- domenica 6 settembre 2015 -
LAVORO
l'Adige -
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Martedì lavoratori e sindacati a Pieve di Ledro
«Mariani», nuovo presidio
Martedì alle 10 davanti al municipio di Pieve di
Ledro si terrà un presidio con i sindacati FimCisl e Uilm-Uil e i lavoratori della «Mariani spa»
di Tiarno di Ledro - a seguito dell’assemblea tenutasi il venerdì - preoccupati per l’interruzione delle trattative per la ricerca di una soluzione locale alla vertenza.
«Riteniamo - scrivono insieme per le segreterie
provinciali, Paolo Cagol e Luciano Carmelo Atanasio - che una soluzione “in loco” all’ampliamento degli spazi produttivi dell’azienda, debba ancora essere perseguita con ogni sforzo e
massima determinazione, in parallelo alle altre
soluzioni provinciali in fase di valutazione, ma
in via prioritaria.
Chidiamo quindi un esplicito e concreto impegno da parte del comune di Ledro nel garantire
la massima rapidità nello svolgimento delle pratiche necessarie al riavvio dei lavori di ampliamento dell’area oggetto dell’attuale piano di
espansione di “Mariani” e L’urgente costituzione di un tavolo territoriale per individuare possibili soluzioni locali alternative per l’ampliamento dell’azienda. La dimensione economica
e sociale dell’impatto di una possibile perdita
dell’azienda per il territorio, richiede uno straordinario sforzo congiunto tra i soggetti istituzionali, sociali e imprenditoriali.
I lavoratori - concludono i due sindacati - hanno sostenuto enormi in fabbrica per far fronte
alle ingenti necessità produttive e far crescere
“Mariani” e nelle piazze per difendere il loro lavoro, la loro fabbrica. La “Mariani” è della Val di
Ledro e deve restare in Val di Ledro».
- domenica 6 settembre 2015 -
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ledro
Martedì i sindacati
manifestano
per il caso Mariani
◗ LEDRO
svol-
vistabidi
il
effi-
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Dopo varie settimane di silenzio i sindacati Fim-Cisl e
Uilm-Uil hanno annunciato
per martedì a Pieve di Ledro
un’altra iniziativa per evitare il
trasferimento dal ledrense
dell’industria Mariani, per ora,
impossibilitata ad ampliare le
strutture.
Si tratta di un presidio che
avverrà, alle 10, al municipio,
ed è previsto un incontro con
l’amministrazione comunale
per sollecitare il massimo impegno del sindaco Renato Girardi e della giunta nel garantire la rapidità nello svolgimento delle pratiche al riavvio dei
lavori del piano di espansione
della Mariani (la licenza edilizia è stata sospesa dal Tar).
L’altra richiesta riguarda l’urgente costituzione di un tavolo territoriale per individuare
possibili alternative locali alla
sopracitata soluzione.
Questa manifestazione è stata deliberata dall’assemblea di
venerdì scorso dei lavoratori
dell’azienda tiarnese ed al termine è stato emesso un comunicato in cui si ribadisce tra
l’altro «che una soluzione “in
loco” all’ampliamento degli
spazi produttivi dell’industria,
debba ancora essere perseguita con ogni sforzo e massima
determinazione, in parallelo
alle altre soluzioni provinciali
in fase di valutazione». (a.cad.)
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Corriere del Trentino Domenica 6 Settembre 2015
TN
Economia
Trentino sviluppo «pro-Svizzera»
Tosi: «Disguido comunicativo»
IN BREVE
Sait, le parole di Pavana
«Ero disposto a restare
per un breve periodo»
Valduga frena sul Marconi a Meccatronica. Il presidente: sarebbe un peccato
Trentino sviluppo ha
deciso di promuovere il cantone di Vaud in Svizzera, «il territorio più importante per ricerca
e innovazione»? Se lo chiede
Claudio Civettini di Civica trentina, difronte a un volantino che
reca un messaggio per lo meno
ambiguo. Lo riconosce anche il
presidente della spa pubblica,
Flavio Tosi: «È un disguido dovuto al fatto che siamo stati tramite per la Camera di commercio italiana per la Svizzera. I
trentini devono andare a vendere in quella zona, non traslocare». Un altro problema emerge
dai dubbi espressi dal sindaco
di Rovereto Valduga rispetto al
trasferimento dell’Iti Marconi
nel polo della Meccatronica.
