REGOLAMENTO URBANISTICO
COMUNE DI CAPOLIVERI
(PROVINCIA DI LIVORNO)
Processo di
Valutazione Ambientale Strategica
(VAS)
RAPPORTO AMBIENTALE
(art.24, LR 10/2010)
Firenze, ottobre 2013
SOMMARIO
1. INQUADRAMENTO DEL LAVORO ............................................................................................. 1 1.1. Scopo del lavoro .......................................................................................................................... 1 1.2. Riferimenti normativi e metodologia adottata ............................................................................ 1 2. OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ................................................................................................... 7 3. CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE ............................................................................ 10 3.1. Aree di particolare rilevanza ambientale ................................................................................... 10 3.2. Stato attuale dell'ambiente ......................................................................................................... 14 3.2.1. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria ................................................................. 15 3.2.2. Suolo e sottosuolo ............................................................................................................... 23 3.2.3. Energia ............................................................................................................................... 33 3.2.4. Rifiuti .................................................................................................................................. 39 3.2.5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna ............................................................................. 43 3.2.6. Acque interne ...................................................................................................................... 56 3.2.7. Acque marine ...................................................................................................................... 66 3.2.8. Paesaggio ........................................................................................................................... 72 4. REGOLAMENTO URBANISTICO E RAPPORTI CON IL PIANO STRUTTURALE ......... 81 4.1. 4.2. 4.3. 4.4. 4.5. Scopi e obiettivi del piano strutturale ........................................................................................ 81 Articolazione del Piano strutturale ............................................................................................ 83 Contenuti del regolamento urbanistico ...................................................................................... 85 Rapporto con altri piani e programmi........................................................................................ 95 Elenco osservazioni pervenute sul documento preliminare di VAS.......................................... 96 5. POSSIBILI EFFETTI SIGNIFICATIVI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO
SULL’AMBIENTE .................................................................................................................................. 97 5.1. 5.2. 5.3. 5.4. 5.5. 5.6. 5.7. 5.8. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria........................................................................... 98 Suolo E SOTTUOSUOLO ...................................................................................................... 103 Energia .................................................................................................................................... 111 Rifiuti....................................................................................................................................... 115 Biodiversità, flora, vegetazione e fauna .................................................................................. 117 Acque interne .......................................................................................................................... 123 Acque marine .......................................................................................................................... 131 Paesaggio ................................................................................................................................. 134 6. SCELTA DELLE ALTERNATIVE E MITIGAZIONI ............................................................. 143 7. MONITORAGGIO ........................................................................................................................ 152 8. SINTESI NON TECNICA ............................................................................................................ 153 Inquadramento del lavoro
1. INQUADRAMENTO DEL LAVORO
1.1. SCOPO DEL LAVORO
Scopo del presente lavoro è quello di predisporre il rapporto ambientale relativo al
Regolamento urbanistico del Comune di Capoliveri nell’ambito del processo di
Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevista dalla Legge Regionale Toscana
10/2010 e succ. modif. e integrazioni”.
1.2. RIFERIMENTI NORMATIVI E METODOLOGIA ADOTTATA
Il rapporto ambientale è stato elaborato secondo quanto richiesto dalla Legge
Regionale Toscana 1/2005 “Norme per il governo del territorio” e dalla LR 10/2010
così come modificata dalla LR 17/2/2012, n°6 “Norme in materia di valutazione
ambientale strategica (VAS), di valutazione di impatto ambientale (VIA) e di
valutazione di incidenza”, con particolare riferimento ai contenuti dell’art.24 della LR
10/2010 e del relativo dell’Allegato 2.
Coerentemente con quanto richiesto dalla normativa di riferimento, nel rapporto
sono stati individuati, descritti e valutati i possibili effetti significativi che le
previsioni contenute nel RU potrebbero avere sull’ambiente, nonché le ragionevoli
alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale interessato; questi
elementi diventano infatti essenziali, nel processo di valutazione ambientale, per
definire la coerenza tra le azioni previste dal RU e gli obiettivi di sostenibilità
ambientale.
Per la presenza nel territorio comunale di tre Siti della Rete Natura 2000 e della Rete
ecologica regionale, di cui alla Del.CR 34/2011, è stato predisposto l’obbligatorio
Studio di Incidenza. In base all’art.73ter della LR 10/2010 la valutazione di incidenza
è stata effettuata nell’ambito del procedimento di VAS, secondo le modalità previste
dall’art.15 della L.R. 56/2000. Lo studio di incidenza integra quindi il rapporto
ambientale.
La predisposizione del rapporto ambientale, condotta dalla NEMO srl in stretta
collaborazione con il gruppo di lavoro autore del RU (Studio VivoliDiFazio
Associati), ha consentito un efficace e continuo scambio di informazioni ed il
recepimento, in corso d’opera, di buona parte delle indicazioni finalizzate
all’eliminazione e mitigazione degli effetti negativi attesi dalle azioni previste dal
RU. La redazione del Rapporto ambientale è stata svolta in stretto rapporto con la
fase di valutazione già svolta sul Piano strutturale.
1
Inquadramento del lavoro
Il procedimento seguito per l’elaborazione del rapporto ambientale può essere
riassunto nelle seguenti fasi:
Fasi del procedimento
Descrizione
1.
Analisi e valutazione della
situazione ambientale
Definizione dello stato attuale dell’ambiente mediante la
raccolta di dati e informazioni bibliografiche disponibili e
sopralluoghi in campo. Individuazione degli indicatori
ambientali da utilizzare per la valutazione dello stato attuale
dell'ambiente e la successiva stima degli effetti derivanti dal
RU.
2.
Individuazione
degli
obiettivi di sostenibilità
Individuazione degli obiettivi generali (macro obiettivi) e
specifici di sostenibilità ambientale a partire da quelli
contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale.
Il processo di VAS concorre alla definizione degli obiettivi del
RU.
3.
Analisi del Regolamento
urbanistico
Analisi dei contenuti del Regolamento urbanistico e dei suoi
rapporti con il Piano strutturale e con gli altri piani di settore.
4.
Valutazione ambientale
Individuazione, descrizione e valutazione dei possibili effetti
significativi delle azioni previste dal RU sull’ambiente,
compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute
umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua, l'aria, i fattori
climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche
architettonico e archeologico, il paesaggio e l’interrelazione
tra i suddetti fattori.
5.
Individuazione
delle
alternative,
misure
di
mitigazione
Individuazione di opportune soluzioni finalizzate alla
eliminazione e riduzione degli elementi di criticità ambientale
emersi a valle della valutazione degli effetti; tali soluzioni
possono consistere nella modifica delle iniziali previsioni di
RU, delle modalità di attuazione, nonché nell’individuazione
di alternative e mitigazioni.
6.
Individuazione del sistema
di monitoraggio.
Individuazione dell’insieme di indicatori ambientali da
utilizzare per il controllo degli effetti ambientali connessi
l’attuazione delle azioni previste dal RU, al fine di individuare
tempestivamente eventuali effetti negativi imprevisti e essere
quindi in grado di adottare opportune misure correttive.
7.
Consultazioni
partecipazione
Svolgimento fase di partecipazione e consultazione sui
contenuti del RU e del relativo rapporto ambientale e studio di
incidenza. Il rapporto ambientale darà atto del contributo di
tale fase all’interno del processo di VAS.
e
2
Inquadramento del lavoro
Valutazione della situazione ambientale
Lo stato delle diverse componenti ambientali/sistemi ambientali, la loro tendenza nel
tempo e la valutazione degli effetti significativi che l’attuazione del RU potrebbe
avere sono stati descritti anche mediante l’uso di un insieme di indicatori, scelti in
funzione degli obiettivi del RU, del contesto territoriale di riferimento e della
disponibilità dei dati. Per la scelta degli indicatori si è fatto riferimento sia al set di
indicatori diffusamente utilizzati in ambito regionale per il reporting ambientale e
l’aggiornamento periodico dello “stato dell’ambiente” 1, che ad indicatori
appositamente predisposti al fine di approfondire specifici aspetti ambientali
(principalmente di carattere naturalistico e paesaggistico), temi sui quali gli indicatori
disponibili risultano eccessivamente generici. Per la raccolta e l’organizzazione degli
elementi conoscitivi attraverso i quali individuare e presentare le informazioni sullo
stato dell’ambiente e delle risorse naturali e sulle interazioni tra queste e le attività
svolte nel territorio, si è fatto riferimento al modello DPSIR (Determinanti, Pressioni,
Stato, Impatti, Risposte). Questo modello è un’estensione del modello PSR
(Pressione-Stato-Risposta) ed è la struttura di indicatori più ampiamente accettata;
sviluppato nell’ambito dell’EEA (European Environment Agency) e adottato a livello
nazionale e regionale per lo sviluppo del sistema conoscitivo e dei controlli in campo
ambientale, si basa su una struttura di relazioni causali che legano tra di loro i
seguenti elementi:
•
•
•
•
•
determinanti (attività umane, settori economici)
pressioni (emissioni, rifiuti, ecc.)
stato (qualità fisiche, chimiche, biologiche)
impatti (su ecosistemi, salute, acque, ecc.)
risposte (politiche ambientali e settoriali, iniziative legislative, azioni di
pianificazione, regolamentazioni, ecc.).
Tale modello evidenzia l’esistenza, “a monte” delle pressioni, di forze motrici o
Determinanti, che in sostanza possono essere identificati con le attività e i processi
antropici che causano le pressioni (trasporti, produzione industriale, consumi).
1
Le principali fonti consultate per la scelta di questi indicatori sono:
•
“Istruzioni tecniche per la valutazione degli atti di programmazione e pianificazione
territoriale degli enti locali ai sensi della L.R. 5/1995 “ – Dipartimento delle politiche
territoriali e ambientali area studi e valutazioni di pianificazione strategica della Regione
Toscana;
• “Segnali ambientali nell’Arcipelago Toscano 2006”, documento predisposto nell’ambito di
Agenda 21 dell’Arcipelago Toscano;
• “Segnali ambientali in Toscana 2005 – Indicatori ambientali e politiche pubbliche: bilancio
e prospettive”;
• “Segnali ambientali in Toscana 2006 – Indicatori ambientali e quadri conoscitivi per la
formazione del Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010”;
• Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010.
3
Inquadramento del lavoro
Gli indicatori di Pressione descrivono le variabili che direttamente causano i
problemi ambientali (emissioni tossiche di CO2, rumore, ecc.).
A “valle” delle pressioni sta invece lo Stato della natura che si modifica a tutti i
livelli in seguito alle sollecitazioni umane (temperatura media globale, livelli acustici,
ecc.). Il modificarsi dello stato della natura comporta Impatti sul sistema antropico
(salute, ecosistemi, danni economici); tali impatti sono per lo più negativi, poiché il
modificarsi dello stato della natura in genere coincide con un suo allontanarsi dalle
condizioni inizialmente esistenti, favorevoli alla prosperità umana. La società e
l’economia, di fronte a tale retroazione negativa, reagiscono fornendo Risposte
(politiche ambientali e settoriali, iniziative legislative e pianificazioni) basate sulla
consapevolezza dei meccanismi che la determinano. Le risposte sono dirette sia alle
cause immediate degli impatti (cambiamenti dello stato) sia alle loro cause più
profonde, risalendo fino alle pressioni stesse e ai fattori che le generano
(determinanti).
L’adozione di indicatori diffusamente utilizzati in ambito regionale per il reporting
ambientale oltre a permettere un immediato confronto con altre situazioni territoriali,
agevola infatti il monitoraggio degli effetti territoriali, ambientali, sociali ed
economici e sulla salute umana connessi all’attuazione del RU.
Giudizio attribuito agli indicatori (valutazione rispetto all’obiettivo)
A ciascun indicatore è stato assegnato un giudizio sintetico per riassume lo stato
attuale della componente/sistema ambientale (vedi colonna denominata “stato attuale”)
e per descriverne la presumibile tendenza nel tempo a prescindere dalle previsioni in
esso contenute (vedi colonna denominata “tendenza”).
I giudizi attribuiti sono i seguenti:
giudizio
stato attuale
☺
significato
Condizioni positive
Condizioni intermedie o incerte (es. quando i risultati non
consentono di esprimere un giudizio per la mancanza di un
riferimento)
Condizioni negative
tendenza
☺
Progressivo miglioramento nel tempo
Andamento costante nel tempo
Progressivo peggioramento nel tempo
?
Non è nota una valutazione temporale dell’indicatore per una
valutazione del trend rispetto all’obiettivo (per mancanza di
dati, difficoltà di reperimento dei dati, scarsa significatività dei
dati pregressi)
4
Inquadramento del lavoro
La disponibilità dei dati è stata indicata come segue:
abbreviazione usata
+
++
+++
significato
Sufficiente
Buona
Ottima
A proposito di disponibilità dei dati è opportuno evidenziare come per alcuni sistemi
ambientali parte dei dati e delle informazioni recuperate non sono riferite al territorio
comunale di Capoliveri ma al più ampio contesto territoriale dell’Isola d’Elba.
Individuazione degli obiettivi di sostenibilità
Individuazione degli obiettivi generali (macro obiettivi) e specifici di sostenibilità
ambientale a partire da quelli contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e
regionale. Nella definizione degli obiettivi di sostenibilità si è fatto in particolare
riferimento ai macro obiettivi di carattere generale ai quali afferiscono una serie di
obiettivi specifici, volti al raggiungimento di precisi traguardi.
Il rapporto ambientale del Regolamento urbanistico ha utilizzato gli stessi obiettivi e
indicatori già utilizzati nella fase di valutazione ambientale del Piano Strutturale, ciò
al fine di una migliore coerenza con il PS e per una migliore valutazione
dell’andamento degli indicatori. Nello specifico, i macroobiettivi individuati nel
rapporto ambientale del PS sono quelli contenuti nel Piano Regionale di Azione
Ambientale (PRAA) della Toscana, 2007-2010
mentre gli obiettivi specifici
derivavano dai "Segnali Ambientali in Toscana" (2005 e 2006) e da "Segnali
Ambientali nell'Arcipelago Toscano 2006", già individuati ed utilizzati in fase di
rapporto ambientale del Piano strutturale di Capoliveri.
Valutazione ambientale della proposta di Regolamento Urbanistico
Questa fase ha comportato l’individuazione e la descrizione dei possibili effetti
significativi delle azioni previste dal RU sull’ambiente, compresi aspetti quali la
biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua,
l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e
archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori. La valutazione degli
effetti ambientali è stata sintetizzata dalla tendenza che ciascun indicatore assume a
seguito dell’attuazione delle azioni previste dal RU, ed in rapporto con la tendenza
indotta dal PS.
5
Inquadramento del lavoro
Integrazione dei risultati della valutazione nella stesura definitiva del
Regolamento Urbanistico
Questa fase ha comportato l’individuazione di opportune soluzioni finalizzate alla
eliminazione e riduzione degli elementi di criticità ambientale emersi a valle della
valutazione degli effetti di cui alla precedente fase; tali soluzioni possono consistere
nella modifica delle iniziali previsioni, delle modalità di attuazione, nonché
nell’individuazione di misure di mitigazione. La predisposizione del rapporto
ambientale, condotta in stretta collaborazione con il gruppo di lavoro autore del RU,
ha consentito un efficace e continuo scambio di informazioni ed il recepimento, in
corso d’opera, di buona parte delle indicazioni finalizzate all’eliminazione e
mitigazione degli effetti negativi attesi dalle azioni previste dal RU.
Definizione del sistema di monitoraggio degli effetti ambientali
In questa fase è stato definito l’insieme degli indicatori ambientali da utilizzare per il
controllo degli effetti ambientali connessi all’attuazione delle azioni previste dal RU,
al fine di individuare tempestivamente eventuali effetti negativi imprevisti e essere
quindi in grado di adottare opportune misure correttive.
Gli indicatori da utilizzare sono quelli già indicati per la caratterizzazione
dell’ambiente e la valutazione degli effetti realizzata nell’ambito del rapporto
ambientale.
6
Obiettivi di sostenibilità
2. OBIETTIVI DI SOSTENIBILITÀ
Gli obiettivi di sostenibilità e protezione ambientale utilizzati per la valutazione delle
scelte pianificatorie e delle azioni contenute nel RU sono stati individuati a partire da
quelli contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale, e come già
indicati nel Rapporto ambientale del Piano strutturale. Sono stati individuati macro
obiettivi di carattere generale (vedi prima colonna di sinistra della successiva tabella) ai
quali afferiscono una serie di obiettivi specifici, volti al raggiungimento di precisi
traguardi (vedi seconda colonna della successiva tabella). Nello specifico, i macro
obiettivi sono quelli contenuti nel Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA)
della Toscana, 2007-2010 mentre per la scelta degli obiettivi specifici si è fatto
riferimento anche ai documenti: "Segnali Ambientali nell'Arcipelago Toscano” (2006),
"Segnali Ambientali in Toscana" (2009) e “Relazione Stato dell’ambiente in Toscana”
(2011). Per la componente “Paesaggio” in assenza di macro obiettivi a livello di
documenti regionali è stato individuato un nuovo macro obiettivo. Pur potendo
anche individuare anche ulteriori o diversi obiettivi specifici rispetto a quelli proposti
nel Rapporto ambientale del PS del 2008, il gruppo incaricato ha preferito mantenere
gli obiettivi e gli indicatori a suo tempo utilizzati per una migliore e continua lettura
delle dinamiche in atto nel territorio di Capoliveri.
Tab. 1 Elenco degli obiettivi di sostenibilità individuati per la valutazione del PS e riconfermati
per la valutazione del Regolamento urbanistico
MACRO OBIETTIVI
OBIETTIVI SPECIFICI
POPOLAZIONE, SALUTE UMANA E QUALITÀ DELL’ARIA
Ridurre le emissioni dirette e indirette
Migliorare l’offerta del servizio pubblico
Miglioramento della qualità dell'aria
Ridurre la percentuale di popolazione
esposta all’inquinamento atmosferico
Ridurre la % di popolazione esposta all’inquinamento
atmosferico
Ridurre il grado di rischio di accadimento di incidente
rilevante
Riduzione dell’esposizione della
popolazione all’inquinamento acustico
Attuare le disposizioni normative
Mitigare l’inquinamento acustico
Ridurre la % di popolazione esposta a Inquinamento acustico
Riduzione dell’esposizione della
popolazione all’inquinamento
elettromagnetico
Riduzione della % di popolazione esposta a campi
elettromagnetici
SUOLO E SOTTOSUOLO
Prevenire il rischio idrogeologico
Prevenire il rischio idrogeologico
7
Obiettivi di sostenibilità
Ridurre il prelievo delle risorse naturali
Valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione
alla difesa del suolo
Evitare ulteriori danni derivanti da fenomeni di dissesto
idrogeologico
Attuare gli interventi di tutela del suolo previsti dal PAI
Attivare funzioni di regimazione delle acque e di tutela del
suolo
Ridurre la dinamica delle aree artificiali
Ridurre la dinamica delle aree artificiali
Ridurre le aree percorse da incendi
Prevenire l’erosione costiera
Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul territorio e
ridurre l’impermeabilizzazione del suolo
Ridurre le aree percorse da incendi
Prevenire l’erosione costiera
Quadro complessivo delle spiagge dell’Isola d’Elba
ENERGIA
Razionalizzazione e riduzione dei
consumi
Riduzione dei consumi energetici pro capite e riduzione di
sprechi e inefficienze
Informazione e sensibilizzazione della popolazione sul
risparmio energetico e sulle opportunità delle fonti
rinnovabili
Migliorare l’efficienza energetica negli usi
Aumento della quota di utilizzo di
energie rinnovabili
Incentivare e favorire la diffusione di tecnologie ad alta
efficienza e a risparmio energetico
Introdurre agevolazioni ed incentivi nei regolamenti edilizi
per la diffusione delle pratiche di bioedilizia
Aumentare la % di energia proveniente da fonti rinnovabili
RIFIUTI
Riduzione della produzione di rifiuti
Ridurre la produzione totale di rifiuti urbani sia complessiva
che procapite
Aumento della raccolta differenziata e il riciclo
Censire e recuperare le discariche non controllate
Aumento della raccolta differenziata e il
riciclo
Potenziare la capacità e la qualità degli impianti di
trattamento
Aumentare e diversificare l’attività di recupero e riciclaggio
Diversificare gli eventi di coinvolgimento della popolazione
sul corretto smaltimento dei rifiuti
BIODIVERSITÀ, VEGETAZIONE, FLORA E FAUNA
Aumentare la percentuale di aree
Aumentare la percentuale di aree protette
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Obiettivi di sostenibilità
protette, migliorare la gestione e
conservare la biodiversità terrestre e
marina
Sviluppare la rete ecologica regionale
Conservare la biodiversità terrestre
Conservare la biodiversità marina
Ripristino paesaggistico delle cave
ACQUE INTERNE
Elevare il livello di qualità delle acque superficiali
Tutelare la qualità delle acque interne e
costiere e promuovere l’uso sostenibile
della risorsa idrica
Elevare il livello di qualità delle acque sotterranee
Ridurre il livello dei prelievi delle acque per i diversi usi
antropici
Ridurre il livello di pressione delle sostanza inquinanti di
origine antropica sulla risorsa idrica
Elevare l’estensione del servizio idrico integrato
Tutelare la qualità delle acque interne e
costiere e promuovere l’uso sostenibile
della risorsa idrica
Elevare il livello di qualità delle acque utilizzate per uso
idropotabile
Elevare la capacità e l’efficienza delle strutture depurative delle
acque reflue
Verificare la funzionalità degli impianti
Regolare il Bilancio Idrico
Riduzione dei consumi idrici procapite e complessivi,
soprattutto utilizzando e promuovendo tecnologie per il
risparmio idrico nelle strutture turistiche
Favorire il riutilizzo delle acque reflue e conseguente risparmio
di nuova risorsa
ACQUE MARINE
Migliorare il livello di qualità delle acque marine e di
balneazione
Mantenere una elevata qualità dell’ecosistema marino
Mantenere un’elevata qualità delle
acque marine e dell’ecosistema marino
Qualificare gli stabilimenti balneari
Limitare la proliferazione di stabilimenti balneari
Migliorare l’efficienza del sistema di gestione delle acque che
confluiscono in mare (depurazione, scarichi, ecc)
PAESAGGIO
Tutela del paesaggio
Conservare gli aspetti strutturali e
visuali del paesaggio
Valutazione delle variazioni in termini di complessità tipologica
del paesaggio
Valutazione dei mutamenti di equilibrio fra le varie categorie di
uso del suolo
Valutazione della diversità colturale e mantenimento delle
forme tradizionali
9
Caratterizzazione dell'ambiente
3. CARATTERIZZAZIONE DELL’AMBIENTE
3.1. AREE DI PARTICOLARE RILEVANZA AMBIENTALE
Il territorio comunale di Capoliveri si caratterizza per la presenza di alti valori
naturalistici e paesaggistici, inserendosi nell’ambito di un importante Parco
Nazionale (Arcipelago Toscano).
Tali eccellenze sono testimoniate anche dalla recente Strategia regionale toscana per
la biodiversità, di prossima approvazione nell’ambito del PAER (Piano Ambientale
Energetico Regionale), che ha individuato l’Arcipelago Toscano come uno dei tre
Target geografici della Strategia (area di eccellenza assieme ad “Alpi Apuane ed
Appennino settentrionale” e al “Monte Argentario”) e quale area interessata da
numerosi target ecosistemici (tra i 12 individuati dalla Strategia).
Nell’Arcipelago Toscano, in base ai risultati del Repertorio Naturalistico Toscano
RENATO, si riscontra la maggiore concentrazione di elementi di valore
naturalistico a scala regionale. Tale ricchezza di specie, riscontrabile nelle
numerosissime segnalazioni relative all'area, è il risultato dell'elevata concentrazione
di elementi di attenzione, presenti in un'area biogeografica ad elevata diversità
ambientale, che racchiude sia elementi peninsulari sia elementi endemici sardo-corsi.
In quest’area è elevatissimo il numero di emergenze floristiche, ma sono numerose
anche le fitocenosi e gli habitat inclusi nelle liste di attenzione. Per quanto riguarda la
fauna, ed in particolare per molluschi, insetti ed uccelli, il numero e l’importanza
degli elementi presenti nell’area è di assoluta importanza regionale e nazionale.
L’Arcipelago Toscano costituisce quindi, in base ai risultati del Progetto RENATO,
l’area con la maggiore concentrazione di elementi di attenzione, cioè di specie e
habitat rari, della Toscana.
Il territorio comunale di Capoliveri è interessato dalla presenza di alcuni Siti della
Rete Comunitaria e Regionale Natura 2000, di cui alle direttive 2009/147/CEE e
92/43/CEE, della LR 56/2000 e della Del.GR 34/2011 quali:
•
•
•
SIR – ZPS “Elba orientale”(IT5160102).
SIR – SIC –ZPS “Isole di Cerboli e Palmaiola” (IT5160011).
SIR “Zone umide del Golfo di Mola e di Schiopparello” (IT5160101).
Il SIR/ZPS “Elba Orientale” si estende su circa 4.687 ettari, caratterizzandosi per gli
alti livelli di biodiversità, anche per la presenza di diversificati mosaici ambientali.
Numerosi sono gli habitat di interesse comunitario e regionale con particolare
riferimento agli ambienti montani mediterranei ed alla fascia costiera rocciosa. Oltre
ai “Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e /o Acer sp.pl.”, che
costituiscono l’habitat più diffuso nel sito, le formazioni più caratteristiche sono
10
Caratterizzazione dell'ambiente
riconducibili a “Boscaglie termo-mediterranee e pre-steppiche”, “Formazioni oromediterranee di pulvini a dominanza di ginestre spinose”, “Vegetazione casmofitica delle rupi
silicee” e a tipologie costiere quali, ad esempio, “Scogliere sommerse e semisommerse con
comunità bentoniche (fascia mesolitorale e infralitorale)” o “Coste rocciose mediterranee con
vegetazione aeroalina”.
Sono presenti specie di flora di interesse fitogeografico ed un ricco contingente di
specie endemiche dell’isola d’Elba o dell’Arcipelago Toscano. La zona umida di Mola
arricchisce il locale patrimonio vegetazionale e floristico con tipici elementi igrofili.
I crinali ed i versanti montani mediterranei ospitano mosaici di aree prative ed
arbusteti talora presenti su zone interessate da ex coltivi, la cui presenza è
testimoniata dalla presenza di tipici terrazzamenti e da ex aree di pascolo. Sono
presenti prati arbustati o soggetti a prime fasi di colonizzazione con Ampelodesmos
mauritanicus, formazioni a Cistus monspeliensis, ecc. Tali habitat ospitano una flora di
grande interesse ove si localizzano specie endemiche dell’Isola d’Elba, come
Biscutella pichiana ssp. ilvensis, l’endemica dell’Arcipelago Toscano Linaria caprariae, e
le specie di interesse fitogeografico Genista desoleana, Silene tyrrhenia e Urtica
atrovirens. Alcuni settori del sito si caratterizzano per la presenza di pareti verticali
silicee con popolamenti floristici casmofitici e versanti con litosuoli interessati da
Genista desoleana (endemismo Sardo Corso e dell’isola d’Elba), arbusteti con Ulex
europaeus o Cistus monspeliensis e specie erbacee di particolare interesse quali
Centaurea aplolepa ssp. aetaliae (endemica del settore orientale dell’Isola d’Elba, zona
del Volterraio e del M.te Castello).
Dal punto di vista faunistico il sito assume notevole importanza per la presenza di
numerose specie di Uccelli legate agli ambienti aperti e alle varie forme di
degradazione della vegetazione di macchia mediterranea. Fra queste vi sono specie
di interesse comunitario, piuttosto rare o localizzate nel resto della Toscana come
biancone Circaetus gallicus, calandro Anthus campestris, magnanina Sylvia undata, falco
pellegrino Falco peregrinus. Possibile la presenza della magnanina sarda Sylvia sarda,
specie endemica delle isole del Mediterraneo nord-occidentale, frequente sul
massiccio del M. Capanne ma sinora mai rilevata sui rilievi dell’Elba orientale,
nonostante la presenza di habitat ottimali. Il sito si contraddistingue anche per la
presenza di specie marine come Phalacrocorax aristotelis e Larus audouinii, quest’ultima
non nidificante. Molto importante è anche il ruolo rivestito dal sito nel panorama
delle aree di sosta e foraggiamento per numerose popolazioni migratrici. Per quanto
riguarda le altre Classi animali, il sito si caratterizza per la presenza di due specie di
chirotteri di interesse comunitario e regionale (Rhinolophus hipposideros e R.
ferrumequinum), della martora Martes martes, diffusa all’Elba dove è l’unica specie di
Mustelidi ma assai rara in Toscana e in tutta l’Italia peninsulare, e del tarantolino
Euleptes europaea, un geco con areale ristretto alle isole e a poche aree costiere del
Mediterraneo nord-occidentale, anch’esso di interesse comunitario e regionale.
11
Caratterizzazione dell'ambiente
Il SIR Zone umide del Golfo di Mola e di Schiopparello, classificato esclusivamente di
interesse regionale (B07), si estende su una superficie di circa 15 ettari nei Comuni di
Capoliveri e Portoferraio. Si tratta di un sito individuato per tutelare le ultime aree
umide dulcacquicole e salmastre relittuali dell’Isola d’Elba ed in particolare l’area
umida di Mola, in Comune di Capoliveri, e quella di Schiopparello, in Comune di
Portoferraio.In entrambi i casi si tratta di piccole aree semipaludose, separate dal
mare da una esigua fascia di costa sabbiosa e ghiaiosa, sottoposte ad intensi
fenomeni di modificazioni antropiche.
Nonostante la loro ridotta estensione, le alterazioni antropiche subite ed il contesto di
elevata artificialità in cui sono inserite, queste aree ospitano ancora formazioni
vegetali igrofile come canneti e salicornieti, rappresentando importanti aree per lo
svernamento e la nidificazione dell’avifauna e zone di alimentazione per le specie
ornitiche palustri (ardeidi, anatidi, limicoli, rallidi e passeriformi di canneto). Gli
ambienti umidi rappresentano inoltre rifugi per importanti popolamenti anfibi tra
cui emerge la presenza di raganella sarda Hyla sarda e del rospo smeraldino Bufo
viridis.
Esteso su circa 21,38 ettari il SIR, già SIC e ZPS, Isole di Cerboli e Palmaiola,
comprende alcuni piccoli isolotti situati presso la costa di Cavo (Isola dei Topi,
Palmaiola, Cerboli), di Portoferraio (Scoglietto) e presso la Costa dell’Innamorata, in
Comune di Capoliveri (Isole Gemini). Coste rocciose a picco sul mare, alte falesie,
macchie e garighe, prati aridi, piccoli coltivi (Palmaiola) e tracce di cave abbandonate
(Cerboli), costituiscono i tipici elementi del paesaggio del SIR.
Questo particolare sistema di isolotti e scogli mostra elevati valori naturalistici
evidenziati dalla presenza di caratteristici popolamenti floristici endemici
dell’Arcipelago Toscano (ad esempio Limonium ilvae e Linaria capraria), rare specie
ornitiche nidificanti legate alle isole prive di predatori terrestri (ad esempio berta
maggiore Calonectris diomedea), invertebrati endemici e particolari popolazioni di
lucertole con fenotipo distinto.
A livello di territorio comunale oltre ai valori rappresentati dalle aree interne al Parco
Nazionale o ai Siti Natura 2000, lo Statuto del Piano strutturale (art.13) ha
individuato l’elenco degli habitat e delle specie vegetali ed animali di interesse
comunitario e/o regionale presenti, e ulteriori emergenze naturalistiche, diffuse o
localizzate, quali invarianti strutturali del PS, in particolare:
Emergenze diffuse:
• I boschi di specie autoctone.
• La vegetazione delle coste rocciose.
• I terrazzamenti sostenuti da muretti a secco.
• Praterie secondarie e garighe.
12
Caratterizzazione dell'ambiente
Emergenze localizzate:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Le dune di Spiaggia Grande a Lacona.
La palude di Mola.
La Costa dei Gabbiani.
Il canyon di Madonna delle Grazie.
Le aree minerarie di dei Sassi Neri, Ginevro e Poggio Polveraio.
Boschi di sughera del M.te Zuccale e dell'alta Valle di Naregno (Fosso delle
Concie e Fosso delle Cavallacce).
Boschi mesofili di leccio e latifoglie dell'alta Valle del Fosso di Straccoligno.
Praterie secondarie savanoidi e mosaici di praterie di terofite e garighe del
Monte Calamita.
Versanti costieri rocciosi di Norsi con garighe a rosmarino e cisto di
Montpellier.
Alta valle del Fosso Stagnolo, ad elevata naturalità, con macchie e boschi.
Formazioni di Posidonia oceanica.
Lo stesso Regolamento urbanistico ha riconfermato l’importanza di tali invarianti
paesaggistico ambientali agli artt. 44 (Emergenze ambientali diffuse e puntuali), 45
(Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale), 46 (Siti della Rete natura 2000 e reti
ecologiche SIR, SIC, ZPS), 48 (Ambiti paesistici dei corsi d'acqua) e 50 (Spiagge e
mare).
Aree di rilevante valore ambientale sono inoltre costituite dalle zone costiere marine
caratterizzate dalla presenza di habitat di interesse conservazionistico (sia di
interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43/CEE, che di interesse regionale
ai sensi della L.R. 56/2000), quali: Praterie di Posidonia oceanica, Grandi cale e baie poco
profonde, Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche, Banchi di sabbia
sublitoranei permanentemente sommersi.
13
Caratterizzazione dell'ambiente
3.2. STATO ATTUALE DELL'AMBIENTE
Premessa
Nel presente paragrafo viene descritto lo stato attuale dell’ambiente del territorio del
Comune di Capoliveri con riferimento alle diverse componenti/sistemi ambientali
esaminati quali:
1. Popolazione, salute umana e qualità dell’aria
2. Suolo e sottosuolo.
3. Energia.
4. Rifiuti.
5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna.
6. Acque interne.
7. Acque marine.
8. Paesaggio.
Per ogni componente, mediante l’uso di specifici indicatori, è stato descritto e
sintetizzato lo stato attuale e la relativa tendenza nel tempo a prescindere dalle
previsioni contenute nel presente Regolamento Urbanistico.
E’ opportuno precisare come alcuni dei dati e delle informazioni riportate nel seguito
si riferiscono al più vasto comprensorio dell’Isola d’Elba o della Comunità Montana
dell’Arcipelago Toscano (nel seguito abbreviata con CM), non essendo disponibili in
bibliografia dati a livello locale (ad esempio per aspetti connessi ai rifiuti ed energia).
14
Caratterizzazione dell'ambiente
3.2.1.
Popolazione, salute umana e qualità dell’aria
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati ricavati dalle seguenti fonti:
•
Quadro conoscitivo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Livorno , approvato il 25.03.2009
•
sito ARPAT: (Monitoraggio e controllo >Aria >Monitoraggio dell’aria
>Biomonitoraggio >Mappaggi >Livorno; Monitoraggio e controllo >Aria >qualità
dell’aria >Inquinanti monitorati ; www.arpat.toscana.it > radiazioni
>
ra_nir_elettrodotti; SIRA.ARPAT.TOSCANA.IT> SIRA > Rischi Industriali)
•
Regione Toscana: inventario delle sorgenti di emissione in aria ambiente, 2003, 2007
•
Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale Politiche Territoriali e
Ambientali - Area “Qualità dell'aria, rischi industriali, prevenzione e
riduzione integrata dell'inquinamento”: Valutazione della qualità dell’aria
ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale, ai sensi degli
articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo 351/99
•
Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda21, 2006.
Popolazione e mobilità
Attualmente il comune di Capoliveri conta 3.896 abitanti, concentrati principalmente
nel capoluogo e nella frazione di Lacona.
La densità abitativa è pari a 99,85 abitanti/km²
15
Caratterizzazione dell'ambiente
Figura 1 Evoluzione demografica (dato ISTAT –dic.2012)
La rete viaria comunale è costituita che garantisce l’accessibilità al territorio
comunale si compone come segue:
• S.P. Portoferraio Porto Azzurro che corre lungo la pianura di Mola
• S.P. per Capoliveri dal Bivio di Mola al centro del Capoluogo
• S.P. per Marina di Campo che partendo dalla S.P. di Portoferraio Porto
Azzurro nei pressi della Valdana collega i centri posti lungo la costa sud fino a
Lacona.
• S.C. di Colle Reciso che collega Lacona con Portoferraio
• S.C. per Madonna delle Grazie
• S.C. per Morcone, Pareti, Innamorata
• S.C. per Naregno dal bivio di Mola
• S.C. per Naregno da Capoliveri
• S.C. per Straccoligno.
La mobilità costituisce una delle maggiori criticità nel periodo estivo, sia per
Capoliveri che per tutto il territorio elbano. Il traffico veicolare e marittimo durante la
stagione turistica rappresentano la maggiore fonte di inquinamento e disturbo per la
popolazione.
16
Caratterizzazione dell'ambiente
Il sistema della viabilità dell’Elba è sicuramente adeguato alle esigenze dei residenti,
mentre risulta sovraffollato nei periodi di punta della stagione turistica, in cui si
registrano fino a 43.000 auto presenti (nell’intero territorio elbano, dato IRPET) .
Al traffico dei veicoli privati che nei mesi estivi percorrono la viabilità dell’Isola per
raggiungere le diverse mete turistiche, si aggiunge il traffico pesante dei mezzi per la
distribuzione delle merci, che peraltro, tende anch’esso ad aumentare in questi mesi
in considerazione dell’enorme aumento della domanda.
Il numero di autovetture private nella CM al 2004 era di circa 60 per 100 abitanti, un
valore analogo alla media nazionale. Il n° di veicoli per chilometro quadrato, così
come quello di autovetture, risultano invece inferiori alle medie nazionale, regionale
e provinciale; in estate tuttavia il numero di autovetture in circolazione cresce
sensibilmente e la concentrazione per chilometro quadrato supera i rispettivi valori
medi nazionale e regionale.
L’esame dei dati e delle informazioni relative al servizio di trasporto pubblico su
gomma nell’Isola documenta lo scarso ricorso a questo mezzo soprattutto nel
periodo estivo durante il quale utilizzano il mezzo pubblico non più di 2.800-2.900
persone, a fronte di una presenza di auto nello stesso periodo, che si aggira su 43.000
unità (fonte Agenda 21).
Nel comune di Capoliveri solo le principali località balneari sono raggiunte dal
servizio pubblico di autobus (ATL - servizio di trasporto pubblico dell’Isola d’Elba) e la
frequenza delle corse risulta generalmente bassa.
Relativamente alla qualità dell’aria, dalla classificazione del territorio regionale ai fini
della protezione della salute umana realizzata dalla regione Toscana (Valutazione
della qualità dell’aria ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale,
ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo 351/99 a cura di Regione Toscana
Giunta Regionale Direzione Generale Politiche Territoriali e Ambientali - Area “Qualità
dell'aria, rischi industriali, prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento”), si evince
che il comune di Capoliveri, ed in generale il più ampio comprensorio elbano, è
caratterizzato da un buono stato di qualità dell’aria ambiente, risultando di classe A
per la gran parte degli inquinanti esaminati, eccezion fatta per il PM10, per il quale
risulta in classe B .
Le principali pressioni su questa componente ambientale sono costituite dalle
emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti (dirette ed indirette) e dal rumore
generato principalmente dalla circolazione dei mezzi (esaminato nel paragrafo
“salute umana”); entrambe queste pressioni diventano elevate nel periodo estivo, in
relazione al forte afflusso turistico .
17
Caratterizzazione dell'ambiente
Relativamente al rumore, è da sottolineare come una componente particolarmente
significativa sia costituita dal rumore veicolare, che diventa particolarmente
importante nel periodo estivo, in relazione al considerevole afflusso turistico che
raggiunge con veicoli propri il territorio comunale ed in particolare le sue località
balneari (si ricorda come nel territorio del comune di Capoliveri siano concentrati
circa la metà degli arenili presenti in tutta l’Isola d’Elba). Il comune di Capoliveri
dispone dal 2008 di un Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), dal
quale si evince la classificazione acustica delle diverse porzioni di territorio
comunale. Nello specifico, i rilievi fonometrici eseguiti hanno permesso:
-
di inserire alcune zone nelle classi inferiori, ad esempio certe zone a carattere
prevalentemente industriale (classe V) sono state inserite, cconcordemente con
l'Amministrazione Comunale, nella classe IV in quanto soddisfano tali limiti;
-
l’inserimento delle Strade Provinciali in classe III, con fascia di 50 mt per lato;
-
l’inserimento del centro storico di Capoliveri in classe III: in tale aree sono
individuate anche le zone adibite a spettacolo temporaneo;
-
recettori sensibili: sono presenti n. 2 scuole presso il capoluogo, che anche sulla
base dei rilievi effettuati, sono classificati in zona II. Non sono presenti
ospedali, case di cura o case di riposo.
Non sono presenti le classi acustiche 5 e 6 , classi che caratterizzano zone
prevalentemente industriali ed esclusivamente industriali, non sono presenti nel
territorio.
Come descritto, la struttura del territorio è a vocazione essenzialmente turistica, per
cui le zone da adibire a spettacoli temporanei all'aperto sono rappresentante dalle
piazze del centro storico. Tali spettacoli, che possono determinare emissioni
acustiche superiori ai limiti di zona (previa deroga da richiedere all'Amministrazione
Comunale, ai sensi della Legge 447/95) sono svolte essenzialmente d'estate.
Relativamente all’inquinamento elettromagnetico è da precisare che il territorio
comunale di Capoliveri non è attraversato da linee elettriche ad alta tensione, il cui
tracciato attraversa invece altri comuni elbani.
18
Caratterizzazione dell'ambiente
Popolazione, salute umana e qualità dell’aria: obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Ridurre la
percentuale di
popolazione
esposta
all’inquinamento
atmosferico
Ridurre il grado
di rischio di
accadimento di
incidente
rilevante
Riduzione
dell’esposizione
della popolazione
all’inquinamento
acustico
2
Indicatori
DPS
R
Disp.
dati
Stato
ante
PS
Tendenza
col PS
Obiettivi Specifici
Ridurre le emissioni
dirette e indirette
Entità delle emissioni 2
P
+
Migliorare l’offerta
del servizio
pubblico
N° di località balneari
raggiunte dai mezzi di
trasporto pubblico e loro
frequenza
D
+++
“stato di qualità dell'aria”
(classificazione regionale
in base al D.lgs. 351/99)
S
+++
☺
“stato di qualità dell'aria biomonitoraggio con
licheni”
S
+++
☺
N° veicoli circolanti
(periodo invernale)
S
++
☺
N° veicoli circolanti
(periodo estivo)
S
+
Popolazione esposta a
livelli di inquinamento
atmosferico superiori ai
valori limite
S
ND
Ridurre il grado di
rischio di
accadimento di
incidente rilevante
N° di aziende a rischio di
incidente rilevante
P
+++
Attuare le
disposizioni
normative
Stato di approvazione dei
piani di classificazione
acustica
R
++
Mitigare
l’inquinamento
acustico
Interventi di risanamento
sulle infrastrutture di
trasporto
R
++
Ridurre la % di
popolazione
esposta a Inq.
acustico
% di popolazione esposta
a inquinamento acustico
S
++
Mantenimento della
qualità dell'aria
(estate)
(estate)
☺
☺
(estate)
☺
☺
Dati riferiti alla CM dell’Arcipelago in quanto non disponibili a livello locale
19
Caratterizzazione dell'ambiente
DPS
R
Disp.
dati
% di popolazione esposta
a campi elettromagnetici
S
ND
km di linea elettrica
AT/km2 di territorio
comunale
S
++
km di linea elettrica
MT/km2 di territorio
comunale
S
ND
N° di superamenti dei
valori limite di legge dei
livelli di campo
elettromagnetico
S
++
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Riduzione
dell’esposizione
della popolazione
all’inquinamento
elettromagnetico
Indicatori
Stato
ante
PS
Tendenza
col PS
Obiettivi Specifici
Riduzione della %
di popolazione
esposta a campi
elettromagnetici
☺
☺
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
Rumore: rispetto a questo fattore di rischio (rif. Art.53 dello Statuto al PS), al fine di
tutelare la salute pubblica nell’intero territorio comunale, mediante il contenimento
dell’inquinamento acustico nelle zone prevalentemente residenziali, si ribadisce come il
comune dovrà comunque dotarsi del Piano Comunale di Classificazione Acustica (PCCA), in
applicazione della L.r. 89/98, sui criteri desunti dalle linee guida approvate con deliberazione
del Consiglio Regionale 77/2000. Di tale piano si dovrà tenere conto per la formazione dei
principali piani di settore di competenza comunale e per le valutazioni che il piano strutturale
e le vigenti norme prescrivono come necessarie per le previsioni insediative e infrastrutturali
che saranno previste dal regolamento urbanistico e dagli eventuali programmi integrati di
intervento. Infatti, soltanto a seguito della predisposizione della classificazione
acustica del territorio comunale realizzata nell’ambito del PCCA potranno essere
puntualmente individuate le eventuali misure di miglioramento.
Radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici): rispetto a questo fattore di
rischio (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3 requisiti delle infrastrutture tecnologiche, p.5),
l’obiettivo è quello di razionalizzare sul territorio la presenza di elettrodotti, cabine di
trasformazione, antenne ricetrasmittenti, in riferimento alla legislazione nazionale e
regionale vigente. In particolare:
in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee;
evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione;
20
Caratterizzazione dell'ambiente
in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione lontano dai
centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi pubblici.
E’ da ricordare a tal proposito come nel territorio comunale non sono presenti linee
elettriche ad alta tensione .
