Poste italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 Convertito in Legge 46/2004 art. 1 coma 1 DCB Milano - Registrazione c/o Tribunale di Milano n. 102 del 12/2/2008 Filiale di Milano - Nethuns srl - Via Cialdini, 116 - 20161 Milano - Direttore Politico: Paolo Varesi Responsabile Coordinamento Sicurezza UGL - Direttore Responsabile: Gigi Movilia € 16,25 - Condizioni di abbonamento per i cittadini: Ordinario € 153,00 - Sostenitore € 174,00 - Benemerito € 195,00 4 Anno IIi luglio agosto N. 2010 IL PUNTO di IL PUNTO Fernando Cordella di Segretario Confederale UGL Resp. Coordinamento Sicurezza Coordinatore Naz. UGL-VVF “ L’ unità di Italia in tempo di crisi” PER UN (REALE) PATTO DI STABILITà E DI CRESCITA La rivista ufficiale della UGL META SOCIALE ha pubblicato questo articolo nel numero di aprile 2010, la redazione di Prevenzione Soccorso condividendo il contenuto ve lo ripropone integralmente Condividiamo la necessità di una manovra correttiva in grado di consolidare la tenuta dei conti pubblici però vogliamo che non si dimentichi il primario obiettivo dello sviluppo dell’economia e della coesione sociale U n’organizzazione sindacale come l’Ugl, che 60 anni fa ha scelto tra i suoi principi fondanti il sindacalismo nazionale, non può ignorare il dibattito in corso tra forze politiche e istituzioni sull’Unità d’Italia e sulle sue celebrazioni che culmineranno il 17 marzo 2011. Insieme allo scarso interesse, o disprezzo, che un partito come la Lega dichiara di avere pubblicamente per questo importante anniversario, l’impressione è che da parte del governo non si stiano facendo gran- 2 giugno festa della repubblica In piazza trecento vigili provenienti da ogni parte d'Italia Pag. 5 Segue a pagina 2 cronache UNIONE EUROPEA ESTERI obbligatorio solo fondamentale ecco chi punta Servizio antincendio per voli privati Paolo Varesi Stress da lavoro: a pag 8 prevenirlo a pag 12 TESTO AUDIZIONE SU ESAME DISEGNO DI LEGGE N.228 SENATO DELLA REPUBBLICA 9 GIUGNO L ’Unione generale del Lavoro, nella consapevolezza della difficile congiuntura economica e finanziaria che l’Europa e, con essa, il nostro paese stanno vivendo, come sempre è disponibile a fare la propria parte, con altro spirito di responSegue a pagina 2 Danimarca: sulla sicurezza a pag 13 2 LUGLIO/AGOSTO 2010 VARESI dalla prima CORDELLA dalla prima di preparativi o ingenti investimenti, solo circa 35 milioni di euro definiti “un’inezia” dal Presidente della Repubblica, per organizzare una ricorrenza che dovrebbe suscitare orgoglio e senso di appartenenza nel cuore di tutti gli italiani, qualora fosse smarrito. E temiamo che in parte sia già così. Il punto è che per il leader della Lega: «I lombardi nel 1860 volevano la loro libertà, non pensavano all’unità d’Italia», anche se i Mille erano in grande maggioranza settentrionali, lombardi, veneti e liguri e la bandiera italiana è nata più di due secoli fa proprio in terra padana, inventata dal giornalista e letterato ravennate, poi milanese di adozione, Giuseppe Compagnoni. Ma c’è di più: per Bossi «le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia a naso mi sembrano le solite cose un po’ inutili e un po’ retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere. Ma se Napolitano mi chiama...», mentre per il suo “collega” Zaia il problema fondamentale è non sperperare danaro. Certamente provocato, il Presidente della Repubblica non avrebbe comunque potuto fare a meno di entrare nel dibattito, per cui le iniziative previste per i 150 anni dell’Unità «non sono tempo perso e denaro sprecato, ma fanno tutt’uno con l’impegno a lavorare per la soluzione dei problemi aperti dinnanzi a noi». certamente non aiutano a pensare per il meglio. Un impegno che, ha sottolineato Napolitano, «si nutre di un più forte senso dell’Italia e dell’essere italiani, di un rinnovato senso della missione per il futuro». È strano come il tempo cambi tutte le cose, perché storicamente dovrebbe essere il Mezzogiorno e non il Nord a polemizzare sul senso e sull’opportunità di queste celebrazioni. Perché fu proprio il Sud il più restio ad aderire al progetto unitario e fu sempre il Sud a subire le peggiori conseguenze o almeno ad annoverare, dopo l’Unità, una lunga serie di promesse mancate, senza dimenticare le molte ricchezze perse come l’Opificio Reale di Pietrarsa o l’agricoltura messa in ginocchio da una politica protezionista nel 1887-88. Infatti non c’è solo l’imminenza di un importante anniversario a ricordarci quanto sia centrale il tema dell’unità. Anche la crisi lunga e profonda, che ogni Paese con le proprie specificità sta attraversando, rivela quanto sia indispensabile una maggiore coesione nazionale, così come il tracollo finanziario della Grecia sta mettendo in discussione altre forme di unione che vanno oltre i confini nazionali, cioè quella monetaria ed Europea, e sta svelando la grande miopia di tutti quei leader che non hanno saputo o voluto creare, a suon di politica e di principi, una vera coesione tra gli Stati e i cittadini del Vecchio Continente. Ma, si sa, alla Lega interessa principalmente la riforma del federalismo fiscale perché «significa dare delle regole che faranno bene sia al Nord che al Sud: il Nord smetterebbe di pagare e il Sud di buttare via i soldi». Anche l’Ugl si è detta d’accordo con questa riforma purché sia solidale e non porti ad un ulteriore e finale ‘scollegamento’ tra Nord e Sud, ma le parole di Umberto Bossi Arrivando ai giorni nostri si potrebbe affermare che il Meridione, pur con tutte le responsabilità che gli vanno oggi attribuite e che non possono essere negate, resta la Cenerentola d’Italia, dimenticata in un’angusta stanza a fare i lavori più umili, sbeffeggiata dalle perfide sorellastre, sempre in attesa di quello sviluppo economico, sorta di Principe Azzurro, che continua a perdersi per strada. Non a caso l’Ugl è andata a Pomigliano d’Arco a festeggiare il Primo Maggio: perché l’Italia è una e indivisibile, perché non c’è Nord senza Sud, perché c’è qualcuno che non dimentica mai i più deboli. sabilità, condividendo la necessità di una manovra correttiva in grado di consolidare la tenuta dei conti pubblici senza per questo derogare dal primario obiettivo dello sviluppo dell’economia e della coesione sociale attraverso la promozione dei valori della solidarietà, dell’unità nazionale, della tutela del lavoro e della famiglia. Se la prima preoccupazione del governo, in questa fase, è quella di correggere il deficit pubblico attraverso una severa manovra correttiva, le Parti sociali, e l’Unione Generale del Lavoro in particolare, non possono abdicare al proprio ruolo d’interprete dei bisogni sociali ed economici di milioni di cittadini e di famiglie le cui speranze non possono essere sacrificate dalla pur importante necessità di bilancio. Occorre quindi indicare una direzione, una via d’uscita, che tenga conto non solo dei numeri ma soprattutto delle persone che compongono la nostra comunità. In questi mesi di grave crisi internazionale siamo stati tra quelli che hanno sempre creduto che potevamo farcela; con il Governo, le regioni, gli Enti locali e le Parti datoriali abbiamo lavorato bene, creando un sostanziale clima di fiducia e di collaborazione che ci ha consentito di resistere meglio di altri Paesi alle pur gravi difficoltà del sistema economico internazionale. Ne sono la prova, fra l’altro, gli Accordi sottoscritti in materia di assetti contrattuali e di sostegno al reddito per i sospesi dal lavoro nonché le Linee guida per la for- mazione per l’anno 2010. In questo senso, quindi, è fondamentale mantenere aperta la stagione del confronto leale e costruttivo, se si vogliono definire misure e strategie comuni nel tentativo di far uscire la nostra economia dalla condizione di precarietà in cui si trova, non solo per effetto della crisi economica. L’Unione Generale del Lavoro, in un tale contesto, pone sul tavolo del confronto alcuni obiettivi ritenuti prioritari per portare il nostro Paese fuori dalla condizione di stallo in cui si trova. L’Italia sta attraversando una profonda crisi economica e produttiva, con perdita di competitività, le cui dimensioni fanno ritenere trattarsi di un problema di natura strutturale, maturato nel corso di questi ultimi vent’anni. Le spiegazioni sono molteplici e complesse. Sembra chiaro però che il nanismo delle imprese italiane, cioè l’assenza di un numero apprezzabile di grandi imprese che operino in settori tecnologicamente avanzati, a livello internazionale, possa spiegare in parte l’attuale fase di crisi. La strada principale, per uscire da questa situazione di stallo, è quella di far crescere le nostre imprese, facendo diventare medie quelle piccole e grandi quelle medie. Laddove questa crescita dimensionale si rivela impraticabile è necessario trovare nuove forme di aggregazione, di collaborazione e di integrazione per consentire di puntaSegue a pagina 4 AVVERTENZE Editore Nethuns srl Via Anelli, 2 20122 Milano Direttore responsabile Gigi Movilia Direzione, Amministrazione e Pubblicità Via Cavalcanti, 5 20127 Milano Tel. 02 26116582 Fax 02 26116583 Coordinamento redazionale Silvia Danielli Grafica e impaginazione Digital Photo Service s.r.l. Antonello Catalano Stefano Milone Foto Digital Photo Service s.r.l. Archivio Nethuns Stampa A.G.Bellavite s.r.l. 