OSSERVATORIO CRM Milano Novembre 2010 Questo presentazione è strutturata in due sezioni: • la prima sezione è dedicata alle nuove tendenze del marketing a livello italiano ed internazionale; • la seconda illustra i risultati dell’ Osservatorio CRM 2008. Milano, novembre 2010 2 1. Due interrogativi di fondo Quale marketing? Quale Customer Relationship Management? Milano, novembre 2010 3 2. Le nuove tendenze del marketing a livello italiano ed internazionale •Quale marketing per la competitività del sistema Italia? •Quale marketing nei mercati economicamente avanzati? •Quale marketing nei mercati emergenti? •Di che tipo di CRM hanno bisogno i nostri clienti? •Che tipo di CRM siamo capaci di realizzare? Milano, novembre 2010 4 3. Gli approcci emergenti nel marketing postmoderno Esistono due tipi di approcci molti interessanti nello studio della domanda: a. il marketing collegato al vissuto più simbolico ed emotivo dei consumatori; b. il marketing collegato alla cultura ed all’esperienza dei consumatori. Milano, novembre 2010 5 4. Il marketing postmoderno: Il Customer Mind Per le persone il consumo è molto di più che un semplice modo di soddisfare i bisogni quotidiani. The Sacred and the Profane in Consumption Belk, Wallendorf & Sherry, 1991 Milano, novembre 2010 6 5. Il marketing postmoderno: Consumer Culture Theory (CCT) (segue) Lo studio del consumatore negli ultimi venti anni ha prodotto una marea di indagare ricerche volte ad gli aspetti socio- culturali, esperienziali, simbolici e ideologici del consumo. Arnould & Thompson, 2005 Milano, novembre 2010 7 5. Il marketing postmoderno: Consumer Culture Theory (CCT) La ricerca nell’ambito della CCT ha permesso di approfondire la conoscenza del Consumer Behaviour chiarendo i processi e le strutture socio-culturali con riferimento a: 1. i progetti sull’identità del consumatore; 2. le subculture del mercato; 3. il modello storico-sociale del consumo; 4. le strategie interpretative del consumatore. Bernard Cova, Professore ESCP-EAP Milano, novembre 2010 8 6. Il marketing postmoderno: il contesto (segue) Molte delle nostre nozioni relative ai consumatori, al consumo, ai mercati e alla cultura dei consumatori poggiano su fondamenta culturali e filosofiche presenti nella struttura storica conosciuta come modernismo. James Ogilvy, New York Consultant Milano, novembre 2010 9 6. Il marketing postmoderno: il contesto (segue) Il postmodernismo offre un approccio rivoluzionario allo studio della società: nell’interrogarsi sulla validità della scienza moderna e sulla nozione di conoscenza oggettiva, questo movimento abbandona la storia, si allontana dall’umanismo e si oppone ad ogni rivendicazione di verità. Rosenau, 1991 Milano, novembre 2010 10 6. Il marketing postmoderno: il contesto (segue) La postmodernità rappresenta la sinergia tra arcaismo e sviluppo tecnologico. Maffesoli, 2003 Milano, novembre 2010 11 6. Il marketing postmoderno: il contesto (segue) MODERNITA’ vs TRADIZIONE INNOVAZIONE vs AUTENTICITA’ GLOBALIZZAZIONE vs LOCALIZZAZIONE UNIFICAZIONE vs FRAMMENTAZIONE Milano, novembre 2010 12 6. Il marketing postmoderno: il contesto Il postmodernismo è troppo importante per essere lasciato ai soli filosofi francesi. James Ogilvy, New York Consultant Milano, novembre 2010 13 7. L’immaginario nella postmodernità (segue) SRADICAMENTO RIRADICAMENTO POSTMODERNO MODERNO • Individualismo • Comunitarismo • Libertà • Collegamento • Innovazione • Autenticità • Universalità • Prossimità/ Localismo • Globalizzazione Milano, novembre 2010 14 7. L’immaginario nella postmodernità SRADICAMENTO MODERNO RIRADICAMENTO POSTMODERNO CAMBIARE SALVARE LA VITA