Rossi o grigi?
Giana Guglielmo Luigi 3M
Ranzi Leone 3H
Tronconi Gabriele 3M
Rossetti o Grigiotti: chi regnerà sul parco?
Baesso Alessia 3M
De Nigris Elisabetta 3M
S.O.S. Specie in pericolo
Condorelli Luca 3H
Roxy e l’invasione dei grigi
Gjetja Silvia 3H
Liceo Scientifico Statale “Arturo Tosi” - Busto Arsizio
Progetto Un mondo biodiverso: il laboratorio ambientale,
finanziato dalla Fondazione CARIPLO
Fase quarta: laboratorio artistico-ambientale (docenti
responsabili: Casto Giuseppina, Marchesi Ester Maria)
Anno Scolastico 2012/2013
C’era una volta, nel piccolo regno del Parco Alto Milanese, la popolazione dei Rossetti, scoiattolini dalla pelliccia rossa con un nasino umido, baffetti vibranti e
dei teneri pelucchi bianchi sulle orecchie. Erano piccolini, vivaci, molto ghiotti di noci. Vivevano felicemente e
tranquillamente nel loro bellissimo villaggio tra i rami.
Il Parco Alto Milanese era ricco di grandi piante verdi dalla folta chioma, dove gli scoiattoli rossi potevano
giocare divertendosi assieme ai loro amichetti: il picchio
verde e la volpe rossa.
A nord del parco, c’era una gigantesca pianta di Liquidambar, sulla quale abitava Red, il capo villaggio, con
la sua famigliola. Questi rossi roditori avevano uno stile di vita molto semplice, basato su un rapporto di amicizia con Madre Natura.
Nello stesso tempo, nel regno del Parco di Legnano, viveva la popolazione dei Grigietti, scoaittoli di grossa taglia con un gran pancione a causa della loro ingordigia
di ghiande, noci e noccioline. Questi animaletti erano
di colore grigio con lunghi baffetti bianchi vibranti.
La loro guida era affidata al signor Gregory e la popolazione era insediata su un territorio molto più vasto e
ricco di gustosissime leccornie. Il capo scoiattoli Gregory, un freddo giorno d’inverno, chiese al suo fedele
amico Bartolomeus di andare a conquistare dei nuovi
territori per ingrandire il loro regno e trovare così abbondanti scorte di cibo.
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“Bartolomeus, vieni qui! Ho un compito per te!”, disse
Gregory con tono deciso al suo amico che stava sbocconcellando una ghianda poco lontano. “Al tuo servizio mio
Signore e amico, cosa posso fare per te?”, rispose l’altro
chinando la testa in segno di rispetto. “Vedi, amico mio,
le nostre riserve di buone ghiande si stanno esaurendo
lasciandoci solo con scorte insipide e secche. Il compito
che ti affido è di cercare nuove terre in cui trovare altro
cibo, scegli tu dove dirigerti. E mi raccomando, non deludermi amico mio!”
Il baldo Bartolomeus scelse una compagnia fidata composta da circa due tribù di scoiattoli grigi, per un totale
di trenta coraggiosi, da portare con sé alla conquista
di nuove terre. La strada che separava i due regni era
molto lunga e piena di ostacoli, sia naturali che creati
dall’uomo, ma questo non spaventò i baldi e coraggiosi scoiattoli, i quali decisero di intraprendere il viaggio
senza alcun ripensamento.
Un picchio verde, giovane ed impettito, che abitava dentro una grossa Quercia Bianca situata sul confine del
territorio dei Rossetti, avvistò la truppa dei Grigietti
che si avvicinava pericolosamente al parco e subito spiccò il volo verso la pianta di Liquidambar per avvisare
Red, il capo villaggio dei Rossetti, della minaccia incombente.
Red convocò immediatamente un’assemblea con gli scoiattolini più saggi del villaggio e disse ai suoi compagni: “Amici, abbiamo un problema grave, i nostri nemici
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Grigietti stanno muovendo verso di noi!” Un improvviso vociferare degli scoiattolini interruppe il discorso
di Red: “Silenzio! Silenzio amici miei, siamo qui per
trovare una soluzione. Avete delle idee?” Dopo qualche
minuto di brusio, qualcuno squittì vivacemente e impulsivamente: “Attacchiamoli!”, “Scappiamo prima che
arrivino!”, disse qualcun altro. Poi a lui rispose con voce
profonda e pacata un altro scoiattolino: “No! Bisogna
farceli amici”. Freddy, il figlio cadetto del capo villaggio,
che aveva partecipato all’assemblea in un angolino, si
alzò in piedi e catturò l’attenzione dei suoi amici dicendo: “Non dobbiamo ricorrere alle armi, ma osservare
il comportamento degli intrusi!”. Così l’assemblea durò,
tra scambi di idee e di battute, tutta la notte e alla fine
per alzata di zampa venne scelta la proposta di Freddy.
Nel frattempo, i Grigietti si erano intrufolati nel parco,
avevano già iniziato la loro ricerca di cibo e di un posto
dove poter costruire una dispensa.
Bartolomeus e i suoi amichetti erano molto affamati
e affaticati perchè avevano percorso un tragitto lungo
e arduo perciò, appena trovarono una grossa quercia,
si arrampicarono a fatica e pian piano cominciarono a
mangiare di gusto tutte le ghiande che quell’albero offriva. Quando esaurirono il cibo, si spostarono sugli alberi accanto.
Il popolo dei Rossi, a causa dell’ improvvisa diminuzione
del cibo, iniziò a patire la fame. Non potendo affrontare
gli scoiattoli grigi, poiché erano più grossi, iniziarono a
preoccuparsi veramente.
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I gattoni selvatici, pelosoni e coccoloni, notarono particolarmente l’intromissione di questi nuovi roditori,
perché erano di dimensioni maggiori rispetto ai soliti
scoiattoli rossi e questo li rendeva più appetitosi ai loro
occhi di felini affamati. Dunque, iniziarono a studiarli
scrupolosamente per trovare la migliore strategia per
catturarli e poi divorarli.
I Pelosoni dal canto loro, dopo una lunga discussione,
decisero di catturare e cucinare gli intrusi Grigietti e la
caccia ebbe inizio. Con la loro velocità e i loro affilati artigli, rincorsero gli scoiattoli grigi per tutto il territorio
del parco, costringendoli ad abbandonare il Parco Alto
Milanese per la paura di essere trasformati in succulenti polpette.
La sorte dei Grigietti non fu certo funesta. Si spostarono verso Nord e trovarono nuovi amici dal pelo grigio
come il loro nel vicino Parco Bassetti.
Grazie ai Gattoni Pelosoni, la pace e la tranquillità ritornò all’interno del parco e del villaggio di Red. Dopo
questa brutta avventura, la salute e la vivacità degli
scoiattoli rossi migliorò e poterono tornare a vivere serenamente, tra miriadi di noci gustose che nessuno osò
più toccare.
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Rossetti o Grigiotti:
chi regnerà
sul parco?
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Un tempo, al Parco Castello di Legnano, nei pressi di un laghetto, viveva
la popolazione dei Grigiotti, scoiattoli grassottelli, con il pelo di colore grigio, la pancia bianca e striature sulla coda anch’esse molto chiare. A capo
dei Grigiotti, vi era il cattivo e prepotente re Gregory che passava il suo
tempo ad abbuffarsi di ghiande, nocciole e uova. Terminate le sue scorte,
il re mandava il figlio cadetto Greg in cerca di altre ghiottonerie chiamandolo a gran voce dal suo maestoso trono : “Greg, svelto, portami del cibo!”
Durante il solito tragitto, per procurare quello che il padre aveva chiesto,
Greg, che era uno scoiattolo molto allegro, socievole, curioso e pieno di
energia, si intratteneva spesso nei pressi del chiosco del parco. Questo luogo era il ritrovo della sua compagnia composta da Jones, soprannominato
il segugio, che si occupava di controllare la zona, dalla bella guerriera
Cami, di cui Greg era segretamente innamorato, da Gurghi, consigliere
ed amico fidato di Greg, e da molti altri simpatici Grigiotti.
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Un giorno Greg, mentre stava di nuovo cercando il cibo per il padre, si
accorse che il cielo si stava coprendo sempre più di nuvoloni neri che minacciavano pioggia. Giunto al chiosco, iniziarono a cadere grossi e pesanti
goccioloni di pioggia, accompagnati da spaventosi fulmini e da rumorosi
tuoni, che fecero rintanare nei loro rifugi tutti gi abitanti del regno. La
situazione degenerò quando un potente fulmine colpì il pino più alto mandandolo in fiamme e causando un incendio che devastò buona parte degli
alberi del parco.
