Il calcolo dell’anatocismo.
Quick Bank nasce come prodotto specifico per il calcolo dei costi dei conti correnti, permettendo di inserire svariate possibilità di condizioni che le banche applicano ai loro clienti
e di raffrontarne il risultato.
Questo capitolo affronta il modo di inserire i dati per la gestione di un calcolo, al fine di ottenere il maggiore costo determinato dall’effetto dell’anatocismo.
Naturalmente, non è intenzione di questo manuale spiegare l’anatocismo nei suoi aspetti
legali o nella legittimità o meno di certe considerazioni, fatte dai giudici nel formulare i loro
“quesiti” per il calcolo. Il programma indica le tecniche possibili, poi sarà cura del perito e/o
dell’utente stabilire cosa deve essere escluso o meno, al fine di eseguire un calcolo più
vicino possibile alle indicazioni ricevute dal committente o alle propri interpretazioni.
Però, prima di passare alla descrizione delle procedure adottate dal programma per
l’elaborazione dei dati, volevo dare una “rinfrescatina” su cosa è l’anatocismo e non per
dare dimostrazione di conoscere la materia e nemmeno perché dubito sul fatto che voi lo
sappiate (altrimenti non stareste leggendo questo manuale), ma solo per introdurre la “metafora” che ho utilizzato per lo sviluppo della procedura ed aiutarvi, quindi, nella pianificazione dei dati da inserire durante la preparazione di una perizia.
L’anatocismo è quella pratica adottata dalle banche (vietata dalla legge fino al decreto salva banche emesso dal governo Da Lema) di calcolare gli interessi passivi alla scadenza di
ogni trimestre solare, addebitandoli immediatamente con data valuta dell’ultimo giorno di
chiusura trimestrale. Tale addebito, naturalmente, contribuisce ad aumentare l’esposizione
del cliente verso la banca, aumentando il capitale (capitale precedente + interessi addebitati) sul quale calcolare gli interessi nel successivo trimestre, quindi, a generare interessi
anche sulla quota di interessi maturata nel trimestre precedente.
Alcuni programmi “concorrenti” in cui ho avuto l’opportunità di imbattermi, calcolano gli interessi anatocistici partendo dall’addebito del trimestre e calcolando su quell’importo gli
interessi che man mano vengono generati durante tutta la durata del rapporto, sommando
questi calcoli a quelli eseguiti sugli interessi del trimestre successivo. Pur essendo corretto, questo sistema di calcolo risulta molto complesso ed essendo il risultato, una sommatoria di calcoli, è facile avere delle variazioni dovute al sommarsi di inevitabili arrotondamenti.
Il sistema che ho adottato per “Quick Bank” è molto più semplice. L’algoritmo che genera il
ricalcolo si basa su un principio elementare: ricalcolare gli interessi annuali, togliendo tutte
quelle competenze che dovevano essere addebitate annualmente e che invece sono state
addebitate ad ogni trimestre. Una volta rifatto il calcolo sui movimenti “depurati” dagli addebiti “non legittimi” si ottengono le competenze senza l’effetto dell’anatocismo, pertanto, a
fine anno vengono capitalizzati gli interessi ricalcolati (si può scegliere di non capitalizzare
affatto) e si passa al calcolo dell’anno successivo ripetendo la procedura descritta.
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Il ragionamento fatto sopra serve anche a chiarire l’utilizzo e l’importanza delle “causali
rimovibili”. Infatti, durante la preparazione della perizia, saranno caricati tutti i movimenti
presenti nell’estratto conto bancario, compresi quelli che ho definito prima “illegittimi” (definizione che serve solo a chiarire il concetto e non a dare una sentenza); quest’ultimi, per
essere riconosciuti tali dal programma, dovranno essere generati da causali che hanno il
settaggio “rimovibile” a “si”. Pertanto, tutto ciò che deve essere rimosso dal ricalcolo deve
avere la causale rimovibile, o meglio, il programma elimina dal calcolo tutti quei movimenti
che sono stati generati dalle causali rimovibili.
La differenza che verrà fuori tra il saldo dell’estratto conto bancario e quello dell’estratto
conto ricalcolato, corrisponde al maggiore onere generato dall’effetto dell’anatocismo. Naturalmente entrano in gioco anche gli addebiti per spese e CMS che influiranno sui dati in
relazione a come essi vengono impostati nei set di condizione.
Spero che tale premessa serva a chiarire e, soprattutto, a farvi capire meglio
l’impostazione che ho adottato per eseguire i calcoli e vi possa essere di aiuto nella comprensione del funzionamento del programma.
I dati di cui avremo bisogno sono i seguenti:
tutti i movimenti generati dalla banca nel periodo preso in esame, comprendente
anche i costi, le spese e gli interessi.
Le condizioni applicate dalla banca al conto al momento dell’apertura
Tutte le variazioni dei tassi, avvenute nell’arco di tempo preso in esame
Per eseguire i calcoli, i passaggi generali sono:
immissioni e verifiche
1.
2.
3.
4.
Inserimento delle condizioni applicate al conto (interessi, costi, spese)
inserimento degli affidamenti
Inserimento di tutti i movimenti come da estratti conto
Verifica della collimazione tra i dati inseriti e gli estratti conto bancari, trimestre per trimestre per tutti i trimestri
5. Verifica dei numeri dei conti scalari trimestrali di tutti i trimestri
Ricalcoli
6. Generazione del conto scalare annuale senza i costi trimestrali applicati dalla
banca
7. Calcolo degli interessi sul precedente conto scalare
8. Calcolo della differenza dei costi (differenza per effetto dell’anatocismo)
9. Capitalizzazione interessi e costi
10. Eventuale verifica del T.E.G.
11. Generazione conto scalare dell’anno successivo……….ripetizione ciclo dal
punto 6 al punto 8
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Prima di passare alla fase dei ricalcoli (dal punto 6 in poi) occorre verificare che i dati inseriti siano corretti. Il consiglio è quello di fare le verifiche trimestre per trimestre, controllando prima il saldo per data operazione (quello dell’estratto conto bancario) e, successivamente, controllare che i numeri generati dallo scalare corrispondano con quello della chiusura della banca. E’ indispensabile che i dati siano concordanti al fine di essere certi che
la base dati su cui si effettuano i conti sia quella giusta. Infatti, se i numeri generati dalla
banca non corrispondono con quelli generati dal programma (a parte piccoli scostamenti
che possono essere causati da diversa precisione degli arrotondamenti), significa che le
date valuta inserite nel conto non sono corrette (a meno di improbabili errori nei calcoli fatti
dalla banca). Come ben sapete, gli interessi vengono generati sui saldi per data valuta,
pertanto, in caso di non corrispondenza dei numeri non avrete nemmeno corrispondenza
con il calcolo delle competenze. Non è consigliabile non passare al controllo del trimestre
successivo fino a quando non si ha la collimazione dei dati.
