Parrocchia S. Michele - Macerata
Le tre “Donna” nel
Vangelo di Giovanni
“Tre giorni” parrocchiale per Giovani,
Adulti e Famiglie
Granali di S.Severino
05/12/2009 – 08/12/2009
PARTECIPANTE:
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
1
INDICE DELLA GUIDA
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
ORARIO DELLA “TRE GIORNI” ...............
INTRODUZIONE...........................................
1° INCONTRO : Le Nozze di Cana ............
2° INCONTRO: La Samaritana ..................
3° INCONTRO: Gesù e la Maddalena .......
I MIEI APPUNTI ..........................................
31/05/2009 – Preghiera del mattino ........
31/05/2009 – Celebrazione Eucaristica...
01/06/2009 – Preghiera del mattino .......
02/06/2009 – Preghiera del mattino.......
Parrocchia S. Michele Macerata
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Pag.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
3
4
5
17
33
45
48
49
51
52
05/12/2009 – 08/12/2009
2
ORARIO DELLA “TRE GIORNI”
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Sabato 05/12/2009
18:30
19:30
20:30
21:45
22:00
23:15
Ritrovo e Partenza
Arrivo e sistemazione
Cena
Introduzione
Giochi insieme
Chiusura giornata
Martedì 08/12/2009
08:30
09:15
09:30
Prima colazione
Preghiera
3° Incontro: Gesù e la
Maddalena (1a parte)
10:15
10:30
Pausa
3° Incontro: Gesù e la
Maddalena (2a parte)
11:00
11:45
13:00
14:30
Discussione
Tempo libero
Pranzo
Sistemazione camere e
preparazione bagagli
15:00
17:30
Giochi insieme
Partenze
Parrocchia S. Michele Macerata
Domenica 06/12/2009
08:30
09:15
09:30
Prima colazione
Preghiera
10:15
10:30
11:15
13:00
15:30
Pausa
Discussione
Tempo libero
Pranzo e tempo libero
1° Incontro : Le nozze di
Cana (2° parte)
16:15
17:00
18:00
18:45
20:00
21:15
23:15
Discussione
Tempo libero
S. Messa
Tempo libero
Cena
Giochi insieme
Conclusione giornata
1° Incontro : Le nozze di
Cana (1 parte)
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
Lunedì 07/12/2009
08:30
09:15
09:30
Prima colazione
Preghiera
2° Incontro : La
Samaritana (1 parte)
10:30
10:45
11:45
13:00
16:00
Pausa
Discussione
Tempo libero
Pranzo e tempo libero
2° Incontro : La
Samaritana (2° parte)
17:00
18:00
20:00
21:15
23:15
Discussione
Tempo libero
Cena
Giochi insieme
Conclusione giornata
05/12/2009 – 08/12/2009
3
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Introduzione
INTRODUZIONE
Il racconto in sé con i suoi personaggi ed i
suoi elementi
EVANGELISTA
PIANO NARRATIVO
I simboli che personaggi ed elementi del
racconto richiamano
PIANO SIMBOLICO
COMUNITA’
Parrocchia S. Michele Macerata
Il significato che i simboli hanno per la realtà
della comunità credente
PIANO DELL’ATTUALIZZAZIONE
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
4
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
LE NOZZE DI CANA (Gv. 2,1-11)
[1] Il terzo giorno vi fu una festa di nozze a Cana di
Galilea e c’era la madre di Gesù. [2] Fu invitato alle
nozze anche Gesù con i suoi discepoli. [3] Venuto a
mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno
vino». [4] E Gesù le rispose: «Donna, che vuoi da me?
Non è ancora giunta la mia ora». [5] Sua madre disse
ai servitori: «Qualsiasi cosa vi dica, fatela». [6] Vi
erano là sei anfore di pietra per la purificazione rituale
dei Giudei, contenenti ciascuna da ottanta a centoventi
litri. [7] E Gesù disse loro: «Riempite d’acqua le
anfore»; e le riempirono fino all’orlo. [8] Disse loro di
nuovo: «Ora prendetene e portatene a colui che dirige il
banchetto». Ed essi gliene portarono. [9] Come ebbe
assaggiato l’acqua diventata vino, colui che dirigeva il
banchetto – il quale non sapeva da dove venisse, ma lo
sapevano i servitori che avevano preso l’acqua – chiamò
lo sposo [10] e gli disse: «Tutti mettono in tavola il
vino buono all’inizio e, quando si è già bevuto molto,
quello meno buono. Tu invece hai tenuto da parte il
vino buono finora». [11] Questo, a Cana di Galilea, fu
l’inizio dei segni compiuti da Gesù; egli manifestò la
sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
5
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Le nozze di Cana
1° INCONTRO
INTRODUZIONE (1)
Spesso il brano è presentato
come un simpatico gesto di
Gesù verso due sposini.
