Anno VII, N.° 94 31.10T Gi ov ed ì — vilWRS/T4/7 •0111t11 P PIA ILEBITONAMENTI WL PORGI° L 10 sano — 5 eunsetre — 1, 50 taiiredis Isori Stato aumento spesit peetali Uffizio — Lymeorwo ~od, j I z, , Canteicinai 10 il essere — Arretrate 20. I pagamenti non tono alidi ee boa fatti contro ricevuta firmata dal Arciere proprietarie ATT. - 16 Novembre 1871. — ANNI:111Z! IIISBRZ10111 Ala iindiUri, ueatiaistratiri iaTviti partieelari met. 25 per linea • spazio di linea. Inseneinci &elio la inali del gerente oent. 60 per heir • spazi* urrimpondente. loqgms~: aset4ipaéi GIORNALE POLITICO Pabblieseiene Giovedì • Domenica, UFFICIALE PER GLI ATTI GIUDIZIARI ED AMMINISTRATIVI Pisa, 15 Novembre 1871 PARTE UFFICIALE Il Sindaco di Pisa Rende noto che nel dì 20 del mese corrente a ore 9 antimeridiane precise, in una sala del palazzo comunale avranno principio gli esami per il concorso al vacante posto d'Insegnante nella prima classe giunasiale. La prima prova che avrà luogo nel giorno rammentato, consisterà in un componimento italiano; La seconda, da darsi nel giorno successivo, in una traduzione dal latino in volgare; La terza, in interrogazioni sulla lingua e letteratura italiana e latina, sulla storia orientale, greca, romana, e sulla geografia moderna; La quarta, in una lezione sopra un tema dato ventiquattro ore innanzi. Pisa; dal palazzo comunale Li 14 novembre 1871. D. G. BIANCi ar. PARTE NOA UFFIC!ALE NOSTRA CORRISPONDENZA Roma, 14 novembre. Sembra che il Ministero voglia portare per la presidenza della Camera l'onor. Minghetti. Però alcuni deputati della destra avrebbero posto gli sguardi o sul barone Bettino Ricasoli, o sull' avv. Mari, senza che si sappia con certezza chi di essi sarà poi il preferito. — Del resto il Ministero non farà questione di gabinetto per la preferenza di alcuno dei tre surricordati. Tutti i giorni arrivano degli operai da Torino, chiamati dal cav. Ottino ad aiutarlo nei lavori che ci si propone di fare per la illuminazione del Corso e di altre vie nella sera del 27. — Egli ha anche avuto dal Municipio l'incarico di addobbare sfarzosamente le strade per le quali passerà il corteggio reale, andando dal Quirinale a Monte Citorio. — I Romani attendono con ansia questo giorno, come l'ultimo definitivo colpo pel regime che fu. — L' entusiasmo cresce, ed i neri perdono ad una ad una le folli speranze che avevan concepite, sebbene il Presidente della provvisoria repubblica francese offra a Pio IX il eastello di Pari., — E come sintomo sicuro di perduta speranza vediamo tornare ora a gironzare qualche cardinale nel modo che usavano prima del 20 settembre. — L' altro ieri fu il cardinale di Pietro, il quale si recò a S. Maria Maggiore in cocchio 'ai gala col relativo servizio. — Anche altri sono usciti in treno di mezza gala. — È un fatto indubitato che il tempo che passa è la miglior medicina per gl' increduli. Molti forestieri che stanno per giungere in Roma hanno fatto vive premure per ottenere i biglietti d'ingresso nelle gallerie della Camera dei deputati pel giorno della inaugurarazione; ma dubito che varj di essi resteranno sconfortati, perchè mancano i posti al sovrabbondante numero delle richieste. — Questa inaugurazione riuscirà al certo splendida. — Si vuole che nel discorso della Corona si dica qualche cosa che accenni a conciliazione, ma probabilmente sarà questo uno dei soliti sogni di coloro che vogliono saper tutto; ed io, allo stato delle cose, non credo che il Governo voglia porre di nuovo il piede in una via abbastanza lubrica. — Abbiamo già le guarentigie, Non si assume responsabilità che per le E ,PER GLI Arn DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE Gaetano Fredia.ni. e devono bastare. La conciliazione F avremo quando un tal passo si renderà superfluo. Il tempo è tornato alla pioggia, e se continua così ci dieturberà assai nei prossimi giorni di festa. — periamo però che Giove pluvio abbia compassione dei miseri mortai', e ci faccia grazia durante le febte. Ad out delle notizie gia date da diversi giornati, te LL. AA. i rrincipi ui l'iemunte non giungeranno in li,unia che fra tre u quattro giorni, come vi accennai; — iuquautuoggi cia M.utiza 'armino breve CJìt . sosta a Firenze. Ieri i' altro presso la stazione delle merci a piccola, velocita tu scoperta una inalandrinata sul genere delta Comune. In un vageue giunto da Civitavecchia si contenevano diverse cassette or petrolio. — Un birbante qualunclUe peno di forare il vagone e di introdurvi una miccia, la quale per apposito foro auda,va, pure ad introdursi in una detle dette cassette. -- fer buona ventura venne ciò sotto gli occhi di alcuni impiegati, i quali provvidero tosto a quanto occorreva. — L'autofila pare sia sulle peste cieli' autore di questo brutto scherzo per insegnargli che Ro tua non — . è Parigi, e che gli uomini ouesti lavorano non rubano, edificano non demoliscono._ — Sul vagone stesso fu osservata anche la iscrizione — Viva il Petrolio — eseguita in carattere corsivo con quei gesso di cui si servono gli addetti alla stazione per segnare i veicoli. Anche questa iscrizione pare abbia facilitato le ricerche della punitiva giustizia. La scorsa sera poi un muratore ed un bottaro (tiaccheraio) azzuffatisi, a causa di precedenti rancori, presso la piazza dell'Orologio, 8i cagionarono diverse ferite, per le quali uno di essi cadeva morto su bito, mentre l'altro non arrivò nemmeno allo Spedale, ove veniva trasportato a braccia. — Il coltello e sempre il coltello, è l' unica causa di tante disgrazie. E in Roma il coltello è il santo a cui sono votati tutti quelli del basso popolo. — La legge sembra che non basti davvero a troncare un uso sì tristo; vedremo se colla istruzione, che s'introduca, si giungerà ad ottenere quanto si è invano preteso dalla legge. — Che sia, è il desiderio di ogni onesto. Roberto Viglius, dramma di Ferrari, non ebbe ieri sera al teatro Valle l' incontro che si attendeva. 11 pubblico, che era accorso numeroso, diede spesso segui di disapprovazione. Però se il dramma non è di molto effetto, non è nemmeno quello che il pubblico del Valle, impressionato alle volte da qualche parola staccata, ha voluto ritenere. — 11 Roberto Viglius è un lavoro che se per la sua tessitura non interessa molto, è però tale da stare a paro di molti altri lavori che il pubblico stesso ha accolto con buon viso. — Del resto il non aver incontrato al Valle non è pel Roberto Viglius una sentenza di tribunale supremo; ed i Pisani, che col 1.