Anno VII, N.° 94
31.10T
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ILEBITONAMENTI WL PORGI°
L 10 sano — 5 eunsetre — 1, 50 taiiredis
Isori Stato aumento spesit peetali
Uffizio
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Lymeorwo ~od, j I z,
,
Canteicinai 10 il essere — Arretrate 20.
I pagamenti non tono alidi ee boa fatti
contro ricevuta firmata dal Arciere proprietarie
ATT.
-
16 Novembre 1871.
—
ANNI:111Z! IIISBRZ10111
Ala iindiUri, ueatiaistratiri iaTviti partieelari
met. 25 per linea • spazio di linea. Inseneinci
&elio la inali del gerente oent. 60 per heir
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GIORNALE POLITICO
Pabblieseiene Giovedì • Domenica,
UFFICIALE PER GLI ATTI GIUDIZIARI ED AMMINISTRATIVI
Pisa, 15 Novembre 1871
PARTE UFFICIALE
Il Sindaco di Pisa
Rende noto che nel dì 20 del mese corrente a ore 9 antimeridiane precise, in una
sala del palazzo comunale avranno principio
gli esami per il concorso al vacante posto
d'Insegnante nella prima classe giunasiale.
La prima prova che avrà luogo nel giorno
rammentato, consisterà in un componimento
italiano;
La seconda, da darsi nel giorno successivo,
in una traduzione dal latino in volgare;
La terza, in interrogazioni sulla lingua e
letteratura italiana e latina, sulla storia
orientale, greca, romana, e sulla geografia moderna;
La quarta, in una lezione sopra un tema
dato ventiquattro ore innanzi.
Pisa; dal palazzo comunale
Li 14 novembre 1871.
D. G. BIANCi ar.
PARTE NOA UFFIC!ALE
NOSTRA CORRISPONDENZA
Roma, 14 novembre.
Sembra che il Ministero voglia portare per
la presidenza della Camera l'onor. Minghetti.
Però alcuni deputati della destra avrebbero
posto gli sguardi o sul barone Bettino Ricasoli, o sull' avv. Mari, senza che si sappia con
certezza chi di essi sarà poi il preferito. — Del
resto il Ministero non farà questione di gabinetto per la preferenza di alcuno dei tre surricordati.
Tutti i giorni arrivano degli operai da Torino, chiamati dal cav. Ottino ad aiutarlo
nei lavori che ci si propone di fare per la illuminazione del Corso e di altre vie nella sera
del 27. — Egli ha anche avuto dal Municipio
l'incarico di addobbare sfarzosamente le strade per le quali passerà il corteggio reale, andando dal Quirinale a Monte Citorio. — I Romani attendono con ansia questo giorno, come
l'ultimo definitivo colpo pel regime che fu. —
L' entusiasmo cresce, ed i neri perdono ad
una ad una le folli speranze che avevan concepite, sebbene il Presidente della provvisoria
repubblica francese offra a Pio IX il eastello
di Pari., — E come sintomo sicuro di perduta
speranza vediamo tornare ora a gironzare
qualche cardinale nel modo che usavano prima del 20 settembre. — L' altro ieri fu il
cardinale di Pietro, il quale si recò a S. Maria
Maggiore in cocchio 'ai gala col relativo servizio. — Anche altri sono usciti in treno di
mezza gala. — È un fatto indubitato che il
tempo che passa è la miglior medicina per
gl' increduli.
Molti forestieri che stanno per giungere in
Roma hanno fatto vive premure per ottenere
i biglietti d'ingresso nelle gallerie della Camera dei deputati pel giorno della inaugurarazione; ma dubito che varj di essi resteranno
sconfortati, perchè mancano i posti al sovrabbondante numero delle richieste. — Questa
inaugurazione riuscirà al certo splendida. —
Si vuole che nel discorso della Corona si dica
qualche cosa che accenni a conciliazione, ma
probabilmente sarà questo uno dei soliti sogni
di coloro che vogliono saper tutto; ed io, allo
stato delle cose, non credo che il Governo voglia porre di nuovo il piede in una via abbastanza lubrica. — Abbiamo già le guarentigie,
Non si assume responsabilità che per le
E ,PER GLI Arn DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE
Gaetano Fredia.ni.
e devono bastare. La conciliazione F avremo quando un tal passo si renderà superfluo.
Il tempo è tornato alla pioggia, e se continua così ci dieturberà assai nei prossimi giorni di festa. — periamo però che Giove pluvio
abbia compassione dei miseri mortai', e ci
faccia grazia durante le febte.
Ad out delle notizie gia date da diversi
giornati, te LL. AA. i rrincipi ui l'iemunte non giungeranno in li,unia che fra tre u
quattro giorni, come vi accennai; — iuquautuoggi cia M.utiza 'armino breve
CJìt
.
sosta a Firenze.
Ieri i' altro presso la stazione delle merci a
piccola, velocita tu scoperta una inalandrinata
sul genere delta Comune.
In un vageue
giunto da Civitavecchia si contenevano diverse cassette or petrolio. — Un birbante qualunclUe peno di forare il vagone e di introdurvi una miccia, la quale per apposito foro
auda,va, pure ad introdursi in una detle dette
cassette. -- fer buona ventura venne ciò sotto gli occhi di alcuni impiegati, i quali provvidero tosto a quanto occorreva. — L'autofila pare sia sulle peste cieli' autore di questo
brutto scherzo per insegnargli che Ro tua non
—
.
è Parigi, e che gli uomini ouesti lavorano non
rubano, edificano non demoliscono._ — Sul vagone stesso fu osservata anche la iscrizione
— Viva il Petrolio — eseguita in carattere
corsivo con quei gesso di cui si servono gli
addetti alla stazione per segnare i veicoli.
Anche questa iscrizione pare abbia facilitato
le ricerche della punitiva giustizia.
La scorsa sera poi un muratore ed un
bottaro (tiaccheraio) azzuffatisi, a causa di precedenti rancori, presso la piazza dell'Orologio,
8i
cagionarono diverse ferite, per le quali uno
di essi cadeva morto su bito, mentre l'altro non
arrivò nemmeno allo Spedale, ove veniva trasportato a braccia. — Il coltello e sempre il
coltello, è l' unica causa di tante disgrazie. E in Roma il coltello è il santo a cui
sono votati tutti quelli del basso popolo. —
La legge sembra che non basti davvero a
troncare un uso sì tristo; vedremo se colla
istruzione, che s'introduca, si giungerà ad ottenere quanto si è invano preteso dalla legge. — Che sia, è il desiderio di ogni onesto.
Roberto Viglius, dramma di Ferrari, non
ebbe ieri sera al teatro Valle l' incontro che si
attendeva. 11 pubblico, che era accorso numeroso, diede spesso segui di disapprovazione. Però se il dramma non è di molto effetto,
non è nemmeno quello che il pubblico del
Valle, impressionato alle volte da qualche
parola staccata, ha voluto ritenere. — 11
Roberto Viglius è un lavoro che se per la sua
tessitura non interessa molto, è però tale da
stare a paro di molti altri lavori che il pubblico stesso ha accolto con buon viso. — Del
resto il non aver incontrato al Valle non è
pel Roberto Viglius una sentenza di tribunale
supremo; ed i Pisani, che col 1.° dicembre
avranno la Compagnia Morelli al Teatro vecchio, potranno senza pretensioni giudicare
più a proposito del dramma in questione, che
Morelli vorrà di certo regalarvi come una
nuovità.
•
11) I21...111,I0
Interno.
— Se noi siamo ben informati, scrive la
Nuova Roma, il Governo avrebbe deciso di dare alle questioni di finanza l'assoluta precedenza su tutti i lavori di cui la Camera sarà
chiamata ad occuparsi nella imminente sessione.
— I giornali di Roma sono concordi nell'asserire che il generale Medici ritorna positivamente a Palermo conducendo con sè, in qua-
alt di consigliere delegato, niente meno che il
questore Aibanese. Ecco il bel modo col quale
da‘govern,e riparatore si tiene in conto l'opinione pubblica.