Rispetto alla qualità dell’aria (rif. Art.10 “Aria” dello Statuto del PS), si precisa come il
maggiore carico antropico che incide sulla qualità dell’aria è la presenza di infrastrutture
viarie. L’obiettivo principale è quello di mantenere i livelli di qualità attuale dell’aria, in
particolare nelle zone ove sono previsti interventi di sviluppo insediativi affinché si
garantiscano degli standard di qualità, stabiliti da leggi, decreti e norme in vigore. Per il
raggiungimento di tali obiettivi il Regolamento Urbanistico dovrà attuare le seguenti azioni:
-Assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare
l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.
-imporre ad ogni nuova iniziativa industriale l’adozione e il mantenimento degli standards di
legge relativamente all’inquinamento acustico ed atmosferico;
-incentivare l’utilizzo di processi produttivi che non prevedano un elevato impiego di
inquinanti quali ad esempio i composti organici volatili;
-incentivare la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento con impianti dotati di
bruciatori a bassa emissione di ossido di azoto.
-migliorare la fluidificazione del traffico e la riduzione dello stesso all’interno del centro
abitato.
Si inserisce inoltre in questo quadro quanto previsto dallo Statuto del PS all’art.17
dello Statuto, § 17.2 “Adeguamento e riorganizzazione funzionale delle reti di
comunicazione”, come di seguito riportato.
1. Per le strade di interesse storico e panoramico, rilevate nel quadro conoscitivo, saranno
predisposti progetti specifici che integreranno il traffico meccanizzato lento con percorsi
ciclabili e pedonali. I progetti prevederanno inoltre aree di sosta e di belvedere e la
riqualificazione degli spazi e dei manufatti adiacenti alle strade.
Con detti progetti si costituirà inoltre un sistema di percorsi turistici consistenti in
piste ciclabili, strade pedonali, ippovie. I percorsi utilizzeranno preferibilmente la viabilità
storica e quella di servizio all’agricoltura, ancora presente o da recuperare in caso di degrado o
di abbandono.
Le reti stradali interne agli abitati saranno oggetto di interventi di riordino e
riqualificazione rivolti al miglioramento della qualità urbana.
2.
Il recupero della viabilità minore e vicinale che dovrà essere privilegiato in ogni
intervento di riqualificazione territoriale, ha i seguenti obiettivi:
- mantenere attiva una rete viaria altrimenti destinata a ridursi o degradarsi;
- ritrovare una maglia articolata di supporto alla viabilità principale;
21
Caratterizzazione dell'ambiente
- costituire una rete di collegamento “leggera” per permettere una fruizione di tutto il
territorio, delle sue risorse paesaggistiche e storiche, attivando un circuito del tempo libero
e del turismo alternativo;
- costituire una sede per mobilità leggera: percorsi pedonali, ciclocross, percorsi vita,
percorsi verdi.
3.
Per le viabilità esistenti esterne agli abitati:
- è obbligatoria la manutenzione della strada e il mantenimento in piena efficienza delle
fossette e dei ponticelli, cosi come dovrà essere mantenuto integro l’assetto vegetazionale di
margine costituito da alberature e siepi;
- è obbligo di recuperare la rete sentieristica individuata nella cartografia del quadro
conoscitivo e di mantenerla in efficienza con particolare riguardo per l’accessibilità al mare
e alle emergenze naturalistiche, ambientali e storico-architettoniche.
Sempre rivolte alla riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria, sono le azioni di
trasformazione previste dal PS in differenti UTOE e consistenti:
•
nella pedonalizzazione del centro storico di Capoliveri (rif. Unità di Capoliveri);
•
nell’attuazione di un piano degli arenili (rif. UTOE costiere);
•
nella realizzazione di nuovi servizi pubblici, quali aree a verde attrezzato e parcheggi
per il superamento della criticità “viabilità e sosta” (rif. tutte le UTOE eccezion fatta
per U. di Stella, U. della Zona Umida, U. di Norsi).
In sintesi, le previsioni di piano sopra citate procedono nella direzione degli obiettivi
di sostenibilità individuati, andando a contrastare l’attuale tendenza al progressivo
peggioramento nel tempo della qualità dell’aria (incluso inquinamento acustico ed
elettromagnetico) assunta dagli indicatori individuati. Infatti, da un lato
l’adeguamento e riorganizzazione della rete di comunicazione e le azioni di
trasformazione previste dal PS in differenti UTOE consentono di razionalizzare il
traffico e la sosta, con conseguente riduzione dell’inquinamento dell’aria; dall’altro, il
contenuto aumento edificatorio e della ricettività turistica (previsto un aumento di 373
posti letto nel turistico alberghiero), consente una reale inversione di tendenza rispetto
agli indirizzi dell’attuale PdF (si confrontino i dati contenuti nella tabella col
dimensionamento previsto). E’ necessario tuttavia ribadire come, per il
raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità individuati si renda necessaria, a
livello di intero comprensorio elbano, l’attuazione di una politica indirizzata alla
limitazione del traffico veicolare privato nell’Isola a vantaggio di forme di trasporto
pubblico collettivo (limitando il traghettamento di autovetture dal continente
all’Isola nel periodo estivo e potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti
nell’Isola con la creazione ad esempio di linee di bus navetta per l'accesso alle
principali spiagge e ai centri abitati). Va ribadito tuttavia che l’assenza, a livello di
Isola d’Elba, di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare, ad
esempio limitando il traghettamento di autovetture dal continente all’Isola nel
22
Caratterizzazione dell'ambiente
periodo estivo e potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti nell’Isola,
concorre nel rafforzare questa tendenza.
3.2.2. Suolo e sottosuolo
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti:
−
−
−
−
−
−
−
−
−
−
Quadro conoscitivo del P.T.C.P. della Provincia di Livorno (1998);
Piano d'Ambito dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Toscana Costa (2001).
Piano di Assetto Idrogeologico - Bacino Toscana Costa (2005).
Piano di Tutela delle Acque della Toscana - Bacino Toscana Costa (2005).
Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA).
Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri.
Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano.
Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno.
Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006).
D.P.G.R. 27/04/2007 n° 26/R “Regolamento di attuazione dell’art. 62 della LR
1/2005 in materia di disciplina delle costruzioni in zona sismica”.
− D.G.R. 831 del 23/07/2001 “Progetto di Piano Stralcio per l’Assetto
Idrogeologico dei bacini di rilievo regionale Toscana Nord, Coste e Ombrone”.
− P.I.T. della Regione Toscana (D.C.R.T. n° 72/2007).
Consumo di suolo ed aspetti idrogeologici e gemorfologici
In termini di consumo e di impermeabilizzazione del suolo il territorio comunale di
Capoliveri negli ultimi decenni ha subito intense trasformazioni, con particolare
riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa ed ai processi di
abbandono di ex aree agricole. Il Comune presenta oggi, in molte sue zone, un
elevato grado di artificialità e di urbanizzazione, con un valore medio comunale del
12% di territorio urbanizzato o ad elevata artificialità. Si tratta di un fenomeno che si
è sviluppato nel tempo, considerando che già nel 1985 la superficie di urbanizzato
per abitante (pari a 1551 mq/abitante) era la più alta tra i comuni della Provincia di
Livorno. Le aree agricole interessano circa l’11% del territorio comunale,
concentrandosi soprattutto nella pianura di Mola e di Lacona, molto ampia è la
superficie interessata da macchie e boschi mediterranei (43%), mentre l’elevata
presenza di arbusteti (15,9%) e di rimboschimenti (12%) dimostra la perdita di terreni
agricoli e di pascoli avvenuta negli ultimi decenni. Tale paesaggio agricolo è stato
inoltre ridotto e frammentato dallo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa.
23
Caratterizzazione dell'ambiente
L’edificato sparso a bassa densità costituisce l’elemento di urbanizzazione più
diffuso nel territorio comunale con particolare riferimento all’ambito occidentale ed
orientale del sistema di Capoliveri ed al sistema di Lacona. Ciò risulta evidente anche
analizzando il grado di artificialità particolarmente elevato in tali sistemi. Al
fenomeno dell’edilizia residenziale diffusa si associa inoltre lo sviluppo delle reti
stradali con elevati livelli dell’indice di frammentazione da opere stradali (con un
massimo di 6,9 km/kmq per l’Unità di Naregno). Nei tre sistemi le dinamiche
insediative hanno interessato porzioni di territorio sempre più vaste nello “spazio
aperto” (non occupato dall’urbanizzazione) secondo un modello discontinuo, a bassa
intensità (modello “sprawl” o a insediamento diffuso), con elevata frammentazione
ed erosione dell’uso del suolo. Le porzioni di territorio di Capoliveri ove si è più
sviluppato questo modello insediativo sono l’area di Lacona-Margidore e del
Capoluogo. Nella prima area ad una presenza di strutture turistiche concentrate sulla
costa (perlopiù campeggi) si associa un piccolo nucleo urbano recentemente
interessato da progetti di PEEP e da un sistema agricolo relittuale ad edificato sparso.
La seconda area vede la presenza del nucleo storico di Capoliveri con versanti
degradanti verso le coste orientali (Naregno, Calagrande) ed occidentali (Lido,
Zuccale, Madonna delle Grazie, Morcone) ed interessati da edilizia residenziale
sparsa ad alta e medio-bassa densità. La periferia est del Capoluogo ha visto inoltre
negli ultimi anni lo sviluppo di nuove aree urbanizzate, estendendo il centro abitato
verso le aree agricole marginali. Il quadro dei livelli di consumo del suolo presenta
una condizione sicuramente negativa da sottoporre a processi di inversione di
tendenza e di deframmentazione. Tale inversione costituisce infatti un elemento
caratteristico del recente Piano strutturale del Comune di Capoliveri e del presente
RU. La situazione relativa all’uso del suolo nel territorio comunale costituisce un
potenziale elemento critico rispetto al rischio idrogeologicio, ove “l’evento meteorico
del settembre 2002 ha evidenziato come l’impatto urbanistico e l’abbandono dei terreni
agricoli e la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua hanno reso precario l’assetto idrogeologico
dell’Isola d’Elba” (Comunità Montana Arcipelago Toscano, 2006). Gran parte delle
aree interessate dai fenomeni di dissesto dell’evento meteorico del 2002 erano
perimetrate nel PAI Toscana Costa come Aree a pericolosità idraulica o
geomorfologica elevata o molto elevata.
A seguito degli eventi di cui sopra la Regione Toscana nel 2002 (Del.G.R. 1054/2002)
ha individuato alcune misure di regolamentazione degli interventi edilizi nelle aree a
rischio idraulico, la verifica delle classi di pericolosità idraulica e della localizzazione
delle aree in frana, ed altre misure cautelative. A tale atto, sempre nel 2002, è seguito
il Piano di prevenzione, ripristino e messa in sicurezza dei bacini dell’Isola d’Elba e
relativo programma di interventi. Gli approfondimenti relativi alle aree a
pericolosità idraulica e geomorfologica sono stati realizzati a livello di quadro
conoscitivo del Piano Strutturale. In termini di pericolosità idraulica le aree sensibili
sono individuate nella Carta di pericolosità idraulica 1:5.000 delle Indagini geologicotecniche (quadro conoscitivo del PS) con le classi 3 e 4; le aree a Pericolosità Idraulica
24
Caratterizzazione dell'ambiente
Elevata e Molto Elevata di cui al P.A.I. 2004 sono riportate come aree a Pericolosità 4.
Le aree a P.I.M.E. sono costituite dalle aree di fondovalle soggette a fenomeni di
esondazione e ristagno e la fascia dei 10 metri dal ciglio di sponda dei fossi.
Nell’ambito del presente RU sono state realizzate ulteriori carte di dettaglio della
pericolosità geomorfologica e idraulica, con elaborati realizzati su base C.T.R. in scala
1:10.000 e 1:2.000, effettuati per UTOE ben circoscritte, relative in particolare alle
località di Capoliveri, Mola e Lacona.
Sono inoltre presenti aree a pericolosità geomorfologica elevata e molto elevata
particolarmente concentrate nelle zone costiere, nelle aree alto collinari a maggiore
acclività, ma soprattutto nei versanti meridionali del Monte Calamita, nelle aree in
passato interessate da attività minerarie. La presenza di aree minerarie e cave,
ancora non oggetto di intervento di recupero ambientale, costituisce un elemento che
aggrava il rischio geomorfologico. La cava di Colle Reciso è stata inserita come area a
pericolosità geologica Classe 4 in quanto trattasi di una cava inattiva, è stato realizzato un
progetto per un intervento di recupero della stessa già in fase esecutiva, ma non ancora
realizzato (PS Comune di Capoliveri).
La zona del M.te Calamita è sede di alcune emergenze storico-paesaggistico di
notevole interesse: si tratta di 3 aree minerarie (aree minerarie dei Sassi Neri, Ginevro
e Poggio Polveraio) dimesse situate lungo la costa rocciosa che caratterizza il
promontorio. Le aree sono tutelate dal Parco dell’Arcipelago Toscano e dal Parco
Minerario. La notevole valenza turistica di ciascuna di queste aree è dovuta alla
presenza del laghetto dei Sassi Neri e alla miniera del Ginevro (ad oggi visitabile su
appuntamento), ma lo sviluppo turistico e la valorizzazione della risorsa è frenata
principalmente dal notevole degrado geomorfologico-ambientale in cui versa tutta l’area. In
particolare si segnala la presenza di numerose discariche minerarie instabili o potenzialmente
instabili diffuse su tutte e tre le aree (la zona di M. Polveraio è segnalata anche nel Piano
Regionale di bonifica delle aree inquinate - DCRT 384 del 21.12.99). L’assetto geologico
delle aree minerarie è riportato nella Carta del Degrado Ambientale e nella Carta della
Pericolosità Geologica allegate alle Indagini Geologico-Tecniche. (art.13, comma 3, PS
Comune di Capoliveri).
Oltre alla presenze di strutture antropiche e di aree minerarie lo sviluppo degli
incendi può aggravare locali condizioni di rischio geomorfologico. Il territorio del
Comune di Capoliveri presenta un indice di pericolosità per lo sviluppo degli
incendi boschivi di livello “alto”, con particolare riferimento alla zona del Monte
Calamita. I dati dell’evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba derivanti dal
Progetto pilota per la riqualificazione delle spiagge dell’Isola d’Elba mediante il
ripascimento con sedimenti prelevati a mare” indicano per i sistemi più importanti
(anni 1997-2002), Lacona e Margidore, rispettivamente un leggero avanzamento (per
Lacona +2387 mq e + 1,9 m variazione lineare media) o una stabilità, una condizione
riscontrata anche nella spiaggia del Lido. La spiaggia di Naregno risulta invece in
forte erosione (-1528 mq e -3,5 m variazione lineare media).
25
Caratterizzazione dell'ambiente
Relativamente al rischio sismico il territorio comunale è inserito nella 4° categoria
sismica nazionale (D.P.C.M. n°3274 del 20/03/2003) per cui non è necessaria
l’elaborazione della Carta delle Zone a Maggior Pericolosità Sismica Locale (ZMPSL).
Il RU recepisce le norme in materia di rischio sismico di cui al DPGR n. 54/R del 25
ottobre 2011 ed in particolare l’articolo C.5 .
26
Caratterizzazione dell'ambiente
Suolo e sottosuolo: Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Ridurre il prelievo delle
risorse naturali
Prevenire il
rischio
idrogeologico
Ridurre le aree
percorse da
incendi
Prevenire
l’erosione
costiera
Stato
ante PS
Tendenza
con il PS
Obiettivi Specifici
Prevenire il rischio
idrogeologico
Ridurre la
dinamica delle
aree artificiali
Indicatori
DPSR Disp.
dati
% di supeficie a rischio
idrogeologico
% di supeficie a alta
pericolosità geomorfologica
Classe di rischio sismico
% di supeficie a alta
pericolosità idraulica
Numero cave e miniere
attive
Numero cave e miniere
abbandonate
Numero cave e miniere
ripristinate
Variazione categorie uso
del suolo
S
+++
S
+++
R
+++
S
+++
P
+++
P
+++
P
+++
S
++
☺
☺
Valutare gli effetti degli
insediamenti territoriali
in relazione alla difesa
del suolo
Verifiche geologico-tecniche
a supporto della
pianificazione urbanistica
R
++
Evitare ulteriori danni
derivanti da fenomeni di
dissesto idrogeologico
Misure cautelari a seguito
degli eventi calamitosi
nell’Isola d’elba
R
++
☺
Attuare gli interventi di
tutela del suolo previsti
dal PAI
Attuazione PAI
R
++
☺
R
+
☺
P
+++
Attivare funzioni di
regimazione delle acque
e di tutela del suolo
Ridurre la dinamica
delle aree artificiali
Limitare la dispersione
di insediamenti urbani
sul territorio e ridurre
l’impermeabilizzazione
del suolo
Istituzione e attivazioni
funzioni Consorzio di
Bonifica
Variazione percentuale
delle aree artificiali
Impiego del suolo per lo
sviluppo urbano
P
+++
Ridurre le aree percorse
da incendi
Superficie percorsa da
incendi
S
+++
Prevenire l’erosione
costiera
Chilometri di costa in
erosione
S
++
Quadro complessivo
delle spiagge dell’Elba
Evoluzione delle spiagge
dell’Isola d’Elba
S
++
27
Caratterizzazione dell'ambiente
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
Relativamente all’uso del suolo e alle sue modifiche lo stato attuale e la tendenza
mostrano una situazione critica dovuta allo sviluppo di un diffuso edificato
residenziale sparso a bassa densità. Tale fenomeno ha caratterizzato, negli ultimi
decenni, il territorio di Capoliveri raggiungendo in molte aree valori molto alti di
urbanizzazione, grado di artificialità e frammentazione. La trasformazione di
paesaggi agricoli, anche terrazzati, in sistemi residenziali diffusi ha causato anche
effetti indiretti quali la perdita delle attività manutentive delle sistemazioni agrarie,
con ricadute negative in termini di rischio idrogeologico.
La situazione ante PS non evidenziava una drastica inversione di tendenza con
previsioni da attuare o già concessionate che comportanto un ulteriore aumento del
consumo di suolo e dei relativi indicatori, ciò con riferimento, ad esempio, alla zona
di Lacona, alla periferia orientale di Capoliveri e alla Pianura di Mola. Tale
situazione costituisce un elemento di criticità anche relativamente al rischio
idrogeologico ove “l’evento meteorico del settembre 2002 ha evidenziato che l’impatto
urbanistico, l’abbandono dei terreni agricoli e la scarsa manutenzione dei corsi d’acqua hanno
reso precario l’assetto idrogeologico” (Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano, 2006)
Nel contesto dell’obiettivo di riduzione del rischio idrogeologico il trend risulta in
miglioramento per l’attuazione delle misure cautelari a seguito degli eventi
calamitosi avvenuti nell’Isola d’Elba negli ultimi anni e come attuazione del PAI.
Permangono nell’area del Monte Calamità situazione di forte dissesto
geomorfologico aggravate anche dai frequenti incendi estivi. Positivo risulta
l’indicatore relativo alla chiusura e al ripristino di cave/miniere anche se
permangono elementi di criticità geomorfologica per le aree minerarie e le discariche
dell’area del Monte Calamita (versanti meridionali ed orientali).
Con l’eccezione della spiaggia di Naregno le coste sabbiose di Capoliveri, anche se
hanno subito negli ultimi decenni forti fenomeni di erosione, risultano stabili o in
leggero avanzamento; un elemento positivo in considerazione del valore ambientale
ed economico di tali ambiti.
Il nuovo PS si è posto come obiettivo anche quello della riduzione
dell’impermeabilizzazione superficiale (art.8, comma 3 salvaguardie idrauliche): Su
tutto il territorio comunale le modifiche del coefficiente di deflusso conseguenti alla
realizzazione di nuovi edifici, sistemazioni esterne, parcheggi e viabilità devono essere
compensate mediante:
-
- il mantenimento del 25% della superficie fondiaria di pertinenza non
impegnata da costruzioni e che comunque consenta l’assorbimento delle acque
meteoriche con le modalità naturali preesistenti;
28
Caratterizzazione dell'ambiente
-
- il mantenimento della superficie fondiaria di pertinenza non impegnata da
costruzioni e che comunque consenta l’assorbimento delle acque meteoriche con le
modalità naturali preesistenti dovrà essere del 30% nei centri abitati e del 50% nel
territorio rurale;
-
- tipologia idonea all’infiltrazione dei materiali di rivestimento e costruttivi di
parcheggi e viabilità;
-
- opere di autocontenimento quando non sia verificata l’officiosità delle reti
idrologiche naturali o artificiali di recapito delle acque del lotto in questione.
Per molti Sistemi è previsto il divieto di nuova edificazione salvo quella connessa
all’attività agricola. Per queste aree la strategia di governo del territorio “è quella di
evitare un ulteriore proliferazione insediativa e riqualificare l’area sotto il profilo
paesaggistico e ambientale” (art.40.1; 40.2 del PS).
Per il sistema di Lacona, già descritto nel quadro conoscitivo come una delle aree ove
è più sviluppata l’edilizia residenziale diffusa, il PS prevede:
- il divieto di nuova edificazione nel territorio rurale salvo quella connessa all’attività
agricola;
- il divieto di edificazione nelle aree tra l’arenile e la via di Margidore; pur ammettendosi
spazi ricreativi e sportivi e di verde attrezzato con piccoli manufatti di servizio;
- il divieto di ulteriori edificazioni nell’ambito tra via di Margidore e perimetro superiore di
sistema, salvo quanto ammesso dalla disciplina urbanistica previgente che il presente piano
conferma, rimandando al regolamento urbanistico in conformità alla norma di tipologia 2,
categoria E (trasformabilità limitata);
Per il sistema di Lacona è inoltre prevista:
•
•
•
formazione di un centro di aggregazione sociale e funzionale, con i necessari servizi.
L’ubicazione di questo centro e le sue caratteristiche funzionali saranno precisate dal
regolamento urbanistico, a seguito di presentazione di progetto preliminare, nei limiti
di volume pari a mc. 5.000; l’ubicazione dovrà essere individuata in aree già
antropizzate e in continuità con l’edificato esistente.
completamento della zona di edilizia economica e popolare (PEEP), in località Bivio di
Margidore, parzialmente attivata; il progetto relativo della porzione di PEEP da
completare dovrà valorizzare/mantenere gli elementi arborei agricoli residui e dovrà
prevedere un progetto di verde di arredo finalizzato a ridurre la visibilità
dell’intervento dagli assi stradali circostanti.
formazione di una media struttura commerciale che il regolamento urbanistico
preciserà nella misura di una superficie di vendita non superiore a mq. 400.
Per il territorio del Capoluogo il PS prevede le seguenti azioni di trasformazione:
29
Caratterizzazione dell'ambiente
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
realizzazione di una nuova struttura ricettiva con annessi servizi e un centro
congressi connessi al recupero e riqualificazione dell’ex parcheggio interrato
denominato “zaccarì”;
realizzazione di un polo scolastico della scuola materna e d’obbligo e recupero delle
strutture esistenti a funzioni pubbliche;
realizzazione di un ecocentro per la raccolta differenziata nei pressi del magazzino
comunale provvedendo ad idonee schermature vegetazionali;
realizzare gradualmente la pedonalizzazione del centro storico, realizzazione di
parcheggi e allontanamento delle attività non compatibili.
vengono confermate le previsioni del previgente piano, comprese due medie strutture
commerciali della superficie di vendita non superiore a mq. 400 ciascuna e la nuova
struttura ricettiva;
sono consentite saturazioni e completamenti a destinazione d’uso prevalentemente
residenziale dell’abitato esterno al centro storico, per una soglia volumetrica di mc.
15.000 prioritariamente tese alla realizzazione di alloggi per residenti;
ristrutturazione e ampliamento del patrimonio edilizio ai fini residenziali, di servizio,
di interesse pubblico e generale e turistico ricettivi nei limiti stabiliti e in coerenza con
gli obbiettivi, prescrizioni e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo
II e III della presente disciplina;
realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse generale
con particolare riferimento ad esercizi pubblici;
potenziamento e riqualificazione delle attività commerciali che dovranno favorire la
realizzazione di luoghi di ristorazione, di esercizi e servizi pubblici;
la realizzazione di nuovi servizi pubblici, con particolare riferimento ad aree a verde
connettivo, urbano e di arredo, servizi scolastici e parcheggi, finalizzati al
miglioramento degli standards di legge.
la riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la
delocalizzazione di quelle attività incolpatibili con le funzioni dell’edificiato
circostante.
Complessivamente, relativamente alle aree urbane, il PS prevede quindi (art. 36)
Limitati incrementi ... da individuarsi all’interno degli ambiti insediativi di Lacona e del
Capoluogo. Piccole saturazioni rispondenti al criterio di compatibilità di cui al successivo art.
68 potranno aversi nei lotti interclusi e marginali di centri e nuclei. Gli incrementi avranno
carattere di saturazione dell’edificato presente in tali ambiti e avranno di norma gli aspetti
tipologici prescritti dal regolamento urbanistico per gli interventi edilizi compatibili. Le
nuove previsioni residenziali corrispondono, relativamente al nuovo PS, ai 15.000 mc
previsti per il capoluogo, oltre a 38.130 mc di residuo PdF distribuiti in tutto il
territorio comunale (ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti senza incremento
delle unità abitative). Relativamente al settore turistico ricettivo alberghiero ed
extralberghiero il PS prevede un totale di nuovi 27.850 mc a cui devono sommarsi i
residui di Pdf (38.278 mc). In termini di consumo del suolo il PS prevede anche 8.000
mc di industriale /artigianale (a Capoliveri), 13.370 mc di commerciale/direzionale
tra previsioni di PS e residuo di PdF (con l'eliminazione di 13.500 mc a Mola).
30
Caratterizzazione dell'ambiente
Le trasformazioni previste all’interno delle UTOE potranno avvenire a condizione
che siano compatibili con lo stato dei luoghi sotto il profilo ambientale, paesaggistico
ed insediativo secondo quanto disciplinato al Titolo II della disciplina di PS. I nuovi
interventi, in considerazione della struttura dei luoghi, dovranno essere attuati
congruentemente con il paesaggio e in armonica crescita con le tipologie preesistenti.
(art.36). Relativamente alle modifiche dell’uso del suolo e allo sviluppo dell’edificato
le previsioni del PS risultano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità individuati
nell’ambito del PRAA e dei Segnali Ambientali, che prevedono di “Ridurre la
dinamica delle aree artificiali” e di “Limitare la dispersione di insediamenti urbani sul
territorio e ridurre l’impermeabilizzazione del suolo”.
Gli indicatori del Trend danno quindi un giudizio positivo in termini di “variazione
percentuale delle aree artificiali” e di “impiego di suolo per lo sviluppo urbano”,
invertendo una tendenza negativa che ha caratterizzato il territorio di Capoliveri
negli ultimi decenni.
Nell’area del centro urbano di Capoliveri le volumetrie vanno però a sommarsi ai
residui di Pdf in corso di realizzazione, o già concessionati, ove saranno messi in atto
interventi di mitigazione in grado di ridurre gli elementi di criticità paesaggistica
legati al rapporto dimensionale e spaziale con il centro storico e al paesaggio agricolo
collinare della periferia orientale. Nell'ambito della valutazione complessiva delle
previsioni di PS è stata ritenuta indispensabile, anche ai fini della procedura di
incidenza, la eliminazione delle previsioni di aree commerciali nella Pianura di Mola.
In termini di consumo/impermeabilizzazione di suolo un elemento potenzialmente
critico è costituito dalle previsioni di PS di oltre 70.292 mq di parcheggi a cui si
devono sommare i residui di PdF (pari a 21.761 mq).
Oltre a tale previsione devono essere considerate le trasformazioni insediative
potenziali nell’ambito delle aree agricole come normate dalla LR 1/2005, dal
regolamento 5R/2007 e dalle norme di PS. Quest’ultime trasformazioni, applicabili
nel 47% del territorio comunale (non classificato Area Protetta o Sito Natura 2000),
risultano non facilmente quantificabili in termini di volumetrie e di effetti ambientali.
Ciò anche se l'estrema frammentazione agricola e proprietaria non dovrebbe
consentire sviluppi volumetrici significativi dell'edificato rurale.
Il PS prevede come Ogni intervento edilizio o modificazione morfologica deve essere
conseguente a uno studio il cui livello è stabilito nella Carta della Fattibilità sulle
caratteristiche geologiche e geomorfologiche, cos“ come evidenziato dalle Indagini geologicotecniche. L’intervento dovrà essere condizionato al raggiungimento della condizione di
stabilità dei versanti e di una corretta regimazione idrica superficiale o comunque dovrà
essere realizzata in modo da mitigare i fenomeni di dissesto geomorfologico per l’area di
pertinenza e per le zone immediatamente circostanti, secondo quanto già stabilito agli articoli
precedenti.
31
Caratterizzazione dell'ambiente
La presenza di aree minerarie e cave, ancora non oggetto di intervento di recupero
ambientale, costituisce un elemento che aggrava il rischio geomorfologico. La cava di
Colle Reciso è stata inserita come area a pericolosità geologica Classe 4 in quanto trattasi di
una cava inattiva, è stato realizzato un progetto per un intervento di recupero della stessa già
in fase esecutiva, ma non ancora realizzato (art.40.2). La zona del M.te Calamita è sede di
alcune emergenze storico-paesaggistico di notevole interesse: si tratta di 3 aree
minerarie (aree minerarie dei Sassi Neri, Ginevro e Poggio Polveraio) dimesse situate
lungo la costa rocciosa che caratterizza il promontorio. Le aree sono tutelate dal
Parco dell’Arcipelago Toscano e dal Parco Minerario. La notevole valenza turistica di
ciascuna di queste aree è dovuta alla presenza del laghetto dei Sassi Neri e alla
miniera del Ginevro (ad oggi visitabile su appuntamento), ma lo sviluppo turistico e
la valorizzazione della risorsa è frenata principalmente dal notevole degrado
geomorfologico-ambientale in cui versa tutta l’area. In particolare si segnala la presenza di
numerose discariche minerarie instabili o potenzialmente instabili diffuse su tutte e tre le aree
(la zona di M. Polveraio è segnalata anche nel Piano Regionale di bonifica delle aree
inquinate - DCRT 384 del 21.12.99). L’assetto geologico delle aree minerarie è riportato
nella Carta del Degrado Ambientale e nella Carta della Pericolosità Geologica allegate alle
Indagini Geologico-Tecniche. (art.13, comma 3).
L’unita’ del parco minerario comprende le aree oggetto di concessioni minerarie,
trattandosi di aree non ancora bonificate presentano numerose aree in frana o soggette a
dilavamenti o erosioni principalmente a carico delle numerose discariche presenti. Le aree a
P.F.M.E., le aree P.F.E. e le aree a pericolosità geologica classe 4 indicate non
comprendono ovviamente la totalità delle aree pericolose, per definire le quali
sarebbe necessario uno studio a scala di maggior dettaglio. L’area sta assumendo negli
ultimi anni una certa valenza turistica è pertanto necessario eseguire indagini geognostiche e
verifiche della stabilità del versante, a livello di area complessiva, prima di eventuali
interventi di ripristino dei siti.
Oltre alla presenze di strutture antropiche e di aree minerarie lo sviluppo degli
incendi può aggravare locali condizioni di rischio geomorfologico. Il territorio del
Comune di Capoliveri presenta un indice di pericolosità per lo sviluppo degli
incendi boschivi di livello “alto”, con particolare riferimento alla zona del Monte
Calamita. I dati dell’evoluzione delle spiagge dell’Isola d’Elba derivanti dal
Progetto pilota per la riqualificazione delle spiagge dell’Isola d’Elba mediante il
ripascimento con sedimenti prelevati a mare” indicano per i sistemi più importanti
(anni 1997-2002), di Lacona e Margidore, rispettivamente un leggero avanzamento
(per Lacona +2387 mq e + 1,9 m variazione lineare media) o una stabilità, una
condizione riscontrata anche nella spiaggia del Lido. La spiaggia di Naregno risulta
invece in forte erosione (-1528 mq e -3,5 m variazione lineare media).
Le previsioni del PS risultano coerenti con gli obiettivi di sostenibilità individuati
nell’ambito del PRAA e dei Segnali Ambientali, finalizzati a “Prevenire il rischio
idrogeologico”, “valutare gli effetti degli insediamenti territoriali in relazione alla difesa del
32
Caratterizzazione dell'ambiente
suolo”, “ridurre il prelievo delle risorse naturali” e a “evitare ulteriori danni derivanti da
fenomeni di dissesto idrogeologico”.
3.2.3. Energia
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati ricavati dalle seguenti fonti:
•
Proposta di Piano Energetico Provinciale , Livorno settembre 2012
•
•
Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA).
Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda 21, 2006
•
Quadro conoscitivo del Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Livorno , approvato il 25.03.2009.
Descrizione e stato
L’energia rappresenta un fattore strategico per lo sviluppo economico e sociale di un
territorio ed è un determinante per la competitività dei settori produttivi e dei
servizi. Il sistema energia (produzione, trasporto, consumo) rappresenta una delle
maggiori sorgenti di emissioni di inquinanti atmosferici e di gas climalteranti.
Nel territorio dell’Isola d’Elba non sono presenti poli produttivi significativi o utenze
industriali con consistenti consumi energetici
La principale fonte di approvvigionamento energetico dell’Elba è garantita attraverso
il collegamento elettrico a 132 kV in c.a., in gran parte sottomarino, con il
continente.
Non esiste una rete di distribuzione del gas collegata al continente, pertanto il
fabbisogno di energia termica per il riscaldamento è soddisfatto facendo ricorso in
gran parte ai bomboloni di GPL o ai serbatoi di gasolio ed in parte solo residuale a
forniture di kerosene e legna. Per gli usi domestici di cucina si ricorre alle bombole di
gas butano.
L’unico impianto per la produzione di energia esistente all’Elba è costituita da una
centrale turbogas da 17,1 MW, ubicata nel comune di Portoferraio e costruita negli
anni settanta.. La Centrale ha esclusivamente funzioni di riserva ed entra in esercizio
solamente in caso di guasti o lavori sui cavi sottomarini, di guasti o lavori sul talune
linee elettriche interne all’Isola o per prove di funzionamento effettuate allo scopo di
33
Caratterizzazione dell'ambiente
verificare la costante efficienza della Centrale stessa. Negli ultimi dieci anni ha
sempre lavorato per meno di 200 ore/anno (mediamente 120; 190 nel 2010).
Il rendimento medio d’impianto è basso (al di sotto di quanto indicato dalle Linee
Guida per l’applicazione delle miglio tecniche disponibili) ed è riconducibile alla
particolare configurazione dell’impianto ed alla vetustà dello stesso.
ENEL nel piano di ridefinizione della fornitura di energia elettrica all’isola ha
previsto una possibile chiusura definitiva.
Fonti per la produzione di energia rinnovabile presenti nel territorio elbano e nel
comune di Capoliveri sono costituite da pannelli solari termici (per il riscaldamento
dell’acqua) e da pannelli solari fotovoltaici (per la produzione di energia elettrica).
L’incidenza di queste fonti rappresenta tuttavia un contributo irrilevante al
fabbisogno energetico del territorio.
A settembre 2011 gli impianti in esercizio nella provincia di Livorno per la
produzione di energia elettrica da pannelli solari fotovoltaici sono sensibilmente
aumentati rispetto a quelli realizzati ad inizio anno; In particolare :
Comune
N°impianti
Potenza totale
(kW)
Produzione
energia elettrica
(MWh)
CO2 evitata (ton)
Capoliveri
6
30,3
37,9
20,8
Totale
provincia
1424
49.336,9
61.671,1
33.919,1
Tabella 1 Impianti per la produzione di energia elettrica da pannelli solari
fotovoltaici (Fonte: Proposta di Piano Energetico Provinciale , Livorno settembre
2012 - Elaborazione EALP su dati GSE)
I principali determinanti che comportano le pressioni sul sistema energia sono
costituita dalla popolazione, dai servizi e attività commerciali e dalla mobilità. La
popolazione costituisce una delle principali cause di consumi di energia sul
territorio; questo si realizza principalmente attraverso l’utilizzo di automezzi, il
riscaldamento domestico, il raffreddamento ed il condizionamento, l’illuminazione.
Una causa di “sprechi”energetici è rappresentata dagli scaldabagni elettrici utilizzati
dalla quasi totalità degli abitanti elbani (vedi di seguito)
Un’altra voce di consumo energetico che sta aumentando notevolmente negli ultimi
anni (qui come nel resto del paese) è costituita dagli impianti di condizionamento
estivo.
34
Caratterizzazione dell'ambiente
L’aspetto dei consumi energetici legati ai servizi ed alle attività commerciali è
strettamente legato alla stagionalità tipica delle economie basate sul turismo; gli
elementi che incidono in maniera rilevante sui consumi nel territorio sono costituiti
da: strutture ricettive (alberghi, pensioni, residence, camping), strutture commerciali
e servizi vari.
La distribuzione dei consumi per vettore energetico mostra come l’elettricità sia il
principale vettore energetico, e come ci sia stato un costante aumento in questi anni.
Il consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel
domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume
l’attività turistica in questo territorio.
A livello di intera Isola d’Elba si può poi rilevare come nel settore domestico i
consumi elettrici procapite risultano al di sopra della media nazionale e provinciale ;
a tale evidenza contribuiscono significativamente i boiler elettrici usati nella produzione
di acqua calda .
Si pensi infatti che un boiler elettrico da 80 litri (per una famiglia di 3 persone), di potenza
1,2 kW, per scaldare 80 litri d’acqua da 15°C a 50°C impiega, teoricamente, 2 ore e 45
minuti, ma, praticamente, 3 ore e 30 minuti, a causa di un isolamento termico non perfetto
che fa disperdere dal mantello parte dell’energia destinata al riscaldamento dell’acqua.
Considerando che, per una doccia di 5 minuti, una persona consuma circa 60 litri di acqua,
viene stimato che il boiler rimanga acceso 6 ore al giorno. Questo significa che un boiler da
1,2 kW presenta i seguenti consumi:
7,2 kWh giornalieri
216 kWh mensili
2.628 kWh annui (con una spesa complessiva di € 473).
E’ necessario pertanto attivare politiche ed accordi con gli operatori del settore, enti
locali, banche finalizzate a favorire ed incentivare, attraverso anche una capillare
informazione e consulenza, la diffusione dei pannelli solari termici, avendo presente
che una delle maggiori difficoltà si incontra nelle aree soggette a vincolo dove la
Sovrintendenza sovente crea notevoli problemi alla installazione di questi pannelli, e
spesso blocca l’intervento.
La sostituzione di boiler elettrici nella produzione di acqua calda con pannelli solari
termici potrà essere fatta compatibilmente con lo stato delle coperture e con la
presenza di vincoli.
La provincia di Livorno si sta facendo promotrice di una campagna di informazione
e sensibilizzazione rivolta alla sostituzione di scaldacqua elettrici con pannelli solari
termici.
35
Caratterizzazione dell'ambiente
Energia: obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi
di sostenibilità
Razionalizzazio
ne e riduzione
dei consumi
Indicatori
Obiettivi Specifici
Riduzione dei consumi
energetici pro capite e
riduzione di sprechi e
inefficienze
Consumi energetici
pro capite
P
++
Informazione e
sensibilizzazione della
popolazione sul
risparmio energetico e
sulle opportunità delle
fonti rinnovabili
Informazione e
sensibilizzazione della
popolazione
R
++
☺
Intensità energetica
del settore civile
(domestico e terziario)
R
++
☺
N° di strutture ricettive
dotate di certificazioni
ambientali (es. ecolabel)
R
+
Incentivare e favorire la
diffusione di tecnologie
ad alta efficienza e a
risparmio energetico
Diffusione di
tecnologie per uso
efficiente dell’energia
R
++
Introdurre agevolazioni
ed incentivi nei
regolamenti edilizi per la
diffusione delle pratiche
di bioedilizia
Indirizzi per
regolamenti edilizi
incentivanti il
risparmio energetico
R
++
☺
Percentuale di energia
proveniente da fonti
rinnovabili
R
++
☺
Mq di pannelli solari
termici installati
R
+++
☺
Migliorare l’efficienza
energetica negli usi
Aumento della
quota di
utilizzo di
energie
rinnovabili
DPSR Disp. Stato Tendenza
dati ante PS col PS
Aumentare la % di
energia proveniente da
fonti rinnovabili 3
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
36
Caratterizzazione dell'ambiente
In relazione all’energia (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3: Requisiti delle infrastrutture a
rete, delle urbanizzazioni e dei servizi, p.5), gli obiettivi principali del PS riguardano
la riduzione e la razionalizzazione dei consumi energetici, l’uso di fonti rinnovabili e
l’integrazione di fonti rinnovabili con attività produttive, economiche ed urbane. In
tal senso, le misure da intraprendere per il territorio sono quindi:
l’incentivazione dell’uso di energie alternative e rinnovabili;
la prescrizione e l’incentivazione di soluzioni tecnologiche nella costruzione di
nuovi edifici o nella ristrutturazione di quelli esistenti tese a ridurre il consumo
energetico;
ottimizzazione della rete elettrica evitando insediamenti diffusi o sparsi a
favore di nuclei sia residenziali che produttivi compatti;
incentivazione alle trasformazioni, fisiche e funzionali che utilizzino sistemi di
cogenerazione e teleriscaldamento/raffreddamento decentrato;
l’informazione, la sensibilizzazione dei cittadini e degli operatori turistici circa
l’adozione di sistemi tecnologici, semplici accorgimenti e uso di elettrodomestici e
accessori a basso consumo, volti al risparmio energetico e l’uso di fonti rinnovabili.
Per quanto concerne in particolare le radiazioni non ionizzanti l’obiettivo è quello di
razionalizzare sul territorio la presenza di elettrodotti, cabine di trasformazione,
antenne ricetrasmittenti, in riferimento alla legislazione nazionale e regionale
vigente. In particolare:
in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee;
evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione;
in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione
lontano dai centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi
pubblici.
Il PS precisa inoltre che il Regolamento Urbanistico dovrà disciplinare come
promuovere e incentivare azioni volte al risparmio energetico e all’eco efficienza
edilizia degli edifici (rif. §” Indirizzi per il Regolamento Urbanistico” inseriti in
ciascuna UTOE).4
4
•
Queste azioni comprendono:
informazione, sensibilizzazione e incentivazione della cittadinanza su come contenere i consumi
domestici (adozione di semplici accorgimenti tipo lampade a basso consumo, scelta di elettrodomestici
di classi a basso consumo, erogatori d’acqua a basso flusso, spegnimento automatico delle luci esterne,
scarico dei wc a doppia erogazione, ecc.);
•
riduzione e razionalizazione dei consumi negli edifici pubblici: individuazione degli “sprechi”
•
attività di informazione, sensibilizzazione e incentivazione rivolta alle strutture ricettivo-turistiche in
e
pianificazione delle opportune misure di miglioramento ;
relazione all’adozione di accorgimenti volti al risparmio e alla razionalizzazione dei consumi energetici
(adozione di semplici accorgimenti tipo lampade a basso consumo, scelta di elettrodomestici di classi a
37
Caratterizzazione dell'ambiente
Per contro, l’incremento in termini di nuova edificazione prevista dal PS, sia come
residuo del precedente P.di F. che come nuove previsioni di piano, è traducibile, in
prima approssimazione, in un aumento dei consumi di risorse, inclusa la risorsa
energia. Seppur le nuove previsioni di piano prevedano un contenuto aumento di
nuova edificazione rispetto a quanto già previsto dal precedente P.di F, e rivolto in
buona parte ad una riqualificazione degli insediamenti (vedi trasformazione da
strutture extra alberghiere in alberghiere, ampliamenti di edifici esistenti senza
incremento di unità abitative), tale previsione comporterà una crescita del fabbisogno
di energia e quindi un effetto negativo sulla risorsa stessa.
basso consumo, riduttori di flusso per l’acqua, spegnimento automatico delle luci esterne, scarico dei
wc a doppia erogazione, ecc.);
•
informazione, sensibilizzazione e incentivazione rivolte alle strutture ricettivo-turistiche che
intraprendono percorsi per l’adesione volontaria alla certificazione delle proprie attività sotto il profilo
della “qualità ecologica” (esempio marchio europeo “Ecolabel”), percorsi che presuppongono il rispetto
di tutta una serie di accorgimenti volti al risparmio energetico e alla riduzione dell’impatto ambientale;
38
Caratterizzazione dell'ambiente
3.2.4. Rifiuti
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati ricavati dalle seguenti fonti:
•
•
Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA).
Segnali Ambientali Arcipelago Toscano, Agenda 21, 2006
•
Quadro conoscitivo del PTC della Provincia di Livorno
•
Provincia di Livorno: Piano di gestione dei rifiuti urbani (aggiornamento), marzo
2004.
Produzione di rifiuti urbani
La produzione di rifiuti urbani nel 2010 in Toscana è aumentata, anche se
leggermente, col dato pro capite che è passato da 663 a 670 kg/abitante,
interrompendo la fase di decremento iniziata nel 2007, ma mantenendosi sui valori
del 2003. Anche il dato assoluto di produzione di rifiuti urbani, pari a circa 2,51
milioni di tonnellate, è in lieve aumento rispetto al 2009 (+ 1,6 %).
Costantemente più alta risulta la produzione procapite della provincia di Livorno e
ancora superiore quella riferita all’Isola d'Elba nel suo complesso ed al comune di
Capoliveri.
Raccolta differenziata
Per il 2010, a scala di Ambito, il risultato migliore in termini di efficienza della
raccolta differenziata è stato quello dell'ATO Toscana Centro (province di Firenze,
Pistoia e Prato) con il 43,99%, seguito dall' ATO Toscana Costa (province di Livorno,
Lucca, Massa e Pisa) con il 40,99% e dall'ATO Toscana Sud (province di Arezzo,
Grosseto e Siena) con il 36,44%.