In realtà, troppi segnali
rimandano ad un messaggio che
va al di là della cronaca.
La sezione del Vangelo
che tratta la sostituzione
delle istituzioni giudaiche
(cap. 2-4)
Il quarto Vangelo racconta solo sette “miracoli”. Come mai il
primo è un episodio così modesto? In pratica, Gesù “manifesta la
sua gloria” dando vino a gente già ubriaca.
Troppi particolari taciuti: i nomi degli sposi, quello dei discepoli,
una descrizione della festa...
Alcuni elementi da capire: Gesù chiama Maria “Donna”, oppure,
afferma che non è giunta la sua ora ma compie il miracolo.
Le nozze di Cana: sostituzione dell’acqua di purificazione con il
vino eccellente.
La sostituzione del tempio: il santuario cede il posto a Gesù,
unico e vero tempio.
La samaritana: l’acqua viva data da Gesù, sostituisce l’acqua del
pozzo di Giacobbe (lo Spirito sostituisce la Legge).
Nei vangeli sinottici, nel
contesto di una festa
nuziale, Gesù usa il
simbolismo del vino nuovo
per paragonare il suo
insegnamento con le
usanze dei farisei.
Parrocchia S. Michele Macerata
(Mc. 2,19-22) [19] Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze,
quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
[20] Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno,
digiuneranno. [21] Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio;
altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo
diventa peggiore. [22] E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino
spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
6
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
INTRODUZIONE (2)
Il versetto 6, che descrive le
anfore, è il versetto centrale del
racconto e divide in due l’episodio
La “madre di Gesù”
(citata 3 volte)
Il “maestro di tavola”
(citato 3 volte)
(Citati 1 volta)
Gesù e i discepoli
(Citati 1 volta)
Giovanni, con il cambio dell’acqua in vino, propone il
cambio dell’alleanza; da quella di Mosè a quella di Gesù
Tutto il brano è centrato sulle nozze, tema
con il quale i profeti raffiguravano l’alleanza
tra Dio, lo sposo, e Israele, sua sposa.
Il vino esalta l’ebbrezza dell’ incontro
sponsale.
L’esultanza dei giorni del Messia, è descritta
dalla presenza di vino.
Il Cantico dei Cantici impiega otto volte la
metafora del vino per definire l’attrattiva
che l’amato e l’amata nutrono l’uno per l’altro.
Parrocchia S. Michele Macerata
Is. 54,5 ; Os. 2,3
Os. 2,21-24 ; Is. 62,5.8.9
Straordinariamente
abbondante.
Di qualità eccellente.
di inattesa gratuità
Am. 9,13-14 ; Ger. 31,12 ; Gl.
2,19.22.24
Os. 14,8 ; Is. 25,6 ; Zc. 9,17
Is. 55,1
CdC. 1,2.4 ; 2,4 ; 4,10 ; 5,1 ; 7,3.10 ; 8,2
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
7
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
IL “TERZO GIORNO” E LE “NOZZE”
A partire dall’attività del Battista (Gv. 1,19), si
tratta del giorno “sesto” (Gv. 1,29.35.43). E’ lo
stesso giorno in cui Dio creò l’uomo, Adamo.
E’ un giorno simbolico che conterrà tutta l’attività
di Gesù, culminerà con la sua morte, che, a sua
volta, avverrà in un giorno “sesto”.
Il richiamo al giorno della creazione dell’uomo, sta
ad indicare che a Cana inizia la creazione dell’uomo
nuovo.
Giovanni Battista, facendo riferimento alla legge
del Levirato, ha designato Gesù come nuovo sposo.
Le nozze acquistano un valore simbolico.
(Gv. 1,27) [27] colui
che viene dopo di me:
a lui io non sono
degno di slegare il
laccio del sandalo».
Parrocchia S. Michele Macerata
Il “terzo giorno” richiama
anche il giorno dell’alleanza
tra Jahvè e il popolo
d’Israele sul Sinai.
