SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
con il patrocinio di:
SENATO DELLA REPUBBLICA, CAMERA DEI DEPUTATI,
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI,
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Palazzo Mauro de André
sabato 27 giugno 2009, ore 21
Orchestre de l’Opéra National de Paris
direttore
Christoph von Dohnányi
violino
Arabella Steinbacher
FONDAZIONE RAVENNA MANIFESTAZIONI
COMUNE DI RAVENNA, REGIONE EMILIA ROMAGNA
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
in collaborazione con ARCUS
Fondazione Ravenna Manifestazioni
Assemblea dei Soci
Comune di Ravenna
Regione Emilia Romagna
Provincia di Ravenna
Camera di Commercio di Ravenna
Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Confindustria Ravenna
Associazione Industriali di Ravenna
Ascom Confcommercio
Confesercenti Ravenna
CNA Ravenna
Confartigianato Ravenna
Archidiocesi di Ravenna e Cervia
Fondazione Arturo Toscanini
Revisori dei Conti
Giovanni Nonni
Mario Bacigalupo
Angelo Lo Rizzo
Ravenna Festival
ringrazia
ASSOCIAZIONE AMICI DI RAVENNA FESTIVAL
APT SERVIZI EMILIA ROMAGNA
ASSICURAZIONI GENERALI
AUTORITÀ PORTUALE DI RAVENNA
BANCA DI ROMAGNA
BANCA POPOLARE DI RAVENNA
CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA
CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ E DELLA ROMAGNA
CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA
CIRCOLO AMICI DEL TEATRO “ROMOLO VALLI” - RIMINI
CMC RAVENNA
CNA RAVENNA
CONFARTIGIANATO PROVINCIA DI RAVENNA
CONFINDUSTRIA RAVENNA
CONTSHIP ITALIA GROUP
COOP ADRIATICA
COOPERATIVA BAGNINI CERVIA
CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE E IMOLESE
ENI
FEDERAZIONE COOPERATIVE PROVINCIA DI RAVENNA
FERRETTI YACHTS
FONDAZIONE CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA
FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO E BANCA DEL MONTE DI LUGO
FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA
HAWORTH CASTELLI
HORMOZ VASFI
ITER
KOICHI SUZUKI
LA VENEZIA ASSICURAZIONI
LEGACOOP
MARINARA
MERLONI PROGETTI
POSTE ITALIANE
RECLAM
ROMAGNA ACQUE - SOCIETÀ DELLE FONTI
SAPIR
SOTRIS - GRUPPO HERA
TECNO ALLARMI SISTEMI
UNICREDIT BANCA
YOKO NAGAE CESCHINA
ASSO
Vicepresidenti
Paolo Fignagnani
Gerardo Veronesi
Comitato Direttivo
Valerio Maioli
Gioia Marchi
Pietro Marini
Maria Cristina Mazzavillani Muti
Giuseppe Poggiali
Eraldo Scarano
Leonardo Spadoni
Segretario
Pino Ronchi
I DI
Presidente
Gian Giacomo Faverio
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Antonio e Gian Luca Bandini,
Ravenna
Francesca e Silvana Bedei, Ravenna
Roberto e Maria Rita Bertazzoni,
Parma
Maurizio e Irene Berti,
Bagnacavallo
Mario e Giorgia Boccaccini, Ravenna
Paolo e Maria Livia Brusi, Ravenna
Giancarla e Guido Camprini,
Ravenna
Italo e Renata Caporossi, Ravenna
Glauco e Roberta Casadio, Ravenna
Margherita Cassis Faraone, Udine
Glauco e Egle Cavassini, Ravenna
Roberto e Augusta Cimatti, Ravenna
Manlio e Giancarla Cirilli, Ravenna
Ludovica D’Albertis Spalletti,
Ravenna
Marisa Dalla Valle, Milano
Andrea e Antonella Dalmonte,
Ravenna
Roberto e Barbara De Gaspari,
Ravenna
Letizia De Rubertis e Giuseppe
Scarano, Ravenna
Stelvio e Natalia De Stefani,
Ravenna
Fulvio e Maria Elena Dodich,
Ravenna
Ada Elmi e Marta Bulgarelli,
Bologna
