vita associativa
9
COMUNE DI VERONA
L'amministrazione
ringrazia
"i magnifici sette"
donatori
Il titolo ricorda un bel film che ha fatto storia e che
penso tutti abbiamo visto con piacere con la vittoria
dei deboli contro i prepotenti. Ma oggi vorrei parlare di un altro avvenimento, che non è una finzione
come un film, ma un evento che ogni giorno si svolge
e si rinnova nei centri trasfusionali dei nostri ospedali e si chiama donazione del sangue. Da quei centri
sono passati ogni anno migliaia e migliaia di uomini,
donne, ragazze e giovani per quel senso di solidarietà e di amore che ti fa sentire vicino a chi soffre. Tra
queste migliaia alcuni si sono presentati poche volte,
qualcuno magari una soltanto, ma la maggior parte
ha fissato quel momento come un appuntamento
periodico che, condizioni permettendo, ha costellato
la sua vita di un atto unico per sé e per chi aspettava quel dono. E gli anni sono passati, e le donazioni
si sono accumulate, come quei beni che si mettono
da parte per ritrovarli più avanti nel cammino della
vita; e sono arrivate quelle riconoscenze che tutte le
associazioni riservano ai più generosi, non preziose
materialmente ma preziose per il riconoscimento di
un dovere morale compiuto. Ma non solo le associazioni sono sensibili nel riconoscere queste azioni
benemerite, anche le amministrazioni pubbliche, nel
nostro caso i Comuni, si sono accorti di questi loro
cittadini che, senza particolari pressioni ma solo per
convinzione, contribuiscono al bene della comunità,
senza nulla chiedere in cambio ma solo per natura-
Foto di gruppo dei 7 donatori premiati.
A fianco, con il sindaco Tosi e il pres. Bonifacio
la presidente della sezione Primo Maggio.
le bontà. È nata allora una storia iniziata negli anni
’90 quando il comune di Verona, con l’allora assessore ai servizi sociali dr. Antonio Pizzoli, deliberò di
concedere un diploma con medaglia d’oro alle 70
donazioni dei donatori attivi. Dalle 70 poi si passò
presto alle 100 e la medaglia consegnata fu quella
del Comune, meno preziosa come valore venale, ma
simbolicamente molto più significativa perché è la
comunità che riconosce i meriti di suoi concittadini.
Non solo, è il rappresentante di questa comunità, il
sindaco, che la consegna con i ringraziamenti di tutta la società civile. Quest’anno i donatori Fidas che
hanno ricevuto diplomi e medaglie sono stati sette
(Bertagnoli Angelo, Bisighin Giorgio, Ferrari Sergio,
MONUMENTO AL DONATORE
Si trova all’interno dell’ospedale
Policlinico di Borgo Roma
Fu inaugurato il 9 maggio 1992
Non si vive solo di ricordi ma essi ci aiutano nel pensare
a nuove azioni, quasi ad esprimere la nostra capacità e
disponibilità a sviluppare qualcosa di nuovo. Comunque
i bei ricordi rasserenano la vita quasi in contrasto con le
difficoltà che ogni giorno incontriamo nei luoghi del nostro
operare. Giorni fa, passando davanti all’entrata dell’ospedale G. B. Rossi Policlinico di Borgo Roma, mi sono fermato un attimo davanti al monumento al donatore, come
faccio spesso, voluto e realizzato da tutte le Associazioni
dei Donatori veronesi, con l’aiuto economico di enti pubblici e privati e con la disponibilità dello spazio offerto
dall’azienda ospedaliera. Un desiderio che tutti i presidenti sentivano, ed anche i donatori, visto che qualche
sezione lo aveva già eretto (come Valeggio) o ne aveva
l’intenzione.