— Scrivono da Chieti in data del 7:
Questa aotte, fra le ore 9 e le 12, fuggirono
dal carcere centrale di Chieti otto detenuti,
sei fra i quali già condannati a morte. Sono
animo disperate che commisero atrocissimi
delitti, e altri ne commetteranno se non si
riesce a prenderli subito. L' autorità si dà
gran movimento. Uno di questi dannati ha
tanti omicidii sulla coscienza, che non si potò
mai saperne il numero preciso. Usava mangiarsi il fegato delle sue vittime. Altri cinque
sou poco meno feroci di lui. Figuratevi con
che piacere gli abitanti della provincia e specialmente dei piccoli comuni e della campagna,
hanno sentita la notizia della fuga di questi
indemoniati. Essi riuscirono, nella notte scorsa,
a praticare un buco nel suolo della loro cella,
per eni s' introdussero. in un vecchio condotto
che serviva 011 tempo alle latrine; e così guadagnarono tutti e otto la campagna.
Leggesi nell'Italia militare che nel mese
di ottobre furono pronunziate due condanne a
morte dai tribunali militari di Messina e di
Verona.
Carmelo Campanella, soldato nel 640 fanteria, accusato di insubordinazione mediante vie
di fatto commesse con premeditazione contro
un caporale, veniva condannato alla fucilazione nella schiena; ma, per circostanze a lui favorevoli, venne dal Re commutata la pena nei
lavori forzati a vita.
— Questa mattina, scrive l'Aquila latina
del 10 corrente, fu fucilato nel piano di San
Ra,ineri il soldato Zambuto, siciliano; reo di
avere ucciso in Pistoia il proprio sergente, .e
che, condannato da quel tribunale militare,
era venuto dinnanzi a questo di Messina per
via di appello.
— Scrivono da Imola alla Gazzetta del-
l'Emilia:
Domenica, verso le 5 114 pomeridiane, conipivasi in questa città un delitto di sangue. Vicino al caffè Grande fu freddato con un violento colpo di coltello un cappellaio. La ferita
larga e profonda all'inguine rese in due minuti cadavere il disgraziato che la riceveva.
La città ne rimase vivamente commossa.
Subito gli agenti di P. S. corsero al domicilio del feritore, ma non ve lo trovarono.
Pare :che sole lire 50 siano la cagione di
questo crudo misfatto.
1Ewitero.
Pester Lloyd è in grado di annunciare,
intorno al Consiglio di ministri, tenutosi ieri,
che Andrassy propugnò calorosamente la nomina di Lonyay a presidente, e che il Consiglio dei ministri la approvò.
Dopo il Consiglio, Andrassy si recò da Deak,
trattenendosi da lui sino a mezzanotte.
Le opinioni del club deakista sono ormai a
favore di Lonyay, la candidatura del quale
non ha che pochi singoli avversarli.
Il ministro Toth, dice il Pester Lloyd, rimarrà sotto Lonyay almeno sino a tanto che
sarà introdotta la legge elettorale e l'organizzazione delle città capitali. Louyay e Andrassy
ritornano domani a Vicina.
— Kelly, accusato d'avere assassinato il direttore della polizia di Dublino, è stato dichiarato innocente; lunedì torna però a comparire
dinanzi al tribunale, accusato di avere esplosa
un'arma da fuoco contro un agente di polizia.
Ebbero luogo delle ovazioni dinanzi alla sua
abitazione e così pure a Cork, senza che l'ordine sia stato turbato.
— Si ha da Nuova York in data del 5 ;corrente:
assotiaiicsi fatte all'uflr.io del giornale.
Il ghiaccio ha riuserrato 33 bastimenti balenieri dell'Artico.
Parecchi già affondarono' e gli altri vennert
abbandonati.
La ci nona , composta d i 1200 marinai, arrivò
ad Honoloin, e 90 ufficiali ginnsero a San
Francisco.
La perdita, è valutata ad 1,500,000 dollari. Non si lamentano vittime.
— La seduta (iena Commissione permanente
Versailles, che si tenne il O novembre, fu
assai corta, uò vi fu trattata alcuna questione importante.
Casimiro Périer, in nome del governo, diede
notizie le più rassicuranti sulla crisi monetaria, aggiungendo che cesserebbe senza dubbio
quando saranno in circolazione i biglietti garantiti dalle case di credito.
Del resto, aggiunse il ministro, l'oro scendo
in notevole proporzione, e il suo corso tende
ancora a diminuire.
La quistione della stampa venne nuovamente rimessa in campo da Jouvenel, lagnandosi che la sua interpellanza sia stata male
interpretata dai giornali, e perciò chiedeva
che vi fosse lin resoconto ufficiale delle sedute.
Il presidente però, rispose che ciò non era
conforme agli usi precedenti.
Un altro membro volle biasimare ancora
l'intemperanza _della stampa, invocando il rigore del governo. Ma la questione non ebbe
seguito.
I giornali bonapa,rtisti fanno correre la voce delle dimissioni di Giulio Simon; ma questa notizia è priva affatto di. fondamento.
— Leggiamo nella Liberté:
Continuano le conferenze per il trattato
commerciale coll'Inghilterra; e benchè siano
alquanto laboriose, nces si dubita, che perverranno a buon esito senza che vi sia bisogno (Ti
denunziare il trattato.
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,
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NECROLOGIA.
Tra gli uomini degni (l'onorata memoria
certamente è da aversi Pietro Conticini, morto
in Pisa la notte dal 10 all'Il corrente, a 66
anni. Avuti i primi elementi delle lettere e
delle scienze a Strada in Casentino, ove era
nato, coli' aiuto di mezzi somministratigli
prima da un compagno carissimo, poi più
tardi dal Governo, potè venire a Pisa, mantenervisi a studio, e laurearsi in legge, siccome
fece uel giugno 1830. Bramoeo per perfezionarsi in giurisprudenza d'andare in Germania,
chiese soccorso, e l'ebbe larghissimo dal Granduca di Toscana. Passò dunque alcuni anni
colà alle Università di Berlino, di Bonna e di
Eidelberga:.poi in Olanda alle altre di Amsterdain, d' etrecht e di Leida. Tornato fra
noi nel 1839 fu subito fatto lettore d'Istituzioni civili e della Storia del diritto ,a Siena
nell'Università e nel Collegio Toloinei. Quindi
nel 1843 venue a Pisa a dettare nella prima di
queste due cattedre, dalla quale due anni dopo
passò nell'alt•a di Pandette, che tenne sino al
/1863, quando colpito di apoplessia, dovè abbandonare l'insegnamento. — Quanti gli furono scolari rammentano la facondia, la chiarezza delle sin lezioni dalle quali imparavano
essi facilmente una dottrina vasta, ordinata,
profonda. — 1■3 tutto suo il merito d'averci
fatto conoscere egli per il primo parecchi
scritti della scuola tedesca, volgarizzando
alcune opere di Savigny, del Walter, del Rami
e di Blunae. Nè deve tacersi d'un suo opuscolo
originale sul commercio librario in Germania,
stampato a Siena, e scritto nell'occasione che si
pensava al disegno di una lega libraria in Italia. Fra gli onori che ebbe, e che tutti meritò,
il principale fu quello che il Savigny, ricordando d'averlo avuto discepolo, si maneggiò
perchè fosse nominato professore di Pandette
a Padova, il quale officio delicatainente -ricu- dell' edifizio tuttelii .aatàtó Iii-Ertial■e ti&
sato ci è argomento della nobiltà del cuore di yeetima atapogliava in tale ocoasione s tutsto a
scelt4id1
elegNsita'.,.re
Pietro, che d'altronde è risaputo da tutti
costa fease . di schietta natura ml onesta, di di ;più ihobile centi l' Itlia in famiglie
buoni 'sensi e affettnósi, e abbeneh parisse stecratiche.
