PLIS Balossa Parco Nord Milano Comune di Cormano – Schema di funzionamento della rete ecologica - In rosso le aree oggetto di intervento 1.3.2 Comune di Novate Milanese Il PGT di Novate persegue l’obiettivo primario di un riassetto ecologico del territorio che sappia compensare, tramite interventi mirati, i nuovi carichi antropici che vi si svilupperanno nei prossimi anni. In tal senso il Piano prevede particolari ambiti sensibili del territorio adibite esclusivamente a compensazione ambientale da attivarsi con i proventi generati dalle normali attività edilizie che daranno attuazione alle previsioni contenute nel Documento di Piano. La concatenazione di queste aree adibite a compensazione ecologica con gli ambiti verdi esistenti, sia urbani che del PLIS daranno compimento alla rete ecologica comunale e contribuiranno ad estendere le connessioni ecologiche di livello provinciale e/o regionale. Nello specifico il Piano recepisce ed articola nella sezione delle norme relativa ai "vincoli e tutele paesistico ambientali ed ecologiche" la rete ecologica provinciale. Nella fattispecie, il Corridoio ecologico secondario e La Dorsale Verde Nord coincidono con gli ambiti agricoli di interesse paesistico - AG1 (PLIS della Balossa), gli ambiti agricoli di ͻ valore territoriale - AG2 e gli ambiti dei corsi d'acqua - ACQ, per i quali il Piano prevede opportuni interventi di salvaguardia e valorizzazione. In particolare, l'obiettivo principale è quello di valorizzare il PLIS della Balossa quale nodo essenziale di continuità del sistema ecologico fra il Parco Nord e il Parco delle Groane. Infatti, il Piano sottolinea che l’area protetta di interesse sovracomunale si trova in una condizione di tutela e di necessità di connessione con gli altri parchi del Nord Milano particolarmente complessa, che richiede, da un lato, il rispetto e la protezione dei corridoi di collegamento esistenti e, al contempo, azioni di individuazione di nuovi varchi e connessioni verdi (con gli altri parchi della rete ecologica del nord Milano) tra la Balossa e l’agglomerato edificato circostante. Dunque il Piano persegue il grande obiettivo di garantire la creazione di corridoi di connessione tra il territorio di Novate (a partire dal PLIS della Balossa) fino al confine comunale di Milano. PLIS Balossa Comune di Novate Milanese – Assetto della rete ecologica - In rosso le aree oggetto di intervento ͳͲ 2. Ambiti territoriali di riferimento 2.1 Il Parco Regionale Nord Milano Il Parco Nord Milano si estende per circa 640 ettari tra i quartieri della periferia nord di Milano. La sua ideazione risale alla fine degli anni '60 ma è solo nel 1975 che viene riconosciuto dalla Regione Lombardia come parco regionale. La sua gestione è affidata ad un Ente composto dai sei Comuni intorno al Parco e dalla Provincia di Milano. Il parco sorge in un contesto tra i più densamente urbanizzati d'Europa, caratterizzato dalla presenza di storiche fabbriche (oggi quasi del tutto scomparse a seguito della deindustrializzazione) e grandi quartieri edilizi che, nel tempo, hanno saldato la periferia nord di Milano al suo hinterland senza alcun disegno urbanistico. Grazie all'istituzione del Parco, le residue aree libere presenti nel contesto urbanizzato sono state in parte bonificate, rinverdite ed attrezzate per la fruizione pubblica; in parte sono rimaste intatte, a testimonianza delle profonde modificazioni subite dal territorio. Il Parco è dotato di Piano Territoriale di Coordinamento approvato con la D.G.R. 06.08.2002, n. 7/10206; I primi significativi interventi di forestazione risalgono al 1983, quando furono messe a dimora alcune migliaia di piante che oggi mostrano già un buon livello di crescita tanto che i boschi più maturi presenti nel Parco oggi coprono una superficie che va oltre 60 ettari e i filari che bordano i percorsi ciclopedonali, sono composti da piante con altezze intorno ai 15-20 metri. Il Parco Nord Milano attualmente può contare su circa 350 ettari di verde, organizzati in zone boschive, radure, filari, macchie arbustive, siepi e piccoli specchi d'acqua. Oggi il parco continua con la metodologia di lavoro utilizzata in tutti questi anni ad