COMUNE DI OLBIA
Piano di Classificazione Acustica
Art.6, comma 1, legge quadro n.447/1995
Titolo: Relazione Tecnica
Documento: DOC 01
L’Amministrazione Comunale
Il Sindaco
Il Dirigente
On. Giovanni Maria Enrico Giovannelli
L'Assessore all'urbanistica
Ing. Costantino Azzena
Il Tecnico Competente in Acustica
Avv. Carlo Careddu
Ing. Roberto Lassandro
Gruppo di Lavoro interno:
Gruppo di Lavoro esterno:
Ing. Costantino Azzena
Ing. Roberto Lassandro
Geom. Salvatore Spano
Ing. Francesco Bistrussu
Geom. Antonio Marongiu
Ing. Silvia Contini
Dott. Franco Fresi
Dott. Rosalia Dore (Assistente)
Olbia ________________
Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
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Indice della Relazione
Capitolo 1. PREMESSA ................................................................................................ 4
1.1
1.2
1.3
Oggetto e finalità dell’indagine ................................................................................................ 4
Generalità ................................................................................................................................. 5
Elenco Elaborati........................................................................................................................ 6
Capitolo 1. INQUADRAMENTO NORMATIVO........................................................ 9
2.1
2.2.
2.3.
Principi generali ........................................................................................................................ 9
Principale normativa di riferimento ........................................................................................ 10
Attività di competenza Comunale .......................................................................................... 12
Capitolo 2. ZONIZZAZIONE ACUSTICA: CRITERI GENERALI ......................... 17
3.1 Stato di fatto e stato di progetto .............................................................................................. 17
3.2 Definizione delle Classi Acustiche (Tabella A del DPCM 14/11/97) .................................... 18
3.3 Definizione dei Valori Limite ................................................................................................. 20
3.4 Criteri per la suddivisione del territorio in Classi acusticamente omogenee .......................... 21
3.4.1 Generalità ............................................................................................................................ 21
3.4.2. Criteri per l’individuazione delle zone in classe I, V e VI .................................................. 22
3.4.3. Criteri per l’individuazione delle zone in classe II, III e IV................................................ 24
3.4.4. Criteri per la classificazione delle infrastrutture stradali..................................................... 26
3.4.5. Criteri per la classificazione delle infrastrutture ferroviarie ............................................... 29
3.4.6. Criteri per la classificazione delle infrastrutture aeroportuali ............................................. 30
3.4.7. Criteri per la classificazione delle infrastrutture portuali .................................................... 32
3.5. Modalità di elaborazione dei dati ........................................................................................... 32
Capitolo 3. CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO ......................... 33
4.1. Generalità ................................................................................................................................ 33
4.2. Aree territoriali di riferimento ................................................................................................ 33
4.3. Elaborazione critica delle u.a.o. .............................................................................................. 33
4.4. Attribuzione delle classi acustiche I, V e VI .......................................................................... 34
4.4.1. Attribuzione della Classe I (Aree particolarmente protette) ............................................... 35
4.4.2. Attribuzione delle Classi V e VI (Aree prevalentemente ed esclusivamente industriali) ... 39
4.4.3. Attribuzione delle classi acustiche II, III e IV..................................................................... 41
4.5. Classificazione delle infrastrutture di trasporto ...................................................................... 43
4.5.1. Classificazione della rete stradale urbana ........................................................................... 43
4.5.2. Classificazione della rete stradale extraurbana ................................................................... 62
4.5.3. Classificazione della infrastruttura ferroviaria .................................................................... 64
4.5.4. Classificazione della infrastruttura aeroportuale ................................................................. 67
4.5.5. Classificazione della infrastruttura eliportuale .................................................................... 70
4.5.6. Classificazione della infrastruttura portuale ........................................................................ 72
4.6. Aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, mobile o all’aperto ............................... 75
Capitolo 4. RELAZIONI DI CONFINE ...................................................................... 76
5.1. Relazione di confine con il comune di Loiri Porto San Paolo ................................................... 77
5.2. Relazione di confine con il comune di Telti .............................................................................. 77
5.3. Relazione di confine con il comune di Golfo Aranci ............................................................... 77
5.4. Relazione di confine con il comune di Padru ........................................................................... 78
5.5. Relazione di confine con il comune di Arzachena .................................................................... 78
5.6. Relazione di confine con il comune di Sant'Antonio di Gallura ............................................... 78
5.7. Relazione di confine con il comune di Monti ............................................................................ 79
5.8. Relazione di confine con il comune di Alà dei Sardi ................................................................ 79
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Capitolo 5. RAPPRESENTAZIONE DEL PIANO..................................................... 80
6.1
Criteri di lettura delle mappe. ................................................................................................. 80
Capitolo 6. ALLEGATI ............................................................................................... 82
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Capitolo 1.
1.1
PREMESSA
Oggetto e finalità dell’indagine
La presente relazione tecnica generale costituisce la parte descrittiva del “Piano di
Classificazione Acustica” del territorio comunale di Olbia (OT), redatto in ossequio
alle disposizioni di cui all’art. 6, comma 1, lettera a) della Legge 26 ottobre 1995, n°
447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico), di seguito richiamata col termine
generale “norma”. Essa descrive le procedure adottate per la suddivisione del
territorio comunale in aree territorialmente omogenee e l’attribuzione delle specifiche
classi, l’individuazione dei limiti di riferimento, le attribuzioni di competenza
dell’Amministrazione Comunale in materia di tutela della popolazione e
dell’ambiente dall’inquinamento acustico a seguito dell’adozione del Piano di
Classificazione Acustica.
Le metodologie utilizzate sono quelle descritte nelle “Direttive regionali in materia di
inquinamento acustico ambientale e disposizioni in materia di acustica ambientale”
emanate dalla Regione Sardegna con Deliberazione R.A.S. n° 62/9 del 14/11/2008,
correntemente definite nel seguito col termine “normativa regionale”. Il Piano di
Classificazione Acustica costituisce l’adempimento demandato ai Comuni per una
gestione del territorio che tenga conto delle esigenze di tutela dell’ambiente e della
popolazione dall’inquinamento causato dal rumore. Esso pertanto costituisce un atto
di governo del territorio, in quanto ne disciplina l’uso e ne vincola le modalità di
sviluppo. Il suo obiettivo è quello di prevenire il deterioramento di zone non
inquinate e di fornire uno strumento di pianificazione, di prevenzione e di
risanamento a supporto dello sviluppo urbanistico, commerciale, artigianale ed
industriale del territorio comunale.
Gli obiettivi generali che tale Piano si prefigge di perseguire sono la tutela degli
ambienti di vita e del territorio dagli effetti causati dall’inquinamento acustico,
definito come «…fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la
salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti,
dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno…tale da interferire con le legittime
fruizioni degli ambienti stessi».
Per realizzare tali obiettivi di tutela si è operato nell’ottica di attribuire a zone
omogenee del territorio obiettivi di qualità acustica, cioè valori di rumore da
conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche
di risanamento disponibili.
L’assetto del Piano di Classificazione Acustica consente la compatibile coesistenza di
due esigenze primarie:
 consentire la salvaguardia acustica di zone destinate alla quiete e più in
generale consentire il rispetto della quiete e del riposo all’interno degli
insediamenti abitativi;
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 consentire il libero esercizio delle attività sociali, ricreative, commerciali e
produttive, secondo le consuetudini locali e coerentemente con la
programmazione urbanistica regionale e comunale.
Il Piano è opportunamente coordinato con lo strumento urbanistico attualmente in
vigore e con gli altri piani eventualmente elaborati in campo ambientale (PIA, PIT,
Piani Paesistici, ecc.), oltre che con la volontà politica dell’Amministrazione.
1.2
Generalità
OLBIA (codice ISTAT 104017) è un comune situato nella Provincia di Olbia Tempio
(OT), esteso su una superficie di 376,10 km2, conta una popolazione di 56.066
abitanti, di cui (fonti ISTAT):
Popolazione
Maschi
Femmine
Media abitanti
56.066
27.820
28.246
149,1 ab./km2
L'agglomerato urbano principale è costituito dalla Città di Olbia, che dà il nome al
comune. La Città sorge in pianura, a nord-ovest delle foci del fiume Padrongianus, la
cui “valle sommersa” forma il Golfo di Olbia.
La città di Olbia è circondata da una catena montagnosa, tra le quali spiccano il
Monte Limbara, Monte Pinu, i contrafforti dell’Altopiano del comune di Monti e la
Punta Cugnana.
Figura 1: panoramica della città di Olbia
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Lo sviluppo della Città ha avuto un notevole incremento a partire dagli 1970 che è
andata affermandosi come una delle Località più frequentate dell’isola da parte del
turismo nazionale ed internazionale.
La città di Olbia costituisce un porto naturale della Costa orientale sarda il cui
approdo è rappresentato dalla Stazione Marittima Isola Bianca. Il porto, unitamente
allo scalo aeroportuale "Aeroporto Costa Smeralda", conferiscono alla città di Olbia
il ruolo di snodo principale per i collegamenti da e per tutta la Sardegna.
Il Comune di Olbia comprende alcune rinomate zone della Sardegna, tra cui Porto
Rotondo, Pittulongu, Bados, Cala Banana, Cala Sassari, Marinella, Sa Rena Bianca a
nord della Città, situate a nord della città. Nella zona sud si trovano famose località,
tra le quali si menzionano Le saline, Porto Istana e Capo Ceraso, nonché l’Isola di
Tavolara, costituita da una montagna calcarea che sorge sul Mar Tirreno, alta 560 m.
e lunga quattro Km., ricca di spiagge nel versante rivolto verso la Sardegna.
1.3
Elenco Elaborati
Il Piano di Classificazione acustica comprende i seguenti elaborati, redatti anche su
supporto informatico:
Tabella 1 Elenco elaborati
Titolo
Relazione Tecnica
Norme Tecniche di Attuazione e Regolamento Acustico
Sigla
identificativa
Doc. 01
Scala
-
Doc. 02
-
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Nord-Ovest
Tav. 01.A
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Nord-Est
Tav. 01.B
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Ovest
Tav. 01.C
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Est
Tav. 01.D
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Sud-Ovest
Tav. 01.E
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Sud-Est
Tav. 01.F
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Salto di Olbia Zona Nord
Tav. 01.G.1
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Salto di Olbia Zona Sud
Tav. 01.G.2
1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Tav. 01.H.1
1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Est
Tav. 01.H.2
1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Sud-Ovest
Tav. 01.H.3
1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Sud-Est
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Nord-Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Nord-Est
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Est
Tav. 01.H.4
1:5.000
Tav. 02.A
1:10.000
Tav. 02.B
1:10.000
Tav. 02.C
1:10.000
Tav. 02.D
1:10.000
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Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Sud-Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Sud-Est
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Salto di Olbia Zona Nord
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Salto di Olbia Zona Sud
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Nord-Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Nord-Est
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Est
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Sud-Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Sud-Est
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Salto di Olbia Zona Nord
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Salto di Olbia Zona Sud
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Centro Urbano Olbia Zona Nord-Est
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Centro Urbano Olbia Zona Sud-Ovest
Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Centro Urbano Olbia Zona Sud-Est
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Nord-Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Nord-Est
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Nord-Est
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Sud-Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori
sensibili - Territorio Zona Sud-Est
Tav. 02.E
1:10.000
Tav. 02.F
1:10.000
Tav. 02.G.1
1:10.000
Tav. 02.G.2
1:10.000
Tav. 02.H.1
1:5.000
Tav. 02.H.2
1:5.000
Tav. 02.H.3
1:5.000
Tav. 02.H.4
1:5.000
Tav. 03.A
1:10.000
Tav. 03.B
1:10.000
Tav. 03.C
1:10.000
Tav. 03.D
1:10.000
Tav. 03.E
1:10.000
Tav. 03.F
1:10.000
Tav. 03.G.1
1:10.000
Tav. 03.G.2
1:10.000
Tav. 03.H.1
1:5.000
Tav. 03.H.2
1:5.000
Tav. 03.H.3
1:5.000
Tav. 03.H.4
1:5.000
Tav. 04.A
1:10.000
Tav. 04.B
1:10.000
Tav. 04.C
1:10.000
Tav. 04.D
1:10.000
Tav. 04.E
1:10.000
Tav. 04.F
1:10.000
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Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Territorio Salto di Olbia Zona Nord
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Territorio Salto di Olbia Zona Sud
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
sensibili - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
e ubicazione dei ricettori
e ubicazione dei ricettori
e ubicazione dei ricettori
e ubicazione dei ricettori
e ubicazione dei ricettori
e ubicazione dei ricettori
Tav. 04.G.1
1:10.000
Tav. 04.G.2
1:10.000
Tav. 04.H.1
1:5.000
Tav. 04.H.2
1:5.000
Tav. 04.H.3
1:5.000
Tav. 04.H.4
1:5.000
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Capitolo 1.
2.1
INQUADRAMENTO NORMATIVO
Principi generali
Nei suoi termini generali, l’attuale quadro normativo disciplinante la tutela
dall'inquinamento acustico si basa su tre principi fondamentali:
1) la disciplina delle sorgenti sonore, assoggettate ai "valori limite di emissione" e
ai "valori limite di immissione".
2) la riduzione dell’esposizione al rumore dei ricettori, con l’applicazione, in fase
di pianificazione e di autorizzazione, dei "requisiti acustici passivi degli edifici" e
delle loro parti, delle caratteristiche costruttive di costruzioni edilizie ed
infrastrutture di trasporto, con l'obbligo di produzione di uno studio di impatto
acustico quale condizione prioritaria per il conseguimento dell'autorizzazione alla
realizzazione di determinate opere ed infrastrutture e dell'insediamento di
determinate attività, nonché con la presentazione di uno studio previsionale del
clima acustico per l'insediabilità dei ricettori particolarmente sensibili (scuole,
ospedali, ecc.), o in particolari condizioni di esposizione.
3) il contenimento complessivo della rumorosità ambientale, con vincoli
incentrati sulla definizione per le diverse parti del territorio dei valori limite di
emissione ed immissione e sulla previsione di:
 "valori di attenzione" definiti come l'entità di rumore che segnala un rischio
potenziale per la salute umana o per l'ambiente, comunque da non superare;
 "valori di qualità" definiti come valori di rumore da conseguire nel breve, nel
medio e nel lungo periodo attraverso l'azione di risanamento acustico,
limitazioni da determinare in relazione alle destinazioni prevalenti ed alle
caratteristiche delle zone da proteggere.
Le definizioni complete dei valori limite sono riportate all’art. 2 della norma, che
indica:
 valori limite di emissione: i valori massimi di rumore che possono essere
emessi da una sorgente sonora, misurati in prossimità della sorgente stessa.
Essi sono pari ai valori limite di immissione diminuiti di 5 dB;
 valori limite di immissione: i valori massimi di rumore che possono essere
immessi da una o più sorgenti sonore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente
esterno, misurati in prossimità dei ricettori, dove i valori limite di immissione
sono distinti in:
a) valori limite assoluti di immissione, determinati con riferimento al livello
equivalente di rumore ambientale;
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b) valori limite differenziali di immissione, determinati con riferimento alla
differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il rumore
residuo;
 valori di attenzione: valori di rumore che segnalano la presenza di un
potenziale rischio per la salute umana o per l'ambiente;
 valori di qualità: i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel
lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per
realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla norma.
2.2.
Principale normativa di riferimento
La classificazione acustica del territorio comunale di Olbia è stata effettuata con
specifico riferimento alle seguenti normative generali (per un quadro completo della
normativa vigente nel campo dell’acustica ambientale si rimanda alle Norme
Tecniche di Attuazione, Elaborato Doc.02):
 Legge 26 ottobre 1995, n.447 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”:
questa legge stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell’ambiente
esterno e dell’ambiente abitativo dall’inquinamento acustico;
 D.P.C.M. 14 novembre 1997 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti
sonore”: questo decreto contiene le definizioni e le quantificazioni relative ai
valori di emissione, immissione, differenziali, di attenzione e di qualità che le
diverse attività umane sono tenute a rispettare. Tale Decreto specifica all'art.5 che
"i valori limite assoluti di immissione ed emissione relativi alle singole
infrastrutture dei trasporti, all'interno delle rispettive fasce di pertinenza, nonché
la relativa estensione, saranno fissati con i rispettivi decreti attuativi" e che
pertanto i limiti in esso contenuti non sono applicabili all'interno delle fasce di
pertinenza di strade e ferrovie in relazione al rumore prodotto da tali sorgenti.
Specifica inoltre (art. 3 comma 2), ribadendo come i limiti assoluti di immissione
non siano applicabili all’interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture di
trasporto, che le stesse sorgenti stradali e ferroviarie concorrono, esternamente a
tali fasce, al raggiungimento dei limiti assoluti di immissione. Il decreto fissa
inoltre in 5 dB durante il periodo diurno (06,00 ÷ 22,00) e in 3 dB durante il
periodo notturno (22,00 ÷ 06,00) il valore limite differenziale di immissione, cioè
la differenza tra il livello del rumore ambientale (misurato in presenza delle
sorgenti disturbanti) e quello del rumore residuo (misurato in assenza delle
sorgenti disturbanti). Il valore limite differenziale di immissione non si applica,
comunque, in tutti quei casi in cui il rumore misurato a finestre aperte sia
inferiore, durante il giorno, a 50 dB(A) e durante la notte a 40 dB(A) e quello a
finestre chiuse sia inferiore, per il giorno, a 35 dB(A) e, per la notte, a 25 dB(A).
Il limite differenziale non si applica, inoltre, alle “aree esclusivamente industriali”
(Classe VI del Piano di Classificazione Acustica) nonché per la rumorosità
prodotta da:
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-
-
infrastrutture stradali, ferroviarie, aeroportuali e marittime;
attività e comportamenti non connessi con esigenze produttive, commerciali e
professionali;
servizi e impianti fissi dell’edificio adibiti ad uso comune, limitatamente al
disturbo provocato all’interno dello stesso;
 D.P.C.M. 05 dicembre 1997 “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli
edifici”: questo decreto determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne
agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in
opera (ossia le caratteristiche acustiche degli elementi di separazione fra le
diverse unità immobiliari e/o i diversi ambienti di uno stesso edificio), al fine di
ridurre l'esposizione umana al rumore. A tal fine classifica gli edifici civili in
varie categorie:
-
categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;
-
categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;
-
categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;
-
categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili;
-
categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche e assimilabili;
-
categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;
-
categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.
Per tali categorie vengono individuati i valori limite di una serie di parametri:
Tabella 2 Requisiti acustici passivi degli edifici, dei loro componenti e degli impianti tecnologici
Categoria
dell’Edificio
D
A-C
E**
B–F-G
(*)
(**)
Rw*
55
50
50
50
D2m,nT,w
Parametro
Ln,w
LASmax
LAeq
45
40
48
42
58
63
58
55
35
35
35
35
25
35
25
35
Valori di Rw riferiti a elementi di separazione tra due distinte unità immobiliari.
I limiti per il tempo di riverberazione sono quelli riportati nella Circolare del M.LL.PP. n° 3150 del 22 Maggio
1967, recante i criteri di valutazione e collaudo dei requisiti acustici negli edifici scolastici.
 D.M. Ambiente 16 marzo 1998 “Tecniche di rilevamento e di misurazione
dell’inquinamento acustico”: questo decreto stabilisce le tecniche di rilevamento
e di misurazione dell’inquinamento da rumore. Esso individua le specifiche
tecniche che devono essere soddisfatte dal sistema di misura e le relative norme
di riferimento; quando e come la strumentazione deve essere calibrata e quale è il
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requisito tecnico che rende valida una misura fonometrica; obbliga gli strumenti
alla certificazione di taratura e al loro controllo ogni due anni presso laboratori
accreditati ai sensi della Legge 223/91. I criteri e le modalità di esecuzione delle
misure sono minuziosamente regolate nell’allegato B, ad eccezione di quelli
relativi al rumore stradale e ferroviario a cui è dedicato l’allegato C. Nell’allegato
D sono invece previsti gli elementi necessari affinché il rapporto contenente i dati
relativi alle misure sia valido.