Nessuno dei tre ATO ha superato l'obiettivo del 45% di raccolta differenziata fissato
dal D.Lgs. 152/2006. A livello provinciale le province più virtuose sono state quelle
di Lucca (48,50%), Prato (45,86%) e Siena (45,71%).
Per quanto concerne il comprensorio elbano, da segnalare come l’efficienza della
raccolta differenziata nei diversi comuni sia ancora bassa ed abbia bisogno di una
39
Caratterizzazione dell'ambiente
forte spinta affinché lo smaltimento dei rifiuti in discarica sia progressivamente
ridotto a favore di sistemi ecocompatibili quali recupero e riciclaggio.
Nello specifico, dai dati a disposizione si evince che in diversi comuni elbani la
raccolta differenziata rimane sotto il 15%: tra questi Capoliveri, con un’efficienza
del 10,43%.
Smaltimento
La raccolta dei rifiuti urbani nel comune di Capoliveri, come negli altri comuni
dell’Elba ad eccezione di Porto Azzurro e di Campo nell’Elba, viene svolta dalla
società Elbana Servizi Ambientali SpA (E.S.A. SpA), la stessa che si occupa anche
della gestione dell’impianto di trattamento di Buraccio (località Buraccio, nel
comune di Porto Azzurro) e della discarica di Literno (località Literno, nel comune
di Campo nell’Elba).
Impianto di trattamento di Buraccio
L'impianto occupa un'area di circa 2.500 metri quadrati ed è ubicata sul fianco destro
della valle del fosso di Mar dei Carpisi.
Il piano di gestione dei rifiuti urbani della provincia di Livorno ha previsto la
realizzazione di un impianto di compostaggio di qualità, intervento che ancora non è
stato realizzato.
Discarica di Literno
Ubicata in località Literno, nel comune di Campo nell’Elba, questa discarica è di
servizio all’impianto di trattamento di Buraccio. Dopo un periodo di stasi dovuta
alla contemporanea inattività dell’impianto di Buraccio, è nuovamente in funzione
dal 2002. Nonostante gli interventi realizzati, i risultati delle indagini condotte
nell'ambito di AG21 documentano, a tutt’oggi, la presenza di numerose criticità.
Nel Piano di Azione Ambientale regionale
l’Arcipelago Toscano è stato
individuato come “area a rischio” per i rifiuti; le isole toscane hanno infatti
realizzato una scarsa raccolta differenziata, esportano rifiuti nella terraferma (Giglio,
Capraia e Giannutri), oppure hanno utilizzato discariche giunte all’esaurimento
(Isola d’Elba) ed impianti di recupero che si sono rilevati inadeguati. Anche
l’aggiornamento del piano dei rifiuti della provincia di Livorno indicava i comuni
elbani come l’anello debole del sistema di raccolta, riciclaggio e smaltimento.
40
Caratterizzazione dell'ambiente
Rifiuti: obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Indicatori
Macro obiettivi
di sostenibilità
Obiettivi Specifici
Riduzione della
produzione di
rifiuti
Ridurre la produzione
totale di rifiuti urbani
sia complessiva che
procapite
Aumento della
raccolta
differenziata e
del riciclo
DPS Disp. Stato
R
dati ante
PS
Effetti
del
Piano
Produzione di rifiuti
procapite annua
P
+++
produzione totale di
rifiuti annua
P
+++
Censire e recuperare le
discariche non
controllate
Presenza di discariche
di rifiuti abbandonati
S
+
Potenziare la capacità
e la qualità degli
impianti di
trattamento
Dotazione
impiantistica per
trattamento rifiuti
R
+++
Attività di recupero e
riciclaggio
R
+++
☺
% di raccolta
differenziata
R
++
☺
Attività di
sensibilizzazione,
educazione e
formazione
R
+++
☺
Aumentare e
diversificare l’attività
di recupero e
riciclaggio
Diversificare gli eventi
di coinvolgimento
della popolazione sul
corretto smaltimento
dei rifiuti
☺
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
In materia di rifiuti (rif. Art.17 dello Statuto, §”17.3: Requisiti delle infrastrutture a rete,
delle urbanizzazioni e dei servizi, p.2), l'obiettivo principale del PS è quello di smaltire i
rifiuti sia urbani che speciali in modo da salvaguardare il territorio e di risanarne le parti
compromesse. Tutti i rifiuti solidi urbani vengono portati alla discarica di Literno, dopo essere
stati inertizzati e separati all’impianto di Buraccio. L’Amministrazione di Capoliveri e le altre
amministrazioni dell’Elba si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione
differenziata.
41
Caratterizzazione dell'ambiente
Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti solidi urbani è da prevedere in particolare la
redazione del Piano delle aree ecologiche al fine di risolvere i problemi di reperimento di spazi
e per ridurre l’impatto ambientale di tale servizio.
E’ indispensabile individuare delle aree specifiche per la raccolta differenziata che
possano, all’occorrenza, diventare anche aree per servizi polivalenti dove il cittadino possa
beneficiare di determinati vantaggi che lo incentivino verso questa direzione. Ciò costituirebbe
un aiuto per l’ente che eroga il servizio ed anche una sensibilizzazione per il rispetto
dell’ambiente con evidenti ricadute positive sul servizio educativo per i cittadini.
In questo contesto tra le strutture da promuovere a livello sovracomunale si inseriscono in
particolare:
• gli impianti di compostaggio a cui vengono conferiti i rifiuti organici, recuperati
sottoforma di terriccio;
• gli impianti di riciclaggio;
• le ecoaree, aree nelle quali i cittadini possono rivolgersi per la raccolta differenziata di
particolari tipologie di rifiuti provenienti da abitazioni civili (macerie, filtri e oli
esausti, pneumatici, ingombranti di uso domestico, ecc.);
• gli ecopunti: piccole stazioni ecologiche composte da campane o cassonetti per
raccogliere le tradizionali tipologie di materiali oggetto di raccolta differenziata, (carta,
vetro, lattine e plastica);
• gli ecomobili: stazioni ecologiche itineranti che sostano nei supermercati, nei mercati e
nelle scuole, attrezzate per la raccolta dei rifiuti urbani pericolosi e di particolari
tipologie di materiali (pile, farmaci, contenitori di pesticidi, vernici e solventi, batterie,
cartucce per stampanti, lattine in alluminio, ecc..).
L’obiettivo a livello comunale è quello di smaltire i rifiuti sia urbani che speciali in modo
da salvaguardare il territorio e di risanarne le parti compromesse, alla luce di quanto previsto
dal D. Lgs. 22 del 5/2/97 (Ripristino ambientale dei siti inquinati) e dalla L.R. 25/98
(Gestione dei rifiuti). Sono altresì da prendere come riferimento il piani di settore regionale e
provinciale:
DCR 88 del 1998 - piano regionale gestione rifiuti urbani e assimilati, 1° stralcio
DCR 385 del 1999 - piano regionale gestione rifiuti speciali e pericolosi, 2° stralcio
DCR 384 del 1999 - piano bonifica aree inquinate, 3° stralcio
DCP 158 del 31.7.2000
A tal fine occorre che il Comune implementi la raccolta differenziata sino al
raggiungimento degli obiettivi di legge.
Il Comune si deve attivare anche per arrivare all’accordo tra i Comuni elbani e l’Autorità
d’ambito per potenziare gli impianti di Buraccio e Literno poiché attualmente i rifiuti
vengono trasferiti senza alcun tipo di trattamento alla discarica di Piombino.
Gli indirizzi atti a perseguire gli obiettivi di riduzione e riciclaggio rifiuti da
sviluppare all’interno del R.U. sono i seguenti:
42
Caratterizzazione dell'ambiente
incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e il loro recupero nei cicli
produttivi;
introdurre soluzioni di arredo urbano che favoriscano isole ecologiche ambientalmente
e architettonicamente accettabili per la gestione della raccolta differenziata dei R.S.U.;
impedire la diffusione delle piccole discariche abusive nelle campagne attraverso
interventi di controllo e iniziative incentivanti la raccolta dei rifiuti ingombranti;
risanamento delle discariche incontrollate e abusive e razionalizzazione delle attività
di rottamazione con il trasferimento forzoso nelle aree autorizzate.
(rif. §” Indirizzi per il Regolamento Urbanistico” inseriti in ciascuna UTOE).
3.2.5. Biodiversità, vegetazione, flora e fauna
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti:
−
−
−
−
−
−
−
−
Sistema informativo regionale della Toscana (SIRA).
Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri.
Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano.
Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno.
Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006).
Banca dati Progetto RENATO – Repertorio Naturalistico Toscano .
Formulari standard Natura 2000.
Strategia regionale toscana per la biodiversità, documenti consultabili per la
fase di VAS (2012).
− Bibliografia del settore.
Flora e Vegetazione
Il territorio del Comune di Capoliveri si caratterizza, così come gran parte del
territorio elbano, da elevati valori naturalistici, per la presenza di specie di flora e di
tipologie vegetazionali (anche habitat ai sensi della Direttiva 92/43/CEE) di elevato
valore conservazionistico. Numerose risultano le specie di flora endemiche elbane o
dell’Arcipelago Toscano, le specie di flora e fauna di interesse regionale (LR 56/2000
43
Caratterizzazione dell'ambiente
e succ. modif.) o comunitario (Direttiva 92/43/CEE e succ. modif.) e le tipologie
vegetazionali attribuite ad habitat di interesse regionale, comunitario o prioritario.
Nell’Isola d’Elba l’Isolamento geografico, le vicende storiche (antichi collegamenti
con la terraferma e con il sistema sardo-corso), la diversità climatica, altitudinale e
geomorfologica, e le trasformazioni antropiche hanno creato una estrema diversità
ambientale in grado di ospitare un ricco patrimonio floristico e vegetazionale, dagli
ambienti costieri sabbiosi (ad esempio Lacona) e rocciosi (gran parte della costa di
Capoliveri), a quelli forestali di latifoglie (versante settentrionale del M.te Capanne) o
di sclerofille (ad esempio nei versanti circostanti Cavo), dagli ambienti agricoli di
pianura (Mola) o di bassa collina agli ambienti di gariga e macchia e a quelli montani
sommitali mediterranei (M.te Capanne, ecc.).
Relativamente alla componente floristica per il territorio comunale il quadro
conoscitivo del Piano Strutturale, ed ulteriori approfondimenti realizzati in fase di
rapporto ambientale, indicano la presenza di 68 specie di flora di interesse
conservazionistico (in quanto rare, di interesse fitogeografico, endemiche, ecc.), di cui
57 specie di flora di interesse regionale di cui alla L.R. 56/2000. Sono inoltre presenti
4 specie endemiche (Helichrysum litoreum, Limonium ilvae, Ophrys tyrrhena, Urtica
atrovirens) e 10 specie inserite nella lista di attenzione del progetto RENATO
Repertorio Naturalistico Toscano (Sposimo e Castelli, 2005; Università di Firenze e
Museo di Storia Naturale, 2003) (Corynephorus divaricatus, Hypecoum procumbens,
Limonium ilvae, Limonium multiforme, Malcolmia ramosissima, Matthiola tricuspidata,
Panicum repens, Romulea rollii, Sarcocornia perennis, Silene nicaeensis). La presenza di 10
specie di flora di elevato valore conservazionistico, inserite nella lista di attenzione
del Progetto Renato, costituisce un indicatore dell’elevato valore floristico del
territorio comunale.
Nel territorio di Capoliveri sono presenti 4 specie endemiche. Di particolare valore la
presenza, in ambienti di costa rocciosa di Limonium ilvae, specie endemica esclusiva
dell’Isola d’Elba. Urtica atrovirens costituisce invece un endemismo sardo-corso
presente in diverse isole dell’Arcipelago Toscano (Elba, Gorgona, Capraia, Pianosa e
Giglio). Infine Helichrysum litoreum e Ophrys tyrrhena costituiscono endemismi
peninsulari presenti, la prima, in diverse isole dell’Arcipelago Toscano e la seconda
solo all’Isola d’Elba. Di particolare interesse anche la presenza di 19 specie di flora
inserite nelle liste rosse regionali delle piante d’Italia (Conti et al., 1997).
Il territorio elbano, ed il Comune di Capoliveri, si caratterizzano dalla presenza di
numerose specie esotiche di flora, a costituire una delle principali cause di minaccia
per gli habitat e le specie di flora degli ambienti costieri in area mediterranea. Tale
presenza costituisce quindi un indicatore di alterazione antropica dei popolamenti
floristici e degli habitat.
44
Caratterizzazione dell'ambiente
Relativamente agli aspetti vegetazionali ed ecosistemici del territorio comunale di
Capoliveri il quadro conoscitivo del Piano Strutturale indica la presenza delle
seguenti tipologie:
1) boschi di sclerofille sempreverdi arboree ed arbustive;
2) macchie di sclerofille sempreverdi arbustive;
3) pinete;
4) vegetazione arbustiva delle coste rocciose;
5) vegetazione delle coste sabbiose;
6) vegetazione delle zone umide e dei corsi d’acqua;
7) altre tipologie di vegetazione.
La recente Carta della vegetazione dell’Isola d’Elba (Foggi et al., 2006), a testimonianza
dell’estrema ricchezza vegetazionale del territorio comunale indica la presenza 33
tipologie vegetazionali naturali o seminaturali ed 8 tipologie vegetazionali artificiali.
Rispetto alle unità di vegetazione presenti nel territorio elbano il Comune di
Capoliveri presenta il 44% delle tipologie forestali (4 tipologie su 9), il 100% delle
tipologie di macchie e boscaglie di sclerofille sempreverdi di tipo zonale (14 su 14), il
56% delle tipologie di macchie basse, garighe e prati secondari (9 su 16), non presenta
nessuna tipologia vegetazionale di tipo rupestre montano (0 su 3) essendo queste
legate alla zona del Monte Capanne e del Volterraio-Capannello, presenta il 100%
delle tipologie di ambiente dunale (3 su 3) con la presenza degli ambienti dunali di
Lacona, il 100% delle tipologie di costa rocciosa e il 50% delle tipologie di ambienti
umidi (3 su 6) con particolare riferimento all’area di Mola.
Nell’ambito delle tipologie vegetazionali numerosi risultano gli habitat di interesse
regionale (LR 56/2000 e succ. modif.) o comunitario (Direttiva 92/43/CEE e succ.
modif.), a testimonianza dell’elevato valore vegetazionale del territorio comunale di
Capoliveri.
Oltre agli habitat terrestri particolare interesse rivestono gli habitat marini ed in
particolare le Praterie di Posidonia oceanica che costituiscono un habitat da tutelare,
diffusamente presente nelle aree a mare prospicienti la costa del territorio comunale
di Capoliveri. La prateria a Posidonia oceanica è un habitat di interesse comunitario,
indicato come prioritario nell'All.1 della Dir. 92/43CEE con il nome "Praterie di
posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche nell'All. A della L.R.
56/2000, a seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse
regionale. Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo,
inserita nell'Allegato II del Protocollo ASPIM.
Fauna
Come già evidenziato in precedenza, l’Arcipelago Toscano costituisce l’area con la
maggiore concentrazione delle specie e degli habitat di interesse conservazionistico
45
Caratterizzazione dell'ambiente
selezionati nel corso del Progetto RENATO. Per quanto riguarda la fauna, l’area
ospita un numero rilevante di elementi di attenzione per la maggior parte dei gruppi;
fanno eccezione i Pesci e i Crostacei Decapodi di acqua dolce (nessuna specie della
lista di attenzione) e i Mammiferi (poche specie, in gran parte Chirotteri);
particolarmente importanti, in ambito regionale, sono le presenze di Rettili e Uccelli
(Sposimo e Castelli 2005): nell’arcipelago sono segnalate, rispettivamente, il 54,5 % e
il 45,0 % del totale delle specie comprese nella “Lista di attenzione”.
Concentrando l’analisi sul territorio comunale di Capoliveri le specie segnalate sono
in totale 34; fra queste spiccano in particolar modo gli Uccelli, sia come numero che
come “qualità” e importanza delle specie presenti, come si può facilmente evincere
dalla seguente tabella, dove sono elencate tutte le specie animali comprese nella Lista
di attenzione e segnalate per l’area in esame.
Fra gli Uccelli sono inoltre da segnalare altre specie di interesse conservazionistico, a
livello almeno regionale, sono legate da segnalare per il territorio comunale sono il
rondone pallido Apus pallidus rondone maggiore Apus melba corvo imperiale Corvus
corax.
Da segnalare come elementi di un certo rilievo per la biodiversità locale sono alcune
specie ornitiche nidificanti a Mola, dove hanno l’unica o la principale stazione
dell’arcipelago Toscano: porciglione Rallus aquaticus, gallinella d’acqua Gallinula
chloropus, cannaiola Acrocephalus scirpaceus e cannareccione Acrocephalus arundinaceus.
Sempre fra gli Uccelli, un discorso a parte merita il gabbiano reale Larus michahellis,
specie che negli ultimi decenni ha avuto un’esplosione demografica grazie alla sua
capacità di sfruttare alcune risorse trofiche rese abbondantemente disponibili
dall’uomo, in particolare i rifiuti. Nell’Arcipelago Toscano la popolazione nidificante
è più che raddoppiata dal 1983 ad oggi, con un incremento medio annuo di circa il 4
% (Arcamone et al. 2001). All’Elba negli ultimi anni (dopo il 2000) ha mostrato
notevoli fluttuazioni, legate a fenomeni che esulano dagli scopi del presente
documento e che si originano in massima parte al di fuori dal territorio comunale:
disponibilità di rifiuti entro un raggio ben definito dalle colonie, assenza o
scarsissima presenza, nei siti riproduttivi, di predatori terrestri quali cinghiali, volpi
o cani vaganti, limitato disturbo antropico nel periodo primaverile. Nel territorio
comunale di Capoliveri, in particolare nel tratto non a caso denominato “costa dei
gabbiani”, è presente quella che presumibilmente è stata la prima colonia elbana
della specie. Come appena accennato, la presenza di abbondanti colonie di gabbiano
reale dipende da svariati fattori, alcuni dei quali indicano la presenza di elementi di
degrado mentre altri, al contrario, indicano assenza o limitato impatto di altri fattori
di pressione. La presenza e l’abbondanza dei gabbiani reali nidificanti non può
quindi essere utilizzata quale indicatore di stato.
46
Caratterizzazione dell'ambiente
Grado di costrizione, naturalità e valore naturalistico dei biotopi
Per una migliore comprensione del valore naturalistico reale e potenziale degli
habitat/categorie di uso del suolo del territorio Capoliveri, e per una valutazione del
condizionamento antropico, è stato scelto di valutare il grado di costrizione di tali
elementi ad opera delle categorie di uso del suolo a maggiore artificialità, quali centri
abitati, edilizia residenziale sparsa, aree agricole, strade, ecc. Tali valutazione è stata
realizzata nell’ambito del Rapporto ambientale del Piano Strutturale. Questo indice,
variabile tra 1 e 0, evidenzia quindi il negativo condizionamento operato sugli
habitat naturali o seminaturali (di seguito definiti “biotopi”) (Errore. L'origine
riferimento non è stata trovata.) ad opera di limitrofe aree fortemente urbanizzate
e/o antropizzate. Alle categorie di uso del suolo considerate come detrattori
ambientali “costrittori” è stato attribuito un punteggio da 100 (massima impatto) a 25
(minimo impatto) sulla base della loro presunta capacità di costrizione e di
frammentazione sui biotopi.
Grado di costrizione: ∑i8=0 (Sp x Gi) / 500
dove,
Sp = superfici percentuali delle unità di costrizione, Gi = gradi di costrizione relativi
L’analisi evidenzia un elevato grado di costrizione dei biotopi in numerose UTOE,
con particolare riferimento a “Capoliveri”, “Lacona-Margidore”, “Lido”, “Pianura di
Mola”, “Mandorlo-Lari”, “Straccoligno” e “Madonnna delle Grazie-Stecchi-BarabarcaZuccale”. In tali unità i relittuali biotopi naturali o seminaturali risultano quindi
particolarmente Isolati, frammentati e circondati da unità ad elevata antropizzazione
e ad elevata impermeabilità ecologica. Tali condizione costituisce una indicazione
negativa in termini di conservazione della biodiversità.
Figura 2 Grado di costrizione dei biotopi nel territorio comunale di Capoliveri
Legenda
UTOE
costrittori
25
50
75
100
Mappa costrizione
massima
minima
nessuna
47
Caratterizzazione dell'ambiente
Al fine di meglio evidenziare i livelli di frammentazione del paesaggio vegetale è
stato applicato l’indice di frammentazione operata dal reticolo stradale. Il grado di
frammentazione imputabile alla viabilità costituisce uno degli elementi che in modo
più negativo contribuiscono ad aumentare la disgregazione degli ecosistemi.
Figura 3 Grado di frammentazione ad opera delle strade nel territorio comunale di
Capoliveri.
L’analisi evidenzia un valore complessivo dell’indice, per l’intero territorio
comunale, pari a 0,17 km/kmq. La bibliografia evidenzia soglie diverse al fine di
comprendere il valore oltre al quale un determinato ambiente vede gradualmente
compromettere la naturalità degli ecosistemi in esso presenti. Alcune esperienze
olandesi (Klerks et al., 1994) hanno individuato tale soglia in 1,4 km/kmq di strada.
Rispetto a tale valore risulta significativamente alti i valori di alcune UTOE, con
particolare riferimento a Naregno e Capoliveri.
Il livello di naturalità delle diverse tipologie vegetazionali e di uso del suolo fornisce
una indicazione sulle trasformazioni antropiche del territorio di Capoliveri. Assieme
ad altri indicatori (rarità degli habitat e delle specie, ricchezza di specie, ecc.) può
fornire utili indicazioni sul valore naturalistico del territorio analizzato.
L’analisi dei livelli di naturalità dell’area di studio è stata effettuata tramite il
riconoscimento e l’applicazione del grado di naturalità alle tipologie vegetazionali e
di uso del suolo, secondo quanto indicato da Long (1974). In particolare sono stati
utilizzati i nove gradi di antropizzazione definiti da Arrigoni e Foggi (1988), che
spaziano dal grado 0 (vegetazione climax) al grado 8 (aree urbane e industriali),
48
Caratterizzazione dell'ambiente
rovesciando la scala proposta dagli autori per esprimere la naturalità in una scala di
nove classi dal grado 0 (massima artificialità) al grado 8 (massima naturalità). La
media ponderata dei gradi di naturalità ha permesso di definire il grado di naturalità
per l’intero territorio comunale (0,65) e per sottoaree (sistemi, subsistemi, UTOE).
Grado di naturalità: ∑i8=0 (Sp x Gi) / 800
dove, Sp = superfici percentuali delle unità di uso del suolo;Gi = gradi di naturalità
relativi
Legenda
UTOE
Naturalita
Massima naturalità
Massima artificialità
Figura 4 Grado di naturalità del territorio comunale di Capoliveri
L’indagine evidenzia il forte contrasto tra UTOE ad elevata naturalità (Fonza, Stella,
Parco naturalistico, ecc.) ed altre a naturalità molto bassa e ad alta artificialità
(Capoliveri, Lacona-Margidore, ecc.).
Per giungere a una stima del valore naturalistico complessivo di ciascuna tipologia
vegetazionale/uso del suolo sono stati considerati vari indicatori. Oltre alla
naturalità, prima descritta, sono stati stimati i valori di biodiversità, originalità, rarità
dei popolamenti floristici o faunistici tipici di quell’unità vegetazionale e sua rarità
(in base alla sua maggiore o minore diffusione nel territorio siciliano ed italiano).
Quanto sopra ha portato ad individuare le unità di uso del suolo/vegetazione di
maggiore valore naturalistico nelle aree costiere rocciose e sabbiose, nelle aree umide
e nei mosaici di garighe e prati aridi mediterranei e nei boschi di sughera.
49
Caratterizzazione dell'ambiente
Strumenti di tutela ambientale
A dimostrazione dei suoi elevati valori naturalistici il territorio comunale è
interessato dalla presenza di strumenti di tutela ambientale quali:
AREE PROTETTE:
-
numero e superficie % di aree protette: 1 area protetta e 52,63% del
territorio comunale protetto. Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano
istituito con DPR 22 luglio 1996 e che, ai sensi della LR 56/2000, Del.CR
6/2004 e Del.CR 80/2007
SITI DELLA RETE NATURA 2000 E RETE ECOLOGICA
-
numero e superficie % di SIR/SIC/ZPS: 3 SIR e 33,49 % del territorio
comunale,
-
Sito di Importanza Regionale (SIR) e Zona di Protezione Speciale (ZPS)
Elba Orientale,
-
Sito di Importanza Regionale (SIR), Comunitaria (SIC) e Zona di
Protezione Speciale (ZPS) Isole di Cerboli e Palmaiola per la porzione delle
Isole Gemini,
-
Sito di Importanza Regionale (SIR) Zone umide del Golfo di Mola e
Schiopparello per la porzione di Mola.
RAPPORTO TRA AREE PROTETTE E AMBIENTE COSTIERO
-
percentuale costa protetta (aree protette e natura 2000): 68,5% della linea di
costa (lato terra).
-
percentuale costa protetta (aree protette e natura 2000): 0,0% della linea di
costa (lato mare)
La Regione Toscana, in collaborazione con Ce.S.I.A. (Centro di Studio per
l’applicazione dell’informatica in Agricoltura) e Ibimet (Istituto di Biometeorologia
del Consiglio Nazionale delle Ricerche), ha predisposto una nuova classificazione
dell’indice di pericolosità, o di rischio, per lo sviluppo degli incendi boschivi. Per
questa classificazione è stato adottata una metodologia in grado di classificare il
territorio toscano in funzione del rischio di incendio. La probabilità che un incendio
si inneschi è legata ad un alto numero di fattori che interagiscono tra loro e che
devono necessariamente essere considerati simultaneamente; la modellizzazione del
rischio è espressa da parametri legati alle caratteristiche territoriali, morfologiche,
della vegetazione e climatiche. Il territorio del Comune di Capoliveri presenta un
indice di pericolosità per lo sviluppo degli incendi boschivi di livello “alto”
50
Caratterizzazione dell'ambiente
Biodiversità, vegetazione, flora e fauna: Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Indicatori
Macro obiettivi di
sostenibilità
DPS
R
Disp.
dati
Stato
ante PS
Tendenza
con PS
R
+++
☺
☺
R
+++
R
+++
R
+++
☺
S
+++
☺
R
+++
☺
S
+++
☺
S
+++
S
+++
☺
S
+++
☺
R
++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
Obiettivi specifici
Aumentare la
percentuale di aree
protette
Sviluppare la rete
ecologica regionale
Aumentare la
percentuale di aree
protette, migliorare
la gestione e
conservare la
biodiversità
terrestre e marina
Conservare la
biodiversità terrestre
Percentuale di aree protette
nazionali o regionali
Percentuale di aree protette
marine
Percentuale di aree protette
comunali
(ANPIL)
Percentuale di Siti della
Rete Ecologica
N. specie vegetali
endemiche, rare o in liste di
attenzione
N. specie vegetali protette
(di interesse regionale o
comunitario)
N. specie animali e vegetali
del progetto RENATO
N. coppie di gabbiano reale
nidificanti per 100 m di
costa
N. di tipologie
vegetazionali naturali e
seminaturali
N. habitat di interesse
regionale, comunitario o
prioritari
Presenza alberi
monumentali ai sensi della
LR.60/98
Presenza aree di maggiore
importanza naturalistica
Progetto RENATO
Grado di costrizione dei
biotopi
Grado di frammentazione
da viabilità
Grado di naturalità
Valore naturalistico
complessivo
Grado di conservazione
degli ambienti umidi e
ripariali
Grado di conservazione
degli ambienti dunali
☺
☺
☺
51
Caratterizzazione dell'ambiente
Obiettivi di sostenibilità
Indicatori
Macro obiettivi di
sostenibilità
Disp.
dati
P
+++
P
+++
P
+++
S
+++
R
+++
R
+++
P
+++
P
+++
R
+++
R
+++
S
+
R
+++
Stato
ante PS
Tendenza
con PS
Obiettivi specifici
Spiagge:
numero
di
concessioni
e
autorizzazioni demaniali.
Spiagge
interne
a
SIR/SIC/ZPS: numero di
concessioni
e
autorizzazioni demaniali.
Spiagge interne al Parco
Nazionale:
numero
di
concessioni
e
autorizzazioni demaniali.
Grado esoticità della flora
Aumentare la
percentuale di aree
protette, migliorare
la gestione e
conservare la
biodiversità
terrestre e marina
DPS
R
Conservare la
biodiversità terrestre
Conservare la
biodiversità marina
Ripristino
paesaggistico delle
cave
Presenza di un progetto di
rete ecologica comunale
Tutela delle emergenze
naturalistiche quali
invarianti del PS
Aumento aree urbanizzate
e artificiali
Aree percorse da incendi
Percentuale
di costa
protetta (lato terra)
Percentuale
di
costa
protetto (lato mare)
Presenza
e
stato
di
conservazione
delle
Praterie di posidonia
Superficie aree di cava
ripristinate/sup. totale
☺
☺
☺
☺
☺
Motivazioni della tendenza
Relativamente all’obiettivo, derivante da Segnali ambientali in Toscana, di
aumentare la percentuale di aree protette, il quadro degli strumenti di protezione
del territorio comunale di Capoliveri presenta elementi molto positivi con
riferimento alla presenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano esteso a
comprendere il 52,6% del territorio comunale e il 68,5% delle linea di costa (lato
terra). Pur nell’attuale assenza di aree protette marine, peraltro non di competenza
comunale, il territorio costiero marino di Capoliveri risulta interessato da proposte di
parco marino indicate dallo stesso PS ma anche dal piano del Parco dell’Arcipelago.
52
Caratterizzazione dell'ambiente
Elementi positivi sono riferibili anche all’obiettivo dei segnali ambientali relativo allo
sviluppo della rete ecologica regionale. Il territorio comunale vede la presenza di
tre Siti della Rete ecologica regionale e Natura 2000 (SIR, SIC e ZPS). Gli indicatori
dello stato attuale della Rete ecologica mostrano dati positivi, con un territorio
comunale interessato, su circa il 33,5% da tali strumenti.
Relativamente alla presenza, nel territorio comunale, di specie di flora, fauna ed
habitat di particolare valore, gli indicatori mostrano tutti ottimi livelli, con particolare
riferimento alla presenza di specie endemiche o in liste di attenzione (ad esempio
del progetto RENATO), di specie protette, di diversità vegetazionale o di habitat di
interesse regionale e/o comunitario.
Le trasformazioni dell’uso del suolo avvenute nel Comune di Capoliveri negli ultimi
decenni, con particolare riferimento allo sviluppo di una urbanizzazione residenziale
diffusa e alle strutture turistiche, hanno causato alterazioni al patrimonio
vegetazionale, floristico e faunistico locale. Oltre alle conseguenze negative della
frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le
alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di
Lacona, con una sua elevata artificializzazione, alterazione di habitat dunali, elevato
disturbo, diffusione di specie esotiche ad opera del verde privato, alterazione di aree
umide retrodunali, ecc. Altra località significativa è la Palude di Mola, ambiente
umido relittuale in non ottimale stato di conservazione, inserito in un contesto ad
elevata artificializzazione, con una forte problematica legata alla qualità e quantità
degli apporti idrici di acqua dolce, con reflui non correttamente depurati provenienti
dal depuratore di Capoliveri.
Gli obiettivi specifici dell’UTOE sono tesi alla elevazione della qualità dei caratteri
del paesaggio, allo sviluppo dei servizi, alla riorganizzazione delle funzioni e delle
attività, alla eliminazione e/o riduzione delle criticità presenti, alla eliminazione o
riduzione delle aree e degli elementi costituenti degrado. In particolare:
“Mantenimento dell’integrità fisica, biologica e paesaggistica dell’unità morfologica “Duna di
Lacona”, anche intervenendo con delocalizzazione di strutture, riduzione della pressione
antropica, razionalizzazione delle attività ed interventi di riqualificazione naturalistica
(interventi di difesa con fascinate, chiusura sentieramenti e realizzazione accessi attrezzati,
ecc.” Mentre per la prima area la nuove scelte di PS sono indirizzate verso un
alleggerimento dei carichi antropici, con un progetto di riqualificazione delle dune e
la prevista realizzazione di un piano degli arenili, per l’area di Mola la realizzazione
di un nuovo approdo turistico (UTOE Valle dei Salici) nello specchio d’acqua
antistante costituisce un elemento di forte criticità: “La vegetazione del biotopo palustre
di Mola (fragmiteti), risulta caratterizzata da un negativo stato di conservazione risentendo
ai margini di alcune azioni umane: discarica abusiva, contatto con attività agricole, presenza
di strade trafficate su tre lati (fattore negativo soprattutto per la fauna, ma che può portare
anche a forme di inquinamento delle acque). Inoltre è presente all’interno dell’area un
insediamento abbandonato di cui non si conosce l’impatto né in termini di inquinamento né
come possibile sito di rifugio di specie animali (chirotteri, ecc).” (art.14.2).
53
Caratterizzazione dell'ambiente
Nell’ambito dell'Unità di Naregno e Collina e Costa il nuovo asse stradale in località
Fosso delle Cavallacce, che collega Naregno alla loc. San Francesco, interessa un
paesaggio agricolo residuale di pianura costiera ed alcuni versanti boscati ove si
localizzano sugherete attribuibili all’habitat di interesse regionale e comunitario
Boschi a dominanza di Quercus suber (Cod. Natura 2000: 9330). Tali boschi di sughera
rientrano anche nelle emergenze naturalistiche del PS, nella tipologia “Boschi di
sughera del M.te Zuccale e dell'alta Valle di Naregno (Fosso delle Concie e Fosso delle
Cavallacce)“.
Nell’ambito degli interventi sul reticolo idrografico minore alcune mitigazioni
dovrebbero garantire la compatibilità degli interventi di manutenzione, quali ad
esempio, il divieto di realizzare tali interventi (ad esempio estirpazione vegetazione
erbacea) nel periodo marzo-giugno. L’integrità dei corsi d’acqua è perseguita anche
mediante l’applicazione dell’art.8, comma 3 del piano strutturale.
La tutela degli ambienti costieri costituisce un elemento importante per la
conservazione della biodiversità del territorio comunale, in considerazione della
concentrazione, in tali ambienti di numerose specie, animali e vegetali, ed habitat
endemici o di particolare valore conservazionistico. In tale contesto risulta prioritaria
la conservazione dell’ambiente dunale di Lacona, unica testimonianza dunale
presente nel territorio dell’Arcipelago Toscano, fortemente compromesso dallo
sviluppo di attività turistico residenziali e dall’elevato carico turistico estivo. Nel solo
Comune di Capoliveri è presente oltre il cinquanta per cento della superficie degli
arenili di tutta l’Isola d’Elba. Oltre alla tutela, diretta mediante l’inserimento in Aree
Protette e SIR, risultano importanti le scelte in grado di ridurre l’impatto del carico
turistico. “Il riequilibrio della pressione turistica sulle aree costiere” costituisce infatti un
obiettivo del PS (art.34).
L’utilizzo e la preservazione di questa risorsa è rinviato al Piano comunale di
utilizzazione degli arenili. Tale piano, da redigersi nell’ambito del Regolamento Urbanistico,
dovrà contenere la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso,
modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel
rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle
locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità geomorgologica e paesaggistica
delle zone costiere.
Un elemento di criticità per gli ambienti costieri è costituito dalla presenza di diffusa
di strutture campeggistiche, in particolare presso le coste sabbiose. Per tali strutture il
PS prevede la trasformazione parziale in villaggi turistici: Le modalità e l’ammissbilità
degli interventi di trasformazione parziale dei campeggi in villaggi turistici dovranno essere
definite dal R.U. assicurando oltre alle tutele generali e specifiche della presente disciplina, la
salvaguardia integrale del sistema dunale e della vegetazione endemica e di valore presente,
privilegiando la presenza delle infrastrutture a rete, l’assenza di modifiche morfologiche, la
riqualificazione e il ripristino dei caratteri identitari del paesaggio, l’eventuale riduzione della
54
Caratterizzazione dell'ambiente
ricettività e la bassa presenza di bungalows. (art.34). Tali trasformazioni comporteranno,
però, una trasformazione più intensa ed irreversibile dell’uso del suolo.
Rispetto all’obiettivo in oggetto le previsioni di nuovo PS vanno in controtendenza
rispetto ai processi di trasformazione delle coste operate in alcune porzioni di
territorio comunale negli ultimi decenni. Oltre a scelte di tutela diffusa del territorio
ai fini della conservazione della biodiversità risultano estremamente importanti
azioni dirette su particolari emergenze naturalistiche. A tal fine il PS ha individuato
come invarianti strutturali numerose emergenze naturalistiche scaturite anche dalla
fase di redazione del presente Rapporto ambientale.
Tra le invarianti strutturali oltre al territorio del Parco e dei siti Natura 2000 sono
state individuate ulteriori emergenze naturalistiche che rafforzano la tutela della
biodiversità del territorio comunale, degli habitat e delle specie di flora e fauna di
interesse conservazionistico.
Il grado di costrizione degli habitat naturali e seminaturali calcolato per singole
UTOE evidenzia uno stato attuale con una condizione negativa in numerose di
queste, con particolare riferimento a “Capoliveri”, “Lacona-Margidore”, “Lido”,
“Pianura di Mola”, “Mandorlo-Lari”, “Straccoligno” e “Madonnna delle Grazie-StecchiBarabarca-Zuccale”. In tali unità i relittuali biotopi naturali o seminaturali risultano
quindi particolarmente Isolati, frammentati e circondati da unità ad elevata
antropizzazione e ad elevata impermeabilità ecologica. Tali condizione costituisce
una indicazione negativa in termini di conservazione della biodiversità, con
particolare riferimento alla componente faunistica. Il trend in assenza di PS evidenzia
un permanere di tale condizione o un suo parziale aggravamento in conseguenza
dello sviluppo dell’edificato residenziale e di quanto previsto nel precedente PdF e
già realizzato o concessionato. Rispetto a tale trend il nuovo PS individua obiettivi in
controtendenza concentrando l’edificato quasi esclusivamente nelle aree già
trasformate (Capoliveri, Lacona) ed evitando ulteriori frammentazione del paesaggio
vegetale.
Il livello di naturalità delle diverse tipologie vegetazionali e di uso del suolo, oltre
che l’indicatore di sviluppo delle aree urbanizzate, fornisce una indicazione sulle
trasformazioni antropiche del territorio di Capoliveri.
Anche tale indicatore evidenzia il forte contrasto tra UTOE ad elevata naturalità
(Fonza, Stella, Parco naturalistico, ecc.) ed altre a naturalità molto bassa e ad alta
artificialità (Capoliveri, Lacona-Margidore, ecc.). Per alcune UTOE i valori di
naturalità hanno raggiunto valori assai bassi soprattutto in considerazione degli alti
valori naturalistici potenziali del territorio elbano. Gli alti valori di artificialità di
alcune UTOE costituiscono anche aree a maggiore impermeabilizzazione ecologica in
grado di Isolare aree a maggiore naturalità (ad esempio il promontorio di Stella ed il
rilievo del Monte Calamita). La criticità dello stato attuale, presente in molte UTOE,
permane come trend in assenza di PS mentre le nuove previsioni di PS mostrano
elementi in controtendenza.
55
Caratterizzazione dell'ambiente
3.2.6. Acque interne
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti:
- Piano d'Ambito dell'Ambito Territoriale ottimale 5 Toscana Costa (approvato con
delibera di Assemblea 11/2001)
- Piano di Tutela delle Acque della Toscana - Bacino Toscana Costa (approvato con
Delibera del Consiglio Regionale 6/20055
- Bilancio Socio Ambientale 2005 di ASA SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato
per l'ATO 5
- Sistema Informativo Regionale della Toscana (http://sira.arpat.toscana.it/sira/)
- Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri
Stato delle Acque superficiali
I corpi idrici superficiali che interessano il territorio comunale di Capoliveri sono
rappresentati da fossi e dal Laghetto minerario dei Sassi Neri, specchio d'acqua che si
è prodotto per la messa a giorno della falda in seguito all'escavazione mineraria;
questo è situato a circa 20 metri dalla battigia e le sue acque presentano una forte
concentrazione di sali minerali disciolti (arseniuri e cloruri).
Il sistema dei corsi d'acqua è rappresentato da numerosi fossi, brevi e caratterizzati
da regime prettamente torrentizio, con prolungati periodi di azzeramento delle
portate.
Nell'ambito del Piano di Tutela delle Acque della Toscana, non sono identificati, tra i
corsi d'acqua superficiali ricadenti nel territorio comunale di Capoliveri (né nel resto
del territorio elbano) corpi idrici significativi. Non sono pertanto disponibili dati di
qualità delle acque, rilevati nell'ambito del quadro di riferimento conoscitivo del
Piano stesso.
Stato delle Acque sotterranee
L'Isola d'Elba comprende le seguenti Unità acquifere (fonte ATO5):
- Granodiorite del Monte Capanne
"Approvazione del piano di tutela delle acque -Articolo 44 del D.Lgs. 11/5/1999 (Disposizioni sulla
tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle
acque dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole)".
5
56
Caratterizzazione dell'ambiente
- Alluvioni dell'Elba
- Ofioliti e calcari dell'Elba Orientale
- Ofioliti di Capo Stella- Portoferraio
In particolare il territorio del Comune di Capoliveri è interessato da parte dell' "Unità
delle Alluvioni dell'Elba", di cui fanno parte le alluvioni della pianura di Mola, e
quelle di Lacona.
Occorre inoltre considerare l'acquifero della Pianura del Cornia, in quanto l'Isola
d'Elba è interesata da apporto di acqua dallo stesso, mediante una condotta
sottomarina (vedi oltre). Anche questo presenta uno Stato di Qualità Ambientale
SCADENTE.
Nell'ambito del Quadro Conoscitivo del Piano Strutturale, la "Carta Integrata delle
acque sotterranee" riporta le zone a differente "stress idrogeologico", come risultante
dell’assetto al tempo stesso qualitativo e quantitativo della falda in termini di quota
piezometrica e/o conducibilità ionica, secondo la seguente classificazione (fonte PS).
Approvvigionamento Idrico
Il Comune di Capoliveri, come gli altri comuni elbani, fa parte per la gestione
integrata delle acque dell'Ambito Teritoriale Ottimale n, 5 (Costa Toscana),
attualmente gestito da ASA SpA (subentrato nel 2005 alla Comunità Montana Elba
Capraia).
L'approvvigionamento idrico dell'Isola è garantito per il 39% da fonti locali e per il
61% avviene mediante alimentazione da una condotta sottomarina, la quale
convoglia acqua proveniente dal Sistema Anello (alimentato dall'Acquifero del
Cornia) gestito dal CIGRI e dal Campo Pozzi Salcio (Piombino). Tramite la condotta
l'acqua arriva alla stazione di sollevamento Il Piano (Rio Marina), dove viene raccolta
in due serbatoi che ricevono anche parte delle risorse locali, e spinta nella condotta
principale dell'Isola, denominata DORSALE; questa ha uno sviluppo complesssivo di
circa 90 km e serve tutti i comuni dell'Isola. La dorsale è collegata sia ai serbatoi che
alimentano le reti di distribuzione dei vari centri abitati, sia alle reti di adduzione di
alcuni pozzi e sorgenti locali. Le fonti locali di alimentazione dell'acquedotto sono
costiuite da 59 pozzi (di cui 40 scavati in depositi alluvionali delle pianure e 19 in
roccia) e 47 sorgenti, quasi tutte poste alle pendici del Monte Capanne, e 3 opere di
presa superficiali (situate nei comuni di Campo nell'Elba e Marciana) (fonte ATO5).
Tra le fonti locali di approvvigionamento dell'acquedotto quelle che interessano il
comune di Capoliveri sono (fonte: www.ato5acqua.toscana.it/Caratteristiche.htm,
dati aggiornati al 12/2005): 11 captazioni profonde e 1 captazione sorgentizia .
57
Caratterizzazione dell'ambiente
La stazione di pompaggio Elba distribuisce, a seconda del periodo stagionale, da un
minimo di 80 l/s in inverno a un massimo di 120-140 l/s in estate (fonte ASA).
Non è risultato disponibile il dato inerente la % di popolazione servita da
acquedotto. Il PS evidenzia come non tutte le località sono servite da acquedotto e
molte case sparse non sono allacciate.
L'approvvigionamento idrico del Comune di Capoliveri avviene sia attraverso
l'Acquedotto dell'Elba che mediante emungimento diretto da pozzi privati.
Le carenze di approvigionamento idrico nei mesi estivi determinano quote di
emungimento dai pozzi in alcuni casi incompatibili con le capacità dell’acquifero
(vedi aree a stress idrogeologico), ed infatti i pozzi in prossimità della linea di costa
presentano percentuali anomale di cloruro di sodio che denuncia un’ingressione del
cuneo salino accentuata.
Come per tutti gli altri comuni dell'Arcipelago Toscano, anche per il Comune di
Capoliveri le risorse disponibili non sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno
idrico nel periodo estivo. Infatti l'Arcipelago Toscano è tra le Aree di crisi
Ambientale indicate nel Piano Regionale di Azione Ambientale, per la quale è
riportata, tra le altre criticità, anche "l'approvvigionamento idrico".
Tra le aree di Crisi Ambientale è inserita anche la Val di Cornia, per le problematiche
connesse al sovrasfruttamento della falda, al quale concorre anche l'Isola d'Elba, e al
deficit del bilancio idrico (oltre ad altre criticità).
Il Piano Integrato Idrico Energetico (P.I.I.E.) della Provicia di Livorno riporta il
bilancio idrico provinciale suddiviso per unità territoriali, dal quale si evince il forte
deficit inerente la Val di Cornia ed il bilancio globale positivo dell'Elba; il piano
stesso sottolinea tuttavia che in realtà il bilancio per il sistema elbano sia positivo solo
durante l'inverno mentre raggiunge picchi di forte deficit nel periodo estivo,
soprattutto per il livello di prelievo conseguente alla presenza turistica. Nel passato è
stato spesso necessario integrare l'approvvigionamento dell'acquedotto anche con
l'utilizzo di navi cisterna.