Il mattino seguente, la popolazione dei Grigiotti dovette fare il resoconto
dei danni della notte precedente. Ci furono morti, tane e nidi distrutti:
l’ambiente del Parco Castello non era più lo stesso. Di fronte a questa
drammatica situazione, Greg andò in cerca dei suoi amici per accertarsi
che fossero tutti salvi. Raggiunto il chiosco, li trovò tutti lì che lo aspettavano spaventati e disorientati. Greg prese subito la parola: “Amici non
dobbiamo scoraggiarci, ma trovare al più presto una soluzione!” Subito il
segugio Jones squittì: ”Non possiamo certo rimanere qui a morire insieme
al nostro parco!” Cami, la guerriera, propose allora finalmente un piano
concreto: “Dobbiamo partire! Abbiamo bisogno di un nuovo luogo dove vivere.” Influenzati dal tono deciso e sicuro della sua voce, tutti i giovani
scoiattoli gridarono entusiasti: “Sì partiamo!”
L’indomani Greg e i suoi compagni di avventura, dopo essersi congedati
dalle rispettive famiglie, si ritrovarono al chiosco per decidere la via da
seguire. All’unanimità venne scelta la direzione che conduceva ad un altro parco. La decisione fu accolta da tutti con allegria e gli scoiattoli non
stavano più nella pelliccia dal desiderio.
L’ora della partenza giunse velocemente e i Grigiotti iniziarono il loro
viaggio. Gli scoiattoli grigi formavano un gruppo rumoroso ed allegro perché si conoscevano tutti molto bene ed erano contenti di essere sopravvissuti, ma non erano degli sprovveduti e sapevano di dover stare molto attenti ai pericoli della strada asfaltata che collegava il loro vecchio habitat
con il nuovo.
Occorre precisare che, a quel tempo, il Parco Alto Milanese, verso il quale
si stavano dirigendo era occupato dalla popolazione dei Rossetti, scoiat13
tolini rossi con simpatici ciuffetti di peli più chiari sulle orecchie e sulla
pancia. Il capo villaggio dei Rossetti era Red, un anziano scoiattolo rosso,
aiutato dal figlio Rixy e dalla moglie fedele e premurosa di nome Lucrezia.
Il gruppo dei Rossetti, che viveva in modo pacifico e sereno su una grande
pianta di Liquidambar al centro del parco, non aveva difficoltà a trovare
cibo in abbondanza.
Nel frattempo i Grigiotti, giunti al Parco Alto Milanese, si fermarono a
sud per creare un nuovo insediamento. Trovarono un luogo perfetto per
loro esigenze nascosto dalla fitta vegetazione, sicuro e ben protetto.
Passarono i giorni e i Grigiotti si erano ormai ben adattati al nuovo ambiente e facevano spesso delle incursioni in un luogo chiamato dagli uomini Roccolo, divertendosi a saltare da un albero all’altro. Vivevano, quindi,
da gran signori sfruttando le risorse che il parco offriva, tra cui cibo e
divertimenti.
I Rossetti, nello stesso periodo, erano diventati molto più magrolini e deboli perché il cibo cominciava a diminuire, ma, non avendo notato grossi
cambiamenti, continuarono la loro vita di sempre sperando che la situazione migliorasse. Un giorno, però, Rixy trovò sul sentiero principale che
portava alla pianta di Liquidambar molti gusci di noci e questo lo fece
insospettire a tal punto da chiedere aiuto al saggio del villaggio, suo nonno Robby. Quest’ultimo, che era molto vecchio, convocò una grande assemblea di tutti i Rossetti sul ramo più grosso della pianta di Liquidambar.
Gli scoiattolini ormai soffrivano per l’improvvisa diminuzione di cibo e
questo aveva causato addirittura la morte di alcuni di loro. Il migliore
amico di nonno Robby fu uno delle prime vittime della mancanza di cibo;
anche Angy, una giovane scoiattolina innamorata di Rixy, era diventata
quasi tutta ossa e aveva perso la sua bellezza. Insomma questa situazione
andava risolta. Il saggio Robby decise, per non dare nell’occhio, di mandare in missione Fox, una volpe furba e sveglia che era amica dei Rossetti
ormai da molto tempo. Nel frattempo anche l’amico Picchio Verde aveva
trovato il modo di aiutare questi poveri scoiattoli spostandosi definitivamente sul ramo più alto della pianta di Liquidambar per osservare se ci
fossero dei movimenti sospetti. Passò circa una settimana prima di avere
dei risultati. Fox aveva scoperto la presenza di un insediamento vicino al
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Roccolo e il Picchio l’aveva aiutata ad individuare chi erano gli intrusi.
Immaginate la sorpresa e il disappunto dei Rossetti quando vennero a
sapere che erano degli scoiattoli grassi e massicci, dal folto pelo di varie
sfumature di grigio. Robby concluse che si trattava dei Grigiotti, scoiattoli
prepotenti che vivevano al Parco Castello di Legnano.
Il Parco Alto Milanese era controllato periodicamente da guardie ecologiche volontarie, chiamate GEV. In quel periodo di carestia per i Rossetti due
guardie avevano trovato, con grande stupore, la carcassa di uno scoiattolo
rosso lungo i sentieri principali che portavano alla pianta di Liquidambar.
Inoltre avevano osservato, con particolare curiosità, che sulla corteccia
degli alberi che costeggiavano il sentiero vi erano segni di morsi e graffi
mai visti in precedenza. Dopo questa visita, nelle GEV erano nati molti
sospetti che le avevano spinte a controllare meglio il parco e ad introdurre, su alcuni alberi, dei tubi di plastica, chiamati transetti, contenenti su
una striscia di colla noci e nocciole per attirare gli scoiattoli. Questi non
erano delle trappole per catturare gli animali, ma semplicemente erano
oggetti che servivano per individuare le specie presenti nel parco attraverso i peli lasciati sulla colla dall’animale che entrava nel tubo. Dopo
pochi giorni scoprirono, grazie ai transetti, che la zona intorno al Roccolo
era stata occupata da una nuova popolazione di scoiattoli grigi, che stavano danneggiando con la loro sola presenza quelli rossi. Le GEV, quindi,
consapevoli del pericolo che correvano i Rossetti, più piccoli, più deboli dei
Grigiotti, stabilirono di catturare tutti gli scoiattoli grigi per salvare gli
scoiattoli rossi dal loro naturale ed inevitabile destino di morte.
I Grigiotti non vennero né maltrattati dalle GEV né uccisi, ma, dopo la
cattura, vennero trasferiti e liberati nel parco Bassetti di Gallarate dove
si inserirono facilmente vista la somiglianza dell’ambiente con quello del
Parco Alto Milanese e del Parco Castello di Legnano. Che perdita per la
vita del Parco Alto Milanese sarebbe stata la scomparsa dello scoiattolo
rosso! Il pericolo, per ora, era stato scongiurato.
I Grigiotti e i Rossetti, con l’aiuto dell’uomo, vissero separati, ma felici e
contenti nei loro rispettivi regni.
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C’era una volta, nel lontano Parco Castello di Legnano, un vasto reame
popolato da scoiattoli grigi, chiamati Grigiotti. Il regno era governato da
un re forte, ma ghiotto di ghiande e nocciole, che, a volte, si dimostrava
prepotente nei confronti dei suoi sudditi quando mancava del cibo.
Re Gregory aveva una splendida moglie e un figlio, Greg, che, diventato
adulto, voleva regnare su un territorio più bello e più ricco di quello del
padre.
Greg era il più forte scoiattolo dei Grigiotti, molto coraggioso, non tremava
davanti a nulla.
Il suo fisico era molto robusto, ma si muoveva in modo rapido e scattante.
La sua lunga e folta coda, striata da sfumature di bianco, marrone e grigio, migliorava il suo equilibrio.
Essendo sicuro di sé, decise di intraprendere un viaggio alla ricerca di un
territorio che potesse diventare il suo reame e renderlo così felice.
All’età di due anni Greg si rivolse al padre dicendo: “Caro papà, avrei intenzione di esplorare altri territori, vorrei trovare un luogo dove fondare
il mio regno ”.
Il re, pur essendo triste e dispiaciuto a causa della imminente partenza
del figlio, accettò la sua scelta.