espandersi e a crescere, consapevole del proprio ruolo sociale, urbanistico ed ecologico. La creazione e lo sviluppo negli anni di zone di bosco fitto, alternato ad ampie radure, filari di alberi e arbusti ha favorito un sorprendente aumento della presenza della fauna catalogabile principalmente in varie specie di uccelli, piccoli mammiferi, insetti e anfibi. Si riscontra ad esempio la presenza del gufo comune, l'allocco e la civetta, che si sono stanziati in diverse zone; oppure alcuni esemplari di gheppio che si recano spesso a caccia di roditori sui grandi prati del Parco. Tra le altre specie di uccelli è significativamente in aumento la presenza di pettirossi, cinciallegre, cinciarelle e torcicolli. Così come è interessante la visita, in taluni periodi dell'anno, dell'upupa e del lucherino, e la nidificazione ripetuta dell'averla piccola. Infine è ormai stabilmente insediato nei boschi del Parco il picchio rosso maggiore e, più recentemente, il picchio verde. Un mammifero presente in maniera rilevante è l'arvicola che ha trovato nelle praterie del Parco un ideale habitat. Grandi abitatori, invece, delle zone cespugliose sono i conigli selvatici, inseriti abusivamente a scopo venatorio molti anni fa e progressivamente aumentati di numero. Si devono inoltre segnalare alcuni casi di ritrovamento di tracce della volpe e della donnola, le cui presenze non occasionali contribuirebbero non poco a tenere sotto controllo la colonia di conigli, altrimenti priva di predatori naturali. La realizzazione del "laghetto" presso l'ingresso parco di viale Suzzani, ha favorito lo sviluppo di vari insetti, quali la libellula e il gerride. Per quanto riguarda gli anfibi si segnalano il rospo smeraldino e la rana verde. ͳͳ Per quanto attiene alla flora, tra gli alberi di alto fusto, gli arbusti e le piante ornamentali, attualmente il Parco Nord conta la presenza di oltre 100 specie, tra le quali il 30 per cento autoctone. Vi si trovano essenze quali la farnia, il cerro, l'olmo campestre, il pioppo bianco, il pioppo nero e l'acero campestre, il ciliegio selvatico, il pino silvestre, oltre ad alberi di origine esotica quali la quercia rossa, il pino dell'Himalaya ed altri come l'ontano napoletano, il frassino maggiore, l'acero di monte e l'acero riccio. Tra gli inserimenti di arbusti selvatici è stato favorito il pado, il prugnolo, il biancospino, lo spincervino, il nocciolo e la frangola. Inoltre vi sono alcune timide presenze quali il Galanthus nivalis e il Leucojum vernum, più conosciuti come bucaneve e campanellino di primavera, l'anemone dei boschi (Anemone nemorosa), la Corydalis intermedia e la Scilla bifolia, tutte piante oggi protette da specifiche leggi regionali. Il Parco Nord Milano oltre ad essere un esempio concreto di sviluppo sostenibile per tutto il territorio, oggi costituisce un elemento rifondante nel nord-Milano per la tutela e potenziamento della biodiversità, tanto da essere stato individuato come elemento secondario delle rete ecologica regionale. Il territorio del Parco Nord Milano ͳʹ 2.2 Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale della Balossa Il Parco della Balossa è stato riconosciuto con la D.G.P. n. 332 del 21/05/2007 e interessa i comuni di Cormano e Novate Milanese. Il Parco si estende su una superficie di 150 ettari di territorio delimitato dall'asse autostradale dell'A4 a sud, dalla superstrada Milano-Meda ad est e dalla strada provinciale Rho-Monza a nord. Il Parco delle Groane a nord-ovest, il Parco Nord Milano a sud-est e il PLIS del Grugnotorto-Villoresi a nord-est costituiscono il quadro di riferimento dell’area protetta a livello provinciale. Il territorio del Parco appartiene alla prima cintura periurbana e si caratterizza come uno dei pochi spazi “vuoti” circondati dall’edificato e dalle infrastrutture. Ciò nonostante offre ancora degli scorci molto interessanti dal punto di vista paesaggistico, nonostante si sviluppi su un’area che accoglie un sistema molto complesso di funzioni e usi del suolo eterogenei e scarsamente coerenti, appoggiati ad un sistema di reti locali che non ne favoriscono l’integrazione, essendo tutte le strutture urbane organizzate per gemmazione