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Fondato nel 1946
Periodico dell’Artigianato, del Commercio e della Piccola Industria
ANNO 69 - N. 8 - DICEMBRE 2015
Assemblee annuali della CNA a Torino e Firenze
Scarlatelli: «Sono le imprese che creano il lavoro»
Vaccarino: «Siamo la prima industria italiana»
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L’edilizia del futuro è sempre più «green»
La sostenibilità è stata il tema centrale di Restructura
«Commercio News» è all’interno della rivista
Cresce Valsusalab: 5 mila «like» e 70 imprese
Seminario sulla cultura digitale in Valle di Susa
I Love IT: Natale in Galleria San Federico
Esposizione e vendita, tutti i giorni fino al 31 dicembre
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Editoriale
5 Attualità
Fassino all’Assemblea della CNA Torino
6 Attualità
Il Nuovo Microcredito Nazionale
7 Unioni dei mestieri
• Restructura 2015 è «green»
• La Germania più vicina a Torino
• La Buona Scuola piace alla CNA
• Stati Uniti nuova meta dell’export
• A Torino nasce il Circolo del Design
• Valsusalab arriva a 5 mila «like»
• Sì all’etichetta sui pneumatici
• Moda islamica e business
• Worldskills, i mestieri in gara
• Bellezza e salute, ruolo dell’estetica
• Natale in Galleria San Federico
20 Informazione
Ismel, lo sport motore economico
25 Intervista
Spadaro, il gadget è sartoriale
26 Cultura e arte
Caravaggio al Castello di Miradolo
Commercio News
Inserto al centro della rivista
Tutti i diritti sono riservati. I testi, le fotografie e l’impaginazione
di questo numero non possono essere riprodotti, neppure
parzialmente, in nessuna forma senza l’autorizzazione dell’Editore.
Reg. Trib. di Torino n°78 del 21 giugno 1948
Direttore responsabile
Vitaliano Alessio Stefanoni
Collaboratori:
Manuela Pica
Sergio Enrietto
Editore
CNA Editrice Srl
Impaginazione
Due di 2 di Francesco Pavia
Stampa
Graf Art - Officine Grafiche Artistiche Srl
Venaria Reale (To)
Redazione
via Millio, 26 - 10141 - Torino
tel. 011.1967.2152-2121 - fax 011.1967.2192
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Tiratura
11.000 copie
Chiuso in tipografia il 4 dicembre 2015
«
Cultura e pace contro l’oscurantismo e le stragi degli innocenti
Dopo l’attentato di Parigi del 13 novembre e
il susseguirsi di atti terroristici che hanno insanguinato nei giorni
seguenti altri Paesi, molti si interrogano
su come questi fatti possano cambiare
le nostre vite. Questi atti criminali, oggi, a differenza del Terrorismo classico,
compreso quello delle Brigate Rosse
che tendeva a colpire obiettivi istituzionali o simbolici, è più simile al terrorismo stragista. Le azioni, infatti, sono
individuate verso persone normali, colte nei gesti della loro vita quotidiana. Si
vuole ingenerare un
clima di paura che
porti i cittadini a scegliere politiche di
chiusura nazionalista,
di non interferenza
culturale e di minaccia verso gli scambi
commerciali. Conseguentemente, verrebbero meno messe in
discussione le logiche
del libero scambio,
della commercializzazione, di una positiva
politica di globalizzazione. Per questi mo- Paolo Alberti (CNA)
tivi, cittadini italiani
ed europei non devono farsi intimorire
e rinchiudersi nelle loro case. Al contrario, la risposta giusta a quanto sta accadendo è quella di popoli che continuano a vivere e a far crescere i momenti
della vita associativa in un rinnovato e
più solido senso della comunità e di un
comunitarismo allargato. Così come
deve rimanere ferma e dura la risposta
sul piano militare. L’Isis che usa questo
nuovo “modello di terrorismo” si è proclamato come un vero e proprio “stato”. Deve quindi essere colpito e sconfitto sul piano militare ed economico.
Infatti, non siamo di fronte a una “nuova crociata” e non c’è un confronto tra
Cristianesimo, Occidente e Islam.
Questo, piuttosto, è quello che vorrebbero i terroristi dell’Isis. Lo scontro avviene attraverso un autoproclamato
“Califfato” che in nome dell’Islam vor-
rebbe riportare il mondo indietro di alcuni secoli. Contemporaneamente,
dobbiamo evitare nuove forme di razzismo e di intolleranza verso gli immigrati vecchi e nuovi. A coloro che accogliamo nel nostro Paese deve essere richiesto con chiarezza il pieno rispetto
delle nostre regole civili, sociali e democratiche. Nel perseguire questa politica, l’Italia può essere presa ad esempio. Da noi gli stranieri sono certamente visti più come una risorsa che come
un problema. Hanno messo su famiglia, comperano casa e spesso non hanno nessuna intenzione di tornare nei loro paesi d’origine.
Qui si sentono nel loro paese e con il loro
lavoro contribuiscono
alla ricchezza di tutti.
Anche in anni di grave crisi economica, i
cittadini stranieri in
Italia e a Torino non
hanno mai smesso di
aprire attività economiche per dare sostentamento alle loro famiglie, ma spesso anche dando lavoro ad
altri connazionali. In
questo, Torino si è rivelata ancora una volta una delle città più accoglienti d’Italia
se è vero come ci dicono le statistiche
che qui vivono quasi 200 mila stranieri
regolari che hanno popolato, senza mai
trasformare in ghetti, anche grazie a politiche attive messe in campo dalle istituzioni, molti quartieri della città, anche limitrofi alle aree centrali. La crisi
in atto potrebbe, tuttavia, mettere in
discussione questo modello. Rappresentanze ed Istituzioni sono quindi
chiamate a dare una risposta alta e concreta. Insieme, ma soprattutto come
cittadini che si sentono contemporaneamente torinesi, italiani, stranieri e
multiculturali sapranno sconfiggere il
terrorismo respingendo coloro che vogliono ridurci alla paura
e riportarci in un
nuovo oscurantismo
.
n°8 - dicembre 2015
4 Attualità
CNA, Assemblea nazionale in Toscana
Fermezza e coesione sociale:
l’unica risposta al terrorismo
«
Sommario
3
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4
Attualità
L’orgoglio delle piccole imprese protagonista all’Assemblea nazionale CNA, in Toscana
Pmi: «Siamo la prima industria italiana»
Bene la riforma del lavoro, ma negli ultimi 7 anni crollo del 25% del credito agli artigiani
n°8 - dicembre 2015
L
o stabilimento della Manetti
Battiloro Spa di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, ha
fatto da sfondo all’Assemblea nazionale della CNA del 21 novembre scorso che ha avuto per tema
il binomio innovazione-tradizione. Nata 195 anni fa, raccogliendo il testimone di una precedente
manifattura del Seicento, la Manetti Battiloro produce oro e argento in foglia e rappresenta un
tipico esempio di quel made in
Italy di eccellenza di cui il nostro
paese ha bisogno per risollevarsi
dalla crisi. Un made in Italy che
se adeguatamente valorizzato può
contribuire alla rinascita economica e sociale dell’Italia e che è
simbolo di un orgoglio italiano e
di una capacità produttiva non
comuni nel mondo che non sempre ottengono, come ha ben evidenziato nella sua relazione il Presidente nazionale della CNA Daniele Vaccarino, il riconoscimento che meritano. Eppure, sono
proprio le piccole imprese il motore dell’Italia. A dimostrarlo sono i numeri diffusi da Vaccarino,
riferiti ai 4 milioni e 200 mila
piccole imprese del Belpaese. Secondo l’Osservatorio nazionale
della CNA che ogni mese effettua
un monitoraggio su 20 mila imprese e 120 mila dipendenti, nei
primi dieci mesi dell’anno l’occupazione è cresciuta del 3%. Tra le
imprese che esportano, il 90% ha
meno di 50 addetti e realizza un
terzo delle esportazioni nelle produzioni tipiche del made in Italy
(alimentare, abbigliamento, arredo, automazione). Le piccole imprese, del resto, producono il
45% del valore aggiunto e danno
lavoro a 11 milioni e 300 mila
persone: nel 90% dei casi si tratta
di contratti di lavoro stabili. Vaccarino ammette che «l’aumento
del Pil intorno all’uno per cento è
un segno evidente del fatto che la
ripresa, per quanto lenta, debole e
congiunturale, c’è». Così come
non nasconde un giudizio positivo sull’operato del Governo Renzi, in presenza dei ministri dell’Ambiente Gian Luca Galletti e
del Lavoro Giuliano Poletti:
«Dobbiamo molto agli interventi
in materia del lavoro fatti dal Governo, sia in tema di avvio e gestione del rapporto di lavoro sia
in tema di ammortizzatori sociali». Tuttavia, molto rimane ancora da fare e il cahier de doleances
è lungo e articolato. Iniziando da
un dato allarmante: «In 7 anni gli
impieghi bancari verso l’artigianato sono calati del 25%». Una
riduzione «sproporzionata», denuncia Vaccarino, anche di fronte ai rappresentanti di Unicredit e
Intesa-Sanpaolo, «rispetto all’effettiva rischiosità del comparto».
CNA fatica poi a comprendere le
ragioni per le quali il Governo ha
penalizzato Caf e Patronati con
una riduzione degli stanziamenti
dedicati in un momento in cui la
preziosa funzione di servizio che
essi svolgono nei confronti di cit-
di incasso sia da parte dei privati
che delle pubbliche amministrazioni. Un’ultima nota Vaccarino
l’ha riservata ai temi della legalità
e dell’efficienza dell’azione di governo, senza la cui soluzione
«verranno compromessi tutti gli
sforzi messi in atto nel nostro
Paese». La relazione di Vaccarino
è stata anticipata dai saluti del
Sindaco di Firenze Dario Nardella e di Campi Bisenzio Emiliano
Fossi e dal Presidente
della CNA di Firenze
Andrea Calisti. Allo storico dell’arte Philippe
Daverio è invece toccato
il compito di far riflettere la platea, composta da
1200 imprenditori e diDaniele Vaccarino e i ministri Gian Luca Galletti e rigenti della CNA proveGiuliano Poletti sul palco; accanto, lo storico del- nienti da tutte le regioni,
l’arte Philippe Daverio durante il suo intervento; sulla straordinaria forza
in alto, la platea composta da 1200 imprenditori del made in Italy e sullo
e funzionari CNA da tutta Italia
stile di vita italiano.
«L’artigianato - ha detto
tadini e pensionati richiede sem- Daverio, richiamando un payoff
pre più competenza e responsabi- molto utilizzato in Francia - è la
lità. Ma è sul carico fiscale che prima industria italiana». Agli
Vaccarino infiamma la platea, a italiani, secondo il noto critico
partire da un «non ne possiamo televisivo, spetta così il compito
più di pagare imposte su redditi «di adottare i ricchi del mondo
non ancora incassati». Uno sfogo con uno spirito misericordioso di
che riguarda il fatto che gli utili bontà umanitaria». Non di rado,
non distribuiti dalle imprese per- infatti, al di fuori dell’Italia mansonali non hanno la stessa tassa- cano il gusto e il piacere per le
zione delle società di capitali. cose belle e ben fatte. Un gusto
Non solo. Nella lunga lista delle geneticamente italiano e frutto
lamentele costruttive indirizzate di secoli di affinamento. «Noi
al Governo, Vaccarino evidenzia siamo la nazione dei polpastrelli
il pagamento ingiusto della Tari intelligenti», ha detto Daverio,
sui rifiuti speciali che già vengono un’abilità rara che deve essere
smaltiti al di fuori del servizio co- continuamente allenata e tramunale; l’inaccettabilità dell’Imu smessa all’estero e alle nuove gesugli immobili che le imprese nerazioni. «Il nostro passato è la
usano per lavorare e la differenza radice della nostra formazione»,
di trattamento rispetto alle serre tanto che «senza il nostro passato
agricole. Tassa su tassa, le imprese non saremmo mai diventati ciò
si ritrovano così a pagare il 62.2% che siamo». Prima di passare la
degli utili. Denaro prezioso, «sot- parola a Daniele Vaccarino, Datratto alla liquidità» e che va a verio si è così augurato di poter
peggiorare «la situazione finanzia- vedere un giorno 50 artigiani
ria delle piccole imprese» quando nelle classifiche delle pensioni
ancora rimane grave la difficoltà d’oro italiane (al.st).
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Attualità
5
Più attenzione, meno norme e tasse, buona scuola:
le richieste di CNA Torino nell’Assemblea annuale
Fassino: «Non c’è sistema industriale senza artigianato. Condivido le proposte, lavoriamoci»
D
Da sinistra: Vaccarino, Scarlatelli, Fassino, Alberti e Stefanoni
ne; d) sostegno per la formazione
sulla cultura del digitale e per
esportare l’eccellenza del made in
Italy; e) riduzione delle tasse:
«Non ne possiamo più di pagare
imposte su redditi non ancora incassati e del fatto che gli utili non
distribuiti delle imprese personali
non abbiano la stessa tassazione
delle società di capitali. Non accettiamo più di pagare la Tari anche sui rifiuti speciali e l’Imu sugli immobili che servono per lavorare e per quanto ci sforziamo
troviamo difficile capire la differenza del trattamento riservato ad
un capannone rispetto ad una
serra agricola. E’ così che poi finiamo per avere una tassazione
totale che supera il 62.2% degli
utili. Aiutare le imprese non è
peccato» ha concluso Scarlatelli
con una battuta. Al discorso del
Presidente ha poi fatto seguito
una tavola rotonda a cui hanno
preso parte anche Paolo Alberti,
Segretario CNA Torino, Daniele
Vaccarino, Presidente CNA Nazionale, Piero Fassino, Sindaco
Città metropolitana di Torino,
moderata da Vitaliano Alessio
Stefanoni, Responsabile della Comunicazione di CNA Torino.
«Essere riconosciuti per quello
che siamo e facciamo è estremamente importante: e questo è
mancato», ha ribadito Alberti.
Nel Piano strategico di Torino
nuovamente si è parlato solo di
Fiat e delle vetrine del centro. C’è
bisogno di una rottura con la politica del passato perché oltre il
50% del lavoro dipendente a
tempo indeterminato per quel
che riguarda il comparto manifatturiero nel Torinese è generato da
imprese con meno di 20 addetti».
