DOSSIER Domenica 27 settembre 2015 LA VITA DEL POPOLO 7 CLARISSE. Valentina, M. Arlene e M. Francesca professano i voti sabato 26 Nel silenzio e nella fraternità GIOVANI E VOCAZIONE Una risposta generosa alla chiamata Nell’anno della vita consacrata ci è caro presentare nel giornale della nostra diocesi le testimonianze di sorelle, appartenenti a vari istituti di vita attiva e contemplativa, che hanno celebrato la loro professione religiosa in questo mese. Sorelle che hanno “osato” scegliere la vita della consacrazione totale a Dio, offrendosi per amore alla causa del vangelo e dell’umanità. Lodiamo il Signore per il dono che ha fatto alla Chiesa a agli istituti di nuove vocazioni che testimoniano che il Maestro continua a suscitare la domanda dei primi discepoli e ancor oggi c’è chi risponde con generosità. (Sorelle del Consiglio Usmi) S abato 26 settembre alle ore 16.30, presso il Santuario della Visione di Camposampiero, suor Maria Arlene, suor Maria Francesca e suor Maria Valentina professeranno per la prima volta i voti religiosi nell’Ordine di Santa Chiara. Un avvenimento per cui ringraziare con gioia il Signore: le tre giovani, che iniziarono nel 2011 quasi insieme il loro cammino all’interno del monastero “S. Antonio di Padova e B. Elena Enselmini”, ora sono chiamate a professare pubblicamente il loro impegno nella vita clariana, nella preghiera e nella semplice fraternità. Suor M. Francesca, proveniente dalla provincia di Pordenone, racconta: “Fino a qualche anno fa, mai avrei immaginato di professare i voti come Clarissa: il Signore mi ha letteralmente preso dal «mio» mondo, portato per mano con misericordia e accompagnato quotidianamente verso la sua volontà”. Suor M. Arlene di origine filippina aggiunge: “Sono molto grata al Padre delle misericordie per il dono della mia chiamata alla vita contemplativa nell’Ordine delle Clarisse. La Parola del Signore che mi ha guidato verso la professione temporanea è questa: «Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere»(Dt 8,3). Ho trovato in questo invito la forza per continuare il mio cammino sulle orme del Signore e donarmi a Lui, non per realizzare solo me stessa, ma per servire la Sua Chiesa-Sposa nel nascondimento, nel silenzio e nella fraternità, nella speranza di essere veramente testimone e partecipe dei Suoi disegni”. “Dirvi che sono originaria di Galliera Veneta, seconda di quattro fratelli, vissuta in una famiglia bella e sofferta; dirvi che ho condotto una vita normale - scuola, università, lavoro -, che ho 5 splendidi nipotini, tanti cari amici, dirvi tutto ciò, per quanto arricchito di dettagli, che senso avrebbe senza di Lui? Che senso avrebbe se non cercassi di cantare le lodi di un Dio che non disprezza, ma ama crea- Il Signore realizza i desideri più profondi che portiamo nel cuore A sinistra suor Chiara e suor Anna insieme alle consorelle carmelitane in piazza San Pietro a Roma I l 19 luglio di sei anni fa un pullman di godigesi e scorzetani si dirigeva a Torino dove, nel noviziato delle suore carmelitane, assieme ad altre due giovani provenienti da Milano e da Trento, pronunciavamo il nostro primo Sì consacrandoci al Signore con il rito della professione semplice. Da allora, io suor Anna nativa di Scorzè sono stata accolta nella comunità di Castello di Godego dove mi sono inserita nell’attività educativa rivolta ai bambini dell’asilo nido e nella vita parrocchiale; e suor Chiara Cecchetti, originaria di Castello di Godego, è stata accolta nella comunità di Verona e lavora all’ospedale di Negrar. Questo ci ha dato l’opportunità di fare esperienza di vita comunitaria e apostolica. In queste realtà, accompagnate dalle sorelle e dai padri spirituali, abbiamo avuto la possibilità di maturare nella conoscenza di noi stesse e di capire sempre meglio quale fosse la volontà del Signore su di noi. Qui il nostro amore per Gesù è stato nutrito, arricchito, custodito, coltivato