montecatini_1_4.qxp:011-032
8-03-2011
13:45
Pagina 1
Montecatini
e la Valdinievole
Touring Editore
montecatini_1_4.qxp:011-032
8-03-2011
13:45
Pagina 2
Sommario
Devo tantissimo all’America: un Paese dai grandi orizzonti e con un enorme cuore, dove hanno trovato spazio e si sono realizzati e accresciuti i miei sogni, i miei progetti, la mia passione per la buona cucina e per l’ospitalità. Il successo che ho raggiunto non sarebbe stato possibile in un altro luogo e di questo non posso che
ringraziare la Terra che è diventata la mia seconda Patria. Ma allo stesso modo devo riconoscere che la mia
bella storia ha le sue radici in Italia, inToscana, a MontecatiniTerme: una città da sempre regina nell’arte dell’accoglienza, una città scolpita nei miei ricordi più cari, una città alla quale sono legate le mie origini. Ogni volta che servo un piatto toscano ai miei clienti e amici, porto in tavola anche tutto l’amore per Montecatini, racchiuso nei suoi sapori semplici e genuini, che come gli affetti veri, ti rimangono per sempre nel cuore.
MontecatiniTerme è l’ingrediente segreto del mio successo!
Per questo motivo sono felice e orgoglioso di essere stato invitato a presentare questa nuova Guida Touring
di MontecatiniTerme e della Valdinievole: leggendola ho rivisto i luoghi della mia infanzia, quando la vita era
molto più dura, ma sicuramente tanto intensa da non poter essere cancellata dalla memoria. Passeggiando
idealmente per i suoi viali, ho risentito gli odori, i profumi, ho riassaporato il gusto delle cialde, il saluto caloroso di un amico davanti a un aperitivo in uno dei suoi storici caffè, ho respirato l’aria frizzante dei mattini
trascorsi nei parchi delle Terme sorseggiando un bicchiere della sua meravigliosa acqua, che rimettendo a
posto lo stomaco, ti prepara a gustare con più soddisfazione la cucina alla quale sono ancora tanto legato!
(Ve ne regalerò volentieri un assaggio con la ricetta dei crostini toscani portata in America dalla mia famiglia!). Ma Montecatini Terme non è solo passato e questa Guida ne è una prova. Ha saputo mantenersi al
passo con i tempi, progredire conservando il suo solito fascino. I progetti che sono in fase di realizzazione le
daranno un nuovo valore, se possibile la renderanno ancora più bella e fruibile.Tornare a MontecatiniTerme,
per me, è ogni volta un tuffo in un mondo antico proiettato nel futuro, ma è soprattutto un modo per prendermi cura di me, per riappropriarmi dei miei ritmi, per regalarmi un rinnovato benessere che si trasforma
in carica vitale da investire nell’impegno che metto in ogni mia attività. Sicuramente regalerò e consiglierò la
Guida a molti miei amici, sicuro che dopo averla letta non resisteranno alla tentazione di conoscere di persona la mia MontecatiniTerme e la Valdinievole!
Sirio Maccioni
La guida verde del Touring Club Italiano rappresenta un punto fermo per tutti coloro che amano viaggiare
informandosi sulla località prescelta, per conoscerne la storia, il paesaggio, la cultura e che desiderano quindi sfruttare appieno le offerte del territorio da visitare. Facile da consultare e al tempo stesso ricca di informazioni professionali e attendibili, sempre interessanti e rassicuranti, la classica copertina verde garantisce
una sicurezza immediatamente individuabile nelle librerie in cui è esposta.
È ormai divenuta, da tanto, tanto tempo, un brand importante, un classico del turista italiano: così, proporre
una GuidaTouring interamente dedicata a MontecatiniTerme e alla Val di Nievole mi è sembrato un “regalo”
che la nostra città si merita per tutto quello che essa rappresenta nella storia delle località termali italiane e
internazionali, con i suoi splendidi stabilimenti, o templi, come amo definirli quando ne parlo, con la sua meravigliosa acqua che possiede proprietà curative conosciute da tempi lontanissimi, col magnifico verde che raggiunge la sua apoteosi nella mitica pineta, con i suoi tanti alberghi e una tradizione di ospitalità che ha sempre messo al centro il turista curista, facendolo sentire uno di noi nel periodo delle sue vacanze, con la sua
offerta di prodotti enogastronomici di altissima qualità, con la sua centralità in una regione generosa e preziosa come laToscana, a pochi chilometri da Firenze, Lucca, Prato, Pistoia, Pisa, Siena,Arezzo, la Versilia, i monti dell’Abetone e così via. Insomma, siamo nel cuore di una terra bellissima e la guida verde sarà la migliore
compagna per chi deciderà di venirci a trovare, ma anche un nuovo punto di riferimento per quanti questa
Val di Nievole già la conoscono e la amano.
Benvenuti a MontecatiniTerme!
Beppe Bellandi
Sindaco di Montecatini
2
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
5
1.1 L’asse nord-sud e l’area termale
1.2 Lo stabilimentoTettuccio
1.3 L’asse est-ovest della città
1.4 L’antico Castello, Montecatini Alto
12
21
26
29
2 Itinerari in Valdinievole
34
2.1 Borghi, ville, castelli
2.2Verso le terre umide
2.3 L’altaValdinievole
2.4 Le terre di Leonardo e il Montalbano
2.5 Le terre di Pinocchio e le ville lucchesi
2.6 La Svizzera Pesciatina
35
39
45
47
52
57
Itinerario enogastronomico
60
Indirizzi utili
62
3
montecatini_1_4.qxp:011-032
8-03-2011
13:45
Touring Club Italiano
Presidente: Franco Iseppi
Direttore generale: Fabrizio Galeotti
Touring Editore
Direttore editoriale: Alberto Dragone
Direttore contenuti turistico-cartografici: Fiorenza Frigoni
Coordinamento editoriale: Cristiana Baietta
Coordinamento e redazione: Deborah Terrin
Coordinamento cartografico: Davide Mandelli
Redazione cartografica: Giuseppe Cicozzetti
Coordinamento tecnico: Francesco Galati
Segreteria di redazione: Paola Bressani
Realizzazione editoriale: Edicomma Studio Editoriale, Milano
con Beatrice Sciascia (progetto grafico e copertina)
Testi: Claudio Corbetta (Itinerari in Valdinievole pagg. 34-59);
Bruna Rossi (Itinerari Montecatini Terme, pagg. 5-33)
Referenze iconografiche: da fare
Edizione promossa dal Settore Iniziative Speciali di Touring Editore
strada 1, pal. F, Milanofiori - 20090 Assago (Mi)
tel. 0257547281, fax 0257547314
[email protected]
Responsabile: Radames Trotta
Prestampa: ABCompos, Rozzano (Milano)
Stampa e legatura: Giunti Industrie Grafiche, Iolo (Prato)
Touring Club Italiano
corso Italia, 10 - 20122 Milano
www.touringclub.it
© 2011 Touring Editore S.r.l. - Milanofiori
www.touringclub.com
Codice edizione speciale: HZ082A
Finito di stampare nel mese di marzo 2011
Pagina 4
montecatini_5_33.qxp:011-032
1
8-03-2011
14:01
Pagina 5
Montecatini Terme,
cuore della Valdinievole
MontecatiniTerme è entrata recentemente a far parte di EHTTA (European HistoricalThermal Town Association), l’associazione approvata dal Consiglio d’Europa per promuovere un
itinerario culturale delle città storiche termali europee. La città deve infatti la sua popolarità
alle acque termali ricchissime di preziosi elementi minerali che tuttora ne confermano l’indiscussa fama nel quadro del termalismo internazionale. La forte e qualificata ricettività
alberghiera offre sistemazioni per tutte le esigenze; il clima accogliente, la tradizione di raffinata ospitalità, l’ottima cucina, la vicinanza a siti turistici di sommo interesse fanno di Montecatini Terme la destinazione ideale sia per chi voglia utilizzarla come piacevole base per un
itinerario indimenticabile, sia per chi voglia usufruire delle sue acque in un soggiorno all’insegna della salute e del benessere.
Le numerose sale attrezzate e ben organizzate per congressi, mostre e manifestazioni di
ogni tipo e dimensione hanno contribuito a rendere la cittadina un centro vivace e affollato
in qualsiasi periodo dell’anno, elegante e cosmopolita, che ha mantenuto però la sua dimensione umana. Montecatini si percorre tutta a piedi, gustando preziose pause di relax e riequilibrio energetico nei suoi giardini, nei larghi viali e nei rigogliosi parchi in cui sono incastonati gli stabilimenti termali, veri capolavori architettonici e artistici che, insieme agli edifici di
gusto liberty del primo Novecento, costituiscono un vero museo a cielo aperto. Ci sono
poi i numerosissimi locali e negozi, aperti anche nei giorni festivi e la sera, oppure gli impianti nei quali anche lo sport può essere praticato o fruito come momento di svago e di
incontro. All’inizio di giugno si svolge Time out, Festival della Cultura Sportiva, che vede la
stazione termale animarsi di importanti eventi con la presenza di personalità dello sport.
InValdinievole è viva da sempre la passione per il ciclismo: molti campioni di questa disciplina vantano qui le loro origini; inoltre Montecatini Terme ospiterà i Campionati del Mondo
di Ciclismo su Strada 2013, insieme a Firenze, Pistoia e Lucca. A livello amatoriale la città si
propone come base per stimolanti tracciati cicloturistici: il caratteristico paesaggio toscano
che la circonda, alternando dolci colline a tratti appenninici più impegnativi e a vaste aree
pianeggianti, offre agli amanti del pedale percorsi di ogni difficoltà, con le più svariate mete
naturalistiche e faunistiche, culturali, storiche, artistiche, enogastronomiche. Molti alberghi si
sono attrezzati per offrire assistenza specializzata e ricca dotazione di mappe esclusive ai
loro clienti attratti dal turismo su due ruote.
Trattamento benessere nel salone liberty dello stabilimento termale Excelsior
5
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:01
Pagina 6
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
La storia delleTerme e della città
La storia della città è indissolubilmente legata a quella delle sue acque. Non si hanno notizie
certe circa la sua origine, sicuramente molto remota. Oggetti votivi risalenti a epoca romana vennero rinvenuti accanto al cratere delle Terme Leopoldine; dei “bagni” di Montecatini
si parla in una pergamena lucchese del 1201; Marco Datini, famoso inventore pratese della
cambiale, nel 1387 curava il suo stomaco con le acque termali e più tardi Eleonora diToledo, sposa di Cosimo I de’ Medici, faceva ricorso all’acqua Rinfresco per i disturbi ginecologici. Ugolino Simoni, detto da Montecatini, illustre medico e fondatore dell’idrologia italiana,
descrisse la costruzione del Bagno Nuovo (poiTettuccio), ordinata nel 1370 dalla repubbli-
La mirabile struttura lignea dalla morfologia arborea della Sala Portoghesi alleTerme delTettuccio
ca fiorentina. Grazie a lui, nel 1417, le acque di Montecatini ebbero la loro consacrazione
ufficiale nel famoso trattato De Balneorum Italiae proprietatibus.
Purtroppo tra il XV e il XVI secolo, l’uso delle terme e lo sviluppo della zona risentirono
delle sanguinose battaglie e scorrerie di cui fu teatro il territorio. Inoltre la decisione del
governo di Firenze di costruire la chiusa di Ponte a Cappiano, sul Canale della Guisciana,
per rifornire di pesce fresco le tavole fiorentine, causò l’allagamento di tutta la valle e anche
Montecatini soffrì dell’avanzata della palude, infestata da insetti portatori di malaria, con grave danno per tutta la popolazione.
Pure il Castello (Montecatini Alto) non conobbe pace: la sua straordinaria posizione strategica e un carattere ribelle lo misero infatti al centro di contrasti tra le varie potenze. Il colle
divenne un luogo di difficile accesso, quasi inespugnabile con le sue mura, le venticinque torri e le due fortezze sulle sommità estreme: il castrum vetus a nord e il castrum novum dalla
parte opposta. Così protetto, nella conca pianeggiante al centro si sviluppò il borgo intorno
alla piazzetta. Cresciuto nell’orbita lucchese e in seguito svincolatosi da essa, il comune di
Montecatini sostenne le prime dispute con il castello di Marliana, pistoiese di parte ghibellina, e con quello di Serravalle, stabilendo infine i propri confini lungo il corso del torrente
Nievole. Nel 1315 fu assediato dalle truppe lucchesi comandate da Uguccione della Faggiola e Castruccio Castracani; accorse in suo aiuto l’esercito fiorentino, che proprio qui, nella sanguinosa battaglia di Montecatini, subì una delle peggiori sconfitte della sua storia.
Alla morte di Castruccio, Montecatini entrò a far parte della Lega dei Comuni della Valdinievole, che nel 1328 giurò fedeltà a Firenze. Ben presto però la Lega si sciolse e il Castello
tornò a Lucca. Nel 1330, durante i contrasti tra guelfi e ghibellini, venne nuovamente attaccato, questa volta dai fiorentini, che deviarono perfino il corso dei torrenti Borra e Nievole
6
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
per costringere alla resa, dopo undici mesi d’assedio, i montecatinesi assetati. Nel 1554
Montecatini subì un altro terribile assalto: il paese venne definitivamente espugnato, saccheggiato e in gran parte abbattuto dalle milizie di Cosimo I de’ Medici, alleato dell’imperatore Carlo V, in guerra contro Siena e i francesi, che qui avevano posto le loro truppe al
comando di Piero Strozzi. Le torri e le mura furono smantellate e i documenti della comunità bruciati e perduti per sempre.
Nonostante le infelici vicende, le miracolose proprietà delle acque termali non erano state
dimenticate: la famiglia dei Medici aveva avviato un primo intervento di bonifica per incrementare la coltivazione delle terre in Valdinievole, ma i Bagni erano stati sfruttati senza
vedere grandi migliorie. Finalmente nel 1737 la Toscana passò agli Asburgo Lorena e nel
1763 fu assegnata a Pietro Leopoldo: fu lui il vero fondatore e mecenate di Montecatini e
l’artefice della sua rinascita come centro del termalismo. Egli incaricò i suoi esperti di studiare il modo migliore per risanare laValdinievole, fece abbattere le chiuse e le pescaie e in
breve tempo gli acquitrini lasciarono posto a un territorio fertile e salubre. Nel comprensorio delle sorgenti termali il granduca ordinò la canalizzazione delle acque e avviò un
ambizioso progetto urbanistico per realizzare una moderna città del benessere.Vennero
tracciati i viali, costruiti nuovi palazzi e splendidi stabilimenti. I monaci cassinesi della Badia
Fiorentina ebbero l’incarico di gestire e valorizzare le acque termali e seppero farlo con
ammirevole spirito imprenditoriale, arricchendo la città di edifici e opere di pregio. A questa
grandiosa impresa di ristrutturazione fece seguito una notevole espansione della città e il
suo sviluppo turistico e alberghiero.
L’iniziativa di Pietro Leopoldo venne ripresa dal figlio Ferdinando III, a cavallo della dominazione napoleonica, e successivamente dal nipote Leopoldo II, che fece arrivare qui la prima
ferrovia. Gli ultimi due granduchi amavano trascorrere nella Palazzina Regia lunghi periodi di
benefico soggiorno. La gestione delleTerme era stata affidata a una Deputazione di tre persone, tra cui Domenico Giusti (padre del poeta), che ne divenne direttore e cassiere. Dopo
la proclamazione del Regno d’Italia, le Terme vennero date in concessione per alcuni anni
alla Società Cesana e Damiani; tornate allo Stato, dopo alterne vicende furono affidate
all’imprenditore milanese Antonio Baragiola, il cui figlio Pietro intraprese molte importanti
iniziative in favore della città.
Ben presto Bagni di Montecatini divenne uno dei centri termali più rinomati ed esclusivi
dell’Europa della Belle Epoque, dove personaggi famosi giungevano da tutto il mondo per
“passare le acque”, riposarsi, svagarsi, incontrarsi, discutere d’affari e politica e godere dell’ottima ospitalità e cucina toscana. Sorsero teatri, casinò, un ippodromo e altri importanti
impianti sportivi. La vita mondana della città, valore aggiunto di un luogo già baciato dalla
L’interno della Palazzina Regia, in passato residenza estiva del granduca Pietro Leopoldo e della sua famiglia
7
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:01
Pagina 8
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
natura, attirava i protagonisti della finanza, dell’industria, della politica, dell’arte, della musica e
della letteratura, ma anche studiosi e scienziati di tutte le nazionalità. Dopo una pausa imposta dai dolorosi avvenimenti della seconda guerra mondiale, lo sviluppo cittadino ripartì,
ininterrotto, fino a oggi.
Fare il bagnaiolo divenne l’occupazione più prestigiosa dei cittadini, che impararono a fare
dell’accoglienza una vera arte, trasmessa ancora dall’Istituto Alberghiero Ferdinando Martini,
orgoglio della città, che offre ai propri studenti una professionalità turistica a cinque stelle,
ricercata in tutto il mondo perché in grado di soddisfare la clientela più raffinata ed esigente.
Montecatini può vantare un lungo elenco di prestigiosi clienti: regnanti e capi di governo; nobili; ricchi imprenditori; grandi letterati e poeti; musicisti inimitabili, tra cui Rossini,Verdi, Puccini,
Mascagni, Toscanini e Leoncavallo, che dalla sua bella villa animava le serate montecatinesi.
Anche scultori, pittori e artisti come Duprè, Galileo Chini, LorenzoViani,Annigoni, Conti, Dalì,
hanno frequentato la stazione termale, arricchendola di loro importanti opere. Spesso set di
celebri film, la città ha visto fra i suoi ospiti i più famosi attori della storia del cinema; qui si svolge tuttora Filmvideo, la mostra internazionale del cortometraggio ideata dalla Fedic nel 1949.
Le acque termali e la scienza medica
Le virtù delle acque di Montecatini sono
state oggetto anche nei secoli passati di
numerosi studi: Ugolino Simoni, detto da
Montecatini, considerato il fondatore dell’idrologia italiana, le aveva ampiamente
elogiate nel suo Tractatus de Balneis
(1417); nel 1470 se ne occupò Michele
Savonarola (nonno del più famoso Fra’
Domenico), mentre Pompeo dalla Barba
(1521-82), archiatra di papa Pio IV, le prescriveva come efficace cura al pontefice.
Anche il pontefice PioV se ne avvalse, felicemente, consigliato dal proprio archiatra
Andrea Bacci (1524-1600), e Andrea
Il banco della mescita alleTerme delTettuccio
8
Cesalpino (1519-1603), medico e anatomista, le prescrisse a Clemente VIII. Cosimo I de’ Medici incaricò il ministro Inghirami di informarsi sullo stato dei Bagni,
dove il medico della consorte Eleonora
diToledo le aveva prescritto delle cure.
La fiducia in queste acque dimostrata dai
medici papali continuò con Giovanni
Maria Lancisi (1654-1720), archiatra di
Innocenzo III, Clemente IX e Innocenzo
VII, nonché consigliere del re Luigi XIV,
meglio conosciuto come il Re Sole. Le
acque furono studiate con attenzione dal
famoso clinico Gabriele Falloppio (152362), da Francesco Redi (1626-98), Gaetano Livi (1695-1778), da GiovanniTargioni
Tozzetti (1712-83), da Alessandro Bicchierai (1734-97) e da molti altri illustri
scienziati. La stagione della rinascita delle
Terme di Montecatini, voluta dal granduca diToscana Pietro Leopoldo d’Asburgo
Lorena a partire dalla seconda metà del
1700, attivò una crescente attenzione per
le fonti e le loro caratteristiche peculiari,
che si è continuamente rinnovata e confermata fino a oggi. Una targa all’interno
dello stabilimento Tettuccio ricorda che
anche la scienziata polacca Marie Skolodowska Curie, nota come Madame
Curie, nel 1916 soggiornò a Montecatini
per studiare, con i chimici italiani Camillo
Porlezza e Raffaello Nasini, la radioattività
delle acque termali.
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
Lungo i viali, negli stabilimenti, nei saloni
delle feste, si sfoggiavano gli abiti e i
gioielli più raffinati e anche il famoso stilista Christian Dior trascorse qui gli ultimi giorni della sua vita. Innumerevoli le
presenze della classe politica, tanto che
Bagni di Montecatini venne definita “la
piccola Montecitorio”.
Con il nome Bagni di Montecatini veniva
definito il territorio comprendente a valle tutta l’area termale. Un tempo Montecatini Alto era infatti il cuore amministrativo di un unico comune, sotto la
provincia di Lucca, formato da tre frazioni: Montecatini Alto, Bagni di Montecatini
e Pieve a Nievole. Nel 1905 queste si
staccarono divenendo comuni autonomi: Montecatini Valdinievole (o Montecatini Alto), Bagni di Montecatini e Pieve La facciata monumentale delleTerme Leopoldine
a Nievole. La denominazione Montecatini Terme risale al 1928, dopo il passaggio della Valdinievole alla nuova provincia di Pistoia.
Solo nel 1940 Montecatini Alto entrò a far parte del comune di MontecatiniTerme.
Le Terme di Montecatini, di proprietà del Comune di Montecatini Terme e della Regione
Toscana, vengono attualmente gestite dalla societàTerme di Montecatini s.p.a.
Le acque termali
Le acque termali rappresentano la vera grande ricchezza della città, donandole quella
dimensione di sacralità che per gli antichi era propria dei luoghi ove scaturivano le sorgenti
della salute, che fornivano agli uomini non solo il sostentamento, ma anche il mezzo per
alleviare le loro malattie. A Montecatini Terme esse esprimono al meglio questa virtù e lo
stemma comunale vede infatti il colle elevarsi sopra un bacino d’acqua, fiancheggiato da due leoni rampanti che sorreggono un catino
sopra il quale domina il giglio fiorentino. I rilievi a nord del comune
costituiscono un fondamentale bacino di alimentazione e di raccolta idrica, ma non tutta l’acqua confluisce nei corsi superficiali (torrenti Nievole, Borra, Salsero, rio Castagnaregola e rio Sant’Antonio). Una parte, per la struttura geologica del terreno collinare,
penetra a grande profondità, dove si termalizza, cioè aumenta la
sua temperatura, e si mineralizza, cioè si carica dei sali minerali
disciolti dalle rocce che incontra: sodio solfato, iodio, cloro, potassio, magnesio, bromo, litio e calcio idrocarbonico.Trovata la via
per risalire, l’acqua sgorga, filtrata e batteriologicamente pura, Lo stemma di Montecatini
mantenendo però intatte le caratteristiche termominerali. In
base alla composizione chimica, le acque di Montecatini sono classificate come cloruratosolfato-alcaline e in particolare sodiche, a conferma della presenza di antichi depositi di salgemma intorno alla roccia madre attraversata nel percorso sotterraneo. La temperatura
massima si attesta sui 33,5 °C nella sorgente Leopoldina, ma le ultime perforazioni hanno
individuato acque che raggiungono la temperatura corporea, ideali per l’alimentazione delle piscine termali.
Un tempo le fonti utilizzate erano molte, anche private: nel 1913, con la legge di protezione
del bacino idrogeologico, la maggior parte furono chiuse e ridotte a otto.Attualmente ven9
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
14:01
Pagina 10
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
gono distribuite per la cura idropinica (per
bibita) e utilizzate per i vari trattamenti solo
le più importanti: Leopoldina, Regina,Tettuccio e Rinfresco. Le acque di Montecatini Terme, dal gusto leggermente salino, risultano
perfettamente compatibili con i liquidi organici e vantano specifiche proprietà terapeutiche riconosciute anche dal Servizio Sanitario
Nazionale, per cui è possibile, dietro richiesta
medica, effettuare le cure termali con il solo
pagamento del ticket. Oltre a esercitare un
potere disintossicante per tutto l’apparato
digerente, i componenti ionici in esse disciolti
regolano l’attività metabolica degli zuccheri e
abbattono il colesterolo. La cura idropinica
favorisce la depurazione del fegato e lo svuotamento gastrico, rivelandosi preziosa in caso
di gastriti e dispepsia, aiutando nelle insufficienze epatiche e nelle disfunzioni delle vie
biliari, curando e prevenendo la formazione
di calcoli e ripristinando un corretto flusso di
bile dal fegato all’intestino. Riattiva, inoltre, la
normale funzione intestinale risolvendo i casi
di stitichezza cronica; favorisce l’eliminazione
delle scorie per via renale e il recupero dei
sali perduti con l’attività sportiva.
La scelta delle acque, del loro dosaggio e delle modalità di assunzione spetta al medico
specialista, che viene messo a disposizione di
ogni curista per una visita preventiva ed
eventuali controlli. Ma oltre ai vantaggi della
cura idropinica era nota, fin dai tempi più
lontani, l’efficacia delle acque nel trattamento
delle malattie della pelle e delle vie aeree, dei
disturbi reumatici e ginecologici. Questo potere, reso oggi più efficace dall’uso di moderne tecnologie e dall’esperienza di personale
preparatissimo, viene sfruttato per la fangoterapia e balneoterapia, nella cura delle reumatopatie, delle vasculopatie periferiche e
nella riabilitazione muscolare e motoria, per
le terapie inalatorie e le insufflazioni tubotimpaniche, nella cura dei disturbi dell’apparato
genitale femminile e per tutti i trattamenti
che mirano a migliorare l’aspetto estetico, a
ristabilire il perfetto equilibrio tra corpo e
psiche e a favorire lo stato di benessere
generale dell’individuo. Con l’acqua termale
è stata realizzata anche l’esclusiva linea
“Montecatini Aqua thermal complex”, frutto
della più avanzata ricerca cosmetica.