«Se Mirafiori torna a produrre,
tutto l’indotto torna a produrre,
non ha senso quindi contrapporre dimensionalmente le imprese,
ha risposto il Sindaco Fassino
«Dopodiché, in questi venti anni,
abbiamo lavorato per creare altre
economie che sono però complementari e non alternative. Nel
metodo, comunque, accolgo la richiesta di costituire un tavolo con
le Associazioni datoriali e nel merito le proposte avanzate dalla
CNA per fare di Torino un’esperienza pilota. Nessuna città può
vivere solo di turismo e cultura e
non c’è sistema industriale che
prescinda dall’artigianato». «Oggi
c’è bisogno di un salto culturale:
l’occupazione all’interno delle
piccole e medie imprese è nel
90% dei casi stabile, ha dichiarato Vaccarino, proseguendo: «Occorre quindi rendere attrattive
agli occhi dei giovani queste
aziende ed è fondamentale non
farle chiudere anche perché la durata media delle nuove aziende è
meno di due anni» (m.p).
n°8 - dicembre 2015
omenica 29 novembre,
presso il Lingotto Fiere a
Torino, si è svolta l’Assemblea annuale di CNA Torino. L’assemblea alla quale erano presenti oltre trecento imprenditori e diverse autorità pubbliche, si è aperta
con il discorso del Presidente Nicola Scarlatelli: «L’appello che vogliamo lanciare oggi alle istituzioni locali, Città metropolitana e
Regione Piemonte, è di riportare
il lavoro al centro dell’agenda politica. E vogliamo riaffermare con
forza un concetto da noi più volte ripetuto: sono le imprese a
creare il lavoro». Scarlatelli si è
quindi fatto portavoce di alcune
richieste precise: a) difesa delle
imprese esistenti, nelle quali l’età
media del titolare è di 58 anni,
con una riduzione del 50% di
Imu-Tasi, Tari e Irap per un periodo continuativo di 5 anni per
coloro che vogliono gestire il passaggio generazionale dell’impresa;
b) buona scuola che rafforzi maggiormente il rapporto con il lavoro e renda più attrattive le imprese artigiane; c) reale sburocratizzazione all’interno della Città
metropolitana perché l’imprenditore non debba scontrarsi con regole diverse da Comune a Comu-
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6
Attualità
Una solida realtà a favore di chi vuole intraprendere la via del lavoro autonomo senza capitali
Il microcredito? La risposta della CNA
Per le attività costituite entro i 5 anni, prestiti fino a 25 mila euro rimborsabili in 3, 5 o 7 anni
I
l microcredito non è più un
miraggio, ma una solida
realtà grazie all’impegno della
CNA Torino a favore di chi vuole intraprendere la via del lavoro
autonomo pur non avendo capitali a disposizione. A partire dal
mese di giugno 2015, la CNA
Torino gestisce infatti una interessante opportunità di finanziamento agevolato denominata
«Nuovo Microcredito Nazionale». Si tratta di una innovativa
misura di prestito che può essere richiesta dalle imprese entro i
primi 5 anni dall’attribuzione
della partita Iva, con non più di
5 dipendenti ed un fatturato annuo inferiore ai 200 mila euro,
per un importo non superiore a
25 mila euro rimborsabili in 3, 5
o 7 anni. CNA ha approntato le
modalità operative adeguate per
esaminare i fabbisogni finanziari
delle imprese, verificare l’esi-
stenza dei requisiti, predisporre
la documentazione ed inoltrare
il tutto alla banca convenzionata
con l’Associazione. Ad oggi, sono state accolte numerose imprese direttamente presso la sede
centrale di via Millio 26, così
come alcuni consulenti del lavoro e commercialisti hanno indirizzato verso la CNA i loro
clienti. E’ importante sottolineare che non serve richiedere
prima la garanzia (utilizzando il
sito Internet) e poi correre nei 5
giorni successivi a cercare una
banca disposta a confermarla. La
corretta modalità operativa è la
seguente: a) verificare l’esistenza
dei requisiti (indicati dalla normativa) visionando la documentazione necessaria (visura, certificato di attribuzione partita iva,
bilancio aggiornato, modello
unico anno precedente, business
plan se non c’è ancora un bilan-
cio ecc..); b) individuare la banca disposta ad attivare l’operazione di finanziamento utilizzando la garanzia del Medio
Credito Centrale (Mcc), una garanzia gratuita, pari all’80% del
prestito richiesto, che l’ente rilascia dopo l’istruttoria compiuta
dalla banca e con delibera positiva di concessione emessa dalla
medesima; c) predisporre i documenti necessari per inoltrare
la domanda di finanziamento.
La banca esamina la domanda,
verifica la fattibilità dell’operazione ed elabora la delibera di
concessione; poi richiede la garanzia all’ente Mcc. Con la garanzia, la delibera diventa operativa. I tempi medi richiesti, dalla verifica dei requisiti, all’accredito in conto corrente dell’importo oggetto del finanziamento, sono pari a tre mesi circa.
Info: [email protected]
Ue: sì al programma di sviluppo rurale
n°8 - dicembre 2015
Il Piemonte potrà spendere oltre un miliardo di euro entro il 2020
V
ia libera della Commissione europea a fine ottobre
al nuovo programma di sviluppo rurale (Psr) della Regione
Piemonte, che fino al 2020 potrà spendere 1.09 miliardi di euro, di cui 471 milioni di euro di
fondi Ue e 622 milioni di euro
di cofinanziamento nazionale. Il
programma di sviluppo rurale
per il Piemonte dà particolare
rilievo alle azioni legate a conservazione, ripristino e valorizzazione degli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura e al potenziamento della
competitività del settore primario. Secondo il piano, saranno
3900 gli imprenditori agricoli
che riceveranno aiuti per l’ammodernamento delle loro azien-
de e 1200 giovani agricoltori ad
ottenere un sostegno per l’insediamento iniziale e l’adeguamento strutturale delle aziende.
La voce di bilancio più sostanziosa (33%) è quella destinata
alla valorizzazione degli ecosistemi in agricoltura e silvicoltura, con oltre 360 milioni di euro. Quasi un quarto delle risorse
(24.7%) sarà invece indirizzato
a dare più competitività e redditività alle aziende agricole, oltre
che per una gestione sostenibile
delle foreste, per un totale di
quasi 270 milioni di euro. Un
altro 15% delle risorse, cioè più
di 163 milioni di euro, va alle
iniziative per inclusione sociale,
riduzione della povertà e sviluppo economico nelle zone rurali,
mentre quasi 163 milioni di euro è il budget per attività mirate
all’organizzazione della filiera
alimentare, incluse la trasformazione e la commercializzazione
dei prodotti agricoli, il benessere degli animali e la gestione dei
rischi. E proprio su questi temi
sta lavorando la CNA Torino
con riferimento ai Gruppi di
azione locale (Gal) della Città
metropolitana di Torino in cui è
presente: Valli di Lanzo Ceronda e Casternone; Escarton e Valli Valdesi (Pinerolese) e Valli del
Canavese, proponendo nei
prossimi mesi progettualità a sostegno dello sviluppo dei sistemi
economici di montagna con riferimento ai settori alimentare e
legno-arredo.
Convenzioni
RADIO VERONICA ONE, LA VOCE DELLE PICCOLE IMPRESE
DELLA CITTÀ METROPOLITANA.
CNA Torino e Radio Veronica
One, storica emittente radiofonica torinese (Fm 93.6), hanno
raggiunto un importante accordo di collaborazione valido su
tutto il territorio della Città metropolitana torinese. Ogni giovedì mattina, a partire dal 12
novembre scorso, intorno alle
ore 12.30, dalle frequenze di
Radio Veronica viene diffuso
un breve notiziario denominato
«CNA Informa» con le notizie
della settimana - selezionate
dall’Ufficio stampa della CNA utili per gli artigiani, i commercianti e i piccoli industriali del
territorio. L’emittente riserva,
inoltre, condizioni particolari
per la pianificazione di spazi
pubblicitari a tutte le imprese, i
professionisti e i lavoratori autonomi associati alla CNA Torino. Radio Veronica One è una
delle più longeve emittenti radiofoniche italiane, da sempre
ai vertici delle classifiche d’ascolto del Piemonte: trasmette
dal 1976. Il successo di Radio
Veronica One è anche dovuto
alla sua attiva presenza nella
realtà piemontese regionale e
nei suoi eventi di eccellenza anche di livello nazionale e internazionale. Radio Veronica One
ha un ascolto fidelizzato equamente ripartito tra uomini e
donne, particolarmente concentrato nella fascia di età 2456 anni con un livello di istruzione medio e medio superiore.
Info: Radio Veronica One, tel.
011.581.21.11, email [email protected] e Ufficio Comunicazione e Stampa CNA Torino, tel. 011.1967.2152-2190,
email [email protected]
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Unioni dei mestieri
7
L’edilizia del futuro è sempre più green:
a Restructura le ricette dell’innovazione
Occorre invertire la spirale negativa che ha cancellato 60 mila posti di lavoro in quattro anni
a bioedilizia è stata anche
quest’anno il tema portate
Restructura, il salone dell’edilizia, giunto alla sua 28esima edizione, organizzato dal 26 al 29
novembre da Gl events, che ha
visto presente come sempre in
prima linea CNA Torino, tramite CNA Costruzioni al fianco di oltre 300 aziende espositrici. «CNA è fortemente convinta - spiegano il Presidente e
il Segretario di CNA Costruzioni, Andrea Talaia e Giovanni
Brancatisano - che il rilancio
delle costruzioni sarà possibile
solo in chiave green, lavorando
per riqualificare le nostre città
senza consumare nuovi suoli,
arginando i rischi idrogeologici,
puntando sull’efficientamento
energetico e il benessere abitativo». La crisi ha colpito duramente la filiera piemontese
composta da edilizia, costruzioni, impiantistica e serramenti:
60 mila posti di lavoro persi in
4 anni (2009-2013); diminuzione del 24% degli investimenti; procedure fallimentari
aumentate del 27%; crollo del
45% delle compravendite delle
unità abitative; perdurare dello
stallo dei mutui; pagamenti da
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parte della Pubblica amministrazione che superano i 5 mesi
di attesa, e in molti casi, arriva
oltre i 12 mesi. Se l’economia
nel 2015 ha mostrato i primi
segni di ripresa, questo per l’edilizia non è avvenuto, in particolare per le nuove costruzioni.
La crisi delle costruzioni, come
ha ben documentato il Cresme,
anticipando per CNA i dati del
XXIII rapporto congiunturale,
ha avuto un effetto selettivo in
termini di tipologie di prodotti,
di servizi, di modelli di offerta e
di territori. Il mercato delle costruzioni e quello immobiliare
oggi vedono la presenza di nuovi soggetti che prima non c’erano. Innovare diventa, quindi, la
parola chiave. La riqualificazione la fa da padrona, ma quali
sono gli elementi per fissare le
strategie di impresa per il futuro? CNA ha cercato di rispondere a questa domanda spiegando come l’innovazione tecnologica e dei materiali utilizzati vada in parte ricercata nella riscoperta di tradizioni e saperi del
passato e ciò chiarisce il ruolo
chiave dei mestieri artigiani: da
qui il titolo del concorso d’abilità «L’innovazione della tradi-
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zione» dove sono state presentate e premiate case history innovative del made in Italy (aziende che hanno investito in formazione, attrezzature, materiali
innovativi) scelte per testimoniare come si deve costruire e
aziende che nel corso della manifestazione hanno realizzato
dimostrazioni dal vivo nel segno della tradizione (decorazione, restauro e finiture ecc).
Sempre in questo senso vanno
lette la realizzazione di un’area
cantiere per le soluzioni di edilizia ecosostenibile e la terza
edizione della dimostrazione
«Finiture ad arte», organizzata
in collaborazione con il Formedil, che ha coinvolto scuole edili di tutta Italia sul tema degli
orti verticali. Un tema a cui si è
legato anche il convegno «L’agricoltura in città» tenuto dal
professor Giovanni Brino che
ha fatto una panoramica del
verde «agricolo» della Città metropolitana dagli anni Sessanta
ad oggi: si contano ancora circa
2 milioni di questi quadri per
un totale di quasi 80 mila persone coinvolte, un fenomeno di
cui non si può non tenere conto nel riflettere sulla sostenibilità delle città future, ma anche
nei progetti di riqualificazione
delle periferie urbane e di ricucitura con il centro città. Un
esempio significativo del forte
impegno della CNA nel campo
dell’edilizia sostenibile è inoltre
il progetto UpToGreen, giunto
alla sua seconda fase, del quale
in fiera è stato presentato il sito
Internet, vetrina del centinaio
di imprenditori piemontesi
coinvolti nel progetto. Le imprese associate CNA, in tutti i
settori rappresentati nell’area
espositiva all’Oval-Lingotto
Fiere, si sono confrontati con il
tema green proponendo prodotti e soluzioni tecnologiche e
di posa in opera sostenibili: dal
Myanmar
IL MYANMAR OSPITE A RESTRUCTURA. A seguito della
firma di un accordo di cooperazione con la città di
Yangon a maggio 2015, e
dell’accoglienza di una delegazione da Bagan composta da un artigiano-imprenditore e da un docente del
locale Istituto per la produzione delle lacche (2-10
maggio), Gl events Italia e
CNA hanno ospitato il
Myanmar al salone delle
costruzioni Restructura.
Dal 25 al 30 novembre, invitate della Città di Torino
e con il contributo di Unido, sono così giunte due
donne birmane che hanno
effettuato dimostrazioni dal
vivo nello stand della CNA
a Restructura: un’artigianaimprenditrice dell’associazione laccatori di Bagan e
un’artigiana proveniente da
una delle storiche famiglie
di laccatori di tradizione.
legno-arredo all’impiantistica
termo-gas-idraulica, dai serramenti al restauro conservativo,
dall’edilizia in genere ai mosaici, dagli impianti tecnologici al
servizio degli edifici alla decorazione artistica. Era presente anche un’aerea dedicata all’intaglio ligneo. Presso lo stand
CNA, è stata infine presentata
la Banca dati appalti, servizio
tecnico-legale in materia di appalti privati e pubblici rivolta
alle imprese del comparto edile
ed affini. Inoltre, nello stand
CNA era presente una delegazione del Myanmar, primo paese straniero ospite a Restructura
(m.p). Info: CNA Costruzioni,
tel. 011.19672102, [email protected]
n°8 - dicembre 2015
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Unioni dei mestieri
Visita privata di interlocutori politici e commerciali a Torino dopo l’expo CNA a «Fine»
Baden Baden, la Germania è più vicina
Interessanti opportunità per prodotti biologici e senza glutine, gastronomia e buon vino
G
n°8 - dicembre 2015
razie alle relazioni nate, in seguito al workshop sulla Germania, lanciato dall’ex assessore Francesco Maltese, in occasione
del 25° gemellaggio tra
Moncalieri e Baden Baden
del marzo scorso in cui
CNA Torino ha presentato
al Sindaco della città tedesca
il progetto I Love IT, quattro aziende torinesi del food
e della grafica hanno partecipato alla Fine Gourmet
Fair di fine ottobre. Si tratta
di Ballesio cioccolato, Panetteria Demartini, Tenuta
Roletto e Antiche Insegne
che hanno avuto l’opportunità di misurarsi sia con i
gusti dei consumatori - proponendo i loro prodotti alla
«Fine» - sia con le peculiarità del circuito della distribuzione e dell’importazione
del mercato tedesco. Dalle
prime impressioni desumibili dalla Fine, frequentata
da un pubblico pagante simile a quello del Salone del
Gusto, proveniente dalla
ricca e accogliente città di
Baden Baden, attento alla
sostenibilità e alle novità
Una vista panoramica del salone «Fine»
enogastronomiche, il consumatore tedesco sembra più
attratto dal «salato» rispetto
al «dolce» e, soprattutto,
dall’offerta vitivinicola italiana, che annoverava la presenza di prestigiose cantine e
aziende del Piemonte, oltreché della Toscana, del Veneto e della Sicilia. In particolare, l’attenzione dei consumatori gourmet tedeschi
sembra indirizzata verso i
prodotti biologici, naturali,
gluten free, e fatti a mano
mentre tra gli operatori
commerciali si distingueva
una nutrita schiera di sommelier tedeschi, dediti alla
scoperta delle migliori riserve vinicole, che stanno assumendo anche la veste di di-
stributori locali. I
prossimi passaggi
di CNA Torino
saranno indirizzati in due direzioni. Essendo il
mercato tedesco
dominato
dai
grandi importatori che privilegiano, superata la selezione, i grandi
volumi a scapito del prezzo,
occorrerà individuare i distributori territoriali che
possano rapportarsi direttamente con i ristoratori, le
pasticcerie-cioccolaterie, le
gastronomie specializzate,
cioè gli operatori commerciali che meglio possono apprezzare il gusto del cibo italiano. In secondo luogo,
verrà verificata la fattibilità e
la disponibilità delle amministrazioni gemellate di Baden Baden e di Moncalieri
di caratterizzare gli incontri
annuali nelle città del Piemonte e del Baden-Wurttemberg anche con meeting
commerciali ed eventi che
prevedano la presenza di
piccoli mercatini tematici ed
incontri B2b focalizzati su
food, fashion, home. La visita privata, a Moncalieri di
due autorevoli personaggi
del milieau mediatico e sociale di Baden Baden nel
weekend del 21 e 22 novembre, fitta di incontri con
le imprese del food-wine di I
Love IT al Borgo medievale
del Valentino di Torino e al
«Fuori Salone Gourmet» di
Lingotto Fiere, ci auguriamo possa aver dato il via ad
una rete di scambi commerciali tra gli operatori economici delle due regioni europee. Info: Ufficio Export
CNA, tel. 011.1967.2103,
[email protected]
Trasporti
GIÙ LE MANI DAL BOLLO DEI
CAMION. Un recente disegno
di legge regionale ridetermina alcuni importi della tassa
automobilistica, ed è insostenibile l’aumento del 10%
proposto su autocarri, trattori stradali e massa rimorchiabile. La denuncia, unitaria, è delle tre Confederazioni artigiane piemontesi che
lo scorso 17 novembre hanno fatto insieme un’azione
stampa. «L’eventuale entrata
in vigore di tale norma - dichiara Fita CNA - sarebbe
l’ennesima imposizione tributaria che le aziende piemontesi operanti nel settore
trasporto merci conto terzi
sarebbero tenute a pagare diminuendo così l’appetibilità
della localizzazione nella nostra Regione delle imprese di
tale settore». Da ciò conseguirebbe da un lato la riduzione occupazionale - attualmente il settore comprende
8373 imprese che danno lavoro a 19.132 addetti - e
dall’altro il calo degli introiti tributari locali, ottenendo
così l’esatto contrario di ciò
che si prefigge il disegno di
legge regionale. E’, del resto,
insostenibile che il taglio
delle risorse destinate alle
Regioni dallo Stato centrale
si traduca automaticamente
in tributi locali. «A tutto ciò
- precisa Anna Mozzone,
Presidente regionale degli
autotrasportatori CNA - si
aggiunge anche la considerazione che, ad oggi, purtroppo gli effetti della ripresa
economica tardano a farsi
sentire soprattutto per le
piccole imprese, ed in particolare per quelle artigiane».
