Il G.R.I.S. (gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) e Fraternità
laica domenicana di IMOLA
presentano
DUE CONFERENZE sul TEMA:
COME SI USA LA BIBBIA?
1-Chi ha scritto la Bibbia?
2-Chi custodisce e trasmette
fedelmente la Parola di Dio?
Caratteristiche
• La Bibbia, “Ta Biblía” (gr., “i libri”) , è costituito da
più più libri, una biblioteca!
• redatta in un arco di tempo di 1350 anni circa, cioè
tra il 1250 a.C. e il 100 d.C.
• struttura e contenuto eterogeneo
• difficoltà ordinarie e straordinarie
Consigli
• 1.
non leggere la Bibbia tutto di un fiato, ma con metodo
e calma
• 2.
dovrò accostarmi ai diversi libri con approcci diversi;
• 3.
avvicinarmi accompagnandomi con la preghiera: «La
lettura della Scrittura deve essere accompagnata dalla
preghiera, affinché possa svolgersi il collo-quio tra Dio e
l'uomo; poiché "gli parliamo quando preghiamo e lo
ascoltia-mo quando leggiamo gli oracoli divini"» (DV 25).
Quindi, una lettura orante.
• 4.
Una lettura che suppone l'uso dell'intelligenza e la
fede.
Ispirazione 1/2
• Chi è l’autore?
• Mc 12,36 “Gesù disse: Lo stesso Davide disse, mosso
dallo Spirito Santo, Disse il Signore al mio Signore: Siedi
alla mia destra”
• “Ciò fu detto dal Signore per mezzo del profeta” Mt 1,22;
2,15; 13,35.
• 2Tm 3,16: Ogni Scrittura è ispirata da Dio ed è utile per
insegnare, convincere, correggere.
• quindi, autore è Dio. «I libri sacri hanno Dio per autore e
come tali sono stati consegnati alla Chiesa» (DV 11).
• Ma veri autori sono anche gli uomini che Dio ha scelto
mediante l'ispirazione, fenomeno soprannaturale, diretto e
gratuito.
Ispirazione 2/2
• “Per la composizione dei libri sacri Dio scelse e si servì
di uomini nel possesso delle loro facoltà e capacità,
affinché, agendo egli in essi e per loro mezzo,
scrivessero come veri autori tutte e solo quelle cose
che egli voleva fossero scritte” DV 11.
• non è estasi
• non è dettatura meccanica
• non è autorizzazione divina successiva
• non è approvazione della Chiesa successiva
• non solo assistenza di Dio negativa, cioè che preserva
dall’errore
• non è influsso divino solo morale
• non è entusiasmo religioso
•
•
•
•
•
Contenuto generale
Discorso di amore che Dio rivolge all'umanità
intera.
Svela il suo disegno eterno (Ef 3,11), il mistero
della sua volontà (Ef 1,9), il mistero rivelato ai
santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito
(Ef 3,5).
Questo disegno è sintetizzato in Gesù di
Nazaret,
crocifisso
e
risorto,
principio
dell'universo e signore della storia.
La Bibbia è una finestra sul mistero di Cristo e
dell’unione di Cristo con il mondo e la storia.
Non possiamo attardarci sulle qualità della
finestra, ma dobbiamo guardare fuori dalla
finestra.
Un po’ di date
• Matteo e Luca 70-75
• Giovanni: terza redazione 99-100
• Lettere di Paolo 47-65
Quattro Vangeli Canonici
• maggiore antichità, prossimità agli eventi narrati
• aderenza con i dati storici e geografici che conosciamo da
altre fonti (non a-temporali)
• semplicità del racconto
Perché sono canonici? 1/2
•Ispirati da Dio=divina Rivelazione (1-Sacre Scritture; 2-Sacra
Tradizione)
•Quali criteri di canonicità?
•I criteri dovranno essere: infallibilità; esclusività e
universalità; accessibilità a tutti.
Perché sono canonici? 2/2
• Cos’è la Sacra Tradizione?
• È l’eco della divina Rivelazione che si trasmette
anche nei gesti e nella fede vissuta e celebrata.
• La comunità credente e celebrante, la Chiesa, ci
trasmette questi libri come libri ispirati da Dio,
come libri salvifici.
Cosa sono i generi letterari?
• rapporto tra verità conosciuta e la forma in cui è
espressa
• Rapporto che dipende dalle intenzioni dell’autore
• Il veicolo, genere letterario, può essere adatto o non
adatto non vero o falso.
Alcuni generi letterari 1/3
1. approssimazione
2. Iperbole (Mt 19,24)
3. satira: Is 47
4. canti d’amore: Ct
5. benedizioni: Gen 39-40
6. Favola (Gdc 9).
7. Composizione dei Salmi
7.a lamentazioni individuali Sal 5-7, 13
7.b lamentazioni pubbliche Sal 4,18, 124
7.c Inni: Sal 8,19,29,33
7.d Salmi regali: 20,21,101
7.e Salmi di Jahvè: 47,98,99
Alcuni generi letterari 2/3
8.Composizioni sapienziali:
8a.proverbio popolare: 1 Sam 10,12
8b.sentenze ingegnosamente elaborate Prov 10
8c.enigmi: Giud 14,12
8d.parabola: Is 28,23-29
8.Composizioni sapienziali:
8e.dialogo drammatico: Giobbe
8f.oracoli profetici
Alcuni generi letterari 3/3
Forme di prosa
9. liste genealogiche
10. Trattati: 1 Mac 8,22-32
11. Lettere: san Paolo
12. Discorsi religiosi: Deut. e Atti
13. Discorsi sapienziali: Prov 5
Forme di prosa
14. Leggi: Levitico
15. narrazioni di genere storico: cronache, annali,
memorie, biografie: 1 e 2 re; 1 e 2 Cron; Lc 2, 1-7.
16. Narrazioni libere a scopo didattico: Tob 1,1-2
17. Narrazioni fittizie a scopo didattico: parabole…
Dio si rivela agendo nella STORIA con “fatti e parole intimamente connessi”
(DV2). Parla agli uomini “come ad amici” (DV2), dona loro la Parola di Dio in
forma umana (no dettatura meccanica ma “veri autori”(DV.11)). Dio crea una
alleanza, un sacro vincolo famigliare con il suo popolo: la CHIESA. Sebbene
l’uomo possa conoscere Dio alla luce della ragione umana a partire dalle cose
create (RIV. NATURALE), Dio dona la Sua Parola perché l’uomo possa
riconoscerlo senza errore (RIV. SOPRANNATURALE).
La PAROLA di DIO è:
1)ANNUNCIATA dai credenti di tutti i tempi e di tutti i luoghi (profeti,
apostoli, ecc.);
2)SCRITTA nei 73 libri della BIBBIA (46AT; 27NT) per la “nostra salvezza”
(DV.11);
3)INCARNATA in GESU’, mediatore, pienezza e compimento di tutta
intera la Rivelazione.
La BIBBIA è PAROLA di DIO “messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito
Santo” (DV9). Ma il vertice della Parola di Dio è l’eucarestia, la “parola di Dio
incarnata”! Infatti dice Gesù: “Voi scrutate le Scritture credendo di avere in
esse la vita. Ebbene sono proprio esse che mi rendono testimonianza. Ma voi
non volete venire a me per avere la vita” (Gv.5,39s). Con la Bibbia e senza
Eucarestia è come andare al ristorante e guardare il Menù senza ordinare e
mangiare nulla… assurdo!!! Come dice il Card Biffi: “La Bibbia è una finestra
sul mistero di Dio” ma come afferma Sant’Agostino “va letta sulle ginocchia
della Chiesa” perché dice San Cipriano che “solo chi ha la Chiesa come madre
può avere Dio come padre”!
CANONE=elenco dei LIBRI contenuti nella BIBBIA riconosciuti come ISPIRATI da
DIO e quindi NORMATIVI in materia di FEDE e di MORALE. Per l’AT il canone è
composto da 46 libri, canone alessandrino, come autorevolmente affermato
dalla “versione dei Settanta” o “LXX” versione della Bibbia ebraica in lingua
greca del III sec. a.C. anche dalle 300 citazioni dell’AT (“LXX”) nel NT. L’eresia
protestante ha ridotto inizialmente il canone del NT (da 27 a 23 libri e poi a 27)
e amputato definitivamente il canone dell’AT (da 46 a 39 libri). Il canone del NT
è chiuso definitivamente con il Concilio di Cartagine (397 d.C.) con esplicitati i
criteri di canonicità (antichità, apostolicità, autenticità della fede proclamata,
diffusione universale nella Chiesa).
ISPIRAZIONE=sottolinea un rapporto immediato con Dio ed esprime la fede nel
fatto che la Bibbia abbia il suo fondamento, reale e più profondo, nella
trascendenza stessa del mistero di Dio. Le Scritture sono ispirate nel testo e
nel contenuto ma anche “ispiranti” in chi accoglie la Parola di Dio. Non sono
state scritte ne sotto dettatura meccanica, ne in estasi, ne con l’autorizzare
divina successiva ne con l’autorizzazione successiva dalla Chiesa.
Collaborazione misteriosa: tutto è Dio, di Dio e tutto è dell’uomo.
La Tradizione vivente della Chiesa, nel cui “seno” per 20 anni dalla resurrezione
di Cristo era presente prevalentemente la Tradizione orale, mi garantisce che
la Bibbia non è manipolata ed è ISPIRATA e CANONICA. “E' questa Tradizione
che fa conoscere alla Chiesa l'intero canone dei libri sacri e nella Chiesa fa più
profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse
sacre Scritture” (DV8). E’ quindi evidente che la Bibbia è un aspetto interno alla
formazione della Chiesa. La Bibbia è voluta con il medesimo atto con cui Dio
vuole e fa esistere la Chiesa.
La Bibbia va INTERPRETATA e il primo interprete delle Scritture fu proprio GesùRisorto, il quale "cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le
Scritture ciò che si riferiva a lui" (Lc.24,27). La Bibbia stessa attesta che la sua
interpretazione presenta varie difficoltà e che accanto a passi limpidi contiene
passi oscuri; ad es. Daniele si interrogava a lungo sul significato di certi passi
di Geremia (Dn.9,2); ad es. un eunuco etiope battezzato da Filippo si trova in
difficoltà su un passo di Isaia (At.8,30-35), ecc. La seconda lettera di Pietro
dichiara che "nessuna scrittura profetica va soggetta a privata interpretazione"
(2Pt.1,20) e osserva che le lettere dell'apostolo Paolo contengono "alcune cose
difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano al pari delle
altre Scritture, per la loro propria rovina" (2Pt.3,16). Per evitare che la Bibbia
venga storpiata (come fanno i TdG!!!) Cristo ha stabilito una colonna a suo
sostegno, la Chiesa (1Tm.3,15) e il suo MAGISTERO, senza il quale la Bibbia
non esisterebbe e non sarebbe mai sopravvissuta attraverso tutte le eresie
comparse nei diversi secoli. Dice la Cost. Dogm. Dei Verbum del VAT II, (DV10):
“Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve,
insegnando soltando ciò che è stato trasmesso, in quanto per divino mandato
e con l'assistenza dello Spirito Santo, pienamente ascolta, santamente
custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito
della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio. E'
chiaro dunque che la Sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della
Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente conessi e
congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme,
ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo,
contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime" (DV.10).
Gesù ha fatto discendere lo Spirito Santo, con la Pentecoste, sugli Apostoli e gli
resi MAGISTERO dicendo loro “insegnate”, “rendete discepole tutte le genti”
(Mt28,18-20) e dando a San Pietro “le chiavi del regno” (Mt.16,19), però non ha
mai detto a loro di dare da leggere la Bibbia! Gesù ha poi perpetuato il
Magistero nella successione apostolica dicendo loro: “sono con voi tutti i
giorni fino alla fine del mondo” (Mt.28,20) e “Tu sei Pietro e su questa pietra
edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”
(Mt.16,18). San Paolo “apostolo” nella successione apostolica raccomanda al
vescovo Timoteo: "Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei
convinto, sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre
Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo
della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per
insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di
Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona" (2Tm.3,14-16). "Tutta
la Scrittura" non vuol dire solo la Scrittura o solo la Fede, come dicono
erroneamente i Protestanti! Infatti nelle lettere di San Paolo, San Pietro e San
Giacomo, troviamo esortazioni a seguire la Tradizione cristiana (2Ts.3,6; 2,15;
1Cor.11,2); e a stare in comunione con il proprio vescovo (Tt.1; At.20,28;
Fil.1,1), cioè con la Chiesa di Cristo di cui Cristo è capo (Col.1,18) e sposo
(Ef.5,25)… e Gesù non è bigamo e non ha più corpi; dice infatti San Paolo che
il vescovo deve essere "attaccato alla dottrina sicura, secondo l'insegnamento
trasmesso [=Tradizione della Chiesa, Deposito della Fede], perché sia in grado
di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che lo
contraddicono" (Tt.1,9). Scopo della Bibbia è farci aderire a Cristo diventando
mattoni della Chiesa.
