PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 1 di 43 D.D. S. G. Bosco PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 2 di 43 D.D. S. G. Bosco Generalità Scenari delle emergenze Il modello organizzativo del piano Linee guida comportamentali L’evacuazione d’emergenza Esercitazioni di intervento e di evacuazione Notizie utili per l’emergenza I mezzi e gli impianti antincendio PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 3 di 43 D.D. S. G. Bosco STATO DEL DOCUMENTO PIANO DI EMERGENZA RELATIVO AL SEGUENTE PLESSO SCOLASTICO: Alcamo (TP) Plesso S. Giov. Bosco – via Pia Opera Pastore, 67 Plesso Piajet – via Monte Bonifato, 128 Plesso Vittorino da Feltre – via Monte Bonifato, 78 Plesso ex telefoni di stato – via Pia Opera Pastore, 10 Plesso Froebel – via Pia Opera Pastore, 67 N° edizione data Motivo Revisione documentale 02/2015 controllata Copia n° ____/_15_ distribuita il _________Firma: _____________ non controllata Avvertenze per l’utilizzo Il presente manuale è di proprietà della Direzione Didattica “San Giovanni Bosco” - Alcamo. Nel manuale sono contenute conoscenze della struttura scolastica, per questo la Direzione Didattica ne vieta ogni riproduzione non autorizzata per iscritto, in toto o in parte, compresi gli allegati. 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Lgs. n°81/08 che, com’è noto, è stato emanato per l’attuazione delle direttive Comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. Il Ministero dell’Interno, con il D.M. 10.03.1998 ha stabilito i criteri di sicurezza antincendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro. Nel suddetto decreto viene precisato, fra l’altro, che nei luoghi di lavoro, oltre alla valutazione dei rischi, occorre realizzare anche un’efficiente organizzazione e gestione della sicurezza antincendio prevedendo: le misure per ridurre le probabilità di insorgenza dell’incendio; le vie d’uscita in caso di incendio; la rivelazione e l’allarme; le attrezzature e gli impianti di estinzione; i controlli e la manutenzione delle attrezzature antincendio; l’informazione e la formazione antincendio; la pianificazione delle procedure da attuare (il presente piano); i contenuti dei corsi di formazione agli addetti; le attività per le quali gli addetti hanno l’obbligo di conseguire l’attestato di idoneità rilasciato dai vigili del fuoco. Il D. Lgs. N°81/08 stabilisce in particolare: nell’attività occorre adottare “misure di emergenza da attuare in caso di pronto soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave ed immediato”; il datore di lavoro elabora un documento contenente: Una relazione sulla valutazione dei rischi... omissis...; L’individuazione delle misure di prevenzione e protezione... omissis...; Il programma delle misure... omissis... il datore di lavoro designa il responsabile del servizio di prevenzione e protezione; il datore di lavoro designa i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio e adotta le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato; DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 5 di 43 D.D. S. G. Bosco il datore di lavoro: Organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici per la lotta antincendio e gestione dell’emergenza; Programma gli interventi per l’abbandono del posto di lavoro in caso di pericolo grave e immediato; Prevede le misure adeguate che il lavoratore deve adottare per evitare le conseguenze di un pericolo. i lavoratori, che non possono rifiutare le designazioni se non per giustificati motivi, devono essere formati, dotati di attrezzature adeguate ed essere in numero sufficiente per il tipo di azienda; il lavoratore che in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro ovvero da una zona pericolosa non può subire pregiudizio alcuno...; il lavoratore che in caso di pericolo grave ed immediato... prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio a meno che non abbia commesso grave negligenza; il datore di lavoro provvede ad informare ciascun lavoratore su: Rischi per la sicurezza e la salute in generale; Le misure di prevenzione e protezione adottate; I rischi specifici dell’azienda; I pericoli sull’uso delle sostanze pericolose; Le procedure sul pronto soccorso, lotta antincendio ed evacuazione; Il nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione; I nominativi dei lavoratori incaricati della lotta antincendio e del pronto soccorso. il datore di lavoro deve assicurare un’adeguata formazione ai lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio e pronto soccorso (v. allegati IX e X al D.M. 10.03.98). 1.2 Considerazioni generali Si premette che il piano d’emergenza è stato redatto facendo riferimento alle attività svolte alla data di effettuazione del monitoraggio nel periodo ottobre 2015. Pertanto esso non è riferito a future configurazioni degli ambienti di lavoro rese consone alla vigente normativa, ma rappresenta lo strumento atto ad educare per poter far fronte ad una eventuale emergenza. Il fine è la salvaguardia dell’integrità fisica delle persone e la limitazione di danni alle cose. Esso ha lo scopo di costituire il riferimento per la gestione di un evento, una situazione, una circostanza diversa da tutti gli avvenimenti che normalmente si presentano negli ambienti dell’attività in oggetto. Il piano di emergenza rappresenta lo strumento che dovrà consentire di organizzare e guidare i comportamenti DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 6 di 43 D.D. S. G. Bosco delle persone presenti nei singoli ambienti e/o nell’intero edificio in caso di emergenza. L’emergenza, costringe quanti la subiscono, a mettere in atto misure di reazione dirette alla salvaguardia delle persone ed alla riduzione dei danni possibili. L’emergenza, per sua stessa natura coglie di sorpresa e la reazione-azione più istintiva è la fuga ma questa potrebbe rivelarsi la scelta peggiore. I comportamenti e le attività delle persone coinvolte da una emergenza devono essere programmati, per quanto possibile, in funzione del tipo e della gravità dell’emergenza stessa. Ogni sforzo dovrà essere teso al contenimento del manifestarsi del disordine che è la fase preliminare del panico a cui seguono comportamenti istintivi e l’abbandono dell’umana solidarietà. Solo l’esistenza di un piano d’azione programmato consente di agire con una serie di scelte che il soggetto o i soggetti consapevoli dell’emergenza in atto potranno valutare rapidamente per promuovere contromisure adeguate alla risoluzione degli imprevisti con il minimo danno per se e per gli altri. Il piano si prefigge il suddetto obiettivo partendo dallo studio dei possibili incidenti che possono derivare dal particolare ambiente operativo per le sue specifiche caratteristiche di ambiente, dei materiali presenti, degli impianti, e del ciclo lavorativo. Il piano contiene le indicazioni sui comportamenti che vanno assunti: Da ogni lavoratore; Da ogni allievo; Dagli addetti alla gestione dell’emergenza. 1.3 Struttura del piano di emergenza Il Piano d’Emergenza, al fine di essere pienamente efficace, è strutturato in modo tale da presentare le seguenti caratteristiche: facile applicazione; rapida attuabilità; validità per ogni possibile evento; compatibilità con le attività che si svolgono all’interno della scuola; allerta delle sole persone competenti circa il tipo d'emergenza previsto; individuazione dei compiti e dei livelli di responsabilità; intervento degli addetti in tutti i casi d'emergenza, compreso il falso allarme; continuo riferimento alle norme di legge in tema di sicurezza ed igiene sul lavoro. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 7 di 43 D.D. S. G. Bosco Nel piano d’emergenza vengono individuati: gli scenari di emergenza ragionevolmente prevedibili; il modello organizzativo del piano; i mezzi antincendio a disposizione; le linee guida comportamentali e procedurali che individuano le azioni da intraprendere; l’evacuazione d’emergenza e le indicazioni per la promozione ed organizzazione dell’attività di addestramento aziendale; le esercitazioni di intervento e di evacuazione; le informazioni utili che non è possibile ottenere facilmente durante l’emergenza. Formano parte integrante del piano, il registro della sicurezza antincendio, nonchè le planimetrie dei luoghi di lavoro contenenti: Le caratteristiche planovolumetriche del luogo di lavoro (distribuzione e destinazione dei vari ambienti, vie di fuga); Le attrezzature ed impianti di spegnimento; L’ubicazione dei punti di allarme e della centrale di controllo; L’ubicazione dell’interruttore generale dell’alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, di gas e liquidi combustibili; Ogni altro elemento utile per la sicurezza dell’attività. Il piano di emergenza verrà aggiornato e revisionato almeno una volta all’anno, per tenere conto dell’esperienza acquisita nel corso delle periodiche esercitazioni (almeno una nell’anno solare). Verrà integrato con le informazioni che si rendessero disponibili o necessarie da acquisire al fine di registrare le variazioni della realtà organizzativa e strutturale dell’unità produttiva; nonchè allo scopo di adeguarlo alle mutate esigenze della sicurezza ed allo sviluppo della tecnica e dei mezzi disponibili. Il piano sarà sottoposto a revisione ogni qualvolta si verificheranno assunzioni di disabili o immissioni e trasferimenti dei dipendenti menzionati come figure attive nel piano stesso. LE CARATTERISTICHE DELLA SCUOLA NOTE DI CARATTERE GENERALE 1. AFFOLLAMENTO: numero massimo ipotizzabile di persone presenti nella scuola o in una determinata area della stessa. 2. LUOGO SICURO: spazio scoperto ovvero compartimento antincendio – separato da altri compartimenti mediante spazi scoperti o filtri a prova di fumo – avente caratteristiche idonee a ricevere e contenere un predeterminato numero di persone, dove le persone possono ritenersi al sicuro dagli effetti di un incendio. 3. PERCORSO PROTETTO: percorso caratterizzato da un’adeguata protezione contro gli effetti di un incendio che può svilupparsi nella restante parte dell’edificio. Esso DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 8 di 43 D.D. S. G. Bosco può essere costituito da un corridoio protetto, da una scala protetta o da una scala esterna. 4. USCITA DI PIANO: uscita che consente alle persone di non essere ulteriormente esposte al rischio diretto degli effetti di un incendio e che può configurarsi come segue: uscita che immette direttamente in luogo sicuro; uscita che immette in percorso protetto attraverso il quale può essere raggiunta l’uscita che immette in un luogo sicuro. 5. VIA DI FUGA (da utilizzare in caso di emergenza): itinerari d’emergenza prestabilito dal Piano d’Emergenza che consente agli occupanti di una scuola di raggiungere un luogo sicuro. Nel corpo di fabbrica del plesso centrale, strutturato su più livelli fuori terra, hanno sede le aule, i laboratori, la palestra, gli spogliatoi, sale riunioni, una aula magna, gli spazi destinati alla segreteria e alla direzione didattica e i laboratori. Nell’altro plesso hanno sede le aule e i laboratori. USCITE DI SICUREZZA ED ITINERARI D’EMERGENZA Tutti i settori dei plessi sono dotati di uscite di sicurezza che conducono direttamente in luogo sicuro. Le uscite di sicurezza, le relative vie di fuga ed il luogo sicuro sono indicati nelle tavole grafiche che verranno affisse alle pareti dei plessi. PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER LE VIE DI FUGA Le vie di uscita devono essere sicure e non presentare pericoli per le persone che vi transitano. Le vie di uscita devono essere mantenute sgombere da materiali di deposito e da attrezzature che possono costituire pericoli potenziali di incendio. Tutte le porte delle vie di uscita devono essere regolarmente controllate per assicurare che si aprano facilmente. Ogni difetto deve essere riparato il più presto possibile ed ogni ostruzione deve essere immediatamente rimossa. Tutte le porte resistenti al fuoco devono essere regolarmente controllate per assicurarsi che non sussistano danneggiamenti e che chiudano regolarmente. I PRESIDI ANTINCENDIO DELLA SCUOLA Tutti gli spazi di pertinenza della scuola, così come le aree a rischio specifico o destinate a servizi, sono dotati di estintori di capacità estinguente non inferiore 13°, 89 BC, in quantità di 1 ogni 200 mq nelle zone comuni e n.1 per ogni laboratorio e palestra e locale a rischio specifico. Vi è un attacco motopompa esterno del tipo UNI 70, all’esterno degli edifici, e sono presenti naspi Uni 45. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 9 di 43 D.D. S. G. Bosco PRESCRIZIONI DA OSSERVARE PER I PRESIDI ANTINCENDIO I mezzi di protezione antincendio devono essere mantenuti in efficienza; Gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio devono essere effettuati nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, e delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione. In conformità a quanto richiesto dall’art. 5 D.P.R. n°37 12/01/98, è stato predisposto il Registro Antincendio allegato separatamente. La compilazione, a carico del responsabile dell’attività, riguarda tutti i controlli e gli interventi di manutenzione sugli impianti e componenti con specifica funzione antincendio. ACCESSIBILITÀ DEI SOCCORSI ESTERNI In caso d’incendio o di qualsiasi altro sinistro è di primaria importanza che gli automezzi di soccorso (autopompe e ambulanze) possano entrare negli spazi interni alla scuola e sistemarsi il più vicino possibile al luogo dell’incendio o dell’incidente. I mezzi dei soccorsi esterni possono accedere al cortile interno della scuola attraverso un passo carraio. SISTEMI D’ALLARME In occasione di eventuali emergenze, nel caso sia necessario allertare l’intera popolazione scolastica è previsto l'utilizzo della sirena antincendio la quale è possibile attivarla dalla postazione del personale ausiliario, ubicato all’ingresso della scuola, nell’atrio. In caso di non funzionamento, o negli altri plessi, è prevista l’attivazione della campanella che avviene manualmente con un suono continuo di una durata tale da non poter essere in alcuna maniera confusa con il segnale di inizio e fine ora (suono lungo, pausa, suono lungo, pausa per almeno 30 secondi). I sistemi di cui al paragrafo precedente sono utilizzati per il comando di Evacuazione generale della scuola. L’attivazione di tale sistema è a cura delle persone che sono state individuate in calce al presente documento. Attenzione: Gli addetti antincendio dei plessi con più di 300 persone contemporaneamente presenti dovranno possedere l’attestato di idoneità rilasciato dal Comando Provinciale dei VV.FF. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 10 di 43 D.D. S. G. Bosco 2.1 Individuazione degli scenari di emergenza ragionevolmente prevedibili Sono individuati una serie di scenari, la cui probabilità di accadimento è la più varia possibile. Taluni di essi hanno una probabilità di accadimento piuttosto elevata, mentre per altri si può ritenere che la probabilità sia estremamente modesta. Certamente l’emergenza incendio è di gran lunga la situazione cui si è portati a pensare tra quelle con probabilità più elevata di accadimento, in considerazione dell’oggetto dell’attività della azienda in questione. Tale emergenza è anche quella cui corrisponde la maggior rilevanza, o come suol dirsi, magnitudo del danno, per questo viene studiata con maggior dettaglio delle altre. 