WHAT’S UP
MAGAZINE
N° 14 SETTEMBRE 2007 _ ZERO EURO
Le nuove sfide di
Mario Boselli,
lo stile plus size
e i segreti della
moda scandinava
VINTAGE DESIGN: GLI
ANNI ’60 E ’70 NON
MUOIONO MAI
WEB ARTISTI ALLA
CONQUISTA DI
SECOND LIFE
w umagazine . c om
Abitino D&G
Abito nero Hache
Body e collant Wolford
Collana Angelo Marani
Scarpe Givenchy
28 WU
Abito Ermanno Scervino
Abito viola Aigner
Body Wolford
Collana Maliparmi
Abito nero plissettato Annarita N
Abito maniche voile Pepe Jeans
Collana e guanti Maliparmi
Scarpe Marc by Marc Jacobs
Borsina Pepe Jeans
Collant Wolford
30 WU
WU
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WUVINTAGE DESIGN
Rendering Marco Polo Lab
poltrone di design, moduli
Formule matematiche che diventano
in perfetto stile ddr: ecco come
abitativi ad anfiteatro, hotel
/Settanta invadono il nostro
le suggestioni anni Sessanta
decennio
di Guliano Di Caro
VINTAGE MOOD
GDR Ostel
A guardarla da vicino potrebbe significare tutto e niente. Per
i profani della scienza matematica, la formula del Ciclide di
Dupin è solo numeri, linee e punti. Per il Marcopolo Lab di
Torino è invece una sfida. Iniziata quasi per caso un anno fa,
quando il luminare torinese Tullio Regge chiama il giovane
studio per proporre un’idea che non ti aspetteresti da un
accademico noto e apprezzato per il rigore delle sue ricerche:
creare una poltrona da una formula matematica.
Erano gli anni Sessanta quando Regge pagò un fabbro per
creare il primo prototipo, poi appeso nel suo studio all’interno
della prestigiosa università americana di Princeton, dove
insegnava. Quattro decenni più tardi quello stesso esemplare
in metallo faceva bella mostra di sé all’ultimo Salone del
Mobile milanese, primogenito di un oggetto di design,
e forse in futuro di un’intera linea di prodotti, nato dalla
compenetrazione di progettazione e matematica. “Math
Design”, lo chiamano in via dei Mille, sede di Marcopolo
Lab. “Stiamo lavorando a un oggetto la cui forza filosofica,
per così dire, sta nella conformità alla formula di partenza:
nella sua purezza matematica”, spiega Andrea Ioppolo.
È così che entra in scena il Politecnico di Torino. Paolo
Crosetto, 23 anni, studia ingegneria matematica. Lavora
32 WU
accanto al designer Enrico Lattaruolo al progetto Math
Design. “Lo studio delle proprietà del Ciclide di Dupin sarà la
mia tesi di laurea”, racconta. Si avvicina al prototipo, tenta di
farmi capire “le qualità, i segreti di questo luogo geometrico”
che appare come un tondo con un buco in mezzo, una sorta
di ciambellone. “È rarissimo trovare un’applicazione pratica
alla geometria differenziale”, assicura lui. Tocca credere sulla
parola a questo ragazzone biondo che parla con entusiasmo di
ellissi e linee focali. Il suo lavoro a quattro mani con Lattaruolo
ha d’altronde generato un nuovo metodo. “Potrei ovviamente
procedere a una modellizzazione computerizzata e ottenere
un oggetto molto simile, ma non sarebbe espressione esatta
della formula”, spiega il designer. I due intrecciano allora i
rispettivi strumenti del mestiere, i software “Rinoceros”,
“Matlab” e “Mathematica”, per creare nuovi prototipi in cui
portare l’astrattezza della formula nelle forme di un oggetto
reale e tangibile. “Un modo di lavorare che è insieme design
di qualità, valore aggiunto e operazione di marketing”,
precisa Ioppolo. Sul mercato si andrà, probabilmente, nel
2008. Intanto c’è ampio spazio per l’invenzione: “sia per
quanto riguarda i trattamenti superficiali che per le tecniche di
realizzazione, colorazione e stampaggio” rilancia Lattaruolo.
“Cambiando alcuni parametri della formula si potrebbero
ottenere per giunta altri oggetti, che io immagino legati
alla figura umana: anelli, braccialetti, collane”. Una “Linea
Dupin” in vista, o magari nuove formule a cui ispirarsi? Può
essere, in futuro, rispondono in coro. E pare che intanto si
divertano un mondo a lavorarci senza affanni.
Se la parentela del Math Design con gli anni Sessanta è, per
così dire, di circostanza, non vale lo stesso per “Talponia”. Il
soprannome è di quelli affettuosi, appioppato dagli abitanti di
Ivrea all’Unità Residenziale Ovest, insieme di appartamenti
per dipendenti commissionati nel 1968 agli architetti torinesi
Roberto Gabetti e Aimaro Isola da Roberto Olivetti e
Bruno Jarach, allora amministratori delegati del gruppo
Olivetti. Di quel cruciale 1968, Talponia incarna non le
linee architettoniche allora dominanti, bensì la nascente
legittimazione, diffusa nell’intera società e nel modo di
pensare delle persone, di scardinare le regole correnti. Ecco
ciò che raccontano le forme di questo anfiteatro semicircolare,
interrato per metà in un terreno in lieve declivio, costruito in
cemento a vista, vetro e alluminio. Lo fanno nel linguaggio
di un’architettura capace di creare un edificio “che ha spazio
ma non ha volume” sostiene Isola. “Un’opera piena di design
ma fusa con l’ambiente naturale circostante, con lo spettacolo
del bosco”: “land architecture” per gli addetti ai lavori,
superamento del “neoliberty”. I 46 simplex, appartamenti
singoli, e i 12 duplex, sono disposti su due piani. La zona
living non è interrata, prende luce dalle vetrate graduabili,
per mangiare, conversare e rilassarsi su sacchi e poltrone
anni ’70. Di notte “lampade sagge e lampade folli: perché gli
alloggi sono dei palchi per guardare il mutare delle stagioni
in un connubio di natura e artificio” rilancia Isola. La zona
letto è al piano inferiore, mentre i garage sotteranei per le
macchine formano una corona concentrica al semicerchio
degli appartamenti.
Messe in vendita due anni fa, le cellule abitative sono oggi
in mano a privati. “Un’umanità molto variegata” racconta
Carlo Ampollini, presidente delle assemblee condominiali di
questo piccolo mondo a parte e tra i pochi proprietari di un
alloggio con arredamento originale dell’epoca, dalla ambita
“poltrona di Fantozzi” ai parallelepipedi blu che contengono
il lavello e i fornelli. “I proprietari di Talponia? Innanzitutto
i nostalgici, cioè coloro che avevano lavorato per l’Olivetti,
dal dipendente fino all’ex amministratore delegato; architetti
che hanno aperto i loro studi in un pezzo vivente di storia
WU
33
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
della disciplina; l’idraulico e il giardiniere, interessati alla
manutenzione dello stabile, ma anche alcune giovani coppie,
attratte dai prezzi accessibili degli alloggi”: venduti due anni
fa per 45 mila euro - ai pochi riusciti a battere un’agguerrita
concorrenza - oggi i 50 metri quadrati di un simplex valgono
80 mila euro. Questo il prezzo per vivere in un inusuale
museo, perché Talponia è anche questo: la tappa più ambita
del “Mam - Museo di architettura moderna”, itinerario
all’aria aperta inventato dal Comune di Ivrea che attira da
ogni parte del mondo professionisti, studenti e appassionati
di edifici olivettiani.
La mania di alloggiare in luoghi estemporanei non è
fenomeno esclusivamente italiano. Il primo maggio di
quest’anno, vicino alla stazione Ostbahnhof, nell’ex Berlino
Est, ha aperto il “GDR Ostel”, un ostello in perfetto stile
DDR. Se lo sono inventato, a metà strada tra sfruttamento
di una nicchia del mercato turistico e senso dell’umorismo,
Guido Sands e Daniel Helbig, rispettivamente fisioterapista
e montatore per una tv tedesca. Entrambi molto legati a
una famiglia che prestava servizio nel Circo di Stato della
Repubblica Democratica, hanno comprato in negozi di
seconda mano, nonché recuperato da amici e estranei, mobili
e accessori originali dell’epoca: lampade, tappezzerie,
tavoli, radio, manifesti. Nel negozio interno, il “Kosum” si
34 WU
possono acquistare portauova in plastica dell’epoca, mentre
da “Ossihof”, nello stesso quartiere dell’ostello, si mangiano
piatti in voga al tempo della DDR come il “Falscher Hase” o
il cioccolato “Knusperflocken”.
“Non abbiamo intenti ideologici, né intendiamo rendere
glam criminali politici quali Honecker o Ulbricht, come ci
ha rimproverato l’unica mail un po’ ostile finora ricevuta”,
raccontano i due proprietari. “Abbiamo invece aperto un
hotel atipico, che attraverso il design di quegli anni dimostra
come in fondo la DDR non fosse solamente grigiore”. Helbig
ha curato personalmente lo stile di ogni singola camera e
delle zone comuni, senza l’aiuto di designers professionisti. Il
risultato è il sogno proibito del figlio premuroso di “Goodbye
Lenin”: un salto all’indietro nel tempo, curato nei minimi
dettagli. Ma chi alloggia in un posto del genere? “Un po’
tutti” sostiene Sands. “I clienti sono per metà tedeschi e per
metà stranieri, europei ma anche americani e giapponesi,
di tutte le età e le tasche: non solo chi vuole spendere poco
per dormire, ma anche molti clienti abituati a alloggiare in
hotel quattro stelle, attratti e incuriositi da un concept così
originale”. Per molti altri, sostengono, è un viaggio a ritroso
nella loro infanzia. Operazione nostalgia, ma a condizione di
prenderla sul ridere.
■
ore del design
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WUSECOND LIFE
1
Web artisti volanti
in Second Life:
visioni e sperimentazioni
Second Life è qualcosa in più di un semplice gioco: è un mondo
digitale in 3D, immaginato, creato e articolato dai suoi residenti.
Si può decidere il proprio aspetto, si può volare, si può possedere
un’isola e costruirci un edificiO, in un mondo in cui non
esistono limiti all’immaginazione. E proprio l’arte sembra aver
trovato in esso nuove stimolanti possibilità
S
1. Mobility Art Show
2. Jean Baudrillard
3. Gazira Babeli
4. MM Lingerie Shop
5. Avastar Building
6. Aimee Weber
7. Rhizomatic Art Group
2
3
4
5
6
7
di Doctors Connection
www.doctorsconnection.blogspot.com
Second Life è un vero e proprio mondo parallelo costruito
nello spazio della rete, nato nel 2003 nei laboratori della
Linden, e che oggi conta più di otto milioni di abitanti, o
avatar. La crescita della popolazione, l’apertura di business
di tutti i tipi e la circolazione di denaro hanno fatto sì che da
gioco si trasformasse in un mondo virtuale con i suoi valori,
la sua economia e la sua etica.
In Second Life ogni desiderio può essere realizzato: cambiare
aspetto, costruire una casa o avviare un business. Se si vuole
lanciare un’attività bisogna curarne tutti gli aspetti, dalla
costruzione della sede alla relazione con i clienti.
E al suo interno l’arte sembra trovare la sua dimensione ideale.
Come il ripetersi dei cicli della storia reale, ma con tempi
decisamente più rapidi, in Second Life l’arte “tradizionale”
si affianca a nuove tendenze di sperimentazione artistica,
rendendo questa “seconda vita” il luogo dove poter dare
libero sfogo alle proprie sperimentazioni artistiche creando
strabilianti installazioni interattive, tanto che a metà del
2006 si è verificato un Rinascimento estetico, favorito da
artisti interessati a sperimentare le forme espressive fornite
dalle inesplorate potenzialità del nuovo strumento virtuale.
Dancoyote Antonelli, artista anche nella vita reale, ha
creato nel metamondo il Museum of Hyperformalism con
opere interattive e performance dal vivo. Molti pensano che
Antonelli abbia segnato una svolta, consacrando Second Life
36 WU
come un nuovo ambiente di sperimentazione per i cyberartisti
più spavaldi ed evoluti. E se la qualità delle loro opere è
variabile, il dato che emerge è che c’è un grande fermento
culturale.
Domenico Quaranta, curatore e critico d’arte, definisce
gli artisti di Second Life come “una specie un po’ diversa:
loro con la propria divinità ci giocano, in un processo di
sovraidentificazione e di smascheramento”. Gli artisti in
Second Life sono come i ribelli nell’universo di Matrix, e
Gazira Babeli ne è l’esempio perfetto: la divinità capricciosa
e volubile, che non crea ma disturba, si incunea nell’illusione
congelata dagli altri dei di questo Olimpo di bit e ne rivela i
bug, le smagliature, i difetti.
L’arte è in continuo movimento, si moltiplicano progetti
importanti con artisti affermati e gallerie reali. Come The
Port, nata da un’idea di una community che conta una
cinquantina di collaboratori sparsi per il mondo. Si tratta
di un’isola realizzata e gestita da artisti che la modellano a
proprio piacere, un modello 3D aperto a tutti i residenti di SL
che comprende spazi di discussione, installazioni di artisti,
strutture architettoniche irreali, un giardino, concerti, dibattiti
sulle nuove forme di partecipazione e workshop di danza.
Un discorso a parte merita invece Aimee Weber, ballerina
punk con ali blu da farfalla e anfibi alti fino al ginocchio.
Aimee Weber è l’ideale sintesi tra arte, moda e marketing in
WU
37
Second Life: builder, stilista e content creator di successo,
è una vera e propria diva del metaverso. Ha reinventato il
concetto di brand nei mondi virtuali e ha trasformato sé stessa,
o meglio il suo avatar, in un brand vivente. Per fornire una
adeguata intelaiatura alla sua personalità ha costruito l’isola
di Midnight City, dove vive e lavora, un luogo sospeso a 600
metri di altezza sopra le nuvole, irraggiungibile e invisibile a
meno di non essere teletrasportati da lei o di non possedere
uno script di volo speciale. Aimee Weber è una delle migliori
designer di architettura e moda virtuale, nonché una delle
professioniste più esperte nel marketing del metaverso.
