Fondi strutturali la programmazione 2014-2020 Giulia Tavernese Dipartimento Lavoro Territorio Mezzogiorno Accordo di partenariato e programmi • ACCORDO DI PARTENARIATO – presentato entro 22 aprile –in discussione formale sarà varato entro luglio Documento che sarà firmato tra Commissione europea e Italia che programma i Fondi di sviluppo e investimento europei ( ESR – FSE- FEARS e FEAMP ) descrive strategia, risorse ed i meccanismi di attuazione • Programmi operativi – devono essere presentati entro giugno Risorse dell’accordo di partenariato • 31 miliardi di finanziamento comunitario + più 24 di cofinanziamento nazionale , in totale 55 ( FESR ed FSE) • 1,1 mild per la cooperazione territoriale trans europea - e quindi per i progetti transnazionali. • 560 milioni dalla Unione per la garanzia giovani il cui finanziamento è poi dato dal FSE • 22 mild. Tra fondi europei per lo sviluppo rurale(FEARS) e cofinanziamento (le cosiddetti fondi del PSR) • E stimiamo circa 800 milioni incluso il cofinanziamento del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, (FEAMP), per il quale non è ancora approvato il regolamento dalla Commissione europea. Altre risorse di fonte europea Risorse programmate a livello nazionale esterne all’accordo di partenariato • • • Il fondo europeo per gli indigenti – circa 650 milioni A questi si aggiungono il fondo europeo per la globalizzazione ed i programmi per la ricerca la formazione il dialogo sociale etc… Che sono direttamente messi a bando e gestiti dall’unione europea Avanzamento dell’ AP Prima della presentazione del documento ufficiale sono state presentate 4 bozze di Accordo alla commissione europea che ha fornito le sue osservazioni informali Il confronto con le parti sociali non sempre è stato costante Abbiamo Richiesto ed ottenuto risorse consistenti sul temi impresa e occupazione, inclusione anche in funzione anticongiunturale (FSE al 33,3% prevista UE 26,5%) E supportato il metodo che prevede maggiore supporto dal centro ( Agenzia per la coesione) attenzione ai risultati, maggiore coinvolgimento del partenariato Osservazioni principali della Commissione europea • la necessità di una più approfondita valutazione ex-ante per meglio motivare la strategia prevista e risultati attesi più puntuali; • maggiore attenzione cambiamento climatico e al rischio idrogeologico ( governo acque) • circoscrivere il sostegno anticongiunturale alle imprese e sviluppare misure più orientate al consolidamento del sistema d’impresa; • chiarire meglio le misure nazionali di contrasto della povertà, non potendo finanziare misure passive con il FSE; • accentuare le misure e finanziamenti in supporto della capacità amministrativa. • Rafforzare gli strumenti di Partenariato cioè gli strumenti di confronto e collaborazione con le forze sociali ed i corpi intermedi. AP penultima e ultima versione E’ stata introdotta la valutazione ex-ante Per finanziare la capacità amministrativa erano state ridotte le risorse OT8 ABBIAMO OTTENUTO il ripristino quasi totale per quanto riguarda il Fondo sociale passando da 3,6 mild di nuovo a 3, 9 mild . . Valutiamo Positivamente l’ incremento di risorse per l’obiettivo 11 relativo all’incremento della capacita amministrativa, Positivo il recupero in positivo delle risorse per l’obiettivo 3 relativo alla competitività solo giustificata, ma non modificata la strategia anche di contrasto alla crisi Non sono state leggermente incrementata le risorse relativa al cambiamento climatico ed al rischio ambientale, ma AP rende esplicito quanto già noto in italia, ovvero che sull’ambiente ci sono rilevanti risorse non ancora impiegate , circa 1,7 mild e che ad affrontare questa criticità contribuirà, così come stabilito nella legge di stabilità 2014 il Fondo sviluppo e coesione . SI prevede la partecipazione delle Parti sociali al comitato di sorveglianza dell’accordo di partenariato Si prevede la consultazione delle parti sociali nazionali alla definizione dei PON ( ad oggi solo PON Legalità ) Risorse comunitarie – senza cofinanziamento nazionaleper obiettivo tematico e fondo Programmi Nazionali Sono previsti 6 Programmi Nazionali FESR e FSE che coprono tutte le categorie di regioni nei seguenti ambiti: • • • • • • Istruzione (FSE e FESR, plurifondo) Sistemi di politiche attive per l'occupazione, (FSE, monofondo) Inclusione (FSE, monofondo) Città metropolitane, in attuazione