Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Comune di Pesaro Consiglio Comunale RESOCONTO INTEGRALE della seduta consiliare di LUNEDI’ 20 OTOBRE 2008 ______ Seduta pubblica in prima convocazione Sala del Consiglio Comunale del Palazzo Municipale ______ PRESIEDE IL PRESIDENTE GERARDO CORADUCCI - Pag. 1 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 INDICE Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi sul mercatino ortofrutticolo…………………………... pag. 4 Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi sulla targa in Via San Francesco……………………...pag. 5 Interrogazione presentata dal Cons. Di Domenico sulla viabilità di Calata Caio Duilio…………………...pag. 6 Dibattito sulle circoscrizioni comunali in seguito alla modifica dell’art. 17 del tuel ai sensi dell’art. 2 comma 29 della legge 24 dicembre 2007 n. 244…………………..pag. 27 Mozione presentata dal Cons. Vimini sulle circoscrizioni comunali………………………………..pag. 39 Cerimonia di premiazione a Massimo Ambrosiani…..……………..pag. 8 Comunicazioni del Presidente…..…….pag. 10 Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte sul monitoraggio dei prezzi al consumo………………….pag. 10 Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte su via Kolbe………….pag. 11 Interpellanza presentata dal Cons. Cesarini sul video red…………..pag. 12 Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli sui proventi contravvenzionali 2007 – 1° semestre 2008………………………..pag. 15 Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli sull’art. 208, comma 4, del codice della strada – proventi delle sanzioni amministrative e pecuniarie…………..pag. 15 Mozione presentata dai consiglieri Briglia e Trebbi sulla stabilizzazione dei precari di Marche Multiservizi……….pag. 16 - Pag. 2 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 La seduta inizia alle 15,30 Il Presidente Gerardo Coraducci, con l'assistenza del Segretario Generale dott. Luca Uguccioni, procede alla verifica del numero dei consiglieri intervenuti, e l'appello nominale dà il seguente risultato: ACACIA SCARPETTI Luca BALDANTONI Giorgio BALDUCCI Domenico BALESTRINI Gastone BETTINI Alessandro BEZZICCHERI RENZONI A.M. BIANCANI Andrea BONATTI Rosaria-Rita BRIGLIA Rito BRISIGOTTI Dino CAMBONI Lorenzo CASSIANI Giovanna CATALANO Giuseppina CECCARELLI Giuliana CECCARELLI Loredana CECCHINI Roberto CERISCIOLI Luca - Sindaco CESARINI Massimo CIANCAMERLA Silvano CORADUCCI Gerardo DEL MONTE Gabriele DI DOMENICO Alessandro EUSEBI Valter FIUMANI Alessandro GALDENZI Maris GIORGI Franco IPPASO Davide LO CONTE Marco MANENTI Monica MEZZOLANI Corrado NARDELLI Massimiliano PAGNINI Alessandro RICCI Matteo ROSSI Carlo SIGNOROTTI GENNARINI Milena STAFOGGIA Walter TARTAGLIONE Caterina E.L. TONELLI Paolo TONUCCI Maurizio TREBBI Luciano VIMINI Daniele assente (entra nel corso della seduta) presente assente (entra nel corso della seduta) presente presente assente (entra nel corso della seduta) presente presente assente (entra nel corso della seduta) assente (entra nel corso della seduta) presente presente presente assente (entra nel corso della seduta) assente (entra nel corso della seduta) presente presente presente presente presente presente presente presente assente (entra nel corso della seduta) presente presente presente presente presente presente presente presente presente presente presente assente (entra nel corso della seduta) assente (entra nel corso della seduta) presente presente presente presente Accertato che sono presenti n. 31 componenti del Consiglio e che risulta pertanto assicurato il numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i consiglieri Pagnini,Balestrini e Catalano. Prendono altresì parte alla seduta gli assessori Barbanti, Bartolucci, Gambini Gloriana, Gambini Michele, Gennari, Pascucci, Pecchia, Pieri e Savelli. - Pag. 3 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Presidente: Pieri risponderà per conto del Sindaco su: Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi sul mercatino ortofrutticolo. Leggo il testo.“L’iniziativa del mercatino del produttore agricolo, che si svolge ogni sabato mattina nel mercato all’ingrosso di Via Toscana, ha riscosso molto interesse, coinvolgendo tantissimi cittadini, tanti cittadini, pertanto visto l’ottimo risultato ottenuto interpello il Sindaco per sapere se intende, seppure in via provvisoria, effettuare un mercatino agricolo con le bancarelle per il giovedì di ogni settimana in Corso 11 Settembre, chiudendo il tratto di fronte all’ex scuola Perticari Via Mastro Giorgio – Mazzini affinché molti cittadini, anche anziani sprovvisti di mezzi di trasporto, possano utilizzare il sopra detto mercatino a prezzi convenienti”. Ass. Pieri: Ringrazio il Cons. Trebbi perché ci dà la possibilità di portare all’evidenza anche del Consiglio Comunale il mercatino tra produttori agricoli, che si svolge ogni sabato nello spazio antistante… (intervento fuori microfono) lo so, ma è nello spazio antistante ancora, si sta facendo il Mercato ortofrutticolo e del pesce, il mercato all’ingrosso, si stanno facendo in questi giorni tutte le verifiche per fare convivere la parte dei produttori con i commercianti, con i grossisti che arrivano all’interno del mercato ogni mattina e quindi verificheremo questa cosa da questo punto di vista. La cosa vera è che l’iniziativa sta avendo un successo al di là delle più rosee aspettative, che ognuno di noi nel momento in cui è stato proposto aveva avuto. Realizzarlo in qualsiasi altra parte della Città è credo complicatissimo dal punto di vista gestionale, probabilmente ancora di più dal punto di vista dell’applicazione dei regolamenti e della Legge regionale. C’è una Legge regionale che non ci permette di istituire nuovi mercati, a meno che non siano in strutture come quella… quando dico “mercati” dico che non siano cose straordinarie, Cons. Trebbi, iniziative di pochi giorni rispetto a eventi, così come lo propone lei, lo propone ogni giovedì con cadenza settimanale e cadenza fissa, non è possibile. Al di là di questo, anche pensare a una struttura nel centro Città, abbiamo fatto queste cose per cercare di portare fuori possibilmente il traffico dall’ambito urbano e via dicendo, iniziative di quel genere portano tanta gente, portano tante macchine, fanno addirittura chiudere un tratto di strada, mi sembra così – però ancora non è una cosa esaminata – che sia quantomeno complicato nel renderlo periodico così come dice. - Pag. 4 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Verificheremo se esistono le condizioni per trovare spazi idonei da altre parti, in cui potere realizzare iniziative di quel genere, anche se già queste Farm come vengono chiamate, una per città, sono un evento importantissimo. La Coldiretti insieme al Comune di Pesaro è il primo spazio che realizza nella Regione, poi lo stanno esportando da come mi dicono a altre realtà delle Marche. Così com’è oggi, così come la propone lei è alquanto difficile realizzarla, verificheremo se ci sono situazioni e condizioni diverse per potere dare un qualcosa di simile a quello che lei propone. Cons. Trebbi: Grazie all’Assessore che ha risposto con sollecitudine, da quello che si è potuto capire non se ne farà niente, perché qui andiamo a studiare e tutte queste storie. Assessore, ha spiegato tanto bene, c’è il problema della Regione, capisco tutte queste cose, le conclusioni, Presidente, che lei è della Coltivatori diretti… Presidente: Ero, per entrare devo bussare! Cons. Trebbi: Ha ancora ramificazioni in quel campo! Ho capito che non se ne fa niente, comunque ringrazio lo stesso l’Assessore, però volevo ricordare all’Assessore che ieri c’è stata, Assessore, la Madonna delle Grazie e tutte queste cose, ma andate a vedere: c’era Palazzo Granari e l’altro Palazzo Toschi Mosca che alle 8 erano ancora chiusi, ma fateli aprire per fare andare dentro i commercianti! Alle 9.30, Assessore, c’erano ancora le automobili in via… (intervento fuori microfono) ma cosa c’entra?! Io parlo con lei, è lei al commercio? C’erano tutti i commercianti, era un via vai, in Via Rossini non si camminava neanche a piedi e poi anche all’Assessore alla mobilità Gambini, che non sente mai da quell’orecchio e questo vale anche per il Sindaco che è l’Assessore alla Polizia urbana, fate il piacere durante il mercatino di chiudere ai velocipedi il centro storico, è una cosa veramente indecorosa! Fate come vi pare. Presidente: Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi sulla targa in Via San Francesco. “Incredibile ma vero!!! Un gruppo di turisti con il dito sulla macchina fotografica e un altro dito sul campanello del portone dell’ex Tribunale di Via San Francesco, il tutto perché questi signori hanno letto la targa posta al lato dell’ingresso dell’ex Tribunale in cui vi è scritto “convento di San Francesco dei frati minori conventuali”, infatti data la vicinanza del santuario della Madonna delle Grazie i signori turistici e anche alcuni pesaresi hanno pensato che tale edificio fosse abitato dai frati, ma certamente non sapevano che i medesimi conventuali non vi risiedono più, tutto questo perché sono stati tratti in inganno dalla targa che dovrebbe recitare “ex convento” per evitare l’inutile attesa. Chiedo al Sindaco di farsi promotore presso gli uffici competenti affinché si provveda all’esatta dicitura della targa. Ass. Pieri: Ringrazio il Cons. Trebbi innanzitutto per avere messo in evidenza il fatto che ci sono i turisti nella nostra Città, questa cosa dà la possibilità di dire che vengono e guardano anche cosa c’è scritto nelle targhe, la seconda cosa è che ci dà la possibilità di parlare in Consiglio Comunale di una cosa che è stata apprezzata tantissimo, che è quella della riclassificazione dei monumenti. Ne stiamo facendo grossomodo 20 all’anno, il primo anno sono state 38 o 35 le situazioni che sono state censite e sono state segnalate, con un’unica segnaletica: non ci sono nella nostra Città più 10 o 15 tipi di segnaletica per indicare un monumento rispetto a un altro, sono targhe che sono state progettate e realizzate tutte allo stesso modo. Consigliere, anche nel Palazzo della Prefettura non abbiamo scritto che è il palazzo della Prefettura, ma abbiamo scritto che è il palazzo ducale: probabilmente lo sapranno i cittadini che non ci abita più il duca e lo sapranno anche i turisti, però è una prassi consolidata in Italia e nel mondo che si segnali il monumento per quello che era all’origine e non per quello che sono state le destinazioni degli anni successivi. Comunque tra qualche mese quell’inconveniente non ci sarà più, in quanto per il 90% dei casi i turisti andranno a visitare o verificare quella cosa e ci saranno gli uffici dell’Amministrazione Comunale che saranno aperti, per cui l’inconveniente di pensare che vengano i frati a aprire il convento sarà molto difficile che accadrà nuovamente. - Pag. 5 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Cons. Trebbi: Anche qui l’Ass. Pieri mi viene a dire che tra qualche mese non ci sarà più quella targa, quindi lei ha speso i soldi dei contribuenti… (intervento fuori microfono) tra qualche mese sostituirà la targa, cosa fa? La lascia lì?! Sono tutte sbagliate, Assessore, lei la deve smettere di fare il bello e il suo porco comodo nella nostra Città, ha capito?! Quanto costa questi intrallazzi che lei fa? Milioni ha speso lei, quasi 50 o 100 milioni… (intervento fuori microfono) no, ci sono delle deliberazioni, lei non faccia “e”! Adesso la smetto per queste cose, ieri mi sono incontrato con il vescovo e a Bettini gli ho detto che il vescovo era a inaugurare agli Orti Giuli il bar, lei Assessore però ha poco da ridere, lei è l’artefice di tutte queste cartine che sta facendo in Pesaro, ha scritto due volte Via del Teatro e in continuazione sta facendo delle cose con le sue cartine, addirittura mette l’archivio di Stato in Via Duca della Robbia: sono tutte stupidaggini che i suoi collaboratori stanno facendo. Unitamente a questo, lei trae in inganno anche alla Marche Multiservizi, perché dovrebbero sapere che non esiste più la Via Benelli ma esiste Via dell’Annunziata e questi grazie a lei continuano… (intervento fuori microfono) sì, grazie a lei perché leggono quello che scrive lei! È ora di smetterla di fare queste cose, bisogna fare qualcosa di più serio nell’interesse della Città. Presidente: È arrivato nel frattempo il Cons. Di Domenico, possiamo fare questa interrogazione e poi facciamo l’appello. Interrogazione presentata dal Cons. Di Domenico sulla viabilità di Calata Caio Duilio. Risponderà il Sindaco.“Con la presente il Consigliere comunale del Popolo della Libertà, premesso che dal transito dei mezzi pesanti derivante dal commercio degli inerti distribuiti su più vie e zone del porto, oltre alle questioni di inquinamento e di sicurezza stradale, è stato posto il problema della vibrazione che sviluppano i mezzi pesanti sulle abitazioni e sul rumore che arrecano, nonché alle stesse sedi stradali; Constatato che dopo la pausa estiva il commercio degli inerti è ricominciato e il transito dei mezzi pesanti è stato dirottato tutto su Calata Caio Duilio, interrogo Sindaco, Assessore preposto e Giunta Comunale su 1) come mai questa decisione è stata presa e chi l’ha assunta, 2) quante chiatte potranno ormeggiare al porto di Pesaro alla settimana, 3) c’è la possibilità che vi possa essere una riduzione di tali attracchi, 4) se saranno previste delle variazioni della viabilità oppure la scelta è definitiva.” Sindaco: Chiedo scusa, la settimana scorsa non avevo letto l’interrogazione perché non era stata girata a me, altrimenti avrei risposto anche direttamente la settimana scorsa, ma proprio non l’avevo guardata e quindi abbiamo deciso di cambiare destinatario, perché sono quello che ha seguito direttamente la questione. L’origine, la motivazione è nata proprio con una partecipata assemblea che abbiamo fatto nella Parrocchia del porto, dove numerosi soggetti, cittadini che abitano nella zona porto o in generale avevano sollevato una serie di questioni, una di carattere generale molto sentita era il tema del controllo: dicevano che era importante rafforzare il controllo soprattutto sulla velocità dei mezzi, perché il tema delle vibrazioni che viene citato in premessa è direttamente in funzione della velocità. Sappiamo benissimo che un mezzo scarica energia in proporzione al quadrato della sua velocità, quindi un mezzo che va a 50 rispetto a un mezzo che va a 30 scarica 4 volte l’energia dei 30 all’ora, quindi fare girare i camion un po’ per tutto il porto rendeva molto difficile l’operazione di controllo. Se lei ha partecipato si ricorderà che soprattutto su Viale Trento etc. arrivava la segnalazione di camion che procedevano a forte velocità. Quindi il primo punto rispetto alle sottolineature che ricercavano le case, le vibrazioni etc. fare passare sulla Calata ci permette, come sta accadendo effettivamente, di avere un controllo pieno dei passaggi dei camion nella zona porto e di potere controllare una velocità assolutamente ridotta, il che elimina il problema delle vibrazioni sulle case e i problemi conseguenti. Quante chiatte arrivano nel porto? Arrivano nella misura prevista da un accordo, un accordo tra il Comune e l’attività di carico e scarico, fatto ormai da diversi anni e negli anni modificato su alcuni dettagli, ma che in generale prevedeva un numero massimo di navi alla settimana e un - Pag. 6 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 numero contingentato all’anno. All’oggi questo accordo è stato sempre rispettato, quindi non ci sono da questo punto di vista particolari segnalazioni. Ricordiamoci che non è un obbligo, perché il Comune allora fece un’ordinanza, poi dovette revocarla perché era priva di fondamenti di natura giuridica, ma invece dell’ordinanza ci fu un accordo proprio nell’attenzione di tutti nel gestire la cosa e dare dei parametri e dei limiti a questo tipo di attività particolarmente pesante per la zona del porto. È prevista una riduzione? Sempre a seguito di quella riunione, ho formalizzato a diversi enti, in modo particolare alla Provincia, due richieste significative, la prima riguardava il controllo dell’aria, magari a campione sulla zona porto, la seconda la politica delle cave, perché da un nostro esame risulta che il materiale che viene portato al porto è presente nella nostra Provincia, ma non esistono autorizzazioni o neanche possibilità all’interno del piano cave di potere realizzare cave dello stesso materiale. La riduzione è evidente, passa attraverso l’apertura di attività estrattiva dello stesso materiale nel nostro territorio provinciale, perché ricordiamoci che tutto questo fenomeno è nato proprio nel momento di massima crisi del sistema cave quando era bloccata la Legge regionale, bloccata la Legge provinciale e il regolamento provinciale, si è sbloccato ma si è sbloccato per altri materiali, non per questo. Non avendo una reale concorrenza, non prelevando dal territorio, si favoriscono questi traffici da zone esterne, quindi la riduzione è possibile secondo me facendo una politica delle cave adeguata. Bisogna ricordare però che come noi abbiamo il Comitato del porto, dove fanno le cave hanno i comitati contro le cave e anche quelle previste dal piano cave mi risulta che non ne è stata aperta neanche una, non di questo materiale ma anche dell’altro materiale, perché ovunque si parte con l’idea di realizzare una cava immediatamente parte un Comitato, che viene poi cavalcato politicamente e di fatto non si fa nulla. Però il problema nostro è che non è neanche prevista una cava di materiale di questa natura, siamo ancora più indietro. Io ho scritto alla Provincia per la competenza, ho fatto sapere anche ai Consiglieri regionali che hanno sulla materia estrattiva, per delega la Provincia opera rispetto alla Regione, su questo problema proprio per andare alla radice della questione e non solo agli effetti, gli effetti si gestiscono con un maggiore controllo e facendo il nostro dovere, alla radice però servirebbe una svolta di questa natura. Anche qui c’è molto la politica, perché è evidente che un pronunciamento a 360 gradi di tutte le forze politiche a favore di una scelta di questa natura, favorirebbe la soluzione, poi in realtà magari si preferisce cavalcare due proteste anziché trovare una soluzione, cavalcare qua quella del porto, cavalcare là quella contro l’apertura della cava. Variazione. All’oggi stiamo procedendo con ordinanze che hanno una certa durata perché monitoriamo poi la situazione, le valutazioni dopo il primo mese e mezzo di passaggi è stato che effettivamente gli obiettivi che ci eravamo prefigurati saranno stati materialmente conseguiti, nel senso che questa attività di controllo è molto più forte e le segnalazioni e i problemi molto ridotti. Sta funzionando questo tipo di gestione proprio in termini di quantità e qualità del controllo, riaprire una posizione diversa oggi mi sembra ritornare alla situazione che c’era all’epoca dell’assemblea e quindi continueremo con questa attenzione, con questo monitoraggio, con questo controllo facilitato proprio dalla semplificazione e riduzione dei percorsi con questa strada, a meno che vengano poi indicatori e indicazioni che ci dicano cose diverse da quelle che abbiamo visto fino a oggi, ma insomma per i dati che ho oggi continueremo con questa scelta. Cons. Di Domenico: Credo che in 2 minuti non è difficile sintetizzare quello che potrebbe essere una organica replica, a prescindere dalla soddisfazione o meno. Il concetto è che dall’assemblea del porto era emerso un problema di sicurezza, un problema di spazi, un problema di transitabilità dei mezzi pesanti e quindi quello che consegue, quindi in parte è vero il problema delle vibrazioni ma è vero che il problema delle vibrazioni era spalmato su tutta la rete viaria e quindi non è che si risolve il problema perché lo concentro su una parte, anche se poi ne riduco la velocità, primo. Secondo, in questo modo concentro anche tutto quello che è il disagio legato al rumore in ogni caso, all’inquinamento atmosferico e comunque le vibrazioni non sono eliminate. Terzo, le altre strade di accesso Viale Napoli, Viale Trento etc. comunque hanno una struttura diversa rispetto a quella di Via Calata Caio Duilio, quindi - Pag. 7 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 paradossalmente potrebbero essere più idonee quelle strade piuttosto che quelle di Via Calata Caio Duilio. Il concetto era che si doveva attendere quanto possibilmente la riduzione del numero di chiatte da fare sobbarcare il peso ai residenti, di conseguenza la riduzione dei mezzi pesanti e quindi praticamente di potere meglio gestire tutta la viabilità del porto. Credo che non è che ci si può difendere semplicemente scaricando il problema del piano cave, abbiamo votato un ordine del giorno all’unanimità per dare mandato alla Provincia che andasse verso quella direzione, il problema dei materiali è un problema di programmazione… (intervento fuori microfono) quello della Provincia, noi abbiamo votato qui un ordine del giorno che dava mandato e sostegno a che il piano cave avesse un corso forte accelerato, ma anche il fatto, Sindaco, che mi dice che nel nostro piano cave non c’è il materiale etc., questo è un altro tipo di carenza che abbiamo e quindi bisognava anche attivarsi, anche perché altrimenti è una presa in giro, perché abbiamo mosso questa volontà e questo ordine del giorno anche in direzione di quel tipo di problematica. Per ultimo il concetto è uno semplice: come c’è un accordo perché l’ordinanza, per quanto mi risulta l’ordinanza ha una sua consistenza e una sua legittimità legislativa e giuridica, quindi è la volontà di farla. Se noi abbiamo un accordo per il trasporto delle chiatte degli inerti, potremmo anche chiedere un accordo che un terzo possa andare su Ravenna o su Rimini negli accordi che si possono fare tra forze politiche e attività economiche se può succedere anche questo aspetto. Presidente: Possiamo iniziare la seduta del Consiglio Comunale con la: Cerimonia di Ambrosiani. premiazione a Massimo Applausi Presidente: Procediamo velocemente con l’appello dei Consiglieri presenti e poi iniziamo la cerimonia di consegna del premio. Il Segretario procede all’appello. Entrano i Cons. Ceccarelli G., Acacia S.,Calducci, Bezziccheri; i presenti sono ora n. 35. Presidente: Dichiaro aperta la riunione, come al solito propongo la nomina degli scrutatori per questa seduta nelle persone dei Conss. Pagnini, Balestrini e Catalano. Siamo molto onorati di avere Massimo Ambrosini qui tra noi, iniziamo questa cerimonia di consegna di questo premio illustrando un profilo del premiato. Il Consiglio Comunale di Pesaro, con decisione dell’ufficio di Presidenza all’unanimità, ogni anno in occasione dell’anniversario della liberazione della Città attribuisce il premio “fare città, Pesaro premia Pesaro” a cittadini pesaresi che nei diversi campi della vita civile, sociale, economica, sportiva e scientifico – culturale hanno realizzato obiettivi di alta qualità, dando così prestigio alla loro città o incrementandone il livello di benessere sociale. Per il 2008 l’ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Pesaro ha deciso di attribuire il premio a Massimo Ambrosini, il pesarese che ha raggiunto i più alti livelli nazionali e internazionali nel campo dello sport calcistico, per il legame profondo e ininterrotto con la Città Ambrosini ha stabilito un rapporto tra i suoi successi e Pesaro, dandogli il prestigio in uno sport che è diffusamente amato e praticato. Inoltre il suo qualificato sostegno a iniziative di valore sociale ha dato impulso a tante importanti attività che qualificano Pesaro, la prima