Lucio e Roberta Fabbri, Ravenna
Giovanni e Maria Luisa Faccani,
Ravenna
Gian Giacomo e Liliana Faverio,
Milano
Paolo e Franca Fignagnani, Milano
Domenico e Roberta Francesconi,
Ravenna
Giovanni Frezzotti, Jesi
Idina Gardini, Ravenna
Pier Filippo Giuggioli, Milano
Roberto e Maria Giulia Graziani,
Ravenna
Dieter e Ingrid Häussermann,
Bietigheim-Bissingen
Pierino e Alessandra Isoldi,
Bertinoro
Valerio e Lina Maioli, Ravenna
Silvia Malagola, Milano
Franca Manetti, Ravenna
Carlo e Gioia Marchi, Firenze
Gabriella Mariani Ottobelli, Milano
Pietro e Gabriella Marini, Ravenna
Luigi Mazzavillani e Alceste Errani,
Ravenna
Maria Rosaria Monticelli Cuggiò
e Sandro Calderano, Ravenna
Maura e Alessandra Naponiello,
Milano
Peppino e Giovanna Naponiello,
Milano
Giorgio e Riccarda Palazzi Rossi,
Ravenna
Vincenzo e Annalisa Palmieri, Lugo
Gianna Pasini, Ravenna
Gian Paolo e Graziella Pasini,
Ravenna
Desideria Antonietta Pasolini
Dall’Onda, Ravenna
Fernando Maria e Maria Cristina
Pelliccioni, Rimini
Romano e Maria Ravaglia, Ravenna
Giuseppe e Paola Poggiali, Ravenna
Paolo e Aldo Rametta,Ravenna
Stelio e Grazia Ronchi, Ravenna
Sergio e Antonella Roncucci, Milano
Stefano e Luisa Rosetti, Milano
Angelo Rovati, Bologna
Giovanni e Graziella Salami,
Lavezzola
Ettore e Alba Sansavini, Lugo
Guido e Francesca Sansoni, Ravenna
Francesco e Sonia Saviotti, Milano
Sandro e Laura Scaioli, Ravenna
Eraldo e Clelia Scarano, Ravenna
Leonardo e Angela Spadoni,
Ravenna
Alberto e Anna Spizuoco, Ravenna
Gabriele e Luisella Spizuoco,
Ravenna
Paolino e Nadia Spizuoco, Ravenna
Enrico e Cristina Toffano, Padova
Ferdinando e Delia Turicchia,
Ravenna
Maria Luisa Vaccari, Ferrara
Roberto e Piera Valducci,
Savignano sul Rubicone
Gerardo Veronesi, Bologna
Luca e Lorenza Vitiello, Ravenna
Lady Netta Weinstock, Londra
Mirella Zardo, Venezia
Aziende sostenitrici
ACMAR, Ravenna
Alma Petroli, Ravenna
CMC, Ravenna
Credito Cooperativo Ravennate e
Imolese
FBS, Milano
FINAGRO - I.Pi.Ci. Group, Milano
Ghetti Concessionaria Audi,
Ravenna
ITER, Ravenna
Kremslehner Alberghi e Ristoranti,
Vienna
L.N.T., Ravenna
Rosetti Marino, Ravenna
SVA Concessionaria Fiat, Ravenna
Terme di Cervia e di Brisighella,
Cervia
Terme di Punta Marina, Ravenna
Viglienzone Adriatica, Ravenna
Sofija Gubajdulina
(1931-viv.)
Offertorium, concerto per violino e orchestra
(1980, rev. 1982 e 1986)
Pëtr Il’ič Cˇajkovskij
(1840-1893)
Quinta sinfonia in mi minore op. 64
Andante - Allegro con anima
Andante cantabile, con alcuna licenza
Valse: Allegro moderato
Finale: Andante maestoso - Allegro vivace
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Pëtr Il’ič Čajkovskij, fotografia di A.F. Char’chov, 1893.
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Pëtr Il’ič Cˇajkovskij
Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64
a Quinta di Cˇajkovskij – nota un musicologo inglese – è così popolare che ci si sente leggermente
imbarazzati a parlarne, come se fossimo invitati a
scrivere un saggio per raccomandare Il bel Danubio blu”.
Il paragone non vuol essere irriverente, tanto più che,
anche nel cuore della sinfonia, risuona un valzer non
meno brillante e fantasioso di quello di Strauss. Quel che
stupisce, semmai, è la perplessità del pubblico e dell’autore stesso alle prime esecuzioni.
