IL LAVORO
PER IL RILANCIO
DEL FRIULI
PRIORITA’ LAVORO
Per ridurre la disoccupazione, far
crescere l’occupazione e l’economia
Udine, 28 ottobre, 2011
Fulvio Mattioni, economista
Indice
1. LA PRIORITA’ LAVORO
Slide n.1 – Le priorità dell’Italia secondo le famiglie del FVG, in % delle famiglie residenti
Slide n.2 – La priorità lavoro nel Nord/Est e in Italia, in % delle famiglie residenti
2. FARE I CONTI CON LA CRISI, PER ANDARE OLTRE
Slide n.3 – Tassi di disoccupazione 2007/2010 in FVG: generale, femminile, maschile e giovanile
Slide n.4 – Il tasso di disoccupazione generale 2007/2010 nelle province del FVG
Slide n.5 – Lo stock di lavoratori disoccupati, mobilitati e sospesi in FVG: prima e dopo la crisi
Slide n.6 – Misurare più adeguatamente l’eredità della crisi nel 2010, in % delle forze di lavoro
Slide n.7 – Crisi uguale per tutti? Il calo occupazionale del FVG, per classi di età dei lavoratori
Slide n.8 – Il fenomeno dei giovani NEET, in % della corrispondente classe di età
3. LISBONA 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
Slide n.9 – LISBONA 2010: gli obiettivi mercato/lavoristici e i risultati raggiunti dal FVG
Slide n.10 – LISBONA 2010: il confronto regionale italiano
Slide n.11 – LISBONA 2010: un autoesame del tasso di occupazione generale
Slide n.12 – LISBONA 2010: la performance formativa degli adulti FVG nel life/long learning
Slide n.13 – STRATEGIA EUROPA 2020: l’obiettivo per una crescita INCLUSIVA
4. RIPENSARE le POLITICHE del LAVORO
Slide n.14 – Ripensare le Politiche del Lavoro
Slide n.15 – Ripensare le Politiche del Lavoro (anche in FVG)
GLOSSARIO Minimo
La priorità lavoro
1. Le priorità dell’Italia prima e dopo la crisi secondo le Famiglie del FRIULI V.G., in % di famiglie residenti
80,0%
78,2%
70,0%
Prima della crisi la priorità era la
CRIMINALITA’ (51,5% delle famiglie
del FVG).
Dopo la fine della fase acuta della
crisi è la DISOCCUPAZIONE (quasi
l’80% delle famiglie)
Immigrazione, evasione fiscale, povertà
seguono con una scala inferiore di
importanza. Interessano, però, una quota
di famiglie del FVG compresa tra il 23,8%
ed il 32,4%
60,0%
50,0%
51,5%
46,5%
40,0%
45,6%
Coerentemente con la priorità indicata, il 42% delle famiglie del
FVG non è soddisfatto della situazione economica; il 42,7% la
giudica peggiorata rispetto a 12 mesi prima. Con riferimento
all’adeguatezza delle proprie risorse il 31,7% delle famiglie del
FVG la giudica scarsa ed il 4,8% del tutto insoddisfacente.
Famiglie con priorità strane, quelle del FVG?
30,0%
29,3%
27,2%
32,4%
27,3%
27,0%
20,0%
23,8%
10,0%
Fonte: Istat
0,0%
Disoccupazione
Criminalità
Evasione fiscale
2008
2010
Immigrazione
Povertà
La priorità lavoro
2. La priorità lavoro nel Nord-Est, nel Nord-Ovest e in Italia: confronto 2008-2010, in % di famiglie
100,0%
90,0%
NO! Anche nel mitico Nord-Est la priorità lavoro cresce
esponenzialmente (interessa 3 famiglie su 4 nel 2010,
come nel Nord-Ovest). Erano 4 su 10 e 5 su 10,
rispettivamente, nel 2008. Nel Sud la crescita è minore
ma il livello era già elevato nel 2008 (79,7%)
87,4%
80,0%
79,7%
76,4%
70,0%
80,1%
78,0%
74,1%
60,0%
62,1%
61,3%
50,0%
50,5%
40,0%
Nella media italiana la priorità disoccupazione
interessa l’80% delle famiglie.