 Deliberazione R.A.S. n° 62/9 del 14/11/2008: “Direttive regionali in materia di
inquinamento acustico ambientale e disposizioni in materia di acustica
ambientale”ai sensi dell’art. 4 della Legge Quadro 26 ottobre 1995, n. 447:
questo documento tecnico è particolarmente importante ai fini della
classificazione acustica del territorio in quanto detta le linee guida regionali in
tema di inquinamento acustico e fornisce oltretutto la metodologia che deve
essere seguita per la definizione acustica del territorio comunale, nell’ambito
della Regione Sardegna.
2.3.
Attività di competenza Comunale
L’Amministrazione Comunale, nell’ambito delle proprie competenze attribuite in
particolare dall’art. 6 della norma:
1) esercita le funzioni di gestione e ricomposizione dell’assetto del territorio, a
seguito dell’adozione del Piano di Classificazione Acustica, ai fini dell’applicazione
dei “valori limite di emissione, di immissione e di qualità”. Tale attività avrà come
riscontro:
 la predisposizione e adozione del Piano Comunale di Risanamento Acustico, nei
seguenti casi:
a) superamento dei valori limite di attenzione (ovvero degli eventuali
corrispondenti valori inferiori legittimamente adottati);
b) impossibilità di dar corso, nei contesti ad assetto urbanistico già consolidato,
alla classificazione del territorio comunale nel rispetto del divieto di contatto
tra aree caratterizzate da livelli di rumorosità eccedenti i 5 dB (A) di livello
equivalente;

la revisione o la redazione degli strumenti urbanistici, regolamentari e di
pianificazione territoriale e trasportistica, come provvedimenti per la limitazione
delle emissioni sonore, quali a mero titolo di esempio non esaustivo:
-
-
adozione di regolamenti o di integrazione di previgenti regolamenti per la
tutela dall’inquinamento acustico;
adeguamento dei previgenti regolamenti locali di igiene e di polizia
municipale, con introduzione di apposite norme contro l’inquinamento
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acustico, con particolare riferimento all’abbattimento delle emissioni sonore
derivanti dalla circolazione degli autoveicoli e dalle sorgenti fisse.
Potrà esercitare, nel quadro delle sue funzioni pianificatorie, la facoltà, concessa ai
comuni il cui territorio presenti rilevante interesse paesaggistico o turistico, di
assumere valori limite di emissione ed immissione, nonché valori di attenzione e di
qualità, inferiori a quelli stabiliti dalla norma, nel rispetto delle modalità e dei criteri
stabiliti dalla norma regionale.
Potrà esercitare inoltre la facoltà di adottare il Piano di Risanamento Acustico ai fini
del conseguimento dei valori di qualità ovvero degli eventuali corrispondenti valori
inferiori, legittimamente adottati, ai sensi della facoltà di cui al capoverso precedente.
2) esercita le funzioni di controllo, al fine di garantire:
 l’osservanza delle prescrizioni attinenti il contenimento dell’inquinamento
acustico prodotto dal traffico veicolare e dalle sorgenti fisse;
 il rispetto delle particolari misure prescritte nelle autorizzazioni per quelle
strutture e attività che prevedono l’uso di macchine rumorose o il proprio
svolgimento all’aperto;
 il rispetto di quanto previsto e disciplinato nell’ambito comunale;
 la presentazione, da parte di tutte le attività per le quali ciò sia previsto dalla
normativa nazionale e regionale, della valutazione di previsione di impatto
acustico1 delle aree interessate, in conformità alle prescrizioni riportate nelle
Norme di Attuazione, elaborato R02; tali attività sono in linea generale le
seguenti:
-
-
le opere sottoposte a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.)
nazionale e regionale;
le opere seguenti, anche se non sottoposte a procedura di V.I.A.:
1)
aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
2)
strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali), C (strade
extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento), E (strade urbane
di quartiere) e F (strade locali), secondo la classificazione di cui al Nuovo
Codice della Strada;
3)
discoteche, circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari
o impianti rumorosi, impianti sportivi e ricreativi (per circoli privati e
pubblici esercizi si intendono quelli aventi le caratteristiche di cui all’art. 5
comma 1 lettera c) della legge 25 agosto 1991, n° 287);
1
Per impatto acustico si intende la variazione delle condizioni sonore, preesistenti in una determinata porzione di
territorio, nonché gli effetti indotti, conseguenti all’inserimento di nuove opere, infrastrutture, impianti, attività, e/o
manifestazioni
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4)
-
ferrovie e altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia;
nuovi impianti e infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive, ricreative
e a postazioni di servizi commerciali polifunzionali, anche se non sottoposte a
procedura di V.I.A. (per postazioni di servizi commerciali polifunzionali si
intendono esclusivamente i centri commerciali di cui all’art. 4, comma 1,
lettera g) del D.
-
Lgs. 31 marzo 1998, n° 114;
-
nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere suddette;
 la presentazione, da parte di tutte le attività per le quali ciò sia previsto dalla
normativa nazionale e regionale, della valutazione di previsione del clima
acustico2 delle aree interessate, in conformità alle prescrizioni riportate nelle
Norme di Attuazione, elaborato R2; tali attività sono in linea generale le seguenti:
-
scuole e asili nido;
-
ospedali;
-
case di cura e di riposo;
-
parchi pubblici urbani ed extraurbani;
-
nuovi insediamenti residenziali prossimi alle opere suddette;
 il controllo di conformità alle vigenti disposizioni delle documentazioni di
previsione e di valutazione dell’impatto acustico, nonché delle proposte di misure
per la riduzione delle emissioni sonore, relative alle fattispecie per le quali ne è
prescritta la presentazione;
3) esercita le funzioni autorizzatorie, con particolare riferimento alle opere pubbliche
per le quali sussistano particolari prescrizioni in relazione alla tutela
dall’inquinamento acustico (come nel caso delle infrastrutture stradali), nonché nei
seguenti casi generali:
 preliminarmente al rilascio della “concessione edilizia”, in sede istruttoria,
effettua il preventivo accertamento del rispetto della normativa a tutela
dall’inquinamento acustico per tutte le istanze relative a nuovi impianti e
infrastrutture adibiti ad attività produttive, sportive e ricreative, ovvero a servizi
commerciali polifunzionali, con particolare riferimento all’analisi e alla
valutazione della documentazione di previsione dell’impatto acustico, redatta
conformemente a quanto previsto nelle Norme di Attuazione, elaborato R2, la
quale, in presenza di possibili ipotesi di superamento dei valori limite di
emissione, dovrà essere integrata dall’indicazione delle misure previste per
ridurre o eliminare le emissioni sonore;
2
Per clima acustico si intende la valutazione dello stato delle emissioni sonore presenti sul territorio prima che vengano
realizzate nuove opere e infrastrutture
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 preliminarmente al rilascio dei “documenti abilitativi all’uso” (decreti di
abitabilità e/o servibilità), verifica la conformità dell’impatto acustico reale a
quello ipotizzato dal richiedente in fase previsionale, a favore delle medesime
categorie di immobili e infrastrutture, conformemente a quanto previsto nelle
Norme di Attuazione, elaborato R2;
 preliminarmente al rilascio della “autorizzazione o licenza di esercizio” di
ciascuna delle attività di cui al punto 2), già autorizzate dal punto di vista
urbanistico (cioè in possesso di concessione edilizia e/o documenti abilitativi
all’uso), effettua il preventivo accertamento del rispetto della normativa a tutela
dall’inquinamento acustico, con particolare riferimento all’analisi e alla
valutazione della documentazione di previsione dell’impatto acustico e
all’accertamento del rispetto delle prescrizioni regolamentari locali.
L’autorizzazione sarà supportata dalla documentazione di impatto acustico,
redatta secondo quanto previsto nelle Norme di Attuazione, elaborato R2, la
quale, in presenza di possibili ipotesi di superamento dei limiti, sarà integrata
dall’indicazione delle misure previste per ridurre o eliminare le emissioni;
 preliminarmente al rilascio o rinnovo di qualsiasi autorizzazione, acquisisce la
documentazione di impatto acustico, redatta conformemente a quanto previsto
nelle Norme di Attuazione, elaborato R2, dai soggetti privati attuatori o gestori di
aeroporti ed eliporti, strade con classificazione da A ad F ai sensi del nuovo
Codice della Strada, ferrovie e linee di trasporto su rotaia, discoteche, circoli
privati e pubblici esercizi in cui si installano attrezzature ed impianti rumorosi,
impianti sportivi e ricreativi, scuole ed asili nido, ospedali, case di cura e di
riposo, parchi urbani ed extraurbani, nonché di nuovi insediamenti residenziali
prossimi a tali opere ed infrastrutture, e successivamente valuta tale
documentazione, la quale, in presenza di possibili ipotesi di superamento dei
valori limite, dovrà essere integrata dall’indicazione delle misure previste per
ridurre o eliminare le emissioni. Il fatto che il soggetto gestore o attuatore sia
l’Amministrazione Comunale stessa non esenta dalla redazione, in conformità a
quanto previsto nelle Norme di Attuazione, elaborato R2, di tutta la
documentazione di impatto acustico;
 prima del loro svolgimento, rilascia, secondo le modalità stabilite nelle Norme di
Attuazione, elaborato R2, le autorizzazioni per le attività temporanee, di
manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico e di spettacoli a carattere
temporaneo, anche in deroga ai valori limite assoluti e differenziali, con
l’eccezione delle feste religiose e laiche e dei comizi elettorali, nonché delle
attività di cantieri edili a carattere di estrema urgenza che comunque dovranno
essere immediatamente comunicate e motivate dal Responsabile del
Procedimento (se trattasi di lavoro pubblico) o dal Direttore dei Lavori (se trattasi
di lavoro privato);
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 emette ordinanze contingenti e urgenti, in relazione ad esigenze eccezionali di
tutela della salute pubblica e dell’ambiente, per il ricorso temporaneo a speciali
forme di abbattimento delle emissioni sonore, ivi compresa l’inibitoria parziale o
totale di determinate attività.
Fatta salva la potestà autorizzatoria da parte degli Uffici Comunali già competenti,
qualunque concessione, autorizzazione o licenza di cui al presente paragrafo sarà
subordinata al rilascio del parere vincolante di conformità acustica ambientale da
parte dell’Ufficio Ambiente.
Restano escluse le sole ordinanze contingenti che rivestano carattere di urgenza in
relazione ad esigenze eccezionali di tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
In relazione alla rilevanza degli effetti acustici derivanti dalla tipologia di opere e
attività da autorizzare, licenziare o concessionare e al grado di incertezza della loro
previsione, è facoltà dell’Amministrazione Comunale subordinare al rilascio del
provvedimento autorizzativo l’esecuzione di controlli strumentali finalizzati a
verificare la conformità dei livelli sonori ai limiti normativi, da effettuarsi a cura del
richiedente l’autorizzazione/licenza/concessione in fase di esercizio dell’opera o
dell’attività.
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Capitolo 2.
3.1
ZONIZZAZIONE ACUSTICA: CRITERI GENERALI
Stato di fatto e stato di progetto
Nella elaborazione del Piano di Classificazione Acustica è stata fatta particolare
attenzione alla corretta interpretazione della prevalente ed effettiva destinazione
d’uso del territorio, al fine di contenere, per quanto possibile, le contraddizioni
tecnicamente insormontabili tra le condizioni di reale fruizione del territorio rispetto
agli strumenti urbanistici vigenti ed alle autorizzazioni e licenze precedenti all’entrata
in vigore della Deliberazione n. 62/9 del 14/11/2008 “Direttive regionali in materia
di inquinamento acustico ambientale e disposizioni in materia di acustica
ambientale”della Regione Sardegna. È stato inoltre condotto lo studio del territorio
con l’elaborazione delle cartografie più recenti, supportato da osservazioni dirette sul
territorio.
La predisposizione del Piano di Classificazione Acustica ha reso indispensabile la
coniugazione delle differenti esigenze sorte dal confronto tra lo stato di fatto,
corrispondente alla classificazione acustica selettiva delle unità censuarie o unità
acusticamente omogenee (U.A.O.) in relazione all’attuale ed effettiva fruizione del
territorio, rispetto alle prerogative pianificatorie stabilite dall’Amministrazione
Comunale e rappresentate nello stato di progetto riferito al Piano Urbanistico
comunale (P.U.C.). Lo studio dell’attuale realtà territoriale, basato sul tessuto socio
economico esistente, ha condotto all’elaborazione dello stato di fatto e alla
conseguente analisi delle criticità, costituite dal contatto incompatibile tra differenti
U.A.O. con differenze di livello assoluto di rumore superiori a 5 dB(A). Ulteriori
criticità sono sorte dal confronto tra lo studio dello stato di fatto e lo stato di progetto,
elaborato secondo i criteri di pianificazione socio-economica del territorio, e sanciti
dall’Amministrazione Comunale di Olbia nel più recente aggiornamento dello
strumento urbanistico P.U.C. attualmente in vigore.
Col termine stato di fatto si considera l’assetto fisico e funzionale del tessuto urbano
esistente, sottoposto ai precedenti strumenti di pianificazione territoriale, urbanistica
e di destinazione d’uso e nel contempo l’uso reale del territorio, la tipologia edilizia
esistente e le infrastrutture per il trasporto esistenti, parametri rispecchianti l'attuale
assetto socio economico del territorio e tali da incidere sulla attribuzione delle classi
acustiche. In sintesi lo stato di fatto rispecchia l’attuale ed effettiva situazione
urbanistica del territorio comunale. Lo studio preliminare dello stato di fatto viene
rappresentato nella Bozza di Zonizzazione acustica.
La Bozza di Zonizzazione acustica è uno studio preliminare sul quale l'effettiva
fruizione del territorio si rivela sostanziale per l'assegnazione dei parametri acustici in
relazione ai criteri di valutazione stabiliti nelle Direttive Regionali emanate attraverso
la Deliberazione RAS n.62/9 del 14/11/2008, Parte I (classificazione acustica dei
territori comunali). La Bozza di Zonizzazione acustica è la base di elaborazione della
Zonizzazione Acustica definitiva che si realizza attraverso l'analisi delle criticità in
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relazione alle esigenze imposte dall'attuale stato di fatto nonché dalle incompatibilità
acustiche eventualmente correlabili ai futuri assetti territoriali (stato di progetto)
stabiliti dall'Amministrazione Comunale in materia di pianificazione e
programmazione del territorio di pertinenza. Nella elaborazione dello stato di
progetto si considerano gli aspetti di quelle parti di territorio che presentano
consistenza urbanistica, assetto e funzionalità derivanti dall’attuazione delle
previsioni contenute negli strumenti urbanistici comunali (ad es. il P.U.C. e Piani di
viabilità), comprese quelle non ancora attuate, nonché dagli orientamenti e dalle
proposte scaturite in sede di consiglio da parte dell'Amministrazione Comunale.
Nelle porzioni di territorio in cui sono emerse incongruenze con il vigente P.U.C., in
virtù della “prevalente ed effettiva destinazione d’uso del territorio” emersa nella
elaborazione dello stato di fatto, l’individuazione delle Aree Territorialmente
Omogenee (A.T.O.) è stata tuttavia principalmente improntata sulla destinazione
d’uso prevista nello strumento di pianificazione urbanistica (P.U.C.). Le eventuali
situazioni di criticità, connesse alla dislocazione delle attività commerciali e
produttive ed alla consistenza del traffico veicolare, potranno essere affrontate e
risolte attraverso l’elaborazione di appositi piani di risanamento acustico mirati, in
accordo a quanto previsto dall'art.6, comma 1, lettera c) della Legge quadro 447/95,
da attuarsi in maniera graduale attraverso l’attivazione progressiva di risorse
finanziarie e tecniche rivolte al rispetto dei requisiti ambientali imposti dalla
zonizzazione acustica del territorio.
3.2
Definizione delle Classi Acustiche (Tabella A del DPCM
14/11/97)
La norma regionale ha fissato i criteri generali per la classificazione acustica dei
territori comunali e sono state pertanto suddivise le varie aree del territorio in
funzione dell’effettiva fruizione, come previsto dal D.P.C.M. 14 novembre 1997. A
ciascuna area corrispondono i valori limite di riferimento delle grandezze acustiche
definiti dall’art. 2 della norma. Di seguito si riportano le classi e i relativi criteri di
individuazione acustica delle aree stabiliti dalla Tabella A del D.P.C.M. 14 novembre
1997, con i previsti valori limite assoluti di immissione, riferiti al rumore immesso
nell’ambiente esterno dall’insieme di tutte le sorgenti e determinati con riferimento al
livello equivalente di rumore ambientale.
CLASSE I: Aree particolarmente protette
Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di
base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed
allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico, parchi
pubblici, ecc. La definizione e ascrizione di porzioni di territorio a tale classe deve
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essere coerente con l’effettiva conseguibilità dei limiti definiti, eventualmente a
seguito dell’attuazione di piani di risanamento.
CLASSE II: Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale
Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico
veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività
commerciali ed assenza di attività industriali e artigianali.
In questo caso va rispettata la presenza di tre vincoli:

assenza di attività industriali;

assenza di attività artigianali;

presenza di traffico esclusivamente locale;
CLASSE III: Aree di tipo misto
Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di
attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività
commerciali e uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di
attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine
operatrici; aree portuali a carattere turistico. In queste zone il traffico veicolare locale
o di attraversamento potrebbe comportare il superamento dei limiti, soprattutto nel
periodo notturno. Pertanto, nelle porzioni di territorio acusticamente coinvolte dalle
infrastrutture veicolari e marittime, potrebbe rendersi necessaria la predisposizione di
piani di risanamento acustico ad opera dell’Amministrazione Comunale, nei quali
dovranno individuarsi le opportune misure di controllo. Per quanto attiene la presenza
di attività produttive artigianali dovrà porsi la massima attenzione all’esercizio
notturno, che potrebbe comportare sia il superamento del limite assoluto sia il
mancato rispetto del limite differenziale. In tali casi potranno essere individuati gli
opportuni interventi di adeguamento in uno specifico piano di risanamento acustico
ad opera dell’Amministrazione Comunale, in cui si potrà imporre la redazione di
piani di adeguamento da parte delle attività.
CLASSE IV: Aree di intensa attività umana:
Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con
alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con
presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande
comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali a carattere commercialeindustriale, le aree con limitata presenza di piccole industrie. La “limitata presenza di
piccole industrie” deve essere adeguatamente valutata nelle due aggettivazioni, per
non confondere queste aree con quelle ricadenti nelle classi V o VI, che vanno intese
differenti dalla IV sotto il profilo acustico, piuttosto che sotto il profilo geometrico o
tecnologico.
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CLASSE V: Aree prevalentemente industriali
Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità
di abitazioni. Appartengono a questa classe le aree di decentramento delle attività
produttive, inserite nel Piano Regolatore Generale (P.R.G.) a tutela delle zone più
densamente abitate e periferiche. Queste zone confinano frequentemente con aree
residenziali più o meno densamente abitate. Andranno attentamente curate le
interposizioni di fasce di rispetto, con valori degradanti di 5 dB(A), il cui
dimensionamento può avvantaggiarsi della disponibilità di rilievi fonometrici e
dell’applicazione di modelli di calcolo.
CLASSE VI: Aree esclusivamente industriali
Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e
prive di insediamenti abitativi. In queste aree l’assenza di insediamenti abitativi non
va interpretata alla lettera; si ammette infatti la presenza di abitazioni occupate da
personale con funzioni di custodia e per esse, allo scopo di proteggere adeguatamente
le persone, si dovranno disporre eventualmente degli interventi di isolamento
acustico.