Funzionalità degli degli impianti idrici
Da evidenziare come sia presente una criticità legata alle perdite nella rete
acquedottistica; da una stima riportata nel Piano d'Ambito per l'Elba le perdite sono
pari al 39% del volume distribuito, contro il 37% del resto dell'ATO 5 (la stima è stata
ottenuta confrontando il volume fatturato annualmente con quello prodotto, ed
include quindi non solo la reale inefficienza strutturale, ma anche altri fenomeni
gestionali quali sfiori, lavaggi di rete ecc).
Nello stesso Piano d'Ambito è riportata una valutazione della funzionalità degli
impianti, effettuata sia sulle singole opere che su ciascuno schema idrico nel suo
58
Caratterizzazione dell'ambiente
complesso ed espressa mediante un punteggio, riconduicibile ad una di quattro classi
di merito, corrispondenti ad altrettanti giudizi (ottimo, buono, sufficiente,
insufficiente).
Qualità dell'acqua dell'acquedotto
L'Isola d'Elba, rientra, insieme alla Val di Cornia, nella zona geografica con presenza
di Boro nell'acqua potabile oltre le concentrazione previste dall'Allegato 1 parte A del
D.Lgs. 31/01 (3,8-4,2 mg/l contro un valore limite di legge di 1 mg/l) (PTA). E' in
particolare l'acquifero del Cornia, dal quale anche i comuni elbani si riforniscono, ad
essere interessato dall'inquinamento naturale da Boro. Sempre a causa delle
caratteristiche delle acque provenienti dall'acquifero della Val di Cornia, i Comuni
dell'Elba sono inoltre interessati dal fenomeno della presenza di Arsenico nelle fonti
di approvvigionamento idropotabile, in concentrazioni superiori ai valori indicati dal
D.Lgs. 31/01. In deroga alla normativa vigente è stato concesso dal Ministero della
Salute (recepito con Decreto Dirigenziale 7950/2003 della Regione Toscana) un
innalzamento dei valori limite previsti per i parametri Boro e Arsenico.
Raccolta e Depurazione dei reflui
La rete di raccolta degli scarichi non copre tutto il territorio comunale e il dato
inerente la % di popolazione servita dalla rete fognante risulta essere il più basso tra
tutti i comuni dell'Isola dell'Elba e nettamente inferiore alla percentuale (83%) riferita
dell'intero ATO 5 (Fonte IRPET, 2004, su dati del 1996).
Alcune località (Morcone, Innamorata, Madonna delle grazie) e gli abitati sparsi non
sono serviti da rete fognante: di questi alcuni sono dotate di impianto di depurazione
singoli, mentre buona parte ricorre al sistema della dispersione al suolo.
L'inadeguatezza degli impianti (soprattutto nel periodo estivo) ed il cattivo stato di
conservazione, in particolrae delle condotte a mare, è più volte stata denunciata dallo
stesso organo gestore (che precedentemente ad ASA SpA era la Comunità Montana).
59
Caratterizzazione dell'ambiente
Aque interne: Obiettivi, indicatori e tendenza
Nota: non essendo sempre disponibili dati riferibili al territorio comunale, per molte delle valutazioni
si assume che la situazione a livello comunale rifletta quella generale dell'intera Isola d'Elba,
soprattutto per tutto quanto concerne il sistema acquedottistico.
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
Elevare il livello di
qualità delle acque
superficiali
?
☺?
SECA, IBE, LIM
S
-
Qualità acque dolci
sotterranee; indici:
SquAS, SCAS, SAAS
S
++
Livello di Stress
idrogeologico della
S
++
☺
Ridurre il livello dei
prelievi delle acque
per i diversi usi
antropici
Livello di prelievo delle
acque dai corpi idrici
P
+
☺ a livello
Ridurre il livello di
pressione delle
sostanza inquinanti di
origine antropica sulla
risorsa idrica
Carico inquinante totale.
Carico organico
potenziale in abitanti
equivalenti (da
popolazione residente e
popolazione fluttuante)
P
++
Elevare l’estensione
del servizio idrico
integrato
Copertura del servizio
idrico; % di popolazione
servita da acquedotto
P/R
-
Elevare il livello di
qualità delle acque
utilizzate per uso
idropotabile
Qualità delle acque
destinate al consumo
umano - Qualità delle
acque degli acquedotti
P/R +++
Elevare l’estensione
del servizio idrico
integrato
Copertura del servizio
fognario; % di
popolazione servita da
servizio fognario
P/R
Elevare il livello di
qualità delle acque
sotterranee
Tutelare la
qualità delle
acque interne e
costiere e
promuovere
l’uso
sostenibile
della risorsa
idrica
DPS Disp. Stato Tendenza col
R
dati ante
PS
PS
☺ a livello
locale
locale
++
(in
estate)
?
☺
☺
60
Caratterizzazione dell'ambiente
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
Indicatori
DPS Disp. Stato Tendenza col
R
dati ante
PS
PS
Obiettivi Specifici
Elevare la capacità e
l’efficienza delle
strutture depurative
delle acque reflue
Capacità depurativa.
Bilancio fra il carico
inquinante totale e
capacità depurativa
effettiva
R
++
Verificare la
funzionalità degli
impianti
Analisi degli impianti
idrici
S
+++
Regolare il Bilancio
Idrico
Bilancio idrico
PR
+
Riduzione dei
consumi idrici
procapite e
complessivi,
soprattutto
utilizzando e
promuovendo
tecnologie per il
risparmio idrico nelle
strutture turistiche
Consumo complessivo
di acqua
P
-
Favorire il riutilizzo
delle acque reflue e
conseguente
risparmio di nuova
risorsa
Riutilizzo delle acque
reflue. N° impianti
pubblici di depurazione
con riutilizzo di acque
reflue e m3/anno
riutilizzato
R
+
(in
estate)
☺
(in
?
☺
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
Il Sitema delle acque è riconosciuto quale Invariante Strutturale (rif. Art. 7 dello
Statuto)
Lo Statuto, definisce una serie di norme di tutela delle acque (rif. Art.8), finalizzate
alla protezione delle risorse idriche (ai sensi del decreto legislativo n° 152
dell’11/05/1999) ed anche alla salvaguardia della funzione paesaggistica ed
ecologica dei corsi d'acqua; recepisce inoltre le misure di salvaguardia della delibera
del Consiglio Regionale n° 12/2000, con norme di maggior dettaglio, secondo le
61
Caratterizzazione dell'ambiente
specifiche prescrizioni del PTC della Provincia di Livorno e definisce le disposizioni
attuative delle misure di salvaguardia per: microreticolo minore, bacini arginati di
raccolta di acque superficiali, falda acquifera e pozzi.
L'insieme di queste norme risulta coerente con l'obiettivo del miglioramento della
qualità delle acque superficiali (peraltro non valutabile allo stato attuale per carenza
di dati); inoltre tra le iniziative strategiche da sviluppare maggiormente in fase di
regolamento urbanistico (Art.8, comma 13) si segnalano:
• il miglioramento delle capacità autodepurative del reticolo idrografico superficiale, con
interventi di manutenzione per conservare o ripristinare le caratteristiche di
naturalità del reticolo idrografico, degli ecosistemi e delle fasce verdi e il rispetto delle
aree di naturale espansione;
• il controllo dell’uso di prodotti chimici nelle attività agricole, prevedendo anche
incentivi per l'agricoltura biologica o per modalità di produzione a basso carico
inquinante;
• il monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee.
Relativamente al Livello di stress idrogeologico della falda, lo Statuto individua le
aree di criticità e propone di applicarvi limitazioni del prelievo, secondo il seguente
schema (Art.8, comma 11):
nelle Aree a stress idrogeologico elevato "….si deve limitare i quantitativi di
emungimento alla soglia minima atta a garantire l’equilibrio idrogeologico della zona,
proibire le ricerche di acqua anche di tipo domestico se vi è possibilità di approvigionamento
dalla rete idrica, delocalizzare i pozzi verso aree con stress meno elevato. In questa zona si
potrà individuare l’utilizzo delle risorse idriche sotterranee per soli usi domestici, definendo
una zonizzazione verticale del sottosuolo che garantisca l’assenza di integrazione con il
regime idrogeologico profondo." Nelle Aree a stress idrogeologico medio, "….oltre alla
limitazione dell’emungimento, è opportuno ridurre le nuove ricerche di acqua ed i rinnovi di
concessioni già esistenti sino ad una nuova riclassificazione della zona". Nelle Aree a stress
idrogeologico basso suggerisce di limitare il prelievo o le attività antropiche entro
determinate fasce. Non suggerisce invece limitazioni al prelievo per le Aree a stress
idrogeologico nullo.
Per le zone in cui è proposta la limitazione del prelievo sono definiti (Art. 8, comma
12) indirizzi - specifici per le attività industriali ed artigianali, per i nuovi
insediamenti produttivi, per le attività agricole e per la residenza - finalizzati alla
riduzione dei consumi idrici, al riuso e al risparmio della risorsa acqua.
Tali limitazioni al prelievo contribuiscono positivamente alla diminuzione del
Livello di prelievo dei corpi idrici a livello locale ed anche al miglioramento della
qualità delle acque sotterranee, sempre a livello locale, laddove si verificano
fenomeni di salinizzazione in seguito agli eccessivi emungimenti.
62
Caratterizzazione dell'ambiente
Inoltre tra le iniziative strategiche da sviluppare maggiormente in fase di
regolamento rubanistico (Art.8, comma 13) si segnalano:
• il controllo dei prelievi idrici per uso potabile, agricolo e industriale subordinando i
principali interventi di trasformazione del territorio alla dichiarazione delle fonti e
delle modalità d’approvvigionamento idrico e delle quantità annue prelevate e
all’adozione di misure di razionalizzazione dei consumi idrici e d’uso corretto della
risorsa;
• il monitoraggio della qualità delle acque superficiali e sotterranee;
• l'incentivazione alla realizzazione di impianti di accumulo e riutilizzo delle acque
meteoriche dilavanti non contaminate
Il consumo a livello comunale di acqua distribuita dall'acquedotto costituisce, allo
stato attuale, un fattore di pressione anche per acque sotterranee che non interessano
territorialmente il Comune di Capoliveri ma che alimentano il sistema
acquedottistico dell'Isola: ci si riferisce in particolare all'Acquifero Carbonatico
dell'Elba Orientale e all'Acquifero della Val di Cornia. Gli indirizzi del Piano
Strutturale incidono per certi aspetti positivamente, laddove promuovono il
risparmio e il riutilizzo di acque piovane e reflue (cfr. Artt. 17 comma 3 e 4, Art. 36,
Art. 56), per altri negativamente, a causa dei maggiori consumi connessi al potenziale
aumento delle utenze, aumenti che tuttavia risultano contenuti (cfr.
dimensionamento par. 4.4). La tendenza dello Stato di qualità delle acque
sotterranee e del Livello di prelievo dai corpi idrici esterni al territorio comunale, è
di gran lunga maggiormente influenzata da scelte pianificatorie ed interventi a livello
di intera Isola d'Elba e pertanto, per quanto pertinente gli effetti del Piano Strutturale
di Capoliveri, l'andamento è sostanzialmente stabile.
A livello locale la qualità delle acque, sia superficiali che sotterranee, risente della
presenza di numerosi scarichi di abitati non allacciati alle fognature e che ricorrono al
sistema della subirrigazione. La necessità di censire e mettere a norma gli scarichi,
più volte richiamata nel piano, rientra nelle iniziative strategiche, da sviluppare
maggiormente in fase di regolamento (Art. 8, comma 13), e costituisce una
condizione alla trasformabilità per le singole UTOE: "….Per l'edificato esistente dovrà
essere realizzato l'allacciamento alla rete fognaria, per i casi previsti dal vigente Regolamento
dell' AATO 5, e per gli altri casi la messa a norma degli scarichi al suolo o in acque
superficiali e l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue a quanto indicato nel
regolamento DPGR 23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i..". Il superamento di tale criticità
costituisce un obiettivo che incide positivamente sullo Stato di qualità delle acque
sotterranee a livello locale.
Il potenziale incremento di recettività e di unità abitative ha una incidenza diretta sul
Carico inquinante totale, che già attualmente, durante il periodo estivo risulta
63
Caratterizzazione dell'ambiente
elevato. Tuttavia tali incrementi risultano contenuti: il PS consente infatti un aumento
complessivo medio della recettività di Alberghi e Residenze Turistico Alberghiere
fino ad un massimo del 10% della attuale (per un totale di 373 posti letto) e del 20%
massimo per le strutture turistiche extralberghiere (Residence e CAV) che si
trasformino in alberghiere, mentre non prevede aumenti di recettività per i
campeggi; per la residenza le nuove volumetrie previste non comportano aumento
delle unità abitative, se non nel caso di 15.000 mc di completamento nell'UTOE
Capoliveri.
In termini di consumi idrici il potenziale aumento connesso all'aumento di recettività
e di unità abitative (come sopra descritto), alle previsioni relative al comparto
industriale artigianale (8.000 mc in tutto), commerciale e direzionale (13.370 mc in
tutto), servizi, (5800 mc di nuove volumetrie in tutto), e all'edificato rurale (non
quantificabile) può essere in parte bilanciato dalle pratiche di risparmio e riuso più
volte richiamate nelle norme del Piano (cfr. Artt. 17 comma 3 e 4, Art. 36, Art. 56). Il
Consumo complessivo di acqua, può pertanto tutto sommato essere considerato
stabile.
Relativamente ai nuovi insediamenti e agli interventi di sostituzione dei tessuti
insediativi, nell'Art. 36 sono fissate le condizioni alla trasformabilità, ed in
particolare, per quanto concerne la tutela della risorsa acqua, stabilisce che siano
soddisfatte le necessità derivanti dal nuovo carico urbanistico relativamente
all'approvvigionamento idropotabile, "..attraverso l’adeguamento e il potenziamento
delle strutture esistenti dell’acquedotto, e l’approvvigionamento delle acque per usi secondari
non potabili, attraverso anche il riuso di acque piovane (cioè quelle necessarie per irrigare aree
di pertinenza delle strutture turistiche e aree verdi utilizzate per le attività sportive quali
campetti di calcio, tennis)" e alla raccolta dei reflui, mediante la "…predisposizione di una
rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico, collegata agli impianti comunali che
connettono al depuratore pubblico, la cui capacità depurativa deve essere sufficiente ai nuovi
e/o diversi carichi insediativi."
In modo ancora più diretto, condiziona la trasformabilità all'interno delle singole
UTOE al superamento delle criticità presenti inerenti approvvigionamento idrico e
trattamento dei reflui:
"…...la realizzazione di nuova edificazione risulta necessariamente condizionata alla
realizzazione della rete di distribuzione relativamente al nuovo carico urbanistico e al
superamento della attuale criticità inerente la carenza di approvvigionamento. Non possono
essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio complessivo
dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle disponibilità di risorse reperibili o attivabili
nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5"
……………
- la realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla preventiva predisposizione di
una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e collegata all’impianto di
depurazione. Per l'edificato esistente dovrà essere realizzato l'allacciamento alla rete fognaria,
64
Caratterizzazione dell'ambiente
per i casi previsti dal vigente Regolamento dell' AATO 5, e per gli altri casi la messa a norma
degli scarichi al suolo o in acque superficiali e l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle
acque reflue a quanto indicato nel DPGR 23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i.. "
Il realizzarsi di tali condizioni aumenterebbe pertanto la copertura del servizio
idrico e la copertura del servizio fognario.
Il possibile aumento della recettività (vedi sopra) potrebbe gravare ulteriormente sul
Bilancio depurativo, attualmente negativo durante i picchi di presenza estivi, tanto
che lo Statuto stesso evidenzia (Art. 17, comma 4) la necessità di potenziamento degli
impianti esistenti. La tendenza del bilancio depurativo è fortemente condizionata
dallo stato di attuazione dei progetti di adeguamento previsti dal Piano d'Ambito
(cfr. § Interventi nel settore raccolta e trattamento dei reflui), ma per quanto di sua
competenza lo Statuto inserisce, tra le iniziative strategiche da sviluppare
maggiormente in fase di regolamento (Art. 8, comma 13), la verifica dello stato
d'efficienza degli impianti di depurazione esistenti e " il soddisfacimento della necessità
complessiva di depurazione comunale ". Inoltre tra i criteri di compatibilità del Piano
(Art. 56) dichiara che "....il fabbisogno di smaltimento liquami conseguente agli usi e alle
azioni deve risultare soddisfatto dalla rete fognaria e dagli impianti di depurazione; ove
necessario e opportuno si utilizzeranno impianti di depurazione autonomi per piccole utenze
......” Per le UTOE che attualmente ospitano impianti di depurazione, una delle
condizioni alla traformabilità è che "…..deve essere incrementata la potenzialità
dell’attuale impianto di depurazione in relazione alle trasformazioni urbanistiche previste in
questa e per le eventuali necessità di altre UTOE che vi dovessero afferire" e in generale per
tutte le UTOE che al depuratore pubblico, la cui capacità depurativa deve essere sufficiente
ai nuovi e/o diversi carichi insediativi.
Per quanto concerne il Riutilizzo delle acque reflue , tra gli obiettivi specifici per
tutte le UTOE vi è la "…..riorganizzazione e potenziamento dell’approvvigionamento idrico
per altri usi (giardinaggio, usi non domestici, ecc...) attraverso la riutilizzazione delle acque
reflue degli impianti di depurazione e con la realizzazione di un sistema integrato di
accumulo e riutilizzo delle acque piovane".
Per quanto concerne gli altri indicatori (Qualità delle acque destinate al consumo
umano, Analisi degli impianti idrici e Bilancio idrico), non si ravvisano elementi in
grado di far supporre effetti significativi del Piano Strutturale; si tratta infatti di
fattori dipendenti da scelte pianificatorie e azioni concertate a livello di intera Isola
d'Elba e/o di gestione integrata dell' intero ATO 5.
65
Caratterizzazione dell'ambiente
3.2.7. Acque marine
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati ricavati dalle seguenti fonti:
•
Regione Toscana: Piano di Tutela delle acque della Toscana, il bacino Toscana
costa, dicembre 2003
•
ATTI del Workshop “LE ACQUE DI BALNEAZIONE”, 11 ottobre 2002 , Lido
di Camaiore - Hotel Villa Ariston - a cura di Regione Toscana Giunta
Regionale - Dipartimento Politiche Territoriali e Ambientali , Area Tutela delle
Acque Interne e Costiere
•
Sito ARPAT (Monitoraggio e controllo > Risorse idriche > acque marine e
costiere)
•
Sito del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (www.isoleditoscana.it),
dicembre 2007
•
Segnali Ambientali nell'Arcipelago Toscana, Agenda 21, 2006
Qualità delle acque di balneazione
La qualità delle acque di balneazione del comune di Capoliveri risulta generalmente
elevata, superiore a quella dell’Arcipelago Toscano (nel suo complesso), della
provincia di Livorno e della costa toscana più in generale, così come documentato
dall’andamento dei valori assunti dall’indice di qualità batteriologica (IBQ)6 nel
periodo 1990 – 2001
Nel 2007 i risultati delle analisi effettuate dall’ARPAT ai fini della balneazione nei
diversi punti di campionamento sono risultate tutte conformi alle disposizioni di
legge (D.P.R. n. 470/82 e successive modifiche ed integrazioni).
Indice trofico TRIX
Per quanto concerne lo stato di qualità ambientale della fascia costiera determinato
mediante l’indice trofico TRIX7 dai risultati del monitoraggio effettuato da ARPAT
7
l’indice trofico TRIX previsto dal D.lgs.152/99 definisce lo stato di qualità delle acque marino costiere; riassume in
un valore numerico (in una scala di valori da 1 a 10) le condizioni di trofia del sistema di acque considerato. La formula
matematica per calcolare l’indice trofico è:
66
Caratterizzazione dell'ambiente
(punti di M.A.S.S.I.M.A. delle acque marino costiere) emerge uno stato di qualità
“elevato” per tutte le stazioni di monitoraggio indagate nell’Isola, ubicate nella parte
nord dell’Isola, quali: stazioni “Elba nord” (nel comune di Portoferraio) e stazioni
“Mola” ubicate nel golfo di Mola (nel comune di Porto Azzurro).
Habitat marini di interesse conservazionistico
Nelle acque costiere del comune di Capoliveri sono presenti importanti habitat
marini di interesse conservazionistico, quali Praterie di Posidonia oceanica, Grandi cale
e baie poco profonde, Scogliere sommerse e semisommerse con comunità bentoniche, Banchi di
sabbia sublitoranei permanentemente sommersi; tra questi habitat, vuoi per il ruolo svolto
che perché tutelata a livello internazionale, assume particolare importanza la
Posidonia oceanica.
Come si evince dalla cartografia in scala 1:10.000 con la distribuzione spaziale della
Posidonia oceanica disponibile nel sito del web del Parco Nazionale dell'Arcipelago
Toscano (www.isoleditoscana.it) e riportata nel quadro conoscitivo del PS, questo
habitat ricopre infatti vaste porzioni dei fondali presenti nel territorio comunale di
Capoliveri ed è presente nella maggior parte delle aree marine antistanti le spiagge
del comune, sia su fondale sabbioso che su roccia. In considerazione del consistente
afflusso turistico che nel periodo estivo si riversa in queste aree, al fine di limitare
indice Trofico TRIX = (Log(Cha · |OD%| · N · P) - (a) / b
dove Cha è il valore di Clorofilla “a” in µg/l, OD% è la percentuale di ossigeno disciolto espresso come variazione in
valore assoluto dalla saturazione, N è l’azoto solubile (N-NO3, N-NO2, N-NH3) in µg/l, P è il fosforo totale, a e b sono costanti
determinate sulla base dei limiti superiore ed inferiore dei parametri.
Il D. Lgs 152/99 associa ai valori di TRIX uno “stato ambientale” a cui corrispondono una serie di specifiche condizioni. In tale
maniera le acque marino costiere vengono classificate in quattro classi in base ad un indice di trofia che fornisce delle
indicazioni su alcune delle condizioni del sistema considerato. Indice di trofia
Indice di trofia
Stato
Condizioni
2-4
ELEVATO
4-5
BUONO
5-6
MEDIOCRE
6-8
SCADENTE
Buona trasparenza delle acque
Assenza di anomale colorazioni delle acque
Assenza di sottosaturazione di ossigeno disciolto nelle acque bentiche
Occasionali intorbidimenti delle acque
Occasionali anomale colorazioni delle acque
Occasionali ipossie nelle acque bentiche
Scarsa la trasparenza delle acque
Anomale colorazioni delle acque <>Ipossie e occasionali anossie delle
acque bentiche
Stati di sofferenza a livello di ecosistema bentonico
Elevata torbidità delle acque
Diffuse e persistenti anomalie nella colorazione delle acque <>Diffuse
e persistenti ipossie/anossie nelle acque bentiche
Morie di organismi bentonici <>Alterazione/semplificazione delle
comunità bentoniche
Danni economici nei settori del turismo, pesca ed acquacoltura
67
Caratterizzazione dell'ambiente
impatti negativi su tale habitat si rende necessaria una rigorosa gestione delle attività
turistiche balneari, incluso quella nautica (sia da diporto che non).
Scheda “Posidonia oceanica”
Questo habitat, diffusamente presente nelle aree a mare prospicienti la costa del territorio comunale
di Capoliveri, è un habitat di interesse comunitario, indicato come prioritario nell'All.1 della Dir.
92/43CEE con il nome "Praterie di posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche
nell'All. A della L.R. 56/2000, a seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse
regionale. Posidonia oceanica (L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo, inserita
nell'Allegato II del Protocollo ASPIM.
Oltre che costituire biocenosi di elevato valore ecologico e biologico (produzione di ossigeno, luogo di
rifugio, e fonte di alimentazione e riproduzione per numerose specie, punto di partenza per
complesse reti trofiche, habitat di numerose specie di Pesci, Cefalopodi e Crostacei di pregiato
interesse commerciale, ecc.), le praterie di posidonia rappresentano un importante elemento
nell'equilibrio sedimentario e nella stabilizzazione della costa (stabilizzazione del fondo marino
attraverso l’apparato radicale, riduzione dell’intensità dei moti ondosi, ecc.) .
Attualmente le praterie di Posidonia sono in regressione in moltissime zone del Mediterraneo,
soprattutto nella fascia più superficiale della zona costiera quella cioè maggiormente soggetta
all’impatto antropico..
I principali fattori responsabili della regressione delle praterie, più marcata nelle aree maggiormente
antropizzati, sono costituiti da un complesso di fattori naturali e di origine antropica; tra questi ultimi
si ricordano la costruzione delle opere costiere che interferiscono con le dinamiche di distribuzione
dei sedimenti, l'inquinamento delle acque e l'aumento della loro torbidità, la pesca a strascico che
scalza intere “matte” mettendo a nudo il substrato (che più facilmente verrà ricolonizzato da specie a
crescita più rapida come la Cymodocea o la Caulerpa), gli ancoraggi in zone ad alta concentrazione di
diportisti nautici.
Pressioni
Le principali pressioni che determinano un impatto negativo sull’ambiente marino
sono riconducibili a:
•
inquinamento delle acque correlato all’immissione di acque reflue (vedi
capitolo acque interne);
•
afflusso di natanti e imbarcazioni che frequentano le acque costiere
prospicienti le principali spiagge: transito, ancoraggi, scarichi a mare,
inquinamento da sostanze pericolose (carburante, olii, detergenti);
•
afflusso turistico che si riversa nelle spiagge .
Attualmente non esiste una specifica regolamentazione delle attività a mare (nautica
da diporto principalmente) finalizzata alla salvaguardia di questo habitat. Il
consistente carico turistico che nel periodo estivo grava su queste aree determina un
significativo impatto negativo su questa componente ambientale (inquinamento delle
acque, distruzione della Posidonia a seguito degli ancoraggi, sicurezza dei bagnanti,
ecc.). Nelle spiagge del territorio comunale di Capoliveri sono state rilasciate 23
68
Caratterizzazione dell'ambiente
autorizzazioni demaniali e 10 concessioni demaniali (vedi carta delle spiagge riportata
nel quadro conoscitivo del PS).
Acque marine: obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi
di sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
% dei punti non idonei
alla balneazione
S
+
☺
Indice di qualità
batteriologica (IQB)
S
+
☺
Stato trofico attraverso
il TRIX
S
+
☺
Distribuzione e stato di
salute della Posidonia
oceanica
S
+
☺
Mantenere una
elevata qualità
dell’ecosistema
marino
Regolamentazione
dell’ormeggio
finalizzata alla
salvaguardia di habitat
marini di interesse
conservazionistico
R
++
☺
Qualificare gli
stabilimenti balneari
Regolamentazione
“ecocompatibile” per
gli stabilimenti balneari
DPS
R
+
☺
Limitare la
proliferazione di
stabilimenti balneari
N° di concessioni e
autorizzazioni rilasciate
R
++
Migliorare
l’efficienza del
sistema di gestione
delle acque che
confluiscono in mare
(depurazione,
scarichi, ecc)
Vedi capitolo “ACQUE
INTERNE”
Migliorare il livello
di qualità delle acque
marine e di
balneazione
Mantenere
un’elevata
qualità delle
acque marine e
dell’ecosistema
marino
DPS Disp. Stato Tendenza col
R
dati ante
PS
PS
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione dello stato attuale e della tendenza della componente vengono di
seguito riportati i contenuti della valutazione del rapporto ambientale delle
previsioni di Piano Strutturale.
69
Caratterizzazione dell'ambiente
In materia di acque marine (rif. Art.12 dello Statuto, ”Spiagge e mare “), il PS, in
considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che
caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica e
sostenibile gestione del sistema terra-mare, subordina la realizzazione degli interventi
correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno specifico piano,
denominato “piano di utilizzazione degli arenili”.
Tale piano, da redigersi nell’ambito del Regolamento Urbanistico, dovrà contenere la
definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso, modalità di utilizzo,
ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel rispetto delle
caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse aree interessate, delle locali condizioni
di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità geomorfologica e paesaggistica delle zone costiere.
Tale piano dovrà contenere uno studio mirato alla caratterizzazione ambientale, paesaggistica
e naturalistica delle aree costiere e marine presenti nel territorio comunale finalizzato alla
individuazione di condizioni di fragilità, vulnerabilità e trasformabilità/utilizzo delle aree.
Come ribaditodal PS, per il raggiungimento delle finalità sopra indicate il piano di
utilizzazione degli arenili dovrà contenere:
•
•
•
•
•
Individuazione, mappatura e caratterizzazione delle aree costiere (sia a mare che a
terra) con elevati valori naturalistici e paesaggistici e/o condizioni di fragilità
ambientale, naturalistica e geomorfologica.
Individuazione delle aree costiere (sia a mare che a terra) da sottoporre a tutela e quelle
per le quali è consentita la permanenza, la riqualificazione ed eventuale sviluppo dei
servizi e delle attrezzature
Regolamentazione di eventuali servizi nautici pubblici (autobus del mare) per il
collegamento di differenti località costiere, che garantisca la tutela delle aree ad elevato
valore naturalistico o caratterizzati da specifiche fragilità, aree nelle quali deve essere
vietato il raggiungimento sia da terra che da mare. Tale servizio da attivarsi
particolarmente nei periodi di maggiore affluenza nell’Isola, potrà stabilire un
collegamento a rete tra le principali località costiere e le maggiori spiagge principali
antropizzate, contribuendo a contenere, soprattutto nel periodo estivo, l’afflusso e la
circolazione delle auto. Questo altresì non dovrà essere attivato, ai fini della tutela
degli ecosistemi ancora naturali, verso le spiagge e coste non facilmente raggiungibili
da terra e quindi poco frequentate dal turismo, in quanto ciò costituisce un elemento
fondamentale per ridurre la diffusione del carico turistico in tali aree particolarmente
sensibili al “disturbo”. Il disturbo/danno alle componenti faunistiche e agli habitat
tipici di tali ambienti risulta infatti mitigato dalla presenza, alternata ai luoghi più
frequentati, di aree “protette” dal disturbo.
Regolamentazione dell’atterraggio delle imbarcazioni e dei mezzi da diporto che
consenta di evitare o comunque di ridurre l’impatto sugli habitat marini costieri ed in
particolare di quelli a maggior interesse conservazionistico (quale ad esempio le
praterie a Posidonia oceanica). A tal fine dovranno essere vietati gli ancoraggi nei
fondali caratterizzati dalla presenza di Posidonia oceanica, realizzando, ad esempio,
campi boe nelle aree interessate da questo habitat.
Regolamentazione dell’accesso da terra alle diverse spiagge, individuando le più idonee
modalità in funzione delle loro peculiarità ambientali, naturalistiche, paesaggistiche e
70
Caratterizzazione dell'ambiente
•
•
geomorfologiche. Un significativo esempio è fornito dalla spiaggia di Ghiaeto e da
quella vicina di Laconella, che, inserendosi in un ambito di elevato interesse
naturalistico e paesaggistico con tipici habitat costieri e mosaici di macchie e garighe
mediterranee nei versanti circostanti, richiedono il mantenimento di bassi livelli di
antropizzazione del territorio e di disturbo estivo. La soluzione ottimale sarebbe quella
di non realizzare parcheggi in tale zona ma di creare un sistema di bus navetta dai
vicini parcheggi di Lacona. L’eventuale parcheggio dovrebbe essere comunque
strutturato su un basso numero di posti auto, con substrato permeabile e comunque
non localizzato a breve distanza dalla spiaggia. In questo senso il potenziamento del
servizio pubblico per l'accesso alle spiagge (ad esempio con l'utilizzo di bus navetta ed
il potenziamento di autobus di linea) permetterebbe in generale il miglioramento della
mobilità complessiva nel territorio comunale grazie alla riduzione dell'intenso traffico
di autoveicoli che attualmente grava su questi tratti di viabilità, e favorirebbe, al
contempo, la riduzione dell'impatto ambientale in termini di miglioramento
complessivo della qualità dell'aria, di riduzione dei consumi energetici, ecc..
Regolamentazione dei parcheggi prossimi alle spiagge: qualora previsti dal piano
strutturale, o già realizzati, le aree di sosta ed i parcheggi prossimi alle spiagge
dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
- non dovranno essere realizzate area a parcheggio in ambiti costieri caratterizzati
da vegetazione mediterranea di versante o in prossimità degli ambiti di costa
sabbiosa e rocciosa;
- la localizzazione dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o
urbanizzati le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate in
ambiti antropizzati da collegare con bus-navetta ai centri abitati ed alle spiagge;
- le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate da
arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture e
realizzati esclusivamente con specie autoctone locali;
- l’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante
una serie di adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo
verso il basso e schermatura verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e
limitazione dell’intensità luminosa, utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a
bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l’accensione solo al passaggio di
persone o automezzi nel parcheggio, ecc.) e all’organizzazione della viabilità e del
parcheggio.
Regolamentazione per la sostenibilità ambientale degli stabilimenti balneari,
incentivando il risparmio idrico ed energetico, la raccolta differenziata, il turismo
ecologico, ecc., sul modello del progetto “Bagnini sostenibili” della Provincia di
Rimini. Tale regolamento affronterà i temi del consumo idrico, della “pulizia” delle
spiagge, della tutela degli ambienti dunali, del recupero dei rifiuti, dell’accessibilità
pedonale dei mezzi motorizzati alla spiaggia, della corretta informazione ambientale dei
fruitori delle spiagge.
Più in generale, sempre in materia di mare, si inserisce la proposta della creazione di
un parco marino inserita nel PS (rif. art.34 dello Statuto: “Sistema funzionale del Turismo
e Attività Produttive”). Fa parte di questo obiettivo la proposta di un parco marino a
integrazione del parco a terra, al fine di consentire un’organica gestione del sistema terramare, significativamente interessato dagli impatti delle attività correlate alla elevata presenza
71
Caratterizzazione dell'ambiente
turistica, sia in termini di turismo balneare, che di turismo legato alla nautica da diporto. E’
pertanto demandata ad una specifica pianificazione, da concretizzarsi contestualmente al
Regolamento Urbanistico, ad esempio nel piano di utilizzazione degli arenili, la definizione
delle modalità operative attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio realizzata nel
rispetto di caratteristiche ambientali e naturalistiche proprie delle diverse aree interessate,
nonché alla presenza di condizioni di fragilità. …Gli ambiti interessati dal parco marino e i
contenuti della proposta sono descritti dettagliatamente nei rispettivi sistemi e sub-sistemi
territoriali, di cui al Titolo III e IV. “
3.2.8. Paesaggio
Fonte dei dati
I dati e le informazioni utilizzate per la predisposizione del presente paragrafo sono
stati principalmente ricavati dalle seguenti fonti:
- Sistema informativo regionale della Toscana (http://sira.arpat.toscana.it/sira/)
- Quadro conoscitivo del Piano Strutturale del Comune di Capoliveri
- Quadro conoscitivo del Piano del Parco Arcipelago Toscano
- P.I.T. della Regione Toscana (D.C.R.T. n° 72/2007);
- Atlante dei caratteri strutturali del Paesaggio, PIT 2005-2010
- Quadro conoscitivo PTC Provincia di Livorno, approvato con Delib. C.P. n° 94 del
15.06.1998;
- Segnali Ambientali nell’Arcipelago Toscano (2006).
- Piano paesaggistico regionale adottato.
- SITAP Sistema Informativo Territoriale Ambientale e Paesaggistico.
- Sistema informativo per i beni culturali e paesaggistici della Regione Toscana
- Normativa di settore con particolare riferimento al D.Lgsl. 42/2004 e succ.
Stato di conservazione e criticità del paesaggio di Capoliveri
L'analisi dello stato attuale del paesaggio ha valorizzato le unità e le descrizioni
interne al quadro conoscitivo ed allo statuto del PS. In conseguenza del loro processo
di individuazione i Sistemi ambientali elbani, ricompresi nel territorio comunale di
Capoliveri, possono ben corrispondere ad unità di paesaggio, cioè ad unità
omogenee dal punto di vista geomorfologico, di uso del suolo/vegetazione e dei
processi di trasformazione antropica. In particolare sono state analizzate le seguenti
unità:
72
Caratterizzazione dell'ambiente
−
−
−
−
−
−
−
−
subsistema di San Martino;
sistema di Lacona;
sistema di Stella;
sub sistema di Mola;
sistema di capoliveri
ambito orientale del sistema di Capoliveri;
ambito occidentale del sistema di Capoliveri;
sistema di Monte Calamita.
Ciascuna unità paesaggistica, così individuata, è stata analizzata con riferimento alla
presenza di paesaggi agricoli tradizionali o di paesaggi rurali integri, alla densità
delle sistemazioni agricole tradizionali (ad esempio terrazzamenti), densità di
edificato di interesse storico, aree archeologiche e testimonianze storiche (da tavola
17 del PS), alla presenza di paesaggi naturali, di vincoli paesaggistici, al grado di
urbanizzazione del territorio interno e costiero, ecc.
L’assetto agricolo prevalente è caratterizzato da una valenza economica residuale,
con alcune realtà aziendali significative localizzate nella piana di Mola e nella piana
di Lacona. Nel complesso l’agricoltura presente nel territorio del Comune di
Capoliveri può definirsi di tipo familiare con la presenza di alcune realtà aziendali
che assumono importanza economica. La coltura che contribuisce a tipicizzare il
territorio e l’economia agricola del Comune è il vigneto, sebbene la sua
frammentazione sia elevata. La presenza dell’olivo è diffusa, ma la sua importanza
economica assume scarsi significati. Nonostante la polverizzazione della struttura
fondiaria del settore agricolo, il territorio non si presenta in stato di abbandono, con
qualche eccezione legata alle difficili condizioni di gestione delle colline più interne
e/o impervie. Le sistemazioni idraulico agrarie ed il reticolo minore di fossi presenta
uno stato di manutenzione accettabile con eccezioni legate alle aree in abbandono. Il
quadro conoscitivo mette in luce il progressivo mutamento del paesaggio di
Capoliveri, particolarmente negli ultimi decenni, dovuto in buona misura alla crisi
dell’agricoltura, all’abbandono della produzione mineraria e alla diffusione delle
strutture turistico - ricettive, all’espandersi delle aree ricolonizzate dalla vegetazione.
Il Subsistema di San Martino, il Sistema di Stella e il Sistema di Monte Calamita
costituiscono degli ambiti di paesaggio ad elevato grado di naturalità, con basso
grado di costrizione dei biotopi naturali, bassa frammentazione ad opera delle
infrastrutture stradali, basso grado di artificialità ed elevato valore naturalistico.I
caratteri paesaggistici prevalenti sono costituiti da versanti, anche acclivi, interessati
da una continua matrice vegetale a dominanza di macchie e foreste di sclerofille,
rimboschimenti di conifere e coste rocciose ad elevata naturalità. Le attività agricole
risultano quasi del tutto assenti o con funzioni relittuali e/o marginali (ad eccezione
dell’area di Ripalte), con superfici agricole estremamente frammentate, Isolate e ad
elevata pendenza. Per tali sistemi risulta bassa inoltre la densità dei terrazzamenti,
73
Caratterizzazione dell'ambiente
con valori massimi riscontrabili nell’area di Acquarilli (1,4 m/ha di terrazzamenti per
l’UTOE omonima). Particolarmente rilevante, in termini paesaggistici, risulta la
presenza nel Sistema di Monte Calamita delle miniere abbandonate. Tali sistemi di
paesaggio ospitano siti di interesse archeologico (ad esempio Vallone di Calamita –
testimonianze preistoriche dell’età dei metalli), scarsa presenza di edificato di
interesse storico. Per tali ambiti il valore paesaggistico va individuato nella naturalità
diffusa, ove la matrice dominante del paesaggio è di tipo naturale o seminaturale e
dove le testimonianze della presenza umana sono strettamente legate a tale matrice.
Le stesse aree minerarie costituiscono oggi ambiti di interesse naturalistico, oltre che
storico e di archeologia industriale e sono sottoposti a spontanei processi di
rinaturalizzazione.
Il Sistema di Lacona e il Sub sistema di Mola costituiscono due ambiti caratterizzati
da un paesaggio agricolo tradizionale di pianura o bassa collina, in parte trasformata
dai processi di diffusione dell’edilizia residenziale diffusa a bassa densità. Basso
grado di naturalità, medio alto grado di costrizione dei biotopi naturali, medio alta
frammentazione ad opera delle infrastrutture stradali, elavato grado di artificialità
costituiscono le caratteristiche di tali ambiti, ove le aree agricole presentano i valori
migliori, nel territorio comunale, relativamente alle condizioni di acclività,
esposizione, dimensione degli appezzamenti, raggiungibilità, ecc. La presenza di un
paesaggio agricolo di pianura ancora caratterizzato da elementi dell’agricoltura
tradizionale elbana, con piccoli appezzamenti, presenza di siepi e filari alberati, ecc.
conferisce al sistema paesaggistico un discreto valore naturalistico, aumentato dalla
presenza dell’area umida di Mola e del sistema dunale di Lacona. Due biotopi
anch’essi però caratterizzati dalle forti pressioni antropiche dirette e indirette. Verso
l’interno e sulle pendici collinari prevalgono invece le coltivazioni e gli insediamenti rurali (in
parte anch’essi convertiti alla funzione turistica). Il paesaggio agrario è caratterizzato da una
continua alternanza di coltivazioni su piccoli appezzamenti, con prevalenza di vigneti, oliveti
e orti familiari (in cui si includono anche i piccoli frutteti per l’autoconsumo). Le pendici
collinari sono talvolta modellate a terrazze sostenuti da muri a secco e talvolta a gradoni. Nel
Piano di Mola si possono distinguere due diverse tipologie di paesaggio agrario: una fascia a
prevalente seminativo su appezzamenti medio-grandi e con bassa densità insediativa (la parte
più pianeggiante, lungo la provinciale) e una fascia pedecollinare con maggiore incidenza di
vigneti e oliveti. Risalendo il versante settentrionale del Monte Zuccale e della collina
dominata dal capoluogo la parcellizzazione del territorio si fa più marcata e accanto alle
colture agrarie e agli orti compaiono di nuovo i giardini con vegetazione ornamentale.
(art.15.1 Statuto). Rispetto al sistema paesaggistico precedente, a carattere
prevalentemente naturalistico, tali ambiti presentano inoltre una maggiore densità
dei terrazzamenti (fino a 14,7 m/ha per l’UTOE Lacona-Margidore). Particolarmente
rilevante, in termini paesaggistici, risulta la presenza del sistema dunale di Lacona e
delle pinete retrostanti ed il reticolo idrografico minore. Tali sistemi di paesaggio
ospitano siti di interesse archeologico (ad esempio Lacona Fosso del Pino – abitati
preistorici con resti di lavorazione del ferro), ed un edificato, spesso di origine
agricola, di interesse storico.
74
Caratterizzazione dell'ambiente
Gli ambiti orientale ed occidentale del sistema di Capoliveri, e l’unità di Capoliveri
costituiscono un sistema paesaggistico ove più rilevanti sono stati i processi di
diffusione dell’edificato ad alta e bassa densità, di frammentazione e costrizione dei
biotopi, con medio basso grado di artificialità e, in molti casi, di perdita del genius
loci. Ciò risulta evidente soprattutto nella porzione più occidentale dell’area
(Madonna delle Grazie), ove un paesaggio costiero ad agricoltura terrazzata (35,5
m/ha di terrazzamenti) si è nel tempo trasformato in un sistema ad elevata presenza
di edilizia residenziale diffusa con perdita totale delle funzioni agricole. Nella
porzione orientale il paesaggio agricolo risulta invece ancora un elemento strutturale
del sistema ambientale, spesso mosaicato ad elementi naturali o seminaturali. Si ha
qui un’alternanza di boschetti di sughere e lecci con appezzamenti coltivati a vigneto e
oliveto, con piccoli frutteti e orti familiari, associati a insediamenti diffusi. (art.15.1 Statuto).
Particolarmente rilevante, in termini paesaggistici, risulta la presenza del centro
storico di Capoliveri, così come la presenza di siti di interesse archeologico e di
edificato di interesse storico.
La diffusa presenza di terrazzamenti sostenuti da muretti a secco, contribuisce in
maniera rilevante a caratterizzare il paesaggio rurale del Comune di Capoliveri.
L’andamento principale delle terrazze presenti è a girapoggio. Lo stato di manutenzione dei
terrazzamenti è spesso trascurato e spesso le colture agrarie hanno lasciato spazio al bosco.
Queste tipiche sistemazioni idraulico agrarie dei terreni declivi, rappresentano, oggi, un bene
paesaggistico e un documento storico degni di rispetto, sebbene rappresentino un onere per il
proprietario del terreno ed un’emergenza ambientale per la collettività in seguito ai rischi di
dissesto idrogeologico connessi ad un loro abbandono. Il mantenimento dei muretti, il
rifacimento delle canalette di scolo e la pendenza della lenza sono operazioni da incentivare sia
a fini privati che pubblici, per evitare eccessi di ruscellamento con erosione superficiale del
terreno.(art.13, comma 2, Statuto).
In alcune UTOE la densità dei terrazzamenti raggiunge livelli molto elevati pari a
35,5 m/ha per l’unità di Madonna delle Grazie, di 14,7 m/ha per l’unità Lacona –
Margidore e di 10,2 m/ha per l’unità Innamorata-Pareti-Morcone. Come già indicato
nella descrizione dei valori dei singoli sistemi paesaggistici tali presenze
costituiscono un elemento strutturale del paesaggio agricolo di Capoliveri da
conservare e riqualificare.
