di Silvia Danielli
Editoriale
Perché un’altra copertina
dedicata ad Allevi
E’ vero: di Giovanni Allevi hanno parlato tutti i giornali, in tutte le salse
e in ogni modo possibile. Però ogni suo album rimane degno di nota.
Innanzitutto è uno dei pochi artisti italiani di musica classica che sia riuscito
a diventare una vera e propria star, e a livelli internazionali per giunta.
La gente quando lo incontra lo ferma per strada e gli fa i complimenti per
la sua innata capacità di emozionare. Molti giovani si son improvvisamente
interessati a un genere musicale che non era esattamente alla moda e a
“Mai dire martedì” è comparsa anche una sua imitazione come se fosse
un famoso politico. Questa volta ha deciso di scrivere le musiche per
un’orchestra sinfonica ed è nato l’album “Evolution”: per questo abbiamo
deciso di dedicare a questo artista marchigiano, prima conosciuto solo
come “il pianista di Jovanotti” la nostra cover.
Italia Anteprime 05
05
Sommario
Italia Anteprime, il portale dell’entertainment
19
La classe di Ben
22 Hucknall, di rosso è rimasto il vino
16
Le Psicodelizie
di Meg
di Nicole Cavazzuti
25 Metallica secondo Hell Demonio e LNRypley
Ecco gli Scouting for girls
di Silvia Danielli
28 Festival
1 Editoriale
2
¯
MUSICA
4 Madonna, che tigre!
6
10
L’Evolution
di Giovanni Allevi
Sommario
di Gigi Movilia
Madonna secondo Equ, Tinturia, Cherry Lips
8 Calendario 10 L’evolution di Giovanni Allevi
di Silvia Danielli
12 Massive Attack secondo i Sikitikis 13 Rage Against the Machine
secondo i Torquemada
14 Bjork, il ritorno del folletto islandese
di Camilla Franchi
Zaino in spalla per seguire le sette note
di Marco Trabucchi
30 Pianeta Hip-hop
Un microfono non basta a cura di hano.it
® TEATRO
34 Panariello, la difficile ascesa dell’omino
dei sogni di Gigi Movilia
38 Il ritorno della Fura del Baus
di Mauro Illarietti
40 Maurizio Crozza: in tv ancora per poco?
di Nicole Cavazzuti
42 Notaio, filippino, pugile in una parola:
Marzocca di Nicole Cavazzuti
volevano sposare di Gino Ajello 46 I Deep Purple secondo i Caminada
47 Bregovic e il fascino dei contrasti
che si uniscono di Marco Trabucchi
48 Pino Daniele. Viene giù da Toledo lento
come un blues di Gigi Movilia
50 Lorin Maazel, «Tatatatta.. io domatore
di suoni» di Gino Ajello
52 Intra: swing e capelli bianchi
di Luis Sergi
54 Jazz Story
La coppia che cambiò la musica
di Luis Sergi
56 Nuove tendenze
Andiamo a un concerto o stiamo a casa?
Tutte e due! di Camilla Franchi
GRANDI MOSTRE
di Silvia Danielli
58 Rinascimento Veneto
di Mauro Illarietti
· CINEMA
Raccontare la fine del mondo
19 Ben Harper, grande classe con relax
di Camilla Franchi
60 20 Sud Sound System, datecene ancora
I cd in vetrina
a cura di Silvia Danielli e Move
18 Rem secondo Luca Gemma
44 I Duran Duran e il principe che tutte
di Silvia Danielli
porterà fortuna? di Mauro Illarietti
TIME OUT
62 Dal mondo
14
Il ritorno
di Bjork
Omino dei sogni
PERSONAGGI
31 Brand New
16 Le psicodelizie di Meg
34
26 Cosa c’entrano gli scout con le ragazze?
48
Il lento blues
di Pino Daniele
„ Musica
„ Musica
MADONNA,
CHE TIGRE!
di Gigi Movilia
All’Olympia di Parigi, per la prima dell’Hard
Candy Tour ha riscontrato un successo
strepitoso... come sempre del resto. Finalmente
arriva anche in Italia: il 6 settembre a Roma
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L’Olympia di Parigi era zeppo, la folla aveva
cominciato ad assieparsi dalla notte. I ragazzi
e anche quelli che ragazzi non sono più,
sapevano, si rendevano conto che vederla
è sempre un privilegio e che a 50 anni la signora è comunque qualche cosa di speciale.
Sabine Trudeau, cassiera del grande teatro
parigino dice che si sentiva emozionata: «In
fondo è comunque un evento, aveva dichiarato a Europe N.1». Qualcosa di speciale,
come dicevamo, ma è anche un evento fatto persona, un modo di considerare la vita,
la musica, la moda, l’amore. E’ azzardato dire
che Madonna, la signora, ha cambiato in
qualche modo il concetto di vita e di personalità e di fantasia della gente? Dai tempi di
“Material Girl”, è cambiato davvero qualcosa.
Maddy ha pubblicato il suo nuovo album
(l’undicesimo) “Hard Candy” a fine aprile :
ora lo sta presentando in giro nel mondo
e arriverà anche in Italia il 6 settembre allo
Italia Anteprime 05
stadio Olimpico di Roma.
L’impatto con lei ha sempre qualcosa
di speciale e di indimenticabile. Tu la
guardi, spiccichi qualche frase e lei ti osserva
curiosa, perché è curiosa di tutto. A Parigi
Madonna ha fatto il boom, dicevano i
giornali a maggio. Quando negli Anni
Novanta le avevo detto proprio a Parigi che
la sua musica e il suo impatto speciale con
il pubblico non erano adatti a un teatro, a
una platea limitata, Madonna aveva storto
il muso facendomi capire che non capisco
nulla e che la sua musica essendo universale
va bene nelle arene, negli stadi, nei palazzetti
e nei club: una musica speciale e corale, una
musica popolare che però non ha nulla a
che fare con la modestia del pop, avendo
nel suo nocciolo qualche cosa di esplosivo
e di rivoluzionario che ha fatto dire proprio
a Mick Jagger: «Quella sa ciò che vuole. Mi
fa paura».
LE DATE
6 settembre
Roma
Stadio Olimpico
Italia Anteprime 05
5
Madonna, che tigre!
„ Musica
Madonna, che tigre!
„ Musica
I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti
Madonna secondo...
Madonna secondo...
Madonna secondo...
Equ
Cherry lips
Tinturia
Ballerina, cantante, modella...
ma chi è veramente?
Nome: Madonna
Professione : Entertainer
Una fotografia immutata
di Gabriele Graziani
di Stefy Parks
Che reciti in un nuovo film, che registri un
nuovo album, che prepari un nuovo tour..
Madonna è lei la notizia! A prescindere che
balli, che suoni, che vesta di verde e che si
tinga i capelli viola! Da piccolo, Madonna
non capivo chi fosse... Era una ballerina?
Era una cantante? Era una stilista? Era una
modella? Ho pure scoperto (da troppo
poco tempo, però) che anni fa ha scritto
una collana di libri per bambini! Magari
erano di quei libri pieni di figure... magari
con le sue! E quanta potenza che esprime,
questa Madonna!
Ad esempio, la melodia che ho sentito oggi
si ispira a un suo brano di anni fa, la dance
music non l’ascoltavo da anni, lei incide un
brano dance e torna il revival...
Più che altro molte persone dovrebbero
chiedere a lei chi sono loro!?
La gente si immedesima tanto in lei... Forse
perché arriva dai loro stessi luoghi! Chissà
se lei lo ricorda! Ringraziamo la NASA per
averla progettata?
„ Ho pure scoperto
che anni fa ha scritto
una collana di libri per
bambini
6
CHI SONO
Gli Equ
Gli Equ non fanno lo stesso genere musicale
di Madonna. Il loro è un pop d’autore, suoni
e testi sofisticati e una predilezione per il
rock – progressive. Eppure hanno accettato
la sfida di confrontarsi con una cantante
pop che domina le classifiche da decenni.
Il loro obbiettivo pare evidente non sia il
medesimo ma con il loro primo cd “Liquido”
stanno già attirando l’attenzione di critici e
pubblico. Anche l’attore Claudio Santamaria
è rimasto colpito dal progetto e ha prestato
la sua voce in “Il pendolo” e “Il giorno prima”.
Anche il fumetto è una passione del gruppo
e infatti Gabriele Graziani (voce), Alessandro
Fabbri (basso), Tommaso Anagni (batteria
e percussioni), Daniele Boscherini (chitarre
e hog) e Roberto Olivetti (alle chitarre)
hanno pensato a delle tavole per corredare
il loro racconto sviluppato nel concept
album. I temi? La vita, la morte e l’amore.
Semplicemente..
Italia Anteprime 05
Quando ci si pone di fronte ad un artista
sembra naturale cercare di definirlo con
un genere musicale, esaminarne il talento
e osservarne l’evoluzione nel corso della
sua carriera. Se ci avviciniamo al fenomeno
Madonna con questo atteggiamento ci
troviamo di fronte ad un paradosso.
Il talento musicale di Maria Ciccone è
infatti assai dubbio, la sua evoluzione vocale
praticamente nulla, il suo genere musicale
inclassificabile. Eppure Madonna è stata
eletta “Queen of Pop” ed artista femminile
di maggior successo al mondo.
Dotata di una camaleontica capacità
di adattarsi alle tendenze del momento
e di una geniale abilità nell’orchestrare
scandali e sfruttarli a proprio vantaggio,
lei stessa non si definisce musicista
ma entertainer (intrattenitrice). Vero e
proprio simbolo dell’American Dream,
punto di riferimento per ogni donna, in
quanto lavoratrice assidua e costante,
dimostrazione vivente che la volontà di
affermarsi (indipendentemente dal talento)
può portare una persona al successo.
Artista da ammirare a livello umano,
indipendentemente dalla musica. Il suo
concerto evento a Roma sarà imperdibile.
›› La sua evoluzione è
praticamente nulla. Il suo
genere è inclassificabile
eppure è stata eletta
come Queen of Pop
CHI SONO
di Lello
CHI SONO
Le Cherry Lips
Il loro manifesto è riassunto nel titolo di
una canzone di Cyndi Lauper. “Girls just
wanna have fun” (“Le ragazze vogliono
solo divertirsi”). Le Cherry Lips, infatti,
vogliono soprattutto svagarsi con il rock’n
roll che adorano. Anche in “Dead or alive
(are you)” si lamentano delle persone che
passano la loro vita a farsi solo paranoie
e non vedono niente di buono nella loro e
nell’altrui esistenza. Le veronesi Cheery Lips
non sono così: sono allegre e vivaci. Nate
sui banchi del liceo scientifico per volontà
della cantante Stefy Parks (figlia del famoso
scrittore e giornalista Tim) e di Karima
Oustadi hanno impiegato un po’ di tempo
prima di completare la loro formazione.
Alle due si sono aggiunte: Serena alla
batteria ed Elisa alla chitarra acustica.
Il loro primo omonimo cd è uscito all’inizio
del 2008, lo racchiude un cartonato
semplice giallo con impresso solo il loro
nome, all’interno ci sono delle loro foto
in formato stile Polaroid.
Madonna chi?
Un’ immagine che diventa... è già, fotografia.
Resta appesa, quasi invisibile nell’essenza,
per quanto mi riguarda non solo non esiste,
ma è già stata... è già stata voce, attrice,
produttrice, icona di se stessa... Ha un difetto
solo, è ancora in vita...
Nel suo vuoto enorme, crea in altre parole
l’illusione di un rapporto. Sto cercando su
internet alcune informazioni su Madonna,
dai vari blog, rassegne stampa, documentari,
video, frammenti d’interviste..
Ecco, c’è tutto, è tutto lì a portata di mano,
s’incolla e resta dentro un passato che
si chiama attualità. Per me Madonna è
memoria involontaria, è la mia Madeleine, è
una partita di calcio sospesa nel bel mezzo
di un’estate bianca... Evento, ricordo, diretta,
Raiuno, Torino, concerto, anzi, il concerto!
Insieme a tutti e tutti davanti al video con
la palla senza rimbalzo sotto il sedere nel
sospeso di un sogno di mezza estate... Non
c’è niente di più contagioso di un’opinione
che diventa per forza comune. Ecco
Madonna è questo, mette tutti d’accordo...
è uno sguardo di Greta Garbo, è una
fotografia di Einstein che mostra la lingua,
è il primo piano del Che che fissa il futuro
incerto... In fondo il pop è movimento oltre
ad essere “un movimento”... e lei è tutto
questo. Anche adesso si nasconde nel suo
tempo, dentro la maschera da sfinge del suo
mito per me rimane lì... io sono lì appeso nel
sospeso di un pomeriggio estivo, insieme
a tutti, davanti al video con la palla senza
rimbalzo sotto il sedere.
Italia Anteprime 05
I Tinturia
Già solo guardando una loro foto sembra
che suonino di più secondo lo stile dei Gogol
Bordello, il gruppo capitanato da Eugene
Hutz e amato da Madonna piuttosto che
assomigliare alla musica di lei. E in effetti...
non hanno praticamente niente in comune
con l’artista americana ma il loro contributo
conferma la fama sconfinata. Ascoltando i
Tinturia viene subito in mente un universo
di suoni caldi e colorati tipici del sud del
mondo e quindi naturalmente anche della
Sicilia da cui la band proviene. I Tinturia
nascono negli anni ’90, il primo cd che
pubblicano si intitola “Abusivi di necessità”.
Da subito su tutti spicca il frontman del
gruppo, Lello. La sua vena artistica estrosa
diventa la nota che contraddistingue
l’immagine del gruppo. Oggi pubblicano
l’album “Di mare e d’amuri” dove ancora
una volta si fondono il pop col reggae, il
funk e il rap.
›› Per me Madonna è
memoria involontaria, è
la mia Madeleine, è una
partita di calcio sospesa
nel bel mezzo di un’estate
7
„ Calendario
Francesco Renga
® Fichi d’India
Gli eventi
da non perdere
CLASSICA
~ ROCK
Flauto Magico
Ben Harper
Vasco Rossi
24 luglio - Villafranca (Vr)
Castello Scaligero
12 settembre - Udine
Località Rizzi
26 luglio Roma
Ippodromo delle Capannelle
19 settembre - Bologna
Giovanni Allevi
4 ottobre - Torino
Finley
12 luglio - Villafranca (Vr)
Castello Scaligero
18 settembre - Milano
Palasharp
“Gli amici aharraara”, i varesini
Bruno Arena e Massimiliano
Cavallari si esibiscono al Palasharp di Milano il 18 settembre
portando in scena tutte le loro
irresistibili gag di oltre vent’anni
di carriera. “Lavori in corso” è il
titolo dello spettacolo in scena.
