D O LC E FA R N I E N T E Re-vive. La prima poltrona reclinabile ad alte performace. Re-vive si muove quando il tuo corpo si muove. Segue e accompagna in modo fluido ogni suo movimento, per garantirti un perfetto relax fisico e mentale. Re-cline, Re-lax, Re-vive. I N V E N t E D I N N E w Z E A L A N D, c R E At E D I N I tA Ly. N At U Z Z I R E V I V E . cO M Pro v a Re - v i v e . R i s c o p r i i l d o l c e f a r n i e n t e . s ca r i ca l ’a p p “ n at u z z i re - v i v e ” 3 d au g m e n t e d rea l i t y p e r i - pa d da l l ’a p p l e sto re . sta m pa i l m a r ke r i n fo r m ato a 4 p e r v i s ua l i z z a re l a p o lt ro n a a d i m e n s i o n e n at u ra l e n e l t u o a m b i e n t e . MILANO - VIA DURINI, 24 - 02/76319231 - ROMA - VIA GREGORIO VII, 314 - 06/6381486 Francesco Vitti Presidente OA Point Group. C ultus Magazine, Anno 2015, numero quattro. Giro di boa per Cultus Magazine e grande soddisfazione da parte mia, della redazione e dei brand che hanno creduto nel progetto. Cultus Magazine funziona, è diventato un piacevole appuntamento a cui non mancare e da evidenziare in agenda con un “save the date” in grassetto. La sezione Made in Italy è dedicata a Tagliatore, noto marchio della moda che dalla Puglia ha conquistato i mercati internazionali. Con una collezione molto vasta che si compone di circa 300 modelli e con la possibilità di scegliere fra circa 600 varianti di colore per stagione, l’unica possibilità per garantire la qualità del prodotto passa per il Made in Italy. La ricchezza e la varietà dei temi trattati vogliono essere lo specchio nel quale si riflette il nostro lettore per cogliere il bello e il buono della vita, con uno stile del tutto personale, in un mondo sempre più globalizzato e piatto. Non è mai stato così facile volare da una parte all’altra del mondo e neanche uno scambio d’idee e un’influenza di mode e di costumi a un livello così globale. Internet ci porta a casa il mondo in tempo reale. Siamo tutti interconnessi, pur senza essere necessariamente a rischio di omologazione. Architettura green e sostenibile. Paolo e Carlo Colombo, titolari dello studio A++, con sedi a Lugano, Canton, Teheran, Belgrado, Astana, Dubai, Ras al Khaimah, firmano progetti di architettura sostenibile in tutto il mondo e a Cultus Magazine raccontano perché sia importante puntare sul “green design”. In questo numero lo chef Alessandro Borghese si divide tra set televisivi, ristoranti, eventi privati e pubblici. Con “Il lusso della semplicità”, espressione della sua filosofia culinaria, Borghese ci spiega che in cucina il talento è fondamentale, ma non basta. C’è bisogno di professionalità, impegno, dedizione e di tanto gioco di squadra se si vuole puntare ad arrivare in alto. Sempre all’interno di questo numero: torna di moda il vermut; alla scoperta di Abu Dhabi; il make up look per l’autunno/inverno; la medicina estetica non invasiva; una Pescheria con Cottura molto particolare; la nuova Vespa 946 Emporio Armani; la 500 LX, il piccolo SUV di casa Fiat; Google diventa Alphabet; la nuova linea di scarpe nude di Louboutin; Ecocapsule, la casa che vi segue ovunque voi andiate; le app per viaggiare e quella per non sbagliare la raccolta differenziata; il benessere psicofisico come priorità di vita e tanto altro ancora. Buona lettura. Francesco Vitti VIAGGIA CON Cultus Magazine Sommario Corporate Lifestyle 8 8. Focus. Alessandro Borghese - Il Lusso della semplicità. 12. Focus. A++ - Green Design. 16. Made in Italy. Tagliatore - Una storia di successo. 22. Tech & Style. Ecocapsule - Ricorda di portare la casa. 24. Tech & Style. Fuji X100T - Non c’è due senza tre. 25. Tech & Style. Technogym - Afferriamo la palla al balzo. 51. Design. Tonda Design - Innovativo e riconoscibile. 28. Moda. Fashion e Tecnologia - Lookbook 2.0. 66. Check-in. I luoghi di Cultus. 30. Moda. Gli Angeli di Victoria’s Secret presentano la collezione “Body by Victoria”. 68. Internet. App per viaggiare. 45. Arte. Mostre in corso. 12 58. Beauty. Nude Look & Co. 63. Check-in. Abu Dhabi - Il nuovo mondo a sette stelle. 42. Benessere. Il benessere psicofisico? Una priorità di vita. Alessandro Borghese Fashion e Tecnologia 30 Tonda Design 63 56. Beauty. Medicina Estetica - La “pausa pranzo” che ringiovanisce. 27. Tech & Style. Orologi. 40. Gallery. Direttore Responsabile Barbara Colapinto 50. Food. Il Vermut torna di moda. 60. Check-in. Cremona e dintorni. Tra storia, amore e suggestione. 36. Moda. Bugatti Lifestyle Collection. 51 46. Food. Pescheria con cottura - Lo vedi, lo scegli, lo gusti. 26. Tech & Style. Stealth Electric Bike B-52. 34. Moda. Louboutin New Nude - Lunghe, sempre più lunghe. 28 A++ - Green Design 16 69. Internet. E questo dove lo butto? “Body by Victoria” 34 Tagliatore - Una storia di successo 22 Abu Dhabi 36 Fiat 500 X 74 72. Motor Club. Fiat 500 X. 74. Motor Club. Vespa 946 Emporio Armani. 76. OA Point Group. L’importanza di chiamarsi “OffSite” ovvero come proteggere i dati personali al tempo di cryptolocker. 78. OA Point Group. Come rinunciare alla privacy nell’era digitale. 25 Technogym Bugatti Lifestyle Collection 46 Pescheria con cottura Project Management Eclectica Consulting SL Art Direction Riccardo Cristino Tipografia Baldassarre Erasmo Via Abruzzo - Molise, 3 70029 Santeramo in Colle (Ba) 70. Internet. Addio Google, benvenuto Alphabet. Ecocapsule Contributors Robin, Chiara Di Baldassarre, Alessandro Ferrari, Michele Tritto, Andrea Della Porta, Barbara Colapinto, Chiara Dal Magro, Stefano Zanoli Periodico trimestrale a distribuzione gratuita Edito da OA Point Group Srl DIREZIONE Via di Torre Spaccata, 110 - 00143 Roma Tel./Fax 06 8908781 / 06 89087724 72 Louboutin New Nude Direttore Editoriale Chiara Dal Magro Vespa 946 Emporio Armani Finito di stampare Ottobre 2015 Cultus Magazine Corporate Lifestyle numero quattro - anno 2015 è una pubblicazione trimestrale iscritta al ROC al nr.167/2014 del 30.06.2014 76 L’importanza di chiamarsi “OffSite” [email protected] 8 9 Focus Alessandro Borghese IL LUSSO DELLA SEMPLICITA’ accaldato, adrenalinico e pure sporco sulla casacca, ma alla fine hai grandi soddisfazioni. Dopo il diploma all’International School di Roma mi sono imbarcato sulle navi da crociera e, per i successivi tre anni, ho lavorato tra fornelli e piatti da lavare. La mia sveglia suonava alle 5.30 del mattino e dovevo abituarmi fin da subito agli odori della cucina e agli ordini del capo chef che dovevano essere eseguiti senza sgarrare. Ricordo di essermi beccato anche tante padellate in testa per qualche errore commesso. Solo oggi mi rendo conto di quanto fosse preziosa e giustificata la disciplina che veniva pretesa. Navigare per il Mondo, da un emisfero all’altro, dona estro e ispirazione. La mente si allarga e aiuta la creatività. Una volta sulla terra ferma, sono iniziati i miei corsi e le mie tante esperienze come cuoco nelle cucine di Parigi, Londra, San Francisco, New York Roma… Milano. Viaggiare è stato fondamentale per la mia crescita lavorativa. Lei ha affermato che “cucinare è un atto d’amore”. Può ampliare il concetto? di Chiara Dal Magro Cucinare vuol dire responsabilità per chi esegue e per chi gusta. È un gesto quotidiano per tutti, un atto d’amore ricco di desiderio, trasporto, attrazione che ho fortemente voluto far diventare il mio lavoro. Quando si entra in cucina c’è studio, progettualità, fantasia, soprattutto se lo stai facendo per qualcuno. Sono innamorato dell’arte gastronomica italiana, è storia, sapore, passione, genuinità e semplicità, un lusso che in cucina puoi concederti per viziare, stuzzicare e risvegliare le papille gustative. La sicurezza sta nell’esperienza, nel conoscere la materia prima, si entra in cucina e si crea, c’è progettualità, gruppo. L’ispirazione è importante, nasce da un’idea, da una canzone da un quadro. Spesso arrivo la mattina e dico ai miei ragazzi: “Sapete, ho avuto stanotte l’ispirazione per un nuovo piatto”. Insieme impostiamo le linee generali e poi testiamo i piatti direttamente con tutto il team. Ricordo che il mio panino di pesce e il mio Savarin sono nati dopo quella passeggiata al Louvre con del buon rock nelle orecchie. L’arte provoca e comunica con noi, attraverso i colori, le sensazioni, gli elementi, la luce. Dipende solo da cosa riesci a vedere e sentire. Chef eclettico, uomo di spettacolo, imprenditore seriale. Quanto siamo vicini a definire Alessandro Borghese? Sono lusingato e sorrido a imprenditore seriale. Per diventare chef sono necessari talento, studio, passione ed esperienza, come per tutto, non si improvvisa in nessun campo. Il talento è fondamentale ma non basta. C’è bisogno di professionalità, impegno, dedizione e di tanto gioco di squadra. Se tieni gli occhi e la mente aperti, allora sarai costantemente sveglio e in allerta, vedrai possibilità ovunque e potrai recepire gli stimoli, anche i più piccoli e infinitesimali. A un certo punto però, tutto andrà strutturato. Dai forma a qualcosa che era nell’aria e ci vuole metodo e organizzazione per gestire te stesso e una tua squadra. Quello che fai, devi farlo bene! Esiste il rischio di disperdersi, anche se nulla può distrarti come il cercare di trasformare la tua passione in un lavoro e in un’azienda. La mia si chiama “AB Normal” e si occupa di banqueting, catering per ricevimenti pubblici, banchetti privati ed eventi aziendali con il brand “AB – il lusso della semplicità”. Inoltre, presenta un modello di business innovativo, fortemente integrato e caratterizzato da una struttura supportata dall’attività di marketing, svolta dalla divisione Multimedia & Publishing attraverso i propri canali: Ufficio Stampa, Programmi TV e Canali WEB. Il programma ora in onda su Sky Uno “Alessandro Borghese – Kitchen Sound” è prodotto da noi e dalla fiducia che le aziende hanno riposto nel progetto. Il mio team mi segue da tempo: ragazzi eccezionali in ufficio e una straordinaria brigata in cucina che ho formato in questi anni. Sia in Italia sia all’Estero, garantiamo soluzioni adatte per cene importanti, pranzi, buffet e coffe break. Cerco sempre di creare un rapporto solido e di fiducia con i miei clienti, dando loro un’assistenza a 360 gradi, dall’altissimo assortimento delle materie prime per il menu alla scelta della location e dello stile. La mia cucina è legata alle tradizioni, alla memoria e preparata con ingredienti di elevata qualità. Un piatto può sedurre la vista e far sentire appagato chi lo guarda, ma non può ingannare il palato. Gli occhi mangiano per primi ma è nella bocca che il gusto vince. A Milano, dove vivo e lavoro, ho aperto il pastificio artigianale: “Pasta Fresca – il lusso della semplicità”. Il laboratorio di vendita al pubblico produce pasta fresca lavorata a mano nel rispetto della tradizione italiana. Com’è nata la sua passione per la cucina? Amo il mio lavoro e fin da piccolo ho sempre voluto fare lo chef. Sono cresciuto aiutando mio padre in cucina la domenica mattina per preparare il gustoso ragù, tipico della tradizione partenopea. La cucina mi ha sempre regalato il tocco più emotivo e intenso che abbia mai sentito, mi fa stare bene. La cucina è un luogo impegnativo, ci vuole concentrazione, intuizione ed esercizio fisico. Ai fornelli sei Come spiega il successo televisivo dei talent show culinari? Era ora! Il food ha catturato l’attenzione dei network televisivi e di Internet, la cucina è l’anima del nostro Paese, le materie prime sono uniche ed eccezionali. Abbiamo creato un linguaggio universale sul cibo: pasta, cappuccino, spaghetti, parmigiano,espresso, pizza. Puoi trovarti in un qualsiasi posto all’estero, parlare in una lingua non tua, che la parola “pasta” resta per tutti il sinonimo per eccellenza del Bel Paese. Anni fa, per conoscere i piatti dello chef e avere qualche ricetta e consiglio, dovevi recarti al suo ristorante. Oggi abbiamo la fortuna di avere mezzi di comunicazione immediati e a grande diffusione e chiunque, attraverso la televisione, internet e la stampa, può seguire i procedimenti e i consigli dello chef preferito. E’ fondamentale divulgare l’agroalimentare italiano sia a casa nostra, sia nel commercio mondiale. Era ora che, oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla moda e pure al calcio, ci fosse molta attenzione alla nostra cultura gastronomica: un grande biglietto da visita nel Mondo. Essere giudice a Junior MasterChef consente di trasmettere ai giovani chef emozioni ed esperienza. I ragazzi, ogni anno, sono sempre più bravi, studiano e fanno pratica a casa con i genitori e con i nonni prima di sostenere i nostri casting. A me piace essere connesso con il mondo, mi piace ispirare, 10 11 lavoro sempre nel miglior modo possibile. Questo sia che si voglia indossare la casacca in cucina oppure si desideri lavorare su un progetto di licensing per nuovi utensili da cucina o magari aprire un pastificio di pasta fresca in città. L’ultimo suo progetto è Alessandro Borghese Kitchen Sound. Ci racconta di che cosa si tratta? Nasce tutto da un’idea poliedrica che coinvolge lo spettatore in un’inedita avventura enogastronomica. Nell’esclusivo dehor dall’atmosfera informale dell’Enterprise Hotel 8 (in Corso Sempione 91 a Milano), entra in scena l’estro e la raffinata semplicità della mia cucina. Il temporary restaurant “AB Il lusso della semplicità” è una location d’alta cucina, con menu che si rinnovano ogni settimana e set Alessandro Borghese Kitchen Sound. Il potere evocativo della musica ha il dono di regalare viaggi, percorsi, sogni ed emozioni con la pura e semplice percezione, così come il gusto regala sensazioni sempre nuove che stuzzicano, viziano e sorprendono il palato. Amo tutta la musica, cucino con la musica, posto le mie playlist sul mio sito Web, sui miei social e nei miei programmi televisivi. Nei miei dischi si può trovare hardcore, jazz, ballate classiche e blues. E poi c’è il rock, che sento più vicino, che t’invade e forse, a qualcuno come me, rapisce anche l’anima e la fa sua. Non c’è vita senza “ritmo” e senza cibo, questo è il mio nuovo programma di cucina: “Alessandro Borghese Kitchen Sound”. Un progetto cross mediale unico nel suo genere nel quale abbiamo voluto coniugare editori multipiattaforma: Sky, radio Rds e Yahoo, per la gioia delle aziende che hanno sposato l’idea. L’appuntamento quotidiano è su Sky Uno alle ore 13, dove preparo le mie ricette italiane in un ritmo da videoclip, con la mia playlist musicale scelta in collaborazione con la selezione 100% dei grandi successi di RDS. A ritmo di sound, si viaggia insieme in un’esperienza unica che abbina la percezione uditiva della musica a quella gustativa e olfattiva del cibo, che esalta i piatti e imprime il loro ricordo. A fine puntata, ognuna delle 200 ricette, è condita in salsa rap e, per chi volesse rivederle, sono su Sky On Demand e, la settimana successiva, anche su Yahoo.it. I piatti possono essere gustati presso il temporary restaurant, con la musica in sottofondo! Come imprenditore ha dato vita alla sua azienda “Il lusso della semplicità”, attiva nel mondo della ristorazione per eventi privati e pubblici. Vuol dire che lo chef Alessandro Borghese potrebbe cucinare per noi? La mia cucina ha una forte impronta di territorialità e le materie prime sono il 90% del mio lavoro insegnare e intrattenere attraverso i miei programmi televisivi e canali web: dal mio sito alessandroborghese.com si può accedere direttamente ai miei social network e comunicare liberamente con una community capace di condividere una passione comune, attraverso i miei piatti e il mio quotidiano con una partecipazione immediata dei tantissimi amici virtuali che mi seguono da tempo. Data la sua esperienza, è più difficile lavorare in cucina o in televisione? In entrambe le esperienze, dedizione, impegno e professionalità sono fondamentali. Ho un team incredibile in ufficio e una brigata eccellente in cucina. Insieme possiamo organizzare il tempo al meglio. Per “Alessandro Borghese Kitchen Sound”, il programma in onda su SkyUno, abbiamo aperto le porte della cucina del catering con il temporary restaurant nel dehor dell’hotel Enteprise, in Corso Sempione, 91 a Milano. C’è sempre spazio per essere seri nella propria carriera e nello sviluppare nuovi progetti, assicurandosi di fare il proprio Certo! Basta inviare una richiesta dal mio sito web: alessandroborghese.com Possiamo raggiungervi in Italia e all’estero per eventi pubblici, ricevimenti privati e aziendali con divertenti live cooking e team building culinari. Che cosa significa essere semplici in cucina? Il lusso della semplicità è la mia filosofia culinaria. Il mestiere di cuoco mi porta ad avere un rapporto molto intimo e privilegiato con gli ingredienti; la mia cucina grazie alla vasta rete di fornitori di fiducia può esprimersi al meglio e i menu per i miei clienti cambiano frequentemente grazie a una programmazione stagionale. La mia cucina ha una forte impronta di territorialità e le materie prime sono il 90% del mio lavoro. Seleziono le materie prime attraverso l’eccellenza dei prodotti regionali italiani, seguendo le stagioni e utilizzando anche prodotti internazionali, per piatti che fanno dell’eleganza e della semplicità un’avventura sempre nuova per il palato. Credits: (Ph. AB Normal S.r.l.) 12 13 In architettura sostenibilità va a braccetto con innovazione? Focus A++ GREEN DESIGN di Chiara Dal Magro L’innovazione non è altro che la creazione di un mondo migliore, a cui noi tutti vorremmo appartenere. Un mondo migliore deve essere sostenibile per le future generazioni: sul piano economico, sociale ed ambientale. Quali sono le maggiori differenze tra un progetto sostenibile e uno non sostenibile? Vivere in un edificio sostenibile vuol dire poter stare, lavorare, transitare in ambienti salubri, con un’illuminazione corretta, condizioni di temperatura e umidità adeguate, acusticamente protetti, costruiti