D O LC E FA R N I E N T E
Re-vive. La prima poltrona reclinabile ad alte performace.
Re-vive si muove quando il tuo corpo si muove. Segue e accompagna
in modo fluido ogni suo movimento, per garantirti un perfetto
relax fisico e mentale. Re-cline, Re-lax, Re-vive.
I N V E N t E D I N N E w Z E A L A N D, c R E At E D I N I tA Ly.
N At U Z Z I R E V I V E . cO M
Pro v a Re - v i v e . R i s c o p r i i l d o l c e f a r n i e n t e .
s ca r i ca l ’a p p “ n at u z z i re - v i v e ” 3 d au g m e n t e d rea l i t y p e r i - pa d da l l ’a p p l e sto re .
sta m pa i l m a r ke r i n fo r m ato a 4 p e r v i s ua l i z z a re l a p o lt ro n a a d i m e n s i o n e n at u ra l e n e l t u o a m b i e n t e .
MILANO - VIA DURINI, 24 - 02/76319231 - ROMA - VIA GREGORIO VII, 314 - 06/6381486
Francesco Vitti
Presidente
OA Point Group.
C
ultus Magazine, Anno 2015, numero quattro.
Giro di boa per Cultus Magazine e grande
soddisfazione da parte mia, della redazione
e dei brand che hanno creduto nel progetto.
Cultus Magazine funziona, è diventato un piacevole
appuntamento a cui non mancare e da evidenziare
in agenda con un “save the date” in grassetto.
La sezione Made in Italy è dedicata a Tagliatore, noto
marchio della moda che dalla Puglia ha conquistato
i mercati internazionali. Con una collezione molto vasta
che si compone di circa 300 modelli e con la possibilità
di scegliere fra circa 600 varianti di colore per stagione,
l’unica possibilità per garantire la qualità del prodotto
passa per il Made in Italy.
La ricchezza e la varietà dei temi trattati vogliono essere
lo specchio nel quale si riflette il nostro lettore per cogliere
il bello e il buono della vita, con uno stile del tutto personale,
in un mondo sempre più globalizzato e piatto.
Non è mai stato così facile volare da una parte all’altra
del mondo e neanche uno scambio d’idee e un’influenza
di mode e di costumi a un livello così globale. Internet
ci porta a casa il mondo in tempo reale. Siamo tutti
interconnessi, pur senza essere necessariamente
a rischio di omologazione.
Architettura green e sostenibile. Paolo e Carlo Colombo,
titolari dello studio A++, con sedi a Lugano, Canton,
Teheran, Belgrado, Astana, Dubai, Ras al Khaimah,
firmano progetti di architettura sostenibile in tutto il mondo
e a Cultus Magazine raccontano perché sia importante
puntare sul “green design”.
In questo numero lo chef Alessandro Borghese si divide
tra set televisivi, ristoranti, eventi privati e pubblici.
Con “Il lusso della semplicità”, espressione della sua
filosofia culinaria, Borghese ci spiega che in cucina il talento
è fondamentale, ma non basta. C’è bisogno di professionalità,
impegno, dedizione e di tanto gioco di squadra se si vuole
puntare ad arrivare in alto.
Sempre all’interno di questo numero: torna di moda
il vermut; alla scoperta di Abu Dhabi; il make up look
per l’autunno/inverno; la medicina estetica non invasiva;
una Pescheria con Cottura molto particolare; la nuova
Vespa 946 Emporio Armani; la 500 LX, il piccolo SUV
di casa Fiat; Google diventa Alphabet; la nuova linea
di scarpe nude di Louboutin; Ecocapsule, la casa
che vi segue ovunque voi andiate; le app per viaggiare
e quella per non sbagliare la raccolta differenziata;
il benessere psicofisico come priorità di vita e tanto
altro ancora.
Buona lettura.
Francesco Vitti
VIAGGIA CON
Cultus Magazine
Sommario
Corporate Lifestyle
8
8. Focus.
Alessandro Borghese
- Il Lusso della semplicità.
12. Focus.
A++ - Green Design.
16. Made in Italy.
Tagliatore - Una storia di successo.
22. Tech & Style.
Ecocapsule - Ricorda di portare la casa.
24. Tech & Style.
Fuji X100T - Non c’è due senza tre.
25. Tech & Style.
Technogym - Afferriamo la palla al balzo.
51. Design.
Tonda Design - Innovativo e riconoscibile.
28. Moda.
Fashion e Tecnologia - Lookbook 2.0.
66. Check-in.
I luoghi di Cultus.
30. Moda.
Gli Angeli di Victoria’s Secret presentano
la collezione “Body by Victoria”.
68. Internet.
App per viaggiare.
45. Arte.
Mostre in corso.
12
58. Beauty.
Nude Look & Co.
63. Check-in.
Abu Dhabi - Il nuovo mondo a sette stelle.
42. Benessere.
Il benessere psicofisico?
Una priorità di vita.
Alessandro Borghese
Fashion e Tecnologia
30
Tonda Design
63
56. Beauty.
Medicina Estetica
- La “pausa pranzo” che ringiovanisce.
27. Tech & Style.
Orologi.
40. Gallery.
Direttore Responsabile
Barbara Colapinto
50. Food.
Il Vermut torna di moda.
60. Check-in.
Cremona e dintorni. Tra storia, amore
e suggestione.
36. Moda.
Bugatti Lifestyle Collection.
51
46. Food.
Pescheria con cottura
- Lo vedi, lo scegli, lo gusti.
26. Tech & Style.
Stealth Electric Bike B-52.
34. Moda.
Louboutin New Nude
- Lunghe, sempre più lunghe.
28
A++ - Green Design
16
69. Internet.
E questo dove lo butto?
“Body by Victoria”
34
Tagliatore - Una storia di successo
22
Abu Dhabi
36
Fiat 500 X
74
72. Motor Club.
Fiat 500 X.
74. Motor Club.
Vespa 946 Emporio Armani.
76. OA Point Group.
L’importanza di chiamarsi “OffSite”
ovvero come proteggere i dati personali
al tempo di cryptolocker.
78. OA Point Group.
Come rinunciare alla privacy
nell’era digitale.
25
Technogym
Bugatti Lifestyle Collection
46
Pescheria con cottura
Project Management
Eclectica Consulting SL
Art Direction
Riccardo Cristino
Tipografia
Baldassarre Erasmo
Via Abruzzo - Molise, 3
70029 Santeramo in Colle (Ba)
70. Internet.
Addio Google, benvenuto Alphabet.
Ecocapsule
Contributors
Robin, Chiara Di Baldassarre,
Alessandro Ferrari, Michele Tritto,
Andrea Della Porta, Barbara Colapinto,
Chiara Dal Magro, Stefano Zanoli
Periodico trimestrale a distribuzione gratuita
Edito da
OA Point Group Srl
DIREZIONE
Via di Torre Spaccata, 110 - 00143 Roma
Tel./Fax 06 8908781 / 06 89087724
72
Louboutin New Nude
Direttore Editoriale
Chiara Dal Magro
Vespa 946 Emporio Armani
Finito di stampare
Ottobre 2015
Cultus Magazine Corporate Lifestyle
numero quattro - anno 2015
è una pubblicazione trimestrale iscritta
al ROC al nr.167/2014 del 30.06.2014
76
L’importanza di chiamarsi “OffSite”
[email protected]
8
9
Focus
Alessandro Borghese
IL LUSSO DELLA
SEMPLICITA’
accaldato, adrenalinico e pure sporco sulla casacca, ma alla
fine hai grandi soddisfazioni.
Dopo il diploma all’International School di Roma mi sono
imbarcato sulle navi da crociera e, per i successivi tre anni, ho
lavorato tra fornelli e piatti da lavare. La mia sveglia suonava
alle 5.30 del mattino e dovevo abituarmi fin da subito agli odori
della cucina e agli ordini del capo chef che dovevano essere
eseguiti senza sgarrare. Ricordo di essermi beccato anche
tante padellate in testa per qualche errore commesso. Solo
oggi mi rendo conto di quanto fosse preziosa e giustificata la
disciplina che veniva pretesa. Navigare per il Mondo, da un
emisfero all’altro, dona estro e ispirazione. La mente si allarga
e aiuta la creatività. Una volta sulla terra ferma, sono iniziati
i miei corsi e le mie tante esperienze come cuoco nelle cucine
di Parigi, Londra, San Francisco, New York Roma… Milano.
Viaggiare è stato fondamentale per la mia crescita lavorativa.
Lei ha affermato che “cucinare è un atto d’amore”.
Può ampliare il concetto?
di Chiara Dal Magro
Cucinare vuol dire responsabilità per chi esegue e per chi
gusta. È un gesto quotidiano per tutti, un atto d’amore ricco
di desiderio, trasporto, attrazione che ho fortemente voluto far
diventare il mio lavoro. Quando si entra in cucina c’è studio,
progettualità, fantasia, soprattutto se lo stai facendo per
qualcuno. Sono innamorato dell’arte gastronomica italiana,
è storia, sapore, passione, genuinità e semplicità, un lusso
che in cucina puoi concederti per viziare, stuzzicare
e risvegliare le papille gustative.
La sicurezza sta nell’esperienza, nel conoscere la materia
prima, si entra in cucina e si crea, c’è progettualità, gruppo.
L’ispirazione è importante, nasce da un’idea, da una canzone
da un quadro. Spesso arrivo la mattina e dico ai miei ragazzi:
“Sapete, ho avuto stanotte l’ispirazione per un nuovo piatto”.
Insieme impostiamo le linee generali e poi testiamo i piatti
direttamente con tutto il team. Ricordo che il mio panino
di pesce e il mio Savarin sono nati dopo quella passeggiata
al Louvre con del buon rock nelle orecchie. L’arte provoca
e comunica con noi, attraverso i colori, le sensazioni,
gli elementi, la luce. Dipende solo da cosa riesci a vedere
e sentire.
Chef eclettico, uomo di spettacolo, imprenditore
seriale. Quanto siamo vicini a definire Alessandro
Borghese?
Sono lusingato e sorrido a imprenditore seriale. Per diventare
chef sono necessari talento, studio, passione ed esperienza,
come per tutto, non si improvvisa in nessun campo. Il talento
è fondamentale ma non basta. C’è bisogno di professionalità,
impegno, dedizione e di tanto gioco di squadra.
Se tieni gli occhi e la mente aperti, allora sarai costantemente
sveglio e in allerta, vedrai possibilità ovunque e potrai recepire
gli stimoli, anche i più piccoli e infinitesimali. A un certo punto
però, tutto andrà strutturato. Dai forma a qualcosa che era
nell’aria e ci vuole metodo e organizzazione per gestire
te stesso e una tua squadra.
Quello che fai, devi farlo bene! Esiste il rischio di disperdersi,
anche se nulla può distrarti come il cercare di trasformare
la tua passione in un lavoro e in un’azienda. La mia si chiama
“AB Normal” e si occupa di banqueting, catering per ricevimenti
pubblici, banchetti privati ed eventi aziendali con il brand “AB
– il lusso della semplicità”. Inoltre, presenta un modello di
business innovativo, fortemente integrato e caratterizzato da
una struttura supportata dall’attività di marketing, svolta dalla
divisione Multimedia & Publishing attraverso i propri canali:
Ufficio Stampa, Programmi TV e Canali WEB.
Il programma ora in onda su Sky Uno “Alessandro Borghese
– Kitchen Sound” è prodotto da noi e dalla fiducia che
le aziende hanno riposto nel progetto. Il mio team mi segue
da tempo: ragazzi eccezionali in ufficio e una straordinaria
brigata in cucina che ho formato in questi anni.
Sia in Italia sia all’Estero, garantiamo soluzioni adatte per
cene importanti, pranzi, buffet e coffe break. Cerco sempre
di creare un rapporto solido e di fiducia con i miei clienti, dando
loro un’assistenza a 360 gradi, dall’altissimo assortimento
delle materie prime per il menu alla scelta della location
e dello stile. La mia cucina è legata alle tradizioni, alla memoria
e preparata con ingredienti di elevata qualità. Un piatto può
sedurre la vista e far sentire appagato chi lo guarda, ma non
può ingannare il palato. Gli occhi mangiano per primi ma
è nella bocca che il gusto vince.
A Milano, dove vivo e lavoro, ho aperto il pastificio artigianale:
“Pasta Fresca – il lusso della semplicità”. Il laboratorio di
vendita al pubblico produce pasta fresca lavorata a mano nel
rispetto della tradizione italiana.
Com’è nata la sua passione per la cucina?
Amo il mio lavoro e fin da piccolo ho sempre voluto fare
lo chef. Sono cresciuto aiutando mio padre in cucina la
domenica mattina per preparare il gustoso ragù, tipico della
tradizione partenopea. La cucina mi ha sempre regalato
il tocco più emotivo e intenso che abbia mai sentito,
mi fa stare bene. La cucina è un luogo impegnativo, ci vuole
concentrazione, intuizione ed esercizio fisico. Ai fornelli sei
Come spiega il successo televisivo dei talent
show culinari?
Era ora! Il food ha catturato l’attenzione dei network televisivi
e di Internet, la cucina è l’anima del nostro Paese, le
materie prime sono uniche ed eccezionali. Abbiamo creato
un linguaggio universale sul cibo: pasta, cappuccino,
spaghetti, parmigiano,espresso, pizza. Puoi trovarti in un
qualsiasi posto all’estero, parlare in una lingua non tua, che
la parola “pasta” resta per tutti il sinonimo per eccellenza del
Bel Paese. Anni fa, per conoscere i piatti dello chef e avere
qualche ricetta e consiglio, dovevi recarti al suo ristorante.
Oggi abbiamo la fortuna di avere mezzi di comunicazione
immediati e a grande diffusione e chiunque, attraverso la
televisione, internet e la stampa, può seguire i procedimenti
e i consigli dello chef preferito.
E’ fondamentale divulgare l’agroalimentare italiano sia
a casa nostra, sia nel commercio mondiale. Era ora che,
oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla moda e pure al calcio,
ci fosse molta attenzione alla nostra cultura gastronomica:
un grande biglietto da visita nel Mondo.
Essere giudice a Junior MasterChef consente di trasmettere
ai giovani chef emozioni ed esperienza. I ragazzi, ogni anno,
sono sempre più bravi, studiano e fanno pratica a casa con
i genitori e con i nonni prima di sostenere i nostri casting.
A me piace essere connesso con il mondo, mi piace ispirare,
10
11
lavoro sempre nel miglior modo possibile. Questo sia che si
voglia indossare la casacca in cucina oppure si desideri lavorare
su un progetto di licensing per nuovi utensili da cucina o magari
aprire un pastificio di pasta fresca in città.
L’ultimo suo progetto è Alessandro Borghese Kitchen
Sound. Ci racconta di che cosa si tratta?
Nasce tutto da un’idea poliedrica che coinvolge lo spettatore
in un’inedita avventura enogastronomica. Nell’esclusivo
dehor dall’atmosfera informale dell’Enterprise Hotel 8 (in Corso
Sempione 91 a Milano), entra in scena l’estro e la raffinata
semplicità della mia cucina. Il temporary restaurant “AB Il lusso
della semplicità” è una location d’alta cucina, con menu che
si rinnovano ogni settimana e set Alessandro Borghese
Kitchen Sound. Il potere evocativo della musica ha il dono
di regalare viaggi, percorsi, sogni ed emozioni con la pura
e semplice percezione, così come il gusto regala sensazioni
sempre nuove che stuzzicano, viziano e sorprendono il palato.
Amo tutta la musica, cucino con la musica, posto le mie
playlist sul mio sito Web, sui miei social e nei miei programmi
televisivi. Nei miei dischi si può trovare hardcore, jazz, ballate
classiche e blues. E poi c’è il rock, che sento più vicino,
che t’invade e forse, a qualcuno come me, rapisce anche
l’anima e la fa sua. Non c’è vita senza “ritmo” e senza cibo,
questo è il mio nuovo programma di cucina: “Alessandro
Borghese Kitchen Sound”.
Un progetto cross mediale unico nel suo genere nel quale
abbiamo voluto coniugare editori multipiattaforma: Sky, radio
Rds e Yahoo, per la gioia delle aziende che hanno sposato
l’idea. L’appuntamento quotidiano è su Sky Uno alle ore 13,
dove preparo le mie ricette italiane in un ritmo da videoclip,
con la mia playlist musicale scelta in collaborazione con
la selezione 100% dei grandi successi di RDS. A ritmo
di sound, si viaggia insieme in un’esperienza unica che
abbina la percezione uditiva della musica a quella gustativa
e olfattiva del cibo, che esalta i piatti e imprime il loro ricordo.
A fine puntata, ognuna delle 200 ricette, è condita in salsa
rap e, per chi volesse rivederle, sono su Sky On Demand
e, la settimana successiva, anche su Yahoo.it. I piatti possono
essere gustati presso il temporary restaurant, con la musica
in sottofondo!
Come imprenditore ha dato vita alla sua azienda
“Il lusso della semplicità”, attiva nel mondo della
ristorazione per eventi privati e pubblici. Vuol dire che
lo chef Alessandro Borghese potrebbe cucinare per noi?
La mia cucina
ha una forte
impronta
di territorialità
e le materie prime
sono il 90%
del mio lavoro
insegnare e intrattenere attraverso i miei programmi televisivi
e canali web: dal mio sito alessandroborghese.com si può
accedere direttamente ai miei social network e comunicare
liberamente con una community capace di condividere una
passione comune, attraverso i miei piatti e il mio quotidiano
con una partecipazione immediata dei tantissimi amici virtuali
che mi seguono da tempo.
Data la sua esperienza, è più difficile lavorare
in cucina o in televisione?
In entrambe le esperienze, dedizione, impegno e professionalità
sono fondamentali. Ho un team incredibile in ufficio e una
brigata eccellente in cucina. Insieme possiamo organizzare il
tempo al meglio. Per “Alessandro Borghese Kitchen Sound”,
il programma in onda su SkyUno, abbiamo aperto le porte
della cucina del catering con il temporary restaurant nel
dehor dell’hotel Enteprise, in Corso Sempione, 91 a Milano.
C’è sempre spazio per essere seri nella propria carriera e
nello sviluppare nuovi progetti, assicurandosi di fare il proprio
Certo! Basta inviare una richiesta dal mio sito web:
alessandroborghese.com
Possiamo raggiungervi in Italia e all’estero per eventi pubblici,
ricevimenti privati e aziendali con divertenti live cooking
e team building culinari.
Che cosa significa essere semplici in cucina?