L’ex pastore presbiteriano Scott Hahn che è tornato alla “dolce casa”, la Chiesa
(Cattolica) afferma:
“Mentre andavamo in macchina, il dr. Gerstner e io [=Scott] passammo quattro ore a
discutere intensamente di teologia. Gli esposi tutti gli argomenti che avevo raccolto
da tempo sul fatto che la Chiesa cattolica era il culmine della storia della salvezza
nell'Antico Testamento e la personificazione della Nuova Alleanza... ma lui definiva
la Chiesa cattolica romana "la sinagoga di satana"... A un certo punto, mi chiese,
che base biblica trovi per il Papa? Dr. Gerstner, dissi, lei sa quanto il Vangelo di
Matteo sottolinei il ruolo di Gesù come figlio di Davide e re di Israele, mandato dal
Padre per inaugurare il regno dei cieli. Io credo che Matteo 16,17-19 mostri come
Gesù stabilisca tale regno. Gesù ha dato a Simone tre cose: innanzitutto, il nome di
Pietro (roccia); poi, la promessa di costruire la sua Chiesa su Pietro; e, come terza
cosa, le chiavi del regno dei cieli. E' questo terzo punto che trovo così interessante.
Quando Gesù parla delle "chiavi del regno", si riferisce ad un importante passaggio
dell'AT, Isaia 22,20-22, in cui Ezechia, l'erede al trono di Davide e re di Israele al
tempo di Isaia, aveva sostituito il suo vecchio primo ministro, Shebna, con uno
nuovo chiamato Eliakim. Chiunque poteva dire quale, fra i membri del gabinetto
reale, fosse il nuovo primo ministro, dato che costui aveva ricevuto le "chiavi del
regno". Affidando a Pietro le "chiavi del regno", Gesù stabilì la funzione di primo
ministro per governare la Chiesa, intesa come suo regno sulla terra. Le "chiavi",
quindi, sono un simbolo dell'ufficio e della supremazia di Pietro, da trasmettere al
suo successore; e così esso è passato di mano in mano lungo i secoli".
Rispose: "Questo è un argomento ingegnoso, Scott"... Allora proseguii, spiegandogli
come la famiglia basata sull'alleanza era il principio unificatore, il concetto
fondamentale della religione cattolica. Esso spiegava Maria come nostra Madre, il
Papa come nostro padre, i santi come fratelli e sorelle, i giorni di festa come
anniversari e compleanni... l'alleanza al centro della Scrittura... però l'allenza non
inteso come contratto, come Calvino ed Edwards l'hanno intesa, ma piuttosto un
sacro vincolo famigliare fra Dio e il suo popolo... Dal tempo della Riforma sono nate
oltre 25.000 chiese protestanti, e gli esperti dicono che ne nascono altre 5 nuove alla
settimana... Dio non ha lasciato solo un libro e il suo Spirito. In effetti, Cristo non
parla mai ai suoi apostoli, in nessun punto dei Vangeli, di ciò che ha o avrebbe
scritto; inoltre, solo meno della metà degli apostoli hanno scritto libri che sono stati
inseriti nel NT. Quello che Cristo ha veramente detto, a Pietro, è stato: "Tu sei Pietro,
e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno
contro di essa". Perciò per me a più senso pensare che Gesù ci abbia lasciato con la
sua Chiesa, costituita da un Papa, da vescovi e da concili, e che tutte queste cose
siano necessarie per amministrare e interpretare la Bibbia... Dr. Gerstner, penso che
il problema principale sia quello che la Bibbia insegna circa la Parola di Dio,
perchè da nessuna parte essa riduce la Parola di Dio alla sola Bibbia. Al
contrario, la Bibbia ci dice in vari punti che la Parola autorevole di Dio va
ricercata nella Chiesa: nella sua Tradizione (2Ts2,15; 3,6), nonchè nella sua
predicazione e nel suo insegnamento (1Pt1,25; 2Pt1,20-21; Mt18,17). Ecco
perchè ritengo che la Bibbia sostenga la tesi cattolica del "solum verbum Dei"
(solo la Parola di Dio) e non lo slogan protestante del "sola Scriptura" (solo la
Bibbia)...
Tutti gli storici della Chiesa concordano sul fatto che abbiamo il NT grazie al Concilio di
Ippona del 393 e al Concilio di Cartagine del 397, entrambi i quali mandarono le loro
conclusioni a Roma per l'approvazione papale. Dal 30 dC al 393 dC è un periodo un
pò lungo perchè si possa rimanere senza un NT, non trova? Oltretutto, c'erano vari
altri libri che la gente, a quell'epoca, pensava che potessero essere divinamente
ispirati, come La Lettera di Barnaba e IL Pastore d'Erma e gli Atti di Paolo. C'erano
anche parecchi libri del NT, come la seconda lettera di Pietro, la Lettera di Giuda e
l'Apocalisse che alcuni ritenevano dovessero essere esclusi dal canone. Perciò qual
era la persona in grado di prendere decisioni attendibili e conclusive, se la Chiesa
non insegna con autorità infallibile?... Beh, dr. Gerstner, protestanti e cattolici sono
d'accordo sul fatto che Dio ha certissimamente reso Pietro infallibile in due occasioni:
quando ha scritto la sua prima e la sua seconda lettera, per esempio. Perciò se Dio
aveva potuto renderlo infallibile quando impartiva insegnamenti con autorità
per iscritto, perchè non avrebbe potuto preservarlo dagli errori anche quando
impartiva insegnamenti con autorità di persona? Similmente, se Dio ha potuto
fare questo con Pietro, e con gli altri apostoli che hanno scritto nella Bibbia,
perchè non avrebbe potuto farlo con i suoi successori, tantopiù prevedendo
l'anarchia che si sarebbe creata se non lo avesse fatto? Inoltre dr.Gerstner,
come possiamo essere sicuri che gli stessi 27 libri del NT siano l'infallibile
Parola di Dio, se sono stati concili della Chiesa fallibili e Papi fallibili a
compilarne l'elenco? Non dimenticherò mai la sua risposta: "Scott, questo significa
solo che tutto quello che possiamo avere è una raccolta fallibile di documenti
infallibili"... Mi misi a riflettere sulla inconsistenza logica della posizione
protestante..." (Scott e Kimberly Hahn, Roma dolce casa, ed Ares, 1998, pp.102-109).
Quindi la Bibbia:
1)va letta e interpretata sulle ginocchia della Chiesa Cattolica alla luce della
Tradizione e del Magistero ed anche “accompagnata dalla preghiera affinché si
stabilisca il dialogo tra Dio e l’uomo” (DV25);
2)va celebrata nel suo luogo abituale, la Liturgia, nella quale la si contempla con
inaudita profondità. Infatti i discepoli di Emmaus “lo riconobbero allo spezzare
del pane” (Lc.24,27).
3)va letta sapendo “che tutto ciò che gli autori ispirati o agiografi asseriscono è
da ritenersi asserito dallo Spirito Santo… il libri delle Scritture insegnano con
certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio in ordine alla nostra
salvezza, volle che fosse che fosse consegnata nelle sacre lettere” (DV11).
Pertanto nella Bibbia non va ricercata qualunque verità in qualsiasi campo.
Non è il libro che ci dà la soluzione ai problemi scientifici, storici, sociali, ecc.,
ma è il libro che ci dà la verità sui nostri rapporti con Dio.
4)va letta tenendo conto delle lingue antiche (ebraico, aramaico e greco), dei
generi letterari, del contesto storico-archeologico, del senso pieno della
Scrittura, della evoluzione del dogma, ecc.
Ecc.
Conferenza dedicata ai
sacerdoti imolesi che ci hanno
dato la PAROLA di DIO sfidando
la barbarie di NAZISMO e
COMUNISMO.
Sacerdoti della Diocesi di IMOLA
“MARTIRI” del NAZIFASCISMO
Padre Gabriele
Costa
Don Settimio Patuelli
Don Luigi Pelliconi
Sacerdoti della Diocesi di IMOLA
“MARTIRI” del COMUNISMO nostrano
dopo il 1945
Don Giovanni
Ferruzzi
Don Teobaldo
Daporto
Don Tiso Galletti
Don Giuseppe
Galassi
"Se si dovesse stabilire una graduatoria di responsabilità, il primato, nel caso,
spetterebbe ai comunisti; e non solo per il numero delle vittime mietute [=
sacerdoti], quattro contro tre, ma anche per le circostanze aggravanti…” (don Mino
Martelli, Una guerra e due resistenze(1940-1946), ed Paoline)
“I tedeschi erano stranieri, combattevano tra gente
sconosciuta e uccisero stranieri. I rossi erano italiani,
combattevano tra gente conosciuta e uccisero italiani.
I tedeschi uccisero nel corso di una guerra guerreggiata, i
rossi uccisero tre dei quattro sacerdoti a guerra da tempo
conclusa.
I tedeschi agirono di norma apertamente ed espiarono come
popolo la pena dei loro crimini. I rossi agirono di norma
vigliaccamente e rimasero quasi sempre impuniti.
I tedeschi uccisero presunti nemici, per vincere la guerra, e si
macchiarono di crimini militari nell'orbita del più grande crimine
che era la guerra. I rossi uccisero avversari di idee, ma anche
compagni di lotta, quando non c'era più da vincere la guerra,
ma solo da usurpare il potere con la violenza nel dopoguerra, e
si macchiarono di crimini politici nell'orbita ancora sfumata di
una nascente, debole democrazia”.
PREGHIERA ai SACERDOTI MARTIRI
della DIOCESI di IMOLA
O Dio nostro Padre che hai
fecondato con il sangue dei
sacerdoti martiri la nostra
Diocesi imolese, per il loro
luminoso esempio conservaci
nella fede perchè possiamo
essere forti testimoni del tuo
Amore che vince ogni odio
ideologico. Per Cristo nostro
Signore. Amen.
“COME SI USA LA BIBBIA?”
“La Tradizione e
l’evoluzione del dogma: chi
custodisce e trasmette
fedelmente la Parola di
Dio?”
www.gris.org
IMOLA
Confronto con la sètta dei
TESTIMONI di GEOVA
SUL METODO PROTESTANTE…
L'idea di fare a meno della struttura ecclesiastica per
ritornare, si diceva, alla purezza del Vangelo, ha
caratterizzato molti movimenti religiosi spiritualistici del
medioevo (catari, valdesi ecc.) ed è stata ripresa dai
riformatori protestanti a cominciare dal XVI secolo. Ma che
cosa si è ottenuto con ciò? Si è aperta di fatto, e contro
l'intenzione degli stessi riformatori, la strada all'illuminismo,
alla massoneria e movimenti affini, che intendono eliminare
non solo la Chiesa, ma anche Gesù Cristo come Figlio di
Dio. E la negazione di Gesù Cristo ha portato, nel secolo scorso,
all'ateismo e alla secolarizzazione, cioè alla negazione, almeno
pratica, di Dio. In breve: si è cominciato col negare la Chiesa,
si è proseguito col negare Gesù Cristo, si è finito col negare
Dio. Ogni settimana, dice lo storico americano Martin Marty,
nascono 5 nuove denominazioni protestanti ognuna delle quali
propone un volto di Gesù diverso e sfigurato!
QUAL E’ LA VERA CHIESA?
I TdG affermano che è la loro… ma non è così perché “come c’è
un solo Cristo, esiste un solo Corpo e una sola Sposa: “una
sola Chiesa Cattolica e Apostolica” (DJ, 16).
Quali sono le due caratteristiche che identificano la vera CHIESA
di Cristo?
1)ORIGINI APOSTOLICHE-la Chiesa che dice di avere come
fondamento Cristo dovrà dimostrare di avere a proprio
fondamento la persona di San Pietro (il capo visibileguida, colui che ha le chiavi in campo dottrinale-giuridicosacramentale-disciplinare, ecc.)… “tu sei Pietro e su
questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt.16,18);
“testimoni prescelti” (At.10,41)
2)NON MENO di 2000 ANNI-Gesù promette che la sua Chiesa
non vedrà mai la morte, pertanto la Chiesa di Gesù deve
esistere ancora ai nostri giorni; “le porte degli inferi non
prevarranno contro di essa” (Mt.16,18).
Il PRIMATO PETRINO di
GIURISDIZIONE e di
GOVERNO è stato
accolto dalla CHIESA
ORIENTALE e
OCCIDENTALE fin da
subito?