3.3
Definizione dei Valori Limite
Tabella 3 Valori limite ai sensi del D.P.C.M. 14 Novembre 1997
D.P.C.M. 14 Novembre 1997
Art.2
Tabella B
Valori limite
di emissione (dBA)
Art.3
Tabella C
Art.7
Tabella D
Valori limite assoluti
Valori di qualità (dBA)
di immissione (dBA)
Art.6
(comma 1, lett. a)
Valori di attenzione*
riferiti 1h (dBA)
Classe diurno notturno diurno notturno diurno
notturno diurno
notturno
I
45
35
50
40
47
37
60
45
II
50
40
55
45
52
42
65
50
III
55
45
60
50
57
47
70
55
IV
60
50
65
55
62
52
75
60
V
65
55
70
60
67
57
80
65
VI
65
65
70
70
70
70
80
75
Nota*: i valori di attenzione, se relativi ai tempi di riferimento, corrispondono ai valori limite
assoluti di immissione, secondo l’Art.6, comma 1, lettera B del D.P.C.M. 14/11/1997.
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3.4
Criteri per la suddivisione del territorio in Classi acusticamente
omogenee
3.4.1 Generalità
Conformemente a quanto previsto dalle Direttive Regionali in materia di
inquinamento acustico ambientale, emanate dalla Regione Sardegna con la
Deliberazione n.62/9 del 14/11/2008 (di seguito sinteticamente richiamate col
termine di norma regionale), nella suddivisione del territorio in classi omogenee si è
operato secondo i seguenti criteri:
 la classificazione acustica è scaturita dall’analisi del territorio e del Piano
Urbanistico Comunale (P.U.C.);
 le aree ricadenti nelle Classi I, V e VI sono state individuate tramite
l’applicazione del metodo qualitativo, secondo le definizioni e i criteri stabiliti
dalla norma regionale (Parte I, Punto n.10) e dal D.P.C.M. 14/11/1997 (Allegato,
Tabella "A");
 l’attribuzione delle Classi II, III e IV è avvenuta in due fasi distinte. Per la
classificazione del Centro Urbano di Olbia e delle Frazioni è stato pressoché
applicato in via generale il metodo quantitativo. Per la classificazione del
territorio extraurbano si è perseverato principalmente col criterio
dell’individuazione della destinazione d’uso secondo il P.U.C. vigente;
 è stata prevista, dove necessario, l’interposizione di fasce di transizione zone
cuscinetto al fine di evitare l’accostamento di zone con differenze di livelli
assoluti di rumore superiori a 5 dB, in ossequio all’art. 4, comma 1 lett. a), della
Legge Quadro n. 447/1995 (che ne prevede normalmente il divieto); dette zone
cuscinetto non trovano corrispondenza con la destinazione d’uso prevista dal
P.U.C., essendo classificate d’ufficio; l’ampiezza delle zone cuscinetto è stata
elaborata compatibilmente alle leggi della propagazione acustica al fine di
consentire il rispetto dei valori limite assoluti nelle varie aree limitrofe;
 al fine di evitare una zonizzazione a macchia di leopardo, le varie zone acustiche
circoscritte nelle relative unità acusticamente omogenee (u.a.o.) sono state
elaborate ed accorpate in modo da creare Aree Territorialmente Omogenee
(A.T.O.) compatibili con l’effettiva destinazione d’uso e fruizione;
 per le aree esterne ai confini comunali, di competenza dei comuni limitrofi, è
stata presa in considerazione, in via preliminare, la destinazione d’uso del
territorio, allo scopo di rendere coerente la zonizzazione acustica con l’assetto
territoriale dei comuni circostanti e rendere possibile il conseguimento dei fini
previsti dalla normativa vigente;
 nelle particolari zone di pregio ambientale viene demandata all’Amministrazione
Comunale l’indicazione di ulteriori “limiti obiettivo” più contenuti di quelli
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stabiliti dalla normativa, a salvaguardia delle finalità turistiche e degli obiettivi
paesaggistici di aree di particolare valenza, così come previsto dall’art. 6, comma
3, della Legge Quadro n. 447/1995.
3.4.2. Criteri per l’individuazione delle zone in classe I, V e VI
Così come indicato nella norma regionale, nel Piano di Classificazione Acustica sono
state individuate alcune localizzazioni particolari, quali scuole, parchi, zone
industriali e artigianali, e si sono ipotizzate le zone di classi I, V e VI (aree protette e
aree prevalentemente e a vocazione industriale) tramite l’applicazione del “metodo
qualitativo”.
Le zone in Classe I (Aree particolarmente protette) sono aree nelle quali la quiete
rappresenta un elemento di base per la loro fruizione. La vigente normativa indica
relativamente a tali zone, le “aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo
ed allo svago, aree residenziali rurali, aree di particolare interesse urbanistico,
parchi pubblici”. Tra le varie aree da collocare in classe I sono state inserite anche le
Chiese e le aree di particolare interesse storico, artistico ed architettonico, nonché
ulteriori zone del territorio ove l’Amministrazione Comunale ha ritenuto che la quiete
acustica rappresenti un requisito essenziale per la loro fruizione, con la conseguente
limitazione delle emissioni sonore correlate alle attività ivi permesse.
L’attribuzione della Classe I è stata effettuata assumendo la possibilità di suddividere
il territorio in piccole aree. In queste aree il rispetto del limite massimo notturno di 40
dB(A) comporta la sostanziale inapplicabilità del criterio differenziale (art. 4 del
D.P.C.M. 14 novembre 1997).
Si è inoltre ritenuto che le aree di rilevante interesse ambientale, archeologico, storico
o naturalistico (Zone H di salvaguardia) dovessero essere classificate come aree
particolarmente protette solo nel caso di dimensioni considerevoli ed al fine di
salvaguardarne l’uso prettamente naturalistico. Tuttavia nei frequenti casi di contatto
tra Zone H di salvaguardia e Zone E Agricole, al fine di evitarne l’accostamento
diretto, reso incompatibile dalle differenze dei livelli assoluti di rumore superiori a 5
dB ai sensi dell'art. 4, comma 1 lett. a), della Legge Quadro n. 447/1995, si è reso
necessario elaborare una adeguata fascia cuscinetto di separazione, sulla base delle
sorgenti sonore potenzialmente presenti nelle zone agricole (macchine operatrici e
attrezzature per l'agricoltura).
In questa fase si è ritenuto opportuno procedere all'elaborazione della fascia
cuscinetto all'interno delle Zone H di salvaguardia, al fine di privilegiare l'attività
imprenditoriale connessa al settore agro pastorale, trattandosi di risorsa produttiva di
rilevante importanza nel tessuto socio economico della comunità di Olbia.
Altresì si è ritenuto opportuno assegnare la Classe II alle aree territoriali individuate
nel P.U.C. in Zona "F" Turistica, pur di rilevante interesse naturalistico e
paesaggistico.
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In tali zone, l'assegnazione della Classe II è stata ritenuta compatibile, in relazione
alla rilevante antropizzazione del territorio e delle connesse attività tipicamente
presenti in tali aree. In queste zone vi è infatti una rilevante presenza di attività
complementari al settore alberghiero e ricettivo in genere, quali manifestazioni
culturali e sportive, mostre, eventi di vario tipo, feste e sagre che di fatto sono
indissolubilmente legate all'impiego di sorgenti sonore tipiche (impianti
elettroacustici impiegati per l'intrattenimento musicale o danzante, giochi meccanici,
impianti tecnologici a supporto di attività ludiche o sportive, manifestazioni
all'aperto) nonché ai considerevoli flussi di traffico veicolare associato al turismo che
rendono incompatibile limiti acustici più severi di quelli imposti dalla Classe II con la
destinazione d'uso e la consolidata vocazione turistica attribuite a tali aree.
Tale criterio si ritiene in linea con gli indirizzi contenuti nella norma regionale (Parte
I - Classificazione dei territori comunali, Punto n.14) in quanto ha preso in
considerazione le intuibili reali esigenze di crescita e di sviluppo del territorio
affidate al turismo, in particolar modo nel caso del Comune di Olbia.
Inoltre non si è ritenuto necessario considerare come zone di massima tutela le
piccole aree verdi di quartiere ed il verde a fini sportivi, proprio perché la quiete non
rappresenta un requisito fondamentale per la loro fruizione.
Altresì si è ritenuto corretto assegnare la classe della zona di appartenenza alle
strutture scolastiche o sanitarie inserite in edifici di civile abitazione.
Si ritiene inoltre opportuno evidenziare che, ai sensi della norma regionale,
l’Amministrazione comunale si riserva la possibilità di suddividere ulteriormente le
aree di particolare pregio già classificate in Classe I in tre sottozone, con differenti
coefficienti di priorità, che considerano:
 le aree ospedaliere e le strutture sanitarie e socio assistenziali;
 le aree scolastiche;
 le aree di verde pubblico ed altre zone per le quali abbia rilevanza la quiete
sonora.
Le zone in Classe V (aree prevalentemente industriali) sono quelle interessate da
insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni, che in generale coincidono con le
aree a destinazione urbanistica D, ovvero “aree artigianali e/o industriali”, così come
previste dallo strumento urbanistico vigente.
Le zone in Classe VI (aree esclusivamente industriali) sono quelle interessate
esclusivamente da attività industriali e prive di insediamenti abitativi. Nella Classe VI
si è ammessa comunque la presenza di abitazioni occupate da personale con funzioni
di custodia.
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Per tali insediamenti, al fine di proteggere adeguatamente le persone, qualora
necessario potranno essere predisposti degli interventi di isolamento acustico, poiché
nelle zone in classe VI non sono applicabili i valori limite differenziali di immissione
(D.P.C.M. 14 novembre 1997, art. 4).
3.4.3. Criteri per l’individuazione delle zone in classe II, III e IV
L’assegnazione delle zone alle classi II, III e IV è stata effettuata adottando i criteri
del “metodo quantitativo”. Il metodo quantitativo prevede l’utilizzo di una serie di
parametri indicatori ai quali vanno attribuiti, in maniera predeterminata, specifici
valori numerici.
A tale scopo sono state individuate negli isolati, per quanto riguarda il centro urbano,
le unità acusticamente omogenee (u.a.o.), il cui insieme costituisce un’area
territorialmente omogenea (A.T.O.) con le caratteristiche proprie di una sola delle sei
classi in esame.
Per la definizione delle u.a.o. sono stati valutati i sotto indicati parametri:
 densità della popolazione;
 densità di attività commerciali;
 densità di attività artigianali.
Lo schema logico adottato è stato pertanto il seguente:
Individuazione delle unità acusticamente omogenee (u.a.o.)

Individuazione dei parametri indicatori di valutazione

Attribuzione dei valori numerici pre-determinati

Somma dei punteggi e attribuzione della classe
I punteggi sono attribuiti secondo lo schema semplificato riportato di seguito.
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Parametri considerati nella classificazione acustica
Parametro “a”
Densità di popolazione
D
(numero abitanti per ettaro)
Parametro “b”
Parametro “c”
Densità di attività commerciali
C
Densità di attività
artigianali/industriali
A
(superficie occupata dalle attività
(superficie occupata dalle attività
rispetto alla superficie fondiaria totale
rispetto
alla superficie totale della zona
della zona considerata)
considerata)
D (ab/ha)
Classe di
variabilità
C (%)
Classe di
variabilità
A (%)
Classe di
variabilità
D=0
Nulla
0
Nulla
0
Nulla
 50
Bassa
C  1,5
Bassa
A  0,5
Bassa
50 < D 
150
Media
1,5 < C  10
Media
0,5  A  5
Media
D > 150
Alta
C > 10
Alta
A>5
Alta
Per ciascuna unità acusticamente omogenea sono stati pertanto determinati, per i
tre parametri considerati, i valori dei corrispondenti punteggi (Alta = 3; Media = 2;
Bassa = 1; Nulla = 0) la cui somma consente di effettuare l’attribuzione delle
classi. Poiché la somma totale dei punteggi può assumere valori da 0 a 9, sono
state identificate come Classe II tutte le aree il cui punteggio totale fosse compreso
tra 0 e 3, come Classe III quelle il cui punteggio fosse compreso tra 4 e 6 ed infine
come Classe IV quelle con punteggio superiore a 6, secondo lo schema seguente:
Tabella 5 Assegnazione delle classi II, III e IV
Punteggio totale dei parametri
(a+b+c)
da 0 a 3
da 4 a 6
da 7 a 9
Classe di destinazione d’uso
II
III
IV
Tale classificazione non ha tenuto conto dell’influenza dell’eventuale traffico
veicolare nelle zone esaminate, che è stata valutata nella successiva fase di analisi.
L'accorpamento di tali aree in fase di elaborazione delle Aree Territorialmente
Omogenee (A.T.O.) rispecchia in vari casi la volontà politica dell’Amministrazione
Comunale espressa nel P.U.C. nell'assegnazione della classe di destinazione d'uso
con l’incentivo acustico alla delocalizzazione (alternativa all'adeguamento delle
emissioni) di pubblici esercizi e attività artigianali particolarmente rumorose.
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In questi casi l'assegnazione della classe acustica dell'Area territorialmente omogenea
(A.T.O.) viene subordinata a limiti più severi rispetto a quanto scaturito dalle stime
preliminari dell'elaborazione dello stato di fatto conseguente assegnazione della
classe acustica sulla specifica unità acusticamente omogenea (u.a.o.).
3.4.4. Criteri per la classificazione delle infrastrutture stradali
La rumorosità emessa dalle infrastrutture stradali è disciplinata dal D.P.R. 30 marzo
2004, n. 142 (Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento
acustico derivante dal traffico veicolare) ai fini della qualificazione delle
infrastrutture e relativa disciplina dei limiti acustici ammissibili sul territorio
attraversato. Il Decreto prevede l’inserimento delle opportune fasce di pertinenza.
La fascia di pertinenza e definita dal suddetto decreto come “striscia di terreno
misurata in proiezione orizzontale, per ciascun lato dell'infrastruttura, a partire dal
confine stradale”, all’interno della quale devono essere rispettati specifici limiti di
immissione del rumore prodotto dalla infrastruttura stessa con riferimento al tipo di
infrastruttura viaria secondo la classificazione riportata dal Codice della Strada
(D.Lgs. n. 285/92 e s.m.i.).
Ai sensi dell'art.2 del D.Lgs. 285/1992, le infrastrutture stradali sono classificate, in
relazione alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, come segue:
 A. autostrade;
 B. strade extraurbane principali;
 C. strade extraurbane secondarie;
 D. strade urbane di scorrimento;
 E. strade urbane di quartiere;
 F. strade locali.
Per quanto concerne le zone fiancheggianti le infrastrutture viarie, denominate “fasce
di pertinenza”, si fa riferimento al D.P.R. 30 marzo 2004, n. 142, che stabilisce le
norme per la prevenzione ed il contenimento dell’inquinamento da rumore avente
origine dall’esercizio delle infrastrutture stradali, in cui a tali fasce sono attribuite
ampiezze diverse a seconda del tipo e/o sottotipo di strada e sono definiti dei valori
limite di immissione riferiti alla sola rumorosità prodotta dal traffico sulle
infrastrutture medesime.
Tali valori limite sono differenziati anche per periodo diurno o notturno e per
infrastruttura in esercizio o di nuova realizzazione.
I valori limite di immissione delle Strade di nuova realizzazione nelle relative fasce
di pertinenza acustica sono fissati dalla Tabella 1 dell’Allegato 1 al D.P.R. 30 marzo
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2004, n. 142, mentre quelli delle Strade esistenti e assimilabili, sono fissati dalla
Tabella 2 del medesimo decreto e riportati nella tabella seguente.

Tabella 6 Valori limite di immissione delle infrastrutture stradali esistenti
Sottotipi ai fini
acustici
Tipo di Strada
(secondo Norme CNR
1980 E Direttive PUT)
Ampiezza
fascia di
pertinenza
acustica
[m]
Tipologia Ricettori
Scuole (*), ospedali,
Altri ricettori
case di cura e riposo
Limite
Limite
Limite
Limite
Diurno
Notturno
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
[dBA]
[dBA]
100
(fascia A)
A - autostrada
150
50
(fascia B)
100
B – extraurbana
principale
(fascia A)
150
50
100
C – extraurbana
secondaria
(strade a carreggiate
separate tipo IV CNR
1980)
(fascia A)
150
50
(fascia B)
(tutte le altre strade
extraurbane secondarie)
(fascia A)
150
50
65
55
70
60
65
55
70
60
65
55
70
60
65
55
40
100
C(b)
60
40
(fascia B)
C(a)
70
40
40
(fascia B)
D(a)
carreggiate
100
50
40
70
60
(tutte le altre strade
urbane di scorrimento)
100
50
40
65
55
(strade
a
D – urbana di separate interquartiere)
scorrimento
D(b)
E – urbana
quartiere
di
30
F – locale
30
Definiti dai Comuni, nel rispetto dei valori riportati
in Tabella C allegata al DPCM 14 novembre 1997 e
comunque in modo conforme alla zonizzazione
acustica delle aree urbane, come prevista dall’art.6,
comma 1, lettera a) della legge n.447 del 1995
* per le scuole vale solo il limite diurno
All’interno delle fasce di pertinenza l’insieme di tutte le altre sorgenti dovrà invece
rispettare il limite di zona locale. Pertanto gli insediamenti abitativi all’interno delle
fasce di pertinenza possono essere sottoposti ad un livello di rumore aggiuntivo
rispetto a quello massimo della zona cui la fascia appartiene, mentre al di fuori delle
fasce il rumore prodotto dalle infrastrutture concorre direttamente al livello di rumore
complessivo immesso.
Infatti all'interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture stradali non si applica il
disposto degli articoli 2, 6 e 7 (valori limite di emissione, valori di attenzione e valori
di qualità) del D.P.C.M. 14 novembre 1997.
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Conformemente a quanto indicato nella norma regionale relativamente alla
classificazione della viabilità stradale, si assume che per le strade di quartiere e locali,
che devono essere considerate parte integrante dell’area di appartenenza, non si ha
fascia di pertinenza qualora la classe acustica attribuita in base alla stima del relativo
flusso veicolare, sia uguale o inferiore alla zona attraversata. Infine nella
assegnazione definitiva delle classi II, III e IV alle infrastrutture stradali, si è tenuto
conto delle seguenti situazioni:
 strada con valore limite accettabile di rumore più basso rispetto alla zona
attraversata: la strada viene classificata con lo stesso valore limite della zona
circostante;
 strada posta tra due zone a classificazione acustica differente: la strada viene
classificata con il valore acustico della zona con limite di accettabilità più elevato;
 strada con valore limite più elevato rispetto a quello della zona attraversata: il
valore limite attribuito alla strada non viene variato e si estende per una superficie
compresa tra le file di edifici frontistanti o, in mancanza di edifici, per una
superficie di larghezza pari a trenta metri, a partire dal ciglio della strada stessa.
Ai fini della classificazione acustica, inoltre, conformemente a quanto indicato nella
normativa regionale si assume di attribuire, esclusivamente per le tipologie stradali
qualificate dal D.Lgs. 285/1992 in Strade Urbane di Quartiere tipo "E" e Strade locali
(urbane e extraurbane) tipo "F" le sotto indicate classi acustiche:
Tabella 7 Classificazione acustica delle infrastrutture stradali
Descrizione delle tipologie, in relazione alle strade urbane di quartiere tipo "E" e
strade locali tipo "F" urbane e extraurbane.
Strade ad intenso traffico (orientativamente oltre i 500 veicoli l'ora) e quindi le
strade primarie e di scorrimento, le tangenziali, le strade di grande comunicazione,
specie se con scarsa integrazione con il tessuto urbano attraversato e le aree
interessate da traffico ferroviario
Strade di quartiere (orientativamente con un traffico compreso tra 50 e 500 veicoli
l'ora) e quindi le strade prevalentemente utilizzate per servire il tessuto urbano.
Strade locali (orientativamente con un flusso di traffico inferiore ai 50 veicoli l'ora)
prevalentemente situate in zone residenziali.
