di Silvia Danielli Editoriale Perché un’altra copertina dedicata ad Allevi E’ vero: di Giovanni Allevi hanno parlato tutti i giornali, in tutte le salse e in ogni modo possibile. Però ogni suo album rimane degno di nota. Innanzitutto è uno dei pochi artisti italiani di musica classica che sia riuscito a diventare una vera e propria star, e a livelli internazionali per giunta. La gente quando lo incontra lo ferma per strada e gli fa i complimenti per la sua innata capacità di emozionare. Molti giovani si son improvvisamente interessati a un genere musicale che non era esattamente alla moda e a “Mai dire martedì” è comparsa anche una sua imitazione come se fosse un famoso politico. Questa volta ha deciso di scrivere le musiche per un’orchestra sinfonica ed è nato l’album “Evolution”: per questo abbiamo deciso di dedicare a questo artista marchigiano, prima conosciuto solo come “il pianista di Jovanotti” la nostra cover. Italia Anteprime 05 05 Sommario Italia Anteprime, il portale dell’entertainment 19 La classe di Ben 22 Hucknall, di rosso è rimasto il vino 16 Le Psicodelizie di Meg di Nicole Cavazzuti 25 Metallica secondo Hell Demonio e LNRypley Ecco gli Scouting for girls di Silvia Danielli 28 Festival 1 Editoriale 2 ¯ MUSICA 4 Madonna, che tigre! 6 10 L’Evolution di Giovanni Allevi Sommario di Gigi Movilia Madonna secondo Equ, Tinturia, Cherry Lips 8 Calendario 10 L’evolution di Giovanni Allevi di Silvia Danielli 12 Massive Attack secondo i Sikitikis 13 Rage Against the Machine secondo i Torquemada 14 Bjork, il ritorno del folletto islandese di Camilla Franchi Zaino in spalla per seguire le sette note di Marco Trabucchi 30 Pianeta Hip-hop Un microfono non basta a cura di hano.it ® TEATRO 34 Panariello, la difficile ascesa dell’omino dei sogni di Gigi Movilia 38 Il ritorno della Fura del Baus di Mauro Illarietti 40 Maurizio Crozza: in tv ancora per poco? di Nicole Cavazzuti 42 Notaio, filippino, pugile in una parola: Marzocca di Nicole Cavazzuti volevano sposare di Gino Ajello 46 I Deep Purple secondo i Caminada 47 Bregovic e il fascino dei contrasti che si uniscono di Marco Trabucchi 48 Pino Daniele. Viene giù da Toledo lento come un blues di Gigi Movilia 50 Lorin Maazel, «Tatatatta.. io domatore di suoni» di Gino Ajello 52 Intra: swing e capelli bianchi di Luis Sergi 54 Jazz Story La coppia che cambiò la musica di Luis Sergi 56 Nuove tendenze Andiamo a un concerto o stiamo a casa? Tutte e due! di Camilla Franchi GRANDI MOSTRE di Silvia Danielli 58 Rinascimento Veneto di Mauro Illarietti · CINEMA Raccontare la fine del mondo 19 Ben Harper, grande classe con relax di Camilla Franchi 60 20 Sud Sound System, datecene ancora I cd in vetrina a cura di Silvia Danielli e Move 18 Rem secondo Luca Gemma 44 I Duran Duran e il principe che tutte di Silvia Danielli porterà fortuna? di Mauro Illarietti TIME OUT 62 Dal mondo 14 Il ritorno di Bjork Omino dei sogni PERSONAGGI 31 Brand New 16 Le psicodelizie di Meg 34 26 Cosa c’entrano gli scout con le ragazze? 48 Il lento blues di Pino Daniele „ Musica „ Musica MADONNA, CHE TIGRE! di Gigi Movilia All’Olympia di Parigi, per la prima dell’Hard Candy Tour ha riscontrato un successo strepitoso... come sempre del resto. Finalmente arriva anche in Italia: il 6 settembre a Roma Pre 02 ww no ta 26 i tu oi big lie tt .20 i an CO tep NS rim DO EG e.it MI NA CI LI A O w.i ta lia 4 .11 .65 L’Olympia di Parigi era zeppo, la folla aveva cominciato ad assieparsi dalla notte. I ragazzi e anche quelli che ragazzi non sono più, sapevano, si rendevano conto che vederla è sempre un privilegio e che a 50 anni la signora è comunque qualche cosa di speciale. Sabine Trudeau, cassiera del grande teatro parigino dice che si sentiva emozionata: «In fondo è comunque un evento, aveva dichiarato a Europe N.1». Qualcosa di speciale, come dicevamo, ma è anche un evento fatto persona, un modo di considerare la vita, la musica, la moda, l’amore. E’ azzardato dire che Madonna, la signora, ha cambiato in qualche modo il concetto di vita e di personalità e di fantasia della gente? Dai tempi di “Material Girl”, è cambiato davvero qualcosa. Maddy ha pubblicato il suo nuovo album (l’undicesimo) “Hard Candy” a fine aprile : ora lo sta presentando in giro nel mondo e arriverà anche in Italia il 6 settembre allo Italia Anteprime 05 stadio Olimpico di Roma. L’impatto con lei ha sempre qualcosa di speciale e di indimenticabile. Tu la guardi, spiccichi qualche frase e lei ti osserva curiosa, perché è curiosa di tutto. A Parigi Madonna ha fatto il boom, dicevano i giornali a maggio. Quando negli Anni Novanta le avevo detto proprio a Parigi che la sua musica e il suo impatto speciale con il pubblico non erano adatti a un teatro, a una platea limitata, Madonna aveva storto il muso facendomi capire che non capisco nulla e che la sua musica essendo universale va bene nelle arene, negli stadi, nei palazzetti e nei club: una musica speciale e corale, una musica popolare che però non ha nulla a che fare con la modestia del pop, avendo nel suo nocciolo qualche cosa di esplosivo e di rivoluzionario che ha fatto dire proprio a Mick Jagger: «Quella sa ciò che vuole. Mi fa paura». LE DATE 6 settembre Roma Stadio Olimpico Italia Anteprime 05 5 Madonna, che tigre! „ Musica Madonna, che tigre! „ Musica I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti Madonna secondo... Madonna secondo... Madonna secondo... Equ Cherry lips Tinturia Ballerina, cantante, modella... ma chi è veramente? Nome: Madonna Professione : Entertainer Una fotografia immutata di Gabriele Graziani di Stefy Parks Che reciti in un nuovo film, che registri un nuovo album, che prepari un nuovo tour.. Madonna è lei la notizia! A prescindere che balli, che suoni, che vesta di verde e che si tinga i capelli viola! Da piccolo, Madonna non capivo chi fosse... Era una ballerina? Era una cantante? Era una stilista? Era una modella? Ho pure scoperto (da troppo poco tempo, però) che anni fa ha scritto una collana di libri per bambini! Magari erano di quei libri pieni di figure... magari con le sue! E quanta potenza che esprime, questa Madonna! Ad esempio, la melodia che ho sentito oggi si ispira a un suo brano di anni fa, la dance music non l’ascoltavo da anni, lei incide un brano dance e torna il revival... Più che altro molte persone dovrebbero chiedere a lei chi sono loro!? La gente si immedesima tanto in lei... Forse perché arriva dai loro stessi luoghi! Chissà se lei lo ricorda! Ringraziamo la NASA per averla progettata? „ Ho pure scoperto che anni fa ha scritto una collana di libri per bambini 6 CHI SONO Gli Equ Gli Equ non fanno lo stesso genere musicale di Madonna. Il loro è un pop d’autore, suoni e testi sofisticati e una predilezione per il rock – progressive. Eppure hanno accettato la sfida di confrontarsi con una cantante pop che domina le classifiche da decenni. Il loro obbiettivo pare evidente non sia il medesimo ma con il loro primo cd “Liquido” stanno già attirando l’attenzione di critici e pubblico. Anche l’attore Claudio Santamaria è rimasto colpito dal progetto e ha prestato la sua voce in “Il pendolo” e “Il giorno prima”. Anche il fumetto è una passione del gruppo e infatti Gabriele Graziani (voce), Alessandro Fabbri (basso), Tommaso Anagni (batteria e percussioni), Daniele Boscherini (chitarre e hog) e Roberto Olivetti (alle chitarre) hanno pensato a delle tavole per corredare il loro racconto sviluppato nel concept album. I temi? La vita, la morte e l’amore. Semplicemente.. Italia Anteprime 05 Quando ci si pone di fronte ad un artista sembra naturale cercare di definirlo con un genere musicale, esaminarne il talento e osservarne l’evoluzione nel corso della sua carriera. Se ci avviciniamo al fenomeno Madonna con questo atteggiamento ci troviamo di fronte ad un paradosso. Il talento musicale di Maria Ciccone è infatti assai dubbio, la sua evoluzione vocale praticamente nulla, il suo genere musicale inclassificabile. Eppure Madonna è stata eletta “Queen of Pop” ed artista femminile di maggior successo al mondo. Dotata di una camaleontica capacità di adattarsi alle tendenze del momento e di una geniale abilità nell’orchestrare scandali e sfruttarli a proprio vantaggio, lei stessa non si definisce musicista ma entertainer (intrattenitrice). Vero e proprio simbolo dell’American Dream, punto di riferimento per ogni donna, in quanto lavoratrice assidua e costante, dimostrazione vivente che la volontà di affermarsi (indipendentemente dal talento) può portare una persona al successo. Artista da ammirare a livello umano, indipendentemente dalla musica. Il suo concerto evento a Roma sarà imperdibile. ›› La sua evoluzione è praticamente nulla. Il suo genere è inclassificabile eppure è stata eletta come Queen of Pop CHI SONO di Lello CHI SONO Le Cherry Lips Il loro manifesto è riassunto nel titolo di una canzone di Cyndi Lauper. “Girls just wanna have fun” (“Le ragazze vogliono solo divertirsi”). Le Cherry Lips, infatti, vogliono soprattutto svagarsi con il rock’n roll che adorano. Anche in “Dead or alive (are you)” si lamentano delle persone che passano la loro vita a farsi solo paranoie e non vedono niente di buono nella loro e nell’altrui esistenza. Le veronesi Cheery Lips non sono così: sono allegre e vivaci. Nate sui banchi del liceo scientifico per volontà della cantante Stefy Parks (figlia del famoso scrittore e giornalista Tim) e di Karima Oustadi hanno impiegato un po’ di tempo prima di completare la loro formazione. Alle due si sono aggiunte: Serena alla batteria ed Elisa alla chitarra acustica. Il loro primo omonimo cd è uscito all’inizio del 2008, lo racchiude un cartonato semplice giallo con impresso solo il loro nome, all’interno ci sono delle loro foto in formato stile Polaroid. Madonna chi? Un’ immagine che diventa... è già, fotografia. Resta appesa, quasi invisibile nell’essenza, per quanto mi riguarda non solo non esiste, ma è già stata... è già stata voce, attrice, produttrice, icona di se stessa... Ha un difetto solo, è ancora in vita... Nel suo vuoto enorme, crea in altre parole l’illusione di un rapporto. Sto cercando su internet alcune informazioni su Madonna, dai vari blog, rassegne stampa, documentari, video, frammenti d’interviste.. Ecco, c’è tutto, è tutto lì a portata di mano, s’incolla e resta dentro un passato che si chiama attualità. Per me Madonna è memoria involontaria, è la mia Madeleine, è una partita di calcio sospesa nel bel mezzo di un’estate bianca... Evento, ricordo, diretta, Raiuno, Torino, concerto, anzi, il concerto! Insieme a tutti e tutti davanti al video con la palla senza rimbalzo sotto il sedere nel sospeso di un sogno di mezza estate... Non c’è niente di più contagioso di un’opinione che diventa per forza comune. Ecco Madonna è questo, mette tutti d’accordo... è uno sguardo di Greta Garbo, è una fotografia di Einstein che mostra la lingua, è il primo piano del Che che fissa il futuro incerto... In fondo il pop è movimento oltre ad essere “un movimento”... e lei è tutto questo. Anche adesso si nasconde nel suo tempo, dentro la maschera da sfinge del suo mito per me rimane lì... io sono lì appeso nel sospeso di un pomeriggio estivo, insieme a tutti, davanti al video con la palla senza rimbalzo sotto il sedere. Italia Anteprime 05 I Tinturia Già solo guardando una loro foto sembra che suonino di più secondo lo stile dei Gogol Bordello, il gruppo capitanato da Eugene Hutz e amato da Madonna piuttosto che assomigliare alla musica di lei. E in effetti... non hanno praticamente niente in comune con l’artista americana ma il loro contributo conferma la fama sconfinata. Ascoltando i Tinturia viene subito in mente un universo di suoni caldi e colorati tipici del sud del mondo e quindi naturalmente anche della Sicilia da cui la band proviene. I Tinturia nascono negli anni ’90, il primo cd che pubblicano si intitola “Abusivi di necessità”. Da subito su tutti spicca il frontman del gruppo, Lello. La sua vena artistica estrosa diventa la nota che contraddistingue l’immagine del gruppo. Oggi pubblicano l’album “Di mare e d’amuri” dove ancora una volta si fondono il pop col reggae, il funk e il rap. ›› Per me Madonna è memoria involontaria, è la mia Madeleine, è una partita di calcio sospesa nel bel mezzo di un’estate 7 „ Calendario Francesco Renga ® Fichi d’India Gli eventi da non perdere CLASSICA ~ ROCK Flauto Magico Ben Harper Vasco Rossi 24 luglio - Villafranca (Vr) Castello Scaligero 12 settembre - Udine Località Rizzi 26 luglio Roma Ippodromo delle Capannelle 19 settembre - Bologna Giovanni Allevi 4 ottobre - Torino Finley 12 luglio - Villafranca (Vr) Castello Scaligero 18 settembre - Milano Palasharp “Gli amici aharraara”, i varesini Bruno Arena e Massimiliano Cavallari si esibiscono al Palasharp di Milano il 18 settembre portando in scena tutte le loro irresistibili gag di oltre vent’anni di carriera. “Lavori in corso” è il titolo dello spettacolo in scena. 