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L’esempio dei distretti industriali che ha dato risultati positivi è senza dubbio da potenziare e sviluppare. Fattori fondamentali per la competitività del sistema produttivo e per lo sviluppo economico sono la ricerca pubblica e privata, l’innovazione tecnologica di processo, di prodotto e di organizzazione e un adeguato sistema educativo e formativo. Stiamo purtroppo investendo in misura insufficiente in questi settori nevralgici e questa carenza è indubbiamente una delle cause dell’attuale crisi di competitività sul mercato internazionale. Anche questa manovra correttiva non migliora le cose, anzi interviene, come nel caso della soppressione dell’Ispsel, comprimendo quei pochi Istituti pubblici che fanno ricerca. Dalle difficoltà del nostro sistema produttivo discende il problema dell’occupazione per milioni di nostri concittadini. Il tasso di disoccupazione generale continua a salire, sfiorando il 9% e raggiungendo i massimi dal 2001, con quella femminile più alta di 2 punti percentuali rispetto a quella maschile. L’incremento più consistente è nel tasso di disoccupazione giovanile che si avvicina al 30&, quasi 5 punti in più rispetto allo stesso periodo dello scorso periodo dello scorso anno. Inoltre, benché in calo ad aprile ( -5,7%), il ricorso alla cassa integrazione resta comunque alto soprattutto per quanto riguarda quella straordinaria e quella in deroga che rappresentano la “Cartina di tornasole” degli effetti della crisi economica e finanziaria sul tessuto produttivo del nostro Paese. Sul sostegno all’occupazione e all’occupabilità delle persone, il governo e le parti sociali hanno condiviso l’idea che le medesime richiedessero un percorso formativo più efficace e tarato sui fabbisogni professionali dei settori e delle imprese. Altrettanto condivisa, è stata l’idea di istituire una cabina di regia nazionale che aiutasse a capire meglio le distonie di un sistema che non riesce a mettere in contatto chi cerca un lavoro con chi lo offre. Attendiamo con impazienza che si proceda verso quanto stabilito auspicando che non vi siano cambiamenti di rotta. E’ fuori dubbio che l’instabilità dell’occupazione stia avendo pesanti contraccolpi sulla tenuta dei conti familiari. A soffrire non solo soltanto i nuclei familiari che sono rimasti senza reddito o che hanno visto ridursi sensibilmente il reddito disponibile per il ricorso alla cassa integrazione, ma anche quelli che, pur contando su entrate stabili, sono chiamati a fare i conti con il costo per il mantenimento dei figli, soprattutto per effetto del crescente aumento dei prezzi di prodotti alimentari ed energetici oltre che dei servizi. Insistiamo sulla necessità di indirizzare, appena sarà possibile, maggiori risorse verso riforme strutturali che abbiano come punto di riferimento la famiglia, riorganizzando le politiche di Welfare e quelle socio- responsabilità accogliamo con favore le annunciate misure di riduzione della spesa da parte di importanti organi dello Stato, oltre che dei costi della politica e degli apparati amministrativi e politici in genere. Chiediamo, però, precise garanzie per la copertura degli oneri derivanti dai contratti del pubblico impiego scaduti o in fase di rinnovo; vogliamo che le risorse finanziarie destinate a questo capitolo siano in linea con quanto pattuito anche in sede di riforma della contrattazione. A tal riguardo, crediamo che la soppressione dell’istituto di studi ed analisi economica (Isae), finalizzata, secondo l’esecutivo, a razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi e studio in materia di politica economica, debba essere revocata, visti i compiti ad esso assegnati per la raccolta, l’elaborazione e la previsione di dati riguardanti la di- Segue da pagina 2 so una migliore organizzazione delle forze di polizia e meccanismi di incentivazione economica, nonché di un miglior funzionamento della giustizia, soprattutto in ambito civilistico. Crediamo, inoltre, che, pur di fronte ad un forte ridimensionamento degli interventi pubblici, occorra porsi il problema di un concreto sostegno all’economia reale, attraverso una decisa lotta all’elusione e all’evasione fiscale, alla contraffazione, al lavoro nero ossia a quei mali sistemici della nostra economia che danneggiano soprattutto le piccole e medie imprese oltre che ogni tipo di libertà economica. Le cifre su lavoro nero e sull’economia sommersa sono impressionanti. E’ come se accanto all’Italia che lavora alla luce del sole, che paga le tasse e i contributi previdenziali, che osserva i contratti di lavoro e le leggi sulla sicurezza Insistiamo sulla necessità di indirizzare, appena sarà possibile, maggiori risorse verso riforme strutturali che abbiano come punto di riferimento la famiglia, riorganizzando le politiche di Welfare e quelle socio-assistenziali, incoraggiando le donne a non lasciare il lavoro, migliorando il tasso occupazionale femminile. assistenziali, incoraggiando le donne a non lasciare il lavoro, migliorando il tasso occupazionale femminile. Per questo siamo convinti che, anche in una difficile congiuntura economica, è possibile guardare ad una maggiore tutela dei redditi del lavoro attraverso la progressiva introduzione del principio del “quoziente familiare, che superi l’ormai inadeguato concetto di reddito individuale introdotto nella riforma del 1973 e fonte di disparità tra i contribuenti con o senza famiglia a carico. In questo senso, una proposta da noi formulata è già agli atti del Parlamento. Confermiamo la nostra disponibilità al confronto, ma dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali auspichiamo la massima attenzione ai bisogni sociali dei cittadini. E’ doveroso colpire gli sprechi, ma occorre evitare di penalizzare i più deboli, gli anziani, i giovani, le donne, che ancora oggi per mancanza di servizi alla famiglia sono costrette a scegliere fra maternità e lavoro. In tale ottica di maggiore namica dell’inflazione e per il ruolo che questo istituto è stato chiamato, dalle parti sociali, a svolgere per la definizione del nuovo indicatore della crescita dei prezzi al consumo, in quanto qualificato soggetto terzo. Siamo certi che le misure contenute nel decreto legge correttivo relative al pubblico impiego peggioreranno la già precaria situazione retributiva di quei dipendenti, determinando un processo recessivo che non va assolutamente sottovalutato per gli effetti sui consumi intenti. Inoltre, il taglio dei premi produttività renderà vana la riforma della pubblica amministrazione, fortemente voluta dal governo e già avviata nei mesi scorsi ed ora sacrificata alla logica dei tagli orizzontali. Sul corretto ed efficace funzionamento dei pubblici uffici si fondano le speranze delle imprese e di milioni di cittadini, soprattutto nelle regioni del sud d’Italia, dove è sempre viva la speranza di una ferma lotta alla criminalità organizzata, da realizzarsi anche attraver- antinfortunistica, che opera correttamente sul mercato, ci fosse un’altra Italia parallela e nascosta, sotterranea, certamente popolata di furbi e di disonesti che producono e guadagnano ma che riescono a non farsi nemmeno notare dallo Stato. Anche se occorre fare di più, per questo, abbiamo accolto con favore le misure per migliorare la tracciabilità dei pagamenti e per indicare la capacità contributiva mediante indici di spesa correlati al nucleo familiare e all’area di residenza. Siamo fortemente convinti che a pagare le tasse non debbano essere solo i lavoratori dipendenti, i pensionati e più in generale i cittadini onesti. Quel che desideriamo leggere in modo chiaro è la direzione di marcia da prendere una volta usciti dalla più stretta emergenza. Si è accennato al Mezzogiorno; una costante che si presenta sempre è quella del ritardo di queste regioni rispetto alle altre aree del Paese.Il divario infrastrutturale e dei servizi pubblici, nonostante i tentativi posti in essere in questi anni, è rimasto praticamente inalterato, mentre stipendi e salari nel Mezzogiorno sono mediamente inferiori rispetto alle altre aree e alla media nazionale. In questi anni è venuta meno anche l’occupazione aggiuntiva prevista dagli investimenti comunitari, in considerazione della scarsa crescita del tessuto produttivo preesistente e della scarsissima nascita di nuove imprese. In compenso è aumentato il potere economico e di controllo sociale delle associazioni di stampo mafioso che impediscono con il proprio controllo qualsiasi forma di sviluppo economico che non sia criminale. Accogliamo con favore quindi le misure contenute nel decreto