La carriera della nostra farfalla comincia sperimentando e
creando vestiti per avatar. Nel giro di un mese lancia Preen,
uno dei primi e più famosi marchi fashion del nuovo mondo,
e oggi la sua isola è un punto di riferimento per tutto il popolo
Odyssey Art Show
38 WU
del famoso metaverso.
In Second Life ci sono oltre 32 gallerie d’arte registrate, e altre
sono state aperte all’insaputa del grande pubblico. Gallerie
costruite e gestite da privati, spesso dagli stessi artisti, come
per esempio quella nell’isola di Odyssey, dove Gazira
Babeli espone spesso e i Pomodoro Bolzano costruiscono
le loro installazioni. A volte si espongono i propri lavori
realizzati in real life con l’intento di mostrarli a un pubblico
più ampio, altrimenti irraggiungibile. Esistono anche gallerie
commerciali mirate alla vendita di opere per le case di Second
Life. E ancora ci sono gallerie che trattano riproduzioni di
opere famose, poster potremmo dire, più simili a negozi che
a iniziative culturali, o gallerie di arte erotica, di sculture in
vetro e di oggetti vari, a dimostrazione che l’arte è lo specchio
della vita, anche di quella virtuale.
■
WUGIGI GARANZINI
“Un po’ come il richiamo del banditore, già in costume
da clown, mentre ancora alle sue spalle gli inservienti
sistemavano il tendone del circo: venghino venghino, più
gente entra più bestie si vedono”.
Riparte finalmente il Campionato DI CALCIO, il circo più
grande e discusso del mondo, e ad accoglierci è GIGI
GARANZINI, un giornalista di quelli veri, che come un
amante deluso non riesce (e non vuole) nascondere crepe
e storture di un gioco ormai geneticamente modificato
E continuano a
chiamarlo calcio
di Stefano Ampollini
foto di Maddalena Arosio
T
Tagliente e disilluso: ad accompagnarci nel circo pallonaro
è Gigi Garanzini, giornalista (“non opinionista”) cresciuto
alla scuola di Indro Montanelli, amante del calcio autentico,
quello dei Rocco e dei Brera, da otto stagioni voce sportiva
di Radio 24. Il suo ultimo libro, “E continuano a chiamarlo
calcio”, sembra lo straziante epistolario di un amante tradito
e deluso, sagacemente condito con ironia.
Il caso vuole che proprio nel giorno del nostro incontro la
Commissione disciplinare dell’UEFA marchiata Michel
Platini abbia punito il ct dei galletti transalpini Domenech
con un turno di squalifica che gli impedirà di presentarsi
in panchina l’8 settembre contro l’Italia a San Siro. La sua
colpa, aver parlato male degli italiani.
Il libro di Garanzini parte proprio con un appassionato
attestato di stima nei confronti del nuovo condottiero del
calcio europeo, quindi la nostra chiacchierata non poteva
cominciare che da lui.
Chi è Michel Platini?
Innanzitutto è un uomo di calcio, uno dei pochi che potrebbe
riportare il calcio alla sua natura originale di gioco e di sport.
La vicenda di Domenech ha dimostrato come Platini sia un
presidente autentico e super partes. In Italia siamo troppo
mediocri e attenti agli interessi di bottega per apprezzarlo.
Mi vuol dire che da noi non potrebbero esserci personaggi
del suo calibro?
C’erano, ma negli anni sono stati tutti emarginati e lasciati
invecchiare: Rivera e Zoff sarebbero stati delle ottime
soluzioni ma sono stati fatti fuori da personaggi che nel calcio
vedono solo business. Qualche tempo fa ho sentito Carraro
parlare al CONI di etica sportiva, ma si rende conto?
Lei ha avuto un passato televisivo e ora lavora in radio.
Cos’è meglio?
Nettamente la radio. La radio è racconto, immaginazione,
immedesimazione. La televisione è finzione.
saltasse fuori che Abramovich è un esponente della Mafia
russa. All’estero però hanno gli anticorpi per non ripetere gli
stessi errori e hanno il concetto di “certezza della pena”. Se
sgarri, sei fuori. Qui da noi uno come Moggi ha continuato a
fare il commentatore sportivo e ancor oggi è protagonista più
che attivo del calcio mercato. In Italia abbiamo la memoria
corta e personaggi come Moggi diventano prima vittime,
quindi divi, per forza intramontabili. Fuori dal calcio guardi
il caso di Corona.
Come giudica Silvio Berlusconi presidente del Milan?
Inarrivabile. Come uomo politico inqualificabile.
Capello?
Quantomeno incoerente, certamente cinico.
Il suo concittadino (di Biella) Gilardino?
Una delusione progressiva. Nel Parma sembrava un Paolo
Rossi più forte fisicamente, ora a 25 anni si è già perso.
Le colpe della sua involuzione le ha qualcuno a lui molto
vicino.
Qual è secondo lei il miglior allenatore in questo momento
in Italia?
Certamente Spalletti, per qualità tecniche e umane. Ha fatto
di necessità virtù creando un sistema di gioco molto offensivo
senza neppure un attaccante di ruolo.
Il giocatore che la diverte di più?
Totti tra quelli di scuola italiana. Altrimenti Kakà.
Collina riuscirà nell’impresa di ridare credibilità alla
classe arbitrale?
Ha le capacità per farlo, ma non sempre un grande solista sa
anche essere un bravo direttore d’orchestra. ■
Lei continua a lavorare all’interno di un mondo che non
ama più. Come fa?
Mi ritengo un lavoratore stagionale: lavoro da settembre a
maggio. Il calcio per è solo quello giocato nella stagione
regolare e nei 90 minuti della partita. Tutto ciò che viene
prima e ciò che viene dopo è solo una grande recita, che non
mi interessa. Così come non mi interessa il calcio estivo.
"Platini?
Un presidente
super partes"
40 WU
Quando è iniziato il suo disamore per il mondo del
calcio?
È avvenuto progressivamente, ma l’inizio è stato certamente
quando è iniziato a diventare imperante il fenomeno tribale
delle curve, degli ultras e dei loro cori di insulti, tra l’altro
tutti uguali, dall’Eccellenza alla Serie A. Gli ultras hanno
espropriato gli stadi alle famiglie.
Lei accusa spesso e con forza il nostro calcio pieno di
personaggi loschi e di affaristi. Non è che poi all’estero
siano messi molto meglio: personaggi come Calderon o
Abramovich non sono certo stinchi di santi…
Questo è certamente vero, tra l’altro non mi stupirei se
WU
41
WUPOKER
Le fiches sono state distribuite, i tavoli sono pronti. Fate la vostra
puntata e seguite lo strepitoso successo del poker, guidati da un
campione come Max “The Italian Pirate” Pescatori
La febbre
del tappeto verde
di Marco Crosetto
“The Italian Pirate”, come mai questo soprannome?
Per la bandana tricolore che indosso quando vado ai tavoli
finali; attira moltissimi fans di origine italiana, è un trademark
come quelli del wrestling.
Hai qualche oggetto o rito scaramantico che usi prima o
durante una partita?
Non mangio carne rossa durante un torneo, ma non è
scaramantico. La pasta fa pensare più velocemente quindi
nella pausa cena (visto che a volte si gioca 14 ore in una
giornata) preferisco i carboidrati.
Hai vinto il braccialetto al WSOP 2006, ti senti appagato
come giocatore?
L’ho vinto lo stesso giorno in cui gli azzurri hanno conquistato
la Coppa del Mondo di calcio. Il giorno più bello della mia
vita. Sicuramente sono contentissimo di quello che ho fatto
finora nella mia carriera, però sono ancora giovane come
pokerista e inseguirò altre vittorie importanti.
In percentuale, quanto contano la bravura e la fortuna
nel poker?
Domanda difficile. Ci vogliono entrambi per vincere un
torneo, poi dipende dai giochi e dalla velocità delle partite.
È forse impossibile quantificarlo, diciamo che contano
entrambe.
Quali sono le qualità per diventare un ottimo giocatore?
Prima tra tutti la passione. Altrimenti anche se si diventa bravi,
pian piano si perde tutto. Poi pazienza, bravura matematica,
capacità di leggere l’avversario, esperienza al tavolo e tante
altre.
Si dice spesso che il gioco crea dipendenza, tu riusciresti a
smettere senza problemi?
Perché dovrei smettere? Il poker è un gioco che amo e mi
permette di fare una vita da sogno.
■
"BRAVURA O FORTUNA?
DIFFICILE DIRE
COSA CONTA DI PIù"
La febbre divampa senza freno. Gli ultimi dati confermano
che, in Italia, il poker è il gioco più seguito in tv dopo il calcio.
Scordatevi fatiscenti saloon del vecchio West, oggi ai tornei
più prestigiosi del mondo si fa sul serio, con montepremi
finali da milioni di dollari. A diffondere il fenomeno nel nostro
paese hanno contribuito il World Poker Tour commentato da
Fabio Caressa su Sky e Pokermania, programma in onda su
Italia Uno che ha registrato ascolti vicini al 25% di share.
L’atmosfera da duello e l’inquadratura che sbircia le carte
dei giocatori sono ciò che cattura lo spettatore, esaltato dalle
giocate di fenomeni come Jamie Gold o Chris Moneymaker.
What’s Up ha intervistato Max “The Pirate” Pescatori uno
dei pokeristi più famosi al mondo. Di origine italiana, vanta
un eccellente curriculum con vincite per milioni di dollari e
trofei tra cui il prestigioso braccialetto vinto nel 2006, primo
premio degli eventi del World Series of Poker.
Poker secondo solo al calcio negli ascolti in Italia, a cosa è
dovuto questo successo?
42 WU
Gli italiani sono amanti del gioco. E il poker è perfetto per la
televisione: poter vedere le carte e le mosse dei professionisti
appassiona chiunque, e dà la possibilità agli ascoltatori di
imparare e divertirsi.
Ti aspettavi un successo così?
Certamente, anche se pensavo che forse ci volesse un po’
più di tempo. Probabilmente se il poker è in incredibile
espansione è anche grazie alla Gazzetta dello Sport, che mi
ha dato la possibilità di scrivere 12 libri e DVD intitolati “Lo
Sport del Poker”. Ci sono anche delle riviste; la più famosa è
Cardplayer Italia, che pubblico personalmente, con contenuti
internazionali e italiani.
Come sei diventato uno dei giocatori più famosi nel
mondo?
Ho avuto una serie di risultati che mi hanno reso un habitué in
televisione. Ad ora penso di essere stato circa in 20 tavoli finali
televisivi, un numero che ben pochi giocatori eguagliano.
Max Pescatori www.maxpescatori.com
Si ringrazia per il materiale fotografico www.cardplayeritalia.com
WU
43
WUEVENTI
Un Mese
di musica, arte e teatro
Recensioni Musica Spettacolo
Arte
Viaggi
Food
WU
45
WUMUSICA
TORINO
della redazione di WU
I Police si formano nel
1977, in pieno periodo
punk. Seppur attratti dal
genere, sviluppano una
personalissima miscela in
cui il rock è influenzato
dal reggae e dal jazz. Nei
5 album che registrano in
studio, e che fruttano la
vittoria di ben 6 Grammy
e milioni di copie vendute,
sono racchiuse canzoni
poi entrate nella storia,
da “Roxanne” a "Message
In A Bottle", da "Don't
Stand So Close to Me", a
"De Do Do Do, De Da Da
Da", fino alla celeberrima
(e campionatissima) "Every
Breath You Take".
The Police
U
Il 2 ottobre
allo Stadio delle Alpi,Torino.
Ingresso: da Euro 50
a Euro 100 + d.p.
Info: 02 5300 6501.
nica data italiana, quella del 2
ottobre a Torino, per il Police
Reunion Tour di Sting, Stewart
Copeland e Andy Summers dopo lo
scioglimento, seppur mai ufficializzato,
datato 1986. Una graditissima sorpresa
per i fan, e un’occasione per celebrare
sia i 30 anni passati dalla pubblicazione
di Fall Out, primo singolo della band,
sia il compleanno di Sting, nato appunto
il 2 ottobre. Spesso le reunion vengono
accolte con un certo scetticismo, ma a
giudicare dall’energia con cui i tre hanno
suonato “Roxanne” durante gli ultimi
Grammy Awards sembra proprio che il
tempo non abbia scalfito lo smalto della
rock band britannica. E se il prezzo dei
biglietti vi spaventa, sappiate che parte
degli incassi sarà devoluta a WaterAid,
organizzazione no profit che si propone di
migliorare l’accesso alle risorse idriche in
luoghi dove questo è difficoltoso.
WUMUSICA
milano
Pop made in Italy
C
…A Toys orchestra
h
WUMUSICA
Il 21 settembre all’interno del Milano Film Festival, piazza
del Cannone – Milano. Orario: ore 19. Ingresso: libero.
Info: 02 713613.
milano
ome di consueto il Milano Film Festival non
è solo cinema ma anche musica. Sul palco di
piazza del Cannone appuntamento con gli
…A toys orchestra, band campana giunta al terzo
album e salutata dalla critica come una delle realtà più
convincenti degli ultimi tempi.
Pop-rock italiano che strizza l’occhio all’Inghilterra, sia
per la scelta di cantare in inglese che per le sonorità, di
chiara matrice British. “Technicolor dreams”, ultima
fatica della band, è composto di 13 gioiellini, lontani da
pretese di sperimentazione o avanguardia ma sorretti
da un senso della melodia invidiabile e dalla grande
maturità vocale di Enzo Moretto.
Architettura del suono
L
Architecture in Helsinki
h
Il 24 settembre al Transilvania Live, via Paravia, 59 – Milano.
Orario: ore 22. Ingresso: Euro 17,20. Info: 02 48712578.
torino
Esplosione punk/funk
Discodrive
h
Il 29 settembre allo Spazio 211, via Cigna 211 – Torino.