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Unioni dei mestieri
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Con la Buona Scuola si rafforza l’incontro
con il lavoro: CNA è pronta ad intervenire
Manca: «Più di 40 mila gli studenti che arriveranno nelle imprese piemontesi nel 2016»
’alternanza scuola-lavoro è sicuramente la novità più eclatante introdotta dalla riforma scolastica definita
della Buona Scuola»: questo è il
giudizio espresso in modo sostanzialmente unanime da tutti
i presenti all’incontro organizzato lo scorso 2 novembre da
CNA Piemonte a cui hanno
partecipato l’onorevole Umberto D’Ottavio, Gianna Pentenero, assessore regionale Lavoro,
Istruzione e Formazione professionale, Tommaso de Luca, Preside dell’Istituto Tecnico Amedeo Avogadro (Torino) e Presidente regionale Asapi, Fabrizio
Manca, direttore regionale dell’Ufficio scolastico del Piemonte, introdotti dalla relazione di
Filippo Provenzano, segretario
CNA Piemonte. Sono più di 40
mila i ragazzi che saranno interessati dalla nuova riforma e gli
imprenditori della CNA, con
questo incontro, hanno voluto
ribadire il loro interesse a costruire insieme percorsi soddisfacenti per «superare - ha detto
Provenzano - un limite storico
del sistema di educazione italiano e arginare anche lo spiacevole fenomeno degli abbandoni
Il Presidente regionale della CNA,
Francesco Cudia
scolastici. Il nostro compito, come associazione sarà quello di
inventarsi uno spazio per la concertazione che le norme non
hanno previsto, tanto più dal
punto di vista di micro e piccole imprese. Perché funzioni occorre spendere e coordinare risorse per le sperimentazioni per
far sì che il sistema datoriale
possa realizzare la promozione,
l’accompagnamento e il tutoraggio». La legge supera un gap
da tempo denunciato dagli imprenditori. «Finalmente - ha dichiarato il Presidente della CNA
Piemonte Franco Cudia - il
combinato disposto tra Jobs
Acts e Buona Scuola afferma e
riconosce che ci sono due modi
integrati e concorrenti per realizzare la formazione dei saperi e
delle competenze: il sistema didattico e l’apprendimento nelle
aziende». «Oggi - secondo l’onorevole D’Ottavio - i nostri ragazzi possono arrivare a 19 anni
senza aver mai visto un luogo di
lavoro. Questo è un percorso
molto diverso dall’apprendistato e gli insegnanti dovranno essere formati per essere attrezzati
agestire questo cambiamento.
Ma dobbiamo cogliere tutti insieme una sfida importante: aumentare l’occupabilità giovanile. In Germania la disoccupazione giovanile è pari a quella generale. Da noi è molto più elevata. La legge deve servire proprio a questo, diminuire la disoccupazione giovanile. Se gli
imprenditori condivideranno
questa stessa passione vinceremo la sfida». Secondo il preside
De Luca, un aspetto fondamentale sarà quello delle linee guida
che dovranno dare alcune certezze, rispetto a nodi importanti. Chi farà la formazione sulla
sicurezza? Come sarà valutata
dagli organismi di controllo delle imprese? Questi e altri aspetti
applicativi della norma presuppongono una forte regia di carattere regionale. L’urgenza di
un forte coordinamento fra
scuola e impresa è stata sottolineata dal direttore regionale dell’ufficio scolastico del Piemonte
che ha ricordato, insieme all’assessore Pentenero, come la nostra Regione sia da sempre all’avanguardia nei progetti di alternanza scuola lavoro di fatto già
operante nei percorsi di istruzione professionale regionale.
«La Regione non si sottrarrà a
questo compito» ha concluso
l’assessore Pentenero ribadendo
un impegno che vede al suo attivo un ruolo importante anche
in tema di apprendistato».
Economia
VOLA L’EXPORT ITALIANO. Il
passo sostenuto dell’export
italiano, che nei primi nove
mesi dell’anno è cresciuto del
4.2 per cento superando i 307
miliardi, è fortemente sostenuto dai successi delle migliaia di piccole imprese, forti
esportatrici del più tipico made in Italy, che hanno messo a
segno incrementi superiori alla media nell’arredo e nell’alimentare, nei gioielli e nelle
ceramiche. Lo si legge in un
rapporto del Centro studi della CNA. Il contributo delle
micro e piccole imprese all’export manifatturiero italiano è
a torto sottovalutato, ma nove
imprese esportatrici italiane
su dieci sono piccole imprese,
vale a dire con una soglia dimensionale inferiore ai 50 dipendenti. E queste imprese
contribuiscono al 18.2 per
cento dell’export complessivo,
un quinto del totale.
GLI STRANIERI IN ITALIA. In
Italia vivono 5 milioni di stranieri di 197 nazionalità diverse (di cui quasi 1.1 milioni
sono minori), con una estrema varietà di culture, usi e
appartenenze religiose. Creano valore per 123 miliardi di
euro l’anno (pari a circa il 9%
del Pil), versano 3.2 miliardi
di Irpef annui e 10,5 miliardi
di contributi previdenziali.
Ed è pari a 5.3 miliardi l’ammontare annuo delle rimesse
(800 milioni di euro sono diretti verso i Paesi africani), di
cui 1.1 miliardi dalla Lombardia e 985 milioni dal Lazio. È quanto emerge da una
ricerca del Censis condotta su
commissione della Fondazione Farmafactoring.
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Unioni dei mestieri
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Stati Uniti, nuova meta dell’export tricolore
e da Torino oltre 2.1 miliardi di esportazioni
L’incremento è stato del +105% rispetto al 2014; CNA e Unicredit al fianco delle imprese
ei primi sei mesi del 2015
le esportazioni dell’area
metropolitana di Torino destinate agli Usa sono state di oltre
2.1 miliardi euro, con un importante aumento (+105%) rispetto al corrispondente periodo del 2014. Sempre tra gennaio e giugno 2015, le importazioni del torinese dagli Usa sono state di circa 315 milioni di
euro, in calo dell’11% rispetto
al medesimo periodo dello scorso anno. Sono questi i principali dati emersi lo scorso 5 novembre al Forum Usa, organizzato da Unicredit in collaborazione con CNA Torino, che si è
tenuto presso la sede dell’Associazione in via Millio 26 a Torino. Dopo i saluti introduttivi di
Attilio Ghiglione, Deputy Manager Nord Ovest di Unicredit
e Nicola Scarlatelli, Presidente
CNA Torino, hanno partecipato ai lavori Alessandro Paoli,
Unicredit International Center
Italy, Daniele Ferretti, Associate
Partner, Roedl & Partner e Diego Comba, Studio Comba e Associati. I relatori hanno illustrato ai presenti lo scenario economico degli Usa e quali sono le
opportunità per le aziende italiane. «Favorire l’internazionalizzazione - ha detto Attilio
Ghiglione - rappresenta uno degli obiettivi strategici che il nostro gruppo propone alle imprese, nell’ambito del proprio programma Unicredit International volto ad accompagnare le
aziende del territorio all’estero,
per estendere il proprio business
verso mercati dalle prospettive
interessanti». «Il mercato americano offre ampi spazi per le
aziende italiane ed evidentemente anche per quelle piemontesi. Con questo Forum ha concluso Ghiglione - abbiamo offerto agli imprenditori locali un corredo di informazioni
ampie, oggettive e qualificate,
scita a livello mondiale nel 2015 in seguito della crisi dei
mercati asiatici».
Per esportare, però,
precisa Scarlatelli,
«le piccole aziende
chiedono sostegno
agli istituti di credito perché i vincoli
Il tavolo dei relatori, con Nicola Scarlatelli (CNA)
sono molti, come
ad esempio nelle
così da arricchire il loro baga- certificazioni dell’alimentare».
glio di conoscenze, con la fina- E in questo senso, la collaboralità di promuovere la conoscen- zione tra CNA e Unicredit è
za del «Made in Piemonte» al- preziosa. L’evento, per CNA
l’estero e di favorire il loro pro- Torino, si inserisce tra le azioni
cesso di internazionalizzazio- di promozione dell’internazione». Secondo il Presidente della nalizzazione attuate attraverso il
CNA Torino, Nicola Scarlatelli, progetto Pic (Pic è una rete di
«gli Usa sono oggi più che mai esperti di commercio internaun mercato estremamente inte- zionale). Nel 2014 le esportaressante per le Pmi torinesi per- zioni dal torinese in Usa hanno
ché sono il mercato più in cre- riguardato principalmente i se-
guenti settori: mezzi di trasporto per più di 1.3 miliardi di euro, dato quasi raddoppiato
(+47%) rispetto a quello del
2013; macchinari ed apparecchi
per 344 milioni di euro, in crescita del 2% su base annua; articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi per circa 116 milioni di euro, in miglioramento del 35%
rispetto al precedente anno;
prodotti tessili, abbigliamento,
pelli e accessori per quasi 76 milioni di euro, con una flessione
anno su anno del 10%; computer, apparecchi elettronici e ottici per oltre 61 milioni di euro,
con un incremento dell’11% rispetto all’anno 2013. Info e
consulenze sull’export: CNA Torino, tel. 011.1967.2272, [email protected]
A Torino nasce il Circolo del Design
Tra i soci fondatori c’è CNA, presto si costituirà il board scientifico
I
l Circolo del Design nasce
dall’esperienza dell’Associazione culturale non profit Torino Design Week, che negli ultimi otto anni - a partire da Torino 2008 World Design Capital ha cercato di mantenere viva
l’attenzione verso il tema del design, organizzando e promuovendo iniziative dedicate soprattutto al pubblico generalista, ma
anche al mondo dell’impresa e
delle professioni. Tra le iniziative
più rilevanti citiamo Operae, la
prima mostra-mercato italiana
dedicata al design indipendente,
e Restart Up, un programma di
matching tra Pmi e designer che
ha originato nel corso del 2014
numerose collaborazioni continuative tra i soggetti coinvolti
nel progetto. Il Circolo del De-
sign nasce come progetto senza
fine di lucro per offrire a Torino
e al Piemonte un luogo deputato a promuovere il design territoriale e i suoi attori, valorizzando da un lato il Dna del territorio stesso e dall’altro la capacità
di innovare propria della nostra
regione. Il Circolo intende
quindi proporsi come una piattaforma aperta a tutti i soggetti
del territorio, in una logica di
condivisione di obiettivi, di coprogettazione e di programmazione condivisa che preveda la
partecipazione attiva degli enti
nell’ambito della formazione,
della ricerca, del mondo dell’impresa e delle professioni. Per raggiungere questo risultato, al Circolo del Design verrà data una
governance fortemente parteci-
pata, anche al fine di recepire le
istanze, le proposte e le osservazioni provenienti dal territorio.
Verrà quindi presto costituito
un board scientifico composto
da soggetti che possano essere
massimamente rappresentativi
del design territoriale, ed un comitato di indirizzo, composto
dagli enti che hanno contribuito
direttamente alla nascita del
Circolo (Compagnia di Sanpaolo, Camera di commercio di Torino, CNA Torino, Unione Industriale Torino, Città di Torino) che si richiami a quanto
verrà discusso e individuato nel
Tavolo del Design che a breve la
Città istituirà. Informazioni:
CNA Comunicazione e Terziario Avanzato, [email protected] - www.circolodesign.it
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N
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Unioni dei mestieri
Valsusalab cresce: 5 mila like e 70 inserzioni
Piace alle imprese di territorio la vetrina CNA
A Vaie, presentati al pubblico e alla stampa i risultati raggiunti dal portale nato nel 2014
F
Da sinistra, il saluto delle autorità ad inizio lavori: Sandro Plano, Sindaco di Susa; Salvatore Messineo, titolare della Torrefazione San Domenico; Stella Cribari,
Responsabile Sede territoriale CNA Susa; Nicola Scarlatelli, Presidente CNA Torino; Enzo Gioberto, Presidente Sede territoriale CNA Susa (foto Andolfatto)
della cultura digitale tra gli artigiani. L’incontro si è svolto presso una delle imprese aderenti al
portale, il birrificio artigianale
Soralamà, ed ha coinvolto anche
altre imprese che hanno creduto
in Valsusalab: Roberto Messi-
neo, titolare della torrefazione
Caffè San Domenico; Giampaolo Mancini di Placejam; Francesco Medda di Scloby; Enrico e
Marcello Bruno di Coibentcar.
Soddisfatto dei risultati sin qui
ottenuti è il Presidente di CNA
Susa, Enzo Gioberto, che ha fortemente voluto questa giornata
di riflessione e di incontro sulla
cultura digitale, durante la quale
si sono confrontati, tra gli altri, i
rappresentanti della Camera di
commercio di Torino (Nicoletta
Marchiandi) e dell’Incubatore di
imprese innovative del Politecnico di Torino (Massimiliano
Ceaglio), la preside dell’Istituto
Ferrari di Susa, Anna Giaccone e
la Presidente del Gal Escartons e
Valli Valdesi (Patrizia Giachero)
e a cui hanno preso parte anche
il Sindaco di Susa Sandro Plano,
il Sindaco di Sant’Antonino di
Susa Antonio Ferrentino e il
Presidente della CNA Torino
Nicola Scarlatelli (al.st). Per
aderire al portale Valsusalab
contattare Stella Cribari, CNA
Susa, tel. 0122.622.458, [email protected]
n°8 - dicembre 2015
orte dei suoi 4900 «like» su
Facebook e delle quasi 70
aziende aderenti, di cui 54 già
caricate, il portale www.laboratoriovalsusa.it si sta affermando
come un progetto di grande rilievo nella Città metropolitana,
certamente unico nel suo genere
per la valorizzazione dell’artigianato in digitale. L’analisi dei risultati ottenuti da Valsusalab, a
quasi due anni dal suo lancio sul
web - avvenuto nell’aprile 2014
con un primo nucleo di 5 imprese - è stata al centro di una
giornata di studi a Vaie, lo scorso 14 novembre. L’evento è stato
promosso dalla CNA Torino che
ha ideato il progetto, grazie al
sostegno della Camera di commercio di Torino, per contribuire in modo concreto alla promozione sul web delle eccellenze del
territorio valsusino e alla crescita
Contattaci al 345 3903573
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Unioni dei mestieri
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Introdotta dal decreto 20/2013 lo scorso 1° novembre, aiuterà i consumatori a scegliere
Arriva l’etichetta, anche per i pneumatici
I rivenditori potranno ancora trattare le giacenze di magazzino, fino al loro esaurimento
partire dal prossimo 1°
novembre anche i pneumatici, come già da tempo è
stato fatto per i prodotti alimentari, tessili, gli elettrodomestici e gli immobili, avranno una loro etichetta. Questa
servirà ai consumatori per conoscere alcuni parametri che
caratterizzano il pneumatico
stesso con lo scopo di aiutare
l’automobilista nella scelta di
una nuova copertura. L’obiettivo di questa novità è quello
di promuovere una maggiore
sicurezza e una maggiore efficienza sia dal punto di vista
economico sia dal punto di vista ambientale per quanto riguarda il trasporto su strada.