L'UTOE che ha caratteri agricoli prevalentemente produttivi è quella della "Pianura
di Mola" che presenta pendenze ottimali (classe prevalente 0-5), dimensioni maggiori
dei poligoni agricoli (> 15 ettari) e loro buona continuità, medio bassa naturalità,
scarsa presenza di terrazzamenti (4,5 m/ha contro i 35,5 m/ha di Madonna delle
Grazie...) ed elevato grado di costrizione dei biotopi naturali.
Anche le UTOE Mandorlo-Lari e Lacona-Margidore si possono classificare come ad
attività agricole produttive, con stesse condizioni dell'UTOE precedente anche se con
maggiore frammentazione delle unità agricole, loro minori dimensioni medie e
maggiore pendenza. Qui le aree agricole produttive sono spesso intervallate da
incolti, aree agricole abbandonate, biotopi costretti, ecc. L'UTOE della Collina e della
75
Caratterizzazione dell'ambiente
Costa presenta in parte aree agricole produttive o comunque con buone condizioni
stazionali (pendenza, superfici, ecc.) ma anche elevati valori di naturalità (0,62 contro
valori compresi tra 0,43 e 0,47 delle unità precedenti) e frammentazione, con media
presenza di terrazzamenti (6,7 m/ha). Tale Unità, così come Capoliveri, hanno un
valore agricolo prevalentemente paesaggistico.
Le rimanenti UTOE (ad esclusione di quelle interamente al sistema di Aree Protette e
SIR) hanno una presenza agricola residuale, non produttiva (aree agricole ridotte,
frammentate, elevata pendenza, ecc.), con elementi di elevato interesse paesaggistico
assolutamente da preservare (terrazzamenti).
I processi di abbandono delle attività agricole tradizionali, di sviluppo delle attività
turistiche e, soprattutto, di sviluppo dell’edificato residenziale sparso a bassa densità
costituiscono degli elementi di criticità per la conservazione degli elementi
caratteristici del paesaggio elbano e di quello di Capoliveri in particolare. Tale
situazione risulta maggiormente critica soprattutto nella zona circostante il
capoluogo, ed in particolare verso Madonna delle Grazie e Lido, ove la stessa
conservazione dei terrazzamenti è resa non realizzabile dall’assenza di attività
agricole e dalla loro funzione manutentiva. Il rapido cambiamento dell’uso del suolo,
l’aumento dei livelli di antropizzazione ed urbanizzazione e di frammentazione sono
evidenti anche nell’area di Lacona, Mola e Naregno. Il trend in assenza di PS risulta
mantenere tale situazione anche con interventi che risultano localmente aumentare i
livelli di consumo del suolo, con trasformazioni previste, o in corso di realizzazione,
alla periferia orientale di Capoliveri (RPA1, RPA2 e PEEP C1/1b) e a Lacona (PEEP
Lacona).
Tutto il territorio comunale di Capoliveri riveste un notevole valore paesaggistico e
risulta soggetto a vincolo paesaggistico, sia integralmente con DM 16 agosto 1952
(G.U. 222 del 1952), sia per la presenza delle categorie di cui all’art.142 del Codice dei
Beni culturali e del Paesaggio (D.Lgsl. 42/2004 e succ. mod. e integr.), quali in
particolare:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di
battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
c) i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle
disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre
1933, n. 1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei
parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e
quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
76
Caratterizzazione dell'ambiente
Particolarmente rilevante, in termine di superfici interessate ma soprattutto di qualità
dei paesaggi, il territorio comunale di Capoliveri interno al Parco Nazionale
dell’Arciperlago Toscano.
Tra le motivazioni del vincolo paesaggistico con DM 16/8/1952 si citava come:
“l'intero territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un quadro
naturale, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di non
comune bellezza”.
Nell’ambito della descrizione degli elementi di valore dell’area vincolata con DM
16/8/1952, svolta nel contesto del piano paesaggistico adottato, vengono indicati:
1.
2.
3.
4.
Visuali dalla costa verso il mare e dal mare verso la costa
Coste alte e rocciose sul mare che presentano caratteri quasi inalterati di naturalità.
Caratteristica vegetazione mediterranea e boschiva.
Nucleo storico-medievale di Capoliveri con una piazzetta centrale da cui si godono
bellissimi scorci verso il mare, l’arcipelago e la Corsica.
5. Tutto il territorio comunale offre splendidi scorci verso il mare. Sono di particolare
valore gli scorci che si godono dal centro abitato di Capoliveri. Visuali anche dal mare
verso la costa.
Come dinamiche di trasformazione recenti e/o previste vengono individuate:
1. Intensificarsi delle costruzioni sulle pendici della collina sottostante il centro abitato di
Capoliveri
Come obiettivi per la tutela vengono individuati:
2. Tutela della vegetazione esistente nell’abitato.
3. Tutela delle visuali panoramiche dal mare verso la costa.
4. Tutela del valore paesaggistico, storico e testimoniale del nucleo storico e degli altri
manufatti storici e delle loro adiacenze.
Come strategie per il controllo delle trasformazioni (misure e azioni):
1. Definizione di criteri per la gestione forestale delle aree a macchia mediterranea,
compresi i piani operativi antincendio.
2. Nell’abitato, le nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie autoctone.
3. La riconversione del patrimonio edilizio esistenze deve essere prioritaria rispetto alla
realizzazione di nuovi insediamenti che comunque devono avere bassa densità
fondiaria, alta qualità architettonica, essere correttamente inseriti nel contesto in
maniera da non compromettere le visuali dal mare verso la costa e in particolare verso
le pendici sottostanti il centro storico abitato.
77
Caratterizzazione dell'ambiente
4. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale sia per quanto
riguarda la localizzazione che la realizzazione delle eventuali attrezzature a servizio
della balneazione.
5. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale per quanto riguarda la
realizzazione e l’estensione di aree destinate a campeggio e per la sosta dei camper.
6. Particolare attenzione deve essere prestata verso le aree destinate a parcheggi (di
servizio alle spiagge, al commercio, ecc.) che devono essere in terra battuta e
opportunamente alberate.
Il territorio comunale di Capoliveri non presenta zone soggette a vincolo
archeologico, mentre risulta presente un vincolo architettonico – monumentale per la
località di cimitero Molino presso il centro abitato di Capoliveri (Sistema informativo
per i beni culturali e paesaggistici della Regione Toscana).
Oltre agli elementi strettamente vincolati la descrizione e tutela dei valori
paesaggistici e storico-cultirali del territorio comunale viene realizzata anche
mediante il riconoscimento, quali invarianti strutturali del territorio dal Piano
Strutturale e del presente Regolamento urbanistico, gli elementi fisici, economici,
sociali e culturali costituenti espressione qualificata del perdurare di rapporti
spaziali, produttivi, sociali e culturali del territorio comunale, che, nella lunga durata,
ne hanno determinato l’assetto costituendo gli elementi cardine dell’identità dei
luoghi. Tali elementi sono manifestazione localizzata delle risorse naturali e delle
altre risorse essenziali presenti nel territorio comunale, come definite dalle vigenti
norme regionali in materia di governo del territorio. In particolare il Regolamento
urbanistico all’art.36 individua la seguenti invarianti, rappresentate nelle Tav. 2° e 2b
del RU:
a) Capo I - Invarianti storico-insediative e culturali
- Infrastrutture viarie storiche;
- Patrimonio edilizio esistente di valore;
- Percorsi e sentieri;
- Viabilità vicinale ed extraurbana minore;
- Strade-Parco (strade di interesse paesaggistico e panoramico);
- Ville e complessi rurali di valore paesaggistico e relative pertinenze;
- Usi civici e demanio;
b) Capo II -
Invarianti paesaggistico-ambientali:
- Emergenze ambientali diffuse;
- Emergenze ambientali localizzate;
- Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale;
- Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS;
- Belvedere e visuali di paesaggio;
- Ambiti paesistici dei corsi d’acqua;
- Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare;
- Spiagge e mare;
78
Caratterizzazione dell'ambiente
Paesaggio: Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Indicatori
Macro obiettivi di
sostenibilità
DPS Disp. Stato Tendenza
R
dati ante
con PS
PS
Obiettivi Specifici
Tutela del paesaggio
Conservare gli
aspetti strutturali e
visuali del paesaggio
Valutazione delle
variazioni in termini
di complessità
tipologica del
paesaggio
Valutazione dei
mutamenti di
equilibrio fra le varie
categorie di uso del
suolo
Valutazione della
diversità colturale e
mantenimento delle
forme tradizionali
Stato di conservazione
delle sistemazioni agricole
tradizionali
Stato di conservazione del
paesaggio naturale e
seminaturale
Presenza di aree a vincolo
paesaggistico
Stato di conservazione del
patrimonio storico e
architettonico
Grado di urbanizzazione
del territorio interno
Grado di urbanizzazione
del territorio costiero
Percentuale di territorio
costiero libero
Grado di costrizione dei
biotopi
Grado di frammentazione
da viabilità
S
++
S
++
☺
R
+++
☺
S
++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
S
+++
Grado di naturalità
S
+++
N° tipologie colturali
rilevabili all’interno del
mosaico paesaggistico
S
++
Estensione delle
macrocategorie di uso del
suolo: seminativi, boschi,
aree a pascolo
S
++
Superficie agricola a coltura
promiscua
S
++
79
Caratterizzazione dell'ambiente
Motivazioni della tendenza
Per la descrizione delle motivazioni della tendenza per la componente in oggetto
occorre far riferimento in gran parte a quanto indicato nelle motivazioni della
tendenza della componente “suolo” con particolare riferimento all’evoluzione
dell’uso del suolo e alle sue trasformazioni.
All’abbandono delle attività agricole tradizionali e delle attività manutentive ad esse
legate (classico esempio dei terrazzamenti) si è associata la realizzazione di un
edificato residenziale a bassa densità, legato prevalentemente allo sviluppo del
settore turistico, che ha fortemente condizionato il paesaggio di vaste porzioni di
territorio di Capoliveri. Tale processo ha portato ad elevati gradi di urbanizzazione,
frammentazione, costrizione e artificializzazione in diverse aree del territorio di
Capoliveri, con la perdita dei caratteri più peculiari del paesaggio ed in particolare di
quello agricolo. La perdita di superfici agricole, la loro frammentazione, la riduzione
della loro diversità (n. tipologie colturali) costituiscono forti detrattori del paesaggio
agricolo.
La situazione attuale mostra una buona conservazione dei paesaggi naturali e
seminaturali, situati nelle aree meno disturbate (ad esempio Fonza, Stella, Monte
Calamita), e paesaggi seminaturali ed antropici che hanno perso gran parte dei loro
caratteri peculiari, in particolare di tipo agricolo. Ciò risulta confermato anche dalle
analisi interne al PIT (2005-2010) ove si afferma, per il territorio elbano, come "La
diffusione di strutture ricettive e complessi residenziali turistici di diverso genere ha
registrato forti incrementi negli ultimi venti anni, alterando profondamente i caratteri rurali
del paesaggio. Il promontorio di sud-est di Monte Calamita conserva un contesto
paesaggistico di grande suggestione, con la presenza di siti estrattivi e resti delle relative
strutture colonizzati dalla vegetazione spontanea". (Atlante dei caratteri strutturali del
Paesaggio, PIT 2005-2010).
Il trend mostra una permanenza di tale situazione di criticità, nonostante tutto il
territorio comunale sia sottoposto a vincolo paesaggistico. Considerazioni positive
derivano dall’analisi del paesaggio della fascia costiera che risulta in gran parte
ancora integra.
La perdita dei caratteri tipici del paesaggio agricolo costituisce un elemento negativo
anche in termini di tutela della biodiversità, ove numerose specie, soprattutto di
fauna, sono legate agli agroecosistemi tradizionali.
80
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
4. REGOLAMENTO URBANISTICO E RAPPORTI CON IL PIANO
STRUTTURALE
4.1. SCOPI E OBIETTIVI DEL PIANO STRUTTURALE
Finalità del piano (rif. art. 2 del Piano)
I principi di governo del territorio si basano sulla finalità generale di “garantire la
salvaguardia ed il mantenimento dei beni comuni e l’uguaglianza di diritti all’uso ed
al godimento dei beni comuni nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità
della vita delle generazioni presenti e future” in base al’art. 1 della LR 1/05, pertanto
il Comune di Capoliveri, attraverso il proprio strumento di pianificazione territoriale
intende assicurare la conservazione e l’arricchimento delle risorse territoriali, in
modo da affidarle integre e valorizzate alle generazioni future.
Per queste finalità il Piano Strutturale individua le risorse naturali ed essenziali del
territorio, detta criteri per l’utilizzo delle stesse affinché nessuna possa essere ridotta
in modo significativo e irreversibile in riferimento agli equilibri degli ecosistemi di
cui è componente. Il PS indica inoltre gli obiettivi per la loro valorizzazione.
Le componenti soggette a valorizzazione sono:
- la qualità ambientale-paesaggistica del territorio;
- la presenza di stratificazioni storico-archeologica;
- le nicchie di produzione agricola di qualità;
- gli ambiti naturali marini e terrestri;
- la dimensione turistica e culturale di rango regionale, nazionale e internazionale;
L’obiettivo generale del PS è quello di consolidare la struttura territoriale comunale
tramite un organico programma di tutela e di sviluppo basato:
- sulla tutela e il miglioramento delle risorse;
- sulla realizzazione di condizioni di sicurezza e di benessere;
- sulla creazione di opportunità di crescita culturale, sociale e economica;
- sullo sviluppo di innovazioni produttive e imprenditoriali;
- sulla offerta di servizi commerciali attraverso il mantenimento di quelli esistenti e la
creazione di occasioni di sviluppo commerciali differenziando le attività anche in
base in base alle differenti stagionalità;
- sulla realizzazione di mobilità ottimali;
- sulla dotazione di servizi e attrezzature adeguati alla domanda sociale;
- sulla formazione di un sistema di parchi per il tempo libero, per le esigenze
didattiche, ricreative, sportive, culturali e museali;
- sulla tutela e sulla valorizzazione del patrimonio territoriale;
81
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Il piano strutturale definisce le strategie generali di sviluppo sostenibile rese possibili
dall’uso responsabile delle risorse presenti nel territorio comunale.
Il piano strutturale stabilisce obiettivi strategici e azioni d’area, coerenti con le
pianificazioni sovraordinate, regionale e provinciale.
Definizione delle strategie generali (rif. art.32 del Piano)
1
In relazione alle strategie generali di sviluppo sostenibile, il piano strutturale
individua obiettivi strategici d’area, riguardanti singole parti del territorio comunale
e in particolare i Sistemi, Sub Sistemi Territoriali e Funzionali come definiti e
individuati rispettivamente al Titolo III nonché le U.T.O.E.
2.
La pianificazione strategica definisce le strategie generali comunali di sviluppo
sostenibile per quanto riguarda i seguenti sistemi di funzioni:
turismo e attività produttive;
agricoltura;
residenza;
mobilità e infrastrutture.
Il sistema funzionale del turismo comprende i relativi impianti e attrezzature terziari
e direzionali, il commercio e l’artigianato, considerati in connessione con lo specifico
settore sociale ed economico del turismo.
Il sistema funzionale della residenza comprende le attrezzature e gli impianti di
urbanizzazione primaria e secondaria di servizio alla residenza.
3.
Per realizzarsi, gli obiettivi strategici d’area necessitano di azioni sulle risorse.
Le azioni sono distinte nelle seguenti tipologie:
- azioni di protezione mirate al mantenimento integrale delle risorse;
- azioni di conservazione delle risorse consistenti nel controllo e nella gestione del
loro processo di evoluzione ferma restando la struttura fondamentale, dovuto ai
mutamenti socio-economici, culturali e di destinazione d’uso:
- azioni di recupero della risorse affette da degrado, abbandono, sottoutilizzazione;
- azioni di ripristino della risorsa in grave stato di alterazione e di perdita degli
originari caratteri significativi;
- azioni di creazione di nuove risorse in ambiti privi di significatività sociale ed
economica, di identità culturale, di riconoscibilità.
4.
In relazione agli obiettivi strategici d’area, sono prescritte negli ambiti
territoriali costituenti le unità territoriali organiche elementari le azioni sulle risorse.
82
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
A motivo dell’estensione dell’ambito territoriale di incidenza delle azioni, le unità
territoriali organiche elementari possono coincidere con un sistema o un sub-sistema
territoriale ovvero costituiscono parti dei sistemi e sub-sistemi territoriali.
5.
Entro le unità territoriali organiche elementari (U.T.O.E.) sono indicati
indirizzi di soglia in merito alle trasformazioni delle risorse e alla creazione di nuove
risorse, in conformità alla valutazione integrata.
4.2. ARTICOLAZIONE DEL PIANO STRUTTURALE
Formano il piano strutturale:
Il Quadro Conoscitivo
Lo Statuto del Territorio
Le Strategie di Sviluppo
Il rapporto ambientale e lo studio d’Incidenza quali parti della Valutazione
Integrata.
Lo Statuto del Territorio individua i caratteri naturali, storici, culturali, economici e
sociali che contribuiscono a definire la peculiarità e identità di un luogo o di un
ambito territoriale, stabilisce inoltre le specifiche regole finalizzate alla sostenibilità
delle trasformazioni.
Determina le regole che governano l’uso delle territorio e definisce le componenti che
lo rendono riconoscibile e corrispondente con la cultura, la storia, le aspettative della
comunità locale, promuove ed esalta l’identità di ogni parte del territorio e costituisce
il patto della comunità locale per preservare le risorse per le generazioni future.
Esso contiene i principi e i criteri generali, le attribuzioni di valore, l’interpretazione
condivisa del territorio, le linee di comportamento concordate nei confronti del
patrimonio ambientale e insediativo.
In base all’art. 53 della LR 1/05 lo statuto del territorio del presente piano si compone
dei seguenti elementi:
-
le invarianti strutturali di cui agli art. 7 e seguenti;
-
i principi di governo del territorio di cui all’art. 6;
-
l’individuazione di sistemi e subsistemi territoriali e funzionali di cui al Titolo
III, attraverso le proprie risorse nonché i criteri per l’utilizzazione delle stesse
ed i relativi livelli minimi prestazionali e di qualità;
-
la disciplina di tutela e valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali.
83
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Lo Statuto suddivide il territorio comunale in Unità territoriali organiche elementari
(UTOE) per le quali sono indicate le previsioni di Piano strutturale. In particolare
sono presenti:
nel sub
Martino
sistema
di
San unità di Fonza
unità dei Monti
unità di Acquarilli
nel sistema di Lacona
unità delle spiagge
unità di pianura Lacona – Margidore
unità di Mandorlo - Lari
nel sistema di Stella
unità di Stella
nel sub sistema di Mola
unità della zona umida
unità di pianura
nell’ambito
orientale
sistema di Capoliveri
del unità di Capoliveri
unità della Collina
unità dei Salici
unità di Naregno
unità di Straccoligno
nell’ambito occidentale
sistema di Capoliveri
del unità di Innamorata – Pareti – Morcone
unità di Madonna delle Grazie – Stecchi – Barabarca – Zuccale
unità di Lido
unità di Norsi
nel sistema di Calamita
unità del parco naturalistico
unità del parco minerario
Quantità massime ammissibili (dimensionamento)
Il dimensionamento massimo ammissibile del piano comprende, oltre alle nuove
previsioni, gli interventi non attuati e previsti dal P. di F. vigente mentre sono esclusi
quelli in corso di attuazione come descritti nell'apposito articolo relativo alle
salvaguardie.
In via riassuntiva il dimensionamento complessivo del Piano Strutturale,
comprensivo delle trasformazione e completamenti nonché degli ampliamenti degli
edifici esistenti, è il seguente:
84
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
PdF
Esistente
(realizzato e/o
convenzionato) In
corso di attuazione
Residenziale
completamento (mc)
Residenziale
espansione (mc)
Turistico ricettivo
alberghiero ed
extralberghiero (mc)
Industriale
/artigianale (mc)
Commerciale/direzio
nale (mc)
Servizi (mq)
N.B.:
*
**
°
°°
1.078.430
259.563
Previsione
PS
Residuo
Pdi F
Totale previsioni di
PS
38.130 *
38.130
15.000
0
15.000
27.850**
38.278
66.128
(373 posti letto ,
relativi al solo
alberghiero)
(3.829 posti letto,
relativi al solo
alberghiero)
8.000
0
8.000
2.850
10.520°
13.370
23.832
17.518
34.766
20.490 °°
20.490
le volumetrie sono finalizzate agli ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti, senza
incremento delle unità abitative o posti letto.
comprensivi di mc. 16.300 riferiti agli ipotetici ampliamenti degli edifici esistenti al fine di
incentivare la trasformazione delle ricettività extralberghiere in alberghiere.
le volumetrie sono comprensive degli edifici (di mc. 3.300 ) destinati a servizi consortili della
aziende agricole.
nelle volumetrie sono compresi i servizi dell’approdo di Mola e il centro servizi a Lacona.
4.3. CONTENUTI DEL REGOLAMENTO URBANISTICO
Il RU definisce le regole e le azioni per la tutela, la riqualificazione e la valorizzazione
delle risorse, disciplinando le trasformazioni urbanistiche, edilizie ed infrastrutturali
con esse compatibili. A tale scopo specifica e conferisce efficacia operativa ai
contenuti statutari del PS e ad una parte significativa delle strategie in esso
contenute, nel rispetto dei principi di sviluppo sostenibile definiti dalle vigenti
norme in materia di governo del territorio.
Il R.U. contiene:
a) la disciplina per la gestione degli insediamenti esistenti, che individua e
definisce:
- la disciplina dell’utilizzazione, del recupero e della riqualificazione del
patrimonio urbanistico ed edilizio esistente, compresa la tutela e
valorizzazione degli edifici e dei manufatti di valore storico ed artistico;
85
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
-
-
l’individuazione delle aree per le opere di urbanizzazione primaria e
secondaria nel rispetto degli standard urbanistici minimi imposti dalle vigenti
norme statali e regionali in materia di governo del territorio;
le aree, gli ambiti o i singoli edifici sui quali perseguire prioritariamente la
riqualificazione insediativa;
le aree all’interno del perimetro dei centri abitati nelle quali è permessa
l’edificazione di completamento;
l’individuazione del patrimonio edilizio esistente sul quale sono consentiti
interventi di ampliamento;
la disciplina del territorio rurale, nel rispetto delle vigenti norme regionali in
materia;
la disciplina delle trasformazioni non materiali del territorio.
b) la disciplina delle trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed
edilizi del territorio che individua e definisce:
- gli interventi di addizione agli insediamenti esistenti consentiti
- gli interventi di riorganizzazione del tessuto urbanistico;
- gli interventi che, in ragione della loro complessità, presuppongono la
preventiva approvazione di Piani attuativi di cui al Capo IV della L.R. 1/2005
- il coordinamento con la pianificazione comunale di settore
- la disciplina della perequazione urbanistica, riferita a specifiche aree di
trasformazione e/o di riqualificazione degli assetti insediativi;
- le infrastrutture da realizzare e le aree ad esse destinate;
c) la disciplina relativa alla tutela dell’integrità fisica del territorio e del
patrimonio territoriale che individua e definisce:
- gli indirizzi e prescrizioni mediante i quali le previsioni relative alle
trasformazioni degli assetti insediativi, infrastrutturali ed edilizi del territorio
sono poste in relazione con le previsioni e disposizioni vigenti in materia
geologica ed idraulica;
- la valutazione di fattibilità idrogeologica degli interventi, anche ai fini del
vincolo idrogeologico;
- le disposizioni di tutela riferite alle invarianti strutturali;
- le discipline speciali finalizzate alla tutela, valorizzazione e/o riqualificazione
paesaggistica, ambientale, storico-culturale ed insediativi del patrimonio
territoriale;
- gli indirizzi progettuali e le indicazioni operative per la riqualificazione e/o la
caratterizzazione dello spazio pubblico.
d) la disciplina relativa alle aree del demanio marittimo dove sono prevalenti le
funzioni legate al turismo balneare, caratterizzate sia dalla presenza dei servizi e
strutture connesse alla balneazione che da ambienti naturali.
86
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Il Regolamento Urbanistico, in coerenza con i contenuti statutari e strategici di cui al
Titolo III Capo I (Sistemi e Sub-Sistemi Territoriali) del Piano Strutturale, articola il
territorio comunale in 6 Sistemi Territoriali ed in 18 Unità Territoriali UTOE.
Il R.U. prevede i seguenti ambiti di applicazione della propria disciplina:
a) aree urbane, ovvero la porzione di territorio interna al perimetro aggiornato
dei centri abitati, comprendente tutte le aree edificate e i lotti interclusi;
b) ambiti insediativi diffusi a prevalente funzione turistico ricettiva, anche in
riferimento al Sistema Funzionale del turismo individuato nel P.S;
c) territorio rurale, ovvero la porzione di territorio esterna alla perimetrazione
delle “aree urbane” e degli ambiti insediativi diffusi, e costituente il principale
ambito di applicazione delle vigenti norme regionali in materia di tutela e
valorizzazione delle aree con esclusiva o prevalente funzione agricola, anche
in riferimento al Sistema funzionale rurale individuato dal P.S.;
d) ambiti naturalistici e di rilevanza ambientale ovvero le porzioni di territorio
comunale ricadenti all’interno del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e
le aree di particolare interesse ambientale come individuate dal Piano
Strutturale nel Sistema Funzionale naturalistico-ambientale.
Ai sensi dell’art.14 del RU le previsioni del RU stesso si attuano mediante:
-
-
Piani Attuativi, di iniziativa pubblica e/o privata, secondo le varie
tipologie indicate nelle presenti norme.
Interventi urbanistico-edilizi diretti, sulla base di specifico titolo
abilitativo.
In alcuni casi, dettagliatamente indicati nelle norme, tale intervento potrà
essere subordinato alla sottoscrizione di apposita convenzione o atto
unilaterale d’obbligo;
P.M.A.A. (con valore o meno di Piano Attuativo), come disciplinati
all’art.115 (Titolo VI) delle presenti norme;
Interventi soggetti a semplice comunicazione.
Le previsioni dei Piani Attuativi e Piani di Recupero approvati in applicazione
delle previsioni del previgente P.R.G.C. sono confermate e fatte salve dal
Regolamento urbanistico. Tali previsioni, possono pertanto trovare attuazione
per le eventuali parti non ancora realizzate, nel rispetto di quanto stabilito dalle
norme di salvaguardia della presente disciplina.
Il dimensionamento massimo ammissibile del RU comprende, oltre alle nuove
previsioni, gli interventi non attuati previsti dal P. di F. vigente, ritenuti coerenti con
il P.S. e le valutazioni ambientali e d’incidenza effettuate, mentre sono esclusi quelli
in corso di attuazione come descritti nell'apposito articolo relativo alle salvaguardie e
87
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
indicati nelle singole tabelle per ogni UTOE. In via riassuntiva il dimensionamento
complessivo del RU, comprensivo delle trasformazione e completamenti nonchè
degli ampliamenti degli edifici esistenti, è il seguente:
Destinazione funzionale
Previsione PS
Previsione R.U.
SUL mq/pl
SUL mq/pl
12.710 mq
12.250 mq
5.000 mq
3.900 mq
433 pl
365 pl
Turistico ricettivo alberghiero (ampliamenti)
16.000 mq
13.256 mq
Turistico ricettivo extralberghiero CAV)
5.433 mq
3.250 mq
600 mq
375 mq
Industriale /artigianale
2.666 mq
2.666 mq
Commerciale/direzionale
6.290 mq
4.303 mq
Servizi°
9.996 mq
9.349 mq
Residenziale
completamento/ampliamento/cambio d’uso
–
Residenziale - nuova previsione
Turistico ricettivo alberghiero (posti letto)
Residence
Turistico ricettivo extralberghiero - Campeggi
° Comprensivi della foresteria – centro velico di Naregno e del nuovo centro di Lacona.
Gli standards pubblici previsti dal presente R.U. quali spazi minimi necessari al fine
del soddisfacimento complessivo delle necessità, anche in relazione alle previsioni
non attuate dal P. di F. risultano i seguenti:
88
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Parcheggi
(mq)
Verde
pubblico (mq)
Servizi
(mq)
Totale
UTOE
(mq)
UTOE di Fonza
---
---
---
---
UTOE di Monti
---
---
---
---
UTOE di Acquarilli
---
---
---
---
UTOE delle Spiagge
---
---
---
---
6.000
3.000
766
9.766
UTOE di Mandorlo-Lari
---
---
---
---
UTOE di Capo Stella
---
---
---
---
UTOE della Zona Umida
---
---
---
---
UTOE della Pianura
---
---
---
---
UTOE di Capoliveri
14.194
---
2.790
16.984
UTOE della Collina
---
---
2.100
2.100
UTOE di Salici
---
---
333
333
UTOE di Naregno
---
---
130
130
UTOE di Straccoligno
500
---
---
500
UTOE
di
Morcone
Innamorata-Pareti-
600
---
---
600
UTOE di Madonna delle GrazieStecchi-Barabarca-Zuccale
---
---
---
---
UTOE di Lido
---
---
---
---
UTOE di Norsi
6.800
---
500
4.300
UTOE del Parco Naturalistico
---
---
---
---
UTOE del Parco Minerario
---
---
---
---
25.094
3.000
6.619
34.713
UTOE di Lacona-Margidore
Totale
89
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Il RU da quindi attuazione ad una quota consistente delle previsioni di PS,
comunque già estremamente contenute e valutate positivamente in termini di
rapporto ambientale e di incidenza del PS stesso.
Per l’UTOE di Fonza il RU da attuazione a circa 100 mq di SUL di tipo residenziale
rispetto alla previsione di PS di 133 mq. IL RU prevede anche la riqualificazione delle
spiaggia di Ghiaieto e di Laconella e la valorizzazione delle risorse agricole del Pian
di Lota (Val di Caubbio).
Per l’UTOE dei Monti il RU da attuazione a circa 100 mq di SUL di tipo residenziale
rispetto alla previsione di PS di 233 mq.
Per l’UTOE Acquarilli il RU da attuazione a circa 50 mq di SUL di tipo residenziale
rispetto alla previsione di PS di 66 mq.
Per l’UTOE delle Spiagge il RU da attuazione a circa la metà del dimensionamento
del PS relativo al residenziale (300 mq di SUL su 600 mq), al turistico extralberghiero
(150 mq di SUL su 333 mq, e 200 su 400 di campeggi), turistico alberghiero (350 mq di
SUL su 623 mq), commerciale/direzionale (50 mq di SUL su 66 mq).
Più significative risultano le previsioni per l’UTOE Lacona-Margidore. Oltre alla
realizzazione di una quota parte del dimensionamento del PS in termini di previsioni
residenziali (700 mq di SUL su 916 mq), turistico extralbeghiere (300 mq di SUL su
500 mq), turistico alberghiere (500 mq di SUL su 1021 mq) e del totale
dimensionamento per le previsioni commerciale direzionale (1000 mq di SUL),
l’UTOE è interessata dalla previsione del “Centro di Lacona”(1666 mq) e da 6000 mq
di parcheggi su 7824 mq di dimensionamento del PS.
Il “Centro di Lacona” consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale
comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle
attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali , residenze,
piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi
1.600 mq di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto
insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della
frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una
nuova media struttura di vendita, non superiore a mq. 400 di SUL.
Per l’UTOE è prevista anche la realizzazione di un punto di ormeggio nello specchio
acqueo compreso tra la spiaggia e il vecchio frangiflutti esistente; tale struttura
dovrà risultare compatibile con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli
habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di
inquinamento luminoso.
Per l’UTOE Mandorlo - Lari il RU da attuazione ad una quota significativa del
dimensionamento del PS relativo al residenziale (1500 mq di SUL su 1666 mq), al
90
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (500 mq di
SUL su 670 mq).
Per l’UTOE Capo Stella in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 44.1 del P.S., oltre
alla salvaguardia del patrimonio edilizio esistente storico e storicizzato, saranno
ammesse, nei limiti del dimensionamento stabilito, solo le seguenti azioni di
ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente a fini residenziali, e turistico
ricettivi ed il recupero dei sentieri e percorsi pedonali e ciclabili connessi alla
fruizione delle risorse agroforestali e costiere nel rispetto della salvaguardia della
vegetazione esistente con regolamentazione per il passaggio e l’uso.
Per l’UTOE della Zona Umida, in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 46.1 del
P.S., sono consentiti esclusivamente interventi sul patrimonio edilizio esistente fino
alla ristrutturazione edilizia D1, nei limiti delle prescrizioni per le categorie di edifici
di cui al Titolo V Capo I e in coerenza con le misure di tutela e conservazione del SIRZPS “Zone Umide del Golfo di Mola” di cui alla DGR n.644 del 05.07.2004.
Per l’UTOE della Pianura di Mola il RU da attuazione ad una quota significativa del
limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (1000 mq di SUL su 1133
mq), al turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 333 mq), turistico alberghiero (300
mq di SUL su 376 mq) e al direzionale/commerciale (2500 mq su 2766 mq).
Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative
del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo
al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di
SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al
direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq
di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi
(2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS.
Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione:
-
Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini
residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente
nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni
e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente
disciplina.
-
Completamento del PEEP approvato.
-
Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con
servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la
riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio
interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione
di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è
condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto
rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il
91
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e
i consumi energetici;
-
Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse
generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il
potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale,
servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali;
-
Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo
in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per
funzioni pubbliche.
-
Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei
pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature
vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di
visuale sia da terra che da mare
-
Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso
pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con
adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi.
-
Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con
adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di
ristorazione e servizi pubblici ed alla persona;
-
Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la
delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato
circostante.
Per l’UTOE della Collina il RU da attuazione ad una quota significativa del
dimensionamento del PS relativo al residenziale (1500 mq di SUL su 1800 mq), al
turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 666 mq), turistico alberghiero (1000 mq di
SUL su 1175 mq), oltre al totale utilizzo del dimensionamento dei servizi (2100 mq).
Nell’ambito dell’UTOE è prevista la realizzazione di un nuovo edificio con funzioni
di oratorio, centro di culto e servizi annessi, in località Gualdo, da localizzarsi in area
urbanizzata e nei pressi di edifici esistenti, con caratteristiche tipologiche e
morfologiche coerenti con il paesaggio circostante quale servizio e centro di
aggregazione della popolazione.
Poco significative le previsioni per l’UTOE dei Salici, con la previsione di 100 mq di
SUL residenziale.
Per l’UTOE di Nargeno il RU da attuazione ad una quota significativa del pur
limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (250 mq di SUL su 266 mq),
al turistico extralberghiero (100 mq di SUL su 100 mq), turistico alberghiero (2000 mq
di SUL su 2308 mq). Relativamente alla realizzazione di una viabilità di collegamento
anche ai fini di protezione civile verrà valorizzato il sistema viario esistente senza
realizzare nuovi assi stradali all’interno del paesaggio agricolo residuale del piano di
Naregno ma eventualmente percorsi ai margini di tale unità.
92
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
Per l’UTOE di Straccoligno il RU da attuazione ad una quota significativa del pur
limitato dimensionamento del PS relativo al residenziale (350 mq di SUL su 433 mq),
al turistico extralberghiero (150 mq di SUL su 166 mq), turistico alberghiero (800 mq
di SUL su 2308 mq), commerciale/direzionale (20 mq di SUL su 33 mq). Sono inoltre
previsti 500 mq di parcheggi sul totale del dimensionamento del PS di 4000 mq.
Per l’UTOE Innamorata – Pareti - Morcone il RU da attuazione ad una quota
significativa del dimensionamento del PS relativo al residenziale (800 mq di SUL su
1000 mq), al turistico extralberghiero (400 mq di SUL su 500 mq), turistico
alberghiero (2000 mq di SUL su 2201 mq), commerciale/direzionale (50 mq di SUL
su 66 mq). Sono inoltre previsti 600 mq di parcheggi sul totale del dimensionamento
del PS di 7818 mq.
Per l’UTOE Madonna delle Grazie - Stecchi - Barabarca – Zuccale il RU da
attuazione ad una quota significativa del dimensionamento del PS relativo al
residenziale (1500 mq di SUL su 1666 mq), al turistico extralberghiero (500 mq di SUL
su 833 mq), turistico alberghiero (800 mq di SUL su 1065 mq). Per l’UTOE è prevista
anche la creazione di servizi a mare e di un punto di ormeggio removibile.
Per l’UTOE Lido il RU da attuazione ad una quota significativa del
dimensionamento del PS relativo al residenziale (500 mq di SUL su 666 mq), al
turistico extralberghiero (250 mq di SUL su 333 mq), turistico alberghiero (1700 mq di
SUL su 1828 mq), commerciale/direzionale (200 mq di SUL su 233 mq).
Per l’UTOE Norsi il RU da attuazione ad una quota significativa del
dimensionamento del PS relativo al residenziale (250 mq di SUL su 333 mq), al
turistico extralberghiero (100 mq di SUL su 166 mq), commerciale/direzionale (50
mq di SUL su 50 mq). E’ inoltre prevista la realizzazione di 500 mq di servizi (totale
previsione di PS) e di 3800 mq di parcheggi (su dimensionamento di 6800 mq del PS).
Per l’UTOE del Parco Naturalistico, in coerenza con gli obiettivi di cui all’art. 52.1del
P.S., sono consentiti esclusivamente gli interventi sul patrimonio edilizio ammessi
dal Piano del Parco, nei limiti delle prescrizioni per le categorie di edifici di cui al
Titolo V Capo I e alle prescrizioni di cui al Titolo VI Capo II. In particolare sono
previsti 100 mq di SUL di turistico extralberghiero ( su dimensionamento PS di 166
mq) e 600 mq di SUL di turistico alberghiero (su dimensionamento PS di 1070 mq).
Per l’UTOE del Parco Minerario sono previste le seguenti azioni:
-
Recupero e valorizzazione del patrimonio edilizio esistente con finalità di
interesse pubblico funzionali alle attività del Parco, ad usi di servizio e
ricettività. Per gli edifici esistenti sono ammessi interventi fino alla
ristrutturazione edilizia senza incremento volumetrico;
-
Recupero ristrutturazione e ampliamento del patrimonio edilizio esistente
ai fini abitativi dei residenti e del turismo, secondo le modalità della
93
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
presente disciplina ed in coerenza con gli obbiettivi, prescrizioni e
condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente
disciplina e di quelle specifiche del SIR e della ZPS “Elba orientale” di cui
all’art. 55.
-
Ripristino, restauro e conservazione dell’area in coerenza delle norme e
salvaguardie del P.N.A.T..
-
Recupero della
regolamentazione.
-
elaborazione di un progetto in sinergia con il P.N.A.T. per la tutela della
risorsa naturale ambientale, e della sua valorizzazione, fruizione ed
educazione ambientale.
sentieristica
e
della
viabilità
con
specifica
Il Titolo IX del RU contiene inoltre indirizzi e prescrizioni finalizzate alla redazione del Piano
di Utilizzazione degli Arenili del Demanio Marittimo.
Come già evidenziato nella descrizione dlle previsioni per UTOE, sono previste
aree di trasformazione a destinazione mista da attuarsi attraverso procedure di
project financing (art.101 delle NTA). In particolare nelle UTOE di Capoliveri e
Lacona-Margidore sono previsti interventi di riqualificazione e nuova edificazione
finalizzati alla creazione di nuove polarità urbane dotate di attrezzature commerciali,
attrezzature pubbliche, servizi e standard, coerentemente con quanto previsto dal
P.S. vigente. I progetti che interessano tali aree che prevedono interventi di carattere
strategico per l’amministrazione comunale, potranno essere attuati tramite il piano
attuativo di cui all'art.15 o l'intervento diretto convenzionato" di cui all'art.17, sulla
base di un "Progetto Unitario di Intervento" specificamente approvato
dall'amministrazione che preveda il ricorso alle procedure di "project financing".
I Progetti Unitari di Intervento di cui al comma precedente sono:
UTOE Capoliveri - "Area Zaccarì" :Intervento a carattere turistico ricettivo per la
realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. e parcheggi a supporto sia
degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la riqualificazione ed il recupero
dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio interrato, non ultimato, del centro
storico denominato “Zaccarì”. Il progetto di tale struttura deve prevedere la
redazione una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto rispetto
alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il centro storico e
rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e i consumi
energetici. Nell'ambito del procedimento di "project finacing" deve essere previsto il
trasferimento e la realizzazione di un parcheggio interrato in altra area da definire,
comunque interna all’insediamento del capoluogo.
UTOE Lacona-Margidore - "Nuovo centro di Lacona": Realizzazione di un
complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale, attività
commerciali, residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo
94
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
libero per complessivi 1.666 mq di SUL (5.000 mc). La quota parte da destinare a
servizi e attività commerciali non deve essere inferiore a 600 mq. Il complesso,
attraverso una ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il
nuovo centro (urbano) della frazione. Nell'ambito del procedimento di "project
financing" è prevista la realizzazione di un porto turistico in località Margidore, come
da atto di indirizzo dell'A.C. con D.C.C. n.62 del 29.11.2012.
4.4. RAPPORTO CON ALTRI PIANI E PROGRAMMI
Il Regolamento urbanistico in oggetto risulta coerente con il Piano strutturale del
Comune di Capoliveri, di cui costituisce prima attuazione.
Così come il Piano strutturale, il regolamento urbanistico risulta recepire la
pianificazione sovraordinata, con particolare riferimento al Piano di Indirizzo
Territoriale, al Piano paesaggistico adottato, al Piano territoriale di coordinamento
della Provincia di Livorno ed alla pianificazione di settore (Piano di tutela delle
acque Bacino toscana Costa, Piano di Assetto Idrogeologico, ecc.).
Il R.U. recepisce inoltre integralmente il Piano del Parco nazionale dell’Arcipelago
Toscano approvato con D.C.R. 87/2009. Fanno parte integrante del R.U. tutti gli
elaborati del piano come definiti all’art. 3 delle NTA del piano del parco, ovvero:
a) Relazione illustrativa sintetica degli obiettivi, delle analisi e delle valutazioni
operate, degli indirizzi strategici e dei criteri di disciplina adottati: costituente il
quadro di riferimento conoscitivo, interpretativo e valutativo, esteso all’intero
Arcipelago, senza diretta efficacia normativa:
b) Tavole del Piano: costituenti il riscontro cartografico delle Norme Tecniche
d’Attuazione, con diretta efficacia normativa per il territorio del Parco, nei
termini di cui all’art. 5 del P.N.A.T.
b.1. inquadramento territoriale del Parco in scala 1:250.000;
b.2. zone a diverso grado di protezione in scala 1:25.000 e in scala 1:10.000;
c) Norme Tecniche di Attuazione: costituenti il contenuto regolativo espresso dal
Piano e riscontrato cartograficamente dalle tavole di Piano, con efficacia
normativa diversificata, secondo quanto specificato dall’art. 5 del P.N.A.T.
95
Regolamento urbanistico e rapporti con il Piano strutturale
4.5. ELENCO
OSSERVAZIONI
PRELIMINARE DI VAS
PERVENUTE
SUL
DOCUMENTO
Di seguito si elencano le osservazioni pervenute al Comune di Capoliveri nell’ambito
delle consultazioni sul documento preliminare di VAS, quale utile fase finalizzata ad
una ottimale redazione del presente rapporto ambientale.
Ente
Note
Ministero Beni e Attività
Culturali,
Direzione
generale per i Beni
culturali e paesaggistici
della Toscana
L’osservazione è costituito da un approfondito
contributo tecnico della Direzione generale, sulle
modalità di analisi dei valori paesaggistici e
architettonici, con precise indicazioni su banche dati e
fonti da consultare per la redazione del Rapporto
ambientale.
Il documento è risultato di estrema utilità ed ha
arricchito il lavoro di redazione del rapporto, con
particolare riferimento all’analisi delle aree soggette a
vincolo paesaggistico, con DM o quali aree di cui
all’art.142 del Codice, al Sistema Natura 2000, di Aree
protette ed alle eventuali zone soggette a vincolo
archeologico o architettonico.
L’osservazione ha evidenziato come l’attività richiesta
di contributo alle osservazioni rientri tra quelle
Istituzionali Non Obbligatorie. L’Agenzia ha fornito
comunque le massima disponibilità per l’acquisizione
dei dati ambientali utili alla valutazione.
L’osservazione ha evidenziato l’importante presenza
nel territorio comunale di alcuni Siti Natura 2000 e
l’obbligatorietà della procedura di incidenza
nell’ambito del processo di VAS con parere dell’Ente
Parco Nazionale Arcipelago Toscano.
L’osservazione fa presente gli eventuali pareri
necessari dell’Autorità di Bacino e il riferimento alle
norme del PAI.
L’osservazione evidenzia l’importanza del recente
Piano del Parco e delle sue NTA da recepire
nell’ambito del Regolamento Urbanistico.
ARPAT
Agenzia
Regionale
per
la
Protezione
Ambientale
della Toscana
Regione Toscana Settore
tutela e valorizzazione
risorse ambientali
Bacino di rilievo regionale
Toscana Costa
Parco
Nazionale
Arcipelago Toscano
96
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5. POSSIBILI EFFETTI SIGNIFICATIVI DEL REGOLAMENTO
URBANISTICO SULL’AMBIENTE
In questo capitolo vengono descritti i possibili effetti significativi, derivanti dalla
realizzazione delle previsioni di RU, sull’ambiente, compresi aspetti quali la
biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l’acqua,
l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e
archeologico, il paesaggio e l’interrelazione tra i suddetti fattori
La metodologia seguita per l’analisi e valutazione degli effetti ambientali viene
riportata nel paragrafo 1.2.