«Sarebbe un peccato se non andasse in porto» commenta Tosi.
«Non perdere l’occasione di
conoscere le opportunità di business del cantone di Vaud, il
territorio svizzero più importante per ricerca e innovazione,
ti può offrire» recita il volantino
trasmesso da Trentino sviluppo
alle aziende locali. In ballo il seminario «Doing business in the
major Swiss centre of research
and innovation» organizzato a
Milano dalla Camera di commercio italiana per la Svizzera e
dal cantone di Vaud, per il prossimo 29 settembre. Civettini ritiene che «letto come va letto,
sembrerebbe un invito rivolto
da Trentino sviluppo alle aziende trentine a verificare collocazioni diverse di business e, se
fosse così, sarebbe un grave errore strategico». Il consigliere
TRENTO
TRENTO «Normalmente servono dai 6 agli 8 mesi
Rovereto
di opposizione riconosce la
bontà di una verifica sulle possibilità di export in Svizzera, ma il
messaggio posto in questi termini «ci fa pensare che magari
l’iniziativa abbia lo scopo di attrarre, più che di cedere e concedere». L’interrogazione mira
dunque a chiarire il senso del
messaggio, «senza sottovalutare le iniziative che ogni Stato
mette in atto per attrarre industrie». L’Austria è molto attiva,
ad esempio, in questo senso.
«Abbiamo fatto da tramite
per la Camera di commercio
italiana per la Svizzera, diffondendo il messaggio — specifica
Tosi, che però riconosce l’ambiguità comunicativa —. Già alcune aziende trentine hanno ini-
ziato a vendere in Svizzera, nel
ramo delle case in legno e del
food, si tratta di continuare in
questo solco».
Preoccupa di più il tema
Meccatronica, di cui il ramo
«scuola» rappresenta un investimento da circa 50 milioni di
euro. L’assessora di Rovereto
Cristina Azzolini ritiene che trasferirvi Iti Marconi, oltre al Cfp
Veronesi, comporterebbe problemi di viabilità nel quartiere e
verrebbe lasciato vuoto un
grande edificio. Il sindaco Francesco Valduga desidera confrontarsi con gli insegnanti, per
capire se trasferire prima i laboratori e solo in un secondo tempo anche la didattica.Tosi ricorda che quell’immobile ha pro-
blemi antisismici, molto costosi da risolvere. «Costruire un
nuovo plesso ha un costo simile
a mettere a norma l’attuale edificio. Per questo il trasferimento a Meccatronica ha un senso,
visto che le aziende hanno interesse a vivere accanto alla scuola. È vero che i punti più importanti sono i laboratori e le occasioni di stage, ma la massima
efficacia del progetto arriva con
la didattica». Al momento il trasferimento del Veronesi è già
avviato, tanto che si stanno acquisendo i materiali per i laboratori, «sarebbe un peccato se si
bloccasse l’operazione Iti» chiude Tosi.
E. Orf.
Flavio Tosi
(foto sopra)
presidente di
Trentino
sviluppo,
risponde
all’interrogazione
predisposta dal
consigliere di
Civica Trentina,
Claudio
Civettini. Le
opportunità di
business in
Svizzera sono
di export o di
trasloco
all’estero?
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Corriere del Trentino domenica 6 settembre 2015 pag. 11
Industria
di Enrico Orfano
«Mariani vuole restare a Ledro?
Manca la richiesta di sanatoria»
TRENTO In vista della manifesta-
zione degli operai della Mariani davanti al comune di Ledro,
il vicesindaco Claudio Oliari si
chiede se l’azienda «sia ancora
effettivamente intenzionata a
rimanere in zona». Con ciò rispondendo anche alle sollecitazioni dei sindacati che chiedono all’amministrazione comunale di far presto sul piano
burocratico.