11
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:01
Pagina 12
L’asse nord-sud
e l’area termale
1.1
L’itinerario parte da Piazza del Popolo, caratterizzata dal 1913 dalla bella fontana di Antonio
Guidotti, che simboleggia come la fortuna della città sia merito delle sue acque: alla base di
un obelisco, quattro putti a cavallo di delfini versano acqua da una cornucopia in altrettante
tazze semisferiche, che alimentano la vasca sottostante.
Da qui, nella seconda metà del Settecento, l’architetto Niccolò Gasparo Paoletti, direttore
delle Regie Fabbriche Granducali sotto Pietro Leopoldo di Lorena, diede inizio al grandioso
progetto che avrebbe fatto sorgere dalle paludi preesistenti una città nuova: la piazza nacque nell’intersezione della Strada Regia Lucchese con il sontuoso Stradone dei Bagni, progettato dall’ingegner Francesco Bombicci. Il Grande viale, detto degli Olmi e poi delTettuccio, venne infine intitolato a GiuseppeVerdi, assiduo ospite delleTerme dal 1882. Nel 1833
la piazza si arricchì di una bella chiesa demaniale disegnata dall’architetto Luigi de Cambray
Digny: questa, divenuta ben presto insufficiente a contenere l’accresciuta cittadinanza e gli
ospiti che affollavano Bagni di Montecatini nella stagione termale, venne demolita dopo
poco più di un secolo (i resti del pronao sono nel parco della Biblioteca comunale) e sostituita con l’attuale basilica di S. Maria Assunta.
Basilica di S. Maria Assunta. Situata in posizione arretrata rispetto al perimetro della
piazza, dietro un ampio sagrato su due livelli, domina con l’alto campanile viale Verdi in
La basilica di S. Maria Assunta
direzione dell’area termale e della verde
collina di Montecatini Alto.
La sua struttura imponente con richiami
orientaleggianti, progettata dall’architetto
Fagnoni con Spadolini, Stecchetti e Negri e
inaugurata il 29 settembre 1962, è realizzata in cemento armato impreziosito dall’utilizzo della pietra grigia della cava di Maona
e dal rivestimento in travertino chiaro di
Monsummano, disposto in lastre su file di
diverse altezze. Quattro grandi portali
incorniciati da decori marmorei immettono
nella basilica a pianta ottagonale, con quattro cappelle. I mosaici in vetro-cemento
sopra l’ingresso, del pittore Giorgio Scalco,
rappresentano scene della vita della Madonna, mentre quelli laterali raffigurano Santa
Caterina e San Francesco. Il grande Crocifisso
dietro l’altare è opera dello scultore Sauro
Cavallini. Nella chiesa si può ammirare anche un grande dipinto, donato dagli albergatori della città per onorare Santa Marta,
dichiarata da papa PaoloVI protettrice della
categoria per le sue per le sue riconosciute
doti di ospitalità e accoglienza.
La piazza segna il crocevia dei principali viali: verso sud viale Don Minzoni conduce alla prima stazione ferroviaria (1853), denominata Montecatini Centro; verso est parte corso Matteotti e a ovest si dirama Corso Roma, entrambi sezioni dell’antica Cassia. Punto di forza di
tutto il piano urbanistico della città termale, viale Verdi si stacca in direzione del vecchio
Castello: Montecatini Alto, che lo domina frontalmente.
Intorno alla piazza sorgono i palazzi storici, che presentano le ricche decorazioni del primo
12
1.1 L’asse nord-sud e l’area termale
Novecento; altri, ristrutturati in epoca recente, hanno assunto una fisionomia più moderna.
Tutta l’area fa parte del Centro Commerciale Naturale di Montecatini Terme: vi sono
concentrati i più bei negozi cittadini, aperti anche nei giorni festivi.
Imboccato vialeVerdi, sulla destra troviamo il complesso della Locanda Maggiore, la struttura alberghiera commissionata al Paoletti dai monaci della Badia di Firenze verso la fine del
Settecento e resa celebre da GiuseppeVerdi, che vi soggiornò mentre componeva il terzo
atto dell’Otello.All’interno del cortile centrale si trovava una fontana del Nettuno, scomparsa, che si dice abbia smesso di zampillare nel 1859, quando l’ultimo granduca, Leopoldo II,
abbandonò laToscana alla vigilia dell’Unità d’Italia. I caratteristici portici del Gambrinus, progettati da Bernardini e Ugo Giusti e costruiti nel 1913, rappresentavano un rinomato luogo
di ritrovo mondano, grazie al Café Chantant che ospitavano. Ancora oggi il piazzale è sede
di esibizioni musicali, sfilate di moda, incontri culturali. Più avanti, sulla sinistra, troviamo la
Palazzina Regia, progettata dal Paoletti nel 1777 per il soggiorno estivo della famiglia granducale. Desiderando connotare in modo armonico lo stile della città che si veniva formando, Pietro Leopoldo ordinò che essa venisse presa a modello per i futuri edifici residenziali.
Oggi ospita la Direzione delle Terme e vi si possono ammirare i raffinati decori eseguiti da
Ezio Giovannozzi intorno agli anniVenti del secolo scorso.
In quello che fu una volta il Parco Regio, si trova un giardino con il solenne Monumento ai
Caduti, opera dello scultore lucchese G. Petroni (1925): il Genio della Patria, sovrastato da
un obelisco, cavalca sorreggendo laVittoria nella mano destra, seguito da uno stuolo di fieri
cittadini di tutte le età. Subito dopo si incontra ilTeatroVerdi.
Teatro Verdi. Ha ospitato famosi artisti
internazionali, importanti spettacoli televisivi e le maggiori manifestazioni della città si
sono avvicendate sul suo palco. Woody
Allen lo ha scelto nel 2010 per aprire la
tournée europea della sua New Orleans
Jazz Band, con tre soli concerti in Italia.
Inaugurato nel 1930 con il nome di Teatro
Giardino LeTerme e rinnovato nel 1981, ha
acquisito ulteriore valore per il nuovo progetto di ristrutturazione, che vedrà lo spostamento dell’ingresso nell’edificio attiguo,
storica sede della Vendita dei Sali Tamerici.
Sulle pareti esterne del Padiglione, proget-
tato nel 1903 dal Bernardini, si possono
ammirare gli altorilievi in gres di Domenico
Trentacoste, che descrivono alcune fasi della lavorazione della ceramica: il tornitore di
vasi, il decoratore, l’infornatore e l’artista
circondato dalle Muse, raffigurato nelle
sembianze di Galileo Chini, fondatore della
Manifattura Fiorentina Arte della Ceramica
ed esponente di quel movimento eclettico
che trova in Montecatini le sue espressioni
più belle.Al Chini sono attribuite le decorazioni pittoriche del fregio sottogronda del
Padiglione dei Sali e alcuni affreschi interni
rinvenuti durante i lavori di restauro.
Palazzo comunale. Nei primi anni del Novecento Bagni di Montecatini viveva un grande fermento: le Terme, luogo di ritrovo alla
moda, attiravano personalità da tutto il mondo. I servizi alberghieri erano di massimo
livello e nel 1905 il direttore del Grand’Albergo La Pace annotava: «È importantissimo
che nessun Ospite abbia a toccare maniglia
alcuna dal momento in cui arriva al momento in cui si richiude dietro a lui la porta di
camera sua». La città cresceva e si arricchiva
di edifici eleganti, così il Consiglio Comunale
deliberò la costruzione di un nuovo Palazzo
civico. Era il 1911. Il Municipio, progettato da
Raffaello Brizzi e Luigi Righetti, venne costruito dove sorgevano le vecchie scuderie
granducali. I lavori, iniziati nel 1913, si conclusero nel 1919, con una interruzione dovuta
al primo conflitto mondiale.
L’imponente edificio, costruito in stile neorinascimentale, domina in posizione rialzata
rispetto al piano stradale. Una triplice arcata
Sul lato opposto del viale, una vasta area è occupata dall’elegante Palazzo comunale, meta
dei turisti per la raffinata maestosità degli interni.
13
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
si apre sull’atrio, simile a un loggiato, dal
quale si entra nel vestibolo: a sinistra si
accede al salone dei servizi demografici, a
destra il salone gemello, un tempo adibito a
ufficio postale, ospita preziose opere di artisti contemporanei, tra cui un grande quadro di Pietro Annigoni, Vita, risalente agli
anni Sessanta del secolo scorso. Gli sportelli lungo il perimetro delle sale sono decorati con vetrate di Galileo Chini.
Un monumentale scalone con ringhiere in
Il salone affrescato di Palazzo Comunale
14:01
Pagina 14
ferro battuto porta al piano superiore: salendo, un busto in bronzo del Romanelli ricorda
Pietro Baragiola, protagonista dello sviluppo
urbanistico della città. Nello splendido velario centrale un puttino riversa da una cornucopia una profusione di frutti, incorniciato
dalla scritta “L’ANTICO FU NUOVO E IL
NUOVO ANTICO”; intorno i decori pittorici distribuiti su dodici lunette e otto pennacchi rappresentano allegoricamente le più
importanti attività umane: Lavorare, Costruire,
Sapere, Prosperare nella Pace.
Tutti gli uffici sono disposti intorno a due
grandi ballatoi, illuminati dai raffinati lucernari del Chini con fregi ornamentali e stemma
centrale. La Sala del Consiglio Comunale
occupa un posto d’onore, con i balconi che
si affacciano centralmente su viale Verdi. Sul
soffitto un affresco di Luigi Arcangeli con l’Apoteosi dell’Italia; sulla parete di destra si può
ammirare invece una delle cinque tele più
grandi eseguite da Joan Mirò, Donna avvolta
in un volo d’uccello, opera tardiva dell’artista
catalano, donata a Montecatini in occasione
del “Maggio Mirò” del 1980.
Oltre a ospitare gli uffici amministrativi del
Comune, una parte dell’edificio sarà presto
sede di un prestigioso Museo di Arte contemporanea.
Intorno al Municipio sorgono gli edifici costruiti o rielaborati nel primo Novecento, arricchiti da eleganti decori, riflesso di quel gusto floreale che contraddistinse la fine dell’Ottocento
e il primo ventennio dello scorso secolo. Oltre ai villini privati, la maggior parte delle costruzioni è occupata da alberghi, attività commerciali e pubblici esercizi. Inizia qui anche l’area
prettamente termale, con il susseguirsi dei suggestivi e imponenti stabilimenti.
Sull’angolo con viale Manzoni troviamo da un lato l’originale porticato curvilineo del Cinema Excelsior, progettato dal Giovannozzi nel 1922 e recentemente rinnovato, dall’altro la
sede dell’Azienda di PromozioneTuristica. Di fronte, lo Stabilimento Excelsior è introdotto
da un elegante giardinetto triangolare, che ospita la Fontana dei Cigni dello scultore Pirro
Bianchi e sul quale si affaccia un piacevole loggiato di gusto rinascimentale.
Stabilimento Excelsior. Il corpo più antico
del fabbricato, progettato dall’architetto
Giulio Bernardini a uso di Casinò Municipale e Gran Caffè, risale al 1907 e conserva intatto il fascino dell’architettura dell’epoca. Fu poi utilizzato per la mescita delle
acque termali nel periodo invernale e
ampliato da Ugo Giovannozzi nel 1915
per consentirne l’utilizzo anche per trattamenti balneoterapici, fangoterapici, gineco14
logici e inalatori. Il corpo posteriore venne
demolito e sostituito nel 1968 da una
struttura moderna e funzionale, articolata
su quattro piani, dedicata agli innovativi
programmi di estetica e remise en forme e
ai trattamenti olistici.Vi si accede attraverso un luminoso salone che si affaccia con
ampie vetrate al parco circostante. L’elemento dominante è il monumentale lampadario in vetro, realizzato a Murano dalla
1.1 L’asse nord-sud e l’area termale
Il loggiato esterno dello stabilimento termale Excelsior, ornato con medaglioni di terracotta smaltata
Vetreria Venini. La sala liberty, sapientemente collegata alla parte moderna, viene
utilizzata soprattutto per convegni, mostre
e concerti. Le due esedre laterali, chiuse
da artistiche vetrate intervallate da colonne corinzie, accolgono ancora i vecchi
banchi della mescita, attualmente effettuata nel salone principale. La tempera murale del soffitto è opera di Ernesto Bellandi.
Nelle sedici finestre che definiscono il
perimetro superiore della sala sono rappresentati, con vetri colorati, gli stemmi di
antichi Comuni toscani; sotto corre un
delicato fregio in stucco con bassorilievi di
putti e festoni. Lungo l’elegante loggiato
esterno sono inseriti otto medaglioni di terracotta smaltata, che raffigurano illustri personaggi della storia montecatinese.
Palazzo dei Congressi. Sorge su una vasta
area che ospitava lo storico Garage Alessio.
Realizzato dal Bernardini nel 1919, conserva
tuttora nella facciata principale i caratteristici
particolari in stile liberty e art déco. Completamente rinnovato e ampliato, rappresenta oggi uno spazio modulare e multifunzionale di raffinata eleganza, la cui sala più
grande può accogliere oltre 900 congressisti. Il Palazzo dei Congressi costituisce soltanto una delle numerose strutture, spesso
inserite all’interno di prestigiosi hotel o degli
stabilimenti termali, in grado di ospitare
incontri d’affari, meeting, congressi ed eventi
di ogni tipo, con soluzioni ottimali e all’avanguardia per ogni esigenza, sempre all’insegna
dell’efficienza, con location suggestive e con
la possibilità di associare agli impegni di lavoro una vacanza di relax e benessere.
Stabilimento Tamerici. Immerso nel parco
termale, deve il nome alle vicine piante di
tamerice, tipiche dei luoghi salmastri. Prima
Villa Schmitz, dai proprietari che vi scoprirono nel 1843 l’omonima sorgente, fu ristrutturato all’inizio del Novecento da Giulio Bernardini e Ugo Giusti, con una magica
e sapiente fusione di stili architettonici: dal
rinascimento toscano al moresco veneziano, sui quali prevale il neomedievale, caratterizzato da torrette, merlature, archi e
stemmi. Il luogo, col suo aspetto singolare e
affascinante, venne utilizzato come Mostra
permanente di Belle Arti e poi destinato a
Circolo Forestieri. Incredibile la profusione
di piccoli tesori, come gli splendidi capolavori di Galileo Chini: affreschi murali con
putti e festoni; maioliche che decorano le
pareti, i pavimenti, i banchi della mescita e
Lateralmente a vialeVerdi nuove vie alberate conducono a sinistra verso il Palazzo dei Congressi, lo StabilimentoTamerici e lo stabilimento Grocco.
15
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 16
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
1.1 L’asse nord-sud e l’area termale
Stabilimento La Salute. Sorto per lo sfruttamento dell’Acqua della Salute, scoperta nel
1860 da Benedetto Gabbrielli, dal 1920 subì
vari ampliamenti e modifiche. La cancellata in
legno introduce in un ombroso giardino, occupato al centro da una rotonda con cupola
poligonale sostenuta da colonne e a sinistra
dai banchi della mescita, decorati da mosaici
con i due delfini, simbolo dello stabilimento.
Da lì, scesi alcuni scalini, si accede a un magico cortiletto, al centro del quale, sopra il
pozzo della sorgente, spicca il Marzocco fiorentino; di lato, una struttura neoclassica si
fonde in un anfratto naturale, dove l’acqua
cristallina che trasuda dalle rocce forma un
piccolo corso: forse ricordo della misteriosa
grotta delle Volatiche, elogiata nelle antiche
descrizioni del territorio termale per le virtù
della sua acqua nella cura delle malattie della
pelle. Il corpo centrale dello stabilimento è
costruito in rustico toscano: dietro, viali alberati e ameni sentieri, intervallati da laghetti e
fontane, si snodano ai piedi della collina di
Montecatini Alto, tra il verde di ampi terrazzamenti. Qui l’architetto Massimiliano Fuksas
ha disegnato per il prossimo futuro un suggestivo parco di piscine ludico-termali che
diverrà una delle attrazioni di punta della
città. Nel frattempo, La Salute offre ai villeggianti la cura idropinica del mattino, per trasformarsi poi in luogo di svago, con musica e
ballo, animazione ed eventi.
Stabilimento Redi. È dedicato a Francesco
Redi, insigne medico, scienziato e letterato
toscano del XVII secolo che, studiate le
acque di Montecatini, le prescriveva come
efficacissimo rimedio per innumerevoli disturbi. Lo stabilimento, di nuovissima concezione, edificato nel 1962 su progetto di
Gian Luigi Giordani e Ippolito Malaguzzi
Valeri, è stato completamente rinnovato e
ampliato dall’architetto Oreste Ruggiero e
inaugurato nella primavera 2010, situandosi
al top dell’offerta per le cure termali non
idropiniche. Il complesso, costruito con
norme antisismiche e strutturato per l’uso
delle fonti alternative di energia, è suddiviso
in diverse aree: il Reparto inalatorio vanta
ben 154 apparecchi computerizzati di ultima generazione di cui 10 pediatrici; 1100
metri quadrati di superficie con ampia hall,
2 sale inalazioni, 2 studi medici, reparto
pediatrico, camera insufflazioni tubo-timpaniche, camera ventilazione polmonare e
camera di nebulizzazione. Il Reparto di fangobalneoterapia offre 66 camerini singoli,
28 doppi per balneazione e massaggi e 8
ambulatori medici. Il percorso ipogeo ospi-
Dirigendosi verso sud, si raggiunge, con una breve e piacevole passeggiata, il moderno Stabilimento Redi.
LeTermeTamerici, sapiente fusione di stili architettonici che vanno dal rinascimento toscano al moresco veneziano
le fonti; vetri velati a fuoco che impreziosiscono le grandi finestre bifore e trifore ai
cui lati emergono fiere teste leonine.
Il parco ospita: un pozzo neoquattrocentesco; una copia della fontana delle Najadi
di Mario Rutelli; un bersò con sei colonne in
marmo e cupola in ferro battuto proveniente da villa La Capponcina di Gabriele
d’Annunzio. Un delizioso angolo racchiude
le fontane delle varie acque termali: di particolare pregio quella decorata da Galileo
Chini per l’Acqua Giulia.
Il raffinato loggiato del Bernardini introduce
alla sala principale, con il bel velario scorrevole incorniciato da cassettoni in legno decorato e, al centro della parete maggiore,
un grande camino in pietra; alla sala si accede anche dal lato opposto della fabbrica,
dove è situata la fontana del puttino e della
rana, opera di Raffaello Romanelli. Il particolare logo TMC, ripetuto anche lungo il
muretto di recinzione del parco, rappresenta sia le Terme di Montecatini sia il nome
dello stabilimento, oggi sede di importanti
mostre, concerti, congressi.
Stabilimento Grocco. Utilizzando le acque
scaturite con un terremoto nel 1902, ha
rappresentato per molti anni un importante centro di balneoterapia, fisioterapia e
fangoterapia. È intitolato al dottor Pietro
Grocco, medico personale di GiuseppeVerdi e direttore sanitario delle Terme. I trattamenti sono stati trasferiti nel più moderno
stabilimento Redi, ma l’edificio ospiterà presto un centro di medicina sportiva.
Due alte palme ultracentenarie segnano
uno dei tanti accessi al vasto parco termale.
La Pineta è quasi l’anima di Montecatini, il
suo grande polmone verde, accessibile liberamente da vari punti della città e vivificato
dalle acque del rio Castagnaregola, che l’attraversa per scomparire improvvisamente e
continuare il suo corso sotterraneo fino al
vicino torrente Salsero. Intorno ai larghi viali
alberati e agli intimi sentieri, si aprono ampie
radure erbose, contornate da centinaia di
piante d’alto fusto di specie rare e pregiate.Il
parco così, oltre a essere un perfetto ambiente di distensione per tutte le età,rappresenta anche un prezioso itinerario botanico.
A destra di viale Verdi ci si immette nel pittoresco Mercato stabile di viale Grocco, dove
negozi e banchi offrono le più svariate merci a prezzi molto vantaggiosi. Percorso il viale,
sulla sinistra, troviamo l’ingresso dello Stabilimento La Salute.
16
Laghetti e fontane all’interno del rigoglioso parco che circonda leTerme della Salute
17
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 18
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
Momenti di relax nelle eleganti piscine termali all’interno dello stabilimento Redi
ta il moderno e attrezzato Reparto di riabilitazione fisioterapica, con piscine termali dotate di idromassaggi e cascate, itinerari riabilitativi, percorso vascolare e due
palestre dove è possibile effettuare ginnastica posturale su pancafit, allenamento e
recupero funzionale con kinesis, sedute
specifiche per dimagrimento scientifico e
trattamenti osteopatici. Sono anche studiati programmi personalizzati per atleti e
sportivi. Ogni particolare contribuisce a
creare in questo reparto un’atmosfera
ovattata di avvolgente bellezza, sulla quale
dominano i tiepidi vapori della preziosa
acqua termale. Corsi di yoga, trattamenti
olistici e cure ayurvediche vengono proposti nella consapevolezza che la salute del
corpo non possa prescindere dall’armonia
dello spirito.
Tutti gli ambienti dello stabilimento sono
spaziosissimi, suggestivi ed eleganti, studiati
in ogni dettaglio per favorire il relax, arredati con materiali pregiati e dotati di apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia.
Completa l’offerta la presenza di personale
altamente specializzato.
Stabilimento Leopoldine. Ugolino da Montecatini ne descrive l’uso nel 1417 e il Bicchierai riporta il ritrovamento di idoletti
votivi romani sotto il cratere, a conferma
che la sua acqua era ritenuta sacra ed efficace fin dai tempi più lontani: era la più ricca di
sali e la più calda, tanto che il luogo era detto
Bagno Caldo. Chiamato anche Bagno della
Rogna e Bagno dei Merli, fu poi denominato
Terme Leopoldine in onore del granduca di
Toscana Pietro Leopoldo di Lorena che, nel
1775, vi fece costruire dall’architetto Niccolò Gasparo Paoletti un grandioso edificio
neoclassico con due ali porticate che abbracciavano su tre lati la grande vasca del
cratere. L’ingresso era costituito da un corpo centrale più alto, con due solenni colonne doriche a sostegno di un frontone triangolare che reca ancora la scritta “Aesculapio
et saluti”. Il pronao è infatti l’unica parte
rimasta invariata con la ristrutturazione del
1926 dell’architetto Giovannozzi.
Ma una nuova, importante ristrutturazione
è ormai in fase conclusiva. L’architetto M. Fuksas ha scelto questo stabilimento come nucleo della riqualificazione di tutta l’area termale, ispirandosi all’antica tradizione dei Bagni romani. Sulla destra un primo grande bagno si collega direttamente alla vasta piscina esterna attraverso le vasche del frigidarium
e del tepidarium, con area per relax e trattamenti, progettata con gradoni di pietra, sequenze di rocce e animazioni gradevoli.
L’acqua Leopoldina a temperature diverse
consentirà le alternanze caldo freddo. Il calidarium conclude questo percorso, con sauna, biosauna e un monumentale bagno turco. L’ala sinistra offre la zona di fangobalneoterapia e trattamenti con acqua termale. La zona interna, valorizzando i preziosi de-
Riprendendo il nostro itinerario lungo viale Verdi, incontriamo, superato l’Excelsior, l’imponente costruzione dello Stabilimento Leopoldine, antico cuore del nuovissimo progetto di
VillaggioTermale ideato dall’architetto Massimiliano Fuksas.
18
1.1 L’asse nord-sud e l’area termale
cori liberty presenti, si apre in ambienti vetrati con ampi spazi differenziati dalla sapiente
selezione di colori e materiali,con la vista verso le vasche esterne. Il primo piano è strut-
turato per l’area motoria, i trattamenti estetici, gli ambulatori e altri spogliatoi. Un’ampia
zona è progettata espressamente come
ambiente ideale per i trattamenti olistici.
Stabilimento Torretta. Il portone introduce
nell’ampio loggiato del Bernardini dedicato
a Giuseppe Verdi: vi si effettuavano un tempo le cure idropiniche pomeridiane, piacevolmente intrattenuti da concerti e spettacoli, oppure passeggiando negli ameni vialetti del parco. Scendendo sulla sinistra, ci si
addentra infatti in un incantevole giardino
romantico all’inglese, percorso dal rio
Castagnaregola, che si distende in uno scintillante laghetto. Situata su una piccola altura
e circondata da resti di torri diroccate,
compare una cappella neogotica a pianta
ottagonale, sotto la quale una rete di misteriosi cunicoli collega sale ipogee con colonnati, cupole e tracce di affreschi alle pareti.
Dall’interno della cappella, affacciandosi a
un foro protetto da un’antica balaustra
ottagonale in legno, è visibile la sala ove era
sepolta la contessa Teresa Corsi Magnani,
ritenuta l’amante segreta del granduca di
Toscana. Intorno rivive, nel verde di alberi
secolari, un suggestivo ambiente neoclassico, con statue, sedute, scalinate, pozzi, sorgenti…, un luogo magico dove il tempo pare improvvisamente fermarsi.
