vita associativa 9 COMUNE DI VERONA L'amministrazione ringrazia "i magnifici sette" donatori Il titolo ricorda un bel film che ha fatto storia e che penso tutti abbiamo visto con piacere con la vittoria dei deboli contro i prepotenti. Ma oggi vorrei parlare di un altro avvenimento, che non è una finzione come un film, ma un evento che ogni giorno si svolge e si rinnova nei centri trasfusionali dei nostri ospedali e si chiama donazione del sangue. Da quei centri sono passati ogni anno migliaia e migliaia di uomini, donne, ragazze e giovani per quel senso di solidarietà e di amore che ti fa sentire vicino a chi soffre. Tra queste migliaia alcuni si sono presentati poche volte, qualcuno magari una soltanto, ma la maggior parte ha fissato quel momento come un appuntamento periodico che, condizioni permettendo, ha costellato la sua vita di un atto unico per sé e per chi aspettava quel dono. E gli anni sono passati, e le donazioni si sono accumulate, come quei beni che si mettono da parte per ritrovarli più avanti nel cammino della vita; e sono arrivate quelle riconoscenze che tutte le associazioni riservano ai più generosi, non preziose materialmente ma preziose per il riconoscimento di un dovere morale compiuto. Ma non solo le associazioni sono sensibili nel riconoscere queste azioni benemerite, anche le amministrazioni pubbliche, nel nostro caso i Comuni, si sono accorti di questi loro cittadini che, senza particolari pressioni ma solo per convinzione, contribuiscono al bene della comunità, senza nulla chiedere in cambio ma solo per natura- Foto di gruppo dei 7 donatori premiati. A fianco, con il sindaco Tosi e il pres. Bonifacio la presidente della sezione Primo Maggio. le bontà. È nata allora una storia iniziata negli anni ’90 quando il comune di Verona, con l’allora assessore ai servizi sociali dr. Antonio Pizzoli, deliberò di concedere un diploma con medaglia d’oro alle 70 donazioni dei donatori attivi. Dalle 70 poi si passò presto alle 100 e la medaglia consegnata fu quella del Comune, meno preziosa come valore venale, ma simbolicamente molto più significativa perché è la comunità che riconosce i meriti di suoi concittadini. Non solo, è il rappresentante di questa comunità, il sindaco, che la consegna con i ringraziamenti di tutta la società civile. Quest’anno i donatori Fidas che hanno ricevuto diplomi e medaglie sono stati sette (Bertagnoli Angelo, Bisighin Giorgio, Ferrari Sergio, MONUMENTO AL DONATORE Si trova all’interno dell’ospedale Policlinico di Borgo Roma Fu inaugurato il 9 maggio 1992 Non si vive solo di ricordi ma essi ci aiutano nel pensare a nuove azioni, quasi ad esprimere la nostra capacità e disponibilità a sviluppare qualcosa di nuovo. Comunque i bei ricordi rasserenano la vita quasi in contrasto con le difficoltà che ogni giorno incontriamo nei luoghi del nostro operare. Giorni fa, passando davanti all’entrata dell’ospedale G. B. Rossi Policlinico di Borgo Roma, mi sono fermato un attimo davanti al monumento al donatore, come faccio spesso, voluto e realizzato da tutte le Associazioni dei Donatori veronesi, con l’aiuto economico di enti pubblici e privati e con la disponibilità dello spazio offerto dall’azienda ospedaliera. Un desiderio che tutti i presidenti sentivano, ed anche i donatori, visto che qualche sezione lo aveva già eretto (come Valeggio) o ne aveva l’intenzione. L’idea, nata in una delle tante riunioni comuni tra le cinque realtà veronesi della donazione, aveva due obiettivi ben chiari: ricordare tutti i donatori che avevano contribuito a garantire il sangue agli ammalati, ma, e più importante, perché fosse un invito a far riflettere chi lo osservava a pensare e a prendere in seria considerazione le possibilità di avvicinarsi alla donazione “a testimonianza