Poste italiane Spa - Spedizione in abbonamento Postale - D.L. 353/2003 Convertito in Legge 46/2004 art. 1 coma 1 DCB Milano - Registrazione c/o Tribunale di Milano n. 102 del 12/2/2008 Filiale di Milano - Nethuns srl - Via Cialdini, 116 - 20161 Milano - Direttore Politico: Paolo Varesi Responsabile Coordinamento Sicurezza UGL - Direttore Responsabile: Gigi Movilia € 16,25 - Condizioni di abbonamento per i cittadini: Ordinario € 153,00 - Sostenitore € 174,00 - Benemerito € 195,00 1 ANNO III gennaio febbraio N. 2010 EDITORIALE DI IL PUNTO A FERNANDO CORDELLA COORDINATORE NAZ. UGL-VVF STAMPA SICUREZZA SUL LAVORO PROTEZIONE CIVILE: COSA BOLLE IN PENTOLA? Polverini: «Le norme esistono ma non vengono applicate» Nella bozza di decreto legislativo in previsione vi è la riorganizzazione del Dipartimento della Protezione Civile con la nascita di una nuova Società che si chiamerebbe “Protezione Civle servizi spa”. Ma per raggiungere un sistema moderno e funzionale di Protezione Civile, non si può riformare solo questultima, il nuovo assetto deve coinvolgere necessariamente il livello tecnico-scientico «D A 25 ANNI DALLA STRAGE DI BHOPAL P remesso che i Vigili del Fuoco sono la componente fondamentale del sistema di Protezione Civile, è nostro interesse capire ciò che sta accadendo in questi ultimi giorni. Ricordiamo che quando si parla di Protezione Civile si deve parlare per forza di Corpo Nazionale dei Segue a pagina 2 CURA DELLUFFICIO PER NON DIMENTICARE Pag. 5 ico sempre ai miei sindacalisti che il primo impegno non è tanto negoziare un migliore salario, ma adoperarsi perché i lavoratori che escono la mattina per andare a lavorare tornino tutti a casa la sera sani e salvi». Con queste parole Renata Polverini, segretario generale dellUgl, ha iniziato il suo intervento alla tavola rotonda sulla sicurezza sul lavoro, organizzata da HRC Academy a Roma. «E' vero che cè una leggera essione degli incidenti sul lavoro – ha continuato Polverini – ma cèanche la crisi delloccupazione. Dunque la essione non è dovuta solo al contrasto degli infortuni». Polverini ha parlato dellItalia come di un «Paese distratto di fronte alla tragedia delle morti sul lavoro», anche se «chi opera in questo settore come i Direttori del personale, è straordinariamente coinvolto». Di fronte a un numero butchicun Segue a pagina 2 CARCERI DONNE E LAVORO DAL TERRITORIO Giuseppe Moretti: In arrivo un osservatorio All'Aquila una nuova casa «serve riforma organica per monitorare le dello studente eco-compatibile, contro il sovraffollamento» discriminazioni ma nascono polemiche a pag. 8 a pag. 9 a pag. 18 2 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 CORDELLA dalla prima Vigili del Fuoco perché, ai ni del soccorso, senza i Vigili del Fuoco la Protezione Civile sarebbe soltanto una astratta denizione organizzativa, senza cuore, muscoli e cervello come ha detto il Ministro dellInterno Roberto Maroni. Nel comunicato stampa di Palazzo Chigi dello scorso 3 Dicembre si legge “Il Consiglio ha svolto un lungo ed approfondito esame di un decreto-legge, su proposta del Presidente Berlusconi, che prevede tre categorie di rilevanti interventi. La prima è in tema di riuti nella Regione Campania: terminata la fase dellemergenza, si trasfonde limpegno che ha caratterizzato no ad oggi lattività di contrasto ai problemi di smaltimento nelle conseguenti iniziative di gestione dellattività ordinaria; il secondo tema riguarda le conseguenze del sisma abruzzese del 6 aprile scorso, in merito alle quali il Governo sta predisponendo gli interventi di raccordo fra il contrasto allemergenza n qui svolto (che può dichiararsi conclusa) con la delicata ed importantissima fase della ricostruzione, peraltro già avviata; sono proprio gli eventi connessi al sisma che hanno reso imprescindibili interventi sullassetto organizzativo e sulla struttura della Protezione civile, che tanta parte ha avuto e continua ad avere nella continua e preziosa attività di contrasto ai danni occorsi ed è questo il terzo caposaldo del decreto-legge, il cui esame proseguirà nella prossima seduta del Con- siglio”. Nella bozza di decreto legislativo, che gira in questi giorni, vi è la riorganizzazione del Dipartimento della Protezione Civile con la nascita di una nuova Società che si chiamerebbe “Protezione Civile servizi spa”, posta sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il testo ripropone anche unidea che già altre volte in passato era stata presa in considerazione da altri Governi: lassicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. Lobiettivo della riforma è di concentrare la forza del Dipartimento, che dal primo gennaio 2010, dovrà fare a meno di Guido Bertolaso, sulla sua missione naturale: la prevenzione delle catastro e le emergenze dei soccorsi. Tutto il resto, tipo la ricostruzione, dovrebbe essere adato a strutture più adatte. Ma per raggiungere un sistema moderno e funzionale di Protezione Civile, non ci si può fermare solo alla riforma della sola Protezione Civile, il nuovo assetto deve coinvolgere necessariamente il livello tecnicoscientico costituito dallinsostituibile asse portante della Protezione Civile e cioè i Vigili del Fuoco. Ricordiamo che su questo tema si dibatte dalla ne degli anni 60, da quando il succedersi di una serie di eventi catastroci sul territorio nazionale portarono in primo piano il tema dellorganizzazione di un sistema di protezione civile quale soluzione alle insucienze che si erano manifestate nella gestione dellemergenza e nella fase della ricostruzione. In questo più generale contesto si ipotizzarono soluzioni via via diverse per realizzare un Corpo dei vigili del fuoco moderno e coerente con il quadro legislativo e istituzionale che si andava modicando nel Paese. Numerose ipotesi furono prospettate, fondate su diversi modelli organizzatori: dalla regionalizzazione alla costituzione di una “ azienda autonoma” sul modello dellallora ANAS. Non successe nulla e il Corpo dei Vigili del Fuoco andò avanti per inerzia. Da una parte la consapevolezza del suo ruolo centrale aumentava, testimoniato dal generale apprezzamento espresso dallopinione pubblica nei confronti dello spirito di servizio e dellabnegazione mostrata nellazione di soccorso. Dallaltra, le insucienze strutturali ed organizzative, evidenziate dalla maggiore domanda, divenivano sempre più vistose: organici sotto dimensionati e perdenti rispetto al confronto con qualsiasi altro paese europeo; modeste risorse nanziarie; inadeguatezza di mezzi e equipaggiamenti; scarsa essibilità organizzativa e nessuna autonomia gestionale; insuciente articolazione periferica rispetto alle esigenze del territorio; incertezza nei livelli di assunzione delle responsabilità“ di comando”. Nonostante questo scenario preoccupante, non acquistammo un ruolo determinante nella nuova riorganizzazione complessiva della protezione civile del 1992. Il Corpo da una parte era la componente principale del sistema complesso di protezione civile, dallaltra copriva un ruolo meramente operativo (manovalanza), rimanendo aggrappato solo ed esclusivamente al soccor- so tecnico urgente. A scanso di equivoci ricordiamo che lart 11 della legge 225/92 elenca le strutture operative che costituiscono il Servizio nazionale della protezione civile : 1. il Corpo nazionale dei vigili del fuoco quale componente fondamentale della protezione civile; 2. le Forze armate; 3. le Forze di polizia; 4. il Corpo forestale dello Stato; 5. i Servizi tecnici nazionali; 6. i gruppi nazionali di ricerca scientica di cui all'articolo 17, 7. lINGV ed altre istituzioni di ricerca; 8. la Croce rossa italiana; 9. le strutture del Servizio sanitario nazionale; 10. le organizzazioni di volontariato; 11. il Corpo nazionale soccorso alpino-CNSA (CAI). Sono passati quasi 18 anni, dalla riforma del 1992 e ci auguriamo che con il provvedimento in discussione venga preso in considerazione il ruolo dei vigili del fuoco come componente tecnico-scientica della Protezione Civile e nalmente superare la dicotomia tra il Dipartimento della Protezione Civile che è posto sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile che è posto sotto il Ministero dellInterno, auspicando che le prossime emergenze, che purtroppo aiggono periodicamente il Paese, si arontino con una piena serenità e una professionalità tecnico-scientica allavanguardia. UFFICIO STAMPA segue dalla prima così elevato di infortuni sul lavoro, dice Polverini «tutti hanno un dovere: sollevare lindignazione ». «Noi cerchiamo di farlo in ogni modo e siamo stati tra quelli che chiesero il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro », anche se «il nostro Paese ha sempre avuto una delle normative migliori in materia». «In Italia si muore non perché – ha aermato la sindacalista – mancano le norme, ma perché non vengono applicate ». Polverini ha insistito su questo aspetto: «Dobbiamo far crescere una cultura della sicurezza e portare le giovani generazioni a considerare questo argomento un arricchimento personale. Io sto lottando per inserire la sicurezza sul lavoro e la prevenzione tra le materie scolastiche della scuola elementare, perché lì si trovano i futuri lavoratori, i futuri imprenditori, i futuri direttori del personale». Una misura questa che favorirebbe anche i lavoratori immigrati, perché «attraverso i loro gli, riusciremo a comunicare anche con loro». Intanto, ha concluso Polverini «occorre concentrarsi nei territori più a rischio, intensicare i controlli, aumentare gli ispettori che sono pochi, dotarli di un reale coordinamneto e portarli alla mobilità territoriale, perché devono essere sul territorio esattamente come i Carabinieri”. AVVERTENZE Editore Nethuns srl Via Cialdini, 116 20161 Milano Direttore responsabile Gigi Movilia Direzione, Amministrazione e Pubblicità Via Cavalcanti, 5 20127 Milano Tel. 02 26116582 Fax 02 26116583 Coordinamento redazionale Silvia Danielli Graca e impaginazione Digital Photo Service s.r.l. Antonello Catalano Stefano Milone Foto Digital Photo Service s.r.l. Archivio Nethuns Stampa A.G.Bellavite s.r.l. 