rivolte a favorire l’avvio di imprese nelle regioni del Mezzogiorno con il meccanismo della fiscalità di vantaggio; siamo convinti che possano essere prese anche altre misure, puntando alla stabilizzazione dei contratti e all’assunzione di nuovi addetti. La questione meridionale è da affrontare alla luce dell’avvio del federalismo fiscale; l’obiettivo comune deve essere quello di approdare ad una riforma che sia solidale e che riduca, fino ad azzerarle, le attuali differenze sociali ed economiche, in un’ottica di sussidiarietà. Il decreto correttivo apre quindi una partita in due tempi che il sindacato intende giocare con le proprie proposte ed osservazioni – che saranno allegate in maniera analitica al presente documento – sempre nell’interesse collettivo e avendo ben presente che sugli argomenti socialmente sensibili – si pensi al pubblico impiego, alla previdenza, al rilancio dell’economia, al Mezzogiorno – è fondamentale trovare un punto di mediazione attraverso il coinvolgimento delle parti sociali. Questo perché non si può dimenticare che è importante mettere in sicurezza i conti pubblici, ma anche rilanciare l’occupazione e l’economia per sostenere la ripresa delle attività produttive. Se la linea di condotta è quella europea, allora occorre lavorare, come ha affermato anche di recente il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, affinché il Patto sia realmente di stabilità e di crescita. 5 LUGLIO/AGOSTO 2010 primo piano PER LA FESTA DELLA REPUBBLICA Il 2 Giugno hanno partecipato alla cerimonia 300 uomini e donne provenienti da tutti i Comandi Provinciali d'Italia e due reparti motorizzati A cura dell’Ufficio Stampa U n tricolore gigantesco issato sul Colosseo dai Vigili del Fuoco ha accolto l'arrivo del presidente della Repubblica ai Fori Imperiali alla parata militare in occasione del 62esimo anniversario della fondazione della Repubblica. La grande bandiera, di 1.300 metri quadri, ha salutato l'arrivo del Capo dello Stato a bordo della tradizionale Flaminia cabriolet, scortato da due colonne di corazzieri fino al palco d'onore. Per i Vigili del Fuoco hanno partecipato alla parata il personale operativo permanente e volontario - circa 300 uomini e donne - provenienti da tutti i Comandi Provinciali d'Italia e due reparti motorizzati, composti da otto automezzi di soccorso tecnico urgente e di supporto. Uomini e mezzi sono stati coordinati dall'ingegnere Michele Di Grezia, dirigente dei Vigili del Fuoco, nominato responsabile generale operativo dell'organizzazione della Festa della Repubblica. Nella prima compagnia hanno sfilato i Vigili del Fuoco con l'uniforme di servizio ordinaria mentre nella seconda gli specialisti del Corpo Nazionale. Ad aprire lo schieramento la bandiera, decorata con 10 medaglie d'oro, 7 al valor civile e 3 al merito civile, e 3 medaglie d'argento, 1 al valor civile e 2 al merito civile. Comandanti delle due compagnie erano, rispettivamente, gli ingegneri Bianca Maria Cristini e Luca Rosiello. Gli uomini e le donne dei Vigili del Fuoco affrontano circa 750mila interventi all'anno, di cui solo il 30% riguardano gli incendi. Sicurezza e prevenzione sono le priorità del Corpo Nazionale, a cui appartengono anche gli specialisti dei Vigili del Fuoco, che sono: cinofili, elicotteristi, sommozzatori, nautici, telecomunicazioni, soccorso acquatico, SAF (di derivazione speleo-alpino-fluviali), NBCR (per rischio nucleare-batteriologicochimico-radiologico) e TPSS (in possesso di tecni- che di primo soccorso sanitario). Nel reparto motorizzato dei Vigili del Fuoco c'erano - solo per citarne alcuni - i mezzi Iveco Dragon 8X8 F 800 e Bai Poseidon X6, utilizzati nei servizi aeroportuali, l'automezzo per collegamento satellitare d'emergenza (un mezzo mobile per comunicazioni equipaggiato con speciali apparati satellitari ricetrasmittenti in grado di muoversi rapidamente e raggiungere le località più remote in zone impervie) e l'Iveco One (un mezzo di intervento per emergenza nucleare biologica, chimica e radioattiva). (fonte: www.vigilfuoco.it) 6 LUGLIO/AGOSTO 2010 attualità Giovanni Centrella eletto segretario generale dell'Ugl all’unanimità A I cura dell’Ufficio Stampa l Consiglio Nazionale dell’Ugl, riunito a Chianciano, il 29 Maggio 2010 ha eletto segretario generale Giovanni Centrella, già segretario nazionale dei Metalmeccanici. È stata Renata Polverini, segretario generale uscente e presidente della Regione Lazio, ad indicare il nome di Giovanni Centrella quale suo successore per l’impegno dimostrato in questi anni e per i rilevanti risultati ottenuti nel corso della sua attività sindacale. «Come metalmeccanico – ha detto Giovanni Centrella nel corso del suo intervento – sento il dovere di continuare a fare, anche da segretario generale, ciò che ho sempre fatto anche per consolidare i risultati ottenuti in questi anni dal sindacato: essere accanto ai lavoratori nelle fabbriche e negli uffici, sempre attento alle istanze del territorio». Nessun’altra candidatura è stata presentata dal Consiglio nazionale per convergere su una scelta unitaria e dare così continuità all’importante eredità lasciata da Renata Polveri- ni che, nel corso del suo mandato, ha rafforzato il ruolo dell’Ugl quale interlocutore valido e credibile sia nei confronti delle istituzioni sia dei lavoratori. 7 LUGLIO/AGOSTO 2010 attualità I Vigili del Fuoco vincitori del premio "Salvaguardia del territorio" al III Salone internazionale delle Tecnologie per la sicurezza Ha vinto il progetto "Sistema interoperabile per la gestione degli interventi negli incendi boschivi" A cura dell’Ufficio Stampa I Vigili del Fuoco vincitori del premio nella categoria "Salvaguardia del territorio" al III Salone internazionale delle Tecnologie per la sicurezza. Il progetto del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco "Sistema interoperabile per la gestione degli interventi negli incendi boschivi" è stato indicato dalla giuria preposta come vincitore per la categoria "Salvaguardia del territorio" e riceverà l'ambito premio nel pomeriggio di lunedì 17 maggio nell'ambito di TECHFOR 2010: il 3° Salone internazionale delle Tecnologie per la sicurezza. Nell'ambito del Salone, organizzato nel FORUM PA, è previsto nel convegno "L'innovazione tecnologica per la homeland security: opportunità e rischi del Cloud Computing". Il progetto premiato riguarda l'applicativo usato nel 2009 per la campagna antincendi boschiva (AIB) in Calabria e si basa sulle tecnologie innovative selezionate e sviluppate nell'ambito del progetto europeo REACT (di cui il CNVVF era un partner), che serviva a scambiare dati tra sale operative per condividere informazioni georiferite su eventi e risorse messe in campo dai diversi Enti. Le sperimentazioni del progetto si sono tenute nella regione transfrontaliera di Aachen (coinvolgendo soccorritori tedeschi, belgi e olandesi) ed a Venezia (coinvolgendo i vigili del fuoco di Venezia e di Treviso, la Questura di Venezia, il SUEM 118 della ASL 12 Regione Veneto, la Capitaneria di Porto di Venezia, la Polizia Municipale di Venezia, la Protezione Civile del Comune di Venezia, la Protezione Civile della Regione Veneto, l'Agenzia Regionale per la Prevenzione e protezione Ambientale del Veneto, il Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco e il Corpo Permanente Vigili del Fuoco di Bolzano). Il progetto premiato (REACT - AIB 2009 Calabria) è una successiva applicazione alla gestione della Campagna antincendi boschiva. La sua evoluzione stata è seguita dall'Ufficio per i Sistemi Informativi Automatizzati del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nell'ambito di una convenzione stipulata con la Regione Calabria. REACT - AIB 2009 Calabria ha permesso a tutti gli Enti coinvolti nella campagna antincendi boschiva 2009 di essere a conoscenza in tempo reale di dove erano in atto incendi e di quali risorse erano state inviate e/o rimanevano disponibili da parte di ciascuno degli La targa ricevuta dispiegate per costituire una sala operativa congiunta. In particolare, sono stati raggiunti due risultati: - sono state utilizzate le risorse nel modo più efficiente, evitando casi in cui La formazione di tutti gli operatori è avvenuta a cura del CNVVF nel polo formativo regionale di Lametia Terme (grazie alla estrema semplicità d'uso dell'applicativo, la formazione è stata molto rapida). Il progetto premiato riguarda l'applicativo usato nel 2009 per la campagna antincendi boschiva (AIB) in Calabria e si basa sulle tecnologie innovative selezionate e sviluppate nell'ambito del progetto europeo REACT (di cui il CNVVF era un partner) Enti mediante la semplice consultazione su mappa. Di fatto, il sistema ha costituito una sala operativa congiunta virtuale, ed ha permesso consistenti economie nell'uso delle risorse umane e strumentali, che di norma sono erano presenti squadre non necessarie su un incendio mentre altri incendi progredivano senza contrasto; - sono diminuiti i