di un’opera insostituibile di un particolare volontariato”, come recita la targa apposta. Pensavamo allora, ed è attuale anche ora: chi passa si reca in visita ad un familiare o ad un amico, che forse ha ricevuto del sangue per affrontare in modo più adeguato le sue difficoltà fisiche; constatare che persone sconosciute tengono così in considerazione la salute da donare un elemento prezioso di se stessi come Pasquetto Loris, Sterza Roberto, Zago Renato, Zandonà Luigi), i magnifici 7 di questo 2012, che nel salone di rappresentanza del municipio hanno ottenuto soddisfazioni e applausi; non li hanno chiesti ma li hanno meritati. Accanto a loro i presidenti, con il loro labaro, delle sezioni di Parona e Primo Maggio che, percentualmente, hanno avuto l’incremento maggiore dei donatori e delle donazioni; due sezioni di non grandi entità numeriche ma di notevoli meriti; anche piccolo è bello se si lavora con entusiasmo e costanza soprattutto se si crede che anche una sola goccia fa più grande il mare. La cerimonia, suggestiva nella sua semplicità, sembrava una di quelle feste di famiglia dove regna la serenità, dove non ci sono discorsi con “paroloni” ma nella quale senti come cosa bella lo stare insieme e ricordare le azioni buone compiute e che neppure il tempo può cancellare. Il nostro grazie per primi ai donatori e alle sezioni insignite di questo riconoscimento, e poi all’amministrazione comunale e gli assessorati competenti per la sempre costante sensibilità con la quale seguono le associazioni di volontariato, dove agiscono in silenzio i cittadini migliori di ogni comunità degna di questo nome. Sis Da 20 anni invita a donare varlo, a leggerne le targhe, magari cercando di interpretare il significato artistico dell’opera, ma si sono fermate per un attimo di interesse o solo di curiosità e senz’altro qualche sano pensiero ha attraversato la loro mente e, riteniamo, la loro coscienza e il loro cuore. Anche un monumento, pur freddo nella sua sostanza, può stimolare ad affratellarsi al mondo splendido della donazione e della solidarietà. Sis I presidenti delle Associazioni all'inaugurazione del monumento al donatore. AVVISO AI DONATORI SOSPESI il sangue, poteva far sorgere in lui il desiderio di ricambiare quanto ricevuto offrendo ad altri in difficoltà qual sangue tanto prezioso. Non possiamo conoscere se l’intenzione iniziale del suo progetto e realizzazione abbiamo ottenuto quanto sperato dalle associazioni promotrici dell’iniziativa; ma cosa certa è che molte persone in questi 20 anni si sono fermate ad osser- Al termine del periodo di sospensione, i donatori riceveranno l’invito a ripresentarsi nei Centri Trasfusionali. Chi eventualmente non lo ricevesse, può recarsi lo stesso per la donazione o per ulteriori controlli. Per informazioni: FIDAS VERONA Via Polveriera Vecchia, 2 - 37134 Verona Tel. 045.8202990 - Fax 045.8278521 [email protected] 10 vita associativa È ora di pensare alla Il ruolo di Fidas nel Sistema trasfusionale veronese - Il sangue non deve mancare, il s I giovani e la responsabilità associativa: i giovani chiedono spazio, i senior ne lament di Nicola Martelletto Domenica 15 Aprile, nella suggestiva cornice dell’Auditorium di Tregnago, si è tenuta la XV Assemblea Provinciale di FIDAS Verona, un momento di riflessione sulle attività svolte nel 2011 e sugli obiettivi futuri della nostra associazione. Qualità è la parola su cui è stata incentrata la relazione morale della Presidenza provinciale esposta da Massimiliano Bonifacio ai delegati delle 75 sezioni di FIDAS Verona, al Sindaco di Tregnago Renato Ridolfi, all’Assessore provinciale al Volontariato dott. Marco Luciani, al Consigliere regionale Stefano Valdegamberi, al Direttore del DIMT Verona dott. Giuseppe Aprili, ai