Fin dai primi decenni successivi la morte di San Pietro, il primato petrino di governo del Papa
nella Chiesa, come “Vicario di Gesù Cristo” e “Sommo pontefice della Chiesa Universale”, è
esercitato, nella successione apostolica, dal Vescovo di Roma ed è accettato dall’intera chiesa
sia di Oriente che di Occidente fino al 1054:
1)papa Clemente (90/92-101d.C.), 4° Vescovo di Roma dopo Pietro, Lino e Anacleto,
interviene sulla chiesa di Corinto esercitando la sua giurisdizione di governo sulla
Chiesa Universale nel suo potere di “legare e sciogliere” e senza averne ricevuto
richiesta, condanna alcuni cristiani di Corinto che avevano cacciato i loro legittimi pastori
e dispone che vengano reintegrati: “Quelli che furono da essi [Apostoli] stabiliti o dopo
da altri illustri uomini cori il consenso di tutta la Chiesa, che avranno servito rettamente il
gregge di Cristo con umiltà, calma e gentilezza e che hanno avuto testimonianza da tutti
e per molto tempo, li riteniamo che non siano allontanati dal ministero" (Lettera ai Corinti
44,3, in “I Padri Apostolici”, a cura dì Antonio Quacquarelli, Città Nuova, Roma 1981,
p.78). Papa Clemente minaccia gravi sanzioni se ciò che ha ordinato non verrà
osservato: "Quelli che disobbediscono alle parole di Dio, ripetute per mezzo nostro,
sappiano che incorrono in una colpa e in un pericolo non lievi" (Ibid., 59, in I Padri
Apostolici, cit., p. 88). Le parole di Papa Clemente furono talmente recepite dai Vescovi
di Corinto che ancora nel 170 d.C. il Vescovo di Corinto, Dionigi, scriveva a papa Sotero
informandolo che quella lettera di papa Clemente veniva letta abitualmente addirittura
all’interno della celebrazione eucaristica domenicale: "La Lettera di San Clemente ai
Corìnti è l'epifania del primato romano e poco importa che sia stata provocata dai Corinti
stessi o che sia dovuta a un'iniziativa di Roma; il fatto è che essa pretende di regolare il
conflitto e oppone la più viva preoccupazione per l'unità cristiana a tutti i tentativi di
scisma o di ribellione" (Enciclopedia apologetica, a cura di un gruppo di specialisti, V
ed., Paoline, Alba 1953,p.432).
2)Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo della chiesa di Antiochia in Siria, fu martire nel 110
d.C. a Roma. Si tratta di un vescovo di grande autorevolezza, se pensiamo che è il
Successore di Simon Pietro sulla cattedra antiochena, fondata dal Principe degli
Apostoli. Mentre era condotto prigioniero verso la città eterna, da Smirne egli scrive una
lettera ai cristiani dell'Urbe. "Ignazio, detto anche Teoforo, alla Chiesa che ha ricevuto
misericordia dalla magnificenza del Padre altissimo e di Gesù Cristo, il suo unico Figlio;
alla Chiesa amata e illuminata dal disegno di Colui che ha voluto tutte le cose che
esistono, secondo la carità di Gesù Cnsto nostro Dio; alla Chiesa che presiede nella
regione dei romani; alla Chiesa gradita a Dio, degna di onore e di essere proclamata
beata; alla Chiesa degna di lode e di pieno successo, adorna di candore; alla Chiesa
che ha la precedenza anche nel campo della carità; alla Chiesa che possiede la legge di
Cristo e porta il nome del Padre, porge il suo saluto, nel nome di Gesù Cristo, Figlio del
Padre". (Ignazio di Antiochìa, Lettera ai cristiani di Roma, in Giorgio De Capitani [a
cura di], Ignazio dì Antiochìa, Policarpo, Martirio di Policarpo Mimep, Pessano 1996, p.
75). Gli studiosi ci informano che nel testo ignaziano il termine "carità" (agape) sta ad
indicare la Chiesa universale, unita dal vincolo dell'amore. La ragione di tale preminenza
non è dovuta alla supremazia della capitale dell'impero rispetto alle altre città, quanto
piuttosto al fatto che, per il santo vescovo antiochieno, quella romana è la "Chiesa che
ha ricevuto misericordia dalla magnificenza del Padre altissimo e dì Gesù Cristo, il suo
unico Figlio". Si tratta dunque di una disposizione divina, che è esattamente quanto
afferma la dottrina cattolica. La posizione primaziale della Chiesa romana si evince
anche dal fatto che Ignazio, durante quel viaggio verso il martirio, scrive altre sei lettere,
ad altrettante Chiese. A tutte da consigli ed ammonimenti, tranne a quella di Roma, alla
quale si rivolge piuttosto sotto torma di supplica. La ragione è presto detta: il primato dei
romani lo porta a scrivere: "Voi non avete mai portato invidia a nessuno, anzi avete
insegnato agli altri a non averne" (ibid., p. 77).
3)Sant’Ireneo di Lione (140-200 d.C.), vescovo di Lione, discepolo di Policarpo che a
sua volta fu discepolo dell’apostolo Giovanni, nella sua famosissima opera Adversus
haereses, scritta per confutare le dottrine eretiche, Ireneo afferma che il criterio di
verità per giudicare di una dottrina è la tradizione apostolica, vale a dire l'insieme
di quelle dottrine insegnale direttamente da Cristo agli Apostoli e da questi
trasmesse ai loro successori. Poiché anche gli eretici si vantano di aver ricevuto il loro
credo dagli Apostoli, non vi è altra strada che esaminare l'elenco dei vescovi che ogni
Chiesa può vantare e verificare se, per questa via, essa risalga alle origini cristiane.
Riferendosi alla Chiesa di Roma, Ireneo scrive; "Infatti, con questa Chiesa, in ragione
della sua origine più eccellente, deve necessariamente essere d'accordo ogni Chiesa,
cioè i fedeli che vengono da ogni parte... essa nella quale per tutti gli uomini sempre è
stata conservata la Tradizione che viene dagli Apostoli" [Contro le eresie e gli altri scritti,
III, 3, 2, a cura di Enzo Bellini, Jaca Hook, Milano 1981, p. 218). Lo scritto di Ireneo
testimonia la convinzione dei primi cristiani in merito al Primato di Roma. Per il
santo vescovo di Lione, ogni cristiano, orientale o occidentale, per dirsi tale deve
rimanere in comunione con la Chiesa di Roma, con la Chiesa cattolica, Questa ha la
preminenza su tutte le altre. Sono parole che potrebbero utilmente leggere e meditare
Protestanti, Anglicani e anche Ortodossi, tutti allontanatisi dalla Chiesa di Roma nel
corso dei successivi secoli.
4) Papa Vittore (189-199 d.C.), dopo avere constatato che le Chiese dell'Asia non sì
accordavano con quella di Roma per celebrare la Pasqua nella stessa data, decide
di scomunicarle in blocco. Il fatto è di rilevante importanza. In quel tempo, come ai
giorni nostri, nessun vescovo poteva attribuirsi un tale potere: scomunicare le Chiese di
un'intera regione. La decisione non verrà poi messa in atto grazie all'intervento
pacificatore di Ireneo, ma resta il fatto che il Vescovo di Roma, forte della sua
autorità, si attribuiva la facoltà di scomunicare persino Chiese dalla veneranda
origine apostolica.
5)Sant’Agostino di Ippona (354-430 d.C.), vescovo di Ippona, si rivolge ai Donatisti, che
avevano abbandonato l'unità con la Chiesa Cattolica: "Voi sapete che cos'è la Chiesa
cattolica: è la vite di cui voi siete i tralci tagliati... Perciò affrettatevi a ritornare per essere
nuovamente innestati sulla vera vite. Poiché infatti la vera vite è là dove è la sede di
Pietro, quella sede di cui noi conosciamo la serie autentica dei titolari. Ivi è la pietra
contro la quale non prevarranno le porte dell'inferno" (Psalmus cantra partem Donati, del
394, in Patrologia Latina, 43,30). Ai tempi di Agostino, quando Oriente e Occidente
cristiano marciavano uniti, coloro che abbandonavano la sede di Pietro venivano
invitati a "ritornare per essere nuovamente innestati sulla vera vite"; vera vite che,
stando ad Agostino, coincide con la Chiesa Cattolica. Soltanto a questa, per il
santo vescovo di Ippona, era stata rivolta la promessa di Cristo: "le porte degli
inferi non prevarranno'‘. Ogni cattolico rivolge questo invito forte della Tradizione
della Chiesa, a quei Cristiani che oggi non sono in comunione con la Cattedra di
Pietro, cioè con la Chiesa Cattolica. La documentazione storica che attesta
l'esercizio del Primato petrino nei termini in cui lo professa oggi solo la Chiesa
cattolica è assai ricca.
6) I primi quattro Concili ecumenici celebrati dalla Chiesa, sono riconosciuti dai Vescovi
e Patriarchi dell'Ortodossia scismatica come normativi. Si svolgono tutti e 4 in Oriente,
convocati dall'Imperatore. Il Papa non vi partecipa, ma manda suoi rappresentanti.
L'esame dei documenti approvati non lascia dubbi sul riconoscimento del Primato dì
Pietro, del ruolo di guida, di comando e di governo dell'intera Chiesa esercitato dal
Vescovo di Roma, riconosciuto ed accettato dall'intero ecumene. Ad esempio nel
secondo Concìlio ecumenico, tenuto ad Efeso nel 431, il rappresentante del Papa, il
presbitero Filippo, pronuncia una vera e propria esposizione dottrinale del Primato di
Pietro, accolta in deferente silenzio da tutta l'assemblea: "Nessuno dubita, o piuttosto è
un fatto noto in tutti i secoli, che il santo e beatissimo Pietro, il pescatore e capo degli
Apostoli, colonna della fede e fondamento della Chiesa cattolica, ricevette da nostro…
Signore Gesù Cristo, Salvatore e Redentore del genere umano, le chiavi del regno e
che a lui è stato dato il potere di legare e di sciogliere. E Pietro, fìno a questo tempo e
per sempre vive e giudica nella persona dei suoi successori. Ora appunto il suo
successore e sostituto legittimo, il nostro santo e beato papa Celestino, vescovo, ci ha
mandato a questo Concilio per rappresentarlo" (Joannes Dominicus Mansi, Sacrorum
Conciliorum nova et amplissima collectio, vol. IV, ristampa anastatica, Graz 1960-1961,
p.1296), ecc.
Possiamo pertanto essere certi che la sola Chiesa fondata da Cristo è quella
cattolica. Infatti, tra tutte le Chiese oggi esistenti, soltanto quella cattolica:
a) ha origini che risalgono all'età apostolica, e lo può dimostrare attraverso la
successione dei sommi pontefici a partire da Simon Pietro, e dunque è stata
fondata da Gesù Cristo;
b) conserva intatto il Primato di Pietro, così come lo ha istituito il Signore e lo ha
compreso ed esercitato la Chiesa primitiva. Primato non solo di onore, ma di
giurisdizione e di governo della Chiesa intera;
c) può dimostrare che questo Primato fu riconosciuto, accolto e accettato da tutta
la Chiesa dell'antichità, e fu sempre esercitato dai Papi.
d) infine, può dimostrare che quanti negano l'esercizio del Primato dì Pietro,
contestando il potere del Sommo Pontefice, si sono allontanali dalla vera dottrina
insegnata da Gesù Cristo, dalla sola Chiesa fondata dal Maestro e dalla
consuetudine, cioè dalla tradizione della Chiesa.
La CHIESA è stata
costituita
GERARCHICA da
GESU’ fin da subito?
La Chiesa strutturata gerarchicamente, con a capo il Sommo Pontefice
vescovo di Roma, con i vescovi e i sacerdoti, è stata voluta
esplicitamente da nostro Signore Gesù Cristo. Infatti:
1) In una visione di San Giovanni, un angelo gli mostra la città santa, la
Gerusalemme celeste, vale a dire la Chiesa intera: "L'angelo mi trasportò in
spirito su di un monte grande ed alto e mi mostrò la città santa, Gerusalemme,
che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio (...). La città è
cinta da un grande ed alto muro con dodici porte: sopra queste porte stanno
dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli di Israele (...). Le
mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi
dei dodici apostoli dell'Agnello" (Ap 21,10-14). È un passo importante, che
richiede una riflessione. Nella visione, l'Angelo mostra a san Giovanni la Chiesa
universale, alla quale appartiene il popolo dell'Antico Testamento (le dodici tribù
di Israele), e il popolo della Nuova Alleanza, del Nuovo testamento (il richiamo
ai dodici Apostoli). Il suo fondamento, la base sulla quale poggiano le mura
della Città santa celeste, è costituito da dodici basamenti con i nomi dei
dodici Apostoli. Questi ultimi, nella prospettiva biblica, ricoprono così un
ruolo di primaria importanza per la solidità e la stabilità dell'edifìcio
Chiesa, distinto da quello ricoperto dalla moltitudine di fedeli. È vero che
Gesù ha edificato la Chiesa su Simon Pietro, la roccia, come si è visto nei
precedenti capitoli, ma è altrettanto vero che il Maestro ha voluto che il
Principe degli Apostoli fosse coadiuvato nella sua missione dai Dodici,
con lui in comunione e a lui sottoposti.
2)La stessa verità è espressa da san Paolo, infaticabile "Apostolo delle genti".