Come ripetutamente sottolineato dal presidente
Napolitano (e, più recentemente, dal governatore della
Banca d’Italia) il lavoro è la priorità di tutta l’Italia: dal
Nord al Sud. Ma anche la leva del rilancio
40,0%
30,0%
20,0%
10,0%
Fonte: Istat
0,0%
2008 2010 Nord Est Nord-Est
2008 Nord
Ovest
2010 Nord
Ovest
2008 Centro
2010 Centro
2008 Sud
2010 Sud
2008 ITALIA
2010 ITALIA
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
3. I tassi di disoccupazione del Friuli V.G. nel 2007 e nel 2010: generale, femminile, maschile e
giovanile, in % delle forze di lavoro corrispondenti
18,0
16,0
14,0
12,0
10,0
In valori assoluti si passa dai 18.500
disoccupati del 2007 ai 30.700 del
2010. Si aggiungono 7.800 maschi
(+102,7%) e 4.435 femmine (+40,9%)
per un totale di 12.235 disoccupati
addizionali (+66,3%)
Il tasso di disoccupazione generale del
FVG nel periodo pre-crisi (2007) era del
3,4% e sale al 5,7% nel 2010 nonostante
l’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali
sperimentato nel periodo. Il traino è dato
dal sensibile aumento del tasso maschile
che passa dal 2,4% al 5,1% (novità
assoluta) e dall’ulteriore aumento di quello
(già elevato) giovanile (18% nel 2010)
18,0
14,5
Tra i giovanissimi disoccupati (15-24
anni) sono maggiormente penalizzate le
femmine (T.D. del 22,1%) rispetto ai
maschi (T.D. del 14,8%) a fronte di un
tasso di disoccupazione giovanile che
raggiunge il 18% nel 2010
8,0
6,0
6,5
5,7
5,1
4,0
4,7
3,4
2,0
0,0
2,4
Fonte:
Istat
generale
maschile
femminile
2007
2010
giovanile
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
4. Il tasso di disoccupazione nelle province del FVG nel 2007 e nel 2010, in % delle forze di lavoro
7,0%
6,0%
In FVG il tasso di occupazione generale
sale dal 3,4% al 5,7%, nel Nord-Est dal
3,1% al 5,5%. Mentre nella provincia di TS
rimane stabile, nelle altre 3 province
cresce sensibilmente
6,2%
6,0%
5,7%
5,4%
5,0%
4,0%
4,3%
4,4%
3,4%
3,4%
3,0%
3,2%
2,8%
2,0%
Nelle due province di PN (6,2%) e UD (6,0%) si raggiunge il
livello più elevato perché la crisi è principalmente crisi
manifatturiera. Ma il tasso di disoccupazione coglie per intero
l’impatto della crisi sul MDL? Come accade, negli altri Paesi
UE con i quali ci confrontiamo?)
1,0%
Fonte: Istat
0,0%
Trieste
Gorizia
Friuli V.G.
2007
2010
Udine
Pordenone
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
5. Lo stock di lavoratori disoccupati, mobilitati e sospesi del FVG: confronto 2007-2010
70.000
60.000
In definitiva, i lavoratori colpiti dalla
crisi sono oltre 61 mila (nel 2010). Si
sono più che raddoppiati rispetto al
2007. La metà di essi è residente
nella provincia di Udine
I lavoratori in esubero (disoccupati più
mobilitati) erano 27.426 nel 2007 e 45.573
nel 2010. Saranno un numero molto
simile nel 2011. Ma … attenzione agli
esuberi potenziali legati al possibile venir
meno degli ammortizzatori sociali
61.286
50.000
40.000
30.000
30.698
I lavoratori sospesi dal lavoro si sono
quasi DECUPLICATI nel medesimo
periodo salendo a 15.713 nel 2010
(erano 1.676 nel 2007).
