Fondi strutturali
la programmazione 2014-2020
Giulia Tavernese
Dipartimento
Lavoro Territorio Mezzogiorno
Accordo di partenariato e
programmi
•
ACCORDO DI PARTENARIATO – presentato entro 22 aprile –in
discussione formale sarà varato entro luglio
Documento che sarà firmato tra Commissione europea e Italia che
programma i Fondi di sviluppo e investimento europei
( ESR – FSE- FEARS e FEAMP )
descrive strategia, risorse ed i meccanismi di attuazione
•
Programmi operativi – devono essere presentati entro giugno
Risorse dell’accordo di partenariato
•
31 miliardi di finanziamento comunitario + più 24 di cofinanziamento nazionale , in
totale 55 ( FESR ed FSE)
•
1,1 mild per la cooperazione territoriale trans europea - e quindi per i progetti
transnazionali.
•
560 milioni dalla Unione per la garanzia giovani il cui finanziamento è poi dato dal
FSE
•
22 mild. Tra fondi europei per lo sviluppo rurale(FEARS) e cofinanziamento (le
cosiddetti fondi del PSR)
•
E stimiamo circa 800 milioni incluso il cofinanziamento del Fondo europeo per gli
affari marittimi e la pesca, (FEAMP), per il quale non è ancora approvato il
regolamento dalla Commissione europea.
Altre risorse di fonte europea
Risorse programmate a livello nazionale esterne all’accordo di partenariato
•
•
•
Il fondo europeo per gli indigenti – circa 650 milioni
A questi si aggiungono il fondo europeo per la globalizzazione ed i
programmi per la ricerca la formazione il dialogo sociale etc…
Che sono direttamente messi a bando e gestiti dall’unione europea
Avanzamento dell’ AP
Prima della presentazione del documento ufficiale sono state presentate 4 bozze
di Accordo alla commissione europea
che ha fornito le sue osservazioni informali
Il confronto con le parti sociali non sempre è stato costante
Abbiamo Richiesto ed ottenuto risorse consistenti sul temi impresa e
occupazione, inclusione anche in funzione anticongiunturale (FSE al 33,3%
prevista UE 26,5%)
E supportato il metodo che prevede maggiore supporto dal centro ( Agenzia per
la coesione) attenzione ai risultati, maggiore coinvolgimento del
partenariato
Osservazioni principali della
Commissione europea
•
la necessità di una più approfondita valutazione ex-ante per meglio motivare
la strategia prevista e risultati attesi più puntuali;
•
maggiore attenzione cambiamento climatico e al rischio idrogeologico (
governo acque)
•
circoscrivere il sostegno anticongiunturale alle imprese e sviluppare misure
più orientate al consolidamento del sistema d’impresa;
•
chiarire meglio le misure nazionali di contrasto della povertà, non potendo
finanziare misure passive con il FSE;
•
accentuare le misure e finanziamenti in supporto della capacità
amministrativa.
•
Rafforzare gli strumenti di Partenariato cioè gli strumenti di confronto e
collaborazione con le forze sociali ed i corpi intermedi.
AP penultima e ultima versione
E’ stata introdotta la valutazione ex-ante
Per finanziare la capacità amministrativa erano state ridotte le risorse OT8
ABBIAMO OTTENUTO il ripristino quasi totale per quanto riguarda il Fondo sociale passando da 3,6
mild di nuovo a 3, 9 mild .
.
Valutiamo Positivamente l’ incremento di risorse per l’obiettivo 11 relativo all’incremento della capacita
amministrativa,
Positivo il recupero in positivo delle risorse per l’obiettivo 3 relativo alla competitività solo giustificata, ma
non modificata la strategia anche di contrasto alla crisi
Non sono state leggermente incrementata le risorse relativa al cambiamento climatico ed al rischio
ambientale,
ma AP rende esplicito quanto già noto in italia, ovvero che sull’ambiente ci sono rilevanti risorse non ancora impiegate , circa 1,7 mild e che ad
affrontare questa criticità contribuirà, così come stabilito nella legge di stabilità 2014 il Fondo sviluppo e coesione .
