Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.1 newsletter n. 70 INDICE • • • • • Introduzione (Ornella Lavezzoli - Presidente) - pag.1 Notizie dal Mondo - Giornta Mondiale dell’Infanzia - Il nuovo rapporto Unicef punta all’innovazione - pag.2 - Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi - pag.5 - La svolta nell’inchiesta sugli studenti scomparsi in messico - pag.7 Notizie da Il Sole Onlus - Storia di Sravanthi - pag.8 - Missione in Etiopia - Realazione delle nostre inviate - pag.9 Eventi - Incontro con Raul Riva - pag.13 Natale con IL SOLE - pag.14 INTRODUZIONE Cari amici, siamo ormai quasi vicini a Natale e , malgrado per gran parte dell’anno ci siamo lamentati della crisi economica , anche se questa difficile situazione non è certo superata, in previsione delle prossime festività dove si ha voglia di leggere e sentire cose buone e belle, ho deciso che questa Newsletter deve avere soprattutto questa impronta. In questo numero troverete una bella relazione della Missione fatta dalla Dottoressa Maria Spinelli e dalla Dottoressa Carlotta Galli che, recatesi ad Addis per la formazione degli operatori locali, hanno comunque trovato il modo al di là del loro impegno professionale di farsi coinvolgere dalle emozioni. Un caso di successo: una nostra ragazza, aiutata per anni tramite il Sostegno a distanza, non solo si è laureata, ma ora mette le sue conoscenze al servizio di altri ragazzi perché è diventata professore ed insegna in una scuola privata. Le notizie dal mondo che ci informano su quanto è successo in altri Paesi. Un invito per una serata speciale, in cui un nostro sostenitore che è tornato recentemente da un viaggio in India, in cui ha incontrato i due ragazzi da lui sostenuti, ci parlerà della sua esperienza. Segue a pag.2 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 INTRODUZIONE pag.2 Segue da pag.1 Per ultimo e non meno importante, la pubblicazione dei nostri articoli da regalo Natalizi, con un’esortazione all’acquisto, perché anche questa è una modalità per sostenere il nostro Progetto Fiori che Rinascono. Prima di Natale uscirà una Newsletter speciale, in cui oltre ai nostri auguri per voi tutti ci sarà un lungo articolo sull’esperienza in India del nostro sostenitore Raul Riva. Il tutto accompagnato da bellissime foto di viaggio. Buona lettura Ornella Lavezzoli - Presidente NOTIZIE DAL MONDO Ci sono notizie che non hanno la risonanza che meriterebbero, Il Sole le cerca e ve le propone. Giornata mondiale dell’infanzia 20/11/2014 Il nuovo rapporto Unicef punta all’innovazione - di An- tonietta Nembri http://www.vita.it/welfare/minori/il-nuovo-rapporto-unicef-punta-all-innovazione.html L’Unicef presenta il suo nuovo rapporto: “La condizione dell’infanzia nel mondo – Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini”. In un mondo connesso, dice Anthony Lake (Unicef) «le soluzioni locali possono avere un impatto globale a favore dei bambini» La Convenzione sui diritti dell’infanzia, strumento di promozione e di protezione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ha introdotto 25 anni fa (è stata approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 20 novembre del 1989) per la prima volta il concetto del bambino come titolare di diritti invece che mero oggetto di tutela e protezione; ha presentato concetti nuovi come il rispetto dell’identità del bambino, della sua privacy, della sua dignità. Ma soprattutto, la Convenzione è il primo trattato universale e multilaterale che ha stabilito diritti internazionalmente riconosciuti al bambino, vincolando gli Stati a rispettarli e a presentare regolarmente rapporti sulla rispettiva attuazione al Comitato Onu sui diritti dell’infanzia, organo di monitoraggio della Convenzione composto di personalità indipendenti di provata esperienza e fama internazionale. Segue a pag.3 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.3 NOTIZIE DAL MONDO Giornata mondiale dell’infanzia 20/11/2014 Il nuovo rapporto Unicef punta all’innovazione - di An- tonietta Nembri http://www.vita.it/welfare/minori/il-nuovo-rapporto-unicef-punta-all-innovazione.html Segue da pag.2 Nonostante il consenso suscitato dalla Convenzione, in molte regioni del mondo i diritti dell’infanzia non vengono applicati. Spesso i bambini non hanno accesso ai servizi sanitari di base, non frequentano la scuola, sono denutriti e sono esposti a violenze. L’Unicef, che vigila in tutto il mondo per l’applicazione della