www.bancopopolare.it Informativa al Pubblico Pillar III Dati riferiti al 30 giugno 2012 Indice Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3 Tavola 1 – Requisito Informativo generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Tavola 2 – Ambito di applicazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Tavola 3 – Composizione del Patrimonio di Vigilanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10 Tavola 4 – Adeguatezza Patrimoniale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14 Tavola 5 – Rischio di Credito: informazioni generali riguardanti tutte le banche . . . . 18 Tavola 6 – Rischio di Credito: informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e in strumenti di capitale nell’ambito dei metodi IRB . . . . . . . . . . . . . . 23 Tavola 7 – Rischio di Credito: informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25 Tavola 8 – Tecniche di Attenuazione del Rischio . . . . . . . . . .. . . . . . . . . . . . . . . 42 Tavola 9 – Rischio di Controparte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 43 Tavola 10 – Operazioni di Cartolarizzazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46 Tavola 11 – Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in merci (IMA) . . . . . . . . 49 Tavola 12 – Rischio Operativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 60 Tavola 13 – Esposizioni in Strumenti di Capitale: informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 61 Tavola 14 – Rischio di tasso d’interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62 Glossario . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 63 Dichiarazione del Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari 67 2 Introduzione Note esplicative sull’informativa al pubblico Terzo Pilastro di Basilea 2 La normativa di vigilanza prudenziale (circolare Banca d’Italia n. 263 del 27 dicembre 2006 e successivi aggiornamenti - Titolo IV - Informativa al pubblico) prevede a carico delle banche specifici obblighi circa la pubblicazione di informazioni riguardanti la propria adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei sistemi preposti all’identificazione, alla misurazione, al controllo e alla gestione di tali rischi, nonché la fornitura di elementi informativi sulle prassi e politiche remunerazione, al fine di rafforzare il ruolo di disciplina assicurato dal mercato. di Il presente documento, denominato Informativa al pubblico, che costituisce adempimento agli obblighi normativi sopra richiamati, è redatto su base consolidata ed è oggetto di pubblicazione con la cadenza di seguito riportata: dati al 31 dicembre (disclosure annuale): aggiornamento di tutte le informazioni di carattere qualitativo e quantitativo; dati al 30 giugno (disclosure semestrale): pubblicazione delle informazioni di carattere quantitativo per le banche autorizzate all’utilizzo dei sistemi interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di credito od operativi; dati al 31 marzo e al 30 settembre (disclosure trimestrale): pubblicazione delle informazioni di carattere quantitativo contenute nella tavola 3 (patrimonio di vigilanza) e nella tavola 4 (adeguatezza patrimoniale). È prevista inoltre la possibilità di pubblicare l’Informativa al pubblico con maggior frequenza, in relazione alla rilevanza delle attività svolte dalla banca, alla presenza in diversi Paesi e settori finanziari, alla partecipazione a mercati finanziari e a sistemi internazionali di pagamento, regolamento e compensazione, alla volatilità del valore delle esposizioni. Pertanto, in relazione all’ottenimento dell’autorizzazione da parte dell’Autorità di Vigilanza (comunicazione del 18 maggio 2012) all’utilizzo della metodologia “Advanced Internal Rating Based” (“AIRB”) per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito, il Gruppo Banco Popolare si è attivato per la produzione dell’informativa semestrale al 30 giugno 2012. Di conseguenza è stata per la prima volta redatta e inclusa nel presente documento la tavola 7 (Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB) espressamente prevista per le banche autorizzate. La medesima comunicazione ha autorizzato l’utilizzo dei modelli interni anche a fronte dei rischi di mercato; su questo tema vengono fornite le informazioni richieste in tavola 11 ((Rischi di mercato: informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in 3 merci (IMA)). Nel seguito troveranno rappresentazione tutte le informazioni di carattere quantitativo. Per le descrizioni riguardanti gli obiettivi e le politiche di gestione del rischio (tavola 1) e tutte le informazioni qualitative delle altre tavole, si rimanda al documento annuale (31 dicembre 2011) pubblicato lo scorso aprile in quanto non richieste dalla normativa di riferimento. Si ritiene invece opportuno fornire informazioni qualitative dettagliate con riferimento ai rischi di credito e di mercato oggetto di recente validazione (rispettivamente in tavola 7 e 11). Le informazioni di natura quantitativa del presente documento non vengono poste a confronto con le corrispondenti evidenze alla data del 31 dicembre 2011, in quanto, avendo ottenuto la validazione a partire dal 30 giugno 2012, tale raffronto in molti casi non sarebbe stato significativo. Il confronto verrà fornito a partire dalla prossima rilevazione annuale. Il Gruppo Banco Popolare, nel rispetto degli obblighi informativi e di frequenza sopra richiamati, pubblica il presente documento sul proprio sito internet www.bancopopolare.it nella sezione investor relations. Esso è disponibile in lingua italiana e in lingua inglese. Tutti gli importi riportati nelle tabelle a seguire sono espressi in migliaia di Euro, salvo differenti indicazioni. 4 I coefficienti di solvibilità al 30 giugno 2012 Patrimonio di Vigilanza e coefficienti di solvibilità 30/06/2012 A. Requisiti Patrimoniali di Vigilanza Patrimonio di vigilanza Patrimonio di base netto (Tier 1) 6.633.368 Patrimonio supplementare netto (Tier 2) 1.673.768 (-) altri elementi da dedurre Prestiti subordinati di terzo livello (Tier 3) PATRIMONIO DI VIGILANZA 39.900 0 8.267.236 Attività di rischio ponderate Rischi di credito e controparte Rischi di mercato Rischi operativi ATTIVITA' DI RISCHIO PONDERATE 50.668.675 1.797.538 6.245.250 58.711.463 B. Coefficienti di Solvibilità (%) B.1 Core Tier 1 Ratio 10,25% B.2 Tier 1 Ratio 11,30% B.3 Total Capital Ratio 14,08% Il patrimonio di vigilanza ed i coefficienti al 30 giugno 2012 sono stati determinati con l’applicazione delle disposizioni di Banca d’Italia secondo la normativa Basilea 2. Al 30 giugno 2012 il patrimonio di vigilanza complessivo ammonta a 8.267 milioni, a fronte di un attivo ponderato di 58.711 milioni, derivante in misura prevalente dai rischi di credito e di controparte e, in misura minore, dai rischi operativi e di mercato. Il coefficiente di solvibilità totale (Total Capital ratio) si colloca al 14,08%; il rapporto tra il Patrimonio di base del Gruppo e il complesso delle attività ponderate (Tier 1 ratio) si attesta all’11,30%. Il rapporto tra Patrimonio di Vigilanza “core” e le attività di rischio ponderate (Core Tier 1 ratio) risulta pari al 10,25%. 5 Tavola 1 - Requisito Informativo generale Informativa qualitativa In relazione alle “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” (Titolo IV – Informativa al pubblico), che prevedono l’obbligo di pubblicazione delle informazioni di natura qualitativa solamente in occasione dell’informativa annuale, tale tavola non risulta compilata. La normativa, infatti, richiede, per la presente tavola una tipologia di disclosure meramente descrittiva. Per informazioni circa gli obiettivi, le le strutture organizzative impegnate assunzione, gestione, monitoraggio misurazione e reporting si rimanda al politiche nella gestione e nel controllo dei rischi, nello svolgimento delle attività d’identificazione, e controllo dei diversi rischi e i sistemi di documento di disclosure annuale. Si segnala, inoltre, che una sintesi dell’approccio di Gruppo in tema di gestione e controllo dei rischi è riportata nella sezione relativa al “Presidio dei Rischi” della Relazione semestrale al 30 giugno 2012. 6 Tavola 2 - Ambito di applicazione Informativa quantitativa Con riferimento alle aree di consolidamento, si segnala che il perimetro non presenta significativi cambiamenti rispetto a quanto presentato al 31 dicembre 2011. Le uniche eccezioni riguardano l’uscita dall’area di consolidamento delle seguenti società: Portone Scarl, BPI International UK, Istituto Pisano Leasing, Tirrena Professional Factor e Mercantile Leasing. Di seguito si presenta invece la tabella delle società che rientrano nell’area di consolidamento a fini civilistici ma escluse da quello prudenziale. Denominazione delle controllate non incluse nel consolidamento Entità consolidate in bilancio ed escluse dal perimetro di consolidamento prudenziale al 30 giugno 2012 STATO CONSOLIDATA A PATRIMONIO NETTO SETTORE CITTA' RAGIONE SOCIALE TRATTAMENTO NEL BILANCIO CONSOLIDATA INTEGRALE SEDE Acque Minerali Riunite S.p.A. Imprese produttive Roma ITALIA Alfa Iota 2002 S.r.l. Holding finanziarie private Milano ITALIA X Arcene Immobili S.r.l. (in liquidazione) Imprese produttive Lodi ITALIA X Arcene Infra S.r.l. (in liquidazione) Imprese produttive Lodi ITALIA X Banca Popolare di Lodi Investor Trust III Altre società finanziarie di paesi non UE Delaware STATI UNITI D'AMERICA X Bipitalia Residential S.r.l. Altre finanzierie Milano ITALIA X BP Mortgages S.r.l. Società di factoring Brescia ITALIA X Banco Popolare Service Kft. Altre società finanzierie di paesi non UE Budapest UNGHERIA X BPL Mortgages S.r.l. Società di factoring Conegliano Veneto ITALIA X BPV Mortgages S.r.l. Società di factoring Verona ITALIA X Braidense Seconda S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X BRF Property S.p.A. Imprese produttive Parma ITALIA X Bussentina S.c.a.r.l. Imprese produttive Roma ITALIA X Cores Costruzioni Residenziali S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X X 7 STATO CONSOLIDATA A PATRIMONIO NETTO SETTORE CITTA' RAGIONE SOCIALE TRATTAMENTO NEL BILANCIO CONSOLIDATA INTEGRALE SEDE Energreen S.A. Società non finanziarie dei paesi UE membri UM Lussemburgo LUSSEMBURGO Erice Finance S.r.l. Altre finanziarie Conegliano Veneto ITALIA X Essegibi Promozioni Immobiliari S.p.A. Imprese produttive Milano ITALIA X Estates Capital Venture S.A. Società non finanziarie dei paesi UE membri UM Lussemburgo LUSSEMBURGO X GEMA Magazzini Generali BPV-BSGSP S.p.A. Imprese produttive Castelnuovo Sotto (RE) ITALIA X Gestielle Harmonia Vivace Altri intermediari finanziari Milano ITALIA X Gestielle Hedge Long Short World Altri intermediari finanziari Milano ITALIA X Gestielle Hedge Multi Strategy Altri intermediari finanziari Milano ITALIA X HCS S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X Immobiliare Centro Milano S.p.A. Imprese produttive Milano ITALIA X Immobiliare Marinai d'Italia S.r.l. Imprese produttive Lodi ITALIA X Italfinance RMBS S.r.l. Altre finanziarie Trento ITALIA X Italfinance Securitisation VH 1 S.r.l. Altre finanziarie Conegliano Veneto ITALIA X Italfinance Securitisation VH 2 S.r.l. Altre finanziarie Conegliano Veneto ITALIA X Leasimpresa Finance S.r.l. Altre finanziarie Conegliano Veneto ITALIA X Liberty S.r.l. Imprese produttive Lodi ITALIA X Lido dei Coralli S.r.l. Imprese produttive Santa Teresa di ITALIA Gallura (SS) X Mariner S.r.l. Imprese produttive Lodi ITALIA X Nadir Immobiliare S.r.l. Imprese produttive Lodi ITALIA X Novara Promuove S.r.l. (in liquidazione) Imprese produttive Novara ITALIA X P.M.G. S.r.l. in liquidazione Imprese produttive Milano ITALIA X Pami Finance S.r.l. Altre finanziarie Milano ITALIA X Partecipazioni Italiane S.p.A. Altre finanziarie Milano ITALIA X Phoenix S.p.A. Imprese produttive Verona ITALIA X Renting Italease S.r.l. Società di leasing Roma ITALIA X RI Investimenti Due S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X X 8 Royle West Ltd. (in voluntary liquidation) Altri intermediari finanziari dei paesi UE membri dell'UM STATO Dublino IRLANDA S.E.T.A. Società Edilizia Tavazzano S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA S.I.A.L. Società Imm. Agricola Lodigiana Imprese produttive S.r.l. in liquid. Lodi ITALIA X Sirio Immobiliare S.r.l. Imprese produttive Lodi ITALIA X Soc. Coop. fra le Banche Pop. "L.Luzzatti" S.c.r.l. Altre finanziarie Roma ITALIA Sviluppo Comparto 6 S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X Sviluppo Comparto 8 S.r.l. Imprese produttive Milano ITALIA X Tecmarket Servizi S.p.A. Imprese produttive Verona ITALIA X Roma ITALIA Tre Pi S.p.A. (in concordato preventivo) Imprese produttive CONSOLIDATA A PATRIMONIO NETTO SETTORE CITTA' RAGIONE SOCIALE TRATTAMENTO NEL BILANCIO CONSOLIDATA INTEGRALE SEDE X X X X TT Toscana Tissue S.r.l. Imprese produttive Pisa ITALIA X TR Toscana Resort S.r.l. Imprese produttive Pisa ITALIA X Ammontare aggregato delle deficienze patrimoniali delle controllate non incluse nel consolidamento rispetto ad eventuali requisiti patrimoniali obbligatori. Al 30 giugno 2012 non risultano deficienze patrimoniali di controllate non incluse nel consolidamento ai fini prudenziali rispetto ad eventuali requisiti patrimoniali obbligatori. 9 Tavola 3 - Composizione del Patrimonio di Vigilanza Informativa quantitativa Nel seguito viene esposta la composizione del Patrimonio di Vigilanza e il dettaglio sulla composizione del patrimonio di base e supplementare. Composizione del Patrimonio di Vigilanza ELEMENTI DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA A. Patrimonio di Base prima dell'applicazione dei filtri prudenziali B. Filtri prudenziali del patrimonio di base: 30/06/2012 8.360.827 -380.822 B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) 0 B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) -380.822 C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B) 7.980.005 D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base 1.346.637 E. Totale Patrimonio di base (Tier 1) (C-D) 6.633.368 F. Patrimonio supplementare prima dell'applicazione dei filtri prudenziali 3.055.764 G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare: -35.359 G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+) 0 G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-) -35.359 H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F+G) 3.020.405 I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare 1.346.637 L. Totale Patrimonio supplementare (Tier 2) (H-I) 1.673.768 M. Elementi da dedurre dal totale del patrimonio di base e supplementare N. Patrimonio di Vigilanza (E+L-M) O. Patrimonio di terzo livello (TIER 3) P. Patrimonio di Vigilanza incluso Tier 3 (N+O) 39.900 8.267.236 0 8.267.236 Per quanto riguarda le caratteristiche contrattuali degli elementi patrimoniali si segnala che in data 15 febbraio 2012, con data di regolamento 20 febbraio 2012, è stata perfezionata l’operazione di cash tender, ovvero il riacquisto da parte dell’emittente di titoli Tier 1 e Tier 2. Per ulteriori dettagli si rimanda al Resoconto intermedio di gestione di Gruppo al 31 marzo 2012. Si evidenzia, inoltre, che nel computo del Patrimonio di Vigilanza è ricompresa anche l’eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore (cd "shortfall") pari a 1.282 milioni di euro, che è oggetto di deduzione al 50% dal Patrimonio di base e al 50% dal Patrimonio supplementare. Si precisa che nel calcolo di predetta grandezza non sono stati considerati i passaggi a perdita anticipata (cd "stralci") relativi a controparti le cui esposizioni siano state oggetto di cancellazione integrale, ancorché i processi di recupero siano ancora in atto. Tali passaggi a perdita anticipata, laddove considerati, avrebbero determinato un incremento delle rettifiche di valore complessive e, conseguentemente, una significativa riduzione dello shortfall. 