passione sportiva di Massimo come tutti i suoi amici sanno è stata quella che accomuna tantissimi pesaresi: il basket. Tra l’altro questa passione l’ha portato a adottare stabilmente come numero di maglia il 23, lo stesso di Michael Jordan. Ancora oggi divide i suoi pensieri tra l’impegno per fare bene nella sua professione il calciatore e il tifo appassionato per la squadra di basket della sua Città, di cui segue tutte le vicende e i risultati sportivi appena può direttamente al palasport. Da bambino più basket e calcio insieme nel campetto di Cristo Re il primo, nel campo dell’Adriatico il secondo, con l’Adriatico comincia definitivamente a 7 anni una carriera di calciatore. A 13 anni Massimo viene chiamato da Cesena, squadra per la quale esordisce in serie B a 17 anni: è la stagione 94 /95, in cui gioca 25 partite, alla fine della stagione viene chiamato al Milan da Fabio Capello e di lì inizia - Pag. 8 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 la sua lunga e ancora apertissima stagione di successi per il Milan. C’è solo una parentesi: il prestito al Vicenza nel 97 /98, stagione nella quale è protagonista della cavalcata dei veneti in Coppa delle Coppe fino alla semifinale con il Chelsea. Dal 98 Ambrosini torna a essere definitivamente una colonna del centro campo nel Milan, con la sua squadra di club ha conquistato, spesso da protagonista, tre scudetti, una Coppa Uefa, una Supercoppa italiana, due coppe di Champion’s League, due Supercoppa Uefa, una Coppa del mondo per i club, ma Massimo Ambrosini vanta anche un ricco curriculum di presenze in azzurro, da quella con la nazione Under 21 in cui esordisce nel 95, alla Nazionale olimpica 2000, fino alla Nazionale maggiore dove ha esordito 11 anni fa e ha collezionato 35 presenze di cui anche da capitano. Quale vice campione d’Europa del 2000 è stato insignito dal Presidente della Repubblica dell’onorificenza di cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana, tra il suo essere nello sport, il suo essere nella vita e il suo essere pesarese non c’è soluzione di continuità, fa il centrocampista un ruolo in cui esprime grandi doti di solidità e lucidità, capace di collaborare efficacemente nella fase difensiva e di sopportare con perfetta visione di gioco il reparto offensivo. Sa contrastare con gli avversari il centro campo, ma sa cogliere anche l’opportunità di spingersi all’attacco, segnando goal spesso decisivi. Alla modestia che gli fa tenere i piedi per terra, che gli fa amare il lavoro duro e magari poco vistoso, che lo porta a scegliere con lucidità l’opportunità di un’azione d’attacco senza scoprire la sua zona, insomma dispone di quella prudenza intraprendente che dà e fa la forza dei pesaresi in tutti i campi. È stato definito faccia da angelo, che lo sa diventare in campo combattendo anche duro ma leale, pure essendo indiscutibilmente uno dei tre sportivi pesaresi contemporanei che viaggiano ai massimi livelli nazionali e mondiali nei loro rispettivi campi delle vere e proprie star. Non si è montato la testa, ha conservato la concretezza e la modestia, non si atteggia a star, equilibrato e serio nel suo lavoro e nei rapporti con gli altri verso gli amici con i quali si ritrova ogni volta che torna a Pesaro e che sono sempre gli amici conosciuti in Parrocchia, al mare, sui campetti di gioco. Questo atteggiamento si esprime anche verso la sua Città, alla quale è rimasto attaccato, dove ritorna appena ha un po’ di tempo libero, che immagina come luogo dove intraprendere una qualche attività lavorativa quando appenderà le cosiddette scarpette al chiodo. E la sua Città non vuole dire solo amici e persone del suo ambiente, perché lui non dimentica quegli altri che non conosce, ma che sono in difficoltà, che hanno bisogno di aiuto e senza fare troppo rumore è sempre disponibile per sostenere iniziative e istituzioni di solidarietà, insomma Massimo Ambrosini prima che una grande stella del calcio è una persona in gamba, come ha scritto di lui Franco Bertini. Applausi Presidente: Do ora lettura della motivazione ufficiale (sic) poi consegneremo il premio, questo era il profilo e sicuramente non era enfatizzato, ma era come tutti sappiamo la realtà. La motivazione è la seguente: “Massimo Ambrosini, cresciuto alla vita e allo sport, dentro quella rete di rapporti umani e sociali fatta di quartieri, parrocchie e aggregazioni sportive di cui è ricca la Città di Pesaro, ha intrapreso fin da giovanissimo, anche grazie al sostegno e ai sacrifici di una famiglia esemplare, con grande energetico e serietà l’attività di calciatore, raggiungendo rapidamente i massimi livelli italiani e mondiali. Con il suo club il Milan ha conquistato titoli di campione d’Italia, coppe Italia, supercoppa italiane, coppe e supercoppe europee e mondiali, ha fatto parte della squadra nazionale under 21, dell’olimpica e ha maturato 35 presenze nella massima nazionale azzurra, della quale divenne vice campione d’Europa nel 2000, guadagnando per questo l’onorificenza del Presidente della Repubblica di cavaliere dell’ordine e merito della Repubblica italiana. In questo contesto di grandi successi ha mantenuto non solo un costante e fecondo legame con la società, con persone e con ambienti, di cui è cresciuto con la Città intesa come complesso di istituzioni, associazioni, attività sportive e relazioni umane, ma ha mantenuto anche quella qualità che ne fanno un pesarese, la modestia, il coraggio, la prudenza, l’intraprendenza, il successo personale e la sobrietà verso chi ha meno fortuna di fare cose grandi come fossero cose normali e la passione per lo sport in particolare per il basket. Grazie a questo suo inossidabile legame con Pesaro, i suoi - Pag. 9 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 successi di calciatore hanno dato lustro alla Città.” Applausi Massimo Ambrosini: Sono onorato di sedermi qui, sono anche un po’ emozionato! A parte il fatto che mi ero preparato due parole, ma a dire la verità le avete già tutte dette voi! A parte gli scherzi, innanzitutto volevo ringraziare il Sindaco, il Vicesindaco e tutti quanti, perché a nome di tutti quelli che hanno preso questa decisione per me è comunque sicuramente un onore ricevere questo premio nella mia Città, non ho mai nascosto il mio attaccamento verso la mia Città, verso i miei amici, la mia famiglia e tutto quanto. Per me tutto quello che faccio per la mia Città non è assolutamente un peso né una forzatura, lo faccio perché in primis mi dà forza. Un ringraziamento veramente a tutti quanti per questo premio, ribadisco in questa sede una volta di più la mia disponibilità per ogni tipo di iniziativa volta a fare stare meglio chi è meno fortunato di noi, assolutamente sempre con la consapevolezza che il motivo per cui si fanno certe cose dà forza in primis a me stesso. C’era mio papà, perché mio papà poi quando faccio questo discorsi mi dice sempre che devo dire qualcosa in più! Siamo una grande famiglia in questa Città, ho letto anche che avete già previsto che farò qualcosa nel futuro in questa Città e quindi, visto che l’età avanza e la mia carriera prima o poi finirà, penso che mi rivedrete prestissimo. Grazie ancora. Applausi Il Sindaco e il Presidente consegnano il premio a Massimo Ambrosini. Presidente: Riprendiamo i lavori dove avevamo lasciato prima di premiare Massimo Ambrosini, che ringraziamo ancora per la sua cortesia e disponibilità. Comunicazioni del Presidente Entrano i Cons. Stafoggia e Fiumani; i presenti sono ora n. 37. non ho comunicazioni da fare se non quella di confermare la trasferta a Roma per la visita alla mostra del Bellini, a cui Pesaro ha contribuito in maniera determinante a questa importante mostra alle scuderie del Quirinale. Entro domattina assolutamente i Consiglieri debbono dare l’adesione, già ci sono 15 Consiglieri che hanno dato l’adesione, poi apriremo le iscrizioni ai dipendenti comunali e per riempire il pullman a quanti altri vogliono partecipare. Il costo del pullman è 10 Euro a persona, il biglietto 7,50 e la guida eventualmente 90 Euro da dividere tra i partecipanti. La partenza è prevista per le ore 6,45 del 9 novembre, domenica 9 novembre e il rientro partendo da Roma per le 17 della serata. Mi raccomando di dare adesione, abbiamo tutti i parametri per potere decidere con la massima serenità, quindi date l’adesione entro domattina oltre ai 15 che già l’hanno data. Procedo con le interrogazioni. Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte sul monitoraggio dei prezzi al consumo. “Il sottoscritto Consigliere Marco Lo Conte, premesso che a seguito del ritiro della mia mozione nella seduta del Consiglio Comunale dell’1 ottobre 2007 che aveva come richiesta l’istituzione di un organismo con funzione di monitoraggio sui prezzi al consumo, iniziativa volta a fronteggiare i rincari generali e ingiustificati, mi era stato assicurato dai colleghi della maggioranza e dallo stesso Sindaco un serio impegno a tale riguardo, anche perché c’erano altre istituzioni pubbliche da coinvolgere. Visto che tale argomento era stato trattato diverse volte nella quinta Commissione sembrava a un passo dalla realizzazione. Considerato che dall’inizio di quest’anno non ci sono state più occasioni in cui si è affrontato l’argomento, interpello il Sindaco per conoscere 1) lo stato delle cose, 2) quali sono le intenzioni dell’Amministrazione Comunale riguardo a questo argomento.” Ass. Gambini Gloriana: Ricapitolo le attività che abbiamo portato avanti in seno alla Commissione attività economiche. Ci sono state 6 sedute di commissione, la prima il 22 ottobre e quindi a ridosso della decisione del Consiglio Comunale di sottoporre all’attenzione della Commissione il da farsi, l’ultima il 27 febbraio - Pag. 10 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 2008 e poi arrivo al punto, spiego perché lì è stato esposto e credo sostanzialmente unanimemente si è deciso di non procedere ulteriormente. Cos’è successo nel frattempo? Armati delle migliori intenzioni e direi senza distinzioni politiche, ci siamo ritrovati intorno all’idea di fare rinascere o ridefinire quella che era stata in passato la missione di “occhio al prezzo”, voi ricorderete che la precedente Amministrazione Comunale aveva avviato questa attività di monitoraggio prezzi al consumo, un’attività che poi era cessata per sostanzialmente difficoltà e disagi di ordine organizzativo, strutturale e economico e appunto già nella prima seduta il 22 ottobre decidemmo di ripensare, riproporre quell’attività, sia pure in forma diversa, chiedendo la collaborazione di tutte le istituzioni, in primis la Provincia, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria. Ci siamo armati di intenzioni di buona volontà e abbiamo proprio costruito un progetto, un vero e proprio progetto con il Dott. Antonio Formentini del servizio, un progetto giudicato da tutti buono, interessante, anzi la Camera di Commercio aveva ipotizzato, più che ipotizzato definito anche un contributo economico, la stessa Provincia presente più volte l’Ass. Renzo Savelli aveva dichiarato la propria disponibilità a contribuire a questa iniziativa, le stesse associazioni dei consumatori, presente sempre il Dott. Sergio Schiaroli e altri, avevano dimostrato intenzione di proseguire. È successo questo: sul finire dell’anno, proprio una legge del 24 dicembre 2007, e l’avete visto su tutti i Tg nazionali, è operativo ormai il Mister Prezzi, l’istituzione del garante per la sorveglianza e la salvaguardia dei prezzi al consumo, fu nominato Mister Prezzi Antonio ?Liroli?, un funzionario pubblico che ha lo scopo e ha avviato questa attività di promozione di un osservatorio e di tutta quella che è l’attività di controllo in collaborazione con la Guardia di Finanza e con le locali camere di commercio. La locale Camera di Commercio, il Dott. Schiavoni mi chiamò in quei giorni e mi disse “guardate la mia intenzione è quella, come mi arrivano delle indicazioni nazionali, di dovere promuovere un mister prezzi a livello locale” e fu nominata la Dott.ssa Paola Mongaretto, una miss prezzi e anche la stampa locale così la definì, anzi chiediamo a voi, sostanzialmente diciamo non ci sfiliamo da questo tavolo, ma quelle risorse ci servono per avviare mister prezzi in chiave locale, chiediamo a voi la collaborazione e quindi convogliare molte delle attività al tavolo camera di commercio. Non basta, successivamente la Regione con una propria decisione e una deliberazione di Giunta Comunale, era il 15 febbraio 2008, dà via all’iniziativa prezzi bloccati, in accordo con le categorie interessate, le associazioni, ma anche le istituzioni locali dà il via a questa iniziativa, che poi vedete operativa perché nei supermercati si trovano prodotti, generi alimentari e non solo con un simbolo, un lucchetto “prezzi bloccati”. È un’iniziativa che è in corso e sta promuovendo la Regione stessa, a quel tavolo siamo presenti come Comune tra l’altro rilevatori di prezzi per conto dell’Istat. Cosa succede? L’ultima seduta della commissione del 27 febbraio decidiamo di soprassedere per il momento, anche perché le risorse che ci erano state garantite in precedenza non ci venivano più garantite dagli altri enti, il nostro organismo, il progettato organismo sarebbe diventato più che un doppione un triplone di attività che venivano avanti sia in sede camerale che in sede regionale, quindi ci siamo detti – questo è il mio impegno a farlo e costantemente a tenervi aggiornati attraverso i nostri strumenti – a mantenere un ruolo attivo come Comune tra i più importanti delle Marche come rilevatori dei prezzi per l’Istat, a avere un ruolo attivo in questi tavoli e a darne comunicazione in sede locale. Presidente: Lo Conte può dichiarare o meno il suo grado di soddisfazione per due minuti, se non vuole non c’è problema e vado avanti con la sua altra interrogazione. Entra il Cons. Briglia; i presenti sono ora n. 38. Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte su via Kolbe. “Premesso che la pericolosità del tratto sotto il ponte della statale di Via Kolbe è ormai dato acquisito, visto che tale tratto è stato oggetto di studio da parte di tecnici e che tali studi avevano formulato diverse ipotesi, considerato che dal sopralluogo della Commissione lavori pubblici sul posto era emersa la volontà di fare dei periodi di prova per meglio vagliare diverse - Pag. 11 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 ipotesi, interpello per sapere lo stato delle cose e quali sono le intenzioni del Comune.” Risponde Michele Gambini. Ass. Gambini Michele: In effetti come ricorda il Consigliere nell’interrogazione la situazione di Via Kolbe è stata oggetto di un approfondimento da parte della Commissione, che ha valutato diverse ipotesi di intervento, dal senso unico in entrambe le direzioni a opere di mitigazione della velocità. Si era deciso di procedere alla sperimentazione di opere di mitigazione della velocità, quindi nella fattispecie dei restringimenti di carreggiata, strettoie sul modello di quelle che esistono in Via Campo Sportivo per intenderci. Siamo arrivati a ridosso della stagione estiva e abbiamo rivisto questa valutazione, perché l’unica possibilità di gestire quel sistema di strettoie sarebbe stato quello di dare la precedenza a chi avesse liberato il tratto sotto il ponte, questo verosimilmente avrebbe causato delle code e una situazione di ingestibilità dato l’altissimo flusso di traffico nelle ore tardo – pomeridiane. Abbiamo deciso di soprassedere per la stagione estiva e provare con altri elementi di rallentamento del traffico, proprio perché per la sua conformazione, per il ruolo che svolge Via Kolbe difficilmente riusciamo a conciliare l’esigenza di quel grande deflusso e di sicurezza con una strettoia, per intenderci stiamo pensando alla collocazione di una scatola gialla, perché è quello che ci consente di diminuire la velocità. La strettoia obiettivamente abbiamo valutato che potesse causare dei problemi di accumulo nella parte esterna di Via Kolbe. Cons. Lo Conte: Di Via Kolbe se n’è discusso molto, c’erano tre ipotesi: perché una di quelle tre ipotesi non è stata attuata? Mettere un bidone giallo non credo che risolva il problema, migliora il problema ma mi chiedo adesso siamo al corrente di questa situazione di pericolo, se succede qualcosa chi ne è responsabile? Mi chiedo questo, se da tanti anni si discute di questa cosa ma proviamole queste ipotesi, si era detto che ci sono tre ipotesi che erano valide e vagliate dalla Commissione, ma facciamo un periodo di prova, vediamo un po’ come va la situazione. Il bidone giallo secondo me è semplicemente una cosa, non risolve nessun problema, tanto meno è solo per procrastinare questa situazione nel tempo. Cominciamo a provare, può darsi la cosa, perché quelle ipotesi sembravano abbastanza valide entrambe: perché non le proviamo? Facciamo un periodo di prova, vediamo, vagliamo la situazione, non basiamoci su posizioni oppure sulle cose. Direi vediamo, non basiamoci solo sulla supposizione. Il bidone giallo, Assessore, non risolve nulla, visto che l’abbiamo affrontato diverse volte non mi vorrei sentire moralmente responsabile di qualcosa che accadesse su quella cosa, ma credo poi che ci siano delle cose più importanti, perché sappiamo che lì è pericoloso, se succede qualcosa non credo che ci sia solo colpa morale, pensateci voi. Il bidone giallo non serve a nulla, Assessore. Presidente: Proseguo con l’ordine dei lavori, Entrano i Cons. Brisigotti, Ceccarelli L. e Tartaglione; i presenti sono ora n. 41. Interpellanza presentata dal Cons. Cesarini sul video red. “Il sottoscritto Consigliere comunale del gruppo misto Cesarini Massimo, visto la protesta dei numerosi cittadini pesaresi in merito alle sanzioni pecuniarie inflitte per la violazione di norme del Codice della strada, passaggio con il rosso, avvenute all’incrocio di Viale delle Vittorie con Viale della Repubblica, documentate con l’impianto posizionato in quel crocevia e denominato “vista red”, tenuto conto che una Amministrazione Comunale imparziale e trasparente non corre in maniera insensibile alle proteste di buona parte della cittadinanza, considerato che nel corso del dibattito avvenuto in Consiglio Comunale il 22 settembre scorso non sono stati dipanati alcuni dubbi e neppure date risposte in merito alle domande poste da alcuni Consiglieri, per quanto sopra interpello la SV per sapere: 1) quali sono le motivazioni, se l’impianto ha compiti di prevenzione stradale, che hanno indotto l’Amministrazione Comunale a istallare l’impianto vista red all’incrocio di Viale della Vittoria con Viale della Repubblica, tenuto conto che vi erano altri incroci ben più pericolosi rispetto a quello sopra indicato, dove si sono anche verificati incidenti mortali (statale adriatica Via - Pag. 12 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Milano, Via Goito Via Milazzo, Via Nanter); 2) Quanti incidenti si sono verificati negli anni 2006, 2007 e 2008 all’incrocio di Viale della Vittoria con Viale della Repubblica; 3) Se l’apparecchiatura sia stata presa in affitto o acquistata dall’Amministrazione Comunale, se in affitto quanto corrisponde l’Amministrazione Comunale alla ditta noleggiatrice, quanto costa all’Amministrazione Comunale acquistare l’apparecchiatura, a carico di chi è la manutenzione; 4) Se è stata fatta una gara per l’affitto o l’acquisto dell’impianto, quale tipo di gara è stata fatta o se non è stata fatta alcuna gara quali sono le motivazioni che hanno portato a questa scelta, qual è la normativa che permette di procedere senza gara; 5) Chi proceda alla regolazione dell’impianto, l’Amministrazione Comunale o la ditta privata; 6) Chi ha provveduto a tarare l’impianto; 7) Quali sono le particolari condizioni di circolazione con flussi di traffico elevato, o presenza di sensi unici alternati, o lavori in corso e simili che hanno indotto l’Amministrazione Comunale a fare funzionare il semaforo anche dalle ore 23 alle ore 7; 8) Cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per evitare di fare pagare le spese di notifica e di gestione ai cittadini.” Risponderà l’Ass. Michele Gambini. Ass. Gambini Michele: Partendo dalla prima, quali sono state le motivazioni che hanno indotto a scegliere l’incrocio tra Viale della Repubblica e la statale, innanzitutto quali sono le motivazioni in assoluto: diversamente da qualche opinione temerariamente espressa da qualcuno passare con il rosso è un comportamento pericoloso, questo indubbiamente e è un comportamento pericoloso che è difficile sanzionare, perché naturalmente lo si può sanzionare solo con la presenza fisica del vigile nel momento in cui avviene, cosa che difficilmente si riesce a garantire negli incroci della Città. Volendo quindi sperimentare un sistema automatico di rilevazione dell’infrazione, abbiamo deciso di sperimentarlo, innanzitutto abbiamo escluso gli incroci che di qui a poco saranno sostituiti da rotatorie, quindi tra quelli per esempio citati dal Consigliere sicuramente quello di Via Goito Via Nanter, per il quale è già pronto il progetto esecutivo di realizzazione di una rotatoria. Poi abbiamo valutato anche la pericolosità intrinseca in un incrocio in cui c’è un volume di traffico elevato con un’altissima presenza di pedoni e ciclisti, quindi questo incrocio di flussi di traffico. Questa è stata la motivazione per cui ci siamo orientati su quell’incrocio. Quanti incidenti si sono verificati negli anni 2006, 2007 e 2008? Dal 2005 al 2008 fino a oggi il totale degli incidenti è stato 16, di quelli rilevati dalla Polizia Municipale; sono 4 nel 2005, 5 nel 2006, 2 nel 2007, 5 nel 2008 fino a oggi, 13 con feriti di questi 16. L’apparecchiatura è stata presa in affitto con un contratto di noleggio, la manutenzione e il noleggio sono compresi nel contratto di affitto, così com’è formulato il contratto stipulato in data 09 novembre 2007 il corrispettivo che il Comune riconosce all’azienda, ha riconosciuto all’azienda è di 35 Euro più Iva per ogni sanzione effettivamente oblata e questo è il contratto stipulato nel 2007. Non è stata fatta una gara perché il codice dei contratti pubblici, il decreto legislativo N. 163 reca testualmente “le stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti pubblici mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara nelle ipotesi seguenti, dandone conto con adeguate motivazioni nella deliberazione o determina a contrarre” e il punto b) del comma 2 è “qualora per ragioni di natura tecnica o artistica, ovvero attinenti alla tutela dei diritti esclusivi, il contratto possa essere affidato unicamente a un operatore economico determinato” . Ci trovavamo in questa condizione, perché all’epoca del contratto un brevetto industriale copriva l’apparecchiatura in questione, quindi questa è la norma che ha consentito di agire in questo modo. Chi procede alla regolazione dell’impianto? Inteso impianto semaforico immagino, l’ufficio traffico dà le indicazioni e si serve anche di una ditta di manutenzione di tecnici esterna di Fano in particolare per la regolazione e lo fa in tutti i semafori della Città, quindi non c’è mai stato nessun tipo di intervento della Traffic tecnology nella centralina di gestione del semaforo in questione. - Pag. 13 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Chi ha provveduto a tarare l’impianto? Anche qui si è inteso a regolare l’impianto secondo i tempi della cosa è stato l’ufficio traffico secondo un comportamento standard che adotta in tutti gli incroci o le intersezioni regolate da semaforo nella Città. Quali sono le particolari condizioni di circolazione di flussi di elevato traffico o traffico elevato o presenza di sensi unici alternati