6 settembre - Milano
Datchforum
James Blunt
31 ottobre - Bolzano
Palaonda
Max Pezzali
1 agosto - Cagliari
Anfiteatro Romano
22 luglio - Roma
Cortile S. Ivo alla Sapienza
2 agosto - Alghero
Arena concerti
Massimo Ranieri
Alex Britti
8 agosto - Sabaudia (Latina)
26 luglio Minturno (Lt)
Teatro Romano
17 settembre - Milano
Datchforum
REM
D’AUTORE
26 luglio - Milano
Arena
Jovanotti
Paolo Conte
28 luglio - Taormina (Me)
Teatro Antico
Panariello
16 agosto - Cattolica
Arena della Regina
16 settembre - Verona
Arena
27 settembre - Roma
Palalottomatica
18 novembre - Roma
Roberto Vecchioni
Patti Pravo
19 settembre - Milano
Palasharp
24 luglio - Roma
Ippodromo delle Capannelle
Gianna Nannini
Ligabue
19 agosto - Cagliari
Anfiteatro Romano
12 luglio - Bari
Arena delle Vittorie
16 settembre - Napoli
Teatro Palapartenope
Antonello Venditti
18 luglio - Roma
Stadio Olimpico
The Mars Volta
6 agosto Sabaudia (Lt)
Arena del mare
22 luglio - Cagliari
Fiera Campionaria
29 luglio Ostia Antica (Roma)
Teatro Romano
21 agosto - Cagliari
Anfiteatro Romano
19 agosto - Sabaudia (Lt)
DISCO
30 agosto - Taormina (Me)
Teatro Antico
25 settembre - Verona
Arena
Duran Duran
Massive Attack
15 luglio - Mantova
Esedra Palazzo Tè
18 luglio - Roma
Ippodromo delle Capannelle
16 luglio - Roma
Ippodromo delle Capannelle
ETNICA
19 luglio - Milano
Idroscalo
Max Gazzè
~ Coldplay
Metallica
30 settembre - Milano Assago
Italia Anteprime 05
29 settembre - Milano
Datchforum
Maurizio Crozza
14 agosto - Sabaudia (Lt)
Arena del Mare
21 agosto - Alghero
Arena Concerti
22 agosto - Cagliari
Anfiteatro Romano
22 luglio - Bologna
Arena Parco Nord
º
12 settembre - Milano
Max Gazzè è stato uno degli autori
migliori all’ultimo festival di Sanremo
con il suo “Il solito sesso”, apprezzato
dalla critica e dal pubblico e grande
successo radiofonico. Ora ha appena
festeggiato dieci anni di carriera segnati
da indimenticabili brani come “La favola
di Adamo ed Eva”, “una musica può
fare”, “Vento d’estate” e moltissime altre.
Dal vivo presenterà anche i nuovi brani
di “Tra l’aratro e la radio”.
METAL
La fama dei Coldplay è planetaria, ogni loro album (anche se sono solo al quarto) e
concerto è atteso come se fosse un imperdibile evento. Come questa data al Datchforum
di Milano. Il tour è iniziato da Los Angeles con uno scontato “tutto esaurito”, è stato
arricchito da tutta una serie di effetti speciali, e inoltre coriandoli e raggi laser che
hanno reso lo show un po’ più frizzante del solito. Ora Chris Martin e soci presentano
finalmente live i nuovi brani di “Viva la vida or Death and all his friends”.
® TEATRO
Goran Bregovic
Ostia Antica (Roma)
Teatro Romano
8
15 luglio - Brescia
Piazza della Loggia
POP
Mick Hucknall
22 luglio - Ostia Antica (Roma)
Teatro Romano
Italia Anteprime 05
9
„ Cover story
„ Cover story
L'Evolution
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di Giovanni Allevi
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testo di Silvia Danielli
Un album di sola musica sinfonica e una
nuova lunga tournèe per il pianista dei record
conosciuto in tutto il mondo
Un giorno una bimba di sette anni gli ha
mandato una mail: lo invitava a cena con
lei perché doveva chiedergli di sposarla.
Una signora di 96 anni, dopo un concerto e
dopo avergli chiesto l’autografo, gli ha detto
che avrebbe ricordato quell’evento per tutta
la sua vita. Sono solo alcuni degli episodi
curiosi che Giovanni Allevi ha avuto modo
di vivere in questi anni, da quando è passato
dall’essere il “tastierista di Jovanotti, Giovanni
Allievi (si, si avete letto bene: Allievi)” al
fenomeno mediatico odierno che riempie
le piazze e colleziona un sold-out dopo
l’altro sia in Italia che nel resto del mondo.
Adesso è appena uscito il suo nuovo album,
“Evolution”, insieme all’orchestra sinfonica
dei Virtuosi Italiani, anzi Allevi ha composto
la musica per loro ma del suo magnifico
pianoforte non ci sono molte tracce.
›› Non teme dunque che i suoi fan
possano non apprezzare la sua ultima
fatica?
Non ho la risposta, purtroppo non posso
10
sapere cosa accade nel cuore delle persone
ma di questo sono convinto: i miei fan mi
vogliono bene. Sanno che qualunque cosa
io faccia la faccio col cuore. Quindi diciamo
che spero con tutto il cuore di non deluderli.
›› Come è andata con l’orchestra dei
virtuosi comunque?
Molto bene anche se all’inizio non è stato
facile: è come trovarsi a giocare con i
migliori atleti, con quelli di una Nazionale
di calcio ad esempio. Loro hanno avuto
delle difficoltà a entrare nel mio linguaggio
musicale che non è tradizionale ma
una volta superato l’impatto è andata
tranquillamente.
›› Lei compone musica contemporanea
e non ci sono moltissimi artisti che
facciano lo stesso... a lei ne viene in
mente qualcuno?
Di musicisti che compongano solo per il gusto
di farlo e non per colonne sonore o altro in
effetti non ne conosco... certo mi auguro che
nel futuro ne possano nascere tanti.
Italia Anteprime 05
era bellissimo perché ti permetteva di
rimanere vicino ai ragazzi.
›› E della sua imitazione a “Mai dire
martedì” che ne pensa? Le ha dato
fastidio?
Tutt’altro: mi lusinga molto! Il fatto
che un pianista venga imitato come
un politico famosissimo e che sia
entrato nell’immaginario comune è un
cambiamento epocale. Vuol dire che potrà
accadere anche ad altri...
›› E i suoi fan invece come l’hanno
presa?
Beh... alcuni bene, altri meno...
›› Le rimostranze le scrivono sul suo
forum?
Sì, lo gestiscono totalmente loro, ci tengo
a specificarlo. A volte, come in questo
periodo, non riesco a controllare bene.
Poi se si tratta di leggere i commenti
su internet...molto spesso evito perché
vengono anche scritte molte critiche
negative e io... ci rimango malissimo.
›› Anche le interviste, le apparizioni in
tv... le pesano o la divertono?
Mi divertono, per fortuna e anche molto...
se penso che prima mi venivano a sentire
pochissime persone... ecco quel pensiero
mi fa sempre sentire privilegiato.
›› Molti le manderanno i lavori per
conoscere un suo parere...
Sì, ma non ne ascolto molti. Ho paura che
possano influenzarmi. Una volta avevo
letto che Paulo Coelho non leggeva mai i
manoscritti che gli venivano spediti perché
non voleva farsi condizionare: ecco io penso
esattamente la stessa cosa, ho bisogno del
silenzio esterno per produrre..
›› Ma per l’ispirazione diceva che era
necessario frequentare la gente per
strada...
Si, certo è fondamentale il contatto umano
per non chiudersi in una torre d’avorio
dove il compositore rimarrebbe in totale
solitudine. A me invece piace andare in giro
sui mezzi e stare così in mezzo alla gente.
›› Non insegna più però vero agli alunni
delle scuole medie?
No, per fortuna dei miei alunni (ridacchia...
n.d.r.), non credo di essere un bravo
insegnante e comunque ora non ne ho
proprio più il tempo. Certo insegnare
Italia Anteprime 05
11
„ Musica
LE DATE
17 luglio
Napoli
MASSIVE
ATTACK
Carpisa Neapol
is
Festival
18 luglio
RAGE AGAINST
THE MACHINE
Roma
I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti
Roma Rock Fes
19 luglio
tival
Ravenna
Pala De Andrè
20 luglio
Strà
...secondo i Torquemada
Il ritorno del gruppo che ha
sempre qualcosa da dire...
o da urlare
(Ve)
Villa Pisani
di Luciano “Ciano” Finazzi batterista
...secondo i Sikitikis
Un concerto o l’occasione per
sondare la profondità dei nostri
più nascosti aneliti
di Diablo voce
Estate 1994. Sardegna. La metà degli anni ’90, anni fondamentali,
ancor più rivissuti col senno di poi. Qualcosa sta cambiando in noi
ventenni appassionati ascoltatori, consumatori accaniti di musica.
Gli anni in cui comincia ad essere normale che, a fianco del primo
Rage Against the Machine, si consumino avidamente i dischi dance
provenienti dall’Inghilterra. Qualcosa è esploso nell’aria. L’ennesimo
omicidio consumato sul dancefloor. Scorie impazzite di psichedelia
si incuneano nelle maglie di grassi beats. Drum machines e chitarre,
voci da rocker cucite sopra pattern sostenuti e ritmicamente
anfetaminici. Il crossover anglo-asiatico, i Chemical Brothers, il
trip-hop di Bristol. I Portishead. Tricky. I Massive Attack. La febbre
sale. E’ contagiosa. Quei suoni lenti, esasperati, rallentati e “stonati”
si impadroniscono di noi, nel profondo fanno breccia dove prima
riuscivano solo ad assestarsi sulle barricate del cuore e dello stomaco.
Libertà totale s’impadronisce della mente musicale.
Partiamo in venti da Cagliari alla volta di Arzachena, dove - per la prima
volta nell’isola - assisteremo ad un evento: Zion Train, Almamegretta e
Massive Attack, sullo stesso palco per uno speciale di MTV. L’emozione
è tanta, troppa per poterla contenere nei nostri cuori. Di quella serata
solo ricordi sparsi e sfuocati, in pieno stile coi videoclip degli artisti
citati: la bandiera giamaicana con foglia penta-puntata degli Zion Train
(dub masters impareggiabili), il soul napoletano degli Almamegretta,
l’apoteosi dei Massive Attack che investono la gente con uno tsunami
di bassi che fa vibrare la pancia per due ore. «Karmacoma.. what?
Jamaica in Roma!». Amore universale. Massive Attack: un’occasione per
sondare la vibrante profondità dei nostri più nascosti aneliti.
Non so per voi, ma per me questo non è un normale concerto: è un
evento, è un miracolo che mi spinge a credere in una giustizia divina!
Avrei avuto la possibilità di vedere i RATM ben due volte nei loro
anni d’oro ma, causa lavoro, fui costretto a rinunciare. Un dispiacere
che potevo paragonare solo all’impossibilità di vedere i Nirvana:
d’altra parte quando morì Kurt avevo solo 13 anni...
Ma bando alla nostalgia! A quanto pare il quartetto di L.A. gode
di ottima salute e dopo la trionfale reunion del 29 aprile 2007 al
Coachella Valley Music and Arts Festival, i nostri hanno annunciato il
tour mondiale che, il 14 giugno, passerà in Italia allo stadio Braglia di
Modena. Non credo siano necessarie molte presentazioni per questa
band seminale che ha avuto un successo planetario fin dagli esordi
del ’92. Il primo album omonimo fu subito disco di platino negli
CHI SONO
CHI SONO
I Sikitikis
12
La ricetta dei Sikitikis: prendere
colonne sonore e suggestioni
del cinema anni ’60 e ’70
(specialmente di Elio Petri o di
genere poliziesco) frullare con
una dose massiccia di rock
‘n roll e un pizzico di suono
sintetico. Da evitare: chitarre.
Sembra strano a un primissimo
e distratto ascolto ma la band
di Cagliari, nata nel 2000, non
usa mai questo strumento che
sembra l’emblema del rock. Il
gruppo capitanato dal frontman
Diablo si fa conoscere prima in
Sardegna e poi nel 2000 vengono
notati durante un loro concerto
da Max Casacci dei Subsonica
che decide di produrli. I Sikitikis
sono il primo gruppo ad entrare
nella scuderia Casasonica.
Dopo “Fuga dal deserto del
Italia Anteprime 05
tiki” del 2005 a marzo esce il
nuovo album “B. Il mondo è
una giungla... per chi non vede
al di là degli alberi”... Ancora più
studiato nella grafica e nel suono
più rock. E sono ora in tour in
Italia. Apprezzano la formula
dell’house concert e infatti a
Milano e a Genova hanno
presentato il loro nuovo lavoro
“nell’intimità” di una casa.
„ Musica
I Torquemada
Dopo un lungo tour per
presentare l’album, “Tales
from the bottle” (2007) e molti
opening act (di Verdena,
SuperElasticBubblePlastic,
Nebula, Linea77) il Torquemada
presenta il nuovo “The Killer ep”,
un ’concept ep’ in tutto e per
tutto, edito da Jestrai Records.
Cinque pezzi energici, quasi
violenti, dove il trio bergamasco
- calabrese afferma con ancora
maggior vigore la propria
personalità hard-rock.
La copertina è affidata ad
Emanuele Sferruzza, artista
visionario che rappresenta al
meglio le atmosfere forti che
elettrizzano tutto il lavoro del trio.
U.S.A. e il singolo “Killing in the name” è ancora oggi uno dei pezzi
più incendiari della storia del rock (e potete scommettere ciò che
volete, sarà in scaletta in qualsiasi loro concerto). Lo stesso successo
confermò il valore dei dischi seguenti: “Evil Empire” del ’96, “Battles of
Los Angeles” del ’99 e l’album di cover “Renegades” del 2000.
Frontman a pari merito per personalità e spessore artistico sono il
rapper Zack de la Rocha, fervente attivista politico che infonde nei
testi la rabbia contro il potere capitalista e slogan che azzannano alla
gola i falsi miti di libertà occidentali (“The cost of my desire, sleep
now in the fire”) e il chitarrista Tom Morello, geniale compositore
e sperimentatore nell’uso degli effetti di chitarra. Il tutto sostenuto
dalla poderosa sezione ritmica formata dal bassista Tim Commerford
e dal batterista Brad Wilk. Ciò che ne risulta è una miscela
devastante di heavy
rock, funk e rap che
guarda al rock degli
LE DA
MC5 come al rap-core
TE
dei Public Enemy
o al crossover dei
Living Colour. Amici
“roccherroll”: questo
Stadio
ritorno non è un
Bragl
caso. Sta arrivando
ia
uno dei rari gruppi
che ha qualcosa da dire e anzi,
da urlare! Niente frangette emo, niente inutili urla lancinanti
di dolore esistenziale. Se qualcuno avesse il minimo dubbio che
i Rage non siano più quelli di una volta, vi lascio con questa
citazione da un’intervista a Tom Morello: «Una cosa è certa riguardo
al repertorio Rage: niente mi appare “datato”. Nulla a che fare con
esibizioni nostalgiche dunque. Sembra che quelle canzoni siano
nate e cresciute per essere suonate ora.” Niente da aggiungere, sarà
semplicemente un concerto imperdibile... Ci vediamo sotto al palco!
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„ Musica
di Camilla Franchi
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Il ritorno
del folletto
islandese
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La magia della voce
di Bjork in due
location d’eccezione:
l’Auditorium di Roma
e l’Arena di Verona
Forse dopo averla ascoltata per tanto tempo
è impossibile non rimanere influenzati da lei.
Ha utilizzato la voce giocando con tutte le
sue potenzialità e ha rivoluzionato la musica
elettronica con i suoi sperimentalismi. E’
Bjork, l’artista islandese con il musetto da
folletto e gli occhi a mandorla ormai sulle
scene musicale dall’inizio degli anni ‘90. Il 25
luglio all’Auditorium Parco della Musica di
Roma e il 28 luglio all’Arena di Verona torna
in Italia e il suo show sarà ancora incentrato
su “Volta”, l’ultimo album uscito ormai più
di un anno fa. Una produzione dell’ormai
solito ma sempre talentuoso Timbaland e
ritmi potenti arricchiti dai suoni presi dalla
natura hanno fatto tornare in carreggiata
Bjork. O meglio sicuramente le hanno fatto
ritrovare una dimensione più orecchiabile in
seguito, ad esempio, all’episodio controverso
di “Medulla” (2004), dove non compariva
nessuno strumento musicale ma soltanto la
voce della carismatica cantante islandese.
