REGOLAMENTO URBANISTICO COMUNE DI CAPOLIVERI (PROVINCIA DI LIVORNO) Processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) RAPPORTO AMBIENTALE (art.24, LR 10/2010) Firenze, ottobre 2013 SOMMARIO 1. INQUADRAMENTO DEL LAVORO ............................................................................................. 1 1.1. Scopo del lavoro .......................................................................................................................... 1 1.2. Riferimenti normativi e metodologia adottata ............................................................................ 1 2. OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ................................................................................................... 7 3. CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE ............................................................................ 10 3.1. Aree di particolare rilevanza ambientale ................................................................................... 10 3.2. Stato attuale dell'ambiente ......................................................................................................... 14 3.2.1. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria ................................................................. 15 3.2.2. Suolo e sottosuolo ............................................................................................................... 23 3.2.3. Energia ............................................................................................................................... 33 3.2.4. Rifiuti .................................................................................................................................. 39 3.2.5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna ............................................................................. 43 3.2.6. Acque interne ...................................................................................................................... 56 3.2.7. Acque marine ...................................................................................................................... 66 3.2.8. Paesaggio ........................................................................................................................... 72 4. REGOLAMENTO URBANISTICO E RAPPORTI CON IL PIANO STRUTTURALE ......... 81 4.1. 4.2. 4.3. 4.4. 4.5. Scopi e obiettivi del piano strutturale ........................................................................................ 81 Articolazione del Piano strutturale ............................................................................................ 83 Contenuti del regolamento urbanistico ...................................................................................... 85 Rapporto con altri piani e programmi........................................................................................ 95 Elenco osservazioni pervenute sul documento preliminare di VAS.......................................... 96 5. POSSIBILI EFFETTI SIGNIFICATIVI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO SULL’AMBIENTE .................................................................................................................................. 97 5.1. 5.2. 5.3. 5.4. 5.5. 5.6. 5.7. 5.8. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria........................................................................... 98 Suolo E SOTTUOSUOLO ...................................................................................................... 103 Energia .................................................................................................................................... 111 Rifiuti....................................................................................................................................... 115 Biodiversità, flora, vegetazione e fauna .................................................................................. 117 Acque interne .......................................................................................................................... 123 Acque marine .......................................................................................................................... 131 Paesaggio ................................................................................................................................. 134 6. SCELTA DELLE ALTERNATIVE E MITIGAZIONI ............................................................. 143 7. MONITORAGGIO ........................................................................................................................ 152 8. SINTESI NON TECNICA ............................................................................................................ 153 Inquadramento del lavoro 1. INQUADRAMENTO DEL LAVORO 1.1. SCOPO DEL LAVORO Scopo del presente lavoro è quello di predisporre il rapporto ambientale relativo al Regolamento urbanistico del Comune di Capoliveri nell’ambito del processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevista dalla Legge Regionale Toscana 10/2010 e succ. modif. e integrazioni”. 1.2. RIFERIMENTI NORMATIVI E METODOLOGIA ADOTTATA Il rapporto ambientale è stato elaborato secondo quanto richiesto dalla Legge Regionale Toscana 1/2005 “Norme per il governo del territorio” e dalla LR 10/2010 così come modificata dalla LR 17/2/2012, n°6 “Norme in materia di valutazione ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di valutazione di incidenza”, con particolare riferimento ai contenuti dell’art.24 della LR 10/2010 e del relativo dell’Allegato 2. Coerentemente con quanto richiesto dalla normativa di riferimento, nel rapporto sono stati individuati, descritti e valutati i possibili effetti significativi che le previsioni contenute nel RU potrebbero avere sull’ambiente, nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale interessato; questi elementi diventano infatti essenziali, nel processo di valutazione ambientale, per definire la coerenza tra le azioni previste dal RU e gli obiettivi di sostenibilità ambientale. Per la presenza nel territorio comunale di tre Siti della Rete Natura 2000 e della Rete ecologica regionale, di cui alla Del.CR 34/2011, è stato predisposto l’obbligatorio Studio di Incidenza. In base all’art.73ter della LR 10/2010 la valutazione di incidenza è stata effettuata nell’ambito del procedimento di VAS, secondo le modalità previste dall’art.15 della L.R. 56/2000. Lo studio di incidenza integra quindi il rapporto ambientale. La predisposizione del rapporto ambientale, condotta dalla NEMO srl in stretta collaborazione con il gruppo di lavoro autore del RU (Studio VivoliDiFazio Associati), ha consentito un efficace e continuo scambio di informazioni ed il recepimento, in corso d’opera, di buona parte delle indicazioni finalizzate all’eliminazione e mitigazione degli effetti negativi attesi dalle azioni previste dal RU. La redazione del Rapporto ambientale è stata svolta in stretto rapporto con la fase di valutazione già svolta sul Piano strutturale. 1 Inquadramento del lavoro Il procedimento seguito per l’elaborazione del rapporto ambientale può essere riassunto nelle seguenti fasi: Fasi del procedimento Descrizione 1. Analisi e valutazione della situazione ambientale Definizione dello stato attuale dell’ambiente mediante la raccolta di dati e informazioni bibliografiche disponibili e sopralluoghi in campo. Individuazione degli indicatori ambientali da utilizzare per la valutazione dello stato attuale dell'ambiente e la successiva stima degli effetti derivanti dal RU. 2. Individuazione degli obiettivi di sostenibilità Individuazione degli obiettivi generali (macro obiettivi) e specifici di sostenibilità ambientale a partire da quelli contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale. Il processo di VAS concorre alla definizione degli obiettivi del RU. 3. Analisi del Regolamento urbanistico Analisi dei contenuti del Regolamento urbanistico e dei suoi rapporti con il Piano strutturale e con gli altri piani di settore. 4. Valutazione ambientale Individuazione, descrizione e valutazione dei possibili effetti significativi delle azioni previste dal RU sull’ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori. 5. Individuazione delle alternative, misure di mitigazione Individuazione di opportune soluzioni finalizzate alla eliminazione e riduzione degli elementi di criticità ambientale emersi a valle della valutazione degli effetti; tali soluzioni possono consistere nella modifica delle iniziali previsioni di RU, delle modalità di attuazione, nonché nell’individuazione di alternative e mitigazioni. 6. Individuazione del sistema di monitoraggio. Individuazione dell’insieme di indicatori ambientali da utilizzare per il controllo degli effetti ambientali connessi l’attuazione delle azioni previste dal RU, al fine di individuare tempestivamente eventuali effetti negativi imprevisti e essere quindi in grado di adottare opportune misure correttive. 7. Consultazioni partecipazione Svolgimento fase di partecipazione e consultazione sui contenuti del RU e del relativo rapporto ambientale e studio di incidenza. Il rapporto ambientale darà atto del contributo di tale fase all’interno del processo di VAS. e 2 Inquadramento del lavoro Valutazione della situazione ambientale Lo stato delle diverse componenti ambientali/sistemi ambientali, la loro tendenza nel tempo e la valutazione degli effetti significativi che l’attuazione del RU potrebbe avere sono stati descritti anche mediante l’uso di un insieme di indicatori, scelti in funzione degli obiettivi del RU, del contesto territoriale di riferimento e della disponibilità dei dati. Per la scelta degli indicatori si è fatto riferimento sia al set di indicatori diffusamente utilizzati in ambito regionale per il reporting ambientale e l’aggiornamento periodico dello “stato dell’ambiente” 1, che ad indicatori appositamente predisposti al fine di approfondire specifici aspetti ambientali (principalmente di carattere naturalistico e paesaggistico), temi sui quali gli indicatori disponibili risultano eccessivamente generici. Per la raccolta e l’organizzazione degli elementi conoscitivi attraverso i quali individuare e presentare le informazioni sullo stato dell’ambiente e delle risorse naturali e sulle interazioni tra queste e le attività svolte nel territorio, si è fatto riferimento al modello DPSIR (Determinanti, Pressioni, Stato, Impatti, Risposte). Questo modello è un’estensione del modello PSR (Pressione-Stato-Risposta) ed è la struttura di indicatori più ampiamente accettata; sviluppato nell’ambito dell’EEA (European Environment Agency) e adottato a livello nazionale e regionale per lo sviluppo del sistema conoscitivo e dei controlli in campo ambientale, si basa su una struttura di relazioni causali che legano tra di loro i seguenti elementi: • • • • • determinanti (attività umane, settori economici) pressioni (emissioni, rifiuti, ecc.) stato (qualità fisiche, chimiche, biologiche) impatti (su ecosistemi, salute, acque, ecc.) risposte (politiche ambientali e settoriali, iniziative legislative, azioni di pianificazione, regolamentazioni, ecc.). Tale modello evidenzia l’esistenza, “a monte” delle pressioni, di forze motrici o Determinanti, che in sostanza possono essere identificati con le attività e i processi antropici che causano le pressioni (trasporti, produzione industriale, consumi). 1 Le principali fonti consultate per la scelta di questi indicatori sono: • “Istruzioni tecniche per la valutazione degli atti di programmazione e pianificazione territoriale degli enti locali ai sensi della L.R. 5/1995 “ – Dipartimento delle politiche territoriali e ambientali area studi e valutazioni di pianificazione strategica della Regione Toscana; • “Segnali ambientali nell’Arcipelago Toscano 2006”, documento predisposto nell’ambito di Agenda 21 dell’Arcipelago Toscano; • “Segnali ambientali in Toscana 2005 – Indicatori ambientali e politiche pubbliche: bilancio e prospettive”; • “Segnali ambientali in Toscana 2006 – Indicatori ambientali e quadri conoscitivi per la formazione del Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010”; • Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010. 3 Inquadramento del lavoro Gli indicatori di Pressione descrivono le variabili che direttamente causano i problemi ambientali (emissioni tossiche di CO2, rumore, ecc.). A “valle” delle pressioni sta invece lo Stato della natura che si modifica a tutti i livelli in seguito alle sollecitazioni umane (temperatura media globale, livelli acustici, ecc.). Il modificarsi dello stato della natura comporta Impatti sul sistema antropico (salute, ecosistemi, danni economici); tali impatti sono per lo più negativi, poiché il modificarsi dello stato della natura in genere coincide con un suo allontanarsi dalle condizioni inizialmente esistenti, favorevoli alla prosperità umana. La società e l’economia, di fronte a tale retroazione negativa, reagiscono fornendo Risposte (politiche ambientali e settoriali, iniziative legislative e pianificazioni) basate sulla consapevolezza dei meccanismi che la determinano. Le risposte sono dirette sia alle cause immediate degli impatti (cambiamenti dello stato) sia alle loro cause più profonde, risalendo fino alle pressioni stesse e ai fattori che le generano (determinanti). L’adozione di indicatori diffusamente utilizzati in ambito regionale per il reporting ambientale oltre a permettere un immediato confronto con altre situazioni territoriali, agevola infatti il monitoraggio degli effetti territoriali, ambientali, sociali ed economici e sulla salute umana connessi all’attuazione del RU. Giudizio attribuito agli indicatori (valutazione rispetto all’obiettivo) A ciascun indicatore è stato assegnato un giudizio sintetico per riassume lo stato attuale della componente/sistema ambientale (vedi colonna denominata “stato attuale”) e per descriverne la presumibile tendenza nel tempo a prescindere dalle previsioni in esso contenute (vedi colonna denominata “tendenza”). I giudizi attribuiti sono i seguenti: giudizio stato attuale ☺ significato Condizioni positive Condizioni intermedie o incerte (es. quando i risultati non consentono di esprimere un giudizio per la mancanza di un riferimento) Condizioni negative tendenza ☺ Progressivo miglioramento nel tempo Andamento costante nel tempo Progressivo peggioramento nel tempo ? Non è nota una valutazione temporale dell’indicatore per una valutazione del trend rispetto all’obiettivo (per mancanza di dati, difficoltà di reperimento dei dati, scarsa significatività dei dati pregressi) 4 Inquadramento del lavoro La disponibilità dei dati è stata indicata come segue: abbreviazione usata + ++ +++ significato Sufficiente Buona Ottima A proposito di disponibilità dei dati è opportuno evidenziare come per alcuni sistemi ambientali parte dei dati e delle informazioni recuperate non sono riferite al territorio comunale di Capoliveri ma al più ampio contesto territoriale dell’Isola d’Elba. Individuazione degli obiettivi di sostenibilità Individuazione degli obiettivi generali (macro obiettivi) e specifici di sostenibilità ambientale a partire da quelli contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale. Nella definizione degli obiettivi di sostenibilità si è fatto in particolare riferimento ai macro obiettivi di carattere generale ai quali afferiscono una serie di obiettivi specifici, volti al raggiungimento di precisi traguardi. Il rapporto ambientale del Regolamento urbanistico ha utilizzato gli stessi obiettivi e indicatori già utilizzati nella fase di valutazione ambientale del Piano Strutturale, ciò al fine di una migliore coerenza con il PS e per una migliore valutazione dell’andamento degli indicatori. Nello specifico, i macroobiettivi individuati nel rapporto ambientale del PS sono quelli contenuti nel Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA) della Toscana, 2007-2010 mentre gli obiettivi specifici derivavano dai "Segnali Ambientali in Toscana" (2005 e 2006) e da "Segnali Ambientali nell'Arcipelago Toscano 2006", già individuati ed utilizzati in fase di rapporto ambientale del Piano strutturale di Capoliveri. Valutazione ambientale della proposta di Regolamento Urbanistico Questa fase ha comportato l’individuazione e la descrizione dei possibili effetti significativi delle azioni previste dal RU sull’ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori. La valutazione degli effetti ambientali è stata sintetizzata dalla tendenza che ciascun indicatore assume a seguito dell’attuazione delle azioni previste dal RU, ed in rapporto con la tendenza indotta dal PS. 5 Inquadramento del lavoro Integrazione dei risultati della valutazione nella stesura definitiva del Regolamento Urbanistico Questa fase ha comportato l’individuazione di opportune soluzioni finalizzate alla eliminazione e riduzione degli elementi di criticità ambientale emersi a valle della valutazione degli effetti di cui alla precedente fase; tali soluzioni possono consistere nella modifica delle iniziali previsioni, delle modalità di attuazione, nonché nell’individuazione di misure di mitigazione. La predisposizione del rapporto ambientale, condotta in stretta collaborazione con il gruppo di lavoro autore del RU, ha consentito un efficace e continuo scambio di informazioni ed il recepimento, in corso d’opera, di buona parte delle indicazioni finalizzate all’eliminazione e mitigazione degli effetti negativi attesi dalle azioni previste dal RU. Definizione del sistema di monitoraggio degli effetti ambientali In questa fase è stato definito l’insieme degli indicatori ambientali da utilizzare per il controllo degli effetti ambientali connessi all’attuazione delle azioni previste dal RU, al fine di individuare tempestivamente eventuali effetti negativi imprevisti e essere quindi in grado di adottare opportune misure correttive. Gli indicatori da utilizzare sono quelli già indicati per la caratterizzazione dell’ambiente e la valutazione degli effetti realizzata nell’ambito del rapporto ambientale. 6 Obiettivi di sostenibilità 2. OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ Gli obiettivi di sostenibilità e protezione ambientale utilizzati per la valutazione delle scelte pianificatorie e delle azioni contenute nel RU sono stati individuati a partire da quelli contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale, e come già indicati nel Rapporto ambientale del Piano strutturale. Sono stati individuati macro obiettivi di carattere generale (vedi prima colonna di sinistra della successiva tabella) ai quali afferiscono una serie di obiettivi specifici, volti al raggiungimento di precisi traguardi (vedi seconda colonna della successiva tabella). Nello specifico, i macro obiettivi sono quelli contenuti nel Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA) della Toscana, 2007-2010 mentre per la scelta degli obiettivi specifici si è fatto riferimento anche ai documenti: "Segnali Ambientali nell'Arcipelago Toscano” (2006), "Segnali Ambientali in Toscana" (2009) e “Relazione Stato dell’ambiente in Toscana” (2011). Per la componente “Paesaggio” in assenza di macro obiettivi a livello di documenti regionali è stato individuato un nuovo macro obiettivo. Pur potendo anche individuare anche ulteriori o diversi obiettivi specifici rispetto a quelli proposti nel Rapporto ambientale del PS del 2008, il gruppo incaricato ha preferito mantenere gli obiettivi e gli indicatori a suo tempo utilizzati per una migliore e continua lettura delle dinamiche in atto nel territorio di Capoliveri. Tab. 1 Elenco degli obiettivi di sostenibilità individuati per la valutazione del PS e riconfermati per la valutazione del Regolamento urbanistico MACRO OBIETTIVI OBIETTIVI SPECIFICI POPOLAZIONE, SALUTE UMANA E QUALITÀ DELL’ARIA Ridurre le emissioni dirette e indirette Migliorare l’offerta del servizio pubblico Miglioramento della qualità dell'aria Ridurre la percentuale di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico Ridurre la % di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento acustico Attuare le disposizioni normative Mitigare l’inquinamento acustico Ridurre la % di popolazione esposta a Inquinamento acustico Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico Riduzione della % di popolazione esposta a campi elettromagnetici SUOLO E SOTTOSUOLO Prevenire il rischio idrogeologico Prevenire il rischio idrogeologico 7 Obiettivi di sostenibilità Ridurre il prelievo delle risorse naturali Valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione alla difesa del suolo Evitare ulteriori danni derivanti da fenomeni di dissesto idrogeologico Attuare gli interventi di tutela del suolo previsti dal PAI Attivare funzioni di regimazione delle acque e di tutela del suolo Ridurre la dinamica delle aree artificiali Ridurre la dinamica delle aree artificiali Ridurre le aree percorse da incendi Prevenire l’erosione costiera Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul territorio e ridurre l’impermeabilizzazione del suolo Ridurre le aree percorse da incendi Prevenire l’erosione costiera Quadro complessivo delle spiagge dell’Isola d’Elba ENERGIA Razionalizzazione e riduzione dei consumi Riduzione dei consumi energetici pro capite e riduzione di sprechi e inefficienze Informazione e sensibilizzazione della popolazione sul risparmio energetico e sulle opportunità delle fonti rinnovabili Migliorare l’efficienza energetica negli usi Aumento della quota di utilizzo di energie rinnovabili Incentivare e favorire la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e a risparmio energetico Introdurre agevolazioni ed incentivi nei regolamenti edilizi per la diffusione delle pratiche di bioedilizia Aumentare la % di energia proveniente da fonti rinnovabili RIFIUTI Riduzione della produzione di rifiuti Ridurre la produzione totale di rifiuti urbani sia complessiva che procapite Aumento della raccolta differenziata e il riciclo Censire e recuperare le discariche non controllate Aumento della raccolta differenziata e il riciclo Potenziare la capacità e la qualità degli impianti di trattamento Aumentare e diversificare l’attività di recupero e riciclaggio Diversificare gli eventi di coinvolgimento della popolazione sul corretto smaltimento dei rifiuti BIODIVERSITÀ, VEGETAZIONE, FLORA E FAUNA Aumentare la percentuale di aree Aumentare la percentuale di aree protette 8 Obiettivi di sostenibilità protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina Sviluppare la rete ecologica regionale Conservare la biodiversità terrestre Conservare la biodiversità marina Ripristino paesaggistico delle cave ACQUE INTERNE Elevare il livello di qualità delle acque superficiali Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere l’uso sostenibile della risorsa idrica Elevare il livello di qualità delle acque sotterranee Ridurre il livello dei prelievi delle acque per i diversi usi antropici Ridurre il livello di pressione delle sostanza inquinanti di origine antropica sulla risorsa idrica Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere l’uso sostenibile della risorsa idrica Elevare il livello di qualità delle acque utilizzate per uso idropotabile Elevare la capacità e l’efficienza delle strutture depurative delle acque reflue Verificare la funzionalità degli impianti Regolare il Bilancio Idrico Riduzione dei consumi idrici procapite e complessivi, soprattutto utilizzando e promuovendo tecnologie per il risparmio idrico nelle strutture turistiche Favorire il riutilizzo delle acque reflue e conseguente risparmio di nuova risorsa ACQUE MARINE Migliorare il livello di qualità delle acque marine e di balneazione Mantenere una elevata qualità dell’ecosistema marino Mantenere un’elevata qualità delle acque marine e dell’ecosistema marino Qualificare gli stabilimenti balneari Limitare la proliferazione di stabilimenti balneari Migliorare l’efficienza del sistema di gestione delle acque che confluiscono in mare (depurazione, scarichi, ecc) PAESAGGIO Tutela del paesaggio Conservare gli aspetti strutturali e visuali del paesaggio Valutazione delle variazioni in termini di complessità tipologica del paesaggio Valutazione dei mutamenti di equilibrio fra le varie categorie di uso del suolo Valutazione della diversità colturale e mantenimento delle forme tradizionali 9 Caratterizzazione dell'ambiente 3. CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE 3.1. AREE DI PARTICOLARE RILEVANZA AMBIENTALE Il territorio comunale di Capoliveri si caratterizza per la presenza di alti valori naturalistici e paesaggistici, inserendosi nell’ambito di un importante Parco Nazionale (Arcipelago Toscano). Tali eccellenze sono testimoniate anche dalla recente Strategia regionale toscana per la biodiversità, di prossima approvazione nell’ambito del PAER (Piano Ambientale Energetico Regionale), che ha individuato l’Arcipelago Toscano come uno dei tre Target geografici della Strategia (area di eccellenza assieme ad “Alpi Apuane ed Appennino settentrionale” e al “Monte Argentario”) e quale area interessata da numerosi target ecosistemici (tra i 12 individuati dalla Strategia). Nell’Arcipelago Toscano, in base ai risultati del Repertorio Naturalistico Toscano RENATO, si riscontra la maggiore concentrazione di elementi di valore naturalistico a scala regionale. Tale ricchezza di specie, riscontrabile nelle numerosissime segnalazioni relative all'area, è il risultato dell'elevata concentrazione di elementi di attenzione, presenti in un'area biogeografica ad elevata diversità ambientale, che racchiude sia elementi peninsulari sia elementi endemici sardo-corsi. In quest’area è elevatissimo il numero di emergenze floristiche, ma sono numerose anche le fitocenosi e gli habitat inclusi nelle liste di attenzione. Per quanto riguarda la fauna, ed in particolare per molluschi, insetti ed uccelli, il numero e l’importanza degli elementi presenti nell’area è di assoluta importanza regionale e nazionale. L’Arcipelago Toscano costituisce quindi, in base ai risultati del Progetto RENATO, l’area con la maggiore concentrazione di elementi di attenzione, cioè di specie e habitat rari, della Toscana. Il territorio comunale di Capoliveri è interessato dalla presenza di alcuni Siti della Rete Comunitaria e Regionale Natura 2000, di cui alle direttive 2009/147/CEE e 92/43/CEE, della LR 56/2000 e della Del.GR 34/2011 quali: • • • SIR – ZPS “Elba orientale”(IT5160102). SIR – SIC –ZPS “Isole di Cerboli e Palmaiola” (IT5160011). SIR “Zone umide del Golfo di Mola e di Schiopparello” (IT5160101). Il SIR/ZPS “Elba Orientale” si estende su circa 4.687 ettari, caratterizzandosi per gli alti livelli di biodiversità, anche per la presenza di diversificati mosaici ambientali. Numerosi sono gli habitat di interesse comunitario e regionale con particolare riferimento agli ambienti montani mediterranei ed alla fascia costiera rocciosa. Oltre ai “Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e /o Acer sp.pl.”, che costituiscono l’habitat più diffuso nel sito, le formazioni più caratteristiche sono 10 Caratterizzazione dell'ambiente riconducibili a “Boscaglie termo-mediterranee e pre-steppiche”, “Formazioni oromediterranee di pulvini a dominanza di ginestre spinose”, “Vegetazione casmofitica delle rupi silicee” e a tipologie costiere quali, ad esempio, “Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche (fascia mesolitorale e infralitorale)” o “Coste rocciose mediterranee con vegetazione aeroalina”. Sono presenti specie di flora di interesse fitogeografico ed un ricco contingente di specie endemiche dell’isola d’Elba o dell’Arcipelago Toscano. La zona umida di Mola arricchisce il locale patrimonio vegetazionale e floristico con tipici elementi igrofili. I crinali ed i versanti montani mediterranei ospitano mosaici di aree prative ed arbusteti talora presenti su zone interessate da ex coltivi, la cui presenza è testimoniata dalla presenza di tipici terrazzamenti e da ex aree di pascolo. Sono presenti prati arbustati o soggetti a prime fasi di colonizzazione con Ampelodesmos mauritanicus, formazioni a Cistus monspeliensis, ecc. Tali habitat ospitano una flora di grande interesse ove si localizzano specie endemiche dell’Isola d’Elba, come Biscutella pichiana ssp. ilvensis, l’endemica dell’Arcipelago Toscano Linaria caprariae, e le specie di interesse fitogeografico Genista desoleana, Silene tyrrhenia e Urtica atrovirens. Alcuni settori del sito si caratterizzano per la presenza di pareti verticali silicee con popolamenti floristici casmofitici e versanti con litosuoli interessati da Genista desoleana (endemismo Sardo Corso e dell’isola d’Elba), arbusteti con Ulex europaeus o Cistus monspeliensis e specie erbacee di particolare interesse quali Centaurea aplolepa ssp. aetaliae (endemica del settore orientale dell’Isola d’Elba, zona del Volterraio e del M.te Castello). Dal punto di vista faunistico il sito assume notevole importanza per la presenza di numerose specie di Uccelli legate agli ambienti aperti e alle varie forme di degradazione della vegetazione di macchia mediterranea. Fra queste vi sono specie di interesse comunitario, piuttosto rare o localizzate nel resto della Toscana come biancone Circaetus gallicus, calandro Anthus campestris, magnanina Sylvia undata, falco pellegrino Falco peregrinus. Possibile la presenza della magnanina sarda Sylvia sarda, specie endemica delle isole del Mediterraneo nord-occidentale, frequente sul massiccio del M. Capanne ma sinora mai rilevata sui rilievi dell’Elba orientale, nonostante la presenza di habitat ottimali. Il sito si contraddistingue anche per la presenza di specie marine come Phalacrocorax aristotelis e Larus audouinii, quest’ultima non nidificante. Molto importante è anche il ruolo rivestito dal sito nel panorama delle aree di sosta e foraggiamento per numerose popolazioni migratrici. Per quanto riguarda le altre Classi animali, il sito si caratterizza per la presenza di due specie di chirotteri di interesse comunitario e regionale (Rhinolophus hipposideros e R. ferrumequinum), della martora Martes martes, diffusa all’Elba dove è l’unica specie di Mustelidi ma assai rara in Toscana e in tutta l’Italia peninsulare, e del tarantolino Euleptes europaea, un geco con areale ristretto alle isole e a poche aree costiere del Mediterraneo nord-occidentale, anch’esso di interesse comunitario e regionale. 11 Caratterizzazione dell'ambiente Il SIR Zone umide del Golfo di Mola e di Schiopparello, classificato esclusivamente di interesse regionale (B07), si estende su una superficie di circa 15 ettari nei Comuni di Capoliveri e Portoferraio. Si tratta di un sito individuato per tutelare le ultime aree umide dulcacquicole e salmastre relittuali dell’Isola d’Elba ed in particolare l’area umida di Mola, in Comune di Capoliveri, e quella di Schiopparello, in Comune di Portoferraio.In entrambi i casi si tratta di piccole aree semipaludose, separate dal mare da una esigua fascia di costa sabbiosa e ghiaiosa, sottoposte ad intensi fenomeni di modificazioni antropiche. Nonostante la loro ridotta estensione, le alterazioni antropiche subite ed il contesto di elevata artificialità in cui sono inserite, queste aree ospitano ancora formazioni vegetali igrofile come canneti e salicornieti, rappresentando importanti aree per lo svernamento e la nidificazione dell’avifauna e zone di alimentazione per le specie ornitiche palustri (ardeidi, anatidi, limicoli, rallidi e passeriformi di canneto). Gli ambienti umidi rappresentano inoltre rifugi per importanti popolamenti anfibi tra cui emerge la presenza di raganella sarda Hyla sarda e del rospo smeraldino Bufo viridis. Esteso su circa 21,38 ettari il SIR, già SIC e ZPS, Isole di Cerboli e Palmaiola, comprende alcuni piccoli isolotti situati presso la costa di Cavo (Isola dei Topi, Palmaiola, Cerboli), di Portoferraio (Scoglietto) e presso la Costa dell’Innamorata, in Comune di Capoliveri (Isole Gemini). Coste rocciose a picco sul mare, alte falesie, macchie e garighe, prati aridi, piccoli coltivi (Palmaiola) e tracce di cave abbandonate (Cerboli), costituiscono i tipici elementi del paesaggio del SIR. Questo particolare sistema di isolotti e scogli mostra elevati valori naturalistici evidenziati dalla presenza di caratteristici popolamenti floristici endemici dell’Arcipelago Toscano (ad esempio Limonium ilvae e Linaria capraria), rare specie ornitiche nidificanti legate alle isole prive di predatori terrestri (ad esempio berta maggiore Calonectris diomedea), invertebrati endemici e particolari popolazioni di lucertole con fenotipo distinto. A livello di territorio comunale oltre ai valori rappresentati dalle aree interne al Parco Nazionale o ai Siti Natura 2000, lo Statuto del Piano strutturale (art.13) ha individuato l’elenco degli habitat e delle specie vegetali ed animali di interesse comunitario e/o regionale presenti, e ulteriori emergenze naturalistiche, diffuse o localizzate, quali invarianti strutturali del PS, in particolare: Emergenze diffuse: • I boschi di specie autoctone. • La vegetazione delle coste rocciose. • I terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. • Praterie secondarie e garighe. 12 Caratterizzazione dell'ambiente Emergenze localizzate: • • • • • • • • • • • Le dune di Spiaggia Grande a Lacona. La palude di Mola. La Costa dei Gabbiani. Il canyon di Madonna delle Grazie. Le aree minerarie di dei Sassi Neri, Ginevro e Poggio Polveraio. Boschi di sughera del M.te Zuccale e dell'alta Valle di Naregno (Fosso delle Concie e Fosso delle Cavallacce). Boschi mesofili di leccio e latifoglie dell'alta Valle del Fosso di Straccoligno. Praterie secondarie savanoidi e mosaici di praterie di terofite e garighe del Monte Calamita. Versanti costieri rocciosi di Norsi con garighe a rosmarino e cisto di Montpellier. Alta valle del Fosso Stagnolo, ad elevata naturalità, con macchie e boschi. Formazioni di Posidonia oceanica. Lo stesso Regolamento urbanistico ha riconfermato l’importanza di tali invarianti paesaggistico ambientali agli artt. 44 (Emergenze ambientali diffuse e puntuali), 45 (Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale), 46 (Siti della Rete natura 2000 e reti ecologiche SIR, SIC, ZPS), 48 (Ambiti paesistici dei corsi d'acqua) e 50 (Spiagge e mare). Aree di rilevante valore ambientale sono inoltre costituite dalle zone costiere marine caratterizzate dalla presenza di habitat di interesse conservazionistico (sia di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE, che di interesse regionale ai sensi della L.R. 56/2000), quali: Praterie di Posidonia oceanica, Grandi cale e baie poco profonde, Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche, Banchi di sabbia sublitoranei permanentemente sommersi. 13 Caratterizzazione dell'ambiente 3.2. STATO ATTUALE DELL'AMBIENTE Premessa Nel presente paragrafo viene descritto lo stato attuale dell’ambiente del territorio del Comune di Capoliveri con riferimento alle diverse componenti/sistemi ambientali esaminati quali: 1. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria 2. Suolo e sottosuolo. 3. Energia. 4. Rifiuti. 5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna. 6. Acque interne. 7. Acque marine. 8. Paesaggio. Per ogni componente, mediante l’uso di specifici indicatori, è stato descritto e sintetizzato lo stato attuale e la relativa tendenza nel tempo a prescindere dalle previsioni contenute nel presente Regolamento Urbanistico. E’ opportuno precisare come alcuni dei dati e delle informazioni riportate nel seguito si riferiscono al più vasto comprensorio dell’Isola d’Elba o della Comunità Montana dell’Arcipelago Toscano (nel seguito abbreviata con CM), non essendo disponibili in bibliografia dati a livello locale (ad esempio per aspetti connessi ai rifiuti ed energia). 14 Caratterizzazione dell'ambiente 3.2.1. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati ricavati dalle seguenti fonti: • Quadro conoscitivo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Livorno , approvato il 25.03.2009 • sito ARPAT: (Monitoraggio e controllo >Aria >Monitoraggio dell’aria >Biomonitoraggio >Mappaggi >Livorno; Monitoraggio e controllo >Aria >qualità dell’aria >Inquinanti monitorati ; www.arpat.toscana.it > radiazioni > ra_nir_elettrodotti; SIRA.ARPAT.TOSCANA.IT> SIRA > Rischi Industriali) • Regione Toscana: inventario delle sorgenti di emissione in aria ambiente, 2003, 2007 • Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale Politiche Territoriali e Ambientali - Area “Qualità dell'aria, rischi industriali, prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento”: Valutazione della qualità dell’aria ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo 351/99 • Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda21, 2006. Popolazione e mobilità Attualmente il comune di Capoliveri conta 3.896 abitanti, concentrati principalmente nel capoluogo e nella frazione di Lacona. La densità abitativa è pari a 99,85 abitanti/km² 15 Caratterizzazione dell'ambiente Figura 1 Evoluzione demografica (dato ISTAT –dic.2012) La rete viaria comunale è costituita che garantisce l’accessibilità al territorio comunale si compone come segue: • S.P. Portoferraio Porto Azzurro che corre lungo la pianura di Mola • S.P. per Capoliveri dal Bivio di Mola al centro del Capoluogo • S.P. per Marina di Campo che partendo dalla S.P. di Portoferraio Porto Azzurro nei pressi della Valdana collega i centri posti lungo la costa sud fino a Lacona. • S.C. di Colle Reciso che collega Lacona con Portoferraio • S.C. per Madonna delle Grazie • S.C. per Morcone, Pareti, Innamorata • S.C. per Naregno dal bivio di Mola • S.C. per Naregno da Capoliveri • S.C. per Straccoligno. La mobilità costituisce una delle maggiori criticità nel periodo estivo, sia per Capoliveri che per tutto il territorio elbano. Il traffico veicolare e marittimo durante la stagione turistica rappresentano la maggiore fonte di inquinamento e disturbo per la popolazione. 16 Caratterizzazione dell'ambiente Il sistema della viabilità dell’Elba è sicuramente adeguato alle esigenze dei residenti, mentre risulta sovraffollato nei periodi di punta della stagione turistica, in cui si registrano fino a 43.000 auto presenti (nell’intero territorio elbano, dato IRPET) . Al traffico dei veicoli privati che nei mesi estivi percorrono la viabilità dell’Isola per raggiungere le diverse mete turistiche, si aggiunge il traffico pesante dei mezzi per la distribuzione delle merci, che peraltro, tende anch’esso ad aumentare in questi mesi in considerazione dell’enorme aumento della domanda. Il numero di autovetture private nella CM al 2004 era di circa 60 per 100 abitanti, un valore analogo alla media nazionale. Il n° di veicoli per chilometro quadrato, così come quello di autovetture, risultano invece inferiori alle medie nazionale, regionale e provinciale; in estate tuttavia il numero di autovetture in circolazione cresce sensibilmente e la concentrazione per chilometro quadrato supera i rispettivi valori medi nazionale e regionale. L’esame dei dati e delle informazioni relative al servizio di trasporto pubblico su gomma nell’Isola documenta lo scarso ricorso a questo mezzo soprattutto nel periodo estivo durante il quale utilizzano il mezzo pubblico non più di 2.800-2.900 persone, a fronte di una presenza di auto nello stesso periodo, che si aggira su 43.000 unità (fonte Agenda 21). Nel comune di Capoliveri solo le principali località balneari sono raggiunte dal servizio pubblico di autobus (ATL - servizio di trasporto pubblico dell’Isola d’Elba) e la frequenza delle corse risulta generalmente bassa. Relativamente alla qualità dell’aria, dalla classificazione del territorio regionale ai fini della protezione della salute umana realizzata dalla regione Toscana (Valutazione della qualità dell’aria ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo 351/99 a cura di Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale Politiche Territoriali e Ambientali - Area “Qualità dell'aria, rischi industriali, prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento”), si evince che il comune di Capoliveri, ed in generale il più ampio comprensorio elbano, è caratterizzato da un buono stato di qualità dell’aria ambiente, risultando di classe A per la gran parte degli inquinanti esaminati, eccezion fatta per il PM10, per il quale risulta in classe B . Le principali pressioni su questa componente ambientale sono costituite dalle emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti (dirette ed indirette) e dal rumore generato principalmente dalla circolazione dei mezzi (esaminato nel paragrafo “salute umana”); entrambe queste pressioni diventano elevate nel periodo estivo, in relazione al forte afflusso turistico . 17 Caratterizzazione dell'ambiente Relativamente al rumore, è da sottolineare come una componente particolarmente significativa sia costituita dal rumore veicolare, che diventa particolarmente importante nel periodo estivo, in relazione al considerevole afflusso turistico che raggiunge con veicoli propri il territorio comunale ed in particolare le sue località balneari (si ricorda come nel territorio del comune di Capoliveri siano concentrati circa la metà degli arenili presenti in tutta l’Isola d’Elba). Il comune di Capoliveri dispone dal 2008 di un Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), dal quale si evince la classificazione acustica delle diverse porzioni di territorio comunale. Nello specifico, i rilievi fonometrici eseguiti hanno permesso: - di inserire alcune zone nelle classi inferiori, ad esempio certe zone a carattere prevalentemente industriale (classe V) sono state inserite, cconcordemente con l'Amministrazione Comunale, nella classe IV in quanto soddisfano tali limiti; - l’inserimento delle Strade Provinciali in classe III, con fascia di 50 mt per lato; - l’inserimento del centro storico di Capoliveri in classe III: in tale aree sono individuate anche le zone adibite a spettacolo temporaneo; - recettori sensibili: sono presenti n. 2 scuole presso il capoluogo, che anche sulla base dei rilievi effettuati, sono classificati in zona II. Non sono presenti ospedali, case di cura o case di riposo. Non sono presenti le classi acustiche 5 e 6 , classi che caratterizzano zone prevalentemente industriali ed esclusivamente industriali, non sono presenti nel territorio. Come descritto, la struttura del territorio è a vocazione essenzialmente turistica, per cui le zone da adibire a spettacoli temporanei all'aperto sono rappresentante dalle piazze del centro storico. Tali spettacoli, che possono determinare emissioni acustiche superiori ai limiti di zona (previa deroga da richiedere all'Amministrazione Comunale, ai sensi della Legge 447/95) sono svolte essenzialmente d'estate. Relativamente all’inquinamento elettromagnetico è da precisare che il territorio comunale di Capoliveri non è attraversato da linee elettriche ad alta tensione, il cui tracciato attraversa invece altri comuni elbani. 