10 Ammontare del patrimonio di base, con il dettaglio dei singoli elementi positivi e negativi ELEMENTI DEL PATRIMONIO DI BASE 30/06/2012 Elementi positivi del Patrimonio di Base Capitale 4.335.860 Sovrapprezzi di Emissione 2.917.081 Riserve 2.700.017 Strumenti non Innovativi 0 Strumenti Innovativi Utile del Periodo Strumenti oggetto di disposizioni transitorie (Grandfathering) 0 35.139 625.354 Filtri Prudenziali: Incrementi del Patrimonio di Base Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio 0 Azioni rimborsabili 0 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine computabili nel patrimonio di base 0 Altri filtri prudenziali positivi Totale degli elementi positivi del Patrimonio di Base (A) 0 10.613.451 Elementi negativi del Patrimonio di Base Azioni o Quote Proprie Avviamento Altre Immobilizzazioni Immateriali 4.643 1.695.402 552.579 Perdita del Periodo 0 Altri elementi negativi Rettifiche di valore su crediti 0 Rettifiche di valore di vigilanza relative al portafoglio di negoziazione a fini di vigilanza 0 Altri 0 Filtri Prudenziali: Deduzioni dal Patrimonio di Base Fair value option: variazioni del proprio merito creditizio 329.086 Riserve negative su titoli disponibili per la vendita - titoli di capitale e quote di O.I.C.R. Riserve negative su titoli disponibili per la vendita - titoli di debito 0 24.168 Plusvalenza cumulata netta su attività materiali 0 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine computabili nel patrimonio di base Altri filtri negativi Totale degli elementi negativi del Patrimonio di Base (B) 0 27.568 2.633.446 Patrimonio di Base Lordo (C=A-B) 7.980.005 Totale Elementi da dedurre da Patrimonio di Base (D) 1.346.637 Patrimonio di Base (E=C-D) 6.633.368 A decorrere dal 30 giugno 2010, il Gruppo ha adottato l’impostazione prevista dal Provvedimento della Banca d’Italia datato 18 maggio 2010, che consente l’esclusione dal computo del patrimonio di vigilanza della quota di riserve da valutazione connessa ai titoli delle amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all’Unione Europea, inclusi nel portafoglio “attività finanziarie disponibili per la vendita”. In particolare, in alternativa all’approccio “asimmetrico” (integrale deduzione delle minusvalenze nette dal Tier 1 e parziale inclusione per il 50% delle plusvalenze nette nel Tier 2) già previsto dalla normativa italiana, il citato Provvedimento ha riconosciuto la possibilità di neutralizzare completamente le plusvalenze e le minusvalenze rilevate nelle riserve da rivalutazione (approccio “simmetrico”). Tale opzione deve essere estesa a tutti i titoli della specie detenuti nel citato portafoglio, deve essere applicata in modo omogeneo dal Gruppo e mantenuta costantemente nel tempo. Al 30 giugno 2012 la variazione delle riserve dei titoli emessi da Amministrazioni centrali di Paesi appartenenti all’Unione europea, intervenuta a partire dal 1 gennaio 2010, ed esclusa dal computo del patrimonio di vigilanza, è negativa per 390 milioni; in assenza di tale approccio, detta variazione avrebbe comportato un decremento del patrimonio di base di un corrispondente importo, in presenza di riserve su titoli di debito complessivamente negative. 11 Patrimonio supplementare ELEMENTI DEL PATRIMONIO SUPPLEMENTARE 30/06/2012 Elementi positivi del Patrimonio Supplementare Riserve da Valutazione - Attivita materiali Leggi speciali di rivalutazione Attività materiali ad uso funzionale 4.048 0 Riserve da valutazione - Titoli disponibili per la vendita Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. Titoli di debito Strumenti innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base 60.070 0 0 Strumenti non innovativi di capitale non computabili nel patrimonio di base Strumenti non innovativi di capitale computabili fino al 35% Strumenti non innovativi di capitale computabili fino al 50% Strumenti Ibridi di Patrimonializzazione Passività Subordinate di 2° Livello 0 0 516.320 2.476.552 Eccedenza rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese 0 Plusvalenze nette su partecipazioni 0 Altri elementi positivi 0 Filtri prudenziali: incrementi del patrimonio supplementare Plusvalenza cumulata netta su attività materiali 0 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine computabili nel patrimonio supplementare 0 Altri filtri positivi 0 Totale elementi positivi del Patrimonio Supplementare (A) 3.056.990 Elementi negativi del Patrimonio Supplementare Minusvalenze nette su partecipazioni Crediti Altri elementi negativi 0 0 1.226 Filtri prudenziali: deduzioni dal patrimonio supplementare Quota non computabile della riserva da valutazione su attività materiali ad uso funzionale Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita - Titoli di capitale e quote di O.I.C.R. 0 30.036 Quota non computabile delle riserve positive su titoli disponibili per la vendita - Titoli di debito 0 Risorse patrimoniali oggetto di impegni di acquisto a termine non computabili nel patrimonio supplementare 0 Passività subordinate di 2° livello e strumenti ibridi di patrimonializzazione oggetto di impegni di acquisto a termine non computabili nel patrimonio supplementare 0 Altri filtri negativi Totale elementi negativi del Patrimonio Supplementare (B) Patrimonio Supplementare Lordo (C=A-B) 5.323 36.585 3.020.405 Totale Elementi da dedurre da Patrimonio Supplementare (D) 1.346.637 Patrimonio Supplementare (E=C-D) 1.673.768 12 Patrimonio di terzo livello ELEMENTI DEL PATRIMONIO DI TERZO LIVELLO Patrimonio di Terzo Livello (Tier3) 30/06/2012 0 Elementi positivi Passività subordinate di 2° livello non computabili nel patrimonio supplementare 0 Passivita' subordinate di 3° livello 0 Elementi negativi Filtri prudenziali: deduzioni dal patrimonio di 3° livello Passivita' subordinate di 2° e 3° livello oggetto di impegni di acquisto a termine non computabili nel patrimonio di 3° livello 0 Altre deduzioni 0 Elementi da dedurre dal patrimonio di vigilanza ELEMENTI DA DEDURRE DAL PATRIMONIO DI VIGILANZA Elementi da dedurre da Patrimonio di Base di cui Eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore complessive (Patrimonio di Base) Elementi da dedurre da Patrimonio Supplementare di cui Eccedenza delle perdite attese rispetto alle rettifiche di valore complessive (Patrimonio Supplementare) Altre elementi da dedurre dal patrimonio di base e dal patrimonio supplementare 30/06/2012 1.346.637 640.787 1.346.637 640.787 39.900 13 Tavola 4 – Adeguatezza Patrimoniale Informativa quantitativa In base alle disposizioni di vigilanza prudenziale attualmente in vigore (“Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le Banche” - circolare Banca d’Italia n. 263 del 27 dicembre 2006 e successivi aggiornamenti), il requisito patrimoniale minimo è fissato all’8% delle attività ponderate per il rischio. Il requisito minimo patrimoniale è pari alla somma dei requisiti patrimoniali prescritti a fronte dei rischi di credito, controparte, mercato e operativo. A loro volta tali requisiti derivano dalla somma dei requisiti individuali delle società appartenenti all’area di consolidamento del Gruppo dal punto di vista prudenziale, depurati dei rapporti infragruppo sui rischi di credito, operativi e di controparte. Il Banco Popolare ha ricevuto lo scorso 18 maggio 2012 l’autorizzazione dell’Organo di Vigilanza per l’adozione dei propri modelli interni ai fini della misurazione regolamentare dei rischi di credito e di mercato a valere sulla rilevazione al 30 giugno 2012. L’Organo di Vigilanza ha indicato, nel proprio provvedimento autorizzativo, il livello minimo consolidato del requisito patrimoniale a fronte dei rischi di Primo Pilastro che non può essere inferiore all’85% (floor) del requisito patrimoniale standard, calcolato in base alle Istruzioni di Vigilanza per le Banche in vigore alla fine del 2006 (cosiddetto “Basilea 1”). Per quanto riguarda il rischio di credito l’autorizzazione riguarda i modelli interni di rating avanzati (PD, sia di monitoraggio sia di accettazione, e LGD) relativi ai crediti verso imprese e al dettaglio di Banco Popolare e Credito Bergamasco. Nello specifico è stata richiesta e ottenuta l'autorizzazione all'utilizzo di: cinque modelli di rating, finalizzati alla stima della probabilità di default (PD – Probability of Default) rispettivamente delle controparti segmentate (di “prima accettazione” e di monitoraggio) Large Corporate, Mid Corporate Plus, Mid Corporate, Small Business e Privati (segmentazione “modelli di rating”); due modelli LGD (Loss Given Default), volti alla stima del tasso di perdita in caso di default rispettivamente delle controparti Imprese e Privati. Per i portafogli creditizi non rientranti nel perimetro di prima validazione A-Irb - tra cui quelli riferiti a Banca Aletti e alle società dell’ex Gruppo Banca Italease - permane l’applicazione, a fini prudenziali, dell’approccio regolamentare standard. E’ stato previsto e presentato all’Organo di Vigilanza un piano per lo sviluppo dei modelli interni di rating, relativamente a segmenti e società non ricomprese nel perimetro di validazione. Le esposizioni rientranti nel piano di estensione progressiva (“Roll Out”) sono nello specifico: modelli PD e LGD: relativamente a Banca Aletti è previsto il rilascio entro il 2014 14 sia del modello PD (di “prima accettazione” e di monitoraggio) sia di quello LGD, mentre per le Società dell’ex Gruppo Italease è previsto il rilascio entro il 2017 sia del modello PD (di “prima accettazione” e di monitoraggio) sia di quello LGD; modello per la stima della “Exposure at Default” (EAD): è previsto il rilascio a partire dal 2016 e non oltre il 2017 del modello relativo a tutte le banche del Gruppo (Banco Popolare, Credito Bergamasco, Banca Aletti, Società dell’ex Gruppo Italease - Banca Italease, Mercantile Leasing e Release); esposizioni creditizie verso intermediari vigilati: è previsto il rilascio entro il 2017 dei modelli PD, LGD e EAD relativamente al perimetro societario costituito da Banco Popolare, Credito Bergamasco, Banca Aletti ed ex Gruppo Italease. Con riferimento al rischio di mercato il Gruppo Banco Popolare ha ottenuto l’autorizzazione, da parte dell’Autorità di Vigilanza, all’utilizzo del modello interno per il calcolo degli assorbimenti patrimoniali per il portafoglio di negoziazione di Banca Aletti e della Capogruppo. Il perimetro di applicazione è il rischio generico e specifico dei titoli di capitale, il rischio generico dei titoli di debito e il rischio quote di fondi OICR. La restante parte dei rischi di mercato continuerà ad essere misurata secondo l’approccio “standard” e non è previsto un piano di estensione progressiva (“Roll Out”). Il rischio operativo è misurato con metodologia Standard per la quasi totalità del Gruppo, ad eccezione di Banca Italease e di alcune società minori per le quali si utilizza il metodo Base. Il Gruppo effettua inoltre, con periodicità trimestrale, anche una valutazione gestionale della propria adeguatezza patrimoniale in relazione ad un insieme di rischi più ampio rispetto a quelli previsti dalla normativa di Primo Pilastro in condizioni ordinarie e di stress (rilevazioni ICAAP). Tale verifica viene effettuata utilizzando, in massima parte, strumenti di misurazione dei rischi di tipo gestionale, basati prevalentemente su metodologie statisticoquantitative riconducibili in particolare alla tecnica del VaR (Value at Risk). Le risultanze di tali analisi formano oggetto di specifica rendicontazione agli Organi sociali ed alle funzioni aziendali competenti della Capogruppo. Nel seguito trovano rappresentazione i requisiti patrimoniali e i coefficienti di vigilanza del Gruppo Banco Popolare alla data del 30 giugno 2012. 15 Requisiti patrimoniali e coefficienti di vigilanza del Gruppo Banco Popolare 30/06/2012 Informazioni Importi ponderati Requisiti A. Requisiti Patrimoniali di Vigilanza A.1 Rischio di Credito e di Controparte 1.Metodologia Standard 2.Modelli interni - Base 3.Modelli interni - Avanzati A.2 Rischio di Mercato 1.Metodologia Standard 2.Modelli interni 3.Rischio di Concentrazione A.3 Rischio Operativo 1.Metodo Base 2.Metodo Standardizzato 3.Metodo Avanzato A.4 Altri requisiti prudenziali A.5 Totale Requisiti Prudenziali 50.668.675 4.053.494 22.564.111 1.805.129 0 0 28.104.564 2.248.365 1.797.538 143.803 477.875 38.230 1.319.663 105.573 0 0 6.245.250 499.620 350.288 28.023 5.894.962 471.597 0 0 0 0 58.711.463 4.696.917 B. Coefficienti di Solvibilità (%) B.1 Core Tier 1 Ratio 10,25% B.2 Tier 1 Ratio 11,30% B.3 Total Capital Ratio 14,08% Requisito patrimoniale per Rischio di Credito e di Controparte (Metodo Standard) PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE REQUISITO PATRIMONIALE 30/06/2012 Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali Esposizioni verso o garantite da enti territoriali Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali 333 5.215 48.572 0 0 Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati 259.554 Esposizioni verso o garantite da imprese 530.476 Esposizioni al dettaglio Esposizioni garantite da immobili Esposizioni scadute Esposizioni ad alto rischio Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite Esposizioni a breve termine verso imprese Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) Altre esposizioni Cartolarizzazioni: Totale Esposizione TOTALE RISCHIO DI CREDITO E DI CONTROPARTE 46.285 80.792 385.336 10.170 0 412 34.854 385.236 17.895 1.805.129 16 Requisito patrimoniale per Rischio di Credito e di Controparte (Metodo IRB) PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE REQUISITO PATRIMONIALE 30/06/2012 Esposizioni verso o garantite da imprese - PMI 961.033 - Altre Imprese 696.873 Esposizioni al dettaglio - esposizioni garantite da immobili residenziali: PMI 62.000 - esposizioni garantite da immobili residenziali: Persone Fisiche 195.355 - esposizioni rotative al dettaglio qualificate 11.770 - altre esposizioni al dettaglio: PMI 273.184 - altre esposizioni al dettaglio: Persone Fisiche 48.149 TOTALE 2.248.365 Requisito patrimoniale per Rischio di Controparte REQUISITO PATRIMONIALE Portafoglio Regolamentare 30/06/2012 Rischio di Controparte 93.434 Il valore del requisito è già ricompreso nel requisito patrimoniale relativo al rischio di credito e di controparte, così come esposto nelle tabelle precedenti. Requisito patrimoniale per Rischio di Mercato PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE REQUISITO PATRIMONIALE 30/06/2012 A. Attività ricomprese nel portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza 128.372 Rischio di Posizione 128.372 Rischio di Concentrazione 0 B. Intero Bilancio 15.431 Rischio di Cambio 15.121 Rischio di Regolamento 79 Rischio di Posizioni in merci 231 TOTALE RISCHI DI MERCATO (A+B) 143.803 Requisito patrimoniale per Rischio di Operativo PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE REQUISITO PATRIMONIALE 30/06/2012 Metodo di Base Metodo Standardizzato Metodi Avanzati TOTALE RISCHIO OPERATIVO 28.023 471.597 0 499.620 17 Tavola 5 – Rischio di Credito Informazioni generali riguardanti tutte le banche Informativa quantitativa Vengono di seguito riportate alcune tabelle contenenti le esposizioni creditizie distinte per principali tipologie di esposizione, di controparte, distribuzione per area geografica, per settore economico, per vita residua contrattuale. Esposizioni creditizie per tipologia di esposizione PORTAFOGLI REGOLAMENTARI/QUALITA' Attività finanziarie detenute per la negoziazione Sofferenze Lorde Incagli Nette Lorde Esposizioni Ristrutturate Nette Lorde Nette 79.763 507 20.429 1.305 3.006 450 Attività finanziarie disponibili per la vendita 0 0 0 0 7.741 4.406 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 0 0 0 0 0 0 25.490 1.784 0 0 0 0 6.661.851 4.098.322 4.728.542 3.874.020 2.736.908 2.385.429 Attività finanziarie valutate al fair value 0 0 0 0 0 0 Attività finanziarie in corso di dismissione 0 0 0 0 0 0 Derivati di copertura 0 0 0 0 0 0 6.767.104 4.100.613 4.748.971 3.875.325 2.747.655 2.390.285 Crediti verso banche Crediti verso clientela Totale al 30/06/2012 PORTAFOGLI REGOLAMENTARI/QUALITA' Attività finanziarie detenute per la negoziazione Esposizioni Scadute Lorde Altre Attività Nette Lorde Totale Nette Lorde Nette 9.778 2.778 8.739.947 8.374.047 8.852.923 8.379.087 Attività finanziarie disponibili per la vendita 0 0 11.003.587 11.003.587 11.011.328 11.007.993 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 0 0 41.526 41.526 41.526 41.526 Crediti verso banche 0 0 6.179.770 6.179.569 6.205.260 6.181.353 1.007.329 922.464 80.239.219 79.745.936 95.373.849 91.026.171 Attività finanziarie valutate al fair value 0 0 4 4 4 4 Attività finanziarie in corso di dismissione 0 0 0 0 0 0 Derivati di copertura 0 0 706.758 706.758 706.758 706.758 1.017.107 925.242 106.910.811 106.051.427 122.191.648 117.342.892 Crediti verso clientela Totale al 30/06/2012 18 Esposizioni creditizie per area geografica verso clientela e banche Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” verso clientela Rettifiche di valore complessive RESTO DEL MONDO Rettifiche di valore complessive ASIA Rettifiche di valore complessive AMERICA 22.455 66.925 3.366 7.970 3.224 526 1.045 804.453 43.924 54.401 1.217 211 1.670 370 7 2 A.3 Esposizioni ristrutturate 2.290.270 337.849 62.850 12.000 0 0 1.380 777 30.930 853 Esposizione netta 2.480.661 Esposizione netta 4.068.460 3.850.621 Esposizione netta A.1 Sofferenze A.2 Incagli ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE Esposizione netta Rettifiche di valore complessive Rettifiche di valore complessive ALTRI PAESI EUROPEI Esposizione netta ITALIA A. Esposizioni per cassa A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale - A 8.195 910.191 76.725 6.301 7.413 1.443 253 4.529 474 1 0 89.730.838 475.427 2.566.797 8.126 639.956 1.921 42.384 7.629 268.993 126 100.850.380 4.175.115 2.702.327 148.865 645.982 10.355 53.187 9.776 300.976 9.176 0 B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze 51.567 83.696 0 0 0 0 0 0 0 B.2 Incagli 127.303 15.576 2.372 32 0 0 0 0 0 0 B.3 Altre attività deteriorate 129.382 13.462 3.844 1 0 0 0 0 0 0 B.4 Altre esposizioni Totale - B Totale (A+ B) al 30/06/2012 9.232.163 1.085 408.880 0 10.796 0 2.782 0 31.693 0 9.540.415 113.819 