L’impresa di rete: nascita, bolle e
prospettive
Antonio Cecchi 28/05/2008 [email protected]
L’impresa di rete: nascita, bolle e
prospettive
• Una (breve) storia di Internet
• Le reti: i vecchi abiti dell’imperatore
• L’impresa e la rete, bolle e prospettive
Una (breve) storia di Internet
“ I'm frequently surprised, and when I consider the
biggest surprises, I'm heartened that they were
mostly positive. The Internet, for instance,
crawled out of a dark atomic fallout shelter to
become the Mardi Gras parade of my
generation. It was not a bolt of destructive
lightning; it was the sun breaking through the
clouds. ”
Bruce Sterling - My Final Prediction - Wired 14.12
2006
Fonte: http://www.wired.com/wired/archive/14.12/posts.html?pg=6
Una (breve) storia di Internet
Quando nasce?
Per alcuni storici Internet nasce nel 1961, quando Leonard Kleinrock al MIT pubblica un paper di
ricerca sullo smistamento di pacchetti di segnale in una rete.
Altri citano il 1969, quando il Dipartimento della Difesa statunitense commissionò ad ARPA una ricerca
per una rete di centri di comunicazione comando e controllo che potesse sopravvivere a un
attacco nucleare (
)
Il 1970 è un altro probabile candidato, poiché in quell’anno nasce l’e-mail (la Regina di Inghilterra
scriverà la sua prima email nel 1976…) e ARPANET passa da esperimento militare a risorsa
pubblica.
Il termine Internet viene utilizzato per la prima volta nel 1975 (RFC 675) nel documento che definisce il
protocollo TCP. Viene inizialmente utilizzato per indicare l'interconnessione tra reti (network in
inglese) distinte (ARPAnet e NSFnet inizialmente): in quegli anni convivevano diversi standard di
comunicazione, e la loro interconnessione era considerata un importante obiettivo.
Dal 1978 al 1980 nascono il primo spam, l’emoticon  e il primo virus .. anni moderni ;)
ARPANET
Gli anni dal 1970 al 1990 sono anni di espansione di ARPANET a enti pubblici e di ricerca nel mondo
La data più importante per la nascita di Internet per come la conosciamo oggi è tuttavia il 1 gennaio
1983, in cui dal protocollo NCP scritto originariamente da ARPA si passa al Transmission Control
Protocol and Internet Protocol (
).
Nel 1990 il governo degli Stati Uniti legifera la possibilità di sfruttamento commerciale, da parte
dell'iniziativa privata di Internet
TCP/IP
HTTP
Nel 1991 al CERN Tim Berners-Lee scrive il protocollo
come estensione del TCP/IP, e la
rete letteralmente esplode attraverso i siti web.
Nel 1993 debutta il primo browser, MOSAIC e Internet diventa il World Wide Web che tutti
conosciamo, nel bene e nel male.
Fonte: http://www.wired.com/techbiz/it/news/2002/12/57013
Una (breve) storia di Internet
Perché nasce / per chi nasce:
Nel 1958 a seguito del lancio sovietico dello sputnik in america viene fondata l’ARPA (Advanced
Research Projects Agency) con lo scopo di riconquistare e mantenere il predominio tecnologico
sugli avversari. Il primo progetto di ARPA è lo sviluppo e l’estensione intercontinentale di
SAGE, una proto-rete di collegamento dei radar di terra statunitensi.
intelligence
Internet nasce quindi dalle esigenze di
della guerra fredda, per poter collegare a
sistema i vari centri di comunicazione comando e controllo che gli USA e i loro alleati hanno nei
teatri operativi.
Da un lato c’è l’esigenza di avere un unico sistema di funzioni (ad esempio l’early warning radar su
scala globale) e dall’altro c’è la necessità di fondare un sistema di comunicazione capace di
sopravvivere a catastrofi (
MAD)
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Internet
Una (breve) storia di Internet
Come funziona?
Attraverso un protocollo, un insieme di
standard di comunicazione noti come
protocollo TCP/IP, che specificano le regole di funzionamento dalle infrastrutture (cavi di rete,
potenza delle antenne wireless, hardware di smistamento, reti continentali e dorsali oceaniche di
interconnessione ecc..) ai sistemi operativi dei computer (ovvero come il vostro browser converte
un indirizzo web in un indirizzo numerico), ai dati trasmessi (con che regole i dati vengono
trasmessi dall’indirizzo a voi e viceversa).
La cosa fondamentale di uno standard a strati è che garantisce
interoperabilità e
indipendenza fra gli strati stessi, ovvero per l’utente finale è ininfluente conoscere su
quali logiche sono costruiti i cavi purché rispettino le specifiche.
