18/12/2015
Suggerimenti didattici per alunni con
D.S.A.
riferimenti alla legge 170/10,
decreto attuativo e linee guida
Castegnaro Fiorella
Insegnante- Formatore AID
1
Insomma ,andavo male a scuola. Ogni giorno
della mia infanzia tornavo a casa perseguitato
dalla scuola. I miei voti sul diario dicevano la
disapprovazione dei miei insegnanti . Quando
non ero l’ultimo della classe ero il penultimo
(EVVIVA).
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Refrattario dapprima all’aritmetica poi alla
matematica, profondamente disortografico,
poco incline alla memorizzazione delle date e
alla localizzazione dei luoghi geografici,
inadatto all’apprendimento delle lingue
straniere, ritenuto pigro (lezioni non studiate ,
compiti non fatti), portavo a casa risultati
pessimi che non erano riscattati né dalla
musica, né dallo sport, né peraltro da alcuna
attività parascolastica.
“ Capisci? Capisci o no quello che ti spiego?”
Non capivo.
Daniel Pennac “ Diario di scuola”
Pag 15
2
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
“SOLO
NOI POSSIAMO TIRARE FUORI QUEL BAMBINO DALLA SUA
PRIGIONE, SIA CHE SIAMO FORMATI PER FARLO O MENO.
GLI INSEGNANTI CHE MI HANNO SALVATO E CHE HANNO FATTO DI ME UN
INSEGNANTE, NON ERANO FORMATI PER QUESTO.
ERANO ADULTI DI FRONTE A UN ADOLESCENTE IN PERICOLO. HANNO
CAPITO CHE OCCORREVA AGIRE TEMPESTIVAMENTE, SI SONO BUTTATI,
NON CE L’HANNO FATTA. SI SONO BUTTATI DI NUOVO, GIORNO DOPO
GIORNO, ALLA FINE MI HANNO TIRATO FUORI. E MOLTI ALTRI CON ME.
CI HANNO LETTERALMENTE RIPESCATI. DOBBIAMO LORO LA VITA”.
DANIEL PENNAC
3
INSEGNANTE SI
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
“UN VERO
PREOCCUPA DI COMPRENDERE IL DOLORE
E LA SOLITUDINE DI UN BAMBINO CHE
NON CAPISCE IN UN MONDO DI RAGAZZI
CHE CAPISCONO”
4
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
GLI INSEGNANTI DI FRONTE A STUDENTI
INTELLIGENTI, MA CON UN DISTURBO
SPECIFICO DI APPRENDIMENTO
POSSONO FARE MOLTO…
5
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
LA PRIMA COSA CHE DEVE FARE UN
INSEGNATE È OSSERVARE PROCESSO DI
APPRENDIMENTO DEL BAMBINO/
RAGAZZO E COMPRENDERE IL MOTIVO
DELLA SUA DIFFICOLTÀ….
6
Linee Guida per il diritto allo
studio
(Premessa)
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Il diritto allo studio per gli alunni e gli studenti
con DSA
garantisce quindi:
 -Didattica individualizzata e personalizzata
 Strumenti compensativi;
 -Misure dispensative;
La Legge 170/2010 apre un ulteriore canale di
tutela del diritto allo studio diverso da
quello previsto dalla Legge 104/1992.
7
Linee Guida (capitolo 2)
Osservazione in classe:
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Prestazioni atipiche (inferiori rispetto alla media)
possono essere un segnale di DSA.
Attenzione!
Solo una piccola parte di alunni con difficoltà risulta
con DSA
Nota: non si parla di screening in quanto è
regolato da un diverso Decreto regolato dal
ministero della salute.
