoso di una potatura mirata
effettuata da esperti
si) portano ad un’autopotatura, ma nei
parchi o nei giardini è l’uomo che deve
intervenire quando si presentano situazioni particolari, effettuando potature
«intelligenti» che perseguano una corretta gestione del patrimonio arboreo.
Spesso invece si eseguono potature
per «sistemare elementi troppo ingombranti», non curandosi dei risultati estetici e della salute delle piante.
Prima della messa a dimora di un albero vanno attentamente considerate
l’evoluzione naturale della pianta negli
anni (altezza e volume della chioma) e
lo spazio a disposizione; un albero di
grandi dimensioni (platano, ippocastano, tiglio ecc.) può raggiungere i 30 metri d’altezza, con una chioma in proporzione e non si può considerare la potatura come una soluzione al suo sviluppo.
Ad una scelta errata dell’albero al
momento dell’impianto seguono anni di
potature, cure, eliminazioni; il tutto con
grande dispendio di tempo e denaro e
con un risultato negativo, perché la pianta si ammalerà sempre di più e avrà anche un aspetto estetico sgradevole. In
sostituzione vi sono decine e decine di
alberi medi o piccoli che possono facilmente rispondere a tutte le esigenze.
Le potature si eseguono per:
• dare una forma corretta alle piante giovani;
• alleggerire o contenere la chioma delle
piante adulte;
• eliminare le parti secche o ammalate;
• rimediare a danni causati dalle intemperie o da traumi;
Per eliminare una grossa branca procedete a più riprese, tagliando il ramo in più spezzoni, con le
seguenti modalità: per evitare lo strappo dei tessuti, eseguite un taglio nella parte inferiore del ramo, penetrando per circa un quarto dello spessore dello stesso (a); effettuate poi un taglio nella parte superiore del ramo fino a raggiungere il taglio sottostante (b), ottenendo così la caduta del
ramo; infine effettuate il taglio definitivo in corrispondenza del collare (c)
b
c
a
A completamento dell’operazione di potatura
si deve ripulire e pareggiare il taglio con un
coltello ben affilato, soprattutto lungo i bordi,
per non lasciare slabbrature
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17
I PRINCIPALI INTERVENTI DI POTATURA
NO
2
1
NO
4
3
NO
5
• nei trapianti per ridurre la chioma in
proporzione alle radici rimaste;
• mantenere le chiome in forme obbligate (ars topiaria);
• curare i vecchi esemplari.
Le operazioni di taglio
Vediamo nel dettaglio le modalità di
esecuzione dei diversi tipi di interventi
cesori e ciò che non si deve fare per
non danneggiare l’estetica delle piante
e la loro salute.
Taglio dei rami. Se dovete effettuare un
intervento di potatura su una grossa
branca bisogna che seguiate una procedura corretta per non arrecare un danno
talvolta irreversibile all’albero; operate
quindi come segue:
– non recidete mai una branca con un solo taglio, perché il peso, man mano che
l’operazione procede, provoca lo strappo
dei tessuti; intervenite a più riprese, segando il ramo in più spezzoni nel senso
della lunghezza per terminare con l’eliminazione dell’ultimo troncone;
– eseguite il taglio vero e proprio in due
fasi per evitare che il peso provochi uno
strappo della corteccia, con la lacerazione dei tessuti;
– per quanto riguarda il moncone residuo, ponete attenzione al «collare» di
18
SÌ
corteccia che collega il ramo al tronco,
dove i tessuti sono particolarmente duri;
eseguite un taglio, leggermente obliquo
rispetto al tronco, immediatamente all’esterno del collare;
– ripulite e pareggiate attentamente il
taglio con un coltello affilato, soprattutto lungo i bordi per non lasciare slabbrature.
Se il taglio è eseguito in modo corretto, col tempo si formerà un callo di cicatrizzazione e la superficie riprenderà la
colorazione della corteccia del tronco;
tuttavia questa copertura non è sinonimo
di guarigione della ferita, ma semplicemente un indurimento dei tessuti che
Nella potatura degli arbusti è importante
effettuare tagli netti rispettando il collare
posto alla base del ramo da recidere
1 - Il ramo prima dell’intervento di potatura.
2 - Il moncone rimasto dopo un taglio
troppo lungo si seccherà e costituirà una
fonte d’insediamento di funghi e insetti che
potranno in seguito invadere la pianta sana.
3 - Ecco un esempio di taglio ben eseguito:
alla giusta distanza dal collare (si nota la
corrugazione della corteccia), leggermente
obliquo rispetto al tronco e ben pareggiato.
4 e 5 - Questo taglio, eseguito troppo vicino
al tronco, è andato a ledere il collare; il callo
non si formerà perché sono stati messi a
nudo i tessuti del tronco, che potranno quindi
essere direttamente attaccati dalle malattie
isolano la pianta; purtroppo al di sotto di
questi possono sempre insediarsi insetti
o agenti della degradazione del legno.
Un taglio effettuato troppo lontano
dall’inserzione del ramo sul tronco dà
origine ad un moncone che in breve tempo morirà, fornendo nutrimento agli organismi patogeni (portatori di malattie)
che penetreranno poi nella pianta.
Altrettanto pericoloso per la salute dell’albero è un taglio troppo radente al tronco che ne mette a nudo i tessuti; anche in
questo caso non esiste una barriera protettiva e la pianta può venire direttamente attaccata dagli organismi patogeni.
Cimatura. La cimatura, che consiste nell’asportare l’apice dei germogli, è una
potatura verde, poiché viene eseguita
quando l’albero è in pieno sviluppo; con
la cimatura primaverile si annulla la dominanza dell’apice vegetativo e le gemme laterali danno getti anticipati. Se questa operazione viene effettuata in agosto,
quando la pianta sta rallentando la sua
crescita, vi sarà una maggiore lignificazione. È una tecnica che si applica alle
piante in allevamento o più facilmente alle erbacee perenni per farle accestire.
Scacchiatura. Consiste nell’eliminazione sistematica dei germogli che compaiono sui tronchi o sui rami e che danno origine ai «succhioni». Questi rami
che salgono verticalmente sono privi di
gemme a fiore e vanno eliminati, a mewww.amailtuoverde.it
I PRINCIPALI INTERVENTI DI POTATURA
NO
1
2
3
1-La foto mostra un errore abituale nelle zone urbane: tagli ripetuti nello stesso punto nel corso degli anni hanno causato ingrossamenti («teste
di salice»), sicuramente poco estetici. 2-Nell’inverno successivo la pianta mostra numerosi ricacci, prodotti dall’esagerata potatura, che verranno
nuovamente eliminati, producendo nuove ferite ai rami. 3-Medesima tecnica di potatura delle foto alla pagina precedente ma con la presenza di un
ramo (detto «tiralinfa»), che costituirà la nuova cima. La pianta viene in questo modo «aiutata» a vivere
Per recidere rami di grosse dimensioni (da 3
a 5 cm di diametro) utilizzate un troncarami:
consente di operare con poca fatica e in
spazi poco accessibili alla mano
no che non servano a infoltire o riequilibrare la chioma.
Spollonatura. Consiste nell’eliminazione dei getti che nascono dalle radici o
dal tronco, sotto il punto d’innesto.
Svettatura. Consiste nell’asportazione
della parte terminale del fusto e ha lo
scopo di frenare la crescita di un albero
e provocarne l’allargamento. È una pratica da escludersi per le conifere e per
tutte le piante il cui portamento non va
modificato.
Capitozzatura. Consiste nel notevole
accorciamento del tronco o delle branche ed è una delle principali cause di
malattie e morte delle piante. Il taglio lascia il tronco senza difese e i tessuti iniziano a morire dalla superficie verso
l’interno.
È un genere di potatura che non andrebbe mai eseguito ma, nel caso si sia
costretti, il taglio va effettuato, sempre
obliquo, in prossimità di un ramo che diverrà la nuova cima. Quando non vi è la
presenza di alcun ramo si avrà la formazione di molti nuovi ricacci, generalmente deboli.
Questa pratica inoltre distrugge definitivamente il portamento naturale dell’albero, che non potrà più recuperarlo
anche se sottoposto ad anni e anni di interventi mirati.
Ripetute potature eseguite nello stesso punto causano la formazione di un ingrossamento chiamato «testa di salice»,
con una deformazione dell’assetto della
pianta non più recuperabile al suo aspetto naturale.
La protezione delle ferite
da potatura
Periodicamente eseguite anche la potatura
degli arbusti allevati a siepe
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Nei cespugli eseguite un diradamento
mirato dei rami cercando di mantenere la
forma naturale della pianta
Per la protezione delle ferite da potatura, una volta era assai diffuso l’impiego di mastici protettivi; oggi non sono
più presi in considerazione per curare i
tagli di potatura. Si è constatato, infatti,
che, spalmati sulle ferite, proteggono i
parassiti già insediati e favoriscono lo
sviluppo dei marciumi.
Nell’eventualità che la ferita possa
infettarsi per la vicinanza di piante ammalate, è preferibile distribuire un anticrittogamico o impiegare una miscela costituita da 250 grammi di ossicloruro di rame-50 (irtante o nocivo) e 1
litro di olio di lino cotto da spalmare
sulle ferite.
„
19
Il tagliasiepe, strumento
indispensabile per modellare
le siepi dei giardini
Il tagliasiepe (o tosasiepi) è un attrezzo portato a mano dotato di motore a scoppio, oppure,
se destinato all’hobbistica, con motore elettrico alimentato dalla rete elettrica tramite cavo
o tramite accumulatore ricaricabile.
La scelta
Nei modelli con motore a scoppio, il
tagliasiepe è di solito un 2 tempi con raffreddamento ad aria, alimentato con miscela di benzina e olio, con avviamento
a strappo, di potenza variabile tra 0,4 e
1 kW e cilindrate comprese tra 18 e 28
centimetri cubi.
La trasmissione può essere ad
ingranaggi a denti diritti o elicoidali; oppure, nei modelli con asta prolungabile è presente una coppia conica elicoidale di riduzione.
L’apparato di taglio è a lama mobile
e controlama fissa, oppure a doppia lama mobile: ha pettine singolo, oppure
doppio con movimento alternato e contrapposto. La lunghezza della lama varia
tra i 45-50 cm, per i modelli particolarmente leggeri destinati agli hobbisti per
la cura del giardino di casa, e i 75-80 cm
dei modelli professionali.
