ANNO XXI n°5 - novembre-dicembre 2012 - IL SOLE 24 ORE S.p.A. - 20016 Pero (Mi) - via C. Pisacane 1 - ISSN 1127- 6983 Poste Italiane spa Sped. in A. P. D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1, DCB Milano.
PIANETAHOTEL
novembre-dicembre 12
SONO QUELLE CHE PROMETTONO (E MANTENGONO)
I MEGA HOTEL DI DUBAI E ABU DHABI. È QUI CHE
I BIG PLAYER STANNO CONCENTRANDO LE APERTURE
CREANDO NUOVI STANDARD PER IL LUSSO
NOTTI DA EMIRI
45 FORNITORI
INDAGINE ESCLUSIVA SUI
PAGAMENTI NELL’HORECA
48 VENDING
L’EVOLUZIONE DIGITALE DEI
DISTRIBUTORI AUTOMATICI
56 TOUR OPERATOR
QUANDO INTERMEDIARE
PORTA SENSIBILI VANTAGGI
32 RIVESTIMENTI
60 FORMULE FOOD
76 TECNOLOGIE
COSTI E BENEFICI DELLA
MOQUETTE MODULARE.
LA PAROLA AD ESPERTI,
ARCHITETTI E DESIGNER
A LIVIGNO TRE ALBERGHI
SPERIMENTANO IL DINE
AROUND. UNA PROPOSTA
CHE FIDELIZZA L’OSPITE
LA LOUNGE SI TRASFORMA
E DIVENTA PIATTAFORMA
INTERATTIVA E WEB BASED
PER GENERARE VALORE
la perfezione senza lacune
qualità o affidabilità, perché dover scegliere ?
Fino ad ora eravamo costretti a scegliere tra
la qualità artigianale o la preparazione facile del caffè.
Con il sistema barista VIAGGIODUDIßQDWH]]DGHJOLLQJUHGLHQWLHPHUJH
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PIANETAHOTEL
primo piano
Progetti, ricerche e talenti
in prima visione assoluta
di Claudio Bonomi
P
ianetahotel chiude l’anno di nuovo protagonista in una cornice importante dedicata proprio al mondo dell’impresa
dell’ospitalità, quella del 3° Summit Horeca Imprese Fuori Casa promosso di recente dalla nostra testata in collaborazione con Bargiornale, Ristoranti
- Imprese del Gusto e Ristorazione Collettiva e tenutosi presso la sede del Gruppo 24 Ore a Milano.
Un evento di cui avrete già letto anticipazioni e
cronache sul nostro sito web (pianetahotel.it) e
che ha registrato il “tutto esaurito” con 750 iscritti, 40 relatori e quasi 10 ore di relazioni, workshop,
testimonianze e confronti con professionisti e manager di primo piano. Naturalmente non potevamo esimerci di aggiornarvi sui principali contenuti
emersi nel corso di questo meeting e che toccano
da vicino proprio la vita economica della dell’albergo. A pagina 45, trovate un ampio e approfondito
resoconto della ricerca, presentata in anteprima
proprio al Summit, di Cribis D&B sulle abitudini
di pagamento nel settore horeca, con particolare
riferimento al settore alberghiero: una lettura che
riserva non poche sorprese.
A pagina 48, vi potete invece confrontare con i
numeri, assolutamente inediti, di un’altro sondag-
gio esclusivo: quella commissionato da Intel sui
desideri dei consumatori riguardo ai distributori
automatici del futuro. Un tema di estrema attualità che è stato il soggetto di uno dei focus della
giornata: la presentazione ufficiale del “Progetto
Hal - Hospitality Area Lounge”, corner tecnologico
disegnato dall’architetto Silvio De Ponte e frutto
di una alliance di aziende leader nell’ambito dei
propri settori di specializzazione. Un progetto al
passo con l’evoluzione del vending e del web e
che offre all’imprenditore alberghiero una molteplicità di occasioni di business e di fidelizzazione
della propria clientela. Ne parliamo a pagina 76.
Infine, l’albergo e i suoi professionisti sono tornati
alla ribalta anche alla 1° edizione di Horeca24 - Innovazione dell’Anno, l’evento conclusivo del Summit. Manuel Astuto, chef del ristorante del glorioso
Parkhotel Laurin di Bolzano, si è aggiudicato la
menzione speciale di “Miglior Talento Emergente
2012”, mentre Moreno Cedroni, pluripremiato chef
patron e noto per le sue molteplici “imprese” italiane ed estere, quella di “Imprenditore dell’anno
2012”. Un tributo doveroso a due stelle del nostro
firmamento imprenditoriale e un invito a guardare
al futuro finalmente con ottimismo. //
pianetahotel 3
A Milano la grande festa
PREMIATI I VINCITORI DEL PREMIO
2013 INNOVAZIONE DELL’ANNO.
SFOGLIA IL FLIP MAGAZINE
SU WWW.PIANETAHOTEL.IT
CON LE SCHEDE DEI PRODOTTI
VINCITORE ASSOLUTO
3M Di-Noc di 3M ITALIA
Sul palco dell’Auditorium del Sole 24 Ore, Mauro Moscarelli (a sinistra)
di 3M Italia, riceve la targa del 1° Premio Assoluto dal direttore editoriale
Business Media, Mattia Losi, per il laminato adesivo 3M Di-Noc
PREMIO DELL’ANNO
ARREDI E MATERIALI
PREMIO DELL’ANNO
ATTREZZATURE E TECNOLOGIE
PREMIO DELL’ANNO
ATTREZZATURE DI SERVIZIO
Nicola Ticozzi del Comitato Tecnico
(CT) con Sully Briskomatis per Shape di
Corradi (3°), Fulvio Tonti per Start Up di
Ifi (1°), Stefano Paron per Chicco Corner
di Paron Arredamenti (2°)
Massimo Giubilesi (CT) con Enrico
Ferri per Self Cooking Center Rational
(3°), Alberto Frausin per Draught Master
Mod. 20 Carlsberg Italia (1°), Massimo
Caudullo per Vision di Cold Line (2°)
Luigi Odello (CT) con Felice Del
Magro per ServinTavola di Ballarini
Professionale (1°) e Roberto Salata
per Bicchiere Policarbonato di Rds
Moulding Technology (2°)
pianetahotel 4
3° SUMMIT HORECA - IMPRESE FUORI CASA
dell’innovazione
PREMIO DELL’ANNO
BEVANDE
PREMIO DELL’ANNO
FOOD
PREMIO FRIENDLY SOLUTION
Michele Di Carlo (CT) con Davide Troisi
per Cube di Frozencube (1°), Arturo
Biscaldi per Vivaloe di Biscaldi (2°),
Fabio Pane per Bacardi Oakheart
di Martini&Rossi (3°)
Roberto Carcangiu (CT) con Romana
Tamburini per I Rivoluzionari Surgital
(1°), Piergiorgio Missiroli per Apé di
Conserve Italia (3°) e Franck Bouquet
per Focaccia Multicereali Délifrance (2°)
Roberto Carcangiu (CT) con Maurizio
Castellani e PierClaudio Burato per
Caffè-O Burato&Castellani (3°), Paola
Sangiacomi per Grok San Lucio (2°),
Ermanno Brancolini per Slidedish Ilip (1°)
PREMIO GREEN SOLUTION
PREMIO PACKAGING
PREMIO MIGLIOR IDEA PRIMA
Luca Pellegrini (CT) con Massimiliano
Falcioni per Ecostore di Electrolux
Professional (1°), Tiziano Pedrolli per EP
Warmfloor Gte Elettrica (2°), Alessandro
Zocca per Rivestim. Ceramico Zocca (3°)
Roger Botti (CT) con Giovanna De Maria
per Whittington Tea Special Selection
Filtro Piramidale di Ercom (3°), Lorenzo
Canella per Bellini Fusion di Canella (2°),
Cristina Ferro per Camparisoda 80° (1°)
Da sinistra, Marco Ambrosini per
Pro-Fondi di Ambrodesign (2°),
Daniela Aleggiani per 3M Di-Noc di 3M
(1°), Giampaolo Melli per Choco Kebab
di Techfood by Sogabe (3°)
pianetahotel 5
PREMIO NEW FORMAT
Una folta rappresentanza dei cinque locali premiati: lo staff del Micca Club di Roma con Daniele De Fazio, Daniele Gentili, Massimo
Innocenti (titolare), Emanuela Ernandez e Francesco Pirineo; Antonio Parlapiano e Luca Baioni del Jerry Thomas Speakeasy di Roma;
Emanuela Perenzin del Per cheese bar di Bagnolo di San Pietro di Feletto (Tv), Luigi Mattiucci della Pescheria Mattiucci di Napoli
MENZIONE
LOCALE GREEN
MENZIONE
TALENTO EMERGENTE
MENZIONE
IMPRENDITORE DELL’ANNO
A ricevere la targa per la Mensa
Scolastica del comune di Basiglio
(Milano) è stato il sindaco Marco Flavio
Cirillo (a sinistra), qui insieme a Giorgio
Castellani di Gemeaz Elior
La targa per Talento Emergente è stata
consegnata allo chef Manuel Astuto
(a sinistra) del ristorante del Parkhotel
Laurin di Bolzano da Stefano Nincevich,
redattore area horeca Business Media
Gruppo 24 Ore
Rossella De Stefano, caporedattore
area horeca Business Media Gruppo 24
Ore, insieme con lo chef-patron Moreno
Cedroni, creatore di raffinati ristoranti
pianetahotel 6
3° SUMMIT HORECA - IMPRESE FUORI CASA
A sinistra, foto di gruppo del Drink Team Bargiornale.
In piedi, Dennis Zoppi, Gianpaolo Posata, Tiziana
Borreani, Tommy Colonna, Antonio Parlapiano (al
posto di Leonardo Leuci), Matteo Paladino e Gianni
Zottola (al posto di Daniele Dalla Pola); accosciati,
Dario Comini, Gino Benvegnù e Ciro A. De Georgio
IL DRINK TEAM
Sotto, in collaborazione con PlanetOne, sono state
organizzate sul palco esibizioni di mixability relative
a quattro stili diversi: Matteo Palladino e Gianni
Zottola (tiki), Bruno Vanzan (flair), Mattia Pastori
(classico), Johnny Guitti e Jerry Callipo (rétro)
BARSHOW IN QUATTRO STILI
RICONOSCIMENTO MARTINI
Giuseppe Gallo, global brand ambassador Martini, con Thomas
Toson, trade mkt on trade Martini, hanno consegnato a
Maurizio Stocchetto (Bar Basso, Milano) una speciale targa
per la geniale invenzione del cocktail Negroni Sbagliato, creato
negli anni ‘60 dal padre Mirko. A lato, Marian Beke e Luca
Cinalli del Nightjar di Londra alle prese con gli aperitivi Martini
MOMENTO APERITIVO MARTINI
pianetahotel 7
SOMMARIO
sommario
18
32
60
76
food&beverage
back office
60 La formula dine
around sbarca a
Livigno. E funziona
10
66 È l’ora di Rhex,
front office
cover
story
Fare tesoro di
esperienze e
modelli che stanno
mutando lo scenario
è strategico. Siamo
andati dunque
a vedere cosa
succede in una
“terra promessa”
dell’hotellerie: Dubai
e Abu Dhabi (Uae)
In copertina, il progetto
del resort Water Discus
Hotel (Dubai).
management
innovativo format
fieristico per l’horeca
18 Le cittadelle dello
shopping possono
essere un volano
anche per gli hotel.
Modelli e sinergie
22 ritratto
Alexander Egarter,
Hotel Monika (Sesto)
24 A Londra un albergo
Hilton che è davvero
l’essenza del “British
style”e del gusto
nord europeo
28 Una collection unica
e di color Nero si fa
strada nella Penisola
48
68 I vini autoctoni fanno
design&contract
32 Tutto quello che
volevate conoscere
sulla moquette e...
38 Radiatori per tutti i
gusti e soprattutto
per tutti gli ambienti
41 impronte
Massimo Mussapi,
Mussapi Design
42 News. Eden Blu,
Cizeta Sedie
Un sondaggio incorona l’Italia
come la “patria delle macchinette”.
Gli alberghi italiani che saldano E spiega come sarà il loro futuro
puntualmente le fatture sono il
Tutto sullo storytelling, attività
43,4%, un dato inferiore alla media
a metà strada tra il fare cultura e la
nazionale. Tutti i numeri di una
promozione intelligente dell’hotel
ricerca sui pagamenti nell’horeca
45
50
pianetahotel 8
faville a Bolzano
69 impronte
Paolo Bacchini,
Dna Bio
70 Alta cucina e meeting
I valori del Devero
72 Come sta cambiando
la mise en place:
nuovi prodotti e set
74 News. World
Chocolate Masters,
Viaggi (Nestlè
Professional)
76 Una piattaforma che
dialoga con l’ospite.
Tutto sul progetto Hal
82 Domotica: ecco tutti
i vantaggi dello sposare
uno standard
86 A tu per tu con un
progetto che ottimizza
le attività di back office
88 Lobby e spazi comuni
diventanto interattivi
90 ecohotel
Alberghi più sostenibili
per i viaggiatori d’affari
92 agenda
94 News. Icone, Tork,
Minardi Industries
96 Indirizzi web
51 Alla scoperta di Pinterest
52 Maremma: un efficace
54 Costruire il proprio business
53 Come rilanciare a livello
tutti i benefici che occorre valutare
modello di promozione partecipata
scientifico le attività di ristorazione
sulla fiducia ai tempi del web
56 Lavorare con i tour operator:
58 Libri&Carriere
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COVER STORY
mercati
© Project Patented. Courtesy Deep Ocean Technology.
Il Water Discus Hotel: metà isola
in mezzo al mare, metà hotel
subacqueo a Dubai. Ancora non
c’è una data di apertura, ma già i
rendering del progetto danno l’idea
del lusso sottomarino
di questo hotel, che conterà
21 suite a 10 metri sotto il livello
del mare, dotate di vetrata per
sentirsi come in un acquario
IL NUOVO ELDORADO SI TROVA NEGLI EMIRATI ARABI UNITI: QUI LE GRANDI CATENE HANNO
TROVATO UN TERRENO IDEALE DOVE CONCENTRARE INVESTIMENTI E APERTURE CHE STANNO
RIDEFINENDO A LIVELLO MONDIALE LE COORDINATE DEL LUSSO E DEL MERCATO UPSCALE
pianetahotel 10
COVER STORY
mercati
di Alessandra Tibollo
L
a vera “land of opportunities” per il mercato turistico e alberghiero? Sono gli Emirati Arabi Uniti, che stanno vivendo un vero
e proprio boom economico, a dispetto delle previsioni di declino
conseguente alla crisi internazionale. Dubai in primis, seguita da Abu Dhabi, sono sempre di più mete turistiche e commerciali irrinunciabili. Crocevia
per molti viaggiatori di passaggio, specialmente verso l’Estremo Oriente.
La sola compagnia aerea Emirates ogni anno trasporta più di 3 milioni
di viaggiatori, la maggior parte dei quali fanno scalo proprio a Dubai e
frequentemente decidono di dedicare alla città emiratina almeno uno stop
over. I dati mostrano anche un forte incremento dei passeggeri, passati da
3,1 a 3,4 milioni nell’ultimo anno. Un rapporto del ministero degli Esteri
italiano e dell’Enit, parla degli Emirati come uno stato moderno, in cui il
pianetahotel 11
COVER STORY
mercati
Lo splendore di Dubai
visto da molto vicino
Oscar Cavallera, direttore di Bar University, consulente
1
2
1. e 2. Al Maha Desert Resort&Spa è uno dei meeting
point più esclusivi degli Emirati: una vera e propria oasi nel
deserto a pochi chilometri da Dubai, che fa parte della Luxury
Collection di Starwood. Eleganti appartamenti con piscina
privata e possibilità di fare picnic notturni nella riserva
tenore di vita è altissimo, e che si configura come hub
strategico sulle principali direttrici est-ovest. Un’economia “aperta e dinamica, con possibilità di proprietà
straniera al 100% e totale esenzione fiscale”. Tutti
elementi, si legge nel rapporto, che “attirano consistenti capitali esteri”. A questo si aggiunge la stabilità
politica, che emerge soprattutto nel confronto con
Paesi mediorientali come la Siria e con il Nordafrica,
che ancora soffre gli strascichi della Primavera Araba.
Numeri record per il turismo
Particolarmente entusiasmanti i dati turistici relativi
a Dubai: nel primo trimestre del 2012 il tasso di occupazione alberghiera ha già superato l’86%, il 2011
ha registrato un aumento del flusso turistico del 23%,
pianetahotel 12
di marketing e profondo conoscitore del mondo dell’ospitalità
racconta qui la sua “luxury experience” al Jumeirah Zabeel Saray di Dubai, tempio dell’opulenza in stile ottomano. L’albergo fa
parte del Gruppo Jumeirah lo stesso che gestisce l’iconico Burj
Al Arab che con i suoi 321 m di altezza è il 48º edificio più alto
del mondo e il 2º albergo più alto del mondo (il primo è il Rose
Tower sempre di Dubai).
La preparazione «Ho prenotato una camera al Jumeirah Zabeel Saray di Dubai per una settimana attraverso l’ufficio booking centrale che entro 12 ore mi invia la conferma d’ordine con
la spiegazione di tutti i servizi che posso prenotare prima del
mio arrivo. Due giorni prima della partenza decido di prenotare
un transfert aeroporto hotel. Ottengo una risposta veloce ed
esaustiva. Arrivato a Dubai grazie alle indicazioni avute trovo
subito la reception dove vengo accolto da una giovane fanciulla
molto cordiale che si occupa del mio bagaglio e mi accompagna
alla limousine. L’autista, garbato e gentile, mi offre una bottiglietta d’acqua e si informa sul mio viaggio. All’arrivo in hotel
sono accolto da un vetturiere che mi accompagna all’interno
dove una ragazza mi fa accomodare in un salottino e mi offre
una salvietta rinfrescante e un drink di benvenuto».
La camera «Esplicate velocemente tutte le formalità del check
in, vengo accompagnato in camera. Nel tragitto la ragazza mi
presenta tutta l’offerta dei servizi dell’hotel. Arrivato in camera
vengo informato su ogni dettaglio, sempre in modo garbato e
veloce. Appena la ragazza esce ecco arrivare il bagaglio. Perfetto, in tutto sono passati 9 minuti. La camera è perfettamente
COVER STORY
mercati
Un mercato perfetto
1
1. Una camera del
Jumeirah Zabeel
Saray che conta 405
guest room, 41 suite
e 38 residenze. 2. La
spettacolare architettura
del Zabeel Saray che
sorge sull’isola artificiale
a forma di palma, nuovo
simbolo di Dubai
pulita . Il mini bar è ben rifornito.
C’è la macchina per fare il caffè
e il tè e un piatto di frutta fresca con il benvenuto del direttore. Inoltre 2 bottiglie di acqua
minerale offerte dalla casa che
saranno sempre rimpiazzate a
ogni mio consumo per tutta la
durata del soggiorno».
La ristorazione «Riguardo il food&beverage c’è solo l’imbarazzo della scelta. Parto dal C-Club, un lounge dove gustare
un buon sigaro accompagnato da una selezione importante di
distillati con particolare attenzione a tutte le grandi riserve di
Cognac. Ottimo il servizio ma sopratutto eccezionale l’impianto
di aspirazione e condizionamento dell’aria. Il Nafoorah è invece
un locale che offre cucina libanese. L’interno è spettacolare:
muri dipinti a mano come al Topkapi Palace di Istanbul, candelabri colorati fatti a mano, un vero e proprio trionfo dell’epoca ottomana. Provo, alla fin,e il Voi, ristorante vietnamita con
un tocco di cucina francese. Ordino dell’acqua naturale e una
2
MARIO
FERRARO
Già general manager
dell’Hilton Molino
Stucky, è stato
chiamato a dirigere il
Conrad di Dubai che
aprirà nell’aprile 2013
Come mai gli Emirati
stanno attraendo così
tanti investitori?
Il costo per dar vita
a un nuovo hotel
è notevolmente
più basso qui, in
confronto all’Europa.
Incoraggianti regimi
fiscali, altissimi
standard di vita e il
fiorire di attrazioni
turistiche sono solo
alcuni dei motivi per
cui le compagnie
scelgono gli Emirati.
Inoltre, le prospettive
di crescita di Dubai,
in termini di profitti
economici e finanziari
sono significative.
Può tracciare un
identikit del visitatore
degli Emirati?
In particolare Dubai
>>>>>>
è una destinazione
turistica eccezionale: è
contemporaneamente
un dinamico business
center e un paradiso
del turismo. Bilancia
esigenze di business e
attrazioni per lo svago,
sempre mantenendo
la componente esotica
della tradizione araba.
Il Conrad che stiamo
per aprire, si rivolge
ai tre segmenti di
mercato principali:
congressuale,
business e leisure.
Grazie agli ampi spazi
meeting, la struttura
si prefigge l’obiettivo
di aiutare Dubai a
posizionarsi fra le
top destination del
turismo congressuale
nel mondo, puntando
ai grandi eventi e alle
convention.
Gli Emirati possono
rappresentare un
trampolino per chi vuole
dare una svolta alla
propria carriera?
Qui c’è una delle più
alte densità di hotel
5 stelle al mondo. È
il posto ideale per
chi vuole orientare
la propria carriera
nell’ospitalità ad alto
livello, in un mercato
altamente competitivo,
dove lo sviluppo delle
carriere è spinto al
massimo.
pianetahotel 13
COVER STORY
mercati
3
3
>>>>>>
4
3 e 4. Il Conrad Dubai verrà inaugurato nell’aprile 2013 ma
è già prenotabile sul sito web del gruppo Hilton Worldwide,
di cui fa parte. Una torre da 56 piani per 560 camere. 5. Nel
2014 Mandarin Oriental aprirà a Abu Dhabi una mega struttura
che sorgerà sulla Saadiyat Island e che conterà 160 fra
camere e suite, 35 appartamenti e 50 residenze
pari a quasi 33 milioni di visitatori che hanno portato
nelle casse dell’Emirato 3,48 milardi di euro, il 20% in
più rispetto l’anno precedente. Una serie di fattori che
hanno focalizzato verso Dubai e Abu Dhabi consistenti
investimenti economici da parte dei principali gruppi
alberghieri, con particolare riferimento alla fascia upscale. Per anni Dubai è stata ricordata per l’hotel sette
stelle Burj Al Arab, la famosa vela, simbolo del lusso
in salsa mediorientale affacciato sul Golfo Persico,
ma fra grandi catene già esistenti e next opening, lo
scenario è in continuo movimento. Ad esempio, ancora pochi mesi e aprirà un Conrad, brand di fascia
alta di Hilton Worldwide, che di stelle ne conterà sei,
costato 41 milioni di dollari. E non finisce qui: nei piani
pianetahotel 14
flûte di Champagne. Il servizio è veloce ed attento. L’interior
design gioca sui colori del bianco e del nero, molto elegante
e sobrio. Lampadari di cristallo, parquet di wengè, mise en
place di grande stile.... cosa chiedere di più? La restaurant
manager si avvicina al tavolo mi chiede se può darmi qualche
consiglio e mi lascio trasportare in un viaggio gastronomico
che mi sorprenderà. Ordino: gamberi marinati allo zenzero, una
vera delizia, rolls di pollo e scampi in salsa vietnamita, giusto
connubio agrodolce, e manzo Wagyu alle cinque spezie cotto
“in due modi”. Scopro che i due modi prevedono una cottura
decisa dallo chef e una da me. Assaggerò uno dei migliori
piatti dell’anno. Termino con una zuppa di frutta fresca con
sciroppo di lime e lemongrass accompagnata da sorbetto al
lychee e Champagne, una proposta fresca e corretta per ter-
4
COVER STORY
mercati
3. La sfarzosa Talise
Ottoman Spa del Jumeirah
Zabeel Saray di Dubai:
tempio del benessere e
del lusso più esclusivo con
hamman, aree vip e una
ricca carta dei trattamenti.
4. La sala da bagno
di una delle 41 suite
arredate nel classico
stile ottomano. L’albergo
è ormai una delle
destinazioni più gettonate
dal turismo internazionale
in visita negli Emirati
Arabi Uniti (Eau)
minare bene una cena superlativa sotto tutti gli aspetti. L’offerta prosegue con un ristorante indiano Amala e una brasserie
francese, l’Imperium, che offre un fantastico buffet a pranzo e
a cena. All’Imperium viene anche servita la prima colazione e
sono talmente rimasto stupito dalla varietà dell’offerta che mi
sono messo a contare quanti differenti cibi erano esposti: ne ho
contati 126 e inoltre uno chef prepara su ordinazione ogni tipo
di cottura o di variante. I servizi ristorazione prevedono anche
un bar nella lobby che propone servizio di caffetteria, snack
e un sorprendente rito del tè pomeridiano con una vastissima
proposta di delizie dolci e salate».
La spa «Un vero paradiso del benessere di circa 8.000 mq
dislocato su due piani. Tutto il complesso è suddiviso in tre
grandi aree: una dedicata alle donne, una agli uomini e la terza
alle coppie. In totale ci sono 42 sale massaggi, 8 stanze per
l’idroterapia, 3 hamman, 2 piscine interne di acqua di mare, 4
Jacuzzi, tre saune e numerose docce per trattamenti specifici. Il
centro prevede anche un bar con servizio snack dove si possono gustare piatti e drink nutrizionalmente corretti. Il personale
è molto qualificato e attento alle singole esigenze dell’ospite».
Conclusioni «La mia settimana allo Zabeel Saray è stata
fantastica, ma sopratutto mi ha dimostrato che il vero lusso
nell’hotellerie è fatto da attenzione al dettaglio e qualità delle
donne e degli uomini che vi lavorano. Qui ho trovato un perfetto
equilibrio, tra l’architettura del luogo e il sistema ospitalità. Ci
tornerò sicuramente».
5
del gruppo, ci sono altre due aperture in agenda con
un DoubleTree by Hilton e, nel 2013, ci sarà anche
lo sbarco del brand Waldorf Astoria sull’arcipelago a
forma di Palma, dove dopo il 2015 è previsto anche
la realizzazzione di un nuovo Hilton.
Progetti e nuove aperture
Sempre in fascia lusso, la catena Four Seasons ha
programmato l’apertura a Dubai per la metà del 2014.
La nuova struttura sorgerà sulla spiaggia della città
emiratina, al posto dell’ex Jumeirah Beach Club. La
“killer application” di questo nuovo hotel saranno i
270 metri di waterfront in esclusiva, a disposizione
degli ospiti delle 237 camere, di cui 49 suite. Nello
stesso periodo, sbarcherà negli Emirati anche la catena Mandarin Oriental. Il brand luxury di Hong Kong ha
invece scelto Abu Dhabi come punto di partenza per
la sua espansione negli Emirati. Last but not least, un
hotel sottomarino degno della fantasia di Jules Verne.
pianetahotel 15
COVER STORY
mercati
6
TREND ARRIVI E PERNOTTAMENTI NEGLI HOTEL E RESIDENZE ALBERGHIERE DI DUBAI, 2004-2011
Hotel/residenze alberghiere
Arrivi hotel
Arrivi residenze alberg.