97
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.1. POPOLAZIONE, SALUTE UMANA E QUALITÀ DELL’ARIA
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Ridurre la
percentuale di
popolazione
esposta
all’inquinamento
atmosferico
Ridurre il grado
di rischio di
accadimento di
incidente
rilevante
Riduzione
dell’esposizione
della popolazione
all’inquinamento
acustico
8
Indicatori
DPS
R
Disp.
dati
Stato
ante
PS
Tendenza
con PS
Effetti con
RU
Obiettivi Specifici
Ridurre le emissioni
dirette e indirette
Entità delle emissioni 8
P
+
Migliorare l’offerta
del servizio
pubblico
N° di località balneari
raggiunte dai mezzi di
trasporto pubblico e loro
frequenza
D
+++
“stato di qualità dell'aria”
(classificazione regionale
in base al D.lgs. 351/99)
S
+++
☺
“stato di qualità dell'aria biomonitoraggio con
licheni”
S
+++
☺
N° veicoli circolanti
(periodo invernale)
S
++
☺
N° veicoli circolanti
(periodo estivo)
S
+
Popolazione esposta a
livelli di inquinamento
atmosferico superiori ai
valori limite
S
ND
Ridurre il grado di
rischio di
accadimento di
incidente rilevante
N° di aziende a rischio di
incidente rilevante
P
+++
Attuare le
disposizioni
normative
Stato di approvazione dei
piani di classificazione
acustica
R
++
Mitigare
l’inquinamento
acustico
Interventi di risanamento
sulle infrastrutture di
trasporto
R
++
Ridurre la % di
% di popolazione esposta
S
ND
Mantenimento della
qualità dell'aria
(estate)
(estate)
☺
☺
(estate)
☺
Dati riferiti alla CM dell’Arcipelago in quanto non disponibili a livello locale
98
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
DPS
R
Disp.
dati
% di popolazione esposta
a campi elettromagnetici
S
ND
km di linea elettrica
AT/km2 di territorio
comunale
S
++
km di linea elettrica
MT/km2 di territorio
comunale
S
ND
N° di superamenti dei
valori limite di legge dei
livelli di campo
elettromagnetico
S
++
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Indicatori
Tendenza
con PS
Effetti con
RU
Obiettivi Specifici
popolazione
esposta a Inq.
acustico
Riduzione
dell’esposizione
della popolazione
all’inquinamento
elettromagnetico
Stato
ante
PS
Riduzione della %
di popolazione
esposta a campi
elettromagnetici
a inquinamento acustico
☺
☺
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
In accordo con quanto indicato nel PS, l’obiettivo principale del RU per questa
componente, è quello di mantenere i livelli di qualità attuale dell’aria, in particolare
nelle zone ove sono previsti interventi di sviluppo insediativi affinché si garantiscano
degli standard di qualità, stabiliti da leggi, decreti e norme in vigore.
Come gia evidenziato, nel 2008 è stato predisposto il piano comunale di
classificazione acustica (PCCA).
Tra le azioni contenute nel RU per la riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria
sono da segnalare:
•
la realizzazione di nuovi servizi pubblici, quali aree a verde attrezzato e
parcheggi per il superamento della criticità “viabilità e sosta” (rif. Titolo VIII
UTOE e dimensionamento dell’RU - tutte le UTOE eccezion fatta per le UTOE
di Stella, della Zona Umida e di Norsi).
….. Viabilità e parcheggi: reperimento aree di sosta temporanea e parcheggio La
localizzazione dei parcheggi dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o utilizzati
impropriamente a tal fine, le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate
in ambiti antropizzati da collegare con percorsi ciclo-pedonali o bus-navetta dai centri abitati
99
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate
da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture.
L’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di
adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura
verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell’intensità luminosa, utilizzazione
di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per l’accensione
solo al passaggio di persone o automezzi nel parcheggio, ecc. e all’organizzazione della
viabilità e del parcheggio.
•
Il recupero della rete sentieristica individuata nella cartografia del quadro
conoscitivo e il suo mantenimento in efficienza, con particolare riguardo per
l’accessibilità al mare e alle emergenze naturalistiche, ambientali e storicoarchitettoniche.
Inoltre, al fine di promuovere la riduzione della popolazione esposta ad
inquinamento elettromagnetico, il RU definisce precise indicazioni all’art. 35 delle
NTA: Reti ed impianti per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica (vedi di
seguto).
…….
1.2. La costruzione di nuovi elettrodotti è funzionale all’adeguata copertura e all’efficienza del servizio
di pubblica utilità sul territorio comunale. Nell’ottica di garantire la sostenibilità dello sviluppo e la
tutela dell’ambiente e della salute, la progettazione di nuovi elettrodotti, o di modifiche agli elettrodotti
esistenti, deve assicurare il rispetto dei limiti di esposizione e degli obiettivi di qualità fissati dalle
vigenti normative per i campi magnetici indotti, nonché dei valori estetici del paesaggio su tutto il
territorio comunale.
1.3. Per le medesime finalità di cui al precedente punto 1.2, la progettazione di interventi urbanistico
edilizi in prossimità di elettrodotti esistenti, deve essere subordinata alla verifica della compatibilità
elettromagnetica, con riferimento ai limiti di esposizione e agli obiettivi di qualità fissati dalla
normativa vigente per il campo magnetico.
1.4. E’ comunque prescritta l’inedificabilità assoluta (comportante anche il divieto di ampliamento
volumetrico degli edifici esistenti) all’interno delle “fasce di rispetto” degli elettrodotti ad alta e media
tensione esistenti, così come definite al precedente punto 1.1. All’interno delle suddette fasce le
modifiche delle forme di utilizzazione e/o della destinazione d’uso degli edifici esistenti comportanti la
permanenza prolungata di persone (superiore a 4 ore giornaliere) sono ammesse solo a condizione che
sia preventivamente verificato il rispetto degli obiettivi di qualità fissati dalle vigenti normative per i
campi magnetici indotti dagli elettrodotti.
1.5. Al fine di ridurre progressivamente l’esposizione umana ai campi elettromagnetici a bassa
frequenza, nelle aree ed edifici - o porzioni di essi - posti in ambiti che subiscono gli effetti di
elettrodotti ad alta e media tensione le forme di utilizzazione e/o le destinazioni d’uso comportanti la
permanenza prolungata di persone (superiore a 4 ore giornaliere) sono subordinate alla preventiva
valutazione dell’intensità del campo magnetico. Sulla base dell’esito della valutazione effettuata
possono essere prescritte idonee misure di mitigazione.
100
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
1.6. Nel caso di edifici che insistono nell’area di esposizione di inquinamento elettromagnetico nella
misura di 100 mt lineari misurati a partire dal relativo perimetro, è consentito il trasferimento delle
consistenze edilizie esistenti legittime, mediante intervento di ristrutturazione urbanistica che
consenta demolizione e ricostruzione in sito diverso per un numero di unità edilizie uguali
all’esistente.
1.7. Sono in ogni caso fatte salve le distanze minime tra edifici ed elettrodotti previste dalle vigenti
norme in materia di sicurezza elettrica.
2. Elettrodotti ad alta tensione
2.1. La progettazione di nuovi elettrodotti ad alta tensione, o di modifiche sostanziali agli elettrodotti
esistenti, fatti salvi i casi in cui sia richiesta, ai sensi delle vigenti norme statali e regionali, la
Valutazione di Impatto Ambientale.
2.2. Si rinvia alle limitazioni e/o prescrizioni contenute nei rispettivi articoli per le linee elettriche
aeree ad alta tensione che interessino le seguenti aree:
- boschi e boschi di rilevanza ambientale di cui agli artt. 53 e 130
Nei centri abitati ricadenti nelle fasce collinari, nonché nella porzione di territorio compresa in un
raggio di ml 100 misurati a partire dal relativo perimetro, la realizzazione di linee elettriche aeree ad
alta tensione è consentita solo per comprovati motivi di interesse pubblico, ove si tratti di strutture e
tracciati non altrimenti ubicabili ed a condizione che siano esplicitamente previste e garantite tutte le
misure necessarie al contenimento degli impatti ambientali e visuali.
2.3. In caso di dismissione di elettrodotti esistenti ad alta tensione è prescritta la rimozione completa di
tutte le componenti e il ripristino dello stato dei luoghi.
3. Elettrodotti a media e bassa tensione
3.1. La progettazione di nuovi elettrodotti a media tensione, o di modifiche sostanziali agli elettrodotti
esistenti, deve essere accompagnata da specifica valutazione della compatibilità elettromagnetica con
gli insediamenti e le destinazioni d’uso esistenti, con riferimento ai limiti di esposizione ed agli
obiettivi di qualità fissati dalla vigente normativa.
3.2. Nel territorio rurale di cui al Titolo VI delle presenti norme i nuovi tracciati delle linee elettriche
aeree a media e bassa tensione devono risultare coerenti con il sistema dei segni naturali e antropici
caratterizzanti la tessitura territoriale (corsi d’acqua, viabilità vicinale e/o poderale, siepi, aree boscate,
etc.). I progetti delle linee elettriche aeree a media tensione devono essere accompagnati da specifici
studi di mitigazione degli impatti sul paesaggio.
3.3 Nei centri abitati ricadenti nelle fasce pedecollinari e nelle aree collinari, nonché nella porzione di
territorio compresa in un raggio di ml 100 misurati a partire dal relativo perimetro, la realizzazione di
linee elettriche aeree a media e bassa tensione è consentita solo per comprovati motivi di interesse
pubblico, ove si tratti di strutture e tracciati non altrimenti ubicabili ed a condizione che siano
esplicitamente previste e garantite tutte le misure necessarie al contenimento degli impatti ambientali
e visuali. Le linee a bassa tensione devono essere di norma interrate.
3.4. In caso di dismissione di elettrodotti esistenti ad alta tensione è prescritta la rimozione completa di
tutte le componenti e il ripristino dello stato dei luoghi.
101
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
4. Disposizioni specifiche per la realizzazione di cabine elettriche
4.1. Le nuove cabine elettriche, ivi comprese quelle previste in sostituzione di cabine esistenti,
all’interno delle UTOE e in un raggio di mt. 100 dal perimetro di queste devono essere
obbligatoriamente interrate o seminterrate, e comunque di altezza contenuta e prive di palo di sostegno
delle linee aeree:
Lo stesso divieto vige anche in adiacenza o in prossimità di edifici di valore e pertinenze paesistiche
delle ville e dei complessi rurali e aree di interesse storico – testimoniale di cui al Titolo III Capo I.
4.2. In ogni caso devono essere garantite le distanze minime dagli edifici così come previsto dalle
vigenti norme in materia di sicurezza elettrica.
4.3. Le cabine elettriche ricadenti nel territorio rurale di cui al Titolo VI delle presenti norme devono
essere realizzate sulla base dei requisiti progettuali definiti dal Regolamento Edilizio.
Il principale elemento di criticità sulla salute umana è riconducibile all’intenso
traffico veicolare presente in estate, direttamente correlato all’affluenza turistica che
si riversa nell’Isola. Questo elemento, insieme al generale e progressivo aumento dei
consumi energetici procapite, fanno presupporre un progressivo peggioramento nel
tempo della qualità dell’aria sia in termini di sostanze inquinanti che di
inquinamento acustico e di conseguenza sulla salute umana.
Complessivamente le previsioni del RU mantengono sostanzialmente il trend della
componente in oggetto, già evidenziato a livello di PS, con elementi di criticità legati
alle nuove previsioni ed in particolare al nuovo polo multifunzionale ed attrativo di
traffico veicolare del Centro di Lacona.
102
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.2. SUOLO E SOTTUOSUOLO
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
Obiettivi Specifici
% di supeficie a rischio
idrogeologico
S
+++
% di supeficie a alta
pericolosità geomorfologica
S
+++
Classe di rischio sismico
R
+++
% di supeficie a alta
pericolosità idraulica
S
+++
Numero cave e miniere
attive
P
+++
Numero cave e miniere
abbandonate
P
+++
Numero cave e miniere
ripristinate
P
+++
Variazione categorie uso
del suolo
S
++
Verifiche geologicotecniche a supporto della
pianificazione urbanistica
R
++
Misure cautelari a seguito
degli eventi calamitosi
nell’Isola d’elba
R
++
☺
Classificazione rischio
sismico
R
+++
☺
Attuare gli
interventi di tutela
del suolo previsti
dal PAI
Attuazione PAI
R
++
☺
Attivare funzioni di
regimazione delle
acque e di tutela
del suolo
Istituzione e attivazioni
funzioni Consorzio di
Bonifica
R
+
Ridurre la
dinamica delle aree
Variazione percentuale
delle aree artificiali
P
+++
Prevenire il rischio
idrogeologico
Ridurre il prelievo
delle risorse
naturali
Prevenire il
rischio
idrogeologico
Valutare gli effetti
degli insediamenti
territoriali in
relazione alla difesa
del suolo
Evitare ulteriori
danni derivanti da
fenomeni di
dissesto
idrogeologico
Ridurre la
dinamica delle
Indicatori
DPS Disp. Stato Tendenza Effetti
R
dati ante
con PS
del RU
PS
☺
☺
☺
☺
103
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
aree artificiali
Ridurre le
aree percorse
da incendi
Prevenire
l’erosione
costiera
Indicatori
DPS Disp. Stato Tendenza Effetti
R
dati ante
con PS
del RU
PS
Obiettivi Specifici
artificiali
Limitare la
dispersione di
insediamenti
urbani sul territorio
e ridurre
l’impermeabilizzazi
one del suolo
Impiego del suolo per lo
sviluppo urbano
P
+++
Ridurre le aree
percorse da incendi
Superficie percorsa da
incendi
S
+++
Prevenire
l’erosione costiera
Chilometri di costa in
erosione
S
++
Quadro
complessivo delle
spiagge dell’Isola
d’Elba
Evoluzione delle spiagge
dell’Isola d’Elba
S
++
☺
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
Il Regolamento urbanistico da attuazione ad una quota significativa delle previsioni
di PS, anche se quest’ultimo si è caratterizzato per una tendenza a ridurre il trend di
consumo di suolo per urbanizzazione.
Il Titolo IV del RU costituisce l’elemento di riferimento in grado di dimostrate
l’attenzione alla tutela del territorio, contenendo la disciplina di tutela della sua
integrità fisica. In particolare fanno parte del Titolo IV:
-
le disposizioni in materia di rischio sismico, di cui al Capo I;
la disciplina finalizzata alla riduzione del rischio idraulico, di cui al Capo
II;
le disposizioni per il governo della risorsa idrica, di cui al Capo III;
le norme per le aree con pericolosità geologica e idraulica, di cui al Capo
IV;
le norme riferite alla fattibilità degli interventi di trasformazione urbanisticoedilizia e le prescrizioni relative alla caratterizzazione geologica delle aree
interessate, di cui al Capo V.
La disciplina del Titolo IV si pone in diretta relazione con i contenuti e le previsioni
Piano Strutturale e riguarda in particolare gli elaborati, realizzati su base C.T.R. in
104
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
scala 1:10.000 e 1:2.000, effettuati per UTOE ben circoscritte, relative in particolare
alle località di Capoliveri, Mola e Lacona.
Le norme del Titolo IV e più in generale le disposizioni e le previsioni contenute nel
presente R.U., sono mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi fondamentali di
mitigazione della pericolosità idraulica e geomorfologica e di tutela e governo della
risorsa idrica:
a) mitigazione della pericolosità idrogeologica, nel rispetto delle esigenze di tutela e
valorizzazione delle risorse naturali ed essenziali del territorio, e raggiungimento di
livelli di sicurezza adeguati rispetto ai fenomeni di dissesto idraulico e geomorfologico in
atto o potenziali, mediante:
- sistemazione, conservazione e recupero del suolo nei bacini idrografici, con
interventi idrogeologici, idraulici, idraulico-forestali, idraulico-agrari, di
consolidamento e messa in sicurezza;
- difesa, sistemazione e regolazione dei corsi d’acqua, con modalità tese alla
conservazione e, ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità;
- mantenimento del reticolo idrografico in buono stato idraulico ed ambientale, ai fini
della ottimizzazione del deflusso superficiale e dell’andamento dei tempi di
corrivazione;
- moderazione delle piene anche mediante interventi di carattere strutturale per la
difesa dalle inondazioni e dagli allagamenti;
- piena funzionalità delle opere di difesa finalizzate alla sicurezza idraulica e
geomorfologica;
- contenimento dell’impermeabilizzazione del suolo;
- difesa e consolidamento dei versanti e delle aree instabili e loro protezione da
fenomeni di erosione accelerata e instabilità, con modalità tese alla conservazione e,
ovunque possibile, al miglioramento delle condizioni di naturalità;
- difesa degli insediamenti e delle infrastrutture da fenomeni franosi e altri fenomeni
di dissesto;
- rafforzamento delle attività di risanamento e di prevenzione da parte degli enti operanti
sul territorio.
b) tutela e governo della risorsa idrica, mediante:
- protezione degli acquiferi e dei punti di captazione acquedottistica da interventi e/o
attività potenzialmente inquinanti;
- regolamentazione dell’approvvigionamento idrico autonomo, ai fini della
salvaguardia qualitativa e quantitativa della risorsa idrica e della ricostituzione delle
riserve idriche anche potenziali;
- incentivazione di soluzioni tecnologiche finalizzate al risparmio idrico (reti
differenziate per lo smaltimento e per l’adduzione idrica, riutilizzo delle acque reflue,
etc.).
Nell’ambito del RU concorrono altresì alla tutela dell’integrità fisica del
territorio:
-
le disposizioni relative alla riduzione dell’impermeabilizzazione superficiale, di cui all’art.
16;
la disciplina delle invarianti paesistico-ambientali, di cui al Titolo III;
le disposizioni generali per la tutela e valorizzazione del territorio rurale, di cui al Titolo VI.
105
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Per quanto riguarda gli interventi urbanistico-edilizi e/o di trasformazione
territoriale ricadenti in aree soggette a vincolo idrogeologico, ivi comprese le
sistemazioni idraulico-agrarie e forestali, si fa riferimento alle vigenti norme
regionali in materia forestale nonché alla specifica sezione tematica del
Regolamento Edilizio (“Norme per la disciplina dell’organizzazione e dello
svolgimento delle funzioni comunali in materia di vincolo idrogeologico”).
Al di fuori delle aree a pericolosità molto elevata ed elevata, in base all’art.59
delle NTA del RU ogni bacino del territorio comunale risulta diviso in ambiti
definiti di particolare attenzione in funzione delle diverse dominanti presenti:
1) Aree di particolare attenzione per la prevenzione dei dissesti idrogeologici
(dette anche "ambito collinare e montano" o "dominio geomorfologico idraulicoforestale"): corrispondono alle aree collinari e alto collinari nelle quali è
necessaria una azione di presidio territoriale tesa a prevenire il manifestarsi di
dissesti locali e a non indurre squilibri per le aree di valle. Di tali
caratterizzazioni si ricorda il ruolo di caposaldo, in funzione della regimazione
idrogeologica dei versanti, del paesaggio agrario storico e della copertura
boschiva.
2) Aree di particolare attenzione per la prevenzione da allagamenti (dette
anche "ambiti di fondovalle" o "dominio idraulico"): corrispondono alle aree di
fondovalle nelle quali assume rilevanza il reticolo idrografico nella sua
continuità e dove il territorio deve esserenecessariamente riorganizzato in
funzione della salvaguardia dell’esistente.
3) Aree di particolare attenzione per l’equilibrio costiero (dette anche "ambiti
costieri o "dominio costiero"): corrispondono alle aree la cui evoluzione è
fortemente determinata dalla dinamica costiera.
Per tutti gli interventi ammessi dal Regolamento Urbanistico, sia di tipo diretto
sia assoggettati a Piano Attuativo, al fine di mantenere e salvaguardare
l'equilibrio idrogeologico dei versanti e la corretta funzionalità del sistema di
smaltimento delle acque superficiali, fatte salve le normative sovraordinate, i
relativi progetti esecutivi dovranno soddisfare le vincolanti prescrizioni
indicate all’art.60.1 delle NTA del RU (60.1 - Regimazione delle acque
superficiali).
Centrale risulta nel RU l’obiettivo del contenimento dell’impermeabilizzazione
del suolo (art.60.5); a tal fine nella realizzazione di nuovi edifici e negli
ampliamenti di edifici esistenti comportanti incremento di superficie coperta,
dovrà essere garantito il mantenimento di una superficie permeabile di
pertinenza pari ad almeno il 35 per cento della superficie fondiaria.
106
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Nella realizzazione di nuovi edifici e negli ampliamenti di edifici esistenti comportanti
incremento della superficie coperta per quantità pari o superiori a 500 mq, dovranno essere
previsti impianti di accumulo per l'immagazzinamento e il riutilizzo delle acque meteoriche
dilavanti non contaminate. Tali impianti dovranno essere dimensionati in relazione alla
maggiore superficie impermeabile determinata dagli interventi e dovranno evitare incrementi di
carico idraulico sulla rete fognaria ovvero sul reticolo idraulico superficiale.
I nuovi spazi pubblici o privati destinati a viabilità pedonale o meccanizzata dovranno essere
realizzati con modalità costruttive idonee a consentire l'infiltrazione o la ritenzione anche
temporanea delle acque, salvo che tali modalità costruttive non possano essere utilizzate per
comprovati motivi di sicurezza igienico-sanitaria e statica o di tutela dei beni culturali e
paesaggistici.
Relativamenta alle nuove previsioni urbanistiche il Capo V delle NTA del RU
fornisce elementi per la fattibilità e le prescrizioni per gli interventi di
trasformazione urbanistico-edilizia. I rilievi e le indagini da effettuare hanno lo
scopo di verificare l’assetto geomorfologico, la costituzione del sottosuolo, la
situazione idrogeologica, nonché di misurare e consentire la valutazione delle
proprietà geotecniche o geomeccaniche dei terreni. In particolare l’art. 77
fornisce i riferimenti per la caratterizzazione delle aree oggetto di interventi
urbanistico-edilizi, con particolare riferimento “... all’esecuzione delle indaginigeologico tecniche di supporto agli interventi urbanistico-edilizi, i progetti devono
essere corredati da una apposita relazione geologica che entri specificamente in merito
agli aspetti geologici, geomorfologici, idrogeologici e litostratigrafici relativi all’area
d’intervento e, nei casi previsti, ad un suo intorno significativo”.
Per gli interventi di trasformazione o di riqualificazione degli assetti insediativi
e/o ambientali assoggettati dal Regolamento Urbanistico a Piano Attuativo o a
Progetto Unitario, le schede normative e di indirizzo progettuale di cui
all’Allegato ‘B’ delle NTA contengono l’attribuzione delle classi di fattibilità, ai
sensi delle vigenti norme regionali, in ragione della pericolosità geomorfologica
e idraulica dell’area interessata e della natura ed entità degli interventi previsti.
I quadri conoscitivi, valutativi e previsionali interni al Piano Strutturale e al
Regolamento urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo di ridurre la dinamica
delle aree artificiali e di non aggravare le condizioni di rischio idraulico e
geomorfologico. Il regolamento urbanistico attua gran parte delle previsioni di
PS ma nel contesto di un PS comunque caratterizzato da contenute previsioni
volumetriche.
In particolare il RU attua circa 12250 mq di residenziale completamento (su
12710 mq), 3900 mq di residenziale nuova previsione (su 5000 mq), 14050 mq di
ampliamento del turistico ricettivo alberghiero (su 16095 mq), 3250 mq di
turistico ricettivo extralberghiero (su 5433 mq), 2666 mq di industriale
artigianale (su 2666 mq), 4303 mq di commerciale direzionale (su 5290 mq) e
9349 mq di servizi (su 9996 mq).
107
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
In termini di consumo di suolo le previsioni più significative sono relative
alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del “Centro
di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona del
capoluogo Capoliveri.
La previsione consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale
comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle
attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali , residenze,
piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi
1.600 mq di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto
insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della
frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una
nuova media struttura di vendita, non superiore a mq. 400 di SUL.
Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative
del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo
al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di
SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al
direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq
di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi
(2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS.
Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione:
-
Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini
residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente
nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni
e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente
disciplina.
-
Completamento del PEEP approvato.
-
Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con
servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la
riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio
interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione
di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è
condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto
rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il
centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e
i consumi energetici;
-
Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse
generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il
potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale,
servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali;
108
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
-
Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo
in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per
funzioni pubbliche.
-
Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei
pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature
vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di
visuale sia da terra che da mare
-
Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso
pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con
adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi.
-
Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con
adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di
ristorazione e servizi pubblici ed alla persona;
-
Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la
delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato
circostante.
Per le previsioni di Lacona la possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata
alle condizioni poste dallo studio geologico associato al Regolamento urbanistico, del
quale si riportano in sintesi le prescrizioni:
1. Per interventi diretti e P.A. nelle aree a P.I.M.E. si applicano le Norme Tecniche
allegate al PAI 2004; è indispensabile realizzare per tutti i fossi che attraversano
questa pianura uno studio idraulico finalizzato alla riduzione del rischio. Lungo le
sponde del fosso del Molino e di un fosso minore la fascia in erosione coincide in
pratica con quella dei 10 metri da ciglio di sponda per cui si applicano le normative
più restrittive.
2. Nelle aree a Classe 3 di Pericolosità Geologica (area retrostante la spiaggia di
Margidore) sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area
complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che
nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai
risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e miglioramento dei
terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della concessione edilizia.
3. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate
indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni
attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente
verifiche di stabilità a monte e a valle degli interventi; il progetto dovrà contenere
adeguati interventi per la regimazione delle acque superficiali.
Per le previsioni di Capoliveri la possibilità di realizzare nuovi interventi è
subordinata alle condizioni poste dallo studio geologico associato al Regolamento
urbanistico, del quale si riportano in sintesi le prescrizioni:
109
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
1.
Nelle aree in Classe 3 di Pericolosità Geologica sono richieste indagini di dettaglio
condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla redazione di strumenti
urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto. L'esecuzione di
quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di bonifica e
miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della
concessione edilizia.
2. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere mirate indagini
geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni attraversati e
per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità
a monte e a valle degli interventi e la regimazione delle acque superficiali dovrà
necessariamente essere ben dimensionata o adeguata.
3. Gli interventi in aree PIME sono disciplinati dal DGRT 12/00 ex 230/94 e dalle Norme
Tecniche allegate al PAI.
4. Per gli interventi adeguamenti o realizzazione di nuove viabilità e parcheggi anche in aree
a pericolosità geologica classe 2, anche in fase di adeguamento, sarà necessario effettuare
mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei
terreni attraversati e la stima degli eventuali spessori di detrito presente; gli sbancamenti
dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle degli
interventi. Il Progetto dovrà contenere una tavola per la regimazione delle acque
superficiali con opportuni dimensionamenti e particolari degli accorgimenti da adottare
Complessivamente quindi permangono trend negativi rispetto ad alcune criticità
(con nuovi contributi legati alle previsioni di Capoliveri e Lacona), ma l’RU, così
come il recente PS, hanno sicuramente messo in atto un inversione di tendenza
rispetto alle intense dinamiche di consumo di suolo del recente passato.
110
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.3. ENERGIA
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi
di sostenibilità
Razionalizzazio
ne e riduzione
dei consumi
Indicatori
Obiettivi Specifici
Riduzione dei consumi
energetici pro capite e
riduzione di sprechi e
inefficienze
Consumi energetici
pro capite
P
++
Informazione e
sensibilizzazione della
popolazione sul
risparmio energetico e
sulle opportunità delle
fonti rinnovabili
Informazione e
sensibilizzazione della
popolazione
R
++
☺
Intensità energetica
del settore civile
(domestico e terziario)
R
++
☺
N° di strutture ricettive
dotate di certificazioni
ambientali (es. ecolabel)
R
+
Incentivare e favorire la
diffusione di tecnologie
ad alta efficienza e a
risparmio energetico
Diffusione di
tecnologie per uso
efficiente dell’energia
R
++
Introdurre agevolazioni
ed incentivi nei
regolamenti edilizi per la
diffusione delle pratiche
di bioedilizia
Indirizzi per
regolamenti edilizi
incentivanti il
risparmio energetico
R
++
☺
Percentuale di energia
proveniente da fonti
rinnovabili
R
++
☺
Mq di pannelli solari
termici installati
R
+++
☺
Migliorare l’efficienza
energetica negli usi
Aumento della
quota di
utilizzo di
energie
rinnovabili
DPSR Disp. Stato tendenza Effetti
dati ante PS col PS
del RU
Aumentare la % di
energia proveniente da
fonti rinnovabili 9
9 Questo obiettivo richiede una forte incentivazione che solo in parte può essere promossa dagli strumenti di
pianificazione locale; in questo caso una spinta significativa viene impressa dalla normativa comunitaria e
nazionale, nonché dalla normativa della regione Toscana (vedi LR 39/2005 “Disposizioni in materia di energia”)
111
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
Come previsto dal PS, il nuovo RU disciplina come promuovere e incentivare azioni
volte al risparmio energetico e all’ecoefficienza edilizia degli edifici, nell’ambito del
Capo I (disposizioni relative agli assetti insediativi), all’art.13: Edilizia sostenibile –
risparmio idrico ed energetico. Infatti:
Art. 13 – Edilizia sostenibile – risparmio idrico ed energetico
1. Le presenti norme disciplinano e incentivano gli interventi di edilizia sostenibile e il risparmio
idrico ed energetico che presentano caratteri di qualità dello spazio fisico e dell’ambiente, rispettando i
principi di ecoefficienza e di ecocompatibilità, in coerenza con quanto disposto al Capo V del
Regolamento n. 2R del 9.02.2007 inerente le “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione degli
insediamenti”.
Gli interventi di trasformazione edilizia devono raggiungere livelli di qualità energetico – ambientale
degli spazi scoperti e di quelli edificati, al fine di renderli compatibili con le esigenze antropiche e con
l’equilibrio delle risorse ambientali.
La qualità insediativa ed edilizia deve pertanto essere l’obiettivo principale della progettazione e deve
contenere un rinnovato approccio verso uno sviluppo del territorio che consideri:
-
la compatibilità ambientale;
la ecoefficienza energetica;
il comfort abitativo;
la salvaguardia della salute dei cittadini.
2. Campo di applicazione: Rientrano nell’ ambito di applicazione delle presenti norme gli interventi
di iniziativa privata relativi a:
- Piani attuativi
- Nuove costruzioni e sostituzioni edilizie
- Ristrutturazioni dell’intero organismo edilizio
- Ampliamenti che comportino la creazione si nuove unità abitative
Gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, dovranno sempre assicurare la compatibilità della
messa in opera degli impianti solari termici con l’esistenza di eventuali vincoli paesaggistici o vincoli
sul patrimonio edilizio esistente derivanti dal presente regolamento urbanistico.
3. Strumenti: Le valutazioni dei progetti e la loro rispondenza ai principi della edilizia sostenibile
sono effettuate sulla base delle disposizioni del Regolamento Edilizio appositamente integrato in
coerenza sia con le presenti norme che con la Direttiva CEE n.2002/91/CE, con il D.Lgs. 19/08/2005
n. 192 e con Linee Guida regionali di cui alla Delib. GRT n. 322 del 28.02.2005 e alla Delib. GRT n.
218 del 03.04.2006 e s.m.i. secondo il sistema di valutazione in esse contenuto.
In particolare, il raggiungimento degli obiettivi di qualità edilizia, urbanistica e sostenibilità
ambientale deve attuarsi attraverso un sistema di progettazione e verifica di tipo prestazionale.
112
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Le opere edilizie devono rispondere a specifici requisiti secondo parametri oggettivi e misurabili, in
base ai quali verranno verificati i livelli di prestazione delle stesse.
4. Progettazione integrata: La progettazione integrata dei nuovi interventi è basata essenzialmente
sui caratteri locali, ambientali, climatici e storici dell’area oggetto di trasformazione.
Per progettazione integrata si intende un intero e complesso processo che vede risolte in un unico
momento tecnico-ideativo tutte le istanze, da quelle urbanistiche, architettoniche, strutturali,
impiantistiche a quelle della sicurezza del cantiere, dello smaltimento dei materiali edili, etc.
Al fine di integrare la progettazione degli edifici con i fattori climatici, sfruttando i benefici di quelli
favorevoli e proteggendo le costruzioni da quelli che incidono negativamente sul comfort abitativo e sul
risparmio energetico, i progetti devono eseguire le seguenti verifiche:
calcolo del fabbisogno annuo di energia primaria dell’immobile; ovvero redazione del certificato
di qualificazione energetica e successivamente della certificazione energetica;
- verifica dell’ abbattimento di tale fabbisogno nel periodo invernale attraverso gli apporti
gratuiti di energia derivanti dall’irraggiamento solare;
- verifica dell’abbattimento di tale fabbisogno nel periodo estivo attraverso il controllo del
soleggiamento e l’adozione dei sistemi di raffrescamento passivo, incremento della massa a m 2
delle pareti confinanti con l’esterno.
La disposizione interna dei locali deve tenere conto della compatibilità tra funzioni dei locali ed
orientamento, in riferimento ad illuminazione, calore e ventilazione.
-
Al fine di garantire il rispetto e la valorizzazione delle caratteristiche ambientali locali nella
progettazione si deve tener conto della possibilità di utilizzo di materiali eco e bio-compatibili, facendo
ricorso prioritariamente a materiali locali e riciclabili.
In caso di oggettiva impossibilità ad osservare le verifiche di cui sopra, il professionista incaricato del
progetto deve specificare puntualmente le motivazioni e proporre idonee alternative.
5. Requisiti minimi obbligatori e requisiti minimi per ottenere l’incentivo: Il Regolamento Edilizio
dovrà contenere le norme e le modalità per l’incentivazione al fine di promuovere l’edilizia bioclimatica ed il risparmio energetico e l’ecoefficienza. Tali incentivi saranno graduati in misura
crescente a seconda dei livelli di risparmio energetico, di qualità ambientale dell’intervento, e
delle tecnologie utilizzate.
6. Deroghe ai parametri urbanistico edilizi: In applicazione dell’Art. 146 comma 2 della LR 1/2005,
sono esclusi dai computi urbanistici (SC, Volume, SUL) le seguenti parti degli edifici destinati ad uso
residenziale e terziario (turistico ricettivo, commerciale e direzionale), se espressamente finalizzate
all’ottenimento del comfort ambientale e risparmio energetico, attraverso il miglioramento
dell’isolamento termico e lo sfruttamento del massimo soleggiamento durante la stagione più fredda:
Verande e serre solari non riscaldate disposte nei fronti da sudest a sudovest con funzione di
captazione solare che abbiano la superficie esterna, riferita a pareti e copertura, vetrata per almeno il
settanta per cento.
113
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Il volume delle serre non può superare il 20% del volume riscaldato dell’edificio; deve in ogni caso
essere accuratamente previsto l’adattamento delle serre alla stagione più calda mediante schermature,
aperture etc.
Spazi collettivi interni coperti o racchiusi da vetrate quali corti chiuse, spazi condominiali coperti e
climatizzati naturalmente, progettati al fine di migliorare il microclima del complesso edilizio, con
incidenza fino ad un massimo del venticinque per cento della superficie coperta dell’edificio.
L’esclusione dei sopra citati volumi dagli indici urbanistici previsti dal regolamento urbanistico ed in
generale dagli atti del governo del territorio, è subordinata alla certificazione del “Bilancio
Energetico”, nella quale si dà atto del miglioramento dell’efficienza complessiva energetica prevista,
tenuto conto dell’irraggiamento solare, su tutta la stagione di riscaldamento, che non può risultare
inferiore al 30% di quello minimo previsto dalla normativa vigente.
Sono esclusi dai computi urbanistici anche i seguenti extra spessori:
La parte delle murature esterne, siano esse portanti o tamponature eccedenti i 30 cm di spessore finito.
Dovranno in ogni modo essere rispettate le distanze minime dai confini di proprietà, dai fabbricati, e
dalle strade previste da leggi e regolamenti.
La porzione superiore e non strutturale dei solai interpiano (evidenziandone la funzione dal punto di
vista dell’efficienza termica e/o acustica del progetto).
La porzione superiore e non strutturale dei solai di copertura, l’incremento di spessore del pacchetto
sarà funzionale alle caratteristiche tecniche della soluzione prescelta.
Le presenti norme si applicano compatibilmente con i caratteri storici ed architettonici degli edifici e
dei luoghi.
Sia sotto il profilo dei consumi energetici, che sotto il profilo dell’utilizzo di energie
rinnovabili, il territorio comunale e più in generale l’intero comprensorio elbano, la
situazione attuale si presenta in generale negativa. L’andamento dei consumi
energetici, in generale crescita in tutto il territorio elbano, nonché regionale e
nazionale, si traduce in un progressivo peggioramento nel tempo di questa criticità. Il
consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel
domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume
l’attività turistica in questo territorio. A livello di intera Isola d’Elba si può poi
rilevare come nel settore domestico i consumi elettrici procapite risultano al di sopra
della media nazionale e provinciale.
In relazione a questa tematica è da rilevare come le indicazioni contenute nel RU,
andando a sviluppare e regolamentare quanto previsto dal PS, procedono nella
direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati.
114
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.4. RIFIUTI
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Indicatori
Macro obiettivi
di sostenibilità
Obiettivi Specifici
Riduzione della
produzione di
rifiuti
Ridurre la produzione
totale di rifiuti urbani
sia complessiva che
procapite
Aumento della
raccolta
differenziata e
del riciclo
DPS Disp. Stato
R
dati ante
PS
Tendenza
con PS
Produzione di rifiuti
procapite annua
P
+++
produzione totale di
rifiuti annua
P
+++
Censire e recuperare le
discariche non
controllate
Presenza di discariche
di rifiuti abbandonati
S
+
Potenziare la capacità
e la qualità degli
impianti di
trattamento
Dotazione
impiantistica per
trattamento rifiuti
R
+++
Attività di recupero e
riciclaggio
R
+++
☺
% di raccolta
differenziata
R
++
☺
Attività di
sensibilizzazione,
educazione e
formazione
R
+++
☺
Aumentare e
diversificare l’attività
di recupero e
riciclaggio
Diversificare gli eventi
di coinvolgimento
della popolazione sul
corretto smaltimento
dei rifiuti
☺
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
Sia sotto il profilo della riduzione della produzione di rifiuti, che rispetto all’aumento
della raccolta differenziata e il riciclo, obiettivi di sostenibilità ambientale individuati
dal PRAA, la situazione attuale si presenta negativa. La crescita dell’efficienza della
raccolta differenziata di questi ultimi anni si traduce nella tendenza ad un
progressivo miglioramento nel tempo della situazione attuale; tale miglioramento,
seppur importante come tendenza in atto, rimane ancora insufficiente a soddisfare
gli obiettivi di sostenibilità perseguiti sia a livello regionale che statale e comunitario.
I dati disponibili evidenziano un’efficienza della raccolta differenziata a livello
comunale inferiore al 15% , contro un obiettivo nazionale del 45%.
115
Effetti
con RU
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
In considerazione della criticità connesse alla gestione dei rifiuti che caratterizza il
territorio elbano, l’Amministrazione di Capoliveri e le altre amministrazioni dell’Elba
si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione differenziata.
In particolare, in accordo con quanto previsto dal PS, il nuovo RU ha fatto propri gli
obiettivi di riduzione e riciclaggio rifiuti, nonchè di risanamento delle discariche
incontrollate e abusive; in specifico :
- nell’UTOE di Capoliveri (art.157 delle NTA del RU) è prevista
l’installazione
di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta
differenziata nei pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di
idonee schermature vegetazionali ed a una collocazione che non sia
visibile dalle principali coni di visuale sia da terra che da mare.
L’importanza ed inderogabilità di aumentare l’efficienza della raccolta differenziata e
più in generale, la necessità di migliorare la gestione integrata dei rifiuti,
richiederanno all’amministrazione comunale un significativo impegno nel
promuovere ulteriori azioni volte ad incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti
solidi urbani e il loro recupero nei cicli produttivi.
116
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.5. BIODIVERSITÀ, FLORA, VEGETAZIONE E FAUNA
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi di
sostenibilità
Obiettivi
Specifici
Aumentare la
percentuale di
aree protette
Sviluppare la
rete ecologica
regionale
Aumentare la
percentuale di aree
protette, migliorare
la gestione e
conservare la
biodiversità terrestre
e marina
Conservare la
biodiversità
terrestre
Indicatori
DPS Disp. Stato Tendenza Effetti
R
dati ante
con PS del RU
PS
Percentuale di aree protette
nazionali o regionali
R
+++
Percentuale di aree protette
marine
R
+++
Percentuale di aree protette
comunali (ANPIL)
R
+++
Percentuale di Siti della Rete
Ecologica
R
+++
☺
N. specie vegetali endemiche,
rare o in liste di attenzione
S
+++
☺
N. specie vegetali protette (di
interesse regionale o
comunitario)
R
+++
☺
N. specie animali e vegetali
del progetto RENATO
S
+++
☺
N. coppie di gabbiano reale
nidificanti per 100 m di costa
S
+++
N. di tipologie vegetazionali
naturali e seminaturali
S
+++
☺
N. habitat di interesse
regionale, comunitario o
prioritari
S
+++
☺
Presenza alberi monumentali
ai sensi della LR.60/98
R
++
Presenza aree di maggiore
importanza naturalistica
Progetto RENATO
S
+++
Grado di costrizione dei
biotopi
S
+++
Grado di frammentazione da
viabilità
S
+++
Grado di naturalità
S
+++
Valore naturalistico
S
+++
☺
☺
☺
☺
☺
117
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
complessivo
Conservare la
biodiversità
terrestre
Aumentare la
percentuale di aree
protette, migliorare
la gestione e
conservare la
biodiversità terrestre
e marina
Conservare la
biodiversità
marina
Ripristino
paesaggistico
delle cave
Grado di conservazione degli
ambienti umidi e ripariali
S
+++
Grado di conservazione degli
ambienti dunali
S
+++
Spiagge: numero di
concessioni e autorizzazioni
demaniali.
P
+++
Spiagge interne a
SIR/SIC/ZPS: numero di
concessioni e autorizzazioni
demaniali.
P
+++
Spiagge interne al Parco
Nazionale: numero di
concessioni e autorizzazioni
demaniali.
P
+++
Grado esoticità della flora
S
+++
Presenza di un progetto di
rete ecologica comunale
R
+++
Tutela delle emergenze
naturalistiche quali invarianti
del PS
R
+++
Aumento aree urbanizzate e
artificiali
P
+++
Aree percorse da incendi
P
+++
Percentuale di costa protetta
(lato terra)
R
+++
Percentuale di costa protetto
(lato mare)
R
+++
Presenza e stato di
conservazione delle Praterie
di posidonia
S
+
Superficie aree di cava
ripristinate/sup. totale
R
+++
☺
☺
☺
☺
☺
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del RU
Rispetto alla componente biodiversità (flora, fauna, vegetazione) il territorio
comunale mostra elevati valori qualitativi, evidenziati dagli indicatori utilizzati
(numero di specie endemiche, di interesse conservazionistico, ecc.). Anche gli
118
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
indicatori di risposta, quali la presenza di Aree Protette o Siti di Importanza
Comunitaria e Regionale, mostrano dati molto positivi (52,6% di territorio protetto,
68,5% di costa protetta, ecc.).
Elementi positivi sono riferibili anche all’obiettivo dei segnali ambientali relativo allo
sviluppo della rete ecologica regionale. Il territorio comunale vede la presenza di
tre Siti della Rete ecologica regionale e Natura 2000 (SIR, SIC e ZPS). Gli indicatori
dello stato attuale della Rete ecologica mostrano dati positivi, con un territorio
comunale interessato, su circa il 33,5% da tali strumenti, ed in particolare dai siti:
-
Sito di Importanza Regionale (SIR) e Zona di Protezione Speciale (ZPS)
Elba Orientale,
-
Sito di Importanza Regionale (SIR), Comunitaria (SIC) e Zona di
Protezione Speciale (ZPS) Isole di Cerboli e Palmaiola per la porzione delle
Isole Gemini,
-
Sito di Importanza Regionale (SIR) Zone umide del Golfo di Mola e
Schiopparello per la porzione di Mola.
Relativamente alla presenza, nel territorio comunale, di specie di flora, fauna ed
habitat di particolare valore, gli indicatori mostrano tutti ottimi livelli, con particolare
riferimento alla presenza di specie endemiche o in liste di attenzione (ad esempio
del progetto RENATO), di specie protette, di diversità vegetazionale o di habitat di
interesse regionale e/o comunitario.
Le trasformazioni dell’uso del suolo avvenute nel Comune di Capoliveri negli ultimi
decenni, con particolare riferimento allo sviluppo di una urbanizzazione residenziale
diffusa e alle strutture turistiche, hanno causato alterazioni al patrimonio
vegetazionale, floristico e faunistico locale. Oltre alle conseguenze negative della
frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le
alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di
Lacona, con una sua elevata artificializzazione, alterazione di habitat dunali, elevato
disturbo, diffusione di specie esotiche ad opera del verde privato, alterazione di aree
umide retrodunali, ecc. Altra località significativa è la Palude di Mola, ambiente
umido relittuale in non ottimale stato di conservazione, inserito in un contesto ad
elevata artificializzazione, con una forte problematica legata alla qualità e quantità
degli apporti idrici di acqua dolce, con reflui non correttamente depurati provenienti
dal depuratore di Capoliveri.
Lo stesso PS indica per le dune di Lacona come “La principale causa di degrado è la
pressione antropica estiva (turismo balneare) associata all’erosione eolica (favorita dal
calpestio che mobilita i substrati sabbiosi rendendoli erodibili). Si rende necessaria una tutela
attiva di questo biotopo che in poco spazio riunisce diversi habitat di interesse comunitario”.
119
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
(art. 14.2). Nell’ambito delle Criticità dell’UTOE Le Spiagge (art. 42.1) si evidenzia
come “le due spiagge di Lacona e Laconella costituiscono un continuum costiero sottoposto a
dinamiche strettamente connesse, il notevole afflusso turistico estivo le sottopone ad un
intenso stress”. La duna costiera della Spiaggia grande di Lacona costituisce
l’elemento morfologico/ambientale principale di questa UTOE, la duna presenta
alcuni habitat di interesse regionale/comunitario di cui all’All. A della L.R. 56/2000,
il mantenimento dell’attuale forma dunale è continuamente minacciato dalla
presenza turistica e dagli insediamenti presenti nelle immediate vicinanze tra cui due
campeggi.