Lo stabilimento Torretta, aperto nel 1829
dal conte Baldino Baldini dopo la scoperta
dell’omonima sorgente, rimase privato fino
al 1916, quando fu accorpato al vicino Stabilimento Rinfresco, di proprietà delle Terme, che troviamo a destra del fabbricato
principale. La Fonte del Rinfresco era famosa già nel Trecento come Bagno Tondo,
poi Bagno Mediceo per lo stemma della casata che vi compariva. Riedificato da Giuseppe Manetti nel 1798 per conto dei monaci della Badia Fiorentina fu di nuovo modificato nel 1927 da Ugo Giovannozzi. Egli
mantenne solo il pronao centrale, trasformando l’Emanatorio come lo vediamo oggi: un raffinato tempio che racchiude la bella vasca con copertura rivestita in gres e vetri colorati, decorato internamente da graffiti realizzati da Ezio Giovannozzi. Più avanti,
in posizione rialzata, il Tempietto dell’Acqua Giulia, del Bernardini, domina la grande vasca sottostante. LaTorretta, considerata fino a pochi anni fa uno dei luoghi più
piacevoli e benefici dell’area termale, è stata
per un certo periodo trascurata, ma sono
al vaglio interventi di recupero che ne valorizzino gli importanti aspetti botanici, storici
e gli itinerari simbolici ed energetici.
DalleTerme Leopoldine, vialeVerdi, deviando leggermente a sinistra, si apre nell’ampio piazzale dedicato a Domenico Giusti. Nella lunga aiuola centrale spicca dal 1998 la moderna
fontana-scultura in acciaio Duetto d’acqua, dell’artista giapponese Susumo Shingu. Su tutto
domina però la spettacolare facciata dello Stabilimento Tettuccio (v. itinerario 1.2, pag. 21),
gioiello e icona stessa della città termale.
L’ampio viale del Rinfresco, a sinistra delTettuccio, ci immerge nella verde tranquillità del Parco, fino a raggiungere il piazzale dellaTorretta, una delle zone più antiche e suggestive dell’area
termale: di fronte si staglia l’edificio turrito, di foggia medievale, dello StabilimentoTorretta.
Uno scorcio dello stabilimentoTorretta
19
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 20
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
A sinistra del piazzale ecco un altro piccolo gioiello di gusto floreale: il Parco degli Sport,
costruito nel 1925 e sede mitica del CircoloTennis LaTorretta. Oltre la circonvallazione, un
vialetto alberato conduce al percorso vita, un ameno sentiero in lieve pendenza immerso
nella macchia, e al complesso turistico Lido le Panteraie, con la sua piscina storica. Sul piano
stradale, superato l’impianto del minigolf, si sale verso Montecatini Alto, oppure, proseguendo verso est, si raggiungono la stazione della funicolare e l’Accademia d’Arte Scalabrino.
Delimitata a nord dalle colline, MontecatiniTerme si è sviluppata soprattutto verso mezzogiorno, oltre la linea ferroviaria, superando il tracciato dell’autostrada A11 Firenze-Mare con
la frazione di Biscolla. In direzione sud sono state realizzate importanti strutture sportive:
prima della ferrovia, lo Stadio comunale e il Bocciodromo; subito oltre l’Ippodromo Sesana, la Palestra comunale Leonardo da Vinci con l’annesso Pala-Bellandi e i vicini campi di
calcetto. La vasta area antistante lo stadio, intitolata al granduca Leopoldo, ospita il giovedì
mattina il tradizionale e affollatissimo mercato, uno dei più grandi dellaToscana; poco distante, al Mercato coperto, si svolge nei giorni feriali la vendita diretta dei prodotti locali.
Proseguendo verso sud-est, troviamo il Palazzetto dello Sport, le Piscine comunali e varie
palestre private. Oltre l’autostrada sono situati lo Sporting Club e il vicino impianto di Tiro
a volo: il livello altissimo dei suoi soci ha regalato alla città e all’Italia prestigiose medaglie in
campionati europei, mondiali e olimpici. La Società di Montecatini Pieve a Nievole dispone
di 4 campi di Skeet, 6 di Fossa olimpica, 2 di Percorso, uno di Compak, uno diTrap americano e uno di Double Trap. Questa struttura funzionale permette lo svolgimento di Gare in
più specialità e in contemporanea e ospita competizioni d’importanza nazionale. La Scuola
internazionale diTiro cura la formazione delle giovani leve.
La vasta area ospita anche un importante complesso ricettivo e viene utilizzata come polo
fieristico.
Ippodromo Sesana. Il Sesana è uno degli ippodromi per corse al trotto più rinomati
d’Italia. La vasta superficie su cui si estende
include i 17000 metri quadrati della pista da
gara, i 30 000 riservati agli spettatori, una
pista di allenamento, le scuderie e servizi vari tra cui 53 sellerie, 30 fienili, 14 magazzini,
5 mascalcie, un tondino di esercizio coperto, una clinica veterinaria con laboratorio
d’analisi, box di isolamento, alloggi e servizi
per il personale, mensa, ristorante, bar e
parcheggio riservato. La passione per le ga-
re ippiche però, a Montecatini, era anteriore: nel piazzale dellaTorretta le mappe ottocentesche riportano l’esistenza di una pista
che richiamava già il bel mondo con la sua
corsa delle Amazzoni e un’altra pista, l’Arena Santarelli, si trovava proprio dietro l’attuale edificio municipale.
L’ippodromo sorse grazie al barone Giuseppe Patrone, un ricco italo-argentino con vari
possedimenti in città, che nel 1914 acquistò
a quello scopo i terreni e si occupò della
prima gestione col commendatore Giuseppe Sesana. Questo nel 1934 divenne l’unico
proprietario, apportando grandi migliorie e
avviando la tradizione delle corse in notturna. Alla sua morte seguirono varie gestioni,
ma il Sesana è stato sempre un fondamentale punto di riferimento del trotto internazionale: sulla sua pista si sono disputate gare
storiche, che hanno visto sfidarsi cavalli e
fantini entrati ormai a far parte della leggenda dell’ippica. Un appuntamento fisso, da
oltre cinquant’anni, è il Gran Premio Città di
Montecatini o Gran Premio di Ferragosto.
1.2
Lo stabilimento
Tettuccio
IlTettuccio è il maestoso punto di arrivo per chi percorra vialeVerdi. L’artistica cancellata d’ingresso è arricchita da una raffinata pensilina semicircolare in ferro battuto e vetri colorati
realizzati dal Berti di Pistoia; più in alto sono allineate le belle statue in marmo di Carrara
scolpite da Corrado Vigny, raffiguranti la Sorgente, la Medicina, l’Igiene e la Salute. Lo stemma
centrale è opera di Aristide Aloisi, al quale si devono anche i decori interni dello stabilimento: mascheroni, festoni, capitelli, balaustre ecc. Nel 1370 il luogo era stato sistemato in modo
piuttosto semplice e chiamato Bagno Nuovo: la sorgente era protetta da una piccola tettoia
in legno dalla quale deriva il nome,Tettuccio, che indica ancora sia l’acqua sia l’impianto architettonico. Le acque però venivano usate soprattutto per l’estrazione del sale.
Più tardi la fonte venne utilizzata e celebrata per le sue proprietà curative: aveva una salinità
minore di altre sorgenti tradizionalmente usate per bagni o fanghi così, pur mantenendo le
ottime proprietà dermatologiche, l’acqua Tettuccio poteva essere bevuta rivelandosi altamente terapeutica per tutto l’apparato digerente. Il famoso medico Francesco Redi (162697) scriveva: «Questa è un’acqua gentilmente salata: e quel che forse al comune degli uomini, che non penetrano più addentro, parrebbe cosa incredibile, ella è il solo ed unico vero e
certissimo rimedio contro tutte le dissenterie, a tal segno che in Firenze è ben sfortunato
colui che muore di dissenteria. Inoltre io me ne vaglio con sicura felicità contro tutte le itterizie, le quali rimangono infallibilmente debellate con grandissima facilità e prestezza… E di qui
colla stessa felicità e sicurezza, me ne vaglio in tutte le coliche stomatiche provenienti da bile
e, insomma in ogni sorta di colica, e di mali uterini». Il primo vero stabilimento venne edificato dal 1779 al 1781 per volontà del granduca Pietro Leopoldo, nell’ambito della ristrutturazione urbanistica affidata all’architetto Niccolò Gasparo Paoletti (1727-1813). Pur di grande
effetto scenografico, era diverso da quello attuale.
Nel 1914, venne indetto un concorso per la ricostruzione, resasi necessaria a seguito della
fama internazionale raggiunta dalla Stazione termale, ma solo dopo alcuni anni fu realizzato il
progetto dell’architetto fiorentino Ugo Giovannozzi. Il nuovo complesso venne edificato tra il
1923 e il 1927, insieme al vicino stabilimento Regina. La larga facciata in travertino di Mon La monumentale scala che conduce alla terrazza delleTermeTettuccio
Corse in notturna all’Ippodromo Sesana
20
21
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 22
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
summano, arricchita da colonne di ordine ionico, andò a sostituire quella antica del Paoletti
che tuttavia non fu distrutta, bensì spostata e inserita nell’ala ovest, come parte integrante
della nuova fabbrica. Dichiarata monumento nazionale, essa è tuttora visibile in fondo alla
Galleria della Mescita. IlTettuccio, ispirato alle antiche terme romane, venne strutturato come
un tempio, a ribadire la sacralità e il valore essenziale di quell’acqua dalle magiche proprietà
rigeneranti, portatrice di salute e bellezza. L’atrio, caratterizzato da un sontuoso ambulacro
sorretto da colonne, impreziosito nel lungo soffitto a volta dagli affreschi di Galileo Chini, dal
ricercato lucernario e da un affresco di Giuseppe Moroni raffigurante la Sorgente, si schiude
su ampi piazzali a cielo aperto, ai cui lati il colonnato prosegue.A destra va a comporre una
sorta di tempietto, sul cui profilo esterno si può leggere: «Balsamo che tolto vien di sotterra e
s’apre al chiaro giorno». L’emiciclo racchiude e protegge la Fontana dei Coccodrilli, seguita
dalla grande vasca circolare, dove, da una bocca di leone, si riversa ancora l’acquaTettuccio.
Fontana dei Coccodrilli. In una città creata
nel segno dell’acqua, non potevano che
essere le fontane l’elemento caratterizzante. Il più bell’esempio è quella dell’acquaTettuccio, dove attingono la salutare linfa tutti
coloro che si recano nello stabilimento in
cerca di un sollievo ai loro disturbi.
La Fontana dei Coccodrilli, opera di SirioTofanari
Due coccodrilli in bronzo sorreggono, quasi
scivolandone fuori, una scura conchiglia in
granito del Labrador, dalla quale sgorga l’acqua Tettuccio riversandosi in un festoso girotondo di cavallucci marini. Intorno al piedistallo in travertino, altri abitanti delle acque
godono di quello scroscio che, nelle giornate più fresche, sfuma in un vapore suggestivo, grazie al tepore del liquido salmastro.
Non c’è da meravigliarsi della scelta: già per
gli antichi Egizi il coccodrillo esprimeva le
energie delle acque, rappresentava la divinità della forza, della fertilità, ma soprattutto
era il protettore dei malati, portatore di
guarigione e di salute; il polipo era legato
all’intelligenza e alla virilità; il rospo aveva
per certe culture una valenza positiva collegata alla dea madre, sinonimo di fecondità,
trasformazione, rinascita; il delfino, simbolo
del potere salvifico delle acque, incarnava il
principio femminile, come la conchiglia, e
l’amicizia con l’uomo.
L’autore, il fiorentino Sirio Tofanari (18861969), è stato uno dei più illustri scultori del
primo Novecento: le sue opere in bronzo e
marmo sono esposte nelle più importanti
gallerie del mondo. I protagonisti delle sue
sculture sono sempre animali, rappresentati
con meticolosità e fantasia creativa nelle
pose più caratteristiche.
Intorno alla vasca, l’esedra, con le sue colonne coronate da festoni scolpiti, si schiude in una
spettacolare visione d’insieme del giardino rinomato per le sue varietà botaniche, su cui
domina l’altura ove sorge lo stabilimento Regina. Un tempo separato dalTettuccio dall’antica via Chella, che collegava le terme con la strada per Montecatini Alto, esso venne poi integrato nell’area della fabbrica principale.
Dal piazzale a sinistra dell’atrio, invece, si accede alla suggestiva Sala di Scrittura, con i delicati affreschi di Giuseppe Moroni e, più avanti, al Salone Portoghesi.
22
1.2 Lo stabilimento Tettuccio
Salone Portoghesi. È il gioiello più recente
dello stabilimento Tettuccio, realizzato tra il
1987 e il 1989 su progetto dell’architetto
romano Paolo Portoghesi. Si tratta di un
ambiente estremamente suggestivo, che
rivisita in chiave moderna lo stile liberty:
dodici pilastri costruiscono un’originale galleria ellittica, evocando in forma stilizzata le
ramificazioni arboree. Le linee morbide e
avvolgenti del legno lamellare si sviluppano
allargandosi verso l’alto a sostenere la gran-
de vetrata policroma. Splendide le particolari geometrie dei pavimenti e dei vetri.
Qui vengono allestite mostre e rassegne, si
svolgono congressi e convegni, ma soprattutto trovano una perfetta location i concerti. Annualmente il salone è sede delle
contrattazioni commerciali durante la BTS
(Borsa del Turismo Sportivo), che si sviluppa sull’intera area dello stabilimento Tettuccio e registra la presenza di migliaia di operatori turistici italiani e stranieri.
Tempietto della Musica. Progettato da Ugo
Giovannozzi e decorato dal fratello Ezio, il
Tempietto della Musica o dell’Orchestra
occupa un posto d’onore al centro dello
stabilimento. L’occhio della cupola è il sole,
intorno al quale volteggia una schiera di
angeli che sovrasta un paesaggio da paradiso terrestre, con alberi carichi di fiori e frutti e dodici fontane zampillanti. Il giardino è
racchiuso da una balaustra affrescata, sotto
la quale si alternano davanzali e balconcini a
cui si affacciano tre gruppi canori femminili
e tre maschili raffigurati nell’atto di suonare.
Gli strumenti sono raggruppati in base ai
diversi generi di musica: agreste (oboe e
flauto), da camera (archi e pianoforte),
marziale (ottoni e timpani), religiosa (organo e arpa). Nella fascia inferiore è raffigurato ancora simbolicamente il suono (il gallo,
la sirena, la campana, il vento…), al quale
Con un magnifico gioco di fughe, simmetrie, lunghe prospettive, l’atrio si apre frontalmente
nel piazzale maggiore, caratterizzato a destra dalTempietto della Musica e subito dopo dalla Sala del Caffè, splendido ambiente in stile Belle Epoque che mantiene inalterato tutto il
fascino del primo Novecento, con gli originali arredi in legno, i raffinati affreschi allegorici di
Giulio Bargellini e le importanti opere pittoriche di Maria Biseo e Giuseppe Moroni, riproducenti i paesaggi bucolici delle antiche terme.
IlTempietto della Musica, con le colonne ioniche che sostengono la cupola rivestita da scaglie di maiolica
23
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
14:02
Pagina 24
sono dedicati i versi del Petrarca scolpiti in
oro sul cornicione esterno: «Il suon che di
dolcezza i sensi lega».
La cupola, sostenuta da colonne d’ordine
ionico in travertino, è rivestita da tegole a
scaglie di maiolica prodotte dalla Manifattura di Galileo Chini. Dal palco, rifinito da una
deliziosa ringhiera con elementi a forma di
lira, si esibisce un’orchestra dal vivo che
riempie l’aria di armonie indimenticabili.
Galleria della Mescita. Lungo la maestosa galleria sono allineati i banchi della mescita,realizzati con marmi policromi intarsiati,con rilievi
di maschere grottesche che rendono ogni elemento una singolare opera d’arte.Alle originali cannelle è possibile attingere tutte le acque attualmente utilizzate a Montecatini per
la cura idropinica. Sovrastano i banchi sette
grandi pannelli con mosaici ceramici,opera del
raffinato maestro pescarese Basilio Cascella
(1860-1950), che riproducono scene vivaci,
con figure plastiche di ispirazione classica, le
quali simboleggiano allegoricamente il valore
delle acque in tutte le età,sia dell’uomo sia della donna.Il pannello centrale è occupato dalla Fonte, affiancata ai lati dalla Bellezza e dalla
Forza; alle due estremità sono raffigurate da
una parte l’Infanzia e l’Adolescenza,dall’altra la
Maturità e la Vecchiaia. Ogni quadro è completato,superiormente,dai fregi ornamentali di Ezio Giovannozzi.
Il porticato, dalla parte opposta al Tempietto della Musica, è interamente occupato dalla
Galleria della Mescita.
La maestosa Galleria della Mescita, rara opera d’arte
Oltre il piazzale, il portico si inserisce nell’ampio corridoio di negozi, annunciato da un timpano triangolare dove, su uno sfondo a mosaico in oro, un grande orologio dal quadrante
in madreperla, racchiuso in una ghirlanda, è affiancato dalle figure bronzee di Guido Calori:
Venere, con la cornucopia della fecondità e dell’abbondanza, e Mercurio, simboleggiante il
commercio, ma anche la forza e la bellezza virile. La Galleria dei negozi termina idealmente,
ancora all’aperto, alla fontana dell’acqua del Cipollo, sempre del Calori. Ai lati una monumentale scala conduce ad una terrazza panoramica che ospita anche l’antica fontana del
Tettuccio, il Mascherone decantato dal poeta Giuseppe Giusti, sormontato da una nicchia
con la dea delle acque.
Di fianco alla scala un padiglione più moderno immette in ampi locali con altri esercizi commerciali, area di soggiorno e bagni. Lasciato il corpo principale, invece, ci troviamo immersi
nel parco verso il viale delle Quattro Stagioni, alla cui base è una copia del celebre Porcellino
delTacca posto nella loggia del Mercato Nuovo di Firenze.
Proseguendo, il busto dell’architetto Ugo Giovannozzi invita ad ammirare l’altra sua creazione, lo Stabilimento Regina, davanti al quale è situata la fontana dell’Airone e della Rana realizzata nel 1925 da Raffaele Romanelli. L’airone che si alza in volo, scacciato da una rana, rappresenta e riassume in forma artistica la storia della città e la fontana ne è diventata il simbolo: i due animali raccontano il momento dell’abbandono della palude, ormai bonificata,
per lasciare posto alla nuova città termale.
Stabilimento Regina. Un ampio porticato
neorinascimentale in travertino con archi
a tutto sesto caratterizza questo splendido
24
nota fin dai tempi più antichi per le sue peculiarità benefiche, dà il nome allo stabilimento, edificato tra il 1923 e il 1927 sul
luogo ove anteriormente si trovavano il
Bagno Regio e il Bagno dei Cavalli.
Attraverso grandi porte a vetri si accede
all’interno, suddiviso in tre settori. Le sezioni
laterali erano destinate alla mescita delle
acque e ai servizi di ristoro. Il salone centrale riceve luce anche dal ricco lucernario
con vetri istoriati a fuoco distribuiti in nove
campiture ottagone: nel rosone centrale
spicca la corona della Regina, circondata da
simboli marini. Dietro, il salone si schiude su
un intimo giardino protetto da alti muri e
1.2 Lo stabilimento Tettuccio
quasi nascosto alla vista, al centro del quale
fa bella mostra una fontana con quattro
leoni marini che sorreggono altrettante
coppe semisferiche sormontate da pinguini.
Non più utilizzato per le cure termali, l’ambiente si presta oggi meravigliosamente per
congressi e incontri internazionali, manifestazioni e concerti, pranzi di gala e cerimonie di alto livello.
Più avanti, immerso nel verde rigoglioso del
parco, il Tempietto dell’acqua Regina richiama la struttura del Tempio di Vesta del
Foro romano. La sorgente zampilla sotto
una campana di vetro, protetta da una cupola sorretta da 12 colonne.
Verso il fronte strada, un’altra scalinata scende alla fontana dell’acqua della Gocciola, dove
un tempo era il Bagno dei Cavalli, che in una grande vasca venivano fatti immergere per
guarire piaghe e infermità.
La grandiosità architettonica e le decorazioni di notevole pregio hanno reso lo stabilimento
Tettuccio un vero capolavoro del periodo liberty, con contributi dei più grandi artisti dell’epoca e si può a ragione affermare che la salute, a MontecatiniTerme, è un’arte! Ogni visita è
una nuova scoperta di un angolo, di un particolare: piccoli gioielli sapientemente inseriti in
un insieme armonico che dilata gli spazi e accresce la sensazione di estremo benessere che
qui si respira. Aiuole fiorite e alberi rigogliosi fanno da serena e piacevole cornice durante
tutto il percorso. Il parco è infatti un vero orto botanico, con piante rare e preziose. È possibile effettuarvi benefiche lezioni di yoga, che qui vengono esaltate dalla perfetta simbiosi
con la natura circostante.
Al Tettuccio si svolge l’ormai tradizionale Festival Musicale Estate Regina, solo una delle
importanti manifestazioni che trovano in questo splendido ambiente la location ideale.
L’ampio porticato neorinascimentale caratterizza leTerme Regina, immerse nell’ampio parco delTettuccio
edificio, che emerge maestoso da una cornice di verdi prati, aiuole in fiore e preziosi
alberi secolari. L’acqua del cratere Regina,
25
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 26
L’asse est-ovest
della città
1.3
A est Montecatini Terme inizia nella località denominata Mezzomiglio, dove l’elemento architettonico di maggior rilievo è la Stazione Ferroviaria di Montecatini-Monsummano.
Stazione Ferroviaria di Montecatini-Monsummano. Inaugurata nel 1937, la stazione
fu progettata dall’architetto Angiolo Mazzoni su canoni estetici legati al futurismo
ma rispettosi della tradizione toscana. La
facciata del lungo edificio principale, in travertino rosato di Monsummano, decorata
con fasce longitudinali più scure, è accompagnata da una pensilina, interrotta dalla
slanciata torre pentagonale dell’Orologio,
alta circa 25 metri, simbolico faro per
orientare i viaggiatori. La torre si proietta
idealmente nel piazzale antistante, prolungandosi in una importante aiuola, quasi
interamente occupata da una fontana su
più livelli. Altri fabbricati arricchiscono e
completano il complesso. Purtroppo molti
degli arredi originali del Mazzoni sono
andati perduti e la stessa stazione ha occupato per molti anni un ruolo marginale nell’urbanistica della città, a causa della sua
posizione periferica rispetto all’area termale, ruolo che è ormai tornato rilevante grazie alla forte espansione dell’abitato.
Corso Matteotti e corso Roma. Queste
strade compongono un’ideale passeggiata,
caratterizzata da un’alta concentrazione di
Corso Roma, luogo di shopping e passeggiate
esercizi commerciali: vetrine di raffinate
boutique con firme prestigiose, gallerie d’arte, profumerie, gioiellerie, pasticcerie attirano una folla di persone, ancora più numerosa nei fine settimana e nelle sere d’estate. I
caratteristici caffè, con i loro tavolini all’aperto lungo il corso, circondati da aiuole fiorite,
trasformano il centro cittadino in un vivace
salotto mondano. Nelle strade attigue, durante il periodo estivo, gli alberghi fanno a
gara per offrire ai loro clienti cene a lume di
candela e serate danzanti sotto le stelle, sfilate di moda, spettacoli di musica e cabaret,
rievocazioni storiche, degustazioni dei piatti
e dei prodotti tipici locali. I bei palazzi, pur
ristrutturati e modernizzati, recano ancora i
decori originali del primo Novecento: volti
antropomorfi e grotteschi, stucchi, bordure
e affreschi floreali che meriterebbero da soli
una piccola caccia al tesoro.
Grand Hotel & La Pace. Anche se costruito
e ampliato a più riprese nel tempo, il Grand
Hotel & La Pace ha rappresentato il top del
lusso e della raffinatezza della città termale:le
La città sviluppa la sua area centrale essenzialmente lungo l’asse formata da corso Matteotti e corso Roma (rispettivamente a est e a ovest di piazza del Popolo) che rappresentavano
un tempo un segmento della via Regia Lucchese.
In piazza del Popolo troviamo l’antica Locanda Maggiore, una delle prime strutture alberghiere costruita nel 1787 dai monaci Cassinesi della Badia di Firenze, ai quali il granduca Pietro Leopoldo aveva affidato la cura e lo sviluppo dell’area termale. Superata piazza del
Popolo, sulla destra si incontra l’ingresso del Grand Hotel & La Pace.
26
sue camere e le suite hanno ospitato le teste
coronate e i personaggi più illustri.Arredato
con esclusivi pezzi d’antiquariato, costituisce
uno degli splendidi gioielli liberty della città.Un
piccolo assaggio l’abbiamo già nel portone
d’ingresso, realizzato da Galileo Chini in ferro battuto e vetri colorati. Anche le sale in-
1.3 L’asse est-ovest della città
terne non vengono meno alla loro reputazione: in particolare sono da ammirare i soffitti affrescati dal Chini. Ultimamente l’hotel si
è arricchito di un nuovissimo e raffinato centro benessere. Sono molti però gli alberghi
della città che offrono ai clienti gli speciali trattamenti nella calda atmosfera delle loro Spa.