La prima operazione da eseguire è la creazione dell’archivio e, successivamente, del conto su cui dovremo eseguire il calcolo. Per queste operazioni si rimanda alle indicazioni fornite nei precedenti capitoli del manuale.
Si richiama, però, una particolare caratteristica del programma utile in questa fase dell’ elaborazione; quando si crea un nuovo archivio, vengono generate, automaticamente, le
causali sotto elencate:
CMS
ECC
IAT
IPA
ONE
SPE
B&T
IAR
Commissione di massimo scoperto
Eccedenza extra fido
Interessi attivi
Interessi passivi
Altri oneri
Spese
Bolli e tasse
Interessi altri rapporti
Queste causali dovranno essere utilizzate, esclusivamente, per inserire i corrispondenti
costi presenti negli estratti conto forniti dalla banca.
Tali causali hanno il settaggio “rimovibile” a “si”, con l’esclusione di “B&T” e “IAR” e sono
indispensabili per eseguire il calcolo automatico della differenza di costo, dato
dall’anatocismo. Si rammenta che l’opzione “rimovibile” indica quelle causali i cui movimenti potranno essere esclusi dal calcolo degli interessi.
Naturalmente, si da per scontato che abbiate già letto i precedenti capitoli del manuale,
dove sono descritte le fasi per l’impostazione del programma e la creazione degli archivi e
delle tabelle.
Oltre alle causali generate automaticamente, occorrerà inserirne delle nuove, in funzione
delle proprie necessità.
Se è richiesta una specificazione dettagliata dei movimenti inseriti nei conteggi, occorre
creare una causale per ogni tipo (es. assegno, versamento, bonifico, prelievo, etc.), altrimenti sarà sufficiente crearne sole due, una per i movimenti in entrata ed un’altra per quelli in uscita (es. entrata generica, uscita generica).
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L’inserimento dei movimenti
I movimenti elencati nell’estratto conto devono essere inseriti rispettando le date operazione e valuta. Attenzione, una errata indicazione di tali date comporta un disallineamento tra
lo scalare della banca e quello generato dal programma.
Gli inserimenti possono essere eseguiti utilizzando la maschera aggiungi-modifica movimenti oppure, scegliendo la vista “griglia” raggiungibile da quest’ultima o dal menù verticale “viste”.
L’immissione tabellare è quella che permette una maggiore sicurezza durante
l’inserimento; ogni movimento viene confermato singolarmente e memorizzato contestualmente. La vista “griglia”, invece, permette un inserimento più veloce dei dati, utilizzando una griglia formata da righe, che rappresentano i singoli movimenti, e da colonne,
che indicano i campi all’interno del movimento. Lo schema è quello utilizzato da programmi tipo “Excel”. L’immissione dei dati viene eseguita posizionandosi all’interno delle singole caselle, puntandole col puntatore del mouse ed inserendo i dati compatibili con il campo
su cui ci si è posizionati. Il salvataggio di tutti i dati inseriti avviene alla chiusura della maschera o cliccando sul pulsante “salva” posto in alto. Tale modo di operare permette di inserire i movimenti in modo continuo, saltare da un movimento all’altro per eventuali modifiche, ma ha anche l’inconveniente di non garantire la stessa sicurezza operativa vista per
l’immissione tabellare. Infatti, se durante l’immissione dei dati si verifica un crash, si spegne il computer accidentalmente o va via la luce, tutte le modifiche inserite vanno perse, a
meno che non si salvino i dati, utilizzando l’apposito pulsante ad intervalli regolari. Scegliete voi quale dei due sistemi di immissione sia più adatto alle vostre esigenze.
Quando la mole di dati da inserire è notevole, occorre valutare la possibilità di importare i
dati utilizzando la funzione “importa da file excel”. Ovviamente, bisogna che i dati si trovino
già inseriti in un file di excel e che rispettino alcune regole fondamentali, mostrate in seguito. Il vantaggio nell’utilizzo di tale sistema può essere rappresentato dalla possibilità di usare uno scanner per effettuare una lettura dell’estratto conto cartaceo e, tramite un apposito software di riconoscimento testo (OCR), salvare i dati “scanditi” direttamente in formato excel.
Se siete riusciti a leggere gli estratti conto da uno scanner ed avete salvato i dati in formato excel, l’unico formato utilizzabile per l’importazione, sicuramente il foglio creato non risponde ai parametri necessari perché il programma interpreti correttamente i dati contenuti nelle varie celle.
L’immagine sopra rappresenta il foglio “tipo” per l’importazione dei dati, quindi, qualunque
sia il formato del foglio che avete ottenuto dopo la lettura con lo scanner, questo deve essere modificato in modo da corrispondere alla figura.
Occorre tenere presente, inoltre, che:
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-
Deve sempre esserci una intestazione; i valori dei campi non devono per forza
corrispondere a quelli rappresentati;
Tra l’intestazione e l’inizio dei dati deve essere lasciata una riga vuota;
Le date devono essere formattate nel formato “GG/MM/AAAA”;
Le celle non devono contenere formattazioni particolari, quali colori, bordi etc.;
Ad esclusione della colonna dei saldi, non devono essere inserite formule;
Non devono esserci righe vuote tra i movimenti;
I codici delle causali devono corrispondere con quelle presenti nel programma;
Il foglio di lavoro deve essere nominato “foglio1”
Tenete presente che i valori
della colonna dei saldi non vengono importati, infatti i saldi
sono calcolati dal programma e,
quelli presenti nel foglio, servono, solamente, per effettuare
un’ulteriore verifica dei dati importati.
Anche la descrizione della
causale non è fondamentale,
perché, anch'essa, viene ricavata dal programma in base ai
codici di causale presenti nella
lista.
Il file, correttamente formattato, deve essere salvato in un formato comune di excel.
Per poter importare il file creato, occorre cliccare sul pulsante “importa da file excel”, presente nella toolbar della maschera “immissione-modifica movimenti”. Si apre la maschera
“importazione da file excel”. Cliccando sul pulsante “carica File Excel” compare, all’interno
di essa, una sotto-maschera con due menù a tendina ed un pulsante di conferma.
I menù a tendina contengono le causali che generano
i movimenti in entrata, in uno, e in uscita, nell’altro.
Occorre selezionare una causale per registrare i movimenti in entrata ed una per quelli in uscita. In questo
modo, nel caso in cui, nel file che si sta importando,
manca qualche codice causale o questi, non
corrispondono con quelli già presenti in archivio, il
programma utilizzerà le causali che abbiamo scelto.
Tale impostazioni possono essere omesse, ma bisogna essere certi che i valori inseriti nei
campi dei codici causali siano congrui, altrimenti si rischia di avere delle importazioni errate.
Il pulsante “conferma” apre la maschera di esplora risorse per individuare il percorso ed il
nome del file da caricare.