415.096 33 10.796 0 2.782 0 31.693 0 110.390.795 4.288.934 3.117.423 148.898 656.778 10.355 55.969 9.776 332.669 9.176 Distribuzione territoriale delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” verso banche Esposizione netta Esposizione netta Rettifiche di valore complessive RESTO DEL MONDO Rettifiche di valore complessive ASIA Rettifiche di valore complessive AMERICA Esposizione netta Rettifiche di valore complessive Esposizione netta Esposizione netta ESPOSIZIONI/AREE GEOGRAFICHE ALTRI PAESI EUROPEI Rettifiche di valore complessive ITALIA A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze 0 0 1.784 23.707 0 0 0 0 0 0 A.2 Incagli 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 A.3 Esposizioni ristrutturate 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 A.4 Esposizioni scadute 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 A.5 Altre esposizioni 3.980.056 164 3.488.096 37 280.518 0 64.578 0 10.843 0 3.980.056 164 3.489.880 23.744 280.518 0 64.578 0 10.843 0 B.1 Sofferenze 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 B.2 Incagli 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 B.3 Altre attività deteriorate 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 9.504.860 0 784.413 0 102.546 0 115.827 0 15.794 0 9.504.860 0 784.413 0 102.546 0 115.827 0 15.794 0 13.484.916 164 4.274.293 23.744 383.064 0 180.405 0 26.637 0 Totale - A B. Esposizioni "fuori bilancio" B.4 Altre esposizioni Totale - B Totale (A+ B) al 30/06/2012 19 Esposizioni creditizie e rettifiche di valore per tipologia di controparte Rettifiche valore di portafoglio Rettifiche valore specifiche Esposizione netta Altri enti pubblici Rettifiche valore di portafoglio Rettifiche valore specifiche ESPOSIZIONI/CONTROPARTI Esposizione netta Governi e Banche centrali A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze 0 22.253 0 2.572 1.814 0 A.2 Incagli 1 0 0 216 174 0 A.3 Esposizioni ristrutturate 0 0 0 0 0 0 110 38 0 14 1 0 11.964.679 0 55 558.468 0 887 11.964.790 22.291 55 561.270 1.989 887 B.1 Sofferenze 0 0 0 0 0 0 B.2 Incagli 0 0 0 0 0 0 B.3 Altre attività deteriorate 0 0 0 7 0 0 392.730 0 0 122.953 0 0 392.730 0 0 122.960 0 0 12.357.520 22.291 55 684.230 1.989 887 A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale - A B. Esposizioni "fuori bilancio" Totale (A+ B) al 30/06/2012 Esposizione netta Società di assicurazione Rettifiche valore di portafoglio Rettifiche valore specifiche ESPOSIZIONI/CONTROPARTI Esposizione netta Società finanziarie Rettifiche valore di portafoglio Totale - B Rettifiche valore specifiche B.4 Altre esposizioni A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze 21.825 31.468 0 37 2 0 A.2 Incagli 106.565 37.224 0 2 0 0 A.3 Esposizioni ristrutturate 125.464 28.918 0 0 0 0 9.262 946 0 0 0 0 10.651.860 0 33.775 195.429 0 78 10.914.976 98.556 33.775 195.468 2 78 7 31 0 0 0 0 2.354 27 0 0 0 0 266 7 0 0 0 0 614.986 0 0 13.578 0 0 617.613 65 0 13.578 0 0 11.532.589 98.621 33.775 209.046 2 78 A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale - A B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.2 Incagli B.3 Altre attività deteriorate B.4 Altre esposizioni Totale - B Totale (A+ B) al 30/06/2012 20 Rettifiche valore di portafoglio Rettifiche valore specifiche Esposizione netta Altri soggetti Rettifiche valore di portafoglio ESPOSIZIONI/CONTROPARTI Rettifiche valore specifiche Esposizione netta Imprese non finanziarie A. Esposizioni per cassa A.1 Sofferenze 3.255.942 2.036.613 0 818.174 472.128 0 A.2 Incagli 3.276.994 754.674 0 513.662 67.364 0 A.3 Esposizioni ristrutturate 2.216.542 321.603 0 43.424 958 0 854.871 78.418 0 58.207 5.463 0 49.886.615 0 387.887 19.991.920 0 70.544 59.490.964 3.191.308 387.887 21.425.387 545.913 70.544 50.995 83.661 0 564 7 0 B.2 Incagli 122.530 15.468 0 4.790 112 0 B.3 Altre attività deteriorate 131.723 13.430 0 1.230 24 0 7.885.741 0 1.084 656.326 0 0 8.190.989 112.559 1.084 662.910 143 0 67.681.953 3.303.867 388.971 22.088.297 546.056 70.544 A.4 Esposizioni scadute A.5 Altre esposizioni Totale - A B. Esposizioni "fuori bilancio" B.1 Sofferenze B.4 Altre esposizioni Totale - B Totale (A+ B) al 30/06/2012 Esposizioni creditizie per vita residua contrattuale ATTIVITÀ/VALORI Da oltre 1 giorno a 7 giorni A vista Da oltre 7 giorni a 15 giorni Da oltre 15 giorni a 1 mese Da oltre 1 mese fino a 3 mesi Da oltre 3 mesi fino a 6 mesi Da oltre 6 mesi fino a 1 anno Da oltre 1 anno fino a 5 anni Oltre 5 anni A -Attività per cassa Titoli di stato Altri titoli di debito Quote OICR 3.207 5.062 0 152.074 204.820 803.447 1.457.313 7.749.733 1.775.441 40.595 21.150 36 65.598 31.420 235.429 340.259 2.155.711 1.617.016 1.388 0 0 0 0 0 0 0 0 Finanziamenti: - Banche 923.252 907.871 10.068 2.570.044 922.685 24.803 88.741 99.600 421.135 - Clientela 29.351.234 529.827 392.661 1.562.261 2.606.927 3.053.106 4.844.190 22.907.314 27.428.145 Totale (A) 30.319.676 1.463.910 402.765 4.349.977 3.765.852 4.116.785 6.730.503 32.912.358 31.241.737 - Posizioni lunghe 3.411 1.642.556 851.564 439.744 820.875 504.677 290.676 381.041 128.047 - Posizioni corte 3.426 1.941.014 853.149 408.599 857.734 480.423 526.624 235.198 60.486 B -Operazioni "fuori bilancio" Derivati finanziari con scambio di capitale Derivati finanziari senza scambio di capitale - Posizioni lunghe 4.528.997 1 0 2 13.417 25.393 32.639 280.707 16.271 - Posizioni corte 4.042.473 354 1.927 0 75.594 6.730 5.236 2 0 - Posizioni lunghe 0 965 0 0 19.500 0 0 0 0 - Posizioni corte 0 965 0 0 19.500 0 0 0 0 1.089.677 Depositi e finanziamenti da ricevere Impegni irrevocabili a erogare fondi - Posizioni lunghe 311.400 536.185 5.278 54.772 121.800 145.271 327.481 844.056 2.812.871 22.821 6 44.901 21.270 1.379 1.939 908 936 53.197 74 11 981 1.175 4.757 10.035 13.879 7.768 Totale (B) 11.755.775 4.144.935 1.711.935 948.999 1.950.865 1.168.630 1.194.630 1.755.791 1.303.185 Totale (A+ B) al 30/06/2012 42.075.451 5.608.845 2.114.700 5.298.976 5.716.717 5.285.415 7.925.133 34.668.149 32.544.922 - Posizioni corte Garanzie finanziarie rilasciate 21 Dinamica delle rettifiche di valore complessive relative a esposizioni per cassa verso clientela e banche Dinamica delle rettifiche di valore complessive relative a esposizioni per cassa verso clientela INFORMAZIONE A. Rettifiche complessive iniziali Sofferenze Esposizioni ristrutturate Incagli Esposizioni scadute 2.386.732 938.804 342.283 29.589 68.505 28.845 200 1.582 B.1 rettifiche di valore 414.917 229.476 50.765 105.972 B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 120.082 27.617 35.515 283 96.095 18.501 3.863 923 - di cui: esposizioni cedute non cancellate B. Variazioni in aumento B.3 altre variazioni in aumento C. Variazioni in diminuzione C.1 riprese di valore da valutazione C.2 riprese di valore da incasso C.3 cancellazioni C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -132.841 -87.645 -46.643 -6.553 -53.225 -10.232 -18.979 -335 -208.098 -31.523 -2.592 -563 -131 -148.346 -7.047 -27.974 C.5 altre variazioni in diminuzione -59.251 -77.243 -2.351 -16.477 D. Rettifiche complessive finali 2.564.280 859.409 354.814 84.865 77.314 22.841 155 1.359 - di cui: esposizioni cedute non cancellate Dinamica delle rettifiche di valore complessive relative a esposizioni per cassa verso banche INFORMAZIONE A. Rettifiche complessive iniziali - di cui: esposizioni cedute non cancellate Sofferenze Esposizioni ristrutturate Incagli Esposizioni scadute 23.883 0 0 0 0 0 0 0 B. Variazioni in aumento B.1 rettifiche di valore 0 0 0 0 B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate 0 0 0 0 B.3 altre variazioni in aumento 0 0 0 0 C.1 riprese di valore da valutazione 0 0 0 0 C.2 riprese di valore da incasso 0 0 0 0 C.3 cancellazioni 0 0 0 0 0 C. Variazioni in diminuzione 0 0 0 C.5 altre variazioni in diminuzione C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate -177 0 0 0 D. Rettifiche complessive finali 23.706 0 0 0 0 0 0 0 - di cui: esposizioni cedute non cancellate 22 Tavola 6 – Rischio di Credito Informazioni relative ai portafogli assoggettati al metodo standardizzato e alle esposizioni creditizie specializzate e in strumenti di capitale nell’ambito dei metodi IRB Informativa quantitativa Distribuzione delle esposizioni per classe regolamentare e classe di merito creditizio al 30 giugno 2012 Portafoglio Regolamentare Classe di Merito Creditizio Totale Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali 0% 20% ESPOSIZIONI SENZA ATTENUAZIONE RISCHIO DI CREDITO 14.935.707 14.982.114 14.982.114 14.914.908 14.960.523 14.960.523 20.800 21.591 21.591 349.605 701.960 704.136 0% 24.068 24.068 24.174 20% 325.433 677.788 677.909 Totale Esposizioni verso o garantite da enti territoriali ESPOSIZIONI CON ATTENUAZIONE RISCHIO DI CREDITO EAD CON ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO 50% 0 0 61 100% 104 104 1.993 Totale 946.052 1.624.160 1.831.736 0% 0 0 65.559 20% 401.571 818.729 821.554 50% 35.293 45.220 52.534 100% 509.188 760.211 892.089 Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo Totale 94.729 94.729 94.729 0% 94.729 94.729 94.729 Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali Totale 15.273 15.273 15.273 0% 15.273 15.273 15.273 Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico 9.561.253 13.176.413 21.796.757 0% 0 0 1.915.895 20% 6.231.774 9.518.961 9.532.280 Totale Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati 35% 398 423 423 50% 2.662.166 2.883.188 3.221.740 100% 666.825 773.559 7.126.137 150% 8 200 200 82 82 82 6.504.577 7.668.378 8.274.128 0 0 43.150 Altre Ponderazioni Totale 0% Esposizioni verso o garantite da imprese 20% 6.695 6.695 12.572 50% 447.456 627.266 699.900 100% 5.339.507 6.293.752 6.776.683 150% 710.920 740.665 741.823 Totale 758.551 884.987 1.693.494 0 0 48.692 0% Esposizioni al dettaglio 50% 0 0 41.605 75% 705.509 826.991 827.340 100% 0 0 717.861 53.042 57.996 57.996 Altre Ponderazioni ESPOSIZIONI DEDOTTE DAL PATRIMONIO DI VIGILANZA 36.482 0 0 0 0 1.081.958 333.159 0 23 Portafoglio Regolamentare Classe di Merito Creditizio Totale 0% Esposizioni garantite da immobili Esposizioni ad alto rischio Altre esposizioni Cartolarizzazioni: Totale Esposizione ESPOSIZIONI DEDOTTE DAL PATRIMONIO DI VIGILANZA 2.260.351 2.291.729 2.294.446 0 0 14 0 0 23 35% 801.877 806.620 806.620 1.485.119 50% 1.458.473 1.485.109 100% 0 0 2.671 Totale 3.679.366 3.709.333 3.710.942 0 0 3 50% 5.521 5.521 5.560 100% 1.393.661 1.396.481 1.398.047 150% 2.280.184 2.307.331 2.307.332 Totale 63.566 63.566 63.566 150% 12 12 12 200% 63.554 63.554 63.554 Totale 5.151 7.373 7.373 100% 5.151 7.373 7.373 Totale 435.675 435.675 671.875 100% 435.675 435.675 671.875 Totale 5.989.933 5.989.933 5.989.933 538.129 538.129 538.129 Esposizioni a breve termine verso imprese Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) ESPOSIZIONI SENZA ATTENUAZIONE RISCHIO DI CREDITO 20% 0% Esposizioni scadute ESPOSIZIONI CON ATTENUAZIONE RISCHIO DI CREDITO EAD CON ATTENUAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO 0% 20% 795.445 795.445 795.445 100% 4.656.359 4.656.359 4.656.359 Totale 197.992 197.992 197.992 0 0 0 0 0 0 0 Si segnala che con EAD si indicano le Esposizioni in caso di Default, che sono calcolate applicando all'equivalente creditizio i Conversion Credit Factor (CCF). Col termine Esposizioni si indica invece il solo equivalente creditizio. 24 Tavola 7 – Rischio di Credito Informativa sui portafogli cui si applicano gli approcci IRB Informativa qualitativa Autorizzazione da parte della Banca d’Italia e applicazione del processo di estensione Il perimetro per il quale il Gruppo Banco Popolare ha ottenuto da parte di Banca d’Italia l’autorizzazione all’utilizzo dei modelli interni (in data 18 maggio 2012) secondo la metodologia AIRB (Advanced Internal Rating Based model), è costituito dagli attivi riconducibili alle classi regolamentari “esposizioni creditizie verso imprese” ed “esposizioni creditizie al dettaglio” del Banco Popolare e del Credito Bergamasco (modelli di “accettazione” e modelli di “monitoraggio”). Nello specifico, è stata richiesta e ottenuta l'autorizzazione all'utilizzo di cinque modelli di rating, finalizzati alla stima della PD (probability of default) rispettivamente delle controparti segmentate con i modelli di rating Large Corporate, Mid Corporate Plus, Mid Corporate, Small Business e Privati e di due modelli di LGD (Loss Given Default), volti alla stima del tasso di perdita in caso di default rispettivamente delle controparti Imprese e Privati. Le esposizioni rientranti nel piano di estensione progressiva (“Roll Out”) sono nello specifico: modelli PD e LGD: relativamente a Banca Aletti è previsto il rilascio entro il 2014 sia del modello PD (di “prima accettazione” e di monitoraggio) sia di quello LGD, mentre per le Società dell’ex Gruppo Italease è previsto il rilascio entro il 2017 sia del modello PD (di “prima accettazione” e di monitoraggio) sia di quello LGD; modello per la stima della “Exposure at Default” (EAD): è previsto il rilascio a partire dal 2016 e non oltre il 2017 del modello relativo a tutte le banche del Gruppo (Banco Popolare, Credito Bergamasco, Banca Aletti, Società dell’ex Gruppo Italease); esposizioni creditizie verso intermediari vigilati: è previsto il rilascio entro il 2017 dei modelli PD, LGD e EAD relativamente al perimetro societario costituito da Banco Popolare, Credito Bergamasco, Banca Aletti ed ex Gruppo Italease. Le esposizioni non ricomprese nel piano di estensione progressivo sono sottoposte ad un utilizzo permanente della metodologia Standard (Permanent Partial Use - PPU). 25 Illustrazione della struttura, dell’utilizzo, dei processi di gestione e dei meccanismi di controllo dei sistemi di rating interno Struttura dei sistemi di rating interni (PD) I modelli di rating oggetto di validazione sono il risultato di un’attività di ristima dei modelli già adottati ai fini gestionali dal Gruppo Banco Popolare negli ultimi anni, svolta con l’obiettivo di massimizzare l’accuratezza delle stime prodotte, assicurando al contempo la coerenza con i processi gestionali e la compatibilità con i sistemi informativi del Gruppo. In particolare, tali modelli intendono rispondere ad un preciso razionale, quello, cioè, di ottenere, per finalità sia segnaletiche che gestionali, misure di rischio: idonee a cogliere i driver fondamentali alla base del merito creditizio dei soggetti nei confronti dei quali il Gruppo ha o intende assumere esposizioni creditizie; relativamente stabili nel tempo, così da riflettere, in ogni segmento di clientela, la rischiosità attesa nel lungo periodo delle esposizioni creditizie, attuali e potenziali, del Gruppo; atte ad evitare fenomeni di crescita non controllata del rischio nelle fasi di ciclo positivo e - per converso - di restrizione indiscriminata degli impieghi in quelle di ciclo negativo (anticiclicità). Alla luce di tali obiettivi sono state impiegate tecniche statistiche avanzate nelle diverse fasi del processo di stima (es. individuazione delle variabili esplicative/ predittive del default, integrazione degli score, ecc.) e di calibrazione dei rating interni. I modelli di rating sono stati sviluppati internamente sotto la responsabilità del Servizio Risk Management. Le diverse fasi dello sviluppo dei modelli sono state strutturate in modo da prevedere il coinvolgimento attivo - al fine di favorire la coerenza dei modelli con le prassi gestionali - di tutti gli stakeholder interni, quali la Direzione Crediti, la Direzione Organizzazione, le Direzioni Commerciali Retail e Corporate, la Direzione Amministrazione e Bilancio e la Società Gestione Servizi (IT) del Gruppo (di seguito SGS). Nel processo di sviluppo dei modelli sono state inoltre utilizzate tecniche statistiche per supportare le scelte metodologiche attraverso solide evidenze empiriche. In particolare, l’interpretabilità e la valenza economico-finanziaria degli indicatori utilizzati nel contesto dei modelli di rating è stata sia oggetto di verifica da parte del Risk Management nel corso dell’attività di stima (i.e. significato “economico” oltre che “statistico” degli indicatori) sia oggetto di confronto nel contesto del Gruppo di Lavoro progettuale (es. Direzione Crediti, Convalida Interna, Revisione Interna). La rilevanza a fini statistici delle informazioni è stata accertata attraverso appropriate analisi che hanno condotto a selezioni successive degli indicatori. Tale approccio ha permesso l’individuazione delle informazioni maggiormente rilevanti, evitando l’inclusione nel modello di informazioni ridondanti o superflue che ne avrebbero aumentato la complessità, senza un effettivo valore aggiunto in termini di accuratezza delle stime prodotte. 