e fatto maturare fino ad oggi, nella bellezza e consapevolezza di cosa significa consacrarci per sempre a Lui. Ogni anno abbiamo rinnovato i nostri voti religiosi, esprimendo il desiderio di perseverare in questa particolare forma di sequela di Gesù Cristo, vedendo che questa è la via che più risponde alla nostra sete di verità e felicità. In una società nella quale ogni scelta definitiva sembra limitare la libertà, abbiamo sperimentato, invece, come il mettere la nostra vita 3 OTTOBRE Igiovaniincontrano iconsacratidelladiocesi N ell’anno della vita consacrata promosso da papa Francesco, i consacrati presenti nella nostra Diocesi - insieme alla Pastorale giovanile e vocazionale - desiderano incontrare i giovani per condividere un tempo di riflessione, preghiera e fraternità. Sarà un’opportunità per cogliere nei volti, il volto della vita consacrata nella Chiesa e nel mondo. L’appuntamento è sabato 3 ottobre alle 15.30 a Treviso presso l’Auditorium San Pio X (Collegio Pio X); all’incontro seguiranno i “Laboratori nella città” presso alcune comunità religiose che accoglieranno i giovani; alle 19 la preghiera con il Vescovo nella chiesa di santa Maria Maggiore; conclusione con la cena buffet e serata di festa. Per chi? L’incontro è rivolto ai giovani dai 18 ai 35 anni che desiderano vivere un tempo di confronto e scambio con altri giovani e consacrati, per mettere in comune il proprio nelle mani di Dio sia stato liberante perché, ricercando ciò che realmente realizza i desideri più profondi che portiamo nel cuore, viene meno il bisogno di possedere, apparire, di avere gratificazioni superficiali e fugaci. La consapevolezza che solo Dio ci conosce così bene da sempre, e da sempre ci ama, e l’esperienza quotidiana di tale realtà, ci conduce oggi a desiderare di donare la nostra vita per sempre nelle mani del Signore. E’ una scelta pregata cammino di vita e la propria ricerca di fede. Perché? Per vivere un’esperienza di Chiesa, intrecciando legami, allargando orizzonti, condividendo idee; per confrontarsi con altri giovani; per incontrare e conoscere l’esperienza dei consacrati presenti nella nostra chiesa diocesana. Cosa faremo? “Il pomeriggio avrà inizio con un breve dialogo con p. Giuseppe Pozzobon (Carmelitani scalzi) che introdurrà al tema della giornata - spiegano i promotori -. Raggiungeremo, poi, alcune comunità religiose dove si svolgeranno dei laboratori, attraverso i quali ci confronteremo sul valore della vita fraterna per la qualità delle relazioni; sul senso della missione come apertura al prossimo; sull’importanza della preghiera personale e comunitaria per imparare a vivere con fede; sul significato dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza come cammino di libertà. La presenza del vescovo Gianfranco Agostino alla preghiera ci guiderà all’ascolto della Parola di Dio. Concluderemo con un momento di fraternità e musica”. Per partecipare si può inviare la propria adesione con un sms al numero 349 5614884 o via mail a [email protected]. e motivata che ha trovato compimento nella solenne professione perpetua che si è tenuta per me il 13 settembre a Castello di Godego e che per per suor Chiara sarà il 18 ottobre a Negrar. Ci affidiamo alla vostra preghiera affinché il Signore ci renda capaci di dare valore alla vita consacrata, sapendo comunicare la bellezza e la tenerezza di essere spose di Cristo e il nostro Sì sia dono di grazia per tutta la Chiesa. (suor Anna Maria Vivian) re Eternità con la nostra piccolezza? - racconta Valentina Zanettin -. Sì, più che parlarvi di me, del prossimo 26 settembre, sento il desiderio di utilizzare questo spazio per cantare la Bellezza, la Grandezza, la Follia del nostro Dio… Sì, desidero faticare nella sequela di Cristo, attraverso il deserto che può essere la vita, per divenire sentinella del mattino e gridare a tutti i fratelli: Emmanuel, Dio-con-noi! Dio fa cose meravigliose; su, coraggio, rialziamoci, Egli ci viene incontro!”