Per raggiungere tale obiettivo
si cerca di attuare una promozione di pneumatici maggiormente sicuri ed efficienti che
permettono così una diminuzione dei consumi di carburante e un minor livello di rumorosità. Tali informazioni riguardano esclusivamente i
pneumatici per autovetture
(C1), trasporto leggero (C2) e
trasporto pesante (C3) fabbricati a partire dal 1° luglio 2012
(data di produzione «2712»,
dove 27 è la ventisettesima settimana e 12 indica l’anno
2012). Sono pertanto esclusi i
pneumatici di moto, macchine
agricole, ricostruiti, da competizione, di emergenza (ruotino), chiodati, con codice velocità inferiore a 80 km/h, pneumatici con diametro nominale
del cerchio inferiore o uguale
254 millimetri (10 pollici) o
uguale-superiore a 635 mm
(25 pollici), pneumatici progettati per essere montati sui
veicoli immatricolati per la
prima volta prima del 1° ottobre 1990. Tre sono i criteri selezionati presenti sulla nuova
etichettatura: l’efficienza energetica, misurata attraverso la
resistenza al rotolamento; la
frenata sul bagnato (il comportamento del pneumatico in
situazione di frenata su bagna-
to è una delle maggiori forme
di sicurezza apportate dal
pneumatico); il rumore di rotolamento (misurazione delle
emissioni sonore legate ai
pneumatici). I rivenditori, autofficine-gommisti, dovranno
assicurare che i pneumatici che
sono visibili ai consumatori
presso il punto vendita riportino una etichetta adesiva; in alternativa, un cartellino illustrativo deve essere ben visibile
all’acquirente prima dell’acquisto e deve fornire tutte le
informazioni nel caso in cui i
pneumatici in vendita non siano visibili agli utenti finali. I
rivenditori potranno vendere
ancora, dopo il 1° novembre
2012, pneumatici in stock
senza le informazioni riportate
in etichetta purché prodotti
anteriormente al 1° luglio
2012 (data di produzione
«2712). Informazioni: Luca
Massenz, CNA Servizi alla comunità, tel. 011.1967.2150,
[email protected]
Gourmet, il salone del food & beverage
La nuova biennale per ristoratori, pasticceri, baristi, distributori, chef, hotel
I
professionisti del food and
beverage si sono dati appuntamento al Lingotto Fiere
di Torino dal 22 al 24 novembre scorsi alla prima edizione
dell’expo forum biennale
Gourmet, organizzato in collaborazione con Gambero Rosso
e patrocinato anche da CNA
Torino. Gourmet si propone
come la fiera di riferimento a
livello regionale per gestori,
proprietari e addetti di ristoranti, hotel, bar, pub, enoteche, pizzerie, pasticcerie, panetterie, chef, consulenti della
ristorazione, rivenditori, di-
stributori, grossisti, architetti e
operatori della filiera, aziende
dei settori food, beverage, vini
e liquori, attrezzature e tecnologie, arredi, arte della tavola,
servizi, comunicazione, lavoro
e formazione. Oltre che ad essere un luogo di incontro e
scambio commerciale tra operatori economici, l’expo forum
si propone come luogo di formazione e aggiornamento per
gli addetti ai lavori. Attraverso
incontri, workshop formativi,
degustazioni e contest sono
così stati presentati i nuovi
concept di ristorazione, le
nuove tecnologie e le nuove
tendenze per quanto riguarda
il vino o il beverage in generale. Un appuntamento utile per
gli addetti al settore, ma allo
stesso tempo interessante per il
mondo della comunicazione. I
partecipanti hanno infatti anche avuto modo di degustare i
prodotti d’eccellenza, approfondendo abbinamenti originali in cucina, oppure partecipare ai seminari curati dai
migliori esperti italiani di enogastronomia. Info: CNA Alimentare, [email protected] www.gourmetforum.it
Design
TORINO È CITTÀ CREATIVA
UNESCO: EVENTI DAL 4 ALL’8
DICEMBRE. A dicembre 2014
è stato riconosciuto a Torino
il titolo di Creative City
Unesco per il Design, unica
città italiana all’interno di
questa categoria in cui sono
inserite altre 69 città del
mondo. L’importante attestazione dell’Unesco impegna la
Città a promuovere e supportare il settore in tutte le sue
forme attraverso una serie di
iniziative volte a sostenere il
ruolo di Torino come città di
riferimento del design, in Italia e a livello internazionale.
Un’anteprima di eventi per la
promozione del design si è
svolta a Torino dal 4 all’8 dicembre, sulla scia di Contemporary Art. CNA Torino,
da sempre attiva sostenitrice
delle opportunità che il design può offrire agli artigiani e
alle piccole imprese, ha partecipato ai lavori del tavolo di
concertazione promosso dall’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe per predisporre iniziative per la valorizzazione di questo importante riconoscimento alla
città di Torino ed ha candidato lo spazio I Love IT in Galleria San Federico come luogo simbolo del design contemporaneo, anche per la
presenza della stufa in ceramica della linea Stack che ha
ottenuto la menzione d’onore al premio Compasso d’Oro Adi 2014. Presto la città si
doterà anche di un logo identificativo del progetto «Torino Città Creativa del Design
Unesco» e verrà fatta una
mappatura del sistema design
a Torino.
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Il coworking è ufficiale per gli spazi sotto i 250 metri quadri: l’obiettivo è ridurre i costi
Area privata: addio alla licenza unica
A Torino possono coesistere più attività commerciali negli stessi locali; sì della Regione
ue o più negozi in uno. Per
dividere le spese in base
ai metri quadri effettivamente occupati. Nessun limite
agli abbinamenti, dal fioraio alla
ferramenta. A Torino oggi è possibile, grazie ad una delibera presentata dall’assessore al Commercio, Domenico Mangone, e approvata dalla Giunta comunale
della Città di Torino lo scorso 20
ottobre, dopo il via libera della Regione Piemonte. Finora ad ogni
numero civico doveva corrispondere una sola partita Iva. Si tratta
di un sistema analogo al cosidetto
«affitto della poltrona» già sperimentato con successo per acconciatori e centri estetici. L’obiettivo
della delibera, in risposta alla necessità di abbattere i costi di gestione, è dare un’opportunità in
più agli imprenditori per tornare
ad occupare le tante vetrine e i negozi sfitti, in tante parti della città.
La rivoluzione degli spazi commerciali si ispira al «coworking»,
D
la condivisione di un ambiente lavorativo, spesso un ufficio, da
parte di più attività indipendenti.
Nel dettaglio la delibera sui «Criteri comunali per il riconoscimento delle zone di insediamento
commerciale e per il rilascio delle
autorizzazioni per l’esercizio del
commercio al dettaglio su aree
private» al comma 5 dell’articolo
2 modifica il regolamento comunale vigente dal 2007, nella parte
in cui si prevede «che all’interno
dello stesso locale possano coesistere anche più attività commerciali senza che la coesistenza vada a determinare la configurazione di un centro commerciale. La
superficie di vendita totale tuttavia non deve superare quella degli
esercizi di vicinato, ovvero i 250
mq». Chi fosse interessato dovrà
quindi semplicemente presentare
una Scia delineando la superficie
di ogni attività rispetto alle altre
allegando idonea planimetria; l’eventuale coesistenza di attività
commerciali non alimentari e alimentari dovrà rispettare le vigenti
normative in materia igienico-sanitaria. Sono stati, inoltre, già modificati i modelli Tari. Sono circa 18
mila i negozi in città di questa metratura: si presume una cifra analoga quindi per le attività potenzialmente interessate. Un’unica
eccezione: il pubblico esercizio,
per il quale la titolarità disgiunta
non è possibile, esso non potrà
essere abbinato ad un acconciatore ad esempio a meno che il titolare non sia lo stesso per entrambe le attività. All’articolo 17, comma 6, si prevede infine che nel caso di trasferimento o ampliamento delle superfici di vendita il
fabbisogno dei parcheggi sia monetizzabile. CNA Commercio sta
organizzando una riunione in
merito per il mese di gennaio.
(m.p). Per consultare la delibera:
http://www.comune.torino.it/con
siglio/documenti1/atti/testi/2014_05623.pdf tml
Regione Piemonte: regolamento ambulanti
n°8 - dicembre 2015
L’assessore De Santis chiarisce: «Non anticipa la direttiva Bolkestein»
i riceve e pubblica la nota
dell’assessore regionale
alle Attività Produttive,
Giuseppina De Santis: «[...] la
nuova disciplina sull’assegnazione dei parcheggi per il commercio ambulante non anticipa
alcuna applicazione della direttiva Bolkestein, ma anzi, al contrario, è stata concertata insieme alle Associazioni di categoria
proprio per mitigarne sin da subito gli effetti che anche noi consideriamo negativi. Il nuovo regolamento consente di non
aspettare il 2017 per mettere a
bando i posti lasciati al momento liberi, ma dà la possibilità ai
Comuni di farlo sin da subito,
non perdendo quindi tempo e
S
opportunità di introiti per il settore. [...] Senza questo regolamento regionale i Comuni non
potrebbero far nulla e i posti attualmente liberi continuerebbero a rimanere vuoti, per cui il
provvedimento va proprio nel
senso di sostenere il commercio
ambulante in un momento che
sappiamo essere delicato e che
quindi vogliamo aiutare. Nell’attuare il regolamento, tra l’altro,
saranno previste premialità per
gli uscenti, che verranno preferiti nelle assegnazioni e allo stesso tempo non sarà obbligatoria
la presentazione del Vara. Si
tratta quindi di misure e provvedimenti concreti in favore del
settore che, ribadisco, sono sta-
ti espressamente concertati con
le associazioni. Nello stesso
tempo confermiamo il nostro impegno politico ad adoperarci affinché la norma della Bolkestein,
che ricordo verrà applicata solo
nel 2017, possa comunque nel
frattempo essere oggetto di modifica. Sul tema ricordo infine
che c’è stata anche un’intesa
Stato-Regioni per attuare discipline a livello regionale, che consentano deroghe al principio
della direttiva Bolkestein, tutelando così gli operatori già presenti e la loro professionalità. E
il nostro nuovo regolamento regionale, prevedendo premialità
per chi già lavora nei mercati, va
proprio in questo senso».
Turismo
Contributi a favore delle
reti di impresa operanti
nel settore del turismo. Il
ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo
ha emesso un bando per promuovere e sostenere la creazione di reti tra imprese turistiche. Beneficiari: raggruppamento di piccole e micro
imprese (minimo 10 di cui almeno 80% con codice Ateco
delle imprese turistiche) con
forma giuridica di contratto
di rete, Ati (associazioni temporanee di imprese costituite) o consorzi e società consortili costituiti anche in forma cooperativa. E’ possibile
partecipare anche per le aggregazioni non ancora costituite: il legale rappresentante dovrà costituire il raggruppamento entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando.
Le domande possono essere
presentate a partire dal 14
dicembre 2015 fino al 15 gennaio 2016. Progetti, da realizzare entro il 20 ottobre 2016,
con importo minimo di 400
mila euro che prevedano i
seguenti costi ammissibili:
costi funzionali alla costituzione dell’aggregazione; costi per hardware e software;
costi di consulenza e assistenza tecnico-specialistica;
costi di promozione, comunicazione e pubblicità; costi di
formazione titolari e personale. Il capofila dovrà registrarsi sul portale del Ministero per la compilazione
della domanda a partire dalle ore 10 del 14 dicembre
2015 e poi presentare la domanda. Il link al portale sarà
pubblicato sul sito www.beniculturali.it/turismo
IMP_Corriere_dicembre_2015_imp.CORRIERE marzo 05 03/12/15 16.23 Pagina 15
15
Incontri formativi: comunicazione efficace,
persuasione del cliente e tecniche di vendita
In via Millio 26, per artigiani e commercianti che vogliono sviluppare le proprie abilità
A
lizzati alla valorizzazione del prodotto o del servizio offerto, mettendo al contempo a fuoco i principali fattori decisionali che motivano il cliente all’acquisto. La
chiave del successo nella vendita
è rappresentata, infatti, il prodotto o servizio che viene offerto
al cliente: per tale ragione è fondamentale che i potenziali clienti riescano a cogliere in modo diretto ed immediato la qualità ed
il valore del prodotto o servizio offerto; c) terzo incontro, «Negoziazione e Tecniche di Vendita»,
lunedì 7 marzo ore 20.30-23 (riu-
scire a formulare l’offerta in modo
efficace ed accattivante; utilizzare efficacemente le tecniche negoziali nelle trattative di vendita;
risolvere e superare i possibili
ostacoli nelle trattative complesse; saper adattare in modo flessibile l’offerta in funzione delle
specifiche esigenze del cliente). Si
analizzerà il processo negoziale e
tecniche e metodi pratici per affrontare con successo le trattative di vendita, anche le più complesse. Il processo negoziale e la
trattativa di vendita, infatti, seguono delle fasi ben precise. È im-
portante la conoscenza di tali fasi
e tecniche per poterle affrontare
in modo efficace ed incrementare
in modo significativo le probabilità di successo sia nella vendita
sia nella fidelizzazione del cliente. I corsi si terranno presso la
sede della CNA Torino in via Millio
26 con un numero massimo di 35
iscritti per ogni modulo. La partecipazione ha un costo per i Soci
CNA di soli 60 euro più Iva ad incontro e di 150 euro più Iva per l’intero percorso formativo. Adesioni: CNA Torino, tel. 011.1967.2152,
[email protected]
Meno burocrazia e più attenzione alle Pmi
Le dichiarazioni dei Sindaci alla XXXII Assemblea dell’Anci a Torino
’Italia che crede, che
ama, che lotta, l’Italia
che vince» è stato il
tema della trentaduesima Assemblea Nazionale annuale dell’Anci (Associazione Nazionale
Comuni Italiani), svoltasi a Torino
dal 28 al 30 ottobre scorsi. La piacevole sorpresa di questi tre giorni di dibattito è stato il riconoscimento, più volte emerso negli interventi dei quasi 7 mila Sindaci
presenti, dell’importanza che l’artigianato e la piccola impresa rivestono nei loro territori. Certamente per il ruolo economico, ma
anche per gli elementi di identità
e radicamento territoriale che
questa dimensione d’impresa rappresenta. Rispetto al passato, si
avverte una sensibilità nuova verso le imprese in genere, ed una attenzione particolare alla piccola
impresa. In moltissimi interventi è
emersa con forza l’esigenza di
procedere verso una vera semplificazione degli adempimenti burocratici, una priorità continuamente sottolineata dalla CNA. Infatti, negli ultimi anni, le tanto
sbandierate semplificazioni non
«L
hanno di fatto semplificato nulla,
perché in realtà si sono complicate
e moltiplicate le procedure e la
quantità degli adempimenti necessari. Lo stesso concetto di autocertificazione si è risolto in una
garanzia per l’Amministrazione
pubblica, che ha scaricato sull’impresa il rischio di incorrere in
sanzioni, anche molto gravi, in
caso di errori od omissioni. Inoltre,
permangono divergenze interpretative tra Asl, Vigili del fuoco e
Comuni, che fanno sì che la stessa norma sia letta in modi spesso
diametralmente opposti, rappresentando un ulteriore elemento di
confusione ed incertezza per le imprese. Nel corso dell’Assemblea è
stata presentata una interessante ricerca dal titolo «L’Italia che
vuole essere migliore», realizzata
da Swg su di un campione di 3
mila interviste. Il Comune è ancora
l’istituzione a cui i cittadini si rivolgono con maggiore fiducia. E’
infatti l’ente sentito più vicino
dal 56% dei cittadini, ritenuto più
virtuoso dal 35% (il 44% nei piccoli centri), e il Sindaco resta l’istituzione di cui ci si fida di più
(41%). Gli intervistati sono convinti
che la politica dei tagli degli ultimi anni abbia penalizzato eccessivamente i Comuni (61%); inoltre,
credono che la migliore ricetta
per uscire dalla crisi sia investire
sulle imprese (82%) e sui Comuni (64%). La ricerca evidenzia la
centralità dei Sindaci nella gestione delle comunità territoriali:
per il 65% degli intervistati sono
i protagonisti dello sviluppo locale
e per il 68% di quello sociale. I sindaci svolgono un ruolo chiave per
la tutela ambientale (60%), la
qualità della vita (58%), la sicurezza (56%), l’accrescimento culturale (55%) e dovrebbero avere
maggiori poteri nei medesimi ambiti. L’indagine rileva inoltre che il
Sindaco ideale deve saper progettare il futuro della città (76%,
con un incremento del 7% rispetto al 2002); e soprattutto deve
puntare sull’innovazione (66%, il
36% in più del 2002). Infine, quasi la metà degli intervistati (45%)
ritiene che i sindaci abbiano un
ruolo importante nella politica
nazionale e nelle decisioni del
governo (s.e).