etc. etc. che hanno indotto il semaforo a funzionare dalle 23 alle 7? Anche di notte si possono realizzare dei comportamenti potenzialmente pericolosi, anzi spesso il fatto di uno scarso traffico induce valutazioni erronee e quindi la determinazione di un pericolo può esserci ugualmente di notte come di giorno, in effetti il Codice della strada è in vigore anche di notte. Cosa intende fare l’Amministrazione Comunale per evitare di fare pagare le spese di notifica e di gestione ai cittadini? L’Amministrazione Comunale ha intrapreso una modifica contrattuale del corrispettivo, sapete che l’Art. 201 del Codice della strada al comma 4 dice che le spese di notifica e accertamento sono a carico del trasgressore. L’accertamento, per com’è interpretato in molti comuni ma dalla lettura dell’articolo stesso, perché nello stesso articolo si parla di accertamento tecnologico fatto con mezzi di rilevazione automatica, dicevo che questo accertamento inteso come accertamento dell’infrazione è stato fatto coincidere con il costo dell’apparecchiatura. Siamo andati verso la modifica contrattuale che prevede un forfetario, un canone forfetario per il nolo, la manutenzione e il servizio di decriptazione delle immagini di supporto informatico e di invio, un nolo fisso per la durata contrattuale al termine del quale l’impianto diverrà di proprietà del Comune di Pesaro. Questo ci mette nelle condizioni di non imputare il nolo al singolo trasgressore. Queste sono le risposte puntuali ai punti così come sono articolati. Cons. Cesarini: Non mi ha risposto a tutto, perché c’era un’ulteriore domanda che era anche quella relativa a quanto costava l’impianto a acquistarlo e non mi ha risposto. Parto dalla fine della mia interpellanza, cosa intende fare per evitare di fare pagare le notifiche di gestione ai cittadini? La deliberazione di Giunta Comunale che avete fatto voi, non l’ho fatta io, io non faccio parte della Giunta Comunale, la N. 81 del 19 aprile 2007 dice che “precisato che la spesa che risulterà necessaria in esito alle procedure di individuazione del contraente mediante indagine di mercato – indagine di mercato significa che bisogna fare l’indagine di mercato! Mi riferisco alla gara quindi – per la fornitura, installazione, conservazione e corretto funzionamento degli apparati tecnologici potrà essere coperta da parte dei prevedibili maggiori introiti derivanti dall’applicazione dell’Art. 208 del Codice della strada”. Quindi se l’italiano non è un’opinione significa che con i proventi maggiori che si sarebbero dovuti verificare con l’incasso delle multe si sarebbe dovuto pagare i famosi 36 Euro più Iva che i cittadini invece sono costretti a sborsare. In secondo luogo le spese di notifica… Presidente, scusi! Io sono una persona che non disturba gli altri, siccome c’è un brusio vorrei rispondere, avere la possibilità di replicare e quindi lei è tenuto a fare mantenere l’ordine e il silenzio nella seduta. A me non interessa di cosa discuteva lei, Presidente, lei deve fare il Presidente! Presidente: Discuto di un problema inerente i lavori, Consigliere, al ruolo del Presidente conto compete anche questo. Non disturbavo sicuramente. Cons. Cesarini: Non stava disturbando lei, infatti aspettavo che lei riprendesse qualcuno che disturbava. Stavo dicendo che i famosi 15 Euro delle spese di notifica, sono più di due anni che lo dico di abbatterli, adesso mi è parso di verificare sulla stampa che si possono ridurre e mi è sempre stato detto che non si poteva fare assolutamente. Non lo so, mi corregga lei su questo. L’altra questione, o qui non sono più capace di leggere il Codice della strada o forse ho la mia interpretazione. L’Art. 169 del regolamento di esecuzione dice che “allorché si verifichino particolari – questo è il comma 2, il comma 1 è la regola generale che dalle 23 alle 7 il semaforo non dovrebbe essere azionato, salvo che a chiamata dei pedoni o in altre condizioni – condizioni di circolazione con flussi di traffico elevati, o presenza di sensi unici alternati, o lavori in corso e simili, è consentito il funzionamento degli impianti semaforici anche tra le 23 e le 7”, per quello che mi hanno insegnato quando facevo l’Università questa è l’eccezione, la regola è che dalle 23 alle 7 il - Pag. 14 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 semaforo non deve essere azionato, quindi tanto meno nemmeno il vista red. Noi siamo un’Amministrazione Pubblica, se non facciamo rispettare le regole del Codice della strada allora chi le deve fare rispettare, caro Assessore?! Il codice è questo, quello che le ho letto… (intervento fuori microfono) è una statale non significa niente, dove sono i sensi unici alternati? Dove sono le particolari condizioni di traffico elevato? Me lo spieghi lei, me lo dica dove! Presidente: Consigliere, ha avuto il doppio del tempo assegnato dal regolamento. Cons. Cesarini: In questo Consiglio Comunale non si può neanche più parlare! Escono i Cons. Ceccarelli G., Acacia S., Cesarini, Stafoggia, Ippaso e Fiumani; i presenti sono ora n. 35. Presidente: È il doppio del tempo assegnato, Consigliere, un po’ abbiamo lasciato sforare. Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli sui proventi contravvenzionali 2007 - 1° semestre 2008. Al Sindaco del Comune di Pesaro.” È il Cons. Tonelli che interroga. “Nel Consiglio Comunale odierno l’Ass. Michele Gambiani mi ha consegnato l’elenco delle infrazioni al Codice della strada elevate dai vigili urbani nel 2007 primo semestre 2008, comunicandomi solo l’importo totale; interrogo pertanto la SV per sapere per ogni articolo del Codice della strada sanzionato il numero dei verbali e l’ammontare, la documentazione richiesta di facile reperibilità perché computerizzata”. Risponde l’Ass. Gambini. Ass. Gambini Michele: In realtà ho già provveduto a consegnare al Consigliere l’elenco. Presidente: Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli sull’art. 208, comma 4, del codice della strada – proventi delle sanzioni amministrative e pecuniarie. “Al Sindaco del Comune di Pesaro. In considerazione che l’articolo del Codice della strada indicato in oggetto stabilisce che una quota vincolata del 50% dei proventi doveva essere specificata destinazione, interrogo la SV per sapere com’è stata destinata quella riguardante l’anno 2007, specificando quanto per educazione stradale nelle scuole, per il miglioramento della circolazione nelle strade, per il potenziamento e miglioramento della segnaletica e in relazione ai piani di cui all’Art. 36 alla fornitura di mezzi tecnici necessari per il servizio di Polizia stradale. Chiedo copia della comunicazione inviata al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli anni 2006 e 2007.” Ass. Pecchia, è stata assegnata a lei per conto della Giunta Comunale. Ass. Pecchia: Com’è stato detto ogni anno l’Amministrazione Comunale destina il 50% dei proventi legati alle violazioni del Codice della strada in base al decreto legislativo 285 /92. Nel 2007 questa quota ammontava a 1,2 milioni di Euro, tenendo conto che la previsione complessiva di bilancio relativa alle violazioni del Codice della strada assommava a 2,4 milioni di Euro e quindi stiamo parlando chiaramente del 50%. Il Cons. Tonelli giustamente chiedeva un dettaglio di questa spesa e è anche nostro interesse farlo conoscere naturalmente a tutti i Consiglieri, grazie a questa interrogazione. Di 1,2 milioni di Euro complessivi 565 mila Euro vengono destinati alla spesa per il personale, naturalmente relativa alla sicurezza stradale, perché come sa bene il Cons. Tonelli – qui stiamo parlando di vigili dedicati al controllo della sicurezza sulle strade, nei pressi delle scuole, nei quartieri – la spesa complessiva per la Polizia Municipale ammonta a circa 3 milioni di Euro se non erro, quindi 565 mila Euro è una parte. 61 mila Euro vengono invece destinati per iniziative sulla sicurezza, manutenzione ordinaria di automezzi, attrezzatura della Polizia Municipale, ponte radio; naturalmente non sempre noi siamo riusciti a dettagliare in base alla richiesta, perché per esempio per quanto riguarda l’educazione della strada, com’è facile comprendere, l’educazione stradale stiamo parlando comunque di una spesa che riguarda la spesa per il personale, la spesa per iniziative etc.. 194 mila Euro invece sono destinati all’acquisto di materiali per la manutenzione delle strade, - Pag. 15 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 350 mila Euro per servizi legati alla viabilità, quindi in particolare manutenzione degli impianti semaforici, manutenzione ordinaria delle strade, segnaletica orizzontale e verticale e anche la quota parte del tempo dedicato dal personale incaricato alla redazione dei piani urbani del traffico. 30 mila Euro per iniziative dedicate alla sicurezza e alla salute dei giovani e degli anziani, il progetto discobus è legato a questa spesa. Per quanto riguarda il consuntivo 2007, mi preme sottolineare che la quota vincolata era pari a 1,18 milioni di Euro a consuntivo, però l’Amministrazione Comunale in realtà ha finito con il destinare 1,1 milioni di Euro e quindi ha fatto fronte anche con ulteriori risorse, 84 mila Euro di cui 33 mila Euro per spese di investimento. Naturalmente tutta la deliberazione che ha destinato queste risorse poi è stata comunicata al Ministero. Escono i Cons. Brisigotti e Bettini; i presenti sono ora n. 33. Presidente: Abbiamo terminato l’elenco delle interrogazioni e interpellanze presenti questa sera in calendario, procediamo con i lavori trattando le mozioni, la prima in ordine è la mozione presentata dal Cons. Trebbi e Briglia sulla stabilizzazione dei precari di Marche Multiservizi. Cons. Briglia, storicamente era depositato il vecchio testo, però c’è una firma sua su un nuovo documento e quindi di fatto è emendato il suo da esso stesso. Il dibattito è questo, prego Consigliere. Mozione presentata dai consiglieri Briglia e Trebbi sulla stabilizzazione dei precari di Marche Multiservizi Cons. Briglia: Come stava accennando, il documento che abbiamo presentato è stato modificato e è stato presentato un nuovo documento con firma anche del Cons. Ciancamerla, proprio perché è un documento che ha trovato una sintesi all’interno della maggioranza stessa. Prima un cenno di premessa. Il documento è stato modificato per trovare una sintesi in maggioranza, le modifiche sono evincibili dal confronto dei due testi per i Consiglieri che probabilmente avranno entrambi i testi sotto gli occhi. Il motivo per il quale ci siamo sentiti come Rifondazione Comunista di accettare e quindi di arrivare a una sintesi in un documento nuovo è quello che non ci sentiamo di avere tolto in questo documento i principi e i criteri che volevamo enunciare. Forse la cosa che è stata un po’ tolta è stato il riferimento a una trattativa sindacale che al Consiglio Comunale interessa, ma che il Consiglio Comunale per legge e per prassi e per convenzione sociale deve cercare di interferire il meno possibile. Lei Presidente mi insegna che in realtà non dovrebbe interferire affatto, a me piace dire che dovrebbe interferire il meno possibile. I criteri per quanto ci riguarda non sono stati in nessuna maniera intaccati, i criteri sono in sintesi questi: ci sono due concetti che entrano e rimangono all’interno del documento in maniera stabile, da una parte c’è il titolo del documento, la questione dei precari all’interno dell’azienda, perché no anche il concetto di precarietà in generale e cioè che il contratto a tempo indeterminato debba essere la regola e non l’eccezione, invece viviamo in un tempo dove il contratto a tempo indeterminato è l’eccezione e il resto è la regola. L’altro concetto è quello più caro a questo Consiglio Comunale, più caro in quanto proprietario dell’azienda, quello del modello dell’azienda, di come vorremmo che venisse ridisegnata, ridefinita l’azienda e quali sono i servizi, la qualità degli stessi da mantenere e valorizzare. Pur non volendo entrare proprio in merito della trattativa sindacale come prima ho detto, sicuramente bisognerà però riconoscere che nel momento in cui si sentono nominare ipotesi di esternalizzazione per me viene da alcuni, probabilmente in maniera errata, abbinato questo concetto di esternalizzazione con la possibilità di stabilizzare e di cambiare quindi da un contratto a tempo determinato in indeterminato, è il momento di intervenire anche dal punto di vista di un modello dell’azienda. Noi vogliamo un’azienda che esternalizzi i servizi per cercare di stabilizzare i lavoratori, o vogliamo un’azienda che stabilizzi i lavoratori senza dovere esternalizzare i servizi? Questa è la prima domanda che ci dobbiamo fare, la risposta per noi è evidente. Siamo contrari alle esternalizzazioni, che servono a andare a stabilizzare i contratti. Siamo favorevoli o contrari a esternalizzare servizi che possono produrre frazionamenti, - Pag. 16 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 frammentazione dei servizi, disservizi quindi all’interno e motivati da questa frammentazione? Ci sono anche altre questioni che si possono andare a innescare, come immagino sappiano i colleghi Consiglieri esistono anche all’interno di questa azienda, esisteva e speriamo esisterà anche in futuro un’opportunità data dal lavoro stagionale, che era un opportunità di tipo anche sociale, che il Comune e la stessa azienda offriva ai lavoratori, ai cittadini. Questa verrebbe in qualche maniera eliminata, ma negativamente portata avanti nei momenti in cui certi servizi vengono esternalizzati? Secondo noi sicuramente e è per questo che infatti diciamo di non esternalizzare. Di tutto questo il documento parla, parla molto poco della stabilizzazione dei precari e spiego perché ne parla di meno. Parla molto poco del fatto contingente, dell’azienda in questione, perché? Perché in un certo senso è il punto meno dolente, nel senso che anche nell’ipotesi di una esternalizzazione viene contemplato il fatto del contratto a tempo indeterminato, vengono date ai lavoratori alcune garanzie, si parla di un’azienda, di una struttura robusta, che quindi consenta di avere gli stessi contratti, ma ne abbiamo voluto parlare poco non perché non ci interessa, perché non è questo per noi il punto. Il punto non è solo la stabilizzazione, certo che è il punto importante, certo che come ho detto prima bisogna tornare a vederlo come una regola il contratto a tempo indeterminato e non come un’eccezione, ma il punto è per quale motivo non ha senso andare a esternalizzare dei servizi, per quale motivo non ha senso andare a inficiare la qualità dei servizi e è quello di mantenere una struttura unita. Colleghi Consiglieri, qualcuno di voi in maggioranza qualche tempo fa ha votato la fusione di Marche Multiservizi, noi come ben sapete no. Uno dei motivi fondamentali, potrei dire in maniera un po’ provocatoria forse il primo motivo che ci avete e chi ha votato ha sostenuto era quello di tenere uniti i servizi, era quello finalmente di avere trovato un impianto semiunico – lo dico sempre scherzosamente – provinciale e di unire i servizi, di non frammentarli: avrò sentito questa frase “non dobbiamo frammentarli, andiamo verso unificazione” decine di volte per motivare quella fusione, adesso noi stiamo sostenendo la stessa cosa: non frammentiamo, non andiamo a separare quello che voi avete unito! Per questo mi piacerebbe sapere, soprattutto dai colleghi della maggioranza che invece votarono quella fusione, se sono d’accordo con noi a mantenere l’unione di quei servizi, altrimenti qualcuno più malizioso di me potrebbe pensare che Rifondazione Comunista quella volta fece bene a non votare. Nel caso contrario abbiamo fatto bene a non votarlo uguale, per altri motivi che spero verranno risolti entro la fine dell’anno solare, questo almeno per noi sarebbe un segnale che su questa cosa si può già trovare un inizio per trovare un’intesa su come vediamo l’idea della società e non mi riferisco solo alla società Marche Multiservizi, ma anche alla società pesarese in genere. Cons. Eusebi: Non ho ancora capito se dobbiamo discutere il primo ordine del giorno, che ha un contenuto, o il secondo che non ha niente a che fare con il primo! Certamente possiamo anche discutere del secondo, vorrei evidenziare le due cose, le differenze. Il primo ordine del giorno dava come mandato al Sindaco di invitare i rappresentanti da lui nominati insieme al Consiglio di amministrazione di Marche Multiservizi, affinché d’intesa con gli amministratori di parte pubblica essi propongano e sostengano le soluzioni della stabilizzazione dei precari di Marche Multiservizi settore igiene urbana, attraverso l’assunzione diretta da parte dell’azienda. Secondo tempo “dà mandato al Sindaco di dare il seguente indirizzo ai Consiglieri di amministrazione di Marche Multiservizi: la stabilizzazione dei precari va perseguita prioritariamente attraverso l’assunzione diretta da parte dell’azienda” e quindi già il prioritariamente ha un significato abbastanza chiaro, “il lavoro dell’azienda va perseguito finalizzandolo al miglioramento dell’efficienza economica e industriale, che garantisca il mantenimento della qualità dei servizi, ovviamente delle capacità industriali e del suo patrimonio di professionalità, in un quadro di contenimento tariffario per gli utenti. Ho sentito l’intervento del collega che ha proposto l’ordine del giorno e mi sembra di capire che tutto sommato ha enfatizzato il mantenimento dell’unicità di gestione dei servizi, non ha insistito molto sul discorso della stabilizzazione dei precari, forse doveva anche dire che le due proposte hanno costi diversi per l’azienda. Qui volevo chiedere un’altra cosa: se i - Pag. 17 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Consiglieri d’amministrazione indicati dal Sindaco rappresentano il Consiglio Comunale e rappresentano quindi tutti i pesaresi, forse sarebbe stato necessario sapere quanto incide nella scelta industriale un tipo di assunzione e quanto incide sempre nella scelta industriale della gestione dell’azienda un altro tipo di assunzione. Non è chiaro a molti, credo a pochi anche perché scritto in termini abbastanza chiari dal punto di vista politico per un ordine del giorno, che l’assunzione da parte dei precari attraverso una società esterna ha un significato, un costo e un tipo di gestione industriale del servizio, fatto direttamente dall’azienda ne avrebbe sicuramente un altro, i costi sarebbero diversi e forse anche il servizio sarebbe diverso. Non sappiamo se gli organici sono a posto, perché se questa gente lavora forse ci sarà una carenza organica da sanare. Se l’utilizzo dei precari attraverso società di servizio è stato fatto fino a adesso, io dico i sindacati dove stavano?! Potevano farlo prima, sollevare qualche problema, non arrivare a un numero elevato di 50 persone che debbono essere immesse nell’azienda tout court con un costo elevatissimo credo per i cittadini pesaresi, che poi devono pagare attraverso le utenze quelle che sono le scelte industriali dell’azienda. Queste cose vorrei che si discutessero in Consiglio Comunale, a me fa piacere quando il Cons. Briglia richiama i colleghi della maggioranza: viva Dio, ma dovrebbe richiamare anche i colleghi del Consiglio Comunale, indipendentemente dalla maggioranza o meno. Se c’è un dibattito che riguarda i pesaresi tutti, non può essere fatto politicamente dalla maggioranza, io posso anche immaginare che questo ritornare sui suoi passi sia legato a un impegno futuro elettorale, non mi interessa e non lo voglio nemmeno immaginare, ma cattivamente lo potrei immaginare. Non c’è chiarezza in questo e se non c’è chiarezza anche qui i precari come sono stati assunti? Come hanno iniziato il rapporto con l’azienda? Per telefonate, per simpatia, per motivi familiari, per vicinanza politica? Nessuno di noi lo sa. Ci mettete in condizioni di non potere approvare un progetto giusto, intelligente, che dà la risposta a chi ha bisogno di essere tutelato, senza potere affrontare il discorso in termini di conoscenza, senza avere i dati né economici né di rapporto con l’azienda di questa gente e credo che questo sia non la responsabilità del Consigliere che ha presentato un ordine del giorno, ma sicuramente di chi dovrebbe fornire in Consiglio Comunale queste notizie. Presidente: Il dibattito prosegue sul testo nuovo presentato e sottoscritto dal Cons. Briglia, dove rispetto al precedente il “preso atto” e il “ricordato” sono uguali nei due testi, poi “ribadisce, ritiene, sottolineato” e il mandato al Sindaco vengono modificati e questo è quello che è in discussione, perché il proponente della mozione ordine del giorno è il proponente… (intervento fuori microfono) sì, questo è quanto, a inizio di seduta ho provveduto a fotocopiarlo… Cons. Eusebi: C’è una volontà politica espressa, di fare una scelta di maggioranza con un secondo ordine del giorno, che ha un significato notevole e va detto! Cons. Rossi: Sono stato molto combattuto nel fare questo intervento, perché la vita a volte è fatta anche di opportunità e di scelte e qualche volta probabilmente mio padre, che non è più vivo, mi direbbe di stare zitto, ma fondamentalmente credo che se qualcuno sta in questi posti e ha qualcosa da dire perché ha delle idee faccia bene a esprimerle, dopodiché ovviamente come tutte le idee devono essere anche contrastate, evidenziate anche pareri diversi, quindi rientra nelle mie caratteristiche e nella scelta che ho fatto quando sono tornato in maggioranza cercare di non allontanarmi da questo principio mio personale. Già in maggioranza avevo espresso delle perplessità su questo tipo di argomentazione, per dei principi ben precisi. A me non piace, faccio una premessa: premesso che il precariato è una delle cose più sbagliate che la società ha creato in questo secolo e probabilmente il precariato ha origini ancora più antiche, la precarietà del lavoro è stato uno dei problemi su si sono dibattuti, sono nate organizzazioni politiche, organizzazioni sindacali a tutti i livelli, proprio per contrastare questo tipo di problema e credo che sia una delle cose su cui avevo invitato l’amico Cons. Briglia di Rifondazione Comunista per aprire con un ordine del giorno diverso un argomento che riguardasse il precariato nella sua totale interezza, tutte le persone che avevano bisogno e che hanno - Pag. 18 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 bisogno veramente dell’aiuto anche delle istituzioni su questo argomento dovevano essere trattate secondo me in un ordine del giorno più complessivo, perché questa cosa del precariato riguarda credo molte famiglie, non solamente quelle ovviamente delle persone interessate in questo ordine del giorno. Ci sono degli argomenti che secondo me partono tutti da un principio, questo ordine del giorno applica un principio che a me non piace: vede l’entrata in una fase gestionale di un’azienda, d’accordo con i suoi modelli industriali etc., ma vede l’entrata di un’istituzione del Consiglio Comunale in una scelta di gestione, in una scelta gestionale e è un principio che non mi piace e dico perché: perché quando entra l’istituzione entrano anche i partiti e quando entrano anche i partiti si va a riproporre un tema che a qualcuno farà sorridere, ma che ha creato problemi alla prima Repubblica con tutto quello che ne sappiamo e è una cosa su cui le scelte dei governi sia di Centro-sinistra che di Centrodestra avevano cercato di evidenziare gli anni passati, costruendo delle società in cui ci fosse una certa autonomia nel modello gestionale, il che non vuol dire come qualcuno magari gli piace dire che allora decidono tutto loro, allora non assumiamo nessuno, facciamo come ci pare