,'Int'erveilivano alla festa la principesSa Aselgnei Modi • severo, non avvenne inai .9-the non
lkale icirgheae nata contessa La Rochefoufosse egualmente trovato d'animo intero e
giusto. E che egli fosse in questa stima lo mo- callt, il Prin.ciie Mare' Antonio Borghese,. e
strò, fra gli altri, il fatto che appena divolgata la principessa Teresa figli tu 'del ditaa, di
lestissae; 1 principe- Paolo di, Sultuoraa• e- la
la sua morte, fu un dolore per ogni -órdine
•
a
ilochelfò Unte
cittadini, i quali tutti si unirono ai congiunti,' pricicipessa
Mena, 'figliis
agli amici, ai colleghi, ai discepoli nell' acNagy *priony, don Gialla,: -doli' Ti'e'sticeeco,
compagnarnc al sepolcro il corpo, sul quale don Ca.mmillo, don Giovan Battista e don
dissero parole di lode Francesco Buonamici ed
Giuseppe Borghese figli del. principe MarcanEverardo Micheli, professori nella nostra tonio, don Pietro Aldobrandini principe di
Università. Possa la vita di Pietro Conticini Sarsina„ il conte Carlo di Fitz-Jamea, il maresser d' esempio a Chi nato di popolo voglia, chese Carlo e il marchese. Antonio cerini, il
siccome egli fece, nobilitare veramente la
marchese Mario Covoni, monsigno.re Troysi,
condizione popolana.
il marchese Giovanni Patrizjs il marchese
E. M. S.
Giuseppe Garzoni, il pvincipe Carlo Poniatowski, il marchese Mastiani Sciamanna, il
marchese de Talleyrand„ il conte Fantoni, il
IN A (i) A
signor Roberto Gherardi del Turco, il cano15 novembre.
nico Cassaigne, e le signorine Chambrelan e
Lindpitintnee, la contessa Amiaie de Larderel,
— Le operazioni della Leva sono procedute
il conte Alessandro, la contessina Bianca, il
regolarmente. I giovani che hanno estratto il
senatore conte Federigo, la contessa Susetta, e
numero basso sono tornati alle loro case, percorrendo prima la città e cantando canzoni
il conte e la contessa Florestano, e la signorina
patriottiche. Tutti avevano il loro numero al Adriana de Larderel.
Testimoni allo sposalizio furono il principe
cappello.
1
Carlo Poniatowski, il marchese Giuseppe Garzoni, il marchese Mario Covoni e il senatore
— Nella mattina del dì 11 corrente il
Vicario capitolare sig. arciprete Luigi Della conte Federigo de Larclerel.
La messa in musica, e a piena orchestra,,
Fanteria, in nome del nuovo Arcivescovo
monsignore Paolo Micallef, prese possesso fu espressamentn scritta e diretta dal distinto
maestro Moroni di Roma. Oltre i numerosi
della chiesa Primaziale, e cominciò a l'inizionase come Vicario generale. Se non siamo male convitati che impossibile sarebbe l' enumeinformati, il nuovo Arcivescovo giungerebbe rare tutti, il duca Salviati aveva con gentile pensiero invitati ad assistere alla celein Pisa prima che termini il mese corrente.
brazione del matrimonio ecclesiastico 40 capi
delle principali case coloniche e 40 massaje
— Ci vien riferito che moltissimi dei soci
componenti la disciolta società Buona Unione della vasta sua tenuta di Migliarino.
Il corredo quasi regale era esposto; e sebsi adunavano domenica decorsa e si ricostituibene
tutti i convitati fossero abituati alla
vano in associazione adottando il nome stesso
ricchezza
delle trine, dei velluti e dei rasi,
di quella disciolta, e ritenendo per locale di
pure
ad
una
voce notarono come fosse di
residenza il medesimo che prima avevano,
una
ricchezza
che pochi altri corredi ricorda,
nello stabile Lenzi, via Tavoleria.
e
si
osservò
come
avessero concorso a renNominarono a loro Presidente il sig. datt.
derlo
splendido
tutte
le più celebri manifatRaffaello Bellini, a Segretario il sig. Roberto
ture
d'
Italia,
di
Parigi,
di Vienna, di BruBarroccio, a Provveditore il sig. Giovacchi no
selles,
di
Ginevra
e
di
Berlino.
Chelozzi, a Cassiere il sig. Serafino Burchi.
Si notavano fra i numerosi e splendidi reIl locale sarà aperto, per i soci, giovati' sera.
gali quello dello sposo alla sposa, consistente
in una magnifica collana di 7 grosse fila di
— Circa le ore 3 pom. del 12 corrente perle che supera in prezzo il valore di 100mila
franchi; un finimento di brillanti misto a
certo B. F. facchino addetto all' Amministrazione delle ferrovie, mentre in questa Sta- rubini e altre pietre preziose eseguito dal
gioielliere romano Acca,risi che dimora in
zione centrale era salito sui vagoni per siFirenze via maggio, dono della contessa Amistemarvi i lumi, cadde disgraziatamente da
ca de Larderel; un paio di orecchini di brilun vagone e riportò per tale caduta diverse
lanti aosì grossi e numerosi da far dubitare
lesioni a tutta la parte sinistra del corpo.
che potessero essere a lungo sostentsti dalle
gentili e delicato orecchie della giovane sposa.
— Il sacerdote D. D. del quale tenemmo pa- Era quatto un regalo del principe Marc Antorola nel numero precedente, non solo dimentica nio Borghese. Da tutti si nominava finalmente
il Vangelo per la cronaca del paese, ma lo il dono di Sua Santità alla sposa, composto di
dimentica anche (e come volentieri ! ) per ocuna gemma topazio bruciato scolpito e legato
cuparsi di interessi dai quali i sacerdoti si
in oro con smalto alla maniera di Benvenuto
dovrebbero astenere. ln una delle feste anCellini, e avente la forma di un medaglione.
tecedenti, in luogo dì predicar dein' altare
Si ammirava finalmente un finimento sula parola di Dio, inculcava a' suoi popolani
perbo di coralli di grossezza straordinaria,
di non pagare al Governo i tributi, poichè
dono di uno dei parenti della sposa, e finalfosse il governo dei ladri e degli spogliatori
mente fra gli altri, se non per il valore, certo
- delle chiose, e poiehè le autorità, civile apparper il gentile pensiero, la sposa si compiaceva
atengòuo alla caterva dei furfantieE ì che avea
far vedere ai parenti e ai convitati. dei _maprese le Mosse dal detto dell' Evangeli° .Redgnifici ricami alci donati dalle scuole femmi- dite ergo qucle mini C esaris, Cesari, et quae suizt
•Pei, Deo! E questa una deduzione nuova, per nili di Pomarance e di Larderello, che furono
create e sostenute dalla munificenza della
quanto sappiamo, che si trae dal suesposto
famiglia del suo sposo.
principio; se poi sia giusta, lo proverà alDurante il déjenner-pranzo servito con una
l' autorità giudiziaria, alla quale è stato desontuosità inarrivabile, la Società filarmonica
nunziato.
dei Fidanti di Pisa, diretta dal sig. Niccolai
suanò 9 scelti pezzi di musica; e alzate le
— Domenica decorsa venne celebrato nel
mense il senatore Federigo Larderel, sindaco
castello di Migliarino il matrimonio fra la
di Livorno, propinò alla salute degli sposi e
principessa Isabella Salviati-Borghese, figlia
fece un discorso che fu applauditissimo. Egli
AI& Dnca Scipione e della Duchessa Giacoaccennò alla viva soddisfazione provata dalla
mina Arabella nata Fitz-James, col conte
sua casata nella alleanza che stava stringendo
Gaston de Lindero'.
con le prime famiglie d'Italia, parlò della
Le principali notizie che si riferiscono alla concordia, e teiminò invocando quella domecerimonia le togliamo dalla Nazione, parche
stica che disse essere un vero paradiso della
sono perfettamente identiche a quelle che ci terra e che si augurò sarebbe stato il suggello
erano state favorite.
di quella fanstissima unione.