TOTALE
variazione
Pernottamenti hotel
Pernottamenti residenze
TOTALE
variazione
2004
2005
4.724.543
5.294.485
696.181
865.518
5.420.724
6.160.003
9%
14%
12.302.165 13.375.784
2.897.922
2.928.703
15.200.087 16.304.487
22%
7%
2006
2007
2008
2009
2010
5.473.509 5.863.509
6.273.291
6.105.813
6.561.999
968.161
1.088.289
1.258.008
1.477.266
1.732.133
6.441.670
6.951.798
7.531.299
7.583.079
8.294.132
5%
8%
8%
1%
9%
14.020.495 15.865.557 16.653.704 16.698.406 19.027.498
3.569.531
4.669.918
5.767.363
6.148.372
7.599.181
17.590.026 20.535.475 22.421.067 22.846.778 26.626.679
8%
17%
9%
2%
17%
2011
7.262.730
1.832.840
9.095.570
10%
23.266.875
9.581.315
32.848.190
23%
Fonte: Department of Tourism and Commerce Marketing - Government of Dubai
6. Nel 2010 Rocco Forte ha aperto a Abu Dhabi un hotel che conta
281 camere, fra cui due mega-suite. Punta sui congressi, con un intero
piano occupato da lounge, sale riunioni e un salone da 500 posti.
7. A soli 3 km, dal centro di Abu Dhabi sorge l’Emirates Palace
struttura da quasi 400 camere, di cui circa 100 suite (Kempinski)
7
pianetahotel 16
Il Water Discus Hotel sarà una struttura con due dischi principali, uno a 10 metri sotto il livello del mare
e l’altro a circa 7 metri sopra la superficie, uniti da
una colonna centrale con ascensori e scalinate, il tutto sorretto da un sistema a tre colonne. L’ambizioso
progetto porta la firma della Deep Ocean Technology e conterrà 21 camere lussuose, dotate di vetrate
per ammirare il panorama subacqueo. Una cosa che
appare del tutto normale in un Paese in cui, per recuperare chilometri su chilometri di costa, è già stata
costruita la prima delle tre isole artificiali delle Palme
in mezzo al mare (dove è posizionato il Jumeirah Zabeel Saray), cui seguiranno presto le altre due. E nuovi
progetti faraonici sono già in cantiere se Dubai vincerà
la gara per diventare la sede dell’Expo 2020. //
FRONT OFFICE
scenari
LE CITTADELLE DELLO SHOPPING SONO DIVENTATE POTENTI CALAMITE
TURISTICHE CHE ATTRAGGONO I NUOVI RICCHI DELL’EST EUROPEO E DELL’ORIENTE.
GLI HOTEL LIMITROFI NON STANNO A GUARDARE E SFRUTTANO LA LEVA LOCATION
di Alessandra Tibollo
M
ontevarchi: fila davanti alla porta del The
Space, l’outlet di Prada a pochi chilometri
da Firenze. In attesa per ritirare il loro bigliettino (che servirà a rendicontare i clienti, ma anche
a velocizzare i pagamenti, perché a ognuno è abbinato
un numero), qualche italiano, ma soprattutto cinesi,
giapponesi, russi, americani, inglesi. Castel Romano
Fashion District, negozi come Burberry, Ferragamo e
pianetahotel 18
Valentino letteralmente saccheggiati. «Ieri abbiamo
avuto un gruppone di 2.000 indonesiani, se non ci
fossero loro…», afferma una commessa. Il Designer
Outlet di Serravalle Scrivia (Al), la prima cittadella dello
shopping targata McArthurGlen, a circa un’ora di auto
da Milano: un gruppetto di russi davanti a un pulmino
si affanna per pigiare nelle valigie borse, scarpe e
vestiti delle migliori marche italiane appena comprati.
L’ultima deviazione prima di ripartire. Sono scene che
si ripetono sempre più spesso negli outlet d’Italia, or-
FRONT OFFICE
scenari
le principali cittadelle dello
shopping nella Penisola
% incremento vendite outlet a
turisti extra Ue, anni 2011-2012*
euro, lo scontrino medio acquisti
outlet dei turisti extra Ue*
* Fonte Global Blue. La variazione del 59% è riferita ai primi 8 mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011
mai diffusi su tutto lo Stivale, dove gli stranieri hanno
letteralmente risollevato l’economia. A confermarlo
sono i dati sul tax free calcolati da Global Blue (società che si occupa dell’80% dei rimborsi Iva in Italia),
che ha analizzato per Pianetahotel i primi 8 mesi del
2012: gli outlet in Italia hanno registrato un aumento
del 59% delle vendite tax free rispetto allo stesso periodo del 2011. Complessivamente, la spesa in outlet
rappresenta il 16,42% dell’intero mercato tax free in
Italia, con uno scontrino medio che si aggira fra i 417
L’Outlet Village di
Mantova è tra le
cittadelle dello shopping
più visitate nel nord
Italia. Si trova a Bagnolo
San Vito, nei pressi di
Mantova, vicinissimo
all’uscita Mantova Sud
dell’A22 (autostrada
del Brennero), una
delle principali vie di
collegamento tra Italia
ed Europa
e i 438 euro. Naturalmente, sottolineano da Global
Blue: «Si tratta esclusivamente di informazioni sulle
vendite riferite a turisti stranieri extra-Ue che hanno
diritto alla richiesta di rimborso Iva».
Anche i numeri delle catene di outlet sono più che
positivi. Con ben 5 punti vendita, McArthurGlen ha
conquistato l’Italia da nord a sud: a partire dall’outlet
di Serravalle Scrivia, aperto nel 2000, continuando
con Castel Romano, Marcianise, Barberino del Mugello e Noventa di Piave. Le loro cifre parlano di boom
pianetahotel 19
FRONT OFFICE
scenari
1. Il Fox Town, factory
store a Mendrisio
nel Canton Ticino
(Svizzera) con 160
negozi a prezzi scontati
dal 30 al 70% tutto
l’anno, 2. The Mall a
Reggello, in provincia
di Firenze, è un altro
outlet di lusso ideato
per offrire prodotti top
a prezzi estremamente
vantaggiosi
1
2
di visitatori stranieri nel 2011. Un aumento del 62%
rispetto al 2010, con particolare riferimento ai turisti
provenienti dalla Russia (46% del totale), cui si aggiunge l’invasione di visitatori provenienti dall’Oriente,
soprattutto cinesi (+77%) e coreani (+135%).
Russi, ospiti strategici
Cifre analoghe anche per la catena Fashion District,
che conta 3 cittadelle dello shopping: a nord c’è Mantova, al centro il Valmontone Outlet vicino a Roma e
a sud il polo di Molfetta, a pochi chilometri da Bari.
Per tutti il “bengodi” viene dalla Federazione Russa
(64% del totale delle vendite). A Valmontone, però
si aggiungono i cinesi e gli ucraini, mentre Molfet-
Francesco Tapinassi è consulente
e docente di marketing e comunicazione
nell’ambito dei servizi turistici. Ha
partecipato a numerose docenze
e convegni e approfondito tematiche
attinenti la gestione di strutture private
e pubbliche turistiche. Ha concretizzato
esperienze con società di gestione, uffici
di promozione del territorio ed enti parco.
pianetahotel 20
ta è meta privilegiata di albanesi e bielorussi. Questi
grandi centri si trovano non lontano da destinazioni
turistiche più famose e normalmente è possibile raggiungerli dalle grandi città. Da Milano, per esempio,
c’è solo l’imbarazzo della scelta: shuttle quotidiani per
Serravalle Scrivia, Fidenza, Vicolungo e Mendrisio in
Svizzera. Tuttavia, per chi arriva in una “big city” gli
outlet non sono un motivo esclusivo di richiamo. Per i
piccoli comuni nei dintorni di un outlet, invece, questi
centri sono un vero e proprio volano del turismo e un
modo per uscire dall’anonimato.
È il caso della Toscana, dove c’è Firenze a convogliare
la gran parte delle visite, ma sta recuperando terreno
anche il Mugello, grazie al centro di Barberino, oppure
il Valdarno, con i centri di Reggello (The Mall e Fashion
Valley) e i monomarca come Prada.
È importante, quindi, cavalcare l’onda dello shopping
per intercettare questo tipo di turismo, composto
spesso da big spender. Ma come fare? Qualche consiglio lo dà Francesco Tapinassi, consulente e docente
di marketing e comunicazione nell’ambito dei servizi
turistici, che sottolinea l’importanza del web. «Bisogna lavorare - suggerisce - sul proprio sito, con un
meccanismo dinamico. Segnalare non solo la propria
vicinanza all’outlet, ma anche quali sono le novità, le
promozioni e le offerte del centro». Fondamentale
un lavoro sulle keyword, le chiavi di ricerca su temi
shopping che con motori come Google porteranno direttamente all’hotel in questione. «Inserire immagini
dell’outlet, dei propri clienti che vanno a fare acquisti
- aggiunge il consulente - o che sono tornati carichi di
buste comunica di più di mille parole, specialmente se
FRONT OFFICE
scenari
buoni modelli
PACCHETTI SU MISURA E TOUR
AL DELLEARTI DESIGN HOTEL
Cremona
BE.ONE: ARTE E LUSSO
CON TRANSFER ALL’OUTLET
Firenze
AL RIVIERAGOLFRESORT
LO SHOPPER È COCCOLATO
San Giovanni in Marignano (Rn)
A solo 20 minuti di automobile dal
Fidenza Village, il Dellearti Design
Hotel si propone come meta per
un weekend di shopping a prezzi
d’occasione. Ha messo in cantiere
un pacchetto dedicato, che include il
soggiorno nella struttura e un biglietto
di treno per Fidenza, dalla cui stazione
si può raggiungere agevolmente
l’outlet con la navetta gratuita.
Silvio Lacchini, proprietario del brand
CremonaHotels (che comprende
altre due strutture della città, l’Hotel
Continental e l’Impero) racconta che:
«Moltissimi ospiti, dai giapponesi agli
arabi, ma anche italiani chiedono
informazioni per dedicare parte del
loro tempo allo shopping».
Non solo acquisti in outlet, ma anche
gastronomia d’eccellenza, con un
itinerario dedicato alle Botteghe
Storiche del centro di Cremona, che si
trova al centro della cosiddetta Food
Valley. dellearti.com
Una residenza storica nel cuore di
Firenze che ha impostato l’intero
concept su arte e lusso. La struttura
è arredata con tessuti e pezzi di
pregio, delle migliori maison toscane.
Un chiaro rimando ai grandi brand
del made in Italy, che sono presenti,
a pochi chilometri da Firenze, con i
loro outlet. Dallo stesso hotel i clienti
vengono aiutati a raggiungere il
The Mall di Reggello, dove possono
trovare marchi come Gucci, Prada,
Ferragamo, Cavalli. Uscendo da
Be.One si può raggiungere in pochi
minuti a piedi la stazione di Santa
Maria Novella da dove parte un bus
che porta direttamente a The Mall e la
cui tariffa è compresa con la camera.
In alternativa, l’hotel è a disposizione
per organizzare transfer privati, per
consentire ai clienti di esplorare anche
gli altri outlet della zona, come il
Fashion Valley e il flagship store Prada
di Montevarchi. b1florence.com
Un resort a due passi da diverse
occasioni di shopping scontato. Ad
esempio a San Giovanni in Marignano
si trova il Gilmar Store, che vende
capi di firmati Iceberg, Gerani e
Frankie Morello. Con questo outlet
il Rivieragolfresort ha un rapporto
privilegiato dal momento che uno
dei soci della struttura è proprio lo
stilista Paolo Gerani. Inoltre, a pochi
chilometri c’è San Marino con il suo
outlet da 90 negozi.Spiega il general
manager Filippo Spanò: «Gli stranieri
costituiscono la risorsa più importante
e aiutano a destagionalizzare.
Provengono per la maggior parte da
nord Europa e Russia». Tra i servizi
dell’hotel: una miniguida agli outlet,
il personal shopper plurilingue,
numerose convenzioni con le boutique,
la spedizione a casa della merce e,
infine, un trattamento benessere
studiato per il defaticamento degli arti
inferiori». rivieragolfresort.com
sono state scelte accuratamente le tag da inserire sulle
foto». Anche l’attivismo sui social network torna utile.
Twitter aiuta a inserirsi in un meccanismo analogo a
quello dei motori di ricerca: ad esempio, Facebook
permette di creare delle liste di amici e di amici degli amici («attenzione soprattutto al pubblico femminile», suggerisce Tapinassi), mentre Pinterest serve
per condividere immagini secondo i criteri elencati in
precedenza. Una volta “agganciato” il turista-outlet,
bisogna fidelizzarlo, offrendo servizi customizzati. Tapinassi sottolinea l’importanza dei trasporti, risolvibile
con un accordo con agenzie di noleggio auto con conducente, ma anche delle valigie. «Specialmente per chi
viaggia con voli low cost, questo è un vero e proprio
cruccio. Già mettere a disposizione una bilancia aiuta
l’ospite a ridurre l’ansia da sovrapprezzo in aeroporto.
E per chi ha superato i limiti, basta essere disponibili a occuparsi della spedizione». Fare un accordo
con il centro commerciale, per poter dare ai propri
clienti una vip card risulta sempre utile ed è possibile mettere in campo dei meccanismi premiali: «Ad
esempio - conclude Tapinassi - si può chiedere agli
ospiti di mostrare gli scontrini che attestano di aver
fatto shopping per regalare l’upgrade della camera,
un aperitivo o ancora, l’accesso al centro benessere,
per un po’ di relax dopo lo shopping». //
pianetahotel 21
FRONT OFFICE
ritratto
ritratto
Direttori e manager dell’hotellerie
Claudio
Bonomi
[email protected]
Alexander
Egarter, classe
1973, è diplomato alla
scuola alberghiera
Kaiserhof di
Merano. Ha maturato
esperienze professionali
in Austria e Germania.
Novità a getto continuo
La legge di Alexander
S
iamo a Sesto, in alta
val Pusteria, a pochi
chilometri dal confine
con l’Austria. Qui, a 1300 metri, c’è il Monika, 4 stelle superior della famiglia Egarter. La
location è “da urlo”, siamo in
pratica di fronte a quel monumento naturale che è la Meridiana di Sesto, e anche la gestione non è da meno. A tirare
le fila di questa struttura che
ospita 46 camere distinte da
ben 14 stili diversi ideati per
mettere a proprio agio chiunque, dal single alla famiglia
con bambini, c’è il vulcanico
Alexander Egarter.
È grazie anche a lui se il Monika vanta un ricco palmares
di recensioni positive su Holiday Check e TripAdvisor e se
il sito web dell’albergo genera
oltre la metà di tutte le prenotazioni. «Non si deve pensare
che siamo i più bravi - esordisce Egarter - facciamo solo
il nostro mestiere, curando
soprattutto il rapporto personale con i clienti». Al di là della
tradizionale calda ospitalità
altoatesina, il segreto del Monika sta in un lavoro continuo
di ammodernamento e lancio
di nuove iniziative e servizi.
Gioco di squadra
«Il grande innovatore - chiarisce Egarter - è mio padre
Franz che nel 1970 aprì una
piccola pensione di 25 posti
letto che chiamò Monika. Da
allora, non ci siamo più fermati. Il primo ampliamento
importante è del 1978 quando i miei genitori portarono la
HOTEL MONIKA, SESTO (BZ)
M
olteplici i punti di forza del Monika.
Location a parte, l’hotel vanta una
spa ben strutturata di 800 mq e una
ricca e originale proposta gastronomica
che si distribuisce lungo tutto l’arco
della giornata: dal buffet alpino della
prima colazione alla cena con 5 portate,
passando per il break dolce-salato del
pomeriggio. monika.it
pianetahotel 22
pensione a 50 letti e l’albergo
salì di categoria. Nel 2007 c’è
stato un altro passo avanti con l’apertura di un centro
benessere di quasi 1.000 mq,
poi nel 2009 abbiamo rinnovato completamente tutte le
camere e oggi siamo alla vigilia di un nuovo intervento.
Burocrazia permettendo,
realizzeremo a breve un parcheggio sotterraneo di 50
posti e amplieremo l’area spa
inserendo una scenografica
“infinity pool”».
Ovviamente, non si dorme
nemmeno sul fronte dei servizi all’ospite. «Quest’anno
abbiamo allestito una nuova
sauna finlandese di 25 mq.
con otto diverse gettate di vapore in cabina, organizziamo
ciaspolate con guida a costo
zero e, sempre a titolo gratuito, maestri di sci alpino e di
fondo sono a disposizione
degli ospiti una volta la settimana per consigli su stile e
tecnica».
Ma tutto questo boom di iniziative non suscita invidie?
«No - risponde sicuro Egarter
- qui in valle regna un clima di
forte collaborazione, anche
tra pubblico e privati». //
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FRONT OFFICE
formule
La lobby dell’Hilton London
Wembley. Tra gli elementi distintivi,
osservabili dall’alto, i tappeti con la
Union Jack. La vetrata dà sul noto
stadio di calcio ricostruito nel 2007
sulle spoglie dell’antico Wembley
pianetahotel 24
FRONT OFFICE
formule
L’albergo tradotto
in lingua inglese
INAUGURATO A DIECI GIORNI DALLE OLIMPIADI DI LONDRA, L’HILTON
WEMBLEY HOTEL È UN INNO ALLA CULTURA E ALLO SPORT BRITANNICO.
FIERAMENTE AUTOCTONO DALLA CAMERA ALLA LOBBY, ALLA CUCINA
di Stefano Nincevich
F
ish & chips e pale ale, Monty Python e il
rock, 007 e Shakespeare, la mini e la Mini
Cooper, la Corona, il bus a due piani, la Torre di Londra, i Beatles e i Sex Pistols. Domandate a un
inglese quali siano le sue icone britanniche preferite.
Le risposte che otterrete saranno ogni volta diverse.
La produzione del “bello” in questo Paese sembra non
avere sosta. E pensare che l’attaccamento alle cose
è spesso l’ultimo dei pensieri. Nel 2003 demolirono
senza che nessuno battesse ciglio lo stadio di Wembley, un tempio dello sport e della musica. Successe
così, puff, un colpo e giù. Dalle sue ceneri nacque il
nuovo grande catino da 90.000 spettatori tutti con
posto a sedere. Finito nel 2007 con la spesa record
di 757 milioni di sterline, il nuovo Wembley è lo stadio
più costoso mai costruito. Sul lato di questo colosso
è stato inaugurato, solo dieci giorni prima dei Giochi
Olimpici, il nuovo Hilton London Wembley. Ogni singolo aspetto nell’intervento di interior design, curato
dallo studio The Manser Practice, è un inno alla cul-
tura e allo sport britannico. O, come ha dichiarato al
taglio del nastro Dave Horton, responsabile mondiale
di Hilton Hotels & Resorts: «In questa struttura c’è la
quintessenza dello spirito britannico, il gusto moderno
unito alle tradizioni secolari».
Icone locali ovunque
A cominciare dalla monumentale parete di due piani
dove sono raffigurati i più grandi eventi della storia
dello stadio di Wembley, proseguendo nella lobby
con i suoi tappeti che richiamano le linee della Union
Jack fino all’installazione artistica, composta da una
sequenza di piatti in porcellana, che simboleggia
idealmente il percorso del fiume Tamigi. Lo stesso
Icons, uno dei due bar dell’hotel, prende il nome dai
complementi d’arredo tipicamente inglesi distribuiti
nei punti di maggior passaggio. «Allo stato attuale dichiara Kara Monteiro, director of operations dell’Hilton London Wembley - il 30% della nostra clientela è
corporate e il 70% è leisure. Puntiamo a invertire la
pianetahotel 25
FRONT OFFICE
formule
1
tendenza e a coinvolgere maggiormente il pubblico
d’affari. Siamo a mezz’ora dal centro, nel cuore di
un’area che è stata riqualificata non solo con lo stadio, ma anche con strutture importanti come il Design
Center. Abbiamo intercettato molta clientela cinese.
Prenotano da noi perché vanno a fare shopping negli
outlet della Greater London. Senza contare che da qui
si può partire per l’esplorazione di siti turistici come il
Castello di Windsor o Ascot».
Anche la cucina è allineata
Il progetto del nuovo Hilton non si è limitato agli arredi,
ma ha riguardato anche la proposta gastronomica.
Anche in questo caso si tratta di una scelta fieramen-
Uno studio specializzato
La realizzazione del progetto d’interni dell’Hilton London Wembley è
stata curata da The Manser Practice, studio pluripremiato e dall’esperienza
cinquantennale che in passato ha realizzato altri progetti importanti come il Park
Inn di Manchester e l’ammodernamento di strutture come il Montcalm Hotel e
l’Hilton Park Lane di Londra. Per la struttura di Wembley hanno progettato 361
camere, incluse 18 suite, una sala convegni da 600 persone, l’imponente lobby, i due bar e le altre parti comuni. Il filo conduttore di tutto il loro intervento
progettuale si richiama alla storia, allo sport, all’arte e alla cultura britannica.
pianetahotel 26
te british. Nel ristorante Association, 280 coperti, sotto la guida dallo chef Simon Volante, si servono solo
piatti della tradizione o al massimo rivisitati in punta
di forchetta. Specialità tipiche come pancetta di maiale, arrosto di agnello, filetto di salmone, selvaggina
e patate in tutte le salse. La penna, bella e cinica, di
William Somerset Maugham scriveva che per mangiare bene in Inghilterra, si dovrebbe fare colazione
tre volte al giorno. Oggi, con ogni probabilità, si ricrederebbe. Il breakfast completo all’inglese resta un
punto fermo, ma la cucina ha fatto passi da gigante.
E quella proposta da Volante e la sua brigata è la prova tangibile. Chiaro che a Londra, considerata dagli
esperti la capitale mondiale del cocktail, anche la
FRONT OFFICE
formule
% è il tasso di occupazione
a 6 mesi dal taglio del nastro
% sono i clienti leisure
dell’Hilton London Wembley
film in rotazione, basati su
tecnologia cloud, nelle camere
2
1. Nella capitale mondiale dei cocktail, lo Sky Bar 9 dell’Hilton
Wembley offre un’interessante selezione di cocktail e altre
bevande. 2. Le 361 camere, delle quali 18 suite, sono dotate
di tecnologie all’avanguardia. 3. Ogni specialità dello chef
Simon Volante s’ispira alla cucina britannica. Dagli antipasti
ai dessert. 4- L’esterno dell’edificio da 281.650 mq. 5. La
terrazza dello Sky Bar 9 può accogliere fino a 150 persone.
Da qui si ammira lo stadio con il suo iconico arco d’acciaio
drink list è molto curata. All’interno del menù troviamo classici contemporanei come l’Espresso Martini
e drink inediti come il Cucumber Cooler, una bevanda
a base di gin e cetriolo. Specialità che sono proposte
agli ospiti dell’Icons Bar e dello Sky Bar 9, il locale collocato in cima alla struttura con vista impressionante
4
5
3
sullo stadio. Da qui gli ospiti possono ammirare l’arco
d’acciaio costruito sopra la North Stand, la tribuna
principale. Una struttura monumentale che con i suoi
133 metri di altezza e 315 di lunghezza, ha lasciato
un segno importante nella skyline londinese.
A conti fatti i risultati operativi dell’Hilton London
Wembley, a sei mesi dall’inaugurazione, sono promettenti. Si parla di un tasso di occupazione intorno
al 60%. Come altre strutture di recente costruzione il
nuovo albergo incassa il risultato positivo di un’Olimpiade, la terza per Londra, che a fronte di un budget
di spesa iniziale di 5,5 miliardi di euro e lievitato a
fine Giochi a 13 miliardi, sta avendo conseguenze
economiche importanti. Il primo ministro britannico
David Cameron ha dichiarato che il ritorno olimpico per l’economia britannica ammonterà complessivamente nei prossimo quattro anni a 16,6 miliardi
di euro, soprattutto grazie a all’edilizia e al turismo.
L’hotellerie, almeno sotto il Big Ben, è pronta a tirare
un respiro di sollievo. //
pianetahotel 27
FRONT OFFICE
affiliazione
Gli alberghi che
entrano a far parte di
Nero Hotel sono distinti
dall’unicità dell’offerta
o della location. Qui,
alcuni esempi. 1.
L’entrata del Poseidon
di Positano (Sa), 4
stelle dotato anche
di una moderna spa.
2. La lobby del Capo
d’Africa a Roma,
centralissimo boutique
hotel di 65 camere
e tre sale riunioni a
luce naturale
1
Quando la guest experience
serve a fare network
DEBUTTA NERO HOTEL GROUP,
CIRCUITO DOVE LUSSO, LOCATION
E SERVIZI SONO DAVVERO UNICI
di Alessandra Tibollo
A
ttenzione, qui si accede solo per invito. Se
c’è infatti una differenza fondamentale fra
le catene o le unioni volontarie classiche e
il nuovo network Nero Hotel Group è proprio questa.
Presentato ufficialmente quest’anno in diverse fiere
specializzate, questa inedita collection di alberghi vuole
essere sinonimo di esperienza, eleganza e raffinatezza.
Lo stesso nome non è stato scelto a caso. Il nero non
è solo il colore dello stile se letto in italiano, ma anche
l’acronimo di “naturalmente elegante rigorosamente
ospitale”. D’altra parte, un’anima modaiola questo
brand ce l’ha. Basti pensare che uno dei soci è Massimo Leonardelli, già collaboratore di Valentino per oltre
10 anni. Nella squadra ci sono poi Andrea Delfini (già
presidente e fondatore di Blastness) e Gianluca Giglio,
in veste di amministratore delegato di Nero Hotel. Que-
pianetahotel 28
sti ultimi due professionisti provengono dall’esperienza
di Blastness, società nata 13 anni fa come fornitore di
software dedicati al settore alberghiero.
Un business che è partito dalla distribuzione delle
camere on line e si è trasformato in un vero e proprio
piano di sales&marketing che “abbraccia” gli hotel
partner e li fa entrare in un più ampio progetto di
project financing. Il concetto è semplice e lo spiega
Giglio: «Si decidono insieme alla proprietà o alla direzione dell’albergo gli interventi da fare, è Blastness
a finanziare il progetto, basato sul concetto di ritor-
2
FRONT OFFICE
affiliazione
Due ristoranti stellati in rete
Non solo le stelle degli hotel, ma anche quelle dei ristoranti. La
buona cucina è uno dei requisiti della catena di affiliazione Nero
Hotel, che si prefigge l’obiettivo di offrire ai suoi clienti vere e proprie
esperienze sensoriali. Due degli alberghi partner possono vantare un
ristorante stellato: sono il Relais La Sommità di Ostuni (Br) con
il suo Cielo Restaurant, e il Grand Hotel Principe di Piemonte
di Viareggio (Lu) con il Piccolo Principe Gourmet. Alla guida della
cucina del Cielo c’è Sebastiano Lombardi, che propone una cucina
pugliese rivisitata in chiave moderna. Il patron del Piccolo Principe
è invece lo chef salernitano Giuseppe Mancino, alla guida del ristorante dell’albergo viareggino dal 2005. Fra i progetti di Nero Hotel,
anche appuntamenti gourmet di “Special Cooking” nelle strutture
partner, con corsi di cucina animati da chef di livello internazionale.