In base al tipo di intervento da effettuare sulla siepe, l’apparato di taglio si
caratterizza in modo diverso:
– per la sfrondatura intensiva e taglio
a filo terra, la lama è dotata di ampio passo e grande altezza dei denti e l’ingranaggio ha un rapporto calcolato per ottenere
un taglio energico (3.000 corse/minuto);
2
6
1
4
7
3
Principali elementi
che costituiscono il tagliasiepe
(in questo caso dotato di motore
a scoppio). 1 - Motore. 2 - Avviamento
a strappo. 3 - Impugnatura posteriore.
4 - Serbatoio carburante.
5 - Filtro dell’aria.
6 - Impugnatura anteriore. 7 - Lame
5
– per la rifinitura e sagomatura di siepi con ramoscelli sottili, la lama presenta un passo e un’altezza dei denti ridotti
e l’ingranaggio ha un rapporto calcolato
per ottenere un taglio più fine e preciso
grazie all’elevata frequenza di taglio
(5.000 corse/minuto).
L’elevata qualità della lama garantisce un taglio netto, necessario per ottenere un soddisfacente risultato estetico del lavoro e non danneggiare le
piante.
Le lame vengono tagliate al laser ed
affilate con mola diamantata, in modo
che il filo sia mantenuto a lungo anche
con carichi di lavoro elevati.
Le impugnature sono conformate in
modo tale da permettere all’operatore di
lavorare in tutta comodità anche con la
macchina inclinata.
Quella anteriore, collocata sopra la
lama in prossimità del baricentro, è dotata di ampio riparo per le dita, che di solito è trasparente, in modo da non limitare
la visibilità. Quella posteriore, regolabile, comprende i pulsanti di accensione/
spegnimento e l’acceleratore; è generalmente dotata di tasselli antivibranti in
gomma che la isolano meccanicamente
dal motore e dell’apparato di taglio.
In quasi tutti i modelli le impugnature sono girevoli, con possibilità di sce-
GUIDA ALLA SCELTA DEL TAGLIASIEPE PIÙ ADATTO
Impiego ideale in base alle caratteristiche
Motore elettrico
Motore a scoppio
adeguato per un uso
adeguato per lavori hobbistici
semiprofessionale e professionale
su siepi piccole e medie
su siepi medie e grandi
Accumulatori
ideale per lavorare in zone
e fasce orarie soggette a limiti
di rumorosità ed emissioni
Diametro massimo dei rami da tagliare
Motore elettrico
Motore a scoppio
Accumulatori
2 cm
3-4 cm
2,2 cm
Motore elettrico
Motore a scoppio
Accumulatori
limitata e relativa a: corpo
macchina e alette
raffreddamento
motore; gruppo di taglio
accurata e relativa a: filtro dell’aria;
filtro del carburante; candela; corpo
macchina e alette raffreddamento
motore; gruppo di taglio
limitata al gruppo di taglio che
va mantenuto pulito
e lubrificato
Necessità di manutenzione
Il taglio è effettuato dal movimento
alternato e contrapposto di una lama mobile
su una controlama fissa, oppure di una
doppia lama mobile
20
www.amailtuoverde.it
I IL TAGLIASIEPE, STRUMENTO INDISPENSABILE PER MODELLARE LE SIEPI DEI GIARDINI
2
4
5
3
1
Per lavorare da terra su siepi alte e larghe, sono adatti i tosasiepi
allungati, macchine professionali applicabili sui decespugliatori.
1 - Motore. 2 - Impugnatura multifunzione. 3 - Impugnatura circolare. 4 - Asta telescopica.
5 - Regolazione dell’inclinazione dell’apparato di taglio
gliere diverse posizioni per avere un
controllo perfetto dell’attrezzo in ogni
situazione.
Per modellare siepi di dimensioni limitate sono adatti anche i tagliasiepe
elettrici, di potenza variabile tra i 400 e
i 700 Watt e lunghezza delle lame tra
40 e 65 cm.
Facili da accendere ed utilizzare, sono più leggeri, maneggevoli ed economici rispetto a quelli equipag-
giati con motore a scoppio; necessitano
di minore manutenzione ed inoltre sono meno rumorosi.
Solitamente sono dotati di un comodo passacavo, garanzia ulteriore per la
sicurezza dell’operatore.
Sempre nel campo dell’hobbistica,
ma anche per l’utilizzatore professionista, per la cura delle siepi
sono molto indicati i to-
I tagliasiepe ad accumulatore (a sinistra)
sono più leggeri, maneggevoli rispetto a
quelli equipaggiati con motore a scoppio;
necessitano di minore manutenzione e sono
meno rumorosi
Al momento dell’acquisto, attenzione a…
1 - Tipo di motore
2 - Sistemi di sicurezza:
– blocco delle lame
3 - Avviamento (a strappo autoavvolgente
o elettrico)
4 - Regolazione impugnature
5 - Sistema antivibrante
1
4
3
2
Altri elementi:
– massa (kg) della macchina
– potenza del motore
– livelli tipici di rumorosità e vibrazioni
– riparo-guida per proteggere la punta
delle lame
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5
5
sasiepi ad accumulatore ricaricabile,
che hanno potenza elevata e sono molto
affidabili. Anche questi attrezzi sono
comodi, flessibili e poco faticosi da avviare e da utilizzare ed hanno una lunga
durata.
Per lavorare da terra su siepi alte e
larghe senza utilizzare piattaforme di
lavoro, sono indicati i tosasiepi allungati, macchine adatte all’operatore professionista e applicabili su decespugliatori rigidi e spalleggiati. L’inclinazione della barra portacoltelli è regolabile; in molti modelli, per il trasporto,
può essere ripiegata parallelamente all’asta e bloccata.
La manutenzione
Osservando gli intervalli consigliati
dal costruttore, occorre controllare regolarmente:
– il filtro dell’aria: è necessario pulirlo di frequente, soffiando e/o lavandolo
con acqua saponata, e, all’occorrenza,
sostituirlo con uno nuovo, rimuovendolo dalla sua sede;
– la candela, che deve rimanere pulita, con una distanza tra gli elettrodi costante (circa 0,5 mm); in caso di corrosione degli elettrodi va sostituita con un
esemplare di uguale grado termico;
– la marmitta, il corpo macchina (che
occorre pulire regolarmente con una
spazzola morbida, un pennello o un getto di aria compressa) e le alette per il raffreddamento del blocco motore;
– il filtro del carburante, che va sostituito se intasato;
– la quantità di grasso nel riduttore
del gruppo di taglio
per evitare il rischio
di improvvise rotture; la presenza dell’ingrassatore semplifica il
reintegro periodico del grasso
lubrificante negli organi interni del
gruppo di taglio;
– il gruppo di taglio: le lame vanno
lubrificate con olio o gasolio e registrate agendo sul serraggio dei bulloni. È
necessario controllare spesso lo stato
della lama di taglio, affilarla periodicamente con la lima e, se eccessivamente
usurata, rivolgersi ad un centro di assistenza.
„
21
CONSIGLIA | MOTESEGHE/TOSASIEPI
MS 181
Cilindrata
Potenza
MS 311
Peso [1] Lunghezza Vibrazioni Rumorosità
di taglio
40 cm 4,0/3,5 m/s2 98 dB(A)
31,8 cm3 1,5 kW/2,0 HP 4,3 kg
Cilindrata
Potenza
Peso [1] Lunghezza Vibrazioni Rumorosità
di taglio
mano sx
59,0 cm3 3,1 kW/4,2 HP 6,4 kg 45 cm 4,0/4,0 m/s2 105 dB(A)
[1] Senza carburante, né spranga, né catena.
[1] Senza carburante, né spranga, né catena.
Motosega leggera con vibrazioni ridotte. Ricca dotazione come
ad es. filtro aria di lunga durata e sistema antivibrante STIHL. Ottima per tagliare legna da ardere, per lavori di carpenteria e per
abbattere piccoli alberi. Riduzione fino al 20% del consumo di
carburante e fino a 70% delle emissioni nocive dei gas di scarico rispetto ai tradizionali motori a due tempi STIHL senza tecnologia 2-MIX.
Motosega robusta e compatta con pochissime vibrazioni e ricca
dotazione di serie. Ideale per la cura del patrimonio bosco o per
lavori artigianali con il legno. Ha una coppia molto elevata e richiede pochissima manutenzione. Riduzione fino al 20% del consumo
di carburante e fino al 70% delle emissioni nocive nei gas di scarico rispetto ai tradizionali motori a 2 tempi STIHL senza tecnologia
2-MIX. Con pompa olio a portata regolabile.
Catene originali STIHL: massime
prestazioni grazie alla qualità
Richiedi la brochure
uso motosega
• Qualità STIHL nella ricerca e nello sviluppo:
STIHL è l’unico produttore di motoseghe al mondo
a fabbricare in proprio anche catene e spranghe.
In tal modo garantisce che le tre componenti della
motosega siano sempre studiate per combinarsi tra
loro in modo ottimale.
È possibile richiedere
la guida gratuita
«Lavorare con la
motosega nel giardino
e nel frutteto»,
ricca di informazioni
e consigli sul corretto
uso della motosega,
via fax al numero
02.95068380
oppure inviando
una e-mail
a [email protected]
• Qualità STIHL nella produzione: le catene sono
un “lavoro di precisione svizzera” dello stabilimento
STIHL di Wil dove vengono realizzate con macchinari
speciali, anch’essi progettati e prodotti da STIHL.
• Il meglio per le prestazioni di taglio: le catene STIHL forniscono eccellenti prestazioni
di taglio non solo sulle motoseghe STIHL, ma anche se montate su motoseghe di altri
produttori.
HS 46
Cilindrata
HSE 61
Peso [1] Lunghezza Vibrazioni Rumorosità
di taglio
21,4 cm3 0,65 kW/0,9 HP 4,0 kg 45 cm 4,5/4,9 m/s2 95 dB(A)
Tensione
nominale
230 V
[1] Senza carburante, completo
[1] Senza cavo.
Tosasiepi particolarmente leggero con nuovo comando monoleva, per una procedura d’avviamento semplice e per una grande
facilità d’uso. Con sistema antivibrante, tappo serbatoio apribile
e richiudibile senza l’uso di utensili e coltelli affilati da un lato.
Ideale per utilizatori esigenti.
Tosasiepi elettrico silenzioso, con potente motore da 500 Watt
a basse vibrazioni. Impugnatura orientabile in 5 posizioni per un
taglio comodo e flessibile.