I protocolli sono standard di comunicazione che permettono ai computer di parlarsi su una rete. Come
l’italiano fornisce una lingua franca compresa da tutti i cittadini a prescindere dai vari dialetti
regionali/rurali, un protocollo permette a tutti i diversi tipi di computer collegati a Internet di
scambiare informazioni.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Internet
Una (breve) storia di Internet
Una definizione più generale di internet:
Internet può essere vista come una rete logica appoggiata a strutture fisiche e
collegamenti di vario tipo (fibre ottiche, cavi coassiali, collegamenti satellitari, doppino
telefonico, collegamenti su radiofrequenza (WiFi), su ponti radio, su raggi laser e su
onde convogliate su condotte elettriche o addirittura idrauliche) che
interconnette un agente umano o automatico ad un altro agente tramite
qualsiasi tipo di computer oggi o in futuro esistente o immaginabile.
altri esempi di reti logiche?
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Internet
Le reti: il vecchio abito
dell’imperatore
Esempi di reti nella storia:
beni pubblici,
Le reti per la loro natura sono
nessuno tranne lo stato (come espressione
di collettività) ha la capacità o l’interesse di sostenerne il costo di produzione, ma tutti i soggetti
connessi ne traggono benefici
.
•
•
•
•
Le strade consolari e le torri di comunicazione romane (stessa motivazione militare iniziale, cfr.
Luttwak – La grande strategia dell’impero romano, Rizzoli 1997)
Le rotte commerciali verso oriente e occidente
Il telegrafo
Acqua\luce\gas\rifiuti…
economie di scala strutturali, lato
In termini economici le reti esibiscono
offerta/produzione e lato domanda/consumo.
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
Che cos’è l’impresa di rete?
L’impresa che opera sulla rete è un monopolista (di nicchia) in divenire che opera attraverso il
tentativo di imporre uno standard di uso alla rete.
Dal punto di vista economico l’impresa sostiene dei costi nel tentativo di privatizzare una parte
(crescente) delle economie di scala della rete (strutturali) su cui opera e quindi di fondarsi come
monopolista nel lungo periodo. Questo processo di privatizzazione avviene per mezzo di
creazione/imposizione di
standard
Chiaramente uno standard è tanto più efficiente quanto più è diffuso (pubblico).
Altrettanto chiaramente, tanto più uno standard è chiuso (privato) quanto più l’impresa che lo produce
è capace di estrarre surplus dai consumatori: more bangs ofr the bucks!
(caso limite: obbligo di adozione, RCA, il fatturato dell’industria cresce continuamente all’ aumentare
del tempo)
Ignorare questa dialettica porta a grandi sventure ;)
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
La bolla di Internet (1995-2001)
NASDAQ(10/03/2000): 5132.52
NASDAQ(26/05/2008): 2444.67
I cattivi maestri:
• Get large or get lost
• Growth over profits
• No news bad news
Il motivo del fallimento:
ignoranza e soldi non vanno
d’accordo (btw: esistono economisti
ricchi?)
I risultati:
Da marzo 2000 a ottobre 2003 sono
stati bruciati circa 5 trilioni di dollari
(quanti per stampare cd di
connessione gratuita a AOL, Tiscali
etc? :D )
Fonte: http://en.wikipedia.org/wiki/Dot-com_bubble
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
Cronache del dopo bolla:
Fra tutti i vinti, chi ha vinto?
Chi ha perso?
Chi non ha perso?
Chi è nato?
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
Casi di studio:
Skype: è virale; lo usiamo tutti perché tutti lo usiamo (quante volte ho chiamato qualcuno al cellulare
con skype? Non bastava qualunque altro instant messenger? :D)
Itunes: gli standard parassiti: aac/mp4 (0.99$/canzone) & mp3 (0$/canzone) (quanto vale il vostro
ipod? Fare soldi con le scatole è bello per tutti)
Youtube: è ancora tempo di bolla, questa volta gli utenti anziché comprare lavorano gratis. L’impresa
è tipicamente in vendita per coprire l’indebitamento proattivo, (cfr. Microsoft vs Sony vs Nintendo
nel mercato delle console )
Myspace: è ancora tempo di bolla, il modello è quello di skype, ma la sua grandezza è il suo stesso
limite, ha costi crescenti e spera che gli effetti strutturali di scala producano abbastanza redditi
attraverso l’advertising
Emule: open source a contribuzione volontaria (sia in termini di tempo che di denaro)
Utorrent: open source a finanziamento privato – fondazione di standard privatizzabili nel lungo
periodo
Wikipedia, Firefox: open source e open contents finanziata da istituzioni e privati, la forma giuridica è
la fondazione http://wikimediafoundation.org/wiki/Donazioni
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
E’ l’interfaccia attraverso cui manipolare internet.
