La Pac 2014-2020.
Angelo Frascarelli
Docente di Economia e Politica Agraria
all’Università degli Studi di Perugia.
Direttore del Centro per lo Sviluppo Agricolo e
Rurale.
Membro del Comitato di redazione di
Agriregionieuropa.
www.agr.unipg.it
www.cesarweb.com
Il Quadro Finanziario
Pluriennale (QFP) 2014-2020
La Strategia “Europa 2020”
Crescita
intelligente
Sviluppare un’economia basata sulla conoscenza e
sull’innovazione:
Crescita
sostenibile
Promuovere un’economia più efficiente sotto il profilo delle
risorse, più verde e più competitiva:
Crescita
inclusiva
Promuovere un’economia con un alto tasso di occupazione che
favorisca la coesione sociale e territoriale:
 investire su ricerca e sviluppo;
 ridurre l’abbandono scolastico e incrementare il numero dei laureati;
 favorire lo sviluppo delle innovazioni.
 migliorare la competitività (maggiore produttività);
 lotta al cambiamento climatico (riduzione emissioni, efficienza nell’uso delle
risorse, resistenza economie ai rischi climatici e alle catastrofi);
 energia pulita ed efficiente (riduzione spesa per importazione, sicurezza
energetica, posti di lavoro).
 aumentare l’occupazione;
 migliorare le competenze dei lavoratori in vista della creazione di posti di
lavoro qualificati;
 lotta alla povertà.
Il negoziato sul bilancio 2014-2020
(QFP – Quadro Finanziario Pluriennale)
29 giugno 2011
Proposta della Commissione QFP 2014-2020
22-23 novembre 2012
Mancato accordo al Consiglio europeo
7-8 febbraio 2013
Accordo Consiglio europeo sul QFP 2014-2020
11-14 marzo 2013
Risoluzione al Parlamento europeo
(bocciatura dell’Accordo del 8 febbraio 2013)
27 giugno 2013
Trilogo: accordo sul QFP 2014-2020
20 novembre 2013
Approvazione del Parlamento europeo
2 dicembre 2013
Approvazione definitiva del Consiglio
(Reg. UE 1311/2013)
Unione europea a 28 Stati membri
Il processo decisionale dell’Ue
 Le decisioni nell’Ue coinvolgono le tre Istituzioni
principali:
 Parlamento europeo
 Consiglio europeo, Consiglio dell’Unione europea
 Commissione europea
 Le principali procedure per promulgare le leggi:
 codecisione
 consultazione
 parere conforme
 Con il Trattato di Lisbona, dal 1° dicembre 1999, la Pac è
entrata nella procedura della codecisione.
Il trilogo
Commissione
europea
Consiglio europeo
(accordo del 8 febbraio
2013)
(proposta votata il
29 giugno 2011)
TRILOGO
(accordo del 27 giugno 2013)
Parlamento
europeo
8
Le Istituzioni: confronto Italia/Ue
Potere
legislativo
Potere
esecutivo
Potere
giudiziario
ITALIA
UNIONE EUROPEA
PARLAMENTO
(Camera dei Deputati e
Senato)
PARLAMENTO
EUROPEO
e CONSIGLIO
GOVERNO
(Consiglio dei
ministri)
COMMISSIONE
MAGISTRATURA
CORTE DI
GIUSTIZIA
Il quadro finanziario pluriennale UE 2014-2020
Il quadro finanziario pluriennale UE 2014-2020
La Pac nel bilancio UE 2014-2020
1° pilastro
(pagamenti
diretti e
misure di
mercato)
2°
pilastro
(sviluppo
rurale)
Totale Pac
Bilancio 2007-2013
322,68
97,30
417,98
Proposta della Commissione
del 29 giugno 2011
286,55
95,74
382,29
Compromesso Consiglio
europeo (8 febbraio 2013)
277,58
84,94
362,52
Proposte
(prezzi costanti 2011)
Riduzione budget per la Pac 2014-2020:
 -12,4%.
 Invarianza del budget a prezzi correnti.
La Pac nel bilancio UE 2014-2020
2%
6%
6%
13%
1%
34%
38%
Competitività
Pac
Sicurezza e cittadinanza
Amministrazione
Coesione
Pesca e ambiente
Politica estera
Pagamenti diretti medi per superficie
ammissibile potenziale
EUR/ha
800
700
600
500
400
300
200
100
Lettonia
Estonia
Lituania
Portogallo
Romania
Slovacchia
UE-12
Polonia
Bulgaria
Regno Unito
Svezia
Finlandia
Spagna
Repubblica ceca
Ungheria
Austria
Irlanda
UE-27
Lussemburgo
UE-15
Francia
Germania
Slovenia
Danimarca
Cipro
Grecia
Italia
Paesi Bassi
Belgio
Malta
0
Introduzione completa dei massimali nazionali netti dei pagamenti diretti (EUR/ha)
Media dell'UE-27 (EUR/ha)
Fonte: Commissione europea — DG Agricoltura e sviluppo rurale
40
35
30
25
20
15
10
Var. % massimale pag diretti
Gli effetti della convergenza esterna (Var. %)
60
55
50
45
5
0
-10
n ia
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-5
15
450000
350000
250000
150000
50000
Var. % massimale pag diretti
Gli effetti della convergenza esterna (var. assolute)
750000
650000
550000
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-50000
-250000
16
Pagamenti diretti:
massimale nazionale per l’Italia
Il Reg. 1307/2013 assegna all’Italia un plafond di circa 27 miliardi €
(26,666 miliardi di €) a prezzi correnti.
Nel 2013 l’ammontare dei pagamenti diretti per l’Italia è stato di 4,128
miliardi di € (al netto della modulazione).
Pagamenti diretti per l’Italia:
Anni
Massimale nazionale
(000) euro
2015
2016
2017
2018
2020
3.902.039
3.850.805
3.799.540
3.751.937
3.704.337
17
Spesa PAC per tipo di interventi e processo di
riforma
(Fonte; Commissione UE - DG Agricoltura)
La Pac 2014-2020
Le fasi della PAC
2005-2009
riforma Fischler
2009-2013
Health check
2014-2020
Europa 2020
20
Le tappe del dibattito sulla Pac
18 novembre 2010
12 ottobre 2011
23-24 gennaio 2013
13-14 marzo 2013
19 marzo 2013
26 giugno 2013
24 settembre 2013
20 novembre 2013
17 dicembre 2013
Comunicazione della Commissione sul futuro della Pac
Proposte legislative sulla nuova Pac 2014-2020
Approvazione delle relazioni - Commissione
Agricoltura del Parlamento europeo
Approvazione delle relazioni - Parlamento europeo in
seduta plenaria - Decisione per il negoziato
interistituzionale
Consiglio Agricoltura - Accordo per il negoziato
interistituzionale
Trilogo: accordo generale sulla nuova Pac
Trilogo: accordo sugli ultimi punti della nuova Pac
Approvazione regolamenti di base al Parlamento
europeo in seduta plenaria
Approvazione regolamenti di base al Consiglio
17 dicembre 2013
11 marzo 2014
Approvazione regolamento transitorio
1° agosto 2014
Scelte nazionali sulla Pac
1° gennaio 2015
Entrata in vigore della nuova Pac
Approvazione regolamenti della Commissione
Le tappe del dibattito sulla Pac
18 novembre 2010
Comunicazione della Commissione sul futuro della Pac
12 ottobre 2011
Proposte legislative sulla nuova Pac 2014-2020
26 giugno 2013
Trilogo: accordo generale sulla nuova Pac
24 settembre 2013
Trilogo: accordo sugli ultimi punti della nuova Pac
20 novembre 2013
17 dicembre 2013
Approvazione regolamenti di base al Parlamento
europeo in seduta plenaria
Approvazione regolamenti di base al Consiglio
11 marzo 2014
Approvazione regolamenti della Commissione
1° agosto 2014
Scelte nazionali sulla Pac
1° gennaio 2015
Entrata in vigore della nuova Pac
La Pac 2014-2020:
gli obiettivi
Perché occorre una riforma?
Per rispondere alle sfide future
Sfide
economiche
Sfide
ambientali
Sfide
territoriali
• Sicurezza
alimentare
• Emissioni di gas
serra
• Vitalità delle zone
rurali
• Variabilità dei
prezzi
• Degrado dei terreni
• Diversità
dell'agricoltura
dell'UE
• Crisi economica
• Qualità dell’acqua e
dell’aria
• Habitat e biodiversità
Produzione di
cibo
Gestione risorse
naturali
Sviluppo
territoriale
Obiettivi della Pac: due parole chiave
Competitività
(capacità di stare sul mercato)
Beni pubblici
(remunerazione ai beni non pagati
dal mercato)
La Pac 2014-2020:
gli strumenti
I tre strumenti della Pac
(risorse per l’Italia)
1. Pagamenti diretti (52% risorse)
2. Misure di mercato (8% risorse)
3. Sviluppo rurale (40% risorse)
8%
40%
Misure di mercato
Pagamenti disaccoppiati
Sviluppo rurale
52%
Nello sviluppo rurale è compreso il cofinanziamento nazionale.
L’architettura della Pac
Fonte: Inea
Le risorse 2014-2020 per l’Italia
Fondo
Fondi
UE
(miliardi €)
Fondi
Totale
nazionali (miliardi €)
(miliardi €)
Media
annua
(miliardi €)
Periodo
precedente
(miliardi €)
Pagamenti
diretti
27,0
0,0
27,0
3,8
4,1
OCM vino e
ortofrutta
4,0
0,0
4,0
0,6
0,6
Sviluppo rurale
10,5
10,5
21,0
3,0
2,6
TOTALE
41,5
10,5
52,0
7,4
7,3
Nello sviluppo rurale è compreso il cofinanziamento nazionale.
Gli strumenti
Reg. 1306/2013 –
Finanziamento, gestione e monitoraggio della Pac
1° pilastro
Reg. 1307/2013 pagamenti diretti
Reg. 1308/2013 organizzazione comune
dei mercati (OCM)
FEAGA
2° pilastro
Reg. 1305/2013 sostegno allo sviluppo
rurale
FEASR
30
Gli strumenti
Misure mirate per meglio
rispondere agli obiettivi
Pagamenti diretti
• Ridistribuzione
• Sostegno più
mirato
• Ridefinizione:
• Rendere più verdi
i pagamenti
• Tetti massimi
• Piccoli produttori
• Aree con vincoli
naturali specifici
Basati su una struttura a due
pilastri
Misure di mercato
• Orientamento al
mercato
• Razionalizzazione
e semplificazione
• Migliore
funzionamento
della catena
alimentare
Sviluppo rurale
• Temi principali:
ambiente,
cambiamento climatico
e innovazione
• Maggiore coerenza con
le altre politiche dell'UE
• Maggiore efficacia nella
messa in atto
• Gestione del rischio
• Nuovi criteri di
distribuzione
Trasferimento di fondi tra pilastri
 Gli Stati membri hanno la possibilità di trasferire fino al
15% della dotazione nazionale per i pagamenti diretti
(1° pilastro) a quella dello sviluppo rurale (2° pilastro).
 Tali importi non avranno bisogno di essere cofinanziati.
 Gli Stati membri potranno anche scegliere di trasferire fino
al 15% della propria dotazione nazionale per lo sviluppo
rurale alla dotazione per i pagamenti diretti.
 Alcune considerazioni per l’Italia:
 dotazione nazionale pagamenti diretti: diminuzione di 300 milioni di
euro annui;
 dotazione nazionale sviluppo rurale: aumento di … milioni di euro
annui;
 gestione del rischio dal 1° al 2° pilastro.
 Decisione Italia: nessun trasferimento tra pilastri.
32
Pagamenti diretti
Le tappe dell’attuazione della Pac in Italia
17 dicembre 2013
Approvazione regolamento di base al Consiglio (Reg. 1307/2013)
11 marzo 2014
Approvazione regolamenti della Commissione (Reg. 639-640-641/2014)
1° agosto 2014
Scelte nazionali sulla Pac
18 novembre 2014
DM 6513: applicazione Pac in Italia
1° gennaio 2015
Entrata in vigore della nuova Pac
12 gennaio 2015
DM 162: sulla semplificazione della gestione della Pac (fascicolo aziendale,
domanda precompilata, piano di coltivazione, ecc.)
23 gennaio 2015
DM 180: condizionalità
26 febbraio 2015
DM 1420: modificativo e integrativo applicazione Pac
20 marzo 2015
DM 1922: ulteriori disposizioni
20 marzo 2015
Circolari Agea: ricognizione, agricoltore attivo, piano di coltivazione,
domanda unica 2015
15 aprile 2015
Apertura della ricognizione preventiva
15 giugno 2015
Domanda di assegnazione dei titoli
Domanda Unica di Pagamento 2015
15 ottobre 2015
Adesione al regime dei piccoli agricoltori
1 aprile 2016
Fissazione definitiva dei titoli
I tre criteri della riformulazione dei
pagamenti diretti
 Spacchettamento in 7 tipologie di pagamenti
 di cui 3 obbligatorie e 4 facoltative per gli Stati membri
 l’Italia ha scelto di attivare 5 tipologie di pagamenti.
 Regionalizzazione (flat rate)
 Regionalizzazione = aiuti per ettaro uniformi a livello «regionale».
 Gli SM definiscono tali «regioni» secondo criteri oggettivi e non
discriminatori, quali le loro caratteristiche agronomiche e socioeconomiche e il loro potenziale agricolo regionale e la propria
struttura istituzionale o amministrativa.
 Convergenza interna
 Convergenza interna = avvicinare gli aiuti per ettaro a livello
«regionale».
 Processo per avvicinare progressivamente il valore dei pagamenti
diretti tra agricoltori all’interno di una stessa «regione».
35
La ridefinizione dei pagamenti diretti in
7 componenti
Pagamenti
Opzione per
gli Stati
membri
Distribuzione
fondi
obbligatorio
max 68%
Condizionalità base
facoltativo
max 30%
Per i primi max 30 ettari
obbligatorio
30%
Pratiche agricole benefiche
per il clima e l’ambiente
facoltativo
max 5%
Localizzazione in aree con
vincoli naturali
obbligatorio
max 2%
Età < 40
Pagamento accoppiato
facoltativo
max 15%
Specifiche produzioni,
escluso tabacco e patate.
Regime per i piccoli
agricoltori
facoltativo
max 10%
Piccolo agricoltore
Pagamento di base
Pagamento
ridistributivo
Pagamento ecologico
(greening)
Pagamento per le zone
con vincoli naturali
Pagamento per i
giovani agricoltori
Condizioni
36
Euro / unità
5– Regime per i piccoli agricoltori
Le scelte italiane: pagamenti diretti in 5 componenti
4 – Pagamento accoppiato
3 – Giovani agricoltori
11%
1%
2 – Pagamento ecologico (greening)
30%
1 - Pagamento di base
58%
Lo spacchettamento: le scelte italiane
Tipologia
% del massimale
nazionale
Pagamenti obbligatori per gli Stati membri
Pagamento di base
58%
Pagamento ecologico (greening)
30%
Pagamento giovani agricoltori
1%
Pagamenti facoltativi per gli Stati membri
Pagamento ridistributivo per i primi ettari
0%
Pagamento per le zone con vincoli naturali
0%
Pagamento accoppiato
11%
Pagamento piccoli agricoltori
-
38
Lo spacchettamento: una valutazione
 Lo spacchettamento porterà ad una enorme complessità della Pac.
 Gli impegni del pagamento ecologico potevano essere inglobati nella
condizionalità con la stessa efficacia.
 Il pagamento per i giovani agricoltori poteva stare nel secondo pilastro,
insieme alla specifica misura.
 Bastavano due componenti: pagamento disaccoppiato (in cambio della
condizionalità rafforzata) e pagamento accoppiato.
 Le scelte italiane:
 buona la scelta italiana di non applicare il pagamento redistributivo
e il pagamento zone con vincoli naturali;
 non conosciamo ancora il criterio di pagamento per i giovani
agricoltori, ma avrà comunque un effetto limitatissimo (circa 77
euro/ha, max 90 ettari);
 pagamento accoppiato: il solito spezzatino, con scarsa efficacia.
39
Pagamenti diretti:
massimale nazionale per l’Italia
Anni
Massimale nazionale
(000) euro
2015
3.902.039
2016
3.850.805
2017
3.799.540
2018
3.751.937
2020
3.704.337
Il Reg. 1307/2013 (art. 22, par. 2) prevede la possibilità di aumentare il
massimale del 3% annuo. L’Italia ha previsto l’aumento del massimale del
3% per l’assegnazione dei titoli.
Questa norma permette di utilizzare tutti i fondi a disposizione, evitando di
lasciare sul tavolo somme non spese, così come è avvenuto nelle due
precedenti riforme.
Comunque i pagamenti non possono superare il massimale previsto dal Reg.
1307/2013; se è necessario, i pagamenti sono ridotti proporzionalmente.
Pagamento di base: i possessori dei titoli
 Il pagamento di base è legato a titoli trasferibili, attivati su terreni
ammissibili.
 Il pagamento di base è riservato agli agricoltori che:
 possiedono i titoli all’aiuto;
 che sono agricoltori attivi.
 I titoli del nuovo pagamento di base sostituiscono i titoli storici, che
sono scaduti il 31 dicembre 2014.
 Un agricoltore può ottenere titoli all’aiuto:
 per “prima assegnazione” il 15 giugno 2015;
 per assegnazione dalla riserva nazionale (in qualunque anno);
 per trasferimento (affitto o compravendita di titoli, in qualunque
anno).
41
Pagamento di base:
prima assegnazione dei titoli
 Prima assegnazione: i nuovi titoli saranno assegnati agli agricoltori
attivi sulla base della domanda unica al 15 giugno 2015.
 Il numero dei titoli è pari al numero di ettari ammissibili.
 Le superfici ammissibili sono: seminativi, colture permanenti
legnose, prati e pascoli permanenti.
 Alcune opzioni (a discrezione degli Stati membri):
 assegnazione di un numero di titoli all’aiuto pari al numero di ettari
ammissibili dichiarati dall’agricoltore nella domanda del 2013;
 applicare un coefficiente di riduzione agli ettari ammissibili a prato
permanente in zone con condizioni climatiche difficili a motivo
dell’altitudine, della pendenza, ecc.;
 escludere le superfici che erano a vigneti e a serre permanenti al
15.05.2013.
42
Pagamento di base:
prima assegnazione dei titoli
 Prima assegnazione: i nuovi titoli saranno assegnati agli agricoltori
attivi sulla base della domanda unica al 15 giugno 2015.
 Il numero dei titoli è pari al numero di ettari ammissibili.
 Gli ettari ammissibili sono:
 seminativi, comprese le serre;
 colture permanenti legnose (vigneti, oliveti, frutteti,
agrumeti, frutta a guscio), compresi vivai e bosco ceduo a rapida
rotazione,
 prati permanenti e pascoli permanenti.
 Sugli ettari ammissibili è necessario lo svolgimento di un’attività
agricola.
43
Attività agricola
 Per “ettaro ammissibile” si intende: “superficie agricola dell’azienda ….
utilizzata per un’attività agricola…”.
 Attività agricola (art. 4, lett. c):
1. la produzione, l’allevamento o la coltivazione di prodotti agricoli, compresi
la raccolta, la mungitura, l’allevamento, la custodia degli animali per fini
agricoli;
2. il mantenimento della superficie in uno stato idoneo al pascolo o alla
coltivazione
(art. 4, paragrafo 1, lettera a, Reg. 639/2014; art. 2, decreto ministeriale 18
novembre 2014):

attività con cadenza annuale consistente in almeno una pratica colturale
ordinaria (come ad esempio una lavorazione del terreno o una
fertilizzazione o una falciatura o un turno di pascolamento), fermo
restando il rispetto dei criteri di condizionalità;
3. lo svolgimento di un’attività agricola minima sulle superfici mantenute in uno
stato idoneo al pascolo o alla coltivazione (art. 4 par. 1, lettera c, Reg. 1307/2013; art. 2,
decreto ministeriale 18 novembre 2014):

attività con cadenza annuale consistente in almeno una pratica colturale
ordinaria, fermo restando il rispetto dei criteri di condizionalità.
44
Mantenimento di una superficie agricola
 le superfici sono considerate mantenute in uno stato idoneo al
pascolo o alla coltivazione quando:

sono accessibili, rispettivamente, per il pascolamento o per lo
svolgimento delle operazioni colturali ordinarie e non abbisognano di
interventi preparatori che vadano oltre il ricorso ai metodi e ai
macchinari agricoli ordinari per rimanere in tale stato.
 l’attività agricola ha cadenza almeno annuale e la pratica
agronomica utilizzata è idonea a:




prevenire la formazione di potenziali inneschi di incendi;
limitare la diffusione delle infestanti;
mantenere, nel caso di colture permanenti, in buone condizioni le
piante con un equilibrato sviluppo vegetativo, secondo le forme di
allevamento, gli usi e le consuetudini locali;
non danneggiare il cotico erboso dei prati permanenti con il
sovrasfruttamento o la sottoutilizzazione.
45
Pascolo e calcolo delle tare
PASCOLO E CALCOLO DELLE TARE
AMMISSIBILITA
’
a)
prati permanenti cespugliati, arborati e/o con roccia affiorante con tara fino al
5%.
100%
b)
prati permanenti cespugliati, arborati e/o con roccia affiorante con tara
eccedente il 5% e fino 20%.
80%
c)
prati permanenti cespugliati, arborati e/o con roccia affiorante con tara
eccedente il 20% e fino al 50%.
50%
d)
superficie sulle quali sono svolte le
pratiche locali tradizionali di cui
all’articolo 7 del regolamento
(UE) n. 639/2014 che sono
individuate, da Agea nel sistema
di identificazione delle parcelle
agricole (SIPA), su indicazione, da
parte della Regione o Provincia
autonoma competente, dei relativi
estremi catastali.
tara superiore al 50% e inferiore al 70%
30%
copertura di erba e altre specie erbacee
da foraggio non è prevalente ma sulla
superficie insistono comunque piante
foraggere non erbacee tradizionalmente
pascolate che unitamente all'erba e alle
piante erbacee da foraggio coprono oltre
il cinquanta per cento della superficie
50%
e)
nei casi diversi di cui alla lettera d), con tara superiore al 50%.
0%
46
Tipologie di pascoli e ammissibilità
TIPOLOGIA DI
PASCOLI
DESCRIZIONE
OPERAZIONE
COLTURALE
pascoli polifiti
buona fertilità, con pendenza inferiore al 30%
e situati al di sotto di una certa quota
altimetrica
Pascolamento o sfalcio o operazione
colturale ordinaria
pascoli magri
pascolo permanente di bassa resa, di norma su
terreno di scarsa qualità, in genere non
concimato, coltivato, seminato o drenato, le
cui superfici sono abitualmente utilizzate solo
per il pascolo estensivo e non vengono
falciate
Pascolamento o sfalcio o operazione
colturale ordinaria
superfici agricole
mantenute naturalmente
pascoli caratterizzati da vincoli ambientali:
pascoli con pendenza superiore al 30%;
pascoli oltre una certa quota
Pascolamento o sfalcio o operazione
colturale ordinaria
superfici con pratiche
locali tradizionali (Reg.
639/2014, art. 7, lett. a)
superfici sulle quali l’erba e le altre piante
erbacee da foraggio non sono predominanti
(sottobosco) e che possono essere considerate
superfici ammissibili soltanto se pascolate
Pascolamento
superfici con pratiche
locali tradizionali (Reg.
639/2014, art. 7, lett. b)
pratiche per la conservazione degli habitat
Pratiche stabilite nell’ambito delle
misure di conservazione o piani di
gestione, prescritti dagli enti gestori.
47
Pascolamento (1)
 i criteri di mantenimento delle superfici:
 sulle quali sono svolte le pratiche tradizionali;
 quelle sulle quali è svolta unicamente l'attività di pascolo,
compresi i “Pascoli magri”:
 sono soddisfatti quando il pascolo è comunemente applicato
in tali superfici con uno o più turni annuali di durata
complessiva di almeno sessanta giorni.
 densità minima di bestiame:
 0,2 UBA per ettaro l’anno.
48
Pascolamento (2)
 densità minima di bestiame:
 0,2 UBA per ettaro l’anno riferita all’anno di presentazione
della domanda.
 calcolo del rapporto UBA/ettaro di pascolo:
 numeratore: numero medio annuo di UBA corrispondenti agli
animali individuati al pascolo, nell’ambito della Banca Dati
Nazionale (BDN) delle anagrafi zootecniche, complessivamente
detenuti dal richiedente e appartenenti a codici di allevamento
intestati al medesimo richiedente;
 denominatore: la superficie complessiva di prato permanente,
esclusa quella su cui il produttore dichiara di esercitare pratiche
agronomiche diverse dal pascolamento.
49
Pascolamento (3)
 localizzazione dei pascoli:
 nel caso in cui il comune di ubicazione dei pascoli non coincida
con il comune di ubicazione dell’allevamento (reperibile dal codice
ASL) e non sia ad esso limitrofo, è necessario dimostrare il
pascolamento degli animali, secondo le modalità previste dalla
normativa vigente per gli allevamenti zootecnici;
 sono perciò considerate ammissibili le superfici situate in comuni
non limitrofi al comune di ubicazione dell’allevamento, solo se il
pascolamento è dimostrato attraverso la presenza di documenti
che attestino la movimentazione dei capi verso le località di
pascolo e tali documenti devono essere opportunamente
registrati presso la BDN.
50
Pascolamento (4)
 le Regioni possono derogare (con provvedimenti adottati entro il
31 marzo 2015):
 durata di pascolamento diversa dai 60 giorni;
 carico minimo di bestiame espresso in unità di bovino adulto
(UBA) per ettaro di pascolo permanente diverso da 0,2
UBA/ettaro di prato permanente
 possibilità di considerare nelle superfici a prato permanente, ai
fini del calcolo del carico minimo anche altre superfici aziendali
utilizzate per il pascolo ovvero la produzione di foraggi;
 possibilità di utilizzare anche i capi appartenenti a codici di
allevamento non intestati al richiedente ovvero di utilizzare il
pascolamento di terzi.
51
Attività minima
 Nei prati permanenti che soggiacciano a particolari vincoli ambientali
(pendenza >30%, altimetria e ridotta produttività):
 è obbligatorio il pascolamento, con uno o più turni annuali, di durata
complessiva di almeno 60 giorni;
 oppure lo sfalcio o lo svolgimento di altre operazioni colturali diverse dal
pascolamento o il pascolo, qualora l’agricoltore sia in grado di dimostrare
di aver effettuato almeno uno sfalcio all’anno ovvero altra operazione
colturale volta al miglioramento del pascolo.
 densità minima di bestiame da pascolo: 0,2 UBA per ettaro l’anno.
 la delimitazione delle superfici agricole mantenute naturalmente
che ne consentono la conservazione anche in assenza di pascolamento
o di qualsiasi altra operazione colturale:
 altitudine:
 Alpi Occidentali: 2000 metri slm
 Alpi Orientali: 1800 metri slm
 Appennini: 1700 metri slm.
 pendenza >30%.
53
La prima assegnazione dei titoli
 La scelta della prima assegnazione sulla base della domanda al 15
giugno 2015 genera una importante conseguenza in merito
all’affitto dei terreni, che in Italia supera il 30% della SAU.
 Per evitare che i proprietari assenteisti (non agricoltori) potessero
andare alla caccia dei titoli, il regolamento prevede due requisiti per
ricevere i titoli:
 che gli agricoltori abbiano ricevuto pagamenti diretti o aiuti nazionali in
relazione ad una domanda di aiuto nel 2013;
 che siano agricoltori attivi.
 Gli Stati membri possono concedere titoli all’aiuto agli agricoltori che
non hanno ricevuto pagamenti diretti nel 2013, se:
 coltivavano ortofrutticoli, patate, piante ornamentali e vigneti, al 15
maggio 2013;
 hanno ricevuto titoli da riserva nel 2014;
 presentano elementi di prova verificabili che, al 15 maggio 2013, hanno
coltivato prodotti agricoli o hanno allevato bestiame, purché che non
hanno mai avuto titoli in proprietà o in affitto.
54
I requisiti per l’assegnazione dei nuovi titoli
Requisiti
Precisazioni
1. Essere agricoltore attivo
La definizione di agricoltore attivo è stata decisa a livello nazionale
con Decreto ministeriale n. 6513 del 18 novembre 2014.
2. Presentare una domanda di
assegnazione di titoli
La domanda di assegnazione di titoli va presentata entro il 15 giugno
2015.
3. Aver presentato una
domanda di aiuto per il 2013
Avere diritto a percepire pagamenti in relazione ad una domanda di
aiuto per pagamenti diretti per il 2013.
Non è sufficiente una domanda nell’ambito del PSR.
Deroghe agricoltore che non
possiede il requisito 2013
Precisazioni
1. ortofrutticoli, patate da
consumo, patate da seme,
piante ornamentali
Agricoltori che, al 15 maggio 2013, producevano ortofrutticoli, patate
da consumo, patate da seme, piante ornamentali su una
superficie minima di 5.000 metri quadrati.
2. vigneti
Agricoltori che, al 15 maggio 2013, coltivavano vigneti.
3. riserva nazionale
Agricoltori a cui vengono assegnati titoli dalla riserva nazionale nel
2014.
4. prove verificabili
Agricoltori:
che non hanno mai avuto titoli in proprietà o in affitto;
e
che forniscono prove verificabili che, al 15 maggio 2013,
esercitavano attività di produzione e allevamento.
55
Il “requisito del 2013”
 Un modo per acquisire il “requisito del 2013”:
 in caso di vendita o affitto dell’azienda, il Reg. 1307/2013 (art.
24, par. 8) prevede la possibilità di trasferire il diritto a ricevere i
titoli ad uno o più agricoltori;
 valido solo in caso di vendita o affitto di terreni;
 il “requisito del 2013” si può trasferire anche a più agricoltori;
 Impossibilità a risolvere il “requisito del 2013”:
 acquisto di soli titoli nel 2014;
 avvio di una nuova attività o società nel 2014 o nel 2015, su
terreni di proprietà, da parte di un agricoltore che non è “nuovo
agricoltore”.
56
300
euro/ha
Regionalizzazione:
valore medio dei pagamenti diretti per ettaro
600
500
400
200
100
-
Italia
Sardegna
Sicilia
Calabria
Basilicata
Puglia
Campania
Molise
Abruzzo
Lazio
Marche
Umbria
Toscana
Emilia Romagna
Liguria
Friuli Venezia Giulia
Veneto
Trentino Alto Adige
Lombardia
Valle d'Aosta
Piemonte
L’Italia ha scelto la “Regione Unica” nazionale.
Calcolo di pagamento di base
 Tre metodi per il calcolo del pagamento di base (a scelta dello Stato
membro):
1. Convergenza totale al 2015: valore uniforme dei titoli dal 2015.
2. Convergenza totale al 2019: lo Stato membro stabilisce il valore
unitario iniziale al 2015 e finale al 2019 e determina gli step annuali di
convergenza. Al termine del periodo di convergenza (2019) tutti gli
agricoltori avranno titoli di pari valore, quindi un pagamento uniforme al
2019.
3. Convergenza parziale al 2019 o modello “irlandese”: lo
Stato membro stabilisce il valore unitario iniziale al 2015 e determina gli
step annuali di convergenza, senza raggiungere lo stesso valore dei
titoli nel 2019.
L’Italia ha scelto il “modello irlandese”.
58
Convergenza parziale al 2019 o
modello “irlandese” (1)
 Gli agricoltori che ricevono meno del 90% della media
regionale/nazionale otterranno un aumento graduale, pari ad un terzo
della differenza tra il loro valore unitario iniziale e il 90% del valore
dell'unità nazionale o regionale nel 2019.
 Gli Stati membri possono aumentare la percentuale oltre il 90% ma
non oltre il 100%.
 Gli Stati membri dovranno garantire che all’anno di domanda 2019
nessun titolo avrà un valore unitario più basso del 60% del valore
medio nazionale/regionale al 2019.
 Gli Stati membri potranno disporre che nessun titolo potrà diminuire di
oltre il 30% rispetto al suo valore unitario iniziale.
 Se il raggiungimento del vincolo del 60% comporta una perdita
superiore al 30% la soglia del 60% viene abbassata di conseguenza
(vince il rispetto della soglia massima di perdita rispetto alla soglia di un
aiuto minimo).
59
Convergenza parziale al 2019 o
modello “irlandese” (2)
 La transizione dal valore unitario iniziale al 2015 al valore unitario finale
al 2019 avverrà secondo criteri oggettivi e non discriminatori stabiliti
dagli Stati membri.
 Il pagamento ecologico (greening) può essere fissato in modo
proporzionale al valore complessivo dei titoli.
60
I titoli nel periodo transitorio
(convergenza parziale al 2019 o modello “irlandese”)
Caso di un agricoltore che nel 2014
possiede un titolo dal valore unitario più elevato del valore medio
Euro
Perdita max
- 30% valore
unitario iniziale
Valore medio
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
I titoli nel periodo transitorio
(convergenza parziale al 2019 o modello “irlandese”)
Caso di un agricoltore che nel 2014
Euro
non possiede titoli
60% del valore
medio naz./reg.
Valore medio
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
Il calcolo del valore unitario iniziale (VUI)
Calcolo del VUI (Valore iniziale dei titoli), al 15 giugno 2015, da
cui parte il processo di convergenza
VUI = (X/Y) * (A/B)
dove:
X/Y = % pagamento di base sul massimale
(variabile dal 18%-68%, a seconda delle scelte fatte sul menu dei
pagamenti); dopo le scelte nazionali = 0,58
A/B = pagamento medio per ettaro al primo anno
ottenuto come rapporto tra:
A = l’importo totale dei pagamenti diretti 2014,
compreso l’art.68 per i settori
non confermati nel nuovo sostegno accoppiato (tabacco, Danae racemosa e patate);
B = SAU ammissibile a pagamento nel 2015.
L’Italia ha scelto il criterio dei “pagamenti percepiti”.
63
Il calcolo del valore unitario iniziale
Il VUI dipende da
A
----B
V = Valore unitario iniziale dei titoli
A = pagamenti percepiti dall’agricoltore per il 2014,
compresi l’art.68 per i settori non confermati nel nuovo sostegno
accoppiato (tabacco, Danae racemosa e patate)
B = superfici indicate nella domanda unica nel 2015
L’Italia ha scelto il criterio dei “pagamenti percepiti”.
64
Il modello irlandese
Max 30%
Media (VUN: Valore
Unitario Nazionale)
90% VUN
1/3 dif. 90%
60% VUN
60% VUN
VUN (2019) = massimale 2019/SAU 2015 = 179 euro/ha.
Modello irlandese: i possibili casi
 Cinque possibili casi:
1. Vui>Vun per oltre 30%: perdita oltre il 30% del Vui.
2. Vui>Vun, meno del 30%: perdita inferiore al 30% del Vui.
3. Vui compreso tra 90% e 100% Vun: nessuna variazione.
4. Vui<90%Vun: recupero di un terzo della differenza.
5. Vui<60%Vun: aumento almeno al 60% del Vun.
 Gli aumenti e le diminuzioni avvengono con gradualità.
66
I tre anni che contano
ANNI
2013
2014
2015
DESCRIZIONE
Gli agricoltori ottengono l’assegnazione dei nuovi
titoli, se hanno presentato una domanda di aiuto nel
2013.
Il trascinamento dei titoli storici tiene conto dei
pagamenti percepiti dall’agricoltore per il 2014.
I nuovi titoli saranno assegnati agli agricoltori sulla
base delle superfici agricole dichiarate nella Domanda
Unica 2015.
Guadagno insperato
 In caso di vendita o affitto (parziale o totale) o scadenza di affitto, tra il 16
maggio 2014 e il 15 maggio 2015, uno Stato membro può stabilire che
l’aumento del valore di titoli sia riversato alla riserva nazionale (art. 28, Reg.
Ue 1307/2013). L’Italia ha utilizzato questa norma.
 In caso di vendita, cessione o scadenza parziale o totale di un contratto di
affitto di superfici agricole tra il 16 maggio 2014 a il 15 maggio 2015,
l'aumento del valore dei titoli all'aiuto assegnati all'agricoltore interessato è
riversato nella misura del
50% nella riserva nazionale.
 La riduzione di superficie ammissibile tra il 2014 e il 2015 costituisce un
guadagno insperato perché genera un aumento del valore dei titoli.
 Es. la vendita di terreno o la cessione in affitto o la scadenza di affitto tra il
16 maggio 2014 a il 15 maggio 2015.
 Il guadagno insperato non si applica per affitti di durata uguale o inferiore ad
un anno e qualora l’importo da riversare nella riserva è inferiore a 1.000 euro.
68
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Agricoltore con titoli di valore elevato
(esempio: pomodoro da industria o zootecnia bovina)
SAU: 45 ettari
Valore pagamenti 2014: 56.593 euro
Valore pagamenti 2019: 34.542 euro (-39%)
€ 60.000
€ 50.000
€ 40.000
Accoppiato
Giovani agricoltori
€ 30.000
Greening
Pagamento di base
€ 20.000
€ 10.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
69
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Agricoltore con titoli di valore elevato
(esempio: zootecnia bovina intensiva)
SAU: 45 ettari
Valore pagamenti 2014: 56.593 euro
Valore pagamenti 2019: 47.950 euro (-27%)
€ 70.000
€ 60.000
€ 50.000
Accoppiato
€ 40.000
Giovani agricoltori
Greening
€ 30.000
Pagamento di base
€ 20.000
€ 10.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
70
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Agricoltore con titoli di valore elevato
(esempio: zootecnia bovina estensiva)
SAU: 45 ettari
Valore pagamenti 2014: 25.000 euro
Valore pagamenti 2019: 28.400 euro (+14%)
€ 30.000
€ 25.000
€ 20.000
Accoppiato
€ 15.000
Giovani agricoltori
Greening
Pagamento di base
€ 10.000
€ 5.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
71
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Produttore di cereali e leguminose
SAU: 150 ettari
Valore pagamenti 2014: 58.669 euro
Valore pagamenti 2019: 48.406 euro (-17%)
€ 70.000
€ 60.000
€ 50.000
Accoppiato
€ 40.000
Giovani agricoltori
Greening
€ 30.000
Pagamento di base
€ 20.000
€ 10.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
72
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Agricoltore senza con titoli
(esempio: orticoltore o viticoltore)
SAU: 45 ettari
Valore pagamenti 2014: 0 euro
Valore pagamenti 2019: 7.363 euro
€ 8.000
€ 7.000
€ 6.000
€ 5.000
Accoppiato
Giovani agricoltori
€ 4.000
Greening
Pagamento di base
€ 3.000
€ 2.000
€ 1.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
73
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Produttore di cereali e leguminose
SAU: 150 ettari
Valore pagamenti 2014: 58.669 euro
Valore pagamenti 2019: 48.406 euro (-17%)
€ 70.000
€ 60.000
€ 50.000
Accoppiato
€ 40.000
Giovani agricoltori
Greening
€ 30.000
Pagamento di base
€ 20.000
€ 10.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
74
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Produttore giovane cereali e leguminose
SAU: 150 ettari
Valore pagamenti 2014: 58.669 euro
Valore pagamenti 2019: 48.406 euro (-17%)
€ 70.000
€ 60.000
€ 50.000
Accoppiato
€ 40.000
Giovani agricoltori
Greening
€ 30.000
Pagamento di base
€ 20.000
€ 10.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
75
Esempio di spacchettamento, regionalizzazione e convergenza
Produttore di tabacco
SAU: 30 ettari
Valore pagamenti 2014: 119.595 euro
Valore pagamenti 2019: 72.996 euro (-39%)
€ 140.000
€ 120.000
€ 100.000
Accoppiato
€ 80.000
Giovani agricoltori
Greening
€ 60.000
Pagamento di base
€ 40.000
€ 20.000
€0
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
76
La convergenza: una valutazione
 La convergenza “modello irlandese”, scelta dall’Italia, è una difesa dello
“status quo” e delle rendite acquisite;
 continuerà a creare distorsioni e rallenta la ristrutturazione
dell’agricoltura italiana.
 Il greening individuale è un’aberrazione dal punto di vista concettuale:
una remunerazione profondamente diversa per impegni identici.
 La convergenza al 2019 o un modello irlandese con greening flat
avrebbe il vantaggio di accelerare i tempi della regionalizzazione.
 Gli errori derivano dal passato: l’Italia non ha colto la possibilità della
regionalizzazione né con la riforma Fischler né con l’Health check.
 Ancora nel 2020, l’Italia erogherà un sostegno legato alle scelte della
Conferenza di Stresa!
 Il modello irlandese è complicatissimo: il valore dei titoli e dei
pagamenti diretti saranno diversi da agricoltore ad agricoltore e
cambieranno tutti gli anni.
77
Titoli speciali
 I titoli speciali non esistono nella nuova Pac 2015-2020.
 i titoli storici, quindi anche i titoli speciali, scadono il 31 dicembre 2014.
 il valore dei titoli speciali, percepito nel 2014, contribuirà a formare il
valore dei “pagamenti percepiti” e quindi dei “nuovi titoli”.
 Cosa deve fare un agricoltore che possiede titoli speciali?
 dovrà presentare una domanda di “prima assegnazione” dei titoli al 15
giugno 2015;
 dovrà dimostrare il possesso di una superficie ammissibile minima di 0,5
ettari.
 Cosa farà Agea?
 Agea assegnerà all’agricoltore un numero di “nuovi titoli”, pari al numero di
ettari ammissibili che saranno indicati nella domanda unica al 15 giugno
2015;
 il valore dei “nuovi titoli” sarà assegnato secondo il “modello irlandese”,
sulla base del valore dei pagamenti percepiti dall’agricoltore nel 2014,
compresi i pagamenti dei titoli speciali.
78
Successioni, fusioni, scissioni
 L’agricoltore, che ha ricevuto l’azienda o parte dell’azienda per via
ereditaria (successione mortis causa o successione anticipata), è
ammesso agli stessi diritti dell’agricoltore che gestiva l’azienda in
origine. L’erede può ricevere i titoli che spettano al genitore.
 In caso di modifica dello stato giuridico o della denominazione,
l’agricoltore con la nuova natura giuridica è ammesso agli stessi diritti
dell’agricoltore che gestiva l’azienda in origine.
 Nel caso di fusioni di aziende, l’agricoltore che gestisce la nuova
azienda è ammesso agli stessi diritti degli agricoltori che le gestivano in
origine.
 Nel caso di scissioni di aziende, gli agricoltori che gestiscono le nuove
aziende sono ammessi, proporzionalmente, agli stessi diritti
dell’agricoltore che la gestiva in origine.
 Nei casi suddetti, la nuova azienda acquisisce tutti i diritti dell’azienda in
origine, sia il valore dei titoli che il “requisito del 2013”.
79
Ricognizione preventiva
 La ricognizione preventiva, dal 15 aprile 2015, è propedeutica
all’assegnazione dei titoli e consiste:
 ricognizione dei potenziali beneficiari all’aiuto per l’anno 2015, il cui
elenco è pubblicato da Agea e reso disponibile agli organismi
pagatori;
 ricognizione delle potenziali superfici ammissibili ai fini
dell’assegnazione e dell’attivazione dei diritti all’aiuto, che sono
classificate e individuate nel Sistema Informativo Geografico (GIS),
a cura di Agea.
 L’elenco dei potenziali beneficiari non è esaustivo né definitivo, ma
suscettibili di integrazioni e modificazioni.
 Nella fase di ricognizione preventiva sono registrate:
 le movimentazioni aziendali: successioni, cambio di denominazione,
fusioni, scissioni;
 cause di forza maggiore;
 beneficiari assenti per: ortofrutticoli, vigneti, ecc.;
 requisito 2013.
80
Clausola relativa ai contratti privati di vendita
(art. 20 Reg. 639/2014)
 In caso di vendita dell’azienda o di parte di essa, per i contratti di
compravendita stipulati prima del 15 maggio 2015, si può trasferire
insieme all’azienda i corrispondenti diritti a ricevere i titoli da assegnare.
 Questa volontà deve essere prevista nel contratto di compravendita.
 Con la Domanda Pac del 15 maggio 2015, i titoli vengono assegnati al
venditore e direttamente trasferiti al compratore che beneficerà dei
pagamenti che il venditore ha ricevuto nel 2014.
 Il trasferimento richiede la qualifica di agricoltore attivo per entrambe le
parti.
 In caso di cessione totale dell’azienda per compravendita, la domanda
di prima assegnazione dei diritti è presentata dal cessionario. Occorre
tuttavia l’autorizzazione da parte del cedente.
 In caso di cessione parziale dell’azienda per compravendita, la domanda
di prima assegnazione dei diritti è presentata dal cedente.
81
Clausola relativa ai contratti privati di affitto
(art. 21 Reg. 639/2014)
 In caso di affitto dell’azienda o di parte di essa, per i contratti di affitto stipulati
prima del 15 maggio 2015, si può trasferire insieme all’azienda i corrispondenti
diritti a ricevere i titoli da assegnare.
 Il proprietario riceverà l’assegnazione dei titoli, che ha ceduto in affitto, ma non
riceverà il pagamento.
 L’affittuario dell’azienda agricola acquisisce in affitto i diritti dell’azienda
affittata, ovvero il valore dei titoli e il relativo pagamento (per la durata
dell’affitto).
 La procedura è la seguente:
 con la Domanda Pac del 15 maggio 2015, i titoli all’aiuto vengono assegnati al locatore
(proprietario);
 gli stessi titoli vengono immediatamente direttamente trasferiti all’affittuario che
beneficerà dei pagamenti che il locatore (proprietario) ha ricevuto nel 2014;
 al termine del contratto di affitto, i titoli ritornano al locatore (proprietario).
 I soggetti devono avere la qualifica di agricoltore attivo e il contratto di affitto
deve avere una scadenza successiva alla data di presentazione della domanda
del 2015.
 In caso di cessione totale dell’azienda per affitto o di cessione parziale, la
domanda di prima assegnazione dei diritti è presentata dal cedente.
82
Gli effetti settoriali e
territoriali
Gli effetti della rimodulazione dei pagamenti
diretti
1.
Forte ridistribuzione del sostegno tra le imprese e i territori