Poco più avanti, di fronte allo storico Caffè NewYork, si apre verso nord viale IV Novembre: occupato sulla destra, per tutto l’isolato, dal parco del Gran Hotel & La Pace, sul lato
opposto offre una lunga serie di negozi e locali, fino a cedere il passo ai grandi alberghi e
alle eleganti palazzine liberty, perdendosi infine negli ombrosi viali pedonali del parco termale. Corso Roma continua con il complesso del Kursaal.
Il Kursaal. Risalente al 1904, rappresentò fin Salone delle Feste,un Night Club,Sale riuniodalla sua nascita il centro della vita mondana ni, Sale giochi e Circoli privati. Purtroppo la
montecatinese. Ospitava un bellissimo teatro sua popolarità non è stata accompagnata da
e il Cinema Giardino dove, grazie a nuove altrettanta fortuna: demolito in gran parte
apparecchiature, nel 1933 vennero proiettati, per essere sostituito da un fabbricato più
per la prima volta in Italia, film sonori all’aper- moderno e funzionale, è rimasto invece inato. Nel 1957 entrambi furono demoliti per gibile per molti anni e solo ultimamente ha
far posto al nuovo Cinema Teatro Kursaal: ripreso vita grazie al recupero della storica
cinque grandi porte in cristallo immettevano facciata, integrata in un nuovo elegante comin un ampio atrio in marmo, decorato nella plesso progettato dall’architetto Aldo Rossi,
parte superiore con bordi ceramici in rilievo al quale è intitolato l’ampio piazzale interno.
di Jorio Vivarelli, rappresentanti alcune scene Del glorioso teatro, però, non c’è più traccia.
de I Pagliacci. Il teatro, completamente climatizzato, era
molto capiente: la platea
poteva ospitare 820 spettatori e altri 470 posti a sedere
si trovavano nella galleria; ai
lati erano sistemati i palchetti.
I numerosi camerini per gli
artisti erano tutti dotati di
servizi privati e il palcoscenico
permetteva la messa in scena
di spettacoli di alto livello.
Intorno al teatro, una galleria
di negozi rappresentava la
meta di ogni passeggiata. Il
Kursaal accoglieva anche un
Casinò, un famoso Dancing Il nuovo complesso del Kursaal, progettato da Aldo Rossi
Superato il Kursaal, altri viali si aprono sulla sinistra: viale Puccini offre sullo sfondo la maestosa visione del Grand Hotel Vittoria; più avanti viale Balducci lascia intravedere la settecentesca villa denominata il Colombaione, oltre la quale sono situate la neogotica chiesa di
S. Antonio, del Bernardini, e l’imponente edificio scolastico del Circolo Didattico, sobrio
ma importante esempio di liberty cittadino.
La passeggiata continua in leggera salita fino a incrociare i viali di circonvallazione, oltre i
quali corso Roma cambia il proprio nome in via Lucchese, proseguendo appunto in dire27
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 28
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
zione di Pescia e Lucca. Circa a metà del tratto montecatinese della via Provinciale Lucchese, un cancello in ferro si apre a sinistra sul vialetto che attraversa un grande parco, ricco di
alberi secolari, per terminare di fronte a un altro importante fabbricato: la villa Forini Lippi.
Villa Forini Lippi. Sede della Biblioteca
comunale, l’edificio è costituito da due piani
con soffitte e un piano interrato coperto a
volta. La bella facciata è caratterizzata da una
scala centrale a doppia rampa che conduce
al piano nobile, sormontato da una piccola
loggia a tre arcate. Si pensa che il luogo anticamente fosse già conosciuto come ospedale di S. Quirico di Brusceto, presso il quale
nel 1315 venne combattuta la cruenta battaglia di Montecatini tra guelfi e ghibellini. Si
sarebbe trattato di un punto di accoglienza
dei pellegrini e dei commercianti, vicino al
porto del Calderaio, uno dei trenta e più
approdi che si trovavano sulle rive del Padule di Fucecchio (il toponimo sembra derivare da“foce a cerchio”). In poche parole, probabilmente, il primo albergo della città.
L’area di pertinenza della villa faceva parte,
nel 1600, di una vasta proprietà appartenente alla famiglia Marsigli e più tardi ai Bravieri. Includeva tutti i terreni compresi tra
via Marruota e il torrente Borra, suddivisi,
agli inizi del 1800, in dodici poderi, il più
importante dei quali era appunto il podere
Bravieri con la sua villa padronale, collegata
direttamente alla via Regia Lucchese.Verso
la metà del XIX secolo essi vennero acquisiti dal cavalier Emilio Forini, che ne offrì al
Comune una parte sulla quale venne fatta
passare la linea ferroviaria e furono realizzati la Stazione di Montecatini Centro e il viale Don Minzoni (prima viale Forini), che la
congiungeva alla piazza cittadina. Poco per
volta tutta la zona venne urbanizzata e nella
campagna alle spalle della villa sorsero lo
Stadio comunale, il Bocciodromo e l’Ippodromo Sesana (vedi pag. 20).
Nel secolo scorso la villa venne donata
all’Opera Pia della Divina Provvidenza “Madonnina del Grappa” di don Giulio Facibeni,
che la utilizzò come orfanotrofio durante la
seconda guerra mondiale, riuscendo a mettere in salvo molti piccoli profughi ed ebrei.
Nel 1979 villa Forini Lippi venne acquistata
dal Comune di Montecatini Terme con il
contributo della Regione Toscana e dal
1988 è sede della Biblioteca comunale. Nel
suo parco, a destra della piccola cappella,
sono visibili i resti del pronao della vecchia
chiesa demaniale costruita da Luigi de
Cambray Digny.
L’ingresso a villa Forini Lippi, oggi sede della Biblioteca comunale
28
1.4
L’antico Castello,
Montecatini Alto
Montecatini Alto, nucleo originario di Montecatini Terme, ne rappresenta il naturale centro
storico. Detto anche“il Castello”, si distende con i suoi edifici di origine medievale sulla morbida collina, definita “colle lunato” per la forma concava e allungata, simile a una falce di luna
sdraiata. La posizione strategica vide il colle trasformato in un imprendibile baluardo di frontiera conteso da lucchesi, pisani e fiorentini, difeso da una cerchia di possenti mura lunghe
circa 2 chilometri, da due fortezze e 25 torri. Fu anche al centro di numerose dispute tra
guelfi e ghibellini, finché dovette sottomettersi alla Repubblica di Firenze, nel 1330, dopo
ben undici mesi d’assedio. Il Castello fu di nuovo campo di battaglia nella guerra tra Francia
e Spagna e venne conquistato e quasi completamente distrutto nel 1554 da Cosimo I de’
Medici, il quale ordinò che tutto il suo sistema difensivo venisse raso al suolo. Perfino l’Archivio cittadino fu bruciato sulla pubblica piazza, condannando questo luogo glorioso a un
graduale oblio della sua storia più antica.
Il borgo medievale di Montecatini Alto, in strategica posizione sulla collina
Al borgo si giunge per diverse vie: la più utilizzata è quella che dalla Casina Rossa, a nord dell’area termale, sale per circa 6 chilometri lungo i fianchi della collina. Dopo un breve tratto, troviamo una deviazione per la Grotta Maona (v. box pag. 33), poi, in località dettaVico, la strada
si dirama ancora: da una parte in direzione di Marliana e della montagna, dall’altra in discesa
verso Nievole, piccola frazione bagnata dall’omonimo torrente e rinomata per la produzione
di fragole e olio, dalla quale si accede facilmente al colle di Serravalle e alla provinciale per
Pistoia. Per arrivare invece a Montecatini Alto si segue la strada principale fino a Porta di Borgo o, più avanti, ai parcheggi di piazza Campioni, largo Martinelli e piazza Barbano e Giovanetti, dove è situata la stazione di arrivo della funicolare. Un altro modo per giungere al Castello,
forse il più suggestivo, è infatti la funicolare (v. box pag. 31), che sale ripida lungo l’insenatura
centrale del colle, raggiungendo velocemente il cuore del paese: la via lastricata immette subito nella piazza dedicata al poeta Giuseppe Giusti, che abitò qui con la famiglia per diversi anni.
Chi dalla valle volesse invece cimentarsi in una piacevole scarpinata fra gli olivi, potrebbe percorrere a piedi i 3 chilometri di verde pendio che si arrampicano per la Corta,sbucando all’arrivo della funicolare. Per gli amanti del trekking, i sentieri ripristinati dal CAI per raggiungere il
paese sono numerosi: Colloredo,Via Amore, la Foresta, solo per nominare i più noti. Salendo
in auto, il primo punto di accesso al paese è Porta di Borgo è l’unica rimasta delle sette che
consentivano l’ingresso al Castello. Subito oltre, sulla sinistra, troviamo il convento dellaVisitazione con la chiesa di S. Maria a Ripa, che occupava la parte più bassa della cinta muraria.
29
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
14:02
Pagina 30
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
1.4 L’antico Castello, Montecatini Alto
orgoglioso le sue torri, lasciando scorgere la piana di Pistoia e quella di Firenze. Più a nord,
verso l’Appennino, si riconoscono gli insediamenti di Casore, Marliana e Avaglio. Lungo
questa piacevole passeggiata perimetrale si innestano gli stretti vicoli lastricati che, con una
breve salita, introducono all’interno del borgo, congiungendosi in piazza Giusti.
La raccolta piazza Giusti, animata in occasione della Sagra della fett’unta
Convento dellaVisitazione. Fondato da un
gruppo di donne montecatinesi, il convento
passò alle monache agostiniane e infine a
quelle benedettine. Rimasto chiuso al mondo esterno per molti anni, ha riaperto da
poco i battenti, mantenendo la sua atmosfera di mistico raccoglimento ma consentendo visite e mettendo a disposizione,
su richiesta, alcuni locali e un suggestivo
chiostro per incontri, ritiri, piccole cerimonie. L’importante biblioteca religiosa comprende oltre 3000 volumi. La chiesa romanica (XII secolo) a doppia navata ospita,
oltre a un altare in pietra, alcuni pregevoli
dipinti e un bell’organo con coro barocco;
passando nell’adiacente cappella interna al
convento si può ammirare un affresco della
scuola di Giotto.
Dal convento, guardando verso Montecatini, ci si inoltra nel percorso della Foresta; a levante
invece si domina, in direzione di Serravalle, il Poggio alla Guardia che sale dal torrente Nievole e si stende pianeggiante di fianco alla Porta di Borgo. Questo era il lato più vulnerabile del
colle, dove si accampavano le truppe fiorentine durante gli assedi.Vi si innesta la stretta strada
che giunge da Pieve a Nievole, via de’Tanelli, lungo la quale salivano gli eserciti nemici per sferrare i loro attacchi. Il ponte di Dante ricorda il poeta, che vi sostò in attesa di conoscere l’esito della terribile battaglia di Montecatini del 1315, dove persero la vita migliaia di uomini.
La parte terminale del Poggio è occupata dal monastero degli Agostiniani, fondato nel
1276 e soppresso nel 1782, attualmente sede della Casa di Riposo S. Francesco. È ormai
solo un rudere senza tetto la vicina chiesa romanica di S. Margherita, che ospitava l’affresco del Trionfo di Cristo, attribuito alla scuola di Andrea Orcagna e trasferito nel museo parrocchiale di S. Pietro Apostolo.
Oggi, dove un tempo s’innalzavano le robuste mura, una lunga passeggiata, come un’aristocratica terrazza, cinge la cima del colle e domina dai suoi quasi 300 metri di altitudine tutta
la Valdinievole e i castelli che le fanno corona. Gli stabilimenti termali di Montecatini emergono dal verde ai suoi piedi, il tracciato di viale Verdi è immediatamente identificabile, così
come gli edifici principali, le chiese, gli alberghi, le strutture sportive. I confini con i vicini
comuni della valle sono ormai indefinibili a causa del forte tessuto urbano. Più avanti l’occhio si perde verso il Padule di Fucecchio fin oltre l’Arno, i monti Pisani, per poi ritornare
posandosi, da ovest, sulle colline di Montecarlo, Buggiano, Massa e Cozzile. L’altura imponente di Monsummano Alto si staglia a interrompere l’ampia vallata verso est, seguita dai
rilievi del Montalbano, che rievocano i paesaggi indimenticabili disegnati dalla mano di Leonardo da Vinci. Dalla parte opposta, oltre il Poggio alla Guardia, il castello di Serravalle alza
30
Piazza Giusti. La piazza colpisce per la sua
atmosfera intima, da salotto buono, con le
piccole botteghe artigiane e i caratteristici
locali i cui tavolini occupano quasi l’intera
area: vi si può gustare una squisita cucina
toscana o semplicemente farsi vincere dalla
tentazione di assaggiare la famosa fett’unta,
a base di pane toscano e olio di frantoio, i
gustosi salumi accompagnati dai crostini di
carne e fegatini di pollo (vedi la ricetta negli
Itinerari tematici pag. 61), oppure gli antichi
necci con la ricotta e i freschi gelati artigianali. Incastonate fra le costruzioni si possono ammirare: a sinistra la torre di Ugolino,
che diede i natali, nel 1345, al celebre Ugolino di Giovanni Caccini, detto da Montecatini, il medico che per primo studiò le
acque termali elogiandone le straordinarie
doti terapeutiche; a destra la torre Tavarnelli, che ospita una piccola cappella del
Quattrocento, oggi dedicata ai Caduti ma
originariamente consacrata alla Vergine,
La funicolare
Per meglio congiungere Montecatini Alto
alla zona termale di Bagni di Montecatini,
nel 1896 l’ingegnere genovese Alessandro Ferretti progettò la costruzione di
una ferrovia funicolare, che fu eseguita
con finanziamenti privati su un percorso
di circa 1050 metri. La nuova stazione
funicolare fu inaugurata il 4 giugno 1898,
alla presenza di importanti personaggi,
tra cui GiuseppeVerdi.
Collegate alle stazioni di partenza da
grossi cavi azionati da una potente caldaia a vapore, due carrozze partivano
contemporaneamente, l’una in discesa e
l’altra in salita, incrociandosi circa a metà
strada e percorrendo il tragitto con un
dislivello di 202 metri in dieci minuti. Nel
1921 la trazione venne affidata ai motori
elettrici. La funicolare si fermò nel 1944 a
causa dei danni riportati durante la guerra e solo nel 1949 fu riattivata grazie a
un imprenditore fiorentino, divenendo in
breve una delle attrazioni cittadine per i
turisti che affollavano le terme.
Ancora oggi i due trenini rossi, Gigio e
Gigia, solcano allegramente la collina da
monte a valle e viceversa, rendendo più
semplice il collegamento sia ai residenti
sia ai numerosi visitatori, per i quali il breve ma caratteristico viaggio è ormai divenuto una tappa obbligata, anche perché
questa è la più antica funicolare al mon-
do ancora funzionante. L’impianto è fornito di moderni e sicuri motori, ma le
carrozze, pur restaurate, sono ancora
quelle originali, con sedili e rivestimenti
interni in legno e piccoli terrazzini esterni
alle estremità, che consentono a pochi
fortunati passeggeri un viaggio all’aperto,
immersi nel verde profumato della collina. Lungo il tracciato della funicolare si
snoda anche quello che viene chiamato
“la Corta”: un sentiero facilmente percorribile a piedi, lungo il quale sono situate le stazioni dellaVia Crucis.
31
montecatini_5_33.qxp:011-032
8-03-2011
1 Montecatini Terme, cuore della Valdinievole
14:02
Pagina 32
rappresentata in un affresco tra i Ss. Giovanni Evangelista e Giovanni Battista.Verso
il fondo della piazza, di fianco al Monumento ai Caduti, sorge il Palazzo di Giustizia o
del Podestà, arricchito da stemmi medie-
vali in pietra. Di gusto eclettico è invece il
Teatro degli Accademici Risorti, realizzato
nel 1820, sotto il quale si trova la Loggia
del Parlascio, usata originariamente per assemblee e mercati.
Propositura di S. Pietro Apostolo. Era
anticamente intitolata a S. Michele e se ne
riportano tracce già nel 716. La chiesa, a
tre navate, venne ricostruita nel XII secolo
quando divenne pieve, nuovamente modificata a seguito dei danneggiamenti subiti
con l’assedio fiorentino nel XVI secolo e
rinnovata nel Settecento, in stile barocco,
da Antonio Zannoni. L’ultimo restauro del
secolo scorso ha riportato alla luce gli originali capitelli romanici inglobati nei pilastri.
All’interno, un Crocifisso in pietra della fine
del XIV secolo, il fonte battesimale del
1580 e un organo con elementi dello stesso periodo. Vi si possono ammirare una
Natività di Andrea del Sarto e pregevoli
opere di Jacopo Ligozzi e di Santi di Tito. Il
Museo di Arte e Arredi sacri ospita anche
il Trionfo di Cristo, attribuito alla scuola dell’Orcagna: largo ben 7 metri, il dipinto è
stato reso all’antico splendore da un recente restauro.
Due tele riproducono scene della vita e del
martirio di S. Barbara, patrona della città di
Montecatini, festeggiata il 4 dicembre, della
quale si conserva anche un prezioso reliquiario con la parte superiore del teschio.
Superata la chiesa con il suo campanile ricavato da una torre di guardia, saliti pochi gradini, le quattro Armi poste sotto la protezione della santa (Vigili del fuoco,Artiglieria,
Genio militare e Marina) le hanno dedicato
un singolare monumento, oltre il quale ci si
trova all’ingresso della Rocca.
Salendo per una ripida stradina, via della Rocca, ci si dirige verso la propositura di S. Pietro
Apostolo. Prima di entrare nella chiesa è d’obbligo però un breve sosta per ammirare nuovamente il panorama unico. Appena sotto l’edificio religioso si trova anche la casa di Giuseppe Giusti.
Un unico accesso immette nella Rocca, una grande piazza d’armi completamente protetta
da alte mura e dalla torre del Maschio e resa più suggestiva da una cerchia esterna di alti
cipressi. Usciti, si può continuare il sentiero e riprendere, più in basso, la via delle Mura, oppure ritornare alla piazza Giusti e dirigersi verso lo sperone opposto della collina, conosciuto
come “il Carmine”. Lì un tempo esisteva una seconda fortificazione, denominata Castel
Nuovo o Castel Lemmi, poi
distrutta e sostituita dal convento dei Carmelitani. Questo, fondato nel 1296, incorpora anche la chiesa dei SS. Jacopo e Filippo, dove oltre a pregevoli dipinti del Seicento, si
trovano dieci statue in terracotta raffiguranti santi carmelitani a grandezza naturale.
A dominare la vallata verso
mezzogiorno si eleva l’oratorio di S. Sebastiano, a una sola
navata, con un piccolo portico
La propositura di S. Pietro Apostolo, del
XII secolo ma già menzionata nel 716
32
1.4 L’antico Castello, Montecatini Alto
La grotta Maona
Posto tra la valle e Montecatini Alto, il
poggio di Maona era anticamente abitato dai nobili conti Lambardi, detti di Maona, ai quali fanno riferimento i primi atti
conosciuti relativi a questa zona.Vi sorgevano, secondo le poche documentazioni
giunte fino a noi, un castello templare e
una chiesa dedicata a S. Stefano. Si pensa
che vi fosse anche un monastero, andato
distrutto. La Maona è stata sfruttata per
secoli come cava: la sua pietra grigia
impreziosisce anche le pareti esterne
della basilica di S. Maria Assunta.
La grotta naturale venne scoperta nel
1860 proprio a seguito di una frana causata dal brillamento di una mina, ma esistevano già testimonianze di un’altra cavità esistente nelle vicinanze, chiamata
“Buca delle Fate”, dalla quale si accedeva
a gallerie sotterranee molto lunghe e
profonde, attraversate anche da corsi
d’acqua. Oggi la grotta Maona è in parte
visitabile, ed è l’unica in Italia a possedere
un pozzo di entrata e uno diverso di
uscita. Si snoda su più livelli in un percorso di quasi 300 metri, durante i quali si
possono ammirare le particolari concrezioni calcaree create dal lento stillicidio
delle acque: le stalattiti, le stalagmiti e i
laghetti sotterranei hanno infatti disegnato figure e paesaggi fantastici. I resti preistorici rinvenuti all’interno della caverna
ne confermano la frequentazione in epoche lontane. La temperatura della grotta
è costante a circa 15 °C. All’esterno si
trova un locale, ormai noto per le fresche e piacevoli serate danzanti del
periodo estivo.
Le suggestive stalattiti nella Grotta Maona
sorretto da colonne in pietra. Lungo il tratto di mura dedicato a Pietro Grocco, incontriamo anche il suo villino, costruito seguendo i consigli di Giuseppe Verdi, che affacciandosi a
questa veduta esclamò: «Ecco uno dei panorami più splendidi che abbia mai visti!».
Scendendo all’interno dell’abitato, in direzione del centro del borgo, s’incontrano tracce di
altre torri: la più caratteristica è la torre de’ Lemmi, alla cui sommità è stato inserito un originale orologio a sei ore dell’Ottocento, detto alla romana. Particolari anche alcuni edifici
privati in stile liberty, quasi tutti restaurati.
Ogni anno, nella stagione primaverile, si svolgono al Castello suggestive namifestazioni
come la Sagra della fett’unta e i cortei storici con la gara di tiro con l’arco per il Palio dei
Quartieri e per la Disfida dei Castelli della GrandeValdinievole.
33
montecatini_34_59.qxp:011-032
2
8-03-2011
13:48
Pagina 34
Itinerari
in Valdinievole
LaValdinievole comprende la parte nord-occidentale della provincia di Pistoia, un territorio
di circa 380 km che ha nel torrente Nievole il principale corso d’acqua. Il toponimo viene
spesso interpretato in Valle delle Nuvole (Vallis Nebulae), perché così doveva apparire la
piana nei tempi in cui era quasi interamente coperta dalle acque del Padule di Fucecchio,
poi bonificata a partire dal XXVIII secolo. Il territorio è antico per storia e cultura, come
testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici di epoca neolitica, etrusca e romana e i
colli che cingono la valle, con i loro castelli e i borghi medievali. Morfologicamente la Valdinievole, facilmente visitabile con ottima viabilità, si può suddividere in più aree: il Montalbano, l’Alta Valdinievole e la Valleriana abbracciano con i loro rilievi la Bassa Valdinievole e il
Padule di Fucecchio, che si estendono verso sud.
2.1
Borghi, ville
e castelli
Itinerario automobilistico di ca 49 km lungo la statale 435 e diverse direttrici minori, con rientro a Montecatini lungo l’Autostrada A11 Firenze-Mare.
L’itinerario muove verso la parte occidentale della valle dapprima risalendo verso alcuni tra
i più interessanti borghi montani del comprensorio, lungo tracciati che si snodano tra vigneti e uliveti ideali per gli amanti della mountain bike, e collegati tra loro anche da diversi percorsi di trekking. Le varie frazioni a monte e al piano di Buggiano ben rappresentano le
dinamiche insediative che hanno caratterizzato la valle, con il progressivo spopolamento
dei colli e dei castelli e lo spostamento delle funzioni economiche e civili nei centri di pianura, lungo le direttrici di traffico; l’itinerario si conclude in territorio lucchese con la visita a
La fortezza di Montecarlo
Montecarlo e Altopascio, storicamente legati al territorio dellaValdinievole.
Usciti da Montecatini in direzione ovest
lungo la statale 435 si prende subito a
destra la provinciale 29 e si arriva in circa 8
km a Massa e quindi (3 km) a Cozzile.Tornati a Massa si scende a Colle di Buggiano
(1 km), quindi a Buggiano Castello (2 km) e
Buggiano Borgo (1,6 km) fino a raggiungere Villa Bellavista (1,5 km). Si procede in
direzione sud per Chiesina Uzzanese (4
km). Da qui lungo la provinciale 33 si arriva
a Montecarlo (5,4 km) e quindi ad Altopascio (5,4 km). Il rientro a Montecatini può
comodamente avvenire lungo la A11 Firenze-Mare (15,2 km).
34
35
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
Una veduta del borgo medievale di Massa e Cozzile
Massa e Cozzile
Il comune, esteso con le sue frazioni dalle
prime appendici appenniniche fino alle
porte del Padule di Fucecchio, è il risultato
dell’unione di borghi anticamente distinti,
attestati già in età romana e documentati a
partire dall’XI secolo. Rimasto per secoli
sotto il controllo di Lucca e coinvolto nelle
contese della città con pisani e fiorentini,
passa nel 1339 sotto il dominio di Firenze,
mantenendo però la sua autonomia, interrotta solo tra fine Settecento e inizio Ottocento per la temporanea annessione al
comune di Buggiano.
Massa, il centro principale, ha avuto origine
da un insediamento rurale del III-IV secolo
d.C., e conserva l’aspetto del borgo medievale fortificato. Delle tre porte un tempo
disposte lungo le mura rimangono visibili
Porta Fontana a ovest e la trecentesca Porta ai Campi a sud, dalla quale si è in breve in
piazza Cavour.Vi si trova la romanica pieve
di S. Maria Assunta, d’aspetto cinquecentesco, con bel campanile dell’XI secolo rivisto
anch’esso nel Cinquecento; l’interno rinascimentale conserva, tra l’altro, un bel Crocifisso ligneo del XV secolo. Dalla piazza, la
medievale via Roma porta a piazza Matteotti, centro del castello fin dalla sua fondazione, chiusa a nord dalla duecentesca Loggia del Podestà, con stemmi gentilizi. Continuando a salire si raggiungono, nascosti tra
gli ulivi, i resti dell’antica rocca medievale.