tempi di intervento, grazie alla disponibilità di informazioni affidabili ed in tempo reale 24 ore su 24. L'applicativo usa un protocollo aperto di scambio dati internazionale (CAP - Common Alerting Protocol), che il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile ha adottato con Decreto Ministeriale nel giugno 2008, un anno prima che lo adottasse anche la FEMA (Agenzia degli Stati Uniti di Protezione Civile oggi incardinata nel Department of Homeland Security). Il Decreto prescrive le modalità tecniche di scambio dati in tempo reale da/per le Sale Operative dei Vigili del Fuoco con ogni altro Ente preposto al soccorso o coinvolto nelle attività di emergenza, imponendo l'utilizzo di specifici standard e protocolli aperti e non proprietari. Si sta già proponendo l'estensione dell'esperienza della Calabria ad altre realtà territoriali, mediante sua specifica previsione nelle convenzioni che vengono annualmente stipulate tra il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile e le Regioni per le rispettive campagne AIB. 8 LUGLIO/AGOSTO 2010 cronache IL SERVIZIO ANTINCENDIO RESO OBBLIGATORIO SOLO PER I VOLI PRIVATI O COMMERCIALI Davide Bedin La norma prevista nel nuovo regolamento per la costruzione di eliporti: in questo modo si tutelerebbe solo chi può pagare. L’Ugl attenta alle vicende dei lavoratori di Elisuperficie di Emiliano Ciotti Coordinatore Naz. UGL Sorv. Antincendio e Guardi fuochi I l 14 dicembre 2009 la Direzione Centrale Regolazione di ENAC ha reso nota la Bozza di "Regolamento per la costruzione e la gestione di eliporti". Con sgomento si è appreso che l'intenzione della D.C.R. è quella di sopprimere il Servizio Antincendio nella quasi totalità delle elisuperfici italiane, soprattutto quelle HEMS, - Helicopter Emergency Medical Service - ovvero del Servizio di Soccorso 118 (ricordiamo che nel territorio Italiano ce ne sono circa 300, con un migliaio di operatori antincendio). L’Enac – Ente Nazionale Aviazione Civile - nello stilare la bozza del nuovo regolamento che riguarda la costruzione e l’esercizio degli eliporti, non ha tenuto conto della sicurezza dei lavoratori delle elisuperfici Hems e dei cittadini utenti e contribuenti, facendo una distinzione tra il volo sanitario e volo “Privato o Commerciale”, pre- vedendo l’obbligatorietà del servizio antincendio solo per quest’ultimo. Quindi il servizio antin- cendio spetta solo a chi può pagare (veline, calciatori, politici, milionari ecc) escludendo migliaia di contribuenti “malati” che pagano regolarmente le tasse, creando così cittadini di serie A e cittadini di serie B. Sempre secondo L’Enac, nei voli Hems, non si ve- 9 LUGLIO/AGOSTO 2010 Un servizio sorveglianza antincendio rificano abbastanza incidenti da giustificare la presenza del personale antincendio. ture ospedaliere, contengono migliaia e migliaia di litri di cherosene altamente infiammabile. Con questo “Regolamento” le Regioni risparmierebbero circa il 2% in meno della spesa per l’elisoccorso, ma vedrebbero schizzare a una percentuale altissima il rischio incidenti, non solo nelle fasi di atterraggio e decollo dell’elicottero, ma anche in quella di rifornimento, perché quanto si parla di carburante per elicotteri è bene ricordare che serbatoi e cisterne a volte molto vicini a strut- A meno che l’Enac voglia seguire le orme dell’aeroporto di Tassignano, Lucca, dove il servizio antincendio veniva svolto gratuitamente da volontari in possesso di apposita abilitazione? Ma la cosa che ci lascia veramente esterrefatti e perplessi che tale “Regolamento scritto e pubblicato dall’Enac” sarebbe stato controfirmato da un dirigente tecnico del Di- partimento dei Vigili del Fuoco. Ricordiamo che per diventare un Sorvegliante Antincendio bisogna fare le stesse visite mediche che fanno i VVF discontinui, un corso, un esame scritto e pratico, cui la commissione e’ composta da un dirigente Aeroportuale VVF, un funzionario VVF e un dirigente della D.C.A Direzione Circoscrizionale aeroportuale. E’ importante mettere in evidenza che chi ha operato nei Vigili del Fuoco come i Vigili Discontinui o ex ausiliari può essere chiamato a lavorare. Si fa tanto per regolarizzare i precari e poi si buttano in mezzo alla strada più di mille persone. mento da cui attendiamo risposte positive. Il Nostro Coordinatone Nazionale dell’UGL Terziario Giancarlo Bergamo negli scorsi mesi si era occupato di questa situazione puntando in particolare alla salvaguardia dei posti di lavoro delle basi Hems di Verona, Milano, Alessandria, Belluno. Per questa situazione così gravosa e scandalosa si è anche presentata un’interrogazione parlamentare per far modificare all’Enac gli aspetti più controversi del Regola- Inoltre abbiamo avuto nei giorni scorsi degli incontri con il personale antincendio rassicurandoli che l’UGL farà di tutto per tutelare i loro posti di lavoro. Quale sarebbe il futuro di questi Lavoratori? Se lo sono chiesti l’Enac e il nostro dirigente? 11 LUGLIO/AGOSTO 2010 dal territorio MATERA, ISTITUITO UN OSSERVATORIO PER LA SICUREZZA Nell’ambito delle iniziative previste dal Protocollo d’intesa è stato istituito a dicembre dal prefetto Giovanni Francesco Monteleone A cura dell’Ufficio Stampa N ell’ambito delle iniziative previste dal Protocollo d’intesa sulla sicurezza sul lavoro, sottoscritto nel dicembre scorso alla prefettura di Matera, si è insediato l’Osservatorio provinciale permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali, istituito dal prefetto Giovanni Francesco Monteleone. Gli obiettivi dell’Osservatorio sono stati illustrati dal prefetto Monteleone che ha evidenziato la necessità di consolidare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché lavorare nel pieno rispetto delle norme, oltre a tutelare la vita umana, aumenta la ricchezza di un Paese, ne riduce i costi sociali ed è motore per una sana competitività economica. Nel corso della riunione dell'Osservatorio è stato deciso di istituire una banca dati in cui confluiranno gli infortuni, suddivisi per settore, per meglio coordinare gli interventi sia di prevenzione che di contrasto. È stata concordata, inoltre, l’istituzione di un primo gruppo di lavoro che curerà la pianificazione e l’organizzazione di corsi di formazione diretti a tutti i soggetti coinvolti sulle tematiche della sicurezza sul lavoro: lavoratori, ma anche imprenditori e dirigenti pubblici. Un ulteriore gruppo di lavoro, formato dai soggetti preposti alla vigilanza e al controllo, valuterà e concorderà le azioni per il ripristino delle situazioni di legalità. L’Osservatorio, coordinato dal capo di gabinetto della prefettura di Matera, è costituito da funzionari degli enti sottoscrittori il protocollo: provincia di Matera, comune di Ma- tera, questura, comando provinciale dei Carabinieri, comando provinciale della Guardia di Finanza, Asm, Cciaa, comando provinciale dei Vigili del fuoco, direzione provinciale del Lavoro, Inail, Inps, Inpdap, Confindustria Basilicata, Api, Confcommercio, Cna, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, ordine degli ingegneri, ordine degli architetti, collegio dei geometri, EdilCassa regionale di Basilicata e Cassa edile provinciale. Perugia: Convenzione tra Vigili del fuoco e Regione in tema di incendi boschivi A cura dell’Ufficio Stampa S ottoscritta dal Prefetto di Perugia Enrico Laudanna e dall'Assessore Regionale Fernanda Cecchini una Convenzione in tema di incendi boschivi alla presenza del Direttore Regionale dei VVF Maurizio Stocchi. La convenzione è riferita al potenziamento stagionale del dispositivo di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi nel territorio della Regione dell'Umbria per il triennio 2010\2012. Per effetto dell'accordo tra il Ministero dell'Interno - rappresentato dal Prefetto di Perugia - e la Regione Umbria, per ognuno dei tre anni sarà istituito dai Vigili del fuoco un servizio straordinario con due squadre operative, una presso il Comando Provinciale di Terni e l'altra presso il Comando Provinciale di Perugia. Le squadre saranno anche dotate di mezzi ed attrezzature idonee allo spegnimento in zone boschive e nelle zone definite di "interfaccia" cioè in prossimità dei centri abitati. L'assessore Fernanda Cecchini ha ribadito l'impegno dell'Amministrazione Regionale nella cooperazione con il Corpo Nazionale, in particolar modo sulla questione degli incendi boschivi, cooperazione ormai consolidata negli ultimi anni. Il Direttore Regionale Stocchi ha confermato la totale disponibilità nel contribuire alla salvaguardia all'imponente patrimonio boschivo che caratterizza il territorio regionale. Zac Sonolo L’obbiettivo: potenziamento stagionale del dispositivo di prevenzione e lotta attiva dei fuochi, nel territorio della Regione dell'Umbria per il triennio 2010\2012 12 LUGLIO/AGOSTO 2010 esteri STRESS DA LAVORO, FONDAMENTALE AFFRONTARLO E PREVENIRLO Il 79% dei dirigenti europei è preoccupato dai rischi psicosociali che ne derivano, ma meno di un