4
3. Il Cielo Restaurant del Relais La Sommità di Ostuni,
locale insignito di una stella Michelin. 4. Esterno notte
per il Pratello Country Resort a Peccioli (Pi)
3
no sugli investimenti. Solo una volta che il ritorno si
concretizza con un reale incremento delle entrate, dimostrando l’effettiva utilità dell’intervento, Blastness
comincia a guadagnare». Un modello senza rischi per
gli alberghi, sottolinea Giglio, che ha portato il pacchetto clienti di Blastness a quota 600, di cui 80 in
partnership. Il passo successivo di questo progetto è
Nero Hotel, collection che prevede di aggregare entro
l’anno 20 strutture (attualmente sono 12 le strutture
affiliate). Ma, come dicevamo, solo per invito. Giglio
spiega quali sono i criteri per entrare in Nero Hotel,
oltre ad essere già clienti di Blastness: «Non ci impor-
Gianluca Giglio. Ha iniziato la
sua carriera nel mondo dell’ospitalità
alberghiera in Inghilterra, oltre venti anni
fa. Ha lavorato in diversi hotel in Italia
e in Europa e dal 2000 è stato direttore
esecutivo di Gto Hotels. Dopo un passaggio
in Ragosta Hotels come direttore generale,
è approdato in Blastness per ricoprire il
ruolo di ad della start-up Nero Hotel.
pianetahotel 30
tano le stelle o il lusso, quello che cerchiamo è una
struttura unica nel suo contesto, che possa offrire
all’ospite un’esperienza e non solo un letto. Poi non
è da sottovalutare il rapporto che si instaura con la
proprietà o la direzione dell’albergo. Quando è basato sulla fiducia reciproca il passaggio a Nero Hotel
è facilitato». In concreto, entrare in questo “cerchio
magico” significa abbracciare una filosofia, in cui le
chiavi principali sono tre: wellness, fashion e food.
D’altra parte, sono questi i quid in più che cerca il
cliente tipo selezionato da Nero Hotel. Si tratta per
lo più di “big spender”, selezionati attraverso piattaforme di vendita private, spesso in collaborazione
con altri marchi sinonimi di lusso, come, ad esempio,
Jaguar. «Non chiediamo all’albergo - aggiunge Giglio
- di cambiare la propria immagine, per uniformarla
al nostro brand. Al contrario, ci piace che le strutture mantengano la loro identità, mentre quello che
è comune sono i servizi e la comunicazione che realizziamo per loro». Nel “pacchetto” c’è un lavoro di
ufficio stampa avanzato, che comporta da un lato una
serie di comunicati, dall’altro il monitoraggio della rete
attraverso una piattaforma di analisi semantica creata
da Blastness. Quindi, analisi di marketing periodiche
per ciascuna struttura e una serie di prodotti di comunicazione brandizzati, come il sito, da cui saranno
possibili anche le prenotazioni, la web radio, la web
tv e un house organ a periodicità semestrale curato
da Massimo Leonardelli. //
VDA presenta
la rivoluzionaria
business television
per il mondo alberghiero
Box wireless
in camera
compatibile
con ogni
TV consumer
Mobile Business TV
PowerTV ONAIR ¥ una piattaforma integrata capace di
ß gestire contenuti multimediali per hotel su tablet e cellulari
ß gestire prenotazioni e aggiornamenti antecedenti il check-in
ß offrire una connessione wi-fi personale in camera
ß trasmettere su TV contenuti personali multimediali senza ausilio di cavo... E molto altro
PRIMA del check-in
In CAMERA
A CASA
ßconoscere i servizi e le offerte
speciali dell’hotel
ßmigliorare la connettivit~ wi-fi “WiFi
Bubble”
ßfornire all’hotel un feedback in
tempo reale “Guest Survey”
ßprenotare i pacchetti di servizi
dell’hotel e gli upgrade di camera a
prezzi scontati
ßtrasmettere contenuti personali
dal proprio tablet sullo schermo del
televisore attraverso la tecnologia
senza cavi PowerPLAY
ßricevere dall’hotel news, offerte
speciali e alerts
ßricevere informazioni sulla citt~ e i
suoi eventi
ßvedere canali televisivi via IPTV, con
cambio di programma a tempo di record
ßagire sui controlli ambientali della
camera e le funzionalit~ della TV
direttamente da tablet
Richiedi una demo di PowerTV ONAIR
direttamente nel tuo hotel, contattando
il nostro commerciale di riferimento
demo.onair#vdavda.com
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
LA PAVIMENTAZIONE
TESSILE IN ITALIA
CONQUISTA MAGGIORE
POPOLARITÀ GRAZIE
AI PRODOTTI DI NUOVA
GENERAZIONE. È TEMPO
DI METTERE DA PARTE
I PREGIUDIZI
La bella favola
della moquette
pianetahotel 32
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
di Rossella De Stefano interviste di Silvia Giacometti
Concrete Mix della
collezione Once Upon
a Tile proposta da
Interface e ispirata al
mondo delle favole.
Grazie alla sua
composizione in bouclé
tufted strutturato
è molto durevole e
resistente all’usura
P
ensare all’hotel come luogo dell’ospitalità
e dell’accoglienza, ma soprattutto come
un’impresa che offre prodotti e servizi a
pagamento è il fondamento di ogni buon progetto.
Oggi più che mai, al progettista è affidato il compito
di proporre soluzioni in grado di ridurre i costi generali
facilitando l’operatività del personale, a cominciare
dalla scelta dei materiali.
Ben vengano legno, pietra e tutti i materiali naturali
che sempre più incontrano il favore di architetti e designer, ma non dimentichiamo tutti gli altri che per prestazioni e flessibilità possono dimostrarsi altrettanto
funzionali, primo fra tutti la moquette, nonostante il
vissuto negativo. Il perché è presto detto. «Purtroppo
la pavimentazione tessile paga la scellerata politica
commerciale degli anni 70 e 80 - testimonia Sergio
Bizzarro, architetto - quando si è venduto un enorme
quantità di materiale di pessima qualità esaltandone
parimenti aspettative, risultate false e inattendibili.
L’ignoranza sui sistemi di pulizia e manutenzione
ha fatto tutto il resto. Così oggi la moquette è vista
come facilmente deteriorabile, ricettacolo di sporcizia
e quindi igienicamente inaffidabile».
E la letteratura non aiuta: difficile raccogliere informazioni scientifiche relativamente a se e in quale misura
le pavimentazioni tessili possono rappresentare un
fattore condizionante la qualità dell’aria dell’ambiente,
da un punto di vista microbiologico. Utili invece i test
effettuati dall’Università degli Studi di Pavia in colla-
pianetahotel 33
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
CONFRONTO SUI COSTI DI MANUTENZIONE DELLE DIFFERENTI PAVIMENTAZIONI
Marmo
Pvc omogeneolinoleum
TatamiPvc in rilievo
Gres porcellanato
microporoso
lucido o opaco
Laminati parquet
verniciati con
bicomponente
Moquette a
quadrotte/teli
Fonte: Interface
1. La moquette in
quadrotte è sempre
più popolare.
Qui una recente
realizzazione
presso l’Hotel
Milano Scala a cura
di Interface
1
pianetahotel 34
frequenza
operazione
annuale
bisettimanale
giornalmente
semestrale
settimanale
giornalmente
giornalmente
semestrale
settimanale
giornalmente
bimestrale
cristallizzazione
lavaggio a mano con manutentore lavalucido
scopatura spolveratura
lavaggio con sistema iniezione-estrazione
lavaggio a mano con microfibra e detergente specifico
battitura/aspirazione con battitappeto
scopatura spolveratura
lavaggio con sistema iniezione-estrazione
lavaggio a mano con microfibra e detergente specifico
battitura/aspirazione con battitappeto
lavaggio con fondo monospazzola/lavasciugapavimenti
con dischi in microfibra e prodotto specifico
lavaggio a mano con microfibra e detergente specifico
spolveratura/aspirazione
lavaggio di fondo con monospazzola/lavasciugapavimenti
con dischi in microfibra e prodotto specifico
lavaggio a mano con microfibra e detergente specifico
spolveratura/aspirazione
Lavaggio con sistema Bonnet e detergente privo
di tensioattivi
In caso di tessuti molto sporchi e trascurati lavaggio
con sistema iniezione-estrazione
Smacchiatura, trattamento macchie localizzate
Battitura/aspirazione con battitappeto
settimanale
giornalmente
bimestrale
settimanale
giornalmente
annuale
annuale
settimanale
giornalmente
borazione con Interface, leader nella produzione di
pavimentazione tessile modulare.
Costi di gestione sotto controllo
I risultati ad oggi ottenuti hanno permesso di evidenziare come le pavimentazioni tessili nuove non sono
portatrici di contaminazioni microbiche e, nel confronto tra pavimentazioni tessili e non in uso, spesso le più
resa
mq/h
20
100
200
25-40
30-40
50
200
15
75
150
50
costo
mese
27
400
550
60
266
733
550
60
266
733
55
150
200
50
300
550
100
200
200
20
550
550
25
15
30
250
150
80
733
elevate contaminazioni microbiche si riscontrano sulle
pavimentazioni dure. A condizione, manco a dirlo, che
siano rispettati i protocolli di manutenzione. Oltretutto
manutenere la moquette è assolutamente semplice e
poco dispendioso (si stima un costo mensile a metro
quadro di 4,34 euro, vedi tabella sopra). Bastano alcuni semplici accorgimenti. Per esempio è stato appurato che l’80% dello sporco che può depositarsi
su una pavimentazione tessile abitualmente proviene
dall’esterno dell’edificio, pertanto la collocazione di
barriere antisporco nella bussola d’ingresso dell’hotel
rappresenta la prima linea di difesa.
Vero è che le pavimentazioni tessili all’interno raccoglieranno ancora sporco. Utile allora identificare le esigenze delle singole aree: reception, corridoi e tutte le
aree ad alto traffico richiedono per esempio un’efficace
pulizia quotidiana con battitappeto con una potente
aspirazione (1.000 Watt) e spazzola rotante, mentre
le aree intorno ai distributori automatici necessitano di
un’attenzione quotidiana nella rimozione delle macchie.
Con un programma di manutenzione ben definito i
costo
mese mq
4,75
6,35
5,29
4,52
5,75
4,34
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
Sergio
Bizzarro,
vanta una specifica
esperienza nel campo
della progettazione
di strutture per
l’ospitalità e il
benessere.
Qual è il valore aggiunto
dell’utilizzo della ceramica
all’interno di un hotel?
Le ceramiche, e in particolare
i gres porcellanati, hanno raggiunto
un grado così elevato di qualità e
originalità materica da rappresentare
uno degli elementi più importanti
nell’ambito delle possibilità
progettuali. La rivoluzione
degli ultimi anni è la possibilità
di realizzare superfici in cui
l’interpretazione di materiali
tradizionali quale legno, marmo,
pietre, pellami, metalli sono così
avanzate e originali da rappresentare
spesso un miglioramento a livello
qualitativo, prestazionale e di
immagine rispetto ai materiali
a cui si ispirano.
In quale zona è consigliabile
utilizzare questo materiale?
Tutti i locali di grande passaggio
sono la destinazione privilegiata per
i gres porcellanati. Le caratteristiche
di resistenza all’usura, alle macchie
e all’invecchiamento rappresentano
una garanzia assoluta. Così tutte
le superfici comuni dell’Hotel
Frontemar di Jesolo, sono realizzate
con gres porcellanati di grande
formato e bellezza materica.
Anche per tutti i bagni (in foto)
abbiamo scelto materiali analoghi,
anche se con variazioni cromatiche
e materiche differenti.
Massimiliano
Mandarini,
direttore tecnico
di Marchingenio,
start-up
accompagnata
dal Dip. Indaco,
Politecnico di Milano.
Massimo
Simonetti,
si occupa di
progettazione
architettonica
generale e di interni,
design di arredi e
interior design.
Che benefici può garantire
l’utilizzo del legno in hotel?
L’uso del legno crea una dimensione
di natura e benessere in uno spazio
costruito. Il legno è un materiale
nobile, dinamico ed espressione
delle culture locali di un territorio;
se interpretato nel modo corretto,
innovativo e creativo, può
sviluppare nuove soluzioni di spazi
contemporanei e sostenibili allo
stesso tempo. L’utilizzo più indicato
è nei pavimenti integrandolo con
tecnologie innovative di trattamento
delle superfici (disegni, texture, loghi
con impronte laser ecc.), ma anche in
un concetto di rivestimento di pareti
divisorie, listellature e boiserie.
Perché un albergatore
dovrebbe scegliere la
moquette?
Il pavimento tessile, in particolar
modo nel formato a quadrotte, oltre
a presentare numerose varianti
di colore e di dimensioni, consente
l’abbattimento acustico degli ambienti
e, contrariamente al comune
pensiero, le operazioni di pulizia,
con gli strumenti idonei, sono rapidi
e semplici. Alcuni prodotti sono
realizzati con materiali anallergici
e nanotecnologie che distruggono
la carica batterica penetrata nelle
fibre, per cui è spesso più igienico.
Quali sono le aree più idonee
all’utilizzo di questo materiale?
Nelle lobby, nei ristoranti, nelle
hall e nelle camere, ma è anche
interessante nell’utilizzo in spazi
tematici quali aree fitness, palestre,
centri benessere, business room
ecc. Il concetto interessante è che
il legno è compatibile con molti altri
materiali come la stessa moquette.
Questa integrazione è interessante
se si utilizzano materiali eco friendly
o riciclati. Altro esempio può essere
quello di integrare un rivestimento
a parete in legno con oggetti o
pannelli texture/tessili, magari
di origine naturale quali cotone
riciclato, lino ecc.
In quale zona è consigliabile
utilizzare la moquette?
Sono ideali, per esempio, nell’area
di ingresso (esistono prodotti
pensati a questo scopo aventi la
caratteristica di essere resistenti
all’usura e di catturare lo sporco), nei
corridoi per ridurre i rumori, nell’area
congressuale e banqueting e talvolta
nella camera stessa. Sconsigliamo
ovviamente l’uso nel bagno, nella
hall e nella spa, dove sono preferibili
tappeti mobili. Così Al Golden Palace
di Torino, un hotel cinque stelle
lusso dal taglio contemporaneo,
ho creato nell’american bar (in foto)
e nei salottini, un tappeto in Tai Ping,
disegnato appositamente e bordato in
marmo nero lucido; il risultato estetico
è notevole e l’atmosfera calda.
foto di Robert Emmet Bright e Alessandro De Crignis
mixare i materiali
pianetahotel 35
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
intervista
FILIPPO
SABA, country
manager di
Interface in Italia,
leader nel design
e nella produzione
di pavimenti tessili
modulari.
Sopra, la nuova collezione
Fotosfera di Interface,
realizzata per il 63%
con un filato di origine
biologica. Accanto, il sistema
di installazione senza
colla brevettato, TacTiles,
in grado di eliminare i Voc
(Volatile Organic Compounds)
pianetahotel 36
La sostenibilità è il
valore che da sempre vi
contraddistingue, come
trasformarlo in un
vantaggio competitivo
per l’hotel?
Nel 1994, Interface
si è posta l’obiettivo
di eliminare il
proprio impatto
sull’ambiente entro il
2020 - obiettivo noto
come Mission Zero.
Da allora, l’azienda
ha rivisitato il suo
modello di business,
ponendo questo
traguardo al centro.
Dopo diciotto anni
abbiamo raggiunto
risultati lodevoli
in settori quali la
gestione dei rifiuti,
l’utilizzo delle
energie rinnovabili,
la riduzione del
carbonio e l’impatto
sociale. Il successo
include anche l’88%
di riduzione dei rifiuti
inviati in discarica,
l’84% di riduzione del
consumo di acqua,
il 32% di riduzione
delle emissioni di
Co2, il 31% di energia
ricavata da fonti
rinnovabili e il 44%
dei materiali riciclati
o bio-based. Sono
risultati certi, tangibili
che l’albergatore
può comunicare
senza rischio di
green washing. Non
a caso siamo stati
il primo produttore
di pavimentazione
tessile in Europa
a ricevere una
Dichiarazione
Ambientale di
Prodotto (Epd)
verificata da enti terzi.
Perché guardare solo
oggi all’hotellerie?
Si tratta di un settore
in crescita che
assicura a Interface
una maggiore
dipendenza dal
corporate. Del
resto lo stesso
sviluppo sostenibile
dell’azienda ha
permesso di
introdurre prodotti
più idonei all’hotel.
Senza dimenticare
l’attenzione
crescente degli ospiti
verso i temi della
sostenibilità.
A quali prodotti in
particolare si riferisce?
Fotosfera, realizzato
per il 63% con un
filato di origine
biologica; diversi
prodotti di design,
come Transformation,
si ispirano alla
biomimesi che emula
i colori, i decori e le
trame della natura,
permettendo una
posa aleatoria e,
di conseguenza,
la minimizzazione
degli sfridi e quindi
minori costi; TacTiles,
il nostro sistema di
posa senza colla.
Quali servizi offrite
all’albergatore?
Uno per tutti: Cool
Carpet è il nostro
programma verificato
da Sgs, società leader
mondiale nei settori
di ispezione, verifica,
test e certificazione,
che azzera tutte le
emissioni dei gas
effetto serra associati
alla quadrotta
di moquette.
È una caratteristica
standard di tutti i
nostri prodotti a
design aleatorio,
della nostra gamma
Microtuft. Ed è
disponibile su
richiesta per ogni
prodotto della nostra
gamma. //
DESIGN&CONTRACT
rivestimenti
2
2. Interface è la prima azienda, nel 2003, a lanciare quadrotte
carbon neutral mediante il programma Cool Carpet. 3.
Folklore Buta in bouclé tufted strutturato combina motivi
floreali e strisce sottili per creare una gamma ispirata alle
tradizioni dell’Europa Orientale
3
facility manager e il personale addetto sapranno dove
concentrare i loro sforzi e pianificare in modo razionale la manutenzione giornaliera e/o periodica.
Manutenzione straordinaria
Sgombrato il campo dai pregiudizi è utile ricordare
altri vantaggi oggettivi: una moquette spessa circa
1 cm ha un potere isolante equivalente a un pavimento in cemento di 15 cm. Secondo alcuni studi,
il risparmio energetico ottenibile sul riscaldamento
si attesta dal 5 al 13%. Senza contare che i prodotti
di nuova generazione, soprattutto nel formato a quadrotte, consentono ulteriori risparmi. La modularità
consente per esempio di intervenire in tempi rapidi
ed economici sulle aree soggette alle manutenzioni
straordinarie. Sostituire la pavimentazione significa
intervenire esclusivamente sui moduli danneggiati,
evitando onerose e prolungate chiusure del hotel.
Si stima che sono necessarie circa tre ore per rimuovere e installare la nuova pavimentazione di una
stanza tipo di 25 mq. La scelta di una quadrotta ha
un riscontro anche in termini di riduzione degli sfridi:
secondo stime Interface su una media di 1.800 mq di
moquette in telo installata circa il 13% finirà in scarti
di materiale. Al contrario con le quadrotte gli scarti, e
quindi i costi per l’albergatore, si riducono.
Combinazioni creative
Vastissime, infine, le possibilità di espressioni sceniche e ambientali grazie all’ampia gamma di disegni,
texture, colori (per gli hotel è raccomandato l’utilizzo
di filati 100% tinto in massa) e combinazioni di spessori diversi: «Un uso intelligente che sto vedendo in
alcuni mercati come quelli del Nord America - riporta
Massimiliano Menichini, direttore tecnico di Marchingenio, Laboratorio di Architettura, Design e Servizi
Green - è l’utilizzo non più di superfici di moquette
tradizionali ma di grandi tappeti/texture che possono
essere applicati per valorizzare singole aree tematiche». Non ultimo l’impegno delle aziende nei confronti
dell’ambiente: dalla riduzione degli scarti di produzione all’utilizzo di filati riciclati o di origine biologica. //
pianetahotel 37
DESIGN&CONTRACT
complementi
Serie T. Prodotto da
Antrax It, è un radiatore
sartoriale, realizzato
in alluminio estruso,
a forma di T, che oltre
alle misure standard
di 150x200 cm, può
essere richiesto nella
lunghezza più utile
al cliente con un
minimo di 100 cm e un
massimo di 250 cm,
con step di 1 cm. Il
particolare appendino
può diventare un
involucro/contenitore
dal design pulito e
raffinato. antrax.it
Ice Inox Reflex
Bagno. Prodotto da
Caleido, è un radiatore
multifunzione in grado
di scaldare l’ambiente
bagno, specchiare
la figura per intero,
tenere calde salviette
e asciugamani.
È integrabile con
finiture esclusive,
come il gold reflex
finishing o l’inox
satinato, o con tutte
le colorazioni della
tabella ral. caleido.it
Termoarredi di stile
PIÙ CHE RADIATORI SONO OPERE
DI DESIGN MULTIFUNZIONE
DA COLLOCARE ORMAI DOVUNQUE
di Silvia Giacometti
L’
aspetto “emozionale” di un oggetto è
un elemento sempre più considerato da
designer e architetti. Sono i materiali, i
colori, ma soprattutto le forme a regalare all’ambiente
la giusta immagine che può essere all’occasione seria, divertente, funzionale o di design. E ciò vale anche
per dei “semplici” complementi, come, ad esempio,
possono essere i radiatori, fino a poco tempo fa pen-
Infra. Disegnato da Paolo D’Arrigo per
Caos, Infra è un rettangolo puro con una
superficie omogenea solcata solo da due
“tagli” dall’andamento curvilineo ad altezze
differenti che diventano pratici porta
salviette. Disponibile nella misura unica di
60x180 cm e nei colori bianco opaco e foglia
argento, è pensato per essere installato in
verticale fra lavabo e bidet così da servire
entrambi. caos-srl.it
pianetahotel 38
sati solo per assolvere a un’unica funzione ovvero
quella di riscaldare. Oggi, infatti, si sono trasformati
in veri e propri elementi di design, capaci di integrarsi
nell’ambiente, qualunque esso sia, con grande personalità, riproducendo forme originali e colori sempre
più in tono con l’ambiente circostante.
Finiture e funzionalità
Quello che più entusiasma i designer al momento
della progettazione di questi complementi d’arredo
non sono solamente le numerose finiture disponibili
- cromo, bronzo, oro, rame, nickel lucido o spazzolato
oppure verniciati - ma il fatto di poterli “accrescere”
nelle loro funzionalità. Ci sono così radiatori che diventando anche dei comodi ed eleganti portaoggetti,
oppure degli scaffali o piccole mensole, porta salviette, in grado di essere collocati in qualsiasi ambiente,
come la camera da letto, il bagno, l’ingresso, e persino nei corridoi. Un esempio è la collezione Serie
“T” di Antrax It disegnata da Matteo Thun e Antonio
Rodriguez. Si tratta di un radiatore realizzato in alluminio estruso, a forma di T (da cui deriva il nome),
che grazie alla sua speciale struttura, è ideale sia per
la zona giorno che per la zona bagno/benessere poiché può funzionare come scalda salviette, ma anche
DESIGN&CONTRACT
complementi
Il progettista
saper trovare il giusto
compromesso. E un
buon designer lo sa.
FABRIZIO
BATONI,
architetto e designer,
ha fondato nel 1997
lo Studio Batoni a
Colle di Val d’Elsa (Si).
Collabora a progetti
privati e pubblici.
Monolite. Progettato dall’architetto Fabrizio Batoni per
Brandoni, il sistema è composto da un corpo scaldante, un
soffione, un monocomando, una doccetta a mano e un deviatore.
La colonna radiante è disponibile nella versione da 500 o da 400
mm. È inoltre possibile scegliere Monolite nella versione solo
colonna scaldante, versione due lati aperti, versione ad angolo
con lato chiuso da porta a battente. brandoni.it
Tris. Come anticipa il naming, si tratta di 3 cornici radianti di
acciaio che incorniciano le salviette grazie a tre moduli centrali
basculanti. Dal design di Peter Jamieson per Deltacalor, oltre
a scaldare, Tris diventa un vero e proprio asciuga biancheria:
richiudendo i pannelli, le salviette non solo verranno asciutte,
ma anche valorizzate nella loro estetica. deltacalor.com
Il radiatore come nuovo
elemento di design.
Ma è sempre possibile
conciliare funzionalità
con estetica?
Oggi quando si parla
di radiatori si parla
anche di design.
Sono infatti diventati
icone del bello che
contraddistinguono
e arricchiscono
l’abitare quotidiano.
Si può far conciliare
la funzionalità con
l’estetica, basta
Evoluzione stilistica
e innovazione tecnica
sono allo stesso livello?
Nei radiatori
l’innovazione
tecnologica non è
andata di pari passo
all’evoluzione stilistica;
ancora oggi il radiatore
è fatto di serpentine,
piastre, tubi di svariate
misure e forme ed
elementi più o meno
modulari, all’interno
dei quali fa ancora
da padrona l’acqua
calda. Ultimamente si
è cercato di lavorare
su radiatori alimentati
da energia elettrica,
più facili da usare,
più flessibili, ma per
cultura o per maggiori
costi energetici, la
vendita di tali prodotti
è limitata a poche
nazioni nel mondo.
Il radiatore deve
rispettare delle
dimensioni minime?
Dimensioni e funzioni
derivano in particolar
modo dalle rese
che un produttore
vuole ottenere dal
proprio radiatore,
per cui a volte in un
progetto la forma può
pregiudicare la resa
e viceversa. Ma al di
là delle dimensioni,
le ultime novità del
settore prevedono
sicuramente la nascita
di prodotti
in cui il mix tra
emozione, innovazione
e funzionalità
rappresentano
il vero valore aggiunto.
pianetahotel 39
DESIGN&CONTRACT
complementi
Badge. Progettato
da Simone Micheli
per Cordivari, il
radiatore, di acciaio
al carbonio verniciato
e disponibile in 88
colori, consiste in
plurimi elementi dalle
geometrie variabili.
Grazie alle forme
semplici e unitarie,
la pulizia di ogni sua
parte è estremamente
semplice e le valvole
restano nascoste.
Dimensioni: 1755x512;
1212x512; 404x1604
mm. cordivaridesign.it
Charming.
Prodotto da Scirocco
H, è un radiatore
da reinterpretare a
partire dalla scelta
delle misure disponibili
e dalle numerose
finiture. Le manopole
portasciugamani
possono essere
in Swarovski o in
madreperla. La versione
Rack permette,
oltre che riscaldare,
di appoggiare
gli asciugamani.
Dimensioni: 47x68x120
cm. sciroccoh.it
come raffinato porta accappatoio o asciugamani. Un
altro esempio è Tris di Deltacalor, “100% made in
Italy”, che con le sue tre cornici radianti di acciaio basculanti ed ergonomiche confonde totalmente la sua
reale funzione; richiudendo i pannelli, le salviette non
solo vengono asciugate, ma soprattutto “incorniciate”
in un modo del tutto inedito. Ma se l’aspetto estetico
ha fatto notevoli passi in avanti, lo stesso non si può
dire per la loro parte tecnologica. Legati ancora, per
la maggior parte dei casi, al classico funzionamento
Montecarlo.
Ideato da Tubes,
il radiatore
scaldasalviette, è
anche un’elegante
struttura declinabile
in diverse
soluzioni formali
e dimensionali,
che si offre come
raffinato contenitore
a giorno. La versione
orizzontale misura
37,5x23 cm ed è
disponibile in tre
larghezze: 80, 100
e 120 cm. Due le
altezze della versione
verticale (140 e 170
cm) che in larghezza
misura 37,5 cm e 23
cm in profondità.
tubesradiatori.com
pianetahotel 40
del passaggio dell’acqua calda attraverso tubi appositi
dalla caldaia al termosifone, e solo in alcuni casi disponibili in versione elettrica, questi elementi necesitterebbero di una vera e propria sferzata di innovazione
tecnologica, arrivando a soddisfare le esigenze, ormai
richieste dal mercato, di alta efficienza termica e di
ridotti consumi energetici.