° dicembre avranno la Compagnia Morelli al Teatro vecchio, potranno senza pretensioni giudicare più a proposito del dramma in questione, che Morelli vorrà di certo regalarvi come una nuovità. • 11) I21...111,I0 Interno. — Se noi siamo ben informati, scrive la Nuova Roma, il Governo avrebbe deciso di dare alle questioni di finanza l'assoluta precedenza su tutti i lavori di cui la Camera sarà chiamata ad occuparsi nella imminente sessione. — I giornali di Roma sono concordi nell'asserire che il generale Medici ritorna positivamente a Palermo conducendo con sè, in qua- alt di consigliere delegato, niente meno che il questore Aibanese. Ecco il bel modo col quale da‘govern,e riparatore si tiene in conto l'opinione pubblica. — Scrivono da Chieti in data del 7: Questa aotte, fra le ore 9 e le 12, fuggirono dal carcere centrale di Chieti otto detenuti, sei fra i quali già condannati a morte. Sono animo disperate che commisero atrocissimi delitti, e altri ne commetteranno se non si riesce a prenderli subito. L' autorità si dà gran movimento. Uno di questi dannati ha tanti omicidii sulla coscienza, che non si potò mai saperne il numero preciso. Usava mangiarsi il fegato delle sue vittime. Altri cinque sou poco meno feroci di lui. Figuratevi con che piacere gli abitanti della provincia e specialmente dei piccoli comuni e della campagna, hanno sentita la notizia della fuga di questi indemoniati. Essi riuscirono, nella notte scorsa, a praticare un buco nel suolo della loro cella, per eni s' introdussero. in un vecchio condotto che serviva 011 tempo alle latrine; e così guadagnarono tutti e otto la campagna. Leggesi nell'Italia militare che nel mese di ottobre furono pronunziate due condanne a morte dai tribunali militari di Messina e di Verona. Carmelo Campanella, soldato nel 640 fanteria, accusato di insubordinazione mediante vie di fatto commesse con premeditazione contro un caporale, veniva condannato alla fucilazione nella schiena; ma, per circostanze a lui favorevoli, venne dal Re commutata la pena nei lavori forzati a vita. — Questa mattina, scrive l'Aquila latina del 10 corrente, fu fucilato nel piano di San Ra,ineri il soldato Zambuto, siciliano; reo di avere ucciso in Pistoia il proprio sergente, .e che, condannato da quel tribunale militare, era venuto dinnanzi a questo di Messina per via di appello. — Scrivono da Imola alla Gazzetta del- l'Emilia: Domenica, verso le 5 114 pomeridiane, conipivasi in questa città un delitto di sangue. Vicino al caffè Grande fu freddato con un violento colpo di coltello un cappellaio. La ferita larga e profonda all'inguine rese in due minuti cadavere il disgraziato che la riceveva. La città ne rimase vivamente commossa. Subito gli agenti di P. S. corsero al domicilio del feritore, ma non ve lo trovarono. Pare :che sole lire 50 siano la cagione di questo crudo misfatto. 1Ewitero. Pester Lloyd è in grado di annunciare, intorno al Consiglio di ministri, tenutosi ieri, che Andrassy propugnò calorosamente la nomina di Lonyay a presidente, e che il Consiglio dei ministri la approvò. Dopo il Consiglio, Andrassy si recò da Deak, trattenendosi da lui sino a mezzanotte. Le opinioni del club deakista sono ormai a favore di Lonyay, la candidatura del quale non ha che pochi singoli avversarli. Il ministro Toth, dice il Pester Lloyd, rimarrà sotto Lonyay almeno sino a tanto che sarà introdotta la legge elettorale e l'organizzazione delle città capitali. Louyay e Andrassy ritornano domani a Vicina. — Kelly, accusato d'avere assassinato il direttore della polizia di Dublino, è stato dichiarato innocente; lunedì torna però a comparire dinanzi al tribunale, accusato di avere esplosa un'arma da fuoco contro un agente di polizia. Ebbero luogo delle ovazioni dinanzi alla sua abitazione e così pure a Cork, senza che l'ordine sia stato turbato. — Si ha da Nuova York in data del 5 ;corrente: assotiaiicsi fatte all'uflr.io del giornale. Il ghiaccio ha riuserrato 33 bastimenti balenieri dell'Artico. Parecchi già affondarono' e gli altri vennert abbandonati. La ci nona , composta d i 1200 marinai, arrivò ad Honoloin, e 90 ufficiali ginnsero a San Francisco. La perdita, è valutata ad 1,500,000 dollari. Non si lamentano vittime. — La seduta (iena Commissione permanente Versailles, che si tenne il O novembre, fu assai corta, uò vi fu trattata alcuna questione importante. Casimiro Périer, in nome del governo, diede notizie le più rassicuranti sulla crisi monetaria, aggiungendo che cesserebbe senza dubbio quando saranno in circolazione i biglietti garantiti dalle case di credito. Del resto, aggiunse il ministro, l'oro scendo in notevole proporzione, e il suo corso tende ancora a diminuire. La quistione della stampa venne nuovamente rimessa in campo da Jouvenel, lagnandosi che la sua interpellanza sia stata male interpretata dai giornali, e perciò chiedeva che vi fosse lin resoconto ufficiale delle sedute. Il presidente però, rispose che ciò non era conforme agli usi precedenti. Un altro membro volle biasimare ancora l'intemperanza _della stampa, invocando il rigore del governo. Ma la questione non ebbe seguito. I giornali bonapa,rtisti fanno correre la voce delle dimissioni di Giulio Simon; ma questa notizia è priva affatto di. fondamento. — Leggiamo nella Liberté: Continuano le conferenze per il trattato commerciale coll'Inghilterra; e benchè siano alquanto laboriose, nces si dubita, che perverranno a buon esito senza che vi sia bisogno (Ti denunziare il trattato. r4,19" , .c'Mz~,-,szr~ NECROLOGIA. Tra gli uomini degni (l'onorata memoria certamente è da aversi Pietro Conticini, morto in Pisa la notte dal 10 all'Il corrente, a 66 anni. Avuti i primi elementi delle lettere e delle scienze a Strada in Casentino, ove era nato, coli' aiuto di mezzi somministratigli prima da un compagno carissimo, poi più tardi dal Governo, potè venire a Pisa, mantenervisi a studio, e laurearsi in legge, siccome fece uel giugno 1830. Bramoeo per perfezionarsi in giurisprudenza d'andare in Germania, chiese soccorso, e l'ebbe larghissimo dal Granduca di Toscana. Passò dunque alcuni anni colà alle Università di Berlino, di Bonna e di Eidelberga:.poi in Olanda alle altre di Amsterdain, d' etrecht e di Leida. Tornato fra noi nel 1839 fu subito fatto lettore d'Istituzioni civili e della Storia del diritto ,a Siena nell'Università e nel Collegio Toloinei. Quindi nel 1843 venue a Pisa a dettare nella prima di queste due cattedre, dalla quale due anni dopo passò nell'alt•a di Pandette, che tenne sino al /1863, quando colpito di apoplessia, dovè abbandonare l'insegnamento. — Quanti gli furono scolari rammentano la facondia, la chiarezza delle sin lezioni dalle quali imparavano essi facilmente una dottrina vasta, ordinata, profonda. — 1■3 tutto suo il merito d'averci fatto conoscere egli per il primo parecchi scritti della scuola tedesca, volgarizzando alcune opere di Savigny, del Walter, del Rami e di Blunae. Nè deve tacersi d'un suo opuscolo originale sul commercio librario in Germania, stampato a Siena, e scritto nell'occasione che si pensava al disegno di una lega libraria in Italia. Fra gli onori che ebbe, e che tutti meritò, il principale fu quello che il Savigny, ricordando d'averlo avuto discepolo, si maneggiò perchè fosse nominato professore di Pandette a Padova, il quale officio delicatainente -ricu- dell' edifizio tuttelii .aatàtó Iii-Ertial■e ti& sato ci è argomento