Classi
IV
III
II
Per le suddette strade di tipo E, F i limiti sono quelli della Tabella C del DPCM
14.11.1997, che opportunamente si riporta:
Tabella C del D.P.C.M. 14/11/1997 - Valori limite assoluti di immissione
Classi di destinazione d'uso del territorio
I aree particolarmente protette
II aree prevalentemente residenziali
Tempi di riferimento
Diurno
Notturno
(06.00-22.00)
(22.00-06.00)
50
40
55
45
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III aree di tipo misto
IV aree di intensa attività umana
V aree prevalentemente industriali
VI aree esclusivamente industriali
60
65
70
70
50
55
60
70
Il rispetto dei limiti, sia all’interno che all’esterno delle fasce di pertinenza acustica, e'
verificato in facciata degli edifici ad 1 metro dalla stessa ed in corrispondenza dei
punti di maggiore esposizione nonché dei ricettori.
Qualora i limiti anzidetti non siano tecnicamente conseguibili, ovvero qualora in base
a valutazioni tecniche, economiche o di carattere ambientale si evidenzi l'opportunità
di procedere ad interventi diretti sui recettori, deve essere assicurato il rispetto dei
seguenti valori limiti di Leq, prescritti dal D.P.R. n. 142/04:
a)
35 dB(A) Leq notturno per ospedali, case di cura e case di riposo;
b)
40 dB(A) Leq notturno per tutti gli altri ricettori di carattere abitativo;
c)
45 dB(A) Leq diurno per le scuole.
Questi valori sono valutati al centro della stanza, a finestre chiuse, all'altezza di 1,5
metri dal pavimento. Nei casi in cui l’area da tutelare e la principale sorgente di
rumore risultano contigue (ad esempio l'Ospedale che si affaccia su una strada a
grande traffico), il conflitto può essere risolto attraverso la rilocalizzazione di uno dei
due vincoli (costruzione di nuovo ospedale o deviazione della strada) o la creazione
di una “barriera antirumore” tale da consentire il salto di classe, attraverso un
oculato progetto di risanamento.
La norma regionale richiama che per quanto concerne l’attribuzione delle classi
all’infrastruttura ferroviaria, il D.P.C.M. 14 novembre 1997 indica la classe IV per le
aree poste in prossimita delle linee ferroviarie. Tuttavia ciò non esclude la possibilità
di assegnare la classe V o la classe VI in prossimità delle suddette infrastrutture, nel
caso di linee ad intenso traffico ferroviario o in presenza di insediamenti commerciali
o industriali.
Secondo la stessa norma regionale, tuttavia appare senz’altro possibile anche
l’attribuzione della classe III, come nel caso di linee ferroviarie locali, se le
caratteristiche delle aree prossime all’infrastruttura ferroviaria e quelle del traffico
che si svolge sulla stessa lo consentano. In particolare l’adozione della classe III
appare opportuna nel caso di linee ferroviarie con un piccolo numero di transiti in
periodo diurno e la quasi assenza di traffico in periodo notturno.
3.4.5. Criteri per la classificazione delle infrastrutture ferroviarie
La rumorosità ambientale prodotta dalle infrastrutture ferroviarie è disciplinata dal
D.P.R. 459 del 18/11/1998 (Regolamento recante norme di esecuzione dell'articolo
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11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in materia d’inquinamento acustico derivante
da traffico ferroviario).
In conformità a tale decreto per le infrastrutture ferroviarie viene definita una fascia
di pertinenza acustica di ampiezza di m. 250, per ciascun lato, misurata a partire dalla
mezzeria dei binari esterni, all’interno della quale sono stabiliti dei limiti di
immissione del rumore prodotto dall’infrastruttura stessa.
Nella tabella sotto indicata, rispettivamente per le infrastrutture ferroviarie di nuova
realizzazione e per quelle esistenti, vengono riportate l’estensione della fascia di
pertinenza ed i limiti in essa vigenti di cui al sopra citato DPR n. 459/98.
Tabella 8 Valori limite di immissione delle infrastrutture ferroviarie
Tipo di infrastruttura
Infrastrutture esistenti e di nuova
realizzazione con velocità di
progetto non superiore a 200
km/h
Infrastrutture
di
nuova
realizzazione con velocità di
progetto superiore a 200 km/h
Ampiezza
fascia di
pertinenza
acustica
[m]
Tipologia Ricettori
Scuole, ospedali, case
Altri ricettori
di cura e riposo
Limite
Limite
Limite
Limite
Diurno
Notturno
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
[dBA]
[dBA]
100
(fascia A)
150
(fascia B)
50
250
50
70
60
65
55
65
55
40
40
All'interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie non si applica il
disposto degli articoli 2, 6 e 7 (valori limite di emissione, valori di attenzione e valori
di qualità) del D.P.C.M. 14/11/1997.
3.4.6. Criteri per la classificazione delle infrastrutture aeroportuali
Come richiamato nella norma regionale, per il rumore prodotto dal traffico aereo e
dalle attività aeroportuali, l’impostazione adottata dalla vigente normativa e stata
quella di una considerazione svincolata dalla zonizzazione acustica generale. Infatti ai
sensi del D.M. 31 ottobre 1997, all’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile e stata
assegnata la competenza per l’istituzione delle Commissioni aeroportuali con il
compito di procedere alla zonizzazione delle aree in prossimità degli aeroporti. Per
tali aree, soggette a specifici vincoli urbanistici, e prevista la suddivisione nelle zone,
A, B e C, a seconda dell’impatto acustico ivi prodotto dall’attività aeroportuale
medesima.
In funzione dell’entità del rumore aereo è poi possibile definire una zonizzazione del
territorio, potendosi a tal fine individuare le seguenti tre zone:
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Zona A: in cui il rumore aereo è lieve. Dal punto di vista psico - sociologico il
disturbo non è percettibile o lo è raramente, poiché l’85-90% della popolazione
non si sente infastidita dal rumore aereo. In questa zona sviluppi e usi del territorio
non sono soggetti a particolari restrizioni.
Zona B: in cui il rumore aereo è di media intensità. Dal punto di vista psico sociologico il disturbo è chiaramente provato, poiché il numero di persone che si
lamentano del rumore aumenta notevolmente. Un disturbo medio o moderato è da
considerare indesiderabile, per cui in questa zona ci possono essere particolari
restrizioni nell’uso del territorio
Zona C: in cui il rumore aereo è considerevole. Dal punto di vista psico sociologico il disturbo è considerato eccessivo, poiché la maggior parte della
popolazione è infastidita da questo livello di rumore aereo.
Conseguentemente la maggior parte degli usi territoriali può essere soggetta a
restrizioni con inibizione di possibili sviluppi.
Per dare una valutazione quantitativa del rumore aereo il legislatore ha previsto il
calcolo di un indice di valutazione utile ai fini della determinazione delle curve
isolivello. Questo indice acustico è stato denominato LVA ovvero “Indice di
valutazione del rumore aeroportuale” che è calcolabile attraverso la seguente
formula:
Dove N è il numero dei giorni nei quali viene esperita la campagna di
caratterizzazione ed rappresenta il valore giornaliero di valutazione di rumore
aeroportuale. Il numero dei giorni N del periodo di osservazione del fenomeno è pari
a ventuno, cioè tre settimane, ciascuna delle quali scelta nell’ambito dei seguenti
periodi: 1 Ottobre ÷ 31 Gennaio, 1 Febbraio ÷ 31 Maggio e 1 Giugno ÷ 30 Settembre.
All'interno di tali zone valgono i seguenti limiti per la rumorosità prodotta dalle
attività aeroportuali:
-
zona A: l'indice LVA non può superare il valore di 65 dB(A);
-
zona B: l'indice LVA non può superare il valore di 75 dB(A);
-
zona C: l'indice LVA può superare il valore di 75 dB(A).
Al di fuori delle zone A, B e C l'indice LVA non può superare il valore di 60 dB(A).
Per quanto riguarda le aree confinanti con i piccoli campi di volo utilizzati per il volo
da diporto e per attività sportive o ricreative esse assumono la classe III o superiore a
seconda della intensità del loro utilizzo e delle loro caratteristiche insediative.
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3.4.7. Criteri per la classificazione delle infrastrutture portuali
Relativamente ai porti, ai sensi della norma regionale la loro presenza deve essere
valutata in base alla tipologia e alle dimensioni del porto (porto commerciale, porto
turistico, ecc.).
In tale ambito la stessa norma regionale indica opportuno assegnare per l’area
portuale almeno la classe IV e prevedere altresì l’estensione di tale classe ad una
ulteriore fascia, in relazione alla tipologia del porto e alla attività ivi svolte
(cantieristica, scarico e carico merci, imbarco passeggeri, imbarco veicoli, ecc.)
3.5.
Modalità di elaborazione dei dati
Dati input ricercati:
 cartografia informatizzata;
 dati demografici;
 elenco e riferimenti localizzativi delle attività d’impresa, commercio ed
artigianato e integrazione delle informazioni tramite la consultazione del sito
internet della Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura della
Provincia di Olbia-Tempio;
 elenco strutture sanitarie e socio-assistenziali;
 elenco strutture religiose;
 elenco delle scuole;
 elenco delle aree verdi pubbliche;
 elaborati del Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.).
I dati sono stati elaborati con software CAD , GIS e fogli di calcolo elettronici che
hanno consentito la realizzazione della Bozza di Classificazione Acustica anche su
supporto informatico oltreché cartaceo.
La Bozza di Zonizzazione e la Zonizzazione definitiva vengono rappresentate
cartograficamente con l’evidenziazione rispettivamente delle varie unità
acusticamente omogenee (u.a.o.) e Aree Territorialmente Omogenee (A.T.O.),
nonché la specifica rappresentazione delle infrastrutture di trasporto in relazione
all'ubicazione dei ricettori sensibili (Aree di Classe I), conformemente a quanto
espressamente indicato dalla norma regionale.
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Capitolo 3.
4.1.
CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL TERRITORIO
Generalità
Nella stesura del Piano di Classificazione Acustica è stato considerato l’assetto fisico
e funzionale del tessuto urbano ed extraurbano, sottoposto allo strumento urbanistico
vigente P.U.C., tenendo in considerazione le trasformazioni territoriali, urbanistiche e
di destinazione d’uso, delineate dallo stesso strumento urbanistico.
4.2.
Aree territoriali di riferimento
La necessità di identificare le aree territoriali di riferimento è sorta in particolare nel
centro urbano per l’individuazione delle classi II, III e IV. L’unità territoriale di
riferimento all’interno del centro urbano è rappresentata dall’isolato, intendendo per
isolato un edificio o un insieme di edifici contigui, ovvero ogni costruzione
organicamente strutturata ed eventualmente intervallata da cortili o giardini e che può
essere circondata da:
 spazi destinati alla viabilità (vie, strade, vicoli, piazze, ecc.);
 limiti geomorfologici (fossi, canali, fiumi, crinali, ecc.);
 limiti individuati da opere infrastrutturali (ferrovie, ponti e recinzioni, ecc.).
Gli isolati rispondono infatti ai criteri di omogeneizzazione del territorio contro
l’eccessiva parcellizzazione, come suggerito dalla normativa regionale,
configurandosi come unità acusticamente omogenee (u.a.o.).
Sono stati in ogni caso considerati i dati relativi al censimento della popolazione, del
commercio, dell’industria e artigianato e dei servizi, per ottenere una classificazione
acustica del territorio più accurata e puntuale.
Ogni u.a.o. è costituita da un solo corpo di terreno delimitato sulla carta da una linea
chiusa. I limiti delle u.a.o. sono stati tracciati seguendo entità cartograficamente
definite (limiti di località abitata, aree di circolazione, corsi d’acqua, linee di
displuvio, confini amministrativi, ecc.).
L’individuazione e numerazione degli isolati nel centro abitato in unità acusticamente
omogenee u.a.o. codificate con la lettera “U”, ha consentito di procedere
all’applicazione del metodo quantitativo. Al di fuori del centro abitato le unità
acusticamente omogenee (u.a.o.) coincidono invece con le zone urbanistiche
omogenee, già individuate dal Piano Urbanistico Comunale (P.U.C.).
4.3.
Elaborazione critica delle u.a.o.
Come indicato nei “Criteri per l’individuazione delle zone in classe II, III e IV”, per
l’individuazione delle unità acusticamente omogenee (u.a.o.) all’interno del centro
urbano, rappresentate dagli isolati, è stato applicato il metodo quantitativo, che ha
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permesso di attribuire un punteggio complessivo, variabile tra 0 e 9, e di assegnare a
ciascuna di esse, a seconda di tale punteggio, una classe acustica. Le u.a.o. per le
quali si sono ricavati i medesimi punteggi sono state quindi accorpate in aree
territorialmente omogenee (A.T.O.), che presentano caratteristiche proprie di una sola
delle tre classi in esame. L’accorpamento ha tenuto conto, in via primaria, della
destinazione d’uso, della tipologia degli immobili e dei fruitori, in stretta aderenza ai
criteri urbanistici delineati nel P.U.C. In particolare per l’individuazione delle Aree
Territorialmente Omogenee del centro urbano si è fatto frequente riferimento alla
classificazione urbanistica la cui elaborazione, curata dall'Amministrazione
Comunale, è volta ad assicurare lo sviluppo equilibrato della comunità, in armonia
con le risorse produttive ed ambientali del territorio.
Ad ogni A.T.O. è stata assegnata la corrispondente classe acustica, soluzione che ha
portato in alcune circostanze situazioni di criticità dovute al contatto tra aree aventi
limiti assoluti differenziati in misura maggiore di 5 dB(A). In tali casi, sulla base
delle disposizioni stabilite dall’art. 4, comma 1, lett. a), della Legge n. 447/1995 e
dalla "norma regionale" si è fatto ricorso all'adozione di apposite zone cuscinetto, di
classe acustica intermedia. L’estensione di tali fasce è stata calcolata, in via
prevalente, in funzione dell’attenuazione sonora, in assenza di schermature
fonoisolanti, necessaria al mantenimento dei limiti di rumorosità previsti nelle zone a
differente classe acustica. L’attribuzione della classe acustica nelle fasce cuscinetto
viene assegnata d’ufficio.
La prescrizione contenuta nella legge n.447/95 che impone che tra due aree adiacenti
non vi sia una differenza, nei limiti di zona, superiore ai 5 dB(A), impedisce di porre
a confine, ad esempio, un’area di classe I ed un’altra di classe IV o III, a meno di
predisporre un Piano di Risanamento.
Eventuali Piani di Risanamento non rientrano nei compiti di questo piano. E’
possibile indicarne la necessità, ove si verifichino situazioni incongruenti dal punto di
vista della classificazione che si vogliano porre come priorità dell’azione futura. Un
esempio tipico è costituito dagli edifici che la legge chiede di collocare in classe I,
come scuole ed ospedali, ma che in realtà si trovano affacciate su strade con intensi
flussi di traffico, è chiaro che, anche quando scuole ed ospedali si trovino entro le
fasce di pertinenza acustica delle strade, il risanamento dovrà essere tale da assicurare
il rispetto dei limiti della prima classe. Tale obiettivo fa ritenere logica una
classificazione automatica di questi edifici, in modo che siano protetti da immissioni
provenienti da ogni tipo di sorgente, non solo il traffico.
4.4.
Attribuzione delle classi acustiche I, V e VI
In aderenza alla norma regionale e tenendo conto della pianificazione urbanistica e
delle destinazioni d’uso attuali, per l’individuazione delle zone in classi I, V e VI si è
utilizzato il metodo qualitativo, individuando alcune localizzazioni particolari, quali
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scuole, aree di rilevante interesse naturalistico, zone artigianali/industriali e
assumendo per esse le zone di classi I, V e VI (aree protette e aree
artigianali/industriali).
4.4.1. Attribuzione della Classe I (Aree particolarmente protette)
L’attribuzione della Classe I ammette la possibilità di suddividere il territorio in
piccole aree, anche inserite in zone di classe superiore, in queste aree la quiete
rappresenta infatti una condizione indispensabile per la corretta fruizione. La vigente
normativa indica quali zone da collocare in classe I:
-
scuole;
-
strutture sanitarie e socio assistenziali;
-
parchi e/o giardini pubblici;
Dai dati forniti dall'Amministrazione Comunale e dall’analisi delle aree riconducibili
alle fattispecie che la vigente normativa indica quali zone da collocare in Classe I, è
emerso quanto segue:
 Tabella 9 - Elenco Scuole:
Denominazione
Scuola Secondaria 1° Grado Diaz
1° Circolo Didattico Scuola Dell'infanzia
1° Circolo Didattico Scuola Primaria Rudalza
Scuola Secondaria 1° Grado Diaz
Istituto Comprensivo di Olbia
1° Circolo Didattico
Scuola Secondaria 1° Grado Pais
1° Circolo Didattico Scuola Dell'infanzia
Scuola Secondaria 1° Grado Pais
Istituto Comprensivo di Olbia Scuola Secondaria 1° Grado
Istituto Comprensivo di Loiri Porto San Paolo Scuola
Primaria
Istituto Comprensivo di Olbia Scuola Secondaria 1° Grado
Istituto Comprensivo di Olbia Scuola Primaria
Istituto Comprensivo di Loiri Porto San Paolo Scuola
dell'infanzia
Localizzazione
Localita' Isticadeddu
Localita' San Simplicio
Piazzetta Rudalza
Via D'annunzio
Via Frosinone
Via Nanni
Via Nanni
Via Roma
Via Veronese
Via Vicenza
Localita Berchiddeddu
Localita' Berchiddeddu
Localita' Maria Rocca Via Como
Localita Murta Maria
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Denominazione
Istituto Comprensivo di Loiri Porto San Paolo Scuola
Primaria
1° Circolo Didattico Scuola Dell'infanzia
1° Circolo Didattico Scuola Primaria
4° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
4° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
4° Circolo Didattico Scuola Primaria
4° Circolo Didattico Scuola Primaria
4° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
Istituto Comprensivo Di Olbia Scuola dell'infanzia Localita'
Maria Rocca
4° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
1° Circolo Didattico Scuola Primaria
3° Circolo Didattico Scuola Primaria
Istituto Comprensivo di Loiri Porto San Paolo
Scuola Statale Liceo Classico Gramsci
Istituto Privato Francesco Petrarca
Scuola Statale Liceo Classico
Scuola Statale Liceo Scientifico Mossa
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Impresa Sociale
Piccola Accademia Srl
Scuola Paritaria Dell'infanzia Non Statale Associazione San
Michele
4° Circolo Didattico Scuola Dell'infanzia
Scuola Paritaria dell'infanzia Non Statale Cesare Battisti
Scuola Statale Istituto Tecnico Professionale Amsicora
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Impresa Sociale Il
Girasole
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Centro Andersen
Scuola Paritaria Dell'infanzia non Statale Immi
Scuola Paritaria Dell'infanzia non Statale Impresa Sociale
Baby Luna
1° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
Scuola Statale Istituto Tecnico Panedda
Scuola Statale Liceo Artistico Fabrizio De Andre'
Scuola Paritaria Dell'infanzia non Statale Impresa Sociale
Linus 2
1° Circolo Didattico Scuola Primaria
1° Circolo Didattico Scuola Primaria
Istituto Statale Professionale Industria e Artigianato
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Impresa Sociale
Piccola Accademia Srl
Localizzazione
Localita Murta Maria
Localita' Poltu Quadu
Localita' Poltu Quadu
Localita Porto Rotondo
Localita Putzolu
Localita Putzolu
Località San Pantaleo
Località San Pantaleo Via Livorno
Località Su Papiru
Sacra Famiglia Via Estonia
San Simplicio
Santa Maria Via Cimabue
Scuola Dell'infanzia Localita
Berchiddeddu
Via Anglona
Via Balcellona
Via Barbagia
Via Campidano
Via Catanzaro
Via Cesti
Via Cimabue
Via Dei Filippi
Via Emilia Località Colcò
Via Fera
Via Gramsci
Via Lamarmora
Via Lecce
Via Leonardo Da Vinci
Via Mameli
Via Modena
Via Nanni
Via Nanni 13
Via Roma
Via Roma
Via Talete
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Denominazione
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Impresa Sociale
Garden Baby
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale Bamby
Istituto Comprensivo di Olbia Scuola Primaria
Scuola Statale Istituto Tecnico Deffenu
4° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia
4° Circolo Didattico Scuola Primaria
3° Circolo Didattico Scuola dell'infanzia Località Isticadeddu
3° Circolo Didattico Scuola Primaria Località Isticadeddu
Istituto Comprensivo di Loiri Porto San Paolo
Scuola Paritaria dell'infanzia non Statale L'aquilone
Localizzazione
Via Tienanmen
Via Tridentina
Via Vicenza
Via Vicenza
Via Vignola
Via Vignola
Via Vittorio Veneto
Via Vittorio Veneto
Viale Dante
Vie Dei Lecci
 Tabella 10: Elenco Strutture Sanitarie e Socio Assistenziali
Denominazione
Localizzazione
Ospedale San Giovanni Paolo II
Località Tannaule
Ospedale San Raffaele
Località Tanca Lissia
Residenza Sanitaria Assistenziale "Sole di Gallura"
Via Tavolara, 20
Comunità Arcobaleno
Via Maltana, 70
 Tabella 11: Elenco Chiese
Denominazione
Sacra Famiglia
San Simplicio
Nostra Signora De La Salette
San Paolo
Beata Vergine Immacolata
S. Pantaleo
Madonna Del Mare
San Michele Arcangelo
San Nicola
San Ponziano Papa
Sant'Ignazio Da Laconi
Localizzazione
Via Roma, 139
Via Fausto Noce, 8
Via G. Pisano, 10
Piazza Civita, 3
Via Della Scuola
Piazza Vittorio Emanuele, 14
Loc. Pittulongu
Via Bazzoni Sircana
Regione Santa Mariedda
Regione Poltu Quadu
Regione Sa Minda Noa
Ulteriore attenzione è stata dedicata nelle aree ospitanti strutture ecclesiali e storico
museali e centri di aggregazione socio culturali, ambienti all’interno dei quali sono
irrinunciabili la dignità e il decoro, per cui la quiete rappresenta un elemento
indispensabile per una corretta fruizione.
