WHAT’S UP MAGAZINE N° 14 SETTEMBRE 2007 _ ZERO EURO Le nuove sfide di Mario Boselli, lo stile plus size e i segreti della moda scandinava VINTAGE DESIGN: GLI ANNI ’60 E ’70 NON MUOIONO MAI WEB ARTISTI ALLA CONQUISTA DI SECOND LIFE w umagazine . c om Abitino D&G Abito nero Hache Body e collant Wolford Collana Angelo Marani Scarpe Givenchy 28 WU Abito Ermanno Scervino Abito viola Aigner Body Wolford Collana Maliparmi Abito nero plissettato Annarita N Abito maniche voile Pepe Jeans Collana e guanti Maliparmi Scarpe Marc by Marc Jacobs Borsina Pepe Jeans Collant Wolford 30 WU WU 31 WUVINTAGE DESIGN Rendering Marco Polo Lab poltrone di design, moduli Formule matematiche che diventano in perfetto stile ddr: ecco come abitativi ad anfiteatro, hotel /Settanta invadono il nostro le suggestioni anni Sessanta decennio di Guliano Di Caro VINTAGE MOOD GDR Ostel A guardarla da vicino potrebbe significare tutto e niente. Per i profani della scienza matematica, la formula del Ciclide di Dupin è solo numeri, linee e punti. Per il Marcopolo Lab di Torino è invece una sfida. Iniziata quasi per caso un anno fa, quando il luminare torinese Tullio Regge chiama il giovane studio per proporre un’idea che non ti aspetteresti da un accademico noto e apprezzato per il rigore delle sue ricerche: creare una poltrona da una formula matematica. Erano gli anni Sessanta quando Regge pagò un fabbro per creare il primo prototipo, poi appeso nel suo studio all’interno della prestigiosa università americana di Princeton, dove insegnava. Quattro decenni più tardi quello stesso esemplare in metallo faceva bella mostra di sé all’ultimo Salone del Mobile milanese, primogenito di un oggetto di design, e forse in futuro di un’intera linea di prodotti, nato dalla compenetrazione di progettazione e matematica. “Math Design”, lo chiamano in via dei Mille, sede di Marcopolo Lab. “Stiamo lavorando a un oggetto la cui forza filosofica, per così dire, sta nella conformità alla formula di partenza: nella sua purezza matematica”, spiega Andrea Ioppolo. È così che entra in scena il Politecnico di Torino. Paolo Crosetto, 23 anni, studia ingegneria matematica. Lavora 32 WU accanto al designer Enrico Lattaruolo al progetto Math Design. “Lo studio delle proprietà del Ciclide di Dupin sarà la mia tesi di laurea”, racconta. Si avvicina al prototipo, tenta di farmi capire “le qualità, i segreti di questo luogo geometrico” che appare come un tondo con un buco in mezzo, una sorta di ciambellone. “È rarissimo trovare un’applicazione pratica alla geometria differenziale”, assicura lui. Tocca credere sulla parola a questo ragazzone biondo che parla con entusiasmo di ellissi e linee focali. Il suo lavoro a quattro mani con Lattaruolo ha d’altronde generato un nuovo metodo. “Potrei ovviamente procedere a una modellizzazione computerizzata e ottenere un oggetto molto simile, ma non sarebbe espressione esatta della formula”, spiega il designer. I due intrecciano allora i rispettivi strumenti del mestiere, i software “Rinoceros”, “Matlab” e “Mathematica”, per creare nuovi prototipi in cui portare l’astrattezza della formula nelle forme di un oggetto reale e tangibile. “Un modo di lavorare che è insieme design di qualità, valore aggiunto e operazione di marketing”, precisa Ioppolo. Sul mercato si andrà, probabilmente, nel 2008. Intanto c’è ampio spazio per l’invenzione: “sia per quanto riguarda i trattamenti superficiali che per le tecniche di realizzazione, colorazione e stampaggio” rilancia Lattaruolo. “Cambiando alcuni parametri della formula si potrebbero ottenere per giunta altri oggetti, che io immagino legati alla figura umana: anelli, braccialetti, collane”. Una “Linea Dupin” in vista, o magari nuove formule a cui ispirarsi? Può essere, in futuro, rispondono in coro. E pare che intanto si divertano un mondo a lavorarci senza affanni. Se la parentela del Math Design con gli anni Sessanta è, per così dire, di circostanza, non vale lo stesso per “Talponia”. Il soprannome è di quelli affettuosi, appioppato dagli abitanti di Ivrea all’Unità Residenziale Ovest, insieme di appartamenti per dipendenti commissionati nel 1968 agli architetti torinesi Roberto Gabetti e Aimaro Isola da Roberto Olivetti e Bruno Jarach, allora amministratori delegati del gruppo Olivetti. Di quel cruciale 1968, Talponia incarna non le linee architettoniche allora dominanti, bensì la nascente legittimazione, diffusa nell’intera società e nel modo di pensare delle persone, di scardinare le regole correnti. Ecco ciò che raccontano le forme di questo anfiteatro semicircolare, interrato per metà in un terreno in lieve declivio, costruito in cemento a vista, vetro e alluminio. Lo fanno nel linguaggio di un’architettura capace di creare un edificio “che ha spazio ma non ha volume” sostiene Isola. “Un’opera piena di design ma fusa con l’ambiente naturale circostante, con lo spettacolo del bosco”: “land architecture” per gli addetti ai lavori, superamento del “neoliberty”. I 46 simplex, appartamenti singoli, e i 12 duplex, sono disposti su due piani. La zona living non è interrata, prende luce dalle vetrate graduabili, per mangiare, conversare e rilassarsi su sacchi e poltrone anni ’70. Di notte “lampade sagge e lampade folli: perché gli alloggi sono dei palchi per guardare il mutare delle stagioni in un connubio di natura e artificio” rilancia Isola. La zona letto è al piano inferiore, mentre i garage sotteranei per le macchine formano una corona concentrica al semicerchio degli appartamenti. Messe in vendita due anni fa, le cellule abitative sono oggi in mano a privati. “Un’umanità molto variegata” racconta Carlo Ampollini, presidente delle assemblee condominiali di questo piccolo mondo a parte e tra i pochi proprietari di un alloggio con arredamento originale dell’epoca, dalla ambita “poltrona di Fantozzi” ai parallelepipedi blu che contengono il lavello e i fornelli. “I proprietari di Talponia? Innanzitutto i nostalgici, cioè coloro che avevano lavorato per l’Olivetti, dal dipendente fino all’ex amministratore delegato; architetti che hanno aperto i loro studi in un pezzo vivente di storia WU 33 Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin della disciplina; l’idraulico e il giardiniere, interessati alla manutenzione dello stabile, ma anche alcune giovani coppie, attratte dai prezzi accessibili degli alloggi”: venduti due anni fa per 45 mila euro - ai pochi riusciti a battere un’agguerrita concorrenza - oggi i 50 metri quadrati di un simplex valgono 80 mila euro. Questo il prezzo per vivere in un inusuale museo, perché Talponia è anche questo: la tappa più ambita del “Mam - Museo di architettura moderna”, itinerario all’aria aperta inventato dal Comune di Ivrea che attira da ogni parte del mondo professionisti, studenti e appassionati di edifici olivettiani. La mania di alloggiare in luoghi estemporanei non è fenomeno esclusivamente italiano. Il primo maggio di quest’anno, vicino alla stazione Ostbahnhof, nell’ex Berlino Est, ha aperto il “GDR Ostel”, un ostello in perfetto stile DDR. Se lo sono inventato, a metà strada tra sfruttamento di una nicchia del mercato turistico e senso dell’umorismo, Guido Sands e Daniel Helbig, rispettivamente fisioterapista e montatore per una tv tedesca. Entrambi molto legati a una famiglia che prestava servizio nel Circo di Stato della Repubblica Democratica, hanno comprato in negozi di seconda mano, nonché recuperato da amici e estranei, mobili e accessori originali dell’epoca: lampade, tappezzerie, tavoli, radio, manifesti. Nel negozio interno, il “Kosum” si 34 WU possono acquistare portauova in plastica dell’epoca, mentre da “Ossihof”, nello stesso quartiere dell’ostello, si mangiano piatti in voga al tempo della DDR come il “Falscher Hase” o il cioccolato “Knusperflocken”. “Non abbiamo intenti ideologici, né intendiamo rendere glam criminali politici quali Honecker o Ulbricht, come ci ha rimproverato l’unica mail un po’ ostile finora ricevuta”, raccontano i due proprietari. “Abbiamo invece aperto un hotel atipico, che attraverso il design di quegli anni dimostra come in fondo la DDR non fosse solamente grigiore”. Helbig ha curato personalmente lo stile di ogni singola camera e delle zone comuni, senza l’aiuto di designers professionisti. Il risultato è il sogno proibito del figlio premuroso di “Goodbye Lenin”: un salto all’indietro nel tempo, curato nei minimi dettagli. Ma chi alloggia in un posto del genere? “Un po’ tutti” sostiene Sands. “I clienti sono per metà tedeschi e per metà stranieri, europei ma anche americani e giapponesi, di tutte le età e le tasche: non solo chi vuole spendere poco per dormire, ma anche molti clienti abituati a alloggiare in hotel quattro stelle, attratti e incuriositi da un concept così originale”. Per molti altri, sostengono, è un viaggio a ritroso nella loro infanzia. Operazione nostalgia, ma a condizione di prenderla sul ridere. ■ ore del design Love Design: il cuer ca batte per la ric puntamento con il design di Milano, si rinnova l’ap te en an rm Pe iazione per il la del razione con ADI (Assoc bre, presso il Museo Dal 15 al 18 Novem erca sul Cancro) in collabo zata Love Design Ric la ttez per riba e iana ” Ital rca rice one la sociazi e “Il Design sostiene nom il organizzato da AIRC (As con 3 delle aziende to 200 cre nel a con o nat Mostra Mercato, con la solidarietà, un aiut rso dive o ntr Disegno Industriale). La inco di nto . za edizione, è un mome re della ricerca oncologica in occasione delle sua ter e più prestigiose la raccolta di fondi a favo tuitamente ad AIRC dall per ri gra ati tato visi don dei ign e des ti di etti ogg partecipan 00 1.0 e oltr o ng benefico sarann Protagonisti dello shoppi zzo fortemente scontato. rti al pubblico ad un pre offe e e tor set del nde azie WUSECOND LIFE 1 Web artisti volanti in Second Life: visioni e sperimentazioni Second Life è qualcosa in più di un semplice gioco: è un mondo digitale in 3D, immaginato, creato e articolato dai suoi residenti. Si può decidere il proprio aspetto, si può volare, si può possedere un’isola e costruirci un edificiO, in un mondo in cui non esistono limiti all’immaginazione. E proprio l’arte sembra aver trovato in esso nuove stimolanti possibilità S 1. Mobility Art Show 2. Jean Baudrillard 3. Gazira Babeli 4. MM Lingerie Shop 5. Avastar Building 6. Aimee Weber 7. Rhizomatic Art Group 2 3 4 5 6 7 di Doctors Connection www.doctorsconnection.blogspot.com Second Life è un vero e proprio mondo parallelo costruito nello spazio della rete, nato nel 2003 nei laboratori della Linden, e che oggi conta più di otto milioni di abitanti, o avatar. La crescita della popolazione, l’apertura di business di tutti i tipi e la circolazione di denaro hanno fatto sì che da gioco si trasformasse in un mondo virtuale con i suoi valori, la sua economia e la sua etica. In Second Life ogni desiderio può essere realizzato: cambiare aspetto, costruire una casa o avviare un business. Se si vuole lanciare un’attività bisogna curarne tutti gli aspetti, dalla costruzione della sede alla relazione con i clienti. E al suo interno l’arte sembra trovare la sua dimensione ideale. Come il ripetersi dei cicli della storia reale, ma con tempi decisamente più rapidi, in Second Life l’arte “tradizionale” si affianca a nuove tendenze di sperimentazione artistica, rendendo questa “seconda vita” il luogo dove poter dare libero sfogo alle proprie sperimentazioni artistiche creando strabilianti installazioni interattive, tanto che a metà del 2006 si è verificato un Rinascimento estetico, favorito da artisti interessati a sperimentare le forme espressive fornite dalle inesplorate potenzialità del nuovo strumento virtuale. Dancoyote Antonelli, artista anche nella vita reale, ha creato nel metamondo il Museum of Hyperformalism con opere interattive e performance dal vivo. Molti pensano che Antonelli abbia segnato una svolta, consacrando Second Life 36 WU come un nuovo ambiente di sperimentazione per i cyberartisti più spavaldi ed evoluti. E se la qualità delle loro opere è variabile, il dato che emerge è che c’è un grande fermento culturale. Domenico Quaranta, curatore e critico d’arte, definisce gli artisti di Second Life come “una specie un po’ diversa: loro con la propria divinità ci giocano, in un processo di sovraidentificazione e di smascheramento”. Gli artisti in Second Life sono come i ribelli nell’universo di Matrix, e Gazira Babeli ne è l’esempio perfetto: la divinità capricciosa e volubile, che non crea ma disturba, si incunea nell’illusione congelata dagli altri dei di questo Olimpo di bit e ne rivela i bug, le smagliature, i difetti. L’arte è in continuo movimento, si moltiplicano progetti importanti con artisti affermati e gallerie reali. Come The Port, nata da un’idea di una community che conta una cinquantina di collaboratori sparsi per il mondo. Si tratta di un’isola realizzata e gestita da artisti che la modellano a proprio piacere, un modello 3D aperto a tutti i residenti di SL che comprende spazi di discussione, installazioni di artisti, strutture architettoniche irreali, un giardino, concerti, dibattiti sulle nuove forme di partecipazione e workshop di danza. Un discorso a parte merita invece Aimee Weber, ballerina punk