ISTITUTO DI ISTRUZIONE SUPERIORE
“CARLO UBERTINI” DI CALUSO (TO)
PROGETTO DI AMPLIAMENTO E SISTEMAZIONE DELLA
COPERTURA ARBOREA AUTOCTONA NEI PRESSI DELLA
PALUDETTA ALL’INTERNO DELLA CORE AREA DEL PARCO
PROVINCIALE DEL LAGO DI CANDIA
Il nostro progetto di riqualificazione e salvaguardia dell’area circostante
la paludetta nel Parco del lago di Candia è incentrato sulla protezione
di tale zona ad alto valore naturalistico e di biodiversità.
Lo scopo di questi
interventi è creare
o ampliare la
copertura arborea
autoctona attorno
alla paludetta, cioè
una zona naturale
che attutisca gli
effetti degli
interventi antropici
circostanti,
allontanandola
dalle coltivazioni e
dai prodotti chimici
utilizzati che
potrebbero
danneggiarla e
modificarla.
DORA BALTEA
PALUDE
LAGO
PALUDETTA E
AREA D’INTERVENTO
Il primo intervento ha come scopo l’abbattimento di due
pioppeti. Il secondo, il recupero di alcuni seminativi.
Attualmente nei pressi della paludetta
si possono rilevare:
D
C
- Il pioppeto A, di circa 1 ha, di piante
adulte e in parte appena tagliato. Sui
margini sono presenti alberi spontanei
di ontano.
A
B
PALUDETTA
LAGO
- Il pioppeto B, di circa 1 ha, non era
raggiungibile al momento dei rilievi per
la presenza di acqua alta nei canali e
terreno fangoso.
- Il seminativo C, di circa 5 ha, è coltivato attualmente a
prati, frumento e orzo. Potrebbe essere riforestata tutta
l’area, ma escludiamo la ‘punta’ di nord-ovest.
- Il pioppeto (D), potrebbe essere sostituito con un bosco
umido.
Seminativo C. Sullo sfondo i pioppeti dell’area D
Generalità sull’intervento:
Per quanto riguarda la vegetazione, si tratta di tagliare i pioppi
nelle aree A e B ed eliminare le ceppaie.
Nell’area C invece bisogna raccogliere le produzioni delle colture
primaverili-estive senza avviare quelle autunno-vernine.
Successivamente su tutte le aree si effettueranno lavori di
preparazione del terreno e le nuove plantumazioni.
Sul lato nord-ovest dell’area C, che delimiterà l’area boscata,
sembra consigliabile sistemare un sentiero pedonale che “tagli”
l’angolo dell’attuale strada.
L’espianto dei pioppeti (aree A,B e D):
taglio della piante:
l’abbattimento deve essere effettuato rispettando le norme di
sicurezza e cercando di arrecare il minor danno possibile alla
vegetazione circostante;
sramatura e accatastamento dei tronchi:
dopo l’abbattimento le piante devono essere sramate e i tronchi
accatastati per facilitarne il carico;
cippatura dei rami:
le ramaglie possono essere cippate in loco con un’apposita
cippatrice. Il materiale ottenuto da questa operazione può
successivamente distribuito sul terreno al fine da aumentare la
sostanza organica e di conseguenza la fertilità;
dicioccamento e cippatura dei ceppi:
i ciocchi possono essere espiantati con un escavatore e poi
anch’essi possono essere cippati con le ramagli.
Preparazione del terreno (per tutte le aree prese in considerazione):
abbondante concimazione organica
si procede con uno scasso del terreno mediante aratura profonde
circa 80 - 100 cm:
erpicatura con erpice rotante per l’affinamento del terreno.
erpicatura
aratura
Sesti
d’impianto:
Messa
a dimora
delle piante:
Sesto di impianto
Si prevede di porre a
dimora le piante in file ad
una distanza di 3 metri tra
le file per permettere un
adeguato sfalcio della flora
spontanea. Posizioni
casuali esporrebbero le
piante a gravi rischi
durante gli sfalci.
Sulla fila si prevede una
distanza di 3 metri per le
piante arboree e di 1
metro per le piante
arbustive.
Piante della stessa specie è
bene che si succedano a
tratti in modo che competano
tra loro con la stessa
intensità ponendo un modulo
di 15 metri, potrebbero
succedersi sulla fila 5 piante
arboree della stessa specie
(a 3 m tra loro) e 15 piante
arbustive (a 1 metro).
