Chi è?
IL PROMOTORE
Come si
diventa?
Quali attività
Svolge ?
Regole di comportamento e organizzazione
Il primo contatto
I contratti conclusi
Gli
Indici
di borsa
La banca
Gestione dei risparmi
Individuale
Collettiva
Fondi comuni
di investimento
sicav
CHI E’ ?
Il promotore finanziario è una persona fisica che
professionalmente esercita l’offerta di strumenti finanziari, di
solito con la tecnica del “porta a porta”. Il promotore finanziario è
un lavoratore autonomo che riceve una retribuzione calcolata a
provvigione sulle vendite effettuate.
Egli può agire esclusivamente per conto di una banca o di una Sim
o di una società finanziaria con un rapporto di agenzia senza
rappresentanza cioè conclude contratti per conto della società, ma
non può sottoscriverli con il proprio nome. Questa caratteristica
viene definita obbligo del monomandato, ossia che egli può
operare per un solo soggetto tra quelli appena citati.
Il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria prevede che presso la Consob sia isitituito un unico
albo nazionale dei promotori finanziari.
COME SI DIVENTA?
Per diventare promotore finanziario
bisogna:
• possedere un diploma di scuola
secondaria superiore
• superare un esame di idoneità
professionale indetto dalla Consob, che
consiste in un questionario, per la prova
scritta, e in un successivo colloquio orale,
al quale accedono solo coloro che hanno
superato la prova scritta
• presentare una domanda d’iscrizione (file pdf)
all’Albo Unico Nazionale dei Promotori di
Servizi Finanziari
QUALI ATTIVITA’ SVOLGE?
Le attività svolte dal promotore sono:
• contattare potenziali clienti
• analizzare le esigenze finanziarie del cliente
• verificare se esistono servizi della Società per cui lavora in grado di portare benefici al
cliente
• assistere il cliente lungo il percorso di investimento, verificando l’esatta esecuzione
delle operazioni compiute.
REGOLE DI COMPORTAMENTO E
ORGANIZZAZIONE
Nello svolgimento della loro attività i Promotori finanziari devono comportarsi con
diligenza, correttezza e trasparenza e rispettare determinate regole di comportamento
stabilite dal regolamento CONSOB ( D. Lgs. 58/98 ) nonché dal codice di
comportamento di categoria (Codice deontologico di autodisciplina redatto
dall’ANASF)..La Consob,infatti, tra le regole generali di comportamento prescritte nel
suo regolamento prevede anche il rispetto da parte del promotore dei codici di
autodisciplina relativi alla sua attività.
A questo scopo ANASF ha elaborato il Codice Deontologico di Autodisciplina dei
promotori finanziari. Il Codice considera tutti gli ambiti di attività del promotore dal
rapporto con l’intermediario per il quale lavora alle relazioni con i colleghi e con le
autorità di vigilanza del mercato. Ma soprattutto, il Codice pone al centro
dell’attenzione il cliente e i suoi interessi, entrambi alla base della deontologia
professionale del promotore, al di sopra di qualsiasi altro interesse. La violazione di tali
regole comporta sanzioni crescenti, fino alla radiazione dall’albo.
LA BANCA
Le banche sono i più diffusi intermediari tra i soggetti che dispongono di capitali o che
accantonano risparmi (soggetti in avanzo finanziario) e quelli che che hanno bisogno di
capitali per la loro attività (soggetti in disavanzo finanziario). Le banche sono “enti” ai
quali è riservato l’esercizio dell’attività bancaria , che secondo la legge ha carattere
d’impresa ed è costituita dalla raccolta di risparmio tra il pubblico e dall’esercizio del
credito. Operando come intermediari le banche fanno della fiducia l’elemento
essenziale per l’esercizio della loro attività: infatti ricevono depositi solo se suscitano
fiducia nei risparmiatori e concedono prestiti solo se ripongono fiducia nei soggetti da
finanziare.
I vantaggi dell’attività bancaria
I VANTAGGI DELL’ATTIVITA’
BANCARIA
L ‘attività d’intermediazione esercitata dalle banche presenta i seguenti vantaggi:
• permette di raccogliere risparmi di entità modesta, convogliandoli verso le attività
produttive
• offre ai risparmiatori un elevato grado di sicurezza, sia per la tradizionale solidità delle
banche, sia per il controllo pubblico su di esse esercitato, sia per le forme di protezione
istituite (fondo interbancario di garanzia)
• riesce ad appagare le differenti esigenze dei risparmiatori e dei soggetti finanziati
operando una trasformazione qualitativa del credito
• presenta organizzazione territoriale, capacità operative e conoscenze tecniche che
permettono di effettuare una massa notevole di operazioni attuando una limitazione dei
rischi connessi all’esercizio del credito.