6 settembre - Milano Datchforum James Blunt 31 ottobre - Bolzano Palaonda Max Pezzali 1 agosto - Cagliari Anfiteatro Romano 22 luglio - Roma Cortile S. Ivo alla Sapienza 2 agosto - Alghero Arena concerti Massimo Ranieri Alex Britti 8 agosto - Sabaudia (Latina) 26 luglio Minturno (Lt) Teatro Romano 17 settembre - Milano Datchforum REM D’AUTORE 26 luglio - Milano Arena Jovanotti Paolo Conte 28 luglio - Taormina (Me) Teatro Antico Panariello 16 agosto - Cattolica Arena della Regina 16 settembre - Verona Arena 27 settembre - Roma Palalottomatica 18 novembre - Roma Roberto Vecchioni Patti Pravo 19 settembre - Milano Palasharp 24 luglio - Roma Ippodromo delle Capannelle Gianna Nannini Ligabue 19 agosto - Cagliari Anfiteatro Romano 12 luglio - Bari Arena delle Vittorie 16 settembre - Napoli Teatro Palapartenope Antonello Venditti 18 luglio - Roma Stadio Olimpico The Mars Volta 6 agosto Sabaudia (Lt) Arena del mare 22 luglio - Cagliari Fiera Campionaria 29 luglio Ostia Antica (Roma) Teatro Romano 21 agosto - Cagliari Anfiteatro Romano 19 agosto - Sabaudia (Lt) DISCO 30 agosto - Taormina (Me) Teatro Antico 25 settembre - Verona Arena Duran Duran Massive Attack 15 luglio - Mantova Esedra Palazzo Tè 18 luglio - Roma Ippodromo delle Capannelle 16 luglio - Roma Ippodromo delle Capannelle ETNICA 19 luglio - Milano Idroscalo Max Gazzè ~ Coldplay Metallica 30 settembre - Milano Assago Italia Anteprime 05 29 settembre - Milano Datchforum Maurizio Crozza 14 agosto - Sabaudia (Lt) Arena del Mare 21 agosto - Alghero Arena Concerti 22 agosto - Cagliari Anfiteatro Romano 22 luglio - Bologna Arena Parco Nord º 12 settembre - Milano Max Gazzè è stato uno degli autori migliori all’ultimo festival di Sanremo con il suo “Il solito sesso”, apprezzato dalla critica e dal pubblico e grande successo radiofonico. Ora ha appena festeggiato dieci anni di carriera segnati da indimenticabili brani come “La favola di Adamo ed Eva”, “una musica può fare”, “Vento d’estate” e moltissime altre. Dal vivo presenterà anche i nuovi brani di “Tra l’aratro e la radio”. METAL La fama dei Coldplay è planetaria, ogni loro album (anche se sono solo al quarto) e concerto è atteso come se fosse un imperdibile evento. Come questa data al Datchforum di Milano. Il tour è iniziato da Los Angeles con uno scontato “tutto esaurito”, è stato arricchito da tutta una serie di effetti speciali, e inoltre coriandoli e raggi laser che hanno reso lo show un po’ più frizzante del solito. Ora Chris Martin e soci presentano finalmente live i nuovi brani di “Viva la vida or Death and all his friends”. ® TEATRO Goran Bregovic Ostia Antica (Roma) Teatro Romano 8 15 luglio - Brescia Piazza della Loggia POP Mick Hucknall 22 luglio - Ostia Antica (Roma) Teatro Romano Italia Anteprime 05 9 „ Cover story „ Cover story L'Evolution Pre 02 ww no ta 26 w.i ta i tu .11 oi big lie tti . an CO 2 0 tep NS rim DO EG e.it MI NA CI LI A O lia di Giovanni Allevi .65 testo di Silvia Danielli Un album di sola musica sinfonica e una nuova lunga tournèe per il pianista dei record conosciuto in tutto il mondo Un giorno una bimba di sette anni gli ha mandato una mail: lo invitava a cena con lei perché doveva chiedergli di sposarla. Una signora di 96 anni, dopo un concerto e dopo avergli chiesto l’autografo, gli ha detto che avrebbe ricordato quell’evento per tutta la sua vita. Sono solo alcuni degli episodi curiosi che Giovanni Allevi ha avuto modo di vivere in questi anni, da quando è passato dall’essere il “tastierista di Jovanotti, Giovanni Allievi (si, si avete letto bene: Allievi)” al fenomeno mediatico odierno che riempie le piazze e colleziona un sold-out dopo l’altro sia in Italia che nel resto del mondo. Adesso è appena uscito il suo nuovo album, “Evolution”, insieme all’orchestra sinfonica dei Virtuosi Italiani, anzi Allevi ha composto la musica per loro ma del suo magnifico pianoforte non ci sono molte tracce. ›› Non teme dunque che i suoi fan possano non apprezzare la sua ultima fatica? Non ho la risposta, purtroppo non posso 10 sapere cosa accade nel cuore delle persone ma di questo sono convinto: i miei fan mi vogliono bene. Sanno che qualunque cosa io faccia la faccio col cuore. Quindi diciamo che spero con tutto il cuore di non deluderli. ›› Come è andata con l’orchestra dei virtuosi comunque? Molto bene anche se all’inizio non è stato facile: è come trovarsi a giocare con i migliori atleti, con quelli di una Nazionale di calcio ad esempio. Loro hanno avuto delle difficoltà a entrare nel mio linguaggio musicale che non è tradizionale ma una volta superato l’impatto è andata tranquillamente. ›› Lei compone musica contemporanea e non ci sono moltissimi artisti che facciano lo stesso... a lei ne viene in mente qualcuno? Di musicisti che compongano solo per il gusto di farlo e non per colonne sonore o altro in effetti non ne conosco... certo mi auguro che nel futuro ne possano nascere tanti. Italia Anteprime 05 era bellissimo perché ti permetteva di rimanere vicino ai ragazzi. ›› E della sua imitazione a “Mai dire martedì” che ne pensa? Le ha dato fastidio? Tutt’altro: mi lusinga molto! Il fatto che un pianista venga imitato come un politico famosissimo e che sia entrato nell’immaginario comune è un cambiamento epocale. Vuol dire che potrà accadere anche ad altri... ›› E i suoi fan invece come l’hanno presa? Beh... alcuni bene, altri meno... ›› Le rimostranze le scrivono sul suo forum? Sì, lo gestiscono totalmente loro, ci tengo a specificarlo. A volte, come in questo periodo, non riesco a controllare bene. Poi se si tratta di leggere i commenti su internet...molto spesso evito perché vengono anche scritte molte critiche negative e io... ci rimango malissimo. ›› Anche le interviste, le apparizioni in tv... le pesano o la divertono? Mi divertono, per fortuna e anche molto... se penso che prima mi venivano a sentire pochissime persone... ecco quel pensiero mi fa sempre sentire privilegiato. ›› Molti le manderanno i lavori per conoscere un suo parere... Sì, ma non ne ascolto molti. Ho paura che possano influenzarmi. Una volta avevo letto che Paulo Coelho non leggeva mai i manoscritti che gli venivano spediti perché non voleva farsi condizionare: ecco io penso esattamente la stessa cosa, ho bisogno del silenzio esterno per produrre.. ›› Ma per l’ispirazione diceva che era necessario frequentare la gente per strada... Si, certo è fondamentale il contatto umano per non chiudersi in una torre d’avorio dove il compositore rimarrebbe in totale solitudine. A me invece piace andare in giro sui mezzi e stare così in mezzo alla gente. ›› Non insegna più però vero agli alunni delle scuole medie? No, per fortuna dei miei alunni (ridacchia... n.d.r.), non credo di essere un bravo insegnante e comunque ora non ne ho proprio più il tempo. Certo insegnare Italia Anteprime 05 11 „ Musica LE DATE 17 luglio Napoli MASSIVE ATTACK Carpisa Neapol is Festival 18 luglio RAGE AGAINST THE MACHINE Roma I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti Roma Rock Fes 19 luglio tival Ravenna Pala De Andrè 20 luglio Strà ...secondo i Torquemada Il ritorno del gruppo che ha sempre qualcosa da dire... o da urlare (Ve) Villa Pisani di Luciano “Ciano” Finazzi batterista ...secondo i Sikitikis Un concerto o l’occasione per sondare la profondità dei nostri più nascosti aneliti di Diablo voce Estate 1994. Sardegna. La metà degli anni ’90, anni fondamentali, ancor più rivissuti col senno di poi. Qualcosa sta cambiando in noi ventenni appassionati ascoltatori, consumatori accaniti di musica. Gli anni in cui comincia ad essere normale che, a fianco del primo Rage Against the Machine, si consumino avidamente i dischi dance provenienti dall’Inghilterra. Qualcosa è esploso nell’aria. L’ennesimo omicidio consumato sul dancefloor. Scorie impazzite di psichedelia si incuneano nelle maglie di grassi beats. Drum machines e chitarre, voci da rocker cucite sopra pattern sostenuti e ritmicamente anfetaminici. Il crossover anglo-asiatico, i Chemical Brothers, il trip-hop di Bristol. I Portishead. Tricky. I Massive Attack. La febbre sale. E’ contagiosa. Quei suoni lenti, esasperati, rallentati e “stonati” si impadroniscono di noi, nel profondo fanno breccia dove prima riuscivano solo ad assestarsi sulle barricate del cuore e dello stomaco. Libertà totale s’impadronisce della mente musicale. Partiamo in venti da Cagliari alla volta di Arzachena, dove - per la prima volta nell’isola - assisteremo ad un evento: Zion Train, Almamegretta e Massive Attack, sullo stesso palco per uno speciale di MTV. L’emozione è tanta, troppa per poterla contenere nei nostri cuori. Di quella serata solo ricordi sparsi e sfuocati, in pieno stile coi videoclip degli artisti citati: la bandiera giamaicana con foglia penta-puntata degli Zion Train (dub masters impareggiabili), il soul napoletano degli Almamegretta, l’apoteosi dei Massive Attack che investono la gente con uno tsunami di bassi che fa vibrare la pancia per due ore. «Karmacoma.. what? Jamaica in Roma!». Amore universale. Massive Attack: un’occasione per sondare la vibrante profondità dei nostri più nascosti aneliti. Non so per voi, ma per me questo non è un normale concerto: è un evento, è un miracolo che mi spinge a credere in una giustizia divina! Avrei avuto la possibilità di vedere i RATM ben due volte nei loro anni d’oro ma, causa lavoro, fui costretto a rinunciare. Un dispiacere che potevo paragonare solo all’impossibilità di vedere i Nirvana: d’altra parte quando morì Kurt avevo solo 13 anni... Ma bando alla nostalgia! A quanto pare il quartetto di L.A. gode di ottima salute e dopo la trionfale reunion del 29 aprile 2007 al Coachella Valley Music and Arts Festival, i nostri hanno annunciato il tour mondiale che, il 14 giugno, passerà in Italia allo stadio Braglia di Modena. Non credo siano necessarie molte presentazioni per questa band seminale che ha avuto un successo planetario fin dagli esordi del ’92. Il primo album omonimo fu subito disco di platino negli CHI SONO CHI SONO I Sikitikis 12 La ricetta dei Sikitikis: prendere colonne sonore e suggestioni del cinema anni ’60 e ’70 (specialmente di Elio Petri o di genere poliziesco) frullare con una dose massiccia di rock ‘n roll e un pizzico di suono sintetico. Da evitare: chitarre. Sembra strano a un primissimo e distratto ascolto ma la band di Cagliari, nata nel 2000, non usa mai questo strumento che sembra l’emblema del rock. Il gruppo capitanato dal frontman Diablo si fa conoscere prima in Sardegna e poi nel 2000 vengono notati durante un loro concerto da Max Casacci dei Subsonica che decide di produrli. I Sikitikis sono il primo gruppo ad entrare nella scuderia Casasonica. Dopo “Fuga dal deserto del Italia Anteprime 05 tiki” del 2005 a marzo esce il nuovo album “B. Il mondo è una giungla... per chi non vede al di là degli alberi”... Ancora più studiato nella grafica e nel suono più rock. E sono ora in tour in Italia. Apprezzano la formula dell’house concert e infatti a Milano e a Genova hanno presentato il loro nuovo lavoro “nell’intimità” di una casa. „ Musica I Torquemada Dopo un lungo tour per presentare l’album, “Tales from the bottle” (2007) e molti opening act (di Verdena, SuperElasticBubblePlastic, Nebula, Linea77) il Torquemada presenta il nuovo “The Killer ep”, un ’concept ep’ in tutto e per tutto, edito da Jestrai Records. Cinque pezzi energici, quasi violenti, dove il trio bergamasco - calabrese afferma con ancora maggior vigore la propria personalità hard-rock. La copertina è affidata ad Emanuele Sferruzza, artista visionario che rappresenta al meglio le atmosfere forti che elettrizzano tutto il lavoro del trio. U.S.A. e il singolo “Killing in the name” è ancora oggi uno dei pezzi più incendiari della storia del rock (e potete scommettere ciò che volete, sarà in scaletta in qualsiasi loro concerto). Lo stesso successo confermò il valore dei dischi seguenti: “Evil Empire” del ’96, “Battles of Los Angeles” del ’99 e l’album di cover “Renegades” del 2000. Frontman a pari merito per personalità e spessore artistico sono il rapper Zack de la Rocha, fervente attivista politico che infonde nei testi la rabbia contro il potere capitalista e slogan che azzannano alla gola i falsi miti di libertà occidentali (“The cost of my desire, sleep now in the fire”) e il chitarrista Tom Morello, geniale compositore e sperimentatore nell’uso degli effetti di chitarra. Il tutto sostenuto dalla poderosa sezione ritmica formata dal bassista Tim Commerford e dal batterista Brad Wilk. Ciò che ne risulta è una miscela devastante di heavy rock, funk e rap che guarda al rock degli LE DA MC5 come al rap-core TE dei Public Enemy o al crossover dei Living Colour. Amici “roccherroll”: questo Stadio ritorno non è un Bragl caso. Sta arrivando ia uno dei rari gruppi che ha qualcosa da dire e anzi, da urlare! Niente frangette emo, niente inutili urla lancinanti di dolore esistenziale. Se qualcuno avesse il minimo dubbio che i Rage non siano più quelli di una volta, vi lascio con questa citazione da un’intervista a Tom Morello: «Una cosa è certa riguardo al repertorio Rage: niente mi appare “datato”. Nulla a che fare con esibizioni nostalgiche dunque. Sembra che quelle canzoni siano nate e cresciute per essere suonate ora.” Niente da aggiungere, sarà semplicemente un concerto imperdibile... Ci vediamo sotto al palco! Italia Anteprime 05 14 giu g Mode no na 13 „ Musica „ Musica di Camilla Franchi Pre 02 ww no ta 26 w.i ta i tu .11 oi big lie tt .20 i CO t ep NS r DO EG im e.it MI NA CI LI A O lia Il ritorno del folletto islandese 14 Italia Anteprime 05 an .65 La magia della voce di Bjork in due location d’eccezione: l’Auditorium di Roma e l’Arena di Verona Forse dopo averla ascoltata per tanto tempo è impossibile non rimanere influenzati da lei. Ha utilizzato la voce giocando con tutte le sue potenzialità e ha rivoluzionato la musica elettronica con i suoi sperimentalismi. E’ Bjork, l’artista islandese con il musetto da folletto e gli occhi a mandorla ormai sulle scene musicale dall’inizio degli anni ‘90. Il 25 luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 28 luglio all’Arena di Verona torna in Italia e il suo show sarà ancora incentrato su “Volta”, l’ultimo album uscito ormai più di un anno fa. Una produzione dell’ormai solito ma sempre talentuoso Timbaland e ritmi potenti arricchiti dai suoni presi dalla natura hanno fatto tornare in carreggiata Bjork. O meglio sicuramente le hanno fatto ritrovare una dimensione più orecchiabile in seguito, ad esempio, all’episodio controverso di “Medulla” (2004), dove non compariva nessuno strumento musicale ma soltanto la voce della carismatica cantante islandese. Oppure dopo la colonna sonora del film del marito Matthew Barney, “Drawing Restraint 9” (2005), opera considerata molto lontana dai suoi standard soliti. In tutti questi anni Bjork non ha mai perso di vista la difesa delle sue idee e delle sue priorità. A marzo il governo cinese ha annunciato che Bjork in futuro non sarà ospite gradita dopo che lei, durante un live, aveva esternato il suo appoggio pieno al Tibet. Anche “Volta” del resto era caratterizzato da prese politiche nette: contro la politica di Bush e contro le religioni in genere, in quanto nemiche del femminismo. E ci si aspetta che dal vivo riservi tutta una serie di sorprese, a cominciare dai suoi costumi (sulla copertina di “Volta”, ad esempio, aveva un curiosissimo costume che si poteva volendo anche ritagliare) e dalle sue