L’opera, tormentata e conturbante, nasce nei primi mesi
dell’estate 1888 in uno dei consueti periodi di scoraggiamento. Il compositore – a tre anni dalla cinquantina – si
sente “svuotato” e vorrebbe dimostrare a se stesso e agli
altri di non essere “completamente finito”. Da buon
romantico fine-secolo, Cˇajkovskij comincia calandosi
nello spirito della lotta al destino che gli detta le maggiori
pagine sinfoniche: dichiaratamente nella Quarta, almeno
secondo il “programma” steso per la signora Nadežda von
Meck, fida amica e generosa mecenate; più dubbiosamente per la Quinta, di cui annota una incompleta traccia letteraria in un taccuino: “Programma del Primo
Movimento della Sinfonia. Introduzione. Completa rassegnazione di fronte al Fato o, ciò che è lo stesso, di fronte
all’imperscrutabile volontà della Provvidenza. Allegro. I)
Borbottii, dubbi, lamenti, improperi contro… II) Dovrò
gettarmi nelle spire del Fato???”. Poi, in margine al foglio,
aggiunge: “Meraviglioso programma, se solo riuscissi a
realizzarlo”. È curioso notare oggi, dopo migliaia di trionfali esecuzioni, come simili dubbi continuassero a ossessionare il musicista durante la composizione e dopo. A
volte si lamenta della difficoltà di spremere qualche idea
dal cervello intorpidito. Poi, a fine agosto, terminata l’orchestrazione, diventa euforico, ma la fredda accoglienza
del pubblico di Pietroburgo (il 17 novembre del medesimo
1888) lo deprime nuovamente. Un paio di settimane dopo
confessa le sue angosce alla fedele von Meck: “Dopo aver
diretto due volte la mia nuova sinfonia a San Pietroburgo,
e una volta a Praga, sono arrivato a concludere che non è
riuscita. Essa ha qualcosa di sgradevole, un eccesso di
‘‘L
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colore e di insincerità, qualcosa di faticoso che il pubblico
riconosce istintivamente […] Sono davvero finito come
dicono? Posso soltanto ripetermi e ricopiarmi? Iersera ho
sfogliato la nostra sinfonia [la Quarta]. Quale differenza!
Come essa è infinitamente superiore! Tutto questo è
molto, molto triste”.
L’autore, come si vede, non è il miglior critico di se stesso.
Ma nell’intrico dei pareri opposti vi è parecchio di più di
un errore di giudizio: v’è la testimonianza di un’ipersensibilità, di un’instabilità psichica che dettano la varietà sentimentale e stilistica. L’unità classica, vagheggiata da
Cˇajkovskij, naufraga fortunosamente (o fortunatamente)
nella geniale turbolenza degli stati d’animo. L’inizio della
sinfonia è tutto all’insegna dell’angoscia, con l’idée fixe
del destino, letterariamente ereditata da Berlioz, ma affine al tema della Polacca (op. 26 n. 2) di Chopin. Nell’Andante cantabile le rinnovate esplosioni del “tema del fato”
si alternano alle patetiche invocazioni del clarinetto. Poi,
inattesa, ecco la leggiadria del valzer intessuto, pare, sul
motivo di “Pimpinetta”, una canzone raccolta per le vie di
Firenze qualche anno prima. Infine, tutto precipita nei
clangori del finale che non piacevano a Brahms e che il
compositore stesso trovava, di volta in volta, ammirevoli
di forza oppure odiosi per l’incoerenza sentimentale.
L’insincerità confessata nella lettera alla von Meck sta in
questi sussulti passionali e linguistici. Ma non lasciamoci
ingannare dall’autoflagellazione: l’insincerità non è personale, ma piuttosto lo specchio delle contraddizioni dell’epoca dove la retorica estetizzante di D’Annunzio
accompagna quella sbracata di Mascagni, mentre gli ultimi turgori romantici si decompongono in Dvoř ák,
Strauss, Mahler prima di sperdersi tra le nebbie debussiste. Cˇajkovskij, insomma, è un annunciatore e un testimone – e non dei minori – di questa crisi, prima di diventare,
suo malgrado, il precursore di altri due opposti: il trionfalismo sovietico e il neorussismo stravinskiano. Ultima bizzarra contraddizione, che non avrebbe mancato di
stupirlo.