Un tracciato d’origine romanica collega il
centro a Cozzile, dominata dalla mole del
palazzo de Gubernatis, ottocentesca rivisitazione del castello medievale. Dalla Porta
36
13:48
Pagina 36
di Levante, si risale in breve il borgo fino
all’antica chiesa di S. Jacopo, riedificata nel
Cinquecento, e quindi si esce dalla Porta
Nuova, collegata al palazzo, a godere di un
ampio e sorprendente panorama sulla Valdinievole. Da Cozzile si raggiunge, seguendo via Croci, il santuario della Beata Vergine del Carmelo, presso i ruderi della rocca
di Verruca, distrutta nel Duecento dai massesi e quindi abbandonata.
Buggiano
Da Cozzile si torna verso sud per entrare
nel territorio del comune di Buggiano,
distinto anch’esso in diversi nuclei collinari
di notevole interesse e ampliatosi in epoca
moderna soprattutto in pianura, intorno a
Borgo a Buggiano, dal 1775 sede dell’amministrazione. La posizione sopraelevata lungo la via di collegamento tra Lucca e Firenze ha determinato durante tutto il Medioevo la fortuna del comune, già autonomo nel
corso del XI secolo; in epoca moderna
sono le attività agricole e mercantili (bestiame e bachi da seta) e quindi le manifatture
a favorire lo sviluppo economico del territorio. Seguendo l’itinerario, la visita inizia dal
Colle di Buggiano, compatto castello fortificato risalente al 1238. Fa da fondale alla
piazzetta principale la bianca facciata della
chiesa di S. Lorenzo, sorta nel luogo di un
ospedale del Cavalieri dell’Ordine di Malta,
affiancata dall’integro campanile romanico;
l’interno, di impostazione cinquecentesca,
ha pregevoli arredi lignei (cantoria e stalli
del coro) e conserva un Crocifisso ligneo del
XV secolo ricavato da quello famoso di
Borgo a Buggiano.
Proseguendo verso il piano si arriva a Buggiano Castello, nucleo originario del comune, in bella posizione sulla valle, tra ampi uliveti. Il borgo, autentico nell’aspetto e nella
struttura urbanistica, è celebre anche per i
suoi giardini di agrumi, celati tra gli intonaci
rossi delle architetture storiche e aperti al
pubblico ogni due anni tra aprile a maggio.
Sulla piazza principale si trova il palazzo del
Podestà, di origine duecentesca, con stemmi gentilizi del Quattro e Cinquecento. La
vicina chiesa romanica della Madonna della
Salute e di S.Niccolao, fondata nel 1038, ha
un importante campanile a monofore e
bifore e interno a tre navate divise su un
lato da colonne con capitelli a decorazione
zoomorfa del XIII secolo; vi si conservano
un Crocifisso trecentesco e un fonte battesimale del XII-XIII secolo, oltre a diverse opere d’arte rinascimentale. Nella parte alta, si
vedono resti della rocca e delle mura.
Usciti dal borgo si continua a scendere e,
superata la ferrovia, si entra nell’abitato di
Borgo a Buggiano. Corso Indipendenza
attraversa la parte storica del centro, su cui
si apre la piazza principale, antica sede del
mercato. Di fronte, si distingue la facciata
della basilica del SS. Crocifisso, ampliata nel
XIV secolo e ricostruita nel 1773. Una lapide ricorda la conquista del controllo delle
chiuse del Padule di Fucecchio da parte dei
comuni della Valdinievole, dopo decenni di
contesa con i comuni del Valdarno. All’interno, da notare il notevole Crocifisso ligneo del
XIV secolo, molto venerato dai buggianesi.
A nord di Buggiano, due deviazioni consigliate: a Stignano, altro esempio di borgo
medievale, che ha dato i natali a Coluccio
Salutati, dove la chiesa di S. Andrea (X secolo), conserva campanile romanico e tracce
di affrescatura trecentesca; lungo il torrente
Cessana, dove si attestano antichi mulini e
altre opere di captazione e regolazione idraulica, segnalati da un’apposita cartellonistica.
Uscendo dal comune in direzione di Chiesi-
2.1 Borghi ville e castelli
na Uzzanese si entra nella frazione di Selva,
dove sorge la chiesa di S. Maria in Selva,
edificata in stile gotico e rivisitata nel corso
del Seicento, con resti dell’affrescatura originaria e un ciclo dedicato all’Apoteosi della
Madonna di Niccolò Nannetti (XVIII secolo). Poco oltre, si impone alla vista la mole
della villa Bellavista, esempio compiuto di
dimora barocca, edificata dalla ricca famiglia
Feroni alla fine del Seicento su progetto di
Antonio Maria Ferri, architetto granducale,
e affrescata dal Dandini. Un monumentale
viale d’accesso conduce al palazzo, ornato
da quattro torrette angolari; nel giardino si
trovano la cappella di famiglia, a pianta centrale, e gli edifici rustici ora in uso aiVigili del
Fuoco che gestiscono la struttura e vi hanno allestito un museo dedicato al corpo.
Chiesina Uzzanese
Superata l’autostrada Firenze-Mare si entra
nel territorio di Chiesina Uzzanese. Sorto
nel Medioevo come ospizio per viandanti
lungo la via Francigena, il centro urbano si è
sviluppato nella seconda metà del Settecento in seguito alle bonifiche del Padule e oggi
prospera grazie alle attività florovivaistiche.
La“chiesina” da cui il nome (l’originale xenodochio per i viandanti) è stata ricostruita
nell’Ottocento riutilizzando alcune parti originali nel portale e intitolata a S. Maria della
Neve. Su un edificio della piazza della chiesa,
Uno scorcio di Colle di Buggiano, antico borgo fortificato già a partire dal Duecento
37
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
una lapide ricorda i natali del cantante lirico
Giovan Francesco Grossi (1655-97), uno
dei più celebrati “divi” dell’epoca.
Montecarlo
Riattraversata l’autostrada si segue la provinciale 33 che risale, tra pregiati vigneti, la dorsale collinare che segna il confine tra laValdinievole e la piana lucchese, dove sorge l’abitato di Montecarlo, conosciuto oggi per l’importante produzione vinicola. È infatti una
tappa obbligata della Strada del vino e dell’olio della provincia di Lucca, che si snoda fino
alla Versilia. Originatosi dal castello del Cerruglio, fondato nel 1330 da Carlo IV di Boemia, liberatore di Lucca dall’occupazione
pisana, e quindi entrato a far parte dei domini medicei nel Quattrocento, conserva un
bell’impianto urbano, con resti di mura e due
delle quattro porte trecentesche. L’originaria
fortezza, oggi privata, domina la sommità del
colle, ed è il risultato di successivi interventi
di ampliamento proseguiti fino al disarmo
dettato nel 1775 da Pietro Leopoldo.
Sull’attuale via Roma, storico tracciato cittadino, si trova la collegiata di S.Andrea, edificio settecentesco che conserva facciata e
portale gotici.All’interno, è oggetto di devozione popolare l’affresco della Madonna del
Soccorso, nell’omonima cappella, opera di
scuola lucchese del XV secolo. Fronteggia la
chiesa la mole del secentesco monastero
delle Clarisse (oggi sede della Biblioteca e
Montecarlo, con veduta sullaValdinievole
38
13:48
Pagina 38
dell’Archivio comunale) con la piccola chiesa di S. Anna e l’ex chiostro trasformato in
giardino pubblico. In via Carmignani si trova
il Teatro Comunale dei Rassicurati, realizzato
agli inizi del Settecento e ancora in funzione.
Uscendo dal paese in direzione di Pescia, in
4 km si raggiunge la pieve di S. Pietro in
Campo, già documentata in una pergamena dell’846 e caduta in rovina tra Tre e
Quattrocento; per l’integrità della struttura,
databile al XII secolo, rappresenta una delle
realizzazioni più esemplari del romanico
minore del territorio dellaValdinievole.
Altopascio
Scendendo sull’altro versante il poggio di
Montecarlo, si arriva ad Altopascio. Il comune, oggi rinomato per la produzione del
pane, ha avuto origine da un importante
Ospedale dei Cavalieri del Tau (o di Altopascio) attestato già nel 1084 lungo la via Francigena. Resti di mura e porte sono inglobati
nelle costruzioni civili, intorno alle piazze Garibaldi e Ricasoli e comprese nel perimetro
dell’antico ospedale, di cui rimangono i chiostri con alcuni ambienti tuttora utilizzati per
l’accoglienza dei pellegrini e la Porta Vettori,
cinquecentesca, sormontata dalla torre Voltola. In alcuni ambienti del Piaggione (il silos
dell’ospedale) è stato allestito il Centro di
Documentazione sulla Vita materiale dell’antica Comunità.
La chiesa dei Ss. Jacopo, Cristoforo ed Eligio conserva della struttura medievale solo
parti della facciata e della zona absidale; la
torre campanaria merlata, della seconda
metà del Duecento, conserva la campana
nota come “la smarrita” (1327), perché era
solita suonare per orientare i passi dei pellegrini e dei viandanti, smarriti nei boschi o
tra le nebbie del padule.
Verso ovest, nella frazione di Badia Pozzeveri si trova la badia di S. Pietro, degli inizi dell’XI secolo; a est dell’abitato invece, si accede alla Riserva naturale del Lago di Sibolla,
istituita nel 1966 per la protezione del lago
(circa 12 000 metri qaudrati oggi, un tempo
molto più esteso), che si trova all’interno di
una zona umida di grande valore ambientale, solcata da canali e fossi e in buona parte
ricoperta da aree boscate igrofile.
2.2
Verso
le terre umide
Itinerario automobilistico di ca 70 km lungo la statale 436 e quindi su direttrici minori intorno al Padule di Fucecchio, con rientro a Montecatini da
Ponte Buggianese lungo la provinciale 26 (carta a pag. 34).
Il cuore dell’itinerario è l’ambiente straordinario del Padule di Fucecchio, elemento in grado
di condizionare, con le sue risorse e i suoi capricci, la vita degli abitanti della vallata; a esso
sono stati indirizzati gli sforzi dei governi che si sono succeduti sul territorio, finalizzati a una
gestione efficace e controllata delle acque e delle terre umide, attraverso bonifiche, accatastamenti e privatizzazioni dei terreni. Diverse sono le proposte di visita all’area umida, sia in
autonomia sia appoggiandosi alle attività organizzate dal Centro Visite di Castelmartini. Un
buon punto di partenza per la comprensione del Padule può essere il museo di Monsummano Terme, là dove prende il via l’itinerario; la cittadina, ricca di attrazioni turistiche e culturali, merita una visita approfondita, anche perché rappresenta uno dei centri più importanti ed economicamente vivaci della valle.
Si esce da Montecatini in direzione est sulla
SR 435, quindi si prende la statale 436 (via
Empolese) e si raggiunge in breve Pieve a
Nievole (3,3 km); lungo la stessa statale si
arriva a Monsummano Terme (1,4 km);
uscendo a nord del paese su via Cavour, la
strada sale a Monsummano Alto (4,1 km).
Da Monsummano si prosegue passando da
Grotta Giusti per risalire ancora verso
Montevettolini (km 9 da Monsummano
Alto). Passando dal Montecatini Golf Club
si arriva a Larciano (km 7,9). Si torna in pianura per raggiungere Castelmartini, acces- Il Padule del Fucecchio, di grande pregio naturalistico
so al Padule di Fucecchio (km 5,4). Si procede a sud per Fucecchio e Ponte a Cappiano, all’estremità sud del Padule (km 8,5). Si risale per Massarella (km 6,1) e quindi, sempre ai margini del Padule, si giunge a Ponte Buggianese (km 10,9). Da qui si ritorna a Montecatini sul tracciato della provinciale 26 (6,5 km).
Pieve a Nievole
Il centro, divenuto comune autonomo solo
nel 1905, è oggi compreso tra gli abitati
maggiori di Monsummano e Montecatini,
lungo i principali tracciati viari della piana
del Padule. Le sue origini sono antiche, legate alla presenza della Pieve di Neure, documentata come uno degli insediamenti cristiani più antichi della valle. Il centro storico
si sviluppa tra la piazza XX Settembre, storico luogo di scambi sociali e commerciali, e
la piazza della chiesa, dove sorgono gli edifici più antichi. La chiesa dei Ss. Pietro e Marco è il rifacimento ottocentesco dell’edificio
medievale di cui restano poche tracce visibili. L’interno è a tre navate con colonne in
stile ionico: vi si trovano un interessante
organo del XIX secolo e alcune opere d’arte, tra cui la pala secentesca della Immacolata Concezione tra i Santi Antonio da Padova e
Francesco, attribuita a Panfilo Nuvoloni. Il
campanile è il più alto dellaValdinievole.
A sud dell’abitato, in prossimità del Padule,
fa parte del territorio comunale il complesso della Fattoria del Terzo, ultima delle fattorie granducali fatte costruire dai Medici; la
sua realizzazione è legata alla vendita, da
parte dei granduchi, di due terzi dei poderi
della fattoria di Montevettolini ai Bartolommei, e all’esigenza di creare un centro per
l’amministrazione dei terreni rimasti (il “terzo” appunto).
39
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
Monsummano Terme
e Monsummano Alto
Nato “a monte” nell’alto Medioevo, il comune si è sviluppato intorno ai due castelli di
Monsummano Alto e di Montevettolini, documentati già intorno al Mille e rimasti vitali
per alcuni secoli nell’ambito delle contese
tra fiorentini e lucchesi.Tra Cinque e Seicento, in seguito alla nascita del santuario della
Madonna di Fontenuova, iniziò il rapido spostamento di funzioni e abitanti a valle, dove,
intorno alla piazza, prese forma una moderna e vivace cittadina. L’abbandono colpì
soprattutto Monsummano Alto, mentre
Montevettolini conobbe ancora stagioni fortunate grazie alla realizzazione della grande
villa medicea. I due centri vennero uniti nella
“Comunità delle due Terre” per decreto di
Pietro Leopoldo nel 1775. Alla metà dell’Ottocento si scoprirono le grotte termali
che oggi rappresentano una delle principali
attrazioni turistiche. Dagli inizi del Novecento, Monsummano si sviluppò come centro
di attività manifatturiere, in particolare nel
settore delle calzature.
L’abitato di Monsummano Terme si è sviluppato in epoca moderna intorno al santuario della Madonna di Fontenuova, sorto
a partire dal 1602 a celebrazione di un’apparizione miracolosa del 1573. La costruzione si deve all’architetto granducale Gherardo Mechini, che progettò la grande chiesa a croce latina; le lunette del portico aperto verso l’ampia piazza conservano il ciclo
Monsummano Alto, in splendida posizione panoramica
40
13:48
Pagina 40
di affreschi del fiorentino Giovanni di San
Giovanni (1630-33) ispirato ai Miracoli della
Madonna della Fontenuova; l’interno si presenta in forme barocche, con opere di Matteo Rosselli e Gregorio Pagani, mentre all’altare è collocato il tabernacolo con l’immagine dellaVergine.Annesso alla chiesa un
piccolo museo con numerosi ex-voto, un
Crocifisso forse del Giambologna e una preziosa corona gemmata, dono del granduca
Cosimo II. Nella cripta si può ancora attingere alla fonte l’acqua ritenuta miracolosa.
Di fronte alla chiesa si trova l’edificio dell’Osteria dei Pellegrini, voluto dal granduca Ferdinando I, oggi adibita a sede del Museo della Città e del Territorio; istituito nel 1988,
costituisce uno dei principali centri di studi e
di interpretazione del comprensorio.
Diverse sono, nella cittadina, le istituzioni
culturali degne di nota. E’ oggi dedicato al
celebre attore Yves Montand (nato a Monsummano col nome di Ivo Livi) il Teatro
comunale inaugurato alla fine dell’Ottocento; la Casa natale di Giuseppe Giusti, grande
poeta ottocentesco, è adibita a museo,
mentre la villa Renatico, appartenuta a Ferdinando Martini, è oggi sede del Museo di Arte
contemporanea e del Novecento.
Uscendo dal paese in direzione est si costeggia il colle di Monsummano per raggiungere
il complesso termale sviluppatosi intorno alla
Grotta Giusti.All’interno del parco secolare
si dispongono la grande piscina all’aperto
con acqua a 35°C e gli stabilimenti per i trattamenti che sfruttano la sorgente posta
all’interno di una cavità della roccia; sotterranea è anche la sorgente su cui si è sviluppato
il complesso neoclassico della Grotta Parlanti, a nord della città.
Un tortuoso e suggestivo tracciato stradale
raggiunge i ruderi di Monsummano Alto,
alla sommità di un colle straordinariamente
panoramico. La cerchia ellittica della mura
antiche è quasi interamente conservata, così
come le porte e una torre pentagonale;
all’interno si leggono, come in pianta, i contorni degli edifici scomparsi, risalendo la via
sterrata che porta alla chiesetta di S. Nicolao, dal semplice impianto romanico. All’interno vi sono resti di affreschi e un Crocifisso
ligneo del Quattrocento.
2.2 Verso le terre umide
Il sistema museale della Valdinievole
Da alcuni anni, l’amministrazione provinciale di Pistoia promuove una rete tra le
principali istituzioni museali dellaValdinievole, con lo scopo di fornire uno strumento unico per il visitatore, che gli consenta di muoversi sul territorio in modo
più consapevole, e di ottimizzare gli sforzi
delle singole istituzioni in termini di promozione e di collaborazione. Diverse
sono le attività del sistema, che non si
esaurisce in un semplice catalogo delle
istituzioni ma cerca di rinnovare continuamente l’offerta. Quindici sono i musei
aderenti alla rete: a Pescia la Gipsoteca
Libero Andreotti e il Museo civico di Scienze
naturali ed Archeologia, oltre al Parco
monumentale di Pinocchio e allo Storico
Giardino Garzoni nella frazione di Collodi
Montevettolini
Uscendo a sud dell’abitato si è in breve alla
deviazione che risale il colle di Montevettolini, fondato come castello nel XII secolo; divenuto luogo di sosta per la caccia dei Medici, ha conosciuto una grande fortuna a partire dalla fine del XVI secolo, quando Ferdinando I vi eresse l’imponente villa medicea,
oggi di proprietà Borghese. Il disegno di Gherardo Mechini e Domenico Marcacci ha inglobato resti del fortilizio
medievale e s’impone alla vista proprio all’ingresso del piccolo borgo dal
carattere autentico. La
piazza principale è chiusa
dal portico laterale della
chiesa dei Ss. Michele e
Lorenzo, edificata nel
Duecento e successivamente ampliata; tra le opere d’arte conservate,
una Madonna in Gloria
con i Santi, di Santi diTito,
e al Museo della Carta nella frazione di
Pietrabuona; a Monsummano, il Museo
della Città e delTerritorio e il Museo di Arte
contemporanea e del Novecento; a Montecatini il Palazzo del Municipio; a Larciano
il Museo civico e Castello di Larciano, a
Casore del Monte (Marliana), il Museo
della Cultura contadina, a Massa, il Museo
San Michele; a Castelmartini, il Centro Visite Padule di Fucecchio, a Lamporecchio villa Rospigliosi, a Serravalle Pistoiese il
Museo all’aperto della città. I musei sono
raggruppati in 7 percorsi tematici, dedicati al culto e alla devozione, agli edifici e
giardini monumentali, alla civiltà della tecnica, all’arte del Novecento e contemporanea, all’archeologia, al territorio e ai
suoi personaggi.
e il Crocifisso ligneo del XV secolo, che ogni
tre anni, da oltre mezzo secolo, viene portato per le vie del paese da figuranti in costume, durante la Processione del Gesù Morto. Fuori del paese, l’oratorio di S. Maria
della Neve conserva un pregevole affresco
del XV secolo, dedicato allaVergine, attribuito alla scuola di Gentile da Fabriano.
Montevettolini con la pieve
dei SS. Michele e Lorenzo
e, alle spalle, la villa medicea
41
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
Verso Larciano
Ridiscesi da Montevettolini si prosegue in
costa, passando per il Montecatini Golf
Club alla volta di Larciano, comune che raggruppa diversi borghi a monte e a valle, lungo il Padule. Si tocca dapprima il piccolo
centro di Cecina, sorto in epoca medievale
come fortilizio a controllo dei confini meridionali del territorio pistoiese, e ancora
chiuso dall’originaria cinta muraria. Il borgo,
di bell’aspetto, ha il suo fulcro nella chiesa di
S. Niccolò, di impianto romanico, leggibile
oggi solo nella parte absidale; all’interno, a
navata unica, il raro Crocifisso ligneo trecentesco, ritenuto miracololoso e oggetto di
grande devozione popolare, e un affresco di
Donnino Donnini della fine del XV secolo.
Il nucleo storico del comune è costituito dal
borgo di Larciano Castello, originatosi già
in epoca romana e divenuto poi feudo dei
conti Guidi prima di entrare a far parte dei
domini pistoiesi. La collocazione all’incrocio
tra la via Francigena e la via che da essa risaliva il Montalbano, ha determinato la fortuna strategica del castello, che si visita per
salire in cima al possente torrione quadrangolare all’interno del quale è allestito il
13:48
Pagina 42
Museo civico e dal quale si gode un vasto
panorama sullaValdinievole.
Da Castello si scende al piano passando
dalla frazione di San Rocco, oggi sede comunale, e si arriva a Castelmartini, uno dei
punti di accesso privilegiati all’ambiente del
Padule. A questa località in particolare si
lega il ricordo dell’eccidio compiuto il 23
agosto del 1944 dai nazifascisti: 175 persone, in gran parte donne, anziani e bambini,
furono prelevate dalle loro case e uccise in
quella che è ritenuta una delle giornate più
nere della seconda guerra mondiale. Nel
1996, all’interno del vecchio cimitero del
paese, Andrea Dami ha realizzato il Giardino della Memoria, un’installazione monumentale di grande suggestione dedicata al
ricordo del tragico evento. Dall’altra parte
della strada si trova il Centro Visite del
Padule, che ospita una raccolta documentale e fotografica tematica; da qui si può
raggiungere, anche a piedi, il porto delle
Morette, attraversando il bosco di Chiusi;
dal porto, risalendo brevemente l’argine
del canale del Terzo, si arriva al Casotto Verde, straordinario punto di osservazione
attrezzato per il birdwatching.
Il Montecatini Golf Club La Pievaccia
A pochi chilometri da MontecatiniTerme,
situato in località La Pievaccia e inserito
nella splendida cornice della campagna
toscana, nel comune di Monsummano
Terme, si trova il campo da golf, con 18
buche di 5857 metri par 72. Nato sulla
tenuta di una vecchia famiglia toscana (la
club house sorge su antichi insediamenti
etruschi e romani), è un luogo dai magnifici panorami e dalla bellezza prorompente, sia per la vegetazione varia e rigogliosa, sia per gli spunti storici e culturali.
Il tracciato, che segue la conformazione
collinare del luogo, presenta alcune buche
di straordinaria attrazione tecnica e paesaggistica: le prime nove sono caratterizzate da olivi che segnano i delicati dog
legs dei fairways e i margini del campo,
mentre sulle seconde nove colpisce l’immagine della macchia mediterranea, che
con i colori e i profumi dell’erica, della
ginestra e dell’alloro, fa da cornice. Due
laghi posizionati sul percorso rendono il
gioco ulteriormente impegnativo.
Molti alberghi offrono ai loro clienti golfisti particolari condizioni per accedere al
Montecatini Golf Club.
Il Golf La Pievaccia, immerso nel verde del Montalbano
42
2.2 Verso le terre umide
il Padule di Fucecchio
Il Padule di Fucecchio, distribuito fra le
province di Firenze, Pistoia e Lucca, occupa la parte meridionale della Valdinievole
e raccoglie tutti i suoi corsi d’acqua, mentre il suo unico emissario è il canale dell’Usciana, che confluisce nell’Arno. Il Padule
ha rappresentato, fin dall’antichità, un elemento fondamentale del paesaggio e della vita della pianura. I suoi numerosi approdi ne facevano un’importante via di
comunicazione che collegava tutto il bacino idrografico dell’Arno con il mar Tirreno e le pendici dell’Appennino tosco-emiliano:si trattava di una vastissima area umida che comprendeva anche il grande lago
di Bientina e dove confluiva pure il fiume
Serchio, prima che il suo corso venisse
modificato per bonificare i terreni agricoli.
Vera emergenza naturalistica, il Padule di
Fucecchio è oggi una vasta zona umida di
rara bellezza, ricca di presenze floristiche e
faunistiche di grande interesse: dalla felce
reale a varie specie di ninfee, dal morso di
rana all’otricolaria (una piccola pianta carnivora), dagli aironi che nidificano in colonia, fra cui la splendida sgarza ciuffetto, a
visitatori come la gru e la cicogna nera;
recentemente anche la cicogna bianca ha
preso a nidificarvi per la gioia di grandi e
piccini. Nell’insieme è frequentata da oltre
150 specie di uccelli, trovandosi sulle rotte
migratorie di molte specie che dalTirreno
si spostano verso l’interno. Sono migliaia
gli uccelli acquatici che scelgono questo
luogo per svernare: un vero e proprio
paradiso per gli amanti della natura e del
birdwatching. Fra i mammiferi, vi si può
incontrare il topolino delle risaie, considerato il più piccolo roditore europeo. Circa
230 ettari del Padule sono protetti da
Riserve naturali, istituite negli ultimi anni
dalle Amministrazioni provinciali di Pistoia
(206 ettari) e Firenze (25 ettari). Il valore
di quest’area è incrementato dalla sua
contiguità con altre zone di grande pregio
ambientale: il Montalbano, le colline delle
Cerbaie e il laghetto di Sibolla, collegato al
Padule tramite il Fosso Sibolla. La Riserva
naturale del Padule di Fucecchio è dota-
ta di strutture per la visita che comprendono anche un osservatorio faunistico
realizzato tramite la riconversione di uno
dei caratteristici casotti del Padule.
