Comune di Pesaro
Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
Comune di Pesaro
Consiglio Comunale
RESOCONTO INTEGRALE
della seduta consiliare di
LUNEDI’ 20 OTOBRE 2008
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Seduta pubblica in prima convocazione
Sala del Consiglio Comunale del Palazzo Municipale
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PRESIEDE IL PRESIDENTE
GERARDO CORADUCCI
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SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
INDICE
Interpellanza presentata dal
Cons. Trebbi sul mercatino
ortofrutticolo…………………………... pag. 4
Interpellanza presentata dal
Cons. Trebbi sulla targa in
Via San Francesco……………………...pag. 5
Interrogazione presentata dal
Cons. Di Domenico sulla viabilità
di Calata Caio Duilio…………………...pag. 6
Dibattito sulle circoscrizioni
comunali in seguito alla modifica
dell’art. 17 del tuel ai sensi dell’art.
2 comma 29 della legge 24
dicembre 2007 n. 244…………………..pag. 27
Mozione presentata dal Cons.
Vimini sulle circoscrizioni
comunali………………………………..pag. 39
Cerimonia di premiazione
a Massimo Ambrosiani…..……………..pag. 8
Comunicazioni del Presidente…..…….pag. 10
Interpellanza presentata dal
Cons. Lo Conte sul monitoraggio
dei prezzi al consumo………………….pag. 10
Interpellanza presentata dal
Cons. Lo Conte su via Kolbe………….pag. 11
Interpellanza presentata dal
Cons. Cesarini sul video red…………..pag. 12
Interrogazione presentata dal
Cons. Tonelli sui proventi
contravvenzionali 2007 –
1° semestre 2008………………………..pag. 15
Interrogazione presentata dal
Cons. Tonelli sull’art. 208,
comma 4, del codice della strada
– proventi delle sanzioni
amministrative e pecuniarie…………..pag. 15
Mozione presentata dai
consiglieri Briglia e Trebbi
sulla stabilizzazione dei
precari di Marche Multiservizi……….pag. 16
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La seduta inizia alle 15,30
Il Presidente Gerardo Coraducci, con l'assistenza del Segretario Generale dott. Luca Uguccioni,
procede alla verifica del numero dei consiglieri intervenuti, e l'appello nominale dà il seguente
risultato:
ACACIA SCARPETTI Luca
BALDANTONI Giorgio
BALDUCCI Domenico
BALESTRINI Gastone
BETTINI Alessandro
BEZZICCHERI RENZONI A.M.
BIANCANI Andrea
BONATTI Rosaria-Rita
BRIGLIA Rito
BRISIGOTTI Dino
CAMBONI Lorenzo
CASSIANI Giovanna
CATALANO Giuseppina
CECCARELLI Giuliana
CECCARELLI Loredana
CECCHINI Roberto
CERISCIOLI Luca - Sindaco
CESARINI Massimo
CIANCAMERLA Silvano
CORADUCCI Gerardo
DEL MONTE Gabriele
DI DOMENICO Alessandro
EUSEBI Valter
FIUMANI Alessandro
GALDENZI Maris
GIORGI Franco
IPPASO Davide
LO CONTE Marco
MANENTI Monica
MEZZOLANI Corrado
NARDELLI Massimiliano
PAGNINI Alessandro
RICCI Matteo
ROSSI Carlo
SIGNOROTTI GENNARINI Milena
STAFOGGIA Walter
TARTAGLIONE Caterina E.L.
TONELLI Paolo
TONUCCI Maurizio
TREBBI Luciano
VIMINI Daniele
assente (entra nel corso della seduta)
presente
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
assente (entra nel corso della seduta)
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
presente
assente (entra nel corso della seduta)
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
presente
assente (entra nel corso della seduta)
assente (entra nel corso della seduta)
presente
presente
presente
presente
Accertato che sono presenti n. 31 componenti del Consiglio e che risulta pertanto assicurato il
numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta e nomina scrutatori i consiglieri
Pagnini,Balestrini e Catalano.
Prendono altresì parte alla seduta gli assessori Barbanti, Bartolucci, Gambini Gloriana, Gambini
Michele, Gennari, Pascucci, Pecchia, Pieri e Savelli.
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Presidente: Pieri risponderà per conto del
Sindaco su:
Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi sul
mercatino ortofrutticolo.
Leggo il testo.“L’iniziativa del mercatino del
produttore agricolo, che si svolge ogni
sabato mattina nel mercato all’ingrosso di
Via Toscana, ha riscosso molto interesse,
coinvolgendo tantissimi cittadini, tanti
cittadini, pertanto visto l’ottimo risultato
ottenuto interpello il Sindaco per sapere se
intende, seppure in via provvisoria,
effettuare un mercatino agricolo con le
bancarelle per il giovedì di ogni settimana in
Corso 11 Settembre, chiudendo il tratto di
fronte all’ex scuola Perticari Via Mastro
Giorgio – Mazzini affinché molti cittadini,
anche anziani sprovvisti di mezzi di
trasporto, possano utilizzare il sopra detto
mercatino a prezzi convenienti”.
Ass. Pieri: Ringrazio il Cons. Trebbi perché ci
dà la possibilità di portare all’evidenza anche del
Consiglio Comunale il mercatino tra produttori
agricoli, che si svolge ogni sabato nello spazio
antistante… (intervento fuori microfono) lo so,
ma è nello spazio antistante ancora, si sta
facendo il Mercato ortofrutticolo e del pesce, il
mercato all’ingrosso, si stanno facendo in questi
giorni tutte le verifiche per fare convivere la
parte dei produttori con i commercianti, con i
grossisti che arrivano all’interno del mercato
ogni mattina e quindi verificheremo questa cosa
da questo punto di vista.
La cosa vera è che l’iniziativa sta avendo un
successo al di là delle più rosee aspettative, che
ognuno di noi nel momento in cui è stato
proposto aveva avuto. Realizzarlo in qualsiasi
altra parte della Città è credo complicatissimo
dal punto di vista gestionale, probabilmente
ancora di più dal punto di vista dell’applicazione
dei regolamenti e della Legge regionale. C’è una
Legge regionale che non ci permette di istituire
nuovi mercati, a meno che non siano in strutture
come quella… quando dico “mercati” dico che
non siano cose straordinarie, Cons. Trebbi,
iniziative di pochi giorni rispetto a eventi, così
come lo propone lei, lo propone ogni giovedì
con cadenza settimanale e cadenza fissa, non è
possibile. Al di là di questo, anche pensare a una
struttura nel centro Città, abbiamo fatto queste
cose per cercare di portare fuori possibilmente il
traffico dall’ambito urbano e via dicendo,
iniziative di quel genere portano tanta gente,
portano tante macchine, fanno addirittura
chiudere un tratto di strada, mi sembra così –
però ancora non è una cosa esaminata – che sia
quantomeno complicato nel renderlo periodico
così come dice.
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Verificheremo se esistono le condizioni per
trovare spazi idonei da altre parti, in cui potere
realizzare iniziative di quel genere, anche se già
queste Farm come vengono chiamate, una per
città, sono un evento importantissimo. La
Coldiretti insieme al Comune di Pesaro è il
primo spazio che realizza nella Regione, poi lo
stanno esportando da come mi dicono a altre
realtà delle Marche. Così com’è oggi, così come
la propone lei è alquanto difficile realizzarla,
verificheremo se ci sono situazioni e condizioni
diverse per potere dare un qualcosa di simile a
quello che lei propone.
Cons. Trebbi: Grazie all’Assessore che ha
risposto con sollecitudine, da quello che si è
potuto capire non se ne farà niente, perché qui
andiamo a studiare e tutte queste storie.
Assessore, ha spiegato tanto bene, c’è il
problema della Regione, capisco tutte queste
cose, le conclusioni, Presidente, che lei è della
Coltivatori diretti…
Presidente: Ero, per entrare devo bussare!
Cons. Trebbi: Ha ancora ramificazioni in quel
campo! Ho capito che non se ne fa niente,
comunque ringrazio lo stesso l’Assessore, però
volevo ricordare all’Assessore che ieri c’è stata,
Assessore, la Madonna delle Grazie e tutte
queste cose, ma andate a vedere: c’era Palazzo
Granari e l’altro Palazzo Toschi Mosca che alle
8 erano ancora chiusi, ma fateli aprire per fare
andare dentro i commercianti! Alle 9.30,
Assessore, c’erano ancora le automobili in via…
(intervento fuori microfono) ma cosa c’entra?!
Io parlo con lei, è lei al commercio? C’erano
tutti i commercianti, era un via vai, in Via
Rossini non si camminava neanche a piedi e poi
anche all’Assessore alla mobilità Gambini, che
non sente mai da quell’orecchio e questo vale
anche per il Sindaco che è l’Assessore alla
Polizia urbana, fate il piacere durante il
mercatino di chiudere ai velocipedi il centro
storico, è una cosa veramente indecorosa! Fate
come vi pare.
Presidente:
Interpellanza presentata dal Cons. Trebbi
sulla targa in Via San Francesco.
“Incredibile ma vero!!! Un gruppo di turisti con
il dito sulla macchina fotografica e un altro dito
sul campanello del portone dell’ex Tribunale di
Via San Francesco, il tutto perché questi signori
hanno letto la targa posta al lato dell’ingresso
dell’ex Tribunale in cui vi è scritto “convento di
San Francesco dei frati minori conventuali”,
infatti data la vicinanza del santuario della
Madonna delle Grazie i signori turistici e anche
alcuni pesaresi hanno pensato che tale edificio
fosse abitato dai frati, ma certamente non
sapevano che i medesimi conventuali non vi
risiedono più, tutto questo perché sono stati tratti
in inganno dalla targa che dovrebbe recitare “ex
convento” per evitare l’inutile attesa.
Chiedo al Sindaco di farsi promotore presso gli
uffici competenti affinché si provveda all’esatta
dicitura della targa.
Ass. Pieri: Ringrazio il Cons. Trebbi
innanzitutto per avere messo in evidenza il fatto
che ci sono i turisti nella nostra Città, questa
cosa dà la possibilità di dire che vengono e
guardano anche cosa c’è scritto nelle targhe, la
seconda cosa è che ci dà la possibilità di parlare
in Consiglio Comunale di una cosa che è stata
apprezzata tantissimo, che è quella della
riclassificazione dei monumenti. Ne stiamo
facendo grossomodo 20 all’anno, il primo anno
sono state 38 o 35 le situazioni che sono state
censite e sono state segnalate, con un’unica
segnaletica: non ci sono nella nostra Città più 10
o 15 tipi di segnaletica per indicare un
monumento rispetto a un altro, sono targhe che
sono state progettate e realizzate tutte allo stesso
modo.
Consigliere, anche nel Palazzo della Prefettura
non abbiamo scritto che è il palazzo della
Prefettura, ma abbiamo scritto che è il palazzo
ducale: probabilmente lo sapranno i cittadini che
non ci abita più il duca e lo sapranno anche i
turisti, però è una prassi consolidata in Italia e
nel mondo che si segnali il monumento per
quello che era all’origine e non per quello che
sono state le destinazioni degli anni successivi.
Comunque tra qualche mese quell’inconveniente
non ci sarà più, in quanto per il 90% dei casi i
turisti andranno a visitare o verificare quella
cosa e ci saranno gli uffici dell’Amministrazione
Comunale che saranno aperti, per cui
l’inconveniente di pensare che vengano i frati a
aprire il convento sarà molto difficile che
accadrà nuovamente.
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Cons. Trebbi: Anche qui l’Ass. Pieri mi viene a
dire che tra qualche mese non ci sarà più quella
targa, quindi lei ha speso i soldi dei
contribuenti… (intervento fuori microfono) tra
qualche mese sostituirà la targa, cosa fa? La
lascia lì?! Sono tutte sbagliate, Assessore, lei la
deve smettere di fare il bello e il suo porco
comodo nella nostra Città, ha capito?! Quanto
costa questi intrallazzi che lei fa? Milioni ha
speso lei, quasi 50 o 100 milioni… (intervento
fuori microfono) no, ci sono delle deliberazioni,
lei non faccia “e”!
Adesso la smetto per queste cose, ieri mi sono
incontrato con il vescovo e a Bettini gli ho detto
che il vescovo era a inaugurare agli Orti Giuli il
bar, lei Assessore però ha poco da ridere, lei è
l’artefice di tutte queste cartine che sta facendo
in Pesaro, ha scritto due volte Via del Teatro e in
continuazione sta facendo delle cose con le sue
cartine, addirittura mette l’archivio di Stato in
Via Duca della Robbia: sono tutte stupidaggini
che i suoi collaboratori stanno facendo.
Unitamente a questo, lei trae in inganno anche
alla Marche Multiservizi, perché dovrebbero
sapere che non esiste più la Via Benelli ma esiste
Via dell’Annunziata e questi grazie a lei
continuano… (intervento fuori microfono) sì,
grazie a lei perché leggono quello che scrive lei!
È ora di smetterla di fare queste cose, bisogna
fare qualcosa di più serio nell’interesse della
Città.
Presidente: È arrivato nel frattempo il Cons. Di
Domenico, possiamo fare questa interrogazione
e poi facciamo l’appello.
Interrogazione presentata dal Cons. Di
Domenico sulla viabilità di Calata Caio
Duilio.
Risponderà il Sindaco.“Con la presente il
Consigliere comunale del Popolo della Libertà,
premesso che dal transito dei mezzi pesanti
derivante dal commercio degli inerti distribuiti
su più vie e zone del porto, oltre alle questioni di
inquinamento e di sicurezza stradale, è stato
posto il problema della vibrazione che
sviluppano i mezzi pesanti sulle abitazioni e sul
rumore che arrecano, nonché alle stesse sedi
stradali;
Constatato che dopo la pausa estiva il
commercio degli inerti è ricominciato e il
transito dei mezzi pesanti è stato dirottato tutto
su Calata Caio Duilio, interrogo Sindaco,
Assessore preposto e Giunta Comunale su 1)
come mai questa decisione è stata presa e chi
l’ha assunta, 2) quante chiatte potranno
ormeggiare al porto di Pesaro alla settimana, 3)
c’è la possibilità che vi possa essere una
riduzione di tali attracchi, 4) se saranno previste
delle variazioni della viabilità oppure la scelta è
definitiva.”
Sindaco: Chiedo scusa, la settimana scorsa non
avevo letto l’interrogazione perché non era stata
girata a me, altrimenti avrei risposto anche
direttamente la settimana scorsa, ma proprio non
l’avevo guardata e quindi abbiamo deciso di
cambiare destinatario, perché sono quello che ha
seguito direttamente la questione.
L’origine, la motivazione è nata proprio con una
partecipata assemblea che abbiamo fatto nella
Parrocchia del porto, dove numerosi soggetti,
cittadini che abitano nella zona porto o in
generale avevano sollevato una serie di
questioni, una di carattere generale molto sentita
era il tema del controllo: dicevano che era
importante rafforzare il controllo soprattutto
sulla velocità dei mezzi, perché il tema delle
vibrazioni che viene citato in premessa è
direttamente in funzione della velocità.
Sappiamo benissimo che un mezzo scarica
energia in proporzione al quadrato della sua
velocità, quindi un mezzo che va a 50 rispetto a
un mezzo che va a 30 scarica 4 volte l’energia
dei 30 all’ora, quindi fare girare i camion un po’
per tutto il porto rendeva molto difficile
l’operazione di controllo. Se lei ha partecipato si
ricorderà che soprattutto su Viale Trento etc.
arrivava la segnalazione di camion che
procedevano a forte velocità. Quindi il primo
punto rispetto alle sottolineature che ricercavano
le case, le vibrazioni etc. fare passare sulla
Calata ci permette, come sta accadendo
effettivamente, di avere un controllo pieno dei
passaggi dei camion nella zona porto e di potere
controllare una velocità assolutamente ridotta, il
che elimina il problema delle vibrazioni sulle
case e i problemi conseguenti.
Quante chiatte arrivano nel porto? Arrivano nella
misura prevista da un accordo, un accordo tra il
Comune e l’attività di carico e scarico, fatto
ormai da diversi anni e negli anni modificato su
alcuni dettagli, ma che in generale prevedeva un
numero massimo di navi alla settimana e un
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numero contingentato all’anno. All’oggi questo
accordo è stato sempre rispettato, quindi non ci
sono da questo punto di vista particolari
segnalazioni. Ricordiamoci che non è un
obbligo, perché il Comune allora fece
un’ordinanza, poi dovette revocarla perché era
priva di fondamenti di natura giuridica, ma
invece dell’ordinanza ci fu un accordo proprio
nell’attenzione di tutti nel gestire la cosa e dare
dei parametri e dei limiti a questo tipo di attività
particolarmente pesante per la zona del porto.
È prevista una riduzione? Sempre a seguito di
quella riunione, ho formalizzato a diversi enti, in
modo particolare alla Provincia, due richieste
significative, la prima riguardava il controllo
dell’aria, magari a campione sulla zona porto, la
seconda la politica delle cave, perché da un
nostro esame risulta che il materiale che viene
portato al porto è presente nella nostra Provincia,
ma non esistono autorizzazioni o neanche
possibilità all’interno del piano cave di potere
realizzare cave dello stesso materiale.
La riduzione è evidente, passa attraverso
l’apertura di attività estrattiva dello stesso
materiale nel nostro territorio provinciale, perché
ricordiamoci che tutto questo fenomeno è nato
proprio nel momento di massima crisi del
sistema cave quando era bloccata la Legge
regionale, bloccata la Legge provinciale e il
regolamento provinciale, si è sbloccato ma si è
sbloccato per altri materiali, non per questo. Non
avendo una reale concorrenza, non prelevando
dal territorio, si favoriscono questi traffici da
zone esterne, quindi la riduzione è possibile
secondo me facendo una politica delle cave
adeguata.
Bisogna ricordare però che come noi abbiamo il
Comitato del porto, dove fanno le cave hanno i
comitati contro le cave e anche quelle previste
dal piano cave mi risulta che non ne è stata
aperta neanche una, non di questo materiale ma
anche dell’altro materiale, perché ovunque si
parte con l’idea di realizzare una cava
immediatamente parte un Comitato, che viene
poi cavalcato politicamente e di fatto non si fa
nulla. Però il problema nostro è che non è
neanche prevista una cava di materiale di questa
natura, siamo ancora più indietro.
Io ho scritto alla Provincia per la competenza, ho
fatto sapere anche ai Consiglieri regionali che
hanno sulla materia estrattiva, per delega la
Provincia opera rispetto alla Regione, su questo
problema proprio per andare alla radice della
questione e non solo agli effetti, gli effetti si
gestiscono con un maggiore controllo e facendo
il nostro dovere, alla radice però servirebbe una
svolta di questa natura. Anche qui c’è molto la
politica,
perché
è
evidente
che
un
pronunciamento a 360 gradi di tutte le forze
politiche a favore di una scelta di questa natura,
favorirebbe la soluzione, poi in realtà magari si
preferisce cavalcare due proteste anziché trovare
una soluzione, cavalcare qua quella del porto,
cavalcare là quella contro l’apertura della cava.
Variazione. All’oggi stiamo procedendo con
ordinanze che hanno una certa durata perché
monitoriamo poi la situazione, le valutazioni
dopo il primo mese e mezzo di passaggi è stato
che effettivamente gli obiettivi che ci eravamo
prefigurati
saranno
stati
materialmente
conseguiti, nel senso che questa attività di
controllo è molto più forte e le segnalazioni e i
problemi molto ridotti. Sta funzionando questo
tipo di gestione proprio in termini di quantità e
qualità del controllo, riaprire una posizione
diversa oggi mi sembra ritornare alla situazione
che c’era all’epoca dell’assemblea e quindi
continueremo con questa attenzione, con questo
monitoraggio, con questo controllo facilitato
proprio dalla semplificazione e riduzione dei
percorsi con questa strada, a meno che vengano
poi indicatori e indicazioni che ci dicano cose
diverse da quelle che abbiamo visto fino a oggi,
ma insomma per i dati che ho oggi continueremo
con questa scelta.
Cons. Di Domenico: Credo che in 2 minuti non
è difficile sintetizzare quello che potrebbe essere
una organica replica, a prescindere dalla
soddisfazione o meno. Il concetto è che
dall’assemblea del porto era emerso un problema
di sicurezza, un problema di spazi, un problema
di transitabilità dei mezzi pesanti e quindi quello
che consegue, quindi in parte è vero il problema
delle vibrazioni ma è vero che il problema delle
vibrazioni era spalmato su tutta la rete viaria e
quindi non è che si risolve il problema perché lo
concentro su una parte, anche se poi ne riduco la
velocità, primo.
Secondo, in questo modo concentro anche tutto
quello che è il disagio legato al rumore in ogni
caso, all’inquinamento atmosferico e comunque
le vibrazioni non sono eliminate. Terzo, le altre
strade di accesso Viale Napoli, Viale Trento etc.
comunque hanno una struttura diversa rispetto a
quella di Via Calata Caio Duilio, quindi
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paradossalmente potrebbero essere più idonee
quelle strade piuttosto che quelle di Via Calata
Caio Duilio. Il concetto era che si doveva
attendere quanto possibilmente la riduzione del
numero di chiatte da fare sobbarcare il peso ai
residenti, di conseguenza la riduzione dei mezzi
pesanti e quindi praticamente di potere meglio
gestire tutta la viabilità del porto.
Credo che non è che ci si può difendere
semplicemente scaricando il problema del piano
cave, abbiamo votato un ordine del giorno
all’unanimità per dare mandato alla Provincia
che andasse verso quella direzione, il problema
dei
materiali
è
un
problema
di
programmazione…
(intervento
fuori
microfono) quello della Provincia, noi abbiamo
votato qui un ordine del giorno che dava
mandato e sostegno a che il piano cave avesse un
corso forte accelerato, ma anche il fatto,
Sindaco, che mi dice che nel nostro piano cave
non c’è il materiale etc., questo è un altro tipo di
carenza che abbiamo e quindi bisognava anche
attivarsi, anche perché altrimenti è una presa in
giro, perché abbiamo mosso questa volontà e
questo ordine del giorno anche in direzione di
quel tipo di problematica.
Per ultimo il concetto è uno semplice: come c’è
un accordo perché l’ordinanza, per quanto mi
risulta l’ordinanza ha una sua consistenza e una
sua legittimità legislativa e giuridica, quindi è la
volontà di farla. Se noi abbiamo un accordo per
il trasporto delle chiatte degli inerti, potremmo
anche chiedere un accordo che un terzo possa
andare su Ravenna o su Rimini negli accordi che
si possono fare tra forze politiche e attività
economiche se può succedere anche questo
aspetto.
Presidente: Possiamo iniziare la seduta del
Consiglio Comunale con la:
Cerimonia di
Ambrosiani.
premiazione
a
Massimo
Applausi
Presidente: Procediamo velocemente con
l’appello dei Consiglieri presenti e poi iniziamo
la cerimonia di consegna del premio.
Il Segretario procede all’appello.
Entrano i Cons. Ceccarelli G., Acacia
S.,Calducci, Bezziccheri; i presenti sono ora n.
35.
Presidente: Dichiaro aperta la riunione, come al
solito propongo la nomina degli scrutatori per
questa seduta nelle persone dei Conss. Pagnini,
Balestrini e Catalano.
Siamo molto onorati di avere Massimo
Ambrosini qui tra noi, iniziamo questa cerimonia
di consegna di questo premio illustrando un
profilo del premiato.
Il Consiglio Comunale di Pesaro, con decisione
dell’ufficio di Presidenza all’unanimità, ogni
anno in occasione dell’anniversario della
liberazione della Città attribuisce il premio “fare
città, Pesaro premia Pesaro” a cittadini pesaresi
che nei diversi campi della vita civile, sociale,
economica, sportiva e scientifico – culturale
hanno realizzato obiettivi di alta qualità, dando
così prestigio alla loro città o incrementandone il
livello di benessere sociale. Per il 2008 l’ufficio
di Presidenza del Consiglio Comunale di Pesaro
ha deciso di attribuire il premio a Massimo
Ambrosini, il pesarese che ha raggiunto i più alti
livelli nazionali e internazionali nel campo dello
sport calcistico, per il legame profondo e
ininterrotto con la Città Ambrosini ha stabilito
un rapporto tra i suoi successi e Pesaro, dandogli
il prestigio in uno sport che è diffusamente
amato e praticato.