. SUOR LISA - DOROTEA Ho scoperto che il nostro Dio è fedele, vale la pena seguirlo S ono suor Lisa, ho 35 anni, sono suora Dorotea. Vivo ad Asolo con la mia comunità… la nostra è una casa di spiritualità, di preghiera: un luogo pensato per tutti quelli che desiderano incontrare il Signore. E chiunque ha incontrato il Signore sa anche che non è semplice parlare di questi incontri, perché sono molto personali e perché spesso il Signore parla attraverso cose piccole, feriali… non sempre ci sono cadute da cavallo o fuochi d’artificio. Il Signore parla a ciascuno in modo diverso, e chiama tutti ad una vita bella! Il Signore chiama perché vuole donarci qualcosa di grande, di prezioso. Desidera per noi una vita bella che per alcuni si concretizza in una famiglia, per altri nel sacerdozio, per altri nella vita consacrata… A volte è difficile scegliere come orientare la vita, almeno per me lo è stato, perché non si trattava di scegliere tra un bene e un male, ma tra due beni: la famiglia e la vita consacrata… e non è stato semplice capire qual era il bene più grande. Mi ha aiutato il con- CLAUDIA E MARILISA “A fronto con la mia guida spirituale che tante volte mi ha ascoltato e mi ha sempre lasciato libera… “solo” pregava per me e mi aiutava a cogliere nella mia vita i segni della presenza del Signore. E così nell’accompagnamento spirituale, nella preghiera, nella quotidianità ho conosciuto un Dio che non conoscevo. Non mi chiedeva nulla e mi offriva molto, mi dava tutto, molto più di quanto avrei potuto immaginare. La felicità è relazione, incontro, stupore! Questa è la felicità che il Signore promette e ci dona! Lui è fedele! Vale la pena seguirlo. (suor Lisa Trentin) Libere di “portare il Vangelo con la vita” bbiamo conosciuto l’amore…” (1Gv 3,16). È questo il versetto che abbiamo scelto per la professione religiosa tra le Discepole del Vangelo, vissuta sabato 5 settembre nel duomo di San Donà di Piave. Guardando al cammino compiuto finora, possiamo dire, con gratitudine, che il Signore ci ha donato e fatto conoscere il suo Amore in molti modi: in famiglia, nella comunità parrocchiale, nel tempo di formazione vissuto con le sorelle e negli incontri con le tante persone che, per diversi motivi e povertà, bussano alla porta della fraternità. Tutto ciò ci ha portato a dire sì a una chiamata, ricevuta dal Signore, al dono di sé. È un “sì” che ogni uomo e donna è invitato a pronunciare vivendo la propria vocazione – nel matrimonio, nel sacerdozio, nella vita consacrata – per realizzare il progetto che Dio ha per ognuno e creare una rete d’amore che raggiunge ogni persona. Questo progetto, per noi, si è concretizzato nell’appartenenza alla Chiesa entrando a far parte della fraternità delle Discepole del Vangelo, che hanno scelto di imitare Gesù nella vita di Nazareth sullo stile evangelico di Charles de Foucauld. Riconosciamo che è proprio questa appartenenza al Signore e alla Chiesa che ci rende libere di vivere la spiritualità delle Discepole del Vangelo insieme alle sorelle. Libere, cioè, di accogliere ogni persona, nelle diverse situazioni che vive ed esigenze che esprime; libere di “portare il Vangelo con la vita”, come scriveva Charles de Foucauld; libere di contemplare la realtà nella quale viviamo per essere in essa quel segno profetico che chiede papa Francesco alla vita consacrata; libere di vivere ogni giorno le gioie e le fatiche della vita fraterna e condividere la quotidianità con tanti fratelli e sorelle. La professione non è un punto di arrivo, ma una “ri-partenza” per proseguire il cammino con le sorelle in fraternità e con i fratelli, nella Chiesa e nel mondo, cercando di realizzare quel desiderio di felicità e di amore che il Signore ha messo nel nostro cuore e affidandosi a Lui e alla sua Parola per viverlo ogni giorno. (sorelle Claudia e Marilisa)