medici responsabili dei SIT provinciali, al Presidente di FIDAS Veneto Fabio Sgarabottolo e ai rappresentanti delle altre associazioni del dono. Lo scenario attuale Il punto di partenza non poteva che essere la crisi economica, che tocca immancabilmente anche i donatori di sangue: “la ricerca condotta nel 2011 dalla FIDAS nazionale con la fondazione Censis ha messo in evidenza che tra i donatori periodici di sangue la percentuale di chi è inattivo o disoccupato (25%) è significativamente inferiore a quella della popolazione generale di pari età (43%), segno che il disagio sociale di chi non trova o non ha più un lavoro toglie una spinta motivazionale di fondamentale importanza”. Con questi presupposti il timore di un calo, anche sensibile, delle donazioni era fondato. Non è stato così, “merito certamente – ha continuato Bonifacio - della quotidia- FOCUS na e capillare attività di promozione e assistenza ai donatori svolta dai responsabili delle tante nostre sezioni” e “se la crisi sociale ed economica non ha riguardato le donazioni è anche merito di un senso di responsabilità individuale che è maturato negli anni tra i donatori di sangue. Oggi chi dona non è mosso solo da ragioni “emotive”, non si accontenta di stendere il braccio una volta ogni tanto per vago “buonismo” o perché spinto da sms-bufala (l’ahimè famoso bambino di 17 mesi colpito da leucemia fulminante). Al contrario, i donatori sono coscienti del proprio ruolo insostituibile e lo difendono anche a dispetto di allarmismi giornalistici”. Il ruolo di FIDAS nel Sistema trasfusionale veronese Il Dipartimento di Verona nel 2011 ha registrato un lieve calo (-115) delle donazioni (pari a 67.396) rispetto all’anno precedente. Chiaramente si tratta di un dato non particolarmente allarmante, anche alla luce della stabilità delle donazioni di sangue intero. Verona rappresenta sempre un punto di riferimento a livello nazionale e le associazioni dei donatori sanno che per soddisfare l’autosufficienza è necessario donare con maggior impegno rispetto ad altre Province anche del Veneto (53.661 le sacche di sangue intero nel 2011, quasi 10 Gli incontri di formazione di zona 2012 Sono ripresi i corsi di formazione organizzati dalla Presidenza provinciale. Il tema di quest’anno è “L’organizzazione di eventi”: come organizzare un evento (comunicato, promozione, organizzazione, rapporti con la Fidas provinciale), autorizzazioni amministrative (occupazione suolo pubblico, SIAE, permessi sanitari, affissioni), comunicazioni a Enti, sicurezza e sorveglianza. Sono i programma 6 incontri, uno per ciascuna zona, aperti a tutti i componenti dei direttivi e collaboratori esterni. Gli incontri sono coordinati da Francesco Rossetto e Fausto Bazzani e tenuti dalla dr.ssa Elena d’Alessandro, consu- mila in più rispetto a Padova, Venezia e Vicenza). Distinguendo l’andamento dei vari centri trasfusionali della Provincia si nota un sensibile aumento a San Bonifacio (+3%) e Legnago (+5%), mentre sono in calo le donazioni nei due Centri cittadini (-1,3%) e negli ospedali dell’ULSS 22 (-3,8%). Una riflessione va fatta sul trend mensile delle donazioni: l’andamento altalenante del sangue raccolto si è tradotto in una notevole incostanza nel rapporto con le trasfusioni passando da periodi in cui si sono riscontrati divari ampi e rassicuranti a periodi in cui addirittura non si è riusciti a coprire le esigenze di tutti gli ospedali veronesi rendendo necessario il ricorso alla compensazione regionale. L’obiettivo primario del prossimo futuro è trovare una soluzione per far comprendere ai donatori l’importanza di una programmazione coordinata per assicurare l’autosufficienza. “Dobbiamo progettare e mettere in atto strategie integrate e condivise che, nel medio e lungo