Inoltre il suo qualificato sostegno a iniziative di
valore sociale ha dato impulso a tante importanti
attività che qualificano Pesaro, la prima passione
sportiva di Massimo come tutti i suoi amici
sanno è stata quella che accomuna tantissimi
pesaresi: il basket. Tra l’altro questa passione
l’ha portato a adottare stabilmente come numero
di maglia il 23, lo stesso di Michael Jordan.
Ancora oggi divide i suoi pensieri tra l’impegno
per fare bene nella sua professione il calciatore e
il tifo appassionato per la squadra di basket della
sua Città, di cui segue tutte le vicende e i risultati
sportivi appena può direttamente al palasport. Da
bambino più basket e calcio insieme nel
campetto di Cristo Re il primo, nel campo
dell’Adriatico il secondo, con l’Adriatico
comincia definitivamente a 7 anni una carriera di
calciatore. A 13 anni Massimo viene chiamato
da Cesena, squadra per la quale esordisce in
serie B a 17 anni: è la stagione 94 /95, in cui
gioca 25 partite, alla fine della stagione viene
chiamato al Milan da Fabio Capello e di lì inizia
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la sua lunga e ancora apertissima stagione di
successi per il Milan.
C’è solo una parentesi: il prestito al Vicenza nel
97 /98, stagione nella quale è protagonista della
cavalcata dei veneti in Coppa delle Coppe fino
alla semifinale con il Chelsea. Dal 98 Ambrosini
torna a essere definitivamente una colonna del
centro campo nel Milan, con la sua squadra di
club ha conquistato, spesso da protagonista, tre
scudetti, una Coppa Uefa, una Supercoppa
italiana, due coppe di Champion’s League, due
Supercoppa Uefa, una Coppa del mondo per i
club, ma Massimo Ambrosini vanta anche un
ricco curriculum di presenze in azzurro, da
quella con la nazione Under 21 in cui esordisce
nel 95, alla Nazionale olimpica 2000, fino alla
Nazionale maggiore dove ha esordito 11 anni fa
e ha collezionato 35 presenze di cui anche da
capitano.
Quale vice campione d’Europa del 2000 è stato
insignito dal Presidente della Repubblica
dell’onorificenza di cavaliere dell’ordine al
merito della Repubblica italiana, tra il suo essere
nello sport, il suo essere nella vita e il suo essere
pesarese non c’è soluzione di continuità, fa il
centrocampista un ruolo in cui esprime grandi
doti di solidità e lucidità, capace di collaborare
efficacemente nella fase difensiva e di
sopportare con perfetta visione di gioco il
reparto offensivo. Sa contrastare con gli
avversari il centro campo, ma sa cogliere anche
l’opportunità di spingersi all’attacco, segnando
goal spesso decisivi.
Alla modestia che gli fa tenere i piedi per terra,
che gli fa amare il lavoro duro e magari poco
vistoso, che lo porta a scegliere con lucidità
l’opportunità di un’azione d’attacco senza
scoprire la sua zona, insomma dispone di quella
prudenza intraprendente che dà e fa la forza dei
pesaresi in tutti i campi. È stato definito faccia
da angelo, che lo sa diventare in campo
combattendo anche duro ma leale, pure essendo
indiscutibilmente uno dei tre sportivi pesaresi
contemporanei che viaggiano ai massimi livelli
nazionali e mondiali nei loro rispettivi campi
delle vere e proprie star. Non si è montato la
testa, ha conservato la concretezza e la modestia,
non si atteggia a star, equilibrato e serio nel suo
lavoro e nei rapporti con gli altri verso gli amici
con i quali si ritrova ogni volta che torna a
Pesaro e che sono sempre gli amici conosciuti in
Parrocchia, al mare, sui campetti di gioco.
Questo atteggiamento si esprime anche verso la
sua Città, alla quale è rimasto attaccato, dove
ritorna appena ha un po’ di tempo libero, che
immagina come luogo dove intraprendere una
qualche attività lavorativa quando appenderà le
cosiddette scarpette al chiodo.
E la sua Città non vuole dire solo amici e
persone del suo ambiente, perché lui non
dimentica quegli altri che non conosce, ma che
sono in difficoltà, che hanno bisogno di aiuto e
senza fare troppo rumore è sempre disponibile
per sostenere iniziative e istituzioni di
solidarietà, insomma Massimo Ambrosini prima
che una grande stella del calcio è una persona in
gamba, come ha scritto di lui Franco Bertini.
Applausi
Presidente: Do ora lettura della motivazione
ufficiale (sic) poi consegneremo il premio,
questo era il profilo e sicuramente non era
enfatizzato, ma era come tutti sappiamo la realtà.
La motivazione è la seguente: “Massimo
Ambrosini, cresciuto alla vita e allo sport, dentro
quella rete di rapporti umani e sociali fatta di
quartieri, parrocchie e aggregazioni sportive di
cui è ricca la Città di Pesaro, ha intrapreso fin da
giovanissimo, anche grazie al sostegno e ai
sacrifici di una famiglia esemplare, con grande
energetico e serietà l’attività di calciatore,
raggiungendo rapidamente i massimi livelli
italiani e mondiali. Con il suo club il Milan ha
conquistato titoli di campione d’Italia, coppe
Italia, supercoppa italiane, coppe e supercoppe
europee e mondiali, ha fatto parte della squadra
nazionale under 21, dell’olimpica e ha maturato
35 presenze nella massima nazionale azzurra,
della quale divenne vice campione d’Europa nel
2000, guadagnando per questo l’onorificenza del
Presidente della Repubblica di cavaliere
dell’ordine e merito della Repubblica italiana.
In questo contesto di grandi successi ha
mantenuto non solo un costante e fecondo
legame con la società, con persone e con
ambienti, di cui è cresciuto con la Città intesa
come complesso di istituzioni, associazioni,
attività sportive e relazioni umane, ma ha
mantenuto anche quella qualità che ne fanno un
pesarese, la modestia, il coraggio, la prudenza,
l’intraprendenza, il successo personale e la
sobrietà verso chi ha meno fortuna di fare cose
grandi come fossero cose normali e la passione
per lo sport in particolare per il basket. Grazie a
questo suo inossidabile legame con Pesaro, i suoi
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SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
successi di calciatore hanno dato lustro alla
Città.”
Applausi
Massimo Ambrosini: Sono onorato di sedermi
qui, sono anche un po’ emozionato! A parte il
fatto che mi ero preparato due parole, ma a dire
la verità le avete già tutte dette voi! A parte gli
scherzi, innanzitutto volevo ringraziare il
Sindaco, il Vicesindaco e tutti quanti, perché a
nome di tutti quelli che hanno preso questa
decisione per me è comunque sicuramente un
onore ricevere questo premio nella mia Città,
non ho mai nascosto il mio attaccamento verso la
mia Città, verso i miei amici, la mia famiglia e
tutto quanto.
Per me tutto quello che faccio per la mia Città
non è assolutamente un peso né una forzatura, lo
faccio perché in primis mi dà forza. Un
ringraziamento veramente a tutti quanti per
questo premio, ribadisco in questa sede una volta
di più la mia disponibilità per ogni tipo di
iniziativa volta a fare stare meglio chi è meno
fortunato di noi, assolutamente sempre con la
consapevolezza che il motivo per cui si fanno
certe cose dà forza in primis a me stesso. C’era
mio papà, perché mio papà poi quando faccio
questo discorsi mi dice sempre che devo dire
qualcosa in più!
Siamo una grande famiglia in questa Città, ho
letto anche che avete già previsto che farò
qualcosa nel futuro in questa Città e quindi, visto
che l’età avanza e la mia carriera prima o poi
finirà, penso che mi rivedrete prestissimo. Grazie
ancora.
Applausi
Il Sindaco e il Presidente consegnano il premio
a Massimo Ambrosini.
Presidente: Riprendiamo i lavori dove avevamo
lasciato prima di premiare Massimo Ambrosini,
che ringraziamo ancora per la sua cortesia e
disponibilità.
Comunicazioni del Presidente
Entrano i Cons. Stafoggia e Fiumani; i presenti
sono ora n. 37.
non ho comunicazioni da fare se non quella di
confermare la trasferta a Roma per la visita alla
mostra del Bellini, a cui Pesaro ha contribuito in
maniera determinante a questa importante
mostra alle scuderie del Quirinale. Entro
domattina assolutamente i Consiglieri debbono
dare l’adesione, già ci sono 15 Consiglieri che
hanno dato l’adesione, poi apriremo le iscrizioni
ai dipendenti comunali e per riempire il pullman
a quanti altri vogliono partecipare. Il costo del
pullman è 10 Euro a persona, il biglietto 7,50 e
la guida eventualmente 90 Euro da dividere tra i
partecipanti.
La partenza è prevista per le ore 6,45 del 9
novembre, domenica 9 novembre e il rientro
partendo da Roma per le 17 della serata. Mi
raccomando di dare adesione, abbiamo tutti i
parametri per potere decidere con la massima
serenità, quindi date l’adesione entro domattina
oltre ai 15 che già l’hanno data.
Procedo con le interrogazioni.
Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte
sul monitoraggio dei prezzi al consumo.
“Il sottoscritto Consigliere Marco Lo Conte,
premesso che a seguito del ritiro della mia
mozione nella seduta del Consiglio Comunale
dell’1 ottobre 2007 che aveva come richiesta
l’istituzione di un organismo con funzione di
monitoraggio sui prezzi al consumo, iniziativa
volta a fronteggiare i rincari generali e
ingiustificati, mi era stato assicurato dai colleghi
della maggioranza e dallo stesso Sindaco un
serio impegno a tale riguardo, anche perché
c’erano
altre
istituzioni
pubbliche
da
coinvolgere. Visto che tale argomento era stato
trattato diverse volte nella quinta Commissione
sembrava a un passo dalla realizzazione.
Considerato che dall’inizio di quest’anno non ci
sono state più occasioni in cui si è affrontato
l’argomento, interpello il Sindaco per conoscere
1) lo stato delle cose, 2) quali sono le intenzioni
dell’Amministrazione Comunale riguardo a
questo argomento.”
Ass. Gambini Gloriana: Ricapitolo le attività
che abbiamo portato avanti in seno alla
Commissione attività economiche. Ci sono state
6 sedute di commissione, la prima il 22 ottobre e
quindi a ridosso della decisione del Consiglio
Comunale di sottoporre all’attenzione della
Commissione il da farsi, l’ultima il 27 febbraio
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Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
2008 e poi arrivo al punto, spiego perché lì è
stato esposto e credo sostanzialmente
unanimemente si è deciso di non procedere
ulteriormente.
Cos’è successo nel frattempo? Armati delle
migliori intenzioni e direi senza distinzioni
politiche, ci siamo ritrovati intorno all’idea di
fare rinascere o ridefinire quella che era stata in
passato la missione di “occhio al prezzo”, voi
ricorderete che la precedente Amministrazione
Comunale aveva avviato questa attività di
monitoraggio prezzi al consumo, un’attività che
poi era cessata per sostanzialmente difficoltà e
disagi di ordine organizzativo, strutturale e
economico e appunto già nella prima seduta il 22
ottobre decidemmo di ripensare, riproporre
quell’attività, sia pure in forma diversa,
chiedendo la collaborazione di tutte le
istituzioni, in primis la Provincia, la Camera di
Commercio, le associazioni di categoria.
Ci siamo armati di intenzioni di buona volontà e
abbiamo proprio costruito un progetto, un vero e
proprio progetto con il Dott. Antonio Formentini
del servizio, un progetto giudicato da tutti
buono, interessante, anzi la Camera di
Commercio aveva ipotizzato, più che ipotizzato
definito anche un contributo economico, la
stessa Provincia presente più volte l’Ass. Renzo
Savelli aveva dichiarato la propria disponibilità a
contribuire a questa iniziativa, le stesse
associazioni dei consumatori, presente sempre il
Dott. Sergio Schiaroli e altri, avevano dimostrato
intenzione di proseguire.
È successo questo: sul finire dell’anno, proprio
una legge del 24 dicembre 2007, e l’avete visto
su tutti i Tg nazionali, è operativo ormai il
Mister Prezzi, l’istituzione del garante per la
sorveglianza e la salvaguardia dei prezzi al
consumo, fu nominato Mister Prezzi Antonio
?Liroli?, un funzionario pubblico che ha lo scopo
e ha avviato questa attività di promozione di un
osservatorio e di tutta quella che è l’attività di
controllo in collaborazione con la Guardia di
Finanza e con le locali camere di commercio. La
locale Camera di Commercio, il Dott. Schiavoni
mi chiamò in quei giorni e mi disse “guardate la
mia intenzione è quella, come mi arrivano delle
indicazioni nazionali, di dovere promuovere un
mister prezzi a livello locale” e fu nominata la
Dott.ssa Paola Mongaretto, una miss prezzi e
anche la stampa locale così la definì, anzi
chiediamo a voi, sostanzialmente diciamo non ci
sfiliamo da questo tavolo, ma quelle risorse ci
servono per avviare mister prezzi in chiave
locale, chiediamo a voi la collaborazione e
quindi convogliare molte delle attività al tavolo
camera di commercio.
Non basta, successivamente la Regione con una
propria decisione e una deliberazione di Giunta
Comunale, era il 15 febbraio 2008, dà via
all’iniziativa prezzi bloccati, in accordo con le
categorie interessate, le associazioni, ma anche
le istituzioni locali dà il via a questa iniziativa,
che poi vedete operativa perché nei supermercati
si trovano prodotti, generi alimentari e non solo
con un simbolo, un lucchetto “prezzi bloccati”. È
un’iniziativa che è in corso e sta promuovendo la
Regione stessa, a quel tavolo siamo presenti
come Comune tra l’altro rilevatori di prezzi per
conto dell’Istat.
Cosa
succede?
L’ultima
seduta
della
commissione del 27 febbraio decidiamo di
soprassedere per il momento, anche perché le
risorse che ci erano state garantite in precedenza
non ci venivano più garantite dagli altri enti, il
nostro organismo, il progettato organismo
sarebbe diventato più che un doppione un
triplone di attività che venivano avanti sia in
sede camerale che in sede regionale, quindi ci
siamo detti – questo è il mio impegno a farlo e
costantemente a tenervi aggiornati attraverso i
nostri strumenti – a mantenere un ruolo attivo
come Comune tra i più importanti delle Marche
come rilevatori dei prezzi per l’Istat, a avere un
ruolo attivo in questi tavoli e a darne
comunicazione in sede locale.
Presidente: Lo Conte può dichiarare o meno il
suo grado di soddisfazione per due minuti, se
non vuole non c’è problema e vado avanti con la
sua altra interrogazione.
Entra il Cons. Briglia; i presenti sono ora n. 38.
Interpellanza presentata dal Cons. Lo Conte
su via Kolbe.
“Premesso che la pericolosità del tratto sotto il
ponte della statale di Via Kolbe è ormai dato
acquisito, visto che tale tratto è stato oggetto di
studio da parte di tecnici e che tali studi avevano
formulato diverse ipotesi, considerato che dal
sopralluogo della Commissione lavori pubblici
sul posto era emersa la volontà di fare dei
periodi di prova per meglio vagliare diverse
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ipotesi, interpello per sapere lo stato delle cose e
quali sono le intenzioni del Comune.”
Risponde Michele Gambini.
Ass. Gambini Michele: In effetti come ricorda
il Consigliere nell’interrogazione la situazione di
Via Kolbe è stata oggetto di un approfondimento
da parte della Commissione, che ha valutato
diverse ipotesi di intervento, dal senso unico in
entrambe le direzioni a opere di mitigazione
della velocità. Si era deciso di procedere alla
sperimentazione di opere di mitigazione della
velocità,
quindi
nella
fattispecie
dei
restringimenti di carreggiata, strettoie sul
modello di quelle che esistono in Via Campo
Sportivo per intenderci. Siamo arrivati a ridosso
della stagione estiva e abbiamo rivisto questa
valutazione, perché l’unica possibilità di gestire
quel sistema di strettoie sarebbe stato quello di
dare la precedenza a chi avesse liberato il tratto
sotto il ponte, questo verosimilmente avrebbe
causato delle code e una situazione di
ingestibilità dato l’altissimo flusso di traffico
nelle ore tardo – pomeridiane.
Abbiamo deciso di soprassedere per la stagione
estiva e provare con altri elementi di
rallentamento del traffico, proprio perché per la
sua conformazione, per il ruolo che svolge Via
Kolbe difficilmente riusciamo a conciliare
l’esigenza di quel grande deflusso e di sicurezza
con una strettoia, per intenderci stiamo pensando
alla collocazione di una scatola gialla, perché è
quello che ci consente di diminuire la velocità.
La strettoia obiettivamente abbiamo valutato che
potesse causare dei problemi di accumulo nella
parte esterna di Via Kolbe.
Cons. Lo Conte: Di Via Kolbe se n’è discusso
molto, c’erano tre ipotesi: perché una di quelle
tre ipotesi non è stata attuata? Mettere un bidone
giallo non credo che risolva il problema,
migliora il problema ma mi chiedo adesso siamo
al corrente di questa situazione di pericolo, se
succede qualcosa chi ne è responsabile? Mi
chiedo questo, se da tanti anni si discute di
questa cosa ma proviamole queste ipotesi, si era
detto che ci sono tre ipotesi che erano valide e
vagliate dalla Commissione, ma facciamo un
periodo di prova, vediamo un po’ come va la
situazione.
Il bidone giallo secondo me è semplicemente
una cosa, non risolve nessun problema, tanto
meno è solo per procrastinare questa situazione
nel tempo. Cominciamo a provare, può darsi la
cosa, perché quelle ipotesi sembravano
abbastanza valide entrambe: perché non le
proviamo? Facciamo un periodo di prova,
vediamo, vagliamo la situazione, non basiamoci
su posizioni oppure sulle cose.
Direi vediamo, non basiamoci solo sulla
supposizione. Il bidone giallo, Assessore, non
risolve nulla, visto che l’abbiamo affrontato
diverse volte non mi vorrei sentire moralmente
responsabile di qualcosa che accadesse su quella
cosa, ma credo poi che ci siano delle cose più
importanti, perché sappiamo che lì è pericoloso,
se succede qualcosa non credo che ci sia solo
colpa morale, pensateci voi. Il bidone giallo non
serve a nulla, Assessore.
Presidente: Proseguo con l’ordine dei lavori,
Entrano i Cons. Brisigotti, Ceccarelli L. e
Tartaglione; i presenti sono ora n. 41.
Interpellanza presentata dal Cons. Cesarini
sul video red.
“Il sottoscritto Consigliere comunale del gruppo
misto Cesarini Massimo, visto la protesta dei
numerosi cittadini pesaresi in merito alle
sanzioni pecuniarie inflitte per la violazione di
norme del Codice della strada, passaggio con il
rosso, avvenute all’incrocio di Viale delle
Vittorie
con
Viale
della
Repubblica,
documentate con l’impianto posizionato in quel
crocevia e denominato “vista red”, tenuto conto
che una Amministrazione Comunale imparziale
e trasparente non corre in maniera insensibile
alle proteste di buona parte della cittadinanza,
considerato che nel corso del dibattito avvenuto
in Consiglio Comunale il 22 settembre scorso
non sono stati dipanati alcuni dubbi e neppure
date risposte in merito alle domande poste da
alcuni Consiglieri, per quanto sopra interpello la
SV per sapere:
1) quali sono le motivazioni, se l’impianto ha
compiti di prevenzione stradale, che hanno
indotto l’Amministrazione Comunale a
istallare l’impianto vista red all’incrocio di
Viale della Vittoria con Viale della
Repubblica, tenuto conto che vi erano altri
incroci ben più pericolosi rispetto a quello
sopra indicato, dove si sono anche verificati
incidenti mortali (statale adriatica Via
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Milano, Via Goito Via Milazzo, Via
Nanter);
2) Quanti incidenti si sono verificati negli anni
2006, 2007 e 2008 all’incrocio di Viale della
Vittoria con Viale della Repubblica;
3) Se l’apparecchiatura sia stata presa in affitto
o
acquistata
dall’Amministrazione
Comunale, se in affitto quanto corrisponde
l’Amministrazione Comunale alla ditta
noleggiatrice,
quanto
costa
all’Amministrazione Comunale acquistare
l’apparecchiatura, a carico di chi è la
manutenzione;
4) Se è stata fatta una gara per l’affitto o
l’acquisto dell’impianto, quale tipo di gara è
stata fatta o se non è stata fatta alcuna gara
quali sono le motivazioni che hanno portato
a questa scelta, qual è la normativa che
permette di procedere senza gara;
5) Chi proceda alla regolazione dell’impianto,
l’Amministrazione Comunale o la ditta
privata;
6) Chi ha provveduto a tarare l’impianto;
7) Quali sono le particolari condizioni di
circolazione con flussi di traffico elevato, o
presenza di sensi unici alternati, o lavori in
corso e simili che hanno indotto
l’Amministrazione Comunale a fare
funzionare il semaforo anche dalle ore 23
alle ore 7;
8) Cosa intende fare l’Amministrazione
Comunale per evitare di fare pagare le spese
di notifica e di gestione ai cittadini.”
Risponderà l’Ass. Michele Gambini.
Ass. Gambini Michele: Partendo dalla prima,
quali sono state le motivazioni che hanno indotto
a scegliere l’incrocio tra Viale della Repubblica
e la statale, innanzitutto quali sono le
motivazioni in assoluto: diversamente da
qualche opinione temerariamente espressa da
qualcuno passare con il rosso è un
comportamento
pericoloso,
questo
indubbiamente e è un comportamento pericoloso
che è difficile sanzionare, perché naturalmente lo
si può sanzionare solo con la presenza fisica del
vigile nel momento in cui avviene, cosa che
difficilmente si riesce a garantire negli incroci
della Città.
Volendo quindi sperimentare un sistema
automatico di rilevazione dell’infrazione,
abbiamo deciso di sperimentarlo, innanzitutto
abbiamo escluso gli incroci che di qui a poco
saranno sostituiti da rotatorie, quindi tra quelli
per esempio citati dal Consigliere sicuramente
quello di Via Goito Via Nanter, per il quale è già
pronto il progetto esecutivo di realizzazione di
una rotatoria.
Poi abbiamo valutato anche la pericolosità
intrinseca in un incrocio in cui c’è un volume di
traffico elevato con un’altissima presenza di
pedoni e ciclisti, quindi questo incrocio di flussi
di traffico. Questa è stata la motivazione per cui
ci siamo orientati su quell’incrocio.
Quanti incidenti si sono verificati negli anni
2006, 2007 e 2008? Dal 2005 al 2008 fino a oggi
il totale degli incidenti è stato 16, di quelli
rilevati dalla Polizia Municipale; sono 4 nel
2005, 5 nel 2006, 2 nel 2007, 5 nel 2008 fino a
oggi, 13 con feriti di questi 16.
L’apparecchiatura è stata presa in affitto con un
contratto di noleggio, la manutenzione e il
noleggio sono compresi nel contratto di affitto,
così com’è formulato il contratto stipulato in
data 09 novembre 2007 il corrispettivo che il
Comune riconosce all’azienda, ha riconosciuto
all’azienda è di 35 Euro più Iva per ogni
sanzione effettivamente oblata e questo è il
contratto stipulato nel 2007. Non è stata fatta una
gara perché il codice dei contratti pubblici, il
decreto legislativo N. 163 reca testualmente “le
stazioni appaltanti possono aggiudicare contratti
pubblici mediante procedura negoziata senza
previa pubblicazione di un bando di gara nelle
ipotesi seguenti, dandone conto con adeguate
motivazioni nella deliberazione o determina a
contrarre” e il punto b) del comma 2 è “qualora
per ragioni di natura tecnica o artistica, ovvero
attinenti alla tutela dei diritti esclusivi, il
contratto possa essere affidato unicamente a un
operatore economico determinato” . Ci
trovavamo in questa condizione, perché
all’epoca del contratto un brevetto industriale
copriva l’apparecchiatura in questione, quindi
questa è la norma che ha consentito di agire in
questo modo.