L’idea, nata in una delle tante riunioni comuni tra le cinque
realtà veronesi della donazione, aveva due obiettivi ben
chiari: ricordare tutti i donatori che avevano contribuito a
garantire il sangue agli ammalati, ma, e più importante,
perché fosse un invito a far riflettere chi lo osservava a
pensare e a prendere in seria considerazione le possibilità
di avvicinarsi alla donazione “a testimonianza di un’opera
insostituibile di un particolare volontariato”, come recita la
targa apposta. Pensavamo allora, ed è attuale anche ora:
chi passa si reca in visita ad un familiare o ad un amico,
che forse ha ricevuto del sangue per affrontare in modo
più adeguato le sue difficoltà fisiche; constatare che persone sconosciute tengono così in considerazione la salute da donare un elemento prezioso di se stessi come
Pasquetto Loris, Sterza Roberto, Zago Renato, Zandonà Luigi), i magnifici 7 di questo 2012, che nel salone di rappresentanza del municipio hanno ottenuto
soddisfazioni e applausi; non li hanno chiesti ma li
hanno meritati. Accanto a loro i presidenti, con il loro
labaro, delle sezioni di Parona e Primo Maggio che,
percentualmente, hanno avuto l’incremento maggiore dei donatori e delle donazioni; due sezioni di non
grandi entità numeriche ma di notevoli meriti; anche
piccolo è bello se si lavora con entusiasmo e costanza soprattutto se si crede che anche una sola goccia
fa più grande il mare. La cerimonia, suggestiva nella
sua semplicità, sembrava una di quelle feste di famiglia dove regna la serenità, dove non ci sono discorsi
con “paroloni” ma nella quale senti come cosa bella
lo stare insieme e ricordare le azioni buone compiute e che neppure il tempo può cancellare. Il nostro
grazie per primi ai donatori e alle sezioni insignite
di questo riconoscimento, e poi all’amministrazione
comunale e gli assessorati competenti per la sempre
costante sensibilità con la quale seguono le associazioni di volontariato, dove agiscono in silenzio i cittadini migliori di ogni comunità degna di questo nome.
Sis
Da 20 anni invita
a donare
varlo, a leggerne le targhe, magari cercando di interpretare il
significato artistico dell’opera,
ma si sono fermate per un attimo di interesse o solo di curiosità e senz’altro qualche sano
pensiero ha attraversato la loro
mente e, riteniamo, la loro coscienza e il loro cuore. Anche
un monumento, pur freddo
nella sua sostanza, può stimolare ad affratellarsi al mondo
splendido della donazione e
della solidarietà.
Sis
I presidenti delle Associazioni
all'inaugurazione
del monumento al donatore.
AVVISO AI DONATORI SOSPESI
il sangue, poteva far sorgere in lui
il desiderio di ricambiare quanto ricevuto offrendo ad altri in difficoltà
qual sangue tanto prezioso.
Non possiamo conoscere se l’intenzione iniziale del suo progetto
e realizzazione abbiamo ottenuto
quanto sperato dalle associazioni
promotrici dell’iniziativa; ma cosa
certa è che molte persone in questi
20 anni si sono fermate ad osser-
Al termine del periodo di sospensione,
i donatori riceveranno l’invito a ripresentarsi
nei Centri Trasfusionali. Chi eventualmente
non lo ricevesse, può recarsi lo stesso per la
donazione o per ulteriori controlli.
Per informazioni: FIDAS VERONA
Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona
Tel. 045.8202990 - Fax 045.8278521
[email protected]
10 vita associativa
È ora di pensare alla
Il ruolo di Fidas nel Sistema trasfusionale veronese - Il sangue non deve mancare, il s
I giovani e la responsabilità associativa: i giovani chiedono spazio, i senior ne lament
di Nicola Martelletto
Domenica 15 Aprile, nella suggestiva
cornice dell’Auditorium di Tregnago,
si è tenuta la XV Assemblea Provinciale di FIDAS Verona, un momento
di riflessione sulle attività svolte nel
2011 e sugli obiettivi futuri della nostra associazione.
Qualità è la parola su cui è stata incentrata la relazione morale della
Presidenza provinciale esposta da
Massimiliano Bonifacio ai delegati delle 75 sezioni di FIDAS Verona,
al Sindaco di Tregnago Renato Ridolfi, all’Assessore provinciale al
Volontariato dott. Marco Luciani, al
Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, al Direttore del DIMT Verona dott. Giuseppe Aprili, ai medici
responsabili dei SIT provinciali, al
Presidente di FIDAS Veneto Fabio
Sgarabottolo e ai rappresentanti delle altre associazioni del dono.