periodo, consentano di modulare l’afflusso dei donatori ai Centri trasfusionali, valorizzando al massimo il significato etico della parola “autosufficienza”: il sangue non deve mancare, il sangue non deve essere sprecato”. “La chiamata alla donazione - ha spiegato il nostro Presidente - è at- lente legale adempimenti e gestione Associazioni del Centro Servizi per il Volontariato di Verona. I primi due incontri si sono già svolti il 22 marzo a Valeggio sul Mincio (zona Sud Ovest) e il 19 aprile a Isola Rizza (zona Sud). È inoltre già a in programma una terza data giovedì 24 maggio nella zona Centro. I rimanenti tre incontri si terranno in autunno. Le sezioni scolastiche Alle storiche sezioni FIDAS dell’ITIS Marconi e dell’Istituto Giorgi di Verona, si sono aggiunti ed hanno iniziato la loro attività nei primi mesi del 2012 i nuovi gruppi FIDAS nati presso l’Istituto Stefani-Bentegodi di Bovolino di Buttapietra e l’ISIS Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano. Da record la nuova sezione FIDAS dell’Istituto Marco Polo a Verona aperta il 17 Aprile e che ha già portato ben 40 giovani aspiranti al Centro trasfusionale; altra sezione è stata aperta recentemente presso l'Istituto Seghetti. tuata dalle associazioni di donatori volontari di sangue e dalle relative federazioni, secondo una programmazione definita di intesa con la struttura trasfusionale territorialmente competente. In questo senso stiamo intraprendendo un percorso comune con Avis e la Direzione del Dipartimento per arrivare ad una programmazione efficiente di tutte le donazioni, attraverso la chiamata telefonica dei donatori inattivi e la possibilità di prenotare orario e sede di qualunque tipo di donazione. A tale scopo auspichiamo di poter disporre quanto prima del programma gestionale associativo EmoDonor, attualmente in fase di adattamento alle specifiche esigenze delle Associazioni veronesi”. Luci e ombre della vita associativa in FIDAS Verona Nel 2011 FIDAS Verona si è arricchita di una nuova sezione, denominata Terme di Giunone – Caldiero, naturale suggello della 24 Ore del Donatore (nata nel 2008 proprio nel parco termale di Caldiero). La sezione ha visto la luce il 1° settembre 2011 e la vivacità con cui è cresciuta è stata impressionante: in soli 4 mesi ha coinvolto 16 nuovi donatori e ad oggi sono oltre 50 gli aspiranti. Di particolare rilievo il fatto che i responsabili, come la maggior parte degli iscritti a questa sezione, siano giovani. L’argomento giovani e responsabilità associativa non è nuovo: i giovani chiedono spazio, i senior ne lamentano la scarsa affidabilità. Rispetto a qualche anno fa la faccia del volontariato del sangue è cambiata profondamente: molti direttivi sono oggi guidati da persone formate, capaci, disponibili e… giovani. “Non sono mancati però casi – ha fatto notare Bonifacio – in cui, di fronte all’inevitabile difficoltà di conciliare impegni associativi e personali, qualcuno abbia rinunciato ai primi. Rispettiamo ogni scelta ma, a maggior ragione, dobbiamo chiarire a chi voglia mettersi in gioco, giovane o no, quali sono le nostre responsabilità”. “Non si nasce presidenti o coordinatori!” Essere responsabili in una vita associativa 11 qualità sieme. Il programma è stato pensaluogo: ciò che faccio to per coinvolgere maggiormente le può portare, anche famiglie, favorendo una vera aggresolo indirettamente, un danno ad un’altra segazione tra i donatori FIDAS. È indispensabile il coinvolgimento di tutte zione di donatori? le sezioni e la capillare diffusione delle Altro aspetto di attuainformazioni riguardo questo evento; lità è la comunicazione l’obiettivo è ambizioso, ma non imistantanea: sms, e-mail, tweet. È ormai imprepossibile. A sinistra: alcuni rappresentanti dei scindibile che le