o aggregazione ai perimetri dei diversi nuclei urbani (Cormano, Novate M.se, Milano). Il territorio del Parco della Balossa – Fonte: Provincia di Milano ͳ͵ Nel territorio in cui sorge il Parco, emerge l’assenza di una qualsivoglia forma di paesaggio caratterizzante in maniera univoca l’ambito, i cui bordi urbani non costituiscono mai margine definito tra una situazione effettivamente “urbana” e un’altra riconoscibile come “agricola”. Questa condizione riguarda sia gli affacci delle strutture edilizie accostate e contrapposte, solo in apparenza omogenee nella regolarità della rappresentazione planimetrica, in realtà composte dalle più diverse tipologie che generano un complessivo effetto di disordine. Il Parco è nato, dunque, per garantire una continuità del fondamentale sistema ecologico fra il Parco Nord e il Parco delle Groane, nonché come “enclave verde” costituita essenzialmente da terreni agricoli, pur con le forti restrizioni determinate dalle sue esigue dimensioni. 2.1.1 Storia del Parco L’area del Parco della Balossa appartiene alla prima cintura periurbana e si caratterizza come uno dei pochi spazi “vuoti” circondati dall’edificato e dalle infrastrutture. Ciò nonostante offre ancora degli scorci molto interessanti dal punto di vista paesaggistico, soprattutto verso nord. Lungo la strada vicinale che costituisce per un tratto il confine sud del Parco, la visuale è libera, si percepisce lo spazio aperto e, nelle giornate limpide, si vedono a nord - ovest il Monte Rosa, verso nord le Prealpi e a nord - est le due Grigne ed il Resegone. Il Parco nasce per garantire una continuità del fondamentale sistema ecologico fra il Parco Nord e il Parco delle Groane. Una scelta importante delle due amministrazioni in un contesto urbanizzato come quello del nord Milano. Nell'anno 2004 il Comune di Cormano ha proceduto alla perimetrazione del Parco mediante variante al proprio PRG, definitivamente approvata in Consiglio Comunale il 5/04/04. Il Parco è riconosciuto dalla Provincia di Milano come Parco Locale di Interesse Sovracomunale il 3 Aprile del 2006. A sua volta, il Comune di Novate Milanese ha introdotto il Parco nel proprio PRG mediante variante, approvata in Consiglio Comunale il 18/07/06. Il 27 dicembre 2006 i due comuni hanno siglato una convenzione che regola i rapporti tra gli enti e la gestione dl Parco. 2.1.2 Ambiente e territorio Il territorio del Parco rappresenta un'enclave compatta, attorno alla quale si trova un sistema urbano composito, sia in termini funzionali sia sotto il profilo qualitativo. Il Parco della Balossa si trova nel cuore di una delle porzioni del territorio provinciale milanese a più elevato grado di urbanizzazione. Interessa parte dei Comuni di Novate Milanese e Cormano con terreni, a vocazione prevalentemente agricola, che coprono una superficie di 150 ettari circa e, tutti contigui tra loro, formano un’area compatta, interclusa nell’urbanizzato e compresa tra la SP 46 (Rho - Monza) a nord, la A 4 (Torino Trieste) a Sud e la SP 44 (Milano - Meda) a est. Sul lato meridionale il Parco trova un confine nel tracciato autostradale dell’A4 e in una zona a prevalente carattere produttivo. Il fronte occidentale, verso Novate Milanese, trova un margine in massima parte ben definito formato da insediamenti residenziali ͳͶ affacciati ad una strada perimetrale che disegna un preciso confine. A nord le aree hanno un limite nel tracciato viario della Rho-Monza e nelle zone residenziali immediatamente più a nord. Infine sul lato orientale il tracciato stradale della vecchia Comasina fa da confine mantenendo la separazione dal sistema insediativo piuttosto articolato di Cormano. Dalla lettura degli strumenti urbanistici comunali emerge, all’interno del perimetro del Parco, una preponderante presenza di aree destinate a uso agricolo, accanto ad alcune aree destinate ad attrezzature di livello sovracomunale, localizzate nel territorio di Cormano. Le aree ricoperte da vegetazione del Parco della Balossa sono formate per la maggior parte da vegetazione d’origine antropica, come coltivazioni erbacee, prati avvicendati, coltivazioni orticole, orti familiari e giardini privati per la resta