della nobiltà del cuore di yeetima atapogliava in tale ocoasione s tutsto a scelt4id1 elegNsita'.,.re Pietro, che d'altronde è risaputo da tutti costa fease . di schietta natura ml onesta, di di ;più ihobile centi l' Itlia in famiglie buoni 'sensi e affettnósi, e abbeneh parisse stecratiche. ,'Int'erveilivano alla festa la principesSa Aselgnei Modi • severo, non avvenne inai .9-the non lkale icirgheae nata contessa La Rochefoufosse egualmente trovato d'animo intero e giusto. E che egli fosse in questa stima lo mo- callt, il Prin.ciie Mare' Antonio Borghese,. e strò, fra gli altri, il fatto che appena divolgata la principessa Teresa figli tu 'del ditaa, di lestissae; 1 principe- Paolo di, Sultuoraa• e- la la sua morte, fu un dolore per ogni -órdine • a ilochelfò Unte cittadini, i quali tutti si unirono ai congiunti,' pricicipessa Mena, 'figliis agli amici, ai colleghi, ai discepoli nell' acNagy *priony, don Gialla,: -doli' Ti'e'sticeeco, compagnarnc al sepolcro il corpo, sul quale don Ca.mmillo, don Giovan Battista e don dissero parole di lode Francesco Buonamici ed Giuseppe Borghese figli del. principe MarcanEverardo Micheli, professori nella nostra tonio, don Pietro Aldobrandini principe di Università. Possa la vita di Pietro Conticini Sarsina„ il conte Carlo di Fitz-Jamea, il maresser d' esempio a Chi nato di popolo voglia, chese Carlo e il marchese. Antonio cerini, il siccome egli fece, nobilitare veramente la marchese Mario Covoni, monsigno.re Troysi, condizione popolana. il marchese Giovanni Patrizjs il marchese E. M. S. Giuseppe Garzoni, il pvincipe Carlo Poniatowski, il marchese Mastiani Sciamanna, il marchese de Talleyrand„ il conte Fantoni, il IN A (i) A signor Roberto Gherardi del Turco, il cano15 novembre. nico Cassaigne, e le signorine Chambrelan e Lindpitintnee, la contessa Amiaie de Larderel, — Le operazioni della Leva sono procedute il conte Alessandro, la contessina Bianca, il regolarmente. I giovani che hanno estratto il senatore conte Federigo, la contessa Susetta, e numero basso sono tornati alle loro case, percorrendo prima la città e cantando canzoni il conte e la contessa Florestano, e la signorina patriottiche. Tutti avevano il loro numero al Adriana de Larderel. Testimoni allo sposalizio furono il principe cappello. 1 Carlo Poniatowski, il marchese Giuseppe Garzoni, il marchese Mario Covoni e il senatore — Nella mattina del dì 11 corrente il Vicario capitolare sig. arciprete Luigi Della conte Federigo de Larclerel. La messa in musica, e a piena orchestra,, Fanteria, in nome del nuovo Arcivescovo monsignore Paolo Micallef, prese possesso fu espressamentn scritta e diretta dal distinto maestro Moroni di Roma. Oltre i numerosi della chiesa Primaziale, e cominciò a l'inizionase come Vicario generale. Se non siamo male convitati che impossibile sarebbe l' enumeinformati, il nuovo Arcivescovo giungerebbe rare tutti, il duca Salviati aveva con gentile pensiero invitati ad assistere alla celein Pisa prima che termini il mese corrente. brazione del matrimonio ecclesiastico 40 capi delle principali case coloniche e 40 massaje — Ci vien riferito che moltissimi dei soci componenti la disciolta società Buona Unione della vasta sua tenuta di Migliarino. Il corredo quasi regale era esposto; e sebsi adunavano domenica decorsa e si ricostituibene tutti i convitati fossero abituati alla vano in associazione adottando il nome stesso ricchezza delle trine, dei velluti e dei rasi, di quella disciolta, e ritenendo per locale di pure ad una voce notarono come fosse di residenza il medesimo che prima avevano, una ricchezza che pochi altri corredi ricorda, nello stabile Lenzi, via Tavoleria. e si osservò come avessero concorso a renNominarono a loro Presidente il sig. datt. derlo splendido tutte le più celebri manifatRaffaello Bellini, a Segretario il sig. Roberto ture d' Italia, di Parigi, di Vienna, di BruBarroccio, a Provveditore il sig. Giovacchi no selles, di Ginevra e di Berlino. Chelozzi, a Cassiere il sig. Serafino Burchi. Si notavano fra i numerosi e splendidi reIl locale sarà aperto, per i soci, giovati' sera. gali quello dello sposo alla sposa, consistente in una magnifica collana di 7 grosse fila di — Circa le ore 3 pom. del 12 corrente perle che supera in prezzo il valore di 100mila franchi; un finimento di brillanti misto a certo B. F. facchino addetto all' Amministrazione delle ferrovie, mentre in questa Sta- rubini e altre pietre preziose eseguito dal gioielliere romano Acca,risi che dimora in zione centrale era salito sui vagoni per siFirenze via maggio, dono della contessa Amistemarvi i lumi, cadde disgraziatamente da ca de Larderel; un paio di orecchini di brilun vagone e riportò per tale caduta diverse lanti aosì grossi e numerosi da far dubitare lesioni a tutta la parte sinistra del corpo. che potessero essere a lungo sostentsti dalle gentili e delicato orecchie della giovane sposa. — Il sacerdote D. D. del quale tenemmo pa- Era quatto un regalo del principe Marc Antorola nel numero precedente, non solo dimentica nio Borghese. Da tutti si nominava finalmente il Vangelo per la cronaca del paese, ma lo il dono di Sua Santità alla sposa, composto di dimentica anche (e come volentieri ! ) per ocuna gemma topazio bruciato scolpito e legato cuparsi di interessi dai quali i sacerdoti si in oro con smalto alla maniera di Benvenuto dovrebbero astenere. ln una delle feste anCellini, e avente la forma di un medaglione. tecedenti, in luogo dì predicar dein' altare Si ammirava finalmente un finimento sula parola di Dio, inculcava a' suoi popolani perbo di coralli di grossezza straordinaria, di non pagare al Governo i tributi, poichè dono di uno dei parenti della sposa, e finalfosse il governo dei ladri e degli spogliatori mente fra gli altri, se non per il valore, certo - delle chiose, e poiehè le autorità, civile apparper il gentile pensiero, la sposa si compiaceva atengòuo alla caterva dei furfantieE ì che avea far vedere ai parenti e ai convitati. dei _maprese le Mosse dal detto dell' Evangeli° .Redgnifici ricami alci donati dalle scuole femmi- dite ergo qucle mini C esaris, Cesari, et quae suizt •Pei, Deo! E questa una deduzione nuova, per nili di Pomarance e di Larderello, che furono create e sostenute dalla munificenza della quanto sappiamo, che si trae dal suesposto famiglia del suo sposo. principio; se poi sia giusta, lo proverà alDurante il déjenner-pranzo servito con una l' autorità giudiziaria, alla quale è stato desontuosità inarrivabile, la Società filarmonica nunziato. dei Fidanti di Pisa, diretta dal sig. Niccolai suanò 9 scelti pezzi di musica; e alzate le — Domenica decorsa venne celebrato nel mense il senatore Federigo Larderel, sindaco castello di Migliarino il matrimonio fra la di Livorno, propinò alla salute degli sposi e principessa Isabella Salviati-Borghese, figlia fece un discorso che fu applauditissimo. Egli AI& Dnca Scipione e della Duchessa Giacoaccennò