Orario: ore 20. Ingresso: da def. Info: 011 200522.
di Alessandro Gentile
a musica degli Architecture in Helsinki può
essere definita con un po’ di immaginazione
come un edificio disegnato da Alvar Aalto,
pieno di linee curve e di asimmetrie. Quest’ottetto di
Melbourne dimostra di ispirarsi molto all’architettura
finlandese, caratterizzata da un miscuglio di tradizione
e di modernità. Grazie a un suono fatto di fredde
contaminazioni elettroniche e dolci melodie pop, nei loro
concerti riescono in maniera convincente a costruire
atmosfere sognanti e spensierate con fiati e chitarre,
ritmi ballabili grazie ad irresistibili campionamenti, pop
minimale e ballate coinvolgenti. Divertimento assicurato
per chi è stufo dell’architettura classica.
R
della redazione di WU
elease party per “Things to do today”, secondo
album dei torinesi Discodrive, in uscita a inizio
settembre per la Unhip Records di Bologna.
Nati nel 2002, sono un felicissimo esempio di band
che grazie alla rete è riuscita ad autopromuoversi e a
suonare (anche all’estero) ancor prima di firmare un
contratto discografico. La formula del punk virato al
funk (o viceversa?) del precedente album è valsa al
trio recensioni più che lusinghiere, e c’è quindi grande
curiosità per il nuovo lavoro. Considerato poi quanto
sia difficile stare fermi anche quando li si ascolta nella
propria cameretta, è facile prevedere che si tratterà di un
live infuocato.
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48 WU
RIMINI
della redazione di WU
Hardcore newyorkese
D
Gorilla Biscuit
h
Il 22 settembre al Velvet, via S. Aquilina, 21 - Rimini.
Orario: da def. Ingresso: Euro 15. Info: 0541 756111.
FIRENZE
della Redazione di WU
opo ben 18 anni di attesa tornano finalmente
in Italia i Gorilla Biscuit, uno dei gruppi più
influenti della scena hardcore newyorchese,
di cui ha ridefinito le regole introducendo elementi
melodici e tematiche “positive” nei testi, uscendo
dai rigidi dettami del movimento Straight Edge. Sul
palco suoneranno con la stessa formazione che nel
1989 registrò “StartToday”, pietra miliare del genere
e termine di paragone per tutti i gruppi a venire. Un
reunion tour che alimenta la speranza sul vociferato
nuovo album, e un’occasione unica di vedere una delle
bands più influenti degli ultimi 20 anni.
Il jazz sposa l’elettronica
U
Reid & Hebden
h
Il 20 settembre al NexTech festival, Stazione Leopolda,
via F.lli Rosselli, Porta al Prato - Firenze. Orario: ore 21,30.
Ingresso: Euro 15. Info: 055 28734.
SECOND LIFE
Sinfonica nel metaverso
S
Orchestra filarmonica
di Liverpool
h
Il 14 settembre in Second Life.
Info: http://www.whatisthemetaverse.com/RLPO1.html
della Redazione di WU
no, Steve Reid, è un batterista jazz con una
lunghissima carriera alle spalle, nella quale
spiccano collaborazioni con mostri sacri della
musica come James Brown, Miles Davis e Sun Ra.
L’altro, Kieran Hebden, è il genietto dell’elettronica
noto ai più sotto lo pseudonimo di Four Tet. Ad unirli
un sodalizio musicale che può contare su tre album:
“Exchange sessions 1&2”, in cui è l’improvvisazione
a farla da padrone , e “Tongues”, decisamente più
orecchiabile. Il risultato è una esperienza sonora in cui
le percussioni fortemente influenzate dai ritmi africani
di Reid si fondono con le sperimentazioni di Hebden,
virtuoso del campionatore e del cut and paste.
di Doctors Connection
i parla di grande crisi di Second Life, ma sta di
fatto che è teatro di alcune interessantissime
iniziative , come quella dell’Orchestra
filarmonica reale di Liverpool, che sta organizzando
un importante concerto sinfonico all’interno del
metaverso, con l’esecuzione di pezzi di Rachmaninov,
Ravel e di due compositori contemporanei. Al termine
del concerto il pubblico potrà chattare con il direttore
dell’orchestra Vasily Petrenko e con i musicisti.
Michael Elliot, amministratore dell’orchestra, spera di
attrarre nuovo pubblico verso la musica classica con il
concerto che si terrà il prossimo 14 settembre.
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WU
49
WUSPECIALE MUSICA
Roy Paci,
uno stakanovista
del palco
Provvidenti, il Borgo della Musica - foto di Pasquale Modica
di Michele Orti Manara
Le prime esperienze con la banda, l’amore per il jazz, le
collaborazioni con Mike Patton e Manu Chao, e un progetto
ambizioso come “il Borgo della musica” di Provvidenti, di
cui è stato fatto cittadino onorario… Roy Paci, mattatore
dell'estate con “TODA JOIA ToDA BELEZA”, non si ferma mai...
C’è l’idea di ripopolare anche il paese?
Sì, ci sono già parecchi artisti che hanno comprato casa lì,
come JiAdri che è un artista della mia etichetta, “Etnagigante”.
Adesso stanno arrivando al Sindaco anche richieste di pittori
francesi… È una bella cosa, è quel che volevamo, ripopolare
la zona di artisti che possano esprimere lì la propria arte.
Suonoglobal è uscito con un prezzo imposto. Una scelta
che ha pagato in termini di vendita?
Per la verità non ho ancora i dati di vendita, ma comunque
lo abbiamo fatto uscire anche in edicola per farlo arrivare a
chi non frequenta i negozi di dischi. Sono ben contento di
cavalcare nuove forme per fare arrivare la musica nelle case
di tutti, anche nelle case di chi si sorbisce solo quello che
arriva attraverso la televisione, che nell’80 per cento dei casi
non è consono al livello qualitativo dell’arte e della musica
italiana.
C
Roy Paci & Aretuska
Cosa ti ha spinto a fare il musicista?
La banda e il jazz. La banda perché quando ci entri capisci
molte cose. È una realtà importante, che sta scomparendo
perché molti non la ritengono tale, e non arrivano neanche i
doverosi incentivi. Nella banda, a diferenza del Conservatorio
ti confronti subito con il pubblico, processione, festa o
funerale che sia.
E il jazz, perché sin da piccolino mio padre e mia madre, che
sono entrambi musicisti, mi hanno dato i primi rudimenti e
i primi ascolti. Mi chiamo Roy perché a 12 anni mio padre
mi regalò questo disco di Roy Eldrige, e da lì iniziò il mio
amore per il jazz.
Il progetto Borgo della Musica a Provvidenti.
Come è nato?
L’idea è nata un paio di anni fa quando mi sono trovato a
dare man forte per il recupero di fondi di beneficenza per le
50 WU
parlare in italiano, con questa marea di giovani artisti, che in
molti casi hanno hanno una maniera di vestirsi e di essere che
da fastidio ai più puritani. Sono stati accolti a braccia aperte
dal paese in maniera del tutto naturale, pura e semplice.
famiglie dei bambini vittime della Chiesa di San Giuliano. In
quell’occasione ho iniziato a collaborare con la KomArt, che
ha sede a Campobasso. Abbiamo pensato a qualcosa da fare
all’interno di questo paesino che nel corso degli anni si era
spopolato proprio a causa del terremoto, passando da 2000 a
80 abitanti, tra l’altro tutti anziani. Da lì è partito un sogno,
e fantasticavamo di creare un vero Borgo della Musica. Il
sogno è diventato reale perché abbiamo trovato il sostegno del
Sindaco, Angelo Piedrilli, che è una persona meravigliosa. Poi
coi pochi abitanti rimasti abbiamo cominciato a trasformare i
vecchi fienili in sale prove, e adesso sto provando a ricavare
uno studio di registrazione da una vecchia cantina, per dare
sostegno, in maniera del tutto gratuita, a progetti di musicisti
e gruppi emergenti che non hanno le possibilità di poter
registrare un demo o di fare la produzione di un live. E poi,
visto che in paese di giovani non ce ne sono, è stato bello far
confrontare gli anziani di Provvidenti, alcuni con difficoltà a
Puoi trovare la versione integrale di questo articolo su www.wumagazine.com
Roy Paci & Aretuska LIVE:
8 Settembre
Metaponto (Mt), Riva Dei Greci
12 Settembre
Modena, Festa Dell’Unità
13 Settembre
Pisa, Festa Dell’Unità
14 Settembre
Genova, Festa Dell’Unità
Le case discografiche si lamentano delle perdite causate
dal download illegale. Sei d’accordo?
Lo zoccolo duro per noi è la gente che viene ai concerti. Ne
facciamo veramente tanti, anche 300 date in un anno, quindi
non ci interessa quel che succede a livello discografico.
Qualcuno con cui non hai mai suonato e con cui sogni di
farlo?
Tom Waits, sicuramente.
Progetti futuri?
Di cose ne dico parecchie, di stronate pure, per fortuna
c’è molta gente del mio entourage e del management che fa il
lavoro del peluquero, del parrucchiere, tagliando e dando una
sistemata, perché se fosse per me farei tanta roba, anche non
necessariamente interessante. Di recente mi sono incontrato
con Marco Trentacoste e avevamo in mente un progetto
heavy metal fatto solo da fiati. Oppure sto parlando tantissimo
con Pau dei Negrita, che è uno dei miei più cari amici, di
un megaprogetto che abbiamo chiamato la Bombonera, e
che consiste nell’unire tanti artisti e farli viaggiare a mo’ di
carovana. È un progetto ambizioso che ci fa sognare. ■
WURECENSIONI
Le segnalazioni di LifeGate radio sui dischi del mese
THE BIRD & THE BEE
THE BIRD & THE BEE
EMI
Lei figlia d’arte, cresciuta tra le braccia di Jackson Browne e Van Dyke Parks, lui scafato produttore (Beck,
Flaming Lips e Lily Allen); non importa chi sia l’uccello e chi l’ape, quello che conta è che Inara George
e Greg Kurstin, in arte The Bird & The Bee, fanno centro al primo tentativo. Un esordio melodico e
grazioso, colorato e ricco di arrangiamenti in equilibrio tra sonorità vintage, memori del classic pop tra
sixties e seventies, e sonorità patinate dal piglio jazzato e tropicale, che cita in poco più di mezz’ora Beach
Boys, Stereolab e Pink Martini.
GDP
ARCTIC MONKEYS
FAVOURITE WORST NIGHTMARE
Domino
A tutti colro che avevano ancora il dubbio che gli AM fossero un fenomeno passeggero, tipico della
MySpace generation, gli “Sheffield Favourites” rispondono confermandosi una grandissima band. Non
sappiamo se meglio ma sicuramente non peggio, sicuramente più pulito del precedente (grazie all'aliuto
di James Ford dei Simian Mobile Disco), più maturo e più diretto, grazie a quella ricerca strumentale che
mancava. Le liriche di Turner acquistano nuova potenza quasi da cantante veterano navigato e dietro a
quel sorriso angelico, specchio e immagine della band, esiste una band vera che non perde occasione di
“suonarvele” ogni volta che capita l’occasione. FN
STARS
IN OUR BEDROOM AFTER THE WAR
Coop
Il pop contro il rock, la musica commerciale contro quella intellettuale, impegno contro divertimento e
leggerezza. La vogliamo finire? Il pop intelligente esiste, la musica leggere fatta bene pure. Lo dimostra,
ancora una volta, il terzo full length delle “stelle” canadesi. Bordoni elettronici che richiamano i Velvet
Underground, morbidi echi di voce maschili e femminili, di giovani ragazzi cresciuti a Belle & Sebastian,
burro di noccioline e Bjork. Distorsioni registrate in fondo in fondo al corridoio come se la mamma ti
facesse suonare la chitarra elettrica, ma a casa di nonna che tanto è al mare e non disturbi. Ancora una
volta il Canada ci consegna un pezzo di musica del futuro. FN
&ERMIAMOCIADASCOLTARE
BROKEN SOCIAL SCENE
BROKEN SOCIAL SCENE PRESENTS: KEVIN DREW “SPIRIT IF…”
Coop
Lo sterminato collettivo canadese dei Broken Social Scene, dopo tre album scritti coralmente, cambia
le carte in tavola e decide di trattare ogni album da qui in poi come fosse un progetto solista. Ogni
canzone è composta da Kevin Drew (ma attenzione Brendan e gli altri sono gia al lavoro sul secondo!),
che dichiara di scrivere le canzoni seguendo i suoi 4 temi preferiti: sesso, violenza, paura e speranza.
Disco ricco di commistioni di vario genere, dal soul alla nuova canzone elettronica passando anche per
il folk, in 14 tracce ben studiate e ben suonate. E se la scena sociale è corrotta, i BSS non sono mai stati
cosi coesi... FN
ST. VINCENT
MARRY ME
Beggars Banquet
Già con la “comune” Polyphonic Spree e a fianco del golden boy del nuovo cantautorato a stelle e strisce
Sufjan Stevens, la giovanissima Annie Clark, ragazza prodigio, virtuosa della chitarra e polistrumentista,
firma uno degli esordi dell’anno. Come in un film postmoderno veniamo ora ammaliati da sonorità
classicheggianti e senza tempo, come quelle care ad un vecchio musical hollywoodiano in bianco e
nero, ora proiettati nel futuro da una produzione a tratti quasi ingombrante e da sperimentazioni a là
Radiohead. Un cocktail di stili ed intuizioni, tante quante le possibili personalità di Annie, che si diverte a
mettere i panni ora di Bjork ora di Kate Bush. GDP
52 WU
DALVIVOSOLONEIMIGLIORILOCALI
A-ILANOEIN,OMBARDIASUEFM
A2OMAENEL,AZIOSUFM
A4ORINOSUFM
ESUWWWLIFEGATERADIOIT
Abitino D&G
Abito nero Hache
Body e collant Wolford
Collana Angelo Marani
Scarpe Givenchy
28 WU
Abito Ermanno Scervino
Abito viola Aigner
Body Wolford
Collana Maliparmi
Abito nero plissettato Annarita N
Abito maniche voile Pepe Jeans
Collana e guanti Maliparmi
Scarpe Marc by Marc Jacobs
Borsina Pepe Jeans
Collant Wolford
30 WU
WU
31
WUVINTAGE DESIGN
Rendering Marco Polo Lab
poltrone di design, moduli
Formule matematiche che diventano
in perfetto stile ddr: ecco come
abitativi ad anfiteatro, hotel
/Settanta invadono il nostro
le suggestioni anni Sessanta
decennio
di Guliano Di Caro
VINTAGE MOOD
GDR Ostel
A guardarla da vicino potrebbe significare tutto e niente. Per
i profani della scienza matematica, la formula del Ciclide di
Dupin è solo numeri, linee e punti. Per il Marcopolo Lab di
Torino è invece una sfida. Iniziata quasi per caso un anno fa,
quando il luminare torinese Tullio Regge chiama il giovane
studio per proporre un’idea che non ti aspetteresti da un
accademico noto e apprezzato per il rigore delle sue ricerche:
creare una poltrona da una formula matematica.