Il celebro castello di Migliarino, scrive il
La stagione piovosa impedì la festa campecitato giornale, che tre anni or sono il duca
stre, che era stata preparata nei dintorni del
Salviati-Borghese erigeva nel centro di quella castello per il popolo, che in numero straordivastissima tenuta, e che è mirabile per il nario si affollava presso la villa e che fu conlusso degli appartarnenti, por la grandiosità tenuto dai RR. carabinieri a cavallo.
•
Sin Tii•—gé'llia -iera rin treno diretto, inéai`e
dal munificentissimo praprietario stella tenuta
duca Sali iati a disposizione. deglaiirisvitatiS sea
diretto dal cav. Dumini Capo del movimereto
delle Ferrovie Romane,. condusse gli sposi a
convitati aaPirenze.
Un' industrik: preziosa.
eonoseiesto, come di ragieene s anche dal C7aoterno
nazionale.
In: virtù di quel privilegio essa ha. per 18
anni.; la privativa, il monopolio di questa- preziosa industria, per Detezione di uno o .più
stabilimenti per estrazione e raffinamento
dello zucchero di barbabietola, senza-, limite
nell'ésterssione di tale•produziona; di più essa
gode» l'esenzione durante; il periodo aocennato
dasogni tassa speciale di produzione e del dazio
sull'introduzione di raaechine, utensiliM altro
che occorra a quella manifattura.
La Società anonima chesi costituisce ora è
oessioriaria del privilegio accordato alla S9eietà Romana: il sua • assunto è precisamente
quello di esercitare suevasta scala quel privilegio, del quale la liberazione di Roma ha
accresciuta a dismisara l' importanza, col demolire le barriere doganali che limitavano il
piccolo Stato pontcio e coli' aprire così ai
produttori privilegiati dello zucchero di barbabietola tutto il mercato del regao
La Società trova nella stessa s campagna
romana le condizioni le più adatte per una
grandiosa produzione di barbabietole. Là, infatti, terre feracissime per natara e più ancora per il secolare riposo; vastissimo estensioni,.
di suolo ora abbandonato al pascolo vagante,
e dove o si può prendere ad affitto a moderata condizioni per coltivare direttamente la
terra, ovvero si può indurre il; proprietario
coll'esca di un,sicuro e importante ricavo a,
coltivare la barbabietola assicurandogli un
prezzo determinato per il prodotto. Così , la
gran questione della bonifica,dell'Agro romano trova nell'iniziativa di così utile e produttiva intrapresa la più opportuna e la più,. facile soluzione.
Issi, Società per l' eserciaio dell' industria
privilegiata dello zucchero di barbabietola
nella provincia di Roma ha aperto la. sottoscrizione pubblica alle sue azioni, da lire 250
cadauna. Qual successo debba avere questa
sottoscrizione non occorre dire, giacchè i
capitalisti e gli speculatori accorreranno a
gara attirati dalla straordinaria importanza
dell' impresa, non fosse altro che. per la certezza- del largo aggio che i dividendi daranno.
ai titoli di questa Società.
Un voto solo ci resta di poter esprimere, el
è che i capitalisti italiani non, si lascino soa
pravanzare dagli stranieri,. giaochè la sottoscrizione è aperta anche all'estero, e non lascino accaparrare dagli accorti e dagli speculatori esteri uno dei più sani e fecondi affari
industriali d'Italia,. una delledadustrie che noi
possiamo esercitare nelle migliori condizioni
parche la materia prima la fornisce il nostro
suolo tanto invidiato per La aua feraaitàs una
industria, che dev'essere in capo a pochi anni,
una delle più preziose risorse per l' Italia.
L' Italiaahe ha sì felicemente compiutasla.
sua emancipazione politica, valga ora l'animo
e l'opera4saa ad einanaiparsi anche economicamente, _allargando la sorgenti della sua produzione,ssviluppando le sue india:Arie e a nuovi prodotti e a nuoveinclustrie cercando nuove
risorse.
L' Italia paga circa 150 milioni di tributo
all' ostero per gli anacheri maseabati o. raffinati e:t1' esso importa, ma la scienza e Eludadustria, le offrono ora il modo ali emanciparsi,
almeno in buona parte, da questo grosso tributo, annuale.
La fabbricazicne dello zucchero cli barbabieaola è divenuta già una industria colossale.
in Francia, in (germania, nell' impero austroungarico e perfino in Russia: ma rItalia
trova in condizioni anche migliori dì tutti quegli Stati per coltivare in varie proporzioni la
betterave, ed ottenerne lin ricco prodotta di
zucchero. Se la Francia produce oltre 300 milioni di chilogrammi, la Germania o l'Ausetria
-insieme oltre a 400 milioni di chilogrammi, e
la Russia almeno 150, milioni di chilogrammi
ogni anno, di zucchero di barbabietola, l'Italia anche soltanto nella campagna romana può
facilmente produrre almeno tanto che ragguagliasse oltre la metà del suo consumo attuale.
Questa industria infatti si trova già iniziata
nella provincia di Roma, ma in modeste proporzioni, in guisa tale che può dirsi più che
altro un esperimento. A Castellaccio, tra Segni
ed Anagni, nella provincia romana, si trova in attività già da quattro anni una fabbrica di zucchero di barbabietola, eretta in 6ocietà con otto italiani dalla rinomata casa
Cail-Halot del Belgio; i rieulta.ti ottenutine
finora non potrebbero essere più incoraggianti.
Lavora,ndo.6 milioni di chilogrammi di barbabietole si ottennero 120 mila chilogrammi
di zucchero ( fra 1.a 2.a e 3.s qualità ), oltre
7 yo: prodotto straordinario che attesta la ricchezza, saccarifera eccezionale della barbabietola prodotta nel noetro suolo e col nostro
clima.
Il prodotto è ragguagliato sull' impiego di
un capitale fisso di L. 600 mila: i 420 mila
chilogr. di zucchero e le melasse hanno dato
alla vendita un ricavo di lire 461,900. In
questo introito non figura il valore dell'alcool
che si sarebbe potuto ottenere e il prezzo dei
residui come concime. Le spese di fabbricazione compreso l' uso del locale, il personale amministrativo cc., ammontarono a lire 268,800:
l' utile netto fu di lire 193,100 — vale a dire
rilr r_IC _Lt
il 32 per cento
Questo ri sultato attestato dai documenti
L'impresa del R. Teatro Nuovo per le
presentati dall'Amministrazione della Società
stagioni di Carnevale e Quaresima è stata
e garantiti con firme rispettabili, ci spiega
concessa
al sig. Ferdinando Gornini di
come la Prussia sia riuscita in pochi anni ad
Milano,
ed
è già stato firmato il relativo
avere 400 fabbriche di zucchero di barbabietola
contratto.
e a liberarsi interamente dell'enorme importazione dall'estero, abbassando altreal s in ragguardavo' modo il prezzo del consumo interno.
Questa sera al R. Teatro dei 'Ravvivati
_ Lafabbriche russe danno un prodotto superiore
avrà uogo la prima rappresentazione delallo zucchero raffinato francese, e quantunque
gravato d' un balzano che è il prezzo della
? opera < Gemma di Vergy ».
protezione accordata loro dal governo, fruttano oltre il 25 per cento ai capitali in esse
MOVIMENTO
impiegati.
La Francia ha oggi più di 500 fabbriche,
Della Popolaziono del Comune di Pisa
che producono sino a 350 milioni in zucchero,
nel mese di ottobre 1871.
70 milioni in alcool, distribuiscono 20 milioni
in salari agli operai, fruttano dal 25 al 30
NATI: — legittimi 135, di cui 75 maschi e
per cento ai capitali degli azionisti.