alla viva soddisfazione provata dalla mina Arabella nata Fitz-James, col conte sua casata nella alleanza che stava stringendo Gaston de Lindero'. con le prime famiglie d'Italia, parlò della Le principali notizie che si riferiscono alla concordia, e teiminò invocando quella domecerimonia le togliamo dalla Nazione, parche stica che disse essere un vero paradiso della sono perfettamente identiche a quelle che ci terra e che si augurò sarebbe stato il suggello erano state favorite. di quella fanstissima unione. Il celebro castello di Migliarino, scrive il La stagione piovosa impedì la festa campecitato giornale, che tre anni or sono il duca stre, che era stata preparata nei dintorni del Salviati-Borghese erigeva nel centro di quella castello per il popolo, che in numero straordivastissima tenuta, e che è mirabile per il nario si affollava presso la villa e che fu conlusso degli appartarnenti, por la grandiosità tenuto dai RR. carabinieri a cavallo. • Sin Tii•—gé'llia -iera rin treno diretto, inéai`e dal munificentissimo praprietario stella tenuta duca Sali iati a disposizione. deglaiirisvitatiS sea diretto dal cav. Dumini Capo del movimereto delle Ferrovie Romane,. condusse gli sposi a convitati aaPirenze. Un' industrik: preziosa. eonoseiesto, come di ragieene s anche dal C7aoterno nazionale. In: virtù di quel privilegio essa ha. per 18 anni.; la privativa, il monopolio di questa- preziosa industria, per Detezione di uno o .più stabilimenti per estrazione e raffinamento dello zucchero di barbabietola, senza-, limite nell'ésterssione di tale•produziona; di più essa gode» l'esenzione durante; il periodo aocennato dasogni tassa speciale di produzione e del dazio sull'introduzione di raaechine, utensiliM altro che occorra a quella manifattura. La Società anonima chesi costituisce ora è oessioriaria del privilegio accordato alla S9eietà Romana: il sua • assunto è precisamente quello di esercitare suevasta scala quel privilegio, del quale la liberazione di Roma ha accresciuta a dismisara l' importanza, col demolire le barriere doganali che limitavano il piccolo Stato pontcio e coli' aprire così ai produttori privilegiati dello zucchero di barbabietola tutto il mercato del regao La Società trova nella stessa s campagna romana le condizioni le più adatte per una grandiosa produzione di barbabietole. Là, infatti, terre feracissime per natara e più ancora per il secolare riposo; vastissimo estensioni,. di suolo ora abbandonato al pascolo vagante, e dove o si può prendere ad affitto a moderata condizioni per coltivare direttamente la terra, ovvero si può indurre il; proprietario coll'esca di un,sicuro e importante ricavo a, coltivare la barbabietola assicurandogli un prezzo determinato per il prodotto. Così , la gran questione della bonifica,dell'Agro romano trova nell'iniziativa di così utile e produttiva intrapresa la più opportuna e la più,. facile soluzione. Issi, Società per l' eserciaio dell' industria privilegiata dello zucchero di barbabietola nella provincia di Roma ha aperto la. sottoscrizione pubblica alle sue azioni, da lire 250 cadauna. Qual successo debba avere questa sottoscrizione non occorre dire, giacchè i capitalisti e gli speculatori accorreranno a gara attirati dalla straordinaria importanza dell' impresa, non fosse altro che. per la certezza- del largo aggio che i dividendi daranno. ai titoli di questa Società. Un voto solo ci resta di poter esprimere, el è che i capitalisti italiani non, si lascino soa pravanzare dagli stranieri,. giaochè la sottoscrizione è aperta anche all'estero, e non lascino accaparrare dagli accorti e dagli speculatori esteri uno dei più sani e fecondi affari industriali d'Italia,. una delledadustrie che noi possiamo esercitare nelle migliori condizioni parche la materia prima la fornisce il nostro suolo tanto invidiato per La aua feraaitàs una industria, che dev'essere in capo a pochi anni, una delle più preziose risorse per l' Italia. L' Italiaahe ha sì felicemente compiutasla. sua emancipazione politica, valga ora l'animo e l'opera4saa ad einanaiparsi anche economicamente, _allargando la sorgenti della sua produzione,ssviluppando le sue india:Arie e a nuovi prodotti e a nuoveinclustrie cercando nuove risorse. L' Italia paga circa 150 milioni di tributo all' ostero per gli anacheri maseabati o. raffinati e:t1' esso importa, ma la scienza e Eludadustria, le offrono ora il modo ali emanciparsi, almeno in buona parte, da questo grosso tributo, annuale. La fabbricazicne dello zucchero cli barbabieaola è divenuta già una industria colossale. in Francia, in (germania, nell' impero austroungarico e perfino in Russia: ma rItalia trova in condizioni anche migliori dì tutti quegli Stati per coltivare in varie proporzioni la betterave, ed ottenerne lin ricco prodotta di zucchero. Se la Francia produce oltre 300 milioni di chilogrammi, la Germania o l'Ausetria -insieme oltre a 400 milioni di chilogrammi, e la Russia almeno 150, milioni di chilogrammi ogni anno, di zucchero di barbabietola, l'Italia anche soltanto nella campagna romana può facilmente produrre almeno tanto che ragguagliasse oltre la metà del suo consumo attuale. Questa industria infatti si trova già iniziata nella provincia di Roma, ma in modeste proporzioni, in guisa tale che può dirsi più che altro un esperimento. A Castellaccio, tra Segni ed Anagni, nella provincia romana, si trova in attività già da quattro anni una fabbrica di zucchero di barbabietola, eretta in 6ocietà con otto italiani dalla rinomata casa Cail-Halot del Belgio; i rieulta.ti ottenutine finora non potrebbero essere più incoraggianti. Lavora,ndo.6 milioni di chilogrammi di barbabietole si ottennero 120 mila chilogrammi di zucchero ( fra 1.a 2.a e 3.s qualità ), oltre 7 yo: prodotto straordinario che attesta la ricchezza, saccarifera eccezionale della barbabietola prodotta nel noetro suolo e col nostro clima. Il prodotto è ragguagliato sull' impiego di un capitale fisso di L. 600 mila: i 420 mila chilogr. di zucchero e le melasse hanno dato alla vendita un ricavo di lire 461,900. In questo introito non figura il valore dell'alcool che si sarebbe potuto ottenere e il prezzo dei residui come concime. Le spese di fabbricazione compreso l' uso del locale, il personale amministrativo cc., ammontarono a lire 268,800: l' utile netto fu di lire 193,100 — vale a dire rilr r_IC _Lt il 32 per cento Questo ri sultato attestato dai documenti L'impresa del R. Teatro Nuovo per le presentati dall'Amministrazione della Società stagioni di Carnevale e Quaresima è stata e garantiti con firme rispettabili, ci spiega concessa al sig. Ferdinando Gornini di come la Prussia sia riuscita in pochi anni ad Milano, ed è già stato firmato il relativo avere 400 fabbriche di zucchero di barbabietola contratto. e a liberarsi interamente dell'enorme importazione dall'estero, abbassando altreal s in ragguardavo' modo il prezzo del consumo interno. Questa sera al R. Teatro dei 'Ravvivati _ Lafabbriche russe danno un prodotto superiore avrà uogo la prima rappresentazione delallo zucchero raffinato francese, e quantunque gravato d' un balzano che è il prezzo della ? opera < Gemma di Vergy ». protezione accordata loro dal governo, fruttano oltre il 25 per cento ai capitali in esse MOVIMENTO impiegati. La Francia ha oggi più di 500 fabbriche, Della Popolaziono del Comune di Pisa che producono sino a 350 milioni in zucchero, nel mese di ottobre 1871. 