Per secoli il Padule ha segnato i ritmi e le
attività degli abitanti della zona: ancora
oggi vi si incontrano gli edifici utilizzati per
l’essicazione e la stagionatura del tabacco
e vi si svolgono alcuni mestieri artigianali
legati alla lavorazione delle erbe palustri
come la gaggia, o il sarello e la sala, utilizzate anche per impagliare le sedie o rivestire
i famosi fiaschi toscani. Ma il fascino del
Padule di Fucecchio è incrementato dalle
testimonianze legate alle vicende storiche
che l’hanno visto come protagonista, dal
passaggio degli eserciti di Annibale a quello dei pellegrini, che qui percorrevano un
tracciato della via Francigena; dalle carte e
i paesaggi disegnati da Leonardo agli interventi delle grandi famiglie dei Medici e dei
Lorena, fino ai tristi episodi degli eccidi
perpetrati dai tedeschi, nel 1944.
La gestione della Riserva del Padule di
Fucecchio è affidata al Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del
Padule, che effettua cicli di studi naturalistici, incontri, laboratori e visite guidate. Il
Consorzio del Padule di Fucecchio, nato per la manutenzione e la tutela ambientale di tutto il bacino idrico che va a
confluire nel Padule, ha realizzato anche
specifici interventi che hanno trasformato il paesaggio d’acqua della Valdinievole,
consentendo l’utilizzo degli argini e dei
sentieri per interessanti e distensivi itinerari di trekking e mountain bike.
43
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
Intorno al Padule di Fucecchio
Una lunga deviazione in automobile (o in
mountain bike, viste le scarse pendenze)
permette di costeggiare tutta l’area del
Padule, compiendo soste in alcuni dei luoghi più interessanti e significativi per la storia
dell’area. Da Castelmartini si scende in direzione di Fucecchio e si raggiunge quindi
Ponte a Cappiano, punto nevralgico del
sistema idraulico del Padule, al confine con
il Valdarno. Più volte i Medici e i Lorena
sono intervenuti sulle chiuse che regolano il
deflusso delle acque del canale Usciana,
mossi ora dal desiderio di colmare il bacino
a scopi ittici, ora di svuotarlo per far spazio
all’agricoltura; il ponte cinquecentesco, oggi
adibito a ostello, è l’erede di un precedente
ponte già documentato nell’VIII secolo lungo la via Francigena.
Da Ponte a Cappiano si risale verso Massarella, dove è ancora ben viva la tradizione
dell’impaglio delle erbe palustri; da qui si
scende verso il porto di Salanova, punto di
approdo dei tradizionali barchini. Proseguendo lungo percorsi secondari si arriva
all’essiccatoio del tabacco del Piaggione, che
testimonia l’importanza della coltivazione
del tabacco nell’area agli inizi del Novecento. Proseguendo si supera anche il porto del
Capannone, tra i principali del Padule e
quindi, superato Anchione, si giunge a Ponte Buggianese.
Ponte Buggianese, sulle rive del torrente Pescia di Pescia
44
13:48
Pagina 44
Ponte Buggianese
La tappa finale dell’itinerario, ormai ai margini nord del Padule, è questo borgo sorto
solo in epoca moderna lungo il torrente
Pescia di Pescia a seguito di successive fasi di
bonifica. Originariamente associato alla località di Buggiano, il paese venne favorito dalla
politica territoriale dei duchi di Lorena riuscendo a ottenere l’autonomia comunale
del 1883. Principale monumento cittadino è
la chiesa di S. Michele Arcangelo, sulla bella
piazza centrale, di aspetto ottocentesco,
preceduta da un ampio portico. All’interno
conserva un importante ciclo di affreschi di
Pietro Annigoni, realizzato tra il 1967 e il
1988; l’opera, tra le migliori dell’artista, si
dispiega lungo le pareti della chiesa per oltre
350 metri quadrati. Il ciclo è dedicato alla
Passione di Cristo ma comprende anche scene dall’Apocalisse e altri soggetti eseguiti in
anni successivi dagli allievi del maestro milanese, che volle realizzare l’opera senza chiederne mai il compenso. In sacrestia, una piccola raccolta museale conserva opere, arredi e paramenti sacri del XVII-XIX secolo.
Dalla chiesa si percorre la piacevole e animata via Matteotti per raggiungere piazza
Banditori, dove nel 1993 lo scultore pistoiese JorioVivarelli ha inaugurato il Monumento
ai Caduti di tutte le Guerre, notevole e articolato complesso in bronzo ispirato al tema
della vittoria della vita sulla morte.
2.3
L’alta
Valdinievole
Itinerario automobilistico di ca 61 km lungo la provinciale con alcune brevi deviazioni per visitare luoghi di interesse turistico, rientro a Montecatini lungo la statale
435 (carta a pag. 34).
Il territorio a nord di Montecatini, che si fa subito montuoso, risulta profondamente inciso
dai fiumi Nievole e Ombrone e dai loro affluenti minori, che hanno disegnato una montagna aspra e boscosa, sulla quale si sono sviluppati borghi minori anche in funzione del controllo strategico sul confine tra il territorio toscano ed emiliano L’itinerario muove alla scoperta di sorprendenti panorami e di tesori minori, talvolta letteralmente nascosti nel folto
dei boschi com’è nel caso della pieve di Furfalo; un’economia tradizionalmente montana
(castagne e carbone) hanno sostenuto le piccole comunità locali, che negli ultimi anni hanno conosciuto un discreto sviluppo in senso turistico.
Si esce a nord di Montecatini sulla provinciale 633 in direzione diVico (3,9 km), frazione del
comune, e da qui si prosegue per altri 6,5 km a nord per raggiungere Marliana, sede del
comune sparso in diverse frazioni. In 5,7 km si è a Goraiolo e quindi a Panicagliora (2,4 km).
Da Panicagliora, si compie una breve deviazione di circa 1,5 km per Avaglio; un’altra deviazione sulla sinistra raggiunge Serra Pistoiese (2,3 km). La provinciale 633 prosegue, passando per Femminamorta, verso Casore del Monte (7,3 km); si torna a sud passando da Nievole (6,1 km) per raggiungere Serravalle Pistoiese (5 km). Il rientro a Montecatini (8,2 km)
si effettua sulla statale 435.
Marliana
Il nucleo fortificato del borgo, posto su un
crinale panoramico, è attestato fin dal 1137,
in un territorio di documentata frequentazione ligure e poi romana. Occupato prima
dalle milizie lucchesi di Castruccio Castracani, passò poi nelle mani di Pistoia e quindi
dei fiorentini. Quasi del tutto scomparse le
mura che cingevano la cittadina, che ha
mantenuto però l’originario assetto medievale, con le ripide e tortuose vie che si sviluppano intorno alla chiesa di S. Niccolò,
costruita nel XII secolo e parzialmente
distrutta durante la conquista da parte di
Castracani. Più volte rimaneggiata, conserva
l’originario impianto a tre navate, con capitelli romanici e alcune opere d’arte, raccolte
anche nell’annesso Museo diocesano, tra cui
una Madonna col Bambino in terracotta policroma, della scuola di Benedetto Buglioni.
Risalendo ancora il crinale dell’Appennino
tosco-emiliano si raggiunge, superata Goraiolo, la frazione di Panicagliora, tra i bacini
dei torrenti Nievole e Pescia, in grado di
offrire vasti panorami sia sul Montalbano e
la Valdinievole sia, a nord, verso la Svizzera
Pesciatina e i monti dell’Abetone. Il paese,
storicamente legato a un’economia montana basata sullo sfruttamento dei castagneti
e sulla produzione di carbone da legna, ha
conosciuto un recente sviluppo turistico.
Da qui, una breve deviazione porta al piccolo centro di Avaglio, fortilizio ricordato nella
prima metà del Trecento, praticamente distrutto da Castruccio Castracani e rimasto
per secoli in stato di abbandono. La chiesa di
S. Michele, di origini trecentesche, venne
ricostruita solo nel XVIII secolo quando
venne eretta a parrocchia e si presenta oggi
con aspetto ottocentesco, quasi del tutto
priva di tracce dell’oratorio originario.
Serra Pistoiese
Poco oltre, un’altra deviazione porta all’abitato di Serra Pistoiese, raccolto intorno alla
via centrale che collegava le due porte cittadine, aperte nella cinta fortificata del castello,
attestato già nel 1040 e distrutto da Castruccio Castracani. La chiesa di S. Leonardo,
nella quale sono inglobate e riconoscibili
alcune parti delle fortificazioni medievali, è
sorta come chiesa castellana per poi sostituire nelle sue funzioni l’antica pieve di Furfalo,
nota anche come Pievaccia, una delle più
45
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
13:48
Pagina 46
2 Itinerari in Valdinievole
antiche chiese plebane del territorio, attestata già nel 998. I suoi resti sorgono in territorio alpestre, e sono stati oggetto di recenti
lavori di scavo e di studio. La pieve era parte
di un sistema difensivo approntato dai bizantini contro l’avanzata dei longobardi dalla
Lucchesia verso la montagna pistoiese.
Da Serra si prosegue fino a Femminamorta,
località che, secondo la leggenda, deve il suo
nome al ritrovamento del cadavere di una
fanciulla sconosciuta. Il piccolo borgo era un
tempo sede della dogana di confine tra il
granducato di Toscana e il ducato di Lucca.
A nord dell’abitato, attraverso sentieri di
trekking, ci si inoltra nei boschi della Macchia
Antonini, dove sono visibili resti della Linea
Gotica, lungo la quale si consumarono gli
ultimi eventi della seconda guerra mondiale.
Casore del Monte
Scendendo ancora lungo il crinale tra la valle del Nievole e quella dell’Ombrone pistoiese, si raggiunge la piccola frazione che tradisce, nell’impianto urbanistico circolare, la
sua origine castellana. Anche questo fortilizio fu distrutto da Castruccio Castracani. Da
una torre difensiva è stato ricavato il campanile della chiesa di S. Bartolomeo, nella parte alta dell’abitato, modificata a partire dal
XVI secolo ma di impianto romanico.A sud
di Casore, nel piccolo borgo di Campore si
trova l’oratorio di S. Maria delle Grazie, conosciuto anche come oratorio del Crociato;
all’interno, una lapide ricorda la fondazione
da parte di Oliviero Francescani, al suo ritorno dalla prima crociata.
Serravalle Pistoiese
Da Casore del Monte si scende e si raggiunge Serravalle Pistoiese, posta lungo l’autostrada Firenze-Mare, in posizione sopraelevata, fortificata a partire dal XII secolo e
forse sorta già in epoca precedente come
avamposto a controllo della via Cassia che
da Lucca conduceva a Firenze. La rocca e il
borgo, a più riprese coinvolti nelle dispute
tra Pistoia e Lucca, passarono definitivamente sotto il controllo di Firenze, conoscendo secoli di relativa pace. In anni recenti si è sviluppato il settore floro-vivaistico, e
non ha perso vigore la tradizionale arte del
46
2.4
Le terre di Leonardo
e il Montalbano
Itinerario automobilistico di ca 95 km lungo la via Empolese e quindi la statale 67 in
provincia di Prato. Rientro a Montecatini da San Baronto e Lamporecchio, lungo la
provinciale 22 (carta a pag. 34).
Serravalle Pistoiese con il borgo antico sullo sfondo
ricamo. Della rocca duecentesca rimane
visibile, nella parte orientale dell’abitato, la
torre del Barbarossa, databile al 1177, recentemente restaurata e aperta al pubblico.
All’interno del perimetro castellano si trova
la pieve di S. Stefano, con facciata romanica
e campanile ricavato dal sistema delle fortificazioni. All’interno, distrutto da un incendio nel 1501 e più volte rimaneggiato, alcune importanti opere d’arte: un organo
ottocentesco dei pistoiesi Agati, statue in
terracotta della cerchia dei Buglione (San
Ludovico di Tolosa e Sant’Antonio), un Crocifisso ligneo degli inizi del Seicento. Sulla piazza
della chiesa sorge anche il semplice oratorio della Compagnia dellaVergine Assunta,
nel quale sono stati rinvenuti affreschi della
fine del XIV secolo, di notevole esecuzione,
con scene della Passione, un Giudizio universale e l’Assunzione di Maria.
La chiesa di S. Michele, di origine duecentesca, conserva anch’essa il primitivo impianto
romanico in parte rivisitato in senso barocco nei secoli XVI e XVII.All’interno, degni di
nota il trittico con la Madonna, il Bambino e
Santi, opera del pistoiese Bartolomeo di
Andrea Bocchi (1483), e la tavola con la Madonna in trono col Bambino, della fine del XV
secolo; singolare anche un affresco trecentesco con San Biagio che libera un fanciullo
dalla spina che lo sta soffocando.
Verso ovest, il borgo è chiuso dalle strutture residue della rocca trecentesca edificata
da Castruccio Castracani; si sono conservati tratti di mura, la porta della Gabella e la
notevole torre esagonale rivolta verso la
Valdinievole.
L’itinerario si snoda lungo i due versanti del Montalbano, massiccio montuoso che chiude a
est la Valdinievole e che offre una grande varietà di ambienti naturali e antropici; l’ulivo e il
vigneto, fortemente impiegati a disegnare il paesaggio, si accompagnano ai boschi di cerro,
roverella e castagno alle quote più alte, mentre sui primi rilievi collinari la vegetazione tipica
è quella della macchia mediterranea. Borghi e ville costituiscono il tema forte della visita, in
particolare per la presenza di alcuni notissimi esempi di dimore nobili, edificate dai Medici
sia in funzione economica che ludica (un intero parco, il Barco Reale, creato per soddisfare
i piaceri della caccia). Lungo l’itinerario c’è Vinci, terra natale di Leonardo, al quale sono
associate, per diversi motivi, molte località di questa porzione di valle.
Da Montecatini ci si porta a Lamporecchio (15,8 km), lungo la provinciale 22; si prosegue
perVinci, stando sulle pendici del Montalbano (5 km); si scende a Cerreto Guidi (5,4 km) e
si prosegue in direzione Empoli, per poi risalire, sull’altro versante del Montalbano, seguendo la statale 67, fino ad Artimino (21,6 km); si risale per 6,2 km passando da Serra, lungo la
provinciale 11 per arrivare a Carmignano (4,1 km) e a Poggio a Caiano (3,1 km), quindi si
scende sul fondovalle, lungo la statale 66, per risalire verso Quarrata (9 km). Si sale infine
fino ad attraversare di nuovo il Montalbano a San Baronto (11,7 km); il ritorno a Montecatini si effettua ancora dalla provinciale 22.
Lamporecchio
Il vasto comune di Lamporecchio, esteso
nella parte mediana del complesso del
Montalbano, comprende alcune località
attestate sulla parte alta del crinale (trattate
più avanti) e diverse frazioni poste lungo il
Padule di Fucecchio, le quali, dopo secoli di
economia tradizionale, legata allo sfruttamento delle erbe lacustri, hanno conosciuto un discreto sviluppo nell’ultimo secolo.
Non rimangono che testimonianze documentali dell’origine romana dell’insedia-
La secentesca villa Rospigliosi, prestigiosa struttura architettonica voluta da Giulio Rospigliosi, futuro papa Clemente IX
47
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
mento che invece conserva notevoli testimonianze dell’epoca medievale e moderna.
Da Lamporecchio hanno origine i brigidini,
biscotti diffusi in tutta laValdinievole ai quali
è dedicata una sagra estiva.
Il più noto monumento cittadino è, nella
frazione di Spicchio, la villa Rospigliosi, fatta
edificare nel 1667 dal cardinale Giulio Rospigliosi (papa Clemente IX) su progetto
attribuito al Bernini e realizzato dal suo
allievo Mattia de Rossi; l’impianto, evidenziato dai profili in pietra serena, è costituito da
un corpo centrale sopraelevato sulle due
ali laterali, inserito in un ampio giardino
geometrico. Nella frazione di Orbignano, a
sud dell’abitato principale, si trova la chiesa
di S. Maria del Pruno, con affreschi del XIV
secolo, un bassorilievo di scuola donatelliana (Madonna col Bambino) e la statua lignea,
molto cara ai devoti, della Madonna del Pruno, del XIV secolo.
Vinci
Il paese, collocato alle prime pendici del
Montalbano lungo la statale Empolese, non
ha bisogno di particolari presentazioni, portando nel nome la memoria del suo cittadino più illustre. Il borgo, dalla singolare
conformazione“a mandorla”, ha avuto origine nell’XI secolo intorno al castello dei con-
Il borgo diVinci, raccolto attorno alla rocca dei conti Guidi
48
13:48
Pagina 48
ti Guidi, passando dopo alterne vicende sotto il controllo di Firenze; nel 1919, dalla cessione del castello al comune da parte degli
ultimi proprietari, ha avuto inizio il progetto
di valorizzazione di Vinci come “città natale
di Leonardo”; in effetti, la visita alla cittadina
è una tappa importante per la conoscenza
del grande genio del Rinascimento. Nel
castello stesso ha sede il Museo leonardiano, fondato nel 1953 grazie a una donazione della IBM e riaperto di recente dopo
interventi di riqualificazione; raccoglie un
ampio nucleo di macchine e modelli delle
invenzioni di Leonardo ingegnere, architetto
e scienziato, presentate insieme a copie dei
disegni e interpretate attraverso installazioni
multimediali. Sulla vasta piazza panoramica
alle spalle del castello è collocato L’uomo di
Vinci (1987), scultura lignea di Mario Ceroli
tratta dal disegno dell’uomo vitruviano di
Leonardo; Nina Akamu ha invece ideato il
monumento equestre in bronzo (1997)
ispirato dai disegni equestri di Leonardo.
Nel centro storico, oltre alla vasta e ricchissima Biblioteca leonardiana, si trova la chiesa di
S. Croce, di origine duecentesca ma oggi
pesantemente caratterizzata dal restauro in
senso neorinascimentale effettuato nella
prima metà del Novecento; conserva all’interno alcune opere cinquecentesche ma
viene visitata soprattutto per
il fonte battesimale, in una
cappella sulla destra ripristinata nel 1952, dove la tradizione vuole che sia stato battezzato Leonardo il 16 aprile
del 1452. Nella parte bassa
del paese, le antiche cantine
del castello ospitano il Museo
Ideale Leonardo da Vinci, una
collezione privata mossa dall’intento di valorizzare l’attualità del pensiero leonardesco. La casa natale di Leonardo si trova ad Anchiano,
risalendo tra ulivi secolari il
Montalbano; si tratta di una
semplice dimora quattrocentesca di campagna, presso la quale Leonardo sarebbe nato il 15 aprile del 1452;
2.4 Le terre di Leonardo e il Montalbano
La quattrocentesca casa natale di Leonardo, ad Anchiano nei pressi diVinci
l’allestimento documenta la vita e le prime
opere dell’artista (vi è esposta la copia della
celebre e giovanile mappa del Valdarno) ed
è in fase di riqualificazione e di ampliamento.
Cerreto Guidi
Il borgo fortificato si è andato sviluppando a
partire dai primi secoli del Medioevo, favorito dalla posizione allo sbocco della valle dell’Arno verso la pianura pisana, a poca distanza dalla via Francigena. Furono i conti Guidi,
feudatari del territorio, a edificare il castello
passato di mano alla fine del Duecento ai
fiorentini e trasformato successivamente,
nei secoli della dinastia medicea, in residenza
di piacere, legata alla pratica della caccia.
Oggi poco rimane delle originarie fortificazioni, se non appunto quanto salvato nell’edificazione della villa medicea, voluta da
Cosimo I e progettata forse da Bernardo
Buontalenti nel 1566; all’interno vi è stato
allestito nel 2002 il Museo storico della Caccia e del Territorio che espone diverse armi
da caccia dal XVIII al XIX secolo, oltre a
sezioni dedicate ad arredi e oggetti appartenuti ai Medici e una parte della quadreria
con opere di Guercino, Domenichino, Luca
Giordano, Solimena, Longhi.Annessa alla villa sorge la pieve di S. Leonardo, in origine
cappella castellana, che si presenta oggi pesantemente rimaneggiata da lavori di restauro; all’interno un fonte battesimale della
scuola dei Della Robbia, datato 1511. Poco
al di sotto del complesso mediceo, si trova
l’oratorio di SS. Trinità; più decentrato il trecentesco santuario di S. Liberata, patrona
cittadina, in onore della quale le contrade si
sfidano ogni anno nel Palio del Cerro.
Le terre del Rinascimento
Il comune di Vinci fa da capofila del sistema museale e turistico Le Terre del Rinascimento che comprende i comuni di
Capraia e Limite, Cerreto Guidi, Empoli,
Fucecchio, Montelupo Fiorentino e Vinci.
L’obiettivo del sistema è quello di valorizzare, attraverso una promozione coordinata, i beni culturali e le istituzioni museali
di questo territorio tra i più celebri del
paesaggio fiorentino. Diverse sono le
opportunità di visita inserite nel circuito,
dalle residenze medicee di Cerreto Guidi, Fucecchio e Ponte a Cappiano alle
opere d’arte del Museo della Collegiata
di Empoli; dalla tradizionale ceramica di
Montelupo fiorentino, Capraia e Limite
alla città diVinci, con tutto il suo fascino e
il bagaglio di documentazione leonardesca. Il sistema si è dotato anche di un Ufficio Turistico Intercomunale con sede a
Vinci che svolge funzioni di coordinamento, di informazione e accoglienza ai turisti.
49
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
13:48
Pagina 50
2 Itinerari in Valdinievole
IL BARCO REALE
Una vasta fetta del Montalbano venne
individuata nel 1626 dai Medici per istituirvi una grande riserva di caccia che
potesse servire ad allietare, attraverso i
piaceri venatori, la permanenza dei granduchi nelle fattorie o nelle ville sparse sul
territorio. La riserva, il Barco Reale, andò
a costituirsi in quegli anni, cinto da 50 km
circa di mura per proteggere il patrimonio faunistico composto da cinghiali, lepri,
starne, fagiani, cuturnici e per salvaguardare boschi e specie arbustive. Il declino
del parco iniziò ben presto, nei primi
decenni del XVIII secolo, a causa dello
Carmignano
In un territorio di antico insediamento – notevoli tracce etrusche sono state rinvenute
nella località di Artimino – il comune ha avuto origine dall’unione di terre e comunità
distinte, attestate intorno al Mille e fortificate dai pistoiesi a controllo del confine col
Valdarno. Con il passaggio a Firenze si inaugura la colonizzazione da parte dei Medici
che lasceranno in questi territori alcuni degli
esempi più compiuti di residenza nobiliare
rinascimentale. Prima di entrare in Carmignano, risalendo da Montelupo Fiorentino si
passa per Artimino, piccolo borgo fortificato a cui si accede da una porta turrita con
scemare dell’interesse per la caccia, e si
accentuò con l’arrivo dei Lorena, che iniziarono lentamente a privatizzare l’area;
questo processo continuò per decenni,
anche per i forti costi di gestione del Barco, finché con l’intervento di Pietro Leopoldo, come sempre risolutivo, la riserva
venne di fatto interamente smembrata e
ceduta. Delle mura originarie non rimangono che una ventina di chilometri, piuttosto mal messi e sparsi tra i comuni e le
località del Montalbano tra San Baronto
e Carmignano la cui villa costituiva il centro logistico e funzionale del Barco.
torre merlata, che deve la sua fama soprattutto alla presenza della villa medicea La
Ferdinanda. L’imponente residenza rappresenta uno dei capolavori di Bernardo Buontalenti, al quale Ferdinando I commissionò il
progetto nel 1596, nonché l’ultimo tassello
di quel sistema regionale di tenute con cui i
Medici avevano impostato il controllo del
territorio. Fu la villa favorita dal granduca
che la pose come fulcro del Barco Reale istituito in quegli anni per dar sfogo alla passione venatoria della famiglia reggente; passata
alla fine del Settecento in mano ai Bartolommei, è oggi convertita in centro congressuale e alberghiero.
Villa La Magia, importante costruzione medicea nel centro di Quarrata
50
All’interno si segnala in particolare la sala
delle ville dove, con intenti quasi catastali, il
fiammingo Giusto Utens realizzò le 17 famose lunette delle ville medicee con un’inconsueta prospettiva “a volo d’uccello”. Dal
1983 la villa ospita anche il Museo archeologico comunale, dove sono raccolti i più importanti materiali di scavo rinvenuti del comune di Carmignano (in particolare dal
Tumulo di Montefortini e dalla Tomba dei
Boschetti). Poco fuori Artimino sorge la pieve di S. Leonardo; interessante anche la
chiesa di S. Giusto al Pinone, del XII secolo.
Nell’abitato di Carmignano – resti della rocca si vedono nella parte alta si visita in
particolare la parrocchiale dei Ss. Michele
e Francesco, nota soprattutto per la presenza del dipinto della Visitazione, capolavoro assoluto del Pontormo (1528-29).