n°8 - dicembre 2015
lla luce del successo ottenuto nei precedenti meeting formativi, promossi da
CNA Comunicazione e Terziario
Avanzato, CNA Torino e ResForMa,
società di formazione e consulenza associata, organizzano tre incontri rivolti ad artigiani e commercianti che desiderano sviluppare le proprie Tecniche di vendita: a) primo incontro, «Metodi e
Tecniche di Comunicazione Efficace con il Cliente», lunedì 8 febbraio, ore 20.30-23 (saper interagire efficacemente con diverse
tipologie di cliente; affrontare e superare eventuali reclami e lamentele; comunicare in modo efficace anche al telefono e via
email; riuscire a creare un rapporto empatico e di fiducia reciproca con il cliente). L’incontro si
focalizzerà sullo sviluppo delle
abilità comunicative e relazionali, che costituiscono il valore aggiunto fondamentale per fare la
differenza sul proprio mercato di
riferimento. Il valore della vendita, infatti, risiede non solo in ciò
che si vende, ma anche nel modo
in cui ci si relaziona con il proprio
cliente: è all’interno di tale rapporto che è possibile scoprire e
comprendere i bisogni specifici ed
essere, conseguentemente, pronti a soddisfare le peculiari aspettative del cliente; b) secondo incontro, «Psicologia della Vendita
e Tecniche di Comunicazione Persuasiva», lunedì 22 febbraio, ore
20.30-23 (incrementare il valore
del prodotto o servizio offerto, attraverso le tecniche di comunicazione persuasiva; saper comunicare in modo chiaro e diretto gli
elementi chiave che contraddistinguono la propria offerta; analizzare gli elementi che influenzano
la «qualità percepita» dal cliente;
comprendere il cliente attraverso
la «psicologia della vendita»). Si
presenteranno tecniche e metodi
pratici di comunicazione persuasiva applicati alla vendita e fina-
IMP_Corriere_dicembre_2015_imp.CORRIERE marzo 05 03/12/15 16.23 Pagina 16
16
Unioni dei mestieri
Food, fashion e finance: le tre «effe» delle opportunità di lavoro nei mercati arabi
Islamic mood, nuovo business per l’Italia
Offrire prodotti e servizi adeguati per stile e cultura: un giro d’affari miliardario
n°8 - dicembre 2015
M
oda, cibo e finanza sono
stati i tre grandi temi al
centro dei lavori della seconda
edizione del Turin Islamic Economic Forum (Tief) che si è
svolto il 19 e 20 ottobre scorsi al
campus Luigi Einaudi e che ha
dato seguito alla Modest Fashion Roundtable del 28 luglio
dedicata alla moda nei paesi
islamici, un evento che ha visto
il forte interesse della CNA Torino, con la partecipazione al
convegno del Presidente provinciale Nicola Scarlatelli e del Presidente del settore moda Silvio
Cattaneo. Naturale, quindi, che
proprio la sessione dedicata al
fashion nei paesi islamici della
due giorni del Tief abbia catalizzato l’attenzione di CNA Torino
e di alcuni imprenditori associati, interessati a conoscere meglio
un mercato in forte sviluppo
che vale ormai svariati trilioni di
dollari in tutto il mondo, Italia
compresa. Un punto di riferimento per chi voglia iniziare ad
approcciare i canoni stilistici e i
valori della moda islamica è certamente l’Islamic Fashion and
Design Council (Ifdc), un’istituzione nata a Dubai negli Emirati Arabi Uniti e con sedi di
rappresentanza a New York e
Londra. Come ha spiegato Alia
Khan, fondatrice e presidente
dell’Ifdc, l’abbigliamento «halal», letteralmente «lecito», ovvero rispettoso dei precetti religiosi islamici che chiedono di
proteggere quanto più è possibile il corpo della donna, è caratterizzato dalla «modestia» nell’apparire, ma non costringe le
donne a rinunciare all’eleganza,
alla bellezza e alla vanità. Per
questo, l’Ifdc «forma designer
giovani per sviluppare il loro talento nel rispetto dell’Islam»,
perché come ha precisato Alia
Khan, «la modestia è il nostro
modo di apparire, il nostro modo di comunicare ciò che siamo
produttori al mondo di
prodotti tessili stanno
prestando una crescente
attenzione ai dettami
della moda «halal» e alcuni marchi internazionali come Mango e
Tommy Hilfiger hanno
già creato specifiche linee di abbigliamento.
Un momento dei lavori congressuali al Campus Si tratta, del resto, di un
universitario Luigi Einaudi di Torino
mercato molto frammentato, con consumae come vogliamo essere viste». trici che chiedono cose diverse.
L’ambizione della moda islami- Shaima Hasan ha spiegato che
ca è grande e intende lasciare un «ci sono donne che pretendono
segno nel tempo, sul modello, una copertura totale del corpo,
citato dalla stessa Alia Khan, di altre che vogliono coprire solo i
Coco Chanel. Del resto, com- capelli e altre ancora che pretenmercialmente parlando, le don- dono solo una maglia più lunne dei paesi islamici rappresen- ga». Significativo l’intervento
tano un mercato molto interes- della sociologa dell’Arizona Stasante, anche per le aziende euro- te University Neslihan Cevik, di
pee: «Sono consumatrici fedeli e origini turche, che ha fatto
determinate che non vogliono comprendere alla platea come
scendere a compromessi con i rispondere alle esigenze delle
loro valori ed hanno una capa- donne islamiche in fatto di abcità di spesa mediamente eleva- bigliamento non significa solo
ta». Per queste consumatrici, vendere loro un prodotto, ma
l’Ifdc ha sviluppato un catalogo «la libertà d’azione, aprendo
prodotti on-line che consente di nuove possibilità di vita». I profare anche acquisti a distanza blemi a cui occorre dare rispo(http://ifdcouncil.org) dove so- ste, a volte, sono molto semplino presenti capi d’abbigliamen- ci: come può una donna islamito per tutte le esigenze e per tut- ca giocare a basket o nuotare
te le stagioni: sportivi, eleganti e senza scoprire i capelli e il prointimi. Shaima Hasa, responsa- prio corpo? Oggi molte donne
bile sviluppo prodotto dell’Ifdc, devono rinunciare a praticare alha spiegato che oggi «le donne cuni sport, per esempio, pur
arabe hanno difficoltà a sceglie- amandoli. «Con un abbigliare il loro outfit alla moda» per- mento halal adeguato al proché l’offerta non è ancora all’al- gresso delle società islamiche,
tezza della domanda. Così, milioni di donne potranno
l’Ifdc ha stabilito precise linee esprimere la loro individualità».
guida per i produttori che vo- Due le risposte giunte dal sistegliano adeguarsi ai precetti della ma produttivo italiano a questi
moda islamica ed ha già trovato grandi temi, piuttosto differenti
interlocutori in 73 paesi nel tra loro: quella di Giuseppe Mimondo, di cui 16 tra i più svi- roglio, Presidente di Miroglio
luppati in cui la «modest fa- Spa, e quella di Christian Paselshion» sta cominciando a diven- lo, global visual merchandiser di
tare un fenomeno di mercato. Roberto Cavalli. L’esperienza
In particolare, Cina, India e del gruppo Miroglio, azienda
Turchia che sono i più grandi piemontese leader a livello na-
zionale con tre stabilimenti produttivi, 1300 punti vendita, 11
marchi di abbigliamento, 7600
dipendenti e 700 milioni di euro l’anno di fatturato, è legata al
mercato turco dove dal 2008 il
gruppo è presente con una
joint-venture con la famiglia
Ayaydin. L’alleanza con Ayaydin
ha aperto al gruppo Miroglio il
grande mercato dell’Islam moderato che ai capi d’abbigliamento chiede un livello di rigore minimo, anche se Giuseppe
Miroglio si è detto interessato a
investire sulla moda halal nei
prossimi anni. Attraverso la famiglia Ayaydin, il gruppo Miroglio oggi gestisce in partnership
tre marchi turchi (Ipekyol, Twist e Machka) molto radicati non
solo in Turchia, ma anche a Cipro, in Kuwait e Bahrein, con
un totale di 200 punti vendita.
Differente il punto di vista della
griffe Cavalli che senza mai snaturare l’immagine del proprio
brand cerca di proporsi in tutto
il mondo, compresi i paesi islamici dove il marchio è presente
con ben 15 negozi, utilizzando
sempre la stessa formula sensuale e sognante. E qui sta la difficoltà di chi come Christian Pasello ha il compito di proporre e
affermare il marchio attraverso
le vetrine e l’arredo dei negozi,
in modo che lo stesso possa
sempre essere percepito in modo favorevole dal mercato, nonostante i diversi contesti culturali in cui si cala. Il segreto, però
sembra essere piuttosto semplice e i risultati economici del
gruppo Cavalli lo confermano
da vent’anni a questa parte:
«Anche le donne islamiche amano essere sexy e provocanti e
quando indossano gli abiti di
Cavalli lo fanno sotto gli abiti
halal» (al.st). Info: CNA Federmoda, Vitaliano Alessio Stefanoni, tel. 011.1967.2152, [email protected]
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Unioni dei mestieri
17
Un successo la seconda edizione dei campionati piemontesi che hanno coinvolto 96 giovani
Worldskills, undici mestieri in gara a Torino
Una decina gli artigiani CNA nominati nelle giurie tecniche; il match nazionale a Bolzano
L
Luca Massenz e Francesco Circosta al corner dei meccanici;
Pinuccia Tolomeo e Monica
Percelsi al corner dell’estetica;
Gianfranco Rosso al corner
della pasticceria; Rosi Brizzi e
Alfredo Febbo durante la presentazione dei giudici di gara
nima officina a Sant’Ambrogio
di Torino e Presidente regionale
di CNA Servizi per la comunità
ed Emilio Ferrero, Centro Revisioni Point Service Mbe, in qualità di giudici per la categoria
meccanico d’auto; Gianfranco
Rosso, titolare della Pasticceria
«Il Capitano Rosso» di Torino in
qualità di giudice per la categoria pasticcere; Monica Percelsi,
Presidente provinciale CNA Benessere e Sanità e Pinuccia Tolomeo, Centro Estetico Club dell’Estetica Pinuccia di Torino, in
qualità di giudici per la catego-
Torino, Città dei Mestieri:
orientamento e formazione
D
al 19 ottobre è
operativa la Città
dei mestieri di Torino
(www.cittadeimestieritorino.org), uno spazio
di informazione e
orientamento sui mestieri e sulla vita professionale aperto a tutti i Nicola Scarlatelli al tavolo dei relatori
cittadini (giovani e
adulti, studenti e lavoratori, per rativo lunedì mattina e giovedì
tutta la durata della vita profes- pomeriggio) e un ciclo di inconsionale), con sede in via Spalato tri dedicato alla creazione di im63. La gestione del polo «fare presa. A partire da gennaio, a caimpresa» è affidata a CNA Tori- denza mensile, alcuni Soci della
no. Tra le attività proposte fino CNA racconteranno la loro espead oggi vi sono lo sportello di rienza di imprenditori. Info: tel.
orientamento individuale (ope- 011.1967.2153, [email protected]
ria estetiste; Rosi Brizzi,
Centro di formazione
Cris Acconciatura di Orbassano, in qualità di giudice per la categoria acconciatore. «Sono soddisfatto della manifestazione anche perché le
«Worldskills» sono state
allargate a più mestieri come avevamo chiesto nella
passata edizione - ha spiegato Francesco Circosta - anche
se auspico una maggiore connessione tra le scuole, i ragazzi e
le aziende». «Diamo spazio ai
giovani - è il messaggio che ha
voluto lanciare Gianfranco Rosso - e facciamo in modo che le
scuole motivino sempre di più i
ragazzi a intraprendere i mestieri artigianali». «L’esperienza è
stata ottima - ha raccontato Monica Percelsi - non solo con i
giovani che si sono impegnati a
fondo, ma anche con i colleghi
giudici. Spero che tutto ciò contribuisca a rafforzare il dialogo
tra mondo del lavoro e scuole».
La 19esima edizione di IoLavoro ha fatto registrare la partecipazione di circa 10 mila persone, mentre le 90 aziende partecipanti all’evento hanno offerto
4 mila opportunità di lavoro. Il
sottosegretario al Lavoro Luigi
Bobba ha annunciato insieme
all’Assessore regionale al Lavoro
Gianna Pentenero e al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino l’arrivo in Piemonte di 17 dei 174 milioni
stanziati dal Governo per l’apprendistato di primo e terzo livello nell’ambito dei decreti legislativi del Jobs Act.
n°8 - dicembre 2015
a seconda edizione dei
campionati piemontesi
«Worldskills» si è svolta dal 21 al
23 ottobre scorsi al Lingotto
Fiere in concomitanza con la
19esima edizione del salone IoLavoro ed ha visto la partecipazione di numerosi artigiani associati alla CNA in qualità di giudici esperti. I campionati hanno
visto affrontarsi 96 giovani, studenti e apprendisti tra i 17 e i 24
anni. Le gare di Torino sono state il trampolino di lancio per i
vincitori, non solo per poter iniziare stage presso importanti
aziende italiane, ma anche per
partecipare ai campionati nazionali in programma a Bolzano il
prossimo anno, per costituire la
squadra italiana ai campionati
europei in Svezia nel dicembre
2016 e per l’accesso ai campionati mondiali di Abu Dhabi del
2017. I mestieri in gara sono
stati undici: acconciatore, cameriere, cuoco, estetista, grafico,
meccanico, muratore, operatore
socio-sanitario, pasticcere, receptionist e sarto. La premiazione si è svolta nella giornata del
23 ottobre ed ha visto la presenza del Presidente della Regione
Piemonte Sergio Chiamparino,
dell’assessore regionale al Lavoro
Gianna Pentenero e del Segretario di CNA Piemonte Filippo
Provenzano. WorldSkills International è un’associazione a cui
aderiscono 72 nazioni e regioni
del mondo, nata nel 1950 con
l’obiettivo di promuovere la formazione professionale e l’istruzione nei settori dell’artigianato,
industria, tecnologia e servizi alla persona e permettere ai giovani più qualificati, di confrontarsi in competizioni locali e internazionali in oltre 45 mestieri.
