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PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE
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Generalità
Scenari delle emergenze
Il modello organizzativo del piano
Linee guida comportamentali
L’evacuazione d’emergenza
Esercitazioni di intervento e di evacuazione
Notizie utili per l’emergenza
I mezzi e gli impianti antincendio
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STATO DEL DOCUMENTO
PIANO DI EMERGENZA RELATIVO AL SEGUENTE PLESSO SCOLASTICO:
Alcamo (TP)
Plesso S. Giov. Bosco – via Pia Opera Pastore, 67
Plesso Piajet – via Monte Bonifato, 128
Plesso Vittorino da Feltre – via Monte Bonifato, 78
Plesso ex telefoni di stato – via Pia Opera Pastore, 10
Plesso Froebel – via Pia Opera Pastore, 67
N° edizione
data
Motivo
Revisione
documentale
02/2015
controllata
Copia n° ____/_15_ distribuita il _________Firma: _____________
non controllata
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Il presente manuale è di proprietà della Direzione Didattica “San Giovanni Bosco” - Alcamo.
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lavoro si impegna tempestivamente ad inoltrarLe ogni nuova revisione chiedendoLe la restituzione del manuale
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1.1
Motivazioni legislative
Il presente piano di emergenza viene adottato per assolvere agli adempimenti di
sicurezza previsti dal D. Lgs. n°81/08 che, com’è noto, è stato emanato per
l’attuazione delle direttive Comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza
e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro.
Il Ministero dell’Interno, con il D.M. 10.03.1998 ha stabilito i criteri di sicurezza
antincendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro.
Nel suddetto decreto viene precisato, fra l’altro, che nei luoghi di lavoro, oltre alla
valutazione dei rischi, occorre realizzare anche un’efficiente organizzazione e
gestione della sicurezza antincendio prevedendo:
le misure per ridurre le probabilità di insorgenza dell’incendio;
le vie d’uscita in caso di incendio;
la rivelazione e l’allarme;
le attrezzature e gli impianti di estinzione;
i controlli e la manutenzione delle attrezzature antincendio;
l’informazione e la formazione antincendio;
la pianificazione delle procedure da attuare (il presente piano);
i contenuti dei corsi di formazione agli addetti;
le attività per le quali gli addetti hanno l’obbligo di conseguire l’attestato di
idoneità rilasciato dai vigili del fuoco.
Il D. Lgs. N°81/08 stabilisce in particolare:
 nell’attività occorre adottare “misure di emergenza da attuare in caso di pronto
soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed
immediato”;
 il datore di lavoro elabora un documento contenente:
 Una relazione sulla valutazione dei rischi... omissis...;
 L’individuazione delle misure di prevenzione e protezione... omissis...;
 Il programma delle misure... omissis...
 il datore di lavoro designa il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione;
 il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio e adotta le misure necessarie ai fini della
prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e
immediato;
DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI
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 il datore di lavoro:
 Organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici per la lotta antincendio e
gestione dell’emergenza;
 Programma gli interventi per l’abbandono del posto di lavoro in caso di
pericolo grave e immediato;
 Prevede le misure adeguate che il lavoratore deve adottare per evitare le
conseguenze di un pericolo.
 i lavoratori, che non possono rifiutare le designazioni se non per giustificati
motivi, devono essere formati, dotati di attrezzature adeguate ed essere in
numero sufficiente per il tipo di azienda;
 il lavoratore che in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere
evitato, si allontana dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa non può
subire pregiudizio alcuno...;
 il lavoratore che in caso di pericolo grave ed immediato... prende misure per
evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio a meno che
non abbia commesso grave negligenza;
 il datore di lavoro provvede ad informare ciascun lavoratore su:
 Rischi per la sicurezza e la salute in generale;
 Le misure di prevenzione e protezione adottate;
 I rischi specifici dell’azienda;
 I pericoli sull’uso delle sostanze pericolose;
 Le procedure sul pronto soccorso, lotta antincendio ed evacuazione;
 Il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione;
 I nominativi dei lavoratori incaricati della lotta antincendio e del pronto
soccorso.