dell'agenda urbana per quanto riguarda le 14 città metropolitane (FESR e FSE, plurifondo) Governance, reti, progetti speciali e assistenza tecnica (FESR e FSE, plurifondo) Programma YEI (FSE, monofondo) Sono previsti Programmi Nazionali /Multiregionali 2 che operano nelle regioni in transizione e meno sviluppate negli ambiti: • Ricerca e Innovazione (FESR e FSE, plurifondo) • Imprese e Competitività (FESR, monofondo) Per le sole regioni meno sviluppate sono previsti 3 Programmi Nazionali / Multiregionali negli ambiti: • • • Infrastrutture e reti (FESR, monofondo) Beni culturali (FESR, monofondo) Legalità (FESR e FSE, plurifondo) Sono previsti 2 Programmi nazionali a valere sul FEASR: • • Rete Rurale nazionale; Gestione del rischio, infrastrutture irrigue e biodiversità animale. E' previsto 1 Programma nazionale a valere sul FEAMP Programmi Regionali Programmi Regionali, essi sono previsti in tutte le Regioni e Provincie autonome a valere sul FESR e FSE. I programmi regionali sono tutti monofondo, ad eccezione delle Regioni Molise e Puglia, per le quali i programmi sono plurifondo. Per quanto riguarda i PSR (Programmi di sviluppo rurale) essi sono previsti in tutte le Regioni e Province autonome a valere sul FEARS Programmi FESR ed FSE solo finanziamento comunitario Programmi FESR solo cofinanziamento comunitario Criticità e attuazione • Rischio di non concentrazione • • • Solo FESR e FSE 11 programmi nazionali 40 programmi regionali • • Più 21 programmi regionali FEASR 2 nazionali Fears • • Molte delle azioni previste vengono attuate sia dai pon che dai por Non c’è specializzazione • Ci sono 69 risultati attesi e 320 azioni Strumenti di coordinamento • • Di norma i comitati di sorveglianza in ogni Regione dovrebbero essere congiunti Ogni Regione nel por deve inserire un piano di rafforzamento amministrativo per fare funzionare le strutture di gestione • La valutazione dovrebbe raccordarsi tra nazionale e regionale ed essere maggiormente di merito • Comitato Nazionale di sorveglianza • aggiungerei • Agenzia per la coesione territoriale, con funzioni di sostegno , affiancamento ai programmi(se necessario) ,assistenza tecnica interventi di accelerazione,task force per la cooperazione rafforzata. Per alcuni programmi Autorità di gestione. • Sistema dei risultati azioni se effettivamente selettivo nei programmi e controllato sistematicamente nell’attuazione Il sistema di raccordo appare debole e ad alto rischio di dispersione Il metodo di valutazione del PAC utilizzato di recente potrebbe essere una soluzione utile Ue Rafforzare efficacia ed efficienza • Concentrazione sui risultati • Quadro di riferimento dei risultati per tutti i programmi • Riserva di efficacia ed efficienza • Condizionalità ex-ante • Condizionalità macroeconomica Obiettivo 1- rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione -Risorse complessive stimate circa 6,5 mild - condizionalità ex-ante non è soddisfatta perché manca il piano sulla smart innovation e quello sulla infrastrutture di ricerca - si afferma che i due piani saranno fatti entro maggio 2014 - Attuazione sia PON che POR coordinamento per definire ruoli- Programma op. nazionale opera nelle regioni in transizione e meno sviluppate e utilizza anche il fondo sociale per aumentare il numero di ricercatori nelle imprese , questo è un indicatore importante. O T 2 - Migliorare l’accesso alla Tecnologie dell'informazione e della comunicazione nonché l’impiego delle medesime Risorse 1669 + 300 FEASR Tot con cofi stimato minimo 3,4 mild Condizionalità ex-ante No- soprattutto non c’è ancora un piano dell’agenzia per l’Italia digitaleSi dice pronta a giugno 2014 Sul primo risultato soltanto por ed in parte il PSR ( aree rurali) Sugli atri obiettivi Pon governance PON città metropolitane e POR Possibili raccordi OT 3 – promuovere la competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI) il settore agricolo quello della pesca e quello dell’acquacoltura Risorse con cofinanziamento stimato minimo Fesr 7111,8 mil.fears 9300mil. Totale 16411,8mil. Condizionalità ex-ante Sono soddisfatte Attuazione POn imprese e competitività attivo nelle RT e nelle RMS Por OT3- risultati attesi (primo ) OT3 – risultati attesi (secondo) OT3 – risultati attesi (terzo) OT4 – Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio OT4 – Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio Risorse senza cofin. Tot 4111,5 di cui 3055 FRSR 1056,9 FEASRcon cofinanziamento stimato tot 7707,3 Condizionalita ex ante presenti Sia in termini di regolamentazione dell’efficienza energetica che della cogenerazione Molti risultati attesi : molte azioni e risultati attesi Intervengono , anche se non su tutti i risultati Pon Imprese e competitività – edifici di demanio statale Pon città metropolitane Pon cultura I POR Il PON del fears La distinzione è territoriale e settoriale – non sono previsti meccanismi di coordinamento tra i i sistemi OT5 – Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione e gestione dei rischi comuni Risorse :senza cofinanziamento totale 2293,4 di cui FESR 932,1 - FEASR 1351,3 Con cofinanziamento stimato 4091,4 Condizionalità ex-ante Tutte si ( tre amministrazioni di riferimento –Ministero dell’ambiente, dipartimento protezione civile, mifaap dip sviluppo rurale) Solo POR in alcuni casi ( rischio sismico) in collaborazione con la protezione civile OT 6 – Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse OT 6 – Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse Risorse totale senza cofinanziamento 4290,5 di cui FESR 2650,3 FEASR 1640,2 con cofinanziamento stimato 7971,7 Condizionalità ex-ante Gestione dei bacini idrografici e servizi idrici - parzialmente Rifiuti si esistono gli adempimenti amministrativi i primi 5 obiettivi sono FESR e verranno perseguiti dai POR L’obiettivo relativo alla fruizione del patrimonio culturale- PON beni culturali RMS e POR modalità di raccordo OT 7 – Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare la strozzature nelle principali infrastrutture di rete Risorse totale 1940,6 Solo FESR Con cofinanziamento stimato 3434,8 Condizionalità ex-ante parzialmente – si cita l’allegato infrastrutture e per piano sui trasporti e le interconnessioni degli stessi Sarà completato il piano entro il 2016 Solo regioni meno sviluppate Por infrastrutture e reti O por su infrastrutture strategiche, solo per i completamenti di opere Avviate nel 07-13 Connessioni aree interne, continuità territoriale e porti ed interporti OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori Risorse senza cofinanziamento: totale 4128,9 – FSE 3939 FEASR 190,2 Con cofinanziamento stimato - 7352,13 Escluso il finanziamento triennale per l’iniziativa giovani Condizionalità ex- ante Si dice soddisfatta sia per i servizi per l’impiego , per la nuova imprenditorialità, per l’offerta di occasioni per giovani anziani etc, per i sistemi di monitoraggio Intervengono per l’attuazione dell’obiettivo Il PON politiche attive per l’occupazione ed i POR- su quasi tutte le azioni e il programma giovani ed i por sul 8.1 occupazione giovanile In quasi tutti i casi si prevede un sistema di coordinamento tra PON e POR IPOR intervengono da soli su appprendistato , voucher, donne etc. OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori Risultati attesi OT9- promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà ed ogni forma di esclusione OT9- Promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà ed ogni forma di esclusione Risorse senza cofinanziamento 3814,0 di cui FESR 1040,3 FSE 2.159 FEASR 614,9 Con cofinanziamento stimato 6891,5 Condizionalità ex ante Solo parzialmente – rispetto al quadro strategico per affrontare la povertà data di soddisfazione della richiesta dicembre 2014- e giugno 2014 relativamente al maggiore coinvolgimento degli stakeholeders nella presentazione di progetti sulle politiche Si su strategia per l’inclusione dei rom Gestione PON inclusione per tutte le regioni - in raccordo spesso con i POR Soltanto POR su 9.2 sostegno a persone in difficoltà economica temporanea PON città metropolitane per inclusione digitale svantaggiati PON Legalità RMS- relativamente a ex detenuti POR relativamente a servizi di cura anziani e infanzia PON governance su anagrafe alloggi assegnatari edilizia residenziale OT10 – Investire nell’istruzione e nella istruzione, formazione e formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente OT10 – Investire nell’istruzione e nella istruzione, formazione e formazione professionale per le competenze e l’apprendimento permanente Risorse senza cofinanziamento: totale 4174,7 Di cui FESR 854,2 FSE 3237 FEASR 83,2 Con cofinanziamento stimato 7408,1 Condizionalità ex ante: Si dicono soddisfatte rispetto alle 4 aree indicate: abbandono