Il lusso della semplicità è la mia filosofia culinaria. Il mestiere
di cuoco mi porta ad avere un rapporto molto intimo
e privilegiato con gli ingredienti; la mia cucina grazie alla
vasta rete di fornitori di fiducia può esprimersi al meglio
e i menu per i miei clienti cambiano frequentemente grazie
a una programmazione stagionale. La mia cucina ha una forte
impronta di territorialità e le materie prime sono il 90% del
mio lavoro. Seleziono le materie prime attraverso l’eccellenza
dei prodotti regionali italiani, seguendo le stagioni e utilizzando
anche prodotti internazionali, per piatti che fanno dell’eleganza
e della semplicità un’avventura sempre nuova per il palato.
Credits: (Ph. AB Normal S.r.l.)
12
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In architettura sostenibilità va a braccetto
con innovazione?
Focus
A++
GREEN DESIGN
di Chiara Dal Magro
L’innovazione non è altro che la creazione di un mondo
migliore, a cui noi tutti vorremmo appartenere. Un mondo
migliore deve essere sostenibile per le future generazioni:
sul piano economico, sociale ed ambientale.
Quali sono le maggiori differenze tra un progetto
sostenibile e uno non sostenibile?
Vivere in un edificio sostenibile vuol dire poter stare, lavorare,
transitare in ambienti salubri, con un’illuminazione corretta,
condizioni di temperatura e umidità adeguate, acusticamente
protetti, costruiti con materiali sani. Spazi studiati con
un’attenzione all’ergonomia, con un adeguato ricambio
dell’aria. Luoghi confortevoli. Ambienti in cui godere di un
benessere fisico e psichico completo. Abitare bene vuol dire
vivere in ambienti che contribuiscano in positivo al nostro
agire e sentire, al nostro fare e non fare. In una costruzione
non sostenibile tutti o alcuni di questi principi vengono
meno a favore di altri, economici, logistici o di semplice non
conoscenza, che non concorrono a rendere migliore la vita
di chi vive la realizzazione, all’interno e all’esterno.
Un progetto green pone dei vincoli
alla creatività progettuale?
No, anzi, è veicolo per lo stimolo progettuale. Nel nostro
percorso di sviluppo, questo stimolo ci ha portati a ideare un
nuovo approccio alla progettazione che abbiamo chiamato
ENERGY BUILDING PROJECT. Il progetto energy building
è un nuovo modo di concepire e realizzare lo sviluppo, in
cui, considerazioni di ordine economico, sociale e ambientale
sono pariteticamente analizzate e sviluppate in un progetto
Dopo due settimane all’estero per ispezionare i cantieri delle
nuove opere in costruzione in Kazakistan e Dubai, finalmente
incontriamo l’architetto Paolo Colombo, fondatore e anima
creativa dello Studio A++, nei suoi nuovi uffici di Lugano.
Look casual, capelli brizzolati, sguardo intelligente,
perennemente in movimento, sicuramente dopo tanti anni
di viaggi intercontinentali avrà imparato a non accusare
più il jet lag. Negli uffici si respira creatività: mock-up sulle
scrivania, modellini di opere già realizzate e libri, tanti libri,
di architettura e design oltre a una sfilza di Mac per restare in tema.
Il “pallino” del green risale agli inizi del 2000, quando con il suo
team, lo Studio A++ firmò alcuni dei progetti più interessanti
di interior design, concentrandosi nella realizzazione di SPA
per hotel di lusso e brand del wellness. Madrid, Atene, Miami,
Milano, e Londra furono le piazze più frequentate e dai quei
lavori venne la spinta ad approfondire i concetti del green
design e della sostenibilità, della possibilità di progettare
occupandosi di quale fosse l’impatto ambientale e sociale
delle sue realizzazioni.
Nel corso degli anni, l’anima green dello Studio A++
è cresciuta e, oggi, lo Studio conta sedi a Lugano, Canton,
Teheran, Belgrado, Astana, Dubai, Ras al khaimah. Nella sola
sede di Lugano i collaboratori sono circa cinquanta, di diverse
nazionalità e background e supportano l’arch. Colombo nella
progettazione di grandi opere di architettura in tutto il mondo.
Architetto Colombo, perché ha deciso
di puntare sul “verde”?
Perché credo che l’unico modo di poter ancora andare avanti
sia fermarsi e lavorare con quello che abbiamo. Perché credo
che l’unico percorso percorribile sia quello di un ritorno, alla
conoscienza, e a un approccio tecnologico consapevole
ed edotto. La nostra scelta è stata dettata dalla necessità
di ripensare il nostro approccio progettuale verso una
progettazione integrata per produrre edifici che abbiano il più
basso impatto energetico possibile e che quindi soddisfino
I parametri di una sostenibilità più ampia, intesa come
sostenibilità economica, sociale ed energetica.
che ha lo scopo di assicurare un’ alta qualità della vita per le
generazioni presenti e future. Lo studio si è posto l’obiettivo
di ripensare il processo di progettazione e costruzione per
soddisfare le esigenze del moderno sviluppo edilizio.
Ne è scaturito un innovativo disciplinare di progettazione
e realizzazione sostenibile integrata che si basa sull’impiego
di un approccio consapevole che forgia il progetto intorno alle
caratteristiche del luogo in cui viene realizzato, utilizzandone
in maniera costruttiva i vincoli e le peculiarità, mescolando
abilmente diversi processi innovativi di progettazione
e di costruzione, con tecnologie e materiali collaudati.
Il risultato è una realizzazione che si caratterizza sempre
per il massimo delle prestazioni energetiche, qualità formale
e realizzativa, basso costo di costruzione e di esercizio.
Un processo che valuta e fa uso di tutte le risorse disponibili,
combinando tecnologie millenarie unitamente ad altre
assolutamente innovative. La loro scelta e composizione
assicura la creazione di un involucro abitativo altamente
efficiente senza compromettere le caratteristiche funzionali
o estetiche. Tutte le soluzioni adottate sono trasparenti per
l’utente, che ne percepisce i benefici di comfort e facilità
d’uso, soddisfacendo, nel contempo, le aspettative estetiche
e qualitative.
Le realizzazioni EBP sono spesso caratterizzate da un alto
livello di pre-costruzione eseguito in loco da personale locale
coordinato da esperti.
Come spiega al committente che conviene
investire su di una realizzazione sostenibile
anche se dovesse costare di più?
Il vantaggio di una progettazione integrata è proprio quello di
ottimizzare i processi per produrre una realizzazione che non
costa di più di una tradizionale, ma tende ad abbassare tutti
i costi, sia quelli di realizzazione sia quelli di mantenimento.
14
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Cosa s’intende per bio-architettura?
Una costruzione bio presuppone un atteggiamento
ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema. In una
visione caratterizzata da un utilizzo parsimonioso delle risorse,
la bio-architettura tende a integrare le attività dell’uomo alle
preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine
di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale
e futura. Per noi questa è una parte importante ma pur sempre
marginale rispetto alla creazione di una costruzione sostenibile.
Sostenibilità ha per noi un valore molto più ampio, legato
all’ecologia ma anche a questioni etiche, economiche e sociali.
Ci può descrivere brevemente in cosa il suo “design”
differisce dalle altre proposte?
Le nostre realizzazioni sono in grado di miscelare la forma
con la funzione. A++ progetta con la convinzione che la qualità
di un progetto si misuri nella capacità di abbinare e gestire
quello che si ha a disposizione. Crediamo che un buon design
non sia il risultato della raccolta di soluzioni costose, quanto
piuttosto il risultato di un processo ben realizzato di pensieri
e azioni, che si avvalga della conoscenza e della ricerca per
raggiungere i suoi obiettivi.
Quale delle sue realizzazioni la rappresenta
maggiormente, se ce n’é una?
Di sicuro facon Island, un isola naturale all’interno della laguna
di Ras Al khaimah, su cui queste realizzazioni si affacciano.
La committenza ha voluto Falcon Island, come simbolo della
lungimiranza e della qualità di cui RAK vuole essere alfiere.
Questo progetto ha avuto l’obiettivo primario di ottenere
una realizzazione che fosse assolutamente innovativa,
caratterizzata da un livello di comfort per l’abitante mai visto
negli emirati ma che mantenesse un costo di costruzione
allineato agli standard delle costruzioni locali. Attraverso una
progettazione integrata ad altissimo livello, questo obiettivo
è stato raggiunto e superato, tanto da far si che il progetto sia
l’unico nel suo genere ad essere certificato Leed Platinum:
il più alto riconoscimento possibile.
I clienti italiani sono “green”?
Abitare bene
vuol dire vivere
in ambienti che
contribuiscano
in positivo
al nostro agire
e sentire
In un paese dove il 13% dei lavoratori è occupato nella green
economy, non può essere altro che green. Manca però
la cultura della progettazione green e rimane radicata quella
del “puzzle,” ovvero l’applicazione di soluzioni più o meno
sostenibili a concetti che di sostenibile non hanno niente.
Questo comporta un grosso limite alla sua crescita e alla
credibilità del nostro operato.
I prossimi traguardi dell’architettura sostenibile?
Essere l’aretefice della creazione d’interesse, per eliminare
i preconcetti e informare. Il nostro obiettivo è quello di fornire
ai nostri clienti il know how necessario per superare la domanda
sul “se” agire sostenibile, e procedere direttamente al lavoro
sul “come”, sicuri dell’ aumento di valore e dell’impatto positivo
sulla qualità di vita delle generazioni presenti e future.
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Made in Italy
Tagliatore
UNA STORIA
DI SUCCESSO
L
a fortuna aiuta gli audaci. E’ quello che deve aver
pensato Pino Lerario, mente creativa e socio, insieme
ai tre fratelli, della Confezioni Lerario Srl di Martina
Franca, conosciuta ai più con il marchio Tagliatore, quando,
nel 1988, il costumista hollywoodiano Bob Ringwood chiese
loro di cucire tutti gli abiti maschili del film Batman, prodotto
dalla Warner Bros e interpretato da Jack Nicholson,
Kim Basinger e Michael Keaton. Un bel colpo per
una piccola azienda del Sud e un’iniezione di fiducia
che accompagnerà il percorso di crescita del marchio.
La storia di Tagliatore si tramanda da tre generazioni.
Coinvolge nonno, padre e figlio, fin dal lontano 1940
e trasmette la passione per le cose fatte bene, per la cura
dei dettagli e per il lavoro sartoriale. Pino Lerario, stilista
e direttore creativo, è il nuovo e brillante esponente
di questa tradizione sartoriale. Prende spunto dalla lezione
dei nonni e del padre che, agli inizi, producevano le scarpe
e, successivamente, capi di abbigliamento, con la sapiente
manualità tipica di chi opera con grande passione
fin da bambino.
“Tagliatore era il soprannome di mio nonno, che di mestiere
tagliava le tomaie delle scarpe che poi mia nonna cuciva”
Da questa consapevolezza, vent’anni fa nasce il marchio
“Tagliatore”, che evoca atmosfere e suggestioni fatte
di manualità e senso pratico nel creare modelli dal disegno
unico e distintivo. Una storia coronata da successi e da
gratificazioni che arrivano anche dal mondo del cinema.
Lo stile Tagliatore è eclettico e versatile, capace di cogliere
le più piccole sfumature: la trama di un tessuto, la nuance
cromatica e i dettagli di un accessorio. Attinge alla fonte,
alla creatività innata di Pino Lerario e alle sue creazioni,
che rompono gli schemi ed escono fuori da tutto ciò
che è “classico” nel senso stretto del termine.
Giacche dalle forme sfilate e morbide, grande vestibilità,
ricerca e valorizzazione dei dettagli, i rever, le spalle
e le maniche sono alla base del concetto stesso di un capo
Tagliatore. Collezioni nate per vestire uomini dai 25 ai 60
anni. Giacche dal taglio moderno, colorate, capi per l’uomo
che ama lo stile dandy e dalla forte personalità.
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Una storia di successo Made in Italy, in controtendenza
rispetto alle scelte fatte da altri marchi italiani della moda
che hanno scelto di delocalizzare la produzione in paesi
a basso costo di manodopera. Confezioni Lerario S.r.l.
ha preferito continuare a puntare sulla grande
professionalità dei suoi 180 validissimi collaboratori,
producendo all’interno della propria azienda circa 340
capi spalla al giorno, che vengono distribuiti a circa 800
clienti in Italia e all’estero: un selezionato circuito retail
dedicato alla sartorialità e alle eccellenze del Made in Italy.
“Abbiamo una collezione molto vasta, che si compone
di circa 300 modelli, con la possibilità di scegliere
fra circa 600 varianti di colore per stagione. Andare
all’estero sarebbe impossibile e, inoltre, non garantirebbe
la qualità del prodotto”.
La collezione autunno/inverno 2015/2016 contempla
un’ampia proposta di cappotti dal marcato gusto retrò,
dove l’eleganza formale e lo stile casual si fondono in modo
armonico. Revers ampi, linee avvolgenti, maniche raglan
e grandi martingale esaltano il punto vita ed evidenziano
la silhouette. Immancabili le iconiche giacche Tagliatore
dallo stile unico, rigoroso e inconfondibile. Must have
i gilet doppiopetto, disponibili anche con inserti di velluto,
capaci di ridisegnare la fisicità maschile, ingentilendola
e slanciandola.
Riguardo ai tessuti, sono caratterizzati da una materia
che emoziona al tatto così come alla vista. I preziosi filati
quali cachemire, lana e cotone hanno insolite strutture
e quell’identità unica voluta da Pino Lerario. Come da
tradizione, grande attenzione è stata posta alla ricerca
di tessuti inediti e alla creazione di disegni esclusivi,
tra cui gli inconfondibili check.
La palette colori è sofisticata, delicata e grintosa. Il verde
petrolio si alterna al rosso falun, al zucca e al tabacco.
Colore principe di collezione comunque rimane il blu
del mare capace, da solo, di portare alla mente riti
e tradizioni. Grande cura per i dettagli e per gli accessori.
Come per ogni collezione, gli esclusivi bottoni
caratterizzano l’allure ricercata dell’uomo Tagliatore.
Per questi nuovi “gioielli” Pino Lerario si è ispirato al mondo
automobilistico, una sua grande passione. I bottoni nelle
loro nuance bicolore ricordano le iconiche Rolls Royce
Wraith e Phantom. Non mancano bottoni laserati
con disegni ispirati a rosoni di chiese barocche.
“Le collezioni Tagliatore e la capsule collection Pino Lerario
sono presenti in circa 800 punti vendita in tutto il mondo
nella fascia alta. I nostri mercati di riferimento sono:
Giappone, Germania, Austria, Svizzera, Francia e paesi
Scandinavi, serviti attraverso gli showroom di vendita
di Milano, Parigi, Monaco, Düsseldorf e Tokyo.
Dallo scorso anno ci siamo affacciati al mercato canadese,
coreano e mediorientale. Da qui a tre anni il nostro obiettivo
è raggiungere anche il mercato statunitense e quello russo”.
f
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Tech & Style
Ecocapsule
RICORDA
DI PORTARE
LA CASA
C
ompatta, semplice, perfettamente ovale,
dal design futurista. Parliamo di Ecocapsule,
la minicasa in grado di ospitare due adulti
in maniera confortevole, realizzata da un team di giovani
architetti slovacchi della Nice Architects di Bratislava.
I punti forti di Ecocapsule sono la trasportabilità unitamente
all’autonomia energetica. Ecocapsule vi seguirà ovunque
voi andiate, un po’ roulotte, un po’ camera d’albergo,
Ecocapsule è stata progettata per ospitare un angolo
cucina, acqua corrente, toilette con doccia e, ovviamente,
un letto. L’energia è ricavata dalla natura, grazie ai pannelli
solari sul tetto e a una turbina eolica. La forma sferica
ottimizza la raccolta dell’acqua piovana e una membrana
la filtra eliminando batteri e fornendo acqua potabile.
I primi esemplari in commercio sono previsti per la fine
del 2015 e, al momento, non si conosce il prezzo di vendita.
Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito:
www.ecocapsule.sk
Ecocapsule
vi seguirà
ovunque
voi andiate
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Technogym
Tech & Style
Fuji X100T
NON C’È DUE
SENZA TRE
AFFERRIAMO
LA PALLA
AL BALZO
Tutto ebbe inizio nel 2011 con la presentazione del modello
X100 che aprì il nuovo mercato delle fotocamere digitali
compatte “premium”. Poi, nel febbraio 2012, fu la volta
del modello X100S con sensore e processore di nuova
generazione e l’evoluto mirino “Hybrid Viewfinder”. Infine,
fu la volta della X100T, fotocamera in grado di soddisfare
le esigenze sia dei professionisti, sia degli amatori evoluti.
Technogym viene in aiuto di chi è costretto a stare seduto
per molto tempo alla scrivania con la Wellness Ball Active
Sitting e promette di alleviare o addirittura risolvere i problemi
di mal di schiena provocati da una scorretta postura.
Una grande palla, anzi due, con un diverso diametro:
la prima con un diametro di 55 centimetri, consigliata
per persone di altezza fino a 170 cm, la seconda con un
diametro di 65 centimetri, adatta a persona più alte di 170
cm, sulla quale sedersi beneficiando della seduta dinamica,
che consente di eliminare una delle principali cause di dolore
lombare: il mantenimento per lunghe ore di una posizione
statica. Con questo attrezzo, la schiena esegue una seriedi
micromovimenti capaci di migliorare l’azione di stabilizzazione
della colonna vertebrale svolta dai muscoli addominali
e lombari, i cosiddetti CORE muscles.
La compatta Fuji X100T presenta soluzioni tecnologiche
all’avanguardia e un design retrò e funzionale. Il corpo
ha la parte superiore e inferiore realizzati in magnesio
pressofuso, a tutto vantaggio della resistenza e della
leggerezza, mentre la parte esterna è rifinita con pelle
sintetica antiscivolo, resistente e duratura.
Tra le novità più apprezzate citiamo l’Electronic Rangefinder
(telemetro elettronico), e il sensore X-Trans CMOS II
in formato APS-C, il processore d’immagine ad alta velocità
EXR Processor II e l’obiettivo FUJINON 23mm F2.
La X100T, inoltre, vanta un’insuperabile qualità d’immagine
grazie all’evoluta tecnologia di riproduzione colore
e alla nuova esclusiva modalità di simulazione pellicola
“Classic Chrome” che offre toni tenui e colori profondi.
Facilmente trasportabile è adatta sia in ufficio sia a casa.
Rivestita di un materiale antiscivolo per rendere confortevole
la seduta è realizzata in PVC di altissima qualità (non contiene
Ftalati e Latex potenzialmente dannosi per la tua salute).