Se le impostazioni del file sono corrette, la maschera mostrerà l’elenco dei movimenti presenti nel foglio di excel; i pulsanti “sostituisci movimenti” ed “aggiungi movimenti” diventeranno attivi, nel campo “file caricato” comparirà il percorso completo del file che abbiamo
scelto per l’importazione; a fianco di quest’ultimo campo sarà indicato il numero di movimenti che inseriti nella lista.
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I dati importati sono stati, quindi, convertiti ma non ancora memorizzati nell’archivio del
programma. In questa fase è possibile verificare la lista dei movimenti ed, eventualmente,
eliminarne qualcuno, se questo non deve essere importato o se i dati non sono corretti.
Tale eliminazione si esegue operando un doppio clic, col pulsante sinistro del mouse, sopra al movimento da rimuovere; se ci si è accorti di aver sbagliato, l’unico modo per ritornare indietro è quello di eseguire nuovamente tutta la fase di importazione.
Adesso non ci rimane che memorizzare i movimenti in maniera definitiva. Per questa operazione abbiamo due possibilità: una prevede la sostituzione di tutti i dati con quelli che si
stanno importando, l’altra l’aggiunta a quelli già presenti. Per completare la procedura
d’importazione, basta cliccare sul pulsante che riporta indicata l’azione che volete effettuare.
Occorre fare attenzione durante questa fase, in quanto, nel caso in cui decidiate di sostituire i dati presenti con quelli nuovi, non sarà possibile ritornare indietro, i vecchi movimenti saranno persi definitivamente. L’unico modo per poter riportare la situazione indietro è il
recupero di un eventuale file di backup, creato prima di avviare tali operazioni. Si consiglia,
pertanto, di procedere al salvataggio dei dati prima di avviare ogni operazione.
Dopo l’importazione, è bene chiudere il conto e riaprirlo per garantire il “reset” dei puntatori
dei file e degli archivi, prima di effettuare qualsiasi altra operazione.
Abbiamo completato questa parte dedicata all’inserimento dei dati, che sono alla base del
calcolo, non dimenticate che, se ci sono errori in questa fase di immissione, i valori che
verranno prodotti saranno, anch’essi, errati, pertanto, controllate attentamente
l’immissione dei movimenti. In ogni caso, potrete avere una conferma della correttezza
delle immissioni, se il saldo finale e lo scalare corrispondono, altrimenti bisognerà ricercare eventuali errori.
Qualora il saldo corrisponda, ma lo scalare no, significa che alcune date non sono state
inserite correttamente.
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Prima di passare ad altri argomenti si precisa la differenza tra movimenti “esclusi” e causali “rimovibili”.
I movimenti possono essere esclusi, settando l’apposita opzione in fase di inserimento o
modifica del movimento stesso. Tale opzione interessa la singola operazione. Un movimento escluso non viene più visto dal programma nelle fasi elaborative, anche se continua
ad essere presente nell’elenco dei movimenti. Pertanto, il saldo, l’estratto conto, il conto
scalare ed il calcolo degli interessi non tengono conto del movimento escluso. Tale opzione può essere utile per verificare come cambiano i risultati delle elaborazioni in presenza o
meno di uno o più movimenti.
Le causali rimovibili, invece, istruiscono il programma a non tenere conto di tutti i movimenti, generati con le causali, in cui è stata settata l’opzione “rimovibile”, solo per la generazione del conto scalare e degli interessi. I saldi che compaiono a video e l’elenco delle
operazioni comprendono sempre tutti i movimenti “rimovibili”. Questa opzione è utile se si
vogliono eliminare dai conteggi degli interessi gruppi di movimenti (es. i costi trimestrali
addebitati dalla banca, dei quali non bisogna tenere conto durante il calcolo degli interessi).
L’esecuzione dei calcoli
In un precedente capitolo, sono state descritte le procedure per l’inserimento delle condizioni applicate al conto. Si rimanda, pertanto, al capitolo “come inserire i costi e gli interessi” per la spiegazione di tali argomenti. E’ importante inserire correttamente le condizioni applicate al conto al fine di ottenere un corretto calcolo degli interessi e dei costi.
Controllate che tutte le date di cambio condizione coincidano e che i tassi inseriti corrispondano, anche negli eventuali decimali, con quelli applicati dalla banca.
A questo punto siamo certi che i dati inseriti e le condizioni corrispondono con
quelli della banca, quindi, possiamo procedere con le prime verifiche dei costi
del conto. La barra verticale dei menù, presente nella parte sinistra della maschera principale, comprende una sotto scheda “interessi”. E' possibile,
tramite le icone presenti in essa, eseguire le operazioni legate al calcolo dei
costi del conto, l’inserimento dei tassi di interesse, i fidi etc.. La prima icona è
denominata “staffa”, cliccandovi sopra si apre la maschera per la generazione
del conto scalare.
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La maschera è caratterizzata dalla presenza di due aree distinte: quella superiore contiene
tutti i “comandi” per eseguire i calcoli e quella inferiore rappresenta l’area dove viene generato il conto scalare, in base ai parametri indicati nella parte superiore.
All’apertura della maschera, i campi data “dal” ed “al” contengono la prima e l’ultima data
valuta dei movimenti presenti negli archivi.
Prima di poter generare il conto scalare, è necessario scegliere il set di condizioni da applicare per la determinazione dei costi e degli interessi. Tale scelta si esegue cliccando sul
pulsante “scelta set condizioni” che apre la maschera “dati calcolo interessi”, la stessa che
si utilizza per l’inserimento delle condizioni. Tale maschera è già stata descritta nel capitolo “come inserire i costi e gli interessi” ed, in questa fase, può essere utilizzata, ugualmente, per eventuali modifiche dei dati inseriti.
Cliccando sul pulsante “apri”, si apre la maschera di gestione risorse, con la quale deve
essere selezionato il set di condizioni da aprire
Confermata la scelta, nella maschera “dati calcolo interessi” compaiono tutti i dati relativi
alle condizioni contenute nel set scelto.
Se i dati in esso contenuti sono corretti, si potrà, semplicemente, chiudere la maschera,
altrimenti possiamo apportare le modifiche necessarie, dopodiché dovremo chiudere e riselezionare il set modificato.
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La conferma dell’avvenuta scelta è evidenziata dal fatto che l’intestazione della maschera,
che genera il conto scalare, riporta il codice del set di condizioni, con il quale si stanno eseguendo i conteggi.
Il passo successivo è quello della selezione del periodo per il quale si vuole eseguire il
calcolo. Esso deve essere indicato nei due campi data “Dal” ed “Al”. Per velocizzare
l’inserimento, sono presenti una serie di pulsanti che permettono la selezione veloce delle
date.
Sotto ai campi data sono presenti due pulsantini contrassegnati uno con una “P” e l’altro
con una “T”. Il primo inserisce, automaticamente, la prima data movimenti nel campo dal”.