8
SEGNALI PREDITTIVI
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
• DIFFICOLTÀ DI COPIA DALLA LAVAGNA
• PERDITA DELLA RIGA E SALTO DELLA PAROLA IN LETTURA
• DIFFICOLTÀ D’USO DELLO SPAZIO DEL FOGLIO
• OMISSIONE DELLE LETTERE MAIUSCOLE
• LETTERE E NUMERI SCAMBIATI
• SOSTITUZIONE DI SUONI SIMILI
• DIFFICOLTÀ NEI DIGRAMMI
• PUNTEGGIATURA IGNORATA
• DIFFICOLTÀ AD IMPARARE LE TABELLINE
• DIFFICOLTÀ A MEMORIZZARE LE PROCEDURE DELLE
OPERAZIONI ARITMETICHE
• DIFFICOLTÀ A RICORDARE I TERMINI SPECIFICI DELLE
DISCIPLINE, LE EPOCHE
STORICHE, LE DATE DEGLI EVENTI
• DIFFICOLTÀ ESPOSITIVE
• DIFFICOLTÀ DI PIANIFICAZIONE
• DIFFICOLTÀ NEL METODO DI STUDIO
9
SCUOLA PRIMARIA
LETTURA:
CLASSE PRIMA
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
- LENTA DECIFRAZIONE DELLE LETTERE
-ACCESSO INCERTO ALLA SILLABA
-CONTROLLO DEL SIGNIFICATO DELLE PAROLE NON STABILE.
SCRITTURA
-SCRITTURA SOLO DI PAROLE ISOLATE CON
- SOSTITUZIONE/OMISSIONE DI SUONI
-DIFFICOLTÀ NELLO SPELLING
- DIFFICOLTÀ GRAFO-MOTORIE
- LENTA EVOCAZIONE GRAFO-MOTORIA PER LE LETTERE
CALCOLO
-NUMERAZIONE LENTA E CON ERRORI (0-20);
- ERRORI NEL PASSAGGIO DAL CODICE ORALE A QUELLO SCRITTO;
- DIFFICOLTÀ NEL CALCOLO A MENTE
10
CLASSE SECONDA….
LETTURA
SCRITTURA
-SCARSA PADRONANZA DI UNA FRASE CON
SOSTITUZIONI O OMISSIONI
DI LETTERE E INCERTA SEGMENTAZIONE DELLE PAROLE;
-SCARSO CONTROLLO GRAFO-MOTORIO
CALCOLO
-DIFFICOLTÀ NEL CONTROLLO DELLA POSIZIONE DELLE CIFRE E NELLE
OPERAZIONI IN COLONNA;
- DIFFICOLTÀ NEL CONTROLLO DELLA LINEA DEI NUMERI;
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
-LETTURA SILLABICA LENTA, SENZA PROSODIA E CON MOLTI ERRORI
INCONGRUI (LE PAROLE GLOBALIZZATE SONO “NON-PAROLE” O NON
ATTINENTI AL TESTO);
- SCARSA COMPRENSIONE DEL TESTO
11
Quando si parla di DISTURBO?
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Si parla di Disturbo Specifico
diApprendimento(D.S.A.) quando un bambino
mostra delle difficoltà isolate e circoscritte nella
lettura, nella scrittura e nel calcolo, in una
situazione in cui il livello di sviluppo intellettivo è
nella norma e non sono presenti deficit sensoriali.
12
la compromissione dell’abilità specifica deve
essere significativa, che “operazionalizzato”
significa inferiore a -2ds (DEVIAZIONI
STANDARD) dai valori normativi attesi per l’età o
la classe frequentata (qualora non coincida con
l’età del bambino).

il livello intellettivo deve essere nei limiti di
norma, che operazionalizzato significa un QI non
inferiore a -1ds (equivalente a un valore di 85)
rispetto ai valori medi attesi per l’età.
(CLAUDIO VIO)
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

13
DIFFICOLTA’ O DISTURBO?
INSEGNANTE
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
La difficoltà di apprendimento dipende spesso da
fattori esterni , è modificabile con interventi
didattici mirati, è automatizzabile anche se in
tempi dilatati.
14
DIFFICOLTA’ O DISTURBO?
Il nucleo del disturbo è la difficoltà a rendere automatico e
facile il processo di lettura scrittura e di calcolo, la mancanza
di automatismo obbliga l’alunno con DSA ad impiegare molto
tempo ed attenzione per leggere scriver e calcolare.