Inoltre, l’esclusivo design le è valso il riconoscimento
di un brevetto ornamentale mentre, i suoi componenti
e materiali, primi fra tutti la cerniera in Nylon Nautico
e la cover, sono realizzati interamente da produttori italiani.
Prezzo: 245 €
CARATTERISTICHE PRINCIPALI X100T
Acquisto direttamente su
Riprese video Full HD 60-50-30-25-24fps, con inquadratura attraverso il mirino ottico
www.technogym.com
Applicazione gratuita “FUJIFILM Camera Remote” per gestire la fotocamera tramite WiFi
Con l’acquisto della
Wellness Ball™Active Sitting
riceverete un pack
contenente:
Obiettivo FUJINON 23mm (formato 35mm equivalente) F2
Intelligent Hybrid AF per AF veloce e precisa in ogni occasione di ripresa
Sensore X-Trans CMOS II da 16,3 MP e EXR Processor II
Cover
Nuova modalità di simulazione pellicola “Classic Chrome”
Pompetta
per gonfiare
la Wellness Ball
Active Sitting
Otturatore elettronico rapido, fino a 1/32000 sec
Display LCD da 3” e 1,04 Megapixel
Electronic Rangefinder (telemetro elettronico)
Disponibile in versione nera e argento
Migliorata operatività
Wellness Ball™
Active Sitting piegata
Quick Start Guide
per cominciare a usarla
Manuale utente
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Orologi
Tech & Style
Stealth
ELECTRIC
BIKE B-52
L’
evoluzione tecnologica sta spostando i confini delle biciclette elettriche
verso territori che fino a ieri erano impensabili. Veicoli ibridi che uniscono
innovazione tecnologica e stile ideali per l’attività off road.
Dall’Australia arriva un’electric bike molto particolare dal nome aggressivo
ed evocativo. La Stealth electric bike B-52 è una e-bike capace di raggiungere
gli 80 km/h, grazie al motore elettrico con batterie al litio del tipo LiFePO4 (tempo
di ricarica: 2h) inserito nel mozzo posteriore con 5,2 KW di potenza. Niente paura,
a fermare questo bolide ci pensano i freni a disco idraulici e pinze a sei pistoncini
Magura MT5. Il cambio sequenziale a nove velocità permette partenze scattanti
e il telaio a “prova di proiettile” è sinonimo di lunga durata anche utilizzando la bici
in condizioni estreme.
Le sospensioni sono tarate per sostenere il peso della B-52 e le sollecitazioni
tipiche dell’offroad e prevedono una forcella con escursione di 200 mm
e un monobraccio posteriore con ammortizzatore a gas.
Per maggiori info e prezzi:
www.stealthelectricbikes.com
Gucci G-Timeless
La collezione G-Timeless di Gucci
Timepieces & Jewelry, dal carattere
raffinato e contemporaneo, è una delle
linee di punta della Maison. La gamma,
dalle linee eleganti e dai molteplici
modelli e funzionalità, si arricchisce ora
di due preziose versioni con diamanti.
Omega Speedmaster “First
Omega in Space” in edizione
numerata.
I modelli, disponibili in misura medium
(38 mm) e small (27 mm), richiamano
immediatamente stile e raffinatezza
grazie all’uso di materiali preziosi.
In questi orologi, la cassa classica
arrotondata e i numeri minimalisti
valorizzano il quadrante in madreperla
Nel 1962, l’astronauta Walter “Wally”
Schirra fece la storia di OMEGA,
portando il suo Speedmaster personale
durante la missione del programma
Mercury “Sigma 7”.
Come riporta il titolo, si tratta di
un’edizione numerata (non limitata)
di un orologio che Omega ha deciso,
per il momento, di non inserire nel
sito ufficiale della casa, essendo un
orologio che Omega realizzerà solo
su richiesta. Il prezzo si aggira sui
15.000 euro.
I dettagli della Maison sono rappresentati
dal simbolo ‘G’ sulla corona e dal logo
‘Gucci’ alle ore 12, mentre datario
e dicitura ‘Swiss Made’ sono presenti
alle ore 6.
stile dell’alta orologeria. L’elegante
cassa in acciaio di 34 mm, dalle anse
integrate leggermente incurvate e la
lunetta in oro rosso, tempestata da 72
diamanti Top Wesselton, conferiscono
a questo intramontabile segnatempo
una personalità unica, che lo rende
adatto ad ornare anche i polsi più esigenti.
Da quel momento, l’orologio ha ottenuto
la certificazione per tutte le missioni
con equipaggio. La versione attuale
del First Omega in Space riprende
il look classico del modello indossato
da Schirra, con cassa da 39,7
mm in oro Sedna 18K, lunetta in
ceramica marrone e tre contatori color
cioccolato su quadrante champagne.
L’aspetto vintage dell’orologio non
viene intaccato dall’uso di materiali
quali la ceramica e la lega Sedna
e il First Omega in Space si conferma
un orologio bellissimo.
A proteggere la cassa ci pensa il vetro
zaffiro curvato “ form box “. Il cinturino
è in pelle con cuciture chiare e chiusura
ad ardiglione con logo Omega.
Il meccanismo è il calibro a carica
manuale 1861 che monta il classico
Speedmaster Professional.
con lunetta impreziosita da luminosi
diamanti bianchi. L’orologio, misura
medium, presenta 50 diamanti, mentre
il modello più piccolo è ornato da 36
gemme luccicanti. Gli eleganti bracciali
completano questa estetica raffinata
e introducono un tocco contemporaneo:
rappresentano il modello più recente
del bracciale in acciaio G-Timeless con
design a tre maglie con finitura lucida
e satinata.
Calibro:
MB 24.10
Tipo di movimento:
Automatico
Dimensione della cassa:
30-37 mm
Cassa:
Acciaio pregiato
Quadrante:
Bianco argenté lavorazione
guilloché con numeri arabi neri
Montblanc Bohème
Day & Night
Il Montblanc Bohème Day & Night è
un fedele compagno caratterizzato da
una romantica piccola complicazione
e da un distinto fascino femminile.
Il giorno è indicato da un elegante cielo
azzurro dove splende un sole dorato,
mentre un caldo blu scuro, impreziosito
da una sorridente luna dorata e dal
suo strascico di stelle, viene a indicare
la notte. Il raffinato quadrante con
lavorazione guilloché e numeri arabi
floreali neri è realizzato nel più puro
Ghiera:
Fissa in oro rosa 18K tempestata
di 72 diamanti Top Wesselton (0,533ct)
Vetro:
Vetro zaffiro bombato
con trattamento antiriflesso
Corona:
Corona non a vite
1-O Ring, oro rosso 18K
Lancette: Lancette a foglia
e a bastone finitura oro rosso
Resistenza all’acqua:
3 bar (30 m)
Longines Column-Wheel
Single Push-Piece
Chronograph - riedizione di
un cronografo monopulsante
dall’estetica essenziale.
Longines ama proporre nuove edizioni
dei propri esemplari iconici, custoditi
nel museo del marchio, per andare
a completare la linea Héritage. Oggi,
il marchio con la clessidra alata presenta
un cronografo raffinato realizzato
nella prima metà del XX secolo. The
Longines Column-Wheel Single PushPiece Chronograph saprà convincere
gli amanti della tradizione orologiera.
Il fondello trasparente della cassa in
acciaio, di 41 mm di diametro, permette
di ammirare la minuziosa esecuzione
del movimento Longines. Di color
azzurrato, la ruota a colonne esibisce il
proprio profilo perfettamente simmetrico
all’interno di questo calibro esclusivo. Le
funzioni del cronografo sono governate
mediante un unico pulsante che rafforza
l’estetica essenziale di questo modello.
Disponibile nei colori nero opaco e bianco
laccato. Il quadrante è impreziosito da
numeri bianchi o neri, in contrasto e dalla
scala tachimetrica. La perfetta leggibilità
è inoltre garantita dalle lancette in
acciaio azzurrato o rodiato che risaltano
sul quadrante. Il cinturino in pelle nera
o marrone completa armoniosamente
questo modello.
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Moda
Fashion e Tecnologia
LOOKBOOK 2.0
I
n principio fu il catalogo, che sin dall’800 consentiva
ai produttori o retailer di mostrare i loro prodotti,
raggiungendo anche le aree più periferiche del territorio.
Poi fu la volta dei magazine, della tv, degli spot e, da circa
vent’anni, la rivoluzione tecnologica, introdotta dalla rete, ha
nuovamente cambiato il modo con cui i marchi della moda
comunicano con il proprio pubblico. Vi sarete sicuramente
trovati nella situazione di dover ricercare sul vostro motore
di ricerca preferito un particolare capo di abbigliamento,
magari direttamente dal vostro smartphone o tablet. Ebbene,
guardando i risultati di tale ricerca, avrete notato quanta
e quale differenza vi sia nella qualità delle immagini proposte
in output. Senza scomodare la statistica, possiamo affermare
che, nella maggior parte dei casi, i brand del lusso pongono
molta attenzione alla qualità delle immagini dei loro prodotti,
avendo già da qualche tempo compreso l’importanza
e il potere di una buona fotografia di prodotto.
Se è vero che gli strumenti b2c, sviluppati per i dispositivi
mobili, consentono un’interazione sempre più coivolgente
tra i brand e i consumatori, con la tecnologia che fa da
driver all’industria del fashion, va detto che il “lavoro sporco”
è relegato alle soluzioni b2b, come nel caso specifico dei
sistemi di automazione della fotografia di prodotto e di digital
asset management.
E’ grazie ai sistemi di automazione della fotografia di prodotto
che sui nostri display oggi è possibile guardare, ruotare
di 360 gradi e “zoomare” fino al massimo dettaglio una
borsa, un orologio, un paio di pantaloni, un vestito e così via,
senza per questo perdere nulla in qualità dell’immagine
e offrire un’esperienza appagante al consumatore.
L’industrializzazione della fotografia di prodotto è uno dei
settori maggiormente interessanti per i brand che intendono
fare e-commerce seriamente. Le modalità di offerta dei
prodotti su Internet fa sì che la velocità di esecuzione,
la caratterizzazione delle immagini e l’adeguato trattamento
dell’enorme mole di dati generati non possa più essere
trattato alla stregua di un’attività artigianale, periferica
e. il più delle volte, delegata a fornitori esterni.
I più importanti player dell’e-commerce hanno investito
in sistemi DAM (digital asset management) e PCM (Product
Content Management) intuendo la centralità dell’asset
digitale “immagine” e del contenuto del prodotto. Poi
è stata la volta dei brand del lusso, sensibili alla necessità
di automatizzare la fotografia di prodotto per governare
in maniera strutturata l’attività di comunicazione
dello stesso. L’utilizzo integrato delle soluzioni DAM, PCM
e di automazione fotografica cominciarono subito a produrre
economie di scala e vantaggi tangibili, consentendo
alle aziende produttrici il continuo sviluppo di sistemi sempre
più innovativi e accessibili e alle aziende clienti costi minori
e maggiore efficacia.
Oggi, anche retailer e brand di media entità possono
dotarsi di sistemi di automazione fotografica e di digital
asset management, potendo competere sui canali digitali
con aziende molto più grandi di loro.
Un’azienda che ha da sempre creduto nell’importanza
dei sistemi di industrializzazione dei processi fotografici
di prodotto, tanto da sviluppare una propria innovativa
soluzione, è la Hyphen-Italia di Affi (Verona). Con un’anima
dalla forte vocazione verso l’innovazione e, con alle spalle
diversi anni di lavoro dedicati allo sviluppo di sistemi
a supporto delle esigenze della comunicazione, (gli
addetti ai lavori avranno sentito sicuramente parlare della
piattaforma Chalco) Hyphen-Italia si è ritagliata un ruolo
da leader di mercato. Grazie alla piattaforma HSL (HyphenStill Life) l’industrializzazione della fotografia di prodotto
è possibile.
L’interazione tra la piattaforma HSL con la piattaforma DAM
mira a semplificare i processi di comunicazione di prodotto,
rendendo possibile attività che solo fino a ieri richiedevano
un notevole dispendio di risorse.
A Stefano Righetti, Amministratore Delegato di Hyphen Italia
(www.hyphen-italia.com), da sempre in prima linea nello
sviluppare, insieme al suo staff di circa quaranta persone,
soluzioni innovative per il mondo della comunicazione
e dell’editoria, abbiamo chiesto di raccontarci brevemente,
individuando un campo specifico di applicazione, come
la tecnologia stia influenzando i processi nel mondo
della moda.
“Per chi si occupa di comunicazione, il catalogo dei prodotti,
sotto forma di lookbook, è sempre stato un potente
strumento di supporto alle vendite, ma la sua creazione
è sovente un momento difficile.
Produrre un lookbook di qualità richiede delle tempistiche
non indifferenti e le difficoltà incontrate per la creazione
portano le aziende a rivolgersi a terzi per elaborarlo,
con tempi di creazione e costi elevati.
Infatti, è necessario che tutti i capi presenti nel lookbook
vengano fotografati, spesso in tutte le varianti colore,
e ogni elemento grafico e fotografico deve essere elaborato
in alta definizione e relazionato alla struttura della codifica
e dei dati di prodotto.
Grazie alle nuove tecnologie sviluppate negli ultimi anni
da Hyphen-Italia, supportiamo le aziende a rendere più
efficiente il processo di creazione del lookbook per gli
agenti di vendita e per i clienti, riuscendo a riportare in seno
all’azienda tale attività.
Tutto il processo che prima veniva svolto manualmente
ora viene svolto tramite una specifica estensione del
sistema DAM che permette di automatizzare il processo
di impaginazione del lookbook. L’integrazione del sistema
Dam con la soluzione HSL per la gestione del processo
fotografico permette di fotografare i prodotti e di raccogliere,
contemporaneamente, tutte le informazioni che vengono
inserite in fase di shooting o estratte in automatico dal
sistema informativo del cliente. Selezionando i prodotti,
è possibile richiedere la generazione in automatico
dell’impaginazione del lookbook, che potrà, seguendo
dei modelli grafici preconfigurati, fornire un lookbook
finalizzato, oppure un semilavorato da affidare a un’agenzia
per l’elaborazione creativa. Inoltre, il sistema può fornire
il lookbook in formato Adobe InDesign, PDF, Jpeg, XML,
quindi in modo compatibile per l’utilizzo digitale e con
il mondo dei dispositivi mobili”.
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Moda
Gli Angeli di Victoria’s Secret
PRESENTANO
LA COLLEZIONE
“BODY BY VICTORIA”
di Barbara Colapinto
Belle, sfavillanti, intriganti: così le modelle di Victoria’s Secret
hanno sfilato a New York, nel cuore di Time Square, per
vendere un sogno, oltre che un reggiseno, indubbia promessa
di femminilità per milioni di donne nel mondo.
I nuovi Angeli di Victoria hanno presentato così la nuova
collezione, “Body by Victoria” in tutta la loro invidiabile bellezza.
La russa Kate Grigorieva, le statunitensi Taylor Hill, Martha
Hunt e Jasmine Tookes, la svedese Elsa Hosk, la polacca Jac
Jagaciak, l’inglese Stella Maxwell, la brasiliana Lais Ribeiro,
la portoghese Sara Sampaio, e l’olandese Romee Strijd si sono
unite agli Angeli-icona: Lily Aldridge, Alessandra Ambrosio,
Adriana Lima, Behati Prinsloo e Candice Swanepoel.
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I nuovi Angels hanno anche presentato
la linea “Victoria’s Secret Body Care”.
Creme, scrub, body lotion, bagnoschiuma,
creme burro per il corpo, shower gel,
acque profumate, mousse detergenti,
creme mani, spray lotion per una linea
ultra completa. I prodotti si rifanno all’idea
di morbidezza del tessuto di cotone
presente nelle miscele assieme a tè bianco
e vitamine A, C ed E per un’idratazione
quotidiana e naturale.
Rilanciato con questa nuova kermesse
anche il profumo “Tease”, un vero
e proprio inno alla femminilità e all’arte
della seduzione. Fragranza fruttata
con note di vaniglia nera, pera ghiacciata
e fiori di gardenia per un risultato dolce
e avvolgente.
Stupisce come sempre anche l’accurato
packaging: fiocchi e cartonati che spaziano
tra il nero e il rosa nelle sue numerose
sfumature. Un invito all’acquisto ed ancor
di più al regalo che stupisce.
Questo è il mondo Victoria’s Secret,
marchio dibattuto e adulato allo stesso
tempo che non smette di stupire con
le sue performance border line e le sue
collezioni controverse tra il bon ton
e il trasgressivo.
La nuova collezione targata Victoria’s Secret esce dagli
schemi a cui eravamo solitamente abituati. Niente eccessi
e pizzi al limite del kitch, le parole d’ordine sono stile, colore
e comfort con la promessa di valorizzare ogni tipo di curva.
I reggiseni si fanno più morbidi, con una vestibilità ancora
più comoda. Victoria’s Secret introduce anche la nuova
Lounge Collection, che propone due nuovi modelli: Lounge
Bra e Bralette, reggiseni comodi ed avvolgenti, spesso
senza ferretto e con una fascia alta per un maggior sostegno.
Anche gli slip, pur non rinunciando ad una straordinaria
sensualità, sono più generosi e confortevoli. Il pizzo
è impiegato come elemento decorativo, in chiave fine
ed elegante incornicia le forme.
In questa nuova linea “Body by Victoria”, il colore diventa
più fresco pur conservando l’inconfondibile appeal del grigio
perla e delle nuance più dark.
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Moda
Louboutin New Nude
LUNGHE, SEMPRE
PIU’ LUNGHE
di Chiara Dal Magro
Fin dall’apertura della sua prima boutique, a Parigi, la filosofia
di Christian Louboutin che recita “una scarpa ha molto
più da offrire del semplice camminare” ha conquistato
immediatamente tutto il genere femminile, rendendo lo stilista
una leggenda nel mondo delle calzature. Un paio di Louboutin
ai piedi, con l’inconfondibile suola rossa, ha il potere di far
sentire elegante e raffinata qualsiasi donna e, ogni collezione
di scarpe che si rispetti, deve vantarne almeno un paio.
Ispirato dalla consapevolezza che “tutte le donne desiderano
avere gambe più lunghe”, nel 2013, Louboutin ha lanciato
la prima capsule collection Nude, nella tonalità più richiesta
del beige, con l’intento di creare quell’effetto nudo in grado
di eliminare lo stacco di colore tra la pelle del piede e la scarpa
per raggiungere il risultato di allungare otticamente le gambe.