mirabolanti acconciature e dalle scenografie con effetti speciali. LE DATE 25 luglio Roma Auditorium Parco della Musica 28 luglio Verona Arena Italia Anteprime 05 15 „ Musica „ Musica di Silvia Danielli LE DATE 4 luglio Ravenna Giardini Speyer 5 luglio Roma Terme di Caracalla 16 luglio Per il suo modo di cantare Meg è considerata la Bjork italiana ma al di là dei facili paragoni è un piacere scoprire i nuovi brani della ex 99 Posse Torino B for Bang - Giardini Reali di Venaria 18 luglio Venezia Marcon Festival 19 luglio Chianciano terme (Si) Festa della musica 25 luglio Napoli Era sempre di fianco a Zulù dei 99 Posse sui palchi di tutta Italia. Un’immagine piuttosto aggressiva e determinata, una voce sempre pronta a urlare fuori dal coro le proprie convinzioni. Poi qualche anno fa (era il 2004) Meg si è presentata in maniera diversa. E’ uscito il suo primo omonimo album da solista e la cantante ha riscoperto sonorità più delicate e intime. E’ apparsa più curata, “carina” e i fan della prima ora hanno storto il naso. Ma la sostanza non è cambiata: Meg, al secolo Maria Di Donna aveva semplicemente il desiderio di esprimere un’altra parte di sé. Cosa che è successa anche con questo suo secondo album “Psychodelice”. Di nuovo un’inversione di rotta: ritmi più sostenuti, bpm potenti, e di conseguenza un’irresistibile voglia di ballare. «Volevo un album caratterizzato da un’energia vitale fortissima – racconta - per mettere in luce la mia anima più estroversa e danzereccia, a prescindere dal contenuto delle canzoni. Così ho coinvolto Stefano “Stylophonic” Fontana, un grande musicista in ambito elettronico: solare, ironico, giocoso, ho pensato che fosse perfetto per il mio progetto. In fondo avevo bisogno di recuperare proprio l’esperienza maturata in dieci anni con i Posse accantonata nel primo lavoro». Meg ha seguito personalmente e meticolosamente anche altre fasi dell’album: dalla copertina, al packaging curioso (è il primo che si apre con un doppio scorrimento a cassetto), ai cartelloni... «In tutto questo mi ha aiutato molto Umberto Nicoletti, figura preziosa che riesce a tradurre la mia musica dal punto di vista visivo». Meg partecipa attivamente anche alla 16 Arenile di Bagnoli 1 agosto Frosinone San Giorgio a Liri (Giocando con la musica) 20 agosto Praia a Mare (Cs) 23 agosto Bardineto (Sv) 28 agosto Osnago (Lc) composizione delle musiche grazie al suo inseparabile laptop, «La tecnologia è un aiuto enorme per chi magari come me ad esempio, non sa suonare un violino e può invece inserirlo tranquillamente con il programma giusto». Anche il live presenterà tutta una serie di tocchi di creatività: dai video di Umberto Nicoletti, alla scenografia, ai costumi (Meg indosserà anche tutta una serie di divertenti cappelli disegnati da Federica Moretti), e si potrà apprezzare così la particolare vocalità dell’artista partenopea. Italia Anteprime 05 Le Psicodelizie di Meg Italia Anteprime 05 17 „ Musica „ Musica LE DATE Il mix di rock e blues di Harper con The Innocent Criminals nuovamente in Italia per tre date 20 luglio Perugia Umbria Jazz 21 luglio Verona R.E.M. Arena 23 luglio Napoli Carpisa Neapolis Festival 24 luglio Codroipo Villa Manin ...secondo Luca Gemma (Ud) 26 luglio Milano Arena civica Li scoprii sulla scia della malinconia degli Smiths Verso la fine degli anni ‘80 ascoltavo soprattutto band inglesi e il mio disco preferito era “The Queen Is Dead” degli Smiths del1986. Cercavo altri gruppi con chitarre simil-Johnny Marr e con un po’ di malinconia nella voce e nelle melodie: le cose che mi facevano stravedere per gli Smiths appunto. Green mi piacque proprio per questo. Così ho conosciuto i R.E.M. o gli AR.I.EM., nel 1988, al loro settimo album. “Losing My Religion” , da “Out Of Time” 1991, resta una canzone perfetta, anche da ballare: basta il riff iniziale per saltare in piedi. Loro invece rimangono nel tempo in miracoloso equilibrio tra le origini di rock-band underground esplosa nelle “college radio” e la capacità di piacere ad un pubblico enorme e trasversale. Si CHI É Luca Gemma 18 Cantautore raffinato, ha mosso i primi passi con i Rossomaltese (lo stesso gruppo dove suonava anche Pacifico) dove era voce e autore dei testi. Ha collaborato alla colonna sonora del film “Sud Side Stori” di Roberta Torre (2000) e ad alcuni progetti teatrali come “Quasi invisibile” (2000-2001) e “Metà di uno” (2001-2002). Il suo primo lavoro da solista somigliano sempre un po’, nel bene e nel male, ma sempre ad altissimi livelli. Ricordo che negli anni in cui tenevo laboratori musicali in una scuola di Quarto Oggiaro, a Milano, i ragazzi si facevano volentieri le ossa a suon di “Daysleeper”, da Up 1998, e “Imitation Of Life”, da Reveal 2001, due album per me bellissimi ed emozionanti. Se la voce di Stipe è tra le più belle e personali degli ultimi vent’anni, la testa non è da meno. Cercate su Youtube Joseph Arthur che canta In The Sun con Stipe ospite alla voce e poi, per esempio, provate a cercare in Italia un cantante rock-pop che come lui abbia con sacrosanta naturalezza dichiarato di essere gay. Vi viene in mente qualcuno? A me no. è stato “Saluti da Venus” 2004, accolto particolarmente bene dalla critica musicale. E’ del 2007 invece l’ultimo cd “Tecniche di illuminazione”, che Gemma racconta così: «In fase di scrittura ho finito per trasformarmi in una sorta di cronista di quella che è la vita attorno a me. Da qui l’idea di costruire queste tredici canzoni come fossero Italia Anteprime 05 altrettanti micro - documentari di cui sono al tempo stesso, sceneggiatore, regista e autore della colonna sonora. Protagonisti sono i personaggi che ho cercato di riprendere con la mia finta macchina da presa descrivendone la quotidianità. Una quotidianità fatta non solo di sentimenti, ma anche molto concreta, ‘scandita’ da gesti fisici e da corpi». Ben, grande classe con relax di Camilla Franchi Lo accusano, alcuni, di pubblicare troppi album a distanza ravvicinata. Dimenticando che magari negli anni 60 e 70 era una cosa normalissima. Ma questa volta non gli si può dire niente: la sua ultima fatica, “Lifeline” è uscito a fine agosto dell’anno scorso e ora Ben viene in Italia senza voler promuovere niente nei negozi. Ma con tutta l’ingenuità di cui si può peccare, verrebbe da dire che lui non venga mai per esigenze di marketing. Non aspetta il canonico intervallo di due anni tra un lavoro e l’altro per promuovere tutti i singoli radiofonici ma ha registrato “Lifeline” in una settimana sola a Parigi. Certo, le interviste le fa ma ha un’aria davvero tranquilla e rilassata e sembrano sempre delle conversazioni in cui ci tiene a conoscere anche lui qualcosa del suo interlocutore. A Ben è toccato comunque di venire di recente in Italia, a febbraio al festival di Sanremo, dove ha accompagnato Jovanotti in “Fango” e in “A te”, uno dei momenti più emozionanti della intera manifestazione televisiva-canora. Con tutti i brani della sua lunga e prolifica carriera, con il suo stile che passa dai toni più rock a quelli più delicati e intimisti del blues Harper e The Innocent Criminals torna ad emozionare il suo pubblico con tre date italiane. Italia Anteprime 05 LE DATE 24 luglio Villafranca Castello Scaligero (Vr) 25 luglio Arezzo Parco Fortezza Medicea 26 luglio Roma Romarock Festival 2008 19 „ Musica SUD SOUND SYSTEM, DATECENE ANCORA di Silvia Danielli Esce il nuovo album del gruppo salentino che ama far ballare i suoi fan ma non disdegna la riflessione sulla realtà che ci circonda, anche se ogni tanto vorrebbe fuggire in Spagna... LE DATE 26 luglio Fossacesia Onde sonore (Ch) 31 luglio Roma La conversazione con Nandu Popu, una delle inconfondibili voci dei Sud Sound System, inizia con un dubbio: emigrare in Spagna o rimanere in Italia? «La situazione politica e sociale è dura... vorrei tanto andare a vivere a Barcellona». Sarebbe utile che il gruppo salentino, con la sua classica carica di positività ed energia rimanesse, invece, per continuare a tenere viva la scena musicale italiana. «Non ne siamo così convinti però», ribadisce. ›› Partiamo dal titolo del vostro nuovo album appena uscito, “Dammene ancora”, si riferisce alla musica e alle sensazioni positive che provoca? Certo. Al modo in cui noi intendiamo la musica poi: come per i nostri antenati è un antidoto, un sistema per lottare e resistere. Anche la taranta e la pizzica avevano questo significato e anche noi dobbiamo lottare contro nuovi problemi ad esempio il lavoro precario che rende la gente schiava come ai tempi del feudalismo. ›› La taranta è stata una riscoperta recente in Salento o si è sempre mantenuta viva? Diverse persone salentine raccontano che quando erano piccole non era per nulla considerata mentre tutti oggi conoscono il boom incredibile delle feste dove si ballano pizzica e taranta. C’è sempre stata una continuità: la taranta è la danza della lotta. 20 Villa Ada 02 agosto Offida (Ap) Summer Fe Non credo che bisogna prestare ascolto alle teorie del morso del ragno... è soprattutto ribellione al controllo, ciò di cui, come dicevo prima, abbiamo bisogno. Certo oggi gli uomini hanno la tendenza ad ostentare tutto quanto, quindi anche alle feste fanno vedere di conoscere perfettamente le origini e i passi di questa danza..Anche per la Notte della Taranta si assiste a strani fenomeni. Era un importante momento di aggregazione, per giunta molto sentito dai musicisti e oggi i politici tentano solo di impossessarsene per sfruttarla. ›› Nella tracklist compare anche un pezzo con Neffa “Chiedersi come mai” che sta andando peraltro molto bene in radio: vi hanno accusato di essere diventati commerciali? Si, certo alcuni si, ma a nessuno di noi interessa... abbiamo lasciato piena libertà a Neffa, siamo anche amici da moltissimo tempo, e lui ci ha mandato il suo testo. Del resto anche noi non è che ci mettiamo a tavolino a pensare a che tipo di musica fare: non dobbiamo per forza scrivere musica “sociale”. ›› Ci sono poi anche moltissime altre collaborazioni con artisti giamaicani da Morgan Heritage a Kiprich a moltissimi altri, come è il rapporto con loro e con la loro terra? Con gli artisti con cui abbiamo collaborato ci siamo trovati benissimo, ormai con molti è da anni che ci conosciamo.. certo con alcuni ci sono punti che ci trovano in disaccordo, come la loro conclamata omofobia, del resto anche la loro legge lo dimostra: l’articolo 4 della loro costituzione proibisce la sodomia. La Giamaica è una terra che fa soffrire, sia chi ci vive sia chi va a trascorrerci una vacanza.. è stata comprata e sfruttata dagli Stati Uniti, anche gli affari di cocaina e armi sono tutti in mano loro. ›› Voi sembrate non arrendervi mai comunque e indicate come peggior danno la rassegnazione... No, non è la rassegnazione è chi determina la rassegnazione e qui in Italia di esempi ce ne è davvero molti..noi viviamo in un limbo che va dai Miserabili a Brecht senza dimenticare Pasolini... speriamo di uscirne presto. Italia Anteprime 05 stival 15 agosto Cannole Masseria To 23 agosto (Le) rcito Melpignan Notte della 24 agosto o (Le) taranta Sant’Arsen io Voci dal Su d 28 agosto Cimolas Summer En 29 agosto d (Sa) (Pn) Cagliari Campo spor tivo 21 „ Musica „ Musica Di rosso è rimasto il vino di Nicole Cavazzuti Pre 02 ww Mick Hucknall abbandona i Simply Red, pubblica il suo primo album da solista e svela il suo amore per la bevanda di Bacco no ta 26 w.i ta i tu .11 oi big lie tt .20 i CO t ep NS r DO EG im e.it MI NA CI LI A O lia an .65 LE DATE Dopo 25 anni con i Simply Red, “il rosso” Mick Hucknall aveva voglia di rinnovarsi. Eccolo quindi in giro per l’Europa con il primo tour da solista per lanciare “Tribute to Bobby”, la collezione di classici del soul, originariamente registrati negli anni ’60 dal leggendario Bobby “Blue” Bland, che Hucknall ha ripubblicato in chiave moderna lo scorso maggio. ›› Da voce dei Simply Red a solista: come mai? Dopo 25 anni di grandi successi, avevo voglia di costruirmi una nuova carriera con il mio nome e di cambiare genere musicale, rivisitando le sonorità degli anni ’50 e ‘60. 22 ›› Il suo primo album è una collezione di brani rivisitati originariamente cantati da Bobby “Blue” Bland. Perché proprio lui? Perché è stato il mio mito e la mia massima fonte di ispirazione: ho iniziato ad ascoltare la sua musica quando avevo 18 anni e non ho mai smesso. ›› Prima di pubblicare l’album l’ha incontrato anche a Memphis. Come è andata? Benissimo! Grazie a Dio gli sono piaciute le mie versioni delle sue canzoni. E’ stata una giornata indimenticabile! ›› Lei è nato a Manchester, ma trascorre diversi mesi all’anno in Italia. Cosa le Italia Anteprime 05 piace del nostro Paese? Il senso di famigliarità che si respira in Italia. Vivere qui è facile, gli italiani sono gentili, offrono sempre una mano in caso di bisogno e io mi sento davvero a casa. ›› Lontano dai riflettori Mick Hucknall che uomo è?Sono una persona semplice, amo stare a casa con mia moglie e mia figlia e mi diverte fare la spesa al mercato, guardare le partite di calcio e pescare sul fiume. ›› Non solo musicista, ma anche enologo... Una delle mie passioni in effetti è il vino. In Sicilia ne produco due: uno rosso e uno bianco, entrambi davvero speciali. 