70 milioni in alcool, distribuiscono 20 milioni in salari agli operai, fruttano dal 25 al 30 NATI: — legittimi 135, di cui 75 maschi e per cento ai capitali degli azionisti. 60 femmine; — illegittimi 9, di cui 5 maschi Ora però, merce l'iniziativa' di intelligenti 4 femmine; — esposti 13, di cui 11 maschi o capitalisti e sotto il patronato della Banca 2 femmine. — Totale per sesso: maschi 91, e Romana di Credito per le industrie, si costifemmine 66. — Totale generale 157. tuisce anche tra noi una Società Anonima con NATI MORTI: — 3 legittimi, dei quali 2 maschi 10 milioni di capitale per esercitare in grandi ed 1 femmina. proporzioni e in condizioni eccezionalmente Parti gemelli: 1 di 2 maschi. favorevoli questa industria, che è stata una MATRIMONI: — tra celibi e ttubin 46; — tra delle più potenti risorsa economiche per la 6 — Totale 52. Francia, la Germania, l'Austria e la Russia vedovi e nubili da ambedue gli sposi 19; — Sottoscritti: stessa. dalsolo sposo 15; — dalla sola sposa 1; da nesLa Società Romana, accennata poch'a,nzi, suno degli sposi 17. — Totale 52. ha ottel che fondò la fabbrica di Castellaccio Matrimoni tra congiunti: 1 fra cognati. nuto dal Governo Pontificio un larghissimo MORTI: — celibi 78, di cui 42 maschi e 3G privilegio duraturo fino a tutto il 1885; e ri: V1A, — '42" LO 8 iù to te sa, Lo io è te femmine; - conjugati 32, di cui 17 maseli e I 5 femmine: - vedovi 13, di cui 7 maschi e 6 femmine. - Totale per sesso: maschi 66, femmine 57. - Totale generale 123. Fra, i 78 celibi sono compresi 46 individui, dei quali 27 maschi e 19 femmine, morti prima d' aver raggiunto l'età di 5 anni. STATO CIVILE Dal 5 all'8 novenabre 1871 inclusive. Nascite denunziate Maschi 41 - Femmine 8. Matrimoni. Landucci Guglielmo fu Angiolo, celibe, sarto, di Pisa, con Bincli Rosmunda di Luigi, nubile, stiratrice. di san Michele degli Scalzi - Rossi Faustino fu Ranieri, celibe, falegname, delle Mulina di Quosa (Bagni san Giuliano , con Cigoli Appollonia dei Regi Spedali di Pisa, nubile, bracciante, di Pisa - Giorgi Rutilio fu Valentino, ortolano, celibe, con Nannetti Virginia di Francesco, nubile, ortolana, ambedue di Pisa - Dell' Omodarme Giovanni di Giovanni, celibe, guardia campestre, con Malasoma Annunziata dì Leonardo, nubile, bracciante, ambedue di san Giusto in Cani licei. Morti. Trescati vedova Sottocasa Maria fu Marco, di anni 62, di Pisa - Baroni Giuditta di Gustavo, nubile, di anni 31., di Pisa - Rossi Antonio di Lorenzo, di anni 3, di Pisa -Lotti nei Lotti Carmina fu Sabatino, di anni 50, di san Alichele degli Scalzi - Bracci nei Manetti Rosa fu Lorenzo, di anni 28, di Putignano- Bellini Cesira di Giuseppe, di anni 40, di san Giovanni al Gatano - Novi vedova Cherici Annunziata di Giuseppe, di anni 26, di Cascina - Cecioni Luigi di Guido, di mesi 18, di Pisa - Pellegrini Chiara fu Michele, di anni 70, di Pisa - Gori Angiolo fu Vincenzo, di anni 16, celibe, oprante, di Calci - Del Gratta Michele fu Silvestro, di anni 86, vedovo, possidente, di Riglione - Diciotti Isolina di Giuseppe di anni 2, di Barbaricina - Bottini nei Balduzzi Rosa fu Domenico, di anni 28, di Livorno - Gambogi Marianna fu Francesco, di anni 78, nubile, di Pisa. E più I al disotto di un anno. Cambiamenti di Domicilio. Galli Francesco, bracciante, da Pisa a Pontassieve-Pellicci Giuseppe, bracciante, da Pisa a Pontassieve - Michelazzi Cammino, bracciante, da Pisa a Pontassieve - Rigaccini Marcello, inpiegato, R.°, da Pisa a Siena - Picchianti Federigo, benestante, da Pisa a Lucca - Ferrini Giosuè, bracciante, da Pisa a Pontassieve. - eil ai a. ia la O- • e e la io ia la a.t-- - Metodo elementare per l' insegnamento dell' Ornativa agli operai; di Paride Bagnolesi statuario maestro, di Disegno e Plastica nelle scuole comunali di Volterra. Per coloro che vogliono perfezionarsi nell'arte del disegno figurativo e ornamentale vi sono le grandi Accademie montate a tal uopo, e in quelle diviene insegnamento logico l' incominciare simile studio dall' imitazione di disagei in carta, perchè contemporanea- Nota per aumento del Sesto. le ta di VO Si fa noto che il signor Antonio di Raimondo Andreotti di Pisa, al pubblico incanto del dì dieci novembre corrente si rese compratore del primo lotto dei beni escussi a pregiudizio dei signori Antonio, Francesco ed altri Tassi , per la somma di lire duemila settecento settanta e centesimi quarantaquattro, e consistenti In una casa posta in Via, Santa Marta di questa città, segnata di numero 115, rappresentata al catasto della comunità di Pisa in sezione C dalla particella di numero 1269, di dominio diretto del fu Signor Ranieri Pa.lamidessi. Si avverte che va a farsi luogo all' aumento del sesto a forma di legge, e che il termine relativo va a scadere col dì venticinque novembre milleottocentosettantuno. Dalla Cancelleria del Trib. civile di Pisa, li 14 novembre 1871. Il Cancelliere - C. RAllETTI. lii AVVISO. •■111 s- Si fa noto che il sig. avvocato Arinenio Battelli, giudice delegato alla procedura del fallimento di Isac Lunel di Pisa, con ordinanza el cll . 13 novembre corrente ha destinato la mattin.a del dì 2 gen- mente debbono occuparsi della parte scientifica, frequentando lezioni di Storia, Estetica, Architettura, Prospettiva, Teoria dell'ombre, Anatomia ecc. Le scuole elementari di disegno servono per gli operai, pei dilettanti e per chi si prepara agli istituti tecnici ed alle accademie superiori. Ma siccome il maggior numero degli scolari appartiene alle classi operaie, che non possono far lunghi studi, uò troppo dispendiosi, nè superflui; perciò è necessario tener seco loro le vie più corte ad istruirli in quanto è indispensabile per l' esercizio della professione che vorranno intraprendere. L' imitazione del disegno in carta è via lunga, poco utile e malagevole senza i suindicati potenti aiuti, e quindi male adattata agli operai, se pure non sieno di eletto ingegno. Infatti essi non eseguiscono una copia con intelligenza, se non che oltre passati i tre lustri, e sempre che la natura li abbia dotati di una singolare disposizione a questa disciplina. Ma in generale a. questa età hanno bisogno d' usufruire del loro mestiere o per supplire ai bisogni propri o per contribuire a quelli della famiglia: quindi abbandonano lo studio nei principii , e quel poco, che hanno fatto, non giova loro per l'applicazione. - Eglino credono di doversi occupare del segno e dell' ombra, senza pensare nè vedere in quei