con materiali sani. Spazi studiati con un’attenzione all’ergonomia, con un adeguato ricambio dell’aria. Luoghi confortevoli. Ambienti in cui godere di un benessere fisico e psichico completo. Abitare bene vuol dire vivere in ambienti che contribuiscano in positivo al nostro agire e sentire, al nostro fare e non fare. In una costruzione non sostenibile tutti o alcuni di questi principi vengono meno a favore di altri, economici, logistici o di semplice non conoscenza, che non concorrono a rendere migliore la vita di chi vive la realizzazione, all’interno e all’esterno. Un progetto green pone dei vincoli alla creatività progettuale? No, anzi, è veicolo per lo stimolo progettuale. Nel nostro percorso di sviluppo, questo stimolo ci ha portati a ideare un nuovo approccio alla progettazione che abbiamo chiamato ENERGY BUILDING PROJECT. Il progetto energy building è un nuovo modo di concepire e realizzare lo sviluppo, in cui, considerazioni di ordine economico, sociale e ambientale sono pariteticamente analizzate e sviluppate in un progetto Dopo due settimane all’estero per ispezionare i cantieri delle nuove opere in costruzione in Kazakistan e Dubai, finalmente incontriamo l’architetto Paolo Colombo, fondatore e anima creativa dello Studio A++, nei suoi nuovi uffici di Lugano. Look casual, capelli brizzolati, sguardo intelligente, perennemente in movimento, sicuramente dopo tanti anni di viaggi intercontinentali avrà imparato a non accusare più il jet lag. Negli uffici si respira creatività: mock-up sulle scrivania, modellini di opere già realizzate e libri, tanti libri, di architettura e design oltre a una sfilza di Mac per restare in tema. Il “pallino” del green risale agli inizi del 2000, quando con il suo team, lo Studio A++ firmò alcuni dei progetti più interessanti di interior design, concentrandosi nella realizzazione di SPA per hotel di lusso e brand del wellness. Madrid, Atene, Miami, Milano, e Londra furono le piazze più frequentate e dai quei lavori venne la spinta ad approfondire i concetti del green design e della sostenibilità, della possibilità di progettare occupandosi di quale fosse l’impatto ambientale e sociale delle sue realizzazioni. Nel corso degli anni, l’anima green dello Studio A++ è cresciuta e, oggi, lo Studio conta sedi a Lugano, Canton, Teheran, Belgrado, Astana, Dubai, Ras al khaimah. Nella sola sede di Lugano i collaboratori sono circa cinquanta, di diverse nazionalità e background e supportano l’arch. Colombo nella progettazione di grandi opere di architettura in tutto il mondo. Architetto Colombo, perché ha deciso di puntare sul “verde”? Perché credo che l’unico modo di poter ancora andare avanti sia fermarsi e lavorare con quello che abbiamo. Perché credo che l’unico percorso percorribile sia quello di un ritorno, alla conoscienza, e a un approccio tecnologico consapevole ed edotto. La nostra scelta è stata dettata dalla necessità di ripensare il nostro approccio progettuale verso una progettazione integrata per produrre edifici che abbiano il più basso impatto energetico possibile e che quindi soddisfino I parametri di una sostenibilità più ampia, intesa come sostenibilità economica, sociale ed energetica. che ha lo scopo di assicurare un’ alta qualità della vita per le generazioni presenti e future. Lo studio si è posto l’obiettivo di ripensare il processo di progettazione e costruzione per soddisfare le esigenze del moderno sviluppo edilizio. Ne è scaturito un innovativo disciplinare di progettazione e realizzazione sostenibile integrata che si basa sull’impiego di un approccio consapevole che forgia il progetto intorno alle caratteristiche del luogo in cui viene realizzato, utilizzandone in maniera costruttiva i vincoli e le peculiarità, mescolando abilmente diversi processi innovativi di progettazione e di costruzione, con tecnologie e materiali collaudati. Il risultato è una realizzazione che si caratterizza sempre per il massimo delle prestazioni energetiche, qualità formale e realizzativa, basso costo di costruzione e di esercizio. Un processo che valuta e fa uso di tutte le risorse disponibili, combinando tecnologie millenarie unitamente ad altre assolutamente innovative. La loro scelta e composizione assicura la creazione di un involucro abitativo altamente efficiente senza compromettere le caratteristiche funzionali o estetiche. Tutte le soluzioni adottate sono trasparenti per l’utente, che ne percepisce i benefici di comfort e facilità d’uso, soddisfacendo, nel contempo, le aspettative estetiche e qualitative. Le realizzazioni EBP sono spesso caratterizzate da un alto livello di pre-costruzione eseguito in loco da personale locale coordinato da esperti. Come spiega al committente che conviene investire su di una realizzazione sostenibile anche se dovesse costare di più? Il vantaggio di una progettazione integrata è proprio quello di ottimizzare i processi per produrre una realizzazione che non costa di più di una tradizionale, ma tende ad abbassare tutti i costi, sia quelli di realizzazione sia quelli di mantenimento. 14 15 Cosa s’intende per bio-architettura? Una costruzione bio presuppone un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema. In una visione caratterizzata da un utilizzo parsimonioso delle risorse, la bio-architettura tende a integrare le attività dell’uomo alle preesistenze ambientali ed ai fenomeni naturali, al fine di realizzare un miglioramento della qualità della vita attuale e futura. Per noi questa è una parte importante ma pur sempre marginale rispetto alla creazione di una costruzione sostenibile. Sostenibilità ha per noi un valore molto più ampio, legato all’ecologia ma anche a questioni etiche, economiche e sociali. Ci può descrivere brevemente in cosa il suo “design” differisce dalle altre proposte? Le nostre realizzazioni sono in grado di miscelare la forma con la funzione. A++ progetta con la convinzione che la qualità di un progetto si misuri nella capacità di abbinare e gestire quello che si ha a disposizione. Crediamo che un buon design non sia il risultato della raccolta di soluzioni costose, quanto piuttosto il risultato di un processo ben realizzato di pensieri e azioni, che si avvalga della conoscenza e della ricerca per raggiungere i suoi obiettivi. Quale delle sue realizzazioni la rappresenta maggiormente, se ce n’é una? Di sicuro facon Island, un isola naturale all’interno della laguna di Ras Al khaimah, su cui queste realizzazioni si affacciano. La committenza ha voluto Falcon Island, come simbolo della lungimiranza e della qualità di cui RAK vuole essere alfiere. Questo progetto ha avuto l’obiettivo primario di ottenere una realizzazione che fosse assolutamente innovativa, caratterizzata da un livello di comfort per l’abitante mai visto negli emirati ma che mantenesse un costo di costruzione allineato agli standard delle costruzioni locali. Attraverso una progettazione integrata ad altissimo livello, questo obiettivo è stato raggiunto e superato, tanto da far si che il progetto sia l’unico nel suo genere ad essere certificato Leed Platinum: il più alto riconoscimento possibile. I clienti italiani sono “green”? Abitare bene vuol dire vivere in ambienti che contribuiscano in positivo al nostro agire e sentire In un paese dove il 13% dei lavoratori è occupato nella green economy, non può essere altro che green. Manca però la cultura della progettazione green e rimane radicata quella del “puzzle,” ovvero l’applicazione di soluzioni più o meno sostenibili a concetti che di sostenibile non hanno niente. Questo comporta un grosso limite alla sua crescita e alla credibilità del nostro operato. I prossimi traguardi dell’architettura sostenibile? Essere l’aretefice della creazione d’interesse, per eliminare i preconcetti e informare. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri clienti il know how necessario per superare la domanda sul “se” agire sostenibile, e procedere direttamente al lavoro sul “come”, sicuri dell’ aumento di valore e dell’impatto positivo sulla qualità di vita delle generazioni presenti e future. 16 17 Made in Italy Tagliatore UNA STORIA DI SUCCESSO L a fortuna aiuta gli audaci. E’ quello che deve aver pensato Pino Lerario, mente creativa e socio, insieme ai tre fratelli, della Confezioni Lerario Srl di Martina Franca, conosciuta ai più con il marchio Tagliatore, quando, nel 1988, il costumista hollywoodiano Bob Ringwood chiese loro di cucire tutti gli abiti maschili del film Batman, prodotto dalla Warner Bros e interpretato da Jack Nicholson, Kim Basinger e Michael Keaton. Un bel colpo per una piccola azienda del Sud e un’iniezione di fiducia che accompagnerà il percorso di crescita del marchio. La storia di Tagliatore si tramanda da tre generazioni. Coinvolge nonno, padre e figlio, fin dal lontano 1940 e trasmette la passione per le cose fatte bene, per la cura dei dettagli e per il lavoro sartoriale. Pino Lerario, stilista e direttore creativo, è il nuovo e brillante esponente di questa tradizione sartoriale. Prende spunto dalla lezione dei nonni e del padre che, agli inizi, producevano le scarpe e, successivamente, capi di abbigliamento, con la sapiente manualità tipica di chi opera con grande passione fin da bambino. “Tagliatore era il soprannome di mio nonno, che di mestiere tagliava le tomaie delle scarpe che poi mia nonna cuciva” Da questa consapevolezza, vent’anni fa nasce il marchio “Tagliatore”, che evoca atmosfere e suggestioni fatte di manualità e senso pratico nel creare modelli dal disegno unico e distintivo. Una storia coronata da successi e da gratificazioni che arrivano anche dal mondo del cinema. Lo stile Tagliatore è eclettico e versatile, capace di cogliere le più piccole sfumature: la trama di un tessuto, la nuance cromatica e i dettagli di un accessorio. Attinge alla fonte, alla creatività innata di Pino Lerario e alle sue creazioni, che rompono gli schemi ed escono fuori da tutto ciò che è “classico” nel senso stretto del termine. Giacche dalle forme sfilate e morbide, grande vestibilità, ricerca e valorizzazione dei dettagli, i rever, le spalle e le maniche sono alla base del concetto stesso di un capo Tagliatore. Collezioni nate per vestire uomini dai 25 ai 60 anni. Giacche dal taglio moderno, colorate, capi per l’uomo che ama lo stile dandy e dalla forte personalità. 18 19 Una storia di successo Made in Italy, in controtendenza rispetto alle scelte fatte da altri marchi italiani della moda che hanno scelto di delocalizzare la produzione in paesi a basso costo di manodopera. Confezioni Lerario S.r.l. ha preferito continuare a puntare sulla grande professionalità dei suoi 180 validissimi collaboratori, producendo all’interno della propria azienda circa 340 capi spalla al giorno, che vengono distribuiti a circa 800 clienti in Italia e all’estero: un selezionato circuito retail dedicato alla sartorialità e alle eccellenze del Made in Italy. “Abbiamo una collezione molto vasta, che si compone di circa 300 modelli, con la possibilità di scegliere fra circa 600 varianti di colore per stagione. Andare all’estero sarebbe impossibile e, inoltre, non garantirebbe la qualità del prodotto”. La collezione autunno/inverno 2015/2016 contempla un’ampia proposta di cappotti dal marcato gusto retrò, dove l’eleganza formale e lo stile casual si fondono in modo armonico. Revers ampi, linee avvolgenti, maniche raglan e grandi martingale esaltano il punto vita ed evidenziano la silhouette. Immancabili le iconiche giacche Tagliatore dallo stile unico, rigoroso e inconfondibile. Must have i gilet doppiopetto, disponibili anche con inserti di velluto, capaci di ridisegnare la fisicità maschile, ingentilendola e slanciandola. Riguardo ai tessuti, sono caratterizzati da una materia che emoziona al tatto così come alla vista. I preziosi filati quali cachemire, lana e cotone hanno insolite strutture e quell’identità unica voluta da Pino Lerario. Come da tradizione, grande attenzione è stata posta alla ricerca di tessuti inediti e alla creazione di disegni esclusivi, tra cui gli inconfondibili check. La palette colori è sofisticata, delicata e grintosa. Il verde petrolio si alterna al rosso falun, al zucca e al tabacco. Colore principe di collezione comunque rimane il blu del mare capace, da solo, di portare alla mente riti e tradizioni. Grande cura per i dettagli e per gli accessori. Come per ogni collezione, gli esclusivi bottoni caratterizzano l’allure ricercata dell’uomo Tagliatore. Per questi nuovi “gioielli” Pino Lerario si è ispirato al mondo automobilistico, una sua grande passione. I bottoni nelle loro nuance bicolore ricordano le iconiche Rolls Royce Wraith e Phantom. Non mancano bottoni laserati con disegni ispirati a rosoni di chiese barocche. “Le collezioni Tagliatore e la capsule collection Pino Lerario sono presenti in circa 800 punti vendita in tutto il mondo nella fascia alta. I nostri mercati di riferimento sono: Giappone, Germania, Austria, Svizzera, Francia e paesi Scandinavi, serviti attraverso gli showroom di vendita di Milano, Parigi, Monaco, Düsseldorf e Tokyo. Dallo scorso anno ci siamo affacciati al mercato canadese, coreano e mediorientale. Da qui a tre anni il nostro obiettivo è raggiungere anche il mercato statunitense e quello russo”. f 22 23 Tech & Style Ecocapsule RICORDA DI PORTARE LA CASA C ompatta, semplice, perfettamente ovale, dal design futurista. Parliamo di Ecocapsule, la minicasa in grado di ospitare due adulti in maniera confortevole, realizzata da un team di giovani architetti slovacchi della Nice Architects di Bratislava. I punti forti di Ecocapsule sono la trasportabilità unitamente all’autonomia energetica. Ecocapsule vi seguirà ovunque voi andiate, un po’ roulotte, un po’ camera d’albergo, Ecocapsule è stata progettata per ospitare un angolo cucina, acqua corrente, toilette con doccia e, ovviamente, un letto. L’energia è ricavata dalla natura, grazie ai pannelli solari sul tetto e a una turbina eolica. La forma sferica ottimizza la raccolta dell’acqua piovana e una membrana la filtra eliminando batteri e fornendo acqua potabile. I primi esemplari in commercio sono previsti per la fine del 2015 e, al momento, non si conosce il prezzo di vendita. Per maggiori informazioni vi consigliamo di visitare il sito: www.ecocapsule.sk Ecocapsule vi seguirà ovunque voi andiate 24 25 Technogym Tech & Style Fuji X100T NON C’È DUE SENZA TRE AFFERRIAMO LA PALLA AL BALZO Tutto ebbe inizio nel 2011 con la presentazione del modello X100 che aprì il nuovo mercato delle fotocamere digitali compatte “premium”. Poi, nel febbraio 2012, fu la volta del modello X100S con sensore e processore di nuova generazione e l’evoluto mirino “Hybrid Viewfinder”. Infine, fu la volta della X100T, fotocamera in grado di soddisfare le esigenze sia dei professionisti, sia degli amatori evoluti. Technogym viene in aiuto di chi è costretto a stare seduto per molto tempo alla scrivania con la Wellness Ball Active Sitting e promette di alleviare o addirittura risolvere i problemi di mal di schiena provocati da una scorretta postura. Una grande palla, anzi due, con un diverso diametro: la prima con un diametro di 55 centimetri, consigliata per persone di altezza fino a 170 cm, la seconda con un diametro di 65 centimetri, adatta a persona più alte di 170 cm, sulla quale sedersi beneficiando della seduta dinamica, che consente di eliminare una delle principali cause di dolore lombare: il mantenimento per lunghe ore di una posizione statica. Con questo attrezzo, la schiena esegue una seriedi micromovimenti capaci di migliorare l’azione di stabilizzazione della colonna vertebrale svolta dai muscoli addominali e lombari, i cosiddetti CORE muscles. La compatta Fuji X100T presenta soluzioni tecnologiche all’avanguardia e un design retrò e funzionale. Il corpo ha la parte superiore e inferiore realizzati in magnesio pressofuso, a tutto vantaggio della resistenza e della leggerezza, mentre la parte esterna è rifinita con pelle sintetica antiscivolo, resistente e duratura. Tra le novità più apprezzate citiamo l’Electronic Rangefinder (telemetro elettronico), e il sensore X-Trans CMOS II in formato APS-C, il processore d’immagine ad alta velocità EXR Processor II e l’obiettivo FUJINON 23mm F2. La X100T, inoltre, vanta un’insuperabile qualità d’immagine grazie all’evoluta tecnologia di riproduzione colore e alla nuova esclusiva modalità di simulazione pellicola “Classic Chrome” che offre toni tenui e colori profondi. Facilmente trasportabile è adatta sia in ufficio sia a casa. Rivestita di un materiale antiscivolo per rendere confortevole la seduta è realizzata in PVC di altissima qualità (non contiene Ftalati e Latex potenzialmente dannosi per la tua salute). Inoltre, l’esclusivo design le è valso il riconoscimento di un brevetto ornamentale mentre, i suoi componenti e materiali, primi fra tutti la cerniera in Nylon Nautico e la cover, sono realizzati interamente da produttori italiani. Prezzo: 245 € CARATTERISTICHE PRINCIPALI X100T Acquisto direttamente su Riprese video Full HD 60-50-30-25-24fps, con inquadratura attraverso il mirino ottico www.technogym.com Applicazione gratuita “FUJIFILM Camera Remote” per gestire la fotocamera tramite WiFi Con l’acquisto della Wellness Ball™Active Sitting riceverete un pack contenente: Obiettivo FUJINON 23mm (formato 35mm equivalente) F2 Intelligent Hybrid AF per AF veloce e precisa in ogni occasione di ripresa Sensore X-Trans CMOS II da 16,3 MP e EXR Processor II Cover Nuova modalità di simulazione pellicola “Classic Chrome” Pompetta per gonfiare la Wellness Ball Active Sitting Otturatore elettronico rapido, fino a 1/32000 sec Display LCD da 3” e 1,04 Megapixel Electronic Rangefinder (telemetro elettronico) Disponibile in versione nera e argento Migliorata operatività Wellness Ball™ Active Sitting piegata Quick Start Guide per cominciare a usarla Manuale utente 26 