La linea, che ha riscosso da subito un successo senza
precedenti, facendo impazzire le donne e le celebrità di mezzo
mondo, è stata recentemente ampliata. La New Nude è stata
presentata nel mese di agosto al Bergdorf Goodman Store
di New York. Lo stilista ha comunicato di aver lavorato sulle
nuance dei colori che oggi spaziano dal fair blush al chestnut
e di aver inserito altri due stili: il Deepik e il Dorissima. Avendo
creato cinque tonalità in grado di richiamare diversi tipi
di carnagione, Louboutin auspica che un maggior numero
di donne possa indossare questa linea e promette, per
il prossimo anno, di aggiungere due nuove tonalità alla sua
collezione, arrivando ad averne un totale di ben sette.
Come diceva Marilyn Monroe “Date a una donna le scarpe
giuste e conquisterà il mondo”.
italian Masterpieces
poltrona archibald. designed by J.M. MassaUd.
sala del the, palazzo colonna, roMa
poltronafrau.com
l’intelligenza delle Mani
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Moda
Lifestyle Collection
BUGATTI
I
l brand Bugatti ha da poco presentato la collezione
lifestyle Autunno/Inverno 2015 che riflette la strategia
supersportiva della casa automobilistica francese.
“Bugatti non vuol dire soltanto tecnologia avanzata
e performance mozzafiato, ma anche arte, design
e raffinatezza”. Si esprime così il Dott. Wolfgang Schreiber,
Presidente di Bugatti Automobiles, introducendo la Lifestyle
Collection Bugatti che rappresenta l’espressione autentica
di ‘luxury’ lifestyle di una casa automobilistica.
La collezione, che prende spunto dalla grande eredità
del brand e dalla visione futuristica del suo fondatore,
è progettata per il gentleman moderno e comprende due
linee: l’elegante EB Collection e la Luxury Performance
Collection, entrambe totalmente made in Italy.
Nella collezione EB spicca il Flamboyant, con una
collezione che è eccentrica ma anche estremamente
raffinata e pensata per gli uomini che apprezzano
l’attenzione al dettaglio e l’artigianato intelligente.
Combina seta e cashmere, jacquard con broccati
e ricami e riflette il dettaglio degli interni dei motori
d’epoca, dei raggi delle ruote e delle scocche in fibra
di carbonio Bugatti.
Il must have è la brillante selezione di cappotti in canguro,
visone e due strati di cashmere, da indossare sopra giacche
destrutturate che riprendono l’ispirazione delle auto
da corsa. Per la stagione delle feste è assolutamente
perfetto il Blue Carpet Soirée, allo stesso tempo glamour
e sofisticato, che ha la sua massima espressione
nello smoking in seta e cotone allungato.
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Conclude questa linea ricercata la serie di capi dedicata
a tutti coloro che preferiscono un look classico e raffinato
e si caratterizza per l’elegante tavolozza Bugatti dei colori
blu. La seconda linea d’abbigliamento Bugatti è la Luxury
Performance e vanta una collezione sportiva che combina
i migliori materiali a processi di alta tecnologia, per riuscire
a offrire il massimo livello di lusso contemporaneo. La nota
di estrema esclusività che la casa automobilistica francese
dedica ai suoi clienti è il programma Tailor Made /Bespoke,
rivolto unicamente a chi possiede una Bugatti: i modelli,
realizzati con i materiali più ricercati, verranno realizzati solo
su richiesta e appuntamento.
Bugatti non vuol dire
soltanto tecnologia avanzata
e performance mozzafiato,
ma anche arte, design
e raffinatezza
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Gallery
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ACE WOOD è la versione più calda in legno appartenente
alla famiglia ACE di sedute, disegnato da Jean-Marie Massaud
per Viccarbe. Caratterizzato dalle sue peculiari sfaccettature
geometriche che abbracciano la seduta, ACE WOOD è una
sedia sostenuta disponibile in due versioni con o senza braccioli.
La Bentley Luxury Collection debutta al Salone di Francoforte
insieme all’attesa supercar Bentayga. Pensata per uomo e donna,
contiene oltre 300 nuovi accessori divisi in sette categorie,
a seconda della destinazione d’uso: Affari, Stile, Casa, Heritage,
Bespoke, Colore e Bentley.
Nell’immagine, la borsa in pelle della serie weekender, con due
tasche zip sul pannello frontale e con la cucitura che richiama
quella del volante della Continental GT.
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I nuovi iPhone 6s e iPhone 6s Plus, gli iPhone più evoluti
di sempre, sono già disponibili e sembrerebbe che si apprestino
a stabilire un nuovo record di vendite. Realizzati in alluminio serie
7000, con splendide finiture metallizzate fra cui il nuovo oro rosa
incorporano nuove caratteristiche come la rivoluzionaria interfaccia
Multi-Touch, il Display Retina HD in vetro più resistente rispetto
a qualsiasi altro smartphone; i Video in alta definizione
con il supporto per il 4K e una risoluzione di 3840x2160
e oltre 8 milioni di pixel.
La nuova funzione Live Photos per splendide foto
da 12 megapixel che, con una semplice pressione, mostrano
gli istanti immediatamente precedenti e successivi allo scatto.
www.apple.com
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Di lusso, sofisticata e funzionale, la collezione in pelle Sartorial
è la compagna perfetta per il moderno viaggiatore del mondo.
Creata per soddisfare le esigenze del viaggiatore internazionale
di oggi senza dimenticare tradizione ed eleganza due caratteristiche
chiave che definiscono la nuova linea Montblanc Sartorial.
Per maggiori info: www.montblanc.it
Legno naturale: la moda sceglie il calore di questa nuance
per colorare il guardaroba - dagli abiti agli accessori della prossima stagione autunnale, ormai alle porte.
Per chi desidera essere sempre trendy e glamour,
può scegliere uno dei 12 modelli di occhiali in legno mywoodi
- 5 da sole e 7 da vista – proposti in 6 differenti legni/colorazioni.
Prodotti in Italia utilizzando legni provenienti da tutto il mondo,
gli occhiali mywoodi si caratterizzano per uno stile pulito e lineare
molto moderno ed estremamente cool. Il tutto ad un prezzo
decisamente aggressivo per poter rendere accessibile a tutti
una montatura in legno, leggera, divertente e assolutamente
di gusto.
Composti da otto strati di legno, si distinguono per le colorazioni
particolarmente fresche e alla moda. 60 le fasi di lavorazione
di cui 15 realizzate a mano per un peso complessivo di 13 grammi.
Una cerniera laterale non visibile dall’esterno completa il tutto.
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Per un’esperienza d’ascolto in car
che va oltre la qualità audio del CD.
Sony compie un ulteriore passo avanti in termini di audio Hi-Res,
a dimostrazione che l’eccellenza acustica è ormai uno standard del
lusso in tutti i contesti di ascolto e presenta la sua nuova gamma
di impianti audio in-car ad Alta Risoluzione, che comprende l’unità
RSX-GS9, l’amplificatore a 4 canali XM-GS4, il super tweeter XSGS1, il subwoofer XS-GSW121D, l’amplificatore mono XM-GS100,
i diffusori posteriori XS-GS6921e i diffusori anteriori XS-GS1621.
La linea di prodotti di Sony per l’audio Hi-Res in-car
sarà disponibile da gennaio 2016.
Per maggiori informazioni, visitare il sito sony.it.
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Giorgio Armani
Bag della selezione dei nuovi accessori Giorgio Armani
dall’inconfondibile stile iconico. Caratterizzata
da linee contemporanee e finiture raffinate, è stata realizzata
con lavorazioni esclusive.
Style Collection Bentley
La collezione Style di Bentley si arricchisce di sciarpe
realizzate seguendo il design inconfondibile di Bentley
che riporta i concetti dell’alta moda, come le stampe astratte,
sugli accessori di uso pratico.
Collezione Trench - Burberry
Occhiali da sole della collezione Trench con montatura tonda,
realizzati in acetato oro e stanghette dorate con lenti antigraffio
e sfumate. 100% di protezione UV.
Cloe Le Pupe
Brand di gioielli divertenti e alla moda che hanno come
protagoniste delle bamboline abbigliate con vestiti colorati.
La collezione è tutta in bronzo placcato oro oppure in rodio
ed è arricchita con cristalli e dettagli ricercati che rendono
unico ogni look.
Gucci Jewelry
Collezione Trademark che coniuga tradizione e modernità
con un’interpretazione contemporanea dei gioielli
con ciondoli. Interamente in argento, comprende bracciale
e collana abbinati e reca, su ogni pezzo, l’inconfondibile
marchio “Gucci Made in Italy”.
Olive-Tiffany
Disegnata da Paloma Picasso per Tiffany, la linea Olive Leaf
è ispirata all’ulivo, simbolo di pace e abbondanza e rispecchia
la vegetazione che circonda la sua casa in Marocco.
Questa elegante e raffinata profusione di foglie vuole dare
un messaggio di bellezza e serenità.
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Benessere
Il benessere psicofisico?
UNA PRIORITA’ DI VITA
di Chiara Dal Magro
Pur anelando al raggiungimento di un benessere psicofisico
che ci accompagni per tutta la vita, la realtà quotidiana
ci vede sempre troppo indaffarati per cominciare a occuparci
di noi stessi in maniera propositiva. Così il tempo passa
e il “rimandare a domani” diventa la nostra filosofia di vita.
E’ bene non ignorare, però, che dal benessere psicofisico
dipende la nostra qualità di vita e, come ci spiegherà
uno dei massimi specialisti del settore, sarebbe opportuno
considerare il suo raggiungimento come una priorità
e non come un’opzione facoltativa.
Nonostante il benessere dell’individuo sia un fattore comune
sia alla cultura occidentale, che a quella orientale, la visione
dell’individuo è invece totalmente differente. Più selettiva
quella degli occidentali, che si concentra separatamente
su ciascun organo, ne indaga i sintomi e li cura; olistica invece
quella degli orientali che concepiscono l’individuo come
un insieme e agiscono contemporaneamente su diversi livelli:
fisico, mentale e il profondo sé.
Abbiamo intervistato il Prof. Franco Nocchi, docente di “PsicoPedagogia dei Gruppi”, “Psicologia del Comportamento”
e “Medicina tradizionale Cinese” presso l’Università di Pisa
che ci spiegherà, in dettaglio, come cominciare il nostro
percorso individuale e quali saranno gli inestimabili benefici
derivanti dalla sinergia tra un corpo e una mente sani.
Prof. Nocchi, cosa rappresenta per lei il benessere
psicofisico?
E’ una costante e continua ricerca di Equilibrio che deve avere
come protagonista principale la nostra mente. Il mantenimento
dello stato di ben-Essere ha sempre a che fare con il rapporto
che la Persona riesce a intrattenere quotidianamente
con il proprio corpo, con il proprio Sé e con l’ambiente che
lo circonda. Il reale ben-Essere, quindi, si può avere solamente
quando Mente e Corpo sono in efficiente e costante sinergia.
Il termine sinergia evoca sempre un’idea positiva
e, spesso, nella vita, utilizzare in maniera sinergica
gli strumenti che abbiamo a disposizione ci porta
a ottenere, in qualsiasi campo, ottimi risultati.
Come si ottiene una completa sinergia tra il proprio
corpo e la propria mente?
La Medicina Tradizionale Cinese inquadra il mondo intero,
e dunque anche l’Uomo, in una visione olistica: ogni fenomeno
non può essere compreso se non è studiato in relazione
ad altre categorie fenomeniche. In un’ottica di tal genere,
l’uomo vive costantemente nell’olistica interazione di quattro
“sfere”: corporea, energetica, psicoemozionale e spirituale.
Queste quattro sfere sono indipendenti ma, al tempo stesso,
in continua interdipendenza l’una rispetto all’altra.
Ogni malattia ha origine dai disequilibri che nascono
a livello della sfera psicoemozionale, successivamente
di quella energetica e si manifestano solo alla fine nella
patologia a livello della sfera corporea. Quando si parla di
“sfera psicoemozionale” si parla, prima di tutto, di emozioni
e in particolar modo della capacità data a ciascuna mente,
se opportunamente “allenata”, di poter gestire le stesse.
Esiste un’idea diffusa e preconcetta che porta a considerare
le emozioni come negative o positive “in sé”. La verità è che
ogni emozione è solamente un’informazione che muove nella
persona una fisiologica reazione a uno stimolo ambientale:
un’emozione costituisce dunque un fisiologico impulso
ad agire (la radice stessa della parola “emozione”
è il verbo latino moveo “muovere”, con l’aggiunta del prefisso
“e” “movimento da”, proprio per indicare che in ogni emozione
è implicita una tendenza verso l’azione). Questo impulso ad agire
possiede una potenziale funzione di garantire e favorire la vita.
Non esiste quindi un’emozione in sé negativa o positiva: sono
le emozioni eccessive, mal gestite e/o cronicamente trattenute
che fanno nascere le sensazioni di mal-essere e le patologie.
Quando le emozioni non sono ben gestite e controllate, il loro
naturale e costitutivo “impulso ad agire” andrà a implodere
e a “scaricarsi” negativamente sulla e nella persona a tutti
e quattro i livelli. La sfera corporea, in particolare, viene spinta
verso disequilibri energetici che, se non tempestivamente
riarmonizzati, vanno ad aumentare, nel tempo, in qualità
e quantità. La somatizzazione della cattiva gestione emozionale
va nel medio/lungo periodo a causare danni organici destinati
a lasciare per sempre la loro impronta sul corpo.
Traducendo in pratica?
Ognuno di noi ha fatto esperienza più o meno profonda
di quanto un’emozione mal gestita possa provocare
repentini cambiamenti, anche devastanti, sul nostro “sistema
persona”. I cambiamenti che scaturiscono da una cattiva
gestione delle emozioni avvengono sia a livello fisiologico,
con modificazioni fisiche e fisiologiche (insonnia, respirazione
corta, pressione arteriosa elevata, disturbi del ritmo cardiaco,
digestione difficile, emicranie, astenia, gastrite, colite, stipsi,
impotenza/frigidità), con rigidità a carico del sistema osteo
articolare e/o a vari livelli del rachide vertebrale, psoriasi
che psicologico/comportamentale, manifestandosi con ansia,
stress, depressione, cambiamento delle espressioni facciali,
modificazioni della postura, del tono della voce, anoressia,
bulimia, modifica della sensazione soggettiva (anche nelle
relazioni interpersonali), alterazione del controllo di sé e delle
proprie abilità cognitive. Il problema è che la nostra cultura
e la nostra società non prevede un insegnamento specifico
mirato a farci “prender confidenza”, sin da bambini,
con le emozioni. Eppure basterebbe davvero poco perché
le emozioni seguono sequenze logiche che possono essere
riconosciute e quindi ben gestite da chiunque. E’ solo
da pochi anni, infatti, che l’OMS ha riformulato il concetto
di salute passando da un’idea, radicata per secoli, di “assenza
di malattia” a un’idea di benessere fisico mentale e sociale.
L’essenza di questo concetto però è ben lontana dall’essere
assimilata dal mondo in generale e da quello medico
in particolare. Si può avere salute intesa come assenza
di malattia corporea e ottima forma fisica ma gravitare in uno
stato di profondo malessere oppure si può essere in uno stato
di salute psicoemozionale ma avere un corpo fragile
e caduco. Solo se mente e corpo vengono educati e allenati
in parallelo con i giusti strumenti si può ottenere la loro reale
sinergia. Il vero ben-Essere è allora, come prima dicevo,
una ricerca costante e continua di Equilibrio che passa
necessariamente per l’acquisizione della capacità di gestire
le emozioni (sviluppo dell’Intelligenza emotiva) in un regime
di corretta cura del corpo. Questa è l’unica “conditio sine qua
non” per riuscire a mettere in reale sinergia non solo Mente
e Corpo ma tutte le quattro sfere che compongono il “sistema
olistico Persona”.
Quali sono nella vita quotidiana i primi passi concreti
da compiere per il suo raggiungimento?
Una cura equilibrata e non narcisistica della buona funzionalità
della sfera corporea è sicuramente importante. Ogni persona,
a qualunque età, deve svolgere un esercizio fisico regolare
ed equilibrato e seguire un’alimentazione corretta ma,
in relazione a quanto detto prima, questo non può essere
sufficiente. Un alleato potentissimo, a disposizione di tutti
ma sottovalutato e mal utilizzato dalla maggior parte delle
persone, che è il fulcro per la gestione delle emozioni, è il respiro.
E’ necessario imparare quindi l’uso funzionale della
respirazione. Un antico aforisma taoista recita: “vivi ogni minuto
cercando di fare in modo che la mente sia l’imperatore,
il respiro il comandante e il corpo la truppa. Solo così
il tuo impero (persona) sarà ricco e longevo”.
In cosa consiste l’uso funzionale della respirazione?
Prima di tutto bisogna prendere consapevolezza della
necessità di rendere ogni atto respiratorio più lungo
e controllato possibile e soprattutto dare dignità assoluta
a quella che è la fase più importante della respirazione:
l’assenza controllata di respiro, più comunemente chiamata
apnea. Invito tutti a fare questo semplice ma fondamentale
esercizio: mettersi seduti in una posizione comoda
e iniziare a respirare profondamente. Focalizzare un problema
che sta creando sensazioni e/o reazioni negative e dare
un nome a quel problema. Svuotare bene i polmoni e poi
inspirare più lentamente possibile, cercando di allentare
le tensioni del corpo a partire dalle rigidità della zona scapolo
omerale. Trattenere il respiro per alimentare maggiormente
la sensazione di rilassamento già cercata nella fase inspiratoria
e visualizzare, nell’ultima parte della fase di apnea, il nome
dato al problema. Espirare lentamente e profondamente,
immaginando di far fuoriuscire assieme all’aria “quel” nome
assieme alle sensazioni negative, ai pensieri negativi associati
ed espirare il nome e tutte le negatività lontano da noi,
lentamente ma inesorabilmente. Ripetere per almeno 8/10 atti
respiratori completi. Prendiamo l’abitudine di svolgere questo
esercizio, della durata di pochissimi minuti, più volte durante
la giornata ma soprattutto al risveglio e prima di coricarsi.