Poggio a Caiano
Il “poggio” lungo le rive dell’Ombrone, al
centro di un’area piuttosto paludosa e
impraticabile, si è sviluppato prima come
centro fortificato e poi, a partire dal XIV
secolo, come porto fluviale per i collegamenti con Pisa e Livorno. Con l’arrivo dei
Medici, che eleggono questa località per
edificare la celebre residenza di piacere, il
comune conosce uno sviluppo notevole,
con l’arrivo di artigiani e professionisti in
genere impegnati nei cantieri della villa che
passerà infine anche ai Savoia che la doneranno allo Stato. La villa medicea, progettata da Giuliano da Sangallo, venne fatta edificare a partire dal 1445 su un castello
medievale da Lorenzo de’ Medici e rappresenta una fusione perfetta dei modelli classici vitruviani con i tipi dell’architettura rurale toscana. All’interno, la sala Leone X
custodisce il famoso ciclo di affreschi iniziati
da Andrea del Sarto e proseguiti dal Pontormo. I giardini, originariamente strutturati
secondo criteri geometrici sul modello del
“giardino segreto”, sono stati ricomposti nel
corso dell’Ottocento e improntati a una
maggiore libertà paesaggistica. Nel 2007 è
stato inaugurato, ai piani superiori, il Museo
della Natura morta, primo in Italia, con oltre
180 capolavori esposti, datati tra il Cinquecento e il Settecento.
2.4 Le terre di Leonardo e il Montalbano
La chiesa parrocchiale di San Baronto
Quarrata
Da Poggio a Caiano si risale la statale 66
per Quarrata, dove sorge la villa La Magia,
fatta edificare dal granduca Francesco su
progetto del Buontalenti. Due torri angolari
avanzate incorniciano il massiccio corpo
centrale, di bell’impostazione tardorinascimentale; a sud della villa si dispone il giardino barocco; sul lato opposto si apre il vasto
parco paesaggistico aperto al pubblico, ricco di alberi secolari.
San Baronto
Da Quarrata si prosegue in direzione di
Casalguidi e si torna a valicare il Montalbano verso Lamporecchio; sul valico si attesta
il nucleo di San Baronto, frazione di quest’ultimo comune, dove si visita la chiesa di
S. Baronto, che la leggenda vuole fondata
dal santo dedicatario, monaco francese che
qui avrebbe scelto di vivere gli ultimi suoi
giorni da eremita. L’oratorio, sorto intorno
alla sua tomba, venne ricostruito in forme
romaniche all’inizio dell’XI secolo.
Nella vicina frazione di Porciano si trova la
chiesa di S.Giorgio, originaria del XII secolo:
l’interno, con soffitto a capriate del XIV
secolo, custodisce arredi secenteschi in pietra serena e una tavola centinata con la
Madonna in trono col Bambino fra i Santi
Antonio Abate e Nicola di Bari del pistoiese
Gerino Gerini (1520).
51
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
13:48
Pagina 52
Le terre di Pinocchio
e le ville lucchesi
2.5
Altri edifici religiosi di rilievo sono l’oratorio
della Madonna del Canale, edificato nel XVII
secolo presso una delle porte cittadine e
oggetto di devozione popolare, e l’oratorio
di S. Antonio da Padova, un tempo cappella
conventuale di un monastero soppresso,
con arredi e opere d’arte barocchi; ancora,
nella frazione Costa, la romanica chiesa dei
Ss. Bartolomeo e Silvestro, con notevoli tracce di affreschi del XV secolo.
determinare le fortune della cittadina che,
per molti secoli, è stata il centro egemone
dell’intera valle, di fatto l’unica vera “città”,
trascinata nella sua ascesa dal notevole sviluppo del comparto agricolo e industriale,
in particolare nel settore delle cartiere, già
a partire dall’epoca del granduca Pietro
Leopoldo; nel Novecento si è sviluppato
invece il settore florovivaistico, che pone
oggi Pescia come uno dei due poli principali dell’agricoltura specializzata pistoiese. Diversi ponti collegano le due sponde del
Pescia, aprendo alla vista i quartieri storici e
i principali monumenti cittadini. Ma al di là
di questi, e delle importanti istituzioni culturali, è la cittadina intera, col suo carattere
signorile e composito, a suggerire passeggiate e divagazioni, lungo il fiume o i tracciati paralleli delle vie interne che vanno a sfociare nelle piazze di nobile aspetto.
Si entra in città da sud, lungo la sponda sinistra, attraversando la settecentesca e monumentale Porta fiorentina e si segue la storica via Giusti incontrando prima la chiesa di S.
Giuliano, realizzata nel 1722 su progetto di
Giovan Battista Foggini, e quindi la cattedrale di S. Maria Assunta. L’edificio, realizzato
alla fine del Seicento su progetto di Antonio
Ferri, è andato a sostituire l’antica pieve
omonima, attestata nelVI secolo.All’interno,
a navata unica, diverse opere d’arte sono
distribuite tra le cappelle laterali e la zona
presbiteriale: sulla sinistra, due acquasantiere
in marmo (inizi XVI secolo), nel coro la se-
Il torrente Pescia di Pescia, che solca i rilievi
della Svizzera Pesciatina, divide in due parti
la cittadina, sottolineandone il caratteristico
assetto urbano allungato, da nord a sud, che
congiunge i borghi a monte con l’importante direttrice stradale Firenze-Lucca. Non si
tratta di una divisione solo geografica, perché le due sponde hanno assunto, nel corso
dei secoli, anche una loro specifica funzione
urbana e sociale; sul lato sinistro la nascita
dell’abitato è di fatto legata alla presenza
della cattedrale di S. Maria Assunta, mentre
sul lato destro, intorno alla piazza principale,
si sono concentrate le funzioni politiche e
civili. Ancora una volta è stata la posizione a
Città ricca di storia e rinomata per la sua attività florovivaistica, Pescia è divisa in due agglomerati urbani
Itinerario automobilistico di ca 63 km lungo la statale 435 e su direttrici minori verso l’altopiano delle Pizzorne; il rientro a Montecatini si effettua da Capannori lungo la statale 435 (carta a pag. 34).
Pescia è la tappa principale dell’itinerario; una cittadina da visitare con attenzione, che conserva notevoli tracce monumentali della sua storia religiosa e civile, disseminate in un
impianto urbano di tutto rispetto. Altrettanto imprescindibile è la tappa a Collodi, piccolo
borgo di rara bellezza che vive di una fama internazione grazie alla figura di Pinocchio, a cui
è dedicato l’originale e suggestivo parco tematico. Da qui, si cominciano a risalire i versanti
delle Pizzorne, dapprima tra oliveti e vigneti quindi tra coste boscose che culminano nell’altopiano omonimo, meta di sportivi e amanti delle passeggiate. Si ridiscende quindi in territorio lucchese, fuori dai confini tradizionali della Valdinievole, per una visita ad alcune delle
più belle residenze nobili che coronano la città di Lucca.
Si esce da Montecatini lungo la statale 435 in direzione di Uzzano (7,2 km); si prosegue
ancora sulla statale raggiungendo, in 2,9 km, Pescia; 3,6 km separano Pescia da Collodi, oltre
il quale si sale versoVilla Basilica, con una deviazione consigliata (3,2 km) a San Gennaro;Villa Basilica si raggiunge dopo 5 km lungo la provinciale 35 di fondovalle. Si prosegue verso
l’altopiano delle Pizzorne (km 7,3 km), poi si scende dall’altra parte in direzione di Capannori per raggiungere Marlia (12,1 km); il rientro a Montecatini si effettua tornando sulla statale 435 a Capannori (23,8 km).
Uzzano
Il colle panoramico su cui sorge il piccolo borgo medievale si raggiunge deviando
brevemente dalla statale 435. La trecentesca Porta delle Pille introduce al fitto reticolo
di vie che caratterizzano il centro, già attestato intorno al Mille e affrancatosi nei
secoli successivi come libero comune, prima di cadere nel 1339 sotto il controllo fiorentino. In una piazza aperta a balcone sulla
Valdinievole sorge la mole in pietra del
palazzo del Capitano del Popolo, con un
grande loggiato poggiante su robusti pilastri
al pianterreno e una serie di monofore ai
piani superiori, dove è ospitato un importante archivio. Risalendo ancora si raggiunge
la pieve dei Ss. Jacopo e Martino, edificio
romanico dell’XI secolo a navata unica, con
bella facciata a capanna coronata da un finto loggiato e ingentilita da un elegante rosone in marmo di Prato; sul lato destro svetta
la torre campanaria, con bifore alla sommità; all’interno, d’aspetto austero, diverse
opere d’arte tra cui un’acquasantiera in
marmo del Duecento, una scultura di S.Antonio Abate, di ambito robbiesco, affreschi e
tele dei secoli XVI-XVIII.
52
2.5 Le terre di Pinocchio e le ville lucchesi
Pescia
centesca Annunciazione della Vergine di Luigi
Garzi, nel presbiterio, pregevole ambone
marmoreo del XII secolo; nel transetto
destro si apre la cappella Turini, con monumento funebre di scuola michelangiolesca;
dal transetto sinistro si accede alla sacrestia,
che conserva arredi a intarsio ligneo della
fine del Quattrocento, e quindi alla Biblioteca capitolare, dove si conservano preziosi
volumi e importanti opere d’arte tra cui una
Incoronazione della Vergine di Bicci di Lorenzo (1420 circa); passando sotto il campanile
si accede alla cappella del Vescovado, dove si
conserva un trittico in terracotta invetriata
di scuola robbiesca. Di fronte alla cattedrale,
la chiesa di S. Maria Maddalena conserva un
prezioso Crocifisso in cedro del Libano, oggetto di grande devozione.
Proseguend a nord e oltrepassando la caratteristica piazza Ducci si raggiunge, in via
Cesare Battisti, il trecentesco oratorio di S.
Antonio Abate, fondato dall’Ordine del Tau
e inglobato nel Settecento nell’ospedale dei
Ss. Cosma e Damiano; all’interno due importanti capolavori: il gruppo ligneo della
Deposizione di Cristo (XII secolo) di scuola
tosco-umbra e il vasto ciclo di affreschi di
Bicci di Lorenzo, della prima metà del
Quattrocento.Ancora a nord si arriva, nella
grande piazza omonima, alla chiesa di S.
Francesco, edificata in stile gotico su un
oratorio donato al santo nel 1211 e poi più
volte rimaneggiata. All’interno si trova la
cappella Cardini, realizzata in stile rinasci-
53
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
mentale nella seconda metà del Quattrocento, notevole sia per l’impostazione architettonica sia per le opere d’arte che
contiene; un ricco ciclo di affreschi trecenteschi, attribuiti a Neri di Bicci e Niccolò
Gerini, è distribuito tra la cappella maggiore
e l’abside. L’opera più singolare si trova
invece sull’altare Mainardi: è la tavola con
San Francesco e Storie della sua vita, del
1235, attribuita a Bonaventura Berlinghieri,
in cui compare il più antico e realistico
ritratto del santo di Assisi.
Dalla piazza si attraversa il Pescia e si visita,
in piazza degli Obizzi, la collegiata dei Ss.
Stefano e Niccolao, edificata intorno al Mille e ristrutturata ancora nel Sei-Settecento,
preceduta da una doppia scalinata settecentesca.All’interno si conservano una rara
Annunciazione in legno scolpito del XV
secolo e l’importante tela della Liberazione
di San Pietro di Alessandro Tiarini, datata
1606. Sulla piazza prospetta il palazzo
Galeotti, sede della Biblioteca comunale e
del Museo civico Magnani che conserva
opere d’arte tre e quattrocentesche, materiale archeologico, arazzi, armi e corali miniati. Nella vicina piazza del Palagio, all’inter-
13:48
Pagina 54
no del palazzo del Podestà, ha sede la
Gipsoteca LiberoAndreotti, dedicata all’artista pesciatino (1875-1933), con oltre 150
opere e una vasta documentazione sulla
sua vita. Da qui si segue la caratteristica e
medievale Ruga degli Orlandi, che scende
parallela alla centrale piazza Mazzini, sede
del mercato cittadino e del Palio dei Rioni
(prima domenica di settembre); detta in
passato “mercato longo”, per via della sua
particolare conformazione, è chiusa a nord
dal palazzo delVicario, oggi sede municipale, che accoglie nel cortile il Monumento alla
Vittoria di Andreotti, e a sud dalla facciata
della chiesa della Madonna di Pié di Piazza,
edificata alla metà del Quattrocento su
disegno del Buggiano, con interno barocco
cassettonato e altare maggiore secentesco
dove è custodita una immagine della Vergine, ritenuta miracolosa (XV secolo).
Nella parte bassa dell’abitato, oltrepassato il
Museo di Scienze naturali e Archeologia della
Valdinievole (via Amendola), si vede l’esemplare struttura razionalista del Mercato dei
FioriVecchio, progettato nel 1951 da Antonio Gori, Leonardo Ricci, Leonardo Savioli e
Emilio Brizzi. Il Mercato Nuovo dei Fiori si
Carlo Lorenzini, in arte Collodi
Leggendo le prime righe della biografia di
Carlo Lorenzini (Firenze 1826-90) salta
subito all’occhio il forte legame che lo
scrittore e giornalista deve avere avuto col
piccolo borgo da cui ha scelto di prendere lo pseudonimo. Nato da famiglia povera e numerosa, e quindi destinato a una
carriera tutt’altro che letteraria, deve la
sua formazione proprio a Collodi, dove la
madre è domestica a villa Garzoni. Pur
non essendo particolarmente a suo agio
seduto a un banco, viene iscritto al seminario e, una volta affrancato dalla povertà,
inizia la sua attività di giornalista polemista,
spesso censurato dal potere; pubblica anche alcuni racconti, esplorando il registro
umoristico, e lentamente matura quell’interesse per la letteratura d’infanzia che lo
porterà prima alla scrittura di alcuni“sussidiari”per la scuola (l’apprezzatissimo Giannettino, in sette volumi) e poi, nel 1881, alla
54
stesura di Le avventure di Pinocchio. Storia di
un burattino, pubblicato a puntate e, due
anni dopo, in volume. Il libro fa il giro del
mondo e viene tradotto in 260 lingue, ma
di tutto questo, l’autore non sa nulla: la
morte improvvisa, nel 1890, gli nega la
gioia di godere dei frutti dell’enorme successo del suo capolavoro. A Carlo Collodi
è intitolata la fondazione che gestisce la
valorizzazione e la promozione del “sistema epositivo” di Collodi, nel quale sono
compresi il parco e la villa Garzoni con la
Butterfly House. Davanti alla sede della
fondazione, un grande Pinocchio in legno,
alto 16 metri, saluta sorridente i visitatori.
Nelle vicinanze, in località San Martino in
Colle, si trova una quercia monumentale
(pare risalga al Quattrocento), detta il
Quercione o Quercia delle Streghe, che si
dice abbia ispirato lo scrittore nel famoso
episodio dei denari sepolti da Pinocchio.
raggiunge, fuori dall’abitato, con una deviazione dalla stazione ferroviaria: l’ampio padiglione, terminato nel 1980 su progetto di
Leonardo Savioli, è uno dei più grandi d’Italia,
con i suoi 40 000 metri quadrati di superficie
coperta. Una bella vista aerea della struttura
la si ha dal convento di Colleviti, raggiungibile con una deviazione lungo la statale 435 in
direzione di Collodi; il convento conserva
intatto il suo fascino rinascimentale e custodisce alcune importanti opere d’arte nella
chiesa dedicata a S. Ludovico.
2.5 Le terre di Pinocchio e le ville lucchesi
Collodi
Il “paese di Pinocchio” non è diverso da altri
borghi appenninici della Valdinievole, eppure
è innegabile che si respiri, qui, un’aria più fiabesca e incantata, non solo per la suggestione indotta dal famosissimo burattino di legno. La strada che giunge ai piedi del nucleo
antico prosegue verso le Pizzorne quasi
inghiottita dalla stretta gola tra i monti e sul
declivio si dispongono, come a tappeto, i tetti e le case in pietra dell’abitato scosceso. Un
luogo perfetto da fotografare, inquadrando
in primo piano la scenografia sontuosa della
villa Garzoni con i suoi giardini, per poi risalire faticosamente le ripide viuzze, lasciandosi
colpire da dettagli minori: le piazzette raccolte, i portoncini, i fiori alle finestre.
Nella sua storia si ritrovano le consuete tappe: il precoce incastellamento, i secoli difficili
delle contese tra Firenze e Lucca nella cui
sfera Collodi finisce nel Quattrocento, lo sviluppo economico sostenuto da cartiere, filatoi e mulini. Principale monumento del paese medievale è la chiesa di S. Bartolomeo,
in cima all’abitato, originaria del XII secolo,
che custodisce all’interno interessanti opere
d’arte scultorea di ambito rinascimentale
toscano. Ai piedi di Collodi Vecchio si trova la
villa Garzoni, pregevole esemplare di dimora nobile lucchese, edificata tra il 1633 e il
1662 in stile barocco e arricchita, all’interno,
dagli affreschi del quadraturista Angelo Michele Colonna. Ciò che rende unico questi
complesso è lo straordinario giardino, realizzato tra Sei e Settecento e considerato
tra i più belli d’Italia; diversi percorsi risalgono verso la mole della villa, tra fioriture e
giochi d’acqua, statue e ambientazioni sug-
Il bel borgo di Collodi, con villa Garzoni in primo piano
gestive. Di recente, nella parte bassa dei
giardini è stata inaugurata la Collodi Butterfly House, una lineare architettura in vetro e
acciaio all’interno della quale vivono in
ambiente tropicale oltre 400 specie di farfalle; è considerata la più bella e moderna casa
delle farfalle d’Europa.
Dall’altra parte della strada, superata la
Pescia di Collodi, si accede al Parco di
Pinocchio, una struttura pensata non come
semplice parco di divertimenti o olografica
celebrazione dell’immortale personaggio
creato da Carlo Collodi, ma piuttosto come
luogo di messa in gioco dell’immaginazione
e della sperimentazione artistica. Il percorso
tematico all’interno del parco, inaugurato
nel 1956, è strutturato in tappe ideate da
grandi artisti contemporanei, che hanno
dato forma alle fantasie dello scrittore fondendo arte, architettura e paesaggio. La
celebre scultura di Pinocchio e la Fata, realizzata da Emilio Greco (1956), segna l’ingresso in un mondo arricchito da proposte continue di teatro, animazione e laboratori
didattici per i più piccoli. Nel 1963 è stata
costruita l’Osteria del Gambero Rosso, progettata da Giovanni Michelucci, che ha realizzato anche il Museo Biblioteca “Laboratorio
delle Parole e delle Figure”.
55
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
San Gennaro
Lungo la strada che porta a Villa Basilica costeggiando la Pescia di Collodi,una deviazione
sulla sinistra sale a San Gennaro, posto in bella posizione sulle ultimi propaggini del complesso delle Pizzorne, tra vasti oliveti e vigneti.
Originato forse da una colonia di napoletani
nel VI secolo, è un piccolo borgo medievale
raccolto intorno alla bella pieve di S. Gennaro, ricostruita nel XII secolo in forme romaniche su una preesistenza altomedievale; all’interno conserva un pulpito datato al 1162 e
firmato dal Maestro Filippo,oltre a una scultura quattrocentesca della Madonna del Parto,
attribuita di recente a Leonardo daVinci.
Villa Basilica
Il centro, già attestato intorno al Mille, era
famoso nel Medioevo per la fabbricazione
di spade, che si producevano in diversi opifici insediati lungo il corso del Pescia, sfruttato anche da alcune cartiere. Nell’abitato si
trova il secentesco palazzo Biscotti, appartenuto appunto a una nobile casata di armaioli, ma il monumento di maggior interesse è la pieve di S. Maria Assunta, documentata dall’807 e riedificata nelle forme
del romanico lucchese nel XII-XIII secolo,
con loggette cieche in facciata e alto campanile impostato su una più antica torre di
difesa. All’interno, a tre navate con capitelli
figurati, si è conservata la cripta della chiesa
preesistente; vi si custodiscono resti di bassorilievi dell’ambone e il Crocifisso duecentesco attribuito a Berlinghiero Berlinghieri.
AVilla Basilica si tiene ogni anno l’importante Festival nazionale CinemaTeatroTelevisione.
Altopiano delle Pizzorne
Il massiccio delle Pizzorne è una diramazione secondaria della dorsale appenninica
che si protende da Pescia fino alla piana lucchese. L’altopiano, raggiungibile tra folti castagneti, è stato in passato una stazione di
sosta per viandanti e pellegrini, e a questo
scopo sono sorte nei secoli la chiesetta del
Crocifisso e la chiesa di S. Bartolomeo. Oggi è
meta di turisti e di sportivi amanti del parapendio e del deltaplano; diversi sono anche
i sentieri per il trekking e i tracciati per le
mountain bike e i fuoristrada.
56
13:48
Le ville lucchesi
Pagina 56
Dalle Pizzorne, scendendo verso Capannori, diverse sono le residenze nobiliari distribuite sul territorio, edificate tra Cinque e
Seicento dalle nobili famiglie lucchesi per
sfruttare le favorevoli condizioni ambientali
della fascia collinare a ridosso della piana
lucchese. Molte di esse sono visitabili e inserite nel circuito dell’Associazione delle Ville
e dei Palazzi Lucchesi.
A San Pancrazio si visita l’elegante villa
Grabau, edificata nel Cinquecento dalla famiglia Deodati, circondata da vasto parco
all’inglese; dal giardino all’italiana, con statue
e fontane, si accede agli ambienti interni,
arredati in stile e affrescati a trompe-l’oeil.
Nella stessa frazione sorge la villa Oliva,
edificata da Lodovico Buonvisi agli inizi del
Cinquecento, con il caratteristico alto loggiato aperto verso il parco su tre livelli.
A Marlia si trova l’esemplare villa Reale,
rivisitazione in veste neoclassica e francesizzante di una precedente residenza nobile;
appartenuta a Elisa Bonaparte Baciocchi,
sorella di Napoleone, è stata la residenza di
Carlo di Savoia, fratello del primo re d’Italia,
che qui passò molti anni della sua vita insieme alla compagna Penelope Smith; di
straordinario interesse il vasto parco secentesco, molto elaborato, con il “teatro d’acqua” e il “teatro di verzura”.
A Segromigno Monte sorge la villa Mansi,
già appartenuta alla famiglia Cenami, che la
edificò nel tardo Cinquecento, e rivisitata
nel secolo successivo su progetto di Muzio
Oddi, con il motivo della loggia a serliana
sopraelevata; al disegno del giardino contribuì Filippo Juvarra, a cui si devono il
bosco, la peschiera e il teatro; all’interno, il
salone centrale è stato affrescato con soggetti mitologici da Stefano Tofanelli.
Il miglior esempio di dimora nobile barocca
è sicuramente la villa Torrigiani a Camigliano, realizzata nel XVII secolo su un complesso cinquecentesco della famiglia Buonvisi. Particolarmente elaborato il disegno
del giardino (al quale forse partecipò Le
Notre, architetto di Versailles) dove si avvicendano giochi d’acqua e parterre floreali e
dove si conserva, dell’originario impianto
barocco, il “giardino di Flora”.
2.6
La Svizzera
Pesciatina
Itinerario automobilistico di ca 88,4 km lungo la valle del Pescia di Pescia e la val di
Forfora, con diverse deviazioni per raggiungere località di interesse turistico; il
rientro a Montecatini avviene da Pescia, lungo la statale 435 (carta a pag. 34).
Fu l’economista svizzero Charles-Léonard Simonde de Sismondi a coniare la definizione di
“Svizzera Pesciatina” per il territorio montano della Valleriana, che si addentra nell’Appennino, risalendo il corso del Pescia; un ambiente naturale suggestivo dagli spiccati tratti “alpini” a
cui si associano, alle altitudini meno elevate, i coltivi di vite e olivo e nel quale sorgono, come
incastonati, dieci borghi di origine medievale, noti anche come “castella”, posti a difesa di
questo territorio di confine tra Lucca e Firenze. Dieci piccoli centri da visitare senz’auto,
silenziosi e appartati, plasmati dalla conformazione del versante su cui poggiano, sorprendenti per integrità e bellezza. L’itinerario, tutto o in parte, si può svolgere anche in bicicletta,
oppure a piedi, seguendo i cartelli di segnalazione dei percorsi di trekking dellaValleriana.
Da Montecatini si segue la statale 435 fino a Pescia, quindi si sale, seguendo il fiume Pescia,
fino a Pietrabuona (14,3 km); oltre Pietrabuona, una deviazione di 5 km porta a Medicina;
tornati sulla via diTorbola, si procede per 1,5 km e si incontra il bivio per Fibbialla, che si raggiunge in 1,9 km; ritornati ancora sulla via diTorbola, dopo 3,8 km una nuova deviazione sulla destra porta ad Aramo (1 km); l’itinerario prosegue alla volta di San Quirico (3,8 km) e
quindi, con una breve deviazione, a Castelvecchio (1,4 km).Tornati sul tracciato principale,
in 4,2 km si sale a Stiappa e quindi a Pontito (5,6 km). Si comincia poi a scendere la val di
Forfora passando da Lanciole (3,4 km), incontrando dopo 6,8 km il bivio sulla destra per
Vellano, che si raggiunge in altri 3,8 km; tornati sulla via di val di Forfora, dopo 800 metri sulla sinistra si devia ancora per raggiungere Ponte di Castelvecchio e Sorana (3,4 km); il rientro a Montecatini avviene ancora lungo la statale 435 (20,3 km).