L’ambiente bagno è cambiato
L’ambiente più predisposto per ospitare questo particolare elemento rimane senza dubbio il bagno, anche
se ultimamente ha cambiato molto la sua figura di
“ambiente statico” per trasformarsi sempre più in uno
dimamico da “camera da bagno”. Questa esigenza
ha portato a progettare radiatori originali, dalla forte
personalità capaci di essere integrati in ambienti in
cui però molto spesso la dimensione non va di pari
passo con la praticità d’uso. Monolite di Brandoni
soddisfa invece l’esigenza di un radiatore integrato e
di dimensioni calibrate: attraverso un unico e sofisticato elemento d’arredo coniuga una cabina doccia
vetrata e un radiatore in acciaio, con piatti doccia,
vetri temperati e rubinetteria di varie misure.
Lo stesso avviene con Badge di Cordivari che punta
tutto sulla forma-dimensione dell’oggetto: premiato
con il Design Plus Award 2007 è un radiatore che
non passa inosservato, installabile sia in orizzontale,
sia in verticale a seconda delle esigenze di spazio, e
disponibile in differenti colori e geometrie. //
impronte
DESIGN&CONTRACT
impronte
Architetti e designer svelano i loro progetti per l’hotellerie
Rossella
De Stefano
[email protected]
La nuova camera
accessibile a tutti
L’
evoluzione più importante nel settore
alberghiero sarà lo
sviluppo degli hotel low cost.
In Cina l’hanno già capito:
nel 2011 i budget hotel erano
6.407 per un totale di 630.382
camere, con un incremento
annuo dell’8%. Così
Massimo Mussapi, invitato a rappresentare come
progettista l’Italia a Equip’Hotel
2012, ha introdotto la Flying Room,
concept di camera
d’albergo, pensato per
rendere più leggero il
soggiorno degli ospiti e
il lavoro dell’albergatore
(leggi meno costoso).
Perché ripensare la camera
d’albergo?
È l’ambiente che si è
evoluto più lentamente,
fedele per anni agli
standard imposti dal
domestico o, più di recente,
ai cliché dei design hotel.
Quali le novità in termini di
equipaggiamento?
Sparisce il sommier per
far spazio a un letto più
alto, accessibile a tutti
e capace di agevolare il
lavoro del personale. Il
minibar è disposto in alto,
in bella vista, secondo i
dettami dell’ergonomia
e per favorire il business
dell’albergatore: perché
dotare una camera di un
L’IMPRINTING DELL’ARCHITETTO
I
l lusso non è più quello che luccica,
il superfluo. Il lusso è godere di
tutto ciò che rende più leggera la vita
quotidiana delle persone, e questo
riguarda anche l’hotel che ha un ruolo di
accoglienza e servizio importantissimo.
Questa l’idea alla base anche del nuovo
concept ben sintetizzata dal logo
qui accanto. mussapi.com
Massimo Mussapi
Si occupa in modo
integrato di industrial
design, architettura e
graphic design.
Ha realizzato progetti
in tutti i 6 continenti,
inclusa l’Antartide.
minibar e poi nasconderlo?
Casseforti, porte,
complementi del bagno, tutto
è stato progettato sulla base
di requisiti specificamente
alberghieri e in vista di una
produzione seriale su scala
industriale, dando così la
chance alle aziende di
entrare nei capitolati dei
contractor internazionali.
E in termini di layout?
Per esempio l’anticamera
diventa uno spogliatoio,
separato dalla camera,
dotato di ripiani e ganci,
liberamente interpretabili dai
progettisti, per agevolare
anche i disabili. Per questo
mi piace pensare alla Flying
Room come la Room for all.
Quali i vantaggi per
l’albergatore?
L’obiettivo è di realizzare una
camera a meno
di 3.000 euro. In realtà il
vantaggio maggiore sta nella
riduzione dei costi generali
(personale, consumi
energetici, manutenzione
giornaliera) per avere una
marginalità alta nel lungo
periodo. //
pianetahotel 41
DESIGN&CONTRACT
news
Esempio di
copertura
telescopica
realizzata da Eden
Blu. Ogni copertura
viene progettata su
misura, dopo una
fase accurata di
sopralluogo e rilievo,
e viene direttamente
realizzata
nei laboratori
dell’azienda toscana
Tecno coperture su misura
I SISTEMI TELESCOPICI DI EDEN BLU SONO VERI ALLEATI DEL BUSINESS
O
ggi più che mai gli spazi esterni di una struttura ricettiva sono diventati strategici per
offrire all’ospite un servizio competitivo e,
allo stesso tempo, organizzare eventi o iniziative che
possono generare ricavi supplementari. Ma non sempre questi spazi sono fruibili. Pensiamo, ad esempio,
ai mesi invernali o anche a quelli primaverili quando
le temperature sono ancora rigide e non consentono
attività all’aperto. Ebbene, la soluzione sono le coperture telescopiche di Eden Blu, azienda di Figline
Valdarno (Fi) che si occupa da anni di progettazione,
realizzazione e installazione di sistemi telescopici,
soddisfacendo qualsiasi esigenza di spazio poiché
ogni progetto è realizzato su misura. Ogni copertura
viene testata nei laboratori di Eden Blu a diverse temperature e all’acqua e, quindi, trasportata e installata
nel locale. Tutti i profili sono progettati per resistere
ai carichi o agli urti accidentali, i punti di irrigidimento
vengono consolidati con strutture di acciaio e il motore elettrico della copertura può essere alimentato
anche con pannelli solari, alleggerendo così notevolmente la bolletta energetica dell’albergo. La lunga
durata delle coperture permette di ammortizzare al
meglio l’investimento. edenblu.it
Feuss, ergonomia e uno stile unico
Cizeta, azienda friulana che da oltre 30 anni si
distingue nella produzione di sedute e complementi d’arredo, proponendo una vasta gamma
di sedie, poltroncine e sgabelli, si presenta oggi
con una forte connotazione contract, offrendo
proposte trasversali top di gamma e low cost.
Quest’anno l’azienda ha anche ampliato la gamma con l’introduzione di una decina di novità,
pianetahotel 42
contestualmente al restyling di alcuni modelli già
a catalogo. Tra i prodotti di nuova generazione
spicca l’avvolgente seduta Feuss (nella foto),
nata dalla creatività di Edi & Paolo Ciani. Imbottitura dello schienale e scocca sono in poliuretano
espanso schiumato dotato di certificato ignifugo, e poggiano su una base centrale in metallo
cromato lucido girevole a 360°. cizetasedie.it
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“
Il nuovo Booking Online di SCRIGNO permette di fare
revenue e web marketing su diversi target di clienti ed è
facile da gestire, sia per i manager del revenue che per i
manager del web marketing.
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Lara Milos, web marketing manager www.losinj-hotels.com
Il nuovo Booking Online di SCRIGNO.
Totalmente integrato al CMS. Pensato per il Revenue e il Web Marketing.
La suite gestionale SCRIGNO si rinnova e propone un rivoluzionario sistema di Booking Online che integra in modo
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e utilizzo di codici promozionali riservati per fidelizzare
i vostri clienti.
ñ Per i gruppi alberghieri: visualizzazione di più strutture nella stessa pagina.
ñ Totale integrazione del processo di prenotazione
nel sito dell’hotel, evitando l’accesso a pagine di altri
domini.
ñ Maggiore efficacia nella comunicazione e nel SEO
grazie alla possibilità di personalizzare le offerte con
testi, foto e video.
ñ Analisi dei dati relativi al percorso di prenotazione
attraverso l’attivazione di Google Analytics.
Possibilità di utilizzare direttamente nel sito web dell’hotel
anche un modulo pre check-in: una novità che garantisce un
notevole risparmio di tempo sia all’ospite che al front office.
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consente di verificare l’andamento dell’hotel anche da tablet PC e
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3° SUMMIT HORECA - IMPRESE FUORI CASA
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MANAGEMENT
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Osservatorio Summit Horeca • Gestione • Web • Carriere
Regole stringenti e fornitori attenti:
tempi più cupi per i cattivi pagatori
L
e aziende italiane, si
sa, non sono buone
pagatrici: quando si
tratta di saldare una fattura,
la puntualità è spesso un optional. Un costume che si è
radicato nella prassi e che ci
fa sembrare assolutamente
normale richiedere o subire
(a seconda della parte in cui
ci si trova) dilazioni nei pagamenti che possono andare
anche oltre i quattro mesi.
Gli alberghi italiani che saldano puntualmente le fatture
sono il 43,4%, un dato inferiore alla media nazionale.
Ora art. 62 e direttiva Ue fissano scadenze ravvicinate.
E i grossisti si attrezzano per non servire più chi non paga
MONITOR
SUGLI HOTEL
di Riccardo Oldani
LA PUNTUALITÀ DEI PAGAMENTI NELL’HORECA
% di aziende che pagano alla scadenza 2007-2012
28,8
33,5 32,6
32,2 30,8
31,6
29,6
25,5
Cambiano le regole
Ora però le cose dovranno cambiare, per forza di
La nuova direttiva Ue
fissa a 60 giorni
i tempi di pagamento
cose. A gennaio 2013 dovrà iniziare l’applicazione
della direttiva europea che
fissa tempi di pagamento,
non solo per le pubbliche
amministrazioni ma anche per le imprese private,
non superiori a 60 giorni, a
parte eccezioni concordate tra le parti. A questo si
aggiungono le indicazioni
2007
2008
2009
2010
2011
IQ 2012 IIQ 2012 IIIQ 2012
Fonte: Cribis D&B
Cribis D&B è una
società del gruppo
Crif specializzata nella
raccolta di informazioni
economiche e
commerciali. Rileva le
abitudini di pagamento
delle aziende italiane
ed estere nei confronti
dei fornitori e realizza
report per settori
economici (hotel
compresi). Dispone
di un rating (D&B
Paydex) per il 100%
delle imprese nazionali
e di un servizio (iTrade)
per la condivisione
delle informazioni sul
credito commerciale
con le aziende aderenti.
dell’articolo 62 del decreto
Liberalizzazioni, in vigore dal 24 ottobre, che fissa
termini non superiori a 30
giorni per il pagamento di
merci deperibili, come gli
alimentari freschi.
Alle buone intenzioni delle
norme, però, si oppone la re-
pianetahotel 45
LE ABITUDINI DI PAGAMENTO NELL’HORECA PER CLASSI DI RITARDO
Valori % III trimestre 2012 per area geografica
38,3
54,6
57,6
Alla scadenza
30,2
58,3
Fino a 30 gg
30-60 gg
eI
4,7
8,9
le
so
24,3
59,1
60-90 gg
90-120 gg
Sud
6,5
tro
dO
1,8
4,3
2,6 1,0
2,1 0,9
st
ve 2,9
Cen
29,6
1,6 0,5
N or
dE
3,4
7,2
0,6 0,4
st
N or
Itali
a
1,6 0,6
5,8
11,6
18,4
60,6
Oltre 120 gg
Fonte: Cribis D&B
altà dei fatti di un Paese in
cui le imprese pagano con
ritardi iperbolici rispetto alla media europea.
Cattivi pagatori
Cribis D&B ha presentato in esclusiva al Summit
Horeca Imprese Fuori Casa
del Gruppo 24 Ore uno studio sui tempi di pagamento
nel settore dell’horeca nel
terzo quadrimestre 2012
basato sullo strumento Cribis iTrade, che raccoglie le
informazioni sui tempi di
pagamento delle aziende di
un ampio numero di setto-
pianetahotel 46
ri economici, allo scopo di
creare una banca dati in grado di individuare, con nome
e cognome, le imprese abitualmente in ritardo nel saldo delle fatture.
Nel comparto hotel
pagano alla scadenza
il 43,4% delle aziende
Un’analisi ad ampio spettro
che ha analizzato l’evoluzione dei comportamenti
delle imprese negli ultimi
cinque anni, dal 2007 (l’an-
Marco Preti, ad di Cribis D&B Italia,
alla presentazione, in esclusiva per
il Gruppo 24Ore, della ricerca sui
comportamenti d’acquisto nell’horeca
no che ha preceduto lo scoppio della crisi) a oggi.
«Rispetto a una media nazionale del 47% di aziende
che pagano puntualmente spiega Marco Preti, amministratore delegato di Cribis d&B Italia -, il settore
horeca si comporta molto
peggio, con solo il 29,6% di
buoni pagatori: solo la grande distribuzione in Italia ha
performance ancora più negative. A questo si aggiunge
il fatto che le medie europee
sono molto più elevate. Se
prendiamo l’esempio della Germania, lì le imprese
dell’horeca pagano puntualmente nel 70% dei casi». Un
dato, osserva l’esperto, che
la dice lunga sulla maggiore
organizzazione delle imprese tedesche nella gestione
del credito, che si traduce
anche in una maggiore competitività rispetto ai concorrenti stranieri. Se poi si segmenta ulteriormente il mercato italiano, si scopre che
nel Nord Est è puntuale nel
saldo delle fatture il 38,3%
delle aziende dell’horeca,
mentre se consideriamo Sud
e Isole la percentuale scende
drammaticamente al 18,4%.
Alberghi più virtuosi
Nell’ambito dell’horeca, gli
alberghi si mostrano molto
più virtuosi di bar e ristoranti. Pagano infatti puntualmente il 43,4% delle
aziende (erano il 46,4% nel
2007): un dato comunque
peggiore alla media delle
aziende italiane (47, 3%).
Considerando però anche
chi paga entro 30 gior-
3° SUMMIT HORECA - IMPRESE FUORI CASA
LA PAROLA AGLI ESPERTI: COME CAMBIA IL CREDITO
HOTEL, BAR E RISTORANTI A CONFRONTO
% di aziende puntuali nei pagamenti
Horeca
Ristoranti,
catering
43,4
46,4
25,6
17,9
25,2
22,5
28,8
Italia
29,6
Pagamento puntuale IIIQ 2012
47,3
50,8
Pagamento puntuale 2007
Bar, birrerie,
paninoteche
Alberghi
Fonte: Cribis D&B
ni (il 51,1% degli hotel) le
posizioni si ribaltano. E la
percentuale di alberghi da
“maglia nera” risulta inferiore alla media nazionale
in tutte e cinque le classi di
ritardo analizzate.
Banche dati comuni
dei fornitori
con i cattivi pagatori
La crisi non sembra aver
sensibilmente modificato quella che sembra una
prassi consolidata: la percentuale di buoni pagatori
si riduce, ma solo di qualche punto percentuale. Anche perché, secondo Cribis,
si sono allungati i tempi di
pagamento concordati ed è
quindi più facile per i debitori rispettare le scadenze.
bilanci 2011, 40 miliardi
di crediti nei confronti dei
clienti. Vale a dire, in media, 27 milioni per azienda.
«Nell’horeca - rivela Preti - i
fornitori sono però passati
al contrattacco, mettendo in
atto una serie di strumenti
e iniziative per arginare il
problema: le aziende più
importanti, infatti, da un
lato si sono strutturate per
attuare un recupero crediti
più efficace, dall’altro hanno sviluppato sistemi per
escludere i clienti cattivi
pagatori dalle forniture; si
scambiano informazioni
puntuali sui clienti e colla-
FABIO BOLOGNINI
titolare di Linker
«Di fronte alla pressione cui
sono sottoposte anche medie
imprese come gli alberghi,
incalzati da fornitori che non
trattano più sui pagamenti
e messi alle strette dalle
banche che non concedono
più credito, è necessario
cercare di creare un filo
diretto con le proprie banche,
magari invitando i funzionari
nel proprio hotel, per far loro
conoscere meglio il proprio
business».
borano nel monitorarne reputazione e comportamenti
sul fronte dei pagamenti».
Ecco, quindi, che pagare in
ritardo si ritorce contro chi
in questo modo spera di guadagnare tempo e ossigeno.
«Gli impatti sui cattivi pa-
gatori - spiega ancora Marco
Preti - sono seri, soprattutto in termini di reputazione. Avere la fama di cattivi pagatori si ripercuote su
una serie di rapporti: con le
banche, che non concedono
più credito, con le assicurazioni, che pretendono premi
più elevati rispetto a chi dà
più garanzie e con i fornitori, che lavorano sempre meno a supporto dell’azienda».
Il consiglio, tanto più in tempi di crisi, è di cercare assolutamente di essere puntuali
nel pagamento dei fornitori.
«E soprattutto di imparare a
utilizzare la propria puntualità - suggerisce Preti - come uno strumento di trattativa per ottenere condizioni
e sconti migliori. Bisogna
considerare la gestione del
credito sempre di più come
un’attività strategica». //
LE ABITUDINI DI PAGAMENTO DEGLI HOTEL
Ripartizione % per classi di ritardo - III trimestre 2012
1,3
0,4 0,2
Alla scadenza
3,6
Fornitori più attenti
«Più però si prolungano i
tempi - sottolinea Preti - più
crescono i problemi di liquidità per i fornitori».
Il problema della liquidità è
sintetizzato da un dato emblematico. Le aziende dei
settori alimentare e delle
bevande registravano, nei
STEFANO ERCOLI
credit manager Partesa
«Abbiamo creato una credit
policy con punti fermi su
cui non transigiamo: per
esempio, oltre un certo
ritardo di pagamento
blocchiamo il cliente in
anagrafica; e le new entry
sono prima valutate con
visure camerali. Inoltre
partecipiamo a community
di fornitori per monitorare i
nostri clienti. Abbiamo ridotto
da 105 a 75 giorni i tempi
medi di pagamento».
Fino a 30 gg
43,4
51,1
30-60 gg
60-90 gg
90-120 gg
Oltre 120 gg
Fonte: Cribis D&B
pianetahotel 47
LIEVE BATTUTA D’ARRESTO DEL VENDING
I CLIENTI CHIEDONO PIÙ INTERATTIVITÀ
Una ricerca realizzata da Redshift Research per Intel in 11 Paesi incorona l’Italia come la “patria delle macchinette”.
Gli utenti chiedono sistemi di vendita più evoluti: Intel è pronta a fornirli con la nuova tecnologia della realtà aumentata
di Riccardo Oldani
I PRODOTTI CHE I CONSUMATORI VORREBBERO
I SERVIZI CHE ACQUISTEREBBERO
Risposte multiple - valori in %
Risposte multiple - valori in %
Caffè
Cibi caldi
Frutta e verdura
Biglietti augurali
Dvd
Ombrelli
Fiori
Profumi e trucchi
Peluche
Creme solari
Occhiali da sole
Custodie telefonini
Orologi
Abbigliamento
65
57
53
38
31
26
22
20
19
18
17
17
10
9
Accessori auto, moto e cicli 8
Gioielli 6
Ricariche cellulari
Free wi-fi a cui connettersi
Stampe fotografiche
Affrancamento e spedizioni
Duplicazione chiavi
Noleggio dvd
Noleggio pc games
Lavaggio a secco
55
54
50
38
29
27
17
15
Fonte: Redschift Research per Intel
-0,3%
il calo del fatturato
del settore vending
in Italia nel 2012
(stime Confida)
Fonte: Redschift Research per Intel
T
ra i pochi settori che
resistono alla crisi, in
Italia, c’è il vending.
Nel nostro Paese le macchine per la vendita automatica
installate hanno superato
quota due milioni, una ogni
29 abitanti, per un giro d’affari di 2,6 miliardi di euro.
Nel 2012, secondo Confida,
l’associazione italiana di
APPLICAZIONI
A pag. 76 l’anteprima
del progetto Hal,
nuova frontiera
per il vending nel
settore alberghiero.
pianetahotel 48
settore, il fatturato dovrebbe subire una lieve battuta
d’arresto (-0,3%), mentre è
ulteriormente cresciuto il
numero di utilizzatori, arrivato al 44,2% nel 2012.
Italiani appassionati
Un’applicazione di realtà
aumentata, nuovo terreno
di sviluppo scelto da Intel
con applicazioni importanti
anche nel comparto vending
Gli italiani, del resto, sono
gli utilizzatori più assidui
di distributori automatici in
Europa. Il 43,6% dei nostri
concittadini usa una macchina automatica almeno
due volte la settimana, secondo i dati Confida. Sono
percentuali molto superiori
alla media del continente,
dove l’11% dichiara un uso
quotidiano e il 30% un uti-
lizzo settimanale: queste ultime cifre emergono da un
sondaggio commissionato
da Intel e condotto dalla società indipendente di ricerca Redshift Research su un
campione di 6.018 persone
di 11 Paesi.
La diffusione del vending
è massiccia, ma il mercato
manifesta esigenze di rinno-
vamento. Siamo nell’epoca
della connettività totale, degli smartphone e dei tablet,
e i consumatori vorrebbero che anche i distributori
automatici assumessero
un aspetto più hi-tech, con
schermi interattivi, facilità
di scelta del prodotto, servizi più sofisticati. Insomma,
le cosiddette “macchinette”,
che in realtà sono prodotti di
alta tecnologia, dovrebbero
diventare sempre più efficienti, interattive, moderne.
Sempre il rapporto Intel in-
3° SUMMIT HORECA - IMPRESE FUORI CASA
USO DI STRUMENTI DI PAGAMENTO ALTERNATIVI AL CASH: PROPENSIONE DEI CLIENTI
Totale
Francia
Germania
Italia
Olanda
Polonia
Russia
Spagna
Svezia
Turchia
Regno Unito
Ucraina
Usa
Numerosità del campione intervistato - risposte multiple
Numero rispondenti
6.081
503
506
508
505
508
503
524
502
502
503
502
515
Carte di credito
63%
75%
51%
42% 34% 67% 75%
65%
74%
77% 49% 76% 67%
17%
36% 40% 52%
Carte fedeltà
40%
47% 29% 45% 23% 39% 53% 62%
Con il cellulare (touchless)
38%
24%
41%
29%
41%
Con un sistema di addebito
automatico basato sul concetto
di prepagato
25%
13%
22%
31%
36% 20%
Con un conto aperto
con pagamento a fine mese
24%
20% 26%
17%
Tramite voucher
22%
Tramite Qr code
11%
52% 49% 36% 52% 43% 23%
23%
31%
33%
12%
33% 25%
21%
17%
23% 36% 23%
19%
29%
32% 26%
26% 39% 22%
17%
22%
6%
39%
15%
36% 28%
5%
14%
10%
12%
9%
12%
16%
12%
9%
11%
11%
17%
9%
16%
34%
47%
14%
8%
Fonte: Redschift Research per Intel
dica che se l’88% degli europei considera utili i distributori automatici, un’identica percentuale lamenta
di avere avuto, almeno una
volta, esperienze negative
con questi dispositivi, come
non aver potuto raccogliere il prodotto perché si era
incastrato all’interno o non
avere ricevuto il resto.
Voglia di interazione
Ma i consumatori non richiedono soltanto schermi
touch-screen o ad alta definizione o, perfino, la possibilità di conversare con la
macchina o di comandarla a
gesti. Integrando i distributori con i social media, per
esempio, sarebbe possibile
attivare promozioni e avere sconti fedeltà, auspicati
dal 62% degli intervistati,
conoscere i consigli di altri
consumatori (39%) o, ancora, come chiesto dal 30%
del campione, memorizzare i propri acquisti preferiti
per poterli richiamare ogni
volta che si usa la macchina.
E poi c’è la consueta richie-
I MOMENTI DI CONSUMO ALLE MACCHINETTE
Risposte multiple - valori in %
Spuntino di mezzogiorno
Quando i negozi sono chiusi
Sfizi
Articoli di uso quotidiano
Spuntino notturno
Quando sono da solo
50
44
36
35
26
17
Fonte: Redschift Research per Intel
sta di variare sempre più il
prodotto, un’esigenza che da
sempre contraddistingue il
rapporto tra clientela, distributori e produttori di macchine per il vending. Mentre
infatti il consumatore vorrebbe poter comprare praticamente tutto da una macchina, in alcuni casi anche
per evitare il contatto con
un commesso da cui si sentirebbe giudicato, dall’altra
le aziende di gestione hanno
interesse a rifornire i dispositivi solo con gli articoli più
venduti e su cui realizzano
più margine. Mentre i produttori, a loro volta, sono
concentrati sullo sviluppo
di macchine che possano
coprire la più ampia varietà di impieghi, senza troppe
specificità.
Macchine intelligenti
Il desiderio di interattività
è destinato a essere esaudito in fretta: un big come
Intel, leader mondiale nella
produzione di microprocessori, ha infatti deciso di
impegnarsi anche nello sviluppo di sistemi e soluzioni
per i nuovi distributori automatici. Questi oggetti sono
infatti una palestra perfetta
per sviluppare i nuovi concetti di “realtà aumentata”,
tecnologia che consente a
commercianti, ristoratori o
catene commerciali di for-
mulare proposte personalizzate su ogni singolo cliente,
individuandone gusti e preferenze con una semplice
connessione. Intel ha per
esempio sviluppato l’Audience Impression Metric
Suite, tecnologia che impiega sensori ottici collegati
a uno schermo digitale per
raccogliere informazioni sul
pubblico: quante persone si
fermano a osservare, da cosa
sono attratte, a quale sesso
o fascia d’età appartengono. Questa tecnologia è già
stata incorporata in un distributore Kraft, negli Usa,
per la commercializzazione
della nuova linea Temptations delle gelatine di frutta
Jell-o. Un’altra soluzione,
Intel Active Management,
consente di controllare in
remoto i distributori per verificare in tempo reale se sia
necessario il rifornimento o
per ricevere una tempestiva
segnalazione in caso di malfunzionamento. In Italia Intel è entrata nel progetto Hal,
corner tecnologico che integra vending e web. //
pianetahotel 49
/(5(*2/('·252
MANAGEMENT
comunicazione
Antenne dritte, interazione e
massima trasparenza: sono le caratteristiche chiave del comportamento
di un’azienda sul web. Ecco i consigli
suggeriti da Joseph Sassoon, autore di
“Web storytelling”:
• Iniziare un monitoraggio sistematico
della vostra azienda sulla rete.
• Trovare una buona storia, dotata di
dna virale, in modo da sfruttare la
propagazione spontanea di materiali
e contenuti.
• Aprirsi al dialogo continuo con gli
utenti: la comunicazione non è più
unidirezionale ma multidirezionale.
• Considerare i social media come un
enorme bacino di creatività.
• Offrire al pubblico contenuti di valore.
• Non limitarsi a essere attivi su una singola piattaforma, visto che cambiano
in continuazione.
• Se una marca si presenta in una community on line e comincia a conversare, deve farlo in modo trasparente,
presentandosi; spiare di nascosto
non è tollerato.
Raccontare storie, una buona idea
D
entro un albergo si incrociano tante storie:
quelle dei viaggiatori, degli oggetti lasciati in
camera, del territorio e dello
stesso hotel. A saperle raccontare possono diventare
un patrimonio prezioso, da
raccogliere in un libro, un
video o sui social media: è
l’approccio che suggerisce il
cosiddetto storytelling d’impresa. Una narrazione fatta
con arte migliora reputazione e visibilità, purché ci sia
massima coerenza tra ciò che
si racconta e ciò che si è.