Chi procede alla regolazione dell’impianto?
Inteso impianto semaforico immagino, l’ufficio
traffico dà le indicazioni e si serve anche di una
ditta di manutenzione di tecnici esterna di Fano
in particolare per la regolazione e lo fa in tutti i
semafori della Città, quindi non c’è mai stato
nessun tipo di intervento della Traffic tecnology
nella centralina di gestione del semaforo in
questione.
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Chi ha provveduto a tarare l’impianto? Anche
qui si è inteso a regolare l’impianto secondo i
tempi della cosa è stato l’ufficio traffico secondo
un comportamento standard che adotta in tutti gli
incroci o le intersezioni regolate da semaforo
nella Città.
Quali sono le particolari condizioni di
circolazione di flussi di elevato traffico o traffico
elevato o presenza di sensi unici alternati etc.
etc. che hanno indotto il semaforo a funzionare
dalle 23 alle 7? Anche di notte si possono
realizzare dei comportamenti potenzialmente
pericolosi, anzi spesso il fatto di uno scarso
traffico induce valutazioni erronee e quindi la
determinazione di un pericolo può esserci
ugualmente di notte come di giorno, in effetti il
Codice della strada è in vigore anche di notte.
Cosa intende fare l’Amministrazione Comunale
per evitare di fare pagare le spese di notifica e di
gestione ai cittadini? L’Amministrazione
Comunale ha intrapreso una modifica
contrattuale del corrispettivo, sapete che l’Art.
201 del Codice della strada al comma 4 dice che
le spese di notifica e accertamento sono a carico
del trasgressore. L’accertamento, per com’è
interpretato in molti comuni ma dalla lettura
dell’articolo stesso, perché nello stesso articolo
si parla di accertamento tecnologico fatto con
mezzi di rilevazione automatica, dicevo che
questo accertamento inteso come accertamento
dell’infrazione è stato fatto coincidere con il
costo dell’apparecchiatura. Siamo andati verso la
modifica contrattuale che prevede un forfetario,
un canone forfetario per il nolo, la manutenzione
e il servizio di decriptazione delle immagini di
supporto informatico e di invio, un nolo fisso per
la durata contrattuale al termine del quale
l’impianto diverrà di proprietà del Comune di
Pesaro. Questo ci mette nelle condizioni di non
imputare il nolo al singolo trasgressore.
Queste sono le risposte puntuali ai punti così
come sono articolati.
Cons. Cesarini: Non mi ha risposto a tutto,
perché c’era un’ulteriore domanda che era anche
quella relativa a quanto costava l’impianto a
acquistarlo e non mi ha risposto. Parto dalla fine
della mia interpellanza, cosa intende fare per
evitare di fare pagare le notifiche di gestione ai
cittadini? La deliberazione di Giunta Comunale
che avete fatto voi, non l’ho fatta io, io non
faccio parte della Giunta Comunale, la N. 81 del
19 aprile 2007 dice che “precisato che la spesa
che risulterà necessaria in esito alle procedure di
individuazione del contraente mediante indagine
di mercato – indagine di mercato significa che
bisogna fare l’indagine di mercato! Mi riferisco
alla gara quindi – per la fornitura, installazione,
conservazione e corretto funzionamento degli
apparati tecnologici potrà essere coperta da parte
dei prevedibili maggiori introiti derivanti
dall’applicazione dell’Art. 208 del Codice della
strada”.
Quindi se l’italiano non è un’opinione significa
che con i proventi maggiori che si sarebbero
dovuti verificare con l’incasso delle multe si
sarebbe dovuto pagare i famosi 36 Euro più Iva
che i cittadini invece sono costretti a sborsare.
In secondo luogo le spese di notifica…
Presidente, scusi! Io sono una persona che non
disturba gli altri, siccome c’è un brusio vorrei
rispondere, avere la possibilità di replicare e
quindi lei è tenuto a fare mantenere l’ordine e il
silenzio nella seduta. A me non interessa di cosa
discuteva lei, Presidente, lei deve fare il
Presidente!
Presidente: Discuto di un problema inerente i
lavori, Consigliere, al ruolo del Presidente conto
compete anche questo. Non disturbavo
sicuramente.
Cons. Cesarini: Non stava disturbando lei,
infatti aspettavo che lei riprendesse qualcuno che
disturbava.
Stavo dicendo che i famosi 15 Euro delle spese
di notifica, sono più di due anni che lo dico di
abbatterli, adesso mi è parso di verificare sulla
stampa che si possono ridurre e mi è sempre
stato detto che non si poteva fare assolutamente.
Non lo so, mi corregga lei su questo.
L’altra questione, o qui non sono più capace di
leggere il Codice della strada o forse ho la mia
interpretazione. L’Art. 169 del regolamento di
esecuzione dice che “allorché si verifichino
particolari – questo è il comma 2, il comma 1 è
la regola generale che dalle 23 alle 7 il semaforo
non dovrebbe essere azionato, salvo che a
chiamata dei pedoni o in altre condizioni –
condizioni di circolazione con flussi di traffico
elevati, o presenza di sensi unici alternati, o
lavori in corso e simili, è consentito il
funzionamento degli impianti semaforici anche
tra le 23 e le 7”, per quello che mi hanno
insegnato quando facevo l’Università questa è
l’eccezione, la regola è che dalle 23 alle 7 il
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semaforo non deve essere azionato, quindi tanto
meno nemmeno il vista red.
Noi siamo un’Amministrazione Pubblica, se non
facciamo rispettare le regole del Codice della
strada allora chi le deve fare rispettare, caro
Assessore?! Il codice è questo, quello che le ho
letto… (intervento fuori microfono) è una
statale non significa niente, dove sono i sensi
unici alternati? Dove sono le particolari
condizioni di traffico elevato? Me lo spieghi lei,
me lo dica dove!
Presidente: Consigliere, ha avuto il doppio del
tempo assegnato dal regolamento.
Cons. Cesarini: In questo Consiglio Comunale
non si può neanche più parlare!
Escono i Cons. Ceccarelli G., Acacia S.,
Cesarini, Stafoggia, Ippaso e Fiumani; i presenti
sono ora n. 35.
Presidente: È il doppio del tempo assegnato,
Consigliere, un po’ abbiamo lasciato sforare.
Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli
sui proventi contravvenzionali 2007 - 1°
semestre 2008.
Al Sindaco del Comune di Pesaro.” È il Cons.
Tonelli che interroga.
“Nel Consiglio Comunale odierno l’Ass.
Michele Gambiani mi ha consegnato l’elenco
delle infrazioni al Codice della strada elevate dai
vigili urbani nel 2007 primo semestre 2008,
comunicandomi solo l’importo totale; interrogo
pertanto la SV per sapere per ogni articolo del
Codice della strada sanzionato il numero dei
verbali e l’ammontare, la documentazione
richiesta
di
facile
reperibilità
perché
computerizzata”. Risponde l’Ass. Gambini.
Ass. Gambini Michele: In realtà ho già
provveduto a consegnare al Consigliere l’elenco.
Presidente:
Interrogazione presentata dal Cons. Tonelli
sull’art. 208, comma 4, del codice della strada
– proventi delle sanzioni amministrative e
pecuniarie.
“Al Sindaco del Comune di Pesaro. In
considerazione che l’articolo del Codice della
strada indicato in oggetto stabilisce che una
quota vincolata del 50% dei proventi doveva
essere specificata destinazione, interrogo la SV
per sapere com’è stata destinata quella
riguardante l’anno 2007, specificando quanto per
educazione stradale nelle scuole, per il
miglioramento della circolazione nelle strade,
per il potenziamento e miglioramento della
segnaletica e in relazione ai piani di cui all’Art.
36 alla fornitura di mezzi tecnici necessari per il
servizio di Polizia stradale. Chiedo copia della
comunicazione inviata al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti per gli anni 2006 e
2007.”
Ass. Pecchia, è stata assegnata a lei per conto
della Giunta Comunale.
Ass. Pecchia: Com’è stato detto ogni anno
l’Amministrazione Comunale destina il 50% dei
proventi legati alle violazioni del Codice della
strada in base al decreto legislativo 285 /92. Nel
2007 questa quota ammontava a 1,2 milioni di
Euro, tenendo conto che la previsione
complessiva di bilancio relativa alle violazioni
del Codice della strada assommava a 2,4 milioni
di Euro e quindi stiamo parlando chiaramente
del 50%. Il Cons. Tonelli giustamente chiedeva
un dettaglio di questa spesa e è anche nostro
interesse farlo conoscere naturalmente a tutti i
Consiglieri, grazie a questa interrogazione.
Di 1,2 milioni di Euro complessivi 565 mila
Euro vengono destinati alla spesa per il
personale, naturalmente relativa alla sicurezza
stradale, perché come sa bene il Cons. Tonelli –
qui stiamo parlando di vigili dedicati al controllo
della sicurezza sulle strade, nei pressi delle
scuole, nei quartieri – la spesa complessiva per
la Polizia Municipale ammonta a circa 3 milioni
di Euro se non erro, quindi 565 mila Euro è una
parte. 61 mila Euro vengono invece destinati per
iniziative
sulla
sicurezza,
manutenzione
ordinaria di automezzi, attrezzatura della Polizia
Municipale, ponte radio; naturalmente non
sempre noi siamo riusciti a dettagliare in base
alla richiesta, perché per esempio per quanto
riguarda l’educazione della strada, com’è facile
comprendere, l’educazione stradale stiamo
parlando comunque di una spesa che riguarda la
spesa per il personale, la spesa per iniziative etc..
194 mila Euro invece sono destinati all’acquisto
di materiali per la manutenzione delle strade,
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350 mila Euro per servizi legati alla viabilità,
quindi in particolare manutenzione degli
impianti semaforici, manutenzione ordinaria
delle strade, segnaletica orizzontale e verticale e
anche la quota parte del tempo dedicato dal
personale incaricato alla redazione dei piani
urbani del traffico. 30 mila Euro per iniziative
dedicate alla sicurezza e alla salute dei giovani e
degli anziani, il progetto discobus è legato a
questa spesa.
Per quanto riguarda il consuntivo 2007, mi
preme sottolineare che la quota vincolata era pari
a 1,18 milioni di Euro a consuntivo, però
l’Amministrazione Comunale in realtà ha finito
con il destinare 1,1 milioni di Euro e quindi ha
fatto fronte anche con ulteriori risorse, 84 mila
Euro di cui 33 mila Euro per spese di
investimento.
Naturalmente
tutta
la
deliberazione che ha destinato queste risorse poi
è stata comunicata al Ministero.
Escono i Cons. Brisigotti e Bettini; i presenti
sono ora n. 33.
Presidente: Abbiamo terminato l’elenco delle
interrogazioni e interpellanze presenti questa
sera in calendario, procediamo con i lavori
trattando le mozioni, la prima in ordine è la
mozione presentata dal Cons. Trebbi e Briglia
sulla stabilizzazione dei precari di Marche
Multiservizi.
Cons. Briglia, storicamente era depositato il
vecchio testo, però c’è una firma sua su un
nuovo documento e quindi di fatto è emendato il
suo da esso stesso. Il dibattito è questo, prego
Consigliere.
Mozione presentata dai consiglieri Briglia e
Trebbi sulla stabilizzazione dei precari di
Marche Multiservizi
Cons. Briglia: Come stava accennando, il
documento che abbiamo presentato è stato
modificato e è stato presentato un nuovo
documento con firma anche del Cons.
Ciancamerla, proprio perché è un documento che
ha trovato una sintesi all’interno della
maggioranza stessa.
Prima un cenno di premessa. Il documento è
stato modificato per trovare una sintesi in
maggioranza, le modifiche sono evincibili dal
confronto dei due testi per i Consiglieri che
probabilmente avranno entrambi i testi sotto gli
occhi. Il motivo per il quale ci siamo sentiti
come Rifondazione Comunista di accettare e
quindi di arrivare a una sintesi in un documento
nuovo è quello che non ci sentiamo di avere tolto
in questo documento i principi e i criteri che
volevamo enunciare. Forse la cosa che è stata un
po’ tolta è stato il riferimento a una trattativa
sindacale che al Consiglio Comunale interessa,
ma che il Consiglio Comunale per legge e per
prassi e per convenzione sociale deve cercare di
interferire il meno possibile. Lei Presidente mi
insegna che in realtà non dovrebbe interferire
affatto, a me piace dire che dovrebbe interferire
il meno possibile.
I criteri per quanto ci riguarda non sono stati in
nessuna maniera intaccati, i criteri sono in sintesi
questi: ci sono due concetti che entrano e
rimangono all’interno del documento in maniera
stabile, da una parte c’è il titolo del documento,
la questione dei precari all’interno dell’azienda,
perché no anche il concetto di precarietà in
generale e cioè che il contratto a tempo
indeterminato debba essere la regola e non
l’eccezione, invece viviamo in un tempo dove il
contratto a tempo indeterminato è l’eccezione e
il resto è la regola. L’altro concetto è quello più
caro a questo Consiglio Comunale, più caro in
quanto proprietario dell’azienda, quello del
modello dell’azienda, di come vorremmo che
venisse ridisegnata, ridefinita l’azienda e quali
sono i servizi, la qualità degli stessi da
mantenere e valorizzare.
Pur non volendo entrare proprio in merito della
trattativa sindacale come prima ho detto,
sicuramente bisognerà però riconoscere che nel
momento in cui si sentono nominare ipotesi di
esternalizzazione per me viene da alcuni,
probabilmente in maniera errata, abbinato questo
concetto di esternalizzazione con la possibilità di
stabilizzare e di cambiare quindi da un contratto
a tempo determinato in indeterminato, è il
momento di intervenire anche dal punto di vista
di un modello dell’azienda. Noi vogliamo
un’azienda che esternalizzi i servizi per cercare
di stabilizzare i lavoratori, o vogliamo
un’azienda che stabilizzi i lavoratori senza
dovere esternalizzare i servizi? Questa è la prima
domanda che ci dobbiamo fare, la risposta per
noi è evidente. Siamo contrari alle
esternalizzazioni, che servono a andare a
stabilizzare i contratti.
Siamo favorevoli o contrari a esternalizzare
servizi che possono produrre frazionamenti,
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Consiglio Comunale
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frammentazione dei servizi, disservizi quindi
all’interno e motivati da questa frammentazione?
Ci sono anche altre questioni che si possono
andare a innescare, come immagino sappiano i
colleghi Consiglieri esistono anche all’interno di
questa azienda, esisteva e speriamo esisterà
anche in futuro un’opportunità data dal lavoro
stagionale, che era un opportunità di tipo anche
sociale, che il Comune e la stessa azienda offriva
ai lavoratori, ai cittadini. Questa verrebbe in
qualche maniera eliminata, ma negativamente
portata avanti nei momenti in cui certi servizi
vengono esternalizzati? Secondo noi sicuramente
e è per questo che infatti diciamo di non
esternalizzare.
Di tutto questo il documento parla, parla molto
poco della stabilizzazione dei precari e spiego
perché ne parla di meno. Parla molto poco del
fatto contingente, dell’azienda in questione,
perché? Perché in un certo senso è il punto meno
dolente, nel senso che anche nell’ipotesi di una
esternalizzazione viene contemplato il fatto del
contratto a tempo indeterminato, vengono date ai
lavoratori alcune garanzie, si parla di un’azienda,
di una struttura robusta, che quindi consenta di
avere gli stessi contratti, ma ne abbiamo voluto
parlare poco non perché non ci interessa, perché
non è questo per noi il punto. Il punto non è solo
la stabilizzazione, certo che è il punto
importante, certo che come ho detto prima
bisogna tornare a vederlo come una regola il
contratto a tempo indeterminato e non come
un’eccezione, ma il punto è per quale motivo
non ha senso andare a esternalizzare dei servizi,
per quale motivo non ha senso andare a inficiare
la qualità dei servizi e è quello di mantenere una
struttura unita.
Colleghi Consiglieri, qualcuno di voi in
maggioranza qualche tempo fa ha votato la
fusione di Marche Multiservizi, noi come ben
sapete no. Uno dei motivi fondamentali, potrei
dire in maniera un po’ provocatoria forse il
primo motivo che ci avete e chi ha votato ha
sostenuto era quello di tenere uniti i servizi, era
quello finalmente di avere trovato un impianto
semiunico – lo dico sempre scherzosamente –
provinciale e di unire i servizi, di non
frammentarli: avrò sentito questa frase “non
dobbiamo
frammentarli,
andiamo
verso
unificazione” decine di volte per motivare quella
fusione, adesso noi stiamo sostenendo la stessa
cosa: non frammentiamo, non andiamo a
separare quello che voi avete unito!
Per questo mi piacerebbe sapere, soprattutto dai
colleghi della maggioranza che invece votarono
quella fusione, se sono d’accordo con noi a
mantenere l’unione di quei servizi, altrimenti
qualcuno più malizioso di me potrebbe pensare
che Rifondazione Comunista quella volta fece
bene a non votare. Nel caso contrario abbiamo
fatto bene a non votarlo uguale, per altri motivi
che spero verranno risolti entro la fine dell’anno
solare, questo almeno per noi sarebbe un segnale
che su questa cosa si può già trovare un inizio
per trovare un’intesa su come vediamo l’idea
della società e non mi riferisco solo alla società
Marche Multiservizi, ma anche alla società
pesarese in genere.
Cons. Eusebi: Non ho ancora capito se
dobbiamo discutere il primo ordine del giorno,
che ha un contenuto, o il secondo che non ha
niente a che fare con il primo! Certamente
possiamo anche discutere del secondo, vorrei
evidenziare le due cose, le differenze.
Il primo ordine del giorno dava come mandato al
Sindaco di invitare i rappresentanti da lui
nominati
insieme
al
Consiglio
di
amministrazione di Marche Multiservizi,
affinché d’intesa con gli amministratori di parte
pubblica essi propongano e sostengano le
soluzioni della stabilizzazione dei precari di
Marche Multiservizi settore igiene urbana,
attraverso l’assunzione diretta da parte
dell’azienda. Secondo tempo “dà mandato al
Sindaco di dare il seguente indirizzo ai
Consiglieri di amministrazione di Marche
Multiservizi: la stabilizzazione dei precari va
perseguita
prioritariamente
attraverso
l’assunzione diretta da parte dell’azienda” e
quindi già il prioritariamente ha un significato
abbastanza chiaro, “il lavoro dell’azienda va
perseguito finalizzandolo al miglioramento
dell’efficienza economica e industriale, che
garantisca il mantenimento della qualità dei
servizi, ovviamente delle capacità industriali e
del suo patrimonio di professionalità, in un
quadro di contenimento tariffario per gli utenti.
Ho sentito l’intervento del collega che ha
proposto l’ordine del giorno e mi sembra di
capire che tutto sommato ha enfatizzato il
mantenimento dell’unicità di gestione dei
servizi, non ha insistito molto sul discorso della
stabilizzazione dei precari, forse doveva anche
dire che le due proposte hanno costi diversi per
l’azienda. Qui volevo chiedere un’altra cosa: se i
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Consiglieri d’amministrazione indicati dal
Sindaco rappresentano il Consiglio Comunale e
rappresentano quindi tutti i pesaresi, forse
sarebbe stato necessario sapere quanto incide
nella scelta industriale un tipo di assunzione e
quanto incide sempre nella scelta industriale
della gestione dell’azienda un altro tipo di
assunzione.
Non è chiaro a molti, credo a pochi anche perché
scritto in termini abbastanza chiari dal punto di
vista politico per un ordine del giorno, che
l’assunzione da parte dei precari attraverso una
società esterna ha un significato, un costo e un
tipo di gestione industriale del servizio, fatto
direttamente
dall’azienda
ne
avrebbe
sicuramente un altro, i costi sarebbero diversi e
forse anche il servizio sarebbe diverso. Non
sappiamo se gli organici sono a posto, perché se
questa gente lavora forse ci sarà una carenza
organica da sanare.
Se l’utilizzo dei precari attraverso società di
servizio è stato fatto fino a adesso, io dico i
sindacati dove stavano?! Potevano farlo prima,
sollevare qualche problema, non arrivare a un
numero elevato di 50 persone che debbono
essere immesse nell’azienda tout court con un
costo elevatissimo credo per i cittadini pesaresi,
che poi devono pagare attraverso le utenze
quelle che sono le scelte industriali dell’azienda.
Queste cose vorrei che si discutessero in
Consiglio Comunale, a me fa piacere quando il
Cons. Briglia richiama i colleghi della
maggioranza: viva Dio, ma dovrebbe richiamare
anche i colleghi del Consiglio Comunale,
indipendentemente dalla maggioranza o meno.
Se c’è un dibattito che riguarda i pesaresi tutti,
non può essere fatto politicamente dalla
maggioranza, io posso anche immaginare che
questo ritornare sui suoi passi sia legato a un
impegno futuro elettorale, non mi interessa e non
lo
voglio
nemmeno
immaginare,
ma
cattivamente lo potrei immaginare. Non c’è
chiarezza in questo e se non c’è chiarezza anche
qui i precari come sono stati assunti? Come
hanno iniziato il rapporto con l’azienda? Per
telefonate, per simpatia, per motivi familiari, per
vicinanza politica? Nessuno di noi lo sa.
Ci mettete in condizioni di non potere approvare
un progetto giusto, intelligente, che dà la risposta
a chi ha bisogno di essere tutelato, senza potere
affrontare il discorso in termini di conoscenza,
senza avere i dati né economici né di rapporto
con l’azienda di questa gente e credo che questo
sia non la responsabilità del Consigliere che ha
presentato un ordine del giorno, ma sicuramente
di chi dovrebbe fornire in Consiglio Comunale
queste notizie.
Presidente: Il dibattito prosegue sul testo nuovo
presentato e sottoscritto dal Cons. Briglia, dove
rispetto al precedente il “preso atto” e il
“ricordato” sono uguali nei due testi, poi
“ribadisce, ritiene, sottolineato” e il mandato al
Sindaco vengono modificati e questo è quello
che è in discussione, perché il proponente della
mozione ordine del giorno è il proponente…
(intervento fuori microfono) sì, questo è
quanto, a inizio di seduta ho provveduto a
fotocopiarlo…
Cons. Eusebi: C’è una volontà politica espressa,
di fare una scelta di maggioranza con un secondo
ordine del giorno, che ha un significato notevole
e va detto!
Cons. Rossi: Sono stato molto combattuto nel
fare questo intervento, perché la vita a volte è
fatta anche di opportunità e di scelte e qualche
volta probabilmente mio padre, che non è più
vivo, mi direbbe di stare zitto, ma
fondamentalmente credo che se qualcuno sta in
questi posti e ha qualcosa da dire perché ha delle
idee faccia bene a esprimerle, dopodiché
ovviamente come tutte le idee devono essere
anche contrastate, evidenziate anche pareri
diversi, quindi rientra nelle mie caratteristiche e
nella scelta che ho fatto quando sono tornato in
maggioranza cercare di non allontanarmi da
questo principio mio personale.
Già in maggioranza avevo espresso delle
perplessità su questo tipo di argomentazione, per
dei principi ben precisi. A me non piace, faccio
una premessa: premesso che il precariato è una
delle cose più sbagliate che la società ha creato
in questo secolo e probabilmente il precariato ha
origini ancora più antiche, la precarietà del
lavoro è stato uno dei problemi su si sono
dibattuti, sono nate organizzazioni politiche,
organizzazioni sindacali a tutti i livelli, proprio
per contrastare questo tipo di problema e credo
che sia una delle cose su cui avevo invitato
l’amico Cons. Briglia di Rifondazione
Comunista per aprire con un ordine del giorno
diverso un argomento che riguardasse il
precariato nella sua totale interezza, tutte le
persone che avevano bisogno e che hanno
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bisogno veramente dell’aiuto anche delle
istituzioni su questo argomento dovevano essere
trattate secondo me in un ordine del giorno più
complessivo, perché questa cosa del precariato
riguarda credo molte famiglie, non solamente
quelle ovviamente delle persone interessate in
questo ordine del giorno.