sezioni nuovi donatori dell'"ITIS Marconi" raccolgano i numeri di La FIDAS di domani e dell'Istituto "G. Giorgi" ricevono il telefono cellulare e gli “La programmazione delle donazioni diploma di benvenuto. indirizzi e-mail di tutti i in accordo con le Strutture trasfusioA destra: il presidente Massimiliano donatori e li comunichinali - fa notare Bonifacio - è un’ocBonifacio durante l'esposizione no alla sede provinciale casione importante per qualificare il della relazione. per il necessario coornostro volontariato, anche agli occhi dinamento. Sempre in stessi dei nostri donatori, doppiaassociazione di donatori di sangue tema di comunicazione mente contenti di ricevere un servizio richiede competenza: è importante è stata creata la pagimigliore e di sapere che la propria doconoscere a fondo il funzionamento na ufficiale Facebook nazione, in risposta alla convocaziodel sistema trasfusionale provinciale, di FIDAS Verona che ne, è quella giusta al momento giusto. maLa anche essere informati su come famiglia dei donatori Fidas è in salute. Consolidato il superamento dei 10.000 donatori attivi, lo conta già circa 200 In caso di carenze dovremo essere in vanno le cose a livello regionale e scorso anno abbiamo registrato un nuovo piacevole record: per la prima volta sono stati oltre 1.000 i le chiamate, in “mi piace”. Il sito web grado di intensificare nazionale, sulle sfide della qualifica(www.fidasverona.it) contrario di rallentarle ricordanzione, sulla necessità di garantire la volontari che hanno effettuato la prima donazione. Grazie a tali 1.099 nuovi donatori caso (+109 rispetto continua ad essere aggiornato in medo a noi stessi e ai donatori che il mivalorizzazione del dono in tutte le sue è una ricchezza perché consente di al 2010) e ai 250 donatori riattivati (+58 rispetto al 2010) è stato possibile far fronte alla cessazione rito alle nostre attività e agli eventi più glior posto dove conservare il sangue forme. Non si può quindi prescindere svolgere in maniera efficace e capilmotivii corsi di salute, di età suprovincia base volontaria) di 871 soci. Attualmente il numero significativi della FIDAS regionale e non sono le frigoemoteche, ma sono dadefinitiva una adeguata(per formazione: lare lalimiti promozione in o una nazionale. L’incremento delle donazioni le vene del donatore, che periodicamente svolgono ed eterogenea la nostra.al 2010). dei donatori siattivi è nelle pari aampia 10.606 (+478come rispetto (+81 disponibile al nei modi e zone hanno l’obiettivo di rendere i vo- più Tuttavia prima dirispetto ogni sceltaall’aumento è nerispetto al 2011) è stato contenuto dei volontari: l’indice diprelievo donazione dinei tempi giusti”. 60 anni di FIDAS Verona Tutti sanno che una cosa è impossilontari responsabili e consapevoli dei cessario porsi due domande: ciò che 2,01 comunque uno dei faccio migliori nella nostra Regione superiore al medioFinchè un giorno Il 9 ee10decisamente giugno celebreremo a Valegbile dato da realizzare. vari aspettièdella vita associativa. è coerente quanto definito La famiglia dei donatori Fidas con è in salute. Consolidato il superamento dei 10.000 donatori attivi, lo gio sul Mincio la 2ª Festa provinciale arriva uno sprovveduto che non lo sa. FIDAS Verona è un’unica associazione nelle linee guida dell’Assemblea e del nazionale (1,6). scorso anno abbiamo registrato un Enuovo piacevole record: per FIDAS la prima 1.000 i dei donatori di sangue Tuttin-volta E la sono realizza.stati (Albertoltre Einstein) provinciale: “l’autonomia delle sezioni Consiglio provinciale? in secondo sangue non deve essere sprecato tano la scarsa affidabilità Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo volontari che hanno effettuato la prima donazione. Grazie a tali 1.099 nuovi