Numerosi sono stati gli «experts» della CNA, ovvero i giudici che hanno dovuto assegnare
le medaglie ai vincitori: Francesco Circosta, titolare dell’omo-
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Unioni dei mestieri
Quando gli inestetismi fisici o percepiti nascondono i disagi psicologici delle donne
Bellezza e salute, il ruolo dell’estetista
È stato il tema forte del meeting annuale CNA rivolto ai professionisti del settore
n°8 - dicembre 2015
I
l ruolo sociale dell’estetica: è
stato questo uno dei principali argomenti di formazione
del meeting Crea Bellezza,
svoltosi lo scorso 18 ottobre in
CNA Torino. Sempre più, infatti, l’estetista rappresenta una
delle prime figure professionali
presso le quali moltissime donne si recano ogni giorno con la
richiesta di un trattamento viso
o corpo che maschera un disagio sociale, psicologico e fisico.
«Nei nostri centri estetici possiamo incontrare - spiega Monica Percelsi, Presidente provinciale di CNA Benessere - la
donna in gravidanza che sta affrontando un momento delicato della sua vita magari avendo
le gambe gonfie con il timore
per il futuro nascituro ma anche il timore che il suo corpo
non torni come prima; l’adolescente che ha difficoltà ad accettare le rotondità corporee
che si manifestano nel passaggio del cambiamento ormonale; persone troppo grasse o
troppo magre tanto da vivere
una condizione patologica ed
un disagio sociale; la giovane
donna che si appresta ad affrontare il mondo professionale
e personale cercando di sentirsi
più sicura; la donna matura che
affronta il forte cambiamento
fisiologico della menopausa
con i vari disturbi, fino a casi
più delicati come la donna che
ha subito una mastectomia e
sente di dover riconquistare la
propria femminilità o che ha
subito un trattamento chemioterapico e chiede consigli per
un buon trucco e qualche semplice trattamento estetico per
riequilibrare la propria immagine». Tutti questi soggetti e
molti altri, si affidano spontaneamente e completamente al
centro estetico, «pertanto la
nostra professione oggi riveste
un grande ruolo sociale svol-
oncologica» ha spiegato nel suo intervento Brigida Stomaci, Coordinatrice
nazionale
CNA
Estetica, supportata
anche dalla relazione
su «Nuovi orizzonti
e prospettive dell’estetica oncologica in
Italia» di Angela Noviello, direttore divisone «Milano estetica» Cosmetic Surgery & Medical Spa.
A livello regionale, si
sta lavorando come
comitato unitario
delle Confederazioni
artigiane per una
collaborazione con
In alto, i relatori con Angela Noviello e Monica Per- primarie strutture
celsi. Sotto, alcuni dei titolari d’impresa e loro colla- ospedaliere, collaboboratori intervenuti al meeting
razione che ha anche
l’importante funziogendo una funzione di primo ne di qualificare la figura dell’eascolto e di prima osservazione stetista. Purtroppo, infatti, la
di possibili patologie che poi mancata qualificazione del ruosolo gli specialisti andranno ad lo dell’estetista è stata denunaccertare e una funzione di so- ciata e documentata molto
stegno e riabilitazione psicolo- chiaramente da Umberto Bogica post traumatica a seguito rellini nel suo intervento dal tidi interventi che hanno modi- tolo «Dall’Inci alla Cosmeceuficato l’immagine» conclude tica: approccio scientifico ai
Percelsi. Ecco perché CNA trattamenti anti-age». La granpensa sia necessario investire de distribuzione, le farmacie, le
seriamente ed ampliamente in profumerie e le erboristerie
un progetto formativo e di spe- rappresentano oggi, per evicializzazione adeguato alla figu- denti motivi, la fetta più consira che ricopre e che sempre più stente del mercato, ma vedere
ricoprirà nel futuro l’estetista. le quote di ‘mercati rionali e la
La legge 1/90 dell’estetica è or- vendita porta a porta’ superare
mai obsoleta, però l’Italia è sta- quella dei centri estetici fa
to il primo paese ad avere una senz’altro riflettere. «Forse il
legge di settore. «CNA sta lavo- pubblico riconosce nell’estetirando su un percorso di forma- sta artigiana un’operatrice brazione di ‘estetica sociale’, a li- va a far massaggi, cerette e puvello nazionale, che sarà co- lizia del viso, ma poi i cosmetimunque facoltativa, ma che ci li compra altrove?» Sembredarà la possibilità di acquisire rebbe di sì, ha sentenziato Bocompetenze specifiche di alcu- rellini, precisando: «Eppure nei
ni trattamenti specialistici co- programmi scolastici delle
me dermopigmentazione e scuole di estetica la cosmetolotrucco ricostruttivo ed estetica gia è onnipresente». «L’esteti-
sta, a parere di un cosmetologo
che quest’anno giunge al trentesimo anno di insegnamento aggiunge Borellini - potrebbe
incidere maggiormente sui
«consigli per gli acquisti», puntando anche su altri inestetismi
oltre alla cellulite e agli anti-age
dove la concorrenza è spietata.
Se il cliente percepisce la cultura cosmetologica, l’estetista
può emergere fortemente, trainando anche i prodotti classici.
«Quale cassiera di supermercato potrebbe spiegare la differenza tra un deodorante ed un
antitraspirante oppure le diverse strategie formulative dei detergenti, o i differenti fototipi
esistenti per scegliere il solare
più adatto?». Nel suo lungo e
appassionato intervento, Borellini ha cercato di chiarire in
modo definitivo la potenzialità
dei cosmeceutici, l’importanza
della conoscenza dell’Inci (International Nomenclature of
Cosmetic Ingredients) e il concetto che il cosmetico migliore
è quello che rispetta «l’intelligenza cutanea». Il meeting è
proseguito con gli interventi di
Costantino Carraro, Presidente
Nazionale Antev (Associazione
Nazionale Tecnici Verificatori,
Apparecchiature per uso estetico); Susi Maria Martignoni,
Discipline Bio-Naturali, metodologie ispirate al concetto olistico dell’individuo; Fiorella
Palmas, Talent Marketing; Salvatore Di Stefano, Strategie antiaging, studio dell’invecchiamento cutaneo nell’ottica dell’estetica scientifica; Vincenza
Fresta, Menopausa e massaggio-organi e tessuti, un mezzo
per mantenere l’equilibrio. Alla
giornata erano presenti anche
Nicola Scarlatelli e Francesco
Cudia, rispettivamente Presidente di CNA Torino e di
CNA Piemonte (m.p). Informazioni: [email protected]
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Unioni dei mestieri
19
Un Natale in Galleria per «I Love IT»:
in 8 mesi, turnate 35 aziende artigiane
Ora il testimone passa idealmente a Nova Coop con lo shop Fior Food aperto il 2 dicembre
i chiude a dicembre, con
un coworking dedicato agli
accessori moda e ai tessuti per la
casa dall’impronta fortemente
natalizia il progetto «I Love IT»
in Galleria San Federico, in
concomitanza con l’inaugurazione - nella stessa Galleria - del
punto vendita «Fior Food» voluto da Nova Coop Piemonte
(lo scorso 2 dicembre, ndd). Iniziato a maggio nel negozio al civico 5 della Galleria e proseguito da luglio al civico 19, «I Love IT» ha permesso in otto mesi la rotazione di 35 aziende artigiane (tutte piemontesi, a parte una dalla provincia di Savona) appartenenti ai settori del
cibo, fashion e legno-arredo e
25 produttori di vino delle Langhe e del Roero accanto ad altri
11 produttori di grandi vini
piemontesi selezionati dalla
Cia. Sostenuto da UnipolSai,
proprietaria dei locali di Galleria San Federico, nell’ambito
del Comitato regionale Unipol
per il Piemonte formato da
CNA, Cia, Confesercenti e Lega delle Cooperative, il progetto
«I Love IT» ha coinvolto svariate migliaia di consumatori piemontesi e stranieri in visita a
te dedicata al food del
mese di settembre, ottobre ha ospitato un
gruppo di artigiani
del settore moda: un
produttore di borse in
pelle, uno di gioielli,
una sartoria maschile,
un produttore di bottoni e uno di gadget
turistici e promozionali, un pellicciaio,
un produttore di mobili di design e uno di
stufe in ceramica. Ottobre, in concomitanza con il mese dedicato dalla Città di ToriNella foto in alto, il team del coworking di ottobre
no all’arte contempoin Galleria San Federico, con il Presidente della CNA
Torino Nicola Scarlatelli (il terzo da sinistra), Mario ranea, è invece stata
Bonfanti, Maddalena Bertello, Lorella Greco, Alber- allestita una mostra
to Campra e Daniel Robu. Sotto, l’artista Vittorio del pittore chierese
Varrè che insieme all’azienda artigiana La Castella- Vittorio Varrè «contamonte ha firmato l’esposizione di novembre
minata» dalla presenza di alcuni selezionaTorino, contribuendo alla pro- tissimi manufatti artigiani. Armozione del made in Italy indi- te e artigianato hanno, in fonpendente. Sono attualmente in do, una comune matrice e sono
corso contatti con UnipolSai da sempre elemento di ispiraper verificare la possibilità di zione uno per l’altro. L’elenco
proseguire l’esperienza nei pri- completo degli espositori è su
mi mesi del 2016, ma ad oggi www.ilove-it.org. Informazioni
non vi sono certezze in merito. sul progetto I Love IT: astefaDopo l’esposizione interamen- [email protected]
Giovani
GARANZIA GIOVANI: SODDISFACENTI I RISULTATI IN PIEMONTE. Dalla sua partenza in via
sperimentale nel maggio 2014
ad oggi sono 49.635 i ragazzi
che si sono iscritti al portale di
Garanzia Giovani, il programma nazionale per favorire l’occupazione dei giovani. Di questi
20.250 hanno ricevuto servizi,
13.225 sono stati assunti o sono
stati inseriti in un percorso di tirocinio a 3 mesi dalla presa in
carico, 320 avviati al servizio civile, 2043 iscritti a corsi finalizzati a raggiungere l’obbligo formativo. La misura che si è mostrata di gran lunga la più utilizzata è quella del tirocinio:
10.041 i ragazzi coinvolti, in
particolare nel commercio
(20%), nell’industria metalmeccanica (12%) e nella ristorazione (12%). Incoraggianti i
dati sull’esito di questi percorsi:
nel primo anno il 76% dei tirocinanti ha trovato successivamente al periodo di formazione
un lavoro (il 48% nell’impresa
in cui aveva svolto il tirocinio).
n°8 - dicembre 2015
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Informazione
Piemonte, il ruolo economico dello sport
Un convegno dell’Ismel invita a riflettere
Prodotti, eventi e diritti Tv pesano per oltre l’1% del Pil; molte le eccellenze produttive
n°8 - dicembre 2015
N
on solo competizione, benessere fisico e intrattenimento, lo sport è anche un motore dell’economia nazionale e
locale. Un invito a riflettere su
questo tema è arrivato lo scorso
17 novembre dall’Ismel, l’Istituto per la Memoria e la Cultura
del Lavoro, dell’Impresa e dei
Diritti Sociali di Torino che ha
organizzato in collaborazione
con l’Università degli Studi di
Torino e con la Città di Torino
un seminario dal titolo «Passione e innovazione: produrre per
lo sport» moderato dal giornalista de la Repubblica Stefano Parola e introdotto da Gianfranco
Zabaldano di Ismel. Secondo
una ricerca dell’Unione europea
del 2012, i cui risultati sono stati riportati dal professor Aldo
Enrietti, il contributo del mondo dello sport allo sviluppo economico non è affatto irrilevante
e il suo peso può variare dallo
0.23% del Pil italiano all’1.21%
in base al tipo di interpretazione - restrittiva o estesa - del concetto di sport che si vuole adottare: dalla sola produzione di
abbigliamento e calzature, alle
attività e attrezzature sportive,
fino a ricomprendere i diritti televisivi, il sistema delle scommesse sportive e l’indotto turistico generato dagli eventi. Un
indotto che può valere centinaia
di migliaia di euro, come sta avvenendo a Torino che quest’anno è capitale europea dello
sport, ma che può arrivare a milioni di euro per Olimpiadi e
mondiali di calcio. Il professor
Piervincenzo Bondonio ha ricordato che sono ben 800 gli
eventi sportivi del calendario
torinese, in larga parte ormai
svolti, che hanno contribuito a
riempire ristoranti e alberghi.
Non va poi sottovalutato il fatto che, come ha evidenziato
l’assessore torinese allo Sport
Stefano Gallo, «il 66% degli ita-
liani si definisce sportivo» e
quindi attento a ciò che accade
nel mondo dello sport. E gli
sportivi sono tutti potenziali
«client» delle imprese produttrici di prodotti legati al mondo
dello sport. Il seminario ha
quindi dato la possibilità a
quattro aziende storiche della
Città metropolitana di presentarsi al pubblico. Si tratta di imprese di eccellenza assoluta capaci di raggiungere importanti
mercati esteri e che almeno in
parte hanno mantenuto la produzione in Italia: hanno così
preso la parola Marco Gios, per
Biciclette Gios Torino; Anna
Ferrino per Ferrino Spa; Marco
Falaguerra per Sparco Spa; Marco Costanzo per Mondo Sport
& Flooring. Biciclette Gios è
nata nel 1948. A fondarla è il
nonno dell’attuate conduttore,
Tolmino Gios. L’azienda, artigiana, ha scelto di lavorare oggi
esclusivamente sul prodotto su
misura e di alta gamma, ma grazie alla collaborazione con la
Perfetti (il produttore delle
gomme da masticare) è arrivata
a sfornare negli anni Settanta
centinaia di biciclette per concorsi a premi e competizioni
sportive. Sparco nasce nel 1977
per produrre abbigliamento
sportivo ignifugo in grado di
proteggere i piloti dal fuoco.
Oggi, dopo due passaggi di proprietà, ha 720 dipendenti e fattura 60 milioni di euro, producendo abbigliamento sportivo
da competizione, volanti, sedili,
caschi. Mondo nasce nel 1948
come Gios e produce teli in
gomma tecnici per le pavimentazioni delle palestre e delle piste di atletica outdoor, per i
campi da pallavolo e da pallacanestro, ma anche superfici calpestabili per ospedali, aeroporti
e treni. Ferrino, infine, la più
antica tra le aziende piemontesi
che producono per lo sport sopravvissuta fino ai nostri giorni,
è nata nel 1870 ed è alla quinta
generazione. Ferrino ha delocalizzato parte della produzione
all’estero, mantenendo a Torino
il centro stile e la prototipia, ma
anche la produzione di articoli
speciali su misura, come quelli
per le spedizioni sportive (al.st).
I3p accetta anche la sfida dello spazio
Incubate le startup Leaf Space e Tyvak, Exemplar e Phi-Drive
I
l settore aerospaziale sta vivendo una importante fase di
transizione. Soluzioni non convenzionali sono sempre di più
disponibili anche per usi privati
e commerciali. Strumenti
hardware e software avanzati
permettono di accelerare e migliorare lo sviluppo dei dispositivi in orbita, aumentando i carichi utili e vincendo le sfide
dell’affidabilità e della sicurezza
dei manufatti. Nano satelliti,
servizi di controllo e comunicazione dei dispositivi in orbita,
software per la progettazione,
nuove soluzioni per i movimenti di precisione: sono solo alcuni
dei prodotti e dei processi sviluppati da imprese specializzate
e startup incubate presso I3p in
grado di soddisfare la nuova domanda nel settore aerospaziale.