27 Orologi Tech & Style Stealth ELECTRIC BIKE B-52 L’ evoluzione tecnologica sta spostando i confini delle biciclette elettriche verso territori che fino a ieri erano impensabili. Veicoli ibridi che uniscono innovazione tecnologica e stile ideali per l’attività off road. Dall’Australia arriva un’electric bike molto particolare dal nome aggressivo ed evocativo. La Stealth electric bike B-52 è una e-bike capace di raggiungere gli 80 km/h, grazie al motore elettrico con batterie al litio del tipo LiFePO4 (tempo di ricarica: 2h) inserito nel mozzo posteriore con 5,2 KW di potenza. Niente paura, a fermare questo bolide ci pensano i freni a disco idraulici e pinze a sei pistoncini Magura MT5. Il cambio sequenziale a nove velocità permette partenze scattanti e il telaio a “prova di proiettile” è sinonimo di lunga durata anche utilizzando la bici in condizioni estreme. Le sospensioni sono tarate per sostenere il peso della B-52 e le sollecitazioni tipiche dell’offroad e prevedono una forcella con escursione di 200 mm e un monobraccio posteriore con ammortizzatore a gas. Per maggiori info e prezzi: www.stealthelectricbikes.com Gucci G-Timeless La collezione G-Timeless di Gucci Timepieces & Jewelry, dal carattere raffinato e contemporaneo, è una delle linee di punta della Maison. La gamma, dalle linee eleganti e dai molteplici modelli e funzionalità, si arricchisce ora di due preziose versioni con diamanti. Omega Speedmaster “First Omega in Space” in edizione numerata. I modelli, disponibili in misura medium (38 mm) e small (27 mm), richiamano immediatamente stile e raffinatezza grazie all’uso di materiali preziosi. In questi orologi, la cassa classica arrotondata e i numeri minimalisti valorizzano il quadrante in madreperla Nel 1962, l’astronauta Walter “Wally” Schirra fece la storia di OMEGA, portando il suo Speedmaster personale durante la missione del programma Mercury “Sigma 7”. Come riporta il titolo, si tratta di un’edizione numerata (non limitata) di un orologio che Omega ha deciso, per il momento, di non inserire nel sito ufficiale della casa, essendo un orologio che Omega realizzerà solo su richiesta. Il prezzo si aggira sui 15.000 euro. I dettagli della Maison sono rappresentati dal simbolo ‘G’ sulla corona e dal logo ‘Gucci’ alle ore 12, mentre datario e dicitura ‘Swiss Made’ sono presenti alle ore 6. stile dell’alta orologeria. L’elegante cassa in acciaio di 34 mm, dalle anse integrate leggermente incurvate e la lunetta in oro rosso, tempestata da 72 diamanti Top Wesselton, conferiscono a questo intramontabile segnatempo una personalità unica, che lo rende adatto ad ornare anche i polsi più esigenti. Da quel momento, l’orologio ha ottenuto la certificazione per tutte le missioni con equipaggio. La versione attuale del First Omega in Space riprende il look classico del modello indossato da Schirra, con cassa da 39,7 mm in oro Sedna 18K, lunetta in ceramica marrone e tre contatori color cioccolato su quadrante champagne. L’aspetto vintage dell’orologio non viene intaccato dall’uso di materiali quali la ceramica e la lega Sedna e il First Omega in Space si conferma un orologio bellissimo. A proteggere la cassa ci pensa il vetro zaffiro curvato “ form box “. Il cinturino è in pelle con cuciture chiare e chiusura ad ardiglione con logo Omega. Il meccanismo è il calibro a carica manuale 1861 che monta il classico Speedmaster Professional. con lunetta impreziosita da luminosi diamanti bianchi. L’orologio, misura medium, presenta 50 diamanti, mentre il modello più piccolo è ornato da 36 gemme luccicanti. Gli eleganti bracciali completano questa estetica raffinata e introducono un tocco contemporaneo: rappresentano il modello più recente del bracciale in acciaio G-Timeless con design a tre maglie con finitura lucida e satinata. Calibro: MB 24.10 Tipo di movimento: Automatico Dimensione della cassa: 30-37 mm Cassa: Acciaio pregiato Quadrante: Bianco argenté lavorazione guilloché con numeri arabi neri Montblanc Bohème Day & Night Il Montblanc Bohème Day & Night è un fedele compagno caratterizzato da una romantica piccola complicazione e da un distinto fascino femminile. Il giorno è indicato da un elegante cielo azzurro dove splende un sole dorato, mentre un caldo blu scuro, impreziosito da una sorridente luna dorata e dal suo strascico di stelle, viene a indicare la notte. Il raffinato quadrante con lavorazione guilloché e numeri arabi floreali neri è realizzato nel più puro Ghiera: Fissa in oro rosa 18K tempestata di 72 diamanti Top Wesselton (0,533ct) Vetro: Vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso Corona: Corona non a vite 1-O Ring, oro rosso 18K Lancette: Lancette a foglia e a bastone finitura oro rosso Resistenza all’acqua: 3 bar (30 m) Longines Column-Wheel Single Push-Piece Chronograph - riedizione di un cronografo monopulsante dall’estetica essenziale. Longines ama proporre nuove edizioni dei propri esemplari iconici, custoditi nel museo del marchio, per andare a completare la linea Héritage. Oggi, il marchio con la clessidra alata presenta un cronografo raffinato realizzato nella prima metà del XX secolo. The Longines Column-Wheel Single PushPiece Chronograph saprà convincere gli amanti della tradizione orologiera. Il fondello trasparente della cassa in acciaio, di 41 mm di diametro, permette di ammirare la minuziosa esecuzione del movimento Longines. Di color azzurrato, la ruota a colonne esibisce il proprio profilo perfettamente simmetrico all’interno di questo calibro esclusivo. Le funzioni del cronografo sono governate mediante un unico pulsante che rafforza l’estetica essenziale di questo modello. Disponibile nei colori nero opaco e bianco laccato. Il quadrante è impreziosito da numeri bianchi o neri, in contrasto e dalla scala tachimetrica. La perfetta leggibilità è inoltre garantita dalle lancette in acciaio azzurrato o rodiato che risaltano sul quadrante. Il cinturino in pelle nera o marrone completa armoniosamente questo modello. 28 29 Moda Fashion e Tecnologia LOOKBOOK 2.0 I n principio fu il catalogo, che sin dall’800 consentiva ai produttori o retailer di mostrare i loro prodotti, raggiungendo anche le aree più periferiche del territorio. Poi fu la volta dei magazine, della tv, degli spot e, da circa vent’anni, la rivoluzione tecnologica, introdotta dalla rete, ha nuovamente cambiato il modo con cui i marchi della moda comunicano con il proprio pubblico. Vi sarete sicuramente trovati nella situazione di dover ricercare sul vostro motore di ricerca preferito un particolare capo di abbigliamento, magari direttamente dal vostro smartphone o tablet. Ebbene, guardando i risultati di tale ricerca, avrete notato quanta e quale differenza vi sia nella qualità delle immagini proposte in output. Senza scomodare la statistica, possiamo affermare che, nella maggior parte dei casi, i brand del lusso pongono molta attenzione alla qualità delle immagini dei loro prodotti, avendo già da qualche tempo compreso l’importanza e il potere di una buona fotografia di prodotto. Se è vero che gli strumenti b2c, sviluppati per i dispositivi mobili, consentono un’interazione sempre più coivolgente tra i brand e i consumatori, con la tecnologia che fa da driver all’industria del fashion, va detto che il “lavoro sporco” è relegato alle soluzioni b2b, come nel caso specifico dei sistemi di automazione della fotografia di prodotto e di digital asset management. E’ grazie ai sistemi di automazione della fotografia di prodotto che sui nostri display oggi è possibile guardare, ruotare di 360 gradi e “zoomare” fino al massimo dettaglio una borsa, un orologio, un paio di pantaloni, un vestito e così via, senza per questo perdere nulla in qualità dell’immagine e offrire un’esperienza appagante al consumatore. L’industrializzazione della fotografia di prodotto è uno dei settori maggiormente interessanti per i brand che intendono fare e-commerce seriamente. Le modalità di offerta dei prodotti su Internet fa sì che la velocità di esecuzione, la caratterizzazione delle immagini e l’adeguato trattamento dell’enorme mole di dati generati non possa più essere trattato alla stregua di un’attività artigianale, periferica e. il più delle volte, delegata a fornitori esterni. I più importanti player dell’e-commerce hanno investito in sistemi DAM (digital asset management) e PCM (Product Content Management) intuendo la centralità dell’asset digitale “immagine” e del contenuto del prodotto. Poi è stata la volta dei brand del lusso, sensibili alla necessità di automatizzare la fotografia di prodotto per governare in maniera strutturata l’attività di comunicazione dello stesso. L’utilizzo integrato delle soluzioni DAM, PCM e di automazione fotografica cominciarono subito a produrre economie di scala e vantaggi tangibili, consentendo alle aziende produttrici il continuo sviluppo di sistemi sempre più innovativi e accessibili e alle aziende clienti costi minori e maggiore efficacia. Oggi, anche retailer e brand di media entità possono dotarsi di sistemi di automazione fotografica e di digital asset management, potendo competere sui canali digitali con aziende molto più grandi di loro. Un’azienda che ha da sempre creduto nell’importanza dei sistemi di industrializzazione dei processi fotografici di prodotto, tanto da sviluppare una propria innovativa soluzione, è la Hyphen-Italia di Affi (Verona). Con un’anima dalla forte vocazione verso l’innovazione e, con alle spalle diversi anni di lavoro dedicati allo sviluppo di sistemi a supporto delle esigenze della comunicazione, (gli addetti ai lavori avranno sentito sicuramente parlare della piattaforma Chalco) Hyphen-Italia si è ritagliata un ruolo da leader di mercato. Grazie alla piattaforma HSL (HyphenStill Life) l’industrializzazione della fotografia di prodotto è possibile. L’interazione tra la piattaforma HSL con la piattaforma DAM mira a semplificare i processi di comunicazione di prodotto, rendendo possibile attività che solo fino a ieri richiedevano un notevole dispendio di risorse. A Stefano Righetti, Amministratore Delegato di Hyphen Italia (www.hyphen-italia.com), da sempre in prima linea nello sviluppare, insieme al suo staff di circa quaranta persone, soluzioni innovative per il mondo della comunicazione e dell’editoria, abbiamo chiesto di raccontarci brevemente, individuando un campo specifico di applicazione, come la tecnologia stia influenzando i processi nel mondo della moda. “Per chi si occupa di comunicazione, il catalogo dei prodotti, sotto forma di lookbook, è sempre stato un potente strumento di supporto alle vendite, ma la sua creazione è sovente un momento difficile. Produrre un lookbook di qualità richiede delle tempistiche non indifferenti e le difficoltà incontrate per la creazione portano le aziende a rivolgersi a terzi per elaborarlo, con tempi di creazione e costi elevati. Infatti, è necessario che tutti i capi presenti nel lookbook vengano fotografati, spesso in tutte le varianti colore, e ogni elemento grafico e fotografico deve essere elaborato in alta definizione e relazionato alla struttura della codifica e dei dati di prodotto. Grazie alle nuove tecnologie sviluppate negli ultimi anni da Hyphen-Italia, supportiamo le aziende a rendere più efficiente il processo di creazione del lookbook per gli agenti di vendita e per i clienti, riuscendo a riportare in seno all’azienda tale attività. Tutto il processo che prima veniva svolto manualmente ora viene svolto tramite una specifica estensione del sistema DAM che permette di automatizzare il processo di impaginazione del lookbook. L’integrazione del sistema Dam con la soluzione HSL per la gestione del processo fotografico permette di fotografare i prodotti e di raccogliere, contemporaneamente, tutte le informazioni che vengono inserite in fase di shooting o estratte in automatico dal sistema informativo del cliente. Selezionando i prodotti, è possibile richiedere la generazione in automatico dell’impaginazione del lookbook, che potrà, seguendo dei modelli grafici preconfigurati, fornire un lookbook finalizzato, oppure un semilavorato da affidare a un’agenzia per l’elaborazione creativa. Inoltre, il sistema può fornire il lookbook in formato Adobe InDesign, PDF, Jpeg, XML, quindi in modo compatibile per l’utilizzo digitale e con il mondo dei dispositivi mobili”. 30 31 Moda Gli Angeli di Victoria’s Secret PRESENTANO LA COLLEZIONE “BODY BY VICTORIA” di Barbara Colapinto Belle, sfavillanti, intriganti: così le modelle di Victoria’s Secret hanno sfilato a New York, nel cuore di Time Square, per vendere un sogno, oltre che un reggiseno, indubbia promessa di femminilità per milioni di donne nel mondo. I nuovi Angeli di Victoria hanno presentato così la nuova collezione, “Body by Victoria” in tutta la loro invidiabile bellezza. La russa Kate Grigorieva, le statunitensi Taylor Hill, Martha Hunt e Jasmine Tookes, la svedese Elsa Hosk, la polacca Jac Jagaciak, l’inglese Stella Maxwell, la brasiliana Lais Ribeiro, la portoghese Sara Sampaio, e l’olandese Romee Strijd si sono unite agli Angeli-icona: Lily Aldridge, Alessandra Ambrosio, Adriana Lima, Behati Prinsloo e Candice Swanepoel. 32 33 I nuovi Angels hanno anche presentato la linea “Victoria’s Secret Body Care”. Creme, scrub, body lotion, bagnoschiuma, creme burro per il corpo, shower gel, acque profumate, mousse detergenti, creme mani, spray lotion per una linea ultra completa. I prodotti si rifanno all’idea di morbidezza del tessuto di cotone presente nelle miscele assieme a tè bianco e vitamine A, C ed E per un’idratazione quotidiana e naturale. Rilanciato con questa nuova kermesse anche il profumo “Tease”, un vero e proprio inno alla femminilità e all’arte della seduzione. Fragranza fruttata con note di vaniglia nera, pera ghiacciata e fiori di gardenia per un risultato dolce e avvolgente. Stupisce come sempre anche l’accurato packaging: fiocchi e cartonati che spaziano tra il nero e il rosa nelle sue numerose sfumature. Un invito all’acquisto ed ancor di più al regalo che stupisce. Questo è il mondo Victoria’s Secret, marchio dibattuto e adulato allo stesso tempo che non smette di stupire con le sue performance border line e le sue collezioni controverse tra il bon ton e il trasgressivo. La nuova collezione targata Victoria’s Secret esce dagli schemi a cui eravamo solitamente abituati. Niente eccessi e pizzi al limite del kitch, le parole d’ordine sono stile, colore e comfort con la promessa di valorizzare ogni tipo di curva. I reggiseni si fanno più morbidi, con una vestibilità ancora più comoda. Victoria’s Secret introduce anche la nuova Lounge Collection, che propone due nuovi modelli: Lounge Bra e Bralette, reggiseni comodi ed avvolgenti, spesso senza ferretto e con una fascia alta per un maggior sostegno. Anche gli slip, pur non rinunciando ad una straordinaria sensualità, sono più generosi e confortevoli. Il pizzo è impiegato come elemento decorativo, in chiave fine ed elegante incornicia le forme. In questa nuova linea “Body by Victoria”, il colore diventa più fresco pur conservando l’inconfondibile appeal del grigio perla e delle nuance più dark. 34 Moda Louboutin New Nude LUNGHE, SEMPRE PIU’ LUNGHE di Chiara Dal Magro Fin dall’apertura della sua prima boutique, a Parigi, la filosofia di Christian Louboutin che recita “una scarpa ha molto più da offrire del semplice camminare” ha conquistato immediatamente tutto il genere femminile, rendendo lo stilista una leggenda nel mondo delle calzature. Un paio di Louboutin ai piedi, con l’inconfondibile suola rossa, ha il potere di far sentire elegante e raffinata qualsiasi donna e, ogni collezione di scarpe che si rispetti, deve vantarne almeno un paio. Ispirato dalla consapevolezza che “tutte le donne desiderano avere gambe più lunghe”, nel 2013, Louboutin ha lanciato la prima capsule collection Nude, nella tonalità più richiesta del beige, con l’intento di creare quell’effetto nudo in grado di eliminare lo stacco di colore tra la pelle del piede e la scarpa per raggiungere il risultato di allungare otticamente le gambe. La linea, che ha riscosso da subito un successo senza precedenti, facendo impazzire le donne e le celebrità di mezzo mondo, è stata recentemente ampliata. La New Nude è stata presentata nel mese di agosto al Bergdorf Goodman Store di New York. Lo stilista ha comunicato di aver lavorato sulle nuance dei colori che oggi spaziano dal fair blush al chestnut e di aver inserito altri due stili: il Deepik e il Dorissima. Avendo creato cinque tonalità in grado di richiamare diversi tipi di carnagione, Louboutin auspica che un maggior numero di donne possa indossare questa linea e promette, per il prossimo anno, di aggiungere due nuove tonalità alla sua collezione, arrivando ad averne un totale di ben sette. Come diceva Marilyn Monroe “Date a una donna le scarpe giuste e conquisterà il mondo”. italian Masterpieces poltrona archibald. designed by J.M. MassaUd. sala del the, palazzo colonna, roMa poltronafrau.com l’intelligenza delle Mani 36 37 Moda Lifestyle Collection BUGATTI I l brand Bugatti ha da poco presentato la collezione lifestyle Autunno/Inverno 2015 che riflette la strategia supersportiva della casa automobilistica francese. “Bugatti non vuol dire soltanto tecnologia avanzata e performance mozzafiato, ma anche arte, design e raffinatezza”. Si esprime così il Dott. Wolfgang Schreiber, Presidente di Bugatti Automobiles, introducendo la Lifestyle Collection Bugatti che rappresenta l’espressione autentica di ‘luxury’ lifestyle di una casa automobilistica. La collezione, che prende spunto dalla grande eredità del brand e dalla visione futuristica del suo fondatore, è progettata per il gentleman moderno e comprende due linee: l’elegante EB Collection e la Luxury Performance Collection, entrambe totalmente made in Italy. Nella collezione EB spicca il Flamboyant, con una collezione che è eccentrica ma anche estremamente raffinata e pensata per gli uomini che apprezzano l’attenzione al dettaglio e l’artigianato intelligente. Combina seta e cashmere, jacquard con broccati e ricami e riflette il dettaglio degli interni dei motori d’epoca, dei raggi delle ruote e delle scocche in fibra di carbonio Bugatti. Il must have è la brillante selezione di cappotti in canguro, visone e due strati di cashmere, da indossare sopra giacche destrutturate che riprendono l’ispirazione delle auto da corsa. Per la stagione delle feste è assolutamente perfetto il Blue Carpet Soirée, allo stesso tempo glamour e sofisticato, che ha la sua massima espressione nello smoking in seta e cotone allungato. 