2.
penalizzate le Regioni: Lombardia, Calabria, Veneto, Puglia
avvantaggiate le Regioni: Sardegna, Trentino, Abruzzo
penalizzate le aziende di pianura, favorite quelle di montagna.
Impatti rilevanti sulle imprese storiche di alcuni settori
 penalizzate le aziende che nel periodo di riferimento erano a:
 tabacco, pomodoro, agrumi, latte, zootecnia intensiva, olivo, riso,
grano duro, barbabietola da zucchero, foraggi essiccati e mais.
 favorite le aziende che nel periodo di riferimento erano a:
 vigneti, orticole, patate, frutta, vivai, zootecnia estensiva, foraggere,
leguminose, grano tenero, orzo e cereali minori.
Gli effetti settoriali della riforma dei
pagamenti diretti
 Il pagamento era già disaccoppiato anche prima della riforma, quindi
gli effetti settoriali saranno minimi.
 Importanti saranno le decisioni sul sostegno accoppiato: circa 550
milioni di euro/anno per l’Italia). Per conoscere i pagamenti diretti per
l’Italia dobbiamo attendere il 1°agosto 2014.
 Il fattore che maggiormente influenza i settori è il MERCATO.
Chi guadagna e chi perde con uniformazione?
Fonte: Franco Sotte
Riserva nazionale (1)
 Ogni Stato membro costituisce una riserva nazionale, che non può
superare il 3% del massimale del pagamento di base.
 L’Italia ha attivato la riserva nazionale per il 3% del pagamento di base, pari al
1,74% del massimale nazionale (3% * 0,58).
 La riserva nazionale o regionale è utilizzata per assegnare titoli in via
prioritaria a:
 giovani agricoltori e/o nuovi agricoltori che iniziano ad esercitare l’attività
agricola, di età compresa tra 18 e 65 anni.
 Inoltre, la riserva nazionale o regionale è utilizzata per:
 assegnare titoli agli agricoltori per evitare che le terre siano abbandonate, comprese
le zone soggette a programmi di ristrutturazione connessi ad un intervento pubblico;
 assegnare titoli agli agricoltori al fine di compensarli per svantaggi specifici;
 assegnare titoli agli agricoltori ai quali è stata negata l’assegnazione per cause di
forza maggiore o di circostanze eccezionali.
87
Riserva nazionale (2)
 La superficie minima ammissibile per la richiesta alla riserva nazione
è 1 ettaro.
 L’accesso alla riserva nazionale è consentito una sola volta.
 La riserva nazionale consente:
 assegnazione nuovi titoli agli agricoltori che non ne detengono;
 aumento del valore dei titoli detenuti.
88
Riserva nazionale (3)
 Il valore dei titoli assegnati dalla riserva nazionale è pari al valore
medio nazionale (VUN):
 pagamento di base: 180 euro/ha circa;
 pagamento greening: 95 euro/ha circa.
 La riserva nazionale è alimentata dai titoli che non danno luogo al
pagamento per due anni consecutivi, perché:
 agricoltore non attivi;
 sotto la soglia minima
 non utilizzati.
89
Pagamenti diretti:
valori medi
Pagamento di base
Anni
Massimale
nazionale
Pagamento greening
(000) euro
2015
(000) euro
3.902.039
Stima
pagamento
medio
euro/ha
2.263.183
189
1.170.612
98
39.020
47
429.224
2016
3.850.805
2.233.467
186
1.155.242
96
38.508
47
423.589
2017
3.799.540
2.203.733
184
1.139.862
95
37.995
46
417.949
2018
3.751.937
2.176.123
181
1.125.581
94
37.519
45
412.713
2019
3.704.337
2.148.515
179
1.111.301
93
37.043
45
407.477
2020
3.704.337
2.148.515
179
1.111.301
93
37.043
45
407.477
58%
(000) euro
Stima
pagamento
medio
euro/ha
Pagamento
accoppiato
Pagamento giovani
30%
(000) euro
Stima
pagamento
medio
euro/ha
(000) euro
1%
11%
Attivazione dei titoli
 L’agricoltore titolare di un titolo può richiedere annualmente il
pagamento dell’importo, ma il titolo deve essere abbinato ad un “ettaro
ammissibile”.
 Per ettaro ammissibile si intende:
 Qualunque superficie agricola investita a:
• seminativi;
• colture permanenti legnose (frutteti, vigneti, oliveti, ecc.), compresi i
vivai e il bosco ceduo a rotazione rapida;
• prati e pascoli permanenti.
• Definizione di bosco ceduo a rotazione rapida:
• le superfici coltivate a pioppi, salici, robinie, paulownia, ontani, olmi,
platani, Acacia saligna, le cui ceppaie rimangono nel terreno dopo la
ceduazione, con i nuovi polloni che si sviluppano nella stagione
successiva e con un ciclo produttivo non superiore ad otto anni
 Dichiarazione degli ettari ammissibili:
 annualmente attraverso la Domanda Unica.
91
Trasferimento dei titoli
Successione
Successione effettiva o mortis causa.
Successione anticipata
Fusioni, scissioni
Trasferimento temporaneo dei
titoli: affitto, comodato.
Con o senza terra.
Trasferimento definitivo dei
titoli, insieme alla terra:
compravendita
Con o senza terra.
 In caso affitto dei titoli senza terra, il 30% del valore dei titoli e del
numero dei titoli è riversato nella riserva nazionale.
92
La condizionalità
• La condizionalità è obbligatoria per il percepimento del
pagamento di base.
• I pagamenti diretti sono subordinati all'osservanza di norme
regolamentari in materia di ambiente, cambiamenti climatici e
benessere degli animali.
• La terra deve essere mantenuta in buone condizioni
agronomiche in linea con i requisiti ambientali.
• Gli agricoltori che beneficiano di pagamenti diretti devono
rispettare:
• “criteri di gestione obbligatori” (CGO);
• “mantenere la terra in buone condizioni agronomiche e
ambientali” (BCAA).
93
Condizionalità: settori e temi
Settore - Ambiente, cambiamenti climatici e buone condizioni
agronomiche del terreno:
 Tema principale:
 Acque (CGO 1, BCAA 1-2-3)
 Suolo e stock di carbonio (BCAA 4-5-6)
 Biodiversità (CGO 2-3)
 Livello minimo di mantenimento dei paesaggi (BCAA 7)
Settore – Sanità pubblica, salute degli alimenti e delle piante:
 Tema principale:
 Sicurezza alimentare (CGO 4-5)
 Identificazione e registrazione degli animali (CGO 6-7-8)
 Malattie degli animali (CGO 9)
 Prodotti fitosanitari (CGO 10)
Settore – Benessere degli animali:
 Tema principale:
 Benessere degli animali (CGO 11-12-13)
94
SETTORE
Ambiente, cambiamenti climatici e buone condizioni
agronomiche del terreno
TEMI
REGOLAMENTI E DIRETTIVE
CGO 1
ACQUE
BCAA 1
BCAA 2
BCAA 3
BCAA 4
SUOLO E STOCK DI
CARBONIO
BCAA 5
BCAA 6
CGO 2
BIODIVERSIA’
CGO 3
LIVELLO MINIMO
DI MANTENIMENTO
DEI PAESAGGI
BCAA 7
Direttiva 91/676/CEE, relativa alla protezione delle acque
dall’inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole
Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua
Rispetto delle procedure di autorizzazione quando l’utilizzo delle
acque ai fini di irrigazione è soggetta ad autorizzazione
Protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento
Copertura minima del suolo
Gestione minima delle terre che rispetti le condizioni locali specifiche
per limitare l’erosione
Mantenere i livelli di sostanza organica del suolo mediante pratiche
adeguate, compreso il divieto di bruciare le stoppie, se non per
motivi di salute delle piante
Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30
novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici.
Articolo 3 paragrafo 1, articolo 3 paragrafo 2, lettera b), articolo 4
paragrafi 1, 2 e 4
Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della
fauna selvatiche. Articolo 6, paragrafi 1 e 2
Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio
95
SETTORE
Sanità pubblica, salute degli animali e delle piante
TEMI
REGOLAMENTI E DIRETTIVE
CGO 4
SICUREZZA
ALIMENTARE
CGO 5
CGO 6
IDENTIFICAZIONE
E REGISTRAZIONE
DEGLI ANIMALI
CGO 7
CGO 8
MALATTIE DEGLI
ANIMALI
CGO 9
PRODOTTI
FITISANITARI
CGO 10
Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della
legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza
alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare
Direttiva 96/22/CE del Consiglio, del 29 aprile 1996, concernente il
divieto di utilizzazione di talune sostanze ad azione ormonica,
tireostatica e delle sostanze beta-agoniste nelle produzioni animali
Direttiva 2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
all’identificazione e alla registrazione dei suini
Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 17 luglio 2000, che istituisce un sistema di identificazione
e di registrazione dei bovini e relativo all’etichettatura delle carni
bovine e dei prodotti a base di carni bovine
Regolamento (CE) n. 21/2004 del Consiglio, del 17 dicembre 2003, che
istituisce un sistema di identificazione e di registrazione degli ovini e dei
caprini
Regolamento (CE) n. 999/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 22 maggio 2001, recante disposizioni per la prevenzione, il controllo
e l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili
Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all’immissione sul mercato dei
prodotti fitosanitari
96
SETTORE
Benessere degli animali
TEMI
BENESSERE
DEGLI ANIMALI
REGOLAMENTI E DIRETTIVE
CGO
11
CGO
12
CGO
13
Direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce
le norme minime per la protezione dei vitelli
Direttiva 2008/120/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che
stabilisce le norme minime per la protezione dei suini
Direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, riguardante la
protezione degli animali negli allevamenti
97
Benefici ambientali
cumulati
Benefici ambientali cumulati
Pagamenti agro-climaticoambientali
Sviluppo
Rurale
Greening
Pagamento “verde”
disaccoppiato per ettaro
Condizionalità
Superficie agricola
(eleggibile per i pagamenti diretti)
Pagamento di base
98
Pagamento ecologico (greening)
 Il regolamento parla di “pagamento per le pratiche agricole
benefiche per il clima e l’ambiente”.
 Gli agricoltori che hanno diritto al pagamento di base sono tenuti a
rispettare su tutti gli ettari ammissibili i seguenti impegni ambientali,
fissati per tutte l’Ue:
A. le pratiche agricole benefiche
1. Diversificazione colturale
2. Mantenimento prati permanenti
3. Aree a valenza ambientale
B. le pratiche equivalenti (per il 2015, in Italia, non sono
utilizzabili).
 Gli agricoltori biologici hanno diritto automaticamente al
pagamento ecologico sulle superfici a produzione biologica.
99
Pagamento ecologico
Diversificazione colturale
Mantenimento dei prati e pascoli
permanenti
Aree di interesse ecologico
La superficie interessata al greening
 Le aziende biologiche sono greening ipso facto.
Superficie aziendale
a:
Seminativi
Colture
Colture
avvicendate,
comprese serre
Colture permanenti
Vigneti, oliveti,
frutteti, agrumeti,
frutta a guscio,
vivai, ecc.
Prati e pascoli
permanenti
Prati permanenti,
pascoli
permanenti,
pascoli magri
Impegni da rispettare
- Diversificazione
- Aree di interesse ecologico
- Mantenimento dei prati e
pascoli permanenti
101
Diversificazione (1)
 Interessa solo le superfici a seminativo.
 Applicazione in funzione della superficie a seminativo:
 fino a 10 ettari a seminativo, nessun obbligo di diversificazione;
 da 10 a 30 ha di seminativo: obbligo di due colture, con la coltura
principale che copre al massimo il 75%;
 oltre i 30 ha di seminativo: obbligo di tre colture, con la coltura
principale che copre al massimo il 75% e le due principali al
massimo il 95%.
Superficie aziendale
a seminativo
Colture
Dimensione minima
fino a 10 ettari
esenzione
-
da 10 a 30 ettari
min. 2
nessuna delle colture deve coprire più del 75%
della superficie a seminativo
min. 3
la coltura principale copre al massimo il 75%
della superficie a seminativo; le due colture
principali al massimo il 95%.
maggiore di 30 ettari
102
Diversificazione (2)
 Sono escluse dall’obbligo di diversificazione, le aziende
in cui:
 i seminativi investiti per più del 75% per la produzione di erba o
altre piante da foraggio, i terreni a riposo, o combinazione di
tali impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari;
 la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato
permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre piante
da foraggio o per la coltivazione di colture sommerse per una
parte significativa dell’anno (riso), o combinazione di tali
impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari.
103
Diversificazione (3)
 Per “coltura” si intende:
 una coltura è diversa se appartiene ad un genere diverso nella
classificazione botanica delle colture;
 es. grano duro e grano tenero non sono diversi (genere Triticum);
 es. grano (genere Triticum) e orzo (genere Hordeum) sono diversi.
 una coltura appartenente alla specie brassicacee, solanacee e
cucurbitacee;
 maggese;
 erba e piante da foraggio.
 La coltura invernale e la coltura primaverile sono considerate distinte anche
se appartengono allo stesso genere.
104
Diversificazione (4)
 Definizione di erba o altre piante da foraggio:

superficie con prevalenza di specie erbacee, annuali o poliennali
autoriseminanti o una loro combinazione, che sono tradizionalmente
presenti nei pascoli naturali o nei miscugli per sementi per pascoli e prati.
 Definizione di terreni a riposo:


seminativo, incluso nel sistema di rotazione aziendale, ritirato dalla
produzione agricola per un periodo minimo continuativo di otto mesi
nell’anno di domanda;
gestione del terreno a riposo:



terreno nudo totalmente privo di vegetazione;
terreno coperto da vegetazione spontanea;
terreno seminato esclusivamente per la produzione di piante da sovescio o per
la produzione di compost, ammendanti o fertilizzanti naturali.
105
L’individuazione della coltura per la
diversificazione (1)
 L’individuazione della coltura:



in presenza di più colture in un anno sullo stesso terreno, il periodo da considerare è
la parte più significativa del ciclo colturale, tenendo conto delle pratiche
colturali tradizionali nel contesto nazionale (art. 40, Reg. 639/2014);
la Circolare Agea n. ACIU.702.2014 del 31 ottobre 2014, ha comunicato il periodo per
rilevare la coltura “più significativa” ai fini delle quote delle diverse colture;
la la Circolare Agea n. ACIU.812.2014 del 16 dicembre 2014, Agea ha chiarito il
concetto di pratiche colturale tradizionali.
 Periodo da considerare ai fini delle quote delle diverse colture:

compreso tra il 1° aprile e il 9 giugno dell’anno di presentazione della domanda.
 Coltura diversificante o principale:



si prende in considerazione le colture seminate o coltivate nel detto periodo di
riferimento;
tenendo conto delle pratiche colturali tradizionali nel contesto nazionale: es. mais da
granella a ciclo lungo è sempre coltura principale;
la coltura diversificante è quella che rappresenta la parte più significativa del ciclo
colturale, comprendendo sia le colture autunno vernine (in fase conclusiva del loro
ciclo) sia quelle primaverili estive (in fase iniziale del loro ciclo).
106
L’individuazione della coltura per la
diversificazione (2)
Coltura
invernale
Coltura
primaverile
Coltura
diversificante
loietto
mais insilato
loietto
loietto
mais da granella
mais
orzo o grano
mais da granella a
ciclo breve
orzo o grano
grano
pomodoro
grano
favino
tabacco
tabacco
triticale insilato
soia
soia
triticale da granella
soia
triticale
107
Piano colturale aziendale
 Gli agricoltori, entro il 15 giugno 2015, depositano nel fascicolo
aziendale il piano colturale e si impegnano a comunicare gli
eventuali aggiornamento dello stesso piano.
 Il piano colturale comprende, al fine di verificare la diversificazione nel
periodo stabilito:
 genere;
 specie;
 epoca di semina o di trapianto delle colture
108
Mantenimento dei prati e pascoli permanenti (1)
 Gli Stati membri assicurano che la proporzione della superficie a prato
permanente in relazione alla superficie agricola totale non diminuisce
di oltre il 5%.
 gli SM assicurano il mantenimento di una certa proporzione delle
superfici a prato permanente in base alla “superficie di riferimento” al
2012.
 Qualora un SM accerti che il rapporto è diminuito di oltre il 5%, deve
prevedere obblighi per i singoli agricoltori di convertire terreni a prato
permanente.
 Gli Stati membri designano i prati permanenti ecologicamente
sensibili. Gli agricoltori non possono convertire o arare tali prati
permanenti.
109
Mantenimento dei prati e pascoli permanenti (2)
 In Italia:
 l’obbligo di mantenere la proporzione di prato
permanente è a livello nazionale;
 divieto di convertire o arare i prati permanenti in zone
Natura 2000;
 per le altre zone, gli agricoltori possono convertire i prati
permanenti, dopo aver chiesto la preventiva
autorizzazione di Agea, che la rilascia entro 30 giorni.
 È istituito nel SIAN il registro nazionale dei prati permanenti.
110
Aree di interesse ecologico (1)
 Aree di interesse ecologico o Ecological Focus Area (EFA).
 Si applicano solo alle superfici a seminativo; non si applica alle colture
permanenti e ai prati e pascoli permanenti.
 Questa è una grande novità del negoziato perché esclude
dall’obbligo le colture permanenti (vigneti, oliveti, frutteti, ecc.).
 Le EFA sono obbligatorie per le aziende con più di 15 ettari di
seminativi, per almeno il 5% della superficie a seminativo.
 La soglia del 5% può essere aumentata al 7% nel 2018, a seguito di
una relazione della Commissione entro il 31 marzo 2017 e ad una
proposta legislativa.
111
Aree di interesse ecologico (2)
 Sono escluse dall’obbligo delle EFA, le aziende in cui:
 i seminativi investiti per più del 75% per la produzione di erba o
altre piante da foraggio, i terreni a riposo, investiti a
leguminose, o combinazione di tali impieghi, a condizione che i
seminativi non coperti da questi usi non superino i 30 ettari;
 la superficie ammissibile è costituita per più del 75% da prato
permanente, utilizzata per la produzione di erba o altre
piante da foraggio o per la coltivazione di colture sommerse
per una parte significativa dell’anno (riso), o combinazione di tali
impieghi, a condizione che i seminativi non coperti da questi usi non
superino i 30 ettari.
112
Aree di interesse ecologico (3)
 Gli Stati membri decidono quali delle seguenti aree sono considerate
aree di interesse ecologico:



terreni lasciati a riposo,
terrazzamenti,
elementi caratteristici del paesaggio:














siepi,
alberi isolati, alberi in filari
gruppi di alberi e boschetti,
bordi di campo,
stagni,
fossati,
muretti,
fasce tampone, comprese le fasce tampone occupate da prati permanenti;
ettari agroforestali, realizzati con i PSR,
fasce di ettari lungo le zone periferiche delle foreste,
superfici con bosco ceduo a rotazione rapida,
superfici oggetto di imboschimento con i PSR,
superfici con colture intercalari o copertura vegetale (NO Italia),
superfici con colture azotofissatrici.
 Per ciascuna area di interesse ecologico dell’azienda, si utilizzano i
fattori di conversione e/o di ponderazione.
113
Dettagli sulle EFA
 Terreni a riposo sulle EFA:
 vietato lo sfalcio e ogni altra operazione di gestione del suolo, nel
periodo compreso fra il 1° marzo e il 31 luglio di ogni anno;
 sono ammesse lavorazioni meccaniche nei seguenti casi:
a)
b)
c)
d)
e)
f)
pratica del sovescio, in presenza di specie da sovescio o piante biocide,
terreni interessati da interventi di ripristino di habitat e biotopi;
colture a perdere per la fauna;
lavorazioni del terreno allo scopo di contenere le piante infestanti o di
ottenere una produzione agricola nella successiva annata agraria;
lavorazioni di affinamento sui terreni lavorati allo scopo di favorirne il
successivo migliore inerbimento spontaneo o artificiale;
lavorazioni funzionali all’esecuzione d’interventi di miglioramento fondiario.
 Fasce tampone: sono incluse nelle fasce tampone le fasce di
vegetazione ripariale di larghezza fino a dieci metri.
 Colture azotofissatrici:


consentite ad una distanza di almeno dieci metri dal ciglio di sponda dei
corpi idrici individuati dalle Regioni e Province autonome ai sensi del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e ad almeno cinque metri dal
ciglio di sponda dei restanti corsi d’acqua;
in zone vulnerabili dei nitrati: rispetto dei massimali di apporto di azoto. 114
Calcolo delle EFA:
fattori di conversione e di ponderazione
Elementi di EFA
U.M.
Terreni lasciati a riposo (per m²).
m2
Terrazze
ml
Elementi caratteristici del paesaggio:
a) Siepi/fasce alberate
ml
b) Alberi isolati
v.a.
c) Alberi in filari
ml
d) Gruppi di alberi/ boschetti
m2
e) Bordi dei campi
ml
2
f) Stagni
m
g) Fossati
ml
h) Muretti di pietra tradizionali
ml
i) Altri elementi caratteristici adiacenti ai seminativi
m2
dell’azienda
Fasce
tampone
ml
Ettari agroforestali
m2
Fasce di ettari ammissibili lungo i bordi forestali:
ml
 Senza produzione
ml
 Con produzione
ml
Superfici con bosco ceduo a rotazione rapida
m2
Superfici oggetto di imboschimento
m2
Superfici con colture intercalari o manto vegetale (*)
m2
Superfici con colture azotofissatrici
m2
Totale=
(*) L'Italia ha deciso di non utilizzare questo elemento di EFA.
Efa
Fattore di
Fattore di
(se si applicano
conversione
ponderazione
entrambi i
(m/albero/m²)
fattori)
n.p.
1
1 m2
2
1
2 m2
2
5
20
5
n.p.
6
n.p.
3
1
n.p.
6
n.p.
2
1,5
2
1,5
1,5
1,5
2
1
1
1,5
1
10 m
30 m2
10 m2
1,5 m2
9 m2
2
1,5 m
6 m2
1 m2
1 m2
9 m2
1 m2
6
6
n.p
n.p.
n.p.
n.p.
1,5
0,3
0,3
1
0,3
0,7
9 m2
1,8 m2
0,3 m2
1 m2
0,3 m2
0,7 m2
m2 / Ha
Le pratiche equivalenti del greening
 Per evitare di penalizzare quanti già adottano sistemi di sostenibilità
ambientale, il Reg. 1307/2013 prevede un sistema d’"equivalenza
d’inverdimento” in base al quale si considera che le prassi favorevoli
all'ambiente già in vigore sostituiscano gli obblighi del greening.
 Le pratiche equivalenti del greening sono quelle che comprendono
pratiche analoghe che generano un beneficio per il clima e l'ambiente
di livello equivalente o superiore.
 Rientrano nelle pratiche equivalenti:
 i regimi agroambientali dei PSR che adottano misure equivalenti;
 sistemi di certificazione ambientale nazionali o regionali
 per evitare il "doppio finanziamento" di queste misure, i
pagamenti nell’ambito dei PSR devono tener conto dei requisiti
d'inverdimento di base.
 Per il 2015, l’Italia ha deciso di non avvalersi delle
pratiche equivalenti.
116
L’importo del pagamento ecologico
 Il pagamento ecologico per ettaro si calcola dividendo il 30% del
massimale nazionale o regionale per ettari ammissibili.
 Il calcolo del valore unitario del pagamento ecologico:
 massimale nazionale greening / numero di ettari;
 ipotesi massimale pagamento di base: 1.100 milioni euro (30% del
massimale nazionale complessivo);
 superfici ammissibili: 12,8 milioni di ettari (secondo il Censimento
2010), più ragionevolmente 12,0 milioni di ettari;
 importo stimato: 95 euro/ha (nel 2019, in base ad una
regionalizzazione nazionale).
 Nel caso di applicazione della convergenza totale o parziale, gli Stati
membri possono decidere che il pagamento ecologico (greening) può
essere fissato in modo proporzionale al valore individuale dei titoli.
 L’Italia ha scelto il pagamento greening individuale, ossia in
modo proporzionale al valore individuale dei titoli
117
Un esempio di calcolo delle EFA mediante i
fattori di conversione e/o di ponderazione
Elementi
caratteristici
Aree di
interesse
ecologico
rilevate in
azienda
Fattore di
conversione
(m/albero/m2)
Fattore di
ponderazione
EFA (se si
applicano
entrambi i
fattori)
Superficie
EFA
convertita
(m2)
Superfici con colture
azotofissatrici
(m2)
70.000
n.p.
0,7
0.7 m2
49.000
Siepi/fasce alberate
(per metro
lineare)
300
5
2
10 m2
3.000
Alberi isolati (per
albero)
100
20
1,5
30 m2
3.000
Fossati (per metro
lineare)
2500
3
2
6 m2
15.000
TOTALE
70.000
7 ettari
118
Elenco delle specie azotofissatrici
arachide (Arachis hypogaea L.)
cece (Cicer arietinum L.)
cicerchia (Lathyrus sativus L.)
erba medica e luppolina (Medicago sp)
fagiolo (Phaseolus vulgaris L.)
fagiolo dall’occhio (Vigna L.)
fagiolo d'Egitto (Dolichos lablab L.)
fagiolo di Lima (Phaseolus lunatus L.)
fava, favino e favetta (Vicia faba L.)
fieno greco (Trigonella foenum-graecum L.)
ginestrino (Lotus corniculatus L.)
lenticchia (Lens culinaris Medik.)
liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.,)
lupinella (Onobrychis viciifolia Scop.)
lupino (Lupinus sp.)
moco (Lathyrus cicera L.)
pisello (Pisum sativum L.)
sulla (Hedysarum coronarium L.)
trifogli (Trifolium sp.)
soia (Glycine max L.)
veccia (Vicia sativa L.)
veccia villosa (Vicia villosa Roth)
119
Sanzioni per il mancato rispetto del
greening
Anni
Sanzioni
2015-2016
perdita del pagamento greening
2017
perdita del pagamento greening, più una riduzione
degli altri pagamenti pari al 20% del
pagamento greening
dal 2018
perdita del pagamento greening, più una riduzione
degli altri pagamenti pari al 25% del
pagamento greening
120
Pagamento per i giovani agricoltori
 Gli SM concedono un pagamento aggiuntivo ai giovani agricoltori per
promuovere il ricambio generazionale; il pagamento di base al loro primo
insediamento è integrato da un 25% per i primi cinque anni di attività.
 Beneficiari:
 giovani agricoltori che si insediano per la prima volta in qualità di capo
azienda o insediato negli ultimi 5 anni;
 Età < 40 anni.
 Pagamento
 annuale per un periodo massimo di 5 anni.
 importo: +25% del valore medio dei titoli detenuti dall’agricoltore;
 Gli Stati membri fissano un limite massimo di titoli, che beneficiano di questo
pagamento: non inferiore a 25 e non superiore a 90 (Italia: 90 ettari).
 Finanziamento
 Fino a 2% del massimale nazionale. L’Italia ha scelto l’1%; se le risorse non
sono sufficienti si farà ricorso alla riserva nazionale.
 Questo pagamento si aggiunge alle altre misure a disposizione dei giovani
agricoltori nel quadro dei programmi di sviluppo rurale.
121
Sostegno accoppiato (1)
 Gli Stati membri sono autorizzati a versare aiuti accoppiati per una
larga gamma di prodotti:
 cereali, semi oleosi, colture proteiche, legumi da granella, lino,
canapa, riso, frutta a guscio, patate da fecola, latte e prodotti
lattiero-caseari, sementi, carni ovine e caprine, carni bovine, olio
d’oliva, bachi da seta, foraggi essiccati, luppolo, barbabietola da
zucchero, canna da zucchero e cicoria, prodotti ortofrutticoli,
bosco ceduo a rotazione rapida.
 Obiettivo: concedere un sostegno accoppiato a quei settori o a quelle
regioni in cui determinati tipi di agricoltura o determinati settori
agricoli che:
 si trovano in difficoltà;
 rivestono una particolare importanza per ragioni economiche,
sociali o ambientali.
122
Sostegno accoppiato (2)
 Importo del sostegno: nella misura necessaria a creare un incentivo per
il mantenimento degli attuali livelli di produzione.
 Forma del sostegno: per superficie o per capo.
 Finanziamento:
 fino al 8% del massimale nazionale o fino al 13% per quei Paesi che
nel 2010-2014, hanno utilizzato più del 5% per i pagamenti accoppiati ai
sensi del Reg. 73/2009. Per l’Italia, quindi fino al 13%.
 possibilità di aumentare del 2%, quindi fino al 15%, per sostenere
la produzione di colture proteiche.
 Esiste quindi la possibilità di sostenere un “piano proteine” per l’Italia.
 L’importo a disposizione dell’Italia è di 585 milioni di euro (15% del
massimale dei pagamenti diretti nel 2015) che scende a 555 milioni di euro
(15% del massimale dei pagamenti diretti nel 2019); oggi l’articolo 68 prevede
pagamenti accoppiati per 251,95 milioni di euro (escluse assicurazioni).
 L’Italia ha scelto di destinare al sostegno accoppiato l’11% del
massimale nazionale da destinare a 16 misure (troppe!), generando
importi insignificanti e aumento di burocrazia.
123
Sostegno accoppiato: tre macrosettori
Massimale nazionale per il 2015 = 3.902,039.000 milioni euro.
Sostegno accoppiato (11%) =
429,22 milioni euro
%
Macrosettori
Plafond
(milioni di
euro)
Zootecnia
211,87
49,36%
Seminativi
146,97
34,24%
Olivo
70,39
16,4%
Totale
429,22
100%
124
Sostegno accoppiato: zootecnia
MISURE
1. Zootecnia
bovina da latte
2. Zootecnia
bovina da carne
3. Zootecnia ovicaprina
4. Settore
bufalino
SOTTO-MISURE
IMPORTO
UNITARIO
(euro/capo)
PLAFOND
(milioni di
euro)
%
1.1. Vacche da latte
56
75,11
17,5
1.2. Vacche da latte in zona
montagna
40
9,87
2,3
2.1. Vacche nutrici
202
40,78
9,5
2.2 Capi bovini macellati 12-24
mesi
46
66,96
15,6
3.1. Ovicaprini
12
9,49
2,2
3.2. Ovicaprini IGP
10
5,54
1,3
Bufalini
20
4,12
1,0
211,87
49,36
Totale
125
Zootecnia da latte
 Vacche da latte:
 che partoriscono nell’anno e i cui vitelli sono identificati e registrati;
 il periodo di riferimento è l’anno solare (1° gennaio – 31
dicembre);
 i premi previsti per le vacche da latte
 requisiti qualitativi ed igienico sanitari:
 tenore di cellule somatiche (per ml) inferiore a 300.000;
 tenore di carica batterica a 30° (per ml) inferiore a 40.000;
 contenuto di proteina superiore a 3,35%
 Nel caso in cui siano in regola due parametri di cui sopra, il terzo
dovrà comunque rispettare i seguenti limiti:
 tenore di cellule somatiche (per ml) inferiore a 400.000;
 tenore di carica batterica a 30° (per ml) inferiore a 100.000;
 contenuto di proteina superiore a 3,20%.
126
Zootecnia da carne
 Vacche nutrici:
 razze da carne o a duplice attitudine, iscritte nei Libri genealogici o
nel Registro anagrafico, che partoriscono nell’anno;
 il periodo di riferimento è l’anno solare;
 Maggiorazione del 20% alle vacche nutrici di razza Chianina,
Marchigiana, Maremmana, Romagnola e Podolica, di allevamenti che
aderiscono a piani di risanamento dal virus IBR.
 Bovini macellati:
 età compresa tra 12 e 24 mesi;
 allevati presso le aziende dei richiedenti per un periodo non inferiore
a 6 mesi prima della macellazione;
 il periodo di riferimento è l’anno solare;
 maggiorazione del 30% per i capi allevati per almeno 12 mesi nelle
aziende dei richiedenti o aderenti a sistema di qualità nazionale o
regionale o a sistemi di etichettatura facoltativi riconosciuti;
127
 maggiorazione del 50% per i capi macellati IGP.
Sostegno accoppiato: seminativi
MISURE
SOTTO-MISURE
IMPORTO
UNITARIO
(euro/ha)
1. Frumento duro
Frumento duro (centro-sud
Italia)
60
59,88
14,0
1.1. Soia (nord Italia)
97
9,87
2,3
1.2. Proteoleaginose (centro
Italia)
80
14,16
3,3
1.3. Proteaginose (sud Italia)
80
11,80
2,8
4. Riso
Riso
120
22,75
5,3
5. Barbabietola
Barbabietola
325
17,21
4,0
6. Pomodoro da
industria
Pomodoro da industria
160
11,29
2,6
146,97
34,24
2. Proteine vegetali
Totale
PLAFOND
(milioni di
euro)
%
128
Nord Italia: soia
 Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia
Giulia ed Emilia Romagna
 seminata e coltivata secondo le normali pratiche colturali e
mantenuta in normali condizioni almeno fino alla maturazione
piena dei frutti e dei semi,
 con i seguenti limiti:
 l’intera superficie per i primi cinque ettari;
 per la superficie eccedente i 5 ettari, il 10% della superficie.
 Esempi:
 10 ettari di soia, ne vengono pagati 5,5 ettari;
 20 ettari di soia, ne vengono pagati 6,5 ettari;
 30 ettari di soia, ne vengono pagati 7,5 ettari
129
Centro Italia: proteoleaginose
 Centro Italia: Toscana, Umbria, Marche e Lazio
 Colture ammissibili: girasole, colza, leguminose da granella, in
particolare pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece,
lenticchia e vecce, ed erbai annuali di sole leguminose.
 Superficie seminata e coltivata secondo le normali pratiche
colturali e mantenuta in normali condizioni almeno fino alla
maturazione piena dei semi per le colture proteaginose e
leguminose da granella e all’inizio della fioritura per gli erbai.
130
Sud Italia: leguminose
 Sud Italia: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata,
Calabria, Sicilia e Sardegna.
 Colture ammissibili: leguminose da granella, in particolare
pisello, fava, favino, favetta, lupino, fagiolo, cece, lenticchia e
vecce, ed erbai annuali di sole leguminose.
 Superficie seminata a leguminose da granella ed erbai annuali
di sole leguminose, seminata e coltivata secondo le normali
pratiche colturali e mantenuta in normali condizioni almeno
fino alla maturazione piena dei semi per le colture di
leguminose da granella e fino all’inizio della fioritura per gli
erbai.
131
Semente certificata
 Il nuovo sostegno accoppiato non richiede la semente
certificata.
 Nel 2015, l’unico caso che prevede la semente certificata è
il seguente:
 agricoltore che ha presentato domanda di avvicendamento
biennale dell’articolo 68 come primo anno di impegno;
 che deve chiudere il 2° anno di impegno con un cereale
autunno-vernino;
 se il cereale autunno-vernino è il grano duro, deve utilizzare la
semente certificata.
132
Sostegno accoppiato: olivo
MISURE
1. Olivo
SOTTO-MISURE
IMPORTO
UNITARIO
(euro/ha)
PLAFOND
(milioni di
euro)
%
1.1. Premio base olivo (Liguria,
Puglia e Calabria)
78
44,21
10,3
1.2. Premio aggiuntivo olivo
(Puglia e Calabria)
70
13,31
3,1
1.3. Olivicoltura con rilevante
importanza economica territoriale
ed ambientale
130
12,88
3,0
70,39
16,4
Totale olivicoltura
133
Olivo
 Olivicoltura con rilevante importanza economica territoriale ed
ambientale:
 superfici olivicole che aderiscono a sistemi di qualità.
 Sistemi di qualità:
 adesione ai disciplinari di produzione del Reg. 1151/2012;
 in altre parole, solo DOP e IGP;
 le superfici ad olivicoltura biologica non beneficiano del sostegno per
l’olivicoltura con rilevante importanza economica territoriale ed
ambientale.
134
Il sostegno accoppiato
 Chiaro l’obiettivo dell’Ue:
 sostenere la produzione agricola, quando la produzione è associata
al bene pubblico.
 Le scelte italiane:
 uno spezzatino inutile: 10 settori e 17 tipologie di intervento;
 la maggior parte delle misure non hanno impatto significativo: riso,
pomodoro, grano duro, bufale, ecc.;
 complicazioni burocratico-amministrativo;
 scelte senza alcun studio di impatto;
 bastava zootecnia, olivo paesaggistico (?) e barbabietola.
 ha vinto il partito della “rendita”: qual è il vantaggio di un
pagamento accoppiato?
 bisogna tener conto della “regione unica”, ma si è andati ad un
“accordo al ribasso”;
 ruolo della conferenza Stato-Regioni, che vota all’unanimità:
necessità delle riforme istituzionali.
135
Regime per i piccoli agricoltori (1)
 Pagamento facoltativo per gli Stati membri che sostituisce tutti gli altri
pagamenti diretti, con l’obiettivo di semplificazione amministrativa.
 Regime volontario per gli agricoltori:
 tutti gli agricoltori presentano la Domanda Unica al 15.05.2015;
 gli agricoltori che intendono optare al regime per i piccoli
agricoltori presentano una domanda entro il 15.09.2015.
 Gli Stati membri fissano l’importo del pagamento annuo per ciascun
agricoltore :
 indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda;
 gli Stati membri possono scegliere tra diversi metodi di calcolo del
pagamento annuale;
 l’Italia ha scelto il metodo storico, in base al quale gli agricoltori ricevono
semplicemente l’importo che riceverebbero altrimenti, semplificando
considerevolmente la procedura sia per gli agricoltori che per le
amministrazioni nazionali.
136
Regime per i piccoli agricoltori (2)
 I partecipanti al regime per i piccoli agricoltori dovranno:
 osservare regole di condizionalità meno rigorose;
 saranno esonerati dall'obbligo del greening.
 Per la durata della partecipazione al regime, gli agricoltori mantengono
almeno un numero di ettari ammissibili pari al numero ettari ammissibili
dichiarati nel 2015.
 Per finanziare il pagamento per i piccoli agricoltori, gli Stati membri
deducono dal totale degli importi disponibili per i rispettivi pagamenti
qualsiasi importo che spetterebbe ai piccoli agricoltori.
 La spesa complessiva per il regime dei piccoli agricoltori non può
eccedere il 10% della dotazione nazionale a meno che lo Stato membro
decida di fare in modo che i piccoli agricoltori ricevano gli aiuti a cui
avrebbero avuto diritto senza il regime.
137
Disciplina finanziaria
 La Commissione adotta annualmente un regolamento per fissare il
plafond nazionale degli Stati membri per rispettare il quadro
finanziario dell’UE.
 La Commissione può applicare la disciplina finanziaria per aggiustare i
pagamenti diretti ai vincoli di bilancio.
 Tuttavia la riduzione dei pagamenti diretti per la disciplina finanziaria
si applica soltanto ai pagamenti diretti superiori a 2000 euro.
138
I requisiti orizzontali
Agricoltore attivo (art. 9)
Soglie minime (art. 10)
Riduzione dei pagamenti (art. 11)
139
Agricoltore attivo
 I pagamenti diretti saranno riservati agli agricoltori attivi.
 L’idea è di ridurre la platea dei beneficiari della Pac, riservando i
pagamenti diretti agli agricoltori attivi.
 La Commissione aveva proposto una definizione di “agricoltore attivo”
poco convincente. L’Italia ha chiesto che la definizione di agricoltore
attivo sia demandata agli Stati membri.
 Il Reg. 1307/2013 prevede una lista nera (black list) e con una forte
delega agli Stati membri.
 La delega agli Stati membri riguarda tre scelte:
 ampliamento della lista nera (black list);
 individuazione di una “soglia di non applicazione”;
 definizione di agricoltore attivo.
140
Agricoltore attivo: lista nera o black list (1)
 Il Reg. 1307/2013 esclude dai pagamenti diretti gli agricoltori
che appartengono ad un lista nera (black list):
 aeroporti, ferrovie, impianti idrici, servizi immobiliari,
terreni sportivi e aree ricreative permanenti.
 Gli Stati membri possono ampliare la “lista nera”.
 Le scelte nazionali hanno ampliato la black list,
includendo i seguenti soggetti (che quindi sono
agricoltori non attivi):
 persone fisiche e giuridiche che svolgono direttamente attività di
intermediazione:
 bancaria e/o finanziaria e/o commerciale;
 società, cooperative e mutue assicurazioni che svolgono
direttamente attività di assicurazione e/o di riassicurazione;
 le pubbliche amministrazioni, fatta eccezione per gli enti che
effettuano attività formative e/o sperimentazione in campo
agricolo e quelli che hanno la gestione degli usi civici.
141
Agricoltore attivo: lista nera o black list (2)
 Una società agricola controllata da una banca o compagnia di
assicurazione non rientra nella black list, quindi non è esclusa.
 Un soggetto che rientra nella black list è considerato “agricoltore
attivo” se:
a) l'importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5 % dei
proventi totali ottenuti da attività non agricole nell'anno fiscale
più recente per cui sono disponibili tali prove;
b) le sue attività agricole non sono insignificanti;
c) la sua attività principale o il suo oggetto sociale è l'esercizio di
un'attività agricola.
142
Agricoltori non attivi
Agricoltori non
attivi
Descrizione
Le persone fisiche o giuridiche che detengono superfici agricole che sono
Agricoltori che
principalmente superfici mantenute naturalmente in uno stato idoneo al
non svolgono
pascolo o alla coltivazione e che non svolgono su tali superfici l'attività minima.
attività minima
Agricoltori nella
lista nera
fissata dall’Ue
a) aeroporti;
b) servizi ferroviari;
c) impianti idrici;
d) servizi immobiliari;
e) terreni sportivi e aree ricreative permanenti
Agricoltori nella
lista nera
fissata
dall’Italia
a) persone fisiche o giuridiche che svolgono direttamente attività di
intermediazione:
i) bancaria o finanziaria, e/o
ii) commerciale;
b) società, cooperative e mutue assicurazioni che svolgono direttamente attività di
assicurazione e/o di riassicurazione;
c) le pubbliche amministrazioni ad eccezione degli enti che effettuano formazione e
sperimentazione in campo agricolo e degli enti che gestiscono usi civici.
Agricoltori senza
requisiti
Le persone fisiche o giuridiche:
a) le cui attività agricole costituiscono solo una parte insignificante delle loro attività
economiche complessive; e/o
b) la cui attività principale o il cui oggetto sociale non è l'esercizio di un'attività
agricola.
143
Agricoltore attivo: soglia di non applicazione
 La definizione di agricoltore attivo non si applica agli agricoltori che
hanno ricevuto pagamenti diretti non superiore ad un determinato
importo nell’anno precedente (comunque non superiore a 5000
euro), a discrezione degli Stati membri (art. 9, Reg. 1307/2013).
 Le scelte nazionali hanno previsto le seguenti “soglie di non
applicazione”:
 agricoltori con meno di 5.000 euro di pagamenti diretti, con
superfici agricole ubicate in misura maggiore al 50% in
montagna e/o aree svantaggiate;
 agricoltori con meno di 1.250 euro di pagamenti diretti, in altre
zone.
 Gli agricoltori al disotto di queste soglie sono “attivi”, senza
dover dimostrare altri requisiti.
144
Definizione di agricoltore attivo
 Al di sopra delle soglie di non applicazione, gli Stati membri possono escludere
dai pagamenti diretti, i soggetti (art. 9, reg. 1307/2013):
 le cui attività agricole sono una parte irrilevante delle loro attività economiche
globali;
 il cui scopo sociale non consiste nell’esercizio di attività agricola.
 Le scelte nazionali hanno fissato i seguenti requisiti per
l’agricoltore attivo:
 iscrizione all’INPS, come IAP (Imprenditore Agricolo Professionale),
CD (Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri;
 possesso della partita IVA attivata in campo agricolo prima del 1°
agosto 2014 e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale IVA,
relativa all’anno precedente. Per le aziende con superfici agricole
ubicate, in misura maggior al 50%, in montagna e/o zone svantaggiate, è
sufficiente il possesso della partita IVA in campo agricolo (non è necessaria
la dichiarazione annuale IVA).
 Nel 2015, il Fascicolo Aziendale deve contenere il certificato di attribuzione della Partita Iva.
 Nel 2016, il Fascicolo Aziendale deve contenere sia il certificato di attribuzione della Partita
Iva sia la dichiarazione annuale IVA (riferita al 2015).
 La dichiarazione annuale IVA è necessaria solo dal 2016, quindi l’agricoltore può adeguare la
145
sua posizione IVA nel 2015.
Agricoltore attivo in Italia
Un agricoltore è attivo in uno dei seguenti casi.
Zone montane e/o svantaggiate
Altre zone
Pagamenti diretti inferiori a 5.000 euro
nell’anno precedente
Pagamenti diretti inferiori a 1.250 euro
nell’anno precedente
Iscrizione all’INPS, come IAP, CD
(Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri
Iscrizione all’INPS, come IAP, CD
(Coltivatore Diretto), coloni o mezzadri
Possesso della partita IVA attivata in
campo agricolo prima del 1° agosto
2014.
Possesso della partita IVA attivata in
campo agricolo prima del 1° agosto
2014 e, a partire dal 2016, con
dichiarazione annuale IVA.
Deroghe
L’agricoltore è attivo se:
a) i proventi totali ottenuti da attività agricole nel 2014 rappresentano almeno un terzo dei
proventi totali ottenuti nel 2014;
b) l'importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi totali ottenuti da
attività non agricole nel 2014;
c) l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è registrata come attività
agricola nell’oggetto sociale nel registro delle imprese o, nel caso di una persona fisica,
esista una prova equivalente.
Partita Iva Agricola
 La partita IVA deve:
 essere attiva in campo agricolo;
 aperta prima del 1° agosto 2014.
 Una partita IVA aperta successivamente al 1° agosto 2014 equivale ad
assenza di partita Iva.
 In assenza di partita IVA o di partita IVA aperta dopo il 1° agosto
2014, il requisito di agricoltore attivo è dimostrato se ricorre una delle
seguenti ipotesi:



l'importo annuo dei pagamenti diretti è almeno pari al 5% dei proventi
totali ottenuti da attività non agricole nell'anno fiscale più recente per cui
sono disponibili tali prove;
i proventi totali ottenuti da attività agricole nell’anno fiscale più recente
per cui sono disponibili tali prove rappresentano almeno un terzo dei
proventi totali ottenuti nell’anno fiscale più recente per cui sono
disponibili tali prove;
se l’attività principale o l’oggetto sociale di una persona giuridica è
registrata come attività agricola nell’oggetto sociale nel registro delle
imprese o, nel caso di una persona fisica, esista una prova equivalente.
147
Agricoltore attivo in Italia
 In Italia sono molti i beneficiari dei pagamenti diretti che non sono
titolari di partita IVA, ma la maggior parte di essi rientra nella “soglia di
non applicazione”.
 Coloro che sono al di sopra della soglia, possono richiedere l’apertura
della partita IVA agricola (prima della Domanda Unica 2015) ed essere
agricoltori attivi.
 Occorre fare attenzione al requisito della “dichiarazione annuale Iva”,
che viene richiesta dalla Domanda unica 2016 e che è necessaria per le
aziende non ubicate in montagna e/o zone svantaggiate.
 La normativa fiscale per le imprese agricole prevede “l’esonero” dalla
tenute delle scritture contabili ed adempimenti connessi, trai i quali la
presentazione della “Dichiarazione Annuale IVA”, ma che è comunque
possibile “optare” per la tenuta della contabilità, mediante “rinuncia
all’esonero” indipendentemente dalla presenza di fatturato.
148
Considerazioni sulla definizione di
agricoltore attivo
 La definizione di agricoltore attivo era una scelta impegnativa per
l’Italia, con cui indirizzare il sostegno in maniera decisa e favorire la
ristrutturazione dell’agricoltura italiana.
 Si sono confrontate due proposte: selezione debole o forte.
 Selezione debole (proposta delle Regioni):
 iscrizione alla CCIAA.
 Selezione forte (proposta delle Organizzazioni Professionali):
 IAP (Imprenditore Agricolo Professionale) e CD (Coltivatore
Diretto), che prevede l’iscrizione all’Inps..
 Ha vinto la posizione di una selezione debole, quindi con
pochissime esclusioni.
149
Soglie minime (1)
• Gli Stati membri non erogano pagamenti diretti agli
agricoltori in uno dei seguenti casi (art. 10, Reg.
1307/2013):
– se l'importo totale dei pagamenti diretti richiesti non supera i 100
euro/anno;
– se la superficie ammissibile dell'azienda per la quale si richiedono i
pagamenti diretti è inferiore a un ettaro.
• Gli Stati membri possono adattare diverse soglie entro limiti
prefissati. Per l’Italia, tali limiti sono:
− fino a 400 euro, per l’importo totale dei pagamenti diretti richiesti;
− 0,5 ettari, per la superficie ammissibile a pagamenti diretti.
• Lo scopo di questa norma è di ridurre i costi amministrativi per
pagamenti irrisori, di ammontare inferiore allo steso costo
amministrativo della gestione della pratica di aiuto.
Soglie minime (2)
• La soglia minimima è già presente nel precedente regolamento sui
pagamenti diretti (Reg. 73/2009, art. 28).
• in Italia esiste già il limite di 100 euro/beneficiario, quindi il nostro
Paese è già in linea con il dettato dell’accordo, ma potrebbe innalzare
questo limite.
• Le scelte dell’Italia:
− 250 euro per gli anni 2015 e 2016;
− 300 euro dal 2017.
• Superficie minima: 0,5 ettari
Soglie minime (3)
Aziende beneficiarie per classi di pagamenti diretti (2012)
Classi di pagamenti
Aziende
Importo
N.
% cumulate
euro
% cumulate
Fino a € 100
5.328
0,4
259.986
0,0
Tra € 100,01 e 150
82.644
7,3
10.373.163
0,3
Tra € 150,01 e 200
81.999
14,0
14.323.607
0,6
Tra € 200,01 e 250
73.270
20,1
16.439.342
1,0
Tra € 250,01 e 500
248.423
40,5
89.867.761
3,2
Maggiori € 500
721.363
100,0
3.941.841.938
100,0
1.213.027
-
4.073.105.796
-
Totale
Degressività e capping
 Il capping è stato eliminato ed è stato sostituito dalla degressività.
 La degressività è obbligatoria; consiste in un taglio di almeno il 5% al di
sopra di 150.000 euro.
 Gli Stati membri possono volontariamente applicare percentuali di
degressività superiori al 5%, anche del 100%. Di conseguenza, la
degressività può rappresentare uno strumento per ottenere gli stessi
risultati del capping.
 Il taglio è calcolato sul pagamento di base di ogni agricoltore, esclusi i
pagamenti della componente ecologica e gli altri pagamenti.
 Gli Stati membri possono sottrarre il costo del lavoro (salari e stipendi)
legati all’esercizio dell’attività agricola;
 la degressività sarà calcolata sottraendo dall’importo del pagamento di base
inizialmente dovuti all’agricoltore (esclusi gli altri pagamenti), gli importi dei salari e
degli stipendi effettivamente pagati e dichiarati dagli agricoltori per l’anno precedente,
inclusi i contributi sociali e le imposte relative al lavoro.
 Se uno Stato membro decide di applicare il pagamento ridistributivo per
più del 5% del massimale nazionale annuo, esso può decidere di non
applicare la degressività.
153
Degressività e capping in Italia
 Applicabile solo al pagamento di base (non al greening, al pagamento
giovani e all’accoppiato).
 Modulazione con il lavoro (salari, stipendi e contributi):
 i tetti aziendali saranno calcolati sottraendo dall’importo del
pagamento di base (esclusi gli altri pagamenti), gli importi dei
salari e degli stipendi effettivamente pagati e dichiarati dagli
agricoltori per l’anno precedente, inclusi i contributi sociali e le
tasse relative al lavoro.
 No pagamenti aziende che aggirino la norma
 scissione o trasferimento parziale a terzi
Detrazione
DA (euro)
A (euro)
0%
0
150.000
- 50%
150.000
500.000
- 100%
>500.000
154
Degressività e capping: alcuni esempi
Pagamento di
base ante
riduzione
Costo del lavoro
Importo
soggetto a
capping
Riduzione
Pagamento
di base post
riduzione
euro
euro
euro
euro
euro
140.000
0
140.000
0
140.000
300.000
0
300.000
75.000
225.000
300.000
160.000
140.000
0
300.000
700.000
500.000
200.000
25.000
675.000
155
Degressività e capping (2)
 Gli effetti del capping sono limitatissimi:
 colpiscono solo le grandi aziende estensive, che utilizzano il
contoterzismo;
 la modulazione con il lavoro è una soluzione efficace.
156
Le molte scelte nazionali sui pagamenti
diretti
Gli Stati membri dovranno adottare importanti decisioni entro il 1° agosto
2014:
 Aiuti facoltativi e/o relative percentuali del massimale
 Pagamento di base
 Pagamento ridistributivo per i primi ettari
 Zone svantaggiate
 Giovani agricoltori
 Sostegno accoppiato: percentuali e settori
 Piccoli agricoltori
 Criteri di assegnazione dei titoli
 Gestione della riserva nazionale
 Soglia minima pagamenti (100-400 euro; 0,5-1,0 ettari)
 Agricoltore attivo: definizione e applicazione
 Regionalizzazione e scelta regioni omogenee
 Convergenza interna, modalità, tempi e limiti
 Degressività.
157
Misure di mercato
(Ocm unica)
Ocm unica
Che cos’è?
L’organizzazione comune di mercato “unica” è un insieme di misure, unite in
un unico dispositivo di legge che permette all’Unione europea di gestire il
mercato di uno o più prodotti agricoli (produzione e scambi).
A cosa serve?
Lo scopo di tale gestione del mercato è, da un lato, quello di garantire agli
agricoltori uno sbocco per la loro produzione e la stabilità dei redditi e, dall’altro,
garantire ai consumatori la sicurezza dell ’ approvvigionamento in prodotti
alimentari a prezzi ragionevoli.
Una Ocm, anziché 21 Ocm (dal 2007)
Regolamento
Oggetto
1.
(CEE) n. 234/68
Piante vive e prodotti della floricoltura
2.
(CEE) n. 827/68
“Scampoli” (OCM che raggruppa una serie di prodotti non
contemplati da altre OCM)
3.
(CEE) n. 2759/75
Carni suine
4.
(CEE) n. 2771/75
Uova
5.
(CEE) n. 2777/75
Pollame
6.
(CEE) n. 2075/92
Tabacco greggio
7.
(CE) n. 1254/1999
Carni bovine
8.
(CE) n. 1255/1999
Latte e prodotti lattiero-caseari
9.
(CE) n. 1673/2000
Lino e canapa
10.
(CE) n. 2529/2001
Carni ovine e caprine
11.
(CE) n. 1784/2003
Cereali
12.
(CE) n. 1785/2003
Riso
13.
(CE) n. 1786/2003
Foraggi essiccati
14.
(CE) n. 865/2004
Olio d’oliva
15.
(CE) n. 1947/2005
Sementi
16.
(CE) n. 1952/2005
Luppolo
17.
(CE) n. 318/2006
Zucchero
18.
(CEE) n. 404/93
Banane
19.
(CE) n. 2200/96
Ortofrutticoli freschi
20.
(CE) n. 2201/96
Ortofrutticoli trasformati
21.
(CE) n. 1493/1999
Vino
OCM
unica
(Reg. Ce
1234/2007)
La nuova OCM unica: gli obiettivi
• Gli obiettivi generali della nuova Ocm sono:
o favorire un maggiore orientamento al mercato dell’agricoltura
e degli agricoltori, in un contesto di crescente competizione internazionale
o fornendo, tuttavia, una rete di sicurezza agli stessi agricoltori europei, che
devono operare in presenza di crescenti incertezze del mercato.
• Rispetto all’ultimo punto, gli strumenti della nuova Ocm unica opereranno
insieme ai pagamenti diretti (primo pilastro) e agli strumenti per la gestione
del rischio previsti dal nuovo sviluppo rurale
Con la «nuova» ocm unica si consolida la revisione della politica di mercato
già avviata con la riforma Fischler (e con l’Health check).
Strumenti di politica agraria per il
controllo dei mercati
1.
Interventi diretti:

2.
volti al controllo delle importazioni, alla stabilizzazione e
garanzia dei prezzi agricoli alla produzione, al controllo e
gestione degli stocks, all’aggiustamento della produzione.
Interventi indiretti:

volti a facilitare la concentrazione dell’offerta, nonché il
rapporto tra produttori e primi acquirenti: cooperazione,
associazionismo, interprofessione, regolazione dei contratti.
Interventi diretti di politica agraria per
il controllo dei mercati e dei redditi
1.
Interventi sul commercio estero:
2.
Misure di stabilizzazione dei prezzi e di garanzia dei
redditi agricoli
i.
ii.
iii.
iv.
dazi fissi o dazi mobili
contingenti
sussidi all’esportazione
tasse all’esportazione
i. Sostegno e stabilizzazione dei prezzi
ii. Integrazione dei prezzi
iii. Garanzia del reddito
3.
Controllo e gestione degli stocks mediante:
i.
ii.
4.
ammasso pubblico;
ammasso privato.
Aggiustamento della produzione mediante:
i. Quote di produzione
ii. Non coltivazione della terra (set aside)
iii. Incentivo alla riconversione produttiva
5.
Altre garanzie di collocamento dell’offerta: aiuti
alimentari
Interventi indiretti di politica agraria
per il controllo dei mercati

Interventi indiretti:
 volti a facilitare la concentrazione dell’offerta, nonché il
rapporto tra produttori e primi acquirenti: associazionismo,
interprofessione, contratti
1.
Associazionismo:
2.
Organizzazioni Interprofessionali (OI) e Accordi
interprofessionali
3.
Contratti
i. Cooperazione
ii. Organizzazioni (associazioni) dei produttori agricoli
Maggiori finanziamenti per la ricerca e l'innovazione
Forum destinato a migliorare il funzionamento
della filiera agroalimentare
Migliori strumenti per far fronte agli sviluppi del
mercato (OCM unica)
Consumo sostenibile: programmi per la distribuzione di
frutta e latte nelle scuole
• Aumento del finanziamento
• Possibilità di cofinanziamento privato
Legame con i
consumatori
Organizzazioni di Produttori – Interprofessione
• Riconoscimento delle Organizzazioni di Produttori (OP),
Associazioni di OP e Organizzazioni Interprofessionali esteso a
tutti i settori (art. 106)
• Contributi a favore dell’avviamento delle attività delle OP
(2°pilastro)
Azioni comuni
di fronte alle
sfide
economiche e
ambientali
Proseguire con l’orientamento al mercato
• Fine di diversi regimi (latte scremato in polvere, luppolo, bachi da seta)
• Fine dei limiti alla produzione (zucchero, latte)
Reti di sicurezza migliorate
• Misure eccezionali – più flessibilità e campo di applicazione più largo
• Intervento pubblico/aiuti all'ammasso privato – semplificato, più
reattivo alle crisi
• ‘Riserva per le crisi’
Competitività dei
singoli
produttori
agricoli
La nuova OCM unica: i punti centrali
1. Per favorire una presenza più efficiente sui mercati e una posizione
negoziale migliore agli agricoltori nell’ambito delle filiere agroalimentari,
un ruolo centrale è riconosciuto alle Organizzazioni di Produttori (OP) e
alle Organizzazioni Interprofessionali (OI) che ora interesseranno TUTTI
I SETTORI.
2. Sono modificati, razionalizzati ed estesi gli strumenti di intervento
pubblico sui mercati e gli aiuti allo stoccaggio privato.
3. Viene creata un fondo di riserva per far fronte alle crisi di mercato.
4. Sono definite le modalità per il superamento dei vincoli quantitativi
(quote) per latte, vino e zucchero.
5. Nell’ambito dell’OCM unica vengono confermati i due programmi
specifici frutta nelle scuole e latte nelle scuole.
6. Viene creato uno nuovo strumento per la distribuzione di alimenti agli
indigenti.
7. Vengono eliminati alcuni aiuti speciali accoppiati per alcuni comparti
particolari (latte scremato in polvere, luppolo, bachi da seta)
La nuova OCM unica: gli strumenti
OCM unica
Reti di sicurezza
• Forme organizzate dei produttori (OP)
• Relazioni durature tra gli operatori
della filiera alimentare (OI)
• Relazioni contrattuali
Le misure di mercato
1.
Due tipologie di interventi saranno alla base delle nuove misure di
mercato della Pac:


2.
Intervento pubblico e ammasso privato


3.
intervento pubblico e aiuto all'ammasso privato;
azioni per il funzionamento della catena alimentare.
queste misure – già presenti nella Pac attuale – sono mantenute come “reti di
sicurezza” in caso di crisi dei prezzi e di turbative del mercato;
rivisitazione delle norme finalizzata alla loro razionalizzazione e
semplificazione.
Azioni per il funzionamento della catena alimentare

migliorare l'organizzazione dei settori per rafforzare il potere contrattuale
degli agricoltori nella filiera agroalimentare, con deroghe alla normativa
dell’UE in materia di concorrenza;
Interventi di mercato

Alcune misure di intervento di mercato verranno mantenute
soltanto come “reti di sicurezza” in caso di crisi o di turbative di
mercato.