Il borgo fortificato di Pietrabuona, in posizione dominante sul fiume Pescia
57
montecatini_34_59.qxp:011-032
8-03-2011
2 Itinerari in Valdinievole
Pietrabuona
Il borgo fortificato, costituito in comune
autonomo nel 1775, si trova in posizione
strategica su un colle sopraelevato sul fiume
Pescia, in un tratto caratterizzato dalla presenza di numerose cartiere, testimonianza
di un settore per molti secoli trainante della
manifattura pesciatina e che costituiscono
oggi notevoli monumenti di archeologia
industriale. A questa attività è dedicato il
Centro di Documentazione sulla Lavorazione
della Carta, che ha dato origine al Museo
della Carta, ospitato in una cartiera settecentesca della quale sono stati conservati e
inseriti nel percorso museale le strutture e i
macchinari. Delle fortificazioni rimangono
una porta e tracce delle mura, all’interno
delle quali si trova la chiesa di S. Matteo, che
conserva pregevoli sculture lignee policrome dei primi del Quattrocento.
Medicina
Il castello, di cui si conserva la porta d’accesso, è documentato prima del Mille ed è
13:48
Pagina 58
stato a lungo conteso tra lucchesi e fiorentini per via della sua posizione a cavallo di
due vallate; presenta un compatto assetto
urbano su cui si impone l’antica pieve dei
Ss. Sisto e Martino, ricostruita nell’Ottocento, che conserva alcune opere d’arte tra
cui il cinquecentesco fonte battesimale e la
quattrocentesca scultura lignea della Madonna con il Bambino.
Aramo
Risalendo in direzione di Aramo, un’ulteriore deviazione conduce a Fibbialla, castello
documentato dal X secolo, il cui ingresso è
segnato dalla chiesa di S. Michele, riedificata
alla fine del XVIII secolo, nella quale si conserva una scultura quattrocentesca della
Vergine Annunziata. Il piccolo castello di Aramo, a strapiombo sulla val diTorbola, fu saccheggiato nel 1383 e distrutto nell’ambito
delle contese tra Lucca e Firenze; al culmine
dell’abitato sorge la chiesa di S. Frediano,
mentre ai margini si trova l’oratorio della
Natività di Maria, al cui interno è custodito
un affresco della Madonna in Trono tra i santi Rocco e Sebastiano
(XV-XVI secolo).
San Quirico
Oltre Aramo si continua a salire
alla volta di San Quirico, castello
documentato nel 980 e quasi
del tutto abbandonato agli inizi
del Trecento in seguito alla peste; ripopolato e passato sotto la
giurisdizione di Lucca, è divenuto
famoso per l’attività dei suoi fonditori di campane. Nella chiesa
romanica, rimaneggiata, si conservano due pregevoli fonti battesimali in pietra e un ciborio del
Seicento.
Castelvecchio
Parte dell’antico assetto urbanistico di Medicina
58
Il borgo è preceduto dall’isolata
pieve dei Ss. Ansano e Tommaso, uno degli esempi più interessanti di romanico della valle, edificata nell’XI secolo da maestri
comacini su un preesistente edificio e ricostruita dopo il crollo
2.6 La Svizzera Pesciatina
del XIX secolo. All’interno, d’impianto basilicale, si conserva l’originale cripta voltata a crociera;
dietro gli absidi, sorge isolata la
torre campanaria. Entrati nel
borgo castellano, le strette e
intricate vie che lo caratterizzano salgono a raggiungere la chiesa di S. Giovanni Battista, di origine medievale.
Stiappa
L’antico castello sorge alle pendici del monte Battifolle, là dove
correva il confine tra il granducato diToscana e il ducato di Lucca.
Le case in pietra, disposte quasi a
muraglia, definiscono una struttura urbanistica compatta, che ha
il suo fulcro nella pieve di S. Maria Assunta, in posizione elevata.
Ben riconoscibile è l’impianto
romanico dell’edificio che conserva una tela della metà del
XVII secolo con l’Assunzione di
Maria e un coro ottocentesco.
Pontito
Scorcio caratteristico del borgo fortificato di Pontito
Il castello, tra i più antichi dellaValleriana, si è
sviluppato presso la sorgente del fiume
Pescia come feudo del vescovo di Lucca.
Del tutto particolare è lo sviluppo urbanistico del borgo, quasi un ventaglio di strade
e case disposto intorno alla chiesa dei Ss.
Andrea e Lucia, solida struttura romanica
che conserva, nonostante i rimaneggiamenti, i caratteri del primitivo impianto.All’interno è custodito un fonte battesimale a immersione del XV secolo in marmo scolpito
e un bell’altare in marmo policromo.
Vellano
Da Pontito si raggiunge la val di Forfora a
Lanciole, con resti della rocca e della cinta
muraria, e si scende la valle fino a Vellano, il
“capoluogo” della Svizzera Pesciatina già
attestato nel X secolo e oggi rinomata località di villeggiatura. Fu feudo della famiglia
Garzoni fino al 1366 quando vennero
redatti i suoi statuti di autonomia da parte
del letterato Coluccio Salutati. Fuori dalle
mura castellane, la pieve dei Ss. Sisto e
Martino prima del Mille era annessa a
un’abbazia benedettina, che venne riedificata a più riprese e poi manomessa nel XIX
secolo; l’interno custodisce notevoli opere
d’arte tra le quali due statue lignee di S. Sisto
e S. Martino, di scuola lucchese (XV secolo),
e, in sacrestia, l’originario fonte battesimale e
un bel Crocifisso trecentesco.
Sorana
Un’altra deviazione alle pendici del monte
Petritulo conduce al borgo fortificato, raccolto un tempo intorno alla rocca “sovrana”
(da cui il nome) oggi solo in parte riconoscibile. La particolare pianta ellittica del borgo
culmina nella piazza sulla quale prospetta la
chiesa dei Ss. Pietro e Paolo; in facciata, la
lunetta del portale conserva un affresco
quattrocentesco dedicato ai due santi patroni mentre l’interno, a una sola navata, è
arricchito da alcuni arredi sacri. Il paese è
celebre anche per la produzione di un particolare tipo di fagioli dal gusto delicato.
59
montecatini_60_64.qxp:011-032
7-03-2011
22:33
Pagina 60
Itinerario enogastronomico
Sebbene la Valdinievole non sia tra i nomi più celebrati dalle etichette delle
boutique gastronomiche, diversi sono i motivi di interesse per un territorio
che può vantare, tra montagna, collina e pianura, un buon ventaglio di varietà
e tradizioni agroalimentari. Un territorio solcato da ben tre strade del gusto,
che congiungono Lucca al Montalbano passando dall’Appennino pistoiese.
Molti piatti genericamente toscani si ritrovano nella valle, dalle zuppe alle carni e ai salumi, proposti con varianti locali. Vi si trovano poi preparazioni più
tipiche: la cioncia pesciatina è una sorta di bollito delle parti meno nobili del
vitello, insaporito da pomodoro, carota, sedano e cipolla, servito in scodella
con fette di pane; a Fucecchio si preparano i fegatelli fucecchiesi mentre è
caratteristica della zona del Padule la frittura di ranocchi; tipica di tutto il
pistoiese è la frittata con gli zoccoli, preparata con cubetti di pancetta.
Tra i prodotti d’eccellenza del territorio si devono ricordare il fagiolo di Sorana Igp e l’asparago gigante di Pescia, ma anche il tradizionale pane di Altopascio, tutelato da un marchio collettivo e protagonista di una sagra agostana;
antica è la tradizione dei fichi secchi di Carmignano, così come da secoli si tramanda, nel Pesciatino, la preparazione del mallegato (o biroldo), insaccato a
base di sangue di vitello speziato e bollito.
I formaggi sono diffusi sulla montagna pistoiese, dove si produce il pecorino a
latte crudo Igp e dove rimane vivo l’utilizzo della castagna in diverse preparazioni, tra cui i rinomati necci e il castagnaccio.
La vite e l’ulivo contrassegnano il paesaggio collinare della valle. Il Montalbano,
zona di produzione dei Doc Chianti e Carmignano, è rinomato anche per l’olio; in territorio lucchese, vantano una fama secolare i vini e l’olio prodotti nella zona di Montecarlo. Il Bianco della Valdinievole è l’unico vino Doc della
provincia di Pistoia; ottenuto col Trebbiano toscano coltivato tra Buggiano e
Monsummano, è un vino leggero e gradevole, vinificato anche come vin santo
ad accompagnare i celebrati
dolci del territorio, dai brigidini di Lamporecchio, aromatizzati all’anice, alle cialde di
Montecatini, riempite di zucchero e mandorle tritate.
Tra i dolci, è comunque il
cioccolato a fare del territoChiedere foto (se possibirio una patria d’elezione dei
le, un paio)
golosi. Il distretto cioccolatiero che va da Prato a Pisa (la
cosiddetta “ChocolateValley”,
famosa in tutto il mondo per i
suoi maestri artigiani) ha la
sua vetrina nella manifestazione “Cioccolosità”, che richiama ogni anno una folla di turisti e intenditori a Monsummano Terme.
60
Itinerario enogastronomico
Crostini con fegatini di pollo
(ricetta tratta dal libro di Egi Maccioni e Peter Kaminsky, The Maccioni Family Cookbook.
Recipes and Memories from an Italian-American Kitchen. Foreword by Marco, Mario and Mauro
Maccioni of Le Cirque and Osteria del Circo, edito da Stewart,Tabori & Chang, NY).
In una pentola pesante scaldare l’oIngredienti
lio di oliva a calore medio. Aggiunge½ tazza di olio d’oliva
re le cipolle, la salvia e l’aglio e cuoce¾ di tazza di cipolle tagliate
re finché le cipolle cominciano ad
6 foglie di salvia fresca, tagliata
finemente, o un cucchiaio di salvia
ammorbidirsi, 3 o 4 minuti.Aggiungesecca in polvere
re i fegatini di pollo e far bollire lenta1 spicchio d’aglio, sbucciato
mente, mescolando finché i pezzi di
e tagliato finemente
fegato appaiono cotti dall’esterno, 2
1 libbra di fegatini di pollo,
o 3 minuti.
tagliata grossolanamente
Aggiungere la pasta di pomodoro
2 cucchiai di vino bianco
diluita e il vino. Mescolare bene, con1 cucchiaino di pasta di pomodoro
tinuando a rigirare finché l’acqua è
sciolta in mezza tazza d’acqua
evaporata, 30 o 40 minuti.
2 cucchiai di burro
Togliere la pentola dal calore e me2 once di capperi (circa ¼
di tazza), finemente tagliati
scolarvi dentro il burro finché si
2 once d’acciughe, finemente
scioglie.
tagliate
Aggiungere i capperi e le acciughe
sale
e mescolare bene.
pepe
Condire con sale e pepe a piacere
salsa di peperoncino rosso
(non molto sale perché capperi e
o peperoncino in polvere
acciughe sono salati).
1 baguette o ½ pagnotta di pane
Aggiungere salsa piccante o la poltoscano
vere di peperoncino a piacere, se si
vuole.
Tagliare il pane a fette in piccoli pezzi e tostarlo leggermente. Mettervi sopra una generosa porzione di salsa di fegatini di pollo. Servire caldi.
L’impasto di fegatini di pollo può essere preparato qualche giorno prima, ma
senza burro, capperi, acciughe, sale, pepe e peperoncino, se si desidera. Quando è il momento di usarlo, si riscalda gentilmente l’impasto, si tosta il pane e si
aggiungono gli altri ingredienti giusto prima di servire.
Chiedere foto ricetta
61
montecatini_60_64.qxp:011-032
7-03-2011
22:33
Pagina 62
Indirizzi utili
Dove dormire
Abas, viaTripoli 5, 0572772763
Accademia, via dell’Oleandro 8,
0572904287, 3384421131
Adua e Regina di Saba Wellness and Beauty,
viale Manzoni 46, 057278134
Agriturismo Il Pillone, via Renaggio 26,
057267065
Airone, viale Amendola 15, 057279449
Alassio, via dell’Angiolo 20, 057279415
Alba, via Palestro 16, 0572767496
Ambasciatori Grand Hotel Cristallo, viale
IV Novembre 12, 057273301
Ambrogini, via delle Saline 15, 0572767445
Ambrosiano, corso Matteotti 65,
057270055, 057272177
Antico borgo toscano, via Bolognola 1/c,
3288257851
Ariston, viale Manzoni 30, 057279535
Arnolfo, viaTrieste 31, 0572737711
Astoria, viale Fedeli 1, 057271191
Augustus, viale Manzoni 21,
057270119, 057270191
Avia, via Montebello 56,
057279587, 3924208336
Bartolini, via Cavallotti 106,
0572770646, 057275037
Belfiore, via Puglie 22, 057279592
Belvedere, viale Fedeli 10, 057270251
Biondi, viale IV Novembre 83, 057271341
Boston, viale Bicchierai 16, 057270379
Brasile, viale Bicchierai 53,
057270362, 057270363
Brennero eVarsavia, viale Bicchierai 72,
057270086
Buenos Ayres, viale Don Minzoni 15,
0572771915
Byron, viale Bicchierai 68, 0572911223
Camping Belsito, via delleVigne 1/a,
057267373
Cappelli Croce di Savoia, viale Bicchierai 139,
057271151
Casa Albertina e Mario, via F.lli Guermani 12,
0572912639, 347 2545759
Casa Nonna Zaira di Paganin Massimo, via
Petrarca 14, 057275383, 328 2326360
Casa Rossa, viale Fedeli 68,
0572773499, 3476243536
Cavallotti, via Cavallotti 103, 057278847
Cioci, via Montebello 24,
057278335, 3470140365
Clodiani Marzia, viale della Libertà 10,
057270318
Colonna, via Cavallotti 107/a, 057270175
Columbia, corso Roma 19, 057270661
Conchiglia, via delle Saline 82,
057278913, 3386730941
Concordia, via della Salute 16,
057278928, 057274865
Continentale, via Puccini 18, 057270389
Corallo, via Cavallotti 116, 057278288
CorsaroVerde, via Michelangelo 2/a,
0572911650
Cristallino, viale Diaz 10, 057272031
DaVinci, viale Bicchierai 31, 057270377
Da Zia Rina, viaVolturno 18,
057273847, 3477487716
De LaVille, viale San Francesco 5,
057270321
Delizia Genovese, via Cavallotti 38,
057271375
Diamond, via Pastrengo 13,
0572772359, 3403072406
Donatello, via Puccini 16, 057274124
Du Park et Regina, viale Diaz 8,
057279232, 3473581207
Ercolini & Savi, via San Martino 18,
057270331
Eur, via Cavallotti 76, 057274775
Europa Hotel, via della Querceta 2,
0572771851, 3331862374
Fedora di Gori Rosalba, via Peloni 14,
057279619
Sul web
(dati del ServizioTurismo e Promozione della Provincia di Pistoia, dal cui sito www.provincia.pistoia.it/
TURISMO/StruttureRicettive.asp è possibile anche effettuare prenotazioni on line)
www.montecatinibikehotels.it
www.funicolare1898.it
www.termemontecatini.it
www.grottamaona.it
www.montecatini-alto.it
www.montecatinicentrocommercialenaturale.it
Per informazioni:
Montecatini Congressi- Convention Bureau della Provincia di Pistoia
Viale Manzoni, 7 - 51016 MontecatiniTerme (PT) - tel +390572904330 - fax +390572906114
www.montecatinicongresssi.com
www.trenno.it/monte2.html
www.tennistorretta.it
www.montecatinigolf.com
www.zoneumidetoscane.it
www.lidolepanteraie.it
www.tavmontecatini.it
www.paduledifucecchio.it
www.sportingclub-montecatini.it
62
Florida, via Michelangelo 16, 057270227
Florio, via Montebello 41, 057278343,
057278632, 3479128689
Francia e Quirinale, viale IV Novembre 77,
057270271
Frascati, via Cavallotti 19, 057278546
Giglio, viale Bicchierai 99, 057270356
Giotto, via Cavallotti 86, 057278847
Giovanna, via Cavallotti 126,
057278935, 057272089
Gloria, via delle Saline 18, 0572910033
Grande Bretagne, viale Don Minzoni 3,
0572771951, 3358182067
Grand Hotel Bellavista-Palace & Golf,
viale Fedeli 2, 057278122, 057275212
Grand Hotel Croce di Malta, viale
IV Novembre 18, 05729201
Grand Hotel & La Pace, corso Roma 12,
057275801
Grand Hotel Plaza e Locanda Maggiore,
piazza del Popolo 7, 057275831
Grand HotelTamerici e Principe, viale
IV Novembre, 2, 057271041
Grand HotelTettuccio, vialeVerdi 74,
057278051
Granduca Leopoldo, viaVenezia 11,
0572767621
Guhel Hotel, viaTorino 4, 057270010
Holiday, via Cavallotti 52, 057279718
Hotel Bijoux, via Imbriani 16,
0572386212, 3275671428
Hotel Medici, via Montebello 70,
0572767621
Hotel Rubens, viaTorino 10, 057278852
HotelVilla Anna, viale Rosselli 33, 057278416
HotelVilla Rita, viale Marconi 10,
057271171, 3471084264
HotelVilla Rita Depandance, viale Marconi 8,
057278622
HotelVilla Rita Resort, viale Marconi 55,
057278201
Il Cantastorie, via Sano 15, 0572674496
Il Capannaccio, via Poggio alla Guardia 2,
057273448
Il Parco, via Galvani 8, 766900, 0572766081
Imperial Garden, via Puccini 20, 0572910862
Impero, viale Bicchierai 83,
057271121, 057271122
Innocenti, via Gioberti 5, 057278820
Iris, via Cavallotti 26, 057278213
Italia, piazza Italia 2, 057278181
La Bolognola, via Bolognola 19,
055317494, 3357224991
La Pia, via Montebello 30,
057278600, 057278512
La Querceta, via Peloni 10, 057279354
Lara, via Cavallotti 87, 057278537
La Riviera, viale Marconi 17,
057279455, 0572767640
Lazzerini, via Cavallotti 80, 057278717
Indirizzi utili
Le Fonti, viale San Francesco 4, 0572773566
Le Prunecce, via Montaccolle 14/b,
057267011
Le Saline, via delle Saline 28, 0572766441
L'Etoile de laVille, corso Matteotti 136,
0572913222
Lombardia e Sorgenti, viale Manzoni 9,
0572767658, 057278490
Maestoso, via Puccini 63, 057278214
Maloca, via Porta di Borgo 30,
0572090048, 3476255916
Manzoni, viale Manzoni 28, 057270175
Marina, via Cavallotti 31, 057270128
Massimo d'Azeglio, corso Matteotti 42,
0572770188
Mediterraneo, via Baragiola 1, 057271321
Metropole, via dellaTorretta 13,
057270092, 057270093
Meucci Davide, viale Fedeli 15, 0572911700,
057274571, 3355208547
Michelangelo, viale Fedeli 11,
0572911700, 057274571
Minerva Palace, via Cavour 14, 0572904406
Miramonti, viale Marconi 44, 057270647
Mirò, viale Bicchierai 82, 0572911113
Molino di Ciapo, via Renaggio 12,
057267225, 3384483732
Montebello, via Montebello 54,
057278112, 057270076
Moschini, viaTripoli 21, 057278283
Natucci, via Cavallotti 102, 057270380
Nizza et Suisse, vialeVerdi 72, 057279691
Nuova Italia, via Grocco 15, 057270381
Nuovo Excelsior, via Cavallotti 115,
057270212, 0572911203
Nuovo Mondo, viale Marconi 24, 057272046
Nuovo Savi, corso Matteotti 83, 057272142
Panoramic, viale Bustichini 65, 057278381
Paradiso, via Palestro 59,
057270353, 3384948154
Parigi, viaTrento 38, 057278753
Park Hotel Moderno, via Gorizia 11,
057271056
Parma e Oriente, via Cavallotti 135,
057278313, 057272135, 3479127678
Pesi, via Derna 24, 057271240
Petit Chateau, viale Rosselli 10, 0572905900
Piccadilly, viaTrento 10, 057275064
Piccolo Hotel, via Palestro 25, 0572767358
Podere La Colombaia, via dei Giannini 17,
0572674431, 057267029, 3271605283
Prati, viale Rosselli 27, 057278708,
0572910572
President, corso Matteotti 119, 057275665
Puccini, corso Roma 97, 0572904458
Raphael, via Derna 9, 057270242,
3496121144
Reale, via Palestro 7, 057278073
Residence Maria Sole, corso Matteotti 156,
0572772117
63
montecatini_60_64.qxp:011-032
7-03-2011
Indirizzi utili
22:33
Pagina 64
ResidenceValmarina, via San Michele 3,
057278951, 3355427604
Residenza Ancillotti, via del Prataccio 5,
0572766291, 3292950883
Rinascente, via Gioberti 10, 0572910386
Royal Palace, viale Bicchierai 113, 057270161
Salus, viale Marconi 5, 057278581
San Giorgio, viaTrieste 23, 057278433
San Marco, viale Rosselli 3, 057271221
San Pietro, via Curtatone e Montanara 9,
0572767594
Santa Barbara, via Marlianese 4, 057267353
Savoia e Campana, via Cavallotti 10,
0572772670
Savona, via Leopardi 10, 057270120
Scardigli Gianfranco, via Imbriani 7,
057275764
Serenissima, via delle Saline 34, 057270398
Settentrionale Esplanade, via Grocco 2,
057270021
Splendid, via Mazzini 36, 057275004,
3346064200
Storai Franca, viale Marconi 84, 057270531
Tacconi Patrizia, corso Matteotti 114,
057279223, 3395295341
Terme Pellegrini, piazza del Popolo 34,
0572910046
Tiffany, viale Bicchierai 37, 0572772301,
0572504067, 335459014
Tonfoni e Mafalda, via delle Saline 42,
057278286
Torretta, viale Bustichini 63, 057270305
Touring e Internazionale, via Cavallotti 66,
057271387
Trieste, via Puccini 15, 057279427
Trinacria, via Montebello 47, 057278343,
057278632, 3479128689
Tuscany Inn, viale Cividale 86/e,
057270302, 0572773768
Umbria, via delle Saline 19, 057271369
Universo Resort, corso Matteotti 51,
057278784
Valdinievole, viaTorino 21, 057278721
Valtorta, via Cavallotti, 92,
057278218, 057278219
Venezia, via Cavallotti 39, 057271294
Villa Gaia, via Mura P. Grocco 11,
0572770738
Villa Le Ferrette, via di Riaffrico 10,
057275391, 3470750182
Villa Maria, via Maona 21, 0572771744
Vintage Hotel, via Sardegna 12,
057278432
Vittoria, viale della Libertà 2/a, 057279271
VittorioVeneto, viale Bicchierai 10,
057274353, 3384935545
Zenith, via Cavour 20, 0572773398
Zucconi, via Gioberti 8, 057278819
Costante, corso Matteotti 90, 057278832
Da Egisto, piazza Battisti 13, 057278413
Da Lorenzo, corso Roma 45, 057279557
La Rughetta, piazza Giusti 6, Montecatini Alto,
057273208
LaTorre, piazza Giusti 8, Montecatini Alto,
057270650
Le Maschere, piazza Giusti 19-21, Montecatini
Alto, 0572770085
Gran Caffé Giardino, piazza Giusti 22,
Montecatini Alto, 057273116
Caffé Giusti, piazza Giusti 24 Montecatini Alto,
057270186
CorsaroVerde, piazza XX Settembre 11,
0572911650
Trattoria IlVicolo, via Bovio 1, 0572771976
La Bottega dell’Oste, via Biscolla 57,
0572913982
Tornese e Crevalcore, via DaVinci 13,
0572773074
Il Gallo, via Del Gallo 148, 057280335
I Gemelli, via Foscolo 11-15, 057271229
RistoranteWow,Via F.Lli Guermani 2,
0572911381
Il Gatto Bianco, via Galvani 18, 057278419
Enoteca Giovanni, via Garibaldi 25-27/A,
057273080
La Polveriera, via Marlianese 4, 057267353
Ristorante Montaccolle, via Marlianese 27,
057272480
Trattoria Da Guido, via Mazzini 2,
057278469
Le Prunecce, via Montaccolle 14,
0572674500
Dinner MovingTocqueville Restaurant,
via Pistoiese 34, 0572766182
Monnalisa, via Pistoiese 49, 0572770807
Montecristo, via Pistoiese 59, 0572910077
Villa Patrizia, via Poggio Alla Guardia,
057267186
La Barca - Mare Mosso, via Ponte Dei Bari,
0572906318
Ristorante Margherita, via Renaggio 2,
057267155
Da Pellegrino, via Renaggio 6, 057267158
San Francisco, via Simoncini 2/E,
057279632
Osteria Il Bivio, viaVico 1, 057267319
Gourmet, viale Amendola 6, 0572771012
Il Discepolo, viale Fedeli 56, 057278541
Oca Nera, viale Marconi 58, 057279346
La Cascina, vialeVerdi 43, 057278474
Lidò Le Panteraie, via delle Panteraie 26,
057271958
La Pecora Nera, via San Martino 18,
057270331
Dove mangiare
64
Scarica

Montecatini - Comune di Montecatini Terme