E’ utile nel caso si debba eseguire la selezione automatica delle date del primo anno. Infatti, se clicchiamo sul pulsante per la selezione dell’anno, nei campi data comparirà il periodo che va dal primo gennaio al 31 dicembre, mentre la prima data non dovrà corrispondere col primo dell’anno ma con quella dell’apertura del conto, e quindi del primo movimento. Il pulsante “P”, invece, permette l'inserimento della data del primo movimento.
Il secondo pulsante seleziona l’intervallo di date che comprendono dalla prima all’ultima
operazione.
A destra delle date, invece, sono presenti una serie di
pulsanti ed un menù a tendina, che contiene tutti gli anni
compresi dai movimenti in archivio. Essi servono per
selezionare velocemente i periodi di calcolo. Occorre prima selezionare l’anno per il quale
deve essere eseguito il calcolo, quindi, cliccare quale periodo dell’anno ci interessa. Nei
campi data saranno inseriti, automaticamente, le date corrispondenti alle scelte fatte.
A questo punto, basta cliccare sul pulsante “staffa”, il primo a sinistra della toolbar, per generare il conto scalare relativo al periodo indicato nei campi data.
Sopra i pulsanti di selezione date, sono presenti tre box opzioni, i quali permettono di settare alcune scelte.
Il primo a sinistra istruisce il
programma sull’esclusione o
meno dei movimenti generati
dalle causali rimovibili. Se l’opzione è settata a “Si”, nell’eseguire i calcoli, il programma
includerà anche questi movimenti, altrimenti vengono esclusi. Il secondo box permette di
escludere o meno i movimenti sospesi. Quest’ultimi sono sospesi, quando la causale che li
ha generati ha tale opzione settata a “Si” e, successivamente, non si è provveduto ad allineare il movimento stesso con l’estratto conto.
Infine, il terzo box, permette di effettuare i calcoli, ordinando i dati per data valuta o data
operazione. Il conto scalare è, normalmente, calcolato ordinando i movimenti per data valuta, ma spesso si pone l’esigenza di verificare lo sviluppo dello scalare con i movimenti
ordinati per data operazione.
Come abbiamo potuto constatare, durante l’immissione delle condizioni, le combinazioni di
calcolo sono diverse. Esamineremo, quindi, come il programma restituisce i dati a secondo del tipo di calcolo che deve essere eseguito.
Premetto che il programma può generare il conto scalare sia per scaglioni valutari
(l’affidamento del conto), che per scaglioni riferiti ai numeri generati dal conto scalare.
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In alcuni casi, infatti, le variazioni degli scaglioni di tasso sono state applicate, non al saldo
contabile, ma al totale dei numeri maturati nel conto scalare. Questa differenza di condizione influenza la variazione di scaglione, oltre che per il saldo effettivo, anche per il tempo di persistenza del saldo stesso. Facendo un esempio pratico, se in un conto, dove gli
scaglioni sono per valuta, ed ipotizziamo che il secondo scaglione passivo scatta quando il
conto supera una scopertura di euro 20.000, indipendentemente dal tempo in cui il conto
rimane sotto questo livello, senza raggiungere lo scaglione successivo, il tasso applicato
sarà sempre quello relativo allo scaglione a cui il saldo appartiene.
Se, invece gli scaglioni sono indicati per numeri dello scalare, essendo questi il prodotto
tra il fattore saldo ed il fattore tempo, la persistenza di una scopertura farà, via via, aumentare il valore dei numeri maturati. Ciò avrà come conseguenza il raggiungimento degli scaglioni successivi e, quindi, la variazione del tasso applicato.
In questo modo, la banca applica un onere che, oltre a tenere conto dell’entità del valore
affidato, tiene conto del tempo di utilizzo di tale valore, oltre al normale calcolo degli interessi che in ogni caso sono calcolati per il tempo di utilizzo del credito ,ma a tasso costante se il debito non varia.
Nell’esempio seguente partiamo da una condizione, dove è presente un solo scaglione di
fido calcolato per valuta, un tasso passivo per la scopertura entro fido ed uno per lo sconfino, oltre, naturalmente, ad un tasso per il saldo attivo.
Il conto ha un fido di lire 2.500.000.000, come si può notare, quando il saldo giornaliero
supera il valore del fido, i dati vengono restituiti su due righe, la prima riporta il valore del
fido la seconda, invece, riporta la parte del saldo che ha sconfinato (Fuori Scaglione), i
numeri maturati sono il prodotto tra i giorni di persistenza del saldo ed il saldo stesso.
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Quando il saldo è sotto il livello del fido, il calcolo dei numeri viene riportato su una sola
linea. Lo stesso concetto è applicato per i saldi attivi: in questo caso gli interessi creditori
sono in unico scaglione, pertanto, il calcolo viene eseguito sempre sulla stessa linea, qualunque sia il saldo.
Vediamo, adesso, come vengono visualizzati i dati quando sono presenti diversi scaglioni
di fido.
In questo caso gli scaglioni di fido sono tre, il primo fino a 500.000.000, il secondo fino a
800.000.000, il terzo fino ad 1.000.000.000.
Come si può notare dall’immagine, per ogni data, il saldo viene frazionato per gli scaglioni
di fido. Il caso preso in esame ha un saldo che supera quello del terzo scaglione, pertanto,
si avranno quattro righe di scrittura, una per ogni scaglione più una per lo sconfino.
La prima riga del giorno riporta la data e lo scaglione del primo fido, la seconda riporta la
dicitura “SC2” che sta per secondo scaglione e l’importo dato dalla differenza tra il secondo scaglione ed il primo (800.000.000 – 500.000.000). La terza riga riporta la dicitura “sc3”
e l’importo dato dalla differenza tra il terzo scaglione di fido ed il secondo (1.000.000.000 –
800.000.000) ed, infine, la quarta riga riporta la dicitura “FS”, che sta per fuori scaglione, il
cui l’importo è dato dalla differenza tra il saldo giornaliero ed il terzo scaglione
(2.520.579.200 – 1.000.000.000).
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Se il saldo fosse stato inferiore al terzo scaglione, la linea relativa al “fuori scaglione” non
sarebbe stata inserita ed il terzo scaglione avrebbe avuto come importo la differenza tra il
saldo ed il secondo scaglione.
L’immagine sopra rappresenta il risultato ottenuto dopo aver modificato gli scaglioni di fido,
portando il primo scaglione a lire 1.000.000.000, il secondo a 1.200.000.000 ed il terzo a
lire 1.500.000.000
Per il risultato indicato nell’immagine, sono stati ulteriormente modificati gli scaglioni in
modo che il saldo rientrasse entro il secondo, per cui il primo è stato portato a
1.200.000.000 il secondo a 1.500.000.000 ed il terzo a 1.800.000.000.
Quanto visto sopra è valido anche nel caso in cui il conto avesse avuto due scaglioni con
la differenza che, dopo il secondo, sarebbe scattato il “fuori scaglione” invece del terzo.