con ali blu da farfalla e anfibi alti fino al ginocchio. Aimee Weber è l’ideale sintesi tra arte, moda e marketing in WU 37 Second Life: builder, stilista e content creator di successo, è una vera e propria diva del metaverso. Ha reinventato il concetto di brand nei mondi virtuali e ha trasformato sé stessa, o meglio il suo avatar, in un brand vivente. Per fornire una adeguata intelaiatura alla sua personalità ha costruito l’isola di Midnight City, dove vive e lavora, un luogo sospeso a 600 metri di altezza sopra le nuvole, irraggiungibile e invisibile a meno di non essere teletrasportati da lei o di non possedere uno script di volo speciale. Aimee Weber è una delle migliori designer di architettura e moda virtuale, nonché una delle professioniste più esperte nel marketing del metaverso. La carriera della nostra farfalla comincia sperimentando e creando vestiti per avatar. Nel giro di un mese lancia Preen, uno dei primi e più famosi marchi fashion del nuovo mondo, e oggi la sua isola è un punto di riferimento per tutto il popolo Odyssey Art Show 38 WU del famoso metaverso. In Second Life ci sono oltre 32 gallerie d’arte registrate, e altre sono state aperte all’insaputa del grande pubblico. Gallerie costruite e gestite da privati, spesso dagli stessi artisti, come per esempio quella nell’isola di Odyssey, dove Gazira Babeli espone spesso e i Pomodoro Bolzano costruiscono le loro installazioni. A volte si espongono i propri lavori realizzati in real life con l’intento di mostrarli a un pubblico più ampio, altrimenti irraggiungibile. Esistono anche gallerie commerciali mirate alla vendita di opere per le case di Second Life. E ancora ci sono gallerie che trattano riproduzioni di opere famose, poster potremmo dire, più simili a negozi che a iniziative culturali, o gallerie di arte erotica, di sculture in vetro e di oggetti vari, a dimostrazione che l’arte è lo specchio della vita, anche di quella virtuale. ■ WUGIGI GARANZINI “Un po’ come il richiamo del banditore, già in costume da clown, mentre ancora alle sue spalle gli inservienti sistemavano il tendone del circo: venghino venghino, più gente entra più bestie si vedono”. Riparte finalmente il Campionato DI CALCIO, il circo più grande e discusso del mondo, e ad accoglierci è GIGI GARANZINI, un giornalista di quelli veri, che come un amante deluso non riesce (e non vuole) nascondere crepe e storture di un gioco ormai geneticamente modificato E continuano a chiamarlo calcio di Stefano Ampollini foto di Maddalena Arosio T Tagliente e disilluso: ad accompagnarci nel circo pallonaro è Gigi Garanzini, giornalista (“non opinionista”) cresciuto alla scuola di Indro Montanelli, amante del calcio autentico, quello dei Rocco e dei Brera, da otto stagioni voce sportiva di Radio 24. Il suo ultimo libro, “E continuano a chiamarlo calcio”, sembra lo straziante epistolario di un amante tradito e deluso, sagacemente condito con ironia. Il caso vuole che proprio nel giorno del nostro incontro la Commissione disciplinare dell’UEFA marchiata Michel Platini abbia punito il ct dei galletti transalpini Domenech con un turno di squalifica che gli impedirà di presentarsi in panchina l’8 settembre contro l’Italia a San Siro. La sua colpa, aver parlato male degli italiani. Il libro di Garanzini parte proprio con un appassionato attestato di stima nei confronti del nuovo condottiero del calcio europeo, quindi la nostra chiacchierata non poteva cominciare che da lui. Chi è Michel Platini? Innanzitutto è un uomo di calcio, uno dei pochi che potrebbe riportare il calcio alla sua natura originale di gioco e di sport. La vicenda di Domenech ha dimostrato come Platini sia un presidente autentico e super partes. In Italia siamo troppo mediocri e attenti agli interessi di bottega per apprezzarlo. Mi vuol dire che da noi non potrebbero esserci personaggi del suo calibro? C’erano, ma negli anni sono stati tutti emarginati e lasciati invecchiare: Rivera e Zoff sarebbero stati delle ottime soluzioni ma sono stati fatti fuori da personaggi che nel calcio vedono solo business. Qualche tempo fa ho sentito Carraro parlare al CONI di etica sportiva, ma si rende conto? Lei ha avuto un passato televisivo e ora lavora in radio. Cos’è meglio? Nettamente la radio. La radio è racconto, immaginazione, immedesimazione. La televisione è finzione. saltasse fuori che Abramovich è un esponente della Mafia russa. All’estero però hanno gli anticorpi per non ripetere gli stessi errori e hanno il concetto di “certezza della pena”. Se sgarri, sei fuori. Qui da noi uno come Moggi ha continuato a fare il commentatore sportivo e ancor oggi è protagonista più che attivo del calcio mercato. In Italia abbiamo la memoria corta e personaggi come Moggi diventano prima vittime, quindi divi, per forza intramontabili. Fuori dal calcio guardi il caso di Corona. Come giudica Silvio Berlusconi presidente del Milan? Inarrivabile. Come uomo politico inqualificabile. Capello? Quantomeno incoerente, certamente cinico. Il suo concittadino (di Biella) Gilardino? Una delusione progressiva. Nel Parma sembrava un Paolo Rossi più forte fisicamente, ora a 25 anni si è già perso. Le colpe della sua involuzione le ha qualcuno a lui molto vicino. Qual è secondo lei il miglior allenatore in questo momento in Italia? Certamente Spalletti, per qualità tecniche e umane. Ha fatto di necessità virtù creando un sistema di gioco molto offensivo senza neppure un attaccante di ruolo. Il giocatore che la diverte di più? Totti tra quelli di scuola italiana. Altrimenti Kakà. Collina riuscirà nell’impresa di ridare credibilità alla classe arbitrale? Ha le capacità per farlo, ma non sempre un grande solista sa anche essere un bravo direttore d’orchestra. ■ Lei continua a lavorare all’interno di un mondo che non ama più. Come fa? Mi ritengo un lavoratore stagionale: lavoro da settembre a maggio. Il calcio per è solo quello giocato nella stagione regolare e nei 90 minuti della partita. Tutto ciò che viene prima e ciò che viene dopo è solo una grande recita, che non mi interessa. Così come non mi interessa il calcio estivo. "Platini? Un presidente super partes" 40 WU Quando è iniziato il suo disamore per il mondo del calcio? È avvenuto progressivamente, ma l’inizio è stato certamente quando è iniziato a diventare imperante il fenomeno tribale delle curve, degli ultras e dei loro cori di insulti, tra l’altro tutti uguali, dall’Eccellenza alla Serie A. Gli ultras hanno espropriato gli stadi alle famiglie. Lei accusa spesso e con forza il nostro calcio pieno di personaggi loschi e di affaristi. Non è che poi all’estero siano messi molto meglio: personaggi come Calderon o Abramovich non sono certo stinchi di santi… Questo è certamente vero, tra l’altro non mi stupirei se WU 41 WUPOKER Le fiches sono state distribuite, i tavoli sono pronti. Fate la vostra puntata e seguite lo strepitoso successo del poker, guidati da un campione come Max “The Italian Pirate” Pescatori La febbre del tappeto verde di Marco Crosetto “The Italian Pirate”, come mai questo soprannome? Per la bandana tricolore che indosso quando vado ai tavoli finali; attira moltissimi fans di origine italiana, è un trademark come quelli del wrestling. Hai qualche oggetto o rito scaramantico che usi prima o durante una partita? Non mangio carne rossa durante un torneo, ma non è scaramantico. La pasta fa pensare più velocemente quindi nella pausa cena (visto che a volte si gioca 14 ore in una giornata) preferisco i carboidrati. Hai vinto il braccialetto al WSOP 2006, ti senti appagato come giocatore? L’ho vinto lo stesso giorno in cui gli azzurri hanno conquistato la Coppa del Mondo di calcio. Il giorno più bello della mia vita. Sicuramente sono contentissimo di quello che ho fatto finora nella mia carriera, però sono ancora giovane come pokerista e inseguirò altre vittorie importanti. In percentuale, quanto contano la bravura e la fortuna nel poker? Domanda difficile. Ci vogliono entrambi per vincere un torneo, poi dipende dai giochi e dalla velocità delle partite. È forse impossibile quantificarlo, diciamo che contano entrambe. Quali sono le qualità per diventare un ottimo giocatore? Prima tra tutti la passione. Altrimenti anche se si diventa bravi, pian piano si perde tutto. Poi pazienza, bravura matematica, capacità di leggere l’avversario, esperienza al tavolo e tante altre. Si dice spesso che il gioco crea dipendenza, tu riusciresti a smettere senza problemi? Perché dovrei smettere? Il poker è un gioco che amo e mi permette di fare una vita da sogno. ■ "BRAVURA O FORTUNA? DIFFICILE DIRE COSA CONTA DI PIù" La febbre divampa senza freno. Gli ultimi dati confermano che, in Italia, il poker è il gioco più seguito in tv dopo il calcio. Scordatevi fatiscenti saloon del vecchio West, oggi ai tornei più prestigiosi del mondo si fa sul serio, con montepremi finali da milioni di dollari. A diffondere il fenomeno nel nostro paese hanno contribuito il World Poker Tour commentato da Fabio Caressa su Sky e Pokermania, programma in onda su Italia Uno che ha registrato ascolti vicini al 25% di share. L’atmosfera da duello e l’inquadratura che sbircia le carte dei giocatori sono ciò che cattura lo spettatore, esaltato dalle giocate di fenomeni come Jamie Gold o Chris Moneymaker. What’s Up ha intervistato Max “The Pirate” Pescatori uno dei pokeristi più famosi al mondo. Di origine italiana, vanta un eccellente curriculum con vincite per milioni di dollari e trofei tra cui il prestigioso braccialetto vinto nel 2006, primo premio degli eventi del World Series of Poker. Poker secondo solo al calcio negli ascolti in Italia, a cosa è dovuto questo successo? 42 WU Gli italiani sono amanti del gioco. E il poker è perfetto per la televisione: poter vedere le carte e le mosse dei professionisti appassiona chiunque, e dà la possibilità agli ascoltatori di imparare e divertirsi. Ti aspettavi un successo così? Certamente, anche se pensavo che forse ci volesse un po’ più di tempo. Probabilmente se il poker è in incredibile espansione è anche grazie alla Gazzetta dello Sport, che mi ha dato la possibilità di scrivere 12 libri e DVD intitolati “Lo Sport del Poker”. Ci sono anche delle riviste; la più famosa è Cardplayer Italia, che pubblico personalmente, con contenuti internazionali e italiani. Come sei diventato uno dei giocatori più famosi nel mondo? Ho avuto una serie di risultati che mi hanno reso un habitué in televisione. Ad ora penso di essere stato circa in 20 tavoli finali televisivi, un numero che ben pochi giocatori eguagliano. Max Pescatori www.maxpescatori.com Si ringrazia per il materiale fotografico www.cardplayeritalia.com WU 43 WUEVENTI Un Mese di musica, arte e teatro Recensioni Musica Spettacolo Arte Viaggi Food WU 45 WUMUSICA TORINO della redazione di WU I Police si formano nel 1977, in pieno periodo punk. Seppur attratti dal genere, sviluppano una personalissima miscela in cui il rock è influenzato dal reggae e dal jazz. Nei 5 album che registrano in studio, e che fruttano la vittoria di ben 6 Grammy e milioni di copie vendute, sono racchiuse canzoni poi entrate nella storia, da “Roxanne” a "Message In A Bottle", da "Don't Stand So Close to Me", a "De Do Do Do, De Da Da Da", fino alla celeberrima (e campionatissima) "Every Breath You Take". The Police U Il 2 ottobre allo Stadio delle Alpi,Torino. Ingresso: da Euro 50 a Euro 100 + d.p. Info: 02 5300 6501. nica data italiana, quella del 2 ottobre a Torino, per il Police Reunion Tour di Sting, Stewart Copeland e Andy Summers dopo lo scioglimento, seppur mai ufficializzato, datato 1986. Una graditissima sorpresa per i fan, e un’occasione per celebrare sia i 30 anni passati dalla pubblicazione di Fall Out, primo singolo della band, sia il compleanno di Sting, nato appunto il 2 ottobre. Spesso le reunion vengono accolte con un certo scetticismo, ma a giudicare dall’energia con cui i tre hanno suonato “Roxanne” durante gli ultimi Grammy Awards sembra proprio che il tempo non abbia scalfito lo smalto della rock band britannica. E se il prezzo dei biglietti vi spaventa, sappiate che parte degli incassi sarà devoluta a WaterAid, organizzazione no profit che si propone di migliorare l’accesso alle risorse idriche in luoghi dove questo è difficoltoso. WUMUSICA milano Pop made in Italy C …A Toys orchestra h WUMUSICA Il 21 settembre all’interno del Milano Film Festival, piazza del Cannone – Milano. Orario: ore 19. Ingresso: libero. Info: 02 713613. milano ome di consueto il Milano Film Festival non è solo cinema ma anche musica. Sul palco di piazza del Cannone appuntamento con gli …A toys orchestra, band campana giunta al terzo album e salutata dalla critica come una delle realtà più convincenti degli ultimi tempi. Pop-rock italiano che strizza l’occhio all’Inghilterra, sia per la scelta di cantare in inglese che per le sonorità, di chiara matrice British. “Technicolor dreams”, ultima fatica della band, è composto di 13 gioiellini, lontani da pretese di sperimentazione o avanguardia ma sorretti da un senso della melodia invidiabile e dalla grande maturità vocale di Enzo Moretto. Architettura del suono L Architecture in Helsinki h Il 24 settembre al Transilvania Live, via Paravia, 59 – Milano. Orario: ore 22. Ingresso: Euro 17,20. Info: 02 48712578. torino Esplosione punk/funk Discodrive h Il 29 settembre allo Spazio 211, via Cigna 211 – Torino. Orario: ore 20. Ingresso: da def. Info: 011 200522. di Alessandro Gentile a musica degli Architecture in Helsinki può essere definita con un po’ di immaginazione come un edificio disegnato da Alvar Aalto, pieno di linee curve e di asimmetrie. Quest’ottetto di Melbourne dimostra di ispirarsi molto all’architettura finlandese, caratterizzata da un miscuglio di tradizione e di modernità. Grazie a un suono fatto di fredde contaminazioni elettroniche e dolci melodie pop, nei loro concerti riescono in maniera convincente a costruire atmosfere sognanti e spensierate con fiati e chitarre, ritmi ballabili grazie ad irresistibili campionamenti, pop minimale e ballate coinvolgenti. Divertimento assicurato per chi è stufo dell’architettura classica. R della redazione di WU elease party per “Things to do today”, secondo album dei torinesi Discodrive, in uscita a inizio settembre per la Unhip Records di Bologna. Nati nel 2002, sono un felicissimo esempio di band che grazie alla rete è riuscita ad autopromuoversi e a suonare (anche all’estero) ancor prima di firmare un contratto discografico. La formula del punk virato al funk (o viceversa?) del precedente album è valsa al trio recensioni più che lusinghiere, e c’è quindi grande curiosità per il nuovo lavoro. Considerato poi quanto sia difficile stare fermi anche quando li si ascolta nella propria cameretta, è facile prevedere che si tratterà di un live infuocato. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com 48 WU RIMINI della redazione di WU Hardcore newyorkese D Gorilla Biscuit h Il 22 settembre al Velvet, via S. Aquilina, 21 - Rimini. Orario: da def. Ingresso: Euro 15. Info: 0541 756111. FIRENZE della Redazione di WU opo ben 18 anni di attesa tornano finalmente in Italia i Gorilla Biscuit, uno dei gruppi più influenti della scena hardcore newyorchese, di cui ha ridefinito le regole introducendo elementi melodici e tematiche “positive” nei testi, uscendo dai rigidi dettami del movimento Straight Edge. Sul palco suoneranno con la stessa formazione che nel 1989 registrò “StartToday”, pietra miliare del genere e termine di paragone per tutti i gruppi a venire. Un reunion tour che alimenta la speranza sul vociferato nuovo album, e un’occasione unica di vedere una delle bands più influenti degli ultimi 20 anni. Il jazz sposa l’elettronica U Reid & Hebden h Il 20 settembre al NexTech festival, Stazione Leopolda, via F.lli Rosselli, Porta al Prato - Firenze. Orario: ore 21,30. Ingresso: Euro 15. Info: 055 28734. SECOND LIFE Sinfonica nel metaverso S Orchestra filarmonica di Liverpool h Il 14 settembre in Second Life. Info: http://www.whatisthemetaverse.com/RLPO1.html della Redazione di WU no, Steve Reid, è un batterista jazz con una lunghissima carriera alle spalle, nella quale spiccano collaborazioni con mostri sacri della musica come James Brown, Miles Davis e Sun Ra. L’altro, Kieran Hebden, è il genietto dell’elettronica noto ai più sotto lo pseudonimo di Four Tet. Ad unirli un sodalizio musicale che può contare su tre album: “Exchange sessions 1&2”, in cui è l’improvvisazione a farla da padrone , e “Tongues”, decisamente più orecchiabile. Il risultato è una esperienza sonora in cui le percussioni fortemente influenzate dai ritmi africani di Reid si fondono con le sperimentazioni di Hebden, virtuoso del campionatore e del cut and paste. di Doctors Connection i parla di grande crisi di Second Life, ma sta di fatto che è teatro di alcune interessantissime iniziative , come quella dell’Orchestra filarmonica reale di Liverpool, che sta organizzando un importante concerto sinfonico all’interno del metaverso, con l’esecuzione di pezzi di Rachmaninov, Ravel e di due compositori contemporanei. Al termine del concerto il pubblico potrà chattare con il direttore dell’orchestra Vasily Petrenko e con i musicisti. Michael Elliot, amministratore dell’orchestra, spera di attrarre nuovo pubblico verso la musica classica con il concerto che si terrà il prossimo 14 settembre. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com WU 49 WUSPECIALE MUSICA Roy Paci, uno stakanovista del palco Provvidenti, il Borgo della Musica - foto di Pasquale Modica di Michele Orti Manara Le prime esperienze con la banda, l’amore per il jazz, le collaborazioni con Mike Patton e Manu Chao, e un progetto ambizioso come “il Borgo della musica” di Provvidenti, di cui è stato fatto cittadino onorario… Roy Paci, mattatore dell'estate con “TODA JOIA ToDA BELEZA”, non si ferma mai... C’è l’idea di ripopolare anche il paese? Sì, ci sono già parecchi artisti che hanno comprato casa lì, come JiAdri che è un artista della mia etichetta, “Etnagigante”. Adesso stanno arrivando al Sindaco anche richieste di pittori francesi… È una bella cosa, è quel che volevamo, ripopolare la zona di artisti che possano esprimere lì la propria arte. Suonoglobal è uscito con un prezzo imposto. Una scelta che ha pagato in termini di vendita? Per la verità non ho ancora i dati di vendita, ma comunque lo abbiamo fatto uscire anche in edicola per farlo arrivare a chi non frequenta i negozi di dischi. Sono ben contento di cavalcare nuove forme per fare arrivare la musica nelle case di tutti, anche nelle case di chi si sorbisce solo quello che arriva attraverso la televisione, che nell’80 per cento dei casi non è consono al livello qualitativo dell’arte e della musica italiana. C Roy Paci & Aretuska Cosa ti ha spinto a fare il musicista? La banda e il jazz. La banda perché quando ci entri capisci molte cose. È una realtà importante, che sta scomparendo perché molti non la ritengono tale, e non arrivano neanche i doverosi incentivi. Nella banda, a diferenza del Conservatorio ti confronti subito con il pubblico, processione, festa o funerale che sia. E il jazz, perché sin da piccolino mio padre e mia madre, che sono entrambi musicisti, mi hanno dato i primi rudimenti e i primi ascolti. Mi chiamo Roy perché a 12 anni mio padre mi regalò questo disco di Roy Eldrige, e da lì iniziò il mio amore per il jazz. Il progetto Borgo della Musica a Provvidenti. Come è nato? L’idea è nata un paio di anni fa quando mi sono trovato a dare man forte per il recupero di fondi di beneficenza per le 50 WU parlare in italiano, con questa marea di giovani artisti, che in molti casi hanno hanno una maniera di vestirsi e di essere che da fastidio ai più puritani. Sono stati accolti a braccia aperte dal paese in maniera del tutto naturale, pura e semplice. famiglie dei bambini vittime della Chiesa di San Giuliano. In quell’occasione ho iniziato a collaborare con la KomArt, che ha sede a Campobasso. Abbiamo pensato a qualcosa da fare all’interno di questo paesino che nel corso degli anni si era spopolato proprio a causa del terremoto, passando da 2000 a 80 abitanti, tra l’altro tutti anziani. Da lì è partito un sogno, e fantasticavamo di creare un vero Borgo della Musica. Il sogno è diventato reale perché abbiamo trovato il sostegno del Sindaco, Angelo Piedrilli, che è una persona meravigliosa. Poi coi pochi abitanti rimasti abbiamo cominciato a trasformare i vecchi fienili in sale prove, e adesso sto provando a ricavare uno studio di registrazione da una vecchia cantina, per dare sostegno, in maniera del tutto gratuita, a progetti di musicisti e gruppi emergenti che non hanno le possibilità di poter registrare un demo o di fare la produzione di un live. E poi, visto che in paese di giovani non ce ne sono, è stato bello far confrontare gli anziani di Provvidenti, alcuni con difficoltà a Puoi trovare la versione integrale di questo articolo su www.wumagazine.com Roy Paci & Aretuska LIVE: 8 Settembre Metaponto (Mt), Riva Dei Greci 12 Settembre Modena, Festa Dell’Unità 13 Settembre Pisa, Festa Dell’Unità 14 Settembre Genova, Festa Dell’Unità Le case discografiche si lamentano delle perdite causate dal download illegale. Sei d’accordo? Lo zoccolo duro per noi è la gente che viene ai concerti. Ne facciamo veramente tanti, anche 300 date in un anno, quindi non ci interessa quel che succede a livello discografico. Qualcuno con cui non hai mai suonato e con cui sogni di farlo? Tom Waits, sicuramente. Progetti futuri? Di cose ne dico parecchie, di stronate pure, per fortuna c’è molta gente del mio entourage e del management che fa il lavoro del peluquero, del parrucchiere, tagliando e dando una sistemata, perché se fosse per me farei tanta roba, anche non necessariamente interessante. Di recente mi sono incontrato con Marco Trentacoste e avevamo in mente un progetto heavy metal fatto solo da fiati. Oppure sto parlando tantissimo con Pau dei Negrita, che è uno dei miei più cari amici, di un megaprogetto che abbiamo chiamato la Bombonera, e che consiste nell’unire tanti artisti e farli viaggiare a mo’ di carovana. È un progetto ambizioso che ci fa sognare. ■ WURECENSIONI Le segnalazioni di LifeGate radio sui dischi del mese THE BIRD & THE BEE THE BIRD & THE BEE EMI Lei figlia d’arte, cresciuta tra le braccia di Jackson Browne e Van Dyke Parks, lui scafato produttore (Beck, Flaming Lips e Lily Allen); non importa chi sia l’uccello e chi l’ape, quello che conta è che Inara George e Greg Kurstin, in arte The Bird & The Bee, fanno centro al primo tentativo. Un esordio melodico e grazioso, colorato e ricco di arrangiamenti in equilibrio tra sonorità vintage, memori del classic pop tra sixties e seventies, e sonorità patinate dal piglio jazzato e tropicale, che cita in poco più di mezz’ora Beach Boys, Stereolab e Pink Martini. GDP ARCTIC MONKEYS FAVOURITE WORST NIGHTMARE Domino A tutti colro che avevano ancora il dubbio che gli AM fossero un fenomeno passeggero, tipico della MySpace generation, gli “Sheffield Favourites” rispondono confermandosi una grandissima band. Non sappiamo se meglio ma sicuramente non peggio, sicuramente più pulito del precedente (grazie all'aliuto di James Ford dei Simian Mobile Disco), più maturo e più diretto, grazie a quella ricerca strumentale che mancava. Le liriche di Turner acquistano nuova potenza quasi da cantante veterano navigato e dietro a quel sorriso angelico, specchio e immagine della band, esiste una band vera che non perde occasione di “suonarvele” ogni volta che capita l’occasione. FN STARS IN OUR BEDROOM AFTER THE WAR Coop Il pop contro il rock, la musica commerciale contro quella intellettuale, impegno contro divertimento e leggerezza. La vogliamo finire? Il pop intelligente esiste, la musica leggere fatta bene pure. Lo dimostra, ancora una volta, il terzo full length delle “stelle” canadesi. Bordoni elettronici che richiamano i Velvet Underground, morbidi echi di voce maschili e femminili, di giovani ragazzi cresciuti a Belle & Sebastian, burro di noccioline e Bjork. Distorsioni registrate in fondo in fondo al corridoio come se la mamma ti facesse suonare la chitarra elettrica, ma a casa di nonna che tanto è al mare e non disturbi. Ancora una volta il Canada ci consegna un pezzo di musica del futuro. FN &ERMIAMOCIADASCOLTARE BROKEN SOCIAL SCENE BROKEN SOCIAL SCENE PRESENTS: KEVIN DREW “SPIRIT IF…” Coop Lo sterminato collettivo canadese dei Broken Social Scene, dopo tre album scritti coralmente, cambia le carte in tavola e decide di trattare ogni album da qui in poi come fosse un progetto solista. Ogni canzone è composta da Kevin Drew (ma attenzione Brendan e gli altri sono gia al lavoro sul secondo!), che dichiara di scrivere le canzoni seguendo i suoi 4 temi preferiti: sesso, violenza, paura e speranza. Disco ricco di commistioni di vario genere, dal soul alla nuova canzone elettronica passando anche per il folk, in 14 tracce ben studiate e ben suonate. E se la scena sociale è corrotta, i BSS non sono mai stati cosi coesi... FN ST. VINCENT MARRY ME Beggars Banquet Già con la “comune” Polyphonic Spree e a fianco del golden boy del nuovo cantautorato a stelle e strisce Sufjan Stevens, la giovanissima Annie Clark, ragazza prodigio, virtuosa della chitarra e polistrumentista, firma uno degli esordi dell’anno. Come in un film postmoderno veniamo ora ammaliati da sonorità classicheggianti e senza tempo, come quelle care ad un vecchio musical hollywoodiano in bianco e nero, ora proiettati nel futuro da una produzione a tratti quasi ingombrante e da sperimentazioni a là Radiohead. Un cocktail di stili ed intuizioni, tante quante le possibili personalità di Annie, che si diverte a mettere i panni ora di Bjork ora di Kate Bush. GDP 52 WU DALVIVOSOLONEIMIGLIORILOCALI A-ILANOEIN,OMBARDIASUEFM A2OMAENEL,AZIOSUFM A4ORINOSUFM ESUWWWLIFEGATERADIOIT Abitino D&G Abito nero Hache Body e collant Wolford Collana Angelo Marani Scarpe Givenchy 28 WU Abito Ermanno Scervino Abito viola Aigner Body Wolford Collana Maliparmi Abito nero plissettato Annarita N Abito maniche voile Pepe Jeans Collana e guanti Maliparmi Scarpe Marc by Marc Jacobs Borsina Pepe Jeans Collant Wolford 30 WU WU 31 WUVINTAGE DESIGN Rendering Marco Polo Lab poltrone di design, moduli Formule matematiche che diventano in perfetto stile ddr: ecco come abitativi ad anfiteatro, hotel /Settanta invadono il nostro le suggestioni anni Sessanta decennio di Guliano Di Caro VINTAGE MOOD GDR Ostel A