60
femmine; — illegittimi 9, di cui 5 maschi
Ora però, merce l'iniziativa' di intelligenti
4
femmine; — esposti 13, di cui 11 maschi
o
capitalisti e sotto il patronato della Banca
2 femmine. — Totale per sesso: maschi 91,
e
Romana di Credito per le industrie, si costifemmine 66. — Totale generale 157.
tuisce anche tra noi una Società Anonima con
NATI MORTI: — 3 legittimi, dei quali 2 maschi
10 milioni di capitale per esercitare in grandi
ed
1 femmina.
proporzioni e in condizioni eccezionalmente
Parti
gemelli: 1 di 2 maschi.
favorevoli questa industria, che è stata una
MATRIMONI: — tra celibi e ttubin 46; — tra
delle più potenti risorsa economiche per la
6 — Totale 52.
Francia, la Germania, l'Austria e la Russia vedovi e nubili
da ambedue gli sposi 19; —
Sottoscritti:
stessa.
dalsolo
sposo
15;
— dalla sola sposa 1; da nesLa Società Romana, accennata poch'a,nzi,
suno
degli
sposi
17.
— Totale 52.
ha
ottel
che fondò la fabbrica di Castellaccio
Matrimoni tra congiunti: 1 fra cognati.
nuto dal Governo Pontificio un larghissimo
MORTI: — celibi 78, di cui 42 maschi e 3G
privilegio duraturo fino a tutto il 1885; e ri:
V1A,
—
'42"
LO
8
iù
to
te
sa,
Lo
io
è
te
femmine; - conjugati 32, di cui 17 maseli e I 5
femmine: - vedovi 13, di cui 7 maschi e 6
femmine. - Totale per sesso: maschi 66,
femmine 57. - Totale generale 123.
Fra, i 78 celibi sono compresi 46 individui,
dei quali 27 maschi e 19 femmine, morti prima
d' aver raggiunto l'età di 5 anni.
STATO CIVILE
Dal 5 all'8 novenabre 1871 inclusive.
Nascite denunziate
Maschi 41 - Femmine 8.
Matrimoni.
Landucci Guglielmo fu Angiolo, celibe, sarto,
di Pisa, con Bincli Rosmunda di Luigi, nubile, stiratrice. di san Michele degli Scalzi - Rossi Faustino fu Ranieri, celibe, falegname, delle Mulina di
Quosa (Bagni san Giuliano , con Cigoli Appollonia
dei Regi Spedali di Pisa, nubile, bracciante, di
Pisa - Giorgi Rutilio fu Valentino, ortolano,
celibe, con Nannetti Virginia di Francesco, nubile,
ortolana, ambedue di Pisa - Dell' Omodarme
Giovanni di Giovanni, celibe, guardia campestre,
con Malasoma Annunziata dì Leonardo, nubile,
bracciante, ambedue di san Giusto in Cani licei.
Morti.
Trescati vedova Sottocasa Maria fu Marco, di
anni 62, di Pisa - Baroni Giuditta di Gustavo,
nubile, di anni 31., di Pisa - Rossi Antonio di
Lorenzo, di anni 3, di Pisa -Lotti nei Lotti Carmina fu Sabatino, di anni 50, di san Alichele degli
Scalzi - Bracci nei Manetti Rosa fu Lorenzo, di
anni 28, di Putignano- Bellini Cesira di Giuseppe,
di anni 40, di san Giovanni al Gatano - Novi
vedova Cherici Annunziata di Giuseppe, di anni
26, di Cascina - Cecioni Luigi di Guido, di mesi
18, di Pisa - Pellegrini Chiara fu Michele, di anni
70, di Pisa - Gori Angiolo fu Vincenzo, di anni
16, celibe, oprante, di Calci - Del Gratta Michele
fu Silvestro, di anni 86, vedovo, possidente, di
Riglione - Diciotti Isolina di Giuseppe di anni 2,
di Barbaricina - Bottini nei Balduzzi Rosa fu
Domenico, di anni 28, di Livorno - Gambogi
Marianna fu Francesco, di anni 78, nubile, di
Pisa.
E più I al disotto di un anno.
Cambiamenti di Domicilio.
Galli Francesco, bracciante, da Pisa a Pontassieve-Pellicci Giuseppe, bracciante, da Pisa a Pontassieve - Michelazzi Cammino, bracciante, da
Pisa a Pontassieve - Rigaccini Marcello, inpiegato, R.°, da Pisa a Siena - Picchianti Federigo,
benestante, da Pisa a Lucca - Ferrini Giosuè,
bracciante, da Pisa a Pontassieve.
-
eil
ai
a.
ia
la
O- •
e
e
la
io
ia
la
a.t--
-
Metodo elementare per l' insegnamento
dell' Ornativa agli operai; di Paride
Bagnolesi statuario maestro, di Disegno
e Plastica nelle scuole comunali di
Volterra.
Per coloro che vogliono perfezionarsi nell'arte del disegno figurativo e ornamentale vi
sono le grandi Accademie montate a tal uopo,
e in quelle diviene insegnamento logico
l' incominciare simile studio dall' imitazione
di disagei in carta, perchè contemporanea-
Nota per aumento del Sesto.
le
ta
di
VO
Si fa noto che il signor Antonio
di Raimondo Andreotti di Pisa, al
pubblico incanto del dì dieci novembre corrente si rese compratore
del primo lotto dei beni escussi a
pregiudizio dei signori Antonio,
Francesco ed altri Tassi , per la
somma di lire duemila settecento
settanta e centesimi quarantaquattro, e consistenti
In una casa posta in Via, Santa
Marta di questa città, segnata di
numero 115, rappresentata al catasto della comunità di Pisa in sezione C dalla particella di numero 1269, di dominio diretto del fu
Signor Ranieri Pa.lamidessi.
Si avverte che va a farsi luogo
all' aumento del sesto a forma di
legge, e che il termine relativo va
a scadere col dì venticinque novembre milleottocentosettantuno.
Dalla Cancelleria del Trib. civile
di Pisa, li 14 novembre 1871.
Il Cancelliere
-
C. RAllETTI.
lii
AVVISO.
•■111
s-
Si fa noto che il sig. avvocato
Arinenio Battelli, giudice delegato
alla procedura del fallimento di
Isac Lunel di Pisa, con ordinanza
el cll . 13 novembre corrente ha
destinato la mattin.a del dì 2 gen-
mente debbono occuparsi della parte scientifica, frequentando lezioni di Storia, Estetica,
Architettura, Prospettiva, Teoria dell'ombre,
Anatomia ecc.
Le scuole elementari di disegno servono per
gli operai, pei dilettanti e per chi si prepara
agli istituti tecnici ed alle accademie superiori. Ma siccome il maggior numero degli
scolari appartiene alle classi operaie, che non
possono far lunghi studi, uò troppo dispendiosi, nè superflui; perciò è necessario tener
seco loro le vie più corte ad istruirli in quanto
è indispensabile per l' esercizio della professione che vorranno intraprendere.
L' imitazione del disegno in carta è via
lunga, poco utile e malagevole senza i suindicati potenti aiuti, e quindi male adattata
agli operai, se pure non sieno di eletto ingegno. Infatti essi non eseguiscono una copia
con intelligenza, se non che oltre passati i tre
lustri, e sempre che la natura li abbia dotati
di una singolare disposizione a questa disciplina. Ma in generale a. questa età hanno
bisogno d' usufruire del loro mestiere o per
supplire ai bisogni propri o per contribuire a quelli della famiglia: quindi abbandonano lo studio nei principii , e quel
poco, che hanno fatto, non giova loro per
l'applicazione. - Eglino credono di doversi
occupare del segno e dell' ombra, senza pensare nè vedere in quei contorni e macchie
riunite insieme lo sviluppo di un concetto
appartenente di rilievo; ed al maestro è difficile far loro intendere il profilo, la terza,
faccia, piante, sezioni, prospettive, _giuoco
dell' ombre ec. cc.; per la qual cosa
Nel novembre dell'anno 1869 queste ragioni
unite a tante altre collo sviluppo in iscritto
del metodo in parola, inviai al superiore
Ministero della pubblica istruzione, ed il 7
marzo 1870 il lodato onorevole Ministro si
compiaceva con ufficiale diretta a questa
R. Sotto-Prefettura riconoscerle giuste e razionali, lo che bastò a farmi por mano ai
modelli occorrenti a questo mio proposito,
Modo (l insegnare il Disegno ornativo agli
operai; modo che, nelle materie insegnate sui
solidi geometrici di rilievo, ha ottenuti e
messi in chiaro buoni effetti, ed è stato dal
Ministero medesimo sancito in massima nei
nuovi programmi e annesse istruzioni pubblicate il caduto anno scolastico.