intervento pubblico, nei seguenti settori: frumento tenero, frumento
duro, orzo, mais, riso, carne bovina, burro, latte scremato in
polvere;

ammasso privato, nei seguenti settori: zucchero, olio d’oliva, carne
bovina, carne suina, carne ovina e caprina, burro, latte scremato in
polvere.
I prezzi di intervento
Rimangono invariati:
• Cereali:
• Risone:
101,31 €/t;
150 €/t;
• Zucchero bianco: 404,4 €/t;
• Zucchero grezzo: 335,2 €/t;
• Carcasse di bovini maschi della qualità R3:
• Burro: 246,39 €/100kg;
• Latte scremato in polvere: 169,80 €/100kg;
• Carcasse di suino: 1.509,39 €/t
2.224 €/t;
Aiuti all’ammasso privato
• Restano possibili, alle condizioni stabilite dalla Commissione.
• Prodotti interessati:
•Zucchero bianco
•Olio d’oliva
•Fibre di lino
•Carni bovine (di animali con età > 8 mesi) fresche o refrigerate
•Burro (direttamente ed esclusivamente da latte vaccino)
•Carni suine
•Carni ovi-caprine
•Farmaggi a pasta dura DOP e IGP
Quote
1.
La vecchia politica dei mercati continua ad essere smantellata
progressivamente, quindi anche le quote di produzione.
Abolizione:
 quote latte: dal 1° aprile 2015
 quote zucchero: dal 1° ottobre 2017
 diritti di impianto dei vigneti: dal 1° gennaio 2016. Introduzione
di un nuovo regime di autorizzazioni per i nuovi impianti di viti dal 2016
con crescita limitata all’1% all’anno.
Zucchero:
2017 la fine delle quote
 Già nella riforma del 2005 dell’Ocm zucchero si era ipotizzato un
superamento del regime delle quote per lo zucchero.
 E’ utile ricordare che queste quote non sono attribuite ai singoli
produttori di barbabietole, ma ai singoli trasformatori dei Paesi membri.
 Nonostante pressioni anche di segno opposto, si è deciso di eliminare
l’attuale sistema di quote il 30 settembre 2017 (con quest’anno,
restano ancora 4 annate produttive).
 Gli obiettivi perseguiti sono:
 migliorare la competitività della filiera sia a livello interno che
internazionale (con le quote, le regole WTO limitano le esportazioni)
 assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori, grazie ad una offerta
ampia.
• Sarano comunque necessari accordi contrattuali interprofessionali
scritti tra produttori di barbabietole e trasformatori, relativi alle
condizioni di acquisto, inclusi i contratti di fornitura prima della
semina.
 Anche dopo l’eliminazione delle quote, saranno mantenuti gli aiuti allo
stoccaggio privato.
 Resta ammessa, inoltre, l’importazione con tariffe nulle per lo zucchero
173
proveniente dalla maggior parte di paesi in via di sviluppo.
Vino: fine delle quote nel 2015 e
le regole post-diritti di impianto
 Nella riforma del 2006 dell’Ocm vino si era ipotizzato un superamento
del regime dei diritti di impianto nel 2015 (gli SM potevano posticipare,
nel proprio territorio, fino al 2018).
 Nonostante importanti pressioni di segno opposto soprattutto da parte
dei Paesi tradizionali produttori, si è deciso di eliminare l’attuale
sistema di diritti alla fine del 2015.
 Tuttavia dal 2016 si è deciso di introdurre un sistema di autorizzazione
amministrativa per i nuovi impianti con la possibilità di incrementare le
superfici solo entro la misura massima dell’1% all’anno, fino al 2030.
 La durata dei diritti di impianto non utilizzati è stata estesa a 5 anni
(nelle misure di transizione). Entro tale periodo, chi ha estirpato il
vigneto può decidere di procedere ad un reimpianto.
 Lo scopo di questo aumento controllato delle superfici è di garantire il
superamento del sistema dei diritti di impianto, ma con un meccanismo
che consenta agli operatori di adeguarsi al mercato senza generare,
però i gravi sconvolgimenti che si sarebbero potuti avere a seguito di
una liberalizzazione repentina e non regolata.
174
Altre misure per il settore vino
• Non sono confermate le distillazioni per usi commestibili, la distillazione di
crisi e il sostegno al mosto concentrato.
• Tuttavia, in casi giustificati di crisi, gli Stati membri possono
concedere pagamenti nazionali ai produttori di vino per la distillazione
volontaria o obbligatoria ma:
•l’importo disponibile in uno SM in un dato anno NON SUPERA il 15%
del totale delle risorse disponibili (circa 50 mio €)
• l’alcol è utilizzato esclusivamente per fini industriali o energetici
• Sono inserite nell’OCM unica le norme relative alle
denominazioni di origine, indicazioni geografiche e menzioni
tradizionali per il vino (dall’Ocm Vino).
Vino nelle misure di mercato
1.
Il settore del vino mantiene gli attuali programmi di sostegno
nazionali, in cui sono previsti:
 promozione;
 ristrutturazione e riconversione dei vigneti;
 vendemmia verde;
 fondi di mutualizzazione;
 assicurazioni del raccolto;
 investimenti;
 innovazione nel settore vitivinicolo;
 distillazione dei sottoprodotti.
2.
L’Italia dovrà redigere un programma quinquennali di sostegno
nazionale
 dotazione si 336,997 milioni di euro annui, identica al periodo
precedente.
L’OCM degli ortofrutticoli freschi (1)
 Organizzazioni dei produttori (OP):
per la gestione del settore viene confermato il ruolo determinante delle OP;
 il contributo UE è fissato al massimo al 4,1% del valore di produzione commercializzata (VPC);
il contributo è aumentato al 4,6% del VPC, se tale aumento viene destinato esclusivamente alle
misure di gestione e prevenzione delle crisi;
 è maggiore la flessibilità per rendere le OP più attraenti (un produttore potrà aderire a più OP
per ciascun prodotto);
 sono previsti finanziamenti supplementari in zone con bassi livelli di organizzazione;
 si promuovono fusioni tra OP e associazioni di OP (AOP);
 si elaboreranno con gli Stati Membri i programmi operativi basati su strategie nazionali.


Gestione delle crisi di mercato:
sarà organizzata tramite le OP (co-finanziamento UE al 50%);
 gli strumenti a disposizione sono:


raccolta prima della maturazione o mancata raccolta;
 promozione tempestiva e comunicazione mirata in tempo di crisi;
 formazione;
 assicurazione del raccolto;
 sostegno alla costituzione di fondi mutualistici.
177
L’OCM degli ortofrutticoli freschi (2)

La gestione delle crisi di mercato:
i ritiri dal mercato sono co-finanziati al 50%;
 è previsto l’aiuto di Stato per l’estensione di gestione delle crisi a beneficio dei non-aderenti alle
OP;
 è previsto il finanziamento al 100% della distribuzione gratuita a scuole, ospedali enti di
beneficenza.

 Le misure ambientali:
almeno 20% del budget di ciascun programma operativo deve essere destinato ad interventi
ambientali;
 è previsto un cofinanziamento al 60% della produzione biologica in ciascun programma operativo.

 Promozione del consumo:
possibilità di inserimento di iniziative di promozione nei programmi operativi;
 cofinanziamento al 60% se la promozione è rivolta a studenti e adolescenti.