Convenzione, offre il suo sostegno ai governi e alle ong locali per adottare programmi in favore dei bambini, intervenendo con oltre 150 uffici sul campo con progetti concreti per attuare i diritti dei bambini e degli adolescenti. In occasione della Giornata internazionale dell’Infanzia Unicef presenta i dati sulla condizione dei bambini. Dal 1990 il tasso della mortalità infantile sotto i 5 anni è stato ridotto del 50% (dai 12,6 milioni del 1990 ai 6,3 milioni del 2013), ma ancora oggi la maggior parte dei decessi avviene per cause prevedibili e circa il 44% di queste morti avviene nei primi 28 giorni dalla nascita. Ancora oggi centinaia di milioni di bambini fanno affidamento su acqua che potrebbe essere contaminata. Ancora oggi il 20% dei bambini non riceve vaccinazioni, la maggior parte di loro vive nei Paesi più poveri del mondo. Grazie alle vaccinazioni dal 1988 a oggi i casi di polio nel mondo sono diminuiti di oltre il 99%. Questi sono che alcuni dati che cercano di fotografare un mondo in cui ogni giorno i diritti di milioni di bambini vengono ancora violati e quasi un bambino su quattro nei Paesi meno sviluppati è coinvolto nel lavoro minorile (si stimano in 168 milioni quelli costretti a lavorare) e dove milioni di minori subiscono discriminazioni, violenze fisiche e sessuali, abuso e incuria. Tra i principali dati contenuti nel nuovo rapporto Unicef “La condizione dell’infanzia nel mondo – Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini”, lanciato oggi in occasione del 25° anniversario della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza c’è anche che nel mondo il 20% più ricco di donne ha 2,7 più probabilità del 20% di donne più povere di ricevere assistenza al momento del parto. In Asia meridionale, le donne più ricche hanno quasi quattro volte più probabilità rispetto a quelle più povere. Per quanto riguarda l’istruzione, quasi nove bambini su dieci che appartengono al 20% più ricco delle famiglie nei paesi meno sviluppati del mondo frequentano la scuola primaria – rispetto a solo circa sei bambini su dieci delle famiglie più povere. Il divario può essere drammatico anche nei paesi a medio reddito. In Nigeria, per esempio, il 94% dei bambini delle famiglie più ricche ha frequentato la scuola, contro il 34% dei bambini delle famiglie più povere. Le bambine, indipendentemente dalla ricchezza, continuano ad avere meno opportunità di studiare. Per ogni 100 ragazzi iscritti alla scuola primaria in Africa occidentale e centrale, solo 90 bambine lo sono. L’esclusione peggiora nella scuola secondaria, dove per ogni 100 ragazzi sono iscritte solo 76 ragazze. «È necessario un intervento urgente per evitare che milioni di bambini vengano esclusi dai vantaggi dell’innovazione», dichiara l’Unicef nel nuovo rapporto: l’organizzazione, la connettività e la collaborazione possono alimentare nuove reti globali impiegando l’innovazione per raggiungere tutti i bambini. Segue a pag.4 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.4 NOTIZIE DAL MONDO Giornata mondiale dell’infanzia 20/11/2014 Il nuovo rapporto Unicef punta all’innovazione - di Anto- nietta Nembri http://www.vita.it/welfare/minori/il-nuovo-rapporto-unicef-punta-all-innovazione.html Segue da pag.3 Il rapporto (in inglese) è una raccolta di contributi esterni su innovazioni all’avanguardia presentate su una piattaforma interattiva che ospita le innovazioni in tutti i paesi del mondo e invita gli innovatori a mettere le proprie idee “sulla mappa”. «L’ingiustizia è vecchia quanto l’umanità, ma lo è anche l’innovazione, che ha sempre guidato il cammino dell’umanità», ha detto il Direttore esecutivo dell’Unicef Anthony Lake. «Nel nostro mondo sempre più connesso, le soluzioni locali possono avere un impatto globale – a favore dei bambini in tutti i paesi che ancora devono affrontare disuguaglianze e ingiustizie ogni giorno. Perché l’innovazione favorisca ogni bambino, dobbiamo essere più innovativi – ripensare il nostro modo di promuovere e accendere nuove idee per risolvere i nostri problemi più antichi. Le migliori soluzioni ai nostri problemi più difficili non verranno esclusivamente dall’alto verso il basso o dalla base in su, o da un gruppo di nazioni all’altro. Verranno da nuove reti per la soluzione di problemi e dalle comunità innovative attraverso confini e settori trasversali per raggiungere i più difficili da raggiungere – e arriveranno da giovani, adolescenti e bambini stessi». L’ultima