22
Potenza
Potenza
assorbita
500 Watt
Peso [1] Lunghezza Vibrazioni Rumorosità
di taglio
3,9 kg
50 cm 3,6/3,2 m/s2 83 dB(A)
www.stihl.it
CONSIGLIA | DISPOSITIVI DI PROTEZIONE, LINEA ECONOMY
Salopette
Taglia
44-64
Tessuto antitaglio
La sicurezza rimane sempre al primo posto. Ciò inizia con la scelta della giusta tecnica di lavoro, include l´impiego di attrezzature di qualità e di facile utilizzo, fino ad arrivare
ad indossare un abbigliamento da lavoro comodo e sempre all´avanguardia in materia
di sicurezza. Contro gli infortuni STIHL offre una speciale protezione antitaglio. Il tessuto antitaglio funziona secondo il seguente principio: se la catena in movimento entra
in contatto con l´inserto antitaglio a più strati, strappa fasci di fibre che, fuoriuscendo,
bloccano il rocchetto, arrestando così la catena. In questo modo il rischio di ferimento
diminuisce notevolmente.
Salopette con buona vestibilità e inserti
ben visibili in colore contrastante. Con
protezione antitaglio omologata (EN
381, Design A), ginocchio preformato,
chiusura laterale a bottoni per regolare
individualmente la larghezza e l’apertura
anteriore con abbottonatura nascosta.
Pratica per infilare piccoli oggetti e attrezzi:
tasca pettorina, tasca posteriore, tasca per
metro pieghevole e due tasche a inserto.
Casco
Guanti
Stivali in gomma
Suola profilata in gomma con grandi
scanalature, autopulente, con buona
tenuta. Bordo del gambale regolabile in
tessuto. Scarso peso grazie al gambale
basso. Adatta anche per i polpacci più
grandi. Banda flessibile. Suola adatta alla
chiodatura. Profilo nella staffa.
Casco leggero con ampia visiera e apertura per l’aerazione su entrambi i lati nella
parte superiore della calotta. Scanalatura
per la pioggia. EN 352, EN 397, EN 1731.
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Comodi da indossare grazie alla
combinazione di vera pelle-tessuto e al
polsino in maglia elasticizzata, protezione
antitaglio in entrambi i dorsi, adatti per
lavori nella cura degli alberi.
Misura
39-47
23
Lithium-Ion
PRO
Innovativo sistema ad accumulatore:
potenza e versatilità
Novità nella gamma delle attrezzature ad accumulatore: i tosasiepi STIHL introdotti già dalla primavera del 2009 hanno entusiasmato gli utilizzatori che ora possono contare su quattro nuove
attrezzature con la tecnologia dell’accumulatore agli ioni di litio.
La gamma oggi comprende un soffiatore, due decespugliatori e
una motosega, così come due tosaerba VIKING. Sono ideali per
lavorare in contesti soggetti a limiti di rumorosità. Riuniscono in
www.stihl.it - tel. 02 95 06 81
sé tanti vantaggi: silenziosità, assenza di gas di scarico e di cavo
elettrico, illimitata libertà di movimento. Grazie all’innovativo sistema, i tre accumulatori della classe da 36 V (insieme con il caricatore) sono compatibili con tutte le cinque attrezzature ad accumulatore della gamma. Geniali, innovative, uniche: vera qualità
STIHL. Richiedete l‘apposita brochure scrivendo a:
[email protected]
CONSIGLIA | ATTREZZATURE AD ACCUMULATORE
MSA 160 C-BQ
HSA 65
Peso [1]
Peso [1]
3,2 kg
Lunghezza
di taglio
30 cm
Vibrazioni
Rumorosità
Rumorosità
2,2/1,6 m/s2
83 dB(A)
[ ] Senza accumulatore.
2,0/2,0 m/s2
88 dB(A)
[ ] Senza accumulatore né caricatore.
Ideale per impieghi in zone sensibili al rumore, per il taglio di legna
a ardere e per lavori in ambienti chiusi. Dotata della nuova catena ¼" PM3 per maggiore potenza di taglio. Molto facile da usare.
Adatta per i accumulatori: AP 80, AP 160.
FSA 65
Tosasiepi ad accumulatore silenzioso e dal taglio deciso con
potente accumulatore agli ioni di litio, un elevato numero di corse e
coltelli speciali con una lunghezza di taglio di 50 cm. Ampia distanza tra i denti e grande altezza degli stessi per rami con diametro fino a 22 m. Ideale per l’uso in giardini privati. Esecuzione dei
coltelli con denti affilati da un lato.
BGA 85
Vibrazioni
1,3/1,1 m/s2
Rumorosità
75 dB(A)
[ ] Senza accumulatore.
1
Decespugliatore ad accumulatore molto leggero e silenzioso, con
comoda testina falciante AutoCut C 4-2. Il filo può essere avvolto sulla testina senza bisogno di aprirla e viene rilasciato automaticamente battendo la testina stessa sul terreno. Ideale per lavori di
pulizia in giardini privati e per l’uso in zone sensibili al rumore come
ad es. scuole e asili.
www.stihl.it
Vibrazioni
1
1
Peso [1]
2,7 kg
3,5 kg
Lunghezza
di taglio
50 cm
Peso [1]
3,2 kg
Portata aria
650 m3/h
Vibrazioni
2,5 m/s2
Rumorosità
83 dB(A)
[1] Senza accumulatore.
Soffiatore ad accumulatore potente e innovativo per l’uso attorno
a casa, nel giardino, nel posto auto e nel ripostiglio degli attrezzi.
Semplice da utilizzare. La regolazione continua della velocità per
impostare individualmente l’intensità del getto d’aria e l’impugnatura morbida consentono un lavoro confortevole.
25
CONSIGLIA | ATTREZZATURE AD ACCUMULATORE
MA 339
Tipo
di accumulatore
Ioni di litio 36 V
MA 339 C
Larghezza
di taglio
37 cm
Altezza
di taglio
30-70 mm
Cesto
di raccolta erba
40 L
Tipo
di accumulatore
Ioni di litio 36 V
L’efficiente accumulatore agli ioni di litio fornisce l’energia necessaria per tagliare perfettamente l’erba su superfici fino a 300 m2.
Grazie alla scocca in plastica robusta, alla regolazione dell’altezza
di taglio su 5 posizioni, alle ruote con doppio cuscinetto a sfera la
cura del prato è più semplice.
Larghezza
di taglio
37 cm
Altezza
di taglio
30-70 mm
Cesto
di raccolta erba
40 L
Grazie al manubrio comfort monostegola il cesto di raccolta può
essere estratto molto più facilmente Anche questo modello lavora perfettamente su superfici fino a 300 m2. La scocca robusta,
la regolazione dell’altezza di taglio su 5 posizioni, e le ruote con
doppio cuscinetto a sfera lo rendono particolarmente comodo.
GLI ACCUMULATORI AP 80, AP 120 E AP 160
Durata
di funzionamento
dell’accumulatore
STIHL
MSA 160 C BQ
Con 100% di carica AP 80
Consigliato
con limitazioni
Con 100% di carica AP 120
fino a 25 min
Con 100% di carica AP 160
fino a 35 min [*]
STIHL
FSA 65
STIHL
FSA 85
STIHL
HSA 65
STIHL
HSA 85
STIHL
BGA 85
fino a 35 min [*] fino a 30 min fino a 45 min [*] fino a 45 min [*] fino a 10 min
fino a 45 min
fino a 35 min
fino a 60 min
fino a 60 min fino a 45 min [*] fino a 80 min
fino a 60 min
fino a 15 min
fino a 80 min fino a 20 min [*]
VIKING
MA 339/
MA 339 C
Consigliato
con limitazioni
250 m2 [*]
300 m2 [*]
[*] Combinazioni consigliate.
26
www.stihl.it
L’impiego del compost nell’orto,
nel giardino e nel piccolo frutteto
Il compost può rappresentare per moltissimi piccoli coltivatori il solo materiale a disposizione per arricchire di sostanza organica il proprio terreno al fine di mantenere e/o aumentare la sua fertilità. Questo
perché il letame di stalla tradizionale è sempre più difficile da trovare anche nelle località di campagna.
4 cm
I diversi tipi di compost
Per il suo impiego corretto occorre te- 4 cm
ner conto del grado di «maturazione»
del prodotto.
Si possono distinguere tre tipi di
compost, in funzione del tempo trascorso dall’inizio del processo di compostaggio (i tempi di seguito indicati sono
indicativi e si riferiscono al compostaggio in cumulo):
– dopo 2-3 mesi si ha un compost definito «fresco» (ha bassa stabilità in
quanto è ancora in trasformazione), che
si può impiegare nell’orto con un certo
anticipo rispetto al momento della semina o del trapianto;
– dopo 5-7 mesi il compost si definisce «pronto» (ha stabilità medio-elevata), che si può impiegare nell’orto e nel
giardino anche in prossimità del momento della semina o del trapianto;
– dopo 8-12 mesi si ha un compost
definito «maturo» (ha stabilità elevata),
che, oltre che nell’orto, può essere validamente impiegato in floricoltura e nelle risemine dei prati.
La vagliatura
È un’operazione necessaria per separare le parti indecomposte e grosso-
2
1 cm
1
1 cm
Il vaglio e la vagliatura. Per costruire un vaglio per il compost basta assemblare un telaio di
m 1 x 1,5 o 1 x 2 formato da travetti di legno di cm 4 x 4 o 5 x 5 e fissare su questo una rete (1)
a mezzo di chiodi a due punte (nel cerchio). Tenendo il vaglio inclinato, sostenuto da uno o due
paletti, con l’aiuto di un badile si fa «passare» il compost, non bagnato, tra le maglie della rete (2)
lane del prodotto dalla parte immediatamente utilizzabile.
Prima di utilizzare il compost maturo
è opportuno vagliarlo attraverso una rete a maglie abbastanza fitte (circa cm 1
x 1) per separare le parti indecomposte e
grossolane che possono essere impiegate già durante le operazioni di vangatura
delle aiole dell’orto e del giardino. Questi residui, costituiti in genere da parti lignificate (ad esempio pezzi di rami),
possono essere utilizzati anche nella formazione di nuovo compost.
La figura spiega come costruire un
vaglio e come eseguire la vagliatura.
Il compost «pronto» (5-7 mesi di permanenza in cumulo) si può impiegare nell’orto
e nel giardino anche in prossimità della semina o del trapianto
www.amailtuoverde.it
L’impiego nell’orto,
nel giardino e...
Il compost è validissimo per gli ortaggi e le piante da giardino e, con alcune accortezze, anche per le coltivazioni in vaso.
Adoperare compost maturo. Pur es-
sendo possibile impiegare compost fresco o pronto, nella maggior parte dei casi è conveniente adoperarlo maturo,
quindi ben trasformato (8-12 mesi di
permanenza nel cumulo, ma anche 18 o
più). Le quantità medie da impiegare si
aggirano sui 3 chili al metro quadrato.