Scrìvendo ai cristiani di Efeso, in Turchia, egli ricorda che gli Apostoli sono posti
a fondamento della Chiesa: "Siete concittadini dei santi e mèmbri della casa di
Dio, sovraedìfìcatì sul fondamento degli Apostoli e dei profeti, con lo stesso
Cristo quale pietra angolare" (Ef.2, 19-20). L'immagine della Chiesa come
edificio, già utilizzata da Gesù, conferma il ruolo degli Apostoli quale
fondamento dello stesso.
3) Nei Vangeli, in molti passi vediamo che Gesù, fin dai primi giorni della sua
predicazione pubblica, è seguito da numerosi discepoli. Tra questi, Egli ne
sceglie Dodici, costituendoli Apostoli. A loro affida una missione singolare,
unica, che altri non hanno. Operando questa distinzione, il divino Maestro crea
così una gerarchia nel gruppo dei suoi seguaci, dunque nella Chiesa: "Salì
sulla monte, chiamò a se quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne
costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché
avessero il potere di scacciare i demoni" (Mc.3,13). San Marco elenca poi i
nomi dei Dodici, ponendo significativamente al primo posto quello di Pietro. I
Vangeli mostrano come il divino Maestro instauri con i dodici Apostoli un
legame singolare, prendendoli in disparte, separandoli dal resto dei discepoli e
dalla folla, costituendoli in un gruppo ben distinto: "Mentre erano in viaggio per
salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti.
Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli
sarebbe accaduto" (Mc10, 32).
Dopo la morrò del Signore, la sua risurrezione e ascesa al Cielo, i Dodici, con a
capo Simon Pietro, guidarono la Chiesa intera. Essi insegnano la vera dottrina,
presiedono alla comunita dei cristiani che vive a Gerusalemme, testimoniano
della risurrezione di Cristo, prendono disposizioni riguardo i beni della
comunità, parlano a nome di Gesù Cristo e sempre in suo nome compiono
miracoli. Non sembra dunque possibile avere dubbi sul fatto che nella Chiesa
apostolica i Dodici sono distinti da tutti i fedeli, hanno ruoli e compiti specifici.
Gesù e/o gli
Apostoli hanno
legittimato la
SUCCESSIONE
APOSTOLICA?
Per la dottrina cattolica i vescovi sono i "successori degli apostoli". La Sacra
Scrittura riferisce che i Dodici, dopo la morte e risurrezione del Signore, si
preoccupano di trasmettere ad altri i compiti che Gesù aveva loro affidato. Essi
si danno da fare per identificare ed eleggere persone che dovevano prendere il
loro posto. Di fatto, designano dei veri e propri successori. Il primo esempio di
questa preoccupazione ci è raccontato dal Libro degli Atti degli apostoli. Vi era il
problema di sostituire Giuda Iscariota, colui che aveva tradito il Signore. È
Pietro, il capo del Collegio apostolico, a dare direttive: "Bisogna dunque che tra
coloro che ci furono compagni per tutto il tempo in cui il Signore Gesù ha
vissuto in mezzo a noi, incominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno
in cui è stato di tra noi assunto in cielo, uno divenga, insieme a noi, testimone
della sua risurrezione" (At. 1,21-22). Due i candidati proposti alla successione,
Giuseppe detto Barnaba e Mattia. La scelta cade su quest'ultimo e il Collegio
apostolico viene così ricostituito. Il ruolo o il compito di Giuda, il traditore,
vengono trasmessi ad un altro, scelto dalla Chiesa: questo è ciò che si intende
per "successione apostolica". Fin dai primi tempi, gli Apostoli trasmettono a
persone sempre più qualificate i compiti loro affidati personalmente dal Signore.
Un caso tipico è quello di Barnaba. Questi non era uno dei Dodici, ma,
convertitosi e dedicatesi a tempo pieno al Vangelo, viene mandato ad
Antiochia, come delegato degli Apostoli Pietro e Giovanni, per analizzare la
situazione di quella comunità, esortare i cristiani e sviluppare la loro opera
evangelizzatrice. Pietro e Giovanni affidano compiti di evangelizzazione e di
guida di una Chiesa locale ad un altro.
Questo è ciò che si intende per "successione apostolica". Vediamo un altro
esempio. San Paolo, apostolo per nomina diretta da parte di Dio, assegna
incarichi speciali a Timoteo e a Tito. Prevedendo l'imminenza della sua morte,
egli scrive a Timoteo e lo incarica di guidare la Chiesa di Efeso: "Partendo per
la Macedonia ti raccomandai di rimanere in Efeso, perché tu invitassi alcuni a
non insegnare dottrine diverse e a non badare più a favole o genealogie
interminabili..." (1Tm1,3-4). Qui siamo di fronte a un caso esplicito di
successione apostolica. Paolo commissiona la guida della Chiesa di Efeso a
Timoteo o gli da istruzioni in materia dottrinale e disciplinare. Esattamente
questo è il compito del vescovo oggi, che si è conservato per duemila anni.
Tìmoteo farà la stessa cosa con il suo successore e per questa via, da allora e
fino ai nostri giorni, ininterrottamente, è stato trasmesso il compito che Gesù ha
affidato ai Dodici apostoli in comunione con Pietro. Anche a Tito, Paolo affida la
cura, la guida e il comando della Chiesa locale che vive a Creta: "Per questo ti
ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi
presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato" (Tt.1,3). E' evidente
che Tito riceve da San Paolo il compito di proseguire la sua missione, la quale
comportava non solo la vigilanza e la testimonianza, ma anche la nomina di
altre guide o pastori che dovevano succedergli. Siamo di fronte ad un limpido
caso di successione apostolica. Tralasciamo tanti altri passi che attestano sia la
configurazione gerarchica della Chiesa, sia il perpetuarsi di quella gerarchia nel
tempo, attraverso la successione apostolica.
1)Papa Clemente (90/92-101d.C.), 4° Vescovo di Roma dopo Pietro, Lino e Anacleto,
indirizza una Lettera ai cristiani di Corinto nella quale manifesta una certa
consapevolezza del suo ruolo di Pastore della Chiesa, anche al dì fuori della comunità
romana, della quale era vescovo. In questa stessa Lettera, troviamo prove decisive del
fatto che la successione apostolica fosse conosciuta fin dai Tempi della Chiesa primitiva:
"Gli Apostoli furono inviati a predicare il Vangelo da parte dei Signore Gesù
Cristo, il quale fu inviato da Dio. Cristo dunque da Dio e gli Apostoli da Cristo"
(Clemente, Lettera ai Corinti, in Giorgio De Capitani [a cura di], Didachè, Clemente
romano, Pseudo-Clemente, Mimep, Pessano 1995, p.109). Parlando, poco più oltre,
degli Apostoli, Clemente aggiunge: "Predicando per le campagne e le città, essi
costituivano con le conversioni le loro primizie (vale a dire i primi convertiti, n.d.r.)
provandole per mezzo dello Spirito per farne vescovi e diaconi dei futuri credenti" (ibid.
p, 109). È una testimonianza Illuminante. Sul finire del I secolo, Clemente attesta che
gli Apostoli avevano nominato dei vescovi, i quali dovevano perpetuare la loro
missione. E' una conferma storica della prassi in uso nella Chiesa e certificata
negli Atti degli Apostoli e nelle lettere di Paolo a Tito e a Timoteo. Tale prassi è
richiamata dallo stesso Clemente come abituale nella Chiesa primitiva: "E questa non
era una novità, poiché da molto tempo si era scritto intorno ai vescovi e diaconi" (ibid.,
p.109). Ora, ai fini della nostra indagine, dobbiamo tenere in massimo conto il
fatto che tale "successione apostolica" è l'argomento utilizzato dalla Chiesa
primitiva, e dai primi apologeti, per distìnguere inequivocabilmente la vera Chiesa
dalle false e per smascherare gli eretici. Qual era il ragionamento svolto allora e
che conserva integralmente il suo valore anche ai nostri tempi? Questo: “soltanto
chi è in grado di dimostrare di essere l'ultimo anello dell'ininterrotta successione
apostolica può vantar si di appartenere alla vera Chiesa di Gesù Cristo; gli altri
sono eretici o scismatici”.
Scrive ancora Papa Clemente: "Anche i nostri apostoli, grazie al Signore Gesù
Cristo, seppero che ci sarebbe stata contesa a proposito della dignità episcopale.
Per questo motivo, prevedendo perfettamente l'avvenire, istituirono coloro di cui
abbiamo riferito precedentemente [cioè vescovi e diaconi, n.d.r.] e poi diedero
ordine che, alla morte di questi, altri uomini provati succedessero nel loro
ministero" (Ìbid., pp. 110-111). Parole eloquenti di un documento veramente prezioso.
Può essere utile ricordare ancora una volta che questa prova sicura della successione
apostolica è antichissima, risale al I secolo ed è stata messa per iscritto quando era
ancora vivo uno degli Apostoli, Giovanni. Clemente testimonia che gli Apostoli, dì fatto i
primi vescovi, nominarono dei vescovi, come loro successori, e ordinarono che questi
ultimi, a loro volta, prima di morire, predisponessero le cose per affidare il compito di
governare le Chiese locali ad altri vescovi, loro successori. Questa disciplina, questa
consuetudine, iniziata con gli Apostoli nel I secolo, si è conservata integra fino ai nostri
giorni nella Chiesa Cattolica che ha per capo visibile il vescovo di Roma, il Papa.
2)Sant’Ignazio di Antiochia, vescovo di Antiochia nato in Siria verso l’anno 70, quando
era ancora vivo l'apostolo Giovanni, è morto martire a Roma verso l'anno 110 durante le
persecuzioni scatenare dall'imperatore Traiano. Di Ignazio di Anciochia ci sono
giunte ben sette lettere scritte a diverse Chiese dell'antichità, ove emerge
chiaramente come già nel II secolo ogni Chiesa locale fosse strutturata
gerarchicamente e guidata da un solo vescovo, capo riconosciuto e venerato.
Vediamo qualche esempio. Nella lettera che indirizza ai Cristiani di Magnesia, si legge:
"(...) vorrei raccomandarvi di essere solleciti a compiere ogni cosa nella concordia di
Dio, sotto la guida del vescovo, che tiene il posto di Dio" (Ignazio di Antiochia, Lettera ai
cristiani di Magnesia, in Giorgio De Capitani [a cura di] Ignazio di Antiochia, Policarpo,
Martirio di Policarpo, Mimep, Pessano 1996, p. 55).
E nella lettera che indirizza ai cristiani di Smirne, Ignazio scrive: "Senza il vescovo,
nessuno compia qualche azione che concerne la Chiesa" (ibid., p.100). E più avanti,
possiamo leggere: ''Dove compare il vescovo, ivi sia la comunità, così come là dove c'è
Gesù Cristo, ivi è la Chiesa cattolica. Senza il vescovo non è lecito ne battezzare ne
celebrare l'agape: ma ciò che egli approva è gradito a Dio" (ibid., p. 100). Siamo di
fronte ad una testimonianza preziosissima. La storia ci offre una prova del fatto che
fin dall'antichità tutte le chiese locali erano guidare da un vescovo, da un solo
pastore. Fin dal primo secolo dopo Cristo la Chiesa conosceva l'episcopato
monarchico, ossia la guida di un solo vescovo. Da questi preziosissimi e antichissimi
documenti veniamo a sapere anche il nome dei vescovi che guidavano quelle Chiese
alle quali Ignazio indirizza le sue lettere: a capo della Chiesa di Efeso stava il vescovo
Onesimo. A capo di quella di Magnesia era posto il vescovo Damas. A capo della Chiesa
di Tralle era il vescovo Polibio, mentre la comunità di Smirne era guidata dal
famosissimo Policarpo. Lo stesso Ignazio governava la Chiesa di Antiochia e, nella
lettera che scrive agli Efesini, afferma che ovunque vi sia una Chiesa locale, essa è
governata da un solo vescovo. Nella lettera che scrive ai cristiani di Philadelphia, una
città dell'Asia Minore, Ignazio esorta tutti i fedeli ad usare di un'unica Eucaristia non solo
per la ragione che una e la Carne di Gesù ed uno è il suo Sangue, ma anche per il fatto
- e questo è importante per il rema della nostra ricerca - che uno solo è il vescovo per
ogni Chiesa locale. Come è facile osservare, stando alla testimonianza della storia,
quelle che noi oggi chiamiamo Chiese locali, o diocesi, già nel II secolo dopò
Cristo erano poste sotto la guida di un solo vescovo, proprio come oggi.
3) Sant’Ireneo, (140-200 d.C.), vescovo di Lione, nella sua famosissima opera Adversus
haereses, ci tramanda l'elenco dei vescovi di Roma e attesta la successione monarchica
dei vescovi della Chiesa di Smirne e di tutte le altre Chiese esistenti allora nel mondo.