edizione del Rapporto dell’Unicef sostiene che le innovazioni, come i sali per la reidratazione orale o alimenti terapeutici pronti per l’uso hanno contribuito a guidare un cambiamento radicale nella vita di milioni di bambini negli ultimi 25 anni – e che prodotti, processi e partnership più innovativi sono fondamentali per realizzare i diritti dei bambini più difficili da raggiungere. Il rapporto completamente digitale include contenuti multimediali e interattivi e invita i lettori a condividere le proprie idee e le innovazioni, mettendo in evidenza le innovazioni eccezionali provenienti da varie nazioni che stanno già migliorando la vita nei paesi di tutto il mondo «Ci sono tanti giovani inventori nel mondo – anche negli angoli più remoti – che si sono impegnati a cambiare il mondo per i bambini», dice Bisman Deu, un ragazzo di 16 anni di Chandigarh (India), la cui invenzione di un materiale da costruzione a base di rifiuti di riso è presente nel rapporto Unicef. «Ogni nazione ha problemi diversi e ogni persona ha soluzioni diverse», ha detto Deu. «Abbiamo bisogno di scambiare le nostre esperienze, di camminare insieme come una comunità globale per l’innovazione e mantenere la produzione di idee che possono fare la differenza». Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.5 NOTIZIE DAL MONDO Nobel per la pace a Malala e Satyarthi - Corriere della Sera http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_10/nobel-la-pace-malala-satyarthi366d4872-505c-11e4-a586-66de2501a091.shtml Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato a Malala Yousafzai - l’adolescente pakistana attaccata dai talebani nel 2012 per le sue note campagne per il diritto allo studio delle bambine - e all’attivista indiano Kailash Satyarthi. Per i bambini Nel dare l’annuncio, il Comitato norvegese per i Nobel ha riconosciuto ai due vincitori di quest’anno la loro «lotta contro la repressione dei bambini e dei giovani e per i diritti di tutti i bambini all’istruzione». Satyarthi, 60 anni, attivo dagli anni ‘90 nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ha portato avanti la tradizione del Mahatma Gandhi e ha attuato diverse forme di proteste pacifiche «concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per scopi economici», ha evidenziato il Comitato. La sua azione, da solo e con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan, ha permesso di liberare almeno 80mila bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale. «Mostrando grande coraggio personale Kailash Satyarthi, continuando la tradizione di Gandhi, ha capeggiato diverse forme di protesta e dimostrazioni, tutte pacifiche, concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per motivi economici», si legge nella motivazione. «Ha anche contribuito allo sviluppo di importanti convenzioni per i diritti dei bambini», aggiunge il testo. Dedicato ai bambini Satyarthi, intervistato in India dall’emittente Cnn-Ibn, ha dedicato il prestigioso riconoscimento ai bambini che vivono in schiavitù. «È un onore per tutti quei bambini che soffrono in schiavitù, vittime del lavoro forzato e dei traffici», ha dichiarato. Satyarthi ha fatto campagna in tutto il mondo su temi sociali di interesse per l’infanzia: è stato coinvolto nella Global March Against Child Labor e nell’organizzazione internazionale che la promuove, l’International Center on Child Labor and Education (Iccle), che riunisce a livello mondiale coalizioni di Ong, insegnanti e sindacalisti. Inoltre ha creato il marchio Rugmark (noto anche come Goodweave), il primo che certifica che i prodotti che ne sono provvisti non hanno coinvolto minori in alcun modo nella loro produzione. Satyarthi ha da sempre denunciato lo sfruttamento del lavoro minorile e il suo effetto moltiplicatore sui problemi sociali quali la povertà, l’analfabetismo, la disoccupazione, l’aumento incontrollato del tasso di natalità. E ha messo in relazione la lotta contro lo sfruttamento dei minori con il «diritto di tutti» questi all’istruzione. Su questo ha anche lavorato nel quadro di un organismo appositamente istituito presso l’Unesco. Satyarthi vive a Nuova Delhi, è sposato, ha due figli. Segue a pag.6 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.6 NOTIZIE DAL MONDO Nobel per la pace a Malala e Satyarthi - Corriere della Sera http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_10/nobel-la-pace-malala-satyarthi366d4872-505c-11e4-a586-66de2501a091.shtml Segue da pag.5 