«I consumatori oggi comprano storie - afferma Andrea Fontana, presidente
dell’Osservatorio di Storytelling dell’Università di
Pavia -. Il consumo è diventato identitario; per questo
è fondamentale costruire
racconti in cui il cliente si
identifichi. Gli elementi di
una buona narrazione sono i miti che toccano i temi
esistenziali dell’uomo. Ogni
azienda deve costruire la
propria storia, che non è necessariamente l’autobiografia dell’imprenditore ma è il
racconto di ciò che uno fa».
Una possibilità è attingere
alle storie degli ospiti: «Oggi alle persone piace raccon-
pianetahotel 50
Le vicende della vita che si svolge dentro un albergo
possono essere raccolte in un libro o arricchire siti e blog.
A tutto vantaggio di notorietà e reputazione
IL LIBRO
di Irene Greguoli Venini
tare ciò che fanno: l’esperienza di viaggio è diventata
sempre di più condivisione».
Un’altra fonte d’ispirazione
è la storia del territorio, delle
tradizioni culturali e sociali
in cui è possibile inserire la
narrazione dell’hotel.
Conoscere gli ospiti è la base per scegliere il media più
Strumento a due facce
vantaggi
COINVOLGIMENTO
• Produce reputazione,
conoscenza e attrattività.
• È possibile coinvolgere
i propri clienti in un dialogo, facendo sentire loro
l’azienda più vicina.
• Consente di conoscere
meglio il proprio pubblico,
raccogliendone le storie.
rischi
INCONTROLLABILITÀ
• La storia, soprattutto
sul web, può cominciare a
vivere di vita propria e non
è del tutto controllabile.
• Bisogna fare attenzione
a essere coerenti con il
racconto: se non è riscontrabile, può anche danneggiare la reputazione.
WEB STORYTELLING
Per approfondire il tema
della comunicazione di
marca ai tempi del web
Joseph Sassoon, ha
scritto il volume “Web
Storytelling. Costruire
storie di marca nei social
media” (pagg. 136, 17
euro. ed. Franco Angeli).
idoneo a veicolare la storia:
libro, blog, sito o community.
Best Western, per esempio,
tempo fa partì da un analisi
dei micro racconti sugli hotel
della catena emersi sui social
per estrarre alcuni temi esistenziali diventati base per
piccoli racconti, regalati agli
ospiti nelle camere.
E l’Associazione Alberghi
del Libro d’Oro offre ai propri ospiti libricini - personalizzati per ogni hotel - con
brevi storie di vario genere. //
MANAGEMENT
web
Il social dedicato alle immagini, quarto per volumi di traffico nel mondo, offre la possibilità di raccontare la propria
struttura mostrando volti, luoghi e peculiarità più o meno nascoste. Uno strumento utile per aumentare la notorietà
di Luigi Ferro
Mettetevi in bella mostra su Pinterest
L
e ultime indagini lo accreditano come quarta fonte del traffico
web: Pinterest, l’ultimo arrivato fra i social network,
vanta circa 12 milioni di
utenti iscritti. Il nome viene
dall’unione di to pin, appendere, e interest che significa
interesse: è un social network dedicato alle immagini. Permette di creare una
galleria di immagini tematiche e condividerle con gli
altri utenti.
Potrete così creare l’album
fotografico virtuale del vostro albergo, quello dei dintorni, dei monumenti, delle
curiosità ecc. È un modo
nuovo e non ancora sfruttato
al massimo delle potenzialità per dare visibilità all’attività di un hotel o promuovere una località turistica.
L‘iscrizione è gratuita; terminata la procedura è pos-
FUNZIONI BASE
PINSTAMATIC
Permette di creare
post-it prelevando
immagini e altro
dagli altri siti.
REPINLY
Consente di andare
alla ricerca di contenuti
degli altri utenti.
sibile aprire una board, ovvero una bacheca, dove si
organizzano le immagini
che possono essere prelevate dal pc o trovate in rete.
Gli utenti (per adesso sono
soprattutto donne) possono
diventare follower seguendo
una o più board di un altro
iscritto, ripubblicare un contenuto che hanno particolarmente apprezzato, mentre
tutte le immagini possono
avere una didascalia che ne
descrive il contenuto. Una
volta iscritti bisogna presentare il proprio hotel aggiungere il sito Internet e decidere quali e quante board
attivare. Quella più ovvia riguarda la struttura, ma non
c’è limite alla fantasia: l’Hotel Universo di Lucca, per
esempio, ha realizzato ben
42 board, che vanno dalla
presentazione dello staff al
cibo e a un’ampia panoramica su Lucca e dintorni. Al-
Tre mosse per sfruttarlo al meglio
iniziare
ISCRIZIONE
Effettuata l’iscrizione si
scrive una presentazione
della struttura e si aprono le board: si tratta di
realizzare gallery di foto
a tema che presentino
l’hotel, i dintorni e altre
caratteristiche della zona. Si possono usare foto
proprie o prese da altri siti
(con il link di provenienza).
conoscere
APPROFONDIMENTI
In rete è possibile trovare numerose risorse
che spiegano come utilizzare al meglio il social
network, con particolare
riferimento al turismo.
Pinterestitaly.com è il sito che tratta i vari aspetti
del social network spiegando anche come muovere i primi passi.
integrare
LINK
Pinterest da solo serve
a poco; il suo uso deve
essere combinato e integrato con quello degli altri
social network. Anche se
i ritorni diretti sembrano scarsi, si tratta di un
modo diverso, particolarmente adatto per il turismo, per pubblicizzare la
propria struttura.
PINPUFF
Misura la popolarità del
proprio account e il rank
di ogni pin.
tri esempi interessanti sono
quelli della catena Hotel Indigo o dell’Hotel Rovereto
di Rovereto (Tn).
Interagire è la regola
Essendo un social network la
prima regola è di interagire
con gli utenti. Bisogna crearsi dei follower, invitando
i vostri clienti a seguirvi anche su Pinterest. Per stimolare la partecipazione è utile
un bottone “Follow on Pinterest” sul sito istituzionale.
Chi ha una clientela internazionale è avvantaggiato; gli
utenti italiani per ora solo
qualche decina di migliaia, ma si tratta di un social
network che cresce a grande
velocità e gode di una grande esposizione mediatica. La
sua funzione, per ora, è soprattutto di fare aumentare
la notorietà. Sperimentate.//
pianetahotel 51
MANAGEMENT
web
È l’ora della promozione partecipata
Il caso della Maremma (+25% di turisti stranieri) dimostra come il coinvolgimento del maggior numero di albergatori
nella comunicazione integrata e coordinata di una destinazione tramite i social media possa ottenere grandi risultati
di Luigi Ferro
L
a base di partenza è la
rete. Da considerare
non come un nemico,
un obbligo penoso o una
cosa da smanettoni. Oggi
il web è parte della vita di
molti clienti e quindi deve
diventare parte della vita
anche degli albergatori che
con questi clienti vogliono
dialogare. «È importante abitare in rete - afferma
Roberta Milano, docente di web marketing per il
turismo all’Università di
Genova -: bisogna imparare a raccontare, ma anche
ad ascoltare». Oggi, con la
diffusione di smartphone e
tablet, la geolocalizzazione
è sempre più importante e i
racconti dei turisti sono tra i
primi fattori di scelta di una
destinazione turistica.
Lavorare in rete
Dal monologo, in cui un hotel o una località raccontano se stessi, occorre passare
al dialogo, aprirsi al mondo
esterno. E in un mondo così
strettamente interconnesso,
fare rete è diventato ancor
più cruciale. Per promuovere un territorio, la capacità
di coinvolgere il maggior
numero di attori possibile
aumenta di molto l’efficacia
dell’intervento. Lo dimostra il caso dell’Azienda di
promozione turistica della
Maremma, che ha ottenuto
ottimi risultati utilizzando i
social media per la promo-
pianetahotel 52
LE AZIONI
STIMOLO
Su 2.000 operatori
maremmani, erano
presenti su Facebook
solo 40, perdipiù con
una scarsa attività. Per
incentivare la presenza
è stata distribuita una
guida ai social network
per spiegare come
usare il proprio profilo.
zione del territorio. Il coinvolgimento delle strutture
turistiche della zona è stato
fondamentale, così come la
capacità di dialogare, imparando ad aggiustare il tiro
sulla base delle indicazioni ottenute. Un esempio? Il
questionario inizialmente
distribuito agli operatori
sulla conoscenza dei social
media: qualcuno l’ha rimandato indietro dicendo
che non aveva capito nulla
(in Maremma sono schietti). «Ho le vacche io» ha risposto il proprietario di un
agriturismo per far capire
che “forse” il linguaggio
scelto non andava bene.
L’Apt ne ha preso atto e ha
cambiato la modalità di
comunicazione. Sono stati
organizzati gli stati generali del turismo per coinvolgere le differenti realtà
locali, è stata attivata una
La progettazione partecipata
e il coinvolgimento degli
operatori sono elementi
chiave per promuovere con
efficacia un territorio
piattaforma di dialogo con
gli operatori e realizzato
un percorso di progettazione partecipata. Infine sono
stati offerti agli operatori
locali strumenti operativi,
come una guida a Facebook
per incentivare l’attività in
rete di tutti. Parallelamente
si è proceduto a mettere in
rete gli uffici turistici e ad
avviare una serie di azioni
verso i turisti: analisi della
brand reputation, indagini
di customer satisfaction e
una serie di pagine a tema
su Facebook. Tutta la comunicazione è stata integrata
con il web; sono stati creati portali tematici (il golf;
Maremmafacile, per chi
viaggia con i bambini, in
FORMAZIONE
Sono state inviate
circa 16.500 mail agli
operatori turistici per
informarli su seminari
e conferenze legati alla
promozione tramite il
web; le iniziative della
zona sono comunicate
in modo regolare a una
mailing di oltre 200
giornalisti.
INTEGRAZIONE
Non esiste solo
Facebook, altri social
network stanno
diventando importanti.
Per questo si è cercato
di raggiungere i turisti
anche strutturando la
presenza su Twitter,
Foursquare e Pinterest.
sedia a rotelle ecc.) e diffusi
sul territorio hot spot wi-fi.
I risultati sono tangibili:
+25% di ospiti stranieri. E
su Google se prima cercando Maremma si trovavano
una sfilza di imprecazioni,
oggi domina il turismo. //
MANAGEMENT
gestione
IL RILANCIO DELLA RISTORAZIONE D’HOTEL
PARTE DA UN’ANALISI DEL CONTESTO
Per molti albergatori
è soltanto un costo.
Ma creando spazi adeguati
e un’offerta ben studiata
può diventare
una fonte di business
di Roberto Carcangiu
N
el nostro Paese gli imprenditori dell’ospitalità sono abituati a
considerare la ristorazione
d’albergo un costo. Vero è
che gli italiani sono poco
abituati a frequentare i ristoranti degli hotel, se non
da clienti; non è così però
per gli stranieri e le grandi
catene internazionali l’hanno capito, puntando sulla ristorazione anche negli hotel
delle nostre città.
Iniziare a guardare il proprio ristorante con un altro
occhio potrebbe aiutare a
dar vista a un servizio in
grado di generare fatturati e
utili oltre magari a migliorandone notorietà e reputazione della propria azienda .
Analisi e azioni
Punto di partenza obbligato per cambiare marcia è
un’analisi severa ma serena su quali sono gli attuali
handicap dell’offerta (nel riquadro in alto sono elencati
i più comuni). Nel secondo
schema indichiamo come
porvi rimedio con una serie
di accorgimenti che richiedono investimenti contenuti. Una buona base di partenza per provare a rivitalizzare
quest’area di business. //
DALL’AMBIENTE AL SERVIZIO: COSA FUNZIONA (E COSA NO)
Gli errori più comuni riscontrati
AMBIENTE
• Tovagliato liso o di colori non attuali
• Colori della sala vecchi
• Ambiente poco “caldo”
• Poca attenzione ai “profumi”
• Illuminazione non corretta
• Riverberi ed eco importanti
• Tendaggi non equilibrati
• Porcellane consunte e fuori moda
MENÙ
• Ricette sottotono
• Tipologie di ricette desuete
• Presentazione inesistente
• Mancanza di porzionature funzionali
• Food marketing inesistente
• Prezzi sovradimensionati
• Mancanza di varietà gastronomica
• Fuori contesto rispetto a territorio, tipologia cliente,
tipologia hotel
LOCATION
• Insegna inadeguata
• Ingresso difficoltoso (dalla hall ecc.)
• Sale troppo grandi rispetto
al normale lavoro
SERVIZIO
• Divise lise, fuori taglia o inesistenti
• Personale non preparato alla vendita/servizio
• Scarsa conoscenza delle lingue (italiana o straniera)
• Poco propensi alla customer satisfaction
• Servizio vini inesistente e solo a “bottiglia” da prezzo
Gli elementi fondamentali per impostare un servizio corretto
AMBIENTE
• Tovagliato in tinte moderne (può
essere in tnt, tessuto non tessuto)
• Colori alle pareti studiati per
trasmettere emozioni positive
• Ambientazione che abbia una sua
identità precisa: trendy, rustica,
moderna ecc.
• Diffusori di profumi lievi e piacevoli
• Illuminazione studiata per zone
in modo da creare degli “spazi”
circoscritti
• Pannelli quadro che smorzino
i riverberi e decorino
• Tendaggi leggeri e in linea
con l’ambientazione della sala
• Porcellane di forma, misura e colore
attuali (meglio cambiarle più spesso)
MENÙ
• Piatti completi che consentano di consumare anche
solo una portata
• Ricette tradizionali ma rivisitate
• Presentazioni esteticamente corrette e accattivanti
• Porzionature in linea con prezzo e numero di portate
che il cliente consuma in quello specifico format
ristorativo
• Tipologia di piatti e comunicazione atta a soddisfare
l’esigenza del cliente di riferimento
• Rapporto corretto tra prezzo, qualità, quantità,
presentazione e tipologia di servizio.
• Il menù non deve necessariamente cambiare tutti
i giorni ma sicuramente essere vario: piatti
vegetariani, carni, pesce, paste ecc.
• Ricordarsi sempre che si cucina per la soddisfazione
dei clienti e non del proprio ego.
È importante capire “dove siamo”
LOCATION
• Insegne che indichino bene da dove
entrare e soprattutto menù in vista.
Se il cliente non conosce i prezzi ha
paura e non entra
• Ingressi i più agevoli e con meno
barriere possibile
• Con luci, colori, separé moderni
dividere i saloni in “piccoli ambienti”
SERVIZIO
• Divise anche informali ma ordinate e della giusta taglia
• Personale formato sulla relazione con il cliente e sulle
tecniche di vendita legate a cibi e bevande
• Conoscenza di una lingua (e del corretto italiano)
• Conoscenza delle preparazioni in menù, sia sotto
l’aspetto tecnico sia degustativo
• Vini anche al bicchiere con rapporto qualità-prezzo
almeno adeguato, se non addirittura interessante
Fonte: elaborazione dell’autore
ANALISI Il fondamentale punto di partenza per analizzare un’area di business è una fotografia il più possibile imparziale
della situazione attuale. Affidarla a un esterno può aiutare a mettere meglio a fuoco le aree di miglioramento
pianetahotel 53
MANAGEMENT
gestione
Costruire il business sulla fiducia,
strada obbligata al tempo del web
Le aziende alberghiere sono chiamate a proteggere attivamente gli interessi dei propri clienti: lo sostengono
due affermati consulenti americani. La sfida è essere realmente affidabili: occorrono onestà, proattività e condivisione
di Irene Greguoli Venini
IL LIBRO
E
ssere onesti conviene:
non c’è via migliore
per conquistare la fiducia dei clienti che proteggere attivamente i loro interessi, in particolare quando
meno se lo aspettano. Un
approccio che può avere un
80%
i consumatori
che si fidano del giudizio
dei propri amici
50%
chi si fida delle recensioni
on line di sconosciuti
15%
quelli che si fidano
dei messaggi pubblicitari
pianetahotel 54
grande ritorno positivo, soprattutto nell’era del web,
degli smartphone e dei social network, quando le opinioni e le valutazioni che i
consumatori si scambiano
sulle aziende gli uni con gli
altri contano più di qualsiasi
pubblicità.
È la tesi che Don Peppers e
Martha Rogers, fondatori e
partner di Peppers & Rogers
Group (agenzia statunitense
di consulenza), sostengono
nel loro ultimo libro “Massima fiducia. L’onestà come
vantaggio competitivo”.
«Le interazioni stanno aumentando rapidamente spiegano Peppers e Rogers
-: maggiore è l’interazione
in cui siamo coinvolti, maggiore affidabilità chiedere-
mo. La fiducia ci consente di
interagire con più efficienza. Non abbiamo bisogno di
controllare le fonti e di verificare i dettagli e ci basiamo su ciò che apprendiamo
Oggi dalle aziende
i clienti pretendono
un’affidabilità totale
immediatamente, sia che
stiamo ordinando un prodotto sia che stiamo pagando un conto. Le interazioni
inattendibili sono invece fastidiose e ci fanno sprecare
tempo».
Le aziende sono chiamate
a modificare il loro approccio, con l’obiettivo di proteg-
MASSIMA FIDUCIA
Il nuovo libro di Peppers
e Rogers, autori del best
seller mondiale “The One
to One Future”, s’intitola
“Massima fiducia.
L’onestà come vantaggio
competitivo” (pagg. 272,
33 euro, Egea). Sono i
creatori del marketing 1to1.
gere gli interessi dei propri
clienti. «Ciò che vogliono
oggi i clienti - affermano i
consulenti - è quella che noi
chiamiamo affidabilità proattiva o massima fiducia».
Altro che imbrogli...
Gli esempi non mancano:
«Se provate a comprare un
libro che avete già comparto su Amazon, vi ricordano
che l’avete già fatto; o se
provate a ordinare due volte
la stessa canzone, iTunes vi
avvisa che l’avete già comprata». Secondo i due con-
MANAGEMENT
gestione
sulenti la ragione per cui è
così importante essere affidabili in modo proattivo ha
a che fare con il progresso
tecnologico: «Siamo diventati sempre più interconnessi attraverso i social network
e quello che un’azienda dice
di se stessa con la pubblicità e le pr non pesa quanto
ciò che dicono i clienti gli
uni agli altri. Le aziende
GLI AUTORI
tivare a livello economico,
a meno di essere in grado
di quantificare il valore a
lungo termine rappresentato dalle buone opinioni
dei clienti - dicono -. Essere
proattivi nel proteggere gli
interessi del consumatore richiederà il dover ammettere
errori, quando si verificano,
piuttosto che nasconderli,
politica che potrebbe incontrare resistenze dall’ufficio
legale e dalle pr».
Comunicare fiducia
DON PEPPERS
E MARTHA ROGERS
Blogger di fastcompany.
com lui, professoressa
alla Duke University lei,
sono fondatori e partner
del Peppers & Rogers
Group, società americana
di consulenza con 11 sedi
nel mondo, specializzata
nell’aiutare le imprese a
migliorare i processi di
relazione con i clienti.
non controllano più la conversazione, ma lo fanno i
clienti, che non si occupano
del messaggio del brand ma
delle loro esperienze con il
marchio».
Peppers e Rogers indicano
tre principi basilari nella
guida di un’azienda: fare le
cose nel modo giusto, ovvero la competenza, fare le cose giuste, ovvero con buone
intenzioni, e agire in modo
proattivo. «Ciò richiede di
intraprendere un cambiamento. Fare le cose giuste
può essere difficile da mo-
L’unica regola veramente
valida per comunicare fiducia, secondo Peppers e
Rogers, è essere realmente
affidabili. «Uno studio di
Forrester ha mostrato che
l’80% dei consumatori si fida dei propri amici, il 50%
delle opinioni di perfetti
estranei di cui leggono le recensioni on line, mentre meno del 15% si fida dei messaggi pubblicitari - spiegano
-. Per questo bisogna essere
sicuri che tutti i dipendenti
di un’azienda credano che il
modo migliore di risolvere i
problemi dei clienti sia chiedersi “se io fossi il cliente,
quale considererei essere
un’equa soluzione?”. Se questo è l’approccio del servizio
clienti, del marketing e delle vendite, allora l’impresa
sarà in grado di comunicare
affidabilità».
Servizi personalizzati
«Nel business dell’ospitalità, i servizi personalizzati
sono l’aspetto più importante della qualità. Così essere
competenti in quest’ambito
significa innanzitutto assicurarsi che la qualità del
servizio sia almeno alla pari con quella dei concorrenti
più di successo - sottolinea-
no Peppers e Rogers -. Ma in
più gli hotel si distinguono
anche per loro peculiarità
uniche. Ognuno ha una location e caratteristiche che
nessun altro hotel ha. Una
situazione del tutto diversa
da quella, per esempio, delle automobili: qualunque
modello compriamo da un
rivenditore, sarà identico a
quello venduto da un altro
rivenditore. Ma se si sta in
un hotel, fosse anche della stessa catena, nell’Iowa
piuttosto che nella periferia
parigina, questa caratteristica è unica: ciò significa che
sarà valutato singolarmente
dai consumatori».
Nell’hotellerie
la personalizzazione
fa la vera differenza
«La prima cosa di cui assicurarsi - spiegano Peppers
e Rogers - è che tutti i sistemi funzionino bene. Per
esempio, se un albergo dà
un’ora di margine rispetto
all’orario di check out ma
non estende la durata della
chiave magnetica, il cliente
deve comunque andare alla reception per prenderne
un’altra e ciò è percepito come una seccatura».
In un hotel proattivo ci si
assicura che siano accreditati i punti fedeltà senza che
il cliente debba ricordarlo. «Ma si dovrebbe anche
fare in modo di ricordarsi
che la volta precedente un
determinato cliente aveva
richiesto cuscini morbidi e
farglieli trovare in camera
anche la volta successiva».
Uno dei fenomeni più distruttivi oggi, secondo i due
consulenti, è la proliferazio-
I CONSIGLI
LUNGO TERMINE
Non è possibile essere
considerati meritevoli
di fiducia focalizzandosi
sul breve termine:
la relazione con il
consumatore
si costruisce attraverso
il legame tra le azioni
a breve termine e il
valore a lungo termine.
CONDIVISIONE
Le persone vogliono
condividere con gli
altri. Quindi le aziende
dovrebbero condividere
le idee
e le informazioni,
fidandosi dei
consumatori nello
stesso modo in cui
vogliono che questi si
fidino di loro. Bisogna
infatti tenere conto che
la moneta dell’economia
della condivisione è la
fiducia e non il denaro.
VOLTO UMANO
Avere un volto umano,
per un’azienda, significa
agire come farebbe un
essere umano. Quindi
occorre ammettere
la propria fallibilità
e accettare la propria
vulnerabilità.
ne delle finte recensioni sui
siti web. «Ma le false recensioni saranno sconfitte dalla
tecnologia, mano mano che
i consumatori si baseranno
sempre di più sulla fiducia
che si crea nell’ambito social. Piuttosto che valutare
le caratteristiche di un albergo in base a ciò che gli altri
consumatori hanno detto, le
persone tenderanno a cercare sempre più ciò che hanno
detto i loro amici o i loro colleghi». //
pianetahotel 55
728523(5$725
MANAGEMENT
osservatorio
Stranieri, interesse in
crescita. Per il 2013 tendono al
rosa le previsioni dell’andamento della domanda di viaggi organizzati verso
l’Italia, soltanto il 9,3% dei tour operator intervistati prevede una diminuzione
dei flussi, mentre il 64,6% indica una
stabilità e il 26,1% un aumento.
Sul mercato europeo e su quello statunitense 7 operatori su 10 indicano che
la domanda di viaggi organizzati non
subirà oscillazioni; segnali negativi di
contro arrivano dal mercato spagnolo,
dove oltre la metà dei t.o. che vendono
Italia indicano una diminuzione della
domanda di viaggi organizzati proprio
verso la Penisola. Più positive rispetto
alla media, invece, le previsioni dei tour
operator argentini (il 60% degli intervistati prevede un aumento della domanda di viaggi organizzati verso l’Italia per il 2013), di quelli indiani (previsto
un aumento per il 53,2%) cinesi (50%),
e australiani (40%).
L’intermediazione crea occupazione
L’Italia è ancora al primo posto nella lista dei desiderata dei clienti dei tour operator dei cinque Continenti.
Oltre la metà degli albergatori non lavora con la distribuzione organizzata. Chi lo fa, ha tassi di occupazione più alti
di Luigi Ferro
T
ante le richieste. Ma
molte si perdono per
strada e gli arrivi alla fine sono molti di meno.
Le nuove cifre sul turismo
internazionale rilasciate
dall’Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche) dicono infatti che l’Italia mantiene un primato indiscusso
fra le richieste ai tour operator internazionali che la
commercializzano (82,6%)
seguita da Francia (58,5%)
e Spagna (53,3%): per i loro clienti, la Penisola resta
in cima ai desiderata. Come
mai però le richieste non si
traducono in altrettanti ar-
rivi, visto che sul totale delle vendite siamo al 26,8%
(in diminuzione rispetto al
2011, quando si arrivava al
31,2%).
Tra le principali difficoltà
ci sono i prezzi, considerati troppo alti dal 39,6% dei
tour operator, seguiti dall’alto costo della vita (9,1%)
e dalla scarsa conoscenza
delle lingue straniere nelle
aree turistiche (8,9%). Sono giustificazioni che non
convincono del tutto Flavia
Coccia, neo coordinatrice
della Struttura di missione
“Rilancio dell’immagine
dell’Italia”, che si è occupata
della raccolta dei dati.
Secondo Coccia le prime
motivazioni indicate dai
t.o. fanno capire che hanno
probabilmente margini più
bassi sui loro pacchetti, elemento che probabilmente
contribuisce a far loro dirottare parte della domanda
verso mercati più redditizi.
LE DESTINAZIONI EUROPEE PIÙ RICHIESTE DAI CLIENTI AI TOUR OPERATOR
La % di clienti che mostra interesse per una o più delle principali mete di vacanza del Vecchio Continente - dati 2011
Italia
Francia
Spagna
Germania
Gran Bretagna
Grecia
Turchia
Europa
88,5
44,6
50,8
34,7
16,4
19,8
18,9
Usa
95
48
38
21
24
24
14
Canada
90
60
60
40
60
30
30
Brasile
91,7
100,0
83,3
75,0
75,0
50,0
41,7
India
92,2
68,9
33,3
32,2
53,3
12,2
12,2
Giappone
80
90
80
100
90
20
-
Cina
100
80
50
30
30
40
20
Corea
90
90
50
60
80
50
30
Australia
100
100
70
70
50
40
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo - dati Unioncamere
pianetahotel 56
MANAGEMENT
osservatorio
I problemi però esistono.
«Uno dei principali è che gli
albergatori italiani - spiega
Coccia - non si mettono in
rete». Il tour operator, infatti, non compra le camere
albergo per albergo. Preferisce trattare con le catene
oppure rivolgersi a un referente come un’agenzia di
incoming, operatori internazionali che possono organizzare i pacchetti per i
t.o. «Per questo è necessario
unire le forze organizzandosi però in gruppi di qualità
omogenea - sostiene Coccia -: non ci possono essere
grandi differenze fra i diversi partecipanti».