Ci sono degli argomenti che secondo me partono
tutti da un principio, questo ordine del giorno
applica un principio che a me non piace: vede
l’entrata in una fase gestionale di un’azienda,
d’accordo con i suoi modelli industriali etc., ma
vede l’entrata di un’istituzione del Consiglio
Comunale in una scelta di gestione, in una scelta
gestionale e è un principio che non mi piace e
dico perché: perché quando entra l’istituzione
entrano anche i partiti e quando entrano anche i
partiti si va a riproporre un tema che a qualcuno
farà sorridere, ma che ha creato problemi alla
prima Repubblica con tutto quello che ne
sappiamo e è una cosa su cui le scelte dei
governi sia di Centro-sinistra che di Centrodestra avevano cercato di evidenziare gli anni
passati, costruendo delle società in cui ci fosse
una certa autonomia nel modello gestionale, il
che non vuol dire come qualcuno magari gli
piace dire che allora decidono tutto loro, allora
non assumiamo nessuno, facciamo come ci pare
etc.: assolutamente, vuol dire che la politica se
interviene interviene tenendo conto del rapporto
diretto che deve avere, o indiretto, quindi
attraverso quella famosa mediazione che non
può avvenire attraverso il voto in un Consiglio
Comunale, non si tratta più di una mediazione e
di un indirizzo, qui si tratta “di un ordine
mascherato” e a me non piace questo.
Non mi piace perché il precariato c’è nei
pensionati, c’è anche nei tempi indeterminati, c’è
gente che lavora per mille Euro al mese a tempo
indeterminato e è in precariato allo stesso modo,
forse più precariato di altri proprio perché non ha
altre agevolazioni, quindi c’è un principio che
secondo me riguarda una problematica oggettiva
nella nostra società.
Su questi argomenti dovrei parlare molto di più,
ma non voglio fare venire la sensazione che sia
contro questo ordine del giorno, ma mi limiterei
a dire questo. Potrei anche votarlo questo ordine
del giorno, faccio parte della maggioranza,
purché mi si accetti l’emendamento che vorrei
fare, che ovviamente può essere accettato solo
dal proponente, quindi è un emendamento che
può non essere accettato, in cui dico
semplicemente nel passaggio dove c’è scritto “va
perseguita prioritariamente” chiedo di stralciare
questa parola e di mettere “anche attraverso
l’eventuale assunzione diretta da parte
dell’azienda”,
questo
al
posto
di
“prioritariamente”, perché secondo me se diamo
questo margine di trattativa, non facciamo
assolutamente come qualcuno può pensare un
dispetto ai precari, perché anche l’eventuale
assunzione diretta è un margine di trattativa,
garantiamo quei precari per le trattative che
possono essere state decise fino a questo punto,
perché li garantiamo secondo me più che se
facciamo
il
contrario,
se
diciamo
“prioritariamente”,
perché
quel
“prioritariamente” può essere anche una cosa che
può essere strumentalizzata a seconda come chi
deve decidere, quindi l’amministratore, il
consiglio etc. possono fare secondo i loro
interessi.
Chiedo questa cosa e ribadisco questa cosa a cui
tengo molto: io credo che la maggioranza è vero
che tra qualche mese avrà una scadenza
importante elettorale e è altrettanto vero che
questo fatto porta a stare insieme, a decidere le
cose etc., è altrettanto vero che però dobbiamo
avere, quando faremo il programma, delle idee
più chiare da presentare alla Città, in maniera
che sì stare insieme va bene, però vuol dire
anche fare delle scelte di natura politica.
Invito gli amici e i Consiglieri - lo dico sempre
perché prima di tutto sono amici più che
Consiglieri - del Partito Democratico a riflettere
anche su queste argomentazioni, perché
altrimenti non si capisce per quale motivo certe
persone che sono a Roma abbiano fatto delle
scelte in questi mesi di un certo tipo. Sono per la
vera difesa del precariato, per la vera difesa dei
lavoratori, ma non avviene secondo me quando
si tratta un punto specifico in un territorio, in una
città, purché possa essere importante questo lo
capisco, ma avviene quando si discute di questa
cosa in maniera più complessiva e che riguardi
veramente tutti i lavoratori.
Chiudo dicendo che Rifondazione Comunista fa
sempre una difesa strenua dei lavoratori, non vi
siete accorti che i lavoratori vi hanno
abbandonato, perché ultimamente i lavoratori
votano qualcos’altro. Quando questo avviene e
se siamo di Sinistra come qualcuno osa dire,
dobbiamo renderci conto che qualcuno dei
lavoratori ci ha abbandonato, perché non crede
più in noi. Su questo argomento invito ripeto
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Consiglio Comunale
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tutti i Consiglieri del Partito Democratico a
riflettere, perché se vogliamo veramente il voto
dei lavoratori certe posizioni secondo me
andrebbero secondo me eliminate.
Voterò questo ordine del giorno se sarà accettata
questa cosa, altrimenti uscirò dall’aula per non
votare contro e non creare un problema in
maggioranza, che è un problema di carattere di
idee, non certamente di carattere di altro tipo.
Cons. Di Domenico: A me interessava anche
prima sapere qualche parere da parte della
Giunta Comunale o chicchessia della
maggioranza, per avere un’apertura più ampia
del dibattito, per potere anche intervenire…
Presidente: La norma nell’ordine del giorno e
nelle mozioni è che chiude la Giunta Comunale e
per essa il Sindaco o un delegato del Sindaco,
però non è il vangelo secondo Matteo. È una
sensibilità che ha…
ACCAVALLAMENTO VOCI
Cons. Di Domenico: Se la corsa è per il fatto di
chi firma o se venga approvato o meno, è per
ampliare il dibattito perché penso che non è che
sono i segreti di stato! Posso fare il mio
intervento e amen.
Cons. Ciancamerla: Per essere pienamente
disponibile alla richiesta di Di Domenico,
quando anche non ci fosse bisogno perché c’è la
firma in calce all’emendamento che è stato
presentato in inizio di seduta, però posso dare
conto come ha sottolineato anche Briglia nel suo
intervento iniziale, che noi la scorsa seduta
consiliare sul primo documento presentato da
Rifondazione
Comunista
come
Partito
Democratico avevamo espresso una adesione
complessivamente aderente a quella che era la
sostanza del documento stesso, però ritenevamo
importante – perché questo non era avvenuto –
un confronto all’interno della maggioranza per
fare emergere quelle che… (interruzione di
registrazione) a fare sì che il documento fosse
rappresentativo di tutta la maggioranza stessa,
accogliendo anche degli spunti che peraltro nel
dibattito stesso erano emersi e portando a una
sintesi che fosse funzionale a rendere questo
documento il più possibile capace di garantire
che gli interessi che, come tutti abbiamo
ribadito, vogliamo difendere, principalmente
quelli dei lavoratori che in questo momento sono
legati a una situazione di precariato che
riteniamo comunemente tutti quanti volere
andare a risolvere in una condizione di rapporto
di lavoro che sia più tranquillo per questi
lavoratori.
Faccio presente che nel documento che oggi ci
accingiamo a votare c’è una espressione che a
me risulta abbastanza cara, della quale peraltro
avevo parlato nel precedente intervento e la
rileggo: che il conseguimento dell’obiettivo che
ricordavo prima, quello della garanzia e della
tutela dei lavoratori di superare la precarietà
nella quale oggi vivono, va perseguito in modo
esclusivo all’interno della trattativa sindacale. La
frase è questa: la via del conseguimento di
questo obiettivo è materia esclusiva della
contrattazione sindacale.
Per quanto riguarda le sottolineature che faceva
l’amico Rossi, riguardo al discorso del
prioritariamente piuttosto che la frase che lui
propone, credo che vadano tutte ricondotte
all’interno di quest’ottica, la nostra indicazione
ripeto tiene conto di questo contesto nel quale la
trattativa si sta svolgendo avanti da diversi mesi.
Per quanto riguarda poi la richiesta di Eusebi in
ordine a quella che è la posizione
dell’Amministrazione Comunale, il mandato che
ha dato ai suoi rappresentanti in Consiglio di
amministrazione, è chiaro che la nostra
posizione è quella che c’è anche nel documento,
cioè di prediligere in via assoluta la garanzia del
mantenimento del posto di lavoro di questi
dipendenti, fatto salvo poi che ovviamente non
siamo tra coloro che vogliono predicare un
dirigismo e un passaggio di ordini blindati a
coloro che ci rappresentano. Noi diamo delle
indicazioni che sono quelle che riporta il
documento, che credo diano la possibilità che ci
rappresenta di svolgere il mandato in piena
autonomia, pure in una cornice di riferimento
che è quella che noi oggi ci apprestiamo a
votare.
Il lavoro che abbiamo fatto credo che è un lavoro
proficuo, che tiene conto rispetto di tutte le
posizioni che sono emerse e è un documento nel
quale io credo che si possa e si debba
riconoscere anche l’opposizione, perché
salvaguarda un valore importante, nel quale io
credo che non possono esserci divisioni e non
possono esserci chiamate di irresponsabilità
rispetto soprattutto al momento difficile che
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viviamo sotto il profilo della condizione
economica di tanti cittadini lavoratori.
Cons. Di Domenico: Grazie della disponibilità
di avere un dibattito a pingpong. Ricordo
semplicemente che uno dei primi incontri,
pensavo fosse l’unico fatto con Hera in
quest’aula alla presentazione dell’amministratore
?Tiviroli?, feci un intervento nel quale forse in
maniera un po’ troppo sarcastica o altro dissi
“come può un’azienda privata, perlomeno
quotata in Borsa avere un interesse su
un’azienda pubblica dove il profitto avviene
attraverso la misurazione di quello che potrebbe
essere tariffe, tasse o altro” e era riferito a gas,
rifiuti, acqua etc.. Chiaramente a questa
domanda non fu data risposta, la mia era una
domanda retorica.
Alla domanda retorica ho già avuto la risposta,
non oggi. Il tema che oggi trattiamo il 20 ottobre
credo che comunque, se come me che sono
l’ultima ruota del carro della società pesarese,
aveva avuto dei primi segnali già da aprile circa,
marzo aprile di quest’anno riguardo a questo
tema, oggi ne abbiamo la risposta concreta o
meglio purtroppo la paura, o perlomeno
l’inquietudine o i dubbi che erano giunti ai
lavoratori di Marche Multiservizi già dall’epoca
hanno avuto una loro concretezza, una loro
risposta. Il problema fondamentalmente è
questo: oggi per fare profitti occorre
razionalizzare su qualcosa, questo razionalizzare
non lo sto a spiegare perché l’avete detto
benissimo voi e l’avete scritto anche su questo
documento, purtroppo si va anche verso questo
tipo di indirizzo che nessuno penso che in
quest’aula approvi. Penso che nessuno approvi
questo tipo di sistema, quello di esternalizzare e
soprattutto di dovere con la formula che siccome
si dà a qualche cooperativa, almeno c’è la
ciambella di salvataggio che se si dà a una
cooperativa bisogna assumere quei lavoratori
che sono in forza. Questa è l’unica ciambella di
salvataggio (sic) una cooperativa comunque se
viene a fare impresa sul nostro territorio con i
nostri lavoratori non viene a fare impresa per
fare beneficenza, quindi tutto il discorso che si
concatena.
Il problema oggi è che purtroppo – non me ne
voglia l’Assessore Gloriana Gambini – va a
investire quello che è il settore, forse l’anello più
debole che si è creato dentro la società di servizi
che era quello dei rifiuti e della raccolta
differenziata del porta a porta, perché Tiviroli –
adesso mi posso sbagliare – però in quest’aula o
in commissione aveva detto che i costi dei
servizi, i costi del porta a porta, i costi per essere
capillari sul territorio pesarese non potevano
essere sostenuti con questa tariffa, con questa
tassa sui rifiuti, che è una tariffa.
Questo era già stato detto, forse era una
previsione che già dava il là a quello che poteva
essere o aumentiamo la tariffa o dobbiamo
abbassare dei costi e forse – mi ripeto la seconda
volta, ma non credo che vado a offendere la
sensibilità dell’Assessore Gambini Gloriana – un
po’ il rallentamento che c’è stato nel programma
di aumentare, di allargare l’area della raccolta
porta a porta è stato dovuto anche a questo tipo
di
fattore,
quello
economico,
quello
organizzativo, quello di trovare un organico in
pianta stabile che potesse garantire il servizio
con tutti gli annessi e connessi che sono la
distribuzione dei sacchetti, la puntualità della
raccolta, i mezzi che circolassero per le strade.
Pian piano però non si poteva neanche stare
fermi e quindi oggi in qualche modo bisognava
andare avanti.
Il problema è che se abbiamo un Consiglio di
amministrazione dove abbiamo politicamente,
Carlo Rossi, è vero che politicamente forse è un
intervento a gamba tesa o entriamo in un settore
che forse è di una vecchia cultura, di un vecchio
modo di fare politica, però purtroppo è così: noi
abbiamo dentro i consigli di amministrazione dei
nostri rappresentanti, i nostri rappresentanti o
sono competenti e in grado di capire che ci sono
queste esigenze, che ci sono queste
problematiche, che ci sono queste tematiche
sulle quali non possono semplicemente fare
presenza dentro il Consiglio di amministrazione,
oppure si dimettano e facciamo essere messi
dentro politicamente, perché sono messi
politicamente, altri soggetti che abbiano più a
cuore, più determinazione, più capacità
decisionali di quelli attuali. Il problema è
politico.
Sindaco: Ritengo molto positivo avere raggiunto
una diversa formulazione per quell’ordine del
giorno, perché la prima mescolando due aspetti
molto diversi tra loro, strategie aziendali in
generale e la questione della stabilizzazione dei
precari, creava una lettura difficile facilmente
attaccabile sulle argomentazioni che prima
rappresentava il Cons. Rossi. Invece avere
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Consiglio Comunale
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lavorato per distinguere due aspetti dà maggiore
chiarezza all’ordine del giorno e ci permette di
svolgere un ruolo più vicino al nostro e a quello
di altri.
Per dire che il mio ruolo non era quello tecnico
nella trattativa per i dipendenti del Comune, mi
sono beccato un travisamento da parte in modo
particolare di un organo di stampa, dicendo che a
me non interessavano le sorti e i destini dei
nostri dipendenti. Mentre il senso di
quell’intervento era molto chiaro: il Comune non
deve fare né il ruolo del Sindacato né il ruolo
della parte trattante, dell’azienda in questo caso,
perché il suo ruolo è un altro, ha una sua
specificità e quella deve esercitare. Invece è
facile di questi tempi essere tirati per la giacca
dentro un ruolo o dentro l’opposto, dentro uno
sostituendosi al Sindacato facendo il paladino
dei paladini, nell’altro sostituendosi alla parte
trattante e generosamente dare risorse anche al di
fuori di quello che le leggi permettono di dare, o
nel caso dell’azienda ridurne l’efficienza a
scapito delle bollette che pagano i cittadini.
Invece chiedo che il merito del secondo ordine
del giorno sia quello proprio di portare il ruolo di
questo Consiglio Comunale a quello che è il suo,
che è un altro e non è né quello dei Sindacati né
quello dell’azienda. I due temi vengono trattati
secondo me dall’ordine del giorno con estrema
chiarezza, prima di tutto in termini di principio
sul problema del precariato nel nostro Paese non
credo che il Centro-sinistra debba spiegare a
nessuno le battaglie che ha fatto a livello
nazionale e le azioni a livello locale, proprio per
fare in modo che le situazioni di precariato di
lungo periodo fossero superate, ma come
principio generale che vale per il nostro ente, che
vale per l’impresa private vale anche per le
nostre ex municipalizzate oggi aziende di
servizi.
È un principio generale quello che vuole il più
possibile dare stabilità al lavoro, perché lì dentro
secondo noi c’è anche la risposta a un pezzo di
crisi più generale che attanaglia il nostro Paese,
quell’incertezza, quella precarietà del vivere che
porta poi a non investire, a non attivarsi dal
punto di vista economico, a avere sempre
percorsi di breve respiro che creano quel blocco
di mercato, quella rischiosità in termini di
prospettiva. Lavorare per la stabilizzazione e
dare certezza sul futuro è la strada che mette in
moto non solo la qualità della vita delle singole
persone e delle loro famiglie, ma più in generale
in questo momento in modo particolare dà un
contributo decisivo alla ripresa della nostra
economia.
Su questo non mi sembra che ci siano dubbi, è
un fatto politico, è di carattere generale e lo
portiamo avanti con estrema fermezza. Quando
abbiamo approvato come Giunta Comunale il
percorso di stabilizzazione dei precari storici del
Comune, l’abbiamo fatto dicendo quella volta
che è per avere le carte in regola nei confronti
degli altri soggetti e potere dire “bene questo
processo è bene che lo facciano anche altri”.
Poi che il nuovo Governo ancora il percorso non
è finito, io spero che non accada quello che
temiamo cioè che interrompa questi percorsi che
in gran parte d’Italia si sono avviati per le
stabilizzazioni dei precari. Sapete che è in
discussione una norma che nel caso del nostro
Comune, se non fosse modificata e emendata
adeguatamente, salvaguardando i processi in
essere, bloccherebbe il percorso che abbiamo
stabilito con l’ultima Finanziaria per la
stabilizzazione dei tanti precari di questo
Comune. Ancora il documento non è arrivato
fino in fondo, può darsi che il dibattito porti
invece, ci sono degli emendamenti in questo
senso a fare salvi tutti i processi avviati, questo
metterebbe a salvaguardia quello che stiamo
facendo per i nostri precari.
In generale mi sembra importante dare un
messaggio che dice questo. A dire la verità,
stando alla trattativa sindacale, di fatto già
l’azienda propone in una forma particolare un
percorso di stabilizzazione, quindi è un
patrimonio secondo me già condiviso da diversi
soggetti che non si incanala nella forma magari
desiderata da tutti, però questo rimane per noi un
punto forte. Vorremmo che venga tenuto conto
nella trattativa tra azienda e Sindacato e si possa
arrivare a un risultato che dia stabilità ai
lavoratori, così come l’abbiamo dato noi.
L’altra metà tempo è sulle strategie aziendali.
Noi abbiamo vissuto già dentro il Comune alcuni
processi di esternalizzazione di diverso tipo e
diversa natura e ci siamo resi conto che laddove
l’Amministrazione Comunale mantiene capacità
strategica sul singolo settore è in grado di gestire
meglio anche le esternalizzazioni, faccio un
esempio sui servizi educativi dov’è forte
l’impegno interno all’ente: abbiamo asili nido
comunali, abbiamo scuole materne comunali, in
un sistema però fatto anche di soggetti diversi
che sono il privato, lo statale etc. etc., avere noi
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una fetta di gestione diretta di questo servizio ci
permette di avere un rapporto positivo e più forte
anche con gli altri soggetti, anche con gli altri
enti, perché siamo in grado attraverso la gestione
di conoscere profondamente i processi e quindi
di saperli anche regolare.
Il secondo indirizzo che viene dato all’azienda è
di non perdere mai questa caratteristica, proprio
perché si gestiscono servizi importanti, noi
riteniamo strategici per il nostro territorio e
questo vale nell’igiene urbana, nelle riforme e
nell’innovazione che abbiamo portato in questi
ultimi anni, ma vale anche negli altri settori, vale
nell’acqua, nella gestione del ciclo idrico
integrato, vale nella parte energetica. Non
vorremmo un’azienda, e questo lo dice l’ordine
del giorno, che attraverso un percorso di
esternalizzazione perdesse la capacità di avere il
pieno controllo e forza nella qualità dei processi.
Dando fuori fette intere di attività, si finisce con
non essere più neanche in grado di controllare e
gestire il soggetto esterno che fa per noi
l’attività.
Per questo è importante l’altro punto, quello che
parla delle esternalizzazioni e non ne fa
certamente un demone, perché in prima persona
come Comune abbiamo esternalizzato tantissime
nostre attività, però l’attenzione, il punto
dirimente è quello che l’esternalizzazione non
può essere una cessione di sovranità, dare a altri
una perdita di competenza, una perdita di storia
all’interno dell’azienda e che quindi vada fatto in
questo percorso un’attenzione di questa natura.
Vedete i due principi di carattere assolutamente
generale danno veramente un indirizzo e non un
ordine a chi sta dentro l’azienda e fanno capire
che idea diamo noi di quello che è un ruolo, il
nostro: in questo caso siamo proprietari
dell’azienda, siamo quelli che devono fare in
modo che i cittadini abbiano servizi in questi
settori di qualità e che l’azienda sia in grado
insieme a noi di portare avanti l’innovazione e le
strategie, così come abbiamo fatto negli ultimi
anni, quindi un’azienda che è perfettamente in
grado di metterle in atto.
Tutto il processo del porta a porta, che in questi
giorni ho visto stanno distribuendo i kit, ho visto
i camion con i kit e i ragazzi stanno distribuendo
il materiale nelle famiglie, sono percorsi e
processi assolutamente delicati e difficili e serve
veramente un interlocutore in grado di gestire
questi processi con grande capacità. A noi queste
cose interessano, poi sarà la trattativa tra azienda
e Sindacato che definirà i risultati, che porterà
fino in fondo questo percorso e darà una risposta
ai lavoratori e manterrà forte l’azienda, però non
ci sembra in nessuna maniera di uscire dal nostro
ruolo e di venire meno a quello che ci spetta.
Capisco tutte le preoccupazioni che ha espresso
il Cons. Rossi, perché dentro questi percorsi –
non so se l’ha detto, però lo dico io – si può
annidare la clientela, si possono annidare
pratiche poco positive, ha fatto riferimenti a vizi
che uno può essere ritornare e riproporre. Però
sono altrettanto convinto che il nostro ordine del
giorno stia sul livello adeguato per farci svolgere
il nostro ruolo e non un altro, c’erano dentro tutti
gli elementi che permettevano a chiunque di
intervenire, non c’è una logica che si racchiude
dentro la maggioranza, sui percorsi del lavoro
precario e della sua stabilizzazione o del lavoro
flessibile e delle opportunità che chiunque può
intervenire, così come sull’azienda che mantenga
o no i servizi strategici e le capacità di gestire le
sue cose all’interno sui percorsi di
esternalizzazione.
Sono principi sui quali tutti possono, potevano o
potranno tranquillamente intervenire, così come
noi prendendoci secondo me una responsabilità e
un punto di chiarezza, dicendo quello che
pensiamo sul valore della stabilizzazione dei
precari, dicendo quello che pensiamo
sull’azienda e l’impegno a mantenere la capacità
di rispondere a esigenze di innovazione e di
strategia.
Cons. Briglia: Mi darà qualche secondo in più
anche per parlare dell’emendamento del Cons.
Rossi, altrimenti mi costringe a fare due
interventi, Presidente, ma penso che conviene
con me che è meglio farne uno solo.
Devo per forza di cose rispondere a uno dei due
colleghi dell’opposizione che è intervenuto, cioè
il Cons. Eusebi. Posso cercare di essere il più
possibile mite e comprendere quello che è
l’opportunità da questo punto di vista che
l’opposizione ha di decidere di votare un
documento insieme alla maggioranza oppure no,
però qualcosa lo devo dire. Noi abbiamo
presentato il primo documento il 29 settembre,
sostenere che i Consiglieri non abbiano avuto il
tempo di documentarsi, studiare, venire a
conoscenza di qualcosa secondo me è fuori
luogo, sostenere che sia qualcun altro che lo
deve fare va bene è un’opinione che può essere
più o meno condivisa, a me piace più ricordare
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che è stato presentato il 29 settembre e che
ognuno di noi, in sua coscienza, poteva in
qualche maniera documentarsi.