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In un reattore destinato alla produzione di triclorofenolo si verica un incidente che provoca la fuoriuscita abnorme di diossina. Ancora oggi si studiano le conseguenze sulla popolazione. A S CURA DELLUFFICIO STAMPA abato 10 luglio 1976. Sono le ore 12:37 e nello stabilimento della società ICMESA di Meda (connante con Seveso) in un reattore destinato alla produzione di triclorofenolo (TCF), un componente di diversi diserbanti, una reazione chimica esotermica causa lintervento del disco di rottura evitando lesplosione del reattore, ma rilasciando in atmosfera (in quantità mai denita con precisione) una massiccia formazione di 2,3,7,8 tetraclorodibenzop-diossina (TCDD), sostanza comunemente nota come diossina. La nube tossica lambisce i Comuni di Meda, Cesano Maderno e Desio ma, in quel momento, la direzione del vento è prevalente verso sud, sud-est dove cè labitato di Seveso. Viene colpito tutto quello che è disseminato lungo il percorso della nube. Il giorno dopo alcuni tecnici informano il Sindaco di Seveso; dopo le prime veriche, il 15 luglio partono i primi interventi e solo il 26 di luglio la zona incomincia ad essere evacuata. Nel frattempo 2.000 persone rimangono intossicate e nei giorni seguenti sono abbattuti 3.000 animali domestici, 70.000 animali da cortile e da allevamento per evitare contaminazione dalla catena alimentare, così come sono vietate la coltivazione nellarea e chiusi i pozzi dellacqua. Centinaia di famiglie e attività sono evacuate; le case, nella zona più colpita, sono abbattute. Sono passati più di trentanni anni da quei giorni e grandi sforzi sono stati fatti per bonicare il territorio e per ricostruire il tessuto produttivo e abitativo della cittadina brianzola. I riuti tossici sono sepolti (allinterno di fusti a tenuta stagna) sotto una gettata di cemento nello stesso luo- go dove sorgeva la fabbrica ICMESA della multinazionale svizzera Givaudan & Roche. Nella zona circostante negli anni è sorto il “Parco della Querce”. Non ci sono stati morti nellimmediato ma 193 persone, la maggior parte bambini, subirono delle degenerazioni della pelle (la cosiddetta cloracne); molte di loro, dopo dolorosi trattamenti ed interventi chirurgici, hanno potuto recuperare un aspetto normale, mentre gli eetti sulla salute generale loro e di molti altri cittadi- ni relativamente a tumori, malformazioni neonatali e aborti sono ancora oggi oggetto di studi. Lintervento della giustizia ha incontrato enormi ostacoli legati a interessi personali e speculazioni. Laccertamento delle responsabilità penali non si è mai pienamente concluso. Solo nel 2002, con una sentenza emessa a sezioni unite, la Corte di Cassazione ha stabilito, per la prima volta in Italia, che anche il danno morale subito dai cittadini in caso di disastro ambien- tale può essere risarcito aprendo così la strada a nuovi ricorsi. La Direttiva Comunitaria Seveso II Dopo la Seconda Guerra Mondiale e no allepoca dellaccaduto, lincidente di Seveso era, nella sua tipologia, il terzo per rilevanza ed entità e seguiva quello olandese di Pernis vericatosi il 20 gennaio 1968 con 2 morti e 85 feriti e quello di Flixborough in Inghilterra il 1° giugno 1974 con 28 morti e centi- naia di feriti. Lincidente di Seveso spinse gli stati dellUnione Europea a studiare una politica comune in materia di prevenzione dei grandi rischi industriali. Il 2 dicembre 1984 a Bhopal in India morirono 2.500 persone e 100.000 riportano lesioni gravi a seguito di unesplosione con rilascio di gas velenoso. Nel luglio di 2 anni dopo la piattaforma petrolifera Piper Alpha ubicata nel Mare del Nord si incendiò causando 165 morti e 61 feriti. LUnione Europea varò la Direttiva 96/82/CE (“Seveso II”), in vigore in Italia dal 3 febbraio 1999 con il Decreto Legislativo n. 334/99, concernente il controllo dei rischi da incidente rilevante che coinvolgano sostanze pericolose. Nello stesso anno con il Decreto Legislativo n. 372/99 venne recepita anche la Direttiva 96/61/ CE, in materia di “Prevenzione e Controllo Integrato dellInquinamento (Ippc)”. A seguito degli incidenti di Tolosa, Baia Mare ed Enschede lUnione Europea deliberò laggiornamento della Direttiva Seveso con il documento 2003/105/ CE, recepita con il Decreto Legislativo n. 238/2005. La Direttiva Seveso dispone: La diossina nello scarico, 25 ottobre 1977 (foto : Corriere della Sera) • il censimento degli stabilimenti a rischio, con identicazione delle sostanze pericolose; • lesistenza in ogni stabilimento a rischio di un piano di prevenzione e di un piano di emergenza; • la cooperazione tra i gestori per limitare leetto domino; • il controllo dellurbanizzazione attorno ai siti a rischio; • linformazione degli abitanti delle zone limitrofe; • lesistenza di unautorità preposta allispezione dei siti a rischio. 5 Bhopal GENNAIO/FEBBRAIO 2010 2 DICEMBRE 2009 , A 25 ANNI DALLA STRAGE DI BHOPAL A N CURA DELLUFFICIO STAMPA EW DELHI - E' stata la più grande catastrofe industriale della storia e il 2 dicembre, giorno in cui è caduto il tragico anniversario dei 25 anni, ancora non è stata fatta alcuna condanna. Le vittime della strage di Bhopal, la città indiana su cui si abbatté - la notte tra il 2 e il 3 dicembre 1984 - la nube tossica sprigionata dalla fabbrica di insetticidi americana Union Carbide attendono ancora una giustizia che forse non arriverà mai. Furono 3.787 le persone che morirono sul colpo dopo il disastro (anche se molti corpi vennero cremati o sepolti in fosse comuni d'emer- genza senza un'adeguata documentazione), tra le 8mila e le 10mila quelle nelle successive 72 ore. Impossibile quantificare il bilancio complessivo includendo anche chi si ammalò, successivamente, in modo irreversibile e le nascite (che continuato tutt'oggi) di bambini malformati: le previsioni ipotizzano 25mila-40mila morti e 100mila intossicati. Per non parlare dei danni provocati nella popolazione dall'inquinamento ambientale di acqua e terra. Ad oggi, però, nessuno dei responsabili morali e materiali della strage è stato condannato. Nel 1989 la Union Carbide (acquistata nel 2001 dalla Dow Chemical) ha raggiunto, infatti, un accordo extra-giudiziale accettando di pagare 470 milioni di dollari. Una cifra che ha fatto sì che le famiglie "risarcite" non abbiano ricevuto più di mille dollari: di fatto, 11 centesimi per ogni giorno di questi 25 anni. La Union Carbide e la Dow non hanno mai subito un processo. Nel 1991, quando l'accordo venne riesaminato da un tribunale indiano, il governo decise per l'imputazione a carico della Union Carbide e del suo presidente, Warren Anderson. Nessuno, però, si presentò al processo e gli imputati vennero dichiarati latitanti. Il governo indiano, nel 2004, ha chiesto agli Usa l'estradizione, ma Washington non ha ac- cettato l'istanza. L'esito conclusivo? La Dow, che nel 1999 ha acquistato tutte le azioni in circolazione della Union Carbide, ha dichiarato di non volersi accollare le presunte responsabilità della multinazionale in merito alla strage. "La Dow ribadisce che l'acquisto delle azioni della Union Carbide non ha implicato altre responsabilità," ha scritto John Musser, portavoce della Dow, in un'intervista via e-mail. Fonte: INAIL 6 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 ALLARME RISCHIO IDROGEOLOGICO Un quadro niente aatto confortante è quello che ci ricorda Legambiente insieme alla Protezione Civile A CURA DELLUFFICIO STAMPA I n 8 comuni su 10 sono presenti case a rischio frane o alluvioni. In un caso su 4 (il 28%) la situazione di pericolo interessa interi quartieri e in uno su 2 (54%) fabbricati e insediamenti industriali. Addirittura, in un comune su 5 a rischio idrogeologico, sono presenti alberghi o strutture sensibili, come scuole, ospedali, uci pubblici. È un quadro niente aatto confortante quello che ci ricorda, ogni anno, Legambiente, assieme alla Protezione civile, nel suo dettagliato rapporto sull'ecosistema a rischio nel Belpaese. In Italia, è ormai stra-noto, 7 comuni su 10 sono a rischio idrogeologico, con picchi del 100% in Calabria, Umbria e Valle d'Aosta, del 97% nel Lazio e dell'87% in Piemonte e Campania. Ma quello che, purtroppo, continua a preoccupare è il perdurante lassismo di molte ammini- strazioni. In materia di ambiente in Italia c'è una illegalità diusa, un virus che ha contagiato tutto il paese. Un virus che va arrestato, ha sottolineato Guido Bertolaso. «Quello idrogeologico - ha detto Bertolaso è uno dei rischi più gravi e più seri che riguarda l'Italia, insieme a quello sismico e vulcanico». Per Bertolaso ci vuole «una cultura del rischio e una informazione puntuale e precisa. Bisogna anche convincere chi ha costruito in situazioni a rischio che si deve spostare. Molto è stato fatto ma tanto c'è ancora da fare: ognuno deve farsi guardiano del proprio territorio altrimenti potremmo stanziare qualunque cifra senza ottenere nulla». Nonostante, evidenzia lo studio, sia così pesante l'urbanizzazione delle zone a rischio, appena il 7% dei comuni ha provveduto a de-localizzare le abitazioni e solo nel 3% dei casi sono stati avviati interventi di delocalizzazione dei fabbricati industriali. Nel 15% dei comuni, inoltre, mancano, ancora, i piani urbanistici che prevedono vincoli all'edicazione nelle aree a rischio idrogeologico. «Anche il Piano casa, recentemente approvato dalle Regioni, in molti casi peggiora la situazione - ha sottolineato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza - perché può consentire nuove deroghe senza alcun rispetto per le regole della prevenzione del rischio idrogeologico». Dati più confortanti arrivano, invece, per le attività svolte nell'organizzazione del sistema locale di protezione civile: l'82% delle amministrazioni comunali possiede un piano d'emergenza da mettere in atto in caso di frana o alluvione, e nel 54% dei casi i piani sono stati aggiornati negli ultimi 2 anni. Uno dei principali problemi sul fronte del (mancato) contrasto del rischio frane e alluvioni, hanno sottolineato da Legambiente, è che non solo i grandi umi, ma, anche, i torrenti e le umare sono spesso minacciati da intubazioni insensate, discariche abusive, ponti sottostimati con costruzioni edicate sin dentro gli alvei.