La notizia si diffuse tra la popolazione dei Grigiotti e gli scoiattoli più giovani e più intraprendenti si prepararono a seguirlo nell’impresa.
Molti di loro erano amici d’infanzia di Greg, come Tadar, un architetto
alla continua ricerca di fama, la bellissima scoiattolina Cami, coraggiosa
guerriera, e Jones, un piccolo esploratore desideroso di vivere nuove avventure.
Il primo giorno di primavera, subito dopo il grande freddo, l’intero gruppo
si radunò nelle vicinanze del laghetto del reame; avevano con sé le provviste necessarie ed alcuni oggetti che ricordavano loro gli affetti più cari.
Alla cerimonia di addio parteciparono tutti i Grigiotti, compreso il re, molto emozionato mentre pronunciava il discorso di saluto per l’unico erede
al trono del reame e i suoi coraggiosi compagni che concluse dicendo: “Che
la fortuna vi aiuti durante il vostro viaggio! Fate in modo di non avere mai
problemi di abbondanza di cibo! Se ritornerete, sarete sempre i benvenuti
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nel nostro regno.”
Con questa benedizione il re si congedò dai trentatré scoiattolini che partirono subito all’avventura.
Al terzo giorno di marcia Greg, ad un tratto, fermò i suoi compagni e
disse: “Questo posto può andar bene. E’ abbastanza esteso da ospitare il
nostro nuovo regno. Basta guardarsi intorno per comprendere che non ci
sono problemi di cibo.”
Greg aggiunse: “Prima di iniziare la costruzione delle nostre abitazioni,
propongo di riposarci per una giornata.”
Il viaggio aveva fatto stancare molto gli scoiattoli. Per questo, cominciarono a sdraiarsi per riposare e così ripensarono, ad esempio, a quando
si erano imbattuti nel gatto affamato la prima sera dopo la partenza o a
quando avevano dovuto attraversare la strada, evitando le automobili che
sfrecciavano loro accanto.
Nonostante tutte queste difficoltà, Greg non si era affatto pentito della decisione presa, anzi si mostrava sempre più deciso ed intraprendente poiché
sapeva di poter contare anche sull’aiuto offerto da Cami e dall’esploratore
Jones.
Mentre erano in viaggio, la seconda notte avevano trovato rifugio all’interno di una buca che, dall’odore, sembrava essere la vecchia tana di una
volpe.
Per essere sicuri di non venire attaccati da cani, gatti e dalla stessa volpe,
Cami consigliò a Greg di organizzare dei turni di sorveglianza.
Greg rimase di guardia tutta la notte, senza chiedere il cambio a nessuno
scoiattolo; ogni tanto beveva qualche goccia di rugiada e rosicchiava qualche ghianda.
Il suo pelo folto lo teneva al riparo dal freddo pungente di quella notte.
All’alba ripresero il viaggio e, al tramonto, giunsero finalmente nel luogo
che Greg scelse come sede del reame.
Con tanto coraggio la banda di Greg era riuscita a raggiungere il Parco
Alto Milanese.
Quel giorno, nel Parco Alto Milanese, gli scoiattoli rossi erano tutti raccolti all’interno del tronco di Liquidambar ad ascoltare una delle tante storie
di Archimede, il vecchio saggio. Anche il capo villaggio Red voleva assi18
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stere a questo evento, che si ripeteva solamente a ogni cambio di stagione.
I Rossetti, così si chiamava la popolazione degli scoiattoli rossi che vivevano nel Parco Alto Milanese da molto tempo, stavano festeggiando il
ritorno della primavera con una festa nella quale gli scoiattoli ballavano,
seguendo i ritmi dei canti e delle danze popolari, partecipavano a giochi
di squadra saltando da un ramo all’altro.
Ringraziavano, esprimendo la propria felicità, Madre Natura per il cibo
che avrebbe dato anche quell’anno ai Rossetti.
La serata si concludeva proprio con il racconto di Archimede, che serviva
a ricordare agli scoiattoli più piccoli le proprie origini, la semplicità della
loro vita e l’importanza che aveva Madre Natura, che donava tutto ciò che
avevano e di cui vivevano.
L’anziano era aiutato da Fulvo, il figlio di Red, uno scoiattolo di un anno,
un po’ grassottello rispetto ai suoi compagni e dai movimenti leggermente
impacciati, e da Angy, la sua migliore amica.
Finito il racconto, i Rossetti andarono a riposarsi, inconsapevoli di quello
che stava succedendo intorno a loro e della minaccia che incombeva con
l’arrivo dei Grigiotti.
Nel frattempo, Tadar aveva terminato la costruzione delle abitazioni dei
Grigiotti. Erano tutte collocate in un unico spazio, chiamato dagli umani
con il nome di Roccolo e la dimora di Greg e Cami era nella pianta centrale, la più grande e la più bella.
In quella casa si tenevano le riunioni e le feste.
Era il luogo ideale dove tutti si potevano incontrare e l’architetto, inoltre,
aveva previsto un ampio magazzino al suo interno dove depositavano le
noci già raccolte.
I Grigiotti, pur non avendo ancora esplorato tutto il parco, erano molto
sicuri di sé, nonostante fossero presenti numerosi predatori che avrebbero
potuto attaccarli.
Il più curioso nei loro confronti era un picchio, dotato di un bel piumaggio
verde, che si mimetizzava tra le foglie e trascorreva le giornate rimanendo
nelle vicinanze del Roccolo per sorvegliare gli scoiattoli che temeva avrebbero potuto mangiare le sue uova.
Greg era felice di ciò che era riuscito a fare; aveva il reame che desiderava.
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Il PAM era proprio magnifico e ricco di cibo.
Era passato velocemente un anno esatto dalla festa di Primavera.
Il saggio Archimede, raggiunta l’età di cinque anni, aveva serenamente
terminato la sua lunga vita.
Anche Red era invecchiato molto e, facendo fatica a parlare e a muoversi,
aveva ceduto il titolo di capo villaggio a Fulvo e a sua moglie Angy.
Purtroppo, i Rossetti attraversavano momenti difficili, perché le riserve di
cibo erano terminate improvvisamente durante l’ultimo inverno e, sugli
alberi, le nocciole e le ghiande, erano diminuite rapidamente.
Molti di loro si indebolirono, altri morirono per scarsità di cibo o per cause
misteriose.
Altri ancora erano morti in seguito all’attacco improvviso di alcuni predatori, che avevano costruito i loro nidi nell’area intorno alla pianta di
Liquidambar.
Anche Fulvo era dimagrito molto e la felicità degli scoiattoli era svanita
insieme all’abbondanza di cibo.
Tutti i Rossetti erano consapevoli che la loro specie era a rischio.
I Grigiotti, invece, erano felici e spensierati.
Il reame di Greg si era ampliato notevolmente da quando erano giunti al
PAM; ora comprendeva l’intera area che si estendeva dal Roccolo fino al
parco giochi a Nord.
Greg aveva avuto due piccoli gemelli, uno scoiattolino che aveva chiamato
come il nonno, Gregory junior, e una scoiattolina di nome Jenny.
Nonostante la tenera età, avevano già imparato a trovare cibo da soli, ad
arrampicarsi sugli alberi e, grazie al loro piccolo nasino umido, a sentire
gli odori dei predatori pericolosi che si nascondevano nella fitta vegetazione del PAM.
Entrambi i gemelli avevano ereditato il coraggio dei genitori, ma, ogni
tanto, si mettevano nei pasticci; una volta, giocando a nascondino nel Roccolo, Gregory junior , attirato da alcune noccioline, era rimasto incastrato
in uno strano oggetto bianco appeso ad un ramo. Il tubo, che in realtà era
un semplice transetto, era controllato ogni settimana dalle guardie ecologiche volontarie del parco, le GEV.
Aiutato da Greg, lo scoiattolino riuscì ad uscire dalla cavità, perdendo solo
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qualche pelo e, poi, tornarono tutti al sicuro nella loro tana.
Poco dopo arrivò una GEV che, avendo osservato l’interno del tubo, si
guardò intorno meravigliata, alla ricerca di qualcosa di strano.
La GEV, che si chiamava Battista, trovò qualche pelo di scoiattolo nel tubo
di plastica.
“Com’è possibile?” pensò.
In preda alla curiosità, la GEV corse a chiamare gli altri colleghi e poi
inviarono immediatamente i peli alla sede del progetto Life+.