Specialista (logopedista – neurospichiatra)
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Il disturbo, rimanda a problematiche specifiche che
risultano resistenti al cambiamento, anche sul
lungo periodo e anche a seguito di un trattamento
riabilitativo mirato.
15
PRESENTAZIONE DEL CASO DI UN ALUNNO DI
CLASSE QUINTA DELLA SCUOLA PRIMARIA
RIUSCIVA A MEMORIZZARE NONOSTANTE LE ORE DEL POMERIGGIO
TRASCORSE SUI LIBRI.
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
STEFANO FREQUENTA LA QUINTA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA;
L’ESPERIENZA SCOLASTICA È STATA UN VERO DISASTRO FIN
DALL’INIZIO. GIÀ IN PRIMA APPARIVA DISATTENTO , DEMOTIVATO E
POCO AUTONOMO. NON COPIAVA ALLA LAVAGNA E LEGGEVA CON
GRANDE DIFFICOLTÀ. SUO UNICO INTERESSE
SEMBRAVA, PORSI AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DISTURBANDO
TUTTA LA CLASSE. QUANDO NON RIUSCIVA A FARE QUALCOSA CHE
GLI ALTRI FACEVANO FACILMENTE L’INSEGNANTE APPARIVA
ESASPERATA E LO PREGAVA DI IMPEGNARSI DI PIÙ. STEFANO NON
16
ALLA FINE DELLA CLASSE SECONDA LA FAMIGLIA, SU INDICAZIONE
DELLA SCUOLA PORTA IL BAMBINO PRESSO UN CENTRO ACCREDITATO
PER UNA VALUTAZIONE.
IL LIVELLO COGNITIVO È NELLA NORMA.
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
LA DIAGNOSI PARLA DI DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO A
CARICO DEI PROCESSI DELLA LETTO SCRITTURA E DEL CALCOLO.
SI SOTTOLINEA UNA CADUTA SIGNIFICATIVA NELLA COMPRENSIONE
E NELLA RIELABORAZIONE ORALE.
17
LA DIAGNOSI
(ART.3 LEGGE 170)
NB. La diagnosi erogata da strutture esterne va comunque
convalidata presso il Servizio Sanitario e
depositata presso la segreteria della scuola (con
protocollo).
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
La diagnosi dei DSA e' effettuata dal Servizio sanitario
nazionale comunicata dalla famiglia alla scuola di
appartenenza dello studente. Le regioni nel cui territorio
non siapossibile effettuare la diagnosi nell'ambito dei
trattamenti specialistici erogati dal Servizio sanitario
nazionale possono prevedere, nei limiti delle risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, che la medesima diagnosi sia effettuata da
specialisti o strutture accreditate.
18
COSA FARE QUANDO IN CLASSE È PRESENTE UN
ALUNNO CON DIAGNOSI DI DSA?

Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
 Quale ruolo deve avere la scuola?
Cosa dice la normativa?
 Quale didattica ?
 Quale modalità di verifica?
 Cos’è il PDP ?
……………………………………..
19
LINEE GUIDA (CAP.3)
DIDATTICA
INDIVIDUALIZZATA
Individualizzato è
l’intervento
calibrato sul singolo, in
particolare per migliorare
alcune competenze
deficitarie
o per potenziare
l’automatizzazione di
processi
basilari
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
DIDATTICA
PERSONALIZZATA
Personalizzata è la didattica
che offre a ciascun alunno
l’opportunità di sviluppare al
meglio le proprie potenzialità
attraverso un lavoro in classe
diversificato
20
IL BAMBINO/RAGAZZO QUINDI PUÒ
RIUSCIRE A LEGGERE E SCRIVERE, MA
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
SOLO IMPEGNANDO AL MASSIMO LE
PROPRIE CAPACITÀ ED ENERGIE,
POICHÉ NON PUÒ FARLO IN MANIERA
AUTOMATICA: PER QUESTO MOTIVO SI
STANCA RAPIDAMENTE, COMMETTE
ERRORI, RIMANE INDIETRO, NON
IMPARA CON LO STESSO RITMO DEI
COETANEI, LA LETTURA RISULTA
LENTA E/O SCORRETTA.