Erano gli anni Sessanta quando Regge pagò un fabbro per
creare il primo prototipo, poi appeso nel suo studio all’interno
della prestigiosa università americana di Princeton, dove
insegnava. Quattro decenni più tardi quello stesso esemplare
in metallo faceva bella mostra di sé all’ultimo Salone del
Mobile milanese, primogenito di un oggetto di design,
e forse in futuro di un’intera linea di prodotti, nato dalla
compenetrazione di progettazione e matematica. “Math
Design”, lo chiamano in via dei Mille, sede di Marcopolo
Lab. “Stiamo lavorando a un oggetto la cui forza filosofica,
per così dire, sta nella conformità alla formula di partenza:
nella sua purezza matematica”, spiega Andrea Ioppolo.
È così che entra in scena il Politecnico di Torino. Paolo
Crosetto, 23 anni, studia ingegneria matematica. Lavora
32 WU
accanto al designer Enrico Lattaruolo al progetto Math
Design. “Lo studio delle proprietà del Ciclide di Dupin sarà la
mia tesi di laurea”, racconta. Si avvicina al prototipo, tenta di
farmi capire “le qualità, i segreti di questo luogo geometrico”
che appare come un tondo con un buco in mezzo, una sorta
di ciambellone. “È rarissimo trovare un’applicazione pratica
alla geometria differenziale”, assicura lui. Tocca credere sulla
parola a questo ragazzone biondo che parla con entusiasmo di
ellissi e linee focali. Il suo lavoro a quattro mani con Lattaruolo
ha d’altronde generato un nuovo metodo. “Potrei ovviamente
procedere a una modellizzazione computerizzata e ottenere
un oggetto molto simile, ma non sarebbe espressione esatta
della formula”, spiega il designer. I due intrecciano allora i
rispettivi strumenti del mestiere, i software “Rinoceros”,
“Matlab” e “Mathematica”, per creare nuovi prototipi in cui
portare l’astrattezza della formula nelle forme di un oggetto
reale e tangibile. “Un modo di lavorare che è insieme design
di qualità, valore aggiunto e operazione di marketing”,
precisa Ioppolo. Sul mercato si andrà, probabilmente, nel
2008. Intanto c’è ampio spazio per l’invenzione: “sia per
quanto riguarda i trattamenti superficiali che per le tecniche di
realizzazione, colorazione e stampaggio” rilancia Lattaruolo.
“Cambiando alcuni parametri della formula si potrebbero
ottenere per giunta altri oggetti, che io immagino legati
alla figura umana: anelli, braccialetti, collane”. Una “Linea
Dupin” in vista, o magari nuove formule a cui ispirarsi? Può
essere, in futuro, rispondono in coro. E pare che intanto si
divertano un mondo a lavorarci senza affanni.
Se la parentela del Math Design con gli anni Sessanta è, per
così dire, di circostanza, non vale lo stesso per “Talponia”. Il
soprannome è di quelli affettuosi, appioppato dagli abitanti di
Ivrea all’Unità Residenziale Ovest, insieme di appartamenti
per dipendenti commissionati nel 1968 agli architetti torinesi
Roberto Gabetti e Aimaro Isola da Roberto Olivetti e
Bruno Jarach, allora amministratori delegati del gruppo
Olivetti. Di quel cruciale 1968, Talponia incarna non le
linee architettoniche allora dominanti, bensì la nascente
legittimazione, diffusa nell’intera società e nel modo di
pensare delle persone, di scardinare le regole correnti. Ecco
ciò che raccontano le forme di questo anfiteatro semicircolare,
interrato per metà in un terreno in lieve declivio, costruito in
cemento a vista, vetro e alluminio. Lo fanno nel linguaggio
di un’architettura capace di creare un edificio “che ha spazio
ma non ha volume” sostiene Isola. “Un’opera piena di design
ma fusa con l’ambiente naturale circostante, con lo spettacolo
del bosco”: “land architecture” per gli addetti ai lavori,
superamento del “neoliberty”. I 46 simplex, appartamenti
singoli, e i 12 duplex, sono disposti su due piani. La zona
living non è interrata, prende luce dalle vetrate graduabili,
per mangiare, conversare e rilassarsi su sacchi e poltrone
anni ’70. Di notte “lampade sagge e lampade folli: perché gli
alloggi sono dei palchi per guardare il mutare delle stagioni
in un connubio di natura e artificio” rilancia Isola. La zona
letto è al piano inferiore, mentre i garage sotteranei per le
macchine formano una corona concentrica al semicerchio
degli appartamenti.
Messe in vendita due anni fa, le cellule abitative sono oggi
in mano a privati. “Un’umanità molto variegata” racconta
Carlo Ampollini, presidente delle assemblee condominiali di
questo piccolo mondo a parte e tra i pochi proprietari di un
alloggio con arredamento originale dell’epoca, dalla ambita
“poltrona di Fantozzi” ai parallelepipedi blu che contengono
il lavello e i fornelli. “I proprietari di Talponia? Innanzitutto
i nostalgici, cioè coloro che avevano lavorato per l’Olivetti,
dal dipendente fino all’ex amministratore delegato; architetti
che hanno aperto i loro studi in un pezzo vivente di storia
WU
33
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
Talponia,
foto di Gianni Berengo Gardin
della disciplina; l’idraulico e il giardiniere, interessati alla
manutenzione dello stabile, ma anche alcune giovani coppie,
attratte dai prezzi accessibili degli alloggi”: venduti due anni
fa per 45 mila euro - ai pochi riusciti a battere un’agguerrita
concorrenza - oggi i 50 metri quadrati di un simplex valgono
80 mila euro. Questo il prezzo per vivere in un inusuale
museo, perché Talponia è anche questo: la tappa più ambita
del “Mam - Museo di architettura moderna”, itinerario
all’aria aperta inventato dal Comune di Ivrea che attira da
ogni parte del mondo professionisti, studenti e appassionati
di edifici olivettiani.
La mania di alloggiare in luoghi estemporanei non è
fenomeno esclusivamente italiano. Il primo maggio di
quest’anno, vicino alla stazione Ostbahnhof, nell’ex Berlino
Est, ha aperto il “GDR Ostel”, un ostello in perfetto stile
DDR. Se lo sono inventato, a metà strada tra sfruttamento
di una nicchia del mercato turistico e senso dell’umorismo,
Guido Sands e Daniel Helbig, rispettivamente fisioterapista
e montatore per una tv tedesca. Entrambi molto legati a
una famiglia che prestava servizio nel Circo di Stato della
Repubblica Democratica, hanno comprato in negozi di
seconda mano, nonché recuperato da amici e estranei, mobili
e accessori originali dell’epoca: lampade, tappezzerie,
tavoli, radio, manifesti. Nel negozio interno, il “Kosum” si
34 WU
possono acquistare portauova in plastica dell’epoca, mentre
da “Ossihof”, nello stesso quartiere dell’ostello, si mangiano
piatti in voga al tempo della DDR come il “Falscher Hase” o
il cioccolato “Knusperflocken”.
“Non abbiamo intenti ideologici, né intendiamo rendere
glam criminali politici quali Honecker o Ulbricht, come ci
ha rimproverato l’unica mail un po’ ostile finora ricevuta”,
raccontano i due proprietari. “Abbiamo invece aperto un
hotel atipico, che attraverso il design di quegli anni dimostra
come in fondo la DDR non fosse solamente grigiore”. Helbig
ha curato personalmente lo stile di ogni singola camera e
delle zone comuni, senza l’aiuto di designers professionisti. Il
risultato è il sogno proibito del figlio premuroso di “Goodbye
Lenin”: un salto all’indietro nel tempo, curato nei minimi
dettagli. Ma chi alloggia in un posto del genere? “Un po’
tutti” sostiene Sands. “I clienti sono per metà tedeschi e per
metà stranieri, europei ma anche americani e giapponesi,
di tutte le età e le tasche: non solo chi vuole spendere poco
per dormire, ma anche molti clienti abituati a alloggiare in
hotel quattro stelle, attratti e incuriositi da un concept così
originale”. Per molti altri, sostengono, è un viaggio a ritroso
nella loro infanzia. Operazione nostalgia, ma a condizione di
prenderla sul ridere.
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WUSECOND LIFE
1
Web artisti volanti
in Second Life:
visioni e sperimentazioni
Second Life è qualcosa in più di un semplice gioco: è un mondo
digitale in 3D, immaginato, creato e articolato dai suoi residenti.
Si può decidere il proprio aspetto, si può volare, si può possedere
un’isola e costruirci un edificiO, in un mondo in cui non
esistono limiti all’immaginazione. E proprio l’arte sembra aver
trovato in esso nuove stimolanti possibilità
S
1. Mobility Art Show
2. Jean Baudrillard
3. Gazira Babeli
4. MM Lingerie Shop
5. Avastar Building
6. Aimee Weber
7. Rhizomatic Art Group
2
3
4
5
6
7
di Doctors Connection
www.doctorsconnection.blogspot.com
Second Life è un vero e proprio mondo parallelo costruito
nello spazio della rete, nato nel 2003 nei laboratori della
Linden, e che oggi conta più di otto milioni di abitanti, o
avatar. La crescita della popolazione, l’apertura di business
di tutti i tipi e la circolazione di denaro hanno fatto sì che da
gioco si trasformasse in un mondo virtuale con i suoi valori,
la sua economia e la sua etica.
In Second Life ogni desiderio può essere realizzato: cambiare
aspetto, costruire una casa o avviare un business. Se si vuole
lanciare un’attività bisogna curarne tutti gli aspetti, dalla
costruzione della sede alla relazione con i clienti.
E al suo interno l’arte sembra trovare la sua dimensione ideale.
Come il ripetersi dei cicli della storia reale, ma con tempi
decisamente più rapidi, in Second Life l’arte “tradizionale”
si affianca a nuove tendenze di sperimentazione artistica,
rendendo questa “seconda vita” il luogo dove poter dare
libero sfogo alle proprie sperimentazioni artistiche creando
strabilianti installazioni interattive, tanto che a metà del
2006 si è verificato un Rinascimento estetico, favorito da
artisti interessati a sperimentare le forme espressive fornite
dalle inesplorate potenzialità del nuovo strumento virtuale.
Dancoyote Antonelli, artista anche nella vita reale, ha
creato nel metamondo il Museum of Hyperformalism con
opere interattive e performance dal vivo. Molti pensano che
Antonelli abbia segnato una svolta, consacrando Second Life
36 WU
come un nuovo ambiente di sperimentazione per i cyberartisti
più spavaldi ed evoluti. E se la qualità delle loro opere è
variabile, il dato che emerge è che c’è un grande fermento
culturale.
Domenico Quaranta, curatore e critico d’arte, definisce
gli artisti di Second Life come “una specie un po’ diversa:
loro con la propria divinità ci giocano, in un processo di
sovraidentificazione e di smascheramento”. Gli artisti in
Second Life sono come i ribelli nell’universo di Matrix, e
Gazira Babeli ne è l’esempio perfetto: la divinità capricciosa
e volubile, che non crea ma disturba, si incunea nell’illusione
congelata dagli altri dei di questo Olimpo di bit e ne rivela i
bug, le smagliature, i difetti.
L’arte è in continuo movimento, si moltiplicano progetti
importanti con artisti affermati e gallerie reali. Come The
Port, nata da un’idea di una community che conta una
cinquantina di collaboratori sparsi per il mondo. Si tratta
di un’isola realizzata e gestita da artisti che la modellano a
proprio piacere, un modello 3D aperto a tutti i residenti di SL
che comprende spazi di discussione, installazioni di artisti,
strutture architettoniche irreali, un giardino, concerti, dibattiti
sulle nuove forme di partecipazione e workshop di danza.
Un discorso a parte merita invece Aimee Weber, ballerina
punk con ali blu da farfalla e anfibi alti fino al ginocchio.
Aimee Weber è l’ideale sintesi tra arte, moda e marketing in
WU
37
Second Life: builder, stilista e content creator di successo,
è una vera e propria diva del metaverso. Ha reinventato il
concetto di brand nei mondi virtuali e ha trasformato sé stessa,
o meglio il suo avatar, in un brand vivente. Per fornire una
adeguata intelaiatura alla sua personalità ha costruito l’isola
di Midnight City, dove vive e lavora, un luogo sospeso a 600
metri di altezza sopra le nuvole, irraggiungibile e invisibile a
meno di non essere teletrasportati da lei o di non possedere
uno script di volo speciale. Aimee Weber è una delle migliori
designer di architettura e moda virtuale, nonché una delle
professioniste più esperte nel marketing del metaverso.
La carriera della nostra farfalla comincia sperimentando e
creando vestiti per avatar. Nel giro di un mese lancia Preen,
uno dei primi e più famosi marchi fashion del nuovo mondo,
e oggi la sua isola è un punto di riferimento per tutto il popolo
Odyssey Art Show
38 WU
del famoso metaverso.