guardarla da vicino potrebbe significare tutto e niente. Per i profani della scienza matematica, la formula del Ciclide di Dupin è solo numeri, linee e punti. Per il Marcopolo Lab di Torino è invece una sfida. Iniziata quasi per caso un anno fa, quando il luminare torinese Tullio Regge chiama il giovane studio per proporre un’idea che non ti aspetteresti da un accademico noto e apprezzato per il rigore delle sue ricerche: creare una poltrona da una formula matematica. Erano gli anni Sessanta quando Regge pagò un fabbro per creare il primo prototipo, poi appeso nel suo studio all’interno della prestigiosa università americana di Princeton, dove insegnava. Quattro decenni più tardi quello stesso esemplare in metallo faceva bella mostra di sé all’ultimo Salone del Mobile milanese, primogenito di un oggetto di design, e forse in futuro di un’intera linea di prodotti, nato dalla compenetrazione di progettazione e matematica. “Math Design”, lo chiamano in via dei Mille, sede di Marcopolo Lab. “Stiamo lavorando a un oggetto la cui forza filosofica, per così dire, sta nella conformità alla formula di partenza: nella sua purezza matematica”, spiega Andrea Ioppolo. È così che entra in scena il Politecnico di Torino. Paolo Crosetto, 23 anni, studia ingegneria matematica. Lavora 32 WU accanto al designer Enrico Lattaruolo al progetto Math Design. “Lo studio delle proprietà del Ciclide di Dupin sarà la mia tesi di laurea”, racconta. Si avvicina al prototipo, tenta di farmi capire “le qualità, i segreti di questo luogo geometrico” che appare come un tondo con un buco in mezzo, una sorta di ciambellone. “È rarissimo trovare un’applicazione pratica alla geometria differenziale”, assicura lui. Tocca credere sulla parola a questo ragazzone biondo che parla con entusiasmo di ellissi e linee focali. Il suo lavoro a quattro mani con Lattaruolo ha d’altronde generato un nuovo metodo. “Potrei ovviamente procedere a una modellizzazione computerizzata e ottenere un oggetto molto simile, ma non sarebbe espressione esatta della formula”, spiega il designer. I due intrecciano allora i rispettivi strumenti del mestiere, i software “Rinoceros”, “Matlab” e “Mathematica”, per creare nuovi prototipi in cui portare l’astrattezza della formula nelle forme di un oggetto reale e tangibile. “Un modo di lavorare che è insieme design di qualità, valore aggiunto e operazione di marketing”, precisa Ioppolo. Sul mercato si andrà, probabilmente, nel 2008. Intanto c’è ampio spazio per l’invenzione: “sia per quanto riguarda i trattamenti superficiali che per le tecniche di realizzazione, colorazione e stampaggio” rilancia Lattaruolo. “Cambiando alcuni parametri della formula si potrebbero ottenere per giunta altri oggetti, che io immagino legati alla figura umana: anelli, braccialetti, collane”. Una “Linea Dupin” in vista, o magari nuove formule a cui ispirarsi? Può essere, in futuro, rispondono in coro. E pare che intanto si divertano un mondo a lavorarci senza affanni. Se la parentela del Math Design con gli anni Sessanta è, per così dire, di circostanza, non vale lo stesso per “Talponia”. Il soprannome è di quelli affettuosi, appioppato dagli abitanti di Ivrea all’Unità Residenziale Ovest, insieme di appartamenti per dipendenti commissionati nel 1968 agli architetti torinesi Roberto Gabetti e Aimaro Isola da Roberto Olivetti e Bruno Jarach, allora amministratori delegati del gruppo Olivetti. Di quel cruciale 1968, Talponia incarna non le linee architettoniche allora dominanti, bensì la nascente legittimazione, diffusa nell’intera società e nel modo di pensare delle persone, di scardinare le regole correnti. Ecco ciò che raccontano le forme di questo anfiteatro semicircolare, interrato per metà in un terreno in lieve declivio, costruito in cemento a vista, vetro e alluminio. Lo fanno nel linguaggio di un’architettura capace di creare un edificio “che ha spazio ma non ha volume” sostiene Isola. “Un’opera piena di design ma fusa con l’ambiente naturale circostante, con lo spettacolo del bosco”: “land architecture” per gli addetti ai lavori, superamento del “neoliberty”. I 46 simplex, appartamenti singoli, e i 12 duplex, sono disposti su due piani. La zona living non è interrata, prende luce dalle vetrate graduabili, per mangiare, conversare e rilassarsi su sacchi e poltrone anni ’70. Di notte “lampade sagge e lampade folli: perché gli alloggi sono dei palchi per guardare il mutare delle stagioni in un connubio di natura e artificio” rilancia Isola. La zona letto è al piano inferiore, mentre i garage sotteranei per le macchine formano una corona concentrica al semicerchio degli appartamenti. Messe in vendita due anni fa, le cellule abitative sono oggi in mano a privati. “Un’umanità molto variegata” racconta Carlo Ampollini, presidente delle assemblee condominiali di questo piccolo mondo a parte e tra i pochi proprietari di un alloggio con arredamento originale dell’epoca, dalla ambita “poltrona di Fantozzi” ai parallelepipedi blu che contengono il lavello e i fornelli. “I proprietari di Talponia? Innanzitutto i nostalgici, cioè coloro che avevano lavorato per l’Olivetti, dal dipendente fino all’ex amministratore delegato; architetti che hanno aperto i loro studi in un pezzo vivente di storia WU 33 Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin Talponia, foto di Gianni Berengo Gardin della disciplina; l’idraulico e il giardiniere, interessati alla manutenzione dello stabile, ma anche alcune giovani coppie, attratte dai prezzi accessibili degli alloggi”: venduti due anni fa per 45 mila euro - ai pochi riusciti a battere un’agguerrita concorrenza - oggi i 50 metri quadrati di un simplex valgono 80 mila euro. Questo il prezzo per vivere in un inusuale museo, perché Talponia è anche questo: la tappa più ambita del “Mam - Museo di architettura moderna”, itinerario all’aria aperta inventato dal Comune di Ivrea che attira da ogni parte del mondo professionisti, studenti e appassionati di edifici olivettiani. La mania di alloggiare in luoghi estemporanei non è fenomeno esclusivamente italiano. Il primo maggio di quest’anno, vicino alla stazione Ostbahnhof, nell’ex Berlino Est, ha aperto il “GDR Ostel”, un ostello in perfetto stile DDR. Se lo sono inventato, a metà strada tra sfruttamento di una nicchia del mercato turistico e senso dell’umorismo, Guido Sands e Daniel Helbig, rispettivamente fisioterapista e montatore per una tv tedesca. Entrambi molto legati a una famiglia che prestava servizio nel Circo di Stato della Repubblica Democratica, hanno comprato in negozi di seconda mano, nonché recuperato da amici e estranei, mobili e accessori originali dell’epoca: lampade, tappezzerie, tavoli, radio, manifesti. Nel negozio interno, il “Kosum” si 34 WU possono acquistare portauova in plastica dell’epoca, mentre da “Ossihof”, nello stesso quartiere dell’ostello, si mangiano piatti in voga al tempo della DDR come il “Falscher Hase” o il cioccolato “Knusperflocken”. “Non abbiamo intenti ideologici, né intendiamo rendere glam criminali politici quali Honecker o Ulbricht, come ci ha rimproverato l’unica mail un po’ ostile finora ricevuta”, raccontano i due proprietari. “Abbiamo invece aperto un hotel atipico, che attraverso il design di quegli anni dimostra come in fondo la DDR non fosse solamente grigiore”. Helbig ha curato personalmente lo stile di ogni singola camera e delle zone comuni, senza l’aiuto di designers professionisti. Il risultato è il sogno proibito del figlio premuroso di “Goodbye Lenin”: un salto all’indietro nel tempo, curato nei minimi dettagli. Ma chi alloggia in un posto del genere? “Un po’ tutti” sostiene Sands. “I clienti sono per metà tedeschi e per metà stranieri, europei ma anche americani e giapponesi, di tutte le età e le tasche: non solo chi vuole spendere poco per dormire, ma anche molti clienti abituati a alloggiare in hotel quattro stelle, attratti e incuriositi da un concept così originale”. Per molti altri, sostengono, è un viaggio a ritroso nella loro infanzia. Operazione nostalgia, ma a condizione di prenderla sul ridere. ■ ore del design Love Design: il cuer ca batte per la ric puntamento con il design di Milano, si rinnova l’ap te en an rm Pe iazione per il la del razione con ADI (Assoc bre, presso il Museo Dal 15 al 18 Novem erca sul Cancro) in collabo zata Love Design Ric la ttez per riba e iana ” Ital rca rice one la sociazi e “Il Design sostiene nom il organizzato da AIRC (As con 3 delle aziende to 200 cre nel a con o nat Mostra Mercato, con la solidarietà, un aiut rso dive o ntr Disegno Industriale). La inco di nto . za edizione, è un mome re della ricerca oncologica in occasione delle sua ter e più prestigiose la raccolta di fondi a favo tuitamente ad AIRC dall per ri gra ati tato visi don dei ign e des ti di etti ogg partecipan 00 1.0 e oltr o ng benefico sarann Protagonisti dello shoppi zzo fortemente scontato. rti al pubblico ad un pre offe e e tor set del nde azie WUSECOND LIFE 1 Web artisti volanti in Second Life: visioni e sperimentazioni Second Life è qualcosa in più di un semplice gioco: è un mondo digitale in 3D, immaginato, creato e articolato dai suoi residenti. Si può decidere il proprio aspetto, si può volare, si può possedere un’isola e costruirci un edificiO, in un mondo in cui non esistono limiti all’immaginazione. E proprio l’arte sembra aver trovato in esso nuove stimolanti possibilità S 1. Mobility Art Show 2. Jean Baudrillard 3. Gazira Babeli 4. MM Lingerie Shop 5. Avastar Building 6. Aimee Weber 7. Rhizomatic Art Group 2 3 4 5 6 7 di Doctors Connection www.doctorsconnection.blogspot.com Second Life è un vero e proprio mondo parallelo costruito nello spazio della rete, nato nel 2003 nei laboratori della Linden, e che oggi conta più di otto milioni di abitanti, o avatar. La crescita della popolazione, l’apertura di business di tutti i tipi e la circolazione di denaro hanno fatto sì che da gioco si trasformasse in un mondo virtuale con i suoi valori, la sua economia e la sua etica. In Second Life ogni desiderio può essere realizzato: cambiare aspetto, costruire una casa o avviare un business. Se si vuole lanciare un’attività bisogna curarne tutti gli aspetti, dalla costruzione della sede alla relazione con i clienti. E al suo interno l’arte sembra trovare la sua dimensione ideale. Come il ripetersi dei cicli della storia reale, ma con tempi decisamente più rapidi, in Second Life l’arte “tradizionale” si affianca a nuove tendenze di sperimentazione artistica, rendendo questa “seconda vita” il luogo dove poter dare libero sfogo alle proprie sperimentazioni artistiche creando strabilianti installazioni interattive, tanto che a metà del 2006 si è verificato un Rinascimento estetico, favorito da artisti interessati a sperimentare le forme espressive fornite dalle inesplorate potenzialità del nuovo strumento virtuale. Dancoyote Antonelli, artista anche nella vita reale, ha creato nel metamondo il Museum of Hyperformalism con opere interattive e performance dal vivo. Molti pensano che Antonelli abbia segnato una svolta, consacrando Second Life 36 WU come un nuovo ambiente di sperimentazione per i cyberartisti più spavaldi ed evoluti. E se la qualità delle loro opere è variabile, il dato che emerge è che c’è un grande fermento culturale. Domenico Quaranta, curatore e critico d’arte, definisce gli artisti di Second Life come “una specie un po’ diversa: loro con la propria divinità ci giocano, in un processo di sovraidentificazione e di smascheramento”. Gli artisti in Second Life sono come i ribelli nell’universo di Matrix, e Gazira Babeli ne è l’esempio perfetto: la divinità capricciosa e volubile, che non crea ma disturba, si incunea nell’illusione congelata dagli altri dei di questo Olimpo di bit e ne rivela i bug, le smagliature, i difetti. L’arte è in continuo movimento, si moltiplicano progetti importanti con artisti affermati e gallerie reali. Come The Port, nata da un’idea di una community che conta una cinquantina di collaboratori sparsi per il mondo. Si tratta di un’isola realizzata e gestita da artisti che la modellano a proprio piacere, un modello 3D aperto a tutti i residenti di SL che comprende spazi di discussione, installazioni di artisti, strutture architettoniche irreali, un giardino, concerti, dibattiti sulle nuove forme di partecipazione e workshop di danza. Un discorso a parte merita invece Aimee Weber, ballerina punk con ali blu da farfalla e anfibi alti fino al ginocchio. Aimee Weber è l’ideale sintesi tra arte, moda e marketing in WU 37 Second Life: builder, stilista e content creator di successo, è una vera e propria diva del metaverso. Ha reinventato il concetto di brand nei mondi virtuali e ha trasformato sé stessa, o meglio il suo avatar, in un brand vivente. Per fornire una adeguata intelaiatura alla sua personalità ha costruito l’isola di Midnight City, dove vive e lavora, un luogo sospeso a 600 metri di altezza sopra le nuvole, irraggiungibile e invisibile a meno di non essere teletrasportati da lei o di non possedere uno script di volo speciale. Aimee Weber è una delle migliori designer di architettura e moda virtuale, nonché una delle professioniste più esperte nel marketing del metaverso. La carriera della nostra