L’impresa cooperativa AGROALIMENTARE in Italia e in Europa. sfide – modelli – governance 6 aprile 2006 1 Due “messaggi in bottiglia” • “Invece di ritenere noi stessi dei profeti,dobbiamo diventare artefici del nostro destino. Dobbiamo imparare a fare le cose come sappiamo farle,facendo attenzione ai nostri errori” (Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici- citato in “Presentazione Studio Cogeca: “Lo sviluppo delle cooperative agricole nell’Unione Europea” di Mario Campli -1998-ed.CLUA Ancona) • “La colpa, caro Bruto, non è nelle stelle, ma in noi stessi, se siamo schiavi” (W. Shakspeare). 2 Le sfide: rischio / opportunità >> la crescita >>la internazionalizzazione >>il governo dei “gruppi” cooperativi 3 1 • >> la crescita dell’impresa 4 Fatturato medio per cooperativa (1998=100) 600 500 400 The Netherlands Finland France Germany Slovenia Italy Spain 300 200 100 0 1998 2000 2002 2003 5 Italia: numero di coops rispetto al fatturato medio 6 Concentrazione nei Paesi Bassi 350 Numero 28.000 300 26.000 24.000 250 22.000 200 20.000 150 18.000 fatturato 16.000 100 14.000 12.000 0 10.000 19 92 19 93 19 94 19 95 19 96 19 97 19 98 19 99 20 00 50 Numero di cooperative Fatturato netto Anno 7 >> la complessità imprenditoriale aumenta, con il crescere della dimensione e della articolazione dell’assetto societario. 8 Due livelli di imprenditorialità: Un modello tipico di una grossa cooperativa moderna soci/proprietari comunità dei soci gestione soci collegamento con le attività di business Finanziamento dei soci attività imprenditoriale della cooperativa gestione proprietà finanziamento del capitale netto Finanziamento esterno acquisto attività imprenditoriale della società di capitali (controllate) clienti 9 Lo spiegano così: “Le cooperative ottimizzano la propria posizione in tutta la catena di distribuzione” • • • • Massa critica Fidelizzazione del consumatore Riduzione dei costi di transazione Sia attività di capitali che attività cooperativa 10 La “mia” generazione ha vissuto (“realizzato”) questo percorso: • dalla cooperativa all’impresa cooperativa; • dallo 0,…al 7% del PIL (cfr totale coop.ve) • parziale utilizzo della “combinazione”: cooperativa//società di capitali 11 Che fare ora? Dove andare? • Sia per assicurare ancora la “crescita” • Sia per consolidare l’attuale quota di PIL • Sia per……. 12 2 • >> L’INTERNAZIONALIZZAZIONE 13 Che genere di sfida è? >> Già prima del 1914, Carl Schmitt e gli economisti tedeschi, si chiedevano se il Mercato mondo non fosse un’unità d’ordine superiore alla somma dei mercati nazionali. >> non siamo di fronte ad un fenomeno passeggero e/o residuale. 14 L’internazionalizzazione: • Integrazione sopranazionale: obiettivo strategico per il futuro delle cooperative italiane • Integrazione e internazionalizzazione: per sostenere la competizione nel mercato globale • Integrazione e internazionalizzazione: per rinnovare la propria missione nel mercato globale 15 >> • In tutta l’Unione Europea esistono cooperative con attività internazionali di vario tipo. • In taluni paesi (soprattutto al nord Europa: Danimarca, Finlandia, Svezia) con sistemi agricoli molto concentrati in poche produzioni e con ristretti mercati al consumo, le cooperative, sin dall’origine, si sono posizionate per andare sui mercati esteri; successivamente hanno ampliato la loro “naturale” propensione all’export, costituendo organizzazioni per la vendita direttamente sui mercati esteri. 