La differenza tra i due documenti, ma insomma
noi siamo venuti qua il 29 settembre che i
contratti non c’erano, a questi lavoratori non era
stata nemmeno data la proroga, non c’era
l’ufficialità, era il 29 me lo ricordo bene. Siamo
entrati un po’ a gamba tesa: certo, ma lo
rivendico e non come qualcuno mi dice ogni
tanto tirandomi le orecchie lo rivendico con
stima o con piacere, no! È il nostro modo di fare,
può essere condiviso, può essere più o meno
giusto, può essere provocatorio, troppo forte,
radicale, ognuno può usare tutti gli aggettivi che
vuole. Noi di fronte a una riunione, a una
assemblea di lavoratori e di fronte al fatto che
non era stata nemmeno fatta una proroga siamo
intervenuti con un documento forte, ritirato in
base a cosa? In base a tre righe con primo
firmatario il Sindaco, che diceva di attuare la
proroga che c’è stata. A questo punto andiamo in
maggioranza e troviamo una sintesi, perché ci
sono i presupposti. Se questa vi sembra strana, la
definizione che do di questa azione è politica…
(intervento fuori microfono) questa è politica,
Walter, chiamala strategia e tienitelo per te,
questa è politica per quanto mi riguarda!
La sintesi, e così arrivo anche all’emendamento
del Cons. Rossi, dice 4 cose sostanzialmente:
dice che i contratti devono essere a tempo
indeterminato, che bisogna mantenere le
professionalità e le capacità all’interno
dell’azienda per non creare in maniera bonaria
qualcuno dice uno strumento vuoto, io non
vorrei quasi che invece diventasse addirittura,
com’è successo in altre regioni, un
intermediario, che ci sia una scatola vuota che in
realtà non fa altro che subappaltare servizi a altri
(sic). La terza cosa che dice è che la
stabilizzazione va perseguita in maniera
prioritaria all’interno dell’azienda e la quarta è
che questo non deve andare a intaccare il quadro
tariffario degli utenti, poi ce ne saranno anche
altre, queste sono quelle che in qualche maniera
si evidenziano di più. In più dopo c’è il modello
dell’azienda, che è chiaro con questo si va a
intersecare, ma è evidente.
Uno può decidere di votare questo documento
oppure no, ma non può prescindere da ciò che ho
appena detto e proprio perché non può
prescindere da ciò che ho detto sono costretto,
noi come gruppo di Rifondazione Comunista a
rifiutare l’emendamento del Cons. Rossi, perché
per noi in maniera prioritaria o prioritariamente
significa molto di più di “anche”. Anche questa è
politica.
Dopodiché, e finisco, c’è l’ultimo punto. Qui si
gioca sul fatto che questo sia un indirizzo o un
ordine, io cito testualmente dal testo che nel
Consiglio di amministrazione i rappresentanti
dei soci pubblici sono in maggioranza e che un
argomento come quello della stabilizzazione
presuppone che gli enti pubblici proprietari
esprimano in modo inequivocabile il proprio
indirizzo: questo per noi è l’indirizzo! Se
qualcuno crede che di questo il Consiglio
Comunale non se ne debba occupare, secondo
me commette un grave errore, questo è un
indirizzo e è nostro dovere non facoltà
proporlo… (intervento fuori microfono) no,
questo è il secondo, leggo dal testo, dopodiché
ognuno voti secondo coscienza.
Cons. Catalano: La riflessione che si deve fare
e che facciamo questa sera è di profondo
rammarico che in un argomento così delicato e
importante effettivamente i Gruppi consiliari di
minoranza siano rimasti esclusi, perché non è
vero che questi due documenti sono uguali, sono
differenti in un punto sostanziale e guardate bene
che ne abbiamo esperienza di episodi di
stabilizzazione di precari, perché c’è stato un
episodio molto simile in ospedale che riguardava
una cinquantina di persone su cui abbiamo
lottato insieme, minoranza opposizione e
maggioranza, tutti quanti con ottimo risultato.
Sia chiaro fin da adesso che noi come Liberi per
Pesaro, ma penso che anche gli altri, non
metteremo il minimo ostacolo a questo iter, ma
in una maniera particolare che ci permetta anche
di fare vedere, di manifestare la nostra esistenza,
il nostro diritto a dire quello che pensiamo.
Questi due documenti non sono uguali, perché se
è vero che in quello prima che era presentato da
Rifondazione Comunista, da Trebbi e da Briglia,
poteva dare adito a qualche dubbio di quelli che
sono stati citati, però era una cosa su cui dire “sì
o no” ma che diceva una cosa ben precisa:
queste persone devono essere stabilizzate punto
e questo era una cosa che magari poteva fare
correre qualche richiamo che nelle pieghe di
questo passasse anche qualcosa su cui si poteva
discutere, ma era un chiaro indirizzo: queste
persone vanno stabilizzate. Questo no, questo è
una mediazione che dice “prioritariamente” e
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dietro questo cosa c’è, chi sarà stabilizzato, chi
non lo sarà? Tutte queste cose non le sappiamo,
non abbiamo elementi per discuterne e per
l’ennesima volta succede che noi, per quanto
desideriamo partecipare a un problema, quando
sono di queste dimensioni e di questa
delicatezza, non abbiamo questa possibilità.
È questo il motivo che ci porta a esprimere come
ci comporteremo noi questa sera, vogliamo che
queste persone siano stabilizzate, abbiamo
lottato tantissimo in altre occasioni e ci
mancherebbe altro che in qualche modo
ostacolassimo, non vogliamo nemmeno che ci
sia una frattura evidente nel Consiglio
Comunale, quindi per quanto riguarda i Liberi e
anche gli altri che hanno avuto lo stesso pensiero
e hanno anche portato avanti questo discorso è
che non vogliamo votare contro mai, astenerci
nemmeno, in modo che questa cosa passi visto
che la maggioranza ha il potere di fare e disfare
come crede senza coinvolgerci e questo
comunque passi, non parteciperemo al voto.
Cons. Rossi: La questione è ancora più
complessa, abbiamo poco tempo. Io, Cons.
Briglia, volevo dire questo: ritengo che qui
dobbiamo occuparci assolutamente di tutto, non
commetto un errore nel dire che sono contrario a
questo ordine del giorno e non ho detto che non
dobbiamo occuparci di questo argomento. Avevo
chiesto in maggioranza di fare un ordine del
giorno parlando dei precari in generale, di tutti i
precari delle aziende, degli enti locali etc..
Qui secondo me non va bene, Cons. Briglia, e le
dico perché: c’è un principio base, non parliamo
dei precari, parliamo di quei precari e quindi
creiamo un precedente come istituzione enorme
dal punto di vista politico. Parliamo di quei
precari, parliamo della nostra azienda, parliamo
di Marche Multiservizi, domani proporrò
qualcos’altro, quindi secondo me questo
principio viene svilito e devo dire una cosa:
Sindaco, sono d’accordo con quello che ha detto
lei, non credo che sia quello che c’è, forse non
riesco a capire l’italiano, non credo sia quello
che c’è il documento, credo che sia qualcos’altro
di altro valore.
L’ordine del giorno così com’è per me ha una
natura “clientelare”, è troppo specifico, parla di
quelle persone, di quei precari secondo me, non
mi piace. Ritengo che si debba parlare qui di
tutto e di più, quindi la ringrazio Cons. Briglia
che lei fa sempre parlare di tutto e di più, perché
su questo è uno dei temi su cui vengo anche in
Consiglio Comunale contento qualche volta al di
là delle solite deliberazioni, di questo la
ringrazio e credo che sia giusto proseguire su
questa strada, ben vengano gli ordini del giorno
etc.. Questo è un’ingerenza, la vedo come
un’ingerenza.
Ovviamente Marche Multiservizi prenderà le sue
decisioni e su questo non vi è alcun dubbio, ha
ragione il Sindaco e ovviamente la politica su
questo potrà prendere atto. Io credo che una
trattativa diversa, condotta in maniera diversa,
non avrebbe creato questa confusione che c’è
oggi secondo me in Consiglio Comunale.
Cons. Ciancamerla, lei è Capogruppo del Partito
Democratico e quindi rappresenta 21 Consiglieri,
io rappresento me stesso, il Cons. Giorgi e
qualche altro amico, quindi non ho
assolutamente il suo livello di forza politica
quando parlo, però la smetta di dire che lei
rappresenta sempre tutti nella maggioranza.
Avevo chiesto di fare un ordine del giorno più
complessivo, tenendo atto anche del parlare di
questo tema in mezzo al tema dei precari, lei ha
voluto parlare di questo in questo ordine del
giorno, quindi quando lei dice che rappresenta
tutti, rappresenta quasi tutti, non tutti, quelli che
hanno lavorato al documento.
Per questo motivo, perché non voglio creare
problemi alla maggioranza ovviamente, visto che
parlare ancora non si può parlare liberamente,
credo che sia giusto di confermare la mia uscita
dall’aula insieme al Cons. Giorgi del nostro
Gruppo consiliare e ovviamente nel rimarcare
questo con estremo, enorme dispiacere nei
confronti del Sindaco che ovviamente ha tentato
una mediazione che andava fatta secondo me dal
Cons. Briglia nell’accettare quello che avevo
chiesto, che era semplicemente una forma più
democratica di partecipazione del Consiglio
Comunale nella scelta.
Cons. Eusebi: Ho poco da aggiungere a quanto
detto in precedenza, ho sentito l’intervento del
Cons. Briglia e capisco ha fatto sicuramente
un’analisi precisa. In un certo momento della
situazione, c’era da rivendicare con un
documento forte un obbligo, un impegno nei
confronti degli amministratori in seno alla
Marche Multiservizi, dopodiché c’è stata la
garanzia da parte del Sindaco che c’era una
tutela per alcuni mesi e una proroga dei contratti,
quindi secondo me – è qui che ribadisco quanto
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non è stato ben compreso – chi rappresenta il
Consiglio Comunale in seno all’azienda avrebbe
dovuto rendicontarci come stava la situazione,
quali sono i costi effettivi di questa operazione,
come sono state assunte queste persone, da che
società dipendono, da che gruppi dipendono, che
sicuramente sono diversi, non sono omogenei e
ripeto quanto andranno a pagare nelle bollette i
cittadini pesaresi per i servizi che la società
Marche Multiservizi continuerà a erogare,
perché i costi li pagheremo noi cittadini pesaresi.
Bisognerebbe saperlo.
Vivo come tanti altri padri credo la situazione di
precariato dei figli, quindi la conosco, sono
particolarmente sensibile a questa cosa. Però non
è possibile cominciare a dire “questi precari
devono essere stabilizzati, ma questi sì altri no”,
oppure questi perché sono nelle condizioni
favorevoli comunque di avere un lavoro devono
essere stabilizzati? Facciamo partecipare anche
altri se c’è la possibilità, estendiamo con dei
bandi di concorso, voglio dire non mi dimentico
21 persone fatte entrare nell’azienda ?Megas?
prima dell’unione Megas Multiservizi: erano
cugini, amici, parenti, o figli di. Lo sappiamo
tutti, quindi viene spontaneo immaginare che
alla fine possono essere assunzioni clientelari.
Sono contentissimo per quei lavoratori che
avranno una stabilizzazione, debbo comunque
svolgere un ruolo di tutela anche degli altri
cittadini pesaresi e dei figli dei cittadini pesaresi,
mi sembra questo doveroso e in questo caso non
si dà un’impressione di tutelare obiettivamente
coloro che hanno questi problemi. Si dà
l’impressione… (intervento fuori microfono)
non mi arrampico sugli specchi, Baldantoni,
continua a navigare sul Titanic, quello che
suonava il piano e il Titanic affondava! Lei
arrivato all’affondamento, quindi non c’è
problema, non ci sono problemi di sorta.
Noi come Gruppo consiliare abbiamo sollevato
perplessità sui contenuti dell’operazione, sul
metodo adottato, il Sindaco dopo avere
assicurato che c’era una proroga per i contratti di
precariato avrebbe comunque dovuto fare
presente in aula come era la condizione della
Marche Multiservizi con questo tipo di percorso,
con queste assunzioni. Non l’ha fatto, bontà sua
sicuramente lo sa lui e lo sanno in pochi, noi non
lo sappiamo, non possiamo avallare questa
scelta. Manteniamo la presenza in questo
consesso, siamo capaci di comprendere la
necessità e l’importanza di questa operazione,
non la condividiamo perché non la conosciamo.
Io faccio i più fervidi auguri da parte del Gruppo
consiliare dell’opposizione a coloro che
trarranno benefici da questa operazione, mi
auguro che non ce ne siano altri che rivendicano
di essere messi nelle stesse condizioni, perché
altrimenti dovremmo fare la stessa cosa anche
(sic).
Escono i Cons. Di Domenico, Bezziccheri,
Eusebi, Lo Conte, Nardelli, Cassiani, Catalano,
Ceccarelli L., Tartaglione, Tonelli, Giorgi e
Rossi; i presenti sono ora n. 21.
Presidente: Non ho altre dichiarazioni di voto,
possiamo procedere con le operazioni di voto sul
testo che abbiamo discusso. Ricordo gli
scrutatori nominati a inizio seduta: Pagnini,
Balestrini, Catalano.
Apro le operazioni di voto.
Esito della votazione: presenti 21, votanti 21,
favorevoli 21.
La mozione è approvata.
Abbiamo passato l’ora dedicata alle mozioni e
ordini del giorno, riprendiamo probabilmente
lunedì prossimo con le mozioni che poi seguono,
a cominciare da quella di Di Domenico,
Brisigotti, Acacia e Bezziccheri, trattiamo ora
l’argomento in seduta monotematica come
abbiamo concordato in ufficio di Presidenza per
un dibattito sulle circoscrizioni comunali.
Di Domenico per una mozione d’ordine.
Entrano i Cons. Acacia S., Brisigotti, Di
Domenico, Bezziccheri, Eusebi, Nardelli,
Cassini, Catalano, Ceccarelli L., Tartaglione e
tonellii; i presenti sono ora n. 32.
Cons. Di Domenico: Volevo semplicemente
chiedere questa cosa: siccome sono le 17.25, non
è un’ora tarda e quindi potremmo anche, volevo
chiedere se si poteva mettere prima della
discussione delle circoscrizioni la mozione
riguardante il certificato Isee, visto che è già
abbondantemente scaduta e quindi al limite per
discuterlo e per dare un minimo di scandagliata,
poi riprendere con il tema delle circoscrizioni.
La butto lì per non rinviare di un’altra o due
settimane.
Presidente: La sua proposta, Consigliere,
personalmente non mi trova d’accordo, perché
anche in ufficio di Presidenza si era detto che il
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tempo era veramente poco per trattare l’ordine
monotematico, tant’è che abbiamo deciso
proprio sul filo di lana di discutere anche le
interrogazioni e le mozioni, addirittura c’era una
deliberazione pronta che non era neanche molto
impegnativa e non l’abbiamo inserita per non
sottrarre tempo al dibattito, perché in una
riunione di maggioranza si era fatto una
discussione su questo tema del decentramento e
era venuto fuori che c’erano un sacco di
posizioni (sic) un sacco di discussione, quindi
abbiamo optato. Però il Consiglio Comunale è
sovrano, se lei insiste lo metto a richiesta del
Consiglio Comunale.
Cons. Di Domenico: Presidente, accetto la
spiegazione, perché ha un senso logico e
condiviso dall’ufficio di Presidenza, la mia era
soltanto una proposta.
Dibattito sulle circoscrizioni comunali in
seguito alla modifica dell’art. 17 del tuel ai
sensi dell’art. 2 comma 29 della legge 24
dicembre 2007 n. 244.
Presidente: Colleghi, i lavori procedono con
l’illustrazione dell’argomento da parte del
rappresentante della Giunta Comunale e poi si
aprirà il dibattito. Michele Gambini Assessore
per conto della Giunta Comunale illustra
l’argomento propedeutico al dibattito, poi
ovviamente il dibattito non produrrà alcun
documento, salvo parere contrario del Consiglio
Comunale.
Ass. Gambini Michele: Come già espresso dal
titolo del punto all’ordine del giorno, siamo in
presenza – voi tutti lo sapete – di una modifica
del Testo unico degli enti locali il 267, apportata
dalla Finanziaria 2008. Questa modifica va a
intervenire sull’articolo del Testo unico che
prevede la possibilità o l’obbligatorietà di
istituire il decentramento amministrativo e
interviene in questo modo: mentre prima della
modifica le città erano divise per ordine di
grandezza secondo questo schema che le città
sopra i 100 mila abitanti erano obbligate a
istituire il decentramento, le città con abitanti dai
40 mila ai 10 mila – era la nostra situazione –
potevano istituire il decentramento e infatti la
nostra è stata una scelta da statuto, una scelta
positiva nel senso fatta e non subita, il testo è
stato modificato prevedendo una soglia minima
di 100 mila abitanti per potere istituire il
decentramento.
Questo significa che noi non siamo più nella
condizione di potere mantenere il decentramento
così come lo abbiamo conosciuto fino a adesso.
Cercherò
in
questa
mia
introduzione
all’argomento di definire qual è lo stato attuale
del decentramento nella nostra Città e quali sono
le possibilità teoriche, il campo di possibilità che
ci si aprono di fronte. Parto dalla lettura di un
articolo, gli Artt. 47 e 48 dello statuto comunale,
perché ci dicono chiaramente cos’è il
decentramento e entriamo subito nel vivo della
questione.
L’Art. 47 “gli organi decentrati” recita “il
Comune può istituire appositi organi previa
consultazione dei cittadini e delle formazioni
sociali per l’esercizio decentrato delle funzioni e
delle competenze”, quindi un’affermazione
abbastanza generica; l’Art. 48 dice “il territorio
comunale è articolato in circoscrizioni, quali
ambiti degli organismi di partecipazione, di
consultazione e di gestione dei servizi di base,
nonché di esercizio delle funzioni delegate dal
Consiglio
Comunale
al
Consiglio
di
Circoscrizione; la Circoscrizione è sede di
servizi decentrati del Comune e fonda la propria
attività sulla partecipazione dei cittadini e delle
associazioni operanti sul territorio, favorisce la
partecipazione dei cittadini alle scelte comunali,
promuove e coordina la partecipazione degli
utenti e la gestione dei servizi di base,
coerentemente ai principi dello statuto disciplina
la partecipazione dei cittadini e delle forme
associative alla vita della Circoscrizione”.
Ci sono altri commi, ma questa è la sostanza. Il
nostro statuto istituisce il decentramento e gli
conferisce precipuamente una funzione di
partecipazione e come da legge di gestione dei
servizi di base e di esercizio delle funzioni
delegate, cioè le circoscrizioni nel nostro statuto,
nella nostra realtà sono state delegate a esercitare
una funzione, quindi a prendere una decisione
valida
verso
terzi
per
conto
dell’Amministrazione Comunale e via via nel
tempo si è evoluto fino anche a amministrare
risorse proprie, oggi le circoscrizioni
amministrano risorse proprie, non sono altissime
però sono significative e gestiscono alcune
deleghe direttamente, anche molto importanti,
come per esempio il verde urbano, la
manutenzione delle aree verdi urbane.
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Questo è il quadro del decentramento che
chiaramente ha due aspetti fondamentali: la parte
relativamente al decentramento dei servizi
amministrativi, che quindi possono essere
l’anagrafe, le biblioteche, le sedi civiche, le sale
e quant’altro, l’altro grande pilastro del
decentramento che si configura proprio come un
decentramento amministrativo completo è la
presenza di Consigli eletti che assumono delle
decisioni valide amministrativamente nei
confronti della Città.
Oggi la modifica intervenuta nel Testo unico
degli enti locali ci dice che non possiamo più
individuare dei consigli di circoscrizione che
esercitino delle funzioni amministrative, non è
più possibile che una forma di rappresentanza
dei territori che potremmo andare a individuare
esercita delle funzioni per conto di altri, che
determini e deliberi qualcosa. Questa è il grande
paletto che viene posto oggi dalla Finanziaria
2008, che è la modifica che ci troviamo a
fronteggiare.
Peraltro ho fatto mettere nella cassetta postale di
ogni Consigliere uno schema che riepiloga solo
nelle cifre la sostanza del decentramento oggi,
come vedete è un decentramento corposo sia
nelle cifre che riguardano il personale impiegato,
perché parliamo di 34 persone nelle varie
circoscrizioni e nell’ufficio centrale, sia per
quanto riguarda le cifre. Il decentramento
amministra fuori dalla spesa del personale circa
un milione e 100 mila Euro all’anno, con i quali
interviene direttamente nella vita della Città, sia
facendo lavori di piccola e urgente manutenzione
e gestendo le aree verdi, lo sfalcio del verde con
un controllo del territorio capillare e prossimo,
sia con attività di natura culturale, ricreativa e
sociale, dico ricreativa e sociale perché in realtà
questa delega per le attività culturali è stata
declinata in molti modi e alcuni hanno una
connotazione più puramente sociale.
Le cifre coinvolte dal decentramento della Città
di Pesaro sono cifre di tutto rispetto, che hanno
consentito nel tempo alla Circoscrizione di
svolgere un ruolo di promozione della coesione
sociale enorme e è questo il punto su cui vorrei
concentrarmi. Coerentemente con quello che è il
mandato dello statuto, quello di creare
partecipazione, le circoscrizioni in maniera
differente, in grado differente a seconda delle
circoscrizioni,
perché
obiettivamente
la
situazione è variegata, hanno inteso esercitare
questa loro funzione di partecipazione
soprattutto creando delle reti connettive tra i
soggetti che sono operanti sul territorio…
(interruzione
di
registrazione)
la
Circoscrizione è diventata il punto di riferimento
dei soggetti, delle associazioni, dei comitati,
delle parrocchie, del volontariato presente sul
territorio, riuscendo a creare quella coesione
sociale, quella rete di relazioni che consente al
singolo territorio sia di aumentare il sentimento
di identità, ma anche di irrobustire proprio la
tenuta del tessuto sociale e questo è quello che
noi come Giunta Comunale sicuramente
giudichiamo il principale contributo alla vita
civile della Città da parte del decentramento.
Oggi come dicevo ci si pone il problema che non
possiamo più semplicemente andare avanti come
siamo andati, ma siamo costretti dalla Legge a
porci questo problema. Non possiamo più avere
circoscrizioni lo ripeto che deliberino e quindi
esercitino funzioni e decisioni nei confronti di
terzi, vi dico quello che non possiamo fare e poi
rimane tutto il campo del possibile. Sicuramente
prendendo
il
nostro
regolamento
sul
decentramento, che è quello che regola nella
fattispecie proprio quello che possono fare le
circoscrizioni, vi dico quello che facevano che è
la sostanza e vi dico quello che sicuramente non
potremo più fare.
L’Art. 28 del regolamento sul decentramento,
che è il primo del titolo che rappresenta le
funzioni e le competenze del Consiglio di
Circoscrizione,
dice
“il
Consiglio
di
Circoscrizione esercita le funzioni deliberative
relative alle funzioni proprie o delegate e di
gestione dei servizi di base, ai sensi dello statuto
comunale e del presente regolamento; esercita
come organismo di decentramento politico e
amministrativo funzioni conoscitive, consultive
e propositive nella formazione degli indirizzi e
delle scelte dell’Amministrazione Comunale nel
suo
complesso,
promuove
forme
di
partecipazione della popolazione a carattere
consultivo per preparare la formulazione di atti,
per esaminare specifici argomenti di interesse
cittadino, per verificare, sviluppare e progettare i
servizi decentrati, sviluppa – qui è il nodo di
quella funzione che dicevamo – rapporti di
collaborazione con le istituzioni, le associazioni,
i gruppi di volontariato e altre forme sociali
presenti sul territorio, sulla base del principio di
sussidiarietà; svolge attività di indirizzo sulla
gestione delle risorse assegnate” e qui siamo
solo sulle funzioni.
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Dopodiché ha competenze sulla formulazione di
indirizzi e proposte per gli orientamenti delle
scelte
dell’Amministrazione
Comunale…
(interruzione di registrazione) poste relative
alla formazione del bilancio, ai piani di
investimento, delibera in merito agli indirizzi,
programmi,
obiettivi,
spese,
rendiconti
relativamente ai servizi di base assegnati alle
funzioni delegate, verifica congiuntamente
all’Amministrazione Comunale gli stati di
realizzazione di avanzamento dei piani
pluriennale, dei programmi e dei provvedimenti
approvati dal Consiglio Comunale.”