Saranno oltre 13 mila nel 2011. Almeno
il 70% sono potenziali esuberi in quanto
coperti da CIGS o CIGD
29.097
20.000
18.459
14.875
15.713
10.000
Fonte: Istat
8.967
1.671
0
Disoccupati
Mobilitati
Sospesi
2007
2010
TOTALE
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
6. Una misura sintetica della crisi nel 2010: confronto FVG e provincia di UD, in % delle forze di lavoro
12,0%
Gli esuberi (nel 2010) sono l’8,5%
delle forze di lavoro in FVG. In
provincia di UD l’8,7%, a PN il 9%
10,0%
8,0%
8,7%
I lavoratori sospesi sono il 2,9%
delle forze di lavoro del FVG, il
3% a UD ed il 3,95 a PN. Il 70%
in FVG e l’80% in provincia di
UD fruiscono di CIGS o CIGD.
Di fatto, sono potenziali esuberi
11,7%
11,4%
8,5%
L’11,4% di coloro che vogliono lavorare in FVG non può farlo
perché in esubero rispetto alle esigenze delle imprese o
perché sospeso dal lavoro. In ITALIA tale quota sale al 13,6%
6,0%
4,0%
3,0%
2,9%
2,0%
Fonte: Istat
0,0%
Esuberi
Sospesi
Udine
Friuli V.G.
TOTALE
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
7. La crisi è uguale per tutti i lavoratori? Il calo degli occupati in FVG, per classi di età dei lavoratori
8.000
4.000
La perdita occupazionale di
lavoratori
giovanissimi
(15-24
anni) è pari al 12,6% e quella dei
lavoratori giovani (25-34 anni)
raggiunge il 13,8%. La prima è a
carico dei maschi, la seconda è
equi/distribuita tra i generi
Nel confronto 2007-2010 in FVG
sono stati persi 14.327 occupati
(-2,7%). La crisi, tuttavia, non
colpisce i lavoratori in modo
uniforme, tutt’altro
6.510
0
-3.767
-4.000
La componente più giovane dei lavoratori (15-34 anni) perde 20.800 unità (-13,5%)
in FVG a fronte di un incremento di 6.510 unità (+1,8%) degli over-34. I più giovani
pagano dapprima l’ingresso nel MDL (con precarietà e basse retribuzioni) e poi la
crisi con la perdita del posto di lavoro. La crisi, insomma, non è democratica
-8.000
-12.000
-14.327
-17.070
-16.000
Fonte: Istat
-20.000
TOTALI
di cui: 15-24
di cui: 25-34
di cui: over 34
Fare i conti con la crisi, per andare oltre
8. Il fenomeno dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training)
30,0
Cresce il numero dei giovani
(15-29 anni) che non studia e
non lavora: in Italia sono il
21,2%! 1 giovane donna ogni 4
e 1 giovane maschio ogni 5
Nel Centro-Nord sono il 13,2%, in
FVG sono il 14,2%: il 10% tra i
maschi ed il 18,5% tra le femmine
25,0
24,4
21,2
20,0
18,5
18,2
17,2
15,0
14,2
13,2
10,0
10,0
9,2
I NEET non hanno né presente né futuro se non vengono intercettati. Si
aggiungono ai giovani disoccupati (con un presente problematico) e ai giovani
precari (con un futuro incerto). Serve una politica ad hoc per un inserimento
lavorativo dei giovani che sia stabile e professionalizzante
5,0
Fonte: Istat
0,0
Femmine
Maschi
FVG
Centro-Nord
TOTALE
ITA
Lisbona 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
9. Lisbona 2000-2010: i 3 obiettivi mercato-lavoristici (T.O. generale, femminile e lavoratori maturi) e i
risultati del FVG
80,0
70,0
70,0
61,7
A fronte dell’obiettivo di un T.O. generale pari al 70%, il FVG è
passato, in 10 anni, dal 61,7% al 63,6% per colpa - anche - della
crisi successiva al 2007. La crescita è stata di circa 2 punti
rispetto agli 8 necessari
63,6
60,0
60,0
55,5
50,0
50,0
46,4
40,0
30,0
La crescita del T.O. femminile è stata più significativa
ancorché insufficiente a centrare l’obiettivo. Il FVG è salito
al 55,5% rispetto al 46,4% iniziale grazie al part/time e alla
regolarizzazione delle lavoratrici straniere
33,1
24,6
20,0
10,0
Fonte: Istat
Il T.O. del lavoratori maturi (55-64 anni) presupponeva un raddoppio del livello in
essere nel 2000. Questo è passato dal 24,6% iniziale al 33,1% del 2010: un valore
decisamente inferiore al 50% richiesto da Lisbona 2010. Come si inseriscono le 3
performance evidenziate dal FVG nel quadro regionale italiano?