scolastico, Istruzione superiore, apprendimento permanente, sistemi di istruzione e formazione professionale. Gestione PON Istruzione ( sia FESR che FSE) regioni e PON sistemi di politiche attive per l’occupazione – POR - Raccordo previsto in pochi casi PON città e por solo azione alfabetizzazione/ inclusione digitale POR ricerca e innovazione per misure per i ricercatori POR risultato relativo alla istruzione universitaria ed alle strutture OT11 – Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate ad una amministrazione efficiente OT11 – Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate ad una amministrazione efficiente Risorse senza cofinanziamento : tot 1078,6 Di cui Fesr 433,4 Fse 645 con cofinanziamento stimato 1908,9 Condizionalità ex ante si sostiene che ci siano leggi e piani adeguati a realizzarla – esiste un apposito allegato su tutte i programmi e le innovazioni fatte dalla PA per migliorare la propria capacità amministrativa Governance PON governance prioritariamente e POR Ma amche per gli ambiti di pertinenza Inclusione, Istruzione , politiche attive per l’occupazione, Legalità Codice europeo di condotta sul partenariato nell’ambito dei fondi strutturali e d’investimento Dipartimento Lavoro Territorio Mezzogiorno Indagine CES sul codice di condotta per il partenariato- AP Avete partecipato direttamente all’accordo nazionale di partenariato (ANP)? : semplice consultazione, coinvolgimento nell’elaborazione del testo, altre forme di coinvolgimento? Sui risultati: Le vostre richieste sono state prese in considerazione in modo soddisfacente, e in che misura, nell’accordo nazionale di partenariato?Art. 2 Ritenete che nella preparazione degli ANP siano state coinvolte le “parti economiche e sociali pertinenti”? Organizzazioni delle parti sociali riconosciute a livello nazionale,.. (ii) Ritenete che, nella pratica, sia stata garantita una rappresentanza equilibrata di grandi, medie, piccole e micro imprese? iii) In che misura sono stati coinvolti anche i rappresentanti dell’economia sociale? Si è trattato di un coinvolgimento appropriato?Art. 3- - - Il vostro Stato membro Stato (o autorità di gestione) ha consultato/coinvolto regolarmente le parti sociali sul processo e sulla tempistica della preparazione dell'accordo nazionale di partenariato? - Siete stati tenuti pienamente informati in modo trasparente durante il processo? - In generale, ritenete di essere stati coinvolti in modo efficace e adeguato?Art. 5 Il vostro Stato membro ha tenuto conto della necessità di: (a) comunicare tempestivamente le informazioni pertinenti e renderle facilmente accessibili? (b) dare ai partner tempo sufficiente per analizzare e commentare i principali documenti preparatori e il progetto di accordo di partenariato? (c) mettere a disposizione canali attraverso i quali i partner possono porre domande, fornire contributi ed essere informati del modo in cui le loro proposte sono state prese in considerazione? (d) divulgare i risultati delle consultazioni?Art. 5 Nella preparazione dell'accordo nazionale di partenariato, siete stati coinvolti in particolare per quanto riguarda: a) l'analisi delle disparità, delle esigenze di sviluppo e del potenziale di crescita con riguardo agli obiettivi tematici, compresi quelli definiti nelle raccomandazioni specifiche per paese; (b) l’applicazione delle condizionalità ex ante dei programmi e le conclusioni essenziali di eventuali valutazioni ex ante dell'accordo di partenariato effettuate su iniziativa dello Stato membro; (c) la scelta degli obiettivi tematici, la dotazione indicativa dei fondi europei e strutturali di investimento (SIE) e i loro principali risultati attesi; (d) l'elenco dei programmi e i meccanismi a livello nazionale e regionale finalizzati al coordinamento tra i fondi SIE e dei fondi SIE con altri strumenti di finanziamento dell'Unione e nazionali e con la Banca europea per gli investimenti; (e) le modalità per garantire un approccio integrato per rispondere ai bisogni specifici delle aree geografiche particolarmente colpite dalla povertà e dei gruppi di destinatari a più alto rischio di discriminazione o di esclusione, con particolare riguardo per le comunità emarginate; (f) l'applicazione dei principi orizzontali di cui agli articoli 5, 7 e 8 del regolamento n. 1303/2013 recante le disposizioni comuni(*) . In che misura sono assegnate le risorse per la creazione e lo sviluppo di programmi basati sul lavoro, inclusi i sistemi di apprendimento duale e i programmi di apprendistato, nonché la formazione continua d’impresa/sul posto di lavoro? Ritenete che sia stata attribuita la giusta priorità a questo obiettivo tematico? Indagine CES sul codice di condotta sul partenariato - POR - I vostri membri regionali/territoriali sono stati coinvolti nel lavoro preparatorio dei programmi operativi (PO) regionali? - In quante regioni, se del caso, sono stati coinvolti i vostri membri regionali/territoriali?