SI prevede la partecipazione delle Parti sociali al comitato di sorveglianza dell’accordo di partenariato
Si prevede la consultazione delle parti sociali nazionali alla definizione dei PON ( ad oggi solo PON
Legalità )
Risorse comunitarie
– senza cofinanziamento nazionaleper obiettivo tematico e fondo
Programmi Nazionali
Sono previsti 6 Programmi Nazionali FESR e FSE che coprono tutte le categorie di regioni nei
seguenti ambiti:
•
•
•
•
•
•
Istruzione (FSE e FESR, plurifondo)
Sistemi di politiche attive per l'occupazione, (FSE, monofondo)
Inclusione (FSE, monofondo)
Città metropolitane, in attuazione dell'agenda urbana per quanto riguarda le 14 città metropolitane (FESR e
FSE, plurifondo)
Governance, reti, progetti speciali e assistenza tecnica (FESR e FSE, plurifondo)
Programma YEI (FSE, monofondo)
Sono previsti Programmi Nazionali /Multiregionali 2 che operano nelle regioni in transizione e
meno sviluppate negli ambiti:
• Ricerca e Innovazione (FESR e FSE, plurifondo)
• Imprese e Competitività (FESR, monofondo)
Per le sole regioni meno sviluppate sono previsti 3 Programmi Nazionali / Multiregionali negli
ambiti:
•
•
•
Infrastrutture e reti (FESR, monofondo)
Beni culturali (FESR, monofondo)
Legalità (FESR e FSE, plurifondo)
Sono previsti 2 Programmi nazionali a valere sul FEASR:
•
•
Rete Rurale nazionale;
Gestione del rischio, infrastrutture irrigue e biodiversità animale.
E' previsto 1 Programma nazionale a valere sul FEAMP
Programmi Regionali
Programmi Regionali,
essi sono previsti
in tutte le Regioni e Provincie autonome a valere sul FESR e FSE.
I programmi regionali sono tutti monofondo, ad eccezione delle Regioni Molise e
Puglia, per le quali i programmi sono plurifondo.
Per quanto riguarda i PSR (Programmi di sviluppo rurale)
essi sono previsti
in tutte le Regioni e Province autonome a valere sul FEARS
Programmi
FESR ed
FSE
solo
finanziamento
comunitario
Programmi FESR solo cofinanziamento
comunitario
Criticità e attuazione
•
Rischio di non concentrazione
•
•
•
Solo FESR e FSE
11 programmi nazionali
40 programmi regionali
•
•
Più 21 programmi regionali FEASR
2 nazionali Fears
•
•
Molte delle azioni previste vengono attuate sia dai pon che dai por
Non c’è specializzazione
•
Ci sono 69 risultati attesi e 320 azioni
Strumenti di coordinamento
•
•
Di norma i comitati di sorveglianza in ogni Regione dovrebbero essere congiunti
Ogni Regione nel por deve inserire un piano di rafforzamento amministrativo per
fare funzionare le strutture di gestione
•
La valutazione dovrebbe raccordarsi tra nazionale e regionale ed essere
maggiormente di merito
•
Comitato Nazionale di sorveglianza
•
aggiungerei
•
Agenzia per la coesione territoriale, con funzioni di sostegno , affiancamento ai
programmi(se necessario) ,assistenza tecnica interventi di accelerazione,task force
per la cooperazione rafforzata. Per alcuni programmi Autorità di gestione.
•
Sistema dei risultati azioni se effettivamente selettivo nei programmi e controllato
sistematicamente nell’attuazione
Il sistema di raccordo appare debole e ad alto rischio di dispersione
Il metodo di valutazione del PAC utilizzato di recente potrebbe essere
una soluzione utile
Ue
Rafforzare efficacia ed efficienza
• Concentrazione sui risultati
• Quadro di riferimento dei risultati per tutti i programmi
• Riserva di efficacia ed efficienza
• Condizionalità ex-ante
• Condizionalità macroeconomica
Obiettivo 1- rafforzare la ricerca, lo
sviluppo tecnologico e l’innovazione
-Risorse complessive stimate
circa 6,5 mild
- condizionalità ex-ante
non è soddisfatta perché manca
il piano sulla smart innovation e
quello sulla infrastrutture di
ricerca
- si afferma che i due piani
saranno fatti entro maggio 2014
- Attuazione sia PON
che POR coordinamento per
definire ruoli- Programma op. nazionale
opera nelle regioni in transizione
e meno sviluppate e utilizza
anche il fondo sociale per
aumentare il numero di
ricercatori nelle imprese ,
questo è un indicatore
importante.
O T 2 - Migliorare l’accesso alla Tecnologie
dell'informazione e della comunicazione nonché
l’impiego delle medesime
Risorse 1669 + 300
FEASR
Tot con cofi stimato
minimo 3,4 mild
Condizionalità ex-ante
No- soprattutto non c’è
ancora un piano
dell’agenzia per l’Italia
digitaleSi dice pronta a giugno
2014
Sul primo risultato
soltanto por ed in parte il
PSR ( aree rurali)
Sugli atri obiettivi Pon
governance PON città
metropolitane e POR
Possibili raccordi
OT 3 – promuovere la competitività delle Piccole e
Medie Imprese (PMI) il settore agricolo quello
della pesca e quello dell’acquacoltura
Risorse con
cofinanziamento
stimato minimo
Fesr 7111,8 mil.fears
9300mil.