38 39 Conclude questa linea ricercata la serie di capi dedicata a tutti coloro che preferiscono un look classico e raffinato e si caratterizza per l’elegante tavolozza Bugatti dei colori blu. La seconda linea d’abbigliamento Bugatti è la Luxury Performance e vanta una collezione sportiva che combina i migliori materiali a processi di alta tecnologia, per riuscire a offrire il massimo livello di lusso contemporaneo. La nota di estrema esclusività che la casa automobilistica francese dedica ai suoi clienti è il programma Tailor Made /Bespoke, rivolto unicamente a chi possiede una Bugatti: i modelli, realizzati con i materiali più ricercati, verranno realizzati solo su richiesta e appuntamento. Bugatti non vuol dire soltanto tecnologia avanzata e performance mozzafiato, ma anche arte, design e raffinatezza 40 41 Gallery 1 2 1 ACE WOOD è la versione più calda in legno appartenente alla famiglia ACE di sedute, disegnato da Jean-Marie Massaud per Viccarbe. Caratterizzato dalle sue peculiari sfaccettature geometriche che abbracciano la seduta, ACE WOOD è una sedia sostenuta disponibile in due versioni con o senza braccioli. La Bentley Luxury Collection debutta al Salone di Francoforte insieme all’attesa supercar Bentayga. Pensata per uomo e donna, contiene oltre 300 nuovi accessori divisi in sette categorie, a seconda della destinazione d’uso: Affari, Stile, Casa, Heritage, Bespoke, Colore e Bentley. Nell’immagine, la borsa in pelle della serie weekender, con due tasche zip sul pannello frontale e con la cucitura che richiama quella del volante della Continental GT. 6 5 3 4 2 5 3 4 I nuovi iPhone 6s e iPhone 6s Plus, gli iPhone più evoluti di sempre, sono già disponibili e sembrerebbe che si apprestino a stabilire un nuovo record di vendite. Realizzati in alluminio serie 7000, con splendide finiture metallizzate fra cui il nuovo oro rosa incorporano nuove caratteristiche come la rivoluzionaria interfaccia Multi-Touch, il Display Retina HD in vetro più resistente rispetto a qualsiasi altro smartphone; i Video in alta definizione con il supporto per il 4K e una risoluzione di 3840x2160 e oltre 8 milioni di pixel. La nuova funzione Live Photos per splendide foto da 12 megapixel che, con una semplice pressione, mostrano gli istanti immediatamente precedenti e successivi allo scatto. www.apple.com 3 4 1 Di lusso, sofisticata e funzionale, la collezione in pelle Sartorial è la compagna perfetta per il moderno viaggiatore del mondo. Creata per soddisfare le esigenze del viaggiatore internazionale di oggi senza dimenticare tradizione ed eleganza due caratteristiche chiave che definiscono la nuova linea Montblanc Sartorial. Per maggiori info: www.montblanc.it Legno naturale: la moda sceglie il calore di questa nuance per colorare il guardaroba - dagli abiti agli accessori della prossima stagione autunnale, ormai alle porte. Per chi desidera essere sempre trendy e glamour, può scegliere uno dei 12 modelli di occhiali in legno mywoodi - 5 da sole e 7 da vista – proposti in 6 differenti legni/colorazioni. Prodotti in Italia utilizzando legni provenienti da tutto il mondo, gli occhiali mywoodi si caratterizzano per uno stile pulito e lineare molto moderno ed estremamente cool. Il tutto ad un prezzo decisamente aggressivo per poter rendere accessibile a tutti una montatura in legno, leggera, divertente e assolutamente di gusto. Composti da otto strati di legno, si distinguono per le colorazioni particolarmente fresche e alla moda. 60 le fasi di lavorazione di cui 15 realizzate a mano per un peso complessivo di 13 grammi. Una cerniera laterale non visibile dall’esterno completa il tutto. 2 1 3 4 5 6 6 Per un’esperienza d’ascolto in car che va oltre la qualità audio del CD. Sony compie un ulteriore passo avanti in termini di audio Hi-Res, a dimostrazione che l’eccellenza acustica è ormai uno standard del lusso in tutti i contesti di ascolto e presenta la sua nuova gamma di impianti audio in-car ad Alta Risoluzione, che comprende l’unità RSX-GS9, l’amplificatore a 4 canali XM-GS4, il super tweeter XSGS1, il subwoofer XS-GSW121D, l’amplificatore mono XM-GS100, i diffusori posteriori XS-GS6921e i diffusori anteriori XS-GS1621. La linea di prodotti di Sony per l’audio Hi-Res in-car sarà disponibile da gennaio 2016. Per maggiori informazioni, visitare il sito sony.it. 5 6 2 Giorgio Armani Bag della selezione dei nuovi accessori Giorgio Armani dall’inconfondibile stile iconico. Caratterizzata da linee contemporanee e finiture raffinate, è stata realizzata con lavorazioni esclusive. Style Collection Bentley La collezione Style di Bentley si arricchisce di sciarpe realizzate seguendo il design inconfondibile di Bentley che riporta i concetti dell’alta moda, come le stampe astratte, sugli accessori di uso pratico. Collezione Trench - Burberry Occhiali da sole della collezione Trench con montatura tonda, realizzati in acetato oro e stanghette dorate con lenti antigraffio e sfumate. 100% di protezione UV. Cloe Le Pupe Brand di gioielli divertenti e alla moda che hanno come protagoniste delle bamboline abbigliate con vestiti colorati. La collezione è tutta in bronzo placcato oro oppure in rodio ed è arricchita con cristalli e dettagli ricercati che rendono unico ogni look. Gucci Jewelry Collezione Trademark che coniuga tradizione e modernità con un’interpretazione contemporanea dei gioielli con ciondoli. Interamente in argento, comprende bracciale e collana abbinati e reca, su ogni pezzo, l’inconfondibile marchio “Gucci Made in Italy”. Olive-Tiffany Disegnata da Paloma Picasso per Tiffany, la linea Olive Leaf è ispirata all’ulivo, simbolo di pace e abbondanza e rispecchia la vegetazione che circonda la sua casa in Marocco. Questa elegante e raffinata profusione di foglie vuole dare un messaggio di bellezza e serenità. 42 43 Benessere Il benessere psicofisico? UNA PRIORITA’ DI VITA di Chiara Dal Magro Pur anelando al raggiungimento di un benessere psicofisico che ci accompagni per tutta la vita, la realtà quotidiana ci vede sempre troppo indaffarati per cominciare a occuparci di noi stessi in maniera propositiva. Così il tempo passa e il “rimandare a domani” diventa la nostra filosofia di vita. E’ bene non ignorare, però, che dal benessere psicofisico dipende la nostra qualità di vita e, come ci spiegherà uno dei massimi specialisti del settore, sarebbe opportuno considerare il suo raggiungimento come una priorità e non come un’opzione facoltativa. Nonostante il benessere dell’individuo sia un fattore comune sia alla cultura occidentale, che a quella orientale, la visione dell’individuo è invece totalmente differente. Più selettiva quella degli occidentali, che si concentra separatamente su ciascun organo, ne indaga i sintomi e li cura; olistica invece quella degli orientali che concepiscono l’individuo come un insieme e agiscono contemporaneamente su diversi livelli: fisico, mentale e il profondo sé. Abbiamo intervistato il Prof. Franco Nocchi, docente di “PsicoPedagogia dei Gruppi”, “Psicologia del Comportamento” e “Medicina tradizionale Cinese” presso l’Università di Pisa che ci spiegherà, in dettaglio, come cominciare il nostro percorso individuale e quali saranno gli inestimabili benefici derivanti dalla sinergia tra un corpo e una mente sani. Prof. Nocchi, cosa rappresenta per lei il benessere psicofisico? E’ una costante e continua ricerca di Equilibrio che deve avere come protagonista principale la nostra mente. Il mantenimento dello stato di ben-Essere ha sempre a che fare con il rapporto che la Persona riesce a intrattenere quotidianamente con il proprio corpo, con il proprio Sé e con l’ambiente che lo circonda. Il reale ben-Essere, quindi, si può avere solamente quando Mente e Corpo sono in efficiente e costante sinergia. Il termine sinergia evoca sempre un’idea positiva e, spesso, nella vita, utilizzare in maniera sinergica gli strumenti che abbiamo a disposizione ci porta a ottenere, in qualsiasi campo, ottimi risultati. Come si ottiene una completa sinergia tra il proprio corpo e la propria mente? La Medicina Tradizionale Cinese inquadra il mondo intero, e dunque anche l’Uomo, in una visione olistica: ogni fenomeno non può essere compreso se non è studiato in relazione ad altre categorie fenomeniche. In un’ottica di tal genere, l’uomo vive costantemente nell’olistica interazione di quattro “sfere”: corporea, energetica, psicoemozionale e spirituale. Queste quattro sfere sono indipendenti ma, al tempo stesso, in continua interdipendenza l’una rispetto all’altra. Ogni malattia ha origine dai disequilibri che nascono a livello della sfera psicoemozionale, successivamente di quella energetica e si manifestano solo alla fine nella patologia a livello della sfera corporea. Quando si parla di “sfera psicoemozionale” si parla, prima di tutto, di emozioni e in particolar modo della capacità data a ciascuna mente, se opportunamente “allenata”, di poter gestire le stesse. Esiste un’idea diffusa e preconcetta che porta a considerare le emozioni come negative o positive “in sé”. La verità è che ogni emozione è solamente un’informazione che muove nella persona una fisiologica reazione a uno stimolo ambientale: un’emozione costituisce dunque un fisiologico impulso ad agire (la radice stessa della parola “emozione” è il verbo latino moveo “muovere”, con l’aggiunta del prefisso “e” “movimento da”, proprio per indicare che in ogni emozione è implicita una tendenza verso l’azione). Questo impulso ad agire possiede una potenziale funzione di garantire e favorire la vita. Non esiste quindi un’emozione in sé negativa o positiva: sono le emozioni eccessive, mal gestite e/o cronicamente trattenute che fanno nascere le sensazioni di mal-essere e le patologie. Quando le emozioni non sono ben gestite e controllate, il loro naturale e costitutivo “impulso ad agire” andrà a implodere e a “scaricarsi” negativamente sulla e nella persona a tutti e quattro i livelli. La sfera corporea, in particolare, viene spinta verso disequilibri energetici che, se non tempestivamente riarmonizzati, vanno ad aumentare, nel tempo, in qualità e quantità. La somatizzazione della cattiva gestione emozionale va nel medio/lungo periodo a causare danni organici destinati a lasciare per sempre la loro impronta sul corpo. Traducendo in pratica? Ognuno di noi ha fatto esperienza più o meno profonda di quanto un’emozione mal gestita possa provocare repentini cambiamenti, anche devastanti, sul nostro “sistema persona”. I cambiamenti che scaturiscono da una cattiva gestione delle emozioni avvengono sia a livello fisiologico, con modificazioni fisiche e fisiologiche (insonnia, respirazione corta, pressione arteriosa elevata, disturbi del ritmo cardiaco, digestione difficile, emicranie, astenia, gastrite, colite, stipsi, impotenza/frigidità), con rigidità a carico del sistema osteo articolare e/o a vari livelli del rachide vertebrale, psoriasi che psicologico/comportamentale, manifestandosi con ansia, stress, depressione, cambiamento delle espressioni facciali, modificazioni della postura, del tono della voce, anoressia, bulimia, modifica della sensazione soggettiva (anche nelle relazioni interpersonali), alterazione del controllo di sé e delle proprie abilità cognitive. Il problema è che la nostra cultura e la nostra società non prevede un insegnamento specifico mirato a farci “prender confidenza”, sin da bambini, con le emozioni. Eppure basterebbe davvero poco perché le emozioni seguono sequenze logiche che possono essere riconosciute e quindi ben gestite da chiunque. E’ solo da pochi anni, infatti, che l’OMS ha riformulato il concetto di salute passando da un’idea, radicata per secoli, di “assenza di malattia” a un’idea di benessere fisico mentale e sociale. L’essenza di questo concetto però è ben lontana dall’essere assimilata dal mondo in generale e da quello medico in particolare. Si può avere salute intesa come assenza di malattia corporea e ottima forma fisica ma gravitare in uno stato di profondo malessere oppure si può essere in uno stato di salute psicoemozionale ma avere un corpo fragile e caduco. Solo se mente e corpo vengono educati e allenati in parallelo con i giusti strumenti si può ottenere la loro reale sinergia. Il vero ben-Essere è allora, come prima dicevo, una ricerca costante e continua di Equilibrio che passa necessariamente per l’acquisizione della capacità di gestire le emozioni (sviluppo dell’Intelligenza emotiva) in un regime di corretta cura del corpo. Questa è l’unica “conditio sine qua non” per riuscire a mettere in reale sinergia non solo Mente e Corpo ma tutte le quattro sfere che compongono il “sistema olistico Persona”. Quali sono nella vita quotidiana i primi passi concreti da compiere per il suo raggiungimento? Una cura equilibrata e non narcisistica della buona funzionalità della sfera corporea è sicuramente importante. Ogni persona, a qualunque età, deve svolgere un esercizio fisico regolare ed equilibrato e seguire un’alimentazione corretta ma, in relazione a quanto detto prima, questo non può essere sufficiente. Un alleato potentissimo, a disposizione di tutti ma sottovalutato e mal utilizzato dalla maggior parte delle persone, che è il fulcro per la gestione delle emozioni, è il respiro. E’ necessario imparare quindi l’uso funzionale della respirazione. Un antico aforisma taoista recita: “vivi ogni minuto cercando di fare in modo che la mente sia l’imperatore, il respiro il comandante e il corpo la truppa. Solo così il tuo impero (persona) sarà ricco e longevo”. In cosa consiste l’uso funzionale della respirazione? Prima di tutto bisogna prendere consapevolezza della necessità di rendere ogni atto respiratorio più lungo e controllato possibile e soprattutto dare dignità assoluta a quella che è la fase più importante della respirazione: l’assenza controllata di respiro, più comunemente chiamata apnea. Invito tutti a fare questo semplice ma fondamentale esercizio: mettersi seduti in una posizione comoda e iniziare a respirare profondamente. Focalizzare un problema che sta creando sensazioni e/o reazioni negative e dare un nome a quel problema. Svuotare bene i polmoni e poi inspirare più lentamente possibile, cercando di allentare le tensioni del corpo a partire dalle rigidità della zona scapolo omerale. Trattenere il respiro per alimentare maggiormente la sensazione di rilassamento già cercata nella fase inspiratoria e visualizzare, nell’ultima parte della fase di apnea, il nome dato al problema. Espirare lentamente e profondamente, immaginando di far fuoriuscire assieme all’aria “quel” nome assieme alle sensazioni negative, ai pensieri negativi associati ed espirare il nome e tutte le negatività lontano da noi, lentamente ma inesorabilmente. Ripetere per almeno 8/10 atti respiratori completi. Prendiamo l’abitudine di svolgere questo esercizio, della durata di pochissimi minuti, più volte durante la giornata ma soprattutto al risveglio e prima di coricarsi. E’ importante fare questo esercizio prima di addormentarsi perché il sonno è un amplificatore degli stati psicoemozionali che viviamo durante la giornata e che ci portiamo a letto senza averli adeguatamente armonizzati e opportunamente “respirati”. Con la pratica quotidiana, in un tempo che varia in rapporto alla soggettiva predisposizione ma comunque ragionevolmente breve, avremo la possibilità di iniziare a utilizzare la respirazione funzionale per controllare a livello preventivo le emozioni ed evitare così di essere controllati da esse nelle reazioni. Chiaramente, come già ho detto, questo è solo un primo passo. Esistono molte altre tecniche ma il percorso più avanzato deve essere fatto dietro una guida vigile e preparata. Nei seminari che dirigo a cadenza mensile, sia nel mio centro a Pisa che in vari centri italiani, di meditazione per la gestione emozionale, di Chi Kung e di tecniche varie di Antica Medicina Cinese, il mio obiettivo è quello di lasciare immediatamente ai praticanti degli strumenti pratici da investire nella loro quotidianità per il perseguimento del proprio ben-essere. Quali sono le idee preconcette e le cattive abitudini più frequenti da dover “cancellare” per cominciare questo percorso? La più diffusa tra le cattive abitudini è figlia legittima della mentalità della società industriale avanzata: l’incapacità e/o la non volontà di ritagliarsi delle “pause funzionali” nel corso della giornata e ciò costituisce un enorme ostacolo verso il conseguimento del ben-essere individuale. In questa società dell’efficientismo produttivo, tendiamo a essere tutti guidati da un modello di azione che ci forza al continuo movimento in funzione, per l’appunto, dell’attività produttiva. La maggior parte delle persone che conosco passano freneticamente da un’attività all’altra, svolgendo, anche diverse attività in contemporanea e disperdendo così, quotidianamente e costantemente, la loro energia vitale. Accumulano denaro e prestigio sociale ma si allontanano sempre più dalla soglia del ben-essere. Sono convinti che ritagliarsi uno/due periodi all’anno di ferie possa essere utile per “ricaricare” la batteria ma spesso le ferie diventano un evidenziatore delle tensioni accumulate durante l’anno lavorativo e iniziano