- - Il vostro Stato membro o le vostre autorità di gestione regionali hanno provveduto a che i partner del PO siano il più possibile rappresentativi delle parti interessate e siano stati nominati in qualità di rappresentanti debitamente autorizzati, tenendo conto delle loro competenze, della capacità di partecipare attivamente e di un adeguato livello di rappresentanza?- - Per i PO regionali: le vostre richieste sono state prese in considerazione? -. 2- Le autorità regionali hanno coinvolto le parti economiche e sociali pertinenti? (iii) In che misura sono stati coinvolti anche i rappresentanti dell’economia sociale? Si è trattato di un coinvolgimento appropriato?Art. 4 Le autorità regionali hanno consultato/coinvolto le parti sociali regionali sul processo e sulla tempistica della preparazione dei programmi? - Li hanno tenuti pienamente informati del loro contenuto e delle eventuali modifiche, al fine di assicurare un coinvolgimento effettivo e trasparente?Art. 5 Le autorità regionali del vostro Stato membro hanno tenuto conto della necessità di: (a) comunicare tempestivamente le informazioni pertinenti e renderle facilmente accessibili? (b) dare ai partner tempo sufficiente per analizzare e commentare i principali documenti preparatori e i progetti di programmi? (c) mettere a disposizione canali attraverso i quali i partner possono porre domande, fornire contributi ed essere informati del modo in cui le loro proposte sono state prese in considerazione? (d) divulgare i risultati delle consultazioni?Art. 5 - - Complessivamente, le autorità regionali hanno coinvolto le parti economiche e sociali nella preparazione dei programmi operativi? In particolare per quanto riguarda: (a) l'analisi e l'identificazione delle esigenze; (b) la definizione o la selezione delle priorità e dei relativi obiettivi tematici; (c) l'assegnazione dei finanziamenti; d) la definizione degli indicatori specifici dei programmi; (e) l'applicazione dei principi orizzontali quali definiti agli articoli 7 e 8 del regolamento n. 1303/2013 recante le disposizioni comuni(*); (f) la composizione del comitato regionale di sorveglianza (se del caso). Potete indicare se il PO regionale ha preso in considerazione le priorità del “quadro fondamentale per la piccola impresa” (“Small Business Act” - SBA)? Art. 8 Piano di azione coesione Monitoraggio Dipartimento Lavoro Territorio Mezzogiorno PIANO Azione coesione • • Il Piano di azione coesione ha in Parte anticipato le Modalità di progrmmazione 2014-2020 ( azioni –risultati – Cronoprogramma) E’ anche servito a evitare il la perdita di risorse per le amministrazioni in maggiore ritardo. • E’ stato effettuato un monitoraggio Finanziario , fisico e procedurale del PIANO , • • pubblicato il 2 maggio , ma con dati al 31 dicembre 2013 L’analisa fatta attraverso schede dettagliate Ha previsto che la non risposta da parte dellle Amministrazioni alle schede inviate corrispondesse ad assenza di avanzamento e quindi possibilità di riprogrammazione delle risorse Il piano ha 183 azioni di queste 12 azioni non sono avviate (neanche avviate dal punto di vista delle procedure) cosiddette incagliate = 553 milioni€ Piano di azione coesione Piano di azione coesione Piano di azione coesione Piano di azione coesione Piano di azione coesione • • Tre ipotesi di risorse da riprogrammare la minore è di 1,7mild La più elevata arriva al 50 % del programmato, ma è molto improbabile. • Gli stessi valutatori constatano che il PAC richiede • • Maggiore certezza delle regole Necessità di maggiore indirizzo e coordinamento: la procedura “negoziata e la necessità di criteri più stretti L’innovazione di metodo considerata necessarioa in prima fase ora tende ad essere meno rispettata L’ intervento è troppo frammentato La gestione troppo tecnico amministrativa Il piano è stato fortemente