Rubens Tedeschi
(dall’Archivio RAI di Torino)
Gli artisti
foto di Terry O’Neill/Decca
CHRISTOPH VON DOHNÁNYI
Nato a Berlino, studia composizione, pianoforte e direzione d’orchestra alla Musikhochschule di Monaco, studi
coronati dal Premio “Richard Strauss” assegnatogli dalla
città. Prosegue gli studi negli Stati Uniti, in particolare
con il nonno, il compositore Ernö von Dohnányi. Nel 1953
Sir Georg Solti lo assume come maestro ripetitore e direttore d’orchestra all’Opera di Francoforte. Nel 1957, all’età di 28 anni, si trasferisce a Lubecca, dove diventa il più
giovane direttore musicale della Germania. Direttore
musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Colonia,
viene nominato direttore dell’Opera di Francoforte nel
1968; dal 1978 al 1984 è direttore musicale e direttore
d’orchestra permanente dell’Opera di Amburgo. Sotto la
sua direzione si sono esibiti registi e scenografi quali
Andras Fricsay, Klaus Michael Grüber, Peter Mussbach,
Rudolf Noelte, Volker Schlöndorff, Erich Wonder, Luc
Bondy, Jürgen Flimm, Herbert Wernicke, Achim Freyer.
Come direttore musicale della Cleveland Orchestra dal
1984 al 2002, realizza numerose incisioni con questa formazione fra cui l’integrale delle sinfonie di Beethoven,
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Brahms e Schumann, La Valchiria e L’oro del Reno. Incide inoltre Fidelio, Wozzeck, Lulu, Erwartung, Salome,
L’olandese volante, i concerti per violino di Philip Glass e
di Alfred Schnittke, il Concerto per pianoforte di Dvořák
con l’Orchestra Filarmonica di Vienna.
Regolarmente invitato al Festival di Salisburgo, Christoph von Dohnányi vi ha diretto, alla guida deI Wiener
Philharmoniker, le prime mondiali delle Bassaridi di
Henze e Baal di Cerha, oltre al Cavaliere della rosa,
Salome, Così fan tutte, Erwartung, Il castello del principe Barbablù, Il flauto magico, Arianna a Nasso. Dirige al
Covent Garden di Londra, alla Scala di Milano, al Metropolitan di New York, alla Lyric Opera di Chicago, all’Opera di Zurigo, alla Staatsoper di Vienna, con la nuova
produzione della Tetralogia nella stagione 1992-1993. Si
esibisce anche alla direzione dei Berliner Philharmoniker,
dell’Orchestra Filarmonica di Israele, del Royal Concertgebouw di Amsterdam, dell’Orchestra Filarmonica di
New York, dell’Orchestra Sinfonica di Chicago e dell’Orchestra Sinfonica di Boston.
La stagione 2007-2008 ha segnato per Christoph von Dohnányi la fine dell’incarico, che ricopriva dal 1997, di
direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Londra, di cui è ora direttore onorario a vita. Ha portato questa formazione in tournée al Théâtre du Châtelet (La
donna senz’ombra, Mosè e Aronne, Edipo re, Hänsel e
Gretel, Arabella), al Festival di Edimburgo, al Festival di
Lucerna, ai Proms di Londra. Da settembre 2004 è direttore d’orchestra permanente della Orchestra Sinfonica
NDR di Amburgo. All’Opéra National de Paris ha diretto
Le Nozze di Figaro (1980), La donna senz’ombra (1980),
Lohengrin (1982), Wozzeck (1985).
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ARABELLA STEINBACHER
Nata a Monaco nel 1981, inizia a studiare violino all’età di
tre anni. A nove diventa l’allieva più giovane di Ana Chumanenko al Conservatorio di Monaco. Approfondisce la
sua formazione nei seminari di interpretazione tenuti da
Dorothy DeLay e Kurt Sassmannshaus ad Aspen. L’incontro con Ivry Gitlis a Parigi risulta essere altrettanto determinante per la sua carriera e le sue scelte artistiche.
Nel 2000 vince il concorso “Joachim” ad Hannover. L’anno seguente la Baviera le concede una borsa di studio, e
riceve il sostegno della Fondazione Anne-Sophie Mutter
che la omaggia anche di un archetto Benoît Rolland.