0,0
Tasso Occupazione Economia
Tasso Occupazione Femminile
FVG 2000
FVG 2010
Lisbona 2010
Tasso Occupazione Lavoratori Maturi
Lisbona 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
10. La performance dei Tassi di Occupazione (T.O.) del FVG: il confronto regionale italiano
T.O. generale (15-64)
LISBONA
Trentino-A.A.
Emilia-R.
Valle d'Aosta
UE 27
Lombardia
AE 17
Veneto
Toscana
Marche
Friuli-V.G.
Piemonte
Liguria
Umbria
Lazio
ITALIA
Abruzzo
Molise
Sardegna
Basilicata
Puglia
Sicilia
Calabria
Campania
Nord
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Sud
2010
70,0
68,5
67,4
67,4
65,8
65,1
64,7
64,5
63,8
63,6
63,6
63,5
63,0
62,7
59,2
56,9
55,5
51,1
51,0
47,1
44,4
42,6
42,2
39,9
65,0
64,5
65,8
61,5
43,9
T.O. Femminile (15-64)
classifica
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
Fonte: Istat
Valle d'Aosta
Trentino-A.A.
LISBONA
UE 27
Emilia-R.
AE 17
Lombardia
Piemonte
Friuli-V.G.
Liguria
Marche
Toscana
Veneto
Umbria
Lazio
ITALIA
Abruzzo
Sardegna
Molise
Basilicata
Calabria
Puglia
Sicilia
Campania
Nord
Nord-ovest
Nord-Est
Centro
Sud
2010
60,3
60,1
60,0
60,0
59,9
58,6
55,8
55,8
55,5
55,0
54,8
54,5
53,3
53,0
49,0
46,1
44,1
41,8
39,2
35,2
30,2
29,5
28,7
25,7
56,1
55,7
56,7
51,8
30,5
T.O. lavoratori maturi (55-64)
classifica
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
Il 18
FVG è 8° nel
19 generale;
T.O.
6°20 in quello
femminile
e
19° nel T.O.
dei lavoratori
maturi
LISBONA
UE 27
AE 17
Marche
Trentino-A.A.
Lazio
Toscana
Emilia-R.
Basilicata
Valle d'Aosta
Liguria
Calabria
Molise
Abruzzo
Sardegna
ITALIA
Umbria
Sicilia
Veneto
Lombardia
Campania
Piemonte
Friuli-V.G.
Puglia
Nord
Nord-Ovest
Nord-Est
Centro
Sud
2010
50,0
46,3
45,7
41,2
41,0
40,9
40,1
39,1
38,2
38,2
38,2
37,6
37,6
37,0
37,0
36,6
36,1
35,9
35,4
34,9
34,9
34,5
33,1
31,9
35,9
35,2
37,0
40,3
35,3
classifica
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
E se
Lisbona
avesse
previsto
esami?
Lisbona 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
11. Lisbona 2010: l’autoesame condotto sul T.O. generale dell’Economia
Cipro
Paesi Bassi
Danimarca
Svezia
Austria
Germania
LISBONA 2010
Regno Unito
Finlandia
Slovenia
Nord-Est Italia
Portogallo
Lussemburgo
Ceca Repubblica
UE (27)
Francia
Friuli V.G.