Tal metodo disutile a nessuno, utilissimo
per gli Operai, fino dal suo principio insegna
a creare il disegno da modelli in rilievo.
Compiuto il semplice corso elementare, il
giovinetto ha sufficienti cognizioni teoriche
e pratiche tanto per entrare liberamente
naio 1872 a ore 9 per procedere
alla, verifica dei crediti di de tto
fallimento; perciò s'invitano tutti i
creditori a comparire nella camera
di Consiglio di questo tribunale nel
suddetto giorno, e in coerenza agli
articoli 601 e 602 del codice di
commercio. ad avere nel termine e
modi ivi indicati, rimesso al sindaco sig. Giuseppe Del Moro di Livorno o in questa Cancelleria i loro
titoli di credito insieme ad una nota indicante la somma di cui si propongono creditori verso il fallimento stesso.
Dalla Cancelleria del Tribunale
di Pisa li 15 novembre 1871.
C. RAllETTI.
nell'officine, quanto per proseguire lo studio
degli originali classici, sì in disegno, che in
rilievo. - All' età di sedici anni, se si dedica
con amore a questo studio, saprà legger bene
in disegni completi da riprodursi in rilievo,
acciò il comandato lavoro riesca perfetto e
senza spreco di tempo o di materia: saprà esprimere i proprii pensieri sulla carta, prenderà
gli appunti di cose naturali e. artistiche, van- 3 taggio grande all' incremento del proprio mestiere: insomma farà a quell'età ciò che far non.,
potrebbe colla semplice materiale imitazione
del disegno dalla carta: avrà cognizioni maggiori di quello che seguitasse il metodo tino
ad ora adottato, nel quale fino all'età di 20 o
21 anno non giunge ad entrare col proprio
raziocinio, se pure il maestro non ha avuto
piena volontà di spiegargliele ogni qual volta
se ne sia presentata occasione sugli oggetti
di rilievo.
Per potere ottenere buoni resultati tanto
nella parte intellettuale che materiale, il
modo d'insegnamento è ordinato come segue,
cioè:
l.° Disegno lineare esatto o geometrico,
figure composte di sole rette.
2.0 Combinazioni dirette applicabili al1' orgativo.
3.° Figure geometriche composte di rette
e di curve.
4.° Combinazioni dirette e curve applicabili all' ornativa,.
5. 0 Solidi geometrici, membri architettonici, trabeazione, voluta, fusto di colonna,
ossia materiali occorrenti per l' indicazioni
teoriche e pratiche del profilo, terza, faccia,
pianta, sezioni, prospettive, giuoco delle ombre
misure, traduzioni cc.
SOCIETÀ ANONIMI ITALIANA
LÀ PRIVILEGIATA
TomRua
PER L'INDUSTRIA
DELLO
Zucchero di Barbehietole
I
Sottoscrizione pubblica
APERTA il 14, 15, 16, 17, 18, 19
20, 21 e 22 novembre
Pei i dettagli vedi l' Avviso in 4." pagina.
.~11~~111111~~11111113~5easililimee iinormiormommill■
6.° Principali simboli, o attributi necessari per lo sviluppo dei soggetti, come 1.°
inerzia, 2.0 grandezza, magnificenza, 3.° pace,
4» onore, gloria civile, 5.0 trionfo, gloria militare, 6.0 tenacità, amicizia, attaccamento,
7.° allegria, baccano, 8•0 valore, premio, 9.0
amore, imeneo, grazia, 10.0 culto delle arti
belle, ispirazione.
7.0 Tipi diversi 1 atti a risvegliare l' idea
dell' ornativa immaginativa, applicata alle
sagome architettoniche.
8.0 Motivi fantastici risveglianti l'idea dell'applicazione del diverso genere, nei differenti casi, cioè commerciale, decorativo, monumentale,
Chiunque voglia prender cognizione dei
modelli componenti il prefato metodo o farne
acquisto, potrà dirigersi all'autore medesimo.
-
--
NELLA PROVINCIA DI ROMA
>■1■ 4■04aidEZ,•--
ANGIOLO PACINI Gerents Respons.
AVVISO.
BA M CA ROMANA DI CREDITO
11 C onsiglio d'Amministrazione della
Banca Romana di Credito, costituitasi con.
pubblico istrumento, rogato Fratacchi,
notar° in Roma, avvisa il pubblico che
avendo adempiuto alle formalità tutte e
se:gnatamente a quelle volute dagli articoli
133 e 136 del Codice di Commercio italiano, sta per cominciare le proprie operazioni.
Le lettere ed i telegrammi dirette alla
detta Banca debbono portare il seguente
indirizzo :
Banca Romana di Credito
Via Condotti, N.' 42.
E ciò all' effetto di non confonderla colla
Banca Romana privilegiata cieli' ex Stato
Pontificio.
In Pisa al Negozio di musica, cartoleria cc.
di G. Federighi Sotto Borgo u.0 90, si abbuona
alla lettura della musica, giornali ce. Trovansi pure nuovità musicali, fra le quali 5
pezzi musica per pianoforte del celebre maestro cav. Carlini, intitolati 1. Arianna, Mazurka, 2. La Fiera, Polka 3. L'amore, MaZurka.
4. La ;Scintilla, Valtzer. 5. La Mezza Notte,
Fantasia.
Il maestro di ballo Ranieri S assetti
aprirà il 15 Novembre corrente la suaeSala
posta Lungarno presso la chiesa di Santa
Cristina.
Libreria «lei FF. Nistri in Pisa,
Fucecchio, come padre e legittimo
rappresentante della minore Adele
COLLEZIONE
della fu Aunina del fu Giovacchino
Telleschi, e Rosa del fu Gaspero
Salcioli, vedova del fu Angiolo TelTALIANE
leschi domiciliata n Pontedera, nel
I N F.2 33 I T IC O n. A. n n
dì sei del corrente mese di novem- 4. LA RAPPRESENTAZIONE DI SANTA ULIVA, riprodotta sulle antiche stampe, con
bre dichiararono in questa Cancelprefazione del Prof. Alessandro D'Ancona: 4863; pagg. xLiv 446 in 8.°
leria di accettare a tutti gli effetti
(250 esempi.)
3
voluti dalla legge, in proprio reLa stessa, edizione da Biblioteche in 8.° mass. di carta imperiale grave
4.
spettivamente N. N. con benelizio di
con margini allargati (100 esempi.)
inventario l' eredità intestata del 2. LA STORIA DI GINEVRA DEGLI ALMIERI di Agostino Velletti; riprodotta sullo
detto fu Angiolo Telleschi, morto
antiche stampe, con prefazione del Prof. A. D'Ancona: 4863; pag. 17,in 8.°
(250) esempi.)
alla Spezia nel tre corrente mese.
La stessa, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (100 esempi.) n 4. 40
Dalla Cancelleria della Pretura di
3. ATTILA Flagelluin Dei; poemetto in ottava rima, riprodotto sulle antiche
Pontedera, li 12 novembre 1871.
stampe; con prefazione del Prof. A. D'Ancona: 4864, pagg. xcvm-72, in 8.°
C. R. DAMUCCI-TOSCANI.
3. (250 esempi.).
Per copia certificata conforme al
Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. cc. (1 00 esempi.) 4. suo originale, salvo ec.
4. LA STORIA DEI SETTE SAVI DI ROMA, tratta da un manoscritto Laurenziano;
Dalla Cancelleria della Pretura di
con discorso del Prof. Alessandro D'Ancona: 4864, pagg. Lxiv - 124, in 8.°
Pontedera,, li 13 novembre 1871.