Quantitativi maggiori – fino a 4-5 chili
al metro quadrato – si possono utilizzare, ma con prudenza, in terreni poco fertili e/o da poco messi a coltura.
Quando adoperarlo. Nei terreni pesanti e tendenti alla compattezza, ma pure
in quelli di «medio impasto», di solito il
compost si sparge e si interra nell’autunno-inverno che precede l’attuazione delle colture, quando si effettuano i lavori
di fondo del suolo.
Invece nei terreni particolarmente
sciolti l’interramento del compost e le
lavorazioni di fondo vengono in genere
eseguiti poco prima della semina delle
colture.
Per quali coltivazioni impiegarlo. La
distribuzione del compost nelle aiole de27
L’UTILIZZAZIONE DEL COMPOST NELL’ORTO, NEL GIARDINO E NEL PICCOLO FRUTTETO
2
1
Il compost «fresco» (1), con 2-3 mesi di permanenza in cumulo, si può impiegare nell’orto con un
certo anticipo rispetto al momento della semina o del trapianto. Il compost «pronto» (2), con 5-7
mesi di permanenza in cumulo, si può utilizzare nell’orto e nel giardino anche in prossimità del
momento della semina o del trapianto
L’«acqua di compost»
per la fertirrigazione.
Mescolate
accuratamente
3-4 chilogrammi
di compost
maturo in
100 litri
d’acqua e poi
eseguite
un’irrigazione
fertilizzante
100 litri
acqua
3-4 kg
compost
Anche nelle aiole pacciamate
con teli plastici scuri potete
irrigare per infiltrazione
laterale dentro solchi,
praticando nei teli
numerosi fori
in modo che
l’«acqua di
compost»
possa
penetrare
nel terreno
Le funzioni della sostanza organica
(e quindi del compost)
Il compost, come il letame, in seguito alla trasformazione delle sostanze organiche di partenza, apporta «humus» che nel suolo compie importantissime funzioni e cioè:
– migliora lo stato fisico del terreno, che si tratti di suoli sciolti o compatti; rende più arieggiati i terreni pesanti consentendo un più efficace sgrondo dell’acqua e, nei suoli leggeri, migliora la capacità di trattenere l’acqua stessa, visto che è capace di assorbirne notevoli quantità;
– consente alle radici di approfondirsi con più facilità;
– agevola le lavorazioni rendendole con il tempo, nei suoli compatti, un po’ meno difficoltose;
– riduce, sempre nei suoli pesanti, la formazione della crosta superficiale;
– incide positivamente sulla reazione (pH) del terreno, nel senso che funziona da «equilibratore» o, come dicono i tecnici, ha un elevato «potere tampone», cioè limita le variazioni della reazione;
– migliora la capacità del terreno di trattenere gli elementi utili alle piante;
– permette e migliora l’attività dei microrganismi utili del terreno;
– fornisce alle piante sostanze simili agli ormoni vegetali, capaci di migliorare le funzioni vitali delle piante stesse (non è però ancora ben chiaro come agiscano queste sostanze);
– può ridurre la pericolosità dei metalli pesanti (piombo, cromo, cadmio ed altri metalli
vengono trattenuti dall’humus) e contribuisce a rendere inattivi i residui di antiparassitari e diserbanti ugualmente per la presenza nell’humus di sostanze complesse capaci di
trattenerli.
Pur non essendo un concime, il compost contiene gli elementi nutritivi indispensabili
alle piante (per primi azoto, fosforo e potassio, anche se per elevate produzioni le quantità
contenute nel compost spesso non sono sufficienti) che vengono ceduti in tempi piuttosto lunghi. Di regola poi, quando si usa compost o letame, le colture non soffrono di malattie per mancanza di microelementi (ferro, rame, manganese, boro zinco, molibdeno, cloro).
28
ve essere riservata solo ad ortaggi che
sfruttano in modo positivo gli apporti diretti di sostanza organica, come pomodoro, peperone, melanzana, patata, zucchino, zucca, melone, cocomero, cetriolo,
cardo, carciofo, asparago, sedani (meglio
nell’autunno prima dell’impianto), mais
dolce. Per i cavoli, invece, si potrebbe
impiegare compost molto maturo, ma solo per varietà tardive a ciclo lungo.
In genere è poco consigliabile adoperare compost da circa metà luglio in poi
perché le colture risentirebbero in modo
più limitato dei suoi apporti. Anche d’inverno, se il terreno si presenta gelato e
quindi non lavorabile, non è indicato distribuire il compost.
Pure nelle aiole del giardino può venire impiegato in modo conveniente compost maturo, con le stesse modalità indicate per le colture da orto. In questo caso
però gli apporti, specialmente disponendo di suoli da tempo lavorati e concimati,
possono venire diradati. La distribuzione
quindi, in rapporto alla fertilità del terreno, può venire attuata ogni 2-3 anni.
Si può adoperare anche sulle coltivazioni in atto. Nelle colture più esigenti
e con un lungo ciclo vegetativo (pomodoro da mensa, peperone, melanzana,
zucchino, zucca ed altre) si può usare
compost molto maturo, alla dose di 200
grammi per metro quadrato, anche per le
concimazioni in copertura, cioè sulle
coltivazioni in atto, distribuendolo in superficie ed interrandolo leggermente.
È possibile inoltre mescolare accuratamente, agitando con energia, 3-4 chilogrammi di compost in 100 litri d’acqua
(«acqua di compost») e poi eseguire
un’irrigazione fertilizzante (o «fertirrigazione»). Si può adottare questa tecnica se
si utilizza il sistema di irrigazione per infiltrazione laterale dentro solchi, intervenendo anche nelle aiole ricoperte con teli plastici scuri (pacciamate). In quest’ultimo caso si praticano nei teli numerosi
fori in modo che l’acqua così arricchita
possa penetrare facilmente nel suolo.
La fertirrigazione con «acqua di compost» può essere adottata per concimare
in copertura anche le aiole del giardino.
Il compost per le coltivazioni in vaso.
È possibile impiegare il compost anche
per coltivazioni in contenitore (vasi e
cassette) sia di piante da orto che ornamentali. In questo caso la decomposizione dei materiali deve essere molto
spinta (meglio 18-24 mesi).
Di solito il compost, specialmente
quello meno maturo, viene mescolato
con torba (fino al 50% circa; la torba dewww.amailtuoverde.it
L’UTILIZZAZIONE DEL COMPOST NELL’ORTO, NEL GIARDINO E NEL PICCOLO FRUTTETO
1
2
3
1 - Nelle colture in contenitore di piante da orto e ornamentali si deve usare compost molto maturo (18-24 mesi); se il compost è meno maturo è
opportuno mescolarlo con quantità maggiori di torba e sabbia o argilla espansa. 2 - Nel giardino gli apporti di compost possono essere più radi e
la sua distribuzione può venire attuata ogni 2-3 anni. 3 - Nel piccolo frutteto il compost può essere impiegato al posto del letame, sia al momento
dell’impianto (nella foto), sia successivamente nelle fasi di allevamento e produzione
ve essere in quantità maggiori se si coltivano piante acidofile come azalee, rododendri, eriche), ma si può aggiungere
anche sabbia (5-15%) o argilla espansa
in rapporto alla compattezza del terriccio, al tipo ed alle dimensioni del vaso
usato (i quantitativi più elevati di sabbia
o argilla per i vasi di maggiori dimensioni), alle piante coltivate.
È consigliabile, specialmente coltivando ortaggi, mescolare oltre alla torba, alla sabbia o all’argilla espansa, una
parte di terra – dell’orto o del giardino –
perché sarebbe controindicato usare terriccio troppo ricco, soprattutto per piante orticole di cui si consumano le foglie.
Volendo però si può produrre terriccio
non usando torba, ma solo compost e
terra dell’orto e/o sabbia.
Tuttavia, essendo possibile che nella
terra dell’orto o del giardino siano presenti semi di piante infestanti, si possono riempire i vasi per due terzi o poco
più con il terriccio formato da compost
e terra dell’orto ed il rimanente da compost mescolato con sabbia.
Si può impiegare la mescolanza acqua + compost per concimare ed irrigare anche le colture in vaso (gli ortaggi
più esigenti, ma non quelli da foglia, e
poi gerani, petunie, surfinia, crisantemi
e altre ornamentali).
Il compost per il miglioramento
dei terreni poveri e di nuova coltivazione
Quando si coltivano, specialmente per la prima volta, terreni poveri o di nuova coltivazione, soprattutto vicino a case di recente costruzione oppure quando sono stati eseguiti spostamenti
di rilevanti quantità di terreno, portandone in superficie di poco fertile, è possibile adoperare
compost abbastanza fresco, di circa 5 mesi o poco più dalla formazione del cumulo («compost pronto» o stabilizzato) e solo grossolanamente vagliato.
Le quantità da impiegare possono risultare elevate (10-15 chilogrammi per metro quadrato).
In questo caso si sfrutta in particolare la massa costituita dal compost per migliorare lo stato
fisico del terreno (quindi si sfruttano le capacità ammendanti del compost). Una quantità così
elevata, inoltre, arricchisce il suolo di elementi nutritivi e rende attivi gli organismi che si trovano nel suolo stesso.
Prima di spargere il compost è necessario livellare accuratamente il terreno in superficie,
assicurarsi che l’acqua sgrondi e togliere i residui delle costruzioni, sassi ed altro.
Sarebbe consigliabile eseguire una prima lavorazione per arieggiare il terreno e asportare i residui che lo strato lavorabile contiene. Si sparge quindi con uniformità il compost e poi lo si interra, con un’altra lavorazione, nei primi 20 centimetri circa di terreno. Questo lavoro è piuttosto impegnativo, ma in certi casi rappresenta la base per la riuscita delle coltivazioni sia che si
voglia destinare la superficie a colture orticole o a piante erbacee da fiore, sia che si desideri
realizzare un prato ornamentale oppure un fruttetto, un vigneto, alberi ed arbusti di vario tipo.
È comunque opportuno eseguire questi interventi alcuni mesi prima dell’inizio delle coltivazioni, meglio nell’autunno-inizio inverno precedente. In ogni caso è sconsigliabile, almeno per un anno, meglio se per un periodo più lungo, piantare nell’area lavorata colture che trattengono i nitrati come lattughe, spinaci, valerianella, ravanelli.
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...nel piccolo frutteto
Il compost può prendere il posto
del letame sia al momento
dell’impianto, sia nelle piante
in allevamento e in produzione.
L’apporto di sostanza organica nel
frutteto è utilissimo per la formazione di
humus e per favorire la flora batterica,
indispensabili per la vita delle piante.