Nel marzo del 2004 debutta a Parigi col Concerto di Beethoven in sostituzione di Kyung-Wha Chung con l’Orchestra filarmonica di Radio France diretta da Sir Neville
Marriner. Ha inoltre suonato con l’Orchestra filarmonica
di Londra, l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo,
l’Orchestra Cˇajkovskij di Mosca, l’Orchestra filarmonica
di Monaco, la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino,
l’Orchestra della Radio danese, la City of Birmingham
Symphony, la New Japan Philharmonic, l’orchestra della
Bayerischer Rundfunk di Monaco e l’orchestra della
WDR di Colonia. Tra i direttori con i quali ha lavorato:
Vladimir Fedosseyev, Valerij Gergiev, Marek Janowski,
Neeme Järvi, Jiri Kout, Jesus Lopez-Cobos, Sir Neville
Marriner, Kirill Petrenko, Pinkas Steinberg, Yuri Temir19
kanov. Per la musica da camera i suoi partner sono i pianisti Robert Kulek e Peter von Wienhardt, i violoncellisti
Alban Gerhardt e Daniel Müller-Schott.
Nel novembre 2007 debutta con la Chicago Symphony
Orchestra sotto la direzione di Christoph von Dohnányi.
Nella stagione 2007-2008 è ancora con l’orchestra della
NHK, l’Orchestra nazionale del Belgio, l’Orchestra sinfonica di Vienna, l’Orchestra della Svizzera Romanda,
l’Orchestra nazionale di Spagna. Nel luglio 2008 apre il
festival dello Schleswig-Holstein con l’orchestra della
NDR di Amburgo e Christoph von Dohnányi. Durante le
prossime stagioni si esibirà con l’orchestra di Pittsburgh
sotto la direzione di Marek Janowski, l’orchestra della
WDR di Colonia e Andris Nelsons, l’orchestra della Bayerischer Rundfunk e Sir Colin Davis, la City of Birmingham Orchestra, la Sydney Symphony, l’Orchestra
sinfonica di Praga, e in tournée in Cina con l’Orchestra di
Gewandhaus di Lipsia e Herbert Blomstedt, così come in
Spagna con la Netherlands Philharmonic e Yakov Kreizberg.
Arabella Steinbacher incide in esclusiva con l’etichetta
Orfeo. Nel 2004 esce la sua prima incisione dedicata a
Chačaturjan con la City of Birmingham Orchestra diretta
da Sakari Oramo, seguita da un’incisione di opere di Milhaud con l’orchestra della Bayerischer Rundfunk sotto la
direzione di Pinchas Steinberg. Il suo album Violino Latino riceve il premio “ECHO Klassik”, mentre l’incisione dei
concerti di Sˇostakovič viene insignita del premio “Choc du
Monde de la Musique”, dal “Preis der Deutschen Schallplattenkritik”, e riceve un “10” da Classica Répertoire.
Suona lo Stradivari “Booth” (Cremona, 1716) affidatole
in prestito dalla Nippon Music Foundation.
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foto di Jacques Moatti
stoph von Dohnányi, Claudio Abbado, Daniel Barenboim, James Conlon, Pierre Boulez, Sylvain Cambreling,
Semyon Bychkhov, Valery Gergiev…
Il loro percorso è stato segnato da momenti d’eccezione: la
Lulu di Berg con Pierre Boulez, San Francesco d’Assisi di
Olivier Messiaen sotto la direzione di Seiji Ozawa, Il cavaliere della rosa di Richard Strauss con Karl Böhm, e nel
1996 Don Giovanni, l’ultima produzione mozartiana di
Sir Georg Solti. Esperienze queste che hanno profondamente rinnovato e modellato la personalità di un’orchestra capace di affrontare le opere più rischiose e più
impegnative sul piano interpretativo.
Questa personalità si esprime con eloquenza in numerose
incisioni, che sono valse all’Orchestre de l’Opéra National
de Paris un posto di primo piano fra le principali orchestre del mondo. Si manifesta anche nelle esibizioni dei
suoi musicisti in concerti o tournée internazionali: sono
queste le occasioni in cui i membri dell’orchestra ritrovano alcuni dei maestri che li hanno diretti, in una relazione
ancora più intima: quella del repertorio sinfonico. I musicisti coltivano la loro complicità anche esibendosi in concerti di musica da camera, interpretando le pagine più
famose dei repertori di ieri e di oggi.