L'attuale patrimonio vegetazionale di tipo boschivo del Parco della Balossa rappresenta una minima parte (1%) della vegetazione presente nel Parco della Balossa. Le coltivazioni erbacee, prati da vicenda, coltivazioni orticole, orti familiari e giardini privati coprono circa l’80% del territorio del Parco. I terreni non più soggetti a coltivazione da parte dell’uomo registrano la presenza di specie tipiche delle terre incolte quali la seppola canadese (Conyza canadensis), il farinello comune (Chenopodium album), la sanguinella (Digitaria sanguinalis), il romice crespo (Rumex crispus) e il pabbio comune (Setaria viridis), e specie maggiormente legate ai prati stabili polifiti quali il trifoglio (Trifolium repens, Trifolium pratense), il dente di leone (Taraxacum officinale) e la silene rigonfia (Silene vulgaris). La vegetazione naturaliforme di tipo boschivo coincide pressoché unicamente con una fascia boscata lungo i fontanili inattivi Fontanile Nuovo e Fontanile Novello. Lo strato arboreo risulta dominato in modo esclusivo dalla Robinia (Robinia pseudoacacia), pianta alloctona che ha sostituito quasi ovunque le specie autoctone, e dal Sambuco (Sambucus nigra), mentre quello arbustivo risulta dominato pressoché interamente da Rovi (Rubus sp). Lo strato erbaceo risulta piuttosto interessante, in quanto la presenza di specie tipicamente nemorali come l’edera arborea (Hedera helix), il sigillo di Salomone (Polygonatum multiflorum), il ranuncolo (Ranunculus ficaria), e la pervinca (Vinca minor) attribuirebbero alla fascia boscata il significato di elemento residuale di boschi naturaliformi che probabilmente caratterizzavano più estensivamente l’area tempo addietro. I campi coltivati sono in misura molto esigua delimitati da siepi e filari, costituiti generalmente da ligustro (Ligustrum vulgaris), e da alcuni rari elementi igrofili come il Salice bianco (Salix alba) e alcuni gelsi (Morus sp). Le potenzialità faunistiche del Parco della Balossa sono uno degli ambiti nei quali vi sono le maggiori possibilità di sviluppo. La morfologia del territorio la sua collocazione in prossimità dei centri urbani e i progetti di rimboschimenti e di ripristino dei canali di irrigazione possono rappresentare elementi di forte crescita sotto questo aspetto. Attualmente sono presenti diverse specie di uccelli, come la cornacchia grigia, rondine, rondone, balestruccio, ballerina bianca, l’usignolo e la capinera, tipiche degli agroecosistemi con coltivazioni di tipo tradizionale e siepi. Fra i mammiferi ricordiamo il riccio, la talpa, il coniglio selvatico, il toporagno e, di più elevate dimensioni, la donnola, specie estremamente adattabile e piuttosto diffusa. E’ inoltre plausibile ipotizzare la presenza, anche se con popolazioni meno numerose, delle seguenti specie ornitiche: Merlo, Fringuello, Cardellino, Verzellino Verdone, tutte ͳͷ osservabili anche in ambiti urbani (parchi e giardini), ma legate ad una certa diversità strutturale. Sono presenti inoltre alcune specie di anfibi (rospo smeraldino e rana verde) e di rettili (lucertola muraiola e biacco), largamente diffuse in tutto il territorio lombardo, grazie anche alla loro capacità di colonizzare ambienti urbanizzati. 3. Obiettivi da perseguire Il progetto si propone di tutelare e incrementare la biodiversità e la qualità ambientale, del territorio della Balossa e, nel contempo, razionalizzarne e potenziarne modalità di tutela, gestione e fruizione attraverso l’unione con il Parco Regionale nord Milano. La costituzione di un'unica grande area protetta nel nord Milano risulta fondamentale premessa agli interventi di deframmentazione strutturale, di miglioramento ambientale, di ricostruzione di habitat, di mantenimento di alcune tipologie colturali, di diffusione di buone pratiche agronomiche, di realizzazione di connessioni ecologiche di vasta scala poste quale obiettivo dal PTR, dal PTCP e dagli strumenti urbanistici dei comuni interessati. In quest’ottica l’area del PLIS della Balossa, integrata nel Parco Nord Milano, assurgerebbe quindi a tassello fondamentale e definito nella connessione tra aree protette di livello regionale in un ambito territoriale come quello del