«In questi casi - hanno detto - bisogna iniziare ad abbattere le costruzioni abusive e puntare sulla delocalizzazione delle strutture a rischio e sugli interventi di messa in sicurezza puntuali e di qualità». Dal rapporto emerge, poi, che il lavoro di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico non è ancora suciente per il 68% dei comuni e rimane alta (27%) la percentuale delle amministrazioni che ottengono un punteggio del tutto insuciente nella speciale classica. Entrambe al Nord le "maglie rosa" assegnate ai comuni più meritori: Palazzolo sull'Oglio (Bs) e Canischio (To). "Maglie nere", invece, assegnate ad Acquaro (Vv), San Ferdinando (Rc), Oppi- do Marina (Rc) in Calabria; Altavilla Silentina (Sa), Polla (Sa), Quarto (Na) in Campania; e Vejano (Vt) nel Lazio. Tra i capoluoghi di provincia solo Cagliari e Perugia raggiungono la sucienza. Nonostante in queste città sia notevole l'urbanizzazione delle aree a rischio, spiegano da Legambiente, sono stati realizzati interventi di manutenzione delle sponde dei umi e delle opere di difesa idraulica; sono stati redatti e aggiornati i piani di emergenza e sono state eettuate attività informative rivolte ai cittadini ed esercitazioni. Fanalino di coda, Palermo che, pur avendo strutture in aree a rischio, non ha avviato nessuna politica di gestione del territorio. Solo un ricordo, questa volta, per Ischia e Messina: le due ultime, in ordine cronologico, tragiche testimonianze di quanto sia urgente, invece, invertire la tendenza. (ilsole24ore.com) ENTRO IL 2015 LE MAPPE DI GESTIONE A CURA DELLUFFICIO P STAMPA rosegue alla Camera lesame dello schema di decreto legislativo per la gestione dei rischi da alluvione, che dovrebbe attuare la Direttiva Comunitaria 2007/60/CE. Il testo è stato presentato il 25 novembre scorso dal Ministro per i Rapporti con il Parlamento, ai sensi della Legge 88/2009, Comunitaria 2008 e del Decreto Legislativo 152/2006, Codice Ambiente. In base a quanto evidenziato dallesame alla Camera svolto in Commissione Ambiente e Politiche dellUnione Europea, è stata la legge comunitaria a richiamare la direttiva europea del 2007, che proponeva di introdurre una disciplina specica in materia di tutela dal rischio di alluvioni. A livello europeo era stata infatti riscontrata la necessità di un approccio organico, da attuare in tre fasi, attraverso la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, la redazione di apposite mappe di pericolosità e la predisposizione di un piano di gestione del rischio. Interventi che richiedono un consistente impegno nanziario da parte del Governo, così come indicato dal decreto legge per il contrasto del dissesto idrogeologico, proposto dal Ministro dellAmbiente Stefania Prestigiacomo e poi conuito nel disegno di legge nanziaria per il 2010. La bozza di decreto legislativo istituisce un quadro comune per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni volto a ridurre le conseguenze negative delle alluvioni per salute umana, ambiente, patrimonio culturale, attività economiche, infrastrutture e strutture strategiche, come scuole, ospedali, autostrade e ferrovie. Nel testo vengono deniti la pericolosità da alluvione, cioè la probabilità che un evento alluvionale si verichi in un arco di tempo pressato e in unarea certa, e i distretti idrograci, unità territoriali di riferimento per la gestione del rischio di alluvioni. In Italia ne esistono otto, dotati ognuno della sua autorità di bacino distrettuale, incaricata delle valutazioni preliminari sul rischio. La valutazione preliminare sul rischio di alluvione si compone di una descrizione degli eventi vericati in passato, una mappa in scala del distretto idrograco e una previsione dei danni eventuali in modo da ottenere una stima sulle ricadute future. Le mappe di pericolosità e di rischio devono essere redatte entro il 22 giugno 2013 e contenere la perimetrazione delle aree geograche che potrebbero essere interessate da alluvioni, prevedendo una serie di scenari quali la scarsa, media o alta probabilità. Entro il 22 giugno 2015 a livello del distretto idrograco devono inoltre essere predisposti i piani di gestione del rischio. Autorità di bacino distrettuali e regioni in collaborazione con la Protezione Civile possono organizzare un unico piano o una serie coordinata. I piani di gestione possono anche comprendere la promozione di pratiche sostenibili di uso del suolo, il miglioramento delle azioni di ritenzione delle acque e l'inondazione controllata di certe aree in caso di fenomeno alluvionale. Previsto anche il riesame e laggiornamento periodico ogni sei anni. Tutto per limitare lindice di imprevedibilità delle calamità naturali. Il Ministro dellAmbiente Stefania Prestigiacomo 7 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 M COMUNICATO STAMPA COMUNICATO STAMPA LE NOSTRE RICHIESTE IL SI.N.DIR.VVF ADERISCE ALLA UGL artedì 25 Novembre nel corso della discussione del DDL 1167, lAula del Senato ha approvato larticolo 14 che prevede il riconoscimento della specicità della professione per le Forze di Polizia e Forze Armate. Più precisamente il comma 1 dellarticolo cita: «Ai ni della denizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e della tutela economica, pensionistica e previdenziale, è riconosciuta la specicità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad esse appartenente, in dipendenza della peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dellordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di ecienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti». Il provvedimento ora pas- serà nuovamente alla Camera. In una nota congiunta il presidente del Gruppo al Senato del Popolo della Libertà, Maurizio Gasparri, il vicepresidente vicario, Gaetano Quagliariello, il presidente della Commissione Lavoro, Pasquale Giuliano ed i relatori della legge hanno espresso grande soddisfazione per lapprovazione della norma. «In questo modo – si legge nella nota – il Parlamento aerma la particolare rilevanza dellattività svolta dalle forze di polizia, dalle forze armate e dal Corpo dei Vigili del Fuoco. Lapprovazione dellart. 14 è la premessa per riconoscimenti normativi ed anche economici da denire con ulteriori interventi legislativi e nanziari». Fin qui le dichiarazioni della maggioranza. Per quanto ci riguarda siamo ben contenti di questo segnale di attenzione da parte del Governo anche se dobbiamo rilevare che nella nanziaria continuano i tagli nel settore. Dalla comparazione dei dati presentati in Commissione Aari Costituzionali della Camera emerge infatti che nel disegno di legge di bilancio 2010 risultano ulteriori tagli al Settore e che se dovessero essere confermati non farebbero che aggravare una situazione già insostenibile per il funzionamento dello stesso. Auspichiamo quindi che le raccomandazioni alla Commissione Bilancio relativamente alla necessità di reperire più risorse utilizzando eventualmente parte di quelle che arriveranno dal c.d. scudo scale vengano prese in debita considerazione dall Esecutivo assicurando adeguate risorse per il nanziamento delle politiche sulla sicurezza. Condiamo anche che vengano accolte le richieste della UGL (Polizia, Penitenziaria, Forestale e Vigili del Fuoco) in materia di detassazione dei redditi, della tredicesima mensilità e delle indennità accessorie. E giunto il tempo di rimettere al centro delle politiche del Governo chi opera nella sicurezza. Questo è ciò che chiediamo con forza! Q uesta Federazione vi comunica che è stato sottoscritto alla presenza del Segretario Confederale Serano Cabras laccordo di aliazione allUgl del SI.N.DIR. VVF ( Sindacato Nazionale Direttivi e Dirigenti dei Vigili del Fuoco), maggiormente rappresentativo e rmatario del contratto per il personale direttivo e dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Il SI.N.DIR, che nella circostanza ha mutato la propria denominazione, aggiungendo lacronimo nale UGL sta già predisponendo le migliori prassi operative su tutte le materie contrattuali e di carattere politicosindacale, sia per garantire al meglio i diritti, gli interessi e le aspettative economico-ordinamentali e di stato giuridico del personale dirigente e direttivo dei Vigili del Fuoco, che per concorrere al raggiungimento della rappresentatività sul piano nazionale per il personale non direttivo e non dirigente della nostra Federazione. La scelta dellUGL, ha spiegato il Presidente del “Sindir Ugl” Stefano Marsella, è stata fatta dopo un dibattito interno ed alla luce dello