21
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
NOTA
Da notare che le Linee guida (e il
decreto
attuativo) colgono della Legge in
particolare
l’aspetto legato alla flessibilità
didattica, alla individualizzazione e
alla personalizzazione,come
principali strumenti di attuazione del
diritto allo studio.
22
Linee Guida (CAP.3)
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
STRUMENTI COMPENSATIVI
Tali strumenti sostituiscono o facilitano una prestazione resa difficoltosa
dal disturbo. Per esempio:
La sintesi vocale trasforma un compito di lettura in un
compito di ascolto.
MISURE DISPENSATIVE
Sono interventi checonsentono all’alunno o allo studente di non svolgere
alcune prestazioni che non migliorano anche se ripetute.
Per esempio: Nell’alunno dislessico, l’esercizio della lettura non
migliora le abilità di lettura.
NB. I tempi aggiuntivi sono considerati tra le misure dispensative. La
letteratura scientifica consiglia il 30% in
più del tempo stabilito.
23
MISURE PREVISTE PER STEFANO
E INSERITE NEL PDP
compensative




Mappa dell’argomento
trattato;
Tabelle “della memoria”
(Verbi-analisi logica, analisi
grammaticale);
Tabella delle misure,delle
formule,delle regole.



Cartine geografiche, mappe
Lettore esterno durante
attività di comprensione o
verifica (compagno –
insegnante)


riduzione del carico di lavoro
organizzazione interrogazioni
programmate
valutazione delle prove
scritte ed orali che tengano
conto del contenuto e non
della forma
Scrittura veloce sotto
dettatura;
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID

dispensative
Copia alla lavagna
24
Difficoltà da compensare
vantaggi
Tabelle (alfabeto,mesi, t.
pitagorica)
Difficoltà nel recupero rapido
delle informazioni
Della memoria a breve termine.
Possibilità di usare tutte le energie
attentive ,mnestihe e cognitive nello
svolgimento del compito.
tabella delle misure,
formule,regole.
Calcolatrice
Non automatizzazione di
procedure o difficoltà nel
recupero rapido
Esecuzione rapida delle procedure ed
esecuzione di compiti complessi.
Registrazione delle spiegazioni
Difficoltà nel prendere appunti
(e ascoltare
contemporaneamente)
Maggior attenzione alla spiegazione
Cartine geografiche
Cartine storiche
Mappe
Difficoltà nell’organizzare e nel
riorganizzare le informazioni
studiate.
Riduzione dell’apprendimento mnemonico
a favore di una rielaborazione personale.
Supporto visivo per il recupero delle
informazioni e per l’organizzazione
dell’esposizione durante le verifiche orali.
Libri scolastici in PDF
Sintesi vocale
Difficoltà nell’utilizzo del testo
scritto come canale di
apprendimento
Possibilità di accesdere a tutti i contenuti
curriculari indipendentemente dal livello
di lettura raggiunto
Computer con programmi di
video scrittura, sintesi vocale.
Supporto alla scrittura (disgrafia
e disortografia)
Possibilità di maggior controllo del testo
scritto in termini di correttezza,
contenuti,forma.
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
strumento
25
Dispensa
Motivazione
Soluzioni
Lettura a voce alta
Disagio di fronte ai compagni
Lettura su appuntamento o
concordata precedentemente
Scrittura veloce sotto dettatura
Risultato sicuramente inadeguato
Utilizzo di fotocopie da cui copiare
o da sostituire alla scrittura
Lettura autonoma di consegne
Una decodifica errata può indurre
a uno svolgimento sbagliato del
compito
Lettura ad alta voce per tutta la
classe.
Lettore esterno
Uso del vocabolario cartaceo
-studio mnemonico delle tabelline
Drena risorse
Trattiene gli errori
Dizionari digitali
Utilizzo di tabelle
Tempi di svolgimento per le
verifiche
Induce ad aumentare gli errori e
prestare meno attenzione ai
contenuti.