18 Caratterizzazione dell'ambiente Popolazione, salute umana e qualità dell’aria: obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Ridurre la percentuale di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento acustico 2 Indicatori DPS R Disp. dati Stato ante PS Tendenza col PS Obiettivi Specifici Ridurre le emissioni dirette e indirette Entità delle emissioni 2 P + Migliorare l’offerta del servizio pubblico N° di località balneari raggiunte dai mezzi di trasporto pubblico e loro frequenza D +++ “stato di qualità dell'aria” (classificazione regionale in base al D.lgs. 351/99) S +++ ☺ “stato di qualità dell'aria biomonitoraggio con licheni” S +++ ☺ N° veicoli circolanti (periodo invernale) S ++ ☺ N° veicoli circolanti (periodo estivo) S + Popolazione esposta a livelli di inquinamento atmosferico superiori ai valori limite S ND Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante N° di aziende a rischio di incidente rilevante P +++ Attuare le disposizioni normative Stato di approvazione dei piani di classificazione acustica R ++ Mitigare l’inquinamento acustico Interventi di risanamento sulle infrastrutture di trasporto R ++ Ridurre la % di popolazione esposta a Inq. acustico % di popolazione esposta a inquinamento acustico S ++ Mantenimento della qualità dell'aria (estate) (estate) ☺ ☺ (estate) ☺ ☺ Dati riferiti alla CM dell’Arcipelago in quanto non disponibili a livello locale 19 Caratterizzazione dell'ambiente DPS R Disp. dati % di popolazione esposta a campi elettromagnetici S ND km di linea elettrica AT/km2 di territorio comunale S ++ km di linea elettrica MT/km2 di territorio comunale S ND N° di superamenti dei valori limite di legge dei livelli di campo elettromagnetico S ++ Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico Indicatori Stato ante PS Tendenza col PS Obiettivi Specifici Riduzione della % di popolazione esposta a campi elettromagnetici ☺ ☺ Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. Rumore: rispetto a questo fattore di rischio (rif. Art.53 dello Statuto al PS), al fine di tutelare la salute pubblica nell’intero territorio comunale, mediante il contenimento dell’inquinamento acustico nelle zone prevalentemente residenziali, si ribadisce come il comune dovrà comunque dotarsi del Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), in applicazione della L.r. 89/98, sui criteri desunti dalle linee guida approvate con deliberazione del Consiglio Regionale 77/2000. Di tale piano si dovrà tenere conto per la formazione dei principali piani di settore di competenza comunale e per le valutazioni che il piano strutturale e le vigenti norme prescrivono come necessarie per le previsioni insediative e infrastrutturali che saranno previste dal regolamento urbanistico e dagli eventuali programmi integrati di intervento. Infatti, soltanto a seguito della predisposizione della classificazione acustica del territorio comunale realizzata nell’ambito del PCCA potranno essere puntualmente individuate le eventuali misure di miglioramento. Radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici): rispetto a questo fattore di rischio (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3 requisiti delle infrastrutture tecnologiche, p.5), l’obiettivo è quello di razionalizzare sul territorio la presenza di elettrodotti, cabine di trasformazione, antenne ricetrasmittenti, in riferimento alla legislazione nazionale e regionale vigente. In particolare: in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee; evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione; 20 Caratterizzazione dell'ambiente in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione lontano dai centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi pubblici. E’ da ricordare a tal proposito come nel territorio comunale non sono presenti linee elettriche ad alta tensione . Rispetto alla qualità dell’aria (rif. Art.10 “Aria” dello Statuto del PS), si precisa come il maggiore carico antropico che incide sulla qualità dell’aria è la presenza di infrastrutture viarie. L’obiettivo principale è quello di mantenere i livelli di qualità attuale dell’aria, in particolare nelle zone ove sono previsti interventi di sviluppo insediativi affinché si garantiscano degli standard di qualità, stabiliti da leggi, decreti e norme in vigore. Per il raggiungimento di tali obiettivi il Regolamento Urbanistico dovrà attuare le seguenti azioni: -Assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici. -imporre ad ogni nuova iniziativa industriale l’adozione e il mantenimento degli standards di legge relativamente all’inquinamento acustico ed atmosferico; -incentivare l’utilizzo di processi produttivi che non prevedano un elevato impiego di inquinanti quali ad esempio i composti organici volatili; -incentivare la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con impianti dotati di bruciatori a bassa emissione di ossido di azoto. -migliorare la fluidificazione del traffico e la riduzione dello stesso all’interno del centro abitato. Si inserisce inoltre in questo quadro quanto previsto dallo Statuto del PS all’art.17 dello Statuto, § 17.2 “Adeguamento e riorganizzazione funzionale delle reti di comunicazione”, come di seguito riportato. 1. Per le strade di interesse storico e panoramico, rilevate nel quadro conoscitivo, saranno predisposti progetti specifici che integreranno il traffico meccanizzato lento con percorsi ciclabili e pedonali. I progetti prevederanno inoltre aree di sosta e di belvedere e la riqualificazione degli spazi e dei manufatti adiacenti alle strade. Con detti progetti si costituirà inoltre un sistema di percorsi turistici consistenti in piste ciclabili, strade pedonali, ippovie. I percorsi utilizzeranno preferibilmente la viabilità storica e quella di servizio all’agricoltura, ancora presente o da recuperare in caso di degrado o di abbandono. Le reti stradali interne agli abitati saranno oggetto di interventi di riordino e riqualificazione rivolti al miglioramento della qualità urbana. 2. Il recupero della viabilità minore e vicinale che dovrà essere privilegiato in ogni intervento di riqualificazione territoriale, ha i seguenti obiettivi: - mantenere attiva una rete viaria altrimenti destinata a ridursi o degradarsi; - ritrovare una maglia articolata di supporto alla viabilità principale; 21 Caratterizzazione dell'ambiente - costituire una rete di collegamento “leggera” per permettere una fruizione di tutto il territorio, delle sue risorse paesaggistiche e storiche, attivando un circuito del tempo libero e del turismo alternativo; - costituire una sede per mobilità leggera: percorsi pedonali, ciclocross, percorsi vita, percorsi verdi. 3. Per le viabilità esistenti esterne agli abitati: - è obbligatoria la manutenzione della strada e il mantenimento in piena efficienza delle fossette e dei ponticelli, cosi come dovrà essere mantenuto integro l’assetto vegetazionale di margine costituito da alberature e siepi; - è obbligo di recuperare la rete sentieristica individuata nella cartografia del quadro conoscitivo e di mantenerla in efficienza con particolare riguardo per l’accessibilità al mare e alle emergenze naturalistiche, ambientali e storico-architettoniche. Sempre rivolte alla riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria, sono le azioni di trasformazione previste dal PS in differenti UTOE e consistenti: • nella pedonalizzazione del centro storico di Capoliveri (rif. Unità di Capoliveri); • nell’attuazione di un piano degli arenili (rif. UTOE costiere); • nella realizzazione di nuovi servizi pubblici, quali aree a verde attrezzato e parcheggi per il superamento della criticità “viabilità e sosta” (rif. tutte le UTOE eccezion fatta per U. di Stella, U. della Zona Umida, U. di Norsi). In sintesi, le previsioni di piano sopra citate procedono nella direzione degli obiettivi di sostenibilità individuati, andando a contrastare l’attuale tendenza al progressivo peggioramento nel tempo della qualità dell’aria (incluso inquinamento acustico ed elettromagnetico) assunta dagli indicatori individuati. Infatti, da un lato l’adeguamento e riorganizzazione della rete di comunicazione e le azioni di trasformazione previste dal PS in differenti UTOE consentono di razionalizzare il traffico e la sosta, con conseguente riduzione dell’inquinamento dell’aria; dall’altro, il contenuto aumento edificatorio e della ricettività turistica (previsto un aumento di 373 posti letto nel turistico alberghiero), consente una reale inversione di tendenza rispetto agli indirizzi dell’attuale PdF (si confrontino i dati contenuti nella tabella col dimensionamento previsto). E’ necessario tuttavia ribadire come, per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità individuati si renda necessaria, a livello di intero comprensorio elbano, l’attuazione di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare privato nell’Isola a vantaggio di forme di trasporto pubblico collettivo (limitando il traghettamento di autovetture dal continente all’Isola nel periodo estivo e potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti nell’Isola con la creazione ad esempio di linee di bus navetta per l'accesso alle principali spiagge e ai centri abitati). Va ribadito tuttavia che l’assenza, a livello di Isola d’Elba, di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare, ad esempio limitando il traghettamento di autovetture dal continente all’Isola nel 22 Caratterizzazione dell'ambiente periodo estivo e potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti nell’Isola, concorre nel rafforzare questa tendenza. 3.2.2. Suolo e sottosuolo Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti: − − − − − − − − − − Quadro conoscitivo del P.T.C.P. della Provincia di Livorno (1998); Piano d'Ambito dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Toscana Costa (2001). Piano di Assetto Idrogeologico - Bacino Toscana Costa (2005). Piano di Tutela delle Acque della Toscana - Bacino Toscana Costa (2005). Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA). Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri. Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano. Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno. Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006). D.P.G.R. 27/04/2007 n° 26/R “Regolamento di attuazione dell’art. 62 della LR 1/2005 in materia di disciplina delle costruzioni in zona sismica”. − D.G.R. 831 del 23/07/2001 “Progetto di Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico dei bacini di rilievo regionale Toscana Nord, Coste e Ombrone”. − P.I.T. della Regione Toscana (D.C.R.T. n° 72/2007). Consumo di suolo ed aspetti idrogeologici e gemorfologici In termini di consumo e di impermeabilizzazione del suolo il territorio comunale di Capoliveri negli ultimi decenni ha subito intense trasformazioni, con particolare riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa ed ai processi di abbandono di ex aree agricole. Il Comune presenta oggi, in molte sue zone, un elevato grado di artificialità e di urbanizzazione, con un valore medio comunale del 12% di territorio urbanizzato o ad elevata artificialità. Si tratta di un fenomeno che si è sviluppato nel tempo, considerando che già nel 1985 la superficie di urbanizzato per abitante (pari a 1551 mq/abitante) era la più alta tra i comuni della Provincia di Livorno. Le aree agricole interessano circa l’11% del territorio comunale, concentrandosi soprattutto nella pianura di Mola e di Lacona, molto ampia è la superficie interessata da macchie e boschi mediterranei (43%), mentre l’elevata presenza di arbusteti (15,9%) e di rimboschimenti (12%) dimostra la perdita di terreni agricoli e di pascoli avvenuta negli ultimi decenni. Tale paesaggio agricolo è stato inoltre ridotto e frammentato dallo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa. 23 Caratterizzazione dell'ambiente L’edificato sparso a bassa densità costituisce l’elemento di urbanizzazione più diffuso nel territorio comunale con particolare riferimento all’ambito occidentale ed orientale del sistema di Capoliveri ed al sistema di Lacona. Ciò risulta evidente anche analizzando il grado di artificialità particolarmente elevato in tali sistemi. Al fenomeno dell’edilizia residenziale diffusa si associa inoltre lo sviluppo delle reti stradali con elevati livelli dell’indice di frammentazione da opere stradali (con un massimo di 6,9 km/kmq per l’Unità di Naregno). Nei tre sistemi le dinamiche insediative hanno interessato porzioni di territorio sempre più vaste nello “spazio aperto” (non occupato dall’urbanizzazione) secondo un modello discontinuo, a bassa intensità (modello “sprawl” o a insediamento diffuso), con elevata frammentazione ed erosione dell’uso del suolo. Le porzioni di territorio di Capoliveri ove si è più sviluppato questo modello insediativo sono l’area di Lacona-Margidore e del Capoluogo. Nella prima area ad una presenza di strutture turistiche concentrate sulla costa (perlopiù campeggi) si associa un piccolo nucleo urbano recentemente interessato da progetti di PEEP e da un sistema agricolo relittuale ad edificato sparso. La seconda area vede la presenza del nucleo storico di Capoliveri con versanti degradanti verso le coste orientali (Naregno, Calagrande) ed occidentali (Lido, Zuccale, Madonna delle Grazie, Morcone) ed interessati da edilizia residenziale sparsa ad alta e medio-bassa densità. La periferia est del Capoluogo ha visto inoltre negli ultimi anni lo sviluppo di nuove aree urbanizzate, estendendo il centro abitato verso le aree agricole marginali. Il quadro dei livelli di consumo del suolo presenta una condizione sicuramente negativa da sottoporre a processi di inversione di tendenza e di deframmentazione. Tale inversione costituisce infatti un elemento caratteristico del recente Piano strutturale del Comune di Capoliveri e del presente RU. La situazione relativa all’uso del suolo nel territorio comunale costituisce un potenziale elemento critico rispetto al rischio idrogeologicio, ove “l’evento meteorico del settembre 2002 ha evidenziato come l’impatto urbanistico e l’abbandono dei terreni agricoli e la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua hanno reso precario l’assetto idrogeologico dell’Isola d’Elba” (Comunità Montana Arcipelago Toscano, 2006). Gran parte delle aree interessate dai fenomeni di dissesto dell’evento meteorico del 2002 erano perimetrate nel PAI Toscana Costa come Aree a pericolosità idraulica o geomorfologica elevata o molto elevata. A seguito degli eventi di cui sopra la Regione Toscana nel 2002 (Del.G.R. 1054/2002) ha individuato alcune misure di regolamentazione degli interventi edilizi nelle aree a rischio idraulico, la verifica delle classi di pericolosità idraulica e della localizzazione delle aree in frana, ed altre misure cautelative. A tale atto, sempre nel 2002, è seguito il Piano di prevenzione, ripristino e messa in sicurezza dei bacini dell’Isola d’Elba e relativo programma di interventi. Gli approfondimenti relativi alle aree a pericolosità idraulica e geomorfologica sono stati realizzati a livello di quadro conoscitivo del Piano Strutturale. In termini di pericolosità idraulica le aree sensibili sono individuate nella Carta di pericolosità idraulica 1:5.000 delle Indagini geologicotecniche (quadro conoscitivo del PS) con le classi 3 e 4; le aree a Pericolosità Idraulica 24 Caratterizzazione dell'ambiente Elevata e Molto Elevata di cui al P.A.I. 2004 sono riportate come aree a Pericolosità 4. Le aree a P.I.M.E. sono costituite dalle aree di fondovalle soggette a fenomeni di esondazione e ristagno e la fascia dei 10 metri dal ciglio di sponda dei fossi. Nell’ambito del presente RU sono state realizzate ulteriori carte di dettaglio della pericolosità geomorfologica e idraulica, con elaborati realizzati su base C.T.R. in scala 1:10.000 e 1:2.000, effettuati per UTOE ben circoscritte, relative in particolare alle località di Capoliveri, Mola e Lacona. Sono inoltre presenti aree a pericolosità geomorfologica elevata e molto elevata particolarmente concentrate nelle zone costiere, nelle aree alto collinari a maggiore acclività, ma soprattutto nei versanti meridionali del Monte Calamita, nelle aree in passato interessate da attività minerarie. La presenza di aree minerarie e cave, ancora non oggetto di intervento di recupero ambientale, costituisce un elemento che aggrava il rischio geomorfologico. La cava di Colle Reciso è stata inserita come area a pericolosità geologica Classe 4 in quanto trattasi di una cava inattiva, è stato realizzato un progetto per un intervento di recupero della stessa già in fase esecutiva, ma non ancora realizzato (PS Comune di Capoliveri). La zona del M.te Calamita è sede di alcune emergenze storico-paesaggistico di notevole interesse: si tratta di 3 aree minerarie (aree minerarie dei Sassi Neri, Ginevro e Poggio Polveraio) dimesse situate lungo la costa rocciosa che caratterizza il promontorio. Le aree sono tutelate dal Parco dell’Arcipelago Toscano e dal Parco Minerario. La notevole valenza turistica di ciascuna di queste aree è dovuta alla presenza del laghetto dei Sassi Neri e alla miniera del Ginevro (ad oggi visitabile su appuntamento), ma lo sviluppo turistico e la valorizzazione della risorsa è frenata principalmente dal notevole degrado geomorfologico-ambientale in cui versa tutta l’area. In particolare si segnala la presenza di numerose discariche minerarie instabili o potenzialmente instabili diffuse su tutte e tre le aree (la zona di M. Polveraio è segnalata anche nel Piano Regionale di bonifica delle aree inquinate - DCRT 384 del 21.12.99). L’assetto geologico delle aree minerarie è riportato nella Carta del Degrado Ambientale e nella Carta della Pericolosità Geologica allegate alle Indagini Geologico-Tecniche. (art.13, comma 3, PS Comune di Capoliveri). Oltre alla presenze di strutture antropiche e di aree minerarie lo sviluppo degli incendi può aggravare locali condizioni di rischio geomorfologico. Il territorio del Comune di Capoliveri presenta un indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi di livello “alto”, con particolare riferimento alla zona del Monte Calamita. I dati dell’evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba derivanti dal Progetto pilota per la riqualificazione delle spiagge dell’Isola d’Elba mediante il ripascimento con sedimenti prelevati a mare” indicano per i sistemi più importanti (anni 1997-2002), Lacona e Margidore, rispettivamente un leggero avanzamento (per Lacona +2387 mq e + 1,9 m variazione lineare media) o una stabilità, una condizione riscontrata anche nella spiaggia del Lido. La spiaggia di Naregno risulta invece in forte erosione (-1528 mq e -3,5 m variazione lineare media). 25 Caratterizzazione dell'ambiente Relativamente al rischio sismico il territorio comunale è inserito nella 4° categoria sismica nazionale (D.P.C.M. n°3274 del 20/03/2003) per cui non è necessaria l’elaborazione della Carta delle Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL). Il RU recepisce le norme in materia di rischio sismico di cui al DPGR n. 54/R del 25 ottobre 2011 ed in particolare l’articolo C.5 . 26 Caratterizzazione dell'ambiente Suolo e sottosuolo: Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Ridurre il prelievo delle risorse naturali Prevenire il rischio idrogeologico Ridurre le aree percorse da incendi Prevenire l’erosione costiera Stato ante PS Tendenza con il PS Obiettivi Specifici Prevenire il rischio idrogeologico Ridurre la dinamica delle aree artificiali Indicatori DPSR Disp. dati % di supeficie a rischio idrogeologico % di supeficie a alta pericolosità geomorfologica Classe di rischio sismico % di supeficie a alta pericolosità idraulica Numero cave e miniere attive Numero cave e miniere abbandonate Numero cave e miniere ripristinate Variazione categorie uso del suolo S +++ S +++ R +++ S +++ P +++ P +++ P +++ S ++ ☺ ☺ Valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione alla difesa del suolo Verifiche geologico-tecniche a supporto della pianificazione urbanistica R ++ Evitare ulteriori danni derivanti da fenomeni di dissesto idrogeologico Misure cautelari a seguito degli eventi calamitosi nell’Isola d’elba R ++ ☺ Attuare gli interventi di tutela del suolo previsti dal PAI Attuazione PAI R ++ ☺ R + ☺ P +++ Attivare funzioni di regimazione delle acque e di tutela del suolo Ridurre la dinamica delle aree artificiali Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul territorio e ridurre l’impermeabilizzazione del suolo Istituzione e attivazioni funzioni Consorzio di Bonifica Variazione percentuale delle aree artificiali Impiego del suolo per lo sviluppo urbano P +++ Ridurre le aree percorse da incendi Superficie percorsa da incendi S +++ Prevenire l’erosione costiera Chilometri di costa in erosione S ++ Quadro complessivo delle spiagge dell’Elba Evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba S ++ 27 Caratterizzazione dell'ambiente Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. Relativamente all’uso del suolo e alle sue modifiche lo stato attuale e la tendenza mostrano una situazione critica dovuta allo sviluppo di un diffuso edificato residenziale sparso a bassa densità. Tale fenomeno ha caratterizzato, negli ultimi decenni, il territorio di Capoliveri raggiungendo in molte aree valori molto alti di urbanizzazione, grado di artificialità e frammentazione. La trasformazione di paesaggi agricoli, anche terrazzati, in sistemi residenziali diffusi ha causato anche effetti indiretti quali la perdita delle attività manutentive delle sistemazioni agrarie, con ricadute negative in termini di rischio idrogeologico. La situazione ante PS non evidenziava una drastica inversione di tendenza con previsioni da attuare o già concessionate che comportanto un ulteriore aumento del consumo di suolo e dei relativi indicatori, ciò con riferimento, ad esempio, alla zona di Lacona, alla periferia orientale di Capoliveri e alla Pianura di Mola. Tale situazione costituisce un elemento di criticità anche relativamente al rischio idrogeologico ove “l’evento meteorico del settembre 2002 ha evidenziato che l’impatto urbanistico, l’abbandono dei terreni agricoli e la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua hanno reso precario l’assetto idrogeologico” (Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano, 2006) Nel contesto dell’obiettivo di riduzione del rischio idrogeologico il trend risulta in miglioramento per l’attuazione delle misure cautelari a seguito degli eventi calamitosi avvenuti nell’Isola d’Elba negli ultimi anni e come attuazione del PAI. Permangono nell’area del Monte Calamità situazione di forte dissesto geomorfologico aggravate anche dai frequenti incendi estivi. Positivo risulta l’indicatore relativo alla chiusura e al ripristino di cave/miniere anche se permangono elementi di criticità geomorfologica per le aree minerarie e le discariche dell’area del Monte Calamita (versanti meridionali ed orientali). Con l’eccezione della spiaggia di Naregno le coste sabbiose di Capoliveri, anche se hanno subito negli ultimi decenni forti fenomeni di erosione, risultano stabili o in leggero avanzamento; un elemento positivo in considerazione del valore ambientale ed economico di tali ambiti. Il nuovo PS si è posto come obiettivo anche quello della riduzione dell’impermeabilizzazione superficiale (art.8, comma 3 salvaguardie idrauliche): Su tutto il territorio comunale le modifiche del coefficiente di deflusso conseguenti alla realizzazione di nuovi edifici, sistemazioni esterne, parcheggi e viabilità devono essere compensate mediante: - - il mantenimento del 25% della superficie fondiaria di pertinenza non impegnata da costruzioni e che comunque consenta l’assorbimento delle acque meteoriche con le modalità naturali preesistenti; 28 Caratterizzazione dell'ambiente - - il mantenimento della superficie fondiaria di pertinenza non impegnata da costruzioni e che comunque consenta l’assorbimento delle acque meteoriche con le modalità naturali preesistenti dovrà essere del 30% nei centri abitati e del 50% nel territorio rurale; - - tipologia idonea all’infiltrazione dei materiali di rivestimento e costruttivi di parcheggi e viabilità; - - opere di autocontenimento quando non sia verificata l’officiosità delle reti idrologiche naturali o artificiali di recapito delle acque del lotto in questione. Per molti Sistemi è previsto il divieto di nuova edificazione salvo quella connessa all’attività agricola. Per queste aree la strategia di governo del territorio “è quella di evitare un ulteriore proliferazione insediativa e riqualificare l’area sotto il profilo paesaggistico e ambientale” (art.40.1; 40.2 del PS). Per il sistema di Lacona, già descritto nel quadro conoscitivo come una delle aree ove è più sviluppata l’edilizia residenziale diffusa, il PS prevede: - il divieto di nuova edificazione nel territorio rurale salvo quella connessa all’attività agricola; - il divieto di edificazione nelle aree tra l’arenile e la via di Margidore; pur ammettendosi spazi ricreativi e sportivi e di verde attrezzato con piccoli manufatti di servizio; - il divieto di ulteriori edificazioni nell’ambito tra via di Margidore e perimetro superiore di sistema, salvo quanto ammesso dalla disciplina urbanistica previgente che il presente piano conferma, rimandando al regolamento urbanistico in conformità alla norma di tipologia 2, categoria E (trasformabilità limitata); Per il sistema di Lacona è inoltre prevista: • • • formazione di un centro di aggregazione sociale e funzionale, con i necessari servizi. L’ubicazione di questo centro e le sue caratteristiche funzionali saranno precisate dal regolamento urbanistico, a seguito di presentazione di progetto preliminare, nei limiti di volume pari a mc. 5.000; l’ubicazione dovrà essere individuata in aree già antropizzate e in continuità con l’edificato esistente. completamento della zona di edilizia economica e popolare (PEEP), in località Bivio di Margidore, parzialmente attivata; il progetto relativo della porzione di PEEP da completare dovrà valorizzare/mantenere gli elementi arborei agricoli residui e dovrà prevedere un progetto di verde di arredo finalizzato a ridurre la visibilità dell’intervento dagli assi stradali circostanti. formazione di una media struttura commerciale che il regolamento urbanistico preciserà nella misura di una superficie di vendita non superiore a mq. 400. Per il territorio del Capoluogo il PS prevede le seguenti azioni di trasformazione: 29 Caratterizzazione dell'ambiente • • • • • • • • • • • realizzazione di una nuova struttura ricettiva con annessi servizi e un centro congressi connessi al recupero e riqualificazione dell’ex parcheggio interrato denominato “zaccarì”; realizzazione di un polo scolastico della scuola materna e d’obbligo e recupero delle strutture esistenti a funzioni pubbliche; realizzazione di un ecocentro per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino comunale provvedendo ad idonee schermature vegetazionali; realizzare gradualmente la pedonalizzazione del centro storico, realizzazione di parcheggi e allontanamento delle attività non compatibili. vengono confermate le previsioni del previgente piano, comprese due medie strutture commerciali della superficie di vendita non superiore a mq. 400 ciascuna e la nuova struttura ricettiva; sono consentite saturazioni e completamenti a destinazione d’uso prevalentemente residenziale dell’abitato esterno al centro storico, per una soglia volumetrica di mc. 15.000 prioritariamente tese alla realizzazione di alloggi per residenti; ristrutturazione e ampliamento del patrimonio edilizio ai fini residenziali, di servizio, di interesse pubblico e generale e turistico ricettivi nei limiti stabiliti e in coerenza con gli obbiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo II e III della presente disciplina; realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici; potenziamento e riqualificazione delle attività commerciali che dovranno favorire la realizzazione di luoghi di ristorazione, di esercizi e servizi pubblici; la realizzazione di nuovi servizi pubblici, con particolare riferimento ad aree a verde connettivo, urbano e di arredo, servizi scolastici e parcheggi, finalizzati al miglioramento degli standards di legge. la riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la delocalizzazione di quelle attività incolpatibili con le funzioni dell’edificiato circostante. Complessivamente, relativamente alle aree urbane, il PS prevede quindi (art. 36) Limitati incrementi ... da individuarsi all’interno degli ambiti insediativi di Lacona e del Capoluogo. Piccole saturazioni rispondenti al criterio di compatibilità di cui al successivo art. 68 potranno aversi nei lotti interclusi e marginali di centri e nuclei. Gli incrementi avranno carattere di saturazione dell’edificato presente in tali ambiti e avranno di norma gli aspetti tipologici prescritti dal regolamento urbanistico per gli interventi edilizi compatibili. Le nuove previsioni residenziali corrispondono, relativamente al nuovo PS, ai 15.000 mc previsti per il capoluogo, oltre a 38.130 mc di residuo PdF distribuiti in tutto il territorio comunale (ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti senza incremento delle unità abitative). Relativamente al settore turistico ricettivo alberghiero ed extralberghiero il PS prevede un totale di nuovi 27.850 mc a cui devono sommarsi i residui di Pdf (38.278 mc). In termini di consumo del suolo il PS prevede anche 8.000 mc di industriale /artigianale (a Capoliveri), 13.370 mc di commerciale/direzionale tra previsioni di PS e residuo di PdF (con l'eliminazione di 13.500 mc a Mola). 30 Caratterizzazione dell'ambiente Le trasformazioni previste all’interno delle UTOE potranno avvenire a condizione che siano compatibili con lo stato dei luoghi sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed insediativo secondo quanto disciplinato al Titolo II della disciplina di PS. I nuovi interventi, in considerazione della struttura dei luoghi, dovranno essere attuati congruentemente con il paesaggio e in armonica crescita con le tipologie preesistenti. (art.36). Relativamente alle modifiche dell’uso del suolo e allo sviluppo dell’edificato le previsioni del PS risultano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità individuati nell’ambito del PRAA e dei Segnali Ambientali, che prevedono di “Ridurre la dinamica delle aree artificiali” e di “Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul territorio e ridurre l’impermeabilizzazione del suolo”. Gli indicatori del Trend danno quindi un giudizio positivo in termini di “variazione percentuale delle aree artificiali” e di “impiego di suolo per lo sviluppo urbano”, invertendo una tendenza negativa che ha caratterizzato il territorio di Capoliveri negli ultimi decenni. Nell’area del centro urbano di Capoliveri le volumetrie vanno però a sommarsi ai residui di Pdf in corso di realizzazione, o già concessionati, ove saranno messi in atto interventi di mitigazione in grado di ridurre gli elementi di criticità paesaggistica legati al rapporto dimensionale e spaziale con il centro storico e al paesaggio agricolo collinare della periferia orientale. Nell'ambito della valutazione complessiva delle previsioni di PS è stata ritenuta indispensabile, anche ai fini della procedura di incidenza, la eliminazione delle previsioni di aree commerciali nella Pianura di Mola. In termini di consumo/impermeabilizzazione di suolo un elemento potenzialmente critico è costituito dalle previsioni di PS di oltre 70.292 mq di parcheggi a cui si devono sommare i residui di PdF (pari a 21.761 mq). Oltre a tale previsione devono essere considerate le trasformazioni insediative potenziali nell’ambito delle aree agricole come normate dalla LR 1/2005, dal regolamento 5R/2007 e dalle norme di PS. Quest’ultime trasformazioni, applicabili nel 47% del territorio comunale (non classificato Area Protetta o Sito Natura 2000), risultano non facilmente quantificabili in termini di volumetrie e di effetti ambientali. Ciò anche se l'estrema frammentazione agricola e proprietaria non dovrebbe consentire sviluppi volumetrici significativi dell'edificato rurale. Il PS prevede come Ogni intervento edilizio o modificazione morfologica deve essere conseguente a uno studio il cui livello è stabilito nella Carta della Fattibilità sulle caratteristiche geologiche e geomorfologiche, cos“ come evidenziato dalle Indagini geologicotecniche. L’intervento dovrà essere condizionato al raggiungimento della condizione di stabilità dei versanti e di una corretta regimazione idrica superficiale o comunque dovrà essere realizzata in modo da mitigare i fenomeni di dissesto geomorfologico per l’area di pertinenza e per le zone immediatamente circostanti, secondo quanto già stabilito agli articoli precedenti. 31 Caratterizzazione dell'ambiente La presenza di aree minerarie e cave, ancora non oggetto di intervento di recupero ambientale, costituisce un elemento che aggrava il rischio geomorfologico. La cava di Colle Reciso è stata inserita come area a pericolosità geologica Classe 4 in quanto trattasi di una cava inattiva, è stato realizzato un progetto per un intervento di recupero della stessa già in fase esecutiva, ma non ancora realizzato (art.40.2). La zona del M.te Calamita è sede di alcune emergenze storico-paesaggistico di notevole interesse: si tratta di 3 aree minerarie (aree minerarie dei Sassi Neri, Ginevro e Poggio Polveraio) dimesse situate lungo la costa rocciosa che caratterizza il promontorio. Le aree sono tutelate dal Parco dell’Arcipelago Toscano e dal Parco Minerario. La notevole valenza turistica di ciascuna di queste aree è dovuta alla presenza del laghetto dei Sassi Neri e alla miniera del Ginevro (ad oggi visitabile su appuntamento), ma lo sviluppo turistico e la valorizzazione della risorsa è frenata principalmente dal notevole degrado geomorfologico-ambientale in cui versa tutta l’area. In particolare si segnala la presenza di numerose discariche minerarie instabili o potenzialmente instabili diffuse su tutte e tre le aree (la zona di M. Polveraio è segnalata anche nel Piano Regionale di bonifica delle aree inquinate - DCRT 384 del 21.12.99). L’assetto geologico delle aree minerarie è riportato nella Carta del Degrado Ambientale e nella Carta della Pericolosità Geologica allegate alle Indagini Geologico-Tecniche. (art.13, comma 3). L’unita’ del parco minerario comprende le aree oggetto di concessioni minerarie, trattandosi di aree non ancora bonificate presentano numerose aree in frana o soggette a dilavamenti o erosioni principalmente a carico delle numerose discariche presenti. Le aree a P.F.M.E., le aree P.F.E. e le aree a pericolosità geologica classe 4 indicate non comprendono ovviamente la totalità delle aree pericolose, per definire le quali sarebbe necessario uno studio a scala di maggior dettaglio. L’area sta assumendo negli ultimi anni una certa valenza turistica è pertanto necessario eseguire indagini geognostiche e verifiche della stabilità del versante, a livello di area complessiva, prima di eventuali interventi di ripristino dei siti. Oltre alla presenze di strutture antropiche e di aree minerarie lo sviluppo degli incendi può aggravare locali condizioni di rischio geomorfologico. Il territorio del Comune di Capoliveri presenta un indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi di livello “alto”, con particolare riferimento alla zona del Monte Calamita. I dati dell’evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba derivanti dal Progetto pilota per la riqualificazione delle spiagge dell’Isola d’Elba mediante il ripascimento con sedimenti prelevati a mare” indicano per i sistemi più importanti (anni 1997-2002), di Lacona e Margidore, rispettivamente un leggero avanzamento (per Lacona +2387 mq e + 1,9 m variazione lineare media) o una stabilità, una condizione riscontrata anche nella spiaggia del Lido. La spiaggia di Naregno risulta invece in forte erosione (-1528 mq e -3,5 m variazione lineare media). Le previsioni del PS risultano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità individuati nell’ambito del PRAA e dei Segnali Ambientali, finalizzati a “Prevenire il rischio idrogeologico”, “valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione alla difesa del 32 Caratterizzazione dell'ambiente suolo”, “ridurre il prelievo delle risorse naturali” e a “evitare ulteriori danni derivanti da fenomeni di dissesto idrogeologico”. 3.2.3. Energia Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati ricavati dalle seguenti fonti: • Proposta di Piano Energetico Provinciale , Livorno settembre 2012 • • Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA). Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda 21, 2006 • Quadro conoscitivo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Livorno , approvato il 25.03.2009. Descrizione e stato L’energia rappresenta un fattore strategico per lo sviluppo economico e sociale di un territorio ed è un determinante per la competitività dei settori produttivi e dei servizi. Il sistema energia (produzione, trasporto, consumo) rappresenta una delle maggiori sorgenti di emissioni di inquinanti atmosferici e di gas climalteranti. Nel territorio dell’Isola d’Elba non sono presenti poli produttivi significativi o utenze industriali con consistenti consumi energetici La principale fonte di approvvigionamento energetico dell’Elba è garantita attraverso il collegamento elettrico a 132 kV in c.a., in gran parte sottomarino, con il continente. Non esiste una rete di distribuzione del gas collegata al continente, pertanto il fabbisogno di energia termica per il riscaldamento è soddisfatto facendo ricorso in gran parte ai bomboloni di GPL o ai serbatoi di gasolio ed in parte solo residuale a forniture di kerosene e legna. Per gli usi domestici di cucina si ricorre alle bombole di gas butano. L’unico impianto per la produzione di energia esistente all’Elba è costituita da una centrale turbogas da 17,1 MW, ubicata nel comune di Portoferraio e costruita negli anni settanta.. La Centrale ha esclusivamente funzioni di riserva ed entra in esercizio solamente in caso di guasti o lavori sui cavi sottomarini, di guasti o lavori sul talune linee elettriche interne all’Isola o per prove di funzionamento effettuate allo scopo di 33 Caratterizzazione dell'ambiente verificare la costante efficienza della Centrale stessa. Negli ultimi dieci anni ha sempre lavorato per meno di 200 ore/anno (mediamente 120; 190 nel 2010). Il rendimento medio d’impianto è basso (al di sotto di quanto indicato dalle Linee Guida per l’applicazione delle miglio tecniche disponibili) ed è riconducibile alla particolare configurazione dell’impianto ed alla vetustà dello stesso. ENEL nel piano di ridefinizione della fornitura di energia elettrica all’isola ha previsto una possibile chiusura definitiva. Fonti per la produzione di energia rinnovabile presenti nel territorio elbano e nel comune di Capoliveri sono costituite da pannelli solari termici (per il riscaldamento dell’acqua) e da pannelli solari fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica). L’incidenza di queste fonti rappresenta tuttavia un contributo irrilevante al fabbisogno energetico del territorio. A settembre 2011 gli impianti in esercizio nella provincia di Livorno per la produzione di energia elettrica da pannelli solari fotovoltaici sono sensibilmente aumentati rispetto a quelli realizzati ad inizio anno; In particolare : Comune N°impianti Potenza totale (kW) Produzione energia elettrica (MWh) CO2 evitata (ton) Capoliveri 6 30,3 37,9 20,8 Totale provincia 1424 49.336,9 61.671,1 33.919,1 Tabella 1 Impianti per la produzione di energia elettrica da pannelli solari fotovoltaici (Fonte: Proposta di Piano Energetico Provinciale , Livorno settembre 2012 - Elaborazione EALP su dati GSE) I principali determinanti che comportano le pressioni sul sistema energia sono costituita dalla popolazione, dai servizi e attività commerciali e dalla mobilità. La popolazione costituisce una delle principali cause di consumi di energia sul territorio; questo si realizza principalmente attraverso l’utilizzo di automezzi, il riscaldamento domestico, il raffreddamento ed il condizionamento, l’illuminazione. Una causa di “sprechi”energetici è rappresentata dagli scaldabagni elettrici utilizzati dalla quasi totalità degli abitanti elbani (vedi di seguito) Un’altra voce di consumo energetico che sta aumentando notevolmente negli ultimi anni (qui come nel resto del paese) è costituita dagli impianti di condizionamento estivo. 34 Caratterizzazione dell'ambiente L’aspetto dei consumi energetici legati ai servizi ed alle attività commerciali è strettamente legato alla stagionalità tipica delle economie basate sul turismo; gli elementi che incidono in maniera rilevante sui consumi nel territorio sono costituiti da: strutture ricettive (alberghi, pensioni, residence, camping), strutture commerciali e servizi vari. La distribuzione dei consumi per vettore energetico mostra come l’elettricità sia il principale vettore energetico, e come ci sia stato un costante aumento in questi anni. Il consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume l’attività turistica in questo territorio. A livello di intera Isola d’Elba si può poi rilevare come nel settore domestico i consumi elettrici procapite risultano al di sopra della media nazionale e provinciale ; a tale evidenza contribuiscono significativamente i boiler elettrici usati nella produzione di acqua calda . Si pensi infatti che un boiler elettrico da 80 litri (per una famiglia di 3 persone), di potenza 1,2 kW, per scaldare 80 litri d’acqua da 15°C a 50°C impiega, teoricamente, 2 ore e 45 minuti, ma, praticamente, 3 ore e 30 minuti, a causa di un isolamento termico non perfetto che fa disperdere dal mantello parte dell’energia destinata al riscaldamento dell’acqua. Considerando che, per una doccia di 5 minuti, una persona consuma circa 60 litri di acqua, viene stimato che il boiler rimanga acceso 6 ore al giorno. Questo significa che un boiler da 1,2 kW presenta i seguenti consumi: 7,2 kWh giornalieri 216 kWh mensili 2.628 kWh annui (con una spesa complessiva di € 473). E’ necessario pertanto attivare politiche ed accordi con gli operatori del settore, enti locali, banche finalizzate a favorire ed incentivare, attraverso anche una capillare informazione e consulenza, la diffusione dei pannelli solari termici, avendo presente che una delle maggiori difficoltà si incontra nelle aree soggette a vincolo dove la Sovrintendenza sovente crea notevoli problemi alla installazione di questi pannelli, e spesso blocca l’intervento. La sostituzione di boiler elettrici nella produzione di acqua calda con pannelli solari termici potrà essere fatta compatibilmente con lo stato delle coperture e con la presenza di vincoli. La provincia di Livorno si sta facendo promotrice di una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta alla sostituzione di scaldacqua elettrici con pannelli solari termici. 35 Caratterizzazione dell'ambiente Energia: obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Razionalizzazio ne e riduzione dei consumi Indicatori Obiettivi Specifici Riduzione dei consumi energetici pro capite e riduzione di sprechi e inefficienze Consumi energetici pro capite P ++ Informazione e sensibilizzazione della popolazione sul risparmio energetico e sulle opportunità delle fonti rinnovabili Informazione e sensibilizzazione della popolazione R ++ ☺ Intensità energetica del settore civile (domestico e terziario) R ++ ☺ N° di strutture ricettive dotate di certificazioni ambientali (es. ecolabel) R + Incentivare e favorire la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e a risparmio energetico Diffusione di tecnologie per uso efficiente dell’energia R ++ Introdurre agevolazioni ed incentivi nei regolamenti edilizi per la diffusione delle pratiche di bioedilizia Indirizzi per regolamenti edilizi incentivanti il risparmio energetico R ++ ☺ Percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili R ++ ☺ Mq di pannelli solari termici installati R +++ ☺ Migliorare l’efficienza energetica negli usi Aumento della quota di utilizzo di energie rinnovabili DPSR Disp. Stato Tendenza dati ante PS col PS Aumentare la % di energia proveniente da fonti rinnovabili 3 Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. 36 Caratterizzazione dell'ambiente In relazione all’energia (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3: Requisiti delle infrastrutture a rete, delle urbanizzazioni e dei servizi, p.5), gli obiettivi principali del PS riguardano la riduzione e la razionalizzazione dei consumi energetici, l’uso di fonti rinnovabili e l’integrazione di fonti rinnovabili con attività produttive, economiche ed urbane. In tal senso, le misure da intraprendere per il territorio sono quindi: l’incentivazione dell’uso di energie alternative e rinnovabili; la prescrizione e l’incentivazione di soluzioni tecnologiche nella costruzione di nuovi edifici o nella ristrutturazione di quelli esistenti tese a ridurre il consumo energetico; ottimizzazione della rete elettrica evitando insediamenti diffusi o sparsi a favore di nuclei sia residenziali che produttivi compatti; incentivazione alle trasformazioni, fisiche e funzionali che utilizzino sistemi di cogenerazione e teleriscaldamento/raffreddamento decentrato; l’informazione, la sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori turistici circa l’adozione di sistemi tecnologici, semplici accorgimenti e uso di elettrodomestici e accessori a basso consumo, volti al risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili. Per quanto concerne in particolare le radiazioni non ionizzanti l’obiettivo è quello di razionalizzare sul territorio la presenza di elettrodotti, cabine di trasformazione, antenne ricetrasmittenti, in riferimento alla legislazione nazionale e regionale vigente. In particolare: in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee; evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione; in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione lontano dai centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi pubblici. Il PS precisa inoltre che il Regolamento Urbanistico dovrà disciplinare come promuovere e incentivare azioni volte al risparmio energetico e all’eco efficienza edilizia degli edifici (rif. §” Indirizzi per il Regolamento Urbanistico” inseriti in ciascuna UTOE).4 4 • Queste azioni comprendono: informazione, sensibilizzazione e incentivazione della cittadinanza su come contenere i consumi domestici (adozione di semplici accorgimenti tipo lampade a basso consumo, scelta di elettrodomestici di classi a basso consumo, erogatori d’acqua a basso flusso, spegnimento automatico delle luci esterne, scarico dei wc a doppia erogazione, ecc.); • riduzione e razionalizazione dei consumi negli edifici pubblici: individuazione degli “sprechi” • attività di informazione, sensibilizzazione e incentivazione rivolta alle strutture ricettivo-turistiche in e pianificazione delle opportune misure di miglioramento ; relazione all’adozione di accorgimenti volti al risparmio e alla razionalizzazione dei consumi energetici (adozione di semplici accorgimenti tipo lampade a basso consumo, scelta di elettrodomestici di classi a 37 Caratterizzazione dell'ambiente Per contro, l’incremento in termini di nuova edificazione prevista dal PS, sia come residuo del precedente P.di F. che come nuove previsioni di piano, è traducibile, in prima approssimazione, in un aumento dei consumi di risorse, inclusa la risorsa energia. Seppur le nuove previsioni di piano prevedano un contenuto aumento di nuova edificazione rispetto a quanto già previsto dal precedente P.di F, e rivolto in buona parte ad una riqualificazione degli insediamenti (vedi trasformazione da strutture extra alberghiere in alberghiere, ampliamenti di edifici esistenti senza incremento di unità abitative), tale previsione comporterà una crescita del fabbisogno di energia e quindi un effetto negativo sulla risorsa stessa. basso consumo, riduttori di flusso per l’acqua, spegnimento automatico delle luci esterne, scarico dei wc a doppia erogazione, ecc.); • informazione, sensibilizzazione e incentivazione rivolte alle strutture ricettivo-turistiche che intraprendono percorsi per l’adesione volontaria alla certificazione delle proprie attività sotto il profilo della “qualità ecologica” (esempio marchio europeo “Ecolabel”), percorsi che presuppongono il rispetto di tutta una serie di accorgimenti volti al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale; 38 Caratterizzazione dell'ambiente 3.2.4. Rifiuti Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati ricavati dalle seguenti fonti: • • Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA). Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda 21, 2006 • Quadro conoscitivo del PTC della Provincia di Livorno • Provincia di Livorno: Piano di gestione dei rifiuti urbani (aggiornamento), marzo 2004. Produzione di rifiuti urbani La produzione di rifiuti urbani nel 2010 in Toscana è aumentata, anche se leggermente, col dato pro capite che è passato da 663 a 670 kg/abitante, interrompendo la fase di decremento iniziata nel 2007, ma mantenendosi sui valori del 2003. Anche il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani, pari a circa 2,51 milioni di tonnellate, è in lieve aumento rispetto al 2009 (+ 1,6 %). Costantemente più alta risulta la produzione procapite della provincia di Livorno e ancora superiore quella riferita all’Isola d'Elba nel suo complesso ed al comune di Capoliveri. Raccolta differenziata Per il 2010, a scala di Ambito, il risultato migliore in termini di efficienza della raccolta differenziata è stato quello dell'ATO Toscana Centro (province di Firenze, Pistoia e Prato) con il 43,99%, seguito dall' ATO Toscana Costa (province di Livorno, Lucca, Massa e Pisa) con il 40,99% e dall'ATO Toscana Sud (province di Arezzo, Grosseto e Siena) con il 36,44%. Nessuno dei tre ATO ha superato l'obiettivo del 45% di raccolta differenziata fissato dal D.Lgs. 152/2006. A livello provinciale le province più virtuose sono state quelle di Lucca (48,50%), Prato (45,86%) e Siena (45,71%). Per quanto concerne il comprensorio elbano, da segnalare come l’efficienza della raccolta differenziata nei diversi comuni sia ancora bassa ed abbia bisogno di una 39 Caratterizzazione dell'ambiente forte spinta affinché lo smaltimento dei rifiuti in discarica sia progressivamente ridotto a favore di sistemi ecocompatibili quali recupero e riciclaggio. Nello specifico, dai dati a disposizione si evince che in diversi comuni elbani la raccolta differenziata rimane sotto il 15%: tra questi Capoliveri, con un’efficienza del 10,43%. Smaltimento La raccolta dei rifiuti urbani nel comune di Capoliveri, come negli altri comuni dell’Elba ad eccezione di Porto Azzurro e di Campo nell’Elba, viene svolta dalla società Elbana Servizi Ambientali SpA (E.S.A. SpA), la stessa che si occupa anche della gestione dell’impianto di trattamento di Buraccio (località Buraccio, nel comune di Porto Azzurro) e della discarica di Literno (località Literno, nel comune di Campo nell’Elba). Impianto di trattamento di Buraccio L'impianto occupa un'area di circa 2.500 metri quadrati ed è ubicata sul fianco destro della valle del fosso di Mar dei Carpisi. Il piano di gestione dei rifiuti urbani della provincia di Livorno ha previsto la realizzazione di un impianto di compostaggio di qualità, intervento che ancora non è stato realizzato. Discarica di Literno Ubicata in località Literno, nel comune di Campo nell’Elba, questa discarica è di servizio all’impianto di trattamento di Buraccio. Dopo un periodo di stasi dovuta alla contemporanea inattività dell’impianto di Buraccio, è nuovamente in funzione dal 2002. Nonostante gli interventi realizzati, i risultati delle indagini condotte nell'ambito di AG21 documentano, a tutt’oggi, la presenza di numerose criticità. Nel Piano di Azione Ambientale regionale l’Arcipelago Toscano è stato individuato come “area a rischio” per i rifiuti; le isole toscane hanno infatti realizzato una scarsa raccolta differenziata, esportano rifiuti nella terraferma (Giglio, Capraia e Giannutri), oppure hanno utilizzato discariche giunte all’esaurimento (Isola d’Elba) ed impianti di recupero che si sono rilevati inadeguati. Anche l’aggiornamento del piano dei rifiuti della provincia di Livorno indicava i comuni elbani come l’anello debole del sistema di raccolta, riciclaggio e smaltimento. 40 Caratterizzazione dell'ambiente Rifiuti: obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Indicatori Macro obiettivi di sostenibilità Obiettivi Specifici Riduzione della produzione di rifiuti Ridurre la produzione totale di rifiuti urbani sia complessiva che procapite Aumento della raccolta differenziata e del riciclo DPS Disp. Stato R dati ante PS Effetti del Piano Produzione di rifiuti procapite annua P +++ produzione totale di rifiuti annua P +++ Censire e recuperare le discariche non controllate Presenza di discariche di rifiuti abbandonati S + Potenziare la capacità e la qualità degli impianti di trattamento Dotazione impiantistica per trattamento rifiuti R +++ Attività di recupero e riciclaggio R +++ ☺ % di raccolta differenziata R ++ ☺ Attività di sensibilizzazione, educazione e formazione R +++ ☺ Aumentare e diversificare l’attività di recupero e riciclaggio Diversificare gli eventi di coinvolgimento della popolazione sul corretto smaltimento dei rifiuti ☺ Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. In materia di rifiuti (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3: Requisiti delle infrastrutture a rete, delle urbanizzazioni e dei servizi, p.2), l'obiettivo principale del PS è quello di smaltire i rifiuti sia urbani che speciali in modo da salvaguardare il territorio e di risanarne le parti compromesse. Tutti i rifiuti solidi urbani vengono portati alla discarica di Literno, dopo essere stati inertizzati e separati all’impianto di Buraccio. L’Amministrazione di Capoliveri e le altre amministrazioni dell’Elba si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione differenziata. 41 Caratterizzazione dell'ambiente Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti solidi urbani è da prevedere in particolare la redazione del Piano delle aree ecologiche al fine di risolvere i problemi di reperimento di spazi e per ridurre l’impatto ambientale di tale servizio. E’ indispensabile individuare delle aree specifiche per la raccolta differenziata che possano, all’occorrenza, diventare anche aree per servizi polivalenti dove il cittadino possa beneficiare di determinati vantaggi che lo incentivino verso questa direzione. Ciò costituirebbe un aiuto per l’ente che eroga il servizio ed anche una sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente con evidenti ricadute positive sul servizio educativo per i cittadini. In questo contesto tra le strutture da promuovere a livello sovracomunale si inseriscono in particolare: • gli impianti di compostaggio a cui vengono conferiti i rifiuti organici, recuperati sottoforma di terriccio; • gli impianti di riciclaggio; • le ecoaree, aree nelle quali i cittadini possono rivolgersi per la raccolta differenziata di particolari tipologie di rifiuti provenienti da abitazioni civili (macerie, filtri e oli esausti, pneumatici, ingombranti di uso domestico, ecc.); • gli ecopunti: piccole stazioni ecologiche composte da campane o cassonetti per raccogliere le tradizionali tipologie di materiali oggetto di raccolta differenziata, (carta, vetro, lattine e plastica); • gli ecomobili: stazioni ecologiche itineranti che sostano nei supermercati, nei mercati e nelle scuole, attrezzate per la raccolta dei rifiuti urbani pericolosi e di particolari tipologie di materiali (pile, farmaci, contenitori di pesticidi, vernici e solventi, batterie, cartucce per stampanti, lattine in alluminio, ecc..). L’obiettivo a livello comunale è quello di smaltire i rifiuti sia urbani che speciali in modo da salvaguardare il territorio e di risanarne le parti compromesse, alla luce di quanto previsto dal D. Lgs. 22 del 5/2/97 (Ripristino ambientale dei siti inquinati) e dalla L.R. 25/98 (Gestione dei rifiuti). Sono altresì da prendere come riferimento il piani di settore regionale e provinciale: DCR 88 del 1998 - piano regionale gestione rifiuti urbani e assimilati, 1° stralcio DCR 385 del 1999 - piano regionale gestione rifiuti speciali e pericolosi, 2° stralcio DCR 384 del 1999 - piano bonifica aree inquinate, 3° stralcio DCP 158 del 31.7.2000 A tal fine occorre che il Comune implementi la raccolta differenziata sino al raggiungimento degli obiettivi di legge. Il Comune si deve attivare anche per arrivare all’accordo tra i Comuni elbani e l’Autorità d’ambito per potenziare gli impianti di Buraccio e Literno poiché attualmente i rifiuti vengono trasferiti senza alcun tipo di trattamento alla discarica di Piombino. Gli indirizzi atti a perseguire gli obiettivi di riduzione e riciclaggio rifiuti da sviluppare all’interno del R.U. sono i seguenti: 42 Caratterizzazione dell'ambiente incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e il loro recupero nei cicli produttivi; introdurre soluzioni di arredo urbano che favoriscano isole ecologiche ambientalmente e architettonicamente accettabili per la gestione della raccolta differenziata dei R.S.U.; impedire la diffusione delle piccole discariche abusive nelle campagne attraverso interventi di controllo e iniziative incentivanti la raccolta dei rifiuti ingombranti; risanamento delle discariche incontrollate e abusive e razionalizzazione delle attività di rottamazione con il trasferimento forzoso nelle aree autorizzate. (rif. §” Indirizzi per il Regolamento Urbanistico” inseriti in ciascuna UTOE). 3.2.5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti: − − − − − − − − Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA). Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri. Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano. Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno. Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006). Banca dati Progetto RENATO – Repertorio Naturalistico Toscano . Formulari standard Natura 2000. Strategia regionale toscana per la biodiversità, documenti consultabili per la fase di VAS (2012). − Bibliografia del settore. Flora e Vegetazione Il territorio del Comune di Capoliveri si caratterizza, così come gran parte del territorio elbano, da elevati valori naturalistici, per la presenza di specie di flora e di tipologie vegetazionali (anche habitat ai sensi della Direttiva 92/43/CEE) di elevato valore conservazionistico. Numerose risultano le specie di flora endemiche elbane o dell’Arcipelago Toscano, le specie di flora e fauna di interesse regionale (LR 56/2000 43 Caratterizzazione dell'ambiente e succ. modif.) o comunitario (Direttiva 92/43/CEE e succ. modif.) e le tipologie vegetazionali attribuite ad habitat di interesse regionale, comunitario o prioritario. Nell’Isola d’Elba l’Isolamento geografico, le vicende storiche (antichi collegamenti con la terraferma e con il sistema sardo-corso), la diversità climatica, altitudinale e geomorfologica, e le trasformazioni antropiche hanno creato una estrema diversità ambientale in grado di ospitare un ricco patrimonio floristico e vegetazionale, dagli ambienti costieri sabbiosi (ad esempio Lacona) e rocciosi (gran parte della costa di Capoliveri), a quelli forestali di latifoglie (versante settentrionale del M.te Capanne) o di sclerofille (ad esempio nei versanti circostanti Cavo), dagli ambienti agricoli di pianura (Mola) o di bassa collina agli ambienti di gariga e macchia e a quelli montani sommitali mediterranei (M.te Capanne, ecc.). Relativamente alla componente floristica per il territorio comunale il quadro conoscitivo del Piano Strutturale, ed ulteriori approfondimenti realizzati in fase di rapporto ambientale, indicano la presenza di 68 specie di flora di interesse conservazionistico (in quanto rare, di interesse fitogeografico, endemiche, ecc.), di cui 57 specie di flora di interesse regionale di cui alla L.R. 56/2000. Sono inoltre presenti 4 specie endemiche (Helichrysum litoreum, Limonium ilvae, Ophrys tyrrhena, Urtica atrovirens) e 10 specie inserite nella lista di attenzione del progetto RENATO Repertorio Naturalistico Toscano (Sposimo e Castelli, 2005; Università di Firenze e Museo di Storia Naturale, 2003) (Corynephorus divaricatus, Hypecoum procumbens, Limonium ilvae, Limonium multiforme, Malcolmia ramosissima, Matthiola tricuspidata, Panicum repens, Romulea rollii, Sarcocornia perennis, Silene nicaeensis). La presenza di 10 specie di flora di elevato valore conservazionistico, inserite nella lista di attenzione del Progetto Renato, costituisce un indicatore dell’elevato valore floristico del territorio comunale. Nel territorio di Capoliveri sono presenti 4 specie endemiche. Di particolare valore la presenza, in ambienti di costa rocciosa di Limonium ilvae, specie endemica esclusiva dell’Isola d’Elba. Urtica atrovirens costituisce invece un endemismo sardo-corso presente in diverse isole dell’Arcipelago Toscano (Elba, Gorgona, Capraia, Pianosa e Giglio). Infine Helichrysum litoreum e Ophrys tyrrhena costituiscono endemismi peninsulari presenti, la prima, in diverse isole dell’Arcipelago Toscano e la seconda solo all’Isola d’Elba. Di particolare interesse anche la presenza di 19 specie di flora inserite nelle liste rosse regionali delle piante d’Italia (Conti et al., 1997). Il territorio elbano, ed il Comune di Capoliveri, si caratterizzano dalla presenza di numerose specie esotiche di flora, a costituire una delle principali cause di minaccia per gli habitat e le specie di flora degli ambienti costieri in area mediterranea. Tale presenza costituisce quindi un indicatore di alterazione antropica dei popolamenti floristici e degli habitat. 44 Caratterizzazione dell'ambiente Relativamente agli aspetti vegetazionali ed ecosistemici del territorio comunale di Capoliveri il quadro conoscitivo del Piano Strutturale indica la presenza delle seguenti tipologie: 1) boschi di sclerofille sempreverdi arboree ed arbustive; 2) macchie di sclerofille sempreverdi arbustive; 3) pinete; 4) vegetazione arbustiva delle coste rocciose; 5) vegetazione delle coste sabbiose; 6) vegetazione delle zone umide e dei corsi d’acqua; 7) altre tipologie di vegetazione. La recente Carta della vegetazione dell’Isola d’Elba (Foggi et al., 2006), a testimonianza dell’estrema ricchezza vegetazionale del territorio comunale indica la presenza 33 tipologie vegetazionali naturali o seminaturali ed 8 tipologie vegetazionali artificiali. Rispetto alle unità di vegetazione presenti nel territorio elbano il Comune di Capoliveri presenta il 44% delle tipologie forestali (4 tipologie su 9), il 100% delle tipologie di macchie e boscaglie di sclerofille sempreverdi di tipo zonale (14 su 14), il 56% delle tipologie di macchie basse, garighe e prati secondari (9 su 16), non presenta nessuna tipologia vegetazionale di tipo rupestre montano (0 su 3) essendo queste legate alla zona del Monte Capanne e del Volterraio-Capannello, presenta il 100% delle tipologie di ambiente dunale (3 su 3) con la presenza degli ambienti dunali di Lacona, il 100% delle tipologie di costa rocciosa e il 50% delle tipologie di ambienti umidi (3 su 6) con particolare riferimento all’area di Mola. Nell’ambito delle tipologie vegetazionali numerosi risultano gli habitat di interesse regionale (LR 56/2000 e succ. modif.) o comunitario (Direttiva 92/43/CEE e succ. modif.), a testimonianza dell’elevato valore vegetazionale del territorio comunale di Capoliveri. Oltre agli habitat terrestri particolare interesse rivestono gli habitat marini ed in particolare le Praterie di Posidonia oceanica che costituiscono un habitat da tutelare, diffusamente presente nelle aree a mare prospicienti la costa del territorio comunale di Capoliveri. La prateria a Posidonia oceanica è un habitat di interesse comunitario, indicato come prioritario nell'All.1 della Dir. 92/43CEE con il nome "Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche nell'All. A della L.R. 56/2000, a seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse regionale. Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo, inserita nell'Allegato II del Protocollo ASPIM. Fauna Come già evidenziato in precedenza, l’Arcipelago Toscano costituisce l’area con la maggiore concentrazione delle specie e degli habitat di interesse conservazionistico 45 Caratterizzazione dell'ambiente selezionati nel corso del Progetto RENATO. Per quanto riguarda la fauna, l’area ospita un numero rilevante di elementi di attenzione per la maggior parte dei gruppi; fanno eccezione i Pesci e i Crostacei Decapodi di acqua dolce (nessuna specie della lista di attenzione) e i Mammiferi (poche specie, in gran parte Chirotteri); particolarmente importanti, in ambito regionale, sono le presenze di Rettili e Uccelli (Sposimo e Castelli 2005): nell’arcipelago sono segnalate, rispettivamente, il 54,5 % e il 45,0 % del totale delle specie comprese nella “Lista di attenzione”. Concentrando l’analisi sul territorio comunale di Capoliveri le specie segnalate sono in totale 34; fra queste spiccano in particolar modo gli Uccelli, sia come numero che come “qualità” e importanza delle specie presenti, come si può facilmente evincere dalla seguente tabella, dove sono elencate tutte le specie animali comprese nella Lista di attenzione e segnalate per l’area in esame. Fra gli Uccelli sono inoltre da segnalare altre specie di interesse conservazionistico, a livello almeno regionale, sono legate da segnalare per il territorio comunale sono il rondone pallido Apus pallidus rondone maggiore Apus melba corvo imperiale Corvus corax. Da segnalare come elementi di un certo rilievo per la biodiversità locale sono alcune specie ornitiche nidificanti a Mola, dove hanno l’unica o la principale stazione dell’arcipelago Toscano: porciglione Rallus aquaticus, gallinella d’acqua Gallinula chloropus, cannaiola Acrocephalus scirpaceus e cannareccione Acrocephalus arundinaceus. Sempre fra gli Uccelli, un discorso a parte merita il gabbiano reale Larus michahellis, specie che negli ultimi decenni ha avuto un’esplosione demografica grazie alla sua capacità di sfruttare alcune risorse trofiche rese abbondantemente disponibili dall’uomo, in particolare i rifiuti. Nell’Arcipelago Toscano la popolazione nidificante è più che raddoppiata dal 1983 ad oggi, con un incremento medio annuo di circa il 4 % (Arcamone et al. 2001). All’Elba negli ultimi anni (dopo il 2000) ha mostrato notevoli fluttuazioni, legate a fenomeni che esulano dagli scopi del presente documento e che si originano in massima parte al di fuori dal territorio comunale: disponibilità di rifiuti entro un raggio ben definito dalle colonie, assenza o scarsissima presenza, nei siti riproduttivi, di predatori terrestri quali cinghiali, volpi o cani vaganti, limitato disturbo antropico nel periodo primaverile. Nel territorio comunale di Capoliveri, in particolare nel tratto non a caso denominato “costa dei gabbiani”, è presente quella che presumibilmente è stata la prima colonia elbana della specie. Come appena accennato, la presenza di abbondanti colonie di gabbiano reale dipende da svariati fattori, alcuni dei quali indicano la presenza di elementi di degrado mentre altri, al contrario, indicano assenza o limitato impatto di altri fattori di pressione. La presenza e l’abbondanza dei gabbiani reali nidificanti non può quindi essere utilizzata quale indicatore di stato. 46 Caratterizzazione dell'ambiente Grado di costrizione, naturalità e valore naturalistico dei biotopi Per una migliore comprensione del valore naturalistico reale e potenziale degli habitat/categorie di uso del suolo del territorio Capoliveri, e per una valutazione del condizionamento antropico, è stato scelto di valutare il grado di costrizione di tali elementi ad opera delle categorie di uso del suolo a maggiore artificialità, quali centri abitati, edilizia residenziale sparsa, aree agricole, strade, ecc. Tali valutazione è stata realizzata nell’ambito del Rapporto ambientale del Piano Strutturale. Questo indice, variabile tra 1 e 0, evidenzia quindi il negativo condizionamento operato sugli habitat naturali o seminaturali (di seguito definiti “biotopi”) (Errore. L'origine riferimento non è stata trovata.) ad opera di limitrofe aree fortemente urbanizzate e/o antropizzate. Alle categorie di uso del suolo considerate come detrattori ambientali “costrittori” è stato attribuito un punteggio da 100 (massima impatto) a 25 (minimo impatto) sulla base della loro presunta capacità di costrizione e di frammentazione sui biotopi. Grado di costrizione: ∑i8=0 (Sp x Gi) / 500 dove, Sp = superfici percentuali delle unità di costrizione, Gi = gradi di costrizione relativi L’analisi evidenzia un elevato grado di costrizione dei biotopi in numerose UTOE, con particolare riferimento a “Capoliveri”, “Lacona-Margidore”, “Lido”, “Pianura di Mola”, “Mandorlo-Lari”, “Straccoligno” e “Madonnna delle Grazie-Stecchi-BarabarcaZuccale”. In tali unità i relittuali biotopi naturali o seminaturali risultano quindi particolarmente Isolati, frammentati e circondati da unità ad elevata antropizzazione e ad elevata impermeabilità ecologica. Tali condizione costituisce una indicazione negativa in termini di conservazione della biodiversità. Figura 2 Grado di costrizione dei biotopi nel territorio comunale di Capoliveri Legenda UTOE costrittori 25 50 75 100 Mappa costrizione massima minima nessuna 47 Caratterizzazione dell'ambiente Al fine di meglio evidenziare i livelli di frammentazione del paesaggio vegetale è stato applicato l’indice di frammentazione operata dal reticolo stradale. Il grado di frammentazione imputabile alla viabilità costituisce uno degli elementi che in modo più negativo contribuiscono ad aumentare la disgregazione degli ecosistemi. Figura 3 Grado di frammentazione ad opera delle strade nel territorio comunale di Capoliveri. L’analisi evidenzia un valore complessivo dell’indice, per l’intero territorio comunale, pari a 0,17 km/kmq. La bibliografia evidenzia soglie diverse al fine di comprendere il valore oltre al quale un determinato ambiente vede gradualmente compromettere la naturalità degli ecosistemi in esso presenti. Alcune esperienze olandesi (Klerks et al., 1994) hanno individuato tale soglia in 1,4 km/kmq di strada. Rispetto a tale valore risulta significativamente alti i valori di alcune UTOE, con particolare riferimento a Naregno e Capoliveri. Il livello di naturalità delle diverse tipologie vegetazionali e di uso del suolo fornisce una indicazione sulle trasformazioni antropiche del territorio di Capoliveri. Assieme ad altri indicatori (rarità degli habitat e delle specie, ricchezza di specie, ecc.) può fornire utili indicazioni sul valore naturalistico del territorio analizzato. L’analisi dei livelli di naturalità dell’area di studio è stata effettuata tramite il riconoscimento e l’applicazione del grado di naturalità alle tipologie vegetazionali e di uso del suolo, secondo quanto indicato da Long (1974). In particolare sono stati utilizzati i nove gradi di antropizzazione definiti da Arrigoni e Foggi (1988), che spaziano dal grado 0 (vegetazione climax) al grado 8 (aree urbane e industriali), 48 Caratterizzazione dell'ambiente rovesciando la scala proposta dagli autori per esprimere la naturalità in una scala di nove classi dal grado 0 (massima artificialità) al grado 8 (massima naturalità). La media ponderata dei gradi di naturalità ha permesso di definire il grado di naturalità per l’intero territorio comunale (0,65) e per sottoaree (sistemi, subsistemi, UTOE). Grado di naturalità: ∑i8=0 (Sp x Gi) / 800 dove, Sp = superfici percentuali delle unità di uso del suolo;Gi = gradi di naturalità relativi Legenda UTOE Naturalita Massima naturalità Massima artificialità Figura 4 Grado di naturalità del territorio comunale di Capoliveri L’indagine evidenzia il forte contrasto tra UTOE ad elevata naturalità (Fonza, Stella, Parco naturalistico, ecc.) ed altre a naturalità molto bassa e ad alta artificialità (Capoliveri, Lacona-Margidore, ecc.). Per giungere a una stima del valore naturalistico complessivo di ciascuna tipologia vegetazionale/uso del suolo sono stati considerati vari indicatori. Oltre alla naturalità, prima descritta, sono stati stimati i valori di biodiversità, originalità, rarità dei popolamenti floristici o faunistici tipici di quell’unità vegetazionale e sua rarità (in base alla sua maggiore o minore diffusione nel territorio siciliano ed italiano). Quanto sopra ha portato ad individuare le unità di uso del suolo/vegetazione di maggiore valore naturalistico nelle aree costiere rocciose e sabbiose, nelle aree umide e nei mosaici di garighe e prati aridi mediterranei e nei boschi di sughera. 49 Caratterizzazione dell'ambiente Strumenti di tutela ambientale A dimostrazione dei suoi elevati valori naturalistici il territorio comunale è interessato dalla presenza di strumenti di tutela ambientale quali: AREE PROTETTE: - numero e superficie % di aree protette: 1 area protetta e 52,63% del territorio comunale protetto. Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano istituito con DPR 22 luglio 1996 e che, ai sensi della LR 56/2000, Del.CR 6/2004 e Del.CR 80/2007 SITI DELLA RETE NATURA 2000 E RETE ECOLOGICA - numero e superficie % di SIR/SIC/ZPS: 3 SIR e 33,49 % del territorio comunale, - Sito di Importanza Regionale (SIR) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) Elba Orientale, - Sito di Importanza Regionale (SIR), Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) Isole di Cerboli e Palmaiola per la porzione delle Isole Gemini, - Sito di Importanza Regionale (SIR) Zone umide del Golfo di Mola e Schiopparello per la porzione di Mola. RAPPORTO TRA AREE PROTETTE E AMBIENTE COSTIERO - percentuale costa protetta (aree protette e natura 2000): 68,5% della linea di costa (lato terra). - percentuale costa protetta (aree protette e natura 2000): 0,0% della linea di costa (lato mare) La Regione Toscana, in collaborazione con Ce.S.I.A. (Centro di Studio per l’applicazione dell’informatica in Agricoltura) e Ibimet (Istituto di Biometeorologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche), ha predisposto una nuova classificazione dell’indice di pericolosità, o di rischio, per lo sviluppo degli incendi boschivi. Per questa classificazione è stato adottata una metodologia in grado di classificare il territorio toscano in funzione del rischio di incendio. La probabilità che un incendio si inneschi è legata ad un alto numero di fattori che interagiscono tra loro e che devono necessariamente essere considerati simultaneamente; la modellizzazione del rischio è espressa da parametri legati alle caratteristiche territoriali, morfologiche, della vegetazione e climatiche. Il territorio del Comune di Capoliveri presenta un indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi di livello “alto” 50 Caratterizzazione dell'ambiente Biodiversità, vegetazione, flora e fauna: Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Indicatori Macro obiettivi di sostenibilità DPS R Disp. dati Stato ante PS Tendenza con PS R +++ ☺ ☺ R +++ R +++ R +++ ☺ S +++ ☺ R +++ ☺ S +++ ☺ S +++ S +++ ☺ S +++ ☺ R ++ S +++ S +++ S +++ S +++ S +++ S +++ S +++ Obiettivi specifici Aumentare la percentuale di aree protette Sviluppare la rete ecologica regionale Aumentare la percentuale di aree protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina Conservare la biodiversità terrestre Percentuale di aree protette nazionali o regionali Percentuale di aree protette marine Percentuale di aree protette comunali (ANPIL) Percentuale di Siti della Rete Ecologica N. specie vegetali endemiche, rare o in liste di attenzione N. specie vegetali protette (di interesse regionale o comunitario) N. specie animali e vegetali del progetto RENATO N. coppie di gabbiano reale nidificanti per 100 m di costa N. di tipologie vegetazionali naturali e seminaturali N. habitat di interesse regionale, comunitario o prioritari Presenza alberi monumentali ai sensi della LR.60/98 Presenza aree di maggiore importanza naturalistica Progetto RENATO Grado di costrizione dei biotopi Grado di frammentazione da viabilità Grado di naturalità Valore naturalistico complessivo Grado di conservazione degli ambienti umidi e ripariali Grado di conservazione degli ambienti dunali ☺ ☺ ☺ 51 Caratterizzazione dell'ambiente Obiettivi di sostenibilità Indicatori Macro obiettivi di sostenibilità Disp. dati P +++ P +++ P +++ S +++ R +++ R +++ P +++ P +++ R +++ R +++ S + R +++ Stato ante PS Tendenza con PS Obiettivi specifici Spiagge: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. Spiagge interne a SIR/SIC/ZPS: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. Spiagge interne al Parco Nazionale: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. Grado esoticità della flora Aumentare la percentuale di aree protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina DPS R Conservare la biodiversità terrestre Conservare la biodiversità marina Ripristino paesaggistico delle cave Presenza di un progetto di rete ecologica comunale Tutela delle emergenze naturalistiche quali invarianti del PS Aumento aree urbanizzate e artificiali Aree percorse da incendi Percentuale di costa protetta (lato terra) Percentuale di costa protetto (lato mare) Presenza e stato di conservazione delle Praterie di posidonia Superficie aree di cava ripristinate/sup. totale ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ Motivazioni della tendenza Relativamente all’obiettivo, derivante da Segnali ambientali in Toscana, di aumentare la percentuale di aree protette, il quadro degli strumenti di protezione del territorio comunale di Capoliveri presenta elementi molto positivi con riferimento alla presenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano esteso a comprendere il 52,6% del territorio comunale e il 68,5% delle linea di costa (lato terra). Pur nell’attuale assenza di aree protette marine, peraltro non di competenza comunale, il territorio costiero marino di Capoliveri risulta interessato da proposte di parco marino indicate dallo stesso PS ma anche dal piano del Parco dell’Arcipelago. 52 Caratterizzazione dell'ambiente Elementi positivi sono riferibili anche all’obiettivo dei segnali ambientali relativo allo sviluppo della rete ecologica regionale. Il territorio comunale vede la presenza di tre Siti della Rete ecologica regionale e Natura 2000 (SIR, SIC e ZPS). Gli indicatori dello stato attuale della Rete ecologica mostrano dati positivi, con un territorio comunale interessato, su circa il 33,5% da tali strumenti. Relativamente alla presenza, nel territorio comunale, di specie di flora, fauna ed habitat di particolare valore, gli indicatori mostrano tutti ottimi livelli, con particolare riferimento alla presenza di specie endemiche o in liste di attenzione (ad esempio del progetto RENATO), di specie protette, di diversità vegetazionale o di habitat di interesse regionale e/o comunitario. Le trasformazioni dell’uso del suolo avvenute nel Comune di Capoliveri negli ultimi decenni, con particolare riferimento allo sviluppo di una urbanizzazione residenziale diffusa e alle strutture turistiche, hanno causato alterazioni al patrimonio vegetazionale, floristico e faunistico locale. Oltre alle conseguenze negative della frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di Lacona, con una sua elevata artificializzazione, alterazione di habitat dunali, elevato disturbo, diffusione di specie esotiche ad opera del verde privato, alterazione di aree umide retrodunali, ecc. Altra località significativa è la Palude di Mola, ambiente umido relittuale in non ottimale stato di conservazione, inserito in un contesto ad elevata artificializzazione, con una forte problematica legata alla qualità e quantità degli apporti idrici di acqua dolce, con reflui non correttamente depurati provenienti dal depuratore di Capoliveri. Gli obiettivi specifici dell’UTOE sono tesi alla elevazione della qualità dei caratteri del paesaggio, allo sviluppo dei servizi, alla riorganizzazione delle funzioni e delle attività, alla eliminazione e/o riduzione delle criticità presenti, alla eliminazione o riduzione delle aree e degli elementi costituenti degrado. In particolare: “Mantenimento dell’integrità fisica, biologica e paesaggistica dell’unità morfologica “Duna di Lacona”, anche intervenendo con delocalizzazione di strutture, riduzione della pressione antropica, razionalizzazione delle attività ed interventi di riqualificazione naturalistica (interventi di difesa con fascinate, chiusura sentieramenti e realizzazione accessi attrezzati, ecc.” Mentre per la prima area la nuove scelte di PS sono indirizzate verso un alleggerimento dei carichi antropici, con un progetto di riqualificazione delle dune e la prevista realizzazione di un piano degli arenili, per l’area di Mola la realizzazione di un nuovo approdo turistico (UTOE Valle dei Salici) nello specchio d’acqua antistante costituisce un elemento di forte criticità: “La vegetazione del biotopo palustre di Mola (fragmiteti), risulta caratterizzata da un negativo stato di conservazione risentendo ai margini di alcune azioni umane: discarica abusiva, contatto con attività agricole, presenza di strade trafficate su tre lati (fattore negativo soprattutto per la fauna, ma che può portare anche a forme di inquinamento delle acque). Inoltre è presente all’interno dell’area un insediamento abbandonato di cui non si conosce l’impatto né in termini di inquinamento né come possibile sito di rifugio di specie animali (chirotteri, ecc).” (art.14.2). 53 Caratterizzazione dell'ambiente Nell’ambito dell'Unità di Naregno e Collina e Costa il nuovo asse stradale in località Fosso delle Cavallacce, che collega Naregno alla loc. San Francesco, interessa un paesaggio agricolo residuale di pianura costiera ed alcuni versanti boscati ove si localizzano sugherete attribuibili all’habitat di interesse regionale e comunitario Boschi a dominanza di Quercus suber (Cod. Natura 2000: 9330). Tali boschi di sughera rientrano anche nelle emergenze naturalistiche del PS, nella tipologia “Boschi di sughera del M.te Zuccale e dell'alta Valle di Naregno (Fosso delle Concie e Fosso delle Cavallacce)“. Nell’ambito degli interventi sul reticolo idrografico minore alcune mitigazioni dovrebbero garantire la compatibilità degli interventi di manutenzione, quali ad esempio, il divieto di realizzare tali interventi (ad esempio estirpazione vegetazione erbacea) nel periodo marzo-giugno. L’integrità dei corsi d’acqua è perseguita anche mediante l’applicazione dell’art.8, comma 3 del piano strutturale. La tutela degli ambienti costieri costituisce un elemento importante per la conservazione della biodiversità del territorio comunale, in considerazione della concentrazione, in tali ambienti di numerose specie, animali e vegetali, ed habitat endemici o di particolare valore conservazionistico. In tale contesto risulta prioritaria la conservazione dell’ambiente dunale di Lacona, unica testimonianza dunale presente nel territorio dell’Arcipelago Toscano, fortemente compromesso dallo sviluppo di attività turistico residenziali e dall’elevato carico turistico estivo. Nel solo Comune di Capoliveri è presente oltre il cinquanta per cento della superficie degli arenili di tutta l’Isola d’Elba. Oltre alla tutela, diretta mediante l’inserimento in Aree Protette e SIR, risultano importanti le scelte in grado di ridurre l’impatto del carico turistico. “Il riequilibrio della pressione turistica sulle aree costiere” costituisce infatti un obiettivo del PS (art.34). L’utilizzo e la preservazione di questa risorsa è rinviato al Piano comunale di utilizzazione degli arenili. Tale piano, da redigersi nell’ambito del Regolamento Urbanistico, dovrà contenere la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso, modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità geomorgologica e paesaggistica delle zone costiere. Un elemento di criticità per gli ambienti costieri è costituito dalla presenza di diffusa di strutture campeggistiche, in particolare presso le coste sabbiose. Per tali strutture il PS prevede la trasformazione parziale in villaggi turistici: Le modalità e l’ammissbilità degli interventi di trasformazione parziale dei campeggi in villaggi turistici dovranno essere definite dal R.U. assicurando oltre alle tutele generali e specifiche della presente disciplina, la salvaguardia integrale del sistema dunale e della vegetazione endemica e di valore presente, privilegiando la presenza delle infrastrutture a rete, l’assenza di modifiche morfologiche, la riqualificazione e il ripristino dei caratteri identitari del paesaggio, l’eventuale riduzione della 54 Caratterizzazione dell'ambiente ricettività e la bassa presenza di bungalows. (art.34). Tali trasformazioni comporteranno, però, una trasformazione più intensa ed irreversibile dell’uso del suolo. Rispetto all’obiettivo in oggetto le previsioni di nuovo PS vanno in controtendenza rispetto ai processi di trasformazione delle coste operate in alcune porzioni di territorio comunale negli ultimi decenni. Oltre a scelte di tutela diffusa del territorio ai fini della conservazione della biodiversità risultano estremamente importanti azioni dirette su particolari emergenze naturalistiche. A tal fine il PS ha individuato come invarianti strutturali numerose emergenze naturalistiche scaturite anche dalla fase di redazione del presente Rapporto ambientale. Tra le invarianti strutturali oltre al territorio del Parco e dei siti Natura 2000 sono state individuate ulteriori emergenze naturalistiche che rafforzano la tutela della biodiversità del territorio comunale, degli habitat e delle specie di flora e fauna di interesse conservazionistico. Il grado di costrizione degli habitat naturali e seminaturali calcolato per singole UTOE evidenzia uno stato attuale con una condizione negativa in numerose di queste, con particolare riferimento a “Capoliveri”, “Lacona-Margidore”, “Lido”, “Pianura di Mola”, “Mandorlo-Lari”, “Straccoligno” e “Madonnna delle Grazie-StecchiBarabarca-Zuccale”. In tali unità i relittuali biotopi naturali o seminaturali risultano quindi particolarmente Isolati, frammentati e circondati da unità ad elevata antropizzazione e ad elevata impermeabilità ecologica. Tali condizione costituisce una indicazione negativa in termini di conservazione della biodiversità, con particolare riferimento alla componente faunistica. Il trend in assenza di PS evidenzia un permanere di tale condizione o un suo parziale aggravamento in conseguenza dello sviluppo dell’edificato residenziale e di quanto previsto nel precedente PdF e già realizzato o concessionato. Rispetto a tale trend il nuovo PS individua obiettivi in controtendenza concentrando l’edificato quasi esclusivamente nelle aree già trasformate (Capoliveri, Lacona) ed evitando ulteriori frammentazione del paesaggio vegetale. Il livello di naturalità delle diverse tipologie vegetazionali e di uso del suolo, oltre che l’indicatore di sviluppo delle aree urbanizzate, fornisce una indicazione sulle trasformazioni antropiche del territorio di Capoliveri. Anche tale indicatore evidenzia il forte contrasto tra UTOE ad elevata naturalità (Fonza, Stella, Parco naturalistico, ecc.) ed altre a naturalità molto bassa e ad alta artificialità (Capoliveri, Lacona-Margidore, ecc.). Per alcune UTOE i valori di naturalità hanno raggiunto valori assai bassi soprattutto in considerazione degli alti valori naturalistici potenziali del territorio elbano. Gli alti valori di artificialità di alcune UTOE costituiscono anche aree a maggiore impermeabilizzazione ecologica in grado di Isolare aree a maggiore naturalità (ad esempio il promontorio di Stella ed il rilievo del Monte Calamita). La criticità dello stato attuale, presente in molte UTOE, permane come trend in assenza di PS mentre le nuove previsioni di PS mostrano elementi in controtendenza. 55 Caratterizzazione dell'ambiente 3.2.6. Acque interne Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti: - Piano d'Ambito dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Toscana Costa (approvato con delibera di Assemblea 11/2001) - Piano di Tutela delle Acque della Toscana - Bacino Toscana Costa (approvato con Delibera del Consiglio Regionale 6/20055 - Bilancio Socio Ambientale 2005 di ASA SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato per l'ATO 5 - Sistema Informativo Regionale della Toscana (http://sira.arpat.toscana.it/sira/) - Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri Stato delle Acque superficiali I corpi idrici superficiali che interessano il territorio comunale di Capoliveri sono rappresentati da fossi e dal Laghetto minerario dei Sassi Neri, specchio d'acqua che si è prodotto per la messa a giorno della falda in seguito all'escavazione mineraria; questo è situato a circa 20 metri dalla battigia e le sue acque presentano una forte concentrazione di sali minerali disciolti (arseniuri e cloruri). Il sistema dei corsi d'acqua è rappresentato da numerosi fossi, brevi e caratterizzati da regime prettamente torrentizio, con prolungati periodi di azzeramento delle portate. Nell'ambito del Piano di Tutela delle Acque della Toscana, non sono identificati, tra i corsi d'acqua superficiali ricadenti nel territorio comunale di Capoliveri (né nel resto del territorio elbano) corpi idrici significativi. Non sono pertanto disponibili dati di qualità delle acque, rilevati nell'ambito del quadro di riferimento conoscitivo del Piano stesso. Stato delle Acque sotterranee L'Isola d'Elba comprende le seguenti Unità acquifere (fonte ATO5): - Granodiorite del Monte Capanne "Approvazione del piano di tutela delle acque -Articolo 44 del D.Lgs. 11/5/1999 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole)". 5 56 Caratterizzazione dell'ambiente - Alluvioni dell'Elba - Ofioliti e calcari dell'Elba Orientale - Ofioliti di Capo Stella- Portoferraio In particolare il territorio del Comune di Capoliveri è interessato da parte dell' "Unità delle Alluvioni dell'Elba", di cui fanno parte le alluvioni della pianura di Mola, e quelle di Lacona. Occorre inoltre considerare l'acquifero della Pianura del Cornia, in quanto l'Isola d'Elba è interesata da apporto di acqua dallo stesso, mediante una condotta sottomarina (vedi oltre). Anche questo presenta uno Stato di Qualità Ambientale SCADENTE. Nell'ambito del Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale, la "Carta Integrata delle acque sotterranee" riporta le zone a differente "stress idrogeologico", come risultante dell’assetto al tempo stesso qualitativo e quantitativo della falda in termini di quota piezometrica e/o conducibilità ionica, secondo la seguente classificazione (fonte PS). Approvvigionamento Idrico Il Comune di Capoliveri, come gli altri comuni elbani, fa parte per la gestione integrata delle acque dell'Ambito Teritoriale Ottimale n, 5 (Costa Toscana), attualmente gestito da ASA SpA (subentrato nel 2005 alla Comunità Montana Elba Capraia). L'approvvigionamento idrico dell'Isola è garantito per il 39% da fonti locali e per il 61% avviene mediante alimentazione da una condotta sottomarina, la quale convoglia acqua proveniente dal Sistema Anello (alimentato dall'Acquifero del Cornia) gestito dal CIGRI e dal Campo Pozzi Salcio (Piombino). Tramite la condotta l'acqua arriva alla stazione di sollevamento Il Piano (Rio Marina), dove viene raccolta in due serbatoi che ricevono anche parte delle risorse locali, e spinta nella condotta principale dell'Isola, denominata DORSALE; questa ha uno sviluppo complesssivo di circa 90 km e serve tutti i comuni dell'Isola. La dorsale è collegata sia ai serbatoi che alimentano le reti di distribuzione dei vari centri abitati, sia alle reti di adduzione di alcuni pozzi e sorgenti locali. Le fonti locali di alimentazione dell'acquedotto sono costiuite da 59 pozzi (di cui 40 scavati in depositi alluvionali delle pianure e 19 in roccia) e 47 sorgenti, quasi tutte poste alle pendici del Monte Capanne, e 3 opere di presa superficiali (situate nei comuni di Campo nell'Elba e Marciana) (fonte ATO5). Tra le fonti locali di approvvigionamento dell'acquedotto quelle che interessano il comune di Capoliveri sono (fonte: www.ato5acqua.toscana.it/Caratteristiche.htm, dati aggiornati al 12/2005): 11 captazioni profonde e 1 captazione sorgentizia . 