LA VITA Un futuro sognato già raggiunto Milano, novembre 2010 Un passato già perduto che ci fa sognare ancora 15 8. Il marketing postmoderno: dalla ricerca di autenticità al retro-marketing (segue) A livello dell’immaginario collettivo si può constatare che le grandi utopie sono tramontate. Una conseguenza di ciò è la ricerca nostalgica dell’autenticità, ossia l’idealizzazione del tempo trascorso. Bernard Cova, Professore ESCP-EAP Milano, novembre 2010 16 8. Il marketing postmoderno: dalla ricerca di autenticità al retro-marketing (segue) Il retromarketing intende orientare la creazione di prodotti e servizi verso una reintegrazione del passato, e non verso una rottura con esso; cerca, inoltre, di legittimare tale reintegrazione con tutti i mezzi possibili di autentificazione. Bernard Cova, Professore ESCP-EAP Milano, novembre 2010 17 8. Il marketing postmoderno: dalla ricerca di autenticità al retro-marketing (segue) TEMPORALIZZAZIONE (storia) SPAZIALIZZAZIONE (territorio) ANCORAGGIO “RETRO” SOCIALIZZAZIONE (comunità locale) Milano, novembre 2010 NATURALIZZAZIONE (elementi e gesti dell’uomo) 18 8. Il marketing postmoderno: dalla ricerca di autenticità al retro-marketing (segue) ...Siamo nel mezzo di una grande fase di nostalgia, un fatto non sottovalutato dai designer e dai pubblicitari di maggior successo … Le persone non si dimostrano appassionate solo dei prodotti e dei servizi di un tempo, ma desiderano anche il marketing del passato. Brown, 2001 Milano, novembre 2010 19 8.1 Il marketing postmoderno: MINI retro-marketing • Mediabilità (il “rumore” di fondo) • Inclusione (consumatori come “riservisti aziendali”) • Nostalgia (evocazione di tempi pre - marketing) • Ironia (messaggi anti-vendita) Milano, novembre 2010 20 8.2 Il marketing postmoderno: il community marketing (segue) La società postmoderna appare simile a una rete di microgruppi societari nei quali gli individui interagiscono e intrattengono tra di loro forti legami emozionali, passioni condivise, esperienze simili. Tutte cose che sono vissute con tanta più intensità quanto più si conosce il loro aspetto effimero. Maffesoli, 2000 Milano, novembre 2010 21 8.2 Il marketing postmoderno: il community marketing • Consumatore • Collezionisti • Cliente • ‘Habitués’ • Utente • Adepti • Acquirente • Esperti Da un mercato di segmenti di consumatori medi Milano, novembre 2010 A un mercato di “comunità” di appassionati 22 8.3 Il marketing postmoderno: il community marketing di Ducati Milano, novembre 2010 23 Quale Customer Relationship Management? Milano, novembre 2010 24 9. Gli obiettivi del CRM CRM ANALITICO • l’estrazione di target uniformi di clientela (variabile più usata la redditività per cliente); • la diagnosi della clientela; • la centralizzazione della reportistica. Milano, novembre 2010 25 10. Gli obiettivi del CRM: un commento CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • L’utilizzo dei singoli canali di • La risegmentazione della contatto in forma integrata domanda in modo esperienziale e • La differenziazione dei messaggi comunicativo e delle offerte nei singoli canali • La profilazione e la gestione di pochi segmenti semplici ma • La centralizzazione dinamici dell’ascolto/ricezione di prospect e • L’assegnazione di pesi economici nuovi clienti reddituali ai singoli segmenti Milano, novembre 2010 26 11. Il gruppo di lavoro per il CRM: le funzioni coinvolte (segue) Solo per il 40% degli intervistati la strategia CRM è stata definita dai vertici aziendali. Per il 60% di coloro che affermano di attuare una strategia CRM, l’impegno organizzativo è complesso e richiede la creazione di un team