Lo scenario attuale
Il punto di partenza non poteva che
essere la crisi economica, che tocca
immancabilmente anche i donatori di
sangue: “la ricerca condotta nel 2011
dalla FIDAS nazionale con la fondazione Censis ha messo in evidenza
che tra i donatori periodici di sangue
la percentuale di chi è inattivo o disoccupato (25%) è significativamente inferiore a quella della popolazione
generale di pari età (43%), segno che
il disagio sociale di chi non trova o
non ha più un lavoro toglie una spinta
motivazionale di fondamentale importanza”. Con questi presupposti
il timore di un calo, anche sensibile,
delle donazioni era fondato. Non è
stato così, “merito certamente – ha
continuato Bonifacio - della quotidia-
FOCUS
na e capillare attività di promozione e
assistenza ai donatori svolta dai responsabili delle tante nostre sezioni”
e “se la crisi sociale ed economica
non ha riguardato le donazioni è anche merito di un senso di responsabilità individuale che è maturato negli
anni tra i donatori di sangue. Oggi chi
dona non è mosso solo da ragioni
“emotive”, non si accontenta di stendere il braccio una volta ogni tanto
per vago “buonismo” o perché spinto
da sms-bufala (l’ahimè famoso bambino di 17 mesi colpito da leucemia
fulminante). Al contrario, i donatori
sono coscienti del proprio ruolo insostituibile e lo difendono anche a
dispetto di allarmismi giornalistici”.
Il ruolo di FIDAS nel Sistema
trasfusionale veronese
Il Dipartimento di Verona nel 2011
ha registrato un lieve calo (-115) delle donazioni (pari a 67.396) rispetto
all’anno precedente. Chiaramente si
tratta di un dato non particolarmente allarmante, anche alla luce della
stabilità delle donazioni di sangue intero. Verona rappresenta sempre un
punto di riferimento a livello nazionale e le associazioni dei donatori sanno che per soddisfare l’autosufficienza è necessario donare con maggior
impegno rispetto ad altre Province
anche del Veneto (53.661 le sacche
di sangue intero nel 2011, quasi 10
Gli incontri di formazione di zona 2012
Sono ripresi i corsi di formazione organizzati dalla Presidenza provinciale. Il tema di quest’anno è “L’organizzazione di eventi”: come organizzare un evento (comunicato, promozione, organizzazione, rapporti con la Fidas
provinciale), autorizzazioni amministrative (occupazione
suolo pubblico, SIAE, permessi sanitari, affissioni), comunicazioni a Enti, sicurezza e sorveglianza. Sono i programma 6 incontri, uno per ciascuna zona, aperti a tutti
i componenti dei direttivi e collaboratori esterni. Gli incontri sono coordinati da Francesco Rossetto e Fausto
Bazzani e tenuti dalla dr.ssa Elena d’Alessandro, consu-
mila in più rispetto a Padova, Venezia
e Vicenza).
Distinguendo l’andamento dei vari
centri trasfusionali della Provincia
si nota un sensibile aumento a San
Bonifacio (+3%) e Legnago (+5%),
mentre sono in calo le donazioni nei
due Centri cittadini (-1,3%) e negli
ospedali dell’ULSS 22 (-3,8%). Una
riflessione va fatta sul trend mensile
delle donazioni: l’andamento altalenante del sangue raccolto si è tradotto in una notevole incostanza nel rapporto con le trasfusioni passando da
periodi in cui si sono riscontrati divari
ampi e rassicuranti a periodi in cui
addirittura non si è riusciti a coprire le
esigenze di tutti gli ospedali veronesi rendendo necessario il ricorso alla
compensazione regionale. L’obiettivo
primario del prossimo futuro è trovare
una soluzione per far comprendere
ai donatori l’importanza di una programmazione coordinata per assicurare l’autosufficienza. “Dobbiamo
progettare e mettere in atto strategie
integrate e condivise che, nel medio
e lungo periodo, consentano di modulare l’afflusso dei donatori ai Centri
trasfusionali, valorizzando al massimo il significato etico della parola
“autosufficienza”: il sangue non deve
mancare, il sangue non deve essere
sprecato”.