L’alternarsi
di
esemplari
singoli di specie diverse
porta infatti a una riduzione
di sviluppo delle specie meno
competitive, come la farnia,
che tendono a scomparire
già nei primi anni.
Successiva gestione del bosco:
•La piantine nei primi 3 anni dovranno probabilmente essere
irrigate nei periodi più caldi e secchi (irrigazione di soccorso
con botte portata).
•L’erba spontanea deve essere tagliata almeno 3 volte
all’anno nei primi 3 anni per evitare la loro competizione con
le piante messe a dimora.
•Eventuali diradamenti potranno essere effettuati se
necessario.
E’ bene realizzare il nuovo
impianto in autunno, in modo che
le piante abbiano sviluppato un
apparato radicale robusto entro la
primavera successiva.
Le piante possono essere
richieste gratuitamente ai vivai
forestali presso gli uffici di zona
del Settore Gestione Proprietà
Forestali Regionali e Vivaistiche
della Regione Piemonte, in
quanto utilizzate “per finalità di
recupero ambientale,
imboschimento,
rinaturalizzazione e
sistemazione del territorio”. Il
vivaio più vicino è attualmente
quello di Albano Vercellese.
L’altezza delle piantine fornite è
di 50 - 70 cm.
Piante:
Prendendo in considerazione le specie vegetali riscontrate nei boschi
spontanei della zona, escludendo le infestanti di recente introduzione,
come la robinia e l’ailanto, abbiamo determinato le essenze che abbiamo
inserito per i nuovi impianti.
Specie individuate tra gli alberi:
Acero campestre (Acer campestre L.)
Carpino bianco (Carpinus betulus L.)
Ciliegio a grappoli (Prunus avium L.)
Frassino maggiore (Fraxinus excelsior L.)
Farnia (Quercus robur L.)
Ontano (Alnus glutinosa (L.) Gaertn.)
Pioppo bianco (Populus alba L.)
E tra gli arbusti:
Biancospino (Creataegus monigyna Jacq.)
Evonimo (Euonymus europaeus L.)
Frangola (Frangula alnus Mill. Rhamnus
frangula L.)
Salicone (Salix capraea L.)
Viburno (Viburnum opulus L.)
Alberi
Acero campestre
(Acer campestre L.)
Carpino bianco
(Carpinus betulus L.)
Ciliegio a grappoli (Prunus avium L.)
Frassino maggiore
(Fraxinus excelsior L.)
Pioppo bianco (Populus alba L.)
Farnia
(Quercus robur L.)
Arbusti
Biancospino
(Creataegus monigyna Jacq.)
Frangola
(Frangula alnus Mill. Rhamnus frangula L.)
Evonimo (Euonymus europaeus L.)
Salicone (Salix capraea L.)
Viburno (Viburnum opulus L.)
La passerella e il percorso circolare
Per facilitare la vista del
lago di Candia, senza che
i visitatori rovinino
l’ambiente del parco e
senza che affondino nei
terreni melmosi,
proponiamo la
costruzione di una
passerella all’interno del
nuovo bosco, al margine
dell’attuale seminativo C.
Il percorso disegnato in
verde sulla mappa è
lungo circa 900 m.
D
C
A
B
PALUDETTA
LAGO
Il tracciato indicato darà origine ad un percorso circolare,
solitamente sempre molto gradito dai turisti.
Si tratta pertanto di analizzare le varie alternative e decidere:
•il tipo di legno (resistente all’acqua, ad esempio pino, abete e
larice),
•i tratti in cui la passerella può essere appoggiata a terra e i
tratti in cui deve essere soprelevata,
•i materiali di supporto della passerella soprelevata (legno o
acciaio),
•i materiali delle protezioni laterali (legno con traverse in legno
o cavi d’acciaio).
Passerella in legno appoggiata a terra,
già presente
nel parco nell’area della palude.
Esempi di passerelle
soprelevate in
parchi e boschi
RINGRAZIAMENTI
Si ringraziano di cuore
il Dott. LUCA IORIO, Provincia di Torino, per le
spiegazioni, le discussioni, i materiali forniti;
l’Arch. DANIELA SANFRATELLO, Studio
Sferalab, per l’organizzazione degli incontri,
delle attività e i consigli;
il Prof. DARIO GRUA per i consigli sulla
progettazione e le informazioni sulle essenze
botaniche.
GRAZIE PER L’ATTENZIONE!
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