a essere veramente utili solo negli ultimi giorni, che precedono il ritmo frenetico dei nuovi impegni. Detto questo, il perseguimento del ben-essere passa per la necessità di sapersi ritagliare 44 45 pause quotidiane durante le quali perseguire l’armonizzazione delle proprie energie psicoemozionali. Programmare delle pause non è oziare ma prendersi delle piccole e fondamentali parentesi di riequilibrio e di “riarmonizzazione” personale che andranno a nutrire e ad alimentare tutto il resto della giornata in ogni attività che andremo a svolgere. Quanto differisce la mentalità orientale da quella occidentale nell’approccio al benessere personale? Cos’è in grado d’insegnarci la sinergia tra queste due culture? In Occidente è da sempre netta la separazione e la dicotomia tra anima e corpo. Il corpo è stato sempre oggetto di un vero e proprio processo di occultamento culturale, un processo che è stato alimentato per secoli partendo dalla concezione platonica che vede il corpo come tomba dell’anima, passando per la demonizzazione del corpo operata dalla religione cristiana, rafforzata nel dualismo cartesiano “res cogitans” “res extensa” e radicata culturalmente nella visione meccanicistica degli albori della medicina occidentale. Il corpo è così divenuto una macchina alla quale bastava cambiare dei pezzi, qualora ce ne fosse stato bisogno: questa è una delle affermazioni di Julien Offroy de La Mettrie (“mèdecinphilosophe”, 1709-1751). Ben diversa è la situazione nella cultura orientale. In tutte le cosiddette “religioni etiche orientali” (taoismo, buddismo, induismo) la materialità corporea è la condizione necessaria per raggiungere la spiritualità. In particolare il taoismo, come già detto, vede l’unitarietà e l’interdipendenza assoluta di ognuna delle quattro sfere componenti la persona dove il corpo è addirittura il ponte di accesso ad ognuna delle altre tre sfere. Corpo e spirito, corpo e anima non sono separati ed è solo attraverso le giuste pratiche del corpo che si può ottenere la pulizia dell’anima e l’elevazione dello spirito. Nel taoismo non esiste “ciò che non è”, anche la sfera più prettamente spirituale passa dalla corporeità ed è chiaramente individuabile come esperienza sensoriale. In questa cornice, si capisce come da sempre la Medicina Orientale (cinese e tibetana in particolare) persegua l’equilibrio preventivo di tutte le energie agenti in foto Prof. Franco Nocchi nella persona “olisticamente” intesa, nella consapevolezza che detto equilibrio passa necessariamente anche per il saper gestire in maniera efficace gli impulsi emozionali, per adottare un buon stile di vita e per saper costruire dei rapporti interpersonali all’insegna dell’armonia e della positività. Oggi è ormai chiaro che lo stato di salute dipende non tanto dall’assenza di malattia, ma anche dal tipo di risposta della persona alle malattie esistenziali e alle difficoltà sociali. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha spostato l’originale idea di salute verso un’idea di benessere fisico, mentale e sociale. Ci parla un po’ di lei? Com’è giunto a questo livello di conoscenza? Qual è stato il suo percorso personale? Ho iniziato a praticare Judo nel 1966, all’età di quattro anni per poi proseguire con lo studio del Karate ma è all’età di dodici anni che ho fatto l’incontro decisivo per il mio percorso di vita, conoscendo, all’interno di una manifestazione di Arti Marziali, colui che sarebbe diventato la mia Guida personale, prima ancora che il mio Maestro, nelle Discipline tradizionali cinesi: il Maestro Huang Wan De. Il Maestro, grande combattente e grande esperto di Medicina Tradizionale Cinese, fuggì dalla Cina nel 1952 per non soccombere agli orrori dell’epurazione culturale maoista e, una volta giunto in Italia, aprì una Scuola di Kung Fu tradizionale vicino a Firenze dove mio padre, mi accompagnava in auto da Pisa, per quattro sere la settimana. Con gli insegnamenti del Maestro Huang, mi fu subito chiara “l’Essenza” delle antiche Arti: più il praticante progrediva nello studio delle tecniche di combattimento, più aveva il dovere di conoscere le Arti Mediche e di coltivare le Arti Gentili. Questo perché lo studio della Medicina, della Poesia, della Letteratura e della Musica (aspetti “yin” morbidi, dello scibile) andava a “compensare” e mitigare gli aspetti eccessivamente “yang” (esteriori, duri) sviluppati con lo studio delle tecniche di combattimento. In seguito, ho effettuato il tradizionale percorso di studi “occidentali” in ambito psicologico, antropologico e masso fisioterapico, che mi ha portato a prendere consapevolezza, non senza iniziale sorpresa, di quanto ogni “scoperta” della scienza moderna nel campo delle caratteristiche psicofisiche dell’uomo avesse già risposte esaustive nei testi dell’antica medicina di 4000 anni fa. Ci tengo inoltre a raccontare che il mio Maestro ha molto insistito perché integrassi il mio percorso con lo studio della musica. Oggi sono musicista e compositore e tengo in tutta la penisola concerti di solidarietà durante i quali metto in scena quella che è la mia “visione olistica” dell’Arte. Danza, poesia, pittura, recitazione, arti marziali, gocce di saggezza buddista e taoista, fluiscono accompagnate e amalgamate dalla mia musica e dalle mie canzoni. Sono felice di essere l’autore della canzone “Amico Papa” (l’unica canzone al mondo autorizzata dalla Santa Sede che contiene la voce di Papa Francesco in ben 3 passaggi), i cui proventi sono destinati a sostenere il reparto oncoematologico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e sto infine presentando un CD che contiene il singolo, “Anche se non so volare”, che servirà a dare un contributo alla fondazione ARCO e alla ricerca oncologica. Personalmente, ritengo di essere un privilegiato, soprattutto nell’avere la possibilità di essere in costante contatto con i giovani, sia nelle palestre, sia nelle aule universitarie, sia nei teatri e, avendo costantemente occasione di verificare quanto sia limitata e limitante la formazione accademica occidentale, cerco, in ogni occasione, di trasmettere le preziose nozioni che ho avuto la fortuna di apprendere e di invitare ogni persona a mettere i propri doni a servizio dei meno fortunati. www.franconocchimusic.it www.sifufranconocchi.it Arte Mostre IN CORSO GLI ORTI DEL PARADISO: GUSTO E BELLEZZA DAL GIARDINO ALLA TAVOLA Dal 5 settembre al 8 dicembre Filatoio di Caraglio (CN) Mostra dedicata al tema del giardino, luogo di natura e civiltà, fonte d’ispirazione di opere d’arte pittoriche, grafiche e plastiche, oltre che essere uno dei grandi temi dell’architettura di tutti i tempi. FULVO BIANCONI ALLA VENINI Dal 13 settembre 2015 al 10 gennaio 2016 Isola di San Giorgio Maggiore (Venezia) Mostra dedicata ai designer che hanno lavorato per la storica vetreria muranese. GIOTTO Dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016 Palazzo Reale (Milano) L’omaggio di Milano a uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana, con una mostra che vuole essere un viaggio ideale sulle orme di Giotto, nei primi decenni del’300. LA GRANDE MADRE Dal 26 agosto al 15 novembre Palazzo Reale (Milano) Il palinsesto di Expo in città propone una mostra prestigiosa che offre uno sguardo sulla maternità e sulla condizione femminile, filtrato attraverso un secolo di opere d’arte che ripropongono, oggi, questioni non solo presenti ma spesso irrisolte. Occasione per riflettere sui valori di cui la donna è portatrice in ogni settore sociale. 46 47 Food Pescheria con cottura LO VEDI, LO SCEGLI LO GUSTI 200 mq, 70 coperti e un’area all’aperto, a pochi passi da Piazza Sant’Oronzo. In un ambiente easy ma ricercato, con volte a botte in pietra leccese, tavoli di recupero, lampade vintage e, attorniati dalle opere di grande impatto di Stefano Pilato (che lavora con materiali restituiti dal mare) e Massimo Maci (glass designer), è possibile scegliere e gustare una grande varietà di pesce freschissimo, direttamente dal banco alla tavola, proprio come recita il claim di questa Pescheria con cottura: “Lo vedi, lo scegli, lo gusti”. Il cuore del locale è il banco, con le sue piastrelle bianche diamantate, che dispone un’offerta di pescato d’eccellenza in bella vista. La formula è semplice: si sceglie la qualità e la quantità di pesce fresco desiderata direttamente dal banco della pescheria, si comunica il tipo di cottura desiderata, ci si siede al tavolo e, quando le portate sono pronte, si ritirano direttamente dalla cucina. Siamo all’interno della Pescheria con Cottura di Marco Cimmino e Fabio Ingrosso, che, a Lecce, riscuote un grandissimo successo e che è caratterizzata da un preciso stile di ristorazione, informale ma curato in ogni dettaglio. Sotto la guida dello chef Alberto Putti, è stato creato un menu basic che comprende il pesce crudo, fritto, alla piastra e al forno al quale sono stati aggiunti personalmente dallo chef ulteriori piatti interessanti come i “cavatelli ai tre pomodori (san marzano, secco, ciliegino e ramato) con calamari su crema di ceci”, “i “tagliolini al ragù di seppia e concassé ai pomodori” e i “tunaburger a coltello con pomodori secchi” oltre a diversi contorni e ai piatti del giorno. Pescheria con cottura - Via dei Mocenigo, 23 Lecce - www.pescheriaconcottura.it 50 51 Food Vermut, gusto INCONFONDIBILE Design Tonda Design INNOVATIVO E RICONOSCIBILE di Alessandro Ferrari T Ritorna di gran moda una delle bevande più antiche, il Vermut (o Vermouth) dopo un periodo di minor attenzione dovuto a nuove tendenze di consumo. Grazie alla sua storia, alle caratteristiche di prodotto tradizionale e al successo dei cocktail, il vermut ha risalito la classifica delle vendite tanto da far rinvigorire antichi marchi artigianali. Occorre precisare che stiamo parlando di una delle bevande più antiche dell’umanità (la prima ricetta conosciuta di questa bevanda proviene dall’antica Roma e la firma Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia) Che il vermut sia tornato a fare tendenza e a risalire nella classifica dei gusti dei consumatori basta dare uno sguardo al bancone dei bar più in voga e vi accorgerete del nuovo boom del vermut, ormai minimo comune denominatore per miscelare le nuove creazioni di bartneder attenti ai gusti dei propri clienti. Il vermut, o vermouth è un vino liquoroso, aromatizzato attraverso l’infusione di una miscela di erbe (tra le quali l’assenzio) in vino genuino di produzione italiana e alcool. Ne esistono tipologie differenti: rosso, bianco, rosato e dry. È l’ingrediente base di alcuni fra i cocktail più famosi al mondo. La nascita del vermut in Italia si fa risalire ad Antonio Benedetto Carpano che, nel 1786 a Torino, ne creò la ricetta originale che prevedeva l’utilizzo di vino moscato di uve di Canelli (Piemonte). Oggi si utilizzano anche altri vini bianchi di altre regioni, come l’Emilia Romagna, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna. Dopo Carpano anche Martini&Rossi, Cinzano e Gancia si cimentarono con la produzione del vermut e, tra gli anni ’50 e ’60, la bevanda conobbe un periodo di grande diffusione (in tutte le più grandi città del mondo era presente una “Terrazza Martini”). Dopo un periodo di declino, dovuto non solo a fattori di mercato, ma anche a scelte strategiche delle case produttrici, oggi il vermut ritorna di gran moda soprattutto per la tendenza a offrire drink “vintage”, ossia drink classici basati su antiche ricette provenienti da vecchi cocktail book e dobbiamo ringraziare gli Stati Uniti, terra dei cocktail e del bartending, se il vermut italiano ritorna in auge e vi è una nuova e forte riproposizione del cocktail Martini -miscelazione di gin e vermut dry- e del vermut Carpano Antica Formula. Così è tutto un rifiorire di attività delle case produttrici per spingere le vendite in alto con la creazione di prodotti premium: per celebrare i 150 anni del vermut Martini&Rossi, nasce Gran Lusso, vermut rosso secondo tradizione originale, in edizione limitata. Cinzano lancia Cinzano Vermouth 1757, il suo prodotto premium. Carpano, oltre all’Antica Formula, propone la versione dry. Ma non sono solo rose e fiori. I più critici credono che la rivitalizzazione del vermut sia dovuta in buona parte all’ascesa dell’estetica hipster che, di fatto, ha eletto il vino liquoroso a bevanda cool. onda Design nasce dall’incontro di due figure artistiche poliedriche, Melinda Massaro e Tonio Pede che, attraverso l’arte e una sapiente progettualità, creano oggetti unici dallo stile originale ed essenziale. L’ispirazione nasce dal territorio pugliese, ricco di tradizione e spunti sensoriali, che ritroviamo in ogni oggetto creato artigianalmente. La mission di Tonda Design è, infatti, proprio quella di creare oggetti funzionali e capaci di raccontare il territorio, lasciando trasparire la personalità dell’artista. L’anima progressista di Tonda design emerge dalla continua ricerca dei materiali e dalla costante sperimentazione di forme sempre nuove, per un brand innovativo e riconoscibile. LAMPADA BOX-D Lampada da parete in legno massello-faggio, vetro extrachiaro, vetro riciclato (bottiglie) taglio/molatura/incollaggio a raggi UV. Prodotto di esclusiva fattura artigianale. mis: cm 40x40x14 P cm 30x03x14 P Creata da Massimo Maci 52 53 Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera ZEPPELIN Lampada d’ambiente in noce canaletto e frassino. Mis. 50x20x15 cm - Creata da Tonio Pede LUCIGNOLO Lampada da tavolo in legno massello di noce canaletto o frassino, sorgente luminosa a LED da 5w orientabile. Mis. 70x100x14 cm - Creata da Tonio Pede. Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera AIFAI Sideboard dedicato all’alta fedeltà audio in listellato di noce e lamellare d’abete texturizzato. E’ un mobile pensato per l’audiofilo, i cassetti sono dimensionati per accogliere i dischi in vinile mentre i vani apribili a ribalta scoprono l’impianto audio integrato 30 + 30 watt con amplificatore on board mono via. Misure 180x70x50 cm. Creato da Tonio Pede, “Interprete del legno” che considera il materiale per eccellenza. La sua cifra stilistica consiste nell’alternanza di pieni e vuoti, negli spessori materici rastremati fino a donare leggerezza a ogni manufatto creato. Tonda design è per lui esplorazione di nuove possibilità formali e materiche, ma anche un modo di comunicare l’immagine. Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera 54 Credits: Ph di Fabrizio Cirfiera MOLLINO DESK TWO Scrittoio in abete spazzolato e noce canaletto con cassettiera 3 cassetti - Mis.185x80x79 cm Creato da Tonio Pede Coffe Table in legno e pietra leccese dimensioni: 48x40x45 cm Ebanista: Tonio Pede 56 57 Vediamo quali con il Dr. Guido Maronati, specialista in chirurga plastica, ricostruttiva ed estetica presso il Poliambulatorio Dr. Gerardo Schiatti in Desio. Beauty Medicina Estetica LA “PAUSA PRANZO” CHE RINGIOVANISCE Dr. Maronati, quali sono le giuste motivazioni che dovrebbero spingere una persona ad effettuare un trattamento di medicina estetica? La motivazione principale deve essere la percezione di un inestetismo da parte del paziente e il desiderio di correggerlo, unitamente al desiderio di volersi mantenere giovani e piacenti, conservando la freschezza tipica della gioventù. Tutto ciò rientra in un desiderio sempre più attuale di ricerca del benessere psicofisico, raggiungibile anche con la medicina estetica e uno stile di vita e un’alimentazione corretti. Quando è il “momento” giusto per farlo? di Chiara Dal Magro In realtà ogni momento può essere quello giusto: ci sono pazienti che si sottopongono a trattamenti di medicina estetica già da giovani, pensando soprattutto alla prevenzione, mentre altri che aspettano l’avanzare degli anni e la comparsa di un inestetismo. Noi operiamo in una struttura che si occupa prevalentemente di odontoiatria e capita spesso che al termine di un trattamento odontoiatrico il paziente voglia migliorare l’estetica del suo sorriso anche con trattamenti complementari di medicina estetica come il riempimento delle rughe in zona periorale (codice a barre) o il rimodellamento delle labbra. Dopo aver messo in ordine una bocca che presentava problemi a livello di allineamento o di colorazione dei denti perché tenersi delle rughette che si possono velocemente eliminare? Quali sono i criteri fondamentali per scegliere lo specialista? Quali invece quelli per selezionare la struttura? Bisognerebbe sempre affidarsi a specialisti in medicina o chirurgia estetica, diffidando soprattutto dei “tuttologi”. Se lo specialista è serio, di conseguenza lo è anche la struttura nella quale lavora. Quali sono le possibili complicazioni che possono accadere? Le possibili complicanze sono sempre meno frequenti, di lieve entità, facilmente correggibili e spesso correlate all’inesperienza dell’operatore. Le più comuni sono la comparsa di ecchimosi, di edema e più raramente l’asimmetria. Quali sono le variabili che fanno la differenza sul risultato finale che, in teoria, dovrebbe donare un aspetto naturale e non artefatto? Le variabili che possono portare a un buono o cattivo risultato sono in primo luogo la competenza del medico e la qualità dei materiali scelti, in secondo luogo le richieste e le aspettative dei pazienti. E’ estremamente importante la capacità del medico di entrare in empatia col paziente, trasformandosi, molto frequentemente, in uno psicologo. Far capire che certe esagerazioni, non solo non sono raggiungibili, ma che ne danneggerebbero l’aspetto, è compito di un bravo medico estetico. Quando un chirurgo dovrebbe dire di no? Un chirurgo dovrebbe dire di no quando non ci sono le giuste indicazioni per procedere, quando sono presenti delle controindicazioni e quando le richieste o le aspettative dei pazienti sono esagerate. In poche parole, quando si rende conto che il risultato richiesto non segue regole etiche ed