3 75
DI ANTICHE SCRITTURE
;
.
AVVISO GIUDIZIARIO.
Il Cancelliere sottoscritto rende
noto che i signori Giuseppe, Donato
e Stefano del fu Giovacchino Telle
schi, braccianti domiciliati il primo
in Corniola, comunità di Empoli,
il secondo in Pontedera, il terzo nel
popolo del Pino in comunità di San
Miniato, Teresa del detta fu Giovaechino Telleschi, moglie attuale
di Luigi del fu Pellegrino Biagioni,
domiciliati in p-opolo del Pinocchio,
comunità di S. Miniato, assistita per
quanto possa occorrere dal detto
di lei marito Leopoldo del fu Francesco Selmi, barrocciaio domiciliato
nel popolo delle Calle, comune di
DAMUCCI-TOSCANI.
(100 esemplari) »
Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (250 esempi.) .
o
5. 50
RomA; osservazioni di D. Comparetti: 4865,
- 75
esempi) Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (100 esempi.) .
4. -
INTORNO AL LIBRO DEI SETTE SAVI DI
AVVISO.
in 8.° (230
Il sig. Leone Benzaquen proprietario della fattoria detta San Giu- 5. LA NOVELLA DELLA FIGLIA DEL RE DI DACIA, testo inedito del buon secolo;
con prefazione del Dott. Alessandro Wesselo(sky, 4866. pagg. cxn-52. in 8.°
liano, situata nel popolo dei Bagni
3.
(250 esempi) •
S. Giuliano e di Gello, inibisce a
-
Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. cc. (100 esempi ) 4.
chiunque d'introdursi nei terreni CANZONI A BALLO, BALLATE ED ALTRE POESIE MUSICALI ANTICHE, pubblicate per
olivati e seminativi formanti parte
cura del Prof. G. Carducci, e in gran parte inedite. Parte prima, contenente
di detta fattoria, per esercitarvi
i secoli 'in e xtv. in 8.° (2.50 esemplari)
ogni genere di caccia sia con fucile
Le stesse, edizione da Biblioteca in 8.° mass. cc. (100 esempi.). .
. .
8.
sia con reti, a forma delle veglianti
Sette il Torchio
Osi. GOVERNO DEI REGNI; lezione italiana (sec. in) del Pancatantra pubblicata
leggi.
con illustrazioni dal Prof. Emilio Teza.
Pisa li 13 novembre 1871.
.
••••••
SOCIETÀ AN NIMA ITALIANA PRIVILEGIATA
zucc
per l' industria,
131■71L4 Alk V' III C» 117- 112•1C1ILAL 121»111
Capitale Sociale DIECI MILIONI di Lire Italiane
La Aiøni ai 250 Lire ciascuna,
CONSIGLIO UV A_MIVI1NISrMAZION1C
~ori-Lisci marchese Lorenzo, senatore
del Regno.
Tanarl marchese Luigi, senatore del Regno.
Silvestrelli cavaliere Augusto.
Tittonl cavaliere Antonio.
D' Ancona commendatore Sansone, depu-
talo al Parlamento.
Clementi cavalier Giuseppe.
Botter Litigi, professore di Agraria al-
Chacher ing. C.
Cornill Woestyn, di Bruxelles.
Bindi Sergarill cavaliere Francesco.
Nobili cavaliere Niccolò, deputalo al Par-
lamento.
Tominasi Cl.ì b e re G. M.
Feti avvocato Gaetano.
Emilio lialot della Casa Cail-Halot di Bruxelles.
t
i' Università ai Bologna.
1Prograinma.
Tra le grandi industrie del secolo, havvene una della
quale l'Italia è priva, che ha dati risultati maravigliosi
dappertutto dove sorse in Europa, che ha la base agraria
mentr'è agraria la nostra ricchezza, che ristora ed accresce
la produzione che emancipa i paese da un enorme tributo
all estero, e questa industria è l'estrazione dello zucchero
dalle Barbebietole. Essa ha 1' importanza- intrinseca nell' aspetto agrario di dare un nuovo prodotto migliorando il
suolo pegli altri; nell' aspetto alimentare di produrre il buon
mercato delle carni coli' allevamento e l' ingrasso del
bestiame; nell' aspetto industriale di dar vita ad una nuova
ricchezza; nell'aspetto sociale di dar lavoro e cultura alle
classi operaie, e di aprire alla gioventù volenterosa una
nuova bella carriera, nell'aspetto economico di associare i
due grandi fattori della ricchezza, l'agricoltura e l'industria.
Al principio del secolo, questa dello zucchero era
industria ignorata in Europa. Adesso invece è rappresentata da 2000 fabbriche col capitale di un miliardo; la
Francia sola produce 300 milioni di chilog. di zucchero
indigeno, la Prussia 190, l'Austria 110, il Piccolo Belgio 40,
e la Russia con 400 fabbriche basta al proprio consumo.
Tutto profitta poi della nuova ricchezza; e per non dire
che della Francia, ne profitta l' erario colla tassa vistosa
che percepisce; ne profitta il capitale impiegato che
nonostante questa tassa, raccoglie il 25 °T u ; ne profittano
gli agricoltori che dalla cultura diretta e dall' aumento
degli affitti e dei cereali traggono il beneficio netto di
45 milioni, e dal bestiame un altro beneficio di 18 milioni;
e ne profittano circa 100 mila operai che percepiscono
20 milioni annui di salario. Lo stesso avviene in proporzione negli altri paesi.
Può essa, l'Italia, emulare questi Stati Europei?
Lo può; ma solo a tre condizioni:
1.* Di protezione governativa,
2.' Di basi reali di buon successo,
3." Di ampiezza di mezzi.
Quanto alla prima, è a notarsi che la prosperità di
questa industria nei vari Stat.i d' Europa è dovuta essenzialmente ai favori che ne hanno circondate le origini.
Premii diretti, terreni, esenzioni, tariffe protettrici, tutto
le concessero i Governi, ed essa sorse poco a poco, crebbe
rigogliosa, e potè quindi ricompensarli con usura.
Nulla a tal fine fu fatto ancora in Italia; ma esiste
nel centro del Regno una concessione pontificia del 23
luglio 1867, duratura fino a tutto il 1885, ed è nostra
buona fortuna, perchè a tal concessione si devono i primi
tentativi felici, e perchè dopo questi tentativi essa basta a
spingere il capitale ad uno slancio più ardito.
Infatti, la concessione romana accorda in quel territorio privilegio di protezione illimitata ; esclude tasse
speciali, dà franchigia per l'introduzione delle macchine ed
altro occorrente, e spirato il suo termine lascia in piena
proprietà dei concessionarii gli stabilimenti che avessero
eretti.
L' importanza di questa concessione per due motivi è
grande e per un terzo motivo è massima.
E grande, perciò l' annessione del territorio pontificio
al regno avendo fatto cadere le barriere del piccolo Stato,
aprì alla produzione privilegiata del centro il mercato di
tutta l' Italia.
È grande, perchè il Governo italiano avendo dichiarato
di non poter trascurare 1' Agro romano senza demeritare il
Ptome di _provvido e civile e fallire al suo compito, non può
che favorire viemaggiorrnente la nuova industria che
avendo per base la grande cultura dei terreni, diventerà
potente cooperatrice allo scopo governativo colla leva del
privato interesse.
È massima poi l' importanza della concessione romana
attesa la località per cui venne data: — perché l' Italia
non ha per le barbebietole territorio più vasto, più ferace,
più adatto dell' Agro romano; — perchè esclusi altrove i
terreni irrigati, i .alini, gli orridi, i montuosi, nel molto
buono che pur rimane in Italia dovrebbero vincersi
abitudini, resistenze, difficoltà' che nell' Agro romano non
esistono; -- e perchè infine nelle grandi vallate del Tevere,
dell' Aniene, del Sacco, le barbebietole analizzate dai migliori, chimici di Europa, hanno già dato risultati stupendi.