La teologia giudaica considerava
l’evento del Sinai come una
seconda creazione. Come la
creazione della Genesi è narrata
in una settimana e l’uomo è
creato al sesto giorno, così
anche la rivelazione del Sinai è
suddivisa nel corso di una
settimana e, al sesto giorno, Dio
crea Israele come popolo.
L’espressione “il terzo giorno”,
si ritrova anche nel profeta
Osea.
(Es. 19,10-11.16)
[10] Il
Signore disse a Mosè: «Va’ dal
popolo e santificalo, oggi e
domani: lavino le loro vesti
[11] e si tengano pronti per il
terzo giorno, perché nel terzo
giorno il Signore scenderà sul
monte Sinai, alla vista di tutto
il popolo. [16] Il terzo giorno,
sul far del mattino, vi furono
tuoni e lampi, una nube densa
sul monte e un suono fortissimo
di corno: tutto il popolo che era
nell’accampamento fu scosso da
tremore.
(Os. 6,2) [2] Dopo due giorni ci
ridarà la vita e il terzo ci farà
rialzare, e noi vivremo alla sua
presenza.
Tutta la vicenda di Gesù, si concluderà “il
terzo giorno”, quello della risurrezione
(1Cor. 15,3-4 ; Gv. 2,19-22).
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
8
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
“CANA” E GLI INVITATI ALLE NOZZE
“Cana di Galilea”, citata solo da Giovanni, probabilmente è
una località che non è mai esistita.
A Giovanni interessa il significato del termine “Cana”, che,
probabilmente, allude al verbo ebraico “qanah” che significa
“acquistare” .
E’ il verbo con il quale si indicava la scelta di Dio per Israele,
che era il popolo “acquistato” da Dio (Es. 15,16 ; Sal. 73,2).
Come sul Sinai avvenne “l’acquisto” di Israele da parte di
Jahvè, a Cana avviene “l’acquisto” del popolo da parte di
Gesù.
La “madre di Gesù“ è presentata senza
nome, ma solo attraverso la relazione
che ha con Gesù; non solo qui ma in tutto
il vangelo (Gv. 6,42 ; 19,25).
Durante la vita pubblica di Gesù, la
“madre” non comparirà mai. E’ presente
solo in due circostanze strettamente
legate tra loro: a Cana, dove Gesù
annuncia la sua “ora”, e alla crocifissione
(Gv. 19,25-27), dove la porta a
compimento.
Fino a questo momento, il protagonista
principale del vangelo era stato Giovanni
Battista.
Inizia ora il “giorno” dell’attività di Gesù,
nuovo sposo, che entra nelle antiche
nozze, non in qualità di sposo, ma come
invitato.
Gesù non appartiene all’antica alleanza, è
soltanto ospite insieme ai discepoli; “la
madre” vive all’interno di essa.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
9
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Le nozze di Cana
1° INCONTRO
LA MANCANZA DI “VINO” E L’INTERVENTO DELLA “MADRE” (1)
(Cdc. 1,2b ; 7,10a ; 8,2b)
Il vino rappresenta l’amore degli sposi ed è un elemento indispensabile nelle nozze.
[2b] Sì, migliore del vino
Si è di fronte ad un matrimonio in cui manca il vino; nell’alleanza tra Dio e il suo popolo,
è il tuo amore. [10a] Il
è venuto a mancare l’amore.
tuo palato è come vino
Interviene la “madre di Gesù” che, da un lato, è un membro delle nozze, e dall’altro, ha
squisito, [2b] Ti farei
uno stretto vincolo con Gesù che è l’invitato.
bere vino aromatico
La “madre” si rivolge a Gesù senza chiamarlo “figlio”; neanche Gesù la chiamerà
“madre”. Tra loro esiste un vincolo d’origine, ma la “madre” non pretende d’avere diritti
su Gesù.
La “madre” appartiene alle nozze, ma riconosce in Gesù il Messia; rappresenta il popolo
che è rimasto fedele a quest’alleanza, e che soffre per la situazione del popolo.
La “madre di Gesù”, pur
appartenendo alle nozze
antiche, si distanzia da esse
affermando “non hanno vino”,
e non “non abbiamo vino”.
L’Israele fedele all’alleanza
riconosce in Gesù il Messia
che deve salvare Israele.