contorni e macchie riunite insieme lo sviluppo di un concetto appartenente di rilievo; ed al maestro è difficile far loro intendere il profilo, la terza, faccia, piante, sezioni, prospettive, _giuoco dell' ombre ec. cc.; per la qual cosa Nel novembre dell'anno 1869 queste ragioni unite a tante altre collo sviluppo in iscritto del metodo in parola, inviai al superiore Ministero della pubblica istruzione, ed il 7 marzo 1870 il lodato onorevole Ministro si compiaceva con ufficiale diretta a questa R. Sotto-Prefettura riconoscerle giuste e razionali, lo che bastò a farmi por mano ai modelli occorrenti a questo mio proposito, Modo (l insegnare il Disegno ornativo agli operai; modo che, nelle materie insegnate sui solidi geometrici di rilievo, ha ottenuti e messi in chiaro buoni effetti, ed è stato dal Ministero medesimo sancito in massima nei nuovi programmi e annesse istruzioni pubblicate il caduto anno scolastico. Tal metodo disutile a nessuno, utilissimo per gli Operai, fino dal suo principio insegna a creare il disegno da modelli in rilievo. Compiuto il semplice corso elementare, il giovinetto ha sufficienti cognizioni teoriche e pratiche tanto per entrare liberamente naio 1872 a ore 9 per procedere alla, verifica dei crediti di de tto fallimento; perciò s'invitano tutti i creditori a comparire nella camera di Consiglio di questo tribunale nel suddetto giorno, e in coerenza agli articoli 601 e 602 del codice di commercio. ad avere nel termine e modi ivi indicati, rimesso al sindaco sig. Giuseppe Del Moro di Livorno o in questa Cancelleria i loro titoli di credito insieme ad una nota indicante la somma di cui si propongono creditori verso il fallimento stesso. Dalla Cancelleria del Tribunale di Pisa li 15 novembre 1871. C. RAllETTI. nell'officine, quanto per proseguire lo studio degli originali classici, sì in disegno, che in rilievo. - All' età di sedici anni, se si dedica con amore a questo studio, saprà legger bene in disegni completi da riprodursi in rilievo, acciò il comandato lavoro riesca perfetto e senza spreco di tempo o di materia: saprà esprimere i proprii pensieri sulla carta, prenderà gli appunti di cose naturali e. artistiche, van- 3 taggio grande all' incremento del proprio mestiere: insomma farà a quell'età ciò che far non., potrebbe colla semplice materiale imitazione del disegno dalla carta: avrà cognizioni maggiori di quello che seguitasse il metodo tino ad ora adottato, nel quale fino all'età di 20 o 21 anno non giunge ad entrare col proprio raziocinio, se pure il maestro non ha avuto piena volontà di spiegargliele ogni qual volta se ne sia presentata occasione sugli oggetti di rilievo. Per potere ottenere buoni resultati tanto nella parte intellettuale che materiale, il modo d'insegnamento è ordinato come segue, cioè: l.° Disegno lineare esatto o geometrico, figure composte di sole rette. 2.0 Combinazioni dirette applicabili al1' orgativo. 3.° Figure geometriche composte di rette e di curve. 4.° Combinazioni dirette e curve applicabili all' ornativa,. 5. 0 Solidi geometrici, membri architettonici, trabeazione, voluta, fusto di colonna, ossia materiali occorrenti per l' indicazioni teoriche e pratiche del profilo, terza, faccia, pianta, sezioni, prospettive, giuoco delle ombre misure, traduzioni cc. SOCIETÀ ANONIMI ITALIANA LÀ PRIVILEGIATA TomRua PER L'INDUSTRIA DELLO Zucchero di Barbehietole I Sottoscrizione pubblica APERTA il 14, 15, 16, 17, 18, 19 20, 21 e 22 novembre Pei i dettagli vedi l' Avviso in 4." pagina. .~11~~111111~~11111113~5easililimee iinormiormommill■ 6.° Principali simboli, o attributi necessari per lo sviluppo dei soggetti, come 1.° inerzia, 2.0 grandezza, magnificenza, 3.° pace, 4» onore, gloria civile, 5.0 trionfo, gloria militare, 6.0 tenacità, amicizia, attaccamento, 7.° allegria, baccano, 8•0 valore, premio, 9.0 amore, imeneo, grazia, 10.0 culto delle arti belle, ispirazione. 7.0 Tipi diversi 1 atti a risvegliare l' idea dell' ornativa immaginativa, applicata alle sagome architettoniche. 8.0 Motivi fantastici risveglianti l'idea dell'applicazione del diverso genere, nei differenti casi, cioè commerciale, decorativo, monumentale, Chiunque voglia prender cognizione dei modelli componenti il prefato metodo o farne acquisto, potrà dirigersi all'autore medesimo. - -- NELLA PROVINCIA DI ROMA >■1■ 4■04aidEZ,•-- ANGIOLO PACINI Gerents Respons. AVVISO. BA M CA ROMANA DI CREDITO 11 C onsiglio d'Amministrazione della Banca Romana di Credito, costituitasi con. pubblico istrumento, rogato Fratacchi, notar° in Roma, avvisa il pubblico che avendo adempiuto alle formalità tutte e se:gnatamente a quelle volute dagli articoli 133 e 136 del Codice di Commercio italiano, sta per cominciare le proprie operazioni. Le lettere ed i telegrammi dirette alla detta Banca debbono portare il seguente indirizzo : Banca Romana di Credito Via Condotti, N.' 42. E ciò all' effetto di non confonderla colla Banca Romana privilegiata cieli' ex Stato Pontificio. In Pisa al Negozio di musica, cartoleria cc. di G. Federighi Sotto Borgo u.0 90, si abbuona alla lettura della musica, giornali ce. Trovansi pure nuovità musicali, fra le quali 5 pezzi musica per pianoforte del celebre maestro cav. Carlini, intitolati 1. Arianna, Mazurka, 2. La Fiera, Polka 3. L'amore, MaZurka. 4. La ;Scintilla, Valtzer. 5. La Mezza Notte, Fantasia. Il maestro di ballo Ranieri S assetti aprirà il 15 Novembre corrente la suaeSala posta Lungarno presso la chiesa di Santa Cristina. Libreria «lei FF. Nistri in Pisa, Fucecchio, come padre e legittimo rappresentante della minore Adele COLLEZIONE della fu Aunina del fu Giovacchino Telleschi, e Rosa del fu Gaspero Salcioli, vedova del fu Angiolo TelTALIANE leschi domiciliata n Pontedera, nel I N F.2 33 I T IC O n. A. n n dì sei del corrente mese di novem- 4. LA RAPPRESENTAZIONE DI SANTA ULIVA, riprodotta sulle antiche stampe, con bre dichiararono in questa Cancelprefazione del Prof. Alessandro D'Ancona: 4863; pagg. xLiv 446 in 8.° leria di accettare a tutti gli effetti (250 esempi.) 3 voluti dalla legge, in proprio reLa stessa, edizione da Biblioteche in 8.° mass. di carta imperiale grave 4. spettivamente N. N. con benelizio di con margini allargati (100 esempi.) inventario l' eredità intestata del 2. LA STORIA DI GINEVRA DEGLI ALMIERI di Agostino Velletti; riprodotta sullo detto fu Angiolo Telleschi, morto antiche stampe, con prefazione del Prof. A. D'Ancona: 4863; pag. 17,in 8.° (250) esempi.) alla Spezia nel tre corrente mese. La stessa, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (100 esempi.) n 4. 40 Dalla Cancelleria della Pretura di 3. ATTILA Flagelluin Dei; poemetto in ottava rima, riprodotto sulle antiche Pontedera, li 12 novembre 1871. stampe; con prefazione del Prof. A. D'Ancona: 4864, pagg. xcvm-72, in 8.° C. R. DAMUCCI-TOSCANI. 3. (250 esempi.). Per copia certificata conforme al Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. cc. (1 00 esempi.) 