19 luglio Aosta 20 luglio Summer Festiv al Brescia 22 luglio Roma 23 luglio Summer Festiv al Lucca Italia Anteprime 05 23 „ Musica „ Musica CHI SONO Gli Hell Demonio Pochi strumenti ma un’attitudine puramente rock nel suonarli. Sono gli Hell Demonio di Verona nati nel 2004 e pubblicati da due etichette molto impegnate nel territorio underground: Wallace Records di Milano e Robotradio Records di Trento. Nel 2005 esce il loro primo album che raccoglie sette canzoni ...e secondo LNRypley Un profondo “Odi et Amo” METALLICA ...secondo Hell Demonio I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti Veloci, cattivi, in una parola: trash LE DATE 22 luglio Parlare dei Metallica, per me, non è mai facile. Sono la band piu “lunatica” della storia... ho passato interi periodi ad odiarli ed interi periodi ad amarli. Cosi come i suoi componenti : adoro Hetfield, odio Ulrich. Impazzisco per Trujillo, non sopportavo Jason Newsted. E Hammet (anche se non disdegno) non è Mustaine!!! Rimpiango di essermi perso Cliff Burton live, ma ero veramente troppo piccolo. Una band complessa , affascinante di Vick dei LNRypley che sicuramente ha cambiato e per certi versi influenzato il mio modo di recepire la musica... “Kill em all” è l’album che ha ribaltato il trash metal, dopo averlo ascoltato, i Black Sabbath ed Iron Maiden sembrano lentissimi. E’ pazzesco “Seek and destroy” o “Motorbreath” sono storia... canzoni che non mi stancherò mai di ascoltare. “Kill em all” e “Master of puppets” sono sicuramente i miei album preferiti. Anche se c’è qualcosa 24 che è successo poi è un’altra storia ma non stiamo a discuterne. Chi non si ricorda le quattro note più arroganti della storia della musica alla fine dell’intro di “Battery”? La tracotanza di “Creeping Death”? Il misticismo da quattro soldi di “Call Of Ktulu”? Chi di noi non ha mai avuto una cassetta dei Metallica, e chi di noi non la rispolvera ripescandola fra le mille dimenticate? Veloci, cattivi, in altre parole: trash; senza troppi fronzoli e nonostante ciò eclettici e raffinati. Riff memorabili e assoli che tutti (dopo aver riascoltato le cassette) abbiamo sognato di suonare ubriachi davanti a ventimila persone. Emozioni che solo i metallari possono comprendere e rabbia punk che affascina Italia Anteprime 05 nelle ultime cose che mi è rimasta impressa, come “Purify e frantic” di St Anger: sono veramente cattive e mi ricordano le velocità iniziali. L’ultima volta che ho sentito i Metallica è stato due anni fa e il concerto l’ho sentito, più che visto; perché ero sotto il palco, ma non davanti, esattamente sotto i piedi di Hetfield in mezzo alle impalcature ah ah... fu geniale, gran concerto. Però persi il mio cappello dei Woptime! Pre 02 ww no ta 26 lia Arena Parco No rd i tu oi big lie tt .20 i an CO tep NS rim DO EG e.it MI NA CI A LI O w.i ta Bologna Primi Anni Ottanta, Los Angeles. La primavera degli acidi se ne è andata da un pezzo, portando con sè anche la stagione degli amori liberi: che dire, per James Hetfield non restava che crescere nell’odio. Quell’altro intanto giocava a tennis. Da questi due nascono i Metallica e probabilmente l’odio c’entrava più del tennis. C’è poco da dire i Metallica hanno fatto dei gran dischi, qui si parla di storia della musica. Fin da quando c’era il povero Dave Mustaine (vi prego guardate la sua seduta dall’analista nel dvd di St. Anger), i Metallica hanno portato un suono completamente nuovo per l’epoca. Un gruppo heavy-metal nato con le radici nel punk. Skate e maglie dei Misfits. Da “Kill ‘em All” a... “And Justice for All” i Metallica sono stati grandissimi, quello e che decidono di chiamare ironicamente “Greatest hits”. Segue un fitto numero di concerti e festival fino a che arriva il vero e proprio album completo “Discography” che esce nella primavera di quest’anno. Il loro stile cambia: non è più solo post-punk ma si riscontrano molteplici influenze. Il prossimo obiettivo? Tour e ancora tour e un 7 pollici in presa diretta registrato in analogico. .11 .65 CHI SONO qualsiasi adolescente ribelle. In altre parole i Metallica hanno tirato le conclusioni dei discorsi aperti sia dai Black Sabbath sia della scena hardcore americana degli anni ottanta, tenendo sempre a mente il rock e l’hard rock ascoltato in gioventù. Pensate a tutto questo introdotto dalle musiche di Morricone e avrete uno dei concerti che faranno riaffiorare in voi il ragazzino mai sepolto. Adesso mettete le orecchie fuori dalla finestra e ascoltate bene, le campane stanno suonando per voi! Gli LNRypley Gli LNRypley fanno musica elettronica ma con gli strumenti. Ok, allora non si chiama più musica elettronica, obbietteranno i più. E’ vero però che la potenza ritmica è la stessa: è puro drum ‘n’ bass a cui si aggiunge puro punk, e non sono in molti a suonarlo così, soprattutto in Italia. Grande merito va al geniale batterista Ninja (lo stesso dei Subsonica) che pare avere il ritmo impresso nel cervello (anche se di solito si dice nel sangue). Gli LNRypley son nati a Torino e tra i primi dancefloor che li hanno influenzati Italia Anteprime 05 c’è sicuramente quello del Puddhu bar dove suonavano i concittadini Rollers Inc. Poi da lì non si sono certo fermati e ci sono state alcune date del tour memorabili: come l’apertura dell’unico concerto italiano di Fat Boy Slim nel 2006 sulla spiaggia di Jesolo oppure il festival Erasmus di Rimini, prima di Afterhours e Tiromancino. Il vinile in cui rifanno “Killing in the name” dei Rage Against the Machine ha già fatto il giro dei più importanti club di drum’n bass d’Europa. 25 „ Musica di Silvia Danielli Cosa c’entrano gli scout con le ragazze? Ce lo spiegano gli Scounting for girls, allegra band inglese ai vertici delle classifiche del loro Paese e pronta a conquistare anche il nostro Vent’anni e già ai vertici della classifica inglese. Giovani, allegri e spensierati. Presentano il loro omonimo album d’esordio da cui è tratto il singolo “She’s so lovely” anche nel nostro Paese. Sono gli “Scounting for girls”, nome curioso dal titolo di un manuale per giovani scouts. Sì, proprio lupetti e coccinelle tanto da chiedersi se si tratti di uno scherzo o meno... «No, abbiamo cambiato il titolo del volume da ragazzi a ragazze per indicare il momento della crescita – raccontano - il passaggio dall’interesse per le tende e i fuochi a quello per l’altro sesso. E’ un po’ un gioco ma due di noi sono stati anche scout nell’adolescenza e 26 Italia Anteprime 05 di quel periodo conserviamo un bellissimo ricordo». Cresciuti a pane e Blur, Oasis e Beach Boys ritrovano soprattutto nella musica degli anni ’60 il divertimento a cui si ispirano. «La nostra musica è allegria, spensieratezza e anche un po’ di pazzia». Non ci sono dubbi ascoltando una traccia dopo l’altra dove le ragazze sono descritte come belle, amorevoli, straordinarie... ma a volte viene raccontato anche un amore struggente che può portare alcune sofferenze... «Amiamo raccontare tutti i sentimenti forti di una prima volta... la prima rottura, il primo sentimento di spaesamento di fronte all’amore per una ragazza». Ma vi fa Italia Anteprime 05 impressione aver bruciato così in fretta le tappe? «Parecchio. Già ci siamo trovati nel 2002 a Glastonbury a suonare davanti a un numero sterminato di persone ma è stata un’esperienza super - esaltante e divertente. Abbiamo iniziato nei pub distribuendo dei mini-cd con le nostre canzoni ai fan e poi abbiamo mantenuto pian piano nel tempo un contatto con la nostra newsletter e tramite MySpace e Facebook. E’ fondamentale per noi». E ora che cosa vi augurate per il vostro futuro? «Continuare a suonare ovviamente ma anche andare in giro, divertirsi, conoscere gente simpatica». Come ogni ventenne che si rispetti. 27 „ Festival „ Festival Zaino in spalla per seguire le sette note Siete di nuovo pronti ad assistere ai festival più belli dell’estate? A luglio e agosto gli appuntamenti vanno da Torino a Lucca, da Napoli a Lecce con artisti di primissimo ordine ospiti della nostra Penisola Dal ritorno dei Sex Pistols, alle calde note di Leonard Cohen, dall’elettronica muscolosa dei Soulwax/2 Many DJs al rock-pop dei R.E.M. Da nord a sud, un estate all’insegna degli happening musicali più cool. Iniziamo il nostro viaggio da Torino dove, dall’8 al 12 Luglio, si svolge la quinta edizione del Traffic (www.trafficfestival.com), il festival gratuito diretto anche da Max Casacci dei Subsonica. Tema portante dell’edizione 2008 è il Punk al quale è dedicata la rassegna cinematografica curata da Marco Philopat, le mostre nelle gallerie d’arte e le numerose iniziative diurne e notturne. Fulcro musicale è il palco allestito all’interno del parco della Pellerina che si anima giovedì 10 luglio con Battles e Soulwax/2 Many DJs; venerdì 11 luglio con Plastination, Wire e Sex Pistols; sabato 12 luglio, la giornata conclusiva, è curata dal leader degli Aftehours, Manuel Agnelli con Massimo Volume, Afterhours e Patti Smith; e ancora il grande party di chiusura con Matthew Dear as Audion, Alter Ego e Hercules And Love Affair. Il nostro viaggio per festival continua in Toscana con il Pistoia Blues (www.pistoiablues.com), un appuntamento entrato Elio e le Storie Tese al Neapolis il 24 luglio 28 di Marco Trabucchi Italia Anteprime 05 Patty Smith al Traffic Festival il 12 luglio In alto gli Afterhours, in basso i Soulwax, entrambi al Traffic nella storia dei grandi happening italiani. Per l’edizione 2008, la suggestiva Piazza del Duomo si apre con l’anteprima di Jethro Tull il 5 luglio; l’11 luglio la maratona blues con Watermelon Slim, Hot Tuna, Johnny Winter, Dickey Betts & Great Southern; il 12 luglio Nine Below Zero, Commander Cody, Tommy Emmanuel, Andy Timmons e Deep Purple; il 13 si chiude con la superstar Lenny Kravitz. Rimanendo nella terra del Gran Ducato, a Lucca, per sei grandi serate la piccola e aristocratica cittadina circondata dalle mura si anima con i concerti del Summer Festival (www.summer-festival.com), con una line up di prim’ordine: Sheryl Crow il 6 luglio, Erykah Badu l’8 luglio, Alicia Keys il 20 luglio, Mick Hucknall il 23 luglio, il 27 luglio i Chicago e il 27 con Leonard Cohen. Line up importante anche per il Neapolis Festival (www.myspace.com/neapolisfestivalpage), tra i più importanti del Sud Italia - alla sua dodicesima edizione - con un programma ricco di star della musica alternativa. Il 17 luglio aprono il festival Massive Attack e Raiz con gli Almamegretta; il 23 R.E.M., The Editors e These New Puritans; il 24 serata tutta italiana con Elio e le storie tese, Baustelle e Bluvertigo, che ufficializzano l’attesa reunion. Veleggiando a sud, dal 3 al 10 Agosto, si svolge Body & Soul Festival (www.myspace/body&soul) nella splendida baia di Palmi (Reggio Calabria). Un festival Italia Anteprime 05 dedicato ai ritmi rap, reggae, rock, funk e il cui piatto forte è la leggenda del rap newyorkese, Method Man (domenica 10 agosto); oltre a lui, anche tanti nomi italiani, musicisti ben noti e apprezzati nella scena black italiana. Spazio anche alle sonorità rock con la band 24 Grana, Dudley Perkins, Anthony and the Johnson e molti altri. Altra suggestiva location è quella che ospita, sempre ad agosto, 17 e 18, la seconda edizione del Plug n Play (www.myspace.com/ sef2007), il festival di musica elettronica e arti visive: il parco salentino Manà, a Vernole (Lecce). Nel fulcro della movida estiva della “Giamaica italiana” si balla con nomi internazionali della scena electro. 29 „ Pianeta hip hop „ Brand New I CD in vetrina a cura di Hano.it Un microfono... non basta! a cura di Silvia Danielli e Move Pop Alla mail di Hano.it arrivano centinaia di Mp3 e di richieste da parte di emergenti: spesso però i lavori non sono per nulla curati e molti aspiranti rapper dimostrano di non avere alcun senso di autocritica Purtroppo - o per fortuna? - il rap è un genere molto facile da fare per chiunque, per iniziare bastano un computer e un microfono. I costi rispetto ad ogni altro genere musicale per produrre qualcosa di semplice sono molto contenuti quindi vediamo che ci provano moltissimi ragazzini. Non voglio dire che non sia giusto, ma intendo dire che forse sarebbe meglio fare un po’ di gavetta in cameretta (non qualche giorno), e solo dopo andare su myspace a far sentire le proprie produzioni improvvisate. A volte provo davvero vergogna a sentire alcune cose, bisognerebbe avere un minimo senso di autocritica e vedere osannati alcuni “incapaci” è davvero mortificante, solo perchè parlano in modo strano o dicono cose ridicole quando è palese che non ci sia Revenge 30 “Omaggio a Fabrizio De Andrè” attitudine alcuna al genere. Potrei sembrare un po’ presuntuoso ma consentitemi di aver acquisito un filo di orecchio dopo 15 anni ad ascoltare questa musica ed aver sviluppato una certa esperienza. Alla mail di hano.it arrivano centinaia di mp3 all’anno, veniamo contattati da un sacco di emergenti, molte canzoni sono carine, altre molto belle, altre ancora sono ad un livello improponibile. Una volta un ragazzo mi scrisse e mi disse: «Ciao, mi chiamo Luca ho 12 anni, faccio rap da 6 anni!». Pensavo fosse uno scherzo. Con questo volevo estremizzare la cosa, ma ci sono un sacco di sfumature di grigio che forse sarebbe meglio cancellare. Questa musica è stupenda, ma dobbiamo avere rispetto per chi la fa seriamente e con il cuore. LA PROMESSA di Marta Fognini Non basta saper tenere un microfono in mano per ritenersi artisti e in una delle mie serate mirate ad ascoltare le nuove band mi sono ritrovata in un discopub che presentava una serata hip- hop. A primo impatto ho pensato: nulla di nuovo. Devo ammettere di essermi sbagliata! Ho assistito all’esibizione di un rapper emergente che sin dal primo brano mi ha coinvolta. Dovevo parlargli prima che si dileguasse. Ho così scoperto chi era quel ragazzo che si faceva chiamare Sigur Ros Revenge. Sentivo l’odore di talento distante un chilometro e teniamo conto che non impazzisco per l’hip-hop. Mi ritrovai a parlare di musica con un ragazzo di Cologno Monzese, che sa rappare e sa scrivere dei testi per nulla scontati o banali, un mix di elettronica, strumenti suonati, testi originali e l’aggiunta di sound potente ed accattivante dell’ hip-hop più grezzo che, a parer mio, ha fatto di Revenge una promessa per il futuro dell’hip-hop Italiano. Italia Anteprime 05 Gli è bastato un solo brano “Ricordi dal futuro” per far parlare di sè ed a riscuotere un certo successo. Il suo produttore, Max Costa mi ha comunicato che il suo album di debutto è previsto per il mese di settembre. Vi consiglio di rifarvi le orecchie ascoltando il suo pezzo su www.myspace. com/milanorevenge scoprirete che bastava andare a Cologno Monzese, che tra le sue realtà ha partorito un ragazzo che gioca con l’hip- hop e non per gioco si fa chiamare Revenge. con: Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli Roberto Gatto e Bruno Tomaso Jazz Alla Casa del Jazz si fa musica per iniziati ma anche per coloro che cercano le radici della musica che forse non conoscono ancora bene. E’ per questo motivo che l’istituzione voluta dal comune di Roma ha valore e meriti culturali di grande importanza: come