“La chiamata alla donazione - ha
spiegato il nostro Presidente - è at-
lente legale adempimenti e gestione Associazioni del Centro
Servizi per il Volontariato di Verona. I primi due incontri si
sono già svolti il 22 marzo a Valeggio sul Mincio (zona Sud
Ovest) e il 19 aprile a Isola Rizza (zona Sud). È inoltre già a
in programma una terza data giovedì 24 maggio nella zona
Centro. I rimanenti tre incontri si terranno in autunno.
Le sezioni scolastiche
Alle storiche sezioni FIDAS dell’ITIS Marconi e dell’Istituto
Giorgi di Verona, si sono aggiunti ed hanno iniziato la loro
attività nei primi mesi del 2012 i nuovi gruppi FIDAS nati
presso l’Istituto Stefani-Bentegodi di Bovolino di Buttapietra
e l’ISIS Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano. Da record la
nuova sezione FIDAS dell’Istituto Marco Polo a Verona aperta il 17 Aprile e che ha già portato ben 40 giovani aspiranti
al Centro trasfusionale; altra sezione è stata aperta recentemente presso l'Istituto Seghetti.
tuata dalle associazioni di donatori
volontari di sangue e dalle relative federazioni, secondo una programmazione definita di intesa con la struttura
trasfusionale territorialmente competente. In questo senso stiamo intraprendendo un percorso comune con
Avis e la Direzione del Dipartimento
per arrivare ad una programmazione
efficiente di tutte le donazioni, attraverso la chiamata telefonica dei donatori inattivi e la possibilità di prenotare orario e sede di qualunque tipo di
donazione. A tale scopo auspichiamo
di poter disporre quanto prima del
programma gestionale associativo
EmoDonor, attualmente in fase di
adattamento alle specifiche esigenze
delle Associazioni veronesi”.
Luci e ombre della vita associativa
in FIDAS Verona
Nel 2011 FIDAS Verona si è arricchita di una nuova sezione, denominata
Terme di Giunone – Caldiero, naturale suggello della 24 Ore del Donatore (nata nel 2008 proprio nel parco
termale di Caldiero). La sezione ha
visto la luce il 1° settembre 2011 e
la vivacità con cui è cresciuta è stata impressionante: in soli 4 mesi ha
coinvolto 16 nuovi donatori e ad oggi
sono oltre 50 gli aspiranti. Di particolare rilievo il fatto che i responsabili,
come la maggior parte degli iscritti a
questa sezione, siano giovani.
L’argomento giovani e responsabilità associativa non è nuovo: i giovani
chiedono spazio, i senior ne lamentano la scarsa affidabilità. Rispetto a
qualche anno fa la faccia del volontariato del sangue è cambiata profondamente: molti direttivi sono oggi
guidati da persone formate, capaci,
disponibili e… giovani. “Non sono
mancati però casi – ha fatto notare
Bonifacio – in cui, di fronte all’inevitabile difficoltà di conciliare impegni
associativi e personali, qualcuno abbia rinunciato ai primi. Rispettiamo
ogni scelta ma, a maggior ragione,
dobbiamo chiarire a chi voglia mettersi in gioco, giovane o no, quali
sono le nostre responsabilità”.
“Non si nasce presidenti o coordinatori!” Essere responsabili in una
vita associativa 11
qualità
sieme. Il programma è stato pensaluogo: ciò che faccio
to per coinvolgere maggiormente le
può portare, anche
famiglie, favorendo una vera aggresolo indirettamente, un
danno ad un’altra segazione tra i donatori FIDAS. È indispensabile il coinvolgimento di tutte
zione di donatori?
le sezioni e la capillare diffusione delle
Altro aspetto di attuainformazioni riguardo questo evento;
lità è la comunicazione
l’obiettivo è ambizioso, ma non imistantanea: sms, e-mail,
tweet. È ormai imprepossibile.