Cliccando sul pulsante “Calcolo interessi” la maschera cambia impostazioni e viene eseguito il calcolo secondo le impostazioni inserite.
Vedremo come cambiano i risultati al cambiare delle condizioni. Ripartiamo con l’esempio
di un solo scaglione di fido.
Nella maschera compaiono i dati sotto riportati (relativi ai soli interessi):
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Calcolo interessi e costi
Unicredit nr. conto: XX1254X8-YZ
Stampato il 31-07-2005
Valuta: Lira - Italia
dal 01/01/1994 al 31/12/1994
-------------------------------------------------------------------------------PARTITE POSTERGATE
Data Operaz.
Data
valuta
importo
31/12/1994
04/01/1995
-3.300.002
Totale partite postergate
-3.300.002
__________________________________________________________________
Saldo liquido
-2.070.575.000
Saldo contabile
-2.073.874.722
__________________________________________________________________
INTERESSI CREDITORI
DECORRENZA
TASSO
NUMERI CREDITORI
totale numeri:
INTERESSI CREDITORI
0
Totale Lordo
RIT. FISCALE 25% Imponibile:
___________________
0
0
Totale
0
___________________
Totale Netto
0
__________________________________________________________________
INTERESSI DEBITORI
DECORRENZA
scaglione fido: 1
01/01/1992
fuori fido
01/01/1992
totale numeri:
TASSO
NUMERI DEBITORI
INTERESSI DEBITORI
12,000
840.857.233.408
276.446.214
15,000
3.171.749.002
1.303.458
844.028.982.410
Totale
___________________
277.749.672
Nel caso preso in esame, i tassi passivi sono del 12,00%, per la normale scopertura, e del
15,00%, per lo sconfino.
Lo schema del calcolo interessi, come potete constatare, indica, come prima informazione,
i dati relativi al conto, alla valuta ed al periodo preso in considerazione.
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Dopodiché indica I movimenti che, pur avendo una data operazione rientrante nel periodo,
non faranno parte del calcolo perché la data valuta ricade oltre “l’intervallo di calcolo” (partite postergate). Quindi sono indicati il saldo liquido, che corrisponde alla somma algebrica
dei movimenti, la cui data valuta ricade nel periodo di calcolo, ed il saldo contabile, che,
invece, è la somma algebrica di tutte le operazioni, la cui data operazione ricade
nell’intervallo di date selezionate.
La sezione successiva riguarda gli interessi creditori, che in questo esempio risultano pari
a zero, non essendoci saldi positivi nel periodo considerato. Tenete presente che la data
relativa alla decorrenza del tasso non è vincolata al periodo di calcolo dei conteggi ma indica l’effettiva entrata in vigore del tasso.
La sezione relativa agli interessi passivi presenta un riepilogo relativo a tutti I numeri maturati con i saldi entro il primo scaglione; a questi viene applicato un tasso pari al 12%. Il secondo riepilogo raggruppa tutti i numeri maturati per le parti di saldo che hanno superato il
fido, a questo riepilogo viene imputato il tasso del 15%. Nell’ultima colonna a destra sono
indicati i risultati dei calcoli degli interessi maturati.
Le altre sezioni del riepilogo costi ed interessi verranno esaminate man mano che si descrivono gli argomenti correlati.
L’esempio seguente è riferito ad un conto che ha tre scaglioni di fido. In questo caso, nella
sezione interessi creditori, avendo effettuato il calcolo in un periodo dove vi sono saldi attivi, sono presenti i dati relativi al calcolo degli interessi attivi.
In questo caso il conto dispone di un tasso attivo pari all’1,5% e, come si evince dallo
schema, è stata applicata una detrazione del 25% di ritenute fiscali.
Calcolo interessi e costi
Unicredit nr. conto: XX1254X8-YZ
Stampato il 31-07-2005
Valuta: Lira - Italia
dal 01/01/1997 al 31/12/1997
-------------------------------------------------------------------------------ELEMENTI PER IL CONTEGGIO DELLE COMPETENZE
Saldo liquido
360.152.800
Saldo contabile
360.152.832
________________________________________________________________
INTERESSI CREDITORI
DECORRENZA
TASSO
scaglione di calcolo: 1
01/01/1992
01,500
totale numeri:
NUMERI CREDITORI
INTERESSI CREDITORI
359.785.849.216
14.785.720
359.785.849.216
Totale Lordo
RIT. FISCALE 25% Imponibile:
14.785.720
Totale Netto
___________________
14.785.720
Totale
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
3.696.430
11.089.290
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INTERESSI DEBITORI
DECORRENZA
TASSO
NUMERI DEBITORI
INTERESSI DEBITORI
scaglione fido: 1
01/01/1992
12,000
500.000.000
164.384
scaglione fido: 2
01/01/1992
13,000
300.000.000
106.849
scaglione fido: 3
01/01/1992
14,000
200.000.000
76.712
15,000
385.380.960
158.376
1.385.380.960
Totale
___________________
506.321
fuori fido
01/01/1992
totale numeri:
Gli interessi debitori sono, invece, il 12% per il primo scaglione, il 13% per il secondo, il
14% per il terzo ed il 15% per lo sconfino. Anche in questo caso, i numeri vengono raggruppati per scaglione di appartenenza e su di essi vengono applicati i tassi di interesse di
competenza.
INTERESSI DEBITORI
DECORRENZA
TASSO
NUMERI DEBITORI
INTERESSI DEBITORI
scaglione fido: 1
31/12/1995
01/03/1996
01/06/1996
12,000
12,500
13,000
30.499.999.488
45.999.999.744
106.500.000.768
10.027.397
15.753.425
37.931.507
scaglione fido: 2
31/12/1995
01/03/1996
01/06/1996
13,000
13,500
13,500
18.300.000.000
27.600.000.256
63.167.241.216
6.517.808
10.208.219
23.363.226
scaglione fido: 3
31/12/1995
01/03/1996
01/06/1996
14,000
14,500
14,750
12.200.000.000
18.352.247.296
40.168.471.992
4.679.452
7.290.619
16.232.465
15,000
15,500
15,750
43.609.627.200
53.722.955.092
90.527.236.896
17.921.765
22.813.858
39.063.123
550.647.779.948
Totale
___________________
211.802.863
fuori fido
31/12/1995
01/03/1996
01/06/1996
totale numeri:
Nel caso in cui avvengono variazioni di tassi all’interno del periodo di calcolo, sotto ogni
scaglione di fido sono riportate le variazioni avvenute con indicati la data di decorrenza, il
nuovo tasso, ed i numeri calcolati ad ogni variazione.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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Abbiamo esaminato, fino ad ora, un conto con situazioni di condizioni riscontrabili nella
maggior parte dei conti correnti; esistono, però, altre possibilità di condizioni con caratteristiche particolari. Andremo a vedere come variano i costi, passando dal valore di scaglioni
per valuta a quelli per numeri.