57 Caratterizzazione dell'ambiente La stazione di pompaggio Elba distribuisce, a seconda del periodo stagionale, da un minimo di 80 l/s in inverno a un massimo di 120-140 l/s in estate (fonte ASA). Non è risultato disponibile il dato inerente la % di popolazione servita da acquedotto. Il PS evidenzia come non tutte le località sono servite da acquedotto e molte case sparse non sono allacciate. L'approvvigionamento idrico del Comune di Capoliveri avviene sia attraverso l'Acquedotto dell'Elba che mediante emungimento diretto da pozzi privati. Le carenze di approvigionamento idrico nei mesi estivi determinano quote di emungimento dai pozzi in alcuni casi incompatibili con le capacità dell’acquifero (vedi aree a stress idrogeologico), ed infatti i pozzi in prossimità della linea di costa presentano percentuali anomale di cloruro di sodio che denuncia un’ingressione del cuneo salino accentuata. Come per tutti gli altri comuni dell'Arcipelago Toscano, anche per il Comune di Capoliveri le risorse disponibili non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno idrico nel periodo estivo. Infatti l'Arcipelago Toscano è tra le Aree di crisi Ambientale indicate nel Piano Regionale di Azione Ambientale, per la quale è riportata, tra le altre criticità, anche "l'approvvigionamento idrico". Tra le aree di Crisi Ambientale è inserita anche la Val di Cornia, per le problematiche connesse al sovrasfruttamento della falda, al quale concorre anche l'Isola d'Elba, e al deficit del bilancio idrico (oltre ad altre criticità). Il Piano Integrato Idrico Energetico (P.I.I.E.) della Provicia di Livorno riporta il bilancio idrico provinciale suddiviso per unità territoriali, dal quale si evince il forte deficit inerente la Val di Cornia ed il bilancio globale positivo dell'Elba; il piano stesso sottolinea tuttavia che in realtà il bilancio per il sistema elbano sia positivo solo durante l'inverno mentre raggiunge picchi di forte deficit nel periodo estivo, soprattutto per il livello di prelievo conseguente alla presenza turistica. Nel passato è stato spesso necessario integrare l'approvvigionamento dell'acquedotto anche con l'utilizzo di navi cisterna. Funzionalità degli degli impianti idrici Da evidenziare come sia presente una criticità legata alle perdite nella rete acquedottistica; da una stima riportata nel Piano d'Ambito per l'Elba le perdite sono pari al 39% del volume distribuito, contro il 37% del resto dell'ATO 5 (la stima è stata ottenuta confrontando il volume fatturato annualmente con quello prodotto, ed include quindi non solo la reale inefficienza strutturale, ma anche altri fenomeni gestionali quali sfiori, lavaggi di rete ecc). Nello stesso Piano d'Ambito è riportata una valutazione della funzionalità degli impianti, effettuata sia sulle singole opere che su ciascuno schema idrico nel suo 58 Caratterizzazione dell'ambiente complesso ed espressa mediante un punteggio, riconduicibile ad una di quattro classi di merito, corrispondenti ad altrettanti giudizi (ottimo, buono, sufficiente, insufficiente). Qualità dell'acqua dell'acquedotto L'Isola d'Elba, rientra, insieme alla Val di Cornia, nella zona geografica con presenza di Boro nell'acqua potabile oltre le concentrazione previste dall'Allegato 1 parte A del D.Lgs. 31/01 (3,8-4,2 mg/l contro un valore limite di legge di 1 mg/l) (PTA). E' in particolare l'acquifero del Cornia, dal quale anche i comuni elbani si riforniscono, ad essere interessato dall'inquinamento naturale da Boro. Sempre a causa delle caratteristiche delle acque provenienti dall'acquifero della Val di Cornia, i Comuni dell'Elba sono inoltre interessati dal fenomeno della presenza di Arsenico nelle fonti di approvvigionamento idropotabile, in concentrazioni superiori ai valori indicati dal D.Lgs. 31/01. In deroga alla normativa vigente è stato concesso dal Ministero della Salute (recepito con Decreto Dirigenziale 7950/2003 della Regione Toscana) un innalzamento dei valori limite previsti per i parametri Boro e Arsenico. Raccolta e Depurazione dei reflui La rete di raccolta degli scarichi non copre tutto il territorio comunale e il dato inerente la % di popolazione servita dalla rete fognante risulta essere il più basso tra tutti i comuni dell'Isola dell'Elba e nettamente inferiore alla percentuale (83%) riferita dell'intero ATO 5 (Fonte IRPET, 2004, su dati del 1996). Alcune località (Morcone, Innamorata, Madonna delle grazie) e gli abitati sparsi non sono serviti da rete fognante: di questi alcuni sono dotate di impianto di depurazione singoli, mentre buona parte ricorre al sistema della dispersione al suolo. L'inadeguatezza degli impianti (soprattutto nel periodo estivo) ed il cattivo stato di conservazione, in particolrae delle condotte a mare, è più volte stata denunciata dallo stesso organo gestore (che precedentemente ad ASA SpA era la Comunità Montana). 59 Caratterizzazione dell'ambiente Aque interne: Obiettivi, indicatori e tendenza Nota: non essendo sempre disponibili dati riferibili al territorio comunale, per molte delle valutazioni si assume che la situazione a livello comunale rifletta quella generale dell'intera Isola d'Elba, soprattutto per tutto quanto concerne il sistema acquedottistico. Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici Elevare il livello di qualità delle acque superficiali ? ☺? SECA, IBE, LIM S - Qualità acque dolci sotterranee; indici: SquAS, SCAS, SAAS S ++ Livello di Stress idrogeologico della S ++ ☺ Ridurre il livello dei prelievi delle acque per i diversi usi antropici Livello di prelievo delle acque dai corpi idrici P + ☺ a livello Ridurre il livello di pressione delle sostanza inquinanti di origine antropica sulla risorsa idrica Carico inquinante totale. Carico organico potenziale in abitanti equivalenti (da popolazione residente e popolazione fluttuante) P ++ Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Copertura del servizio idrico; % di popolazione servita da acquedotto P/R - Elevare il livello di qualità delle acque utilizzate per uso idropotabile Qualità delle acque destinate al consumo umano - Qualità delle acque degli acquedotti P/R +++ Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Copertura del servizio fognario; % di popolazione servita da servizio fognario P/R Elevare il livello di qualità delle acque sotterranee Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere l’uso sostenibile della risorsa idrica DPS Disp. Stato Tendenza col R dati ante PS PS ☺ a livello locale locale ++ (in estate) ? ☺ ☺ 60 Caratterizzazione dell'ambiente Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori DPS Disp. Stato Tendenza col R dati ante PS PS Obiettivi Specifici Elevare la capacità e l’efficienza delle strutture depurative delle acque reflue Capacità depurativa. Bilancio fra il carico inquinante totale e capacità depurativa effettiva R ++ Verificare la funzionalità degli impianti Analisi degli impianti idrici S +++ Regolare il Bilancio Idrico Bilancio idrico PR + Riduzione dei consumi idrici procapite e complessivi, soprattutto utilizzando e promuovendo tecnologie per il risparmio idrico nelle strutture turistiche Consumo complessivo di acqua P - Favorire il riutilizzo delle acque reflue e conseguente risparmio di nuova risorsa Riutilizzo delle acque reflue. N° impianti pubblici di depurazione con riutilizzo di acque reflue e m3/anno riutilizzato R + (in estate) ☺ (in ? ☺ Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. Il Sitema delle acque è riconosciuto quale Invariante Strutturale (rif. Art. 7 dello Statuto) Lo Statuto, definisce una serie di norme di tutela delle acque (rif. Art.8), finalizzate alla protezione delle risorse idriche (ai sensi del decreto legislativo n° 152 dell’11/05/1999) ed anche alla salvaguardia della funzione paesaggistica ed ecologica dei corsi d'acqua; recepisce inoltre le misure di salvaguardia della delibera del Consiglio Regionale n° 12/2000, con norme di maggior dettaglio, secondo le 61 Caratterizzazione dell'ambiente specifiche prescrizioni del PTC della Provincia di Livorno e definisce le disposizioni attuative delle misure di salvaguardia per: microreticolo minore, bacini arginati di raccolta di acque superficiali, falda acquifera e pozzi. L'insieme di queste norme risulta coerente con l'obiettivo del miglioramento della qualità delle acque superficiali (peraltro non valutabile allo stato attuale per carenza di dati); inoltre tra le iniziative strategiche da sviluppare maggiormente in fase di regolamento urbanistico (Art.8, comma 13) si segnalano: • il miglioramento delle capacità autodepurative del reticolo idrografico superficiale, con interventi di manutenzione per conservare o ripristinare le caratteristiche di naturalità del reticolo idrografico, degli ecosistemi e delle fasce verdi e il rispetto delle aree di naturale espansione; • il controllo dell’uso di prodotti chimici nelle attività agricole, prevedendo anche incentivi per l'agricoltura biologica o per modalità di produzione a basso carico inquinante; • il monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee. Relativamente al Livello di stress idrogeologico della falda, lo Statuto individua le aree di criticità e propone di applicarvi limitazioni del prelievo, secondo il seguente schema (Art.8, comma 11): nelle Aree a stress idrogeologico elevato "….si deve limitare i quantitativi di emungimento alla soglia minima atta a garantire l’equilibrio idrogeologico della zona, proibire le ricerche di acqua anche di tipo domestico se vi è possibilità di approvigionamento dalla rete idrica, delocalizzare i pozzi verso aree con stress meno elevato. In questa zona si potrà individuare l’utilizzo delle risorse idriche sotterranee per soli usi domestici, definendo una zonizzazione verticale del sottosuolo che garantisca l’assenza di integrazione con il regime idrogeologico profondo." Nelle Aree a stress idrogeologico medio, "….oltre alla limitazione dell’emungimento, è opportuno ridurre le nuove ricerche di acqua ed i rinnovi di concessioni già esistenti sino ad una nuova riclassificazione della zona". Nelle Aree a stress idrogeologico basso suggerisce di limitare il prelievo o le attività antropiche entro determinate fasce. Non suggerisce invece limitazioni al prelievo per le Aree a stress idrogeologico nullo. Per le zone in cui è proposta la limitazione del prelievo sono definiti (Art. 8, comma 12) indirizzi - specifici per le attività industriali ed artigianali, per i nuovi insediamenti produttivi, per le attività agricole e per la residenza - finalizzati alla riduzione dei consumi idrici, al riuso e al risparmio della risorsa acqua. Tali limitazioni al prelievo contribuiscono positivamente alla diminuzione del Livello di prelievo dei corpi idrici a livello locale ed anche al miglioramento della qualità delle acque sotterranee, sempre a livello locale, laddove si verificano fenomeni di salinizzazione in seguito agli eccessivi emungimenti. 62 Caratterizzazione dell'ambiente Inoltre tra le iniziative strategiche da sviluppare maggiormente in fase di regolamento rubanistico (Art.8, comma 13) si segnalano: • il controllo dei prelievi idrici per uso potabile, agricolo e industriale subordinando i principali interventi di trasformazione del territorio alla dichiarazione delle fonti e delle modalità d’approvvigionamento idrico e delle quantità annue prelevate e all’adozione di misure di razionalizzazione dei consumi idrici e d’uso corretto della risorsa; • il monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee; • l'incentivazione alla realizzazione di impianti di accumulo e riutilizzo delle acque meteoriche dilavanti non contaminate Il consumo a livello comunale di acqua distribuita dall'acquedotto costituisce, allo stato attuale, un fattore di pressione anche per acque sotterranee che non interessano territorialmente il Comune di Capoliveri ma che alimentano il sistema acquedottistico dell'Isola: ci si riferisce in particolare all'Acquifero Carbonatico dell'Elba Orientale e all'Acquifero della Val di Cornia. Gli indirizzi del Piano Strutturale incidono per certi aspetti positivamente, laddove promuovono il risparmio e il riutilizzo di acque piovane e reflue (cfr. Artt. 17 comma 3 e 4, Art. 36, Art. 56), per altri negativamente, a causa dei maggiori consumi connessi al potenziale aumento delle utenze, aumenti che tuttavia risultano contenuti (cfr. dimensionamento par. 4.4). La tendenza dello Stato di qualità delle acque sotterranee e del Livello di prelievo dai corpi idrici esterni al territorio comunale, è di gran lunga maggiormente influenzata da scelte pianificatorie ed interventi a livello di intera Isola d'Elba e pertanto, per quanto pertinente gli effetti del Piano Strutturale di Capoliveri, l'andamento è sostanzialmente stabile. A livello locale la qualità delle acque, sia superficiali che sotterranee, risente della presenza di numerosi scarichi di abitati non allacciati alle fognature e che ricorrono al sistema della subirrigazione. La necessità di censire e mettere a norma gli scarichi, più volte richiamata nel piano, rientra nelle iniziative strategiche, da sviluppare maggiormente in fase di regolamento (Art. 8, comma 13), e costituisce una condizione alla trasformabilità per le singole UTOE: "….Per l'edificato esistente dovrà essere realizzato l'allacciamento alla rete fognaria, per i casi previsti dal vigente Regolamento dell' AATO 5, e per gli altri casi la messa a norma degli scarichi al suolo o in acque superficiali e l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue a quanto indicato nel regolamento DPGR 23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i..". Il superamento di tale criticità costituisce un obiettivo che incide positivamente sullo Stato di qualità delle acque sotterranee a livello locale. Il potenziale incremento di recettività e di unità abitative ha una incidenza diretta sul Carico inquinante totale, che già attualmente, durante il periodo estivo risulta 63 Caratterizzazione dell'ambiente elevato. Tuttavia tali incrementi risultano contenuti: il PS consente infatti un aumento complessivo medio della recettività di Alberghi e Residenze Turistico Alberghiere fino ad un massimo del 10% della attuale (per un totale di 373 posti letto) e del 20% massimo per le strutture turistiche extralberghiere (Residence e CAV) che si trasformino in alberghiere, mentre non prevede aumenti di recettività per i campeggi; per la residenza le nuove volumetrie previste non comportano aumento delle unità abitative, se non nel caso di 15.000 mc di completamento nell'UTOE Capoliveri. In termini di consumi idrici il potenziale aumento connesso all'aumento di recettività e di unità abitative (come sopra descritto), alle previsioni relative al comparto industriale artigianale (8.000 mc in tutto), commerciale e direzionale (13.370 mc in tutto), servizi, (5800 mc di nuove volumetrie in tutto), e all'edificato rurale (non quantificabile) può essere in parte bilanciato dalle pratiche di risparmio e riuso più volte richiamate nelle norme del Piano (cfr. Artt. 17 comma 3 e 4, Art. 36, Art. 56). Il Consumo complessivo di acqua, può pertanto tutto sommato essere considerato stabile. Relativamente ai nuovi insediamenti e agli interventi di sostituzione dei tessuti insediativi, nell'Art. 36 sono fissate le condizioni alla trasformabilità, ed in particolare, per quanto concerne la tutela della risorsa acqua, stabilisce che siano soddisfatte le necessità derivanti dal nuovo carico urbanistico relativamente all'approvvigionamento idropotabile, "..attraverso l’adeguamento e il potenziamento delle strutture esistenti dell’acquedotto, e l’approvvigionamento delle acque per usi secondari non potabili, attraverso anche il riuso di acque piovane (cioè quelle necessarie per irrigare aree di pertinenza delle strutture turistiche e aree verdi utilizzate per le attività sportive quali campetti di calcio, tennis)" e alla raccolta dei reflui, mediante la "…predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico, collegata agli impianti comunali che connettono al depuratore pubblico, la cui capacità depurativa deve essere sufficiente ai nuovi e/o diversi carichi insediativi." In modo ancora più diretto, condiziona la trasformabilità all'interno delle singole UTOE al superamento delle criticità presenti inerenti approvvigionamento idrico e trattamento dei reflui: "…...la realizzazione di nuova edificazione risulta necessariamente condizionata alla realizzazione della rete di distribuzione relativamente al nuovo carico urbanistico e al superamento della attuale criticità inerente la carenza di approvvigionamento. Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5" …………… - la realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e collegata all’impianto di depurazione. Per l'edificato esistente dovrà essere realizzato l'allacciamento alla rete fognaria, 64 Caratterizzazione dell'ambiente per i casi previsti dal vigente Regolamento dell' AATO 5, e per gli altri casi la messa a norma degli scarichi al suolo o in acque superficiali e l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue a quanto indicato nel DPGR 23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i.. " Il realizzarsi di tali condizioni aumenterebbe pertanto la copertura del servizio idrico e la copertura del servizio fognario. Il possibile aumento della recettività (vedi sopra) potrebbe gravare ulteriormente sul Bilancio depurativo, attualmente negativo durante i picchi di presenza estivi, tanto che lo Statuto stesso evidenzia (Art. 17, comma 4) la necessità di potenziamento degli impianti esistenti. La tendenza del bilancio depurativo è fortemente condizionata dallo stato di attuazione dei progetti di adeguamento previsti dal Piano d'Ambito (cfr. § Interventi nel settore raccolta e trattamento dei reflui), ma per quanto di sua competenza lo Statuto inserisce, tra le iniziative strategiche da sviluppare maggiormente in fase di regolamento (Art. 8, comma 13), la verifica dello stato d'efficienza degli impianti di depurazione esistenti e " il soddisfacimento della necessità complessiva di depurazione comunale ". Inoltre tra i criteri di compatibilità del Piano (Art. 56) dichiara che "....il fabbisogno di smaltimento liquami conseguente agli usi e alle azioni deve risultare soddisfatto dalla rete fognaria e dagli impianti di depurazione; ove necessario e opportuno si utilizzeranno impianti di depurazione autonomi per piccole utenze ......” Per le UTOE che attualmente ospitano impianti di depurazione, una delle condizioni alla traformabilità è che "…..deve essere incrementata la potenzialità dell’attuale impianto di depurazione in relazione alle trasformazioni urbanistiche previste in questa e per le eventuali necessità di altre UTOE che vi dovessero afferire" e in generale per tutte le UTOE che al depuratore pubblico, la cui capacità depurativa deve essere sufficiente ai nuovi e/o diversi carichi insediativi. Per quanto concerne il Riutilizzo delle acque reflue , tra gli obiettivi specifici per tutte le UTOE vi è la "…..riorganizzazione e potenziamento dell’approvvigionamento idrico per altri usi (giardinaggio, usi non domestici, ecc...) attraverso la riutilizzazione delle acque reflue degli impianti di depurazione e con la realizzazione di un sistema integrato di accumulo e riutilizzo delle acque piovane". Per quanto concerne gli altri indicatori (Qualità delle acque destinate al consumo umano, Analisi degli impianti idrici e Bilancio idrico), non si ravvisano elementi in grado di far supporre effetti significativi del Piano Strutturale; si tratta infatti di fattori dipendenti da scelte pianificatorie e azioni concertate a livello di intera Isola d'Elba e/o di gestione integrata dell' intero ATO 5. 65 Caratterizzazione dell'ambiente 3.2.7. Acque marine Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati ricavati dalle seguenti fonti: • Regione Toscana: Piano di Tutela delle acque della Toscana, il bacino Toscana costa, dicembre 2003 • ATTI del Workshop “LE ACQUE DI BALNEAZIONE”, 11 ottobre 2002 , Lido di Camaiore - Hotel Villa Ariston - a cura di Regione Toscana Giunta Regionale - Dipartimento Politiche Territoriali e Ambientali , Area Tutela delle Acque Interne e Costiere • Sito ARPAT (Monitoraggio e controllo > Risorse idriche > acque marine e costiere) • Sito del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (www.isoleditoscana.it), dicembre 2007 • Segnali Ambientali nell'Arcipelago Toscana, Agenda 21, 2006 Qualità delle acque di balneazione La qualità delle acque di balneazione del comune di Capoliveri risulta generalmente elevata, superiore a quella dell’Arcipelago Toscano (nel suo complesso), della provincia di Livorno e della costa toscana più in generale, così come documentato dall’andamento dei valori assunti dall’indice di qualità batteriologica (IBQ)6 nel periodo 1990 – 2001 Nel 2007 i risultati delle analisi effettuate dall’ARPAT ai fini della balneazione nei diversi punti di campionamento sono risultate tutte conformi alle disposizioni di legge (D.P.R. n. 470/82 e successive modifiche ed integrazioni). Indice trofico TRIX Per quanto concerne lo stato di qualità ambientale della fascia costiera determinato mediante l’indice trofico TRIX7 dai risultati del monitoraggio effettuato da ARPAT 7 l’indice trofico TRIX previsto dal D.lgs.152/99 definisce lo stato di qualità delle acque marino costiere; riassume in un valore numerico (in una scala di valori da 1 a 10) le condizioni di trofia del sistema di acque considerato. La formula matematica per calcolare l’indice trofico è: 66 Caratterizzazione dell'ambiente (punti di M.A.S.S.I.M.A. delle acque marino costiere) emerge uno stato di qualità “elevato” per tutte le stazioni di monitoraggio indagate nell’Isola, ubicate nella parte nord dell’Isola, quali: stazioni “Elba nord” (nel comune di Portoferraio) e stazioni “Mola” ubicate nel golfo di Mola (nel comune di Porto Azzurro). Habitat marini di interesse conservazionistico Nelle acque costiere del comune di Capoliveri sono presenti importanti habitat marini di interesse conservazionistico, quali Praterie di Posidonia oceanica, Grandi cale e baie poco profonde, Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche, Banchi di sabbia sublitoranei permanentemente sommersi; tra questi habitat, vuoi per il ruolo svolto che perché tutelata a livello internazionale, assume particolare importanza la Posidonia oceanica. Come si evince dalla cartografia in scala 1:10.000 con la distribuzione spaziale della Posidonia oceanica disponibile nel sito del web del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano (www.isoleditoscana.it) e riportata nel quadro conoscitivo del PS, questo habitat ricopre infatti vaste porzioni dei fondali presenti nel territorio comunale di Capoliveri ed è presente nella maggior parte delle aree marine antistanti le spiagge del comune, sia su fondale sabbioso che su roccia. In considerazione del consistente afflusso turistico che nel periodo estivo si riversa in queste aree, al fine di limitare indice Trofico TRIX = (Log(Cha · |OD%| · N · P) - (a) / b dove Cha è il valore di Clorofilla “a” in µg/l, OD% è la percentuale di ossigeno disciolto espresso come variazione in valore assoluto dalla saturazione, N è l’azoto solubile (N-NO3, N-NO2, N-NH3) in µg/l, P è il fosforo totale, a e b sono costanti determinate sulla base dei limiti superiore ed inferiore dei parametri. Il D. Lgs 152/99 associa ai valori di TRIX uno “stato ambientale” a cui corrispondono una serie di specifiche condizioni. In tale maniera le acque marino costiere vengono classificate in quattro classi in base ad un indice di trofia che fornisce delle indicazioni su alcune delle condizioni del sistema considerato. Indice di trofia Indice di trofia Stato Condizioni 2-4 ELEVATO 4-5 BUONO 5-6 MEDIOCRE 6-8 SCADENTE Buona trasparenza delle acque Assenza di anomale colorazioni delle acque Assenza di sottosaturazione di ossigeno disciolto nelle acque bentiche Occasionali intorbidimenti delle acque Occasionali anomale colorazioni delle acque Occasionali ipossie nelle acque bentiche Scarsa la trasparenza delle acque Anomale colorazioni delle acque <>Ipossie e occasionali anossie delle acque bentiche Stati di sofferenza a livello di ecosistema bentonico Elevata torbidità delle acque Diffuse e persistenti anomalie nella colorazione delle acque <>Diffuse e persistenti ipossie/anossie nelle acque bentiche Morie di organismi bentonici <>Alterazione/semplificazione delle comunità bentoniche Danni economici nei settori del turismo, pesca ed acquacoltura 67 Caratterizzazione dell'ambiente impatti negativi su tale habitat si rende necessaria una rigorosa gestione delle attività turistiche balneari, incluso quella nautica (sia da diporto che non). Scheda “Posidonia oceanica” Questo habitat, diffusamente presente nelle aree a mare prospicienti la costa del territorio comunale di Capoliveri, è un habitat di interesse comunitario, indicato come prioritario nell'All.1 della Dir. 92/43CEE con il nome "Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche nell'All. A della L.R. 56/2000, a seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse regionale. Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo, inserita nell'Allegato II del Protocollo ASPIM. Oltre che costituire biocenosi di elevato valore ecologico e biologico (produzione di ossigeno, luogo di rifugio, e fonte di alimentazione e riproduzione per numerose specie, punto di partenza per complesse reti trofiche, habitat di numerose specie di Pesci, Cefalopodi e Crostacei di pregiato interesse commerciale, ecc.), le praterie di posidonia rappresentano un importante elemento nell'equilibrio sedimentario e nella stabilizzazione della costa (stabilizzazione del fondo marino attraverso l’apparato radicale, riduzione dell’intensità dei moti ondosi, ecc.) . Attualmente le praterie di Posidonia sono in regressione in moltissime zone del Mediterraneo, soprattutto nella fascia più superficiale della zona costiera quella cioè maggiormente soggetta all’impatto antropico.. I principali fattori responsabili della regressione delle praterie, più marcata nelle aree maggiormente antropizzati, sono costituiti da un complesso di fattori naturali e di origine antropica; tra questi ultimi si ricordano la costruzione delle opere costiere che interferiscono con le dinamiche di distribuzione dei sedimenti, l'inquinamento delle acque e l'aumento della loro torbidità, la pesca a strascico che scalza intere “matte” mettendo a nudo il substrato (che più facilmente verrà ricolonizzato da specie a crescita più rapida come la Cymodocea o la Caulerpa), gli ancoraggi in zone ad alta concentrazione di diportisti nautici. Pressioni Le principali pressioni che determinano un impatto negativo sull’ambiente marino sono riconducibili a: • inquinamento delle acque correlato all’immissione di acque reflue (vedi capitolo acque interne); • afflusso di natanti e imbarcazioni che frequentano le acque costiere prospicienti le principali spiagge: transito, ancoraggi, scarichi a mare, inquinamento da sostanze pericolose (carburante, olii, detergenti); • afflusso turistico che si riversa nelle spiagge . Attualmente non esiste una specifica regolamentazione delle attività a mare (nautica da diporto principalmente) finalizzata alla salvaguardia di questo habitat. Il consistente carico turistico che nel periodo estivo grava su queste aree determina un significativo impatto negativo su questa componente ambientale (inquinamento delle acque, distruzione della Posidonia a seguito degli ancoraggi, sicurezza dei bagnanti, ecc.). Nelle spiagge del territorio comunale di Capoliveri sono state rilasciate 23 68 Caratterizzazione dell'ambiente autorizzazioni demaniali e 10 concessioni demaniali (vedi carta delle spiagge riportata nel quadro conoscitivo del PS). Acque marine: obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici % dei punti non idonei alla balneazione S + ☺ Indice di qualità batteriologica (IQB) S + ☺ Stato trofico attraverso il TRIX S + ☺ Distribuzione e stato di salute della Posidonia oceanica S + ☺ Mantenere una elevata qualità dell’ecosistema marino Regolamentazione dell’ormeggio finalizzata alla salvaguardia di habitat marini di interesse conservazionistico R ++ ☺ Qualificare gli stabilimenti balneari Regolamentazione “ecocompatibile” per gli stabilimenti balneari DPS R + ☺ Limitare la proliferazione di stabilimenti balneari N° di concessioni e autorizzazioni rilasciate R ++ Migliorare l’efficienza del sistema di gestione delle acque che confluiscono in mare (depurazione, scarichi, ecc) Vedi capitolo “ACQUE INTERNE” Migliorare il livello di qualità delle acque marine e di balneazione Mantenere un’elevata qualità delle acque marine e dell’ecosistema marino DPS Disp. Stato Tendenza col R dati ante PS PS Motivazioni della tendenza Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle previsioni di Piano Strutturale. 69 Caratterizzazione dell'ambiente In materia di acque marine (rif. Art.12 dello Statuto, ”Spiagge e mare “), il PS, in considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica e sostenibile gestione del sistema terra-mare, subordina la realizzazione degli interventi correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno specifico piano, denominato “piano di utilizzazione degli arenili”. Tale piano, da redigersi nell’ambito del Regolamento Urbanistico, dovrà contenere la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso, modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità geomorfologica e paesaggistica delle zone costiere. Tale piano dovrà contenere uno studio mirato alla caratterizzazione ambientale, paesaggistica e naturalistica delle aree costiere e marine presenti nel territorio comunale finalizzato alla individuazione di condizioni di fragilità, vulnerabilità e trasformabilità/utilizzo delle aree. Come ribaditodal PS, per il raggiungimento delle finalità sopra indicate il piano di utilizzazione degli arenili dovrà contenere: • • • • • Individuazione, mappatura e caratterizzazione delle aree costiere (sia a mare che a terra) con elevati valori naturalistici e paesaggistici e/o condizioni di fragilità ambientale, naturalistica e geomorfologica. Individuazione delle aree costiere (sia a mare che a terra) da sottoporre a tutela e quelle per le quali è consentita la permanenza, la riqualificazione ed eventuale sviluppo dei servizi e delle attrezzature Regolamentazione di eventuali servizi nautici pubblici (autobus del mare) per il collegamento di differenti località costiere, che garantisca la tutela delle aree ad elevato valore naturalistico o caratterizzati da specifiche fragilità, aree nelle quali deve essere vietato il raggiungimento sia da terra che da mare. Tale servizio da attivarsi particolarmente nei periodi di maggiore affluenza nell’Isola, potrà stabilire un collegamento a rete tra le principali località costiere e le maggiori spiagge principali antropizzate, contribuendo a contenere, soprattutto nel periodo estivo, l’afflusso e la circolazione delle auto. Questo altresì non dovrà essere attivato, ai fini della tutela degli ecosistemi ancora naturali, verso le spiagge e coste non facilmente raggiungibili da terra e quindi poco frequentate dal turismo, in quanto ciò costituisce un elemento fondamentale per ridurre la diffusione del carico turistico in tali aree particolarmente sensibili al “disturbo”. Il disturbo/danno alle componenti faunistiche e agli habitat tipici di tali ambienti risulta infatti mitigato dalla presenza, alternata ai luoghi più frequentati, di aree “protette” dal disturbo. Regolamentazione dell’atterraggio delle imbarcazioni e dei mezzi da diporto che consenta di evitare o comunque di ridurre l’impatto sugli habitat marini costieri ed in particolare di quelli a maggior interesse conservazionistico (quale ad esempio le praterie a Posidonia oceanica). A tal fine dovranno essere vietati gli ancoraggi nei fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica, realizzando, ad esempio, campi boe nelle aree interessate da questo habitat. Regolamentazione dell’accesso da terra alle diverse spiagge, individuando le più idonee modalità in funzione delle loro peculiarità ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e 70 Caratterizzazione dell'ambiente • • geomorfologiche. Un significativo esempio è fornito dalla spiaggia di Ghiaeto e da quella vicina di Laconella, che, inserendosi in un ambito di elevato interesse naturalistico e paesaggistico con tipici habitat costieri e mosaici di macchie e garighe mediterranee nei versanti circostanti, richiedono il mantenimento di bassi livelli di antropizzazione del territorio e di disturbo estivo. La soluzione ottimale sarebbe quella di non realizzare parcheggi in tale zona ma di creare un sistema di bus navetta dai vicini parcheggi di Lacona. L’eventuale parcheggio dovrebbe essere comunque strutturato su un basso numero di posti auto, con substrato permeabile e comunque non localizzato a breve distanza dalla spiaggia. In questo senso il potenziamento del servizio pubblico per l'accesso alle spiagge (ad esempio con l'utilizzo di bus navetta ed il potenziamento di autobus di linea) permetterebbe in generale il miglioramento della mobilità complessiva nel territorio comunale grazie alla riduzione dell'intenso traffico di autoveicoli che attualmente grava su questi tratti di viabilità, e favorirebbe, al contempo, la riduzione dell'impatto ambientale in termini di miglioramento complessivo della qualità dell'aria, di riduzione dei consumi energetici, ecc.. Regolamentazione dei parcheggi prossimi alle spiagge: qualora previsti dal piano strutturale, o già realizzati, le aree di sosta ed i parcheggi prossimi alle spiagge dovranno soddisfare i seguenti requisiti: - non dovranno essere realizzate area a parcheggio in ambiti costieri caratterizzati da vegetazione mediterranea di versante o in prossimità degli ambiti di costa sabbiosa e rocciosa; - la localizzazione dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o urbanizzati le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate in ambiti antropizzati da collegare con bus-navetta ai centri abitati ed alle spiagge; - le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture e realizzati esclusivamente con specie autoctone locali; - l’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell’intensità luminosa, utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l’accensione solo al passaggio di persone o automezzi nel parcheggio, ecc.) e all’organizzazione della viabilità e del parcheggio. Regolamentazione per la sostenibilità ambientale degli stabilimenti balneari, incentivando il risparmio idrico ed energetico, la raccolta differenziata, il turismo ecologico, ecc., sul modello del progetto “Bagnini sostenibili” della Provincia di Rimini. Tale regolamento affronterà i temi del consumo idrico, della “pulizia” delle spiagge, della tutela degli ambienti dunali, del recupero dei rifiuti, dell’accessibilità pedonale dei mezzi motorizzati alla spiaggia, della corretta informazione ambientale dei fruitori delle spiagge. Più in generale, sempre in materia di mare, si inserisce la proposta della creazione di un parco marino inserita nel PS (rif. art.34 dello Statuto: “Sistema funzionale del Turismo e Attività Produttive”). Fa parte di questo obiettivo la proposta di un parco marino a integrazione del parco a terra, al fine di consentire un’organica gestione del sistema terramare, significativamente interessato dagli impatti delle attività correlate alla elevata presenza 71 Caratterizzazione dell'ambiente turistica, sia in termini di turismo balneare, che di turismo legato alla nautica da diporto. E’ pertanto demandata ad una specifica pianificazione, da concretizzarsi contestualmente al Regolamento Urbanistico, ad esempio nel piano di utilizzazione degli arenili, la definizione delle modalità operative attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto di caratteristiche ambientali e naturalistiche proprie delle diverse aree interessate, nonché alla presenza di condizioni di fragilità. …Gli ambiti interessati dal parco marino e i contenuti della proposta sono descritti dettagliatamente nei rispettivi sistemi e sub-sistemi territoriali, di cui al Titolo III e IV. “ 3.2.8. Paesaggio Fonte dei dati I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti: - Sistema informativo regionale della Toscana (http://sira.arpat.toscana.it/sira/) - Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri - Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano - P.I.T. della Regione Toscana (D.C.R.T. n° 72/2007); - Atlante dei caratteri strutturali del Paesaggio, PIT 2005-2010 - Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno, approvato con Delib. C.P. n° 94 del 15.06.1998; - Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006). - Piano paesaggistico regionale adottato. - SITAP Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico. - Sistema informativo per i beni culturali e paesaggistici della Regione Toscana - Normativa di settore con particolare riferimento al D.Lgsl. 42/2004 e succ. Stato di conservazione e criticità del paesaggio di Capoliveri L'analisi dello stato attuale del paesaggio ha valorizzato le unità e le descrizioni interne al quadro conoscitivo ed allo statuto del PS. In conseguenza del loro processo di individuazione i Sistemi ambientali elbani, ricompresi nel territorio comunale di Capoliveri, possono ben corrispondere ad unità di paesaggio, cioè ad unità omogenee dal punto di vista geomorfologico, di uso del suolo/vegetazione e dei processi di trasformazione antropica. In particolare sono state analizzate le seguenti unità: 72 Caratterizzazione dell'ambiente − − − − − − − − subsistema di San Martino; sistema di Lacona; sistema di Stella; sub sistema di Mola; sistema di capoliveri ambito orientale del sistema di Capoliveri; ambito occidentale del sistema di Capoliveri; sistema di Monte Calamita. Ciascuna unità paesaggistica, così individuata, è stata analizzata con riferimento alla presenza di paesaggi agricoli tradizionali o di paesaggi rurali integri, alla densità delle sistemazioni agricole tradizionali (ad esempio terrazzamenti), densità di edificato di interesse storico, aree archeologiche e testimonianze storiche (da tavola 17 del PS), alla presenza di paesaggi naturali, di vincoli paesaggistici, al grado di urbanizzazione del territorio interno e costiero, ecc. L’assetto agricolo prevalente è caratterizzato da una valenza economica residuale, con alcune realtà aziendali significative localizzate nella piana di Mola e nella piana di Lacona. Nel complesso l’agricoltura presente nel territorio del Comune di Capoliveri può definirsi di tipo familiare con la presenza di alcune realtà aziendali che assumono importanza economica. La coltura che contribuisce a tipicizzare il territorio e l’economia agricola del Comune è il vigneto, sebbene la sua frammentazione sia elevata. La presenza dell’olivo è diffusa, ma la sua importanza economica assume scarsi significati. Nonostante la polverizzazione della struttura fondiaria del settore agricolo, il territorio non si presenta in stato di abbandono, con qualche eccezione legata alle difficili condizioni di gestione delle colline più interne e/o impervie. Le sistemazioni idraulico agrarie ed il reticolo minore di fossi presenta uno stato di manutenzione accettabile con eccezioni legate alle aree in abbandono. Il quadro conoscitivo mette in luce il progressivo mutamento del paesaggio di Capoliveri, particolarmente negli ultimi decenni, dovuto in buona misura alla crisi dell’agricoltura, all’abbandono della produzione mineraria e alla diffusione delle strutture turistico - ricettive, all’espandersi delle aree ricolonizzate dalla vegetazione. Il Subsistema di San Martino, il Sistema di Stella e il Sistema di Monte Calamita costituiscono degli ambiti di paesaggio ad elevato grado di naturalità, con basso grado di costrizione dei biotopi naturali, bassa frammentazione ad opera delle infrastrutture stradali, basso grado di artificialità ed elevato valore naturalistico.I caratteri paesaggistici prevalenti sono costituiti da versanti, anche acclivi, interessati da una continua matrice vegetale a dominanza di macchie e foreste di sclerofille, rimboschimenti di conifere e coste rocciose ad elevata naturalità. Le attività agricole risultano quasi del tutto assenti o con funzioni relittuali e/o marginali (ad eccezione dell’area di Ripalte), con superfici agricole estremamente frammentate, Isolate e ad elevata pendenza. Per tali sistemi risulta bassa inoltre la densità dei terrazzamenti, 73 Caratterizzazione dell'ambiente con valori massimi riscontrabili nell’area di Acquarilli (1,4 m/ha di terrazzamenti per l’UTOE omonima). Particolarmente rilevante, in termini paesaggistici, risulta la presenza nel Sistema di Monte Calamita delle miniere abbandonate. Tali sistemi di paesaggio ospitano siti di interesse archeologico (ad esempio Vallone di Calamita – testimonianze preistoriche dell’età dei metalli), scarsa presenza di edificato di interesse storico. Per tali ambiti il valore paesaggistico va individuato nella naturalità diffusa, ove la matrice dominante del paesaggio è di tipo naturale o seminaturale e dove le testimonianze della presenza umana sono strettamente legate a tale matrice. Le stesse aree minerarie costituiscono oggi ambiti di interesse naturalistico, oltre che storico e di archeologia industriale e sono sottoposti a spontanei processi di rinaturalizzazione. Il Sistema di Lacona e il Sub sistema di Mola costituiscono due ambiti caratterizzati da un paesaggio agricolo tradizionale di pianura o bassa collina, in parte trasformata dai processi di diffusione dell’edilizia residenziale diffusa a bassa densità. Basso grado di naturalità, medio alto grado di costrizione dei biotopi naturali, medio alta frammentazione ad opera delle infrastrutture stradali, elavato grado di artificialità costituiscono le caratteristiche di tali ambiti, ove le aree agricole presentano i valori migliori, nel territorio comunale, relativamente alle condizioni di acclività, esposizione, dimensione degli appezzamenti, raggiungibilità, ecc. La presenza di un paesaggio agricolo di pianura ancora caratterizzato da elementi dell’agricoltura tradizionale elbana, con piccoli appezzamenti, presenza di siepi e filari alberati, ecc. conferisce al sistema paesaggistico un discreto valore naturalistico, aumentato dalla presenza dell’area umida di Mola e del sistema dunale di Lacona. Due biotopi anch’essi però caratterizzati dalle forti pressioni antropiche dirette e indirette. Verso l’interno e sulle pendici collinari prevalgono invece le coltivazioni e gli insediamenti rurali (in parte anch’essi convertiti alla funzione turistica). Il paesaggio agrario è caratterizzato da una continua alternanza di coltivazioni su piccoli appezzamenti, con prevalenza di vigneti, oliveti e orti familiari (in cui si includono anche i piccoli frutteti per l’autoconsumo). Le pendici collinari sono talvolta modellate a terrazze sostenuti da muri a secco e talvolta a gradoni. Nel Piano di Mola si possono distinguere due diverse tipologie di paesaggio agrario: una fascia a prevalente seminativo su appezzamenti medio-grandi e con bassa densità insediativa (la parte più pianeggiante, lungo la provinciale) e una fascia pedecollinare con maggiore incidenza di vigneti e oliveti. Risalendo il versante settentrionale del Monte Zuccale e della collina dominata dal capoluogo la parcellizzazione del territorio si fa più marcata e accanto alle colture agrarie e agli orti compaiono di nuovo i giardini con vegetazione ornamentale. (art.15.1 Statuto). Rispetto al sistema paesaggistico precedente, a carattere prevalentemente naturalistico, tali ambiti presentano inoltre una maggiore densità dei terrazzamenti (fino a 14,7 m/ha per l’UTOE Lacona-Margidore). Particolarmente rilevante, in termini paesaggistici, risulta la presenza del sistema dunale di Lacona e delle pinete retrostanti ed il reticolo idrografico minore. Tali sistemi di paesaggio ospitano siti di interesse archeologico (ad esempio Lacona Fosso del Pino – abitati preistorici con resti di lavorazione del ferro), ed un edificato, spesso di origine agricola, di interesse storico. 74 Caratterizzazione dell'ambiente Gli ambiti orientale ed occidentale del sistema di Capoliveri, e l’unità di Capoliveri costituiscono un sistema paesaggistico ove più rilevanti sono stati i processi di diffusione dell’edificato ad alta e bassa densità, di frammentazione e costrizione dei biotopi, con medio basso grado di artificialità e, in molti casi, di perdita del genius loci. Ciò risulta evidente soprattutto nella porzione più occidentale dell’area (Madonna delle Grazie), ove un paesaggio costiero ad agricoltura terrazzata (35,5 m/ha di terrazzamenti) si è nel tempo trasformato in un sistema ad elevata presenza di edilizia residenziale diffusa con perdita totale delle funzioni agricole. Nella porzione orientale il paesaggio agricolo risulta invece ancora un elemento strutturale del sistema ambientale, spesso mosaicato ad elementi naturali o seminaturali. Si ha qui un’alternanza di boschetti di sughere e lecci con appezzamenti coltivati a vigneto e oliveto, con piccoli frutteti e orti familiari, associati a insediamenti diffusi. (art.15.1 Statuto). Particolarmente rilevante, in termini paesaggistici, risulta la presenza del centro storico di Capoliveri, così come la presenza di siti di interesse archeologico e di edificato di interesse storico. La diffusa presenza di terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, contribuisce in maniera rilevante a caratterizzare il paesaggio rurale del Comune di Capoliveri. L’andamento principale delle terrazze presenti è a girapoggio. Lo stato di manutenzione dei terrazzamenti è spesso trascurato e spesso le colture agrarie hanno lasciato spazio al bosco. Queste tipiche sistemazioni idraulico agrarie dei terreni declivi, rappresentano, oggi, un bene paesaggistico e un documento storico degni di rispetto, sebbene rappresentino un onere per il proprietario del terreno ed un’emergenza ambientale per la collettività in seguito ai rischi di dissesto idrogeologico connessi ad un loro abbandono. Il mantenimento dei muretti, il rifacimento delle canalette di scolo e la pendenza della lenza sono operazioni da incentivare sia a fini privati che pubblici, per evitare eccessi di ruscellamento con erosione superficiale del terreno.