FREEDOM OF
EXPRESSION AND
THOUGHT
YOU TUBE
CENSURA E UPLOAD
Human Right #18:
Everyone has the right
to freedom of thought.
Articolo 18:
Ogni individuo
ha il diritto
alla libertà di
pensiero.
Made by “Youth For Human Rights International”
Human Right #19:
Freedom of Opinion and
Expression.
Articolo 19:
Ogni
individuo ha
il diritto alla
libertà di
opinione e di
espressione.
Made by “Youth For Human Rights International”
CENSURA NEL MONDO
IRAN
TURCHIA
Il 3 dicembre 2006, in Iran il "Comitato per la
Propagazione della Virtù e la Prevenzione
dal vizio" ha affermato che "I siti ebrei come
You Tube, con i loro video provocanti e
peccaminosi, sono il simbolo della
decadenza del perverso occidente."
Pertanto ha bloccato l'accesso a YouTube e
ad altri siti nel tentativo di impedire la
diffusione di musica e film stranieri ritenuti
moralmente viziati.
La Turchia ha bloccato YouTube il 6 marzo
2007. I legali di YouTube hanno inviato una
documentazione della rimozione di un video
al procuratore turco e l'accesso è stato
riabilitato il 9 marzo 2007. L'accesso a
YouTube è stato nuovamente bloccato da
due successive sentenze relative ad altri
video rispettivamente del 5 maggio 2008 e
del 6 giugno 2008.
THAILANDIA
Durante la settimana dell'8 marzo 2007,
YouTube è stato bloccato in Thailandia.
BRASILE
Sabato 6 gennaio 2007,
un'ingiunzione legale ha ordinato
l'inserimento di una serie di filtri, con
lo scopo di impedire l'accesso agli
utenti brasiliani.
BIRMANIA
Nell'agosto 2007 la giunta militare birmana ha
chiuso l'accesso a YouTube per fermare i filmati di
denuncia dei massacri dei dimostranti, in gran
parte monaci, che chiedevano una maggiore
libertà.
CINA
Nel marzo 2008 YouTube è stato bloccato in Cina
per aver ospitato nella propria piattaforma e reso
visibile un video dove vi erano filmate le violenze
ed i disordini scoppiati in Tibet in quei giorni.
IL CASO CINESE
Il 27 marzo 2009 i naviganti cinesi si sono visti oscurare il servizio dalle
autorità locali anche se dal ministero degli Esteri cinese arriva un
messaggio di smentita che sottolinea che la Cina è un paese aperto
all’utilizzo di internet ma è un campo che ha bisogno di essere
regolamentato da leggi al fine di prevenire la diffusione di informazioni
dannose per la sicurezza nazionale.
In ogni caso il popolare sito di video-sharing era inizialmente visibile in
tutto il paese, ma YouTube sarebbe stato bloccato a causa della
pubblicazione di un video in cui si vedevano centinaia di soldati in
uniforme che assalivano un monastero tibetano e picchiavano i monaci
inermi e legati.
In questo modo la Cina non avrebbe solamente violato i diritti umani dei
monaci tibetani assalendo il monastero e picchiandoli, ma anche la
libertà di espressione in internet mettendo in evidenza la paura della
grande potenza cinese nei confronti delle informazioni che il Web
potrebbe divulgare contro lo stato.
http://punto-informatico.it/2233407/PI/Brevi/youtube-riapre-cina.aspx
IN ITALIA:
Le mani di Alfano su Internet:
"YouTube? Arriverà una legge"
Ieri a Genova all’hotel Bristol rispondendo alla domanda di un bambino prima di
un incontro pubblico, il ministro dellla Giustizia Angelino Alfano ha confermato
di voler mettere le mani su Internet: «Intervenire su Youtube è difficoltoso
perchè si tratta di una rete, ma quando avremo trovato il modo, lo faremo».
Il bambino, della classe 5 B della scuola elementare Brignole Sale di Albaro, aveva
chiesto al ministro se il governo non intendeva intervenire a tutela dei minori sui
contenuti di Youtube.
«Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo di intervenire nella
difficile realtà del web, arriverà una nuova legge per contrastare gli abusi
sempre più frequenti su Internet. Come in Youtube ad esempio. Vogliamo
intervenire».
Sarà perchè, come dice Roberto D'Agostino (Dagospia), «Internet è un nuovo
Sessantotto elettronico, il nuovo ciclostile»?
Da “La Stampa” del 21 marzo 2009
In a speech on Internet freedom held
Jan. 21 in the Newseum's Walter and
Leonore Annenberg Theater, Secretary
of State Hillary Clinton called for
uncensored global access to Internet
information.
In an internet-connected world, an
attack on one nation’s networks can
be an attack on all. And by
reinforcing that message, we can
create norms of behavior among
states and encourage respect for
the global networked commons.
The freedom to connect is
like the freedom of assembly,
only in cyberspace. It allows
individuals to get online,
come together, and hopefully
cooperate.
The final freedom, one that was probably inherent in what both
President and Mrs. Roosevelt thought about and wrote about all
those years ago, is one that flows from the four I’ve already
mentioned: the freedom to connect – the idea that governments
should not prevent people from connecting to the internet, to
websites, or to each other.
Fonti in rete:
http://it.wikipedia.org/wiki/YouTube#Censura
http://www.guardian.co.uk/science/blog/2007/aug/06/whyfreespeechonthewebis
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/26/al-convegno-del-pdl-si-parla-di-libertadi-stampa-parlano-feltri-bel-pietro-e-minzolini/73726/
http://www.youtube.com/watch?v=Hih_FiVLTiQ
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200903articoli/42198girata.asp
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blo
g=2&ID_articolo=834&ID_sezione=&sezione=
http://www.lastampa.it/_web/tmplframe/default.asp?indirizzo=http://www.guidosc
orza.it/?p=660
http://punto-informatico.it/2233407/PI/Brevi/youtube-riapre-cina.aspx
http://www.youtube.com/t/terms
http://www.youtube.com/watch?v=ccGzOJHE1rw&feature=player_embedded
A cura di:
Riccardo Barberini
Mattia Gioele Prendin
Chiara Favaretto
Mattia Carpinetti
della classe IV C del liceo scientifico G. Galilei, Dolo (Ve).
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