IL PRIMO CONTATTO
Quando un cliente incontra per la prima il promotore, riceve due documenti :
1) dichiarazione della società per la quale il promotore lavora
2) comunicazione informativa sulle regole di comportamento.
Dopo la consegna dei documenti il professionista chiede notizie precise riguardanti:
• la situazione finanziaria del cliente
• le precedenti esperienze di investimento
• la sua famiglia, i figli e la sua casa
• le sue esigenze future
• gli obbiettivi che intende raggiungere
• il grado di rischio che vuole affrontare
Dopo aver effettuato l’analisi del cliente, il promotore passa alla fase operativa che
comporta :
• l’illustrazione della proposta investimento
• la firma del contratto
Spesso questa fase non viene conclusa nel primo incontro ma in una seconda occasione
I CONTRATTI CONCLUSI
I TITOLI CONTRATTATI NEL MERCATO
MOBILIARE
Titoli di debito
Altri valori
mobiliari
Titoli di stato
Altri titoli
pubblici
Obbligazioni
private
FONDI
COMUNI
Titoli di capitale
Azioni
ordinarie
Azioni
privilegiate
Azioni di
risparmio
ALTRI
CONTRATTI
Polizze
Assicurative
(es. pensioni
Integrative)
Mutui passivi
I TITOLI DI DEBITO
Il notevole fabbisogno di mezzi finanziari necessari per la realizzazione dei
programmi di investimento dello Stato, nonché le esigenze finanziarie delle
S.p.a e delle S.a.p.a hanno portato questi soggetti a cercare fondi nel mercato
mobiliare.
I risparmiatori infatti possono sottoscrivere quote di prestiti accordate agli
emittenti che prendono il nome di titoli di debito. Essi si dividono in :
• Titoli di Stato
• Titoli emessi dagli enti locali
• Obbligazioni private e pubbliche
I TITOLI DI CAPITALE
I titoli di capitale, o azioni, sono titoli rappresentativi di quote di partecipazione al
capitale di rischio di una società (s.p.a o s.a.p.a). Esistono diverse categorie di
azioni con caratteristiche diverse:
• azioni ordinarie: attribuiscono ai possessori tutti i tipici diritti connessi alla
partecipazione alla società (diritto di voto, diritto di opzione ecc.)
• azioni privilegiate: danno maggiori diritti sugli utili di bilancio, ma per esse
il diritto di voto può essere limitato alle sole assemblee straordinarie
• azioni di risparmio: sono un particolare tipo di azioni privilegiate, la cui
emissione è riservata alle società quotate in borsa
I FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO
I Fondi Comuni di Investimento sono patrimoni indivisi di pertinenza della pluralità dei
partecipanti. Essi, con la sottoscrizione di quote del fondo, affidano i loro risparmi ad
una società di gestione che realizza e gestisce investimenti in titoli e altre attività
finanziarie o in proprietà immobiliari.
Le quote, rappresentate da certificati di partecipazione, sono solitamente collocate
tramite società di distribuzione o tramite alcune banche le quali curano il collegamento
tra il fondo e i risparmiatori raccogliendo le sottoscrizioni.
La partecipazione al fondo può realizzarsi mediante il versamento di una certa somma
in un’unica soluzione, sia aderendo a un programma rateale di accumulazione che
prevede il versamento periodico di somme anche modeste per un certo numero di anni.
VANTAGGI
CLASSIFICAZIONE FONDI
Negli anni ’90 vi è stata una consistente crescita dei
Flussi internazionali
di capitale
I VANTAGGI DEI FONDI
I vantaggi offerti dalla sottoscrizione di quote di partecipazione ai fondi comuni
mobiliari sono:
• la competenza dei componenti del Comitato di gestione questo è formato da esperti
finanziari che, oltre a essere dotati di elevata professionalità, si possono avvalere di
moderni strumenti operativi e di analisi, che non sono certamente alla portata dei singoli
risparmiatori
• il frazionamento dei rischi, realizzato attraverso la diversificazione degli
impieghi.Questo obiettivo è conseguibile solo con l’impiego di capitali cospicui cioè
investendo in titoli diversi, di società operanti in vari settori economici e in paesi diversi
• la liquidabilità delle quote sottoscritte, ossia la possibilità di rientrare nei capitali
investiti immediatamente.