farfalla comincia sperimentando e creando vestiti per avatar. Nel giro di un mese lancia Preen, uno dei primi e più famosi marchi fashion del nuovo mondo, e oggi la sua isola è un punto di riferimento per tutto il popolo Odyssey Art Show 38 WU del famoso metaverso. In Second Life ci sono oltre 32 gallerie d’arte registrate, e altre sono state aperte all’insaputa del grande pubblico. Gallerie costruite e gestite da privati, spesso dagli stessi artisti, come per esempio quella nell’isola di Odyssey, dove Gazira Babeli espone spesso e i Pomodoro Bolzano costruiscono le loro installazioni. A volte si espongono i propri lavori realizzati in real life con l’intento di mostrarli a un pubblico più ampio, altrimenti irraggiungibile. Esistono anche gallerie commerciali mirate alla vendita di opere per le case di Second Life. E ancora ci sono gallerie che trattano riproduzioni di opere famose, poster potremmo dire, più simili a negozi che a iniziative culturali, o gallerie di arte erotica, di sculture in vetro e di oggetti vari, a dimostrazione che l’arte è lo specchio della vita, anche di quella virtuale. ■ WUGIGI GARANZINI “Un po’ come il richiamo del banditore, già in costume da clown, mentre ancora alle sue spalle gli inservienti sistemavano il tendone del circo: venghino venghino, più gente entra più bestie si vedono”. Riparte finalmente il Campionato DI CALCIO, il circo più grande e discusso del mondo, e ad accoglierci è GIGI GARANZINI, un giornalista di quelli veri, che come un amante deluso non riesce (e non vuole) nascondere crepe e storture di un gioco ormai geneticamente modificato E continuano a chiamarlo calcio di Stefano Ampollini foto di Maddalena Arosio T Tagliente e disilluso: ad accompagnarci nel circo pallonaro è Gigi Garanzini, giornalista (“non opinionista”) cresciuto alla scuola di Indro Montanelli, amante del calcio autentico, quello dei Rocco e dei Brera, da otto stagioni voce sportiva di Radio 24. Il suo ultimo libro, “E continuano a chiamarlo calcio”, sembra lo straziante epistolario di un amante tradito e deluso, sagacemente condito con ironia. Il caso vuole che proprio nel giorno del nostro incontro la Commissione disciplinare dell’UEFA marchiata Michel Platini abbia punito il ct dei galletti transalpini Domenech con un turno di squalifica che gli impedirà di presentarsi in panchina l’8 settembre contro l’Italia a San Siro. La sua colpa, aver parlato male degli italiani. Il libro di Garanzini parte proprio con un appassionato attestato di stima nei confronti del nuovo condottiero del calcio europeo, quindi la nostra chiacchierata non poteva cominciare che da lui. Chi è Michel Platini? Innanzitutto è un uomo di calcio, uno dei pochi che potrebbe riportare il calcio alla sua natura originale di gioco e di sport. La vicenda di Domenech ha dimostrato come Platini sia un presidente autentico e super partes. In Italia siamo troppo mediocri e attenti agli interessi di bottega per apprezzarlo. Mi vuol dire che da noi non potrebbero esserci personaggi del suo calibro? C’erano, ma negli anni sono stati tutti emarginati e lasciati invecchiare: Rivera e Zoff sarebbero stati delle ottime soluzioni ma sono stati fatti fuori da personaggi che nel calcio vedono solo business. Qualche tempo fa ho sentito Carraro parlare al CONI di etica sportiva, ma si rende conto? Lei ha avuto un passato televisivo e ora lavora in radio. Cos’è meglio? Nettamente la radio. La radio è racconto, immaginazione, immedesimazione. La televisione è finzione. saltasse fuori che Abramovich è un esponente della Mafia russa. All’estero però hanno gli anticorpi per non ripetere gli stessi errori e hanno il concetto di “certezza della pena”. Se sgarri, sei fuori. Qui da noi uno come Moggi ha continuato a fare il commentatore sportivo e ancor oggi è protagonista più che attivo del calcio mercato. In Italia abbiamo la memoria corta e personaggi come Moggi diventano prima vittime, quindi divi, per forza intramontabili. Fuori dal calcio guardi il caso di Corona. Come giudica Silvio Berlusconi presidente del Milan? Inarrivabile. Come uomo politico inqualificabile. Capello? Quantomeno incoerente, certamente cinico. Il suo concittadino (di Biella) Gilardino? Una delusione progressiva. Nel Parma sembrava un Paolo Rossi più forte fisicamente, ora a 25 anni si è già perso. Le colpe della sua involuzione le ha qualcuno a lui molto vicino. Qual è secondo lei il miglior allenatore in questo momento in Italia? Certamente Spalletti, per qualità tecniche e umane. Ha fatto di necessità virtù creando un sistema di gioco molto offensivo senza neppure un attaccante di ruolo. Il giocatore che la diverte di più? Totti tra quelli di scuola italiana. Altrimenti Kakà. Collina riuscirà nell’impresa di ridare credibilità alla classe arbitrale? Ha le capacità per farlo, ma non sempre un grande solista sa anche essere un bravo direttore d’orchestra. ■ Lei continua a lavorare all’interno di un mondo che non ama più. Come fa? Mi ritengo un lavoratore stagionale: lavoro da settembre a maggio. Il calcio per è solo quello giocato nella stagione regolare e nei 90 minuti della partita. Tutto ciò che viene prima e ciò che viene dopo è solo una grande recita, che non mi interessa. Così come non mi interessa il calcio estivo. "Platini? Un presidente super partes" 40 WU Quando è iniziato il suo disamore per il mondo del calcio? È avvenuto progressivamente, ma l’inizio è stato certamente quando è iniziato a diventare imperante il fenomeno tribale delle curve, degli ultras e dei loro cori di insulti, tra l’altro tutti uguali, dall’Eccellenza alla Serie A. Gli ultras hanno espropriato gli stadi alle famiglie. Lei accusa spesso e con forza il nostro calcio pieno di personaggi loschi e di affaristi. Non è che poi all’estero siano messi molto meglio: personaggi come Calderon o Abramovich non sono certo stinchi di santi… Questo è certamente vero, tra l’altro non mi stupirei se WU 41 WUPOKER Le fiches sono state distribuite, i tavoli sono pronti. Fate la vostra puntata e seguite lo strepitoso successo del poker, guidati da un campione come Max “The Italian Pirate” Pescatori La febbre del tappeto verde di Marco Crosetto “The Italian Pirate”, come mai questo soprannome? Per la bandana tricolore che indosso quando vado ai tavoli finali; attira moltissimi fans di origine italiana, è un trademark come quelli del wrestling. Hai qualche oggetto o rito scaramantico che usi prima o durante una partita? Non mangio carne rossa durante un torneo, ma non è scaramantico. La pasta fa pensare più velocemente quindi nella pausa cena (visto che a volte si gioca 14 ore in una giornata) preferisco i carboidrati. Hai vinto il braccialetto al WSOP 2006, ti senti appagato come giocatore? L’ho vinto lo stesso giorno in cui gli azzurri hanno conquistato la Coppa del Mondo di calcio. Il giorno più bello della mia vita. Sicuramente sono contentissimo di quello che ho fatto finora nella mia carriera, però sono ancora giovane come pokerista e inseguirò altre vittorie importanti. In percentuale, quanto contano la bravura e la fortuna nel poker? Domanda difficile. Ci vogliono entrambi per vincere un torneo, poi dipende dai giochi e dalla velocità delle partite. È forse impossibile quantificarlo, diciamo che contano entrambe. Quali sono le qualità per diventare un ottimo giocatore? Prima tra tutti la passione. Altrimenti anche se si diventa bravi, pian piano si perde tutto. Poi pazienza, bravura matematica, capacità di leggere l’avversario, esperienza al tavolo e tante altre. Si dice spesso che il gioco crea dipendenza, tu riusciresti a smettere senza problemi? Perché dovrei smettere? Il poker è un gioco che amo e mi permette di fare una vita da sogno. ■ "BRAVURA O FORTUNA? DIFFICILE DIRE COSA CONTA DI PIù" La febbre divampa senza freno. Gli ultimi dati confermano che, in Italia, il poker è il gioco più seguito in tv dopo il calcio. Scordatevi fatiscenti saloon del vecchio West, oggi ai tornei più prestigiosi del mondo si fa sul serio, con montepremi finali da milioni di dollari. A diffondere il fenomeno nel nostro paese hanno contribuito il World Poker Tour commentato da Fabio Caressa su Sky e Pokermania, programma in onda su Italia Uno che ha registrato ascolti vicini al 25% di share. L’atmosfera da duello e l’inquadratura che sbircia le carte dei giocatori sono ciò che cattura lo spettatore, esaltato dalle giocate di fenomeni come Jamie Gold o Chris Moneymaker. What’s Up ha intervistato Max “The Pirate” Pescatori uno dei pokeristi più famosi al mondo. Di origine italiana, vanta un eccellente curriculum con vincite per milioni di dollari e trofei tra cui il prestigioso braccialetto vinto nel 2006, primo premio degli eventi del World Series of Poker. Poker secondo solo al calcio negli ascolti in Italia, a cosa è dovuto questo successo? 42 WU Gli italiani sono amanti del gioco. E il poker è perfetto per la televisione: poter vedere le carte e le mosse dei professionisti appassiona chiunque, e dà la possibilità agli ascoltatori di imparare e divertirsi. Ti aspettavi un successo così? Certamente, anche se pensavo che forse ci volesse un po’ più di tempo. Probabilmente se il poker è in incredibile espansione è anche grazie alla Gazzetta dello Sport, che mi ha dato la possibilità di scrivere 12 libri e DVD intitolati “Lo Sport del Poker”. Ci sono anche delle riviste; la più famosa è Cardplayer Italia, che pubblico personalmente, con contenuti internazionali e italiani. Come sei diventato uno dei giocatori più famosi nel mondo? Ho avuto una serie di risultati che mi hanno reso un habitué in televisione. Ad ora penso di essere stato circa in 20 tavoli finali televisivi, un numero che ben pochi giocatori eguagliano. Max Pescatori www.maxpescatori.com Si ringrazia per il materiale fotografico www.cardplayeritalia.com WU 43 WUEVENTI Un Mese di musica, arte e teatro Recensioni Musica Spettacolo Arte Viaggi Food WU 45 WUMUSICA TORINO della redazione di WU I Police si formano nel 1977, in pieno periodo punk. Seppur attratti dal genere, sviluppano una personalissima miscela in cui il rock è influenzato dal reggae e dal jazz. Nei 5 album che registrano in studio, e che fruttano la vittoria di ben 6 Grammy e milioni di copie vendute, sono racchiuse canzoni poi entrate nella storia, da “Roxanne” a "Message In A Bottle", da "Don't Stand So Close to Me", a "De Do Do Do, De Da Da Da", fino alla celeberrima (e campionatissima) "Every Breath You Take". The Police U Il 2 ottobre allo Stadio delle Alpi,Torino. Ingresso: da Euro 50 a Euro 100 + d.p. Info: 02 5300 6501. nica data italiana, quella del 2 ottobre a Torino, per il Police Reunion Tour di Sting, Stewart Copeland e Andy Summers dopo lo scioglimento, seppur mai ufficializzato, datato 1986. Una graditissima sorpresa per i fan, e un’occasione per celebrare sia i 30 anni passati dalla pubblicazione di Fall Out, primo singolo della band, sia il compleanno di Sting, nato appunto il 2 ottobre. Spesso le reunion vengono accolte con un certo scetticismo, ma a giudicare dall’energia con cui i tre hanno suonato “Roxanne” durante gli ultimi Grammy Awards sembra proprio che il tempo non abbia scalfito lo smalto della rock band britannica. E se il prezzo dei biglietti vi spaventa, sappiate che parte degli incassi sarà devoluta a WaterAid, organizzazione no profit che si propone di migliorare l’accesso alle risorse idriche in luoghi dove questo è difficoltoso. WUMUSICA milano Pop made in Italy C …A Toys orchestra h WUMUSICA Il 21 settembre all’interno del Milano Film Festival, piazza del Cannone – Milano. Orario: ore 19. Ingresso: libero. Info: 02 713613. milano ome di consueto il Milano Film Festival non è solo cinema ma anche musica. Sul palco di piazza del Cannone appuntamento con gli …A toys orchestra, band campana giunta al terzo album e salutata dalla critica come una delle realtà più convincenti degli ultimi tempi. Pop-rock italiano che strizza l’occhio all’Inghilterra, sia per la scelta di cantare in inglese che per le sonorità, di chiara matrice British. “Technicolor dreams”, ultima fatica della band, è composto di 13 gioiellini, lontani da pretese di sperimentazione o avanguardia ma sorretti da un senso della melodia invidiabile e dalla grande maturità vocale di Enzo Moretto. Architettura del suono L Architecture in Helsinki h Il 24 settembre al Transilvania Live, via Paravia, 59 – Milano. Orario: ore 22. Ingresso: Euro 17,20. Info: 02 48712578. torino Esplosione punk/funk Discodrive h Il 29 settembre allo Spazio 211, via Cigna 211 – Torino. Orario: ore 20. Ingresso: da def. Info: 011 200522. di Alessandro Gentile a musica degli Architecture in Helsinki può essere definita con un po’ di immaginazione come un edificio disegnato da Alvar Aalto, pieno di linee curve e di asimmetrie. Quest’ottetto di Melbourne dimostra di ispirarsi molto all’architettura finlandese, caratterizzata da un miscuglio di tradizione e di modernità. Grazie a un suono fatto di fredde contaminazioni elettroniche e dolci melodie pop, nei loro concerti riescono in maniera convincente a costruire atmosfere sognanti e spensierate con fiati e chitarre, ritmi ballabili grazie ad irresistibili campionamenti, pop minimale e ballate coinvolgenti. Divertimento assicurato per chi è stufo dell’architettura classica. R della redazione di WU elease party per “Things to do today”, secondo album dei torinesi Discodrive, in uscita a inizio settembre per la Unhip Records di Bologna. Nati nel 2002, sono un felicissimo esempio di band che grazie alla rete è riuscita ad autopromuoversi e a suonare (anche all’estero) ancor prima di firmare un contratto discografico. La formula del punk virato al funk (o viceversa?) del precedente album è valsa al trio recensioni più che lusinghiere, e c’è quindi grande curiosità per il nuovo lavoro. Considerato poi quanto sia difficile stare fermi anche quando li si ascolta nella propria cameretta, è facile prevedere che si tratterà di un live infuocato. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com 48 WU RIMINI della redazione di WU Hardcore newyorkese D Gorilla Biscuit h Il 22 settembre al Velvet, via S. Aquilina, 21 - Rimini. Orario: da def. Ingresso: Euro 15. Info: 0541 756111. FIRENZE della Redazione di WU opo ben 18 anni di attesa tornano finalmente in Italia i Gorilla Biscuit, uno dei gruppi più influenti della scena hardcore newyorchese, di cui ha ridefinito le regole introducendo elementi melodici e tematiche “positive” nei testi, uscendo dai rigidi dettami del movimento Straight Edge. Sul palco suoneranno con la stessa formazione che nel 1989 registrò “StartToday”, pietra miliare del genere e termine di paragone per tutti i gruppi a venire. Un reunion tour che alimenta la speranza sul vociferato nuovo album, e un’occasione unica di vedere una delle bands più influenti degli ultimi 20 anni. Il jazz sposa l’elettronica U Reid & Hebden h Il 20 settembre al NexTech festival, Stazione Leopolda, via F.lli Rosselli, Porta al Prato - Firenze. Orario: ore 21,30. Ingresso: Euro 15. Info: 055 28734. SECOND LIFE Sinfonica nel metaverso S Orchestra filarmonica di Liverpool h Il 14 settembre in Second Life. Info: http://www.whatisthemetaverse.com/RLPO1.html della Redazione di WU no, Steve Reid, è un batterista jazz con una lunghissima carriera alle spalle, nella quale spiccano collaborazioni con mostri sacri della musica come James Brown, Miles Davis e Sun Ra. L’altro, Kieran Hebden, è il genietto dell’elettronica noto ai più sotto lo pseudonimo di Four Tet. Ad unirli un sodalizio musicale che può contare su tre album: “Exchange sessions 1&2”, in cui è l’improvvisazione a farla da padrone , e “Tongues”, decisamente più orecchiabile. Il risultato è una esperienza sonora in cui le percussioni fortemente influenzate dai ritmi africani di Reid si fondono con le sperimentazioni di Hebden, virtuoso del campionatore e del cut and paste. di Doctors Connection i parla di grande crisi di Second Life, ma sta di fatto che è teatro di alcune interessantissime iniziative , come quella dell’Orchestra filarmonica reale di Liverpool, che sta organizzando un importante concerto sinfonico all’interno del metaverso, con l’esecuzione di pezzi di Rachmaninov, Ravel e di due compositori contemporanei. Al termine del concerto il pubblico potrà chattare con il direttore dell’orchestra Vasily Petrenko e con i musicisti. Michael Elliot, amministratore dell’orchestra, spera di attrarre nuovo pubblico verso la musica classica con il concerto che si terrà il prossimo 14 settembre. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com WU 49 WUSPECIALE MUSICA Roy Paci, uno stakanovista del palco Provvidenti, il Borgo della Musica - foto di Pasquale Modica di Michele Orti Manara Le prime esperienze con la banda, l’amore per il jazz, le collaborazioni con Mike Patton e Manu Chao, e un progetto ambizioso come “il Borgo della musica” di Provvidenti, di cui è stato fatto cittadino onorario… Roy Paci, mattatore dell'estate con “TODA JOIA ToDA BELEZA”, non si ferma mai... C’è l’idea di ripopolare anche il paese? Sì, ci sono già parecchi artisti che hanno comprato casa lì, come JiAdri che è un artista della mia etichetta, “Etnagigante”. Adesso stanno arrivando al Sindaco anche richieste di pittori francesi… È una bella cosa, è quel che volevamo, ripopolare la zona di artisti che possano esprimere lì la propria arte. Suonoglobal è uscito con un prezzo imposto. Una scelta che ha pagato in termini di vendita? Per la verità non ho ancora i dati di vendita, ma comunque lo abbiamo fatto uscire anche in edicola per farlo arrivare a chi non frequenta i negozi di dischi. Sono ben contento di cavalcare nuove forme per fare arrivare la musica nelle case di tutti, anche nelle case di chi si sorbisce solo quello che arriva attraverso la televisione, che nell’80 per cento dei casi non è consono al livello qualitativo dell’arte e della musica italiana. C Roy Paci & Aretuska Cosa ti ha spinto a fare il musicista? La banda e il jazz. La banda perché quando ci entri capisci molte cose. È una realtà importante, che sta scomparendo perché molti non la ritengono tale, e non arrivano neanche i doverosi incentivi. Nella banda, a diferenza del Conservatorio ti confronti subito con il pubblico, processione, festa o funerale che sia. E il jazz, perché sin da piccolino mio padre e mia madre, che sono entrambi musicisti, mi hanno dato i primi rudimenti e i primi ascolti. Mi chiamo Roy perché a 12 anni mio padre mi regalò questo disco di Roy Eldrige, e da lì iniziò il mio amore per il jazz. Il progetto Borgo della Musica a Provvidenti. Come è nato? L’idea è nata un paio di anni fa quando mi sono trovato a dare man forte per il recupero di fondi di beneficenza per le 50 WU parlare in italiano, con questa marea di giovani artisti, che in molti casi hanno hanno una maniera di vestirsi e di essere che da fastidio ai più puritani. Sono stati accolti a braccia aperte dal paese in maniera del tutto naturale, pura e semplice. famiglie dei bambini vittime della Chiesa di San Giuliano. In quell’occasione ho iniziato a collaborare con la KomArt, che ha sede a Campobasso. Abbiamo pensato a qualcosa da fare all’interno di questo paesino che nel corso degli anni si era spopolato proprio a causa del terremoto, passando da 2000 a 80 abitanti, tra l’altro tutti anziani. Da lì è partito un sogno, e fantasticavamo di creare un vero Borgo della Musica. Il sogno è diventato reale perché abbiamo trovato il sostegno del Sindaco, Angelo Piedrilli, che è una persona meravigliosa. Poi coi pochi abitanti rimasti abbiamo cominciato a trasformare i vecchi fienili in sale prove, e adesso sto provando a ricavare uno studio di registrazione da una vecchia cantina, per dare sostegno, in maniera del tutto gratuita, a progetti di musicisti e gruppi emergenti che non hanno le possibilità di poter registrare un demo o di fare la produzione di un live. E poi, visto che in paese di giovani non ce ne sono, è stato bello far confrontare gli anziani di Provvidenti, alcuni con difficoltà a Puoi trovare la versione integrale di questo articolo su www.wumagazine.com Roy Paci & Aretuska LIVE: 8 Settembre Metaponto (Mt), Riva Dei Greci 12 Settembre Modena, Festa Dell’Unità 13 Settembre Pisa, Festa Dell’Unità 14 Settembre Genova, Festa Dell’Unità Le case discografiche si lamentano delle perdite causate dal download illegale. Sei d’accordo? Lo zoccolo duro per noi è la gente che viene ai concerti. Ne facciamo veramente tanti, anche 300 date in un anno, quindi non ci interessa quel che succede a livello discografico. Qualcuno con cui non hai mai suonato e con cui sogni di farlo? Tom Waits, sicuramente. Progetti futuri? Di cose ne dico parecchie, di stronate pure, per fortuna c’è molta gente del mio entourage e del management che fa il lavoro del peluquero, del parrucchiere, tagliando e dando una sistemata, perché se fosse per me farei tanta roba, anche non necessariamente interessante. Di recente mi sono incontrato con Marco Trentacoste e avevamo in mente un progetto heavy metal fatto solo da fiati. Oppure sto parlando tantissimo con Pau dei Negrita, che è uno dei miei più cari amici, di un megaprogetto che abbiamo chiamato la Bombonera, e che consiste nell’unire tanti artisti e farli viaggiare a mo’ di carovana. È un progetto ambizioso che ci fa sognare. ■ WURECENSIONI Le segnalazioni di LifeGate radio sui dischi del mese THE BIRD & THE BEE THE BIRD & THE BEE EMI Lei figlia d’arte, cresciuta tra le braccia di Jackson Browne e Van Dyke Parks, lui scafato produttore (Beck, Flaming Lips e Lily Allen); non importa chi sia l’uccello e chi l’ape, quello che conta è che Inara George e Greg Kurstin, in arte The Bird & The Bee, fanno centro al primo tentativo. Un esordio melodico e grazioso, colorato e ricco di arrangiamenti in equilibrio tra sonorità vintage, memori del classic pop tra sixties e seventies, e sonorità patinate dal piglio jazzato e tropicale, che cita in poco più di mezz’ora Beach Boys, Stereolab e Pink Martini. GDP ARCTIC MONKEYS FAVOURITE WORST NIGHTMARE Domino A tutti colro che avevano ancora il dubbio che gli AM fossero un fenomeno passeggero, tipico della MySpace generation, gli “Sheffield Favourites” rispondono confermandosi una grandissima band. Non sappiamo se meglio ma sicuramente non peggio, sicuramente più pulito del precedente (grazie all'aliuto di James Ford dei Simian Mobile Disco), più maturo e più diretto, grazie a quella ricerca strumentale che mancava. Le liriche di Turner acquistano nuova potenza quasi da cantante veterano navigato e dietro a quel sorriso angelico, specchio e immagine della band, esiste una band vera che non perde occasione di “suonarvele” ogni volta che capita l’occasione. FN STARS IN OUR BEDROOM AFTER THE WAR Coop Il pop contro il rock, la musica commerciale contro quella intellettuale, impegno contro divertimento e leggerezza. La vogliamo finire? Il pop intelligente esiste, la musica leggere fatta bene pure. Lo dimostra, ancora una volta, il terzo full length delle “stelle” canadesi. Bordoni elettronici che richiamano i Velvet Underground, morbidi echi di voce maschili e femminili, di giovani ragazzi cresciuti a Belle & Sebastian, burro di noccioline e Bjork. Distorsioni registrate in fondo in fondo al corridoio come se la mamma ti facesse suonare la chitarra elettrica, ma a casa di nonna che tanto è al mare e non disturbi. Ancora una volta il Canada ci consegna un pezzo di musica del futuro. FN &ERMIAMOCIADASCOLTARE BROKEN SOCIAL SCENE BROKEN SOCIAL SCENE PRESENTS: KEVIN DREW “SPIRIT IF…” Coop Lo sterminato collettivo canadese dei Broken Social Scene, dopo tre album scritti coralmente, cambia le carte in tavola e decide di trattare ogni album da qui in poi come fosse un progetto solista. Ogni canzone è composta da Kevin Drew (ma attenzione Brendan e gli altri sono gia al lavoro sul secondo!), che dichiara di scrivere le canzoni seguendo i suoi 4 temi preferiti: sesso, violenza, paura e speranza. Disco ricco di commistioni di vario genere, dal soul alla nuova canzone elettronica passando anche per il folk, in 14 tracce ben studiate e ben suonate. E se la scena sociale è corrotta, i BSS non sono mai stati cosi coesi... FN ST. VINCENT MARRY ME Beggars Banquet Già con la “comune” Polyphonic Spree e a fianco del golden boy del nuovo cantautorato a stelle e strisce Sufjan Stevens, la giovanissima Annie Clark, ragazza prodigio, virtuosa della chitarra e polistrumentista, firma uno degli esordi dell’anno. Come in un film postmoderno veniamo ora ammaliati da sonorità classicheggianti e senza tempo, come quelle care ad un vecchio musical hollywoodiano in bianco e nero, ora proiettati nel futuro da una produzione a tratti quasi ingombrante e da sperimentazioni a là Radiohead. Un cocktail di stili ed intuizioni, tante quante le possibili personalità di Annie, che si diverte a mettere i panni ora di Bjork ora di Kate Bush. GDP 52 WU DALVIVOSOLONEIMIGLIORILOCALI A-ILANOEIN,OMBARDIASUEFM A2OMAENEL,AZIOSUFM A4ORINOSUFM ESUWWWLIFEGATERADIOIT WUSPETTACOLO Milano WUSPETTACOLO MILANO della Redazione di WU Grande attenzione è stata posta dagli organizzatori del Milano Film Festival al problema dell’ospitalità, a cui si è data una doppia risposta. Da un lato l’allestimento, per il quarto anno consecutivo, della Casa dei Registi, una casa-ostello temporanea che offre pernottamenti a prezzi modici, ma anche un luogo di confronto e di aggregazione. Dall’altro, dopo la positiva esperienza già messa in atto in occasione del Salone del Mobile, il progetto di bed sharing, che punta a coinvolgere i cittadini milanesi invitandoli ad aprire le proprie case per ospitare chi non ha trovato altra sistemazione. Info su www.bedsharing.org S Locanda Almayer h Dal 25 settembre al 14 ottobre 2007 al Teatro Libero, via Savona, 10 - Milano. Spettacoli ore 21.00, domenica riposo. Ingresso: da Euro 9 a Euro 18. Info: 02 8323126. MILANO E Dal 14 al 23 settembre in varie location di Milano. Orari e ingressi variabili. Per info complete: www.milanofilmfestival.it Il rumore si fa suono Stomp h Dal 25 settembre al 7 ottobre al Teatro Ventaglio Smeraldo, piazza XXV Aprile, 10 – Milano. Orario: ore 20.45. Ingresso: da Euro 18 a Euro 36. Info: 02 29006767. ROMA I h Dall’11 settembre al 7 ottobre 2007 al Teatro Sistina, via Sistina, 129 – Roma. Da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 17.00. Ingresso: Euro 24. Info: 06 4200711. di Chiara Albricci d aprire la nuova stagione