Gli obiettivi specifici dell’UTOE sono tesi alla elevazione della qualità dei caratteri
del paesaggio, allo sviluppo dei servizi, alla riorganizzazione delle funzioni e delle
attività, alla eliminazione e/o riduzione delle criticità presenti, alla eliminazione o
riduzione delle aree e degli elementi costituenti degrado. In particolare:
“Mantenimento dell’integrità fisica, biologica e paesaggistica dell’unità morfologica “Duna di
Lacona”, anche intervenendo con delocalizzazione di strutture, riduzione della pressione
antropica, razionalizzazione delle attività ed interventi di riqualificazione naturalistica
(interventi di difesa con fascinate, chiusura sentieramenti e realizzazione accessi attrezzati,
ecc.”
Mentre per la prima area la nuove scelte di PS sono indirizzate verso un
alleggerimento dei carichi antropici, con un progetto di riqualificazione delle dune e
la prevista realizzazione di un piano degli arenili, per l’area di Mola la realizzazione
di un nuovo approdo turistico (UTOE Valle dei Salici) nello specchio d’acqua
antistante costituisce un elemento di forte criticità: “La vegetazione del biotopo palustre
di Mola (fragmiteti), risulta caratterizzata da un negativo stato di conservazione risentendo
ai margini di alcune azioni umane: discarica abusiva, contatto con attività agricole, presenza
di strade trafficate su tre lati (fattore negativo soprattutto per la fauna, ma che può portare
anche a forme di inquinamento delle acque). Inoltre è presente all’interno dell’area un
insediamento abbandonato di cui non si conosce l’impatto né in termini di inquinamento né
come possibile sito di rifugio di specie animali (chirotteri, ecc).” (art.14.2).
Le previsioni di RU sono complessivamente coerenti con la tutela delle Invarianti di
cui al PS ed in particolari delle Invarianti paesaggistico-ambientali, come indicate
all’art.36 delle NTA del RU stesso:
- Emergenze ambientali diffuse;
- Emergenze ambientali localizzate;
- Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale;
- Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS;
- Belvedere e visuali di paesaggio;
- Ambiti paesistici dei corsi d’acqua;
- Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare;
- Spiagge e mare.
120
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Lo stesso comma 4 dell’art.36 delle NTA del RU indica come “Sono vietati tutti gli
interventi e le azioni che riducano in modo significativo ed irreversibile gli elementi di
invariante sottoposti a tutela. Eventuali interventi di adeguamento funzionale che si rendano
necessari per motivi di rilevante interesse pubblico devono essere progettati ed eseguiti con
modalità compatibili con la tutela degli elementi di invariante individuati dal presente Titolo.
Fatto salvo quanto specificato al punto 6, ogni attività, uso o intervento posto in essere in
applicazione del presente Regolamento Urbanistico deve inoltre perseguire il mantenimento o
il miglioramento dei livelli prestazionali dei beni e delle risorse individuate come invarianti
strutturali del territorio”.
Gli Ambiti Naturalistici e di Rilevanza Ambientale, di cui all’art.134 delle NTA, si
articolano nelle seguenti sottozone così come previste dal Piano del Parco Nazionale
dell’Arcipelago Toscano come adottato:
-
Zone A di riserva integrale
Zone B di riserva generale orientata
Zone C di protezione
Zone DS di promozione economica e sociale.
Ricadono nell’Ambito Naturalistico e di Rilevanza Ambientale le aree, di cui alla
Del.CR 8 giugno 2011, n.34, presenti nel territorio comunale, che consistono nei Siti :
-
SIR – ZPS “Elba orientale”(IT5160102).
SIR “Zone umide del golfo di Mola e Schiopparello” (IT5160101).
SIR – SIC –ZPS “Isole di Cerboli e Palmaiola” (IT5160011).
Il Regolamento Urbanistico si conforma al piano del parco vigente e disciplina le
zone attraverso la normativa dello stesso specifica per ogni area, fermo restando le
norme di settore più restrittive in materia ambientale per le Zone SIC, SIR, ZPS. Per
queste zone si applicano le prescrizioni di cui all’art. 46 del Titolo III.
La realizzazione di un’area di sosta in loc. Laconella ed eventuale nuova viabilità,
prevista dal RU nell’Unità Fonza, è subordinata alla tutela di un “ambito di elevato
interesse naturalistico e paesaggistico con tipici habitat costieri e mosaici di macchie e garighe
mediterranei nei versanti circostanti. Per tali ambiti risulta importante il mantenimento di
bassi livelli di antropizzazione e di disturbo estivo. Le aree di sosta auto dovrebbero essere
comunque strutturate per un basso numero di posti, con substrato permeabile e comunque
non localizzato a breve distanza dalle spiagge La soluzione ottimale sarebbe quella di creare
un sistema di bus navetta dai vicini parcheggi di Lacona”(art.148 NTA). La scelta di un
sistema di bus navetta da Lacona è sicuramente da preferire alla realizzazione di un
nuovo parcheggio presso Laconella.
121
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Nell’ambito della UTOE delle Spiagge, caratterizzata da elevati valori ambientali e
naturalistici (spiagge di Lacona e Laconella ed habitat dunali), il RU attua la metà
delle previsioni residenziali (300 mq di SUL) e turistico alberghiere ed
extralberghiere del PS, e 50 mq di SUL di Direzionale/commerciale su un totale di 66
mq di SUL previsto dal PS. Tali previsioni risultano compatibili con i valori presenti
come già indicato dal rapporto ambientale del PS.
Nell’ambito dell’UTOE Norsi, ed in particolare in loc. Felciaio, risulta significativa
la previsione dell’area P.R.G. (parcheggio + guardiania). Oltre alla realizzazione
diretta a discapito di un versante costiero con macchia mediterranea, l’ampliamento
del parcheggio, già esistente, comporta un aumento dell’accessibilità turistica lungo
la costa rocciosa tra Felciaio e Lido, un tratto di costa caratterizzato dalla presenza di
habitat e specie di flora e fauna di interesse comunitario e regionale e di Emergenze
ambientali e paesaggistiche di cui all’art.13 dello Statuto.
Nell’ambito dell’UTOE Lacona-Margidore è prevista la realizzazione di un
complesso polifunzionale comprensivo di servizi interesse generale (anche con il
potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività
commerciali, residenze, piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo
libero per complessivi 1.600 mq. di SUL (mc 5.000). Il complesso, attraverso una
ricucitura del tessuto insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro
(urbano) della frazione.
Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative
del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo
al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di
SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al
direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq
di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi
(2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS.
Gli interventi previsti a Lacona si concentrano in aree agricole ed incolti adiacenti
l’urbanizzato esistente, mentre per l’UTOE Capoliveri in aree già fortemente
urbanizzate e trasformate. Per tali previsioni si conferma la generale coerenza con la
conservazione degli elementi di maggiore valore conservazionistico, come già
evidenziato nell’ambito del rapporto ambientale del PS, con aspetti di criticità legati
ad un aumento dei livelli di urbanizzazione e di consumo di suolo della fascia
costiera agricola di Lacona, nella zona adiacente al locale sistema dunale e
retrodunale, e della fascia costiera in loc. Felciaio.
122
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.6. ACQUE INTERNE
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
Elevare il livello di
qualità delle acque
superficiali
?
☺?
SECA, IBE, LIM
S
-
Qualità acque dolci
sotterranee; indici:
SquAS, SCAS, SAAS
S
++
Livello di Stress
idrogeologico della
S
++
☺
Ridurre il livello dei
prelievi delle acque
per i diversi usi
antropici
Livello di prelievo delle
acque dai corpi idrici
P
+
☺ a livello
Ridurre il livello di
pressione delle
sostanza inquinanti di
origine antropica sulla
risorsa idrica
Carico inquinante totale.
Carico organico
potenziale in abitanti
equivalenti (da
popolazione residente e
popolazione fluttuante)
P
++
Elevare l’estensione
del servizio idrico
integrato
Copertura del servizio
idrico; % di popolazione
servita da acquedotto
P/R
-
Elevare il livello di
qualità delle acque
utilizzate per uso
idropotabile
Qualità delle acque
destinate al consumo
umano - Qualità delle
acque degli acquedotti
P/R +++
Elevare l’estensione
del servizio idrico
integrato
Copertura del servizio
fognario; % di
popolazione servita da
servizio fognario
P/R
Elevare il livello di
qualità delle acque
sotterranee
Tutelare la
qualità delle
acque interne e
costiere e
promuovere
l’uso
sostenibile
della risorsa
idrica
DPS Disp. Stato tendenza
R
dati ante
con PS
PS
Effetti con
RU
☺ a livello
locale
locale
++
(in
estate)
?
☺
☺
123
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Obiettivi di sostenibilità
Macro
obiettivi di
sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
DPS Disp. Stato tendenza
R
dati ante
con PS
PS
Effetti con
RU
Elevare la capacità e
l’efficienza delle
strutture depurative
delle acque reflue
Capacità depurativa.
Bilancio fra il carico
inquinante totale e
capacità depurativa
effettiva
R
++
Verificare la
funzionalità degli
impianti
Analisi degli impianti
idrici
S
+++
Regolare il Bilancio
Idrico
Bilancio idrico
PR
+
Riduzione dei
consumi idrici
procapite e
complessivi,
soprattutto
utilizzando e
promuovendo
tecnologie per il
risparmio idrico nelle
strutture turistiche
Consumo complessivo
di acqua
P
-
Favorire il riutilizzo
delle acque reflue e
conseguente
risparmio di nuova
risorsa
Riutilizzo delle acque
reflue. N° impianti
pubblici di depurazione
con riutilizzo di acque
reflue e m3/anno
riutilizzato
R
+
(in
estate)
☺
(in
?
☺
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
Per il raggiungimento degli obiettivi indicati nel PS, il nuovo RU individua le azioni
di seguito riportate.
Condizioni alla trasformabilità fissate per le diverse UTOE (Titolo VIII delle NTA del RU):
- Approvvigionamento idrico: L’incremento del carico urbanistico risulta necessariamente
condizionato all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione e al superamento della attuale
criticità inerente la carenza di approvvigionamento e il rischio di ingressione del cuneo salino a
seguito dei prelievi
124
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o funzionali, il cui bilancio
complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle disponibilità di risorse reperibili o
attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano d’Ambito ATO 5.
- Fognatura e depurazione : La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla
preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e alla
realizzazione di un idoneo impianto di depurazione.
Tutela delle risorse idriche (titolo IX, capo I: tutela delle risorse idriche e dei sistemi
vegetazionali degli arenili , art. 172)
1. Ogni intervento di ristrutturazione urbanistica, di ampliamento dei volumi esistenti, di nuovo
impianto per la balneazione, la ricettività e la nautica consentito, è soggetto ad una preventiva verifica
del bilancio idrico esistente e delle soluzioni adottate per l’approvvigionamento idrico.
Le aree occupate da corpi d’acqua sono tutelate ai fini del rispetto del sistema del deflusso idrico.
2. Nell’ambito delle aree costiere è sempre vietato il prelievo di acqua dalle falde e di norma non è
ammessa la manomissione o modifica delle foci dei corsi d'acqua esistenti salvo diversa previsione dei
Piani di Utilizzazione degli arenili, qualora sia dimostrata la loro assoluta necessità per la corretta
esecuzione degli interventi previsti, previo superamento delle procedure di verifica di impatto
ambientale previste dalla legislazione vigente.
Protezione e governo della risorsa idrica (TITOLO IV, CAPO III)
Art. 64 – Vulnerabilità degli acquiferi
Il Regolamento Urbanistico recepisce il Piano Strutturale del Comune di Capoliveri; tra gli elaborati
che costituiscono la cartografia tematica fanno parte i seguenti elaborati:
- Carta Piezometrica
TAV. A1/a - A2/a
- Carta della Conducibilità ionica
TAV. A1/b – A2/b
- Carta Integrata delle acque sotterranee
TAV. A1/c – A2/c
che definiscono alcuni caratteri degli acquiferi principali e propongono una classificazione sulla base
degli stessi .
Nella “Carta Integrata delle Acque sotterranee” sono individuate le seguenti zone:
Classe I - Area a stress idrogeologico nullo;
Classe II - Area a stress idrogeologico basso;
Classe III - Area a stress idrogeologico medio;
Classe IV - Area a stress idrogeologico elevato;
Tale suddivisione risulta di interpretazione estremamente semplice ed ogni classe indica il grado di
“stress idrogeologico” locale. Con l’espressione di stress idrogeologico si vuole dare un’informazione
125
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
sull’assetto al tempo stesso qualitativo e quantitativo della falda in termini di quota piezometrica e/o
conducibilità ionica.
Art. 65 – Salvaguardia dei punti di captazione ad uso acquedottistico
1. Con riferimento alle vigenti norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento, ed al fine di
mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque destinate al consumo umano, erogate
mediante impianto di acquedotto, nonché per la tutela dello stato di salute delle risorse, sono altresì
individuate - con criterio geometrico - le seguenti aree di salvaguardia dei punti di captazione:
- Zone di tutela assoluta: aree di raggio pari a ml 10, immediatamente circostanti i punti di captazione
o derivazione ad uso acquedottistico; devono essere adeguatamente protette ed adibite esclusivamente
ad opere di captazione o presa e ad infrastrutture di servizio. A tale scopo devono pertanto essere
recintate, provviste di canalizzazioni per le acque meteoriche, protette da esondazioni di corpi idrici
limitrofi
- Zone di rispetto: dei punti di captazione ad uso acquedottistico includono le zone di tutela assoluta,
ed in assenza della individuazione da parte della Regione sono costituite dalle aree di raggio pari a ml
200 intorno ai punti di captazione o derivazione; sono sottoposte a vincoli e destinazioni d’uso tali da
tutelare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica captata. All’interno di esse vengono in
generale considerate come fattori potenziali di rischio, e pertanto vietate, le seguenti attività:
-
-
dispersione di fanghi ed acque reflue, anche se depurati;
accumulo di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi;
spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l’impiego di tali
sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di un apposito piano di utilizzazione
che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche
agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche;
dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali e strade;
aree cimiteriali;
apertura di cave che possono essere in connessione con la falda;
apertura di pozzi, ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo
umano e di quelli finalizzati alla variazione della estrazione ed alla protezione delle
caratteristiche qualitative-quantitative della risorsa idrica;
gestione di rifiuti;
stoccaggio di prodotti ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive;
centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli;
pozzi perdenti;
pascolo e stabulazione di bestiame che ecceda i 150 kg/ha di azoto presente negli
effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione;
Per tali insediamenti ed attività, se preesistenti - ad eccezione delle aree cimiteriali - sono adottate
misure per il loro allontanamento. In ogni caso deve essere garantita la loro messa in sicurezza.
2. A seguito della emanazione delle specifiche indicazioni regionali, in applicazione delle vigenti
disposizioni di legge, l’Amm./ne Comunale individua le “zone di protezione” (comprendenti eventuali
aree di ricarica della falda, emergenze naturali ed artificiali della falda, e zone di riserva) integrando ed
aggiornando i contenuti del presente articolo, nonché - ove necessario - altri elaborati del presente
Regolamento Urbanistico.
126
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
3. Zone di protezione: tutelano i bacini imbriferi e le aree di ricarica delle falde superficiali e profonde
per assicurare la protezione del patrimonio idrico. Vi ricadono le seguenti aree:
a) aree di ricarica della falda
b) emergenze naturali ed artificiali della falda
c) zone di riserva
L’individuazione e protezione delle aree avverrà sulla base di specifiche indicazioni della Regione
Toscana
Art. 66 – Approvvigionamento idrico autonomo
1. La disciplina di cui al presente articolo è essenzialmente finalizzata a prevenire i rischi di
inquinamento delle falde idriche nonché a controllare e limitare le criticità dovute al loro
sovrasfruttamento, ovvero:
-
i fenomeni di subsidenza;
-
l’impoverimento progressivo della risorsa.
2. Ferme restando le competenze in materia di approvvigionamento idrico autonomo attribuite ad Enti
diversi dall’Amm./ne Comunale, chiunque intenda realizzare opere di captazione delle acque
provenienti dal sottosuolo (pozzi, captazione da sorgenti, scavi di qualsiasi natura e dimensione in
grado di raggiungere falde idriche sotterranee), da destinare a qualsiasi uso, deve inviare
contestualmente copia dell’istanza di autorizzazione, completa di tutti gli elaborati tecnici, anche
all’Amm./ne Comunale.
3. I competenti uffici comunali, svolti gli accertamenti di carattere urbanistico, idrogeologico,
ambientale e igienico-sanitario, si riservano la facoltà di esprimere alla Provincia - e/o agli altri Enti
competenti - motivato dissenso al rilascio dell’autorizzazione, o di impartire specifiche prescrizioni in
merito.
4. L’esecuzione delle opere di captazione è subordinata all'esame dello stato della risorsa idrica
sotterranea nell'area d'interesse e in un suo intorno significativo, attraverso la valutazione della
geometria degli acquiferi, delle loro potenzialità e caratteristiche, di eventuali interferenze con le zone
di rispetto e di salvaguardia di cui all’art. 52, della vulnerabilità e dell'intensità dello sfruttamento,
oltre che delle problematiche connesse a fenomeni di subsidenza dei terreni, legati al sovrasfruttamento
di acquiferi confinati.
5. Deve essere eseguita l’impermeabilizzazione e/o separazione dell’opera di captazione dal sistema
delle acque superficiali, vadose e di ruscellamento.
6. E' vietata la captazione simultanea con la stessa opera da più acquiferi non comunicanti fra loro. Gli
attraversamenti tra più acquiferi devono essere sigillati con materiali idonei. In caso di captazione da
un acquifero multistrato la struttura di questo deve essere documentata dagli allegati tecnici
presentati.
7. Devono altresì essere individuate e descritte le attività potenzialmente inquinanti riscontrabili in un
intorno significativo dell'area in cui è prevista la captazione, specificando la presenza di abitazioni,
cave, concimaie, attività zootecniche, discariche, corsi d'acqua, altre opere di captazione etc. - come
127
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
prescritto dalle vigenti disposizioni statali e comunitarie in materia di tutela delle acque
dall’inquinamento - oltre al tipo di pratiche agricole effettuate. Devono essere inoltre fornite
indicazioni sulla natura e tipologia dei residui di perforazione, nonché sulla loro modalità di
smaltimento e/o di reimpiego.
8. La realizzazione dei nuovi pozzi, sulla base dei criteri specificati ai precedenti punti, deve essere
condotta a regola d'arte, usando tutti gli accorgimenti atti ad evitare l'inquinamento degli acquiferi
intercettati e non solo di quello sfruttato, tenendo conto altresì degli impatti ambientali della
perforazione (sversamento di fanghi, emissioni sonore, etc.).
9. Tutela del sistema delle acque sotterranee. Modalità per la realizzazione dei pozzi.
Tutti gli interventi diretti all’uso delle falde esistenti potranno essere ammessi solo se compatibili con
il mantenimento della falda oggetto di intervento, in termini sia quantitativi che qualitativi (carattere
e purezza).
Sono indicati nelle presenti norme i criteri per regolamentare, l’apertura dei nuovi pozzi e i criteri per
il mantenimento di quelli esistenti.
Per l’apertura dei nuovi pozzi, sono definiti i seguenti criteri generali:
-
qualsiasi opera atta a captare acqua proveniente dal sottosuolo, (quali pozzi e qualsiasi
tipo di captazione che raggiunga le falde idriche in genere) da destinare a qualsiasi uso,
compresi quelli domestici, e per qualsiasi scopo, è sottoposta al rilascio di una
autorizzazione/concessione/SCIA;
-
il rilascio della autorizzazione/concessione/scia è subordinato alla elaborazione di una
relazione idrogeologica che dovrà contenere l’inquadramento geologico, geomorfologico
ed idrogeologico dell’area, la struttura idrogeologica presumibile dell’acquifero
interessato dalla captazione, l’uso previsto della risorsa, l’eventuale studio di effetti che
potrebbero derivare dall’abbassamento della falda in caso di emungimento intensivo.
Inoltre dovrà contenere il progetto dell’opera che descriva le previsioni di profondità
previste, le tecniche di perforazione, i diametri di perforazione, la posizione dei filtri, le
tecniche di isolamento da eventuali inquinamenti di superficie. Dovrà altresì contenere,
l’analisi dello stato della risorsa idrica sotterranea dell’area interessata con particolare
riferimento alla geometria degli acquiferi, potenzialità e caratteristiche, area di rispetto e
di salvaguardia, vulnerabilità, e sfruttamento della risorsa. Uno specifico riferimento
dovrà anche essere effettuato sulla valutazione dell’effetto dell’emungimento dal punto di
vista geotecnico (subsidenza) e nel caso potranno essere eseguite apposite prove di
laboratorio.
La documentazione di sui sopra potrà essere redatta in maniera semplificata esclusivamente per i
pozzi ad uso domestico
In zone prossime alla costa, interessate potenzialmente dalla probabile ingressione del cuneo salino, è
necessario valutare bene il modello idrogeologico al fine di verificare le effettive possibilità di contatto
fra l’acquifero ed il mare. In aree invece in cui tale fenomeno è acclarato, si applicano le seguenti
disposizioni:
è vietata l’apertura di nuovi pozzi con la sola eccezione dei pozzi ad uso domestico previa verifica della
compatibilità con il contesto idrogeologico locale;
128
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
l’uso dei pozzi esistenti è condizionato al rispetto dei valori massimi di emungimento, ottenuti da
specifiche prove di pompaggio e autorizzati dal Comune. Tali valori massimi dovranno infatti essere
determinati dal Comune in relazione al controllo annuale dei livelli piezometrici, articolati in funzione
delle colture e verificati mediante contatori da installare in ciascun pozzo;
l’emungimento dai pozzi potrà essere sospeso qualora nelle acque estratte, a seguito di analisi chimica,
si riscontri una salinità superiore ai limiti ammissibili;
10. Per le opere di captazione di cui al presente articolo deve essere redatta, a firma del Direttore dei
Lavori, una relazione tecnica finale contenente indicazioni sul profilo litostratigrafico dei terreni
attraversati con la perforazione, sulla geometria degli acquiferi intercettati, sulle tecniche di
perforazione e di completamento dell’opera di captazione, nonché i risultati di una prova di
emungimento a gradini di portata (SDT), con determinazione dei valori di portata critica e di regime.
Per pozzi ad uso diverso dal domestico, a seguito di una prova di emungimento a portata costante,
devono essere ricavate le caratteristiche idrodinamiche dell'acquifero (T, S, K).
11. Ad avvenuta esecuzione delle prove di emungimento, copia della comunicazione di fine lavori,
comprensiva della relazione tecnica finale di cui al punto 9, deve essere trasmessa, oltre che alla
Provincia - e/o agli altri Enti competenti - anche all’Amm./ne Comunale.
12. Gli uffici comunali competenti possono eseguire in qualsiasi momento controlli sull’area di
intervento e/o sulle opere realizzate.
13. I Piani Attuativi di cui all’art. 15, gli interventi urbanistico-edilizi diretti convenzionati di cui
all’art. 17, nonché i P.M.A.A. con valore di Piano Attuativo di cui all’art.114 devono definire le
modalità atte a razionalizzare l’uso delle acque - potabili e per uso irriguo - attraverso corrette
modalità di captazione e/o di uso dei pozzi e delle sorgenti, come prescritto dalle norme vigenti e fermo
restando il rispetto delle disposizioni di cui al presente articolo. Salvo motivate eccezioni deve essere
prevista la realizzazione di reti idriche duali, anche attraverso la raccolta e il riutilizzo delle acque
meteoriche. I Piani Attuativi e i Progetti Unitari riferiti alla realizzazione di nuovi insediamenti
prevedono - ove possibile - l’approvvigionamento autonomo (anche parziale) per gli usi non potabili,
purché compatibile con la tutela della risorsa ad uso pubblico.
Art. 67 – Osservatorio comunale per il governo della risorsa idrica
1. Mediante apposita disciplina regolamentare (ricompresa nel Regolamento Edilizio) l’Amm./ne
Comunale provvede a definire i procedimenti e gli adempimenti riferiti alle disposizioni di cui all’art.
69, nonché - nel dovuto coordinamento con gli Enti competenti in materia - all’attivazione di un
osservatorio comunale permanente finalizzato ad un efficace azione di governo della risorsa idrica.
2. L’osservatorio provvede ad approfondire e dettagliare gli elementi conoscitivi contenuti negli
elaborati del Piano Strutturale anche attraverso raccolte dati per la ricostruzione della geometria dei
principali acquiferi, con particolare riferimento alle aree di pianura a più alta densità di
urbanizzazione. Sulla base dei dati raccolti, nonché con riferimento all’attività ordinaria di controllo
dell’approvvigionamento idrico autonomo, condotta in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 66,
l’osservatorio provvede a redigere carte tematiche che attraverso l’interpretazione della morfologia delle
superfici piezometriche consentano di individuare tempestivamente l’insorgere di criticità localizzate.
129
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Il Regolamento urbanistico prevede inoltre come:
(art.53) Il reticolo idrografico superficiale deve essere tutelato ai fini idraulici, ecologici e
paesaggistici. E’ fatto pertanto divieto di coprire i corsi d’acqua, di interromperne o impedirne
il deflusso superficiale e di impermeabilizzarne le sponde, se non previo studio idraulico ed
autorizzazione da parte delle competenti autorità.
Sono comunque consentiti interventi finalizzati al ripristino delle condizioni naturali di
efficienza del sistema drenante naturale.
Non sono ammessi interventi di manomissione o di modifica degli alvei e delle sponde se non
finalizzati alla regimazione idraulica, al contenimento dell’erosione e alla qualificazione
biologica.
L’attraversamento dei corsi d’acqua con tratti di viabilità e/o infrastrutture di trasporto è
consentito, per i tratti minimi indispensabili, solo a seguito di studi idraulici e morfologici
estesi all’intero bacino o sottobacino interessato. Tali studi devono determinare la sezione
idraulica adeguata a far defluire le portate di massima piena.
Gli interventi di regimazione e di sistemazione degli alvei e delle sponde sono attuati facendo
ricorso, preferibilmente, ai metodi e ai materiali dell’ingegneria naturalistica.
Per tutto quanto non specificamente disposto nel presente articolo si fa diretto riferimento alle
vigenti norme di settore ed alle specifiche competenze degli Enti preposti.
La tutela del reticolo idrografico e del sistema costiero è inoltre garantita dagli artt.
Art. 54; 55; 56; 57; 58; 59; 60; 61; 62; 63 del Regolamento urbanistico.
130
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.7. ACQUE MARINE
Obiettivi, indicatori e tendenza
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi
di sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
% dei punti non idonei
alla balneazione
S
+
☺
Indice di qualità
batteriologica (IQB)
S
+
☺
Stato trofico attraverso
il TRIX
S
+
☺
Distribuzione e stato di
salute della Posidonia
oceanica
S
+
☺
Mantenere una
elevata qualità
dell’ecosistema
marino
Regolamentazione
dell’ormeggio
finalizzata alla
salvaguardia di habitat
marini di interesse
conservazionistico
R
++
☺
Qualificare gli
stabilimenti balneari
Regolamentazione
“ecocompatibile” per
gli stabilimenti balneari
DPS
R
+
☺
Limitare la
proliferazione di
stabilimenti balneari
N° di concessioni e
autorizzazioni rilasciate
R
++
Migliorare
l’efficienza del
sistema di gestione
delle acque che
confluiscono in mare
(depurazione,
scarichi, ecc)
Vedi capitolo “ACQUE
INTERNE”
Migliorare il livello
di qualità delle acque
marine e di
balneazione
Mantenere
un’elevata
qualità delle
acque marine e
dell’ecosistema
marino
DPS Disp. Stato tendenz Effetti
R
dati attuale a del PS col RU
attua
PS
Motivazioni della tendenza a seguito dell’attuazione del Regolamento Urbanistico
In materia di acque marine (rif. Art.12 dello Statuto, ”Spiagge e mare “), il PS, in
considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che
caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica
e sostenibile gestione del sistema terra-mare, subordina la realizzazione degli
131
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
interventi correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno
specifico piano, denominato “piano di utilizzazione degli arenili”. Tale piano dovrà
contenere la definizione delle modalità operative (limitazioni e modalità di accesso,
modalità di utilizzo, ecc.) attraverso le quali tale gestione possa essere al meglio
realizzata nel rispetto delle caratteristiche ambientali e naturalistiche delle diverse
aree interessate, delle locali condizioni di fragilità e vulnerabilità e dell’integrità
geomorfologica e paesaggistica delle zone costiere.
In questo ambito, il RU ha regolamentato al Capo II: tutela del sistema di accessibilità
al mare, le caratteristiche che i percorsi di accesso al mare e costieri devono avere
(art.173 delle NTA del RU).
1. Il sistema dell’accessibilità comprende in via generale:
-
il sistema dei percorsi pedonali e delle piste ciclabili;
il sistema dei percorsi pedonali paralleli alla fascia costiera;
il sistema dei percorsi, anche carrabili, di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare;
2. I percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare, sono distinti con apposito segno
grafico nella cartografia su base … esistenti e di progetto sono da considerarsi per posizione e percorso
indicativi. In sede di progetto/piano dovranno essere puntualmente precisati quelli esistenti, dovranno
essere tutelati e conservati, anche perchè nella maggior parte dei casi costituiscono unici accessi agli
arenili e al mare utilizzabili non solo come connessione di passaggio ma anche per motivi di sicurezza e
pronto soccorso. ….
3. Tali percorsi costituiscono invariante strutturale, e su di essi non è ammesso alcun intervento
edilizio successivo che alteri, ostruisca o riduca, anche parzialmente le misure ed il numero degli
accessi al mare. Tali accessi potranno essere migliorati e adeguati solo per il rispetto della normativa
per il superamento delle barriere architettoniche di cui alla L.13/89 e s.m.i.
4. La previsione dei percorsi e accessi pedonali al mare è finalizzata prioritariamente al recupero e
riutilizzazione di tracciati esistenti, alla ricostituzione del tratto di cordone dunale mancante o eroso
ed alla puntualizzazione degli interventi di protezione con materiali naturali, alla previsione di
adeguate delimitazioni e misure atte ad impedirne il calpestio.
Le pavimentazioni non dovranno in alcun caso comportare impermeabilizzazione dei suoli. È
preferibile la sistemazione del fondo con doghe di legno appoggiate al suolo.
5. Di norma il sistema degli accessi dovrà essere localizzato nella fascia più interna rispetto alla linea
costiera delle aree a destinazione turistico-ricettiva e per la balneazione e la nautica.
6. Ai fini della miglior fruizione delle aree costiere, e in relazione ai diversi tipi di attività che vi si
svolgono, sono ammesse opere per la realizzazione e la sistemazione di percorsi pedonali e ciclabili
separati e protetti dal traffico meccanizzato, parallelamente alla linea di costa, attrezzati e arredati in
conformità alla loro destinazione d'uso.
7. La realizzazione dei percorsi pedonali dovrà essere attuata con il criterio dell'intervento leggero, il
che implicherà un miglioramento del fondo stradale e/o di un suo adeguamento con la realizzazione di
132
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
un manto in materiale permeabile e la sua delimitazione attraverso bordi e cordoli, senza risalto sul
terreno.
8. Nel caso di interventi predisposti dall’Amministrazione Comunale per la salvaguardia e la tutela di
questa risorsa, con l’approvazione del progetto dell’opera pubblica, le aree interessate saranno soggette
al vincolo preordinato all’espropriazione per l’acquisizione al patrimonio indisponibile dell’Ente da
attuarsi con la dichiarazione di pubblica utilità a termini della legislazione vigente in materia.
Il Regolamento Urbanistico ribadisce, quale invariante paesaggistico ambientale
(Capo II delle NTA del RU), le Formazioni a posidonia
….
Le formazioni a Posidonia costituiscono un invariante strutturale in quanto è un habitat di interesse
comunitario, indicato come prioritario nell'All.1 della Dir. 92/43CEE con il nome "Praterie di
posidonie (Posidonion oceanicae)", recentemente inserito anche nell'All. A della L.R. 56/2000, a
seguito dell'ultimo aggiornamento della lista degli habitat di interesse regionale. Posidonia oceanica
(L.) Delile è una fanerogama endemica del Mediterraneo, inserita nell'Allegato II del Protocollo
ASPIM. Oltre che costituire biocenosi di elevato valore ecologico e biologico (produzione di ossigeno,
luogo di rifugio, e fonte di alimentazione e riproduzione per numerose specie, punto di partenza per
complesse reti trofiche, habitat di numerose specie di Pesci, Cefalopodi e Crostacei di pregiato
interesse commercial, ecc.), le praterie di posidonia rappresentano un importante elemento
nell'equilibrio sedimentario e nella stabilizzazione della costa.
Il RU individua altresì le norme che disciplinano le aree ricadenti nel demanio
marittimo come individuate nel sistema informativo demaniale nazionale (SID) e
le aree ad esse immediatamente adiacenti che risultano integrate con esse (Capo III
Norme generali e regole comuni per gli interventi), alle quali si rimenda.
Nell’UTOE di Lacona – Margidore (art. 152) viene precisato quanto segue:
1. Realizzazione di un punto di ormeggio nello specchio acqueo compreso tra la spiaggia e il
vecchio frangiflutti esistente previa attuazione di quanto previsto all’art.2 lett. C del
“Protocollo di intesa per la riqualificazione del sistema portuale dell’Isola d’Elba” del
30.09.2008; tale struttura deve risultare compatibile con il mantenimento dell’integrità
dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di
inquinamento luminoso.
2. Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare
compatibili con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in
particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso.
Per tale componente la previsione in oggetto costituisce sicuramente un elemento di
criticità mitigabile rispettando gli elementi di mitigazione già individuati ed inseriti
nelle NTA del RU.
133
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
5.8. PAESAGGIO
Obiettivi, indicatori e tendenza
DPSR
Disp.
dati
Stato di
conservazione delle
sistemazioni agricole
tradizionali
S
++
Stato di
conservazione del
paesaggio naturale e
seminaturale
S
++
☺
Presenza di aree a
vincolo paesaggistico
R
+++
☺
Stato di
conservazione del
patrimonio storico e
architettonico
S
++
Grado di
urbanizzazione del
territorio interno
S
+++
Grado di
urbanizzazione del
territorio costiero
S
+++
Percentuale di coste
libere
S
+++
Valutazione delle
variazioni in termini
di complessità
tipologica del
paesaggio
N° tipologie colturali
rilevabili all’interno
del mosaico
paesaggistico
S
++
Valutazione dei
mutamenti di
equilibrio fra le varie
categorie di uso del
suolo
Estensione delle
macrocategorie di
uso del suolo:
seminativi, boschi,
aree a pascolo
S
++
Valutazione della
diversità colturale e
mantenimento delle
forme tradizionali
Superficie agricola a
coltura promiscua
S
++
Obiettivi di sostenibilità
Macro obiettivi
di sostenibilità
Indicatori
Obiettivi Specifici
Tutela del paesaggio
Conservare gli
aspetti
strutturali e
visuali del
paesaggio
Stato Tendenza Effetti
ante
con PS
del
PS
RU
134
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Motivazioni
Nell’ambito del Piano strutturale, così come nel Regolamento urbanistico, la tutela
del paesaggio costituisce un elemento centrale e condizionante le scelte urbanistiche.
Già il piano strutturale individuava come strategia generale “il consolidamento
dell’insieme di paesaggi attualmente percepibili nel territorio di Capoliveri mediante obiettivi
di protezione, di governo dei processi di evoluzione che non ne alterino le strutture, di
ripristino e recupero delle loro parti manomesse o degradate, di estensione dei valori
paesaggistici nelle aree di abbandono o di usi impropri” (art.29). Tale obiettivo risulta
perseguito mediante una forte riduzione delle previsioni edificatorie del PS,
invertendo una dinamica in atto di forte espansione residenziale e non. In tale
contesto risulta di estrema importanza la tutela del residuale paesaggio agricolo
elbano, che riveste un notevole valore non solo paesaggistico, ma anche culturle,
identitario e naturalistico: “L’assetto fondiario deve essere salvaguardato soprattutto dove
sono presenti particolari sistemazioni agrarie frutto di lavori di ingegneria agraria di
rilevante interesse storico e paesaggistico, quali i terrazzamenti e gradonamenti presenti in
molte aree del Comune. Nelle aree di pianura e fondovalle caratterizzate da un’agricoltura
più intensiva, dovranno essere mantenute le sistemazioni idraulico-agrarie presenti,
favorendo l’allungamento dei campi mantenendo la baulatura e le distanze tra le scoline o
facendo ricorso al drenaggio. Gli eventuali interventi edilizi e infrastrutturali dovranno
rispettare allineamenti e orditura delle colture, della maglia dei percorsi rurali e delle
canalizzazioni esistenti, oltre a evitare brusche soluzioni di continuità e salti di scala”
(art.35.1 NTA del PS).
La tutela degli elementi lineari del paesaggio agricolo e delle fasce ripariali
costituisce un intervento utile alla conservazione del paesaggio elbano. La
conservazione di tali elementi costituisce un obiettivo del PS, in particolare l’art.8,
comma 2, relativamente alla conservazione del reticolo idrografico minore, afferma
come sia “vietato l’abbattimento e l’espianto dei boschi riparali e in genere della vegetazione
igrofila nelle aree di pertinenza fluviale” anche in quanto “i fossi e i loro affluenti rivestono
anche importanti funzioni paesaggistiche ed ecologiche”.
Al Regolamento urbanistico il PS demandava gli approfondimenti della disciplina
relativamente ai seguenti interventi:
-
-
il recupero delle componenti del paesaggio agrario, delle architetture minori, dei
tracciati storici e di qualunque documento materiale della cultura e della storia
insediativa;
la rinaturalizzazione in parte di terreni coltivati ove riconosciuta l’utilità per gli
ecosistemi della flora e della fauna ;
la realizzazione di reti ecologiche;
il ripristino delle colture e dei terreni agrari abbandonati;
l’applicazione dei contenuti della normativa vigente in relazione al territorio
rurale secondo una gradualità di interventi definita nel rispetto dei valori
135
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
-
paesaggistici e ambientali nonché secondo l’approfondimento conoscitivo del
Regolamento Urbanistico;
individuare e disciplinare le aree nelle quali deve essere mantenuto per quanto
possibile il disegno dei campi e gli ordinamenti produttivi;
individuare sistemi perequativi per eventuali interventi di recupero ambientale di
aree degradate;
la realizzazione degli interventi sul patrimonio edilizio, ivi comprese le
sistemazioni esterne e le attrezzature pertinenziali agli edifici principali per lo
svago, lo sport e il tempo libero all’interno delle aree di pertinenza e nel rispetto
assoluto degli aspetti ambientali e paesaggistici caratteristici; in particolare per le
delimitazioni delle aree pertinenziali delle aree di pianura si dovrà tener conto dei
limiti d’area definiti morfologicamente (fossi, corsi d’acqua, etc…) o fisici di
proprietà (strade, recinzioni, etc…), mentre per le aree di collina il limite si dovrà
adeguare alla morfologia del territorio, nel pieno rispetto della valenza
paesaggistica.
Le previsioni di RU sono coerenti con la tutela delle Invarianti di cui al PS come
indicate all’art.36 delle NTA del RU stesso:
a) Invarianti storico-insediative e culturali
- - Infrastrutture viarie storiche;
- - Patrimonio edilizio esistente di valore;
- - Percorsi e sentieri;
- - Viabilità vicinale ed extraurbana minore;
- - Strade-Parco (strade di interesse paesaggistico e panoramico);
- - Ville e complessi rurali di valore paesaggistico e relative pertinenze;
- - Usi civici e demanio;
b) Invarianti paesaggistico-ambientali:
- - Emergenze ambientali diffuse;
- - Emergenze ambientali localizzate;
- - Boschi di rilevanza vegetazionale e ambientale;
- - Siti della rete natura 2000 e reti ecologiche – SIR – SIC- ZPS;
- - Belvedere e visuali di paesaggio;
- - Ambiti paesistici dei corsi d’acqua;
- - Percorsi di attraversamento per l’accesso agli arenili e al mare;
- - Spiagge e mare;
Lo stesso comma 4 dell’art.36 delle NTA del RU indica come “Sono vietati tutti gli
interventi e le azioni che riducano in modo significativo ed irreversibile gli elementi di
invariante sottoposti a tutela. Eventuali interventi di adeguamento funzionale che si rendano
necessari per motivi di rilevante interesse pubblico devono essere progettati ed eseguiti con
modalità compatibili con la tutela degli elementi di invariante individuati dal presente Titolo.
Fatto salvo quanto specificato al punto 6, ogni attività, uso o intervento posto in essere in
applicazione del presente Regolamento Urbanistico deve inoltre perseguire il mantenimento o
136
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
il miglioramento dei livelli prestazionali dei beni e delle risorse individuate come invarianti
strutturali del territorio”.
Anche ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004) negli
ambiti di attenzione paesistica, indicati nel Piano del Parco, che, per la coerenza e la
leggibilità delle strutture segniche e dei sistemi di relazioni visive, presentano una
particolare significatività paesistica; per detti ambiti valgono gli obiettivi di qualità e
gli indirizzi di cui all’art.140 del RU. In via generale, in tali ambiti gli interventi e le
azioni debbono tendere a:
1. la conservazione dei paesaggi agrari di specifico interesse, con particolare attenzione
per la manutenzione ed il recupero di componenti tipiche, quali le coltivazioni a
terrazzo, le forme di regimazione tradizionale delle acque, le architetture vegetali e le
forme peculiari e stabili di coltivazioni arboree;
2. il mantenimento della varietà, della ricchezza e della riconoscibilità dei caratteri
permanenti e delle regole morfogenetiche, escludendo nuove edificazioni,
infrastrutture, recinzioni, trasformazioni radicali delle opere di sistemazione del
terreno e della trama di fondo (parcellizzazione, terrazzamenti, reticoli degli scoli e dei
cavi irrigui, piantate ed alberate, siepi, ecc.), del disegno delle masse boschive e dei
caratteri strutturali, tipologici e morfologici degli insediamenti storici rurali;
3. la conservazione di rapporti visivi, dei fulcri di fruizione visiva, escludendo interventi
edilizi e infrastrutturali di nuova costruzione e di ampliamento di strutture esistenti,
nonché di ogni intervento, anche agroforestale, che modifichi significativamente
l’aspetto visibile dei luoghi o il loro rapporto con le emergenze interessate;
4. la rimozione o la mitigazione dei fattori di detrazione visiva e di degrado.
Ai fini della salvaguardia e della riqualificazione paesistica, il Piano di recupero
individua i percorsi panoramici e i punti panoramici in cui vanno salvaguardati i
sistemi di relazioni visive significative ponendo particolare attenzione alla:
1. conservazione dei rapporti visivi, dei fulcri di fruizione visiva, escludendo interventi
(edilizi ed infrastrutturali od anche agro-forestali), che modifichino significativamente
la fruibilità del panorama sia in primo piano che nelle quinte di maggiore visibilità;
2. rimozione o mitigazione dei fattori di detrazione visiva o di degrado, con priorità per
quelli in primo piano o nelle quinte di maggiore visibilità, anche attraverso
l'eliminazione della vegetazione infestante e degli altri elementi di detrazione visiva
sulle fasce laterali od attraverso la creazione di nuovi varchi mirati alla salvaguardia
di specifiche visuali;
3. realizzazione di spazi di sosta e belvedere, attrezzati con la necessaria segnaletica e con
pannelli informativi per la lettura, l’interpretazione e, quindi, la fruizione del
paesaggio.
Al fine della riqualificazione ambientale e paesistica, sono promossi interventi ed
azioni tesi al recupero di tratti costieri soggetti a fenomeni di erosione e/o ad attività
che hanno modificato il locale regime di circolazione delle acque, con particolare
137
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
riferimento a quelle aree soggette a danneggiamento in prossimità dei siti minerari,
dove sono stati effettuati ripascimenti con materiali non idonei o soggetti ad
erosione. Rientrano in questa prospettiva la restituzione dei siti danneggiati dagli
ancoraggi o da attività di pesca illegalmente svolte nelle aree costiere.
I beni culturali di specifico interesse storico, artistico, culturale, antropologico e
documentario, comprendenti fra l’altro: il sistema dei porti e degli approdi, le
strutture difensive, le strutture religiose, i manufatti storici, i manufatti
dell’archeologia industriale e mineraria, le strutture penitenziarie. Sono comunque
considerati beni culturali i manufatti e gli edifici rurali sparsi, segnalati nel catasto di
impianto, compresi i rustici e gli annessi agricoli, i terrazzamenti in pietra a secco, le
gradonate, i sentieri, le recinzioni in pietra ed ogni altro manufatto recante
riconoscibile testimonianza di cultura materiale. Gli interventi e le azioni su detti
beni debbono essere volti esclusivamente:
1. alla conservazione dei caratteri distributivi e strutturali, degli elementi decorativi e di
finitura e degli elementi delle tecnologie protoindustriali;
2. a realizzare le strutture di servizio necessarie per la fruibilità dei beni in modo
compatibile con la leggibilità dei beni stessi e delle loro pertinenze, con particolare
attenzione per i punti di accesso e per le visuali dalle strade di maggior fruizione;
3. a prevedere contestualmente agli interventi conservativi, la demolizione delle
superfetazioni e delle aggiunte degradanti, l’eventuale riuso delle aggiunte coerenti e
l’adeguamento ai requisiti di qualità igienica, funzionale, di sicurezza e di agibilità;
4. a conservare e consolidare, senza alterazioni o aggiunte di completamento, i ruderi
delle emergenze architettoniche individuate, prevedendo, sulle loro aree di pertinenza,
eventuali interventi di sistemazione per favorirne la conservazione, la fruibilità e
l’apprezzabilità;
5. ad adeguare le preesistenze alle destinazioni d’uso originali o storicamente
consolidate, ovvero quelle compatibili con la conservazione e coerenti con l’impianto
dell’organismo architettonico e delle sue pertinenze.