Oppure dopo la colonna sonora del film del
marito Matthew Barney, “Drawing Restraint
9” (2005), opera considerata molto lontana
dai suoi standard soliti. In tutti questi anni
Bjork non ha mai perso di vista la difesa
delle sue idee e delle sue priorità. A marzo
il governo cinese ha annunciato che Bjork
in futuro non sarà ospite gradita dopo che
lei, durante un live, aveva esternato il suo
appoggio pieno al Tibet. Anche “Volta” del
resto era caratterizzato da prese politiche
nette: contro la politica di Bush e contro
le religioni in genere, in quanto nemiche
del femminismo. E ci si aspetta che dal
vivo riservi tutta una serie di sorprese, a
cominciare dai suoi costumi (sulla copertina
di “Volta”, ad esempio, aveva un curiosissimo
costume che si poteva volendo anche
ritagliare) e dalle sue mirabolanti acconciature
e dalle scenografie con effetti speciali.
LE DATE
25 luglio
Roma
Auditorium
Parco
della Musica
28 luglio
Verona
Arena
Italia Anteprime 05
15
„ Musica
„ Musica
di Silvia Danielli
LE DATE
4 luglio
Ravenna
Giardini Speyer
5 luglio
Roma
Terme di Caracalla
16 luglio
Per il suo modo di cantare Meg
è considerata la Bjork italiana
ma al di là dei facili paragoni è
un piacere scoprire i nuovi brani
della ex 99 Posse
Torino
B for Bang - Giardini
Reali di Venaria
18 luglio
Venezia
Marcon Festival
19 luglio
Chianciano
terme (Si)
Festa della musica
25 luglio
Napoli
Era sempre di fianco a Zulù dei 99 Posse sui palchi di tutta Italia.
Un’immagine piuttosto aggressiva e determinata, una voce sempre
pronta a urlare fuori dal coro le proprie convinzioni. Poi qualche
anno fa (era il 2004) Meg si è presentata in maniera diversa. E’ uscito
il suo primo omonimo album da solista e la cantante ha riscoperto
sonorità più delicate e intime. E’ apparsa più curata, “carina” e i fan
della prima ora hanno storto il naso. Ma la sostanza non è cambiata:
Meg, al secolo Maria Di Donna aveva semplicemente il desiderio di
esprimere un’altra parte di sé. Cosa che è successa anche con questo
suo secondo album “Psychodelice”. Di nuovo un’inversione di rotta:
ritmi più sostenuti, bpm potenti, e di conseguenza un’irresistibile
voglia di ballare. «Volevo un album caratterizzato da un’energia
vitale fortissima – racconta - per mettere in luce la mia anima più
estroversa e danzereccia, a prescindere dal contenuto delle canzoni.
Così ho coinvolto Stefano “Stylophonic” Fontana, un grande
musicista in ambito elettronico: solare, ironico, giocoso, ho pensato
che fosse perfetto per il mio progetto. In fondo avevo bisogno di
recuperare proprio l’esperienza maturata in dieci anni con i Posse
accantonata nel primo lavoro». Meg ha seguito personalmente
e meticolosamente anche altre fasi dell’album: dalla copertina, al
packaging curioso (è il primo che si apre con un doppio scorrimento
a cassetto), ai cartelloni... «In tutto questo mi ha aiutato molto
Umberto Nicoletti, figura preziosa che riesce a tradurre la mia musica
dal punto di vista visivo». Meg partecipa attivamente anche alla
16
Arenile di Bagnoli
1 agosto
Frosinone
San Giorgio a Liri
(Giocando con la musica)
20 agosto
Praia a Mare (Cs)
23 agosto
Bardineto (Sv)
28 agosto
Osnago (Lc)
composizione delle musiche grazie al suo inseparabile laptop, «La
tecnologia è un aiuto enorme per chi magari come me ad esempio,
non sa suonare un violino e può invece inserirlo tranquillamente
con il programma giusto». Anche il live presenterà tutta una serie di
tocchi di creatività: dai video di Umberto Nicoletti, alla scenografia,
ai costumi (Meg indosserà anche tutta una serie di divertenti
cappelli disegnati da Federica Moretti), e si potrà apprezzare così la
particolare vocalità dell’artista partenopea.
Italia Anteprime 05
Le Psicodelizie
di Meg
Italia Anteprime 05
17
„ Musica
„ Musica
LE DATE
Il mix di rock e blues di Harper
con The Innocent Criminals
nuovamente in Italia per tre date
20 luglio
Perugia
Umbria Jazz
21 luglio
Verona
R.E.M.
Arena
23 luglio
Napoli
Carpisa Neapolis Festival
24 luglio
Codroipo
Villa Manin
...secondo Luca Gemma
(Ud)
26 luglio
Milano
Arena civica
Li scoprii sulla scia
della malinconia degli Smiths
Verso la fine degli anni ‘80 ascoltavo soprattutto band inglesi e il
mio disco preferito era “The Queen Is Dead” degli Smiths del1986.
Cercavo altri gruppi con chitarre simil-Johnny Marr e con un po’
di malinconia nella voce e nelle melodie: le cose che mi facevano
stravedere per gli Smiths appunto. Green mi piacque proprio per
questo. Così ho conosciuto i R.E.M. o gli AR.I.EM., nel 1988, al loro
settimo album. “Losing My Religion” , da “Out Of Time” 1991, resta
una canzone perfetta, anche da ballare: basta il riff iniziale per saltare
in piedi. Loro invece rimangono nel tempo in miracoloso equilibrio
tra le origini di rock-band underground esplosa nelle “college radio”
e la capacità di piacere ad un pubblico enorme e trasversale. Si
CHI É
Luca Gemma
18
Cantautore raffinato, ha
mosso i primi passi con i
Rossomaltese (lo stesso gruppo
dove suonava anche Pacifico)
dove era voce e autore dei testi.
Ha collaborato alla colonna
sonora del film “Sud Side Stori”
di Roberta Torre (2000) e ad
alcuni progetti teatrali come
“Quasi invisibile” (2000-2001)
e “Metà di uno” (2001-2002).
Il suo primo lavoro da solista
somigliano sempre un po’, nel bene e nel male, ma sempre ad
altissimi livelli. Ricordo che negli anni in cui tenevo laboratori
musicali in una scuola di Quarto Oggiaro, a Milano, i ragazzi si
facevano volentieri le ossa a suon di “Daysleeper”, da Up 1998, e
“Imitation Of Life”, da Reveal 2001, due album per me bellissimi ed
emozionanti. Se la voce di Stipe è tra le più belle e personali degli
ultimi vent’anni, la testa non è da meno. Cercate su Youtube Joseph
Arthur che canta In The Sun con Stipe ospite alla voce e poi, per
esempio, provate a cercare in Italia un cantante rock-pop che come
lui abbia con sacrosanta naturalezza dichiarato di essere gay. Vi viene
in mente qualcuno? A me no.
è stato “Saluti da Venus”
2004, accolto particolarmente
bene dalla critica musicale.
E’ del 2007 invece l’ultimo cd
“Tecniche di illuminazione”,
che Gemma racconta così:
«In fase di scrittura ho finito
per trasformarmi in una
sorta di cronista di quella che
è la vita attorno a me. Da
qui l’idea di costruire queste
tredici canzoni come fossero
Italia Anteprime 05
altrettanti micro - documentari
di cui sono al tempo stesso,
sceneggiatore, regista e
autore della colonna sonora.
Protagonisti sono i personaggi
che ho cercato di riprendere con
la mia finta macchina da presa
descrivendone la quotidianità.
Una quotidianità fatta non solo
di sentimenti, ma anche molto
concreta, ‘scandita’ da gesti fisici
e da corpi».
Ben, grande classe
con relax
di Camilla Franchi
Lo accusano, alcuni, di pubblicare troppi album a distanza
ravvicinata. Dimenticando che magari negli anni 60 e 70 era una
cosa normalissima. Ma questa volta non gli si può dire niente: la sua
ultima fatica, “Lifeline” è uscito a fine agosto dell’anno scorso e ora
Ben viene in Italia senza voler promuovere niente nei negozi.
Ma con tutta l’ingenuità di cui si può peccare, verrebbe da dire che
lui non venga mai per esigenze di marketing. Non aspetta il canonico
intervallo di due anni tra un lavoro e l’altro per promuovere tutti
i singoli radiofonici ma ha registrato “Lifeline” in una settimana sola
a Parigi. Certo, le interviste le fa ma ha un’aria davvero tranquilla e
rilassata e sembrano sempre delle conversazioni in cui ci tiene
a conoscere anche lui qualcosa del suo interlocutore.
A Ben è toccato comunque di venire di recente in Italia, a febbraio
al festival di Sanremo, dove ha accompagnato Jovanotti in
“Fango” e in “A te”, uno dei momenti più emozionanti della intera
manifestazione televisiva-canora. Con tutti i brani della sua lunga
e prolifica carriera, con il suo stile che passa dai toni più rock a quelli
più delicati e intimisti del blues Harper e The Innocent Criminals
torna ad emozionare il suo pubblico con tre date italiane.
Italia Anteprime 05
LE DATE
24 luglio
Villafranca
Castello Scaligero
(Vr)
25 luglio
Arezzo
Parco Fortezza Medicea
26 luglio
Roma
Romarock Festival 2008
19
„ Musica
SUD SOUND SYSTEM,
DATECENE
ANCORA
di Silvia Danielli
Esce il nuovo album del gruppo
salentino che ama far ballare
i suoi fan ma non disdegna la
riflessione sulla realtà che ci
circonda, anche se ogni tanto
vorrebbe fuggire in Spagna...
LE DATE
26 luglio
Fossacesia
Onde sonore
(Ch)
31 luglio
Roma
La conversazione con Nandu Popu, una delle inconfondibili voci
dei Sud Sound System, inizia con un dubbio: emigrare in Spagna o
rimanere in Italia? «La situazione politica e sociale è dura... vorrei
tanto andare a vivere a Barcellona». Sarebbe utile che il gruppo
salentino, con la sua classica carica di positività ed energia rimanesse,
invece, per continuare a tenere viva la scena musicale italiana. «Non
ne siamo così convinti però», ribadisce.
›› Partiamo dal titolo del vostro nuovo album appena uscito,
“Dammene ancora”, si riferisce alla musica e alle sensazioni
positive che provoca?
Certo. Al modo in cui noi intendiamo la musica poi: come per i
nostri antenati è un antidoto, un sistema per lottare e resistere.
Anche la taranta e la pizzica avevano questo significato e anche
noi dobbiamo lottare contro nuovi problemi ad esempio il lavoro
precario che rende la gente schiava come ai tempi del feudalismo.
›› La taranta è stata una riscoperta recente in Salento o si è
sempre mantenuta viva? Diverse persone salentine raccontano
che quando erano piccole non era per nulla considerata mentre
tutti oggi conoscono il boom incredibile delle feste dove si
ballano pizzica e taranta.
C’è sempre stata una continuità: la taranta è la danza della lotta.
20
Villa Ada
02 agosto
Offida
(Ap)
Summer Fe
Non credo che bisogna prestare ascolto alle teorie del morso
del ragno... è soprattutto ribellione al controllo, ciò di cui, come
dicevo prima, abbiamo bisogno. Certo oggi gli uomini hanno
la tendenza ad ostentare tutto quanto, quindi anche alle feste
fanno vedere di conoscere perfettamente le origini e i passi di
questa danza..Anche per la Notte della Taranta si assiste a strani
fenomeni. Era un importante momento di aggregazione, per
giunta molto sentito dai musicisti e oggi i politici tentano solo di
impossessarsene per sfruttarla.
›› Nella tracklist compare anche un pezzo con Neffa
“Chiedersi come mai” che sta andando peraltro molto bene in
radio: vi hanno accusato di essere diventati commerciali?
Si, certo alcuni si, ma a nessuno di noi interessa... abbiamo lasciato
piena libertà a Neffa, siamo anche amici da moltissimo tempo,
e lui ci ha mandato il suo testo. Del resto anche noi non è che
ci mettiamo a tavolino a pensare a che tipo di musica fare: non
dobbiamo per forza scrivere musica “sociale”.
›› Ci sono poi anche moltissime altre collaborazioni con
artisti giamaicani da Morgan Heritage a Kiprich a moltissimi
altri, come è il rapporto con loro e con la loro terra?
Con gli artisti con cui abbiamo collaborato ci siamo trovati
benissimo, ormai con molti è da anni che ci conosciamo.. certo
con alcuni ci sono punti che ci trovano in disaccordo, come
la loro conclamata omofobia, del resto anche la loro legge lo
dimostra: l’articolo 4 della loro costituzione proibisce la sodomia.
La Giamaica è una terra che fa soffrire, sia chi ci vive sia chi va a
trascorrerci una vacanza.. è stata comprata e sfruttata dagli Stati
Uniti, anche gli affari di cocaina e armi sono tutti in mano loro.
›› Voi sembrate non arrendervi mai comunque e indicate
come peggior danno la rassegnazione...
No, non è la rassegnazione è chi determina la rassegnazione e
qui in Italia di esempi ce ne è davvero molti..noi viviamo in un
limbo che va dai Miserabili a Brecht senza dimenticare Pasolini...
speriamo di uscirne presto.
Italia Anteprime 05
stival
15 agosto
Cannole
Masseria To
23 agosto
(Le)
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Melpignan
Notte della
24 agosto
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28 agosto
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29 agosto
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„ Musica
„ Musica
Di rosso
è rimasto
il vino
di Nicole Cavazzuti
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Mick Hucknall abbandona i Simply Red,
pubblica il suo primo album da solista
e svela il suo amore per la bevanda di Bacco
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LE DATE
Dopo 25 anni con i Simply Red, “il rosso”
Mick Hucknall aveva voglia di rinnovarsi.
Eccolo quindi in giro per l’Europa con il
primo tour da solista per lanciare “Tribute
to Bobby”, la collezione di classici del soul,
originariamente registrati negli anni ’60
dal leggendario Bobby “Blue” Bland, che
Hucknall ha ripubblicato in chiave moderna
lo scorso maggio.
›› Da voce dei Simply Red a solista:
come mai?
Dopo 25 anni di grandi successi, avevo
voglia di costruirmi una nuova carriera
con il mio nome e di cambiare genere
musicale, rivisitando le sonorità degli anni
’50 e ‘60.
22
›› Il suo primo album è una collezione
di brani rivisitati originariamente cantati
da Bobby “Blue” Bland. Perché proprio
lui?
Perché è stato il mio mito e la mia massima
fonte di ispirazione: ho iniziato ad ascoltare
la sua musica quando avevo 18 anni e non
ho mai smesso.
›› Prima di pubblicare l’album l’ha
incontrato anche a Memphis. Come è
andata?
Benissimo! Grazie a Dio gli sono piaciute le mie
versioni delle sue canzoni. E’ stata una giornata
indimenticabile!
›› Lei è nato a Manchester, ma trascorre
diversi mesi all’anno in Italia. Cosa le
Italia Anteprime 05
piace del nostro Paese?
Il senso di famigliarità che si respira in
Italia. Vivere qui è facile, gli italiani sono
gentili, offrono sempre una mano in caso di
bisogno e io mi sento davvero a casa.
›› Lontano dai riflettori Mick Hucknall
che uomo è?Sono una persona semplice,
amo stare a casa con mia moglie e mia
figlia e mi diverte fare la spesa al mercato,
guardare le partite di calcio e pescare sul
fiume.
›› Non solo musicista, ma anche
enologo...
Una delle mie passioni in effetti è il vino.
In Sicilia ne produco due: uno rosso e uno
bianco, entrambi davvero speciali.