E’ importante fare questo esercizio prima di addormentarsi
perché il sonno è un amplificatore degli stati psicoemozionali
che viviamo durante la giornata e che ci portiamo a letto
senza averli adeguatamente armonizzati e opportunamente
“respirati”. Con la pratica quotidiana, in un tempo che varia
in rapporto alla soggettiva predisposizione ma comunque
ragionevolmente breve, avremo la possibilità di iniziare
a utilizzare la respirazione funzionale per controllare a livello
preventivo le emozioni ed evitare così di essere controllati
da esse nelle reazioni. Chiaramente, come già ho detto,
questo è solo un primo passo. Esistono molte altre tecniche
ma il percorso più avanzato deve essere fatto dietro
una guida vigile e preparata. Nei seminari che dirigo
a cadenza mensile, sia nel mio centro a Pisa che in vari centri
italiani, di meditazione per la gestione emozionale, di Chi Kung
e di tecniche varie di Antica Medicina Cinese, il mio obiettivo
è quello di lasciare immediatamente ai praticanti degli strumenti
pratici da investire nella loro quotidianità per il perseguimento
del proprio ben-essere.
Quali sono le idee preconcette e le cattive abitudini
più frequenti da dover “cancellare” per cominciare
questo percorso?
La più diffusa tra le cattive abitudini è figlia legittima della
mentalità della società industriale avanzata: l’incapacità
e/o la non volontà di ritagliarsi delle “pause funzionali”
nel corso della giornata e ciò costituisce un enorme ostacolo
verso il conseguimento del ben-essere individuale. In questa
società dell’efficientismo produttivo, tendiamo a essere tutti
guidati da un modello di azione che ci forza al continuo movimento
in funzione, per l’appunto, dell’attività produttiva. La maggior
parte delle persone che conosco passano freneticamente
da un’attività all’altra, svolgendo, anche diverse attività
in contemporanea e disperdendo così, quotidianamente
e costantemente, la loro energia vitale. Accumulano denaro
e prestigio sociale ma si allontanano sempre più dalla soglia
del ben-essere. Sono convinti che ritagliarsi uno/due periodi
all’anno di ferie possa essere utile per “ricaricare” la batteria
ma spesso le ferie diventano un evidenziatore delle tensioni
accumulate durante l’anno lavorativo e iniziano a essere
veramente utili solo negli ultimi giorni, che precedono il ritmo
frenetico dei nuovi impegni. Detto questo, il perseguimento
del ben-essere passa per la necessità di sapersi ritagliare
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pause quotidiane durante le quali perseguire l’armonizzazione
delle proprie energie psicoemozionali. Programmare
delle pause non è oziare ma prendersi delle piccole
e fondamentali parentesi di riequilibrio e di “riarmonizzazione”
personale che andranno a nutrire e ad alimentare tutto il resto
della giornata in ogni attività che andremo a svolgere.
Quanto differisce la mentalità orientale da quella
occidentale nell’approccio al benessere personale?
Cos’è in grado d’insegnarci la sinergia tra queste
due culture?
In Occidente è da sempre netta la separazione e la dicotomia
tra anima e corpo. Il corpo è stato sempre oggetto di un vero
e proprio processo di occultamento culturale, un processo
che è stato alimentato per secoli partendo dalla concezione
platonica che vede il corpo come tomba dell’anima, passando
per la demonizzazione del corpo operata dalla religione
cristiana, rafforzata nel dualismo cartesiano “res cogitans”
“res extensa” e radicata culturalmente nella visione
meccanicistica degli albori della medicina occidentale. Il corpo
è così divenuto una macchina alla quale bastava cambiare
dei pezzi, qualora ce ne fosse stato bisogno: questa è una
delle affermazioni di Julien Offroy de La Mettrie (“mèdecinphilosophe”, 1709-1751). Ben diversa è la situazione
nella cultura orientale. In tutte le cosiddette “religioni etiche
orientali” (taoismo, buddismo, induismo) la materialità
corporea è la condizione necessaria per raggiungere
la spiritualità. In particolare il taoismo, come già detto, vede
l’unitarietà e l’interdipendenza assoluta di ognuna delle quattro
sfere componenti la persona dove il corpo è addirittura
il ponte di accesso ad ognuna delle altre tre sfere. Corpo e
spirito, corpo e anima non sono separati ed è solo attraverso le
giuste pratiche del corpo che si può ottenere la pulizia dell’anima
e l’elevazione dello spirito. Nel taoismo non esiste “ciò che
non è”, anche la sfera più prettamente spirituale passa dalla
corporeità ed è chiaramente individuabile come esperienza
sensoriale. In questa cornice, si capisce come da sempre
la Medicina Orientale (cinese e tibetana in particolare)
persegua l’equilibrio preventivo di tutte le energie agenti
in foto Prof. Franco Nocchi
nella persona “olisticamente” intesa, nella consapevolezza
che detto equilibrio passa necessariamente anche
per il saper gestire in maniera efficace gli impulsi
emozionali, per adottare un buon stile di vita e per saper
costruire dei rapporti interpersonali all’insegna dell’armonia
e della positività. Oggi è ormai chiaro che lo stato di salute
dipende non tanto dall’assenza di malattia, ma anche
dal tipo di risposta della persona alle malattie esistenziali
e alle difficoltà sociali. La stessa Organizzazione Mondiale
della Sanità ha spostato l’originale idea di salute verso
un’idea di benessere fisico, mentale e sociale.
Ci parla un po’ di lei? Com’è giunto a questo livello
di conoscenza? Qual è stato il suo percorso personale?
Ho iniziato a praticare Judo nel 1966, all’età di quattro anni
per poi proseguire con lo studio del Karate ma è all’età
di dodici anni che ho fatto l’incontro decisivo per il mio percorso
di vita, conoscendo, all’interno di una manifestazione di Arti
Marziali, colui che sarebbe diventato la mia Guida personale,
prima ancora che il mio Maestro, nelle Discipline tradizionali
cinesi: il Maestro Huang Wan De.
Il Maestro, grande combattente e grande esperto di Medicina
Tradizionale Cinese, fuggì dalla Cina nel 1952 per non
soccombere agli orrori dell’epurazione culturale maoista e,
una volta giunto in Italia, aprì una Scuola di Kung Fu tradizionale
vicino a Firenze dove mio padre, mi accompagnava in auto
da Pisa, per quattro sere la settimana. Con gli insegnamenti
del Maestro Huang, mi fu subito chiara “l’Essenza” delle antiche
Arti: più il praticante progrediva nello studio delle tecniche
di combattimento, più aveva il dovere di conoscere le Arti
Mediche e di coltivare le Arti Gentili. Questo perché lo studio
della Medicina, della Poesia, della Letteratura e della Musica
(aspetti “yin” morbidi, dello scibile) andava a “compensare”
e mitigare gli aspetti eccessivamente “yang” (esteriori, duri)
sviluppati con lo studio delle tecniche di combattimento.
In seguito, ho effettuato il tradizionale percorso di studi
“occidentali” in ambito psicologico, antropologico e masso
fisioterapico, che mi ha portato a prendere consapevolezza,
non senza iniziale sorpresa, di quanto ogni “scoperta”
della scienza moderna nel campo delle caratteristiche
psicofisiche dell’uomo avesse già risposte esaustive nei testi
dell’antica medicina di 4000 anni fa. Ci tengo inoltre a raccontare
che il mio Maestro ha molto insistito perché integrassi il mio
percorso con lo studio della musica. Oggi sono musicista
e compositore e tengo in tutta la penisola concerti
di solidarietà durante i quali metto in scena quella che è la mia
“visione olistica” dell’Arte. Danza, poesia, pittura, recitazione,
arti marziali, gocce di saggezza buddista e taoista, fluiscono
accompagnate e amalgamate dalla mia musica e dalle
mie canzoni. Sono felice di essere l’autore della canzone
“Amico Papa” (l’unica canzone al mondo autorizzata dalla
Santa Sede che contiene la voce di Papa Francesco in ben
3 passaggi), i cui proventi sono destinati a sostenere il reparto
oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
e sto infine presentando un CD che contiene il singolo,
“Anche se non so volare”, che servirà a dare un contributo
alla fondazione ARCO e alla ricerca oncologica. Personalmente,
ritengo di essere un privilegiato, soprattutto nell’avere
la possibilità di essere in costante contatto con i giovani,
sia nelle palestre, sia nelle aule universitarie, sia nei teatri
e, avendo costantemente occasione di verificare quanto
sia limitata e limitante la formazione accademica occidentale,
cerco, in ogni occasione, di trasmettere le preziose nozioni
che ho avuto la fortuna di apprendere e di invitare ogni
persona a mettere i propri doni a servizio dei meno fortunati.
www.franconocchimusic.it
www.sifufranconocchi.it
Arte
Mostre
IN CORSO
GLI ORTI DEL PARADISO:
GUSTO E BELLEZZA DAL GIARDINO ALLA TAVOLA
Dal 5 settembre al 8 dicembre
Filatoio di Caraglio (CN)
Mostra dedicata al tema del giardino, luogo di natura e civiltà, fonte d’ispirazione
di opere d’arte pittoriche, grafiche e plastiche, oltre che essere uno dei grandi temi
dell’architettura di tutti i tempi.
FULVO BIANCONI ALLA VENINI
Dal 13 settembre 2015 al 10 gennaio 2016
Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia)
Mostra dedicata ai designer che hanno lavorato per la storica vetreria muranese.
GIOTTO
Dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016
Palazzo Reale (Milano)
L’omaggio di Milano a uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana, con una mostra
che vuole essere un viaggio ideale sulle orme di Giotto, nei primi decenni del’300.
LA GRANDE MADRE
Dal 26 agosto al 15 novembre
Palazzo Reale (Milano)
Il palinsesto di Expo in città propone una mostra prestigiosa che offre uno sguardo
sulla maternità e sulla condizione femminile, filtrato attraverso un secolo di opere
d’arte che ripropongono, oggi, questioni non solo presenti ma spesso irrisolte.
Occasione per riflettere sui valori di cui la donna è portatrice in ogni settore sociale.
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Food
Pescheria con cottura
LO VEDI, LO SCEGLI
LO GUSTI
200 mq, 70 coperti e un’area all’aperto, a pochi passi
da Piazza Sant’Oronzo. In un ambiente easy ma ricercato,
con volte a botte in pietra leccese, tavoli di recupero,
lampade vintage e, attorniati dalle opere di grande impatto
di Stefano Pilato (che lavora con materiali restituiti dal mare)
e Massimo Maci (glass designer), è possibile scegliere
e gustare una grande varietà di pesce freschissimo, direttamente
dal banco alla tavola, proprio come recita il claim di questa
Pescheria con cottura: “Lo vedi, lo scegli, lo gusti”.
Il cuore del locale è il banco, con le sue piastrelle bianche
diamantate, che dispone un’offerta di pescato d’eccellenza
in bella vista. La formula è semplice: si sceglie la qualità
e la quantità di pesce fresco desiderata direttamente
dal banco della pescheria, si comunica il tipo di cottura
desiderata, ci si siede al tavolo e, quando le portate
sono pronte, si ritirano direttamente dalla cucina.
Siamo all’interno della Pescheria con Cottura di Marco
Cimmino e Fabio Ingrosso, che, a Lecce, riscuote
un grandissimo successo e che è caratterizzata
da un preciso stile di ristorazione, informale ma curato
in ogni dettaglio. Sotto la guida dello chef Alberto Putti,
è stato creato un menu basic che comprende il pesce
crudo, fritto, alla piastra e al forno al quale sono stati
aggiunti personalmente dallo chef ulteriori piatti interessanti
come i “cavatelli ai tre pomodori (san marzano, secco,
ciliegino e ramato) con calamari su crema di ceci”,
“i “tagliolini al ragù di seppia e concassé ai pomodori”
e i “tunaburger a coltello con pomodori secchi” oltre
a diversi contorni e ai piatti del giorno.
Pescheria con cottura - Via dei Mocenigo, 23 Lecce - www.pescheriaconcottura.it
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Food
Vermut, gusto
INCONFONDIBILE
Design
Tonda Design
INNOVATIVO
E RICONOSCIBILE
di Alessandro Ferrari
T
Ritorna di gran moda una delle bevande più antiche, il Vermut (o Vermouth)
dopo un periodo di minor attenzione dovuto a nuove tendenze di consumo.
Grazie alla sua storia, alle caratteristiche di prodotto tradizionale e al successo
dei cocktail, il vermut ha risalito la classifica delle vendite tanto da far rinvigorire
antichi marchi artigianali.
Occorre precisare che stiamo parlando di una delle bevande più antiche
dell’umanità (la prima ricetta conosciuta di questa bevanda proviene dall’antica
Roma e la firma Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia)
Che il vermut sia tornato a fare tendenza e a risalire nella classifica dei gusti
dei consumatori basta dare uno sguardo al bancone dei bar più in voga
e vi accorgerete del nuovo boom del vermut, ormai minimo comune denominatore
per miscelare le nuove creazioni di bartneder attenti ai gusti dei propri clienti.
Il vermut, o vermouth è un vino liquoroso, aromatizzato attraverso l’infusione
di una miscela di erbe (tra le quali l’assenzio) in vino genuino di produzione
italiana e alcool. Ne esistono tipologie differenti: rosso, bianco, rosato e dry.
È l’ingrediente base di alcuni fra i cocktail più famosi al mondo. La nascita
del vermut in Italia si fa risalire ad Antonio Benedetto Carpano che, nel 1786
a Torino, ne creò la ricetta originale che prevedeva l’utilizzo di vino moscato
di uve di Canelli (Piemonte). Oggi si utilizzano anche altri vini bianchi di altre
regioni, come l’Emilia Romagna, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna.
Dopo Carpano anche Martini&Rossi, Cinzano e Gancia si cimentarono
con la produzione del vermut e, tra gli anni ’50 e ’60, la bevanda conobbe
un periodo di grande diffusione (in tutte le più grandi città del mondo
era presente una “Terrazza Martini”).
Dopo un periodo di declino, dovuto non solo a fattori di mercato, ma anche
a scelte strategiche delle case produttrici, oggi il vermut ritorna di gran moda
soprattutto per la tendenza a offrire drink “vintage”, ossia drink classici basati
su antiche ricette provenienti da vecchi cocktail book e dobbiamo ringraziare
gli Stati Uniti, terra dei cocktail e del bartending, se il vermut italiano ritorna
in auge e vi è una nuova e forte riproposizione del cocktail Martini
-miscelazione di gin e vermut dry- e del vermut Carpano Antica Formula.
Così è tutto un rifiorire di attività delle case produttrici per spingere le vendite
in alto con la creazione di prodotti premium: per celebrare i 150 anni del vermut
Martini&Rossi, nasce Gran Lusso, vermut rosso secondo tradizione originale,
in edizione limitata. Cinzano lancia Cinzano Vermouth 1757, il suo prodotto
premium. Carpano, oltre all’Antica Formula, propone la versione dry.
Ma non sono solo rose e fiori. I più critici credono che la rivitalizzazione del vermut
sia dovuta in buona parte all’ascesa dell’estetica hipster che, di fatto, ha eletto
il vino liquoroso a bevanda cool.
onda Design nasce dall’incontro di due figure
artistiche poliedriche, Melinda Massaro e Tonio Pede
che, attraverso l’arte e una sapiente progettualità,
creano oggetti unici dallo stile originale ed essenziale.
L’ispirazione nasce dal territorio pugliese, ricco di tradizione
e spunti sensoriali, che ritroviamo in ogni oggetto creato
artigianalmente. La mission di Tonda Design è, infatti, proprio
quella di creare oggetti funzionali e capaci di raccontare
il territorio, lasciando trasparire la personalità dell’artista.
L’anima progressista di Tonda design emerge dalla continua
ricerca dei materiali e dalla costante sperimentazione di forme
sempre nuove, per un brand innovativo e riconoscibile.
LAMPADA BOX-D
Lampada da parete in legno massello-faggio,
vetro extrachiaro, vetro riciclato (bottiglie)
taglio/molatura/incollaggio a raggi UV.
Prodotto di esclusiva fattura artigianale.
mis: cm 40x40x14 P cm 30x03x14 P
Creata da Massimo Maci
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Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera
ZEPPELIN
Lampada d’ambiente in noce canaletto e frassino.
Mis. 50x20x15 cm - Creata da Tonio Pede
LUCIGNOLO
Lampada da tavolo in legno massello di noce canaletto
o frassino, sorgente luminosa a LED da 5w orientabile.
Mis. 70x100x14 cm - Creata da Tonio Pede.
Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera
AIFAI
Sideboard dedicato all’alta fedeltà audio in listellato di noce e lamellare d’abete texturizzato. E’ un mobile pensato per l’audiofilo,
i cassetti sono dimensionati per accogliere i dischi in vinile mentre i vani apribili a ribalta scoprono l’impianto audio integrato
30 + 30 watt con amplificatore on board mono via. Misure 180x70x50 cm. Creato da Tonio Pede, “Interprete del legno”
che considera il materiale per eccellenza. La sua cifra stilistica consiste nell’alternanza di pieni e vuoti, negli spessori
materici rastremati fino a donare leggerezza a ogni manufatto creato. Tonda design è per lui esplorazione di nuove
possibilità formali e materiche, ma anche un modo di comunicare l’immagine.
Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera
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Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera
MOLLINO DESK
TWO
Scrittoio in abete spazzolato e noce canaletto
con cassettiera 3 cassetti - Mis.185x80x79 cm
Creato da Tonio Pede
Coffe Table in legno e pietra leccese
dimensioni: 48x40x45 cm
Ebanista: Tonio Pede
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Vediamo quali con il Dr. Guido Maronati, specialista in chirurga
plastica, ricostruttiva ed estetica presso il Poliambulatorio
Dr. Gerardo Schiatti in Desio.
Beauty
Medicina Estetica
LA “PAUSA PRANZO”
CHE RINGIOVANISCE
Dr. Maronati, quali sono le giuste motivazioni
che dovrebbero spingere una persona ad effettuare
un trattamento di medicina estetica?
La motivazione principale deve essere la percezione di un
inestetismo da parte del paziente e il desiderio di correggerlo,
unitamente al desiderio di volersi mantenere giovani e piacenti,
conservando la freschezza tipica della gioventù. Tutto ciò
rientra in un desiderio sempre più attuale di ricerca del
benessere psicofisico, raggiungibile anche con la medicina
estetica e uno stile di vita e un’alimentazione corretti.