16 (continua) • >>Recentemente, anche a seguito della approvazione da parte del Consiglio della Unione Europea del Regolamento contenente lo Statuto della cooperativa europea, cominciano a diffondersi anche casi di fusioni tra cooperative di paesi membri differenti (spesso transfrontalieri), con la nascita di una cooperativa europea (vedi il caso di ArlaFood, cooperativa lattiera svedese-danese). 17 (continua) • >> Nel contesto cooperativo agroalimentare italiano sono presenti in numerose filiere (latte, carni bovine e suine, ortofrutta fresca e trasformata, vino, formaggi duri, miele) imprese collocabili tra il primo e il secondo posto. • >> Negli stessi comparti operano alcune decine di altre cooperative collocabili tra le prime cinque. 18 (continua) • >>Si tratta di imprese “grandi “ o “mediograndi” nel contesto italiano, ma medie o medio-piccole se collocate in un contesto più ampio: quello –naturale, ormai- della l’Unione europea e del mondo. • E’ interessante sottolineare che queste cooperative spesso dispongano di discrete quote di export, ma non sono internazionalizzate. 19 (continua) • >> La internazionalizzazione di una impresa e, quindi anche, di una cooperativa, infatti, comporta qualcosa (o molto) di più che la semplice esportazione del prodotto. • >>Una cooperativa – come peraltro tutte le imprese- può dirsi internazionalizzata se il suo assetto societario (o parte di esso) diviene trasnazionale. • >>Da questo punto di vista, sono poche le cooperative veramente internazionalizzate. 20 UNA RICOGNIZIONE INTERNA numero coop 21 UE 25 di cui: germania francia uk fatturato del campione € fatturato estero € 2.740.033.551 520.644.238 DISTRIBUZIONE PER CONTINENTE € 258.749.249 % società nazionali paesi UK, D (giv) Numero cooperative del campione-strumenti utilizzati-paesi dove operano 3 2 5 soc. estere soc controllate soc partecipate paesi paesi paesi singapore Europa (apofruit) in F e D germania USA, F (GIV) CND e CR in I e SLO nome società coltiva mediterrabio gruppo alce nero mielizia spa nome società filiali italiane di multinazionali estere (CAC) alce nero asia spa (singapore) soc. senfter-casamodena (germania) 74,51% 120.229.074 49.836.468 44.841.321 34,62% 14,35% 12,91% 1.725.286 0,50% USA 56.105.822 16,16% CANADA 14.807.578 4,26% C/S AMERICA 4.000.000 1,15% GIAPPONE 8.684.011 2,50% DIVERSI 4.942.915 1,42% 347.289.575 100% nuovi paesi % 19 5 nome società cooperative EU TOT 5 PAESI SUDDIVISIONE PER PRODOTTI valori assoluti frutta v 31.403.791 trasformati ortofrutticoli 2.713.729 vino 184.575.000 di cui in bottiglia 148.700.000 fiori recisi e piante 6.880.857 olio extra v 2.300.000 sementi e bulbi 18.000.000 miele e altri prod bio 1.800.000 mezzene 22.012.649 salumi 64.000.000 formaggi 51.620.429 di cui parm reg 33.520.429 385.306.455 socio di 0 extra UE associo 1 unipeg nome società alcenero socio di 0 associo 1 conapi (8 coop) % 8,15% 0,70% 47,90% 38,59% 1,79% 0,60% 4,67% 0,47% 5,71% 16,61% 13,40% 8,70% 100,00% 21 Fusioni e acquisizioni transfrontaliere Paese X Cooperativa Soci Paese Y La Coop acquisisce dal 51 al 100 % delle azioni della soc. di capitali Società di capitali Fornitori 22 Soci della cooperativa del Paese X Prima linea (acquisizione del latte) Soci della cooperativa del Paese Y Prima linea (acquisizione del latte) Seconda linea Trasformazione e commercializzazione 23 Danimarca Svezia 50 Arla soci soci MD Foods 50 Cooperativa Arla Foods assoggettata alla legislazione danese 24 3 • >>il governo dei “ gruppi” 25 Il governo di “ gruppi “ • lo sforzo di posizionarsi sui mercati esterni all’originario territorio di nascita e insediamento della cooperativa, sta producendo