terzo delle aziende ha stabilito procedure efficaci cura dell’Ufficio Stampa I l 79% dei dirigenti europei è preoccupato dallo stress legato al lavoro, ma meno di un terzo delle aziende ha stabilito procedure per affrontarlo. Nelle organizzazioni europee è in crescita la preoccupazione dovuta ai rischi psicosociali quali stress, violenza e molestie, come rivelano i primi risultati della più grande indagine in Europa su salute e sicurezza nel luogo di lavoro. I nuovi dati sono stati pubblicati il 3 giugno 2010 dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) in seno alla conferenza di revisione intermedia della strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro (20072012). I rischi psicosociali preoccupano la maggior parte delle aziende europee. Come rivela l'indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER), quattro dirigenti europei su cinque esprimono le loro preoccupazioni in merito allo stress legato al lavoro, rendendo per le aziende (79%) lo stress sul lavoro altrettanto importante degli incidenti sul luogo di lavoro. Lo stress legato al lavoro è molto presente nei lavori in ambito sanitario e sociale (il 91% delle imprese lo considerano un elemento che causa una certa o forte preoccupazione) e in quello dell'istruzione (84%). Jukka Takala, direttore dell'EU-OSHA, in occasione della conferenza di Barcellona ha affermato che: «Nel pieno della crisi finanziaria, il 79% dei dirigenti europei esprime la propria preoccupazione per lo stress sul lavoro, già riconosciuto quale peso notevole sulla produttività europea». «Ma nonostante gli alti livelli di preoccupazione, è senza dubbio allarmante che soltanto il 26% delle organizzazioni dell'UE abbia predisposto procedure per affrontare lo stress. L'indagine ESENER evidenzia quanto sia importante fornire un sostegno efficace perché le imprese affrontino lo stress. Ciò sarà fondamentale per garantirci una forza lavoro sana e produttiva necessaria per incrementare le prestazioni e la competitività economiche europee». L'indagine rivela anche che il 42% dei rappresentanti dei dirigenti ritiene che affrontare i rischi psicosociali sia più difficile rispetto ad altre questioni legate alla sicurezza e alla salute. Stando ai risultati, la sensibilità del problema (53%) e la mancanza di consapevolezza (50%) rappresentano gli ostacoli principali per affrontare efficacemente i problemi psicosociali. Il coinvolgimento dei lavoratori è un fattore chiave nella gestione della salute e della sicurezza. L'ESENER rivela che i luoghi di lavoro in cui i dipendenti hanno una partecipazione attiva presentano molte più probabilità di vedere attuate misure efficaci per la salute e la sicurezza. Stock-xchng A 13 LUGLIO/AGOSTO 2010 Questo, in particolare, è superiore rispetto a quelle I risultati dell'indagine ri- consapevolezza sui rischi il caso di luoghi di lavoro che stabiliscono le proprie velano inoltre che anche le nei luoghi di lavoro e prodi dimensioni più piccole, misure senza la partecipa- imprese più piccole sono muovere una gestione dei in grado di effettuare una rischi totale e integrata. animati da un importante zione dei dipendenti. stimolo per la gestione ef- Le piccole dimensioni non valutazione del rischio in- L'EU-OSHA mette a dispoficace dei rischi psicoso- devono rappresentare un ternamente, ma che ne- sizione un insieme di prociali. Di fatto, l'84% delle ostacolo per la gestione cessitano di un supporto dotti per agevolare questo specialmente sotto forma di competen- processo, imprese con in sede una efficace del rischio. rappresentanza ufficia- L'ESENER ha scoperto za, assistenza e strumenti per imprese di piccole e le dei dipendenti dispone che i principali ostacoli per gestire in modo effi- medie dimensioni (PMI). di una politica in materia nell'affrontare questio- cace il proprio processo Una nuova "banca dati di di sicurezza e salute sul ni in materia di salute e di gestione del rischio e strumenti per la valutazione dei rilavoro (SSL) schi" como un piano Il coinvolgimento dei lavoratori è un fattore chiave prende liste di azione, di controla fronte del nella gestione della salute e della sicurezza. lo, manua71% delli, opuscoli, le imprese L'ESENER rivela che i luoghi di lavoro in cui questionari prive di tale rappresendipendenti hanno una partecipazione attiva presentano e strumenti interattivi da tanza. molte più probabilità di vedere attuate misure efficaci tutta Europa Le imprese per la salute e la sicurezza. ed è facilche consulmente contano i propri sultabile sul dipendenti applicano misure per af- sicurezza sono la man- attuare misure preventive. sito web. frontare i rischi psicoso- canza di risorse (36%), Attraverso le proprie camciali, quali violenza, stress come tempo, personale o pagne e i servizi di infor- Attualmente si sta reae bullismo, con una fre- denaro, e la mancanza di mazione, l'EU-OSHA si lizzando uno "strumenadopera per aumentare la to interattivo online per quenza di circa due volte consapevolezza (26%). la valutazione dei rischi" (OiRA), che dovrebbe incoraggiare e aiutare diverse migliaia di PMI europee in tutti i settori a effettuare le valutazioni dei rischi. Nell'ambito della strategia comunitaria 2007-2012 per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, è importante sapere come gestire efficacemente i rischi sul luogo di lavoro e quali ostacoli possono emergere in tale processo, in modo da poter meglio elaborare le future strategie per la SSL e adattare le misure di sostegno alle esigenze delle imprese. L'indagine ESENER è un indicatore paneuropeo unico dei risultati nel settore della SSL e dovrebbe assistere i responsabili politici nella valutazione del progresso e dell'applicazione della strategia. DANIMARCA: ECCO CHI PUNTA ALLA CULTURA DELLA SICUREZZA A partire da ottobre arrivano i rappresentanti dell’ambiente di lavoro: avranno una formazione adeguata e si occuperanno di diversi aspetti, dall’ambiente alle malattie allo stress A cura dell’Ufficio Stampa L’ INAIL il 4 giugno nella sua opera di informazione ha pubblicato questo interessante articolo che riguarda la Danimarca. “Cambia la legge sulla sicurezza del lavoro in Danimarca. L'11 maggio scorso il Parlamento ha approvato la più grande riforma della normativa del settore. Il testo entrerà in vigore il primo ottobre 2010 e prevede un cambiamento non solo nelle misure di tutela per i lavoratori, ma anche nel modo di intendere la prevenzione. Innanzitutto non si parlerà più di "rappresentanti della sicurezza" ma di "rappresentanti dell'ambiente di lavoro" poiché i compiti loro attribuiti saranno più diversificati: dal contesto del lavoro alle malattie, allo stress e ai maltrattamenti e/o molestie. I rappresentanti dell'ambiente di lavoro riceveranno, inoltre, una formazione più adeguata: avranno diritto a tre giorni di studio entro i primi tre mesi dall'inizio della attività di rappresentanza e a due ulteriori giornate di formazione entro il primo anno. Ogni anno faranno, inoltre, almeno un giorno e mezzo di aggiornamento professionale. Tutte le imprese, comprese le più piccole, dovranno poi pianificare annualmente il loro lavoro di prevenzione sull'ambiente in collaborazione coi dipendenti, documentando i loro progetti presso l'Ispettorato del lavoro. Ogni azienda dovrà fissare degli obiettivi su base annuale e valutare alla fine dell'anno i risultati ottenuti. La nuova riforma prevede inoltre maggiore flessibilità nel decidere il numero dei gruppi di lavoro che si occuperanno di sicurezza e prevenzione, secondo le proprie caratteristiche ed esigenze. Plaudono alla nuova legge patronato e sindacati. Entrambi mettono l'accento sul fatto che, grazie a questa riforma, la prevenzione conquista un posto più importante nella legge sull'ambiente di lavoro. Solo la Confederazione sindacale LO si ritiene scettica, sottolineando che la riforma dovrebbe migliorare la formazione e la rappresentanza dei lavoratori, in particolare nelle imprese più piccole”. Un modo nuovo di con- cepire la sicurezza, una legge che tenta di trasformare l’attuale normativa danese partendo da una applicazione della prevenzione. Questo fa capire che investire su una vera prevenzione non è denaro perso, perché nel tempo possiamo dire che i risultati si vedono. 