In Second Life ci sono oltre 32 gallerie d’arte registrate, e altre
sono state aperte all’insaputa del grande pubblico. Gallerie
costruite e gestite da privati, spesso dagli stessi artisti, come
per esempio quella nell’isola di Odyssey, dove Gazira
Babeli espone spesso e i Pomodoro Bolzano costruiscono
le loro installazioni. A volte si espongono i propri lavori
realizzati in real life con l’intento di mostrarli a un pubblico
più ampio, altrimenti irraggiungibile. Esistono anche gallerie
commerciali mirate alla vendita di opere per le case di Second
Life. E ancora ci sono gallerie che trattano riproduzioni di
opere famose, poster potremmo dire, più simili a negozi che
a iniziative culturali, o gallerie di arte erotica, di sculture in
vetro e di oggetti vari, a dimostrazione che l’arte è lo specchio
della vita, anche di quella virtuale.
■
WUGIGI GARANZINI
“Un po’ come il richiamo del banditore, già in costume
da clown, mentre ancora alle sue spalle gli inservienti
sistemavano il tendone del circo: venghino venghino, più
gente entra più bestie si vedono”.
Riparte finalmente il Campionato DI CALCIO, il circo più
grande e discusso del mondo, e ad accoglierci è GIGI
GARANZINI, un giornalista di quelli veri, che come un
amante deluso non riesce (e non vuole) nascondere crepe
e storture di un gioco ormai geneticamente modificato
E continuano a
chiamarlo calcio
di Stefano Ampollini
foto di Maddalena Arosio
T
Tagliente e disilluso: ad accompagnarci nel circo pallonaro
è Gigi Garanzini, giornalista (“non opinionista”) cresciuto
alla scuola di Indro Montanelli, amante del calcio autentico,
quello dei Rocco e dei Brera, da otto stagioni voce sportiva
di Radio 24. Il suo ultimo libro, “E continuano a chiamarlo
calcio”, sembra lo straziante epistolario di un amante tradito
e deluso, sagacemente condito con ironia.
Il caso vuole che proprio nel giorno del nostro incontro la
Commissione disciplinare dell’UEFA marchiata Michel
Platini abbia punito il ct dei galletti transalpini Domenech
con un turno di squalifica che gli impedirà di presentarsi
in panchina l’8 settembre contro l’Italia a San Siro. La sua
colpa, aver parlato male degli italiani.
Il libro di Garanzini parte proprio con un appassionato
attestato di stima nei confronti del nuovo condottiero del
calcio europeo, quindi la nostra chiacchierata non poteva
cominciare che da lui.
Chi è Michel Platini?
Innanzitutto è un uomo di calcio, uno dei pochi che potrebbe
riportare il calcio alla sua natura originale di gioco e di sport.
La vicenda di Domenech ha dimostrato come Platini sia un
presidente autentico e super partes. In Italia siamo troppo
mediocri e attenti agli interessi di bottega per apprezzarlo.
Mi vuol dire che da noi non potrebbero esserci personaggi
del suo calibro?
C’erano, ma negli anni sono stati tutti emarginati e lasciati
invecchiare: Rivera e Zoff sarebbero stati delle ottime
soluzioni ma sono stati fatti fuori da personaggi che nel calcio
vedono solo business. Qualche tempo fa ho sentito Carraro
parlare al CONI di etica sportiva, ma si rende conto?
Lei ha avuto un passato televisivo e ora lavora in radio.
Cos’è meglio?
Nettamente la radio. La radio è racconto, immaginazione,
immedesimazione. La televisione è finzione.
saltasse fuori che Abramovich è un esponente della Mafia
russa. All’estero però hanno gli anticorpi per non ripetere gli
stessi errori e hanno il concetto di “certezza della pena”. Se
sgarri, sei fuori. Qui da noi uno come Moggi ha continuato a
fare il commentatore sportivo e ancor oggi è protagonista più
che attivo del calcio mercato. In Italia abbiamo la memoria
corta e personaggi come Moggi diventano prima vittime,
quindi divi, per forza intramontabili. Fuori dal calcio guardi
il caso di Corona.
Come giudica Silvio Berlusconi presidente del Milan?
Inarrivabile. Come uomo politico inqualificabile.
Capello?
Quantomeno incoerente, certamente cinico.
Il suo concittadino (di Biella) Gilardino?
Una delusione progressiva. Nel Parma sembrava un Paolo
Rossi più forte fisicamente, ora a 25 anni si è già perso.
Le colpe della sua involuzione le ha qualcuno a lui molto
vicino.
Qual è secondo lei il miglior allenatore in questo momento
in Italia?
Certamente Spalletti, per qualità tecniche e umane. Ha fatto
di necessità virtù creando un sistema di gioco molto offensivo
senza neppure un attaccante di ruolo.
Il giocatore che la diverte di più?
Totti tra quelli di scuola italiana. Altrimenti Kakà.
Collina riuscirà nell’impresa di ridare credibilità alla
classe arbitrale?
Ha le capacità per farlo, ma non sempre un grande solista sa
anche essere un bravo direttore d’orchestra. ■
Lei continua a lavorare all’interno di un mondo che non
ama più. Come fa?
Mi ritengo un lavoratore stagionale: lavoro da settembre a
maggio. Il calcio per è solo quello giocato nella stagione
regolare e nei 90 minuti della partita. Tutto ciò che viene
prima e ciò che viene dopo è solo una grande recita, che non
mi interessa. Così come non mi interessa il calcio estivo.
"Platini?
Un presidente
super partes"
40 WU
Quando è iniziato il suo disamore per il mondo del
calcio?
È avvenuto progressivamente, ma l’inizio è stato certamente
quando è iniziato a diventare imperante il fenomeno tribale
delle curve, degli ultras e dei loro cori di insulti, tra l’altro
tutti uguali, dall’Eccellenza alla Serie A. Gli ultras hanno
espropriato gli stadi alle famiglie.
Lei accusa spesso e con forza il nostro calcio pieno di
personaggi loschi e di affaristi. Non è che poi all’estero
siano messi molto meglio: personaggi come Calderon o
Abramovich non sono certo stinchi di santi…
Questo è certamente vero, tra l’altro non mi stupirei se
WU
41
WUPOKER
Le fiches sono state distribuite, i tavoli sono pronti. Fate la vostra
puntata e seguite lo strepitoso successo del poker, guidati da un
campione come Max “The Italian Pirate” Pescatori
La febbre
del tappeto verde
di Marco Crosetto
“The Italian Pirate”, come mai questo soprannome?
Per la bandana tricolore che indosso quando vado ai tavoli
finali; attira moltissimi fans di origine italiana, è un trademark
come quelli del wrestling.
Hai qualche oggetto o rito scaramantico che usi prima o
durante una partita?
Non mangio carne rossa durante un torneo, ma non è
scaramantico. La pasta fa pensare più velocemente quindi
nella pausa cena (visto che a volte si gioca 14 ore in una
giornata) preferisco i carboidrati.
Hai vinto il braccialetto al WSOP 2006, ti senti appagato
come giocatore?
L’ho vinto lo stesso giorno in cui gli azzurri hanno conquistato
la Coppa del Mondo di calcio. Il giorno più bello della mia
vita. Sicuramente sono contentissimo di quello che ho fatto
finora nella mia carriera, però sono ancora giovane come
pokerista e inseguirò altre vittorie importanti.
In percentuale, quanto contano la bravura e la fortuna
nel poker?
Domanda difficile. Ci vogliono entrambi per vincere un
torneo, poi dipende dai giochi e dalla velocità delle partite.
È forse impossibile quantificarlo, diciamo che contano
entrambe.
Quali sono le qualità per diventare un ottimo giocatore?
Prima tra tutti la passione. Altrimenti anche se si diventa bravi,
pian piano si perde tutto. Poi pazienza, bravura matematica,
capacità di leggere l’avversario, esperienza al tavolo e tante
altre.
Si dice spesso che il gioco crea dipendenza, tu riusciresti a
smettere senza problemi?
Perché dovrei smettere? Il poker è un gioco che amo e mi
permette di fare una vita da sogno.
■
"BRAVURA O FORTUNA?
DIFFICILE DIRE
COSA CONTA DI PIù"
La febbre divampa senza freno. Gli ultimi dati confermano
che, in Italia, il poker è il gioco più seguito in tv dopo il calcio.
Scordatevi fatiscenti saloon del vecchio West, oggi ai tornei
più prestigiosi del mondo si fa sul serio, con montepremi
finali da milioni di dollari. A diffondere il fenomeno nel nostro
paese hanno contribuito il World Poker Tour commentato da
Fabio Caressa su Sky e Pokermania, programma in onda su
Italia Uno che ha registrato ascolti vicini al 25% di share.
L’atmosfera da duello e l’inquadratura che sbircia le carte
dei giocatori sono ciò che cattura lo spettatore, esaltato dalle
giocate di fenomeni come Jamie Gold o Chris Moneymaker.
What’s Up ha intervistato Max “The Pirate” Pescatori uno
dei pokeristi più famosi al mondo. Di origine italiana, vanta
un eccellente curriculum con vincite per milioni di dollari e
trofei tra cui il prestigioso braccialetto vinto nel 2006, primo
premio degli eventi del World Series of Poker.
Poker secondo solo al calcio negli ascolti in Italia, a cosa è
dovuto questo successo?
42 WU
Gli italiani sono amanti del gioco. E il poker è perfetto per la
televisione: poter vedere le carte e le mosse dei professionisti
appassiona chiunque, e dà la possibilità agli ascoltatori di
imparare e divertirsi.
Ti aspettavi un successo così?
Certamente, anche se pensavo che forse ci volesse un po’
più di tempo. Probabilmente se il poker è in incredibile
espansione è anche grazie alla Gazzetta dello Sport, che mi
ha dato la possibilità di scrivere 12 libri e DVD intitolati “Lo
Sport del Poker”. Ci sono anche delle riviste; la più famosa è
Cardplayer Italia, che pubblico personalmente, con contenuti
internazionali e italiani.
Come sei diventato uno dei giocatori più famosi nel
mondo?
Ho avuto una serie di risultati che mi hanno reso un habitué in
televisione. Ad ora penso di essere stato circa in 20 tavoli finali
televisivi, un numero che ben pochi giocatori eguagliano.
Max Pescatori www.maxpescatori.com
Si ringrazia per il materiale fotografico www.cardplayeritalia.com
WU
43
WUEVENTI
Un Mese
di musica, arte e teatro
Recensioni Musica Spettacolo
Arte
Viaggi
Food
WU
45
WUMUSICA
TORINO
della redazione di WU
I Police si formano nel
1977, in pieno periodo
punk. Seppur attratti dal
genere, sviluppano una
personalissima miscela in
cui il rock è influenzato
dal reggae e dal jazz. Nei
5 album che registrano in
studio, e che fruttano la
vittoria di ben 6 Grammy
e milioni di copie vendute,
sono racchiuse canzoni
poi entrate nella storia,
da “Roxanne” a "Message
In A Bottle", da "Don't
Stand So Close to Me", a
"De Do Do Do, De Da Da
Da", fino alla celeberrima
(e campionatissima) "Every
Breath You Take".
The Police
U
Il 2 ottobre
allo Stadio delle Alpi,Torino.
Ingresso: da Euro 50
a Euro 100 + d.p.
Info: 02 5300 6501.
nica data italiana, quella del 2
ottobre a Torino, per il Police
Reunion Tour di Sting, Stewart
Copeland e Andy Summers dopo lo
scioglimento, seppur mai ufficializzato,
datato 1986. Una graditissima sorpresa
per i fan, e un’occasione per celebrare
sia i 30 anni passati dalla pubblicazione
di Fall Out, primo singolo della band,
sia il compleanno di Sting, nato appunto
il 2 ottobre. Spesso le reunion vengono
accolte con un certo scetticismo, ma a
giudicare dall’energia con cui i tre hanno
suonato “Roxanne” durante gli ultimi
Grammy Awards sembra proprio che il
tempo non abbia scalfito lo smalto della
rock band britannica. E se il prezzo dei
biglietti vi spaventa, sappiate che parte
degli incassi sarà devoluta a WaterAid,
organizzazione no profit che si propone di
migliorare l’accesso alle risorse idriche in
luoghi dove questo è difficoltoso.
WUMUSICA
milano
Pop made in Italy
C
…A Toys orchestra
h
WUMUSICA
Il 21 settembre all’interno del Milano Film Festival, piazza
del Cannone – Milano. Orario: ore 19. Ingresso: libero.
Info: 02 713613.
milano
ome di consueto il Milano Film Festival non
è solo cinema ma anche musica. Sul palco di
piazza del Cannone appuntamento con gli
…A toys orchestra, band campana giunta al terzo
album e salutata dalla critica come una delle realtà più
convincenti degli ultimi tempi.
Pop-rock italiano che strizza l’occhio all’Inghilterra, sia
per la scelta di cantare in inglese che per le sonorità, di
chiara matrice British. “Technicolor dreams”, ultima
fatica della band, è composto di 13 gioiellini, lontani da
pretese di sperimentazione o avanguardia ma sorretti
da un senso della melodia invidiabile e dalla grande
maturità vocale di Enzo Moretto.
Architettura del suono
L
Architecture in Helsinki
h
Il 24 settembre al Transilvania Live, via Paravia, 59 – Milano.
Orario: ore 22. Ingresso: Euro 17,20. Info: 02 48712578.
torino
Esplosione punk/funk
Discodrive
h
Il 29 settembre allo Spazio 211, via Cigna 211 – Torino.
Orario: ore 20. Ingresso: da def. Info: 011 200522.
di Alessandro Gentile
a musica degli Architecture in Helsinki può
essere definita con un po’ di immaginazione
come un edificio disegnato da Alvar Aalto,
pieno di linee curve e di asimmetrie. Quest’ottetto di
Melbourne dimostra di ispirarsi molto all’architettura
finlandese, caratterizzata da un miscuglio di tradizione
e di modernità. Grazie a un suono fatto di fredde
contaminazioni elettroniche e dolci melodie pop, nei loro
concerti riescono in maniera convincente a costruire
atmosfere sognanti e spensierate con fiati e chitarre,
ritmi ballabili grazie ad irresistibili campionamenti, pop
minimale e ballate coinvolgenti. Divertimento assicurato
per chi è stufo dell’architettura classica.