Tempi più lunghi- riduzione della
quantità- frazionamento del
compito in più giorni-
Compiti per casa (quantità)
Interrogazioni non programmate
Rende eccessivo il carico
giornaliero impedendo un
apprendimento efficaceStabilizza l’errore
Programmazione delle attività da
svolgere e delle interrogazioni.
Privilegiare la qualità e non la
quantità.
utilizzo integrale dei testi adottati
per la classe
Difficoltà linguistiche e
affaticamento ne riducono
l’utilizzo.
Possibilità di usare testi adattati
non per contenuto ma quantità di
pagine e caratteristiche del testo.
Copia alla lavagna
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
26
LETTURA E COMPRENSIONE PER UNA
DIDATTICA INCLUSIVA
Dedicare ogni giorno un momento alla lettura (il
piacere di leggere va sempre trasmesso);
 Concordare con il bambino il contenuto della
lettura ;
 Dettare ad un compagno;
 Supportare la lettura di testi di studio con
l’immagine.
 Stimolare a raccogliere tutti gli indicatori visivi
finalizzati alla comprensione.

Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
27
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
LA PROCEDURA È REALMENTE MOLTO SEMPLICE. PRIMA SI
SISTEMANO LE COSE IN GRUPPI DIFFERENTI.
NATURALMENTE UN GRUPPO PUÒ ESSERE SUFFICIENTE:
DIPENDE DA QUANTO C’È DA FARE.
É IMPORTANTE NON ECCEDERE: CIOÈ, È MEGLIO FAR SUBITO
POCO, PIUTTOSTO CHE TROPPO. LÌ PER LÌ QUESTO NON
SEMBRA IMPORTANTE, MA, NEL CASO NASCANO DELLE
COMPLICAZIONI, UNO SBAGLIO PUÒ ESSERE COSTOSO. DI
PRIMO ACCHITO L’INTERA PROCEDURA PARRÀ COMPLICATA,
MA BEN PRESTO DIVENTERÀ UN ALTRO ASPETTO DELLA VITA.
È DIFFICILE PREVEDERE SE AVRÀ FINE LA NECESSITÀ DI
QUESTO COMPITO NELL’IMMEDIATO FUTURO, MA NON SI PUÒ
MAI DIRE.
DOPO CHE LA PROCEDURA È COMPLETATA, SI DISPONE DI
NUOVO IL MATERIALE IN VARI GRUPPI, DA COLLOCARE IN
LUOGHI APPROPRIATI. NEL CASO IN CUI VENGONO USATI
ANCORA, L’INTERO CICLO DOVRÀ ESSERE RIPETUTO.
28
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
29
COMPRENSIONE DEL TESTO…
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Processo costruttivo, in cui le informazioni
nuove, contenute nel testo sono integrate
all’interno delle strutture di conoscenza
possedute dal lettore
 creazione di una rappresentazione mentale del
contenuto del testo (modello mentale o
situazionale).

30
FRA I PRE-REQUISITI DI QUESTA ABILITÀ:
La comprensione da ascolto
 la capacità di comprensione di una storia letta
da un adulto
 Le conoscenze lessicali
 conoscenza del significato delle parole.
 L’acquisizione di competenze legate alla
decodifica è una condizione necessaria ma non
sufficiente per comprendere un testo.
 Infatti anche in casi di una scarsa
automatizzazione della lettura strumentale è
possibile capire ciò che si legge.

Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
31
COSA FUNZIONA DI PIÙ PER
MIGLIORARE LA COMPRENSIONE
Individuare STRATEGIE
-
Leggere il titolo
I titoli dei paragrafi
Le didascalie delle immagini
Guardare le immagini
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
-
32
STRATEGIE DI COMPRENSIONE
Descrizione
Esempio di attività
Attivare conoscenze
Gli studenti pensano a quello
che già conoscono basandosi su
indizi provenienti dal testo (ad
esempio il titolo). Predicono il
contenuto del testo, che poi
1.Utilizzando l’idea principale
del testo chiedere allo studente
di fare dei collegamenti con la
sua esperienza.