(art.13, comma 2, Statuto). In alcune UTOE la densità dei terrazzamenti raggiunge livelli molto elevati pari a 35,5 m/ha per l’unità di Madonna delle Grazie, di 14,7 m/ha per l’unità Lacona – Margidore e di 10,2 m/ha per l’unità Innamorata-Pareti-Morcone. Come già indicato nella descrizione dei valori dei singoli sistemi paesaggistici tali presenze costituiscono un elemento strutturale del paesaggio agricolo di Capoliveri da conservare e riqualificare. L'UTOE che ha caratteri agricoli prevalentemente produttivi è quella della "Pianura di Mola" che presenta pendenze ottimali (classe prevalente 0-5), dimensioni maggiori dei poligoni agricoli (> 15 ettari) e loro buona continuità, medio bassa naturalità, scarsa presenza di terrazzamenti (4,5 m/ha contro i 35,5 m/ha di Madonna delle Grazie...) ed elevato grado di costrizione dei biotopi naturali. Anche le UTOE Mandorlo-Lari e Lacona-Margidore si possono classificare come ad attività agricole produttive, con stesse condizioni dell'UTOE precedente anche se con maggiore frammentazione delle unità agricole, loro minori dimensioni medie e maggiore pendenza. Qui le aree agricole produttive sono spesso intervallate da incolti, aree agricole abbandonate, biotopi costretti, ecc. L'UTOE della Collina e della 75 Caratterizzazione dell'ambiente Costa presenta in parte aree agricole produttive o comunque con buone condizioni stazionali (pendenza, superfici, ecc.) ma anche elevati valori di naturalità (0,62 contro valori compresi tra 0,43 e 0,47 delle unità precedenti) e frammentazione, con media presenza di terrazzamenti (6,7 m/ha). Tale Unità, così come Capoliveri, hanno un valore agricolo prevalentemente paesaggistico. Le rimanenti UTOE (ad esclusione di quelle interamente al sistema di Aree Protette e SIR) hanno una presenza agricola residuale, non produttiva (aree agricole ridotte, frammentate, elevata pendenza, ecc.), con elementi di elevato interesse paesaggistico assolutamente da preservare (terrazzamenti). I processi di abbandono delle attività agricole tradizionali, di sviluppo delle attività turistiche e, soprattutto, di sviluppo dell’edificato residenziale sparso a bassa densità costituiscono degli elementi di criticità per la conservazione degli elementi caratteristici del paesaggio elbano e di quello di Capoliveri in particolare. Tale situazione risulta maggiormente critica soprattutto nella zona circostante il capoluogo, ed in particolare verso Madonna delle Grazie e Lido, ove la stessa conservazione dei terrazzamenti è resa non realizzabile dall’assenza di attività agricole e dalla loro funzione manutentiva. Il rapido cambiamento dell’uso del suolo, l’aumento dei livelli di antropizzazione ed urbanizzazione e di frammentazione sono evidenti anche nell’area di Lacona, Mola e Naregno. Il trend in assenza di PS risulta mantenere tale situazione anche con interventi che risultano localmente aumentare i livelli di consumo del suolo, con trasformazioni previste, o in corso di realizzazione, alla periferia orientale di Capoliveri (RPA1, RPA2 e PEEP C1/1b) e a Lacona (PEEP Lacona). Tutto il territorio comunale di Capoliveri riveste un notevole valore paesaggistico e risulta soggetto a vincolo paesaggistico, sia integralmente con DM 16 agosto 1952 (G.U. 222 del 1952), sia per la presenza delle categorie di cui all’art.142 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D.Lgsl. 42/2004 e succ. mod. e integr.), quali in particolare: a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare; c) i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna; f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi; g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227; 76 Caratterizzazione dell'ambiente Particolarmente rilevante, in termine di superfici interessate ma soprattutto di qualità dei paesaggi, il territorio comunale di Capoliveri interno al Parco Nazionale dell’Arciperlago Toscano. Tra le motivazioni del vincolo paesaggistico con DM 16/8/1952 si citava come: “l'intero territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un quadro naturale, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di non comune bellezza”. Nell’ambito della descrizione degli elementi di valore dell’area vincolata con DM 16/8/1952, svolta nel contesto del piano paesaggistico adottato, vengono indicati: 1. 2. 3. 4. Visuali dalla costa verso il mare e dal mare verso la costa Coste alte e rocciose sul mare che presentano caratteri quasi inalterati di naturalità. Caratteristica vegetazione mediterranea e boschiva. Nucleo storico-medievale di Capoliveri con una piazzetta centrale da cui si godono bellissimi scorci verso il mare, l’arcipelago e la Corsica. 5. Tutto il territorio comunale offre splendidi scorci verso il mare. Sono di particolare valore gli scorci che si godono dal centro abitato di Capoliveri. Visuali anche dal mare verso la costa. Come dinamiche di trasformazione recenti e/o previste vengono individuate: 1. Intensificarsi delle costruzioni sulle pendici della collina sottostante il centro abitato di Capoliveri Come obiettivi per la tutela vengono individuati: 2. Tutela della vegetazione esistente nell’abitato. 3. Tutela delle visuali panoramiche dal mare verso la costa. 4. Tutela del valore paesaggistico, storico e testimoniale del nucleo storico e degli altri manufatti storici e delle loro adiacenze. Come strategie per il controllo delle trasformazioni (misure e azioni): 1. Definizione di criteri per la gestione forestale delle aree a macchia mediterranea, compresi i piani operativi antincendio. 2. Nell’abitato, le nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie autoctone. 3. La riconversione del patrimonio edilizio esistenze deve essere prioritaria rispetto alla realizzazione di nuovi insediamenti che comunque devono avere bassa densità fondiaria, alta qualità architettonica, essere correttamente inseriti nel contesto in maniera da non compromettere le visuali dal mare verso la costa e in particolare verso le pendici sottostanti il centro storico abitato. 77 Caratterizzazione dell'ambiente 4. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale sia per quanto riguarda la localizzazione che la realizzazione delle eventuali attrezzature a servizio della balneazione. 5. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale per quanto riguarda la realizzazione e l’estensione di aree destinate a campeggio e per la sosta dei camper. 6. Particolare attenzione deve essere prestata verso le aree destinate a parcheggi (di servizio alle spiagge, al commercio, ecc.) che devono essere in terra battuta e opportunamente alberate. Il territorio comunale di Capoliveri non presenta zone soggette a vincolo archeologico, mentre risulta presente un vincolo architettonico – monumentale per la località di cimitero Molino presso il centro abitato di Capoliveri (Sistema informativo per i beni culturali e paesaggistici della Regione Toscana). Oltre agli elementi strettamente vincolati la descrizione e tutela dei valori paesaggistici e storico-cultirali del territorio comunale viene realizzata anche mediante il riconoscimento, quali invarianti strutturali del territorio dal Piano Strutturale e del presente Regolamento urbanistico, gli elementi fisici, economici, sociali e culturali costituenti espressione qualificata del perdurare di rapporti spaziali, produttivi, sociali e culturali del territorio comunale, che, nella lunga durata, ne hanno determinato l’assetto costituendo gli elementi cardine dell’identità dei luoghi. Tali elementi sono manifestazione localizzata delle risorse naturali e delle altre risorse essenziali presenti nel territorio comunale, come definite dalle vigenti norme regionali in materia di governo del territorio. In particolare il Regolamento urbanistico all’art.36 individua la seguenti invarianti, rappresentate nelle Tav. 2° e 2b del RU: a) Capo I - Invarianti storico-insediative e culturali - Infrastrutture viarie storiche; - Patrimonio edilizio esistente di valore; - Percorsi e sentieri; - Viabilità vicinale ed extraurbana minore; - Strade-Parco (strade di interesse paesaggistico e panoramico); - Ville e complessi rurali di valore paesaggistico e relative pertinenze; - Usi civici e demanio; b) Capo II - Invarianti paesaggistico-ambientali: - Emergenze ambientali diffuse; - Emergenze ambientali localizzate; - Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale; - Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS; - Belvedere e visuali di paesaggio; - Ambiti paesistici dei corsi d’acqua; - Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare; - Spiagge e mare; 78 Caratterizzazione dell'ambiente Paesaggio: Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Indicatori Macro obiettivi di sostenibilità DPS Disp. Stato Tendenza R dati ante con PS PS Obiettivi Specifici Tutela del paesaggio Conservare gli aspetti strutturali e visuali del paesaggio Valutazione delle variazioni in termini di complessità tipologica del paesaggio Valutazione dei mutamenti di equilibrio fra le varie categorie di uso del suolo Valutazione della diversità colturale e mantenimento delle forme tradizionali Stato di conservazione delle sistemazioni agricole tradizionali Stato di conservazione del paesaggio naturale e seminaturale Presenza di aree a vincolo paesaggistico Stato di conservazione del patrimonio storico e architettonico Grado di urbanizzazione del territorio interno Grado di urbanizzazione del territorio costiero Percentuale di territorio costiero libero Grado di costrizione dei biotopi Grado di frammentazione da viabilità S ++ S ++ ☺ R +++ ☺ S ++ S +++ S +++ S +++ S +++ S +++ Grado di naturalità S +++ N° tipologie colturali rilevabili all’interno del mosaico paesaggistico S ++ Estensione delle macrocategorie di uso del suolo: seminativi, boschi, aree a pascolo S ++ Superficie agricola a coltura promiscua S ++ 79 Caratterizzazione dell'ambiente Motivazioni della tendenza Per la descrizione delle motivazioni della tendenza per la componente in oggetto occorre far riferimento in gran parte a quanto indicato nelle motivazioni della tendenza della componente “suolo” con particolare riferimento all’evoluzione dell’uso del suolo e alle sue trasformazioni. All’abbandono delle attività agricole tradizionali e delle attività manutentive ad esse legate (classico esempio dei terrazzamenti) si è associata la realizzazione di un edificato residenziale a bassa densità, legato prevalentemente allo sviluppo del settore turistico, che ha fortemente condizionato il paesaggio di vaste porzioni di territorio di Capoliveri. Tale processo ha portato ad elevati gradi di urbanizzazione, frammentazione, costrizione e artificializzazione in diverse aree del territorio di Capoliveri, con la perdita dei caratteri più peculiari del paesaggio ed in particolare di quello agricolo. La perdita di superfici agricole, la loro frammentazione, la riduzione della loro diversità (n. tipologie colturali) costituiscono forti detrattori del paesaggio agricolo. La situazione attuale mostra una buona conservazione dei paesaggi naturali e seminaturali, situati nelle aree meno disturbate (ad esempio Fonza, Stella, Monte Calamita), e paesaggi seminaturali ed antropici che hanno perso gran parte dei loro caratteri peculiari, in particolare di tipo agricolo. Ciò risulta confermato anche dalle analisi interne al PIT (2005-2010) ove si afferma, per il territorio elbano, come "La diffusione di strutture ricettive e complessi residenziali turistici di diverso genere ha registrato forti incrementi negli ultimi venti anni, alterando profondamente i caratteri rurali del paesaggio. Il promontorio di sud-est di Monte Calamita conserva un contesto paesaggistico di grande suggestione, con la presenza di siti estrattivi e resti delle relative strutture colonizzati dalla vegetazione spontanea". (Atlante dei caratteri strutturali del Paesaggio, PIT 2005-2010). Il trend mostra una permanenza di tale situazione di criticità, nonostante tutto il territorio comunale sia sottoposto a vincolo paesaggistico. Considerazioni positive derivano dall’analisi del paesaggio della fascia costiera che risulta in gran parte ancora integra. La perdita dei caratteri tipici del paesaggio agricolo costituisce un elemento negativo anche in termini di tutela della biodiversità, ove numerose specie, soprattutto di fauna, sono legate agli agroecosistemi tradizionali. 80 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale 4. REGOLAMENTO URBANISTICO E RAPPORTI CON IL PIANO STRUTTURALE 4.1. SCOPI E OBIETTIVI DEL PIANO STRUTTURALE Finalità del piano (rif. art. 2 del Piano) I principi di governo del territorio si basano sulla finalità generale di “garantire la salvaguardia ed il mantenimento dei beni comuni e l’uguaglianza di diritti all’uso ed al godimento dei beni comuni nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future” in base al’art. 1 della LR 1/05, pertanto il Comune di Capoliveri, attraverso il proprio strumento di pianificazione territoriale intende assicurare la conservazione e l’arricchimento delle risorse territoriali, in modo da affidarle integre e valorizzate alle generazioni future. Per queste finalità il Piano Strutturale individua le risorse naturali ed essenziali del territorio, detta criteri per l’utilizzo delle stesse affinché nessuna possa essere ridotta in modo significativo e irreversibile in riferimento agli equilibri degli ecosistemi di cui è componente. Il PS indica inoltre gli obiettivi per la loro valorizzazione. Le componenti soggette a valorizzazione sono: - la qualità ambientale-paesaggistica del territorio; - la presenza di stratificazioni storico-archeologica; - le nicchie di produzione agricola di qualità; - gli ambiti naturali marini e terrestri; - la dimensione turistica e culturale di rango regionale, nazionale e internazionale; L’obiettivo generale del PS è quello di consolidare la struttura territoriale comunale tramite un organico programma di tutela e di sviluppo basato: - sulla tutela e il miglioramento delle risorse; - sulla realizzazione di condizioni di sicurezza e di benessere; - sulla creazione di opportunità di crescita culturale, sociale e economica; - sullo sviluppo di innovazioni produttive e imprenditoriali; - sulla offerta di servizi commerciali attraverso il mantenimento di quelli esistenti e la creazione di occasioni di sviluppo commerciali differenziando le attività anche in base in base alle differenti stagionalità; - sulla realizzazione di mobilità ottimali; - sulla dotazione di servizi e attrezzature adeguati alla domanda sociale; - sulla formazione di un sistema di parchi per il tempo libero, per le esigenze didattiche, ricreative, sportive, culturali e museali; - sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio territoriale; 81 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Il piano strutturale definisce le strategie generali di sviluppo sostenibile rese possibili dall’uso responsabile delle risorse presenti nel territorio comunale. Il piano strutturale stabilisce obiettivi strategici e azioni d’area, coerenti con le pianificazioni sovraordinate, regionale e provinciale. Definizione delle strategie generali (rif. art.32 del Piano) 1 In relazione alle strategie generali di sviluppo sostenibile, il piano strutturale individua obiettivi strategici d’area, riguardanti singole parti del territorio comunale e in particolare i Sistemi, Sub Sistemi Territoriali e Funzionali come definiti e individuati rispettivamente al Titolo III nonché le U.T.O.E. 2. La pianificazione strategica definisce le strategie generali comunali di sviluppo sostenibile per quanto riguarda i seguenti sistemi di funzioni: turismo e attività produttive; agricoltura; residenza; mobilità e infrastrutture. Il sistema funzionale del turismo comprende i relativi impianti e attrezzature terziari e direzionali, il commercio e l’artigianato, considerati in connessione con lo specifico settore sociale ed economico del turismo. Il sistema funzionale della residenza comprende le attrezzature e gli impianti di urbanizzazione primaria e secondaria di servizio alla residenza. 3. Per realizzarsi, gli obiettivi strategici d’area necessitano di azioni sulle risorse. Le azioni sono distinte nelle seguenti tipologie: - azioni di protezione mirate al mantenimento integrale delle risorse; - azioni di conservazione delle risorse consistenti nel controllo e nella gestione del loro processo di evoluzione ferma restando la struttura fondamentale, dovuto ai mutamenti socio-economici, culturali e di destinazione d’uso: - azioni di recupero della risorse affette da degrado, abbandono, sottoutilizzazione; - azioni di ripristino della risorsa in grave stato di alterazione e di perdita degli originari caratteri significativi; - azioni di creazione di nuove risorse in ambiti privi di significatività sociale ed economica, di identità culturale, di riconoscibilità. 4. In relazione agli obiettivi strategici d’area, sono prescritte negli ambiti territoriali costituenti le unità territoriali organiche elementari le azioni sulle risorse. 82 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale A motivo dell’estensione dell’ambito territoriale di incidenza delle azioni, le unità territoriali organiche elementari possono coincidere con un sistema o un sub-sistema territoriale ovvero costituiscono parti dei sistemi e sub-sistemi territoriali. 5. Entro le unità territoriali organiche elementari (U.T.O.E.) sono indicati indirizzi di soglia in merito alle trasformazioni delle risorse e alla creazione di nuove risorse, in conformità alla valutazione integrata. 4.2. ARTICOLAZIONE DEL PIANO STRUTTURALE Formano il piano strutturale: Il Quadro Conoscitivo Lo Statuto del Territorio Le Strategie di Sviluppo Il rapporto ambientale e lo studio d’Incidenza quali parti della Valutazione Integrata. Lo Statuto del Territorio individua i caratteri naturali, storici, culturali, economici e sociali che contribuiscono a definire la peculiarità e identità di un luogo o di un ambito territoriale, stabilisce inoltre le specifiche regole finalizzate alla sostenibilità delle trasformazioni. Determina le regole che governano l’uso delle territorio e definisce le componenti che lo rendono riconoscibile e corrispondente con la cultura, la storia, le aspettative della comunità locale, promuove ed esalta l’identità di ogni parte del territorio e costituisce il patto della comunità locale per preservare le risorse per le generazioni future. Esso contiene i principi e i criteri generali, le attribuzioni di valore, l’interpretazione condivisa del territorio, le linee di comportamento concordate nei confronti del patrimonio ambientale e insediativo. In base all’art. 53 della LR 1/05 lo statuto del territorio del presente piano si compone dei seguenti elementi: - le invarianti strutturali di cui agli art. 7 e seguenti; - i principi di governo del territorio di cui all’art. 6; - l’individuazione di sistemi e subsistemi territoriali e funzionali di cui al Titolo III, attraverso le proprie risorse nonché i criteri per l’utilizzazione delle stesse ed i relativi livelli minimi prestazionali e di qualità; - la disciplina di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali. 83 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Lo Statuto suddivide il territorio comunale in Unità territoriali organiche elementari (UTOE) per le quali sono indicate le previsioni di Piano strutturale. In particolare sono presenti: nel sub Martino sistema di San unità di Fonza unità dei Monti unità di Acquarilli nel sistema di Lacona unità delle spiagge unità di pianura Lacona – Margidore unità di Mandorlo - Lari nel sistema di Stella unità di Stella nel sub sistema di Mola unità della zona umida unità di pianura nell’ambito orientale sistema di Capoliveri del unità di Capoliveri unità della Collina unità dei Salici unità di Naregno unità di Straccoligno nell’ambito occidentale sistema di Capoliveri del unità di Innamorata – Pareti – Morcone unità di Madonna delle Grazie – Stecchi – Barabarca – Zuccale unità di Lido unità di Norsi nel sistema di Calamita unità del parco naturalistico unità del parco minerario Quantità massime ammissibili (dimensionamento) Il dimensionamento massimo ammissibile del piano comprende, oltre alle nuove previsioni, gli interventi non attuati e previsti dal P. di F. vigente mentre sono esclusi quelli in corso di attuazione come descritti nell'apposito articolo relativo alle salvaguardie. In via riassuntiva il dimensionamento complessivo del Piano Strutturale, comprensivo delle trasformazione e completamenti nonché degli ampliamenti degli edifici esistenti, è il seguente: 84 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale PdF Esistente (realizzato e/o convenzionato) In corso di attuazione Residenziale completamento (mc) Residenziale espansione (mc) Turistico ricettivo alberghiero ed extralberghiero (mc) Industriale /artigianale (mc) Commerciale/direzio nale (mc) Servizi (mq) N.B.: * ** ° °° 1.078.430 259.563 Previsione PS Residuo Pdi F Totale previsioni di PS 38.130 * 38.130 15.000 0 15.000 27.850** 38.278 66.128 (373 posti letto , relativi al solo alberghiero) (3.829 posti letto, relativi al solo alberghiero) 8.000 0 8.000 2.850 10.520° 13.370 23.832 17.518 34.766 20.490 °° 20.490 le volumetrie sono finalizzate agli ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti, senza incremento delle unità abitative o posti letto. comprensivi di mc. 16.300 riferiti agli ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti al fine di incentivare la trasformazione delle ricettività extralberghiere in alberghiere. le volumetrie sono comprensive degli edifici (di mc. 3.300 ) destinati a servizi consortili della aziende agricole. nelle volumetrie sono compresi i servizi dell’approdo di Mola e il centro servizi a Lacona. 4.3. CONTENUTI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO Il RU definisce le regole e le azioni per la tutela, la riqualificazione e la valorizzazione delle risorse, disciplinando le trasformazioni urbanistiche, edilizie ed infrastrutturali con esse compatibili. A tale scopo specifica e conferisce efficacia operativa ai contenuti statutari del PS e ad una parte significativa delle strategie in esso contenute, nel rispetto dei principi di sviluppo sostenibile definiti dalle vigenti norme in materia di governo del territorio. Il R.U. contiene: a) la disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti, che individua e definisce: - la disciplina dell’utilizzazione, del recupero e della riqualificazione del patrimonio urbanistico ed edilizio esistente, compresa la tutela e valorizzazione degli edifici e dei manufatti di valore storico ed artistico; 85 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale - - l’individuazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria nel rispetto degli standard urbanistici minimi imposti dalle vigenti norme statali e regionali in materia di governo del territorio; le aree, gli ambiti o i singoli edifici sui quali perseguire prioritariamente la riqualificazione insediativa; le aree all’interno del perimetro dei centri abitati nelle quali è permessa l’edificazione di completamento; l’individuazione del patrimonio edilizio esistente sul quale sono consentiti interventi di ampliamento; la disciplina del territorio rurale, nel rispetto delle vigenti norme regionali in materia; la disciplina delle trasformazioni non materiali del territorio. b) la disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio che individua e definisce: - gli interventi di addizione agli insediamenti esistenti consentiti - gli interventi di riorganizzazione del tessuto urbanistico; - gli interventi che, in ragione della loro complessità, presuppongono la preventiva approvazione di Piani attuativi di cui al Capo IV della L.R. 1/2005 - il coordinamento con la pianificazione comunale di settore - la disciplina della perequazione urbanistica, riferita a specifiche aree di trasformazione e/o di riqualificazione degli assetti insediativi; - le infrastrutture da realizzare e le aree ad esse destinate; c) la disciplina relativa alla tutela dell’integrità fisica del territorio e del patrimonio territoriale che individua e definisce: - gli indirizzi e prescrizioni mediante i quali le previsioni relative alle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio sono poste in relazione con le previsioni e disposizioni vigenti in materia geologica ed idraulica; - la valutazione di fattibilità idrogeologica degli interventi, anche ai fini del vincolo idrogeologico; - le disposizioni di tutela riferite alle invarianti strutturali; - le discipline speciali finalizzate alla tutela, valorizzazione e/o riqualificazione paesaggistica, ambientale, storico-culturale ed insediativi del patrimonio territoriale; - gli indirizzi progettuali e le indicazioni operative per la riqualificazione e/o la caratterizzazione dello spazio pubblico. d) la disciplina relativa alle aree del demanio marittimo dove sono prevalenti le funzioni legate al turismo balneare, caratterizzate sia dalla presenza dei servizi e strutture connesse alla balneazione che da ambienti naturali. 86 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Il Regolamento Urbanistico, in coerenza con i contenuti statutari e strategici di cui al Titolo III Capo I (Sistemi e Sub-Sistemi Territoriali) del Piano Strutturale, articola il territorio comunale in 6 Sistemi Territoriali ed in 18 Unità Territoriali UTOE. Il R.U. prevede i seguenti ambiti di applicazione della propria disciplina: a) aree urbane, ovvero la porzione di territorio interna al perimetro aggiornato dei centri abitati, comprendente tutte le aree edificate e i lotti interclusi; b) ambiti insediativi diffusi a prevalente funzione turistico ricettiva, anche in riferimento al Sistema Funzionale del turismo individuato nel P.S; c) territorio rurale, ovvero la porzione di territorio esterna alla perimetrazione delle “aree urbane” e degli ambiti insediativi diffusi, e costituente il principale ambito di applicazione delle vigenti norme regionali in materia di tutela e valorizzazione delle aree con esclusiva o prevalente funzione agricola, anche in riferimento al Sistema funzionale rurale individuato dal P.S.; d) ambiti naturalistici e di rilevanza ambientale ovvero le porzioni di territorio comunale ricadenti all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e le aree di particolare interesse ambientale come individuate dal Piano Strutturale nel Sistema Funzionale naturalistico-ambientale. Ai sensi dell’art.14 del RU le previsioni del RU stesso si attuano mediante: - - Piani Attuativi, di iniziativa pubblica e/o privata, secondo le varie tipologie indicate nelle presenti norme. Interventi urbanistico-edilizi diretti, sulla base di specifico titolo abilitativo. In alcuni casi, dettagliatamente indicati nelle norme, tale intervento potrà essere subordinato alla sottoscrizione di apposita convenzione o atto unilaterale d’obbligo; P.M.A.A. (con valore o meno di Piano Attuativo), come disciplinati all’art.115 (Titolo VI) delle presenti norme; Interventi soggetti a semplice comunicazione. Le previsioni dei Piani Attuativi e Piani di Recupero approvati in applicazione delle previsioni del previgente P.R.G.C. sono confermate e fatte salve dal Regolamento urbanistico. Tali previsioni, possono pertanto trovare attuazione per le eventuali parti non ancora realizzate, nel rispetto di quanto stabilito dalle norme di salvaguardia della presente disciplina. Il dimensionamento massimo ammissibile del RU comprende, oltre alle nuove previsioni, gli interventi non attuati previsti dal P. di F. vigente, ritenuti coerenti con il P.S. e le valutazioni ambientali e d’incidenza effettuate, mentre sono esclusi quelli in corso di attuazione come descritti nell'apposito articolo relativo alle salvaguardie e 87 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale indicati nelle singole tabelle per ogni UTOE. In via riassuntiva il dimensionamento complessivo del RU, comprensivo delle trasformazione e completamenti nonchè degli ampliamenti degli edifici esistenti, è il seguente: Destinazione funzionale Previsione PS Previsione R.U. SUL mq/pl SUL mq/pl 12.710 mq 12.250 mq 5.000 mq 3.900 mq 433 pl 365 pl Turistico ricettivo alberghiero (ampliamenti) 16.000 mq 13.256 mq Turistico ricettivo extralberghiero CAV) 5.433 mq 3.250 mq 600 mq 375 mq Industriale /artigianale 2.666 mq 2.666 mq Commerciale/direzionale 6.290 mq 4.303 mq Servizi° 9.996 mq 9.349 mq Residenziale completamento/ampliamento/cambio d’uso – Residenziale - nuova previsione Turistico ricettivo alberghiero (posti letto) Residence Turistico ricettivo extralberghiero - Campeggi ° Comprensivi della foresteria – centro velico di Naregno e del nuovo centro di Lacona. Gli standards pubblici previsti dal presente R.U. quali spazi minimi necessari al fine del soddisfacimento complessivo delle necessità, anche in relazione alle previsioni non attuate dal P. di F. risultano i seguenti: 88 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Parcheggi (mq) Verde pubblico (mq) Servizi (mq) Totale UTOE (mq) UTOE di Fonza --- --- --- --- UTOE di Monti --- --- --- --- UTOE di Acquarilli --- --- --- --- UTOE delle Spiagge --- --- --- --- 6.000 3.000 766 9.766 UTOE di Mandorlo-Lari --- --- --- --- UTOE di Capo Stella --- --- --- --- UTOE della Zona Umida --- --- --- --- UTOE della Pianura --- --- --- --- UTOE di Capoliveri 14.194 --- 2.790 16.984 UTOE della Collina --- --- 2.100 2.100 UTOE di Salici --- --- 333 333 UTOE di Naregno --- --- 130 130 UTOE di Straccoligno 500 --- --- 500 UTOE di Morcone Innamorata-Pareti- 600 --- --- 600 UTOE di Madonna delle GrazieStecchi-Barabarca-Zuccale --- --- --- --- UTOE di Lido --- --- --- --- UTOE di Norsi 6.800 --- 500 4.300 UTOE del Parco Naturalistico --- --- --- --- UTOE del Parco Minerario --- --- --- --- 25.094 3.000 6.619 34.713 UTOE di Lacona-Margidore Totale 89 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Il RU da quindi attuazione ad una quota consistente delle previsioni di PS, comunque già estremamente contenute e valutate positivamente in termini di rapporto ambientale e di incidenza del PS stesso. Per l’UTOE di Fonza il RU da attuazione a circa 100 mq di SUL di tipo residenziale rispetto alla previsione di PS di 133 mq. IL RU prevede anche la riqualificazione delle spiaggia di Ghiaieto e di Laconella e la valorizzazione delle risorse agricole del Pian di Lota (Val di Caubbio). Per l’UTOE dei Monti il RU da attuazione a circa 100 mq di SUL di tipo residenziale rispetto alla previsione di PS di 233 mq. Per l’UTOE Acquarilli il RU da attuazione a circa 50 mq di SUL di tipo residenziale rispetto alla previsione di PS di 66 mq. Per l’UTOE delle Spiagge il RU da attuazione a circa la metà del dimensionamento del PS relativo al residenziale (300 mq di SUL su 600 mq), al turistico extralberghiero (150 mq di SUL su 333 mq, e 200 su 400 di campeggi), turistico alberghiero (350 mq di SUL su 623 mq), commerciale/direzionale (50 mq di SUL su 66 mq). Più significative risultano le previsioni per l’UTOE Lacona-Margidore. Oltre alla realizzazione di una quota parte del dimensionamento del PS in termini di previsioni residenziali (700 mq di SUL su 916 mq), turistico extralbeghiere (300 mq di SUL su 500 mq), turistico alberghiere (500 mq di SUL su 1021 mq) e del totale dimensionamento per le previsioni commerciale direzionale (1000 mq di SUL), l’UTOE è interessata dalla previsione del “Centro di Lacona”(1666 mq) e da 6000 mq di parcheggi su 7824 mq di dimensionamento del PS. Il “Centro di Lacona” consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali , residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi 1.600 mq di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una nuova media struttura di vendita, non superiore a mq. 400 di SUL. Per l’UTOE è prevista anche la realizzazione di un punto di ormeggio nello specchio acqueo compreso tra la spiaggia e il vecchio frangiflutti esistente; tale struttura dovrà risultare compatibile con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso. Per l’UTOE Mandorlo - Lari il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (1500 mq di SUL su 1666 mq), al 90 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (500 mq di SUL su 670 mq). Per l’UTOE Capo Stella in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 44.1 del P.S., oltre alla salvaguardia del patrimonio edilizio esistente storico e storicizzato, saranno ammesse, nei limiti del dimensionamento stabilito, solo le seguenti azioni di ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente a fini residenziali, e turistico ricettivi ed il recupero dei sentieri e percorsi pedonali e ciclabili connessi alla fruizione delle risorse agroforestali e costiere nel rispetto della salvaguardia della vegetazione esistente con regolamentazione per il passaggio e l’uso. Per l’UTOE della Zona Umida, in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 46.1 del P.S., sono consentiti esclusivamente interventi sul patrimonio edilizio esistente fino alla ristrutturazione edilizia D1, nei limiti delle prescrizioni per le categorie di edifici di cui al Titolo V Capo I e in coerenza con le misure di tutela e conservazione del SIRZPS “Zone Umide del Golfo di Mola” di cui alla DGR n.644 del 05.07.2004. Per l’UTOE della Pianura di Mola il RU da attuazione ad una quota significativa del limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (1000 mq di SUL su 1133 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 333 mq), turistico alberghiero (300 mq di SUL su 376 mq) e al direzionale/commerciale (2500 mq su 2766 mq). Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi (2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS. Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione: - Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente disciplina. - Completamento del PEEP approvato. - Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il 91 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e i consumi energetici; - Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale, servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali; - Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per funzioni pubbliche. - Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di visuale sia da terra che da mare - Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi. - Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di ristorazione e servizi pubblici ed alla persona; - Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato circostante. Per l’UTOE della Collina il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (1500 mq di SUL su 1800 mq), al turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (1000 mq di SUL su 1175 mq), oltre al totale utilizzo del dimensionamento dei servizi (2100 mq). Nell’ambito dell’UTOE è prevista la realizzazione di un nuovo edificio con funzioni di oratorio, centro di culto e servizi annessi, in località Gualdo, da localizzarsi in area urbanizzata e nei pressi di edifici esistenti, con caratteristiche tipologiche e morfologiche coerenti con il paesaggio circostante quale servizio e centro di aggregazione della popolazione. Poco significative le previsioni per l’UTOE dei Salici, con la previsione di 100 mq di SUL residenziale. Per l’UTOE di Nargeno il RU da attuazione ad una quota significativa del pur limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (250 mq di SUL su 266 mq), al turistico extralberghiero (100 mq di SUL su 100 mq), turistico alberghiero (2000 mq di SUL su 2308 mq). Relativamente alla realizzazione di una viabilità di collegamento anche ai fini di protezione civile verrà valorizzato il sistema viario esistente senza realizzare nuovi assi stradali all’interno del paesaggio agricolo residuale del piano di Naregno ma eventualmente percorsi ai margini di tale unità. 92 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale Per l’UTOE di Straccoligno il RU da attuazione ad una quota significativa del pur limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (350 mq di SUL su 433 mq), al turistico extralberghiero (150 mq di SUL su 166 mq), turistico alberghiero (800 mq di SUL su 2308 mq), commerciale/direzionale (20 mq di SUL su 33 mq). Sono inoltre previsti 500 mq di parcheggi sul totale del dimensionamento del PS di 4000 mq. Per l’UTOE Innamorata – Pareti - Morcone il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (800 mq di SUL su 1000 mq), al turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 500 mq), turistico alberghiero (2000 mq di SUL su 2201 mq), commerciale/direzionale (50 mq di SUL su 66 mq). Sono inoltre previsti 600 mq di parcheggi sul totale del dimensionamento del PS di 7818 mq. Per l’UTOE Madonna delle Grazie - Stecchi - Barabarca – Zuccale il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (1500 mq di SUL su 1666 mq), al turistico extralberghiero (500 mq di SUL su 833 mq), turistico alberghiero (800 mq di SUL su 1065 mq). Per l’UTOE è prevista anche la creazione di servizi a mare e di un punto di ormeggio removibile. Per l’UTOE Lido il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (500 mq di SUL su 666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 333 mq), turistico alberghiero (1700 mq di SUL su 1828 mq), commerciale/direzionale (200 mq di SUL su 233 mq). Per l’UTOE Norsi il RU da attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (250 mq di SUL su 333 mq), al turistico extralberghiero (100 mq di SUL su 166 mq), commerciale/direzionale (50 mq di SUL su 50 mq). E’ inoltre prevista la realizzazione di 500 mq di servizi (totale previsione di PS) e di 3800 mq di parcheggi (su dimensionamento di 6800 mq del PS). Per l’UTOE del Parco Naturalistico, in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 52.1del P.S., sono consentiti esclusivamente gli interventi sul patrimonio edilizio ammessi dal Piano del Parco, nei limiti delle prescrizioni per le categorie di edifici di cui al Titolo V Capo I e alle prescrizioni di cui al Titolo VI Capo II. In particolare sono previsti 100 mq di SUL di turistico extralberghiero ( su dimensionamento PS di 166 mq) e 600 mq di SUL di turistico alberghiero (su dimensionamento PS di 1070 mq). Per l’UTOE del Parco Minerario sono previste le seguenti azioni: - Recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente con finalità di interesse pubblico funzionali alle attività del Parco, ad usi di servizio e ricettività. Per gli edifici esistenti sono ammessi interventi fino alla ristrutturazione edilizia senza incremento volumetrico; - Recupero ristrutturazione e ampliamento del patrimonio edilizio esistente ai fini abitativi dei residenti e del turismo, secondo le modalità della 93 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale presente disciplina ed in coerenza con gli obbiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente disciplina e di quelle specifiche del SIR e della ZPS “Elba orientale” di cui all’art. 55. - Ripristino, restauro e conservazione dell’area in coerenza delle norme e salvaguardie del P.N.A.T.. - Recupero della regolamentazione. - elaborazione di un progetto in sinergia con il P.N.A.T. per la tutela della risorsa naturale ambientale, e della sua valorizzazione, fruizione ed educazione ambientale. sentieristica e della viabilità con specifica Il Titolo IX del RU contiene inoltre indirizzi e prescrizioni finalizzate alla redazione del Piano di Utilizzazione degli Arenili del Demanio Marittimo. Come già evidenziato nella descrizione dlle previsioni per UTOE, sono previste aree di trasformazione a destinazione mista da attuarsi attraverso procedure di project financing (art.101 delle NTA). In particolare nelle UTOE di Capoliveri e Lacona-Margidore sono previsti interventi di riqualificazione e nuova edificazione finalizzati alla creazione di nuove polarità urbane dotate di attrezzature commerciali, attrezzature pubbliche, servizi e standard, coerentemente con quanto previsto dal P.S. vigente. I progetti che interessano tali aree che prevedono interventi di carattere strategico per l’amministrazione comunale, potranno essere attuati tramite il piano attuativo di cui all'art.15 o l'intervento diretto convenzionato" di cui all'art.17, sulla base di un "Progetto Unitario di Intervento" specificamente approvato dall'amministrazione che preveda il ricorso alle procedure di "project financing". I Progetti Unitari di Intervento di cui al comma precedente sono: UTOE Capoliveri - "Area Zaccarì" :Intervento a carattere turistico ricettivo per la realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. e parcheggi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. Il progetto di tale struttura deve prevedere la redazione una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e i consumi energetici. Nell'ambito del procedimento di "project finacing" deve essere previsto il trasferimento e la realizzazione di un parcheggio interrato in altra area da definire, comunque interna all’insediamento del capoluogo. UTOE Lacona-Margidore - "Nuovo centro di Lacona": Realizzazione di un complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale, attività commerciali, residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo 94 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale libero per complessivi 1.666 mq di SUL (5.000 mc). La quota parte da destinare a servizi e attività commerciali non deve essere inferiore a 600 mq. Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della frazione. Nell'ambito del procedimento di "project financing" è prevista la realizzazione di un porto turistico in località Margidore, come da atto di indirizzo dell'A.C. con D.C.C. n.62 del 29.11.2012. 4.4. RAPPORTO CON ALTRI PIANI E PROGRAMMI Il Regolamento urbanistico in oggetto risulta coerente con il Piano strutturale del Comune di Capoliveri, di cui costituisce prima attuazione. Così come il Piano strutturale, il regolamento urbanistico risulta recepire la pianificazione sovraordinata, con particolare riferimento al Piano di Indirizzo Territoriale, al Piano paesaggistico adottato, al Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Livorno ed alla pianificazione di settore (Piano di tutela delle acque Bacino toscana Costa, Piano di Assetto Idrogeologico, ecc.). Il R.U. recepisce inoltre integralmente il Piano del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano approvato con D.C.R. 87/2009. Fanno parte integrante del R.U. tutti gli elaborati del piano come definiti all’art. 3 delle NTA del piano del parco, ovvero: a) Relazione illustrativa sintetica degli obiettivi, delle analisi e delle valutazioni operate, degli indirizzi strategici e dei criteri di disciplina adottati: costituente il quadro di riferimento conoscitivo, interpretativo e valutativo, esteso all’intero Arcipelago, senza diretta efficacia normativa: b) Tavole del Piano: costituenti il riscontro cartografico delle Norme Tecniche d’Attuazione, con diretta efficacia normativa per il territorio del Parco, nei termini di cui all’art. 5 del P.N.A.T. b.1. inquadramento territoriale del Parco in scala 1:250.000; b.2. zone a diverso grado di protezione in scala 1:25.000 e in scala 1:10.000; c) Norme Tecniche di Attuazione: costituenti il contenuto regolativo espresso dal Piano e riscontrato cartograficamente dalle tavole di Piano, con efficacia normativa diversificata, secondo quanto specificato dall’art. 5 del P.N.A.T. 95 Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale 4.5. ELENCO OSSERVAZIONI PRELIMINARE DI VAS PERVENUTE SUL DOCUMENTO Di seguito si elencano le osservazioni pervenute al Comune di Capoliveri nell’ambito delle consultazioni sul documento preliminare di VAS, quale utile fase finalizzata ad una ottimale redazione del presente rapporto ambientale. Ente Note Ministero Beni e Attività Culturali, Direzione generale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana L’osservazione è costituito da un approfondito contributo tecnico della Direzione generale, sulle modalità di analisi dei valori paesaggistici e architettonici, con precise indicazioni su banche dati e fonti da consultare per la redazione del Rapporto ambientale. Il documento è risultato di estrema utilità ed ha arricchito il lavoro di redazione del rapporto, con particolare riferimento all’analisi delle aree soggette a vincolo paesaggistico, con DM o quali aree di cui all’art.142 del Codice, al Sistema Natura 2000, di Aree protette ed alle eventuali zone soggette a vincolo archeologico o architettonico. L’osservazione ha evidenziato come l’attività richiesta di contributo alle osservazioni rientri tra quelle Istituzionali Non Obbligatorie. L’Agenzia ha fornito comunque le massima disponibilità per l’acquisizione dei dati ambientali utili alla valutazione. L’osservazione ha evidenziato l’importante presenza nel territorio comunale di alcuni Siti Natura 2000 e l’obbligatorietà della procedura di incidenza nell’ambito del processo di VAS con parere dell’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano. L’osservazione fa presente gli eventuali pareri necessari dell’Autorità di Bacino e il riferimento alle norme del PAI. L’osservazione evidenzia l’importanza del recente Piano del Parco e delle sue NTA da recepire nell’ambito del Regolamento Urbanistico. ARPAT Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana Regione Toscana Settore tutela e valorizzazione risorse ambientali Bacino di rilievo regionale Toscana Costa Parco Nazionale Arcipelago Toscano 96 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5. POSSIBILI EFFETTI SIGNIFICATIVI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO SULL’AMBIENTE In questo capitolo vengono descritti i possibili effetti significativi, derivanti dalla realizzazione delle previsioni di RU, sull’ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori La metodologia seguita per l’analisi e valutazione degli effetti ambientali viene riportata nel paragrafo 1.2. 