condizionato dalla necessità di salvaguardia dei programmi 07-13 Esisgenza di una struttura di programma più definita • • • • • Conclusioni • • • • • Ora la attività si sposta dall’accordo di partenariato , salvo specificazioni ed interventi per ridurre il numero di azioni Ai Programmi operativi Questo significa che occorre contrastare la tendenza alla ridondanza ed all frammentazione Agire sui meccanismi di coordinamento, intervenire a livello territoriale rispetto alla aree interne Garantirsi il ruolo del partenariato • Allo stesso tempo occorre che a livello locale siano chiari i progetti previsti e si incalzi sulla spesa da effettuare, perche molte risorse dei POR e del PAC vengono spese molto lentamente soprattutto per intoppi amministrativi • In termini generali a noi rimane il raccordo tra fondi SIE e risorse nazionali FSC e l’intervento sulle possibili riprogrammazioni, facendo attenzione a non interrompere i processi di investimento avviati Percorso per accedere alla cartella Mezzogiorno, Territorio e Programmazione all’interno della quale si trova la documentazione riguardante Fondi Strutturali, Politiche di coesione, Macroregione adriatico-jonica FIRST CLASS DOCUMENTAZIONE MEZZOGIORNO, TERRITORIO E PROGRAMMAZIONE Per ulteriori informazioni: Sito Coesione Territoriale che contiene tutte le informazioni sulla spesa dei Fondi Europei e tutti i progetti in via di realizzazione per ogni regione e singolo territorio www.opencoesione.gov.it ulteriori informazioni e articoli regolamenti di maggiore utilità Dipartimento Lavoro Territorio Mezzogiorno Tipi di regione art .82 reg. gen. a) Regioni meno sviluppate PIL pro capite è inferiore al 75% della media del PIL dell'UE a 27; b) Regioni in transizione, il cui PIL pro capite è compreso tra il 75% e il 90% della media del PIL dell'UE a 27; c) Regioni più sviluppate, il cui PIL pro capite è superiore al 90% della media del PIL dell'UE a 27. Le 7 innovazioni di metodo Risultati attesi: essenziale esprimerli in maniera misurabile in medo da “rendere esplicito perché e per chi si fa un’azione”collegarli ad indicatori Azioni:fare discendere dal risultato gruppi di azioni definite e già adeguatamente dettagliata da attivare bandi o altro Tempi previsti e sorvegliati: quando comincia una certa azione quanto dura , quando finisce ( favorisce anche la programmazione finanziaria ed il flusso dei pagamenti anche in rapporto alla commissione ) Apertura : rafforzare open coesione e rendere ogni singola progetto oggetto di monitoraggio,rendere pubblica la documentazione Partenariato mobilitato: coinvolgimento sostanziale delle parti nella fase attuativa ( dicono discendente); per partenariato la definizione “di tutti coloro i cui interessi sono toccati dal programma” Valutazione d’impatto: valutazione degli effetti per la vita delle persone e le opportunità delle imprese Regolamento relativo a tutti gli strumenti di finanziamento della politica strutturale Il regolamento Generale prevede in termini di strategia una comune proposta per tutti i fondi sia. La prima parte e la seconda parte della proposta definiscono una serie di regole comuni per gestire: • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), • il Fondo sociale europeo (FSE), •il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e • il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). La terza parte delinea regole comuni per la gestione dei tre principali fondi usati per realizzare gli obiettivi della politica di coesione: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione. parte quarta delinea regole per la gestione del FEAPM in coerenza con il QSC Articolo 5 Regolamento generale sulle disposizioni comuni Gli Stati membri organizzano, rispettivamente per il contratto di partenariato e per ciascun programma operativo, un partenariato con i seguenti partner: (a) autorità regionali, locali, cittadine e altre autorità pubbliche competenti; (b) parti economiche e sociali; (c) organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità e della non discriminazione. Art 6 Regolamento del FSE 1)Per il coinvolgimento delle parti interessate , non governative, il programma individua la parte di programma e utilizza lo strumento della sovvenzione globale 2)Al fine d incoraggiare un adeguato coinvolgimento delle parti sociali alle attività sostenute dal FSE, l’autorità di gestione di un programma operativo di una regione … garantiscono che un adeguato volume delle risorse FSE sia destinato alla capacità di sviluppo delle capacità e quali la formazione e le azioni di collegamento in rete nonché al rafforzamento del dialogo sociale e delle attività intraprese congiuntamente dalle parti sociali 3) Al fine di garantire un’adeguata partecipazione delle organizzazioni non governative le adg ….. garantiscono che un adeguato volume delle risorse FSE sia destinato ad attività di sviluppo delle capacità delle ONG Non è ancora del tutto varato- discussione in corso Obiettivi tematici comuni a tutti i fondi art.9 reg. gen 1. 