SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA con il patrocinio di: SENATO DELLA REPUBBLICA, CAMERA DEI DEPUTATI, PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI, MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI Palazzo Mauro de André sabato 27 giugno 2009, ore 21 Orchestre de l’Opéra National de Paris direttore Christoph von Dohnányi violino Arabella Steinbacher FONDAZIONE RAVENNA MANIFESTAZIONI COMUNE DI RAVENNA, REGIONE EMILIA ROMAGNA MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI in collaborazione con ARCUS Fondazione Ravenna Manifestazioni Assemblea dei Soci Comune di Ravenna Regione Emilia Romagna Provincia di Ravenna Camera di Commercio di Ravenna Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Confindustria Ravenna Associazione Industriali di Ravenna Ascom Confcommercio Confesercenti Ravenna CNA Ravenna Confartigianato Ravenna Archidiocesi di Ravenna e Cervia Fondazione Arturo Toscanini Revisori dei Conti Giovanni Nonni Mario Bacigalupo Angelo Lo Rizzo Ravenna Festival ringrazia ASSOCIAZIONE AMICI DI RAVENNA FESTIVAL APT SERVIZI EMILIA ROMAGNA ASSICURAZIONI GENERALI AUTORITÀ PORTUALE DI RAVENNA BANCA DI ROMAGNA BANCA POPOLARE DI RAVENNA CAMERA DI COMMERCIO DI RAVENNA CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ E DELLA ROMAGNA CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA CIRCOLO AMICI DEL TEATRO “ROMOLO VALLI” - RIMINI CMC RAVENNA CNA RAVENNA CONFARTIGIANATO PROVINCIA DI RAVENNA CONFINDUSTRIA RAVENNA CONTSHIP ITALIA GROUP COOP ADRIATICA COOPERATIVA BAGNINI CERVIA CREDITO COOPERATIVO RAVENNATE E IMOLESE ENI FEDERAZIONE COOPERATIVE PROVINCIA DI RAVENNA FERRETTI YACHTS FONDAZIONE CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI RAVENNA FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO E BANCA DEL MONTE DI LUGO FONDAZIONE DEL MONTE DI BOLOGNA E RAVENNA HAWORTH CASTELLI HORMOZ VASFI ITER KOICHI SUZUKI LA VENEZIA ASSICURAZIONI LEGACOOP MARINARA MERLONI PROGETTI POSTE ITALIANE RECLAM ROMAGNA ACQUE - SOCIETÀ DELLE FONTI SAPIR SOTRIS - GRUPPO HERA TECNO ALLARMI SISTEMI UNICREDIT BANCA YOKO NAGAE CESCHINA ASSO Vicepresidenti Paolo Fignagnani Gerardo Veronesi Comitato Direttivo Valerio Maioli Gioia Marchi Pietro Marini Maria Cristina Mazzavillani Muti Giuseppe Poggiali Eraldo Scarano Leonardo Spadoni Segretario Pino Ronchi I DI Presidente Gian Giacomo Faverio IC C O NE A I Z M IA Antonio e Gian Luca Bandini, Ravenna Francesca e Silvana Bedei, Ravenna Roberto e Maria Rita Bertazzoni, Parma Maurizio e Irene Berti, Bagnacavallo Mario e Giorgia Boccaccini, Ravenna Paolo e Maria Livia Brusi, Ravenna Giancarla e Guido Camprini, Ravenna Italo e Renata Caporossi, Ravenna Glauco e Roberta Casadio, Ravenna Margherita Cassis Faraone, Udine Glauco e Egle Cavassini, Ravenna Roberto e Augusta Cimatti, Ravenna Manlio e Giancarla Cirilli, Ravenna Ludovica D’Albertis Spalletti, Ravenna Marisa Dalla Valle, Milano Andrea e Antonella Dalmonte, Ravenna Roberto e Barbara De Gaspari, Ravenna Letizia De Rubertis e Giuseppe Scarano, Ravenna Stelvio e Natalia De Stefani, Ravenna Fulvio e Maria Elena Dodich, Ravenna Ada Elmi e Marta Bulgarelli, Bologna Lucio e Roberta Fabbri, Ravenna Giovanni e Maria Luisa Faccani, Ravenna Gian Giacomo e Liliana Faverio, Milano Paolo e Franca Fignagnani, Milano Domenico e Roberta Francesconi, Ravenna Giovanni Frezzotti, Jesi Idina Gardini, Ravenna Pier Filippo Giuggioli, Milano Roberto e Maria Giulia Graziani, Ravenna Dieter e Ingrid Häussermann, Bietigheim-Bissingen Pierino e Alessandra Isoldi, Bertinoro