Belgio
2010
79,7
74,7
73,4
72,7
71,7
71,1
70,0
69,5
68,1
66,2
65,8
65,6
65,2
65,0
64,2
64,0
63,6
62,0
Tipo
AE (17)
AE (17)
EU 27
EU 27
AE (17)
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
AE (17)
AE (17)
EU 27
UE (27)
AE (17)
AE (17)
Estonia
Irlanda
Bulgaria
Grecia
Lettonia
Polonia
Slovacchia
Romania
Spagna
Lituania
Italia
Malta
Ungheria
NORD ITALIA
NORD-OVEST ITALIA
CENTRO ITALIA
SUD ITALIA
2010
61,0
60,0
59,7
59,6
59,3
59,3
58,8
58,8
58,6
57,8
56,9
56,0
55,4
65,0
64,5
61,5
43,9
Tipo
AE (17)
AE (17)
EU 27
AE (17)
EU 27
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
EU 27
Vi sarebbero stati pochi
promossi (6 Paesi tra
cui la Germania), 6
rimandati e 15 bocciati,
nell’ipotesi che la media
UE a 27 (64,2%) faccia
da spartiacque tra i
rimandati ed i bocciati.
L’Italia, bocciata, è 25°
(su 27) attardata dal
divario Nord-Sud che
non supera quota 44%.
Ma anche dalla debole
performance del NordEst (dal 64,2 al 65,8) e
del Nord-Ovest (64,5)
La crescita del Centro-Nord
è da attribuire all’aumento
dei lavoratori/trici stranieri.
Che al Sud, ovviamente,
non ci poteva essere.
Fonte: Istat
Lisbona 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
12. La performance formativa del FVG: gli Adulti che partecipano all’apprendimento permanente
14,0
12,0
10,0
La quota di popolazione adulta (25-64 anni) che frequenta
la formazione professionale o un corso di studio è salita,
in FVG, dal 5,8% del 2001 al 7,1% del 2009.
Rimane, tuttavia, una quota decisamente inferiore a quella
richiesta da Lisbona 2010 (pari al 12,5%)
12,5
8,0
La quota di occupati che
frequenta è, nel 2009, pari al
7,3% (in calo).
Quella degli adulti inoccupati
(disoccupati e inattivi) è del
6,6%, anch’essa in calo.
In ITALIA non si và oltre il 6%
della popolazione adulta, nel
Centro è al 6,8%, e nel NordEst al 6,7%
7,1
6,0
Strategia Europa 2020 la
considera
un
fattore
cruciale di competitività e
di inclusione lavorativa
5,8
4,0
2,0
Fonte: Istat
0,0
FVG 2001
FVG 2009
FVG 2001
FVG 2009
Lisbona 2010
Lisbona 2010
Lisbona 2000-2010 e STRATEGIA EUROPA 2020
13. Strategia Europa 2020: per una crescita INCLUSIVA
Svezia
Paesi Bassi
Danimarca
Cipro
Germania
Austria
Regno Unito
Finlandia
Lussemburgo
Portogallo
Ceca Repubblica
Slovenia
Francia
Friuli V.G.
UE (27)
Belgio
Estonia
Bulgaria
Lettonia
Irlanda
Polonia
Slovacchia
Lituania
Grecia
Romania
Spagna
Italia
Ungheria
Malta
2010
78,7
76,8
76,1
75,4
74,9
74,9
73,6
73,0
70,7
70,5
70,4
70,3
69,2
68,8
68,6
67,6
66,7
65,4
65,0
64,9
64,6
64,6
64,4
64,0
63,3
62,5
61,1
60,4
59,9
2020
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
75,0
var.
3,7
1,8
1,1
0,4
-0,1
-0,1
-1,4
-2,0
-4,3
-4,5
-4,6
-4,7
-5,8
-6,2
-6,4
-7,4
-8,3
-9,6
-10,0
-10,1
-10,4
-10,4
-10,6
-11,0
-11,7
-12,5
-13,9
-14,6
-15,1
var. %
4,7%
2,3%
1,4%
0,5%
-0,1%
-0,1%
-1,9%
-2,7%
-6,1%
-6,4%
-6,5%
-6,7%
-8,4%
-9,0%
-9,3%
-10,9%
-12,4%
-14,7%
-15,4%
-15,6%
-16,1%
-16,1%
-16,5%
-17,2%
-18,5%
-20,0%
-22,7%
-24,2%
-25,2%
Tipo
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
UE (27)
AE (17)
AE (17)
EU 27
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
EU 27
AE (17)
AE (17)
EU 27
AE (17)
STRATEGIA EUROPA 2020, approvata da
poco, persegue per tutti i 27 Paesi UE una
CRESCITA,
intelligente
(conoscenza
e
innovazione), sostenibile (che spreca meno
risorse ed é più verde) e, soprattutto,
INCLUSIVA
INCLUSIVA significa caratterizzata da alti
livelli di Occupazione, Coesione sociale e
Produttività. Gli obiettivi mercato/lavoristici
che la realizzano sono due:
1. un T.O. (20-64-anni) = 75%;
2. la riduzione del 20% della popolazione a
rischio di povertà che fenomeno in crescita
dei lavoratori poveri), quasi sempre giovani,
precari e con basse remunerazioni.