etc.: assolutamente, vuol dire che la politica se interviene interviene tenendo conto del rapporto diretto che deve avere, o indiretto, quindi attraverso quella famosa mediazione che non può avvenire attraverso il voto in un Consiglio Comunale, non si tratta più di una mediazione e di un indirizzo, qui si tratta “di un ordine mascherato” e a me non piace questo. Non mi piace perché il precariato c’è nei pensionati, c’è anche nei tempi indeterminati, c’è gente che lavora per mille Euro al mese a tempo indeterminato e è in precariato allo stesso modo, forse più precariato di altri proprio perché non ha altre agevolazioni, quindi c’è un principio che secondo me riguarda una problematica oggettiva nella nostra società. Su questi argomenti dovrei parlare molto di più, ma non voglio fare venire la sensazione che sia contro questo ordine del giorno, ma mi limiterei a dire questo. Potrei anche votarlo questo ordine del giorno, faccio parte della maggioranza, purché mi si accetti l’emendamento che vorrei fare, che ovviamente può essere accettato solo dal proponente, quindi è un emendamento che può non essere accettato, in cui dico semplicemente nel passaggio dove c’è scritto “va perseguita prioritariamente” chiedo di stralciare questa parola e di mettere “anche attraverso l’eventuale assunzione diretta da parte dell’azienda”, questo al posto di “prioritariamente”, perché secondo me se diamo questo margine di trattativa, non facciamo assolutamente come qualcuno può pensare un dispetto ai precari, perché anche l’eventuale assunzione diretta è un margine di trattativa, garantiamo quei precari per le trattative che possono essere state decise fino a questo punto, perché li garantiamo secondo me più che se facciamo il contrario, se diciamo “prioritariamente”, perché quel “prioritariamente” può essere anche una cosa che può essere strumentalizzata a seconda come chi deve decidere, quindi l’amministratore, il consiglio etc. possono fare secondo i loro interessi. Chiedo questa cosa e ribadisco questa cosa a cui tengo molto: io credo che la maggioranza è vero che tra qualche mese avrà una scadenza importante elettorale e è altrettanto vero che questo fatto porta a stare insieme, a decidere le cose etc., è altrettanto vero che però dobbiamo avere, quando faremo il programma, delle idee più chiare da presentare alla Città, in maniera che sì stare insieme va bene, però vuol dire anche fare delle scelte di natura politica. Invito gli amici e i Consiglieri - lo dico sempre perché prima di tutto sono amici più che Consiglieri - del Partito Democratico a riflettere anche su queste argomentazioni, perché altrimenti non si capisce per quale motivo certe persone che sono a Roma abbiano fatto delle scelte in questi mesi di un certo tipo. Sono per la vera difesa del precariato, per la vera difesa dei lavoratori, ma non avviene secondo me quando si tratta un punto specifico in un territorio, in una città, purché possa essere importante questo lo capisco, ma avviene quando si discute di questa cosa in maniera più complessiva e che riguardi veramente tutti i lavoratori. Chiudo dicendo che Rifondazione Comunista fa sempre una difesa strenua dei lavoratori, non vi siete accorti che i lavoratori vi hanno abbandonato, perché ultimamente i lavoratori votano qualcos’altro. Quando questo avviene e se siamo di Sinistra come qualcuno osa dire, dobbiamo renderci conto che qualcuno dei lavoratori ci ha abbandonato, perché non crede più in noi. Su questo argomento invito ripeto - Pag. 19 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 tutti i Consiglieri del Partito Democratico a riflettere, perché se vogliamo veramente il voto dei lavoratori certe posizioni secondo me andrebbero secondo me eliminate. Voterò questo ordine del giorno se sarà accettata questa cosa, altrimenti uscirò dall’aula per non votare contro e non creare un problema in maggioranza, che è un problema di carattere di idee, non certamente di carattere di altro tipo. Cons. Di Domenico: A me interessava anche prima sapere qualche parere da parte della Giunta Comunale o chicchessia della maggioranza, per avere un’apertura più ampia del dibattito, per potere anche intervenire… Presidente: La norma nell’ordine del giorno e nelle mozioni è che chiude la Giunta Comunale e per essa il Sindaco o un delegato del Sindaco, però non è il vangelo secondo Matteo. È una sensibilità che ha… ACCAVALLAMENTO VOCI Cons. Di Domenico: Se la corsa è per il fatto di chi firma o se venga approvato o meno, è per ampliare il dibattito perché penso che non è che sono i segreti di stato! Posso fare il mio intervento e amen. Cons. Ciancamerla: Per essere pienamente disponibile alla richiesta di Di Domenico, quando anche non ci fosse bisogno perché c’è la firma in calce all’emendamento che è stato presentato in inizio di seduta, però posso dare conto come ha sottolineato anche Briglia nel suo intervento iniziale, che noi la scorsa seduta consiliare sul primo documento presentato da Rifondazione Comunista come Partito Democratico avevamo espresso una adesione complessivamente aderente a quella che era la sostanza del documento stesso, però ritenevamo importante – perché questo non era avvenuto – un confronto all’interno della maggioranza per fare emergere quelle che… (interruzione di registrazione) a fare sì che il documento fosse rappresentativo di tutta la maggioranza stessa, accogliendo anche degli spunti che peraltro nel dibattito stesso erano emersi e portando a una sintesi che fosse funzionale a rendere questo documento il più possibile capace di garantire che gli interessi che, come tutti abbiamo ribadito, vogliamo difendere, principalmente quelli dei lavoratori che in questo momento sono legati a una situazione di precariato che riteniamo comunemente tutti quanti volere andare a risolvere in una condizione di rapporto di lavoro che sia più tranquillo per questi lavoratori. Faccio presente che nel documento che oggi ci accingiamo a votare c’è una espressione che a me risulta abbastanza cara, della quale peraltro avevo parlato nel precedente intervento e la rileggo: che il conseguimento dell’obiettivo che ricordavo prima, quello della garanzia e della tutela dei lavoratori di superare la precarietà nella quale oggi vivono, va perseguito in modo esclusivo all’interno della trattativa sindacale. La frase è questa: la via del conseguimento di questo obiettivo è materia esclusiva della contrattazione sindacale. Per quanto riguarda le sottolineature che faceva l’amico Rossi, riguardo al discorso del prioritariamente piuttosto che la frase che lui propone, credo che vadano tutte ricondotte all’interno di quest’ottica, la nostra indicazione ripeto tiene conto di questo contesto nel quale la trattativa si sta svolgendo avanti da diversi mesi. Per quanto riguarda poi la richiesta di Eusebi in ordine a quella che è la posizione dell’Amministrazione Comunale, il mandato che ha dato ai suoi rappresentanti in Consiglio di amministrazione, è chiaro che la nostra posizione è quella che c’è anche nel documento, cioè di prediligere in via assoluta la garanzia del mantenimento del posto di lavoro di questi dipendenti, fatto salvo poi che ovviamente non siamo tra coloro che vogliono predicare un dirigismo e un passaggio di ordini blindati a coloro che ci rappresentano. Noi diamo delle indicazioni che sono quelle che riporta il documento, che credo diano la possibilità che ci rappresenta di svolgere il mandato in piena autonomia, pure in una cornice di riferimento che è quella che noi oggi ci apprestiamo a votare. Il lavoro che abbiamo fatto credo che è un lavoro proficuo, che tiene conto rispetto di tutte le posizioni che sono emerse e è un documento nel quale io credo che si possa e si debba riconoscere anche l’opposizione, perché salvaguarda un valore importante, nel quale io credo che non possono esserci divisioni e non possono esserci chiamate di irresponsabilità rispetto soprattutto al momento difficile che - Pag. 20 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 viviamo sotto il profilo della condizione economica di tanti cittadini lavoratori. Cons. Di Domenico: Grazie della disponibilità di avere un dibattito a pingpong. Ricordo semplicemente che uno dei primi incontri, pensavo fosse l’unico fatto con Hera in quest’aula alla presentazione dell’amministratore ?Tiviroli?, feci un intervento nel quale forse in maniera un po’ troppo sarcastica o altro dissi “come può un’azienda privata, perlomeno quotata in Borsa avere un interesse su un’azienda pubblica dove il profitto avviene attraverso la misurazione di quello che potrebbe essere tariffe, tasse o altro” e era riferito a gas, rifiuti, acqua etc.. Chiaramente a questa domanda non fu data risposta, la mia era una domanda retorica. Alla domanda retorica ho già avuto la risposta, non oggi. Il tema che oggi trattiamo il 20 ottobre credo che comunque, se come me che sono l’ultima ruota del carro della società pesarese, aveva avuto dei primi segnali già da aprile circa, marzo aprile di quest’anno riguardo a questo tema, oggi ne abbiamo la risposta concreta o meglio purtroppo la paura, o perlomeno l’inquietudine o i dubbi che erano giunti ai lavoratori di Marche Multiservizi già dall’epoca hanno avuto una loro concretezza, una loro risposta. Il problema fondamentalmente è questo: oggi per fare profitti occorre razionalizzare su qualcosa, questo razionalizzare non lo sto a spiegare perché l’avete detto benissimo voi e l’avete scritto anche su questo documento, purtroppo si va anche verso questo tipo di indirizzo che nessuno penso che in quest’aula approvi. Penso che nessuno approvi questo tipo di sistema, quello di esternalizzare e soprattutto di dovere con la formula che siccome si dà a qualche cooperativa, almeno c’è la ciambella di salvataggio che se si dà a una cooperativa bisogna assumere quei lavoratori che sono in forza. Questa è l’unica ciambella di salvataggio (sic) una cooperativa comunque se viene a fare impresa sul nostro territorio con i nostri lavoratori non viene a fare impresa per fare beneficenza, quindi tutto il discorso che si concatena. Il problema oggi è che purtroppo – non me ne voglia l’Assessore Gloriana Gambini – va a investire quello che è il settore, forse l’anello più debole che si è creato dentro la società di servizi che era quello dei rifiuti e della raccolta differenziata del porta a porta, perché Tiviroli – adesso mi posso sbagliare – però in quest’aula o in commissione aveva detto che i costi dei servizi, i costi del porta a porta, i costi per essere capillari sul territorio pesarese non potevano essere sostenuti con questa tariffa, con questa tassa sui rifiuti, che è una tariffa. Questo era già stato detto, forse era una previsione che già dava il là a quello che poteva essere o aumentiamo la tariffa o dobbiamo abbassare dei costi e forse – mi ripeto la seconda volta, ma non credo che vado a offendere la sensibilità dell’Assessore Gambini Gloriana – un po’ il rallentamento che c’è stato nel programma di aumentare, di allargare l’area della raccolta porta a porta è stato dovuto anche a questo tipo di fattore, quello economico, quello organizzativo, quello di trovare un organico in pianta stabile che potesse garantire il servizio con tutti gli annessi e connessi che sono la distribuzione dei sacchetti, la puntualità della raccolta, i mezzi che circolassero per le strade. Pian piano però non si poteva neanche stare fermi e quindi oggi in qualche modo bisognava andare avanti. Il problema è che se abbiamo un Consiglio di amministrazione dove abbiamo politicamente, Carlo Rossi, è vero che politicamente forse è un intervento a gamba tesa o entriamo in un settore che forse è di una vecchia cultura, di un vecchio modo di fare politica, però purtroppo è così: noi abbiamo dentro i consigli di amministrazione dei nostri rappresentanti, i nostri rappresentanti o sono competenti e in grado di capire che ci sono queste esigenze, che ci sono queste problematiche, che ci sono queste tematiche sulle quali non possono semplicemente fare presenza dentro il Consiglio di amministrazione, oppure si dimettano e facciamo essere messi dentro politicamente, perché sono messi politicamente, altri soggetti che abbiano più a cuore, più determinazione, più capacità decisionali di quelli attuali. Il problema è politico. Sindaco: Ritengo molto positivo avere raggiunto una diversa formulazione per quell’ordine del giorno, perché la prima mescolando due aspetti molto diversi tra loro, strategie aziendali in generale e la questione della stabilizzazione dei precari, creava una lettura difficile facilmente attaccabile sulle argomentazioni che prima rappresentava il Cons. Rossi. Invece avere - Pag. 21 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 lavorato per distinguere due aspetti dà maggiore chiarezza all’ordine del giorno e ci permette di svolgere un ruolo più vicino al nostro e a quello di altri. Per dire che il mio ruolo non era quello tecnico nella trattativa per i dipendenti del Comune, mi sono beccato un travisamento da parte in modo particolare di un organo di stampa, dicendo che a me non interessavano le sorti e i destini dei nostri dipendenti. Mentre il senso di quell’intervento era molto chiaro: il Comune non deve fare né il ruolo del Sindacato né il ruolo della parte trattante, dell’azienda in questo caso, perché il suo ruolo è un altro, ha una sua specificità e quella deve esercitare. Invece è facile di questi tempi essere tirati per la giacca dentro un ruolo o dentro l’opposto, dentro uno sostituendosi al Sindacato facendo il paladino dei paladini, nell’altro sostituendosi alla parte trattante e generosamente dare risorse anche al di fuori di quello che le leggi permettono di dare, o nel caso dell’azienda ridurne l’efficienza a scapito delle bollette che pagano i cittadini. Invece chiedo che il merito del secondo ordine del giorno sia quello proprio di portare il ruolo di questo Consiglio Comunale a quello che è il suo, che è un altro e non è né quello dei Sindacati né quello dell’azienda. I due temi vengono trattati secondo me dall’ordine del giorno con estrema chiarezza, prima di tutto in termini di principio sul problema del precariato nel nostro Paese non credo che il Centro-sinistra debba spiegare a nessuno le battaglie che ha fatto a livello nazionale e le azioni a livello locale, proprio per fare in modo che le situazioni di precariato di lungo periodo fossero superate, ma come principio generale che vale per il nostro ente, che vale per l’impresa private vale anche per le nostre ex municipalizzate oggi aziende di servizi. È un principio generale quello che vuole il più possibile dare stabilità al lavoro, perché lì dentro secondo noi c’è anche la risposta a un pezzo di crisi più generale che attanaglia il nostro Paese, quell’incertezza, quella precarietà del vivere che porta poi a non investire, a non attivarsi dal punto di vista economico, a avere sempre percorsi di breve respiro che creano quel blocco di mercato, quella rischiosità in termini di prospettiva. Lavorare per la stabilizzazione e dare certezza sul futuro è la strada che mette in moto non solo la qualità della vita delle singole persone e delle loro famiglie, ma più in generale in questo momento in modo particolare dà un contributo decisivo alla ripresa della nostra economia. Su questo non mi sembra che ci siano dubbi, è un fatto politico, è di carattere generale e lo portiamo avanti con estrema fermezza. Quando abbiamo approvato come Giunta Comunale il percorso di stabilizzazione dei precari storici del Comune, l’abbiamo fatto dicendo quella volta che è per avere le carte in regola nei confronti degli altri soggetti e potere dire “bene questo processo è bene che lo facciano anche altri”. Poi che il nuovo Governo ancora il percorso non è finito, io spero che non accada quello che temiamo cioè che interrompa questi percorsi che in gran parte d’Italia si sono avviati per le stabilizzazioni dei precari. Sapete che è in discussione una norma che nel caso del nostro Comune, se non fosse modificata e emendata adeguatamente, salvaguardando i processi in essere, bloccherebbe il percorso che abbiamo stabilito con l’ultima Finanziaria per la stabilizzazione dei tanti precari di questo Comune. Ancora il documento non è arrivato fino in fondo, può darsi che il dibattito porti invece, ci sono degli emendamenti in questo senso a fare salvi tutti i processi avviati, questo metterebbe a salvaguardia quello che stiamo facendo per i nostri precari. In generale mi sembra importante dare un messaggio che dice questo. A dire la verità, stando alla trattativa sindacale, di fatto già l’azienda propone in una forma particolare un percorso di stabilizzazione, quindi è un patrimonio secondo me già condiviso da diversi soggetti che non si incanala nella forma magari desiderata da tutti, però questo rimane per noi un punto forte. Vorremmo che venga tenuto conto nella trattativa tra azienda e Sindacato e si possa arrivare a un risultato che dia stabilità ai lavoratori, così come l’abbiamo dato noi. L’altra metà tempo è sulle strategie aziendali. Noi abbiamo vissuto già dentro il Comune alcuni processi di esternalizzazione di diverso tipo e diversa natura e ci siamo resi conto che laddove l’Amministrazione Comunale mantiene capacità strategica sul singolo settore è in grado di gestire meglio anche le esternalizzazioni, faccio un esempio sui servizi educativi dov’è forte l’impegno interno all’ente: abbiamo asili nido comunali, abbiamo scuole materne comunali, in un sistema però fatto anche di soggetti diversi che sono il privato, lo statale etc. etc., avere noi - Pag. 22 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 una fetta di gestione diretta di questo servizio ci permette di avere un rapporto positivo e più forte anche con gli altri soggetti, anche con gli altri enti, perché siamo in grado attraverso la gestione di conoscere profondamente i processi e quindi di saperli anche regolare. Il secondo indirizzo che viene dato all’azienda è di non perdere mai questa caratteristica, proprio perché si gestiscono servizi importanti, noi riteniamo strategici per il nostro territorio e questo vale nell’igiene urbana, nelle riforme e nell’innovazione che abbiamo portato in questi ultimi anni, ma vale anche negli altri settori, vale nell’acqua, nella gestione del ciclo idrico integrato, vale nella parte energetica. Non vorremmo un’azienda, e questo lo dice l’ordine del giorno, che attraverso un percorso di esternalizzazione perdesse la capacità di avere il pieno controllo e forza nella qualità dei processi. Dando fuori fette intere di attività, si finisce con non essere più neanche in grado di controllare e gestire il soggetto esterno che fa per noi l’attività. Per questo è importante l’altro punto, quello che parla delle esternalizzazioni e non ne fa certamente un demone, perché in prima persona come Comune abbiamo esternalizzato tantissime nostre attività, però l’attenzione, il punto dirimente è quello che l’esternalizzazione non può essere una cessione di sovranità, dare a altri una perdita di competenza, una perdita di storia all’interno dell’azienda e che quindi vada fatto in questo percorso un’attenzione di questa natura. Vedete i due principi di carattere assolutamente generale danno veramente un indirizzo e non un ordine a chi sta dentro l’azienda e fanno capire che idea diamo noi di quello che è un ruolo, il nostro: in questo caso siamo proprietari dell’azienda, siamo quelli che devono fare in modo che i cittadini abbiano servizi in questi settori di qualità e che l’azienda sia in grado insieme a noi di portare avanti l’innovazione e le strategie, così come abbiamo fatto negli ultimi anni, quindi un’azienda che è perfettamente in grado di metterle in atto. Tutto il processo del porta a porta, che in questi giorni ho visto stanno distribuendo i kit, ho visto i camion con i kit e i ragazzi stanno distribuendo il materiale nelle famiglie, sono percorsi e processi assolutamente delicati e difficili e serve veramente un interlocutore in grado di gestire questi processi con grande capacità. A noi queste cose interessano, poi sarà la trattativa tra azienda e Sindacato che definirà i risultati, che porterà fino in fondo questo percorso e darà una risposta ai lavoratori e manterrà forte l’azienda, però non ci sembra in nessuna maniera di uscire dal nostro ruolo e di venire meno a quello che ci spetta. Capisco tutte le preoccupazioni che ha espresso il Cons. Rossi, perché dentro questi percorsi – non so se l’ha detto, però lo dico io – si può annidare la clientela, si possono annidare pratiche poco positive, ha fatto riferimenti a vizi che uno può essere ritornare e riproporre. Però sono altrettanto convinto che il nostro ordine del giorno stia sul livello adeguato per farci svolgere il nostro ruolo e non un altro, c’erano dentro tutti gli elementi che permettevano a chiunque di intervenire, non c’è una logica che si racchiude dentro la maggioranza, sui percorsi del lavoro precario e della sua stabilizzazione o del lavoro flessibile e delle opportunità che chiunque può intervenire, così come sull’azienda che mantenga o no i servizi strategici e le capacità di gestire le sue cose all’interno sui percorsi di esternalizzazione. Sono principi sui quali tutti possono, potevano o potranno tranquillamente intervenire, così come noi prendendoci secondo me una responsabilità e un punto di chiarezza, dicendo quello che pensiamo sul valore della stabilizzazione dei precari, dicendo quello che pensiamo sull’azienda e l’impegno a mantenere la capacità di rispondere a esigenze di innovazione e di strategia. Cons. Briglia: Mi darà qualche secondo in più anche per parlare dell’emendamento del Cons. Rossi, altrimenti mi costringe a fare due interventi, Presidente, ma penso che conviene con me che è meglio farne uno solo. Devo per forza di cose rispondere a uno dei due colleghi dell’opposizione che è intervenuto, cioè il Cons. Eusebi. Posso cercare di essere il più possibile mite e comprendere quello che è l’opportunità da questo punto di vista che l’opposizione ha di decidere di votare un documento insieme alla maggioranza oppure no, però qualcosa lo devo dire. Noi abbiamo presentato il primo documento il 29 settembre, sostenere che i Consiglieri non abbiano avuto il tempo di documentarsi, studiare, venire a conoscenza di qualcosa secondo me è fuori luogo, sostenere che sia qualcun altro che lo deve fare va bene è un’opinione che può essere più o meno condivisa, a me piace più ricordare - Pag. 23 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 che è stato presentato il 29 settembre e che ognuno di noi, in sua coscienza, poteva in qualche maniera documentarsi. La differenza tra i due documenti, ma insomma noi siamo venuti qua il 29 settembre che i contratti non c’erano, a questi lavoratori non era stata nemmeno data la proroga, non c’era l’ufficialità, era il 29 me lo ricordo bene. Siamo entrati un po’ a gamba tesa: certo, ma lo rivendico e non come qualcuno mi dice ogni tanto tirandomi le orecchie lo rivendico con stima o con piacere, no! È il nostro modo di fare, può essere condiviso, può essere più o meno giusto, può essere provocatorio, troppo forte, radicale, ognuno può usare tutti gli aggettivi che vuole. Noi di fronte a una riunione, a una assemblea di lavoratori e di fronte al fatto che non era stata nemmeno fatta una proroga siamo intervenuti con un documento forte, ritirato in base a cosa? In base a tre righe con primo firmatario il Sindaco, che diceva di attuare la proroga che c’è stata. A questo punto andiamo in maggioranza e troviamo una sintesi, perché ci sono i presupposti. Se questa vi sembra strana, la