Valerio e Lina Maioli, Ravenna Silvia Malagola, Milano Franca Manetti, Ravenna Carlo e Gioia Marchi, Firenze Gabriella Mariani Ottobelli, Milano Pietro e Gabriella Marini, Ravenna Luigi Mazzavillani e Alceste Errani, Ravenna Maria Rosaria Monticelli Cuggiò e Sandro Calderano, Ravenna Maura e Alessandra Naponiello, Milano Peppino e Giovanna Naponiello, Milano Giorgio e Riccarda Palazzi Rossi, Ravenna Vincenzo e Annalisa Palmieri, Lugo Gianna Pasini, Ravenna Gian Paolo e Graziella Pasini, Ravenna Desideria Antonietta Pasolini Dall’Onda, Ravenna Fernando Maria e Maria Cristina Pelliccioni, Rimini Romano e Maria Ravaglia, Ravenna Giuseppe e Paola Poggiali, Ravenna Paolo e Aldo Rametta,Ravenna Stelio e Grazia Ronchi, Ravenna Sergio e Antonella Roncucci, Milano Stefano e Luisa Rosetti, Milano Angelo Rovati, Bologna Giovanni e Graziella Salami, Lavezzola Ettore e Alba Sansavini, Lugo Guido e Francesca Sansoni, Ravenna Francesco e Sonia Saviotti, Milano Sandro e Laura Scaioli, Ravenna Eraldo e Clelia Scarano, Ravenna Leonardo e Angela Spadoni, Ravenna Alberto e Anna Spizuoco, Ravenna Gabriele e Luisella Spizuoco, Ravenna Paolino e Nadia Spizuoco, Ravenna Enrico e Cristina Toffano, Padova Ferdinando e Delia Turicchia, Ravenna Maria Luisa Vaccari, Ferrara Roberto e Piera Valducci, Savignano sul Rubicone Gerardo Veronesi, Bologna Luca e Lorenza Vitiello, Ravenna Lady Netta Weinstock, Londra Mirella Zardo, Venezia Aziende sostenitrici ACMAR, Ravenna Alma Petroli, Ravenna CMC, Ravenna Credito Cooperativo Ravennate e Imolese FBS, Milano FINAGRO - I.Pi.Ci. Group, Milano Ghetti Concessionaria Audi, Ravenna ITER, Ravenna Kremslehner Alberghi e Ristoranti, Vienna L.N.T., Ravenna Rosetti Marino, Ravenna SVA Concessionaria Fiat, Ravenna Terme di Cervia e di Brisighella, Cervia Terme di Punta Marina, Ravenna Viglienzone Adriatica, Ravenna Sofija Gubajdulina (1931-viv.) Offertorium, concerto per violino e orchestra (1980, rev. 1982 e 1986) Pëtr Il’ič Cˇajkovskij (1840-1893) Quinta sinfonia in mi minore op. 64 Andante - Allegro con anima Andante cantabile, con alcuna licenza Valse: Allegro moderato Finale: Andante maestoso - Allegro vivace 9 10 11 Pëtr Il’ič Čajkovskij, fotografia di A.F. Char’chov, 1893. 12 Pëtr Il’ič Cˇajkovskij Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 a Quinta di Cˇajkovskij – nota un musicologo inglese – è così popolare che ci si sente leggermente imbarazzati a parlarne, come se fossimo invitati a scrivere un saggio per raccomandare Il bel Danubio blu”. Il paragone non vuol essere irriverente, tanto più che, anche nel cuore della sinfonia, risuona un valzer non meno brillante e fantasioso di quello di Strauss. Quel che stupisce, semmai, è la perplessità del pubblico e dell’autore stesso alle prime esecuzioni. L’opera, tormentata e conturbante, nasce nei primi mesi dell’estate 1888 in uno dei consueti periodi di scoraggiamento. Il compositore – a tre anni dalla cinquantina – si sente “svuotato” e vorrebbe dimostrare a se stesso e agli altri di non essere “completamente finito”. Da buon romantico fine-secolo, Cˇajkovskij comincia calandosi nello spirito della lotta al destino che gli detta le maggiori pagine sinfoniche: dichiaratamente nella Quarta, almeno secondo il “programma” steso per la signora Nadežda von Meck, fida amica e generosa mecenate; più dubbiosamente per la Quinta, di cui annota una incompleta traccia letteraria in un taccuino: “Programma del Primo Movimento della Sinfonia. Introduzione. Completa rassegnazione di fronte al Fato o, ciò che è lo stesso, di fronte all’imperscrutabile volontà della Provvidenza. Allegro. I) Borbottii, dubbi, lamenti, improperi contro… II) Dovrò gettarmi nelle spire del Fato???”