del Teatro Ventaglio Smeraldo è l’attesissimo ritorno degli Stomp, con il loro travolgente spettacolo fatto di suoni, teatro, danza, movimenti ed effetti acustici, che creano una nuova forma espressiva. Senza trama né parole, la compagnia degli artisti fondata nel 1991 a Brighton da Luke Cresswell e Steve McNicholas, dà vita ad una performance atipica, trasformando comuni oggetti di uso quotidiano in veri e propri strumenti musicali, in un concerto sinfonico senza eguali. Un’opera metropolitana che ha conquistato le platee di tutto il mondo, uno show vitale, brillante, unico nel suo genere. Un classico in musical Peter Pan di Chiara Albricci cenografia essenziale e sfumata atmosfera fin de siécle che sottolinea l’ancestrale e silenziosa presenza del mare, partecipe, nel bene e nel male, dei destini dei personaggi. Il capolavoro di Alessandro Baricco, Oceano di mare, si evolve in questa rappresentazione in scene oniriche, che alternano narrazione e azione, su un doppio binario scandito dalla musica dei Madredeus. Vicende di uomini e donne, le cui esistenze si incrociano, si dissolvono, sino a divenire un’unica storia sul senso ultimo dell’esistenza. Dieci attori interpretano gli ospiti, tra i quali anche il regista, Gianlorenzo Brambilla. Uno spettacolo inteso, emotivo, poetico. A Milano Film Festival ra il 1996 quando nacque “Cortometraggio”, piccolo festival composto da 6 video di giovani registi italiani. Da allora molta strada è stata fatta, e il risultato è il Milano Film Festival, giunto alla dodicesima edizione. Oltre alla consueta selezione di lungometraggi e cortometraggi (con ben 2260 iscritti) il festival propone sezioni a tema come “Colpo di Stato”, “Un altro cinema americano”, “FocusCorea” e il “Salon des refusees” oltre a una rassegna speciale dedicata a Daniele Ciprì e Franco Maresco. E per i più piccoli il “Milano Film festivalino” spazio per i bambini, e fatto dai bambini, con proiezioni, laboratori di animazione, musica e pittura. Una alternativa creativa e culturale rispetto a quanto viene quotidianamente offerto da televisione e videogiochi. Oceano mare in scena di Chiara Albricci l Teatro Sistina, in collaborazione con il Teatro delle Erbe e Officine Smeraldo, porta in scena lo spettacolo “Peter Pan. Il Musical” tratto dal famoso romanzo di J.M. Barrie. Venticinque artisti diretti da Maurizio Colombi trascineranno gli spettatori nel mondo dei sogni, coinvolgendoli con le musiche dell’album “Sono Solo Canzonette” di Edoardo Bennato e le atmosfere incantate create dal geniale trasformista Arturo Brachetti. Manuel Frattini è il ragazzo “che non voleva crescere”, mentre Alice Mistioni è la dolce Wendy, Claudio Castrogiovanni e Riccardo Peroni vestono invece i panni di Capitan Uncino e del suo vice Spugna. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com WU 55 WUSPETTACOLO ROMA WUSPECIALE SPETTACOLO Danza contemporanea L Sola Mente Piel h Da giovedì 20 a domenica 23 settembre.Teatro Vascello, via Giacinto Carini, 78 - Roma. Orario: da def. Ingresso: da Euro 12 a Euro 15. Info: 06 8022314 Roma a Compagnia Rasatabula di Barcellona presenta al teatro Vascello uno spettacolo di ballo contemporaneo creato da Simona Quartucci, danzatrice, attrice e ideatrice di sorprendenti performance, e Andrés Waksman, artista versatile e innovativo sempre alla ricerca di nuove soluzioni creative. L’assolo di danza di Simona Quartucci rappresenta la battaglia della vita di un individuo, in questo caso una donna, i suoi sentimenti, passando dal sogno di potere al desiderio d’amore, dalla violenza alla tenerezza. Un ritratto tragicomico della protagonista delineato sul filo dell’emozione, che ci spinge a riflettere anche su noi stessi. Commedia in giallo S Omicidio a luci rotte h Dal 25 settembre al 14 ottobre al Teatro de’ Servi, via del Mortaro, 22 – Roma. Dal martedì al sabato ore 21, domenica 17.30. Ingresso: da Euro 14 a Euro 19. Info: 06 6795130. NAPOLI h Fino al 9 Settembre al Teatro Palapartenope, via Barbagallo, 115Fuorigrotta Napoli. Orario: ore 21.00. Ingresso: da Euro 15 a Euro 20. Info: 081 5700008. Giovane comico in fissa con gli anni '80, Omar Fantini Dai cabaret di provincia è approdato alla televisione di intrattenimento con “Colorado Cafè”... E già la stampa lo schiera tra i comici di destra La comicità che canta fuori dal coro... di Zelig! di Simona Scacheri foto di Martina Ridondelli A quando il tuo approdo a Zelig? Zelig mai nella vita! Ormai è come fare Buona Domenica. di Chiara Albricci ergio Viglianese e Marco Terenzi sono gli autori e gli attori di questo spettacolo che, attraverso il riso, smaschera i piccoli grandi drammi del vivere quotidiano. Un giallo comico il cui protagonista, Sergio, è un attore pigro e sfortunato che, cacciato di casa dalla moglie, chiede ospitalità all’amico che lui stesso poco tempo prima aveva investito con l’auto. Ha così inizio una non facile convivenza tra i paradossi della vita di ogni giorno, sino al colpo di fortuna, la scrittura in un film, che si rivelerà essere una vera sventura. Coinvolto nelle indagini di un omicidio, dovrà difendersi dalle accuse per dimostrare la propria innocenza. Tradizione partenopea in scena N Festa di Piedigrotta di Chiara Albricci di Chiara Albricci apoli ritrova dopo trent’anni la Festa di Piedrigrotta, in una versione contemporanea tratta dal testo originale del famoso drammaturgo Raffaele Viviani. Grandi nomi sono intervenuti: la regia di Nello Mascia, gli arrangiamenti musicali di Eugenio Bennato, le coreografie di Ettore Squillace, le scenografie di Raffaele Di Florio e le sculture di Lello Esposito. Il cast per le parti di canto, ballo e prosa è composto da giovani artisti che con entusiasmo hanno saputo far rivivere personaggi quali Don Gennaro, Donna Filumena, Papele, in quell’atmosfera della Napoli post-bellica che vive ancora oggi nel suo desiderio di riscatto e di rinascita. È una tua libera scelta o ti è stata imposta dalla produzione? Scelta mia! Sono proprio scazzato con loro, a me piace lavorare bene e in serenità. Per cui, se riesco, mai nella vita. Loro utilizzano una dinamica durissima, pompando la competizione alle stelle. Non dicevano che era un bell’ambiente quello di Zelig? Sì, certo... Se ti piacciono i gladiatori del Colosseo, forse. Come mai hai scelto per “Colorado Cafè” dei monologhi sugli anni ’80 e non un personaggio tormentone, come “l’Elfo” che ti ho visto fare altrove? Non l’hanno mai voluto fare in Tv “l’Elfo”, l’ho proposto mille volte, ma ovviamente si fanno sempre degli scrupoli... D'altronde in realtà l’Elfo insegna ai bambini a farsi il popper! In televisione funzionano di più caricature come quella che ho fatto con “Sputnik” su Fidel Castro. Un po’ limitativo... Tutto ha in realtà dei paletti. Hai sempre scelto una comicità generalista senza mai toccare la politica, come mai? Non mi ritengo così ferrato in politica da poterla ironizzare, credo serva una conoscenza notevole dell’argomento per tramutarlo in satira... Satira che in Italia, salvo due o tre nomi, è di una banalità sconvolgente. Pur non essendo filoamericano, il “Letterman Show” è vera satira. Da noi manca un'informazione di massa e bisogna quindi concentrare la comicità sempre sugli stessi personaggi. Non hai paura che a lungo andare questo non prendere posizioni possa apparire poi come una tua scelta populista? Guarda, io sono di sinistra e lo dichiaro apertamente senza problemi di sorta, tant’è che non vorrei arrivare alla massaia di Voghera, ma a un pubblico scelto e selezionato, però non ci riesco... Forse per questo serve schierarsi... Quest’anno è uscito un articolo agghiacciante su “Libero” riguardo a Sputnik ed era intitolato “Finalmente la satira di destra”. Vada che i due capi degli autori sono in effetti cattolici, addirittura di CL, però c’è un limite a tutto... Non mettetemi addosso il gagliardetto di comico di destra perché proprio non mi appartiene! ■ VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com 56 WU WU 57 WUARTE Milano WUARTE SECOND LIFE di Rossella Pace La pittura di Cavaglieri, fortemente attratto dall’intrinseca eleganza dei salotti mondani di fin de siècle, possiede un intrinseco incanto letterario; così alcune stoffe, cappelli, arredi, orologi, resi con opulenza barocca, sembrano affiorare dalle pagine dei romanzi dannunziani. In tutte le opere colpisce la grande padronanza tecnica e materica dell’artista, capace di rendere quasi in maniera tattile sia gli arredi che i paesaggi, avvalendosi sempre di quella che Longhi ha definito una tavolozza ricca di “colori primordiali”. L Professor Bad Trip h S Fino all’11 novembre 2007 a Palazzo Reale, piazza del Duomo, 12 - Milano. Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30, il giovedì dalle 9.30 alle 22.30. Ingresso: Euro 9 intero, Euro 7 ridotto. Info: 02 88451; www.provincia.milano.it/cultura Mostra permanente su Second Life. http://slurl.com/secondlife/Decoder/118/221/2 TORINO Astronave Torino h Dal 6 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008 al MIAOO, via Maria Vittoria, 5 – Torino. Orario: da def. Ingresso: libero. Info: 011 0702350. bologna Il futuro in mostra h Fino al 30 ottobre alla Sala Borsa, piazza Nettuno, 3 – Bologna. Tutti i giorni 10.00-20.00; lunedì 14.30-20.00. Ingresso: Euro 8 intero; Euro 4,50 ridotto. Info: 051 2194400. della Redazione di WU a nuova stagione del MIAAO, Museo Internazionale delle Arti Applicate Oggi di Torino, apre con una mostra dedicata al tema della città futura dal titolo Astronave Torino – Turin Space Company. Opere che trattano l’argomento “spaziale” nel senso più vasto del termine, con contributi che vengono dall’architettura, dalla pittura e dal design, tutte legate alla storia del capoluogo piemontese. Disegni di Enzo Venturelli, architetto espressionista e autore di capolavori come il “Rettilario” di Parco Michelotti, disegni e modelli di architetti/artisti come Marco Patrito o Tullio Rolandi, installazioni e sculture della Mutoid Waste Company. Antologica su un genio comico U Chaplin e l’immagine di Doctors Connection a Decoder Island, immersa in una soffusa atmosfera di degrado periferico, tra lamiere imbrunite, tubi scoperti, catene ossidate e reti di metallo, ha inaugurato il 5 giugno scorso la mostra permanente del Professor Bad Trip (alias Gianluca Lerici, scomparso prematuramente il 25 novembre del 2006), curata da E. “Gomma” Guarnieri, per il lancio nel mondo reale del libro “L’arte del prof. Bad Trip”, edito da ShaKe edizioni underground. Personalità di rilievo internazionale della cultura underground, è stato un artista a trecentosessanta gradi, cimentatosi in vari campi della creatività, dalla musica al fumetto, fino al design di interni e di oggetti. L Mario Cavaglieri i è da qualche mese conclusa la mostra dedicata dalla città natale, Rovigo, a Mario Cavaglieri. Il Palazzo Reale coglie quindi l’occasione per ospitare il fior fiore delle opere del pittore edonista, il cui percorso artistico viene qui documentato in tutte le sue fasi: dagli esordi padovani insieme a Felice Casorati alla grande stagione di Ca’ Pesaro e delle Biennali veneziane, che consacrarono la preziosa ricercatezza della sua arte, fino agli anni del suo ritiro nella campagna francese. L’evento sarà anche una preziosa occasione per rileggere attraverso il fascino ed il mistero della sua pittura la storia, le contraddizioni e le diverse influenze dell’arte dei primi del Novecento. Underground Art di Ilaria Ruggiero n evento senza precedenti che farà di Bologna la città delle celebrazioni ufficiali per Charlie Chaplin. Un’occasione per ribadire l’attualità della sua arte, riportata a nuova luce dalle ricerche condotte dalla Cineteca di Bologna attraverso il Progetto Chaplin, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. La Cineteca di Bologna ha deciso di omaggiare uno dei massimi artisti del XX secolo con la mostra internazionale Chaplin e l’immagine, la prima retrospettiva integrale dedicata al cineasta, che comprende anche sette film-concerto, molti incontri di approfondimento e un convegno internazionale di studi. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com 58 WU WU 59 WUARTE Roma Abu Ghraib. Abuso di potere U Susan Crile h Fino al 30 settembre al Museo di Roma in Trastevere - piazza S. Egidio, 1/b - Roma.Tutti i giorni 10.00-20.00; chiuso il lunedì. Ingresso: Euro 3,00 intero; Euro 1,5 ridotto. Info: 06 5816563. napoli n messaggio chiaro e coraggioso quello della mostra Abu Ghraib. Abuso di potere. Opere su carta. di Susan Crile. Immagini ispirate alle foto scattate all’interno del carcere di Abu Ghraib, dure, nelle quali il bianco del gesso viene usato per disegnare la fragilità delle vittime, simili alle figure ricoperte di cenere in fuga dal World Trade Center o alle carcasse dei corpi nell’eruzione di Pompei. Genesi dei notevoli lavori su carta, le opere presentano un singolare tratto distintivo: rendono la tortura tangibile, palpabile, visibile, sollevandola dal semplice reportage per porla al centro della coscienza collettiva e riducendola alla sua essenza: umiliazione, degradazione, sofferenza. Relitti della 122 Aktion H Hermann Nitsch h Fino al 30 settembre alla Fondazione Morra, Palazzo dello Spagnuolo, via Vergini, 19 – Napoli. Tutti i giorni 10.00-19.00; chiuso sabato e domenica. Ingresso: libero. Info: 081 44 20 923. palermo Cuoghi e Corsello h di Ilaria Ruggiero ermann Nitsch è il primo artista vivente ad aver concepito e realizzato una Gesamkunstwerk all’interno di un teatro pubblico. È accaduto nel novembre 2005, per una pièce della durata di nove ore consecutive, all’interno degli spazi dell’istituzione sociale e artistica del Burghtheater di Vienna: il Teatro, l’Orgien Mysterien Theatre del Maestro Austriaco, si è messo in scena nel Teatro. Era la 122 Aktion, una rappresentazione i cui relitti saranno esposti nelle sale della Fondazione a Palazzo dello Spagnuolo, nella mostra curata da Peppe Morra, oltre al video dell’Azione cui la mostra documentaristica si inspira. Il ritorno di Federico II C Fino al 24 settembre al MADRE - Museo d’Arte Donna Regina, via Settembrini, 79 – Napoli. Da lunedì a venerdì 10-21; venerdì e sabato 10-24; chiuso il martedì. Ingresso: Euro 7 intero, Euro 3,50 ridotto. Info: 081 19313016. di Ilaria Ruggiero di Ilaria Ruggiero uoghi e Corsello continuano il loro lavoro sulle doppie esposizioni fotografiche, un tempo in pellicola ed ora in digitale. Vogliono svelare la realtà attraverso coincidenze poetiche o concettuali di temi e tempi diversi. Il tema principale della mostra è Federico II, e il tentativo di, come scrivono gli stessi artisti, “...evocare la cultura e l’evoluzione condotta dall’imperatore: sostenere le diverse culture e armonizzarle, la ricerca di un mondo senza confini e la conoscenza per tutti, la necessità dell’interazione tra le scienze materiali e spirituali per comprendere profondamente l’universo e le sue leggi, l’amore per la bellezza e la disciplina...”. VUOI ASSISTERE GRATUITAMENTE AGLI EVENTI CON QUESTO SIMBOLO? VAI SU WWW.WUMAGAZINE.com 60 WU WUVIAGGI PaRIGI, La città dallo charme senza fine Le Canal de Saint Martin – foto di Simon Georget www.0-255.net Girando per i boulevard parigini non mancano mai nuovi incontri e nuove sorprese. I quartieri bohémien attendono gli sguardi curiosi dei viaggiatori attenti… di Simona Scacheri In ogni stagione, in ogni quartiere e in ogni strada, Parigi offre a chi la visita uno scenario sempre diverso caratterizzato dal suo palpabile fascino bohémien: le architetture, le luci, i viali e ogni singolo dettaglio contribuiscono a rendere l’atmosfera parigina emblema di “charme” nel mondo. Ad oggi, grazie ai voli low cost, quasi tutti hanno visitato Parigi almeno una volta e non si sono fatti mancare il tour classico: Tour Eiffel, Montmartre, Notre Dame, il Louvre, l’Arc de Triomphe oppure gli Champs Elysées. Parigi è però molto di più, dona sensazioni ed emozioni anche nei suoi luoghi meno noti. Una volta visitati i must, si può quindi cominciare a godere della città passeggiando tra i suoi quartieri pregni di storia e arte. Arte in ogni dove! Le Marais è un quartiere perfetto per iniziare il percorso: il quartiere degli “hotel particuliers” (ovvero le residenze aristocratiche di un tempo) conserva intatta la sua eleganza. Cortili nascosti offrono agli occhi curiosi di chi passeggia piacevoli sorprese. Le case conservano il loro originale valore e nascondono interni arredati con abbondanza di dettagli e raffinatezza. Da sempre quartiere aristocratico e benestante, 62 WU oggi è definito anche “quartiere ebraico”, ma nello stesso tempo è anche un “quartiere gay” per via della ricca vita notturna dedicata agli omosessuali durante i week end. Basta poi coricarsi nel parchetto di Place des Vosges a godere del sole autunnale e sarete sovrastati dallo splendore dei palazzi che si affacciano sulla piazza, popolata principalmente da parigini DOC… E a quel punto trovare la migliore definizione per Le Marais sarà l’ultimo dei vostri pensieri. Attorno alla chiesa di Saint Germain de Pres, nel 6e arrondissement, si nasconde una macchina del tempo: le vie che portano alla chiesa di Saint Sulpice non hanno infatti nulla a che fare con la frenesia delle città odierne. La cappella della chiesa ospita magnifici affreschi di Eugene Delacroix, mentre il museo di Eugene Delacroix, nella stessa zona, pur non offrendo grandi opere dell’artista, merita una visita per lo splendore della piazzetta circostante. Il verde fa sempre da contorno alle splendide architetture ricche di dettagli in ogni singolo quartiere, e in questo sta la grandezza del piano urbanistico della “ville lumière”: non solo costruzioni, ma parchi o lunghi viali alberati che rendono In alto, da sinistra a destra: Saint Germain des Prés (foto di Eric Lefeuvre), Place de la République (foto di Amelie Dupont), Place des Vosges (foto di Arnaud Terrier), tutte © Paris Tourist Office. le passeggiate uno splendido momento di relax e benessere. Il 10e arrondissement è un mix di culture e di vivacità, in contrasto con l’immagine tanto diffusa della Parigi snob e fredda. Nei viali che si diramano attorno a Place de la République troverete una popolazione multietnica che vive il quartiere e ne vivacizza le vie. Numerose le comunità presenti (africane, indiane, turche), e passeggiando noterete l’assoluta serenità in cui tutte convivono. Le canal de Saint Martin che si trova a due passi dalla Place de la République è poco conosciuto dai turisti, ma molto frequentato dai parigini con “eschimo e giacca di velluto”. Sono presenti diversi locali che si affacciano sul canale e se vi piace il genere “bohémien”, veramente parigino, potrete scegliere di recarvi nella vicina Rue de Saint Maur dove si trovano numerosi locali in stile. PARIGI, ANCORA PIÙ VICINA CON TRANSAVIA FRANCE Il 12 maggio 2007 è stata lanciata la nuova compagnia aerea francese Transavia France, che si posiziona tra le compagnie aeree low-cost di medio raggio, con una flotta costituita da 4 Boeing 737-800 di nuova generazione da 186 posti. La grande novità è l’apertura di nuove tratte che collegano l’Italia del Sud alla capitale francese, con voli da Palermo e Catania. Grande soddisfazione emerge dalle parole di Hélène Abraham,Vice Presidente commerciale e marketing di Transavia France: “Il nostro nuovo servizio permette di raggiungere comodamente e a tariffe davvero convenienti Parigi, destinazione fra le più amate per vacanze e short breaks, ma anche città con un indotto di traffico business di rilievo. La Sicilia, inoltre, è una delle regioni preferite dai francesi per le vacanze: siamo sicuri che i nostri nuovi collegamenti porteranno molti connazionali a scoprire o riscoprire le bellezze della Trinacria”. La Senna, emblema della città, diventa di sera un vero e proprio ritrovo per i giovani con gli immancabili bonghi che ne animano le serate. Non sarà difficile assistere a delle vere e proprie feste spontanee: turisti, parigini e africani sono protagonisti di splendide “jam session” all’insegna del gusto di stare assieme. Spettacoli dal vivo per bambini, teatri “open air”, biciclette a noleggio presenti in tutta la città sono solo alcuni dei servizi che il municipio di Parigi offre ai suoi cittadini per rendere ancor più affascinante una città già unica di per sé. Fascino, magia, eleganza, multietnicità… Se proprio si vuole trovare un difetto alla capitale francese, bisogna dire che i prezzi sono piuttosto elevati, ma è sufficiente rivolgere lo sguardo alla Senna per capire che la magie de Paris ne mourra jamais! ■ WUFOOD TUTTI I SAPORI DEL MADE IN EATALY di Marco Crosetto foto: Pho-To I prezzi dei migliori prodotti enogastronomici sono inaccessibili? Niente paura, da ora in avanti vi aiuterà Eataly! In un negozio di prodotti tipici, spesso ci si fa prendere dall’entusiasmo; si entra per comprare un pacco di pasta, ma poi si viene rapiti dalle eccellenti qualità di vini, dolci e formaggi, si riempie il cestello e, una volta alla cassa, è inevitabile avere un sussulto vedendo il conto salato. Nel mondo del cibo comprare il meglio significa quasi sempre spendere molto, ma questa affermazione non sarà vera ancora a lungo. Perché è nato Eataly. “È una società la cui mission è rendere accessibili e facilmente rintracciabili i prodotti d’eccellenza”, questa la definizione del fondatore e presidente Oscar Farinetti, che spiega con grande soddisfazione: “Abbiamo 900 fornitori, 14000 referenti e 150 presidi di Slow Food”. Dalla pasta di Gragnano, ai vini piemontesi, passando per il gusto prelibato dell’olio ligure di Ponente fino alle ottime caratteristiche dell’acqua delle Alpi Marittime; questi sono solo alcuni dei prodotti che Eataly rende accessibili al vasto pubblico a prezzi competitivi. Per tagliare i costi si lavora direttamente con i produttori cosicché gli alimenti, possano raggiungere il consumatore saltando numerosi anelli della distribuzione. 64 WU Per coinvolgere il pubblico e dare spazio alle vendite, nel gennaio del 2007 Eataly ha aperto vicino al Lingotto di Torino un grande centro con 2500 mq di mercato e 5000 mq dedicati alla didattica. È un complesso “multifunzionale” in cui i visitatori oltre ad acquistare possono mangiare in uno dei 10 ristoranti, partecipare a numerosi eventi e, infine, aumentare la loro conoscenza del mondo enogastronomico, sfruttando una biblioteca e sale dedicate a corsi e degustazioni. Imparare è, infatti, un’altra parola d’ordine della filosofia di Eataly, perché solo con la conoscenza si può assaporare appieno il gusto dei prodotti, con vantaggi per il corpo, la mente e la felicità. Per questo sulla qualità dei cibi non si transige: il controllo è ferreo soprattutto per evitare che, a causa di una maggiore richiesta, il produttore deteriori l’eccellenza organolettica. Nell’opera di monitoraggio un importante aiuto proviene da Slow Food, che svolge il ruolo di consulente strategico. I progetti della società per il futuro sono ambiziosi. In Italia, nuovi centri verranno aperti, entro il 2015, a Genova, Milano, Verona, Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Palermo; saranno spazi compresi tra i 5000 e i 10000 mq che rimarcheranno le caratteristiche della struttura torinese: aree di vendita, ristoranti tematici, zone didattiche e grandi eventi. Inoltre, così come già accade per Torino, l’acquisto dei prodotti potrà essere effettuato anche on line, con un grosso vantaggio per la comodità dell’acquirente. Un’apertura di spessore verrà aggiunta al piano di sviluppo nella prima parte del 2008, periodo in cui Eataly inaugurerà uno spazio di 1000 mq al Rockefeller Center di New York, per diffondere la sua filosofia anche sul suolo americano. D’ora in poi se vorrete acquistare un alimento di qualità non dovrete più impazzire nella ricerca e non dovrete più sborsare cifre astronomiche, Eataly vi verrà incontro unendo al vantaggio economico anche interessanti strumenti didattici, che vi potranno spalancare le porte del mondo enogastronomico. E chi mangia meglio vive più felice. ■ Cheese, il paradiso dei formaggi Dal 21 al 24 settembre l’inconfondibile aroma dei formaggi si diffonderà nella città di Bra, in Piemonte. Slow Food, che a cadenza biennale organizza l’evento dal lontano 1997, è orgogliosa di aprire le porte della nuova manifestazione con l’obiettivo di far conoscere i prodotti al vasto pubblico e con il proposito di migliorare i già ottimi risultati dell’edizione 2005. Saranno presenti centinaia di bancarelle con un focus particolare sui formaggi artigianali e sui prodotti a pasta erborinata. La novità assoluta sarà la presenza di spazi dedicati ai paesi dell’Est Europeo, soprattutto Romania e Bulgaria. Si potrà mangiare, magari fermandosi in uno dei numerosi Presidi, comprare e, come avviene in ogni evento di Slow Food, si potrà anche imparare, grazie alle aree di degustazione e ai Laboratori del Gusto. (foto a sinistra: Archivio Slow Food) WU 65 MAGAZINE WHAT’S UP EDITORE M.C.S. snc REDAZIONE Alzaia Naviglio Grande, 14 20144 Milano Ph. +39 02 4549 1091 DIRETTORE RESPONSABILE Damiano Caron [email protected] DIRETTORE CREATIVO Nicolò Mutarelli [email protected] CAPOREDATTORE Michele Orti Manara [email protected] CONSULENTE EDITORIALE Simona Scacheri [email protected] FASHION EDITOR Riccardo Rubino [email protected] REDAZIONE MODA Alessandra Veschi [email protected] COLLABORATORI Marco Crosetto, Kristen Arnett, Esmeralda Patisso, Serena Pimpinicchio, Viviana Volpicella, Laura Fantacuzzi, Valentina Zordan, Dario Tubiana, Gimbo, Maria Galati, Viola Matteucci, Giuliano Di Caro, Doctors Connection, Alessandro Gentile, Chiara Albricci, Rossella Pace, Ilaria Ruggiero FOTOGRAFI Christian Gherardi, Tony Federico, Nadia Moro, Franco Melasecca, Valerio Ceconi, Martina Ridondelli, Maddalena Arosio DIRETTORE COMMERCIALE Stefano Ampollini [email protected] ph. +39 02 8907 2469 CONCESSIONARIA PUBBLICITÀ Johnsons Adv. srl Via Valparaiso, 4 20144 Milano Tel. 02 439 0015 Responsabile di testata: Lisa Pasolini [email protected] STAMPA AGF Italia Via Milano 3/5 Peschiera Borromeo (MI) DISTRIBUZIONE INTERNA Responsabile per Milano: Matteo Livraghi Si ringraziano per la preziosa collaborazione: What’s Up è un marchio registrato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (U.I.B.M.) del Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato con il n° MI2006C001770. 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