2.2 Emergenza incendio Il principio di incendio o l’incendio possono essere individuati: Dal personale dipendente Il personale dipendente che individua l’incendio attiva l’allarme azionando il pulsante di emergenza più vicino o si mette in comunicazione con la sorveglianza; in tal modo consente la rapida attivazione delle procedure descritte nelle schede allegate. In attesa dell’arrivo degli addetti alla sicurezza la persona che ha individuato l’incendio valuta la possibilità di affrontarlo con i mezzi a disposizione (estintori/idranti) e, in caso di impossibilità, si allontana chiudendo le porte interne dopo il passaggio in modo da limitare la propagazione dei fumi. Da un utente Se l’incendio è individuato da un utente, la segnaletica predisposta nella struttura (planimetrie e cartellonistica) indicherà il pulsante più vicino da attivare per consentire a chi di dovere di intervenire secondo le procedure descritte nelle schede allegate. In caso di incendio, grave pericolo è costituito dalla eventuale propagazione del fumo. In tal caso potrà essere previsto lo sfollamento dell’edificio. L’evacuazione dell’edificio può essere parziale o totale. La necessità dello sfollamento dovrà essere comunicata alle persone interessate. I messaggi di sfollamento devono tendere ad evitare l’inconsulto e disordinato affollamento delle vie di fuga. Ogni procedura dovrà limitare al massimo la diffusione del fumo all’interno del fabbricato. Gli addetti alla Squadra di emergenza dovranno quindi adoperarsi il più possibile per: Tenere chiuse le porte a tenuta di fumo; DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 11 di 43 D.D. S. G. Bosco Aprire immediatamente le finestre dei locali che danno verso l’esterno per consentire l’evacuazione dei fumi; Aprire le finestre poste in sommità delle scale interne infrangendone i vetri in caso di difficoltà nell’azionamento; Disattivare l’impianto di ventilazione. 2.3 Emergenza terremoto Si tratta di un evento naturale con frequenza ad intensità non facilmente valutabile. Tuttavia si ritiene opportuno dare le seguenti indicazioni: In caso di evento sismico, alle prime scosse telluriche, anche di breve intensità, è necessario portarsi al di fuori dell’edificio in modo ordinato, utilizzando le regolari vie di esodo ed attuando l’evacuazione secondo le procedure già verificate in occasione di simulazioni. L’evacuazione dovrà avvenire solo dopo l’ultimazione delle scosse e solo dopo aver verificato che le scale non siano state danneggiate dal sisma. Per questo evento non si deve attendere l’avviso fonico e/o sonoro per attivare l’emergenza; tuttavia si dovrà diffondere un messaggio precedentemente approntato e trascritto in apposita scheda. Il messaggio comunicherà, con tono tranquillizzante, a tutti gli occupanti: “che l’edificio ha una struttura robusta in grado di assorbire le vibrazioni sismiche”; “che è necessario dominare l’istinto di fuggire precipitosamente”. Onde evitare l’esodo inconsulto e disordinato occorre preparare i dipendenti ad acquisire un certo self-control tramite l’informazione, la formazione e le simulazioni dell’evento. Una volta al di fuori dello stabile occorre allontanarsi da questo e da altri vicini. Portarsi nel piazzale antistante l’edificio lontano dalle linee elettriche aeree restando in attesa che l’evento venga a cessare. Nel caso di che le scosse telluriche dovessero coinvolgere subito lo stabile e dovessero interessare le strutture, tanto da non permettere l’esodo delle persone è preferibile non sostare al centro degli ambienti e ripararsi possibilmente vicino alle pareti perimetrali od in aree d’angolo in quanto più resistenti e ripararsi sotto le scrivanie o sotto i tavoli per prevenire eventuali cadute di frammenti di vetro ed intonaci. Prima di abbandonare lo stabile, una volta che è terminata l’emergenza, accertarsi con cautela se le regolari vie di esodo sono integre e fruibili, altrimenti attendere l’arrivo dei soccorsi esterni. Se lo stabile è stato danneggiato notevolmente, rimanere in attesa di soccorsi ed evitare sollecitazioni che potrebbero creare ulteriori crolli. Appena possibile, il Responsabile della Sicurezza o il suo sostituto, acquisite notizie dagli addetti presenti nei vari piani, comunicherà il cessato allarme e disporrà l’evacuazione dell’edificio secondo le modalità prestabilite. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 12 di 43 D.D. S. G. Bosco 3.1 Il modello organizzativo per la sicurezza Per non essere impreparati al verificarsi di una situazione di emergenza, ed evitare dannose improvvisazioni, è necessario automatizzare le operazioni di sicurezza stabilendo preventivamente gli incarichi che spettano ad ogni persona presente nell’Istituto. IL DIRIGENTE SCOLASTICO Il Dirigente Scolastico dovrà nominare la squadra di soccorso della scuola. Inoltre avrà cura di chiedere con tempestività all’Ente Locale competente gli interventi necessari per la funzionalità e la manutenzione di: dispositivi di allarme; mezzi antincendio; attrezzature finalizzate alla sicurezza. IL PERSONALE DOCENTE Il personale docente dovrà: informare adeguatamente gli studenti sulla necessità di una disciplinata osservanza delle procedure indicate nel piano al fine di assicurare l’incolumità a se stessi ed agli altri; illustrare periodicamente il piano di evacuazione e tenere lezioni teorico pratiche sulle problematiche derivanti dall’instaurarsi di una situazione di emergenza nell’ambito dell’edificio scolastico; intervenire prontamente laddove si dovessero manifestare situazioni critiche dovute a condizioni di panico; In ogni classe dovranno essere individuati alcuni ragazzi cui attribuire le seguenti mansioni: 2 ragazzi apri-fila, con il compito di aprire le porte e guidare i compagni verso la zona di raccolta; 2 ragazzi serra-fila, con il compito di assistere eventuali compagni in difficoltà e chiudere la porta dell’aula dopo aver controllato che nessuno sia rimasto indietro; 2 ragazzi aiuto-disabili, con il compito di aiutare eventuali compagni disabili; in caso di evacuazione dovrà portare con sé il registro di classe per poter effettuare un controllo delle presenze. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 13 di 43 D.D. S. G. Bosco GLI STUDENTI Appena gli studenti avvertono e riconoscono il segnale d’allarme, devono: interrompere immediatamente ogni attività; mantenere l’ordine e l’unità della classe durante e dopo l’esodo; tralasciare il recupero di oggetti personali (libri, cartelle, ...); disporsi in fila indiana, tenendosi per mano, evitando il vociare confuso, le grida, e richiami (la fila sarà aperta dai due compagni designati come apri-fila e chiusa dai due serra-fila); seguire le indicazioni dell’insegnante che accompagnerà la classe per assicurare il rispetto delle precedenze; camminare in modo sollecito, senza correre, spingere, o sostare; collaborare con l’insegnante durante il controllo delle presenze dopo lo sfollamento; attenersi alle disposizione dell’insegnante nel caso si verifichino contrattempi che alterino la sequenza delle operazioni del piano di emergenza. Se nella classe sono presenti dei ragazzi disabili, ovvero con difficoltà motorie (arti fratturati), questi dovranno essere aiutati nelle operazioni di evacuazione dai compagni incaricati. Qualora uno studente non si trovasse nella propria aula al momento dell’allarme, dovrà accodarsi alla classe più vicina al punto in cui si trova, attenendosi alle disposizioni dei nuovi insegnanti. Una volta raggiunto il luogo sicuro, dovrà ricongiungersi alla propria classe per completare l’appello. IL PERSONALE NON DOCENTE Il personale non docente, preventivamente incaricato (responsabili della squadra di soccorso), dovrà svolgere i compiti assegnatigli, specialmente per quanto riguarda le segnalazioni ed i collegamenti con l’esterno. Il personale non docente senza particolari incarichi ai fini della gestione dell’emergenza dovrà: interrompere immediatamente ogni attività; tralasciare il recupero di oggetti personali (borse, giacche, ...); camminare in modo sollecito, senza correre, spingere, o sostare; dare la precedenza agli studenti nella fase di evacuazione; non essere di intralcio alle operazioni di emergenza. LA SQUADRA DI SOCCORSO DELLA SCUOLA I soccorritori della scuola, ai sensi del comma 1, lettera b) dell’art.18 del D.Lgs. n°81/08 sono designati dal Capo d’Istituto. Ai sensi dell’art.43, comma 2, del citato decreto legge, il numero dei soccorritori viene determinato sulla base: delle dimensioni della scuola; del tipo di