. Poi, in margine al foglio, aggiunge: “Meraviglioso programma, se solo riuscissi a realizzarlo”. È curioso notare oggi, dopo migliaia di trionfali esecuzioni, come simili dubbi continuassero a ossessionare il musicista durante la composizione e dopo. A volte si lamenta della difficoltà di spremere qualche idea dal cervello intorpidito. Poi, a fine agosto, terminata l’orchestrazione, diventa euforico, ma la fredda accoglienza del pubblico di Pietroburgo (il 17 novembre del medesimo 1888) lo deprime nuovamente. Un paio di settimane dopo confessa le sue angosce alla fedele von Meck: “Dopo aver diretto due volte la mia nuova sinfonia a San Pietroburgo, e una volta a Praga, sono arrivato a concludere che non è riuscita. Essa ha qualcosa di sgradevole, un eccesso di ‘‘L 13 colore e di insincerità, qualcosa di faticoso che il pubblico riconosce istintivamente […] Sono davvero finito come dicono? Posso soltanto ripetermi e ricopiarmi? Iersera ho sfogliato la nostra sinfonia [la Quarta]. Quale differenza! Come essa è infinitamente superiore! Tutto questo è molto, molto triste”. L’autore, come si vede, non è il miglior critico di se stesso. Ma nell’intrico dei pareri opposti vi è parecchio di più di un errore di giudizio: v’è la testimonianza di un’ipersensibilità, di un’instabilità psichica che dettano la varietà sentimentale e stilistica. L’unità classica, vagheggiata da Cˇajkovskij, naufraga fortunosamente (o fortunatamente) nella geniale turbolenza degli stati d’animo. L’inizio della sinfonia è tutto all’insegna dell’angoscia, con l’idée fixe del destino, letterariamente ereditata da Berlioz, ma affine al tema della Polacca (op. 26 n. 2) di Chopin. Nell’Andante cantabile le rinnovate esplosioni del “tema del fato” si alternano alle patetiche invocazioni del clarinetto. Poi, inattesa, ecco la leggiadria del valzer intessuto, pare, sul motivo di “Pimpinetta”, una canzone raccolta per le vie di Firenze qualche anno prima. Infine, tutto precipita nei clangori del finale che non piacevano a Brahms e che il compositore stesso trovava, di volta in volta, ammirevoli di forza oppure odiosi per l’incoerenza sentimentale. L’insincerità confessata nella lettera alla von Meck sta in questi sussulti passionali e linguistici. Ma non lasciamoci ingannare dall’autoflagellazione: l’insincerità non è personale, ma piuttosto lo specchio delle contraddizioni dell’epoca dove la retorica estetizzante di D’Annunzio accompagna quella sbracata di Mascagni, mentre gli ultimi turgori romantici si decompongono in Dvoř ák, Strauss, Mahler prima di sperdersi tra le nebbie debussiste. Cˇajkovskij, insomma, è un annunciatore e un testimone – e non dei minori – di questa crisi, prima di diventare, suo malgrado, il precursore di altri due opposti: il trionfalismo sovietico e il neorussismo stravinskiano. Ultima bizzarra contraddizione, che non avrebbe mancato di stupirlo. Rubens Tedeschi (dall’Archivio RAI di Torino) Gli artisti foto di Terry O’Neill/Decca CHRISTOPH VON DOHNÁNYI Nato a Berlino, studia composizione, pianoforte e direzione d’orchestra alla Musikhochschule di Monaco, studi coronati dal Premio “Richard Strauss” assegnatogli dalla città. Prosegue gli studi negli Stati Uniti, in particolare con il nonno, il compositore Ernö von Dohnányi. Nel 1953 Sir Georg Solti lo assume come maestro ripetitore e direttore d’orchestra all’Opera di Francoforte. Nel 