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 Tabella 11: Elenco Centri di Aggregazione Sociale
Denominazione
Centro Aggregazione Sociale
Centro Aggregazione Sociale "Zia Minnia"
Localizzazione
Via Mascagni
Via De Simone, 7
Varie strutture Scolastiche, Ospedaliere e Socio Assistenziali, nonché Chiese e la
Zona Cimiteriali risultano ubicate in prossimità di strade con valore limite più elevato
rispetto a quello della zona attraversata. Conseguentemente parte di esse ricadono
all’interno delle relative fasce di pertinenza.
Al fine di garantire la corretta fruibilità degli immobili si potranno prevedere, qualora
necessari, gli appropriati interventi passivi di bonifica sugli edifici scolastici, ovvero
interventi di mitigazione del traffico, durante i periodi ed orari canonici dell’attività
didattica, al fine di limitare l'influenza acustica dell’infrastruttura limitrofa.

Tabella 14: Elenco Aree di rilevante interesse naturalistico:
Localizzazione
Descrizione
(dal Centro Urbano)
Compendio M. Pulticoli, M. Maria Di Grazia,
Montirutundu, M. Lu Dragone, M. Cucculiri, P.ta
Ovest-Nord-Ovest
di Montilongu
Compendio P.ta Iacomoni, Contra Manna, Lu
Nord-Ovest
Puntiddoni, M. Li Lacuni, Contra La Liccia,
Compendio M. Bianco
Nord-Nord-Ovest
Compendio P.ta Di La Vigna Vecchia, Sorg.ti
Nord-Nord-Ovest
Cantareddu
Compendio P.ta S. Andrea, P.ta La Pelchia Manna,
P.ta Muvrone, P.ta Balcanu, Costa di Beddoro,
Sorg.te Beddoro, P.ta D'Albano, P.ta D'Aratena,
Sella D'Aratena, P.ta Lu Rumasinu, M. Ghiu
Nord-Nord-Ovest
Santigani, Valle La Silvaredda, P.ta Antoni Canu,
P.ta La Jannichedda, P.ta Scala 'Mperada, P.ta
Cugnana, P.ta Di Lu Risincu, Valle Contra Li
Mandri, Vallata La Pala pedrosa, P.ta Lu Lisandru
Compendio Domus De Pedra
Nord
Compendio M. Ciuddi Canini
Nord
Compendio Valle Codas
Nord
Compendio Valle Contra Terrabino
Nord-Nord-Est
Compendio M.te Cannareddu, Valle Su Scaccu
Nord-Nord-Est
Compendio Golfo di Cugnana
Nord-Est
Area
(h)
Tipo di
interesse
346,8
HN
340,8
HN
113,7
HN
88,7
HN
764,3
HN
29,0
86,6
106,7
64,0
91,3
6,7
HN
HN
HN
HN
HN
HN
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Descrizione
Compendio Arcipelago Isola Portisco
Compendio Iscia Segata
Compendio Fontana De Su Aspro, P.ta De Su
Aspro, Valle Fontana Manna, P.ta De Su
Quadreddu,
Compendio M.te Zapparottu, M.te Cabu Abbas
Compendio Castello Cabu Abbas
Compendio M.te Nieddu
Compendio Valle Frades Porrados, Riu Pischina
Compendio Pittulongu - La Sirenella
Compendio Costa Saccaia
Compendio Arcipelago Isola Di Mezzo
Compendio Isola Manna
Compendio Arcipelago Le Porreddu
Compendio Arcipelago Poltu Qualtu, Isola Del
Cavallo
Compendio Foci del Fiume Padrongianus, Le
Saline, Isola Patron Fiaso
Compendio M. Muzzone, Fontana Umbrina, M.
Malandroni, P. Te Marcantonio, M. Mandriolo,
Porto Vitello, M. Sperlatto, Punta Ruja, Capo
Ceraso, Porto Lengnaiolo, Monte Nieddu, Sa Enas
Appara, Valle Serra De Mesu,
Compendio Arcipelago Isole di Porto Lucas,
Scoglio Dei Magroni
Compendio Arcipelago Isola Barca Sconcia
Compendio Stagno Tartanelle
Compendio Arcipelago Isola Tavolara
Compendio M. Telti
Compendio Lu Tuvu
Legenda:
Localizzazione
(dal Centro Urbano)
Nord-Est
Nord-Est
Area
(h)
8,5
3,7
Tipo di
interesse
HN
HN
Nord
286,3
HN
Nord-Est
Nord-Est
Est-Nord-Est
Est-Nord-Est
Est
Est
Est
Est
Est
26,0
28,3
38,6
202,6
38,2
27,3
18,2
3,9
15,5
HN
HN
HN
HN
HN
HN
HN
HN
HN
Est
9,1
HN
Est
305,0
HN
Est
495,9
HN
Est
2,61
HN
Est
Est-Sud-Est
Sud-Est
Ovest
Ovest-Sud-Ovest
1,2
42,5
968,7
96,9
194,0
HN
HN
HN
HN
HN = Zone con vincolo Naturalistico
Sono state escluse dall'attribuzione della Classe I le piccole aree verdi di quartiere, e i
parchi pubblici non urbani, poiché si ritiene che in esse la quiete non sia un requisito
fondamentale per la fruizione.
4.4.2. Attribuzione delle Classi V e VI (Aree prevalentemente ed esclusivamente
industriali)
Per l’identificazione delle classi V e VI (aree prevalentemente ed esclusivamente
industriali) si è fatto esclusivo ricorso al Piano Urbanistico Comunale, indicate come
Zona D.
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Tuttavia è parso opportuno assegnare La Classe VI "Area Esclusivamente
Industriale" alla vasta Zona Industriale (Nucleo di Industrializzazione - Zona D1) a
Est-Nord-Est del Centro Urvano di Olbia, avente una estensione dell'ordine di 763 h
circa, concentrata in aree specializzate esterne alla città. La zona industriale può
interessare le imprese caratterizzate da grandi ingombri di spazio, come le imprese di
trasporto e le imprese edili, che possono essere rilocalizzate in aree esterne alla città.
Per quanto concerne le rimanenti zone a specifica vocazione artigianale (Zone
terziarie e commerciali), si è ritenuto di operare con l'asseverazione di tali aree alla
Classi acustica V, IV e III, a seconda della dimensione e del contesto urbanistico
delle aree limitrofe. Si è inoltre tenuto conto che in tali aree vi è la radicata presenza
di ambienti abitativi. Si rammenta che il D.P.C.M. 14/11/1997 prevede che nelle
Zone di Classe III possano ospitare una "limitata presenza di attività artigianali" e
che nelle Zone di Classe IV possano essere normalmente presenti attività artigianali.
Altresì giova evidenziare che la norma regionale prevede la "possibilità di
inserimento in IV classe di eventuali aree che il P.U.C. o P.R.G. hanno individuato
come aree industriali (classe V o VI), purché le stesse, per tipologia e caratteristiche
costruttive degli opifici, siano tali da rispettare sempre i limiti di rumore previsti in
IV".

Tabella 15: Elenco Zone Terziarie e Commerciali
Classificazione
Descrizione
urbanistica
Località Maltana
Zona D2.1
Comparto D - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.2
Comparto D - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.3
Comparto F - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.4
Comparto L - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.5
Comparto D - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.6
Comparto A e C - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.7
Comparto E - Loc. Aeroporto Costa Smeralda
Zona D2.8
Località Basa
Zona D2.9
Viale Aldo Moro
Zona D2.10
Via Marco Polo
Zona D2
Via Caboto
Zona D2
Via Malpighi
Zona D2
Via Sardegna
Zona D2
Strada Cantoniera Picciaredda
Zona D2
Area
(h)
Classe
acustica
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
IV
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4.4.3. Attribuzione delle classi acustiche II, III e IV
4.4.3.1
Generalità
I criteri adottati per l’attribuzione delle classi II, III e IV, sono distinti in relazione al
territorio urbano ed extraurbano. Per quanto concerne le aree situate al di fuori del
centro abitato, l’attribuzione delle unità acusticamente omogenee ha coinciso,
compatibilmente ai limiti dimensionali dell’area interessata, con le zone urbanistiche
omogenee già individuate dal Piano Urbanistico Comunale (P.U.C).
Nel Centro Urbano, l’attribuzione delle classi II, III e IV è stata preliminarmente
effettuata applicando i criteri del “metodo qualitativo”, corrispondenti alle scelte
urbanistiche già adottate dall’Amministrazione Comunale nel P.U.C., ed è stata poi
verificata la criticità attraverso l’elaborazione dei parametri socio-economici previsti
dal “metodo quantitativo” nella normativa regionale.
La procedura utilizzata per l’attribuzione delle classi II, III e IV ha compreso i
seguenti passaggi:
 identificazione delle unità acusticamente omogenee (u.a.o) negli isolati,
individuati dal reticolo della rete viaria del centro urbano;
 identificazione degli areali a destinazione d’uso specifico (aree commerciali,
direzionali, produttive), attraverso gli elenchi delle attività produttive e
commerciali presenti nel territorio di Olbia, riportanti l’ubicazione e la superficie
delle singole attività;
 attribuzione a ciascun isolato del numero di abitanti, attraverso l’elenco a
disposizione dell’Ufficio Demografico, che riporta il numero di residenti per
indirizzo;
 valutazione dei parametri Densità della popolazione, Densità di attività
commerciali, Densità di attività artigianali per ciascuna u.a.o. e determinazione
dei corrispondenti punteggi predeterminati e loro somma;
 attribuzione della classe acustica, corrispondente al punteggio ottenuto, a
ciascuna u.a.o., secondo quanto indicato dalla normativa regionale, non tenendo
conto dell’influenza del traffico veicolare;
 considerazioni in merito alla classificazione delle infrastrutture stradali per
giungere alla classificazione acustica definitiva delle u.a.o. e poter effettuare
l’accorpamento di quelle contigue acusticamente omogenee allo scopo di ottenere
le aree territorialmente omogenee (A.T.O.), che presentano caratteristiche proprie
di una sola delle sei classi in esame;
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 in determinati casi, l’assegnazione della Classe II, III o IV è stata attribuita
d’ufficio, al fine di evitare il contatto diretto di aree con limiti assoluti superiori a
5 dB(A);
Nel centro urbano di Olbia e nelle sue Frazioni, l’attribuzione della Classe III ha
tenuto conto dell’attuale consistenza degli insediamenti commerciali, artigianali e
attività di servizi.
Le Aree Territorialmente Omogenee (A.T.O.) di Classe II, III e IV sono state ottenute
dall'elaborazione e accorpamento di unità acusticamente omogenee contigue, secondo
un criterio mirato alla salvaguardia dall’inquinamento acustico del centro abitato, ed
in particolare dei ricettori sensibili (scuole, ospedali) e zone di tipo prevalentemente
residenziale.
L'accorpamento segue i criteri emanati dalla norma regionale, che suggerisce di
evitare la disomogeinizzazione di grandi porzioni di territorio con l’effetto “a
macchia di leopardo" originariamente emerso dalla elaborazione dello stato di fatto.
Nel territorio extraurbano si è operato in conformità alle indicazioni contenute nel
P.U.C., ove sono state individuate e classificate in Zona E le Aree a vocazione
produttiva agricola e agropastorale.
L’assegnazione della Classe III nel territorio extraurbano si è basata, in via
principale, sull’inquadramento dello strumento urbanistico vigente (P.U.C.) ed è stata
attribuita alle aree agricole fruibili, qualificate come Zone Agricole E, trattandosi di
aree rurali in cui le attività svolte possono necessitare dell’impiego di macchine
operatrici.
Al fine di non influenzate la potenzialità produttiva di tali aree con limitazioni
acustiche maggiormente restrittive di quelle imposte dall'attribuzione della Classe III,
la criticità emersa (conseguente al contatto con aree a maggiore tutela di Classe I) è
stata fronteggiata e risolta con l'elaborazione della opportuna fascia cuscinetto di
Classe II (finalizzata a garantire il contatto tra aree caratterizzate da livelli di
rumorosità eccedenti i 5 dB). La fascia cuscinetto è stata progettata all'interno dei
confini delle aree a maggiore tutela acustica.
Tale criterio è parso soddisfare le esigenze imprenditoriali correlate al comparto
agricolo, tuttavia senza alcuna compromissione significativa della qualità acustica
delle zone limitrofe alle quali la legge riserva maggiore tutela in considerazione del
fatto che l'attività agricola, la cui rumorosità è sostanzialmente connessa all'impiego
di macchine operatrici, esplica i sui effetti acustici nel territorio circostante per brevi
e cadenzati periodi stagionali, limitati a particolari operazioni di manutenzione dei
terreni, semine e raccolti.
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
4.5.
Classificazione delle infrastrutture di trasporto
Tenendo presente la classificazione delle infrastrutture viarie prevista dal D.Lgs 30
aprile 1992, n 285 (Nuovo Codice della Strada), la rete stradale del Comune di Olbia
è costituita da una rete di strade Statali e Provinciali che attraversano il territorio
comunale per il collegamento interregionale e interprovinciale tra i vari centri
dell'isola, nonché asservita da una fitta rete di strade locali urbane e extraurbane.
Le strade locali assorbono il flusso veicolare che, in particolari periodi dell’anno,
molte di esse vengono interessate da importanti flussi veicolare orientativamente
stimabili tra 50 e 500 veicoli/ora e, in taluni casi, superiore ai 500 veicoli/ora. Tali
strade sono di seguito indicate:
4.5.1. Classificazione della rete stradale urbana

Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via ABRUZZO
Via ACACIE
Via ACHENZA
Via DELL'ACQUA MARINA
Via ACQUEDOTTO ROMANO
Via ACQUEDOTTO
Via ADIGE
Via AGRIFOGLIO
Via AGRIGENTO
Via ALESSANDRIA
Via ALESSI
Via ALFIERI V.
Via ALGERIA
Via ALIGHIERI D.
Via DEGLI ALISEI
Via DELL'ALLORO
Via ALPI I.
Via ALTO ADIGE
Via AMADEO G.
Via AMBA ALAGI
Via DELL'AMBRA
Via AMENDOLA
Via DELL'AMETISTA
Via AMMANATI B.
Via AMSICOARA
Via AMSTERDAM
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via ANCONA
Via DELL'ANCORA
Via ANDORRA
Via ANGELICO B.
Via ANGIOLERI C.
Via ANGIOY M.G.
Via ANGLONA
Via ANGOLA
Via ANNIGONI P.
Via ANTELAMI
Via ANTONELLI A.
Via APULIA
Via AQUILA
Via ARABIA SAUDITA
Via ARBOREA
Via DEGLI ARBUSTI
Via ARCHIMEDE
Via AREZZO
Via ARGENTINA
Via ARIOSTO
Via ARISTOTELE
Via ARNO
Via ARNOLFO DI CAMBIO
Via DEGLI ARROTINI
Via DEGLI ASFODELI
Via ASPROMONTE
Via ASPRONI
Via ASSISI
Via ASTI
Via ASTRO MARI
Via DEGLI ASTRONAUTI
Via ATENE
Via AUSTRALIA
Via AUSTRIA
Via DELL'AUSTRO
Via AVELLINO
Via DEGLI AVIATORI
Via AZARA S.
Via BACH J.S.
Via BAGATTI G.
Via F.LLI BANDIERA
Via BARATTA
Via BARBAGIA
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via BARCELLONA
Via BARI
Via BARONIA
Viale BASA
Via BASILICATA
Via BASSI M.
ViaDELLA BATTIGIA
Via BATTISTI C.
Via BAZZONI-SIRCANA
Via BEETHOVEN L.V.
Via BELGIO
Via BELGRADO
Via BELLINI
Via BELLONCI MARIA
Via BELLUNO
Via BENEVENTO
Via BERLINGUER E.
Via BERLINO
Via BERNINI L.G.
Via BETULLA
Via BIANCOSPINO
Via BIDDAU A.
Via BIELLA
Via BINI N.
Via BINZOLAS
Via BOCCHERINI
Via BOIARDO
Via BOITO A.
Via BOLOGNA
Via BOLZANIN A.
Via BOLZANO
Via BONANNINI
Via BONAVENTURA
Via BONN
Via BONSAI
Via BORA
Via BORROMINI
Via BORSELLINO P.
Via BOTTEGO
Via BOTTICELLI
Via BOUGANVILLE
Via BRACCU A.
Via BRAMANTE
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via BRANCATI V.
Via BRESCIA
Via DELLE BREZZE
Piazza BRIGATA SASSARI
Vicolo BRIGATA SASSARI
Via BRIGATA SASSARI
Via BRINDISI
Via BRIOSCO
Via BRUNELLESCHI
Via BRUNO G.
Via BRUXELLES
Via BUDAPEST
Via BULGARIA
Via BUON GIOVANNI
Via CABOTO S.
STR. VIC. PER CABU ABBAS
Via CADEDDU
Via CADICE
Via CADUTI DEL LAVORO
Via CAEN
Via CAGLIARI
Via CAIRO
Via CAIROLI FRATELLI
Via CALABRIA
Via CALLIMACO
Via CALVINO ITALO
Via CAMBINI G.
Via CAMBOGIA
Via CAMELIA
Via CAMPANIA
Via CAMPIDANO
Via CAMPOBASSO
Via CANAPA
Via CANOVA A.
Via CAPELVENERE
Via CAPO VERDE
Via CAPOTESTA
Via CAPUANA
Via CARAVAGGIO
Via CARBONIA
Via DEI CARDI
Via CARDUCCI G.
Via CARO
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via CASERTA
Via CASTAGNO
Via CATALANI
Via CATANIA
Via CATANZARO
Via CATELLO PIRO
Via CATULLO
Via CAVALCANTI G.
Via CAVALLI
Via CAVOUR
Via CEDRI
Via CELLINI B.