L’Italia parte da un T.O. 20-64 anni del 61,1%
(2010) per giungere al T.O. del 75% nel 2020.
Il FVG da un T.O. del 68,8%.
Per tutte e due urge l’adozione di una
strategia di crescita occupazionale ed
economica capaci di sostenere nel tempo il
risanamento finanziario chiesto dalla BCE
Fonte: Eurostat
Ripensare le politiche del lavoro
Porre al centro le politiche del lavoro per fronteggiare la disoccupazione e accrescere il potenziale di
sviluppo dell’economia italiana e del Friuli V.G. è un atto dovuto. Perché richiestoci da STRATEGIA
EUROPA 2020, dalla BCE e dal presidente Napolitano. Il recente accordo Sindacato-Confindustria è
un prima importante presa d’atto verso tale direzione cui debbono fare seguito l’assunzione di
responsabilità e di indirizzo provenienti dalla politica con l’elaborazione dei provvedimenti necessari.
Dal versante politico, peraltro, va abbandonato “l’approccio negazionista” sintetizzato dallo slogan
NON C’È PROBLEMA che si riverbera anche in materia di mercato del lavoro. Come si è visto c’è
troppo lavoro inutilizzato sia in Italia che in FVG: il problema, dunque, c’è e va affrontato fattivamente.
Da abbandonare anche “l’approccio fideistico”, sintetizzato dallo slogan “la ripresa ci sarà solo se ci
crediamo tutti”. Nei prossimi 6 mesi l’economia sarà ferma nonostante nostri eroici sforzi intimistici.
Obbligatorio sanare le debolezze strutturali del MDL italiano evidenziate dal recente Consiglio UE :
1.
la segmentazione della legislazione a tutela dell’occupazione (ad es. i lavoratori con contratti a
tempo indeterminato godono di tutele elevate e quelli con contratti atipici di nessuna);
2.
l’estrema frammentazione del sistema di indennità di disoccupazione e di godimento degli
ammortizzatori sociali divide i lavoratori tra lavoratori di serie A, B, C e … N.C.;
3.
la mancanza di un sistema unico di certificazione delle competenze e di riconoscimento degli
standard di F.P. (che, invece, faciliterebbe la mobilità del lavoro interregionale e tra i Paesi UE);
4.
la scarsa efficacia dei Servizi per l’Impiego pubblici, in particolare al Sud;
5.
la quota elevata di lavoro irregolare, che esige un rafforzamento dell’azione di contrasto;
6.
una ancora insufficiente partecipazione al lavoro delle donne (da rafforzare con disponibilità di
asili, servizi di assistenza e politiche di conciliazione, in particolare sugli orari).
7.
una evoluzione dei salari slegata dall’andamento della produttività (contrattazione aziendale).
Ripensare le politiche del lavoro (anche in FVG)
Si risponde adeguatamente al forte cambiamento richiesto dalla UE e dalla BCE in tema di lavoro con
la semplice riproposizione della strumentazione fin qui adottata in FVG? E’ meglio concentrare
energie e risorse su pochi interventi significativi? O impegnarsi su molte azioni (10 in FVG) e progetti
(42 in FVG) calibrati su target particolari e limitati? Non sarebbe necessario disporre di una
documentazione tecnica che quantifichi beneficiari, costi e risultati fin qui conseguiti, che individui
punti di forza e di debolezza e che proponga soluzioni alternative tra cui poter scegliere?