Totale 16411,8mil.
Condizionalità ex-ante
Sono soddisfatte
Attuazione POn
imprese e
competitività attivo
nelle RT e nelle RMS
Por
OT3- risultati attesi
(primo )
OT3 – risultati attesi
(secondo)
OT3 – risultati attesi
(terzo)
OT4 – Sostenere la transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio
OT4 – Sostenere la transizione verso
un'economia a basse emissioni di carbonio
Risorse senza cofin. Tot 4111,5 di cui 3055 FRSR 1056,9 FEASRcon cofinanziamento stimato tot 7707,3
Condizionalita ex ante presenti
Sia in termini di regolamentazione dell’efficienza energetica
che della cogenerazione
Molti risultati attesi :
molte azioni e risultati attesi
Intervengono , anche se non su tutti i risultati
Pon Imprese e competitività – edifici di demanio statale
Pon città metropolitane
Pon cultura
I POR
Il PON del fears
La distinzione è territoriale e settoriale – non sono previsti meccanismi di
coordinamento tra i i sistemi
OT5 – Promuovere l’adattamento ai cambiamenti
climatici e prevenzione e gestione
dei rischi comuni
Risorse :senza cofinanziamento
totale 2293,4 di cui
FESR 932,1 - FEASR 1351,3
Con cofinanziamento stimato
4091,4
Condizionalità ex-ante
Tutte si
( tre amministrazioni di
riferimento –Ministero
dell’ambiente, dipartimento
protezione civile, mifaap dip
sviluppo rurale)
Solo POR in alcuni casi ( rischio
sismico) in collaborazione con la
protezione civile
OT 6 – Tutelare l’ambiente e promuovere
l’uso efficiente delle risorse
OT 6 – Tutelare l’ambiente e promuovere
l’uso efficiente delle risorse
Risorse totale senza cofinanziamento 4290,5 di cui FESR 2650,3 FEASR
1640,2
con cofinanziamento stimato 7971,7
Condizionalità ex-ante
Gestione dei bacini idrografici e servizi idrici - parzialmente
Rifiuti si esistono gli adempimenti amministrativi
i primi 5 obiettivi sono FESR e verranno perseguiti dai POR
L’obiettivo relativo alla fruizione del patrimonio culturale- PON beni culturali
RMS e POR modalità di raccordo
OT 7 – Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed
eliminare la strozzature nelle principali infrastrutture di rete
Risorse totale 1940,6
Solo FESR
Con cofinanziamento stimato
3434,8
Condizionalità ex-ante
parzialmente – si cita l’allegato
infrastrutture e per
piano sui trasporti e
le interconnessioni degli stessi
Sarà completato il piano entro il 2016
Solo regioni meno sviluppate
Por infrastrutture e reti
O por su infrastrutture strategiche,
solo per i completamenti di opere
Avviate nel 07-13
Connessioni aree interne,
continuità territoriale e
porti ed interporti
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
Risorse senza cofinanziamento: totale 4128,9 – FSE 3939 FEASR 190,2
Con cofinanziamento stimato - 7352,13
Escluso il finanziamento triennale per l’iniziativa giovani
Condizionalità ex- ante
Si dice soddisfatta sia per i servizi per l’impiego , per la nuova imprenditorialità,
per l’offerta di occasioni per giovani anziani etc, per i sistemi di
monitoraggio
Intervengono per l’attuazione dell’obiettivo
Il PON politiche attive per l’occupazione ed i POR- su quasi tutte le azioni
e il programma giovani ed i por sul 8.1 occupazione giovanile
In quasi tutti i casi si prevede un sistema di coordinamento tra PON e POR
IPOR intervengono da soli su appprendistato , voucher, donne etc.