Dopodiché ha le funzioni delegate che sono le
deleghe relative alla piccola e urgente
manutenzione,
quindi
il
Consiglio
di
Circoscrizione interviene con lavori di piccola
entità sul territorio e in attività culturali in piena
libertà, con una sovranità i cui limiti sono solo le
risorse assegnate dal Consiglio Comunale e
eventuali indirizzi di carattere generale.
Come vedete l’attività è molto complessa e di
tutto questo il cui cuore secondo noi è la capacità
di tenere insieme i soggetti del territorio, la cosa
che certamente noi perdiamo per legge è la
capacità di delegare a una rappresentanza
territoriale delle funzioni deliberative, noi non
potremo avere più sul territorio decentrato delle
funzioni deliberative, nulla viene detto dalla
legge in merito ai servizi. Come dicevo prima il
decentramento ha questi due pilastri che sono da
un lato i servizi sul territorio, dall’altro la parte
politico – amministrativa, sui servizi nulla viene
detto. Questo significa che a oggi il campo del
possibile è continuare a decentrare i servizi sul
territorio e, se come secondo noi l’esperienza è
giudicata positiva quella del decentramento e
della capacità di rappresentare un territorio,
potere andare anche a individuare forme di
rappresentatività dei territori, naturalmente che
non possano deliberare ma che possano
continuare a svolgere quella funzione di centro
di gravità relazionale che è stato proprio delle
circoscrizioni.
Un altro vincolo banale che va da sé che non può
essere superato è che ogni forma di
rappresentanza territoriale che si possa e si
voglia individuare non può essere individuata
contestualmente alle elezioni del Consiglio
Comunale, dico che va da sé perché oggi invece
eravamo proprio in presenza di questa
situazione: i consigli di circoscrizione sono stati
eletti contestualmente al Consiglio Comunale,
questo ha dato una legittimazione democratica
enorme a questi consigli che sono riconosciuti
ancora una volta in modo differente, non siamo
qui a dire che è tutto perfetto e va tutto
benissimo, siamo a evidenziare il valore di
un’esperienza complessiva, però dicevo che sono
stati riconosciuti generalmente come dei
referenti credibili del territorio.
Questa è la situazione a oggi, questo è il campo
di possibilità che ci si apre davanti e il giudizio
dell’Amministrazione Comunale su questa
esperienza sicuramente è positivo e individua
proprio in quella forza di coesione l’elemento
chiave che vorremmo comunque non si perdesse,
oltre evidentemente la vicinanza dei servizi al
territorio, anche a territori che spesso
diversamente si sentirebbero distanti e
abbandonati dall’Amministrazione Comunale.
Mi limito a dire questo perché su richiesta
proprio della minoranza abbiamo inteso dare una
forma molto libera alla discussione, siamo
all’atto preliminare, l’urgenza era solo quella di
partire con la discussione perché comunque
dovremo, in tempi relativamente brevi, elaborata
una proposta, vedremo che contenuto debba
avere ma dovremo elaborare una proposta che
comunque necessariamente andrà a modificare
lo statuto comunale e il regolamento sul
decentramento, che forse non si potrà chiamare
regolamento
sul
decentramento,
sulla
partecipazione non so cosa sarà, però comunque
dovremo fare degli atti conseguenti e
chiaramente per non inquinare la discussione con
fatti troppo connotati politicamente e
elettoralmente, dovremo cercare di accelerare i
tempi e produrre una proposta in tempi brevi, poi
conseguentemente procedere alla modifica dello
statuto e del regolamento comunale.
Cons. Brisigotti: Volevo soltanto chiedere un
chiarimento. Dopo quello che ho ascoltato, la
modifica dello statuto comunale, lei vuole dire
che
ci
saranno
altri
sindaci
nelle
circoscrizioni?... (intervento fuori microfono)
Presidenti, ma questi Presidenti avranno la
funzione di sindaci in Circoscrizione? Perché
molte cose… (interruzioni) non è vero, infatti
sono per la globalizzazione, è un’idea
meravigliosa, la sostengo, purché veramente il
Presidente della Circoscrizione abbia delle
cariche che possano contare di fronte al
Consiglio Comunale. Ecco perché dicevo un
altro sindaco, è una battuta, però vorrei che
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Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
quello avesse un peso politico abbastanza
rilevante.
Vi devo lasciare, il mio intervento è stato molto
molto breve.
Cons. Eusebi: L’Assessore prima ha detto che
su richiesta fatta nell’ufficio di Presidenza da
parte di alcuni rappresentanti dell’opposizione,
non di minoranza perché “minoranza” è un
termine dispregiativo, abbiamo chiesto di avere
un dibattito aperto in Consiglio Comunale,
fermo restando che già c’è stata una
commissione consiliare abbinata la affari
istituzionali e la decentramento, 2 mesi fa circa o
anche più, dopodiché l’argomento non era stato
più trattato e ci siamo trovati a dovere riflettere
sulle forme di discussione in aula di questo
argomento, che è importantissimo, che coinvolge
tutti e che come ha detto l’Assessore deve
prevedere modifiche statutarie. Credo che sia
logico immaginare che le modifiche statutarie
abbiano bisogno di un consenso un po’ più
ampio mi sembra di capire.
Fatta questa premessa, che non è sicuramente un
impedimento al dialogo costruttivo, non volendo
affrontare il problema in tempi elettorali ma
volendolo affrontare per quello che è realmente,
abbiamo fatto una riflessione nel dividere in due,
o quantomeno le due cose più importanti quello
che è il discorso del decentramento: i servizi
forniti e da fornire, ovviamente tenendo conto di
quello che è la variazione territoriale perché
parliamo di un territorio che rispetto a 15 o 10
anni fa è cambiato notevolmente, e la
rappresentanza sociale e politica che si possa
avere sul territorio e eventualmente come
realizzarla, anche perché nessuno ha la bacchetta
magica, le proposte possono essere diverse,
certamente non quelle collegate immediatamente
e contestualmente alle elezioni amministrative,
ma nulla vieta che possono essere adottati altri
strumenti che tengono conto delle elezioni
amministrative. Questo è un esempio, ma ce ne
possono essere altri.
Credo che sia importante che si affronti qui oggi
secondo me l’argomento per quello che è,
partendo dal presupposto che c’è necessità in
questo periodo in particolare, e più si va avanti e
peggio il periodo si fa, di andare incontro alle
esigenze di tutti i cittadini, in particolare quelli
che sono dislocati fuori dalla Città vissuta,
fornendo dei servizi. Siccome gli uffici ci sono, i
collegamenti ci sono, i servizi sono sempre stati
forniti e credo che l’Assessore abbia fatto un
quadro del lavoro svolto delle circoscrizioni, si
tratta di capire come riorganizzarlo, ovviamente
tenendo conto delle nuove esigenze del
territorio.
Per quanto riguarda la rappresentanza, forse non
ci troveremo d’accordo, perché sicuramente
ognuno di noi la vede in un certo modo,
l’impostazione che mi era venuto spontaneo dare
è che nelle commissioni si affronta l’argomento,
se c’è una relazione unica bene, se ci sono due
relazioni una di maggioranza e una di minoranza
non succede niente, si viene in Consiglio
Comunale, si continua il dibattito e si vota
tranquillamente. Questo era lo spirito di
affrontare un argomento importante, serio, che
riguarda tutti e che non può essere solamente a
difesa di un’esigenza elettorale come potrebbe
apparire se gestito in modo un po’ frettoloso e
sbagliato.
Cons. Balestrini: In ufficio di Presidenza infatti
avevamo discusso e parlare nei termini che il
Cons. Eusebi adesso ha esposto, io credo che la
relazione di Gambini ci ha illustrato ampiamente
lo stato attuale delle circoscrizioni, quello che
possiamo fare e quello che non possiamo fare. Il
Consiglio Comunale dovrà decidere in tempi
veloci quello che dovremo fare, perché
sicuramente sono convinto che è difficile tornare
indietro, ormai la Città di Pesaro da oltre 30 anni
ha questo modo di vivere la partecipazione nei
territori, diamo un giudizio sicuramente positivo
di quello che è stato fatto in questo periodo e
credo perciò che dobbiamo continuare a lavorare
per avere e mantenere gli stessi servizi che
adesso abbiamo attualmente decentrati nei
territori, così come esponeva l’Assessore sempre
nei termini della piccola manutenzione, degli
aspetti della cultura, degli aspetti generali che
venivano di volta in volta sollecitati e risolti
anche in modo differente tra Circoscrizione e
Circoscrizione.
Noi diamo un giudizio molto positivo di quello
che è stato fatto nei quartieri, perciò dobbiamo
riprendere questo discorso, così come si parlava
in ufficio di Presidenza dovremo coinvolgere in
questo periodo le due commissioni preposte la
Commissione decentramento e la Commissione
degli affari generali e vedere di trovare se
possibile, Eusebi, un documento unitario se
riusciamo, altrimenti l’opposizione farà le
proposte e noi faremo altrettanto, però su due
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Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
cose pensavo di trovare la condivisione:
continuare a gestire in modo decentrato questi
servizi che attualmente abbiamo dal verde etc. e
anche trovare una forma di rappresentanza
territoriale che non sia in contrasto con la Legge.
È chiaro che non possiamo votare lo stesso
giorno che faremo le elezioni amministrative,
non possiamo stare dentro lo stesso plesso, anzi
inviterei e caso mai approfondiremo nelle
commissioni la possibilità anche di dare il voto,
la rappresentanza anche a immigrati che in
qualche modo sono già nella nostra Città e in
qualche modo vivono la nostra sociale, sono a
tutti gli effetti cittadini pesaresi ormai stabili, che
pagano le tasse e sarebbe opportuno in questa
forma, che non è istituzionale perché non sarà,
ma troviamo il modo… (intervento fuori
microfono) no dicevo svincolato dalla Legge
nazionale e dalle circoscrizioni, possiamo
prevedere anche una rappresentatività che tenga
conto di questo mondo che attualmente non è
rappresentato, perché non può esprimere una
votazione.
Questo
potrebbe
migliorare
l’integrazione nei territori, potrebbe aiutare
anche a capire meglio tutta una serie di problemi
che molte volte facciamo fatica a capire, però
dobbiamo cominciare a lavorare.
Credo che se ci mettiamo giù con questo intento
e con il proposito di continuare a dare una
rappresentanza ai territori, credo che troveremo
sicuramente una soluzione anche condivisa.
Cons. Nardelli: Noi come Centro-destra bisogna
dire che non abbiamo mai avuto preclusioni da
quando è stato costituito il decentramento e
quando sono state istituite le circoscrizioni, tanto
che bisogna dire che il voto che ha istituito
decentramento e circoscrizioni è stato unanime
del Consiglio Comunale. Siamo stati solamente
un po’ critici quando è stato introdotto il
meccanismo elettorale che aveva permesso di
garantire
la
maggioranza
a
questa
Amministrazione Comunale, però nel complesso
il discorso della partecipazione è sempre un
discorso che ci ha visto coinvolti attivamente,
già praticamente nella legislatura scorsa
avevamo detto che forse andavano riorganizzate,
ristrutturate, forse ridotte, perché 8 ci
sembravano troppe, ma mai eliminate.
Oggi ci troviamo a dibattere sul fatto che queste
circoscrizioni sono state eliminate per legge,
allora senza entrare nel discorso dei servizi che
comunque per noi rimangono un presupposto
fondamentale, ci sono degli uffici con tanto di
ufficio anagrafe, con tanto di altri servizi che
vengono forniti sul territorio che devono
continuare secondo noi a svolgere le loro
funzioni, anzi se possibile potenziarle.
Dal punto di vista politico e della rappresentanza
politica, è su questo il nodo. Innanzitutto bisogna
fare un discorso insieme opposizione e
maggioranza, perché non è a colpi di
maggioranza che si può imporre una cosa
importante come il decentramento, quindi adesso
valuteremo se fare all’interno delle commissioni,
io francamente credevo che fosse meglio istituire
un gruppo di lavoro specifico con rappresentanti
dell’opposizione e della maggioranza, per vedere
di uscire da una situazione che non è facile,
perché basti pensare a come collegare il
meccanismo elettorale delle circoscrizioni a
quello del Comune, già lì si capisce che non è
facile la cosa. Però il presupposto fondamentale
è che ci sia unità di intenti tra opposizione e
maggioranza.
Quando abbiamo sentito parlare del fatto che
circolava un ordine del giorno, comunque un
documento nel quale si invitava Sindaco e
Giunta Comunale di impegnarsi per fare una
proposta, noi lì abbiamo detto subito di no
perché secondo noi bisogna discutere in altra
sede, non è che si può dare mandato al Sindaco o
a chi per lui di creare un progetto. Il progetto
deve essere condiviso, perché questo deve essere
la base per il decentramento se si vuole creare il
decentramento.
Il percorso oggi bisogna capire se esistono le
condizioni per fare una proposta seria, per
verificare se il discorso della partecipazione è
ancora valido questo può essere fatto utilizzando
uno strumento che secondo me più che
all’interno della commissione è uno specifico
gruppo di lavoro e lì cominciare a parlare, ripeto
partendo dal presupposto che ci deve essere
unione di intenti tra maggioranza e opposizione,
perché se alla fine la maggioranza dovesse
imporre con il proprio voto il decentramento che
già è stato sconfessato per legge sarebbe una
sconfitta per tutti.
Cons. Manenti: Anch’io approfitto del dibattito
di oggi, proprio per ribadire e sottolineare in
apertura di questo percorso di lavoro che faremo
all’interno delle commissioni quello che è un po’
il ruolo del decentramento e delle circoscrizioni.
Può sembrare un approccio un po’ teorico, ma
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Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
credo che stia bene all’inizio di un
ragionamento, poi il Consiglio Comunale ha
delle funzioni di indirizzo e ha la responsabilità
di tenere alto il livello del dibattito e l’attenzione
politica sui temi che ritiene prioritari e strategici.
Le circoscrizioni e il decentramento lo ricordava
anche Balestrini hanno una storia che parte da
lontano nella nostra Città e rappresentano un
importante
tassello
della
fisionomia
amministrativa della nostra Città, sono
importanti perché ci hanno permesso fino a oggi
– lo ricordavano anche i colleghi – di
organizzare in maniera capillare, anche in una
piccola città come la nostra, in maniera estesa in
tutto il territorio una rete di servizi, ma in
particolare credo che il decentramento rispecchi
un po’ quello che è un sistema di valori e di
credenze proprio di tipo culturale, che partono
proprio dal presupposto e dalla convinzione che
abbiamo che le persone hanno il diritto ma anche
il dovere di partecipare al governo della Città e
di
essere,
insieme
all’Amministrazione
Comunale, protagoniste dei processi di crescita e
di sviluppo che riguardano la Città, di essere
coinvolti nell’impiego delle risorse che si hanno
a disposizione, su come vengono impiegate le
risorse ambientali, le risorse naturali, che hanno
anch’esse un’importanza molto elevata. Non
dobbiamo parlare solo di poste di bilancio, ma
anche di utilizzo e impiego dei beni naturali e
ambientali.
I cittadini hanno il diritto in un certo qual modo
di esprimersi sui programmi di espansione della
nostra Città, delle sue reti di servizi pubblici che
a queste devono essere necessariamente
collegate in una idea di sviluppo armoniosa,
equilibrata, sull’idea del modello di eccellenza e
di integrazione che vogliamo esprimere, sugli
standard e sulle scelte legate alla sicurezza. Sono
tante le questioni e gli spazi in cui sarebbe
auspicabile che si sviluppasse la partecipazione,
però non è che adesso voglio farla lunga su
questo.
Voglio soltanto dire che le circoscrizioni hanno
giocato un ruolo di grande importanza su aspetti
come questi, la hanno avuta in passato, la
continuano a avere oggi e sicuramente ce
l’avranno anche in futuro, anche se oggi ne
stiamo discutendo purtroppo rispetto a questo
passaggio di riorganizzazione che c’è imposto
dall’esterno.
Le circoscrizioni a Pesaro sono state un modo
proprio concreto per dare attuazione ai principi
della partecipazione e della sussidiarietà, direi io
di tipo verticale e di tipo orizzontale. Porto solo
alcuni esempi al di là di questi termini che
possono sembrare distanti: sono 95 per esempio
le assemblee che le circoscrizioni hanno fatto,
prendendo i dati dal bilancio sociale, nel 2007 e
questo significa che ogni mese mediamente nella
nostra Città le circoscrizioni fanno, insieme ai
cittadini, insieme agli amministratori, 7 o 8
assemblee pubbliche, su temi che i territori
ritengono rilevanti. Queste sono delle preziose
occasioni per condividere e per confrontarsi.
Le circoscrizioni sono state in grado in questi
anni di attivare e coinvolgere le forze del
volontariato su aspetti della vita sociale che
ovviamente premono ai cittadini, perché
ovviamente il volontariato è un qualcosa di
spontaneo e quindi le questioni che stanno dietro
e vengono gestite dal volontariato sono
necessariamente importanti, ma anche che ci
aiutano in un certo qual modo a occuparci, a
avere cura del verde, degli spazi pubblici nei
quartieri, ma le circoscrizioni sono state anche in
grado in questi anni di attivare la sussidiarietà
orizzontale e anche di reperire risorse per le
sponsorizzazioni, a sostegno delle proprie
iniziative.
Questa la reputo la premessa fondamentale
rispetto al passaggio che andiamo a fare oggi,
rispetto a questo divieto che abbiamo di
rieleggere
contestualmente
al
rinnovo
dell’Amministrazione Comunale gli organismi
delle circoscrizioni e di destinare in un certo qual
modo una parte delle risorse del nostro bilancio a
delle spese delegate alle circoscrizioni, nei
termini che fino a oggi abbiamo fatto, questo
all’interno di un quadro di nostra sostenibilità,
perché questo lo reputo un prezzo da pagare
rispetto a un percorso di federalismo incompiuto,
perché non siamo liberi di trovare il migliore
equilibrio tra le risorse che chiediamo ai cittadini
e l’impiego di queste risorse.
A parte questo voglio dire che abbiamo la
necessità di stare all’interno di un quadro
predefinito, forti di tutte queste considerazioni
che un po’ ho cercato di sintetizzare e non
volendo essere ulteriormente polemica, perché
tanto a oggi credo che serva a poco, vorremmo
cogliere in maniera costruttiva questo passaggio
che ci permette di ripensare il nostro
decentramento, poi lo si farà ovviamente in
maniera molto più analitica all’interno delle due
commissioni di lavoro, le opportunità che vedo
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Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
volendo essere costruttiva rispetto a questo
passaggio sono quelle che anche se con
strumenti nuovi, differenti dal passato, dovremo
in un certo qual modo continuare a estendere un
tipo di esperienza, di partecipazione e di
coinvolgimento attivo nelle realtà periferiche,
coinvolgendo anche le loro rappresentanze, ma
anche di potenziare ancora di più, lavorare sulla
rete dei servizi e sulla qualità. Spero che questo
saremo in grado realisticamente di garantirlo
anche all’interno del quadro di difficoltà che
ogni anno l’Amministrazione Comunale si trova
a dovere affrontare quando deve chiudere i
propri bilanci.
Dico anche che questo passaggio ci deve
permettere di affrontare i nodi critici, quindi non
solo di valorizzare gli aspetti di eccellenza del
nostro decentramento, ma anche di affrontare i
nodi critici, per esempio credo che un servizio
come quello della vigilanza fatta attraverso gli
agenti di Circoscrizione sia un qualcosa da
potenziare ulteriormente, perché la domanda di
sicurezza dei cittadini è crescente in questi anni,
ma sicurezza fatta anche attraverso l’agente di
Circoscrizione abbiamo visto in termini
preventivi. Anche qui, prendendo alcuni dati dal
bilancio sociale 2007, le richieste documentate
rivolte al vigile di quartiere attraverso gli uffici
della Circoscrizione per dei sopralluoghi sono
850 in un solo anno e ogni anno di questo
mandato sono cresciute, quindi su questo tipo di
servizi la cittadinanza non accetterebbe
assolutamente un ridimensionamento, anzi si
dovrebbe andare verso un potenziamento del
servizio. La stessa cosa avviene per i servizi di
Urp, che abbiamo visto essere molto molto
importanti, soprattutto nelle zone più decentrate;
anche qui sono 2600 i contatti che
complessivamente le circoscrizioni hanno
gestito, soltanto riferiti all’anno 2007.
Credo che sia molto importante non tornare
indietro rispetto a questo tipo di ragionamento e
fare in modo di trovare, noi come Consiglio
Comunale, la forza di tenere alto il dibattito e la
priorità su questo tema e la Giunta Comunale di
individuare delle modalità organizzative nuove e
gestionali da poterci proporre, proprio per
riuscire a sostenere anche in futuro, dare
continuità alle iniziative delle circoscrizioni
anche se con strumenti e modalità nuove, perché
ci sono delle iniziative territoriali e
circoscrizionali che non hanno più una valenza
ovviamente soltanto territoriale, solo per citarne
alcune le rassegne di teatro, i concerti, i corsi
didattici, ma anche i centri estivi che
coinvolgono
centinaia
di
famiglie.
L’Amministrazione Comunale dovrà porsi il
problema quale soluzione organizzativa e
gestionale per dare continuità a queste attività.
Cons. Di Domenico: Volevo innanzitutto
portare il mio plauso a questa iniziativa, che è
stato il motivo per il quale non ho voluto
insistere troppo sulla mozione che volevo
discutere, perché penso non so se è la prima
volta o giù di lì che in questi 4 anni abbiamo
fatto qualcosa di propedeutico per cercare di
andare insieme verso una conclusione, verso un
progetto condiviso proprio in toto.
L’unica cosa, e non lo dico con tono né di
polemica né di retorica, è che spero non sia un
riempitivo: cioè dobbiamo riempire qualche
spazio di tempo, qualche cosa da fare e allora
argomentiamo su questo. È un retropensiero che
voglio già sgombrare, perché penso che
l’argomento sia sentito, un argomento
importante,
un
argomento
sul
quale
effettivamente si può giocare una buona parte di
quello che è l’iniziativa dell’organizzazione
amministrativa sul territorio del Comune e anche
quello che può essere un percorso, anche un
proseguimento di quello che è stato un trascorso
trentennale o quello che è di questa esperienza,
quindi vale la pena non abbandonarla e non
lasciarla al passato come fosse qualcosa di cui
liberarsene, ma dalla quale partire, trarne un
insegnamento e sul quale continuare.
Volevo uscire un po’ dall’ipocrisia, così almeno
dalle prime note positive arrivo a quelle
negative, nel senso però costruttivo. Quale
ipocrisia? Non dobbiamo nascondere che il
nostro vero obiettivo legittimo e fondante di
quello che è il nostro ruolo all’interno dell’assise
è la rappresentatività politica, non andiamo a
nasconderci dietro tante belle parole, bei
progetti, bei servizi, bella rete, bella trasversalità
dei servizi, perché dico questo? Lo dico perché
mi ritengo quasi in famiglia a quest’ora con
questi colleghi tra di noi, perché dico questa
cosa? Perché credo che domani un qualunque
Assessore o Sindaco che siederà su quel tavolo
abbia tutti gli strumenti e tutte le capacità proprie
e della sua organizzazione per garantire
esattamente se non uguale e meglio quelli che
erano i servizi o la garanzia di quello che era un
trascorso passato sul territorio.
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Comune di Pesaro
Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
È chiaro che cambia la modalità, cambia il peso
della fatica fisica, perché – uso una metafora
positiva – i nostri Consiglieri di Circoscrizione, i
nostri Presidenti etc. erano tanti bravi soldatini
che aiutavano lo svolgimento della funzione
pubblica, dell’assorbimento… (intervento fuori
microfono) non volevo banalizzare la cosa, nel
senso che oggi i nostri consigli di Circoscrizione
dal Presidente all’ultimo Consigliere di
minoranza o di opposizione comunque svolgono
un ruolo, è chiaro che è misurato o misurabile in
base a quella che è l’importanza, un Consigliere
di Circoscrizione di minoranza ha meno stimoli
rispetto a quello che potrebbe essere un
Consigliere di maggioranza, però svolge il suo
compito di contatto con il territorio, molti
Consiglieri di Circoscrizione anche se sono
semplici Consiglieri e non Presidenti hanno a
cuore quello che è il proprio territorio, il proprio
mandato, il proprio rapporto con i cittadini, sì
che può essere anche elettivo per l’amor del
cielo, viva Dio se siamo lì che svolgiamo una
funzione perché siamo stati eletti è normale che
quando mi rivolgo alla mia cittadinanza domani
qualcuno potrebbe chiedere “vuoi o non vuoi la
preferenza?” ma è un fatto naturale. Chi si mette
in gioco, chi lavora ha anche questo tipo di
problema, ma che non è un problema è un
piacere.