R
della redazione di WU
elease party per “Things to do today”, secondo
album dei torinesi Discodrive, in uscita a inizio
settembre per la Unhip Records di Bologna.
Nati nel 2002, sono un felicissimo esempio di band
che grazie alla rete è riuscita ad autopromuoversi e a
suonare (anche all’estero) ancor prima di firmare un
contratto discografico. La formula del punk virato al
funk (o viceversa?) del precedente album è valsa al
trio recensioni più che lusinghiere, e c’è quindi grande
curiosità per il nuovo lavoro. Considerato poi quanto
sia difficile stare fermi anche quando li si ascolta nella
propria cameretta, è facile prevedere che si tratterà di un
live infuocato.
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48 WU
RIMINI
della redazione di WU
Hardcore newyorkese
D
Gorilla Biscuit
h
Il 22 settembre al Velvet, via S. Aquilina, 21 - Rimini.
Orario: da def. Ingresso: Euro 15. Info: 0541 756111.
FIRENZE
della Redazione di WU
opo ben 18 anni di attesa tornano finalmente
in Italia i Gorilla Biscuit, uno dei gruppi più
influenti della scena hardcore newyorchese,
di cui ha ridefinito le regole introducendo elementi
melodici e tematiche “positive” nei testi, uscendo
dai rigidi dettami del movimento Straight Edge. Sul
palco suoneranno con la stessa formazione che nel
1989 registrò “StartToday”, pietra miliare del genere
e termine di paragone per tutti i gruppi a venire. Un
reunion tour che alimenta la speranza sul vociferato
nuovo album, e un’occasione unica di vedere una delle
bands più influenti degli ultimi 20 anni.
Il jazz sposa l’elettronica
U
Reid & Hebden
h
Il 20 settembre al NexTech festival, Stazione Leopolda,
via F.lli Rosselli, Porta al Prato - Firenze. Orario: ore 21,30.
Ingresso: Euro 15. Info: 055 28734.
SECOND LIFE
Sinfonica nel metaverso
S
Orchestra filarmonica
di Liverpool
h
Il 14 settembre in Second Life.
Info: http://www.whatisthemetaverse.com/RLPO1.html
della Redazione di WU
no, Steve Reid, è un batterista jazz con una
lunghissima carriera alle spalle, nella quale
spiccano collaborazioni con mostri sacri della
musica come James Brown, Miles Davis e Sun Ra.
L’altro, Kieran Hebden, è il genietto dell’elettronica
noto ai più sotto lo pseudonimo di Four Tet. Ad unirli
un sodalizio musicale che può contare su tre album:
“Exchange sessions 1&2”, in cui è l’improvvisazione
a farla da padrone , e “Tongues”, decisamente più
orecchiabile. Il risultato è una esperienza sonora in cui
le percussioni fortemente influenzate dai ritmi africani
di Reid si fondono con le sperimentazioni di Hebden,
virtuoso del campionatore e del cut and paste.
di Doctors Connection
i parla di grande crisi di Second Life, ma sta di
fatto che è teatro di alcune interessantissime
iniziative , come quella dell’Orchestra
filarmonica reale di Liverpool, che sta organizzando
un importante concerto sinfonico all’interno del
metaverso, con l’esecuzione di pezzi di Rachmaninov,
Ravel e di due compositori contemporanei. Al termine
del concerto il pubblico potrà chattare con il direttore
dell’orchestra Vasily Petrenko e con i musicisti.
Michael Elliot, amministratore dell’orchestra, spera di
attrarre nuovo pubblico verso la musica classica con il
concerto che si terrà il prossimo 14 settembre.
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WU
49
WUSPECIALE MUSICA
Roy Paci,
uno stakanovista
del palco
Provvidenti, il Borgo della Musica - foto di Pasquale Modica
di Michele Orti Manara
Le prime esperienze con la banda, l’amore per il jazz, le
collaborazioni con Mike Patton e Manu Chao, e un progetto
ambizioso come “il Borgo della musica” di Provvidenti, di
cui è stato fatto cittadino onorario… Roy Paci, mattatore
dell'estate con “TODA JOIA ToDA BELEZA”, non si ferma mai...
C’è l’idea di ripopolare anche il paese?
Sì, ci sono già parecchi artisti che hanno comprato casa lì,
come JiAdri che è un artista della mia etichetta, “Etnagigante”.
Adesso stanno arrivando al Sindaco anche richieste di pittori
francesi… È una bella cosa, è quel che volevamo, ripopolare
la zona di artisti che possano esprimere lì la propria arte.
Suonoglobal è uscito con un prezzo imposto. Una scelta
che ha pagato in termini di vendita?
Per la verità non ho ancora i dati di vendita, ma comunque
lo abbiamo fatto uscire anche in edicola per farlo arrivare a
chi non frequenta i negozi di dischi. Sono ben contento di
cavalcare nuove forme per fare arrivare la musica nelle case
di tutti, anche nelle case di chi si sorbisce solo quello che
arriva attraverso la televisione, che nell’80 per cento dei casi
non è consono al livello qualitativo dell’arte e della musica
italiana.
C
Roy Paci & Aretuska
Cosa ti ha spinto a fare il musicista?
La banda e il jazz. La banda perché quando ci entri capisci
molte cose. È una realtà importante, che sta scomparendo
perché molti non la ritengono tale, e non arrivano neanche i
doverosi incentivi. Nella banda, a diferenza del Conservatorio
ti confronti subito con il pubblico, processione, festa o
funerale che sia.
E il jazz, perché sin da piccolino mio padre e mia madre, che
sono entrambi musicisti, mi hanno dato i primi rudimenti e
i primi ascolti. Mi chiamo Roy perché a 12 anni mio padre
mi regalò questo disco di Roy Eldrige, e da lì iniziò il mio
amore per il jazz.
Il progetto Borgo della Musica a Provvidenti.
Come è nato?
L’idea è nata un paio di anni fa quando mi sono trovato a
dare man forte per il recupero di fondi di beneficenza per le
50 WU
parlare in italiano, con questa marea di giovani artisti, che in
molti casi hanno hanno una maniera di vestirsi e di essere che
da fastidio ai più puritani. Sono stati accolti a braccia aperte
dal paese in maniera del tutto naturale, pura e semplice.
famiglie dei bambini vittime della Chiesa di San Giuliano. In
quell’occasione ho iniziato a collaborare con la KomArt, che
ha sede a Campobasso. Abbiamo pensato a qualcosa da fare
all’interno di questo paesino che nel corso degli anni si era
spopolato proprio a causa del terremoto, passando da 2000 a
80 abitanti, tra l’altro tutti anziani. Da lì è partito un sogno,
e fantasticavamo di creare un vero Borgo della Musica. Il
sogno è diventato reale perché abbiamo trovato il sostegno del
Sindaco, Angelo Piedrilli, che è una persona meravigliosa. Poi
coi pochi abitanti rimasti abbiamo cominciato a trasformare i
vecchi fienili in sale prove, e adesso sto provando a ricavare
uno studio di registrazione da una vecchia cantina, per dare
sostegno, in maniera del tutto gratuita, a progetti di musicisti
e gruppi emergenti che non hanno le possibilità di poter
registrare un demo o di fare la produzione di un live. E poi,
visto che in paese di giovani non ce ne sono, è stato bello far
confrontare gli anziani di Provvidenti, alcuni con difficoltà a
Puoi trovare la versione integrale di questo articolo su www.wumagazine.com
Roy Paci & Aretuska LIVE:
8 Settembre
Metaponto (Mt), Riva Dei Greci
12 Settembre
Modena, Festa Dell’Unità
13 Settembre
Pisa, Festa Dell’Unità
14 Settembre
Genova, Festa Dell’Unità
Le case discografiche si lamentano delle perdite causate
dal download illegale. Sei d’accordo?
Lo zoccolo duro per noi è la gente che viene ai concerti. Ne
facciamo veramente tanti, anche 300 date in un anno, quindi
non ci interessa quel che succede a livello discografico.
Qualcuno con cui non hai mai suonato e con cui sogni di
farlo?
Tom Waits, sicuramente.
Progetti futuri?
Di cose ne dico parecchie, di stronate pure, per fortuna
c’è molta gente del mio entourage e del management che fa il
lavoro del peluquero, del parrucchiere, tagliando e dando una
sistemata, perché se fosse per me farei tanta roba, anche non
necessariamente interessante. Di recente mi sono incontrato
con Marco Trentacoste e avevamo in mente un progetto
heavy metal fatto solo da fiati. Oppure sto parlando tantissimo
con Pau dei Negrita, che è uno dei miei più cari amici, di
un megaprogetto che abbiamo chiamato la Bombonera, e
che consiste nell’unire tanti artisti e farli viaggiare a mo’ di
carovana. È un progetto ambizioso che ci fa sognare. ■
WURECENSIONI
Le segnalazioni di LifeGate radio sui dischi del mese
THE BIRD & THE BEE
THE BIRD & THE BEE
EMI
Lei figlia d’arte, cresciuta tra le braccia di Jackson Browne e Van Dyke Parks, lui scafato produttore (Beck,
Flaming Lips e Lily Allen); non importa chi sia l’uccello e chi l’ape, quello che conta è che Inara George
e Greg Kurstin, in arte The Bird & The Bee, fanno centro al primo tentativo. Un esordio melodico e
grazioso, colorato e ricco di arrangiamenti in equilibrio tra sonorità vintage, memori del classic pop tra
sixties e seventies, e sonorità patinate dal piglio jazzato e tropicale, che cita in poco più di mezz’ora Beach
Boys, Stereolab e Pink Martini.
GDP
ARCTIC MONKEYS
FAVOURITE WORST NIGHTMARE
Domino
A tutti colro che avevano ancora il dubbio che gli AM fossero un fenomeno passeggero, tipico della
MySpace generation, gli “Sheffield Favourites” rispondono confermandosi una grandissima band. Non
sappiamo se meglio ma sicuramente non peggio, sicuramente più pulito del precedente (grazie all'aliuto
di James Ford dei Simian Mobile Disco), più maturo e più diretto, grazie a quella ricerca strumentale che
mancava. Le liriche di Turner acquistano nuova potenza quasi da cantante veterano navigato e dietro a
quel sorriso angelico, specchio e immagine della band, esiste una band vera che non perde occasione di
“suonarvele” ogni volta che capita l’occasione. FN
STARS
IN OUR BEDROOM AFTER THE WAR
Coop
Il pop contro il rock, la musica commerciale contro quella intellettuale, impegno contro divertimento e
leggerezza. La vogliamo finire? Il pop intelligente esiste, la musica leggere fatta bene pure. Lo dimostra,
ancora una volta, il terzo full length delle “stelle” canadesi. Bordoni elettronici che richiamano i Velvet
Underground, morbidi echi di voce maschili e femminili, di giovani ragazzi cresciuti a Belle & Sebastian,
burro di noccioline e Bjork. Distorsioni registrate in fondo in fondo al corridoio come se la mamma ti
facesse suonare la chitarra elettrica, ma a casa di nonna che tanto è al mare e non disturbi. Ancora una
volta il Canada ci consegna un pezzo di musica del futuro. FN
&ERMIAMOCIADASCOLTARE
BROKEN SOCIAL SCENE
BROKEN SOCIAL SCENE PRESENTS: KEVIN DREW “SPIRIT IF…”
Coop
Lo sterminato collettivo canadese dei Broken Social Scene, dopo tre album scritti coralmente, cambia
le carte in tavola e decide di trattare ogni album da qui in poi come fosse un progetto solista. Ogni
canzone è composta da Kevin Drew (ma attenzione Brendan e gli altri sono gia al lavoro sul secondo!),
che dichiara di scrivere le canzoni seguendo i suoi 4 temi preferiti: sesso, violenza, paura e speranza.
Disco ricco di commistioni di vario genere, dal soul alla nuova canzone elettronica passando anche per
il folk, in 14 tracce ben studiate e ben suonate. E se la scena sociale è corrotta, i BSS non sono mai stati
cosi coesi... FN
ST. VINCENT
MARRY ME
Beggars Banquet
Già con la “comune” Polyphonic Spree e a fianco del golden boy del nuovo cantautorato a stelle e strisce
Sufjan Stevens, la giovanissima Annie Clark, ragazza prodigio, virtuosa della chitarra e polistrumentista,
firma uno degli esordi dell’anno. Come in un film postmoderno veniamo ora ammaliati da sonorità
classicheggianti e senza tempo, come quelle care ad un vecchio musical hollywoodiano in bianco e
nero, ora proiettati nel futuro da una produzione a tratti quasi ingombrante e da sperimentazioni a là
Radiohead. Un cocktail di stili ed intuizioni, tante quante le possibili personalità di Annie, che si diverte a
mettere i panni ora di Bjork ora di Kate Bush. GDP
52 WU
DALVIVOSOLONEIMIGLIORILOCALI
A-ILANOEIN,OMBARDIASUEFM
A2OMAENEL,AZIOSUFM
A4ORINOSUFM
ESUWWWLIFEGATERADIOIT
WUSPETTACOLO
Milano
WUSPETTACOLO
MILANO
della Redazione di WU
Grande attenzione è stata
posta dagli organizzatori
del Milano Film Festival al
problema dell’ospitalità, a cui
si è data una doppia risposta.
Da un lato l’allestimento, per
il quarto anno consecutivo,
della Casa dei Registi, una
casa-ostello temporanea
che offre pernottamenti
a prezzi modici, ma anche
un luogo di confronto e
di aggregazione. Dall’altro,
dopo la positiva esperienza
già messa in atto in
occasione del Salone del
Mobile, il progetto di
bed sharing, che punta
a coinvolgere i cittadini
milanesi invitandoli ad aprire
le proprie case per ospitare
chi non ha trovato altra
sistemazione.
Info su www.bedsharing.org
S
Locanda Almayer
h
Dal 25 settembre al 14 ottobre 2007 al Teatro Libero, via Savona,
10 - Milano. Spettacoli ore 21.00, domenica riposo.
Ingresso: da Euro 9 a Euro 18. Info: 02 8323126.
MILANO
E
Dal 14 al 23 settembre
in varie location di Milano.
Orari e ingressi variabili.