CLASSIFICAZIONE DEI FONDI
I fondi comuni di investimento possono classificarsi secondo :
• la natura degli impieghi effettuati
Fondi immobiliari e mobiliari
• la struttura organizzativa
Fondi di tipo chiuso e aperto
• la destinazione dei proventi
Fondi di accumulazione, di reddito e misti
FONDI IMMOBILIARI E MOBILIARI
Se classifichiamo i fondi comuni di investimento secondo la natura degli impieghi
effettuati, possiamo distinguere quest’ultimi in:
• fondi immobiliari, che investono le somme raccolte nell’acquisto di beni immobili
• fondi mobiliari, che investono il risparmio raccolto in valori mobiliari (o altre attività
finanziarie). Questi fondi si possono a loro volta suddividere, secondo la composizione
del loro patrimonio in fondi obbligazionari, azionari, bilanciati e monetari.
Suddivisione fondi comuni mobiliari
SUDDIVISIONE FONDI COMUNI
MOBILIARI
I fondi comuni mobiliari possono a loro volta suddividersi secondo la composizione del
loro patrimonio in:
• fondi obbligazionari, il loro portafoglio è rappresentato prevalentemente da titolo
fruttiferi di interessi e, in piccola parte, da azioni di risparmio e privilegiate
• fondi azionari, il loro portafoglio è costituito prevalentemente da azioni e da
obbligazioni convertibili di società commerciali, industriali, etc.
• fondi bilanciati, i loro investimenti sono distribuiti in modo pressochè uguale tra titoli
azionari e titoli fruttiferi di interessi
• fondi monetari: hanno un patrimonio costituito esclusivamente o in prevalenza da
strumenti del mercato monetario (BOT, accettazioni bancarie, certificati di deposito a
breve termine, etc..)
FONDI DI TIPO CHIUSO E APERTO
Secondo la struttura organizzativa, si hanno:
• fondi di tipo chiuso, che sono a capitale fisso, nel senso che l’entità del capitale e il
numero delle quote emesse sono predeterminati nello statuto del fondo stesso; il
disinvestimento da parte del risparmiatore può pertanto avere luogo soltanto negoziando
sul mercato i certificati di partecipazione posseduti
• fondi di tipo aperto, che sono a capitale variabile, in quanto l’emissione delle quote da
parte del fondo è continua, così come è continuo l’impegno della società di gestione a
riacquistare le quote in circolazione che i partecipanti intendano disinvestire (riscatto).
In tal modo l’entità del patrimonio comune aumenta o diminuisce a seconda che le
sottoscrizioni superino i riscatti o viceversa.
I fondi italiani solitamente sono di tipo aperto.
FONDI DI ACCUMULAZIONE, DI
REDDITO E MISTI
Secondo la destinazione dei proventi, possono distinguersi:
• fondi di accumulazione, nei quali i proventi realizzati sono reinvestiti
• fondi di reddito, che mirano a distribuire annualmente i proventi realizzati con la
gestione del patrimonio comune
• fondi misti, i cui proventi sono in parte distribuiti e in parte reinvestiti.
I FLUSSI DI CAPITALE
INTERNAZIONALI
L’incremento dei flussi di capitale internazionali è
avvenuto grazie alla diffusione e ai progressi della
telematica e alla progressiva liberalizzazione dei
movimenti di capitali. I mercati finanziari sono così
cresciuti in modo esponenziale, tant’è che nel 1997
il 95% delle transazioni economiche internazionali
era composto da spostamenti di capitale finanziario.
Tra le piazze finanziarie che hanno avuto un
maggior sviluppo si collocano quelle della Cina e
del
Far east asiatico
GESTIONE DEI RISPARMI
Il servizio che comporta il massimo livello di delega nei confronti della banca e il
minimo coinvolgimento da parte del cliente è quello della gestione dei risparmi.
Nella raccolta di risorse finanziarie mediante la stipula di contratti di gestione del
patrimonio, il cliente affida alla banca una somma di denaro o un patrimonio finanziario
con l’incarico di investirlo in altre attività finanziarie (titoli di Stato, titoli
obbligazionari e azionari italiani e esteri, etc…) rispettando gli eventuali vincoli
impartiti.
La Banca, per il servizio prestato, riceve una provvigione di solito commisurata
all’ammontare del patrimonio gestito e si impegna a fornire al cliente una periodica
comunicazione sullo stato del patrimonio (composizione e performance realizzate),
nonché sulla natura delle operazioni effettuate.
LA GESTIONE INDIVIDUALE
Nella gestione individuale di patrimoni mobiliari il risparmiatore apre il conto in una
banca o in una Sim ed i suoi capitali vengono gestiti individualmente per conto del
cliente. In questo caso il cliente diventa azionista della società della quale compra le
azioni. Il risparmiatore può chiedere delle personalizzazioni nella gestione.
Nella gestione individuale il patrimonio del cliente viene gestito singolarmente, rendendo
necessario un rapporto stretto non tanto con il venditore del servizio quanto con il gestore che
effettuerà la selezione dei titoli, al fine di realizzare una perfetta personalizzazione del
portafoglio. La diversificazione è una delle principali regole che governano i mercati finanziari e
consiste nella possibilità di ridurre i rischi associati ai singoli investimenti mediante un’adeguata
combinazione degli stessi all’interno del portafoglio.