Parigi, Berlino e Stoccolma dove da anni esistono case del jazz. Questo cd è registrato in diretta durante il concerto delle All Star Stefano Di Battista al tenore e all’alto, Fabrizio Bosso, tromba e flicorno, Rita Marcotulli, piano- forte, Roberto Gatto, batteria e Bruno Tommaso, basso: talenti del jazz nostrano, se ne ha la prova ascoltando questo omaggio a De Andrè presentato anche con successo al concerto del Primo maggio a Piazza San Giovanni. E’ musica popolare e romantica lavorata dai cinque musicisti con estrema serietà e partecipazione filtrando le note di Fabrizio De Andrè nello spirito del jazz. Ammirevole il risultato, soprattutto per il lavoro di Bosso che si rivela sempre più bravo, di Di Battista che sembra non inseguire più Parker e i suoi sillogismi e la Marcotulli ormai arrivata a una completa maturità stilistica e tecnica. Il sostegno ritmico è esemplare. Se non avete amato i quattro album precedenti probabilmente non amerete nemmeno questo: i Sigur Ros sono sempre gli stessi. Per chi apprezza le note sognanti di questi bizzarri elfetti che arrivano dalla magica Islanda, il nuovo lavoro, «Con un ronzio nelle orecchie suoniamo all’infinito» sarà un nuovo viag- gio, mentre per chi considera le loro note solo noiosissimi lamenti... nulla cambia. Certo c’è quasi più ritmo ora con le percussioni che si stagliano dal tappeto sonoro nel primo brano (anche singolo), “Gobbledigook” e ci sono anche due altre novità. La prima è che stato registrato, per la prima volta nella loro carriera, anche fuori dall’Islanda: New York, Cuba, Londra. La seconda è che il cantante, Joni, canta in parte anche in inglese in un brano, oltre che nella sua lingua ovviamente. Ma ora quel che è più importante è che una lucentezza in più ora è facilmente riconoscibile. “Donkey” Cansei de ser sexy tro Elec Già il nome fa simpatia: stanchi di essere sexy. Arrivano dal Brasile e al loro esordio nel 2006 col loro omonimo album tutti avevano urlato al nuovo fenomeno. Da Youtube un loro video pare sia stato visto da 28milioni di persone e l’anno scorso hanno anche vinto come miglior band rivelazione internazionale per la rivista culto NME. Ma come è possibile? E poi sono i Cansei o Italia Anteprime 05 le Cansei? Sono cinque ragazze e un ragazzo perciò si dovrebbe dire i ma la predominanza delle gentil donzelle ha fatto più volte cadere la scelta su le. Inoltre, dopo essere finiti sotto l’ala protettrice della Subpop, l’etichetta di Seattle famosa nel mondo per aver pubblicato artisti come Nirvana, Soundgarden, Mudhoney i più si sono anche domandati come mai un’etichetta del genere avesse scelto proprio questa band. Frizzanti e spiritosi, non sono facilmente catalogabili: electro, dance, indie-rock, con il nuovo lavoro “Donkie” non deludono sprigionando un’irresistibile energia. Proprio come nei loro live show, a cui è consigliato assistere. 31 www.novotel.com „ Teatro Pre 02 ww no ta 26 w.i ta i tu .11 oi big Infanzia vissuta faticosamente e felicemente: genitori assenti, nonni meravigliosi. Le serate con l’auto degli amici. Un amore che diventa ricordo e finalmente il trionfo lie tt .20 i an CO t ep NS rim DO EG e.it MI NA CI LI A O lia LE DATE 23 luglio .65 Modena 31 luglio Taormina 02 agosto (Me) di Gigi Movilia Palermo 5 agosto Lecce 7 agosto Cagliari 9 agosto Alghero 16 agosto (SS) Macerata 4 settembr e Firenze 10 settembr e (Ce) 27 settembr e S. Leucio Roma 29 settembr Milano e Panariello La difficile ascesa dell'omino dei sogni 34 Italia Anteprime 05 Martin Luther King aveva un sogno. E non ha potuto realizzarlo. Quanti di noi hanno un sogno e riescono a portarlo a termine? E quanti invece se lo tengono stretto per una vita senza arrivare a farlo vero? Sogni fantastici e spesso impossibili ma anche sogni che hanno una logica e non sono affatto fantasiosi ma concreti come quello che per anni, fin da quando era bambino, rodeva dentro a Giorgio Panariello. Ce lo dice lui con quel sorriso inconfondibile di toscano un po’ stanco, un poco arrivato e un poco no: un sorriso unico e inconfondibile che ha fatto anche la sua fortuna. «Il sogno era grosso – dice – ma mi pareva una follia pensare di farne qualche cosa di concreto, di vero...» Il fatto è che i sogni si coltivano fin dalla tenera età. Lo dice anche Bolt che, dopo avere battuto il record dei cento metri in atletica leggera dichiara di essere nato con questo rovello nella testa. Essere un campionissimo. «Ma io non volevo essere un campionissimo, sognavo soltanto una vita normale e un successo normale...» Panariello parla così del suo passato, con la modestia intelligente di un uomo che si è fatto, faticosamente, da solo. Nonostante le avversità che la vita gli ha messo sul piatto fin dalla nascita. Per esempio, nascere senza un padre presente e la madre di Giorgio se ne va a Napoli per lavoro e lascia il ragazzino ai suoi genitori, nonno Raffaello e nonna Bona. Due angeli: «Non sarei nessuno se non avessi avuto loro: mio nonno, un uomo tosto e buono che mi ha fatto capire che cosa sia la vita e come si possano raggiungere certi obbiettivi sacrificandosi, e mia nonna Bona, che con la dolcezza che le era caratteristica ha dato calore e colore alla mia infanzia. Vorrei che loro fossero qui per festeggiare con me...». Giorgio non ha avuto molto, eppure ha tenuto duro e oggi eccolo qui, con questo grande manifesto con il suo nome grande così e la promessa che questa estate è stata la stagione di questo irresistibile attore che ha fatto della comicità la sua arma migliore. E si potrebbe tornare indietro ripetendo quello che fino ad ora Giorgio ha detto: «Fatica e sogni sono una cosa sola... Ma non si deve mai dimenticare quello che si è vissuto: se non avessi avuto quei nonni, se non avessi avuto quegli amici...» Gli amici appunto, non molti ma sicuri, come Carlo Conti, il conduttore televisivo più popolare del momento e Leonardo Pieraccioni, il regista che ha cambiato il cinema senza darsi troppe arie, e due o tre altri. «Sono stati loro a darmi la carica – dice – quando, dopo avere conquistato il diploma alla scuola alberghiera non sapevo come fare a realizzare quello che sognavo da tempo»: e che cosa sognava Giorgio? Ne parliamo dall’inizio e lo abbiamo tenuto nascosto fino ad ora, un sogno costante e ambizioso: diventare qualcuno nello spettacolo... L’imitazione è la prova del fuoco per chi ha talento: è il primo passo che tanti hanno compiuto prima di arrivare al successo, Giorgio sentiva che rifare le facce e la voce e i modi del grande Renato Zero non era né offensivo e nemmeno inutile: i primi passi sono stati questi e, quando finalmente la Tv si accorse del suo talento, fu proprio con Renato Zero che sfondò. Ed è proprio con un amico storico che Giorgio fa i primi passi davanti alle telecamere: Carlo Conti, appunto con il quale nel 1994 esordisce in Vernice Fresca. Panariello è stato una rivelazione. La Tv aveva bisogno di un attore come lui, un attore che non è “soltanto” un comico ma qualcuno che sa vivere la scena e sa comunicare e appassionare il pubblico. Non è facile parlare di cose intime con un uomo come lui: nonostante la cordialità che è una sua caratteristica essenziale, Giorgio è riservato. Così non gli chiediamo dei dolori e delle preoccupazioni pesanti per un congiunto che ama moltissimo e nemmeno osiamo parlare di un amore finito... «Ma Elena è sempre qui nel mio cuore, anche se dopo anni quella bella intesa che ci faceva felici non c’è più. L’amore va e viene, e forse non sono stato molto fortunato nella conservazione dei momenti belli, probabilmente anche per colpa mia: troppo svagato, troppo distratto, troppo impegnato nella realizzazione del mio sogno continuo e ossessionante». Perché per un tipo come lui bisogna proprio parlare di ossessione, di assoluta dedizione alla vita sul palco. Il palco. O podio, che lo ha classificato il recordman dell’estate 2008. Italia Anteprime 05 35 „ Teatro IL RITORNO DELLA FURA Solo donne guerriere in scena contro l’imperium maschile Il nuovo coinvolgente spettacolo della dissacrante compagnia catalana debutta il 30 giugno al Palasharp di Milano di Mauro Illarietti LE DATE Sono gli Argonauti del teatro contemporaneo. Il loro atipico, mitico, vascello è una nave cargo, dove la compagnia ha trovato casa dal 2004. Il Naumon. Dal loro attracco del molo porto di Barcellona hanno esplorato, senza mai levare l´ancora, le più provocatorie declinazioni di quello che per taluni è ancora il mistero del teatro. Loro non possono essere altri che La Fura del Baus, questa volta con “Imperium” diretto da Jurgen Müller, in Italia dal 30 giugno al 4 luglio, al Palasharp di Milano. Il titolo è pura didascalia di una drammaturgia narrativa e ritmica srotolata sul tema eterno del potere. Uno di quegli argomenti infiniti, a cui dedicare studi e letteratura, invece che risolvere il problema sembra piuttosto ingigantirlo. Forse proprio per questo la Fura ha scelto una maniera un po’ trasversale di parlarne. A svelare in questo senso la rotta dei naviganti immaginari del Naumon è il loro Giasone, 36 Jürgen Müller: «Ho paura del futuro. Ormai abbiamo ridotto a tre le nostre attivitá: lavoriamo, consumiamo e dormiamo. Ci può essere più di questo nella vita? Sembra proprio che non possiamo più tollerarci e che non troviamo altre soluzioni che il conflitto e la violenza. Ecco noi vogliamo tornare al dialogo». Il risultato finale assomiglia piú a delle istruzioni per l´uso, non si limita alla rivelazione dei meccanismi che l´Imperium e tutte le forme d´imperialismo sottintendono alla vita di che le subisce. Piccolo paradosso tipico della Fura: per raggiungere questo scopo il mezzo è solo uno, la totalità. Totali sono i mezzi espressivi, l’uso dello spazio scenico, totale il coinvolgimento del pubblico, l’integrazione tra uomo e tecnologia. A tutte queste radicalità consuete per il gruppo catalano, in Imperium se ne aggiunge una nuova: un cast esclusivamente femminile. L’ennesima provocazione, o se volete una chisciottesca Italia Anteprime 05 Dal 30 giug al 4 luglio no Milano 7-8 luglio Firenze 11-12 luglio Venezia 15-16 luglio Bologna Italia Anteprime 05 37 „ Teatro Pre 02 ww no ta 26 i tu oi big lie tt .20 i an CO t e NS p r DO EG im e.it MI NA CI LI A O w.i ta lia assegnazione del potere, almeno sulla scena, al chi storicamente dello stesso ne ha giusto potuto intuire l’esistenza. La conferma arriva dallo stesso Müller: «Imperium è un invito a pensare alla rovescia, ad andare contro, coniugando l’energia della nascita e quella della morte. E´ un modo per tornare a recuperare il piacere della diversità, a superare la standardizzazione». Un recupero dell’inconvenzionalità come primo passo per rovesciare le strutture del cannibalismo sociale, in piena coerenza con lo stile Fura. Con cinque scene “Caos”, “Le profetesse”, “Dominio fisico e mentale”, “Cannibalismo” e “Sterminio” lo spettacolo descrive il rapporto vittima-carnefice sullo sfondo ›› Il titolo è pura didascalia di una drammaturgia narrativa e ritmica srotolata sul tema eterno del potere 38 Italia Anteprime 05 .11 .65 delle immagini di Heimo Wallner. Non a caso proprio la trasgressione è il metro con cui ha deciso di affrontare il teatro sovvertendone le regole, gli spazi, i gradi d’interferenza con il pubblico, abituandoci allo scandalo. Un iter che si ripete ancora una volta in “Imperium”. Uno spettacolo dove la musica ti taglia l’anima. La violenza visuale ti dilania, proprio lì, dove più viva è la nostra sensibilità. La narrazione fa a pezzi molti dei nostri cliché sociali. Nell’attesa che il giorno dopo, la quotidianità, forse, ricucisca il tutto. La partecipazione emotiva richiesta è forte, una raccomandazione pratica arriva dagli organizzatori: indossare abiti comodi! Italia Anteprime 05 39 „ Teatro Il grande attore satirico annuncia di voler abbandonare il piccolo schermo ma intanto possiamo goderci il suo esilarante “one man show” a Sabaudia Pr en 02 ww ota 26 i tu .11 oi big lie tti CO an tep .20 NS DO E r im M GN e.i IC A t IL A IO w.i ta lia di Nicole Cavazzuti Maurizio Crozza In TV ancora per poco? 40 Italia Anteprime 05 «L’integralismo religioso, vuol dire una religione con tanta crusca, infatti fa fare delle grosse cacate». Oppure: «Tra l’amore e il potere scelgo l’amore... l’amore per il potere» (mentre imita Clemente Mastella). Ecco alcune delle divertenti battute del comico genovese Maurizio Crozza, classe 1959, che dopo il successo televisivo di Crozza Italia Live, andato in onda in quattro puntate su La 7 nei mesi scorsi, torna a esibirsi a teatro con un nuovo show in scena a Sabaudia il 14 agosto. Cosa aspettarsi? Il mondo Crozza in pillole, con una selezione del suo repertorio teatrale e televisivo: da “Ognuno è libero” a “Rockpolitik”, da “Crozza Italia” fino a “Ballarò” e “Crozza Italia Live”, senza dimenticare qualche nuova gag. Tra monologhi, personaggi, storie e canzoni, Maurizio Crozza racconta il presente, osservando il passato e immaginando il futuro in chiave tragicomica. Senza scordare mai di parlare degli scandali della politica, interrogandosi per esempio sul moltiplicarsi ingiustificato delle auto blu o sul costo irrisorio dei pranzi luculliani dei parlamentari, sempre sotto i 10 euro. Ed è proprio la satira graffiante, il vero grande punto di forza di Crozza: così tra una risata e un sorriso il pubblico non solo si diverte, ma si trova anche a riflettere sui vizi e le debolezze di questa Italia, in un’inedita esperienza agrodolce. Perché «lo spettacolo è un mix di ironia, comicità e amarezza. Del resto io non sono solo un attore satirico, ma mi piace anche fare comicità pura», assicura Crozza. Che ne ha fatta di strada dall’esordio nel 1989, insieme a Marcello Cesena (Jean Claude negli ultimi “Mai Dire Lunedì”), Ugo Dighero, Mauro Pirovano e Carla Signoris (che diventerà sua moglie), con lo storico gruppo comico dei Broncoviz, ospite alle prime edizione di .65 “Avanzi” su Raitre e in continua ascesa fino al 1996, quando conduce il programma “Hollywood Party”, così chiamato in omaggio al film di Peter Sellers, prima di sciogliersi per sempre. E’ allora che comincia l’avventura di Maurizio Crozza, prima ospite al nuovo “Quelli che il Calcio” con