storico impegno dellUGL contro ogni forma di prevaricazione ed esclusione sociale e a so- stegno dei diritti e della dignità. Siamo certi, ha inne dichiarato il Segretario Confederale Paolo Varesi, che la rma di questo importante accordo di collaborazione, grazie anche allesperienza e alla capacità di analisi e di proposta che sono proprie dellUGL, consentirà di riprendere, con rinnovato vigore, il confronto con le Istituzioni sui temi di più scottante attualità e di maggior interesse per la categoria, a partire dalle modiche al decreto legislativo 217/05, al regolamento di servizio, dallalimentazione del fondo di produttività alla previsione di una stabile collocazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nellalveo del “Comparto sicurezza”. La Federazione UGL Vigili del Fuoco, ringrazia tutta la Segreteria Confederale per lottimo risultato raggiunto, siete riusciti a portare nella Confederazione una componente importante del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Siamo disponibili n da subito ad una forma di collaborazione con il nuovo soggetto sindacale “Sindir Ugl” per raggiungere gli obiettivi che la Confederazione UGL si è posta per questo importante settore. ULTIMISSIME PREVENZIONE INCENDI MINISTERO DELLINTERNO - CIRCOLARE 01 DICEMBRE 2009, N. 17082 Oggetto: D.M. 18 maggio 2007 recante “Norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante” - Chiarimenti e indirizzi applicativi. Il 12 dicembre del corrente anno entreranno in vigore le disposizioni del decreto del Ministro dellinterno 18 maggio 2007, recante le norme di sicurezza per le attività di spettacolo viaggiante. La complessità della disciplina in argomento, che investe tanto le nuove attività quanto quelle già esistenti, e il coinvolgimento sia degli Enti locali, chiamati al rilascio dei provvedimenti autorizzativi, sia delle SS.LL., quali responsabili delle Commissioni provinciali di pubblico spettacolo, hanno reso necessario lemanazione della presente circolare esplicativa. La medesima è stata strutturata anche tenendo conto delle richieste avanzate dagli operatori del settore e dallANCI. Al ne di rendere le disposizioni della circolare pienamente intellegibili, anche per gli aspetti squisitamente tecnici ed amministrativi nonché per facilità di lettura, si è ritenuto opportuno articolarne il testo in modo tale che i chiarimenti forniti siano preceduti, in appositi riquadri, dai corrispondenti articoli del decreto ministeriale in esame. Prima di analizzare gli articoli di interesse, si evidenziano, di seguito, le particolari esigenze in base alle quali è stato adottato il D.M. 18 maggio 2007: - superare la condizione determinata dal decreto del Ministro dellinterno 8 novembre 1997 recante la sospensione dellattuazione delle disposizioni di cui allallegato VII, punto 7.7, della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e lesercizio dei locali di pubblico spettacolo e intrattenimenti, approvata con decreto ministeriale 19 agosto 1996, sino allemanazione di specica normativa sulla sicurezza dei circhi equestri e per lo spettacolo viaggiante; - supportare le Commissioni di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo e intrattenimento nei nuovi compiti loro adati dallarticolo 4, comma 2, del decreto legislativo 8 gennaio 1998, n. 3 recante riordino degli organi collegiali operanti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento dello spettacolo, a norma dellarticolo 11, comma 1, lettera a), della legge 15 marzo 1997, n. 59, in merito allaccertamento degli aspetti tecnici di sicurezza e di igiene al ne della iscrizione delle nuove tipologie di attrazione nellelenco di cui allarticolo 4, della legge 18 marzo 1968 n. 337; - aggiornare il quadro normativo cogente in un settore che, negli ultimi anni, ha visto, fra laltro, lemanazione di importanti norme tecniche di riferimento tra le quali: - UNI EN 13814:2005 - Fairground and amusement park machinery and structures - Safety (che ha sostituito la UNI 10894:2000); - UNI EN 13782:2006 Strutture temporanee - Tende - Sicurezza (che ha sostituito la UNI 10949:2001); - UNI EN 1069:2002 - Acquascivoli di altezza uguale o maggiore di 2 m - Requisiti di sicurezza e metodi di prova; - UNI EN 14960:2007 - Attrezzature da gioco gonabili - Requisiti di sicurezza e metodi di prova (Inatable play equipment - Safety requirements and test metodo); - Serie UNI EN 1176 - Attrezzature per aree da gioco (Play ground equipment). 8 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 CARCERI MORETTI: « SERVE UNA RIFORMA ORGANICA CONTRO SOVRAFFOLLAMENTO» Il Segretario Nazionale Ugl Polizia Penitenziaria: «A fronte di unemergenza lorganico della Polizia si ferma a 40mila unità contro una carenza di almeno 5.500 uomini» A CURA DELLUFFICIO STAMPA L emergenza «carceri è un problema nazionale che richiede, oltre al piano carceri, che potrebbe essere nalmente nanziato anche dallUnione Europea, una riforma organica della giustizia volta a valorizzare loperato delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria». Lo ha detto il segretario nazionale Ugl Polizia Penitenziaria, Giuseppe Moretti, aprendo la due giorni del congresso nazionale che si è svolta a Roma presso lHotel Ergife spiegando come «oltre alla limitazione della durata dei processi, necessaria per adeguarsi alle norme europee, chiediamo un riordino del corpo della polizia penitenziaria e misure volte a garantire trattamenti umani per i detenuti. In questo senso, lUgl ha presentato proposte al vaglio governo e del ministro Alfano tra cui quella di nazionalizzare la detenzione per i detenuti stranieri, lapplicazione del braccialetto elettronico e lassegnazione del controllo di coloro che beneciano delle misure alternative alla detenzione al Corpo di Polizia Penitenziaria. Così come stiamo denendo una proposta di modica della Legge 395 del 1990 per un ammodernamento ordinamentale del Corpo, adeguandone le funzioni alle attuali esi- Il segretario Ugl Polizia Di Stato Cristiano Leggeri, il segretario Ugl Vigili Del Fuoco Fernando Cordella al congresso della Ugl Polizia Penitenziaria genze organizzative legate al complesso dei compiti adati, al ne di migliorare il proprio contributo per il mantenimento dellordine e della sicurezza degli istituti e della società ». «A fronte di un sovraollamento carcerario, giunto a quota 67mila detenuti ha aggiunto Moretti – lorganico della polizia penitenziaria si ferma a 40mila unità con una carenza di almeno 5.500 uomini e sconta, inoltre, linadeguatezza delle strutture penitenziarie di cui l80 per cento vetusto e lassenza di mezzi adeguati per il mantenimento dellordine e della sicurezza.» «La recente assegnazione della sanità penitenziaria alle Regioni - ha aggiunto - ha ulteriormente penalizzato i detenuti e gli agenti costretti a fronteggiare lesternalizzazione delle cure specialistiche. Inne, i tagli alle risorse per il comparto e il depauperamento dei fondi per il pagamento delle missioni e dello straordinario completano un quadro di grande soerenza per i lavoratori che aspettano un segnale dalla nanziaria sulladeguamento per le risorse del biennio economico che sta per scadere a giorni». Renata Polverini al congresso della Ugl Polizia Penitenziaria 9 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 DONNE E LAVORO DISCRIMINAZIONI, IN ARRIVO UN OSSERVATORIO E UNA BANCA DATI Istituito un centro dove vengono raccolti i documenti che stabiliscono i comportamenti che sfavoriscono le lavoratrici R L'Osservatorio, che attualmente è in fase di costituzione, si occuperà invece di monitorare le attività di conciliazione svolte dalle consigliere di parità. "Sono informazioni mai raccolte prima", ha spiegato Servidori, che sottolineato anche che l'Osservatorio si occuperà di monitorare "le soluzioni più innovative della contrattazione collettiva, come il rinnovo del Loungerie OMA - Una banca dati ragionata per raccogliere i precedenti della giurisprudenza in tema di discriminazioni delle donne sul lavoro e tutta la prassi amministrativa, costituita da circolari e pareri del collegio istruttorio. Un Osservatorio sulle attività di conciliazione per monitorare in modo sistematico le buone prassi a livello locale, nazionale e internazionale. Sono i due strumenti operativi, connessi tra loro in un'unica struttura, presentati oggi a Roma nel corso dell'iniziativa "Sicuramente noi", presso la presidenza del Consiglio dei ministri, alla presenza del ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha salutato l'operazione come "necessaria per raorzare la rete delle consigliere di parità in un momento di ripresa economica ma di grossa disoccupazione". "La crisi è un motivo in più per favorire la conciliazione delle ragioni dell'impresa e dei lavoratori, il che non costa nulla" ha aggiunto il ministro che ha prospettato anche "una crescita esponenziale dei servizi di cura per l'infanzia". Il database sulle discriminazioni, il primo nel suo genere, ha all'attivo 80 provvedimenti (sentenze, ordinanze e decreti) che permettono di stabilire quali siano i comportamenti discriminatori di genere nelle selezioni pubbliche, nelle retribuzioni e in altre materie decisive per le lavoratrici: dalle progressioni di carriera ai congedi per gravidanza e maternità, dal mobbing e ai licenziamenti. Al centro dell'attività di raccolta e organizzazione di documenti e materiali c'è l'ucio della consigliera nazionale di parità, ruolo occupato in questo momento da Alessandra Servidori. contratto degli alimentaristi, e le buone pratiche delle aziende nella prospettiva di creare un sistema di certicazione