il datore di lavoro deve assicurare un’adeguata formazione ai
lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi, lotta antincendio,
evacuazione, salvataggio e pronto soccorso (v. allegati IX e X al D.M.
10.03.98).
1.2
Considerazioni generali
Si premette che il piano d’emergenza è stato redatto facendo riferimento alle
attività svolte alla data di effettuazione del monitoraggio nel periodo ottobre 2015.
Pertanto esso non è riferito a future configurazioni degli ambienti di lavoro rese
consone alla vigente normativa, ma rappresenta lo strumento atto ad educare per
poter far fronte ad una eventuale emergenza.
Il fine è la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone e la limitazione di danni
alle cose.
Esso ha lo scopo di costituire il riferimento per la gestione di un evento, una
situazione, una circostanza diversa da tutti gli avvenimenti che normalmente si
presentano negli ambienti dell’attività in oggetto. Il piano di emergenza rappresenta
lo strumento che dovrà consentire di organizzare e guidare i comportamenti
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delle persone presenti nei singoli ambienti e/o nell’intero edificio in caso
di emergenza.
L’emergenza, costringe quanti la subiscono, a mettere in atto misure di reazione
dirette alla salvaguardia delle persone ed alla riduzione dei danni possibili.
L’emergenza, per sua stessa natura coglie di sorpresa e la reazione-azione più
istintiva è la fuga ma questa potrebbe rivelarsi la scelta peggiore.
I comportamenti e le attività delle persone coinvolte da una emergenza devono
essere programmati, per quanto possibile, in funzione del tipo e della gravità
dell’emergenza stessa. Ogni sforzo dovrà essere teso al contenimento del
manifestarsi del disordine che è la fase preliminare del panico a cui seguono
comportamenti istintivi e l’abbandono dell’umana solidarietà.
Solo l’esistenza di un piano d’azione programmato consente di agire con una serie
di scelte che il soggetto o i soggetti consapevoli dell’emergenza in atto potranno
valutare rapidamente per promuovere contromisure adeguate alla risoluzione degli
imprevisti con il minimo danno per se e per gli altri.
Il piano si prefigge il suddetto obiettivo partendo dallo studio dei possibili incidenti
che possono derivare dal particolare ambiente operativo per le sue specifiche
caratteristiche di ambiente, dei materiali presenti, degli impianti, e del ciclo
lavorativo.
Il piano contiene le indicazioni sui comportamenti che vanno assunti:
 Da ogni lavoratore;
 Da ogni allievo;
 Dagli addetti alla gestione dell’emergenza.
1.3
Struttura del piano di emergenza
Il Piano d’Emergenza, al fine di essere pienamente efficace, è strutturato in modo tale
da presentare le seguenti caratteristiche:
 facile applicazione;
 rapida attuabilità;
 validità per ogni possibile evento;
 compatibilità con le attività che si svolgono all’interno della scuola;
 allerta delle sole persone competenti circa il tipo d'emergenza previsto;
 individuazione dei compiti e dei livelli di responsabilità;
 intervento degli addetti in tutti i casi d'emergenza, compreso il falso
allarme;
 continuo riferimento alle norme di legge in tema di sicurezza ed igiene sul
lavoro.
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Nel piano d’emergenza vengono individuati:
gli scenari di emergenza ragionevolmente prevedibili;
il modello organizzativo del piano;
i mezzi antincendio a disposizione;
le linee guida comportamentali e procedurali che individuano le azioni da
intraprendere;
l’evacuazione d’emergenza e le indicazioni per la promozione ed
organizzazione dell’attività di addestramento aziendale;
le esercitazioni di intervento e di evacuazione;
le informazioni utili che non è possibile ottenere facilmente durante
l’emergenza.
Formano parte integrante del piano, il registro della sicurezza antincendio, nonchè
le planimetrie dei luoghi di lavoro contenenti:
 Le caratteristiche planovolumetriche del luogo di lavoro (distribuzione e
destinazione dei vari ambienti, vie di fuga);
 Le attrezzature ed impianti di spegnimento;
 L’ubicazione dei punti di allarme e della centrale di controllo;
 L’ubicazione dell’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, delle valvole di
intercettazione delle adduzioni idriche, di gas e liquidi combustibili;
 Ogni altro elemento utile per la sicurezza dell’attività.
Il piano di emergenza verrà aggiornato e revisionato almeno una volta all’anno,
per tenere conto dell’esperienza acquisita nel corso delle periodiche esercitazioni
(almeno una nell’anno solare). Verrà integrato con le informazioni che si
rendessero disponibili o necessarie da acquisire al fine di registrare le variazioni
della realtà organizzativa e strutturale dell’unità produttiva; nonchè allo scopo di
adeguarlo alle mutate esigenze della sicurezza ed allo sviluppo della tecnica e dei
mezzi disponibili.
Il piano sarà sottoposto a revisione ogni qualvolta si verificheranno assunzioni di
disabili o immissioni e trasferimenti dei dipendenti menzionati come figure attive
nel piano stesso.
LE CARATTERISTICHE DELLA SCUOLA
NOTE DI CARATTERE GENERALE
1. AFFOLLAMENTO: numero massimo ipotizzabile di persone presenti nella scuola o
in una determinata area della stessa.
2. LUOGO SICURO: spazio scoperto ovvero compartimento antincendio – separato da
altri compartimenti mediante spazi scoperti o filtri a prova di fumo – avente
caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di
persone, dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio.
3. PERCORSO PROTETTO: percorso caratterizzato da un’adeguata protezione contro
gli effetti di un incendio che può svilupparsi nella restante parte dell’edificio. Esso
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può essere costituito da un corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala
esterna.
4. USCITA DI PIANO: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente
esposte al rischio diretto degli effetti di un incendio e che può configurarsi come
segue:
 uscita che immette direttamente in luogo sicuro;
 uscita che immette in percorso protetto attraverso il quale può essere raggiunta
l’uscita che immette in un luogo sicuro.
5. VIA DI FUGA (da utilizzare in caso di emergenza): itinerari d’emergenza
prestabilito dal Piano d’Emergenza che consente agli occupanti di una scuola di
raggiungere un luogo sicuro.
Nel corpo di fabbrica del plesso centrale, strutturato su più livelli fuori terra, hanno
sede le aule, i laboratori, la palestra, gli spogliatoi, sale riunioni, una aula magna, gli
spazi destinati alla segreteria e alla direzione didattica e i laboratori. Nell’altro plesso
hanno sede le aule e i laboratori.
USCITE DI SICUREZZA ED ITINERARI D’EMERGENZA
Tutti i settori dei plessi sono dotati di uscite di sicurezza che conducono direttamente
in luogo sicuro.
Le uscite di sicurezza, le relative vie di fuga ed il luogo sicuro sono indicati nelle
tavole grafiche che verranno affisse alle pareti dei plessi.
PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER LE VIE DI FUGA
 Le vie di uscita devono essere sicure e non presentare pericoli per le persone
che vi transitano.
 Le vie di uscita devono essere mantenute sgombere da materiali di deposito
e da attrezzature che possono costituire pericoli potenziali di incendio.
 Tutte le porte delle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per
assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il più
presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa.
 Tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per
assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano regolarmente.
I PRESIDI ANTINCENDIO DELLA SCUOLA
Tutti gli spazi di pertinenza della scuola, così come le aree a rischio specifico o
destinate a servizi, sono dotati di estintori di capacità estinguente non inferiore 13°,
89 BC, in quantità di 1 ogni 200 mq nelle zone comuni e n.1 per ogni laboratorio e
palestra e locale a rischio specifico. Vi è un attacco motopompa esterno del tipo UNI
70, all’esterno degli edifici, e sono presenti naspi Uni 45.
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PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER I PRESIDI ANTINCENDIO
 I mezzi di protezione antincendio devono essere mantenuti in efficienza;
 Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e sulle attrezzature
di protezione antincendio devono essere effettuati nel rispetto delle disposizioni
legislative e regolamentari vigenti, e delle norme di buona tecnica emanate dagli
organismi di normalizzazione.
In conformità a quanto richiesto dall’art. 5 D.P.R. n°37 12/01/98, è stato predisposto il