97 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.1. POPOLAZIONE, SALUTE UMANA E QUALITÀ DELL’ARIA Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Ridurre la percentuale di popolazione esposta all’inquinamento atmosferico Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento acustico 8 Indicatori DPS R Disp. dati Stato ante PS Tendenza con PS Effetti con RU Obiettivi Specifici Ridurre le emissioni dirette e indirette Entità delle emissioni 8 P + Migliorare l’offerta del servizio pubblico N° di località balneari raggiunte dai mezzi di trasporto pubblico e loro frequenza D +++ “stato di qualità dell'aria” (classificazione regionale in base al D.lgs. 351/99) S +++ ☺ “stato di qualità dell'aria biomonitoraggio con licheni” S +++ ☺ N° veicoli circolanti (periodo invernale) S ++ ☺ N° veicoli circolanti (periodo estivo) S + Popolazione esposta a livelli di inquinamento atmosferico superiori ai valori limite S ND Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente rilevante N° di aziende a rischio di incidente rilevante P +++ Attuare le disposizioni normative Stato di approvazione dei piani di classificazione acustica R ++ Mitigare l’inquinamento acustico Interventi di risanamento sulle infrastrutture di trasporto R ++ Ridurre la % di % di popolazione esposta S ND Mantenimento della qualità dell'aria (estate) (estate) ☺ ☺ (estate) ☺ Dati riferiti alla CM dell’Arcipelago in quanto non disponibili a livello locale 98 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente DPS R Disp. dati % di popolazione esposta a campi elettromagnetici S ND km di linea elettrica AT/km2 di territorio comunale S ++ km di linea elettrica MT/km2 di territorio comunale S ND N° di superamenti dei valori limite di legge dei livelli di campo elettromagnetico S ++ Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Tendenza con PS Effetti con RU Obiettivi Specifici popolazione esposta a Inq. acustico Riduzione dell’esposizione della popolazione all’inquinamento elettromagnetico Stato ante PS Riduzione della % di popolazione esposta a campi elettromagnetici a inquinamento acustico ☺ ☺ Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico In accordo con quanto indicato nel PS, l’obiettivo principale del RU per questa componente, è quello di mantenere i livelli di qualità attuale dell’aria, in particolare nelle zone ove sono previsti interventi di sviluppo insediativi affinché si garantiscano degli standard di qualità, stabiliti da leggi, decreti e norme in vigore. Come gia evidenziato, nel 2008 è stato predisposto il piano comunale di classificazione acustica (PCCA). Tra le azioni contenute nel RU per la riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria sono da segnalare: • la realizzazione di nuovi servizi pubblici, quali aree a verde attrezzato e parcheggi per il superamento della criticità “viabilità e sosta” (rif. Titolo VIII UTOE e dimensionamento dell’RU - tutte le UTOE eccezion fatta per le UTOE di Stella, della Zona Umida e di Norsi). ….. Viabilità e parcheggi: reperimento aree di sosta temporanea e parcheggio La localizzazione dei parcheggi dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o utilizzati impropriamente a tal fine, le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate in ambiti antropizzati da collegare con percorsi ciclo-pedonali o bus-navetta dai centri abitati 99 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture. L’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell’intensità luminosa, utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l’accensione solo al passaggio di persone o automezzi nel parcheggio, ecc. e all’organizzazione della viabilità e del parcheggio. • Il recupero della rete sentieristica individuata nella cartografia del quadro conoscitivo e il suo mantenimento in efficienza, con particolare riguardo per l’accessibilità al mare e alle emergenze naturalistiche, ambientali e storicoarchitettoniche. Inoltre, al fine di promuovere la riduzione della popolazione esposta ad inquinamento elettromagnetico, il RU definisce precise indicazioni all’art. 35 delle NTA: Reti ed impianti per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica (vedi di seguto). ……. 1.2. La costruzione di nuovi elettrodotti è funzionale all’adeguata copertura e all’efficienza del servizio di pubblica utilità sul territorio comunale. Nell’ottica di garantire la sostenibilità dello sviluppo e la tutela dell’ambiente e della salute, la progettazione di nuovi elettrodotti, o di modifiche agli elettrodotti esistenti, deve assicurare il rispetto dei limiti di esposizione e degli obiettivi di qualità fissati dalle vigenti normative per i campi magnetici indotti, nonché dei valori estetici del paesaggio su tutto il territorio comunale. 1.3. Per le medesime finalità di cui al precedente punto 1.2, la progettazione di interventi urbanistico edilizi in prossimità di elettrodotti esistenti, deve essere subordinata alla verifica della compatibilità elettromagnetica, con riferimento ai limiti di esposizione e agli obiettivi di qualità fissati dalla normativa vigente per il campo magnetico. 1.4. E’ comunque prescritta l’inedificabilità assoluta (comportante anche il divieto di ampliamento volumetrico degli edifici esistenti) all’interno delle “fasce di rispetto” degli elettrodotti ad alta e media tensione esistenti, così come definite al precedente punto 1.1. All’interno delle suddette fasce le modifiche delle forme di utilizzazione e/o della destinazione d’uso degli edifici esistenti comportanti la permanenza prolungata di persone (superiore a 4 ore giornaliere) sono ammesse solo a condizione che sia preventivamente verificato il rispetto degli obiettivi di qualità fissati dalle vigenti normative per i campi magnetici indotti dagli elettrodotti. 1.5. Al fine di ridurre progressivamente l’esposizione umana ai campi elettromagnetici a bassa frequenza, nelle aree ed edifici - o porzioni di essi - posti in ambiti che subiscono gli effetti di elettrodotti ad alta e media tensione le forme di utilizzazione e/o le destinazioni d’uso comportanti la permanenza prolungata di persone (superiore a 4 ore giornaliere) sono subordinate alla preventiva valutazione dell’intensità del campo magnetico. Sulla base dell’esito della valutazione effettuata possono essere prescritte idonee misure di mitigazione. 100 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 1.6. Nel caso di edifici che insistono nell’area di esposizione di inquinamento elettromagnetico nella misura di 100 mt lineari misurati a partire dal relativo perimetro, è consentito il trasferimento delle consistenze edilizie esistenti legittime, mediante intervento di ristrutturazione urbanistica che consenta demolizione e ricostruzione in sito diverso per un numero di unità edilizie uguali all’esistente. 1.7. Sono in ogni caso fatte salve le distanze minime tra edifici ed elettrodotti previste dalle vigenti norme in materia di sicurezza elettrica. 2. Elettrodotti ad alta tensione 2.1. La progettazione di nuovi elettrodotti ad alta tensione, o di modifiche sostanziali agli elettrodotti esistenti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta, ai sensi delle vigenti norme statali e regionali, la Valutazione di Impatto Ambientale. 2.2. Si rinvia alle limitazioni e/o prescrizioni contenute nei rispettivi articoli per le linee elettriche aeree ad alta tensione che interessino le seguenti aree: - boschi e boschi di rilevanza ambientale di cui agli artt. 53 e 130 Nei centri abitati ricadenti nelle fasce collinari, nonché nella porzione di territorio compresa in un raggio di ml 100 misurati a partire dal relativo perimetro, la realizzazione di linee elettriche aeree ad alta tensione è consentita solo per comprovati motivi di interesse pubblico, ove si tratti di strutture e tracciati non altrimenti ubicabili ed a condizione che siano esplicitamente previste e garantite tutte le misure necessarie al contenimento degli impatti ambientali e visuali. 2.3. In caso di dismissione di elettrodotti esistenti ad alta tensione è prescritta la rimozione completa di tutte le componenti e il ripristino dello stato dei luoghi. 3. Elettrodotti a media e bassa tensione 3.1. La progettazione di nuovi elettrodotti a media tensione, o di modifiche sostanziali agli elettrodotti esistenti, deve essere accompagnata da specifica valutazione della compatibilità elettromagnetica con gli insediamenti e le destinazioni d’uso esistenti, con riferimento ai limiti di esposizione ed agli obiettivi di qualità fissati dalla vigente normativa. 3.2. Nel territorio rurale di cui al Titolo VI delle presenti norme i nuovi tracciati delle linee elettriche aeree a media e bassa tensione devono risultare coerenti con il sistema dei segni naturali e antropici caratterizzanti la tessitura territoriale (corsi d’acqua, viabilità vicinale e/o poderale, siepi, aree boscate, etc.). I progetti delle linee elettriche aeree a media tensione devono essere accompagnati da specifici studi di mitigazione degli impatti sul paesaggio. 3.3 Nei centri abitati ricadenti nelle fasce pedecollinari e nelle aree collinari, nonché nella porzione di territorio compresa in un raggio di ml 100 misurati a partire dal relativo perimetro, la realizzazione di linee elettriche aeree a media e bassa tensione è consentita solo per comprovati motivi di interesse pubblico, ove si tratti di strutture e tracciati non altrimenti ubicabili ed a condizione che siano esplicitamente previste e garantite tutte le misure necessarie al contenimento degli impatti ambientali e visuali. Le linee a bassa tensione devono essere di norma interrate. 3.4. In caso di dismissione di elettrodotti esistenti ad alta tensione è prescritta la rimozione completa di tutte le componenti e il ripristino dello stato dei luoghi. 101 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 4. Disposizioni specifiche per la realizzazione di cabine elettriche 4.1. Le nuove cabine elettriche, ivi comprese quelle previste in sostituzione di cabine esistenti, all’interno delle UTOE e in un raggio di mt. 100 dal perimetro di queste devono essere obbligatoriamente interrate o seminterrate, e comunque di altezza contenuta e prive di palo di sostegno delle linee aeree: Lo stesso divieto vige anche in adiacenza o in prossimità di edifici di valore e pertinenze paesistiche delle ville e dei complessi rurali e aree di interesse storico – testimoniale di cui al Titolo III Capo I. 4.2. In ogni caso devono essere garantite le distanze minime dagli edifici così come previsto dalle vigenti norme in materia di sicurezza elettrica. 4.3. Le cabine elettriche ricadenti nel territorio rurale di cui al Titolo VI delle presenti norme devono essere realizzate sulla base dei requisiti progettuali definiti dal Regolamento Edilizio. Il principale elemento di criticità sulla salute umana è riconducibile all’intenso traffico veicolare presente in estate, direttamente correlato all’affluenza turistica che si riversa nell’Isola. Questo elemento, insieme al generale e progressivo aumento dei consumi energetici procapite, fanno presupporre un progressivo peggioramento nel tempo della qualità dell’aria sia in termini di sostanze inquinanti che di inquinamento acustico e di conseguenza sulla salute umana. Complessivamente le previsioni del RU mantengono sostanzialmente il trend della componente in oggetto, già evidenziato a livello di PS, con elementi di criticità legati alle nuove previsioni ed in particolare al nuovo polo multifunzionale ed attrativo di traffico veicolare del Centro di Lacona. 102 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.2. SUOLO E SOTTUOSUOLO Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Obiettivi Specifici % di supeficie a rischio idrogeologico S +++ % di supeficie a alta pericolosità geomorfologica S +++ Classe di rischio sismico R +++ % di supeficie a alta pericolosità idraulica S +++ Numero cave e miniere attive P +++ Numero cave e miniere abbandonate P +++ Numero cave e miniere ripristinate P +++ Variazione categorie uso del suolo S ++ Verifiche geologicotecniche a supporto della pianificazione urbanistica R ++ Misure cautelari a seguito degli eventi calamitosi nell’Isola d’elba R ++ ☺ Classificazione rischio sismico R +++ ☺ Attuare gli interventi di tutela del suolo previsti dal PAI Attuazione PAI R ++ ☺ Attivare funzioni di regimazione delle acque e di tutela del suolo Istituzione e attivazioni funzioni Consorzio di Bonifica R + Ridurre la dinamica delle aree Variazione percentuale delle aree artificiali P +++ Prevenire il rischio idrogeologico Ridurre il prelievo delle risorse naturali Prevenire il rischio idrogeologico Valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione alla difesa del suolo Evitare ulteriori danni derivanti da fenomeni di dissesto idrogeologico Ridurre la dinamica delle Indicatori DPS Disp. Stato Tendenza Effetti R dati ante con PS del RU PS ☺ ☺ ☺ ☺ 103 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità aree artificiali Ridurre le aree percorse da incendi Prevenire l’erosione costiera Indicatori DPS Disp. Stato Tendenza Effetti R dati ante con PS del RU PS Obiettivi Specifici artificiali Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul territorio e ridurre l’impermeabilizzazi one del suolo Impiego del suolo per lo sviluppo urbano P +++ Ridurre le aree percorse da incendi Superficie percorsa da incendi S +++ Prevenire l’erosione costiera Chilometri di costa in erosione S ++ Quadro complessivo delle spiagge dell’Isola d’Elba Evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba S ++ ☺ Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico Il Regolamento urbanistico da attuazione ad una quota significativa delle previsioni di PS, anche se quest’ultimo si è caratterizzato per una tendenza a ridurre il trend di consumo di suolo per urbanizzazione. Il Titolo IV del RU costituisce l’elemento di riferimento in grado di dimostrate l’attenzione alla tutela del territorio, contenendo la disciplina di tutela della sua integrità fisica. In particolare fanno parte del Titolo IV: - le disposizioni in materia di rischio sismico, di cui al Capo I; la disciplina finalizzata alla riduzione del rischio idraulico, di cui al Capo II; le disposizioni per il governo della risorsa idrica, di cui al Capo III; le norme per le aree con pericolosità geologica e idraulica, di cui al Capo IV; le norme riferite alla fattibilità degli interventi di trasformazione urbanisticoedilizia e le prescrizioni relative alla caratterizzazione geologica delle aree interessate, di cui al Capo V. La disciplina del Titolo IV si pone in diretta relazione con i contenuti e le previsioni Piano Strutturale e riguarda in particolare gli elaborati, realizzati su base C.T.R. in 104 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente scala 1:10.000 e 1:2.000, effettuati per UTOE ben circoscritte, relative in particolare alle località di Capoliveri, Mola e Lacona. Le norme del Titolo IV e più in generale le disposizioni e le previsioni contenute nel presente R.U., sono mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi fondamentali di mitigazione della pericolosità idraulica e geomorfologica e di tutela e governo della risorsa idrica: a) mitigazione della pericolosità idrogeologica, nel rispetto delle esigenze di tutela e valorizzazione delle risorse naturali ed essenziali del territorio, e raggiungimento di livelli di sicurezza adeguati rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geomorfologico in atto o potenziali, mediante: - sistemazione, conservazione e recupero del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, di consolidamento e messa in sicurezza; - difesa, sistemazione e regolazione dei corsi d’acqua, con modalità tese alla conservazione e, ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità; - mantenimento del reticolo idrografico in buono stato idraulico ed ambientale, ai fini della ottimizzazione del deflusso superficiale e dell’andamento dei tempi di corrivazione; - moderazione delle piene anche mediante interventi di carattere strutturale per la difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti; - piena funzionalità delle opere di difesa finalizzate alla sicurezza idraulica e geomorfologica; - contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo; - difesa e consolidamento dei versanti e delle aree instabili e loro protezione da fenomeni di erosione accelerata e instabilità, con modalità tese alla conservazione e, ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità; - difesa degli insediamenti e delle infrastrutture da fenomeni franosi e altri fenomeni di dissesto; - rafforzamento delle attività di risanamento e di prevenzione da parte degli enti operanti sul territorio. b) tutela e governo della risorsa idrica, mediante: - protezione degli acquiferi e dei punti di captazione acquedottistica da interventi e/o attività potenzialmente inquinanti; - regolamentazione dell’approvvigionamento idrico autonomo, ai fini della salvaguardia qualitativa e quantitativa della risorsa idrica e della ricostituzione delle riserve idriche anche potenziali; - incentivazione di soluzioni tecnologiche finalizzate al risparmio idrico (reti differenziate per lo smaltimento e per l’adduzione idrica, riutilizzo delle acque reflue, etc.). Nell’ambito del RU concorrono altresì alla tutela dell’integrità fisica del territorio: - le disposizioni relative alla riduzione dell’impermeabilizzazione superficiale, di cui all’art. 16; la disciplina delle invarianti paesistico-ambientali, di cui al Titolo III; le disposizioni generali per la tutela e valorizzazione del territorio rurale, di cui al Titolo VI. 105 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Per quanto riguarda gli interventi urbanistico-edilizi e/o di trasformazione territoriale ricadenti in aree soggette a vincolo idrogeologico, ivi comprese le sistemazioni idraulico-agrarie e forestali, si fa riferimento alle vigenti norme regionali in materia forestale nonché alla specifica sezione tematica del Regolamento Edilizio (“Norme per la disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni comunali in materia di vincolo idrogeologico”). Al di fuori delle aree a pericolosità molto elevata ed elevata, in base all’art.59 delle NTA del RU ogni bacino del territorio comunale risulta diviso in ambiti definiti di particolare attenzione in funzione delle diverse dominanti presenti: 1) Aree di particolare attenzione per la prevenzione dei dissesti idrogeologici (dette anche "ambito collinare e montano" o "dominio geomorfologico idraulicoforestale"): corrispondono alle aree collinari e alto collinari nelle quali è necessaria una azione di presidio territoriale tesa a prevenire il manifestarsi di dissesti locali e a non indurre squilibri per le aree di valle. Di tali caratterizzazioni si ricorda il ruolo di caposaldo, in funzione della regimazione idrogeologica dei versanti, del paesaggio agrario storico e della copertura boschiva. 2) Aree di particolare attenzione per la prevenzione da allagamenti (dette anche "ambiti di fondovalle" o "dominio idraulico"): corrispondono alle aree di fondovalle nelle quali assume rilevanza il reticolo idrografico nella sua continuità e dove il territorio deve esserenecessariamente riorganizzato in funzione della salvaguardia dell’esistente. 3) Aree di particolare attenzione per l’equilibrio costiero (dette anche "ambiti costieri o "dominio costiero"): corrispondono alle aree la cui evoluzione è fortemente determinata dalla dinamica costiera. Per tutti gli interventi ammessi dal Regolamento Urbanistico, sia di tipo diretto sia assoggettati a Piano Attuativo, al fine di mantenere e salvaguardare l'equilibrio idrogeologico dei versanti e la corretta funzionalità del sistema di smaltimento delle acque superficiali, fatte salve le normative sovraordinate, i relativi progetti esecutivi dovranno soddisfare le vincolanti prescrizioni indicate all’art.60.1 delle NTA del RU (60.1 - Regimazione delle acque superficiali). Centrale risulta nel RU l’obiettivo del contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo (art.60.5); a tal fine nella realizzazione di nuovi edifici e negli ampliamenti di edifici esistenti comportanti incremento di superficie coperta, dovrà essere garantito il mantenimento di una superficie permeabile di pertinenza pari ad almeno il 35 per cento della superficie fondiaria. 106 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Nella realizzazione di nuovi edifici e negli ampliamenti di edifici esistenti comportanti incremento della superficie coperta per quantità pari o superiori a 500 mq, dovranno essere previsti impianti di accumulo per l'immagazzinamento e il riutilizzo delle acque meteoriche dilavanti non contaminate. Tali impianti dovranno essere dimensionati in relazione alla maggiore superficie impermeabile determinata dagli interventi e dovranno evitare incrementi di carico idraulico sulla rete fognaria ovvero sul reticolo idraulico superficiale. I nuovi spazi pubblici o privati destinati a viabilità pedonale o meccanizzata dovranno essere realizzati con modalità costruttive idonee a consentire l'infiltrazione o la ritenzione anche temporanea delle acque, salvo che tali modalità costruttive non possano essere utilizzate per comprovati motivi di sicurezza igienico-sanitaria e statica o di tutela dei beni culturali e paesaggistici. Relativamenta alle nuove previsioni urbanistiche il Capo V delle NTA del RU fornisce elementi per la fattibilità e le prescrizioni per gli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia. I rilievi e le indagini da effettuare hanno lo scopo di verificare l’assetto geomorfologico, la costituzione del sottosuolo, la situazione idrogeologica, nonché di misurare e consentire la valutazione delle proprietà geotecniche o geomeccaniche dei terreni. In particolare l’art. 77 fornisce i riferimenti per la caratterizzazione delle aree oggetto di interventi urbanistico-edilizi, con particolare riferimento “... all’esecuzione delle indaginigeologico tecniche di supporto agli interventi urbanistico-edilizi, i progetti devono essere corredati da una apposita relazione geologica che entri specificamente in merito agli aspetti geologici, geomorfologici, idrogeologici e litostratigrafici relativi all’area d’intervento e, nei casi previsti, ad un suo intorno significativo”. Per gli interventi di trasformazione o di riqualificazione degli assetti insediativi e/o ambientali assoggettati dal Regolamento Urbanistico a Piano Attuativo o a Progetto Unitario, le schede normative e di indirizzo progettuale di cui all’Allegato ‘B’ delle NTA contengono l’attribuzione delle classi di fattibilità, ai sensi delle vigenti norme regionali, in ragione della pericolosità geomorfologica e idraulica dell’area interessata e della natura ed entità degli interventi previsti. I quadri conoscitivi, valutativi e previsionali interni al Piano Strutturale e al Regolamento urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo di ridurre la dinamica delle aree artificiali e di non aggravare le condizioni di rischio idraulico e geomorfologico. Il regolamento urbanistico attua gran parte delle previsioni di PS ma nel contesto di un PS comunque caratterizzato da contenute previsioni volumetriche. In particolare il RU attua circa 12250 mq di residenziale completamento (su 12710 mq), 3900 mq di residenziale nuova previsione (su 5000 mq), 14050 mq di ampliamento del turistico ricettivo alberghiero (su 16095 mq), 3250 mq di turistico ricettivo extralberghiero (su 5433 mq), 2666 mq di industriale artigianale (su 2666 mq), 4303 mq di commerciale direzionale (su 5290 mq) e 9349 mq di servizi (su 9996 mq). 107 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente In termini di consumo di suolo le previsioni più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona del capoluogo Capoliveri. La previsione consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali , residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi 1.600 mq di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una nuova media struttura di vendita, non superiore a mq. 400 di SUL. Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi (2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS. Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione: - Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente disciplina. - Completamento del PEEP approvato. - Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e i consumi energetici; - Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale, servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali; 108 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente - Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per funzioni pubbliche. - Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di visuale sia da terra che da mare - Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi. - Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di ristorazione e servizi pubblici ed alla persona; - Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato circostante. Per le previsioni di Lacona la possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni poste dallo studio geologico associato al Regolamento urbanistico, del quale si riportano in sintesi le prescrizioni: 1. Per interventi diretti e P.A. nelle aree a P.I.M.E. si applicano le Norme Tecniche allegate al PAI 2004; è indispensabile realizzare per tutti i fossi che attraversano questa pianura uno studio idraulico finalizzato alla riduzione del rischio. Lungo le sponde del fosso del Molino e di un fosso minore la fascia in erosione coincide in pratica con quella dei 10 metri da ciglio di sponda per cui si applicano le normative più restrittive. 2. Nelle aree a Classe 3 di Pericolosità Geologica (area retrostante la spiaggia di Margidore) sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della concessione edilizia. 3. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi; il progetto dovrà contenere adeguati interventi per la regimazione delle acque superficiali. Per le previsioni di Capoliveri la possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni poste dallo studio geologico associato al Regolamento urbanistico, del quale si riportano in sintesi le prescrizioni: 109 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 1. Nelle aree in Classe 3 di Pericolosità Geologica sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della concessione edilizia. 2. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi e la regimazione delle acque superficiali dovrà necessariamente essere ben dimensionata o adeguata. 3. Gli interventi in aree PIME sono disciplinati dal DGRT 12/00 ex 230/94 e dalle Norme Tecniche allegate al PAI. 4. Per gli interventi adeguamenti o realizzazione di nuove viabilità e parcheggi anche in aree a pericolosità geologica classe 2, anche in fase di adeguamento, sarà necessario effettuare mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e la stima degli eventuali spessori di detrito presente; gli sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi. Il Progetto dovrà contenere una tavola per la regimazione delle acque superficiali con opportuni dimensionamenti e particolari degli accorgimenti da adottare Complessivamente quindi permangono trend negativi rispetto ad alcune criticità (con nuovi contributi legati alle previsioni di Capoliveri e Lacona), ma l’RU, così come il recente PS, hanno sicuramente messo in atto un inversione di tendenza rispetto alle intense dinamiche di consumo di suolo del recente passato. 110 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.3. ENERGIA Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Razionalizzazio ne e riduzione dei consumi Indicatori Obiettivi Specifici Riduzione dei consumi energetici pro capite e riduzione di sprechi e inefficienze Consumi energetici pro capite P ++ Informazione e sensibilizzazione della popolazione sul risparmio energetico e sulle opportunità delle fonti rinnovabili Informazione e sensibilizzazione della popolazione R ++ ☺ Intensità energetica del settore civile (domestico e terziario) R ++ ☺ N° di strutture ricettive dotate di certificazioni ambientali (es. ecolabel) R + Incentivare e favorire la diffusione di tecnologie ad alta efficienza e a risparmio energetico Diffusione di tecnologie per uso efficiente dell’energia R ++ Introdurre agevolazioni ed incentivi nei regolamenti edilizi per la diffusione delle pratiche di bioedilizia Indirizzi per regolamenti edilizi incentivanti il risparmio energetico R ++ ☺ Percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili R ++ ☺ Mq di pannelli solari termici installati R +++ ☺ Migliorare l’efficienza energetica negli usi Aumento della quota di utilizzo di energie rinnovabili DPSR Disp. Stato tendenza Effetti dati ante PS col PS del RU Aumentare la % di energia proveniente da fonti rinnovabili 9 9 Questo obiettivo richiede una forte incentivazione che solo in parte può essere promossa dagli strumenti di pianificazione locale; in questo caso una spinta significativa viene impressa dalla normativa comunitaria e nazionale, nonché dalla normativa della regione Toscana (vedi LR 39/2005 “Disposizioni in materia di energia”) 111 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico Come previsto dal PS, il nuovo RU disciplina come promuovere e incentivare azioni volte al risparmio energetico e all’ecoefficienza edilizia degli edifici, nell’ambito del Capo I (disposizioni relative agli assetti insediativi), all’art.13: Edilizia sostenibile – risparmio idrico ed energetico. Infatti: Art. 13 – Edilizia sostenibile – risparmio idrico ed energetico 1. Le presenti norme disciplinano e incentivano gli interventi di edilizia sostenibile e il risparmio idrico ed energetico che presentano caratteri di qualità dello spazio fisico e dell’ambiente, rispettando i principi di ecoefficienza e di ecocompatibilità, in coerenza con quanto disposto al Capo V del Regolamento n. 2R del 9.02.2007 inerente le “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione degli insediamenti”. Gli interventi di trasformazione edilizia devono raggiungere livelli di qualità energetico – ambientale degli spazi scoperti e di quelli edificati, al fine di renderli compatibili con le esigenze antropiche e con l’equilibrio delle risorse ambientali. La qualità insediativa ed edilizia deve pertanto essere l’obiettivo principale della progettazione e deve contenere un rinnovato approccio verso uno sviluppo del territorio che consideri: - la compatibilità ambientale; la ecoefficienza energetica; il comfort abitativo; la salvaguardia della salute dei cittadini. 2. Campo di applicazione: Rientrano nell’ ambito di applicazione delle presenti norme gli interventi di iniziativa privata relativi a: - Piani attuativi - Nuove costruzioni e sostituzioni edilizie - Ristrutturazioni dell’intero organismo edilizio - Ampliamenti che comportino la creazione si nuove unità abitative Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, dovranno sempre assicurare la compatibilità della messa in opera degli impianti solari termici con l’esistenza di eventuali vincoli paesaggistici o vincoli sul patrimonio edilizio esistente derivanti dal presente regolamento urbanistico. 3. Strumenti: Le valutazioni dei progetti e la loro rispondenza ai principi della edilizia sostenibile sono effettuate sulla base delle disposizioni del Regolamento Edilizio appositamente integrato in coerenza sia con le presenti norme che con la Direttiva CEE n.2002/91/CE, con il D.Lgs. 19/08/2005 n. 192 e con Linee Guida regionali di cui alla Delib. GRT n. 322 del 28.02.2005 e alla Delib. GRT n. 218 del 03.04.2006 e s.m.i. secondo il sistema di valutazione in esse contenuto. In particolare, il raggiungimento degli obiettivi di qualità edilizia, urbanistica e sostenibilità ambientale deve attuarsi attraverso un sistema di progettazione e verifica di tipo prestazionale. 112 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Le opere edilizie devono rispondere a specifici requisiti secondo parametri oggettivi e misurabili, in base ai quali verranno verificati i livelli di prestazione delle stesse. 4. Progettazione integrata: La progettazione integrata dei nuovi interventi è basata essenzialmente sui caratteri locali, ambientali, climatici e storici dell’area oggetto di trasformazione. Per progettazione integrata si intende un intero e complesso processo che vede risolte in un unico momento tecnico-ideativo tutte le istanze, da quelle urbanistiche, architettoniche, strutturali, impiantistiche a quelle della sicurezza del cantiere, dello smaltimento dei materiali edili, etc. Al fine di integrare la progettazione degli edifici con i fattori climatici, sfruttando i benefici di quelli favorevoli e proteggendo le costruzioni da quelli che incidono negativamente sul comfort abitativo e sul risparmio energetico, i progetti devono eseguire le seguenti verifiche: calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria dell’immobile; ovvero redazione del certificato di qualificazione energetica e successivamente della certificazione energetica; - verifica dell’ abbattimento di tale fabbisogno nel periodo invernale attraverso gli apporti gratuiti di energia derivanti dall’irraggiamento solare; - verifica dell’abbattimento di tale fabbisogno nel periodo estivo attraverso il controllo del soleggiamento e l’adozione dei sistemi di raffrescamento passivo, incremento della massa a m 2 delle pareti confinanti con l’esterno. La disposizione interna dei locali deve tenere conto della compatibilità tra funzioni dei locali ed orientamento, in riferimento ad illuminazione, calore e ventilazione. - Al fine di garantire il rispetto e la valorizzazione delle caratteristiche ambientali locali nella progettazione si deve tener conto della possibilità di utilizzo di materiali eco e bio-compatibili, facendo ricorso prioritariamente a materiali locali e riciclabili. In caso di oggettiva impossibilità ad osservare le verifiche di cui sopra, il professionista incaricato del progetto deve specificare puntualmente le motivazioni e proporre idonee alternative. 5. Requisiti minimi obbligatori e requisiti minimi per ottenere l’incentivo: Il Regolamento Edilizio dovrà contenere le norme e le modalità per l’incentivazione al fine di promuovere l’edilizia bioclimatica ed il risparmio energetico e l’ecoefficienza. Tali incentivi saranno graduati in misura crescente a seconda dei livelli di risparmio energetico, di qualità ambientale dell’intervento, e delle tecnologie utilizzate. 6. Deroghe ai parametri urbanistico edilizi: In applicazione dell’Art. 146 comma 2 della LR 1/2005, sono esclusi dai computi urbanistici (SC, Volume, SUL) le seguenti parti degli edifici destinati ad uso residenziale e terziario (turistico ricettivo, commerciale e direzionale), se espressamente finalizzate all’ottenimento del comfort ambientale e risparmio energetico, attraverso il miglioramento dell’isolamento termico e lo sfruttamento del massimo soleggiamento durante la stagione più fredda: Verande e serre solari non riscaldate disposte nei fronti da sudest a sudovest con funzione di captazione solare che abbiano la superficie esterna, riferita a pareti e copertura, vetrata per almeno il settanta per cento. 113 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Il volume delle serre non può superare il 20% del volume riscaldato dell’edificio; deve in ogni caso essere accuratamente previsto l’adattamento delle serre alla stagione più calda mediante schermature, aperture etc. Spazi collettivi interni coperti o racchiusi da vetrate quali corti chiuse, spazi condominiali coperti e climatizzati naturalmente, progettati al fine di migliorare il microclima del complesso edilizio, con incidenza fino ad un massimo del venticinque per cento della superficie coperta dell’edificio. L’esclusione dei sopra citati volumi dagli indici urbanistici previsti dal regolamento urbanistico ed in generale dagli atti del governo del territorio, è subordinata alla certificazione del “Bilancio Energetico”, nella quale si dà atto del miglioramento dell’efficienza complessiva energetica prevista, tenuto conto dell’irraggiamento solare, su tutta la stagione di riscaldamento, che non può risultare inferiore al 30% di quello minimo previsto dalla normativa vigente. Sono esclusi dai computi urbanistici anche i seguenti extra spessori: La parte delle murature esterne, siano esse portanti o tamponature eccedenti i 30 cm di spessore finito. Dovranno in ogni modo essere rispettate le distanze minime dai confini di proprietà, dai fabbricati, e dalle strade previste da leggi e regolamenti. La porzione superiore e non strutturale dei solai interpiano (evidenziandone la funzione dal punto di vista dell’efficienza termica e/o acustica del progetto). La porzione superiore e non strutturale dei solai di copertura, l’incremento di spessore del pacchetto sarà funzionale alle caratteristiche tecniche della soluzione prescelta. Le presenti norme si applicano compatibilmente con i caratteri storici ed architettonici degli edifici e dei luoghi. Sia sotto il profilo dei consumi energetici, che sotto il profilo dell’utilizzo di energie rinnovabili, il territorio comunale e più in generale l’intero comprensorio elbano, la situazione attuale si presenta in generale negativa. L’andamento dei consumi energetici, in generale crescita in tutto il territorio elbano, nonché regionale e nazionale, si traduce in un progressivo peggioramento nel tempo di questa criticità. Il consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume l’attività turistica in questo territorio. A livello di intera Isola d’Elba si può poi rilevare come nel settore domestico i consumi elettrici procapite risultano al di sopra della media nazionale e provinciale. In relazione a questa tematica è da rilevare come le indicazioni contenute nel RU, andando a sviluppare e regolamentare quanto previsto dal PS, procedono nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati. 114 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.4. RIFIUTI Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Indicatori Macro obiettivi di sostenibilità Obiettivi Specifici Riduzione della produzione di rifiuti Ridurre la produzione totale di rifiuti urbani sia complessiva che procapite Aumento della raccolta differenziata e del riciclo DPS Disp. Stato R dati ante PS Tendenza con PS Produzione di rifiuti procapite annua P +++ produzione totale di rifiuti annua P +++ Censire e recuperare le discariche non controllate Presenza di discariche di rifiuti abbandonati S + Potenziare la capacità e la qualità degli impianti di trattamento Dotazione impiantistica per trattamento rifiuti R +++ Attività di recupero e riciclaggio R +++ ☺ % di raccolta differenziata R ++ ☺ Attività di sensibilizzazione, educazione e formazione R +++ ☺ Aumentare e diversificare l’attività di recupero e riciclaggio Diversificare gli eventi di coinvolgimento della popolazione sul corretto smaltimento dei rifiuti ☺ Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico Sia sotto il profilo della riduzione della produzione di rifiuti, che rispetto all’aumento della raccolta differenziata e il riciclo, obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dal PRAA, la situazione attuale si presenta negativa. La crescita dell’efficienza della raccolta differenziata di questi ultimi anni si traduce nella tendenza ad un progressivo miglioramento nel tempo della situazione attuale; tale miglioramento, seppur importante come tendenza in atto, rimane ancora insufficiente a soddisfare gli obiettivi di sostenibilità perseguiti sia a livello regionale che statale e comunitario. I dati disponibili evidenziano un’efficienza della raccolta differenziata a livello comunale inferiore al 15% , contro un obiettivo nazionale del 45%. 115 Effetti con RU Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente In considerazione della criticità connesse alla gestione dei rifiuti che caratterizza il territorio elbano, l’Amministrazione di Capoliveri e le altre amministrazioni dell’Elba si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione differenziata. In particolare, in accordo con quanto previsto dal PS, il nuovo RU ha fatto propri gli obiettivi di riduzione e riciclaggio rifiuti, nonchè di risanamento delle discariche incontrollate e abusive; in specifico : - nell’UTOE di Capoliveri (art.157 delle NTA del RU) è prevista l’installazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di visuale sia da terra che da mare. L’importanza ed inderogabilità di aumentare l’efficienza della raccolta differenziata e più in generale, la necessità di migliorare la gestione integrata dei rifiuti, richiederanno all’amministrazione comunale un significativo impegno nel promuovere ulteriori azioni volte ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e il loro recupero nei cicli produttivi. 116 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.5. BIODIVERSITÀ, FLORA, VEGETAZIONE E FAUNA Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Obiettivi Specifici Aumentare la percentuale di aree protette Sviluppare la rete ecologica regionale Aumentare la percentuale di aree protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina Conservare la biodiversità terrestre Indicatori DPS Disp. Stato Tendenza Effetti R dati ante con PS del RU PS Percentuale di aree protette nazionali o regionali R +++ Percentuale di aree protette marine R +++ Percentuale di aree protette comunali (ANPIL) R +++ Percentuale di Siti della Rete Ecologica R +++ ☺ N. specie vegetali endemiche, rare o in liste di attenzione S +++ ☺ N. specie vegetali protette (di interesse regionale o comunitario) R +++ ☺ N. specie animali e vegetali del progetto RENATO S +++ ☺ N. coppie di gabbiano reale nidificanti per 100 m di costa S +++ N. di tipologie vegetazionali naturali e seminaturali S +++ ☺ N. habitat di interesse regionale, comunitario o prioritari S +++ ☺ Presenza alberi monumentali ai sensi della LR.60/98 R ++ Presenza aree di maggiore importanza naturalistica Progetto RENATO S +++ Grado di costrizione dei biotopi S +++ Grado di frammentazione da viabilità S +++ Grado di naturalità S +++ Valore naturalistico S +++ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ 117 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente complessivo Conservare la biodiversità terrestre Aumentare la percentuale di aree protette, migliorare la gestione e conservare la biodiversità terrestre e marina Conservare la biodiversità marina Ripristino paesaggistico delle cave Grado di conservazione degli ambienti umidi e ripariali S +++ Grado di conservazione degli ambienti dunali S +++ Spiagge: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. P +++ Spiagge interne a SIR/SIC/ZPS: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. P +++ Spiagge interne al Parco Nazionale: numero di concessioni e autorizzazioni demaniali. P +++ Grado esoticità della flora S +++ Presenza di un progetto di rete ecologica comunale R +++ Tutela delle emergenze naturalistiche quali invarianti del PS R +++ Aumento aree urbanizzate e artificiali P +++ Aree percorse da incendi P +++ Percentuale di costa protetta (lato terra) R +++ Percentuale di costa protetto (lato mare) R +++ Presenza e stato di conservazione delle Praterie di posidonia S + Superficie aree di cava ripristinate/sup. totale R +++ ☺ ☺ ☺ ☺ ☺ Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del RU Rispetto alla componente biodiversità (flora, fauna, vegetazione) il territorio comunale mostra elevati valori qualitativi, evidenziati dagli indicatori utilizzati (numero di specie endemiche, di interesse conservazionistico, ecc.). Anche gli 118 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente indicatori di risposta, quali la presenza di Aree Protette o Siti di Importanza Comunitaria e Regionale, mostrano dati molto positivi (52,6% di territorio protetto, 68,5% di costa protetta, ecc.). Elementi positivi sono riferibili anche all’obiettivo dei segnali ambientali relativo allo sviluppo della rete ecologica regionale. Il territorio comunale vede la presenza di tre Siti della Rete ecologica regionale e Natura 2000 (SIR, SIC e ZPS). Gli indicatori dello stato attuale della Rete ecologica mostrano dati positivi, con un territorio comunale interessato, su circa il 33,5% da tali strumenti, ed in particolare dai siti: - Sito di Importanza Regionale (SIR) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) Elba Orientale, - Sito di Importanza Regionale (SIR), Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) Isole di Cerboli e Palmaiola per la porzione delle Isole Gemini, - Sito di Importanza Regionale (SIR) Zone umide del Golfo di Mola e Schiopparello per la porzione di Mola. Relativamente alla presenza, nel territorio comunale, di specie di flora, fauna ed habitat di particolare valore, gli indicatori mostrano tutti ottimi livelli, con particolare riferimento alla presenza di specie endemiche o in liste di attenzione (ad esempio del progetto RENATO), di specie protette, di diversità vegetazionale o di habitat di interesse regionale e/o comunitario. Le trasformazioni dell’uso del suolo avvenute nel Comune di Capoliveri negli ultimi decenni, con particolare riferimento allo sviluppo di una urbanizzazione residenziale diffusa e alle strutture turistiche, hanno causato alterazioni al patrimonio vegetazionale, floristico e faunistico locale. Oltre alle conseguenze negative della frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di Lacona, con una sua elevata artificializzazione, alterazione di habitat dunali, elevato disturbo, diffusione di specie esotiche ad opera del verde privato, alterazione di aree umide retrodunali, ecc. Altra località significativa è la Palude di Mola, ambiente umido relittuale in non ottimale stato di conservazione, inserito in un contesto ad elevata artificializzazione, con una forte problematica legata alla qualità e quantità degli apporti idrici di acqua dolce, con reflui non correttamente depurati provenienti dal depuratore di Capoliveri. Lo stesso PS indica per le dune di Lacona come “La principale causa di degrado è la pressione antropica estiva (turismo balneare) associata all’erosione eolica (favorita dal calpestio che mobilita i substrati sabbiosi rendendoli erodibili). Si rende necessaria una tutela attiva di questo biotopo che in poco spazio riunisce diversi habitat di interesse comunitario”. 