La globalizzazione e la crescita della ricchezza di molti
Paesi pressoché sconosciuti
Mettersi in rete
per lavorare di più
con i tour operator
al mondo del turismo nostrano fanno sì che oggi sia il
caso di allargare lo sguardo
puntando su target differenti
rispetto al passato. Così se in
Romagna puntano sui blogger per riconquistare quella
fetta di turismo tedesco che
gli anni scorsi ha preferito
Grecia e Spagna, vale la pe-
IL RICORSO ALL’INTERMEDIAZIONE
I CANALI UTILIZZATI
Hotel italiani: valori % 2009-2011
Valori % 2011 - risposte multiple
Tour operator
47,7
Agenzie di viaggio
50
Olta
34
Grandi portali
*54,5
Cral
3,2
Parrocchie
2,9
Organizzazione religiosa
3,1
Scuole
3,7
Ass.ni culturali
5,1
Ass.ni sportive
5,5
Altro
3,9
41,4
41,7
43,8
2009
2010
2011
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo - dati Unioncamere
DIFFIDENZA? Meno della metà degli hotel italiani lavora con l’intermediazione
na di osservare che dall’Asia
Pacifico è prevista una crescita del 47% dell’andamento turistico verso l’Italia.
Proposte mirate
Per approcciare nuovi mercati, è tuttavia fondamentale calibrare l’offerta sugli
interessi dei turisti provenienti dai vari Paesi. Flavia
Coccia spiega, per esempio,
che ai cinesi il mare di solito
non interessa. E allora via ai
pacchetti con le città d’arte
e a offerte mirate. Quello
dell’offerta è un altro aspetto sul quale si sofferma Flavia Coccia: «Gli albergatori
devono riformulare le proprie proposte perché i turisti
stranieri chiedono di vedere
ciò che è Italia. Bisogna solleticarli sulle eccellenze».
Per questo vanno bene le visite alle cantine vinicole di
prestigio, ai negozi prestigiosi (Armani a Milano, ma
anche Abercrombie, dal momento che non si trova in tutta Europa ed è un marchio
di grande richiamo per i più
giovani), fargli conoscere la
gastronomia.
Oltre all’unione fra gli operatori è necessario anche un
forte link con la Pubblica
amministrazione. Dall’estero ci si lamenta che le lingue
straniere da noi non le parla
nessuno. Fuori dall’albergo
è il deserto. Per questo deve entrare in gioco anche
l’ente pubblico che, sostiene
Coccia: «Ha il compito di
predisporre all’accoglienza
il territorio». Ma il resto lo
deve fare l’impresa privata,
OCCUPAZIONE CAMERE E RICORSO ALL’INTERMEDIAZIONE
Valori % 2011
70
60
50
40
30
20
10
0
strutture che ricorrono
al circuito dell’intermediazione
gen
feb
mar
apr
strutture che non ricorrono
al circuito dell’intermediazione
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
GAP Le strutture che ricorrono all’intermediazione registrano tassi di occupazione più alti, specialmente in bassa stagione
Fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo - dati Unioncamere
(*) dato relativo al II semestre
cui spetta il compito di vendere. Soprattutto per quanto
riguarda le strutture poste
in località fuori dal “nuovo
Grand tour”, che tocca Roma, Firenze e Venezia.
«Fare l’albergatore a Venezia - afferma Coccia - dà una
rendita che altri non hanno.
Ma il turismo in Italia cresce
e si qualifica solo se anche
il resto degli operatori sono
pronti a giocarsela sui mercati internazionali».
Creare pacchetti
Compito degli albergatori è
di rendersi appetibili commercialmente, cercando di
ragionare anche fuori dagli
schemi. Qualche esempio?
«Pacchetti non troppo cari
per i cinesi - afferma Coccia
-, dal momento che non tutti
sono miliardari; fare proposte ad hoc per i turisti di ogni
Paese; allargare lo sguardo
inserendo anche gli outlet
nei giri turistici; mostrare il territorio in tutti i suoi
aspetti: oggi all’aeroporto
di Orio al Serio arrivano
anche molti turisti che scendono dall’aereo e si dirigono
al centro commerciale piazzato di fronte all’aeroporto, fanno spesa e ripartono.
Un’occasione persa». //
pianetahotel 57
De Crescenzo
con il premio di
Hotel Manager
dell’anno
conferitogli
dall’Ehma
Italian Chapter.
Damiano De Crescenzo ha
vinto la prima edizione del premio “Hotel
Manager Italiano dell’anno” 2012. Il riconoscimento (medaglia di rappresentanza del
Presidente della Repubblica e un diploma) è
stato assegnato durante la riunione dell’Ehma Italian Chapter tenutasi a Roma all’hotel
Rome Cavalieri. Attualmente Dg del Gruppo
Planetaria Hotels, De Crescenzo ha prevalso
su Cirillo (Aqualux Hotel, Bardolino), Mariano
(Vestas Hotels & Resorts, Lecce), Recasens
(MGallery & Leisure Thalasso Division Italia),
Verocchi (Intercontinental de la Ville, Roma).
Nell’occasione è stato riconfermato delegato nazionale per l’Italia Ezio Indiani, direttore
dell’Hotel Principe di Savoia di Milano.
GLI HOTEL ALPITOUR A BUIJS
AWHR
ARCO BUIJS
Oggi: amministratore
delegato della catena
alberghiera Awhr,
del Gruppo Alpitour.
Dovrà contribuire
in tempi brevi al
rinnovamento aziendale
iniziato a maggio con
l’arrivo dei nuovi soci.
Ieri: olandese, già
ceo della catena
Steigenberger Hotel
Group, dopo gli
studi all’Università
del Turismo di
Coira (Svizzera) ha
diretto e occupato
posizioni di vertice in
catene alberghiere
internazionali come
Radisson e Nh Hoteles in
Italia, Scozia e Svizzera.
HRS.COM
FLAVIO GHIRINGHELLI
Oggi: direttore
dell’ufficio di Roma del
portale di prenotazioni
alberghiere Hrs.com,
ha responsabilità su
tutte le attività italiane.
Sostituisce Elisabetta
Giulietti, chiamata alla
direzione generale di
Colonia, in Germania.
Ieri: 46 anni, già head
of sales in Italia per
easyJet, in precedenza
ha ricoperto ruoli
manageriali in Amadeus
e Alitalia. Insegna
trasporto aereo e
tecnologia dell’industria
turistica alla Sda
Bocconi e allo Iulm.
Prima ancora ha guidato
l’Hotel Danieli di Venezia
e il Grand Hotel di
Firenze, passando da
compagnie come Ciga
a Starwood Hotels &
Resorts, per le quali ha
diretto l’area della Costa
Smeralda.
MARCO MILOCCO
Oggi: direttore generale
dell’Hotel d’Inghilterra
di Roma, prestigioso
albergo del gruppo Royal
Demeure, nato come
dimora aristocratica tra
piazza di Spagna
e Via dei Condotti.
La proprietà conta sulle
sue doti di competenza
e sul suo orientamento
ai risultati.
Ieri: 53 anni, viene dalla
direzione del Regina
Hotel Baglioni di Roma.
e Villa Caesar). Dopo di 5
anni a Londra nel Savoy
Group. Dal 2000 al 2012
è stato maître d’hotel al
Palace Hotel di Milano.
RELAIS MONACO
ENRICO MAZZOCCO
PRINCIPE DI SAVOIA
ILARIO BONZANI
Oggi: dirige il ristorante
HOTEL D’INGHILTERRA
Acanto dell’Hotel
Principe di Savoia di
Milano, gioiello italiano
della Dorchester
Collection. «L’arte del
ricevere a tavola per me
è sì una vocazione ma
anche una grande sfida
- ha dichiarato -; sono
fiero di accettare quella
dell’Acanto».
Ieri: 38 anni, viene
dal Park Hyatt Hotel
di Milano dove è
stato assistant outlet
manager. Dopo la Scuola
Alberghiera Mellerio
Rosmini nella sua città
natale, Domodossola,
ha lavorato per case
blasonate dell’hôtellerie
svizzera (Kulm a St.
Moritz; Park Hotel Delta
Ascona; Castello del Sole
Oggi: direttore generale
del Relais Monaco
Hotel & Country Club di
Ponzano Veneto (Tv):
elegante villa veneta
con hotel e 79 tra
camere e suite, dotata
di centro congressuale
con diverse sale per gli
eventi più prestigiosi.
Valorizzare il segmento
Mice è tra gli obiettivi.
Ieri: 40 anni, laureato
in scienze politiche
a Padova, inizia come
receptionist all’hotel
Pitrizza a Porto Cervo
formandosi tra Villa
Cipriani (Asolo) e l’hotel
Danieli (Venezia).
Quindi è sales manager
per Starwood nell’area
di Venezia e contracting
manager per l’hotel
Laguna Palace
di Venezia Mestre
ed executive director
a CastelBrando a Cison
di Valmarino (Tv).
AGGIORNAMENTI. Curricula e fotografie in alta risoluzione con le segnalazioni di nuove nomine per la
rubrica “Carriere” possono essere inviate via e-mail a: [email protected]
pianetahotel 58
/,%5,
+27(/0$1$*(5·
MANAGEMENT
carriere
L’ORGANIZZAZIONE DAVVERO
ECCELLENTE
Un lavoro che prova a scardinare
un proverbio che ha sempre fatto
comodo a molti: “Sbagliando
s’impara”. E punta sull’approccio
“Saperlo prima è meglio”. Il
libro (sottotitolato: 25 errori da
evitare) esamina molti aspetti
dell’organizzazione aziendale:
dall’autoreferenzialità, alle riunioni
perditempo, all’ossessione
per i costi. Stefano Greco, Franco
Angeli ed., 112 pagine, 15 euro
(13 euro in formato e-book).
INNOVAZIONE LEAN
Tante pagine sull’organizzazione
aziendale ispirate al “lean
thinking”: il pensiero snello diretto
al cuore delle cose per risolvere
i problemi. Analizza storie di
successo e parla di cose che
fanno sognare. Per esempio: “Far
crescere persone capaci, flessibili
e altamente motivate”. Oppure:
“Non trasferire mai difetti al
processo successivo” e “Rendere i
problemi visibili”. Luciano Attolico,
Hoepli ed., 295 pagine, 24,90 euro.
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Superior Aroma Diffusion
Una linea dal design contemporaneo
studiata per vini specifici
ed adatti ad un’elegante “mise en place”.
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FOOD&BEVERAGE
formule
IL GRUPPO LUNGOLIVIGNO
SPERIMENTA UNA FORMULA
CHE SPEZZA LA NOIA DELLA
MEZZA PENSIONE E FIDELIZZA
L’OSPITE. SIAMO ANDATI IN ALTA
VALTELLINA A SCOPRIRLA
di Marina Bellati
S
cegli uno, assaggi tre. Potrebbe essere questo lo slogan della
nuova iniziativa messa in atto dalla famiglia Giacomelli, titolare del
Gruppo Lungolivigno, una società a cui fanno capo diversi negozi
fashion e tre strutture alberghiere (Concordia, Lac Salin Spa&Mountain
Resort e Parè) situate proprio a Livigno, rinomata località sciistica dell’Alta Valtellina. La proposta, nuova per il territorio, è stata battezzata “dine
around”. Cosa significa? Semplice. Chi soggiorna a Livigno in uno dei
tre hotel del gruppo con trattamento di mezza pensione può scegliere se
cenare presso il ristorante del proprio hotel oppure provare la cucina degli
altri due alberghi.
L’idea, particolarmente accattivante per la clientela, sembra scontrarsi
con il fatto che si tratta di strutture appartenenti a tre differenti categorie ricettive e fasce di prezzo, ciascuna con una gestione autonoma.
«Avere tre ambienti diversi - spiega Lelia Giacomelli, socia e responsabile ufficio comunicazione
La famiglia Giacomelli, proprietaria del Gruppo Lungolivigno.
Lungolivigno - ha fatto nascere l’idea di offrire ai
In piedi, da sinistra: Paolo Giacomelli (socio), Fabio Giacomelli
clienti che soggiornano una settimana o più la
(socio e responsabile marketing hotel Lungolivigno), Maurilio
Giacomelli, Matteo Giacomelli (socio e ad hotel Lungolivigno),
possibilità di fare un tour gastronomico e provare
Andrea Giacomelli (socio e amministratore delegato fashion
cucine differenti all’interno del gruppo. Abbiamo
Lungolivigno). Sedute, da sinistra: Lelia Giacomelli (socia e
fatto un breve test lo scorso anno e, dopo averresponsabile ufficio comunicazione Lungolivigno), Domenica
Giacomelli (la matriarca) e Graziana Giacomelli (socia).
ne constatato il gradimento, abbiamo pensato di
pianetahotel 60
FOOD&BEVERAGE
formule
pianetahotel 61
FOOD&BEVERAGE
formule
2
3
1
rendere operativa questa offerta in pianta stabile con
l’inizio della stagione sciistica 2012-2013. Si tratta di
un plus che offriamo alla nostra clientela, senza che
sia richiesto alcun sovrapprezzo passando dall’una
all’altra struttura, anche se di categoria superiore.
Naturalmente se la “cena fuori” è richiesta più di una
volta, si studiano delle compensazioni di prezzo».
A livello di listino chiariamo subito che la mezza pensione al Lac Salin parte da 109 euro per persona in
camera doppia superior mentre al Concordia parte da
89 euro a persona. Al Paré - 3 stelle dall’atmosfera
vintage montanara un po’ spartana - parte da 70 euro
a persona. Va detto a questo punto che il cliente può
approfittare di questa opzione solo una volta per ciascuna delle altre due strutture del gruppo diversa da
quella di soggiorno. Una proposta che offre all’ospite
pianetahotel 62
l’opportunità di provare diverse esperienze gastronomiche e di conoscere tutte le strutture del gruppo. Ma
soprattutto con il dine around si punta a fidelizzare la
clientela e a stimolare un positivo passaparola.
Percezioni molto positive
Tutto questo richiede una certa organizzazione del
reparto F&B (che incide complessivamente nel gruppo per il 38%) e uno stretto coordinamento fra le tre
strutture alberghiere. «Serve un minimo di programmazione - conferma Giacomelli - infatti è necessario che il cliente faccia richiesta alla reception, che
si informa sulla disponibilità del posto nel ristorante
prescelto. Si tratta dell’unico aspetto che, per quanto
abbiamo potuto constatare, può presentare un minimo di criticità. In effetti può capitare che non ci
FOOD&BEVERAGE
formule
Rischi e opportunità
OSCAR
DEL VECCHIO
è consulente di
catene internazionali,
docente e membro
di Fcsi (Foodservice
Consultants Society
International).
4
1. Il ristorante gourmet Milio del Lac Salin
Spa&Mountain Resort, solo 30 coperti.
2. La “stua del legn”, sempre all’interno del
Lac Salin, un locale arredato nel tipico stile
livignasco. 3. Livigno vanta una ski area con
115 km di piste. Essendo zona franca, è una
destinazione ideale per lo shopping.
4. La prima colazione negli hotel del gruppo
Lungolivigno è sempre ricca di frutta
sia la disponibilità del posto per la sera richiesta dal
cliente, ma visto che il dine around riguarda ospiti
che soggiornano almeno una settimana, il problema
si risolve facilmente». L’aspetto del food cost ovviamente è differente per le tre strutture ma, a quanto
spiega Giacomelli, non è così rilevante, anche perché
non varia il numero complessivo dei pasti serviti (a
pieno regime: 140 al Lac Salin, 70 al Concordia e 90
al Parè) ed eventuali differenze sono messe in conto
in un’ottica di servizio globale al cliente. Ovviamente, la possibilità di dine around vale esclusivamente
per i “main restaurant” o i ristoranti principali delle
tre strutture coinvolte e non, ad esempio, le stue del
Concordia e del Lac Salin che propongono menù particolari esclusi dal trattamento di mezza pensione e il
ristorante gourmet Milio del Lac Salin.
La formula del dine
around si esprime solo
all’interno di locali che
fanno a capo a un’unica
gestione?
Semmai succede il
contrario. La formula
“dine around”, oltre a
esprimersi all’interno
dei locali appartenenti
a unico brand, vedi il
caso di Lungolivigno,
si verifica sempre più
spesso tra gruppi di
esercizi, ristoranti e
alberghi di differenti
proprietà, ma
convenzionati fra loro.
Bisogna dire che la
formula non è ancora
molta diffusa in Italia.
Lo è di più all’estero e
in destinazioni come
Malta e Cipro.
A livello gestionale
quali sono i principali
problemi che possono
derivare dall’aderire a
un circuito dine around?
Nella valutazione del
gestore se aderire a
formule simili sono
importanti alcuni
fattori come
la location della
stazione turistica e dei
locali convenzionati,
la propensione della
clientela a spostarsi
e l’interesse verso
l’aspetto gastronomico
della vacanza, la
diversificazione
della proposta
gastronomica e
l’omologazione
del livello di prezzo.
Inoltre va anche
individuato un
interesse comune
ad attirare nuova
clientela e non a voler
sottrarre clienti uno
all’altro.
Infine, bisogna
avere la percezione
di cosa comporta
ampliare o ridurre
l’afflusso dei clienti
al proprio ristorante
a prescindere dal
numero di camere
occupate e in funzione
degli investimenti in
attrezzature di cucina
e in personale.
Dunque, esistono
dei rischi?
Se è vero che
l’adesione a questi
circuiti può ampliare
la notorietà di una
struttura, può anche
presentare dei
rischi. Primo fra tutti
che il concorrente
di prossimità,
convenzionato in
rete possa sottrarre
ospiti faticosamente
conquistati,
che possono
disaffezionarsi
e diventare degli
“ospiti persi”.
pianetahotel 63
FOOD&BEVERAGE
formule
tris gastronomico
CONCORDIA RESTAURANT,
HOTEL CONCORDIA
Sapori della tradizione alpina
e food per ogni situazione
È una cucina tradizionale e
stagionale quella del Concordia
Restaurant. Il risultato sono sapori
genuini, che rendono unici anche
piatti poveri, elaborati con nuove
tecniche di cottura. Si mangia
nella sala totalmente rinnovata,
con le larghe finestre e la grande
foto in bianco e nero della vecchia
Livigno. Ma ci sono anche due
stue in legno antico, divise da una
tecnologica camera dei vini.
Qui vengono serviti i 5-7 assaggi
di chi ha prenotato la Passeggiata
Gastronomica, menù a sorpresa
studiato dallo chef a seconda
dei commensali e abbinati ai vini
scelti dal sommelier (ma qui,
ovviamente siamo fuori dalla
formula dine around). Situato
nell’isola pedonale di Livigno,
il Concordia è un elegante 4 stelle
dotato di 38 camere arredate in
stile montanaro dove predominano
i rivestimenti in legno.
MAIN RESTAURANT, LAC SALIN
SPA&MOUNTAIN RESORT
Menù internazionale
e stile contemporaneo
Il ristorante principale del Lac
Salin propone la tipica cucina
valtellinese con l’aggiunta di alcune
ricette regionali italiane e della
cucina internazionale. La cena è
formata a 5 portate. La proposta
del Lac Salin si integra con il Milio
Restaurant, 30 posti dedicati
all’alta cucina accompagnata
da un’ampia selezione di vini:
oltre 400 etichette, disponibili
anche alla vendita nella
champagneria-cantina
che si trova al piano seminterrato.
Anche qui non mancano gli
ambienti più tradizionali con
la “stua de legn”: una saletta
completamente arredata
in stile livignasco dove è anche
possibile organizzare spuntini con
prodotti tipici e serate private.
Con 65 camere arredate in stile
contemporaneo il Lac Salin si
distinge anche l’esclusivo centro
benessere Mandita Spa.
E i risultati? «Ancora non siamo in grado di fare un
consuntivo - risponde Giacomelli - ma abbiamo la percezione di commenti molto positivi, specie da parte
dei clienti stranieri (belgi e tedeschi prima di tutto, ma
anche sudafricani, polacchi, russi) che amano molto
spostarsi. La tendenza della clientela oggi è quella di
essere molto attenta a tutti gli aspetti dell’offerta ricettiva nel suo complesso e l’esperienza gastronomica ne
è parte integrante. Ma a volte potrebbe essere frenata
dal scegliere la mezza pensione proprio per l’obbligo
di consumare i pasti sempre nello stesso posto. Con
pianetahotel 64
RISTORANTE PANORAMICO,
HOTEL PARÉ
Specialità mediterranee
e gastro proposte multitarget
Qui la cucina è guidata dallo chef
pugliese Nicola Allegretta e la
proposta è caratterizzata da una
forte impronta mediterranea,
cui si affiancano le immancabili
specialità valtellinesi e i sapori
della cucina internazionale. Dalla
prima colazione alla cena
il ristorante ruota intorno
a una ricca proposta a buffet, nella
sala panoramica. E ogni ricetta
è studiata per andare incontro
alle esigenze nutrizionali di diversi
target di clientela: dagli sportivi
alle famiglie. L’hotel (categoria
3 stelle) dispone di 37 camere
e tutte sono state recentemente
rinnovate e pervase, grazie
ai tipici rivestimenti in legno,
dall’atmosfera tradizionale
degli alberghi alpini (particolari
le family room dotate di due bagni
con doccia e di spazioso balcone
con vista sulla vallata).
dine around puntiamo proprio a colmare questo gap.
Tutto questo si basa sul fatto che abbiamo cercato di
differenziare in modo ben percepibile le varie proposte
gastronomiche nelle tre strutture, che sono molto varie
anche per ambienti e panorama». Gli obiettivi dichiarati
del gruppo valtellinese sono di far crescere il fatturato
della ristorazione soprattutto anche nei confronti della clientela esterna, grazie a un positivo passaparola
indotto proprio da questa nuova formula ristorativa. E
riguardo gli interni pare che nessun ospite abbia finora
rinunciato a questa possibilità. //
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CIOCCOLATO
FOOD&BEVERAGE
eventi
1 e 2. Rhex nasce
sull’esperienza di
Sapore e Sia Guest,
due manifestazioni
di riferimento per
il settore italiano.
Previsti naturalmente
incontri, dimostrazioni,
convegni, momenti di
crescita professionale
1
A febbraio arriva Rhex,
nuovo polo per l’horeca
AMPIO SPAZIO ALL’HOTELLERIE
ALL’APPUNTAMENTO FIERISTICO
IN PROGRAMMA A RIMINI
di Roberto Barat
N
on è ancora nata, ma è già destinata a diventare la fiera di riferimento del settore
hotel restaurant e cafè. Stiamo parlando di
Rhex (acronimo di Rimini Horeca Expo) che si terrà
per l’appunto, nel capoluogo romagnolo dal 23 al 26
febbraio prossimi. Piuttosto semplice la genesi della
manifestazione, che nasce dall’unione di Sapore e Sia
Guest, due eventi espositivi già di primissimo piano.
RHEX 2013
Date: Dal 23 al 26 febbraio
Ingresso: riservato solo agli operatori
professionali
Biglietto: € 25. Abbonamento 4 gg. € 45
Orari: Dalle ore 09.30 alle ore 18.00 ultimo giorno dalle ore 09.30 alle ore 17.00
Tutte le informazioni su rhex.it.
pianetahotel 66
Un evento che non si può definire, a leggere il programma della manifestazione, solo espositivo. Certo,
i prodotti per l’horeca ci saranno tutti, o quasi, ma
Rhex, come ha raccontato Patrizia Cecchi, direttore
Business Unit di Rimini Fiera al recente Summit Horeca, in scena lo scorso 19 novembre presso la sede del
Gruppo 24 Ore a Milano, presenterà numerosi e nuovi
strumenti che permetteranno ai visitatori di cogliere
tendenze e novità del settore. Ampio spazio quindi
alla formazione e agli incontri professionali nei quali si
potranno cogliere idee e spunti per la propria attività.
Si parlerà di format, con case history di successo (o
con la mostra denominata Code, quattro installazioni
con l’obiettivo di delineare le nuove frontiere del design per il fuori casa), e si farà il punto sulla ristorazione in hotel (l’appuntamento è presso gli spazi di
“Ristorazione a cinque stelle”) con protagonisti top
chef del calibro di Sergio Mei, Marco Sacco, Andrea
Aprea e Fabrizio Ferrari. Ampio spazio, poi, sempre
per l’hotellerie con le testimonianze di rappresentanti
di grandi catene alberghiere come Hilton Worldwide
e Marriott. Sempre rivolta all’hotellerie è Green Hospitality, la sezione espositiva dedicata a soluzioni e
FOOD&BEVERAGE
eventi
Una filosofia vincente
PATRIZIA
CECCHI
direttore
Business Unit
di Rimini
Fiera Spa
2
100
12
500
anni e oltre di esperienza
e 1.465 espositori
padiglioni e 5.000
business meeting
top buyer da 5 continenti,
mille giornalisti accreditati
servizi energetici per strutture ricettive, realizzata in
collaborazione con Agenzia CasaClima (ente pubblico
altoatesino che certifica dal punto di vista energetico
e ambientale edifici e prodotti). A Green Hospitality
sono in programma un convegno ad hoc e numerose
aree espositive - bioedilizia e bioarredamento, impianti fotovoltaici e termotecnici, sistemi e tecnologie per il
risparmio energetico - che hanno l’ambizioso obiettivo
di trasformare gli hotel da “divoratori” di energia a
strutture sostenibili.
Da segnalare, infine, il premio Rhex Innovation Award,
che nasce da un’iniziativa simile lanciata a Sapore
che contava già quattro edizioni e oltre cento aziende
coinvolte. Tramite l’Award verranno premiati prodotti
non ancora presenti sul mercato o lanciati nei sei
mesi precedenti l’inizio della manifestazione. Inoltre
le novità in gara saranno esposte al pubblico e alla
stampa nella Rhex Innovation Area 2013. La macchina organizzativa di Rhex è ancora in moto e si
preannunciano altre novità. //
Qual è la filosofia con cui
nasce Rhex?
Il ruolo di una fiera
è sempre più quello
di rispondere ai
cambiamenti di
scenario adeguando
l’offerta espositiva e
quella informativa ai
format internazionali
del settore. Capire il
presente per anticipare
il futuro è il senso
che sempre più deve
ricoprire un’esposizione
internazionale. Per
questi motivi abbiamo
deciso di unire le due
manifestazioni dedicate
al settore horeca che
proponevamo, Sapore
e Sia Guest, e dar vita
a un unico e innovativo
progetto. E per questo
stiamo dando a Rhex
un’impostazione molto
precisa.
Cosa vi troveremo?
Naturalmente si
troveranno i prodotti, gli
arredi, le attrezzature e
via dicendo, necessari
al lavoro di ogni
giorno in bar, alberghi,
ristoranti, locali di
intrattenimento, mense
e quant’altro. Ma
quello che daremo ai
visitatori sono anche
testimonianze dirette
di chef, manager
e professionisti
del settore che
racconteranno le
loro esperienze.
Illustreremo nuovi e
vincenti format, futuri
modelli di business,
le tendenze in atto
e anche quelle che
risulteranno premianti
nei prossimi anni.
Se dovesse sintetizzare
lo spirito di Rhex in una
parola quale userebbe?