altri due fenomeni molto importanti e collaterali: la crescita dimensionale (attraverso fusioni e integrazioni tra cooperative e, a volte, tra cooperativa e partner privato) e il nuovo assetto societario del gruppo cooperativo. Si tratta, in estrema sintesi, della separazione delle attività strettamente industriali e commerciali (con l’annessa marca commerciale), che vengono collocate in una società di capitali controllata totalmente o in parte; mentre le attività di raccolta e trattamento del prodotto agricolo (con le sempre più decisive attività di controllo qualitativo della intera filiera produttiva e di certificazione di filiera) e della organizzazione e partecipazione attiva dei soci agricoltori viene lasciata alla cooperativa. 26 (continua) • Nascono, a questo punto, nuovi sfide al sistema di governo del gruppo cooperativo • ( o meglio: del gruppo cooperativo-società di capitali); • tra opportunità e rischi!! 27 1° fatto • >>> le prime 25 cooperative agroalimentari della Unione>>>>> ( vedi van Dijk tab.1) 28 2° fatto >>> i modelli (assetti societari) delle cooperative agroalimentari della Unione Europea>>>> 29 Cooperative europee, la metà ha separato le attività industriali e commerciali dall’attività propriamente cooperativa 30 Caso Olanda Consiglio Van Dijk\Van Dijk_tab2.doc Dijk_tab3.doc.._tab4.doc 31 Scorporo delle attività di capitali dalle attività cooperative • Delle 30 principali cooperative olandesi, più di un terzo ha scorporato le attività di capitali costituendo un’entità giuridica a sé stante (BV o NV che sta rispettivamente per s.r.l. e s.p.a. • La società cooperativa detiene la maggioranza delle azioni 32 4° fatto >>> esempi di assetti dei “gruppi cooperativi” >>>>> \Gruppi cooperativi\Assetti gruppi coop 33 Quale governance? >>> l’esperienza olandese >>>> 34 * >> Assemblea dei soci/ Consiglio Consiglio di Amministrazione stesse persone Comitato di vigilanza della società di capitali Presidente / Direzione cooperativa e società di capitali 35 ° La cooperativa come azionista >• La coop detiene la maggioranza delle azioni • Decisivo il controllo dei soci • Il Consiglio di Amministrazione funge altresì da Comitato di sorveglianza • Capitani di industria con comprovata esperienza invitati a prendere parte al Comitato di sorveglianza • Presidenza riservata ai soci 36 Organi amministrativi • CdA a due livelli rispetto a quelli costituiti da un solo livello • I professionisti del settore si assumono i rischi • Le società controllate possono essere sorvegliate dagli amministratori della cooperativa • I livelli gerarchici devono essere privi di ambiguità: le posizioni di alta dirigenza vanno riservate ai soci 37 Royal Friesland Foods Ltd soci distretti Assemblea soci CdA della Stesse persone assemblea degli azionisti Cooperativa Azioni di tipo A (60% ca) Comitato di vigilanza di RFF Ltd consiglieri esterni non soci Ogni socio detiene azioni di tipo B (40% ca) 38 Campina soci distretti Assemblea soci Stesse persone Consiglio di Amministrazione soci + consiglieri non soci della cooperativa Campina 100% delle azioni Comitato di vigilanza Campina Ltd Consiglio della cooperativa ‘Assemblea degli azionisti ’ 39 Dairygold Co-Op (irlanda) • Turnover €826m • Operating Profit (EBITA) €17m • Exceptional Costs €42m • Borrowing €105m • Members 8000 • Milk Producing Members 3500 • Non-Milk Producing Active Farmer Members 1500 • Non Farming Members 40 3000 Dairygold Structure C.E.O. Division Head MPI Division Head Agri Trading Division Head Consumer Foods Division Head 4Home Division Head Alchemy Property Head Office Support – Finance, IT, Purchasing, HR & Society Secretary 41 Governance • 6 Regional Committees Members • General Committee Members • Board 209 60 12 Members All decisions made by the Board. 