La figura sopra rappresenta lo stesso conto visto precedentemente, ma con gli scaglioni
calcolati per i numeri del conto scalare, invece che per il saldo contabile. Gli scaglioni impostati sono: il primo 2.500.000.000, il secondo 3.500.000.000 ed il terzo 5.000.000.000. Il
programma calcola il valore totale dei numeri e li suddivide per gli scaglioni, considerando
che il valore dei numeri del primo scaglione equivale al valore dello scaglione stesso, il secondo valore equivale al valore del secondo meno quello del primo, il terzo valore è la differenza tra il valore del terzo scaglione meno quello del secondo ed, infine, il fuori scaglione, che equivale al prodotto tra il saldo del giorno ed il numero dei giorni di permanenza
del saldo, meno il valore del terzo scaglione.
Per le situazioni dove ci sono uno o due scaglioni, valgono le stesse regole viste per i calcoli con gli scaglioni per valuta.
INTERESSI DEBITORI
DECORRENZA
TASSO
NUMERI DEBITORI
INTERESSI DEBITORI
1° scaglione di calcolo per numeri
01/01/1992
12,000
213.618.934.272
70.230.883
fuori fido
01/01/1992
15,000
630.410.048.826
259.072.623
844.028.983.098
Totale
___________________
329.303.505
totale numeri:
Come si può notare dal calcolo degli interessi, confrontando lo schema visto precedentemente, a parità di tasso e di scaglioni, il costo totale degli interessi risulta molto superiore,
adottando questo secondo sistema di calcolo.
Durante la redazione dei calcoli, probabilmente, dovranno essere effettuati diverse prove
con diverse condizioni. Al fine di poter eseguire confronti tra ipotesi diverse, è possibile
aprire più maschere del conto scalare/calcolo interessi, lasciando aperte quelle dove vi
sono dei conteggi attivi.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
pag. 16
Per aprire una nuova maschera occorre cliccare sul pulsante “nuova maschera”, il quarto
da sinistra. Viene proposta una maschera vuota, dove è possibile reinserire i valori per un
nuovo calcolo. La maschera già utilizzata rimane a disposizione nell’area di lavoro, dove si
può tornare a lavorarci cliccandovi sopra.
Se si vuole, invece, esportare i dati visualizzati nella maschera verso un editor esterno,
basta cliccare sul pulsante “editor di testo”, che è il quinto della toolbar. Tale funzione è
eseguibile solo se nelle preferenze è stato scelto l’editor esterno, con il quale si vuole lavorare, come indicato nel capitolo “per cominciare”.
I dati, così come sono presenti nella maschera, vengono esportati in una pagina del word
processor, con il quale è possibile apportare modifiche o reimpaginarli e, non meno importante, memorizzare i vari risultati dei conteggi.
Il pulsante “Stampa” permette di stampare i dati direttamente dalla maschera. Tenete presente che la stampa rappresenta una copia esatta di quanto presente a video, per poter
avere delle stampe personalizzate occorre esportare i dati verso l’editor ed eseguire la
stampa da tale programma, dopo aver apportato le modifiche necessarie.
Cliccando sul pulsante “calcolo interessi”, la maschera cambia parzialmente aspetto, adeguandosi alle necessità della funzione selezionata. L'intestazione passa da “conto scalare”
a “ costi ed interessi”, compaiono tre nuovi pulsanti, che si aggiungono a quelli già presenti, ed una nuova opzione di scelta. Scompaiono, inoltre, le intestazioni delle colonne dell'elenco ed al conto scalare subentra il calcolo dei costi e degli interessi.
I nuovi pulsanti che compaiono nella maschera svolgono funzioni legate al calcolo degli
interessi, il primo da sinistra, apre la maschera per il calcolo del “T.E.G.”, il secondo apre
la maschera per la capitalizzazione delle competenze, infine, il terzo, apre la maschera per
il confronto dei costi calcolati dalla banca con quelli calcolati dal programma. La nuova opzione di scelta, invece, istruisce il programma sul sistema di calcolo delle commissioni di
massimo scoperto, permettendo di scegliere se effettuare il calcolo trimestralmente oppure
una sola volta all'anno (o nel periodo selezionato se inferiore a 12 mesi).
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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Cominciamo a verificare come cambiano i calcoli con il variare dell'opzione sulle commissioni di massimo scoperto:
Nell'esempio indicato è stato settato a “trimestrale” il tipo di calcolo da eseguire; il tasso
relativo al massimo scoperto è 1,25% e non vi è indicato alcuno scaglione, mentre il fuori
scaglione ha lo stesso valore del tasso applicato. Il periodo preso in esame è di un anno
intero e, come si può notare, il programma ha calcolato, per ogni trimestre, la commissione di massimo scoperto.
Eseguendo lo stesso calcolo, ma settando ad “annuale” il tipo di calcolo, la commissione
di massimo scoperto viene calcolata una sola volta nell'arco dell'anno, con la conseguente
riduzione del costo di tale onere.
Verifichiamo, adesso, come il programma esegue il calcolo delle commissioni di massimo
scoperto, quando vengono inseriti gli scaglioni di tasso per tale onere.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
pag. 18
Per il calcolo rappresentato dalla figura sopra, sono stati inseriti 3 scaglioni differenti più il
tasso fuori limite. I valori degli scaglioni sono, per il primo, 1.000.000.000, per il secondo,
2.000.000.000 e per il terzo, 2.500.000.000.
Come si può notare dallo schema del calcolo, il programma suddivide il saldo della data, il
cui valore è il minore tra quelli del periodo, per scaglioni, calcolando per ognuno l'onere
derivante dal tasso di competenza. Tale valore viene calcolato per ogni trimestre, se l'opzione è settata su tale intervallo, altrimenti il calcolo viene eseguito una sola volta per ogni
anno
Nella figura sopra sono indicati gli scaglioni ed i tassi impiegati per gli esempi esposti,
mentre la figura sotto ripropone il calcolo visto nel precedente esempio, ma con il periodo
settato ad “annuale”. Anche in questi esempi si può constatare la differenza che viene fuori, cambiando l'opzione relativa al periodo, e che spesso è disputa tra i periti ed i giudici
per stabilire quale dei due sistemi sia quello da applicare.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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Il calcolo delle spese viene eseguito
sulla base delle indicazioni inserite
nella scheda “oneri e spese” della
maschera “costi ed interessi”. Tale
maschera è già stata descritta in una
precedente sezione del manuale, e si
rimanda ad essa per le specifiche
riguardanti l'inserimento dei dati.
Quando si clicca sul
pulsante che apre la
maschera degli interessi, come sopra descritto, si “accendono”, automaticamente, altri tre
pul-santi che svolgono funzioni legate
al calcolo degli interessi.
Essi servono per eseguire il calcolo
del T.E.G., della capitalizzazione degli interessi e costi ed, infine, per eseguire il conteggio delle differenze
dei costi applicate dalla banca con
quelle eseguite dal programma.