per le imprese amiche delle donne". Secondo la consigliera nazionale, alleati della rete saranno le pubbliche amministrazioni, gli ispettori del lavoro, gli enti previdenziali, le organizzazioni sindacali e forensi. "Le consigliere rischiano di agire in modo non coordinato, disomogeneo, per questo la banca dati e l'Osservatorio sono importanti per dare l'unità necessaria", ha commentato Caro Lucrezio Monticelli, capo di gabinetto del ministro del Lavoro. Il direttore dell'Attività ispettiva del ministero del Lavoro, Paolo Pennesi, ha sottolineato le dicol- tà dell'attività ispettiva "nel trovare prove dei fenomeni di discriminazione". Per questo "la conoscenza della giurisprudenza aiuterà ad evitarne il ripetersi". Secondo Pennesi, inne, "anche sulla conciliazione serve più informazione: sui permessi legati al part-time, allo studio e alla legge 104 per la disabilità". Fonte: INAIL 11 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 CIRCOLARE ISTITUZIONE DELLA SCHEDA DI TRASPORTO PIL, VARESI: «SOSTEGNO AI REDDITI PER ACCELERARE RIPRESA» Marco Felisa “I dati Ocse sul Pil siano di sprone ad un ulteriore sforzo per accelerare la ripresa attraverso un maggiore sostegno ai redditi”. Lo dichiara il segretario confederale Paolo Varesi commentando i dati diusi oggi dal superindice previsionale dellOcse. “E necessario – spiega Varesi - dare una spinta al mercato interno perchè rimettere in moto i consumi signica aiutare anche la produzione e loccupazione. Sono improrogabili misure di alleggerimento scale a favore delle famiglie, dei redditi da lavoro e da pensione, per aumentare un potere dacquisto impoverito già prima della crisi. Per questo lUgl domenica 13 tornerà in piazza per chiedere un sco a misura di famiglia”. “Inoltre – conclude - non si deve abbassare la guardia sulloccupazione che da ancora segnali di grande soerenza, come dimostrano le numerose vertenze ancora aperte su cui siamo impegnati. Accanto alle risorse garantite per gli ammortizzatori sociali, sui quali occorre vigilare per evitare abusi da parte delle imprese, servono politiche attive per il lavoro, anche con incentivi diretti alle imprese purché producano in Italia e garantiscano posti di lavoro”. (11/12/2009) 12 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 SCUOLA ISTITUTI SICURI: SI DEVE PARTIRE DAGLI ARREDI CURA DELLUFFICIO STAMPA P er sostituire mobili obsoleti o per arredare nuove aule realizzate a seguito di ampliamenti, gli istituti scolastici possono e devono orientarsi verso l'acquisto di arredi sicuri. Per il comfort degli studenti e vivere così la scuola in sicurezza si rimanda alla UNI EN 1729 "Mobili - Sedie e tavoli per istituzioni scolastiche" suddivisa in Parte 1 "Dimensioni funzionali" e Parte 2 "Requisiti di sicurezza e metodi di prova"; oltre a ssare nuove dimensioni per i banchi e le sedie - in linea con le attuali tendenze che registrano un innalza- mento dellaltezza media e un incremento di bambini dalla conformazione sica robusta - le due parti della norma stabiliscono i requisiti di sicurezza e i metodi di prova relativi alla loro stabilità, alla regolazione in altezza per una corretta postura, alla sicurezza nell'utilizzo. Rimanendo sempre in ambito scolastico, è invece recente la pubblicazione la nuova edizione della UNI 4856:2009 "Mobili per collettività - Arredo per istituzioni scolastiche - Cattedra e sedia per insegnanti - Requisiti di stabilità, resistenza e durabilità", che denisce invece le caratteristiche e i requisiti di sicurezza delle cattedre e delle sedie per insegnanti. Elaborata dalla commissione Mobili dell'UNI, la norma specica i requisiti: di stabilità di resistenza e di durabilità delle superci e delle niture (resistenza alla corrosione, agli sbalzi di temperatura, ai liquidi freddi, al grao, alla luce, ecc.) dei pannelli a base di legno e l'emissione di formaldeide delle parti mobili (cassettiere) appese alla cattedra. Helios A A sedie e cattedre "a norma" devono essere sempre allegate le istruzioni per l'uso nella lingua uciale del paese di vendita e il resoconto di prova, oltre ad essere apposta -in modo leggibile e indelebile- la marcatura. (Fonte: UNI) A CURA DELLUFFICIO Sleeping Sun INSEGNAMENTO ALLE ELEMENTARI, ALLA BASE DI UNA CULTURA DELLA SICUREZZA STAMPA “L Ugl da tempo chiede che la sicurezza sul lavoro sia inserita in modo organico nei programmi scolastici, a partire dalle elementari. La volontà del ministro Gelmini di mettere a sistema i progetti che si stanno sperimentando in alcuni istituti superiori è un segnale positivo, che ci auguriamo si traduca rapidamente in provvedimenti concreti”. Lo dichiara il segretario confederale dellUgl, Nazzareno Mollicone aggiungendo come “si tratta di un traguardo fondamentale se si vuole costruire nel Paese una vera cultura della sicurezza che non può prescindere da un coinvolgimento sistematico e attivo delle scuole. La consapevolezza che la sicurezza sul lavoro sia un valor,e va trasmesso sin da bambini, per questo ri- teniamo che si debba estenderne linsegnamento anche alle scuole elementari”. 13 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 SICUREZZA IMPIANTI SICURI, 350 NUOVE NORME UNI NEL 2009 A CURA DELLUFFICIO STAMPA A 19 anni dall'emanazione della Legge 46/90 (ora D.M. 37/2008) sulla sicurezza degli impianti, continua l'impegno dell'UNI sia nella messa a punto e pubblicazione delle norme tecniche che stabiliscono lo "stato dellarte" in materia, sia nella divulgazione della cultura normativa tra gli operatori, attraverso seminari di aggiornamento, indispensabile per una reale crescita professionale del settore. Per quanto concerne le norme tecniche, il D.M. 37/2008 conferma i principi della Legge 46/90 per i quali si stabilisce che gli impianti devono essere realizzati a regola d'arte e si riconosce che gli impianti realizzati in conformità alle norme UNI soddisfano questo requisito. È un approccio legislativo decisamente innovativo e allineato al cosiddetto nuovo approccio europeo, ovvero la strategia politica che prevede una chiara distinzione e complementarietà dei ruoli tra organismi legislativi, che limitano il loro intervento alla denizione di requisiti essenziali generalmente connessi ad aspetti di sicurezza e incolumità delle persone, e organismi preposti alla normazione volontaria, che stabiliscono gli strumenti normativi (le norme UNI appunto) di attuazione dei principi legislativi. Da cui risulta evidente la grande opportunità per gli operatori di partecipare come protagonisti al processo normativo, per orientarne i contenuti anziché subire a posteriori le decisioni prese dai propri concorrenti. Nel 2009 sono state 350 le nuove norme pubblicate dall'UNI nel settore dellimpiantistica: 47 riguardano i principi generali di progettazione, esecuzione, installazione e manutenzione degli impianti, 37 riguardano le attrezzature e la strumentazione, 70 sono sulla componentistica, mentre le rimanenti coprono argomenti di carattere generale comunque riconducibili al campo di applicazione del decreto. Gli impianti trattati sono tutti quelli oggetto del D.M. 37/2008 (ad eccezione di quelli elettrici), quindi idrosanitari, a gas, antincendio, di sollevamento, riscaldamento e climatizzazione. In totale, le norme UNI sugli impianti sono circa 2.000 e orono pertanto a tutti gli operatori (installatori, progettisti, produttori di sistemi e di componenti) un completo quadro di riferimento per soddisfare il requisiti di legge e anche per tutelarsi da eventuali controversie post-intervento, assicurando la conformità allo stato dell'arte. Per quanto concerne, invece, l'attività divulgativa, anche nel 2009 si è tenuta la serie di seminari di aggiornamento professionale, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno visto la partecipazione di diverse centinaia di operatori interessati ad investire la propria professionalità nell'aggiornamento normativo. Grazie al patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, questi corsi prevedono la partecipazione gratuita e la distribuzione, altrettanto gratuita, dei manuali contenenti le principali norme sulle diverse tipologie di impianto di volta in volta considerate. Ci sono pertanto le migliori condizioni per tutti gli attori, non solo installatori, professionisti e imprese, ma anche organismi di normazione e istituzioni, per assicurare la crescita continua del settore dell'impiantistica, non solo dal punto di vista economico, ma con lungimiranza dal punto di vista delle competenze e delle conoscenze normative. (Fonte : UNI) Segue una tabella contenente le principali norme pubblicate nel 2009. NORMA TITOLO PUBBLICATA UNI 10389-1 24/09/09 UNI 9167 Generatori di calore - Analisi dei prodotti della combustione e misurazione in opera del rendimento di combustione - Parte 1: Generatori di calore a combustibile liquido e/o gassoso Impianti di riscaldamento ad acqua calda - Prescrizioni di sicurezza - Parte 2: Requisiti specici per impianti con apparecchi per il riscaldamento di tipo domestico alimentati a combustibile solido con caldaia incorporata, con potenza del focolare complessiva non maggiore di 35 kW Impianti di ricezione, prima riduzione e misura del gas naturale - Progettazione, costruzione e collaudo 27/05/09 UNI CEI 11339 Gestione dellenergia - Esperti in gestione dell'energia - Requisiti generali per la qualicazione 10/12/09 UNI EN 12016 15/12/09 UNI EN 12845 Compatibilità elettromagnetica - Norma per famiglia di prodotti per ascensori, scale mobili e marciapiedi mobili - Immunità Installazioni sse antincendio - Sistemi automatici a sprinkler - Progettazione, installazione