Secondo Ireneo, gli eretici sono in errore perché sono fuori della successione
apostolica, cioè non riconoscono nelle autorità della Chiesa, nei vescovi, i loro
legittimi pastori. Ascoltiamo le sue ragioni: "Così tutti coloro che vogliono
conoscere la verità, possono osservare in ogni chiesa la tradizione degli Apostoli,
manifestata in tutto il mondo. Noi posiamo enumerare coloro che dagli Apostoli
furono stabiliti vescovi nelle chiese, e i loro successori fino ad oggi". Fermiamoci
un istante a riflettere. Come si evince, nella Chiesa dei primi secoli, un criterio di
giudizio infallibile per stabilire chi fosse eretico o meno era dato dall'appartenenza
alla Chiesa guidata dai vescovi e Ireneo, scrivendo per confutare gli eretici, si
vanta di potere enumerare la successione dei vescovi di ogni chiesa locale. Ma,
poiché si trattava di un lavoro molto lungo, nella sua opera preferisce elencare solo i
vescovi della Chiesa più importante, quella di Roma: "Ma poiché sarebbe troppo lungo,
in un volume come questo, enumerare la successione di tutte le chiese, noi esaminiamo
la chiesa grandissima e antichissima e conosciuta da tutti, fondata e stabilita a Roma dai
gloriosissimi Apostoli Pietro e Paolo: e dimostreremo che la tradizione, che essa ha dagli
Apostoli, e la fede, che ha annunciato agli uomini, sono giunte fino a noi attraverso la
successione dei vescovi". Dunque Ireneo attesta, sul finire del II secolo, l'esistenza
di elenchi di vescovi per ciascuna Chiesa e dichiara che la comunione con il
vescovo è garanzia della ortodossia, della vera Chiesa. Non cosi gli eretici che,
essendosi staccati dalla comunione con il vescovo - e sopra tutti con il vescovo di Roma
- non possono vantare di appartenere alla vera Chiesa. Ireneo ci trasmette una verìtà direi persino una lezione - che vale ancora ai nostri giorni. È la comunione con il
vescovo di Roma, cioè con il Papa, che garantisce l'appartenenza alla vera
Chiesa. Chi non è in comunione con lui non appartiene alla Chiesa edificata da
Gesù Cristo.
Ritorniamo alla storia e ricordiamo un altro episodio. C'è un momento, sempre nel II
secolo, che registra una controversia che suscitò molto scalpore. Si trattava di
decidere la data in cui si doveva celebrare in tutta la Chiesa la festa della Pasqua.
La questione si trascinerà per molti decenni e verrà risolta nel Concilio di Nicea
dell'anno 325, quando la Chiesa universale riunita in assise riconosce il Primato di
Roma, stabilendo dì celebrare la Pasqua nel giorno in cui si celebrava nell'Urbe.
Ma quello che interessa alla nostra indagine sulla struttura gerarchica della Chiesa è il
fatto documentato che, quando scoppia questa controversa, alla fine del II secolo,
le Chiese locali che vi prendono parte sono tutte strutturale gerarchicamente con
a capo un solo vescovo. E la storia ci ha consegnato - anche in questo caso - i
nomi. Nomi di vescovi che partecipano al dibattito e sono riconosciuti
dall'ecumene cristiano come i responsabili, vale a dire i pastori, le guide delle
Chiese locali. A Roma era vescovo Vittore, il quale, come abbiamo visto parlando
del primato petrino, delibera di scomunicare tutte le Chiese d'Oriente che non
accettano di uniformarsi alla prassi romana sulla celebrazione della Pasqua.
Decisione che non viene posta in atto grazie all'intervento mediatore di Ireneo,
vescovo di Lione, ma che dimostra come il Papa fosse consapevole del suo ruolo
di guida e pastore universale di tutta la Chiesa, dotato di poteri anche nel campo
disciplinare. Verso la fine del II secolo, nel mezzo di questa controversia sulla data
della Pasqua, sappiamo che Teofìlo era vescovo di Cesarea di Palestina; Narciso di
Gerusalemme; Palma di Ponto; Ireneo - lo abbiamo visto - lo era di Lione; Bacillo di
Corinto. Il vescovo Policrate, di Efeso, scrive a Papa Vittore una lettera il cui contenuto è
noto e in essa fa esplicito riferimento ai vescovi di diverse chiese locali: Trasea era
vescovo di Eumenia; Policarpo guidava la Chiesa di Smirne; Melitone era vescovo di
Sardi.
Possiamo dire, con assoluta certezza, che da sempre, fin dai primissìmi tempi
dell'era cristiana, le Chiese locali erano strutturate gerarchicamente, con a capo
un vescovo, un solo vescovo.
4) Tertulliano (ca. 155-ca. 222 d.C.), nato in ambiente pagano verso la metà del II
secolo, egli stesso pagano, si converte al cristianesimo quando ha 33 anni. Prima
faceva l'avvocato, poi diventa un polemista di prim'ordine, combatte contro gli eretici e
contro le persecuzioni imperiali. Purtroppo, prima di morire aderisce egli stesso all'eresia
montanista. Tertuiliano sfoggia un argomento apologetico valido ancora oggi. Di fronte
ad eretici che vantano di far risalire le loro dottrine addirittura agli Apostoli di
Gesù, vissuti solo un secolo prima (ricordiamo che siamo alla fine del II secolo),
Tertulliano risponde: "Può darsi che ci siano eresie le quali osino rifarsi all'età
apostolica, sì da parer insegnate dagli Apostoli. Si può replicare ad esse: mettano
fuori dunque le carte di nascita delle loro chiese: sciorinino i cataloghi dei loro
vescovi, che dimostrino la loro successione fin dal principio, in modo che si veda
che quegli che fu il primo vescovo ricevette l'investitura e fu preceduto da uno
degli Apostoli o almeno da un uomo apostolico, che con gli Apostoli avesse avuto
rapporti costanti" (De praescriptione haereticorum, XXXII). L'argomento utilizzato da
Teriulliano è in se stesso invincibile. E conserva ancora ai nostri giorni tutta la sua
validità. Come possiamo infatti essere sicuri che solo la Chiesa Cattolica, e non una
delle 30.000 confessioni cristiane esistenti oggi al mondo, sia la vera Chiesa di Gesù
Cristo? Seguendo l'invito dì Tertulliano: è sufficiente invitare tutte le chiese - o comunità
ecclesiali - a mostrare "le carte di nascita", (noi diremmo: la carta di identità). Soltanto
la Chiesa cattolica guidata dal Sommo Pontefice può risalire a Cristo e agli
Apostoli.
In verità, come abbiamo detto nei precedenti capitoli, anche le Chiese ortodosse
risalgono all'età apostolica, ma si sono separate dalla vera Chiesa non
riconoscendo il Primato di Pietro, che pure è documentato storicamente.
Terminano scrive nel II secolo: "Questo è il modo con cui le chiese apostoliche
esibiscono i loro titoli: così la chiesa di Smime mostra che Policarpo fu collocato
in quella sede da Giovanni (san Giovanni Apostolo, n.d.r.); così quella di Roma
mostra che Clemente vi fu ordinato da Pietro; e così pure le altre esibiscono i
vescovi che, costituiti nell'episcopato dagli Apostoli, sono per esse i veicoli della
semente apostolica" (De praescriptione haereticorum, XXXII).
•
•
•
•
Quando la Chiesa di Roma mostra la sua carta di identità, da Papa Benedetto XVI
essa risale, nella storia, e attraverso i suoi 264 predecessori, fino a Simon Pietro,
primo vescovo di Roma. La Chiesa cattolica conserva intatta la successione
apostolica.
Non possono fare la stessa cosa le comunità del mondo protestante che, in base alla
loro carta di identità, dai pastori odierni possono risalire al massimo fino a Luterò,
vissuto nel XVI secolo
Non possono fare la stessa cosa i Valdesi, che sono presenti soprattutto in Italia, i
quali, quando mostrano la loro carta dì identità, dai pastori di oggi possono risalire
fino a Valdo, un ricco mercante di Lione vissuto a cavallo fra Xll e XIII secolo. Prima
di Valdo non esistevano i Valdesi e dunque quella comunità non può vantarsi dì aver
conservato la successione apostolica
Anche i Testimoni di Geova hanno una origine storicamente datata alla seconda
mela del XIX secolo
La successione apostolica è invece, fin dai tempi antichissimi, la prova per
identificare la vera Chiesa di Gesù Cristo e oggi la Chiesa cattolica può vantare, e
storicamente dimostrare, di averla conservata. Quindi, come giustamente insegna la
recente Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede Dominus lesus
(N°17), a rigore queste comunità non possono essere chiamate "chiese", perché hanno
interrotto la successione apostolica.
“Esiste quindi un'unica Chiesa di Cristo, che sussiste nella Chiesa Cattolica, governata
dal Successore di Pietro e dai Vescovi in comunione con lui. Le Chiese che, pur non
essendo in perfetta comunione con la Chiesa Cattolica, restano unite ad essa per
mezzo
di strettissimi vincoli, quali la successione apostolica e la valida Eucaristia, sono
"
vere Chiese particolari. Perciò anche in queste Chiese è presente e operante la Chiesa
di Cristo, sebbene manchi la piena comunione con la Chiesa cattolica, in quanto non
accettano la dottrina cattolica del Primato che, secondo il volere di Dio, il Vescovo di
Roma oggettivamente ha ed esercita su tutta la Chiesa. Invece le comunità ecclesiali
che non hanno conservato l'Episcopato valido e la genuina e integra sostanza del
mistero eucaristico, non sono Chiese in senso proprio; tuttavia i battezzati in queste
comunità sono dal Battesimo incorporati a Cristo e, perciò, sono in una certa
comunione, sebbene imperfetta, con la Chiesa. Il Battesimo infatti di per sé tende al
completo sviluppo della vita in Cristo mediante l'integra professione di fede, l'Eucaristia
e la piena comunione nella Chiesa. " Non possono, quindi, i fedeli immaginarsi la Chiesa
di Cristo come la somma — differenziata ed in qualche modo unitaria insieme — delle
Chiese e Comunità ecclesiali; né hanno facoltà di pensare che la Chiesa di Cristo oggi
non esista più in alcun luogo e che, perciò, debba esser soltanto oggetto di ricerca da
parte di tutte le Chiese e comunità".
Infatti "gli elementi di questa Chiesa già data esistono, congiunti nella loro
pienezza, nella Chiesa Cattolica e, senza tale pienezza, nelle altre Comunità".
"Perciò le stesse Chiese e comunità separate, quantunque crediamo che abbiano
delle carenze, nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e
di peso. Poiché lo Spirito di Cristo non recusa di servirsi di esse come strumenti di
salvezza, il cui valore deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità che è stata
affidata alla Chiesa Cattolica". La mancanza di unità tra i cristiani è certamente una
ferita per la Chiesa; non nel senso di essere privata della sua unità, ma "in quanto la
divisione è ostacolo alla realizzazione piena della sua universalità nella storia "".
SETTA AMERICANA (“spa”)
1879
Cambia tre “chiese”:
presbiteriano, avventista e
russelita…
1931
“Testimoni di
Geova”
1°-Charles Taze
Russell (1952-1916)
(Gesù è Dio)
•Occultista (cfr. numerologia sulla piramide di Giza, sole
egizio di Iside, ecc.) e probabilmente massone;
•Processato per infedeltà e crudeltà contro la moglie;
•Processato per aver venduto a 60 volte il prezzo un
“grano miracoloso”;
•Processato per abuso del termine “Pastore” e per
arrichimento indebito nei confronti di persone
sprovvedute biblicamente. Il Pastore Ross dimostro
che Russell non conosceva il greco.
6°-Don Adams (1922-?)
(Gesù è creatura, Michele)
Dopo la morte di
Russell i “Russelliti”
danno origine a una
miriade di “eresie” e
“scismi”…
Modo con il quale i TESTIMONI
di GEOVA legittimano la loro
esistenza come la “UNICA e
VERA CHIESA”….
La dottrina del “1914”
I due cardini dei TdG:
1)la premessa: visione pessimistica del “mondo”, “grande
apostasia della cristianità”;
2)la conseguenza: fine del mondo imminente (idea centrale del
credo dei TdG), ma la porta è stretta e serve una chiave “neognostica”, il “sigillo dei salvati” (Avventisti: santificazione del
Sabato…TdG: una morale speciale) che certamente la apra e che
è posseduta solo dal Corpo Direttivo, i capi della setta.
Le “comunità ecclesiali” e le “sètte” di ispirazione “cristiana”
cercano in qualche modo di inventarsi l’apostolicità e la Tradizione.
L’escamotage tipico degli AVVENTISTI e anche dei TESTIMONI
DI GEOVA è di prendere due versetti della Bibbia che abbiamo
queste caratteristiche:
1° versetto
della Bibbia
2° versetto
della Bibbia
Avvenimento della “fine
del mondo” e il numero
degli anni mancante a
quell'evento
Fissa il punto di
partenza del computo
degli anni
WILLIAM MILLER fondatore degli AVVENTISTI e “maestro” in
false profezie di Russell (1° presidente TdG)
1° versetto biblico (avvenimento fine del mondo+anni
mancanti a quell’evento): Dn 9,24-27, Decreto di Artaserse
per la ricostruzione di Gerusalemme (457 a.C.)
