Patriarcato di Venezia
Come introdurre e accompagnare
i bambini, i fanciulli e i ragazzi
all’incontro personale con Cristo
nella comunità cristiana
Convegno diocesano degli organismi di pastorale
Cavallino, 15-16 settembre 2006
Patriarcato di Venezia
1)
Quali sono i valori significativi, le testimonianze
e i segni di speranza in atto da conservare e
rilanciare in ordine all’iniziazione cristiana?
2)
Quali sono le contraddizioni e le difficoltà che
impediscono o rendono difficile il cammino
dell’iniziazione cristiana?
3)
Quali prospettive e risposte emergono dalle
esperienze in atto nelle comunità parrocchiali,
associazioni e movimenti?
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Cavallino, 15-16 settembre 2006
Patriarcato di Venezia
PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
La liturgia: la celebrazione dell’Eucaristia nell’anno liturgico è il
valore fondamentale per la vita della comunità e per l’iniziazione
cristiana dei ragazzi:
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la S. Messa - e anche altri momenti sacramentali e di preghiera [via crucis,
fioretto, novena di Natale] - vissuti dai ragazzi in modo partecipato e attivo,
preparati con il coinvolgimento della famiglia;
•
occasione in cui i bambini incontrano la comunità e ne fanno esperienza;
•
presentazione dei ragazzi che ricevono i sacramenti alla comunità durante la S.
Messa, e consegna di alcuni segni [Bibbia, crocifisso ecc];
coinvolgimento nelle letture, nel coro, nel servizio all’altare;
liturgia come dimensione educativa: esperienza liturgica in parallelo al cammino
catechistico.
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PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
Coinvolgimento della famiglia. La richiesta dei sacramenti
dell’iniziazione da parte dei genitori è un segno positivo e una
opportunità:
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alcuni genitori chiedono un percorso formativo proprio;
alcune famiglie superano la dimensione del dovere e si lasciano coinvolgere
per libera scelta; alcuni genitori si sono resi disponibili a fare i catechisti;
altri partecipano agli incontri e si lasciano coinvolgere anche dopo il
percorso di iniziazione cristiana;
è stata presentata l’esperienza del progetto Nazaret: in Avvento e Quaresima
momenti di preghiera con lettura e commento del vangelo in famiglia;
catechesi del battesimo nelle case;
adulti che riscoprono un itinerario di fede in relazione al cammino dei figli;
importanza della figura dei nonni nell’accompagnamento dei ragazzi, spesso
in sostituzione dei genitori;
coinvolgimento degli adulti in attività di animazione valorizzando le capacità
e le competenze dei singoli;
testimonianze importanti derivano alla comunità da famiglie cristiane
motivate e consapevoli.
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PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
Educazione al gratuito. La comunità cristiana è il luogo dove si
vive e si testimonia la carità:
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raccolta di offerte e generi alimentari per l’incontro della carità, per situazioni
di povertà della parrocchia, anche in occasione della celebrazione dei
sacramenti; adozioni a distanza;
gemellaggi di parrocchie con altre realtà povere; campi estivi in Romania;
cene povere per Natale; visite in ospedale; scout che animano liturgie nei
reparti ospedalieri;
contatti con una realtà caritativa di accoglienza (per es. Istituto Buon
Pastore).
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PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
Esperienze di vita comunitaria. Nel cammino di formazione
integrale la parrocchia è un riferimento irrinunciabile:
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patronati;
grest, campi scuola;
vita associativa;
momenti di festa;
collaborazione con Asili nido e Scuole materne.
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PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
Disponibilità e dedizione dei catechisti:
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importanza del legame che vivono con i bambini e con le famiglie;
legame duraturo nel tempo con i ragazzi;
disponibilità dei catechisti alla formazione;
disponibilità alla collaborazione con altre parrocchie.