Per info complete:
www.milanofilmfestival.it
Il rumore si fa suono
Stomp
h
Dal 25 settembre al 7 ottobre al Teatro Ventaglio Smeraldo, piazza
XXV Aprile, 10 – Milano. Orario: ore 20.45.
Ingresso: da Euro 18 a Euro 36. Info: 02 29006767.
ROMA
I
h
Dall’11 settembre al 7 ottobre 2007 al Teatro Sistina, via Sistina,
129 – Roma. Da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore
17.00. Ingresso: Euro 24. Info: 06 4200711.
di Chiara Albricci
d aprire la nuova stagione del Teatro
Ventaglio Smeraldo è l’attesissimo ritorno
degli Stomp, con il loro travolgente
spettacolo fatto di suoni, teatro, danza, movimenti
ed effetti acustici, che creano una nuova forma
espressiva. Senza trama né parole, la compagnia degli
artisti fondata nel 1991 a Brighton da Luke Cresswell
e Steve McNicholas, dà vita ad una performance
atipica, trasformando comuni oggetti di uso quotidiano
in veri e propri strumenti musicali, in un concerto
sinfonico senza eguali. Un’opera metropolitana che ha
conquistato le platee di tutto il mondo, uno show vitale,
brillante, unico nel suo genere.
Un classico in musical
Peter Pan
di Chiara Albricci
cenografia essenziale e sfumata atmosfera fin
de siécle che sottolinea l’ancestrale e silenziosa
presenza del mare, partecipe, nel bene e nel
male, dei destini dei personaggi. Il capolavoro di
Alessandro Baricco, Oceano di mare, si evolve
in questa rappresentazione in scene oniriche, che
alternano narrazione e azione, su un doppio binario
scandito dalla musica dei Madredeus. Vicende di
uomini e donne, le cui esistenze si incrociano, si
dissolvono, sino a divenire un’unica storia sul senso
ultimo dell’esistenza. Dieci attori interpretano gli ospiti,
tra i quali anche il regista, Gianlorenzo Brambilla. Uno
spettacolo inteso, emotivo, poetico.
A
Milano Film Festival
ra il 1996 quando nacque
“Cortometraggio”, piccolo festival
composto da 6 video di giovani
registi italiani. Da allora molta strada
è stata fatta, e il risultato è il Milano
Film Festival, giunto alla dodicesima
edizione. Oltre alla consueta selezione di
lungometraggi e cortometraggi (con ben
2260 iscritti) il festival propone sezioni
a tema come “Colpo di Stato”, “Un altro
cinema americano”, “FocusCorea” e il
“Salon des refusees” oltre a una rassegna
speciale dedicata a Daniele Ciprì e
Franco Maresco. E per i più piccoli
il “Milano Film festivalino” spazio
per i bambini, e fatto dai bambini, con
proiezioni, laboratori di animazione,
musica e pittura. Una alternativa creativa
e culturale rispetto a quanto viene
quotidianamente offerto da televisione e
videogiochi.
Oceano mare in scena
di Chiara Albricci
l Teatro Sistina, in collaborazione con il Teatro
delle Erbe e Officine Smeraldo, porta in scena
lo spettacolo “Peter Pan. Il Musical” tratto
dal famoso romanzo di J.M. Barrie. Venticinque
artisti diretti da Maurizio Colombi trascineranno gli
spettatori nel mondo dei sogni, coinvolgendoli con
le musiche dell’album “Sono Solo Canzonette” di
Edoardo Bennato e le atmosfere incantate create dal
geniale trasformista Arturo Brachetti. Manuel Frattini
è il ragazzo “che non voleva crescere”, mentre Alice
Mistioni è la dolce Wendy, Claudio Castrogiovanni
e Riccardo Peroni vestono invece i panni di Capitan
Uncino e del suo vice Spugna.
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WU
55
WUSPETTACOLO
ROMA
WUSPECIALE SPETTACOLO
Danza contemporanea
L
Sola Mente Piel
h
Da giovedì 20 a domenica 23 settembre.Teatro Vascello, via
Giacinto Carini, 78 - Roma. Orario: da def.
Ingresso: da Euro 12 a Euro 15. Info: 06 8022314
Roma
a Compagnia Rasatabula di Barcellona
presenta al teatro Vascello uno spettacolo
di ballo contemporaneo creato da Simona
Quartucci, danzatrice, attrice e ideatrice di sorprendenti
performance, e Andrés Waksman, artista versatile
e innovativo sempre alla ricerca di nuove soluzioni
creative. L’assolo di danza di Simona Quartucci
rappresenta la battaglia della vita di un individuo, in
questo caso una donna, i suoi sentimenti, passando dal
sogno di potere al desiderio d’amore, dalla violenza alla
tenerezza. Un ritratto tragicomico della protagonista
delineato sul filo dell’emozione, che ci spinge a riflettere
anche su noi stessi.
Commedia in giallo
S
Omicidio
a luci rotte
h
Dal 25 settembre al 14 ottobre al Teatro de’ Servi, via del
Mortaro, 22 – Roma. Dal martedì al sabato ore 21, domenica
17.30. Ingresso: da Euro 14 a Euro 19. Info: 06 6795130.
NAPOLI
h
Fino al 9 Settembre al Teatro Palapartenope, via Barbagallo, 115Fuorigrotta Napoli. Orario: ore 21.00. Ingresso: da Euro 15 a Euro
20. Info: 081 5700008.
Giovane comico in fissa con gli anni '80, Omar Fantini Dai cabaret
di provincia è approdato alla televisione di intrattenimento con
“Colorado Cafè”... E già la stampa lo schiera tra i comici di destra
La comicità
che canta
fuori dal coro...
di Zelig!
di Simona Scacheri
foto di Martina Ridondelli
A quando il tuo approdo a Zelig?
Zelig mai nella vita! Ormai è come fare Buona Domenica.
di Chiara Albricci
ergio Viglianese e Marco Terenzi sono gli
autori e gli attori di questo spettacolo che,
attraverso il riso, smaschera i piccoli grandi
drammi del vivere quotidiano. Un giallo comico il cui
protagonista, Sergio, è un attore pigro e sfortunato che,
cacciato di casa dalla moglie, chiede ospitalità all’amico
che lui stesso poco tempo prima aveva investito con
l’auto. Ha così inizio una non facile convivenza tra
i paradossi della vita di ogni giorno, sino al colpo di
fortuna, la scrittura in un film, che si rivelerà essere una
vera sventura. Coinvolto nelle indagini di un omicidio,
dovrà difendersi dalle accuse per dimostrare la propria
innocenza.
Tradizione partenopea in scena
N
Festa di Piedigrotta
di Chiara Albricci
di Chiara Albricci
apoli ritrova dopo trent’anni la Festa di
Piedrigrotta, in una versione contemporanea
tratta dal testo originale del famoso
drammaturgo Raffaele Viviani. Grandi nomi sono
intervenuti: la regia di Nello Mascia, gli arrangiamenti
musicali di Eugenio Bennato, le coreografie di Ettore
Squillace, le scenografie di Raffaele Di Florio e le
sculture di Lello Esposito. Il cast per le parti di canto,
ballo e prosa è composto da giovani artisti che con
entusiasmo hanno saputo far rivivere personaggi
quali Don Gennaro, Donna Filumena, Papele, in
quell’atmosfera della Napoli post-bellica che vive ancora
oggi nel suo desiderio di riscatto e di rinascita.
È una tua libera scelta o ti è stata imposta dalla produzione?
Scelta mia! Sono proprio scazzato con loro, a me piace
lavorare bene e in serenità. Per cui, se riesco, mai nella
vita. Loro utilizzano una dinamica durissima, pompando la
competizione alle stelle.
Non dicevano che era un bell’ambiente quello di Zelig?
Sì, certo... Se ti piacciono i gladiatori del Colosseo, forse.
Come mai hai scelto per “Colorado Cafè” dei monologhi
sugli anni ’80 e non un personaggio tormentone, come
“l’Elfo” che ti ho visto fare altrove?
Non l’hanno mai voluto fare in Tv “l’Elfo”, l’ho proposto
mille volte, ma ovviamente si fanno sempre degli scrupoli...
D'altronde in realtà l’Elfo insegna ai bambini a farsi il popper!
In televisione funzionano di più caricature come quella che
ho fatto con “Sputnik” su Fidel Castro.
Un po’ limitativo...
Tutto ha in realtà dei paletti.
Hai sempre scelto una comicità generalista senza mai
toccare la politica, come mai?
Non mi ritengo così ferrato in politica da poterla ironizzare,
credo serva una conoscenza notevole dell’argomento per
tramutarlo in satira... Satira che in Italia, salvo due o tre
nomi, è di una banalità sconvolgente. Pur non essendo
filoamericano, il “Letterman Show” è vera satira. Da noi
manca un'informazione di massa e bisogna quindi concentrare
la comicità sempre sugli stessi personaggi.
Non hai paura che a lungo andare questo non prendere
posizioni possa apparire poi come una tua scelta populista?
Guarda, io sono di sinistra e lo dichiaro apertamente senza
problemi di sorta, tant’è che non vorrei arrivare alla massaia
di Voghera, ma a un pubblico scelto e selezionato, però non
ci riesco...
Forse per questo serve schierarsi...
Quest’anno è uscito un articolo agghiacciante su “Libero”
riguardo a Sputnik ed era intitolato “Finalmente la satira
di destra”. Vada che i due capi degli autori sono in effetti
cattolici, addirittura di CL, però c’è un limite a tutto... Non
mettetemi addosso il gagliardetto di comico di destra perché
proprio non mi appartiene!
■
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WU
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WUARTE
Milano
WUARTE
SECOND LIFE
di Rossella Pace
La pittura di Cavaglieri,
fortemente attratto
dall’intrinseca eleganza
dei salotti mondani di
fin de siècle, possiede
un intrinseco incanto
letterario; così alcune
stoffe, cappelli, arredi,
orologi, resi con opulenza
barocca, sembrano
affiorare dalle pagine dei
romanzi dannunziani.
In tutte le opere colpisce
la grande padronanza
tecnica e materica
dell’artista, capace di
rendere quasi in maniera
tattile sia gli arredi che
i paesaggi, avvalendosi
sempre di quella che
Longhi ha definito una
tavolozza ricca di “colori
primordiali”.
L
Professor Bad Trip
h
S
Fino all’11 novembre 2007
a Palazzo Reale,
piazza del Duomo, 12 - Milano.
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30;
da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30,
il giovedì dalle 9.30 alle 22.30.
Ingresso: Euro 9 intero, Euro 7 ridotto.
Info: 02 88451;
www.provincia.milano.it/cultura
Mostra permanente su Second Life.
http://slurl.com/secondlife/Decoder/118/221/2
TORINO
Astronave Torino
h
Dal 6 ottobre 2007 al 6 gennaio 2008 al MIAOO,
via Maria Vittoria, 5 – Torino. Orario: da def. Ingresso: libero.
Info: 011 0702350.
bologna
Il futuro in mostra
h
Fino al 30 ottobre alla Sala Borsa, piazza Nettuno, 3 – Bologna.
Tutti i giorni 10.00-20.00; lunedì 14.30-20.00.
Ingresso: Euro 8 intero; Euro 4,50 ridotto. Info: 051 2194400.
della Redazione di WU
a nuova stagione del MIAAO, Museo
Internazionale delle Arti Applicate Oggi
di Torino, apre con una mostra dedicata al
tema della città futura dal titolo Astronave Torino
– Turin Space Company. Opere che trattano
l’argomento “spaziale” nel senso più vasto del
termine, con contributi che vengono dall’architettura,
dalla pittura e dal design, tutte legate alla storia del
capoluogo piemontese. Disegni di Enzo Venturelli,
architetto espressionista e autore di capolavori come il
“Rettilario” di Parco Michelotti, disegni e modelli di
architetti/artisti come Marco Patrito o Tullio Rolandi,
installazioni e sculture della Mutoid Waste Company.
Antologica su un genio comico
U
Chaplin e l’immagine
di Doctors Connection
a Decoder Island, immersa in una soffusa
atmosfera di degrado periferico, tra lamiere
imbrunite, tubi scoperti, catene ossidate e reti
di metallo, ha inaugurato il 5 giugno scorso la mostra
permanente del Professor Bad Trip (alias Gianluca
Lerici, scomparso prematuramente il 25 novembre del
2006), curata da E. “Gomma” Guarnieri, per il lancio nel
mondo reale del libro “L’arte del prof. Bad Trip”, edito
da ShaKe edizioni underground. Personalità di rilievo
internazionale della cultura underground, è stato un artista
a trecentosessanta gradi, cimentatosi in vari campi della
creatività, dalla musica al fumetto, fino al design di interni
e di oggetti.
L
Mario Cavaglieri
i è da qualche mese conclusa la
mostra dedicata dalla città natale,
Rovigo, a Mario Cavaglieri. Il
Palazzo Reale coglie quindi l’occasione
per ospitare il fior fiore delle opere del
pittore edonista, il cui percorso artistico
viene qui documentato in tutte le sue
fasi: dagli esordi padovani insieme a
Felice Casorati alla grande stagione di
Ca’ Pesaro e delle Biennali veneziane,
che consacrarono la preziosa ricercatezza
della sua arte, fino agli anni del suo
ritiro nella campagna francese. L’evento
sarà anche una preziosa occasione per
rileggere attraverso il fascino ed il
mistero della sua pittura la storia, le
contraddizioni e le diverse influenze
dell’arte dei primi del Novecento.
Underground Art
di Ilaria Ruggiero
n evento senza precedenti che farà di Bologna
la città delle celebrazioni ufficiali per Charlie
Chaplin. Un’occasione per ribadire l’attualità
della sua arte, riportata a nuova luce dalle ricerche
condotte dalla Cineteca di Bologna attraverso il
Progetto Chaplin, sostenuto dalla Fondazione Cassa
di Risparmio in Bologna. La Cineteca di Bologna
ha deciso di omaggiare uno dei massimi artisti del
XX secolo con la mostra internazionale Chaplin e
l’immagine, la prima retrospettiva integrale dedicata
al cineasta, che comprende anche sette film-concerto,
molti incontri di approfondimento e un convegno
internazionale di studi.