Registro Antincendio allegato separatamente. La compilazione, a carico del
responsabile dell’attività, riguarda tutti i controlli e gli interventi di manutenzione sugli
impianti e componenti con specifica funzione antincendio.
ACCESSIBILITÀ DEI SOCCORSI ESTERNI
In caso d’incendio o di qualsiasi altro sinistro è di primaria importanza che gli
automezzi di soccorso (autopompe e ambulanze) possano entrare negli spazi interni
alla scuola e sistemarsi il più vicino possibile al luogo dell’incendio o dell’incidente.
I mezzi dei soccorsi esterni possono accedere al cortile interno della scuola attraverso
un passo carraio.
SISTEMI D’ALLARME
In occasione di eventuali emergenze, nel caso sia necessario allertare l’intera
popolazione scolastica è previsto l'utilizzo della sirena antincendio la quale è
possibile attivarla dalla postazione del personale ausiliario, ubicato all’ingresso della
scuola, nell’atrio. In caso di non funzionamento, o negli altri plessi, è prevista
l’attivazione della campanella che avviene manualmente con un suono continuo di una
durata tale da non poter essere in alcuna maniera confusa con il segnale di inizio e
fine ora (suono lungo, pausa, suono lungo, pausa per almeno 30 secondi). I
sistemi di cui al paragrafo precedente sono utilizzati per il comando di Evacuazione
generale della scuola. L’attivazione di tale sistema è a cura delle persone che sono
state individuate in calce al presente documento.
Attenzione: Gli addetti antincendio dei plessi con più di
300 persone
contemporaneamente presenti dovranno possedere l’attestato di idoneità rilasciato dal
Comando Provinciale dei VV.FF.
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2.1 Individuazione degli scenari di emergenza ragionevolmente prevedibili
Sono individuati una serie di scenari, la cui probabilità di accadimento è la più varia
possibile.
Taluni di essi hanno una probabilità di accadimento piuttosto elevata, mentre per altri
si può ritenere che la probabilità sia estremamente modesta.
Certamente l’emergenza incendio è di gran lunga la situazione cui si è portati a
pensare tra quelle con probabilità più elevata di accadimento, in considerazione
dell’oggetto dell’attività della azienda in questione.
Tale emergenza è anche quella cui corrisponde la maggior rilevanza, o come suol dirsi,
magnitudo del danno, per questo viene studiata con maggior dettaglio delle altre.
2.2 Emergenza incendio
Il principio di incendio o l’incendio possono essere individuati:
Dal personale dipendente
Il personale dipendente che individua l’incendio attiva l’allarme azionando il pulsante di
emergenza più vicino o si mette in comunicazione con la sorveglianza; in tal modo
consente la rapida attivazione delle procedure descritte nelle schede allegate. In
attesa dell’arrivo degli addetti alla sicurezza la persona che ha individuato l’incendio
valuta la possibilità di affrontarlo con i mezzi a disposizione (estintori/idranti) e, in caso
di impossibilità, si allontana chiudendo le porte interne dopo il passaggio in modo da
limitare la propagazione dei fumi.
Da un utente
Se l’incendio è individuato da un utente, la segnaletica predisposta nella struttura
(planimetrie e cartellonistica) indicherà il pulsante più vicino da attivare per
consentire a chi di dovere di intervenire secondo le procedure descritte nelle schede
allegate. In caso di incendio, grave pericolo è costituito dalla eventuale propagazione
del fumo. In tal caso potrà essere previsto lo sfollamento dell’edificio.
L’evacuazione dell’edificio può essere parziale o totale.
La necessità dello sfollamento dovrà essere comunicata alle persone interessate. I
messaggi di sfollamento devono tendere ad evitare l’inconsulto e disordinato
affollamento delle vie di fuga.
Ogni procedura dovrà limitare al massimo la diffusione del fumo all’interno del
fabbricato.
Gli addetti alla Squadra di emergenza dovranno quindi adoperarsi il più possibile per:
Tenere chiuse le porte a tenuta di fumo;
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Aprire immediatamente le finestre dei locali che danno verso l’esterno per
consentire l’evacuazione dei fumi;
Aprire le finestre poste in sommità delle scale interne infrangendone i vetri in
caso di difficoltà nell’azionamento;
Disattivare l’impianto di ventilazione.
2.3 Emergenza terremoto
Si tratta di un evento naturale con frequenza ad intensità non facilmente valutabile.
Tuttavia si ritiene opportuno dare le seguenti indicazioni:
In caso di evento sismico, alle prime scosse telluriche, anche di breve intensità,
è necessario portarsi al di fuori dell’edificio in modo ordinato, utilizzando le regolari
vie di esodo ed attuando l’evacuazione secondo le procedure già verificate in
occasione di simulazioni.
L’evacuazione dovrà avvenire solo dopo l’ultimazione delle scosse e solo dopo
aver verificato che le scale non siano state danneggiate dal sisma.
Per questo evento non si deve attendere l’avviso fonico e/o sonoro per attivare
l’emergenza; tuttavia si dovrà diffondere un messaggio precedentemente approntato
e trascritto in apposita scheda. Il messaggio comunicherà, con tono tranquillizzante,
a tutti gli occupanti:
“che l’edificio ha una struttura robusta in grado di assorbire le vibrazioni sismiche”;
“che è necessario dominare l’istinto di fuggire precipitosamente”.
Onde evitare l’esodo inconsulto e disordinato occorre preparare i dipendenti
ad acquisire un certo self-control tramite l’informazione, la formazione e le
simulazioni dell’evento.
Una volta al di fuori dello stabile occorre allontanarsi da questo e da altri
vicini.
Portarsi nel piazzale antistante l’edificio lontano dalle linee elettriche aeree
restando in attesa che l’evento venga a cessare.
Nel caso di che le scosse telluriche dovessero coinvolgere subito lo stabile e
dovessero interessare le strutture, tanto da non permettere l’esodo delle persone è
preferibile non sostare al centro degli ambienti e ripararsi possibilmente vicino alle
pareti perimetrali od in aree d’angolo in quanto più resistenti e ripararsi sotto le
scrivanie o sotto i tavoli per prevenire eventuali cadute di frammenti di vetro ed
intonaci.
Prima di abbandonare lo stabile, una volta che è terminata l’emergenza,
accertarsi con cautela se le regolari vie di esodo sono integre e fruibili, altrimenti
attendere l’arrivo dei soccorsi esterni.
Se lo stabile è stato danneggiato notevolmente, rimanere in attesa di
soccorsi ed evitare sollecitazioni che potrebbero creare ulteriori crolli.
Appena possibile, il Responsabile della Sicurezza o il suo sostituto, acquisite notizie
dagli addetti presenti nei vari piani, comunicherà il cessato allarme e disporrà
l’evacuazione dell’edificio secondo le modalità prestabilite.
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3.1 Il modello organizzativo per la sicurezza
Per non essere impreparati al verificarsi di una situazione di emergenza, ed evitare
dannose improvvisazioni, è necessario automatizzare le operazioni di sicurezza
stabilendo preventivamente gli incarichi che spettano ad ogni persona presente
nell’Istituto.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
Il Dirigente Scolastico dovrà nominare la squadra di soccorso della scuola.
Inoltre avrà cura di chiedere con tempestività all’Ente Locale competente gli
interventi necessari per la funzionalità e la manutenzione di:
 dispositivi di allarme;
 mezzi antincendio;
 attrezzature finalizzate alla sicurezza.
IL PERSONALE DOCENTE
Il personale docente dovrà:
 informare adeguatamente gli studenti sulla necessità di una disciplinata
osservanza delle procedure indicate nel piano al fine di assicurare l’incolumità a
se stessi ed agli altri;
 illustrare periodicamente il piano di evacuazione e tenere lezioni teorico
pratiche sulle problematiche derivanti dall’instaurarsi di una situazione di
emergenza nell’ambito dell’edificio scolastico;
 intervenire prontamente laddove si dovessero manifestare situazioni critiche
dovute a condizioni di panico;
 In ogni classe dovranno essere individuati alcuni ragazzi cui attribuire le
seguenti mansioni:
 2 ragazzi apri-fila, con il compito di aprire le porte e guidare i compagni verso
la zona di raccolta;
 2 ragazzi serra-fila, con il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà
e chiudere la porta dell’aula dopo aver controllato che nessuno sia rimasto
indietro;
 2 ragazzi aiuto-disabili, con il compito di aiutare eventuali compagni disabili;
 in caso di evacuazione dovrà portare con sé il registro di classe per poter
effettuare un controllo delle presenze.
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GLI STUDENTI
Appena gli studenti avvertono e riconoscono il segnale d’allarme, devono:

interrompere immediatamente ogni attività;

mantenere l’ordine e l’unità della classe durante e dopo l’esodo;

tralasciare il recupero di oggetti personali (libri, cartelle, ...);

disporsi in fila indiana, tenendosi per mano, evitando il vociare
confuso, le grida, e richiami (la fila sarà aperta dai due compagni designati
come apri-fila e chiusa dai due serra-fila);

seguire le indicazioni dell’insegnante che accompagnerà la classe per
assicurare il rispetto delle precedenze;

camminare in modo sollecito, senza correre, spingere, o sostare;

collaborare con l’insegnante durante il controllo delle presenze dopo lo
sfollamento;

attenersi alle disposizione dell’insegnante nel caso si verifichino
contrattempi che alterino la sequenza delle operazioni del piano di emergenza.
Se nella classe sono presenti dei ragazzi disabili, ovvero con difficoltà motorie (arti
fratturati), questi dovranno essere aiutati nelle operazioni di evacuazione dai
compagni incaricati.
Qualora uno studente non si trovasse nella propria aula al momento dell’allarme,
dovrà accodarsi alla classe più vicina al punto in cui si trova, attenendosi alle
disposizioni dei nuovi insegnanti. Una volta raggiunto il luogo sicuro, dovrà
ricongiungersi alla propria classe per completare l’appello.
IL PERSONALE NON DOCENTE
Il personale non docente, preventivamente incaricato (responsabili della squadra
di soccorso), dovrà svolgere i compiti assegnatigli, specialmente per quanto
riguarda le segnalazioni ed i collegamenti con l’esterno.
Il personale non docente senza particolari incarichi ai fini della gestione
dell’emergenza dovrà:
 interrompere immediatamente ogni attività;
 tralasciare il recupero di oggetti personali (borse, giacche, ...);
 camminare in modo sollecito, senza correre, spingere, o sostare;
 dare la precedenza agli studenti nella fase di evacuazione;
 non essere di intralcio alle operazioni di emergenza.
LA SQUADRA DI SOCCORSO DELLA SCUOLA
I soccorritori della scuola, ai sensi del comma 1, lettera b) dell’art.18 del D.Lgs.
n°81/08 sono designati dal Capo d’Istituto.
Ai sensi dell’art.43, comma 2, del citato decreto legge, il numero dei soccorritori
viene determinato sulla base:
 delle dimensioni della scuola;
 del tipo di lavoro effettuato nei vari ambienti;
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 dei rischi che il suddetto lavoro comporta.
Ad ogni compito dovranno corrispondere, ove possibile, almeno 2 responsabili, per
garantire una continuità della loro presenza. Un responsabile può essere designato
anche per più di un incarico.
I singoli soccorritori designati non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare
la designazione.
La “squadra di soccorso” scolastica ha i seguenti compiti:
 attua, in caso di pericolo grave ed immediato, le misure di pronto soccorso,
evacuazione dei lavoratori e salvataggio, lotta antincendio e gestione
dell’emergenza descritte nell’apposito allegato al presente documento;
 dovrà essere in grado di reagire positivamente al verificarsi di una
emergenza, secondo le procedure prefissate e le proprie competenze;
 deve avere una presenza continua nello stabile durante le ore lavorative;
 deve recarsi sul luogo dove è stato segnalato l’incendio o altro fattore di crisi
al primo segnale d’allarme, abbandonando rapidamente il proprio posto di
lavoro;
 deve coordinare le proprie azioni con le squadre di soccorso delle aziende
limitrofe eventualmente coinvolte nell’emergenza.
IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI
Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi è esterno ed è
stato individuato nella persona del prof. Riccardo Lo Brutto. Il servizio di
prevenzione e protezione dai rischi professionali della scuola, ai sensi dell’art.31
del D.Lgs. n°81/08 ha i seguenti compiti:
 collabora con il Dirigente Scolastico all’individuazione dei fattori di rischio, alla
valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la
salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente;
 collabora con il Dirigente Scolastico ad elaborare le misure preventive e
protettive ed i sistemi di controllo di tali misure;
 collabora con il Dirigente Scolastico ad elaborare le procedure di sicurezza
per le varie attività scolastiche;
 provvede a proporre i programmi di formazione e informazione dei lavoratori;
 provvede a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’art.36 d.lgs. n°81/08;
(le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e
l’evacuazione dei lavoratori).
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IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è il sig. Nicolò Calamia.
Il rappresentante per la sicurezza della scuola, ai sensi del comma 1 dell’art. 50 del
D. Lgs. n°81/08:
 è consultato sulla designazione degli eletti al servizio di prevenzione,
all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, e all’evacuazione dei
lavoratori;
 promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di
prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori.
IL COORDINATORE DELL’EMERGENZA
Ricevuta la segnalazione di pericolo il coordinatore dell'emergenza:
 si reca immediatamente sul luogo dell'emergenza per valutare l'entità del
pericolo;
 se l’emergenza coinvolge solo una parte dell’edificio e non può coinvolgerlo
tutto (es. in aree isolate, ai piani superiori, emergenza individuale non
collettiva,...):
 avverte le classi che si trovano in pericolo immediato con sistema porta a
porta.
 Fornisce le indicazioni necessarie per la messa in sicurezza delle classi (tipo
di emergenza, attivazione piano di evacuazione, indicazione di vie di uscita
alternative);
 se l’emergenza coinvolge tutto l’edificio scolastico (es. in aree collettive o
affollate, ai piani inferiore, emergenza dovuta a cause ignote, emergenza di tipo
territoriale,...):
 attiva il segnale di emergenza generale;
 se del caso attiva il segnale di evacuazione;
 se l’evento è tale da richiedere l'intervento da parte di organizzazioni esterne
provvede a convocarle direttamente, fornendo precise indicazioni;
 attiva immediatamente il personale incaricato di isolare le apparecchiature
che possono essere interessate alla situazione di emergenza: Centrale Termica,
Contatore di Energia Elettrica;
 attiva il personale responsabile delle cucine affinché si mettano in sicurezza
le apparecchiature a gas;
 coordina le operazioni della squadra di emergenza;
 definisce le azioni da intraprendere e l'eventuale evacuazione della scuola;
 dichiara la fine dell'emergenza.
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4.1 Norme di comportamento per gli addetti alla emergenza, per il
personale, per gli allievi e per gli ospiti
I comportamenti dei soggetti interessati alla “gestione dell’emergenza” devono
essere finalizzati al conseguimento dei seguenti risultati:
 avviare le prime misure necessarie per tenere sotto controllo le cause
che
hanno determinato l’emergenza;
La comunicazione dell’emergenza avviene a mezzo del sirena antincendio e, in
caso di non funzionamento, della campanella e/o tramite comunicazione porta a
porta Il segnale d'allarme generale tramite campanella è rappresentato da una
serie ininterrotta di brevi squilli della campanella (2÷3 secondi ciascuno)
intermittenti (1÷2 secondi tra uno squillo e l'altro), la serie deve durare per
almeno 30 secondi.
 controllare che le persone siano evacuate in sicurezza e se
eventualmente vi siano feriti o dispersi;
 ottenere l’assicurazione che siano stati chiamati i Vigili del Fuoco e che
siano state informate dell’emergenza i vertici dell’attività e le Autorità
competenti;
 assicurare il libero accesso all’edificio dei mezzi di soccorso;
 collaborare con i Vigili del Fuoco al loro arrivo nell’edificio, riferendo il
tipo di emergenza in atto, la presenza di particolari situazioni pericolose e di
eventuali persone disperse ed in quale zona esse si trovavano al momento
dell’evento dannoso.
I VIGILI DEL FUOCO, UNA VOLTA GIUNTI SUL POSTO, ASSUMONO IL
COORDINAMENTO DI TUTTE LE OPERAZIONI E PERTANTO I
SOCCORRITORI SI METTERANNO A LORO DISPOSIZIONE E
COLLABORERANNO CON ESSI AL BUON FUNZIONAMENTO DELLE
OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO E DI SOCCORSO DEI LAVORATORI.
I soccorritori dovranno agire tempestivamente, con competenza e perizia, ma
anche con prudenza, secondo gli insegnamenti e le istruzioni ricevute durante i
corsi di addestramento, senza mettere a repentaglio la propria vita e quella
degli altri lavoratori presenti.
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Nel caso in cui i soccorritori ritengano che le operazioni da effettuare siano
rischiose, perché esulano dalle proprie competenze e capacità o perché i mezzi di
difesa sono inadeguati, o perché ancora si presenta un pericolo grave,
affideranno la lotta antincendio e i soccorsi agli enti esterni preposti.