119 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente (art. 14.2). Nell’ambito delle Criticità dell’UTOE Le Spiagge (art. 42.1) si evidenzia come “le due spiagge di Lacona e Laconella costituiscono un continuum costiero sottoposto a dinamiche strettamente connesse, il notevole afflusso turistico estivo le sottopone ad un intenso stress”. La duna costiera della Spiaggia grande di Lacona costituisce l’elemento morfologico/ambientale principale di questa UTOE, la duna presenta alcuni habitat di interesse regionale/comunitario di cui all’All. A della L.R. 56/2000, il mantenimento dell’attuale forma dunale è continuamente minacciato dalla presenza turistica e dagli insediamenti presenti nelle immediate vicinanze tra cui due campeggi. Gli obiettivi specifici dell’UTOE sono tesi alla elevazione della qualità dei caratteri del paesaggio, allo sviluppo dei servizi, alla riorganizzazione delle funzioni e delle attività, alla eliminazione e/o riduzione delle criticità presenti, alla eliminazione o riduzione delle aree e degli elementi costituenti degrado. In particolare: “Mantenimento dell’integrità fisica, biologica e paesaggistica dell’unità morfologica “Duna di Lacona”, anche intervenendo con delocalizzazione di strutture, riduzione della pressione antropica, razionalizzazione delle attività ed interventi di riqualificazione naturalistica (interventi di difesa con fascinate, chiusura sentieramenti e realizzazione accessi attrezzati, ecc.” Mentre per la prima area la nuove scelte di PS sono indirizzate verso un alleggerimento dei carichi antropici, con un progetto di riqualificazione delle dune e la prevista realizzazione di un piano degli arenili, per l’area di Mola la realizzazione di un nuovo approdo turistico (UTOE Valle dei Salici) nello specchio d’acqua antistante costituisce un elemento di forte criticità: “La vegetazione del biotopo palustre di Mola (fragmiteti), risulta caratterizzata da un negativo stato di conservazione risentendo ai margini di alcune azioni umane: discarica abusiva, contatto con attività agricole, presenza di strade trafficate su tre lati (fattore negativo soprattutto per la fauna, ma che può portare anche a forme di inquinamento delle acque). Inoltre è presente all’interno dell’area un insediamento abbandonato di cui non si conosce l’impatto né in termini di inquinamento né come possibile sito di rifugio di specie animali (chirotteri, ecc).” (art.14.2). Le previsioni di RU sono complessivamente coerenti con la tutela delle Invarianti di cui al PS ed in particolari delle Invarianti paesaggistico-ambientali, come indicate all’art.36 delle NTA del RU stesso: - Emergenze ambientali diffuse; - Emergenze ambientali localizzate; - Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale; - Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS; - Belvedere e visuali di paesaggio; - Ambiti paesistici dei corsi d’acqua; - Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare; - Spiagge e mare. 120 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Lo stesso comma 4 dell’art.36 delle NTA del RU indica come “Sono vietati tutti gli interventi e le azioni che riducano in modo significativo ed irreversibile gli elementi di invariante sottoposti a tutela. Eventuali interventi di adeguamento funzionale che si rendano necessari per motivi di rilevante interesse pubblico devono essere progettati ed eseguiti con modalità compatibili con la tutela degli elementi di invariante individuati dal presente Titolo. Fatto salvo quanto specificato al punto 6, ogni attività, uso o intervento posto in essere in applicazione del presente Regolamento Urbanistico deve inoltre perseguire il mantenimento o il miglioramento dei livelli prestazionali dei beni e delle risorse individuate come invarianti strutturali del territorio”. Gli Ambiti Naturalistici e di Rilevanza Ambientale, di cui all’art.134 delle NTA, si articolano nelle seguenti sottozone così come previste dal Piano del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano come adottato: - Zone A di riserva integrale Zone B di riserva generale orientata Zone C di protezione Zone DS di promozione economica e sociale. Ricadono nell’Ambito Naturalistico e di Rilevanza Ambientale le aree, di cui alla Del.CR 8 giugno 2011, n.34, presenti nel territorio comunale, che consistono nei Siti : - SIR – ZPS “Elba orientale”(IT5160102). SIR “Zone umide del golfo di Mola e Schiopparello” (IT5160101). SIR – SIC –ZPS “Isole di Cerboli e Palmaiola” (IT5160011). Il Regolamento Urbanistico si conforma al piano del parco vigente e disciplina le zone attraverso la normativa dello stesso specifica per ogni area, fermo restando le norme di settore più restrittive in materia ambientale per le Zone SIC, SIR, ZPS. Per queste zone si applicano le prescrizioni di cui all’art. 46 del Titolo III. La realizzazione di un’area di sosta in loc. Laconella ed eventuale nuova viabilità, prevista dal RU nell’Unità Fonza, è subordinata alla tutela di un “ambito di elevato interesse naturalistico e paesaggistico con tipici habitat costieri e mosaici di macchie e garighe mediterranei nei versanti circostanti. Per tali ambiti risulta importante il mantenimento di bassi livelli di antropizzazione e di disturbo estivo. Le aree di sosta auto dovrebbero essere comunque strutturate per un basso numero di posti, con substrato permeabile e comunque non localizzato a breve distanza dalle spiagge La soluzione ottimale sarebbe quella di creare un sistema di bus navetta dai vicini parcheggi di Lacona”(art.148 NTA). La scelta di un sistema di bus navetta da Lacona è sicuramente da preferire alla realizzazione di un nuovo parcheggio presso Laconella. 121 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Nell’ambito della UTOE delle Spiagge, caratterizzata da elevati valori ambientali e naturalistici (spiagge di Lacona e Laconella ed habitat dunali), il RU attua la metà delle previsioni residenziali (300 mq di SUL) e turistico alberghiere ed extralberghiere del PS, e 50 mq di SUL di Direzionale/commerciale su un totale di 66 mq di SUL previsto dal PS. Tali previsioni risultano compatibili con i valori presenti come già indicato dal rapporto ambientale del PS. Nell’ambito dell’UTOE Norsi, ed in particolare in loc. Felciaio, risulta significativa la previsione dell’area P.R.G. (parcheggio + guardiania). Oltre alla realizzazione diretta a discapito di un versante costiero con macchia mediterranea, l’ampliamento del parcheggio, già esistente, comporta un aumento dell’accessibilità turistica lungo la costa rocciosa tra Felciaio e Lido, un tratto di costa caratterizzato dalla presenza di habitat e specie di flora e fauna di interesse comunitario e regionale e di Emergenze ambientali e paesaggistiche di cui all’art.13 dello Statuto. Nell’ambito dell’UTOE Lacona-Margidore è prevista la realizzazione di un complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali, residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi 1.600 mq. di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della frazione. Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi (2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS. Gli interventi previsti a Lacona si concentrano in aree agricole ed incolti adiacenti l’urbanizzato esistente, mentre per l’UTOE Capoliveri in aree già fortemente urbanizzate e trasformate. Per tali previsioni si conferma la generale coerenza con la conservazione degli elementi di maggiore valore conservazionistico, come già evidenziato nell’ambito del rapporto ambientale del PS, con aspetti di criticità legati ad un aumento dei livelli di urbanizzazione e di consumo di suolo della fascia costiera agricola di Lacona, nella zona adiacente al locale sistema dunale e retrodunale, e della fascia costiera in loc. Felciaio. 122 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.6. ACQUE INTERNE Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici Elevare il livello di qualità delle acque superficiali ? ☺? SECA, IBE, LIM S - Qualità acque dolci sotterranee; indici: SquAS, SCAS, SAAS S ++ Livello di Stress idrogeologico della S ++ ☺ Ridurre il livello dei prelievi delle acque per i diversi usi antropici Livello di prelievo delle acque dai corpi idrici P + ☺ a livello Ridurre il livello di pressione delle sostanza inquinanti di origine antropica sulla risorsa idrica Carico inquinante totale. Carico organico potenziale in abitanti equivalenti (da popolazione residente e popolazione fluttuante) P ++ Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Copertura del servizio idrico; % di popolazione servita da acquedotto P/R - Elevare il livello di qualità delle acque utilizzate per uso idropotabile Qualità delle acque destinate al consumo umano - Qualità delle acque degli acquedotti P/R +++ Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Copertura del servizio fognario; % di popolazione servita da servizio fognario P/R Elevare il livello di qualità delle acque sotterranee Tutelare la qualità delle acque interne e costiere e promuovere l’uso sostenibile della risorsa idrica DPS Disp. Stato tendenza R dati ante con PS PS Effetti con RU ☺ a livello locale locale ++ (in estate) ? ☺ ☺ 123 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici DPS Disp. Stato tendenza R dati ante con PS PS Effetti con RU Elevare la capacità e l’efficienza delle strutture depurative delle acque reflue Capacità depurativa. Bilancio fra il carico inquinante totale e capacità depurativa effettiva R ++ Verificare la funzionalità degli impianti Analisi degli impianti idrici S +++ Regolare il Bilancio Idrico Bilancio idrico PR + Riduzione dei consumi idrici procapite e complessivi, soprattutto utilizzando e promuovendo tecnologie per il risparmio idrico nelle strutture turistiche Consumo complessivo di acqua P - Favorire il riutilizzo delle acque reflue e conseguente risparmio di nuova risorsa Riutilizzo delle acque reflue. N° impianti pubblici di depurazione con riutilizzo di acque reflue e m3/anno riutilizzato R + (in estate) ☺ (in ? ☺ Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico Per il raggiungimento degli obiettivi indicati nel PS, il nuovo RU individua le azioni di seguito riportate. Condizioni alla trasformabilità fissate per le diverse UTOE (Titolo VIII delle NTA del RU): - Approvvigionamento idrico: L’incremento del carico urbanistico risulta necessariamente condizionato all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione e al superamento della attuale criticità inerente la carenza di approvvigionamento e il rischio di ingressione del cuneo salino a seguito dei prelievi 124 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5. - Fognatura e depurazione : La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e alla realizzazione di un idoneo impianto di depurazione. Tutela delle risorse idriche (titolo IX, capo I: tutela delle risorse idriche e dei sistemi vegetazionali degli arenili , art. 172) 1. Ogni intervento di ristrutturazione urbanistica, di ampliamento dei volumi esistenti, di nuovo impianto per la balneazione, la ricettività e la nautica consentito, è soggetto ad una preventiva verifica del bilancio idrico esistente e delle soluzioni adottate per l’approvvigionamento idrico. Le aree occupate da corpi d’acqua sono tutelate ai fini del rispetto del sistema del deflusso idrico. 2. Nell’ambito delle aree costiere è sempre vietato il prelievo di acqua dalle falde e di norma non è ammessa la manomissione o modifica delle foci dei corsi d'acqua esistenti salvo diversa previsione dei Piani di Utilizzazione degli arenili, qualora sia dimostrata la loro assoluta necessità per la corretta esecuzione degli interventi previsti, previo superamento delle procedure di verifica di impatto ambientale previste dalla legislazione vigente. Protezione e governo della risorsa idrica (TITOLO IV, CAPO III) Art. 64 – Vulnerabilità degli acquiferi Il Regolamento Urbanistico recepisce il Piano Strutturale del Comune di Capoliveri; tra gli elaborati che costituiscono la cartografia tematica fanno parte i seguenti elaborati: - Carta Piezometrica TAV. A1/a - A2/a - Carta della Conducibilità ionica TAV. A1/b – A2/b - Carta Integrata delle acque sotterranee TAV. A1/c – A2/c che definiscono alcuni caratteri degli acquiferi principali e propongono una classificazione sulla base degli stessi . Nella “Carta Integrata delle Acque sotterranee” sono individuate le seguenti zone: Classe I - Area a stress idrogeologico nullo; Classe II - Area a stress idrogeologico basso; Classe III - Area a stress idrogeologico medio; Classe IV - Area a stress idrogeologico elevato; Tale suddivisione risulta di interpretazione estremamente semplice ed ogni classe indica il grado di “stress idrogeologico” locale. Con l’espressione di stress idrogeologico si vuole dare un’informazione 125 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente sull’assetto al tempo stesso qualitativo e quantitativo della falda in termini di quota piezometrica e/o conducibilità ionica. Art. 65 – Salvaguardia dei punti di captazione ad uso acquedottistico 1. Con riferimento alle vigenti norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento, ed al fine di mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, erogate mediante impianto di acquedotto, nonché per la tutela dello stato di salute delle risorse, sono altresì individuate - con criterio geometrico - le seguenti aree di salvaguardia dei punti di captazione: - Zone di tutela assoluta: aree di raggio pari a ml 10, immediatamente circostanti i punti di captazione o derivazione ad uso acquedottistico; devono essere adeguatamente protette ed adibite esclusivamente ad opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. A tale scopo devono pertanto essere recintate, provviste di canalizzazioni per le acque meteoriche, protette da esondazioni di corpi idrici limitrofi - Zone di rispetto: dei punti di captazione ad uso acquedottistico includono le zone di tutela assoluta, ed in assenza della individuazione da parte della Regione sono costituite dalle aree di raggio pari a ml 200 intorno ai punti di captazione o derivazione; sono sottoposte a vincoli e destinazioni d’uso tali da tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata. All’interno di esse vengono in generale considerate come fattori potenziali di rischio, e pertanto vietate, le seguenti attività: - - dispersione di fanghi ed acque reflue, anche se depurati; accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi; spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l’impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di un apposito piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche; dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade; aree cimiteriali; apertura di cave che possono essere in connessione con la falda; apertura di pozzi, ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione della estrazione ed alla protezione delle caratteristiche qualitative-quantitative della risorsa idrica; gestione di rifiuti; stoccaggio di prodotti ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive; centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli; pozzi perdenti; pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 150 kg/ha di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione; Per tali insediamenti ed attività, se preesistenti - ad eccezione delle aree cimiteriali - sono adottate misure per il loro allontanamento. In ogni caso deve essere garantita la loro messa in sicurezza. 2. A seguito della emanazione delle specifiche indicazioni regionali, in applicazione delle vigenti disposizioni di legge, l’Amm./ne Comunale individua le “zone di protezione” (comprendenti eventuali aree di ricarica della falda, emergenze naturali ed artificiali della falda, e zone di riserva) integrando ed aggiornando i contenuti del presente articolo, nonché - ove necessario - altri elaborati del presente Regolamento Urbanistico. 126 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 3. Zone di protezione: tutelano i bacini imbriferi e le aree di ricarica delle falde superficiali e profonde per assicurare la protezione del patrimonio idrico. Vi ricadono le seguenti aree: a) aree di ricarica della falda b) emergenze naturali ed artificiali della falda c) zone di riserva L’individuazione e protezione delle aree avverrà sulla base di specifiche indicazioni della Regione Toscana Art. 66 – Approvvigionamento idrico autonomo 1. La disciplina di cui al presente articolo è essenzialmente finalizzata a prevenire i rischi di inquinamento delle falde idriche nonché a controllare e limitare le criticità dovute al loro sovrasfruttamento, ovvero: - i fenomeni di subsidenza; - l’impoverimento progressivo della risorsa. 2. Ferme restando le competenze in materia di approvvigionamento idrico autonomo attribuite ad Enti diversi dall’Amm./ne Comunale, chiunque intenda realizzare opere di captazione delle acque provenienti dal sottosuolo (pozzi, captazione da sorgenti, scavi di qualsiasi natura e dimensione in grado di raggiungere falde idriche sotterranee), da destinare a qualsiasi uso, deve inviare contestualmente copia dell’istanza di autorizzazione, completa di tutti gli elaborati tecnici, anche all’Amm./ne Comunale. 3. I competenti uffici comunali, svolti gli accertamenti di carattere urbanistico, idrogeologico, ambientale e igienico-sanitario, si riservano la facoltà di esprimere alla Provincia - e/o agli altri Enti competenti - motivato dissenso al rilascio dell’autorizzazione, o di impartire specifiche prescrizioni in merito. 4. L’esecuzione delle opere di captazione è subordinata all'esame dello stato della risorsa idrica sotterranea nell'area d'interesse e in un suo intorno significativo, attraverso la valutazione della geometria degli acquiferi, delle loro potenzialità e caratteristiche, di eventuali interferenze con le zone di rispetto e di salvaguardia di cui all’art. 52, della vulnerabilità e dell'intensità dello sfruttamento, oltre che delle problematiche connesse a fenomeni di subsidenza dei terreni, legati al sovrasfruttamento di acquiferi confinati. 5. Deve essere eseguita l’impermeabilizzazione e/o separazione dell’opera di captazione dal sistema delle acque superficiali, vadose e di ruscellamento. 6. E' vietata la captazione simultanea con la stessa opera da più acquiferi non comunicanti fra loro. Gli attraversamenti tra più acquiferi devono essere sigillati con materiali idonei. In caso di captazione da un acquifero multistrato la struttura di questo deve essere documentata dagli allegati tecnici presentati. 7. Devono altresì essere individuate e descritte le attività potenzialmente inquinanti riscontrabili in un intorno significativo dell'area in cui è prevista la captazione, specificando la presenza di abitazioni, cave, concimaie, attività zootecniche, discariche, corsi d'acqua, altre opere di captazione etc. - come 127 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente prescritto dalle vigenti disposizioni statali e comunitarie in materia di tutela delle acque dall’inquinamento - oltre al tipo di pratiche agricole effettuate. Devono essere inoltre fornite indicazioni sulla natura e tipologia dei residui di perforazione, nonché sulla loro modalità di smaltimento e/o di reimpiego. 8. La realizzazione dei nuovi pozzi, sulla base dei criteri specificati ai precedenti punti, deve essere condotta a regola d'arte, usando tutti gli accorgimenti atti ad evitare l'inquinamento degli acquiferi intercettati e non solo di quello sfruttato, tenendo conto altresì degli impatti ambientali della perforazione (sversamento di fanghi, emissioni sonore, etc.). 9. Tutela del sistema delle acque sotterranee. Modalità per la realizzazione dei pozzi. Tutti gli interventi diretti all’uso delle falde esistenti potranno essere ammessi solo se compatibili con il mantenimento della falda oggetto di intervento, in termini sia quantitativi che qualitativi (carattere e purezza). Sono indicati nelle presenti norme i criteri per regolamentare, l’apertura dei nuovi pozzi e i criteri per il mantenimento di quelli esistenti. Per l’apertura dei nuovi pozzi, sono definiti i seguenti criteri generali: - qualsiasi opera atta a captare acqua proveniente dal sottosuolo, (quali pozzi e qualsiasi tipo di captazione che raggiunga le falde idriche in genere) da destinare a qualsiasi uso, compresi quelli domestici, e per qualsiasi scopo, è sottoposta al rilascio di una autorizzazione/concessione/SCIA; - il rilascio della autorizzazione/concessione/scia è subordinato alla elaborazione di una relazione idrogeologica che dovrà contenere l’inquadramento geologico, geomorfologico ed idrogeologico dell’area, la struttura idrogeologica presumibile dell’acquifero interessato dalla captazione, l’uso previsto della risorsa, l’eventuale studio di effetti che potrebbero derivare dall’abbassamento della falda in caso di emungimento intensivo. Inoltre dovrà contenere il progetto dell’opera che descriva le previsioni di profondità previste, le tecniche di perforazione, i diametri di perforazione, la posizione dei filtri, le tecniche di isolamento da eventuali inquinamenti di superficie. Dovrà altresì contenere, l’analisi dello stato della risorsa idrica sotterranea dell’area interessata con particolare riferimento alla geometria degli acquiferi, potenzialità e caratteristiche, area di rispetto e di salvaguardia, vulnerabilità, e sfruttamento della risorsa. Uno specifico riferimento dovrà anche essere effettuato sulla valutazione dell’effetto dell’emungimento dal punto di vista geotecnico (subsidenza) e nel caso potranno essere eseguite apposite prove di laboratorio. La documentazione di sui sopra potrà essere redatta in maniera semplificata esclusivamente per i pozzi ad uso domestico In zone prossime alla costa, interessate potenzialmente dalla probabile ingressione del cuneo salino, è necessario valutare bene il modello idrogeologico al fine di verificare le effettive possibilità di contatto fra l’acquifero ed il mare. In aree invece in cui tale fenomeno è acclarato, si applicano le seguenti disposizioni: è vietata l’apertura di nuovi pozzi con la sola eccezione dei pozzi ad uso domestico previa verifica della compatibilità con il contesto idrogeologico locale; 128 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente l’uso dei pozzi esistenti è condizionato al rispetto dei valori massimi di emungimento, ottenuti da specifiche prove di pompaggio e autorizzati dal Comune. Tali valori massimi dovranno infatti essere determinati dal Comune in relazione al controllo annuale dei livelli piezometrici, articolati in funzione delle colture e verificati mediante contatori da installare in ciascun pozzo; l’emungimento dai pozzi potrà essere sospeso qualora nelle acque estratte, a seguito di analisi chimica, si riscontri una salinità superiore ai limiti ammissibili; 10. Per le opere di captazione di cui al presente articolo deve essere redatta, a firma del Direttore dei Lavori, una relazione tecnica finale contenente indicazioni sul profilo litostratigrafico dei terreni attraversati con la perforazione, sulla geometria degli acquiferi intercettati, sulle tecniche di perforazione e di completamento dell’opera di captazione, nonché i risultati di una prova di emungimento a gradini di portata (SDT), con determinazione dei valori di portata critica e di regime. Per pozzi ad uso diverso dal domestico, a seguito di una prova di emungimento a portata costante, devono essere ricavate le caratteristiche idrodinamiche dell'acquifero (T, S, K). 11. Ad avvenuta esecuzione delle prove di emungimento, copia della comunicazione di fine lavori, comprensiva della relazione tecnica finale di cui al punto 9, deve essere trasmessa, oltre che alla Provincia - e/o agli altri Enti competenti - anche all’Amm./ne Comunale. 12. Gli uffici comunali competenti possono eseguire in qualsiasi momento controlli sull’area di intervento e/o sulle opere realizzate. 13. I Piani Attuativi di cui all’art. 15, gli interventi urbanistico-edilizi diretti convenzionati di cui all’art. 17, nonché i P.M.A.A. con valore di Piano Attuativo di cui all’art.114 devono definire le modalità atte a razionalizzare l’uso delle acque - potabili e per uso irriguo - attraverso corrette modalità di captazione e/o di uso dei pozzi e delle sorgenti, come prescritto dalle norme vigenti e fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo. Salvo motivate eccezioni deve essere prevista la realizzazione di reti idriche duali, anche attraverso la raccolta e il riutilizzo delle acque meteoriche. I Piani Attuativi e i Progetti Unitari riferiti alla realizzazione di nuovi insediamenti prevedono - ove possibile - l’approvvigionamento autonomo (anche parziale) per gli usi non potabili, purché compatibile con la tutela della risorsa ad uso pubblico. Art. 67 – Osservatorio comunale per il governo della risorsa idrica 1. Mediante apposita disciplina regolamentare (ricompresa nel Regolamento Edilizio) l’Amm./ne Comunale provvede a definire i procedimenti e gli adempimenti riferiti alle disposizioni di cui all’art. 69, nonché - nel dovuto coordinamento con gli Enti competenti in materia - all’attivazione di un osservatorio comunale permanente finalizzato ad un efficace azione di governo della risorsa idrica. 2. L’osservatorio provvede ad approfondire e dettagliare gli elementi conoscitivi contenuti negli elaborati del Piano Strutturale anche attraverso raccolte dati per la ricostruzione della geometria dei principali acquiferi, con particolare riferimento alle aree di pianura a più alta densità di urbanizzazione. Sulla base dei dati raccolti, nonché con riferimento all’attività ordinaria di controllo dell’approvvigionamento idrico autonomo, condotta in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 66, l’osservatorio provvede a redigere carte tematiche che attraverso l’interpretazione della morfologia delle superfici piezometriche consentano di individuare tempestivamente l’insorgere di criticità localizzate. 129 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Il Regolamento urbanistico prevede inoltre come: (art.53) Il reticolo idrografico superficiale deve essere tutelato ai fini idraulici, ecologici e paesaggistici. E’ fatto pertanto divieto di coprire i corsi d’acqua, di interromperne o impedirne il deflusso superficiale e di impermeabilizzarne le sponde, se non previo studio idraulico ed autorizzazione da parte delle competenti autorità. Sono comunque consentiti interventi finalizzati al ripristino delle condizioni naturali di efficienza del sistema drenante naturale. Non sono ammessi interventi di manomissione o di modifica degli alvei e delle sponde se non finalizzati alla regimazione idraulica, al contenimento dell’erosione e alla qualificazione biologica. L’attraversamento dei corsi d’acqua con tratti di viabilità e/o infrastrutture di trasporto è consentito, per i tratti minimi indispensabili, solo a seguito di studi idraulici e morfologici estesi all’intero bacino o sottobacino interessato. Tali studi devono determinare la sezione idraulica adeguata a far defluire le portate di massima piena. Gli interventi di regimazione e di sistemazione degli alvei e delle sponde sono attuati facendo ricorso, preferibilmente, ai metodi e ai materiali dell’ingegneria naturalistica. Per tutto quanto non specificamente disposto nel presente articolo si fa diretto riferimento alle vigenti norme di settore ed alle specifiche competenze degli Enti preposti. La tutela del reticolo idrografico e del sistema costiero è inoltre garantita dagli artt. Art. 54; 55; 56; 57; 58; 59; 60; 61; 62; 63 del Regolamento urbanistico. 130 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.7. ACQUE MARINE Obiettivi, indicatori e tendenza Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici % dei punti non idonei alla balneazione S + ☺ Indice di qualità batteriologica (IQB) S + ☺ Stato trofico attraverso il TRIX S + ☺ Distribuzione e stato di salute della Posidonia oceanica S + ☺ Mantenere una elevata qualità dell’ecosistema marino Regolamentazione dell’ormeggio finalizzata alla salvaguardia di habitat marini di interesse conservazionistico R ++ ☺ Qualificare gli stabilimenti balneari Regolamentazione “ecocompatibile” per gli stabilimenti balneari DPS R + ☺ Limitare la proliferazione di stabilimenti balneari N° di concessioni e autorizzazioni rilasciate R ++ Migliorare l’efficienza del sistema di gestione delle acque che confluiscono in mare (depurazione, scarichi, ecc) Vedi capitolo “ACQUE INTERNE” Migliorare il livello di qualità delle acque marine e di balneazione Mantenere un’elevata qualità delle acque marine e dell’ecosistema marino DPS Disp. Stato tendenz Effetti R dati attuale a del PS col RU attua PS Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico In materia di acque marine (rif. Art.12 dello Statuto, ”Spiagge e mare “), il PS, in considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica e sostenibile gestione del sistema terra-mare, subordina la realizzazione degli 131 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente interventi correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno specifico piano, denominato “piano di utilizzazione degli arenili”. Tale piano dovrà contenere la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso, modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità geomorfologica e paesaggistica delle zone costiere. In questo ambito, il RU ha regolamentato al Capo II: tutela del sistema di accessibilità al mare, le caratteristiche che i percorsi di accesso al mare e costieri devono avere (art.173 delle NTA del RU). 1. Il sistema dell’accessibilità comprende in via generale: - il sistema dei percorsi pedonali e delle piste ciclabili; il sistema dei percorsi pedonali paralleli alla fascia costiera; il sistema dei percorsi, anche carrabili, di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare; 2. I percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare, sono distinti con apposito segno grafico nella cartografia su base … esistenti e di progetto sono da considerarsi per posizione e percorso indicativi. In sede di progetto/piano dovranno essere puntualmente precisati quelli esistenti, dovranno essere tutelati e conservati, anche perchè nella maggior parte dei casi costituiscono unici accessi agli arenili e al mare utilizzabili non solo come connessione di passaggio ma anche per motivi di sicurezza e pronto soccorso. …. 3. Tali percorsi costituiscono invariante strutturale, e su di essi non è ammesso alcun intervento edilizio successivo che alteri, ostruisca o riduca, anche parzialmente le misure ed il numero degli accessi al mare. Tali accessi potranno essere migliorati e adeguati solo per il rispetto della normativa per il superamento delle barriere architettoniche di cui alla L.13/89 e s.m.i. 4. La previsione dei percorsi e accessi pedonali al mare è finalizzata prioritariamente al recupero e riutilizzazione di tracciati esistenti, alla ricostituzione del tratto di cordone dunale mancante o eroso ed alla puntualizzazione degli interventi di protezione con materiali naturali, alla previsione di adeguate delimitazioni e misure atte ad impedirne il calpestio. Le pavimentazioni non dovranno in alcun caso comportare impermeabilizzazione dei suoli. È preferibile la sistemazione del fondo con doghe di legno appoggiate al suolo. 5. Di norma il sistema degli accessi dovrà essere localizzato nella fascia più interna rispetto alla linea costiera delle aree a destinazione turistico-ricettiva e per la balneazione e la nautica. 6. Ai fini della miglior fruizione delle aree costiere, e in relazione ai diversi tipi di attività che vi si svolgono, sono ammesse opere per la realizzazione e la sistemazione di percorsi pedonali e ciclabili separati e protetti dal traffico meccanizzato, parallelamente alla linea di costa, attrezzati e arredati in conformità alla loro destinazione d'uso. 7. La realizzazione dei percorsi pedonali dovrà essere attuata con il criterio dell'intervento leggero, il che implicherà un miglioramento del fondo stradale e/o di un suo adeguamento con la realizzazione di 132 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente un manto in materiale permeabile e la sua delimitazione attraverso bordi e cordoli, senza risalto sul terreno. 8. Nel caso di interventi predisposti dall’Amministrazione Comunale per la salvaguardia e la tutela di questa risorsa, con l’approvazione del progetto dell’opera pubblica, le aree interessate saranno soggette al vincolo preordinato all’espropriazione per l’acquisizione al patrimonio indisponibile dell’Ente da attuarsi con la dichiarazione di pubblica utilità a termini della legislazione vigente in materia. Il Regolamento Urbanistico ribadisce, quale invariante paesaggistico ambientale (Capo II delle NTA del RU), le Formazioni a posidonia …. Le formazioni a Posidonia costituiscono un invariante strutturale in quanto è un habitat di interesse comunitario, indicato come prioritario nell'All.1 della Dir. 92/43CEE con il nome "Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche nell'All. A della L.R. 56/2000, a seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse regionale. Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo, inserita nell'Allegato II del Protocollo ASPIM. Oltre che costituire biocenosi di elevato valore ecologico e biologico (produzione di ossigeno, luogo di rifugio, e fonte di alimentazione e riproduzione per numerose specie, punto di partenza per complesse reti trofiche, habitat di numerose specie di Pesci, Cefalopodi e Crostacei di pregiato interesse commercial, ecc.), le praterie di posidonia rappresentano un importante elemento nell'equilibrio sedimentario e nella stabilizzazione della costa. Il RU individua altresì le norme che disciplinano le aree ricadenti nel demanio marittimo come individuate nel sistema informativo demaniale nazionale (SID) e le aree ad esse immediatamente adiacenti che risultano integrate con esse (Capo III Norme generali e regole comuni per gli interventi), alle quali si rimenda. Nell’UTOE di Lacona – Margidore (art. 152) viene precisato quanto segue: 1. Realizzazione di un punto di ormeggio nello specchio acqueo compreso tra la spiaggia e il vecchio frangiflutti esistente previa attuazione di quanto previsto all’art.2 lett. C del “Protocollo di intesa per la riqualificazione del sistema portuale dell’Isola d’Elba” del 30.09.2008; tale struttura deve risultare compatibile con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso. 2. Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare compatibili con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso. Per tale componente la previsione in oggetto costituisce sicuramente un elemento di criticità mitigabile rispettando gli elementi di mitigazione già individuati ed inseriti nelle NTA del RU. 133 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 5.8. PAESAGGIO Obiettivi, indicatori e tendenza DPSR Disp. dati Stato di conservazione delle sistemazioni agricole tradizionali S ++ Stato di conservazione del paesaggio naturale e seminaturale S ++ ☺ Presenza di aree a vincolo paesaggistico R +++ ☺ Stato di conservazione del patrimonio storico e architettonico S ++ Grado di urbanizzazione del territorio interno S +++ Grado di urbanizzazione del territorio costiero S +++ Percentuale di coste libere S +++ Valutazione delle variazioni in termini di complessità tipologica del paesaggio N° tipologie colturali rilevabili all’interno del mosaico paesaggistico S ++ Valutazione dei mutamenti di equilibrio fra le varie categorie di uso del suolo Estensione delle macrocategorie di uso del suolo: seminativi, boschi, aree a pascolo S ++ Valutazione della diversità colturale e mantenimento delle forme tradizionali Superficie agricola a coltura promiscua S ++ Obiettivi di sostenibilità Macro obiettivi di sostenibilità Indicatori Obiettivi Specifici Tutela del paesaggio Conservare gli aspetti strutturali e visuali del paesaggio Stato Tendenza Effetti ante con PS del PS RU 134 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Motivazioni Nell’ambito del Piano strutturale, così come nel Regolamento urbanistico, la tutela del paesaggio costituisce un elemento centrale e condizionante le scelte urbanistiche. Già il piano strutturale individuava come strategia generale “il consolidamento dell’insieme di paesaggi attualmente percepibili nel territorio di Capoliveri mediante obiettivi di protezione, di governo dei processi di evoluzione che non ne alterino le strutture, di ripristino e recupero delle loro parti manomesse o degradate, di estensione dei valori paesaggistici nelle aree di abbandono o di usi impropri” (art.29). Tale obiettivo risulta perseguito mediante una forte riduzione delle previsioni edificatorie del PS, invertendo una dinamica in atto di forte espansione residenziale e non. In tale contesto risulta di estrema importanza la tutela del residuale paesaggio agricolo elbano, che riveste un notevole valore non solo paesaggistico, ma anche culturle, identitario e naturalistico: “L’assetto fondiario deve essere salvaguardato soprattutto dove sono presenti particolari sistemazioni agrarie frutto di lavori di ingegneria agraria di rilevante interesse storico e paesaggistico, quali i terrazzamenti e gradonamenti presenti in molte aree del Comune. Nelle aree di pianura e fondovalle caratterizzate da un’agricoltura più intensiva, dovranno essere mantenute le sistemazioni idraulico-agrarie presenti, favorendo l’allungamento dei campi mantenendo la baulatura e le distanze tra le scoline o facendo ricorso al drenaggio. Gli eventuali interventi edilizi e infrastrutturali dovranno rispettare allineamenti e orditura delle colture, della maglia dei percorsi rurali e delle canalizzazioni esistenti, oltre a evitare brusche soluzioni di continuità e salti di scala” (art.35.1 NTA del PS). La tutela degli elementi lineari del paesaggio agricolo e delle fasce ripariali costituisce un intervento utile alla conservazione del paesaggio elbano. La conservazione di tali elementi costituisce un obiettivo del PS, in particolare l’art.8, comma 2, relativamente alla conservazione del reticolo idrografico minore, afferma come sia “vietato l’abbattimento e l’espianto dei boschi riparali e in genere della vegetazione igrofila nelle aree di pertinenza fluviale” anche in quanto “i fossi e i loro affluenti rivestono anche importanti funzioni paesaggistiche ed ecologiche”. Al Regolamento urbanistico il PS demandava gli approfondimenti della disciplina relativamente ai seguenti interventi: - - il recupero delle componenti del paesaggio agrario, delle architetture minori, dei tracciati storici e di qualunque documento materiale della cultura e della storia insediativa; la rinaturalizzazione in parte di terreni coltivati ove riconosciuta l’utilità per gli ecosistemi della flora e della fauna ; la realizzazione di reti ecologiche; il ripristino delle colture e dei terreni agrari abbandonati; l’applicazione dei contenuti della normativa vigente in relazione al territorio rurale secondo una gradualità di interventi definita nel rispetto dei valori 135 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente - paesaggistici e ambientali nonché secondo l’approfondimento conoscitivo del Regolamento Urbanistico; individuare e disciplinare le aree nelle quali deve essere mantenuto per quanto possibile il disegno dei campi e gli ordinamenti produttivi; individuare sistemi perequativi per eventuali interventi di recupero ambientale di aree degradate; la realizzazione degli interventi sul patrimonio edilizio, ivi comprese le sistemazioni esterne e le attrezzature pertinenziali agli edifici principali per lo svago, lo sport e il tempo libero all’interno delle aree di pertinenza e nel rispetto assoluto degli aspetti ambientali e paesaggistici caratteristici; in particolare per le delimitazioni delle aree pertinenziali delle aree di pianura si dovrà tener conto dei limiti d’area definiti morfologicamente (fossi, corsi d’acqua, etc…) o fisici di proprietà (strade, recinzioni, etc…), mentre per le aree di collina il limite si dovrà adeguare alla morfologia del territorio, nel pieno rispetto della valenza paesaggistica. Le previsioni di RU sono coerenti con la tutela delle Invarianti di cui al PS come indicate all’art.36 delle NTA del RU stesso: a) Invarianti storico-insediative e culturali - - Infrastrutture viarie storiche; - - Patrimonio edilizio esistente di valore; - - Percorsi e sentieri; - - Viabilità vicinale ed extraurbana minore; - - Strade-Parco (strade di interesse paesaggistico e panoramico); - - Ville e complessi rurali di valore paesaggistico e relative pertinenze; - - Usi civici e demanio; b) Invarianti paesaggistico-ambientali: - - Emergenze ambientali diffuse; - - Emergenze ambientali localizzate; - - Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale; - - Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS; - - Belvedere e visuali di paesaggio; - - Ambiti paesistici dei corsi d’acqua; - - Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare; - - Spiagge e mare; Lo stesso comma 4 dell’art.36 delle NTA del RU indica come “Sono vietati tutti gli interventi e le azioni che riducano in modo significativo ed irreversibile gli elementi di invariante sottoposti a tutela. Eventuali interventi di adeguamento funzionale che si rendano necessari per motivi di rilevante interesse pubblico devono essere progettati ed eseguiti con modalità compatibili con la tutela degli elementi di invariante individuati dal presente Titolo. Fatto salvo quanto specificato al punto 6, ogni attività, uso o intervento posto in essere in applicazione del presente Regolamento Urbanistico deve inoltre perseguire il mantenimento o 136 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente il miglioramento dei livelli prestazionali dei beni e delle risorse individuate come invarianti strutturali del territorio”. Anche ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004) negli ambiti di attenzione paesistica, indicati nel Piano del Parco, che, per la coerenza e la leggibilità delle strutture segniche e dei sistemi di relazioni visive, presentano una particolare significatività paesistica; per detti ambiti valgono gli obiettivi di qualità e gli indirizzi di cui all’art.140 del RU. In via generale, in tali ambiti gli interventi e le azioni debbono tendere a: 1. la conservazione dei paesaggi agrari di specifico interesse, con particolare attenzione per la manutenzione ed il recupero di componenti tipiche, quali le coltivazioni a terrazzo, le forme di regimazione tradizionale delle acque, le architetture vegetali e le forme peculiari e stabili di coltivazioni arboree; 2. il mantenimento della varietà, della ricchezza e della riconoscibilità dei caratteri permanenti e delle regole morfogenetiche, escludendo nuove edificazioni, infrastrutture, recinzioni, trasformazioni radicali delle opere di sistemazione del terreno e della trama di fondo (parcellizzazione, terrazzamenti, reticoli degli scoli e dei cavi irrigui, piantate ed alberate, siepi, ecc.), del disegno delle masse boschive e dei caratteri strutturali, tipologici e morfologici degli insediamenti storici rurali; 3. la conservazione di rapporti visivi, dei fulcri di fruizione visiva, escludendo interventi edilizi e infrastrutturali di nuova costruzione e di ampliamento di strutture esistenti, nonché di ogni intervento, anche agroforestale, che modifichi significativamente l’aspetto visibile dei luoghi o il loro rapporto con le emergenze interessate; 4. la rimozione o la mitigazione dei fattori di detrazione visiva e di degrado. Ai fini della salvaguardia e della riqualificazione paesistica, il Piano di recupero individua i percorsi panoramici e i punti panoramici in cui vanno salvaguardati i sistemi di relazioni visive significative ponendo particolare attenzione alla: 1. conservazione dei rapporti visivi, dei fulcri di fruizione visiva, escludendo interventi (edilizi ed infrastrutturali od anche agro-forestali), che modifichino significativamente la fruibilità del panorama sia in primo piano che nelle quinte di maggiore visibilità; 2. rimozione o mitigazione dei fattori di detrazione visiva o di degrado, con priorità per quelli in primo piano o nelle quinte di maggiore visibilità, anche attraverso l'eliminazione della vegetazione infestante e degli altri elementi di detrazione visiva sulle fasce laterali od attraverso la creazione di nuovi varchi mirati alla salvaguardia di specifiche visuali; 3. realizzazione di spazi di sosta e belvedere, attrezzati con la necessaria segnaletica e con pannelli informativi per la lettura, l’interpretazione e, quindi, la fruizione del paesaggio. Al fine della riqualificazione ambientale e paesistica, sono promossi interventi ed azioni tesi al recupero di tratti costieri soggetti a fenomeni di erosione e/o ad attività che hanno modificato il locale regime di circolazione delle acque, con particolare 137 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente riferimento a quelle aree soggette a danneggiamento in prossimità dei siti minerari, dove sono stati effettuati ripascimenti con materiali non idonei o soggetti ad erosione. Rientrano in questa prospettiva la restituzione dei siti danneggiati dagli ancoraggi o da attività di pesca illegalmente svolte nelle aree costiere. I beni culturali di specifico interesse storico, artistico, culturale, antropologico e documentario, comprendenti fra l’altro: il sistema dei porti e degli approdi, le strutture difensive, le strutture religiose, i manufatti storici, i manufatti dell’archeologia industriale e mineraria, le strutture penitenziarie. Sono comunque considerati beni culturali i manufatti e gli edifici rurali sparsi, segnalati nel catasto di impianto, compresi i rustici e gli annessi agricoli, i terrazzamenti in pietra a secco, le gradonate, i sentieri, le recinzioni in pietra ed ogni altro manufatto recante riconoscibile testimonianza di cultura materiale. Gli interventi e le azioni su detti beni debbono essere volti esclusivamente: 1. alla conservazione dei caratteri distributivi e strutturali, degli elementi decorativi e di finitura e degli elementi delle tecnologie protoindustriali; 2. a realizzare le strutture di servizio necessarie per la fruibilità dei beni in modo compatibile con la leggibilità dei beni stessi e delle loro pertinenze, con particolare attenzione per i punti di accesso e per le visuali dalle strade di maggior fruizione; 3. a prevedere contestualmente agli interventi conservativi, la demolizione delle superfetazioni e delle aggiunte degradanti, l’eventuale riuso delle aggiunte coerenti e l’adeguamento ai requisiti di qualità igienica, funzionale, di sicurezza e di agibilità; 4. a conservare e consolidare, senza alterazioni o aggiunte di completamento, i ruderi delle emergenze architettoniche individuate, prevedendo, sulle loro aree di pertinenza, eventuali interventi di sistemazione per favorirne la conservazione, la fruibilità e l’apprezzabilità; 5. ad adeguare le preesistenze alle destinazioni d’uso originali o storicamente consolidate, ovvero quelle compatibili con la conservazione e coerenti con l’impianto dell’organismo architettonico e delle sue pertinenze. La rete dei percorsi e della viabilità storica, costituisce elemento strutturante da salvaguardare con interventi di conservazione, restituzione e riqualificazione. Interventi che debbono attenersi ai seguenti indirizzi: 1. favorire la leggibilità dei punti di contatto tra percorsi storici e centri storici, strutture portuali o difensive; 2. recuperare i sedimi esistenti conservandone gli elementi tradizionali coerenti quali: selciati, alberature, siepi, cigli erbosi, fossi e canalette di scolo, tornanti, ponti, muri di sostegno e scarpate, eventuali pavimentazioni in pietra; 3. integrare con limitati nuovi tracciati i collegamenti necessari a completare la rete, nei tratti in cui essa non è più riconoscibile; 4. favorire la realizzazione di percorsi didattici ed interpretativi con la realizzazione di piccoli spazi di sosta e belvedere, segnaletica e pannelli informativi. 