la Ventura (dal 2001 al 2004), e poi nel 2005 di “Rockpolitik”, dove arriva per volontà dello stesso Celentano. Il programma segna la sua svolta professionale: il comico genovese conquista il grande pubblico con la saga di maccheroniche cover dove sfrutta le sue doti canore, con testi stravolti per prendersi gioco della politica. Le ospitate a “Ballarò” sanciscono infine la fama di quello che rimane l’ultimo dei veri attori satirici (televisivi). Per ora. Perché dopo l’esperienza con “Crozza Italia Live” Maurizio non sa se tornerà ancora sul piccolo schermo: «Non so se abbandonerò la televisione, ci vuole molta forza. Mi piacerebbe lavorare in una tv senza pubblicità, LE DAT perché gli spot mentono ed io non E vorrei partecipare alla menzogna. E’ anche per questo che parlo 14 agost o sempre meno con i giornalisti: Sabaudia Arena de per proteggermi dal sistema. E l Mare del resto non c’è alcun bisogno 21 agost o di sentire la mia opinione», ha Alghero Arena C detto infatti. Vedremo. Per ora oncerti 22 agost lo si può apprezzare dal vivo, o Cagliari assistendo al suo “one man Anfiteat ro show” a teatro. Italia Anteprime 05 Romano 41 „ Teatro Notaio, Notaio, filippino, filippino, pugile... pugile... un un nome nome per per tutti: tutti: Marzocca di Nicole Cavazzuti Il comico di Zelig propone quest’estate il suo spettacolo “Recital” dove oltre alla voglia di far ridere emerge anche il suo desiderio di far riflettere su “dove stiamo andando” LE DATE 18 luglio ore 21,15 Ostia Antica Teatro Romano (Rm) 9 agosto ore 21,30 Sabaudia Teatro del Mare Da “Distretto di Polizia” a “Zelig”, passando per il teatro: Marco Marzocca non si ferma un attimo. E così quest’estate eccolo impegnato di nuovo sul palco con il suo applaudito “Recital”, accompagnato dal comico Stefano Sarcinelli e dal brillante cantautore romano Max Paiella. ›› Cosa dobbiamo aspettarci da “Recital”? Interpreterò alcuni dei miei personaggi più celebri, ma con qualche sorpresa. Ci sarà spazio per il Filippino Ariel, che mi ha reso noto a Zelig, ma anche per l’ex pugile Cassiodoro e il Notaio, per esempio. A Sarcinelli spetta il compito di presentare, a Paiella tocca portare in scena la sua musica. 42 ›› Quale messaggio vuole trasmettere con questo show? Sostanzialmente voglio far riflettere su dove stiamo andando. Negli ultimi 40 anni sono stati abbattuti tutti i punti di riferimento che avevamo (dalla famiglia alla religione) e non sono stati sostituiti con niente. Il risultato mi pare evidente: si finisce tutti allo sbando. ›› Improvviserà qualcosa durante lo spettacolo? Sì, lo faccio sempre: porta freschezza. ›› Marco Marzocca lontano dai riflettori che uomo è? Sono un tradizionalista. Passo il mio tempo a casa, con la famiglia. Ho due bambini piccoli, uno di sei e uno di tre Italia Anteprime 05 anni. Nel pochissimo tempo libero sono a disposizione, mi dedico totalmente a loro. ›› Qual è il bilancio della sua carriera? Mi ritengo fortunato, ma alla base del mio successo c’è stata anche tanta fatica. ›› La ricetta del suo successo? Amare il mio lavoro. In questo modo riesco a coinvolgere il pubblico. ›› L’anno venturo la vedremo ancora in tv? Sì: in autunno sarò sul piccolo schermo con Distretto di Polizia in onda su Canale5, con Zelig e con Raccontami 2 su RaiUno. ›› Il suo sogno nel cassetto? Dirigere e realizzare una commedia che ho scritto qualche tempo fa. „ Personaggi LE DATE Negli anni 80 Clizia Gurrado dedicò un libro a Simon Le Bon. Da allora le ragazze continuano a impazzire e la popolarità della band che ora torna in Italia è pari a quella di Beatles e Rollin Stones 15 luglio Mantova Palazzo Te 16 luglio Pre 02 ww no ta 26 Roma oi 18 luglio big lie tt .20 i an CO tep NS rim DO EG e.it MI NA CI LI A O w.i ta lia .11 I Duran Duran e il principe che tutte volevano sposare .65 di Gino Ajello Ravenna Pala Deandrè 19 luglio Milano Idroscalo 20 luglio e piangono di commozione - dice Simon - chi ascolta la musica non crede al suo valore, pensa che tutto sia riducibile al gusto delle ragazze. E invece bisognerebbe ricordare che anche per i Beatles e per gli Stones tutto era iniziato con le follie delle ragazze di mezzo mondo, poi i critici si sono accorti che qualche cosa in “Michelle” e in “Lady Jane” dimostrava che quei ragazzi avevano valore, sapevano cosa fare delle note, conservavano nel cervello e nel cuore idee e sentimenti». Oggi Simon è un giovane signore che forse non farebbe più ispirare a una ragazza milanese di buona famiglia il titolo del romanzo “Sposerò Simon Le Bon”, Clizia Gurrado aveva avuto quella idea e si era avventurata nel mondo sconosciuto della letteratura sfoderando la sua passione sperticata per i Duran Duran e in particolare per il bel leader e senza accorgersene era arrivata Italia Anteprime 05 a conquistare le vette delle hit parade letterarie. Simon oggi non scatena più passioni folli ma ha consolidato una tensione e una condivisione musicale che forse prima non aveva. C’è chi dice che il merito della nuova fase musicale della band sia da attribuire a Warren Cuccurullo: «Non datemi meriti che non ho - dice il musicista di origine italiana - io faccio il mio lavoro normale come quando ero con Frank Zappa e con i Missin Persons, nulla di più». E invece qualcosa è decisamente cambiata e lo dice proprio John Taylor che del gruppo è stato sempre, con Nick Rhodes, la mente pensante e il cultore di suoni nuovi e sofisticati. Le Bon tornando ai ricordi dice: «Quel giorno di un secolo fa è stato senza dubbio il primo passo, l’inizio di tutto e un momento indimenticabile, ma adesso da qualche anno, abbiamo voltato davvero pagina, scegliendo la qualità». Iesolo Spiaggia del faro 22 luglio Napoli Arena flegrea 23 luglio Reggio Calabria Piazza Indipendenza (Free show!) Focus on Scendiamo la scaletta dell’aereo a Charles De Gaulle una folla di ragazzine urlanti dietro alle transenne, Nick al mio fianco mi dice: «Hai presente a Birmingham, quella sera di otto anni fa?». Quella sera, penso io, ero ragazzino e con lui e sua sorella eravamo andati all’aeroporto per vederli arrivare. Erano belli e già famosi. Paul sorrideva con quel berrettucio sulla testa e John stava pallido al suo fianco un po’ spaventato. Un ricordo nel ricordo. Quel pomeriggio a Charles De Gaulle, Nick sorrideva e John non sapeva che fare con la sua chitarra e quelle ragazzine che urlavano e finalmente John dice: «Ce l’abbiamo fatta». Simon Le Bon è il capo riconosciuto dei Duran Duran e va bene, ma è anche qualcosa di più, forse i critici di casa nostra avevano preso sottogamba il gruppo, forse come spesso succede non avevano capito: «Quando le ragazzine urlano 44 Roma Rock Festival i tu La sequenza dei successi dei Duran Duran è progressiva e costante anche se bisogna riconoscere che qualche pausa ha segnato la loro carriera e il favore popolare. Nel 1981, con il singolo “Placet Hearth” Simon Le Bon, Nick Rhodes, John Taylor, Andy e Roger Taylor sorprendono tutti conquistando le prime posizioni nelle Hit Parade. La sorpresa vera consiste nel successo strepitoso che il singolo ottiene nel mercato americano e in quello australiano. L’anno dopo, gran successo del video firmato da Russel Nulcahy mentre la principessa Diana dichiara pubblicamente di considerarsi la fan numero uno di Simon e soci. “Arena” del 1984 è la conferma che i Duran Duran hanno davvero non solo il segreto del successo popolare ma anche la forza individuale di confermare il loro primato soprattutto con i tour e i concerti davanti a folle Italia Anteprime 05 immense ed entusiaste: i critici scrivono che i ragazzi «sanno suonare davvero». Nel 1986 c’è una svolta diciamo così tecnica ed ideologica con l’abbandono di Roger e Andy Taylor e l’arrivo di Warren Cuccurullo. “Pop Trash”, falsamente ironico e distaccato, è per i Duran l’inizio di una nuova fase e l’apertura verso nuove esperienze. Simon dice che 8 milioni di dischi venduti in dieci anni non sono molti, le ambizioni spingono a molto di più. 45 „ Personaggi „ Personaggi DEEP PURPLE LE DATE 20 luglio Vicenza Dueville Stadio Comunale 21 luglio ...secondo i Caminada I mostri sacri della musica visti dagli artisti emergenti LE DATE Quando devi aprire il concerto dei tuoi miti I Caminada 46 Il fascino dei contrasti che si uniscono Piazza della Basilica di S. Nicola di Marco Trabucchi Catania 23 luglio Ostia Antica Teatro Romano 24 luglio Bari 12 luglio Uno spaccato sincero del mondo giovanile: dai grandi amori (che finiscono) ai viaggi “di formazione”, dai dolori che fanno crescere alle considerazioni su una città come Milano. C’è un po’ di tutto nel primo omonimo album dei Caminada, band milanese pop-rock che a novembre ha coronato il sogno di aprire le date italiane dei Deep Purple. Mauro (chitarrista) e Massimo 25 luglio Pistoia Avevo parecchi vinili in casa da piccolo. Dei Deep Purple la collezione completa. Poi si cresce. I tempi cambiano... lo scorso novembre ci comunicano che avremmo aperto due delle loro date italiane. Ero in macchina: ho dovuto accostare un attimo. La nostra preparazione è stata chirurgica: niente da lasciare al caso. Il palco: un allestimento di gran classe: passato e futuro fusi su di un gigantesco tappeto viola..con noi sopra, per mezz’ora. Quanto bastava. I loro concerti sono stati da brivido. Ad un tratto mi è tornato alla mente per quale motivo io, insieme al restante 90% dei teen ager di tutto il mondo, abbiamo mosso i primi passi sulla chitarra sulle note di Smoke on the water. Ci siamo stretti tutti e tre in un abbraccio prima di salire a suonare... il resto è venuto da sé. CHI SONO Monza Villa Reale Pistoia Blu es Festival 13 luglio Torino Colonia so nora 15-16 luglio Milano Teatro Sm (voce e basso) suonano insieme da quando avevano tredici anni e alla coppia si è unito Francesco (batterista) col quale l’intesa è stata subito perfetta. Il trio ha avuto la fortuna di incontrare sulla sua strada Mara Maionchi (ormai famosa per X Factor ma già nello staff di Lucio Battisti e scopritrice di talenti come Gianna Nannini e Tiziano Ferro) e Alberto Salerno che hanno prodotto Italia Anteprime 05 eraldo il loro lavoro. Il loro animo più puramente romantico (soprattutto di Massimo), grazie alla produzione anche di Umberto Iervolino è spinto a rivedere in chiave più rock–progressive alcuni brani e a puntare sull’ecletticità del suono Caminada. E così eccoli ora a raccontarci che cosa significa ritrovarsi sullo stesso palco di un gruppo di cui suoni i brani da anni e anni. Anfiteatro di Tremestieri Etneo 26 luglio Bregovic tra note balcaniche e il rock più energico Aosta Teatro Tenda Teatro Romano 27 luglio Al di la della musica il fascino di questo splendido cinquantottenne è quello di incarnare la passione per le unioni bizzarre, apparentemente inconciliabili. I suoi accostamenti sublimano gli archetipi della tradizione balcanica e orchestrale con i linguaggi contemporanei del pop-rock, ma in una dimensione ironica, giocosa e surreale. Un gusto per l’estetica visionaria che il compositore serbo sublima nelle colonne sonore, alcune delle quali gli hanno aperto le porte della notorietà: “Tempo dei Gitani” e “Underground” di Emir Kusturica su tutte. Nella sua discografia lunga un trentennio - quindici anni di dischi e concerti con il suo gruppo White Button e tredici album venduti da solista in 6 milioni di copie - Bregovic reinventa tutto lo scibile musicale unendo l’esuberanza e la struggente malinconia dei Balcani, il gusto un po’ barocco per i crescendo orchestrali con il non mai dimenticato amore per il pop-rock e l’elettronica. Musiche al di fuori di catalogazioni e confini geografici, simboli forti di una rappresentazione della vita, tragica e romantica. Una musica il cui cuore pulsante è costituito dagli ottoni dalla “Weddings & Funerals band” che lo accompagna dal 2002, in seguito alla pubblicazione dell’album “Tales and songs from weddings and funerals” e dell’omonimo film. In tour, oltre allo sconfinato repertorio, porta le sonorità dell’album “Karmen. With a happy end” che, presentato Arezzo Parco della Fortezza Medicea 28 luglio La Spezia Pop Eye Festival Passeggiata Morin 30 luglio Castelnuovo di Garfagna (Lu) Fortezza di Montalfonso 31 luglio Sommacampagna (Vr) Impianti Sportivi sui palcoscenici di mezzo mondo, narra la storia dell’amore tra una cartomante gitana ed un trombettista senza fissa dimora. Una trasposizione “zingara” dell’opera di Bizet che tocca i temi cari all’autore: amore, abbandono, nomadismo e le fascinazioni della tradizione balcanica. Italia Anteprime 05 47 „ Personaggi LE DATE 24 luglio Bari Arena delle Vittorie 26 luglio Marsico Nuovo Campo sportivo (Pz) 31 luglio Trieste (Ts) Piazza Unità d’Italia 8 agosto Montesilvano Stadio comunale In questa pagina ed in quella accanto: Pino Daniele 10 agosto Villapiana Anfiteatro (Cs) 12 agosto Catanzaro di Gigi Movilia Viene giù da Toledo, lento come un blues Come Pino Daniele, schivo e silenzioso interprete della vera anima di Napoli, fatta di malinconia e passione sotto il fuoco di un’apparente allegria 48 Italia Anteprime 05 Apre il cancello. Ama uscire di notte, quando le ombre sono dense e pesanti. E’ l’ora giusta per lui quella in cui tutti o quasi dormono e restano svegli solo i fuori di testa della galleria e di piazza Garibaldi. Lui scende da Toledo, a passo lento, il passo pesante e sensuale del blues. Scende giù da Toledo da una strada sinuosa che precipita verso il centro della città. Gli piace così. Nel silenzio e nella vaghezza, è perchè la musica, la sua musica vuole così. «La notte è la stanza della creatività», dice. E poi ha ragione perché sulla sua pelle il colore sbagliato è diverso e unico. Quando imbraccia la chitarra ti accorgi subito che è davvero un’altra persona da quello che sembra. La sua ombra scende già da Toledo, pesante e morbida, sinuosa e lenta come un blues. E non puoi parlare di Napoli senza pagare dazio. Lui parte: «Guarda questa galleria come è lucida e linda, guarda le vetrine e la merce esposta, guarda lo sfondo, la piazza, il grande teatro e la mondezza... è fantastica questa città anche nella sua miseria. Del resto che miseria sarebbe se non fosse tragica?». Al San Ferdinandino dove Eduardo