Quando è il “momento” giusto per farlo?
di Chiara Dal Magro
In realtà ogni momento può essere quello giusto: ci sono
pazienti che si sottopongono a trattamenti di medicina estetica
già da giovani, pensando soprattutto alla prevenzione, mentre
altri che aspettano l’avanzare degli anni e la comparsa di
un inestetismo. Noi operiamo in una struttura che si occupa
prevalentemente di odontoiatria e capita spesso che al termine
di un trattamento odontoiatrico il paziente voglia migliorare
l’estetica del suo sorriso anche con trattamenti complementari
di medicina estetica come il riempimento delle rughe in zona
periorale (codice a barre) o il rimodellamento delle labbra. Dopo
aver messo in ordine una bocca che presentava problemi a
livello di allineamento o di colorazione dei denti perché tenersi
delle rughette che si possono velocemente eliminare?
Quali sono i criteri fondamentali per scegliere
lo specialista? Quali invece quelli per selezionare
la struttura?
Bisognerebbe sempre affidarsi a specialisti in medicina
o chirurgia estetica, diffidando soprattutto dei “tuttologi”.
Se lo specialista è serio, di conseguenza lo è anche
la struttura nella quale lavora.
Quali sono le possibili complicazioni che possono
accadere?
Le possibili complicanze sono sempre meno frequenti, di lieve
entità, facilmente correggibili e spesso correlate all’inesperienza
dell’operatore. Le più comuni sono la comparsa di ecchimosi,
di edema e più raramente l’asimmetria.
Quali sono le variabili che fanno la differenza
sul risultato finale che, in teoria, dovrebbe donare
un aspetto naturale e non artefatto?
Le variabili che possono portare a un buono o cattivo risultato
sono in primo luogo la competenza del medico e la qualità dei
materiali scelti, in secondo luogo le richieste e le aspettative
dei pazienti. E’ estremamente importante la capacità del
medico di entrare in empatia col paziente, trasformandosi,
molto frequentemente, in uno psicologo. Far capire che certe
esagerazioni, non solo non sono raggiungibili, ma che ne
danneggerebbero l’aspetto, è compito di un bravo medico
estetico.
Quando un chirurgo dovrebbe dire di no?
Un chirurgo dovrebbe dire di no quando non ci sono le
giuste indicazioni per procedere, quando sono presenti delle
controindicazioni e quando le richieste o le aspettative dei
pazienti sono esagerate. In poche parole, quando si rende
conto che il risultato richiesto non segue regole etiche
ed estetiche.
A lei capita spesso di farlo?
Ogni tanto devo dire di no e mi rifiuto di eseguire alcuni
trattamenti. Fortunatamente, mi capita di rado perché mi piace
costruire un rapporto di fiducia con i miei pazienti e quindi
solitamente si affidano a me e seguono i miei suggerimenti.
www.gerardoschiatti.it
Quali sono gli interventi più richiesti?
Ce li può descrivere in dettaglio?
Gli interventi più richiesti sono i riempimenti con acido
ialuronico, per ridare forma e volume a solchi, labbra e
zigomi, il trattamento delle rughe mimiche del viso con tossina
botulinica, per migliorare soprattutto la regione frontale e perioculare e, infine, la biorivitalizzazione cutanea per rallentare
l’invecchiamento della pelle. Attualmente vengono richiesti
molto tutti quegli interventi utili a ridare tono alla cute come ad
esempio i fili, fino a poco tempo fa di pertinenza esclusivamente
chirurgica. Tutti gli interventi fino a qui citati, fanno parte di
quelli che si definiscono simpaticamente “trattamenti della
pausa pranzo” cioè rapidi e che non lasciano segni visibili,
così da permettere un rientro in ufficio senza destar sospetti.
In cosa consistono gli interventi di medicina estetica
e in che modo è diventata meno invasiva?
C
ome diceva Aristotele “la bellezza è la miglior lettera
di raccomandazione per una donna” e, nella vita,
c’è chi nasce baciato dalla fortuna e chi invece
è costretto a grandi sacrifici e privazioni per tentare
di possederne almeno un po’. In ogni caso, identica
per tutti, è l’inesorabile azione che il trascorrere del tempo
lascia su ciascun viso e ciascun corpo. Per chi vive nel XXI
secolo, porvi rimedio non è poi così complicato e rimandare
indietro di qualche anno le lancette dell’orologio è un sogno
raggiungibile. La medicina estetica moderna dispone infatti
di strumenti e tecniche sempre più evolute e sempre meno
invasive, che spesso richiedono poco tempo e sono prive
di lunghi e dolorosi decorsi post operatori, necessari fino
a qualche anno fa.
Gli interventi di medicina estetica consistono in tutti quei
trattamenti che, attraverso l’uso di sostanze iniettabili
o applicabili sulla pelle o attraverso l’utilizzo di particolari
apparecchiature, sono in grado di migliorare l’aspetto dei nostri
pazienti in modo naturale, rallentandone l’invecchiamento
cutaneo. Queste procedure sono diventate via via sempre
meno invasive grazie al miglioramento della tecnologia
e al perfezionamento della tecnica.
in foto Dr. Guido Maronati
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Beauty
Nude Look
&C
di Robin
in foto Robin
Smalti Solar Gel-Kinetics
P
ronte a scoprire insieme prodotti sovrani della stagione
ormai alle porte? Sicuramente, in quest’autunno/
inverno 2015, vince un nude look caratterizzato dalla
brillantezza, che mette al bando l’opacità e l’effetto mat
e ricorda a tutti che la pelle, nel suo aspetto nature,
non è opaca. Un bentornato quindi alla quiete normcore
e a un beauty-look etereo che prevede il mascara sulle ciglia,
un illuminante da stendere nei punti giusti e labbra nei colori
naturali. In questa stagione invernale, rimarranno saldamente
in voga anche gli intramontabili “ever green” come gli smokey
eyes e le labbra rosse, mai passati di moda, all’insegna
di un make up che offre una serie di varianti per poter essere
sempre personalizzabile in quanto espressione della propria
individualità. Make up quindi non “subìto” ma “vissuto”.
Chi ama il genere, potrà protrarre i trend estivi anche nel
prossimo autunno/inverno, utilizzando le nuances calde
dell’arancio, sia per le guance, sia per le labbra. Per le donne
che invece amano stupire e osare, via libera ai rossetti molto
scuri, tendenti al nero/blu e agli ombretti color pavone satinato
sulle palpebre mentre, per le meno coraggiose, è disponibile
la tonalità del rosso Borgogna. Gli ombretti saranno trendy
anche nei colori della terra, del bronzo e del rame con fard
color pesca e terre naturali sugli zigomi.
Il mascara dovrà essere applicato
in maniera copiosa per intensificare
lo sguardo e chi avesse necessità
di dover aprire l’occhio, potrà ricorrere
alle ciglia finte, disponibili nella versione
intera o in quella a ciuffetti, secondo
le proprie esigenze. Nel nude look
è molto bello l’effetto illuminante sopra
lo zigomo. Per le pelli più mature,
consiglio però di usare una certa
accortezza nello scegliere l’illuminante.
Via libera alla versione cremosa
(che alcuni brand offrono addizionati
di principi attivi anti Age) o con effetti
glowing (acqua o acqua più siliconi)
mentre sono assolutamente vietate
e polveri, che metterebbero in grande
evidenza ogni singola ruga.
Per finire, un look completo non può
non comprendere lo smalto, che sarà
un grande protagonista con la sua
paletta di colori autunnali e invernali.
Il primo posto sul podio se lo aggiudica
il color Marsala che mischia il rosso
e il marrone e, ad affiancare questa
nuance seducente, ci sono altri nove
colori che fanno tendenza. Via libera
all’Oak Buffè, un giallo dorato che
andrà a braccetto con il Cadmium
Orange, un arancio molto leggero,
tendente quasi al rosa pesca. Per i toni
neutri il Desert Sage, un verde tendente
al grigio e il Dried Herb, un verde oliva
che segue il trend del camouflage
che ha avuto tanto successo nelle
passate stagioni. Per quanto riguarda
invece i colori più femminili, ci saranno
il Cashmere Rose, un rosa che evoca
gli anni ’60, particolarmente chic
e romantico e l’Amethyst Orchid,
un lilla scuro che molti definiscono
intrigante. Andando sui toni più scuri,
che vedremo principalmente durante
l’inverno, spicca il Biscay Bay,
una nuance tra il blu e il verde che
segue a ruota il color Marsala sul
podio. Oltre a questa tonalità c’è
il Reflecting Pondm molo elegante
e raffinato che, abbinato agli abiti da sera,
sarà sicuramente un must have. L’ultimo
della lista è lo Stormy Weather, un
blu tendente al grigio, che racchiude
la potenza di una tempesta. A questo
proposito,
tengo
particolarmente
a segnalare Kinetics, un’azienda
leader nel settore dei cosmetici per
le unghie, che ha appena presentato
una grande innovazione: lo smalto solar
gel. Questo particolare prodotto, che
ha la consistenza di un gel, si applica
come uno smalto e si asciuga con la
luce del giorno. Consente la stesura sia
di un top lucido sia di uno opaco, dura
fino a 10 giorni e non necessita di alcun
intervento da parte di un’onicotecnica.
Imperativo di stagione?
Essere se stessi con stile.
in foto Manila Nazzaro
in foto Pamela Camassa
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Check -in
Cremona e dintorni
TRA STORIA, AMORE
E SUGGESTIONE
di Chiara Di Baldassarre
In una posizione privilegiata, che dista circa un’ottantina
di chilometri da Milano, dieci minuti da Cremona e pochi
chilometri da Parma, dai luoghi Verdiani, Sabbioneta,
Mantova, Bergamo e il lago di Garda, sorge l’agriturismo
Lo Stagno, un’antica corte sulle rive del Po, circondata
da cascine e folti boschi di pioppeti e latifoglie.
Questo complesso di grande valore architettonico,
fondato dai Benedettini di Nonantola nella prima metà
del Quattrocento, racchiude tra le sue mura un ambiente
unico. Arredato con preziosi mobili antichi è stato curato
personalmente, in ogni minimo dettaglio, dalla titolare,
la signora Paola, le cui parole possono presentare al meglio
questa struttura: “Dopo la morte dei miei genitori ho voluto
ristrutturare la mia proprietà per permettere alla mia casa
di continuare a vivere. Non ci si può improvvisare operatore
agrituristico se non si ha la natura dentro da generazioni,
se non si appartiene alla civiltà dell’eterno ritorno, del tempo
circolare delle stagioni da cui, chi vive lontano dalla terra,
si sente escluso. Nel mio agriturismo ho scelto di non
mettere a disposizione dei miei ospiti né il televisore, né
il telefono né il servizio di ristorazione per esterni ma camini,
cucine attrezzate e grandi tavoli attorno ai quali riunirsi per
condividere impegni, tempo libero ed emozioni, illuminati,
quando fa freddo, dalle fiamme scoppiettanti del camino.
Ho voluto, in sintesi, dare una casa a chi è lontano
dalla propria o a chi ne ha una troppo piccola per poter
assaporare la gioia di invitare molti ospiti”. Questo
agriturismo rappresenta il luogo ideale per staccare la spina
dal resto del mondo, rilassarsi e vivere momenti da ricordare
all’insegna del romanticismo o della convialità, circondati
dal calore dei colori degli interni e della natura circostante.
Come ha scritto un ospite sul libro dei messaggi “Questo
luogo trasuda amore, sensibilità e buon gusto. Vi si respira
un’atmosfera magica ,fuori dal tempo”
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Check -in
Abu Dhabi
IL NUOVO MONDO
A SETTE STELLE
Alloggi
Lo Stagno ha mantenuto l’antica struttura ed è composto
di tre costruzioni poste attorno alla tradizionale corte
Il Palazzo padronale è l’edificio principale e ospita, al piano
terra, i soggiorni, le sale da pranzo e la solare limonaia.
Al primo piano sono situate sei romantiche camere da letto
con bagno e, al secondo piano, lo splendido appartamento
della mansarda, ricavata nel vecchio granaio
La Villetta è una costruzione indipendente con un camino
maestoso in soggiorno e una fiabesca camera dei bambini
al primo piano. La cucina accessoriata, la spaziosa camera
matrimoniale e lo spazio privato all’aperto la rendono
particolarmente indicata per famiglie o gruppi di amici
Il Violino è costituito da due appartamenti comunicanti,
ubicati in una costruzione a due piani ricavata dalla rimessa
delle carrozze. Disponibili come unità singola oppure
doppia, sono entrambi dotati di cucina,soggiorno e camera
matrimoniale con parete a vetrata e vista sul paesaggio
circostante.
Escursioni e attività
A circa 80 km da Milano e pochi minuti da Cremona
dista inoltre pochi km da Parma, Sabbioneta, Mantova,
Bergamo, Brescia, lago di Garda e dai luoghi Verdiani
Riserva di caccia
Pesca nel fiume Po
Gite a piedi o in bicicletta
Ideale x corsi di fotografia, di yoga e di cucina
Meeting, eventi
Info e prenotazioni - www.lostagno.it
ino a poco tempo fa, l’Emirato di Abu Dhabi era
poco più di un deserto, abitato da tribù nomadi
e punteggiato di villaggi che si sviluppavano
intorno alle oasi più fertili, con un’economia che
si basava sul commercio delle perle, sulla pesca
e sulla coltivazione della palma da dattero. In meno
di 50 anni, la capitale degli Emirati Arabi, che si
è trasformata in una delle città più prospere del XXI
secolo, nonché in una delle mete luxury più ambite dai turisti
di tutto il mondo, è in procinto di diventare un importante
centro culturale globale con la creazione del Distretto Culturale
su Saadiyat Island. L’isola ospiterà infatti il Louvre Abu Dhabi
(apertura prevista nel 2015), lo Zayed National Museum
(apertura prevista nel 2016) e il Guggenheim Abu Dhabi
(apertura prevista nel 2017). Nella costruzione della città,
gli architetti inglesi che ne sono stati incaricati, hanno
saputo interpretare alla perfezione l’idea dello sceicco Zayed
che desiderava una città a misura di famiglia, con parchi,
piante e tanto verde, a dispetto del clima. La combinazione
armonica d’influenze internazionali e un grande impegno nel
preservare il patrimonio locale hanno creato un risultato unico,
descrivibile come un intrigante mix di passato, presente e futuro.
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Le attività e le escursioni che guidano i turisti alla scoperta
di Abu Dabhi sono infinite e, oltre a vivere un’esperienza unica,
sarà impossibile dimenticare la gentilezza e la disponibilità
delle guide locali e della gente del posto. Difficile non trattenere
il fiato all’interno della Grande Moschea Sheik Zayed che
conta 80 cupole, un migliaio di colonne, candelabri placcati
in oro, il tappeto fatto a mano più grande del mondo e vanta
la capacità di accogliere 41.000 fedeli. Il fiato resterà sospeso
anche sull’observation deck del settantaquattresimo piano
della Tower 2, del complesso delle Etihad Towers, che offre
una magnifica vista sul paesaggio urbano della città e sulle
Corniche. Chi ama svegliarsi presto la mattina, potrà vivere
tutta l’azione al mercato del Pesce in zona Mina, rimanendo
stupito dalla grande varietà di pesce esposta sui banchi che
comprende anche lo squalo oppure potrà mettersi alla prova
con un’escursione di pesca lungo la meravigliosa costa
di Abu Dhabi o fare un eco-tour in kayak attraverso la foresta
naturale di mangrovie, passando tra le tantissime isole che
la circondano, fino a scorgere lo skyline della città. La sera
sarà possibile godersi una tipica cena araba optando per una
crociera su un dhow tradizionale (barca a vela), trasformato in
ristorante, lungo le Corniche, oppure ci si potrà recare in uno
dei favolosi ristoranti di pesce della città per un’esperienza
gourmet di cui si ricorderà il sapore per molto tempo o, infine,
concludere la giornata tra le isole, con una visita al Saadiyat
Beach Golf Club, un magnifico campo da Golf a 18 buche
vista oceano, progettato dalla leggenda del Golf Gary Player.
L’attività inevitabile ad Abu Dhabi sarà però quella di praticare
il suo hobby nazionale: lo shopping. Questo offre davvero
un’incredibile varietà, a partire dai centri commerciali più
moderni, con le ultime novità griffate, per arrivare ai negozietti
del souk che vendono profumi tradizionali, oggetti di
artigianato, spezie e tappeti e nei quali si possono fare ottimi
affari in quanto, i prezzi, se paragonati a quelli esteri, sono
estremamente vantaggiosi.
Consigliato
Shangri-La Hotel Qaryat Al Beri
Da vedere
I siti archeologici di Sir Bani Yes Island: l’unico monastero
cristiano scoperto negli EAU, la cui costruzione dovrebbe
risalire al 600 d. C.
Heritage Village: Gestito dall’Emirates Heritage Club,
questa ricostruzione di villaggio-oasi tradizionale è un modo
interessante per scoprire il passato di questa nazione.
Centro islamico Miraj: in questo centro sono esposti pezzi
unici dell’arte islamica provenienti da tutto il mondo arabo
e non solo, come Egitto, Siria, Iran, Iraq, India, Kashmir e Russia.
Da non perdere
Formula 1-Ethiad Airways Abu Dhabi Gran Prix: evento
principale del calendario di Abu Dhabi che si svolge
sul modernissimoYas Marina Circuit. Durante questo evento
tutta la città è contagiata dalla febbre del Gran Premio
ed è possibile seguire la gara in una zona dedicata sulle
Corniche. La sera, star internazionali si esibiscono in concerti
sul circuito e, tra ottobre e novembre, ci sono dieci giorni
di attività e spettacoli ricchi di divertimento, un’area interattiva
per gli appassionati di F1, la proiezione di film sul lungomare
e la possibilità di battere il Guinnes World Record per la
costruzione dei castelli di sabbia
Grande Moschea Shelikh Zayed: capolavoro dell’architettura
moderna è una delle moschee più grandi del mondo con una
capienza impressionante.
Abu Dhabi Art: una piattaforma di mostre d’arte che si
svolgono durante l’anno con l’obbiettivo di riunire le principali
gallerie d’arte di tutto il mondo. L’evento di svolge all’UAE
Pavillon e presso la Manarat Al Saadiyat, a Saadiyat Island.
Abu Dhabi Falcon Hospital: riconosciuto a livello mondiale
come unico nel suo genere, contiene voliere che ospitano gli
uccelli e un museo che illustra il nobile sport della falconeria
praticato nel desero con la possibilità di provarlo nei rigogliosi
giardini dell’ospedale.
Mubadala Worl Tennis Championship: sei dei migliori
giocatori al mondo si sfideranno per vincere il premio da 250
mila dollari in palio per il primo classificato dell’Abu Dhabi
International Tennis Complex, presso lo Zayed Sports City.