Cliccando sul primo pulsante di
sinistra, si apre la maschera di
calcolo del T.E.G. Nei campi in
essa contenuti, sono inseriti,
automaticamente, i valori ricavati
dall’estratto conto della banca, relativamente al periodo per il quale
sono stati calcolati gli interessi
che concorrono alla determinazione del tasso effettivo globale.
I dati contenuti nei campi sono
conformi al tipo di calcolo eseguito per gli interessi, quindi, se le
causali rimovibili non sono state
inserite, nella testata della maschera avremo la dicitura: “senza
spese banca capitalizzate”, altrimenti sarà “con spese banca capitalizzate”
Inoltre, è possibile, in combinazione con la capitalizzazione o
meno delle spese banca, eseguire il calcolo del T.E.G. tenendo
in considerazioni i valori generati
dal programma o quelli applicate dalla banca, cliccando sui pulsanti “costi calcolo” o “costi
banca”.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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La formula utilizzata per la determinazione dei tassi effettivi globali è:
TEG =
Dove:
I x 36.500
----------------Numeri dare
+
oneri e spese x 100
------------------------------accordato
I*= Interessi calcolati dalla banca per il periodo + commissioni di massimo scoperto + eccedenze extra fido.
Numeri dare = totale dei numeri dare maturati nel periodo
Oneri e spese = somma di tutti i costi quali competenze, spese ed oneri vari
Accordato = l’importo massimo concesso dalla banca come da accordi contrattuali
(*) in questo esempio le commissioni di massimo scoperto vengono assimilate agli interessi, ma, in alcuni casi, essi sono stati interpretati come spese e, quindi, il loro valore viene sommato agli oneri e spese presenti nella seconda parte della formula il programma
prevede il calcolo per entrambe le considerazioni)
Nel caso in cui si volessero
assimilare le commissioni di
massimo scoperto alle spese,
nella maschera è presente un
pulsantino con lo sfondo giallo che sposta l’importo delle
commissioni di massimo scoperto dalla riga sopra (quella degli interessi) a quella sotto (riga delle spese) e viceversa. Cliccando sul pulsante di calcolo “costi banca” o “costi calcolo” viene rieseguito il calcolo del TEG, tenendo presente la nuova imputazione di esse.
La formula calcola il rapporto tra “l’accordato” e le
spese (come prescritto dalla Banca d’Italia), ma per
quanto concerne l’accordato ci sono diverse “correnti di
pensiero”: alcuni affermano che l’accordato è l’effettiva
quantità di denaro impegnata, altri, invece, affermano
che esso è il fido concesso. Il pulsante presente sotto
la casella de risultato del TEG permette di applicare entrambi i principi, per cui basterà
cliccarvi sopra per cambiare, alternativamente, il valore della casella.
Come si può notare, la maschera è costruita in modo da riprodurre le formule di calcolo,
dove i campi rappresentano i valori delle formule. Tale soluzione permette di verificare il
tipo di calcolo effettuato dalla procedura per ottenere il T.E.G. E’ possibile, inoltre, modificare, manualmente, i dati presenti dentro i campi al fine di effettuare verifiche e prove, a
secondo delle necessità personali. Per effettuare il calcolo secondo i valori inseriti nei
campi, occorrerà cliccare sul pulsante “esegui calcolo” (quello con la V), mentre per eseguire i calcoli utilizzando i valori dell’ultimo calcolo, occorrerà cliccare sul pulsantino di sinistra “costi calcolo”, invece quello di destra li esegue utilizzando i costi applicati dalla banca.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
pag. 21
Nella parte bassa della maschera, sono presenti alcune caselle dove compaiono, se il calcolo è eseguito per un periodo successivo all’entrata, in vigore della legge sull’usura, i tassi medi rilevati trimestralmente e la media annuale, nonché i tassi soglia per la determinazione dell’usura. Tali valori permettono il confronto visivo tra il TEG calcolato e quello di
confronto, ai fini della determinazione dell’usura.
Il pulsante con l’icona raffigurante una mano che scrive serve ad inserire il valore calcolato
dalla maschera, nel riepilogo dei costi ed interessi, indicandovi l’indebitamento medio, i
costi ed il T.E.G. risultante.
IL pulsante di destra serve a chiudere completamente la maschera e passare il controllo a
quella del calcolo interessi. Noterete che, in quest’ultima, l’icona che abbiamo utilizzato
per avviare il calcolo del T.E.G. non è più presente. Per farla riapparire, occorre eseguire
nuovamente un ricalcolo degli interessi per la generazione dei nuovi valori da utilizzare.
Ritornando alla maschera “costi ed interessi”, il secondo pulsante, da sinistra della toolbar,
apre la maschera per la capitalizzazione degli interessi, con la quale è possibile provvedere alla automatica capitalizzazione dei costi, effettuabile secondo le nostre particolari esigenze.
Osservando tale maschera, notiamo
che nella parte alta sono presenti sei
campi nei quali sono riepilogati altrettante categorie di costi ed interessi.
I valori che compaiono in questi campi
sono quelli risultanti dai calcoli eseguiti
dal programma e non sono modicicabili. Sotto i campi, sono presenti sei
pulsanti di selezione che si riferiscono,
ognuno, ad uno dei campi presenti
sopra.
Selezionando o meno tali pulsanti, si
inseriscono o si escludono dalla somma algebrica riportata nel campo “importo” i valori presenti nel campo corrispondente. Tale caratteristica permette di capitalizzare solo i dati che ci
interessano o di effettuare movimenti
separati per gruppi di elementi. I due
pulsanti “tutte” e “nessuna” facilitano la
selezione o deselezione globale di
tutte le opzioni.
La parte inferiore della maschera è dedicata alla gestione dei movimenti, che dovranno
essere generati per effettuare la capitalizzazione.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
pag. 22
Il campo “Num. Op.” non è modificabile e viene gestito, automaticamente, dal programma.
I due campi data contengono valori suggeriti dal programma, ma possono essere modificati all’occorrenza. Il campo “Causale” permette la selezione della causale da imputare al
movimento che si sta generando e deve essere, preventivamente, caricata attraverso la
gestione delle causali descritta a parte. Non utilizzare mai, per questi movimenti, le causali
generate automaticamente dal programma durante la creazione degli archivi, in quanto
destinati alla gestione del calcolo dell’anatocismo, come vedremo più avanti. Per selezionare una causale occorre cliccare col pulsante sinistro del mouse, dopo aver posizionato il
puntatore in corrispondenza del pulsantino con la freccia verso il basso, presente a destra
del campo stesso.
Il campo “E/U” indica se la causale selezionata genera un movimento in entrata oppure in
uscita. Non è modificabile e viene gestito direttamente dal programma. Nel campo “Descrizione” è possibile inserire una descrizione del movimento ed, infine, il campo importo,
nel quale è indicato l’importo che dovrà essere capitalizzato.