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
OT8- Promuovere l’occupazione di qualità e
sostenere la mobilità dei lavoratori
Risultati attesi
OT9- promuovere l’inclusione sociale e combattere
la povertà ed ogni forma di esclusione
OT9- Promuovere l’inclusione sociale e
combattere la povertà ed ogni forma di esclusione
Risorse senza cofinanziamento 3814,0
di cui FESR 1040,3 FSE 2.159 FEASR 614,9
Con cofinanziamento stimato 6891,5
Condizionalità ex ante
Solo parzialmente – rispetto al quadro strategico per affrontare la povertà data di
soddisfazione della richiesta dicembre 2014- e giugno 2014 relativamente al
maggiore coinvolgimento degli stakeholeders nella presentazione di progetti sulle
politiche
Si su strategia per l’inclusione dei rom
Gestione
PON inclusione per tutte le regioni - in raccordo spesso con i POR
Soltanto POR su 9.2 sostegno a persone in difficoltà economica temporanea
PON città metropolitane per inclusione digitale svantaggiati
PON Legalità RMS- relativamente a ex detenuti
POR relativamente a servizi di cura anziani e infanzia
PON governance su anagrafe alloggi assegnatari edilizia residenziale
OT10 – Investire nell’istruzione e nella istruzione,
formazione e formazione professionale per le competenze
e l’apprendimento permanente
OT10 – Investire nell’istruzione e nella istruzione,
formazione e formazione professionale per le competenze
e l’apprendimento permanente
Risorse senza cofinanziamento:
totale 4174,7
Di cui FESR 854,2 FSE 3237 FEASR 83,2
Con cofinanziamento stimato 7408,1
Condizionalità ex ante:
Si dicono soddisfatte rispetto alle 4 aree indicate: abbandono scolastico,
Istruzione superiore, apprendimento permanente, sistemi di istruzione e
formazione professionale.
Gestione
PON Istruzione ( sia FESR che FSE) regioni e PON sistemi di politiche attive
per l’occupazione – POR - Raccordo previsto in pochi casi
PON città e por solo azione alfabetizzazione/ inclusione digitale
POR ricerca e innovazione per misure per i ricercatori
POR risultato relativo alla istruzione universitaria ed alle strutture
OT11 – Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità
pubbliche e delle parti interessate ad una
amministrazione efficiente
OT11 – Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità
pubbliche e delle parti interessate ad una amministrazione
efficiente
Risorse senza cofinanziamento : tot 1078,6
Di cui Fesr 433,4 Fse 645
con cofinanziamento stimato 1908,9
Condizionalità ex ante si sostiene che ci siano leggi e piani adeguati a
realizzarla – esiste un apposito allegato su tutte i programmi e le innovazioni
fatte dalla PA per migliorare la propria capacità amministrativa
Governance
PON governance prioritariamente e POR
Ma amche per gli ambiti di pertinenza Inclusione, Istruzione , politiche attive per
l’occupazione, Legalità
Codice europeo di condotta sul
partenariato
nell’ambito dei fondi strutturali e
d’investimento
Dipartimento
Lavoro Territorio Mezzogiorno
Indagine CES sul codice di condotta per il
partenariato- AP
Avete partecipato direttamente all’accordo nazionale di partenariato (ANP)? : semplice consultazione, coinvolgimento nell’elaborazione del
testo, altre forme di coinvolgimento?
Sui risultati: Le vostre richieste sono state prese in considerazione in modo soddisfacente, e in che misura, nell’accordo nazionale di
partenariato?Art. 2
Ritenete che nella preparazione degli ANP siano state coinvolte le “parti economiche e sociali pertinenti”?
Organizzazioni delle parti sociali riconosciute a livello nazionale,.. (ii) Ritenete che, nella pratica, sia stata garantita una rappresentanza
equilibrata di grandi, medie, piccole e micro imprese? iii) In che misura sono stati coinvolti anche i rappresentanti dell’economia sociale?
Si è trattato di un coinvolgimento appropriato?Art. 3-
-
-
Il vostro Stato membro Stato (o autorità di gestione) ha consultato/coinvolto regolarmente le parti sociali sul processo e sulla
tempistica della preparazione dell'accordo nazionale di partenariato?
- Siete stati tenuti pienamente informati in modo trasparente durante il processo?
- In generale, ritenete di essere stati coinvolti in modo efficace e adeguato?Art. 5
Il vostro Stato membro ha tenuto conto della necessità di:
(a)
comunicare tempestivamente le informazioni pertinenti e renderle facilmente accessibili?
(b)
dare ai partner tempo sufficiente per analizzare e commentare i principali documenti preparatori e il progetto di accordo di
partenariato?
(c)
mettere a disposizione canali attraverso i quali i partner possono porre domande, fornire contributi ed essere informati del
modo in cui le loro proposte sono state prese in considerazione?