donatori (+109 rispetto al 2010) e ai 250 donatori riattivati (+58 rispetto al 2010) è stato possibile far fronte alla cessazione definitiva (per motivi di salute, limiti di età o su base volontaria) di 871 soci. Attualmente il numero dei donatori attivi è pari a 10.606 (+478 rispetto al 2010). L’incremento delle donazioni (+81 La famiglia dei donatori Fidas è nazione di 2,01 è comunque uno riattivati (+58 rispetto al 2010) è attivi è pari a 10.606 (+478 rispetto al 2011) ètori stato più contenuto rispettodonatori all’aumento dei volontari: l’indice di dei migliori di nelladonazione nostra Regione in salute. Consolidato il superastato possibile far fronte alla cessarispetto al 2010). L’incremento del2,01 donatori è comunque unodefinitiva dei migliori nostra Regione decisamente dato medio e decisamentealsuperiore al dato mento dei 10.000 attivi, zione (per motivinella di salute, le donazioni (+81 e rispetto al 2011) è superiore lo scorso anno abbiamo registrato nazionale (1,6). limiti di età o su base volontaria) di stato più contenuto rispetto all’au- medio nazionale (1,6). Fidas Verona: quanti siamo, quanto doniamo un nuovo piacevole record: per la 871 soci. Attualmente il numero dei mento dei volontari: l’indice di doprima volta sono stati oltre 1.000 i volontari che hanno e ttuaSif f econfermano anche nel 2011 due importanti tendenze: l’aumento delle donne e l’aumento dei to la prima giovani, specie tra i nuovi donatori. La presenza femminile nel totale dei donatori è poco superiore donazione. allo scorso Grazie a tali anno (27,5%): tuttavia la differenza tra maschi e femmine è sensibilmente inferiore tra i 1.099 nuovi nuodonatori (dove le donne sono oltre un terzo degli iscritti) e in particolare tra i nuovi donatori vi donatori di età compresa tra 18 e 28 anni, segno che la disponibilità femminile alla donazione non è inferiore (+109 rispeta quella to al 2010) edei maschi. Di particolare importanza è il dato sui giovani: esattamente il 50% dei nuovi ai 250 donaiscritti a Fidas Verona nel 2011 ha meno di 28 anni. E’ una tendenza virtuosa che ci qualifica nel panorama regionale. La ricerca Censis-Fidas ha lanciato un allarme demografico significativo: per Si confermano nel 2011 dueanche sensibilmente inferiore i nuovi sui tendenze: esattamente 50% lazione italiana, prossimi annidei la Si anche confermano nelpopolazione 2011 duetraimportanti l’aumento delle donne e nei l’aumento effetto dell’invecchiamento della italiana, nei giovani: prossimi anni la ilfascia di età compresa importanti tendenze: l’aumento donatori (dove le donne sono oltre dei nuovi iscritti a Fidas Verona nel fascia di età compresa tra i 30 e 55 tra un i anuovi donatori. presenza totale dei donatori è poco superiore tra i donne 30 egiovani, 55 anni specie è destinata contrarsi, mentre aumenteranno maniera piùÈche proporzionale delle e l’aumento dei gioterzo degli iscritti) e in La particolare 2011femminile ha in meno di nel 28 anni. una anni è destinata agli contrarsi, mentre vani, specie tra iiscorso nuovianni. donatori. tra i nuovi donatori di età compresa tendenza virtuosa ci qualifica aumenteranno in inferiore maniera piùtra chei allo anno (27,5%): tuttavia laciò differenza tra maschi e che femmine è sensibilmente anziani oltre 65 In ottica trasfusionale, significa maggiori richieste e minore disponibilità La presenza femminile nel totale tra 18 e 28 anni, segno che la di- nel panorama regionale. La ricerca proporzionale gli anziani oltre i 65 nuovi donatori (dovediledonatori donne sono oltree un terzo deglinella iscritti) e inassociazione particolare tra i nuovi donatori di sangue. La folta presenza giovani giovanissimi nostra è quindi dei donatori è poco superiore allo sponibilità femminile alla donazione Censis-Fidas