residenze storiche
DA ANTICA DIMORA A STRUTTURA ALBERGHIERA E CONGRESSUALE
Villa Il Barone atto secondo
U
na famosa incisione di
Giuseppe Zocchi del 1744
immortala la villa in tutta la
sua maestosità, con l’ampio prospetto caratterizzato da dimensioni
imponenti dove risaltano i cantonali in massiccio bugnato, i due piani
di porte-finestre incorniciate e il sottotetto molto schiacciato, a coronamento della composizione, con
piccole aperture distanziate a intervalli da specchi geometrici e triglifi. E quella che appare nell’incisione
dello Zocchi, è l’immagine pressoché
definitiva che la villa acquista dopo
i restauri e gli importanti lavori che la
nuova proprietà, la famiglia Tempi,
avvia all’inizio del XVIII secolo.
TRA PASSATO...
Ma la costruzione della villa, nelle
attuali dimensioni, può esser fatta risalire ai primi decenni del Cinquecento
(il cantonale orientale porta la data
del 1533), proprietario Bartolomeo
“Baccio” Valori, che perse la villa,
confiscata dopo la sconfitta nella
battaglia di Montemurlo ad opera
delle truppe di Cosimo I°.
Dal Valori la villa passò alla famiglia Panciatichi e, verso la meta del
Cinquecento ai Rossi di San Secondo,
ai quali sono attribuiti i lavori per
la costruzione delle due ali laterali
basse. Nell’ultimo decennio del 1600
la villa fu ceduta ai Tempi, illustre e
facoltosa famiglia fiorentina che si
era arricchita con la produzione e il
commercio delle sete.
Dopo le prime opere di risanamento condotte all’inizio del XVIII secolo,
dopo decenni di grave abbandono,
nel 1712 viene aperto il cantiere per
la nuova “Fabbrica del Palazzo del
Marchesato del Barone” e nella primavera del 1754 i Tempi soggiornarono di nuovo nella villa ristrutturata e
abbellita.
L’intervento di ristrutturazione, promosso da Lodovico Tempi e proseguito poi da Leonardo, ha mantenuto l’impianto cinquecentesco nelle
misure del fronte e nello sviluppo planimetrico, ha rinnovato del tutto la
partitura e l’impianto prospettico, con
l’aggiunta del piano dei mezzanini
e della torretta dell’orologio, oltre a
modifiche interne con la costruzione
del nuovo scalone e della galleria.
Nei primi decenni dell’Ottocento fu
sistemato il giardino romantico sul
montemurlo in&out
17
residenze storiche
I
II
IX X
VIII
XII
XI
III IV
V VI VII
PIANO DI RECUPERO
VILLA "IL BARONE"
I
II
IX X
VIII
XII
XI
III IV
MONTEMURLO - PRATO
V VI VII
PIANO DI RECUPERO
VILLA "IL BARONE"
MONTEMURLO - PRATO
PROF. DOTT. ARCH. CRISTIANO TORALDO DI FRANCIA
DOTT. ARCH. ANDREA NOFERI
Via delle Mulina di S. Andrea N∞ 2/b
Firenze Tel. 691228
PROF. DOTT. ARCH. CRISTIANO TORALDO DI FRANCIA
DOTT. ARCH. ANDREA NOFERI
Via delle Mulina di S. Andrea N∞ 2/b
Firenze Tel. 691228
U.M.I. N∞ 1
U.M.I. N∞ 1
CONVEGNI E ALBERGO
CENTRO CONVEGNICENTRO
E ALBERGO
Scala
VILLA IL BARONE S.r.l. Viale della Repubblica 264 PRATO
TAV.
3/6/25
PROSPETTO SUD
1:50
Data
PROSPETTO SUD
3/6/25
PROGETTO
VILLA IL BARONE S.r.l. Viale della Repubblica 264 PRATO
TAV.
Restauro funzionale del complesso
e creazione di una struttura
a carattere ricettivo-congressuale
PROGETTO
Maggio '89
Agg.
Ottobre '92
Scala
1:50
Data
Maggio '89
Agg.
Ottobre '92
Restauro funzionale del complesso
e creazione di una struttura
a carattere ricettivo-congressuale
In apertura l’incisione di Zocchi
del 1744 con raffigurata la
villa e una veduta dalla via
Montalese, sopra il prospetto
frontale di Villa Il Barone
ristrutturata e alcuni scorci di una
delle sale restaurate, situata al
piano rialzato della villa
lato della villa e successivamente fu
costruita la scala esterna a due bracci circolari in sostituzione di quella settecentesca a rampa unica.
A metà dell’Ottocento muore Luigi
Tempi, settimo marchese del Barone
e ultimo erede del casato e i beni
passano alla famiglia Vettori Guerrini
(1847), da questa ai figli del pittore Cristiano Banti (1887) e infine ad
Adolfo Coppedè nel 1938.
... E FUTURO
Il piano di recupero prevede il restauro dell’edificio principale da riorganizzare funzionalmente come struttura
ricettiva con servizi e attrezzature per
convegni e inoltre prevede il recupero ambientale e il restauro delle
pertinenze: il giardino romantico, il
giardino rinascimentale e il giardino
selvatico o ragnaia.
Gli edifici annessi alla villa, la casa
colonica e la limonaia saranno
restaurati e utilizzati rispettivamente
come edificio di servizio e per alloggio del personale, e come attrezzatura di supporto alla piscina.