Tra i vari fertilizzanti di origine organica anche il compost fatto con i residui
dell’orto, del giardino e della cucina può
essere impiegato per gli alberi da frutto.
Se ben preparato, dopo 12 mesi ha caratteristiche simili a quelle del letame bovino maturo. La presenza di un grande numero di lombrichi, inoltre, è quanto mai
utile per trasformare altra sostanza organica, che si trova nel terreno, in humus.
Se si dispone di compost maturo lo si
può utilizzare, ad esempio, al momento
dell’impianto di un giovane albero spargendolo alla periferia della buca in ragione di 10-20 kg per pianta.
Ricordiamo che la sostanza organica,
di qualsiasi origine sia, non va mai posta
sotto le radici delle giovani piante, anche se coperta con terra, poiché con il
passare dei mesi perderà spessore trascinando la pianta verso il basso.
Il compost può essere somministrato
anche alle piante in fase di allevamento
e di produzione alla stessa maniera in
cui viene somministrato il letame: nei
mesi invernali lo si può distribuire in ragione di 30-50 kg per albero, spargendolo in superficie alla periferia della chioma o interrandolo con una leggera lavorazione. Sconsigliamo però la lavorazione del terreno poiché eventuali lesioni
alle radici possono favorire attacchi fungini (armillaria), batterici (tumori radicali) o di nematodi.
„
29
Il biotrituratore per sminuzzare
ramaglie e fogliame destinati
al compostaggio
Il biotrituratore, detto anche trinciarami o sminuzzatore, è una macchina dotata di motore elettrico, oppure a scoppio, che riduce in piccoli pezzi i residui vegetali dell’orto e del giardino: ramaglie e fogliame
derivati dalle potature.
La triturazione consente di poter aggiungere alla massa da compostare delle parti legnose sfibrate, migliorando
l’aerazione ed accelerando la decomposizione. I materiali tritati, inoltre, sono facilmente miscelabili e quindi anche la massa può essere agevolmente
rivoltata.
La scelta della macchina
Il mercato offre soluzioni diverse per tipologia, motorizzazione, prestazioni,
dimensioni ecc.; come orientarsi e trovare il biotrituratore adatto alle proprie specifiche esigenze.
Esistono in commercio diversi biotrituratori, rapportati per potenza e per capacità di lavoro alle diverse esigenze. È
chiaro che tipi di legno provenienti da
specie vegetali differenti hanno una consistenza ed una elasticità diverse, però si
può agevolarne la triturazione con l’essiccazione anche parziale. Sempre per
facilitare lo sminuzzamento si possono
mescolare ramaglie secche con altre ancora verdi.
Al momento dell’acquisto è consigliabile verificare con calma le capacità
operative di ogni macchina, specificate
in dettaglio nel libretto di istruzioni, e
scegliere un’attrezzatura adeguata alle
dimensioni e alla vegetazione del proprio spazio verde. Ecco di seguito i principali aspetti che si devono valutare.
Motore e sistema di azionamento
del biotrituratore
I biotrituratori adatti per il compostaggio privato sono solitamente azionati
da motori elettrici o a scoppio. Quelli
elettrici hanno solitamente potenze più
contenute (1,5-3 kW), sono silenziosi e
non emettono gas di scarico, devono in
genere lavorare in prossimità di una abi-
tazione in quanto necessitano di un collegamento al sistema elettrico domestico.
Per l’impiego in zone dove non è disponibile una presa di corrente elettrica
sono necessari i modelli con motore a
scoppio che sono solitamente più potenti (3-8 kW).
Alcuni modelli azionabili da motori
esterni sono carrellati e si possono collegare al motore mediante un giunto cardanico; i motori da abbinare dovrebbero
disporre di almeno 5 kW di potenza (ad
esempio dei motocoltivatori); in alcuni
casi i modelli sono anche abbinabili all’attacco a tre punti di un trattore.
La trasmissione del movimento dal
motore alla macchina si ha in modi diversi ma in ogni caso deve essere in grado di evitare danni a parti della macchina nel caso in cui intervengano blocchi
o sovraccarichi nel sistema di triturazione. Solitamente sono usati ingranaggi,
alberi di trasmissione o sistemi cinghiapuleggia. Quest’ultimo sistema risulta
più silenzioso e non richiede lubrificazioni ma, in caso di evidente usura, si
deve prontamente sostituire la cinghia;
ha anche il vantaggio di funzionare direttamente da sistema di protezione da
rotture accidentali, in quanto in caso di
blocco dell’apparato di taglio permette
lo slittamento della cinghia sulla puleggia, interrompendo così il movimento di
trasmissione del moto.
Organi di taglio
e tramogge di carico
1
2
I biotrituratori di più piccole dimensioni, adatti per l’impiego hobbistico possono essere azionati
da un motore elettrico (1) o da un motore a scoppio (2)
30
Il mercato propone una vasta gamma
di biotrituratori; i modelli più piccoli sono indicati per giardini di modeste dimensioni, dove non vi siano grossi rami
da eliminare. Altre macchine, più grandi, hanno due imboccature separate per
sterpaglie leggere e rami di maggior diametro. I modelli più grandi sono invece
dotati di gruppo di triturazione a martelli, che sminuzza anche materiali duri,
come i grossi rami.
Cuore di qualsiasi biotrituratore è l’apwww.amailtuoverde.it
IL BIOTRITURATORE PER SMINUZZARE RAMAGLIE E FOGLIAME
1
2
3
1 - Sistema di taglio ad alta precisione costituito da una struttura di supporto a disco che porta più coltelli, da 2 a 5. 2 - Apparato di taglio a più
taglienti: una macchina di media potenza può avere 6 lame, di cui 4 di pre-triturazione e alimentazione e 2 lame principali, bifacciali e dotate
di alette di scarico per intasamenti. 3 - Taluni modelli sono dotati di una doppia camera di taglio con due gruppi di lame – uno superiore e uno
inferiore – che limitano gli intasamenti e l’usura delle lame
parato di taglio, costituito da un numero
di lame variabile a seconda della potenza
del modello. Una macchina di media potenza può avere sei lame, di cui quattro di
pre-triturazione e di alimentazione che
convogliano il materiale alle due lame
principali, bifacciali e dotate di alette di
scarico per evitare rischi di intasamento.
Un aspetto molto importante è la valutazione dei diversi sistemi di taglio.
Per la triturazione (cippatura) di rami
più grossolani si possono utilizzare biotrituratori dotati di un’apertura inclinata
che permette di far arrivare i rami con la
giusta angolazione rispetto alla lama tagliente.
Mentre avviene il taglio il materiale è
mantenuto fermo da sistemi di arresto
che possono essere in materiale plastico
o in lega di metallo (è lo stesso sistema
che impedisce il contatto delle mani con
le parti taglienti).
Per la triturazione (sfibratura) di rifiuti voluminosi e più teneri, come fiori
recisi, scarti della coltivazione e della
pulitura degli ortaggi, grandi quantitativi di fogliame e rami sottili di cespugli e
alberi si devono utilizzare biotrituratori
dotati di ampie aperture di carico.
Le ditte costruttrici propongono sia
modelli separati per uno solo dei casi sopra prospettati sia modelli multiuso, solitamente di dimensioni maggiori, provvisti di sistemi di taglio che possono ruotare in senso orario o antiorario, permettendo così lo sminuzzamento di residui più
o meno morbidi e più o meno sottili.
Grazie al sistema «bifunzionale»
vengono riunite in una sola attrezzatura
le tecnologie della cippatura e della sfibratura. Con un senso di rotazione (sinistro) i coltelli sminuzzano il materiale
meno consistente, trasformandolo in
materiale sfibrato; con l’altro senso di
rotazione (destro) i coltelli cippano il
materiale più grossolano, trasformandolo in fettine di legno.
Il doppio senso di rotazione talvolta è
utile anche per liberare l’apparato di taglio da eventuali intasamenti delle lame
dovuti a parti di legno più dure. In alcuni modelli, poi, sono presenti sistemi a
doppia camera di taglio in cui si trovano
due gruppi di lame – uno superiore e uno
inferiore – che consentono di limitare gli
intasamenti e l’usura delle lame stesse.
Dimensione del materiale
triturabile
Per diventare utile compost, i rifiuti
di origine vegetale devono innanzitutto
essere macinati finemente (0,5-1 cm);
soltanto con materiale ben sbriciolato
infatti i microrganismi possono procedere alla degradazione dei tessuti vegetali. I biotrituratori perciò sono in genere completati da un dimensionatore del
macinato che permette di ottenere materiale più o meno fine per mezzo di crivelli o barre poste in basso, presso il
punto di uscita del macinato.
Dispositivi che ne facilitano
l’utilizzo
Alcuni modelli adottano un sistema di taglio
«bifunzionale»: ruotando verso sinistra i
coltelli sminuzzano il materiale di minori
dimensioni, sfibrandolo; ruotando verso
destra i coltelli cippano il materiale più
grosso riducendolo in fettine di legno
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Il sistema di taglio dei biotrituratori può
essere costituito anche da frese
a più elementi di taglio
A macchina spenta l’apparato di taglio deve essere facilmente accessibile
per una pulizia periodica o per la rimozione di qualche sasso o pezzo di legno
molto duro che vi si sia accidentalmente
incastrato. Al momento dell’acquisto è
bene controllare il sistema di sicurezza e
nello stesso tempo la praticità dell’accesso alle lame.
Un altro aspetto che rende più funzionale l’uso di questa attrezzatura è la
possibilità di abbinare al biotrituratore
un contenitore in cui far confluire il ma31
IL BIOTRITURATORE PER SMINUZZARE RAMAGLIE E FOGLIAME
A
1
B
2
1 - Soltanto con materiale ben triturato i microrganismi possono procedere alla degradazione
dei tessuti vegetali. 2 - I biotrituratori sono dotati di regolatori a crivelli (A) o a barre (B) posti
all’ uscita del macinato che permettono di ottenere materiale più o meno sminuzzato.
Quadro comandi di un biotrituratore
elettrico. Questi apparecchi sono
solitamente dotati di un dispositivo di
sicurezza che blocca automaticamente il
passaggio della corrente se viene rimossa
la protezione delle lame
possano venire in contatto con il gruppo
trituratore.
A motore acceso la macchina non deve poter essere aperta. In alcuni modelli
elettrici, ad esempio, la corrente viene
automaticamente bloccata se viene rimosso il contenitore di scarico; in pratica
il trituratore non può venir azionato se le
lame sono visibili e quindi non protette.