William Miller
2° versetto biblico (punto di partenza per computare la “fine
del mondo”): Dn.8,14, Visione messianica di Daniele sulla
restaurazione del santuario dopo 2300 giorni; il santuario e'
interpretato come il mondo oscuro, la profanazione e' la fine
del mondo + Ez.4,6: “un giorno per ogni anno” (nel calcolo
del tempo profetico un giorno va computato per un anno!).
(1824-1908)
- 457 a.C. + 2300 = 1843 o 1844
… stabilì per il ritorno di Cristo una data compresa tra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo
1844… calcò il 677 come data della caduta di Gerusalemme…
William Miller
(1824-1908)
La tecnica che adottò fu innovativa e nel clima
di risveglio religioso di quegli anni fu efficacissima.
Si servì di tendoni molto grandi che potevano
contenere fino a seimila persone e i cosiddetti
“camp meeting”.
Samuel S. Snow, uno dei suoi seguaci, in
base al calendario ebraico gli fece spostare la data
al 22 ottobre 1844 che passò negli annali della
storia religiosa come la data della “Grande
Delusione”.
Dopo
il
secondo
fallimento
dell’escatologia di Miller, il movimento si frammentò
in diverse sette. Alcuni continuarono a sostenere la
loro convinzione, spiegando che semplicemente
avevano atteso “la cosa sbagliata nel momento
giusto”. Il che voleva dire che “spiritualizzarono”
la predizione, asserendo che Cristo era arrivato
proprio quando essi lo attendevano, ma che invece
di scendere sulla terra, egli era entrato nel
santissimo del tempio celeste. Poiché si
trattava di un evento spirituale, era impossibile
agli essere umani sia confermarlo che
smentirlo, e così divenne materia di fede.
Come riuscirono gli Avventisti a
evitare di affrontare il loro
FALLIMENTO da FALSI PROFETI?
William Miller
(1824-1908)
Spiritualizzarono la predizione così da
FALSA divenne VERA.
Sebbene avessero predetto la fine del
mondo nel 1843 o 1844 d.C., frutto
dell'operazione: (-) 2300 a.C.(+) 457 d.C.
al fallimento della data venne detto che
Miller aveva subito la “prova di
Abramo” ed era stato sviato da Satana.
Si disse che c'era stato un avvenimento
indivisibile… per Ellen White, fondatrice
della setta degli “Avventisti del 7° giorno” ,
“Gesù è passato dalla parte bassa alla
parte alta del santuario”.
Il fondatore dei Testimoni di Geova, RUSSELL
1° versetto biblico (avvenimento fine del mondo+anni
mancanti a quell’evento): Dn.4,13.23.30, profezia dei “7
tempi” di Daniele in cui il re babilonese Nabucodonosor viene
detronizzato, perché superbo, per “sette tempi” poi ritorna a
regnare; Ez.4,6: “un giorno per un anno”; Ap.12,6: “la donna
fuggì nel deserto per 1260 giorni”; Dn.7,25: “[La quarta
bestia] proferirà insulti contro l'Altissimo e distruggerà i santi
dell'Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli
saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un
tempo”.
1260giorni x 1 anno/giorno = 1260 anni
Charles Taze Russell
(1952-1916)
1260 anni = 3,5 tempi
7tempi
1 tempo = 360 anni
x 360 anni/tempo = 2520 anni
(equivalente dei 7 “tempi di Daniele”)
2° versetto biblico (punto di partenza per computare la “fine
del mondo”): Ez.21,25-32: Sedechia, l’ultimo re di Giuda,
viene abbattuto da Nabucodonosor e non “si rialzerà più
finchè non giunga colui al quale appartiene il diritto…”. Per i
Testimoni di Geova questo fatto storico avviene nel 607 a.C.
Calcolo di Russell: -607 (a.C.) + 2520 = 1914 d.C.
& Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pp.140-141
Così Russell si autoproclamò unico portavoce di Dio: "La Torre di Guardia
dichiarò senza esitazione che il fratello Russell è il servo fedele e discreto" (&
La Torre di Guardia, 1 marzo 1917, Reprints, vol.12, p.6049).
Charles Taze Russell, fondatore dei “geovisti” affermava nella “Zion’s
Watch Tower” che:
1)Nel 1799 è iniziato il TEMPO della FINE.
2)Nel 1874, sono terminati i 6000 anni di vita umana sulla
Terra ed è iniziata la “PARUSIA” INVISIBILE di CRISTO.
3)Dall’estate del 1878 Cristo regna (RUSSELL è lo “schiavo
fedele e discreto”).
4)Dopo 40 anni, nel 1914, il tempo della “mietitura o
tribolazione” sarebbe arrivato il “giorno del Signore” della
“PARUSIA” VISIBILE di CRISTO.
5)Dal 1914 sarebbe iniziato il REGNO MILLENARIO di
CRISTO con la fine dei governi umani (distrutti!!!) con
l’insediamento e il pieno controllo di Cristo.
6)Queste DATE (1799, 1874, 1878 e 1914) non possono
essere cambiate perché le ha fissate DIO!
ALLORA “GEOVA” (= Russell) dice delle BALLE!!!
& Torre di Guardia di Sion e dell’araldo della Presenza di Cristo” del 15 marzo,
1892, p.88:
“Secondo noi vi sono consistenti prove che la parousia del nostro
Signore ebbe inizio nell’autunno del 1874. Con gli occhi naturali non
abbiamo visto niente; noi lo sappiamo e sinceramente lo affermiamo solo
grazie agli occhi dell’intendimento, solo alla luce della “certa parola
profetica”, nella quale crediamo”.
& Torre di Guardia di Sion e dell’araldo della Presenza di Cristo” del 1892, p.226
“Ora, in considerazione dei recenti problemi occupazionali e
dell’anarchia che incombe, i nostri lettori scrivono per sapere se non
possa esserci un errore nella data del 1914. Costoro affermano di
non riuscire a vedere come le attuali condizioni possano protrarsi
tanto a lungo sotto una tensione come quella attuale.
Non vediamo alcun motivo per cambiare le date, né potremmo
cambiarle se volessimo. Crediamo che esse sono date di Dio, non
nostre. Tuttavia, considerate che la fine del 1914 è la data non per
l’inizio, ma per la fine del tempo della tribolazione. Riteniamo
che non ci sono ragioni per discostarci dall’opinione espressa
nell’articolo presentato nella Torre di Guardia del 15 gennaio 1892.
Suggeriamo di leggerlo nuovamente”.
Il Tempo è Vicino (1889), pp.98.99 [EDIZ.1907]
“In verità, è aspettarsi grandi cose proclamare, come facciamo noi: entro i
prossimi ventisei anni tutti i governi attuali saranno rovesciati e dissolti; eppure
stiamo vivendo in un tempo molto particolare, nel “Giorno di Geova”, durante il
quale gli eventi giungeranno rapidamente al loro culmine; è scritto, “Il Signore
farà una breve opera sulla terra”. (Vedi il Vol. I, cap. XV). Negli scorsi undici
anni queste cose sono state predicate e pubblicate così come le abbiamo
precedentemente esposte; ed in questo breve tempo lo sviluppo delle strutture
e degli strumenti per indebolire e rovesciare i più forti imperi della terra è stato
meraviglioso. In quel periodo il Comunismo e il Nichilismo si sono diffusi e
affermati, ed hanno già causato grande disagio fra i governanti e i potenti della
terra, i cui cuori sono venuti meno per il terrore, e per la consapevolezza di ciò
che sta per accadere sulla terra; poiché le attuali potenze devono essere
potentemente scrollate, ed infine esse spariranno in un grande tumulto. In
considerazione della solida evidenza biblica relativa ai Tempi dei Gentili,
noi consideriamo una verità stabilita che la completa fine dei regni di
questo mondo, e il pieno insediamento del Regno di Dio, saranno
completati entro la fine del 1915 A.D. In quel tempo la preghiera della Chiesa
che si protrae fin dalla dipartita del suo Signore, “Venga il tuo Regno” sarà
esaudita; e sotto quella saggia e giusta amministrazione, tutta la terra sarà
colma della gloria del Signore, con la conoscenza e la giustizia e la pace (Sal.
72:19; Isa. 6:3; Abacuc 2:14); e la volontà di Dio sarà fatta “sulla terra com’è
Il 1914 passa senza che arrivi
“ARMAGHEDON” la FINE del
MONDO…
Allora Russell, 1° presidente dei TdG, è
FALSO PROFETA…Ma i TdG senza
scomporsi rigettano il 1878 come data
in cui Cristo regna e il 1914 come data
della venuta visibile di Cristo… e
assumono il 1914 come data in cui
Cristo regna invisibilmente sulla sua
Chiesa, i TdG!
Dopo la “Caporetto” del 1914 i TdG falsificano i loro
stessi libri
Nelle edizioni de “Il Tempo è vicino” successive al 1914 i
responsabili della letteratura dei Testimoni, modificarono (=
falsificarono) alcuni punti salienti della LORO “dottrina” come diretta
conseguenza dei fallimenti delle loro FALSE PROFEZIE (1/3).
versione del 1907: In this chapter we present the Bible
evidence proving that the full end of the times of the Gentiles,
i.e., the full end of their lease of dominion, will be reached in
A.D. 1914; and that that date will be the farthest limit of the rule
of imperfect men. (Trad. “e che questa data segnerà l’estremo
limite del governo da parte degli uomini imperfetti”).
versione del 1924: In this chapter we present the Bible
evidence proving that the full end of the times of the Gentiles,
i.e., the full end of their lease of dominion, will be reached in
A.D. 1914; and that that date will see the disintegration of the
rule of imperfect men. [La data del 1914 non è più l’«estremo
limite», ma, adesso, è quella della «disintegrazione»].
(2/3)
versione del 1907: Firstly, That at that date the Kingdom of
God for which our Lord taught us to pray, saying “Thy Kingdom
come”, will have obtained full, universal control, and that it will
then be “set up”, or firmly established in the earth. (Trad. “avrà
ottenuto il pieno e universale controllo e che in esso sarà, in
quel tempo, insediato o fermamente stabilito sulla Terra e sulle
rovine delle presenti istituzioni…”)
versione del 1924: Firstly, That at that date the Kingdom of
God, for which our Lord taught us to pray, saying, “Thy
Kingdom come”, will begin to assume control, and that it will
then shortly be “set up”, or firmly established in the earth, on
the ruins of the present institutions. (Trad. “comincerà ad
assumere il controllo… sarà insediato tra poco…”).
(3/3)
versione del 1907: Thirdly, It will prove that some time
before the end of A.D. 1914 the last member of the divinely
recognized Church of Christ, the “royal priesthood”, “the body
of Christ”, “will be glorified with the Head; because every
member is to reign with Christ, being a joint-heir with him of the
Kingdom, and it cannot be fully “set up” without every member”.
(Trad. “… qualche tempo prima della fine del 1914 A.D… il
“corpo di Cristo” sarà glorificato dal capo”)
versione del 1924: Thirdly, it will prove that some time
before the end of the overthrow the last member of the divinely
recognized Church of Christ, the “royal priesthood”, “the body
of Christ”, “will be glorified with the Head; because every
member is to reign with Christ, being a joint-heir with him of the
Kingdom, and it cannot be fully “set up” without every member
(Trad. “qualche tempo prima del rovesciamento… il “corpo di
Cristo” sarà glorificato dal capo).
Dopo che i TdG
hanno falsificato i loro
stessi libri e
“spiritualizzato” la
data del 1914
possono continuare a
dire che Russell era
PROFETA…
I TdG provano a sminuire la “fine del mondo” che avevano falsamente profetizzato nel 1914 e dicono
“alcuni” ma in realtà “TUTTI”!!!
La “profezia dei 7 tempi di Daniele” e la scelta del “607 a.C.”
come inizio dei “fissati tempi delle nazioni” o “tempi dei gentili”
che hanno il loro culmine nel 1914, è la dottrina
fondamentale dei T.d.G che tenta di legittimarne biblicamente
la nascita dopo quella che viene classicamente definita dai
gruppi millenaristici la “grande apostasia”, in cui dopo il
primo secolo di esistenza la Chiesa sarebbe scomparsa per
poi riemergere nel 1914 con il primo presidente Russell.