14 LUGLIO/AGOSTO 2010 sicurezza sul lavoro nell'unione europea Rischi da esposizione a sostanze pericolose: una scelta redditizia per l’azienda, non solo un imperativo morale I datori devono effettuare la valutazione dei rischi e provvedere in base ai risultati ottenuti A cura dell’Ufficio Stampa Se i rischi dell'utilizzo delle sostanze pericolose non sono gestiti in maniera adeguata, possono insorgere i danni più disparati per la salute dei lavoratori, con conseguenze che vanno da lievi irritazioni di occhi e cute fino ad asma, disturbi della riproduzione, difetti congeniti e tumore. Questi effetti possono verificarsi sia dopo emersi da tali attività. imperativo legale e mo- possono subire svantagun'unica breve esposi- La normativa disciplina rale: è anche una scelta gi. zione alla sostanza peri- inoltre l'identificazione e redditizia per l'azienda. Fortunatamente, è dispocolosa, sia dopo esposi- l'etichettatura delle mi- In caso di problemi, in- nibile per la consultaziozioni multiple, che danno gliaia di diverse sostan- fatti, le imprese possono ne da parte di lavoratori e luogo a un datori di laaccumulo voro un'amdi sostanze pia mole di pericolose materiale è disponibile per la consultazione da parte di nell'organiinformativo smo. sulla manilavoratori e datori di lavoro un'ampia mole di Nell'UE i dapolazione tori di lamateriale informativo sulla manipolazione delle delle sovoro hanno stanze perisostanze pericolose. l'obbligo di colose. proteggere i propri E in Eurodipendenpa vi sono ti dai danni derivanti ze registrate sul mercato incorrere in una serie di inoltre molti esempi di dall'esposizione a so- dell'UE. difficoltà quali una per- buone prassi cui fare ristanze pericolose sul dita di produttività, una ferimento. luogo di lavoro. Devono Ridurre i rischi rappre- maggiore responsabiliquindi effettuare valuta- sentati dall'esposizione tà legale e un aumento Intervenendo in maniera zioni dei rischi e provve- a sostanze pericolose sul delle richieste di inden- adeguata è possibile gadere in base ai risultati lavoro non è soltanto un nizzo; anche i lavoratori rantire la sicurezza dei Stock-xchng Secondo uno studio recente, il 19% dei lavoratori dell'UE denuncia un'esposizione a vapori tossici per almeno un quarto dell'orario di lavoro, mentre per il 15% la manipolazione di sostanze pericolose rientra tra le mansioni di lavoro quotidiane. lavoratori che hanno a che fare con le sostanze pericolose. I datori di lavoro sono inoltre obbligati a fornire ai propri dipendenti informazioni sui rischi provenienti dalle sostanze pericolose e a erogare loro una formazione sull'uso sicuro di tali sostanze. Le norme in materia si applicano sia ai prodotti disponibili in commercio sia ai rifiuti e ai sottoprodotti dei processi di produzione. (Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) 16 LUGLIO/AGOSTO 2010 lettere ANGOLO TECNICO ANGOLO TECNICO Art. 42 bis, d.lgs. 151/2001 Assegnazione temporanea per figlio minore di tre anni IMPORTANTE SENTENZA A segnalare un ulteriore risultato positivo della UGL vi comunichiamo la sentenza 12004 del 2010 TAR Lazio, ottenuta da un appartenente del Corpo Forestale dello Stato, rappresentato e difeso dall’Avv. Galletti e Avv. Di Giuseppe, distintisi già per altri positivi risultati a difesa anche del Personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che si è visto riconosciuto il diritto ad essere assegnato ad una sede di servizio maggiormente favorevole alle condizioni di assistenza familiari, per la presenza di figlio minore di tre anni, come previsto dall’art. 42 del D.Lgd. 151/2001, dopo un rigetto dell’ Amministrazione referente. Per opportunità riportiamo solo un passaggio della sentenza, che può essere tranquillamente visionata in forma integrale sul sito www.uglvigilfuoco.it “Collegio ritiene che la disposizione dell'art. 42 bis, d.lg. 26 marzo 2001 n. 151, secondo la quale l'impiegato pubblico con figli minori fino a tre anni di età può essere assegnato, a richiesta e nel caso di posto vacante, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l'altro genitore esercita la propria attività lavorativa, deve essere applicata, mediante Art.4242bis, bis,d.lgs. d.lgs.151/2001 151/2001 Art. Art. 42 bis, d.lgs. 151/2001 Assegnazionetemporanea temporanea perfiglio figlio minorediditre treanni anni Assegnazione per minore AssegnazioneIMPORTANTE temporanea perSENTENZA figlio minore di tre anni IMPORTANTE SENTENZA IMPORTANTE SENTENZA segnalareununulteriore ulteriorerisultato risultatopositivo positivodella dellaUGL UGLvivicomunichiamo comunichiamolalasentenza sentenza12004 12004deldel AAsegnalare A segnalare un ulteriore risultato positivo della vi comunichiamo larappresentato sentenza 12004 del 2010TAR TAR Lazio,ottenuta ottenuta appartenente CorpoUGL Forestale delloStato, Stato,rappresentato difeso 2010 Lazio, dadaununappartenente deldelCorpo Forestale dello e edifeso 2010 TAR Galletti Lazio, ottenuta unGiuseppe, appartenente del Corpo Forestale dello Stato, rappresentato e difeso dall’Avv. Avv.DidaDiGiuseppe, distintisi altripositivi positivi risultati difesaanche anche dall’Avv. Galletti e eAvv. distintisi giàgiàperperaltri risultati a adifesa deldel dall’Avv. Galletti e Avv. Di Giuseppe, già che per altri visto positivi risultati a ildifesa anche del Personaledel delCorpo Corpo Nazionale Vigilidistintisi Fuoco, riconosciuto dirittoad adessere essere Personale Nazionale deideiVigili deldelFuoco, che sisiè èvisto riconosciuto il diritto Personale Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, che sialle è visto riconosciuto il diritto ad essere assegnatoaddel aduna una sededi diservizio serviziodei maggiormente favorevole condizioni assistenza familiari, assegnato sede maggiormente favorevole alle condizioni didiassistenza familiari, perper assegnato sede minore di servizio maggiormente favorevole alle condizioni di assistenza familiari, per presenzaaddidiuna figlio anni,come comeprevisto previstodall’art. dall’art. D.Lgd. 151/2001, dopoun un lalapresenza figlio minore diditretreanni, 4242deldelD.Lgd. 151/2001, dopo larigetto presenza diAmministrazione figlio minore direferente. tre anni, come previsto dall’art. 42 del D.Lgd. 151/2001, dopo un dell’Amministrazione rigetto dell’ referente. rigetto Per dell’opportunità Amministrazione referente. riportiamo soloununpassaggio passaggiodella dellasentenza, sentenza,che chepuò puòessere esseretranquillamente tranquillamente Per opportunità riportiamo solo Per inopportunità riportiamo un passaggio della sentenza, che può essere tranquillamente visionata formaintegrale integrale sitosolo www.uglvigilfuoco.it visionata in forma sulsulsito www.uglvigilfuoco.it visionata in forma integrale sul sito4242 www.uglvigilfuoco.it “Collegioritiene ritiene disposizionedell'art. dell'art. marzo2001 2001n.n.151, 151,secondo secondola laquale qualel'impiegato l'impiegatopubblico pubblicoconconfiglifigli “Collegio chechela ladisposizione bis,bis,d.lg.d.lg.2626marzo “Collegio cheanniladi didisposizione dell'art. 42 bis, d.lg. 26 marzo secondo la quale l'impiegato conubicata figli richiesta cason.didi151, posto vacante unasedesededi dipubblico servizioubicata minorifinofinoritiene essere assegnato, a arichiesta e enelnel2001 caso posto vacante , ad, aduna servizio minori a atretreanni etàetàpuòpuòessere assegnato, un'interpretazione estensiva e costituzionalmente orientata, anche al personale militare e agli appartenenti alle forze di Polizia, rientrando tra le norme dettate a tutela dei valori costituzionalmente garantiti inerenti la famiglia ed in particolare la cura dei figli minori ( cfr. T.A.R. Lazio- Latina, sez. I, 29 agosto 2008, n. 1006)..” Roma 01.06.2010 Per il SINDIR-UGL VVF Per l’USPPI Per l’UGL F.N. VVF Stefano Marsella Giovanni Nanni Fernando Cordella FEDERAZIONE NAZIONALE UGL VIGILI DEL FUOCO Via Mompiani, 7 00192 Roma – Tel 06/37512025 – Fax 06/37357175 www.uglvigilfuoco.it - [email protected] 17 LUGLIO/AGOSTO 2010 lettere ! SINDIR-UGL VVF U.S.P.P.I. V.V.F. Al Ministro dell’Interno On.le Roberto Maroni Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali On.le Maurizio Sacconi Al Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano On.le Raffaele Fitto Sottosegretario all’Interno On.le Francesco Nitto Palma Capo del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile Prefetto Francesco Paolo Tronca Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Ing. Alfio Pini OGGETTO: peculiarità del C.N.VV.F ai fini dell’attuazione del d.lgs 81/ 2008. Queste OO.SS., maggiormente rappresentative dei Dirigenti e dei Direttivi del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, manifestano la propria preoccupazione in relazione alla situazione che si è creata per l’inerzia registrata nel procedere all’emanazione del decreto attuativo ex art. 3 c.2 del d.lgs 81/ 2008. Dal giorno 15 di questo mese, infatti, in assenza di una specifica disciplina della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro che tenga conto delle peculiarità operative degli appartenenti al CNVVF, le stesse regole previste per i lavoratori delle aziende saranno applicabili anche al personale operativo dei Vigili del Fuoco. Questa situazione genererà, inevitabilmente, un aggravio di responsabilità anche penali, che ricadrà sui comandanti provinciali, sui direttivi e sui preposti dei Vigili del fuoco. Infatti, come riconosciuto dal decreto legislativo citato, a causa della specificità dell’attività svolta, nelle strutture del Corpo non è possibile rispettare in toto tutte le norme di sicurezza vigenti e che il livello di sicurezza previsto dalla legge può essere raggiunto solo tramite misure