L’assetto istituzionale fin qui adottato in materia di MDL (il livello provinciale) è da riconfermare
oppure no? La domanda si pone per l’emergere di 3 aspetti, ovvero:
1.
la discussione politica in atto sulla soppressione dell’ente provinciale;
2.
la necessità di aumentare il raggio di mobilità dei lavoratori per il ricollocamento degli esuberi e
per la formazione d’ingresso dei giovani e degli esuberi (questi ultimi sono molto aumentati);
3.
il vantaggio di avere una regia unica della rete dei soggetti del MDL e degli interventi.
E’ da rafforzare il ruolo ed i compiti dell’Agenzia Regionale del Lavoro approfondendo ulteriormente la
riconosciuta capacità di produzione di statistiche mercato/lavoristiche, di monitoraggio degli
interventi inerenti il MDL e la formazione professionale impegnandola anche nella predisposizione
della documentazione richiesta in precedenza? Insomma, consolidare l’ARL del FVG o sopprimerla?
Diamo priorità assoluta ai giovani lavoratori con clausole contrattuali che pongano rimedio alla
mancanza di tutele e che individuino un percorso professionalizzante? Sarebbe un segnale forte di
fiducia nel futuro e un buon inizio per abbattere un tasso di disoccupazione prossimo al 20%.
Chiedendo la necessaria riconferma degli ammortizzatori per il 2012, il FVG non potrebbe dare un
esempio innovativo estendendo l’obbligatorietà di una F.P. utile a tutti i beneficiari degli
ammortizzatori sociali stessi? Tante domande ed un augurio di un buon lavoro a tutti.
Glossario lavoro
Glossario minimo
Forze di lavoro: comprendono le persone occupate e quelle disoccupate.
Occupati: le persone di 15 anni e più che: a) hanno svolto almeno un’ora di lavoro in una qualsiasi attività che prevede
un corrispettivo monetario o in natura; b) hanno svolto almeno una ora di lavoro non retribuito nella ditta di un
familiare nella quale collaborano abitualmente; c) sono assenti dal lavoro (ad es., per ferie o malattia).
Persone in cerca di occupazione: le persone non occupate tra i 15 e i 74 anni che: a) hanno effettuato almeno una
azione attiva di ricerca di lavoro nei 30 giorni che precedono l’intervista e sono disponibili a lavorare entro le due
settimane successive; b) oppure, che inizieranno un lavoro entro 3 mesi dalla data dell’intervista e sono disponibili a
lavorare (o ad avviare una attività autonoma) entro le due settimane successive, qualora fosse possibile anticipare
l’inizio del lavoro.
Inattivi: sono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in
cerca di occupazione.
Inoccupati: comprendono i disoccupati e gli inattivi.
Tasso di occupazione (T.O.): rapporto tra gli occupati e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di disoccupazione: rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro.
Tasso di occupazione femminile: rapporto tra le occupate e la corrispondente popolazione di riferimento.
Tasso di occupazione giovanile: rapporto tra gli occupati compresi nella classe di età 15-24 anni e la corrispondente
popolazione di riferimento.
CIG, CIGS, CIGO: la cassa integrazione guadagni (CIG) è disciplinata dagli artt.1,2 e 3 della L. 223/1991 ed è il più
importante ammortizzatore sociale italiano. Prevede 2 istituti, vale a dire: la cassa integrazione e guadagni ordinaria
(CIGO) finalizzata ai lavoratori delle imprese che versano in difficoltà di carattere temporaneo e la cassa integrazione
guadagni straordinaria (CIGS) finalizzata ai lavoratori delle imprese in crisi, ristrutturazione, riorganizzazione,
riconversione produttiva, fallimento. Sono beneficiari i lavoratori delle imprese industriali con più di 15 dipendenti,
quelli delle imprese del commercio con più di 50 e delle aziende dell’editoria.
Glossario minimo
Mobilità: ammortizzatore sociale previsto per i lavoratori licenziati a seguito di crisi o ristrutturazione aziendale.