La più giovane Malala Yousafzay, l’attivista pachistana 17enne che ha ricevuto oggi il premio Nobel per la pace insieme a Satyarthi, è la persona più giovane ad essere insignita del Nobel nella storia di tutte le categorie del premio. Secondo il sito «nobelprize.org», infatti, Malala ha sostituito in testa alla classifica dei Nobel più giovani il premio per la Fisica Lawrence Bragg, che nel 1915 - quando ricevette questo riconoscimento - aveva 25 anni. Malala è la 46ma donna a ricevere il Nobel tra il 1901 e il 2014. Per lei, queste le parole del Comitato per il Nobel, nella motivazione: «Nonostante la sua giovane età Malala Yousafzay ha già combattuto diversi anni per il diritto delle bambine all’istruzione ed ha mostrato con l’esempio che anche bambini e giovani possono contribuire a cambiare la loro situazione. Cosa che ha fatto nelle circostanze più pericolose». «Attraverso la sua lotta eroica è diventata una portavoce importante del diritto delle bambine all’istruzione». A scuola L’adolescente ha ricevuto la notizia mentre si trovava, come tutte le mattine, a scuola: la ragazza frequenta la scuola superiore Edgbaston a Birmingham, nel Regno Unito, la città dove è stata curata a seguito dell’attentato subito ad opera dei Talebani nell’ottobre del 2012. Ed è stato quel proiettile a cambiare il suo destino. Trasformando la bambina di 11 anni che aveva affidato alla Bbc il suo diario in urdu nel quale raccontava la vita sotto i Talebani nella Valle di Swat, in un’attivista per i diritti umani e per il diritto all’istruzione in primo luogo, riconosciuta sulla scena internazionale tanto da aver ricevuto il premio Sakharov lo scorso anno e il Nobel per la Pace quest’anno, che lei ha detto più volte di «non meritare, non avendo fatto ancora abbastanza». Insieme a lei furono ferite due sue compagne di scuola, Sacia Ramzan e Kainar Riaz, in modo meno grave. «Complimenti» A Malala, tra gli altri, i complimenti del presidente del Consiglio Matteo Renzi, che su twitter ha scritto: «Complimenti a Malala, Nobel per la pace, che all’Onu disse: “Abbiamo capito l’importanza delle penne e dei libri quando abbiamo visto le armi”». Dalla Santa sede le felicitazioni per i due attivisti. «Sappiamo quanto sia importante il ruolo delle donne», ha poi aggiunto padre Ciro Benedettini, vicedirettore della Sala Stampa Vaticana, riferendosi a Malala. Tra i candidati al Nobel per la Pace figurava anche il nome di Papa Francesco. L’assegnazione del Nobel per la Pace a Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi è una «scelta importante» per «il loro grande impegno per i diritti dei bambini». Così commenta su Twitter la ministra degli Esteri e futura Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. «Inviterò Malala a lavorare con me» «Conosco Malala personalmente e la inviterò a lavorare con me». Lo ha detto oggi il premio Nobel per la Pace Kailash Satyarthi parlando con i giornalisti a New Delhi dove vive con la famiglia. L’attivista ha poi ribadito che «è un momento di gioia per gli indiani e per i bambini. Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.7 NOTIZIE DAL MONDO La svolta nell’inchiesta sugli studenti scomparsi in Messico - Panorama Il sindaco di Iguala avrebbe commissionato il sequestro dei 43 normalistas perché non disturbassero il comizio della moglie, imparentata coi narcos http://www.panorama.it/news/esteri/studenti-scomparsi-in-messico-svolta-nellinchiesta/ Un assassino di massa per futili motivi. Il suo nome è Josè Abarca, è il sindaco di Iguala, nello Stato di Guerrero, in Messico, dove il 26 settembre scorso, mentre si trovavano in autobus per partecipare a una manifestazione, 43 studenti della Scuola Normale di Ayotzinapa sono stati rapiti dalla polizia locale in combutta con una gang criminale, i famigerati Guerreros unidos. Da allora, nonostante le proteste dei parenti dei desaparecidos, le mobilitazioni e il ritrovamento di alcune fosse comuni nella zona piene di cadaveri carbonizzati, i ragazzi non avevano più dato notizia di sé. Scomparsi. Quasi sicuramente uccisi e sepolti dopo essere stati bruciati da criminali e agenti corrotti. Il motivo per cui il sindaco avrebbe fatto rapire i 43 studenti normalistas è drammaticamente grottesco: non voleva che i ragazzi potessero interrompere il comizio della moglie, Maria de los Angeles Pineda Villa, anche lei finita sotto arresto, imparentata con il cartello dei Beltran Leyva e degli stessi Guerreros. È stato lui