1957, all’età di 28 anni, si trasferisce a Lubecca, dove diventa il più giovane direttore musicale della Germania. Direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della Radio di Colonia, viene nominato direttore dell’Opera di Francoforte nel 1968; dal 1978 al 1984 è direttore musicale e direttore d’orchestra permanente dell’Opera di Amburgo. Sotto la sua direzione si sono esibiti registi e scenografi quali Andras Fricsay, Klaus Michael Grüber, Peter Mussbach, Rudolf Noelte, Volker Schlöndorff, Erich Wonder, Luc Bondy, Jürgen Flimm, Herbert Wernicke, Achim Freyer. Come direttore musicale della Cleveland Orchestra dal 1984 al 2002, realizza numerose incisioni con questa formazione fra cui l’integrale delle sinfonie di Beethoven, 17 Brahms e Schumann, La Valchiria e L’oro del Reno. Incide inoltre Fidelio, Wozzeck, Lulu, Erwartung, Salome, L’olandese volante, i concerti per violino di Philip Glass e di Alfred Schnittke, il Concerto per pianoforte di Dvořák con l’Orchestra Filarmonica di Vienna. Regolarmente invitato al Festival di Salisburgo, Christoph von Dohnányi vi ha diretto, alla guida deI Wiener Philharmoniker, le prime mondiali delle Bassaridi di Henze e Baal di Cerha, oltre al Cavaliere della rosa, Salome, Così fan tutte, Erwartung, Il castello del principe Barbablù, Il flauto magico, Arianna a Nasso. Dirige al Covent Garden di Londra, alla Scala di Milano, al Metropolitan di New York, alla Lyric Opera di Chicago, all’Opera di Zurigo, alla Staatsoper di Vienna, con la nuova produzione della Tetralogia nella stagione 1992-1993. Si esibisce anche alla direzione dei Berliner Philharmoniker, dell’Orchestra Filarmonica di Israele, del Royal Concertgebouw di Amsterdam, dell’Orchestra Filarmonica di New York, dell’Orchestra Sinfonica di Chicago e dell’Orchestra Sinfonica di Boston. La stagione 2007-2008 ha segnato per Christoph von Dohnányi la fine dell’incarico, che ricopriva dal 1997, di direttore principale dell’Orchestra Filarmonica di Londra, di cui è ora direttore onorario a vita. Ha portato questa formazione in tournée al Théâtre du Châtelet (La donna senz’ombra, Mosè e Aronne, Edipo re, Hänsel e Gretel, Arabella), al Festival di Edimburgo, al Festival di Lucerna, ai Proms di Londra. Da settembre 2004 è direttore d’orchestra permanente della Orchestra Sinfonica NDR di Amburgo. All’Opéra National de Paris ha diretto Le Nozze di Figaro (1980), La donna senz’ombra (1980), Lohengrin (1982), Wozzeck (1985). 18 ARABELLA STEINBACHER Nata a Monaco nel 1981, inizia a studiare violino all’età di tre anni. A nove diventa l’allieva più giovane di Ana Chumanenko al Conservatorio di Monaco. Approfondisce la sua formazione nei seminari di interpretazione tenuti da Dorothy DeLay e Kurt Sassmannshaus ad Aspen. L’incontro con Ivry Gitlis a Parigi risulta essere altrettanto determinante per la sua carriera e le sue scelte artistiche. Nel 2000 vince il concorso “Joachim” ad Hannover. L’anno seguente la Baviera le concede una borsa di studio, e riceve il sostegno della Fondazione Anne-Sophie Mutter che la omaggia anche di un archetto Benoît Rolland. Nel marzo del 2004 debutta a Parigi col Concerto di Beethoven in sostituzione di Kyung-Wha Chung con l’Orchestra filarmonica di Radio France diretta da Sir Neville Marriner. Ha inoltre suonato con l’Orchestra filarmonica di Londra, l’Orchestra filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Cˇajkovskij di Mosca, l’Orchestra filarmonica di Monaco, la Rundfunk Sinfonieorchester di Berlino, l’Orchestra della Radio danese, la