Paolo Cagol (Fim Cisl) e Carmelo Atanasio (Uilm) hanno
promosso un presidio per martedì alle 10, davanti al municipio. «Riteniamo che una soluzione “in loco” all’ampliamento degli spazi produttivi dell’azienda debba essere ancora
perseguita con ogni sforzo, in
parallelo alle altre soluzioni
provinciali in fase di valutazione, ma in via prioritaria rispetto a queste». «La dimensione
economia e sociale dell’impatto di una possibile perdita dell’azienda per il territorio richiede uno straordinario sforzo
congiunto tra i soggetti istituzionali, sociali e imprenditoriali» dicono i sindacati.
Chiedendo la «massima rapidità», Cagol sostiene che il
Comune di Ledro sia lento nel
fornire la verbalizzazione del
sopralluogo che dovrà portare
alla sanatoria dei lavori già
compiuti dalla Mariani, prima
dello stop deciso dalla senten-
Comune
Il vicesindaco
del Comune di
Ledro, Claudio
Oliari,
testimonia gli
sforzi che si
stanno facendo
per mantenere
l’azienda in
valle. Ma
avanza dubbi
sulle reali
intenzioni sia
della proprietà,
la bresciana
Omr
za del Tar. Oliari corregge: «Il
sopralluogo è stato fatto il 10
giugno e il verbale è stato redatto a metà luglio, con la consegna all’azienda. Si specula su
4 settimane di assenza di un
funzionario per ricovero ospedaliero, che non ha consentito
tempi più rapidi, ma da metà
luglio a oggi l’azienda non ha
ancora presentato una richiesta di sanatoria in deroga». Due
sono infatti le domande che
Mariani-Omr deve compilare:
una per la sanatoria dei lavori
già eseguiti, una seconda per
riottenere la concessione a co-
struire l’immobile industriale.
«Al momento non abbiamo
nessuna domanda sul tavolo:
l’azienda è ancora intenzionata
a restare a Ledro?» si chiede il
vicesindaco.
Vale la pena ricordare che la
Mariani (produttrice di componenti per motori) dà lavoro a
150 persone e la controllante
Omr ha bisogno di espandersi
costruendo un altro capannone in cui lavorerebbero altri 50
addetti. Dopo 7 anni, i lavori di
ampliamento sono stati bloccati da una sentenza del Tar che
ha dato ragione ad un ricorso
Filiera Dana La Mariani di Ledro occupa attualmente 150 lavoratori
avverso. Omr ha fretta di ampliarsi, per far fronte ad ordinativi derivati anche dalla nuova commessa con Alfa Romeo,
per questo il patron bresciano
Marco Bonometti minaccia di
costruire l’impianto nuovo a
Brescia, in un terreno di proprietà, e già che c’è di trasferirvi
tutte le lavorazioni di Ledro. Significherebbe la perdita del lavoro per 150 persone, per questo Provincia e Trentino sviluppo stanno tentando l’impossibile. Saltasse Ledro, si
potrebbe trasferire l’intera lavorazione a Rovereto, nella sede ex Gallox, che Bonometti sta
già valutando.
Gli sforzi di tutti sono diretti
prima di tutto a una soluzione
locale. Per questo ci sono stati
contatti in questi giorni con la
Metallurgica Ledrense, una cooperativa metalmeccanica di
23 soci che è attualmente in affitto su un terreno comunale da
5000 metri quadrati e che potrebbe ridimensionarsi o spostarsi per far posto all’appendice di Mariani. La comunicazione è già stata data all’Omr, ma
l’operazione non si prospetterebbe semplice. Intanto l’assessore Alessandro Olivi ha dato la
disponibilità per partecipare a
un consiglio comunale straordinario, per al momento fissato per il 15 settembre.