La rete dei percorsi e della viabilità storica, costituisce elemento strutturante da
salvaguardare con interventi di conservazione, restituzione e riqualificazione.
Interventi che debbono attenersi ai seguenti indirizzi:
1. favorire la leggibilità dei punti di contatto tra percorsi storici e centri storici, strutture
portuali o difensive;
2. recuperare i sedimi esistenti conservandone gli elementi tradizionali coerenti quali:
selciati, alberature, siepi, cigli erbosi, fossi e canalette di scolo, tornanti, ponti, muri di
sostegno e scarpate, eventuali pavimentazioni in pietra;
3. integrare con limitati nuovi tracciati i collegamenti necessari a completare la rete, nei
tratti in cui essa non è più riconoscibile;
4. favorire la realizzazione di percorsi didattici ed interpretativi con la realizzazione di
piccoli spazi di sosta e belvedere, segnaletica e pannelli informativi.
138
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Sono ritenuti prioritari gli interventi volti a recuperare i particolari legami, fisici ed
identitari, che legano i singoli beni al contesto in cui sono situati, tendendo alla
massima contestualizzazione delle azioni di recupero, coinvolgendo tutti gli spazi e
gli elementi interessati, in particolare dei paesaggi agrari, oltreché a comprendere
azioni dirette alla comprensione didattica e documentaria dei siti attraverso
interventi tesi ad agevolare la fruizione 'di rete' e ‘di sistema’ dei beni stessi. I quadri
conoscitivi, valutativi e previsionali interni al Piano Strutturale e al Regolamento
urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo di ridurre la dinamica delle aree artificiali
ed il consumo di suolo, elementi che negli ultimi decenni hanno condizionato
negativamente i valori paesaggistici del territorio elbano e del Coomune di Capoliveri. Il
regolamento urbanistico attua gran parte delle previsioni di PS ma nel contesto di un PS
comunque caratterizzato da contenute previsioni volumetriche.
In particolare il RU attua circa 12250 mq di residenziale completamento (su
12710 mq), 3900 mq di residenziale nuova previsione (su 5000 mq), 14050 mq di
ampliamento del turistico ricettivo alberghiero (su 16095 mq), 3250 mq di
turistico ricettivo extralberghiero (su 5433 mq), 2666 mq di industriale
artigianale (su 2666 mq), 4303 mq di commerciale direzionale (su 5290 mq) e
9349 mq di servizi (su 9996 mq). In termini di consumo di suolo le previsioni più
significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la
previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi
parcheggi, e alla zona del capoluogo Capoliveri.
La previsione di Lacona consiste nella realizzazione di un complesso polifunzionale
comprensivo di servizi interesse generale (anche con il potenziamento delle
attrezzature a supporto dell’associazionismo locale) attività commerciali, residenze,
piazza, parcheggi, verde pubblico e strutture per il tempo libero per complessivi
1.600 mq di SUL (5.000 mc). Il complesso, attraverso una ricucitura del tessuto
insediativo di Lacona, deve andare a costituire il nuovo centro (urbano) della
frazione. Nel centro di Lacona potrà essere realizzata anche la realizzazione di una
nuova media struttura di vendita, non superiore a 400 mq di SUL. Tale previsione
interessa una zona agricola e di incolti, con urbanizzazione diffusa nelle aree
circostanti, in zona retrostante al sistema costiero dunale di Lacona. Si tratta di
un’area soggetta a vincolo paesaggistico con DM, così come tutto il territorio
comunale, ove risulterà indispensabile mettere in atto importante elementi di
mitigazione degli impatti paesaggistici (elemento da sviluppare a livello di relazione
paesaggistica nelle fasi progettuali dell’intervento).
Nell’’UTOE di Capoliveri si concentrano gran parte delle previsioni più significative
del RU. Il RU da infatti attuazione a gran parte del dimensionamento del PS relativo
al residenziale (6000 mq di SUL su 6666 mq), al turistico extralberghiero (250 mq di
SUL su 666 mq), turistico alberghiero (3500 mq di SUL su 3762 mq), al
direzionale/commerciale (100 mq su 100 mq) e all’artigianale/industriale (2666 mq
di SUL su 2666 mq). Il RU da attuazione al totale del dimensionamento dei servizi
(2790 mq) ed a 14194 mq di parcheggi su 15000 mq di dimensionamento del PS.
139
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
Il RU per l’UTOE Capoliveri prevede quindi le seguenti azioni di trasformazione:
-
Ristrutturazione ed ampliamento del patrimonio edilizio esistente a fini
residenziali e turistico ricettivi, secondo le modalità della pianificazione vigente
nei limiti stabiliti delle presenti norme e in coerenza con gli obiettivi, prescrizioni
e condizioni poste per la tutela delle risorse di cui al Titolo III della presente
disciplina.
-
Completamento del PEEP approvato.
-
Realizzazione di una nuova struttura alberghiera/R.T.A. di elevata qualità con
servizi a supporto sia degli ospiti che della cittadinanza, attraverso la
riqualificazione ed il recupero dell’area degradata costituita dall’ex parcheggio
interrato, non ultimato, del centro storico denominato “Zaccarì”. La realizzazione
di tale struttura, da effettuarsi attraverso una procedura di “project financing”, è
condizionata ad una specifico studio di compatibilità paesaggistica del progetto
rispetto alle principali visuali sia da terra che da mare, nel suo rapporto con il
centro storico e rispetto al sistema delle risorse in modo specifico per la mobilità e
i consumi energetici;
-
Realizzazione di nuove strutture per i servizi al cittadino anche di interesse
generale con particolare riferimento ad esercizi pubblici, compreso il
potenziamento delle attrezzature a supporto dell’associazionismo in generale,
servizi alle persone e per il tempo libero e attività congressuali;
-
Realizzazione di un polo scolastico comprendente scuola materna e dell’obbligo
in sostituzione delle strutture esistenti e riutilizzazione di queste ultime per
funzioni pubbliche.
-
Istallazione di un “Ecocentro” (isola ecologica) per la raccolta differenziata nei
pressi del magazzino condizionata alla realizzazione di idonee schermature
vegetazionali ed a una collocazione che non sia visibile dalle principali coni di
visuale sia da terra che da mare
-
Riqualificazione e potenziamento dei servizi, attrezzature pubbliche e di uso
pubblico per la ricreazione, lo sport, la socializzazione e i servizi alla persona con
adeguamenti e piccoli ampliamenti volumetrici per servizi.
-
Riqualificazione e potenziamento delle strutture commerciali esistenti anche con
adeguamenti igienico sanitari con il fine di incentivare l’insediamento di luoghi di
ristorazione e servizi pubblici ed alla persona;
-
Riqualificazione e il potenziamento delle attività artigianali di servizio e la
delocalizzazione di quelle attività incompatibili con le funzioni dell’edificato
circostante.
I versanti orientali del centro abitato di Capoliveri, oggetto dell’espansione urbana
degli ultimi anni, vedono elementi di criticità paesaggistica nel rapporto tra
espansioni residenziale e tutela dei residuali elementi dello storio paesaggio agricolo
collinari.
Al fine di mitigare tali interventi è possibile anche utilizzare gli strumenti già interni
al PS, ed in particolare i contenuti dell’art.14.2 dello Statuto, relativamente alla:
140
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
1. conservazione di elementi di particolare interesse per il disegno del paesaggio: alberi
Isolati, filari di alberi, siepi ecc., sia come elementi visivi sia al fine di garantire “corridoi
ecologici” secondo le linee guida di cui alla Del. GR n. 1148 del 21 ottobre 2002; la L.R.
21 marzo 2000 n° 39 prevede incentivi per la creazione e il mantenimento delle siepi (art.
17); la riduzione di formazioni lineari arboree e arbustive dovrà essere compensata con il
reimpianto di nuove formazioni equivalenti in lunghezza e volume; il reimpianto dovrà
essere effettuato esclusivamente con specie autoctone (o naturalizzate, purché a bassa
diffusione spontanea), mentre l’eliminazione o la riduzione dovrà avvenire preferibilmente
a carico delle formazioni composte da specie non indigene;
2. ricostruzione (con specie autoctone) e mantenimento delle alberature e delle siepi lungo le
strade, compatibilmente con la sicurezza della circolazione, in particolare sulle scarpate a
monte e a valle delle sedi stradali in zone collinari;
3. mantenimento delle alberature segnaletiche di confine, di arredo in luoghi pubblici, di
ornamento nei giardini, nonché le piante a carattere monumentale di cui alla L.R. 13
agosto 1998 n° 60 (“Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e modifica dell'art.
3 della legge regionale 11 aprile 1995 n° 49”) secondo le prescrizioni della legge stessa;
4. mantenimento delle formazioni vegetazionali d’argine e di ripa (L.R. 21 marzo 2000 n°
39) qualora tale vegetazione non pregiudichi il naturale scolo delle acque e le operazioni di
manutenzione dei corsi d’acqua.
Una pianificazione urbanistica coerente con i valori paesaggistici risulta ancora più
importante in un territorio, quello di Capoliveri, integralmente soggetto a vincolo
paesaggistico con DM 16 agosto 1952 (G.U. 222 del 1952) oltre a risultare interessato
da alcune categorie di cui all’art.142 del Codice dei Beni culturali e del Paesaggio
(D.Lgsl. 42/2004).
Nel contesto del vincolo paesaggistico con DM 16/8/1952 istituito in quanto “l'intero
territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un quadro naturale,
offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di non comune
bellezza”, le ridotte previsioni del regolamento urbanistico, e più in generale la
variazione della tendenza al consumo di suolo operata dal sovraordinato Piano
strutturale, risultano coerenti con la conservazione elementi di valore dell’area
vincolata con DM 16/8/1952, individuati nel contesto del piano paesaggistico
adottato:
1.
2.
3.
4.
Visuali dalla costa verso il mare e dal mare verso la costa
Coste alte e rocciose sul mare che presentano caratteri quasi inalterati di naturalità.
Caratteristica vegetazione mediterranea e boschiva.
Nucleo storico-medievale di Capoliveri con una piazzetta centrale da cui si godono
bellissimi scorci verso il mare, l’arcipelago e la Corsica.
5. Tutto il territorio comunale offre splendidi scorci verso il mare. Sono di particolare
valore gli scorci che si godono dal centro abitato di Capoliveri. Visuali anche dal mare
verso la costa.
141
Possibili effetti significativi del Regolamento urbanistico sull'Ambiente
con gli obiettivi per la tutela, ed in particolare;
1. Tutela della vegetazione esistente nell’abitato.
2. Tutela delle visuali panoramiche dal mare verso la costa.
3. Tutela del valore paesaggistico, storico e testimoniale del nucleo storico e degli altri
manufatti storici e delle loro adiacenze.
e con le strategie proposte per il controllo delle trasformazioni:
1. Definizione di criteri per la gestione forestale delle aree a macchia mediterranea,
compresi i piani operativi antincendio.
2. Nell’abitato, le nuove piantumazioni dovranno essere realizzate con specie autoctone.
3. La riconversione del patrimonio edilizio esistenze deve essere prioritaria rispetto alla
realizzazione di nuovi insediamenti che comunque devono avere bassa densità
fondiaria, alta qualità architettonica, essere correttamente inseriti nel contesto in
maniera da non compromettere le visuali dal mare verso la costa e in particolare verso
le pendici sottostanti il centro storico abitato.
4. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale sia per quanto
riguarda la localizzazione che la realizzazione delle eventuali attrezzature a servizio
della balneazione.
5. Definizione di criteri di inserimento paesaggistico e ambientale per quanto riguarda la
realizzazione e l’estensione di aree destinate a campeggio e per la sosta dei camper.
7. Particolare attenzione deve essere prestata verso le aree destinate a parcheggi (di
servizio alle spiagge, al commercio, ecc.) che devono essere in terra battuta e
opportunamente alberate.
Significativa, in termini paesaggistici locali, risult al previsione dell’area P.R.G.
(parcheggio + guardiania) in loc. Felciaio (UTOE Norsi), ove l’ampliemento del
parcheggio e la realizzazione della guardiania comporterà la trasformazioni di una
zona costiera di macchia mediterranea emergente nel paesaggio, e ad elevata
visibilità dal mare.
Relativamente agli aspetti paesaggistici si conferma quindi lo stato di sofferenza
della componente “Paesaggio”, legato alle passate dinamiche di consumo di suolo e
ai fenoneni di irrazionale dispersione insediativa. Le pur modeste previsioni del RU
non invertono tale situazione, presentando altresì livelli di criticità per le previsioni a
Capoliveri, Lacona e al Felciaio, con particolare riferimento agli interventi da
realizzarsi con project financing.
142
Scelta delle alternative e mitigazioni
6. SCELTA DELLE ALTERNATIVE E MITIGAZIONI
La redazione del rapporto ambientale e dello studio di incidenza del regolamento
urbanistico ha valorizzato i contenuti della fase valutativa del Piano Strutturale; fase
che ha consentito di approvare un piano strutturale con importanti elementi di
mitigazione degli effetti ambientali già integrati nell’ambito delle previsioni e della
normativa tecnica.
Il presente regolamento urbanistico beneficia quindi dei risultati dell’importante fase
di valutazione ambientale del piano strutturale che ha portato anche alla riduzione
delle previsioni o alla loro diversa articolazione.
Per l’analisi dei risultati di tale fase si rimanda ai contenuti del rapporto ambientale
del Piano strutturale ed in particolare alla descrizione delle mitigazioni ed alterntive
riconducibili ai seguenti obiettivi:
Obiettivo 1: Ridurre le modificazione dei corsi d’acqua.
Obiettivo 2: Risolvere l'attuale criticità inerente la raccolta e il trattamento dei
reflui [Rif. Obiettivo specifico di sostenibilità: Elevare l’estensione del servizio
idrico integrato
Obiettivo 3: Risolvere l'attuale criticità inerente la produzione e gestione dei rifiuti
Obiettivo 4: Razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici
Obiettivo 5: Riduzione del consumo di suolo e dell’impermeabilizzazione
superficiale
Obiettivo 6: Tutela delle zone costiere e degli ambienti dunali e marini
Obiettivo 7: Riconoscimento e tutela di specie ed habitat e delle emergenze
naturalistiche
Obiettivo 8: Mantenimento ambienti agricoli tradizionali
Obiettivo 9: Realizzazione porto turistico di Mola con maggiori livelli di
sostenibilità
Gli obiettivi di cui sopra sono quindi perseguiti non solo attraverso i
condizionamenti operati sul Piano strutturale e sul relativo statuto, ma anche
attraverso l’integrazione delle NTA del presente Regolamento urbanistico.
Strategico risulta in particolare l’obiettivo del contenimento del consumo di suolo e
dell’urbanizzazione diffusa, a cui si associano direttamente altri obiettivi di tutela
paesaggistica, naturalistica, di riduzione del rischio idraulico o geomorfologico, ecc.
143
Scelta delle alternative e mitigazioni
In tale contesto le previsioni più significative del RU sono relative all’UTOE Lacona –
Margidore e all’UTOE Capoliveri, e secondariamente all’UTOE Norsi (area PRG in
loc. Felciaio).
Tra gli elementi di mitigazione e prescizione individuati per l’UTOE LaconaMargidore ed inseriti nelle NTA del RU (art.152, comma 2):
- Viabilità e parcheggi: reperimento aree di sosta temporanea e parcheggio La localizzazione
dei parcheggi dovrà valorizzare gli spazi attualmente già trasformati o utilizzati
impropriamente a tal fine, le nuove aree dovranno essere integrate con l’edificato o localizzate
in ambiti antropizzati da collegare con percorsi ciclo-pedonali o bus-navetta dai centri abitati
alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità e caratterizzate
da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali strutture.
L’inquinamento luminoso dovrà essere quanto più possibile contenuto, mediante una serie di
adeguate scelte tecniche relative agli impianti (illuminazione solo verso il basso e schermatura
verso il mare, scelta adeguata dei punti luce e limitazione dell’intensità luminosa,
utilizzazione di lampade ai vapori di sodio a bassa pressione, utilizzazione di dispositivi per
l’accensione solo al passaggio di persone o automezzi nel parcheggio, ecc. e all’organizzazione
della viabilità e del parcheggio.
- Approvvigionamento idrico: L’incremento del carico urbanistico risulta necessariamente
condizionato all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione e al superamento della attuale
criticità inerente la carenza di approvvigionamento e il rischio di ingressione del cuneo salino
a seguito dei prelievi. Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o
funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle
disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano
d’Ambito ATO 5.
- Fognatura e depurazione: La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla
preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e alla
realizzazione di un idoneo impianto di depurazione.
- Rifiuti: L’incremento di carico urbanistico deve necessariamente essere verificato con il
sistema attuale di gestione dei rifiuti, in particolare con le capacità di trattamento e
smaltimento degli impianti esistenti. Inoltre è necessario soddisfare gli obiettivi di raccolta
differenziata previsti dal Piano d’Ambito ATO 4
- Inquinamento acustico: la soluzione è collegata al superamento della criticità della gestione
del traffico sulla viabilità principale e della sosta. Per quanto riguarda l’attività ricreative o
manifestazioni pubbliche il R.U. dovrà contenere il piano della zonizzazione acustica e uno
specifico regolamento per tali attività.
- Suolo e sottosuolo: la possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni
poste dallo studio geologico, del quale si riportano in sintesi le prescrizioni: per interventi
diretti e P.A. nelle aree a P.I.M.E. si applicano le Norme Tecniche allegate al PAI 2004; è
indispensabile realizzare per tutti i fossi che attraversano questa pianura uno studio idraulico
finalizzato alla riduzione del rischio. Lungo le sponde del fosso del Molino e di un fosso
minore la fascia in erosione coincide in pratica con quella dei 10 metri da ciglio di sponda per
cui si applicano le normative più restrittive. Il progetto dell’approdo turistico di Margidore
dovranno contenere uno studio meteo-marino e gli interventi atti a mitigare l’impatto della
struttura sulla spiaggia di Margidore.
144
Scelta delle alternative e mitigazioni
Nelle aree a Classe 3 di Pericolosità Geologica (area retrostante la spiaggia di Margidore)
sono
richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto alla
redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento diretto.
L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi di
bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della
concessione edilizia. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere
mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni
attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche
di stabilità a monte e a valle degli interventi; il progetto dovrà contenere adeguati interventi
per la regimazione delle acque superficiali.
- Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare
compatibili con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in
particolare posidonieti) e riducendo i fenomeni di inquinamento luminoso.
- Paesaggio: Nel PEEP di Lacona, in corso di realizzazione, gli interventi residui dovranno
essere mitigati mediante il mantenimento del 30% delle aree non edificate e conservando gli
elementi di uso del suolo attualmente presenti, conservando gli elementi residuali del
paesaggio agricolo, quali elementi arborei isolati o filari di siepi e alberature, mantenenedo la
eventuale presenza di terrazzamenti e realizzando una fascia arborea di schermatura con
l'adiacente asse stradale.
Relativamente al “Nuovo centro di Lacona” e all’approdo turistico di Margidore,
elementi particolarmente critici per la componente “paesaggio” le due previsioni
dovranno essere attuate previa realizzazione di un complessiva valutazione di
compatibilità paesaggistica e mediante lo studio di un ottimale inserimento
paesaggistico e visivo.
Tra gli elementi di mitigazione e prescizione individuati per l’UTOE Capoliveri ed
inseriti nelle NTA del RU (art.173, comma 2):
-Viabilità e parcheggi: miglioramento della gestione del traffico e delle interconnessioni nella
viabilità principale. La localizzazione dei parcheggi di scambio dovrà valorizzare gli spazi
attualmente già trasformati o utilizzati impropriamente, le nuove aree dovranno essere
integrate con l’edificato o localizzate in ambiti antropizzati da collegare con bus-navetta ai
centri abitati ed alle spiagge. Le aree di parcheggio dovranno risultare ad elevate permeabilità
e caratterizzate da arredi a verde in grado di migliorare l’inserimento paesistico di tali
strutture.
- Approvvigionamento idrico: La realizzazione di nuova edificazione risulta necessariamente
condizionata all’adeguamento dell’attuale rete di distribuzione relativamente al nuovo carico
urbanistico e al superamento della attuale criticità inerente la carenza di
approvvigionamento. Non possono essere dichiarate ammissibili trasformazioni fisiche o
funzionali, il cui bilancio complessivo dei fabbisogni idrici comporti il superamento delle
145
Scelta delle alternative e mitigazioni
disponibilità di risorse reperibili o attivabili nell’area di riferimento in relazione al Piano
d’Ambito ATO 5.
- Fognatura e depurazione : La realizzazione delle previsioni insediative è subordinata alla
preventiva predisposizione di una rete fognaria adeguata al nuovo carico urbanistico e
collegata all’impianto di depurazione. Per l'edificato esistente dovrà essere realizzato
l'allacciamento alla rete fognaria, per i casi previsti dal vigente Regolamento dell' AATO 5, e
per gli altri casi la messa a norma degli scarichi al suolo o in acque superficiali e
l'adeguamento dei sistemi di trattamento delle acque reflue a quanto indicato nel DPGR
23/05/2003 n, 28/R e s.m. e i.. Deve essere verificata la potenzialità dell’attuale impianto di
depurazione e la sua messa a norma, se necessario, potenziato con sistemi ecocompatibili in
relazione alle trasformazioni urbanistiche previste in questa UTOE
- Rifiuti: L’incremento di carico urbanistico deve necessariamente essere verificato con il
sistema attuale di gestione dei rifiuti, in particolare con le capacità di trattamento e
smaltimento degli impianti esistenti. Inoltre è necessario soddisfare gli obiettivi di raccolta
differenziata previsti dal Piano d’Ambito ATO 4.
Inquinamento acustico: la soluzione è collegata al superamento della criticità della gestione
del traffico sulla viabilità principale.
- Suolo e sottosuolo: La possibilità di realizzare nuovi interventi è subordinata alle condizioni
poste dallo studio geologico, che costituisce parte integrante del presente Piano Strutturale del
quale si riportano in sintesi le prescrizioni: nella aree in Classe 3 di Pericolosità Geologica
sono richieste indagini di dettaglio condotte a livello di "area complessiva" sia come supporto
alla redazione di strumenti urbanistici attuativi che nel caso sia ipotizzato un intervento
diretto. L'esecuzione di quanto previsto dai risultati di tali indagini in termini di interventi
di bonifica e miglioramento dei terreni, costituiscono un vincolo specifico per il rilascio della
concessione edilizia. In ogni caso i progetti per interventi edilizi diretti dovranno contenere
mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni
attraversati e per gli eventuali sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche
di stabilità a monte e a valle degli interventi e la regimazione delle acque superficiali dovrà
necessariamente essere ben dimensionata o adeguata.
Gli interventi in aree PIME sono disciplinati dal DGRT 12/00 ex 230/94 e dalle Norme
Tecniche allegate al PAI. Per gli interventi adeguamenti o realizzazione di nuove viabilità e
parcheggi anche in aree a pericolosità geologica classe 2, anche in fase di adeguamento, sarà
necessario effettuare mirate indagini geognostiche volte a definire le caratteristiche fisicomeccaniche dei terreni attraversati e la stima degli eventuali spessori di detrito presente; gli
sbancamenti dovranno prevedere precauzionalmente verifiche di stabilità a monte e a valle
degli interventi. Il Progetto dovrà contenere una tavola per la regimazione delle acque
superficiali con opportuni dimensionamenti e particolari degli accorgimenti da adottare.
- Paesaggio: Per gli interventi di nuova edificazione risulta necessaria la predisposizione di
un
piano di inserimento paesaggistico dell’edificato in grado di condizionare le scelte
architettoniche, gli arredi del verde connettivo e di arredo e prioritariamente finalizzati al
mantenimento degli elementi identitari del paesaggio agricolo collinare. Gli interventi edilizi
e di riqualificazione delle aree pertinenziali degli edifici dovranno mantenere gli elementi
caratteristici e identitari del paesaggio agricolo collinare tradizionale quali filari alberati,
146
Scelta delle alternative e mitigazioni
siepi, alberi isolati e terrazzamenti, rispettando la vegetazione ripariale presente lungo il
reticolo idrografico e mantenendosi da questo ad una distanza non inferiore a 20 m.
Relativamente all’area di parcheggio e guardiania in loc. Felciaio, previsione critica
sulle componenti naturalistiche e paesaggistiche, la sua realizzazione dovrà essere
vincolata alla complessiva valutazione di compatibilità paesaggistica (relazione
paesaggistica) che persegua il suo ottimale inserimento paesaggistico e visivo. In
particolare risulta auspicabile, nell’ambito dell’area individuata, la realizzazione del
parcheggio attrezzato esternamente ad una fascia minima di 100 m dalla linea di
costa, al fine di ridurre gli impatti sugli importanti habitat e specie animali e vegetali
della costa rocciosa e delle macchie, e per sfruttare queste ultime quali elementi
mascheranti la vista dal mare. E’ inoltre da escludere l’impermeabilizzazione del
suolo nell’area di parcheggio e la realizzazione di impianti di illuminazione.
147
Monitoraggio
7. MONITORAGGIO
Al fine di controllare gli effetti ambientali dell'attuazione delle azioni previste dal
Regolamento urbanistico ed individuare tempestivamente eventuali effetti negativi
imprevisti e essere quindi in grado di adottare opportune misure correttive,
l’Amministrazione Comunale procederà al monitoraggio periodico degli effetti
utilizzando gli indicatori ambientali già previsti per la valutazione del Piano
Strutturale.
In particolare tra gli indicatori più significativi da monitorare, in relazione alle
previsioni del RU, ai valori e agli elementi di criticità individuati, risultano:
1. N° di località balneari raggiunte dai mezzi di trasporto pubblico e loro
frequenza; N° veicoli circolanti (periodo estivo). (Componente: Popolazione e
salute umana);
2. % supeficie a alta pericolosità idraulica e geomorfologica. Variazione categorie
di uso del suolo. Variazione percentuale delle aree artificiali; Impiego del
suolo per lo sviluppo urbano. (Componente: Suolo e sottosuolo);
3. % di raccolta differenziata. (Componente: Rifiuti);
4. Grado di costrizione dei biotopi; grado di frammentazione da viabilità; grado
di conservazione degli ambienti umidi e ripariali; aumento aree urbanizzate e
artificiali. (Componente: Biodiversità).
5. Qualità acque dolci sotterranee e superficiali; livello di prelievo delle acque
dai corpi idrici; copertura del servizio fognario; capacità depurativa
(Componente: Acque interne);
6. Indice di qualità batteriologica (IQB); distribuzione e stato di salute della
Posidonia oceanica. (Componente: Acque marine);
7. Grado di urbanizzazione del territorio costiero (Componente: Paesaggio).
148
Sintesi non tecnica
8. SINTESI NON TECNICA
Di seguito sono riassunte le analisi sui valori e le valutazioni degli effetti ambientali
realizzate per ciascuna componente ambientale.
Popolazione, salute umana e qualità dell’aria
Il territorio di Capoliveri, e più in generale il comprensorio elbano, è caratterizzato
da un buono stato di qualità dell’aria. Il principale elemento di criticità è
riconducibile all’intenso traffico veicolare presente in estate, direttamente correlato
all’intensa affluenza turistica. Questo elemento, insieme al generale e progressivo
aumento dei consumi energetici procapite, fa presupporre un progressivo
peggioramento nel tempo della qualità dell’aria nel periodo estivo, sia in termini di
sostanze inquinanti che di inquinamento acustico. L’assenza, a livello compessivo di
territorio elbano, di una politica indirizzata alla limitazione del traffico veicolare, ad
esempio limitando il traghettamento di autovetture dal continente all’Isola nel
periodo estivo e soprattutto potenziando il servizio pubblico per gli spostamenti
nell’Isola, concorre nel rafforzare questa tendenza.
In relazione a queste problematiche è da rilevare come le indicazioni contenute nel
RU, andando a sviluppare e regolamentare quanto previsto dal PS, procedono
sostanzialmente nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati.
Le previsioni del RU mantengono sostanzialmente il trend della componente in
oggetto, già evidenziato a livello di PS, con elementi di criticità legati alle nuove
previsioni e in particolare al nuovo polo multifunzionale e attrativo di traffico
veicolare del “Centro di Lacona”.
E’ necessario tuttavia ribadire come per il raggiungimento degli obiettivi di
sostenibilità ambientale individuati si renda necessaria l’attuazione di una politica
indirizzata alla limitazione del traffico veicolare privato nell’Isola a vantaggio di
forme di trasporto pubblico collettivo, indirizzo che non può essere perseguito dai
singoli comuni ma che deve trovare espressione a
livello del più ampio
comprensorio elbano.
Suolo e sottosuolo
Negli ultimi decenni il territorio comunale di Capoliveri ha subito intense
trasformazioni, con particolare riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale
diffusa e ai processi di abbandono delle ex aree agricole. Tale fenomeno ha raggiunto
in molte aree valori elevati di urbanizzazione, grado di artificialità e frammentazione
ambientale con ricadute in termini di sicurezza rispetto al rischio idraulico e
geomorfologico. Come già evidenziato nel Rapporto ambientale del PS l’edificato
149
Sintesi non tecnica
sparso a bassa densità costituisce l’elemento di urbanizzazione più diffuso nel
territorio comunale, con particolare riferimento all’ambito occidentale ed orientale del
sistema di Capoliveri ed al sistema di Lacona. Al fenomeno dell’edilizia residenziale
diffusa si associa inoltre lo sviluppo delle reti stradali con elevati livelli dell’indice di
frammentazione da opere stradali (con un massimo di 6,9 km/kmq per l’Unità di
Naregno).
Nel nuovo Piano Strutturale e nel presente Regolamento urbanistico risulta presente
una inversione di tendenza rispetto alle dinamiche di consumo e trasformazione del
suolo. Nel contesto dell’obiettivi di riduzione del rischio idrogeologico il trend risulta
in miglioramento per l’attuazione delle misure cautelari a seguito degli eventi
calamitosi avvenuti nell’Isola d’Elba negli ultimi anni e come attuazione del PAI.
Permangono nell’area del Monte Calamità situazione di forte dissesto
geomorfologico aggravate anche dai frequenti incendi estivi. Con l’eccezione della
spiaggia di Naregno, le coste sabbiose di Capoliveri, anche se hanno subito negli
ultimi decenni forti fenomeni di erosione, risultano oggi stabili o in leggero
avanzamento; un elemento positivo in considerazione del valore ambientale ed
economico di tali ambiti. I quadri conoscitivi, valutativi e previsionali interni al
Piano Strutturale e al Regolamento urbanistico risultano coerenti con l’obiettivo
di ridurre la dinamica delle aree artificiali e di non aggravare le condizioni di
rischio idraulico e geomorfologico. Il regolamento urbanistico attua gran parte
delle previsioni di PS ma nel contesto di un PS comunque caratterizzato da
contenute previsioni volumetriche.
In termini di consumo di suolo le previsioni relativamente più significative sono
relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del
“Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona
del capoluogo Capoliveri.
Il Titolo IV del RU costituisce l’elemento di riferimento in grado di dimostrare
l’attenzione alla tutela del territorio, contenendo la disciplina di tutela della sua
integrità fisica. Ciò con particolare riferimento alle disposizioni in materia di
rischio sismico, di cui al Capo I; alla disciplina finalizzata alla riduzione del
rischio idraulico, di cui al Capo II; alle disposizioni per il governo della risorsa
idrica, di cui al Capo III; alle norme per le aree con pericolosità geologica e
idraulica, di cui al Capo IV ed alle norme riferite alla fattibilità degli interventi di
trasformazione urbanistico-edilizia di cui al Capo V.
Complessivamente quindi permangono alcuni elementi di criticità legati alle
dinamiche pregresse (con nuovi contributi legati alle previsioni di Capoliveri e
Lacona), ma l’RU, così come il recente PS, hanno sicuramente messo in atto un
inversione di tendenza rispetto alle intense dinamiche di consumo di suolo del
recente passato.
150
Sintesi non tecnica
Energia
Sia sotto il profilo dei consumi energetici, che sotto il profilo dell’utilizzo di energie
rinnovabili il territorio comunale, e più in generale l’intero comprensorio elbano,
presentano forti elementi di criticità. L’andamento dei consumi energetici, in
generale crescita in tutto il territorio elbano, nonché regionale e nazionale, si traduce
in un progressivo peggioramento nel tempo di questa criticità. La recente crescita,
seppur limitata, della quota di energia proveniente da fonti rinnovabili (in particolare
riferita ai pannelli solari termici) nel territorio comunale, si traduce nella tendenza ad
un progressivo miglioramento nel tempo di questo indicatore. I principali
determinanti che comportano pressioni sul sistema energia sono costituiti dalla
popolazione, dai servizi e attività commerciali e dalla mobilità.
Il consumo di energia elettrica è concentrato nel settore terziario (circa 51%) e nel
domestico (circa 39%), situazione direttamente riconducibile al peso che assume
l’attività turistica in questo territorio. A livello di intera Isola d’Elba si rileva come
nel settore domestico i consumi elettrici procapite risultano al di sopra della media
nazionale e provinciale.
L’aspetto dei consumi energetici legati ai servizi e alle attività commerciali è
strettamente legato alla stagionalità tipica delle economie basate sul turismo; gli
elementi che incidono in maniera rilevante sui consumi nel territorio sono costituiti
da: strutture ricettive (alberghi, pensioni, residence, camping), strutture commerciali
e servizi vari. In relazione a questa tematica è da rilevare come le indicazioni
contenute nel RU, andando a sviluppare e regolamentare qunto previsto dal PS,
procedono nella direzione degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati.
Rifiuti
Sia sotto il profilo della riduzione della produzione di rifiuti, che rispetto all’aumento
della raccolta differenziata e del riciclo, obiettivi di sostenibilità ambientale
individuati dal PRAA, la situazione attuale si presenta negativa. Il sistema di
gestione dei rifiuti dell’Isola d’Elba presenta rilevanti elementi di criticità, non
raggiungendo i necessari requisiti, in termini di capacità di trattamento e
smaltimento, o come efficienza della raccolta differenziata.
La crescita dell’efficienza della raccolta differenziata di questi ultimi anni si traduce
nella tendenza ad un progressivo miglioramento nel tempo della situazione attuale;
tale miglioramento, seppur importante come tendenza in atto, rimane ancora
insufficiente a soddisfare gli obiettivi di sostenibilità perseguiti sia a livello regionale
che statale e comunitario. I dati disponibili evidenziano un’efficienza della raccolta
differenziata a livello comunale inferiore al 15% , contro un obiettivo nazionale del
45%.
151
Sintesi non tecnica
In considerazione della criticità connesse alla gestione dei rifiuti che caratterizza il
territorio elbano, l’Amministrazione di Capoliveri e le altre amministrazioni dell’Elba
si stanno attivando per migliorare le modalità di preselezione differenziata. In
particolare, in accordo con quanto previsto dal PS, il RU ha fatto propri gli obiettivi
di riduzione e riciclaggio rifiuti, nonchè di risanamento delle discariche incontrollate
e abusive; nell’UTOE di Capoliveri è prevista l’installazione di un “Ecocentro” (isola
ecologica) per la raccolta differenziata.
Biodiversità, vegetazione, flora e fauna
Il territorio comunale di Capoliveri si caratterizza per la presenza di alti valori
naturalistici e paesaggistici, inserendosi nell’ambito di un importante Parco
Nazionale (Arcipelago Toscano). Tali eccellenze sono testimoniate anche dalla
recente Strategia regionale toscana per la biodiversità, di prossima approvazione
nell’ambito del PAER (Piano Ambientale Energetico Regionale), che ha individuato
l’Arcipelago Toscano come uno dei tre Target geografici di conservazione e quale
area interessata da numerosi target ecosistemici.
Gli indicatori di stato relativamente alla presenza di specie vegetali e animali e di
habitat rari, endemici, protetti o di interesse conservazionistico indicano dati positivi,
con una estrema ricchezza di elementi di attenzione (banca dati RE.NA.TO).
Critica risulta l’analisi dello stato ante PS relativa alla trasformazione dell’uso del
suolo, con particolare riferimento allo sviluppo dell’edilizia residenziale diffusa a
bassa e media densità, con elevati valori di costrizione, frammentazione, artificialità
in molte aree del territorio comunale. Oltre alle conseguenze negative della
frammentazione del paesaggio vegetale risultano particolarmente significative le
alterazioni legate a luoghi di elevato valore naturalistico, come l’ambiente dunale di
Lacona (unico nell’Arcipelago Toscano) caratterizzato da elevata pressione turistica e
di strutture e dalla diffusione di specie vegetali aliene invasive. Le distinazioni di PS
e RU, l’inserimento nel Parco Nazionale e la recente acquisizione alla proprietà
pubblica, con previsione di un progetto di riqualificazione, dovrebbe garantire la
conservazione di questo importante ecosistema naturale.
Nel Piano Strutturale e nel Regolamento urbanistico risulta presente una inversione
di tendenza rispetto alle previsioni di trasformazioni urbanistiche del suolo. In
termini di consumo di suolo le previsioni relativamente più significative sono
relative alla zona di Lacona (UTOE Lacona-Margidore), con la previsione del
“Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc) e relativi parcheggi, e alla zona
del capoluogo Capoliveri.
Per la fascia costiera presenta alcuni elementi di criticità la realizzazione
dell’area di parcheggio e annessa guardiania, in loc. Felciaio (UTOE Norsi),
nell’ambito dei mosaici di costa rocciosa e macchie mediterranee.
152
Sintesi non tecnica
Gli interventi previsti a Lacona si concentrano in aree agricole adiacenti l’urbanizzato
esistente, mentre per l’UTOE Capoliveri in aree già fortemente urbanizzate e
trasformate.
Ulteriori approfondimenti relativi ai valori naturalistici e alla sostenibilità delle
trasformazioni rispetto a tali valori sono sviluppati nell’allegato studio di incidenza.
Acque interne
Le maggiori criticità attuali inerenti la qualità, l'uso e la disponibilità della risorsa
acqua sono connesse alla carenza di approvvigionamento idrico durante i mesi estivi,
all'eccessiva pressione sulle falde, sia locali che non (acquifero della Val di Cornia in
particolare interessato dalle captazioni per le condotte dell’Isola d’Elba) e al bilancio
depurativo negativo durante i mesi di maggiore presenza turistica. E' da sottolineare
come molti degli effetti attesi dall'attuazione delle previsioni contenute nel RU si
riflettono in maniera solo indiretta sugli obiettivi sopraindicati, i quali sono più
strettamente dipendenti da scelte pianificatorie di livello sovra comunale.
Al fine di mitigare gli effetti delle previsioni urbanistiche attuate, peraltro
estremamente contenute, il RU conferma le strategie individuate dal PS volte a
perseguire l'obiettivo di sostenibilità ambientale. Con riferimento alla tutela delle
acque dall’inquinamento, e al fine di mantenere e migliorare le caratteristiche
qualitative delle acque destinate al consumo umano, il RU definisce precise aree di
salvaguardia dei punti di captazione ad uso acquedottistico. Con riferimento alla
prevenzione dei rischi di inquinamento delle falde idriche /controllo e limitazione
delle criticità dovute al loro sovra sfruttamento, il RU regolamenta le modalità di
approvvigionamento idrico autonomo.
Con riferimento alla tutela del reticolo idrografico superficiale ai fini idraulici,
ecologici e paesaggistici, il RU individua specifiche norme, contenute negli articoli
da 54 a 63 delle NTA.
Acque marine
Sia sotto il profilo della qualità delle acque che dello stato dell’ecosistema marino la
situazione si presenta positiva. Nelle acque costiere del comune di Capoliveri sono
presenti importanti habitat marini di interesse conservazionistico, quali le Praterie di
Posidonia oceanica, le Grandi cale e baie poco profonde, le Scogliere sommerse e
semisommerse con comunità bentoniche e i Banchi di sabbia sublitoranei permanentemente
sommersi.
Le principali pressioni che determinano un impatto negativo sull’ambiente marino
sono riconducibili all’inquinamento delle acque correlato all’immissione di acque
153
Sintesi non tecnica
reflue, all’afflusso di natanti e imbarcazioni che frequentano le acque costiere, al
transito, agli ancoraggi, allo scarico a mare delle imbarcazioni o all’inquinamento da
sostanze pericolose (carburante, olii, detergenti).
Le indicazioni contenute nel RU procedono nella direzione degli obiettivi di
sostenibilità individuati, volti al mantenimento del buono stato attuale della risorsa
idrica e al suo miglioramento.
In considerazione dell’elevato valore naturalistico degli ambienti costieri e marini che
caratterizzano buona parte del territorio comunale e al fine di consentire un’organica
e sostenibile gestione del sistema terra-mare, il PS subordina la realizzazione degli
interventi correlati alla loro fruizione al rispetto delle indicazioni fornite da uno
specifico piano, denominato “piano di utilizzazione degli arenili” .
In questo contesto, il RU individua e regolamenta le modalità di accessibilità al mare
e le caratteristiche che i percorsi di accesso al mare e costieri devono avere; individua
altresì le norme che disciplinano le aree ricadenti nel demanio marittimo come
individuate nel sistema informativo demaniale nazionale e le aree ad esse
immediatamente adiacenti che risultano integrate con esse .
Per tale componente la previsione relativa all’approdo di Margidore costituisce
sicuramente un elemento di criticità mitigabile rispettando gli elementi di
mitigazione già individuati ed inseriti nelle NTA del RU:
….Nello specifico, nell’UTOE di Lacona – Margidore viene precisato come la Realizzazione di
un punto di ormeggio nello specchio acqueo compreso tra la spiaggia e il vecchio frangiflutti esistente
previa attuazione di quanto previsto all’art.2 lett. C del “Protocollo di intesa per la riqualificazione del
sistema portuale dell’Isola d’Elba” del 30.09.2008; tale struttura deve risultare compatibile con il
mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) …
Ambiente : Eventuali realizzazioni di punto di ormeggio o campi boe dovranno risultare compatibili
con il mantenimento dell’integrità dei fondali, degli habitat ivi presenti (in particolare posidonieti) …
La presenza del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e la regolamentazione che
ad esso si accompagna (anche con vincoli a mare) costituisce un ulteriore elemento
positivo volto alla salvaguardia dell’ecosistema marino.
Paesaggio
Nonostante i forti e recenti processi di trasformazione antropica, il territorio di
Capoliveri si caratterizza ancora per elevati valori paesaggistici, legati alle sue risorse
naturali, al sistema costiero (prevalentemente roccioso ma con l’importante presenza
del sistema dunale di Lacona), alla struttura del centro storico di Capoliveri, alle
importanti testimonianze minerarie e alle numerose testimonianze minori della storia
e cultura locale, anche legate ai residuali paesaggi agricoli tradizionali terrazzati.
154
Sintesi non tecnica
L’importanza di tali valori è testimoniata inoltre dal totale inserimento del territorio
comunale nelle aree soggette a vincolo paesaggistico di cui al DM 16/8/1952 in
quanto “l'intero territorio del comune di Capoliveri oltre a costituire, nel suo complesso, un
quadro naturale, offre dei punti di vista accessibili al pubblico dai quali si godono spettacoli di
non comune bellezza”.
Nell’ambito del Regolamento urbanistico, così come nel recente Piano Strutturale, la
tutela del paesaggio costituisce un elemento centrale e condizionante le scelte
urbanistiche. Già il piano strutturale individuava come strategia generale “il
consolidamento dell’insieme di paesaggi attualmente percepibili nel territorio di Capoliveri
mediante obiettivi di protezione, di governo dei processi di evoluzione che non ne alterino le
strutture, di ripristino e recupero delle loro parti manomesse o degradate, di estensione dei
valori paesaggistici nelle aree di abbandono o di usi impropri” (art.29).
Tale obiettivo risulta perseguito fin dalla approvazione del recente Piano strutturale,
e quindi nel presente RU, mediante una forte riduzione delle previsioni edificatorie,
invertendo una dinamica in atto di forte espansione residenziale e non, che ha
caratterizzato il territorio comunale negli ultimi decenni.
In termini di consumo di suolo e di potenziale alterazione del paesaggio le
previsioni più significative sono relative alla zona di Lacona (UTOE LaconaMargidore), con la previsione del “Centro di Lacona” su circa 1666 mq (5000 mc)
e relativi parcheggi, e alle previsioni per il capoluogo Capoliveri. Per entrambe
le previsioni, già previste e coerenti con il Piano Strutturale, il PS stesso e le
norme di RU forniscono importanti elementi di mitigazione e di coerenza con i
valori paesaggistici e con le indicazioni contenute nel piano paesaggistico
regionale adottato. Potenziali criticità paesaggistiche sono anche legate alla
realizzazione dell’area di parcheggio e annessa guardiania, nella fascia costiera
in loc. Felciaio (UTOE Norsi).
155
Elenco degli esperti
ELENCO DEGLI ESPERTI
Coordinamento:
Leonardo Lombardi e Viviana Cherici
NEMO Nature and Environment Management Operators Srl
Piazza D’Azeglio, 11 – 50121 Firenze tel +55 2466002 fax +55 243718 –
E-mail:
[email protected][email protected] [email protected]
Sito internet:
www.nemoambiente.com
Gruppo di lavoro
Viviana Cherici
Biologa - NEMO srl
Leonardo Lombardi
Naturalista – NEMO srl
Cristina Castelli
Biologa – NEMO srl
Paolo Sposimo
Naturalista – NEMO srl
Barbara Lastrucci
Naturalista – NEMO srl
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Scarica

RAPPORTO AMBIENTALE - Comune di Capoliveri