faceva fuoco e fiamme si ferma sempre sospirando: la strada è lunga e il mare troppo calmo in questa notte di fuoco, non c’è nemmeno la luna che almeno lei potrebbe suscitare qualche sospiro romantico: niente, per lui e per la sua musica, nonostante le apparenze il romanticismo non è di casa. Solo retorica, quella retorica che gli fa tremare la pelle quando sente certe canzoni e certi cantanti. (Cz) Area Magna Grecia 26 agosto Taormina Teatro Greco (Me) 28 agosto Palermo Arena del Mare Campofelice di Roccella 21 settembre (Lu) Milano Festa dell’Unità PalaSharp Napoletano fino all’osso con la sua malinconia e la forza titanica della sua musica. In fondo l’uomo avrebbe potuto nascere anche a La Favette o a New Orleans, in una di quelle stradine merlettate e pulsanti di musiche, grande e grosso com’è avrebbe trovato posto in uno di quei palchetti pericolanti con un microfono, una chitarra, una batteria e magari un sax: che gioco sarebbe, che suoni e che meraviglia. Perché l’uomo che vi ho raccontato nel sogno e nella realtà si chiama Pino Daniele. Italia Anteprime 05 49 „ Personaggi foto di Silvia Lelli „ Personaggi Nella pagina a fianco e nella foto in alto il maestro Maazel mentre dirige la Filarmonica della Scala. In basso assiste a un concerto della violinista Joanna Farner, del violoncellista Andrew Jans e del pianista Richard Masters Lorin Maazel: “Tatatatta... Tatatatta... io io domatore domatore di di suoni” suoni Una grande bacchetta ma soprattutto umanità e rispetto per chi fa musica e per chi l’ascolta. Spiritoso e bizzarro il direttore della filarmonica di New York, a chi gli chiede come si pronunci il suo nome risponde: «Come la quinta di Beethoven» Lorin Maazell è un uomo dolce, simpatico, spiritoso. Lo avevo incontrato qualche anno fa a Parigi dove dirigeva l’orchestra dell’Opera. A quel tempo Maazel non era ancora famoso come oggi, e la sua modestia era infinita come oggi: «Non so dove arriverò, che cosa farò domani – diceva - la cosa certa è che vivrò musica e per la musica». Un uomo come lui, direttore d’orchestra famoso in tutto il mondo, oggi forse fra i primissimi guru della bacchetta dice che 50 di Gigi Movilla domare un gruppo di musicisti è la cosa più bella ma è anche difficile che possa capitare a un artista. Che cosa vuol dire domare un gruppo di strumentisti? Soprattutto come comportarsi quando con la bacchetta alzata osserva cento professori che lo fissano pronti a ogni suo comando? Lorin Maazell non si dà arie, un altro al suo posto potrebbe anche dire che in quei momenti creativi un direttore si sente onnipotente e invece lui con un sorriso disarmante confessa: «Non mi sento un dio ma piuttosto un mal- Italia Anteprime 05 levadore, uno che garantisce fedeltà al suono rispetto a chi ascolta e all’esecutore controllo e considerazione. Dirigere una orchestra significa prima di tutto rispetto reciproco fra direttore ed esecutore e poi fusione di idee e sentimenti, con i miei professori cerco una sorta di simbiosi di permeabilità reciproca per arrivare alla perfezione. E’ possibile la perfezione in musica, nella esecuzione e nella interpretazione di un brano? Bisogna essere il più vicino possibile alla perfezione, per questo il musicista è un artista o meglio un artigiano che plasma la materia musicale e che si adatta ad essa con assoluta umiltà, e questo le assicuro è faticoso ma anche meraviglioso. Il risultato? Sempre vicino alla perfezione, quando si è a un certo livello ma perfezione assoluta no, non credo proprio». Maazel è forse il direttore d’orchestra contemporaneo che lavora di più e che è impegnato quasi tutto l’anno: un lavoro difficile che dipende soprattutto dalla sua fama e dalla sua bravura ma anche dal mercato musicale che è uno dei più complessi e laboriosi. Un agente ci ha confessato che gestire il lavoro di un grande della bacchetta è tremendamente difficile: «Sono capricciosi e complessati, dice, ma anche oppressi dalla responsabilità che a un certo livello può fare paura. E allora quando organizzi una serie di concerti di un Maazell o di un Barenboim o di un Abbado devi conoscere profondamente la persona, il suo carattere, le sue passioni, il suo stato di salute e l’impatto che può avere con il pubblico. Organizzare tutto questo è un lavoro complesso che dipende da attori impalpabili, è difficile da controllare». Abbiamo chiesto a questo agente una valutazione dei grandi rettori viventi, lui naturalmente si è rifiutato di fare classifiche e dare giudizi limitandosi a confessare che fra i direttori con i quali gli capita di lavorare Lorin Maazell è fra i più gentili, ottimisti e meno capricciosi. Girando la domanda proprio a Maazell, sulla capricciosità di certi grandi maestri, ci siamo sentiti rispondere: «Capita certamente, e può anche divertire, creando una sorta di leggenda... e per quanto mi riguarda mi limito a tenere un cammello nel giardino». Un cammello? Nel giardino della casa di uno dei figli (ne ha sette) ha sistemato questo cammello certamente ricordo e fedeltà a una terra mai dimenticata che può essere considerata sede delle sue radici. A chi gli chiede come si pronunci il suo nome si diverte a rispondere con le battute iniziali della 5a di Beethoven: «Lorìn Maazèll». Una manciata di minuti trascorsi con questo uomo speciale ti fa capire che il genio musicale è quasi sempre accompagnato da una profonda e sorridente umanità. E questo fa bene al cuore. Italia Anteprime 05 51 „ Personaggi Pianista, arrangiatore, direttore d’orchestra, animatore dei Civici Corsi di jazz di Milano e fondatore della briosa Big Band spazia dai ritmi di Ellington e Parker alle armonie di Debussy e Donatoni di Luis Sergi Intra: Swing e capelli bianchi 52 Italia Anteprime 05 E’ un giovane uomo con i capelli bianchi, pedala per la città con il vigore di un campione, siede al pianoforte concentrato e rilassato: per lui musica e vitalità sono una cosa sola, una simbiosi di sentimenti e di sensazioni che si traducono nel suono sinuoso e ritmico del suo jazz. Si chiama Enrico Intra e da quando era ragazzino si batte per imporre la sua passione, la sua visione del mondo musicale. Una visione che vede nel jazz l’espressione principale della musica del nostro tempo. Enrico Intra è animato da questi sentimenti e li traduce anche nella pratica, animando la vita e l’attività dei civici corsi di jazz di Milano, un’ organizzazione di idee e di intenti che raccoglie nei locali di via Colletta, nel centro di Milano, la meglio gioventù che vuole vivere di musica e che vuole vivere per la musica. Una musica che Enrico Intra trasmette ai suoi collaboratori e negli allievi con la passione dura e sorridente di chi crede in quello che fa. Basta ascoltare una sua esecuzione per capire a quale cifra di passione e di bravura sia arrivato questo musicista, un uomo che fin da ragazzo alimentava una passione che cresceva giorno dopo giorno e imponeva una sua visione del futuro musicale non soltanto suo. Ricordo tanti anni fa quando Enrico, giovanissimo, sedeva al pianoforte e faceva ascoltare al fratello Gianfranco anche lui musicista arrangiatore e direttore d’orchestra qualche sua composizione e l’esecuzione di uno standard storico di Bud Powell: l’esecuzione era perfetta, animata da una passione straripante ma controllata che faceva presagire nel giovane un futuro luminoso e di grande successo. E’ stato Enrico Intra a volere che i Civici Corsi di Jazz esprimessero quella big band che oggi è una luminosa realtà: la formazione classica, sezioni di trombe, tromboni e sax con l’appoggio della ritmica, percorre il sentiero aperto dai grandi del jazz da Ellington a Basie a Goodman, un ascolto piacevole e mai superficiale. Nella big band suonano anche i migliori allievi dei corsi guidati da solisti di grande fama come Soana alla tromba, il trombonista Roberto Rossi, il batterista Toni Arco. Enrico Intra è uno di quei musicisti che vivono la musica in modo collettivo e totale, immerso nei suoni e nelle pulsioni del jazz, come è giusto ama e si aggiorna continuamente sulla musica cosiddetta seria. Amico del grande Donatoni Enrico fa parte di quella sparuta schiera di musicisti che coltivano totalità di interessi e di idee. Per lui il jazz non è uno spazio chiuso ma una grande area di interessi e curiosità aperta a ogni tipo di esperienza. E questo, a parere del sottoscritto, fa di Intra un prezioso artista che assicura alla musica che ci piace un futuro sempre più nobile e sicuro. 53 „ Jazz story Thelonius Monk e Charlie Parker crearono suoni nuovi, cadenze rivoluzionarie, ritmi cervellotici, aprendo le porte ai ritmi del futuro di Luis Sergi La coppia che cambiò la musica Dopo la grande abbuffata di swing, dopo il flusso continuo di big bands che conquistò il mondo, il jazz aveva bisogno di una beatificazione, una promozione a musica da concerto e per fare questo servivano grandi personalità. Le icone di ieri, da Satchmo a Ellington dovevano avere eredi degni di un conservatorio. Armstrong e Duke non ne avevano avuto bisogno: loro erano geni assoluti, senza classificazione. E fu così che il cielo diede una mano al caso e al jazz. Siamo alla fine della seconda guerra mondiale, negli anni dell’ottimismo e della speranza. Thelonius Monk aveva fatto qualche passo nei primi anni ‘40 ma pochi lo avevano 54 capito. Era un tipo strano, forse anche un poco pazzo ma certamente si trattava di un grande musicista con una tecnica speciale, fatta di pensiero e di azione. Monk si proiettò nel futuro portando al jazz una ventata di spumeggiante e profonda novità. Dicono che l’incontro fra Parker e Monk fu una di quelle occasioni che si dovrebbero segnare sul calendario: due individui schivi e silenziosi, due individui che sfioravano la follia e la religiosità. Charles Parker era nato in campagna, aveva fatto fatica a trovare la sua strada stregato come era dai suoni delle bande di paese nell’intimo delle quali lo incantava il suono del sax. Immaginate i fulminanti attacchi di Charlie sostenuti dalle decime di Monk e capirete che cosa è la musica jazz. Immaginate quei giorni, che in questa storia non possono avere risalto e spessore, ma immaginateli lo stesso. Tutti i pianisti che valgono hanno la fissa del suono, il pedale deve essere usato con giudizio e parsimonia ma dal pedale viene la forza del suono nuovo e diverso, profondo. Monk lo aveva capito e si dava da fare proprio in quella direzione. Fu in quello spazio di tempo anomalo e strano che nasce il nuovo jazz, quello di oggi che non può prescindere da Monk e da Parker, anzi, che viene proprio da loro. Italia Anteprime 05 „ Nuove tendenze „ Nuove tendenze Stasera andiamo ad un concerto o stiamo a casa? Tutte e due! Arriva dagli Stati Uniti il fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche da noi: gli house concerts, quando gli artisti portano le note a domicilio titolari dell’agenzia -, il pubblico si dimostra sempre molto rispettoso, come si sentisse a casa sua, si attiene infatti a qualsiasi decisione del padrone di casa». Una delle prime difficoltà che vengono in mente potrebbe essere il rapporto con i vicini... «Finora non si è lamentato nessuno. Certo facciamo in modo di avvisare tutti e la serata inizia molto presto, alle 19.30 - 20 di modo che non si prolunga mai molto oltre le 22.30». Degli innegabili punti dolenti (che finora ancora non si sono palesati) sono la Siae e la sicurezza. La 2roads racconta che se la prima dovesse avanzare delle richieste loro addurrebbero il fatto che il contributo pagato dai partecipanti è per un rimborso spese per un evento privato. Mentre per quanto riguarda la sicurezza sono gli organizzatori stessi a controllare che non avvengano infrazioni, di Camilla Franchi Due momenti dell’esibizione di My Brightest Diamond Perché cercare sempre nuovi spazi dove tenere concerti quando le note dal vivo degli artisti si possono comodamente ascoltare anche a casa propria? Questo forse hanno pensato i primi organizzatori statunitensi di “house concerts” (concerti in casa) che si stanno diffondendo sempre di più anche in Italia. Anzi, negli Stati Uniti e in Canada non costituiscono nemmeno più una novità mentre da noi, da un anno a questa parte, nascono sempre nuove organizzazioni. Certamente l’idea di trasformare i grandi eventi dal vivo in momenti più intimi e raccolti risponde anche ad altre esigenze da parte del pubblico, tra cui anche il desiderio di novità e di riscoprire un modo nuovo di stare insieme ad altre persone che non si conoscono. Per cui se da un parte i gestori di locali, in una grande città come Milano, ad esempio, lamentano un calo nelle frequentazioni e quindi nei 56 guadagni, gli appassionati di musica e non solo si recano sempre più volentieri nelle abitazioni altrui per passare una serata diversa. A questo si deve aggiungere poi l’impareggiabile vantaggio di poter ascoltare il proprio cantante preferito a pochissimi metri di distanza e mai con troppo affollamento intorno. La ricerca del luogo dove si terrà il concerto, infatti, parte proprio dai fan molto spesso e dal sito internet dell’artista. Viene lanciato un primo appello in cui si specifica semplicemente la città dove si vorrebbe tenere l’evento e il giorno e si chiede a chi voglia mettere a disposizione la propria dimora di mandare una piantina e delle fotografie della stessa. Dopo che è stata scelta la più appropriata, viene esteso pubblicamente l’invito ma senza specificare il luogo preciso. Solo in un secondo momento, dopo che la persona Italia Anteprime 05 foto di Zoe Vincenti foto di Zoe Vincenti foto di Zoe Vincenti La presentazione dei Sikitikis Il concerto dei Marta sui Tubi L’house concert dei Sikitikis ha prenotato, le viene mandata una mail o un sms con tutti i particolari della serata. A quel punto il gioco è fatto: ci si presenta all’appuntamento come se si andasse a cena di amici con una bottiglia di vino o qualcosa da mangiare. Un ingresso bisogna pagarlo, in genere è un contributo per il rimborso spese dell’artista, per il disturbo del padrone di casa che provvede a preparare già un buffet d’accoglienza e per il servizio di pulizia successivo. Un’organizzazione che sta facendo parlare di sé ultimamente è la 2roads di