19 luglio
Aosta
20 luglio
Summer Festiv
al
Brescia
22 luglio
Roma
23 luglio
Summer Festiv
al
Lucca
Italia Anteprime 05
23
„ Musica
„ Musica
CHI SONO
Gli Hell Demonio
Pochi strumenti ma un’attitudine
puramente rock nel suonarli. Sono gli
Hell Demonio di Verona nati nel 2004
e pubblicati da due etichette molto
impegnate nel territorio underground:
Wallace Records di Milano e Robotradio
Records di Trento. Nel 2005 esce il loro
primo album che raccoglie sette canzoni
...e secondo LNRypley
Un profondo “Odi et Amo”
METALLICA
...secondo Hell Demonio
I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti
Veloci, cattivi, in una parola: trash
LE DATE
22 luglio
Parlare dei Metallica, per me, non è mai
facile. Sono la band piu “lunatica” della
storia... ho passato interi periodi ad odiarli
ed interi periodi ad amarli. Cosi come i suoi
componenti : adoro Hetfield, odio Ulrich.
Impazzisco per Trujillo, non sopportavo Jason
Newsted. E Hammet (anche se non disdegno)
non è Mustaine!!! Rimpiango di essermi perso
Cliff Burton live, ma ero veramente troppo
piccolo. Una band complessa , affascinante
di Vick dei LNRypley
che sicuramente ha cambiato e per certi
versi influenzato il mio modo di recepire
la musica... “Kill em all” è l’album che ha
ribaltato il trash metal, dopo averlo ascoltato,
i Black Sabbath ed Iron Maiden sembrano
lentissimi. E’ pazzesco “Seek and destroy”
o “Motorbreath” sono storia... canzoni che
non mi stancherò mai di ascoltare. “Kill em
all” e “Master of puppets” sono sicuramente
i miei album preferiti. Anche se c’è qualcosa
24
che è successo poi è un’altra storia ma non
stiamo a discuterne.
Chi non si ricorda le quattro note più
arroganti della storia della musica alla fine
dell’intro di “Battery”? La tracotanza di
“Creeping Death”? Il misticismo da quattro
soldi di “Call Of Ktulu”? Chi di noi non ha
mai avuto una cassetta dei Metallica, e chi
di noi non la rispolvera ripescandola fra le
mille dimenticate?
Veloci, cattivi, in altre parole: trash; senza
troppi fronzoli e nonostante ciò eclettici e
raffinati. Riff memorabili e assoli che tutti
(dopo aver riascoltato le cassette) abbiamo
sognato di suonare ubriachi davanti a
ventimila persone.
Emozioni che solo i metallari possono
comprendere e rabbia punk che affascina
Italia Anteprime 05
nelle ultime cose che mi è rimasta impressa,
come “Purify e frantic” di St Anger: sono
veramente cattive e mi ricordano le velocità
iniziali. L’ultima volta che ho sentito i
Metallica è stato due anni fa e il concerto
l’ho sentito, più che visto; perché ero sotto
il palco, ma non davanti, esattamente sotto
i piedi di Hetfield in mezzo alle impalcature
ah ah... fu geniale, gran concerto. Però persi il
mio cappello dei Woptime!
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Arena Parco No
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CI
A
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Bologna
Primi Anni Ottanta, Los Angeles. La
primavera degli acidi se ne è andata da un
pezzo, portando con sè anche la stagione
degli amori liberi: che dire, per James
Hetfield non restava che crescere nell’odio.
Quell’altro intanto giocava a tennis.
Da questi due nascono i Metallica e
probabilmente l’odio c’entrava più del tennis.
C’è poco da dire i Metallica hanno fatto dei
gran dischi, qui si parla di storia della musica.
Fin da quando c’era il povero Dave Mustaine
(vi prego guardate la sua seduta dall’analista
nel dvd di St. Anger), i Metallica hanno
portato un suono completamente nuovo
per l’epoca. Un gruppo heavy-metal nato
con le radici nel punk. Skate e maglie dei
Misfits. Da “Kill ‘em All” a... “And Justice for
All” i Metallica sono stati grandissimi, quello
e che decidono di chiamare ironicamente
“Greatest hits”. Segue un fitto numero di
concerti e festival fino a che arriva il vero e
proprio album completo “Discography” che
esce nella primavera di quest’anno. Il loro
stile cambia: non è più solo post-punk ma si
riscontrano molteplici influenze. Il prossimo
obiettivo? Tour e ancora tour e un 7 pollici in
presa diretta registrato in analogico.
.11
.65
CHI SONO
qualsiasi adolescente ribelle. In altre parole
i Metallica hanno tirato le conclusioni dei
discorsi aperti sia dai Black Sabbath sia
della scena hardcore americana degli anni
ottanta, tenendo sempre a mente il rock e
l’hard rock ascoltato in gioventù.
Pensate a tutto questo introdotto dalle
musiche di Morricone e avrete uno dei
concerti che faranno riaffiorare in voi il
ragazzino mai sepolto. Adesso mettete le
orecchie fuori dalla finestra e ascoltate bene,
le campane stanno suonando per voi!
Gli LNRypley
Gli LNRypley fanno musica elettronica ma
con gli strumenti. Ok, allora non si chiama più
musica elettronica, obbietteranno i più. E’ vero
però che la potenza ritmica è la stessa: è puro
drum ‘n’ bass a cui si aggiunge puro punk, e
non sono in molti a suonarlo così, soprattutto
in Italia. Grande merito va al geniale batterista
Ninja (lo stesso dei Subsonica) che pare avere il
ritmo impresso nel cervello (anche se di solito si
dice nel sangue). Gli LNRypley son nati a Torino
e tra i primi dancefloor che li hanno influenzati
Italia Anteprime 05
c’è sicuramente quello del Puddhu bar dove
suonavano i concittadini Rollers Inc. Poi da lì
non si sono certo fermati e ci sono state alcune
date del tour memorabili: come l’apertura
dell’unico concerto italiano di Fat Boy Slim nel
2006 sulla spiaggia di Jesolo oppure il festival
Erasmus di Rimini, prima di Afterhours e
Tiromancino. Il vinile in cui rifanno “Killing
in the name” dei Rage Against the Machine
ha già fatto il giro dei più importanti club di
drum’n bass d’Europa.
25
„ Musica
di Silvia Danielli
Cosa c’entrano gli scout
con le ragazze?
Ce lo spiegano gli
Scounting for girls,
allegra band inglese
ai vertici delle
classifiche del loro
Paese e pronta
a conquistare anche
il nostro
Vent’anni e già ai vertici della classifica
inglese. Giovani, allegri e spensierati.
Presentano il loro omonimo album
d’esordio da cui è tratto il singolo “She’s
so lovely” anche nel nostro Paese. Sono
gli “Scounting for girls”, nome curioso dal
titolo di un manuale per giovani scouts.
Sì, proprio lupetti e coccinelle tanto
da chiedersi se si tratti di uno scherzo
o meno... «No, abbiamo cambiato il
titolo del volume da ragazzi a ragazze
per indicare il momento della crescita –
raccontano - il passaggio dall’interesse
per le tende e i fuochi a quello per l’altro
sesso. E’ un po’ un gioco ma due di noi
sono stati anche scout nell’adolescenza e
26
Italia Anteprime 05
di quel periodo conserviamo un bellissimo
ricordo». Cresciuti a pane e Blur, Oasis e
Beach Boys ritrovano soprattutto nella
musica degli anni ’60 il divertimento
a cui si ispirano. «La nostra musica è
allegria, spensieratezza e anche un po’
di pazzia». Non ci sono dubbi ascoltando
una traccia dopo l’altra dove le ragazze
sono descritte come belle, amorevoli,
straordinarie... ma a volte viene raccontato
anche un amore struggente che può
portare alcune sofferenze... «Amiamo
raccontare tutti i sentimenti forti di una
prima volta... la prima rottura, il primo
sentimento di spaesamento di fronte
all’amore per una ragazza». Ma vi fa
Italia Anteprime 05
impressione aver bruciato così in fretta le
tappe? «Parecchio. Già ci siamo trovati nel
2002 a Glastonbury a suonare davanti a un
numero sterminato di persone ma è stata
un’esperienza super - esaltante e divertente.
Abbiamo iniziato nei pub distribuendo
dei mini-cd con le nostre canzoni ai fan
e poi abbiamo mantenuto pian piano
nel tempo un contatto con la nostra
newsletter e tramite MySpace e Facebook.
E’ fondamentale per noi».
E ora che cosa vi augurate per il vostro
futuro? «Continuare a suonare ovviamente
ma anche andare in giro, divertirsi,
conoscere gente simpatica». Come ogni
ventenne che si rispetti.
27
„ Festival
„ Festival
Zaino in spalla per seguire
le sette note
Siete di nuovo pronti ad assistere ai festival
più belli dell’estate? A luglio e agosto gli
appuntamenti vanno da Torino a Lucca, da
Napoli a Lecce con artisti di primissimo ordine
ospiti della nostra Penisola
Dal ritorno dei Sex Pistols, alle calde note di
Leonard Cohen, dall’elettronica muscolosa
dei Soulwax/2 Many DJs al rock-pop dei
R.E.M. Da nord a sud, un estate all’insegna
degli happening musicali più cool.
Iniziamo il nostro viaggio da Torino dove,
dall’8 al 12 Luglio, si svolge la quinta edizione
del Traffic (www.trafficfestival.com), il festival gratuito diretto anche da Max Casacci
dei Subsonica. Tema portante dell’edizione
2008 è il Punk al quale è dedicata la rassegna
cinematografica curata da Marco Philopat,
le mostre nelle gallerie d’arte e le numerose
iniziative diurne e notturne. Fulcro musicale
è il palco allestito all’interno del parco della
Pellerina che si anima giovedì 10 luglio con
Battles e Soulwax/2 Many DJs; venerdì 11
luglio con Plastination, Wire e Sex Pistols;
sabato 12 luglio, la giornata conclusiva, è
curata dal leader degli Aftehours, Manuel
Agnelli con Massimo Volume, Afterhours
e Patti Smith; e ancora il grande party di
chiusura con Matthew Dear as Audion,
Alter Ego e Hercules And Love Affair.
Il nostro viaggio per festival continua in
Toscana con il Pistoia Blues (www.pistoiablues.com), un appuntamento entrato
Elio e le Storie Tese al Neapolis il 24 luglio
28
di Marco Trabucchi
Italia Anteprime 05
Patty Smith al Traffic Festival il 12 luglio
In alto gli Afterhours, in basso i Soulwax, entrambi al Traffic
nella storia dei grandi happening italiani.
Per l’edizione 2008, la suggestiva Piazza del
Duomo si apre con l’anteprima di Jethro
Tull il 5 luglio; l’11 luglio la maratona blues
con Watermelon Slim, Hot Tuna, Johnny
Winter, Dickey Betts & Great Southern; il 12
luglio Nine Below Zero, Commander Cody,
Tommy Emmanuel, Andy Timmons e Deep
Purple; il 13 si chiude con la superstar Lenny
Kravitz. Rimanendo nella terra del Gran Ducato, a Lucca, per sei grandi serate la piccola
e aristocratica cittadina circondata dalle
mura si anima con i concerti del Summer
Festival (www.summer-festival.com), con
una line up di prim’ordine: Sheryl Crow il 6
luglio, Erykah Badu l’8 luglio, Alicia Keys il 20
luglio, Mick Hucknall il 23 luglio, il 27 luglio i
Chicago e il 27 con Leonard Cohen.
Line up importante anche per il Neapolis
Festival (www.myspace.com/neapolisfestivalpage), tra i più importanti del Sud
Italia - alla sua dodicesima edizione - con un
programma ricco di star della musica alternativa. Il 17 luglio aprono il festival Massive
Attack e Raiz con gli Almamegretta; il 23
R.E.M., The Editors e These New Puritans;
il 24 serata tutta italiana con Elio e le storie
tese, Baustelle e Bluvertigo, che ufficializzano
l’attesa reunion. Veleggiando a sud, dal 3 al
10 Agosto, si svolge Body & Soul Festival
(www.myspace/body&soul) nella splendida
baia di Palmi (Reggio Calabria). Un festival
Italia Anteprime 05
dedicato ai ritmi rap, reggae, rock, funk
e il cui piatto forte è la leggenda del rap
newyorkese, Method Man (domenica 10
agosto); oltre a lui, anche tanti nomi italiani,
musicisti ben noti e apprezzati nella scena
black italiana. Spazio anche alle sonorità
rock con la band 24 Grana, Dudley Perkins,
Anthony and the Johnson e molti altri.
Altra suggestiva location è quella che ospita,
sempre ad agosto, 17 e 18, la seconda edizione del Plug n Play (www.myspace.com/
sef2007), il festival di musica elettronica e
arti visive: il parco salentino Manà, a Vernole
(Lecce). Nel fulcro della movida estiva della
“Giamaica italiana” si balla con nomi internazionali della scena electro.
29
„ Pianeta hip hop
„ Brand New
I CD
in vetrina
a cura di Hano.it
Un microfono...
non basta!
a cura di Silvia Danielli e Move
Pop
Alla mail di Hano.it arrivano centinaia di Mp3 e di
richieste da parte di emergenti: spesso però i lavori
non sono per nulla curati e molti aspiranti rapper
dimostrano di non avere alcun senso di autocritica
Purtroppo - o per fortuna? - il rap è un genere molto facile da fare
per chiunque, per iniziare bastano un computer e un microfono.
I costi rispetto ad ogni altro genere musicale per produrre qualcosa
di semplice sono molto contenuti quindi vediamo che ci provano
moltissimi ragazzini. Non voglio dire che non sia giusto, ma
intendo dire che forse sarebbe meglio fare un po’ di gavetta
in cameretta (non qualche giorno), e solo dopo andare su
myspace a far sentire le proprie produzioni improvvisate.
A volte provo davvero vergogna a sentire alcune cose, bisognerebbe
avere un minimo senso di autocritica e vedere osannati alcuni
“incapaci” è davvero mortificante, solo perchè parlano in modo
strano o dicono cose ridicole quando è palese che non ci sia
Revenge
30
“Omaggio
a Fabrizio De Andrè”
attitudine alcuna al genere. Potrei sembrare un po’ presuntuoso ma
consentitemi di aver acquisito un filo di orecchio dopo 15 anni ad
ascoltare questa musica ed aver sviluppato una certa esperienza.
Alla mail di hano.it arrivano centinaia di mp3 all’anno, veniamo
contattati da un sacco di emergenti, molte canzoni sono carine, altre
molto belle, altre ancora sono ad un livello improponibile. Una volta
un ragazzo mi scrisse e mi disse: «Ciao, mi chiamo Luca ho 12 anni,
faccio rap da 6 anni!».
Pensavo fosse uno scherzo. Con questo volevo estremizzare la cosa,
ma ci sono un sacco di sfumature di grigio che forse sarebbe meglio
cancellare. Questa musica è stupenda, ma dobbiamo avere rispetto
per chi la fa seriamente e con il cuore.
LA PROMESSA
di Marta Fognini
Non basta saper tenere un
microfono in mano per ritenersi
artisti e in una delle mie serate
mirate ad ascoltare le nuove
band mi sono ritrovata in
un discopub che presentava
una serata hip- hop. A primo
impatto ho pensato: nulla di
nuovo. Devo ammettere di
essermi sbagliata! Ho assistito
all’esibizione di un rapper
emergente che sin dal primo
brano mi ha coinvolta. Dovevo
parlargli prima che si dileguasse.
Ho così scoperto chi era quel
ragazzo che si faceva chiamare
Sigur Ros
Revenge. Sentivo l’odore di
talento distante un chilometro
e teniamo conto che non
impazzisco per l’hip-hop.