26 Il corredo informativo utilizzato per la stima dei modelli di rating è stato definito con l’obiettivo di valorizzare tutta la base dati disponibile e sviluppato sulla base dell’esperienza maturata sui modelli di rating precedentemente stimati nonché della coerenza con la prassi gestionale creditizia, verificata mediante l'attivo concorso delle funzioni aziendali competenti. In particolare, le serie storiche utilizzate in fase di stima si caratterizzano per la più ampia profondità temporale disponibile ed i campioni di sviluppo sono stati selezionati in modo da garantirne la più alta rappresentatività rispetto al portafoglio crediti del Gruppo. Tutti i modelli e stime saranno inoltre oggetto di revisione periodica allorquando si renderanno disponibili nuove informazioni rilevanti. Struttura dei sistemi di rating interni (LGD) I modelli interni di calcolo della Loss Given Default (LGD) sono stati sviluppati con l’obiettivo di privilegiare - nell’individuazione dei driver esplicativi delle stime - la coerenza con i processi del credito del Gruppo. Tali modelli sono differenziati per fasce di esposizione, tipologia di macro-forma tecnica, presenza/assenza di garanzia e stato della controparte (bonis, past due, incaglio, ristrutturato, sofferenza). Sono stati stimati analizzando le perdite subite dal Gruppo sui default storici occorsi (cd.”workout LGD”), con una definizione di default coerente con quella applicata ai modelli di stima della PD. Al fine di includere gli impatti derivanti da fasi congiunturali recessive nella struttura computazionale della LGD, è stimata la componente “downturn" in base alla tipologia di portafoglio oggetto di analisi. Il modello comprende, inoltre, la stima dei costi indiretti, ovvero quei costi amministrativi che non sono direttamente imputabili alla singola pratica. Utilizzo del sistema di rating (PD ed LGD) I rating sono determinanti nel processo di concessione del credito, di monitoraggio e gestione dello stesso, nel pricing, nel governo societario e nella reportistica, come di seguito descritto. Concessione del Credito Il rating costituisce elemento essenziale nella valutazione del merito creditizio in sede di concessione e di revisione/variazione degli affidamenti. Il rating è utilizzato: ai fini dell’individuazione delle facoltà di delibera, per le quali la valutazione di merito creditizio - espressa dal rating determinato dai modelli sviluppati per i diversi segmenti regolamentari di clientela – viene ricondotta gestionalmente in “Classi di competenza deliberativa”; quale parametro per l’accesso all’istruttoria “semplificata” della nuova pratica elettronica di fido (PEF), che consente un’istruttoria abbreviata nel caso di controparti in validità di revisione con rating nelle classi migliori; 27 quale parametro per l’utilizzo del processo delle revisioni automatiche, attivato solo per le posizioni con rating migliore (unitamente ad altri parametri, quali il punteggio dell’indicatore andamentale); in sede di chiusura della proposta e assunzione della delibera, laddove il proponente ed il deliberante si devono esprimere sulla coerenza complessiva tra l’impianto fiduciario proposto/in delibera (tipologia linee di credito e garanzie accessorie) e la valutazione del merito creditizio espresso dal rating. La Direzione Crediti della Capogruppo provvede a definire gli indirizzi di politica creditizia tenendo conto delle informazioni geo-settoriali acquisite da fonti esterne relativamente alle PD ed alle perdite attese dei diversi settori economici. La distribuzione della crescita dei volumi degli impieghi è differenziata nei vari settori in base ai valori delle suddette metriche, prevedendo riserve di facoltà per controparti con livelli di rating più elevati. Monitoraggio e Gestione del Credito Il processo prevede una fase di attivazione attraverso la quale sono individuate le posizioni anomale da inserire nel processo di “Monitoraggio e gestione del credito problematico”. L’individuazione di tali posizioni è effettuata automaticamente una volta al mese sulla base di una serie di indicatori, tra cui il rating. Sono intercettate ed inserite nel processo le posizioni di ogni segmento che presentano un rating pari alle classi peggiori. Inoltre è previsto che, per ogni posizione inserita nel processo, il Gestore analizzi la coerenza del rating con la classe gestionale proposta e valuti, caso per caso, l’eventuale necessità di attivare il processo di override. Pricing Il Gruppo dispone di un modello di determinazione del pricing corretto per il rischio creditizio; tale strumento è in grado di quantificare lo spread minimo rispetto al tasso interno di trasferimento dei fondi che l’azienda deve praticare per assicurarsi la copertura della perdita attesa, del costo del capitale e di tutte le componenti che abilitano la generazione di valore. Governo societario Il sistema interno di rating (PD ed LGD) viene utilizzato nel contesto dell’aggiornamento della propensione al rischio e del monitoraggio dei limiti di rischio (mediante metriche di capitale economico di Secondo Pilastro), sia su base consuntiva che su base prospettica. Reporting Il rating e la LGD sono alla base della reportistica direzionale e distribuita sui rischi del portafoglio creditizio. Per quanto riguarda la reportistica direzionale, il Servizio Risk Management elabora periodicamente il Tableau de Bord dei Rischi, che fornisce una visione complessiva della posizione di rischio del Gruppo con riferimento all’insieme di tutti i fattori di rischio, secondo un'impostazione conforme a Basilea 2 (Pillar I e Pillar II). 28 Processo di gestione e riconoscimento delle tecniche di attenuazione dei rischi di credito Il Gruppo Banco Popolare pone attenzione all’acquisizione di contratti accessori al credito ovvero all’utilizzo di strumenti e tecniche che favoriscono la mitigazione del rischio di credito. A tale proposito, nello svolgimento dell’attività creditizia da parte delle Banche del Gruppo, è diffusa l’acquisizione delle garanzie tipiche dell’attività bancaria, vale a dire, principalmente, garanzie reali su beni immobili o strumenti finanziari e garanzie personali, rilasciate da privati, imprese, istituzioni finanziarie, ecc. All’interno del Progetto Basilea 2, e segnatamente nel cantiere progettuale CRM - che ha visto il contributo trasversale di risorse delle funzioni Rischi, Organizzazione e Sistemi Informativi - sono stati realizzati tutti gli interventi di tipo metodologico, organizzativo e procedurale al fine di consentire l’utilizzo di tecniche di mitigazione del rischio basate sui modelli interni di probabilità di default (PD) e di loss given default (LGD) in linea con i requisiti normativi. Con particolare riferimento alla gestione delle diverse tipologie di garanzie reali e personali, sono presenti: procedure informatiche che coprono tutti gli aspetti collegati alla gestione delle citate garanzie; normative interne (Circolari, Istruzioni, Regolamenti, Norme di Processo) ad uso di tutte le Strutture Organizzative coinvolte (Rete e Strutture Centrali), che forniscono sia indicazioni di carattere “Normativo”, sia di carattere tecnicooperativo. La conformità dei predetti interventi ai requisiti normativi è stato sottoposta ad accertamento da parte delle funzioni di convalida e revisione interna. Controllo e revisione dei sistemi di rating Prerequisito per l’adozione dei sistemi interni di misurazione dei rischi per il calcolo del requisito patrimoniale è la presenza di un processo di convalida e revisione interna dei sistemi di rating sia in fase di impianto di tali sistemi, indirizzato all’ottenimento dell’autorizzazione da parte delle Autorità di Vigilanza, sia in fase di gestione/manutenzione continuativa degli stessi una volta ottenuta l’autorizzazione. La funzione responsabile del processo di convalida interna per il Gruppo Banco Popolare opera in modo indipendente dalle funzioni che gestiscono le attività di sviluppo sopra descritte e dalla funzione titolare della revisione interna. Con riferimento ai macro processi di adozione e gestione dei sistemi interni di misurazione dei rischi di credito, sono pertanto attribuibili come di esclusiva pertinenza della Convalida Interna le seguenti attività: convalida finalizzata alla valutazione dell’adeguatezza del sistema rispetto ai requisiti normativi, alle esigenze operative aziendali e a quelle del mercato di riferimento ed alla formulazione di un giudizio in merito alla performance complessiva dei sistemi, al loro regolare funzionamento e al loro effettivo utilizzo nei diversi ambiti della gestione aziendale, anche mediante l’identificazione di eventuali criticità e miglioramenti necessari; 29 redazione della relazione di convalida da presentare al Consiglio di Amministrazione a corredo della delibera di attestazione di rispondenza del sistema interno ai requisiti normativi e quindi dell’istanza di autorizzazione a Banca d’Italia; emissione periodica di raccomandazioni alle funzioni di sviluppo relativamente alle performance, al funzionamento e all’utilizzo dei sistemi interni; analisi periodiche finalizzate alla verifica delle performance e del corretto funzionamento del sistema interno e trasmissione della relativa informativa alla funzione di revisione interna e al Comitato per il Controllo Interno e Rischi; redazione della relazione annuale di convalida con indicazioni di eventuali criticità/aree di miglioramento del sistema da sottoporre all’attenzione delle funzioni di sviluppo, della funzione di revisione interna e degli Organi Societari. La Funzione di revisione interna per il Gruppo è in carico alla Direzione Audit. La struttura sottopone a verifica l’intero processo di adozione e gestione dei sistemi interni di misurazione dei rischi di credito secondo modalità ed aree di competenza definite dalla normativa aziendale e sulla base di un piano di lavoro specifico. In particolare, alla struttura compete la valutazione della funzionalità del complessivo assetto del processo di misurazione, gestione e controllo dell’esposizione di Gruppo ai rischi di credito anche attraverso revisione periodica del processo di convalida interna dei relativi modelli elaborati ai sensi di Basilea 2 e della normativa di Vigilanza Prudenziale. Sono pertanto di pertinenza della Direzione Audit le attività di: revisione interna finalizzata alla verifica della rispondenza dei sistemi di misurazione dei rischi di credito ai requisiti stabiliti dalla normativa; verifiche sulla funzionalità del complessivo assetto dei controlli interni; verifiche sull’effettivo utilizzo a fini gestionali dei sistemi interni di misurazione dei rischi creditizi; verifiche sull’integrità e l’affidabilità del sistema informativo; emissione periodica di raccomandazioni alle funzioni di sviluppo e convalida interna relativamente alle performance, al funzionamento e all’utilizzo dei sistemi interni di rating; redazione della relazione a corredo dell’istanza di autorizzazione a Banca d’Italia; redazione della relazione annuale di revisione interna con informativa al Comitato per il Controllo Interno e Rischi, al Collegio Sindacale ed al Consiglio di Amministrazione. 30 Descrizione dei modelli di rating interni per il segmento Corporate regolamentare e Privati Aspetti comuni ai diversi modelli Il Gruppo Banco Popolare, in funzione della propria prassi creditizia, ha adottato per finalità di stima una definizione di default coerente con le disposizioni normative (Circ. 263/2006, Titolo II, Capitolo 1, Parte seconda, Paragrafo 3.2). La calibrazione del modello è basata su una central tendency di lungo periodo. La funzione di calibrazione è stata realizzata per definire una corrispondenza tra gli score integrati e le probabilità di default (PD) di lungo termine. La filosofia di calibrazione adottata dal Banco si basa su una logica di tipo “Through-The-Cycle” (TTC), che neutralizza i possibili impatti derivanti dalla presenza di un ciclo economico in fase di espansione o recessione. I modelli PD restituiscono valutazioni articolate su 9 classi di rating in bonis (cd. Scale “Locali”), con PD medie di classe differenziate per ciascun modello. Le Scale Locali sono raccordate con una Scala “Maestra”, introdotta con l’obiettivo di rendere confrontabili tra loro le valutazioni espresse attraverso i diversi modelli di rating e di disporre di uno strumento che renda più agevole il trattamento del rating riferito a controparti appartenenti a Gruppi. Il Gruppo ha definito, inoltre, un approccio metodologico sulla base del quale il rating della controparte subisce un notching per considerare l’eventuale appartenenza della controparte stessa ad un Gruppo Economico (si considerano solo i legami giuridici tra controllante e controllata). Modello Large Corporate Il modello di rating Large Corporate è stato definito tenendo conto della classificazione dei clienti fornita dagli esperti della Direzione Crediti (expert rank ordering). L’obiettivo di tale scelta è stato quello di disporre di una valutazione della controparte che da un lato si basasse su principi statistici e dall’altro incorporasse l’esperienza specialistica della Direzione Crediti su tale segmento di clientela. Tale modello si compone di due moduli: un modulo economico-finanziario e un modulo qualitativo. Lo score ottenuto dal modulo qualitativo interviene mediante notching (positivo, negativo o neutrale) della classe di rating di Scala Maestra derivante dallo score economico-finanziario. Il rating della controparte può essere successivamente modificato nel caso di aziende appartenenti ad un gruppo economico. Infine, il Rating Desk attribuisce il rating finale mediante una revisione del rating assegnato dal modello sulla base di warning signals o di altre informazioni di tipo andamentale disponibili ma non catturate direttamente dal modello. 31 Modelli Imprese I modelli relativi alle controparti segmentate Small Business, Mid Corporate e Mid Corporate Plus sono sviluppati a partire da quattro fonti informative trattate in moduli specifici che contribuiscono, tramite score statistici, alla determinazione della Probabilità di Default (PD) finale per ogni singola controparte attraverso l’adozione di funzioni di integrazione differenziate per segmento e per anzianità di clientela (portafoglio di accettazione e portafoglio di monitoraggio). I moduli elementari alla base di tali modelli e corrispondenti alle quattro fonti informative sono i seguenti: modulo Andamentale Interno: ha lo scopo di cogliere la dinamica del merito creditizio delle controparti nel tempo, basandosi sui dati concernenti i rapporti delle controparti medesime con le banche del Gruppo; modulo Centrale Rischi: ha lo scopo di cogliere l’evoluzione temporale del rapporto della controparte (se segnalata) presso le altre banche del sistema, basandosi sui dati di segnalazione della Centrale Rischi; modulo Economico-Finanziario: ha lo scopo di valutare il merito creditizio dei clienti basandosi sulle informazioni economico-finanziarie, con particolare riferimento a quelle controparti che redigono bilancio secondo le disposizioni del Codice civile (cosiddetta contabilità ordinaria); modulo Qualitativo: è basato sulle informazioni provenienti dai questionari qualitativi distinti per comparto di attività di impresa delle controparti. A partire dai singoli score dei moduli è calcolato uno score integrato su base statistica (funzione di integrazione) con lo scopo di sintetizzare in un unico indicatore di rischio i risultati provenienti dai moduli elementari (Andamentale Interno, Centrale Rischi ed Economico Finanziario per il modello di monitoraggio; Centrale Rischi, Economico Finanziario e Qualitativo per il modello di accettazione). Lo score prodotto dalla funzione di integrazione è successivamente associato ad una probabilità di default (PD) mediante la definizione e l’applicazione di un’apposita funzione di calibrazione; tale probabilità di default è, infine, mappata sulle classi di rating della Scala “Maestra”, trasversale a tutti i segmenti ed i modelli in uso presso il Gruppo. Le funzioni di calibrazione, differenziate per ciascun segmento di rating, hanno l’obiettivo di “ancorare” le Probability of Default alla Central Tendency di lungo periodo. Inoltre, successivamente alla fase di calibrazione, il questionario qualitativo sul modello di monitoraggio interviene come notching della classe di rating, a partire da intervalli specifici (cut-off) degli score qualitativi (nello specifico, ciascun intervallo corrisponde a un certo numero di notch in più o in meno sulla classe di rating della Scala Maestra). Infine, in caso di controparte segmentata Large Corporate, Mid Corporate Plus o Mid Corporate appartenente ad un Gruppo avente Capogruppo consolidante un Large Coporate, si applicano le regole di notching (upgrading/downgrading del rating di controparte) definite dal Gruppo. Modello Privati L’approccio metodologico adottato nel calcolo e nell’attribuzione della probabilità di default è per controparte. Per i clienti condivisi da più banche del Gruppo viene 32 adottato il principio del cumulo di dati, ciò al fine di calcolare un unico rating per tali controparti. Il campione di sviluppo è costituito da tutte le controparti “Privati”, ossia controparti con natura giuridica “Persone Fisiche o Cointestazioni di persone fisiche”, con una esposizione registrata nei confronti delle banche del Gruppo, senza collegamento