Consiste in misure di sostegno al reddito, azioni per la ricollocazione dei lavoratori e incentivi all’azienda che li assume.
Si distingue in: 1) mobilità indennizzata, ai sensi della L. 223/1991 e 2) mobilità giuridica o non indennizzata, ai sensi
della L. 236/1993 che prevede la sola iscrizione nelle liste di mobilità. In FVG 2 mobilitati su 3 ricadono nella seconda
fattispecie.
Esuberi: lavoratori disoccupati e lavoratori iscritti alle liste di mobilità.
Esuberi potenziali: lavoratori in CIGS di aziende che scontano una crisi strutturale.
Lavoratori sospesi: lavoratori beneficiari della cassa integrazione guadagni (CIG).
Lavoratori TPE: lavoratori equivalenti tempo pieno. Nel caso del computo del numero dei lavoratori sospesi, il monte
ore complessivo delle integrate viene diviso per 1.650 ore annue che rappresenta l’orario medio annuo di lavoro di un
occupato alle dipendenze.
Lavoratori giovani: i lavoratori compresi nella fascia di età 15-24 anni. Nel nostro lavoro sono considerati giovani i
lavoratori compresi nella coorte di età 15-34 anni e giovanissimi quelli nella coorte 15-24 anni.
Lavoratori maturi o anziani: i lavoratori compresi nella fascia di età 55-64 anni.
Obiettivi di Lisbona: contenuti nel Trattato di Lisbona (2000). Quelli mercato/lavoristici sono tre e riguardano il tasso di
occupazione generale (posto pari al 70% nel 2010), il tasso di occupazione femminile (il 60% nel 2010) e il tasso di
occupazione dei lavoratori maturi (età compresa tra i 55 ed i 64 anni), pari al 50%.
Strategia Europa 2020: la sua finalità generale si sintetizzata così: più posti di lavoro e una vita migliore. I 5 macroobiettivi che guidano la strategia riguardano l’occupazione, la ricerca e l’innovazione, il cambiamento climatico e
l’energia, l’istruzione e la lotta contro la povertà. Per l’occupazione è previsto il raggiungimento di un tasso di
occupazione 20-64 anni pari al 75% e la riduzione del 20% delle persone che vivono al di sotto della soglia di povertà
entro 2020.
Glossario minimo
Lavoratori poveri: fenomeno recente per cui vi sono lavoratori, quasi esclusivamente giovani che, pur lavorando, si
collocano attorno alla soglia di povertà a motivo della precarietà del rapporto di lavoro, delle basse qualifiche
professionali e delle scarse o inesistenti tutele sindacali.
NEET: fenomeno in crescita in tutta Europa che interessa i giovani di età compresa tra i 15 ed i 29 anni che non
studiano e non lavorano (acronimo inglese: Not in Education, Employment or Training).
Area dell’Euro (AE 17): è rappresentata dai 17 Paesi che hanno adottato la moneta unica, ovvero Austria, Belgio,
Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Olanda, Portogallo,
Slovacchia, Slovenia e Spagna.
UE a 27: oltre ai 17 Paesi dell’AE appena menzionati, vi fanno parte la Bulgaria, la Repubblica Ceca, la Danimarca,
l’Ungheria, la Lettonia, la Lituania, la Polonia, la Romania, la Svezia e la Gran Bretagna.
Adulti che partecipano all’apprendimento permanente: le persone in età 20-64 anni che frequentano, nell’anno di
riferimento, la formazione professionale o un corso di studio. Il traguardo di Lisbona 2010 era la quota del 12,5%.
Linea di povertà standard relativa: è pari alla spesa media pro capite per una famiglia di due componenti. In Italia, nel
2010, è stata fissata in 992,46 euro mensili.
Nord-Est: macroripartizione formata dalle regioni Emilia R., Friuli V.G., Veneto e Trentino A.A..
Nord-Ovest: macroripartizione formata dalle regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.
Centro: macroripartizione formata dalle regioni Lazio, Marche, Toscana e Umbria.
Mezzogiorno: macroripartizione formata dalle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria,
Sardegna e Sicilia.
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Relazione F. Mattioni