42 “notevoli problematiche” >>> possibili conflitti di interessi >>> possibile opacità nei fatti decisionali >>> difficoltà nei metodi e sistemi di controllo interno 43 Una proposta di codice >>> nell’Assemblea congressuale di Legacoop agroalimentare – 2004- 44 Un codice a sei regole basilari • • • Distinguere i ruoli appartenenti all’esercizio della funzione della proprietà, da quelli appartenenti all’esercizio della gestione operativa dell’impresa cooperativa. Distinguere i ruoli propri dell’esercizio della funzione della gestione operativa dell’impresa, da quelli relativi al governo dei sistemi di controllo interno. Rendere le regole della governance, condivise, formalizzate, comunicate, deliberate, rendicontate 45 (Continua codice) • • • La verifica della corretta pratica delle regole della governance costituisce un capitolo importante del bilancio sociale dell’impresa cooperativa. Il governo e i contenuti dei sistemi di controllo interno sono nella piena disponibilità dei ruoli appartenenti all’esercizio della funzione della proprietà. Nei Gruppi cooperativi, le strategie economiche degli strumenti – società di capitali – sono coerenti con la missione distintiva della proprietà cooperativa. 46 Verso le conclusioni da Corsera 2.1.2006Domanda: alcuni sostengono che tutte le cooperative hanno perso l’anima. E’ d’accordo? Risposta: Una parte,non tutte. Ma la cooperazione per oltre il 90% è fatta da piccole e medie imprese. (che significa??) 47 Verso le conclusioni (2) la mutualità e la governance: un grande ° lavoro su: >> >> >> >> distinzioni di ruoli intrecci societari una nuova generazione di Presidentiun management da “importare” 48 Cosa accade …intorno? • >> quale governance per il “sistema” banche? ..\Gruppi cooperativi\Assetti gruppi coop\BANCHE 1.jpg 49 >> • nei prossimi cinque anni ( indagine banca d’Italia): >> sei imprese su dieci saranno coinvolte nel problema della successione nel governo dell’azienda di famiglia ( cioè: l’80 % del pil; il 75% del lavoro!!) 50 (continua) • Una ricerca del Management Forum (FondirigentiLUISS): >> 53% degli imprenditori di aziende famigliari ha più di 60 anni; >>in un tessuto nazionale costituito al 95% da piccole e medie imprese; >>controllate nel 58% dei casi da famiglie che >>formano il 39% della capitalizzazione della borsa di Milano; >>e costituiscono il 60% delle aziende considerate “TOP” 51 …il capitalismo italiano, come sta? • “quando dirigevo la CONSOB, 25 anni fa c’erano in borsa 250 società quotate, esattamente quante ce ne sono ora; l’85% di queste – stando alla stessa Consob- sono eterodirette, cioè guidate da gruppi di controllo di diritto, di fatto o da patti di sindacato” (così, GUIDO ROSSI ). 52 (continua) >> a proposito di “contendibilità”: (..e supponendo che sia un valore per se stesso) sulle 219 (o 240?)imprese-società quotate in borsa, solo 37 ( o 40?) sono oggi veramente scalabili. 53 (tornando a noi!) LA sfida delle sfide: non perdere >>> la testa! (“ capacità di comprendere per tempo le conseguenze delle scelte fatte !”) >>> e l’anima! (“capacità di tenere ferma la propria missione, pur evolvendo nei modi”) 54 Per conservare “l’anima” e per mantenere la “testa” lucida, Abbiamo voluto ricercare la nostra “Utilità distintiva” e misurarla. 55 fine >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> 56