A sinistra: alcuni rappresentanti dei
scindibile che le sezioni
nuovi donatori dell'"ITIS Marconi"
raccolgano i numeri di
La FIDAS di domani
e dell'Istituto "G. Giorgi" ricevono il
telefono cellulare e gli
“La programmazione delle donazioni
diploma di benvenuto.
indirizzi
e-mail
di
tutti
i
in accordo con le Strutture trasfusioA destra: il presidente Massimiliano
donatori e li comunichinali - fa notare Bonifacio - è un’ocBonifacio durante l'esposizione
no alla sede provinciale
casione importante per qualificare il
della relazione.
per il necessario coornostro volontariato, anche agli occhi
dinamento. Sempre in
stessi dei nostri donatori, doppiaassociazione di donatori di sangue
tema di comunicazione
mente contenti di ricevere un servizio
richiede competenza: è importante
è stata creata la pagimigliore e di sapere che la propria doconoscere a fondo il funzionamento
na ufficiale Facebook
nazione, in risposta alla convocaziodel sistema trasfusionale provinciale,
di FIDAS Verona che
ne, è quella giusta al momento giusto.
maLa
anche
essere
informati
su
come
famiglia dei donatori Fidas è in salute. Consolidato il superamento dei 10.000 donatori
attivi, lo
conta già circa 200
In caso di carenze dovremo essere in
vanno le cose a livello regionale e
scorso
anno
abbiamo
registrato
un
nuovo
piacevole
record:
per
la
prima
volta
sono
stati
oltre
1.000 i le chiamate, in
“mi piace”. Il sito web
grado di intensificare
nazionale, sulle sfide della qualifica(www.fidasverona.it)
contrario
di rallentarle ricordanzione,
sulla necessità
di garantire
la
volontari
che hanno
effettuato
la prima donazione. Grazie a tali 1.099
nuovi donatori caso
(+109
rispetto
continua
ad
essere
aggiornato
in
medo
a
noi
stessi
e
ai donatori che il mivalorizzazione
del
dono
in
tutte
le
sue
è
una
ricchezza
perché
consente
di
al 2010) e ai 250 donatori riattivati (+58 rispetto al 2010) è stato possibile far fronte alla cessazione
rito alle nostre attività e agli eventi più
glior posto dove conservare il sangue
forme. Non si può quindi prescindere
svolgere in maniera efficace e capilmotivii corsi
di salute,
di età
suprovincia
base volontaria)
di 871
soci.
Attualmente
il numero
significativi della
FIDAS
regionale
e
non sono
le frigoemoteche, ma sono
dadefinitiva
una adeguata(per
formazione:
lare lalimiti
promozione
in o
una
nazionale. L’incremento delle donazioni
le vene del donatore,
che
periodicamente
svolgono
ed eterogenea
la nostra.al 2010).
dei
donatori siattivi
è nelle
pari aampia
10.606
(+478come
rispetto
(+81 disponibile al
nei modi e
zone
hanno l’obiettivo
di rendere
i vo- più
Tuttavia
prima dirispetto
ogni sceltaall’aumento
è nerispetto
al 2011)
è stato
contenuto
dei volontari: l’indice diprelievo
donazione
dinei tempi giusti”.
60 anni di FIDAS Verona
Tutti sanno che una cosa è impossilontari responsabili e consapevoli dei
cessario porsi due domande: ciò che
2,01
comunque
uno dei faccio
migliori
nella nostra
Regione
superiore
al
medioFinchè un giorno
Il 9 ee10decisamente
giugno celebreremo
a Valegbile dato
da realizzare.
vari
aspettièdella
vita associativa.
è coerente
quanto definito
La
famiglia
dei donatori
Fidas con
è in
salute. Consolidato
il superamento
dei 10.000
donatori
attivi, lo
gio sul Mincio la 2ª Festa provinciale
arriva uno sprovveduto che non lo sa.
FIDAS
Verona è un’unica
associazione
nelle linee guida dell’Assemblea e del
nazionale
(1,6).
scorso anno
abbiamo
registrato
un Enuovo
piacevole
record:
per FIDAS
la prima
1.000 i
dei donatori
di sangue
Tuttin-volta
E la sono
realizza.stati
(Albertoltre
Einstein)
provinciale: “l’autonomia
delle sezioni
Consiglio
provinciale?