Attualmente i TdG affermano che nel 1914:
1)i “tempi dei gentili” finirono;
2)Cristo fu intronizzato (prima visibilmente e poi invisibilmente)
come re del celeste governo di Dio nel 1914;
3)Incominciò l’intronizzazione dei 144.000 o unti;
4)E’ incominciata la teocrazia di Brooklyn del Corpo Direttivo;
5)Incominciato il “tempo della fine”;
6)Satana fu espulso dai cieli sulla Terra;
Chi non crede nel “1914” è espulso dai TdG
“…L’insegnamento di opinioni dissidenti o divergenti non è
compatibile con il vero cristianesimo…Per essere associati
approvati dei TdG occorre accettare tutto l’insieme dei
veraci insegnamenti della Bibbia, incluse quelle dottrine
scritturali che sono propri dei TdG [pena la scomunica per
apostasia!]. Quali sono alcune di queste dottrine?...Che il
1914 ha contrassegnato la fine dei tempi dei Gentili e
l’istituzione del Regno di Dio nei cieli, nonche il tempo della
predetta presenza di Cristo. Che solo 144.000 cristiani
ricevono la ricompensa celeste. Che Armaghedon, vale a
dire la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente è
vicino. Che questa battaglia sarà seguita dal regno
millenario di Cristo, il quale ristabilirà su tutta la terra il
paradiso…” (& La Torre di Guardia, 1 aprile 1986 p.31)
Chi non crede che dal 1914
CRISTO ha fatto la sua
“PARUSIA” INVISIBILE è
scomunicato dai Testimoni di
Geova…
Ovviamente dopo le BALLE di
RUSSELL i geovisti hanno
“spiritualizzato” la predetta
data del 1914 di Russell, cioè
la “PARUSIA” VISIBILE di
CRISTO rendendola
INVISIBILE così come hanno
fatto ad esempio gli
AVVENTISTI del 7° GIORNO
quando Miller ha ciccato le
molte date della “fine del
mondo” andate a “pallino”…
Alcune considerazioni:
1) Gerusalemme fu distrutta da Nabudonosor, re babilonese, nel 587
a.C. e non nel 607 a.C. come invece asseriscono i TdG!!! Pertanto
pur ammettendo che tutta la costruzione cronologia alquanto fantasiosa
dei TdG sia possibile allora: (-2520+587=1934 d.C.), pertanto Russell
non è stato incaricato
nel 1914 di ripristinare
la
Chiesa
dopo
l'ipotetica
“grande
apostasia”, ma l'avrà
fatto, forse, un altro
“mister Pincopalla” nel
1934, ahimè!!!
(Dizionario
Enciclopedico
Zanichelli, p.1223)
2) Se i “tempi dei gentili” sono un periodo di tempo durante il quale le nazioni
hanno prevalso sul “Regno di Dio” e se questo periodo è finito nel 1914,
come sostiene il Corpo Direttivo (CD) dei TdG, perché le nazioni dominano
ancora incontrastate?
3) Lc.21,23-24 (“…Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei
pagani siano compiuti”) parla del “calpestamento di Gerusalemme” dopo
aver parlato del “segno degli ultimi giorni” (Lc.21,7), mentre i TdG fanno
concordare questo versetto con la loro costruzione cronologica che dice che
prima c'è stato il “calpestamento di Gerusalemme da parte di
Nabucodonosor” finito nel 1914 e poi avrebbero incominciato, per i TdG, a
manifestarsi gli aspetti del “segno” della fine del sistema mondiale
(terremoti, ecc.). Errore macroscopico; si unisce due eventi che non
c'entrano nulla tra di loro. Infatti Nabucodosor distrusse nel 587 a.C.
Gerusalemme, mentre Gesù qui parla della futura distruzione di
Gerusalemme che sarebbe avvenuta dopo la sua morte nel 70 d.C. E allora
poiché, “più coerentemente”, i tempi dei gentili non poterono incominciare
dal 70 d.C.?
4) Mt.24,21-22 parla della “grande tribolazione” che storicamente fu circoscritta
alla regione vicino a Gerusalemme; perché il CD le assegna un
adempimento su scala mondiale?
…Il problema di fondo è che i TdG uniscono questi versetti con l'arbitrio di chi
non considera i “generi letterari”, di chi non coglie che le combinazioni
possibili per fare “bibliomanzia”sono infinite (cfr. W. Miller)…
L’evoluzione del DOGMA…
Cosa dicono i TdG?
"Molte cose ho ancora da dirvi, [dice Gesù] ma per il momento non siete capaci
di portarne il peso. Quando, però, verrà lo spirito di verità, egli vi guiderà alla
verità tutta intera..." (Gv.16,12s); noi Cattolici sappiamo che la Chiesa è il
lucerniere voluto da Cristo (cf. Ef.1,22) affinché Egli possa essere vera
lampada (cfr.Mc.4,21-22), che “nessuna Scrittura va soggetta a privata
interpretazione” (2Pt.1,20), e che la “Chiesa è colonna e sostegno della verità”
(1Tm.3,15) guidata progressivamente dallo Spirito Santo alla “verità tutta intera”
(Gv.16.13).
Sebbene i protestanti non accettino il principio, pur scritturale,
dell'approfondimento della comprensione della Parola di portare alla luce ciò
che era celato o almeno non evidente, la Riforma stessa si basa proprio su ciò
che ufficialmente respinge. Lo riconobbe il pastore protestante Giovanni
Miegge, il quale affermò: "Vi sono effettivamente nella Scrittura verità che
vengono scoperte e valorizzare assai tardi. Ad esempio, la giustificazione per
fede, di cui la Riforma mise in evidenza il valore".
Si dice in effetti che tutto inizia in quel giorno in cui Lutero meditando in
solitudine nella lattrina del monastero credette di capire quel che Paolo voleva
dire con il suo "il giusto vive per fede". Allora la Riforma nacque accettando il
principio di "approfondimento", di "comprensione più piena", di "penetrazione
successiva" che è alla base ad esempio dell'aborrita "mariolatria" cattolica!!!
“…A qualcuno potrebbe sembrare che
quel sentiero [il sentiero seguito dai
servitori di Geova, il Corpo Direttivo, CD]
non abbia sempre seguito un percorso
rettilineo. A volte spiegazioni date dalla
visibile organizzazione di Geova hanno
rivelato aggiustamenti, con apparente
ritorno a precedenti punti di vista. Ma in
effetti non è stato così. Si potrebbe fare un
paragone con una tecnica che in gergo
nautico
si
chiama
“bordeggio”.
Manovrando le vele, i marinai, possono
mandare la barca da destra a sinistra,
avanti e indietro, ma sempre procedendo
verso la meta nonostante i venti contrari.
La meta verso cui dirigono i Testimoni di
Geova sono “i nuovi cieli e la nuova terra”
promessi da Dio (2Pt.3,13)” (& La Torre
di Guardia del 1 giugno 1982, p.27).
Continui cambiamenti dottrinali dei TdG (“luce che scaccia luce”)
1-Russell (18791916)
Ok
feste
Gesù è Dio,
l’unico nome
che salva
Ok
croce
Ritorno
Cristo:
ott
1874
Fine del
mondo:
1914
Ok trasf.
sangue
Autorità
superiori=governi
politici terreni
(ok votaresoldato-bandiera)
2-Rutherford (19171942)
No
feste
Gesù è solo
ESEMPIO
(Geova,
usato dal
1931); nel
1935 inventa
i 144.000
No
croce
(alber
o e poi
palo)
Ritorno
Cristo:
1914
Fine del
mondo:
1918;
1925;
19391942
No
vaccinazio
ne
(1923)/No
mangiare
sangue
Autorità
superiori=GeovaGesù-CD
(il mondo è
satanico)
(NO votaresoldato-bandiera)
3-Knorr (19421977)
No
feste
Gesù è
mediatorearcangelo
solo tra
Geova e i
144.000
Fine del
mondo:
1975
No trasf
(1961)./no
oragani/no
e poi ok
vaccinazio
ni (1953)
Autorità
superiori=governi
politici terreni
(ok soldato)
4-Franz (19771993)
No
feste
Gesù è il
“maresciallo”
di Geova
Fine del
mondo:
1983
No traf./no
(19671980) e
poi ok
organi
Autorità
superiori=governi
politici terreni
(No soldato, ecc.)
5-Henschel (19932000)
6-Adams (2000-?)
Fine del
mondo:
2000
Una nuova luce non contraddice mai la luce in essere…
“Se seguissimo un uomo le cose sarebbero certamente diverse
per noi; indubbiamente una idea umana contraddirebbe un’altra e
ciò che era luce uno o due o tanti anni fa, adesso sarebbe
considerata come tenebre; ma presso Dio non vi è variazione, ne
volgimento d’ombra e così con la verità; ogni conoscenza o luce
che proviene da Dio deve essere come il suo Autore. Una nuova
veduta della verità non può mai contraddire una veduta
precedente. “La nuova luce” non estingue la precedente luce, ma
si aggiunge ad essa. Se voi illuminaste un edificio contenente
sette lampade a gas voi non ne spegnereste una alla volta che ne
accendereste un’altra, ma aggiungereste una luce all’altra, ed
esse sarebbero in armonia e ciò provvederebbe incremento di
luce: così è la luce della verità; il vero incremento deve
aggiungersi, non sostituirsi al precedente”
(& La Torre di Guardia, feb.1881, p.3).
I “FALSI” tornano alle dottrine che prima avevano
rinnegato…
“Il fatto che questi oppositori oscillino da una posizione all’altra
non me mette forse in dubbio la sincerità?...Questi uomini,
volgendosi contro i TdG, seguono forse il modello dell’apostolo
Paolo?... Paolo rispose: “Se edifico di nuovo le cose che una volta
ho
demolite
dimostro
da
me
stesso
di
essere
trasgressore”(Gal.2,18). E’ una cosa seria rappresentare in un
certo modo Dio e Cristo, quindi scoprire che il nostro intendimento
dei principali insegnamenti e delle dottrine fondamentali della
Scrittura era errato, e dopo ciò tornare alle medesime dottrine di
cui, con anni di studio, avevamo completamente stabilito la falsità.
I cristiani non possono essere incerti, indecisi, riguardo a tali
insegnamenti fondamentali. Che giudizio si può avere nel giudizio
e nella serietà di tali persone?”
(& La Torre di Guardia, del 1/11/1976, pag.650).
Esempio 1: “il trapianto di organi”:
1)1963: “il trapianto di organi è lecito perché non vi è implicato
nessun principio biblico” (& La Torre di Guardia del 15/03/1963);
2)1968: “il trapianto è illecito, è un atto di cannibalismo. Ci sono
basi bibliche per condannare tale pratica” (& La Torre di Guardìa
del 15/03/1968);
3)1980: “il trapianto è lecito, osservando certe precauzioni” (& La
Torre di Guardia, 1/09/1980). Dal 1984 i TdG affermano che è
possibile fare anche un trapianto di midollo osseo (& La Torre di
Guardia, 15/18/1984, p.31) anche se tutti sanno che nel decorso
post-operatorio sono necessarie trasfusioni di sangue per le quale
i TdG affermano: “Le trasfusioni di sangue sono una violazione dei
comandi di Dio… chi riceve trasfusioni di sangue deve essere
stroncato dal popolo di Dio mediante la scomunica o
disassociazione…” (& La Torre di Guardia, 15/07/1961, pp.446448).
Esempio 2: “le autorità superiori”
1) Charles T. Russell, il primo presidente dei TdG, nel 1904 nel
libro The New Creation, commentando la Lettera ai Romani 13,17 che parla sella “sottomissione alle autorità costituite”…
…affermò che i veri cristiani "dovrebbero naturalmente essere i più
sinceri nel riconoscere i grandi di questo mondo e i più obbedienti
alle leggi" (& Proclamatori, p.190). Le autorità superiori sono i
governi politici terreni.
2) Joseph Rutherford, il secondo presidente dei TdG, nel 1921
rovescia l'interpretazione precedente, Romani 13,1 non si riferisce più
alle autorità terrene ma a Dio e a Gesù Cristo: “l'apostolo Paolo non
intendeva che la sua menzione si appellasse agli uomini visibili agli
occhi umani che sono governanti di questo empio mondo dominato da
Satana. Pertanto le `autorià superiori' menzionate dall'apostolo sono
Geova Dio e Cristo Gesù, e Cristo Gesù è il grande Ministro di Geova”
(& Sia Dio riconosciuto verace, p.242). Le autorità superiori non
sono i governi politici terreni ma Dio e Gesù Cristo.
3)Nathan Knorr, il terzo presidente dei TdG, ribalta nel 1963 per la
seconda volta la suddetta dottrina “le `autorità superiori' sono
logicamente nel mondo fuori della congregazione. Non possiamo
certamente chiudere gli occhi al fatto che vi sono alcune autorità fuori
della congregazione cristiana ... Quando i cristiani si sottomettono
agli esistenti governi visibili, terreni, umani o "autorità superiori", non
si sottomettono al Dragone, Satana il Diavolo. Ubbidiscono al
comando di Dio”. (& La Torre di Guardia 15/6/63, p.359). Le
autorità superiori sono i governi politici terreni.
Alcune FALSIFICAZIONI
BIBLICHE e
TRADUZIONI
vergognose della BIBBIA
… Fred Franz, poi 4° presidente della WT, sotto la presidenza
di Nathan Knorr negli anni ’50 fino al 1961 (prima edizione
ing. TNM) fu l’ISEGETA della FALSA BIBBIA dei TdG…
(Raymond Franz, Crisi di Coscienza: fedeltà a Dio o alla propria religione?, EDB, Napoli 2005, p.80):
BIBBIA CEI
TNM
Gv.14,14
“Se mi
“Se voi
chiederete
chiederete
qualcosa
qualcosa
nel mio
nel mio
nome, io la nome, io la
farò”
farò
Gesù invita ad
essere
PREGATO… per
i TdG invece si
prega
solo
GEOVA tramite
l’arcangelo Gesù
alias
Michele
perché altrimenti
Gesù
sarebbe
Dio! Allora i TdG
falsificano
la
Bibbia…
e
tolgono “mi”.