nord Milano connotato da elevate criticità ambientali e da importanti barriere infrastrutturali. Più nel dettaglio la tutela di livello regionale del PLIS della Balossa avrebbe il sicuro effetto di garantire reale continuità del fondamentale sistema ecologico fra il Parco Nord e il Parco delle Groane, nonché l’assoluta salvaguardia di una “enclave verde” costituita essenzialmente da terreni agricoli, pur con le forti restrizioni determinate dalle sue esigue dimensioni. Le connessioni descritte, una volta messe in atto, assicurerebbero, peraltro, un indubbio miglioramento della qualità ambientale di un vasto contesto di riferimento ed un incremento della biodiversità. Inoltre, vista l'elevata antropizzazione del territorio, questi interventi dovrebbero anche aumentare in modo sensibile la qualità della vita dei cittadini residenti nell'area, fornendo loro una rete di spazi verdi in cui la natura trovi la possibilità di affermarsi. 4. Valutazione degli effetti dell’ampliamento dell’area sul territorio Il territorio interessato dall’unione al Parco Nord Milano del PLIS della Balossa ricade nei comuni di Cormano e Novate Milanese. Trattasi di una zona di confine dove il suolo è stato fortemente trasformato, in cui l’urbanizzato è diventato l’elemento separatore degli spazi aperti liberi e agricoli che una volta separavano, invece, l’urbanizzato. In virtù di questa sua caratterizzazione l’inserimento all’intero di un parco regionale gioverà ad approfondire i caratteri ecologici, le potenzialità di connessione e diventerà ͳ premessa strutturale agli interventi necessari per costituire una concreta rete ecologica che si innervi sulle aree urbanizzate delle città e faccia sistema con le aree libere urbane esistenti. Come già illustrato, la pianificazione sovracomunale (Rete ecologica regionale e provinciale) e locale (Piani di Governo del Territorio - Rete ecologica comunale) individuano in questa parte di territorio, pur fortemente urbanizzato, un ambito strategico per il collegamento ecologico del nord Milano. La formazione di un’area verde di più ampio respiro diventa inoltre elemento strategico di ricomposizione naturalistica di un paesaggio antropizzato e debolmente riconoscibile. La funzione di core areas del Parco Regionale Nord Milano e del Plis della Balossa e i varchi/corridoi ecologici messi in luce dalla Rete Ecologica nei suoi diversi livelli, trovano, nell‘unione amministrativa tra i due soggetti, una connessione reale ed efficace con evidenti ricadute positive sugli ambiti territoriali di riferimento. 5.Prospettive future Il Parco Nord Milano e il PLIS della Balossa, distano poche centinaia di metri ma il loro concreto collegamento coinvolge un’area caratterizzata dalla presenza di una fittissima rete di autostrade e strade locali; tuttavia la possibilità di coinvolgere in questo processo estensivo anche le aree in comune di Milano garantirebbe la ricomposizione di un territorio frastagliato nel quale si trovano aree verdi di qualità ambientale. In aggiunta a tutto ciò il loro collegamento fisico rappresenterebbe un tassello essenziale per la deframmentazione del varco individuato dalla Rete Ecologica Regionale affinché le due realtà siano unificate in un “unicum” territoriale. Data la strategicità di questa porzione di tessuto urbano, risulta particolarmente importante valutare una serie di interventi di protezione e ulteriore miglioramento degli habitat presenti, rafforzando la connessione tra il Parco Nord ed il Plis della Balossa. Sicuramente il reticolo di strade presenti a ridosso dell'A4 rende molto difficile realizzare un'ampia connessione con passaggi ed aree verdi tuttavia la realizzare di un varco dedicato soprattutto a garantire il passaggio dell'avifauna assicurerebbe da subito un’evidente mitigazione dell'impatto delle infrastrutture presenti. L'elemento connettivo posto tra Parco Nord e Plis della Balossa avrebbe quindi, da un lato, un significato ecologico e di passaggio per la fauna e, dall’altro, diventerebbe determinate nel miglioramento della qualità ambientale di questo settore densamente urbanizzato, con ricadute positive anche sull’assetto sociale dei quartieri coinvolti. Va