Mi ritrovai a parlare di musica
con un ragazzo di Cologno
Monzese, che sa rappare e
sa scrivere dei testi per nulla
scontati o banali, un mix di
elettronica, strumenti suonati,
testi originali e l’aggiunta di
sound potente ed accattivante
dell’ hip-hop più grezzo
che, a parer mio, ha fatto di
Revenge una promessa per
il futuro dell’hip-hop Italiano.
Italia Anteprime 05
Gli è bastato un solo brano
“Ricordi dal futuro” per far
parlare di sè ed a riscuotere
un certo successo. Il suo
produttore, Max Costa mi ha
comunicato che il suo album di
debutto è previsto per il mese
di settembre. Vi consiglio di
rifarvi le orecchie ascoltando
il suo pezzo su www.myspace.
com/milanorevenge scoprirete
che bastava andare a Cologno
Monzese, che tra le sue realtà
ha partorito un ragazzo che
gioca con l’hip- hop e non per
gioco si fa chiamare Revenge.
con: Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Rita
Marcotulli Roberto Gatto e Bruno Tomaso
Jazz
Alla Casa del Jazz si fa musica
per iniziati ma anche per
coloro che cercano le radici
della musica che forse non
conoscono ancora bene. E’ per
questo motivo che l’istituzione
voluta dal comune di Roma
ha valore e meriti culturali
di grande importanza: come
Parigi, Berlino e Stoccolma dove
da anni esistono case del jazz.
Questo cd è registrato in diretta
durante il concerto delle All Star
Stefano Di Battista al tenore e
all’alto, Fabrizio Bosso, tromba e
flicorno, Rita Marcotulli, piano-
forte, Roberto Gatto, batteria e
Bruno Tommaso, basso: talenti
del jazz nostrano, se ne ha la
prova ascoltando questo omaggio a De Andrè presentato
anche con successo al concerto
del Primo maggio a Piazza San
Giovanni. E’ musica popolare e
romantica lavorata dai cinque
musicisti con estrema serietà
e partecipazione filtrando le
note di Fabrizio De Andrè nello
spirito del jazz. Ammirevole il risultato, soprattutto per il lavoro
di Bosso che si rivela sempre più
bravo, di Di Battista che sembra
non inseguire più Parker e i suoi
sillogismi e la Marcotulli ormai
arrivata a una completa maturità stilistica e tecnica. Il sostegno
ritmico è esemplare.
Se non avete amato i quattro
album precedenti probabilmente non amerete nemmeno
questo: i Sigur Ros sono sempre
gli stessi. Per chi apprezza le note
sognanti di questi bizzarri elfetti
che arrivano dalla magica Islanda, il nuovo lavoro, «Con un
ronzio nelle orecchie suoniamo
all’infinito» sarà un nuovo viag-
gio, mentre per chi considera
le loro note solo noiosissimi
lamenti... nulla cambia. Certo
c’è quasi più ritmo ora con le
percussioni che si stagliano dal
tappeto sonoro nel primo brano
(anche singolo), “Gobbledigook”
e ci sono anche due altre novità.
La prima è che stato registrato,
per la prima volta nella loro
carriera, anche fuori dall’Islanda:
New York, Cuba, Londra. La
seconda è che il cantante, Joni,
canta in parte anche in inglese
in un brano, oltre che nella sua
lingua ovviamente. Ma ora quel
che è più importante è che una
lucentezza in più ora è facilmente riconoscibile.
“Donkey”
Cansei de ser sexy
tro
Elec
Già il nome fa simpatia: stanchi
di essere sexy. Arrivano dal Brasile e al loro esordio nel 2006 col
loro omonimo album tutti avevano urlato al nuovo fenomeno.
Da Youtube un loro video pare
sia stato visto da 28milioni di
persone e l’anno scorso hanno
anche vinto come miglior band
rivelazione internazionale per la
rivista culto NME. Ma come è
possibile? E poi sono i Cansei o
Italia Anteprime 05
le Cansei? Sono cinque ragazze
e un ragazzo perciò si dovrebbe
dire i ma la predominanza delle
gentil donzelle ha fatto più volte
cadere la scelta su le. Inoltre,
dopo essere finiti sotto l’ala protettrice della Subpop, l’etichetta
di Seattle famosa nel mondo per
aver pubblicato artisti come Nirvana, Soundgarden, Mudhoney
i più si sono anche domandati
come mai un’etichetta del genere avesse scelto proprio questa
band. Frizzanti e spiritosi, non
sono facilmente catalogabili:
electro, dance, indie-rock, con
il nuovo lavoro “Donkie” non
deludono sprigionando un’irresistibile energia. Proprio come nei
loro live show, a cui è consigliato
assistere.
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www.novotel.com
„ Teatro
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Infanzia vissuta faticosamente e
felicemente: genitori assenti, nonni
meravigliosi. Le serate con l’auto
degli amici. Un amore che diventa
ricordo e finalmente il trionfo
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LE DATE
23 luglio
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Modena
31 luglio
Taormina
02 agosto
(Me)
di Gigi Movilia
Palermo
5 agosto
Lecce
7 agosto
Cagliari
9 agosto
Alghero
16 agosto
(SS)
Macerata
4 settembr
e
Firenze
10 settembr
e
(Ce)
27 settembr
e
S. Leucio
Roma
29 settembr
Milano
e
Panariello
La difficile ascesa dell'omino dei sogni
34
Italia Anteprime 05
Martin Luther King aveva un sogno. E non ha potuto realizzarlo.
Quanti di noi hanno un sogno e riescono a portarlo a termine? E
quanti invece se lo tengono stretto per una vita senza arrivare a farlo
vero? Sogni fantastici e spesso impossibili ma anche sogni che hanno
una logica e non sono affatto fantasiosi ma concreti come quello
che per anni, fin da quando era bambino, rodeva dentro a Giorgio
Panariello.
Ce lo dice lui con quel sorriso inconfondibile di toscano un
po’ stanco, un poco arrivato e un poco no: un sorriso unico e
inconfondibile che ha fatto anche la sua fortuna.
«Il sogno era grosso – dice – ma mi pareva una follia pensare di farne
qualche cosa di concreto, di vero...» Il fatto è che i sogni si coltivano
fin dalla tenera età.
Lo dice anche Bolt che, dopo avere battuto il record dei cento metri
in atletica leggera dichiara di essere nato con questo rovello nella
testa. Essere un campionissimo.
«Ma io non volevo essere un campionissimo, sognavo soltanto
una vita normale e un successo normale...» Panariello parla così del
suo passato, con la modestia intelligente di un uomo che si è fatto,
faticosamente, da solo.
Nonostante le avversità che la vita gli ha messo sul piatto fin dalla
nascita. Per esempio, nascere senza un padre presente e la madre
di Giorgio se ne va a Napoli per lavoro e lascia il ragazzino ai suoi
genitori, nonno Raffaello e nonna Bona. Due angeli: «Non sarei
nessuno se non avessi avuto loro: mio nonno, un uomo tosto e
buono che mi ha fatto capire che cosa sia la vita e come si possano
raggiungere certi obbiettivi sacrificandosi, e mia nonna Bona, che
con la dolcezza che le era caratteristica ha dato calore e colore alla
mia infanzia. Vorrei che loro fossero qui per festeggiare con me...».
Giorgio non ha avuto molto, eppure ha tenuto duro e oggi eccolo
qui, con questo grande manifesto con il suo nome grande così e la
promessa che questa estate è stata la stagione di questo irresistibile
attore che ha fatto della comicità la sua arma migliore. E si potrebbe
tornare indietro ripetendo quello che fino ad ora Giorgio ha detto:
«Fatica e sogni sono una cosa sola... Ma non si deve mai dimenticare
quello che si è vissuto: se non avessi avuto quei nonni, se non avessi
avuto quegli amici...» Gli amici appunto, non molti ma sicuri, come
Carlo Conti, il conduttore televisivo più popolare del momento e
Leonardo Pieraccioni, il regista che ha cambiato il cinema senza darsi
troppe arie, e due o tre altri. «Sono stati loro a darmi la carica – dice
– quando, dopo avere conquistato il diploma alla scuola alberghiera
non sapevo come fare a realizzare quello che sognavo da tempo»:
e che cosa sognava Giorgio? Ne parliamo dall’inizio e lo abbiamo
tenuto nascosto fino ad ora, un sogno costante e ambizioso:
diventare qualcuno nello spettacolo...
L’imitazione è la prova del fuoco per chi ha talento: è il primo passo
che tanti hanno compiuto prima di arrivare al successo, Giorgio
sentiva che rifare le facce e la voce e i modi del grande Renato
Zero non era né offensivo e nemmeno inutile: i primi passi sono
stati questi e, quando finalmente la Tv si accorse del suo talento, fu
proprio con Renato Zero che sfondò. Ed è proprio con un amico
storico che Giorgio fa i primi passi davanti alle telecamere: Carlo
Conti, appunto con il quale nel 1994 esordisce in Vernice Fresca.
Panariello è stato una rivelazione. La Tv aveva bisogno di un attore
come lui, un attore che non è “soltanto” un comico ma qualcuno
che sa vivere la scena e sa comunicare e appassionare il pubblico.
Non è facile parlare di cose intime con un uomo come lui:
nonostante la cordialità che è una sua caratteristica essenziale,
Giorgio è riservato. Così non gli chiediamo dei dolori e delle
preoccupazioni pesanti per un congiunto che ama moltissimo
e nemmeno osiamo parlare di un amore finito... «Ma Elena è
sempre qui nel mio cuore, anche se dopo anni quella bella intesa
che ci faceva felici non c’è più. L’amore va e viene, e forse non
sono stato molto fortunato nella conservazione dei momenti
belli, probabilmente anche per colpa mia: troppo svagato, troppo
distratto, troppo impegnato nella realizzazione del mio sogno
continuo e ossessionante».
Perché per un tipo come lui bisogna proprio parlare di ossessione,
di assoluta dedizione alla vita sul palco. Il palco. O podio, che lo ha
classificato il recordman dell’estate 2008.
Italia Anteprime 05
35
„ Teatro
IL RITORNO
DELLA FURA
Solo donne guerriere in scena contro
l’imperium maschile
Il nuovo coinvolgente spettacolo della dissacrante
compagnia catalana debutta il 30 giugno
al Palasharp di Milano
di Mauro Illarietti
LE DATE
Sono gli Argonauti del teatro contemporaneo. Il loro atipico,
mitico, vascello è una nave cargo, dove la compagnia ha trovato
casa dal 2004. Il Naumon. Dal loro attracco del molo porto di
Barcellona hanno esplorato, senza mai levare l´ancora, le più
provocatorie declinazioni di quello che per taluni è ancora il
mistero del teatro. Loro non possono essere altri che La Fura del
Baus, questa volta con “Imperium” diretto da Jurgen Müller, in
Italia dal 30 giugno al 4 luglio, al Palasharp di Milano. Il titolo
è pura didascalia di una drammaturgia narrativa e ritmica
srotolata sul tema eterno del potere.
Uno di quegli argomenti infiniti, a cui dedicare studi e
letteratura, invece che risolvere il problema sembra piuttosto
ingigantirlo. Forse proprio per questo la Fura ha scelto una
maniera un po’ trasversale di parlarne. A svelare in questo senso
la rotta dei naviganti immaginari del Naumon è il loro Giasone,
36
Jürgen Müller: «Ho paura del futuro. Ormai abbiamo ridotto a
tre le nostre attivitá: lavoriamo, consumiamo e dormiamo. Ci
può essere più di questo nella vita? Sembra proprio che non
possiamo più tollerarci e che non troviamo altre soluzioni che il
conflitto e la violenza. Ecco noi vogliamo tornare al dialogo». Il
risultato finale assomiglia piú a delle istruzioni per l´uso, non si
limita alla rivelazione dei meccanismi che l´Imperium e tutte le
forme d´imperialismo sottintendono alla vita di che le subisce.
Piccolo paradosso tipico della Fura: per raggiungere questo
scopo il mezzo è solo uno, la totalità. Totali sono i mezzi
espressivi, l’uso dello spazio scenico, totale il coinvolgimento
del pubblico, l’integrazione tra uomo e tecnologia. A tutte
queste radicalità consuete per il gruppo catalano, in Imperium
se ne aggiunge una nuova: un cast esclusivamente femminile.
L’ennesima provocazione, o se volete una chisciottesca
Italia Anteprime 05
Dal 30 giug
al 4 luglio no
Milano
7-8 luglio
Firenze
11-12 luglio
Venezia
15-16 luglio
Bologna
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37
„ Teatro
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assegnazione del potere, almeno sulla scena, al chi storicamente
dello stesso ne ha giusto potuto intuire l’esistenza. La conferma
arriva dallo stesso Müller: «Imperium è un invito a pensare alla
rovescia, ad andare contro, coniugando l’energia della nascita e
quella della morte. E´ un modo per tornare a recuperare il piacere
della diversità, a superare la standardizzazione».
Un recupero dell’inconvenzionalità come primo passo per
rovesciare le strutture del cannibalismo sociale, in piena coerenza
con lo stile Fura. Con cinque scene “Caos”, “Le profetesse”,
“Dominio fisico e mentale”, “Cannibalismo” e “Sterminio” lo
spettacolo descrive il rapporto vittima-carnefice sullo sfondo
›› Il titolo è pura didascalia
di una drammaturgia narrativa
e ritmica srotolata sul tema
eterno del potere
38
Italia Anteprime 05
.11
.65
delle immagini di Heimo Wallner. Non a caso proprio
la trasgressione è il metro con cui ha deciso di affrontare
il teatro sovvertendone le regole, gli spazi, i gradi d’interferenza
con il pubblico, abituandoci allo scandalo. Un iter che si ripete
ancora una volta in “Imperium”. Uno spettacolo dove la musica
ti taglia l’anima. La violenza visuale ti dilania, proprio lì,
dove più viva è la nostra sensibilità. La narrazione fa a pezzi
molti dei nostri cliché sociali. Nell’attesa che il giorno dopo, la
quotidianità, forse, ricucisca il tutto. La partecipazione emotiva
richiesta è forte, una raccomandazione pratica arriva dagli
organizzatori: indossare abiti comodi!
Italia Anteprime 05
39
„ Teatro
Il grande attore satirico annuncia
di voler abbandonare il piccolo
schermo ma intanto possiamo
goderci il suo esilarante
“one man show” a Sabaudia
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di Nicole Cavazzuti
Maurizio
Crozza
In TV ancora per poco?
40
Italia Anteprime 05
«L’integralismo religioso, vuol dire una religione con tanta crusca,
infatti fa fare delle grosse cacate». Oppure: «Tra l’amore e il potere
scelgo l’amore... l’amore per il potere» (mentre imita Clemente
Mastella). Ecco alcune delle divertenti battute del comico genovese
Maurizio Crozza, classe 1959, che dopo il successo televisivo di
Crozza Italia Live, andato in onda in quattro puntate su La 7 nei
mesi scorsi, torna a esibirsi a teatro con un nuovo show in scena a
Sabaudia il 14 agosto.
Cosa aspettarsi? Il mondo Crozza in pillole, con una selezione del suo
repertorio teatrale e televisivo: da “Ognuno è libero” a “Rockpolitik”,
da “Crozza Italia” fino a “Ballarò” e “Crozza Italia Live”, senza
dimenticare qualche nuova gag. Tra monologhi, personaggi, storie e
canzoni, Maurizio Crozza racconta il presente, osservando il passato
e immaginando il futuro in chiave tragicomica.
Senza scordare mai di parlare degli scandali della politica,
interrogandosi per esempio sul moltiplicarsi ingiustificato delle auto
blu o sul costo irrisorio dei pranzi luculliani dei parlamentari, sempre
sotto i 10 euro.