a ditta individuale, ovvero cointestazioni di persone fisiche. Ogni modulo si basa su una fonte informativa diversa e fornisce uno score ”intermedio”, che contribuisce alle diverse funzioni di integrazione che assegnano la PD finale alla controparte. Il modello consta di quattro moduli elementari che contribuiscono alla determinazione della PD finale di controparte attraverso quattro funzioni d’integrazione, distinte per anzianità di rapporto tra cliente e banca e per presenza/assenza di un nuovo prodotto. Descrizione dei modelli di LGD Imprese e Privati Tali modelli sono differenziati per fasce di esposizione, tipologia di macro-forma tecnica, presenza/assenza di garanzia e stato della controparte (bonis, past due, incaglio, ristrutturato, sofferenza). Sono stati stimati analizzando le perdite subite dal Gruppo sui default storici occorsi (cd.”workout LGD”), con una definizione di default coerente con quella applicata ai modelli di stima della PD. Condizionatamente all’ingresso nello stato di default, ad ogni controparte può essere associata una casistica di risoluzione del proprio ciclo, indipendentemente dal percorso compiuto negli stadi intermedi di default; tali casistiche sono rappresentate da: ritorno in bonis: si intende il caso di una controparte in default che ritorna a far parte del portafoglio in bonis. Ciò può avvenire sia nel caso in cui non si verifichi nessuna perdita da parte della banca sia qualora questa si verifichi; chiusura della posizione: si intende il caso di una controparte in default, che non passa a Sofferenza e chiude i rapporti commerciali con la banca durante lo stato di Past Due o Incaglio. Ciò può avvenire sia nel caso in cui non si verifichi nessuna perdita da parte della banca sia nel caso in cui questa si verifichi; passaggio a sofferenza: si intende lo stato più “grave” del default, dal quale non è possibile tornare né ad un precedente stato di default né in bonis. Quando una controparte passa a Sofferenza vengono formalmente chiusi tutti i rapporti con la Banca ed inizia il processo di recupero dell’ammontare per cui la controparte è esposta. Tutti i possibili percorsi che una controparte in default può compiere, e che sono stati considerati nei modelli di LGD, sono schematizzati nella figura seguente: 33 Stato default Chiusura del default Bonis/ Chiusura Past Due Revocatoria Default Incaglio/ Ristrutturato Sofferenza Percorso possibile, dopo il default Gli stati di default relativi a Past Due, Incaglio e Ristrutturato possono incorrere come stati iniziali di ingresso o, nei soli casi di Incaglio e Ristrutturato, anche successivamente. Ulteriore possibilità di risoluzione del default è rappresentata infine dall’attivazione della procedura (o azione) Revocatoria, la cui occorrenza può verificarsi sia a valle del passaggio a Sofferenza sia a seguito di una Chiusura o del Ritorno in bonis. I modelli di LGD constano di cinque versioni, a seconda che siano applicati ad una controparte in bonis, piuttosto Ristrutturato o Sofferenza. che ad una controparte in Past Due, Incaglio, Al fine di includere gli impatti derivanti da fasi congiunturali recessive nella struttura computazionale della LGD, è stimata la componente “downturn" in base alla tipologia di portafoglio oggetto di analisi. L’aggiunta di questo effetto alla stima della LGD viene determinata tramite l’applicazione di uno specifico fattore di correzione (add-on). Tale approccio consiste nello stimare alcune componenti del modello nei periodi di downturn identificati lungo la serie storica presa a riferimento e nel verificare l’impatto rispetto al risultato ottenuto dalla stima della LGD compiuta sull’intero periodo di osservazione. I modelli comprendono inoltre la stima dei costi indiretti (ovvero quei costi amministrativi che non sono direttamente imputabili alla singola pratica), alla quale si perviene tramite le seguenti fasi: identificazione del costo medio per anno per pratica, allocazione, in base alla durata della pratica in default, del costo medio annuo e, infine, allocazione del medesimo importo anche per gli stati di Incaglio e Past Due. 34 Informativa quantitativa Valore delle esposizioni per classe regolamentare di attività Classe di attività regolamentare Valore dell'esposizione al 30 giugno 2012 Esposizioni creditizie verso imprese - PMI - Altre Imprese Totale 41.961.501 33.121.126 75.082.627 Esposizioni creditizie al dettaglio - Esposizioni garantite da immobili residenziali: PMI - Esposizioni garantite da immobili residenziali: Persone Fisiche - Esposizioni rotative al dettaglio qualificate - Altre esposizioni al dettaglio: PMI - Altre esposizioni al dettaglio: Persone Fisiche Totale 2.224.764 17.103.722 990.910 15.796.709 3.172.872 39.288.977 35 Distribuzione delle esposizioni per classe di attività regolamentare e classe di PD Esposizioni verso imprese 30/06/2012 Portafoglio regolamentare PD centrale Esposizioni verso o garantite da imprese - PMI Valore esposizioni LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati 0,03% 1.178.433 24,64% 5,76% 1.041.918 0,05% 8.397 18,27% 7,90% 2.071 0,06% 20.500 29,97% 9,24% 0,07% 2.883.184 29,19% 10,61% 2.205.714 0,87% 0,14% 3.993.889 28,53% 18,12% 2.329.914 1,83% 0,15% 577.652 24,59% 17,48% 320.452 2,66% 0,31% 20.617 18,34% 24,24% 3.280 0,82% 19.426 0,58% 12,82% 0,00% 0,32% 4.503.607 27,49% 27,62% 1.895.725 1,53% 0,33% 1.476.838 24,20% 27,38% 583.603 3,92% 0,34% 7.341 24,37% 38,37% 6.775 0,51% 2.845 41,68% 73,66% 1.547 0,00% 0,71% 10.774 21,30% 35,00% 2.209 12,07% 13,65% 0,72% 4.184.042 26,53% 41,08% 1.235.045 0,87% 42.225 30,38% 62,51% 0 0,94% 3.758.095 23,15% 41,57% 950.612 0,99% 27.209 22,99% 50,38% 22.561 1,30% 4.000 41,71% 65,23% 2.463 0,00% 1,59% 25.779 26,74% 49,57% 5.518 8,89% 1,61% 3.176.386 26,11% 52,89% 683.530 3,51% 3,02% 3.099.913 24,44% 56,94% 509.429 6,44% 3,05% 26.063 31,03% 74,98% 19.821 3,56% 20.967 31,68% 91,04% 9.112 3,58% 0 120,00% 322,31% 3,61% 12.740 31,87% 71,65% 9.739 0 4,22% 7,58% 11,82% 14,52% 0,00% 0,00% 3,65% 2.144.987 25,85% 65,12% 345.880 3,80% 3,66% 21.039 28,62% 61,54% 2.970 0,84% 4,01% 33.787 18,76% 40,41% 7,32% 10.024 30,80% 101,91% 8,00% 18.620 24,02% 74,54% 8,06% 7.982 34,59% 101,45% 8,14% 1.505.757 25,59% 87,35% 8,19% 19.171 28,35% 108,60% 8,27% 0 9.488 10,99% 617 0,48% 7.618 0,00% 226.052 2,01% 12.296 0,00% 1.087.190 23,57% 76,57% 129.415 14,78% 393.390 23,41% 95,95% 32.763 9,14% 18,41% 11.641 21,92% 97,23% 229 0,00% 20,29% 676 34,21% 144,21% 313 0,00% 0,00% 12,07% 20,54% 26.228 27,41% 137,02% 3.421 21,10% 1.173.542 25,28% 119,35% 128.311 22,17% 313.392 22,60% 105,69% 15.601 10,19% 297.339 22,22% 108,79% 31.777 25,02% 5.835.240 42,54% 0,00% 33,25% 100,00% 244.915 3,03% 5,03% 36 30/06/2012 Portafoglio regolamentare PD centrale Esposizioni verso o garantite da imprese - Altre Imprese Valore esposizioni LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione Margini inutilizzati EAD media per le esposizioni 0,03% 1.951.000 13,48% 3,69% 1.434.250 0,13% 0,04% 980.408 36,73% 10,90% 703.926 4,17% 0,06% 1.695.554 30,77% 13,14% 1.230.364 0,81% 0,07% 62.913 34,35% 13,56% 43.576 0,23% 0,14% 2.956.538 29,48% 21,55% 1.874.359 1,49% 0,15% 16.888 23,28% 14,49% 14.493 0,00% 0,00% 0,17% 1.399.208 33,93% 26,77% 969.819 0,32% 4.046.722 28,73% 34,18% 1.912.411 0,70% 0,33% 2.944 33,84% 32,95% 2.289 0,00% 0,51% 3.682.611 33,74% 50,45% 2.385.339 6,06% 0,72% 2.715.054 28,17% 48,16% 1.035.837 0,44% 0,87% 3.014.655 30,63% 56,66% 1.477.853 0,64% 0,94% 28.472 32,02% 56,90% 12.849 0,00% 150 0,00% 0,99% 150 120,00% 206,12% 1,30% 1.587.167 30,74% 66,81% 729.103 1,16% 1,61% 2.072.808 28,97% 66,26% 524.962 3,28% 1,63% 2 88,45% 185,48% 1,95% 1.509.982 32,37% 83,66% 599.047 31,80% 84,87% 36.730 0,00% - - 150 0,00% 2,99% 3,02% 112.181 3,05% 150 0 2,16% 3,56% 1.562.937 27,52% 86,16% 286.978 3,58% 9.135 29,18% 80,20% 0 - 3,61% 7 64,24% 177,11% 0 - 3,65% 125.763 22,35% 70,22% 16.804 4,01% 292.409 30,41% 95,30% 102.096 2,02% 7,32% 10.152 39,35% 183,23% 1.268 0,00% 7,90% 24 49,40% 185,20% 8,14% 55.170 22,84% 86,57% 8,19% 545.418 27,32% 114,13% 8,27% 12.640 22,59% 90,15% 14,78% 67 42,81% 15,27% 107.292 36,97% 20,54% 783.621 20,82% 0 21,10% 29.933 22,17% 33,25% 100,00% 0 9.059 0,00% 0,00% 76.124 0,57% 1.115 0,00% 205,80% 6 0,00% 183,28% 67.059 0,64% 26,13% 147,27% 109.076 4,62% 120,00% 636,13% 0 25,55% 142,19% 6.586 5.260 31,74% 195,13% 67 0,00% 249 35,14% 195,14% 173 0,00% 1.745.642 24,13% 0,00% 267.862 1,50% 11,81% 37 Esposizioni al dettaglio 30/06/2012 Portafoglio regolamentare Esposizioni al dettaglio: Esposizioni garantite da immobili residenziali: PMI PD centrale (%) Valore esposizioni LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati 0,05 66.212 16,81% 2,34% 511 14,63% 0,07 4.842 19,31% 3,67% 1.678 46,44% 0,14 166.687 16,88% 5,44% 1.316 22,90% 0,15 24.228 19,29% 6,59% 3.613 34,28% 0,31 298.753 16,85% 9,92% 1.884 28,22% 0,32 337 18,94% 11,40% 0 0,33 109.719 19,22% 11,88% 10.377 39,02% 39,36% - 0,71 115.549 16,82% 17,80% 1.070 0,94 403.307 19,25% 24,60% 13.946 34,70% 0,99 1.340 19,03% 25,04% 963 50,00% 1,59 66.358 16,76% 30,08% 2.864 40,57% 3,02 322.208 19,24% 50,90% 4.560 25,63% 3,05 156 19,56% 52,07% 0 3,66 38.696 16,76% 49,53% 551 36,90% 50,00% - 7,32 430 19,24% 81,01% 80 8,00 30.536 16,77% 73,49% 119 48,88% 8,27 151.519 19,23% 85,47% 557 34,74% 14,78 63.660 19,32% 106,81% 57 10,09% 18,41 30.816 16,76% 98,17% 22,17 42.662 19,23% 92.321 194.428 33,25 100,00 127 47,60% 116,72% 19 37,69% 18,16% 111,62% 278 10,15% 22,58% 0,00% 191 37,91% 30/06/2012 Portafoglio regolamentare Esposizioni al dettaglio: Esposizioni garantite da immobili residenziali: Persone Fisiche PD centrale (%) Valore esposizioni LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati 0,05 1.702.723 16,84% 2,34% 8.915 26,23% 0,14 4.506.736 16,85% 5,43% 9.526 21,04% 0,31 6.023.535 16,86% 9,92% 16.010 24,89% 0,33 78 20,46% 12,64% 0 0,71 1.494.966 16,83% 17,81% 14.070 0,94 60 19,80% 25,31% 0 1,59 704.257 16,76% 30,07% 15.463 3,02 1.688 19,23% 50,88% 0 3,66 457.647 16,78% 49,58% 5.138 41,36% 8,00 277.111 16,77% 73,49% 925 27,47% 8,27 120 19,28% 85,70% 0 14,78 20 22,24% 122,96% 0 18,41 316.517 16,75% 98,16% 338.863 16,72% 102,73% 1.279.401 35,18% 0,00% 33,25 100,00 42,37% 41,75% - - 699 19,21% 466 30,66% 1.447 30,71% 38 30/06/2012 Portafoglio regolamentare Esposizioni al dettaglio: Esposizioni rotative al dettaglio qualificate PD centrale (%) Valore esposizioni 0,05 80.419 0,07 25 0,14 176.411 0,15 10 0,31 196.137 LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione 40,45% 1,36% - - 42,62% 3,56% - - 43,69% 7,07% 0,33 90 - - 0,71 135.325 43,97% 13,76% 0,94 43 49,88% 1,59 166.736 46,55% 3,02 45 3,66 8,00 8,27 EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati 78.224 0,00% 25 0,00% 172.140 0,00% 10 0,00% 180.074 0,00% 90 0,00% 91.867 0,00% 19,36% 28 0,00% 26,78% 87.555 0,00% 53,24% 48,67% 24 0,00% 128.017 47,12% 49,31% 44.967 0,00% 63.757 47,46% 82,33% 12.665 0,00% 3 75,61% 133,76% 1 0,00% 18,41 23.462 46,54% 125,00% 1.872 0,00% 22,17 5 62,69% 181,15% 1 0,00% 6.824 42,26% 135,71% 484 0,00% 13.601 43,79% 0,00% 818 0,00% 33,25 100,00 30/06/2012 Portafoglio regolamentare Esposizioni al dettaglio: Altre: PMI PD centrale (%) Valore esposizioni LGD media ponderata 0,03 155 0,05 28.554 0,07 0,14 0,15 0,31 Fattore medio di ponderazione EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati - - 20,81% 3,25% 12.038 155 0,00% 720.992 30,64% 6,22% 609.236 1,22% 80.688 20,58% 7,01% 37.786 7,81% 1.398.106 29,30% 10,33% 928.599 1,87% 103.758 20,42% 11,93% 34.214 2,72% 2,82% 18,18% 0,32 13.472 30,71% 17,98% 9.558 0,33 2.414.046 28,43% 17,08% 1.181.576 2,94% 0,34 20.064 18,38% 12,18% 16.730 3,42% 0,71 77.333 26,71% 24,61% 23.726 2,25% 0,72 18.869 36,20% 33,50% 4.876 0,00% 0,94 4.265.680 28,19% 29,74% 1.355.574 4,31% 0,99 58.248 30,27% 32,59% 51.100 7,01% 1,59 77.639 31,32% 39,98% 26.306 1,73% 1,61 10.561 28,03% 35,94% 4.391 0,00% 3,02 2.819.730 28,91% 42,89% 593.518 3,05 58.485 29,72% 43,99% 43.241 3,56 0 120,00% 181,48% 0 3,61 0 120,00% 181,77% 0 3,65 6.368 27,32% 41,41% 1.299 3,66 68.156 32,15% 48,37% 14.803 8,13% 7,32 20.361 34,40% 54,45% 15.957 19,63% 5.339 8,00 37.808 8,06 0 8,14 5.703 8,27 32,91% 55,05% 120,00% 201,26% 28,87% 48,71% 1.425 0 3,94% 20,64% 0,00% 2,62% 0,00% 1.238.332 29,57% 49,91% 186.517 4,45% 14,78 437.058 29,66% 61,60% 47.022 4,84% 18,41 23.391 1.021 6,66% 20,29 0 29,64% 67,70% 120,00% 285,13% 7.848 26,43% 62,93% 1.251 22,17 289.026 29,57% 72,75% 30.124 33,25 328.456 28,71% 79,53% 29.940 1,67% 1.167.822 40,29% 0,00% 93.315 4,81% 21,1 100,00 0 11,99% 4,52% 39 30/06/2012 Portafoglio regolamentare Esposizioni al dettaglio: Altre: Persone Fisiche PD centrale (%) Valore esposizioni LGD media ponderata Fattore medio di ponderazione 24,88% 3,89% - 7,58% 0,05 292.793 0,07 3 0,14 468.739 22,23% 0,15 8 27,40% 9,61% 0,31 546.737 21,57% 12,61% EAD media per le esposizioni Margini inutilizzati 144.631 3 91.235 0 84.243 39,16% 0,00% 24,59% 17,82% 0,33 0 120,00% 71,92% 0 0,71 352.224 27,50% 25,54% 49.632 0,94 5.642 19,68% 20,72% 0 1,59 281.230 27,85% 35,75% 43.869 3,02 401 21,33% 31,57% 0 3,66 318.483 28,68% 43,22% 24.174 7,27% 8,00 198.283 10.625 9,21% 8,27 0 29,17% 48,80% 104,54% 176,36% 0 0 14,78 13 49,76% 103,19% 18,41 158.472 27,45% 62,64% 22,17 0 120,00% 295,24% 33,25 47.082 22,48% 62,15% 502.762 64,81% 0,00% 100,00 4.656 0 554 8.102 17,56% 0,00% 10,88% - 14,61% 0,01% 24,12% Rettifiche di valore effettive Essendo stati validati sui portafogli regolamentari “imprese” ed “esposizioni al dettaglio” a partire dalla corrente segnalazione di vigilanza prudenziale di giugno 2012, il valore delle rettifiche effettive nel periodo precedente per ciascuna classe regolamentare e le differenze rispetto agli anni precedenti, nonché una descrizione dei fattori che hanno avuto impatto sulle perdite effettive del periodo precedente (rif. “Informativa quantitativa: risultati storici - punti g e h) saranno forniti a partire dalla rilevazione di dicembre 2012. Raffronto tra stime e risultati effettivi Il Gruppo Banco Popolare adotta - ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di credito (sistema AIRB) - stime interne di probabilità di default (PD) e di loss given default (LGD) per i portafogli Imprese e Privati. Il confronto tra stime e dati empirici viene effettuato separatamente per PD ed LGD con cadenza almeno semestrale mediante attività di backtesting condotta dalla funzione di Convalida Interna. Con riferimento ai modelli di PD, il Gruppo Banco Popolare adotta misure di performance per verificare la capacità discriminante delle stime (accuracy ratio-AR) e test di calibrazione (test binomiali classici e corretti per la ciclicità) per confrontare i tassi di decadimento realizzati su un orizzonte temporale annuale con i valori stimati di PD. Relativamente ai segmenti Imprese, dall’ultimo backtesting emerge una buona capacità discriminante dei modelli sia a livello di singoli moduli sia di rating finale, che si attesta su valori comparabili e a volte superiori rispetto a quelli ottenuti in sviluppo. Per quanto concerne la calibrazione, si rilevano valori soddisfacenti per il modello Large Corporate, mentre i segmenti Mid Corporate e Small Business evidenziano - su alcune classi di rating - tassi di default superiori alla PD media corrispondente, da imputarsi 40 principalmente ad un aumento della rischiosità nel campione di backtesting, riconducibile all’inasprirsi delle condizioni economiche rilevate nel corso del 2011 (fenomeno peraltro avvalorato dalla "tenuta" dei test binomiali corretti per la componente di ciclicità). Sul segmento Privati, si osserva nel complesso un buon livello di performance del modello, mentre con riferimento ai test di calibrazione gli esiti sono sostanzialmente in linea con quanto osservato nel precedente backtesting, con valori accettabili se si incorporano nelle stime gli effetti dell’attuale contesto di crisi economica. In tema di LGD, si evidenzia come l’approccio adottato in fase di sviluppo (includendo i dati più recenti e vari elementi di prudenzialità richiesti in sede di validazione dal Regulator) garantisca l’applicazione di parametri che rappresentano stime conservative delle perdite. 