I responsabili del progetto monitoravano la presenza di scoiattoli rossi
nell’area lombarda, per poi intervenire a protezione della specie autoctona. Infatti nelle zone popolate da scoiattoli grigi quelli rossi rischiavano
l’estinzione perché più piccoli e deboli. Diventava così necessario ridurre
il numero dei grigi anche uccidendoli, trasferendoli o rendendoli sterili.
I peli inviati dalla GEV giunsero nel laboratorio della sede centrale il giorno seguente e furono subito analizzati.
La risposta attesa dalle guardie ecologiche volontarie del PAM sarebbe
stata pronta in poco tempo.
Due giorni dopo aver inviato all’istituto di ricerca del progetto i peli per
farli analizzare, arrivò una mail di risposta.
Le GEV erano tutte riunite intorno al monitor del computer. Battista aprì
l’ e-mail, guardò lo schermo e lesse ad alta voce: “Scirius carolinensis”.
Le guardie si fissarono preoccupate per un momento negli occhi. Lo scoiattolo grigio aveva invaso il PAM e la specie rossa era in grave pericolo.
Le GEV decisero di riunirsi il giorno seguente nella sala della Cascinetta
per progettare il piano di salvezza dei Rossetti. La GEV Battista invitò i
suoi colleghi a fare delle proposte.
L’idea ritenuta da tutti la migliore ed anche più vantaggiosa fu quella
della GEV Paola che propose: “Gli scoiattoli grigi sono nella zona intorno
al Roccolo e fortunatamente non sono ancora molti. Dobbiamo rivolgerci
alla autorità competente e chiedere di poter nascondere delle trappole per
catturarli. Poi si potrà procedere, solo se costretti, a sterilizzarli e dopo a
trasferirli altrove senza ricorrere all’ eutanasia. Libereremo così il PAM
dai nemici degli scoiattoli rossi.”
Accettata la proposta, si cominciarono a progettare le varie fasi dell’ope23
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razione.
Cominciò la caccia agli scoiattoli grigi. Dopo una settimana la maggior
parte dei Grigiotti, compresi anche Greg, Cami e i due piccoli gemelli,
erano già stati trasferiti.
Il nuovo parco era magnifico e lì non avrebbero causato nessun problema,
perché non era popolato da scoiattoli rossi.
Dopo questo intervento delle GEV, la salute dei Rossetti migliorò piano
piano per la ritrovata abbondanza di succulenti ghiande e croccanti nocciole.
La battaglia tra Rossetti e Grigiotti non era mai stata combattuta, grazie
al pronto intervento delle GEV, che avevano limitato i danni. Se così non
fosse accaduto, la specie degli scoiattoli rossi sarebbe stata a rischio di
estinzione.
I Rossetti erano salvi e potevano di nuovo vivere felici e contenti al PAM.
Domande di comprensione
1) A chi è riferito il titolo? Qual è la specie in pericolo?
2) Vivono lo stesso numero di anni gli scoiattoli rossi e quelli grigi?
3) Gli scoiattoli grigi si alimentano in modo diverso da quelli rossi?
4) Perché il picchio verde è “preoccupato” della presenza degli scoiattoli
grigi nel PAM?
5) Perché è necessario uccidere alcuni scoiattoli grigi, secondo il progetto
Life+?
6) Perché, pur non avendo mai combattuto la battaglia contro i Rossetti, i
Grigiotti avrebbero sconfitto gli altri scoiattoli, se non fossero intervenute
le GEV?
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Il villaggio dei Rossetti
C’era una volta, non molto tempo fa, un piccolo villaggio all’interno di un
rigoglioso parco.
E, badate bene bambini, non si trattava di uno dei soliti luoghi magici
abitati da strane creature, era un semplice boschetto del Parco Alto Milanese, dove la reggia del villaggio era costruita tra le foglie di una pianta
di Liquidambar, maestoso albero che d’autunno colora il cielo di un rosso
sfavillante.
Abitanti di quel singolare villaggio erano gli scoiattoli, animaletti comunissimi dal manto rosso e dall’aspetto simpatico. Avevano modi semplici
ed erano abili nel costruire le loro abitazioni nelle cavità dei tronchi e
nascondevano con astuzia le provviste. Erano pacifisti e sempre pronti ad
aiutarsi l’un l’altro.
Tuttavia non dovete pensare che quel piccolo villaggio vivesse sempre in
pace e gioia: incendi, carestie e invasioni non mancavano mai. Per questo,
il popolo dei Rossetti stava sempre all’erta e al lavoro; il loro obiettivo era
mettere da parte grandi scorte di provviste per superare il duro e freddo
inverno.
Nel villaggio non mancava una bellissima principessa, Roxy. Era un po’
come Biancaneve o Cenerentola, una delle solite principesse delle favole,
l’unica differenza era che lei aveva il pelo, la coda e un fiero sorriso che
illuminava il suo dolce musetto.
La proposta di matrimonio per Roxy
I giorni al villaggio scorrevano lenti e tranquilli. Roxy passava le giornate
nella sua grande fortezza nascosta nella folta chioma del Liquidambar.
Quella era la postazione più sicura all’interno del parco poiché il tenue
fruscio delle foglie serviva da allarme contro eventuali pericoli.
- “Prrrincipessa Roxy, prrrincipessa! Una letterrra dal temibile Grrreg!”lo scoiattolo corridore, il più svelto e agile tra tutti, irruppe nella sala reale e, senza nemmeno un inchino o un saluto alla principessa, pronunciò
gridando quella frase piena di angoscia e di terrore.
La tranquillità solita di Roxy venne meno, la sua corazza vibrava leggermente per la paura.
- “Fammi leggere Ratter e fa’ venire il re e la regina”- e intanto cominciò
a scorrere le parole scarabocchiate in una grafia quasi illeggibile. I suoi
occhi sgranati si incrociarono con quelli dei genitori, i sovrani, che erano
appena entrati nella sala del trono. L’insolita lettera era solo una formale
richiesta di matrimonio.
Potete facilmente immaginare come la bella principessa considerasse assurda quella proposta o meglio quel ricatto. Greg era il re dei Grigiotti,
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grossi scoiattoli dal manto grigio e dalla lunga coda striata di bianco.
Rozzo e maleducato, aveva sempre disprezzato i Rossetti, ma da quando
le riserve di cibo del Parco Castello, in cui viveva con il suo popolo avaro e
ingordo, erano terminate, cercava in tutti i modi di appropriarsi dei territori occupati dai suoi simili.
Quella del matrimonio era l’ennesima falsa proposta che Roxy avrebbe rifiutato, a cui però il perfido sovrano nemico avrebbe risposto come sempre
con la minaccia di guerra e violenza.
La regina madre preoccupata farfugliò timide parole: - “Non abbiamo scelta Roxy, devi accettare, per il bene del villaggio, non ci sono alternative!”Roxy era confusa, l’unica cosa che sapeva era che non avrebbe mai accettato di sposare uno scoiattolo così arrogante e violento.
- “Ascolta tua madre”- intervenne il re con diplomazia - “Sappiamo cosa
questo significhi per te, ma se respingerai la proposta di matrimonio sarà
peggio per tutti!”- “Non siamo mai scesi a patti con Greg e non lo farò nemmeno ora. Ci
difenderemo, come sempre! Lotteremo!”- e detto questo, uscì dalla sala.
Il re e la regina convocano Madre Natura
I due sovrani erano perplessi e preoccupati, conoscevano la figlia e sapevano che non avrebbe cambiato idea, a meno di costringerla. Era una scelta
molto difficile anche per loro, genitori molto sensibili. Sapevano che obbligando la figlia ad accettare la proposta le avrebbero rovinato la vita, ma
per il momento non vedevano alcuna alternativa.
Il re, rivolgendosi alla regina, allora disse: - “Dobbiamo convocare Madre
Natura, lei saprà convincere Roxy e farla ragionare!-”
- “Ma caro forse non è la cosa giusta, forse Roxy sa cosa fare, è sempre
stata una scoiattolina ragionevole, avrà in mente un piano...” - rispose la
regina.