definizione che do di questa azione è politica… (intervento fuori microfono) questa è politica, Walter, chiamala strategia e tienitelo per te, questa è politica per quanto mi riguarda! La sintesi, e così arrivo anche all’emendamento del Cons. Rossi, dice 4 cose sostanzialmente: dice che i contratti devono essere a tempo indeterminato, che bisogna mantenere le professionalità e le capacità all’interno dell’azienda per non creare in maniera bonaria qualcuno dice uno strumento vuoto, io non vorrei quasi che invece diventasse addirittura, com’è successo in altre regioni, un intermediario, che ci sia una scatola vuota che in realtà non fa altro che subappaltare servizi a altri (sic). La terza cosa che dice è che la stabilizzazione va perseguita in maniera prioritaria all’interno dell’azienda e la quarta è che questo non deve andare a intaccare il quadro tariffario degli utenti, poi ce ne saranno anche altre, queste sono quelle che in qualche maniera si evidenziano di più. In più dopo c’è il modello dell’azienda, che è chiaro con questo si va a intersecare, ma è evidente. Uno può decidere di votare questo documento oppure no, ma non può prescindere da ciò che ho appena detto e proprio perché non può prescindere da ciò che ho detto sono costretto, noi come gruppo di Rifondazione Comunista a rifiutare l’emendamento del Cons. Rossi, perché per noi in maniera prioritaria o prioritariamente significa molto di più di “anche”. Anche questa è politica. Dopodiché, e finisco, c’è l’ultimo punto. Qui si gioca sul fatto che questo sia un indirizzo o un ordine, io cito testualmente dal testo che nel Consiglio di amministrazione i rappresentanti dei soci pubblici sono in maggioranza e che un argomento come quello della stabilizzazione presuppone che gli enti pubblici proprietari esprimano in modo inequivocabile il proprio indirizzo: questo per noi è l’indirizzo! Se qualcuno crede che di questo il Consiglio Comunale non se ne debba occupare, secondo me commette un grave errore, questo è un indirizzo e è nostro dovere non facoltà proporlo… (intervento fuori microfono) no, questo è il secondo, leggo dal testo, dopodiché ognuno voti secondo coscienza. Cons. Catalano: La riflessione che si deve fare e che facciamo questa sera è di profondo rammarico che in un argomento così delicato e importante effettivamente i Gruppi consiliari di minoranza siano rimasti esclusi, perché non è vero che questi due documenti sono uguali, sono differenti in un punto sostanziale e guardate bene che ne abbiamo esperienza di episodi di stabilizzazione di precari, perché c’è stato un episodio molto simile in ospedale che riguardava una cinquantina di persone su cui abbiamo lottato insieme, minoranza opposizione e maggioranza, tutti quanti con ottimo risultato. Sia chiaro fin da adesso che noi come Liberi per Pesaro, ma penso che anche gli altri, non metteremo il minimo ostacolo a questo iter, ma in una maniera particolare che ci permetta anche di fare vedere, di manifestare la nostra esistenza, il nostro diritto a dire quello che pensiamo. Questi due documenti non sono uguali, perché se è vero che in quello prima che era presentato da Rifondazione Comunista, da Trebbi e da Briglia, poteva dare adito a qualche dubbio di quelli che sono stati citati, però era una cosa su cui dire “sì o no” ma che diceva una cosa ben precisa: queste persone devono essere stabilizzate punto e questo era una cosa che magari poteva fare correre qualche richiamo che nelle pieghe di questo passasse anche qualcosa su cui si poteva discutere, ma era un chiaro indirizzo: queste persone vanno stabilizzate. Questo no, questo è una mediazione che dice “prioritariamente” e - Pag. 24 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 dietro questo cosa c’è, chi sarà stabilizzato, chi non lo sarà? Tutte queste cose non le sappiamo, non abbiamo elementi per discuterne e per l’ennesima volta succede che noi, per quanto desideriamo partecipare a un problema, quando sono di queste dimensioni e di questa delicatezza, non abbiamo questa possibilità. È questo il motivo che ci porta a esprimere come ci comporteremo noi questa sera, vogliamo che queste persone siano stabilizzate, abbiamo lottato tantissimo in altre occasioni e ci mancherebbe altro che in qualche modo ostacolassimo, non vogliamo nemmeno che ci sia una frattura evidente nel Consiglio Comunale, quindi per quanto riguarda i Liberi e anche gli altri che hanno avuto lo stesso pensiero e hanno anche portato avanti questo discorso è che non vogliamo votare contro mai, astenerci nemmeno, in modo che questa cosa passi visto che la maggioranza ha il potere di fare e disfare come crede senza coinvolgerci e questo comunque passi, non parteciperemo al voto. Cons. Rossi: La questione è ancora più complessa, abbiamo poco tempo. Io, Cons. Briglia, volevo dire questo: ritengo che qui dobbiamo occuparci assolutamente di tutto, non commetto un errore nel dire che sono contrario a questo ordine del giorno e non ho detto che non dobbiamo occuparci di questo argomento. Avevo chiesto in maggioranza di fare un ordine del giorno parlando dei precari in generale, di tutti i precari delle aziende, degli enti locali etc.. Qui secondo me non va bene, Cons. Briglia, e le dico perché: c’è un principio base, non parliamo dei precari, parliamo di quei precari e quindi creiamo un precedente come istituzione enorme dal punto di vista politico. Parliamo di quei precari, parliamo della nostra azienda, parliamo di Marche Multiservizi, domani proporrò qualcos’altro, quindi secondo me questo principio viene svilito e devo dire una cosa: Sindaco, sono d’accordo con quello che ha detto lei, non credo che sia quello che c’è, forse non riesco a capire l’italiano, non credo sia quello che c’è il documento, credo che sia qualcos’altro di altro valore. L’ordine del giorno così com’è per me ha una natura “clientelare”, è troppo specifico, parla di quelle persone, di quei precari secondo me, non mi piace. Ritengo che si debba parlare qui di tutto e di più, quindi la ringrazio Cons. Briglia che lei fa sempre parlare di tutto e di più, perché su questo è uno dei temi su cui vengo anche in Consiglio Comunale contento qualche volta al di là delle solite deliberazioni, di questo la ringrazio e credo che sia giusto proseguire su questa strada, ben vengano gli ordini del giorno etc.. Questo è un’ingerenza, la vedo come un’ingerenza. Ovviamente Marche Multiservizi prenderà le sue decisioni e su questo non vi è alcun dubbio, ha ragione il Sindaco e ovviamente la politica su questo potrà prendere atto. Io credo che una trattativa diversa, condotta in maniera diversa, non avrebbe creato questa confusione che c’è oggi secondo me in Consiglio Comunale. Cons. Ciancamerla, lei è Capogruppo del Partito Democratico e quindi rappresenta 21 Consiglieri, io rappresento me stesso, il Cons. Giorgi e qualche altro amico, quindi non ho assolutamente il suo livello di forza politica quando parlo, però la smetta di dire che lei rappresenta sempre tutti nella maggioranza. Avevo chiesto di fare un ordine del giorno più complessivo, tenendo atto anche del parlare di questo tema in mezzo al tema dei precari, lei ha voluto parlare di questo in questo ordine del giorno, quindi quando lei dice che rappresenta tutti, rappresenta quasi tutti, non tutti, quelli che hanno lavorato al documento. Per questo motivo, perché non voglio creare problemi alla maggioranza ovviamente, visto che parlare ancora non si può parlare liberamente, credo che sia giusto di confermare la mia uscita dall’aula insieme al Cons. Giorgi del nostro Gruppo consiliare e ovviamente nel rimarcare questo con estremo, enorme dispiacere nei confronti del Sindaco che ovviamente ha tentato una mediazione che andava fatta secondo me dal Cons. Briglia nell’accettare quello che avevo chiesto, che era semplicemente una forma più democratica di partecipazione del Consiglio Comunale nella scelta. Cons. Eusebi: Ho poco da aggiungere a quanto detto in precedenza, ho sentito l’intervento del Cons. Briglia e capisco ha fatto sicuramente un’analisi precisa. In un certo momento della situazione, c’era da rivendicare con un documento forte un obbligo, un impegno nei confronti degli amministratori in seno alla Marche Multiservizi, dopodiché c’è stata la garanzia da parte del Sindaco che c’era una tutela per alcuni mesi e una proroga dei contratti, quindi secondo me – è qui che ribadisco quanto - Pag. 25 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 non è stato ben compreso – chi rappresenta il Consiglio Comunale in seno all’azienda avrebbe dovuto rendicontarci come stava la situazione, quali sono i costi effettivi di questa operazione, come sono state assunte queste persone, da che società dipendono, da che gruppi dipendono, che sicuramente sono diversi, non sono omogenei e ripeto quanto andranno a pagare nelle bollette i cittadini pesaresi per i servizi che la società Marche Multiservizi continuerà a erogare, perché i costi li pagheremo noi cittadini pesaresi. Bisognerebbe saperlo. Vivo come tanti altri padri credo la situazione di precariato dei figli, quindi la conosco, sono particolarmente sensibile a questa cosa. Però non è possibile cominciare a dire “questi precari devono essere stabilizzati, ma questi sì altri no”, oppure questi perché sono nelle condizioni favorevoli comunque di avere un lavoro devono essere stabilizzati? Facciamo partecipare anche altri se c’è la possibilità, estendiamo con dei bandi di concorso, voglio dire non mi dimentico 21 persone fatte entrare nell’azienda ?Megas? prima dell’unione Megas Multiservizi: erano cugini, amici, parenti, o figli di. Lo sappiamo tutti, quindi viene spontaneo immaginare che alla fine possono essere assunzioni clientelari. Sono contentissimo per quei lavoratori che avranno una stabilizzazione, debbo comunque svolgere un ruolo di tutela anche degli altri cittadini pesaresi e dei figli dei cittadini pesaresi, mi sembra questo doveroso e in questo caso non si dà un’impressione di tutelare obiettivamente coloro che hanno questi problemi. Si dà l’impressione… (intervento fuori microfono) non mi arrampico sugli specchi, Baldantoni, continua a navigare sul Titanic, quello che suonava il piano e il Titanic affondava! Lei arrivato all’affondamento, quindi non c’è problema, non ci sono problemi di sorta. Noi come Gruppo consiliare abbiamo sollevato perplessità sui contenuti dell’operazione, sul metodo adottato, il Sindaco dopo avere assicurato che c’era una proroga per i contratti di precariato avrebbe comunque dovuto fare presente in aula come era la condizione della Marche Multiservizi con questo tipo di percorso, con queste assunzioni. Non l’ha fatto, bontà sua sicuramente lo sa lui e lo sanno in pochi, noi non lo sappiamo, non possiamo avallare questa scelta. Manteniamo la presenza in questo consesso, siamo capaci di comprendere la necessità e l’importanza di questa operazione, non la condividiamo perché non la conosciamo. Io faccio i più fervidi auguri da parte del Gruppo consiliare dell’opposizione a coloro che trarranno benefici da questa operazione, mi auguro che non ce ne siano altri che rivendicano di essere messi nelle stesse condizioni, perché altrimenti dovremmo fare la stessa cosa anche (sic). Escono i Cons. Di Domenico, Bezziccheri, Eusebi, Lo Conte, Nardelli, Cassiani, Catalano, Ceccarelli L., Tartaglione, Tonelli, Giorgi e Rossi; i presenti sono ora n. 21. Presidente: Non ho altre dichiarazioni di voto, possiamo procedere con le operazioni di voto sul testo che abbiamo discusso. Ricordo gli scrutatori nominati a inizio seduta: Pagnini, Balestrini, Catalano. Apro le operazioni di voto. Esito della votazione: presenti 21, votanti 21, favorevoli 21. La mozione è approvata. Abbiamo passato l’ora dedicata alle mozioni e ordini del giorno, riprendiamo probabilmente lunedì prossimo con le mozioni che poi seguono, a cominciare da quella di Di Domenico, Brisigotti, Acacia e Bezziccheri, trattiamo ora l’argomento in seduta monotematica come abbiamo concordato in ufficio di Presidenza per un dibattito sulle circoscrizioni comunali. Di Domenico per una mozione d’ordine. Entrano i Cons. Acacia S., Brisigotti, Di Domenico, Bezziccheri, Eusebi, Nardelli, Cassini, Catalano, Ceccarelli L., Tartaglione e tonellii; i presenti sono ora n. 32. Cons. Di Domenico: Volevo semplicemente chiedere questa cosa: siccome sono le 17.25, non è un’ora tarda e quindi potremmo anche, volevo chiedere se si poteva mettere prima della discussione delle circoscrizioni la mozione riguardante il certificato Isee, visto che è già abbondantemente scaduta e quindi al limite per discuterlo e per dare un minimo di scandagliata, poi riprendere con il tema delle circoscrizioni. La butto lì per non rinviare di un’altra o due settimane. Presidente: La sua proposta, Consigliere, personalmente non mi trova d’accordo, perché anche in ufficio di Presidenza si era detto che il - Pag. 26 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 tempo era veramente poco per trattare l’ordine monotematico, tant’è che abbiamo deciso proprio sul filo di lana di discutere anche le interrogazioni e le mozioni, addirittura c’era una deliberazione pronta che non era neanche molto impegnativa e non l’abbiamo inserita per non sottrarre tempo al dibattito, perché in una riunione di maggioranza si era fatto una discussione su questo tema del decentramento e era venuto fuori che c’erano un sacco di posizioni (sic) un sacco di discussione, quindi abbiamo optato. Però il Consiglio Comunale è sovrano, se lei insiste lo metto a richiesta del Consiglio Comunale. Cons. Di Domenico: Presidente, accetto la spiegazione, perché ha un senso logico e condiviso dall’ufficio di Presidenza, la mia era soltanto una proposta. Dibattito sulle circoscrizioni comunali in seguito alla modifica dell’art. 17 del tuel ai sensi dell’art. 2 comma 29 della legge 24 dicembre 2007 n. 244. Presidente: Colleghi, i lavori procedono con l’illustrazione dell’argomento da parte del rappresentante della Giunta Comunale e poi si aprirà il dibattito. Michele Gambini Assessore per conto della Giunta Comunale illustra l’argomento propedeutico al dibattito, poi ovviamente il dibattito non produrrà alcun documento, salvo parere contrario del Consiglio Comunale. Ass. Gambini Michele: Come già espresso dal titolo del punto all’ordine del giorno, siamo in presenza – voi tutti lo sapete – di una modifica del Testo unico degli enti locali il 267, apportata dalla Finanziaria 2008. Questa modifica va a intervenire sull’articolo del Testo unico che prevede la possibilità o l’obbligatorietà di istituire il decentramento amministrativo e interviene in questo modo: mentre prima della modifica le città erano divise per ordine di grandezza secondo questo schema che le città sopra i 100 mila abitanti erano obbligate a istituire il decentramento, le città con abitanti dai 40 mila ai 10 mila – era la nostra situazione – potevano istituire il decentramento e infatti la nostra è stata una scelta da statuto, una scelta positiva nel senso fatta e non subita, il testo è stato modificato prevedendo una soglia minima di 100 mila abitanti per potere istituire il decentramento. Questo significa che noi non siamo più nella condizione di potere mantenere il decentramento così come lo abbiamo conosciuto fino a adesso. Cercherò in questa mia introduzione all’argomento di definire qual è lo stato attuale del decentramento nella nostra Città e quali sono le possibilità teoriche, il campo di possibilità che ci si aprono di fronte. Parto dalla lettura di un articolo, gli Artt. 47 e 48 dello statuto comunale, perché ci dicono chiaramente cos’è il decentramento e entriamo subito nel vivo della questione. L’Art. 47 “gli organi decentrati” recita “il Comune può istituire appositi organi previa consultazione dei cittadini e delle formazioni sociali per l’esercizio decentrato delle funzioni e delle competenze”, quindi un’affermazione abbastanza generica; l’Art. 48 dice “il territorio comunale è articolato in circoscrizioni, quali ambiti degli organismi di partecipazione, di consultazione e di gestione dei servizi di base, nonché di esercizio delle funzioni delegate dal Consiglio Comunale al Consiglio di Circoscrizione; la Circoscrizione è sede di servizi decentrati del Comune e fonda la propria attività sulla partecipazione dei cittadini e delle associazioni operanti sul territorio, favorisce la partecipazione dei cittadini alle scelte comunali, promuove e coordina la partecipazione degli utenti e la gestione dei servizi di base, coerentemente ai principi dello statuto disciplina la partecipazione dei cittadini e delle forme associative alla vita della Circoscrizione”. Ci sono altri commi, ma questa è la sostanza. Il nostro statuto istituisce il decentramento e gli conferisce precipuamente una funzione di partecipazione e come da legge di gestione dei servizi di base e di esercizio delle funzioni delegate, cioè le circoscrizioni nel nostro statuto, nella nostra realtà sono state delegate a esercitare una funzione, quindi a prendere una decisione valida verso terzi per conto dell’Amministrazione Comunale e via via nel tempo si è evoluto fino anche a amministrare risorse proprie, oggi le circoscrizioni amministrano risorse proprie, non sono altissime però sono significative e gestiscono alcune deleghe direttamente, anche molto importanti, come per esempio il verde urbano, la manutenzione delle aree verdi urbane. - Pag. 27 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Questo è il quadro del decentramento che chiaramente ha due aspetti fondamentali: la parte relativamente al decentramento dei servizi amministrativi, che quindi possono essere l’anagrafe, le biblioteche, le sedi civiche, le sale e quant’altro, l’altro grande pilastro del decentramento che si configura proprio come un decentramento amministrativo completo è la presenza di Consigli eletti che assumono delle decisioni valide amministrativamente nei confronti della Città. Oggi la modifica intervenuta nel Testo unico degli enti locali ci dice che non possiamo più individuare dei consigli di circoscrizione che esercitino delle funzioni amministrative, non è più possibile che una forma di rappresentanza dei territori che potremmo andare a individuare esercita delle funzioni per conto di altri, che determini e deliberi qualcosa. Questa è il grande paletto che viene posto oggi dalla Finanziaria 2008, che è la modifica che ci troviamo a fronteggiare. Peraltro ho fatto mettere nella cassetta postale di ogni Consigliere uno schema che riepiloga solo nelle cifre la sostanza del decentramento oggi, come vedete è un decentramento corposo sia nelle cifre che riguardano il personale impiegato, perché parliamo di 34 persone nelle varie circoscrizioni e nell’ufficio centrale, sia per quanto riguarda le cifre. Il decentramento amministra fuori dalla spesa del personale circa un milione e 100 mila Euro all’anno, con i quali interviene direttamente nella vita della Città, sia facendo lavori di piccola e urgente manutenzione e gestendo le aree verdi, lo sfalcio del verde con un controllo del territorio capillare e prossimo, sia con attività di natura culturale, ricreativa e sociale, dico ricreativa e sociale perché in realtà questa delega per le attività culturali è stata declinata in molti modi e alcuni hanno una connotazione più puramente sociale. Le cifre coinvolte dal decentramento della Città di Pesaro sono cifre di tutto rispetto, che hanno consentito nel tempo alla Circoscrizione di svolgere un ruolo di promozione della coesione sociale enorme e è questo il punto su cui vorrei concentrarmi. Coerentemente con quello che è il mandato dello statuto, quello di creare partecipazione, le circoscrizioni in maniera differente, in grado differente a seconda delle circoscrizioni, perché obiettivamente la situazione è variegata, hanno inteso esercitare questa loro funzione di partecipazione soprattutto creando delle reti connettive tra i soggetti che sono operanti sul territorio… (interruzione di registrazione) la Circoscrizione è diventata il punto di riferimento dei soggetti, delle associazioni, dei comitati, delle parrocchie, del volontariato presente sul territorio, riuscendo a creare quella coesione sociale, quella rete di relazioni che consente al singolo territorio sia di aumentare il sentimento di identità, ma anche di irrobustire proprio la tenuta del tessuto sociale e questo è quello che noi come Giunta Comunale sicuramente giudichiamo il principale contributo alla vita civile della Città da parte del decentramento. Oggi come dicevo ci si pone il problema che non possiamo più semplicemente andare avanti come siamo andati, ma siamo costretti dalla Legge a porci questo problema. Non possiamo più avere circoscrizioni lo ripeto che deliberino e quindi esercitino funzioni e decisioni nei confronti di terzi, vi dico quello che non possiamo fare e poi rimane tutto il campo del possibile. Sicuramente prendendo il nostro regolamento sul decentramento, che è quello che regola nella fattispecie proprio quello che possono fare le circoscrizioni, vi dico quello che facevano che è la sostanza e vi dico quello che sicuramente non potremo più fare. L’Art. 28 del regolamento sul decentramento, che è il primo del titolo che rappresenta le funzioni e le competenze del Consiglio di Circoscrizione, dice “il Consiglio di Circoscrizione esercita le funzioni deliberative relative alle funzioni proprie o delegate e di gestione dei servizi di base, ai sensi dello statuto comunale e del presente regolamento; esercita come organismo di decentramento politico e amministrativo funzioni conoscitive, consultive e propositive nella formazione degli indirizzi e delle scelte dell’Amministrazione Comunale nel suo complesso, promuove forme di partecipazione della popolazione a carattere consultivo per preparare la formulazione di atti, per esaminare specifici argomenti di interesse cittadino, per verificare, sviluppare e progettare i servizi decentrati, sviluppa – qui è il nodo di quella funzione che dicevamo – rapporti di collaborazione con le istituzioni, le associazioni, i gruppi di volontariato e altre forme sociali presenti sul territorio, sulla base del principio di sussidiarietà; svolge attività di indirizzo sulla gestione delle risorse assegnate” e qui siamo solo sulle funzioni. - Pag. 28 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 Dopodiché ha competenze sulla formulazione di indirizzi e proposte per gli orientamenti delle scelte dell’Amministrazione Comunale… (interruzione di registrazione) poste relative alla formazione del bilancio, ai piani di investimento, delibera in merito agli indirizzi, programmi, obiettivi, spese, rendiconti relativamente ai servizi di base assegnati alle funzioni delegate, verifica congiuntamente all’Amministrazione Comunale gli stati di realizzazione di avanzamento dei piani pluriennale, dei programmi e dei provvedimenti approvati dal Consiglio Comunale.” Dopodiché ha le funzioni delegate che sono le deleghe relative alla piccola e urgente manutenzione, quindi il Consiglio di Circoscrizione interviene con lavori di piccola entità sul territorio e in attività culturali in piena libertà, con una sovranità i cui limiti sono solo le risorse assegnate dal Consiglio Comunale e eventuali indirizzi di carattere generale. Come vedete l’attività è molto complessa e di tutto questo il cui cuore secondo noi è la capacità di tenere insieme i soggetti del territorio, la cosa che certamente noi perdiamo per legge è la capacità di delegare a una rappresentanza territoriale delle funzioni deliberative, noi non potremo avere più sul territorio decentrato delle funzioni deliberative, nulla