Nel caso suddetto la prima preoccupazione dei soccorritori sarà quella di aiutare i
lavoratori ad evacuare la zona dell’incendio o di altro sinistro e di soccorrere con
la prima assistenza i lavoratori infortunati.
Di seguito vengono descritti, per mezzo di apposite schede, quei comportamenti
che rappresentano le azioni da intraprendere nell’eventualità si verifichi una
determinata condizione di emergenza.
Le schede sono di facile consultazione ed in esse vengono descritte poche,
semplici ed efficaci azioni.
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SCHEDA n°1
PER TUTTI I PRESENTI
INFORMAZIONI E ISTRUZIONI RELATIVE AL RISCHIO DI INCENDIO
1. IL FABBRICATO È DOTATO DI UN PIANO DI EMERGENZA E DI
EVACUAZIONE E DI UNA SQUADRA DI EMERGENZA;
2. VISIONATE ATTENTAMENTE LA PLANIMETRIA, PRESENTE VICINO AL
PUNTO DOVE VI TROVATE, IN ESSA SONO INDICATE LE VIE DI ESODO ED I
MEZZI DI ESTINZIONE;
3. NON IMPIEGATE FORNELLI O APPARECCHI DI RISCALDAMENTO
ALIMENTATI A COMBUSTIBILI SOLIDI, LIQUIDI, GASSOSI O ELETTRICI CON
RESISTENZA A VISTA;
4. NON TENETE DEPOSITI DI SOSTANZE INFIAMMABILI, ANCHE MODESTI,
SENZA AUTORIZZAZIONE.
.
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SCHEDA n°1 “A”
PER TUTTI I PRESENTI
SE SI INDIVIDUA UN PRINCIPIO D’INCENDIO ALL’INTERNO DI UN LOCALE
1. AVVERTIRE LA VIGILANZA CON IL TELEFONO (TEL. …………) O
AZIONARE IL PULSANTE DI ALLARME INCENDIO PIÚ VICINO;
2. COMUNICARE IL PROPRIO NOME, IL LUOGO ED IL TIPO DI EVENTO
DANNOSO;
3. APRIRE LA FINESTRA, SE ALL’INTERNO DI UN LOCALE;
4. IN ATTESA DELL’ARRIVO DEGLI ADDETTI ALLA SQUADRA DI
EMERGENZA PRENDERE L’ESTINTORE PORTATILE PIÚ VICINO E CERCARE
DI SPEGNERE IL PRINCIPIO D’INCENDIO (SOLO I DIPENDENTI);
5. SE NON SI RIESCE AD ESTINGUERE IL PRINCIPIO DI INCENDIO
LASCIARE LA STANZA INSIEME AGLI ALTRI EVENTUALI OCCUPANTI,
DIRIGENDOSI VERSO LE USCITE;
6. CHIUDERE BENE LE PORTE DOPO IL PASSAGGIO;
7. NON PORTARE BORSE O ALTRE COSE VOLUMINOSE;
8. SEGUIRE IL PERCORSO DI ESODO INDICATO NELLA PLANIMETRIA;
9. EVITARE DI CORRERE E DI GRIDARE;
10.
RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO ASSEGNATO ESTERNO
DELL’EDIFICIO IN ATTESA DI SUCCESSIVI ORDINI DEL RESPONSABILE
DELLA SQUADRA DI EMERGENZA O DI CHI NE FA LE VECI.
SE C’É PRESENZA DI FUMO IN QUANTITÁ TALE DA RENDERE DIFFICOLTOSA
LA RESPIRAZIONE CAMMINARE BASSI CHINANDOSI, PROTEGGERSI NASO E
BOCCA CON UN FAZZOLETTO BAGNATO (SE POSSIBILE) ED ORIENTARSI
SEGUENDO LE VIE DI FUGA INDICATE DALLA SEGNALETICA E DALLE LAMPADE
DI EMERGENZA. IN CASO DI SCARSA VISIBILITÁ MANTENERE IL CONTATTO
CON LE PARETI FINO A RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO (IL CORTILE
DELL’EDIFICIO).
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SCHEDA n°1 “B”
PER TUTTI I PRESENTI
SE VIENE DIFFUSO L’ALLARME INCENDIO
1.
LASCIARE LA STANZA;
2.
CHIUDERE LA PORTA DIETRO DI SE;
3.
NON PORTARE BORSE O ALTRE COSE VOLUMINOSE;
4.
NON USARE L’ASCENSORE;
5.
SEGUIRE IL PERCORSO DI ESODO INDICATO NELLA PLANIMETRIA;
6.
SE GLI ALTRI OCCUPANTI SONO IN DIFFICOLTÁ AIUTARLI AD USCIRE;
7.
EVITARE DI CORRERE E DI GRIDARE.
SE C’É PRESENZA DI FUMO IN QUANTITÁ TALE DA RENDERE DIFFICOLTOSA
LA RESPIRAZIONE CAMMINARE BASSI CHINANDOSI, PROTEGGERSI NASO E
BOCCA CON UN FAZZOLETTO BAGNATO (SE POSSIBILE) ED ORIENTARSI
SEGUENDO LE VIE DI FUGA INDICATE DALLA SEGNALETICA E DALLE LAMPADE
DI EMERGENZA. IN CASO DI SCARSA VISIBILITÁ MANTENERE IL CONTATTO
CON LE PARETI FINO A RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO (IL CORTILE
DELL’EDIFICIO).
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SCHEDA n°1 “C”
PER TUTTI I PRESENTI
SE LE VIE DI ESODO SONO IMPRATICABILI
SE LE VIE DI FUGA SONO IMPRATICABILI PER FORTE CALORE O ECCESSIVA
PRESENZA DI FUMO, E SE È IMPOSSIBILE RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO
ESTERNO.
1.
RAGGIUNGERE LA STANZA PIÚ VICINA E CHIUDERE LA PORTA;
2. SIGILLARE LA PORTA POSSIBILMENTE CON PANNI UMIDI PER IMPEDIRE
L’INGRESSO DEL FUMO;
3. IN PRESENZA DI FUMO ABBASSARSI IL PIÚ POSSIBILE PER RESPIRARE
MEGLIO E, SE POSSIBILE, PROTEGGERE LA BOCCA CON UN FAZZOLETTO
BAGNATO;
4. APRIRE LA FINESTRA;
5. MANIFESTARE LA PROPRIA PRESENZA;
6. TRANQUILLIZZARE LE ALTRE PERSONE PRESENTI.
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SCHEDA n°2
PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA VIGILANZA
IN CASO DI ALLARME INCENDIO
1.
INVIARE SUL POSTO IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI
EMERGENZA;
SE È FALSO ALLARME:
2.
SE SI TRATTA DI FALSO ALLARME ANNOTARE IL NOMINATIVO DI CHI
COMUNICA IL FALSO ALLARME;
SE C’É L’INCENDIO:
3.
SE C’É L’INCENDIO AZIONARE IL SISTEMA DI ALLARME E AVVISARE
IMMEDIATAMENTE I VIGILI DEL FUOCO TELEFONANDO AL 115;
4.
TENERE APERTE LE PORTE DI USCITA PER FACILITARE L’ESODO DEGLI
OCCUPANTI;
5.
INFORMARE IL DIRETTORE;
6.
INFORMARE IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE;
SE L’INCENDIO VIENE SPENTO:
7.
RICHIAMARE I VIGILI DEL FUOCO TELEFONANDO AL 115;
8.
ATTENDERE L’EVENTUALE ARRIVO DEI VIGILI DEL FUOCO E FORNIRE
LE NECESSARIE INFORMAZIONI E I DISEGNI;
9.
COMPILARE UNA BREVE RELAZIONE SULL’ACCADUTO;
SE L’INCENDIO NON VIENE SPENTO:
10. ATTENDERE L’ARRIVO DEI VIGILI DEL FUOCO E FORNIRE LE
NECESSARIE INFORMAZIONI E I DISEGNI;
11. COMPILARE UNA BREVE RELAZIONE SULL’ACCADUTO.
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SCHEDA n°3
PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI EMERGENZA
IN CASO DI ALLARME INCENDIO
1. RICEVUTA LA CHIAMATA DI SOCCORSO RECARSI SUL POSTO CON UN
ESTINTORE;
 FALSO ALLARME
a) INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA DEL FALSO ALLARME;
b) VERIFICARE LE CAUSE;
c) RIFERIRE AL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE.
 TROVA L’INCENDIO
a) INFORMARE O FAR INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA;
b) CHIUDERE LE PORTE PER CONTENERE I FUMI;
c) APRIRE LE FINESTRE DEL LOCALE INTERESSATO;
d) AIUTARE GLI OSPITI AD USCIRE;
e) CHIUDERE LE PORTE DOPO IL PASSAGGIO DELLE PERSONE;
f) TOGLIERE LA TENSIONE ELETTRICA AL PIANO;
g) AFFRONTARE L’INCENDIO CON GLI ESTINTORI;
h) DOPO AVER SPENTO L’INCENDIO INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA;
i) SE NON SI PUÓ SPEGNERE L’INCENDIO INFORMARE L’ADDETTO ALLA
VIGILANZA;
j) RECARSI IN PORTINERIA ED ATTENDERE I VIGILI DEL FUOCO;
k) RELAZIONARE SULLE CAUSE E SULL’ACCADUTO.
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SCHEDA n°4
PER IL PERSONALE ADDETTO AGLI IMPIANTI TECNOLOGICI
(ANCHE SE DIPENDENTE DA DITTE ESTERNE)
IN CASO DI ALLARME INCENDIO
1.
AZIONARE IL SISTEMA DI ALLARME (PULSANTE);
2.
CHIUDERE L’IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO E/O DI VENTILAZIONE;
3.
TOGLIERE L’EVENTUALE CORRENTE ELETTRICA;
4.
INTERROMPERE IL FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO CHE SI STA
MANUTENZIONANDO E METTERLO IN SICUREZZA;
5.
RECARSI IN PORTINERIA ED ATTENDERE I VIGILI DEL FUOCO PER
COLLABORARE CON LORO;
6.
RIFERIRE AL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA.
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SCHEDA n°5
PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI EMERGENZA
IN CASO DI EVACUAZIONE
1.
ACCERTARE L’IDONEITÁ DEI PERCORSI DI ESODO DI PIANO;
2.
DISATTIVARE GLI IMPIANTI ELETTRICI DI PIANO;
3.
TRANQUILLIZZARE LE PERSONE, INDICARE LORO IL PERCORSO DA
SEGUIRE ED IL PUNTO DI RITROVO;
4.
CHIUDERE LE PORTE DI COMPARTIMENTAZIONE (SE APERTE);
5.
AIUTARE LE PERSONE AGITATE E QUELLE CON HANDICAP;
6.
ISPEZIONARE TUTTI I LOCALI E CHIUDERE LE PORTE DEI LOCALI
PRIMA DI ABBANDONARE IL PIANO;
7.
CONTROLLARE CHE SIANO ADEGUATAMENTE APERTE LE USCITE DAL
FABBRICATO E CHE SIANO APERTI GLI ACCESSI PER I SOCCORRITORI (IN
CASO DI CHIUSURA PROVVEDERE PER LA LORO APERTURA).
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SCHEDA n°6
PER TUTTE LE PERSONE PRESENTI
IN CASO DI TERREMOTO
1.
DOMINARE L’ISTINTO DI FUGGIRE PRECIPITOSAMENTE;
2.
NON UTILIZZARE LE SCALE DEL FABBRICATO;
3.
NON SOSTARE AL CENTRO DEGLI AMBIENTI;
4.
RIFUGIARSI IN ZONE D’ANGOLO E, SE POSSIBILE, SOTTO SCRIVANIE O
TAVOLI PER EVITARE DI ESSERE INVESTITI DA CADUTE DI CALCINACCI,
VETRI, ETC.;
5.
FUORI DALL’EDIFICIO NON SOSTARE SOTTO I FABBRICATI;
6.
IL PERSONALE ADDETTO, PRIMA DI ABBANDONARE IL FABBRICATO,
DOVRÁ CHIUDERE L’ALIMENTAZIONE DEL GAS, LE ALIMENTAZIONI IDRICHE
E QUELLE ELETTRICHE AZIONANDO GLI APPOSITI DISPOSITIVI UBICATI IN
POSIZIONE SEGNALATA.
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EMERGENZE CREATE DAGLI INFORTUNI SUL LAVORO
INFORTUNI SUL LAVORO
Dicesi infortunio un avvenimento non atteso che turba il corso di eventi previsti e
che provoca un danno per lo più fisico.
Classificazione degli infortuni
L’elenco sotto riportato, indicativo e non esauriente, è stato ricavato dallo “schema
indicativo per l’inventario dei rischi” di cui all’allegato VII del D.Lgs. n°81/08.
INFORTUNI DOVUTI A FATTORI FISICI