Leaf Space, per esempio, è una
startup innovativa che ha l’o-
biettivo di facilitare l’utilizzo
dello spazio a scopi commerciali. L’azienda si propone di offrire un set di servizi per le operazioni riferite ai microsatelliti,
colmando la sempre più marcata mancanza di servizi dedicati,
che limita lo sviluppo del segmento. A questo scopo verranno sviluppati due prodotti principali: un network di ground
stations per le telecomunicazioni (Leaf Line) e un lanciatore ultra leggero (Primo). Tyvak è nata come startup e si è evoluta
negli Stati Uniti insieme con
l’ingresso dei piccoli satelliti nel
mercato globale delle telecomunicazioni, dei servizi di osservazione della Terra, e delle dimostrazioni tecnologiche in orbita
a basso costo. Tyvak International, la sussidiaria europea con
sede presso I3p da febbraio
2015, opera nel mercato euro-
peo, differente per capacità e bisogni, ma seguendo lo stesso
modello di evoluzione. Exemplar, opera nel settore delle Società ad Alto contenuto Innovativo, mediante la vendita dei
prodotti per il Cae delle principali case software internazionali
del settore, sviluppando dei
software dedicati allo studio della simulazione dei nuovi materiali (compositi e non), nei settori dell’ottimizzazione e della
valutazione del danno cumulativo nei materiali compositi
(Health Monitoring). Phi-Drive
sviluppa e commercializza posizionatori e motorizzazioni innovative a partire da principi brevettati. Per l’aerospazio Phi-Drive punta alla fornitura di attuatori rotativi con un rapporto peso potenza di circa 1/10 rispetto
ai principali competitors del settore. Info: www.i3p.it
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Informazione
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Il data center del Csi Piemonte, cuore tecnologico della pubblica amministrazione locale
Ottocento server al servizio della regione
Milioni di dati custoditi in sicurezza: dalle anagrafi al medico di base, alla motorizzazione
rima o poi succede a tutti
di rinnovare la carta di
identità, di pagare la tassa automobilistica o di scegliere il medico di famiglia. Andiamo a
uno sportello oppure utilizziamo servizi on-line, ma spesso
non ci chiediamo «cosa c’è dietro»: quali apparecchiature servono per fornire questi servizi,
dove si trovano e come sono gestiti i nostri dati o quali tecnologie siano necessarie. Il Piemonte può contare su un centro tecnologico all’avanguardia:
è il data center del Csi, attraverso il quale passano la maggior
parte dei servizi che gli enti
pubblici piemontesi gestiscono
ed erogano ai cittadini. Dai servizi per l’agricoltura, l’industria
e l’artigianato, ai servizi per l’istruzione, il lavoro e la formazione professionale, fino alla
protezione civile e al monitoraggio della qualità dell’ambiente e ai servizi per la sanità,
migliaia di dati e di applicativi
sono gestiti all’insegna della
massima sicurezza e affidabilità.
Nato nel 1978, il data center ha
sede nei locali del Csi e dispone
di 1200 metri quadri suddivisi
in 4 grandi sale specializzate per
piattaforma tecnologica, con
una configurazione altamente
ridondabile e scalabile. Le sale
ospitano 800 server fisici e
2300 server virtuali, e sono attrezzate con impianti di condizionamento e elettrico in alta
affidabilità, per assicurare la
continuità operativa e progettati per garantire un elevato livello di efficienza energetica. Il
tutto è costantemente protetto
da sofisticati sistemi di controllo e di sicurezza. La configurazione del data center del Csi è
aggiornata ai livelli più alti e
più recenti della tecnologia e
della sicurezza, per garantire alle amministrazioni pubbliche
piemontesi la disponibilità con-
tinuativa di servizi al massimo
delle prestazioni. Anche nel caso di un guasto di un componente singolo o di assenza prolungata di energia elettrica l’operatività di servizi come quelli
di pronto soccorso o la gestione
della tassa automobilistica regionale è sempre garantita, 24
ore su 24, 365 giorni all’anno.
Ciò anche grazie al fatto che il
Csi si è dotato di un data center
secondario (che dal 2010 è presente a Vercelli) per il disaster
recovery e la continuità operativa. Tutti i dati gestiti nel data
center di Torino sono duplicati
in quello di Vercelli, così come
alcuni servizi ritenuti indispensabili (per esempio l’anagrafe
della Città di Torino). Tutto al
L’Italia e l’Islam
IN ITALIA QUASI DUE MILIONI DI MUSULMANI. Il sociologo torinese Massimo Introvigne ha anticipato durante un convegno alla Facoltà Valdese di Teologia, il 14 novembre scorso,
all’indomani delle stragi di Parigi, alcuni contenuti della nuova versione della «Enciclopedia delle religioni in Italia» da lui
diretta con Pierluigi Zoccateli (cesnur.com). Introvigne ha
detto che nel 2015 i musulmani cittadini italiani sono
245.600, la terza minoranza religiosa fra i cittadini italiani
dopo protestanti (442 mila) e Testimoni di Geova (422 mila). A questa cifra vanno aggiunti un milione e seicentomila
musulmani presenti fra gli immigrati non cittadini residenti
sul territorio italiano.
sicuro, quindi, in caso di eventi
disastrosi, calamità naturali o
azioni dolose: il recupero dei
dati è garantito grazie al data
center secondario, a 90 km di
distanza. Scopri di più sul Data
Center del Csi Piemonte:
http://bit.ly/1vlAIh6
Nel quadro di Van Gogh si può vivere
Suggestiva expo della famiglia Teifreto e del Consorzio San Luca
G
li artigiani del Consorzio
San Luca - aderente alla
CNA Torino - hanno riprodotto dal vero la «Camera di Vincent Van Gogh in Arles». La camera è esposta al pubblico gratuitamente fino alla primavera
del 2016 presso la sede di Max
Camerette in via Sansovino a
Torino. Ad accomunare la famiglia Teifreto (Massimiliano, Nadia ed Ersilio, Soci CNA), proprietaria del negozio di arredamento, e gli operatori del Consorzio è l’amore per l’arte. L’obiettivo è alto: avvicinare le
nuove generazioni alla bellezza
dell’arte e all’arredamento di
qualità che può contribuire a
migliorare la vita e la salute delle persone. Non a caso, Max
Camerette è protagonista di altre importanti iniziative sul tema, rivolte alle famiglie e ai giovani. Per esempio, il progetto
«La schiena va a scuola»
- in linea con le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità
- in base al quale è possibile provare sedute ergonomiche abbinate al
banco di scuola, regolabile in altezza, con piano inclinato per la salu- «La camera di Vincent ad Arles» è un dipinto a
te della schiena e della olio su tela (72 per 90 cm) realizzato nell’ottobre
vista. Relatore del pro- 1888 da Van Gogh; oggi si trova al Van Gogh Mugetto è il professor Mau- seum di Amsterdam
ro Pecchenino, docente
universitario per la comunica- screti, dove i visitatori possono
zione organizzata (www.mauro- fruire di un servizio sociale prepecchenino.com). Nello stesso zioso, individuabile grazie al lonegozio, seguendo la raccoman- go sulla vetrina del negozio, ridazione dell’Unicef per i diritti volto a tutte le mamme che si
dei bambini e delle mamme che trovano fuori casa per lavoro o
allattano i bebè, «abbiamo at- a fare spesa: qui è possibile una
trezzato l’area Baby Pit Stop breve sosta - senza obbligo di
Torino», spiega Ersilio Teifreto. acquisto - per cambiare il panSi tratta di un’area protetta, ri- nolino, scaldare il biberon, alservata e lontana da occhi indi- lattare il bebé.
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Informazione
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Il 12 ottobre 1848, undici artigiani fondavano la prima Società Mutua Operaia d’Italia
A Pinerolo le origini della mutualità
I
l 12 ottobre 1848, nasceva
a Pinerolo, in via Silvio
Pellico, la prima società di
mutuo soccorso italiana,
tutt’ora esistente pur con funzioni e obiettivi nuovi. A costituirla fu un gruppo di artigiani (due sarti, un indoratore, quattro falegnami, un
meccanico, un capo mastro e
un decoratore) su iniziativa di
un calzolaio, tale Matteo
Brezzio. Proprio i calzolai, già
a partire dal maggio 1844
avevano infatti cercato di dare
vita ad una loro società di
mutuo soccorso, per dare un
sostegno ai lavoratori e alle loro famiglie in risposta alle dure condizioni di lavoro e di vita quotidiana del tempo. Sarebbe però stata la concessione dello Statuto Albertino (4
marzo 1848) con la libertà di
associazione che si portava
dietro a dare la spinta alla costituzione della Mutua pinerolese, denominata in modo
altisonante «Società generale
fra gli operai di Pinerolo».
Natale news
CHIUSURA
UFFICI
CNA
PER FESTIVITÀ NATALIZIE.
Si comunica alle imprese
associate che la Sede centrale di via Millio e tutte le
Sedi territoriali CNA nella
Città metropolitana di Torino saranno chiuse nei
giorni 24 e 31 dicembre. Si
ricorda inoltre che nei
giorni 4, 5, 6 e 7 gennaio
alcuni uffici potrebbero rimanere chiusi per consentire al personale di recuperare i giorni di ferie non
goduti nel 2015. Si invitano le aziende a telefonare
preventivamente per verificare l’apertura delle sedi.
La tela celebrativa dei primi 60
anni della Società Mutua di Pinerolo, opera di un anonimo pittore.
Accanto, la targa della sede della
Società e del suo museo storico al
civico 19 di via Silvio Pellico
Aperta ai lavoratori di qualsiasi mestiere o professione, la
Mutua di Pinerolo rappresentò, come tutte le mutue
che la seguirono in Piemonte
e in Italia, una vera e propria
palestra democratica e un luogo in cui si formarono le classi dirigenti del movimento sociale e cooperativo e al quale
si sarebbero ispirate tutte le
forme di associazionismo sindacale sia datoriale che dei lavoratori. Il rincaro del prezzo
del pane, la malnutrizione dei
lavoratori a fronte di orari di
lavoro sempre più estenuanti
e la necessità di offrire aiuto al
capofamiglia colpito da malattia sono i principali problemi a cui il fenomeno mutualistico, a partire da Pinerolo,
cercherà di dare delle risposte
efficaci. Tra i documenti custoditi nella sede storica della
Società che oggi ne accoglie
un bellissimo museo è possibile consultare quelli di istituzione dell’organizzazione. A
sorprendere sono le regole ferree e la spinta moralizzatrice
che esse impongono. Sono
quattro le condizioni fondamentali per poter aderire alla
mutua, che al tempo della sua
istituzione veniva chiamata
molto semplicemente «Associazione degli operai»: a) aver
compiuto i 15 anni e non oltrepassare i cinquanta (per chi
aveva più di 60 anni non era
più possibile rimanere iscritto
all’Associazione); b) non essere mai stato processato per
furto, truffa o «attentati ai costumi»; c) avere una buona
costituzione fisica e di essere
sano; d) non far parte di altra
Società di pari scopo. In base
al suo regolamento, l’Associazione potrà avere un numero
illimitato di soci, purché risiedano «nella città e provincia
di Pinerolo». E ancora: «Saranno considerati Operai non
tanto coloro che prestano la
loro opera a servigio altrui
sotto la direzione di un capo
di negozio od esercente professione, arte o mestiere, ma
anche coloro che, sebbene
non allogati all’altrui servizio
od esercenti in qualità di capi
una professione, non sono
però in grado di dar lavoro a
più di due persone consecutivamente. Potranno anche far
parte della Società i proprietari, i medici, avvocati, negozianti ed esercenti professione
od arte non contemplati nella
classe degli Operai, purché
abbiano dato prove di simpatia ed attaccamento pel ben
essere e miglioramento della
classe degli Operai». Molti i
servizi resi dalla mutua ai suoi
aderenti, a partire dal sussidio
in caso di malattia: una lira al
giorno a partire dal quarto di
constatata inabilità al lavoro.
Un sussidio che diventa una
sorta di liquidazione in caso
di malattie invalidanti al lavoro come la cecità o la paralisi
che danno diritto ad un mese
di sovvenzione. Consolidato il
meccanismo del mutuo soccorso, la Società degli Operai,
l’8 gennaio 1854 viene creata
la panetteria sociale che vende
il pane ai soli soci al minor
prezzo possibile. Il 29 giugno
1856 la Società fondava inoltre una cassa di sussidio per i
soci operai «divenuti per vecchiezza od infermità cronica
inabili al lavoro, e per procurar loro un sostentamento nei
loro ultimi anni». Era nata la
prima forma embrionale della
pensione di anzianità. Il 22
settembre 1864, la società
istituiva invece il proprio Magazzino di previdenza, uno
spaccio dove i soci operai potevano acquistare i generi di
prima necessità ad un prezzo
inferiore di quello praticato
negli altri negozi. Nel 1906, il
magazzino si evolverà in una
cooperativa di consumo tra
tutti i soci che versarono una
lira a fondo perduto per la costituzione del suo capitale sociale. Più in là negli anni, la
Società organizzerà anche gite
operaie (memorabile quella
all’Expo di Torino del 1898,
«con grande ribasso sul prezzo
del biglietto d’ingresso») e festeggiamenti per favorire la
socializzazione tra gli iscritti
(al.st). Info: Museo Storico del
Mutuo Soccorso, via Silvio
Pellico 19, Pinerolo, tel.
0121.37.50.12 (si ringrazia
per la collaborazione il Presidente regionale di CNA Pensionati Bruno Moriena).
n°8 - dicembre 2015
Fu palestra democratica per il movimento cooperativo e modello per l’associazionismo
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Informazione
Facebook, Twitter e Instagram coinvolgono quasi 43 milioni di utenti registrati in Italia
I Social media aiutano l’impresa a vendere
Sono in preparazione da parte di CNA nuovi corsi di formazione per titolari e dipendenti
n°8 - dicembre 2015
F
acebook, Twitter e Instagram
possono davvero aiutare le
imprese ad essere più visibili e a
raggiungere nuovi consumatori.
Basta imparare a usarli bene, dedicandovi un po’ del proprio
tempo tutti i giorni, oppure delegando qualcuno a inserire testi,
immagini e filmati relativi alla
propria azienda su questi tre social network che ormai mantengono in connessione tra loro 24
ore su 24 oltre un miliardo di
persone al mondo. La comunicazione «social» è stata al centro
della seconda lezione del corso di
formazione «Fare business con il
web», organizzato da CNA Torino in collaborazione con Resforma e tenuto da Gabriele Gambassini, dal titolo «Web e social media marketing». Si è partiti con
Facebook, di fatto il più importante social media al mondo che
il 24 agosto scorso ha celebrato il
miliardo di persone connesse nello stesso giorno, avendo ormai
superato da tempo 1.4 miliardi di
utenti registrati. Un risultato incredibile se si pensa che sulla terra vivono 7.2 miliardi di persone.