definite nell’ambito dell’Amministrazione. Stante questa situazione, chiediamo un intervento normativo urgente, finalizzato a garantire le figure del Corpo in capo alle quali tali responsabilità andranno a ricadere, evitando, peraltro, il ricorso alla soluzione di attribuire le competenze in argomento al Dipartimento della Polizia di Stato, soluzione che è stata già tentata nel passato senza dare purtroppo i risultati sperati, dimostrando di non essere in grado di fornire le risposte di cui il Corpo ha bisogno. Roma, 14 maggio 2010 Per il SINDIR-UGL VVF Per lʼUSPPI Stefano Marsella Giovanni Nanni Per lʼUGL Federazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Fernando Cordella 18 LUGLIO/AGOSTO 2010 COMUNICAZIONI DAL TERRITORIO COMUNICAZIONE INPS LEGGE 104/92 COMUNICAZIONE INPS LEGGE 104/92 LUGLIO/AGOSTO 2010 COMUNICAZIONE INPS LEGGE 104/92 19 comunicazionE inps Direzione Centrale Prestazioni a sostegno del Reddito Direzione Centrale Coordinamento generale Prestazioni a sostegno medico-legale del Reddito Direzione Centrale Coordinamento generale Prestazioni a sostegno Sistemi informativi e medico-legale del Reddito tecnologici Direzione Centrale Coordinamento generale Sistemi informativi e medico-legale tecnologici Direzione Centrale Sistemi informativi e tecnologici Roma, 28-05-2010 Roma, 28-05-2010 Messaggio n. 14480 Roma, 28-05-2010 Messaggio n. 14480 OGGETTO: Fruizione dei permessi di cui all'art.33 della legge 104/92 Messaggio n. 14480 per accompagnamento a visite mediche del portatore d OGGETTO: handicap Fruizione grave dei permessi di cui all'art.33 della legge 104/92 ricoverato a tempo pieno. per accompagnamento a visite mediche del portatore d handicap grave ricoverato a tempo pieno. OGGETTO: Fruizione dei permessi di cui all'art.33 della legge 104/92 per accompagnamento a visite mediche del portatore d Ai Direttori Centrali handicap grave ricoverato a tempo pieno. Ai Direttori Regionali Ai Strutture Territoriali Ai Direttori Direttori delle Centrali Ai Direttori Regionali Ai Direttori delle Strutture Territoriali Ai Direttori Centrali Ai Direttori Regionali Ai Direttori delle Strutture Territoriali Sono pervenute a questa Sede Centrale, da parte di più Sedi, richieste di chiarimenti sulla portata applicativa dell’articolo 33 comma 3, della legge 104/92 nel caso di richiesta dei permessi orari da parte di soggetto che assisteaun disabile in situazione di gravità Sono pervenute questa Sede Centrale, da parte digià piùricoverato. Sedi, richieste di chiarimenti sulla portata applicativa dell’articolo 33 comma 3, della legge 104/92 nel di richiesta dei epermessi orari dasociali parte Al riguardo è opportuno evidenziare che il Ministero delcaso lavoro, della salute delle politiche di soggetto disabile in situazione di gravità con nota n. che 13, assiste prot. n.un 25/I/0002602del 20 febbraio 2009già di ricoverato. risposta ad un interpello, si è espresso sulla Sono pervenute a questa Sede Centrale, da parte di più Sedi, richieste di chiarimenti sulla portata circostanza relativa alla concedibilità dei permessi nell’ipotesi in cui la struttura sanitaria ospitante non applicativa dell’articolo 33 comma 3, della legge 104/92 nel caso di richiesta dei permessi orari da parte garantisca l’assistenza per visite specialistiche/terapie eseguite al di fuori della struttura e affidi il disabile di che assiste un disabile situazione di gravità giàloricoverato. allasoggetto responsabilità dei parenti per ilinperiodo di tempo in cui stesso si trova all’esterno della casa di cura. COMUNICAZIONE INPS LEGGE 104/92 Ad avviso del Ministero la circostanza che il disabile debba recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie interrompe effettivamente il tempo pieno del ricovero e determina il necessario affidamento del disabile all'assistenza del familiare il quale, ricorrendo dunque gli altri presupposti di legge, avrà diritto alla fruizione dei permessi. Rileva, in proposito, la sensibilità del Ministero verso l’organizzazione del Servizio sanitario Nazionale e Regionale che si è evoluta in un’ ottica di ottimizzazione delle risorse e dei costi, organizzazione che vede sempre più coinvolte le famiglie nella cooperazione assistenziale dei ricoverati. circostanza relativa alla concedibilità dei permessi nell’ipotesi in cui la struttura sanitaria ospitante non garantisca l’assistenza per visite specialistiche/terapie eseguite al di fuori della struttura e affidi il disabile alla responsabilità dei parenti per il periodo di tempo in cui lo stesso si trova all’esterno della casa di cura. 20 Ad avviso del Ministero la circostanza che il disabile debba recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite e terapie interrompe effettivamente il tempo pieno del ricovero e determina il 2010 LUGLIO/AGOSTO necessario affidamento del disabile all'assistenza del familiare il quale, ricorrendo dunque gli altri presupposti di legge, avrà diritto alla fruizione dei permessi. Rileva, in proposito, la sensibilità del Ministero verso l’organizzazione del Servizio sanitario Nazionale e Regionale che si è evoluta in un’ ottica di ottimizzazione delle risorse e dei costi, organizzazione che vede sempre più coinvolte le famiglie nella cooperazione assistenziale dei ricoverati. Tuttavia, La suddetta nota ministeriale prevede che nelle fattispecie in oggetto “l'interessato sarà comunque tenuto alla presentazione di apposita documentazione rilasciata dalla struttura competente che attesti le visite o le terapie effettuate”. Questo significa, sul piano procedurale, che non può essere disposta un’autorizzazione illimitata nel tempo a far data dal momento di presentazione della domanda. Tuttavia, non è possibile denegare la fruizione del beneficio in quelle ben circoscrittesituazioni così come previste nella citata nota del Ministero. Pertanto, il lavoratore interessato a fruire dei permessi per assistere un portatore di handicap in situazione di gravità ricoverato a tempo pieno, dovrà regolarmente proporre domanda prima del godimento degli stessi. L’operatore, una volta accertata la sussistenza di tutti gli altri requisiti normativamente previsti, acquisirà la domanda nella procedura di gestione delle prestazioni di malattia, maternità e L. 104/92 immettendo i dati previsti, il periodo richiesto e il codice “S” sia nel campo “requisiti” sia in quello “in attesa di documenti”. Il codice, in quest’ultimo campo, verrà rimosso alla presentazione sia della documentazione probante l’avvenuto accesso alle strutture sanitarie sia della dichiarazione sottoscritta dalla struttura di ricovero che attesti l’affidamento del disabile alla responsabilità dei parenti per tutto il periodo di tempo in cui lo stesso si trova all'esterno della struttura sanitaria ospitante per finalità diagnostico/accertative e di cure. Ciò in quanto, per ogni mese in cui si sia presentata l’esigenza sanitaria del familiare/affine portatore di handicap in situazione di gravità, l’interessato dovrà produrre la documentazione sopra indicata - in busta chiusa con la dicitura “ contiene documenti di natura sensibile da visionarsi a cura del Centro Medico Legale” – che sarà inoltrata al Centro Medico Legale di riferimento per la sua specificata trattazione. Quest’ultimo si esprimerà sulla correttezza formale e sostanziale apponendo un visto di congruità sul periodo richiesto. Successivamente, l’ufficio competente potrà rilasciare apposita autorizzazione per il datore di lavoro delimitata ai periodi in cui l’accesso /gli accessi sono avvenuti. In particolare, l’operatore rimuoverà la “S” apposta precedentemente nel campo “in attesa di documenti”, inserirà la data di presentazione della documentazione come “data di perfezionamento domanda” e istruirà la pratica per l’emissione della lettera di autorizzazione alla concessione dei giorni di permesso. COMUNICAZIONE INPS LEGGE 104/92 Qualora i documenti presentati non vengano ritenuti validi per il riconoscimento del beneficio, l’operatore medesimo definirà la pratica con il provvedimento di reiezione, specificando la “data di perfezionamento domanda” e provvedendo nel contempo ad eliminare il codice “S” in entrambi i campi “requisiti” e “in attesa di documenti”. Nelle more, il lavoratore potrà assentarsi dal lavoro ad altro titolo e solo ex- post l’assenza potrà essere eventualmente convertita, secondo le modalità vigenti nei singoli contratti di lavoro, in “permesso ex art. 33 c.3 della legge 104/92”. È opportuno evidenziare che, sebbene l’autorizzazione dovrà essere fornita di volta in volta sulla base della documentazione presentata non è, invece, necessario ripresentare un nuovo modello di domanda per ogni periodo richiesto. L’operatore infatti creerà d’ufficio le singole pratiche mensili, successive alla prima, al momento della presentazione della documentazione dimostrativa, impostando come “data di presentazione domanda” quella originaria e come “data perfezionamento domanda” quella di consegna