Ed è proprio la satira graffiante, il vero grande punto di forza di
Crozza: così tra una risata e un sorriso il pubblico non solo si diverte,
ma si trova anche a riflettere sui vizi e le debolezze di questa Italia,
in un’inedita esperienza agrodolce. Perché «lo spettacolo è un mix
di ironia, comicità e amarezza. Del resto io non sono solo un attore
satirico, ma mi piace anche fare comicità pura», assicura Crozza.
Che ne ha fatta di strada dall’esordio nel 1989, insieme a Marcello
Cesena (Jean Claude negli ultimi “Mai Dire Lunedì”), Ugo Dighero,
Mauro Pirovano e Carla Signoris (che diventerà sua moglie), con lo
storico gruppo comico dei Broncoviz, ospite alle prime edizione di
.65
“Avanzi” su Raitre e in continua ascesa fino al 1996, quando conduce
il programma “Hollywood Party”, così chiamato in omaggio al film
di Peter Sellers, prima di sciogliersi per sempre. E’ allora che comincia
l’avventura di Maurizio Crozza, prima ospite al nuovo “Quelli
che il Calcio” con la Ventura (dal 2001 al 2004), e poi nel 2005 di
“Rockpolitik”, dove arriva per volontà dello stesso Celentano.
Il programma segna la sua svolta professionale: il comico genovese
conquista il grande pubblico con la saga di maccheroniche cover
dove sfrutta le sue doti canore, con testi stravolti per prendersi gioco
della politica. Le ospitate a “Ballarò” sanciscono infine la fama di
quello che rimane l’ultimo dei veri attori satirici (televisivi). Per ora.
Perché dopo l’esperienza con “Crozza
Italia Live” Maurizio non sa se tornerà
ancora sul piccolo schermo: «Non
so se abbandonerò la televisione, ci
vuole molta forza. Mi piacerebbe
lavorare in una tv senza pubblicità,
LE DAT
perché gli spot mentono ed io non
E
vorrei partecipare alla menzogna.
E’ anche per questo che parlo
14 agost
o
sempre meno con i giornalisti:
Sabaudia
Arena de
per proteggermi dal sistema. E
l Mare
del resto non c’è alcun bisogno
21 agost
o
di sentire la mia opinione», ha
Alghero
Arena C
detto infatti. Vedremo. Per ora
oncerti
22 agost
lo si può apprezzare dal vivo,
o
Cagliari
assistendo al suo “one man
Anfiteat
ro
show” a teatro.
Italia Anteprime 05
Romano
41
„ Teatro
Notaio,
Notaio, filippino,
filippino, pugile...
pugile... un
un nome
nome per
per tutti:
tutti:
Marzocca
di Nicole Cavazzuti
Il comico di Zelig propone quest’estate il suo
spettacolo “Recital” dove oltre alla voglia
di far ridere emerge anche il suo desiderio
di far riflettere su “dove stiamo andando”
LE DATE
18 luglio ore 21,15
Ostia Antica
Teatro Romano
(Rm)
9 agosto ore 21,30
Sabaudia
Teatro del Mare
Da “Distretto di Polizia” a “Zelig”, passando
per il teatro: Marco Marzocca non si
ferma un attimo. E così quest’estate eccolo
impegnato di nuovo sul palco con il suo
applaudito “Recital”, accompagnato dal
comico Stefano Sarcinelli e dal brillante
cantautore romano Max Paiella.
›› Cosa dobbiamo aspettarci da
“Recital”?
Interpreterò alcuni dei miei personaggi
più celebri, ma con qualche sorpresa. Ci
sarà spazio per il Filippino Ariel, che mi ha
reso noto a Zelig, ma anche per l’ex pugile
Cassiodoro e il Notaio, per esempio. A
Sarcinelli spetta il compito di presentare, a
Paiella tocca portare in scena la sua musica.
42
›› Quale messaggio vuole trasmettere
con questo show?
Sostanzialmente voglio far riflettere su dove
stiamo andando. Negli ultimi 40 anni sono
stati abbattuti tutti i punti di riferimento che
avevamo (dalla famiglia alla religione) e non
sono stati sostituiti con niente. Il risultato mi
pare evidente: si finisce tutti allo sbando.
›› Improvviserà qualcosa durante lo
spettacolo?
Sì, lo faccio sempre: porta freschezza.
›› Marco Marzocca lontano dai riflettori
che uomo è?
Sono un tradizionalista. Passo il mio
tempo a casa, con la famiglia. Ho due
bambini piccoli, uno di sei e uno di tre
Italia Anteprime 05
anni. Nel pochissimo tempo libero sono a
disposizione, mi dedico totalmente a loro.
›› Qual è il bilancio della sua carriera?
Mi ritengo fortunato, ma alla base del mio
successo c’è stata anche tanta fatica.
›› La ricetta del suo successo?
Amare il mio lavoro. In questo modo riesco
a coinvolgere il pubblico.
›› L’anno venturo la vedremo ancora
in tv?
Sì: in autunno sarò sul piccolo schermo con
Distretto di Polizia in onda su Canale5, con
Zelig e con Raccontami 2 su RaiUno.
›› Il suo sogno nel cassetto?
Dirigere e realizzare una commedia che ho
scritto qualche tempo fa.
„ Personaggi
LE DATE
Negli anni 80 Clizia Gurrado
dedicò un libro a Simon Le Bon.
Da allora le ragazze continuano
a impazzire e la popolarità della
band che ora torna in Italia è pari
a quella di Beatles e Rollin Stones
15 luglio
Mantova
Palazzo Te
16 luglio
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I Duran Duran
e il principe che tutte
volevano sposare
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di Gino Ajello
Ravenna
Pala Deandrè
19 luglio
Milano
Idroscalo
20 luglio
e piangono di commozione - dice Simon - chi ascolta la musica
non crede al suo valore, pensa che tutto sia riducibile al gusto delle
ragazze. E invece bisognerebbe ricordare che anche per i Beatles e
per gli Stones tutto era iniziato con le follie delle ragazze di mezzo
mondo, poi i critici si sono accorti che qualche cosa in “Michelle” e
in “Lady Jane” dimostrava che quei ragazzi avevano valore, sapevano
cosa fare delle note, conservavano nel cervello e nel cuore idee
e sentimenti». Oggi Simon è un giovane signore che forse non
farebbe più ispirare a una ragazza milanese di buona famiglia il
titolo del romanzo “Sposerò Simon Le Bon”, Clizia Gurrado aveva
avuto quella idea e si era avventurata nel mondo sconosciuto della
letteratura sfoderando la sua passione sperticata per i Duran Duran
e in particolare per il bel leader e senza accorgersene era arrivata
Italia Anteprime 05
a conquistare le vette delle hit parade letterarie. Simon oggi non
scatena più passioni folli ma ha consolidato una tensione e una
condivisione musicale che forse prima non aveva. C’è chi dice che il
merito della nuova fase musicale della band sia da attribuire a Warren
Cuccurullo: «Non datemi meriti che non ho - dice il musicista di
origine italiana - io faccio il mio lavoro normale come quando ero con
Frank Zappa e con i Missin Persons, nulla di più». E invece qualcosa è
decisamente cambiata e lo dice proprio John Taylor che del gruppo
è stato sempre, con Nick Rhodes, la mente pensante e il cultore
di suoni nuovi e sofisticati. Le Bon tornando ai ricordi dice: «Quel
giorno di un secolo fa è stato senza dubbio il primo passo, l’inizio di
tutto e un momento indimenticabile, ma adesso da qualche anno,
abbiamo voltato davvero pagina, scegliendo la qualità».
Iesolo
Spiaggia del faro
22 luglio
Napoli
Arena flegrea
23 luglio
Reggio Calabria
Piazza Indipendenza
(Free show!)
Focus on
Scendiamo la scaletta dell’aereo a Charles De Gaulle una folla di
ragazzine urlanti dietro alle transenne, Nick al mio fianco mi dice:
«Hai presente a Birmingham, quella sera di otto anni fa?». Quella
sera, penso io, ero ragazzino e con lui e sua sorella eravamo andati
all’aeroporto per vederli arrivare. Erano belli e già famosi. Paul
sorrideva con quel berrettucio sulla testa e John stava pallido al suo
fianco un po’ spaventato. Un ricordo nel ricordo. Quel pomeriggio
a Charles De Gaulle, Nick sorrideva e John non sapeva che fare con
la sua chitarra e quelle ragazzine che urlavano e finalmente John
dice: «Ce l’abbiamo fatta». Simon Le Bon è il capo riconosciuto dei
Duran Duran e va bene, ma è anche qualcosa di più, forse i critici
di casa nostra avevano preso sottogamba il gruppo, forse come
spesso succede non avevano capito: «Quando le ragazzine urlano
44
Roma Rock Festival
i tu
La sequenza dei successi dei
Duran Duran è progressiva
e costante anche se bisogna
riconoscere che qualche pausa
ha segnato la loro carriera
e il favore popolare. Nel
1981, con il singolo “Placet
Hearth” Simon Le Bon, Nick
Rhodes, John Taylor, Andy e
Roger Taylor sorprendono
tutti conquistando le prime
posizioni nelle Hit Parade.
La sorpresa vera consiste nel
successo strepitoso che il
singolo ottiene nel mercato
americano e in quello
australiano. L’anno dopo, gran
successo del video firmato
da Russel Nulcahy mentre la
principessa Diana dichiara
pubblicamente di considerarsi
la fan numero uno di Simon
e soci. “Arena” del 1984 è
la conferma che i Duran
Duran hanno davvero non
solo il segreto del successo
popolare ma anche la forza
individuale di confermare il
loro primato soprattutto con i
tour e i concerti davanti a folle
Italia Anteprime 05
immense ed entusiaste: i critici
scrivono che i ragazzi «sanno
suonare davvero». Nel 1986 c’è
una svolta diciamo così tecnica
ed ideologica con l’abbandono
di Roger e Andy Taylor e l’arrivo
di Warren Cuccurullo. “Pop
Trash”, falsamente ironico e
distaccato, è per i Duran l’inizio
di una nuova fase e l’apertura
verso nuove esperienze.
Simon dice che 8 milioni di
dischi venduti in dieci anni
non sono molti, le ambizioni
spingono a molto di più.
45
„ Personaggi
„ Personaggi
DEEP PURPLE
LE DATE
20 luglio
Vicenza
Dueville Stadio Comunale
21 luglio
...secondo i Caminada
I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti
LE DATE
Quando devi aprire
il concerto dei tuoi miti
I Caminada
46
Il fascino
dei contrasti
che si uniscono
Piazza della Basilica
di S. Nicola
di Marco Trabucchi
Catania
23 luglio
Ostia Antica
Teatro Romano
24 luglio
Bari
12 luglio
Uno spaccato sincero del
mondo giovanile: dai grandi
amori (che finiscono) ai
viaggi “di formazione”, dai
dolori che fanno crescere alle
considerazioni su una città
come Milano. C’è un po’ di tutto
nel primo omonimo album
dei Caminada, band milanese
pop-rock che a novembre ha
coronato il sogno di aprire le
date italiane dei Deep Purple.
Mauro (chitarrista) e Massimo
25 luglio
Pistoia
Avevo parecchi vinili in casa da piccolo. Dei Deep Purple la
collezione completa. Poi si cresce. I tempi cambiano... lo scorso
novembre ci comunicano che avremmo aperto due delle loro date
italiane. Ero in macchina: ho dovuto accostare un attimo.
La nostra preparazione è stata chirurgica: niente da lasciare al caso.
Il palco: un allestimento di gran classe: passato e futuro fusi su di
un gigantesco tappeto viola..con noi sopra, per mezz’ora. Quanto
bastava. I loro concerti sono stati da brivido. Ad un tratto mi è
tornato alla mente per quale motivo io, insieme al restante 90%
dei teen ager di tutto il mondo, abbiamo mosso i primi passi sulla
chitarra sulle note di Smoke on the water. Ci siamo stretti tutti e tre
in un abbraccio prima di salire a suonare... il resto è venuto da sé.
CHI SONO
Monza
Villa Reale
Pistoia Blu
es
Festival
13 luglio
Torino
Colonia so
nora
15-16 luglio
Milano
Teatro Sm
(voce e basso) suonano insieme
da quando avevano tredici
anni e alla coppia si è unito
Francesco (batterista) col quale
l’intesa è stata subito perfetta.
Il trio ha avuto la fortuna di
incontrare sulla sua strada
Mara Maionchi (ormai famosa
per X Factor ma già nello staff
di Lucio Battisti e scopritrice di
talenti come Gianna Nannini
e Tiziano Ferro) e Alberto
Salerno che hanno prodotto
Italia Anteprime 05
eraldo
il loro lavoro. Il loro animo
più puramente romantico
(soprattutto di Massimo),
grazie alla produzione anche
di Umberto Iervolino è spinto
a rivedere in chiave più
rock–progressive alcuni brani
e a puntare sull’ecletticità del
suono Caminada. E così eccoli
ora a raccontarci che cosa
significa ritrovarsi sullo stesso
palco di un gruppo di cui suoni i
brani da anni e anni.
Anfiteatro
di Tremestieri Etneo
26 luglio
Bregovic tra note balcaniche
e il rock più energico
Aosta
Teatro Tenda
Teatro Romano
27 luglio
Al di la della musica il fascino di questo splendido cinquantottenne è
quello di incarnare la passione per le unioni bizzarre, apparentemente
inconciliabili. I suoi accostamenti sublimano gli archetipi della
tradizione balcanica e orchestrale con i linguaggi contemporanei
del pop-rock, ma in una dimensione ironica, giocosa e surreale. Un
gusto per l’estetica visionaria che il compositore serbo sublima nelle
colonne sonore, alcune delle quali gli hanno aperto le porte della
notorietà: “Tempo dei Gitani” e “Underground” di Emir Kusturica
su tutte. Nella sua discografia lunga un trentennio - quindici anni
di dischi e concerti con il suo gruppo White Button e tredici album
venduti da solista in 6 milioni di copie - Bregovic reinventa tutto lo
scibile musicale unendo l’esuberanza e la struggente malinconia
dei Balcani, il gusto un po’ barocco per i crescendo orchestrali con il
non mai dimenticato amore per il pop-rock e l’elettronica. Musiche
al di fuori di catalogazioni e confini geografici, simboli forti di una
rappresentazione della vita, tragica e romantica. Una musica il cui
cuore pulsante è costituito dagli ottoni dalla “Weddings & Funerals
band” che lo accompagna dal 2002, in seguito alla pubblicazione
dell’album “Tales and songs from weddings and funerals” e
dell’omonimo film. In tour, oltre allo sconfinato repertorio, porta le
sonorità dell’album “Karmen. With a happy end” che, presentato
Arezzo
Parco della Fortezza
Medicea
28 luglio
La Spezia
Pop Eye Festival Passeggiata Morin
30 luglio
Castelnuovo
di Garfagna (Lu)
Fortezza di Montalfonso
31 luglio
Sommacampagna
(Vr)
Impianti Sportivi
sui palcoscenici di mezzo mondo, narra la storia dell’amore tra
una cartomante gitana ed un trombettista senza fissa dimora.
Una trasposizione “zingara” dell’opera di Bizet che tocca i temi cari
all’autore: amore, abbandono, nomadismo e le fascinazioni della
tradizione balcanica.