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WU
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WUARTE
Roma
Abu Ghraib. Abuso di potere
U
Susan Crile
h
Fino al 30 settembre al Museo di Roma in Trastevere - piazza
S. Egidio, 1/b - Roma.Tutti i giorni 10.00-20.00; chiuso il lunedì.
Ingresso: Euro 3,00 intero; Euro 1,5 ridotto. Info: 06 5816563.
napoli
n messaggio chiaro e coraggioso quello della
mostra Abu Ghraib. Abuso di potere. Opere
su carta. di Susan Crile. Immagini ispirate
alle foto scattate all’interno del carcere di Abu Ghraib,
dure, nelle quali il bianco del gesso viene usato per
disegnare la fragilità delle vittime, simili alle figure
ricoperte di cenere in fuga dal World Trade Center o alle
carcasse dei corpi nell’eruzione di Pompei. Genesi dei
notevoli lavori su carta, le opere presentano un singolare
tratto distintivo: rendono la tortura tangibile, palpabile,
visibile, sollevandola dal semplice reportage per porla al
centro della coscienza collettiva e riducendola alla sua
essenza: umiliazione, degradazione, sofferenza.
Relitti della 122 Aktion
H
Hermann Nitsch
h
Fino al 30 settembre alla Fondazione Morra, Palazzo dello
Spagnuolo, via Vergini, 19 – Napoli. Tutti i giorni
10.00-19.00; chiuso sabato e domenica. Ingresso: libero.
Info: 081 44 20 923.
palermo
Cuoghi e Corsello
h
di Ilaria Ruggiero
ermann Nitsch è il primo artista vivente
ad aver concepito e realizzato una
Gesamkunstwerk all’interno di un teatro
pubblico. È accaduto nel novembre 2005, per una
pièce della durata di nove ore consecutive, all’interno
degli spazi dell’istituzione sociale e artistica del
Burghtheater di Vienna: il Teatro, l’Orgien Mysterien
Theatre del Maestro Austriaco, si è messo in scena
nel Teatro. Era la 122 Aktion, una rappresentazione i
cui relitti saranno esposti nelle sale della Fondazione
a Palazzo dello Spagnuolo, nella mostra curata da
Peppe Morra, oltre al video dell’Azione cui la mostra
documentaristica si inspira.
Il ritorno di Federico II
C
Fino al 24 settembre al MADRE - Museo d’Arte Donna Regina,
via Settembrini, 79 – Napoli. Da lunedì a venerdì 10-21;
venerdì e sabato 10-24; chiuso il martedì. Ingresso: Euro 7 intero,
Euro 3,50 ridotto. Info: 081 19313016.
di Ilaria Ruggiero
di Ilaria Ruggiero
uoghi e Corsello continuano il loro lavoro sulle
doppie esposizioni fotografiche, un tempo in
pellicola ed ora in digitale. Vogliono svelare
la realtà attraverso coincidenze poetiche o concettuali
di temi e tempi diversi. Il tema principale della
mostra è Federico II, e il tentativo di, come scrivono
gli stessi artisti, “...evocare la cultura e l’evoluzione
condotta dall’imperatore: sostenere le diverse culture
e armonizzarle, la ricerca di un mondo senza confini
e la conoscenza per tutti, la necessità dell’interazione
tra le scienze materiali e spirituali per comprendere
profondamente l’universo e le sue leggi, l’amore per la
bellezza e la disciplina...”.
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60 WU
WUVIAGGI
PaRIGI,
La città dallo
charme senza fine
Le Canal de Saint Martin – foto di Simon Georget www.0-255.net
Girando per i boulevard parigini non mancano mai nuovi
incontri e nuove sorprese. I quartieri bohémien attendono
gli sguardi curiosi dei viaggiatori attenti…
di Simona Scacheri
In ogni stagione, in ogni quartiere e in ogni strada, Parigi offre
a chi la visita uno scenario sempre diverso caratterizzato dal
suo palpabile fascino bohémien: le architetture, le luci, i viali
e ogni singolo dettaglio contribuiscono a rendere l’atmosfera
parigina emblema di “charme” nel mondo.
Ad oggi, grazie ai voli low cost, quasi tutti hanno visitato
Parigi almeno una volta e non si sono fatti mancare il tour
classico: Tour Eiffel, Montmartre, Notre Dame, il Louvre,
l’Arc de Triomphe oppure gli Champs Elysées. Parigi è però
molto di più, dona sensazioni ed emozioni anche nei suoi
luoghi meno noti. Una volta visitati i must, si può quindi
cominciare a godere della città passeggiando tra i suoi
quartieri pregni di storia e arte. Arte in ogni dove!
Le Marais è un quartiere perfetto per iniziare il percorso:
il quartiere degli “hotel particuliers” (ovvero le residenze
aristocratiche di un tempo) conserva intatta la sua eleganza.
Cortili nascosti offrono agli occhi curiosi di chi passeggia
piacevoli sorprese. Le case conservano il loro originale valore
e nascondono interni arredati con abbondanza di dettagli e
raffinatezza. Da sempre quartiere aristocratico e benestante,
62 WU
oggi è definito anche “quartiere ebraico”, ma nello stesso
tempo è anche un “quartiere gay” per via della ricca vita
notturna dedicata agli omosessuali durante i week end. Basta
poi coricarsi nel parchetto di Place des Vosges a godere del
sole autunnale e sarete sovrastati dallo splendore dei palazzi
che si affacciano sulla piazza, popolata principalmente da
parigini DOC… E a quel punto trovare la migliore definizione
per Le Marais sarà l’ultimo dei vostri pensieri.
Attorno alla chiesa di Saint Germain de Pres, nel 6e
arrondissement, si nasconde una macchina del tempo: le vie
che portano alla chiesa di Saint Sulpice non hanno infatti
nulla a che fare con la frenesia delle città odierne. La cappella
della chiesa ospita magnifici affreschi di Eugene Delacroix,
mentre il museo di Eugene Delacroix, nella stessa zona, pur
non offrendo grandi opere dell’artista, merita una visita per lo
splendore della piazzetta circostante.
Il verde fa sempre da contorno alle splendide architetture
ricche di dettagli in ogni singolo quartiere, e in questo sta
la grandezza del piano urbanistico della “ville lumière”: non
solo costruzioni, ma parchi o lunghi viali alberati che rendono
In alto, da sinistra a destra: Saint Germain des Prés (foto di Eric Lefeuvre), Place de la République (foto di Amelie Dupont), Place des Vosges (foto
di Arnaud Terrier), tutte © Paris Tourist Office.
le passeggiate uno splendido momento di relax e benessere.
Il 10e arrondissement è un mix di culture e di vivacità, in
contrasto con l’immagine tanto diffusa della Parigi snob
e fredda. Nei viali che si diramano attorno a Place de la
République troverete una popolazione multietnica che vive
il quartiere e ne vivacizza le vie. Numerose le comunità
presenti (africane, indiane, turche), e passeggiando noterete
l’assoluta serenità in cui tutte convivono. Le canal de Saint
Martin che si trova a due passi dalla Place de la République è
poco conosciuto dai turisti, ma molto frequentato dai parigini
con “eschimo e giacca di velluto”.
Sono presenti diversi locali che si affacciano sul canale e se
vi piace il genere “bohémien”, veramente parigino, potrete
scegliere di recarvi nella vicina Rue de Saint Maur dove si
trovano numerosi locali in stile.
PARIGI, ANCORA PIÙ VICINA CON TRANSAVIA
FRANCE
Il 12 maggio 2007 è stata lanciata la nuova compagnia aerea
francese Transavia France, che si posiziona tra le
compagnie aeree low-cost di medio raggio, con una flotta
costituita da 4 Boeing 737-800 di nuova generazione da
186 posti. La grande novità è l’apertura di nuove tratte
che collegano l’Italia del Sud alla capitale francese, con voli
da Palermo e Catania. Grande soddisfazione emerge dalle
parole di Hélène Abraham,Vice Presidente commerciale
e marketing di Transavia France: “Il nostro nuovo servizio
permette di raggiungere comodamente e a tariffe davvero
convenienti Parigi, destinazione fra le più amate per vacanze
e short breaks, ma anche città con un indotto di traffico
business di rilievo. La Sicilia, inoltre, è una delle regioni
preferite dai francesi per le vacanze: siamo sicuri che i nostri
nuovi collegamenti porteranno molti connazionali a scoprire
o riscoprire le bellezze della Trinacria”.
La Senna, emblema della città, diventa di sera un vero e
proprio ritrovo per i giovani con gli immancabili bonghi che
ne animano le serate. Non sarà difficile assistere a delle vere
e proprie feste spontanee: turisti, parigini e africani sono
protagonisti di splendide “jam session” all’insegna del gusto
di stare assieme.
Spettacoli dal vivo per bambini, teatri “open air”, biciclette a
noleggio presenti in tutta la città sono solo alcuni dei servizi
che il municipio di Parigi offre ai suoi cittadini per rendere
ancor più affascinante una città già unica di per sé.
Fascino, magia, eleganza, multietnicità…
Se proprio si vuole trovare un difetto alla capitale francese,
bisogna dire che i prezzi sono piuttosto elevati, ma è
sufficiente rivolgere lo sguardo alla Senna per capire che la
magie de Paris ne mourra jamais!
■
WUFOOD
TUTTI I SAPORI
DEL MADE IN
EATALY
di Marco Crosetto
foto: Pho-To
I prezzi dei migliori prodotti enogastronomici sono
inaccessibili? Niente paura, da ora in avanti vi aiuterà Eataly!
In un negozio di prodotti tipici, spesso ci si fa prendere
dall’entusiasmo; si entra per comprare un pacco di pasta,
ma poi si viene rapiti dalle eccellenti qualità di vini, dolci
e formaggi, si riempie il cestello e, una volta alla cassa, è
inevitabile avere un sussulto vedendo il conto salato. Nel
mondo del cibo comprare il meglio significa quasi sempre
spendere molto, ma questa affermazione non sarà vera
ancora a lungo. Perché è nato Eataly.
“È una società la cui mission è rendere accessibili e
facilmente rintracciabili i prodotti d’eccellenza”, questa la
definizione del fondatore e presidente Oscar Farinetti, che
spiega con grande soddisfazione: “Abbiamo 900 fornitori,
14000 referenti e 150 presidi di Slow Food”. Dalla pasta di
Gragnano, ai vini piemontesi, passando per il gusto prelibato
dell’olio ligure di Ponente fino alle ottime caratteristiche
dell’acqua delle Alpi Marittime; questi sono solo alcuni
dei prodotti che Eataly rende accessibili al vasto pubblico a
prezzi competitivi. Per tagliare i costi si lavora direttamente
con i produttori cosicché gli alimenti, possano raggiungere il
consumatore saltando numerosi anelli della distribuzione.
64 WU
Per coinvolgere il pubblico e dare spazio alle vendite, nel
gennaio del 2007 Eataly ha aperto vicino al Lingotto di
Torino un grande centro con 2500 mq di mercato e 5000 mq
dedicati alla didattica. È un complesso “multifunzionale”
in cui i visitatori oltre ad acquistare possono mangiare in
uno dei 10 ristoranti, partecipare a numerosi eventi e, infine,
aumentare la loro conoscenza del mondo enogastronomico,
sfruttando una biblioteca e sale dedicate a corsi e
degustazioni. Imparare è, infatti, un’altra parola d’ordine
della filosofia di Eataly, perché solo con la conoscenza si può
assaporare appieno il gusto dei prodotti, con vantaggi per il
corpo, la mente e la felicità. Per questo sulla qualità dei cibi
non si transige: il controllo è ferreo soprattutto per evitare
che, a causa di una maggiore richiesta, il produttore deteriori
l’eccellenza organolettica. Nell’opera di monitoraggio un
importante aiuto proviene da Slow Food, che svolge il ruolo
di consulente strategico.
I progetti della società per il futuro sono ambiziosi. In
Italia, nuovi centri verranno aperti, entro il 2015, a Genova,
Milano, Verona, Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Bari
e Palermo; saranno spazi compresi tra i 5000 e i 10000
mq che rimarcheranno le caratteristiche della struttura
torinese: aree di vendita, ristoranti tematici, zone didattiche
e grandi eventi. Inoltre, così come già accade per Torino,
l’acquisto dei prodotti potrà essere effettuato anche on line,
con un grosso vantaggio per la comodità dell’acquirente.
Un’apertura di spessore verrà aggiunta al piano di sviluppo
nella prima parte del 2008, periodo in cui Eataly inaugurerà
uno spazio di 1000 mq al Rockefeller Center di New York,
per diffondere la sua filosofia anche sul suolo americano.
D’ora in poi se vorrete acquistare un alimento di qualità
non dovrete più impazzire nella ricerca e non dovrete
più sborsare cifre astronomiche, Eataly vi verrà incontro
unendo al vantaggio economico anche interessanti strumenti
didattici, che vi potranno spalancare le porte del mondo
enogastronomico. E chi mangia meglio vive più felice.
■
Cheese, il paradiso dei formaggi
Dal 21 al 24 settembre l’inconfondibile aroma dei
formaggi si diffonderà nella città di Bra, in Piemonte. Slow
Food, che a cadenza biennale organizza l’evento dal lontano
1997, è orgogliosa di aprire le porte della nuova manifestazione
con l’obiettivo di far conoscere i prodotti al vasto pubblico e
con il proposito di migliorare i già ottimi risultati dell’edizione
2005. Saranno presenti centinaia di bancarelle con un focus
particolare sui formaggi artigianali e sui prodotti a pasta
erborinata. La novità assoluta sarà la presenza di spazi dedicati
ai paesi dell’Est Europeo, soprattutto Romania e Bulgaria. Si
potrà mangiare, magari fermandosi in uno dei numerosi Presidi,
comprare e, come avviene in ogni evento di Slow Food, si potrà
anche imparare, grazie alle aree di degustazione e ai Laboratori
del Gusto.
(foto a sinistra: Archivio Slow Food)
WU
65
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WHAT’S UP
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