in secondo
sangue non deve essere sprecato
tano la scarsa affidabilità
Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo
Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo
volontari che hanno effettuato la prima donazione. Grazie a tali 1.099 nuovi donatori (+109 rispetto
al 2010) e ai 250 donatori riattivati (+58 rispetto al 2010) è stato possibile far fronte alla cessazione
definitiva (per motivi di salute, limiti di età o su base volontaria) di 871 soci. Attualmente il numero
dei donatori attivi è pari a 10.606 (+478 rispetto al 2010). L’incremento delle donazioni (+81
La famiglia dei donatori Fidas è
nazione di 2,01 è comunque uno
riattivati (+58 rispetto al 2010) è
attivi è pari a 10.606 (+478
rispetto al
2011) ètori
stato
più contenuto
rispettodonatori
all’aumento
dei volontari:
l’indice
di
dei
migliori di
nelladonazione
nostra Regione
in salute. Consolidato
il superastato
possibile
far fronte alla cessarispetto
al 2010). L’incremento
del2,01 donatori
è comunque
unodefinitiva
dei migliori
nostra
Regione
decisamente
dato medio
e decisamentealsuperiore
al dato
mento dei 10.000
attivi,
zione
(per motivinella
di salute,
le donazioni
(+81 e
rispetto
al 2011) è superiore
lo scorso anno
abbiamo registrato
nazionale
(1,6). limiti di età o su base volontaria) di stato più contenuto rispetto all’au- medio nazionale (1,6).
Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo
un nuovo piacevole record: per la
871 soci. Attualmente il numero dei
mento dei volontari: l’indice di doprima volta
sono
stati
oltre 1.000
i
volontari
che hanno
e
ttuaSif f econfermano
anche nel 2011 due importanti tendenze: l’aumento delle donne e l’aumento dei
to
la
prima
giovani, specie tra i nuovi donatori. La presenza femminile nel totale dei donatori è poco superiore
donazione.
allo scorso
Grazie
a tali anno (27,5%): tuttavia la differenza tra maschi e femmine è sensibilmente inferiore tra i
1.099
nuovi nuodonatori (dove le donne sono oltre un terzo degli iscritti) e in particolare tra i nuovi donatori
vi
donatori
di età compresa tra 18 e 28 anni, segno che la disponibilità femminile alla donazione non è inferiore
(+109 rispeta quella
to
al 2010) edei maschi. Di particolare importanza è il dato sui giovani: esattamente il 50% dei nuovi
ai
250 donaiscritti
a Fidas Verona nel 2011 ha meno di 28 anni. E’ una tendenza virtuosa che ci qualifica nel
panorama regionale. La ricerca Censis-Fidas ha lanciato un allarme demografico significativo: per
Si confermano
nel 2011 dueanche
sensibilmente
inferiore
i nuovi sui tendenze:
esattamente
50%
lazione
italiana,
prossimi annidei
la
Si anche
confermano
nelpopolazione
2011
duetraimportanti
l’aumento
delle
donne
e nei
l’aumento
effetto dell’invecchiamento
della
italiana,
nei giovani:
prossimi
anni
la ilfascia
di
età
compresa
importanti tendenze: l’aumento donatori (dove le donne sono oltre dei nuovi iscritti a Fidas Verona nel fascia di età compresa tra i 30 e 55
tra un
i anuovi
donatori.
presenza
totale
dei
donatori
è poco
superiore
tra i donne
30 egiovani,
55
anni specie
è destinata
contrarsi,
mentre
aumenteranno
maniera
piùÈche
proporzionale
delle
e l’aumento
dei gioterzo
degli
iscritti)
e in La
particolare
2011femminile
ha in
meno
di nel
28 anni.
una
anni
è destinata
agli
contrarsi,
mentre
vani,
specie
tra iiscorso
nuovianni.
donatori.
tra i nuovi
donatori
di età
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ci qualifica
aumenteranno
in inferiore
maniera piùtra
chei
allo
anno
(27,5%):
tuttavia
laciò
differenza
tra
maschi
e che
femmine
è sensibilmente
anziani
oltre
65
In ottica
trasfusionale,
significa
maggiori
richieste
e minore
disponibilità
La presenza femminile nel totale tra 18 e 28 anni, segno che la di- nel panorama regionale. La ricerca proporzionale gli anziani oltre i 65
nuovi
donatori
(dovediledonatori
donne sono
oltree un
terzo deglinella
iscritti)
e inassociazione
particolare tra
i nuovi donatori
di sangue.