Italia Anteprime 05
47
„ Personaggi
LE DATE
24 luglio
Bari
Arena delle Vittorie
26 luglio
Marsico Nuovo
Campo sportivo
(Pz)
31 luglio
Trieste
(Ts)
Piazza Unità d’Italia
8 agosto
Montesilvano
Stadio comunale
In questa pagina
ed in quella accanto:
Pino Daniele
10 agosto
Villapiana
Anfiteatro
(Cs)
12 agosto
Catanzaro
di Gigi Movilia
Viene giù da Toledo,
lento come un blues
Come Pino Daniele, schivo e silenzioso interprete della
vera anima di Napoli, fatta di malinconia e passione
sotto il fuoco di un’apparente allegria
48
Italia Anteprime 05
Apre il cancello. Ama uscire di notte, quando le ombre sono dense
e pesanti. E’ l’ora giusta per lui quella in cui tutti o quasi dormono e
restano svegli solo i fuori di testa della galleria e di piazza Garibaldi.
Lui scende da Toledo, a passo lento, il passo pesante e sensuale del
blues. Scende giù da Toledo da una strada sinuosa che precipita
verso il centro della città. Gli piace così. Nel silenzio e nella vaghezza,
è perchè la musica, la sua musica vuole così. «La notte è la stanza
della creatività», dice.
E poi ha ragione perché sulla sua pelle il colore sbagliato è diverso e
unico. Quando imbraccia la chitarra ti accorgi subito che è davvero
un’altra persona da quello che sembra. La sua ombra scende già da
Toledo, pesante e morbida, sinuosa e lenta come un blues.
E non puoi parlare di Napoli senza pagare dazio.
Lui parte: «Guarda questa galleria come è lucida e linda, guarda le vetrine e la merce esposta, guarda lo sfondo, la piazza, il grande teatro e
la mondezza... è fantastica questa città anche nella sua miseria.
Del resto che miseria sarebbe se non fosse tragica?».
Al San Ferdinandino dove Eduardo faceva fuoco e fiamme si ferma
sempre sospirando: la strada è lunga e il mare troppo calmo in
questa notte di fuoco, non c’è nemmeno la luna che almeno lei
potrebbe suscitare qualche sospiro romantico: niente, per lui e per la
sua musica, nonostante le apparenze il romanticismo non è di casa.
Solo retorica, quella retorica che gli fa tremare la pelle quando sente
certe canzoni e certi cantanti.
(Cz)
Area Magna Grecia
26 agosto
Taormina
Teatro Greco
(Me)
28 agosto
Palermo
Arena del Mare Campofelice di Roccella
21 settembre
(Lu)
Milano
Festa dell’Unità PalaSharp
Napoletano fino all’osso con la sua malinconia e la forza titanica della
sua musica. In fondo l’uomo avrebbe potuto nascere anche a La Favette o a New Orleans, in una di quelle stradine merlettate e pulsanti
di musiche, grande e grosso com’è avrebbe trovato posto in uno di
quei palchetti pericolanti con un microfono, una chitarra, una batteria e magari un sax: che gioco sarebbe, che suoni e che meraviglia.
Perché l’uomo che vi ho raccontato nel sogno e nella realtà si chiama
Pino Daniele.
Italia Anteprime 05
49
„ Personaggi
foto di Silvia Lelli
„ Personaggi
Nella pagina a fianco
e nella foto in alto il maestro
Maazel mentre dirige
la Filarmonica della Scala.
In basso assiste a un concerto
della violinista Joanna Farner,
del violoncellista Andrew Jans
e del pianista Richard
Masters
Lorin Maazel:
“Tatatatta...
Tatatatta...
io
io domatore
domatore di
di suoni”
suoni
Una grande bacchetta ma soprattutto umanità e
rispetto per chi fa musica e per chi l’ascolta. Spiritoso
e bizzarro il direttore della filarmonica di New York,
a chi gli chiede come si pronunci il suo nome
risponde: «Come la quinta di Beethoven»
Lorin Maazell è un uomo dolce, simpatico, spiritoso. Lo avevo
incontrato qualche anno fa a Parigi dove dirigeva l’orchestra
dell’Opera. A quel tempo Maazel non era ancora famoso come
oggi, e la sua modestia era infinita come oggi: «Non so dove
arriverò, che cosa farò domani – diceva - la cosa certa è che vivrò
musica e per la musica».
Un uomo come lui, direttore d’orchestra famoso in tutto il
mondo, oggi forse fra i primissimi guru della bacchetta dice che
50
di Gigi Movilla
domare un gruppo di musicisti è la cosa più bella ma è anche
difficile che possa capitare a un artista. Che cosa vuol dire domare
un gruppo di strumentisti? Soprattutto come comportarsi quando
con la bacchetta alzata osserva cento professori che lo fissano
pronti a ogni suo comando? Lorin Maazell non si dà arie, un altro
al suo posto potrebbe anche dire che in quei momenti creativi
un direttore si sente onnipotente e invece lui con un sorriso
disarmante confessa: «Non mi sento un dio ma piuttosto un mal-
Italia Anteprime 05
levadore, uno che garantisce fedeltà al suono rispetto a chi ascolta
e all’esecutore controllo e considerazione. Dirigere una orchestra
significa prima di tutto rispetto reciproco fra direttore ed esecutore e poi fusione di idee e sentimenti, con i miei professori cerco
una sorta di simbiosi di permeabilità reciproca per arrivare alla
perfezione. E’ possibile la perfezione in musica, nella esecuzione
e nella interpretazione di un brano? Bisogna essere il più vicino
possibile alla perfezione, per questo il musicista è un artista o meglio un artigiano che plasma la materia musicale e che si adatta ad
essa con assoluta umiltà, e questo le assicuro è faticoso ma anche
meraviglioso. Il risultato? Sempre vicino alla perfezione, quando si
è a un certo livello ma perfezione assoluta no, non credo proprio».
Maazel è forse il direttore d’orchestra contemporaneo che lavora
di più e che è impegnato quasi tutto l’anno: un lavoro difficile che
dipende soprattutto dalla sua fama e dalla sua bravura ma anche
dal mercato musicale che è uno dei più complessi e laboriosi.
Un agente ci ha confessato che gestire il lavoro di un grande
della bacchetta è tremendamente difficile: «Sono capricciosi
e complessati, dice, ma anche oppressi dalla responsabilità che
a un certo livello può fare paura. E allora quando organizzi una
serie di concerti di un Maazell o di un Barenboim o di un Abbado
devi conoscere profondamente la persona, il suo carattere, le sue
passioni, il suo stato di salute e l’impatto che può avere con il
pubblico. Organizzare tutto questo è un lavoro complesso che
dipende da attori impalpabili, è difficile da controllare». Abbiamo
chiesto a questo agente una valutazione dei grandi rettori viventi,
lui naturalmente si è rifiutato di fare classifiche e dare giudizi limitandosi a confessare che fra i direttori con i quali gli capita di lavorare Lorin Maazell è fra i più gentili, ottimisti e meno capricciosi.
Girando la domanda proprio a Maazell, sulla capricciosità di certi
grandi maestri, ci siamo sentiti rispondere: «Capita certamente, e
può anche divertire, creando una sorta di leggenda... e per quanto
mi riguarda mi limito a tenere un cammello nel giardino». Un
cammello? Nel giardino della casa di uno dei figli (ne ha sette) ha
sistemato questo cammello certamente ricordo e fedeltà a una
terra mai dimenticata che può essere considerata sede delle sue
radici. A chi gli chiede come si pronunci il suo nome si diverte a
rispondere con le battute iniziali della 5a di Beethoven: «Lorìn Maazèll». Una manciata di minuti trascorsi con questo uomo speciale
ti fa capire che il genio musicale è quasi sempre accompagnato da
una profonda e sorridente umanità.
E questo fa bene al cuore.
Italia Anteprime 05
51
„ Personaggi
Pianista, arrangiatore, direttore
d’orchestra, animatore dei
Civici Corsi di jazz di Milano e
fondatore della briosa Big Band
spazia dai ritmi di Ellington e
Parker alle armonie di Debussy
e Donatoni
di Luis Sergi
Intra:
Swing e capelli
bianchi
52
Italia Anteprime 05
E’ un giovane uomo con i capelli bianchi, pedala per la città con il
vigore di un campione, siede al pianoforte concentrato e rilassato:
per lui musica e vitalità sono una cosa sola, una simbiosi di
sentimenti e di sensazioni che si traducono nel suono sinuoso e
ritmico del suo jazz. Si chiama Enrico Intra e da quando era ragazzino
si batte per imporre la sua passione, la sua visione del mondo
musicale. Una visione che vede nel jazz l’espressione principale della
musica del nostro tempo.
Enrico Intra è animato da questi sentimenti e li traduce anche nella
pratica, animando la vita e l’attività dei civici corsi di jazz di Milano,
un’ organizzazione di idee e di intenti che raccoglie nei locali di via
Colletta, nel centro di Milano, la meglio gioventù che vuole vivere di
musica e che vuole vivere per la musica.
Una musica che Enrico Intra trasmette ai suoi collaboratori e negli
allievi con la passione dura e sorridente di chi crede in quello che
fa. Basta ascoltare una sua esecuzione per capire a quale cifra
di passione e di bravura sia arrivato questo musicista, un uomo
che fin da ragazzo alimentava una passione che cresceva giorno
dopo giorno e imponeva una sua visione del futuro musicale non
soltanto suo. Ricordo tanti anni fa quando Enrico, giovanissimo,
sedeva al pianoforte e faceva ascoltare al fratello Gianfranco anche
lui musicista arrangiatore e direttore d’orchestra qualche sua
composizione e l’esecuzione di uno standard storico di Bud Powell:
l’esecuzione era perfetta, animata da una passione straripante ma
controllata che faceva presagire nel giovane un futuro luminoso e di
grande successo.
E’ stato Enrico Intra a volere che i Civici Corsi di Jazz esprimessero
quella big band che oggi è una luminosa realtà: la formazione
classica, sezioni di trombe, tromboni e sax con l’appoggio della
ritmica, percorre il sentiero aperto dai grandi del jazz da Ellington a
Basie a Goodman, un ascolto piacevole e mai superficiale.
Nella big band suonano anche i migliori allievi dei corsi guidati
da solisti di grande fama come Soana alla tromba, il trombonista
Roberto Rossi, il batterista Toni Arco.
Enrico Intra è uno di quei musicisti che vivono la musica in modo
collettivo e totale, immerso nei suoni e nelle pulsioni del jazz, come
è giusto ama e si aggiorna continuamente sulla musica cosiddetta
seria. Amico del grande Donatoni Enrico fa parte di quella sparuta
schiera di musicisti che coltivano totalità di interessi e di idee. Per
lui il jazz non è uno spazio chiuso ma una grande area di interessi
e curiosità aperta a ogni tipo di esperienza. E questo, a parere del
sottoscritto, fa di Intra un prezioso artista che assicura alla musica
che ci piace un futuro sempre più nobile e sicuro.
53
„ Jazz story
Thelonius
Monk e
Charlie Parker
crearono suoni
nuovi, cadenze
rivoluzionarie,
ritmi
cervellotici,
aprendo le
porte ai ritmi
del futuro
di Luis Sergi
La coppia che cambiò la musica
Dopo la grande abbuffata di swing, dopo il flusso continuo di big
bands che conquistò il mondo, il jazz aveva bisogno di una beatificazione, una promozione a musica da concerto e per fare questo
servivano grandi personalità.
Le icone di ieri, da Satchmo a Ellington dovevano avere eredi degni di
un conservatorio. Armstrong e Duke non ne avevano avuto bisogno:
loro erano geni assoluti, senza classificazione. E fu così che il cielo
diede una mano al caso e al jazz. Siamo alla fine della seconda guerra
mondiale, negli anni dell’ottimismo e della speranza. Thelonius Monk
aveva fatto qualche passo nei primi anni ‘40 ma pochi lo avevano
54
capito. Era un tipo strano, forse anche un poco pazzo ma certamente
si trattava di un grande musicista con una tecnica speciale, fatta di
pensiero e di azione. Monk si proiettò nel futuro portando al jazz
una ventata di spumeggiante e profonda novità. Dicono che l’incontro fra Parker e Monk fu una di quelle occasioni che si dovrebbero
segnare sul calendario: due individui schivi e silenziosi, due individui
che sfioravano la follia e la religiosità. Charles Parker era nato in
campagna, aveva fatto fatica a trovare la sua strada stregato come era
dai suoni delle bande di paese nell’intimo delle quali lo incantava il
suono del sax. Immaginate i fulminanti attacchi di Charlie sostenuti
dalle decime di Monk e capirete che cosa è la musica jazz. Immaginate quei giorni, che in questa storia non possono avere risalto e
spessore, ma immaginateli lo stesso.
Tutti i pianisti che valgono hanno la fissa del suono, il pedale deve
essere usato con giudizio e parsimonia ma dal pedale viene la forza
del suono nuovo e diverso, profondo. Monk lo aveva capito e si dava
da fare proprio in quella direzione.
Fu in quello spazio di tempo anomalo e strano che nasce il nuovo
jazz, quello di oggi che non può prescindere da Monk e da Parker,
anzi, che viene proprio da loro.
Italia Anteprime 05
„ Nuove tendenze
„ Nuove tendenze
Stasera andiamo ad un concerto
o stiamo a casa? Tutte e due!
Arriva dagli Stati Uniti il fenomeno che sta
prendendo sempre più piede anche da noi: gli house
concerts, quando gli artisti portano le note a domicilio
titolari dell’agenzia -, il pubblico si dimostra sempre molto rispettoso,
come si sentisse a casa sua, si attiene infatti a qualsiasi decisione del
padrone di casa». Una delle prime difficoltà che vengono in mente
potrebbe essere il rapporto con i vicini... «Finora non si è lamentato
nessuno. Certo facciamo in modo di avvisare tutti e la serata inizia
molto presto, alle 19.30 - 20 di modo che non si prolunga mai molto
oltre le 22.30».
Degli innegabili punti dolenti (che finora ancora non si sono
palesati) sono la Siae e la sicurezza. La 2roads racconta che se la
prima dovesse avanzare delle richieste loro addurrebbero il fatto che
il contributo pagato dai partecipanti è per un rimborso spese per
un evento privato. Mentre per quanto riguarda la sicurezza sono
gli organizzatori stessi a controllare che non avvengano infrazioni,
di Camilla Franchi
Due momenti dell’esibizione di My Brightest Diamond
Perché cercare sempre nuovi spazi dove tenere concerti quando le
note dal vivo degli artisti si possono comodamente ascoltare anche
a casa propria? Questo forse hanno pensato i primi organizzatori
statunitensi di “house concerts” (concerti in casa) che si stanno
diffondendo sempre di più anche in Italia. Anzi, negli Stati Uniti e in
Canada non costituiscono nemmeno più una novità mentre da noi,
da un anno a questa parte, nascono sempre nuove organizzazioni.
Certamente l’idea di trasformare i grandi eventi dal vivo in momenti
più intimi e raccolti risponde anche ad altre esigenze da parte del
pubblico, tra cui anche il desiderio di novità e di riscoprire un modo
nuovo di stare insieme ad altre persone che non si conoscono. Per
cui se da un parte i gestori di locali, in una grande città come Milano,
ad esempio, lamentano un calo nelle frequentazioni e quindi nei
56
guadagni, gli appassionati di musica e non solo si recano sempre più
volentieri nelle abitazioni altrui per passare una serata diversa.
A questo si deve aggiungere poi l’impareggiabile vantaggio di poter
ascoltare il proprio cantante preferito a pochissimi metri di distanza
e mai con troppo affollamento intorno.