Una religione dove ci sono
solo riti di purificazione, è
triste come un matrimonio
senza vino.
Parrocchia S. Michele Macerata
L’espressione “che ho da fare con te, o donna?” è un “semitismo“. Una
traduzione a noi più comprensibile potrebbe essere “cosa importa a me e a
te, donna?”.
Gesù nega che la sua missione è rivitalizzare l’antica alleanza.
Pronunciando “Donna“ , utilizzato per una donna sposata o promessa sposa, e
non “madre”, Gesù mostra la sua indipendenza; se è nato in ambiente
giudaico, non per questo il suo modo di agire s’ispirerà a tale ambiente.
Gesù fa comprendere che l’antica alleanza è decaduta, e che la sua opera
non si appoggerà sulle antiche istituzioni, ma sarà una novità radicale;
l’antica alleanza fondata sulla Legge non sarà integrata nella nuova.
“L’ora” è un termine tecnico utilizzato da Giovanni per indicare il periodo
della passione, morte e risurrezione, che, anziché essere una scena di
morte, sarà descritta come una esplosione di vita.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
10
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
LA MANCANZA DI “VINO” E L’INTERVENTO DELLA “MADRE” (2)
La “madre” figura dell’Israele fedele, ha capito che
l’antico patto è decaduto e che Gesù sta per
inaugurare quello nuovo; per questo invita i servitori a
collaborare con Gesù.
Per indicare i “servi”, Giovanni utilizza il termine
greco “diacono”; non sono servi per condizione sociale,
ma coloro che liberamente e per amore servono gli
altri.
La frase “Qualsiasi cosa vi dica, fatela” , richiama
quella che il popolo d’Israele pronunciò sul Sinai,
quando Mosè, sceso dal monte, propose loro le norme
dell’alleanza.
La
“madre”,
simbolo
dell’Israele
fedele
a
quell’impegno descritto nel libro dell’ Esodo,
comprende che la stessa professione deve essere
fatta al Messia che sta per inaugurare la nuova
alleanza.
“Qualsiasi cosa vi dica, fatela”, richiama anche le
parole del Faraone durante la carestia in Egitto.
Le parole di Maria fanno di Gesù un nuovo Giuseppe
nel momento della mancanza del vino, come il
patriarca lo fu in mancanza di cibo.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Es. 19,8) [8] Tutto il
popolo rispose insieme e
disse: «Quanto il
Signore ha detto, noi lo
faremo!».
(Gen. 41,55b) [55b] Il
faraone disse a tutti gli
Egiziani: «Andate da
Giuseppe; fate quello
che vi dirà».
05/12/2009 – 08/12/2009
11
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Le nozze di Cana
1° INCONTRO
LE ANFORE (1)
La
capacità
delle
“anfore”,
letteralmente, è la “metreta“ che va
dagli 80 ai 120 litri.
La finalità delle anfore, la “purificazione
dei giudei”, e la loro posizione al centro
dell’episodio,
evidenziano
la
loro
importanza: esse “presiedono” alle
nozze, cioè all’alleanza.
Noi immaginiamo le “anfore” come dei
vasi di terracotta, ma il testo precisa
che sono di “pietra”, quindi pesantissime.
Le “anfore” sono di “pietra” come le
tavole della Legge; in esse l’evangelista
rappresenta la legge di Mosè, codice
dell’antica alleanza.
La “pietra” ricorda anche un famoso
testo del profeta Ezechiele. Alle legge
di pietra corrisponde un cuore di pietra.
(Ez. 36,26) [26] vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di
voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi
darò un cuore di carne.
Parrocchia S. Michele Macerata
La purificazione, che indica lo sforzo dell’uomo per ingraziarsi
Dio, creava con lui una relazione difficile e fragile, poiché
dominata dai riti.
In questo sistema religioso, l’uomo non si sentiva unito al
Signore da un vincolo d’amore, ma dalla paura dei suoi castighi.
Le “anfore” non contengono acqua, e di fatto, dovranno essere
riempite dai servi. Le prescrizioni della legge sulla
purificazione erano soltanto apparenti, vuote come le
“anfore”, e quindi inutili ed inefficaci.
Il numero delle “anfore” è “sei”, cifra che indica
l’incompletezza in opposizione al “sette” che indica la totalità.