della documentazione probante l’avvenuta assistenza. Il Direttore generale Nori 21 LUGLIO/AGOSTO 2010 angolo tecnico IL PENTAGONO DELL' ESPLOSIONE Per spiegare i principali aspetti della prevenzione contro le esplosioni da polveri si può usare la figura del pentagono, in parallelo con quanto avviene da anni per l’incendio di Stefano Marsella Presidente A del SINDIR-UGL VVF nche se le esplosioni di polvere non sono all’ordine del giorno, il loro verificarsi costituisce un rischio serio, soprattutto per la gravità dei danni che determina sui lavoratori esposti. Per spiegare in modo molto sintetico i principali aspetti della prevenzione contro le esplosioni da polveri si può usare la figura del pentagono, in parallelo con quanto avviene da anni per l’incendio, la cui spiegazione avviene con la figura geometrica del triangolo (che troviamo rappresentato a volte in modo più approfondito con il tetraedro). Come nel caso del triangolo-tetraedro della combustione, il pentagono aiuta a spiegare che l’esplosione si verifica quando sono verificate cinque condizioni, che corrispondono ai lati del pentagono. Tali condizioni includono le tre classiche: presenza del comburente presenza del combustibile innesco ed inoltre: la miscelazione del combustibile con il comburente Il confinamento della miscela combustibile/comburente. Portare un ambiente o una lavorazione al di fuori del pentagono è il fine della prevenzione delle esplosioni. Vediamo in pratica cosa vuol dire applicare questo concetto ai casi concreti. Per quanto riguarda i tre lati classici (comburente, combustibile, innesco) la prevenzione deve mirare a limitare le quantità in circolo di combustibile ed a eliminare gli inneschi (scintille, parti metalliche molto calde, archi elettrici ecc.). È più difficile, invece, eliminare il comburente negli ambienti ordinari. Per quanto riguarda la miscelazione, quando di tratta di una miscela gassosa, si dà per scontato che le molecole di gas siano miscelate in modo omogeneo con quelle dell’aria. Ma quando si Una strategia finalizzata a ridurre gli effetti e le probabilità di accadimento di esplosioni da polvere può essere quella di portare lo stato rappresentativo del processo all’esterno del pentagono ad esempio, come indicato nella figura, eliminando il confinamento e le fonti di innesco. affrontano le esplosioni di polveri, si deve tenere conto dell’effetto della forza di gravità sulla sospensione, che con il tempo impoverisce la miscela perché fa depositare in basso la polvere. Per quanto riguarda il passaggio da una combustione ordinaria ad una esplosione è essenziale la presenza del confinamento. Infatti, una volta innescata la combustione, è la sovrapressione determinata dalla presenza di pareti che aumenta la velocità di reazione e quindi permette il passaggio alla reazione esplosiva. Le cinque condizioni che determinano l’esplosione si verificano più frequentemente nei reattori industriali, nei mulini e negli essiccatoi, che quindi sono più soggetti al rischio delle esplosioni cosiddette primarie. Queste, a loro volta, possono dare luogo alle esplosioni secondarie, cioè a quelle esterne all’unità di pro- cesso. Infatti, è all’interno di ambienti confinati che esistono le probabilità più elevate che si verifichino concentrazioni idonee per il processo esplosivo. Negli ambienti in cui si trovano ad operare i lavoratori, invece, le norme sull’igiene dei luoghi di lavoro prevedono che le soglie massime siano ordini di grandezza inferiori a quelle che potrebbero consentire l’insorgere dell’esplosione. Per quale motivo, allora, si verificano esplosioni anche all’esterno degli impianti di processo, con il coinvolgimento dei lavoratori? Di solito, il motivo risiede nell’innesco degli strati della polvere che si trova depositata all’esterno degli impianti e che viene inglobata dall’onda generata dall’esplosione primaria. Un qualsiasi evento (non necessariamente una esplosione primaria) che dia luogo a questo meccanismo (cioè alla disper- 22 LUGLIO/AGOSTO 2010 sione di strati di polvere combustibile) può dare luogo anche ad un’esplosione secondaria. Ad esempio, le esplosioni di gas possono innescare con il movimento dell’aria e la sovrapressione che generano delle esplosioni di polvere, come avviene nel settore delle miniere sotterranee. Se si procede dall’alto verso il basso diminuisce l’affidabilità e aumenta il numero delle possibili modalità di guasto. In ordine, si possono elencare sistemi che intervengono nel momento in cui si verifica l’evento gestione delle procedure, e cioè della serie di adempimenti di diversa processo. Poichè il maggior numero di esplosioni si verifica all’interno dei macchinari che trattano polvere, all’interno dei quali è Lo strumento didattico del pentagono dell’esplosione, al pari del triangolo dell’incendio, consente di ricordare con più facilità le condizioni che possono essere attuate per prevenire le esplosioni. Lo strumento didattico del pentagono dell’esplosione, al pari del triangolo dell’incendio, consente di ricordare con più facilità le condizioni che possono essere attuate per prevenire le esplosioni. Pertanto, accanto alle misure classiche di rimuovere gli inneschi e di limitare il materiale che può partecipare all’esplosione, si deve ricordare la necessità di limitare le sovrapressioni realizzando le superfici di sfogo (vent in inglese). Quali sono, però, le misure più efficaci? Un metodo per affrontare questo quesito è quello di seguire la gerarchia delle strategie del controllo del rischio. i seguenti elementi di sicurezza: sicurezza intrinseca, che si riferisce all’adozione di processi che per loro natura limitano il verificarsi di situazioni di rischio piuttosto che limitare gli effetti (come per le misure di sicurezza attive e passive); sicurezza passiva, che si riferisce all’adozione di misure che con la loro presenza limitano gli effetti o la probabilità di accadimento dell’evento; sicurezza attiva, che si riferisce all’adozione di natura (controlli, pratiche di lavoro ecc.) finalizzati a eliminare o ridurre il rischio. Nella tabella 1 sono esposti i quattro principali criteri posti alla base della sicurezza intrinseca. In ogni caso, il principale provvedimento da adottare per combattere il rischio di esplosione è la limitazione della polvere che può partecipare all’esplosione, che si tratti del prodotto finale o di un sottoprodotto del impossibile mantenere la concentrazione al di sotto del livello di sicurezza, è essenziale controllare che il deposito di strati di polvere al loro esterno sia controllato e mantenuto entro livelli minimi. Questo è fondamentale per evitare le esplosioni secondarie che, come abbiamo visto, coinvolgono con grande probabilità i lavoratori. Questa attività è chiamata in inglese, in modo molto adeguato, housekeeping, e si riferisce alla gestione delle pulizie che, quindi, divengono un aspetto critico della limitazione dei danni da esplosione. Ovviamente, la strategia che punta sulla sicurezza intrinseca è quella che garantisce i risultati migliori. Ad esempio, riuscire a lavorare senza produrre polvere in quanto la sostanza trattata è in pellets o in soluzione liquida elimina di fatto il rischio di esplosione. Anche l’aumento del diametro delle particelle lavorate riduce gli effetti delle esplosioni in quanto abbassa il valore della sovrapressione e della velocità di crescita della pressione ed aumenta la soglia di concentrazione necessaria per l’esplosione. In materia di esplosioni da polveri esiste un’ampia letteratura scientifica. Report su esplosioni ed altre informazioni utili su questo argomento possono essere reperite sul sito della US Chemical Safety Board www.csb.gov Principio descrizione Minimizzazione Usare quantità minori di sostanza pericolosa quando l’uso di tale sostanza non può essere evitato. Svolgere il processo pericoloso il numero minore di volte se non è possibile evitarlo Sostituzione Sostituire una sostanza con una meno pericolosa o un’attività con una che non comporta l’uso di sostanze pericolose. Sostituire una procedura pericolosa con una meno pericolosa moderazione Usare una sostanza pericolosa nella sua forma meno pericolosa o identificare le opzioni che coinvolgono le condizioni di lavoro meno pericolose semplificazione Progettare i processi, le apparecchiature e le procedure per eliminare le possibilità di errore eliminando l’uso eccessivo di misure di sicurezza o di dispositivi di protezione accessori 23 LUGLIO/AGOSTO 2010 la nostra pagina Concessionarie autorizzate alla raccolta di abbonamenti e pubblicità: (la concessionaria è riportata in alto a destra sulla ricevuta di pagamento) WORK MEDIA SRL RE.DA. snc Viale Marelli, 352 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. 02 89919852 Strada Padana Superiore, 15 Cassina de’ Pecchi (MI) Tel. 02.95344306 Centro Diffusione Editoriale s.r.l. Promozioni editoriali Police s.r.l. 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