138 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Sono ritenuti prioritari gli interventi volti a recuperare i particolari legami, fisici ed identitari, che legano i singoli beni al contesto in cui sono situati, tendendo alla massima contestualizzazione delle azioni di recupero, coinvolgendo tutti gli spazi e gli elementi interessati, in particolare dei paesaggi agrari, oltreché a comprendere azioni dirette alla comprensione didattica e documentaria dei siti attraverso interventi tesi ad agevolare la fruizione 'di rete' e ‘di sistema’ dei beni stessi. I quadri conoscitivi, valutativi e previsionali interni al Piano Strutturale e al Regolamento urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo di ridurre la dinamica delle aree artificiali ed il consumo di suolo, elementi che negli ultimi decenni hanno condizionato negativamente i valori paesaggistici del territorio elbano e del Coomune di Capoliveri. Il regolamento urbanistico attua gran parte delle previsioni di PS ma nel contesto di un PS comunque caratterizzato da contenute previsioni volumetriche. In particolare il RU attua circa 12250 mq di residenziale completamento (su 12710 mq), 3900 mq di residenziale nuova previsione (su 5000 mq), 14050 mq di ampliamento del turistico ricettivo alberghiero (su 16095 mq), 3250 mq di turistico ricettivo extralberghiero (su 5433 mq), 2666 mq di industriale artigianale (su 2666 mq), 4303 mq di commerciale direzionale (su 5290 mq) e 9349 mq di servizi (su 9996 mq). In termini di consumo di suolo le previsioni più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona del capoluogo Capoliveri. La previsione di Lacona consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali, residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi 1.600 mq di SUL (5.000 mc). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una nuova media struttura di vendita, non superiore a 400 mq di SUL. Tale previsione interessa una zona agricola e di incolti, con urbanizzazione diffusa nelle aree circostanti, in zona retrostante al sistema costiero dunale di Lacona. Si tratta di un’area soggetta a vincolo paesaggistico con DM, così come tutto il territorio comunale, ove risulterà indispensabile mettere in atto importante elementi di mitigazione degli impatti paesaggistici (elemento da sviluppare a livello di relazione paesaggistica nelle fasi progettuali dell’intervento). Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi (2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS. 139 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione: - Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente disciplina. - Completamento del PEEP approvato. - Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e i consumi energetici; - Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale, servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali; - Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per funzioni pubbliche. - Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di visuale sia da terra che da mare - Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi. - Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di ristorazione e servizi pubblici ed alla persona; - Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato circostante. I versanti orientali del centro abitato di Capoliveri, oggetto dell’espansione urbana degli ultimi anni, vedono elementi di criticità paesaggistica nel rapporto tra espansioni residenziale e tutela dei residuali elementi dello storio paesaggio agricolo collinari. Al fine di mitigare tali interventi è possibile anche utilizzare gli strumenti già interni al PS, ed in particolare i contenuti dell’art.14.2 dello Statuto, relativamente alla: 140 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente 1. conservazione di elementi di particolare interesse per il disegno del paesaggio: alberi Isolati, filari di alberi, siepi ecc., sia come elementi visivi sia al fine di garantire “corridoi ecologici” secondo le linee guida di cui alla Del. GR n. 1148 del 21 ottobre 2002; la L.R. 21 marzo 2000 n° 39 prevede incentivi per la creazione e il mantenimento delle siepi (art. 17); la riduzione di formazioni lineari arboree e arbustive dovrà essere compensata con il reimpianto di nuove formazioni equivalenti in lunghezza e volume; il reimpianto dovrà essere effettuato esclusivamente con specie autoctone (o naturalizzate, purché a bassa diffusione spontanea), mentre l’eliminazione o la riduzione dovrà avvenire preferibilmente a carico delle formazioni composte da specie non indigene; 2. ricostruzione (con specie autoctone) e mantenimento delle alberature e delle siepi lungo le strade, compatibilmente con la sicurezza della circolazione, in particolare sulle scarpate a monte e a valle delle sedi stradali in zone collinari; 3. mantenimento delle alberature segnaletiche di confine, di arredo in luoghi pubblici, di ornamento nei giardini, nonché le piante a carattere monumentale di cui alla L.R. 13 agosto 1998 n° 60 (“Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e modifica dell'art. 3 della legge regionale 11 aprile 1995 n° 49”) secondo le prescrizioni della legge stessa; 4. mantenimento delle formazioni vegetazionali d’argine e di ripa (L.R. 21 marzo 2000 n° 39) qualora tale vegetazione non pregiudichi il naturale scolo delle acque e le operazioni di manutenzione dei corsi d’acqua. Una pianificazione urbanistica coerente con i valori paesaggistici risulta ancora più importante in un territorio, quello di Capoliveri, integralmente soggetto a vincolo paesaggistico con DM 16 agosto 1952 (G.U. 222 del 1952) oltre a risultare interessato da alcune categorie di cui all’art.142 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (D.Lgsl. 42/2004). Nel contesto del vincolo paesaggistico con DM 16/8/1952 istituito in quanto “l'intero territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un quadro naturale, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di non comune bellezza”, le ridotte previsioni del regolamento urbanistico, e più in generale la variazione della tendenza al consumo di suolo operata dal sovraordinato Piano strutturale, risultano coerenti con la conservazione elementi di valore dell’area vincolata con DM 16/8/1952, individuati nel contesto del piano paesaggistico adottato: 1. 2. 3. 4. Visuali dalla costa verso il mare e dal mare verso la costa Coste alte e rocciose sul mare che presentano caratteri quasi inalterati di naturalità. Caratteristica vegetazione mediterranea e boschiva. Nucleo storico-medievale di Capoliveri con una piazzetta centrale da cui si godono bellissimi scorci verso il mare, l’arcipelago e la Corsica. 5. Tutto il territorio comunale offre splendidi scorci verso il mare. Sono di particolare valore gli scorci che si godono dal centro abitato di Capoliveri. Visuali anche dal mare verso la costa. 141 Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente con gli obiettivi per la tutela, ed in particolare; 1. Tutela della vegetazione esistente nell’abitato. 2. Tutela delle visuali panoramiche dal mare verso la costa. 3. Tutela del valore paesaggistico, storico e testimoniale del nucleo storico e degli altri manufatti storici e delle loro adiacenze. e con le strategie proposte per il controllo delle trasformazioni: 1. Definizione di criteri per la gestione forestale delle aree a macchia mediterranea, compresi i piani operativi antincendio. 2. Nell’abitato, le nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie autoctone. 3. La riconversione del patrimonio edilizio esistenze deve essere prioritaria rispetto alla realizzazione di nuovi insediamenti che comunque devono avere bassa densità fondiaria, alta qualità architettonica, essere correttamente inseriti nel contesto in maniera da non compromettere le visuali dal mare verso la costa e in particolare verso le pendici sottostanti il centro storico abitato. 4. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale sia per quanto riguarda la localizzazione che la realizzazione delle eventuali attrezzature a servizio della balneazione. 5. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale per quanto riguarda la realizzazione e l’estensione di aree destinate a campeggio e per la sosta dei camper. 7. Particolare attenzione deve essere prestata verso le aree destinate a parcheggi (di servizio alle spiagge, al commercio, ecc.) che devono essere in terra battuta e opportunamente alberate. Significativa, in termini paesaggistici locali, risult al previsione dell’area P.R.G. (parcheggio + guardiania) in loc. Felciaio (UTOE Norsi), ove l’ampliemento del parcheggio e la realizzazione della guardiania comporterà la trasformazioni di una zona costiera di macchia mediterranea emergente nel paesaggio, e ad elevata visibilità dal mare. Relativamente agli aspetti paesaggistici si conferma quindi lo stato di sofferenza della componente “Paesaggio”, legato alle passate dinamiche di consumo di suolo e ai fenoneni di irrazionale dispersione insediativa. Le pur modeste previsioni del RU non invertono tale situazione, presentando altresì livelli di criticità per le previsioni a Capoliveri, Lacona e al Felciaio, con particolare riferimento agli interventi da realizzarsi con project financing. 142 Scelta delle alternative e mitigazioni 6. SCELTA DELLE ALTERNATIVE E MITIGAZIONI La redazione del rapporto ambientale e dello studio di incidenza del regolamento urbanistico ha valorizzato i contenuti della fase valutativa del Piano Strutturale; fase che ha consentito di approvare un piano strutturale con importanti elementi di mitigazione degli effetti ambientali già integrati nell’ambito delle previsioni e della normativa tecnica. Il presente regolamento urbanistico beneficia quindi dei risultati dell’importante fase di valutazione ambientale del piano strutturale che ha portato anche alla riduzione delle previsioni o alla loro diversa articolazione. Per l’analisi dei risultati di tale fase si rimanda ai contenuti del rapporto ambientale del Piano strutturale ed in particolare alla descrizione delle mitigazioni ed alterntive riconducibili ai seguenti obiettivi: Obiettivo 1: Ridurre le modificazione dei corsi d’acqua. Obiettivo 2: Risolvere l'attuale criticità inerente la raccolta e il trattamento dei reflui [Rif. Obiettivo specifico di sostenibilità: Elevare l’estensione del servizio idrico integrato Obiettivo 3: Risolvere l'attuale criticità inerente la produzione e gestione dei rifiuti Obiettivo 4: Razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici Obiettivo 5: Riduzione del consumo di suolo e dell’impermeabilizzazione superficiale Obiettivo 6: Tutela delle zone costiere e degli ambienti dunali e marini Obiettivo 7: Riconoscimento e tutela di specie ed habitat e delle emergenze naturalistiche Obiettivo 8: Mantenimento ambienti agricoli tradizionali Obiettivo 9: Realizzazione porto turistico di Mola con maggiori livelli di sostenibilità Gli obiettivi di cui sopra sono quindi perseguiti non solo attraverso i condizionamenti operati sul Piano strutturale e sul relativo statuto, ma anche attraverso l’integrazione delle NTA del presente Regolamento urbanistico. Strategico risulta in particolare l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo e dell’urbanizzazione diffusa, a cui si associano direttamente altri obiettivi di tutela paesaggistica, naturalistica, di riduzione del rischio idraulico o geomorfologico, ecc. 143 Scelta delle alternative e mitigazioni In tale contesto le previsioni più significative del RU sono relative all’UTOE Lacona – Margidore e all’UTOE Capoliveri, e secondariamente all’UTOE Norsi (area PRG in loc. Felciaio). Tra gli elementi di mitigazione e prescizione individuati per l’UTOE LaconaMargidore ed inseriti nelle NTA del RU (art.152, comma 2): - Viabilità e parcheggi: reperimento aree di sosta temporanea e parcheggio La localizzazione dei parcheggi dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o utilizzati impropriamente a tal fine, le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate in ambiti antropizzati da collegare con percorsi ciclo-pedonali o bus-navetta dai centri abitati alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture. L’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell’intensità luminosa, utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l’accensione solo al passaggio di persone o automezzi nel parcheggio, ecc. e all’organizzazione della viabilità e del parcheggio. - Approvvigionamento idrico: L’incremento del carico urbanistico risulta necessariamente condizionato all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione e al superamento della attuale criticità inerente la carenza di approvvigionamento e il rischio di ingressione del cuneo salino a seguito dei prelievi. Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5. - Fognatura e depurazione: La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e alla realizzazione di un idoneo impianto di depurazione. - Rifiuti: L’incremento di carico urbanistico deve necessariamente essere verificato con il sistema attuale di gestione dei rifiuti, in particolare con le capacità di trattamento e smaltimento degli impianti esistenti. Inoltre è necessario soddisfare gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano d’Ambito ATO 4 - Inquinamento acustico: la soluzione è collegata al superamento della criticità della gestione del traffico sulla viabilità principale e della sosta. Per quanto riguarda l’attività ricreative o manifestazioni pubbliche il R.U. dovrà contenere il piano della zonizzazione acustica e uno specifico regolamento per tali attività. - Suolo e sottosuolo: la possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni poste dallo studio geologico, del quale si riportano in sintesi le prescrizioni: per interventi diretti e P.A. nelle aree a P.I.M.E. si applicano le Norme Tecniche allegate al PAI 2004; è indispensabile realizzare per tutti i fossi che attraversano questa pianura uno studio idraulico finalizzato alla riduzione del rischio. Lungo le sponde del fosso del Molino e di un fosso minore la fascia in erosione coincide in pratica con quella dei 10 metri da ciglio di sponda per cui si applicano le normative più restrittive. Il progetto dell’approdo turistico di Margidore dovranno contenere uno studio meteo-marino e gli interventi atti a mitigare l’impatto della struttura sulla spiaggia di Margidore. 144 Scelta delle alternative e mitigazioni Nelle aree a Classe 3 di Pericolosità Geologica (area retrostante la spiaggia di Margidore) sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della concessione edilizia. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi; il progetto dovrà contenere adeguati interventi per la regimazione delle acque superficiali. - Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare compatibili con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso. - Paesaggio: Nel PEEP di Lacona, in corso di realizzazione, gli interventi residui dovranno essere mitigati mediante il mantenimento del 30% delle aree non edificate e conservando gli elementi di uso del suolo attualmente presenti, conservando gli elementi residuali del paesaggio agricolo, quali elementi arborei isolati o filari di siepi e alberature, mantenenedo la eventuale presenza di terrazzamenti e realizzando una fascia arborea di schermatura con l'adiacente asse stradale. Relativamente al “Nuovo centro di Lacona” e all’approdo turistico di Margidore, elementi particolarmente critici per la componente “paesaggio” le due previsioni dovranno essere attuate previa realizzazione di un complessiva valutazione di compatibilità paesaggistica e mediante lo studio di un ottimale inserimento paesaggistico e visivo. Tra gli elementi di mitigazione e prescizione individuati per l’UTOE Capoliveri ed inseriti nelle NTA del RU (art.173, comma 2): -Viabilità e parcheggi: miglioramento della gestione del traffico e delle interconnessioni nella viabilità principale. La localizzazione dei parcheggi di scambio dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o utilizzati impropriamente, le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate in ambiti antropizzati da collegare con bus-navetta ai centri abitati ed alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture. - Approvvigionamento idrico: La realizzazione di nuova edificazione risulta necessariamente condizionata all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione relativamente al nuovo carico urbanistico e al superamento della attuale criticità inerente la carenza di approvvigionamento. Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle 145 Scelta delle alternative e mitigazioni disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5. - Fognatura e depurazione : La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e collegata all’impianto di depurazione. Per l'edificato esistente dovrà essere realizzato l'allacciamento alla rete fognaria, per i casi previsti dal vigente Regolamento dell' AATO 5, e per gli altri casi la messa a norma degli scarichi al suolo o in acque superficiali e l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue a quanto indicato nel DPGR 23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i.. Deve essere verificata la potenzialità dell’attuale impianto di depurazione e la sua messa a norma, se necessario, potenziato con sistemi ecocompatibili in relazione alle trasformazioni urbanistiche previste in questa UTOE - Rifiuti: L’incremento di carico urbanistico deve necessariamente essere verificato con il sistema attuale di gestione dei rifiuti, in particolare con le capacità di trattamento e smaltimento degli impianti esistenti. Inoltre è necessario soddisfare gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Piano d’Ambito ATO 4. Inquinamento acustico: la soluzione è collegata al superamento della criticità della gestione del traffico sulla viabilità principale. - Suolo e sottosuolo: La possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni poste dallo studio geologico, che costituisce parte integrante del presente Piano Strutturale del quale si riportano in sintesi le prescrizioni: nella aree in Classe 3 di Pericolosità Geologica sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della concessione edilizia. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi e la regimazione delle acque superficiali dovrà necessariamente essere ben dimensionata o adeguata. Gli interventi in aree PIME sono disciplinati dal DGRT 12/00 ex 230/94 e dalle Norme Tecniche allegate al PAI. Per gli interventi adeguamenti o realizzazione di nuove viabilità e parcheggi anche in aree a pericolosità geologica classe 2, anche in fase di adeguamento, sarà necessario effettuare mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisicomeccaniche dei terreni attraversati e la stima degli eventuali spessori di detrito presente; gli sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi. Il Progetto dovrà contenere una tavola per la regimazione delle acque superficiali con opportuni dimensionamenti e particolari degli accorgimenti da adottare. - Paesaggio: Per gli interventi di nuova edificazione risulta necessaria la predisposizione di un piano di inserimento paesaggistico dell’edificato in grado di condizionare le scelte architettoniche, gli arredi del verde connettivo e di arredo e prioritariamente finalizzati al mantenimento degli elementi identitari del paesaggio agricolo collinare. Gli interventi edilizi e di riqualificazione delle aree pertinenziali degli edifici dovranno mantenere gli elementi caratteristici e identitari del paesaggio agricolo collinare tradizionale quali filari alberati, 146 Scelta delle alternative e mitigazioni siepi, alberi isolati e terrazzamenti, rispettando la vegetazione ripariale presente lungo il reticolo idrografico e mantenendosi da questo ad una distanza non inferiore a 20 m. Relativamente all’area di parcheggio e guardiania in loc. Felciaio, previsione critica sulle componenti naturalistiche e paesaggistiche, la sua realizzazione dovrà essere vincolata alla complessiva valutazione di compatibilità paesaggistica (relazione paesaggistica) che persegua il suo ottimale inserimento paesaggistico e visivo. In particolare risulta auspicabile, nell’ambito dell’area individuata, la realizzazione del parcheggio attrezzato esternamente ad una fascia minima di 100 m dalla linea di costa, al fine di ridurre gli impatti sugli importanti habitat e specie animali e vegetali della costa rocciosa e delle macchie, e per sfruttare queste ultime quali elementi mascheranti la vista dal mare. E’ inoltre da escludere l’impermeabilizzazione del suolo nell’area di parcheggio e la realizzazione di impianti di illuminazione. 147 Monitoraggio 7. MONITORAGGIO Al fine di controllare gli effetti ambientali dell'attuazione delle azioni previste dal Regolamento urbanistico ed individuare tempestivamente eventuali effetti negativi imprevisti e essere quindi in grado di adottare opportune misure correttive, l’Amministrazione Comunale procederà al monitoraggio periodico degli effetti utilizzando gli indicatori ambientali già previsti per la valutazione del Piano Strutturale. In particolare tra gli indicatori più significativi da monitorare, in relazione alle previsioni del RU, ai valori e agli elementi di criticità individuati, risultano: 1. N° di località balneari raggiunte dai mezzi di trasporto pubblico e loro frequenza; N° veicoli circolanti (periodo estivo). (Componente: Popolazione e salute umana); 2. % supeficie a alta pericolosità idraulica e geomorfologica. Variazione categorie di uso del suolo. Variazione percentuale delle aree artificiali; Impiego del suolo per lo sviluppo urbano. (Componente: Suolo e sottosuolo); 3. % di raccolta differenziata. (Componente: Rifiuti); 4. Grado di costrizione dei biotopi; grado di frammentazione da viabilità; grado di conservazione degli ambienti umidi e ripariali; aumento aree urbanizzate e artificiali. (Componente: Biodiversità). 5. Qualità acque dolci sotterranee e superficiali; livello di prelievo delle acque dai corpi idrici; copertura del servizio fognario; capacità depurativa (Componente: Acque interne); 6. Indice di qualità batteriologica (IQB); distribuzione e stato di salute della Posidonia oceanica. (Componente: Acque marine); 7. Grado di urbanizzazione del territorio costiero (Componente: Paesaggio). 148 Sintesi non tecnica 8. SINTESI NON TECNICA Di seguito sono riassunte le analisi sui valori e le valutazioni degli effetti ambientali realizzate per ciascuna componente ambientale. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria Il territorio di Capoliveri, e più in generale il comprensorio elbano, è caratterizzato da un buono stato di qualità dell’aria. Il principale elemento di criticità è riconducibile all’intenso traffico veicolare presente in estate, direttamente correlato all’intensa affluenza turistica. Questo elemento, insieme al generale e progressivo aumento dei consumi energetici procapite, fa presupporre un progressivo peggioramento nel tempo della qualità dell’aria nel periodo estivo, sia in termini di sostanze inquinanti che di inquinamento acustico. L’assenza, a livello compessivo di territorio elbano, di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare, ad esempio limitando il traghettamento di autovetture dal continente all’Isola nel periodo estivo e soprattutto potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti nell’Isola, concorre nel rafforzare questa tendenza. In relazione a queste problematiche è da rilevare come le indicazioni contenute nel RU, andando a sviluppare e regolamentare quanto previsto dal PS, procedono sostanzialmente nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati. Le previsioni del RU mantengono sostanzialmente il trend della componente in oggetto, già evidenziato a livello di PS, con elementi di criticità legati alle nuove previsioni e in particolare al nuovo polo multifunzionale e attrativo di traffico veicolare del “Centro di Lacona”. E’ necessario tuttavia ribadire come per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati si renda necessaria l’attuazione di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare privato nell’Isola a vantaggio di forme di trasporto pubblico collettivo, indirizzo che non può essere perseguito dai singoli comuni ma che deve trovare espressione a livello del più ampio comprensorio elbano. Suolo e sottosuolo Negli ultimi decenni il territorio comunale di Capoliveri ha subito intense trasformazioni, con particolare riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa e ai processi di abbandono delle ex aree agricole. Tale fenomeno ha raggiunto in molte aree valori elevati di urbanizzazione, grado di artificialità e frammentazione ambientale con ricadute in termini di sicurezza rispetto al rischio idraulico e geomorfologico. Come già evidenziato nel Rapporto ambientale del PS l’edificato 149 Sintesi non tecnica sparso a bassa densità costituisce l’elemento di urbanizzazione più diffuso nel territorio comunale, con particolare riferimento all’ambito occidentale ed orientale del sistema di Capoliveri ed al sistema di Lacona. Al fenomeno dell’edilizia residenziale diffusa si associa inoltre lo sviluppo delle reti stradali con elevati livelli dell’indice di frammentazione da opere stradali (con un massimo di 6,9 km/kmq per l’Unità di Naregno). Nel nuovo Piano Strutturale e nel presente Regolamento urbanistico risulta presente una inversione di tendenza rispetto alle dinamiche di consumo e trasformazione del suolo. Nel contesto dell’obiettivi di riduzione del rischio idrogeologico il trend risulta in miglioramento per l’attuazione delle misure cautelari a seguito degli eventi calamitosi avvenuti nell’Isola d’Elba negli ultimi anni e come attuazione del PAI. Permangono nell’area del Monte Calamità situazione di forte dissesto geomorfologico aggravate anche dai frequenti incendi estivi. Con l’eccezione della spiaggia di Naregno, le coste sabbiose di Capoliveri, anche se hanno subito negli ultimi decenni forti fenomeni di erosione, risultano oggi stabili o in leggero avanzamento; un elemento positivo in considerazione del valore ambientale ed economico di tali ambiti. I quadri conoscitivi, valutativi e previsionali interni al Piano Strutturale e al Regolamento urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo di ridurre la dinamica delle aree artificiali e di non aggravare le condizioni di rischio idraulico e geomorfologico. Il regolamento urbanistico attua gran parte delle previsioni di PS ma nel contesto di un PS comunque caratterizzato da contenute previsioni volumetriche. In termini di consumo di suolo le previsioni relativamente più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona del capoluogo Capoliveri. Il Titolo IV del RU costituisce l’elemento di riferimento in grado di dimostrare l’attenzione alla tutela del territorio, contenendo la disciplina di tutela della sua integrità fisica. Ciò con particolare riferimento alle disposizioni in materia di rischio sismico, di cui al Capo I; alla disciplina finalizzata alla riduzione del rischio idraulico, di cui al Capo II; alle disposizioni per il governo della risorsa idrica, di cui al Capo III; alle norme per le aree con pericolosità geologica e idraulica, di cui al Capo IV ed alle norme riferite alla fattibilità degli interventi di trasformazione urbanistico-edilizia di cui al Capo V. Complessivamente quindi permangono alcuni elementi di criticità legati alle dinamiche pregresse (con nuovi contributi legati alle previsioni di Capoliveri e Lacona), ma l’RU, così come il recente PS, hanno sicuramente messo in atto un inversione di tendenza rispetto alle intense dinamiche di consumo di suolo del recente passato. 150 Sintesi non tecnica Energia Sia sotto il profilo dei consumi energetici, che sotto il profilo dell’utilizzo di energie rinnovabili il territorio comunale, e più in generale l’intero comprensorio elbano, presentano forti elementi di criticità. L’andamento dei consumi energetici, in generale crescita in tutto il territorio elbano, nonché regionale e nazionale, si traduce in un progressivo peggioramento nel tempo di questa criticità. La recente crescita, seppur limitata, della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili (in particolare riferita ai pannelli solari termici) nel territorio comunale, si traduce nella tendenza ad un progressivo miglioramento nel tempo di questo indicatore. I principali determinanti che comportano pressioni sul sistema energia sono costituiti dalla popolazione, dai servizi e attività commerciali e dalla mobilità. Il consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume l’attività turistica in questo territorio. A livello di intera Isola d’Elba si rileva come nel settore domestico i consumi elettrici procapite risultano al di sopra della media nazionale e provinciale. L’aspetto dei consumi energetici legati ai servizi e alle attività commerciali è strettamente legato alla stagionalità tipica delle economie basate sul turismo; gli elementi che incidono in maniera rilevante sui consumi nel territorio sono costituiti da: strutture ricettive (alberghi, pensioni, residence, camping), strutture commerciali e servizi vari. In relazione a questa tematica è da rilevare come le indicazioni contenute nel RU, andando a sviluppare e regolamentare qunto previsto dal PS, procedono nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati. Rifiuti Sia sotto il profilo della riduzione della produzione di rifiuti, che rispetto all’aumento della raccolta differenziata e del riciclo, obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dal PRAA, la situazione attuale si presenta negativa. Il sistema di gestione dei rifiuti dell’Isola d’Elba presenta rilevanti elementi di criticità, non raggiungendo i necessari requisiti, in termini di capacità di trattamento e smaltimento, o come efficienza della raccolta differenziata. La crescita dell’efficienza della raccolta differenziata di questi ultimi anni si traduce nella tendenza ad un progressivo miglioramento nel tempo della situazione attuale; tale miglioramento, seppur importante come tendenza in atto, rimane ancora insufficiente a soddisfare gli obiettivi di sostenibilità perseguiti sia a livello regionale che statale e comunitario. I dati disponibili evidenziano un’efficienza della raccolta differenziata a livello comunale inferiore al 15% , contro un obiettivo nazionale del 45%. 151 Sintesi non tecnica In considerazione della criticità connesse alla gestione dei rifiuti che caratterizza il territorio elbano, l’Amministrazione di Capoliveri e le altre amministrazioni dell’Elba si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione differenziata. In particolare, in accordo con quanto previsto dal PS, il RU ha fatto propri gli obiettivi di riduzione e riciclaggio rifiuti, nonchè di risanamento delle discariche incontrollate e abusive; nell’UTOE di Capoliveri è prevista l’installazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna Il territorio comunale di Capoliveri si caratterizza per la presenza di alti valori naturalistici e paesaggistici, inserendosi nell’ambito di un importante Parco Nazionale (Arcipelago Toscano). Tali eccellenze sono testimoniate anche dalla recente Strategia regionale toscana per la biodiversità, di prossima approvazione nell’ambito del PAER (Piano Ambientale Energetico Regionale), che ha individuato l’Arcipelago Toscano come uno dei tre Target geografici di conservazione e quale area interessata da numerosi target ecosistemici. Gli indicatori di stato relativamente alla presenza di specie vegetali e animali e di habitat rari, endemici, protetti o di interesse conservazionistico indicano dati positivi, con una estrema ricchezza di elementi di attenzione (banca dati RE.NA.TO). Critica risulta l’analisi dello stato ante PS relativa alla trasformazione dell’uso del suolo, con particolare riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa a bassa e media densità, con elevati valori di costrizione, frammentazione, artificialità in molte aree del territorio comunale. Oltre alle conseguenze negative della frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di Lacona (unico nell’Arcipelago Toscano) caratterizzato da elevata pressione turistica e di strutture e dalla diffusione di specie vegetali aliene invasive. Le distinazioni di PS e RU, l’inserimento nel Parco Nazionale e la recente acquisizione alla proprietà pubblica, con previsione di un progetto di riqualificazione, dovrebbe garantire la conservazione di questo importante ecosistema naturale. Nel Piano Strutturale e nel Regolamento urbanistico risulta presente una inversione di tendenza rispetto alle previsioni di trasformazioni urbanistiche del suolo. In termini di consumo di suolo le previsioni relativamente più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona del capoluogo Capoliveri. Per la fascia costiera presenta alcuni elementi di criticità la realizzazione dell’area di parcheggio e annessa guardiania, in loc. Felciaio (UTOE Norsi), nell’ambito dei mosaici di costa rocciosa e macchie mediterranee. 152 Sintesi non tecnica Gli interventi previsti a Lacona si concentrano in aree agricole adiacenti l’urbanizzato esistente, mentre per l’UTOE Capoliveri in aree già fortemente urbanizzate e trasformate. Ulteriori approfondimenti relativi ai valori naturalistici e alla sostenibilità delle trasformazioni rispetto a tali valori sono sviluppati nell’allegato studio di incidenza. Acque interne Le maggiori criticità attuali inerenti la qualità, l'uso e la disponibilità della risorsa acqua sono connesse alla carenza di approvvigionamento idrico durante i mesi estivi, all'eccessiva pressione sulle falde, sia locali che non (acquifero della Val di Cornia in particolare interessato dalle captazioni per le condotte dell’Isola d’Elba) e al bilancio depurativo negativo durante i mesi di maggiore presenza turistica. E' da sottolineare come molti degli effetti attesi dall'attuazione delle previsioni contenute nel RU si riflettono in maniera solo indiretta sugli obiettivi sopraindicati, i quali sono più strettamente dipendenti da scelte pianificatorie di livello sovra comunale. Al fine di mitigare gli effetti delle previsioni urbanistiche attuate, peraltro estremamente contenute, il RU conferma le strategie individuate dal PS volte a perseguire l'obiettivo di sostenibilità ambientale. Con riferimento alla tutela delle acque dall’inquinamento, e al fine di mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, il RU definisce precise aree di salvaguardia dei punti di captazione ad uso acquedottistico. Con riferimento alla prevenzione dei rischi di inquinamento delle falde idriche /controllo e limitazione delle criticità dovute al loro sovra sfruttamento, il RU regolamenta le modalità di approvvigionamento idrico autonomo. Con riferimento alla tutela del reticolo idrografico superficiale ai fini idraulici, ecologici e paesaggistici, il RU individua specifiche norme, contenute negli articoli da 54 a 63 delle NTA. Acque marine Sia sotto il profilo della qualità delle acque che dello stato dell’ecosistema marino la situazione si presenta positiva. Nelle acque costiere del comune di Capoliveri sono presenti importanti habitat marini di interesse conservazionistico, quali le Praterie di Posidonia oceanica, le Grandi cale e baie poco profonde, le Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche e i Banchi di sabbia sublitoranei permanentemente sommersi. Le principali pressioni che determinano un impatto negativo sull’ambiente marino sono riconducibili all’inquinamento delle acque correlato all’immissione di acque 153 Sintesi non tecnica reflue, all’afflusso di natanti e imbarcazioni che frequentano le acque costiere, al transito, agli ancoraggi, allo scarico a mare delle imbarcazioni o all’inquinamento da sostanze pericolose (carburante, olii, detergenti). Le indicazioni contenute nel RU procedono nella direzione degli obiettivi di sostenibilità individuati, volti al mantenimento del buono stato attuale della risorsa idrica e al suo miglioramento. In considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica e sostenibile gestione del sistema terra-mare, il PS subordina la realizzazione degli interventi correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno specifico piano, denominato “piano di utilizzazione degli arenili” . In questo contesto, il RU individua e regolamenta le modalità di accessibilità al mare e le caratteristiche che i percorsi di accesso al mare e costieri devono avere; individua altresì le norme che disciplinano le aree ricadenti nel demanio marittimo come individuate nel sistema informativo demaniale nazionale e le aree ad esse immediatamente adiacenti che risultano integrate con esse . Per tale componente la previsione relativa all’approdo di Margidore costituisce sicuramente un elemento di criticità mitigabile rispettando gli elementi di mitigazione già individuati ed inseriti nelle NTA del RU: ….Nello specifico, nell’UTOE di Lacona – Margidore viene precisato come la Realizzazione di un punto di ormeggio nello specchio acqueo compreso tra la spiaggia e il vecchio frangiflutti esistente previa attuazione di quanto previsto all’art.2 lett. C del “Protocollo di intesa per la riqualificazione del sistema portuale dell’Isola d’Elba” del 30.09.2008; tale struttura deve risultare compatibile con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) … Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare compatibili con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) … La presenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la regolamentazione che ad esso si accompagna (anche con vincoli a mare) costituisce un ulteriore elemento positivo volto alla salvaguardia dell’ecosistema marino. Paesaggio Nonostante i forti e recenti processi di trasformazione antropica, il territorio di Capoliveri si caratterizza ancora per elevati valori paesaggistici, legati alle sue risorse naturali, al sistema costiero (prevalentemente roccioso ma con l’importante presenza del sistema dunale di Lacona), alla struttura del centro storico di Capoliveri, alle importanti testimonianze minerarie e alle numerose testimonianze minori della storia e cultura locale, anche legate ai residuali paesaggi agricoli tradizionali terrazzati. 154 Sintesi non tecnica L’importanza di tali valori è testimoniata inoltre dal totale inserimento del territorio comunale nelle aree soggette a vincolo paesaggistico di cui al DM 16/8/1952 in quanto “l'intero territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un quadro naturale, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di non comune bellezza”. Nell’ambito del Regolamento urbanistico, così come nel recente Piano Strutturale, la tutela del paesaggio costituisce un elemento centrale e condizionante le scelte urbanistiche. Già il piano strutturale individuava come strategia generale “il consolidamento dell’insieme di paesaggi attualmente percepibili nel territorio di Capoliveri mediante obiettivi di protezione, di governo dei processi di evoluzione che non ne alterino le strutture, di ripristino e recupero delle loro parti manomesse o degradate, di estensione dei valori paesaggistici nelle aree di abbandono o di usi impropri” (art.29). Tale obiettivo risulta perseguito fin dalla approvazione del recente Piano strutturale, e quindi nel presente RU, mediante una forte riduzione delle previsioni edificatorie, invertendo una dinamica in atto di forte espansione residenziale e non, che ha caratterizzato il territorio comunale negli ultimi decenni. In termini di consumo di suolo e di potenziale alterazione del paesaggio le previsioni più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE LaconaMargidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alle previsioni per il capoluogo Capoliveri. Per entrambe le previsioni, già previste e coerenti con il Piano Strutturale, il PS stesso e le norme di RU forniscono importanti elementi di mitigazione e di coerenza con i valori paesaggistici e con le indicazioni contenute nel piano paesaggistico regionale adottato. Potenziali criticità paesaggistiche sono anche legate alla realizzazione dell’area di parcheggio e annessa guardiania, nella fascia costiera in loc. Felciaio (UTOE Norsi). 155 Elenco degli esperti ELENCO DEGLI ESPERTI Coordinamento: Leonardo Lombardi e Viviana Cherici NEMO Nature and Environment Management Operators Srl Piazza D’Azeglio, 11 – 50121 Firenze tel +55 2466002 fax +55 243718 – E-mail: [email protected]– [email protected] [email protected] Sito internet: www.nemoambiente.com Gruppo di lavoro Viviana Cherici Biologa - NEMO srl Leonardo Lombardi Naturalista – NEMO srl Cristina Castelli Biologa – NEMO srl Paolo Sposimo Naturalista – NEMO srl Barbara Lastrucci Naturalista – NEMO srl 156