e manutenzione 21/07/09 UNI EN 13015 Manutenzione di ascensori e scale mobili - Regole per le istruzioni di manutenzione 15/12/09 UNI EN 15004-1 Installazioni sse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi - Parte 1: Progettazione, installazione e manutenzione Sistemi ssi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 3: Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide e idranti a muro con tubazioni essibili Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione di ascensori - Applicazioni particolari per ascensori per trasporto di persone e merci - Parte 71: Ascensori resistenti ai vandali 24/03/09 UNI 10412-2 UNI EN 671-3 UNI EN 81-71 Energia solare - Calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia - Parte 1: Valutazione dell'energia raggiante ricevuta UNI/TR 11328-1 Regole di sicurezza per la costruzione e l'installazione degli ascensori - Ascensori esistenti - Parte 80: Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti UNI/TS 11325-1 Attrezzature a pressione - Messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature e degli insiemi a pressione Parte 1: Valutazione dello stato di conservazione ed ecienza delle tubazioni in esercizio ai ni della riqualicazione periodica d'integrità Impianti a gas per uso domestico e similari - Impianti di adduzione gas realizzati con sistemi di tubi semirigidi UNI/TS 11340 corrugati di acciaio inossidabile rivestito (CSST) e loro componenti - Progettazione, installazione, collaudo e manutenzione Impianti a gas per uso domestico - Impianti di adduzione gas per usi domestici alimentati da rete di distribuzUNI/TS 11343 ione, da bidoni e serbatoi ssi di GPL, realizzati con sistemi di tubazioni multistrato metallo-plastici - Progettazione, installazione e manutenzione UNI EN 81-80 26/03/09 21/07/09 19/11/09 24/04/09 23/04/09 12/03/09 17/12/09 10/12/2009 14 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 CULTURA DALLA CRITICA AL MARXISMO AL SINDACALISMO RIVOLUZIONARIO. IL PENSIERO DI ANGELO OLIVIERO OLIVETTI «La rivoluzione è un meraviglioso fenomeno di conservazione. Distrugge le forme, ma salva la vita. E dalle putrefazioni pullulano vite nuove» A CURA DELLUFFICIO STAMPA I Da Marx, Olivetti derivava la concezione di una rivoluzione del proletariato come conseguenza della rivoluzione borghese sorta a partire da quella francese. Tuttavia egli criticava la cultura che aveva preparato e generato questa rivoluzione, la cultura dellIlluminismo ed i fondamenti stessi del moderno contrattualismo sociale. Un modello in crisi che kyezitri n questa frase, è possibile trovare sintetizzato tutto il pensiero di uno dei massimi teorici del sindacalismo rivoluzionario italiano: Angelo Oliviero Olivetti. Originario di Ravenna, dove era nato nel 1874, si era avvicinato ben presto alle idee del socialismo di ne Ottocento, restando inizialmente suggestionato dal pensiero di Karl Marx. Tuttavia, proprio partendo dallanalisi critica del marxismo, egli nì con lapprodare al sindacalismo rivoluzionario e poi a teorizzare una sintesi tra questo ed il nascente movimento nazionalista. Sin da giovane cominciò a maturare le ragioni del distacco critico dal marxismo e la frattura con la casa madre del socialismo. Un travaglio documentato in un opera del 1906, “Problemi del socialismo contemporaneo”, con cui segnava il suo netto distinguo dalle componenti del massimalismo socialista e si avvicinava al sindacalismo rivoluzionario di Corridoni e De Ambris. Le staute di Marx e Engels, scolpite da Ludwig Engelhart. Si trovano all'interno del " Marx-Engels-Forum" a Berlino. sembrava ormai avere esaurito la propria forza vitale e la propria funzione storica. Olivetti rifuggiva dal dogma marxista della rivoluzione proletaria che succede a quella borghese, leggendo la crisi della cultura illuminista come una svolta epocale, destinata a produrre uno sconvolgimento sociale. Le tesi marxiste gli sembravano ancora impri- gionate allinterno di un paradigma illuminista, ispirate ad un contrattualismo di fondo che egli vedeva annullato proprio dal nuovo ruolo che le masse popolari sembravano destinate ad assumere nella storia futura. Di qui il suo contrasto con il massimalismo e lortodossia marxista che leggeva in modo meccanicistico il processo storico e rivoluzionario. Processo che a lui appariva invece come una trasformazione radicale destinata a mutare totalmente il volto della società. Vi era un vitalismo quasi nietzschiano, una sorta di volontà di potenza creatrice che lo portava a concepire lazione rivoluzionaria come creatrice di una nuova umanità. O meglio di una nuova concezione dellUomo libera, nalmente, dai condizionamenti del raziona- lismo illuminista. Una concezione dellUomo, dunque, più complessa, potremmo dire quasi “spirituale”. Ma di spiritualità profondamente innovativa, rivoluzionaria, che nulla concedeva a forme passate della religiosità e del pensiero losoco. Il mondo andava radicalmente distrutto, anché potesse radicalmente rigenerarsi. 16 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 ESTERI DALL'EUROPA: DOMANDE E RISPOSTE SUL MECCANISMO COMUNITARIO DI PROTEZIONE CIVILE La commissione Euroropea risponde A CURA DELLUFFICIO STAMPA Q ual è il meccanismo comunitario di protezione civile? Il meccanismo comunitario di protezione civile è stato istituito nel 2001 per sostenere la mobilitazione dei soccorsi in caso di grandi catastro. UE e i paesi vicini sono periodicamente colpite da catastro naturali e disastri causati dall'uomo, quali terremoti, inondazioni, incendi boschivi e di attacchi terroristici. La responsabilità primaria per far fronte alle conseguenze immediate di un disastro si trova con il paese dove si è vericato. Tuttavia, quando la scala di emergenza travolge capacità di risposta nazionale, un paese colpito dalla catastrofe può beneciare di mezzi di protezione civile o di gruppi in altri paesi dell'UE. Ciò vale anche per i paesi al di fuori dell'UEqualsiasi paese al mondo può chiamare il meccanismo comunitario di protezione civile per l'assistenza. Mettendo in comune la capacità di protezione civile degli Stati partecipanti, il meccanismo può garantire una migliore protezione, in primo luogo di persone, ma anche l'ambiente naturale e culturale, e la proprietà. Quali paesi partecipano al meccanismo comunitario? I 31 paesi che partecipano al meccanismo comunitario di protezione civile sono: tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, più Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Croazia. Perché cooperare? Vi sono buone ragioni per la cooperazione a livello europeo nel settore della protezione civile. Mettendo in comune le risorse dei diversi Stati membri, è possibile fornire una ri- Roby Ferrari sposta comune, che è più ecace di qualsiasi Stato membro può esprimere il proprio. Una risposta ben coordinata salva la duplicazione degli sforzi e garantisce che ciò che viene inviato soddisfa le reali esigenze della regione colpita. Il ruolo internazionale svolto da parte dei paesi europei nella fornitura di assistenza di protezione civile è in crescita. Questo può essere visto in recenti catastro, come lo tsunami del Sud nel 2004, l'uragano negli Stati Uniti e il terremoto in Pakistan nel 2005, il terremoto in Indonesia e la crisi in Libano nel 2006, e gli incendi boschivi in Grecia nel 2007. Nel corso del tempo, le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dell'UE si afdano sempre di più sulla cooperazione nella fornitura di assistenza della protezione civile, al ne di essere il più ecace possibile al luogo di un disastro. Vi sia un evidente valore aggiunto a lavorare insieme. Cooperazione consente la messa in comune delle risorse, in modo da massimizzare lo sforzo combinato europeo sul sito. La gestione delle risorse naturali e causate dall'uomo è un chiaro esempio del valore di un'azione a livello UE, in cui la competenza delle autorità nazionali del paese colpito per trattare direttamente con i disastri, ma rimane incontrastata è facilitata e assistita da uno sforzo concertato collettivo. Quali sono gli strumenti principali del meccani- smo? Il meccanismo comunitario di protezione civile ha una serie di strumenti a sua disposizione per facilitare sia la preparazione adeguata ed ecace risposta alle catastro a livello dell'UE. Il Monitoring and Information Centre (MIC) , Nonché la formazione e le esercitazioni di simulazione condotto nel quadro del meccanismo sono alcuni dei principali strumenti a disposizione. Il Monitoring and Information Centre (MIC) è operativo il "cuore" del meccanismo. E 'gestito dalla Direzione della Commissione europea, direzione generale per l'Ambiente, con sede a Bruxelles, ed è accessibile 24 ore al giorno. Dà ai paesi l'accesso a un "one-stop-shop" di risorse di protezione ci- vile che sono disponibili negli Stati partecipanti. Qualsiasi paese all'interno o al di fuori dell'Unione, che è aetto da una grave catastrofe può ricorrere in appello per l'assistenza tramite il MIC. Esso agisce come un hub di comunicazione a livello centrale, tra gli Stati partecipanti, il paese colpito e gli esperti che sono spediti al campo. Esso fornisce anche utili e aggiornate informazioni sullo stato reale di una situazione di emergenza in corso. Ultimo ma non meno importante, il MIC svolge un ruolo di coordinamento da parte di corrispondenza le oerte di assistenza degli Stati partecipanti alle esigenze del paese colpito dalla catastrofe. Un programma di forma- 17 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 ESTERI zione è stata inoltre istituita per migliorare il coordinamento delle missioni