• Cadute dall’alto

• Cadute a livello

• Scivolamenti

• Schiacciamenti

• Traumi cranici

• Urti

• Colpi

• Impatti

• Punture

• Tagli

• Abrasioni

• Rumore.
INFORTUNI DOVUTI A FATTORI TERMICI
 • Traumi da incendi
 • Traumi da esplosione
INFORTUNI DOVUTI ALL’ELETTRICITÀ
 • Folgorazioni
 • Shock elettrici
INFORTUNI DOVUTI A FATTORI CHIMICI
 • Manipolazione di sostanze cancerogene.
MALORI IMPROVVISI DEI LAVORATORI
I lavoratori sul posto di lavoro possono essere colpiti da malori improvvisi, che
richiedono soccorso d’urgenza; questi malori possono essere provocati da fattori
interni all’organismo dei lavoratori medesimi e possono essere indipendenti da
cause di lavoro.
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Solo a titolo d’esempio, e in modo indicativo e non esauriente, si riportano di
seguito alcune tra le più comuni patologie:
 • ischemia (infarto miocardico acuto, ictus cerebrale),
 • coma diabetico
 • crisi ipoglicemica,
 • ipotensione arteriosa,
 • crisi epilettica
 • dolori addominali
ORGANIZZAZIONE DEL SOCCORSO
INFORTUNI SUL LAVORO
NELLE
EMERGENZE
CAUSATE
DAGLI
Nelle diverse tipologie d’infortunio, è stato riportato il testo delle istruzioni (relative
all’infortunio menzionato) per l’uso dei materiali contenuti nella cassetta di pronto
soccorso, istruzioni allegate al d.lgs. n°388/03.
Tutte le procedure sui vari tipi di pronto soccorso devono in ogni caso essere
concordate, durante il corso di formazione destinato ai soccorritori scolastici, con il
medico competente.
NOTE DI CARATTERE GENERALE
Di seguito si trascrivono alcune norme generali di legge e si danno alcune
indicazioni sugli aspetti dell’igiene del lavoro.
PRESIDI SANITARI
All’interno della scuola devono essere installate cassette di medicazione conformi a
quanto prescritto dal d.lgs. n°388/03 (vedi documento di valutazione dei rischi).
Lo stesso decreto prescrive inoltre che:
“I presidi chirurgici e farmaceutici debbono essere costantemente tenuti in
condizioni di efficienza”.
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Il piano di evacuazione, che è parte integrante del Piano d’Emergenza, detta istruzioni
sul comportamento che le persone devono tenere in caso d’incendio o di altro evento
che renda necessaria l’evacuazione della scuola.
Deflusso
Il piano ha come obiettivo il regolare deflusso delle persone attraverso gli itinerari
d’emergenza e le uscite di sicurezza, in modo che l’evacuazione sia ordinata e avvenga
seguendo percorsi protetti prestabiliti.
Questi itinerari e queste uscite costituiscono le vie di esodo o di fuga verso i punti di
raccolta prefissati, situati in luogo sicuro.
L’ordine di evacuazione sarà dato dai soccorritori scolastici seguendo le procedure
espresse nella “fase operativa” di questo piano di emergenza e/o direttamente dai Vigili
del Fuoco. Lo sfollamento sarà diretto e coordinato dai soccorritori.
Si deve dare la precedenza assoluta agli eventuali portatori di handicap e alle persone
che si trovano più vicine al focolaio dell’incendio (o al punto di origine di qualsiasi altro
evento calamitoso) o ad un’area che può diventare pericolosa per il propagarsi delle
fiamme o per i rischi di esplosione.
ATTUAZIONE DEL PIANO DI EVACUAZIONE DEI SETTORI SCOLASTICI INTERESSATI
DALL’INCENDIO
Le misure di gestione dell’emergenza e di evacuazione dei settori scolastici interessati
dall’incendio, o da altri tipi di emergenze, sono illustrate dalle schede riportate nel
presente documento. Tali schede sono affisse alle pareti dell’Istituto in luoghi visibili e
di passaggio in modo da renderne nota la conoscenza a tutte le persone che lavorano o
studiano nella scuola. In ogni locale dell’edificio sono altresì esposte schede che
illustrano la posizione e le vie di fuga più vicine al punto in cui ci si trova.
PROCEDURE D’EVACUAZIONE
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Le procedure di evacuazione devono essere illustrate al personale dipendente
nell’ambito dell’attività di informazione e formazione prevista dagli artt.36 e 37 del
D.Lgs. n°81/08; tale illustrazione è da ripetere prima delle prove di simulazione (almeno
due volte l’anno).
L’evacuazione può essere parziale o totale in funzione del tipo di emergenza e della sua
gravità.
Si possono distinguere due distinte situazioni che richiedono l’evacuazione del
fabbricato (parziale o totale).
Nel primo caso – evacuazione parziale – con l’impianto sonoro per gli ordini collettivi
(megafono o impianto di diffusione sonora) viene diramato il seguente messaggio:
A SCOPO PRECAUZIONALE TUTTE LE PERSONE PRESENTI
ALL’INTERNO DEL SETTORE….. DELL’EDIFICIO SONO
PREGATE DI USCIRE IN ORDINE MANTENENDO LA CALMA.
GLI INCARICATI ATTIVINO LE PROCEDURE PREVISTE DAL
PIANO DI EMERGENZA PER IL SETTORE/PIANO…. E QUELLO
ADIACENTE.
Nel secondo caso – evacuazione totale – con l’impianto sonoro per gli ordini collettivi
(megafono o impianto di diffusione sonora) viene diramato il seguente messaggio:
TUTTI I PRESENTI DEVONO ABBANDONARE L’EDIFICIO IN
ORDINE MANTENENDO LA CALMA. GLI INCARICATI
ATTIVINO LE PROCEDURE PREVISTE DAL PIANO DI
EMERGENZA PER L’INTERO STABILE
Si precisa che è opportuno non segnalare a tutti il tipo di emergenza se questo può
contribuire a diffondere il panico.
La prima procedura si attua quando si ritiene che l’incidente accertato possa progredire
ed evolversi nel tempo fino ad assumere una configurazione che può pregiudicare
l’incolumità delle persone.
La seconda, invece, costituisce un provvedimento da adottare ogni qualvolta si accerta
un incidente la cui consistenza di già pregiudica l’integrità fisica ed anche quando non si
è in grado di prevedere l’evoluzione del fenomeno dannoso (es. fuga di gas) e le dirette
conseguenze sull’uomo.
Nell’evoluzione della situazione d’emergenza si specifica quanto segue:
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1. Gli assistenti ausiliari spalancano i battenti di tutte le uscite d'emergenza che
possono raggiungere senza pericolo e provvedono all'interruzione dell'energia
elettrica e dell'alimentazione della centrale termica.
2. I professori (se in aula o in laboratorio), prendono nota degli assenti del giorno e
di coloro eventualmente fuori dall’aula, quindi prendono il registro di classe, il
modulo di evacuazione, una penna ed alla fine impartiscono l'ordine di
evacuazione.
3. Gli alunni in classe, ricevuto l’ordine di evacuazione, si mettono in fila e, senza
attardarsi a raccogliere effetti personali, abbandonano rapidamente (senza
correre) il locale, dirigendosi, per la via di emergenza, all’area esterna di raccolta
prestabilita.
4. Gli alunni isolati, se possibile, si aggregano alla classe o al gruppo più vicino
segnalando la propria presenza agli altri; se ciò non è possibile procedono
all'evacuazione in modo individuale seguendo la via di emergenza più vicina;
appena giunti all'esterno raggiungono l'area esterna di raccolta loro assegnata in
precedenza.
5. Coloro che sono riuniti nei locali comuni (biblioteca, aula magna ecc.) si attengono
alle istruzioni impartite dai professori presenti e in loro assenza procedono
all’evacuazione spontanea, con la massima calma e seguendo le vie di emergenza
indicate.
6. Il personale incaricato del controllo delle operazioni di evacuazione, sorveglia che
non si creino intralci lungo le vie di emergenza e interviene in soccorso di coloro
che sono in difficoltà.
Modello di scheda da affiggere in ogni aula
SCHEDA DEGLI INCARICHI IN CASO DI EVACUAZIONE
Classe _______________________ Piano _________________
Anno scolastico_____________
Data della rilevazione _______________
ALUNNI APRI-FILA
ALUNNI SERRA-FILA
ALUNNI DI RISERVA
1.
2.
1.
2.
1.
2.
PLANIMETRIE
Per i luoghi di lavoro il piano include una planimetria per ogni specifico ambiente (piano
o reparto) nella quale siano riportati:
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
le caratteristiche distributive del luogo, con particolare riferimento alla
destinazione delle varie aree, alle vie di esodo ed alla compartimentazione
antincendio;