Milano, che ha iniziato quest’attività nel novembre 2007 ma ha già al suo attivo una ventina di eventi organizzati con successo. «Non abbiamo finora riscontrato alcun tipo di problema – raccontano Mauro Mattei e Benedetta Bellotti, due dei tre tra i contando anche sul numero limitato dei partecipanti. Certo la sicurezza matematica non si può avere. Ben presto poi gli house concerts (e forse non si chiameranno più concerts) non si fermeranno solo alla musica: 2 roads ha appena instaurato una collaborazione anche con Ge.mi.to., un collettivo di ragazzi di Alessandria dediti all’arte contemporanea che sta sperimentando la stessa formula. In questo caso sono gli artisti ad andare direttamente nelle dimore di chi lo desidera e propongono curiose soluzioni: come ad esempio un video d’arte che viene proiettato su un letto dove si trova anche un catino che riflette la luce in tutta la stanza. I costi sono superiori ma funziona comunque e dimostra che pian piano saranno conquistati ancora nuovi campi inesplorati. Italia Anteprime 05 57 „ Grandi mostre „ Grandi mostre 1) Il Doge sul Bucintoro a San Nicolò del Lido il giorno dell’Ascensione, Francesco Guardi, Musée du Louvre - Parigi 2) L’ingresso al Canal Grande con la basilica della salute, Francesco Guardi, Collezione Alighiero De’Micheli, FAI - Milano 3) Il canal grande dal palazzo Balbi al ponte di Rialto, Francesco Guardi, Galleria degli Uffizi - Firenze 1 Rinascimento Veneto 2 La Rotonda, una delle più celebri ville del Palladio a Vicenza 4 I grandi nomi come Tiziano, Tintoretto, Veronese, Cataletto ma anche “Italics: tra tradizione e rivoluzione 1968-2008”. A fine estate un itinerario affascinante tocca Venezia, Verona e Vicenza Ne eravamo convinti. Che il Veneto, riuscisse a trarre il massimo della bellezza nel languore delle situazioni di trapasso, ce lo dimostra ormai da qualche secolo Venezia, col suo inimitabile fascino decadente. E una piccola conferma di questo suo talento il Veneto ce la dà anche quest’anno, fermandosi sul ciglio dell’estate e concedendoci un passaggio in tre declinazioni della bellezza, prima di tuffarsi nell’inverno. Tre mostre di livello assoluto che sfidano noi cronisti più o meno esperti a non riempirci di slanci d’enfasi e a gridare al nuovo rinascimento veneto. In primis proprio la sempiterna Venezia ci regalerà un inusuale transito nella contemporaneità, lei cui siamo abituati a pensare come un fenomeno fuori dal tempo, si toglierà il gusto di offrirci l’unica grande retrospettiva sull’arte italiana contem58 di Mauro Illarietti poranea negli ultimi anni. Tutto questo con Italics, arte italiana tra tradizione e rivoluzione 1968-2008, una mostra che a Venezia non poteva che nascere nell’orbita di François Pinault. A Palazzo Grassi, dal 27 settembre all’11 gennaio 2009, in un tracciato studiato da Francesco Bonami sfilerà il meglio dell’arte italiana, in un percorso discontinuo per necessità, poiché tali sono stati gli ultimi nostri quarant’anni. Guttuso, Schifano, Burri, Ghirri daranno così la mano alle nuovissime generazioni dell’arte, da Cattelan a Vanessa Beecroft. Così finalmente scopriremo se anche in arte, il ’68, stia passando quella crisi di mezz’età che spesso gli sentiamo imputare in ambito sociale. Chi certo non conosce crisi da ormai tre secoli ininterrotti è il Canaletto, grande protagonista della mostra-evento di Casa dei Italia Anteprime 05 4) Teatro olimpico - Vicenza 3 Carraresi a Treviso, dal 23 ottobre al 5 aprile 2009 le date. Coprotagonista dell’allestimento sarà quel fenomeno artistico che aveva trovato il suo apice proprio là, in quel magico hic et nunc che sarebbe divenuto il progenitore di tutte le nostre cartoline, il settecento veneziano. Quindi Carlevarijs, Bellotto e molti altri completeranno il lussuosissimo puzzle fornendoci una visuale d’insieme della Venezia settecentesca del tutto eccezionale. Da non perdere per la sconfinata ricchezza e qualità dei prestiti, visto che molte opere non tornavano in Italia da almeno un trentennio. Ultima perla incastonata nell’inizio autunno veneto è da ricercare a Vicenza, in occasione di un altro anniversario, da cui il titolo della mostra: Palladio 500 Anni. Settantotto disegni autografi del maestro padovano torneranno in Italia da mezza Europa dal 20 settembre al 6 gennaio 2009. Non solo, ospiti del Palazzo Baraban da Porto, guarda caso proprio una dimora palladiana, sarà anche una corte di personaggi legati al magnifico architetto, amici e nemici, ritratti da pennelli eccellenti: Veronese, Tiziano, Tintoretto, solamente per fare qualche nome. Questo e molto altro per riconferire a Palladio quella tridimensionalità che si confà ad un architetto e poterlo catturare nel pieno del sue essere immaginifico. Unico potenziale difetto di questa concentrazione d’arte nel veneto settembrino: e se poi, come diceva Shakespeare, davvero la bellezza attirasse i ladri più dell’oro? Nessun problema per i manigoldi esteti, a Venezia anche i piombi hanno il loro fascino. Italia Anteprime 05 59 „ Cinema Raccontare la fine del mondo... porterà fortuna? Immagini tratte da Un sottile senso della catastrofe accomuna almeno tre pellicole nelle sale in questi mesi: Dr Plonk, Funny Games e Kung Fu Panda In alto la locandina di “Funny Games” di Michael Haneke. A sinistra Michael Pitt tra i protagonisti di Funny Games C’è qualcosa di antropologicamente interessante, ancestrale, primitivo in quasi tutto quello che facciamo. Regola cui non è esente nemmeno la contemporaneissima settima arte: il cinema. Basti notare il ritorno della funzione apotropaica, ovvero l’umanissima abitudine di augu60 rarsi ogni sorta di male per scacciare lo stesso. A Modena, per esempio, si salutano anche i più fedeli amici auspicandosi che venga loro un cancro. Poe si augurava di tutto cuore per i propri cari una rapida agonia in preda alla tisi. Al cinema negli ultimi cinquant’anni pochi generi ci sono riusciti meglio che il catastroItalia Anteprime 05 “Kung Fu Panda” di Mauro Illarietti fico, in cui abbiamo prospettato ogni genere di fine per il nostro povero mondo. In questa prospettiva s’inseriscono magnificamente tre diverse declinazioni di questa funzione e che troverete presto sul grande schermo. La prima per attinenza e data d’uscita (dal 7 luglio nelle sale) è Dr.Plonk, parabola muta di uno strambo almeno quanto geniale scienziato che nel 1907 scopre con un secolo d’anticipo la data della fine del mondo. L’esigenza di provare e comunicare la terribile rivelazione porta il Dr. Plonk , la sua sfericissima moglie e il suo aiutante sordo in una serie d’escursioni nel futuro. Il 2007 agli occhi dello scienziato non può che risultare come una catena di pericoli, disconnessioni, nonsense: le dimostrazioni che la fine sia vicina pullulano. Da questa serie d’intersezioni non poteva che nascere una bomba ironica, unica cosa ad esplodere veramente alla fine del film, a dispetto delle previsioni del grande luminare. Delizioso. La seconda pellicola sviluppa invece il genere, per così dire, dell’apotropaico domestico. E’ in uscita l’11 luglio il remake di Funny Games, dell’austriaco Haneke, e nell’attesa di sapere se porterà fortuna anche a noi possiamo già costatare che certamente ne ha portata al regista, al suo battesimo hollywoodiano. Elegantissimamente violento, Funny Games, non è che l’antitesi del fine settimana perfetto. La partita di golf per cui la più tipica delle famiglie americane era partita diviene un gioco perverso, la gita in barca un incubo, quella che doveva essere una breve vacanza un eterno riposo. Haneke fa a pezzi tramite i due sanguinari e guantati protagonisti uno stereotipo famigliare che è sempre stato in auge ovunque tranne che nella realtà. Risultato finale ne è un godibilissimo “American Beauty” versione vagamente splatter. L’ultimo pericolo per il mondo arriverà nei cinema il 29 agosto, data d’uscita di Kung Fu Panda. Simpatica novella che sul prevedibile plot ha il privilegio di srotolare una serie di valori non altrettanto scontati. Il sogno di divenire un lottatore del panda Po si scontra con tutto: un corpaccione più adatto al sumo che al Italia Anteprime 05 kung fu, un talento uguale a zero ed un padre che, come ogni padre che si rispetti, ha per il figlio piani totalmente diversi dai suoi. Per esempio quello di farlo diventare un cuoco di noodles. Su tutto questo si stende l’ombra di un terribile lottatore che viene da lontano e pronto a distruggere il mondo. Ovvero, se abbiamo capito bene, ad allungarci la vita. 61 „ Time Out del capello tirato a lucido e fissato a dovere alla forma del cranio. Adesso la brillantina, l’unguento profumato che quei signori usavano per fissare la capigliatura celebra gli anni ottanta e una nota marca inglese ne propone una versione moderna che ha tutte le proprietà dell’originale con la variante della eliminazione dell’unto. Ricordiamo che in Grease John Travolta si lamentava che la sua testa lasciasse sempre un’ombra di unto sul cuscino della amata. Dal mondo ce la faccia a conquistare la Casa Bianca», ha detto con la sua formidabile vociona. Barack come Kennedy? Quattro mila tonnellate al giorno di cibo vengono buttate. Lo spreco continua anche adesso che il costo della vita ha superato certi limiti e «le famiglie non arrivano a fine mese». La media dello spreco in Italia è di 584 euro pro capite all’anno. Si butta verdura frutta formaggio e , “peccato mortale”, pane. Aretha 66x50 Il Louvre delle meraviglie Tony Renis ricorda quando la sua canzone di maggior successo, “Quando Quando Quando”, piacque a Mao e alla sua corte. Tony cantante di successo negli anni sessanta si riciclerà poi in autore e produttore. Vive fra l’Italia e la California. che si è specializzata nella moda dell’intimo audace e Wu Oung Cha che si ispira alla moda anni settanta con gonne spaccate e scarpe bicolori. A proposito di Barack Obama il candidato democratico intervistato da un mensile musicale ha dichiarato di amare il jazz, soprattutto Parker e il rock dai Grateful Dead ai Pearl Jam. E intanto Barack incassa una ulteriore caterva di apprezzamenti, fra i quali uno che gli ha fatto particolare piacere: «Sarà il nuovo Kennedy ne ha la statura e la carica umana». Caro musica Pechino moda Il Louvre, il grande museo parigino fra i più ricchi del mondo offre a Verona una collezione di grandi pittori: Leonardo, Raffaello, Rembrandt. Ritratti e altro ma soprattutto quei volti stupiti, sorridenti, drammatici ispirati che non si possono dimenticare. Primo fra tutti il bellissimo sguardo pensoso e vagamente interessato, certamente dedicato a un uomo, della signora che piacque a Leonardo. Dal 19 settembre al 15 febbraio del 2009. Quando Tony piacque a Mao 62 Il costo dei biglietti per i concerti di artisti pop e rock ha raggiunto limiti che una volta si consideravano inavvicinabili. Vasco, Madonna, Ligabue sono i picari. Dal governo c’è la proposta di stabilire un calmiere: ma sarà possibile? Del resto anche all’estero pare che la cavalcata dei prezzi non abbia freni. Brillanti e unti Sarà l’effetto Olimpiadi, sarà la ricchezza e la travolgente espansione economica, insomma i fattori sono davvero molti e non dovrebbe sorprendere che Pechino stia per diventare una delle più visitate e riverite capitali della moda. E non solo per la corsa al negozio di prestigio nel centro modernissimo della capitale ma anche per la scoperta dei nuovi talenti cinesi come O Wang, bella ragazza, Italia Anteprime 05 Clark Gable, Totò, Elvis erano certamente i più rappresentativi personaggi della moda La signora compie 50 anni di musica di soul, quella particolare forma di musica nera che si ispira al blues e al jazz, anzi si può dire che sia parte del DNA di quei generi. La signora è la superstar Aretha Franklin, ottanta chili di peso, cento chili di grande voce mille di personalità e di simpatia. Aretha ha avuto la gioia di avere non una standing ovation ma addirittura una serata di gala dedicata a lei e al soul al Metropolitan di New York. Aretha per l’occasione ha detto: «Non dimenticate che festeggiando il mezzo secolo di soul dovete anche rendere onore e “respect” ai 66 anni che compio oggi». “Respect” è uno dei successi più famosi della cantante, un misto di passione e di rabbia, che Aretha non mette mai da parte e infatti durante la festa non ha taciuto quando Quincy Jones ha detto al microfono: «La nera più artista del momento». Aretha ha reagito sottolineando che essere neri in America, anche oggi, penalizza i talenti. «Mi auguro soltanto che quel ragazzo con la pelle scura Sprechi La valigia di Capa Preti mondani La valigia segreta nella quale Robert Capa, il grande fotografo, conservava pellicole, provini, appunti che nessuno doveva vedere e che era scomparsa è stata ritrovata grazie agli eredi di un diplomatico francese. La valigia era scomparsa a Parigi nel 1939 quando Capa aveva dovuto lasciare l’albergo in cui viveva nel XVI arrondissement per divergenze con il direttore. Roberto Capa è stato uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi, soprattutto nelle guerre e nelle rivoluzioni, famose le sue immagini della guerra di Spagna dove fu anche combattente nelle file delle Brigate In Vaticano circola la voce che Papa Internazionali per la libertà contro il generale Ratzinger non approvi l’eleganza di certi Franco e la sua cricca di seguaci di Mussolini e sacerdoti: sono vanesi, mondani e in continua Hitler. Capa, era un ebreo ungherese, fu semricerca della esibizione di oggetti e indumenti pre dalla parte della libertà e morì salutando che rappresentano il mondo che con la su una mina in Vietnam dove cercava di Chiesa e la missione dei suoi uomini non ha testimoniare la strenua difesa dei vietcong e la nulla a che fare. disperata aggressività dei soldati americani. Italia Anteprime 05 63 Italia Anteprime, il portale dell’entertainment italiaanteprime.it anteprime musica + teatro + locali ANNO 2 – n. 5 LUGLIO/AGOSTO/SETTEMBRE 2008 PUBBLICAZIONE TRIMESTRALE Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004) EDITORE Art. 1 comma 1 - DCB Milano Autorizzazione Tribunale di Milano n. 271 del 2/05/2007 Nethuns s.r.l. 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