I modelli elettrici sono solitamente
dotati anche di interruttore di spegnimento di emergenza, ovvero di un dispositivo di disinserimento che, in caso
di interruzione di corrente (tensione zero), impedisce il riavvio automatico dell’apparecchio al ritorno della corrente.
Rumorosità e vibrazioni
Alcuni costruttori abbinano al biotrituratore un apposito contenitore o carrello per la raccolta
del materiale triturato
teriale triturato; questo accessorio evita
l’uso di altri tipi di recipiente che spesso
si rivelano poco adatti.
Poiché solitamente questa attrezzatura è spostata a mano, le ruote dovrebbero essere di grosso diametro per permettere il superamento di ostacoli o dislivelli del terreno; un aspetto da non
trascurare è anche la posizione dell’impugnatura per il trasporto, che deve essere comoda per l’operatore e magari
rientrante in modo da occupare meno
spazio.
Peso complessivo
Il peso di un biotrituratore dipende
dalle dimensioni della macchina, dal materiale che costituisce il corpo macchina
(materiali plastificati o leghe di metalli),
dalla presenza di eventuali accessori. In
32
ogni caso i modelli più piccoli hanno pesi
variabili tra 15 e 20 kg e quelli di maggiori dimensioni arrivano anche a 30-40 kg.
Accorgimenti
che aumentano la sicurezza
Per quanto riguarda la sicurezza, la regola vuole che, infilando un braccio nella tramoggia di carico, non si possa toccare il gruppo di taglio. Altri dispositivi
impediscono il funzionamento del motore se sono aperti gli accessi alle parti interne; questi accessi sono indispensabili
per la pulizia, il controllo e la sostituzione delle lame, che si logorano ben più
delle restanti parti della macchina.
Al momento dell’acquisto occorre
verificare anche la sicurezza del sistema
di carico; esso deve dare l’assoluta garanzia che le mani dell’operatore non
Diversi modelli presentano sistemi per
ridurre le vibrazioni, sistemi di isolamento acustico per limitare la rumorosità e, in
questa direzione, apparato di taglio costituito solitamente da più taglienti.
Alcuni biotrituratori si distinguono
per la silenziosità (meno di 84 decibel)
perché dotati di un particolare sistema di
taglio nel quale il materiale da sminuzzare viene trascinato da un rullo portafrese a rotazione lenta, automaticamente e senza contraccolpi, contro una piastra di controspinta.
Combinazione
con i diversi accessori
Alcuni biotrituratori sono infine completati da un cesto di raccolta nel quale
viene convogliato il materiale frantumato. Si tratta di un accessorio aggiunto alle macchine soltanto di recente, che rende più semplice il trasporto del macinato verso il silo di raccolta.
„
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Consigli per iniziare col piede giusto
la coltivazione dell’orto
Fin dall’inizio occorre effettuare le scelte più oculate e le valutazioni rispondenti al caso specifico.
Se si vuole iniziare a coltivare un piccolo orto, non bisogna avere timori; basta iniziare col piede giusto e la piccola
attività orticola risulterà più semplice di
quanto possa sembrare.
Individuate la superficie:
luogo, ampiezza,
orientamento
Per prima cosa è necessario calcolare
la superficie che si vuole mettere a coltura, le persone che si dedicano a questa
attività e le esigenze di consumo della
famiglia.
Per comodità l’orto è quasi sempre situato vicino all’abitazione. Quando non è
possibile, si rende necessario recintarlo,
non tanto per evitare possibili furti quanto per impedire agli animali di arrecare
danni; per lo stesso motivo spesso l’orto
viene recintato anche se vicino alla casa.
La superficie può essere protetta anche da una siepe non molto alta (1-1,2
metri) per non ombreggiare le colture e
distante dalle aiole almeno un metro (5
nel caso di siepi che possono servire co-
me frangivento). Piante adatte alla recinzione dell’orto sono quelle da frutto
di limitato sviluppo come ribes, uva spina, lamponi, more.
All’interno dell’orto le aiole vengono
di solito disposte in direzione nord-sud
perché così le piante usufruiscono meglio della luce.
La larghezza delle aiole è di circa 11,2 metri, raramente di più, perché una
persona di statura media possa eseguire
i vari lavori rimanendo ai bordi. Inoltre
l’orto deve essere lontano da muri, alberi, costruzioni che possano in qualche
modo ombreggiarlo. È sconsigliabile
coltivare ortaggi in mezzo a filari di viti
o a piante da frutto sia per l’ombreggiamento che provocano sia perché eventuali prodotti antiparassitari, anche se
ammessi nelle colture biologiche, non
ricadano sulle piante da orto.
Valutate il clima
e le possibilità di irrigare
Perché la coltivazione dell’orto abbia
successo, è utile individuare e verificare
le attività (colture, tempi di attuazione)
già da tempo realizzate nella zona in cui
si opera e valutare le possibilità che vi
sono di irrigare: se queste sono molto limitate è necessario contenere la superficie, specialmente se si vogliono attuare
colture durante la stagione calda. Altrettanto utile in questo senso sarebbe conoscere le piogge medie che cadono nell’arco di un anno e come sono distribuite nel corso dei mesi.
Dotatevi dell’attrezzatura
e dei materiali di base
L’attrezzatura minima necessaria per
iniziare la coltivazione dell’orto può essere la seguente: 1-una vanga del tipo più
adatto al proprio tipo di terreno (se leggero a lama quadrata, se pesante a lama
appuntita); 2-un forcone per smuovere a
fondo il terreno; 3-due zappe, una abbastanza pesante per rompere le zolle più
grosse e una più piccola per lavorare il
terreno in superficie; 4-due estirpatori
(erpicatori), uno adatto per rifinire il terreno in superficie prima di semine e tra-
PER INIZIARE COL PIEDE GIUSTO
• individuate la superficie: luogo,
ampiezza, orientamento
• valutate il clima e la possibilità
di irrigare
• dotatevi dell’attrezzatura
e dei materiali di base
– riconoscete il tipo di terreno
– spianate la superficie
– distribuite letame o compost
– vangate
– predisponete le aiole o le porche
– rifinite il suolo prima di semine e trapianti
– scegliete le colture da attuare in rapporto
a clima e terreno
In questo e nel prossimo articolo trovate i consigli per iniziare a coltivare con la certezza di buoni
risultati un piccolo orto che dia soddisfazioni. A destra: utile promemoria per chi è ai primi tentativi
di coltivazione di un orto
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– seminate a righe (impiegate tessuto
non tessuto)
– trapiantate le piantine con il pane di terra
35
LA COLTIVAZIONE DELL’ORTO | CONSIGLI
VENTO PREVALENTE
m 0,20
m1
m1
m1
Piogge (in millimetri) totali in un anno in Italia
(medie trentennali) (fonte Sian-Ucea Roma)
m 10
m1
lamponi
Nord
Est
Ovest
ribes
Sud
36
> 1200
1200 > 800
800 > 600
< 600
acero campestre o carpino bianco
m5
Esempio
di orientamento
di un orto
con le aiole
disposte in direzione
nord-sud.
Una parte
della superficie
è circondata
da piante
di ribes
e lamponi.
A cinque metri
di distanza
dal lato nord
è stata piantata
una siepe
(piante adatte sono per
esempio
acero campestre
e carpino
bianco)
per proteggere
l’orto dai venti
(si presume, nell’esempio,
che il vento spiri
da nord)
pianti (quello più robusto) e uno per
smuovere il suolo tra le file delle colture
in atto (quello più leggero); 5-due rastrelli di differenti dimensioni per rifinire in superficie il suolo e interrare le sementi; 6-forbici da potatura; 7-un coltellino a lama corta; 8-un coltello a lama
lunga (per le raccolte); 9-un trapiantatoio; 10-una palettina; 11-un frattazzo;
12-un piantabulbi; 13-un innaffiatoio dotato di doccia a piccoli fori; 14-una motozappa per facilitare la lavorazione del
terreno; 15-un irroratore a mano o a motore; 16-altra attrezzatura generica (martello, tenaglie, pinze, scure, sega ecc.).
Come materiali di base ci si può
orientare sui seguenti:
– letame o compost, ma anche letame
disidratato o prodotti equivalenti (diversi sono ammessi per l’impiego nelle colture biologiche);
– eventuali concimi organo-minerali
(alcuni sono ammessi per l’impiego nelle colture biologiche);
Inoltre servono: A-un metro in legno
od in metallo; B-tubo in materiale plastico per l’irrigazione; C-sostegni di vario tipo (pali e paletti, canne di bambù,
reti in materiale plastico, ecc.); D-legacci (rafia naturale, rafia sintetica, cavetto
in materiale plastico, un rotolo di spago
grosso ecc.). E ancora: materiale per
pacciamatura (paglia, carta degradabile
nel terreno, teli plastici ecc.); tessuto
non tessuto per la protezione delle colture dal freddo e dagli insetti e per facilitare la germinazione dei semi.
Solo dopo aver effettuato alcune
esperienze di coltivazione si possono
adottare dei piccoli tunnel per proteggere gli ortaggi dal freddo, per anticipare o
posticipare qualche coltivazione oppure
per produrre piantine che verranno trapiantate in seguito.
„
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La coltivazione dell’orto:
la valutazione del terreno
e la scelta degli ortaggi
Sapere di che tipo di suolo si dispone è utile per adottare le migliori lavorazioni e per indirizzare
la scelta degli ortaggi per la quale anche l’esperienza e il clima possono indirizzare l’orticoltore.
gli apporti almeno una volta all’anno).
Dato che trattengono poco gli elementi
nutritivi, in particolare l’azoto, è necessario eseguire ripetute ma limitate concimazioni alle colture in atto (in copertura), sempre in rapporto alle esigenze
delle diverse colture.
Preparare il terreno per iniziare le
colture è senza dubbio impegnativo, soprattutto quando si tratta di un terreno
non lavorato. Per questo è utile sapere di
quale tipo di suolo si dispone.
Che tipo di terreno è?
Conoscere il tipo di terreno in cui si
vuole coltivare l’orto è il punto di partenza per renderlo il più adatto possibile alle coltivazioni.
Terreni pesanti (o compatti). Se si
stringe nel pugno una manciata di terreno umido questo forma un blocco solido
che si rompe (disgrega) con difficoltà;
camminandovi sopra si attacca saldamente alle scarpe ed aderisce agli attrezzi. Questi suoli ricchi di argilla (anche
più del 30%) risultano difficilmente lavorabili se bagnati o asciutti e trattengono l’acqua che, quando è in eccesso (in
autunno-inverno), deve essere velocemente allontanata (sistemando il terreno
in aiole sopraelevate a porche, chiamate
localmente anche prose, prosone, passate, magoli, colmini).