City of Birmingham Symphony, la New Japan Philharmonic, l’orchestra della Bayerischer Rundfunk di Monaco e l’orchestra della WDR di Colonia. Tra i direttori con i quali ha lavorato: Vladimir Fedosseyev, Valerij Gergiev, Marek Janowski, Neeme Järvi, Jiri Kout, Jesus Lopez-Cobos, Sir Neville Marriner, Kirill Petrenko, Pinkas Steinberg, Yuri Temir19 kanov. Per la musica da camera i suoi partner sono i pianisti Robert Kulek e Peter von Wienhardt, i violoncellisti Alban Gerhardt e Daniel Müller-Schott. Nel novembre 2007 debutta con la Chicago Symphony Orchestra sotto la direzione di Christoph von Dohnányi. Nella stagione 2007-2008 è ancora con l’orchestra della NHK, l’Orchestra nazionale del Belgio, l’Orchestra sinfonica di Vienna, l’Orchestra della Svizzera Romanda, l’Orchestra nazionale di Spagna. Nel luglio 2008 apre il festival dello Schleswig-Holstein con l’orchestra della NDR di Amburgo e Christoph von Dohnányi. Durante le prossime stagioni si esibirà con l’orchestra di Pittsburgh sotto la direzione di Marek Janowski, l’orchestra della WDR di Colonia e Andris Nelsons, l’orchestra della Bayerischer Rundfunk e Sir Colin Davis, la City of Birmingham Orchestra, la Sydney Symphony, l’Orchestra sinfonica di Praga, e in tournée in Cina con l’Orchestra di Gewandhaus di Lipsia e Herbert Blomstedt, così come in Spagna con la Netherlands Philharmonic e Yakov Kreizberg. Arabella Steinbacher incide in esclusiva con l’etichetta Orfeo. Nel 2004 esce la sua prima incisione dedicata a Chačaturjan con la City of Birmingham Orchestra diretta da Sakari Oramo, seguita da un’incisione di opere di Milhaud con l’orchestra della Bayerischer Rundfunk sotto la direzione di Pinchas Steinberg. Il suo album Violino Latino riceve il premio “ECHO Klassik”, mentre l’incisione dei concerti di Sˇostakovič viene insignita del premio “Choc du Monde de la Musique”, dal “Preis der Deutschen Schallplattenkritik”, e riceve un “10” da Classica Répertoire. Suona lo Stradivari “Booth” (Cremona, 1716) affidatole in prestito dalla Nippon Music Foundation. 20 21 foto di Jacques Moatti stoph von Dohnányi, Claudio Abbado, Daniel Barenboim, James Conlon, Pierre Boulez, Sylvain Cambreling, Semyon Bychkhov, Valery Gergiev… Il loro percorso è stato segnato da momenti d’eccezione: la Lulu di Berg con Pierre Boulez, San Francesco d’Assisi di Olivier Messiaen sotto la direzione di Seiji Ozawa, Il cavaliere della rosa di Richard Strauss con Karl Böhm, e nel 1996 Don Giovanni, l’ultima produzione mozartiana di Sir Georg Solti. Esperienze queste che hanno profondamente rinnovato e modellato la personalità di un’orchestra capace di affrontare le opere più rischiose e più impegnative sul piano interpretativo. Questa personalità si esprime con eloquenza in numerose incisioni, che sono valse all’Orchestre de l’Opéra National de Paris un posto di primo piano fra le principali orchestre del mondo. Si manifesta anche nelle esibizioni dei suoi musicisti in concerti o tournée internazionali: sono queste le occasioni in cui i membri dell’orchestra ritrovano alcuni dei maestri che li hanno diretti, in una relazione ancora più intima: quella del repertorio sinfonico. I musicisti coltivano la loro complicità anche esibendosi in concerti di musica da camera, interpretando le pagine più famose dei repertori di ieri e di oggi. violini primi Frédéric Laroque Karin Ato Agnès Crepel Thibault Vieux Gérard Torgomian Michèle Deschamps Stéphane Causse Elisabeth Pallas Laurent Philipp Caroline Kalhorn Carol Saint-Michel Jean-Louis Mouchel Brigitte Tournus