estetiche. A lei capita spesso di farlo? Ogni tanto devo dire di no e mi rifiuto di eseguire alcuni trattamenti. Fortunatamente, mi capita di rado perché mi piace costruire un rapporto di fiducia con i miei pazienti e quindi solitamente si affidano a me e seguono i miei suggerimenti. www.gerardoschiatti.it Quali sono gli interventi più richiesti? Ce li può descrivere in dettaglio? Gli interventi più richiesti sono i riempimenti con acido ialuronico, per ridare forma e volume a solchi, labbra e zigomi, il trattamento delle rughe mimiche del viso con tossina botulinica, per migliorare soprattutto la regione frontale e perioculare e, infine, la biorivitalizzazione cutanea per rallentare l’invecchiamento della pelle. Attualmente vengono richiesti molto tutti quegli interventi utili a ridare tono alla cute come ad esempio i fili, fino a poco tempo fa di pertinenza esclusivamente chirurgica. Tutti gli interventi fino a qui citati, fanno parte di quelli che si definiscono simpaticamente “trattamenti della pausa pranzo” cioè rapidi e che non lasciano segni visibili, così da permettere un rientro in ufficio senza destar sospetti. In cosa consistono gli interventi di medicina estetica e in che modo è diventata meno invasiva? C ome diceva Aristotele “la bellezza è la miglior lettera di raccomandazione per una donna” e, nella vita, c’è chi nasce baciato dalla fortuna e chi invece è costretto a grandi sacrifici e privazioni per tentare di possederne almeno un po’. In ogni caso, identica per tutti, è l’inesorabile azione che il trascorrere del tempo lascia su ciascun viso e ciascun corpo. Per chi vive nel XXI secolo, porvi rimedio non è poi così complicato e rimandare indietro di qualche anno le lancette dell’orologio è un sogno raggiungibile. La medicina estetica moderna dispone infatti di strumenti e tecniche sempre più evolute e sempre meno invasive, che spesso richiedono poco tempo e sono prive di lunghi e dolorosi decorsi post operatori, necessari fino a qualche anno fa. Gli interventi di medicina estetica consistono in tutti quei trattamenti che, attraverso l’uso di sostanze iniettabili o applicabili sulla pelle o attraverso l’utilizzo di particolari apparecchiature, sono in grado di migliorare l’aspetto dei nostri pazienti in modo naturale, rallentandone l’invecchiamento cutaneo. Queste procedure sono diventate via via sempre meno invasive grazie al miglioramento della tecnologia e al perfezionamento della tecnica. in foto Dr. Guido Maronati 58 59 Beauty Nude Look &C di Robin in foto Robin Smalti Solar Gel-Kinetics P ronte a scoprire insieme prodotti sovrani della stagione ormai alle porte? Sicuramente, in quest’autunno/ inverno 2015, vince un nude look caratterizzato dalla brillantezza, che mette al bando l’opacità e l’effetto mat e ricorda a tutti che la pelle, nel suo aspetto nature, non è opaca. Un bentornato quindi alla quiete normcore e a un beauty-look etereo che prevede il mascara sulle ciglia, un illuminante da stendere nei punti giusti e labbra nei colori naturali. In questa stagione invernale, rimarranno saldamente in voga anche gli intramontabili “ever green” come gli smokey eyes e le labbra rosse, mai passati di moda, all’insegna di un make up che offre una serie di varianti per poter essere sempre personalizzabile in quanto espressione della propria individualità. Make up quindi non “subìto” ma “vissuto”. Chi ama il genere, potrà protrarre i trend estivi anche nel prossimo autunno/inverno, utilizzando le nuances calde dell’arancio, sia per le guance, sia per le labbra. Per le donne che invece amano stupire e osare, via libera ai rossetti molto scuri, tendenti al nero/blu e agli ombretti color pavone satinato sulle palpebre mentre, per le meno coraggiose, è disponibile la tonalità del rosso Borgogna. Gli ombretti saranno trendy anche nei colori della terra, del bronzo e del rame con fard color pesca e terre naturali sugli zigomi. Il mascara dovrà essere applicato in maniera copiosa per intensificare lo sguardo e chi avesse necessità di dover aprire l’occhio, potrà ricorrere alle ciglia finte, disponibili nella versione intera o in quella a ciuffetti, secondo le proprie esigenze. Nel nude look è molto bello l’effetto illuminante sopra lo zigomo. Per le pelli più mature, consiglio però di usare una certa accortezza nello scegliere l’illuminante. Via libera alla versione cremosa (che alcuni brand offrono addizionati di principi attivi anti Age) o con effetti glowing (acqua o acqua più siliconi) mentre sono assolutamente vietate e polveri, che metterebbero in grande evidenza ogni singola ruga. Per finire, un look completo non può non comprendere lo smalto, che sarà un grande protagonista con la sua paletta di colori autunnali e invernali. Il primo posto sul podio se lo aggiudica il color Marsala che mischia il rosso e il marrone e, ad affiancare questa nuance seducente, ci sono altri nove colori che fanno tendenza. Via libera all’Oak Buffè, un giallo dorato che andrà a braccetto con il Cadmium Orange, un arancio molto leggero, tendente quasi al rosa pesca. Per i toni neutri il Desert Sage, un verde tendente al grigio e il Dried Herb, un verde oliva che segue il trend del camouflage che ha avuto tanto successo nelle passate stagioni. Per quanto riguarda invece i colori più femminili, ci saranno il Cashmere Rose, un rosa che evoca gli anni ’60, particolarmente chic e romantico e l’Amethyst Orchid, un lilla scuro che molti definiscono intrigante. Andando sui toni più scuri, che vedremo principalmente durante l’inverno, spicca il Biscay Bay, una nuance tra il blu e il verde che segue a ruota il color Marsala sul podio. Oltre a questa tonalità c’è il Reflecting Pondm molo elegante e raffinato che, abbinato agli abiti da sera, sarà sicuramente un must have. L’ultimo della lista è lo Stormy Weather, un blu tendente al grigio, che racchiude la potenza di una tempesta. A questo proposito, tengo particolarmente a segnalare Kinetics, un’azienda leader nel settore dei cosmetici per le unghie, che ha appena presentato una grande innovazione: lo smalto solar gel. Questo particolare prodotto, che ha la consistenza di un gel, si applica come uno smalto e si asciuga con la luce del giorno. Consente la stesura sia di un top lucido sia di uno opaco, dura fino a 10 giorni e non necessita di alcun intervento da parte di un’onicotecnica. Imperativo di stagione? Essere se stessi con stile. in foto Manila Nazzaro in foto Pamela Camassa 60 61 Check -in Cremona e dintorni TRA STORIA, AMORE E SUGGESTIONE di Chiara Di Baldassarre In una posizione privilegiata, che dista circa un’ottantina di chilometri da Milano, dieci minuti da Cremona e pochi chilometri da Parma, dai luoghi Verdiani, Sabbioneta, Mantova, Bergamo e il lago di Garda, sorge l’agriturismo Lo Stagno, un’antica corte sulle rive del Po, circondata da cascine e folti boschi di pioppeti e latifoglie. Questo complesso di grande valore architettonico, fondato dai Benedettini di Nonantola nella prima metà del Quattrocento, racchiude tra le sue mura un ambiente unico. Arredato con preziosi mobili antichi è stato curato personalmente, in ogni minimo dettaglio, dalla titolare, la signora Paola, le cui parole possono presentare al meglio questa struttura: “Dopo la morte dei miei genitori ho voluto ristrutturare la mia proprietà per permettere alla mia casa di continuare a vivere. Non ci si può improvvisare operatore agrituristico se non si ha la natura dentro da generazioni, se non si appartiene alla civiltà dell’eterno ritorno, del tempo circolare delle stagioni da cui, chi vive lontano dalla terra, si sente escluso. Nel mio agriturismo ho scelto di non mettere a disposizione dei miei ospiti né il televisore, né il telefono né il servizio di ristorazione per esterni ma camini, cucine attrezzate e grandi tavoli attorno ai quali riunirsi per condividere impegni, tempo libero ed emozioni, illuminati, quando fa freddo, dalle fiamme scoppiettanti del camino. Ho voluto, in sintesi, dare una casa a chi è lontano dalla propria o a chi ne ha una troppo piccola per poter assaporare la gioia di invitare molti ospiti”. Questo agriturismo rappresenta il luogo ideale per staccare la spina dal resto del mondo, rilassarsi e vivere momenti da ricordare all’insegna del romanticismo o della convialità, circondati dal calore dei colori degli interni e della natura circostante. Come ha scritto un ospite sul libro dei messaggi “Questo luogo trasuda amore, sensibilità e buon gusto. Vi si respira un’atmosfera magica ,fuori dal tempo” 62 63 Check -in Abu Dhabi IL NUOVO MONDO A SETTE STELLE Alloggi Lo Stagno ha mantenuto l’antica struttura ed è composto di tre costruzioni poste attorno alla tradizionale corte Il Palazzo padronale è l’edificio principale e ospita, al piano terra, i soggiorni, le sale da pranzo e la solare limonaia. Al primo piano sono situate sei romantiche camere da letto con bagno e, al secondo piano, lo splendido appartamento della mansarda, ricavata nel vecchio granaio La Villetta è una costruzione indipendente con un camino maestoso in soggiorno e una fiabesca camera dei bambini al primo piano. La cucina accessoriata, la spaziosa camera matrimoniale e lo spazio privato all’aperto la rendono particolarmente indicata per famiglie o gruppi di amici Il Violino è costituito da due appartamenti comunicanti, ubicati in una costruzione a due piani ricavata dalla rimessa delle carrozze. Disponibili come unità singola oppure doppia, sono entrambi dotati di cucina,soggiorno e camera matrimoniale con parete a vetrata e vista sul paesaggio circostante. Escursioni e attività A circa 80 km da Milano e pochi minuti da Cremona dista inoltre pochi km da Parma, Sabbioneta, Mantova, Bergamo, Brescia, lago di Garda e dai luoghi Verdiani Riserva di caccia Pesca nel fiume Po Gite a piedi o in bicicletta Ideale x corsi di fotografia, di yoga e di cucina Meeting, eventi Info e prenotazioni - www.lostagno.it ino a poco tempo fa, l’Emirato di Abu Dhabi era poco più di un deserto, abitato da tribù nomadi e punteggiato di villaggi che si sviluppavano intorno alle oasi più fertili, con un’economia che si basava sul commercio delle perle, sulla pesca e sulla coltivazione della palma da dattero. In meno di 50 anni, la capitale degli Emirati Arabi, che si è trasformata in una delle città più prospere del XXI secolo, nonché in una delle mete luxury più ambite dai turisti di tutto il mondo, è in procinto di diventare un importante centro culturale globale con la creazione del Distretto Culturale su Saadiyat Island. L’isola ospiterà infatti il Louvre Abu Dhabi (apertura prevista nel 2015), lo Zayed National Museum (apertura prevista nel 2016) e il Guggenheim Abu Dhabi (apertura prevista nel 2017). Nella costruzione della città, gli architetti inglesi che ne sono stati incaricati, hanno saputo interpretare alla perfezione l’idea dello sceicco Zayed che desiderava una città a misura di famiglia, con parchi, piante e tanto verde, a dispetto del clima. La combinazione armonica d’influenze internazionali e un grande impegno nel preservare il patrimonio locale hanno creato un risultato unico, descrivibile come un intrigante mix di passato, presente e futuro. 64 65 Le attività e le escursioni che guidano i turisti alla scoperta di Abu Dabhi sono infinite e, oltre a vivere un’esperienza unica, sarà impossibile dimenticare la gentilezza e la disponibilità delle guide locali e della gente del posto. Difficile non trattenere il fiato all’interno della Grande Moschea Sheik Zayed che conta 80 cupole, un migliaio di colonne, candelabri placcati in oro, il tappeto fatto a mano più grande del mondo e vanta la capacità di accogliere 41.000 fedeli. Il fiato resterà sospeso anche sull’observation deck del settantaquattresimo piano della Tower 2, del complesso delle Etihad Towers, che offre una magnifica vista sul paesaggio urbano della città e sulle Corniche. Chi ama svegliarsi presto la mattina, potrà vivere tutta l’azione al mercato del Pesce in zona Mina, rimanendo stupito dalla grande varietà di pesce esposta sui banchi che comprende anche lo squalo oppure potrà mettersi alla prova con un’escursione di pesca lungo la meravigliosa costa di Abu Dhabi o fare un eco-tour in kayak attraverso la foresta naturale di mangrovie, passando tra le tantissime isole che la circondano, fino a scorgere lo skyline della città. La sera sarà possibile godersi una tipica cena araba optando per una crociera su un dhow tradizionale (barca a vela), trasformato in ristorante, lungo le Corniche, oppure ci si potrà recare in uno dei favolosi ristoranti di pesce della città per un’esperienza gourmet di cui si ricorderà il sapore per molto tempo o, infine, concludere la giornata tra le isole, con una visita al Saadiyat Beach Golf Club, un magnifico campo da Golf a 18 buche vista oceano, progettato dalla leggenda del Golf Gary Player. L’attività inevitabile ad Abu Dhabi sarà però quella di praticare il suo hobby nazionale: lo shopping. Questo offre davvero un’incredibile varietà, a partire dai centri commerciali più moderni, con le ultime novità griffate, per arrivare ai negozietti del souk che vendono profumi tradizionali, oggetti di artigianato, spezie e tappeti e nei quali si possono fare ottimi affari in quanto, i prezzi, se paragonati a quelli esteri, sono estremamente vantaggiosi. Consigliato Shangri-La Hotel Qaryat Al Beri Da vedere I siti archeologici di Sir Bani Yes Island: l’unico monastero cristiano scoperto negli EAU, la cui costruzione dovrebbe risalire al 600 d. C. Heritage Village: Gestito dall’Emirates Heritage Club, questa ricostruzione di villaggio-oasi tradizionale è un modo interessante per scoprire il passato di questa nazione. Centro islamico Miraj: in questo centro sono esposti pezzi unici dell’arte islamica provenienti da tutto il mondo arabo e non solo, come Egitto, Siria, Iran, Iraq, India, Kashmir e Russia. Da non perdere Formula 1-Ethiad Airways Abu Dhabi Gran Prix: evento principale del calendario di Abu Dhabi che si svolge sul modernissimoYas Marina Circuit. Durante questo evento tutta la città è contagiata dalla febbre del Gran Premio ed è possibile seguire la gara in una zona dedicata sulle Corniche. La sera, star internazionali si esibiscono in concerti sul circuito e, tra ottobre e novembre, ci sono dieci giorni di attività e spettacoli ricchi di divertimento, un’area interattiva per gli appassionati di F1, la proiezione di film sul lungomare e la possibilità di battere il Guinnes World Record per la costruzione dei castelli di sabbia Grande Moschea Shelikh Zayed: capolavoro dell’architettura moderna è una delle moschee più grandi del mondo con una capienza impressionante. Abu Dhabi Art: una piattaforma di mostre d’arte che si svolgono durante l’anno con l’obbiettivo di riunire le principali gallerie d’arte di tutto il mondo. L’evento di svolge all’UAE Pavillon e presso la Manarat Al Saadiyat, a Saadiyat Island. Abu Dhabi Falcon Hospital: riconosciuto a livello mondiale come unico nel suo genere, contiene voliere che ospitano gli uccelli e un museo che illustra il nobile sport della falconeria praticato nel desero con la possibilità di provarlo nei rigogliosi giardini dell’ospedale. Mubadala Worl Tennis Championship: sei dei migliori giocatori al mondo si sfideranno per vincere il premio da 250 mila dollari in palio per il primo classificato dell’Abu Dhabi International Tennis Complex, presso lo Zayed Sports City. Mostra del Concorso Internazonale di Fotografia degli Emirati: concorso internazionale che ha come tema principale le “Riflessioni culturali” e che espone le fotografie di autori professionisti e amatoriali che competono per aggiudicarsi una parte del premio in denaro dal valore di oltre 135 mila dollari. Verranno esposte fino a 300 opere selezionate da una giuria di esperti internazionali. Abu Dhabi HSBC Golf Championship: competizione annuale che apre lo European PGA Tour, caratterizzata dal “ritorno dei giganti” Gourmet Abu Dhabi: prestigioso evento gastronomico che vede protagonisti molti chef stellati Michelin e ospiti speciali. Offre lezioni gratuite da parte dei grandi maestri della cucina, Chateau dinner e gustosi piatti da veri intenditori da gustare nei ristoranti degli hotel più esclusivi della capitale degli EAU. Abu Dhabi Festival: evento internazionale che promuove la musica classica e le ati figurative tra i cittadine e i visitatori con un elevato e vario livello culturale. Prevede le esibizioni di grandi artisti come il famosissimo tenore spagnolo Placido Domingo e del Mariinski Ballet, la tanto stimata compagnia di balletto russa. I vostri sensi saranno stregati dall’imponente architettura dell’hotel, situato su un tratto privato di un chilometro lungo la spiaggia, che vanta una raffinata decorazione araba, ricca di toni caldi e texture organiche, il cui fascino aumenterà di giorno in giorno per tutta la permanenza in questa splendida struttura. L’hotel è lambito da un corso d’acqua su cui navigano barche tradizionali arabe a bordo delle quali è possibile rilassarsi, mentre queste serpeggiano lentamente sul canale, tra il lussureggiante giardino e tra i numerosi negozi del suk dell’hotel che vendono manufatti tradizionali, dipinti, gioielli e vestiti. Il pomeriggio post shopping potrà continuare con una passeggiata sulla bianca spiaggia privata, giusto in tempo per godersi il tramonto, e proseguire con un massaggio a quattro mani presso la SPA dell’hotel. Coccolati e in pace, ci attenderà una delle 213 camere esclusive che dispongono di balcone o terrazza con vista mozzafiato sul canale e, in lontananza, sulle cupole e sui minareti arabi tradizionali. Per chi desiderasse una privacy maggiore, sono disponibili sei ville con quattro camere da letto e ognuna con una spettacolare piscina privata. Per soddisfare le esigenze di un soggiorno prolungato invece, l’hotel dispone anche di 161 appartamenti che vanno dai monolocali ai quadrilocali. I ristoranti del Shangri-La Hotel sono stati valutati tra i migliori di Abu Dhabi e offrono una gamma internazionale di cucine: un’autentica cucina cinese presso il ristorante Shang Palace, una superba cucina francese presso il raffinato ristorante glamour Bord Eau, il premiato ristorante vietnamita, Hoi An, l’elegante P & C di Sergi Arola, con i suoi piatti tradizionali spagnoli e il Sofra bld dalla deliziosa cucina araba, marocchina, indiana ed europea, che dispone di una magnifica selezione di dessert. Prima o dopo cena, sarà possibile gustare un drink presso l’Al Hanah Bar oppure presso l’informale Lobby Lounge. 