BIBBIA CEI
Lc.23,43
TNM
Gli rispose: Ed egli disse a
«In verità ti
lui:
dico: oggi
"Veramente ti
sarai con me dico oggi: Tu
nel paradiso» sarai con me
in Paradiso"
(La nota in calce nell'Interlineare dice:
«"Oggi." Il testo di Wescott and Hort mette
una virgola nel testo greco prima della parola
"oggi". Nel greco originale non c'è la virgola.
Perciò noi omettiamo la virgola davanti a
"today"». In realtà i TdG non si limitano ad
omettere la virgola ma la spostano a dopo
'today', conferendo così al testo sacro un
senso a favore della loro ideologia
laddove, semplicemente omettendola,
anche l'interpretazione comune avrebbe
diritto di cittadinanza e, per logica di
senso, più ragionevole. La interpretazione
comune che è sempre stata data a questo
versetto è quella della CEI.
1) Mt 5:18 "poiché veramente vi dico
che..."
2) Mt 16:28 "veramente vi dico che..."
3) Mt 19:23 "veramente vi dico che..."
4) Mt 21:31 "veramente vi dico che..."
5) Mt 24:34 "veramente vi dico che..."
6) Mc 3:28 "veramente vi dico che..."
7) Mc 11:23 "veramente vi dico che..."
8) Mc 12:43 "veramente vi dico che..."
9) Mc 13:30 "veramente vi dico che..."
10) Lc 4:24 "veramente vi dico che..."
11) Mt 5:26 "difatti io ti dico:
Certamente..."
12) Mt 6:2 "veramente vi dico: Essi..."
13) Mt 6:5 "veramente vi dico: Hanno..."
14) Mt 6:16 "veramente vi dico: Essi..."
15) Mt 8:10 "vi dico la verità: In..."
16) Mt 10:15 "veramente vi dico: Nel..."
17) Mt 10:23 "veramente vi dico: Non..."
18) Mt 10:42 "veramente vi dico, non..."
19) Mt 11:11 "veramente vi dico: Fra..."
20) Mt 13:17 "veramente vi dico: Molti..."
21) Mt 17:20 "veramente vi dico: Se..."
22) Mt 18:3 "veramente vi dico: A
meno..."
23) Mt 18:13 "certamente vi dico, si..."
24) Mt 18:18 "veramente vi dico: Tutte...“
25) Mt 19:28 "veramente vi dico: Nella...
26) Mt 21:21 "veramente vi dico: Se..."
27) Mt 23:36 "veramente vi dico:
Tutte..."
28) Mt 24:2 "veramente vi dico: Non..."
29) Mt 24:47 "veramente vi dico: Lo..."
30) Mt 25:12 "vi dico la verità: Non..."
31) Mt 25:40 "veramente vi dico: In..."
32) Mt 25:45 "veramente vi dico: In..."
33) Mt 26:13 "veramente vi dico:
Dovunque..."
34) Mt 26:21 "veramente vi dico:
Uno..."
35) Mt 26:34 "veramente ti dico:
Questa..."
36) Mc 8:12 "veramente vi dico: A
questa..."
37) Mc 9:1 "veramente vi dico:
Alcuni..."
38) Mc 9:41 "veramente vi dico, non..."
39) Mc 10:15 "veramente vi dico:
Chiunque..."
40) Mc 10:29 "veramente vi dico:
Non..."
41) Mc 14:9 "veramente vi dico:
Dovunque...“
42) Mc 14:18 "veramente vi dico:
Uno..."
43) Mc 14:25 "veramente vi dico:
Non..."
44) Mc 14:30 "veramente ti dico:
Oggi...
45) Lc 11:51 "Sì, vi dico, sarà..."
46) Lc 12:37 "veramente vi dico: Egli..."
47) Lc 18:17 "veramente vi dico:
Chiunque..."
48) Lc 18:29 "veramente vi dico: Non..."
49) Lc 21:32 "veramente vi dico:
Questa..."
50) Gv 1:51 "verissimamente vi dico:
Vedrete..."
51) Gv 3:3 "verissimamente ti dico: A
meno..."
52) Gv 3:5 "verissimamente ti dico: A
meno..."
53) Gv 3:11 "verissimamente ti dico:
Noi..."
54) Gv 5:19 "verissimamente vi dico: Il
Figlio..."
55) Gv 5:24 "verissimamente vi dico:
Chi..."
56) Gv 5:25 "verissimamente vi dico:
L'ora..."
57) Gv 6:26 "verissimamente vi dico:
Voi...“
58) Gv 6:32 "verissimamente vi dico:
Mosè...“
59) Gv 6:47 "verissimamente vi dico:
Chi..."
60) Gv 6:53 "verissimamente vi dico:
Se..."
61) Gv 8:34 "verissimamente vi dico:
Chiunque..."
62) Gv 8:58 "verissimamente vi dico:
Prima..."
63) Gv 10:1 "verissimamente vi dico:
Chi..."
64) Gv 10:7 "verissimamente vi dico:
Io..."
65) Gv 12:24 "verissimamente vi dico:
A meno..."
66) Gv 13:16 "verissimamente vi dico:
Lo schiavo..."
67) Gv 13:20 "verissimamente vi dico:
Chi..."
68) Gv 13:21 "verissimamente vi dico:
Uno..."
69) Gv 13:38 "verissimamente vi dico:
Il gallo..."
70) Gv 14:12 "verissimamente vi dico:
Chi..."
71) Gv 16:20 "verissimamente vi dico:
Voi..."
72) Gv 16:23 "verissimamente vi dico:
Se..."
73) Gv 21:18 "verissimamente vi dico:
Quando...“
74)Lc.23,43: “Veramente ti dico
oggi: Tu sarai con me in Paradiso”
E’ l’unica volta che per il Corpo
Direttivo la solita frase di Gesù
“veramente ti dico:…” diventa:
“veramente di dico oggi”.
Lc.22,19-20 (CEI)
Lc.22,19-20 (TNM)
"Poi, preso un pane, rese grazie, lo
"E preso un pane, rese grazie, lo
spezzò e lo diede loro dicendo:
spezzò e lo diede loro dicendo:
«Questo è il mio corpo che è dato
"Questo significa il mio corpo che
per voi; fate questo in memoria di
deve essere dato in vostro favore.
me». Allo stesso modo dopo aver
Continuate a far questo in ricordo di
cenato, prese il calice dicendo:
me. E il calice nella stessa maniera,
«Questo calice è la nuova
dopo che ebbero preso il pasto serale,
alleanza nel mio sangue, che
dicendo: "Questo calice significa il
viene versato per voi»".
nuovo patto in virtù del mio
sangue, che dev'essere versato in
vostro favore".
1Cor.11,23-25
"Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a
mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù,
nella notte in cui veniva tradito, prese del pane
e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse:
«Questo è il mio corpo, che è per voi; fate
questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese
anche il calice, dicendo: «Questo calice è la
nuova alleanza nel mio sangue; fate questo,
ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
1Cor.11,23-25
"Perchè ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho
anche trasmesso, che il Signore Gesù nella
notte in cui stava per essere consegnato prese
un pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e
disse: "Questo significa il mio corpo che è a
vostro favore. Continuate a fare questo in
memoria di me". E fece similmente riguardo al
calice, dopo aver preso il pasto serale, dicendo:
"Questo caliche significa il nuovo patto in
virtù del mio sangue. Contiunuate a far questo
in ricordo di me".
Alcuni testi
assurdi
BIBBIA-CEI
(chiesa)
Ger11,19
Abbattiamo l'albero
nel suo rigoglio...
Ger.48,28
siate come la
colomba che fa il
nido nelle pareti di
una gola profonda
Ger.46,22
La sua voce è come
di serpente che
sibila
TRADUZIONE DEL
NUOVO MONDO
DELLE SACRE
SCRITTURE (TdG)
Riduciamo in rovina
l'albero col suo
cibo...
... e divenite come la
colomba che si fa il
nido nelle regioni
della bocca della
cavità
La sua voce è simile
a quella di un
serpente che avanza
(ma il serpente sibila
anche quando sta fermo)
Alcuni testi
assurdi
BIBBIA-CEI
(chiesa)
TRADUZIONE DEL
NUOVO MONDO
DELLE SACRE
SCRITTURE (TdG)
Lam.2,2.5
Il Signore ha distrutto senza
pietà tutte le dimore di
Giacobbe... Il Signore è
divenuto come un nemico,
ha distrutto Israele; ha
distrutto tutti i suoi palazzi...
Geova ha inghiottito, non ha
mostrato compassione per
alcuno dei luoghi di dimora
di Giacobbe... Geova è
divenuto come un nemico.
Ha inghiottito Israele. Ha
inghiottito tutte le sue torri di
dimora...
(Geova, il dio fachiro)
Con un giogo sul collo
siamo perseguitati
Siamo stati inseguiti fin
sopra il nostro collo
Rivoli di lacrime scorrono
dai miei occhi, per la rovina
della figlia del mio popolo. Il
mio occhio piange senza
sosta perché non ha pace
Ruscelli d'acqua continua a
riversare il mio occhio... Il
mio medesimo occhio è
stato versato e non avrà
posa, così che non ci sono
pause...
Lam 5,5
Lam 3,48-49
Alcuni testi
assurdi
BIBBIA-CEI
(chiesa)
TRADUZIONE DEL
NUOVO MONDO
DELLE SACRE
SCRITTURE (TdG)
Prv 11,25
La persona benefica avrà
successo e chi disseta sarà
dissetato.
L'anima generosa sarà essa
stessa resa grassa, e chi
inaffia liberamente (altri)
sarà anche lui liberamente
inaffiato...
(i TdG inaffiano, non
dissetano il prossimo con
un bicchiere d'acqua...
attenzione a non prendere il
raffreddore!!!)
Preparerà il Signore degli
eserciti per tutti i popoli, su
questo monte, un banchetto
di grasse vivande, un
banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini
raffinati
E Geova degli eserciti
certamente farà per tutti i
popoli, su questo monte, un
banchetto di piatti ben oliati,
un banchetto di (vini)
chiariti, di piatti ben oliati
pieni di midollo, di (vini)
chiariti, filtrati
Is.25,6
Alcuni testi
assurdi
Is.32,20
BIBBIA-CEI
(chiesa)
TRADUZIONE DEL
NUOVO MONDO
DELLE SACRE
SCRITTURE (TdG)
Beati voi! Seminerete in riva Felici voi che seminate
a tutti i ruscelli e lascerete
lungo tutte le acque,
in libertà buoi e asini
mandando avanti i piedi del
toro e dell'asino
Ger10,18
Poichè dice il Signore:
Ecco, questa volta, caccerò
lontano gli abitanti del
paese; li ridurrò alle strette,
perchè mi ritrovino...
Perchè Geova ha detto
questo: Ecco, frombolerò in
questa occasione gli
abitanti della terra, e di
sicuro causerò loro angustia
affinchè trovino...
Ez.13,20
Perciò dice il Signore Dio:
Eccomi contro i vostri nastri
magici con i quali voi date la
caccia alla gente come a
uccelli
Ecco, io sono contro le
fascie di voi donne, con le
quali date la caccia alle
anime come se fossero
cose volanti...
Le vostre palme sono
macchiate di sangue
e le vostre dita di iniquità
... La vostra propria lingua
ha continuato a borbottare
assoluta ingiustizia
Is.59,3
Alcuni testi
assurdi
Dn.4,28-29
BIBBIA-CEI (chiesa)
Nabucodonosor camminava sulla
terrazza della reggia...
TRADUZIONE DEL
NUOVO MONDO
DELLE SACRE
SCRITTURE (TdG)
Nabucodonosor il re...
camminava sul palazzo
reale
(il re non cammina sul tetto ma
sulla terrazza!!!)
Dn.8,4
Io vidi che quel montone cozzava
verso l'occidente, il settentrione e il
mezzogiorno ... né alcuno era in
grado di liberare dal suo potere...
Vidi il montone cozzare a
ovest e a nord e a sud... e
non c'era nessuno che
liberasse dalla sua mano...
(Per i TdG i montoni hanno
le mani!)
Dn.8,25
Per la sua astuzia, la frode
prospererà nelle sue mani, si
insuperbirà in cuor suo e con
inganno farà perire molti: insorgerà
contro il principe dei prìncipi, ma
verrà spezzato senza intervento di
mano d'uomo.
... e durante la libertà dalle
ansie ridurrà in rovina molti.
E sorgerà contro il Principe
dei principi, ma sarà
infranto senza mano...
(cosa vuol dire???)
Family day, sabato 12 maggio, p.zza San Giovanni
Family day, sabato 12 maggio, p.zza San Giovanni
FINE
Scarica

PAROLA di DIO - Chiesa Cattolica Italiana