Anche il numero delle feste giudaiche riportate da Giovanni è
“sei”. Anche le feste sono incomplete, provvisorie; stanno per
essere sostituite dalla “festa” per eccellenza, la Pasqua di
Gesù.
La stessa attività di Gesù si svolge nel “sesto” giorno perché
la creazione non è ancora completata.
Come non vi era vino alla festa, così non vi era acqua per la
purificazione. Le due cose messe insieme, indicano che il
disegno dell’Antico Testamento sta terminando.
Le “anfore” saranno, per ordine di Gesù, riempite fino all’orlo;
la venuta di Gesù già indica una pienezza che ricomincia.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
12
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
LE ANFORE (2) E IL MAESTRO DI TAVOLA
Essendo vuote, le “anfore” costituiscono una
realtà pesante, ingombrante.
L’espressione “fino all’orlo”, letteralmente è
“fino all’alto”; un modo per indicare che
nell’azione c’è Dio.
Gesù indica che lui sta per offrire la vera e
definitiva purificazione, che non dipenderà
mai da nessuna Legge; le “anfore” non
conterranno mai il vino che egli offre. L’acqua
si muterà in vino al di fuori di esse.
La Legge si poneva tra l’uomo e Dio, d’ora in
poi non vi saranno intermediari; il vino che è
l’amore, stabilirà una relazione personale ed
immediata.
L’abbondanza di vino è una delle immagini
costanti della tradizione profetica per
esprimere la gioia dei giorni messianici.
(Am. 9,13-14) [13] Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – in
cui chi ara s’incontrerà con chi miete e chi pigia l’uva con chi getta il
seme; i monti stilleranno il vino nuovo e le colline si scioglieranno. [14]
Muterò le sorti del mio popolo Israele, ricostruiranno le città devastate
e vi abiteranno, pianteranno vigne e ne berranno il vino, coltiveranno
giardini e ne mangeranno il frutto.
Parrocchia S. Michele Macerata
I matrimoni, nel mondo palestinese, duravano dai tre ai
sette giorni ed erano aperti a tutto il paese. Per dirigere
la cerimonia, c’era un “maestro di tavola”; il responsabile
dell’organizzazione.
Il maestro, che “non sapeva di dove venisse”, non
riconosce il dono del Messia. Il vino, è offerto a tutti,
anche ai dirigenti giudei rappresentati dal “maestro di
tavola”, ma costoro non lo riconoscono.
Il vino simboleggia l’amore dono è lo Spirito; con il
riferimento alla “sua ora“, l’azione di Gesù annuncia la
croce dove a tutti sarà offerto lo Spirito. In questa
scena c’è l’ampliamento dell’opposizione già annunciata nel
prologo:
(Gv. 1,17) [17] Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la
grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
La figura del “maestro di tavola” è contrapposta a quella
della “madre di Gesù”; mentre quest’ultima si è accorta
della mancanza del vino, il “maestro di tavola”, non solo
non se n’è reso conto, ma protesta per l’ordine con il
quale il vino è servito.
Per indicare il “maestro di tavola”, Giovanni usa un
termine, la cui radice è identica a “capo” e “sommo
sacerdote”.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
13
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Le nozze di Cana
1° INCONTRO
IL MAESTRO DI TAVOLA (2) – GESU’ MANIFESTA LA “GLORIA”
Giovanni rappresenta, nella figura del “maestro di
tavola”, i capi religiosi sordi e insensibili ai bisogni del
popolo. Per loro, non c’è nulla di anomalo che Dio si sia
allontanato dal popolo a causa della legge che loro
hanno deformato; che tra Dio e il popolo non vi sia
amore, a loro non interessa assolutamente niente.
Il “maestro di tavola”, abituato a un sistema di dareavere con Dio, non capisce e non accoglie un regalo
gratuito.
Egli protesta riguardo all’ordine in cui i vini sono
offerti; secondo lui quello di prima deve essere il
migliore.
E’ la caricatura che Giovanni fa dei rappresentanti
dell’istituzione religiosa; sono uomini del passato che
di
fronte
alla
novità,
anziché
accoglierla,
rimproverano coloro che l’accolgono.
Non comprendono che il piano di Dio è in
progressione; per loro, la situazione passata era
quella definitiva.
Nell’istituzione religiosa, si vede il nuovo sempre con
sospetto e diffidenza, e, spesso, è ostacolato; per
essa il meglio appartiene al passato, e, ogni novità
deve essere integrata nell’antico.