66 67 Check -in I luoghi di CULTUS Ristorante La Torre I piatti della tradizione (bagna cauda, risotto, tortelli, vitello tonnato, bolliti…) ci sono tutti, ma risultano quasi trasfigurati perché vengono riproposti sempre con un tocco sapiente di creatività. Sulla stessa piacevole linea di “tradizione rivisitata”si collocano i dolci, mentre la cantina, di chiara impronta regionale, non disdegna proposte di altri territori. Ristorante La Torre - Via Garoglio, 3 - Casale Monferrato (Al) Tel. 0142/70295 - Fax 0142/70295 www.ristorante-latorre.it - [email protected] Menu da 50 € - Chiuso martedì tutto il giorno e mercoledì a pranzo Osteria Corteinfiore Antica Bottega del Vino La Corteinfiore è uno splendido giardino interno pieno di loti, melograni e agrumi dove è possibile mangiare all’aperto anche d’inverno. Il menu è dedicato soprattutto al pesce con piatti come i frutti di mare crudi, la millefoglie di pesce azzurro e finocchio, il risotto con gamberi di Molfetta e curry, i tagliolini con vongole e coda di rospo, gli scampi al ghiaccio, la frittura di paranza. Di buon livello la carta dei vini. Un locale storico di fine Ottocento, famoso da sempre per la sua cantina davvero strepitosa e sempre più di moda. Allietano i numerosi avventori (molti dei quali sono stranieri) piatti classici e appetitosi, tra cui segnaliamo gli sfilacci di cavallo, il risotto all’Amarone, la pasta e fagioli, il baccalà alla vicentina, il fegato alla veneziana. Osteria Corteinfiore - Via Ognissanti, 18 - Trani (Ba) Tel. 0883/508402 - www.corteinfiore.it - [email protected] Menu da 30 € - Chiuso il lunedì e la sera dei giorni festivi Antica Bottega del Vino - Via Scudo di Francia, 3 - Verona Tel. 045/8004535 - Fax 045/8012273 www.bottegavini.it - [email protected] Menu da 45 € - Aperto tutti i giorni dalle 11.00 all’ 1.00 Ristorante Andreina Tavernetta all’Androna Un ristorante di pesce che non tradisce mai le aspettative: materie prime freschissime, elaborazioni leggere che rispettano ed esaltano i sapori originari, grande varietà di scelta. D’estate si mangia in una corte all’aperto suggestiva, che amplifica la piacevolezza dell’esperienza. Servizio cortese e professionale. Tavernetta all’Androna - Calle Porta Piccola, 6 - Grado (Go) Tel. 0431/80950 - Fax 0431/80950 www.androna.it - [email protected] Menu da 50 € - Chiuso lunedì sera e martedì Questo ristorante offre una cucina regionale rivisitata. Rinomata per il suo spiedo con cacciagione e maialino in evidenza. Paste tirate a mano con matterello, pane e dolci fatti in casa. Dalla cantina 350 etichette con speciale attenzione per i prodotti marchigiani. La continua ricerca sul territorio consente di utilizzare prodotti marchigiani selezionati con cura e attenzione e con particolare considerazione del biologico. Ristorante Andreina - Via Buffolareccia, 14 - 6002 Loreto (An) Tel. 071 970124 - Fax 071 750151 www.ristoranteandreina.it - [email protected] Menu da 40 € - Chiuso martedì e mercoledì Ristorante Collins’ Palazzo Ranucci Il ristorante Collins’, situato all’interno dell’hotel Brufani Palace, accoglie i suoi ospiti in un ambiente confortevole e raffinato, dove viene riservata particolare attenzione a ogni dettaglio. Il menu esalta le specialità dell’arte culinaria umbra che il tocco creativo dello Chef trasforma in veri gioielli gastronomici tentatori. Durante l’estate il ristorante si trasferisce nella suggestiva terrazza panoramica che offre una splendida vista sulla città e sulla vallata umbra. Palazzo storico del 1600 nel cuore del centro storico di Tuscania “città medioevale”, con la sua terrazza sovrasta un paesaggio indimenticabile, con di fronte le Rovine del Rivellino e la Basilica di S.Pietro. Si possono apprezzare piatti di cucina del territorio rivisitata con pieno rispetto delle materie prime. Possibilità di accoglienza con 24 posti letto. Da segnalare lo spaghetto alla carbonara con ragù di triglia e il trancio di branzino su mosse di cavolo romano con insalata di finocchio e arancio guarnito con polvere di guanciale e spugna di limone. Ristorante Collins’ - Piazza Italia, 12 - 06121 Perugia Tel. 0755 732541 - Fax 0755 720210 www.brufanipalace.com - [email protected] Menu da 48 € a 81 € Palazzo Ranucci - Via della Torretta, 8 - 01017 Tuscania (VT) Tel.0761/445067 - Fax.0761/445067 www.palazzoranucci.it - [email protected] 68 69 E questo Internet App per VIAGGIARE DOVE LO BUT TO? di Michele Tritto di Stefano Zanoli Airbnb iate cercando si viaggia. Che st li host di Airbnb do an qu sé n co G portare sempre mera d’albergo. Airbnb è l’app da una semplice ed economica ca nte inserire ie ffic su È . ttà ci o o 00 ss .0 lu 34 di o tre ol tic e at un esi nei quali alloggi in 190 pa rire nuovi luoghi condividono i loro ne e le date del viaggio per scop ssono mettersi in contatto po azio la propria destin siasi parte del mondo. Gli utenti enotazioni ono gestire le pr al ss qu po in i e or ar at rn rg io be al i sogg gl e to fo ionarne le one. con gli hotel e vis iOs e W indows Ph d, oi dr . An pp r ll’a pe da tis te Gra direttamen Hotel Tonigèhqutello che occorre per prenotarei ilsivotrastsfroorsomagginiounrnovialaggst io wipe” i amic riunione Tre “tap” e uno “s otel Tonight. Se una notte con gl cancellato, se la H te pp en l’a m n ta tta pe as l Tonight in minute co te o vostro volo è stat ete modo di rientrare a casa, Ho ti. imprevisto, se il on av sc n di no sa con gran ratta oltre e di lavoro si è prot otare un albergo per la sera stes elli più economici. en a qu d e iOS. vi consentirà di pr spazia dagli hotel 5 stelle sino onibile per Androi sp Di e a pi am è La scelta Triplt re è inviare e vi resterà da fa ch lo el qu tto Tu dere per voi. e cosa volete ve naro. erario di viaggio avete prenotato de e e TripIt crea un itin ch po el m ot te l’h , e lo iar stro vo risparm . un’e-mail con il vo in quale ordine visitare i posti per to la el e volo è stato canc e. e lui vi dirà come reale se il vostro r Android, iOS e W indows Phon po m te in e ch an pe ca ile tifi ib no on vi sp Di L’app Ride the Wacayta al mondo delle due ruote, deimviaerggosieeedeininobivaketivr. e nu dedi fre ai motociclisti anza, durata, Da Bosch un’app spensabile che of Italia e in Europa, filtrati per dist ite di in to en m ru st m Uno in tutta oprio percorso tra di 1500 itinerari ibile caricare il pr sse e tracciati specifici funzionalità. Più ss po E’ g. tin ra tere gio e ogia difficoltà, paesag hiedere informazioni su punti d’in news sulla tecnol ric e e tim ul PS G le al g in re de ce il track ac e m oto, così co droid e iOS. per tipologia di m e ruote. Disponibile per An du lle de del mondo E questo dove lo butto? È la domanda che ci facciamo ogni qualvolta dobbiamo gettare via un rifiuto dai materiali complessi o non facilmente riconoscibili: Il sacchetto dei biscotti è carta o plastica? I guanti da cucina sono plastica o indifferenziato? Il brick del succo di frutta in quante parti va scomposto? Contenitori diversi, norme diverse da Comune a Comune, sanzioni salatissime, imballaggi da scomporre in parti più semplici. La raccolta differenziata rischia di gettare nel panico la maggior parte degli utenti che devono combattere, non solo con la divisione dei rifiuti, ma anche con i calendari comunali della raccolta. E, appena abbiamo imparato come fare nella città di residenza, basta un soggiorno nella casa al mare per buttare letteralmente nel secchio tutte le certezze. E si ricomincia da capo. Per facilitare la nostra vita è nata Junker, una APP che riconosce con un solo clic quello che stiamo gettando e ci dice come fare secondo la normativa del luogo in cui siamo. Tanto semplice da essere rivoluzionaria. Scansionando il codice a barre del prodotto o dell’imballaggio, Junker lo riconosce grazie a un database interno di oltre un milione di prodotti, ne indica la scomposizione nelle materie prime e i bidoni a cui sono destinati. Basti fare l’esempio delle buste di carta con finestra di plastica oppure delle confezioni di caffè, delle bottiglie in pvc o materBi con etichetta di carta e via discorrendo. E che fare con il Tetrapak che in alcune Regioni si smaltisce insieme alla carta e in altre con la plastica? Un database ‘in progress’ che viene aggiornato quotidianamente anche grazie al contributo degli utenti, se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l’utente può trasmettere all’app la foto del prodotto e ricevere la risposta in tempo reale mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti. Uno strumento innovativo, perfettamente in linea con la filosofia delle smart cities. Mentre l’APP è gratuita per gli utenti, le Aziende ambientali e i Comuni possono abbonarsi con un canone fisso per comunicare ai propri cittadini molte altre informazioni: ubicazione dei punti di raccolta, percorsi, calendario del porta a porta, indicazione per i rifiuti speciali, segnalazione degrado ecc., In tal modo, si previene anche il rischio di sanzioni indesiderate. Una APP, unica in Italia e in Europa, che ha riscosso un notevole successo sin dal primo mese di utilizzo con 6mila utenti e 30mila ricerche effettuate, dimostrando come si tratti di un servizio rapido, di facile utilizzo, accurato e completo. Perfezionato dal servizio di geolocalizzazione in modo che qualsiasi cartaccia sia posta nel contenitore giusto anche durante un viaggio itinerante, a migliore tutela sia dell’ambiente che delle tasche della collettività. Ma quali sono i vantaggi della raccolta differenziata? Lo spiega Benedetta De Santis, fondatrice della startup: “JUNKER nasce per ridurre la quantità di rifiuti destinati a discariche e inceneritori a favore del riciclo delle materie prime di cui sono composti. Ma risultati significativi possono essere ottenuti solo grazie al coinvolgimento attivo dei cittadini che, nell’era delle applicazioni in mobilità, non sono disposti a perdere tempo scorrendo elenchi infiniti o ragionando sulla possibile natura di un imballaggio per compiere un’azione semplice come gettare un rifiuto in un bidone. Abbiamo quindi avuto l’idea di un servizio semplice, che identifichi i prodotti e riconosca i materiali di imballaggio con un semplice clic sul codice a barre realizzato con la fotocamera dello smartphone. Il nostro obiettivo è aiutare il Paese ad andare verso la ‘tariffa puntuale’ che permette risparmi reali per i cittadini virtuosi che producono meno rifiuti indifferenziati. Percorso già avviato in alcune realtà come Treviso a cui auspichiamo seguano molte altre città italiane”. Non a caso HERA l’agenzia ambientale dell’Emilia Romagna che serve 3,5 milioni di cittadini, ha subito creduto in Junker e lo ha inserito all’interno della sua piattaforma di servizi alla popolazione della Regione. E voi che aspettate a scaricarla??? 70 Addio Google BENVENUTO L a notizia è di quelle che fanno discutere. Cosa sarà mai passato per la mente di Larry Page e Sergey Brin da indurli a cambiare nome alla loro creatura, all’onnipossente e onnipresente Google? L’annuncio è stato dato attraverso un post sul blog ufficiale della società per mano del suo amministratore delegato Larry Page. Ottanta righe che spiegano cos’è Alphabet e il perchè di una scelta che mira a cambiare il volto del colosso di Mountain View. Lanciato nel 1998 come motore di ricerca, oggi l’azienda di Mountain View è una multinazionale da 445 miliardi di dollari, specializzata nel settore Internet (email, video streaming, advertising, piattaforma blog, software e information technology). Una crescita continua, anche grazie a grandi acquisizioni come quella di YouTube e all’ingresso nella telefonia mobile con il sistema operativo Android. Ma l’89% dei 66 miliardi di fatturato realizzati lo scorso anno provengono pur sempre dal settore advertising che rimane il core business dell’azienda. Il cambio del nome non riguarderà il motore di ricerca, che continuerà a chiamarsi Google, ma la holding che controllerà il motore di ricerca stesso e tutti gli altri progetti/società. I fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, saranno rispettivamente CEO e presidente di Alphabet. Il nuovo CEO di Google sarà invece Sundar Pichai, che oggi è il responsabile di prodotto. Le azioni di Google sono cresciute di valore di oltre il 5 per cento dopo l’annuncio. Insomma, mentre prima la società Google comprendeva il motore di ricerca e molti altri progetti, anche in settori molto diversi, oggi questi settori avranno una loro specifica dirigenza e saranno separati dal motore di ricerca e tutte le società saranno controllate da Alphabet. Riguardo al nuovo nome, è lo stesso Page a chiarirci i motivi della scelta, affermando che “Alphabet è una collezione di lettere che rappresentano il linguaggio: la più grande innovazione dell’umanità» Una nuova organizzazione societaria con a capo Alphabet e sotto varie società separate, ognuna col suo CEO per ogni singolo business. Si ipotizza che la scelta sia stata influenzata dalla richiesta degli investitori che da tempo chiedevano maggiore trasparenza sui costi e sulla redditività di alcuni progetti “avventurosi” avviati da Page e Brin. Così, sotto Alphabet, oltre a Google, ci saranno Google Ventures, la società di «venture capital» del gruppo; Capital, la società di «private equity»; Google Fiber, che gestisce servizi Internet ultraveloci; Calico (sta per California Life Company) e GoogleX, i laboratori del gruppo e ognuna delle suddette società saranno gestite direttamente da Alphabet, separatamente dal motore di ricerca. Il Wall Street Journal scrive che questa decisione “mostra che, secondo i due padri fondatori, l’azienda – che oggi ha un valore di circa 445 miliardi di dollari – è diventata sempre più complessa da gestire, dato che persegue interessi in settori molto diversi tra loro e molto lontani dal solo motore di ricerca”. La spiegazione della mossa, comunque, riguarda anche i risultati relativamente deludenti ottenuti da Google sul mercato azionario per i primi mesi dell’anno e l’intenzione di mostrare agli investitori che l’azienda ha intenzione di intervenire e non sedersi sui suoi successi. 72 73 abbinato al benzina 1.4 Turbo MultiAir II da 170 CV e al turbodiesel 2.0 MultiJet II da 140 CV, offre numerosi vantaggi tra cui una grande capacità di ripresa e un’erogazione fluida della potenza. Controllata elettronicamente, la nuova trasmissione automatica a nove rapporti è provvista di mappatura “shift-on-the-fly”, con possibilità di passare alla modalità manuale-sequenziale. Motor Club Fiat 500 X La Fiat 500X ha da poco debuttato al Salone dell’Auto di Parigi ed è già un’auto di successo. Il crossover compatto di casa Fiat è disponibile nelle versioni 500X e 500X Cross, sia Diesel sia benzina, con cambio manuale o cambio automatico a nove rapporti e trazione posteriore, anteriore e a quattro ruote. Nel momento in cui il veicolo è uscito sul mercato, la curiosità del pubblico si è tradotta in immatricolazioni per quella che si prospetta essere come una delle novità più importanti del settore automobilistico del 2015. A fine luglio 2015, la Fiat 500X è risultata essere l’automobile Diesel più venduta nel nostro paese, davanti alla Nissan Qashqai e alla Volkswagen Golf. La Fiat 500X è un’automobile trasversale per tipologia di utilizzo e di clienti. E’ un’auto che interessa a una moltitudine di clienti diversi tra loro, ma accomunati dalla voglia di godersi un’esperienza di guida appagante. Nel solco della migliore tradizione Fiat, la 500X s’inserisce nel segmento delle “piccole” 4X4 in cui la Fiat ha dimostrato di saperci fare con la pluriennale carriera della Panda 4X4. Disegnata dal Centro Stile Fiat, la nuova 500X rappresenta una nuova dimensione dell’inconfondibile 500 nella quale s’incontrano il suo stile iconico e il concetto moderno di crossover, con in più le valide capacità off-road assicurate dalla versione Cross. Erede della Fiat 500 del 1957 - chiara la citazione stilistica dei fari stondati e del classico logo con baffo cromato sul frontale - il nuovo crossover Fiat amplia la famiglia 500 composta dai modelli 500, 500C, 500L, 500L Trekking e 500L Living: vetture molto diverse per vocazione e carattere ma che condividono la stessa matrice, l’iconica Fiat 500. Trazione 4x4 e sistema di disconnessione dell’asse posteriore Grazie a dettagli stilistici distintivi ed eleganti, la versione 500X si pone all’attenzione di un cliente giovane, dinamico e metropolitano. Invece, look e dotazioni marcatamente più off-road fanno della 500X Cross la risposta ideale per gli amanti del tempo libero e delle attività outdoor ma che, al tempo stesso, non vogliono rinunciare allo stile unico della Fiat 500. L’aspetto solido e robusto della vettura trova il suo perfetto equilibrio stilistico nella linea armoniosa che si esprime in dimensioni ideali per i clienti che ricercano il comfort, lo spazio e le dotazioni tipiche delle berline compatte. Allo stesso tempo, la 500X “strizza l’occhio” anche a coloro che quotidianamente devono affrontare il traffico urbano grazie alle sue dimensioni contenute: è infatti lunga 4 metri e 25 centimetri (2 cm in più la versione Fiat 500X Cross), larga 180 centimetri e alta 161 centimetri. Compatta fuori e accogliente dentro: lo dimostra