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PRIMA DOMANDA:VALORI SIGNIFICATIVI, TESTIMONIANZE, SEGNI DI SPERANZA
Esperienza dell’ascolto della Parola e della preghiera, come via
privilegiata all’incontro personale con Cristo:
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gruppi di ascolto con i bambini;
catechesi biblica.
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SECONDA DOMANDA
CONTRADDIZIONI E DIFFICOLTÀ
 poca conoscenza tra i gruppi parrocchiali e i catechisti;
poca conoscenza personale tra i catechisti;
 poca convinzione dei ragazzi;
 anacronismo del metodo catechistico troppo scolastico;
 non comprensione dei gesti e dei segni liturgici;
 scollamento fede/vita; insignificanza della fede;
 contesto socio-culturale materialista-tecnicista che rende
difficile la comprensione del linguaggio della fede e il senso
del mistero;
 difficoltà di comunicazione della testimonianza da parte
degli adul
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SECONDA DOMANDA
CONTRADDIZIONI E DIFFICOLTÀ
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le comunità non sono sufficientemente accoglienti;
catechisti improvvisati; catechisti troppo anziani o troppo giovani;
i catechisti non conoscono i sussidi e i documenti del magistero;
mancanza delle figure maschili;
contraddizione nell’ordine dei sacramenti;
difficoltà a vivere l’Eucaristia domenicale; influenza negativa della
famiglia che riflette i suoi problemi e stili di vita sulla formazione
dei ragazzi;
non fruttuoso il rapporto con i genitori costretti a partecipare;
vuoto tra il momento del battesimo e l’avvio del cammino
dell’iniziazione cristiana.
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TERZA DOMANDA: PROSPETTIVE E RISPOSTE
La famiglia:
 coinvolgimento delle famiglie da sviluppare secondo due livelli:
uno più formale, riunioni-incontri, uno più informale, i contatti
personali;
 suscitare l’esigenza di un percorso per i genitori (a partire dal
matrimonio e dalla richiesta del battesimo, prima ancora che
venga richiesta per i figli l’iniziazione);
 accompagnamento e anche proposta di un percorso per i
genitori che vivono in situazioni irregolari.
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TERZA DOMANDA: PROSPETTIVE E RISPOSTE
necessità di capire meglio cosa si intende;
La comunità educante:
 necessità di una comunità educante che viva le quattro
dimensioni della Visita pastorale;
 la comunità educante deve sempre lasciar trasparire il suo
collegamento con la comunità parrocchiale e diocesana;
 esigenza della presenza di molteplici figure educative; far
coincidere gli orari di incontri di gruppi diversi che manifestino
una comunità articolata;
 proposta integrata di gioco catechesi preghiera incontro con
testimoni di varie età e con varie esperienze professionali;
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TERZA DOMANDA: PROSPETTIVE E RISPOSTE
La comunità parrocchiale:
 riscoperta della domenica come celebrazione del giorno del
Signore;
 valorizzazione di gruppi, movimenti, associazioni;
 si segnala l’esperienza di Marghera S. Antonio che coordina tre
realtà: momento catechistico, associativo, liturgico.
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TERZA DOMANDA: PROSPETTIVE E RISPOSTE
Proposte:
 si auspica un cammino unitario per l’iniziazione cristiana per tutta la
diocesi;
 dai sacramenti come momenti di traguardo ai sacramenti come via; la
riscoperta
dell’Eucaristia
come
sacramento
della
maturità
cristiana=ritorno all’ordine tradizionale dei sacramenti;
 avvio di itinerari personalizzati;
 da catechisti disponibili a catechisti formati;
 coinvolgimento dei padrini già all’inizio del cammino di preparazione ai
sacramenti;
 si auspica la collaborazione interparrocchiale;
 favorire esperienze a livello associativo: ad es. campo estivo con
educatori Azione Cattolica aperto agli aiuto-catechisti;
 lettura del vangelo della domenica proposta e adattata alle diverse
fasce d’età;
 educazione allo stile di vita delle famiglie, per educare alla gratuità nei
confronti dei poveri.
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