- “Non esiste! Mia cara Odette, ma non capisci che questa è l’unica possibilità che abbiamo di portare la pace tra i due villaggi? – ribadì il re, ed
aggiunse: -” Dimenticheremo le notti passate nell’angoscia degli assalti e
delle invasioni e, chissà, magari la nostra dolce figliola saprà rendere Greg
migliore e tutti saranno più felici!”- “Io non credo che...” -cominciò la regina, ma venne subito interrotta dal
marito: - “Siamo sovrani, il bene del popolo prima di tutto, le questioni
familiari al bando!”- “Il bene del popolo prima di tutto... e che così sia, convocheremo Madre
Natura, le chiederemo un consiglio.”Madre Natura era niente di meno che la guida del bosco, gestiva l’esistenza di tutti gli animali e di qualunque altro organismo vivente in un
gioco fatto di casualità, selezione e adattamento. Il suo parere era sempre
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insindacabile. Era una creatura evanescente, dalle sembianze di donna
bellissima.
Ratter allora compì l’ennesimo viaggio della giornata, saltando di ramo in
ramo e attraversando rovi intricati, giunse al Roccolo dove si innalzava lo
sfarzoso palazzo di Madre Natura.
Bussò al portone del palazzo e, dopo il migliore inchino che riuscì a fare,
invitò dolcemente Madre Natura a seguirlo alla reggia degli scoiattoli rossi: - “Sarrrò la sua guida, se lo vorrrà...” - bisbigliò e poi aggiunse- “Insomma, ormai conosco il parco come le mie tasche... non vorrei che lei si
perdesse.”-.
Sul volto luminoso di Madre Natura apparve un dolce sorriso che fece
quasi arrossire lo scoiattolino, già rosso per natura.
- “Grazie per la proposta mio caro Ratter, ma sono sicura che saprò raggiungere la reggia da sola”- rispose con un lieve velo di ironia.
Madre Natura alla reggia dei Rossetti
Per l’arrivo di Madre Natura si fecero grandi preparativi: un ricco banchetto a base di ghiande e solo per l’ospite, un calice traboccante di squisito
miele. Tutti gli scoiattoli di corte si agghindarono come meglio poterono.
L’unica a non sapere nulla del grande evento era Roxy. Nessuno l’aveva avvisata, per la paura che avrebbe potuto compromettere l’esito del colloquio
tra i sovrani e la gradita ospite.
Madre Natura, fluttuando al di sopra degli alberi, giunse immediatamente alla reggia degli scoiattoli rossi.
“Sua Altezza, sua Magnificenza! Non pensavamo che sarebbe arrivata
così presto...” - farfugliò il re, inchinandosi, alla vista dell’evanescente creatura.
“Sembrava che fosse importante... ora ditemi o illustre signore, cosa vi
porta a chiedermi consiglio?”- Domandò Madre Natura.
Il re raccontò nei minimi particolari quanto era accaduto. E aggiunse:
“Concorderà con me, sua Magnificenza. Questo matrimonio è necessario!”
La regina ascoltava taciturna, ma appariva preoccupata.
- “Capisco il vostro intento Red ma non posso acconsentire a questo sacrificio”- sentenziò Madre Natura.
Il sovrano, sbigottito, non trovava parole per esprimere il suo disappunto, cercava approvazione nello sguardo della regina, ma questa sorrideva
sollevata.
- “Tutto questo è inconcepibile! Come puoi, Madre Natura, rispondermi in
questa maniera! Voglio subito una spiegazione!”- sbraitò il re inferocito.
La sua interlocutrice non sembrò preoccuparsi del suo burbero tono di
voce.
- “I Rosseti e i Grigiotti appartengono a due mondi diversi, la legge della
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natura vieta questo matrimonio. So di non averla convinta, forse perché
nemmeno io ne comprendo realmente le cause, ma credo di conoscere qualcuno in grado di farlo.” - Madre Natura si riferiva alle guardie del parco conosciute dagli animaletti del bosco come i “Saggi Guardiani”. Saggi
perché conoscevano cose che nessun animale sapeva, guardiani perché
proteggevano il parco sempre.
L’incontro con le GEV
Parlare con un Saggio Guardiano era l’unica speranza rimasta al re. Guidato da Madre Natura si diresse con la regina verso la sede delle guardie
del parco (conosciute tra noi esseri umani, come saprete, anche con l’acronimo GEV).
Alto e dalla corta barba bianca il Saggio salutò la buffa comitiva con un
cenno della mano. La sua verde divisa gli dava un’aria buona, ma il suo
volto paffuto gli conferiva comunque un tono di allegria e semplicità.
- “Cosa vi porta qui miei piccoli amici?”- Domandò con tono cortese muovendo le labbra nascoste tra la barba.
Fu il re a parlare. Si schiarì la voce e si lisciò velocemente la rossa pelliccia: - “Mi rivolgo a lei, Saggio Guardiano, come re dei Rossetti, abitanti
del PAM. Con la sua sapienza saprà certo darmi la risposta che voglio.
Dunque le chiedo se effettivamente c’è un reale motivo per cui mia figlia
non potrebbe sposare il re Greg sovrano dei Grigiotti”.
Il Guardiano rimase in silenzio per qualche istante, si accarezzò la barba
e, dopo una breve riflessione, rispose: - “Ascoltami bene, creatura del bosco, ti voglio spiegare qualcosa che non è facile comprendere. La Natura
non segue un ordine preciso. Non è Madre Natura a stabilire come le cose
devono andare. Lei è la vostra regina, che voi stessi avete scelto come tale
perché è una creatura saggia e comprensiva, ma non determina gli eventi
della natura. Dico bene?”Madre Natura ascoltava con ammirazione le sue parole e scossa dalla
domanda rispose: - “Sì, sì certo. Io non sono altro che uno spirito vagante
per i boschi, conosco quello che già esiste, so tante cose sui fiori e sugli
animali di questo parco, ma non sono io a decidere se una certa pianta
avrà fiori rosa o gialli o blu.”- “Esattamente”- riprese il saggio- “Ma torniamo alla tua domanda, Red.
Presta molta attenzione alle mie parole”- “Certo”- annuì il re con aria attenta.
- “Voi scoiattoli rossi del PAM avete tutti molte caratteristiche in comune.
A parte il colore del pelo, avete la stessa coda, le stesse zampette, le stesse
abitudini. Mangiate lo stesso cibo (ghiande, nocciole...) , preferite abitare
nelle cavità degli alberi e, soprattutto, vi sposate tra voi e date vita a cuccioli che un giorno cresceranno e si riprodurranno via via.”30
- “La seguo Saggio Guardino, ma non capisco dove voglia arrivare con
questo ragionamento...” - disse il re sottovoce.
- “Lascialo finire, caro. Non interrompiamolo!”- Aggiunse la moglie squittendo con voce flebile per non farsi sentire dagli altri.
- “Adesso lo capirai. Dove ero rimasto?... Ah già, dicevo, se non ricordo
male, che i vostri cuccioli un giorno avranno dei figlioletti. Lo stesso vale
per gli scoiattoli grigi del Parco Castello. Si è mai celebrato un matrimonio tra uno scoiattolo grigio e una scoiattolina rossa, Madre Natura?”- “Sì signore, una volta. Ricordo che due scoiattoli dei due villaggi si amavano tanto da dimenticare le loro differenze e da decidere di vivere insieme. Si sposarono di nascosto, perché re Greg non voleva che un fatto
simile accadesse... purtroppo il loro sogno è stato coronato da un triste
destino... l’unica figlia dei due, Patty, era così bella da essere stata chiesta
in sposa da un ricco marchese del villaggio dei Grigiotti. Il matrimonio
venne celebrato regolarmente, ma poco tempo dopo il ricco marchese ripudiò la povera fanciulla lasciandola da sola. Si diceva che era portatrice
di sventura essendo una” mezzosangue “come solevano chiamarla... e che
per questo era sterile e quindi non più degna di essere la moglie del marchese...” - “Uhuhuhu, che storia triste, uhuhuhu, povera piccola figliola, povera
stellina!”- la sensibilissima regina era scoppiata in un pianto fragoroso e,
mentre le lacrime scivolavano via dai suoi occhi, le parole fluivano svelte
dalla sua bocca come un torrente in piena.
- “Calmati regina Odette, calmati...! Lasciamo che il Guardiano continui a
parlare”- cercò di consolarla Madre Natura. La regina si soffiò in maniera
poco regale il nasino umido, si asciugò le lacrime e si acquietò.
- “Bene Madre Natura, la storia che mi hai raccontato è proprio l’esempio
che stavo cercando. La sfortunata Patty non era portatrice di sventura e
non ha alcun senso chiamarla mezzosangue. Noi umani la chiameremmo
ibrido cioè un organismo che nasce da genitori di specie diverse, proprio
come lei.”- spiegò la GEV.
“Specie?” – Domandò la regina che si era già ripresa.