lavoro effettuato nei vari ambienti; DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 14 di 43 D.D. S. G. Bosco dei rischi che il suddetto lavoro comporta. Ad ogni compito dovranno corrispondere, ove possibile, almeno 2 responsabili, per garantire una continuità della loro presenza. Un responsabile può essere designato anche per più di un incarico. I singoli soccorritori designati non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. La “squadra di soccorso” scolastica ha i seguenti compiti: attua, in caso di pericolo grave ed immediato, le misure di pronto soccorso, evacuazione dei lavoratori e salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza descritte nell’apposito allegato al presente documento; dovrà essere in grado di reagire positivamente al verificarsi di una emergenza, secondo le procedure prefissate e le proprie competenze; deve avere una presenza continua nello stabile durante le ore lavorative; deve recarsi sul luogo dove è stato segnalato l’incendio o altro fattore di crisi al primo segnale d’allarme, abbandonando rapidamente il proprio posto di lavoro; deve coordinare le proprie azioni con le squadre di soccorso delle aziende limitrofe eventualmente coinvolte nell’emergenza. IL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi è esterno ed è stato individuato nella persona del prof. Riccardo Lo Brutto. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali della scuola, ai sensi dell’art.31 del D.Lgs. n°81/08 ha i seguenti compiti: collabora con il Dirigente Scolastico all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente; collabora con il Dirigente Scolastico ad elaborare le misure preventive e protettive ed i sistemi di controllo di tali misure; collabora con il Dirigente Scolastico ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività scolastiche; provvede a proporre i programmi di formazione e informazione dei lavoratori; provvede a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’art.36 d.lgs. n°81/08; (le procedure che riguardano il pronto soccorso, la lotta antincendio e l’evacuazione dei lavoratori). DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 15 di 43 D.D. S. G. Bosco IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è il sig. Nicolò Calamia. Il rappresentante per la sicurezza della scuola, ai sensi del comma 1 dell’art. 50 del D. Lgs. n°81/08: è consultato sulla designazione degli eletti al servizio di prevenzione, all’attività di prevenzione incendi, al pronto soccorso, e all’evacuazione dei lavoratori; promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori. IL COORDINATORE DELL’EMERGENZA Ricevuta la segnalazione di pericolo il coordinatore dell'emergenza: si reca immediatamente sul luogo dell'emergenza per valutare l'entità del pericolo; se l’emergenza coinvolge solo una parte dell’edificio e non può coinvolgerlo tutto (es. in aree isolate, ai piani superiori, emergenza individuale non collettiva,...): avverte le classi che si trovano in pericolo immediato con sistema porta a porta. Fornisce le indicazioni necessarie per la messa in sicurezza delle classi (tipo di emergenza, attivazione piano di evacuazione, indicazione di vie di uscita alternative); se l’emergenza coinvolge tutto l’edificio scolastico (es. in aree collettive o affollate, ai piani inferiore, emergenza dovuta a cause ignote, emergenza di tipo territoriale,...): attiva il segnale di emergenza generale; se del caso attiva il segnale di evacuazione; se l’evento è tale da richiedere l'intervento da parte di organizzazioni esterne provvede a convocarle direttamente, fornendo precise indicazioni; attiva immediatamente il personale incaricato di isolare le apparecchiature che possono essere interessate alla situazione di emergenza: Centrale Termica, Contatore di Energia Elettrica; attiva il personale responsabile delle cucine affinché si mettano in sicurezza le apparecchiature a gas; coordina le operazioni della squadra di emergenza; definisce le azioni da intraprendere e l'eventuale evacuazione della scuola; dichiara la fine dell'emergenza. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 16 di 43 D.D. S. G. Bosco 4.1 Norme di comportamento per gli addetti alla emergenza, per il personale, per gli allievi e per gli ospiti I comportamenti dei soggetti interessati alla “gestione dell’emergenza” devono essere finalizzati al conseguimento dei seguenti risultati: avviare le prime misure necessarie per tenere sotto controllo le cause che hanno determinato l’emergenza; La comunicazione dell’emergenza avviene a mezzo del sirena antincendio e, in caso di non funzionamento, della campanella e/o tramite comunicazione porta a porta Il segnale d'allarme generale tramite campanella è rappresentato da una serie ininterrotta di brevi squilli della campanella (2÷3 secondi ciascuno) intermittenti (1÷2 secondi tra uno squillo e l'altro), la serie deve durare per almeno 30 secondi. controllare che le persone siano evacuate in sicurezza e se eventualmente vi siano feriti o dispersi; ottenere l’assicurazione che siano stati chiamati i Vigili del Fuoco e che siano state informate dell’emergenza i vertici dell’attività e le Autorità competenti; assicurare il libero accesso all’edificio dei mezzi di soccorso; collaborare con i Vigili del Fuoco al loro arrivo nell’edificio, riferendo il tipo di emergenza in atto, la presenza di particolari situazioni pericolose e di eventuali persone disperse ed in quale zona esse si trovavano al momento dell’evento dannoso. I VIGILI DEL FUOCO, UNA VOLTA GIUNTI SUL POSTO, ASSUMONO IL COORDINAMENTO DI TUTTE LE OPERAZIONI E PERTANTO I SOCCORRITORI SI METTERANNO A LORO DISPOSIZIONE E COLLABORERANNO CON ESSI AL BUON FUNZIONAMENTO DELLE OPERAZIONI DI SPEGNIMENTO E DI SOCCORSO DEI LAVORATORI. I soccorritori dovranno agire tempestivamente, con competenza e perizia, ma anche con prudenza, secondo gli insegnamenti e le istruzioni ricevute durante i corsi di addestramento, senza mettere a repentaglio la propria vita e quella degli altri lavoratori presenti. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 17 di 43 D.D. S. G. Bosco Nel caso in cui i soccorritori ritengano che le operazioni da effettuare siano rischiose, perché esulano dalle proprie competenze e capacità o perché i mezzi di difesa sono inadeguati, o perché ancora si presenta un pericolo grave, affideranno la lotta antincendio e i soccorsi agli enti esterni preposti. Nel caso suddetto la prima preoccupazione dei soccorritori sarà quella di aiutare i lavoratori ad evacuare la zona dell’incendio o di altro sinistro e di soccorrere con la prima assistenza i lavoratori infortunati. Di seguito vengono descritti, per mezzo di apposite schede, quei comportamenti che rappresentano le azioni da intraprendere nell’eventualità si verifichi una determinata condizione di emergenza. Le schede sono di facile consultazione ed in esse vengono descritte poche, semplici ed efficaci azioni. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 18 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°1 PER TUTTI I PRESENTI INFORMAZIONI E ISTRUZIONI RELATIVE AL RISCHIO DI INCENDIO 1. IL FABBRICATO È DOTATO DI UN PIANO DI EMERGENZA E DI EVACUAZIONE E DI UNA SQUADRA DI EMERGENZA; 2. VISIONATE ATTENTAMENTE LA PLANIMETRIA, PRESENTE VICINO AL PUNTO DOVE VI TROVATE, IN ESSA SONO INDICATE LE VIE DI ESODO ED I MEZZI DI ESTINZIONE; 3. NON IMPIEGATE FORNELLI O APPARECCHI DI RISCALDAMENTO ALIMENTATI A COMBUSTIBILI SOLIDI, LIQUIDI, GASSOSI O ELETTRICI CON RESISTENZA A VISTA; 4. NON TENETE DEPOSITI DI SOSTANZE INFIAMMABILI, ANCHE MODESTI, SENZA AUTORIZZAZIONE. . DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 19 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°1 “A” PER TUTTI I PRESENTI SE SI INDIVIDUA UN PRINCIPIO D’INCENDIO ALL’INTERNO DI UN LOCALE 1. AVVERTIRE LA VIGILANZA CON IL TELEFONO (TEL. …………) O AZIONARE IL PULSANTE DI ALLARME INCENDIO PIÚ VICINO; 2. COMUNICARE IL PROPRIO NOME, IL LUOGO ED IL TIPO DI EVENTO DANNOSO; 3. APRIRE LA FINESTRA, SE ALL’INTERNO DI UN LOCALE; 4. IN ATTESA DELL’ARRIVO DEGLI ADDETTI ALLA SQUADRA DI EMERGENZA PRENDERE L’ESTINTORE PORTATILE PIÚ VICINO E CERCARE DI SPEGNERE IL PRINCIPIO D’INCENDIO (SOLO I DIPENDENTI); 5. SE NON SI RIESCE AD ESTINGUERE IL PRINCIPIO DI INCENDIO LASCIARE LA STANZA INSIEME AGLI ALTRI EVENTUALI OCCUPANTI, DIRIGENDOSI VERSO LE USCITE; 6. CHIUDERE BENE LE PORTE DOPO IL PASSAGGIO; 7. NON PORTARE BORSE O ALTRE COSE VOLUMINOSE; 8. SEGUIRE IL PERCORSO DI ESODO INDICATO NELLA PLANIMETRIA; 9. EVITARE DI CORRERE E DI GRIDARE; 10. RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO ASSEGNATO ESTERNO DELL’EDIFICIO IN ATTESA DI SUCCESSIVI ORDINI DEL RESPONSABILE DELLA SQUADRA DI EMERGENZA O DI CHI NE FA LE VECI. SE C’É PRESENZA DI FUMO IN QUANTITÁ TALE DA RENDERE DIFFICOLTOSA LA RESPIRAZIONE CAMMINARE BASSI CHINANDOSI, PROTEGGERSI NASO E BOCCA CON UN FAZZOLETTO BAGNATO (SE POSSIBILE) ED ORIENTARSI SEGUENDO LE VIE DI FUGA INDICATE DALLA SEGNALETICA E DALLE LAMPADE DI EMERGENZA. IN CASO DI SCARSA VISIBILITÁ MANTENERE IL CONTATTO CON LE PARETI FINO A RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO (IL CORTILE DELL’EDIFICIO). DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 20 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°1 “B” PER TUTTI I PRESENTI SE VIENE DIFFUSO L’ALLARME INCENDIO 1. LASCIARE LA STANZA; 2. CHIUDERE LA PORTA DIETRO DI SE; 3. NON PORTARE BORSE O ALTRE COSE VOLUMINOSE; 4. NON USARE L’ASCENSORE; 5. SEGUIRE IL PERCORSO DI ESODO INDICATO NELLA PLANIMETRIA; 6. SE GLI ALTRI OCCUPANTI SONO IN DIFFICOLTÁ AIUTARLI AD USCIRE; 7. EVITARE DI CORRERE E DI GRIDARE. SE C’É PRESENZA DI FUMO IN QUANTITÁ TALE DA RENDERE DIFFICOLTOSA LA RESPIRAZIONE CAMMINARE BASSI CHINANDOSI, PROTEGGERSI NASO E BOCCA CON UN FAZZOLETTO BAGNATO (SE POSSIBILE) ED ORIENTARSI SEGUENDO LE VIE DI FUGA INDICATE DALLA SEGNALETICA E DALLE LAMPADE DI EMERGENZA. IN CASO DI SCARSA VISIBILITÁ MANTENERE IL CONTATTO CON LE PARETI FINO A RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO (IL CORTILE DELL’EDIFICIO). DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 21 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°1 “C” PER TUTTI I PRESENTI SE LE VIE DI ESODO SONO IMPRATICABILI SE LE VIE DI FUGA SONO IMPRATICABILI PER FORTE CALORE O ECCESSIVA PRESENZA DI FUMO, E SE È IMPOSSIBILE RAGGIUNGERE IL LUOGO SICURO ESTERNO. 1. RAGGIUNGERE LA STANZA PIÚ VICINA E CHIUDERE LA PORTA; 2. SIGILLARE LA PORTA POSSIBILMENTE CON PANNI UMIDI PER IMPEDIRE L’INGRESSO DEL FUMO; 3. IN PRESENZA DI FUMO ABBASSARSI IL PIÚ POSSIBILE PER RESPIRARE MEGLIO E, SE POSSIBILE, PROTEGGERE LA BOCCA CON UN FAZZOLETTO BAGNATO; 4. APRIRE LA FINESTRA; 5. MANIFESTARE LA PROPRIA PRESENZA; 6. TRANQUILLIZZARE LE ALTRE PERSONE PRESENTI. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 22 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°2 PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA VIGILANZA IN CASO DI ALLARME INCENDIO 1. INVIARE SUL POSTO IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI EMERGENZA; SE È FALSO ALLARME: 2. SE SI TRATTA DI FALSO ALLARME ANNOTARE IL NOMINATIVO DI CHI COMUNICA IL FALSO ALLARME; SE C’É L’INCENDIO: 3. SE C’É L’INCENDIO AZIONARE IL SISTEMA DI ALLARME E AVVISARE IMMEDIATAMENTE I VIGILI DEL FUOCO TELEFONANDO AL 115; 4. TENERE APERTE LE PORTE DI USCITA PER FACILITARE L’ESODO DEGLI OCCUPANTI; 5. INFORMARE IL DIRETTORE; 6. INFORMARE IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE; SE L’INCENDIO VIENE SPENTO: 7. RICHIAMARE I VIGILI DEL FUOCO TELEFONANDO AL 115; 8. ATTENDERE L’EVENTUALE ARRIVO DEI VIGILI DEL FUOCO E FORNIRE LE NECESSARIE INFORMAZIONI E I DISEGNI; 9. COMPILARE UNA BREVE RELAZIONE SULL’ACCADUTO; SE L’INCENDIO NON VIENE SPENTO: 10. ATTENDERE L’ARRIVO DEI VIGILI DEL FUOCO E FORNIRE LE NECESSARIE INFORMAZIONI E I DISEGNI; 11. COMPILARE UNA BREVE RELAZIONE SULL’ACCADUTO. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 23 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°3 PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI EMERGENZA IN CASO DI ALLARME INCENDIO 1. RICEVUTA LA CHIAMATA DI SOCCORSO RECARSI SUL POSTO CON UN ESTINTORE; FALSO ALLARME a) INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA DEL FALSO ALLARME; b) VERIFICARE LE CAUSE; c) RIFERIRE AL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE. TROVA L’INCENDIO a) INFORMARE O FAR INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA; b) CHIUDERE LE PORTE PER CONTENERE I FUMI; c) APRIRE LE FINESTRE DEL LOCALE INTERESSATO; d) AIUTARE GLI OSPITI AD USCIRE; e) CHIUDERE LE PORTE DOPO IL PASSAGGIO DELLE PERSONE; f) TOGLIERE LA TENSIONE ELETTRICA AL PIANO; g) AFFRONTARE L’INCENDIO CON GLI ESTINTORI; h) DOPO AVER SPENTO L’INCENDIO INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA; i) SE NON SI PUÓ SPEGNERE L’INCENDIO INFORMARE L’ADDETTO ALLA VIGILANZA; j) RECARSI IN PORTINERIA ED ATTENDERE I VIGILI DEL FUOCO; k) RELAZIONARE SULLE CAUSE E SULL’ACCADUTO. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 24 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°4 PER IL PERSONALE ADDETTO AGLI IMPIANTI TECNOLOGICI (ANCHE SE DIPENDENTE DA DITTE ESTERNE) IN CASO DI ALLARME INCENDIO 1. AZIONARE IL SISTEMA DI ALLARME (PULSANTE); 2. CHIUDERE L’IMPIANTO DI CONDIZIONAMENTO E/O DI VENTILAZIONE; 3. TOGLIERE L’EVENTUALE CORRENTE ELETTRICA; 4. INTERROMPERE IL FUNZIONAMENTO DELL’IMPIANTO CHE SI STA MANUTENZIONANDO E METTERLO IN SICUREZZA; 5. RECARSI IN PORTINERIA ED ATTENDERE I VIGILI DEL FUOCO PER COLLABORARE CON LORO; 6. RIFERIRE AL RESPONSABILE DELLA SICUREZZA. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 25 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°5 PER IL PERSONALE ADDETTO ALLA SQUADRA DI EMERGENZA IN CASO DI EVACUAZIONE 1. ACCERTARE L’IDONEITÁ DEI PERCORSI DI ESODO DI PIANO; 2. DISATTIVARE GLI IMPIANTI ELETTRICI DI PIANO; 3. TRANQUILLIZZARE LE PERSONE, INDICARE LORO IL PERCORSO DA SEGUIRE ED IL PUNTO DI RITROVO; 4. CHIUDERE LE PORTE DI COMPARTIMENTAZIONE (SE APERTE); 5. AIUTARE LE PERSONE AGITATE E QUELLE CON HANDICAP; 6. ISPEZIONARE TUTTI I LOCALI E CHIUDERE LE PORTE DEI LOCALI PRIMA DI ABBANDONARE IL PIANO; 7. CONTROLLARE CHE SIANO ADEGUATAMENTE APERTE LE USCITE DAL FABBRICATO E CHE SIANO APERTI GLI ACCESSI PER I SOCCORRITORI (IN CASO DI CHIUSURA PROVVEDERE PER LA LORO APERTURA). DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 26 di 43 D.D. S. G. Bosco SCHEDA n°6 PER TUTTE LE PERSONE PRESENTI IN CASO DI TERREMOTO 1. DOMINARE L’ISTINTO DI FUGGIRE PRECIPITOSAMENTE; 2. NON UTILIZZARE LE SCALE DEL FABBRICATO; 3. NON SOSTARE AL CENTRO DEGLI AMBIENTI; 4. RIFUGIARSI IN ZONE D’ANGOLO E, SE POSSIBILE, SOTTO SCRIVANIE O TAVOLI PER EVITARE DI ESSERE INVESTITI DA CADUTE DI CALCINACCI, VETRI, ETC.; 5. FUORI DALL’EDIFICIO NON SOSTARE SOTTO I FABBRICATI; 6. IL PERSONALE ADDETTO, PRIMA DI ABBANDONARE IL FABBRICATO, DOVRÁ CHIUDERE L’ALIMENTAZIONE DEL GAS, LE ALIMENTAZIONI IDRICHE E QUELLE ELETTRICHE AZIONANDO GLI APPOSITI DISPOSITIVI UBICATI IN POSIZIONE SEGNALATA. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 27 di 43 D.D. S. G. Bosco EMERGENZE CREATE DAGLI INFORTUNI SUL LAVORO INFORTUNI SUL LAVORO Dicesi infortunio un avvenimento non atteso che turba il corso di eventi previsti e che provoca un danno per lo più fisico. Classificazione degli infortuni L’elenco sotto riportato, indicativo e non esauriente, è stato ricavato dallo “schema indicativo per l’inventario dei rischi” di cui all’allegato VII del D.Lgs. n°81/08. INFORTUNI DOVUTI A FATTORI FISICI • Cadute dall’alto • Cadute a livello • Scivolamenti • Schiacciamenti • Traumi cranici • Urti • Colpi • Impatti • Punture • Tagli • Abrasioni • Rumore. INFORTUNI DOVUTI A FATTORI TERMICI • Traumi da incendi • Traumi da esplosione INFORTUNI DOVUTI ALL’ELETTRICITÀ • Folgorazioni • Shock elettrici INFORTUNI DOVUTI A FATTORI CHIMICI • Manipolazione di sostanze cancerogene. MALORI IMPROVVISI DEI LAVORATORI I lavoratori sul posto di lavoro possono essere colpiti da malori improvvisi, che richiedono soccorso d’urgenza; questi malori possono essere provocati da fattori interni all’organismo dei lavoratori medesimi e possono essere indipendenti da cause di lavoro. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 28 di 43 D.D. S. G. Bosco Solo a titolo d’esempio, e in modo indicativo e non esauriente, si riportano di seguito alcune tra le più comuni patologie: • ischemia (infarto miocardico acuto, ictus cerebrale), • coma diabetico • crisi ipoglicemica, • ipotensione arteriosa, • crisi epilettica • dolori addominali ORGANIZZAZIONE DEL SOCCORSO INFORTUNI SUL LAVORO NELLE EMERGENZE CAUSATE DAGLI Nelle diverse tipologie d’infortunio, è stato riportato il testo delle istruzioni (relative all’infortunio menzionato) per l’uso dei materiali contenuti nella cassetta di pronto soccorso, istruzioni allegate al d.lgs. n°388/03. Tutte le procedure sui vari tipi di pronto soccorso devono in ogni caso essere concordate, durante il corso di formazione destinato ai soccorritori scolastici, con il medico competente. NOTE DI CARATTERE GENERALE Di seguito si trascrivono alcune norme generali di legge e si danno alcune indicazioni sugli aspetti dell’igiene del lavoro. PRESIDI SANITARI All’interno della scuola devono essere installate cassette di medicazione conformi a quanto prescritto dal d.lgs. n°388/03 (vedi documento di valutazione dei rischi). Lo stesso decreto prescrive inoltre che: “I presidi chirurgici e farmaceutici debbono essere costantemente tenuti in condizioni di efficienza”. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 29 di 43 D.D. S. G. Bosco Il piano di evacuazione, che è parte integrante del Piano d’Emergenza, detta istruzioni sul comportamento che le persone devono tenere in caso d’incendio o di altro evento che renda necessaria l’evacuazione della scuola. Deflusso Il piano ha come obiettivo il regolare deflusso delle persone attraverso gli itinerari d’emergenza e le uscite di sicurezza, in modo che l’evacuazione sia ordinata e avvenga seguendo percorsi protetti prestabiliti. Questi itinerari e queste uscite costituiscono le vie di esodo o di fuga verso i punti di raccolta prefissati, situati in luogo sicuro. L’ordine di evacuazione sarà dato dai soccorritori scolastici seguendo le procedure espresse nella “fase operativa” di questo piano di emergenza e/o direttamente dai Vigili del Fuoco. Lo sfollamento sarà diretto e coordinato dai soccorritori. Si deve dare la precedenza assoluta agli eventuali portatori di handicap e alle persone che si trovano più vicine al focolaio dell’incendio (o al punto di origine di qualsiasi altro evento calamitoso) o ad un’area che può diventare pericolosa per il propagarsi delle fiamme o per i rischi di esplosione. ATTUAZIONE DEL PIANO DI EVACUAZIONE DEI SETTORI SCOLASTICI INTERESSATI DALL’INCENDIO Le misure di gestione dell’emergenza e di evacuazione dei settori scolastici interessati dall’incendio, o da altri tipi di emergenze, sono illustrate dalle schede riportate nel presente documento. Tali schede sono affisse alle pareti dell’Istituto in luoghi visibili e di passaggio in modo da renderne nota la conoscenza a tutte le persone che lavorano o studiano nella scuola. In ogni locale dell’edificio sono altresì esposte schede che illustrano la posizione e le vie di fuga più vicine al punto in cui ci si trova. PROCEDURE D’EVACUAZIONE DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 30 di 43 D.D. S. G. Bosco Le procedure di evacuazione devono essere illustrate al personale dipendente nell’ambito dell’attività di informazione e formazione prevista dagli artt.36 e 37 del D.Lgs. n°81/08; tale illustrazione è da ripetere prima delle prove di simulazione (almeno due volte l’anno). L’evacuazione può essere parziale o totale in funzione del tipo di emergenza e della sua gravità. Si possono distinguere due distinte situazioni che richiedono l’evacuazione del fabbricato (parziale o totale). Nel primo caso – evacuazione parziale – con l’impianto sonoro per gli ordini collettivi (megafono o impianto di diffusione sonora) viene diramato il seguente messaggio: A SCOPO PRECAUZIONALE TUTTE LE PERSONE PRESENTI ALL’INTERNO DEL SETTORE….. DELL’EDIFICIO SONO PREGATE DI USCIRE IN ORDINE MANTENENDO LA CALMA. GLI INCARICATI ATTIVINO LE PROCEDURE PREVISTE DAL PIANO DI EMERGENZA PER IL SETTORE/PIANO…. E QUELLO ADIACENTE. Nel secondo caso – evacuazione totale – con l’impianto sonoro per gli ordini collettivi (megafono o impianto di diffusione sonora) viene diramato il seguente messaggio: TUTTI I PRESENTI DEVONO ABBANDONARE L’EDIFICIO IN ORDINE MANTENENDO LA CALMA. GLI INCARICATI ATTIVINO LE PROCEDURE PREVISTE DAL PIANO DI EMERGENZA PER L’INTERO STABILE Si precisa che è opportuno non segnalare a tutti il tipo di emergenza se questo può contribuire a diffondere il panico. La prima procedura si attua quando si ritiene che l’incidente accertato possa progredire ed evolversi nel tempo fino ad assumere una configurazione che può pregiudicare l’incolumità delle persone. La seconda, invece, costituisce un provvedimento da adottare ogni qualvolta si accerta un incidente la cui consistenza di già pregiudica l’integrità fisica ed anche quando non si è in grado di prevedere l’evoluzione del fenomeno dannoso (es. fuga di gas) e le dirette conseguenze sull’uomo. Nell’evoluzione della situazione d’emergenza si specifica quanto segue: DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 31 di 43 D.D. S. G. Bosco 1. Gli assistenti ausiliari spalancano i battenti di tutte le uscite d'emergenza che possono raggiungere senza pericolo e provvedono all'interruzione dell'energia elettrica e dell'alimentazione della centrale termica. 2. I professori (se in aula o in laboratorio), prendono nota degli assenti del giorno e di coloro eventualmente fuori dall’aula, quindi prendono il registro di classe, il modulo di evacuazione, una penna ed alla fine impartiscono l'ordine di evacuazione. 3. Gli alunni in classe, ricevuto l’ordine di evacuazione, si mettono in fila e, senza attardarsi a raccogliere effetti personali, abbandonano rapidamente (senza correre) il locale, dirigendosi, per la via di emergenza, all’area esterna di raccolta prestabilita. 4. Gli alunni isolati, se possibile, si aggregano alla classe o al gruppo più vicino segnalando la propria presenza agli altri; se ciò non è possibile procedono all'evacuazione in modo individuale seguendo la via di emergenza più vicina; appena giunti all'esterno raggiungono l'area esterna di raccolta loro assegnata in precedenza. 5. Coloro che sono riuniti nei locali comuni (biblioteca, aula magna ecc.) si attengono alle istruzioni impartite dai professori presenti e in loro assenza procedono all’evacuazione spontanea, con la massima calma e seguendo le vie di emergenza indicate. 6. Il personale incaricato del controllo delle operazioni di evacuazione, sorveglia che non si creino intralci lungo le vie di emergenza e interviene in soccorso di coloro che sono in difficoltà. Modello di scheda da affiggere in ogni aula SCHEDA DEGLI INCARICHI IN CASO DI EVACUAZIONE Classe _______________________ Piano _________________ Anno scolastico_____________ Data della rilevazione _______________ ALUNNI APRI-FILA ALUNNI SERRA-FILA ALUNNI DI RISERVA 1. 2. 1. 2. 1. 2. PLANIMETRIE Per i luoghi di lavoro il piano include una planimetria per ogni specifico ambiente (piano o reparto) nella quale siano riportati: DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 32 di 43 D.D. S. G. Bosco le caratteristiche distributive del luogo, con particolare riferimento alla destinazione delle varie aree, alle vie di esodo ed alla compartimentazione antincendio; il punto di raccolta, identificato come “Luogo Sicuro” il tipo, numero di ubicazione delle attrezzature ed impianti di estinzione; l'ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo; l'ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi combustibili. ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari degli allievi o di lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nella Scuola. Qualora siano presenti disabili, il piano di emergenza deve essere predisposto tenendo conto delle loro invalidità. Soccorrere un disabile motorio Se la persona può allontanarsi mediante l’utilizzo di una sedia a rotelle: assicurarsi che il percorso sia libero da eventuali barriere architettoniche; in presenza di ostacoli, quali scale o gradini, aiutarla a superarli nel seguente modo: posizionarsi dietro la carrozzina, impugnare le maniglie della sedia inclinandola all’indietro di circa 45° ed affrontare l’ostacolo, mantenendo la posizione inclinata fino a che non si raggiunge un luogo sicuro ed in piano. Ricordarsi di affrontare l’ostacolo procedendo sempre all’indietro! Se bisogna trasportare una persona non in grado di collaborare: non sottoporre a trazione le sue strutture articolari perchè si potrebbero provocare danni, utilizzare come presa il cingolo scapolare (complesso articolare della scapola) o il cingolo pelvico (complesso articolare del bacino e dell’anca). Soccorrere un disabile sensoriale Persone con disabilità dell’udito facilitare la lettura labiale, si eviteranno incomprensioni e si agevolerà il soccorso; quando si parla tenere ferma la testa e posizionare il viso all’altezza degli occhi dell’interlocutore; parlare distintamente, possibilmente con una corretta pronuncia, usando frasi brevi con un tono normale (non occorre gridare); scrivere in stampatello nomi e parole che non si riescono a comunicare; mantenere una distanza inferiore al metro e mezzo. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 33 di 43 D.D. S. G. Bosco Anche le persone con protesi acustiche hanno difficoltà a recepire integralmente il parlato, cercare di attenersi alle stesse precauzioni. Persone con disabilità della vista annunciare al presenza e parlare con voce distinta; spiegare la reale situazione di pericolo; evitare di alternare una terza persona nella conversazione; descrivere anticipatamente le azioni da intraprendere; guidare la persona lungo il percorso nel modo che si ritiene più opportuno: appoggiata alla spalla e leggermente più indietro; annunciare la presenza di ostacoli come scale, porte o altre situazioni di impedimento; se si accompagnano più persone con le stesse difficoltà aiutarle a tenersi per mano; non abbandonare la persona una volta raggiunto un luogo fuori pericolo, ma assicurarsi che sia in compagnia. Soccorrere un disabile cognitivo Ricordarsi che persone con disabilità di apprendimento: potrebbero avere difficoltà nell’eseguire istruzioni complesse, superiori ad una breve sequenza di azioni semplici; in situazioni di pericolo possono mostrare atteggiamenti di parziale o nulla collaborazione verso chi attua il soccorso. Quindi: accertarsi che la persona abbia percepito la situazione di pericolo; accompagnare la persona se dimostra di avere problemi di scarso senso direzionale; fornire istruzioni suddividendole in semplici fasi successive; usare segnali semplici o simboli facilmente comprensibili; cercare di interpretare le eventuali reazioni; di fronte a comportamenti aggressivi dare la precedenza alla salvaguardia dell’incolumità fisica della persona. Ricorrere all’intervento coercitivo se questo costituisce l’unica soluzione possibile. Utilizzo di ascensori Le persone disabili possono utilizzare un ascensore solo se è un ascensore predisposto per l’evacuazione o è un ascensore antincendio appositamente identificato e segnalato con apposita segnaletica. L’utilizzo degli ascensori da parte dei disabili deve avvenire solo sotto il controllo di personale responsabile delle procedure di evacuazione. Le chiamate di soccorso: DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 34 di 43 D.D. S. G. Bosco 6.1 Modalità per l’esercitazione d’emergenza Per verificare la fattibilità di quanto previsto nel presente piano occorre effettuare alcune simulazioni. In tal modo si prova il sistema di sicurezza predisposto e l’organizzazione aziendale. La simulazione può espletarsi senza evacuare l’edificio oppure può prevedere l’evacuazione totale o parziale dell’immobile. 6.2 Simulazione che non comporta l’evacuazione dell’edificio Il test inizia considerando un evento di entità modesta, come ad esempio un principio d’incendio originato da un cestino della carte in fiamme. Il dipendente che è incaricato di avviare la simulazione, procede nel seguente modo: 1. avvia la simulazione telefonando al numero di emergenza interno indicato nel piano e riportato nella scheda di comportamento affissa nei locali in prossimità delle piante; comunica il tipo di emergenza in atto specificandone che si tratta di una simulazione; 2. il personale della vigilanza (che riceve la chiamata) attiverà le procedure previste limitandosi ad inviare sul posto solo un addetto della squadra di emergenza informandolo che si tratta di simulazione; 3. l’addetto della squadra di emergenza dovrà abbandonare sollecitamente il suo posto di lavoro e recarsi nel luogo indicato. La simulazione ha termine quando l’addetto all’antincendio arriva sul posto con un estintore portatile senza aver usato ascensori. Durante la simulazione si prende nota dei tempi progressivi di tutte le operazioni sopra descritte, indicando come tempo zero quello in cui il dipendente ha effettuato la prima telefonata. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 35 di 43 D.D. S. G. Bosco Arrivando sul posto l’addetto all’emergenza viene invitato ad elencare, in ordine di priorità, le procedure che avrebbe seguito se avesse trovato l’incendio; tali procedure saranno confrontate con quelle di cui alla scheda n°3. A questo punto si arresta la simulazione, si analizzano i tempi ed il comportamento dei soggetti interessati. Successivamente saranno effettuate altre simulazioni dello stesso tipo coinvolgendo altri dipendenti. Lo staff che ha gestito le simulazioni relaziona sull’esito delle prove e propone gli eventuali aggiustamenti al piano di emergenza. Le simulazioni così organizzate avranno un modesto impatto sull’attività della associazione perchè solo poche persone si sono allontanate dal proprio posto di lavoro usuale. Durante l’attività di formazione del personale saranno indicate le modalità di svolgimento della simulazione, indicando di volta in volta il tipo di emergenza, la sua gravità, il punto in cui si deve verificare e l’orario. Tali simulazioni saranno effettuate almeno dieci volte prima di effettuare simulazioni che comportino l’evacuazione parziale o totale dell’edificio. Ciascuna simulazione, pur avendo un modestissimo impatto operativo, avrà un notevole impatto sul personale, che si sente gradualmente più coinvolto e comincerà a capire che il piano di emergenza è una cosa seria, meritevole di attenzione e che può essere causa di rimproveri, se ad esso non si presta particolare attenzione. 6.1.2 Preparazione della l’evacuazione dell’edificio simulazione dell’emergenza che comporta Questo tipo di simulazione è molto più impegnativa perchè comporta l’abbandono fisico dei locali da parte dei dipendenti, visitatori e di chiunque si trovi nell’edificio. L’evento ipotizzato comporta l’abbandono dell’edificio e la concentrazione nei punti di raccolta. Della simulazione sarà data notizia eventualmente notizia agli enti esterni per opportuna conoscenza e per gli eventuali provvedimenti di competenza. Questo tipo di simulazione, essendo molto impegnativa non potrà essere ripetuta che uno o due volte l’anno. Comunque la simulazione con abbandono dei locali ha sicuramente un impatto determinante e realistico sui dipendenti e sugli allievi e può provare a fondo la concretezza del piano. Sarà organizzato un incontro e il coordinatore informerà i presenti su: sullo scenario; sui tempi e i modi; su eventuali varianti che potrebbero essere attivate in corso di esercitazione; sui vantaggi della simulazione e sul suo realismo. Alla fine dell’incontro viene stilato il programma della simulazione. L’obiettivo dell’esercitazione è multiplo: verificare l’idoneità delle procedure previste; DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 36 di 43 D.D. S. G. Bosco verificare la correttezza dei comportamenti; verificare l’efficacia dei sistemi di comunicazione; acquisire preziosa esperienza pratica; sviluppare lo spirito di corpo nei dipendenti; identificare ed analizzare possibili debolezze del piano; confermare l’esistenza e la disponibilità delle risorse necessarie per fronteggiare l’evento. Al fine di ottenere il coinvolgimento dei dipendenti, i suddetti obiettivi verranno comunicati nelle riunioni informative che saranno effettuate prima di avviare la simulazione dell’evacuazione. 