Quello che volevo dire, l’ipocrisia sulla quale
dobbiamo uscire è che oggettivamente noi
abbiamo una macchina organizzativa per la
quale mantenere quei tipi di servizi, avrebbe un
po’ più difficoltà, Sindaco, su questo è indubbio,
ma perché sono gli stessi Assessori che
potrebbero avere qualche difficoltà in più,
Barbanti magari sulle grandi opere può
intervenire direttamente e magari su delle
piccole opere era comodo l’intervento del
preposto della Circoscrizione, fa parte di una
sinergia, però come tanti bravi soldatini avevo
prima, tanti bravi soldatini perché sono dei
volontari, perché oggi chi sta in Circoscrizione è
poco più di un volontario, però è bello perché era
eletto, aveva un mandato, doveva onorarlo
questo mandato, per me è un fatto di una
rappresentatività che qualifica, ti impegna, ti dà
un senso di responsabilità.
Mi permetto di parlare a braccio perché ho detto
che apprezzo questa iniziativa perché iniziamo
un percorso, credo che sia un inizio di percorso.
I dubbi politici che ha espresso il mio
Capogruppo e anche Eusebi nei loro interventi
sono legittimi, perché poi nel momento in cui c’è
un momento elettivo e quindi uno si spende da
un momento di nomina o di organizzazione, è
chiaro che i valori potrebbero cambiare in
campo, però penso che nel buonsenso, nella
capacità che abbiamo di dare un progetto di
sviluppo a quello che potrebbe essere un’attività
a livello decentrato e soprattutto di cercare di
ottenere un risultato, su questo punto di partenza
credo che tutti siamo d’accordo sul lavorare in
chiave positiva.
È vero il periodo è quello dei più sfortunati
perché siamo a pochi mesi dalle elezioni, quindi
c’è il rischio di questo sbandamento, per quanto
mi riguarda cercherò di contenere al massimo le
mie alle volte impulsività, i miei sensi di slancio
che alle volte sono eccessivi forse, però è vero
che dobbiamo tutti cercare di avere
quell’equilibrio, soprattutto in questo caso la
maggioranza perché avendo in questo momento
la maggioranza il bandolo della matassa in
mano, noi abbiamo qualche difficoltà in più.
Dicevo che l’iniziativa proposta da Nardelli, a
prescindere che le commissioni hanno la priorità
e è l’organo atto a discutere etc., le commissioni
non sono chiuse, mi pare che siano a
partecipazione anche agli altri Consiglieri, è
chiaro che verrà meno qualcos’altro però noi
siamo qui a fare un servizio e questo non ci deve
preoccupare, poi se dalle commissioni ufficiali
consiliari attraverso un lavoro venisse fuori
anche un lavoro di gruppo più dettagliato, più
specifico che vada prima vagliato all’interno
delle commissioni, tutto è accettabile nel senso
positivo, tutto può servire per migliorare quello
che potrebbe essere la proposta, anche perché è
normale che più menti ragionano più il risultato
speriamo dovrebbe essere positivo.
Oggi credo, e con questo concludo il mio
intervento, giustamente è un primo passo, non
facciamo che oggi sia un riempitivo ma sia
l’inizio di un percorso che tutti oggi siamo più o
meno consapevoli, consci e responsabili di
questo percorso. L’Assessore preposto dovrà
vigilare che anche le commissioni atte dovranno
attivarsi se non altro nelle convocazioni delle
stesse commissioni e magari l’avviso delle
commissioni in questo caso, che è un caso
eccezionale, allargarlo non solo ai Capigruppo
ma anche a tutti gli altri Consiglieri, perché alle
volte la comunicazione non è così osmotica
come si possa pensare. Grazie all’Assessore che
ha proposto alla Giunta Comunale questo
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Comune di Pesaro
Consiglio Comunale
SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
percorso, speriamo che sia un momento che ci
accomuna e non ci divida, perché il periodo
purtroppo porterà a questa situazione.
Cons. Galdenzi: Vorrei raccogliere l’invito del
Cons. Di Domenico e vorrei dire alcune cose.
Avevo provveduto a preparare un documento un
attimo più corposo, però visto il tempo
provvederò
a
consegnarlo
direttamente
all’Assessore, che potrebbe essere uno spunto
per il lavoro che si andrà a fare nelle
commissioni competenti. Cerco di sintetizzare
brevemente quali sono le mie vedute su questo
tema che è un tema importante, soprattutto nella
nostra Città.
Direi che bisognerebbe partire da quello che era
un po’ il senso della scelta che fu fatta tanti anni
fa, non solo a Pesaro ma in tante altre Città. La
scelta del decentramento aveva come motivo
prioritario il tema della partecipazione, perché
noi lo possiamo condire in mille modi, però il
tema fondamentale era fare partecipare i cittadini
attraverso questo strumento più di natura
amministrativa forse che politica, ma comunque
investire i cittadini in maniera ampia nelle scelte
politico
–
amministrative
che
poi
l’Amministrazione Comunale centrale andava a
fare.
Credo che sia fondamentale ripartire da lì,
proprio puntarci, il tema prioritario che dovrete
affrontare e mettere al primo posto dovrà essere
questo: la partecipazione. Ovviamente affrontare
oggi il tema della partecipazione ha una valenza
diversa da quella che poteva avere 30 o 40 anni
fa, la società è cambiata e quindi tutto quello che
ne consegue.
Mi auspico una partecipazione la più ampia
possibile, tenendo conto delle nuove figure, le
nuove cittadinanze, i giovani, le donne, i ragazzi
perché no? Siccome è uno strumento di natura
diversa, non ci sono vincoli di legge di nessuna
natura,
quindi
possono
partecipare
tranquillamente anche i ragazzi di 14 anni perché
no? Vorrei pensare addirittura anche a quelli
inferiori, siccome non sono organismi che
devono sottostare a certe regole normative,
quindi la massima apertura possibile. C’è chi ha
parlato degli extracomunitari: ben vengo, perché
è un tema caldo non solo a Pesaro ma a livello
nazionale.
Direi di distinguere, ma è nella logica nelle cose,
una cosa è il decentramento amministrativo e
una cosa sono gli organismi di partecipazione: su
questo credo che siamo tutti d’accordo. Dal
punto di vista del decentramento amministrativo
direi questo, visto e considerato che dobbiamo
iniziare un percorso nuovo che non finirà tra un
anno o due, dovremo ragionare su come pensare
a costruire un percorso nuovo, quindi
probabilmente questa è la fase in cui dovremo
partire da quello che c’è e quindi in questa prima
fase valutare quello che c’è e possibile
confermarlo, qualcuno l’ha già detto: i servizi, le
sedi, fare il possibile per non fare altri tipi di
ragionamenti perlomeno in questa fase, poi nel
percorso si vedrà.
Scendendo un po’ (sic) per dare degli spunti
anche dal punto di vista degli organismi, penso
che gli organismi che io chiamo assemblee
oppure comitati possono ovviamente non
corrispondere
alle
attuali
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realtà
circoscrizionali, possono avere anche una
valenza più ampia, perché ci possono essere
delle realtà territoriali diverse e quindi è una fase
in cui la forma di partecipazione, siccome deve
essere la più ampia possibile, si possono trovare
forme diverse anche superiori dal punto di vista
proprio numerico di quello che io sono quelli del
decentramento amministrativo. Si possono
trovare anche altre forme, non di natura
permanente, penso al bilancio partecipato,
all’urbanistica partecipata, non è detto che
devono essere per forza organismi tout court,
possono essere anche forme cosiddette
assembleari.
Quello che ci tengo a dire, perché secondo me il
limite del decentramento delle circoscrizioni in
questa Città, dal mio punto di vista, è stato un
po’ questo: al di là delle cose buone che hanno
fatto etc., tra di loro non hanno mai avuto un
momento di sintesi, ognuno è andato un po’ per
conto suo. Nelle nuove forme questo
bisognerebbe evitarlo, quindi nel momento in cui
si andranno a formare questi organismi direi che
ci deve essere un momento, adesso c’era per le
circoscrizioni la Conferenza dei Presidenti che
avrebbe dovuto fare sintesi sul lavoro generale
delle singole circoscrizioni, quindi questo ha
funzionato poco. Non bisogna ripercorrere lo
stesso errore, perché veramente questi organismi
che si andranno a creare, alla fine deve fare
sintesi perché la Città è una e quindi ci vuole un
incontro assembleare, poi si chiamerà come si
vedrà, quindi si potranno studiare delle forme
etc. in cui veramente si deve fare sintesi, per
dare adito a quella Città diffusa di cui ci credo e
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SEDUTA N. 146 DEL 20 OTTOBRE 2008
vorrei che su questo ci riuscisse a trovare delle
risposte in questo senso.
L’elezione ovviamente – già lo diceva qualcun
altro – nel momento in cui viene a decadere un
organismo di natura politico amministrativa, è
ovvio che bisognerebbe studiare le forme e i
tempi giusti perché non essendoci più questa
forma, contemporaneamente l’abbiamo già detto
per Legge non è possibile, ma subito dopo o
comunque trovare i tempi e i modi giusti perché
questi nuovi organismi che si andranno a creare
siano in qualche modo funzionanti e paralleli
alla vita amministrativa normale del Comune
ovviamente, altrimenti avrebbero un senso
minore. Non bisogna perdere questo passaggio,
perché secondo me è importante.
Chiudo dicendo, è un invito questo proprio per
ribadire il concetto che avevo detto all’inizio:
qualsiasi forma che noi andremo a trovare e a
studiare abbia veramente come obiettivo
prioritario la partecipazione dei cittadini.
Cons. Cecchini: Volevo innanzitutto iniziare
con un invito a chi organizzerà tutti questi lavori.
Credo sia importante invitare alla discussione,
oltre che la Commissione, che avvieremo con le
commissioni anche gli attuali Presidenti di
Circoscrizione, che secondo me forse era
opportuno invitarli anche in questa occasione,
perché con la loro esperienza possono dare un
contributo importante su un argomento che li ha
visti primi attori e che quindi possono portare
delle informazioni di tipo fondamentale per la
discussione, per vedere come la partecipazione è
stata vissuta dai cittadini e quali sono i punti
deboli della partecipazione attuale e i punti di
forza, cioè valutare in altre parole insieme ai
Presidenti di Circoscrizione l’esperienza fin qui
condotta, in vista anche delle trasformazioni
decise dalla Finanziaria 2008.
Molto è stato fatto nelle nostre circoscrizioni,
anche se agli occhi di molti anziché vedere i
grandi sforzi attuati e le numerose attività svolte
si vedono i costi e le spese, come se la
democrazia e la partecipazione si possono pesare
solo un’attribuzione dei costi che si hanno. È
inutile ricordare ciò che è stato fatto, occorre
guardarsi intorno e continuare con la strada
intrapresa.
Assessore, volevo capire perché ha detto che
forse non si chiama decentramento o forse ho
capito male… (intervento fuori microfono)
perché mi sembrava inutile distinguere e
ricordare che la partecipazione e il
decentramento non sono le stesse cose, perché
partecipare non è assistere alle decisioni degli
altri, partecipare non è solo essere informati su
quanto fanno le amministrazioni comunali,
partecipare non è solo controllare, controllare da
parte dei cittadini è un dovere e fa parte
sicuramente di un procedimento amministrativo
che deve essere mantenuto, però partecipare
significa anche prendere parte e quindi prendere
parte come utenti a una prestazione, come nel
caso dei servizi decentrati, prendere parte a una
scelta significativa partecipando a una decisione
da prendere, voglio dire che queste sono forme
di decentramento anche amministrativo, perché
nel momento in cui si coinvolgono le
circoscrizioni su atti da prendere sicuramente
sono forme di decentramento amministrativo.
Ritengo che… (interruzione di registrazione)
rapporti capillari con le associazioni del
territorio, nei cui riguardi spesso si è assunto
sempre un atteggiamento non sempre corretto e
quasi considerandole estranee alla partecipazione
dell’attività. Chiaro che nella Città di Pesaro le
nuove circoscrizioni non potranno avere un ruolo
– lo dice già la Legge – che hanno nelle città
grandi come Milano e Roma, ma si tratta prima
di tutto di verificare in quale modo deve essere
mantenuto il rapporto tra l’Amministrazione
Comunale e la qualità e la quantità dei poteri
assegnati.
Credo che bisogna trovare secondo me un
fondamento pregnante di quello che dovranno
essere le nuove circoscrizioni e questo è l’invito
che faccio e l’invito che ho detto all’inizio di
invitare ai lavori anche i Presidenti di
Circoscrizione, ai lavori che faremo nelle varie
commissioni.
Cons. Tonucci: È già stato detto molto, quasi
tutto, quindi forse ripeterò alcune cose. Sono un
convinto sostenitore delle circoscrizioni, quindi
voglio ribadire alcune cose. Io credo che sia una
ricchezza che dobbiamo sapere utilizzare.
Credo che i costi delle circoscrizioni sono i costi
della partecipazione alla democrazia da un lato e
un costo dall’altro per portare i servizi più vicino
ai cittadini, quindi queste due priorità e queste
due funzioni che vengono delegate alle
circoscrizioni sono importantissime per la
funzione democratica che si svolge nella Città.
Naturalmente è evidente che ci sono delle
circoscrizioni che in questo momento sono più
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stanche, sono meno attive e invece ci sono
dall’altro delle circoscrizioni che sono più
vivaci, innovative, che portano esperienze, che
sono secondo me anche motivo di riflessione per
tutto il Consiglio Comunale e anche per come
poi potere veramente sfruttare queste esperienze
anche nel futuro per le circoscrizioni. Adesso
non so come andremo a riscrivere questo
capitolo sulle circoscrizioni, ma sicuramente ci
sono degli elementi che vanno valorizzati e che
vanno portati fino in fondo.
Mi riferisco ai volontari, i volontari del verde, i
nonni vigile, il fatto di fare partecipare anche
persone all’attività del proprio quartiere, della
propria città, che magari facendo questa attività
si sente utile alla società, quindi sta dentro un
processo che è molto utile e che lo fanno le
circoscrizioni piuttosto che i servizi sociali a
volte. Credo che queste funzioni vanno
salvaguardate.
E certo che potere quantificare i costi dei servizi
decentrati depurati dai costi della macchina
politica, non so come chiamarla, adesso abbiamo
il Presidente che viene remunerato, i Consiglieri
che vengono remunerati, esiste un segretario che
sta dietro alla politica, tutti questi costi che
probabilmente non ci saranno più… (intervento
fuori microfono) quantificato in 113 mila Euro,
113 mila Euro sono un’inezia secondo me, una
goccia nel mare della politica nel discorso della
partecipazione per tutto quel discorso che
abbiamo fatto finora, perché gli altri costi sono
comunque costi dei servizi decentrati e quindi
sono costi che avremo anche dopo questo
passaggio.
Ancora di più vorrei invitare questo Consiglio
Comunale, ho visto oggi abbastanza unito nel
cercare di mantenerle queste circoscrizioni,
quindi invito veramente il Consiglio Comunale a
affrontarlo seriamente questo tema.
L’ultimo passaggio che vorrei fare è anche un
elemento che ha toccato il Cons. Di Domenico, è
il fatto di cercare di non spersonalizzare questi
Consiglieri di Circoscrizione, non so in che
modo verranno legittimati a fare la politica nel
quartiere, perché se vengono nominati mi
sembra cosa che è una spersonalizzazione,
quindi dovremo trovare delle forme per cui
queste persone che andranno a fare politica nel
loro territorio, che andranno a tenere insieme,
che cercheranno una coesione sociale, che
conoscono i problemi del loro territorio, che
daranno un contributo non solo per il quartiere
ma per l’intero Comune quindi un contributo in
più per la Giunta Comunale e per il Consiglio
Comunale, in qualche modo vengano legittimati.
Cons. Vimini: Inizio fugando ogni dubbio, Di
Domenico diceva che il dibattito va affrontato
senza ipocrisie e la prima ipocrisia che voglio
fugare è rispetto al provvedimento. Io credo che
sia stato un errore grossolano profondo del
Governo precedente, del Governo Prodi questo
provvedimento che interveniva senza conoscere
evidentemente molte realtà. Il profondo errore
dietro a questo in realtà è un vizio di molti
governi, ma ribadisco che questa è stata fatta dal
Governo Prodi, di privarsi in un dibattito che era
partito per tagliare cose ben più consistenti si è
arrivati
al
comune
denominatore
che
probabilmente dava meno fastidio a tutti i partiti
e ci metto anche solamente quelli che
sostenevano la passata maggioranza e credo che
sia stato un errore, perché in realtà come Pesaro
in particolar modo, poi è vero che parliamo
anche di realtà dove tra luci e ombre il livello di
decentramento era più avanzato, vediamo cosa
rischiamo di perderci.
Con la stessa chiarezza voglio dire a Di
Domenico che non c’è nessuna ipocrisia neanche
rispetto ai livelli politici, nel senso che qui
nessuno nega, almeno da parte del mio Gruppo
consiliare, che i livelli di rappresentanza, i livelli
spesso di intermediazione, di rapporto con il
territorio siano invece fondamentali e io credo
sia fondamentale anche che abbiano una qualche
corrispondenza diretta tra la rappresentanza e
come
questi
vengono
nominati,
non
semplicemente magari un assembramento di
sigle perché magari una testa una sigla, penso
una cosa che è stata anche utile in questi anni
perché ha permesso di svolgere e poi c’è anche
Nardelli che è stato Presidente di
una
Circoscrizione e questa cosa la capisce meglio di
me che per esempio non ho avuto questo tipo di
esperienza, ma ne seguo l’attività e di quanto
questo sia importante a un corretto governo del
territorio.
È sbagliato, Alessandro, quando dici che e poi
ognuno ha le sue previsioni rispetto allo sviluppo
anche
dell’organizzazione
della
vita
amministrativa, però io non vedo un Sindaco che
anche dotato di superpoteri come sarà in questa
legislatura, riesca da solo semplicemente
lavorando un po’ di più, anche perché
normalmente vedo l’agenda del Sindaco e non
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credo che possa lavorare di più, ma questo come
altri sindaci, andare a calarsi nelle realtà dei
quartieri, capire i problemi prima che si formino
etc. etc., è un lavoro che o fanno le persone con
il loro contributo disinteressato, o difficilmente
riesce. Saranno molte le contraddizioni che si
andranno, chiunque amministrerà la prossima
volta, a scontrare sul livello amministrativo e
come togliere tutti i livelli (sic) l’ospedale, uno
va direttamente all’ospedale (sic).
Spesso la Circoscrizione svolge anche questo
tipo di mansione e su questo invito a una
riflessione, così come questo ho avuto modo di
chiarirlo, non partiamo da zero, qualcuno dice
che partiamo da zero: non partiamo da zero
perché abbiamo già avuto un paio di
commissioni su questo tema, tre se considerate
anche (sic), non partiamo da zero perché un
dibattito in questa direzione già c’è stato e in uno
dei dibattiti precedenti – lo riporto a livello di
aneddoto – un rappresentante dello schieramento
a noi avverso diceva “così si tolgono le
circoscrizioni e vi ricostruite il giocattolo di
consenso etc.”.
Io ho avuto modo di spiegare, però come Partito
Democratico abbiamo attualmente 15 circoli
praticamente uno ogni quartiere e se dovessimo
guardare alla stretta utilità di partito, nel
momento in cui le circoscrizioni verranno chiuse
i cittadini invece di andare dai propri
rappresentanti normalmente eletti nei vari
schieramenti, spesso anche di liste civiche,
andranno da chi politica nel territorio rimane a
farla, perché la fa già tuttora, quindi non so
quanto sia anche producente da parte dell’attuale
minoranza vedere come fumo negli occhi il fatto
che invece è a dei livelli che possono essere, con
regole da decidere insieme, eletti nei territori su
basi civiche, su basi che si decideranno, possano
mantenersi, perché comunque credo sia un
patrimonio spendibile per tutti.
Credo che nel dibattito di oggi ci siano stati
diversi spunti interessanti, mi è sembrato un po’
troppo di chiusura l’atteggiamento di Nardelli,
ma vorrei provare a recuperarlo prendendo la
parte buona dei ragionamenti che sono venuti
dall’opposizione secondo me. Credo che sia
stato un gesto importante da parte dell’ufficio di
Presidenza decidere “va beh non andiamo con un
documento precostituito” perché comunque (sic)
sulla parola, sulla virgola etc., però innanzitutto
mi sarei aspettato anche un po’ più di patos nella
seduta odierna, visto che si tratta di un tema
fondamentale che si portato avanti impegnerà a
una modifica dello statuto, quindi anche una
cosa su cui è necessaria forse un po’ più di
partecipazione e di approfondimento.
Però credo che il rischio, se oggi non mettiamo
almeno un punto fermo di una riga nero su
bianco, sia quello di fare scorrere molto i tempi,
separando tra l’altro io credo le questioni, perché
semplificando credo che il messaggio che
dovremo dare come Consiglio Comunale, non
come maggioranza o come opposizione, anche
perché molte realtà del nostro territorio, penso ai
quartieri e alle frazioni, non a caso ho parlato già
in questo senso un’altra volta, non parlo di
periferie ma di quartieri e frazioni, perché se
vogliamo mantenere quartieri e frazioni con le
loro identità e le loro possibilità anche di
sviluppare la propria specificità territoriale e
anche la propria capacità di mediazione di quelli
che sono i complessi fenomeni sociali che si
vengono a creare in realtà più lontane dal centro,
dovranno potere mantenere un proprio livello
organizzativo.
Per questo credo che dovremo dare innanzitutto
come Consiglio Comunale tutti un segnale forte
nel dire che, siccome la Legge finanziaria 2007
interviene sui livelli politici e rappresentativi,
innanzitutto è un patrimonio di tutta la Città e di
tutto
il
Consiglio
Comunale
l’attuale
decentramento dei servizi e delle funzioni,
dall’anagrafe a tutte le cose che sono state
ricordate da Michele e che trovate benissimo
nelle schede che sono state distribuite, quindi in
un clima anche di confusione che a volte si può
generare da un dibattito che non sempre si riesce
a fare uscire nella maniera corretta, mi
piacerebbe che passasse il messaggio che
soprattutto per le realtà più lontane dal centro,
nonostante il taglio della Finanziaria 2007,
dall’anno prossimo ci sarà un servizio in più o
almeno lo stesso livello di servizi in una
riorganizzazione, che poi la Giunta Comunale e
l’Assessorato al decentramento potrà fare
rispetto all’attuale.
Detto questo, credo che sia altrettanto
patrimonio del Consiglio Comunale ragionare di
una formulazione di come potere arrivare a una
forma di rappresentanza, fermo restando i costi
che non ci possono essere per l’Amministrazione
Comunale, non riprendo la questione che le
istituzioni attualmente costano 113 mila Euro e
ne producono solamente in termini di ricerca, di
pubblicità, di contributi per i singoli corsi che
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vengono organizzati, in termini di entrate ne
producono almeno 13 mila in più e quindi saldo
attivo, quindi ritorno alle motivazioni iniziali ma
vuole essere anche un elemento di ragionamento
rispetto a non vedere questa cosa con estremo
timore.