La ricerca del luogo dove si terrà il concerto, infatti, parte proprio
dai fan molto spesso e dal sito internet dell’artista. Viene lanciato
un primo appello in cui si specifica semplicemente la città dove si
vorrebbe tenere l’evento e il giorno e si chiede a chi voglia mettere
a disposizione la propria dimora di mandare una piantina e delle
fotografie della stessa. Dopo che è stata scelta la più appropriata,
viene esteso pubblicamente l’invito ma senza specificare il luogo
preciso. Solo in un secondo momento, dopo che la persona
Italia Anteprime 05
foto di Zoe Vincenti
foto di Zoe Vincenti
foto di Zoe Vincenti
La presentazione dei Sikitikis
Il concerto dei Marta sui Tubi
L’house concert dei Sikitikis
ha prenotato, le viene mandata una mail o un sms con tutti i
particolari della serata. A quel punto il gioco è fatto: ci si presenta
all’appuntamento come se si andasse a cena di amici con una
bottiglia di vino o qualcosa da mangiare. Un ingresso bisogna
pagarlo, in genere è un contributo per il rimborso spese dell’artista,
per il disturbo del padrone di casa che provvede a preparare già un
buffet d’accoglienza e per il servizio di pulizia successivo.
Un’organizzazione che sta facendo parlare di sé ultimamente è
la 2roads di Milano, che ha iniziato quest’attività nel novembre
2007 ma ha già al suo attivo una ventina di eventi organizzati con
successo.
«Non abbiamo finora riscontrato alcun tipo di problema –
raccontano Mauro Mattei e Benedetta Bellotti, due dei tre tra i
contando anche sul numero limitato dei partecipanti.
Certo la sicurezza matematica non si può avere.
Ben presto poi gli house concerts (e forse non si chiameranno più
concerts) non si fermeranno solo alla musica: 2 roads ha appena
instaurato una collaborazione anche con Ge.mi.to., un collettivo
di ragazzi di Alessandria dediti all’arte contemporanea che sta
sperimentando la stessa formula. In questo caso sono gli artisti ad
andare direttamente nelle dimore di chi lo desidera e propongono
curiose soluzioni: come ad esempio un video d’arte che viene
proiettato su un letto dove si trova anche un catino che riflette la
luce in tutta la stanza. I costi sono superiori ma funziona comunque
e dimostra che pian piano saranno conquistati ancora nuovi campi
inesplorati.
Italia Anteprime 05
57
„ Grandi mostre
„ Grandi mostre
1) Il Doge sul Bucintoro a San Nicolò del Lido il giorno dell’Ascensione,
Francesco Guardi, Musée du Louvre - Parigi
2) L’ingresso al Canal Grande con la basilica della salute,
Francesco Guardi, Collezione Alighiero De’Micheli, FAI - Milano
3) Il canal grande dal palazzo Balbi al ponte di Rialto,
Francesco Guardi, Galleria degli Uffizi - Firenze
1
Rinascimento
Veneto
2
La Rotonda, una delle più celebri
ville del Palladio a Vicenza
4
I grandi nomi come Tiziano, Tintoretto, Veronese,
Cataletto ma anche “Italics: tra tradizione e
rivoluzione 1968-2008”. A fine estate un itinerario
affascinante tocca Venezia, Verona e Vicenza
Ne eravamo convinti. Che il Veneto, riuscisse a trarre il massimo della
bellezza nel languore delle situazioni di trapasso, ce lo dimostra ormai da qualche secolo Venezia, col suo inimitabile fascino decadente.
E una piccola conferma di questo suo talento il Veneto ce la dà
anche quest’anno, fermandosi sul ciglio dell’estate e concedendoci
un passaggio in tre declinazioni della bellezza, prima di tuffarsi
nell’inverno. Tre mostre di livello assoluto che sfidano noi cronisti
più o meno esperti a non riempirci di slanci d’enfasi e a gridare al
nuovo rinascimento veneto. In primis proprio la sempiterna Venezia
ci regalerà un inusuale transito nella contemporaneità, lei cui siamo
abituati a pensare come un fenomeno fuori dal tempo, si toglierà il
gusto di offrirci l’unica grande retrospettiva sull’arte italiana contem58
di Mauro Illarietti
poranea negli ultimi anni. Tutto questo con Italics, arte italiana tra
tradizione e rivoluzione 1968-2008, una mostra che a Venezia non
poteva che nascere nell’orbita di François Pinault. A Palazzo Grassi,
dal 27 settembre all’11 gennaio 2009, in un tracciato studiato da
Francesco Bonami sfilerà il meglio dell’arte italiana, in un percorso
discontinuo per necessità, poiché tali sono stati gli ultimi nostri quarant’anni. Guttuso, Schifano, Burri, Ghirri daranno così la mano alle
nuovissime generazioni dell’arte, da Cattelan a Vanessa Beecroft. Così
finalmente scopriremo se anche in arte, il ’68, stia passando quella
crisi di mezz’età che spesso gli sentiamo imputare in ambito sociale.
Chi certo non conosce crisi da ormai tre secoli ininterrotti è il
Canaletto, grande protagonista della mostra-evento di Casa dei
Italia Anteprime 05
4) Teatro olimpico - Vicenza
3
Carraresi a Treviso, dal 23 ottobre al 5 aprile 2009 le date. Coprotagonista dell’allestimento sarà quel fenomeno artistico che aveva
trovato il suo apice proprio là, in quel magico hic et nunc che sarebbe divenuto il progenitore di tutte le nostre cartoline, il settecento
veneziano. Quindi Carlevarijs, Bellotto e molti altri completeranno il
lussuosissimo puzzle fornendoci una visuale d’insieme della Venezia
settecentesca del tutto eccezionale.
Da non perdere per la sconfinata ricchezza e qualità dei prestiti, visto
che molte opere non tornavano in Italia da almeno un trentennio.
Ultima perla incastonata nell’inizio autunno veneto è da ricercare a
Vicenza, in occasione di un altro anniversario, da cui il titolo della
mostra: Palladio 500 Anni. Settantotto disegni autografi del maestro
padovano torneranno in Italia da mezza Europa dal 20 settembre
al 6 gennaio 2009. Non solo, ospiti del Palazzo Baraban da Porto,
guarda caso proprio una dimora palladiana, sarà anche una corte di
personaggi legati al magnifico architetto, amici e nemici, ritratti da
pennelli eccellenti: Veronese, Tiziano, Tintoretto, solamente per
fare qualche nome. Questo e molto altro per riconferire a Palladio
quella tridimensionalità che si confà ad un architetto e poterlo
catturare nel pieno del sue essere immaginifico. Unico potenziale
difetto di questa concentrazione d’arte nel veneto settembrino: e se
poi, come diceva Shakespeare, davvero la bellezza attirasse i ladri più
dell’oro? Nessun problema per i manigoldi esteti, a Venezia anche i
piombi hanno il loro fascino.
Italia Anteprime 05
59
„ Cinema
Raccontare la fine
del mondo... porterà fortuna?
Immagini tratte da
Un sottile senso della catastrofe
accomuna almeno tre pellicole nelle sale
in questi mesi: Dr Plonk, Funny Games
e Kung Fu Panda
In alto la locandina di “Funny
Games” di Michael Haneke.
A sinistra Michael Pitt tra
i protagonisti di Funny Games
C’è qualcosa di antropologicamente interessante, ancestrale, primitivo in quasi tutto
quello che facciamo. Regola cui non è esente
nemmeno la contemporaneissima settima
arte: il cinema.
Basti notare il ritorno della funzione apotropaica, ovvero l’umanissima abitudine di augu60
rarsi ogni sorta di male per scacciare lo stesso.
A Modena, per esempio, si salutano anche i
più fedeli amici auspicandosi che venga loro
un cancro. Poe si augurava di tutto cuore per i
propri cari una rapida agonia in preda alla tisi.
Al cinema negli ultimi cinquant’anni pochi
generi ci sono riusciti meglio che il catastroItalia Anteprime 05
“Kung Fu Panda”
di Mauro Illarietti
fico, in cui abbiamo prospettato ogni genere
di fine per il nostro povero mondo. In questa
prospettiva s’inseriscono magnificamente tre
diverse declinazioni di questa funzione e che
troverete presto sul grande schermo.
La prima per attinenza e data d’uscita (dal
7 luglio nelle sale) è Dr.Plonk, parabola
muta di uno strambo almeno quanto
geniale scienziato che nel 1907 scopre con
un secolo d’anticipo la data della fine del
mondo. L’esigenza di provare e comunicare la
terribile rivelazione porta il Dr. Plonk , la sua
sfericissima moglie e il suo aiutante sordo in
una serie d’escursioni nel futuro. Il 2007 agli
occhi dello scienziato non può che risultare
come una catena di pericoli, disconnessioni,
nonsense: le dimostrazioni che la fine sia
vicina pullulano. Da questa serie d’intersezioni
non poteva che nascere una bomba ironica,
unica cosa ad esplodere veramente alla fine
del film, a dispetto delle previsioni del grande
luminare. Delizioso.
La seconda pellicola sviluppa invece il genere,
per così dire, dell’apotropaico domestico. E’ in
uscita l’11 luglio il remake di Funny Games,
dell’austriaco Haneke, e nell’attesa di sapere
se porterà fortuna anche a noi possiamo già
costatare che certamente ne ha portata al
regista, al suo battesimo hollywoodiano.
Elegantissimamente violento, Funny Games,
non è che l’antitesi del fine settimana perfetto.
La partita di golf per cui la più tipica delle
famiglie americane era partita diviene un
gioco perverso, la gita in barca un incubo,
quella che doveva essere una breve vacanza
un eterno riposo. Haneke fa a pezzi tramite
i due sanguinari e guantati protagonisti uno
stereotipo famigliare che è sempre stato in
auge ovunque tranne che nella realtà. Risultato finale ne è un godibilissimo “American
Beauty” versione vagamente splatter. L’ultimo
pericolo per il mondo arriverà nei cinema il
29 agosto, data d’uscita di Kung Fu Panda.
Simpatica novella che sul prevedibile plot ha
il privilegio di srotolare una serie di valori non
altrettanto scontati. Il sogno di divenire un
lottatore del panda Po si scontra con tutto:
un corpaccione più adatto al sumo che al
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kung fu, un talento uguale a zero ed un padre
che, come ogni padre che si rispetti, ha per
il figlio piani totalmente diversi dai suoi. Per
esempio quello di farlo diventare un cuoco
di noodles. Su tutto questo si stende l’ombra
di un terribile lottatore che viene da lontano
e pronto a distruggere il mondo. Ovvero, se
abbiamo capito bene, ad allungarci la vita.
61
„ Time Out
del capello tirato a lucido e fissato a dovere
alla forma del cranio. Adesso la brillantina,
l’unguento profumato che quei signori
usavano per fissare la capigliatura celebra gli
anni ottanta e una nota marca inglese ne
propone una versione moderna che ha tutte
le proprietà dell’originale con la variante della
eliminazione dell’unto. Ricordiamo che in
Grease John Travolta si lamentava che la sua
testa lasciasse sempre un’ombra di unto sul
cuscino della amata.
Dal mondo
ce la faccia a conquistare la Casa Bianca», ha
detto con la sua formidabile vociona.
Barack come
Kennedy?
Quattro mila tonnellate al giorno di cibo
vengono buttate. Lo spreco continua anche
adesso che il costo della vita ha superato certi
limiti e «le famiglie non arrivano a fine mese».
La media dello spreco in Italia è di 584 euro
pro capite all’anno. Si butta verdura frutta
formaggio e , “peccato mortale”, pane.
Aretha 66x50
Il Louvre
delle meraviglie
Tony Renis ricorda quando la sua canzone
di maggior successo, “Quando Quando
Quando”, piacque a Mao e alla sua corte.
Tony cantante di successo negli anni sessanta
si riciclerà poi in autore e produttore. Vive fra
l’Italia e la California.
che si è specializzata nella moda dell’intimo
audace e Wu Oung Cha che si ispira alla
moda anni settanta con gonne spaccate e
scarpe bicolori.
A proposito di Barack Obama il candidato
democratico intervistato da un mensile musicale ha dichiarato di amare il jazz, soprattutto
Parker e il rock dai Grateful Dead ai Pearl Jam.
E intanto Barack incassa una ulteriore caterva
di apprezzamenti, fra i quali uno che gli ha fatto particolare piacere: «Sarà il nuovo Kennedy
ne ha la statura e la carica umana».
Caro musica
Pechino moda
Il Louvre, il grande museo parigino fra i più
ricchi del mondo offre a Verona una collezione di grandi pittori: Leonardo, Raffaello, Rembrandt. Ritratti e altro ma soprattutto quei
volti stupiti, sorridenti, drammatici ispirati che
non si possono dimenticare. Primo fra tutti
il bellissimo sguardo pensoso e vagamente
interessato, certamente dedicato a un uomo,
della signora che piacque a Leonardo. Dal 19
settembre al 15 febbraio del 2009.
Quando Tony
piacque a Mao
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Il costo dei biglietti per i concerti di artisti
pop e rock ha raggiunto limiti che una
volta si consideravano inavvicinabili. Vasco,
Madonna, Ligabue sono i picari. Dal governo
c’è la proposta di stabilire un calmiere: ma sarà
possibile? Del resto anche all’estero pare che
la cavalcata dei prezzi non abbia freni.
Brillanti e unti
Sarà l’effetto Olimpiadi, sarà la ricchezza e la
travolgente espansione economica, insomma
i fattori sono davvero molti e non dovrebbe
sorprendere che Pechino stia per diventare
una delle più visitate e riverite capitali della
moda. E non solo per la corsa al negozio
di prestigio nel centro modernissimo della
capitale ma anche per la scoperta dei nuovi
talenti cinesi come O Wang, bella ragazza,
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Clark Gable, Totò, Elvis erano certamente i
più rappresentativi personaggi della moda
La signora compie 50 anni di musica di soul,
quella particolare forma di musica nera che
si ispira al blues e al jazz, anzi si può dire che
sia parte del DNA di quei generi. La signora
è la superstar Aretha Franklin, ottanta chili
di peso, cento chili di grande voce mille di
personalità e di simpatia.
Aretha ha avuto la gioia di avere non una
standing ovation ma addirittura una serata
di gala dedicata a lei e al soul al Metropolitan
di New York. Aretha per l’occasione ha detto:
«Non dimenticate che festeggiando il mezzo
secolo di soul dovete anche rendere onore
e “respect” ai 66 anni che compio oggi».
“Respect” è uno dei successi più famosi
della cantante, un misto di passione e di
rabbia, che Aretha non mette mai da parte e
infatti durante la festa non ha taciuto quando
Quincy Jones ha detto al microfono: «La nera
più artista del momento». Aretha ha reagito
sottolineando che essere neri in America,
anche oggi, penalizza i talenti. «Mi auguro
soltanto che quel ragazzo con la pelle scura
Sprechi
La valigia di Capa
Preti mondani
La valigia segreta nella quale Robert Capa, il
grande fotografo, conservava pellicole, provini,
appunti che nessuno doveva vedere e che
era scomparsa è stata ritrovata grazie agli
eredi di un diplomatico francese. La valigia
era scomparsa a Parigi nel 1939 quando Capa
aveva dovuto lasciare l’albergo in cui viveva
nel XVI arrondissement per divergenze con il
direttore. Roberto Capa è stato uno dei più
grandi fotografi di tutti i tempi, soprattutto
nelle guerre e nelle rivoluzioni, famose le
sue immagini della guerra di Spagna dove
fu anche combattente nelle file delle Brigate
In Vaticano circola la voce che Papa
Internazionali per la libertà contro il generale
Ratzinger non approvi l’eleganza di certi
Franco e la sua cricca di seguaci di Mussolini e
sacerdoti: sono vanesi, mondani e in continua Hitler. Capa, era un ebreo ungherese, fu semricerca della esibizione di oggetti e indumenti pre dalla parte della libertà e morì salutando
che rappresentano il mondo che con la
su una mina in Vietnam dove cercava di
Chiesa e la missione dei suoi uomini non ha
testimoniare la strenua difesa dei vietcong e la
nulla a che fare.
disperata aggressività dei soldati americani.
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