2.A metà della storia chiedere
allo studente di fare previsioni
su come andrà a finire la storia.
pregresse/fare predizioni
leggeranno.
Farsi domande
Gli studenti si cimentano a
rispondere a domande sugli
elementi principali durante la
lettura, interrogandosi ad
esempio su dove e perché
avviene la vicenda
Durante la lettura fornire agli
studenti delle carte dove sono
riportate le domande
2.Dividere gli studenti in piccoli
gruppi e chiedere di rispondere
a queste domande
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Strategia
33
descrizione
attività
Visualizzare
Gli studenti creano
un’immagine mentale di
quello che hanno letto
1.Spiegare che la
creazione di una
immagine aiuta il ricordo
2.Farli esercitare nella
visualizzazione
utilizzando dapprima
materiale pittorico
3.Leggere una frase e
chiedere agli studenti di
immaginarla. Fare lo
stesso con un piccolo
brano e poi discuter
Monitorare, chiarire e
ritornare a capire
Gli studenti riflettono sul
livello di comprensione
raggiunto, se hanno
capito o meno un testo, se
hanno utilizzato strategie
che aiutano la
comprensione
1.Collegare ogni strategia ai
cartelli stradali (ad esempio
STOP – ferma la lettura e
prova a dire con parole tue
quello che hai letto;
Inversione di marcia – rileggi
parte del testo)
2.Far lavorare in coppia gli
studenti sulle strategie
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Attività
34
COSA FUNZIONA DI PIÙ PER MIGLIORARE
LA COMPRENSIONE
Livelli di evidenza
Basso
Moderato
Alto
X
Insegnare ad usare
strategie di comprensione
del testo
Selezionare con
attenzione i testi per
favorire lo sviluppo della
comprensione
Fornire un ambiente
motivante e sfidante per
insegnare la
comprensione
x
x
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
x
Insegnare a riconoscere e
utilizzare la struttura dei
testi
35
STRATEGIE DI COMPRENSIONE
strategia
descrizione
Gli studenti individuano
informazioni importanti per
capire il testo, inferendole
perché mancanti o non
esplicite
Fare riassunti/raccontare di
nuovo
Gli studenti descrivono
brevemente, oralmente o
per iscritto, le idee
principali
1.Insegnare agli studenti a
cercare le parole chiave che
permettono di comprendere il
testo, evidenziando come usarle
per fare inferenze. Ad esempio
se in un testo si trovano parole
come ‘pagliaccio’ o ‘acrobata’ la
vicenda potrebbe svolgersi in un
circo.
2.Identificare le parole chiave e
discutere su cosa gli studenti
potrebbero imparare sul testo in
base a queste parole.
1.Chiedere di raccontare il testo
in coppia o all’insegnante
2.Se lo studente ha problemi
aiutarlo con domande del tipo:
cosa succede poi? etc…
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Fare inferenze
Esempio di
attività
36
CONOSCENZA, USO E CONTROLLO DI 3
STRATEGIE DI LETTURA
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
37
PER MIGLIORARE LA COMPRENSIONE
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
38
STRATEGIE PER MIGLIORARE LA
COMPRENSIONE
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
39
STRATEGIE PER MIGLIORARE LA
COMPRENSIONE
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
40
RELAZIONE CON L’ALUNNO
DISLESSIA CON TUTTI GLI ALUNNI
• FAVORIRE OCCASIONI DI CONVERSAZIONE NELLE
QUALI SIA POSSIBILE PARLARE DELLE PROPRIE
DIFFICOLTÀ E DELLE PROPRIE DIVERSITÀ
• NON ESSERE AVARO DI GRATIFICAZIONI ED USARE
IL RINFORZO COME STRUMENTO ABITUALE
• AIUTARE L’ALUNNO AD ACCETTARE
LE PROPRIE
DIFFICOLTÀ E A MIGLIORARE LA PROPRIA
AUTOSTIMA.