interfunzionale. Quali funzioni sono state coinvolte nella realizzazione della strategia CRM? Marketing 80% 70% IT Commerciale 50% Prodotto 20% Organizzazione 20% 10% Comunicazione 0% 20% 40% 60% 80% 100% Domanda a risposte multiple Milano, novembre 2010 27 11. Il gruppo di lavoro per il CRM: un commento RESPONSABILE CRM CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • Responsabile marketing operativo •Responsabile commerciale • Responsabili: • Responsabile marketing strategico • Responsabile business intelligence - call center - customer service - pre - vendita - post - vendita - assistenza/ ricambi • Responsabile comunicazione interna/ intranet • Responsabile web Milano, novembre 2010 28 12. Le competenze “critiche” un commento CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • La capacità di “leggere” l’atteggiamento ed il comportamento dei clienti/ dealer/partner/utenti finali/ecc. • L’analisi e ridisegno dei processi operativi in logica comunicativa ed economica • La capacità di condivisione di priorità, di metriche e di incentivi • La capacità di semplificare e riconfigurare la base dati ed il tracking dai singoli canali di contatto • L’intelligenza emotiva e capacità relazionale bel coinvolgimento del front-end • La capacità di estrarre e condividere conoscenza • La capacità di change management Milano, novembre 2010 29 13. Il CRM analitico (segue) Quali sono state le principali criticità incontrate nella gestione delle informazioni sui clienti? Aggiornamento dei dati 33% Numerosità delle fonti 27% Integrazione dei dati 27% Mancanza di dati 20% Competenze specialistiche 20% Interpretazione dei dati 13% Affidabilità dei dati 13% 0% 5% 10% 15% 20% 25% 30% Domanda a risposte multiple Milano, novembre 2010 30 35% 13. Il CRM analitico (segue) All’interno della strategia CRM, avete sviluppato un Customer Database Integrato? No 33% Si 67% Milano, novembre 2010 31 13. Il CRM analitico (segue) All’interno della strategia CRM, utilizzate strumenti di Business Intelligence? No 20% Si 80% Milano, novembre 2010 32 13. Il CRM analitico All’interno della strategia CRM, potete effettuare report personalizzati? No 33% Si 67% Milano, novembre 2010 33 14. Il CRM operativo (segue) Quali canali di relazione con la clientela avete attivato? Sito Web 85% Call Center 70% Punti vendita 65% Commerciali 50% Wireless 5% 0% 20% 40% 60% 80% 100% Domanda a risposte multiple Milano, novembre 2010 34 14. Il CRM operativo (segue) Qual è il vostro livello di soddisfazione nei confronti dei canali di relazione? Media Sito Web Call Center Commerciali Punti vendita 14% 50% 8% 54% 13% 50% 46% 6,8 38% 7,1 37% 7,0 54% bassa Milano, novembre 2010 36% 35 media alta 7,8 14. Il CRM operativo (segue) Qual è il vostro livello di soddisfazione nei confronti dei canali di relazione? Di seguito sono visualizzati i valori medi: Punti vendita 8 7,8 7,5 7 Sito Web 6,8 6,5 7,1 Call Center Milano, novembre 2010 36 7 Commerciali 14. Il CRM operativo All’interno della strategia CRM, strutturate campagne di fidelizzazione? No 20% Si 80% Milano, novembre 2010 37 15. Lo sviluppo delle attività CRM: un commento CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • La mappatura dei canali di contatto in termini di attività, tempi, qualità e costi • L’analisi delle informazioni “esistenti” sui clienti • La scelta e messa a punto di un sistema interpretativo di atteggiamenti e comportamenti dei clienti • La scelta dei descrittori discriminanti • L’utilizzo delle informazioni provenienti dai singoli segmenti • La mappatura delle competenze e delle potenzialità professionali • L’individualizzazione delle metriche di riferimento: “senza CRM” o “con CRM” Milano, novembre 2010 38 16. La scelta del software vendor: le percezioni di fondo “La tecnologia per il CRM dovrebbe rappresentare una fionda non un carro armato!” Responsabile CRM, settore banking “I benefici offerti sono spesso gonfiati soprattutto nei tempi di ritorno dell’investimento” Direttore marketing, settore banking “Per anni hanno raccontato mezze verità” Responsabile CRM, settore manufacturing “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” Responsabile marketing operativo, settore banking Milano, novembre 2010 39 17. La scelta del software vendor: le percezioni di fondo Mi indica una metafora per descrivere i software vendor? Nel fornire una metafora, gli intervistati citano principalmente il mondo animale. In particolare: • la pantera • il coccodrillo • la volpe Milano, novembre 2010 40 18. I criteri di scelta di un software vendor Come valuta i seguenti criteri di scelta di un software vendor? Offerta completa 9 8 7 Prezzo 8,2 Referenza nel settore di 8,2 appartenenza 6 5 4,2 4 3 Abilità nel comprendere le 7,8 esigenze tecnologiche 5,5 2 1 0 8,3 Applicativo wireless 8,3 Abilità nel comprendere le esigenze di business Completezza della reportistica 8,4 Consulenza nell'implementazione Milano, novembre 2010 Personalizzazione dei software 8,7 41 19. Le implicazioni a livello tecnologico La scelta della tecnologia costituisce un punto importante per il successo di una strategia CRM. Difficilmente un unico software vendor permette di soddisfare tutte le esigenze richieste per implementare un progetto di CRM. Occorre pertanto: • un costante monitoraggio dell’evoluzione delle soluzioni proposte dei SW vendor • la definizione di protocolli e di meta-dati per governare l’integrazione e per renderla efficiente e scalabile nel tempo. Milano, novembre 2010 42 20. I criteri di scelta di un software vendor: un commento CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • La semplicità di utilizzo • La system integration • La facilità di implementazione • La verticalizzazione • I costi di integrazione • La personalizzazione • La “reale” multicanalità • La normalizzazione • Il costo/ facilità di aggiornamento • La facilità di apprendimento di utilizzo e di scalabilità • Le competenze disponibili sul mercato del lavoro Milano, novembre 2010 43 21. Le società di servizi per il CRM Nella realizzazione di un progetto di CRM, quali delle seguenti società di servizio ricoprono un ruolo prioritario? So ciet à d i co nsulenz a 2 5% So f t ware V end o r 60% Syst em Int eg rat o r 15% Milano, novembre 2010 44 22. I percorsi formativi per il CRM: un commento CRM ANALITICO CRM OPERATIVO • Customer Database • La “cultura” del cliente • Data Mining • La comunicazione interpersonale • Analisi multivariata • La capacità di negoziazione • Clustering dinamico • Il loyalty management • Business/Competitive Intelligence • Il content management • Network analysis • Il community management • Sistemi di supporto delle decisioni (DSS) • Comunicazione interna Milano, novembre 2010 45 23. Le probabili tendenze future Quali aspetti saranno prioritari nello sviluppo del progetto CRM? Integrazione ERP 7% Nuovi approcci canale / cliente 86% Milano, novembre 2010 46 Integrazione wireless 7% 24. Le probabili tendenze future Vi sono cinque probabili tendenze nell’ambito del marketing e della comunicazione che potrebbero trasformare molto i progetti CRM in futuro: • l’ “esplosione dei dati” • lo sviluppo della multicanalità, grazie alle tecnologie wireless • lo sviluppo della multimedialità • lo sviluppo del de-marketing • la human satisfaction Milano, novembre 2010 47