(d)
divulgare i risultati delle consultazioni?Art. 5
Nella preparazione dell'accordo nazionale di partenariato, siete stati coinvolti in particolare per quanto riguarda:
a)
l'analisi delle disparità, delle esigenze di sviluppo e del potenziale di crescita con riguardo agli obiettivi tematici,
compresi quelli definiti nelle raccomandazioni specifiche per paese;
(b)
l’applicazione delle condizionalità ex ante dei programmi e le conclusioni essenziali di eventuali valutazioni ex ante
dell'accordo di partenariato effettuate su iniziativa dello Stato membro;
(c)
la scelta degli obiettivi tematici, la dotazione indicativa dei fondi europei e strutturali di investimento (SIE) e i loro
principali risultati attesi;
(d)
l'elenco dei programmi e i meccanismi a livello nazionale e regionale finalizzati al coordinamento tra i fondi SIE e dei
fondi SIE con altri strumenti di finanziamento dell'Unione e nazionali e con la Banca europea per gli investimenti;
(e)
le modalità per garantire un approccio integrato per rispondere ai bisogni specifici delle aree geografiche
particolarmente colpite dalla povertà e dei gruppi di destinatari a più alto rischio di discriminazione o di esclusione, con particolare
riguardo per le comunità emarginate;
(f)
l'applicazione dei principi orizzontali di cui agli articoli 5, 7 e 8 del regolamento n. 1303/2013 recante le disposizioni comuni(*)
.
In che misura sono assegnate le risorse per la creazione e lo sviluppo di programmi basati sul lavoro, inclusi i sistemi di
apprendimento duale e i programmi di apprendistato, nonché la formazione continua d’impresa/sul posto di lavoro?
Ritenete che sia stata attribuita la giusta priorità a questo obiettivo tematico?
Indagine CES sul codice di
condotta sul partenariato - POR
-
I vostri membri regionali/territoriali sono stati coinvolti nel lavoro preparatorio dei programmi operativi (PO) regionali?
- In quante regioni, se del caso, sono stati coinvolti i vostri membri regionali/territoriali?-
-
Il vostro Stato membro o le vostre autorità di gestione regionali hanno provveduto a che i partner del PO siano il più possibile
rappresentativi delle parti interessate e siano stati nominati in qualità di rappresentanti debitamente autorizzati, tenendo conto delle loro
competenze, della capacità di partecipare attivamente e di un adeguato livello di rappresentanza?-
-
Per i PO regionali: le vostre richieste sono state prese in considerazione?
-. 2- Le autorità regionali hanno coinvolto le parti economiche e sociali pertinenti?
(iii) In che misura sono stati coinvolti anche i rappresentanti dell’economia sociale?
Si è trattato di un coinvolgimento appropriato?Art. 4
Le autorità regionali hanno consultato/coinvolto le parti sociali regionali sul processo e sulla tempistica della preparazione dei
programmi?
-
Li hanno tenuti pienamente informati del loro contenuto e delle eventuali modifiche, al fine di assicurare un coinvolgimento effettivo e
trasparente?Art. 5
Le autorità regionali del vostro Stato membro hanno tenuto conto della necessità di:
(a)
comunicare tempestivamente le informazioni pertinenti e renderle facilmente accessibili?
(b)
dare ai partner tempo sufficiente per analizzare e commentare i principali documenti preparatori e i progetti di programmi?
(c)
mettere a disposizione canali attraverso i quali i partner possono porre domande, fornire contributi ed essere informati
del modo in cui le loro proposte sono state prese in considerazione?
(d)
divulgare i risultati delle consultazioni?Art. 5
-
-
Complessivamente, le autorità regionali hanno coinvolto le parti economiche e sociali nella preparazione dei programmi operativi? In
particolare per quanto riguarda:
(a)
l'analisi e l'identificazione delle esigenze;
(b)
la definizione o la selezione delle priorità e dei relativi obiettivi tematici;
(c)
l'assegnazione dei finanziamenti;
d)
la definizione degli indicatori specifici dei programmi;
(e)
l'applicazione dei principi orizzontali quali definiti agli articoli 7 e 8 del regolamento n. 1303/2013 recante le disposizioni comuni(*);
(f)
la composizione del comitato regionale di sorveglianza (se del caso).
Potete indicare se il PO regionale ha preso in considerazione le priorità del “quadro fondamentale per la piccola impresa” (“Small Business
Act” - SBA)? Art. 8
Piano di azione coesione
Monitoraggio
Dipartimento
Lavoro Territorio Mezzogiorno
PIANO Azione coesione
•
•
Il Piano di azione coesione ha in Parte anticipato le Modalità di progrmmazione
2014-2020 ( azioni –risultati – Cronoprogramma)
E’ anche servito a evitare il la perdita di risorse per le amministrazioni in maggiore
ritardo.