I numeri, in questo senso, aiutano a capire le dimensioni della
comunicazione sul web e la sua
rilevanza strategica per le aziende:
3 miliardi di persone accedono a
Internet, 2 miliardi sono registrati ad un social network, 3.6 miliardi utilizzano smartphone e tablet, 1.7 miliardi si connette ad
un social media tramite un dispositivo mobile. In Italia, Facebook
conta 26 milioni di utenti registrati, di cui 10 milioni connessi
ogni giorno. In Europa, gli utilizzatori di Facebook sono 742 milioni. Il 52% degli utenti Facebook sono uomini, il 47% donne. Divisi per fascia di età, gli
utenti di Facebook risultano così
distribuiti: 21.7% tra i 36 e i 45
anni; 13.8% tra i 30 e i 35 anni;
17.4% tra i 19 e i 24 anni; 15.2%
tra i 46 e i 55 anni; 10.1% oltre i
informazioni, è evidente che Facebook
può diventare un
potente alleato delle imprese per sviluppare il proprio
business in quanto
permette di raggiungere (anche
I dati al gennaio 2015 degli utilizzatori di Internet, dei con messaggi pubSocial network, dei cellulari e di un social account da blicitari a pagamensmartphone e tablet
to) un pubblico mirato e di misurare i
56 anni. Da un punto di vista risultati raggiunti. Per fare puboperativo, Facebook distingue il blicità, occorre usare lo strumenprofilo personale dell’utente - to Facebook Ads che consente di
considerato come persona fisica e «sponsorizzare» un post e renderseguito dagli amici - dalla pagina lo visibile (come messaggio proa cui si accede solo dopo aver mozionale) a persone che non ci
aperto un profilo personale e ri- conoscono ma di cui decidiamo a
volto ai fan che possono esprime- priori le caratteristiche: per esemre un consenso tramite un «like»: pio, solo donne, di età compresa
la pagina è rivolta ad aziende, as- tra i 30 e i 40 anni, interessate a
sociazioni, botteghe e negozi di un determinato prodotto (Facevicinato, istituzioni, personaggi book profila tutti gli utenti anafamosi, etc. Il momento ideale lizzando day by day i loro comper comunicare su Facebook portamenti) e che risiede nell’arcoincide con quello di maggior co di un certo numero di chilovisita da parte dei suoi utenti: sta- metri da una precisa città. Con
tisticamente ciò accade il merco- pochi euro si ottengono così riledì tra le 13 e le 16; è invece sultati sorprendenti. Dopo Facesconsigliato postare contenuti book, Twitter rappresenta il seprima delle 11. Per fare business condo social network per imporsu Facebook occorre aprire una tanza strategica per le imprese,
pagina, ma prima occorre defini- forte dei suoi 314 milioni di
re una strategia di comunicazione utenti registrati nel mondo (dato
e pensare bene ai contenuti, dan- 2015). In Italia, questo social
do continuità nel tempo ai mes- conta 4 milioni di utenti attivi su
saggi postati e arricchendoli di 9.5 milioni di utenti registrati. Su
immagini e filmati che assicurano Twitter, però, e questa è la sua
una maggiore visibilità. In questo principale caratteristica, si parla
senso, si deve tenere presente che usando solo 140 caratteri. Occorla visibilità di un post su Face- re, quindi, una capacità di sintesi
book è data da uno strano algo- non indifferente, ma l’efficacia di
ritmo che viene chiamato «edge questa comunicazione risulta
rank» che tiene conto di tre fatto- molto forte e consente facilmente
ri principali: l’affinità tra chi scri- di lanciare messaggi a cui si posve il post e il pubblico a cui si ri- sono dare risposte altrettanto involge, il peso del post (la presen- cisive e immediate. Non a caso, il
za di immagini e video, il nume- 76% degli utenti usa Twitter da
ro di like ricevuti) e il tempo di un dispositivo mobile. Pagine
decadimento del messaggio aziendali e profili personali non
(quanto tempo fa il post è stato hanno distinzioni su Twitter e si
scritto). Sulla base di queste gestiscono nello stesso modo.
Twitter utilizza alcuni simboli peculiari, come l’hashtag (#) che
permette di etichettare un messaggio e renderlo facilmente individuabile tramite una ricerca per
argomento e la «a commerciale»
che gli inglesi chiamano «at» (@)
che serve per citare un altro utente di Twitter in una comunicazione, facendogli sapere che lo stiamo citando. Gli utenti di Twitter
sono particolarmente interessanti
per le imprese in quanto il 50% si
aspetta di venire a conoscenza di
offerte speciali e promozioni,
mentre il 46% segue un brand e
il 36% dichiara di essere cliente
di un’azienda specifica. Twitter è
quindi il posto giusto per fidelizzare la clientela inviando messaggi quotidiani che parlano dell’azienda o per lanciare un evento
speciale (inaugurazione, lancio
nuovo prodotto, etc). Anche qui,
è possibile avviare campagne
pubblicitarie a pagamento. Per finire, Gambassini ha analizzato il
funzionamento di Instagram, un
social network (oggi di proprietà
di Facebook) basato sulle fotografie che nel 2015 ha raggiunto 300
milioni di utenti nel mondo di
cui 7 milioni in Italia. Funziona
in modo molto simile a Twitter,
ma serve a testimoniare per immagini scene di vita quotidiana e
di lavoro. Instagram può essere,
in tal senso, molto utile per quegli artigiani che effettuano lavorazioni ad alto contenuto manuale
e che operano su materiali pregiati, per rivelare il dietro le quinte.
Tra le case history più interessanti con riferimento al panorama
torinese Gambassini ha segnalato
il profilo di Pastiglie Leone (al.st).
CNA Torino sta valutando l’ipotesi di attivare altri corsi di formazione sul tema «il web e le imprese» aperti ai titolari d’azienda
e loro famigliari e collaboratori.
E’ possibile manifestare il proprio
interesse scrivendo una email: [email protected]
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Intervista
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Spadaro Sas: il gadget «sartoriale», su misura
Piccoli gioielli personalizzati per distinguersi
L
a Spadaro Sas di Michele
Spadaro, azienda associata
CNA, nasce nel 2012 dall’esperienza trentennale nel settore
promozionale del suo fondatore.
La grande preparazione tecnica
del suo personale consente alla
Spadaro Sas di proporsi sul mercato come azienda affidabile e
competente nella produzione,
con procedimento di fusione e
smaltatura, di articoli promozionali e pubblicitari in metallo
personalizzati su disegno del
cliente ed in particolare di distintivi, pin, portachiavi, crest,
piastrine, spille, minuteria metallica ed altri gadget su specifica
richiesta. Classe 1951, nato a Laganadi, in provincia di Reggio
Calabria, Michele Spadaro raggiunge Torino nei primi anni
Settanta, dopo aver conseguito il
diploma di perito industriale a
Reggio Calabria, per iscriversi alla facoltà di Scienze politiche.
Dopo il servizio militare ha lasciato, con dispiacere, gli studi
per entrare subito nel mondo del
lavoro che in quel periodo era
estremamente dinamico. Dopo
alcune esperienze da rappresentante è stato assunto in Fiat come tecnico elettricista. Da lì a
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le Olimpiadi invernali di Torino 2006,
fino al recentissimo
Salone e Gran premio Parco Valentino. Nascono così
ogni giorno pin,
spille, portachiavi,
fermacarte, medaglie e targhe per premiazioni sportive,
ma anche bottoni,
piccoli accessori per
la bigiotteria, borchie per l’abbigliaMichele Spadaro nello show room della sua azienda
mento:
piccoli
gioielli in lega mepoco capisce però che quello tallica, impreziositi dalla creatinon è il suo percorso e si dedica vità dello staff della Spadaro Sas
all’artigianato aprendo come che con i suoi cinque collaboracofondatore un’azienda nel set- tori riesce ancora oggi, nonotore promozionale. Un ambiente stante la crisi che ha travolto il
affascinante dove creatività e ca- settore promozionale, a distinpacità manuale si incontrano guersi sul mercato per la sua oritrovando un loro punto di equi- ginalità e qualità delle lavoraziolibrio perfetto, dal quale prendo- ni realizzate quasi interamente in
no forma mille progetti e mille house. Lavorazioni che oltre ad
prodotti. Negli anni, Spadaro ha offrire un prezioso servizio alle
così realizzato per conto dei for- aziende, contribuiscono ad alinitori ufficiali alcuni oggetti per mentare il collezionismo interil merchandising di grandi even- nazionale. «Il processo lavorativo
ti che hanno visto Torino e il per la realizzazione dei nostri
Piemonte come protagonisti, dai prodotti», spiega Spadaro, «è
mondiali di calcio di Italia 90 al- complesso e segue diverse fasi».
«Si parte dallo studio grafico che
inizia da un disegno, una fotografia o un marchio, dal quale
poi si realizza un bozzetto per visualizzare come si presenterà l’articolo richiesto dal cliente. Dopo
la realizzazione grafica si passa
all’esecuzione di un prototipo e
poi di uno stampo in gomma».
Dallo stampo, tramite fusione
per colata, si ottiene in modo ancora grezzo l’articolo richiesto
dal cliente che verrà successivamente perfezionato con altre lavorazioni: tramite trattamento
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galvanico, unico step eseguito in
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esterno, prenderà le caratteristiche metalliche volute (dorato,
nichelato, bronzato, etc.). La fase in cui l’oggetto prende la sua
forma definitiva è però la smaltatura. Ogni singolo pezzo sarà poi
confezionato singolarmente.
«Non è un momento facile per le
imprese del nostro settore, e non
solo, assediate dalla concorrenza
dei prodotti di importazione a
basso costo e da una crisi economica ancora senza fine che ha ridotto in modo drastico i budget
delle imprese per le attività promozionali», spiega Spadaro. Una
situazione ben diversa da quella
che il titolare ha conosciuto negli
anni Novanta. «E’ stato un periodo bello e forse irripetibile.
Erano momenti in cui potevamo
a buon titolo essere considerati
dei leader a livello europeo. Poi,
molte imprese del settore e non
solo, hanno commesso l’errore
di decentrare in altri paesi la produzione, mirando alla riduzione
dei costi senza cercare altre vie
per aumentare l’efficienza». Oggi, il punto di forza della Spadaro Sas è ancora la capacità di
produrre oggetti unici e su misura in piccole quantità, ma nel futuro dell’azienda c’è ben altro.
Spadaro punta allo sviluppo del
servizio diretto al cliente, senza
perdere di vista le forniture conto terzi che ancora oggi rappresentano una parte importante
del fatturato e per fare questo l’azienda sta testando l’appetibilità
del prodotto sul consumatore.
«Importante, in tal senso, è stata
l’esperienza fatta nel coworking I
Love IT promosso da CNA con
il sostegno di UnipolSai in Galleria San Federico a Torino»,
spiega. L’azienda sta anche investendo per potenziare la propria
rete commerciale e dotarsi di un
ecommerce per vendere a distanza e anche all’estero i suoi prodotti (al.st). Si invitano i Soci
della CNA a raccontare la propria esperienza imprenditoriale
a Corriere Artigiano: tel.
011.1967.2152-2121, [email protected]
n°8 - dicembre 2015
Azienda specializzata nella produzione di articoli promozionali e pubblicitari in metallo
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Cultura e arte
Firmata da Vittorio Sgarbi per la Fondazione Cosso, la mostra dura fino al 10 aprile
Caravaggio al Castello di Miradolo
Esposte una quarantina di tele del maestro Michelangelo Merisi e dei contemporanei
a seconda volta di Caravaggio al Castello di Miradolo nasce dalla fortunata collaborazione tra Vittorio Sgarbi
e la Fondazione Cosso che negli ultimi anni ha già portato a
San Secondo di Pinerolo i capolavori di Tiziano, Lorenzo
Lotto, del Beato Angelico e
una delle mostre più amate
dal grande pubblico, quella
dedicata alla figura di San Sebastiano, fortemente voluta
dal celebre critico d’arte. «Caravaggio in Piemonte» è stato
il titolo della prima mostra sul
tema, organizzata nel 2010
dalla Fondazione Cosso, costituitasi nel 2008 e proprietaria
del Castello che sta progressivamente restituendo agli antichi splendori. Ora, invece, è il
tempo di «Caravaggio e il suo
tempo»: raffinata esposizione
di una quarantina di tele di
inestimabile valore, selezionate da Vittorio Sgarbi da musei
e collezioni private e in molti
casi mai viste in Italia. La mostra è organizzata in tre sug-
sto per decenni in Italia
e all’estero. Inaugurata
lo scorso 21 novembre,
la mostra sarà visitabile
fino al prossimo 10
aprile con il seguente
orario: giovedì e venerdì, 14-18; sabato,
domenica e lunedì, 1018.30 (chiuso il martedì
e il mercoledì). Come
ha ricordato Maria Luisa Cosso durante la
Caravaggio, «Maddalena penitente», olio su te- conferenza stampa al
la, Roma, Galleria Doria Pamphilj
Circolo dei lettori, lo
scorso 4 novembre,
gestive sezioni: il tempo della «tutte le iniziative culturali
giovinezza di Michelangelo messe in campo dalla FondaMerisi, in arte Caravaggio, e zione sono finanziate con ridella sua formazione pittorica; sorse private». Una sfida couna sezione interamente de- raggiosa, portata avanti con
dicata al capolavoro indiscus- grande impegno e tenacia
so della «Madonna penitente» dalla Presidente della Fonda(1595 circa, olio su tela) custo- zione Cosso e da sua figlia
dita a Roma, a Palazzo Doria Paola Eynard, sin dalla prima
Pamphilj; una sezione, infine, mostra inaugurata nell’ottodedicata ai pittori che a vario bre del 2008 per rendere
titolo si ispirarono al maestro omaggio al grande pittore
e alla sua genialità, contri- piemontese Lorenzo Delleani
buendo ad affermarne il gu- che proprio nel Castello di Miradolo soggiornò per un periodo, ospite della contessa
Fino al 24 gennaio, esposte 130 opere dell’artista e suoi coevi
Sofia Cacherano di Bricherasio, ultima erede del patrimonio della celebra casata nobiLa Reggia di Venaria Reale accoglie, fino al 24 gennaio 2016, la
liare, abile pittrice a sua volta
mostra d’arte «Raffaello. Il Sole delle Arti». Raffaello viene proe donna di grande generosità.
posto nel suo ruolo storico di ispiratore delle arti applicate che
Una mostra fortunata alla
tradussero nelle rispettive tecniche le invenzioni figurative del
quale ne sono seguite tante
grande Urbinate. È questo il taglio della mostra che propone olaltre, fino al sodalizio con Vittre 130 opere con la curatela di Gabriele Barucca e Sylvia Ferino
torio Sgarbi che ha proiettato
e un Comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci. Il peril Castello e la Fondazione nel
corso si apre con una serie di opere di maestri che hanno avuto
firmamento dei grandi eventi
un ruolo fondamentale nella vita artistica di Raffaello: il padre
d’arte italiana e internazionale
Giovanni Santi, Luca della Robbia, il Perugino, il Pinturicchio e
(al.st). Ingresso: 10 euro, ridotLuca Signorelli. A ciò si affianca una scelta di preziosi dipinti gioto 8 euro. Il Castello di Miradovanili di Raffaello: la Croce processionale, il San Sebastiano e
lo è a San Secondo di Pinerolo,
l’Angelo. Uno spazio importante è dedicato alle incisioni, che già
facilmente raggiungibile con
nel Cinque e Seicento costituirono il nucleo privilegiato per la
l’autostrada del Pinerolese.
diffusione delle creazioni figurative del Maestro, e alla tecnica
Sono previste aperture straordella maiolica istoriata prodotta nelle botteghe di Casteldurandinarie nei periodi delle festite, Pesaro, Gubbio, Urbino, Faenza. Un’altra sezione della mostra
vità natalizie e pasquali (conè dedicata all’oreficeria. Info: www.lavenaria.it
sultare il sito web ufficiale
www.fondazionecosso.com).
L
n°8 - dicembre 2015
Le Arti di Raffaello alla Venaria
Luci d’Arte
OPERE DI LUCE PER IL NATALE DI
TORINO. Anche quest’anno, le
sere d’inverno di Torino, fino
al 10 gennaio prossimo, saranno illuminate dalle installazioni d’arte contemporanea luminose del progetto
Luci d’Artista ideato dalla
Città di Torino e realizzato da
Teatro Regio e Iren Servizi e
Innovazione, con il sostegno
di Iren, Compagnia di San
Paolo e Fondazione Crt che
vede rappresentati artisti italiani (molti dei quali torinesi)
e internazionali. Le luci sono
state accese sabato 31 ottobre con un elegante defilé di
Torinodanza, Teatro Stabile
di Torino, Teatro nazionale e
Biennale de la Danse de
Lyon. L’edizione 2015-16 che conta 25 installazioni, di
cui 20 appartenenti alla collezione di Luci d’Artista - è
caratterizzata tra le altre, da
una nuova opera, Migrazione (Climate change), dell’artista Piero Gilardi in Galleria
Subalpina; 13 luci temporanee della collezione, 6 lavori
permanenti; il mosaico di Enrica Borghi (via Montebello e
via Verdi) e Il Mito di Nello
Ferrigno (via San Francesco
d’Assisi) provenienti da Salerno. Peculiarità della rassegna, alla sua 18esima edizione, è mettere in mostra opere che interagiscono con gli
spazi pubblici - vie e piazze
di Torino - con allestimenti
d’arte realizzati utilizzando
l’elemento luce come mezzo
di espressione. Le installazioni, riconosciute in tutto il
mondo, sono diventate un
importante simbolo della
città e un augurio speciale di
Buone Feste per tutti.
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Dicembre 2015 - Corriere Artigiano