Sono terreni freddi e che in primavera si riscaldano lentamente, ma di regola sono ricchi di elementi nutritivi. È opportuno lavorarli prima del sopraggiungere dell’inverno perché il gelo e il disgelo e le precipitazioni della stagione
fredda rendono questi suoli più facili da
preparare per le semine e i trapianti. Per
migliorarli sono molto validi gli apporti
di letame o di compost maturi (3-4 chilogrammi per metro quadrato, ripetendo
apporti ogni anno) interrandoli con la
vangatura.
Anche un terreno sassoso coltivato ad orto,
con l’impiego continuativo di sostanza
organica (letame e/o compost), può dare
risultati più che accettabili. Nei casi estremi
si rende necessario «bonificare» il terreno
nel corso degli anni togliendo prima le pietre
e i sassi più grandi e poi quelli di minore
diametro
sono lavorare in qualsiasi periodo dell’anno. Anche in questo caso per migliorarli sono molto utili gli apporti di letame o di compost maturi (4-5 e più chilogrammi per metro quadrato, ripetendo
Terreni sciolti. Se si stringe nel pugno
una manciata di questi terreni non si riesce a formare un blocco neppure se sono
umidi (suoli incoerenti). In alcuni di
questi suoli la sabbia può superare il
70%. Non trattengono l’acqua e quindi è
necessario irrigarli di frequente. Sono
poveri di elementi nutritivi, ma in primavera si riscaldano facilmente e si poswww.amailtuoverde.it
Così si presenta un terreno pesante pochi
giorni dopo una lavorazione, in seguito ad
un’abbondante caduta di pioggia
Terreni sassosi. Si distinguono a prima
vista per la presenza di ciottoli, pietre,
ghiaino di differenti dimensioni. Per poterli coltivare è necessario «bonificarli»
nel corso degli anni togliendo prima le
pietre e i sassi più grandi, poi quelli di
minore diametro. Non trattengono molto l’acqua e si possono lavorare durante
tutto l’arco dell’anno. Per migliorarli è
necessario seguire le indicazioni esposte
per i terreni sciolti.
Terreni torbosi (umiferi). Si presentano
scuri, soprattutto in superficie. Se presi
in mano asciutti sono soffici ed hanno
consistenza grumosa. Spesso si può notare la presenza di residui vegetali non
ancora decomposti. Sono facilmente lavorabili, pur trattenendo una notevole
quantità di acqua, e per questo devono
venire sistemati in modo da farla sgondare (aiole rialzate, porche). Purché non
bagnati, in primavera si riscaldano con
facilità. La loro reazione è tendenzialmente acida e spesso richiedono ripetuti
apporti di concimi a base di fosforo, potassio e microelementi (ferro, molibdeno, zinco, manganese, rame, boro, cloro), perché l’acidità rende difficoltoso il
loro assorbimento da parte delle piante
(per abbassare l’acidità è utile apportare
calce da 0,5 a 1,5-2 chilogrammi per 10
metri quadrati anche più volte).
Terreni calcarei. Si presentano di colore chiaro, in particolare nella parte più
profonda dello strato lavorabile, e si
possono riconoscere perché se si prende
un po’ di terreno e si bagna con alcune
gocce di aceto (o di limone) si produce
un’evidente effervescenza. Lasciano
sgrondare l’acqua abbastanza facilmente e in primavera si riscaldano con discreta velocità. Si possono lavorare in
37
LA COLTIVAZIONE DELL’ORTO | VALUTAZIONE TERRENO
modo più agevole rispetto a quelli pesanti, ma devono essere piuttosto asciutti perché quando piove tendono a compattarsi e a diventare fangosi. Per questo
è opportuno lavorarli prima dell’inverno. In genere la loro reazione tende all’alcalino e sono poco adatti ad alcune
piante, come la fragola, per difficoltà di
assorbimento del ferro (clorosi ferrica).
Per migliorali sono validi ripetuti apporti di letame o compost.
Terreni di medio impasto (o franchi).
Una manciata di terreno non bagnato
stretta nel pugno si compatta formando
grumi, che però si sciolgono abbastanza
facilmente. Si lavorano in modo agevole
ma, se tendono al compatto, è opportuno
eseguire le lavorazioni prima dell’inverno. Se si notassero dei ristagni, bisogna
curare lo sgrondo dell’acqua. Pure in
questi terreni sono utili gli apporti di sostanza organica, in particolare prima della messa a dimora di colture esigenti (pomodoro, peperone, zucchino).
Come preparare il terreno
per accogliere le colture
Per prima cosa è necessario spianare
la superficie da mettere a coltura colmando buche e livellando rilievi.
Se l’appezzamento fosse coltivato a
prato è opportuno asportarne la parte più
superficiale (cotica) per evitare un possibile forte sviluppo di piante infestanti.
Si procede poi alla vangatura, nei periodi indicati a seconda del tipo di terreno, alla profondità di 25-35 centimetri.
Se si incontra particolare difficoltà nell’esecuzione di questo lavoro è consigliabile usare l’apposito robusto forcone
o la motozappa.
Prima di eseguire la vangatura è necessario distribuire il letame o il compost maturi (da 3 a 5 chilogrammi per
metro quadrato) su tutta la superficie per
migliorare il terreno dal punto di vista fi-
Confronto tra terreni compatto (A), torboso (B), sciolto (C)
sico. Nel caso di suoli molto poveri queste quantità si possono aumentare (si
può arrivare fino a 15 chilogrammi di
compost maturo per metro quadrato). In
mancanza di letame o di compost si può
adoperare letame concentrato/essiccato
alle dosi indicate sulle confezioni.
Spesso i suoli che si vogliono mettere a coltura sono poveri di elementi nutritivi, perciò si possono interrare anche
concimi a base di fosforo e di potassio.
Prima dell’inizio delle coltivazioni è
necessario rifinire il terreno smosso in
precedenza dalla vangatura e, dopo aver
suddiviso l’appezzamento in aiole o aver
predisposto le porche, è necessario sminuzzare le parti di terreno più grossolane e si dovrà curare bene lo strato superficiale dove verranno collocati semi e/o
piantine. Per questo lavoro di rifinitura
si impiegano estirpatori-erpicatori superficiali e rastrelli.
Semine e trapianti
Per effettuare in modo razionale semine e trapianti è consigliabile seminare a righe per trovarsi in seguito facilitati in tutte le operazioni di coltivazione,
fino alla raccolta. È opportuno non interrare troppo i semi (non coprendoli più di
Sistemazione dell’orto in presenza di terreni pesanti
B
A
cm 15-25cm 50 - 70
cm 15-30
cm 50-70
cm 100-120 20-40
A - Porche. B - Aiole sopraelevate. Entrambe le sistemazioni consentono un agevole sgrondo
dell’acqua
38
due volte il loro spessore) e, dopo la semina, stendere sulle aiole un velo di tessuto non tessuto. Questo rende più omogenea l’umidità a livello del terreno ed
innalza di circa due gradi la temperatura
favorendo così la germinazione.
Essendo ormai sempre più diffuso e
generalizzato l’impiego di piante con il
pane di terra, il trapianto è diventato
molto facile: è sufficiente spostare il volume di terreno necessario a formare
una piccola conca dove collocare il pane
di terra e quindi riaccostare il suolo sufficiente a colmare la buchetta. È un lavoro rapido che non pone problemi neppure quando il terreno è coperto dalla pacciamatura. Si può eseguire con le mani
oppure aiutandosi con una palettina, una
cazzuola o un piantabulbi.
Quali colture attuare
Come inizio sono da preferire coltivazioni semplici come le lattughe e le
cicorie da taglio, la valerianella, i piselli, i fagioli e i fagiolini (talvolta vi sono
problemi di germinazione), ma pure le
bietole da coste e la cicoria catalogna.
Se però il terreno si presenta difficile
da lavorare e povero di elementi nutritivi, è consigliabile dare la preferenza, almeno nel primo anno, a coltivazioni come patate e piselli, poiché le patate, per
la conformazione del loro apparato radicale e i lavori che necessari durante la
loro coltivazione, migliorano il suolo
dal punto di vista fisico e i piselli – come le altre leguminose – arricchiscono il
suolo di azoto.
Nessun timore se qualche coltivazione non riuscirà come si desidera, perché
le piante orticole sono numerose e non
sempre si adattano nel migliore dei modi ad ambienti e terreni diversi. Sarà il
coltivatore che, nel tempo, sceglierà gli
ortaggi più adatti alla propria realtà. „
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La motozappa, attrezzatura polivalente
ideale per le piccole superfici
La motozappa è una macchina semovente per la lavorazione del terreno, dotata di asse rotante
sul quale sono montate le frese (coltelli o zappette) e che dà l’opportunità di abbinare
diversi accessori che la rendono un’attrezzatura polivalente. I diversi modelli in commercio
offrono soluzioni adatte alle piccole superfici, ma anche ad un uso professionale.
La motozappa (1) è una piccola macchina con un solo asse, semovente, adatta a effettuare la lavorazione di qualsiasi tipo di terreno dove, a causa della modesta superficie (aiole, tunnel), non è il
caso di utilizzare il trattore o dove recinzioni, siepi e altri ostacoli limitano le
possibilità di manovra di attrezzature
più voluminose.
Guidata da conducente al seguito tramite stegole o manubri, è l’attrezzatura
perfetta per lavorare gli orti e per preparare il terreno per la semina; inoltre, viene impiegata per incorporare negli strati
superficiali del suolo fertilizzanti (concimi, torba o letame) o residui delle colture precedenti.
Simile al motocoltivatore, ma di dimensioni e peso inferiori, è dotata, al
posto delle ruote, di un asse rotativo sul
quale sono montati gli organi operativi
per lo sminuzzamento del terreno, costituiti da frese. Questi provvedono all’avanzamento della macchina oltre che
alla lavorazione il terreno.
La scelta va fatta in base
alle esigenze di lavoro
Com’è fatta una motozappa
1 - La motozappa è costituita da un telaio portante (A)
che sorregge il motore (B) e gli altri organi, guidato
dalle stegole o manubri (C) su cui sono montati
i diversi comandi. L’organo lavorante
è costituito da un gruppo di frese
(coltelli o zappette) (D).
Due dischi metallici laterali (E)
delimitano la zona fresata.