ricordato come la fascia fortemente urbanizzata a nord di Milano sia interessata anche da un elemento primario della RER: un varco da deframmentare. E’ questa la parte di territorio che potrebbe essere oggetto di una futura connessione ecologica. Trattasi infatti di una parte di territorio che costituisce un elemento chiave non solo del disegno della rete ecologica, in quanto punto di collegamento tra i pachi Nord Milano e della Balossa ma anche come elemento di connessione tra i diversi e svariati sistemi verdi urbani e sistemi verdi territoriali che qui si confrontano per puro accostamento o casualità, senza costruire relazioni stabili e durature che servano al mantenimento e potenziamento della biodiversità. ͳ L’inserimento di tali aree all’interno di un unica area protetta di livello regionale sarebbe quindi funzionale a garantire l’effettiva connessione tra tali diverse aree protette e quindi a dare concretezza ad un tratto della REP, per altro in stretta connessione con un elemento primario della RER ed in coerenza con le strategie e gli obiettivi della pianificazione territoriale comunale, inserendosi inoltre in un quadro consolidato di attività già intraprese, per la tutela e valorizzazione delle componenti naturali, a partire dall’istituzione dei due Parchi. Nel Pgt di Milano la rete ecologica viene considerata come un progetto la cui attuazione deve confrontarsi con le caratteristiche fisiche concrete e materiali del territorio (prati, aree permeabili, siepi e filari, boschi, fiumi e canali, parchi urbani, ambiti con potenzialità ecologica, nuove aree verdi recuperate o da recuperare, ecc.). In tal senso gli spazi, a volte di marcata naturalità, a volte di naturalità residua o restituita dalle condizioni di abbandono sono da intendersi come spazi di “appoggio” ed elementi funzionali alla rete ecologica comunale. Pertanto, gli effetti e la funzionalità della rete ecologica, oltre che sull’efficienza del sistema ecologico incidono sulle dotazioni di verde urbano (pubblico e privato) costruendo un fondamentale insieme di spazi indispensabile al mantenimento e al miglioramento della qualità ambientale. La trattazione della REC di Milano avviene nel Piano dei Servizi, e questa scelta deriva dall’effettivo riconoscimento dalla possibilità di attuare la rete stessa attraverso la disciplina delle aree verdi esistenti e in progetto individuate dal Pgt, secondo quanto definito dall’art. 6 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano dei Servizi, nonché dalle previsioni del Documento di Piano e dal Piano delle Regole (in particolare negli Ambiti di Trasformazione Urbana – ATU, negli Ambiti di Rinnovamento Urbano – ARU e nei piani attuativi obbligatori, in cui si programma una cessione di almeno il 50% della superficie per finalità verdi). In tal senso i tematismi individuati nella REC - relativi al recepimento della RER, della REP - e i tematismi specifici di livello comunale individuano obiettivi e strategie di carattere generale che superano i limiti delle singole aree con la più ampia finalità di consolidare le caratteristiche naturali dell’ecosistema urbano nonché a qualificarne gli elementi paesaggistici. Dunque l’area di progetto è ricca di temi progettuali su cui attivare un disegno unitario ambientale che serva non solo ad organizzare meglio il frastagliato contesto insediativo ma soprattutto a diminuire il forte livello urbanizzativo e l’elevato grado di scomposizione delle aree libere, costituendo, quindi, la messa in relazione delle core areas fondamentali (Parco Nord e Parco Balossa) contestualmente con la rifunzionalizzazione ambientale delle restanti aree libere puntuali (stepping stones). Inoltre l’attivazione di tale procedura di ampliamento rappresenterebbe il punto di ingresso del sistema ecologico sovralocale su Milano. Un tale disegno costituirebbe, infine, un idoneo e più che necessitato ingresso e raccordo delle reti ecologiche regionali e provinciali con quella comunale, nonché il dialogo tra aree verdi locali e aree verdi di valenza sovracomunali. ͳͺ Comune di Milano – La struttura della città pubblica - Rete ecologica – In rosso le aree oggetto di intervento ͳͻ