il punto di raccolta, identificato come “Luogo Sicuro”

il tipo, numero di ubicazione delle attrezzature ed impianti di estinzione;

l'ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo;

l'ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica, delle
valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi
combustibili.
ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO
Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari degli allievi o di lavoratori
disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure
di evacuazione del luogo di lavoro.
Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nella
Scuola.
Qualora siano presenti disabili, il piano di emergenza deve essere predisposto tenendo
conto delle loro invalidità.
Soccorrere un disabile motorio
Se la persona può allontanarsi mediante l’utilizzo di una sedia a rotelle:
 assicurarsi che il percorso sia libero da eventuali barriere architettoniche;
in presenza di ostacoli, quali scale o gradini, aiutarla a superarli nel seguente
modo:
 posizionarsi dietro la carrozzina, impugnare le maniglie della sedia
inclinandola all’indietro di circa 45° ed affrontare l’ostacolo, mantenendo la
posizione inclinata fino a che non si raggiunge un luogo sicuro ed in piano.
Ricordarsi di affrontare l’ostacolo procedendo sempre all’indietro!
Se bisogna trasportare una persona non in grado di collaborare:
 non sottoporre a trazione le sue strutture articolari perchè si potrebbero
provocare danni, utilizzare come presa il cingolo scapolare (complesso articolare
della scapola) o il cingolo pelvico (complesso articolare del bacino e dell’anca).
Soccorrere un disabile sensoriale
Persone con disabilità dell’udito
 facilitare la lettura labiale, si eviteranno incomprensioni e si agevolerà il
soccorso;
 quando si parla tenere ferma la testa e posizionare il viso all’altezza degli
occhi dell’interlocutore;
 parlare distintamente, possibilmente con una corretta pronuncia, usando
frasi brevi con un tono normale (non occorre gridare);
 scrivere in stampatello nomi e parole che non si riescono a comunicare;
 mantenere una distanza inferiore al metro e mezzo.
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Anche le persone con protesi acustiche hanno difficoltà a recepire integralmente il
parlato, cercare di attenersi alle stesse precauzioni.
Persone con disabilità della vista
 annunciare al presenza e parlare con voce distinta;
 spiegare la reale situazione di pericolo;
 evitare di alternare una terza persona nella conversazione;
 descrivere anticipatamente le azioni da intraprendere;
 guidare la persona lungo il percorso nel modo che si ritiene più opportuno:
appoggiata alla spalla e leggermente più indietro;
 annunciare la presenza di ostacoli come scale, porte o altre situazioni di
impedimento;
 se si accompagnano più persone con le stesse difficoltà aiutarle a tenersi per
mano;
 non abbandonare la persona una volta raggiunto un luogo fuori pericolo, ma
assicurarsi che sia in compagnia.
Soccorrere un disabile cognitivo
 Ricordarsi che persone con disabilità di apprendimento:
 potrebbero avere difficoltà nell’eseguire istruzioni complesse, superiori ad
una breve sequenza di azioni semplici;
 in situazioni di pericolo possono mostrare atteggiamenti di parziale o nulla
collaborazione verso chi attua il soccorso.
 Quindi:
 accertarsi che la persona abbia percepito la situazione di pericolo;
 accompagnare la persona se dimostra di avere problemi di scarso senso
direzionale;
 fornire istruzioni suddividendole in semplici fasi successive;
 usare segnali semplici o simboli facilmente comprensibili;
 cercare di interpretare le eventuali reazioni;
 di fronte a comportamenti aggressivi dare la precedenza alla salvaguardia
dell’incolumità fisica della persona. Ricorrere all’intervento coercitivo se questo
costituisce l’unica soluzione possibile.
Utilizzo di ascensori
Le persone disabili possono utilizzare un ascensore solo se è un ascensore predisposto
per l’evacuazione o è un ascensore antincendio appositamente identificato e segnalato
con apposita segnaletica.
L’utilizzo degli ascensori da parte dei disabili deve avvenire solo sotto il controllo di
personale responsabile delle procedure di evacuazione.
Le chiamate di soccorso:
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6.1 Modalità per l’esercitazione d’emergenza
Per verificare la fattibilità di quanto previsto nel presente piano occorre effettuare
alcune simulazioni.
In tal modo si prova il sistema di sicurezza predisposto e l’organizzazione aziendale.
La simulazione può espletarsi senza evacuare l’edificio oppure può prevedere
l’evacuazione totale o parziale dell’immobile.
6.2 Simulazione che non comporta l’evacuazione dell’edificio
Il test inizia considerando un evento di entità modesta, come ad esempio un principio
d’incendio originato da un cestino della carte in fiamme.
Il dipendente che è incaricato di avviare la simulazione, procede nel seguente modo:
1.
avvia la simulazione telefonando al numero di emergenza interno indicato nel
piano e riportato nella scheda di comportamento affissa nei locali in prossimità
delle piante; comunica il tipo di emergenza in atto specificandone che si tratta di
una simulazione;
2.
il personale della vigilanza (che riceve la chiamata) attiverà le procedure
previste limitandosi ad inviare sul posto solo un addetto della squadra di
emergenza informandolo che si tratta di simulazione;
3.
l’addetto della squadra di emergenza dovrà abbandonare sollecitamente il
suo posto di lavoro e recarsi nel luogo indicato.
La simulazione ha termine quando l’addetto all’antincendio arriva sul posto con un
estintore portatile senza aver usato ascensori.
Durante la simulazione si prende nota dei tempi progressivi di tutte le operazioni sopra
descritte, indicando come tempo zero quello in cui il dipendente ha effettuato la prima
telefonata.
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Arrivando sul posto l’addetto all’emergenza viene invitato ad elencare, in ordine di
priorità, le procedure che avrebbe seguito se avesse trovato l’incendio; tali procedure
saranno confrontate con quelle di cui alla scheda n°3.
A questo punto si arresta la simulazione, si analizzano i tempi ed il comportamento dei
soggetti interessati.
Successivamente saranno effettuate altre simulazioni dello stesso tipo coinvolgendo
altri dipendenti.
Lo staff che ha gestito le simulazioni relaziona sull’esito delle prove e propone gli
eventuali aggiustamenti al piano di emergenza.
Le simulazioni così organizzate avranno un modesto impatto sull’attività della
associazione perchè solo poche persone si sono allontanate dal proprio posto di lavoro
usuale.
Durante l’attività di formazione del personale saranno indicate le modalità di
svolgimento della simulazione, indicando di volta in volta il tipo di emergenza, la sua
gravità, il punto in cui si deve verificare e l’orario.
Tali simulazioni saranno effettuate almeno dieci volte prima di effettuare simulazioni
che comportino l’evacuazione parziale o totale dell’edificio.
Ciascuna simulazione, pur avendo un modestissimo impatto operativo, avrà un
notevole impatto sul personale, che si sente gradualmente più coinvolto e comincerà a
capire che il piano di emergenza è una cosa seria, meritevole di attenzione e che può
essere causa di rimproveri, se ad esso non si presta particolare attenzione.
6.1.2 Preparazione della
l’evacuazione dell’edificio
simulazione
dell’emergenza
che
comporta
Questo tipo di simulazione è molto più impegnativa perchè comporta l’abbandono
fisico dei locali da parte dei dipendenti, visitatori e di chiunque si trovi nell’edificio.
L’evento ipotizzato comporta l’abbandono dell’edificio e la concentrazione nei punti di
raccolta.
Della simulazione sarà data notizia eventualmente notizia agli enti esterni per
opportuna conoscenza e per gli eventuali provvedimenti di competenza.
Questo tipo di simulazione, essendo molto impegnativa non potrà essere ripetuta che
uno o due volte l’anno.
Comunque la simulazione con abbandono dei locali ha sicuramente un impatto
determinante e realistico sui dipendenti e sugli allievi e può provare a fondo la
concretezza del piano.
Sarà organizzato un incontro e il coordinatore informerà i presenti su:
sullo scenario;
sui tempi e i modi;
su eventuali varianti che potrebbero essere attivate in corso di esercitazione;
sui vantaggi della simulazione e sul suo realismo.
Alla fine dell’incontro viene stilato il programma della simulazione.
L’obiettivo dell’esercitazione è multiplo:
verificare l’idoneità delle procedure previste;
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verificare la correttezza dei comportamenti;
verificare l’efficacia dei sistemi di comunicazione;
acquisire preziosa esperienza pratica;
sviluppare lo spirito di corpo nei dipendenti;
identificare ed analizzare possibili debolezze del piano;
confermare l’esistenza e la disponibilità delle risorse necessarie per fronteggiare
l’evento.
Al fine di ottenere il coinvolgimento dei dipendenti, i suddetti obiettivi verranno
comunicati nelle riunioni informative che saranno effettuate prima di avviare la
simulazione dell’evacuazione.
6.1.3 Simulazione dell’evacuazione
Come evento che determina l’emergenza e l’evacuazione si adotta quello
rappresentato da un incendio.
Verranno anticipatamente avvertiti i dipendenti che in una imprecisata ora del giorno
della settimana X si procederà ad una simulazione d’emergenza che potrebbe
comportare l’abbandono dei locali.
Si consiglia di non effettuare una prova senza avvisare le persone presenti in quanto la
reazione emotiva può pregiudicare la sicurezza degli occupanti.
A tal proposito si metteranno avvisi ben leggibili nell’atrio e nei piani dell’edificio lungo
i percorsi.
La simulazione dovrà verificare anche il modo in cui vengono assistiti i visitatori, gli
allievi e gli eventuali disabili.
Se al momento non vi sono disabili, un dipendente farà la parte di un disabile.
Gli addetti alla squadra di emergenza e tutte le persone che hanno una parte attiva
nella simulazione verranno identificate con una fascia rossa posta sul braccio.
L’ordine di evacuazione sarà diramato mediante l’impianto di diffusione sonora.
Gli addetti alla squadra di emergenza accompagneranno visitatori, dipendenti ed ospiti
verso le uscite di piano con fare sicuro, deciso e tranquillo. Alcuni assisteranno le
persone handicappate fino all’uscita verso l’esterno o al raggiungimento del luogo
sicuro statico appositamente predisposto.
Infine, se previsto, i mezzi di soccorso (ambulanze) dovranno giungere sul posto per
soccorrere uno o più infortunati, secondo un programma predisposto.
Un aspetto essenziale della simulazione è la messa a disposizione di osservatori ubicati
in posizione prestabilita; essi prendono nota dell’accaduto, rilevano i tempi e la
successione delle reazioni e stendono un verbale di valutazione.
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7.1 Disposizioni finali
Il presente piano riprodotto in più copie viene conservato presso la DIREZIONE ed
altre copie vengono trasmesse o consegnate ai seguenti soggetti:
1.
2.
3.
4.
5.
Direzione;
Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione;
Rappresentanti dei lavoratori;
Una copia a disposizione dei lavoratori;
Una copia a disposizione di ditte esterne che operano nell’azienda.
É fatto obbligo al possessore del piano di mantenerlo con cura e diligenza.
È fatto obbligo a chi preleva copia del piano di tenerlo con cura e riconsegnarlo dopo
la consultazione.
È fatto obbligo a tutti coloro che frequentano l’edificio di osservare integralmente i
contenuti e le procedure previste dal piano di emergenza.
Coloro che manomettono e/o riducono l’efficacia dei sistemi di difesa e protezione
installati per la sicurezza delle persone e la salvaguardia dei beni, saranno sottoposti a
procedimenti disciplinari commisurati alla gravità dell’inadempienza, oltre alla azione
penale per reati contro la pubblica incolumità.
Al fine di mantenere alto il livello di sicurezza dell’attività si dispone affinchè durante le
ore di lavoro sia prestata la massima attenzione su quanto di seguito specificato:
verificare che non siano superati gli affollamenti previsti per ogni piano e nei locali
secondo quanto riportato in planimetria;
verificare che siano agibili e mantenuti sgombri da ostacoli i percorsi di esodo
indicati in planimetria;
durante le manutenzioni, risistemazioni e restauro dei locali e dei beni devono
essere rispettate le condizioni di esercizio riportate nel documento di
autorizzazione a firma del direttore;
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devono
devono
devono
almeno
essere mantenuti efficienti i mezzi antincendio indicati nei disegni. Essi
essere controllati almeno ogni 6 mesi;
essere tenuti efficienti tutti gli impianti esistenti nell’edificio con controllo
semestrale.
7.2 Indirizzi utili per la gestione delle emergenze
Presso i locali della vigilanza verrà disposto il cartello con l’indicazione dei recapiti di
tutti gli enti ed organizzazioni che possono utilmente essere contattati al fine di
consentire il loro più rapido intervento.
ENTI DI SOCCORSO ESTERNO
INDIRIZZO
CARABINIERI
POLIZIA
VIGILI DEL FUOCO
VIGILI URBANI
POLIZIA STRADALE
PREFETTURA
QUESTURA