viene detto dalla legge in merito ai servizi. Come dicevo prima il decentramento ha questi due pilastri che sono da un lato i servizi sul territorio, dall’altro la parte politico – amministrativa, sui servizi nulla viene detto. Questo significa che a oggi il campo del possibile è continuare a decentrare i servizi sul territorio e, se come secondo noi l’esperienza è giudicata positiva quella del decentramento e della capacità di rappresentare un territorio, potere andare anche a individuare forme di rappresentatività dei territori, naturalmente che non possano deliberare ma che possano continuare a svolgere quella funzione di centro di gravità relazionale che è stato proprio delle circoscrizioni. Un altro vincolo banale che va da sé che non può essere superato è che ogni forma di rappresentanza territoriale che si possa e si voglia individuare non può essere individuata contestualmente alle elezioni del Consiglio Comunale, dico che va da sé perché oggi invece eravamo proprio in presenza di questa situazione: i consigli di circoscrizione sono stati eletti contestualmente al Consiglio Comunale, questo ha dato una legittimazione democratica enorme a questi consigli che sono riconosciuti ancora una volta in modo differente, non siamo qui a dire che è tutto perfetto e va tutto benissimo, siamo a evidenziare il valore di un’esperienza complessiva, però dicevo che sono stati riconosciuti generalmente come dei referenti credibili del territorio. Questa è la situazione a oggi, questo è il campo di possibilità che ci si apre davanti e il giudizio dell’Amministrazione Comunale su questa esperienza sicuramente è positivo e individua proprio in quella forza di coesione l’elemento chiave che vorremmo comunque non si perdesse, oltre evidentemente la vicinanza dei servizi al territorio, anche a territori che spesso diversamente si sentirebbero distanti e abbandonati dall’Amministrazione Comunale. Mi limito a dire questo perché su richiesta proprio della minoranza abbiamo inteso dare una forma molto libera alla discussione, siamo all’atto preliminare, l’urgenza era solo quella di partire con la discussione perché comunque dovremo, in tempi relativamente brevi, elaborata una proposta, vedremo che contenuto debba avere ma dovremo elaborare una proposta che comunque necessariamente andrà a modificare lo statuto comunale e il regolamento sul decentramento, che forse non si potrà chiamare regolamento sul decentramento, sulla partecipazione non so cosa sarà, però comunque dovremo fare degli atti conseguenti e chiaramente per non inquinare la discussione con fatti troppo connotati politicamente e elettoralmente, dovremo cercare di accelerare i tempi e produrre una proposta in tempi brevi, poi conseguentemente procedere alla modifica dello statuto e del regolamento comunale. Cons. Brisigotti: Volevo soltanto chiedere un chiarimento. Dopo quello che ho ascoltato, la modifica dello statuto comunale, lei vuole dire che ci saranno altri sindaci nelle circoscrizioni?... (intervento fuori microfono) Presidenti, ma questi Presidenti avranno la funzione di sindaci in Circoscrizione? Perché molte cose… (interruzioni) non è vero, infatti sono per la globalizzazione, è un’idea meravigliosa, la sostengo, purché veramente il Presidente della Circoscrizione abbia delle cariche che possano contare di fronte al Consiglio Comunale. Ecco perché dicevo un altro sindaco, è una battuta, però vorrei che - Pag. 29 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 quello avesse un peso politico abbastanza rilevante. Vi devo lasciare, il mio intervento è stato molto molto breve. Cons. Eusebi: L’Assessore prima ha detto che su richiesta fatta nell’ufficio di Presidenza da parte di alcuni rappresentanti dell’opposizione, non di minoranza perché “minoranza” è un termine dispregiativo, abbiamo chiesto di avere un dibattito aperto in Consiglio Comunale, fermo restando che già c’è stata una commissione consiliare abbinata la affari istituzionali e la decentramento, 2 mesi fa circa o anche più, dopodiché l’argomento non era stato più trattato e ci siamo trovati a dovere riflettere sulle forme di discussione in aula di questo argomento, che è importantissimo, che coinvolge tutti e che come ha detto l’Assessore deve prevedere modifiche statutarie. Credo che sia logico immaginare che le modifiche statutarie abbiano bisogno di un consenso un po’ più ampio mi sembra di capire. Fatta questa premessa, che non è sicuramente un impedimento al dialogo costruttivo, non volendo affrontare il problema in tempi elettorali ma volendolo affrontare per quello che è realmente, abbiamo fatto una riflessione nel dividere in due, o quantomeno le due cose più importanti quello che è il discorso del decentramento: i servizi forniti e da fornire, ovviamente tenendo conto di quello che è la variazione territoriale perché parliamo di un territorio che rispetto a 15 o 10 anni fa è cambiato notevolmente, e la rappresentanza sociale e politica che si possa avere sul territorio e eventualmente come realizzarla, anche perché nessuno ha la bacchetta magica, le proposte possono essere diverse, certamente non quelle collegate immediatamente e contestualmente alle elezioni amministrative, ma nulla vieta che possono essere adottati altri strumenti che tengono conto delle elezioni amministrative. Questo è un esempio, ma ce ne possono essere altri. Credo che sia importante che si affronti qui oggi secondo me l’argomento per quello che è, partendo dal presupposto che c’è necessità in questo periodo in particolare, e più si va avanti e peggio il periodo si fa, di andare incontro alle esigenze di tutti i cittadini, in particolare quelli che sono dislocati fuori dalla Città vissuta, fornendo dei servizi. Siccome gli uffici ci sono, i collegamenti ci sono, i servizi sono sempre stati forniti e credo che l’Assessore abbia fatto un quadro del lavoro svolto delle circoscrizioni, si tratta di capire come riorganizzarlo, ovviamente tenendo conto delle nuove esigenze del territorio. Per quanto riguarda la rappresentanza, forse non ci troveremo d’accordo, perché sicuramente ognuno di noi la vede in un certo modo, l’impostazione che mi era venuto spontaneo dare è che nelle commissioni si affronta l’argomento, se c’è una relazione unica bene, se ci sono due relazioni una di maggioranza e una di minoranza non succede niente, si viene in Consiglio Comunale, si continua il dibattito e si vota tranquillamente. Questo era lo spirito di affrontare un argomento importante, serio, che riguarda tutti e che non può essere solamente a difesa di un’esigenza elettorale come potrebbe apparire se gestito in modo un po’ frettoloso e sbagliato. Cons. Balestrini: In ufficio di Presidenza infatti avevamo discusso e parlare nei termini che il Cons. Eusebi adesso ha esposto, io credo che la relazione di Gambini ci ha illustrato ampiamente lo stato attuale delle circoscrizioni, quello che possiamo fare e quello che non possiamo fare. Il Consiglio Comunale dovrà decidere in tempi veloci quello che dovremo fare, perché sicuramente sono convinto che è difficile tornare indietro, ormai la Città di Pesaro da oltre 30 anni ha questo modo di vivere la partecipazione nei territori, diamo un giudizio sicuramente positivo di quello che è stato fatto in questo periodo e credo perciò che dobbiamo continuare a lavorare per avere e mantenere gli stessi servizi che adesso abbiamo attualmente decentrati nei territori, così come esponeva l’Assessore sempre nei termini della piccola manutenzione, degli aspetti della cultura, degli aspetti generali che venivano di volta in volta sollecitati e risolti anche in modo differente tra Circoscrizione e Circoscrizione. Noi diamo un giudizio molto positivo di quello che è stato fatto nei quartieri, perciò dobbiamo riprendere questo discorso, così come si parlava in ufficio di Presidenza dovremo coinvolgere in questo periodo le due commissioni preposte la Commissione decentramento e la Commissione degli affari generali e vedere di trovare se possibile, Eusebi, un documento unitario se riusciamo, altrimenti l’opposizione farà le proposte e noi faremo altrettanto, però su due - Pag. 30 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 cose pensavo di trovare la condivisione: continuare a gestire in modo decentrato questi servizi che attualmente abbiamo dal verde etc. e anche trovare una forma di rappresentanza territoriale che non sia in contrasto con la Legge. È chiaro che non possiamo votare lo stesso giorno che faremo le elezioni amministrative, non possiamo stare dentro lo stesso plesso, anzi inviterei e caso mai approfondiremo nelle commissioni la possibilità anche di dare il voto, la rappresentanza anche a immigrati che in qualche modo sono già nella nostra Città e in qualche modo vivono la nostra sociale, sono a tutti gli effetti cittadini pesaresi ormai stabili, che pagano le tasse e sarebbe opportuno in questa forma, che non è istituzionale perché non sarà, ma troviamo il modo… (intervento fuori microfono) no dicevo svincolato dalla Legge nazionale e dalle circoscrizioni, possiamo prevedere anche una rappresentatività che tenga conto di questo mondo che attualmente non è rappresentato, perché non può esprimere una votazione. Questo potrebbe migliorare l’integrazione nei territori, potrebbe aiutare anche a capire meglio tutta una serie di problemi che molte volte facciamo fatica a capire, però dobbiamo cominciare a lavorare. Credo che se ci mettiamo giù con questo intento e con il proposito di continuare a dare una rappresentanza ai territori, credo che troveremo sicuramente una soluzione anche condivisa. Cons. Nardelli: Noi come Centro-destra bisogna dire che non abbiamo mai avuto preclusioni da quando è stato costituito il decentramento e quando sono state istituite le circoscrizioni, tanto che bisogna dire che il voto che ha istituito decentramento e circoscrizioni è stato unanime del Consiglio Comunale. Siamo stati solamente un po’ critici quando è stato introdotto il meccanismo elettorale che aveva permesso di garantire la maggioranza a questa Amministrazione Comunale, però nel complesso il discorso della partecipazione è sempre un discorso che ci ha visto coinvolti attivamente, già praticamente nella legislatura scorsa avevamo detto che forse andavano riorganizzate, ristrutturate, forse ridotte, perché 8 ci sembravano troppe, ma mai eliminate. Oggi ci troviamo a dibattere sul fatto che queste circoscrizioni sono state eliminate per legge, allora senza entrare nel discorso dei servizi che comunque per noi rimangono un presupposto fondamentale, ci sono degli uffici con tanto di ufficio anagrafe, con tanto di altri servizi che vengono forniti sul territorio che devono continuare secondo noi a svolgere le loro funzioni, anzi se possibile potenziarle. Dal punto di vista politico e della rappresentanza politica, è su questo il nodo. Innanzitutto bisogna fare un discorso insieme opposizione e maggioranza, perché non è a colpi di maggioranza che si può imporre una cosa importante come il decentramento, quindi adesso valuteremo se fare all’interno delle commissioni, io francamente credevo che fosse meglio istituire un gruppo di lavoro specifico con rappresentanti dell’opposizione e della maggioranza, per vedere di uscire da una situazione che non è facile, perché basti pensare a come collegare il meccanismo elettorale delle circoscrizioni a quello del Comune, già lì si capisce che non è facile la cosa. Però il presupposto fondamentale è che ci sia unità di intenti tra opposizione e maggioranza. Quando abbiamo sentito parlare del fatto che circolava un ordine del giorno, comunque un documento nel quale si invitava Sindaco e Giunta Comunale di impegnarsi per fare una proposta, noi lì abbiamo detto subito di no perché secondo noi bisogna discutere in altra sede, non è che si può dare mandato al Sindaco o a chi per lui di creare un progetto. Il progetto deve essere condiviso, perché questo deve essere la base per il decentramento se si vuole creare il decentramento. Il percorso oggi bisogna capire se esistono le condizioni per fare una proposta seria, per verificare se il discorso della partecipazione è ancora valido questo può essere fatto utilizzando uno strumento che secondo me più che all’interno della commissione è uno specifico gruppo di lavoro e lì cominciare a parlare, ripeto partendo dal presupposto che ci deve essere unione di intenti tra maggioranza e opposizione, perché se alla fine la maggioranza dovesse imporre con il proprio voto il decentramento che già è stato sconfessato per legge sarebbe una sconfitta per tutti. Cons. Manenti: Anch’io approfitto del dibattito di oggi, proprio per ribadire e sottolineare in apertura di questo percorso di lavoro che faremo all’interno delle commissioni quello che è un po’ il ruolo del decentramento e delle circoscrizioni. Può sembrare un approccio un po’ teorico, ma - Pag. 31 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 credo che stia bene all’inizio di un ragionamento, poi il Consiglio Comunale ha delle funzioni di indirizzo e ha la responsabilità di tenere alto il livello del dibattito e l’attenzione politica sui temi che ritiene prioritari e strategici. Le circoscrizioni e il decentramento lo ricordava anche Balestrini hanno una storia che parte da lontano nella nostra Città e rappresentano un importante tassello della fisionomia amministrativa della nostra Città, sono importanti perché ci hanno permesso fino a oggi – lo ricordavano anche i colleghi – di organizzare in maniera capillare, anche in una piccola città come la nostra, in maniera estesa in tutto il territorio una rete di servizi, ma in particolare credo che il decentramento rispecchi un po’ quello che è un sistema di valori e di credenze proprio di tipo culturale, che partono proprio dal presupposto e dalla convinzione che abbiamo che le persone hanno il diritto ma anche il dovere di partecipare al governo della Città e di essere, insieme all’Amministrazione Comunale, protagoniste dei processi di crescita e di sviluppo che riguardano la Città, di essere coinvolti nell’impiego delle risorse che si hanno a disposizione, su come vengono impiegate le risorse ambientali, le risorse naturali, che hanno anch’esse un’importanza molto elevata. Non dobbiamo parlare solo di poste di bilancio, ma anche di utilizzo e impiego dei beni naturali e ambientali. I cittadini hanno il diritto in un certo qual modo di esprimersi sui programmi di espansione della nostra Città, delle sue reti di servizi pubblici che a queste devono essere necessariamente collegate in una idea di sviluppo armoniosa, equilibrata, sull’idea del modello di eccellenza e di integrazione che vogliamo esprimere, sugli standard e sulle scelte legate alla sicurezza. Sono tante le questioni e gli spazi in cui sarebbe auspicabile che si sviluppasse la partecipazione, però non è che adesso voglio farla lunga su questo. Voglio soltanto dire che le circoscrizioni hanno giocato un ruolo di grande importanza su aspetti come questi, la hanno avuta in passato, la continuano a avere oggi e sicuramente ce l’avranno anche in futuro, anche se oggi ne stiamo discutendo purtroppo rispetto a questo passaggio di riorganizzazione che c’è imposto dall’esterno. Le circoscrizioni a Pesaro sono state un modo proprio concreto per dare attuazione ai principi della partecipazione e della sussidiarietà, direi io di tipo verticale e di tipo orizzontale. Porto solo alcuni esempi al di là di questi termini che possono sembrare distanti: sono 95 per esempio le assemblee che le circoscrizioni hanno fatto, prendendo i dati dal bilancio sociale, nel 2007 e questo significa che ogni mese mediamente nella nostra Città le circoscrizioni fanno, insieme ai cittadini, insieme agli amministratori, 7 o 8 assemblee pubbliche, su temi che i territori ritengono rilevanti. Queste sono delle preziose occasioni per condividere e per confrontarsi. Le circoscrizioni sono state in grado in questi anni di attivare e coinvolgere le forze del volontariato su aspetti della vita sociale che ovviamente premono ai cittadini, perché ovviamente il volontariato è un qualcosa di spontaneo e quindi le questioni che stanno dietro e vengono gestite dal volontariato sono necessariamente importanti, ma anche che ci aiutano in un certo qual modo a occuparci, a avere cura del verde, degli spazi pubblici nei quartieri, ma le circoscrizioni sono state anche in grado in questi anni di attivare la sussidiarietà orizzontale e anche di reperire risorse per le sponsorizzazioni, a sostegno delle proprie iniziative. Questa la reputo la premessa fondamentale rispetto al passaggio che andiamo a fare oggi, rispetto a questo divieto che abbiamo di rieleggere contestualmente al rinnovo dell’Amministrazione Comunale gli organismi delle circoscrizioni e di destinare in un certo qual modo una parte delle risorse del nostro bilancio a delle spese delegate alle circoscrizioni, nei termini che fino a oggi abbiamo fatto, questo all’interno di un quadro di nostra sostenibilità, perché questo lo reputo un prezzo da pagare rispetto a un percorso di federalismo incompiuto, perché non siamo liberi di trovare il migliore equilibrio tra le risorse che chiediamo ai cittadini e l’impiego di queste risorse. A parte questo voglio dire che abbiamo la necessità di stare all’interno di un quadro predefinito, forti di tutte queste considerazioni che un po’ ho cercato di sintetizzare e non volendo essere ulteriormente polemica, perché tanto a oggi credo che serva a poco, vorremmo cogliere in maniera costruttiva questo passaggio che ci permette di ripensare il nostro decentramento, poi lo si farà ovviamente in maniera molto più analitica all’interno delle due commissioni di lavoro, le opportunità che vedo - Pag. 32 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 volendo essere costruttiva rispetto a questo passaggio sono quelle che anche se con strumenti nuovi, differenti dal passato, dovremo in un certo qual modo continuare a estendere un tipo di esperienza, di partecipazione e di coinvolgimento attivo nelle realtà periferiche, coinvolgendo anche le loro rappresentanze, ma anche di potenziare ancora di più, lavorare sulla rete dei servizi e sulla qualità. Spero che questo saremo in grado realisticamente di garantirlo anche all’interno del quadro di difficoltà che ogni anno l’Amministrazione Comunale si trova a dovere affrontare quando deve chiudere i propri bilanci. Dico anche che questo passaggio ci deve permettere di affrontare i nodi critici, quindi non solo di valorizzare gli aspetti di eccellenza del nostro decentramento, ma anche di affrontare i nodi critici, per esempio credo che un servizio come quello della vigilanza fatta attraverso gli agenti di Circoscrizione sia un qualcosa da potenziare ulteriormente, perché la domanda di sicurezza dei cittadini è crescente in questi anni, ma sicurezza fatta anche attraverso l’agente di Circoscrizione abbiamo visto in termini preventivi. Anche qui, prendendo alcuni dati dal bilancio sociale 2007, le richieste documentate rivolte al vigile di quartiere attraverso gli uffici della Circoscrizione per dei sopralluoghi sono 850 in un solo anno e ogni anno di questo mandato sono cresciute, quindi su questo tipo di servizi la cittadinanza non accetterebbe assolutamente un ridimensionamento, anzi si dovrebbe andare verso un potenziamento del servizio. La stessa cosa avviene per i servizi di Urp, che abbiamo visto essere molto molto importanti, soprattutto nelle zone più decentrate; anche qui sono 2600 i contatti che complessivamente le circoscrizioni hanno gestito, soltanto riferiti all’anno 2007. Credo che sia molto importante non tornare indietro rispetto a questo tipo di ragionamento e fare in modo di trovare, noi come Consiglio Comunale, la forza di tenere alto il dibattito e la priorità su questo tema e la Giunta Comunale di individuare delle modalità organizzative nuove e gestionali da poterci proporre, proprio per riuscire a sostenere anche in futuro, dare continuità alle iniziative delle circoscrizioni anche se con strumenti e modalità nuove, perché ci sono delle iniziative territoriali e circoscrizionali che non hanno più una valenza ovviamente soltanto territoriale, solo per citarne alcune le rassegne di teatro, i concerti, i corsi didattici, ma anche i centri estivi che coinvolgono centinaia di famiglie. L’Amministrazione Comunale dovrà porsi il problema quale soluzione organizzativa e gestionale per dare continuità a queste attività. Cons. Di Domenico: Volevo innanzitutto portare il mio plauso a questa iniziativa, che è stato il motivo per il quale non ho voluto insistere troppo sulla mozione che volevo discutere, perché penso non so se è la prima volta o giù di lì che in questi 4 anni abbiamo fatto qualcosa di propedeutico per cercare di andare insieme verso una conclusione, verso un progetto condiviso proprio in toto. L’unica cosa, e non lo dico con tono né di polemica né di retorica, è che spero non sia un riempitivo: cioè dobbiamo riempire qualche spazio di tempo, qualche cosa da fare e allora argomentiamo su questo. È un retropensiero che voglio già sgombrare, perché penso che l’argomento sia sentito, un argomento importante, un argomento sul quale effettivamente si può giocare una buona parte di quello che è l’iniziativa dell’organizzazione amministrativa sul territorio del Comune e anche quello che può essere un percorso, anche un proseguimento di quello che è stato un trascorso trentennale o quello che è di questa esperienza, quindi vale la pena non abbandonarla e non lasciarla al passato come fosse qualcosa di cui liberarsene, ma dalla quale partire, trarne un insegnamento e sul quale continuare. Volevo uscire un po’ dall’ipocrisia, così almeno dalle prime note positive arrivo a quelle negative, nel senso però costruttivo. Quale ipocrisia? Non dobbiamo nascondere che il nostro vero obiettivo legittimo e fondante di quello che è il nostro ruolo all’interno dell’assise è la rappresentatività politica, non andiamo a nasconderci dietro tante belle parole, bei progetti, bei servizi, bella rete, bella trasversalità dei servizi, perché dico questo? Lo dico perché mi ritengo quasi in famiglia a quest’ora con questi colleghi tra di noi, perché dico questa cosa? Perché credo che domani un qualunque Assessore o Sindaco che siederà su quel tavolo abbia tutti gli strumenti e tutte le capacità proprie e della sua organizzazione per garantire esattamente se non uguale e meglio quelli che erano i servizi o la garanzia di quello che era un trascorso passato sul territorio. - Pag. 33 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 È chiaro che cambia la modalità, cambia il peso della fatica fisica, perché – uso una metafora positiva – i nostri Consiglieri di Circoscrizione, i nostri Presidenti etc. erano tanti bravi soldatini che aiutavano lo svolgimento della funzione pubblica, dell’assorbimento… (intervento fuori microfono) non volevo banalizzare la cosa, nel senso che oggi i nostri consigli di Circoscrizione dal Presidente all’ultimo Consigliere di minoranza o di opposizione comunque svolgono un ruolo, è chiaro che è misurato o misurabile in base a quella che è l’importanza, un Consigliere di Circoscrizione di minoranza ha meno stimoli rispetto a quello che potrebbe essere un Consigliere di maggioranza, però svolge il suo compito di contatto con il territorio, molti Consiglieri di Circoscrizione anche se sono semplici Consiglieri e non Presidenti hanno a cuore quello che è il proprio territorio, il proprio mandato, il proprio rapporto con i cittadini, sì che può essere anche elettivo per l’amor del cielo, viva Dio se siamo lì che svolgiamo una funzione perché siamo stati eletti