6.1.3 Simulazione dell’evacuazione Come evento che determina l’emergenza e l’evacuazione si adotta quello rappresentato da un incendio. Verranno anticipatamente avvertiti i dipendenti che in una imprecisata ora del giorno della settimana X si procederà ad una simulazione d’emergenza che potrebbe comportare l’abbandono dei locali. Si consiglia di non effettuare una prova senza avvisare le persone presenti in quanto la reazione emotiva può pregiudicare la sicurezza degli occupanti. A tal proposito si metteranno avvisi ben leggibili nell’atrio e nei piani dell’edificio lungo i percorsi. La simulazione dovrà verificare anche il modo in cui vengono assistiti i visitatori, gli allievi e gli eventuali disabili. Se al momento non vi sono disabili, un dipendente farà la parte di un disabile. Gli addetti alla squadra di emergenza e tutte le persone che hanno una parte attiva nella simulazione verranno identificate con una fascia rossa posta sul braccio. L’ordine di evacuazione sarà diramato mediante l’impianto di diffusione sonora. Gli addetti alla squadra di emergenza accompagneranno visitatori, dipendenti ed ospiti verso le uscite di piano con fare sicuro, deciso e tranquillo. Alcuni assisteranno le persone handicappate fino all’uscita verso l’esterno o al raggiungimento del luogo sicuro statico appositamente predisposto. Infine, se previsto, i mezzi di soccorso (ambulanze) dovranno giungere sul posto per soccorrere uno o più infortunati, secondo un programma predisposto. Un aspetto essenziale della simulazione è la messa a disposizione di osservatori ubicati in posizione prestabilita; essi prendono nota dell’accaduto, rilevano i tempi e la successione delle reazioni e stendono un verbale di valutazione. DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 37 di 43 D.D. S. G. Bosco 7.1 Disposizioni finali Il presente piano riprodotto in più copie viene conservato presso la DIREZIONE ed altre copie vengono trasmesse o consegnate ai seguenti soggetti: 1. 2. 3. 4. 5. Direzione; Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione; Rappresentanti dei lavoratori; Una copia a disposizione dei lavoratori; Una copia a disposizione di ditte esterne che operano nell’azienda. É fatto obbligo al possessore del piano di mantenerlo con cura e diligenza. È fatto obbligo a chi preleva copia del piano di tenerlo con cura e riconsegnarlo dopo la consultazione. È fatto obbligo a tutti coloro che frequentano l’edificio di osservare integralmente i contenuti e le procedure previste dal piano di emergenza. Coloro che manomettono e/o riducono l’efficacia dei sistemi di difesa e protezione installati per la sicurezza delle persone e la salvaguardia dei beni, saranno sottoposti a procedimenti disciplinari commisurati alla gravità dell’inadempienza, oltre alla azione penale per reati contro la pubblica incolumità. Al fine di mantenere alto il livello di sicurezza dell’attività si dispone affinchè durante le ore di lavoro sia prestata la massima attenzione su quanto di seguito specificato: verificare che non siano superati gli affollamenti previsti per ogni piano e nei locali secondo quanto riportato in planimetria; verificare che siano agibili e mantenuti sgombri da ostacoli i percorsi di esodo indicati in planimetria; durante le manutenzioni, risistemazioni e restauro dei locali e dei beni devono essere rispettate le condizioni di esercizio riportate nel documento di autorizzazione a firma del direttore; DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 38 di 43 D.D. S. G. Bosco devono devono devono almeno essere mantenuti efficienti i mezzi antincendio indicati nei disegni. Essi essere controllati almeno ogni 6 mesi; essere tenuti efficienti tutti gli impianti esistenti nell’edificio con controllo semestrale. 7.2 Indirizzi utili per la gestione delle emergenze Presso i locali della vigilanza verrà disposto il cartello con l’indicazione dei recapiti di tutti gli enti ed organizzazioni che possono utilmente essere contattati al fine di consentire il loro più rapido intervento. ENTI DI SOCCORSO ESTERNO INDIRIZZO CARABINIERI POLIZIA VIGILI DEL FUOCO VIGILI URBANI POLIZIA STRADALE PREFETTURA QUESTURA 112 113 115 SOCCORSO SANITARIO INDIRIZZO PRONTO SOCCORSO GUARDIA MEDICA CROCE ROSSA CENTRO ANTIVELENI CENTRO USTIONI FARMACIA FARMACIA NOTTURNA SERVIZIO AMBULANZE 118 GUASTI IMPIANTI INDIRIZZO ENEL DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 39 di 43 D.D. S. G. Bosco AZIENDA ACQUA GAS SERVIZIO TELEFONICO GESTORE IMPIANTO ELETTRICO GESTORE IMPIANTO TERMICO GESTORE IMPIANTO IDRICO GESTORE ASCENSORI Verbale di adozione del piano di emergenza Il presente piano di emergenza è stato esaminato nel corso di una riunione avvenuta presso la direzione in data .......................... Il piano di emergenza contiene le procedure di intervento e di evacuazione riporta in allegato le piante dell’attività, i mezzi antincendio disponibili nella scuola e le loro caratteristiche nonchè il registro dei controlli, sorveglianza e manutenzione che sarà tenuto aggiornato e disponibile per i controlli dei Vigili del Fuoco. Il piano sarà revisionato una volta all’anno e, comunque, ogni qualvolta modifiche sostanziali nell’attività o nell’impiego del personale costituiranno varianti nelle condizioni di rischio con riflessi sulla sicurezza dei lavoratori. Premesso quanto sopra il datore di lavoro, Dott. Giacomo Raspanti sentito Il responsabile esterno del servizio di prevenzione e protezione prof. Riccardo Lo Brutto; il rappresentante per la sicurezza dei lavoratori Nicolò Calamia il medico competente dott. Rosario Drago adotta, in data .............................. il presente piano di emergenza costituito da n°42 (quarantadue) pagine numerate da 1 a 42 + gli eventuali allegati. Il datore di lavoro Dott. Giacomo Raspanti ...................................... Il R.S.P.P. esterno prof. Riccardo Lo Brutto ......................................... Il R.L.S. Nicolò Calamia .......................................... DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 40 di 43 D.D. S. G. Bosco il medico competente dott. Rosario Drago ……………………………………….. MODULO DI REGISTRAZIONE STATI DI EMERGENZA VERIFICATESI (PSEME/A5) Registrazione stati di emergenza verificatisi nella scuola Codice progressivo evento: Descrizione dell’evento: Nominativo della persona che ha dato l’allarme: Altre persone presenti: Data ed ora della segnalazione: Nominativo dell’incaricato di piano intervenuto: Azioni intraprese: Richiesta di soccorsi: SI NO Orario di arrivo dei primi soccorsi: Azioni intraprese dai soccorritori: Chiamati alle ore: Danni alle persone: Danni alle cose: Eventuali danni causati a terzi: Analisi dell’evento DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO SPP doc. PSEME/A5 PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 41 di 43 D.D. S. G. Bosco Probabili cause: Inefficienze riscontrate: Compilato da: Data compilazione: Allegati Firma del RSPP DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 42 di 43 D.D. S. G. Bosco DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO PRGS PIANO DI EMERGENZA ED EVACUAZIONE Ediz.: n°02/2015 Rev. : 00 del: Pagina: 43 di 43 D.D. S. G. Bosco DURANTE L’EMERGENZA TUTTI DOVRANNO ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI DEI VIGILI DEL FUOCO E DEGLI ORGANI DI SOCCORSO