“Una specie è un gruppo di individui riproduttivamente isolati che possono potenzialmente incrociarsi tra loro e dare vita a figli fertili. Se invece
l’incrocio riguarda organismi di specie diverse, la progenie nata non potrà
riprodursi. È questo che volevo farvi capire amici. Scoiattoli rossi e grigi
appartengono a specie diverse, sarete pure abbastanza simili tra voi, ma
il fatto che i figli di due scoiattoli appartenenti ai due villaggi differenti
non possano generare altri figli, dimostra quanto siate profondamente diversi.”Le tre creaturine si guardarono un po’ incredule. Come poteva la GEV
sapere tante cose?
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Il re Red sospirò, si alzò in piedi e si arrampicò svelto sulla panchina sulla
quale la guardia era seduta.
- “Grazie.”- disse lo scoiattolo: - “In un certo senso sono contento che le
cose vadano così come il Saggio Guardiano ce le ha raccontate”- proseguì
rivolto alla regina: - “Perché sai cara, nemmeno io ero contento di lasciare
la mia amata Roxy a quel rozzo scoiattolo! Credevo di fare la cosa giusta,
solo ora mi rendo conto di quanto stavo sbagliando... scusatemi tutti...
davvero...”. Red stava quasi arrossendo, chiedere scusa per lui non era poi
così semplice.
Odette, la regina, corse ad abbracciarlo, Madre Natura e il Saggio Guardiano sorridevano. Sembrava che tutto stesse andando, almeno per quella
volta, per il verso giusto.
Una bella notizia per Roxy
Nel frattempo alla reggia la principessa immersa in tristi pensieri, cercava
di capire quale fosse la cosa giusta da fare e spesso scoppiava in lacrime.
- “Prrrincipessa, prrincipessa Rrroxy! Buone notizie perrr lei! Il rrre e la
rrregina dicono che non dovrrrà sposarrre il t.t.t. t il tt. teemmibile... Gr...
insomma ha capito...! ”Il povero Ratter non fece nemmeno in tempo a concludere la frase che la
bella principessa saltò giù dal trono gli stampò un bacio sulla guancia e
corse verso i genitori.
- “Mamma, papà!”- “Roxy, piccola mia, scusa, stavo sbagliando tutto...” - il re aveva le lacrime agli occhi. La principessa lo strinse in un forte abbraccio al quale si
aggiunse anche la madre che non sapeva resistere agli abbracci di famiglia.
Poi Roxy si fece più seria.
- “Mamma, papà... che ne sarà della minaccia...? ”La madre intenerita rispose: - “Nostra figlia è una guerriera, un’abilissima condottiera che porta nel suo cuoricino tanto di quel coraggio da fare
invidia anche a suo padre. Certamente saprà cavarsela da sola, ma se
vorrà avrà tutto il nostro appoggio”- Detto questo strizzò un occhio e una
piccola immancabile lacrimuccia le rigò il viso.
Il piano vincente
Dopo che la principessa aveva formalmente rifiutato la proposta di matrimonio, Greg aveva dichiarato che di lì a una settimana avrebbe invaso il
villaggio del PAM. Le risorse di cibo al Parco Castello, infatti, erano ormai
al limite e servivano nuove terre da abitare. I Rossetti più coraggiosi erano
radunati sul grande Liquidambar per decidere quale strategia adottare.
- “D’accordo ragazzi. Se vogliamo farcela ci serve un alleato.”- Roxy era la
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comandante dell’esercito dei Rossetti, guidava i suoi soldati con energia e
grinta.
- “Propongo di allearci con i gatti, principessa!”- gridò uno scoiattolo spavaldo e muscoloso di nome Stinki.
- “Ma sei matto Stinki!? Quelli ci rrriducono in polpette!”- “Sei il solito fifone Ratter... i Grigiotti sono così rotondetti che i gatti non
avranno occhi che per loro...” -proseguì Stinki.
- “Io avrei un’idea migliore, miei cari sudditi.”- tutti si sedettero al loro posto in silenzio, era il re che parlava. – “Conosco un uomo capace di grandi
cose, il Saggio Guardiano del PAM, saprà aiutarci, posso assicurarvelo.”Gli scoiattoli radunati bisbigliavano tra loro animatamente.
- “Padre, ci fidiamo di te. Gli uomini ci aiuteranno, saranno i nostri alleati.”Le GEV sanno come comportarsi
La famiglia reale si incamminava verso la Baitina del parco nella speranza di incontrare un Saggio Guardiano, una GEV a cui chiedere aiuto. Proprio nei pressi del piccolo edificio, si riusciva a scorgere una figura verde
seduta su una panchina.
- “Saggio Guardiano, sono il re dei Rossetti, credo si ricordi di me...” - si
presentò il re.
- “Eccome se mi ricordo! Lei dovrebbe essere vostra figlia amici, giusto?”- “Sì Saggio Guardiano, sono la figlia di Red e Odette, la principessa Roxy,
davvero lieta di poterla conoscere.”- disse la principessa timidamente.
- “Il piacere è mio, Roxy. Perché questa piacevole visita Red?”- domandò
la GEV.
- “Si tratta di affari molto importanti. I Grigiotti ci hanno messi alle strette, Guardiano, ci hanno dichiarato guerra! Per via della proposta rifiutata, sa... e noi ci chiedevamo se lei volesse aiutarci.”La guardia non poteva far altro che accettare la bizzarra proposta, ma
sapeva bene quale sfida lo aspettava.
- “Carissimi”- cominciò il Saggio – “Sarò ben contento di aiutarvi, ma non
posso assicurarvi il successo... Ancora una volta devo ricordarvi che non
siamo noi fautori del nostro destino. Gli scoiattoli grigi sono più grandi,
più forti e meno cagionevoli di voi. Sono più competitivi e più numerosi.
Mi spiace dirvi che, se il mio aiuto non sarà sufficiente, probabilmente
loro potranno avere la meglio... Noi umani, in questo caso, parliamo di
selezione naturale, fenomeno per cui, in natura, sopravvive il più adatto e
i Grigiotti hanno caratteristiche più adatte delle vostre...” - spiegò tristemente il Saggio Guardiano.
- “Capisco. Ma sono sicuro che il vostro aiuto sarà sufficiente, voi Guardiani sapete come comportarvi in ogni situazione, vi preghiamo di aiutarci,
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siete la nostra unica speranza.”- disse il re con voce pacata e grave.
- “Avete il nostro appoggio, ma dovremo organizzarci. La situazione va
risolta in modo rapido. Effettuare la cattura degli scoiattoli grigi potrebbe
non essere così semplice. Per il momento inseriremo nel parco dei transetti, piccoli tubi con all’interno del nastro adesivo che trattiene un ciuffo di
pelo dell’animale che lo attraversa, per monitorare eventuali intrusioni da
parte dei vostri nemici”- “Ma non possiamo limitarci a farli prigionieri! Sarebbe troppo pericoloso... i Grigiotti sono scoiattoli capaci di qualunque angheria... potrebbero
attaccarci dall’interno, capisce Guardiano?”- disse Roxy.
- “Cara principessa, voglio farti una domanda”- “La ascolto Saggio Guardiano”- “Ti sei mai chiesta quale sia il vero motivo che spinge gli scoiattoli grigi
ad invadere il vostro territorio?”- “Ma è ovvio!”-intervenne la regina - “Sono dei maleducati che non conoscono le buone maniere! Dopo aver mangiato tutto il loro cibo ingozzandosi come porcellini, hanno deciso di punto in bianco di occupare le nostre
terre! Più hanno e più chiedono signori miei, date retta a me, quei tipi non
hanno mai abbastanza!”- “E invece io ti proverò”- continuò la GEV - “Che in realtà non si tratta di
ingordigia o di mancanza di educazione, ma di sopravvivenza.”- “Poh, sopravvivenza! Con tutta la ciccia che hanno sotto il loro pelo quei
bestioni sopravvivrebbero per una decina di inverni!”- sentenziò Odette.
- “Capisco il tuo punto di vista, ma non lo condivido. Come vi stavo spiegando, amici”- Continuò la guardia del parco - “qui entra in gioco la sopravvivenza. Gli scoiattoli grigi del Parco Castello sono molto numerosi e
abitano un terreno esteso, un tempo ricco di risorse. Le condizioni di vita
per i Grigiotti erano quindi molto favorevoli, per cui molti nuovi scoiattolini hanno avuto la possibilità di nascere in un territorio ricco e florido. Il
numero di abitanti, però, cominciò a crescere al punto che le risorse non
erano più sufficienti per tutti, molti scoiattoli decisero di allontanarsi dal
Parco Castello in cerca di fortuna...”