Innovazione, senza
dubbio. Sia nei
prodotti, e non a caso
abbiamo previsto
il Rhex Innovation
Award e la Rhex
Innovation Area, sia
nella formula che punta
a fornire soluzioni
ai professionisti
dell’horeca. Soluzioni
che prendono forma
nelle tavole rotonde,
nelle mostre interattive,
negli show cooking
e in molto altro.
pianetahotel 67
FOOD&BEVERAGE
vini
A sinistra i vini vincitori degli
Autochtona Award: il Neblù Brut
Metodo Classico Prëmetta di Les
Crêtes (Migliori bollicine), il Colli
Tortonesi Timorasso Doc 2007
di Boveri Luigi (Miglior vino bianco),
il Taurasi Docg 2007 di Contrade
di Taurasi (Miglior vino rosso),
il Montenetto di Brescia Igt “M”
Marzemino 2009 di La Maddalena
(Miglior vino dolce) e il Gioia
del Colle Doc Primitivo 2009
di Polvanera (premio Terroir).
Viva la tipicità enologica
TUTTO ESAURITO A BOLZANO PER AUTOCHTONA. PIÙ DI 300 I VINI IN GARA
L
a personalizzazione paga. E ciò vale anche
per una carta dei vini che valorizza etichette
che sono l’espressione più autentica di un
territorio e che solitamente non si trovano sugli scaffali dei super. Non è un caso, dunque, che manifestazioni come Autochtona (22-23 ottobre), il forum dei
vini autoctoni di Fiera Bolzano giunto quest’anno alla
nona edizione, continuino a riscuotere successo e a
trovare supporter soprattutto tra i professionisti della
ristorazione alberghiera. La kermesse bolzanina, che
si tiene in contemporanea con Hotel, salone dedicato
alla filiera alberghiera, ha “registrato” 1.750 partecipanti, un aumento di ben il 34% rispetto all’edizione
precedente. Crescita anche sul fronte degli espositori,
passati dai 63 del 2011 ai 76 di quest’anno, e delle
Hotel, capire i social media
Ha chiuso in atttvo anche la 36° edizione di Hotel, salone specializzato per
alberghi e gastronomia organizzato da Fiera Bolzano, che ha visto, durante
i quattro giorni della manifestazione (22-25 ottobre), la presenza di 581
aziende e di 18.700 visitatori. Un esito molto positivo ha avuto anche la
convegnistica con il “Social Media Forum 2012: la rivoluzione continua“ che
ha affrontato temi di grande attualità come le relazioni, talvolta “pericolose”,
con i social media e le opportunità di business offerte al settore alberghiero
dalle app e dal settore della connettività “mobile”.
pianetahotel 68
aziende che, presenti singolarmente o attraverso delegazioni, consorzi di tutela, associazioni di produttori
e strade dei vini e dei sapori, sono passate da 100 a
150. Più di 300 i vini tra produzioni tipiche, biologiche, biodinamiche e vitigni rari e ricercati, sottoposti
all’attenzione della giuria degli Autochtona Award.
Soddisfatto il direttore di Fiera Bolzano Reinhold
Marsoner: «In Italia esistono centinaia di piccole ma
ottime cantine che hanno investito nella biodiversità
della tradizione vitivinicola e che non riescono a farsi conoscere dagli operatori. Produttori che grazie a
Autochtona possono contare su una vetrina in grado
di esaltare la loro tipicità». Un format espositivo quello di Autochtona che si presterebbe anche a essere
“esportato” e collocato all’interno di fiere estere. C.B.
osservatorio
FOOD&BEVERAGE
osservatorio
Filo diretto con le aziende del food&beverage
Marina
Bellati
[email protected]
Il breakfast “verde”
muesli e torte bio
U
no sviluppo radioso per i prodotti biologici in hotel. Ne è
convinto Paolo Bacchini,
direttore generale di Dna
Bio.L’azienda di Riccione è
specializzata in prodotti bio
made in Italy e vanta un portfolio di referenze certificate che spaziano dai biscotti
alle crostatine, alle marmellate, alle creme e succhi di
frutta al pane e molto altro.
Dice Bacchini: «Al di là delle scelte personali, e io sono
un “convertito” al biologico
da oltre dieci anni, non si
capisce per quale ragione i
tanti clienti che in ambito retail per la loro alimentazione
preferiscono il bio, nell’out
of home debbano essere
in difficoltà nel trovare prodotti coerenti con le proprie
scelte. Mi sono a lungo confrontato con direttori di hotel e grazie alla conoscenza
personale dei migliori fornitori ho identificato una serie di prodotti. Ad esempio,
il muesli bio, disponibile nel
pacco da un kg per la somministrazione dal dispenser o in sacchetti monodose, in 10 differenti varianti.
Il vantaggio di quest’ultimo
formato è che il cliente ha a
disposizione un prodotto
sigillato, immune da contaminazioni o umidità, di cui
Corner biologico, bastano pochi prodotti
per uno start up ricco di specialità
P
er cominciare a mettere in piedi un corner
biologico bastano poche cose. «Il muesli, le
marmellate e la crema di nocciola - suggerisce
Bacchini - sono fondamentali. E a queste
affiancherei le creme di frutta, il pane e una selezione
di torte bio». Per facilitare le scelte dell’albergatore
l’azienda romagnola ha predisposto due kit: la
linea “Breakfast Exclusive”, che contiene tutte le
monoporzioni dei prodotti Dna Bio e la linea “Green”,
che contiene i vari prodotti sfusi, adatti
per i dispenser. dnabio.it
Paolo Bacchini,
è direttore generale
di Dna Bio. Si tratta di
un’azienda riccionese
giovanissima, sorta solo
un anno fa, che punta a
diffondere la cultura del
biologico nell’horeca
può conoscere nel dettaglio
composizione e peso. Per
l’albergatore si evitano sprechi e il prodotto si conserva
perfettamente, fino all’ultima
porzione».
Dna Bio ha in catalogo circa 100 referenze; fra queste spiccano prodotti come
il preparato in polvere per la
torta bio “farro e carrube”,
che si prepara con la semplice aggiunta di olio, da farcire con marmellata e ricoprire
con cioccolato, in perfetto
stile “Sachertorte”. Interessanti anche le creme di frutta bio confezionate in vasetti
monodose da 100 g, composte solo da 2 ingredienti: 96%
di purea di mela o pera e 4%
di sciroppo di manioca. //
pianetahotel 69
FOOD&BEVERAGE
modelli
Devero
Ristorante
Una stella Michelin, è
il ristorante gourmet
guidato da Bartolini e
aperto solo alla sera.
Un’ampia vetrata
consente la vista della
cucina dalla sala,
pannelli in tessuto e in
cristallo favoriscono
una suddivisione della
sala modulabile in base
alle necessità. Menù
“Classici” da 75 euro,
bevande escluse.
Menù, spa e convegni al top
Tutto a bordo autostrada
TANTE ECCELLENZE FANNO DEL
DEVERO UN MODELLO A CUI
ISPIRARSI PER FARSI UN’IDENTITÀ
di Marina Bellati
L
a location del Devero Hotel di Cavenago di
Brianza (Mb) non è certo il massimo dal
punto di vista dello charme paesaggistico:
la struttura sorge proprio a lato della trafficatissima A4
Milano-Venezia, in una zona anonima e periferica. Ciò
nonostante, le scelte di qualità portate avanti a tutto
Enrico Bartolini. Classe 1979, è un
autentico talento dell’alta cucina. Dopo i
primi stage a Montecatini Terme e diverse
esperienze estere, a 22 anni entra nella
cucina delle Calandre per poi diventare
executive chef della Montecchia della
famiglia Alajmo. Nel 2005 apre le Robinie e
nel 2009 guadagna la prima stella Michelin
che l’anno seguente riconferma al Devero.
pianetahotel 70
campo dalla direzione di questo “four stars executive
hotel” ne hanno saputo fare una destinazione business
importante. In tutto questo la ristorazione - gestita in
outsourcing dallo chef stellato Enrico Bartolini - gioca
un notevole ruolo attrattivo e oggi sta dimostrando di
saper dare lustro alla struttura, catalizzando l’interesse
non solo di ospiti gourmet, ma anche delle aziende che
scelgono il Devero per i loro convegni (il centro meeting è attrezzato con sale in plenaria che consentono
una capienza totale fino a 800 persone). Un risultato
molto incoraggiante che dà la misura di come, se ben
gestita, la ristorazione sia un asset strategico, su cui
si gioca buona parte della reputazione di una struttura.
Valeria Scaglia. Esperta in scienze
della comunicazione dello spettacolo, inizia
il suo percorso professionale in Jolly Hotels
nel 2001 come sales representative, per
proseguire al Grand Hotel delle Terme di
Castrocaro. Nel 2005 approda in Alliance
Alberghi come sales manager e nel marzo
del 2010 passa al Devero come responsabile
commerciale e comunicazione.
FOOD&BEVERAGE
modelli
Dodici24
È la formula
dinamica e informale
di ristorazione, sul
modello del bistrot.
Il locale propone
una cucina veloce,
ma allo stesso
tempo curata, con
servizio non stop da
mezzogiorno alle 24.
Lo scontrino per un
menù completo si
aggira attorno ai 35
euro. Da sottolineare
che sabato e
domenica, ogni due
adulti paganti un
menù bambini è
omaggio.
Spiega il direttore Massimo Burchianti: «La proprietà
ha voluto dare un’impronta di livello a tutto il complesso, quindi anche nell’ambito della ristorazione. Sono
tre le linee di offerta: il Devero Ristorante con una proposta gourmet (una stella Michelin e Tre Cappelli della
Guida I Ristoranti d’Italia de L’Espresso), il ristorantebistrot Dodici24 per garantire una ristorazione a prezzi
più contenuti e con orari di servizio molto flessibili, e,
infine la ristorazione congressuale. Tutto questo con
l’obiettivo di creare una struttura con una forte caratterizzazione per cui valga la pena uscire da Milano,
sia per una esperienza gourmet, sia per un evento o
un weekend all’insegna del relax». Aggiunge Valeria
Scaglia, responsabile commerciale e comunicazione:
«La scelta di una ristorazione top si inserisce con coerenza, seguendo il concetto di “nicchia di eccellenze”
Massimo Burchianti. Specializzato
in economia turistica, inizia in Jolly Hotels,
per poi diventare general manager dell’Hotel
Adam di Milano. Quindi viene nominato
revenue&distribution manager di Exclusive
Hotel Collection e nel 2007 entra in Metha
Hotel Group. Nel 2009 diventa direttore
dell’Holiday Inn Milano Lorenteggio. Dal
giugno 2011 è direttore del Devero.
cui punta la proprietà. La “stella” della ristorazione aumenta la visibilità di una realtà che ha già tutti i numeri
per essere un modello positivo». Secondo le intenzioni
dichiarate dalla direzione, la decisione di affidare a un
soggetto esterno qualificato come Bartolini tutta la
parte ristorativa ha lo scopo di ridurre la complessità di
gestione, per dedicare maggiore attenzione agli aspetti
di vendita e alla qualità dei servizi.
Il peso della ristorazione
A Burchianti chiediamo quali risultati abbia finora dato
questo modello gestionale: «È difficile fornire delle
cifre - spiega - in quanto dall’apertura del 2008 il
Devero ha continuato ad ampliarsi: nel 2010 con la
nuova torre (55 camere aggiuntive e un nuovo centro
congressi) e nel 2012 con l’apertura della spa. Ciò
che ci dà maggiore soddisfazione sono i clienti che,
anno dopo anno, ci riconfermano la loro fiducia. Per
quanto riguarda il “peso” della ristorazione nel nostro business, va ricordato che il nostro è un accordo
in partnership: l’albergo è uno dei principali clienti di
Bartolini, che però ha un proprio conto economico. In
generale possiamo considerare che in un business
hotel la ristorazione rappresenta di solito il 40% del
conto economico, mentre al Devero sta assumendo
un rilievo significativamente maggiore». //
pianetahotel 71
FOOD&BEVERAGE
tavola
2
1. Tork. I tovaglioli
sono un elemento
centrale della tavola.
E i Premium Airlaid
Textile Feel a un
velo di Tork sanno
ben rispondere a
varie esigenze di
servizio. Finemente
decorati e morbidi al
tatto, rappresentano
un’alternativa di
qualità ai tessuti
che richiedono
la lavanderia.
Gradevoli, freschi,
semplici da piegare,
sono ideali per un
ambiente elegante
che ha l’esigenza di
mantenere un alto
profilo. tork.it
pianetahotel 72
2. Ballarini.
Eleganti, tradizionali
e pratici. Così sono
i Servintavola Ballarini
(vincitori nella categoria
“Attrezzature di
servizio” del premio
Horeca24 Innovazione
dell’Anno 2013),
“pentole” pensate per
essere portate a tavola.
Quattro linee ideali
per presentare entrée,
contorni, zuppe
e tutto quello che
arriva dalla cucina.
ballariniprofessionale.it
L’arte della mise en place
tra design e funzionalità
INFORMALE, ELEGANTE,
CLASSICA. OGGETTI DI DESIGN
O DALLE FORME TRADIZIONALI.
QUALE IMMAGINE DARE ALLA
TAVOLA? ECCO QUALCHE IDEA
di Roberto Barat
1
L
a mise en place non è, solo, la capacità di
arredare elegantemente una tavola. È un insieme di fattori e considerazioni che devono
rispondere a precise domande. Chi è e cosa si aspetta
il cliente del ristorante? Si vuole dare un’immagine
formale e di livello o rendere la tavola più famigliare
e poco impegnativa? Si desidera o si deve stupire
gli ospiti con oggetti eleganti e raffinati o si vuole
tranquillizzarli con piatti, calici e posate discreti, ma
ovviamente piacevoli alla vista? Si preferiscono attrezzature resistenti o
meglio puntare su cristalli
e ceramiche raffinate,
anche se più fragili?
FOOD&BEVERAGE
tavola
3
3. Italesse. Venti4 Dinner Plate e Venti4
Soup Plate sono le due referenze dell’azienda
che puntano su desing minimalista, ma
raffinato, versatilità e resistenza. Perfetti
per servizi eleganti o informali, sono
realizzati in resina melamminica, un
materiale che conferisce loro resistenza
e durata decisamente superiori. italesse.it
4. Ivv. La collezione
in vetro trasparente
e decorato Diamantè
dell’Industria Vetraria
Valdarnese punta
decisa su eleganza
ed esclusività delle
forme. Sagome
irregolari ed effetti
ottici particolari in una
linea che offre tumbler,
coppetta, varie
dimensioni e tipologie
di vassoi, antipastiera
(nella foto) e diverse
alzate. In vetro sonoro
superiore. ivvnet.it
4
5
5. Chs. Si chiamano Galets e sono ideati dalla francese Comatec.
Si tratta di eleganti contenitori ed insalatiere impilabili, dalla
particolare forma a “sasso”. Disponibili bianchi, in amido vegetale
100% biodegradabile, e neri, in polistirene rigido. chsgroup.it
6
6. Borgonovo. Safe Cup è un calice brevettato dall’Università
La Sapienza di Roma. Prodotto solo da Vetreria di Borgonovo
consente di ridurre del 30% l’alcol assorbito dall’organismo.
Nessuna magia, solo scienza applicata. borgonovo.it
Insomma una lunga serie di domande alle quali bisogna dare delle risposte ben prima di mettersi a cercare gli oggetti che andanno a comporre la mise en
place del ristorante, o meglio dei ristoranti, di un hotel.
Criteri di scelta
Nuove forme e nuovi materiali fanno la loro comparsa
sul mercato delle attrezzature e in queste pagine ve
ne presentiamo alcuni selezionati perché rispondono a uno o più criteri. Innovazione tecnologica e di
design, praticità di utilizzo, eleganza, possibilità di
nuove presentazioni in tavola e via dicendo. Sono
criteri, in realtà, che dovrebbero guidare la scelta di
chi acquista o decide cosa mettere in tavola. Sanno
rispondere cioè alle esigenze dello chef che crea un
determinato piatto, del sommelier che sceglie e vuole
valorizzare un certo vino, del maître che non rinuncia a spettacolarizzare il servizio o anche del conto
economico che a volte giustamente vuole privilegiare
attrezzature di un certo costo e dalle precise caratteristiche di resistenza. Insomma, la mise en place è
l’insieme di tante valutazioni da compiere dopo aver
dato risposta a tante domande e aver ben chiarito
l’obiettivo che si vuole raggiungere. //
pianetahotel 73
FOOD&BEVERAGE
news
Da sinistra, Gianluca
Cuna, il vincitore
assoluto della tappa
di Lecce dei World
Chocolate Masters,
e una zuppa inglese
rivisitata in chiave
moderna firmata
da Ernst Knam. Cuna
e Knam sono tra gli 8
finalisti attesi al Sigep
Architetti del cioccolato
TUTTI AL SIGEP PER LA FINALE ITALIANA DEL WORLD CHOCOLATE MASTERS
T
utto è pronto per la finale italiana del World
Chocolate Masters, organizzato da Barry
Callebaut Italia, che si terrà nel corso della
prossima edizione del Sigep di Rimini (19 - 21 gennaio
2013): un concorso, seguitissimo dai professionisti
dell’ospitalità a caccia di nuovi talenti, che incoronerà
il campione italiano di cioccolateria. Si sono infatti concluse le tappe di preselezione (Lecce, Perugia, Napoli
e Bologna) che hanno decretato i seguenti 8 finalisti:
Sandy Astrali della “Pasticceria Opera” di Castelfranco
Veneto (Tv), Massimiliano Baglivo di “Dolci e Dintorni”
di Galatina (Le), Davide Comaschi della “Pasticceria
Martesana” di Milano, Gianluca Cuna di “Dolci Fantasie” di Lecce, Ferdinando Esposito di “Mario e Maria” di Sarno (Sa), Emiddio Isernia della “Pasticceria
Marigliano” di S. Gennarello di Ottaviano (Na), Ernst
Knam de “L’Antica Arte del Dolce” di Milano e Fabio
Ravone di “Dolci Creazioni” di Brindisi.
Obiettivo Parigi
La finale di Rimini sarà caratterizzata dalle seguenti
prove: una grande opera in cioccolato, una torta al
cioccolato a strati, una pralina a stampo e un dessert
al piatto al cioccolato. Per l’ultima prova, ciascun
partecipante dovrà rivisitare una ricetta tradizionale
della pasticceria Italiana, caratterizzata dal cioccolato. Il vincitore accederà alla finalissima mondiale,
siamo ormai alla 5° edizione di questo affermato concorso internazionale, che si terrà a Parigi nell’ottobre
2013 in occasione del “Salon du Chocolat”. C.B.
Piace la coffee experience di Viaggi
Dal mercato alberghiero cominciano ad arrivare i primi feedback positivi riguardo Viaggi, l’innovativo programma multi-bevande premium dedicato al fuori casa elaborato da Nestlé Professional Super Premium Beverages (leggi l’articolo “Il lusso di un menù perfetto” su Pianetahotel
di settembre-ottobre 2012, pagina 70). «Stiamo ponendo delle solide basi per la diffusione di
Viaggi sul territorio italiano - spiega Lorenzo Viganò, responsabile dello sviluppo del programma
nella Penisola (in foto) -. Le caratteristiche sartoriali del nostro programma di bevande rispondono
perfettamente alle più alte aspettative dei clienti più esigenti che frequentano le strutture nelle
quali siamo presenti e che consentono loro di gestire situazioni complesse con facilità».
pianetahotel 74
BACK OFFICE
tecnologie
3° SUMMIT HORECA
IMPRESE FUORI CASA
Courtesy Studio De Ponte
IL VENDING NON È MAI
STATO COSÌ INNOVATIVO.
LO SVELA IL PROGETTO HAL
CHE APRE NUOVE FRONTIERE
ALL’INTERATTIVITÀ IN HOTEL
E ALLA POSSIBILITÀ DI
SVILUPPARE STRATEGIE DI
UPSELLING E FIDELIZZAZIONE
Vending e web insieme
per generare valore
pianetahotel 76
BACK OFFICE
tecnologie
A PAGINA 48
La ricerca Intel
sui desideri dei
consumatori riguardo
ai distributori
automatici del futuro
Silivio De Ponte, architetto
e fondatore dell’omonimo studio di
architettura e di design, ha ideato il
corner tecnologico Hal e disegnato
il nuovo distributore “smart” di
Rheavendors. «All’interno della lounge
Hal il distributore automatico non viene
più lasciato a se stesso ma inserito in uno
scenario di tipo “sensoriale”, dove poter
anche inserire ed integrare
ulteriori “interfacce” che comunicano
e dialogano tra loro».
di Claudio Bonomi
N
on ci stancheremo mai di dire che l’impatto
della nuove tecnologie digitali non sta solo
cambiando radicalmente la professione di
albergatore ma anche e, soprattutto, il modo in cui
l’impresa albergo si relazione con l’ospite e il mercato. Un’ennesima prova di questa evoluzione la si
è potuta toccare con mano lo scorso 19 novembre
nel corso del 3° Summit Horeca Imprese Fuori Casa,
promosso da Pianetahotel in collaborazione con le testate “sorelle” Bargiornale, Ristoranti e Ristorazione
Collettiva (Sala Collina, sede Gruppo 24 Ore, Milano).
Il tema portante di quest’anno era “Le soluzioni strategico-finanziarie per avere successo”. Una cornice
perfetta per la presentazione di Hal, acronimo per
Hospitality Area Lounge: un corner dal cuore hi-tech
che incorpora una nuova visione di servizio al cliente,
aperta alle opportunità delle nuove soluzioni e alle
logiche del web. Una vera e propria lounge interattiva
ideata dall’architetto Silvio De Ponte e nata da una
alliance di aziende tecnologiche e del settore hospitality di primo piano. Erano infatti presenti al Summit per il debutto ufficiale di questo progetto pilota:
Dario Bucci, amministratore delegato di Intel Italia
e Svizzera, Carlo Doglioni Majer, vice president di
Rheavendors, Emanuele Mugnani, managing director di Micros Italia, Alberto Vuan, ceo di Vda Group,
Silvio De Ponte dello Studio De Ponte e Jean-Claude
Ghiotti, amministratore delegato di B&B Hotels. Il
progetto ruota attorno a un innovativo prototipo di
vending machine intelligente messo a punto da Rheavendors ed equipaggiato con un processore Intel di
ultima generazione, in grado di abilitare innovative
pianetahotel 77
SEZIONE
tecnologie
3° SUMMIT HORECA
IMPRESE FUORI CASA
1. L’area lounge
dedicata al progetto
Hal in mostra al 3°
Summit Horeca presso
la sede del Gruppo
24 Ore a Milano.
2. ll prototipo della
vending machine
di Rheavendors
che incorpora un
processore Intel
di nuova generazione
1
foto Claudio Valdetara - Rheavendors Group
2
Dario Bucci, amministratore delegato
di Intel Italia e Svizzera. «Hal non è solo
un progetto concreto, che vede la piena
applicazione nel settore del vending della
nostra tecnologia, ma è la riprova delle
opportunità che i microprocessori e i
sistemi embedded possono abilitare, anche
in contesti dove il computing non era mai
stato di casa prima d’ora».
pianetahotel 78
funzionalità “web-based” e interattive con i contesti
nei quali è inserito e con il pubblico. Spiega Silvio
De Ponte: «Con il progetto Hal abbiamo realizzato,
in maniera reale e concreta, una nuova visione e un
nuovo scenario di area all’interno di un hotel, con
funzioni differenti totalmente informatizzate. Si tratta di un’area lounge che potrebbe diventare, grazie
alla sua flessibilità, anche un’area colazioni o essere
inserita all’interno di una zona ristorazione». Tutti ambienti dove la vending machine non era mai entrata
prima, conquistando spazi di relazione e di servizio
molto simili a quelli già conosciuti, ad esempio attraverso il “mobile”.
On line 24 ore su 24
In effetti, grazie a uno schermo touch integrato, a
un’interfaccia utente semplice e intuitiva, a contenuti
digitali ad hoc e, in futuro, anche a un’integrazione
Jean Claude Ghiotti,
amministratore delegato di B&B Hotels.
«Hal consente di aggiornare il nostro
corner di automatic retailing con una
proposta tecnologica evoluta. Ciò ci
aiuta a sfruttare tutte le opportunità di
vendita, partendo d’acquisto on line fino
all’acquisto d’impulso con l’obiettivo di
aumentare la customer satisfaction».
BACK OFFICE
tecnologie
3. Un momento del
focus sul progetto Hal
al 3° Summit Horeca
Imprese Fuori Casa,
tenutosi lo scorso
novembre presso
la Sala Collina nella
sede del Gruppo 24
Ore a Milano. Da
sinistra, Alberto Vuan,
Emanuele Mugnani,
Carlo Majer, JeanClaude Ghiotti, Silvio
De Ponte, Dario
Bucci e il moderatore
Claudio Bonomi
3
sempre più spinta con i social network e i media
digitali, la macchina sveste i panni del distributore
automatico per stabilire una relazione più interattiva
e completa con il cliente (in piena sintonia con i desiderata espressi dagli consumatori europei in una
ricerca sul vending commissionata da Intel, leggi a
pagina 48). Ma l’aspetto più qualificante del progetto
sta nell’integrazione tra il distributore e gli ambienti
tecnologici circostanti. La vending machine interat-
Carlo Doglioni Majer, vice
president di Rheavendors Group: «La
collaborazione che ha portato alla
definizione di Hal conferma il nostro focus
sull’innovazione, sulla tecnologia e sul
design, inteso come filosofia di vita e
percorso culturale. Nel futuro che già Hal
rappresenta oggi, il mondo del web e quello
del vending finalmente si incontrano».
tiva, on line 24 ore su 24, è infatti perfettamente
interconnessa e integrata con il sistema informatico dell’hotel e diventa il perno di un nuovo modello
di servizio al cliente, sempre disponibile e in grado
di dialogare naturalmente con l’ecosistema digitale
di smartphone e di altri device mobili. Ad esempio,
grazie al contributo delle soluzioni software aperte
e integrabili di Micros Italia o ai contenuti digitali e
interattivi e ai servizi a valore aggiunto messi a disposizione da Vda Group, l’intero spazio di Hal diventa
interagibile anche tramite web dalla camera d’albergo o, nel pre e post-stay, dal pc di casa. L’ospite può
dunque interagire con il “sistema Hal” sia in hotel
nella fase di check-in, sia nel suo ambiente in quella
di feedback a fine soggiorno per inviare un giudizio
o una recensione. È evidente che questa moltiplicazione di interazioni offerta dai touch point fisici (la
macchina), da quelli digitali (il web) e dal “mobile”
permette all’albergatore di applicare realmente una
pianetahotel 79
BACK OFFICE
tecnologie
3° SUMMIT HORECA
IMPRESE FUORI CASA
Courtesy Studio De Ponte
4. Hal è un progetto
che ha anche una
forte connotazione
estetica e sensoriale
ed è anche frutto
della collaborazione
di primarie aziende
nell’ambito dell’arredo
e del contract come
Icone (illuminazione),
Oikos (colore e materia
per l’architettura) e
Brianform (imbottiti in
pelle e tessuto)
4
strategia di vendita multicanale. Si pensi ad un’attività di upselling nella fase di prenotazione o di fidelizzazione post - soggiorno. In pratica Hal mette
l’albergatore in grado di vendere di più e meglio.
Hal non è un mero “esercizio tecnologico” o una sperimentazione fine a se stessa: il progetto prenderà
infatti concretamente forma e vita già a partire dal
prossimo anno. Dove? All’interno di alcune strutture di B&B Hotels, catena con 250 alberghi e più di
20mila camere in Europa (Francia, Germania, Italia,
Polonia e Portogallo). Si tratta di strutture di categoria tre stelle con un servizio funzionale di qualità a
un prezzo low cost. Strutture che già offrono servizi
innovativi come la prenotazione on line, il check-in
automatizzato su chioshi interattivi, free wi-fi e tv
satellitare con canali Sky gratuiti e, ovviamente, ven-
Emanuele Mugnani, managing
director di Micros Italia: «Il progetto Hal
vuole soprattutto trasferire il valore, oggi
fondamentale, dell’integrazione.