ha lanciato un allarme anni. In ottica trasfusionale, ciò sidi età compresa tra 18 e 28 anni, segno che la disponibilità femminile alla donazione è inferiore motivo di (relativa) tranquillità e deve essere incentivata ancora di più nei prossimi anni. scorso anno (27,5%): tuttavia la non è inferiore a quella dei maschi. demografico significativo: per effet- gnifica maggiorinon richieste e minore differenza tra maschi e femmine è Di particolare importanza è il dato to dell’invecchiamento della popodisponibilità di sangue. La folta prea quella dei maschi. Di particolare importanza è il dato sui giovani: esattamente il 50% dei nuovi senza di doiscritti a Fidas Verona nel 2011 ha meno di 28 anni. E’ una tendenza virtuosa che ci qualifica nel natori giovani panorama regionale. La ricerca Censis-Fidas ha lanciato un allarme demografico significativo: per e giovanissimi nostra effetto dell’invecchiamento della popolazione italiana, nei prossimi anni la fascia di etànella compresa associazione tra i 30 e 55 anni è destinata a contrarsi, mentre aumenteranno in maniera più che proporzionale gli è quindi motianziani oltre i 65 anni. In ottica trasfusionale, ciò significa maggiori richieste e minore disponibilità vo di (relativa) tranquillità e di sangue. La folta presenza di donatori giovani e giovanissimi nella nostra associazione è quindi deve essere motivo di (relativa) tranquillità e deve essere incentivata ancora di più nei prossimi anni. i n c e n t i v a t a ancora di più nei prossimi anni. 12 la voce delle sezioni 1962-2012: quattro sezioni in festa 1962-2012: 50 anni di storia scritta dai donatori di Valeggio di Marco Mazzi Tutto pronto a Valeggio per accogliere la grande famiglia della Fidas Verona e per la celebrazione del 50° anniversario di fondazione della sezione donatori di sangue locale. Ormai ci siamo, solo pochi giorni ci separano da questo prestigioso ed esclusivo evento, dopo lunghi mesi trascorsi tra riunioni ordinarie e riunioni dedicate per l’organizzazione della logistica e della stesura del programma, prima di massima e poi sempre più definitivo, la nostra creatura ha preso forma e corpo. Innumerevoli e svariate sono state le idee e le proposte portate in consiglio e tutte con il proposito di dare un decoroso risalto a questi primi 50 anni di attività radicata nel territorio locale. Per darne un maggiore significativo rilievo e visibilità abbiamo chiesto ed ottenuto dalla Presidenza provinciale di poter organizzare in concomitanza anche la Festa provinciale Fidas Tuttinsieme, che quest’anno giunge alla sua seconda edizione. Il programma sarà quindi articolato in tre giornate e precisamente: Venerdì 8 Giugno: celebrazione del 50° anniversario di fondazione del gruppo donatori di sangue di Valeggio, in cui presso la sala civica Toffoli avverrà la presentazione del libro di commemorazione, a seguire verranno consegnate le benemerenze e le medaglie ai soci; ed infine non potrà mancare il brindisi finale con buffet, il tutto offerto dalla sezione valeggiana. Sabato 9 Giugno: serata dedicata ai giovani con la musica di un gruppo locale Valeggiano, quello dei Cadillac record e dei Castion Boys. Per tutta la serata saranno attivi gli stand enogastronomici. Domenica 10 Giugno: 2ª Festa provinciale Fidas Tuttinsieme, che avrà il seguente programma: ore 9:00: ritrovo dei labari in P.zza C. Alberto a Valeggio e breve corteo fino alla chiesa parrocchiale. Ore 9:30: santa Messa officiata dal Vescovo di Verona S.E. monsignor Giuseppe Zenti. Al termine grande sfilata, accompagnati dalla banda musicale di Quaderni che si concluderà in P.zza C. Alberto, dove saremo accolti dalle Autorità con i classici discorsi di rito. Per finire faranno la loro comparsa i bambini della scuola dell’infanzia, i