Mostra del Concorso Internazonale di Fotografia degli
Emirati: concorso internazionale che ha come tema principale
le “Riflessioni culturali” e che espone le fotografie di autori
professionisti e amatoriali che competono per aggiudicarsi
una parte del premio in denaro dal valore di oltre 135 mila
dollari. Verranno esposte fino a 300 opere selezionate da una
giuria di esperti internazionali.
Abu Dhabi HSBC Golf Championship: competizione
annuale che apre lo European PGA Tour, caratterizzata
dal “ritorno dei giganti”
Gourmet Abu Dhabi: prestigioso evento gastronomico che
vede protagonisti molti chef stellati Michelin e ospiti speciali.
Offre lezioni gratuite da parte dei grandi maestri della cucina,
Chateau dinner e gustosi piatti da veri intenditori da gustare
nei ristoranti degli hotel più esclusivi della capitale degli EAU.
Abu Dhabi Festival: evento internazionale che promuove
la musica classica e le ati figurative tra i cittadine e i visitatori
con un elevato e vario livello culturale. Prevede le esibizioni
di grandi artisti come il famosissimo tenore spagnolo Placido
Domingo e del Mariinski Ballet, la tanto stimata compagnia
di balletto russa.
I vostri sensi saranno stregati dall’imponente architettura
dell’hotel, situato su un tratto privato di un chilometro lungo
la spiaggia, che vanta una raffinata decorazione araba, ricca
di toni caldi e texture organiche, il cui fascino aumenterà di
giorno in giorno per tutta la permanenza in questa splendida
struttura. L’hotel è lambito da un corso d’acqua su cui navigano
barche tradizionali arabe a bordo delle quali è possibile
rilassarsi, mentre queste serpeggiano lentamente sul canale,
tra il lussureggiante giardino e tra i numerosi negozi del suk
dell’hotel che vendono manufatti tradizionali, dipinti, gioielli
e vestiti. Il pomeriggio post shopping potrà continuare con
una passeggiata sulla bianca spiaggia privata, giusto in tempo
per godersi il tramonto, e proseguire con un massaggio
a quattro mani presso la SPA dell’hotel. Coccolati e in pace,
ci attenderà una delle 213 camere esclusive che dispongono
di balcone o terrazza con vista mozzafiato sul canale e,
in lontananza, sulle cupole e sui minareti arabi tradizionali. Per
chi desiderasse una privacy maggiore, sono disponibili sei ville
con quattro camere da letto e ognuna con una spettacolare
piscina privata. Per soddisfare le esigenze di un soggiorno
prolungato invece, l’hotel dispone anche di 161 appartamenti
che vanno dai monolocali ai quadrilocali. I ristoranti del
Shangri-La Hotel sono stati valutati tra i migliori di Abu Dhabi
e offrono una gamma internazionale di cucine: un’autentica
cucina cinese presso il ristorante Shang Palace, una superba
cucina francese presso il raffinato ristorante glamour Bord
Eau, il premiato ristorante vietnamita, Hoi An, l’elegante P
& C di Sergi Arola, con i suoi piatti tradizionali spagnoli e il
Sofra bld dalla deliziosa cucina araba, marocchina, indiana ed
europea, che dispone di una magnifica selezione di dessert.
Prima o dopo cena, sarà possibile gustare un drink presso
l’Al Hanah Bar oppure presso l’informale Lobby Lounge.
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Check -in
I luoghi di
CULTUS
Ristorante La Torre
I piatti della tradizione (bagna cauda, risotto, tortelli, vitello tonnato, bolliti…)
ci sono tutti, ma risultano quasi trasfigurati perché vengono riproposti sempre
con un tocco sapiente di creatività. Sulla stessa piacevole linea di “tradizione
rivisitata”si collocano i dolci, mentre la cantina, di chiara impronta regionale,
non disdegna proposte di altri territori.
Ristorante La Torre - Via Garoglio, 3 - Casale Monferrato (Al)
Tel. 0142/70295 - Fax 0142/70295
www.ristorante-latorre.it - [email protected]
Menu da 50 € - Chiuso martedì tutto il giorno e mercoledì a pranzo
Osteria Corteinfiore
Antica Bottega del Vino
La Corteinfiore è uno splendido giardino interno pieno di loti, melograni
e agrumi dove è possibile mangiare all’aperto anche d’inverno. Il menu
è dedicato soprattutto al pesce con piatti come i frutti di mare crudi,
la millefoglie di pesce azzurro e finocchio, il risotto con gamberi di Molfetta e curry,
i tagliolini con vongole e coda di rospo, gli scampi al ghiaccio, la frittura di paranza.
Di buon livello la carta dei vini.
Un locale storico di fine Ottocento, famoso da sempre per la sua cantina
davvero strepitosa e sempre più di moda. Allietano i numerosi avventori
(molti dei quali sono stranieri) piatti classici e appetitosi, tra cui segnaliamo
gli sfilacci di cavallo, il risotto all’Amarone, la pasta e fagioli, il baccalà
alla vicentina, il fegato alla veneziana.
Osteria Corteinfiore - Via Ognissanti, 18 - Trani (Ba)
Tel. 0883/508402 - www.corteinfiore.it - [email protected]
Menu da 30 € - Chiuso il lunedì e la sera dei giorni festivi
Antica Bottega del Vino - Via Scudo di Francia, 3 - Verona
Tel. 045/8004535 - Fax 045/8012273
www.bottegavini.it - [email protected]
Menu da 45 € - Aperto tutti i giorni dalle 11.00 all’ 1.00
Ristorante Andreina
Tavernetta all’Androna
Un ristorante di pesce che non tradisce mai le aspettative: materie prime
freschissime, elaborazioni leggere che rispettano ed esaltano i sapori originari,
grande varietà di scelta. D’estate si mangia in una corte all’aperto suggestiva,
che amplifica la piacevolezza dell’esperienza. Servizio cortese e professionale.
Tavernetta all’Androna - Calle Porta Piccola, 6 - Grado (Go)
Tel. 0431/80950 - Fax 0431/80950
www.androna.it - [email protected]
Menu da 50 € - Chiuso lunedì sera e martedì
Questo ristorante offre una cucina regionale rivisitata. Rinomata per il suo spiedo
con cacciagione e maialino in evidenza. Paste tirate a mano con matterello,
pane e dolci fatti in casa. Dalla cantina 350 etichette con speciale attenzione
per i prodotti marchigiani. La continua ricerca sul territorio consente di utilizzare
prodotti marchigiani selezionati con cura e attenzione e con particolare
considerazione del biologico.
Ristorante Andreina - Via Buffolareccia, 14 - 6002 Loreto (An)
Tel. 071 970124 - Fax 071 750151
www.ristoranteandreina.it - [email protected]
Menu da 40 € - Chiuso martedì e mercoledì
Ristorante Collins’
Palazzo Ranucci
Il ristorante Collins’, situato all’interno dell’hotel Brufani Palace, accoglie
i suoi ospiti in un ambiente confortevole e raffinato, dove viene riservata
particolare attenzione a ogni dettaglio. Il menu esalta le specialità dell’arte
culinaria umbra che il tocco creativo dello Chef trasforma in veri gioielli
gastronomici tentatori. Durante l’estate il ristorante si trasferisce
nella suggestiva terrazza panoramica che offre una splendida vista sulla città
e sulla vallata umbra.
Palazzo storico del 1600 nel cuore del centro storico di Tuscania “città
medioevale”, con la sua terrazza sovrasta un paesaggio indimenticabile,
con di fronte le Rovine del Rivellino e la Basilica di S.Pietro. Si possono
apprezzare piatti di cucina del territorio rivisitata con pieno rispetto delle materie
prime. Possibilità di accoglienza con 24 posti letto. Da segnalare lo spaghetto
alla carbonara con ragù di triglia e il trancio di branzino su mosse di cavolo
romano con insalata di finocchio e arancio guarnito con polvere di guanciale
e spugna di limone.
Ristorante Collins’ - Piazza Italia, 12 - 06121 Perugia
Tel. 0755 732541 - Fax 0755 720210
www.brufanipalace.com - [email protected]
Menu da 48 € a 81 €
Palazzo Ranucci - Via della Torretta, 8 - 01017 Tuscania (VT)
Tel.0761/445067 - Fax.0761/445067
www.palazzoranucci.it - [email protected]
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Internet
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per tipologia di m e ruote.
Disponibile per An
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de
del mondo
E
questo dove lo butto? È la domanda che ci facciamo
ogni qualvolta dobbiamo gettare via un rifiuto dai
materiali complessi o non facilmente riconoscibili:
Il sacchetto dei biscotti è carta o plastica? I guanti da cucina
sono plastica o indifferenziato? Il brick del succo di frutta
in quante parti va scomposto?
Contenitori diversi, norme diverse da Comune a Comune,
sanzioni salatissime, imballaggi da scomporre in parti più
semplici. La raccolta differenziata rischia di gettare nel
panico la maggior parte degli utenti che devono combattere,
non solo con la divisione dei rifiuti, ma anche con i calendari
comunali della raccolta. E, appena abbiamo imparato come
fare nella città di residenza, basta un soggiorno nella casa
al mare per buttare letteralmente nel secchio tutte le certezze.
E si ricomincia da capo. Per facilitare la nostra vita è nata
Junker, una APP che riconosce con un solo clic quello
che stiamo gettando e ci dice come fare secondo
la normativa del luogo in cui siamo. Tanto semplice
da essere rivoluzionaria.
Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio,
Junker lo riconosce grazie a un database interno di oltre un
milione di prodotti, ne indica la scomposizione nelle materie
prime e i bidoni a cui sono destinati. Basti fare l’esempio
delle buste di carta con finestra di plastica oppure delle
confezioni di caffè, delle bottiglie in pvc o materBi con
etichetta di carta e via discorrendo. E che fare con
il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme
alla carta e in altre con la plastica?
Un database ‘in progress’ che viene aggiornato
quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti,
se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente
può trasmettere all’app la foto del prodotto e ricevere
la risposta in tempo reale mentre la referenza viene aggiunta
a quelle esistenti. Uno strumento innovativo, perfettamente
in linea con la filosofia delle smart cities.
Mentre l’APP è gratuita per gli utenti, le Aziende ambientali
e i Comuni possono abbonarsi con un canone fisso
per comunicare ai propri cittadini molte altre informazioni:
ubicazione dei punti di raccolta, percorsi, calendario
del porta a porta, indicazione per i rifiuti speciali,
segnalazione degrado ecc., In tal modo, si previene
anche il rischio di sanzioni indesiderate.
Una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un
notevole successo sin dal primo mese di utilizzo con 6mila
utenti e 30mila ricerche effettuate, dimostrando come si tratti
di un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo.
Perfezionato dal servizio di geolocalizzazione in modo
che qualsiasi cartaccia sia posta nel contenitore giusto
anche durante un viaggio itinerante, a migliore tutela
sia dell’ambiente che delle tasche della collettività.
Ma quali sono i vantaggi della raccolta differenziata?
Lo spiega Benedetta De Santis, fondatrice della startup:
“JUNKER nasce per ridurre la quantità di rifiuti destinati
a discariche e inceneritori a favore del riciclo delle materie
prime di cui sono composti. Ma risultati significativi possono
essere ottenuti solo grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini
che, nell’era delle applicazioni in mobilità, non sono disposti
a perdere tempo scorrendo elenchi infiniti o ragionando
sulla possibile natura di un imballaggio per compiere un’azione
semplice come gettare un rifiuto in un bidone.
Abbiamo quindi avuto l’idea di un servizio semplice,
che identifichi i prodotti e riconosca i materiali di imballaggio
con un semplice clic sul codice a barre realizzato
con la fotocamera dello smartphone. Il nostro obiettivo
è aiutare il Paese ad andare verso la ‘tariffa puntuale’
che permette risparmi reali per i cittadini virtuosi
che producono meno rifiuti indifferenziati. Percorso già
avviato in alcune realtà come Treviso a cui auspichiamo
seguano molte altre città italiane”.
Non a caso HERA l’agenzia ambientale dell’Emilia Romagna
che serve 3,5 milioni di cittadini, ha subito creduto in Junker
e lo ha inserito all’interno della sua piattaforma di servizi alla
popolazione della Regione.
E voi che aspettate a scaricarla???
70
Addio Google
BENVENUTO
L
a notizia è di quelle che fanno discutere. Cosa sarà
mai passato per la mente di Larry Page e Sergey
Brin da indurli a cambiare nome alla loro creatura,
all’onnipossente e onnipresente Google?
L’annuncio è stato dato attraverso un post sul blog ufficiale
della società per mano del suo amministratore delegato
Larry Page. Ottanta righe che spiegano cos’è Alphabet
e il perchè di una scelta che mira a cambiare il volto del colosso
di Mountain View. Lanciato nel 1998 come motore di ricerca,
oggi l’azienda di Mountain View è una multinazionale da 445
miliardi di dollari, specializzata nel settore Internet (email,
video streaming, advertising, piattaforma blog, software
e information technology). Una crescita continua, anche
grazie a grandi acquisizioni come quella di YouTube
e all’ingresso nella telefonia mobile con il sistema operativo
Android. Ma l’89% dei 66 miliardi di fatturato realizzati
lo scorso anno provengono pur sempre dal settore
advertising che rimane il core business dell’azienda.
Il cambio del nome non riguarderà il motore di ricerca,
che continuerà a chiamarsi Google, ma la holding
che controllerà il motore di ricerca stesso e tutti gli altri
progetti/società. I fondatori di Google, Larry Page e Sergey
Brin, saranno rispettivamente CEO e presidente di Alphabet.
Il nuovo CEO di Google sarà invece Sundar Pichai,
che oggi è il responsabile di prodotto. Le azioni di Google
sono cresciute di valore di oltre il 5 per cento dopo l’annuncio.
Insomma, mentre prima la società Google comprendeva
il motore di ricerca e molti altri progetti, anche in settori
molto diversi, oggi questi settori avranno una loro specifica
dirigenza e saranno separati dal motore di ricerca e tutte
le società saranno controllate da Alphabet. Riguardo
al nuovo nome, è lo stesso Page a chiarirci i motivi
della scelta, affermando che “Alphabet è una collezione
di lettere che rappresentano il linguaggio: la più grande
innovazione dell’umanità»
Una nuova organizzazione societaria con a capo Alphabet
e sotto varie società separate, ognuna col suo CEO per
ogni singolo business. Si ipotizza che la scelta sia stata
influenzata dalla richiesta degli investitori che da tempo
chiedevano maggiore trasparenza sui costi e sulla redditività
di alcuni progetti “avventurosi” avviati da Page e Brin.
Così, sotto Alphabet, oltre a Google, ci saranno Google
Ventures, la società di «venture capital» del gruppo; Capital,
la società di «private equity»; Google Fiber, che gestisce
servizi Internet ultraveloci; Calico (sta per California Life
Company) e GoogleX, i laboratori del gruppo e ognuna
delle suddette società saranno gestite direttamente
da Alphabet, separatamente dal motore di ricerca.
Il Wall Street Journal scrive che questa decisione “mostra
che, secondo i due padri fondatori, l’azienda – che oggi ha
un valore di circa 445 miliardi di dollari – è diventata sempre
più complessa da gestire, dato che persegue interessi
in settori molto diversi tra loro e molto lontani dal solo motore
di ricerca”. La spiegazione della mossa, comunque, riguarda
anche i risultati relativamente deludenti ottenuti da Google
sul mercato azionario per i primi mesi dell’anno e l’intenzione
di mostrare agli investitori che l’azienda ha intenzione
di intervenire e non sedersi sui suoi successi.
72
73
abbinato al benzina 1.4 Turbo MultiAir II da 170 CV
e al turbodiesel 2.0 MultiJet II da 140 CV, offre numerosi
vantaggi tra cui una grande capacità di ripresa e un’erogazione
fluida della potenza. Controllata elettronicamente,
la nuova trasmissione automatica a nove rapporti è provvista
di mappatura “shift-on-the-fly”, con possibilità di passare
alla modalità manuale-sequenziale.
Motor Club
Fiat
500 X
La Fiat 500X ha da poco debuttato al Salone dell’Auto
di Parigi ed è già un’auto di successo. Il crossover
compatto di casa Fiat è disponibile nelle versioni
500X e 500X Cross, sia Diesel sia benzina, con
cambio manuale o cambio automatico a nove rapporti
e trazione posteriore, anteriore e a quattro ruote.
Nel momento in cui il veicolo è uscito sul mercato,
la curiosità del pubblico si è tradotta in immatricolazioni per
quella che si prospetta essere come una delle novità più
importanti del settore automobilistico del 2015. A fine luglio
2015, la Fiat 500X è risultata essere l’automobile Diesel
più venduta nel nostro paese, davanti alla Nissan Qashqai
e alla Volkswagen Golf.
La Fiat 500X è un’automobile trasversale per tipologia
di utilizzo e di clienti. E’ un’auto che interessa a una moltitudine
di clienti diversi tra loro, ma accomunati dalla voglia di godersi
un’esperienza di guida appagante. Nel solco della migliore
tradizione Fiat, la 500X s’inserisce nel segmento delle
“piccole” 4X4 in cui la Fiat ha dimostrato di saperci fare con
la pluriennale carriera della Panda 4X4.
Disegnata dal Centro Stile Fiat, la nuova 500X rappresenta
una nuova dimensione dell’inconfondibile 500 nella quale
s’incontrano il suo stile iconico e il concetto moderno
di crossover, con in più le valide capacità off-road assicurate
dalla versione Cross. Erede della Fiat 500 del 1957 - chiara
la citazione stilistica dei fari stondati e del classico logo con
baffo cromato sul frontale - il nuovo crossover Fiat amplia
la famiglia 500 composta dai modelli 500, 500C, 500L,
500L Trekking e 500L Living: vetture molto diverse per
vocazione e carattere ma che condividono la stessa
matrice, l’iconica Fiat 500.
Trazione 4x4 e sistema di disconnessione
dell’asse posteriore
Grazie a dettagli stilistici distintivi ed eleganti, la versione
500X si pone all’attenzione di un cliente giovane, dinamico
e metropolitano. Invece, look e dotazioni marcatamente
più off-road fanno della 500X Cross la risposta ideale per
gli amanti del tempo libero e delle attività outdoor ma che,
al tempo stesso, non vogliono rinunciare allo stile unico della
Fiat 500.
L’aspetto solido e robusto della vettura trova il suo perfetto
equilibrio stilistico nella linea armoniosa che si esprime
in dimensioni ideali per i clienti che ricercano il comfort,
lo spazio e le dotazioni tipiche delle berline compatte.