è normale che quando mi rivolgo alla mia cittadinanza domani qualcuno potrebbe chiedere “vuoi o non vuoi la preferenza?” ma è un fatto naturale. Chi si mette in gioco, chi lavora ha anche questo tipo di problema, ma che non è un problema è un piacere. Quello che volevo dire, l’ipocrisia sulla quale dobbiamo uscire è che oggettivamente noi abbiamo una macchina organizzativa per la quale mantenere quei tipi di servizi, avrebbe un po’ più difficoltà, Sindaco, su questo è indubbio, ma perché sono gli stessi Assessori che potrebbero avere qualche difficoltà in più, Barbanti magari sulle grandi opere può intervenire direttamente e magari su delle piccole opere era comodo l’intervento del preposto della Circoscrizione, fa parte di una sinergia, però come tanti bravi soldatini avevo prima, tanti bravi soldatini perché sono dei volontari, perché oggi chi sta in Circoscrizione è poco più di un volontario, però è bello perché era eletto, aveva un mandato, doveva onorarlo questo mandato, per me è un fatto di una rappresentatività che qualifica, ti impegna, ti dà un senso di responsabilità. Mi permetto di parlare a braccio perché ho detto che apprezzo questa iniziativa perché iniziamo un percorso, credo che sia un inizio di percorso. I dubbi politici che ha espresso il mio Capogruppo e anche Eusebi nei loro interventi sono legittimi, perché poi nel momento in cui c’è un momento elettivo e quindi uno si spende da un momento di nomina o di organizzazione, è chiaro che i valori potrebbero cambiare in campo, però penso che nel buonsenso, nella capacità che abbiamo di dare un progetto di sviluppo a quello che potrebbe essere un’attività a livello decentrato e soprattutto di cercare di ottenere un risultato, su questo punto di partenza credo che tutti siamo d’accordo sul lavorare in chiave positiva. È vero il periodo è quello dei più sfortunati perché siamo a pochi mesi dalle elezioni, quindi c’è il rischio di questo sbandamento, per quanto mi riguarda cercherò di contenere al massimo le mie alle volte impulsività, i miei sensi di slancio che alle volte sono eccessivi forse, però è vero che dobbiamo tutti cercare di avere quell’equilibrio, soprattutto in questo caso la maggioranza perché avendo in questo momento la maggioranza il bandolo della matassa in mano, noi abbiamo qualche difficoltà in più. Dicevo che l’iniziativa proposta da Nardelli, a prescindere che le commissioni hanno la priorità e è l’organo atto a discutere etc., le commissioni non sono chiuse, mi pare che siano a partecipazione anche agli altri Consiglieri, è chiaro che verrà meno qualcos’altro però noi siamo qui a fare un servizio e questo non ci deve preoccupare, poi se dalle commissioni ufficiali consiliari attraverso un lavoro venisse fuori anche un lavoro di gruppo più dettagliato, più specifico che vada prima vagliato all’interno delle commissioni, tutto è accettabile nel senso positivo, tutto può servire per migliorare quello che potrebbe essere la proposta, anche perché è normale che più menti ragionano più il risultato speriamo dovrebbe essere positivo. Oggi credo, e con questo concludo il mio intervento, giustamente è un primo passo, non facciamo che oggi sia un riempitivo ma sia l’inizio di un percorso che tutti oggi siamo più o meno consapevoli, consci e responsabili di questo percorso. L’Assessore preposto dovrà vigilare che anche le commissioni atte dovranno attivarsi se non altro nelle convocazioni delle stesse commissioni e magari l’avviso delle commissioni in questo caso, che è un caso eccezionale, allargarlo non solo ai Capigruppo ma anche a tutti gli altri Consiglieri, perché alle volte la comunicazione non è così osmotica come si possa pensare. Grazie all’Assessore che ha proposto alla Giunta Comunale questo - Pag. 34 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 percorso, speriamo che sia un momento che ci accomuna e non ci divida, perché il periodo purtroppo porterà a questa situazione. Cons. Galdenzi: Vorrei raccogliere l’invito del Cons. Di Domenico e vorrei dire alcune cose. Avevo provveduto a preparare un documento un attimo più corposo, però visto il tempo provvederò a consegnarlo direttamente all’Assessore, che potrebbe essere uno spunto per il lavoro che si andrà a fare nelle commissioni competenti. Cerco di sintetizzare brevemente quali sono le mie vedute su questo tema che è un tema importante, soprattutto nella nostra Città. Direi che bisognerebbe partire da quello che era un po’ il senso della scelta che fu fatta tanti anni fa, non solo a Pesaro ma in tante altre Città. La scelta del decentramento aveva come motivo prioritario il tema della partecipazione, perché noi lo possiamo condire in mille modi, però il tema fondamentale era fare partecipare i cittadini attraverso questo strumento più di natura amministrativa forse che politica, ma comunque investire i cittadini in maniera ampia nelle scelte politico – amministrative che poi l’Amministrazione Comunale centrale andava a fare. Credo che sia fondamentale ripartire da lì, proprio puntarci, il tema prioritario che dovrete affrontare e mettere al primo posto dovrà essere questo: la partecipazione. Ovviamente affrontare oggi il tema della partecipazione ha una valenza diversa da quella che poteva avere 30 o 40 anni fa, la società è cambiata e quindi tutto quello che ne consegue. Mi auspico una partecipazione la più ampia possibile, tenendo conto delle nuove figure, le nuove cittadinanze, i giovani, le donne, i ragazzi perché no? Siccome è uno strumento di natura diversa, non ci sono vincoli di legge di nessuna natura, quindi possono partecipare tranquillamente anche i ragazzi di 14 anni perché no? Vorrei pensare addirittura anche a quelli inferiori, siccome non sono organismi che devono sottostare a certe regole normative, quindi la massima apertura possibile. C’è chi ha parlato degli extracomunitari: ben vengo, perché è un tema caldo non solo a Pesaro ma a livello nazionale. Direi di distinguere, ma è nella logica nelle cose, una cosa è il decentramento amministrativo e una cosa sono gli organismi di partecipazione: su questo credo che siamo tutti d’accordo. Dal punto di vista del decentramento amministrativo direi questo, visto e considerato che dobbiamo iniziare un percorso nuovo che non finirà tra un anno o due, dovremo ragionare su come pensare a costruire un percorso nuovo, quindi probabilmente questa è la fase in cui dovremo partire da quello che c’è e quindi in questa prima fase valutare quello che c’è e possibile confermarlo, qualcuno l’ha già detto: i servizi, le sedi, fare il possibile per non fare altri tipi di ragionamenti perlomeno in questa fase, poi nel percorso si vedrà. Scendendo un po’ (sic) per dare degli spunti anche dal punto di vista degli organismi, penso che gli organismi che io chiamo assemblee oppure comitati possono ovviamente non corrispondere alle attuali 8 realtà circoscrizionali, possono avere anche una valenza più ampia, perché ci possono essere delle realtà territoriali diverse e quindi è una fase in cui la forma di partecipazione, siccome deve essere la più ampia possibile, si possono trovare forme diverse anche superiori dal punto di vista proprio numerico di quello che io sono quelli del decentramento amministrativo. Si possono trovare anche altre forme, non di natura permanente, penso al bilancio partecipato, all’urbanistica partecipata, non è detto che devono essere per forza organismi tout court, possono essere anche forme cosiddette assembleari. Quello che ci tengo a dire, perché secondo me il limite del decentramento delle circoscrizioni in questa Città, dal mio punto di vista, è stato un po’ questo: al di là delle cose buone che hanno fatto etc., tra di loro non hanno mai avuto un momento di sintesi, ognuno è andato un po’ per conto suo. Nelle nuove forme questo bisognerebbe evitarlo, quindi nel momento in cui si andranno a formare questi organismi direi che ci deve essere un momento, adesso c’era per le circoscrizioni la Conferenza dei Presidenti che avrebbe dovuto fare sintesi sul lavoro generale delle singole circoscrizioni, quindi questo ha funzionato poco. Non bisogna ripercorrere lo stesso errore, perché veramente questi organismi che si andranno a creare, alla fine deve fare sintesi perché la Città è una e quindi ci vuole un incontro assembleare, poi si chiamerà come si vedrà, quindi si potranno studiare delle forme etc. in cui veramente si deve fare sintesi, per dare adito a quella Città diffusa di cui ci credo e - Pag. 35 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 vorrei che su questo ci riuscisse a trovare delle risposte in questo senso. L’elezione ovviamente – già lo diceva qualcun altro – nel momento in cui viene a decadere un organismo di natura politico amministrativa, è ovvio che bisognerebbe studiare le forme e i tempi giusti perché non essendoci più questa forma, contemporaneamente l’abbiamo già detto per Legge non è possibile, ma subito dopo o comunque trovare i tempi e i modi giusti perché questi nuovi organismi che si andranno a creare siano in qualche modo funzionanti e paralleli alla vita amministrativa normale del Comune ovviamente, altrimenti avrebbero un senso minore. Non bisogna perdere questo passaggio, perché secondo me è importante. Chiudo dicendo, è un invito questo proprio per ribadire il concetto che avevo detto all’inizio: qualsiasi forma che noi andremo a trovare e a studiare abbia veramente come obiettivo prioritario la partecipazione dei cittadini. Cons. Cecchini: Volevo innanzitutto iniziare con un invito a chi organizzerà tutti questi lavori. Credo sia importante invitare alla discussione, oltre che la Commissione, che avvieremo con le commissioni anche gli attuali Presidenti di Circoscrizione, che secondo me forse era opportuno invitarli anche in questa occasione, perché con la loro esperienza possono dare un contributo importante su un argomento che li ha visti primi attori e che quindi possono portare delle informazioni di tipo fondamentale per la discussione, per vedere come la partecipazione è stata vissuta dai cittadini e quali sono i punti deboli della partecipazione attuale e i punti di forza, cioè valutare in altre parole insieme ai Presidenti di Circoscrizione l’esperienza fin qui condotta, in vista anche delle trasformazioni decise dalla Finanziaria 2008. Molto è stato fatto nelle nostre circoscrizioni, anche se agli occhi di molti anziché vedere i grandi sforzi attuati e le numerose attività svolte si vedono i costi e le spese, come se la democrazia e la partecipazione si possono pesare solo un’attribuzione dei costi che si hanno. È inutile ricordare ciò che è stato fatto, occorre guardarsi intorno e continuare con la strada intrapresa. Assessore, volevo capire perché ha detto che forse non si chiama decentramento o forse ho capito male… (intervento fuori microfono) perché mi sembrava inutile distinguere e ricordare che la partecipazione e il decentramento non sono le stesse cose, perché partecipare non è assistere alle decisioni degli altri, partecipare non è solo essere informati su quanto fanno le amministrazioni comunali, partecipare non è solo controllare, controllare da parte dei cittadini è un dovere e fa parte sicuramente di un procedimento amministrativo che deve essere mantenuto, però partecipare significa anche prendere parte e quindi prendere parte come utenti a una prestazione, come nel caso dei servizi decentrati, prendere parte a una scelta significativa partecipando a una decisione da prendere, voglio dire che queste sono forme di decentramento anche amministrativo, perché nel momento in cui si coinvolgono le circoscrizioni su atti da prendere sicuramente sono forme di decentramento amministrativo. Ritengo che… (interruzione di registrazione) rapporti capillari con le associazioni del territorio, nei cui riguardi spesso si è assunto sempre un atteggiamento non sempre corretto e quasi considerandole estranee alla partecipazione dell’attività. Chiaro che nella Città di Pesaro le nuove circoscrizioni non potranno avere un ruolo – lo dice già la Legge – che hanno nelle città grandi come Milano e Roma, ma si tratta prima di tutto di verificare in quale modo deve essere mantenuto il rapporto tra l’Amministrazione Comunale e la qualità e la quantità dei poteri assegnati. Credo che bisogna trovare secondo me un fondamento pregnante di quello che dovranno essere le nuove circoscrizioni e questo è l’invito che faccio e l’invito che ho detto all’inizio di invitare ai lavori anche i Presidenti di Circoscrizione, ai lavori che faremo nelle varie commissioni. Cons. Tonucci: È già stato detto molto, quasi tutto, quindi forse ripeterò alcune cose. Sono un convinto sostenitore delle circoscrizioni, quindi voglio ribadire alcune cose. Io credo che sia una ricchezza che dobbiamo sapere utilizzare. Credo che i costi delle circoscrizioni sono i costi della partecipazione alla democrazia da un lato e un costo dall’altro per portare i servizi più vicino ai cittadini, quindi queste due priorità e queste due funzioni che vengono delegate alle circoscrizioni sono importantissime per la funzione democratica che si svolge nella Città. Naturalmente è evidente che ci sono delle circoscrizioni che in questo momento sono più - Pag. 36 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 stanche, sono meno attive e invece ci sono dall’altro delle circoscrizioni che sono più vivaci, innovative, che portano esperienze, che sono secondo me anche motivo di riflessione per tutto il Consiglio Comunale e anche per come poi potere veramente sfruttare queste esperienze anche nel futuro per le circoscrizioni. Adesso non so come andremo a riscrivere questo capitolo sulle circoscrizioni, ma sicuramente ci sono degli elementi che vanno valorizzati e che vanno portati fino in fondo. Mi riferisco ai volontari, i volontari del verde, i nonni vigile, il fatto di fare partecipare anche persone all’attività del proprio quartiere, della propria città, che magari facendo questa attività si sente utile alla società, quindi sta dentro un processo che è molto utile e che lo fanno le circoscrizioni piuttosto che i servizi sociali a volte. Credo che queste funzioni vanno salvaguardate. E certo che potere quantificare i costi dei servizi decentrati depurati dai costi della macchina politica, non so come chiamarla, adesso abbiamo il Presidente che viene remunerato, i Consiglieri che vengono remunerati, esiste un segretario che sta dietro alla politica, tutti questi costi che probabilmente non ci saranno più… (intervento fuori microfono) quantificato in 113 mila Euro, 113 mila Euro sono un’inezia secondo me, una goccia nel mare della politica nel discorso della partecipazione per tutto quel discorso che abbiamo fatto finora, perché gli altri costi sono comunque costi dei servizi decentrati e quindi sono costi che avremo anche dopo questo passaggio. Ancora di più vorrei invitare questo Consiglio Comunale, ho visto oggi abbastanza unito nel cercare di mantenerle queste circoscrizioni, quindi invito veramente il Consiglio Comunale a affrontarlo seriamente questo tema. L’ultimo passaggio che vorrei fare è anche un elemento che ha toccato il Cons. Di Domenico, è il fatto di cercare di non spersonalizzare questi Consiglieri di Circoscrizione, non so in che modo verranno legittimati a fare la politica nel quartiere, perché se vengono nominati mi sembra cosa che è una spersonalizzazione, quindi dovremo trovare delle forme per cui queste persone che andranno a fare politica nel loro territorio, che andranno a tenere insieme, che cercheranno una coesione sociale, che conoscono i problemi del loro territorio, che daranno un contributo non solo per il quartiere ma per l’intero Comune quindi un contributo in più per la Giunta Comunale e per il Consiglio Comunale, in qualche modo vengano legittimati. Cons. Vimini: Inizio fugando ogni dubbio, Di Domenico diceva che il dibattito va affrontato senza ipocrisie e la prima ipocrisia che voglio fugare è rispetto al provvedimento. Io credo che sia stato un errore grossolano profondo del Governo precedente, del Governo Prodi questo provvedimento che interveniva senza conoscere evidentemente molte realtà. Il profondo errore dietro a questo in realtà è un vizio di molti governi, ma ribadisco che questa è stata fatta dal Governo Prodi, di privarsi in un dibattito che era partito per tagliare cose ben più consistenti si è arrivati al comune denominatore che probabilmente dava meno fastidio a tutti i partiti e ci metto anche solamente quelli che sostenevano la passata maggioranza e credo che sia stato un errore, perché in realtà come Pesaro in particolar modo, poi è vero che parliamo anche di realtà dove tra luci e ombre il livello di decentramento era più avanzato, vediamo cosa rischiamo di perderci. Con la stessa chiarezza voglio dire a Di Domenico che non c’è nessuna ipocrisia neanche rispetto ai livelli politici, nel senso che qui nessuno nega, almeno da parte del mio Gruppo consiliare, che i livelli di rappresentanza, i livelli spesso di intermediazione, di rapporto con il territorio siano invece fondamentali e io credo sia fondamentale anche che abbiano una qualche corrispondenza diretta tra la rappresentanza e come questi vengono nominati, non semplicemente magari un assembramento di sigle perché magari una testa una sigla, penso una cosa che è stata anche utile in questi anni perché ha permesso di svolgere e poi c’è anche Nardelli che è stato Presidente di una Circoscrizione e questa cosa la capisce meglio di me che per esempio non ho avuto questo tipo di esperienza, ma ne seguo l’attività e di quanto questo sia importante a un corretto governo del territorio. È sbagliato, Alessandro, quando dici che e poi ognuno ha le sue previsioni rispetto allo sviluppo anche dell’organizzazione della vita amministrativa, però io non vedo un Sindaco che anche dotato di superpoteri come sarà in questa legislatura, riesca da solo semplicemente lavorando un po’ di più, anche perché normalmente vedo l’agenda del Sindaco e non - Pag. 37 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 credo che possa lavorare di più, ma questo come altri sindaci, andare a calarsi nelle realtà dei quartieri, capire i problemi prima che si formino etc. etc., è un lavoro che o fanno le persone con il loro contributo disinteressato, o difficilmente riesce. Saranno molte le contraddizioni che si andranno, chiunque amministrerà la prossima volta, a scontrare sul livello amministrativo e come togliere tutti i livelli (sic) l’ospedale, uno va direttamente all’ospedale (sic). Spesso la Circoscrizione svolge anche questo tipo di mansione e su questo invito a una riflessione, così come questo ho avuto modo di chiarirlo, non partiamo da zero, qualcuno dice che partiamo da zero: non partiamo da zero perché abbiamo già avuto un paio di commissioni su questo tema, tre se considerate anche (sic), non partiamo da zero perché un dibattito in questa direzione già c’è stato e in uno dei dibattiti precedenti – lo riporto a livello di aneddoto – un rappresentante dello schieramento a noi avverso diceva “così si tolgono le circoscrizioni e vi ricostruite il giocattolo di consenso etc.”. Io ho avuto modo di spiegare, però come Partito Democratico abbiamo attualmente 15 circoli praticamente uno ogni quartiere e se dovessimo guardare alla stretta utilità di partito, nel momento in cui le circoscrizioni verranno chiuse i cittadini invece di andare dai propri rappresentanti normalmente eletti nei vari schieramenti, spesso anche di liste civiche, andranno da chi politica nel territorio rimane a farla, perché la fa già tuttora, quindi non so quanto sia anche producente da parte dell’attuale minoranza vedere come fumo negli occhi il fatto che invece è a dei livelli che possono essere, con regole da decidere insieme, eletti nei territori su basi civiche, su basi che si decideranno, possano mantenersi, perché comunque credo sia un patrimonio spendibile per tutti. Credo che nel dibattito di oggi ci siano stati diversi spunti interessanti, mi è sembrato un po’ troppo di chiusura l’atteggiamento di Nardelli, ma vorrei provare a recuperarlo prendendo la parte buona dei ragionamenti che sono venuti dall’opposizione secondo me. Credo che sia stato un gesto importante da parte dell’ufficio di Presidenza decidere “va beh non andiamo con un documento precostituito” perché comunque (sic) sulla parola, sulla virgola etc., però innanzitutto mi sarei aspettato anche un po’ più di patos nella seduta odierna, visto che si tratta di un tema fondamentale che si portato avanti impegnerà a una modifica dello statuto, quindi anche una cosa su cui è necessaria forse un po’ più di partecipazione e di approfondimento. Però credo che il rischio, se oggi non mettiamo almeno un punto fermo di una riga nero su bianco, sia quello di fare scorrere molto i tempi, separando tra l’altro io credo le questioni, perché semplificando credo che il messaggio che dovremo dare come Consiglio Comunale, non come maggioranza o come opposizione, anche perché molte realtà del nostro territorio, penso ai quartieri e alle frazioni, non a caso ho parlato già in questo senso un’altra volta, non parlo di periferie ma di quartieri e frazioni, perché se vogliamo mantenere quartieri e frazioni con le loro identità e le loro possibilità anche di sviluppare la propria specificità territoriale e anche la propria capacità di mediazione di quelli che sono i complessi fenomeni sociali che si vengono a creare in realtà più lontane dal centro, dovranno potere mantenere un proprio livello organizzativo. Per questo credo che dovremo dare innanzitutto come Consiglio Comunale tutti un segnale forte nel dire che, siccome la Legge finanziaria 2007 interviene sui livelli politici e rappresentativi, innanzitutto è un patrimonio di tutta la Città e di tutto il Consiglio Comunale l’attuale decentramento dei servizi e delle funzioni, dall’anagrafe a tutte le cose che sono state ricordate da Michele e che trovate benissimo nelle schede che sono state distribuite, quindi in un clima anche di confusione che a volte si può generare da un dibattito che non sempre si riesce a fare uscire nella maniera corretta, mi piacerebbe che passasse il messaggio che soprattutto per le realtà più lontane dal centro, nonostante il taglio della Finanziaria 2007, dall’anno prossimo ci sarà un servizio in più o almeno lo stesso livello di servizi in una riorganizzazione, che poi la Giunta Comunale e l’Assessorato al decentramento potrà fare rispetto all’attuale. Detto questo, credo che sia altrettanto patrimonio del Consiglio Comunale ragionare di una formulazione di come potere arrivare a una forma di rappresentanza, fermo restando i costi che non ci possono essere per l’Amministrazione Comunale, non riprendo la questione che le istituzioni attualmente costano 113 mila Euro e ne producono solamente in termini di ricerca, di pubblicità, di contributi per i singoli corsi che - Pag. 38 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 vengono organizzati, in termini di entrate ne producono almeno 13 mila in più e quindi saldo attivo, quindi ritorno alle motivazioni iniziali ma vuole essere anche un elemento di ragionamento rispetto a non vedere questa cosa con estremo timore. Fermo restando che per legge in ogni caso dovremo fare una proposta che non preveda costi per l’Amministrazione Comunale o soprattutto che non preveda la retribuzione dei rappresentanti, fermo restando contro non ci potrà essere da parte di qualsiasi cosa che verrà individuata la gestione diretta di risorse e la gestione contestuale, io credo che ragionare sul resto sia utile a tutti e è per questo che mi sono appuntato, sentendo anche i vostri discorsi, una