quali libereranno in cielo i palloncini colorati con allegato un proprio messaggio di solidarietà. Aperitivo finale e conclusione a scelta tra pranzo sociale oppure ingresso al Parco giardino Sigurtà, con il quale solo ed esclusivamente per domenica 10 Giugno, è stata stipulata una convenzione per i donatori di sangue con ingresso al prezzo speciale di 5 euro. Per la nostra sezione sono stati mesi molto impegnativi ed intensi in cui abbiamo messo in campo le nostre forze, le nostre idee e soprattutto il nostro impegno per riuscire ad organizzare al meglio questo trittico FIDAS e allo stesso tempo cercando di non perdere di vista quello che è e rimane il nostro obiettivo primario e fondamentale, che altro non è che quello della promozione del dono del sangue. Così tra incontri con gli alunni delle scuole primarie e secondarie, partecipazione a corsi formativi e presenziando alle varie iniziative locali, abbiamo trovato anche la costanza e l’impegno per organizzare al meglio questo evento. Le sezioni, che nei prossimi anni si troveranno nella condizione di organizzare la festa provinciale, dovranno adottare e impiegare le risorse in modo equilibrato ed efficace, per non tradire quello spirito di austerità che ci deve contraddistinguere. È per questo motivo che non nascondiamo l’orgoglio e l’ambizione, essendo i precursori di questo nuovo corso, di poter essere presi come modello e come esempio da seguire negli anni futuri. Per fare bene non occorrono grandi risorse economiche, quello che serve è mettere in campo lo spirito di solidarietà e voglia di mettersi al servizio della comunità, spirito che contraddistingue e appartiene alla grande famiglia FIDAS. Vi aspettiamo tutti, donatori e non donatori, auspicando che il tempo sia clemente. A scanso di equivoci voglio sottolineare che ho parlato di ambizione e di orgoglio, e con questo non vogliamo avere la presunzione e l’arroganza di voler ostentare e sbandierare ai quattro venti il fatto che vogliamo essere i migliori ma esattamente l’opposto, con l’intenzione di lanciare il messaggio della sana competizione tra le sezioni Valeggio: la presentazione del labaro provinciale S. Camillo de Lellis nel 1962; foto di gruppo della sezione di Valeggio da poco costituita ma già consistente per il numero dei donatori in modo da scatenare quell’immensa energia che c’è in ognuno di noi e che occorre per dare il massimo in tutto quello che facciamo; il tutto rivolto alla causa FIDAS della promozione del dono del sangue. Ma torniamo a Valeggio ed al nostro onorevole e prestigioso anniversario di 50 anni di storia; ogni storia che si rispetti ha i suoi numeri ed anche la sez. FIDAS di Valeggio ha i suoi numeri, e che numeri!! 33509 Donazioni di sangue. 1637 Donatori che hanno contribuito con la loro generosità. 344 Donatori attivi attuali. 432 Medaglie d’argento. 180 Medaglie d’oro. 73 Croci d’oro. 24 Distintivi d’oro. 2 Targhe d’onore per 150 donazioni a Mazzi Gianni e Mantovanelli Giordano. 6 Presidenti che si sono succeduti; in ordine cronologico: Enrico Mezzani, Giuseppe Avesini, Fabio Banali, Silvia Campara e Silvio Gamba fino a giungere ai giorni nostri con l’attuale Silvio Franchi. La nostra sezione oltre che essere tra le più longeve, può annoverare e vantare tra le proprie fila il primo donatore di tutta la provincia, Luigi Mazzi, ad aver raggiunto il prestigioso traguardo delle 100 donazioni. Altri tempi quelli, quando ancora non esistevano le donazioni di plasma e si potevano effettuare tre/quattro donazioni annue. Ecco perché è molto suggestivo e motivo di orgoglio ricordare questi numeri, perché frutto del lunghissimo e costante impegno e spirito di abnegazione verso i più bisognosi. Ma come e quando nasce questa gloriosa ascontinua a pag. 13