2. 3. 4. 5. . Ricerca e innovazione Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI) Transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione e gestione dei rischi 6. Tutela dell'ambiente ed efficienza delle risorse 7. Trasporto sostenibile e rimozione delle strozzature nelle principali infrastrutture di rete 8. Occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori 9. Inclusione sociale e lotta alla povertà 10. Istruzione, competenze e apprendimento permanente 11. Potenziamento della capacità istituzionale e amministrazioni pubbliche efficienti Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di allocazione delle risorse- FESR ambito FESR (art. 4 Reg. FESR) : •nelle regioni più sviluppate, almeno l'80% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4, - almeno il 20% del totale delle risorse del FESR destinate alle RPS a livello nazionale è destinato all’OT 4; •nelle regioni in transizione, almeno il 60% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4. -almeno il 15% del totale delle risorse del FESR allocato alle RT a livello nazionale è destinato all’OT 4; • nelle regioni meno sviluppate, almeno il 50% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4. -almeno il 12% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale allocato alle RMS è destinato all’OT 4; •almeno il 5% delle risorse del FESR assegnate a livello nazionale sono destinate ad azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile delegate alle città per essere gestite per mezzo degli ITI di cui all’art. 99 del Reg. gen. Sviluppo locale partecipativo •Focalizzare lo sviluppo sul territorio sub regionale •Coinvolgere gruppi di azione locale costituiti da rappresentanti degli interessi socioeconomici pubblico privati •Lavorare in rete •Attivare strategie integrate per rispondere ad esigenze locali •Sono promossi da gruppi di azione locale : società civile ong ps comunità locali •Strategie coerenti con QSC – uso di più fondi Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di allocazione delle risorse- FSE In ambito FSE i vincoli di ripartizione operano a livello di priorità di investimento: in ciascuno Stato membro, almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà" (OT9). In deroga a quanto sopra stabilito, le risorse assegnate dal FESR a tale obiettivo tematico possono rientrare nel calcolo del 20%; per le regioni più sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno l'80% del FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE), per le regioni in transizione, gli Stati membri concentrano almeno il 70% della dotazione FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE) per le regioni meno sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno il 60% del FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE). Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal FSE Campo d'applicazione del sostegno l'FSE sostiene le seguenti priorità d'investimento: (a) Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale attraverso: i) l'accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per l'occupazione, e il sostegno alla mobilità professionale; ii) l'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni; iii) l'attività autonoma, lo spirito imprenditoriale e la creazione di imprese; iv) l'uguaglianza tra uomini e donne e la conciliazione tra vita professionale e vita privata; v) l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti; vi) l'invecchiamento attivo e in buona salute; vii) la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale. (b) Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente: i) riducendo l'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità; ii) migliorando la qualità, l'efficacia e l'apertura dell'istruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita; iii) aumentando le possibilità di accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità e le competenze della manodopera e migliorando l'utilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione per il mercato del lavoro. Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal FSE (c) Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà attraverso: i) l'inclusione attiva; ii) l'integrazione delle comunità emarginate quali i rom; iii) la lotta contro la discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età ol‘ orientamento sessuale; iv) un migliore accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie d'interesse generale; v) la promozione dell'economia sociale e delle imprese sociali; vi) le strategie di sviluppo locale realizzate dalla collettività. (d) Rafforzamento della capacità istituzionale e di un'amministrazione pubblica efficace: i) Investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance. ii) Rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori dell'occupazione, dell'istruzione e delle politiche sociali; patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a livello nazionale, regionale e locale. Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di allocazione delle risorse- FSE In ambito FSE i vincoli di ripartizione operano a livello di priorità di investimento: in ciascuno Stato membro, almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà" (OT9). In deroga a quanto sopra stabilito, le risorse assegnate dal FESR a tale obiettivo tematico possono rientrare nel calcolo del 20%; per le regioni più sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno l'80% del FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE), per le regioni in transizione, gli Stati membri concentrano almeno il 70% della dotazione FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE) per le regioni meno sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno il 60% del FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE). Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal FSE Campo d'applicazione del sostegno l'FSE sostiene le seguenti priorità d'investimento: (a) Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale attraverso: i) l'accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese le iniziative locali per l'occupazione, e il sostegno alla mobilità professionale; ii) l'integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni; iii) l'attività autonoma, lo spirito imprenditoriale e la creazione di imprese; iv) l'uguaglianza tra uomini e donne e la conciliazione tra vita professionale e vita privata; v) l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti; vi) l'invecchiamento attivo e in buona salute; vii) la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del lavoro, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale. (b) Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente: i) riducendo l'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso all'istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità; ii) migliorando la qualità, l'efficacia e l'apertura dell'istruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di riuscita; iii) aumentando le possibilità di accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità e le competenze della manodopera e migliorando l'utilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione per il mercato del lavoro. Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal FSE (c) Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà attraverso: i) l'inclusione attiva; ii) l'integrazione delle comunità emarginate quali i rom; iii) la lotta contro la discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età ol‘ orientamento sessuale; iv) un migliore accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie d'interesse generale; v) la promozione dell'economia sociale e delle imprese sociali; vi) le strategie di sviluppo locale realizzate dalla collettività. (d) Rafforzamento della capacità istituzionale e di un'amministrazione pubblica efficace: i) Investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona governance. ii) Rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori dell'occupazione, dell'istruzione e delle politiche sociali; patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a livello nazionale, regionale e locale.