pagina che se volete possiamo distribuire. Vi invito a valutare, può essere un punto di partenza per innanzitutto fugare il dubbio che si voglia procrastinare il dibattito più in là possibile, per arrivare fuori tempo massimo e non riuscire in questa legislatura a dare una risposta, perché altrimenti se ne riparlerebbe tra 5 anni e il problema sarebbe secondo me grave, siamo già a ottobre inoltrato. Avevo formulato un’idea di questo tipo: che il Consiglio Comunale, alla luce del dibattito odierno, dia mandato alla Giunta Comunale, a Gambini, al Sindaco di innanzitutto elaborare un progetto di riorganizzazione del decentramento che mantenga l’attuale articolazione decentrata dei servizi nel territorio, quindi una riorganizzazione anche sapendo e non negando le cose che erano da aggiustare, da potenziare in alcune zone e magari da semplificare nelle zone più vicine al centro, dove certe esigenze potevano esserci in maniera minore, e l’altra invece di lavorare di concerto con le commissioni decentramento e affari istituzionali - poi ho aggiunto perché ne avete parlato anche degli attuali Presidenti di Circoscrizione, che possono essere da questo punto di vista riferimento importante - all’elaborazione di una proposta di modifica statutaria da discutere in Consiglio Comunale, io suggerirei anche a questo punto entro il mese di novembre 2008, perché altrimenti andiamo abbastanza in là, che delinei una forma di rappresentanza dei territori che consenta di continuare a svolgere una forma di rappresentanza di territori che consenta di continuare a svolgere attività di promozione sociale e di proposta progettuale e di partecipazione che viene attualmente oggi svolta dalle circoscrizioni. Tra l’altro la proporrei se siete d’accordo anche per punti, in modo che se a uno proprio il livello politico di intermediazione non gli va giù possa anche fermarsi all’ovvio, dire che è importante mantenere i livelli dei servizi perché soprattutto nelle zone più lontane dal centro questo è assolutamente fondamentale, ma anche il secondo punto almeno per come l’ho buttato giù e magari se c’è da sospendere un secondo lo farei distribuire, dice l’ovvio: dice non rinunciamo a tutto, ma lavoriamo in un mese e mezzo con le commissioni e con eventualmente i Presidenti di Circoscrizione, insomma i livelli di coinvolgimento che si vorrà creare, associazioni territoriali etc. per formulare una proposta di modifica. È chiaro che non c’è nessuna imposizione, tutto passerà per le commissioni consiliari, tutto passerà per un voto – l’ha ricordato Nardelli o Di Domenico – di modifica statutaria e quindi (sic) però è chiaro che è uno stimolo per tutti a lavorare alla convergenza dei due terzi. Chiederei di potere distribuire la copia di questa bozza. Mozione presentata dal Cons. Vimini sulle circoscrizioni comunali Cons. Catalano: Faccio un passo indietro rispetto a quello che ha detto il Cons. Vimini, che giustamente vuole portare a casa un risultato che potrebbe essere una conclusione. Però torno indietro perché volevo cercare di dare nuovamente un respiro un po’ più ampio alla discussione, qualcosa ha detto Galdenzi ma volevo tornarci sopra. Dobbiamo cogliere questo problema della Finanziaria che ha tagliato le circoscrizioni come un’opportunità di correggere magari alcuni difetti che l’applicazione delle circoscrizioni ha dato. Che ci sia un valore nel decentramento in termini di servizi e di partecipazione è fuori dubbio, però per quanto riguarda i servizi mi sembra che siamo tutti d’accordo, c’è già un’organizzazione, un sistema collaudato e consolidato, ci mancherebbe altro che noi lo togliessimo! Quelli sono servizi alla comunità e come tali vanno mantenuti e semmai potenziati. Qualcosa c’è da dire invece per quanto riguarda la partecipazione. La partecipazione dà l’idea, com’è stata realizzata nell’esperienza o come perlomeno viene mediata sembra che sia la - Pag. 39 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 possibilità del cittadino di intervenire, ma soprattutto nelle cose che lo riguardano molto da vicino e questa non è una cosa cattiva, è una cosa buona, però questo ha portato probabilmente alcuni degli aspetti negativi poi anche delle circoscrizioni, magari quelli che sono capaci di lavorare di più hanno qualcosa di più, quelli che sono capaci di lavorare meno hanno qualcosa di meno e si crea una specie di disagio e di rivalità, o comunque del sentirsi penalizzato nella Circoscrizione rispetto a un’altra. Secondo me affrontando il lavoro di vedere come fare per mantenere comunque questo attacco con il territorio, che la Finanziaria non permette più, lo dobbiamo cogliere come un’opportunità per creare qualcosa di più, quello che diceva prima anche Galdenzi. La partecipazione va bene, ma è il momento che l’Amministrazione Comunale, che il Sindaco, che la Giunta Comunale, che i Consiglieri propongano nuovamente alla Città un progetto forte, che recuperi in maniera forte l’identità che siamo un’unica città, che siamo un corpo unico, in modo tale che le persone quando parlano dei propri problemi sappiano vedere, perché il Sindaco o la Giunta Comunale glielo sa fare vedere, che c’è anche un progetto di Città in cui è inserito il suo piccolo problema, ma che c’entra moltissimo con il progetto della Città. Faccio un esempio: sì sarà importante il marciapiede o il lampione che sono cose importantissime, ma se il Sindaco e la Giunta Comunale fanno vedere a tutti i cittadini come sia importante che ci sia una viabilità che è capace di mettere rapidamente in collegamento tutte le parti della Città, o comunque quando si fa un progetto culturale, di eventi deve essere qualcosa che riguarda tutta la Città, poi appare come se fosse un unico organismo. Va bene la partecipazione, va bene conservare la possibilità ai cittadini di intervenire, ma deve esserci un’azione forte del Sindaco, della Giunta Comunale, dell’Amministrazione Comunale di presentare ai cittadini un progetto forte che permetta a ciascuno di sentirsi parte propria di un organismo unico. La Città diffusa è un unico ente che chiaramente vive in maniera diffusa. Questo probabilmente mette al riparo, non al riparo del tutto ma protegge dalla sensazione delle disparità che ci possono essere da uno all’altro… chi è che mi contrasta il possesso completo dell’attenzione del Sindaco?! Perché sono concetti che a me sembrano abbastanza importanti, li sento, però non è facile parlare di queste cose. Pensavo, tornando sul concetto, che i servizi sono fuori discussione, sulla partecipazione credo che bisogna cogliere l’opportunità di ripresentare fortemente quello che magari c’è già, ma comunque di riproporre alla Città un forte progetto complessivo di città che recuperi l’identità di essere parte della stessa comunità, tagliando chiaramente i rischi anche della disparità e recuperando proprio. Mi è capitato di parlare con delle persone che vivono abbastanza lontane dal centro, per esempio l’ospedale viene sentito meno come problema che un ripetitore che è vicino al proprio condominio e questo non perché l’ospedale sia importante e il ripetitore no, ma perché mi hanno dato una percezione come se loro pensassero di vivere su un altro pianeta. Secondo me c’è un po’ di lavoro da fare in questo recupero di un forte senso di identità che se abito nel tale quartiere non è diverso se abito nel centro. Volevo proprio sollecitare il gruppo di lavoro e le commissioni a vedere il problema anche da questo punto di vista. Sindaco: Anch’io ritengo molto importante questo dibattito e la diversa modalità con cui si apre questo percorso di modifica del nostro statuto per potere reintrodurre uno strumento importante come la partecipazione diffusa nel territorio al governo della nostra Città, della nostra comunità. Pesaro ha iniziato questa esperienza quando ancora la Legge non prevedeva le circoscrizioni, è stato sempre un faro, un punto di riferimento nazionale, mi ricordo anche il convegno che ricordava i 30 anni dalla nascita delle circoscrizioni, l’esempio di Pesaro, i suoi regolamenti, la sua innovazione sono sempre stati in campo nazionale e internazionale un significativo punto di riferimento. Per i nostri partner sentire che la Finanziaria abrogava questo sistema, quando loro lo prendevano come modello, qualcosa ha fatto. Purtroppo cos’è successo? Sono state mantenute quelle circoscrizioni delle grandi città, quelle che erano indicate come scandalo dove il Presidente aveva l’auto blu, dove i Consiglieri prendevano praticamente uno stipendio, con tanto di struttura, segretari etc., portavoce e compagnia cantante, quelle ci sono ancora perché la Legge - Pag. 40 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 fa salva la possibilità sopra i 100 mila abitanti, per noi invece con il nostro modello di circoscrizioni, che secondo me producevano ricchezza più che sottrarla, invece non le possiamo più avere per legge. Questo non ci impedisce, perché rispetto a 38 anni fa quando il Comune di Pesaro inventò le circoscrizioni, i quartieri si chiamavano quella volta, prima della Legge, non ci impedisce grazie a un rafforzamento di quella che è l’autonomia statutaria dei comuni di riproporre modelli di partecipazione. Do un giudizio delle circoscrizioni, lo sapete l’ho sempre dato molto positivo in questi anni, con anche le differenze tra l’uno e l’altro e le esperienze che abbiamo fatto. Parto dall’ultimo esempio che diceva la Pina Catalano, dice “si parla solo della buca davanti casa e dell’antenna davanti al condominio”, noi abbiamo fatto per esempio un ciclo di incontri sulla salute grazie anche all’apporto delle circoscrizioni che hanno sostenuto le iniziative, dove invece quello che veniva fuori erano i bisogni letti direttamente dal cittadino: si parlava di salute e non c’era l’idea di grandezza, nessuno ha chiesto “vogliamo un grande ospedale”, ma parlavano dei servizi, dei tempi di risposta, della qualità della risposta che veniva data, del parcheggio vicino all’ospedale, parlavano dei problemi che loro affrontano realmente, quotidianamente e che vogliono vedere risolti, quindi le liste d’attesa erano il numero uno delle preoccupazioni, il secondo punto era il problema del dovere andare lontano a trovare risposta rispetto a determinati servizi, più questioni come il parcheggio o cose di questa natura. Tutto sommato è uno specchio interessante dal punto di vista loro ma anche dal punto di vista nostro, perché invece abbiamo avuto ragionare sul modello che abbiamo sviluppando in termini di risposta alla salute sui servizi, alcuni dei quali si stanno attivando proprio nella fine di questo 2008, per esempio la riabilitazione è un tema che è venuto fuori con forza, perché per le famiglie costituisce un carico interessante, quindi le circoscrizioni come mezzo, come strumento di partecipazione hanno dato una buona risposta. Per quello che dice Di Domenico, non è che da qua non si è capaci di governare la Città e ci mancherebbe, si è in grado di intervenire, muoversi e fare scelte, ma c’è un valore aggiunto che arriva da chi vive nel territorio, che è proprio l’esperienza del quotidiano, delle relazioni, che hanno un altro livello e un’altra relazione, che sono in grado sul tuo progetto di produrre proposte e idee che poi sei libero di accogliere, perché viene mantenuta la piena sovranità del Consiglio Comunale e della Giunta Comunale ognuno tra le proprie prerogative, ma che certamente è un punto di vista interessante con il quale vale la pena confrontarsi, perché è portatore di qualcosa in più rispetto a quello che si è in grado di cogliere dal punto di vista centralizzato, è il valore del decentramento, è il valore della partecipazione sono le radici, sono le caratteristiche che hanno ancora oggi i nostri quartieri in gran parte, non tutti, di avere una loro identità e una loro dinamica in termini di vita sociale e di relazione, anzi quello che osserviamo è che i quartieri più problematici sono proprio quelli che perdono questa dimensione, dove la Circoscrizione ha dimostrato di sapere ricucire laddove si stavano sfaldando le relazioni tra le parti, in grado di ricucire patti significativi che tengono insieme gli attori protagonisti del territorio dentro una forte progettualità, che poi restituisce identità e forza alla vita e alla partecipazione nei quartieri e nelle varie parti del nostro Comune. Ecco perché è importante questo lavoro, perché non possiamo perdere questo bene, non possiamo perdere questo patrimonio. Intanto grazie alla Finanziaria lo ripuliamo degli aspetti materiali che tanto hanno solleticato le fantasie dei lettori della Casta, chissà i nostri Presidenti, i nostri Consiglieri di Circoscrizione che vita da nababbi facevano, erano 4 soldi ieri, saranno 0 domani, ma il grosso della loro attività era volontariato e lo faranno a pieno. L’appunto di questo elemento se non altro chiarisce che è un impegno che lo si fa puramente disinteressatamente, a favore del proprio territorio. Stessa cosa per i Consiglieri comunali, dice “a me hanno fatto avere 28 Euro”: neanche la benzina per arrivare fino in Comune! Mentre gli altri aspetti, per quello credo che sia importante dare il valore a questo percorso, ma rendersi conto che grazie al lavoro che abbiamo fatto molto abbiamo. Ho visto un regolamento ripulito delle cose che non si possono più fare, mantiene il 90% delle prerogative delle attività, in Commissione si può andare a vedere e si vede che già la base regolamentare sostanzialmente ce l’abbiamo. Sono proprio le forme di elezione, di formulazione delle liste, del meccanismo proprio elettorale da reinventare, con oltretutto delle - Pag. 41 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 possibilità, ho sentito il dibattito in maggioranza, dibattito che possono fare tutte le forze, ci sono anche dei meccanismi che permetterebbero di sfruttare indirettamente le elezioni amministrative e quindi non comportare un Euro in più di spesa in termini… (intervento fuori microfono) come erano i quartieri negli anni 70, funzionavano così: partivano dai risultati delle amministrative e su quelli facevano i quartieri, quindi per dire che tra le forme ci sono anche quelle che se vogliamo nuovamente, proprio con un certo rigore nei confronti della Legge, fatta a posta per non avere dei costi e tutto ciò che comporta chiamiamolo un costo può essere attaccabile da questo punto di vista, abbiamo dei meccanismi che ci permettono anche di fare questa scelta o di farne altre, o di allargare, o di fare sistemi misti, però rendiamoci conto che questo è il nodo che secondo me ha bisogno di essere chiarito, discusso, affrontato con le filosofie che vogliamo mettere in campo, ma che comunque permettono di coinvolgere tanto i cittadini nel governo della Città. Nell’idea della partecipazione c’è un’idea di democrazia, le due cose sono collegate: è proprio un’idea di democrazia quella di avere o non avere la partecipazione. Se uno guarda i paesi dove esistono esperienze di questa natura e dove non esistono, normalmente quelli dove ci sono sono quelli a maggiore contenuto democratico, dove il valore della democrazia è più sentito e più forte. I sistemi autoritari tendono sempre a centralizzare la decisione, a fare in modo che tutto stia nelle mani di pochi, di pochissimi, quindi è anche un indice positivo in termini proprio di idea della democrazia stessa. Quest’altro è anno elettorale, la Finanziaria l’hanno fatta l’anno scorso e il prossimo è anno elettorale, noi volevamo avere questo dibattito prima dell’estate, c’è stato chiesto di rimandare per dare tempo a tutti di fare le proprie valutazioni, però non possiamo arrivare neanche troppo in là, perché dopo il rischio diventa un altro: di mescolarsi in quella che può essere la dinamica elettorale. Direi che in forza dei documenti che abbiamo e delle qualità che abbiamo e che il contenuto della discussione può essere limitato a pochi aspetti, possiamo darci anche una scadenza possibile, in modo che per la fine dell’anno questo dibattito l’abbiamo chiuso. Voglio sottolineare sul finanziamento, perché anche questa è una riflessione per me interessante. Noto che nelle azioni delle circoscrizioni ci sono delle attività che a me piacciono moltissimo e altre che mi piacciono meno, ho cercato di capire quale fosse l’elemento e è evidente che sono più forti quelle iniziative che hanno dietro una progettualità, in secondo luogo una progettualità che coinvolge più soggetti su progetto. A Villa Ceccolini due domeniche fa c’è stata una passeggiata ecologica in bicicletta, il punto di ritrovo, il coinvolgimento delle scuole, dei soggetti di volontariato che operano nel quartiere e del mondo dell’agricoltura che aveva preparato la merendina, mettendo insieme le energie di quella realtà è venuta fuori un’iniziativa bellissima, una domenica mattina insieme alla gente che ha permesso di incontrarsi, socializzare e condividere valori positivi intorno al tema dell’ambiente. Oppure quello che fa la Circoscrizione di Iacopini nel Parco Mirafiore, quelle serate sul teatro (sic)… (interruzioni) sì il Parco nel Parco, ha una partecipazione spaventosa di persone che secondo me, se non ci fosse quell’esperienza, al teatro non ci andrebbero mai, quindi trasporta con sé un valore in termini di coinvolgimento, di allargamento di visuale, di apertura e di disponibilità molto interessante, ben strutturata. Nulla ci vieta, visto che non lo possiamo più fare l’attribuzione di risorse dirette alle circoscrizioni, un meccanismo che consenta la partecipazione per progetti a risorse che è una quota di bilancio partecipato, ma dove non accedo automaticamente “dammi mille Euro, faccio quello che mi pare”: no, ci accedo perché propongo progettualmente un’idea che è un’idea di coinvolgimento, di forza, di capacità attrattiva, di valore all’interno della progettualità più complessiva, il valore della cultura, il valore dell’ambiente e le propongo dentro questo meccanismo. Abbiamo anche la possibilità, come dicevamo in forza delle limitazioni, di proporre modelli nuovi se volete ancora più coinvolgenti e efficaci, perché hanno una selezione proprio sulla base di questi elementi, sul fatto che coinvolgono e sul fatto che hanno forza all’interno di una comunità. Vale anche per i lavori, perché se c’è un progetto di aprire un sentiero, una passeggiata che permetta di godere e di fruire meglio una zona, perché non posso accedere a risorse che riguardano la manutenzione per fare questo tracciato e farci iniziative e lavorarci intorno?... (intervento fuori microfono) oggi ce l’hanno i - Pag. 42 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 soldi per le manutenzioni le circoscrizioni, però è la modalità che dovendo gestire queste risorse in maniera centralizzata, dove la partecipazione si gioca attraverso la progettualità. Abbiamo per me tutti gli strumenti per potere riproporre nel nostro territorio un modello decentrato di partecipazione etc., che sta dentro al lavoro fatto fino a oggi, che lo arricchisce di spunti se volete ancora più interessanti e coinvolgenti. Resta questa discussione sul meccanismo elettorale, dove abbiamo veramente un ventaglio ampissimo, dove possiamo quindi fare combinare gli obiettivi e i valori che ci diamo, diamoci anche un termine per non portare questo dibattito nel cuore della campagna elettorale, ma risolverlo entro la fine dell’anno. ascoltavo e pensavo di (sic) Conferenza dei capigruppo invece intendevo un’altra cosa, metterei la Conferenza dei Presidenti in qualche modo, in modo che tutti i territori siano. Possiamo aggiungere la Conferenza dei capigruppo e dei Presidenti al punto 2, il punto N. 1 lo possiamo eliminare. È accettato. Cons. Nardelli: In merito al documento che è stato distribuito, abbiamo detto che siccome qui dobbiamo andare a trovare una soluzione politica, che in qualche modo metta d’accordo maggioranza e opposizione, secondo me è necessario partire con meno vincoli possibile e quindi la nostra proposta è quella di eliminare il primo punto e di dire “il Consiglio Comunale alla luce dell’odierno dibattito sulle circoscrizioni comunali dà mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di” e andare subito al secondo punto “lavorare di concerto per” e se possibile dove c’è scritto “di concerto con le commissioni di decentramento e affari istituzionali” aggiungere “la Conferenza dei capigruppo”. Questa è la proposta. Segretario Generale: Tecnicamente è stato proposto un testo, quelli che sono gli emendamenti sono delle modifiche, perché non sono degli emendamenti che devono essere votati, perché qui siamo nella terra degli ordini del giorno e delle mozioni dove non si vanno mai a emendare con il voto, con le proposte, ma ci vuole l’accordo del proponente. Tra l’altro in questo momento è scaturito nel dibattito un testo con delle integrazioni che sono da tutti quanti approvate, quindi viene fuori questo testo che è stato presentato in corsa da parte del Consigliere comunale, ci sono delle modifiche che sono accettate da tutti, quindi si vota alla fine il documento che è scaturito dalla discussione, questo per ricostruire ai microfoni e anche per noi che lavoriamo. Se c’è l’accordo totale non c’è neanche bisogno di votarlo per singole parti. Cons. Vimini: Chiaramente a me stavano a cuore entrambe le formazioni, anche perché… (intervento fuori microfono) sì, più che un impegno di lavoro nostro era più un segnale alla cittadinanza e a chi nei territori decentrati opera, perché è vero anche che è una prerogativa che la si sta svolgendo, però che la Giunta Comunale può svolgere senza che sia investito di questo il Consiglio Comunale, quindi effettivamente poteva essere un di più aggiungerla, perché comunque è una cosa che già la Giunta Comunale poteva fare. Mentre il coinvolgimento del Consiglio Comunale nel secondo punto mi sembra il vero punto. Rispetto alla Conferenza dei capigruppo, non ho nessun problema, non fosse altro perché le commissioni sono aperte e quindi in caso possano partecipare non c’è nessun problema. Mi verrebbe a questo punto da aggiungere, prima Vicepresidente: Altri interventi in merito non credo siano necessari, perché l’esponente è stato abbastanza chiaro. Ora il Segretario Generale darà delle indicazioni sulle modalità attuative per questo percorso, perché non è stato presentato un documento da porre in votazione, però c’è la volontà di tutti di recepire quello che sono state le modifiche apportate. Durante la discussione risultano usciti il Presidente Coraducci, i Cons. ricci, Trebbi, Del Monte, Brisigotti, Bezziccheri, Ceccarelli L. e Tartaglione; i presenti sono ora n. 24 Vicepresidente: Rileggerei il passaggio che è stato modificato se ritenete opportuno, “alla luce dell’odierno dibattito sulle circoscrizioni dà mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di lavorare di concerto - non so dov’è stato inserito “i Capigruppo” - con le commissioni decentramento e affari istituzionali, la Conferenza dei capigruppo e dei Presidenti delle circoscrizioni all’elaborazione di una proposta di modifica statutaria etc.” come era già precedentemente scritto. Ovviamente il termine - Pag. 43 - Comune di Pesaro Consiglio Comunale SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008 rimane quello del novembre 2008, ho solamente integrato la parte che è stata. Pongo in votazione il documento che ho letto, è aperta la votazione. Esito della votazione: presenti 24, votanti 24, favorevoli 24. La mozione è stata approvata, alla prossima. La seduta termina alle ore 19,10. La seduta è tolta. Visto: IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE (Gerardo Coraducci) IL SEGRETARIO GENERALE (Luca Uguccioni) - Pag. 44 -