a dare ordine via radio alla polizia municipale di Iguala e agli uomini della gang di attaccare l’autobus su cui stavano viaggiando gli studenti di Ayotzinapa. È una storia esemplare di quallo che può accadere in uno degli Stati più violenti di tutta la federazione messicana, venuta alla luce solo grazie alla rabbia dei parenti dei ragazzi e alla tardiva indagine della polizia federale: i narcos, lungi dall’essere altro rispetto alla politica locale, erano arrivati a mettere i loro uomini ai vertici dell’amministrazione, come lo stesso Abarca, sospettato ora di aver anche versato in passato forti somme di denaro ai gruppi criminali. Una cupola di potere dove risulta quasi impossibile distinguere tra il ruolo degli uomini dei cartelli, i politici e i soldati delle istituzioni federali e locali. Connivenze a tutti i livelli La stessa commissione speciale creata dal parlamento messicano per fare luce su quanto avvenuto il 26 settembre scorso ha confermato quanto fossero profondi i legami tra le gang criminali della zona e i vertici dello Stato. I 43 normalistas, è scritto nel documento preliminare di 41 pagine licenziato dal parlamento, sono stati controllati e spiati della polizia federale e statale per venti ore prima della sparizione. Non si può nemmeno sostenere che non sia arrivata alcuna segnalazione critica allo 006 (il numero di emergenza della polizia federale) dopo il rapimento. Una chiamata, registrata alle 21,32 ora locale, segnalava la presenza dei ragazzi al terminale dell’autobus sul quale sono stati rapiti da un gruppo di agenti e criminali agli ordini del sindaco. Un’altra chiamata, otto minuti più tardi, ha segnalato una sparatoria nel centro di Iguala, senza che la polizia federale muovesse un dito. Troppo rischioso. «Non potendo fare affidamento su un certo numero di agenti federali abbiamo optato di non uscire e rafforzare l’azione della polizia regionale» ha scritto dopo la chiamata, per viltà o contiguità, l’agente che coordina l’azione della polizia federale della zona. A questo quadro, che chiama in causale forti irregolarità commesse dalla polizia, s’aggiunge la beffa del tentativo di criminalizzare gli studenti operato dai più alti vertici dello Stato anche dopo la loro sparizione. Il governatore di Guerrero, Ángel Heladio Aguirre Rivero, ha dichiarato, per giustificare l’azione di spionaggio contro i manifestanti, che gli studenti erano infiltrati da gruppi criminali. Il motivo per cui non è intervenuto, nonostante le segnalazioni, è grottesco quanto il motivo che sarebbe alla base dell’eccidio: «Il sindaco Abarca non rispondeva al telefono». Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.8 NOTIZIE DA IL SOLE ONLUS SRAVANTHI Sravanthi, pur essendo una ragazza appartenente alla casta dei Dalit, grazie al sostegno a distanza, ad aprile ha sostenuto gli esami dell’ultimo anno di università e li ha superati laureandosi con ottimi voti. Sravanthi, è una ragazza intelligente e volonterosa e ha subito cercato un impiego. Grazie al suo titolo di studio non ha dovuto cercare molto, infatti ha trovato presto un posto da insegnate presso una scuola privata. La ragazza è felicissima della svolta che ha avuto la sua vita: ora ha un lavoro che le piace, può provvedere senza più problemi a se stessa e alla sua famiglia, è una donna realizzata e tutto questo lo deve ai suoi sostenitori. Per questo li ricorderà sempre con affetto e riconoscenza. Missione in Etiopia - Resoconto Incontro Genitori SAD Addis Abeba Sabato 8 Novembre 2014, Il coordinatore dei sostegni a distanza Tesfaye Nigate e la direttrice di IFSO W/ro Mekdes Zelelew ci hanno invitato a partecipare al periodico incontro che organizzano con i genitori dei bambini sostenuti dal progetto. Tutti i genitori erano invitati a partecipare. Obiettivo principale di tali incontri è fornire delle informazioni su come utilizzare al meglio il sostegno economico ricevuto, come poter essere di aiuto ai figli rispetto alla scuola e come sostenere le difficoltà che gli adulti incontrano nel loro ruolo di genitori. In questo incontro in particolare hanno colto l’occasione per comunicare ai genitori la situazione del progetto ed le difficili condizioni economiche de Il Sole e quindi di IFSO. Come sappiamo alcuni sostenitori hanno deciso di chiudere la loro collaborazione con l’associazione, questo ha portato alla chiusura di alcuni sostegni a distanza e quindi all’esclusione dal progetto di alcune famiglie. I