Fermo restando che per legge in ogni caso
dovremo fare una proposta che non preveda costi
per l’Amministrazione Comunale o soprattutto
che non preveda la retribuzione dei
rappresentanti, fermo restando contro non ci
potrà essere da parte di qualsiasi cosa che verrà
individuata la gestione diretta di risorse e la
gestione contestuale, io credo che ragionare sul
resto sia utile a tutti e è per questo che mi sono
appuntato, sentendo anche i vostri discorsi, una
pagina che se volete possiamo distribuire. Vi
invito a valutare, può essere un punto di partenza
per innanzitutto fugare il dubbio che si voglia
procrastinare il dibattito più in là possibile, per
arrivare fuori tempo massimo e non riuscire in
questa legislatura a dare una risposta, perché
altrimenti se ne riparlerebbe tra 5 anni e il
problema sarebbe secondo me grave, siamo già a
ottobre inoltrato.
Avevo formulato un’idea di questo tipo: che il
Consiglio Comunale, alla luce del dibattito
odierno, dia mandato alla Giunta Comunale, a
Gambini, al Sindaco di innanzitutto elaborare un
progetto di riorganizzazione del decentramento
che mantenga l’attuale articolazione decentrata
dei servizi nel territorio, quindi una
riorganizzazione anche sapendo e non negando
le cose che erano da aggiustare, da potenziare in
alcune zone e magari da semplificare nelle zone
più vicine al centro, dove certe esigenze
potevano esserci in maniera minore, e l’altra
invece di lavorare di concerto con le
commissioni decentramento e affari istituzionali
- poi ho aggiunto perché ne avete parlato anche
degli attuali Presidenti di Circoscrizione, che
possono essere da questo punto di vista
riferimento importante - all’elaborazione di una
proposta di modifica statutaria da discutere in
Consiglio Comunale, io suggerirei anche a
questo punto entro il mese di novembre 2008,
perché altrimenti andiamo abbastanza in là, che
delinei una forma di rappresentanza dei territori
che consenta di continuare a svolgere una forma
di rappresentanza di territori che consenta di
continuare a svolgere attività di promozione
sociale e di proposta progettuale e di
partecipazione che viene attualmente oggi svolta
dalle circoscrizioni.
Tra l’altro la proporrei se siete d’accordo anche
per punti, in modo che se a uno proprio il livello
politico di intermediazione non gli va giù possa
anche fermarsi all’ovvio, dire che è importante
mantenere i livelli dei servizi perché soprattutto
nelle zone più lontane dal centro questo è
assolutamente fondamentale, ma anche il
secondo punto almeno per come l’ho buttato giù
e magari se c’è da sospendere un secondo lo
farei distribuire, dice l’ovvio: dice non
rinunciamo a tutto, ma lavoriamo in un mese e
mezzo con le commissioni e con eventualmente i
Presidenti di Circoscrizione, insomma i livelli di
coinvolgimento che si vorrà creare, associazioni
territoriali etc. per formulare una proposta di
modifica. È chiaro che non c’è nessuna
imposizione, tutto passerà per le commissioni
consiliari, tutto passerà per un voto – l’ha
ricordato Nardelli o Di Domenico – di modifica
statutaria e quindi (sic) però è chiaro che è uno
stimolo per tutti a lavorare alla convergenza dei
due terzi. Chiederei di potere distribuire la copia
di questa bozza.
Mozione presentata dal Cons. Vimini sulle
circoscrizioni comunali
Cons. Catalano: Faccio un passo indietro
rispetto a quello che ha detto il Cons. Vimini,
che giustamente vuole portare a casa un risultato
che potrebbe essere una conclusione. Però torno
indietro perché volevo cercare di dare
nuovamente un respiro un po’ più ampio alla
discussione, qualcosa ha detto Galdenzi ma
volevo tornarci sopra.
Dobbiamo cogliere questo problema della
Finanziaria che ha tagliato le circoscrizioni come
un’opportunità di correggere magari alcuni
difetti che l’applicazione delle circoscrizioni ha
dato. Che ci sia un valore nel decentramento in
termini di servizi e di partecipazione è fuori
dubbio, però per quanto riguarda i servizi mi
sembra che siamo tutti d’accordo, c’è già
un’organizzazione, un sistema collaudato e
consolidato, ci mancherebbe altro che noi lo
togliessimo! Quelli sono servizi alla comunità e
come tali vanno mantenuti e semmai potenziati.
Qualcosa c’è da dire invece per quanto riguarda
la partecipazione. La partecipazione dà l’idea,
com’è stata realizzata nell’esperienza o come
perlomeno viene mediata sembra che sia la
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possibilità del cittadino di intervenire, ma
soprattutto nelle cose che lo riguardano molto da
vicino e questa non è una cosa cattiva, è una
cosa buona, però questo ha portato
probabilmente alcuni degli aspetti negativi poi
anche delle circoscrizioni, magari quelli che
sono capaci di lavorare di più hanno qualcosa di
più, quelli che sono capaci di lavorare meno
hanno qualcosa di meno e si crea una specie di
disagio e di rivalità, o comunque del sentirsi
penalizzato nella Circoscrizione rispetto a
un’altra.
Secondo me affrontando il lavoro di vedere
come fare per mantenere comunque questo
attacco con il territorio, che la Finanziaria non
permette più, lo dobbiamo cogliere come
un’opportunità per creare qualcosa di più, quello
che diceva prima anche Galdenzi. La
partecipazione va bene, ma è il momento che
l’Amministrazione Comunale, che il Sindaco,
che la Giunta Comunale, che i Consiglieri
propongano nuovamente alla Città un progetto
forte, che recuperi in maniera forte l’identità che
siamo un’unica città, che siamo un corpo unico,
in modo tale che le persone quando parlano dei
propri problemi sappiano vedere, perché il
Sindaco o la Giunta Comunale glielo sa fare
vedere, che c’è anche un progetto di Città in cui
è inserito il suo piccolo problema, ma che
c’entra moltissimo con il progetto della Città.
Faccio un esempio: sì sarà importante il
marciapiede o il lampione che sono cose
importantissime, ma se il Sindaco e la Giunta
Comunale fanno vedere a tutti i cittadini come
sia importante che ci sia una viabilità che è
capace di mettere rapidamente in collegamento
tutte le parti della Città, o comunque quando si
fa un progetto culturale, di eventi deve essere
qualcosa che riguarda tutta la Città, poi appare
come se fosse un unico organismo. Va bene la
partecipazione, va bene conservare la possibilità
ai cittadini di intervenire, ma deve esserci
un’azione forte del Sindaco, della Giunta
Comunale, dell’Amministrazione Comunale di
presentare ai cittadini un progetto forte che
permetta a ciascuno di sentirsi parte propria di
un organismo unico. La Città diffusa è un unico
ente che chiaramente vive in maniera diffusa.
Questo probabilmente mette al riparo, non al
riparo del tutto ma protegge dalla sensazione
delle disparità che ci possono essere da uno
all’altro… chi è che mi contrasta il possesso
completo dell’attenzione del Sindaco?! Perché
sono concetti che a me sembrano abbastanza
importanti, li sento, però non è facile parlare di
queste cose.
Pensavo, tornando sul concetto, che i servizi
sono fuori discussione, sulla partecipazione
credo che bisogna cogliere l’opportunità di
ripresentare fortemente quello che magari c’è
già, ma comunque di riproporre alla Città un
forte progetto complessivo di città che recuperi
l’identità di essere parte della stessa comunità,
tagliando chiaramente i rischi anche della
disparità e recuperando proprio. Mi è capitato di
parlare con delle persone che vivono abbastanza
lontane dal centro, per esempio l’ospedale viene
sentito meno come problema che un ripetitore
che è vicino al proprio condominio e questo non
perché l’ospedale sia importante e il ripetitore
no, ma perché mi hanno dato una percezione
come se loro pensassero di vivere su un altro
pianeta.
Secondo me c’è un po’ di lavoro da fare in
questo recupero di un forte senso di identità che
se abito nel tale quartiere non è diverso se abito
nel centro. Volevo proprio sollecitare il gruppo
di lavoro e le commissioni a vedere il problema
anche da questo punto di vista.
Sindaco: Anch’io ritengo molto importante
questo dibattito e la diversa modalità con cui si
apre questo percorso di modifica del nostro
statuto per potere reintrodurre uno strumento
importante come la partecipazione diffusa nel
territorio al governo della nostra Città, della
nostra comunità. Pesaro ha iniziato questa
esperienza quando ancora la Legge non
prevedeva le circoscrizioni, è stato sempre un
faro, un punto di riferimento nazionale, mi
ricordo anche il convegno che ricordava i 30
anni dalla nascita delle circoscrizioni, l’esempio
di Pesaro, i suoi regolamenti, la sua innovazione
sono sempre stati in campo nazionale e
internazionale un significativo punto di
riferimento.
Per i nostri partner sentire che la Finanziaria
abrogava questo sistema, quando loro lo
prendevano come modello, qualcosa ha fatto.
Purtroppo cos’è successo? Sono state mantenute
quelle circoscrizioni delle grandi città, quelle che
erano indicate come scandalo dove il Presidente
aveva l’auto blu, dove i Consiglieri prendevano
praticamente uno stipendio, con tanto di
struttura, segretari etc., portavoce e compagnia
cantante, quelle ci sono ancora perché la Legge
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fa salva la possibilità sopra i 100 mila abitanti,
per noi invece con il nostro modello di
circoscrizioni, che secondo me producevano
ricchezza più che sottrarla, invece non le
possiamo più avere per legge.
Questo non ci impedisce, perché rispetto a 38
anni fa quando il Comune di Pesaro inventò le
circoscrizioni, i quartieri si chiamavano quella
volta, prima della Legge, non ci impedisce
grazie a un rafforzamento di quella che è
l’autonomia statutaria dei comuni di riproporre
modelli di partecipazione. Do un giudizio delle
circoscrizioni, lo sapete l’ho sempre dato molto
positivo in questi anni, con anche le differenze
tra l’uno e l’altro e le esperienze che abbiamo
fatto.
Parto dall’ultimo esempio che diceva la Pina
Catalano, dice “si parla solo della buca davanti
casa e dell’antenna davanti al condominio”, noi
abbiamo fatto per esempio un ciclo di incontri
sulla salute grazie anche all’apporto delle
circoscrizioni che hanno sostenuto le iniziative,
dove invece quello che veniva fuori erano i
bisogni letti direttamente dal cittadino: si parlava
di salute e non c’era l’idea di grandezza, nessuno
ha chiesto “vogliamo un grande ospedale”, ma
parlavano dei servizi, dei tempi di risposta, della
qualità della risposta che veniva data, del
parcheggio vicino all’ospedale, parlavano dei
problemi che loro affrontano realmente,
quotidianamente e che vogliono vedere risolti,
quindi le liste d’attesa erano il numero uno delle
preoccupazioni, il secondo punto era il problema
del dovere andare lontano a trovare risposta
rispetto a determinati servizi, più questioni come
il parcheggio o cose di questa natura.
Tutto sommato è uno specchio interessante dal
punto di vista loro ma anche dal punto di vista
nostro, perché invece abbiamo avuto ragionare
sul modello che abbiamo sviluppando in termini
di risposta alla salute sui servizi, alcuni dei quali
si stanno attivando proprio nella fine di questo
2008, per esempio la riabilitazione è un tema che
è venuto fuori con forza, perché per le famiglie
costituisce un carico interessante, quindi le
circoscrizioni come mezzo, come strumento di
partecipazione hanno dato una buona risposta.
Per quello che dice Di Domenico, non è che da
qua non si è capaci di governare la Città e ci
mancherebbe, si è in grado di intervenire,
muoversi e fare scelte, ma c’è un valore aggiunto
che arriva da chi vive nel territorio, che è proprio
l’esperienza del quotidiano, delle relazioni, che
hanno un altro livello e un’altra relazione, che
sono in grado sul tuo progetto di produrre
proposte e idee che poi sei libero di accogliere,
perché viene mantenuta la piena sovranità del
Consiglio Comunale e della Giunta Comunale
ognuno tra le proprie prerogative, ma che
certamente è un punto di vista interessante con il
quale vale la pena confrontarsi, perché è
portatore di qualcosa in più rispetto a quello che
si è in grado di cogliere dal punto di vista
centralizzato, è il valore del decentramento, è il
valore della partecipazione sono le radici, sono
le caratteristiche che hanno ancora oggi i nostri
quartieri in gran parte, non tutti, di avere una
loro identità e una loro dinamica in termini di
vita sociale e di relazione, anzi quello che
osserviamo è che i quartieri più problematici
sono proprio quelli che perdono questa
dimensione, dove la Circoscrizione ha
dimostrato di sapere ricucire laddove si stavano
sfaldando le relazioni tra le parti, in grado di
ricucire patti significativi che tengono insieme
gli attori protagonisti del territorio dentro una
forte progettualità, che poi restituisce identità e
forza alla vita e alla partecipazione nei quartieri
e nelle varie parti del nostro Comune.
Ecco perché è importante questo lavoro, perché
non possiamo perdere questo bene, non
possiamo perdere questo patrimonio. Intanto
grazie alla Finanziaria lo ripuliamo degli aspetti
materiali che tanto hanno solleticato le fantasie
dei lettori della Casta, chissà i nostri Presidenti, i
nostri Consiglieri di Circoscrizione che vita da
nababbi facevano, erano 4 soldi ieri, saranno 0
domani, ma il grosso della loro attività era
volontariato e lo faranno a pieno. L’appunto di
questo elemento se non altro chiarisce che è un
impegno
che
lo
si
fa
puramente
disinteressatamente, a favore del proprio
territorio. Stessa cosa per i Consiglieri comunali,
dice “a me hanno fatto avere 28 Euro”: neanche
la benzina per arrivare fino in Comune!
Mentre gli altri aspetti, per quello credo che sia
importante dare il valore a questo percorso, ma
rendersi conto che grazie al lavoro che abbiamo
fatto molto abbiamo. Ho visto un regolamento
ripulito delle cose che non si possono più fare,
mantiene il 90% delle prerogative delle attività,
in Commissione si può andare a vedere e si vede
che già la base regolamentare sostanzialmente ce
l’abbiamo. Sono proprio le forme di elezione, di
formulazione delle liste, del meccanismo proprio
elettorale da reinventare, con oltretutto delle
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possibilità, ho sentito il dibattito in maggioranza,
dibattito che possono fare tutte le forze, ci sono
anche dei meccanismi che permetterebbero di
sfruttare
indirettamente
le
elezioni
amministrative e quindi non comportare un Euro
in più di spesa in termini… (intervento fuori
microfono) come erano i quartieri negli anni 70,
funzionavano così: partivano dai risultati delle
amministrative e su quelli facevano i quartieri,
quindi per dire che tra le forme ci sono anche
quelle che se vogliamo nuovamente, proprio con
un certo rigore nei confronti della Legge, fatta a
posta per non avere dei costi e tutto ciò che
comporta chiamiamolo un costo può essere
attaccabile da questo punto di vista, abbiamo dei
meccanismi che ci permettono anche di fare
questa scelta o di farne altre, o di allargare, o di
fare sistemi misti, però rendiamoci conto che
questo è il nodo che secondo me ha bisogno di
essere chiarito, discusso, affrontato con le
filosofie che vogliamo mettere in campo, ma che
comunque permettono di coinvolgere tanto i
cittadini nel governo della Città.
Nell’idea della partecipazione c’è un’idea di
democrazia, le due cose sono collegate: è proprio
un’idea di democrazia quella di avere o non
avere la partecipazione. Se uno guarda i paesi
dove esistono esperienze di questa natura e dove
non esistono, normalmente quelli dove ci sono
sono quelli a maggiore contenuto democratico,
dove il valore della democrazia è più sentito e
più forte. I sistemi autoritari tendono sempre a
centralizzare la decisione, a fare in modo che
tutto stia nelle mani di pochi, di pochissimi,
quindi è anche un indice positivo in termini
proprio di idea della democrazia stessa.
Quest’altro è anno elettorale, la Finanziaria
l’hanno fatta l’anno scorso e il prossimo è anno
elettorale, noi volevamo avere questo dibattito
prima dell’estate, c’è stato chiesto di rimandare
per dare tempo a tutti di fare le proprie
valutazioni, però non possiamo arrivare neanche
troppo in là, perché dopo il rischio diventa un
altro: di mescolarsi in quella che può essere la
dinamica elettorale. Direi che in forza dei
documenti che abbiamo e delle qualità che
abbiamo e che il contenuto della discussione può
essere limitato a pochi aspetti, possiamo darci
anche una scadenza possibile, in modo che per la
fine dell’anno questo dibattito l’abbiamo chiuso.
Voglio sottolineare sul finanziamento, perché
anche questa è una riflessione per me
interessante. Noto che nelle azioni delle
circoscrizioni ci sono delle attività che a me
piacciono moltissimo e altre che mi piacciono
meno, ho cercato di capire quale fosse
l’elemento e è evidente che sono più forti quelle
iniziative che hanno dietro una progettualità, in
secondo luogo una progettualità che coinvolge
più soggetti su progetto. A Villa Ceccolini due
domeniche fa c’è stata una passeggiata ecologica
in bicicletta, il punto di ritrovo, il
coinvolgimento delle scuole, dei soggetti di
volontariato che operano nel quartiere e del
mondo dell’agricoltura che aveva preparato la
merendina, mettendo insieme le energie di quella
realtà è venuta fuori un’iniziativa bellissima, una
domenica mattina insieme alla gente che ha
permesso di incontrarsi, socializzare e
condividere valori positivi intorno al tema
dell’ambiente.
Oppure quello che fa la Circoscrizione di
Iacopini nel Parco Mirafiore, quelle serate sul
teatro (sic)… (interruzioni) sì il Parco nel
Parco, ha una partecipazione spaventosa di
persone che secondo me, se non ci fosse
quell’esperienza, al teatro non ci andrebbero
mai, quindi trasporta con sé un valore in termini
di coinvolgimento, di allargamento di visuale, di
apertura e di disponibilità molto interessante,
ben strutturata. Nulla ci vieta, visto che non lo
possiamo più fare l’attribuzione di risorse dirette
alle circoscrizioni, un meccanismo che consenta
la partecipazione per progetti a risorse che è una
quota di bilancio partecipato, ma dove non
accedo automaticamente “dammi mille Euro,
faccio quello che mi pare”: no, ci accedo perché
propongo progettualmente un’idea che è un’idea
di coinvolgimento, di forza, di capacità
attrattiva, di valore all’interno della progettualità
più complessiva, il valore della cultura, il valore
dell’ambiente e le propongo dentro questo
meccanismo.
Abbiamo anche la possibilità, come dicevamo in
forza delle limitazioni, di proporre modelli nuovi
se volete ancora più coinvolgenti e efficaci,
perché hanno una selezione proprio sulla base di
questi elementi, sul fatto che coinvolgono e sul
fatto che hanno forza all’interno di una
comunità. Vale anche per i lavori, perché se c’è
un progetto di aprire un sentiero, una passeggiata
che permetta di godere e di fruire meglio una
zona, perché non posso accedere a risorse che
riguardano la manutenzione per fare questo
tracciato e farci iniziative e lavorarci intorno?...
(intervento fuori microfono) oggi ce l’hanno i
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soldi per le manutenzioni le circoscrizioni, però
è la modalità che dovendo gestire queste risorse
in maniera centralizzata, dove la partecipazione
si gioca attraverso la progettualità.
Abbiamo per me tutti gli strumenti per potere
riproporre nel nostro territorio un modello
decentrato di partecipazione etc., che sta dentro
al lavoro fatto fino a oggi, che lo arricchisce di
spunti se volete ancora più interessanti e
coinvolgenti. Resta questa discussione sul
meccanismo elettorale, dove abbiamo veramente
un ventaglio ampissimo, dove possiamo quindi
fare combinare gli obiettivi e i valori che ci
diamo, diamoci anche un termine per non portare
questo dibattito nel cuore della campagna
elettorale, ma risolverlo entro la fine dell’anno.
ascoltavo e pensavo di (sic) Conferenza dei
capigruppo invece intendevo un’altra cosa,
metterei la Conferenza dei Presidenti in qualche
modo, in modo che tutti i territori siano.
Possiamo aggiungere la Conferenza dei
capigruppo e dei Presidenti al punto 2, il punto
N. 1 lo possiamo eliminare. È accettato.
Cons. Nardelli: In merito al documento che è
stato distribuito, abbiamo detto che siccome qui
dobbiamo andare a trovare una soluzione
politica, che in qualche modo metta d’accordo
maggioranza e opposizione, secondo me è
necessario partire con meno vincoli possibile e
quindi la nostra proposta è quella di eliminare il
primo punto e di dire “il Consiglio Comunale
alla
luce
dell’odierno
dibattito
sulle
circoscrizioni comunali dà mandato al Sindaco e
alla Giunta Comunale di” e andare subito al
secondo punto “lavorare di concerto per” e se
possibile dove c’è scritto “di concerto con le
commissioni di decentramento e affari
istituzionali” aggiungere “la Conferenza dei
capigruppo”. Questa è la proposta.
Segretario Generale: Tecnicamente è stato
proposto un testo, quelli che sono gli
emendamenti sono delle modifiche, perché non
sono degli emendamenti che devono essere
votati, perché qui siamo nella terra degli ordini
del giorno e delle mozioni dove non si vanno
mai a emendare con il voto, con le proposte, ma
ci vuole l’accordo del proponente. Tra l’altro in
questo momento è scaturito nel dibattito un testo
con delle integrazioni che sono da tutti quanti
approvate, quindi viene fuori questo testo che è
stato presentato in corsa da parte del Consigliere
comunale, ci sono delle modifiche che sono
accettate da tutti, quindi si vota alla fine il
documento che è scaturito dalla discussione,
questo per ricostruire ai microfoni e anche per
noi che lavoriamo. Se c’è l’accordo totale non
c’è neanche bisogno di votarlo per singole parti.
Cons. Vimini: Chiaramente a me stavano a
cuore entrambe le formazioni, anche perché…
(intervento fuori microfono) sì, più che un
impegno di lavoro nostro era più un segnale alla
cittadinanza e a chi nei territori decentrati opera,
perché è vero anche che è una prerogativa che la
si sta svolgendo, però che la Giunta Comunale
può svolgere senza che sia investito di questo il
Consiglio Comunale, quindi effettivamente
poteva essere un di più aggiungerla, perché
comunque è una cosa che già la Giunta
Comunale poteva fare. Mentre il coinvolgimento
del Consiglio Comunale nel secondo punto mi
sembra il vero punto.
Rispetto alla Conferenza dei capigruppo, non ho
nessun problema, non fosse altro perché le
commissioni sono aperte e quindi in caso
possano partecipare non c’è nessun problema.
Mi verrebbe a questo punto da aggiungere, prima
Vicepresidente: Altri interventi in merito non
credo siano necessari, perché l’esponente è stato
abbastanza chiaro. Ora il Segretario Generale
darà delle indicazioni sulle modalità attuative per
questo percorso, perché non è stato presentato un
documento da porre in votazione, però c’è la
volontà di tutti di recepire quello che sono state
le modifiche apportate.
Durante la discussione risultano usciti il
Presidente Coraducci, i Cons. ricci, Trebbi, Del
Monte, Brisigotti, Bezziccheri, Ceccarelli L. e
Tartaglione; i presenti sono ora n. 24
Vicepresidente: Rileggerei il passaggio che è
stato modificato se ritenete opportuno, “alla luce
dell’odierno dibattito sulle circoscrizioni dà
mandato al Sindaco e alla Giunta Comunale di
lavorare di concerto - non so dov’è stato inserito
“i Capigruppo” - con le commissioni
decentramento e affari istituzionali, la
Conferenza dei capigruppo e dei Presidenti delle
circoscrizioni all’elaborazione di una proposta di
modifica statutaria etc.” come era già
precedentemente scritto. Ovviamente il termine
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rimane quello del novembre 2008, ho solamente
integrato la parte che è stata.
Pongo in votazione il documento che ho letto, è
aperta la votazione.
Esito della votazione: presenti 24, votanti 24,
favorevoli 24.
La mozione è stata approvata, alla prossima.
La seduta termina alle ore 19,10.
La seduta è tolta.
Visto:
IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO COMUNALE
(Gerardo Coraducci)
IL SEGRETARIO GENERALE
(Luca Uguccioni)
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resoconto integrale lunedi` 20 otobre 2008