Un carter di protezione (F)
rende sicuro l’utilizzo
della macchina
A
per l’operatore
alla guida
C
B
F
E
Per impieghi di tipo hobbistico su superfici irregolari e limitate oppure per
lavorazioni superficiali in giardini e orti
familiari di piccole dimensioni e in ambienti chiusi (serre) sono sicuramente
adatte motozappe leggere (masse dai 5
D
E
CONSIGLI PER UN ACQUISTO PONDERATO DELLA MOTOZAPPA IN BASE ALLE ESIGENZE DI LAVORO
Motore Elettrico
Motore a scoppio
Potenza
0,25-1,3 kW
fino a 4-5 kW
Fino a 10-15 kW
Cilindrata
–
50-150 cm3
Oltre i 150 cm3
Massa
5-15 kg
30-50 kg
80-100 kg
Larghezza di lavoro
Fino a 30 cm
30-50 cm
100-130 cm
Esigenze di lavoro
Per impieghi di tipo hobbistico su superfici irregolari
e limitate, oppure per lavorazioni superficiali in
giardini e orti familiari di piccole dimensioni. Molto
adatte per lavorare in ambienti chiusi (serre)
Per terreni regolari e superfici
pianeggianti o in leggera pendenza.
Adatte per impieghi di tipo
hobbistico su terreni di facile
lavorazione fino a 200-300 m2
Adatte a superfici fino a 2.000
metri quadrati, per attività di tipo
professionale, anche su terreni
tenaci di difficile lavorazione
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39
LA COLTIVAZIONE DELL’ORTO | MOTOZAPPA
2
3
4
5
2 - Il cambio (vedi freccia) è costituito da una a sei marce avanti, per lavorare il terreno con la stessa efficacia a seconda della sua consistenza, e
una-due marce indietro 3 - L’organo lavorante è costituito da un gruppo di frese composto da 4, 6 o 8 elementi (coltelli o zappette) per larghezze
di lavoro variabili tra 25 e 130 cm 4 - Uno sperone/timone regolabile in altezza (vedi freccia) trattiene la macchina nel terreno e consente di
controllare la profondità di lavoro con la sua regolazione in altezza e la pressione esercitata su esso 5 - Particolare di uno dei dischi di metallo
laterali che delimitano la zona fresata
ai 15 kg) e manovrabili (larghezze di lavoro fino a 30 cm), dotate di motore
elettrico, con potenze variabili tra i 0,251,3 kW.
Per terreni regolari e superfici pianeggianti o in leggera pendenza ci si può
orientare su macchine con potenza più
elevata. Per esempio, modelli dotati di
motore a scoppio, con potenze fino a 45 kW e cilindrate tra 50 e 150 cm3, sono adeguati per lavori di tipo hobbistico
su terreni sabbiosi o di facile lavorazione fino a 200-300 metri quadrati. Queste
macchine hanno masse di 30-50 kg e
larghezze di lavoro che vanno dai 30 ai
50 centimetri.
Per lavorare superfici fino a 2.000
metri quadrati, per attività di tipo professionale, anche su terreni tenaci, occorre servirsi di motozappe con motore
fino a 10-15 kW di potenza, cilindrata
oltre i 150 cm3, masse maggiori (80-100
kg e oltre) e larghezze di lavoro che arrivano anche a 100-130 centimetri.
Nel riquadro qui sotto abbiamo riassunto alcuni criteri da seguire per orientare al meglio la scelta.
Le sue parti principali
La motozappa è costituita da un telaio portante, in acciaio, che sorregge il
motore e gli altri organi, guidato dalle
6
6 - Alcuni modelli montano un ruotino anteriore o due ruotini posteriori ribaltabili per facilitare
il trasferimento della macchina
40
stegole o manubri. La maggior parte dei
modelli monta motori a 4 tempi alimentati a benzina, generalmente con valvole
in testa per limitare i consumi e le emissioni inquinanti senza comprometterne
la robustezza. Le versioni professionali
sono di solito dotate di propulsori di tipo diesel, rari invece sono i casi di motori alimentati a miscela.
L’avviamento il più delle volte è a
strappo autoavvolgente; talvolta può essere installato un motorino elettrico.
Collegata al motore, tramite la frizione –
che può essere a cinghia, con comando
di innesto e disinnesto a leva sulle stegole di guida, oppure a dischi multipli in
bagno d’olio – c’è la trasmissione che fa
funzionare l’organo lavorante. Questa
può essere a catena oppure a ingranaggi
in bagno d’olio (quest’ultimo tipo richiede bassa manutenzione).
Il cambio (2) è costituito da 1 fino a
un massimo di 6 (nei modelli professionali) marce avanti, per lavorare il terreno con la stessa efficacia a seconda della sua durezza e consistenza, e 1-2 marce indietro, per facilitare le manovre e
l’assestamento nella giusta posizione
durante il lavoro.
L’organo lavorante (3) è costituito da
un gruppo di frese in acciaio composto
da 4, 6 o 8 elementi (zappette o coltelli)
per larghezze di lavoro variabili, come
abbiamo visto, tra 25 e 130 cm. La larghezza di lavoro può essere aumentata
aggiungendo gruppi laterali di zappette.
La forma ricurva delle zappette consente una penetrazione progressiva nel
terreno, riducendo le vibrazioni e rendendo il lavoro più confortevole. Alcuni
modelli montano frese dalla forma particolare (a stella), adatte a lavorare alla
profondità di 35-45 cm, ideali per romwww.amailtuoverde.it
LA COLTIVAZIONE DELL’ORTO
7
9
8
pere la suola di lavorazione e assicurare
al terreno una buona aerazione e permeabilità a profondità che solitamente
sono raggiungibili solo con grandi macchine agricole.
Uno sperone/timone (4) trattiene la
macchina nel terreno e consente di controllare la profondità di lavoro tramite la
pressione esercitata dall’operatore sullo
sperone stesso e in base alla sua regolazione in altezza: se lo sperone è alto, la
macchina avanza evitando l’affossamento; se basso la macchina lavora più
in profondità. In caso di terreno molto
duro è consigliabile tenere lo sperone
sollevato per guidare la macchina con
minor sforzo e togliere i dischi metallici
laterali per agevolare la penetrazione
delle frese.
Il gruppo di frese è protetto da carter
di protezione per la sicurezza dell’operatore. Inoltre i due dischi metallici laterali (5) delimitano accuratamente la zona fresata, contenendo l’uscita laterale
del terreno. In più mantengono in guida
la macchina, garantendo un avanzamento uniforme della motozappa.
Ricordiamo che alcuni modelli montano un ruotino anteriore o due ruotini
posteriori (6) ribaltabili, esclusivamente
per facilitare il trasferimento della macchina.
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7 - Tramite lo spostamento di una leva le stegole possono essere regolabili in altezza e disassabili
lateralmente. 8 - Il motorstop (vedi freccia) blocca il motore qualora le stegole di guida sfuggano
di mano. 9 - Nei terreni in pendenza si lavora mantenendosi in posizione perpendicolare
all’inclinazione del suolo, dirigendo cioè la macchina sempre trasversalmente al pendio
Facilità d’uso e sicurezza
del lavoro
Per lavorare in posizione corretta, la
maggior parte dei modelli di motozappa è corredata di stegole regolabili in
altezza e disassabili lateralmente (7),
che consentono di muoversi con agilità anche in spazi ristretti senza calpestare il terreno lavorato. Impugnature e
leve ergonomiche, con comandi precisi e facili da utilizzare, conferiscono
maggiore confort all’operatore durante l’uso.
Le aziende costruttrici progettano
ormai le proprie macchine curando i
dettagli per garantire la massima sicurezza agli utilizzatori durante l’uso, senza comprometterne il buon funzionamento.
Tutti i modelli sono dotati di motorstop (8) che, combinato con la leva della frizione, blocca il motore qualora
sfuggano di mano le stegole di guida. La
retromarcia può essere innestabile solamente tramite comando alle stegole con
leva di sicurezza, mentre protezioni
esterne al motore e agli organi lavoranti,
supporti in gomma per limitare vibra-
zioni e rumore completano le dotazioni
di sicurezza.
Accorgimenti nell’uso
su terreni in pendenza (9).
Per operare con la motozappa bene e
in sicurezza occorre tenere presenti alcuni accorgimenti. Se si lavora su un terreno in pendenza bisogna innanzitutto
mantenersi in posizione perpendicolare
all’inclinazione del suolo, muovendosi
cioè sempre trasversalmente al pendio. È
poi preferibile utilizzare una motozappa
con motore frontale o zavorra anteriore,
in modo che la distribuzione dei pesi garantisca un avanzamento uniforme e regolare. In discesa è raccomandabile girare lo sperone in avanti, così da mantenere la macchina ben ancorata al terreno.
Occorre inoltre prestare la massima
attenzione quando si deve invertire la direzione di marcia e non lavorare mai su
pendenze particolarmente accentuate (al
massimo fino al 30%). In salita, in discesa e in pendenze trasversali vanno evitate le curve improvvise e non bisogna
mai disinserire la trazione.
„
41
CONSIGLIA | MOTOZAPPE
HB 445 R
HB 560
La motozappa con marcia in avanti e retromarcia può essere
agevolmente manovrata grazie alla struttura compatta e allungata. Nuovi elementi antivibrazioni aiutano a proteggere i muscoli e
le articolazioni. Le dotazioni di serie e gli accessori ne consentono un impiego flessibile in diverse condizioni d’impiego. È possibile, per esempio, ridurre la larghezza di lavoro da 45 a 25 cm oppure aumentarla a 60 cm.
Modello
HB 445 R
HB 560
42
Potenza nominale
a regime d’esercizio
1,9 kW-3.100 g/min
2,4 kW-3.000 g/min
Motozappa particolarmente versatile, con ampiezza di lavoro da
60 cm, equipaggiata con il potentissimo motore Kohler Courage,
permette di lavorare il terreno rapidamente in modo efficace. La
struttura molto stabile rende la motozappa facile da manovrare. La
vasta gamma di accessori, tra cui il corpo rincalzatore o i peso
supplementari, fa di questo modello una motozappa particolarmente versatile.
Larghezza
di lavoro
45 cm
60 cm
Trazione
Rumorosità
1 marcia avanti,
1 retromarcia
93 dB(A)
93 dB(A)
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Numero di ottano ROZ
Numero di ottano MOZ
Tensione vapore kPa
Zolfo mg/kg
Sostanze aromatiche %V
Contenuto benzolo % V
Olefine % V
n-esano
Durata %
Stabilità all’ossidazione
.
95
85
45 –100
< 150
50
< 42
<1
< 18
–
circa
6 mesi
> 360
> 95
> 90
50 – 65
10
< 20/50
< 0,05
0,5
< 0,05
0,1
< 0,05
> 0,05
24 mesi
<
> 720
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