responsabili hanno quindi ritenuto fosse necessario comunicare a tutti i genitori le ragioni di tali cambiamenti. Il nostro difficile ruolo in rappresentanza de Il Sole era quello di rassicurare i genitori rispetto al nostro costante impegno nel reperire risorse e nel garantire il sostentamento promesso. Non neghiamo che per questo motivo ci spaventava alquanto partecipare a tale incontro, ci aspettavamo di affrontare una legittima delusione e, perché no, rabbia. Segue a pag.9 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.9 NOTIZIE DA IL SOLE ONLUS Missione in Etiopia - Resoconto Incontro Genitori SAD Entrando nel community center che ospitava l’incontro ci siamo trovate davanti circa 300 adulti, prevalentemente donne, alcune con in braccio i bambini più piccoli. Il silenzio che regnava nella grande sala, l’odine con cui tutti erano seduti, gli scialli bianchi, denotavano la solennità dell’incontro per queste persone. Se pensate che molte delle famiglie abitano in zone molto distanti ed hanno dovuto affrontare un viaggio non semplice per raggiungerci, tanta partecipazione è davvero indice della loro attenzione verso i propri bambini e dell’importanza che attribuiscono al progetto di cui beneficiano. Il coordinatore e la direttrice hanno fatto i primi due interventi spiegando le difficoltà che stiamo affrontando. La reazione è stata sorprendente. I genitori sono intervenuti molto numerosi dicendoci quanto comprendono le nostre difficoltà e quanto sperano che si possano risolvere presto, ma soprattutto hanno ringraziato con un commuovente affetto noi e IFSO per quello che facciamo per i loro bambini. Molti di loro hanno raccontato la loro storia come beneficiari del progetto, hanno raccontato dei loro bambini che adesso stanno studiando alcuni addirittura al college grazie al sostegno a distanza iniziato quando erano ancora alle elementari. Hanno sottolineato quanto sia per loro fondamentale poter contare sul nostro sostegno anche nei momenti di straordinaria difficoltà come malattie, lutti e la necessità di spese extra. Una signora tra tante ha definito IFSO la sua casa, e tutti hanno annuito mentre lei parlava, a segno di quando condiviso sia questo pensiero. Una nonna ci ha raccontato del nipote, rimasto orfano, che grazie al sostegno a distanza ha potuto studiare e lei ha potuto mettere da parte dei soldi per pagargli l’università. Questo ragazzo fa purtroppo parte dei sostegni a distanza interrotti quest’anno e la nonna pur ringraziando molto sottolineava la sua preoccupazione per il suo futuro. È difficile descrivere a parole le emozioni provate. La sommessa gratitudine dei loro sguardi, l’attenzione e la partecipazione sincera e profonda, il lungo applauso con cui hanno salutato tutti voi sostenitori attraverso di noi. Ci portiamo a casa queste forti emozioni per trasmetterle a voi che da anni date a queste famiglie l’opportunità di far sì che i loro figli possano, crescendo e studiando, diventare una risorsa per loro e per il paese. Quello che a noi sembra un piccolo aiuto è per loro la differenza. Ma quello che più ci portiamo a casa è la qualità dell’uso che fa IFSO per conto de IL Sole dei sostegni. Non si tratta di una assistenza passiva e puramente economica, si tratta di prendere in carico il ragazzo e la sua famiglia ed accompagnarli verso nuove opportunità di vita. I genitori sono pienamente consapevoli di questo e sono soggetti attivi del progetto utilizzando tutte le loro capacità per il bene dei bambini. Carlotta Galli Assistente Sociale, Responsabile Unità Operativa tutela minori Maria Spinelli Psicologa Università degli Studi Milano-Bicocca Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.10 NOTIZIE DA IL SOLE ONLUS Missione in Etiopia - Resoconto training per sostenitori Il 2 Novembre 2014 dopo un lungo viaggio siamo atterrate ad Addis Abeba. Obiettivi della nostra visita erano effettuare un training di aggiornamento agli operatori e monitorare le attività dei diversi progetti finanziati da Il Sole. È stata una settimana molto intensa, ricca di incontri, impegni, confronti e soprattutto emozioni. Il primo giorno dopo un breve incontro con i responsabili ed i coordinatori è stato dedicato alla visita alle Foster Home. Nelle tre Foster Home sostenute da Il Sole vengono accolti i bambini vittime di violenza sessuale orfani o con famiglie non in grado di garantire la loro sicurezza o addirittura abusanti. Al momento sono ospitati 22 bambine e 6 bambini