•
E’ stato effettuato un monitoraggio Finanziario , fisico e procedurale del PIANO ,
•
•
pubblicato il 2 maggio , ma con dati al 31 dicembre 2013 L’analisa fatta attraverso schede dettagliate Ha previsto che la non risposta da parte
dellle Amministrazioni alle schede inviate corrispondesse ad assenza di avanzamento
e quindi possibilità di riprogrammazione delle risorse
Il piano ha 183 azioni di queste 12 azioni non sono avviate (neanche avviate dal punto
di vista delle procedure) cosiddette incagliate = 553 milioni€
Piano di azione coesione
Piano di azione coesione
Piano di azione coesione
Piano di azione coesione
Piano di azione coesione
•
•
Tre ipotesi di risorse da riprogrammare la minore è di 1,7mild
La più elevata arriva al 50 % del programmato, ma è molto improbabile.
•
Gli stessi valutatori constatano che il PAC richiede
•
•
Maggiore certezza delle regole
Necessità di maggiore indirizzo e coordinamento: la procedura
“negoziata e la necessità di criteri più stretti
L’innovazione di metodo considerata necessarioa in prima fase ora
tende ad essere meno rispettata
L’ intervento è troppo frammentato
La gestione troppo tecnico amministrativa
Il piano è stato fortemente condizionato dalla necessità di
salvaguardia dei programmi 07-13
Esisgenza di una struttura di programma più definita
•
•
•
•
•
Conclusioni
•
•
•
•
•
Ora la attività si sposta dall’accordo di partenariato , salvo specificazioni ed
interventi per ridurre il numero di azioni
Ai Programmi operativi
Questo significa che occorre contrastare la tendenza alla ridondanza ed all
frammentazione
Agire sui meccanismi di coordinamento, intervenire a livello territoriale
rispetto alla aree interne
Garantirsi il ruolo del partenariato
•
Allo stesso tempo occorre che a livello locale siano chiari i progetti previsti
e si incalzi sulla spesa da effettuare, perche molte risorse dei POR e del PAC
vengono spese molto lentamente soprattutto per intoppi amministrativi
•
In termini generali a noi rimane il raccordo tra fondi SIE e risorse nazionali
FSC e l’intervento sulle possibili riprogrammazioni, facendo attenzione a
non interrompere i processi di investimento avviati
Percorso per accedere alla cartella
Mezzogiorno, Territorio e Programmazione
all’interno della quale si trova la documentazione riguardante
Fondi Strutturali, Politiche di coesione, Macroregione adriatico-jonica
FIRST CLASS
DOCUMENTAZIONE
MEZZOGIORNO,
TERRITORIO E
PROGRAMMAZIONE
Per ulteriori informazioni:
Sito Coesione Territoriale che contiene tutte le informazioni
sulla spesa dei Fondi Europei e tutti i progetti in via di
realizzazione per ogni
regione e singolo territorio
www.opencoesione.gov.it
ulteriori informazioni
e articoli regolamenti
di maggiore utilità
Dipartimento
Lavoro Territorio Mezzogiorno
Tipi di regione
art .82 reg. gen.
a) Regioni meno sviluppate PIL pro capite è inferiore al 75%
della media del PIL dell'UE a 27;
b) Regioni in transizione, il cui PIL pro capite è compreso tra
il 75% e il 90% della media del PIL dell'UE a 27;
c) Regioni più sviluppate, il cui PIL pro capite è superiore al
90% della media del PIL dell'UE a 27.
Le 7 innovazioni di metodo
Risultati attesi: essenziale esprimerli in maniera misurabile in medo da “rendere esplicito
perché e per chi si fa un’azione”collegarli ad indicatori
Azioni:fare discendere dal risultato gruppi di azioni definite e già adeguatamente dettagliata
da attivare bandi o altro
Tempi previsti e sorvegliati: quando comincia una certa azione quanto dura , quando finisce
( favorisce anche la programmazione finanziaria ed il flusso dei pagamenti anche in
rapporto alla commissione )
Apertura : rafforzare open coesione e rendere ogni singola progetto oggetto di
monitoraggio,rendere pubblica la documentazione
Partenariato mobilitato: coinvolgimento sostanziale delle parti nella fase attuativa (
dicono discendente); per partenariato la definizione “di tutti coloro i cui interessi sono
toccati dal programma”
Valutazione d’impatto: valutazione degli effetti per la vita delle persone e le opportunità
delle imprese
Regolamento relativo a tutti gli strumenti di
finanziamento della politica strutturale
Il regolamento Generale prevede in termini di strategia una comune proposta
per tutti i fondi sia.
La prima parte e la seconda parte della proposta definiscono una serie
di regole comuni per gestire:
• il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
• il Fondo sociale europeo (FSE),
•il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e
• il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).