41 Tavola 8 – Tecniche di Attenuazione del Rischio Informativa quantitativa Nella tavola a seguire viene data rappresentazione dei valori delle esposizioni coperte da garanzie personali, reali finanziarie e altre garanzie reali. Distribuzione delle esposizioni coperte da garanzie reali, personali o derivati su crediti per classi di attività regolamentare Esposizioni sottoposte al METODO STANDARD - Esposizioni coperte da garanzie 30/06/2012 Portafoglio Regolamentare Esposizioni verso o garantite da amministrazioni centrali e banche centrali Esposizioni verso o garantite da enti territoriali Esposizioni verso o garantite da enti senza scopo di lucro ed enti del settore pubblico Esposizioni verso o garantite da banche multilaterali di sviluppo Esposizioni verso o garantite da organizzazioni internazionali Esposizioni verso o garantite da intermediari vigilati Esposizioni verso o garantite da imprese GARANZIE PERSONALI GARANZIE REALI 381.347 0 99.918 2.072 166 207.576 0 0 0 0 1.206.123 8.582.514 280.581 600.199 2.941 808.507 Esposizioni garantite da immobili 0 2.717 Esposizioni scadute 0 1.609 Esposizioni ad alto rischio 0 0 Esposizioni sotto forma di obbligazioni bancarie garantite 0 0 Esposizioni a breve termine verso imprese 0 0 Esposizioni verso organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) 0 236.200 Esposizioni al dettaglio Altre esposizioni Totale 12.800 0 1.983.876 10.441.394 42 Tavola 9 – Rischio di Controparte Informativa quantitativa Il rischio di controparte è una fattispecie del rischio di credito, relativo a perdite connesse al default della controparte su transazioni con fair value positivo. Rischio di controparte – Equivalente Creditizio 30/06/2012 Equivalente creditizio METODO STANDARDIZZATO METODO IRB Contratti Derivati 2.238.770 574.675 Operazioni SFT ed operazioni con regolamento a lungo termine 4.941.058 25.183 Derivati finanziari OTC portafoglio di negoziazione: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti Contratti rientranti e non in accordi di compensazione CONTRATTI RIENTRANTI E NON IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE Governi e Banche Centrali Titoli di debito e tassi di interesse 0 6.885 191.995.839 27.097.370 1.453.349 10.308.043 4.397.776 235.259.262 - valore nozionale 0 6.607 185.657.806 26.038.111 1.340.684 9.813.334 4.328.608 227.185.150 - fair value positivo 0 260 3.013.398 623.509 0 429.717 11.564 4.078.448 - fair value negativo 0 6 3.120.972 425.789 107.139 5.082 17.783 3.676.771 - esposizione futura 0 12 203.663 9.961 5.526 59.910 39.821 318.893 Titoli di capitale e indici azionari 0 0 8.354.391 721.044 4.381.277 88.977 467.280 14.012.969 Altri enti pubblici Società finanziarie Banche Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Totale - valore nozionale 0 0 7.912.048 596.033 4.041.871 84.265 376.545 13.010.762 - fair value positivo 0 0 127.014 111.121 0 0 0 238.135 - fair value negativo 0 0 163.188 3.098 41.579 432 78.394 286.691 - esposizione futura 0 0 152.141 10.792 297.827 4.280 12.341 477.381 Valute e oro 0 0 1.773.346 920.007 0 911.635 17.756 3.622.744 - valore nozionale 0 0 1.723.198 897.122 0 874.686 17.042 3.512.048 - fair value positivo 0 0 24.731 6.916 0 14.106 289 46.042 - fair value negativo 0 0 18.677 10.260 0 13.574 244 42.755 - esposizione futura 0 0 6.740 5.709 0 9.269 181 21.899 Altri valori 0 0 7.122 0 0 5 15.721 22.848 - valore nozionale 0 0 7.029 0 0 0 7.717 14.746 - fair value positivo 0 0 22 0 0 0 0 22 - fair value negativo 0 0 71 0 0 5 7.078 7.154 - esposizione futura 0 0 0 0 0 0 926 926 43 Derivati finanziari OTC portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti Contratti rientranti e non in accordi di compensazione CONTRATTI RIENTRANTI E NON IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE Governi e Banche Centrali Titoli di debito e tassi di interesse 0 0 61.179.622 2.596.523 0 0 191.244 63.967.389 - valore nozionale 0 0 59.063.282 2.398.458 0 0 191.089 61.652.829 - fair value positivo 0 0 1.430.045 72.640 0 0 0 1.502.685 - fair value negativo 0 0 545.056 125.425 0 0 26 670.507 - esposizione futura 0 0 141.239 0 0 0 129 141.368 Titoli di capitale e indici azionari 0 0 1.869.737 165.745 0 0 1.657.918 3.693.400 - valore nozionale 0 0 1.711.918 156.363 0 0 1.657.918 3.526.199 - fair value positivo 0 0 21.303 0 0 0 0 21.303 - fair value negativo 0 0 0 0 0 0 0 0 - esposizione futura 0 0 136.516 9.382 0 0 0 145.898 Valute e oro 0 0 6.915 0 0 0 65 6.980 - valore nozionale 0 0 6.432 0 0 0 65 6.497 - fair value positivo 0 0 5 0 0 0 0 5 - fair value negativo 0 0 478 0 0 0 0 478 Altri enti pubblici Società finanziarie Banche Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Totale - esposizione futura 0 0 0 0 0 0 0 0 Altri valori 0 0 16.041 0 0 0 29 16.070 - valore nozionale 0 0 15.000 0 0 0 0 15.000 - fair value positivo 0 0 10 0 0 0 29 39 - fair value negativo 0 0 11 0 0 0 0 11 - esposizione futura 0 0 1.020 0 0 0 0 1.020 Derivati su crediti: valori nozionali di fine periodo Portafoglio di negoziazione di vigilanza CATEGORIE DI ESPOSIZIONI Portafoglio bancario Su un singolo soggetto Su più soggetti (basket) Su un singolo soggetto Su più soggetti (basket) 1. Acquisti di protezione a) Credit default products 260.060 0 8.822 0 b) Credit spread products 0 0 0 0 c) Total rate of return swap 0 0 0 0 d) Altri 0 0 0 0 260.060 0 8.822 0 a) Credit default products 0 0 0 0 b) Credit spread products 0 0 0 0 c) Total Rate of return swap 0 0 0 0 d) Altri 0 0 0 0 Totale al 30 giugno 2012 0 0 0 0 Totale al 30 giugno 2012 2. Vendite di protezione 44 Derivati creditizi OTC: fair value lordo (positivi e negativi) per controparti: contratti rientranti e non in accordi di compensazione CONTRATTI RIENTRANTI E NON IN ACCORDI DI COMPENSAZIONE Governi e Banche Centrali Altri enti pubblici Società finanziarie Banche Società di assicurazione Imprese non finanziarie Altri soggetti Totale Negoziazione di vigilanza 1) Acquisto protezione - valore nozionale 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value positivo 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value negativo 0 0 0 0 0 0 0 0 - esposizione futura 0 0 0 0 0 0 0 0 - valore nozionale 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value positivo 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value negativo 0 0 0 0 0 0 0 0 - esposizione futura 0 0 0 0 0 0 0 0 - valore nozionale 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value positivo 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value negativo 0 0 0 0 0 0 0 0 2) Vendita protezione Portafoglio bancario 1) Acquisto protezione 2) Vendita protezione - valore nozionale 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value positivo 0 0 0 0 0 0 0 0 - fair value negativo 0 0 0 0 0 0 0 0 45 Tavola 10 – Operazioni di Cartolarizzazione Informativa quantitativa Operazioni di cartolarizzazione: ammontare delle posizioni inerenti a cartolarizzazioni suddivise per tipo di esposizione Ammontare totale delle operazioni di cartolarizzazione in essere realizzate dalla banca in qualità di originator, suddivise tra tradizionali e sintetiche, e di quelle per le quali la banca interviene unicamente come promotrice QUALITÀ ATTIVITÀ SOTTOSTANTI/ ESPOSIZIONI Attività sottostanti proprie: Cartolarizzazioni tradizionali Cartolarizzazioni sintetiche Perdite riconosciute nel periodo 1.698.205 0 1.307 397.600 0 836 8.045 0 836 2. Incagli 0 0 0 3. Esposizioni ristrutturate 0 0 0 4. Esposizioni scadute 0 0 0 Oggetto di integrale cancellazione 1. Sofferenze 389.555 0 0 Oggetto di parziale cancellazione 5. Altre attività 0 0 0 1. Sofferenze 0 0 0 2. Incagli 0 0 0 3. Esposizioni ristrutturate 0 0 0 4. Esposizioni scadute 0 0 0 5. Altre attività 0 0 0 Non cancellate 1.300.605 0 471 1. Sofferenze 66.932 0 471 2. Incagli 22.183 0 0 3. Esposizioni ristrutturate 1.897 0 0 4. Esposizioni scadute 2.786 0 0 1.206.807 0 0 5. Altre attività Attività sottostanti di terzi: 0 0 0 1. Sofferenze 0 0 0 2. Incagli 0 0 0 3. Esposizioni ristrutturate 0 0 0 4. Esposizioni scadute 0 0 0 5. Altre attività 0 0 0 1.698.205 0 1.307 TOTALE AL 30 GIUGNO 2012 46 Ammontare totale delle posizioni verso cartolarizzazioni proprie o di terzi, suddiviso tra posizioni verso cartolarizzazioni e posizioni verso ri-cartolarizzazioni e ulteriormente suddiviso in fasce di ponderazione del rischio. ESPOSIZIONI PER CASSA Esposizione Netta Esposizione Lorda Junior Esposizione Netta Esposizione Lorda Mezzanine Esposizione Netta ATTIVITÀ/VALORI Esposizione Lorda Senior Con attività sottostanti proprie a) deteriorate b) altre 0 0 197.999 43.939 52.489 1.803 92.162 92.162 92.800 92.800 650.358 626.528 0 0 0 0 0 0 43.219 43.219 0 0 0 0 Con attività sottostanti di terzi a) deteriorate b) altre GARANZIE RILASCIATE Esposizione Netta Esposizione Lorda Junior Esposizione Netta Esposizione Lorda Mezzanine Esposizione Netta ATTIVITÀ/VALORI Esposizione Lorda Senior Con attività sottostanti proprie a) deteriorate 0 0 0 0 0 0 b) altre 0 0 0 0 0 0 a) deteriorate 0 0 0 0 0 0 b) altre 0 0 0 0 0 0 Con attività sottostanti di terzi LINEE DI CREDITO Esposizione Netta Esposizione Lorda Junior Esposizione Netta Esposizione Lorda Mezzanine Esposizione Netta ATTIVITÀ/VALORI Esposizione Lorda Senior Con attività sottostanti proprie a) deteriorate 0 0 0 0 0 0 b) altre 0 0 0 0 0 0 a) deteriorate 0 0 0 0 0 0 b) altre 0 0 0 0 0 0 Con attività sottostanti di terzi Non sono presenti posizioni verso ri-cartolarizzazioni. 47 Importo delle posizioni verso cartolarizzazioni dedotte dal patrimonio di vigilanza o cui si applica un fattore di ponderazione del rischio del 1250% CLASSE DI ESPOSIZIONE FASCE DI PONDERAZIONE TIPO ESPOSIZIONE Tipo Sottostante Proprie Terzi 20% Senior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 16.061 3.435 50% Senior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 30.008 0 Senior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 0 25.806 Mezzanine Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 3.065 0 Senior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 0 2.475 100% Posizioni verso Cartolarizzazioni 1250% - con rating 1250% - privo di rating Senior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 0 496 Mezzanine Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 0 49.532 Junior Mutui Ipotecari sui moduli residenziali 92.807 0 141.941 81.744 Totale Esposizioni verso Ricartolarizzazioni Totale Totale 0 0 0 0 141.941 81.744 Non ci sono programmi di ulteriori cartolarizzazioni di crediti. Non sono state effettuate nuove operazioni di cartolarizzazione nel I semestre 2012. 48 Tavola 11 – Rischio di mercato Informazioni per le banche che utilizzano il metodo dei modelli interni per il rischio di posizione, per il rischio di cambio e per il rischio di posizione in merci (IMA) Informativa qualitativa Caratteristiche dei modelli interni e descrizione delle prove di stress applicate Validazione modello interno Il Gruppo Banco Popolare, nel corso dei primi mesi del 2012, ha ottenuto la validazione del modello interno per i rischi di mercato, con efficacia a partire dal 30.06.2012. Il modello interno si affianca a misure di rischio gestionali che differiscono rispetto alle misure regolamentari in virtù dei fattori di rischio considerati e di alcuni elementi tecnici. Vengono di seguito riportate le principali caratteristiche del modello interno di VaR utilizzato al fine della valutazione dei rischi di mercato: Metodologia: simulazione storica Orizzonte temporale: 1 giorno (riparametrato a 10 giorni ai fini regolamentari) Profondità delle serie storica: 1 anno Livello di confidenza: 99% Fattore di decadimento: 0.99 ai fini gestionali e 1 ai fini regolamentari (ovvero equi-pesatura degli scenari storici di riferimento) Non linearità dei pay-out: gestita attraverso una valutazione del portafoglio in “full evaluation” I fattori di rischio considerati dal modello VaR ai fini regolamentari sono: prezzi azionari; volatilità dei prezzi azionari; tassi di interesse; volatilità tassi di interesse; tassi di cambio; volatilità tassi di cambio. A fini gestionali il modello interno stima anche il fattore di rischio specifico. La normativa regolamentare, prevede un requisito prudenziale aggiuntivo al VaR, calcolato utilizzando input di mercato relativi a periodi di stress finanziari (c.d. “VaR in condizioni di stress o Stressed VaR”). Il perimetro di applicazione del VaR in condizioni di stress include tutte le componenti di rischio comprese nel VaR. 49 Ai fini di stima del requisito patrimoniale tramite modello interno, il calcolo del requisito patrimoniale viene pertanto calcolato come di seguito indicato: C t = max[VaR t −1 ; β c VaR ] + max[sVaR τ ; β s sVaR ] + [ST par.ill.] C t : è il requisito patrimoniale al giorno t; VaR t −1 : è il valore a rischio calcolato secondo il modello interno per il portafoglio detenuto al giorno t-i, mentre VaR rappresenta la media delle misure di VaR calcolate negli ultimi 60 giorni lavorativi; sVaR τ : è l’ultimo valore disponibile per il “VaR in condizioni di stress” mentre sVaR rappresenta la media delle misure di “VaR in condizioni di stress” calcolate negli ultimi 60 giorni lavorativi (per una definizione del Var in condizione di stress si veda il paragrafo successivo); β c e β s : rappresentano rispettivamente i fattori moltiplicativi per il VaR e quello per il “VaR in condizioni di stress”; ST par .ill : è la componente del requisito patrimoniale stimata a fronte dei parametri illiquidi e condotta con metodologia stress test. I parametri in oggetto sono rappresentati da dividendi e correlazioni. Stressed VaR Lo misura di VaR in condizione di stress (Stressed VaR) è ottenuta considerando la composizione del portafoglio corrente e applicando input di mercato rilevati in un periodo storico di condizioni avverse (stress). Tale misura di VaR è quindi caratterizzata dall’utilizzo di un set di scenari calibrati su una serie storica dei fattori di rischio riferita ad un periodo di particolare stress dei mercati. L’esigenza di tale misura integrativa di rischio nasce dal fatto che i modelli VaR si basano su periodi storici di osservazione non sempre sufficienti a ricomprendere rilevanti episodi di stress. Utilizzando per la simulazione storica 250 osservazioni, in periodi di bassa volatilità, il VaR non tiene conto di eventuali shock estremi del mercato: lo Stressed VaR consente di integrare tale aspetto nella misura di rischio utilizzata. Diversamente da quanto richiesto per il calcolo del VaR, il VaR in condizioni di stress può essere calcolato con frequenza almeno settimanale. L’applicazione del modello interno per il calcolo dello Stressed VaR implementato dalla Banca presuppone: una calibrazione del modello sulla base di un periodo storico di stress di 250 osservazioni che alla data del 30 giugno 2012 risultano quelle comprese tra aprile 2008 ed aprile 2009; coerenza con il perimetro di calcolo della misura di VaR. I fattori di rischio considerati sono i medesimi del VaR. 50 Il processo di identificazione del periodo di stress di riferimento per il calcolo dello Stressed VaR ricalca l’approccio di individuazione degli scenari storici utilizzato nell’ambito del programma di stress test e si articola nelle seguenti macro-fasi: individuazione delle posizioni di rischio rilevanti e dei benchmark di riferimento – si individuano tutte le posizioni di rischio che concorrono al calcolo del VaR, a cui vengono abbinati dei benchmark rappresentativi attraverso le greche; definizione dell’orizzonte temporale di riferimento – l’identificazione della finestra annuale di maggiore volatilità, ai fini del calcolo dello SVaR, viene effettuata mediante un’analisi di confronto tra le variazioni decadali di performance dei singoli fattori di rischio e gli impatti di P&L relativi agli scenari di stress test determinati dalla Funzione Rischi di Mercato; revisione dell’orizzonte temporale di riferimento – lo scenario selezionato per il calcolo del VaR in condizione di stress viene monitorato giornalmente al fine di verificare nel continuo che la finestra temporale scelta sia sempre quella di maggiore volatilità. Nel caso in cui in concomitanza con l’introduzione di nuovi prodotti, variazioni rilevanti dei fattori di rischio, considerevoli alterazioni nell’andamento dei mercati o mutamenti nelle strategie di trading, si dovesse verificare che la misura di VaR in condizioni di stress non risulti essere adeguata, l’orizzonte temporale di riferimento viene sottoposto ad opportuna revisione. Stress test Gli Stress Test sono delle analisi effettuate su un portafoglio volto ad individuare quegli scenari – intese come variazioni di un insieme di fattori di rischio – al realizzarsi dei quali si verificherebbe una perdita significativa. Attraverso tali analisi è possibile individuare quei fattori di rischio che più di altri contribuiscono a determinare tale risultato negativo e, conseguentemente, permettono di porre in essere strategie che consentono di limitare la perdita al realizzarsi di detti scenari. Lo stress test è obbligatorio ai fini della validazione dei Modelli Interni per la quantificazione dei requisiti patrimoniali minimi a fronte del rischio di mercato poichè fornisce indicazioni alle banche circa il livello di capitale necessario per affrontare eventuali perdite derivanti da duraturi deterioramenti delle condizioni economicofinanziarie. È, inoltre, uno strumento di supporto ad altre tecniche di gestione e di misurazione dei rischi, in quanto: fornisce una visione prospettica dei rischi e dei relativi impatti economici; supera i limiti derivanti da modelli di gestione dei rischi basati su dati storici (modello HVaR con rilevazione delle ultime 250 osservazioni); supporta la comunicazione interna ed esterna; fornisce dati di input per i processi di pianificazione di capitale e liquidità; fornisce indicazioni circa il livello di “tolleranza” ai rischi di una banca; garantisce lo sviluppo di piani di mitigazione del rischio e di ripristino in concomitanza con determinate situazioni di stress. 