 Le sovvenzioni all’esportazione sono state eliminate.
178
Programmi per frutta e latte nelle
scuole
• Programma “frutta nella scuola”:
• Ortofrutticoli, ortofrutticoli trasformati, banane;
• Costi ammessi: quelli per i prodotti e taluni costi connessi (logistica,
distribuzione, attrezzatura, pubblicità, monitoraggio, valutazione, …)
• Copertura dei costi: max 75% dei costi di cui sopra (90% nelle Regioni meno
sviluppate e ultraperiferiche)
• Risorse disponibili: 150 milioni di €/anno scolatico
• Gli Stati Membri che intendono partecipare
•Elaborano in via preliminare una strategia nazionale o regionale
•Prevedono le misure di accompagnamento necessarie
• Gli SM possono concedere aiuti nazionali ed integrazioni
• Programma “latte nelle scuole”:
• Latte e “determinati prodotti” del settore lattiero caseario, determinati dalla
C., anche tenendo conto delle innovazioni...
•Aiuto può essere concesso per un massimo di 0,25 litri di equivalente
latte/allievo-giorno
• Nessuno esplicito tetto di spesa
Gli aiuti alle organizzazioni di
operatori nel settore dell’olio di oliva
1.
2.
3.
Gli aiuti alle organizzazioni di operatori nel settore dell’olio di
oliva e delle olive da tavola saranno mantenuti.
I programmi triennali devono prevedere uno o più dei seguenti
campi:
 miglioramento dell’impatto ambientale dell’olivicoltura;
 miglioramento della qualità della produzione dell’olio di oliva e
delle olive da tavola;
 sistemi di tracciabilità, certificazione, tutela della qualità, controlli,
ecc.
Il finanziamento alle organizzazioni di operatori:
 per l’Italia, viene confermato con un stanziamento annuale di
35,991 milioni di euro.
Norme sulla commercializzazione
• “E’ conferito alla Commissione di potere di adottare atti delegati … sulle
norme di commercializzazione … in tutte le fasi della commercializzazione,
nonché sulle deroghe ed esenzioni a tali norme per adeguarsi alla
costante evoluzione delle condizioni del mercato e della domanda dei
consumatori, agli sviluppi delle pertinenti norme internazionali, nonché per
evitare di ostacolare l’innovazione nella produzione (art.59, comma 1)
• Tra le norme di cui sopra si trovano anche:
•il luogo di produzione e/o di origine
•L’identificazione o la registrazione del produttore e/o degli
stabilimenti industriali in cui il prodotto è stato preparato o
trasformato
• Le sostanze specifiche impiegate nella produzione, o i componenti e
i costituenti, compresi i loro requisiti quantitativi, la purezza e
l’identificazione;
• la forma di coltivazione/allevamento e il metodo di produzione,
comprese le pratiche enologiche …
I due grandi problemi
1.
La perdita di potere negoziale lungo la filiera
 nella totalità dei casi la concentrazione dell’offerta è molto
inferiore alla concentrazione esistente al livello della
trasformazione;
 gravi carenze nell’adeguamento dell’offerta alla domanda e a
pratiche commerciali sleali;
 le prospettive a lungo termine dell’agricoltura non miglioreranno
se gli agricoltori non riusciranno ad invertire la tendenza costante
alla diminuzione della percentuale del valore aggiunto che essi
rappresentano nell’intera filiera alimentare.
2.
La volatilità dei prezzi
 fortemente cresciuta dopo il 2005, tanto da divenire un elemento
strutturale del mercato agricolo mondiale ed anche europeo;
 frutto di due fattori che sono emersi nell’ultimo decennio:
dinamiche evolutive dei mercati mondiali e eliminazione delle
politiche di sostegno dei prezzi dell’Unione europea.
Le criticità della filiera agroalimentare (1)
La perdita di potere negoziale lungo la filiera
- la concentrazione dell’offerta è molto inferiore alla concentrazione
esistente al livello di trasformazione
Fonte: Ismea, Check up 2012
Le criticità della filiera agroalimentare (2)
La volatilità dei prezzi
- fortemente cresciuta dopo il 2007, diventando un fattore strutturale
per i mercati agricoli mondiali nonché europei
Fonte: World Bank, 2014
I prezzi dei cereali in Italia (1994-2014)
38,00
€/hl
I prezzi del latte in Italia (2005-2014)
46,00
44,00
42,00
40,00
36,00
34,00
32,00
30,00
gen-15
nov-14
set-14
lug-14
mag-14
mar-14
gen-14
nov-13
set-13
lug-13
mag-13
mar-13
gen-13
nov-12
set-12
lug-12
mag-12
mar-12
gen-12
nov-11
set-11
lug-11
mag-11
mar-11
gen-11
nov-10
set-10
lug-10
mag-10
mar-10
gen-10
nov-09
set-09
lug-09
mag-09
mar-09
gen-09
nov-08
set-08
lug-08
mag-08
mar-08
gen-08
nov-07
set-07
lug-07
mag-07
mar-07
gen-07
nov-06
set-06
lug-06
mag-06
mar-06
gen-06
nov-05
set-05
lug-05
mag-05
mar-05
gen-05
nov-04
set-04
lug-04
mag-04
mar-04
gen-04
nov-03
set-03
lug-03
mag-03
mar-03
gen-03
nov-02
set-02
lug-02
mag-02
mar-02
gen-02
nov-01
set-01
lug-01
mag-01
mar-01
gen-01
nov-00
set-00
lug-00
mag-00
mar-00
gen-00
nov-99
set-99
lug-99
mag-99
mar-99
gen-99
nov-98
set-98
lug-98
mag-98
mar-98
gen-98
Come contrastare la volatilità dei prezzi e
la perdita di potere negoziale?
- Organizzazioni di produttori (OP)
- Organismi interprofessionali (OI)
- Relazioni contrattuali
- La gestione del rischio
- Trasparenza del mercato
Le OP e le OI possono essere riconosciute per tutti i settori, allo
scopo di rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nella filiera
agroalimentare.
Sono previste nuove possibilità di costituzione di questi tipi di
organizzazioni il cui finanziamento è previsto all’interno della
politica di sviluppo rurale.
Si prevede inoltre che gli agricoltori possano negoziare contratti
collettivi per l'olio d'oliva e le carni bovine, i cereali e taluni altri
seminativi.
È prevista la programmazione produttiva per i prosciutti crudi a
denominazione d’origine.
OP, OI, contratti
La PAC 2014-2020 rimane fortemente orientata al mercato e alla
competitività.
L’OCM unica propone strumenti d’integrazione orizzontale e verticale
per consentire alle aziende agricole di riacquisire potere negoziale e di
convivere con la volatilità dei prezzi.
STRUMENTI
Organizzazioni dei
produttori (OP)
- programmazione produzione,
-adattamento alla domanda,
-concentrazione dell’offerta,
-ottimizzazione costi di produzione
-
Organizzazioni
interprofessionali (OI)
migliorare la conoscenza e la trasparenza della
produzione e del mercato,
-migliorare la coordinazione dell’immissione sul mercato
dei prodotti,
-migliorare l’orientamento della produzione alle esigenze
del mercato e dei consumatori
accordi contrattuali
scritti e negoziati da OP e OI (prezzo, volume, durata)
La centralità delle OP e delle OI
• L’approccio al mercato degli agricoltori mediante Organizzazioni di
Produttori e delle loro associazioni, come pure alle Organizzazioni
Interprofessionali, viene ESTESO A TUTTI I PRODOTTI e diviene
centrale.
• Il sostegno alle OP, quando presente, viene collocato nell’ambito dello
sviluppo rurale.
• Il sostegno al settore ortofrutticolo, invece, resta sostanzialmente
immutato rispetto all’attuale Ocm (ortofrutta), e consiste in un contributo
alle OP.
• I programmi operativi dovranno essere approvati dallo Stato Membro
• Invariato l’aiuto finanziario: 50% delle spese effettivamente
sostenute (60% in casi particolari) fino al 4,1% del valore della
produzione commercializzata (+0,5%, quindi fino al 4,6% se
parte eccedente è utilizzata per misure di prevenzione e gestione
delle crisi).
•Il limite del 50% viene portato al 100% nel caso di ritiri dal mercato (fino
ad un massimo del 5% del volume di produzione commercializzata) se
prodotti ritirati vengono smaltiti per opere di beneficienza, caritatevoli ecc.
Il potenziamento del ruolo delle OP
Le OP e le OI possono essere riconosciute per tutti i settori, allo
scopo di rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori nella filiera
agroalimentare.
Sono previste nuove possibilità di costituzione di questi tipi di
organizzazioni il cui finanziamento è previsto all’interno della
politica di sviluppo rurale.
Si prevede inoltre che gli agricoltori possano negoziare contratti
collettivi per l'olio d'oliva e le carni bovine, i cereali e taluni altri
seminativi.
Valutare le relazioni tra l’Ocm unica, relativamente alle OP, e la
misura del PSR “Costituzione delle associazioni di produttori”.
Ancora sulle OP
• Le OP, riconosciute dagli SM:
• perseguono le finalità specifiche definite dal regolamento
• non detengono una posizione dominante su un dato mercato, tranne quando
necessario per conseguire gli obiettivi del trattato.
• Le Associazioni di OP, riconosciute dagli SM, possono svolgere le stesse
funzioni delle OP.
•Gli Stati membri riconoscono le Organizzazioni Interprofessionali (con
alcuni obiettivi specifici in più per settore olio d’oliva, olive e tabacco).
• Organizzazioni di Operatori del settore olio di oliva e olive da tavola,
comprendono le OP, le OI o le organizzazioni riconosciute di altri operatori o le
loro associazioni.
• Possibilità dell’estensione delle regole (erga omnes):
• se i richiedenti (OP, AOP o OI) rappresentano, per una circoscrizione,
• almeno il 60% della produzione/commercio/trasformazione per ortofrutta
• almeno i due terzi negli altri casi;
• esempio di regole applicabili: contratti tipo, regole di commercializzazione,
qualità minime, regole di produzione più restrittive, …
Gli (altri) strumenti per la gestione
delle crisi
• Viene creata una riserva per far fronte alle crisi di mercato, che sarà
finanziata annualmente mediante una riduzione delle risorse destinate ai
pagamenti diretti; in caso di inutilizzo le risorse torneranno ai pagamenti
diretti nel corso dell’anno successivo.
• In sostanza si è reso più agevole l’uso di risorse per l’adozione dei
“soliti strumenti” di mercato (stoccaggio pubblico o privato, dazi o
sussidi all’esportazione, ecc.), con un maggiore grado di
discrezionalità consentito per Commissione.
• Come detto, allo stesso fine la Commissione potrà autorizzare le
Organizzazioni di Produttori (OP) o le Organizzazioni
interprofessionali (OI), nel rispetto di particolari misure di salvaguardia,
a prendere talune misure collettive, in modo collettivo, come ad esempio
ritiri dal mercato o stoccaggio da parte di operatori privati, per stabilizzare
il mercato interessato.
Misure nel caso di altre turbative di
mercato
• I fondi vengono trasferiti dalla RISERVA PER LE CRISI nel settore
agricolo per le misure contemplate:
•Misure eccezionali
•Restituzioni all’export
•Intervento pubblico e aiuto all’ammasso privato
• Misure relative a turbative di mercato:
• la Commissione PUO’ adottare misure necessarie per far fronte alla crisi
• le misure possono ampliare o modificare la portata, la durata o altri aspetti delle
misure previste dal regolamento sull’OCM unica.
•Misure di sostegno del mercato connesse a malattie di animali (a) o perdita
di fiducia dei consumatori per rischi per la salute pubblica (b)
•Nel caso di malattie di animali (a), le misure si applicano ai seguenti settori: carni
bovine, latte e prodotti lattiero-caseari, carni suine, carni ovicaprine, uova, carni di
pollame
•Nel caso di turbative a seguito di rischi per la salute (b), le misure si applicano a
tutti i prodotti
• L’Unione partecipa al 50% delle spese sostenute dagli Stati membri per le misure
di cui sopra (60% nel caso di afta epizootica)
La programmazione dell’offerta nel
settore dei prosciutti
• La possibilità di adottare strumenti di programmazione dell’offerta è stata
introdotto nel Pacchetto latte per i formaggi DOP a lunga stagionatura
(Parmigiano-Reggiano e Grana Padano).
• Nel corso della trattativa, è stato anche raggiunto l’accordo sull’estensione
di questo strumento ai prosciutti DOP, anch’essi a lunga stagionatura.
Alcune implicazioni per l’italia e per la
nostra agricoltura (1/2)
• Dopo questa riforma una strategia per il futuro dell ’ agricoltura
italiana richiede di guardare ai mercati più che agli aiuti, in una
dimensione sempre più internazionale, pronti a cogliere le
opportunità e non solo a vedere le minacce, identificando attentamente
il vantaggio comparato di Paese e di territori, perseguendo una strategia
idonea non solo a livello di impresa, ma anche a livello di filiera.
• In questo senso l’OCM unica può fornire alcuni strumenti utili,
anche se probabilmente incompleti, per favorire una presenza più efficace
e più equilibrata degli agricoltori sui mercati:
•le norme su OP-AOP-OI, anche se piuttosto timide nei casi
diversi dall’ortofrutta;
•norme sulle relazioni contrattuali nelle filiere;
•strumenti specifici in alcuni comparti (ortofrutta, vino, olio
d’oliva, zucchero, latte).
Alcune implicazioni per l’italia e per la
nostra agricoltura (2/2)
• Restano ancora diverse difformità di trattamento per i diversi
comparti produttivi che di fatto possono avere effetti distorsivi
importanti:
•diverse forme di intervento, diverse opportunità di aiuto accoppiato per
settori simili e concorrenziali (ad esempio: carni bovine, latte, carni suine,
avicole e ovi-caprine)
•esistono ancora importanti aspetti NON integrati nell’OCM unica o solo
parzialmente integrati e ciò continua a creare ulteriori difformità: ad esempio
pacchetto latte, pacchetto qualità
• La centralità di OP e OI richiede necessariamente una profonda rivisitazione:
•delle norme nazionali (d.lgs. 102/2005) e regionali sul tema,
•ma soprattutto dell’ approccio con il quale gli agricoltori si avvicinano
a questi strumenti
•Tra i tanti temi aperti per OP e OI vi sono, ad esempio:
•Le dimensioni minime
•La specializzazione funzionale (OP e AOP) o di prodotto
•Le dimensioni geografiche (OI regionali, interregionali o altro)
Sviluppo rurale
Le basi normative della politica di
sviluppo rurale
Reg. 1306/2013
Finanziamento, gestione e monitoraggio della Pac
1° PILASTRO
Reg. 1307/2013
Pagamenti diretti
Reg. 1308/2013
Organizzazione Comune
dei Mercati (OCM)
FEAGA
Fondo Europero Agricolo
di Garanzia
2°PILASTRO
Reg. 1305/2013
Sostegno allo sviluppo
rurale
FEASR
Fondo Europeo Agricolo
per lo Sviluppo Rurale
La politica di sviluppo rurale
Regolamento "orizzontale" (CPR)
(recante disposizioni comuni ai Fondi strutturali e
d'investimento europei "ESI funds")
Quadro Strategico Comune (QCS)
Politica agricola comune (PAC)
¨Pilastro I: FEAGA
Misure di mercato,
pagamenti diretti
Pilastro II: FEASR
Politica di sviluppo rurale
Altri fondi strutturali e
d'investimento europei
(ESI) del QCS (FESR, FSE,
Fondo di coesione, FEAMP)
1
Lo sviluppo rurale nel Quadro Strategico Comune
Strategia Europa 2020
- Definisce gli obiettivi generali e e specifici dell’Unione
Quadro Strategico Comune (QSC)
– include FEASR, FESR, FSE, Fondo di coesione e FEAMP
- Traduce la strategia UE 2020 attraverso obiettivi tematici comuni, perseguiti con azioni-chiave per ciascun Fondo
Accordo / Contratto di partenariato
– Documento nazionale che inquadra l’utilizzo dei Fondi nel perseguimento degli obiettivi UE 2020
Politica di
sviluppo rurale: FEASR
Altri fondi ESI
(FESR, FSE, FC e FEAMP)
Priorità
Innovazione, Ambiente e Cambiamenti Climatici come obiettivi trasversali
1. Promuovere il
2. Potenziare la
trasferimento
competitività, la redditività
di conoscenze
dell'agricoltura in tutte
e l’innovazione
le sue forme, l'innovazione
nel settore agricolo,
nelle aziende agricole e
agroalimentare
la gestione sostenibile
e forestale e nelle
delle foreste
zone rurali
3. Promuovere
l’organizzazione
della filiera
agroalimentare
e la gestione
dei rischi nel settore
agricolo
4. Preservare,
ripristinare e
valorizzare gli
ecosistemi
dipendenti
dall'agricoltura
e dalle foreste
5. Incentivare l'uso
efficiente delle risorse
e il passaggio a
un'economia a
basse
emissioni di carbonio
e resiliente al clima
6. Promuovere
l’inclusione
sociale,
la riduzione della
povertà e lo
sviluppo
economico
nelle zone rurali
Programma(i) di Sviluppo Rurale
2
Flessibilità nella programmazione
 Soppressi gli assi
Rural Development 2007–2013
Axis 4 «Leader» (min 5%) – 3 meas
Axis 1
Competiti
veness
(min 10%)
16 meas
Axis 2
Environment
Land
Management
(min 25%)
13 meas
Axis 3
Econ. Diver.
Quality of
Life
(min 10%)
8 meas
Single set of programming, financing, monitoring, auditing rules
EARDF – European Agriculture and Rural Development Fund
201
Obiettivi e priorità
 3 Obiettivi
 Competitività
 Gestione sostenibile risorse naturali
 Sviluppo equilirato territori rurali
 6 Priorità
 Trasferimento conoscenze in agricoltura
 Competitività agricoltura e vitalità aziende
 Organizzazione catene alimentari e gestione del rischio
 Preservare e migliorare ecosistemi dipendenti dall’agricoltura
 Transizione verso una “low carbon economy”
 Sviluppo potenziale occupazionale e sviluppo rurale
202
Le 6 priorità
n
.
Priorità
Parole chiave (focus areas, aspetti essenziali)
1
Trasferimento conoscenze e
innovazione in agricoltura,
forestazione e aree rurali
Capitale umano, cooperazione, reti tra agricolturaalimentare-foreste, innovazione, ricerca, formazione
life-long
2
Competitività tutti i tipi di agricoltura e
vitalità imprese, promozione
innovazione
Modernizzazione, nuove tecnologie, orientamento al
mercato, diversificazione, ricambio competenze e
generazionale
3
Organizzazione catene alimentari e
benessere animale
e
Gestione del rischio
Competitività, integrazione filiere, aggregazione, più
valore alle produzioni agricole, promozione qualità,
catene corte
Prevenzione e gestione del rischio
4
Preservare e migliorare ecosistemi
collegati all’agricoltura
Biodiversità, paesaggio, acqua, erosione suoli
Aree con particolari vincoli, fertilizzanti,
5
Transizione verso una “low carbon
economy”
Uso di acqua energia rifiuti, emissione-conservazionesequestro CO2
6
Inclusione sociale , sviluppo
potenziale occupazionale e sviluppo
rurale
Diversificazione, creazione-sviluppo lavoro e piccole
imprese, inclusione sociale, povertà, sviluppo locale
Priorità per lo sviluppo
rurale
1. Trasferimento
di conoscenze
ed innovazione
2. Competitività
di tutti i tipi di
agricoltura e
redditività aziendale
3. Organizzazione della
filiera e
gestione dei rischi
4. Preservare,
ripristinare e
valorizzare gli
ecosistemi
Azioni chiave
(a) stimolare l'innovazione e la base di conoscenze nelle zone rurali;
(b) rinsaldare i nessi tra agricoltura e silvicoltura, da un lato, e ricerca e innovazione, dall'altro;
(c) incoraggiare l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e la formazione professionale nel
settore agricolo e forestale;
(a) incoraggiare la ristrutturazione delle aziende agricole con problemi strutturali
considerevoli, in particolare di quelle che detengono una quota di mercato esigua, delle
aziende orientate al mercato in particolari settori e delle aziende che richiedono una
diversificazione dell'attività;
(b) favorire il ricambio generazionale nel settore agricolo;
(a) migliore integrazione dei produttori primari nella filiera agroalimentare attraverso i regimi di
qualità, la promozione dei prodotti nei mercati locali, le filiere corte, le associazioni di
produttori e le organizzazioni interprofessionali;
(b) sostegno alla gestione dei rischi aziendali;
(a) salvaguardia e ripristino della biodiversità, tra l'altro nelle zone Natura 2000 e nelle zone
agricole di alto pregio naturale, nonché dell'assetto paesaggistico dell'Europa;
(b) migliore gestione delle risorse idriche;
(c) migliore gestione del suolo;
5. Uso efficiente delle
risorse
e passaggio a
un'economia a
basse
emissioni di carbonio
e resiliente al clima
(a) rendere più efficiente l'uso dell'acqua nell'agricoltura;
(b) rendere più efficiente l'uso dell'energia nell'agricoltura e nell'industria alimentare;
(c) favorire l'approvvigionamento e l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili, sottoprodotti,
materiali di scarto, residui e altre materie grezze non alimentari ai fini della bioeconomia;
(d) ridurre le emissioni di metano e di protossido di azoto a carico dell'agricoltura;
(e) promuovere il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale;
6. Inclusione sociale,
riduzione della povertà
e sviluppo economico
nelle zone rurali
(a) favorire la diversificazione, la creazione di nuove piccole imprese e l'occupazione;
(b) stimolare lo sviluppo locale nelle zone rurali;
(c) promuovere l'accessibilità, l'uso e la qualità delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione (TIC) nelle zone rurali.
Innovazione, Ambiente e Cambiamenti Climatici come obbiettivi trasversali
204
Le misure del PSR 2014-2020 (1)
Art
.
Priorità
Misura
16
Diverse
Servizi di consul, sostit e di
assist gestione az agricole,
giovani
18
50% nelle reg. meno
sviluppate, 40% nelle altre. +
20% per giovani o progetti
integrati e collettivi o aree con
vincoli naturali o operazioni
sostenute dall'EIP
Giovani
agric, agric o membri 70.000
per giovane,
70.000
Diverse Sviluppo
Priorità
Misura delle aziende
Beneficiari
Pagamenti
e massimali
di famiglie agricole, micro- e azienda agricola, 15.000 per
agricole e delle imprese
piccole imprese, no agric nelle piccola impresa
1
Trasferimento di conoscenze aree
70% costi eleggibili
Impegnati
in agric.,
agrorurali (solo
active
e azioni di informazione,
alimentare e foreste, gestori
farmer)
aziende agricole e almeno
fondiari due
e altriattori
attori operanti Prog.pilota, nuovi prod.,
Diverse visite
Cooperazione
forestali
nelle aree rurali filiere
dell'agricoltura,
piattaf.logistiche, forme di
1
Investim silvic e trasform e alimentari lunghe/corte, integr.orizz/vert,
65% regioni menopromoz.
svil,
forestazione,
altri
attori
commerc prodotti foreste
40% nelle altre.
rurali (Leader)
Tutti i produttori
3000 per azienda per anno
2
Regimi di qualità prodotti
agricoli e alimentari
Agricoltori nelle aree montane 25 Min per ha/anno, 250 Max
2
Indennità zone soggette a
per ha/anno, 450 Max per
vincoli naturali o altri vincoli e altre aree condizionate da
vincoli naturali o altri specifici ha/anno nelle aree montane
specifici
205
(solo active farmer)
Franco Sotte
20
Art
.
15
36
27
17
3233
Diverse
Investimenti in asset fisici
Beneficiari
Pagamenti e massimali
Fornitori di assistenza tecnica 1500 per assistenza; 200.000
e servizi formativi
per 3 anni per training ai
gestori del servizio
Agricoltori o gruppi di
agricoltori, giovani agric
nuove installazioni
Le misure del PSR 2014-2020 (2)
Art
.
Priorità
19
3
25
3
28
3
34
3
38
3
39
3
40
3
Misura
Beneficiari
Pagamenti e massimali
Ristrutturaz.potenziale agricolo Agricoltori o gruppi di agricoltori 80%, 100% se
danneggiato da disastri naturali,
operazioni collettive o
avversità clima e azioni di
disastri naturali
prevenzione
Prevenzione e ripristino delle
foreste danneggiate da
incendi, calamità naturali ed
eventi catastrofici
Gruppi di produttori con
Pag.flat 10%-10%- 8%Costituzione di gruppi e
impresa di micro- piccola- o 6%- 4% digressivo dal
organizzazioni di
media dimensione
primo al quinto anno,
produttori
max 100.000
Agricoltori (solo active
500 per unità di bestiame,
Benessere degli animali
farmer)
annuale
75% del premio
Assicurazione del raccolto, agricoltori, fondi
assicurativo, per perdite
degli animali e delle piante mutualistici (solo active
farmer)
>30%
agricoltori, fondi
65% dei costi
Fondi di mutualizzazione
mutualistici (solo active
ammissibili
per le epizoozie e le
farmer)
fitopatie e per le
emergenze ambientali
agricoltori, fondi
per perdite >30%,
Strumento di
206
copertura <70% della
stabilizzazione del reddito mutualistici (solo active
Le misure del PSR 2014-2020 (3)
Art.
Priorità
Misura
Beneficiari
Pagamenti e massimali
22
4-5
Investim sviluppo delle aree
forestali e nel miglioram
redditività delle foreste
23
4-5
Forestazione e imboschimento
24
4-5
Allestimento di sistemi agrofor
26
4-5
Investim diretti accrescere
resilienza e pregio ambient
ecosistemi forestali
29
4-5
Pagamenti agro-climaticoambientali (misura
obbligatoria)
Agricoltori, gruppi di agricoltori 600 €/ha/anno x colt.annuali, 900
e altri gestori forestali (premio €/ha/anno x poliennali, 450 €/ha/anno
se gruppi) (escluso double altri usi, 200 €/anno/un bestiame per 5-7
funding)
anni
30
4-5
Agricoltura biologica
31
4-5
Indennità Natura 2000 e
direttiva quadro sulle acque
Agricoltori, gruppi di agricoltori
(solo active farmer)
(escluso double funding)
Agricoltori, prop. privati di
foreste e assoc proprietari
forestali (escluso double
funding)
Beneficiari
Art.
35
21
Priorità
4-5
6
4245
6
80%/100%
Misura
Servizi silvo-climaticoServizi
di base
e rinnovamento
Infrastrutture di piccola scala
ambientali
e salvaguardia
della
dei
villaggi nelle zone rurali
foresta
Gruppi di azione locale LEADER Gruppi di azione locale
(istituzioni pubbliche <50% dei
voti, nessun singolo privato può
avere > 49% dei voti)
600 €/ha/anno per annuali, 900
€/ha/anno per poliennali, 450 €/ha/anno
altri usi, x 5-7 anni
500 €/ha/anno iniziale e fino a 5 anni,
200 €/ha/anno proprietari, 50 €/ha/anno
min x direttiva acque
Pagamenti e massimali
200 €/ha/anno, per 5-7 anni
Infrastrutture di piccola scala
Strategie di sviluppo locale (rispondere ai
bisogni e potenziale di uno specifico
territorio sub-regionale con soluzioni
innovative per il contesto locale)
207
Misure e interventi del PSR 2014-2020 (1)
Art
Misura
Cod
Tipo di intervento/operazione
1.1
Formazione professionale ed acquisizione di conoscenze
1.2
Attività dimostrative ed azioni di informazione
1.3
Scambi interaziendali di breve durata e visite alle aziende agricole e forestali
Servizi di consulenza,
sostituzione e assistenza alla
Art. 15
gestione delle aziende
agricole
2.1
Servizi di consulenza
2.2
Promuovere l’avviamento dei servizi di consulenza aziendale, sostituzione ed assistenza alla
gestione delle aziende agricole nonché di consulenza forestale
2.3
Formazione dei consulenti
Regimi di qualità dei prodotti
agricoli e alimentari
3.1
Partecipazione a regimi di qualità
3.2
Attività di promozione ed informazione implementazione dai gruppi di produttori su mercati interni
4.1
Investimenti nelle imprese agricole
4.2
Investimenti in trasformazione, commercializzazione e/o sviluppo di prodotti agricoli
4.3
Investimenti in infrastrutture per lo sviluppo, l'ammodernamento e l'adeguamento dell'agricoltura e
delle foreste
4.4
Investimenti non produttivi collegati al raggiungimento degli obiettivi agro-climatici-ambientali
Trasferimento di conoscenza e
Art. 14
azioni di informazione
Art. 16
Art. 17
Investimenti ed
immobilizzazioni materiali
Ripristino del potenziale
Art. 18 produttivo agricolo
danneggiato
Art. 19
Sviluppo delle imprese e delle
aziende agricole
5.1
5.2
Investimenti in azioni di prevenzione volte a ridurre le conseguenze delle calamità naturali, avversità
climatiche
Investimenti per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, avversità
climatiche
6.1
Aiuto all'avviamento d'impresa per giovani agricoltori
6.2
Aiuto all'avviamento d'impresa per attività extra agricole in zone rurali
6.3
Aiuto all'avviamento di impresa per lo sviluppo di piccole aziende agricole
6.4
6.5
Sostegno agli investimenti per la creazione e lo sviluppo di attività extra agricole
Pagamenti per agricoltori che aderiscono al regime dei piccoli agricoltori che cedono la propria
azienda ad un altro agricoltore
Misure e interventi del PSR 2014-2020 (2)
7.1
7.2
7.3
Art.
20
Servizi di base e
rinnovamento dei villaggi
7.4
7.5
7.6
7.7
7.8
Piani di sviluppo dei comuni situati nelle zone rurali, pani di gestione dei siti Natura 2000 e
delle zone ad Alto Valore Naturale (AVN)
Investimenti per creazione, miglioramento ed espansione di infrastrutture su piccola scala,
incluse energie rinnovabili e recupero energetico;
Investimenti nelle infrastrutture di banda larga
Investimenti finalizzati all'introduzione, al miglioramento o all'espansione di servizi di base a
livello locale per la popolazione rurale
Investimenti per infrastrutture ricreative pubbliche, informazioni turistiche e infrastrutture
turistiche su piccola scala
Studi ed investimenti associati alla manutenzione al restauro ed alla riqualificazione del
patrimonio culturale e naturale dei villaggi …
Investimenti finalizzati alla rilocalizzane di attività e alla riconversione di fabbricati ed altri
impianti situati nelle vicinanze di centri rurali, …
Altro
8.1 Costi di impianto mancato reddito e manutenzione per forestazione ed imboschimento (art 22)
Art.
21
Investimenti nello sviluppo
delle aree forestali e nel
miglioramento della
redditività delle foreste
Art.
27
Art.
28
Costituzione di associazioni
di produttori
Pagamenti agro-climaticiambientali
8.2 Costi di impianto e mantenimento di sistemi agro-forestali (art. 23)
Prevenzione delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici (art.
8.3
24)
Ripristino delle foreste danneggiate da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici (art.
8.4
24)
Investimenti diretti ad accrescere la resilienza, il pregio ambientale degli ecosistemi forestali
8.5
(art. 25)
Investimenti in tecnologie silvicole nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione
8.6
dei prodotti delle foreste (art. 26)
9.1 Costituzione di gruppi di produttori ed organizzazioni nei settori agricoli e forestali
10.1 Pagamenti per impegni agro-climatici-ambientali
10.2 Supporto alla conservazione delle risorse genetiche in agricoltura
Misure e interventi del PSR 2014-2020 (3)
11.1
11.2
12.1
Natura 2000 e direttiva
12.2
quadro sulle acque
12.3
Indennità per le zone soggette 13.1
a vincoli naturali o ad altri
13.2
vincoli specifici
13.3
Benessere degli animali
14
Servizi silvo-climatici15.1
ambientali e salvaguardia
15.2
della foresta
Art. 29 Agricoltura biologica
Art. 30
Art. 31
Art. 33
Art. 34
16.1
16.2
16.3
16.4
Art. 35 Cooperazione
16.5
16.6
16.7
16.8
16.9
16.0
Conversione a pratiche e metodi biologici
Mantenimento a pratiche e metodi biologici
Compensazione per le zone agricole nelle aree Natura 2000
Compensazione per le zone forestali nelle aree Natura 2000
Compensazione per le zone agricole incluse nei Piani di Gestione dei bacini idrografici
Pagamenti compensativi nelle aree montane
Pagamenti compensativi per le altre aree affette da vincoli naturali specifici
Pagamenti compensativi ad ettaro per SAU in aree con altri vincoli specifici
Pagamento per il benessere degli animali
Pagamenti per impegni forestali
Supporto alla conservazione delle risorse genetiche forestali
Supporto per la costituzione e l'operatività di gruppi operativi del PEI per la sostenibilità e la
produttività agricola
Supporto per progetti pilota
Supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie
(altra) cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere
impianti e risorse, nonché per lo sviluppo e la commercializzazione di servizi turistici inerenti al
turismo rurale
Cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la creazione e lo sviluppo di filiere corte e dei
mercati locali
Attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali
Azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ad essi
Approcci collettivi ai progetti ed alle pratiche ambientali in corso
Cooperazione di filiera produzione sostenibile di biomasse per l'industria alimentare, produzione di
energia e nei processi industriali
Strategie di sviluppo locale diverse dal CLLD (leader)
Supporto per la stesura di piani di gestione forestale o documenti equivalenti
Supporto alla diversificazione delle attività agricole in attività concernenti la salute, integrazione
sociale, educazione ambientale ed alimentare
Altro
Misure e interventi del PSR 2014-2020 (4)
Contributo finanziari per il pagamento dei premi assicurativi del raccolto, degli
animali e delle piante
17.2 Contributo finanziario per i fondi mutualistici
Strumenti di stabilizzazione del reddito, consistenti nel versamento di contributi
17.3
finanziari ai fondi di mutualizzazioni
17.1
Art. 36
Gestione del rischio
Art. 40
Finanziamento dei
pagamenti diretti
nazionali integrativi
in Croazia
Reg. Comune e art.
Art. 32 42-44 (Leader) Reg.
Art. 42-44 Sviluppo Rurale CLLD
- Leader
Art 51
Assistenza tecnica
18
Finanziamento dei pagamenti diretti nazionali integrativi in Croazia
19.1 Supporto alla preparazione
Supporto all’implementazione di operazioni nell’ambito delle strategie di
19.2
sviluppo locale
19.3 Preparazione e implementazione delle attività di cooperazione dei GAL
19.4 Costi di gestione e animazione PSL
20.1
Supporto per la preparazione e l’implementazione del programma.
Misura: servizi di consulenza, di sostituzione e di
assistenza alla gestione delle aziende agricole
 Obiettivi:
 aiutare gli agricoltori, i silvicoltori, gli altri gestori del territorio e le PMI
insediate nelle zone rurale ad avvalersi dei servizi di consulenza per
migliorare le prestazioni economiche e ambientale, il rispetto del clima e la
resilienza climatica della loro azienda agricola, impresa e/o investimento;
 promuovere l’avviamento di servizi di consulenza aziendale, di sostituzione
e di assistenza alla gestione di aziende agricole, nonché di servizi di
consulenza forestale, compreso il sistema di consulenza aziendale;
 promuovere la formazione di consulenti.
 Beneficiari:
 prestatore di servizi di consulenza o di formazione;
 autorità o organismo selezionato per avviare il servizio di consulenza, di
sostituzione , di assistenza alla gestione delle aziende agricole o di
consulenza forestale;
 Pagamenti e massimali
 1500 € per consulenza;
 200.000€ per 3 anni per training dei consulenti.
Misura: investimenti in asset fisici

Obiettivi: sostegno destinato a investimenti materiali o immateriali che:
 migliorino le prestazioni e la sostenibilità globali dell’azienda agricola;
 riguardino la trasformazione, la commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli (ad
eccezione dei prodotti della pesca);
 riguardino l’infrastruttura necessaria allo sviluppo, all’ammodernamento o all’adeguamento
dell’agricoltura e della silvicoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli e forestali, la
ricomposizione e il miglioramento fondiario, l’approvvigionamento e il risparmio di energia e di
risorse idriche;
 siano non produttivi e connessi all’adempimento degli obiettivi agro-climatico-ambientali
perseguiti dal regolamento sullo sviluppo rurale, compresa la conservazione della biodiversità delle
specie e degli habitat, o alla valorizzazione in termini di pubblica utilità delle zone Natura 2000 o di
altri sistemi ad alto valore naturalistico da definirsi nel programma.

Beneficiari:
 agricoltori;
 gruppi di agricoltori;
 giovani agricoltori, nuove istallazioni;

Pagamenti e massimali:
 50% nelle regioni meno sviluppate e in quelle con PIL pro capite inferiore al 75% della media UE25 ma superiore al 75% della media UE-27 nel periodo 2007-2013;
 75% nelle regioni ultraperiferiche e in Croazia e nelle isole minori del Mar Egeo;
 40% nelle altre regioni;
 20% aggiuntivo per: giovani (anche insediatisi durante i 5 anni precedenti alla domanda di
sostegno), progetti integrati e collettivi, aree con vincoli naturali, operazioni sostenute dall’EIP,
investimenti connessi all’agricoltura biologica e ai pagamenti agro-climatico-ambientali;
 100% per investimenti non produttivi e infrastrutture agricole e forestali.
Misura: sviluppo delle aziende agricole e delle
imprese

Obiettivi:
 aiuti all’avviamento di imprese per giovani agricoltori, attività extra-agricole nelle zone rurali e
sviluppo di piccole aziende agricole;
 investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole;
 pagamenti annuali o pagamenti una tantum agli agricoltori ammissibili che aderiscono al
regime per i piccoli agricoltori e che cedono permanentemente la propria azienda ad un altro
agricoltore.

Beneficiari:
 giovani agricoltori;
 agricoltori e coadiuvanti familiari che diversificano la loro attività avviando un attività extra
agricola o microimprese e piccole imprese, nonché a persone fisiche nelle zone rurali;
 piccole aziende agricole;
 microimprese e piccole imprese, nonché a persone fisiche nelle zone rurali e agli agricoltori o
coadiuvanti familiari;
 agricoltori ammissibili al regime dei piccoli agricoltori da almeno un anno al momento della
presentazione della domanda di sostegno e che cedono permanentemente la loro azienda
agricola, con i corrispondenti diritti all’aiuto, ad un altro agricoltore,dopo aver aderito da
almeno un anno al regime dei piccoli agricoltori. Il sostegno è calcolato dalla data di cessione
fino al 31 dicembre 2020 o calcolato per tale periodo e versato sottoforma di pagamento una
tantum.