Allo stesso tempo, la 500X “strizza l’occhio” anche a coloro
che quotidianamente devono affrontare il traffico urbano
grazie alle sue dimensioni contenute: è infatti lunga 4 metri
e 25 centimetri (2 cm in più la versione Fiat 500X Cross), larga
180 centimetri e alta 161 centimetri.
Compatta fuori e accogliente dentro: lo dimostra un ambiente
ampio e protettivo con un diffuso impiego di materiali pregiati,
finiture di qualità e utili vani portaoggetti. Un abitacolo
confortevole e dal chiaro stile Made in Italy, quindi, che
propone ben sette combinazioni d’interni incrociando differenti
tipologie di tessuto, pelle, finiture e colori. Il tutto reso ancora
più funzionale dalle numerose regolazioni dei sedili e dal
bagagliaio capiente (350 litri). Infine, il cliente può scegliere
dodici livree diverse che mettono in risalto le forme sensuali
della Fiat 500X, esaltate ulteriormente dagli 8 disegni diversi
per i cerchi in lega da 16, 17 e 18 pollici.
La nuova Fiat 500X è disponibile sia nella configurazione
a due ruote motrici sia in quella a quattro ruote motrici.
Peculiarità della trazione integrale del nuovo crossover Fiat
è l’adozione del sistema di disconnessione dell’asse
posteriore che consente di ridurre le perdite di energia, dovute
al trascinamento, quando non è necessario utilizzare
la modalità integrale. Viene garantita così una maggiore
efficienza nei consumi. Unica vettura del segmento
a proporla, insieme alla Jeep Renegade, la disconnessione
dell’asse posteriore permette di passare in modo fluido dalla
trazione a due ruote motrici a quella a quattro ruote motrici
e di assicurare, quindi, la gestione permanente della coppia
senza intervento da parte del conducente.
Selettore “Drive Mood Selector” e sistema
Traction Plus
La nuova 500X offre il selettore di guida “ Drive Mood Selector
“ che agisce su motore, freni, sterzo e cambio, consentendo
tre diversi comportamenti della vettura, in base allo stile
di guida più adatto alla situazione o alle condizioni
del manto stradale: Auto (per il massimo della resa in termini
di comfort, consumi ed emissioni di CO2), Sport (per una guida
che predilige le prestazioni) e All weather (massima sicurezza
anche in condizioni di difficile aderenza).
Nelle versioni Fiat 500X Cross la modalità All weather
è sostituita dalla funzione “Traction” che, nel caso
della versione integrale, rende più reattiva la trasmissione
della coppia all’asse posteriore. Invece, sulla 500X Cross
con trazione anteriore, mette in azione il sistema di controllo
“Traction Plus” che, da una parte incrementa la motricità
del veicolo su terreni difficili e a scarsa aderenza, dall’altra
si conferma una soluzione più economica ed ecologica
di una tradizionale trazione integrale, risultando più efficiente
in un comune uso di fuoristrada leggero.
Motorizzazioni
Handling e sicurezza
La nuova Fiat 500X propone diverse combinazioni motore,
cambio e trasmissione per soddisfare qualunque esigenza
di impiego, sempre nel rispetto dell’ambiente e nella massima
efficienza in termini di prestazioni, consumi ed emissioni.
In dettaglio, sono disponibili i propulsori benzina 1.4 Turbo
MultiAir II da 170 CV, benzina 1.6 “E-torQ” da 110 CV (cambio
manuale a cinque rapporti e trazione anteriore), 1.4 Turbo
MultiAir II da 140 CV (con trazione anteriore e cambio manuale
a sei rapporti) e 1.4 Turbo MultiAir II da 140 CV (con DCT
e rapporti e trazione anteriore).
A disposizione anche i turbodiesel 1.6 MultiJet II da 120
CV (cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore)
e 2.0 MultiJet II da 140 CV (cambio manuale a sei rapporti
e trazione anteriore oppure cambio automatico a nove rapporti
e trazione integrale).
Dotata di sospensioni MacPherson al posteriore, la Fiat
500X assicura il giusto equilibrio tra handling e comfort.
Inoltre, a garanzia della protezione degli occupanti, il nuovo
crossover Fiat unisce una scocca progettata secondo i criteri
più moderni a contenuti di sicurezza attiva e passiva che
ne garantiscono ottime prestazioni.
Sull’intera gamma sono di serie importanti contenuti quali
sei airbag (anteriori, window-bag e laterali), proiettori anteriori
con funzione ‘luce diurna’ (Daytime Running Lights)
e fendinebbia con funzione ‘self-adaptive cornering’, oltre
al sofisticato ESC (Electronic Stability Control). Inoltre,
a seconda delle versioni e dei mercati, sono serie o a richiesta
gli avanzati dispositivi Lane Assist (sistema di avviso di uscita
dalla corsia) e il Blind Spot Assist (sistema di ausilio durante
i cambi di corsia per ovviare agli angoli ciechi). A richiesta,
inoltre, è possibile equipaggiare la propria 500X con la nuova
telecamera posteriore per retromarcia ParkView e il sistema
“Brake Control” (sistema di frenata assistita) - vincitore del
prestigioso riconoscimento ‘Euro NCAP Advanced 2013’ - che
può evitare l’urto contro ostacoli fino a velocità autostradali.
Prima Fiat con cambio automatico a nove rapporti
Il crossover 500X è la prima vettura Fiat a proporre
la trasmissione automatica a nove rapporti. Questo cambio,
Infotainment
In termini di equipaggiamenti per il comfort e l’infotainment,
Fiat 500X si distingue nella categoria grazie ai sofisticati
sistemi UconnectTMcon schermo touchscreen da 5” o da
6,5’’. Entrambe le versioni prevedono l’interfaccia Bluetooth,
connettore Aux-in, porta USB e comandi vocali. In più,
il dispositivo Uconnect Radio Nav 5’’ offre navigazione
TomTom 2,5D, mentre Uconnect Radio Nav da 6,5 pollici
è dotato di navigazione satellitare con mappe in 3D,
indicazioni progressive sul percorso e funzione ‘One Shot Voice
Destination Entry’ per inserire l’indirizzo con i comandi vocali.
Prezzi a partire da 17.600 euro
per la Fiat 500X 1.6 E-Torq 110 CV Pop
Per maggiori informazioni www.fiat.it
Technology concept
74
Ogni giorno al fianco di oltre 700 notai.
Motor Club
Vespa 946 Emporio Armani nasce dalla collaborazione tra lo stilista Giorgio Armani e Piaggio e celebra
due simboli italiani di stile e creatività tra i più noti al mondo nel 40° anno della fondazione della Giorgio
Armani e nel 130° anno di vita del Gruppo Piaggio.
Vespa 946 rievoca nel proprio nome l’anno di nascita
dello scooter diventato iconico e famoso in tutto il mondo
ed è caratterizzata da linee che reinterpretano in chiave
contemporanea lo stile originario di Vespa.
Le parti metalliche, realizzate con trattamenti galvanici
satinati, conferiscono un effetto opaco, in linea con la finitura
della carrozzeria. La scritta Emporio Armani è posta
sulla fiancata, mentre l’iconico logo con l’aquila è posizionato
sopra il faro anteriore.
Per il colore, lo stilista ha pensato a una particolare palette
di grigi, inserendo un appena accennato tocco di verde,
visibile solo in particolari condizioni di luce.
Vespa 946 Emporio Armani non è solo sinonimo di stile
ma anche di tecnologia. I monoblocchi di alluminio, le finiture
brown leather, gli accessori high end dedicati, la gestione
elettronica a supporto della guida (anche attraverso
il dialogo con gli internet devices di ultima release)
si uniscono all’innovativo motore quattro tempi a iniezione
elettronica, ideale per la mobilità metropolitana, progettato
per il massimo contenimento dei consumi e delle emissioni.
Il doppio freno a disco da 220 mm, il sistema di frenata
ABS a doppio canale e le grandi ruote da 12 pollici
garantiscono la massima sicurezza su strada.
Vespa 946 Emporio Armani verrà realizzata in
una esclusiva tiratura numerata, in vendita a partire
da giugno, nelle più importanti città del mondo.
oapointgroup.it
Vespa 946
EMPORIO ARMANI
76
OA Point Group
L’importanza di chiamarsi “OffSite”
OVVERO COME PROTEGGERE
I DATI PERSONALI AL TEMPO
DI CRYPTOLOCKER
di Andrea Della Porta
E’
da qualche anno ormai che temutissimi
virus e ingegnosi sistemi di attacco informatico
imperversano in rete, veicolati da pagine web
e da mail che, sfruttando tecniche di ingegneria sociale,
mettono a repentaglio interi archivi di dati, raccolti
con anni di meticoloso lavoro.
Le operazioni condotte dalla polizia postale, anche in ambito
internazionale, riescono ad arrestare i centri di progettazione
ed esecuzione di questi attacchi che, però, vengono
rigenerati con estrema rapidità in luoghi e con modus
operandi differenti.
E’ noto come, In materia di sicurezza informatica, le misure
di protezione non siano mai troppe e, per quanto ci si possa
dotare dei più avanzati dispositivi anti-intrusione, bisogna
sempre mettere in conto che, destinatarie del prossimo evento
criminoso, possano essere proprio le nostre banche dati.
“remoto”, cioè un sistema di copia dei dati basato su server
dislocati fisicamente altrove rispetto alla propria sede.
Il vantaggio di questa soluzione è evidente: si tende
a proteggere i dati, oltre che da possibili accessi abusivi
al sistema informatico, anche da eventi naturali disastrosi
quali incendi, allagamenti e furti.
E’ importante, anche, sottolineare che i tradizionali sistemi
di backup, quali ad esempio Nas, hard disk esterni, penne
usb, ecc., spesso sono soggetti a rotture o malfunzionamenti
dell’hardware, i cui effetti, in questo caso, è possibile
trasferire in capo al gestore dell’infrastruttura che deve
comunque garantire la continuità del servizio.
Fondamentale è, quindi, scegliere con cura chi dovrà
assumere questo ruolo “delegato” di responsabile
del salvataggio dei dati.
In questi casi, oltre a dotarsi di accorgimenti tecnici
e procedurali volti a limitare il rischio, è necessario affidarsi
a sistemi di salvataggio dei dati che siano assolutamente
performanti ed in grado di ripristinare, in tempi certi,
interi archivi.
Devono essere valutati l’esperienza, le competenze
e l’affidabilità fornita dal gestore e occorre verificare
che il programma deputato al backup dei dati si avvalga
dei più elevati standard di crittografia, necessaria
per la trasmissione dei dati attraverso internet.
Ecco allora che tra i vari sistemi di backup affermatisi
negli ultimi anni, il più richiesto risulta essere il backup cd
La soluzione OffSite Backup, adottata già da molti anni
da OA Point Group s.r.l., fornisce in questo senso
una risposta affidabile in termini di efficienza e sicurezza:
i nostri server sono, infatti, inseriti in specifiche infrastrutture,
“server farm” all’avanguardia, dotate dei massimi livelli
di protezione perimetrale da virus e accessi non consentiti
e altresì in grado di garantire ridondanza dei dati e linee dati
suppletive nel caso la piattaforma principale sia soggetta
a malfunzionamenti.
La scelta di questo servizio, da parte dei nostri clienti,
ha segnato uno spartiacque tra chi ha visto perdere interi
archivi e chi se li è visti ripristinare nel giro di poche ore.
In considerazione dell’alto numero di richieste
di assistenza giunte ai nostri help desk per problemi legati
alla crittografia illecita degli archivi, il suggerimento
è di verificare l’efficienza del proprio sistema di backup
e di propendere comunque per un’implementazione
dello stesso con soluzioni “remotizzate” di salvataggio.
Marbella Club Hotel, Golf Resort & Spa
Bulevar Príncipe Alfonso von Hohenlohe, s/n, 29602, Marbella, Málaga, Spain
Telephone (34) 952 822 211 Fax (34) 952 820 846 marbellaclub.com
Marbella Club Hotel, Golf Resort & Spa
Marbella
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& Marbella,
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Bulevar Príncipe Alfonso
von Club
Hohenlohe,
s/n,Resort
29602,
Málaga, Spain
Bulevar
Príncipe
Alfonso
von211
Hohenlohe,
Marbella,
Málaga, Spain
Telephone
(34)
952 822
Fax (34)s/n,
95229602,
820 846
marbellaclub.com
Telephone (34) 952 822 211 Fax (34) 952 820 846 marbellaclub.com
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OA Point Group
Come rinunciare alla privacy
NELL’ ERA DIGITALE
di Andrea Della Porta
PARTNER
UFFICIALE DELLE
DIREZIONI HR
CHE INNOVANO
*ADP®
Mobile Solutions
Nei mesi scorsi si sono avvicendati importanti studi,
condotti da università e istituzioni, che hanno come comune
denominatore la costante perdita di “riservatezza” dovuta
all’uso, anche accorto, di smartphone, tablet e di qualsivoglia
dispositivo elettronico in grado di contenere app.
“In informatica, con il neologismo app, s’intende una variante
delle applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo
mobile, quali smartphone e tablet, caratterizzata da una
semplificazione ed eliminazione del superfluo, al fine
di ottenere leggerezza, essenzialità e velocità, in linea con
La nuova applicazione per le Risorse Umane di ADP
dedicata ai tuoi collaboratori, oggi sempre più in movimento.
Le informazioni HR sempre a disposizione,
ovunque si voglia, ovunque servano.
ADP Mobile Solutions – disponibile per i dipendenti delle aziende che usufruiscono dei servizi ADP.
*
80
seguici su
le limitate risorse hardware dei dispositivi mobili.”*
Ben conosciamo la notevole utilità delle app nella vita
quotidiana, per il lavoro e il tempo libero ma ignoriamo la sfera
d’intromissione nel nostro privato che queste applicazioni
possono avere.
L’università danese riesce però a risvegliare le nostre
coscienze, pubblicando uno studio dal quale emerge che
le app sono in grado di tracciare i nostri spostamenti anche
a connessione wifi spenta.
Lo studio condotto da Dtu Compute, il dipartimento
d’informatica e matematica applicata dell’Università Tecnica
della Danimarca, ha rilevato come la maggior parte delle
app presenti su piattaforma Android sia in grado di tracciare
la nostra posizione pur non avendo ricevuto alcun consenso
alla geolocalizzazione.
Ciò avviene attraverso l’accesso a una lista di router
che i telefoni cercano ogni 20 secondi, anche quando
la connessione wi-fi è spenta, permettendo di fatto di fornire
informazioni precise sul posizionamento degli individui.
il Professore associato Sune Lehmann di DTU Compute,
afferma che progettare un app in grado di tracciare
gli spostamenti delle persone sia piuttosto semplice
e che possa essere attuato dalle grandi come dalle piccole
aziende indistintamente, al fine di garantire un marketing
contestualizzato ai luoghi in cui l’utente vive.
Sul fronte italiano gli esiti di un’indagine svolta dal Garante
della Privacy, con la collaborazione di altre autorità
internazionali, sono ancora più allarmanti perché hanno
come oggetto i minori.
L’indagine condotta all’interno di un progetto più ampio
denominato “Privacy Sweep 2015”, dedicato alla protezione
in rete dei bambini tra gli 8 e i 13 anni, ha preso in esame
35 tra app e siti internet dedicati all’infanzia e appartenenti
al settore educational, al mondo dei giochi, a servizi on-line
offerti da canali televisivi per l’infanzia e ai social network,
tra i più popolari tra i bambini, o appositamente sviluppati
per loro.
Ben 21 hanno evidenziato gravi profili di rischio e 8 di questi
richiederanno specifiche attività ispettive.
Il Presidente dell’autorità Garante, Antonello Soru,
parla in modo perentorio di “un approccio irresponsabile
nei confronti dei minori da parte di molte società
che gestiscono siti e sviluppano app” e ribadisce
che “i genitori devono seguire i loro figli in questo percorso
di crescita anche tecnologica”.
788ED7C;DJE0
'Wdde'(dkc[h_0(/`Wdp_Y^ƒ+.".&`
Delle 22 app e 13 siti internet analizzati sono state rilevate
violazioni dal punto di vista dell’identificazione del minore,
con questo dettaglio:
in 30 casi vengono raccolti dati personali; in 25 casi
si è riscontrato l’obbligo di registrarsi inserendo almeno
l’indirizzo di posta elettronica; in 20 casi occorre indicare
il proprio nome; in 13 casi è necessario consentire l’accesso
a foto e video presenti sullo smartphone, sul tablet o sul pc;
19 tra siti e app registrano l’indirizzo IP; 18 l’identificativo
unico dell’utente; 11 richiedono la geolocalizzazione
del dispositivo utilizzato dal bambino.
Sotto la voce pubblicità e acquisti, è stato evidenziato
che 23 tra siti e app includono banner pubblicitari di terze
parti (in alcuni casi non attinenti al mondo dell’infanzia),
in ben 22 casi il minore può essere reindirizzato fuori dal sito/
app che sta utilizzando; alcune app consentono al bambino
di procedere direttamente all’acquisto di prodotti e servizi
(acquisti “in app”).
L’analisi di questi dati non può che indurre i genitori
alla massima cautela sui tempi e modi di utilizzo dei moderni
dispositivi da parte dei minori, includendo l’insegnamento
della sicurezza online tra gli obiettivi di una più ampia
educazione.
*Fonte wikipedia
-/$!,)4®$)0!'!-%.4/
(Indicare con una X solo la casella prescelta. Data e firma sono obbligatorie)
$!4)$%,,!""/.!4/
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c/o presso Poste Italiane IBAN: IT 35S0760101600001007876251
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dei dati, D. Igs 196/2003, di cui la garantiamo la massima riservatezza, al fine di aggiornarla su iniziative e offerte dell’Editore. I suoi dati non verranno comunicati o diffusi a terzi
e per essi Lei potrà richiedere in qualsiasi momento la modifica e la cancellazione. Se non desidera comunicazioni dell’Editore lo segnali barrando l’apposita casellina a lato
Relazione Annuale del CdA | Destinazione degli utili |
Milano, 5 aprile 2014
3,4
3,2
2,5
Proporre al CdA la distribuzione di un utile di
Euro 3,4 per azione posseduta alla data di approvazione
del bilancio civilistico
3,0
Proposta di Delibera | 1
Destinare l’utile non distribuito a Riserva per
Utili portati a nuovo e, al 5% degli stessi, a
Riserva Legale
Pagamento della cedola il 5 maggio 2014
2010
2011
2012
2013
Disponibile
nei formati da
60”, 70” e 80”
Desideriamo condividere con i nostri clienti la soddisfazione di
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