di soccorso della protezione civile, garantendo che le squadre di intervento da parte degli Stati partecipanti fornire l'assistenza che è compatibile e complementare. Migliora anche le competenze di esperti coinvolti nelle operazioni di soccorso della protezione civile attraverso la condivisione delle migliori pratiche. Questo programma prevede corsi di formazione, l'organizzazione di esercitazioni congiunte e un sistema per lo scambio di esperti degli Stati partecipanti . Qual è il ruolo degli esperti? Quando richiesto, il MIC ha schierato anche esperti della protezione civile che sono stati distaccati dagli Stati partecipanti, soprattutto per le operazioni al di fuori dell'Unione europea. Questi esperti sono stati addestrati dalle loro autorità nazionali e hanno ricevuto una formazione da parte della Commissione europea. I loro compiti sono deniti in un breve che è specico per ogni nuova emergenza. In generale, comunque, il loro ruolo principale è quello di agire come un link o di collegamento tra l'assistenza di protezione civile degli Stati partecipanti, il MIC e il paese beneciario. Essi sono, in eetti, il MIC ha "gli occhi e le orecchie" nel campo. In alcune situazioni, il MIC ha schierato anche esperti specializzati. Nel 2006, per esempio, questo vulcanologi prevedeva l'invio in Indonesia quando il vulcano Merapi eruttato e dispacciamento esperti bioremediation a uno sversamento di petrolio nelle Filippine. Chi paga per l'assistenza? Secondo le norme di attuazione del meccanismo, lo Stato richiedente l'assistenza deve sostenere le spese di assistenza fornita dagli Stati partecipanti. Tuttavia, lo Stato partecipanti che forniscono assistenza, tenuto conto della particolare natura dell'emergenza e l'entità di eventuali danni, orire un'assistenza totalmente o parzialmente gratuita. In pratica, la maggior par- te degli Stati partecipanti orono assistenza gratuita, come un gesto di solidarietà. Dal 2007, no al 50% dei costi di trasporto di assistenza può essere co-nanziato dalla Commissione europea nell'ambito della protezione civile strumento nanziario. L'Unione europea in materia di prevenzione delle catastro? Diverse misure sono state prese a livello di UE, in risposta ai devastanti incendi boschivi in Europa nel 2007. Il monitoraggio degli incendi boschivi EFFIS sistema è stato aggiornato per includere il monitoraggio satellitare degli incendi in corso e per sei giorni le previsioni. Con nanziamenti aggiuntivi a carico del bilancio UE, la Commissione europea ha eettuato un progetto pilota per fare due piani a disposizione questa estate per aiutare con la lotta agli incendi boschivi e mettere in atto misure per raorzare la capacità di risposta rapida dell'UE. Ciò comporta la sperimentazione di innovative al ne di garantire che le risorse e le attrezzature essenziali sono messi a disposizione durante i periodi essenziali. Inoltre, la Commissione europea ha adottato un approccio a lungo termine per la prevenzione e ha pubblicato una comunicazione su un approccio comunitario per la prevenzione di catastro naturali e disastri causati dall'uomo all'inizio di quest'anno. ISRAELE, POLVERINI ALLO YAD VASHEM A CURA DELLUFFICIO “L STAMPA Olocausto è una tragedia che ci riguarda tutti. Un orrore che resta un monito per il futuro, per tenere viva la memoria e la salvaguardia della democrazia, dei valori della libertà e delluguaglianza tra gli uomini”. Lo ha detto il segretario generale dellUgl, Renata Polverini, che a Gerusalemme ha visitato lo Yad Vashem, il museo della Shoah. La visita al memoriale dellOlocausto ha chiuso la tre giorni dellUgl in Israele. La delegazione guidata da Polverini ha svolto una serie di incontri tra Tel Aviv e Gerusalemme con rappresentanti delle associazioni italiane impegnate in Israele e istituzioni nazionali. Le politiche del lavoro sono state al centro del confronto con esponenti della principale organizzazione sindacale del paese, Histadrut, che pone particolare attenzione al tema dellimmi- grazione e ai rapporti con le organizzazioni sindacali dei palestinesi ai ni una maggiore tutela dei lavoratori arabi secondo una spirito di integrazione e collaborazione. I diritti delle donne la famiglia, le pari opportunità nel lavoro sono stati i temi arontati durante lincontro con la Commissione nazionale per le eguali opportunità presso il ministero dellIndustria israeliano così come di tutele, sistemi sindacali in Italia e in Israele si è discusso con Haim Katz, presidente della Commissione Lavoro alla Knesset, il Parlamento israeliano dove la delegazione dellUgl è stata invitata a partecipare ad una parte dei lavori della commissione impegnata a salvare una azienda farmaceutica in via di dismissione. Non è mancata una attenzione al contesto sociale con la visita presso il centro Beith Wizo a Jaa, quartiere di Tel Aviv, che sore di un forte disagio socio-economico e una signicativa presenza di ebrei etiopi. Beith Wizo, Centro Adei (Associazione donne ebree dItalia), si occupa dei giovani del quartiere con attività ludiche e didattiche orientate ad aiutare le famiglie socialmente più disagiate. “LUgl contribuirà a fornire nuovi pc per il rinnovamento dellaula informatica del Beith Wizo - ha detto Polverini - un aiuto concreto allattività del centro in linea con il principio solidaristico che caratterizza lazione dellUgl impegnata con le sue strutture in diversi progetti di cooperazione e aiuti in diversi paesi del mondo”. Lattività dellAdei testimonia limpegno italiano nella città israeliana e da cinquantanni il centro opera per laggregazione e lintegrazione di bambini e adolescenti ebrei, cristiani e musulmani. La delegazione dellUgl ha incontrato inne la comunità ebraica italiana di Gerusalemme che aggrega gli 11mila ebrei italiani di Israele e favorisce, attraverso le sue attività, il mantenimento e linsegnamento della lingua italiana nonché la diusione dellarte e della cultura ebraica italiana attraverso il Museo allestito nel Tempio Italiano. Renata Polverini 18 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 DAL TERRITORIO VENEZIA: CERIMONIA IN ONORE DI S. BARBARA C on una solenne cerimonia i Vigili del fuoco hanno festeggiato a Venezia la propria patrona Santa Barbara. Sono state numerose le iniziative in ogni Comando Provinciale cui hanno partecipato i Vigili in servizio e in pensione con le proprie famiglie. Quest'anno i festeggiamenti hanno assunto un signicato particolare, ricorrendo infatti il settantesimo anno dalla fondazione del Corpo (1939), festeggiato il 30 settembre con una Cerimonia al Quirinale, nel corso della quale il Presidente della Repubblica ha insignito la bandiera del Corpo di altre due medaglie d'oro al valor civile. Il 2009 è stato, tra l'altro, un anno che ha visto i Vigili del fuoco più volte fronteggiare le grandi emergenze nazionali che hanno colpito il Paese, prestando la propria opera di soccorso tecnico e di assistenza alle popolazioni. Il sisma in Abruzzo, il disastro ferroviario di Viareggio, il nubifragio di Messina, oltre ai 2000 interventi arontati quotidianamente, hanno visto i Vigili del fuoco in prima linea nel salvataggio di numerose vite umane e nell'azione di supporto e assistenza alla popolazione. I festeggiamenti hanno avuto inizio alle ore 15.00 con l'omaggio del Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, Francesco Paolo Tronca, del Capo del Corpo Ing. Antonio Gambardella e di tutti i vertici del personale del Dipartimento alle reliquie della Santa Barbara custodite nell'omonima cappella, sull'isola di Burano. Durante la cerimonia è stato benedetto il gonfalone del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco sul quale è ragurato lo stemma Araldico, istituito quest'anno con decreto del Presidente della Repubblica. Tale stemma ragura un drago, a simboleggiare il fuoco, pericolo principale da combattere e da domare, sormontato da una fascia in cui sono ragurate tre coppie di asce incrociate, antico strumento di lavoro dei Vigili del fuoco, a rappresentarne l'attività. Il motto prescelto "ammas domamus donamus cordem" (domiamo le amme, doniamo il cuore) esprime tutto lo spirito dei Vigili del fuoco. Alle 17.00 nella Basilica di S. Marco a Venezia, è stata celebrata la Santa Messa, durante la quale sono stati benedetti gli elmi degli allievi Vigili in prova, che stanno svolgendo il corso di formazione di ingresso nei diversi Poli didattici e che saranno operativi entrando in servizio nei prossimi mesi. In Piazza San Marco sono stati esposti i mezzi storici utilizzati dai Vigili del fuoco, tutt'ora funzionanti, del Museo Nazionale del Corpo che ha sede nelle antiche scuderie di Palazzo Ducale di Mantova, visitato annualmente da oltre 10.000 persone provenienti in gran parte dal Centro Europa. Sulla Piazza è stata schierata anche una compagnia d'onore cui si sono aancati i membri dell'Associazione Nazionale dei Vigili del fuoco in congedo con i propri labari e gonfaloni. In particolare la sezione di Venezia che quest'an- Il Gonfalone con il nuovo stemma Araldico no ha dato un signicativo apporto impegnandosi per gli aspetti organizzativi e di gestione dell'evento. A conclusione della manifestazione, al teatro Malibran di Venezia è stato presentato lo spettacolo "I custodi della sicurezza" nel corso del quale è stato eseguito per la prima volta l'Inno nazionale del Corpo dei Vigili del Fuoco, diretto dal maestro Vince Tempera e dallo stesso composto assieme al maestro Luigi Albertelli. Durante lo spettacolo sono stati consegnati a personalità del mondo della cultura e dello spettacolo i premi di Santa Barbara