4. suo originale, salvo ec. 4. LA STORIA DEI SETTE SAVI DI ROMA, tratta da un manoscritto Laurenziano; Dalla Cancelleria della Pretura di con discorso del Prof. Alessandro D'Ancona: 4864, pagg. Lxiv - 124, in 8.° Pontedera,, li 13 novembre 1871. 3 75 DI ANTICHE SCRITTURE ; . AVVISO GIUDIZIARIO. Il Cancelliere sottoscritto rende noto che i signori Giuseppe, Donato e Stefano del fu Giovacchino Telle schi, braccianti domiciliati il primo in Corniola, comunità di Empoli, il secondo in Pontedera, il terzo nel popolo del Pino in comunità di San Miniato, Teresa del detta fu Giovaechino Telleschi, moglie attuale di Luigi del fu Pellegrino Biagioni, domiciliati in p-opolo del Pinocchio, comunità di S. Miniato, assistita per quanto possa occorrere dal detto di lei marito Leopoldo del fu Francesco Selmi, barrocciaio domiciliato nel popolo delle Calle, comune di DAMUCCI-TOSCANI. (100 esemplari) » Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (250 esempi.) . o 5. 50 RomA; osservazioni di D. Comparetti: 4865, - 75 esempi) Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. ec. (100 esempi.) . 4. - INTORNO AL LIBRO DEI SETTE SAVI DI AVVISO. in 8.° (230 Il sig. Leone Benzaquen proprietario della fattoria detta San Giu- 5. LA NOVELLA DELLA FIGLIA DEL RE DI DACIA, testo inedito del buon secolo; con prefazione del Dott. Alessandro Wesselo(sky, 4866. pagg. cxn-52. in 8.° liano, situata nel popolo dei Bagni 3. (250 esempi) • S. Giuliano e di Gello, inibisce a - Lo stesso, edizione da Biblioteche in 8.° mass. cc. (100 esempi ) 4. chiunque d'introdursi nei terreni CANZONI A BALLO, BALLATE ED ALTRE POESIE MUSICALI ANTICHE, pubblicate per olivati e seminativi formanti parte cura del Prof. G. Carducci, e in gran parte inedite. Parte prima, contenente di detta fattoria, per esercitarvi i secoli 'in e xtv. in 8.° (2.50 esemplari) ogni genere di caccia sia con fucile Le stesse, edizione da Biblioteca in 8.° mass. cc. (100 esempi.). . . . 8. sia con reti, a forma delle veglianti Sette il Torchio Osi. GOVERNO DEI REGNI; lezione italiana (sec. in) del Pancatantra pubblicata leggi. con illustrazioni dal Prof. Emilio Teza. Pisa li 13 novembre 1871. . •••••• SOCIETÀ AN NIMA ITALIANA PRIVILEGIATA zucc per l' industria, 131■71L4 Alk V' III C» 117- 112•1C1ILAL 121»111 Capitale Sociale DIECI MILIONI di Lire Italiane La Aiøni ai 250 Lire ciascuna, CONSIGLIO UV A_MIVI1NISrMAZION1C ~ori-Lisci marchese Lorenzo, senatore del Regno. Tanarl marchese Luigi, senatore del Regno. Silvestrelli cavaliere Augusto. Tittonl cavaliere Antonio. D' Ancona commendatore Sansone, depu- talo al Parlamento. Clementi cavalier Giuseppe. Botter Litigi, professore di Agraria al- Chacher ing. C. Cornill Woestyn, di Bruxelles. Bindi Sergarill cavaliere Francesco. Nobili cavaliere Niccolò, deputalo al Par- lamento. Tominasi Cl.ì b e re G. M. Feti avvocato Gaetano. Emilio lialot della Casa Cail-Halot di Bruxelles. t i' Università ai Bologna. 1Prograinma. Tra le grandi industrie del secolo, havvene una della quale l'Italia è priva, che ha dati risultati maravigliosi dappertutto dove sorse in Europa, che ha la base agraria mentr'è agraria la nostra ricchezza, che ristora ed accresce la produzione che emancipa i paese da un enorme tributo all estero, e questa industria è l'estrazione dello zucchero dalle Barbebietole. Essa ha 1' importanza- intrinseca nell' aspetto agrario di dare un nuovo prodotto migliorando il suolo pegli altri; nell' aspetto alimentare di produrre il buon mercato delle carni coli' allevamento e l' ingrasso del bestiame; nell' aspetto industriale di dar vita ad una nuova ricchezza; nell'aspetto sociale di dar lavoro e cultura alle classi operaie, e di aprire alla gioventù volenterosa una nuova bella carriera, nell'aspetto economico di associare i due grandi fattori della ricchezza, l'agricoltura e l'industria. Al principio del secolo, questa dello zucchero era industria ignorata in Europa. Adesso invece è rappresentata da 2000 fabbriche col capitale di un miliardo; la Francia sola produce 300 milioni di chilog. di zucchero indigeno, la Prussia 190, l'Austria 110, il Piccolo Belgio 40, e la Russia con 400 fabbriche basta al proprio consumo. Tutto profitta poi della nuova ricchezza; e per non dire che della Francia, ne profitta l' erario colla tassa vistosa che percepisce; ne profitta il capitale impiegato che nonostante questa tassa, raccoglie il 25 °T u ; ne profittano gli agricoltori che dalla cultura diretta e dall' aumento degli affitti e dei cereali traggono il beneficio netto di 45 milioni, e dal bestiame un altro beneficio di 18 milioni; e ne profittano circa 100 mila operai che percepiscono 20 milioni annui di salario. Lo stesso avviene in proporzione negli altri paesi. Può essa, l'Italia, emulare questi Stati Europei? Lo può; ma solo a tre condizioni: 1.* Di protezione governativa, 2.' Di basi reali di buon successo, 3." Di ampiezza di mezzi. Quanto alla prima, è a notarsi che la prosperità di questa industria nei vari Stat.i d' Europa è dovuta essenzialmente ai favori che ne hanno circondate le origini. Premii diretti, terreni, esenzioni, tariffe protettrici, tutto le concessero i Governi, ed essa sorse poco a poco, crebbe rigogliosa, e potè quindi ricompensarli con usura. Nulla a tal fine fu fatto ancora in Italia; ma esiste nel centro del Regno una concessione pontificia del 23 luglio 1867, duratura fino a tutto il 1885, ed è nostra buona fortuna, perchè a tal concessione si devono i primi tentativi felici, e perchè dopo questi tentativi essa basta a spingere il capitale ad uno slancio più ardito. Infatti, la concessione romana accorda in quel territorio privilegio di protezione illimitata ; esclude tasse speciali, dà franchigia per l'introduzione delle macchine ed altro occorrente, e spirato il suo termine lascia in piena proprietà dei concessionarii gli stabilimenti che avessero eretti. L' importanza di questa concessione per due motivi è grande e per un terzo motivo è massima. E grande, perciò l' annessione del territorio pontificio al regno avendo fatto cadere le barriere del piccolo Stato, aprì alla produzione privilegiata del centro il mercato di tutta l' Italia. È grande, perchè il Governo italiano avendo dichiarato di non poter trascurare 1' Agro romano senza demeritare il Ptome di _provvido e civile e fallire al suo compito, non può che favorire viemaggiorrnente la nuova industria che avendo per base la grande cultura dei terreni, diventerà potente cooperatrice allo scopo governativo colla leva del privato interesse. È massima poi l' importanza della concessione romana attesa la località per cui venne data: — perché l' Italia non ha per le barbebietole territorio più vasto, più ferace, più adatto dell' Agro romano; — perchè esclusi altrove i terreni irrigati, i .alini, gli orridi, i montuosi, nel molto buono che pur rimane in Italia dovrebbero vincersi abitudini, resistenze, difficoltà' che nell' Agro romano non