51 Per il Gruppo Banco Popolare, vengono eseguite regolarmente delle prove di stress sull’intero portafoglio di negoziazione. Al fine di determinare il valore del portafoglio negli scenari di stress è stato prescelto l’approccio della full revaluation, per cogliere in pieno tutti quegli elementi di non linearità nei payoff degli strumenti presenti. Vengono applicate due tipologie di scenario: scenari storici (in cui le variazioni di ogni singolo parametro di rischio sono comunque coerenti con le peggiori osservazioni storiche) e scenari ipotetici in cui le variazioni dei parametri di rischio vengono definite tramite valutazione esperta senza alcun limite. Ai fini della rappresentazione del rischio complessivo collegato ad un portafoglio di negoziazione riveste particolare rilevanza la connessione tra rischio di mercato e rischio di liquidità, in particolare in termini di market liquidity risk, ossia il rischio che una banca – a causa di un’improvvisa carenza di liquidità dei mercati – non sia in grado di chiudere tempestivamente alcune posizioni (ad un prezzo prossimo a quello teorico). L’orizzonte temporale in cui si ritiene possano essere tempestivamente liquidate le posizioni di rischio di un portafoglio di negoziazione, è considerato pari 10 giorni lavorativi. Tale orizzonte è coerente sia con le indicazioni di vigilanza, con le opinioni dei trader e con le evidenze quantitative storiche. Pertanto, nella valutazione degli Stress Test si procede ove possibile all’individuazione di scenari sui parametri basati su intervalli temporali decadali oppure, in presenza di dati relativi ad oscillazioni giornaliere dei parametri, a riparametrare il dato di VaR su un orizzonte temporale di 10 giorni. Backtesting Il tema centrale del processo di backtesting è il confronto dei valori delle perdite attese (VaR) e delle perdite effettive o teoriche dei portafogli. Una volta ottenute due grandezze confrontabili è possibile analizzare statisticamente la numerosità delle eccezioni, ovvero di quegli eventi in cui la grandezza di VaR stimata dal modello sia risultata meno grave della perdita effettiva registrata. La normativa di vigilanza prudenziale, prevede che la variazione di valore del portafoglio (o della singola posizione) debba essere il più possibile significativa per il confronto con il VaR. La misura più indicata è data dalla variazione effettiva netta, ovvero quella ottenuta escludendo dai risultati gestionali le commissioni e il contributo relativo ai ratei di interesse. In aggiunta le prove retrospettive sono condotte anche in base alla variazione ipotetica di portafoglio, ottenuta rivalutando le quantità presenti in portafoglio al giorno t-1 con i prezzi del giorno t (data di test). Inoltre porre a confronto il VaR calcolato su di un portafoglio direttamente con il risultato di Profit and Loss gestionale dello stesso non solo è scarsamente significativo, ma può portare a delle conclusioni erronee. Giornalmente il risultato di VaR viene posto a confronto con il risultato di P&L, sia Effettivo che Teorico, come descritto in precedenza e si da evidenza di come la relazione tra le due grandezze si è evoluta su base storica, ovvero nell’arco delle ultime 250 osservazioni. Il Gruppo ha scelto di sottoporre ai test retrospettivi non solo il portafoglio delle banche nel suo complesso, ma di confrontare anche a livello di sottoaggregati di portafoglio il risultato di P&L di backtesting e il risultato di VaR. La ragione di tale scelta sta nella volontà di verificare e monitorare le performance e l’attendibilità dei risultati del modello VaR sui diversi livelli dell’organigramma, laddove 52 il risultato sia meno influenzato da effetti di compensazione. Inoltre tale scelta è coerente, da un punto di vista gestionale, con l’attribuzione di limiti di VaR sui diversi livelli. Da un punto di vista operativo tale scelta permette di verificare quanto il modello in uso sia valido sui differenti portafogli, evidenziando quelle strutture in cui una modellizzazione delle variazioni di P&L sulla base della simulazione storica è più efficiente e dove meno. Inoltre, qualora si dovessero verificare delle eccezioni è possibile individuare esattamente le singole componenti che hanno prodotto l’evento e, quindi, intervenire di conseguenza. Perimetro di autorizzazione all’uso del metodo dei modelli interni rilasciata dalla Banca d’Italia Allo stato attuale i profili di rischio inclusi nel modello interno sono: rischio generico per titoli di debito, di capitale e quote di O.I.C.R., rischio specifico per gli strumenti di capitale e quote O.I.C.R. calcolando in aggiunta, in modo prudenziale, rischio di cambio che è misurato sia con i modelli interni sia secondo la metodologia standard (“double counting”). In questo stadio del processo di validazione viene inoltre adottata la metodologia interna per la quantificazione del rischio derivante dalla variazione del prezzo di strumenti con payoff non lineare (rischio opzioni). Lo schema seguente illustra graficamente i profili di rischio che vengono misurati tramite modelli proprietari al 30 giugno 2012: Il programma di estensione graduale del modello interno prevede in fasi successive la misurazione esclusiva tramite modelli proprietari dei seguenti profili di rischio: Rischio di posizione su merci, rischio di cambio unicamente e rischio specifico per titoli di debito. Fair value policy La crescente complessità degli strumenti finanziari, le continue evoluzioni normative nonché le recenti turbolenze nei mercati hanno sempre più accentuato l’attenzione, in particolare del mondo degli investitori, sulla trasparenza e sulla veridicità del bilancio d’esercizio inteso non solo come resoconto di gestione ma anche come strumento in grado di fornire informazioni prospettiche sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale a tutti i suoi possibili interlocutori. In quest’ottica, sempre maggiore rilevanza viene attribuita alle componenti oggetto di valutazioni ed in particolare al valore equo o fair value degli strumenti finanziari (titoli e derivati) iscritti nell’attivo e fra le passività del bilancio. 53 Alla richiesta di sempre maggiore chiarezza, trasparenza e comparabilità dei dati relativi alla valorizzazione al fair value degli strumenti finanziari, a beneficio non solo degli azionisti (shareholders) ma di tutti i portatori di interesse nei confronti della banca (stakeholders), hanno risposto anche i Regulators internazionali e le Autorità di vigilanza nazionali modificando le regole “contabili” di riferimento e recependo tali modifiche nella disciplina di vigilanza e di predisposizione dei bilanci. In tale contesto diviene sempre più importante dotarsi di un regolamento e di una policy interna che disciplini in modo trasparente ed esauriente l’approccio metodologico ed il modello operativo adottato dalla Banca per la valorizzazione degli strumenti finanziari al fair value. La chiarezza e la continuità delle strategie di valutazione adottate per la stima del fair value consente, peraltro, la comparabilità dei risultati anno su anno, nonché tra i vari operatori di mercato. La fair value policy si applica a tutte le valutazioni di bilancio (Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa) degli strumenti finanziari rappresentati da titoli di debito, titoli di capitale e strumenti derivati ed ha come oggetto le posizioni dei portafogli di proprietà delle Banche del Gruppo, con esclusione dei portafogli di negoziazione conto terzi. La valorizzazione degli strumenti finanziari al fair value può avvenire: attraverso l’utilizzo di prezzi o valori di mercato che rispondano a determinati requisiti (c.d. ‘mark to market’); attraverso l’utilizzo di prezzi o valori di mercato di strumenti o transazioni similari che rispondano a determinati requisiti (c.d. ‘mark to matrix’); attraverso l’utilizzo di tecniche e modelli di valutazione basati su parametri di mercato (c.d. ‘mark to model’) siano essi tutti osservabili o in parte derivanti da ipotesi ed assunzioni. La migliore evidenza del fair value di uno strumento finanziario è un prezzo quotato in un mercato attivo. Se il mercato non è attivo, e pertanto il prezzo quotato non rappresenta correttamente il fair value dello strumento, la Banca determina il fair value adottando una tecnica di valutazione. L’obiettivo della tecnica di valutazione è stabilire a quale prezzo sarebbe avvenuta la transazione alla data di valutazione in normali condizioni di business. Nell’ambito delle tecniche di valutazione si considerano: se disponibili, i prezzi di recenti transazioni su strumenti similari opportunamente corretti per riflettere le mutate condizioni di mercato e le differenze tecniche fra lo strumento oggetto di valutazione e lo strumento selezionato come similare (c.d. ‘comparable approach’ o ‘mark to matrix’); modelli di valutazione, diffusamente utilizzati dalla comunità finanziaria, che hanno dimostrato nel tempo di produrre stime affidabili di prezzi con riferimento alle correnti condizioni di mercato. Con riferimento a quest’ultima tipologia (modelli di valutazione), la Banca fa il massimo utilizzo di parametri di mercato osservabili riducendo, per quanto possibile, input frutto di assunzioni e/o stime interne. 54 Nell’effettuare le proprie valutazioni con un modello di pricing, la Banca tiene conto di tutti i fattori rilevanti ai fini della determinazione di un prezzo che possa essere considerato rappresentativo di una ipotetica transazione di mercato. Periodicamente, la Banca effettua inoltre una calibrazione delle tecniche di valutazione per testare, su base continuativa, la loro validità con riferimento alle effettive transazioni di mercato o ad ogni altro valore osservabile e rappresentativo del fair value. Una misurazione al fair value prevede inoltre i c.d. ‘valuation adjustments’ per tener conto dei risk premiums che gli operatori considerano quando prezzano gli strumenti. I valuation adjustments, se non considerati esplicitamente nel modello di valutazione, includono: model adjustments: calibrazione; debolezze dei modelli evidenziate durante le fasi di liquidity adjustments: se il modello stima un mid-price, deve essere aggiustato per tener conto del bid/ask spread; credit risk adjustments: se il modello non tiene conto del rischio di controparte o del proprio rischio, questo deve essere conseguentemente aggiustato; other risk adjustments: se il modello non tiene conto di un risk premium ‘prezzato’ sul mercato (ad esempio relativo alla complessità di valutazione o di hedging dello strumento), questo deve essere adeguatamente corretto. Tali correzioni sono consentite solo nella misura in cui aiutino ad ottenere una stima migliore. Conseguentemente, i valuation adjustments non vengono adottati se allontanano la valutazione dal fair value, ad esempio per mere finalità prudenziali. La Fair Value Policy, è costituita da due documenti principali: un primo documento che descrive le modalità e la fonte di valutazione delle “Securities”, un secondo documento il cui perimetro di applicazione sono i “Derivatives”. Il primo documento, relativo alle “Securities”, ha l’obiettivo di definire e formalizzare le scelte operative della Banca per la valutazione al fair value degli strumenti finanziari non derivati. In particolare nell’ambito della Mark to Market Policy, il documento definisce: le modalità di scelta dei mercati da cui i prezzi sono reperiti; le configurazioni di prezzo adottate; le fonti informative; le tipologie di controlli operativi sulla disponibilità e sulla qualità dei prezzi. Per quanto previsto dalla Mark to Model Policy, il documento descrive: i criteri per reperire parametri di mercato tramite comparable approach; i parametri di mercato da utilizzare nell’ambito delle valutazioni tecniche; i controlli operativi sulla disponibilità e sulla qualità dei market data. Il secondo documento, relativo ai “Derivatives”, ha l’obiettivo di definire e formalizzare le scelte operative della Banca per la valutazione al fair value degli strumenti finanziari derivati. In particolare nell’ambito della Mark to Market Policy, il documento definisce: 55 le modalità di scelta dei mercati da cui i prezzi sono reperiti; le configurazioni di prezzo adottate; le fonti informative. Per quanto previsto dalla Mark to Model Policy, nella quale rientrano gli strumenti derivati OTC, il documento descrive: i parametri di mercato da utilizzare nell’ambito delle valutazioni tecniche; i criteri per reperire parametri di mercato tramite comparable approach. Modelli di pricing Gli strumenti derivati OTC vengono gestiti su uno specifico applicativo di position keeping (nella fattispecie l’applicativo Risque della società Mysis/Sophis) che consente il calcolo del fair value, la gestione delle posizioni e del rischio (calcolo delle greche di rischio, calcolo del VaR, gestione dei flussi di cassa, conto economico gestionale e contabile) e la predisposizione di tutte le alimentazioni ai sistemi di sintesi (contabilità, segnalazioni e fido utilizzato). Il calcolo del fair value avviene attraverso l’associazione a ciascun prodotto di un modello di pricing che considera le caratteristiche del prodotto e in particolare la dinamica delle variabili di mercato sottostanti. Nel caso di prodotti particolarmente complessi o nel caso in cui si ritenesse mancante o non adeguato il modello di valutazione “di default” del sistema Risque, i modelli di pricing possono essere integrati con modelli di valutazione predisposti dalla Funzione Financial Engineering di Banca Aletti. In entrambi i casi i modelli devono essere validati e periodicamente rivisti dalla Funzione Rischi di Mercato che ha il compito di certificare la correttezza dei modelli di pricing delle posizioni gestite all’interno del sistema di position keeping Risque. Validazione Modelli L’attività di validazione nasce dall’esigenza di utilizzare un nuovo modello di pricing ed è dettata da due tipi diversi di necessità: rendere più aderenti al mercato i modelli di pricing di prodotti già esistenti; valutare nuovi payout da parte dei Trader. Tale attività si articola nei seguenti punti: analisi teorica del modello test su payout deterministico stress test del payout stress test dei parametri repricing consistenza delle greche test di confronto con i prezzi delle controparti stesura della scheda di Validazione Prodotto/Modello. Se tutti i test svolti hanno dato esito positivo, la scheda di Validazione è presentata al 56 Comitato Innovazione Prodotti Finanziari. Revisione dei Modelli Lo scopo della revisione dei modelli è finalizzata a verificare che i prodotti già validati siano ancora rispondenti alle mutate condizioni del mercato, attraverso la replica dei test previsti per la validazione e l’aggiunta di alcuni test di consistenza: test di replica del prezzo tramite le greche; confronto nel continuo con il mercato. 57 Informativa quantitativa Evoluzione del VaR gestionale giornaliero VaR gestionale giornaliero del portafoglio di negoziazione La tavola seguente illustra le dinamiche del VaR e delle sue componenti nel corso delle ultime 60 giornate lavorative precedenti al 30 giugno 2012, con riferimento al portafoglio di negoziazione sia di Banca Aletti che della capogruppo Banco Popolare. (dati in euro) ISTITUTO Fine Periodo ALETTI Massimo Minimo Var 1.504.394 1.869.816 2.869.891 887.322 Var Stressato 3.023.206 3.248.558 4.386.823 1.704.990 738.738 927.927 1.636.372 407.375 Var 1.056.693 1.147.807 1.457.578 1.008.479 Var Stressato 2.209.343 2.159.562 2.397.499 1.540.467 24.125 19.366 24.186 8.048 Dividendi e Correlazioni BANCO POPOLARE Media Dividendi e Correlazioni Backtesting del portafoglio di negoziazione Viene di seguito riportato il “backtesting” delle stime VaR, cioè il confronto della perdita attesa stimata ex-ante tramite VaR con i corrispondenti dati consuntivi di profitti e perdite relativamente all’andamento del portafoglio di negoziazione di vigilanza del Banco Popolare e di Banca Aletti nel periodo luglio 2011-giugno 2012. Le rilevazioni giornaliere di profitti/perdite sono depurate delle componenti che non sono pertinenti alle verifiche di backtesting quali le commissioni e l’attività intraday. Si segnala che nel periodo in esame il numero di eccezioni (perdite superiori alla stima di Milioni di euro VaR) risulta coerente con il livello di confidenza utilizzato (la stima al 99% implica che nell’1% dei casi residui si verifichi un eccezione: su 250 giorni lavorativi questo risultato è atteso quindi in 2-3 giornate lavorative). Backtesting - Banco Popolare 6 5 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 giu-12 giu-12 mag-12 mag-12 apr-12 apr-12 apr-12 mar-12 mar-12 feb-12 feb-12 gen-12 gen-12 dic-11 dic-11 nov-11 nov-11 ott-11 ott-11 ott-11 set-11 set-11 ago-11 ago-11 lug-11 lug-11 Valore a rischio giornaliero P/L giornaliere di backtesting 58 Backtesting - Aletti Milioni di euro 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 -5 giu-12 giu-12 mag-12 mag-12 apr-12 apr-12 apr-12 mar-12 mar-12 feb-12 feb-12 gen-12 gen-12 dic-11 dic-11 nov-11 nov-11 ott-11 ott-11 ott-11 set-11 set-11 ago-11 ago-11 lug-11 lug-11 P/L giornaliere di backtesting Valore a rischio giornaliero 59 Tavola 12 – Rischio Operativo Informativa qualitativa Il Gruppo adotta, ai fini della determinazione del capitale a fronte del rischio operativo, la metodologia Standard (TSA - Traditional Standardized Approach) in uso combinato con il metodo Base (BIA - Basic Indicator Approach), quest’ultimo utilizzato limitatamente alle società dimensionalmente meno rilevanti. In particolare, le società che contribuiscono secondo il metodo TSA sono la Capogruppo, Banca Aletti e Credito Bergamasco. Le altre società del Gruppo (comprese le società del Gruppo Italease) contribuiscono al requisito secondo la metodologia BIA. Nel medio termine il Gruppo è tuttavia indirizzato all’adozione di un modello per il calcolo del requisito patrimoniale con le metodologie interne più avanzate (cosiddetto Advanced Measurement Approach – A.M.A.). In relazione alle “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” (Titolo IV – Informativa al pubblico), che prevedono l’obbligo di pubblicazione delle informazioni di natura qualitativa solamente in occasione dell’informativa annuale, tale tavola non risulta compilata. La normativa, infatti, richiede, per la presente tavola, una tipologia di disclosure meramente descrittiva. Pertanto, per ulteriori dettagli sul metodo utilizzato per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio operativo si rimanda al documento di disclosure annuale. 