La terza parte delinea regole comuni per la gestione dei tre principali
fondi usati per realizzare gli obiettivi della politica di coesione: il Fondo europeo
di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo e il Fondo di coesione.
parte quarta delinea regole per la gestione del FEAPM in coerenza con il
QSC
Articolo 5
Regolamento generale sulle disposizioni
comuni
Gli Stati membri organizzano, rispettivamente per il contratto di partenariato e
per ciascun programma operativo,
un partenariato con i seguenti partner:
(a) autorità regionali, locali, cittadine e altre autorità pubbliche competenti;
(b) parti economiche e sociali;
(c) organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali,
le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità e
della non discriminazione.
Art 6
Regolamento del FSE
1)Per il coinvolgimento delle parti interessate , non governative,
il programma individua la parte di programma e utilizza lo strumento della sovvenzione
globale
2)Al fine d incoraggiare un adeguato coinvolgimento delle parti sociali alle attività
sostenute dal FSE, l’autorità di gestione di un programma operativo di una regione
… garantiscono che un adeguato volume delle risorse FSE sia destinato alla capacità
di sviluppo delle capacità e quali la formazione e le azioni di collegamento in rete
nonché al rafforzamento del dialogo sociale e delle attività intraprese
congiuntamente dalle parti sociali
3) Al fine di garantire un’adeguata partecipazione delle organizzazioni non governative le
adg ….. garantiscono che un adeguato volume delle risorse FSE sia destinato ad attività di
sviluppo delle capacità delle ONG
Non è ancora del tutto varato- discussione in corso
Obiettivi tematici
comuni a tutti i fondi
art.9 reg. gen
1.
2.
3.
4.
5.
.
Ricerca e innovazione
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC)
Competitività delle Piccole e Medie Imprese (PMI)
Transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio
Adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione e gestione
dei rischi
6. Tutela dell'ambiente ed efficienza delle risorse
7. Trasporto sostenibile e rimozione delle strozzature nelle principali
infrastrutture di rete
8. Occupazione e sostegno alla mobilità dei lavoratori
9. Inclusione sociale e lotta alla povertà
10. Istruzione, competenze e apprendimento permanente
11. Potenziamento della capacità istituzionale e amministrazioni pubbliche
efficienti
Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di
allocazione delle risorse- FESR
ambito FESR (art. 4 Reg. FESR) :
•nelle regioni più sviluppate, almeno l'80% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve
essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4,
- almeno il 20% del totale delle risorse del FESR destinate alle RPS a livello nazionale è destinato
all’OT 4;
•nelle regioni in transizione, almeno il 60% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale deve
essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4.
-almeno il 15% del totale delle risorse del FESR allocato alle RT a livello nazionale è destinato all’OT
4;
• nelle regioni meno sviluppate, almeno il 50% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale
deve essere destinato a due o più obiettivi tematici tra gli OT 1,2, 3 e 4.
-almeno il 12% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale allocato alle RMS è destinato
all’OT 4;
•almeno il 5% delle risorse del FESR assegnate a livello nazionale sono destinate ad azioni integrate
per lo sviluppo urbano sostenibile delegate alle città per essere gestite per mezzo degli ITI di cui
all’art. 99 del Reg. gen.
Sviluppo locale partecipativo
•Focalizzare lo sviluppo sul territorio sub regionale
•Coinvolgere gruppi di azione locale costituiti da rappresentanti degli interessi
socioeconomici pubblico privati
•Lavorare in rete
•Attivare strategie integrate per rispondere ad esigenze locali
•Sono promossi da gruppi di azione locale : società civile ong ps comunità locali
•Strategie coerenti con QSC – uso di più fondi
Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di
allocazione delle risorse- FSE
In ambito FSE i vincoli di ripartizione operano a livello di priorità di investimento:
in ciascuno Stato membro, almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite
all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà" (OT9).
In deroga a quanto sopra stabilito, le risorse assegnate dal FESR a tale obiettivo tematico
possono rientrare nel calcolo del 20%;
per le regioni più sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno l'80% del FSE
destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE),
per le regioni in transizione, gli Stati membri concentrano almeno il 70% della dotazione
FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE)
per le regioni meno sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno il 60% del FSE
destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE).
Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal
FSE
Campo d'applicazione del sostegno l'FSE sostiene le seguenti priorità d'investimento:
(a) Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale attraverso:
i) l'accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese
le iniziative locali per l'occupazione, e il sostegno alla mobilità professionale; ii) l'integrazione
sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi
né formazioni; iii) l'attività autonoma, lo spirito imprenditoriale e la creazione di imprese; iv)
l'uguaglianza tra uomini e donne e la conciliazione tra vita professionale e vita privata; v)
l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti; vi) l'invecchiamento
attivo e in buona salute; vii) la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del
lavoro, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale.