esistono; -- e perchè infine nelle grandi vallate del Tevere, dell' Aniene, del Sacco, le barbebietole analizzate dai migliori, chimici di Europa, hanno già dato risultati stupendi. E dunque evidente che il possedere la concessione romana equivale ad avere in mano per lungo . tempo l' industria dello zucchero in Italia. Or bene; noi possiamo possederla, poichè i Concessionari ai quali appartiene, e che l' hanno utilizzata fondando coi propri capitali una fabbrica detta il Castellaccio tra Segni ed Anagni, consentono alla cessione dei propri diritti, prendendo in pagamento delle somme da Essi versate, delle azioni della nuova Società, tanta è la loro fede nell' avvenire dell' industria che hanno iniziata. Abbiamo dunque per noi la prima delle condizioni' indicate, cioè la protezione governativa. La seconda condizione è che v' abbiano in Italia basi reali di buon successo, giàcchè il capitale non si arrende a speranze rimote, tua soltanto a realtà positive. Or bene; anche questa seconda condizione è per noi, giacche è provato dai documenti Q dai fatti che alla fabbrica del Castellaccio il peso delle barbebietole ragguaglia in media la produzione estera; la loro ricchezza in zucchero è superiore alla media del‘Belgio e della Francia; la qualità dello zucchero gareggia colle migliori, e fu premiata con medaglia d' oro all' ultima Esposizione di Firenze; la mano d' opera è a buon mercato; il costo dei muramenti è mitissimo; il combustibile in legna e ligniti è a prezzo normale; la viabilità è facile e buona; gli sbocchi soli pronti, e alcune materie prime sono d' acquisto lucroso. E a chi dubitasse non abbiamo che a dire andate e vedrete. che la fabbrica del Castellaccio fra Segni ed Anagni è in completo lavoro. Ultima rimane la condizione dell' ampiezza dei mezzi, necessaria per fondare un'industria di tanta mole in quelle vaste proporzioni e con quella armonia di tutte le parti che sono indispensabili alla sua buona riuscita. Ma questa condizione è ancor più delle altre in nostro_ potere, e del suo pronto adempimento rispondono 1' amor patrio • il tornaconto. L' amor patrio, giacchè è umiliante che l'Italia sia da meno delle altre nazioni, e paghi ad esse l' annuo tributo di 150 milioni, mentre possiede tutti i mezzi per far quanto esse e bastare al proprio consumo. Il tornaconto, perchè fra tutte le industrie, nessuna forse può dare al capitale un più largo beneficio. Pqr farsene certi basta avvertire che lo zucchero estero entrando in Italia, paga lire 28, 40 al quintale, e le paga dopo aver dato al fabbricante estero il beneficio dal 20 al 25 per cento; che data l'ipotesi che noi produciamo a condizioni eguali coli' estero, tra il lucro di fabbrica e il risparmio della importazione dobbiamo guadagnare il 40' 0 1, — e che questa ipotesi è vera, viste le precedenti basi di fatto, e valutando _il privilegio che ci mette coli' estero in istato di parità. Quand' anche poi volesse farsi una detrazione per la cosa nuova, per l' imprevisto, per l' ignoto, il 30 °!, rimarrà sempre, e deve rimanere, perchè l' eguaglianza degli elementi non può produrre che l' eguaglianza dei resultati. Chiamando dunque il capitale a dare splendida vita alla produzione dello zucchero indigeno, non lo chiamiamo ad una sterile speculazione su' valori, o ad un' alea di premi; ma lo chiamiamo a fondare una industria feconda d'ingenti beneficii pel capitale che chiede, e d'una immensa utilità pubblica per la ricchezza che produce; a rianimare l'agricoltura scovata, ad aumentare e migliorare il bestiame, ad assicurare istruzione e salario alle classi operaie, ad emanciparci dall' estero; lo chiamiamo in altre parole a fare opera politica, economica e civile; e gli diamo il mezzo di poter lucrare enormemente facendo scaturire nel centro del Regno la vita dalla morte, creando l' attività e la, ricchezza dove è l' abbandono e la miseria; e provando all'Europa che il genio italiano non ispazia, solamente nelle regioni dell' arte, ma si slancia operoso ad ogni progresso civile e sociale. Oggetto della Società. La Società ha per oggetto l' acquisto del privilegio concesso dal Governo pontificio il 23 luglio 1867 duraturo fino a tutto il 1885, nonChè l'acquisto della, fabbrica del Castellaccio tra Segni ed Anagni., la coltivazione delle Barbebietole, la pronta erezione di nuove fabbriche, il raffinamento dello zucchero, la distillazione delle melasse e l' ingrasso del bestiaine coi residui della fabbricazione, e,tuttociò sulle basi dello Statuto pubblicato a cura del Comitato promotore. Sede e Amministrazione. La sede è in Roma. Gli affari sociali sono condotti dal Consiglio d'Amministrazione e da un Direttore generale da esso dipendente. Interesse e Dividendo delle Azioni. Le Azioni godono del 6 per °1 0 fisso annuo sul loro valor nominale da prelevarsi prima d'ogni riparto di utili, e inoltre del 66 per 'I o degli utili netti. Condizioni della Sottoscrizione. La Società sarà costituita tostochè vengono collocate diecimila Azioni. I versamenti si faranno nel modo seguente : L. 20 alla sottoscrizione. » 30 un mese dopo. » 75 due mesi dopo. 11 resto alle epoche che verranno fissate dal Consiglio di Amministrazione, in rate non maggiori di lire 50 e coli' intervallo non minore di due mesi tra una rata e l' altra. . È però lasciata facoltà ai portatori delle azioni : liberate di 1.0 2.° e 3.° versamento di saldarle direttamente presso la Cassa della Società, e in questo caso verrà loro abbuonato uno sconto del 6 per °I. sulle somme versate. . Li SOTTOSCRIZIONE É APERTA NEI GIORNI H, 43, N, 17, 18, 19, 20, 21 e 22 NOVEMBRE In Roma presso la Banca Romana di Credito, Torino a i sigg. Fratelli Siccardi. Via Condotti, 42. . - Milanop2. Algier Canetta e C. a i sigg. B. Tosta o Comp., Via 'Venezia» > ) P. Totnich. Ara Cocli, Palazzo Senni. »»» Fischer e Rechsteiner. Firenze » i sigg. B. Testa e Comp., Via a aa Ed. Leis. s • dei .21fortelli, . 4.Livorno a Moisè Levi di Vita. la Banca Romana di Credito, Bologna a » Ant. Santuarchi e C. Via Ginori, 13. »»D Luigi Cavaruzzi e C. Torino » i sigg. Carlo De Foruex. 'Verona V a a Figli di Ldadio an Grego. . , Verona » i sigg. Fratelli Pincherli fu Domenico. Mantova » a Augiolo A. Finzi. a Modena a Eredi di Gaetano Poppi. aDG. M. Diena fu Jacob. s » Belluno »a Ottavio Pagani Cesa.! Piacenza a Cella e Moy. a Alessandria a Eredi di R. Vitale. Reggio (Emilia) a Carlo Del Vecchio. Ferrara Vicenza Padova Asti Pisa Udine Como a i sigg. Cleto ed Efrem Grossi. a M. Bassani e figli. a a a Leoni e Tedesco. aa Anfossi Berutto e C. D D Banca del Popolo. D D Vito Pace. DClaudio Perroux. D a G. B. Cantarutti. a a M. Binda e C. s E nelle altre Città d'Italia e dell'estero presso i loro signori Corrispondenti. La sottoscrizione sarà contemporaneamente aperta a Parigi, Marsiglia, Lione, Bordeaux, Nizza, Bruxelles, Gand, Berlino, Francoforte sul Meno, Vienna, Trieste, Fiume, Trento, Ginevra e Berna. — Tipografia Nistri —