60 Tavola 13 – Esposizioni in Strumenti di Capitale Informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Informativa quantitativa Nelle tabelle che seguono sono riportate le informazioni sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario, relativamente alle esposizioni in strumenti di capitale. Portafoglio bancario: esposizioni in strumenti di capitale – valori ponderati 30/06/2012 IMPORTO PONDERATO METODO STANDARD Totale Esposizioni PLUSVALENZE/ MINUSVALENZE 0 0 6.376.586 0 UTILI PERDITE UTILI/PERDITE MINUSVALENZE PLUSVALENZE QUOTATI NON QUOTATI FAIR VALUE 957.946 5.418.640 VALORI BILANCIO QUOTATI Altre Esposizioni VALORE DI MERCATO Esposizioni negoziate sul mercato METODO IRB NON QUOTATI PORTAFOGLIO REGOLAMENTARE A. Titoli di Capitale A1. Azioni 208.164 589.699 3.758 -11.910 10.338 -53.567 208.160 208.164 A2. Strumenti innovativi di capitale 0 0 0 0 0 0 0 0 589.699 0 A3. Altri titoli capitale 0 22.200 4 0 0 0 0 0 22.200 Totale 208.164 611.899 3.762 -11.910 10.338 -53.567 208.160 208.164 611.899 Totale A 208.164 611.899 3.762 -11.910 10.338 -53.567 208.160 208.164 611.899 B11. Armonizzati aperti 83.897 0 97 -104 133 0 83.897 83.897 0 B12. Non armonizzati aperti 47.779 0 62 0 228 0 47.779 47.779 0 661 46.602 0 -155 1 -4 661 661 46.602 33.192 B. O.I.C.R. di Diritto Italiano B13. Chiusi B14. Riservati B15. Speculativi Totale 0 33.192 0 -12 0 0 0 0 218.469 279 320 -530 0 0 218.469 218.469 279 350.807 80.073 479 -801 362 -4 350.807 350.807 80.073 329.802 0 1.170 -3 3.655 0 329.802 329.802 0 0 9.685 0 0 0 0 0 0 9.685 B. O.I.C.R. di altri Stati UE B21. Armonizzati B22. Non armonizzati B23. Non armonizzati chiusi Totale 0 31.263 0 0 116 0 0 0 31.263 329.802 40.948 1.170 -3 3.770 0 329.802 329.802 40.948 17.670 B. O.I.C.R. di Stati non UE B31. Aperti 0 0 27 -186 9 -10 0 0 B32. Chiusi 0 2.284 1.147 -1 3 0 0 0 2.284 Totale 0 2.284 1.174 -186 12 -10 0 0 19.954 680.609 123.305 2.823 -990 4.144 -14 680.609 680.609 140.975 Totale B 61 Tavola 14 – Rischio di tasso d’interesse sulle posizioni incluse nel portafoglio bancario Informativa quantitativa Rischio tasso d’interesse Nell’ambito del Gruppo viene utilizzata una procedura di Asset & Liability Management Strategico (ALMS) allo scopo di misurare, con frequenza mensile, gli impatti (“sensitivity”) derivanti da variazioni della struttura dei tassi di interesse sul margine finanziario atteso e sul valore economico del patrimonio, relativamente al portafoglio bancario ed al portafoglio di negoziazione. Il rischio di tasso del banking book del Gruppo, monitorato attraverso gli indicatori di sensitivity, evidenzia i livelli riportati nella tabella sottostante. Variazione del margine e del valore economico nell’ipotesi di shock dei tassi Margine finanziario Valore economico +100bps -100bps +100bps -100bps Euro 64.998 -52.200 -362.962 438.716 Altre Valute -3.192 2.435 -679 -2.588 Totale 61.803 -49.763 -363.641 436.129 62 Glossario Viene nel seguito riportata la definizione di alcuni termini tecnici utilizzati nel presente documento di informativa al pubblico. Backtesting Test retrospettivi effettuati per verificare la capacità predittiva dei modelli di stima di rischio. Banking book Il Banking book consiste in un portafoglio di proprietà in cui sono detenute partecipazioni di natura strategica o verso controparti con le quali vi è una relazione di lungo periodo. Attraverso il banking book passano gran parte delle transazioni (prestiti, depositi) di medio - lungo termine. Esso è può contenere strumenti detenuti per la vendita (Available for Sale o AFS) come le partecipazioni strumentali o detenuti fino a scadenza (Held to Maturity o HTM), strumenti che rappresentano finanziamenti, crediti e/o titoli obbligazionari (Loans & Receivable o L&R) come obbligazioni non quotate in mercato attivo. Cartolarizzazione Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti ovvero mediante l’utilizzo di contratti derivati. Core tier 1 ratio Rapporto tra il patrimonio di base core (core tier 1) ed il totale delle attività a rischio ponderate. Corporate Fascia di clientela corrispondente alle imprese di medie e grandi dimensioni. Credit default swap/option Contratto col quale un soggetto, a fronte del pagamento di un premio, trasferisce ad un altro soggetto il rischio creditizio inerente un prestito o un titolo, al verificarsi di un determinato evento legato al deterioramento del grado di solvibilità del debitore (nel caso della option sussiste anche il diritto da parte dell’acquirente dell’opzione di esercitare o meno). Credit derivatives Contratti derivati che hanno l’effetto di trasferire rischi creditizi. Sono prodotti che permettono agli investitori di effettuare arbitraggi e/o coperture sul mercato dei crediti con ricorso prevalentemente a strumenti diversi dalla liquidità, di assumere esposizioni creditizie diversificate per durata e intensità, di modificare il profilo di rischio di un portafoglio, di separare i rischi di credito dagli altri rischi di mercato. Credito scaduto Le “esposizioni scadute”corrispondono alle esposizioni deteriorate scadute e/o sconfinanti in via continuativa da oltre 90/180 giorni (definizione prevista nelle vigenti segnalazioni di vigilanza). CRM Tecniche di attenuazione del rischio di credito (Credit Risk Mitigation), tipicamente garanzie reali o personali. Default Condizione di dichiarata impossibilità ad onorare i propri debiti e/o il pagamento dei relativi interessi. EAD – Exposure At Default Stima del valore futuro di un’esposizione al momento del default del debitore. Le banche che soddisfano i requisiti per l’adozione dell’approccio IRB Advanced sono legittimate a stimare l’EAD, mentre per e altre è necessario ricorrere alle stime regolamentari. Expected loss Ammontare delle perdite su crediti che sono attese nell’orizzonte temporale di un anno. Dato un portafoglio di crediti, la expected loss (perdita attesa) rappresenta il valore medio della distribuzione delle perdite. Fair value Corrispettivo al quale un’attività potrebbe essere scambiata o una passività estinta, in una libera transazione tra parti consapevoli ed indipendenti. Filtri prudenziali Nell’ambito delle modalità di calcolo del patrimonio di vigilanza si identificano come filtri prudenziali quelle modifiche apportate alle voci di bilancio allo scopo di salvaguardare la qualità del patrimonio di vigilanza stesso e di ridurne la potenziale volatilità indotta dall’applicazione dei principi contabili internazionali “IAS/IFRS”. 63 Floor Le “Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” della Banca d’Italia, coerentemente con le linee guida definite a livello internazionale, hanno imposto a chi utilizza modelli interni negli anni 2007, 2008 e 2009 (scadenza prorogata anche per gli anni successivi) - di mantenere una dotazione patrimoniale non inferiore, rispettivamente, al 95%, 90% e 80% (“floor”) del requisito complessivo calcolato in base alle disposizioni di vigilanza in vigore alla fine del 2006 (cd. “Basilea 1”). Viene anche in analogia definita Floor la ulteriore penalizzazione prudenziale che può essere introdotta dall’autorità di vigilanza in sede di autorizzazione all'utilizzo dei Metodi Interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali, a fronte di lacune in via di risoluzione. IAS/IFRS I principi IAS (International Accounting Standards) sono principi contabili internazionali emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB). I principi emanati successivamente al luglio 2002 sono denominati IFRS (International Financial Reporting Standards). ICAAP Processo per la determinazione del livello di capitale interno adeguato a fronteggiare ogni tipologia di rischio, anche diversi da quelli presidiati dal requisito patrimoniale complessivo (“Primo Pilastro”), nell’ambito di una valutazione, attuale e prospettica, che tenga conto sia delle strategie aziendali sia dell’evoluzione del contesto macroeconomico. Il processo è disciplina del “Secondo Pilastro” (Titolo III della circolare di vigilanza 263). IMA Modello interno (Internal models approach) per il calcolo dei requisiti minimi patrimoniali relativi al Rischio di Mercato. IRB (Internal Rating Based) Approccio dei rating interni per il calcolo dei requisiti patrimoniali a fronte del Rischio di Credito, che si distingue nei metodi base e avanzato. Nel metodo avanzato tutti le stime degli input (PD, LGD, EAD) per la valutazione del rischio di credito avvengono internamente. Nel metodo base (FIRB) solo la PD è invece stimata dalla Banca. Junior In una operazione di cartolarizzazione è la tranche più subordinata dei titoli emessi (Equity tranche), che sopporta per prima le perdite che si possono verificare nel corso del recupero delle attività sottostanti. Loss Given Default (LGD) Tasso di perdita stimato in caso di default del debitore. Mezzanine In una operazione di cartolarizzazione, è la tranche con grado di subordinazione intermedio tra quello della tranche junior e quello della tranche senior. Patrimonio di Base Il patrimonio di base, detto anche tier 1, comprende il capitale versato, il sovrapprezzo di emissione, le riserve di utili (inclusa la riserva di prima applicazione IAS / IFRS diversa da quelle che sono rilevate tra le riserve da valutazione), al netto delle azioni proprie in portafoglio e delle attività immateriali. Il tier 1 consolidato, inoltre, include anche il patrimonio di pertinenza di terzi. Patrimonio Supplementare Il patrimonio supplementare, detto anche tier 2, include le riserve da valutazione, gli strumenti non innovativi e innovativi di capitale non computati nel patrimonio di base, gli strumenti ibridi di patrimonializzazione, le passività subordinate di secondo livello, le plusvalenze nette implicite su partecipazioni, l’eccedenza delle rettifiche di valore complessive rispetto alle perdite attese, gli altri elementi positivi che costituiscono gli elementi patrimoniali di qualità secondaria; a questi si aggiungono i “filtri prudenziali” positivi del patrimonio supplementare. Il totale dei suddetti elementi, diminuito delle minusvalenze nette implicite su partecipazioni, degli elementi negativi relativi ai crediti, degli altri elementi negativi, dei "filtri prudenziali" negativi del patrimonio supplementare costituisce il “patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre”. Il patrimonio supplementare è costituito dalla differenza tra il “patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre” e il 50% degli “elementi da dedurre”. Patrimonio di Vigilanza Il patrimonio di vigilanza è l’insieme degli elementi patrimoniali per la copertura dei rischi e delle perdite aziendali. Esso è costituito dal patrimonio di base più il patrimonio supplementare al netto delle deduzioni. Probability of Default (PD) Probabilità che il debitore vada in default su un orizzonte temporale di un anno. Rating Valutazione della qualità di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stessa e delle sue prospettive. La valutazione può essere effettuata da agenzie specializzate o dalla banca sulla base di modelli interni. 64 Retail Fascia di clientela che comprende principalmente i privati, i professionisti, gli esercenti e gli artigiani. Rischio di credito Rischio che una variazione inattesa del merito creditizio delle controparti affidate determini l'inadempienza delle controparti stesse, producendo perdite impreviste relativamente alle esposizioni per cassa o di firma. Rischio di controparte Rischio che la controparte di un’operazione avente a oggetto determinati strumenti (derivati finanziari e creditizi Otc, operazioni pronti contro termine, prestito titoli/merci, finanziamenti con margini ecc.) risulti inadempiente prima del regolamento definitivo dei flussi finanziari dell'operazione. Rischio di mercato Rischio di perdita generato dall'operatività sui mercati riguardanti gli strumenti finanziari (del portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza e del portafoglio bancario), le valute e le merci, derivante dall'andamento dei fattori di mercato o dalla situazione dell'emittente. Rischio operativo Rischio di subire perdite derivanti dall’inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l’altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell’operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione. Rischio di liquidità Rischio che la banca non sia in grado di adempiere alle proprie obbligazioni alla loro scadenza. Ai fini interni a supporto del processo ICAAP è definito come Rischio di sostenere costi di finanziamento non di mercato in relazione ad una posizione finanziaria netta sbilanciata. RWA (Risk Weighted Assets) Attività per cassa e fuori bilancio classificate e ponderate in base a diversi coefficienti legati ai rischi, ai sensi delle normative bancarie. Senior/super senior In un’operazione di cartolarizzazione è la tranche con il maggiore grado di privilegio in termini di priorità di remunerazione e rimborso. Sensitivity Identifica la sensibilità con la quale determinate attività o passività reagiscono a variazioni dei tassi o di altri parametri di riferimento. SPE/SPV Le Special Purpose Entities o Special Purpose Vehicles sono società appositamente costituite da uno o più soggetti per lo svolgimento di una specifica operazione. Le SPE/SPV, generalmente, non hanno strutture operative e gestionali proprie ma si avvalgono di quelle dei diversi attori coinvolti nell’operazione. Spread Con spread ci si riferisce generalmente alla differenza tra due tassi di interesse, allo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o alla maggiorazione che l'emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento. Stress test Per prove di stress si intendono le tecniche quantitative e qualitative con le quali la banca valuta la propria vulnerabilità ad eventi eccezionali ma plausibili. Le prove di stress verificano gli effetti sui rischi della banca di eventi specifici (analisi di sensitività) o di movimenti congiunti di un insieme di variabili economico-finanziarie in ipotesi di scenari avversi (analisi di scenario), con riferimento a singoli rischi (stress specifico) o in maniera integrata su più rischi (stress congiunto). Strumenti ibridi del patrimonio di base Strumenti finanziari computati, entro limiti specifici, nel patrimonio di base in presenza di condizioni di permanenza nella disponibilità dei fondi raccolti e capacità di assorbimento delle perdite che garantiscono pienamente la stabilità patrimoniale delle banche. Tali strumenti possono essere classificati come innovativi e non innovativi in funzione delle presenza o meno di incentivi al rimborso anticipato da parte dell’emittente. Tier 1 ratio Rapporto tra patrimonio di vigilanza di base e il totale delle esposizioni ponderate per il rischio. Total capital ratio Rapporto tra patrimonio di vigilanza e il totale delle esposizioni ponderate per il rischio. 65 Trading book Rappresenta il “portafoglio di negoziazione di vigilanza” della banca, ovvero l’insieme delle posizioni assunte per finalità di tesoreria o di negoziazione con la clientela e intenzionalmente destinate, a breve termine, ad una successiva dismissione allo scopo di beneficiare degli utili originati dalla differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. VaR - Value at Risk Misura probabilistica di massima perdita potenziale che un intermediario può complessivamente subire entro un certo intervallo di confidenza e in un determinato orizzonte temporale. 66 67