(b) Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente:
i) riducendo l'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso all'istruzione
prescolare, primaria e secondaria di buona qualità; ii) migliorando la qualità, l'efficacia e l'apertura
dell'istruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di
riuscita; iii) aumentando le possibilità di accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità
e le competenze della manodopera e migliorando l'utilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione
per il mercato del lavoro.
Priorità d’investimento interne agli OT finanziati
dal FSE
(c) Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà attraverso:
i) l'inclusione attiva; ii) l'integrazione delle comunità emarginate quali i rom; iii) la lotta contro la
discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la
disabilità, l'età ol‘ orientamento sessuale;
iv) un migliore accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure
sanitarie d'interesse generale;
v) la promozione dell'economia sociale e delle imprese sociali; vi) le strategie di sviluppo locale
realizzate dalla collettività.
(d) Rafforzamento della capacità istituzionale e di un'amministrazione pubblica
efficace:
i) Investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei
servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona
governance.
ii) Rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori dell'occupazione,
dell'istruzione e delle politiche sociali; patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a
livello nazionale, regionale e locale.
Regolamenti e priorità attraverso i Vincoli di
allocazione delle risorse- FSE
In ambito FSE i vincoli di ripartizione operano a livello di priorità di investimento:
in ciascuno Stato membro, almeno il 20% delle risorse totali dell'FSE sono attribuite
all'obiettivo tematico "promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà" (OT9).
In deroga a quanto sopra stabilito, le risorse assegnate dal FESR a tale obiettivo tematico
possono rientrare nel calcolo del 20%;
per le regioni più sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno l'80% del FSE
destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE),
per le regioni in transizione, gli Stati membri concentrano almeno il 70% della dotazione
FSE destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE)
per le regioni meno sviluppate, gli Stati membri concentrano almeno il 60% del FSE
destinata a ciascun programma operativo su un massimo di quattro delle priorità
d'investimento enunciate (art. 3, paragrafo 1, del Reg. FSE).
Priorità d’investimento interne agli OT finanziati dal
FSE
Campo d'applicazione del sostegno l'FSE sostiene le seguenti priorità d'investimento:
(a) Promozione dell'occupazione e sostegno alla mobilità professionale attraverso:
i) l'accesso all'occupazione per le persone alla ricerca di un impiego e le persone inattive, comprese
le iniziative locali per l'occupazione, e il sostegno alla mobilità professionale; ii) l'integrazione
sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani che non svolgono attività lavorative, non seguono studi
né formazioni; iii) l'attività autonoma, lo spirito imprenditoriale e la creazione di imprese; iv)
l'uguaglianza tra uomini e donne e la conciliazione tra vita professionale e vita privata; v)
l'adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori ai cambiamenti; vi) l'invecchiamento
attivo e in buona salute; vii) la modernizzazione e il rafforzamento delle istituzioni del mercato del
lavoro, comprese azioni volte a migliorare la mobilità professionale transnazionale.
(b) Investimento nell'istruzione, nelle competenze e nella formazione permanente:
i) riducendo l'abbandono scolastico precoce e promuovendo l'uguaglianza di accesso all'istruzione
prescolare, primaria e secondaria di buona qualità; ii) migliorando la qualità, l'efficacia e l'apertura
dell'istruzione superiore e di livello equivalente al fine di aumentare la partecipazione e i tassi di
riuscita; iii) aumentando le possibilità di accesso alla formazione permanente, aggiornando le abilità
e le competenze della manodopera e migliorando l'utilità dei sistemi d'insegnamento e di formazione
per il mercato del lavoro.
Priorità d’investimento interne agli OT finanziati
dal FSE
(c) Promozione dell'inclusione sociale e lotta contro la povertà attraverso:
i) l'inclusione attiva; ii) l'integrazione delle comunità emarginate quali i rom; iii) la lotta contro la
discriminazione basata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la
disabilità, l'età ol‘ orientamento sessuale;
iv) un migliore accesso a servizi abbordabili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure
sanitarie d'interesse generale;
v) la promozione dell'economia sociale e delle imprese sociali; vi) le strategie di sviluppo locale
realizzate dalla collettività.
(d) Rafforzamento della capacità istituzionale e di un'amministrazione pubblica
efficace:
i) Investimento nella capacità istituzionale e nell'efficacia delle amministrazioni pubbliche e dei
servizi pubblici nell'ottica delle riforme, di una migliore regolamentazione e di una buona
governance.
ii) Rafforzamento delle capacità delle parti interessate che operano nei settori dell'occupazione,
dell'istruzione e delle politiche sociali; patti settoriali e territoriali di mobilitazione per una riforma a
livello nazionale, regionale e locale.
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Presentazione 14 maggio 2014