Pagamenti e massimali:
 70.000€ per giovani;
 70.000€ per azienda agricola;
 15.000€ per piccole azienda agricola;
Misura: cooperazione

Obiettivi:
 incentivare i rapporti di cooperazione tra i diversi operatori della filiera agroalimentare e del settore forestale
dell’Unione, nonché altri soggetti che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi e delle priorità della politica di
sviluppo rurale; tra cui le associazioni di produttori, le cooperative e le organizzazioni interprofessionali;
 creazione di strutture di poli e di reti;
 costruzione e gestione di dei gruppi operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

Beneficiari:
 almeno due attori dell’agricoltura;
 filiere alimentari lunghe/corte;
 forestazione;
 altri attori rurali (Leader).

Destinazione finanziamenti:
 progetti pilota;
 sviluppo nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agroalimentare e forestale;
 cooperazione tra piccoli agricoltori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere impianti e risorse e
per lo sviluppo e/o la commercializzazione di servizi turistici inerenti al turismo rurale;
 cooperazione di filiera, sia orizzontale che verticale, per la creazione e lo sviluppo di filiere corte e mercati locali;
 attività promozionali a raggio locale connesse allo sviluppo delle filiere corte e dei mercati locali;
 azioni congiunte per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’adattamento ad essi;
 approcci collettivi ai progetti e alle pratiche ambientali in corso, inclusi la gestione efficiente delle risorse idriche,
l’uso di energia rinnovabile e la preservazione dei paesaggi agricoli;
 cooperazione di filiera per l’approvvigionamento sostenibile di biomasse da utilizzare nella produzione di alimenti e
di energia e nei processi industriali;
 attuazione, segnatamente ad opera di associazioni di partner pubblici e privati, di strategie di sviluppo locale mirate
ad una o più priorità dell’Unione in materia di sviluppo rurale;
 stesura di piani di gestione forestale o di documenti equivalenti;
 diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura
sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare.
Misura: trasferimento di conoscenze e azioni di
informazione, visite aziende agricole e forestali
 Obiettivi: azioni di formazione professionale e acquisizione di
competenze, attività dimostrative e informazione.
 Beneficiari: addetti dei settori agricolo, agroalimentare e forestale, dei
gestori del territorio e di altri operatori economici che siano PMI
operanti in zone rurali.
 Pagamenti e massimali: 70% dei costi eleggibili.
Misura: investimenti in tecnologie silvicole e
nella trasformazione, mobilitazione e
commercializzazione dei prodotti delle foreste
 Obiettivi: investimenti tesi ad incrementare il potenziale forestale o ad
accrescere il valore aggiunto dei prodotti forestali attraverso la loro
trasformazione, mobilitazione e commercializzazione.
 Beneficiari: silvicoltori privati, comuni e loro consorzi di PMI.
 Pagamenti e massimali:
 65% regioni meno sviluppate;
 40% altre regioni;
 75% nelle regioni ultraperiferiche e nelle Isole minori del Mar
Egeo
Misura: regimi di qualità prodotti agricoli e
alimentari
 Obiettivi: incrementare la produzione di prodotti agricoli di qualità,
del cotone, dei prodotti alimentari istituiti dalla legislazione
dell’Unione e l’adesione a regimi di certificazione dei prodotti agricoli
riconosciuti dagli Stati membri.
 Beneficiari: tutti gli agricoltori e associazioni di agricoltori che
aderiscono per la prima volta ad un regime di qualità (compresi quelli
di certificazione delle aziende agricole, dei prodotti agricoli, del
cotone e dei prodotti alimentari, riconosciuti dagli Stati membri).
 Pagamenti e massimali:
 70% dei costi per l’attività di formazione;
 3000€ per azienda per anno.
Misura: indennità zone svantaggiate a vincoli
naturali o altri vincoli specifici
 Obiettivi: compensare, in tutto o in parte, i costi aggiuntivi e il
mancato guadagno dovuti ai vincoli cui è soggetta la produzione
agricola nella zona interessata.
 Beneficiari:
 agricoltori nelle aree montane;
 agricoltori nelle aree condizionate da vincoli naturali;
 agricoltori in aree soggette a vincoli specifici.
 Pagamenti e massimali:
 Min 25€/ha per anno sulla media dell’area del beneficiario del
sostegno;
 Max 250/ ha per anno;
 Max 450/ ha per anno nelle zone montane;
Misura: ristrutturazione potenziale agricolo
danneggiato da disastri naturali, avversità
clima e azioni di prevenzione.
 Obiettivi:
 investimenti per azioni di prevenzione volte a ridurre le
conseguenze di probabili calamità naturali, avversità atmosferiche
ed eventi catastrofici;
 Investimenti per il ripristino dei terreni agricoli e del potenziale
produttivo danneggiati da calamità naturali, avversità
atmosferiche e da eventi catastrofici.
 Beneficiari: agricoltori e associazioni di agricoltori.
 Pagamenti e massimali:
 80% per interventi di prevenzione realizzati dai singoli agricoltori;
 100% per interventi di prevenzione realizzati collettivamente dai
beneficiari e per interventi di ripristino di terreni agricoli
danneggiati da calamità naturali e da eventi catastrofici.
Misura: prevenzione e ripristino delle foreste
danneggiate da incendi, calamità naturali ed
eventi catastrofici.
 Obiettivi:
 creazione di infrastrutture di protezione;
 interventi di prevenzione dagli incendi o altre calamità naturali su
scala locale, compreso l’uso di animali da pascolo;
 istallazione e miglioramento di attrezzature di monitoraggio degli
incendi boschivi, delle fitopatie e delle infestazioni parassitarie e di
apparecchiature di comunicazione;
 ricostruzione del potenziale forestale danneggiato dagli incendi o
da altre calamità naturali.
 Beneficiari:
 silvicoltori privati e pubblici, ad altri enti di diritto privato e
pubblici e loro consorzi;
Misura: costituzione di associazioni e
organizzazioni di produttori
 Obiettivi: costituzione di associazioni e organizzazioni di produttori che hanno
come obiettivo:
 adeguamento della produzione e dei prodotti dei soci alle richieste del
mercato;
 commercializzazione in comune dei prodotti;
 definizione di norme comuni in materia di informazione sulla produzione;
 sostegno ad altre attività che possono essere svolte dalle associazioni e
organizzazioni di produttori.
 Beneficiari:
 associazioni di produttori ufficialmente riconosciute e che rientrano nella
definizione di PMI;
 organizzazioni di produttori ufficialmente riconosciute e che rientrano
nella definizione di PMI.
 Pagamenti e massimali:
 10% della produzione commercializzata durante i primi anni successivi al
riconoscimento (successivamente è decrescente);
 Max 100.000€.
Misura benessere degli animali
 Obiettivi: realizzare interventi volontari consistenti in uno o più
impegni per il benessere degli animali (oltre i requisiti obbligatori);
 Beneficiari: tutti gli agricoltori attivi.
 Pagamenti e massimale: 500€ per unità di bestiame all’anno.
Misura: assicurazione del raccolto, degli animali
e delle piante
 Obiettivi: coprire con polizze assicurative le perdite causate da
avversità (atmosferiche, epizoozie, fitopatie, infestazioni parassitarie,
emergenze ambientali) o da misure adottate per eradicare o
circoscrivere una fitopatia o un’infestazione parassitaria, che
distruggano più del 30% della produzione media annua
dell’agricoltore nel triennio precedente o della sua produzione media
triennale calcolata sui cinque precedenti (escludendo il più alto e il
più basso).
 Beneficiari:
 agricoltori (attivi);
 fondi mutualistici.
 Pagamenti e massimali: 65% del premio assicurativo, per perdite
maggiori del 30%.
Misura: fondi di mutualizzazione per le avversità atmosferiche,
per le epizoozie e le fitopatie, per le infestazioni parassitarie e
per le emergenze ambientali
 Obiettivi: sostegno ai fondi di mutualistici.
 Beneficiari:
 agricoltori (attivi);
 fondi mutualistici.
 Pagamenti e massimali: 65% del premio assicurativo dovuto.
Misura: strumento di stabilizzazione del reddito
 Obiettivi: sostegno agli agricoltori se il calo del reddito è superiore al
30% del reddito medio annuo del singolo agricoltore nei tre anni
precedenti o del suo reddito medio triennale calcolato sui cinque anni
precedenti (escludendo il più alto e il più basso).
 Beneficiari:
 agricoltori (attivi)
 fondi mutualistici.
 Pagamenti e massimali:
 per perdite maggiori del 30%, copertura minore del 70% della
perdita;
 65% dei costi ammissibili.
Misura: investimenti nello sviluppo delle aree
forestali e nel miglioramento della redditività
delle foreste
 Obiettivi:
 forestazione e rimboschimento;
 allestimento di sistemi agroforestali;
 prevenzione e ripristino delle foreste danneggiate da incendi,
calamità naturali ed eventi catastrofici, comprese fitopatie,
infestazioni parassitarie e rischi climatici ;
 investimenti per accrescere la resilienza, il pregio ambientale e il
potenziale di mitigazione degli ecosistemi forestali;
 investimenti in tecnologie silvicole e nella trasformazione e
commercializzazione dei prodotti delle foreste.
Misura: forestazione e imboschimento
 Obiettivi: favorire la forestazione e il rimboschimento attraverso la
copertura dei costi di impianto.
 Beneficiari:
 proprietari terrieri pubblici e privati, nonché loro consorzi;
 comuni e loro consorzi.
 Premi e massimali: premio annuale per ettaro a copertura del
mancato reddito agricolo e dei costi di manutenzione (inclusa la
ripulitura precoce e tardiva) per un periodo massimo di 12 anni.
Misura: allestimento di sistemi agroforestali
 Obiettivi: favorire l’allestimento di sistemi agroforestali (arboricoltura
forestale associata all’agricoltura estensiva sulla stessa superficie)
attraverso la copertura dei costi di impianto.
 Beneficiari:
 proprietari fondiari e affittuari privati;
 comuni e loro consorzi.
 Premi e massimali:
 premio annuale per ettaro a copertura dei costi di manutenzione,
inclusa la ripulitura precoce e tardiva, per massimo 5 anni.;
 80% del costo ammissibile.
Misura: investimenti diretti ad accrescere la
resilienza e il pregio ambientale degli
ecosistemi forestali
 Obiettivi: adempimento di impegni assunti per scopi ambientali,
all’offerta di servizi ecosistemici e/o alla valorizzazione in termini di
pubblica utilità delle aree forestali e boschive della zona interessata o
al rafforzamento della capacità degli ecosistemi di mitigare i
cambiamenti climatici, senza escludere eventuali benefici economici a
lungo termine.
 Beneficiari:
 persone fisiche;
 silvicoltori privati e pubblici;
 altri enti di diritto privato e pubblici e loro consorzi;
 comuni e loro consorzi.
Misura: pagamenti agro-climatico-ambientali
 Obiettivi: conservazione e promozione dei necessari cambiamenti volti
a ottenere pratiche agricole che contribuiscano favorevolmente
all’ambiente e al clima.
 Beneficiari:
 agricoltori e associazioni di agricoltori;
 associazioni miste agricoltori e altri gestori del territorio
 altri gestori del territorio e loro associazioni.
 Premi e massimali:
 600€/ha/anno per colture annuali;
 900€/ha/anno per colture perenni specializzate;
 450€/ha/anno per altri usi della terra;
 200€/anno/bestiame per razze autoctone minacciate
dall’abbandono per 6-7 anni.
Benefici ambientali cumulati
Benefici ambientali
cumulati
Meccanismo
d’implementazione
Sviluppo
Rurale
Greening
Condizionalità
Superficie agricola
(eleggibile per i pagamenti diretti)
Volontario
con compensazione
dei costi in più sostenuti e
dei ricavi in meno percepiti
Obbligatorio
con supporto finanziario
(Pagamento “verde”
disaccoppiato per ettaro)
Obbligo normativo di base
(Criteri di Gestione
Obbligatori e Buone
Condizioni Agronomiche
ed Ambientali)
232
Misura: agricoltura biologica
 Obiettivi: favorire l’adozione e il mantenimento volontario dei metodi
e delle pratiche di produzione biologica.
 Beneficiari: agricoltori e associazioni di agricoltori (attivi).
 Premi e massimali, per 5-7 anni:
 600€/ha/anno per colture annuali;
 900€/ha/anno per colture perenni specializzate;
 450€/ha/anno per altri usi della terra.
Misura: indennità natura 2000 e direttiva
quadro sulle acque
 Obiettivi: compensare i costi aggiuntivi e il mancato guadagno dovuti
ai vincoli occasionali, nelle zone interessate, dalle direttive
comunitarie 92/43/CEE, 2009/147/CE e 2000/60/CE.
 Beneficiari:
 agricoltori;
 silvicoltori privati;
 associazioni di silvicoltori privati.
 Premi e massimali:
 max 500€/ha/anno iniziale e fino a 5 anni;
 max 200€/ha/anno proprietari;
 min 50€/ha/anno minimo per direttiva acque.
Misura: Servizi silvo-climatico-ambientali e
salvaguardia della foresta
 Obiettivi: favorire l’impegno volontario alla realizzazione di interventi
consistenti in uno o più impegni silvoambientali.
 Beneficiari:
 silvicoltori pubblici e privati;
 altri enti di diritto privato e pubblici.
 Premi e massimali: 200€/ha/anno, per 5-7 anni.
Misura: servizi di base e rinnovamento dei
villaggi nelle zone rurali
 Obiettivi:
 stesura e aggiornamento di piani di sviluppo, di comuni e villaggi situati nelle zone
rurali, e dei servizi comunali di base;
 investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni
tipo di infrastrutture su piccola scale, compresi gli investimenti nelle energie
rinnovabili e nel risparmio;
 installazione, miglioramento e espansione dei servizi connessi alla banda larga;
 Investimenti per l’introduzione, miglioramento e espansione dei servizi di base per
la popolazione rurale;
 Investimenti per introduzione, miglioramento e espansione di servizi di base a
livello locale per la popolazione rurale, comprese le attività culturali e ricreative, e
della relativa infrastruttura;
 investimenti di fruizione pubblica in strutture ricreative, informazioni turistiche,
segnaletica turistica e infrastrutture turistiche su piccola scala;
 manutenzione e restauro e riqualificazione del patrimonio culturale e naturale dei
villaggi, del paesaggio rurale e dei siti ad alto valore naturalistico, compresi gli
aspetti socio economici di tale attività, nonché azioni di sensibilizzazione in materia
di ambiente;
 rilocalizzazione di attività e riconversione di fabbricati o altri impianti, vicino o
all’interno di centri urbani, per migliorare la qualità della vita o i parametri
ambientali di un territorio.
 Beneficiari: infrastrutture su piccola scala
Misura: gruppi di azione locale LEADER
 Obiettivi:
 potenziamento del sistema LEADER e kit di avviamento LEADER
 cooperazione all’interno di uno Stato membro (interterritoriale),
tra più Stati membri o con territori di paesi terzi (transnazionali);
 supporto tecnico preparatorio per progetti di cooperazione
interterritoriale o transnazionale.
 Beneficiari: gruppi di azione locale
 Pagamenti e massimali: Strategie di sviluppo locale (rispondere ai
bisogni e potenziale di uno specifico territorio sub-regionale con
soluzioni innovative per il contesto locale).
Le risorse FEASR per l’Ue
ANNI
2014
2015
2016
2017
2018
2019
2020
2014-2020
PREZZI CORRENTI (€)
13.618.149.060
13.618.658.677
13.619.178.488
13.619.708.697
13.620.249.509
13.620.801.137
13.621.363.797
95.338.109.365
Fonte: Reg. 1305/2013 (Allegato I)
Le risorse FEASR per l’Italia e il
cofinanziamento nazionale
ANNI
ANNI
2014
2014
2014
2015
2015
2015
2016
2016
2016
2017
2017
2017
2018
2018
2018
2019
2019
2019
2020
2020
2020
2014-2020
2014-2020
2014-2020
TOTALE
20142020
PREZZICORRENTI
CORRENTI (€)
PREZZI
CORRENTI
(€)
PREZZI
(€)
Cofinanziamento
Cofinanziamento
Risorse FEASR
Risorse FEASR
nazionale
Risorse
FEASR
nazionale
1.480.213.402
1.480.213.402
1.480.213.402
1.480.213.402
1.480.213.402
1.483.373.476
1.483.373.476
1.483.373.476
1.483.373.476
1.483.373.476
1.486.595.990
1.486.595.990
1.486.595.990
1.486.595.990
1.486.595.990
1.489.882.162
1.489.882.162
1.489.882.162
1.489.882.162
1.489.882.162
1.493.236.530
1.493.236.530
1.493.236.530
1.493.236.530
1.493.236.530
1.496.609.799
1.496.609.799
1.496.609.799
1.496.609.799
1.496.609.799
1.499.799.408
1.499.799.408
1.499.799.408
1.499.799.408
1.499.799.408
10.429.710.767
10.429.710.767
10.429.710.767
10.429.710.767
10.429.710.767
20.859.421.534
La ripartizione delle risorse in Italia
(risorse FEASR e cofinanziamento nazionale)
Programmi
Spesa pubblica totale
euro
%
Programmi regionali
18.619.418.000
89,26%
Programmi nazionali
2.240.003.534
10,74%
1.640.000.000
7,86%
- Biodiversità animale
200.000.000
0,96%
- Piano irriguo
300.000.000
1,44%
- Rete Rurale Nazionale
100.003.534
0,48%
20.859.421.534
100,0%
- Gestione del rischio
Totale 2014-2020
240
Sicilia
Puglia
Campania
Calabria
Basilicata
Sardegna
Molise
Abruzzo
Veneto
Valle d'Aosta
Umbria
Trento
Toscana
Piemonte
Marche
Lombardia
Liguria
Lazio
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Bolzano
milioni di euro
La ripartizione fra le Regioni
(risorse FEASR e cofinanziamento nazionale)
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
241
Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI)
 Obiettivi (per agricoltura e foreste)
 Produttività e sostenibilità
 uso efficiente delle risorse, economia vitale,
competitività,
 Bassa emissione CO2, climate friendly, resilienza, sistemi
di produzione agro-ecologici
 Costante e sostenibile approvvigionamento cibo, alimenti
per il bestiame, biomateriali
 Collegare ricerca e attori
 Agricoltori, gestori foreste, comunità rurali, imprese,
ONG, servizi di assistenza
 Compiti
 Legare ricerca e pratica agricola
 Promuovere trasposizione in pratica delle soluzioni
 Informare la comunità scientifica sui fabbisogni
Franco Sotte, La nuova politica di sviluppo rurale
Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI)
 Rete PEI (art 53)
 Compiti
 help desk sull’innovazione, incoraggiare Gruppi Operativi
per l’Innovazione, informare sulle opportunità dell’UE,
facilitare iniziative cluster, pilota o dimostrative; raccogliere
e disseminare risultati ricerca e innovazione
 Gruppi Operativi (GO) (art 62-63)
 Costituzione e funzionamento
 Attori (agricoltori, ricercatori, tecnici e imprenditori) di
agricoltura e agro-alimentare, trasparenza e operatività;
finanziano gli SM (Regioni)
 Compiti
 Redigere un piano da sviluppare e risultati attesi
 Elaborare e implementare azioni innovative finanziate dai
PSR (Stato membro decide quanto finanziare)
 Disseminare i risultati
243
Programmi di sviluppo rurale
 PSR a livello nazionale e 21 PSR regionale
 PSR nazionale (ipotesi)
 Gestione del rischio
 Acqua
 Biodiversità animale
 SM presentano anche un quadro nazionale se I PSR sono regionali
 Durata 7 anni
 Possibile aggiungere dei sottoprogrammi tematici







Giovani agricoltori
Piccole aziende agricole
Aree montane
Filiere alimentari corte
Donne nelle zone rurali
Mitigazione dei cambiamenti climatici e loro adattamento
Biodiversità
244
La tempistica
della politica di sviluppo rurale 2014-2020
17 dicembre 2013
Consiglio
Agricoltura
Approvazione regolamento di base (Reg. Ue
1305/2013)
11 marzo 2014
Commissione
europea
Adozione regolamenti applicativi
22 aprile 2014
Governo italiano
Invio Accordo di Partenariato alla
Commissione europea
22 luglio 2014
Regioni
Invio PSR alla Commissione europea
22 luglio 2014
Governo italiano
Invio PSRN “Gestione del rischio,
biodiversità e piano irriguo” e PSRN “Rete
Rurale” alla Commissione europea
Novembre 2014 –
luglio 2015
Regioni
Commissione Ue
Negoziato
30 aprile 2015
Agea, CAA
Manifestazione di interesse per la gestione
del rischio
15 giugno 2015
Agea, CAA
Domande pagamenti per superficie
(conferme e nuove domande per le Regioni
che aprono il bando)
Giugno-Dicembre
2015
Commissione
europea
Approvazione PSR
245
Produttività e sostenibilità
 Perché l’obiettivo della produttività?
 la domanda di derrate alimentari è destinata ad aumentare del 70% entro il
2050.
 forte crescita della domanda di mangimi, biomasse e biomateriali.
 negli ultimi anni si è registrata una tendenza al rallentamento
dell’incremento della produttività nei paesi sviluppati.
 Perché l’obiettivo della sostenibilità?
 il 45% dei terreni europei presenta problemi di qualità del suolo, evidenziati
dai bassi livelli di sostanza organica;
 un quarto dei terreni è afflitto da un grado di erosione moderato o elevato;
 negli ultimi 20 anni, le popolazioni di uccelli in habitat agricolo sono
diminuite del 20-25% e le farfalle comuni del 70% e impollinatori come le api
sono minacciate;
 Il 40% dei terreni agricoli è esposto all’inquinamento da nitrati, con rischi
per le risorse idriche;
 Il settore agricolo è responsabile del 9% di emissioni di gas a effetto serra.
Produttività e sostenibilità: un binomio inscindibile.
246
Intensificazione sostenibile
Fonte: Buckwell et al., 2014
247
Grazie per l’attenzione
[email protected]
Cesar Umbria
CeSARPERUGIA
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