tra i 4 e i 16 anni. I bambini vivono con le foster mothers, una per ogni casa, signore opportunamente formate, che si occupano degli aspetti di cura e accudimento e sono supportate da due community worker che, si spostano nelle case a seconda dei bisogni dei bambini ospiti e si occupano degli aspetti più logistici come accompagnare i bambini in tribunale o alle visite mediche. Gli aspetti psicologici sono invece curati dai tre counsellors del Counselling Center. Essi effettuano almeno tre visite alla settimana alle foster home durante le quali favoriscono l’inserimento dei bambini nella casa, effettuano incontri di gruppo con i bambini e si occupano di gestire le attività riabilitative. I bambini ospiti si recano anche al counselling center stesso per la terapia individuale e per partecipare ai laboratori terapeutici del sabato tenuti da tre esperti arteterapeuti. Abbiamo pranzato con i bambini che per diversi motivi non erano a scuola e ballato con alcune bambine che hanno tentato, purtroppo invano, di insegnarci a ballare le loro danze tipiche. Nei giorni successivi abbiamo realizzato il training alternandolo ad incontri con lo staff su specifici obiettivi. Come sempre il training è stato rivolto non solo agli operatori del Counselling Center, ma a tutto lo staff di IFSO. Questo garantisce un lavoro di supporto integrato tra gli operatori e tra le diverse professionalità presenti. Hanno partecipato 8 operatori: i 3 counsellors, il responsabile dei sostegni a distanza, una community worker, due assistenti sociali ed un educatore. Il training, centrato sugli aspetti terapeutici della riabilitazione dal trauma della violenza sessuale, ci ha permesso di valutare le competenze dei nostri operatori e la qualità degli interventi che effettuano. Ovviamente il loro modo di lavorare è molto diverso dal nostro così come il contesto socioculturale in cui operano. L’alto carico di lavoro è un altro fattore che fortemente influisce sulle modalità di intervento. Attualmente hanno in carico circa 182 bambini che vivono in famiglia e i 28 delle Foster Home. Ciononostante sono davvero molte e differenziate le attività offerte dal Counselling Center sia ai bambini che ai loro genitori. Come sapete la violenza sessuale è fortemente stigmatizzata in Etiopia, non se ne può parlare e i bambini che la subiscono con i loro genitori vengono emarginati dalla società. Per questo risulta molto importante il lavoro di informazione e comprensione del problema rivolto in particolare ai genitori. I counsellor ci hanno riferito del forte impatto che i gruppi per genitori da loro condotti hanno sui genitori stessi a partire dall’opportunità di condividere tale traumatica esperienza e sapere che non sono i soli a viverla, fino al poter comprendere e meglio affrontare le conseguenze psico-emotive che tale esperienza ha sui loro bambini. Segue a pag.11 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.11 NOTIZIE DA IL SOLE ONLUS Missione in Etiopia - Resoconto training per sostenitori Segue da pag.10 I gruppi di counselling rivolti ai bambini hanno, allo stesso modo, tra gli obiettivi quello della condivisione dell’esperienza così come quello di fornire l’opportunità di rielaborare il trauma con il sostegno del gruppo. Ogni bambino e ogni famiglia beneficia inoltre di un sostegno psicologico individuale. Per favorire tale lavoro, specie con i bambini più piccoli, stiamo ristrutturando un locale opportunamente attrezzato che permetterà l’utilizzo del gioco e del disegno come strumento terapeutico e riabilitativo. Presto condivideremo con voi le foto di questa nuova Play-room. A questi aspetti più psicologici ed educativi si affianca il sostegno che i counsellor danno ai bambini seguendoli durante il processo giudiziario nei confronti dell’abusante, durante il percorso scolastico e non da ultimo, finanziando training lavorativi per i genitori al fine di favorire una ripresa economica di tutto il sistema famigliare. Ci rendiamo conto che spesso dai report annuali non emerge a sufficienza l’intenso pensiero e lavoro che sta dietro ad ogni bambino in carico. Per questo, insieme agli operatori, abbiamo ideato un nuovo annual report che dal prossimo anno offrirà ad ogni sostenitore informazioni più dettagliate sul percorso terapeutico di ogni bambino. Ci auguriamo che questo aiuti a comprendere meglio come vengono investiti i finanziamenti che Il Sole e i suoi sostenitori dedicano al progetto “Fiori che