- “Oh sì. Ratter è uno scoiattolo grigio, è scappato dal suo villaggio perché diceva che lì la vita era impossibile, oltre ai pessimi trattamenti che
subiva dal re Greg, il cibo cominciava a scarseggiare e lui non ha avuto
alternativa”- lo interruppe Roxy.
- “Ma lui è un caro ragazzo, signor Guardiano, sa come ci si deve comportare... è totalmente diverso dai Grigiotti del Parco Castello!”- continuò la
regina.
La GEV riprese a parlare: - “Sì, brava principessa. Ratter allora è uno
di quegli scoiattoli che è emigrato dal suo villaggio per cercare una vita
migliore. Ma la situazione del parco legnanese si è aggravata negli ultimi
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tempi; poche settimane fa un incendio ha provocato la morte di numerosi
alberi che, come sapete, sono i luoghi in cui spesso i Grigiotti abitano. A
questo punto la proposta di matrimonio è da considerarsi come un semplice pretesto, come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di lì a poco,
infatti, i Grigiotti avrebbero comunque invaso il vostro parco, perché il
loro istinto di sopravvivenza li avrebbe portati a cercare un nuovo rifugio.
È per questo che trovo crudele pensare di ucciderli, in fondo il loro scopo
è semplicemente quello di sopravvivere. E, per dirla tutta, è stato proprio
l’uomo a importare questa specie in Europa dall’America. Proteggerla,
seppure sia alloctona, è insindacabilmente un dovere” - “Lei è la persona che deve guidare il nostro villaggio, con la sua saggezza ci porterà sulla giusta via, siamo nelle vostre mani, nelle mani degli
uomini.”- concluse Roxy con voce solenne.
Il piano delle GEV
In seguito alla visita degli scoiattoli il Saggio Guardiano aveva convocato
un’assemblea con i suoi colleghi. Si discuteva riguardo alle strategie da
adottare per risolvere il problema.
La GEV che aveva comunicato con gli scoiattoli, dopo aver spiegato la situazione dei Rossetti, si domandava quale fosse la metodologia da attuare
per catturare gli scoiattoli nemici. E ancora più arduo era il passaggio
successivo, cosa ne avrebbero fatto dei prigionieri?
- “Io propongo di sopprimerli, colleghi. Non abbiamo alternative, gli scoiattoli grigi sono troppi nel nostro paese. Del resto, non dimenticate che sono
una specie alloctona, ai rossi, autoctoni deve essere data la precedenza!”propose una Guardia che per i Grigiotti non aveva poi così simpatia.
- “Ha ragione Alberto!”-cominciò una delle sei guardie del parco riunitesi – “Gli scoiattoli grigi sono una specie americana, sono stati introdotti
in Italia in maniera artificiale, sono degli invasori, in un certo senso! I
Rossetti devono essere protetti ad ogni costo signori!”La guardia che aveva parlato con gli scoiattoli, Daniele, si sentiva fortemente delusa da quei commenti spregiudicati. Era l’uomo ad aver introdotto la nuova specie in Italia, era vero. Ma proprio per questo motivo aveva
il compito di proteggerla, come aveva il compito di controllare che non
compromettesse la vita degli altri animali.
- “Io non condivido la vostra posizione. Come potete pensare che sia corretto sopprimere quei poveri scoiattoli che in realtà non sono colpevoli di
nulla? Ho una soluzione migliore. Ho un amico che possiede un grande
parco, ma la fauna che lo popola è davvero esigua. Non è molto lontano
dal PAM e credo che trasportare lì gli scoiattoli catturati non sia poi un
grande problema. Certo è una soluzione provvisoria e non risolverà quello
che ormai è diventato un problema a livello nazionele... ma nel suo piccolo
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è già qualcosa. Nel frattempo chiederò alla principessa Roxy di comunicare con il villaggio dei Grigiotti cercando di convincerli a migrare volontariamente verso quel parco. Non sarà semplice, re Greg è accecato dalla
rabbia e mira ad invadere il villaggio dei rossetti. Ma credo che una buona
parte dei Grigiotti accoglierà di buon grado la proposta.”- “Daniele! Ma dove le trovi queste soluzioni! Dovrebbero farti santo amico, credimi! Che ne pensate voi altri?”- domandò Carlo, suo grande amico.
- “Direi che potrebbe essere una buona idea... anche se la mia era sicuramente altrettanto valida...” - disse Alberto che non riusciva a camuffare
per bene quel pizzico di gelosia che provava ogni volta che il saggio Daniele aveva una delle sue brillanti idee.
- “Eh bene amici. Allora andrà così. Prevedo l’uso di gabbie, retini e strumenti di monitoraggio. Cattureremo gli invasori cercando di non provocare vittime e aiuteremo i migratori grigi volontari nel loro viaggio”L’invasione dei Grigiotti
Roxy aveva spedito al villaggio dei Grigiotti una lettera in cui spiegava
l’intento del Saggio Guardiano, molti furono gli scoiattoli che accettarono
di migrare in quel parco che sembrava essere la loro unica via di salvezza
sicura. Ma alcuni fedeli sostenitori di Greg rimasero al suo fianco e cominciarono a muoversi alla volta del PAM.
I Rossetti avevano impiegato ben due giorni e una notte per piazzare nel
parco, con l’aiuto delle GEV, trappole e gabbie per la cattura degli invasori. Peli grigi intrappolati nei transetti, piccoli tubi collocati sugli alberi
capaci di trattenere peli degli animali che vi passavano dentro, attratti
dal cibo che le GEV avevano posizionato, accertavano la presenza di qualche Grigiotto nel parco, probabilmente spie venute allo scopo di studiare
il nemico.
In una notte buia e silenziosa come tutte le altre, si avvertirono nel parco
strani rumori e bisbigli. I Grigiotti erano arrivati. Armati di tutto punto
si aggiravano lentamente per il parco cercando la reggia della principessa.
Ogni scoiattolo aveva la propria armatura di corteccia e il proprio elmo
in pura ghianda intarsiata, per non parlare delle catapulte a nocciole, che
ogni squadrone possedeva.
I Rossetti, che attendevano all’erta nascosti tra gli alberi, aspettavano il
segnale delle GEV per calare le reti che, dall’alto avrebbero immobilizzato
il primo compartimento di soldati nemici.
Un singolare canto di uccello si levò nella notte. Era il segnale che i rossi
stavano aspettando. Sganciarono prontamente le funi e la resistente rete
riuscì ad immobilizzare una parte dell’esercito. Alberto, uno dei Saggi, si
mosse furtivo tra gli alberi ed i cespugli e, con una gabbia, rinchiuse gli
invasori.
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Il piano procedeva correttamente.
Roxy controllava dall’alto che tutto si svolgesse alla perfezione. Era aiutata da Madre Natura stessa che sorvolava il bosco per avvistare i nemici e
avvertire la principessa in tempo utile. Gli squadroni da catturare rimasti
erano tre. Daniele e Carlo si occupavano di quello più numeroso. Avevano
accuratamente camuffato una grossa gabbia tra i cespugli e vi avevano
nascosto all’interno grandi quantità di ghiande e nocciole. I Grigiotti non
avrebbero mai potuto resistere ad una simile tentazione. E così fu. Anche
il secondo battaglione finì facilmente in trappola e venne subito trasportato per mezzo di un’altra grossa gabbia all’interno di un furgoncino appartenente ai Saggi Guardiani.
L’ultimo squadrone era composto da soldati-scoiattolo agili e furtivi. Catturarli sarebbe stato difficile. Trappole e insidie non servirono. Era giunto
il turno di Madre Natura. Fluttuando veloce attraverso gli alberi giunse
di fronte ai nemici. Cantò con la sua voce soave una dolce ninna nanna.
Gli scoiattoli erano disorientati sparavano a vuoto e cercavano invano di
non addormentarsi. Ma il potere soporifero di quel dolce canto in piena
notte ebbe la meglio. Gli scoiattoli si addormentarono e per le GEV non fu
un problema raccoglierli e trasportarli sul furgoncino.
Rimanevano, a detta di Madre Natura, dieci scoiattoli da catturare, i più
pericolosi. Greg e i suoi soldati più audaci si avvicinavano alla reggia.
Roxy era in pericolo.