Della gestione individuale fanno parte
le Gestioni Patrimoniali Mobiliari (GPM)
e le Gestioni patrimoniali in fondi (GPF)
GPF E GPM
Nel corso degli ultimi anni si sono diffuse in Italia delle gestioni patrimoniali in fondi
che si distinguono dalle gestioni patrimoniali mobiliari non tanto per la veste giuridica
(che rimane identica), quanto piuttosto per la tipologia di investimenti che confluiscono
nel portafoglio del cliente. Le GPF, a differenza delle GPM, prevedono l’investimento
simultaneo in diverse tipologie di fondi comuni, cercando di conciliare i vantaggi della
personalizzazione del servizio proprio delle GPM con quelli della più ampia
diversificazione consentita. Ciò rende possibile il perseguimento di una “doppia”
diversificazione, sia tra i diversi valori mobiliari sia tra i diversi fondi.
LA GESTIONE COLLETTIVA
Nella gestione collettiva del risparmio i capitali dei singoli risparmiatori confluiscono in
un unico portafoglio che viene gestito da un professionista. In questo caso il
risparmiatore possiede una quota del fondo, ma non è titolare delle azioni possedute dal
fondo. Il risparmiatore non ha alcuna voce in capitolo nelle scelte del gestore che
costruisce il portafoglio in assoluta autonomia, ma nel rispetto del regolamento del
fondo. Le gestioni collettive sono di due tipi
Fondi comuni di
investimento
sicav
LE SICAV
I sottoscrittori delle Sicav comprano le azioni della Sicav, che è una società per azioni ed
assumono il diritto di partecipare all’assemblea dei soci e di esercitare il diritto di voto.
In realtà per i risparmiatori non esistono delle differenze reali tra fondi e Sicav che, di fatto,
perseguono lo stesso scopo: investire i capitali dei risparmiatori in mercati specifici al fine di
massimizzare il risultato, gestendo i capitali di tutti i partecipanti come se fossero un unico
investitore.
La differenza più rilevante per l’investitore è di carattere fiscale, infatti mentre i fondi comuni di
investimento vengono tassati con una ritenuta del 12.50 % sui guadagni giornalieri, le Sicav sono
esenti da imposte, ma il sottoscrittore dovrà pagare un’imposta sul guadagno realizzato tra il
prezzo di acquisto e il prezzo di vendita. L’imposta sul capital gain (l’imposta del 12.50% del
guadagno in conto capitale) viene trattenuta al momento della vendita della Sicav.L’acquirente
della Sicav è quindi avvantaggiato dal fatto che le ritenute derivanti dai guadagni (che i fondi
pagano subito), potranno essere reinvestiti procurando eventualmente guadagni.Come per i fondi
comuni di investimento il patrimonio è custodito dalla banca depositaria che ne amministra i beni
e vigila sull’operato dei gestori.
INDICI DI BORSA
Gli indici di borsa sono indicatori sintetici che vengono elaborati quotidianamente
sulla base dei prezzi dei titoli quotati in borsa.
Essi sono in grado di esprimere l’andamento delle quotazioni sia dell’insieme dei
titoli ammessi sia di alcuni comparti. Solitamente fanno riferimento a numeri
indici relativi a una certa data e sulla base di essi ne misurano le variazioni.
Tra i principali indici di borsa ricordiamo:
-MIB
-MIBTEL
-MIB 30
-MIDEX
-NUMTEL
NUMERI INDICI
I PRINCIPALI INDICI
• MIB (Milano indice Borsa) cosiddetto storico, relativo a tutti i prezzi del listino
e avente per base 1.000;
• MIBTEL un indice costruito sulla base delle quotazioni di tutte le azioni
contrattate nel circuito telematico e avente come base di riferimento 10.000;
• MIB 30 che riflette l’andamento dei principali 30 titoli ( noti come blue chips )
quotati alla borsa di Milano rispetto alle quotazioni rilevate alle fine del 1992 e
convenzionalmente poste uguale a 10.000;
• MIDEX riassuntivo di 25 titoli di importanza appena inferiore rispetto alle 30
blue chips;
• NUMTEL elaborato in relazione all’andamento dei titoli quotati sul Nuovo
mercato. Equivale all’indice Nasdaq pubblicato negli Stati Uniti.
BIBLIOGRAFIA
Libri consultati:
-“Manuale di economia aziendale 4”, P.Ghigini e C.Robecchi, Elerand
Scuola e Azienda.
Siti consultati:
- www.promotorinews.it
- www.finanzafacile.it
- www.anasf.it
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i fondi comuni di investimento