La folta
presenza
giovani
giovanissimi
nostra
è quindi
dei donatori è poco superiore allo sponibilità femminile alla donazione Censis-Fidas ha lanciato un allarme anni. In ottica trasfusionale, ciò sidi
età
compresa
tra
18
e
28
anni,
segno
che
la
disponibilità
femminile
alla
donazione
è inferiore
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di
(relativa)
tranquillità
e
deve
essere
incentivata
ancora
di
più
nei
prossimi
anni.
scorso anno (27,5%): tuttavia la non è inferiore a quella dei maschi. demografico significativo: per effet- gnifica maggiorinon
richieste
e minore
differenza tra
maschi
e
femmine
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Di
particolare
importanza
è
il
dato
to
dell’invecchiamento
della
popodisponibilità
di
sangue.
La folta
prea quella dei maschi. Di particolare importanza è il dato sui giovani: esattamente il 50% dei
nuovi
senza di doiscritti a Fidas Verona nel 2011 ha meno di 28 anni. E’ una tendenza virtuosa che ci qualifica
nel
natori giovani
panorama regionale. La ricerca Censis-Fidas ha lanciato un allarme demografico significativo:
per
e giovanissimi
nostra
effetto dell’invecchiamento della popolazione italiana, nei prossimi anni la fascia di etànella
compresa
associazione
tra i 30 e 55 anni è destinata a contrarsi, mentre aumenteranno in maniera più che proporzionale
gli
è quindi motianziani oltre i 65 anni. In ottica trasfusionale, ciò significa maggiori richieste e minore disponibilità
vo di (relativa)
tranquillità
e
di sangue. La folta presenza di donatori giovani e giovanissimi nella nostra associazione
è quindi
deve essere
motivo di (relativa) tranquillità e deve essere incentivata ancora di più nei prossimi anni. i n c e n t i v a t a
ancora di più
nei prossimi
anni.
12 la voce delle sezioni
1962-2012:
quattro sezioni in festa
1962-2012: 50 anni di storia scritta
dai donatori di Valeggio
di Marco Mazzi
Tutto pronto a Valeggio per accogliere la grande
famiglia della Fidas Verona e per la celebrazione
del 50° anniversario di fondazione della sezione
donatori di sangue locale.
Ormai ci siamo, solo pochi giorni ci separano da
questo prestigioso ed esclusivo evento, dopo
lunghi mesi trascorsi tra riunioni ordinarie e riunioni dedicate per l’organizzazione della logistica
e della stesura del programma, prima di massima e poi sempre più definitivo, la nostra creatura
ha preso forma e corpo. Innumerevoli e svariate
sono state le idee e le proposte portate in consiglio e tutte con il proposito di dare un decoroso
risalto a questi primi 50 anni di attività radicata
nel territorio locale. Per darne un maggiore significativo rilievo e visibilità abbiamo chiesto
ed ottenuto dalla Presidenza provinciale di poter organizzare in concomitanza anche la Festa
provinciale Fidas Tuttinsieme, che quest’anno
giunge alla sua seconda edizione.
Il programma sarà quindi articolato in tre giornate
e precisamente:
Venerdì 8 Giugno: celebrazione del 50° anniversario di fondazione del gruppo donatori di sangue
di
Valeggio,
in cui presso
la sala civica
Toffoli avverrà
la
presentazione del libro
di commemorazione, a seguire verranno
consegnate le
benemerenze
e le medaglie
ai soci; ed infine non potrà mancare il
brindisi finale
con buffet, il
tutto
offerto
dalla sezione
valeggiana.
Sabato 9 Giugno: serata dedicata ai giovani con
la musica di un gruppo locale Valeggiano, quello
dei Cadillac record e dei Castion Boys. Per tutta
la serata saranno attivi gli stand enogastronomici.
Domenica 10 Giugno: 2ª Festa provinciale Fidas
Tuttinsieme, che avrà il seguente programma:
ore 9:00: ritrovo dei labari in P.zza C. Alberto a
Valeggio e breve corteo fino alla chiesa parrocchiale.
Ore 9:30: santa Messa officiata dal Vescovo di
Verona S.E. monsignor Giuseppe Zenti.
Al termine grande sfilata, accompagnati dalla
banda musicale di Quaderni che si concluderà in
P.zza C. Alberto, dove saremo accolti dalle Autorità con i classici discorsi di rito. Per finire faranno
la loro comparsa i bambini della scuola dell’infanzia, i quali libereranno in cielo i palloncini colorati
con allegato un proprio messaggio di
solidarietà.