Nel momento in cui la tecnologia riesce
a Integrare i touch point fisici, web e
mobile dell’hotel con il proprio ospite,
siamo in grado di offrire all’albergatore
l’opportunità di vendere di più».
pianetahotel 80
ding machine presenti in tutti i B&B Hotels. Dal 2013,
proprio i distributori automatci avranno un ruolo del
tutto nuovo e servizi evoluti in chiave 2.0, come ad
esempio l’ordinazione e la gestione della colazione.
Vendere, vendere, vendere
È evidente che un progetto come Hal si inserisce perfettamente in un contesto economico, quale l’attuale,
dove l’albergatore è sempre più spesso alla ricerca di
fonti alternative di guadagno. Vendere le camere non
basta più, o meglio, i ricavi relativi all’attività di selling
al netto delle commissioni pagate ai portali di booking sono sempre più ridotti. È, dunque, essenziale
sfruttare tutte le leve di risparmio e di ottimizzazione
di servizi che le nuove tecnologie oggi mettono in
campo. A partire anche dal vending. //
Alberto Vuan, ceo di Vda Group:
«Hal esalta il ruolo delle tecnologie cloud
e dei dispositivi mobili come elementi
strategici per attivare una business
television personalizzabile. Il canale di
informazione e comunicazione offerto
dalla nostra soluzione OnAir permette non
solo di intrattenere meglio gli ospiti, ma di
vendere meglio prodotti e servizi».
BACK OFFICE
tecnologie
1. Alcuni componenti della serie
civile Mylos di Abb, tra cui anche
il Room Controller (al centro) che
permette la regolazione
fine delle automazioni all’interno
della camera d’albergo
1
Domotica, tutti i vantaggi
di sposare uno standard
TRA I PROTOCOLLI CONSIDERATI OGGI PIÙ SICURI ED EFFICACI
C’È IL KNX, GIÀ IMPIEGATO IN DIVERSI SISTEMI DI BUILDING
AUTOMATION PER L’OSPITALITÀ. NE PARLIAMO CON ABB
di Riccardo Oldani
L
a domotica negli hotel è una cosa seria.
Non ha soltanto lo scopo estetico di creare
scenari per l’illuminazione o di gestire la
diffusione sonora e l’entertainment. Nelle strutture
alberghiere la building automation è soprattutto uno
strumento di gestione, che deve contribuire al benessere degli ospiti e, al tempo stesso, ridurre i consumi,
controllare le presenze, semplificare la fatturazione e
la gestione di magazzino.
Dev’essere una soluzione implementabile in modo da
funzionare con tutti i dispositivi elettronici già presenti
nell’hotel, senza problemi di compatibilità, e dev’essere anche un impianto “plastico”, in grado cioè di
pianetahotel 82
essere modificato o potenziato nel tempo secondo le
mutevoli esigenze della gestione.
Il progetto dell’impianto
Affinché tutte queste condizioni vengano soddisfatte
non è importante solo il progetto dell’impianto ma anche la tecnologia scelta. Tra i protocolli considerati più
sicuri ed efficaci, il Knx, frutto di un lavoro di sviluppo
internazionale, è quello impiegato nei sistemi di building automation più strutturati. Abbiamo chiesto quali
sono i suoi punti di forza a Dario Carzaniga, product
manager Serie Civili della divisione Home&Building
Automation di Abb, multinazionale che ha sviluppato
BACK OFFICE
tecnologie
2
3
soluzioni professionali per l’ospitalità incentrate proprio su questo sistema.
«Knx - dice Carzaniga - è uno standard internazionale
che ha molti vantaggi per la struttura alberghiera, in
quanto consente non solo di razionalizzare e ottimizzare i costi di installazione, ma anche di ridurre considerevolmente i costi di gestione, per esempio grazie
alla visualizzazione centralizzata dei parametri più importanti e alla segnalazione dello stato degli impianti.
Inoltre, la gestione intelligente degli edifici garantisce
notevoli risparmi energetici sia per l’illuminazione, sia
per l’impianto di riscaldamento e raffrescamento». Si
tratta di sistemi modulari, e quindi espandibili in base
alle esigenze dell’impresa hotel?
Diego Carzaniga è product
manager Abb Italia per la divisione
home&building automation.
Si occupa, in particolare, dello
sviluppo di strumenti di vendita
e di divulgazione per le soluzioni
cablate di automazione
dell’edificio e di risparmio
energetico. abb.it
2-3. Due scorci di una camera dell’albergo La
Suite di Procida (Na), in cui è stato realizzato un
impianto domotico basato su bus Knx con prodotti
Abb. Tra le funzioni: controllo accessi, gestione clima,
videosorveglianza, gestione luci e atmosfere della
spa e del centro benessere
«La flessibilità delle soluzioni Knx è garantita dalla
possibilità di riprogrammare i dispositivi in corso
d’opera, ma anche mesi o anni dopo l’installazione.
L’espansione progressiva del sistema è agevolata, rispetto alle installazioni tradizionali, dall’architettura
basata su linee e aree che comunicano tra di loro
sempre tramite un bus in bassa tensione (reti dati
via cavo), al quale nuovi componenti possono essere semplicemente collegati per adattare l’impianto
Knx a nuove applicazioni e ampliarlo senza problemi.
Per quanto riguarda la proposta Abb, l’espansione e
la modifica dell’impianto è facilitata dall’impiego del
Room Controller (Rc/A), un dispositivo per installazione sotto pavimento o nei controsoffitti, che ben si
presta alle espansioni progressive del sistema, grazie
alla sua struttura modulare a plug-in: vengono installati solo i moduli necessari alle funzioni richieste al
momento della messa in servizio, con la possibilità di
pianetahotel 83
BACK OFFICE
tecnologie
ANDARE OLTRE LA GESTIONE DI ACCESSI E LUCI
SOLUZIONI E DISPOSITIVI FIRMATI ABB E BASATI SULLO STANDARD INTERNAZIONALE KNX
Controlli
La proposta di Abb si basa su un’ampia gamma di prodotti per home e
building automation a standard Knx. In particolare la soluzione di controllo
accessi permette di ottimizzare la gestione quotidiana delle operazioni
di check-in/check-out, programmando le tessere transponder che
sostituiscono le chiavi tradizionali. Inoltre è possibile controllare l’impianto
di climatizzazione e le utenze elettriche, abilitate solo a camera occupata per
ridurre i consumi senza rinunciare al massimo comfort per l’ospite.
Software
Mediante il software MiniMac il personale in reception gestisce la
programmazione delle chiavi transponder per gli ospiti al check-in, assegna
i diritti di accesso a camere e aree particolari e tiene sotto controllo lo storico
di accessi e presenze, oltre a poter effettuare diversi controlli, come la
temperatura nelle camere e l’accensione delle luci.
Automazione
L’offerta Abb comprende inoltre una gamma completa di dispositivi
a standard Knx per la building automation, tra cui: attuatori per il controllo
dell’illuminazione, regolatori di luminosità, sensori di presenza, attuatori per
il controllo di tapparelle e utenze motorizzate, attuatori per il controllo della
termoregolazione (controllo fan-coil, elettrovalvole, valvole termoelettriche,
valvole motorizzate), oltre al Room Controller, indispensabile quando si vuole
razionalizzare il progetto e l’installazione concentrando in un unico dispositivo
tutte le funzioni per il controllo della camera.
Dispositivi
L’offerta si completa con i dispositivi da incasso compatti Mylos Knx, integrati
con il design della serie civile Mylos di Abb. Si tratta di prodotti certificati Knx
per installazione su scatola rettangolare a standard italiano; quindi già pronti
per l’installazione in camera e già collegabili al bus Knx senza bisogno
di prevedere ulteriori dispositivi e cablaggi.
aggiungere in corso d’opera moduli aggiuntivi da integrare nel dispositivo stesso. Tra questi, per esempio, il
controllo on/off dell’illuminazione, la dimmerizzazione,
il controllo tapparelle, il controllo della termoregolazione, la regolazione costante della luminosità».
Dispositivi e interfacciabilità
Quali sono i vantaggi rispetto a installazioni tradizionali o sistemi proprietari? «Il sistema Knx, se comparato a un’installazione tradizionale equivalente, si
caratterizza per la presenza di un unico bus che collega tutti i dispositivi e sul quale questi comunicano
tra di loro, per mezzo dell’invio di telegrammi/messaggi, con l’obiettivo di scambiarsi informazioni utili
per il controllo delle funzioni dell’edificio. La presenza
di un unico bus a bassa tensione, disaccoppiato rispetto ai cavi di potenza, ma installabile nelle stesse
canalizzazioni, permette di ridurre la complessità del
cablaggio e il tempo di progettazione e installazione,
oltre ai relativi costi. Consente, inoltre, di integrare
pianetahotel 84
Il sistema Abb di tessere a transponder per la
chiusura della camera e l’attivazione dei carichi
elettrici. Le card possono essere programmate
e gestite dalla reception con il software MiniMac
nuove funzionalità in qualsiasi momento senza bisogno di realizzare modifiche sostanziali al cablaggio,
ma riprogrammando esclusivamente i dispositivi, con
una flessibilità totale non raggiungibile nelle installazioni tradizionali. Il vantaggio delle soluzioni di home e
building automation a standard Knx è evidente anche
rispetto ai sistemi di building automation proprietari,
rispetto ai quali è approvato come standard internazionale, standard europeo e standard cinese. I prodotti Knx realizzati da diversi costruttori possono essere
combinati all’interno di uno stesso impianto, garantendo l’interfacciabilità e l’interoperabilità. Anche la
messa in servizio è standardizzata grazie all’utilizzo
dell’unico software di programmazione Ets utilizzato
per i dispositivi di tutti i produttori».
«Inoltre - conclude Carzaniga - le soluzioni di building
automation a standard Knx possono entrare facilmente in comunicazione con altri sistemi esterni, grazie
alla disponibilità sul mercato di un’ampia gamma di
“gateway” in grado di interfacciare altri tipi di protocolli e soluzioni tecnologiche all’interno di un impianto
Knx, come per esempio i dispositivi a standard Dali
usati per il controllo dell’illuminazione». //
Sistemi
di Tovaglioli
Intercalati
Tork N4
O
S P A ZI
Ad-a
a-Gla
nce
Riduci il tuo
®
consumo del 25%
• Dispensazione di un tovagliolo alla volta
• Sprechi e consumi ridotti del 25%
• Massima igiene per il consumatore finale
• Display personalizzabile
Un minor impatto
sull’ambiente per un
business più sostenibile
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BACK OFFICE
tecnologie
1. Lo scanner documentale GT - S55. 2. Il videoproiettore portatile EB - 1776W. Entrambi i
prodotti fanno parte delle soluzioni pensate da Epson per ottimizzare il lavoro delle microimprese
2
1
Vitamine digitali per le Pmi
DIGILAVORANDO DI EPSON: PROGETTO CHE OTTIMIZZA IL BACK OFFICE
D
i questi tempi per le imprese, soprattutto
quelle giovani e di piccole dimensioni, è
difficile trovare dei partner per la propria
attività: le banche stringono i cordoni del credito,
le istituzioni hanno poco da investire. Diventa una
piacevole sorpresa, quindi, scoprire aziende private
che, rendendosi conto della difficoltà del momento,
provano a mettere a disposizione nuovi strumenti di
sviluppo per l’imprenditoria italiana, compresa quella
dell’ospitalità. È il caso di Epson, gruppo specializzato in prodotti a tecnologia digitale, come scampanti,
scanner o videoproiettori, che ha avviato due progetti
per il sostegno delle microimprese. L’idea più recente
si chiama “Digilavorando - Cresco in digitale” ed è un
progetto per stimolare cinque piccole realtà italiane a
mettere a punto strumenti utili alle microaziende per
svolgere meglio le normali attività di ufficio. Si tratta
di soluzioni per agevolare l’archiviazione di documenti,
la produzione e l’invio di fatture, la gestione rapida
Davide di Scioscio,
business manager di Epson,
laureato in Economia all’Università
di Pavia, ha occupato, fin dal
1999, varie cariche interne in
Epson, nell’area marketing. Tutti i
dettagli e gli sviluppi del progetto
“Digilavorando” sono accessibili sul
sito epsonbusinessblog.com/it
pianetahotel 86
di tutti quegli aspetti di un’attività che normalmente
richiedono tempo e lavoro, e che piccole imprese,
come anche un hotel a conduzione familiare, non riescono a gestire nel modo migliore.
Il ruolo delle “imprese guida”
«Siamo partiti dalla considerazione - afferma Davide
di Scioscio, business manager di Epson - che le microaziende molto spesso sono talmente impegnate
a gestire la quotidianità da non avere nemmeno il
tempo per rendersi conto di come semplici operazioni possano dare un grande beneficio in termini di
risparmio di tempo ed efficienza lavorativa. Per questo
abbiamo deciso di selezionarne alcune a cui far svolgere piccoli compiti che saranno poi proposti sotto
forma di “guide” a tutte le altre aziende che hanno
la stessa esigenza. Ad esempio: digitalizzare degli
archivi con lo scanner, produrre listini prezzi o menù
o altri elenchi in modo semiautomatico al cambiare
dei prezzi, realizzare delle presentazioni multimediali
da proiettare per ottenere un maggiore impatto sui
presenti». “Vitamina E, acceleratore d’impresa” è invece il nome dell’altro progetto avviato da Epson in
collaborazione con l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico di Milano. In questo caso si tratta di dare
slancio a start-up che sviluppano prodotti tecnologici,
sviluppando nuove applicazioni o modalità di utilizzo
di prodotti esistenti. R.O.
Un prodotto esclusivo di
BACK OFFICE
tecnologie
1
2
Un’interfaccia intelligente
È ISPOT, POSTAZIONE USER FRIENDLY IDEALE PER LOBBY E SPAZI COMUNI
1. La postazione
iSpot completa
di poltroncina
e monitor touchscreen inserito
nella struttura
rettangolare
sospesa. 2. iSpot
all’interno dell’hotel
Vienna di Cattolica
(Rn). 3. Vista
ravvicinata
del monitor con
visibili le icone
dei social network
e dei collegamenti
internet
S
viluppo e nuove tecnologie viaggiano in tandem. Lo sanno bene quegli albergatori che
hanno scommesso sull’informatizzazione
delle loro strutture a partire dalle attività di front
office e di ricevimento dell’ospite. Soluzioni che tendono non solo a migliorare i processi e a rendere più
efficiente l’operatività quotidiana, ma anche a garantire un servizio informativo all’ospite di alto livello
e, soprattutto, “user friendly”. Un buon modello in
questo senso è la postazione interattiva iSpot: un
progetto tutto italiano nato dal genio e dalla creatività di tre professionisti: Fabio Marcaccini, designer e
progettista, Matteo Merli, produttore e costruttore, e
Gianfranco Sanchi, consulente commerciale.
Si tratta di una postazione composta da un monitor
touch-screen inserito nella struttura rettangolare
sospesa, e da una seduta ergonomica che può anche essere facilmente adattata in caso di utilizzo da
parte di persone diversamente abili. Oltre ad avere
Branding. Ispot è interamente
personalizzabile: dal colore all’inserimento
di brand pubblicitari, sino alla dotazione
di eventuali accessori a scelta. In fase
di produzione, è possibile prevedere
verniciature particolari, l’inserimento di
loghi e di diciture in tutte le numerose
superfici personalizzabili della postazione.
pianetahotel 88
un design accattivante e moderno, la postazione non
ha fili, tastiere o mouse, ma è completamente collegabile tramite wireless o reti Lan (l’unico cavo visibile
è quello dell’alimentazione). Per rendere il sistema
ancora più facile e intuitivo la tecnologia di iSpot è
completata da altre possibili funzioni integrabili quali
lettori di memorie removibili, connessioni Usb, lettore
carte di credito, accesso per banconote, stampanti di
vario genere. Proprio per incontrare qualsiasi tipo di
esigenza ed essere “consultata” rapidamente anche
in ambienti di grande frequentazione come lobby e
altri spazi comuni, la postazione è anche disponibile nella versione “Light”, sprovvista di poltroncina e
con una postazione unica dotata di base-involucro
dell’hardware e un braccio ad altezza standard su
cui è installato lo schermo ergonomico.
Una postazione “in mostra”
La postazione, commercializzata dalla Modular Game
di Tavoleto (Pu), ha già fatto il suo debutto nel mondo
dell’hotellerie presentandosi a due tra i più importanti
appuntamenti espositivi per i manager e i professionisti del settore: il Sia Guest di Rimini e l’Hotel Emotion di
Milano (Host 2011). In particolare all’evento milanese
iSpot è stata presentata all’interno della piattaforma
espositiva The Net promossa da Pianetahotel in collaborazione con un pool di aziende specializzate in
soluzioni gestionali. Scenario ideale per iSpot che ha
riscosso l’interesse di buyer italiani e stranieri. S.G.
3
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BACK OFFICE
ecohotel
ecohotel
Idee e soluzioni amiche dell’ambiente (e del business)
Andrea
Mongilardi
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Alberghi più sostenibili
per i viaggiatori d’affari
P
er gli hotel che ambiscono ad accaparrarsi la clientela
business delle multinazionali, la sostenibilità ambientale
diventa ogni anno di più un
must. A breve sarà una vera
e propria discriminante: “Chi
non è green, non lo vogliamo” potrebbe diventare lo
slogan di molte travel policy
delle aziende con i budget più
consistenti in tema di viaggi
d’affari. Cisalpina Tours, uno
dei maggiori player italiani nel
business travel, ha di recente dato vita a una divisione,
Cisalpina Green, dedicata
alla mobilità sostenibile per
offrire strumenti innovativi dal car pooling al reporting
green - alle aziende che vogliono puntare sulla mobilità
essere la scarsa conoscenza
dei criteri per valutare quanto
i fornitori siano green». Da qui
l’idea di fornire uno strumento per la valutazione (e l’autovalutazione) delle strutture
alberghiere.
Green=efficiente
sostenibile. «Da un nostro
questionario cui hanno risposto 700 aziende italiane
medie e grandi - spiega Rosemarie Caglia, responsabile marketing business travel
di Cisalpina Tours - è emerso
come un 30% di loro siano già
attente al tema. Uno dei maggiori freni alla diffusione di
questo approccio è risultato
Trasferte consapevoli.
Cisalpina Green ha realizzato,
sempre in collaborazione
con LifeGate, una “Guida
per il viaggiatore consapevole”:
un opuscolo di otto pagine con
una serie di consigli pratici su come
minimizzare gli sprechi e l’impatto
sull’ambiente di ogni trasferta.
pianetahotel 90
«Il nostro obiettivo - continua Caglia - è creare una rete
di “hotel green” per aiutare
le aziende nella scelta delle
strutture più idonee per i propri viaggi». Da qui l’accordo
con LifeGate, che ha messo
a punto il progetto “Stay for
the planet” per misurare la
sostenibilità di un albergo su
5 fronti: energia, acqua, rifiuti, acquisti e comportamenti.
LifeGate fa la valutazione (che
Cisalpina Green offre con il
20% di sconto), realizza un
report e dà un punteggio, da
1 a 5 foglie. «Il report - spiega
Caglia - è prima di tutto uno
strumento per capire quali
azioni migliorative mettere in
atto. Un esempio? Un hotel
di Milano, dopo lo screening,
con un investimento di 2.500
euro ha ottenuto risparmi sui
consumi energetici di circa
18mila euro». //
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del mondo soddisfa ogni vostra necessità – con un’ampia offerta
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15 – 19. 2. 2013
BACK OFFICE
agenda
SIGEP
Rimini
19-23 gennaio
BIT
Milano
14-17 febbraio
RHEX
Rimini
23-26 febbraio
Sezioni tematiche,
concorsi internazionali e
campionati, dimostrazioni,
corsi e seminari di
aggiornamento ed
esposizioni concorrono
a fare del Sigep la
manifestazione di
riferimento per il settore
della gelateria artigianale.
In rassegna, su uno spazio
espositivo di 90.000 mq,
le novità su materie prime
e ingredienti, impianti e
attrezzature, arredamento
e servizi per gelateria,
pasticceria e panificazione
artigianali. Ingresso € 31.
Aria di novità per la Bit.
Nasce il Business Village,
un’area (pad. 2/4) nata
per agevolare il contatto
fra player con business
affini. Aperto solo agli
operatori da giovedì 14
a sabato 16 febbraio, il
Business Village punta
a favorire gli incontri tra
tour operator, mondo
delle crociere, catene
alberghiere, vettori aerei,
marittimi e ferroviari,
noleggi, società di servizi
e tecnologie. Alla Bit, a
Fieramilano, sono presenti
5.000 realtà del settore
provenienti da 130 Paesi.
Da tempo le aziende
espositrici di settore
premevano per unificare
in un’unica data i saloni
Sia Guest (specializzato
nelle attrezzature
alberghiere) e Sapore
(dedicato ai prodotti food
& beverage per l’horeca).
Da quest’anno parte
l’edizione unificata a cui
è stato dato il nome di
Rhex. Cinque le anime
dell’evento: Hotellerie &
Wellness, Technology
& Design, Cooking &
Mise en Place, Food &
Beverage, Innovation &
Trends. Ingresso € 25.
rhex.it
sigep.it
bit.fieramilano.it
di Stefano Nincevich
Fiere ed eventi da non perdere
ILTM
Cannes
3-6 dicembre
MACEF
Milano
24-27 gennaio
EXPO RIVA HOTEL
Riva del Garda (Tn)
27-30 gennaio
Al Palais des Festivals et
des Congrès di Cannes
si svolge l’International
Luxury Travel Market,
appuntamento
esclusivamente su invito,
rivolto alla comunità
mondiale del turismo di
lusso. iltm.net
Decorazione, accessori
per la tavola, oggetti da
regalo. Al Salone della
casa, in programma a
fieramilano, non mancano
le proposte che strizzano
l’occhio anche al fuori
casa. Ingresso € 30.
macef.it
Benessere, soluzioni
per l’ambiente
bagno, tendenze
del food&beverage,
grandi attrezzature e
tecnologie sono sotto
i riflettori allo storico
salone dell’ospitalità.
exporivahotel.it
THINK TANK TOURISM
Erba (Co)
30-31 gennaio
IDENTITÀ GOLOSE
Milano
10-12 febbraio
NATURAL EXPO
Forlì
22-24 febbraio
Appuntamento con il
Congresso di cucina
d’autore al MiCo Milano Congressi di
via Gattamelata. In
programma dimostrazioni
dei migliori chef,
degustazioni, showcase
ecc. identitagolose.it
Alla fiera di Forlì si parla
di alimentazione naturale,
biologica e biodinamica,
ma anche di cosmesi,
benessere termale
e viaggi all’insegna della
sostenibilità ambientale.
naturalexpo.it
L’evento rivolto a tutti
gli operatori della filiera
turistica si svolge negli
spazi di Lario Fiere. Idee,
soluzioni innovative e
forum tagliati su misura
per aggiungere valore
alle imprese turistiche.
tttourism.com
pianetahotel 92
BACK OFFICE
news
L’illuminazione che non ti aspetti
p
prende ispirazione
da uno spillo
Le nuove lampade
Spillo della collezione
Icone nascono per
dare luce a pareti,
soffitti e come
segnapassi
R
iduzione dei consumi,
incremento della durata e
miglioramento della qualità
della luce. Le nuove lampade Icone,
disegnate da Marco Pagnoncelli per
Minitallux, sono un incontro virtuoso
di creatività e tecnologia. Tra le
realizzazioni spicca l’essenzialità
della lampada Spillo, nata per
illuminare pareti, soffitti e con la
funzione di segnapassi. Le aste di
Spillo sono orientabili e realizzate in
trafila di ottone (sezione 7x7 mm).
Le lampade sono disponibili in varie
misure e potenze. L’illuminazione
è garantita da una microstriscia
Led ad alta efficienza luminosa.
Quattro le finiture: verniciato bianco,
verniciato nero, cromo e oro.
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Tovaglioli eleganti
e sempre senza macchia
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È l’ora di piumini e trapunte
ad alta personalizzazione
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iumini e trapunte fatti su misura
e per qualsiasi letto. Imbottiture
cucite per rispondere alle esigenze
termiche e climatiche della struttura
di riferimento. Ritiro dell’usato e
successivo smaltimento. Sono
solo alcuni dei servizi promessi agli
albergatori dalla Minardi Industries,
azienda di Lugo di Ravenna (Ra)
fondata nel 1916 e divenuta famosa
per la produzione di eccellenze in
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uello che vedete nel piatto è il
tovagliolo Tork Premium Airlaid
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qualità ai tovaglioli tradizionali che
richiedono la lavanderia. Un prodotto
innovativo firmato
da Tork, brand
del gruppo Sca
specializzato in
prodotti e sistemi
professionali
per la pulizia e
l’igiene fuori casa
dell’area bagno,
negli ambienti
sanitari, per
l’horeca e per
l’industria. Tork
è oggi leader
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una presenza in
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anno XXII - numero 5 - NOVEMBRE-DICEMBRE 2012
Direttore responsabile: Mattia Losi
AREA HORECA
Redazione: Rossella De Stefano (caporedattore),
Raffaella Nobile (caporedattore), Claudio Bonomi (vicecaporedattore),
Roberto Barat, Rodolfo Guarnieri, Stefano Nincevich
Ufficio grafico: Elisabetta Delfini (coordinatore)
Walter Tinelli, Elisabetta Buda, Patrizia Cavallotti, Elena Fusari,
Laura Itolli, Cristina Negri, Diego Poletti, Luca Rovelli
Segreteria: Anna Alberti, Donatella Cavallo, Gabriella Crotti,
Rita Galimberti, Laura Marinoni Marabelli, Paola Melis
[email protected]
Contributi: Andrea Mongilardi, Dario Aquaro, Marina Bellati, Roberto
Carcangiu, Oscar Cavallera, Luigi Ferro, Silvia Giacometti, Irene Greguoli
Venini, Marcello Lo Vetere, Riccardo Oldani, Alessandra Tibollo.
Immagini: MilanoForward, Stockfood, Thinkstock.
Progetto grafico: Elisabetta Delfini
Direttore editoriale Business Media: Mattia Losi
PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 ORE S.p.A.
Sede legale: Via Monte Rosa, 91 - 20149 Milano
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Sede operativa: Via Pisacane, 1 - 20016 Pero (Mi)
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presso il coordinamento delle segreterie redazionali (fax 02 3984 4800).
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UNA PROPOSTA
CONTRO IL TEMPO
2012-2013
UN MONDO
DA APRIRE
PORTE HOTEL
TAGLIAFUOCO
PRONTA CONSEGNA !
GUSTO IN SICUREZZA
Scientificamente testato
Muovere il calice come indicato nella figura, per ottenere:
- Riduzione del 30% del tasso alcoolico nel sangue
- Riduzione del 30% delle calorie assunte
- Rapida ossigenazione del vino, senza decanter
- Esaltazione degli aromi e del gusto del vino
- Abbassamento della percezione sensoriale dell’alcool
DRIVE 64
DRIVE 70
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sono quelle che promettono (e mantengono) i megahotel di