La nuova Villa il Barone concentrerà
così la sua rinascita principalmente su
due attività integrate tra loro: i convegni, con spazi e attrezzature tecnologicamente avanzate – dalla nuova
sala congressuale per circa trecento
persone alle sale storiche e ai saloni
della villa a piano terra, da usare per
mostre, piccoli convegni, concerti da
18
montemurlo in&out
GLI ATTORI CHE PARTECIPANO AL PIANO DI RECUPERO
LEGALE RAPPRESENTANTE DELLA
SOCIETÀ VILLA IL BARONE S.R.L.:
geom. Luciano Zago
PROGETTO DEL PIANO
DI RECUPERO: prof. arch.
Cristiano Toraldo di Francia
PROGETTO OPERE STRUTTURALI E
CONSOLIDAMENTO:
ing. Maurizio Bettazzi
PROGETTO ESECUTIVO E DIREZIONE LAVORI: arch. Paolo Bartolini
PROGETTO DEGLI IMPIANTI:
ing. Stefano Caciolli
RESTAURO PITTURE MURALI:
Centro Restauri Piacenti
RESTAURO OPERE IN PIETRA:
Garofalo Antonio
OPERE EDILI:
Impresa Neculaes Teodor
CONSOLIDAMENTO FONDAZIONI:
Mappogeo snc
SCAVI: Edilscavi Morino srl
residenze storiche
Il complesso di Villa il Barone
è situato sulle pendici del
monte Javello in un’area che
presenta notevoli peculiarità
storico-artistiche e ambientali;
l’edificio è dichiarato bene
storico e architettonico ed è
sottoposto a vincolo di tutela
camera – e la ricettività, con la creazione di un hotel che insieme all’opportunità di soggiornare in ambienti
prestigiosi, offra agli ospiti l’opportunità di trovare attrezzature tipiche
di un beauty and health resort, in
modo da conciliare il piacere del
soggiorno con la possibilità del recupero armonico e naturale del benessere, sia fisico che mentale.
Al piano seminterrato, nei locali originariamente destinati a cucina, cantine e locali della fattoria nasceranno
il ristorante, la caffetteria, due bar,
l’enoteca-wine, delle sale di intrattenimento e il centro benessere. Al
centro verrà realizzato l’ingresso al
foyer dell’auditorium interrato che
sarà posizionato al di sotto del cortile
nord.
Per rendere più funzionali, diretti e
sicuri i collegamenti fra le varie parti
dell’edificio il progetto di recupero
prevede anche l’inserimento di due
nuovi corpi scala e ascensore collocati in posizione quasi simmetrica
alle estremità della “Fabbrica”, nei
corpi laterali.
Sono inoltre previsti percorsi e uscite di sicurezza in modo da rendere
ogni parte del complesso sicura e
protetta.
Il piano nobile o rialzato, in particolar
modo nel corpo centrale, è impreziosito da ambienti e sale affrescate
e decorate con stucchi che, ovvia-
mente, saranno restaurate e utilizzate per convegni, seminari, esposizioni
e concerti. Gli ambienti meno importanti e privi di decorazioni, collocati
nelle ali laterali, verranno invece utilizzati per servizi e disimpegni.
Nell’ala est della villa è collocata la
chiesa, che sarà restaurata e riaperta alla funzione religiosa.
Dalla sala centrale, che attraversa
da sud a nord il corpo della villa, si
accede attraverso lo scalone monumentale al primo piano, anche questo caratterizzato da una sequenza
di ambienti decorati posti lungo la
facciata a sud e ambienti di minore
importanza posti nelle ali. A questo
piano negli ambienti più rappresentativi saranno collocate attività del
Centro Congressi e alcune camere
dell’albergo, oltre ai servizi e disimpegni, nei locali di minor pregio.
Il secondo piano (piano delle soffitte) che in origine era destinato a
locali di deposito e alloggi per la
servitù è privo di decorazioni ed è
caratterizzato dalle imponenti strutture lignee delle coperture che sono
state completamente restaurate e
consolidate.
Questo piano accoglierà le camere
e i servizi dell’albergo che, complessivamente, potrà disporre di settanta
posti letto.
PROTAGONISTA LA NATURA
Un’attenzione particolare e proget-
ti specifici saranno riservati anche
al restauro della parte ambientale
del complesso. Il cosiddetto giardino
romantico coincide con lo spazio
racchiuso su un lato dalla facciata ad est; il giardino rinascimentale occupa tutto lo spazio antistante la facciata a sud e comprende
anche il sottostante terrazzamento
con balaustra, rigorosamente delimitato a est da un deposito per attrezzi
con terrazza belvedere e dalla parte
opposta, a ovest, dal locale limonaia.
Il progetto di restauro, partendo
da una attenta lettura delle tracce ancora evidenti e da una analisi
delle relazioni ambientali del giardino con la villa e il paesaggio circostante, specie in direzione sud,
dovrà tendere a ricostituire l’impianto originale del giardino disegnato di
impronta rinascimentale.
Il secondo recinto di forma allungata racchiude il giardino selvatico o
“ragnaia”, che una volta restaurato
sarà adibito e aperto all’uso pubblico. Come primo passo verso un
restauro complessivo dello stesso è
stato effettuato il censimento della
componente arborea, costituita
essenzialmente da lecci e da platani, con alcuni esemplari monumentali, mentre il piano arbustivo vede
la presenza di allori e bossi arborescenti.
Con il progetto di restauro si dovrà
recuperare e ricostruire, sulla base
dei pochi manufatti esistenti, la struttura del giardino. Altre tracce dell’arredo del giardino sono rappresentate da una vasca, con cascata d’acqua alimentata dal torrente
attraverso una condotta interrata, e
da quanto rimane del tronco di una
statua in cotto, oltre a panchine in
pietra dislocate in diverse zone.
montemurlo in&out
19
Scarica

pagg. 17-19 - Comune di Montemurlo