Martire, isti- tuiti quest'anno proprio per essere donati a chi, con la propria attività o col proprio comportamento, si è distinto per la sensibilità e la vicinanza ai valori che connotano il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. A conclusione della serata è stato presentato ucialmente il calendario dei Vigili del fuoco 2010, che rappresenta, attraverso immagini evocative e di forte impatto visivo, vari momenti delle operazioni di soccorso alle popolazioni, nonché le varie specialità in cui è articolato il Corpo. (fonte : vigilfuoco.it) LUCCA: MARCELLO LIPPI CONSEGNA UNA TARGA AI VIGILI DEL FUOCO PER L'OPERA SVOLTA A VIAREGGIO I n occasione del 20° anniversario di attività della TELETHON il 27 novembre scorso a Marina di Pietrasanta durante la manifestazione organizzata dal Presidente della Sezione Regionale Telethon Toscana, dott.ssa Vanda Raspolini, è stata consegnata una targa ai Vigili del Fuoco e alla Croce Verde di Viareggio per l'opera svolta in occasione del disastro ferroviario del 29 giugno. Oltre al Prefetto Carmelo Aronica, al Presidente della Provincia Stefano Baccelli, al Comandante della Capitaneria di Porto Maurizio Ratto-Vaquer al Comandante Provinciale vvf Michele Iurida, presente alla cerimonia anche il C.T. della Nazionale Marcello Lippi che ha consegnato la targa al Capo Turno di servizio la notte del 29 giugno CR Mauro Cini, in rappresentanza di tutto il personale vigile del fuoco intervenuto. Durante la serata il C.T. Marcello Lippi, oltre ad as- sicurare la sua presenza ad un prossimo incontro di calcio, previsto in primavera presso lo Stadio dei Pini tra la Nazionale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e la squadra del Viareggio che milita in seconda divisione, si è proposto di "sedere in panchina" in qualità di C.T. della Nazionale di Calcio del C.N.V.V.F." Al termine della serata, il C.T. Marcello Lippi salutava il Comandante Michele Iuffrida dicendo: "rimango in attesa della convocazione." (Fonte : www.vigilfuoco.it) Marcello Lippi alla consegna del Premio 19 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 DAL TERRITORIO ALL'AQUILA, UNA NUOVA CASA DELLO STUDENTE ECOCOMPATIBILE Inaugurata da poco nella zona ovest della città, la struttura è stata costruita in legno e possiede pannelli solari. Non sono mancate però le polemiche e la costruzione è nita sotto inchiesta A L CURA DELLUFFICIO STAMPA a nuova Casa dello StudellAquila è dente eco-compatibile. Da pochi giorni inaugurata, è stata progettata secondo canoni precisi, quelli dellarchitettura eco-sostenibile, caratterizzata per il suo occhio di riguardo verso lambiente. La Casa dello Studente è situata nella zona ovest de LAquila, nelle vicinanze del polo universitario di Coppito su un terreno di proprietà della Curia. La ricostruzione postterremoto, tuttavia, è avvenuta non senza suscitare polemiche. Dopo le domande dellUdu alla Regione, in merito alla gestione della nuova casa, la costruzione è nita poi sotto inchiesta proprio in questi giorni. Il progetto per la nuova residenza degli studenti de LAquila, nanziato dalla regione Lombardia, è stato adato al gruppo Rubner, esperto in bioedilizia antisismica. Il progetto prevede lutilizzo del legno, un materiale molto robusto, ma anche leggero e soprattutto ecologico perchè rinnovabile. Inoltre è previsto che le diverse funzioni residenziali (di- dattiche, culturali e ricreative) si integrino tra di loro. Il risultato è un ambiente ricco e polifunzionale che si apre alla città, integrandosi perfettamente in essa. Ma vediamo qualche dettaglio del progetto. La residenza ha una tipologia “ad albergo” e si compone di tre edici (padiglioni A, B, C) su due corpi di fabbrica per sessanta camere ciascuno, anche per disabili, uniti da un edicio centrale che ospita gli spazi collettivi: biblioteca, refettorio, lavanderia, aule internet, tutti dotati di moderni servizi. Le camere sono di 16,9 mq utili e i bagni, uno per ogni stanza doppia, di 3,3 mq. Naturalmente il riscaldamento dellacqua è garantito dallimpiego dellavanzata tecnologia dei pannelli solari che ricoprono 70 mq delledicio con una capacità di accumulo di 5.000 lt, garantendo laccumulo dacqua necessario allintero complesso edilizio.Inne la nuova Casa dello Studente è antisismica, caratteristica che naturalmente non poteva mancare, visto che la nuova residenza per gli studenti dellAquila, nasce proprio dalle ceneri di quello che oggi è il simbolo del terremoto che ha colpito LAquila e lAbruzzo lo scorso aprile. Ferrara 20 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 STORIA IL GRANDE INCENDIO DI LONDRA NEL 1666 I l Grande incendio di Londra fu un incendio che si propagò nella City di Londra dal 2 al 5 settembre 1666, distruggendola in gran parte. L'incendio fu una delle più grandi calamità nella storia di Londra. Distrusse 13.200 abitazioni, 87 chiese parrocchiali, 6 cappelle, 44 "Company Hall", la Royal Exchange, la dogana, la Cattedrale di Saint Paul, la Guildhall, il Bridewell Palace e altre prigioni cittadine, la Session House, quattro ponti sul Tamigi e sul Fleet, e tre porte della città. Rese senzatetto 100.000 persone, un sesto della popolazione della città dell'epoca. Il numero di vite perse nell'incendio non è conosciuto, ma anche se tradizionalmente viene ritenuto abbastanza piccolo. L'incendiò scoppiò di domenica mattina, il 2 settembre 1666. Iniziò in Pudding Lane, nella casa di Thomas Farrinor, un fornaio del re Carlo II. È probabile che l'incendio ebbe inizio perché Farrinor dimenticò di spegnere il forno prima di ritirarsi per la sera e che poco dopo la mezzanotte, alcuni tizzoni ardenti diedero fuoco a della legna posta nelle vicinanze. Farrinor riuscì a scappare dall'edicio in amme assieme alla famiglia, uscendo da una nestra del piano superiore. La domestica del fornaio non riuscì a fuggire e fu la prima vittima dell'incendio. Nel giro di un'ora dall'inizio dell'incendio, il Lord Mayor di Londra, Sir Thomas Bloodworth, venne svegliato dalla notizia. Non ne fu comunque im- pressionato, dichiarando che "una donna potrebbe estinguerlo con una pisciata." Molti degli edici di Londra all'epoca erano costruiti con materiali combustibili ma ben resistenti al fuoco, come il legno strutturale, a cui però venivano accostati altri materiali altamente combustibili, come la paglia. Le scintille che partivano dal negozio del fornaio ricaddero sulle costruzioni adiacenti. Spinto da un fortissimo vento, una volta innescato l'incendio cominciò a diondersi. Ma la diusione del fuoco fu aiutata fondamentalmente dal fatto che gli edici erano costruiti troppo vicini l'uno all'altro, con solo stretti vicoli tra loro. L'esperienza del grande incendio di Roma non aveva insegnato nulla ai londinesi da un punto di vista urbanistico. L'incendio distrusse l'impressionante cifra di 13.200 case e 87 chiese, tra cui l'amata inglese Cattedrale di San Paolo. Mentre solo 9–16 persone vennero riportate come morte nell'incendio, lo scrittore Neil Hanson (The Dreadful Judgement) crede che il vero numero sia nell'ordine delle centinaia o delle migliaia. Hanson ritiene che gran parte delle vittime furono persone povere i cui corpi vennero cremati dal calore intenso dell'incendio, e quindi i loro resti non vennero mai ritrovati. Questa ipotesi resta comunque controversa. Si ritiene che la furia distruttrice di questo incendio non sia mai stata superata al mondo da un incendio accidentale. All'interno delle mura esso consumò quasi cinque sesti dell'intera città, e fuori dal perimetro delle mura colpì uno spazio esteso quasi quanto la sesta parte che non fu toccata dal fuoco all'interno. Praticamente nessun edicio che venne a contatto col fuoco rimase in piedi. Edici pubblici, chiese e abitazioni vennero accomunate da un unico destino. Nel resoconto sommario di questa grande devastazione, dato in una delle iscrizioni sul monumento, e che venne estratto dai rapporti dei periti nominati dopo l'incendio, si dichiara che: « Le rovine della città sono di 436 acri (1,8 km²), 333 acri (1,3 km²) entro le mura, e 63 acri (255.000 m²) nelle libertà della città; che, di ventisei circoscrizioni, ne distrusse completamente quindici, e ne lasciò altre otto in frantumi e semi bruciate; e che consumò 400 strade, 13.200 abitazioni, 89 chiese [oltre le cappelle]; 4 delle porte della città, la Guildhall, molte strutture pubbliche, ospedali, scuole, biblioteche, e un vasto numero di edici dello Stato. » Le immense proprietà distrutte in questo brutto periodo non possono essere stimate in meno di dieci milioni di sterline. Da tutta la confusione e dai maggiori pericoli che derivarono dall'incendio, sembra che non più di sei persone persero la loro vita. Per quanto distruttive furono le conseguenze immediate dell'incendio, dei suoi eetti remoti beneciarono le generazioni successive. Esso debellò completamente la grande peste, che solo l'anno prima si era presa 68.590 vite. Gran parte delle strutture pubbliche, la regolarità e bellezza delle strade, e la grande salubrità ed estrema pulizia di gran parte della città di Londra, sono dovute a questo evento. 23 GENNAIO/FEBBRAIO 2010 LA NOSTRA PAGINA Concessionarie autorizzate alla raccolta di abbonamenti e pubblicità: (la concessionaria è riportata in alto a destra sulla ricevuta di pagamento) WORK MEDIA MARKETING RE.DA. snc Viale Marelli, 352 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. 02 89919852 Strada Padana Superiore, 15 Cassina de’ Pecchi (MI) Tel. 02.95344306 Centro Diffusione Editoriale s.r.l. Promozioni editoriali Police s.r.l. 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