violini primi
Frédéric Laroque
Karin Ato
Agnès Crepel
Thibault Vieux
Gérard Torgomian
Michèle Deschamps
Stéphane Causse
Elisabeth Pallas
Laurent Philipp
Caroline Kalhorn
Carol Saint-Michel
Jean-Louis Mouchel
Brigitte Tournus
Héléne Roblin
Véronique Guay
Laure Franz
violini secondi
Geneviève Simonot
Vanessa Jean
Vincent Laurent
Ludovic Balla
Marion Desbrueres
Franck Gali
M. Laure Goudenhooft
Jeanne Lancien-Mondon
Lisa Oshima
Thierry Poulet
Hélène Perrat-Laroque
Sophie Maurel
Sachiko Kuroiwa
Dinu Marinescu
viole
Laurent Verney
Diederick Suys
Alexis Rojanski
Anne- Aurore Anstett
Fanny Baradeau
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palazzo m. de andré
l Palazzo “Mauro de André” è stato edificato alla fine degli
anni ’80, con l’obiettivo di dotare Ravenna di uno spazio multifunzionale adatto ad ospitare grandi eventi sportivi, artistici e
commerciali; la sua realizzazione si deve all’iniziativa del Gruppo Ferruzzi, che ha voluto intitolarlo alla memoria di un collaboratore prematuramente scomparso, fratello del cantautore
Fabrizio. L’edificio, progettato dall’architetto Carlo Maria
Sadich ed inaugurato nell’ottobre 1990, sorge non lontano dagli
impianti industriali e portuali, all’estremità settentrionale di
un’area recintata di circa 12 ettari, periodicamente impiegata
per manifestazioni all’aperto. I propilei in laterizio eretti lungo
il lato ovest immettono nel grande piazzale antistante il Palazzo,
in fondo al quale si staglia la mole rosseggiante di “Grande ferro
R”, di Alberto Burri: due stilizzate mani metalliche unite a formare l’immagine di una chiglia rovesciata, quasi una celebrazione di Ravenna marittima, punto di accoglienza e incontro di
popoli e civiltà diverse. A sinistra dei propilei sono situate le fontane in travertino disegnate da Ettore Sordini, che fungono da
vasche per la riserva idrica antincendio.
L’ingresso al Palazzo è mediato dal cosiddetto Danteum, una
sorta di tempietto periptero di 260 metri quadri formato da una
selva di pilastri e colonne, cento al pari dei canti della Commedia: in particolare, in corrispondenza ai pilastri in laterizio delle
file esterne si allineano all’interno cinque colonne di ferro, tredici in marmo di Carrara e nove di cristallo, allusive alle tre cantiche dantesche.
Il Palazzo si presenta di pianta quadrangolare, con paramento
esterno in laterizio, ravvivato nella fronte, fra i due avancorpi
laterali aggettanti, da una decorazione a mosaico disegnata da
Elisa Montessori e realizzata da Luciana Notturni. Al di sopra si
staglia la grande cupola bianca, di 54 metri per lato, realizzata
in struttura metallica reticolare a doppio strato, coperta con
5307 metri quadri di membrana traslucida in fibra di vetro spalmata di PTFE (teflon); essa è coronata da un lucernario quadrangolare di circa otto metri per lato che si apre elettricamente
per garantire la ventilazione.
Quasi 4.000 persone possono trovare posto nel grande vano
interno, la cui fisionomia spaziale è in grado di adattarsi alle
diverse occasioni (eventi sportivi, fiere, concerti), grazie alla presenza di gradinate scorrevoli che consentono il loro trasferimento
sul retro, dove sono anche impiegate per spettacoli all’aperto.
Il Palazzo, che già nel 1990 ha ospitato un concerto diretto da
Valerij Gergiev, con la partecipazione di Mstislav Rostropovič e
Uto Ughi, è stato da allora utilizzato regolarmente per alcuni dei
più importanti eventi artistici di Ravenna Festival.
I
Gianni Godoli
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programma di sala a cura di
Tarcisio Balbo
coordinamento editoriale e grafica
Ufficio Edizioni Ravenna Festival
in copertina
Antonio Canova (1757 - 1822), modello per la stele funeraria di Giovanni
Volpato, gesso 120 x 165 cm, Ravenna Liceo Artistico P.L. Nervi
(proprietà Accademia di Belle Arti di Ravenna)
stampa
Grafiche Morandi, Fusignano
Scarica

Orchestre de l`Opéra National de Paris Christoph von Dohnányi