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per trovare la nuova figura di direttore». Non si
sbilancia molto di più Luigi Pavana, direttore in
uscita del Sait, dopo che nelle scorse settimane
il consiglio di amministrazione ha preso la
decisione di non confermargli l’incarico.
«Avevo dato la disponibilità di continuare
ancora — afferma — ma non per un altro intero
mandato. Non si riesce a reggere un periodo
così lungo, è un lavoro che ti consuma e
personalmente credo di non essermi
risparmiato in questi anni». Sul Corriere del
Trentino di ieri la lettera con cui il presidente
del consorzio, Renato Dalpalù, ha informato le
oltre 70 Famiglie cooperative del passaggio. «La
concomitanza fra la scadenza del contratto e il
raggiungimento dei requisiti pensionistici ha
portato il consiglio ha ritenere opportuno
avviare questo percorso». Una società milanese
è stata incaricata di trovare il sostituto di
Pavana, che lascia la guida del Sait dopo 15 anni
di servizio. Probabile che vengano previsti
alcuni mesi di affiancamento. Dalpalù ha
ringraziato Pavana «del grande impegno
profuso a favore dell’azienda».
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A22, la Ue favorevole
all’in-house pubblica
grazie alla lobby tedesca
TRENTO Perché il rinnovo della concessione di
A22 si è improvvisamente sbloccato, dopo che
per molti anni l’ipotesi di società in-house non
veniva accettata dall’Europa? A causa degli
interessi tedeschi sul porto di Amburgo,
risponde il parlamentare dell’Svp Daniel
Alfreider. «Negli ultimi dieci anni l’Ue ci ha
ripetutamente detto che quanto era appaltato al
pubblico rappresentava un fallimento. Di certo
serviva un cambio di tendenza — ha detto ieri a
Condino, al convegno sul Futuro delle terre
alpine — ma la gestione A22 non si poteva
definire fallimentare. Invano si è cercato di far
capire all’Ue che l’Autobrennero è si una arteria
europea, ma 70.000 veicoli in transito al giorno
incidono sulla nostra vita». «Poi lo scorso anno
il cambio di tendenza e la modifica della
normativa sulle concessioni, con l’apertura alle
società pubbliche. Come mai? Semplice: era in
scadenza la concessione del Porto di Amburgo,
il principale della Germania, e i tedeschi non
volevano un appalto. Con una azione di lobby è
stata cambiata la normativa». Il pubblico ha
riguadagnato peso «e oggi, dopo dieci anni,
siamo vicini al traguardo del rinnovo della
concessione A22», con un’in-house pubblica.
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Funivie di Campiglio
Il monte salari
supera gli 8,8 milioni
TRENTO Ieri la società Funivie Madonna di
Campiglio ha approvato il bilancio in
assemblea. Gli incassi invernali, al netto dell’Iva,
sono risultati pari a 23,92 milioni di con un
+11,07% rispetto all’esercizio precedente, i ricavi
totali sono di 29 milioni. Si sono registrati oltre
9,5 milioni di passaggi (+ 13,10%) e si sono
contatti 1,06 milioni di primi ingressi, con un
incremento del 9,55%. L’aumento del numero di
sciatori si è tradotto in un utile d’esercizio di 2,8
milioni di euro rispetto a quota 1,73 milioni
dello scorso esercizio, con un + 62,5%.
L’organico dei dipendenti fissi di Funivie
Campiglio è di 67 unità fra dirigenti,impiegati
ed operai, che salgono ad oltre 100 durante la
stagione estiva e raggiungono il picco
occupazionale d’inverno con 181 dipendenti. Il
monte salari totale raggiunge gli 8,8 milioni di
euro. La stagione invernale scorsa è iniziata il 22
di novembre con i primi impianti di risalita
aperti in zona Grostè, ed è terminata dopo oltre
140 giorni di sci continuativo, il 12 di aprile.
«Siamo sempre di più una forza economica per
il territorio: oggi in Rendena si campa solo di
turismo — ragiona il direttore Francesco Bosco
—. Il nuovo bacino ha salvato la stagione».
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«Mariani», nuovo presidio