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
UTILIZZARE UN ATTEGGIAMENTO EMPATICO
• PARLARE CHIARAMENTE E SENZA PUDORI DELLA
41
LLINEE GUIDA CAP.4
Scuola secondaria di I e II grado. Dislessia:
 Comprensione:
 Strategia di lettura centrata sul riconoscimento di
parole chiave (poi organizzate in mappe concettuali)
e sull’individuazione dell’organizzazione del
contenuto (tramite l’analisi della differenza fra
capitolo, paragrafo o l’associazione dell’immagine)

Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
42
LLINEE GUIDA CAP.4
 Scuola
il libro di testo!)
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
secondaria di I e II grado.
Dislessia:
 Per lo studio:
 Mediatori didattici di ogni genere, glossari,
immagini.
 Insegnare l’uso della sintesi vocale (studiare
con la sintesi non è come studiare leggendo
43
LLINEE GUIDA CAP.4
 Scuola
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
secondaria di I e II grado.
Dislessia:
 Strumenti compensativi:
 Presenza di un tutor che legge al posto
dell’alunno
 Sintesi vocale
 Libri o vocabolari digitali
 Registrazioni delle lezioni (i cui contenuti
possono sostituire quelli del libro di testo)
44
NELLE LINGUE STRANIERE…
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
Tutti i bambini con D.S.A. hanno difficoltà
nell’apprendere le lingue straniere, in
particolare, la loro scrittura. Particolari
problemi vengono evidenziati
nell’apprendimento della lingua inglese a
causa delle differenze tra la scrittura e la
pronuncia delle lettere.
45
Per Riassumere….
 La scuola si sta facendo carico di un cambiamento culturale:
 accettare che un alunno/a senza problemi cognitivi possa avere difficoltà
nella automatizzazione dei meccanismi di letto-scrittura e di calcolo
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
 accettare che un alunno/a con DSA possa utilizzare strumenti
compensativi e dispensativi a scuola e a casa……anche durante le
verifiche
 accettare di cambiare la propria metodologia didattica verso flessibilità
ed inclusione
 accettare di personalizzare la valutazione:
con la valutazione formativa si valuta
per educare,
non per sanzionare,
non per punire,
non per far ripetere gli stessi percorsi apprenditivi
sia durante l’anno scolastico che in quello successivo.
46
Una didattica flessibile è
inclusiva
gli obiettivi sono
significativi, concordati e
condivisi;
ogni alunno/studente fa
parte di un gruppo di
lavoro in cui
l’apprendimento avviene
attraverso le abilità sociali
e cognitive
clima positivo
metacognitiva
gli obiettivi sono
concordati, chiari, e
delimitati;
ogni alunno/studente è reso
consapevole del percorso
didattico che verrà messo
in atto
consapevolezza del
proprio funzionamento
cognitivo e del metodo
di studio
Una didattica flessibile è
inclusiva
gli obiettivi sono
significativi, concordati e
condivisi;
ogni alunno/studente fa
parte di un gruppo di
lavoro in cui
l’apprendimento avviene
attraverso le abilità sociali
e cognitive
clima positivo
metacognitiva
gli obiettivi sono
concordati, chiari, e
delimitati;
ogni alunno/studente è reso
consapevole del percorso
didattico che verrà messo
in atto
consapevolezza del
proprio funzionamento
cognitivo e del metodo
di studio
clima positivo
sono indispensabili serenità e fiducia in modo da non
aggiungere frustrazione a quella già riconducibile alle
difficoltà oggettive;
nessun intervento didattico può riuscire se condotto in forma
sbrigativa oppure in un clima di incomprensione o di
conflittualità quindi è importante la relazione;
lo “sforzo” non è una componente essenziale
dell’apprendimento;
la valutazione è coerente con le scelte didattiche ed è
finalizzata ad accompagnare il percorso formativo della
persona sottolineando i piccoli e grandi progressi.
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
GRAZIE!!!
50
Fiorella Castegnaro- insegnante-Formatore AID
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QUANDO IMPARARE DIVENTA DIFFICILE