Via CENTENARIO
Via CERVO P.
Via CESENA
Via CESTI
Via CHERUBINI
Via CHESSA M.LLO
Via CHESSA P.
Via CHIESA D.
Via CHIETI
Via CILE
Via CILEA
Via CIMABUE
Via CIMAROSA
Via CINA
Via CIPRESSI
Via DEL CISTO
Piazza CIVITAS
Via CIVITAVECCHIA
Via CLEMENTI M.
Via COLOMBO C.
Via COLONNA V.
Via COMO
Via CONCA ONICA
Via CONFALONIERI
Via CONGO
Via CONPENAGHEN
Via COOK J.
Via COPERNICO N.
Via CORBEZZOLO
Via CORDA
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via COREA
Via CORELLI
Via CORREGGIO
Via CORRIDONI F.
Via CORSICA
Via CORTEZ F.
Via COSENZA
Via COSIMO DE’ MEDICI
Via COSSU TENENTE
Via COSTANTINO GIUDICE
Via CREMONA
Piazza CRISPI
Via CROCE B.
Via CROTONE
Via CUNEO
Via CURIE M.
Via D’ANNUNZIO G.
Via D’ARBOREA E. GIUDICESSA
Via D’AZEGLIO
Via DA CAMPIONE A.
Via DA CREMONA G.
Via DA FABRIANO G.
Via DA VERAZZANO
Via DA VINCI LEONARDO
Via DANIMARCA
Via DANUBIO VIA
Via DE AMICIS
Via DE ANGELIS P.
Via DE FABRIS
Via DE FILIPPI
Via DE GASPERI
Via DE SANCTIS
Via DE SICA
Via DE SIMONE G.
Via DEGORTES D.
Via DEGORTES M.
Via DEGORTES S.
Via DELEDDA G.
Via DEROSAS
Via DESINI G.M.
Via DETTORI
Via DI SANTAROSA S.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via DIAS B.
Via DIAZ
Via DONATELLO
Via DONIGHEDDU
Via DONIZETTI G.
Via DORIA A.
Via DUBLINO
Via DUCA D’AOSTA
Via DUCCIO A.
Via EBANO
Via EGITTO
Via EINAUDI
Via EMILIA
Via ENNA
Via ERACLITO
Via ERICA
Via ESTONIA
Via ETESI
Piazza ETNA
Via DELL'EUCALIPTUS
Via EUCLIDE
Via FABBRI
Via FAENZA
Via FANCELLI L.
Via FARA S.
Via FARINA
Via DEL FARO
Via FAUSANIA
Via DELLE FELCI
Via FELLINI
Via DEI FENICOTTERI
Via FERA S.
Via FERMI E.
Via FERRACCIU N.
Via FERRARA
Via FERRINI G.
Via DELLA FERULA
Via FIDIA
Via FIGONI F.
Via FILARETE
Via FILIPPINE
Via FINLANDIA
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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55
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55
45
55
45
55
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55
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55
45
55
45
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45
55
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55
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55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via DEI FIORI
Via FIRENZE
Via FIUME
Via FLORIO
Via FLUMENDOSA
Via FOGAZZARO A.
Via FOGGIA
Via FONTANA
Via FONTANESI
Via FORLÌ
Via FORNAI
Via FORTELEONI M.
Via FOSCOLO U.
Via FRANCHI A.
Via FRANCOFORTE
Via FRASSINO
Via FRIULI
Via FROSINONE
Via GADDA C.E.
Via GALILEI G.
Via GALLURA
Via GALVANI
Via GARIBALDI
Via GAUDI
Via DEL GELSOMINO
Via GEMELLI
Via GEMINIANI
Via GEMITO V.
Via GENNARGENTU
Via GENOVA
Via GENTILE GIOVANNI
Via GENTILESCHI
Via GERMANIA
Via GESSI
Via GHIBERTI L.
Via GIAPPONE
Via DELLA GIARA
Via DEI GIGLI
Via DEI GINEPRI
Via DELLE GINESTRE
Via GIORDANIA
Via GIORDANO U.
Via GIOTTO
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
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30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via GIUANNE SECCHE
Via DEI GIUNCHI
Via GIUSTI
Via GOCEANO
Via GOETHE
Via GOLDONI C.
Via GOLFO ARANCI
Via GRAMSCI A.
Via GRAN BRETAGNA
Via GRAN SASSO D’ITALIA
Via GRECIA
Via GROSSETO
Via GROSSI T.
Via GUBBIO
Via GUIDO D’AREZZO
Via GUINEA
Via HELSINKI
Via HUME D.
Via IGLESIENTE
Via IMPERIA
Via INDIA
Via INDONESIA
Via IOTTI N.
Via IRLANDA
Via ISERNIA
Viale ISOLA BIANCA
Via ISOLA BOCCA
Via ISONZO
Via ISRAELE
Via ISTANBUL
Via IVREA
Via JESOLO
Via JOYCE J.
Via JUVARRA F.
Via KENNEDY J.F.
Via KING M.L.
Via LA SPEZIA
Via LABRIOLA A.
Via LACONIO GIUDICE
Via LAMARMORA
Via LAMBERTI
Via DELLA LAMPARA
Via LANFRANCO
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via DEL LARICE
Via LATINI B.
Via LAZIO
Via LECCE
Via DEI LECCI
Via LEGNANO
Via DEL LENTISCHIO
Via LEO LEONARDO
Via LEONCAVALLO
Via LEOPARDI G.
Via LETTONIA
Via LEVANTE
Via LEVI PRIMO
Via LIBANO
Via LIBECCIO
Via LIBIA
Via DEI LIDI
Via LIDO DEL SOLE
Via LIGURIA
Via LIMBARA
Via LIONE
Traversa 2 Via LISBONA
Traversa 2 Via LISBONA
Via LISBONA
Via LITUANIA
Via LODI
Via LOGUDORO
Via LOI N.
Via LOIRI
Via LOMBARDI
Via LOMBARDIA
Via LONDRA
Via LONGHENA B.
Via LORCA F.G.
Via LOTTI
Via LUBIANA
Via LUCANIA
Via LUCCA
Via LULLI G.B.
Via LUMBAU
Via LUSSU J.
Via LUXEMBURGO
Via DEL M.E.C.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via MACCHIAVELLI
Via MACERATA
Via MADAGASCAR
Via MADERNO
Via MADRID
Via MAESTRALE
Via MAGELLANO F.
Via MAGENTA
Via DELLA MAGNOLIA
Via MALAWI
Via MALPIGHI M.
Via MALTA
Via MAMELI GOFFREDO
Via DEI MANDORLI
Via MANTOVA
Via MANZONI
Via MAR ADRIATICO
Via MAR CASPIO
Via MAR GLACIALE ARTICO
Via MAR IONIO
Via MAR LIGURE
Via MAR MEDITERRANEO
Via MAR NERO
Via MAR ROSSO
Via MAR TIRRENO
Via MARCHE
Via MARCONI G.
Via MAROCCO
Via MARONCELLI
Via MARSALA
Via MASACCIO
Via MASCAGNI
Via MASSA CARRARA
Via MATERA
Piazza MATTEOTTI
Via MAURITIUS
Via MAZZINI
Via MEDRANO
Via DEL MELOGRANO
Via MENOTTI C.
Via MESSICO
Via MESSINA
Via MESTRE
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via MEUCCI
Via MICALEDDU
Via MILANO
Via DELLE MIMOSE
Via DEI MINATORI
Via MINCIO
Via MIRONE
Via DEL MIRTO
Via MODENA
Via DEL MOGANO
Via MOLARA
Via MONACO
Via MONFERRATO
Via DEI MONSONI
Via MONTALE EUGENIO
Via MONTE ALVU
Via MONTE AMIATA
Via MONTE BIANCO
Via MONTE GRAPPA
Via MONTE NERO
Via MONTE PASUBIO
Via MONTE PINO
Via MONTE ROSA
Via MONTE RUIU
Via MONTE SAN MICHELE
Via MONTECARLO
Via MONTECATINI
Via MONTELLO
Via MONTEVERDI
Via MONTI V.
Via MONZA
Via MORANTE ELSA
Via MORETTI M.
Via MORISCU
Viale MORO ALDO
Via MORO M.
Via DEL MORO
Via MOZAMBICO
Via MOZART W.A.
Via MURATORI
Via NANNI A.
Via NAPOLI
Via NEGRI A
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via NENNI P.
Via NEPAL
Via NERUDA P.
Via NERVI
Via NERVO I.
Via NETTUNO
Via NEWTON
Via NIEDDA PADRE
Via NIGER
Via NILO
Via NOBILE U.
Via NOCE FAUSTO
Via NORVEGIA
Via NOVARA
Via NUORO
Via NUOVA
Via NURRA
Via OGLIASTRA
Via OLBIA
Via DELL'OLIVO
Via DELL'OLMO
Via DEGLI ONTANI
Via ONTE RUIU
Via ORCAGNA
Via ORIENTALE SARDA OSLO
Via DELL'OSSIDIANA
Via PACINOTTI
Via PADOVA
Via PAGANINI
Via PAISIELLO
Via PALA G.
Via PALERMO
Via PALESTRO
Via PALISSANDRO
Via PALLADIO
Via DELLE PALME
Via DEI PALOMBARI
Via DEI PANETTIERI
Via PAPANDREA
Via PAPER E.
Via PARIGI
Via PARINI G.
Via PASCOLI G.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
Pagina 55 di 84
Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via PASOLINI
Via DEI PASTI
Via PAVESE CESARE
Via PAVIA
Via PELLICO S.
Via PENISOLA DEL SINIS
Via PERGOLESI
Via PERTINI
Via PERUGIA
Via PERUGINO
Via PERUZZI
Via PESARO
Via DEI PESCATORI
Via PETRARCA F.
Via PETRUCCI A.
Via PETRUCCI
Via PETTA S.
Via PIACENZA
Via DEL PIAVE
Vicolo Via DEL PIAVE
Via DELLA PIAZZA
Via PIAZZI
Via PICCINNI
Via PICCOLA
Via PIEMONTE
Via DEI PINI
Via PINTOR
Via PINTURICCHIO
Via DEL PIOPPETO
Via DEI PIOPPI
Via PIRANDELLO
Via PIRO V.
Via PISA
Via PISANO
Via PISTOIA
Via PITAGORA
Località PITTULONGU
Via DEI PLATANI
Via POLO MARCO
Via POLONIA
Via PONCHIELLI A.
Via PONENTE
Via PORPORA N.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via DELLA PORTA
Via PORTO ROMANO
Via PORTOGALLO
Via POZZO ANDREA
Via PRASSITELE
Via PRATO
Via DELLE PRIMULE
Viale PRINCIPE UMBERTO
Via PUGLIE
Via PUNTA SALINE
Via DEL QUARZO
Via QUASIMODO S.
Via QUATTRO NOVEMBRE
Via DELLA QUERCIA
Via RAGUSA
Via RASENTI
Via RAVERTI
Via REDI F.
Via REDIPUGLIA
Via REGGIO EMILIA
Via REGINA ELENA
Piazza REGINA MARGHERITA
Via RIETI
Via DEI RIGATTIERI
Via RIO ABBA FRITTA
Via RODARI G.
Traversa di Via ROMA
Via ROMA
Via ROMAGNA
Via ROMANA
Via ROMANIA
Via ROSA DEI VENTI
Via DELLE ROSE
Via DEL ROSMARINO
Via ROSSELLINI
Via ROSSETTI B.
Via ROSSINI
Vivolo Via ROSSINI
Piazza DELLA ROTONDA
Via RUANDA
Via DEL RUBINO
Via RUINADAS
Località S’ISTRANA
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via SA CORRONCEDDA
Via SA ISTRANA
Via SA MINDA LONGA
Via SALGARI E.
Via DEI SALICI
Via SALICORNIE D.
Via SALTARO GIUDICE
Via SALVI
Via SALVIATI
Via SAN BASILIO
Via SAN BIAGIO
Via SAN DOMENICO
Via SAN FELICE
Via SAN FRANCESCO
Via SAN GIOVANNI
Via SAN GUIDO
Via SAN JOSEMARIA ESCRIVÀ
Via SAN MARTINO
Via SAN PAOLO
Via SAN PASQUALE
Via SAN PIETRO
Via SAN SIMPLICIO
Via SAN SIRO
Via SAN VOTTORE
Piazza SANGALLO
Via SANGALLO
Via SANT’ANDREA
Via SANT’ANTONIO
Piazza SANTA CROCE
Via SANTA CROCE
Via SANZIO
Via SARCIDANO
Via SARDEGNA
Via DEI SARTI
Via SASSARI
Via SATTA S.
Via SAURO N.
Via SAVONA
Via SCARLATTI
Via SCARPA C.
Via SCHUBERT F.
Via SCHUMANN R.
Via SCIASCIA L.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via DELLO SCIROCCO
Via DELLO SCOGLIO
Via SENEGAL
Via SERRAO M.
Via SERRERI
Via SEYCHELLES
Via SI SCOGLIA
Via SIBILLA ALERAMO
Via SICILIA
Via SIENA
Via SILONE I.
Via SIMPLICIO SPANO
Via SIRCANA
Via SIVIGLIA
Via SKIEN
Via SOLARI
Via SOTGIU
Via SPADOLINI
Via SPANU GIUDICE
Via SPENSATELLO
Via DEGLI STAGNI
Via DEGLI STAGNINI
Via DELLA STAMPA
Via STAZZO PILERI
Via STAZZU CANU
Via STAZZU FRUTTUOSO
Via STRADA STATALE
Via STRADELLA
Via STRASBURGO
Via STROMBOLI
Via SU BADRONU
Via DELLE SUGHERE
Via SULCIS
Via SVEVO ITALO
Via SVEZIA
Via SVIZZERA
Via TAGLIAMENTO
Via TAIWAN
Via TALENTI
Via TALETE
Via TAMERICI D.
Via TAMPONI
Via TANZANIA
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via TARANTO
Via TARTINI
Via TASSO T.
Via TAVOLARA
Via TEMPIO
Via TERAMO
Via DELLE TERME
Vicolo A Via DELLE TERME
Vicolo B Via DELLE TERME
Vicolo C Via DELLE TERME
Vicolo D Via DELLE TERME
Vicolo E Via DELLE TERME
Via TEVERE
Via TIBALDI
Via TICINO
Via TIENANMEN
Via TIEPOLO
Via TIFONE
Via TIGELLIO
Via DEI TIGLI
Via TINTORETTO
Via TIRSO
Via TIZIANO
Via DEL TOPAZIO
Via TORINO
Via DEI TORNITORI
Via TORRICELLI
Via TOSCANA
Via TOSCANINI
Via TOTI E.
Via TRANNAI
Via TRE VENEZIE
Via TRENTINO
Via TRENTO
Via TRIESTE
Via TUNISI
Via TUNISIA
Via DEL TURCHESE
Via TURCHIA
Via UDINE
Via UGANDA
Via DEGLI ULIVI
Corso UMBERTO I
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Segue Tabella 16: Classificazione delle infrastrutture categoria F- Strade Locali Urbane
Denominazione dell'infrastruttura
Via UMBRIA
Vicolo Via UMBRIA
Via UNGARETTI G.
Via UNGARETTI GIUSEPPE
Via UNGHERIA
Via VADUZ
Via VAL D’AOSTA
Via VAL DI SUSA
Via VALENTINI I.
Via VARRUCCIU
Via VASARI
Via VELA
Via VENA FIORITA
Via VENEZIA EUGANEA
Via VENEZIA GIULIA
Via VENEZIA TRIDENTINA
Via VENEZIA
Via VENTI SETTEMBRE
Via VENVITELLI
Via VERDI G.
Via VERGA G.
Via VERONESE
Via VERROCCHIO
Via VESPIGNANI V.
Via VESPUCCI A.
Via VESUVIO
Via VICENZA
Via VIGEVANO
Via VIGNOLA
Via VILLINI
Via VIOLE
Via VIRGILIO
Via VISCONTI L. GIUDICE
Via VISCONTI
Via VITTONE B.
Via VITTORINI ELIO
Corso VITTORIO EMANUELE II
Corso VITTORIO VENETO
Via VIVALDI
Via VOLTA A.
Via VULCANO
Via WAGNER R.
Ampiezza
fascia di
Classe
pertinenza
acustica
acustica
[m]
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
II
30
III
30
II
30
II
30
II
30
II
30
Limiti acustici
(DPCM 14/11/1997)
Limite
Limite
Diurno
Notturno
[dBA]
[dBA]
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
55
45
60
50
55
45
55
45
55
45
55
45
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
Per queste infrastrutture stradali che attraversano o lambiscono il centro abitato si
deve prevedere una fascia di pertinenza acustica di trenta metri, su entrambi i lati del
ciglio stradale, con limiti acustici riferiti ai valori limite assoluti di immissione
stabiliti dalla Tab C allegata al DPCM 14/11/1997.
Tuttavia nel definire l'ampiezza della fascia di pertinenza per strade di tipo E e F si
deve tenere conto degli schermi interposti sul percorso di propagazione del suono:
file di edifici, facciate di isolati, dislivelli e barriere naturali.
La norma regionale fornisce i seguenti criteri:
- per file di fabbricati continui si considera indicativamente la sola facciata a filo
strada e in caso di arretramento vanno considerati gli edifici compresi entro 30
metri dal margine della carreggiata; per i brevi tratti corrispondenti ad immissioni
di vie laterali si considera un arretramento di 30 metri.
Le strade di quartiere e locali sono considerate parte integrante dell’area di
appartenenza al fine della classificazione acustica e per esse non è strettamente
necessaria la rappresentazione della fascia di pertinenza. Come indicato dalla norma
regionale (Parte I, punto n.17), al fine di facilitare la lettura della carta, non si
riportano a livello grafico le fasce di pertinenza della rete locale urbana tipo E ed F.
4.5.2. Classificazione della rete stradale extraurbana
Per quanto concerne la rete stradale del territorio extraurbano di Olbia, esso è
attraversato da una rete di strade Statali e Provinciali ricadenti nelle infrastrutture di
trasporto classificate come "strade extraurbane secondarie di tipo Cb",
conformemente a quanto indicato nella Tabella 2 dell’Allegato 1 del DPR 30 marzo
2004, n 142.
A tali strade si applicano le fasce di pertinenza, caratterizzate da una larghezza
complessiva di 150 metri, pari alla somma della Fascia A, adiacente alla carreggiata,
di ampiezza pari a 100 metri e della seconda fascia, denominata Fascia B, di
ampiezza pari a 50 metri, contigua alla fascia A.
Nel territorio extraurbano, i limiti acustici relativi alla sola rumorosità prodotta
dall’infrastruttura viaria sono pari a 70 dBA nella Fascia A e 65 dBA nella Fascia B
durante il periodo di riferimento diurno, e pari a 60 dBA nella Fascia A e 55 dBA
nella Fascia B durante il periodo di riferimento notturno.
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA

Tabella 18: Classificazione delle infrastrutture di trasporto - Strade Extraurbane
Denominazione
dell'infrastruttura
-
SS 125
SS 127
SS 191
SS 427
SP 16
SP 24
SP 38
SP 73
SP 79
SP 82
SP 94
SP 99
SP 122
SP 139
SP 145
SP 173
SP 174
SP 175
Tipo di strada
[codice della Strada]
C – extraurbana
secondaria
Tipologia Ricettori
Ampiezza
Scuole, ospedali,
fascia di
case di cura e
Altri ricettori
pertinenza
riposo
acustica
Limite
Limite
Limite
Limite
[m]
Diurno Notturno Diurno Notturno
[dBA]
[dBA]
[dBA]
[dBA]
100
70
60
(Fascia A)
50
(Fascia B)
50
40
65
55
Per quanto concerne la rimanente parte dell’infrastruttura stradale attraversante il
territorio comunale, si assume il requisito di strada attraversata da un flusso veicolare
compreso tra 50 e 500 veicoli/ora.