un ambiente ampio e protettivo con un diffuso impiego di materiali pregiati, finiture di qualità e utili vani portaoggetti. Un abitacolo confortevole e dal chiaro stile Made in Italy, quindi, che propone ben sette combinazioni d’interni incrociando differenti tipologie di tessuto, pelle, finiture e colori. Il tutto reso ancora più funzionale dalle numerose regolazioni dei sedili e dal bagagliaio capiente (350 litri). Infine, il cliente può scegliere dodici livree diverse che mettono in risalto le forme sensuali della Fiat 500X, esaltate ulteriormente dagli 8 disegni diversi per i cerchi in lega da 16, 17 e 18 pollici. La nuova Fiat 500X è disponibile sia nella configurazione a due ruote motrici sia in quella a quattro ruote motrici. Peculiarità della trazione integrale del nuovo crossover Fiat è l’adozione del sistema di disconnessione dell’asse posteriore che consente di ridurre le perdite di energia, dovute al trascinamento, quando non è necessario utilizzare la modalità integrale. Viene garantita così una maggiore efficienza nei consumi. Unica vettura del segmento a proporla, insieme alla Jeep Renegade, la disconnessione dell’asse posteriore permette di passare in modo fluido dalla trazione a due ruote motrici a quella a quattro ruote motrici e di assicurare, quindi, la gestione permanente della coppia senza intervento da parte del conducente. Selettore “Drive Mood Selector” e sistema Traction Plus La nuova 500X offre il selettore di guida “ Drive Mood Selector “ che agisce su motore, freni, sterzo e cambio, consentendo tre diversi comportamenti della vettura, in base allo stile di guida più adatto alla situazione o alle condizioni del manto stradale: Auto (per il massimo della resa in termini di comfort, consumi ed emissioni di CO2), Sport (per una guida che predilige le prestazioni) e All weather (massima sicurezza anche in condizioni di difficile aderenza). Nelle versioni Fiat 500X Cross la modalità All weather è sostituita dalla funzione “Traction” che, nel caso della versione integrale, rende più reattiva la trasmissione della coppia all’asse posteriore. Invece, sulla 500X Cross con trazione anteriore, mette in azione il sistema di controllo “Traction Plus” che, da una parte incrementa la motricità del veicolo su terreni difficili e a scarsa aderenza, dall’altra si conferma una soluzione più economica ed ecologica di una tradizionale trazione integrale, risultando più efficiente in un comune uso di fuoristrada leggero. Motorizzazioni Handling e sicurezza La nuova Fiat 500X propone diverse combinazioni motore, cambio e trasmissione per soddisfare qualunque esigenza di impiego, sempre nel rispetto dell’ambiente e nella massima efficienza in termini di prestazioni, consumi ed emissioni. In dettaglio, sono disponibili i propulsori benzina 1.4 Turbo MultiAir II da 170 CV, benzina 1.6 “E-torQ” da 110 CV (cambio manuale a cinque rapporti e trazione anteriore), 1.4 Turbo MultiAir II da 140 CV (con trazione anteriore e cambio manuale a sei rapporti) e 1.4 Turbo MultiAir II da 140 CV (con DCT e rapporti e trazione anteriore). A disposizione anche i turbodiesel 1.6 MultiJet II da 120 CV (cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore) e 2.0 MultiJet II da 140 CV (cambio manuale a sei rapporti e trazione anteriore oppure cambio automatico a nove rapporti e trazione integrale). Dotata di sospensioni MacPherson al posteriore, la Fiat 500X assicura il giusto equilibrio tra handling e comfort. Inoltre, a garanzia della protezione degli occupanti, il nuovo crossover Fiat unisce una scocca progettata secondo i criteri più moderni a contenuti di sicurezza attiva e passiva che ne garantiscono ottime prestazioni. Sull’intera gamma sono di serie importanti contenuti quali sei airbag (anteriori, window-bag e laterali), proiettori anteriori con funzione ‘luce diurna’ (Daytime Running Lights) e fendinebbia con funzione ‘self-adaptive cornering’, oltre al sofisticato ESC (Electronic Stability Control). Inoltre, a seconda delle versioni e dei mercati, sono serie o a richiesta gli avanzati dispositivi Lane Assist (sistema di avviso di uscita dalla corsia) e il Blind Spot Assist (sistema di ausilio durante i cambi di corsia per ovviare agli angoli ciechi). A richiesta, inoltre, è possibile equipaggiare la propria 500X con la nuova telecamera posteriore per retromarcia ParkView e il sistema “Brake Control” (sistema di frenata assistita) - vincitore del prestigioso riconoscimento ‘Euro NCAP Advanced 2013’ - che può evitare l’urto contro ostacoli fino a velocità autostradali. Prima Fiat con cambio automatico a nove rapporti Il crossover 500X è la prima vettura Fiat a proporre la trasmissione automatica a nove rapporti. Questo cambio, Infotainment In termini di equipaggiamenti per il comfort e l’infotainment, Fiat 500X si distingue nella categoria grazie ai sofisticati sistemi UconnectTMcon schermo touchscreen da 5” o da 6,5’’. Entrambe le versioni prevedono l’interfaccia Bluetooth, connettore Aux-in, porta USB e comandi vocali. In più, il dispositivo Uconnect Radio Nav 5’’ offre navigazione TomTom 2,5D, mentre Uconnect Radio Nav da 6,5 pollici è dotato di navigazione satellitare con mappe in 3D, indicazioni progressive sul percorso e funzione ‘One Shot Voice Destination Entry’ per inserire l’indirizzo con i comandi vocali. Prezzi a partire da 17.600 euro per la Fiat 500X 1.6 E-Torq 110 CV Pop Per maggiori informazioni www.fiat.it Technology concept 74 Ogni giorno al fianco di oltre 700 notai. Motor Club Vespa 946 Emporio Armani nasce dalla collaborazione tra lo stilista Giorgio Armani e Piaggio e celebra due simboli italiani di stile e creatività tra i più noti al mondo nel 40° anno della fondazione della Giorgio Armani e nel 130° anno di vita del Gruppo Piaggio. Vespa 946 rievoca nel proprio nome l’anno di nascita dello scooter diventato iconico e famoso in tutto il mondo ed è caratterizzata da linee che reinterpretano in chiave contemporanea lo stile originario di Vespa. Le parti metalliche, realizzate con trattamenti galvanici satinati, conferiscono un effetto opaco, in linea con la finitura della carrozzeria. La scritta Emporio Armani è posta sulla fiancata, mentre l’iconico logo con l’aquila è posizionato sopra il faro anteriore. Per il colore, lo stilista ha pensato a una particolare palette di grigi, inserendo un appena accennato tocco di verde, visibile solo in particolari condizioni di luce. Vespa 946 Emporio Armani non è solo sinonimo di stile ma anche di tecnologia. I monoblocchi di alluminio, le finiture brown leather, gli accessori high end dedicati, la gestione elettronica a supporto della guida (anche attraverso il dialogo con gli internet devices di ultima release) si uniscono all’innovativo motore quattro tempi a iniezione elettronica, ideale per la mobilità metropolitana, progettato per il massimo contenimento dei consumi e delle emissioni. Il doppio freno a disco da 220 mm, il sistema di frenata ABS a doppio canale e le grandi ruote da 12 pollici garantiscono la massima sicurezza su strada. Vespa 946 Emporio Armani verrà realizzata in una esclusiva tiratura numerata, in vendita a partire da giugno, nelle più importanti città del mondo. oapointgroup.it Vespa 946 EMPORIO ARMANI 76 OA Point Group L’importanza di chiamarsi “OffSite” OVVERO COME PROTEGGERE I DATI PERSONALI AL TEMPO DI CRYPTOLOCKER di Andrea Della Porta E’ da qualche anno ormai che temutissimi virus e ingegnosi sistemi di attacco informatico imperversano in rete, veicolati da pagine web e da mail che, sfruttando tecniche di ingegneria sociale, mettono a repentaglio interi archivi di dati, raccolti con anni di meticoloso lavoro. Le operazioni condotte dalla polizia postale, anche in ambito internazionale, riescono ad arrestare i centri di progettazione ed esecuzione di questi attacchi che, però, vengono rigenerati con estrema rapidità in luoghi e con modus operandi differenti. E’ noto come, In materia di sicurezza informatica, le misure di protezione non siano mai troppe e, per quanto ci si possa dotare dei più avanzati dispositivi anti-intrusione, bisogna sempre mettere in conto che, destinatarie del prossimo evento criminoso, possano essere proprio le nostre banche dati. “remoto”, cioè un sistema di copia dei dati basato su server dislocati fisicamente altrove rispetto alla propria sede. Il vantaggio di questa soluzione è evidente: si tende a proteggere i dati, oltre che da possibili accessi abusivi al sistema informatico, anche da eventi naturali disastrosi quali incendi, allagamenti e furti. E’ importante, anche, sottolineare che i tradizionali sistemi di backup, quali ad esempio Nas, hard disk esterni, penne usb, ecc., spesso sono soggetti a rotture o malfunzionamenti dell’hardware, i cui effetti, in questo caso, è possibile trasferire in capo al gestore dell’infrastruttura che deve comunque garantire la continuità del servizio. Fondamentale è, quindi, scegliere con cura chi dovrà assumere questo ruolo “delegato” di responsabile del salvataggio dei dati. In questi casi, oltre a dotarsi di accorgimenti tecnici e procedurali volti a limitare il rischio, è necessario affidarsi a sistemi di salvataggio dei dati che siano assolutamente performanti ed in grado di ripristinare, in tempi certi, interi archivi. Devono essere valutati l’esperienza, le competenze e l’affidabilità fornita dal gestore e occorre verificare che il programma deputato al backup dei dati si avvalga dei più elevati standard di crittografia, necessaria per la trasmissione dei dati attraverso internet. Ecco allora che tra i vari sistemi di backup affermatisi negli ultimi anni, il più richiesto risulta essere il backup cd La soluzione OffSite Backup, adottata già da molti anni da OA Point Group s.r.l., fornisce in questo senso una risposta affidabile in termini di efficienza e sicurezza: i nostri server sono, infatti, inseriti in specifiche infrastrutture, “server farm” all’avanguardia, dotate dei massimi livelli di protezione perimetrale da virus e accessi non consentiti e altresì in grado di garantire ridondanza dei dati e linee dati suppletive nel caso la piattaforma principale sia soggetta a malfunzionamenti. La scelta di questo servizio, da parte dei nostri clienti, ha segnato uno spartiacque tra chi ha visto perdere interi archivi e chi se li è visti ripristinare nel giro di poche ore. In considerazione dell’alto numero di richieste di assistenza giunte ai nostri help desk per problemi legati alla crittografia illecita degli archivi, il suggerimento è di verificare l’efficienza del proprio sistema di backup e di propendere comunque per un’implementazione dello stesso con soluzioni “remotizzate” di salvataggio. Marbella Club Hotel, Golf Resort & Spa Bulevar Príncipe Alfonso von Hohenlohe, s/n, 29602, Marbella, Málaga, Spain Telephone (34) 952 822 211 Fax (34) 952 820 846 marbellaclub.com Marbella Club Hotel, Golf Resort & Spa Marbella Hotel, Golf & Marbella, Spa Bulevar Príncipe Alfonso von Club Hohenlohe, s/n,Resort 29602, Málaga, Spain Bulevar Príncipe Alfonso von211 Hohenlohe, Marbella, Málaga, Spain Telephone (34) 952 822 Fax (34)s/n, 95229602, 820 846 marbellaclub.com Telephone (34) 952 822 211 Fax (34) 952 820 846 marbellaclub.com adp.italia.com 78 OA Point Group Come rinunciare alla privacy NELL’ ERA DIGITALE di Andrea Della Porta PARTNER UFFICIALE DELLE DIREZIONI HR CHE INNOVANO *ADP® Mobile Solutions Nei mesi scorsi si sono avvicendati importanti studi, condotti da università e istituzioni, che hanno come comune denominatore la costante perdita di “riservatezza” dovuta all’uso, anche accorto, di smartphone, tablet e di qualsivoglia dispositivo elettronico in grado di contenere app. “In informatica, con il neologismo app, s’intende una variante delle applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone e tablet, caratterizzata da una semplificazione ed eliminazione del superfluo, al fine di ottenere leggerezza, essenzialità e velocità, in linea con La nuova applicazione per le Risorse Umane di ADP dedicata ai tuoi collaboratori, oggi sempre più in movimento. Le informazioni HR sempre a disposizione, ovunque si voglia, ovunque servano. ADP Mobile Solutions – disponibile per i dipendenti delle aziende che usufruiscono dei servizi ADP. * 80 seguici su le limitate risorse hardware dei dispositivi mobili.”* Ben conosciamo la notevole utilità delle app nella vita quotidiana, per il lavoro e il tempo libero ma ignoriamo la sfera d’intromissione nel nostro privato che queste applicazioni possono avere. L’università danese riesce però a risvegliare le nostre coscienze, pubblicando uno studio dal quale emerge che le app sono in grado di tracciare i nostri spostamenti anche a connessione wifi spenta. Lo studio condotto da Dtu Compute, il dipartimento d’informatica e matematica applicata dell’Università Tecnica della Danimarca, ha rilevato come la maggior parte delle app presenti su piattaforma Android sia in grado di tracciare la nostra posizione pur non avendo ricevuto alcun consenso alla geolocalizzazione. Ciò avviene attraverso l’accesso a una lista di router che i telefoni cercano ogni 20 secondi, anche quando la connessione wi-fi è spenta, permettendo di fatto di fornire informazioni precise sul posizionamento degli individui. il Professore associato Sune Lehmann di DTU Compute, afferma che progettare un app in grado di tracciare gli spostamenti delle persone sia piuttosto semplice e che possa essere attuato dalle grandi come dalle piccole aziende indistintamente, al fine di garantire un marketing contestualizzato ai luoghi in cui l’utente vive. Sul fronte italiano gli esiti di un’indagine svolta dal Garante della Privacy, con la collaborazione di altre autorità internazionali, sono ancora più allarmanti perché hanno come oggetto i minori. L’indagine condotta all’interno di un progetto più ampio denominato “Privacy Sweep 2015”, dedicato alla protezione in rete dei bambini tra gli 8 e i 13 anni, ha preso in esame 35 tra app e siti internet dedicati all’infanzia e appartenenti al settore educational, al mondo dei giochi, a servizi on-line offerti da canali televisivi per l’infanzia e ai social network, tra i più popolari tra i bambini, o appositamente sviluppati per loro. Ben 21 hanno evidenziato gravi profili di rischio e 8 di questi richiederanno specifiche attività ispettive. Il Presidente dell’autorità Garante, Antonello Soru, parla in modo perentorio di “un approccio irresponsabile nei confronti dei minori da parte di molte società che gestiscono siti e sviluppano app” e ribadisce che “i genitori devono seguire i loro figli in questo percorso di crescita anche tecnologica”. 788ED7C;DJE0 'Wdde'(dkc[h_0(/`Wdp_Y^+.".&` Delle 22 app e 13 siti internet analizzati sono state rilevate violazioni dal punto di vista dell’identificazione del minore, con questo dettaglio: in 30 casi vengono raccolti dati personali; in 25 casi si è riscontrato l’obbligo di registrarsi inserendo almeno l’indirizzo di posta elettronica; in 20 casi occorre indicare il proprio nome; in 13 casi è necessario consentire l’accesso a foto e video presenti sullo smartphone, sul tablet o sul pc; 19 tra siti e app registrano l’indirizzo IP; 18 l’identificativo unico dell’utente; 11 richiedono la geolocalizzazione del dispositivo utilizzato dal bambino. Sotto la voce pubblicità e acquisti, è stato evidenziato che 23 tra siti e app includono banner pubblicitari di terze parti (in alcuni casi non attinenti al mondo dell’infanzia), in ben 22 casi il minore può essere reindirizzato fuori dal sito/ app che sta utilizzando; alcune app consentono al bambino di procedere direttamente all’acquisto di prodotti e servizi (acquisti “in app”). L’analisi di questi dati non può che indurre i genitori alla massima cautela sui tempi e modi di utilizzo dei moderni dispositivi da parte dei minori, includendo l’insegnamento della sicurezza online tra gli obiettivi di una più ampia educazione. *Fonte wikipedia -/$!,)4®$)0!'!-%.4/ (Indicare con una X solo la casella prescelta. Data e firma sono obbligatorie) $!4)$%,,!""/.!4/ Bonifico su conto corrente postale intestato a Opera Italia Srl c/o presso Poste Italiane IBAN: IT 35S0760101600001007876251 Cognome Con bollettino postale sul c/c 001007876251 Via Con addebito su carta di credito Cap Città Telefono Numero (16 cifre) Scadenza Nome Prov Professione E-mail** Intestato a Sì, voglio ricevere gratuitamente la newsletter di Viaggi del Gusto all’indirizzo email sovraindicato** )NFOABBONAMENTI4EL&AXs%MAILABBONAMENTI VDGMAGAZINEITsWWWVDGMAGAZINEIT 0ERRICEVERELAFATTURAINVIAREIPROPRIDATIALLEMAILABBONAMENTI VDGMAGAZINEIT “Il trattamento dei dati personali che la riguardano viene svolto nell’ambito della banca dati elettronica di Opera Italia Srl, nel rispetto di quanto stabilito dalla Legge sulla tutela dei dati, D. Igs 196/2003, di cui la garantiamo la massima riservatezza, al fine di aggiornarla su iniziative e offerte dell’Editore. I suoi dati non verranno comunicati o diffusi a terzi e per essi Lei potrà richiedere in qualsiasi momento la modifica e la cancellazione. Se non desidera comunicazioni dell’Editore lo segnali barrando l’apposita casellina a lato Relazione Annuale del CdA | Destinazione degli utili | Milano, 5 aprile 2014 3,4 3,2 2,5 Proporre al CdA la distribuzione di un utile di Euro 3,4 per azione posseduta alla data di approvazione del bilancio civilistico 3,0 Proposta di Delibera | 1 Destinare l’utile non distribuito a Riserva per Utili portati a nuovo e, al 5% degli stessi, a Riserva Legale Pagamento della cedola il 5 maggio 2014 2010 2011 2012 2013 Disponibile nei formati da 60”, 70” e 80” Desideriamo condividere con i nostri clienti la soddisfazione di una presentazione di successo. /Ecco Perché abbiamo creato BIG PAD, il monitor LCD touchscreen che consente di comunicare e interagire con efficienza e versatilità. www.sharp.it www.cultusmagazine.com