E dunque evidente che il possedere la concessione
romana equivale ad avere in mano per lungo . tempo
l' industria dello zucchero in Italia.
Or bene; noi possiamo possederla, poichè i Concessionari ai quali appartiene, e che l' hanno utilizzata fondando
coi propri capitali una fabbrica detta il Castellaccio tra
Segni ed Anagni, consentono alla cessione dei propri diritti,
prendendo in pagamento delle somme da Essi versate,
delle azioni della nuova Società, tanta è la loro fede
nell' avvenire dell' industria che hanno iniziata.
Abbiamo dunque per noi la prima delle condizioni'
indicate, cioè la protezione governativa.
La seconda condizione è che v' abbiano in Italia basi
reali di buon successo, giàcchè il capitale non si arrende a
speranze rimote, tua soltanto a realtà positive.
Or bene; anche questa seconda condizione è per noi,
giacche è provato dai documenti Q dai fatti che alla
fabbrica del Castellaccio il peso delle barbebietole ragguaglia in media la produzione estera; la loro ricchezza in
zucchero è superiore alla media del‘Belgio e della Francia;
la qualità dello zucchero gareggia colle migliori, e fu
premiata con medaglia d' oro all' ultima Esposizione di
Firenze; la mano d' opera è a buon mercato; il costo dei
muramenti è mitissimo; il combustibile in legna e ligniti è a
prezzo normale; la viabilità è facile e buona; gli sbocchi
soli pronti, e alcune materie prime sono d' acquisto lucroso.
E a chi dubitasse non abbiamo che a dire andate e vedrete.
che la fabbrica del Castellaccio fra Segni ed Anagni è in
completo lavoro.
Ultima rimane la condizione dell' ampiezza dei mezzi,
necessaria per fondare un'industria di tanta mole in quelle
vaste proporzioni e con quella armonia di tutte le parti
che sono indispensabili alla sua buona riuscita.
Ma questa condizione è ancor più delle altre in nostro_
potere, e del suo pronto adempimento rispondono 1' amor
patrio • il tornaconto.
L' amor patrio, giacchè è umiliante che l'Italia sia da
meno delle altre nazioni, e paghi ad esse l' annuo tributo
di 150 milioni, mentre possiede tutti i mezzi per far quanto
esse e bastare al proprio consumo.
Il tornaconto, perchè fra tutte le industrie, nessuna
forse può dare al capitale un più largo beneficio.
Pqr farsene certi basta avvertire che lo zucchero
estero entrando in Italia, paga lire 28, 40 al quintale, e le
paga dopo aver dato al fabbricante estero il beneficio
dal 20 al 25 per cento; che data l'ipotesi che noi produciamo a condizioni eguali coli' estero, tra il lucro di fabbrica
e il risparmio della importazione dobbiamo guadagnare
il 40' 0 1, — e che questa ipotesi è vera, viste le precedenti
basi di fatto, e valutando _il privilegio che ci mette
coli' estero in istato di parità. Quand' anche poi volesse
farsi una detrazione per la cosa nuova, per l' imprevisto,
per l' ignoto, il 30 °!, rimarrà sempre, e deve rimanere,
perchè l' eguaglianza degli elementi non può produrre che
l' eguaglianza dei resultati.
Chiamando dunque il capitale a dare splendida vita
alla produzione dello zucchero indigeno, non lo chiamiamo
ad una sterile speculazione su' valori, o ad un' alea di
premi; ma lo chiamiamo a fondare una industria feconda
d'ingenti beneficii pel capitale che chiede, e d'una immensa
utilità pubblica per la ricchezza che produce; a rianimare
l'agricoltura scovata, ad aumentare e migliorare il bestiame, ad assicurare istruzione e salario alle classi operaie,
ad emanciparci dall' estero; lo chiamiamo in altre parole a
fare opera politica, economica e civile; e gli diamo il mezzo
di poter lucrare enormemente facendo scaturire nel centro
del Regno la vita dalla morte, creando l' attività e la,
ricchezza dove è l' abbandono e la miseria; e provando
all'Europa che il genio italiano non ispazia, solamente nelle
regioni dell' arte, ma si slancia operoso ad ogni progresso
civile e sociale.
Oggetto della Società.
La Società ha per oggetto l' acquisto del privilegio concesso dal Governo pontificio il 23 luglio
1867 duraturo fino a tutto il 1885, nonChè l'acquisto
della, fabbrica del Castellaccio tra Segni ed Anagni.,
la coltivazione delle Barbebietole, la pronta erezione
di nuove fabbriche, il raffinamento dello zucchero,
la distillazione delle melasse e l' ingrasso del bestiaine coi residui della fabbricazione, e,tuttociò sulle
basi dello Statuto pubblicato a cura del Comitato
promotore.
Sede e Amministrazione.
La sede è in Roma. Gli affari sociali sono condotti
dal Consiglio d'Amministrazione e da un Direttore generale
da esso dipendente.
Interesse e Dividendo delle Azioni.
Le Azioni godono del 6 per °1 0 fisso annuo sul loro
valor nominale da prelevarsi prima d'ogni riparto di utili,
e inoltre del 66 per 'I o degli utili netti.
Condizioni della Sottoscrizione.
La Società sarà costituita tostochè vengono
collocate diecimila Azioni.
I versamenti si faranno nel modo seguente :
L. 20 alla sottoscrizione.
» 30 un mese dopo.
» 75 due mesi dopo.
11 resto alle epoche che verranno fissate dal
Consiglio di Amministrazione, in rate non maggiori
di lire 50 e coli' intervallo non minore di due mesi
tra una rata e l' altra.
. È però lasciata facoltà ai portatori delle azioni
:
liberate di 1.0 2.° e 3.° versamento di saldarle direttamente
presso la Cassa della Società, e in questo caso verrà loro
abbuonato uno sconto del 6 per °I. sulle somme versate.
.
Li SOTTOSCRIZIONE É APERTA NEI GIORNI H, 43, N, 17, 18, 19, 20, 21 e 22 NOVEMBRE
In Roma presso la Banca Romana di Credito, Torino a i sigg. Fratelli Siccardi.
Via Condotti, 42. .
- Milanop2. Algier Canetta e C.
a
i sigg. B. Tosta o Comp., Via 'Venezia»
>
) P. Totnich.
Ara Cocli, Palazzo Senni.
»»» Fischer e Rechsteiner.
Firenze
» i sigg. B. Testa e Comp., Via
a
aa Ed. Leis.
s
• dei .21fortelli,
.
4.Livorno
a
Moisè Levi di Vita.
la Banca Romana di Credito, Bologna a
» Ant. Santuarchi e C.
Via Ginori, 13.
»»D Luigi Cavaruzzi e C.
Torino
» i sigg. Carlo De Foruex. 'Verona
V
a
a Figli di Ldadio
an
Grego.
.
,
Verona
» i sigg. Fratelli Pincherli fu
Domenico.
Mantova
»
a Augiolo A. Finzi.
a
Modena
a Eredi di Gaetano Poppi.
aDG. M. Diena fu Jacob.
s
»
Belluno
»a Ottavio Pagani Cesa.!
Piacenza a
Cella e Moy.
a
Alessandria a
Eredi di R. Vitale.
Reggio (Emilia) a
Carlo Del Vecchio.
Ferrara
Vicenza
Padova
Asti
Pisa
Udine
Como
a i sigg. Cleto ed Efrem Grossi.
a
M. Bassani e figli.
a
a
a Leoni e Tedesco.
aa Anfossi Berutto e C.
D
D
Banca del Popolo.
D
D Vito Pace.
DClaudio Perroux.
D
a
G. B. Cantarutti.
a
a M. Binda e C.
s
E nelle altre Città d'Italia e dell'estero presso i loro signori Corrispondenti. La sottoscrizione sarà contemporaneamente aperta a Parigi, Marsiglia, Lione,
Bordeaux, Nizza, Bruxelles, Gand, Berlino, Francoforte sul Meno, Vienna, Trieste, Fiume, Trento, Ginevra e Berna.
— Tipografia Nistri —
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