A queste infrastrutture viene pertanto assegnata la Classe III secondo quanto indicato
nelle raccomandazioni riportate nella parte I, punto n.17 della normativa regionale e
si deve prevedere una fascia di pertinenza acustica di trenta metri, su entrambi i lati
del ciglio stradale, con limiti acustici riferiti ai valori limite assoluti di immissione
stabiliti dalla Tab. C allegata al DPCM 14/11/1997.
La caratterizzazione acustica di tali infrastrutture rispecchia generalmente la
classificazione acustica della zona attraversata. Tali infrastrutture sono state
considerate parte integrante dell’area di appartenenza al fine della classificazione
acustica.
Come indicato dalla norma regionale (Parte I, punto n.17), al fine di facilitare la
lettura della carta, viene omessa la rappresentazione della fascia di pertinenza.
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
4.5.3. Classificazione della infrastruttura ferroviaria
La rete ferroviaria della Sardegna comprende attualmente linee che si sviluppano per
un totale di circa 1.036 km di lunghezza, di cui 430 km a scartamento ordinario e 606
km a scartamento ridotto (950 mm), con una densità media di 43 m di ferrovia per
ogni km², cifra che scende a 26 m/km² considerando le sole linee di trasporto
pubblico.
Il comune di Olbia è attraversato dalla linea ferroviaria Cagliari - Olbia - Golfo
Aranci Marittima ed è dotata di tre binari utilizzati per il servizio viaggiatori, oltre a
un quarto binario di servizio, di fronte al fabbricato viaggiatori.
A circa 400 metri dalla stazione passeggeri, in direzione Cagliari, si trova il deposito
locomotive dello scalo, nei pressi del quale si trova anche un fascio di binari per il
servizio merci.
Figura 2: Vista aerea della Stazione ferroviaria di Olbia
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
La stazione di Olbia è il principale scalo ferroviario delle Società Trenitalia (vettore)
e Rete Ferroviaria Italiana R.F.I. (infrastruttura) del comune di Olbia. Essa è di Olbia.
A livello di relazioni lo scalo è raggiunto da treni da e per Cagliari, Oristano,
Chilivani, Sassari, Porto Torres e Golfo Aranci.
L'infrastruttura è interessata quotidianamente dall'attraversamento di n.33 treni per il
trasporto passeggeri. Nella seguente Tabella si riporta l'elenco dei treni conferenti
sulla stazione di Olbia.
Tabella 19: Orari Treni passeggeri transitanti sulla Stazione di Olbia
PROVENIENZA
OLBIA
OLBIA
OLBIA
GOLFO ARANCI
OLBIA
SASSARI
OLBIA
OZIERI CHILIVANI
OLBIA
OLBIA
OLBIA
CAGLIARI
OZIERI CHILIVANI
GOLFO ARANCI
OZIERI CHILIVANI
OLBIA
GOLFO ARANCI
OLBIA
OLBIA
SASSARI
GOLFO ARANCI
OLBIA
Oristano
OLBIA
OLBIA
OZIERI CHILIVANI
GOLFO ARANCI
OLBIA
SASSARI
OLBIA
MACOMER
GOLFO ARANCI
CAGLIARI
DESTINAZIONE
MACOMER
SASSARI
GOLFO ARANCI
OLBIA
CAGLIARI
OLBIA
CAGLIARI
OLBIA
GOLFO ARANCI
SASSARI
SASSARI
OLBIA
OLBIA
OLBIA
OLBIA
GOLFO ARANCI
OLBIA
PORTO TORRES PCC
GOLFO ARANCI
OLBIA
OLBIA
CAGLIARI
OLBIA
GOLFO ARANCI
OZIERI CHILIVANI
OLBIA
OLBIA
OZIERI CHILIVANI
OLBIA
SASSARI
GOLFO ARANCI
OLBIA
OLBIA
ORA ARRIVO
------07.38.00
--07.46.00
--08.51.00
------10.11.00
10.28.00
10.41.00
11.41.00
--14.04.00
----15.21.00
15.50.00
--16.19.00
----18.02.00
18.11.00
--19.10.00
--20.09.00
21.07.00
21.37.00
ORA PARTENZA
06.15.00
06.37.00
06.45.00
--07.45.00
--08.09.00
--09.00.00
09.22.00
09.30.00
--------13.10.00
--14.09.00
14.30.00
----16.00.00
--16.24.00
16.55.00
----18.25.00
--19.25.00
20.10.00
----Pagina 65 di 84
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
Per quanto concerne l’attribuzione delle classi all’infrastruttura ferroviaria, le aree
pertinenti la Stazione di Olbia sono state qualificate in Zone di Classe IV in
conformità ai disposti stabiliti dal D.P.C.M. 14/11/1997. Tuttavia la norma regionale
non esclude la possibilità di assegnare la classe V o la classe VI in prossimità delle
suddette infrastrutture, nel caso di linee ad intenso traffico ferroviario o in presenza di
insediamenti commerciali o industriali.
La linea ferroviaria in questione rappresenta parte della tratta Cagliari – Golfo
Aranci, nota anche come Dorsale Sarda, gestita del gruppo Ferrovie dello Stato
tramite la società controllata RFI. La linea è la più importante ed estesa dell'intera
rete ferroviaria sarda e collega Cagliari col porto gallurese di Golfo Aranci e con vari
centri del Campidano, della Sardegna centrale e della Gallura, attraversando sei delle
otto province sarde. La ferrovia è interamente non elettrificata e, per quanto concerne
la percorrenza sul territorio comunale di Olbia, a binario unico.
La linea, percorsa sia da treni passeggeri sia da convogli merci, attraversa il territorio
comunale di Olbia interessando le località Enas, Micaleddu, Serra Alveghese, Sa
Liorra, Grisciuras, Molinetto, Sa Ena Frisca, il versante orientale del Centro Urbano
di Olbia, Porto Romano, Zona Industriale Pedra Niedda, Monte Mura Catena, sino
ad addentrarsi sul territorio comunale di Golfo Aranci.
Figura 3: Vista dell'infrastruttura a binario unico delle rete ferroviaria di Olbia
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
Per quanto concerne l'infrastruttura dei binari, si assume che all'interno delle relative
fasce di pertinenza, aventi di m. 250, per ciascun lato, misurata a partire dalla
mezzeria dei binari esterni, esclusivamente per la rumorosità prodotta
dall'infrastruttura stessa, valgono i limiti stabiliti dal citato DPR n. 459/98.
Come già accennato, per l’attribuzione delle classi all’infrastruttura ferroviaria, il
D.P.C.M. 14 novembre 1997 indica la classe IV per le aree poste in prossimità delle
linee ferroviarie e altresì non esclude la possibilità di assegnare la classe V o la classe
VI in prossimità delle suddette infrastrutture, nel caso di linee ad intenso traffico
ferroviario o in presenza di insediamenti commerciali o industriali.
Tuttavia in questa fase della Zonizzazione Acustica, come peraltro contemplato nei
criteri emanati dalla stessa norma regionale, appare senz'altro possibile attribuire la
Classe III alle aree extraurbane prossime all'infrastruttura ferroviaria, trattandosi di
una linea a binario unico costituente una linea ferroviaria locale, dato il numero di
convogli transitanti e nel periodo diurno e la quasi assenza di traffico in periodo
notturno.
Resta integralmente percorribile l'eventuale riordino delle classi acustiche delle zone
attraversate qualora dovessero presentarsi situazioni di criticità.
Conformemente a quanto già commentato in tema di infrastrutture stradali, anche
all’interno delle fasce di pertinenza delle infrastrutture ferroviarie l’insieme di tutte
le altre sorgenti di rumore dovrà invece rispettare i limiti previsti dalla classificazione
acustica del territorio corrispondente all'area.
Sostanzialmente gli insediamenti abitativi all’interno delle fasce di pertinenza delle
infrastrutture ferroviarie possono essere sottoposti ad un livello di rumore aggiuntivo
rispetto a quello massimo della zona cui la fascia appartiene, mentre al di fuori delle
fasce il rumore prodotto dall'infrastrutture concorre direttamente al livello di rumore
complessivo immesso.
4.5.4. Classificazione della infrastruttura aeroportuale
La città di Olbia ospita il noto Aeroporto Olbia- Costa Smeralda, il principale scalo
aeronautico internazionale del Nord Sardegna. La struttura aeroportuale dispone di
una pista e di tre rampe di parcheggio.
La pista si sviluppa per una lunghezza di circa 2450 m e ha una larghezza dell'ordine
di 45 m. L'infrastruttura aeroportuale dispone di una Superficie Aerostazione
dell'ordine di 42.000 m2, Aree Commerciali per una superficie dell'ordine di 3.000 m2
e di 1700 parcheggi per automezzi.
La superficie complessiva dell'aeroporto si estende per 300 ha.
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
Figura 4: Vista aerea dell'Aeroporto di Olbia
L'aeroporto di Olbia è stato sottoposto allo studio di compatibilità acustico
ambientale nell'anno 2001. Lo studio, eseguito dalla Società GEASAR S.p.a., in
ossequio ai criteri emanati dal Ministero dell'Ambiente col D.M. 31/10/1997, ha
prodotto l'elaborazione delle "curve isofoniche" (curve di isolivello caratterizzate da
livelli sonori uguali in ciascun punto di ogni specifica curva), con l'individuazione
delle Zone A, B e C, descritte al paragrafo 3.4.6.
Si rammenta che, in funzione dell’entità del rumore aereo, viene definita una
zonizzazione del territorio (tre zone) all'interno della quale valgono i seguenti limiti
per la rumorosità prodotta dalle attività aeroportuali:
-
zona A: l'indice LVA non può superare il valore di 65 dB(A);
-
zona B: l'indice LVA non può superare il valore di 75 dB(A);
-
zona C: l'indice LVA può superare il valore di 75 dB(A).
Al di fuori delle zone A, B e C l'indice LVA non può superare il valore di 60 dB(A).
Si richiama che le specifiche norme di riferimento utilizzate ai fini della
caratterizzazione acustica dell'intorno aeroportuale sono costituite dal D.M.
03/12/1999 (art.6) e dalla norma regionale (Parte I, punto n.18) prevedono
espressamente che:
-
Per gli usi del suolo negli intorni aeroportuali, i piani regolatori comunali e loro
varianti sono adeguati alle indicazioni di cui all'art. 7, comma 1, del decreto
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
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ministeriale del 31 ottobre 1997 (nella zona A non sono previste limitazioni;nella
zona B sono consentite attività agricole ed allevamenti di bestiame, attività
industriali e assimilate, attività commerciali, attività di ufficio, terziario e
assimilate, previa adozione di adeguate misure di isolamento acustico; nella zona
C sono consentite esclusivamente le attività funzionalmente connesse con l'uso ed
i servizi delle infrastrutture aeroportuali). Paragrafo tratto dall'art.6, comma 1 del
D.M. 03/12/1999.
-
-
Nella zona A di cui all'art. 6, comma 1, del decreto ministeriale del 31 ottobre
1997 deve essere effettuata una classificazione del territorio comunale ai sensi
del decreto del Presidente del Consigliodei Ministri 14 novembre 1997 (paragrafo
tratto dall'art.6, comma 2 del D.M. 03/12/1999).
La zonizzazione acustica si applicherà alle aree in prossimità degli aeroporti
tenendo conto della pressione antropica generata dalla presenza delle
infrastrutture (traffico, presenza di esercizi commerciali, ecc.), ma senza che il
rumore prodotto dall’attività aeroportuale specifica concorra al raggiungimento
del livello di rumorosità immessa (paragrafo tratto dalle "Direttive Regionali in
materia di inquinamento acustico ambientale" emanate con Deliberazione RAS
n.62/9 del 14/11/2008).
Ciò premesso si richiama che, per quanto concerne la classificazione del "sedime"
aeroportuale, ed intendendo con tale indicazione la "parte del suolo occupata dalle
pertinenze aeroportuali", la zonizzazione acustica non può prescindere dall'effettivo
utilizzo dell'area.
All'interno di quest'area si svolgono infatti tutte le attività inerenti la movimentazione
degli aeromobili, sia le logiche attività di supporto, tra le quali spiccano le attività di
manutenzione, revisione e prove motori degli aeromobili.
La manutenzione consiste nell’insieme degli interventi sugli aeromobili e loro parti
intesi a mantenerli in stato di aeronavigabilità. Essi consistono in operazioni di
lubrificazione, ispezione, riparazione, revisione, sostituzione, regolazione, prova
effettuate secondo le necessità operative ed in base alle istruzioni fornite dal
progettista.
Lo scopo primario della manutenzione è quello di intervenire in modo preventivo
rispetto alla possibili avarie o inconvenienti.
Tutti i servizi per la manutenzione degli aeromobili sono disponibili 24 ore al giorno
7 giorni alla settimana e sono personalizzati in modo da soddisfare qualsiasi esigenza
tecnica.
Nell'area aeroportuale sono inoltre previste ulteriori attività di tipo industriale (ad
esempio cargo terminal con attrezzature di supporto, centrali tecnologiche, magazzini
refrigerati, impianti carburante e trattamento acqua, caserma dei VVF, logistica
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
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protezione civile, parcheggi autobus e camion, etc.) che devono essere considerate
nella classificazione acustica sia dello stesso sedime, sia delle zone adiacenti.
Alcune delle attività svolte all'interno dell'area aeroportuale, in particolare le
manutenzioni e prove motori, data la normale rumorosità ad esse associata,
impongono la necessità di assumere in via preventiva l'attribuzione della Classe VI
nei limiti confinali del sedime aeroportuale, con la conseguente elaborazione di
adeguate "fasce cuscinetto" ai fini della congiunzione armonica con le aree del
territorio limitrofe.
Viene pertanto attribuita la Classe VI all’interno del perimetro recintato e ad accesso
controllato dell’aeroporto (in gergo aeronautico “air side”) in quanto soddisfa
completamente e senza possibilità di equivoci tale classe: trattasi di un’area priva di
ricettori ospitante attività industriali. Il resto del sedime aeroportuale (in gergo
aeronautico “land side”) viene conseguentemente classificato in Classe V.
In relazione a quanto suesposto, tra l'area "land side" e il territorio limitrofo vengono
elaborate, qualora necessario, le opportune "fasce cuscinetto". In questo modo è stata
pertanto prevista una “saldatura” tra la zonizzazione delle aree limitrofe
all’infrastruttura e quella del territorio comunale contiguo evitando l’accostamento di
zone con differenze di livello assoluto di rumore superiori a 5 dB(A).
Appare utile puntualizzare che, nella elaborazione della classe acustica delle aree
limitrofe ai dintorni aeroportuali, circostanti la zona "land side" e le consecutive
"fasce cuscinetto", ed interessate dall'estensione delle "curve isofoniche" qualificanti
le Zone A e B dei dintorni aeroportuali, si è proceduto alla classica elaborazione
conformemente alle indicazioni della norma regionale, tenendo perciò conto della
pressione antropica generata dalla presenza delle infrastrutture (traffico, densità di
popolazione, presenza di esercizi commerciali, attività artigianali, ecc.), ed
escludendo le attività aeroportuali.
Il criterio suesposto appare in linea coi principi fondanti della legge quadro 447/1995
(artt. 1, 2), ed altresì conforme ai criteri igienistici contenuti della norma regionale
secondo i quali, in caso di criticità riconducibili a contatti territoriali non evitabili tra
Aree ascrivibili alla Classe I e zone o infrastrutture ad elevata rumorosità (in
particolare le infrastrutture di trasporto), va privilegiata la salvaguardia delle aree di
classe inferiore.
4.5.5. Classificazione della infrastruttura eliportuale
Un eliporto è un aeroporto utilizzabile solo da elicotteri.
Nella frazione di San Pantaleo è operativa una Elisuperficie denominata "LA
SMERALDINA", situata in località Bucchi Toltu, presso S.S. 125 Km. 337 (Olbia
Arzachena).
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
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L'infrastruttura Eliportuale viene indicata nell'immagine sottostante tramite
cerchiatura di colore rosso.
Figura 4: Vista aerea dell'infrastruttura eliportuale "La Smeraldina".
L'infrastruttura eliportuale "LA SMERALDINA" comprende un'area sufficientemente
grande per rendere possibili le operazioni di atterraggio e decollo, senza vincoli
specifici per la geometria.
L'infrastruttura non è ancora attrezzata con le necessarie dotazioni tecnologiche per
poter essere considerata come vero e proprio Eliporto. Sono infatti definiti Eliporti
quelle aree che prevedono strutture, geometrie, e requisiti tecnici che rendono
possibile l'atterraggio e il decollo di elicotteri (*).
Nota *: Gli eliporti sono strutture particolarmente costose, e la loro costruzione deve essere
giustificata da una preventiva analisi economica. In Italia i veri e propri eliporti sono pochi, è
invece frequente trovare aeroporti nei quali sono allocati gli eliporti, questi infatti ne sfruttano
superfici, ingombri e servizi. Solitamente un eliporto racchiude uno o più punti di atterraggio
(piazzole) e può avere degli impianti come un edificio per il personale e i passeggeri, il
rifornimento di benzina, l'illuminazione, una manica a vento per la misurazione della forza del
vento o perfino delle rimesse per il parcheggio degli aeromobili.
L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) ha contato in Italia 229 elisuperfici, di cui 66
svolgono elisoccorso sanitario. Riferendoci alla sola pista di atterraggio (decollo), gli eliporti
necessitano delle seguenti superfici:
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
TLOF (touchdown and lift-off area) che è la zona di toccata;

FATO (final approach and take off area) che è la zona dove si eseguono le ultime manovre
prima della toccata.
Di norma la TLOF (che è l'area delimitata da una circonferenza di diametro 15-16 m nella quale è
indicato il segnale orizzontale a forma di H) è contenuta all'interno della FATO. Solitamente la
FATO è definita come un'area quadrata di spigolo 30 m. A sua volta la FATO è contenuta in
un'area di rispetto quadrata di spigolo 90 m. Da questa ultima superficie di sicurezza si parte per
dimensionare tutti i volumi che servono per l'avvicinamento e che devono essere mantenuti liberi.
Per quanto concerne la classificazione acustica dell'infrastruttura eliportuale "LA
SMERALDINA" - San Pantaleo, si è operato conformemente ai criteri emanati dalle
"Direttive Regionali in materia di inquinamento acustico ambientale" contenuti nella
parte I, punto 18, 6° capoverso. Pertanto è stata preliminarmente attribuita la Classe
III alle aree confinanti con l'elisuperficie che, conseguentemente, nell'interezza
dell'area tecnica ospitante l'infrastruttura, ha assunto la Classe IV. L'elisuperficie di
San Pantaleo è inserita nell'elenco delle 229 elisuperfici italiane riconosciute dall'Ente
nazionale per l'aviazione civile (ENAC).
4.5.6. Classificazione della infrastruttura portuale
Il porto di Olbia è il principale scalo marittimo della Sardegna grazie alla sua
posizione geografica più vicino alla penisola. La sua attività è prevalentemente
commerciale, con maggiore predisposizione per il traffico di passeggeri, auto e merci,
tra l'isola e il continente italiano.
Figura 5: Vista aerea della Zona Portuale (Settore Commerciale e Industriale) di Olbia
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Il Porto commerciale è diviso in quattro zone:
-
Porto interno, è il porto vecchio, oggi utilizzato per grosse imbarcazioni
diportistiche e piccole navi da crociera. L'area si trova a Sud della radice del
Pontile dell’Isola Bianca e vi si accede attraverso un canale, ampio circa 100 mt,
attualmente praticabile da navi con pescaggio non superiore a 6 mt. E’ costituito
da:
-
-
-
-
-
-
-
-
il Molo Benedetto Brin, lungo 305 mt. e largo 61 mt., attualmente destinato al
naviglio diportistico ed alle navi da crociera di piccole e medie dimensioni.