Scoiattoli grigi a corte
I nove soldati guidati da Greg riuscirono ad evitare tutte le trappole posizionate dalle GEV grazie alla loro astuzia. Giunsero alla reggia e, passando attraverso cunicoli sotterranei, riuscirono a non farsi vedere da nessuna guardia del palazzo reale.
- “Nessun Grigiotto deve entrare a palazzo! Provvedete a chiudere ogni
entrata!”- proclamò il re, inconsapevole del fatto che dieci nemici vi erano
già entrati.
Roxy osservava il parco dal ramo più alto del Liquidambar; tutto sembrava tranquillo ma una voce lontana si avvicinava.
“Principessa i nemici si avvicinano, potrebbero essere già a palazzo!”- avvertì quella voce profonda che si librava nell’aria della gelida notte. Roxy
comprese che si trattava di Madre Natura. La paura era in grado di assalire anche un animo determinato come quello della principessa. La scoiattolina rimase immobile, non sapeva cosa fare, era come se il ramo sul
quale era seduta la stesse trattenendo, era incapace di agire come avrebbe
voluto. Lacrime di angoscia scorrevano sul suo musetto e lo sguardo perso
nel vuoto rifletteva il nero della notte.
“Mamma! Papà! Cosa sta succedendo?”- Roxy era terrorizzata, urla e
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pianti provenivano dal palazzo: - “Cos’ho combinato...” - rifletté la principessa mentre correva svelta e agile tra i rami della pianta per giungere
alla reggia.
Non tardò molto a comprendere che il suo palazzo era stato invaso. Dieci scoiattoli grigi avevano sguainato le spade. La madre e il padre della
principessa erano intrappolati dalla forte presa dello scoiattolo più grosso,
il re Greg.
- “Principessa Roxy, quale onore! Vuole accomodarsi? Ci stiamo divertendo molto, sa?”- queste le aspre parole di Greg.
Roxy ancora una volta non aveva parole da pronunciare, sperava solo che
si trattasse di un brutto sogno dal quale svegliarsi al più presto.
- “Catturate la principessa, soldati.”- cominciò Greg: - “Gli scoiattoli grigi
hanno vinto, ci siamo ripresi la nostra rivincita e il nostro orgoglio! Soldati, esultate in gloria del vostro re!”- continuò trionfante.
Eppure nessun soldato si mosse, nessuno esultò. Erano immobili e impietriti. Lo sguardo di Roxy li aveva profondamente colpiti e commossi. Era
uno sguardo profondo, penetrante. Era caldo e, nonostante la situazione,
fiero. Nessun Grigiotto aveva il coraggio di attaccare la principessa che
pareva spaventata e incapace di agire, ma allo stesso tempo desiderosa di
cambiare tutto, di essere protagonista degli eventi.
Roxy si guardò intorno. Scorse le facce dei soldati nemici una ad una, finché non arrivò a quella di Greg. Lo fissò per qualche istante. Si asciugò le
lacrime, sorrise e iniziò a parlare:
- “Non sono miei nemici questi scoiattoli. Non ho di fronte soldati da cui
difendermi, né da attaccare”Greg la guardava insospettito, intanto lasciò andare il re e la regina, che
tirarono un sospiro di sollievo.
Roxy riprese a parlare con convinzione: - “Posso capire perché vi comportiate così, e non vi biasimo. Avevate tutto, un territorio esteso in cui vivere
e tanto cibo. Eravate sereni. Ma poi è sopraggiunta la carestia, le risorse
sono diminuite e l’incendio che ha colpito il vostro parco ha aggravato la
situazione. Ma cosa cercate di ottenere, distruggendo il nostro villaggio?
Re Greg, mi rivolgo a lei. Ritengo che per essere un buon re la cattiveria
non sia assolutamente un comportamento da utilizzare! Vuole il meglio
per il suo popolo? È quello che voglio anche io, ma il fine non sempre giustifica i mezzi”- “Che cosa vuoi dire?”-la interruppe Greg -: “Tu sei solo una... ragazzina!
Tu non conosci il mondo là fuori! Il mio popolo ha bisogno di uno scoiattolo
in grado di procurargli cibo e nuovi spazi, dato che la nostra popolazione è
in continua crescita... e come credi che io possa garantire loro il soddisfacimento di queste necessità, se non invadendo nuovi territori, a costo di
dovervi scacciare i popoli che li abitano? Un sovrano deve essere crudele,
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deve avere un cuore di pietra e occhi che non sanno vedere il dolore, altrimenti non combinerà mai niente, proprio come te!”La principessa non si fece intimidire: - “Il mio popolo mi ama. Il mio popolo vive felice, certo, le difficoltà e le sofferenze non mancano anche qui, ma
cerchiamo di risolvere tutto collaborando e aiutandoci l’un l’altro. Vorrei,
se mi permette, aiutarla. Ma prima di tutto, mi sembra doverosa una premessa. Il suo precedente ragionamento sembrerebbe non fare una piega...
in effetti ci avreste sicuramente sconfitti se non fosse stato per l’aiuto degli uomini... come hanno detto i Saggi Guardiani, è la natura a stabilirlo,
la selezione naturale, quella legge severa e inoppugnabile che permette di
sopravvivere solo al più adatto. Ma noi abbiamo riconosciuto la nostra debolezza e abbiamo chiesto aiuto all’uomo. Quello che dovete fare, scoiattoli
grigi, è chiedere aiuto e noi saremo felici di fornirvelo. La soluzione non è
togliere di mezzo la famiglia reale, certo sarebbe un atto vendicativo che
accrescerebbe la vostra collezione di uccisioni e soprusi, ma per i Grigiotti
la vita rimarrebbe insostenibile”
- “Io non capisco come tu sia in grado di pronunciare certe parole nei nostri confronti dopo tutto quello che io ti ho fatto... principessa Roxy, sarai
inesperta, giovane, testarda... eppure meriti il mio rispetto. Ho sempre
avuto un atteggiamento di cui vergognarsi, sono stato meschino e non ho
mai ascoltato nessuno. Come hanno fatto le vostre parole a penetrare un
cuore come il mio? Ma ora è troppo tardi per sistemare le cose...” - disse
Greg. Il re dei Grigiotti pareva sconvolto, la sua anima era in subbuglio,
qualcosa di nuovo stava nascendo nel suo cuore.
- “Re Greg, ci siamo noi, non è solo! Chiediamo aiuto ai Rossetti, possiamo
ancora cambiare la situazione!”- esordirono i suoi soldati.
- “Non è troppo tardi per migliorare. Si è sempre in tempo”- disse la principessa con voce dolce.
- “Io... io chiedo l’aiuto del vostro popolo, sono troppo debole per risolvere la
situazione da solo...” - Nessuno aveva mai visto Greg piangere. Quella fu
la prima volta che lo fece. Piangeva come un bambino, forse perché deluso
di aver ammesso la sua debolezza, forse perché sollevato dall’aver riconosciuto di non avere un cuore di ghiaccio.
- “Re Greg”- proclamò Roxy – “proclamo che io e il mio popolo siamo pronti
ad aiutare il popolo dei Grigiotti. Gli uomini hanno trovato un parco in cui
alcuni di voi potranno vivere tranquilli, per gli altri troveremo altre aree
da abitare, ci vorrà del tempo, ma sono sicura che ce la faremo.”Re Greg continuava a piangere, era imbarazzato, lui, il re senza cuore,
piangeva di fronte ai suoi soldati e a chi, fino a poco tempo prima, aveva
chiamato nemici. Si schiarì la voce: - “È da troppo tempo che la mia voce
non dice questa bella parola, che vale più di molte altre e che ho gelosamente negato a molti... Grazie. Grazie a te Principessa Roxy. Grazie agli
umani che vorranno aiutarci.”39
RINGRAZIAMENTI
Tutti noi ragazzi, insieme alle nostre docenti di lettere, ringraziamo lo
scrittore di letteratura per ragazzi Ludovico Jacopo Cipriani che con i suoi
preziosi interventi e il valido sostegno nei momenti di crisi ci ha permesso
di realizzare questo nostro lavoro.
La nostra gratitudine va anche alle GEV (Guardie Ecologiche Volontarie)
che ci hanno fornito preziose informazioni e ci hanno fatto conoscere e
amare il PAM.
Desideriamo, infine, ringraziare Marcello Sala, per i suoi consigli costruttivi, durante l’elaborazione del lavoro.
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Gli scoiattoli nel parco