rinascono”. Intanto noi portiamo la nostra testimonianza a garanzia della serietà e dell’impegno che tutto lo staff di IFSO mette per il bene dei bambini. Un sostegno che tiene conto di ogni aspetto della vita del bambino, dai bisogni più fondamentali come quello di garantire una sicurezza abitativa e un aiuto economico, fino all’offrire la possibilità di affrontare e superare il forte impatto che ha una tale esperienza traumatica come la violenza sessuale. Ci portiamo a casa l’intensa partecipazione di tutto la staff al training e i numerosi spunti di riflessione emersi. Tanto abbiamo imparato noi per prime dal confronto e dallo scambio di esperienze con loro. Grazie ai partecipanti al training abbiamo potuto approfondire la presenza in IFSO di diverse progettualità e comprendere quanto esse abbiano un potente impatto sulla comunità. Questo è dovuto al fatto che gli interventi vanno dalla riabilitazione del bambino vittima di violenza ad attività di empowerment rivolti sia agli adulti significativi che a tutta la comunità, con il risultato anche di responsabilizzare e sensibilizzare un sempre maggiore numero di persone. Ma è lo sguardo dei bambini, come esso si illumina vedendo degli operatori, la serenità con cui partecipano alle attività del centro come i laboratori artistici terapeutici, che più di tutto rimane nei nostri occhi. Lo sguardo di chi ha trovato un luogo sicuro, esperienza così rara per chi vive in condizioni talmente disagiate e soprattutto per chi vive una esperienza talmente traumatica. Il Counselling Center non fa miracoli, molto spesso la situazione di partenza di tanti bambini è talmente complessa che vedere dei miglioramenti è davvero difficile, ma il Counselling Center offre una opportunità, e, in queste condizioni di vita, questo rappresenta una potente differenza. Carlotta Galli Assistente Sociale, Responsabile Unità Operativa tutela minori Maria Spinelli Psicologa Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 NOTIZIE DA IL SOLE ONLUS Missione in Etiopia - Galleria fotografica pag.12 Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.13 EVENTI INCONTRO CON RAUL RIVA GIOVEDI’ 11 DICEMBRE ORE 19.30 ORATORIO SAN GIUSEPPE VIA VALLEGGIO 19 – COMO Ospite della serata sarà Raul Riva, un nostro sostenitore che qualche settimana fa, in occasione di un suo viaggio di lavoro in India, si è fermato qualche giorno a Proddatur per conoscere di persona i due ragazzini che sostiene a distanza da diversi anni. Raul racconterà la sua esperienza, le sue emozioni e cercherà di riviverle insieme a voi e per dare la possibilità ad altri sostenitori di conoscere meglio i luoghi dove vivono i bambini che stanno aiutando nel loro percorso di crescita. Raul è inoltre un bravissimo fotografo e accompagnerà il suo racconto con belle foto. Sarà questo un momento d’incontro e di reciproca conoscenza che vorremmo rallegrare anche con un piccolo spuntino etnico. Vi aspettiamo numerosi, puoi portare insieme a te anche amici o parenti, saranno i benvenuti! Se sei interessato a questa serata comunicacelo allo 02 96193238, oppure invia una e-mail a [email protected] Newsletter Il Sole Onlus n. 70 - Novembre 2014 pag.14 NATALE CON IL SOLE Come ogni anno per Natale abbiamo pensato di proporre un modo più originale e solidale per fare gli auguri. Abbiamo preparato per voi due cataloghi che potete visionare seguendo i link. Scegliete di essere originale nei vostri regali di Natale e di essere parte di un mondo più equo. Sostenete il nostro impegno nella tutela dei diritti dei bambini nel mondo scegliendo tra le nostre proposte. Una vostra eventuale scelta e donazione servirà a sostenere il progetto in Etiopia FIORI CHE RINASCONO. Vi ricordiamo che i contributi e le donazioni sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi secondo le vigenti leggi. REGALI EQUOSOLIDALI Si tratta di articoli e prodotti scelti tra le aziende che promuovono lo sviluppo di economie svantaggiate del sud del mondo o di cooperative sociali Italiane, nel rispetto dell’ambiente e della dignità dei lavoratori, uomini e donne. BIGLIETTI DI AUGURI I biglietti sono personalizzabili con il vostro logo. Alcune delle fotografie utilizzate sono di Raul Riva, le abbiamo scelte perché sono bellissime e l’autore, che da anni sostiene con noi un bambino in India, gentilmente ha voluto offrircele. Per informazioni e prenotazioni siamo a vostra disposizione al numero 02-96193238, oppure scriveteci a [email protected]