Saltuariamente, nei periodi invernali, viene utilizzato per la sosta di navi
traghetto Ro-Ro.
il Molo Vecchio, lungo 132 mt. e largo 25 mt., destinato anche questo al
naviglio diportistico e saltuariamente alla sosta di navi traghetto Ro-Ro per i
servizi di linea.
il Dente Bosazza, per le motovedette delle Forze di Polizia, il naviglio minore e
diportistico.
la Banchina di Via Genova, sempre per le motovedette delle Forze di Polizia e
per il naviglio minore e diportistico, comprese piccole attività cantieristiche.
il Porto Romano, utilizzato da imbarcazioni minori da diporto, da pesca e da
altre attività.
Isola Bianca, costituito da un lungo braccio artificiale in mezzo al mare dove
attraccano i traghetti passeggeri e merci e le grandi navi da crociera. Questa area
dispone di nove banchine per le navi ro-ro per il trasporto passeggeri con auto al
seguito, mezzi commerciali e altre tre (una da 187 metri denominata molo 9,
inaugurata a maggio 2008 e altre due - moli 1 e 2 - da 275 metri ciascuno,
inaugurati nel 2010) per le navi da crociera.
Porto Cocciani, situano a nord sono collocate le banchine interamente utilizzate
per il solo traffico merci.
Pontile Palmera, staccato dal porto commerciale è interamente utilizzato
dall'industria di trasformazione del tonno.
Il Porto Industriale, posto a Nord di Olbia, tra Punta Ginepro e Punta Instaula
comprende il Porto Industriale, l’unico attrezzato con gru su rotaie da 32 tonnellate di
proprietà dello Stato, ed un’altra gru mobile. Sulle due lunghe banchine vengono
movimentate merci di vario genere.
Lo scalo è adibito a navi da carico tradizionali e traghetti Ro-Ro destinate al trasporto
di semirimorchi e veicoli commerciali. In ossequio alla norma regionale e al
D.P.C.M. 14/11/1997, l'area ospitante il Porto di Olbia Isola Bianca è stata
preliminarmente classificata in Classe IV, e comprende le zone portuali interessate da
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attività di tipo cantieristico, scarico e carico merci, imbarco passeggeri, imbarco
veicoli, ecc.
Si segnala che, conformemente ai criteri emanati dalla norma regionale, le aree
portuali esclusivamente adibite alla nautica da diporto e porti turistici sono stati
preliminarmente classificati in Zone acustiche omogenee di Classe III.
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RELAZIONE TECNICA
4.6.
Aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, mobile o
all’aperto
Tenuto conto delle disposizioni sancite nella Parte I, punto n.19 delle “Direttive
Regionali in materia di inquinamento acustico ambientale” sancite dalla
deliberazione RAS n.62/9 del 14/11/2008, le aree destinate a spettacolo a carattere
temporaneo, mobile o all’aperto vengono individuate privilegiando comunque la
consolidata tradizione locale, pertanto si individuano:
Tabella 20: Aree adibite a pubblico spettacolo
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
Località
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Olbia – area urbana
Loc. Pittulongu
Loc. Porto Rotondo
Zona Sa Marinedda
Olbia – area urbana
Area
Molo Brin
Piazza Santa Croce
Piazza Mercato
Piazza Matteotti
Piazza Regina Margherita
Piazza Crispi
Piazza Etna
Piazza Nassiriya
Parco Fausto Noce
Lido di Pittulongu
Teatro di Porto Rotondo
Teatro Michelucci
Stadio “Bruno Nespoli”
Orari
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
16,00 - 24,00
La Giunta Comunale potrà eventualmente modificare o ampliare l’elenco delle aree
adibite a pubblico spettacolo con apposita delibera
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Capitolo 4.
RELAZIONI DI CONFINE
Come detto, i disposti stabiliti dall’art.4, comma 1, lettera a) della legge 447/95 ed i
criteri regionali emanati con Deliberazione N. 62/9 del 14/11/2008(Art.7: criteri per
la classificazione acustica), impongono in linea generale che, tra aree adiacenti, la
differenza tra i limiti non possa superare il valore dei 5 dB.
Tale prescrizione deve essere rispettata anche per i territori di confine e non solo per i
territori compresi all’interno del comune di Olbia.
Per ciascun comune è stata identificata la destinazione d’uso delle aree, collocate al
confine del comune di Olbia, e la destinazione o classificazione effettuata dagli altri
comuni.
Nei singoli paragrafi relativi ai
comuni confinanti, si trovano le
variazioni realizzate per tenere
conto di quanto gli altri comuni
abbiano realizzato o previsto
nelle aree di confine.
Figura 6: Limiti territoriali di Olbia e dei Comuni confinanti
In alcuni casi, sono state date
delle indicazioni, anche perché il
confinante proceda ad alcune
particolari attribuzioni di classe
acustica e alla creazione di fasce
di decadimento.
Ogni paragrafo verrà inviato ai
comuni interessati, perché possa
presentare
osservazioni
o
accettare la classificazione del
comune di Olbia, tenendone
conto quando effettuerà la
classificazione
del
proprio
territorio comunale.
I comuni confinanti col territorio
di Olbia sono i seguenti: Loiri
Porto San Paolo, Telti , Golfo
Aranci,
Padru,
Arzachena,
Sant'Antonio di Gallura, Monti,
Alà dei Sardi.
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Il capitolo delle relazioni di confine, descrive le scelte di classificazione acustica
effettuate nelle aree adiacenti ai comuni confinanti, confrontandole con le
destinazioni d’uso o le classificazioni acustiche, delle aree di questi comuni. Quando
si verifichino delle incongruenze, vale a dire dei salti di classe acustica, si possono
seguire due strade. Quando possibile, si inseriscono delle fasce di decadimento
acustico a confine, in modo da evitare questi salti di classe (a volte si chiede al
comune confinante di collaborare, inserendo anche dalla propria parte delle fasce di
decadimento sonoro). In casi particolari, è possibile anche mantenere invariate le
incongruenze. In quest’ultimo caso, i gestori delle eventuali sorgenti sonore presenti,
saranno chiamati alla presentazione del Piano di Risanamento acustico, in modo da
garantire il rispetto dei limiti acustici di ciascun comune, in corrispondenza dei
ricettori.
5.1. Relazione di confine con il comune di Loiri Porto San Paolo
Il comune di Loiri Porto San Paolo non ha il Piano di Zonizzazione acustica del
territorio. Si osserva che, partendo da Sud-Ovest, quasi tutto il confine tra Olbia e
Loiri Porto San Paolo presenta aree con destinazione d’uso agricola, boschiva, la
presenza dei centri rurali con alcune attività e le strade di collegamento. Percorrendo
il confine in direzione Est-Nord-Est, all'altezza della SS 125 (Orientale Sarda), le aree
di pertinenza del Comune di Olbia assumono la qualificazione di Zone Turistiche per
esigenze di tutela acustica connesse alla ottimale fruizione. Entrambe le connotazioni
del confine comunale, individuate nelle classi II e III producono omogeneità nella
classificazione acustica del territorio comunale di Loiri Porto San Paolo e si può
concludere che non vi sono incongruenze di confine.
5.2. Relazione di confine con il comune di Telti
Il comune di Telti non ha il Piano di Zonizzazione acustica del territorio. La parte del
Comune di Olbia confinante a Ovest-Sud-Ovest con una porzione del territorio di
Telti, è stata classificata nel PUC come zona omogenea agricola e, in base alle
indicazioni delle linee guida regionali, è stata assegnata alla classe acustica III.
Dall’analisi del PUC di Telti è risultato che l’area di confine con il territorio di Olbia
ricade in zona agricola (E); conseguentemente le scelte di classificazione acustica non
presentano incongruenze, dal punto di vista della omogeneità di destinazione d’uso
del territorio, con il Comune di Telti.
5.3. Relazione di confine con il comune di Golfo Aranci
Il comune di Golfo Aranci non ha il Piano di Zonizzazione acustica del territorio.
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
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Analizzando i confini si hanno il territorio in III classe con le relative fasce di
pertinenza ferroviaria e stradale. Il restante territorio di confine è in tutto compatibile
con le classi II e III. Si può concludere che non vi sono incongruenze di confine
poiché il comune di Golfo Aranci dovrà classificare le sue aree conformemente al
comune di Olbia proprio per omogeneità di ambiti territoriali, uso del suolo, presenza
di infrastrutture.
5.4. Relazione di confine con il comune di Padru
Il comune di Padru è in fase di adozione del Piano di Zonizzazione acustica del
territorio. La parte del Comune di Olbia confinante a Est-Sud-Est con una porzione
del territorio di Padru, è stata classificata nel PUC come zona omogenea agricola e, in
base alle indicazioni delle linee guida regionali, è stata assegnata alla classe acustica
III. Dall’analisi della Bozza di Classificazione acustica del Comune di Padru è
risultato che l’area di confine con il territorio di Olbia ricade in zona agricola (E);
conseguentemente le scelte di classificazione acustica non presentano incongruenze,
dal punto di vista della omogeneità di destinazione d’uso del territorio, con il
Comune di Padru, il cui confine è stato classificato in Classe III.
5.5. Relazione di confine con il comune di Arzachena
Il comune di Arzachena non ha il Piano di Zonizzazione acustica del territorio. Tutto
il confine tra Olbia e Arzachena è stato classificato in III classe. E' da prevedersi che
la classificazione acustica sarà uguale in entrambi i comuni proprio per l’omogeneità
delle destinazione d’uso: agricola, boschiva, presenza di centri rurali con alcune
attività e la presenza di strade di collegamento; si può concludere che non vi sono
incongruenze di confine.
5.6. Relazione di confine con il comune di Sant'Antonio di Gallura
Il Comune di Sant'Antonio di Gallura non è dotato di classificazione acustica del
territorio. Il territorio del comune di Olbia confina a Nord-Ovest con il Comune di
Sant'Antonio di Gallura. Parte del confine con è caratterizzato dalla presenza di due
oasi naturalistiche qualificate in Zone H di interesse naturalistico nel PUC del
Comune di Olbia e, data la piena rispondenza alle previsioni normative sancite dal
DPCM 14/11/1997, e dalla norma regionale, tali zone sono state classificate in Classe
I. Tali aree comprendono il compendio P.ta Iacomoni, Contra Manna, Lu Puntiddoni,
M. Li Lacuni, Contra La Liccia, ed il compendio M. Pulticoli, M. Maria Di Grazia,
Montirutundu, M. Lu Dragone, M. Cucculiri, P.ta di Montilongu. Nell'ambito della
Zonizzazione acustica del Comune di comune di Sant'Antonio di Gallura ci si aspetta
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Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
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che le aree contigue ai suddetti compendi naturalistici venga classificato, per
omogeneità di ambito territoriale e uso del suolo, in Classe I; in caso di conflitto
acustico, nell'eventuale ipotesi di esclusione della tutela acustica prevista dal DPCM
14/1171997 e dalla norma regionale,
sarà necessario uno studio mirato
all'evidenziazione delle connessioni a confine tra i differenti piani acustici. Le restanti
aree adiacenti al confine comunale di Sant'Antonio di Gallura risultano classificate
nel PUC del Comune di Olbia come zona omogenea agricola e, in base alle
indicazioni delle linee guida regionali, è stata assegnata alla classe acustica III. E' da
prevedersi che per queste rimanenti aree adiacenti la classificazione acustica sarà
uguale in entrambi i comuni, proprio per l’omogeneità delle destinazione d’uso:
agricola, boschiva, presenza di centri rurali con alcune attività e la presenza di strade
di collegamento. Ciò escluderà incongruenze di confine.
5.7. Relazione di confine con il comune di Monti
Il comune di Monti non ha il Piano di Zonizzazione acustica del territorio. La parte
del Comune di Olbia confinante a Sud-Sud-Ovest con una porzione del territorio di
Monti, è stata classificata nel PUC come zona omogenea agricola e, in base alle
indicazioni delle linee guida regionali, è stata assegnata alla classe acustica III.
Dall’analisi del PUC del Comune di Monti è risultato che l’area di confine con il
territorio di Olbia ricade in zona agricola (E); conseguentemente le scelte di
classificazione acustica non presentano incongruenze, dal punto di vista della
omogeneità di destinazione d’uso del territorio, con il Comune di Monti.
5.8. Relazione di confine con il comune di Alà dei Sardi
Il comune di Alà Dei Sardi non ha il Piano di Zonizzazione acustica del territorio. La
piccola parte del Comune di Olbia confinante a Sud-Sud-Ovest col territorio di Alà
Dei Sardi, è stata classificata nel PUC come zona omogenea agricola e, in base alle
indicazioni delle linee guida regionali, è stata assegnata alla classe acustica III. E' da
prevedersi che la classificazione acustica della limitata zona di territorio del Comune
di Alà Dei Sardi contigua al confine del Comune di Olbia sarà elaborata coi
medesimi criteri stabiliti dal DPCM 14/1171997 e dalla norma regionale ed è quindi
logico attendersi che ad essa sarà attribuita la classe acustica III proprio per
l’omogeneità delle destinazione d’uso agricola. Ciò escluderà incongruenze di
confine.
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Capitolo 5.
RAPPRESENTAZIONE DEL PIANO
Il Piano di Classificazione Acustica del territorio comunale di Olbia è stato redatto
conformemente alla normativa regionale e pertanto, anche al fine di uniformare esso
ai piani degli altri comuni regionali, sono state seguite le indicazioni relative ai
cromatismi per le varie classi, indicate dalla normativa regionale nella Parte I, punto
n. 23, di seguito riportate:
Tabella 8 Rappresentazione della zonizzazione acustica
Cromatismi della classificazione del territorio
Classe
Colore (campitura piena)
I
Verde
II
Giallo
III
Arancione
IV
Rosso
V
Viola
VI
Blu
In caso di trasformazioni urbanistiche ancora in fase di definizione (P.U.C.) e non
ancora attuate nel momento della redazione del Piano di classificazione acustica, le
zone soggette a mutamento vengono riempite con gli stessi colori sopra indicati ma
con campitura rigata.
Gli elaborati costituenti il Piano, riportati nel dettaglio nella premessa, sono costituiti
da relazioni descrittive, norme di attuazione, carte tematiche e cartografia specifica.
Sono disponibili per il pubblico in formato pdf.
6.1
Criteri di lettura delle mappe.
I criteri per la tracciatura dei confini tra le diverse aree classificate, sono stati scelti
per ottenere la massima leggibilità delle mappe e per evitare equivoci
nell’identificazione dei punti di passaggio.
Vi possono essere dei casi nei quali le linee di confine tra una classe e l’altra,
attraversano edifici esistenti. Non si tratta di una suddivisione di un edificio tra aree
di classi diverse, bensì di una soluzione grafica che permette di dare maggiore
linearità alle scelte di classificazione.
Si conviene quindi che, quando un edificio è tagliato dalla linea di confine tra due
aree o la linea ne costeggia una facciata, l’intero edificio è compreso nell’area a
classificazione più alta.
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Ciò coerentemente con il D.M. Ambiente 29 novembre 2000: vi si stabilisce che un
edificio che presenti anche in un solo punto valori superiori al limite, si ritiene
completamente inserito nell’ambito della violazione del limite, con relativo conteggio
dei ricettori dell’intero edificio.
Questa considerazione vale anche per le fasce di pertinenza stradale e ferroviaria. La
larghezza delle fasce di pertinenza stradale per le strade di grande comunicazione, è
fissata dal decreto 142/04; è di 100metri nella prima parte e di 150 nella parte più
esterna per le fasce ferroviarie.
La larghezza delle fasce di decadimento acustico può essere inferiore, quando vi
siano schermi naturali ed artificiali tra la sorgente ed i ricettori.
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Capitolo 6.
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18.
19.
20.
ALLEGATI
Norme Tecniche di Attuazione e Regolamento Acustico Doc. 02 Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Nord-Ovest - Tav. 01.A
- Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Nord-Est - Tav. 01.B
- Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Ovest - Tav. 01.C
- Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Est Tav. 01.D 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Sud-Ovest - Tav. 01.E
- Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Zona Sud-Est Tav. 01.F
- Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Salto di Olbia Zona Nord
- Tav. 01.G.1 - Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Territorio Salto di Olbia Zona Sud
- Tav. 01.G.2 - Scala 1:10.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
- Tav. 01.H.1 - Scala 1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
- Tav. 01.H.2 - Scala 1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
- Tav. 01.H.3 - Scala 1:5.000
Piano Urbanistico Comunale (PUC) - Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest
- Tav. 01.H.4 - Scala 1:5.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Nord-Ovest - Tav. 02.A - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Nord-Est - Tav. 02.B - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Ovest - Tav. 02.C - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Est - Tav. 02.D - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Sud-Ovest - Tav. 02.E - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Zona Sud-Est - Tav. 02.F - Scala 1:10.000
Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Salto di Olbia Zona Nord - Tav. 02.G.1 - Scala 1:10.000
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21. Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO)
Territorio Salto di Olbia Zona Sud - Tav. 02.G.2 - Scala 1:10.000
22. Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO) Centro
Urbano Olbia Zona Nord-Ovest Tav. 02.H.1 1:5.000
23. Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO) Centro
Urbano Olbia Zona Nord-Ovest Tav. 02.H.2 1:5.000
24. Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO) Centro
Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 02.H.3 - Scala 1:5.000
25. Carta delle Aree Censuarie e delle unità acusticamente omogenee (UAO) Centro
Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 02.H.4 - Scala 1:5.000
26. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Nord-Ovest - Tav. 03.A - Scala 1:10.000
27. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Nord-Est - Tav. 03.B - Scala 1:10.000
28. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Ovest - Tav. 03.C - Scala 1:10.000
29. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Est Tav. 03.D - Scala 1:10.000
30. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Sud-Ovest - Tav. 03.E - Scala 1:10.000
31. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Zona Sud-Est - Tav. 03.F - Scala 1:10.000
32. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Salto di Olbia Zona Nord - Tav. 03.G.1 - Scala 1:10.000
33. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
Territorio Salto di Olbia Zona Sud - Tav. 03.G.2 - Scala 1:10.000
34. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
35. Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 03.H.1 - Scala 1:5.000
36. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
37. Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 03.H.2 - Scala 1:5.000
38. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
39. Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 03.H.3 - Scala 1:5.000
40. Prima Bozza di Zonizzazione - Aree territorialmente omogenee (ATO)
41. Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 03.H.4 - Scala 1:5.000
42. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Nord-Ovest - Tav. 04.A - Scala 1:10.000
43. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Nord-Est - Tav. 04.B - - Scala 1:10.000
44. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Ovest - Tav. 04.C - Scala 1:10.000
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Piano di Classificazione Acustica Comune di Olbia
Art.6, comma 1, Legge quadro 447/1995
RELAZIONE TECNICA
45. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Nord-Est - Tav. 04.D - Scala 1:10.000
46. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Sud-Ovest - Tav. 04.E - Scala 1:10.000
47. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Zona Sud-Est Tav. 04.F - Scala 1:10.000
48. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Salto di Olbia Zona Nord Tav. 04.G.1 - Scala 1:10.000
49. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Territorio Salto di Olbia Zona Sud - Tav. 04.G.2 - Scala 1:10.000
50. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest Tav. 04.H.1 - Scala 1:5.000
51. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 04.H.2 - Scala 1:5.000
52. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 04.H.3 - Scala 1:5.000
53. Classificazione delle infrastrutture di trasporto e ubicazione dei ricettori sensibili
- Centro Urbano Olbia Zona Nord-Ovest - Tav. 04.H.4 - Scala 1:5.000
Il presente elaborato Doc 01 denominato “Relazione tecnica generale” è costituito da
84 pagine, inclusa la presente. L’ing. Roberto Lassandro, che ha predisposto il
presente piano di classificazione acustica del comune di Olbia (OT), è stato
riconosciuto “tecnico competente in acustica ambientale” ai sensi della legge n
447/1995, art 2, commi 6 e 7 con la determinazione della Regione Sardegna n.9/11/II
del 3 luglio 2006.
Olbia,
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Il Tecnico Competente
in Acustica Ambientale
COMUNE DI OLBIA
Il Sindaco
(Roberto LASSANDRO)
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Comune di Olbia, Servizi On Line