Aperitivo finale e conclusione a scelta tra pranzo sociale oppure ingresso
al Parco giardino Sigurtà, con il quale
solo ed esclusivamente per domenica 10 Giugno, è stata stipulata una
convenzione per i donatori di sangue
con ingresso al prezzo speciale di 5
euro.
Per la nostra sezione sono stati mesi
molto impegnativi ed intensi in cui
abbiamo messo in campo le nostre
forze, le nostre idee e soprattutto il
nostro impegno per riuscire ad organizzare al
meglio questo trittico FIDAS e allo stesso tempo
cercando di non perdere di vista quello che è e rimane il nostro obiettivo primario e fondamentale,
che altro non è che quello della promozione del
dono del sangue.
Così tra incontri con gli alunni delle scuole primarie e secondarie, partecipazione a corsi formativi
e presenziando alle varie iniziative locali, abbiamo trovato anche la costanza e l’impegno per
organizzare al
meglio questo
evento.
Le sezioni, che
nei
prossimi
anni si troveranno
nella
condizione di
organizzare la
festa
provinciale, dovranno adottare e
impiegare
le
risorse in modo
equilibrato ed
efficace,
per
non
tradire
quello spirito di
austerità che ci
deve contraddistinguere.
È per questo motivo che non nascondiamo l’orgoglio e l’ambizione, essendo i precursori di questo nuovo corso, di poter essere presi come modello e come esempio da seguire negli anni futuri.
Per fare bene non occorrono grandi risorse economiche, quello che serve è mettere in campo lo
spirito di solidarietà e voglia di mettersi al servizio della comunità, spirito che contraddistingue e
appartiene alla grande famiglia FIDAS.
Vi aspettiamo tutti, donatori e non donatori, auspicando che il tempo sia clemente.
A scanso di equivoci voglio sottolineare che ho
parlato di ambizione e di orgoglio, e con questo
non vogliamo avere la presunzione e l’arroganza
di voler ostentare e sbandierare ai quattro venti
il fatto che vogliamo essere i migliori ma esattamente l’opposto, con l’intenzione di lanciare il
messaggio della sana competizione tra le sezioni
Valeggio: la presentazione
del labaro provinciale
S. Camillo de Lellis nel 1962;
foto di gruppo della sezione di Valeggio
da poco costituita ma già consistente
per il numero dei donatori
in modo da scatenare quell’immensa energia che
c’è in ognuno di noi e che occorre per dare il
massimo in tutto quello che facciamo; il tutto
rivolto alla causa FIDAS della promozione del
dono del sangue.
Ma torniamo a Valeggio ed al nostro onorevole
e prestigioso anniversario di 50 anni di storia;
ogni storia che si rispetti ha i suoi numeri ed anche la sez. FIDAS di Valeggio ha i suoi numeri,
e che numeri!!
33509 Donazioni di sangue.
1637 Donatori che hanno contribuito con la loro
generosità.
344 Donatori attivi attuali.
432 Medaglie d’argento.
180 Medaglie d’oro.
73 Croci d’oro.
24 Distintivi d’oro.
2 Targhe d’onore per 150 donazioni a Mazzi
Gianni e Mantovanelli Giordano.
6 Presidenti che si sono succeduti; in ordine
cronologico:
Enrico Mezzani, Giuseppe Avesini, Fabio
Banali, Silvia Campara e Silvio Gamba fino
a giungere ai giorni nostri con l’attuale Silvio
Franchi.
La nostra sezione oltre che essere tra le più
longeve, può annoverare e vantare tra le proprie fila il primo donatore di tutta la provincia,
Luigi Mazzi, ad aver raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 donazioni. Altri tempi quelli,
quando ancora non esistevano le donazioni di
plasma e si potevano effettuare tre/quattro donazioni annue.
Ecco perché è molto suggestivo e motivo di
orgoglio ricordare questi numeri, perché frutto
del lunghissimo e costante impegno e spirito di
abnegazione verso i più bisognosi.
Ma come e quando nasce questa gloriosa ascontinua a pag. 13
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L`amministrazione ringrazia "i magnifici sette