Si fa presente che tale campo può essere modificato per adeguare, eventualmente, il valore secondo le nostre esigenze.
I due pulsanti, presenti nella parte bassa della maschera, permettono di avviare
l’operazione di registrazione del movimento, quello di sinistra, e di chiudere la maschera,
quello di destra.
Il terzo pulsante, da sinistra, presente nella toolbar della maschera degli interessi, apre la
scheda che riassume i costi applicati dalla banca e quelli generati dal programma e ne
calcola la differenza.
Tale scheda è composta da una serie di campi, dove vengono indicati i valori deputati alla
determinazione dei costi. I campi presenti nella parte superiore della maschera sono quelli
che indicano i costi applicati dalla banca, sono suddivisi in quattro colonne, una per ogni
trimestre, e cinque righe, una per ogni elemento di calcolo.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
pag. 23
Perché questa procedura del programma funzioni, è indispensabile che, al momento di
caricare i movimenti, per i costi applicati dalla banca vengano utilizzate le causali che il
programma genera quando si crea un nuovo archivio, così come descritto nella parte iniziale della presente guida. Infatti, il programma va a ricercare i movimenti generati con
queste causali e li suddivide per trimestre e per ogni gruppo di costo, calcolandone la
somma algebrica divisa per ogni gruppo (riga).
I campi presenti nella parte inferiore riguardano, esclusivamente, i valori calcolati dal programma e rappresentano la somma algebrica di ogni gruppo di calcolo, per l'inero periodo
preso in esame. Il valore indicato come “Differenza” è la somma algebrica di tutti i valori
presenti nella colonna dei totali, relativa ai costi addebitati dalla banca, alla quale viene
sottratto il risultato della somma algebrica di tutti gli elementi risultanti dai conteggi eseguiti
dal programma.
L'importo riportato nel campo “differenza” corrisponde al maggiore onere pagato alla banca per effetto dell'anatocismo e, quindi, costituisce l'importo da richiedere quale rimborso
relativo al periodo preso in esame.
I dati presenti nella maschera possono essere salvati per essere poi ripresi in tempi successivi, al fine di fare eventuali confronti tra diverse ipotesi di calcolo.
Inoltre i campi possono essere modificati per adeguare i valori, in essi contenuti, ad eventuali particolari esigenze. Il pulsante “calcola” riesegue i calcoli, indispensabili se sono stati
modificati i valori dei campi.
La toolbar presente nella parte bassa della maschera, permette di gestire le fasi di salvataggio ed il successivo recupero dei riepiloghi.
Il primo pulsante apre i file già salvati e riempie i campi con i dati contenuti nel file; essi
sono identificati dall'estensione “.DCB”. La selezione è facilitata dalla maschera di navigazione tipo explorer, comune a tutti i programmi che girano sotto windows.
Con il secondo pulsante, da sinistra, si salvano i dati presenti nella maschera. Anche in
questo caso, per le operazioni di salvataggio, si apre la solita maschera di navigazione,
con indicata l'estensione “.DCB” di default. Occorre indicare il nome da assegnare al file
da salvare e confermare l'operazione, cliccando sul pulsante “Salva”. Si consiglia di non
modificare la directory di destinazione aperta dal programma, per evitare di non ricordare
l'esatto percorso quando andrete a ricercarla.
Il terzo pulsante serve a ricaricare in maschera i valori calcolati dal programma, nel caso in
cui questi siano stati modificati manualmente. Tale funzione è utile quando si eseguono
delle verifiche manuali e si vogliono ripristinare i valori originari, e riguarda solo i costi calcolati dal programma e non quelli applicati dalla banca; se si vogliono ripristinare quest'ultimi occorrerà uscire dalla maschera e rientrare con l'apposito pulsante, tramite la maschera del calcolo interessi.
Il successivo pulsante esegue la stampa riepilogativa di quanto indicato nei campi, mentre
quello con la manina serve a cancellare ogni valore presente; infine, l'ultimo pulsante a
destra chiude la maschera e ritorna alla maschera di gestione interessi.
Nella maschera di calcolo interessi, è presente, sotto il campo “data al”, un pulsante nel
quale è indicata la scritta “numeri e scaglioni”.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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La maschera che si apre con questo pulsante riepiloga i saldi giornalieri ed i numeri generati, divisi per scaglione di fido (entro fino e fuori fido). Tale riepilogo permette di verificare
come il programma genera i calcoli, potendo fare delle verifiche per constatare la corretta
suddivisione dei numeri per i diversi scaglioni di interessi, viene compilato, dopo aver cliccato sul pulsante “calcola”, ed è costituito da undici colonne. La prima colonna indica la
data di variazione del saldo giornaliero (la stessa che si ritrova nel report del conto scalare) e la seconda indica il saldo giornaliero, relativamente alla data indicata nella stessa riga.
Nelle successive quattro colonne viene ripartito il saldo giornaliero per i vari scaglioni di
fido, e, quindi di interessi, presenti nel conto analizzato.
Nell'esempio abbiamo un solo scaglione di fido, pari a 700.000.000 milioni di lire, per cui
se il saldo giornaliero non supera il fido l'importo del primo scaglione sarà pari al saldo
giornaliero se, invece, il saldo supera l'affidamento, il saldo del primo scaglione sarà pari
al fido e lo sconfino, pari alla differenza tra il saldo giornaliero ed il fido, verrà indicato nella
sesta colonna, dove vengono indicati i “fuori fido”.
Nel caso in cui il conto dispone di più scaglioni di fido, man mano che il saldo supera i vari
scaglioni di affidamento, le differenze sarebbero state ripartite nelle varie colonne degli
scaglioni di appartenenza.
La settima colonna indica il numero di giorni di permanenza del saldo giornaliero, tale valore moltiplicato per i saldo giornaliero genera i numeri che servono per il calcolo degli interessi.
I quattro campi successivi indicano il risultato di tale operazione, eseguita per ogni singolo
scaglione; pertanto, nella colonna relativa ai numeri del primo scaglione, ci sarà un valore
che sarà pari alla moltiplicazione tra il saldo giornaliero del primo scaglione ed i numeri di
giorni di permanenza del saldo, nella seconda colonna il valore sara il risultato della moltiplicazione tra il saldo del secondo scaglione per il numero di giorni e così via, fino alla colonna del fuori fido o sconfinamento.
Come si può constatare, in questo modo è possibile verificare la correttezza dei calcoli,
confrontando il saldo giornaliero ed il numero dei giorni di persistenza dello stesso, risultante dai movimenti, con quello del calcolo interessi o con quelli della banca, per essere
certi che i valori generati dal programma siano corretti.
Il report generato può essere stampato mediante il pulsante “stampa”; esso viene prodotto
su formato A4, impaginato orizzontalmente.
Il calcolo dell'anatocismo e del T.E.G.
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