Héléne Roblin Véronique Guay Laure Franz violini secondi Geneviève Simonot Vanessa Jean Vincent Laurent Ludovic Balla Marion Desbrueres Franck Gali M. Laure Goudenhooft Jeanne Lancien-Mondon Lisa Oshima Thierry Poulet Hélène Perrat-Laroque Sophie Maurel Sachiko Kuroiwa Dinu Marinescu viole Laurent Verney Diederick Suys Alexis Rojanski Anne- Aurore Anstett Fanny Baradeau 22 23 palazzo m. de andré l Palazzo “Mauro de André” è stato edificato alla fine degli anni ’80, con l’obiettivo di dotare Ravenna di uno spazio multifunzionale adatto ad ospitare grandi eventi sportivi, artistici e commerciali; la sua realizzazione si deve all’iniziativa del Gruppo Ferruzzi, che ha voluto intitolarlo alla memoria di un collaboratore prematuramente scomparso, fratello del cantautore Fabrizio. L’edificio, progettato dall’architetto Carlo Maria Sadich ed inaugurato nell’ottobre 1990, sorge non lontano dagli impianti industriali e portuali, all’estremità settentrionale di un’area recintata di circa 12 ettari, periodicamente impiegata per manifestazioni all’aperto. I propilei in laterizio eretti lungo il lato ovest immettono nel grande piazzale antistante il Palazzo, in fondo al quale si staglia la mole rosseggiante di “Grande ferro R”, di Alberto Burri: due stilizzate mani metalliche unite a formare l’immagine di una chiglia rovesciata, quasi una celebrazione di Ravenna marittima, punto di accoglienza e incontro di popoli e civiltà diverse. A sinistra dei propilei sono situate le fontane in travertino disegnate da Ettore Sordini, che fungono da vasche per la riserva idrica antincendio. L’ingresso al Palazzo è mediato dal cosiddetto Danteum, una sorta di tempietto periptero di 260 metri quadri formato da una selva di pilastri e colonne, cento al pari dei canti della Commedia: in particolare, in corrispondenza ai pilastri in laterizio delle file esterne si allineano all’interno cinque colonne di ferro, tredici in marmo di Carrara e nove di cristallo, allusive alle tre cantiche dantesche. Il Palazzo si presenta di pianta quadrangolare, con paramento esterno in laterizio, ravvivato nella fronte, fra i due avancorpi laterali aggettanti, da una decorazione a mosaico disegnata da Elisa Montessori e realizzata da Luciana Notturni. Al di sopra si staglia la grande cupola bianca, di 54 metri per lato, realizzata in struttura metallica reticolare a doppio strato, coperta con 5307 metri quadri di membrana traslucida in fibra di vetro spalmata di PTFE (teflon); essa è coronata da un lucernario quadrangolare di circa otto metri per lato che si apre elettricamente per garantire la ventilazione. Quasi 4.000 persone possono trovare posto nel grande vano interno, la cui fisionomia spaziale è in grado di adattarsi alle diverse occasioni (eventi sportivi, fiere, concerti), grazie alla presenza di gradinate scorrevoli che consentono il loro trasferimento sul retro, dove sono anche impiegate per spettacoli all’aperto. Il Palazzo, che già nel 1990 ha ospitato un concerto diretto da Valerij Gergiev, con la partecipazione di Mstislav Rostropovič e Uto Ughi, è stato da allora utilizzato regolarmente per alcuni dei più importanti eventi artistici di Ravenna Festival. I Gianni Godoli 27 programma di sala a cura di Tarcisio Balbo coordinamento editoriale e grafica Ufficio Edizioni Ravenna Festival in copertina Antonio Canova (1757 - 1822), modello per la stele funeraria di Giovanni Volpato, gesso 120 x 165 cm, Ravenna Liceo Artistico P.L. Nervi (proprietà Accademia di Belle Arti di Ravenna) stampa Grafiche Morandi, Fusignano