I suoi costi fanno venire i calli all’anima.
Tuttavia, poiché è proprietaria del sistema dei prezzi su cui la rete funziona (adwords, adsense, etc
etc..) per l’utente finale google è la porta al mondo del gratis.
Chi paga?
È un modello innovativo?
E’ un modello replicabile?
Qualcun altro
No
No
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
Dall’impresa di produzione all’impresa di servizi:
Con l’impresa di rete si realizza il ribaltamento completo del paradigma fordista.
Cio’ che avviene è il passaggio dalla standardizzazione del lavoro salariato (in questo
rendendolo una commodity e abbattendone quindi il prezzo con i fenomeni
sociali di cui la storia ha piene le pagine) alla standardizzazione dell’impianto di
produzione (wikipedia, youtube) per poter permettere agli utenti di produrre
cio’ che sanno.
gratis
In questo senso l’impresa di rete è un’impresa di servizi
Nell’economia i servizi sono processi in cui la produzione e il consumo possono
essere solo parzialmente disgiunti.
Un buon esempio di servizio è la didattica: la sua qualità dipende sia dalla qualità di
chi insegna che da quella di chi impara ;)
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
E’ il mondo ideale?
No! Il problema della proprietà rimane aperto, non esistendo (ancora) precedenti giuridici sulla
proprietà di impresa dei contenuti degli utenti. In assenza di decisioni dei tribunali il contratto di
licenza d’uso che si accetta ogni qual volta si carica un video su youtube.com è chiaramente
vessatorio:
Estratto dall’accordo di licenza dell’utente finale di youtube (cfr 6c http://www.youtube.com/t/terms )
“ For clarity, you retain all of your ownership rights in your User Submissions. However, by
submitting User Submissions to YouTube, you hereby grant YouTube a worldwide, non-exclusive,
royalty-free, sublicenseable and transferable license to use, reproduce, distribute, prepare
derivative works of, display, and perform the User Submissions in connection with the YouTube
Website and YouTube's (and its successors' and affiliates') business, including without limitation
for promoting and redistributing part or all of the YouTube Website (and derivative works thereof)
in any media formats and through any media channels.
You also hereby grant each user of the YouTube Website a non-exclusive license to access your User
Submissions through the Website, and to use, reproduce, distribute, display and perform such
User Submissions as permitted through the functionality of the Website and under these Terms of
Service. The above licenses granted by you in User Videos terminate within a commercially
reasonable time after you remove or delete your User Videos from the YouTube Service. You
understand and agree, however, that YouTube may retain, but not display, distribute, or perform,
server copies of User Submissions that have been removed or deleted. The above licenses
granted by you in User Comments are perpetual and irrevocable. “
L’impresa e la rete, bolle e
prospettive
Potrebbe diventarlo?
…si!
La
pirateria nelle reti, storia e significati
Contratti a confronto:
•
•
•
End User License Agreement (EULA) – Microsoft
General Purpose License 3 (GPL3) – Linux
Creative Commons License (CC) – Wikimedia
| for profit |
| not for profit = for profit |
| not for profit =/= for profit |
Fonte: http://xkcd.com/256/
Bonus Track
Long Tail
Il grafico del modello
sottolinea da un lato il minore assortimento dei prodotti
(best seller) di maggiore vendita, e, dall’altro, il maggiore assortimento di prodotti con minore
richiesta. Prodotti a bassa richiesta o con ridotti volumi di vendita possono collettivamente
occupare una quota di mercato equivalente o superiore a quella dei pochi bestseller o
blockbuster, se il punto vendita o il canale di distribuzione sono abbastanza grandi.
In un mondo di oggetti il punto di pareggio viene fissato alla fine della parte rossa, dando
origine a un equilibrio di tipo
Superstar (che succede all’equità?)
Fonte: Chris Anderson - La coda lunga. Da un mercato di massa a una massa di mercati
1ª ed. Editore: Codice; 2007 ISBN 9788875780630
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887578063.html
Bonus Track n.2
Da una parte designer e tecnici stanno offrendoci nuovi
metodi di progettare e di produrre oggetti - modi che non
hanno equivalenti e precedenti storici e inevitabilmente
generano novità sostanziali; dall'altra abbiamo modelli
produttivi tradizionali che hanno una lunga storia ma
danneggiano il clima, avvelenano la popolazione e
fomentano le guerre per le risorse.
Fonte: Bruce Sterling - La forma del futuro, 1ª ed. Editore Apogeo; 2006 ISBN: 9788850324781
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887578063.html
Scarica

cecchi.28052008