112
113
115
SOCCORSO SANITARIO
INDIRIZZO
PRONTO SOCCORSO
GUARDIA MEDICA
CROCE ROSSA
CENTRO ANTIVELENI
CENTRO USTIONI
FARMACIA
FARMACIA NOTTURNA
SERVIZIO AMBULANZE

118
GUASTI IMPIANTI
INDIRIZZO

ENEL
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AZIENDA ACQUA
GAS
SERVIZIO TELEFONICO
GESTORE IMPIANTO
ELETTRICO
GESTORE IMPIANTO TERMICO
GESTORE IMPIANTO IDRICO
GESTORE ASCENSORI
Verbale di adozione del piano di emergenza
Il presente piano di emergenza è stato esaminato nel corso di una riunione avvenuta
presso la direzione in data ..........................
Il piano di emergenza contiene le procedure di intervento e di evacuazione riporta in
allegato le piante dell’attività, i mezzi antincendio disponibili nella scuola e le loro
caratteristiche nonchè il registro dei controlli, sorveglianza e manutenzione che sarà
tenuto aggiornato e disponibile per i controlli dei Vigili del Fuoco.
Il piano sarà revisionato una volta all’anno e, comunque, ogni qualvolta
modifiche sostanziali nell’attività o nell’impiego del personale costituiranno varianti
nelle condizioni di rischio con riflessi sulla sicurezza dei lavoratori.
Premesso quanto sopra il datore di lavoro, Dott. Giacomo Raspanti
sentito



Il responsabile esterno del servizio di prevenzione e protezione prof. Riccardo Lo
Brutto;
il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori Nicolò Calamia
il medico competente dott. Rosario Drago
adotta, in data .............................. il presente piano di emergenza costituito da n°42
(quarantadue) pagine numerate da 1 a 42 + gli eventuali allegati.
Il datore di lavoro Dott. Giacomo Raspanti
......................................
Il R.S.P.P. esterno prof. Riccardo Lo Brutto
.........................................
Il R.L.S. Nicolò Calamia
..........................................
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il medico competente dott. Rosario Drago
………………………………………..
MODULO DI REGISTRAZIONE
STATI DI EMERGENZA VERIFICATESI
(PSEME/A5)
Registrazione stati di emergenza verificatisi nella scuola
Codice progressivo evento:
Descrizione dell’evento:
Nominativo della
persona che ha dato
l’allarme:
Altre persone
presenti:
Data ed ora della segnalazione:
Nominativo dell’incaricato di piano
intervenuto:
Azioni
intraprese:
Richiesta di soccorsi:
SI
NO
Orario di arrivo dei primi soccorsi:
Azioni intraprese dai soccorritori:
Chiamati alle ore:
Danni alle persone:
Danni alle cose:
Eventuali danni causati a terzi:
Analisi dell’evento
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SPP
doc.
PSEME/A5
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Probabili cause:
Inefficienze riscontrate:
Compilato da:
Data compilazione:
Allegati
Firma del RSPP
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