Parrocchia S. Michele Macerata
I “segni”, piuttosto che “prodigi”, e sono da
collegarsi all’ “ora” di Gesù.
Un segno non ha significato in se stesso, ma
deve indicare qualcos’altro e condurvi; chi si
ferma al segno, ne perde il significato profondo.
E’ l’unico episodio del vangelo di Giovanni, in cui
si afferma che Gesù “manifestò la sua gloria”,
come Dio nel giorno dell’antica alleanza.
(Es. 24,15.17) [15] Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte.
[17] La gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco
divorante sulla cima della montagna.
Per Giovanni i termini “gloria” e “glorificare”
sono sempre un riferimento alla croce, che
rivela in pienezza l’amore di Gesù.
A Cana, per la prima volta, Cristo ha annunciato
la nuova alleanza dell’amore da viversi
nell’ebbrezza dello Spirito, così come il vino dà
l’ebbrezza.
Le “nuove nozze“ appariranno in pienezza il
giorno della “nuova creazione“, attraverso la
nuova coppia, Gesù e Maria di Magdala, nel
giardino della risurrezione.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
14
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1° INCONTRO
Le nozze di Cana
APPROFONDIMENTO
Gli sposi, gli invitati, il “maestro di tavola”, i servi
Gli sposi non hanno un nome, un’appartenenza sociale, emergono solo come simbolo.
Gli invitati sono semplici comparse. Recedono per far spazio al Cristo sposo, che ha la sua sposa nella
comunità composta da sua madre e dai suoi discepoli.
Il “maestro di tavola” è l’unico che emerge dalla massa, rappresenta il “buon senso” che va in confusione di
fronte alla novità dell’evento.
I servi eseguono le richieste insolite di Gesù, senza porsi tanti problemi. Saranno loro a sperimentare il
passaggio dell’acqua in vino; diventano portatori dell’amore di Dio perchè hanno aderito a Gesù.
La “madre di Gesù”
(Lc. 11,27-28)
[27] Mentre diceva
questo, una donna
dalla folla alzò la
voce e gli disse:
«Beato il grembo che
ti ha portato e il seno
che ti ha allattato!».
[28] Ma egli disse:
«Beati
piuttosto
coloro che ascoltano
la parola di Dio e la
osservano!».
La “madre di Gesù“ è la protagonista insieme al Figlio.
E’ colei che lo ha generato, ma “madre di Gesù” è anche la comunità fedele d’Israele che
lo ha cresciuto religiosamente.
Nell’annunciazione, Maria afferma “si faccia di me secondo la tua parola” (Lc. 1,38); ha
fatto un suo personale atto di fede. Ora, a Cana, chiede agli altri di fare la stessa cosa.
La “madre di Gesù” invita a passare dai problemi quotidiani al grande problema del Regno.
La “madre di Gesù” è nominata più volte, sempre in dipendenza dal Figlio. Non può avere
nessuna parte nel suo ministero.
Al momento “dell’ora”, sulla croce (Gv. 19,27), seguirà Gesù non come “madre addolorata”,
ma come la vera discepola pronta a morire con il maestro. Il testo afferma che “stava in
piedi”; non è una donna trascinata dagli avvenimenti, ma volontariamente presente.
Dopo le sue parole, la madre si ritira nell’ombra. Il suo compito è terminato. Alla fine del
racconto, non è più la “madre di Gesù” ad essere nominata per prima, ma Gesù stesso e la
sua comunità.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
15
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Le nozze di Cana
1° INCONTRO
LA SIMBOLOGIA DEL VINO
La simbologia del vino è il tema centrale dell’episodio, ed è un tema classico della Parola di Dio.
Il vino esprime la vitalità, la rigogliosità, quasi l’ebbrezza di un rapporto:
(CdC. 2,4)
[4] Mi ha
Nella simbologia del Cantico dei Cantici, la “cella” del vino è la “camera nuziale” .
introdotto nella cella del vino e
il suo vessillo su di me è amore.
Il vino è simbolo dell’amore sponsale tra Jahvè e il suo popolo.
Il dialogo d’amore tra noi e il Padre, si deve equiparare all’ebbrezza che dà il vino.
L’Antico Testamento ricorre spesso all’immagine del “banchetto escatologico” per indicare
l’approdo ultimo della vita; all’interno di questo banchetto Cristo è lo sposo, che offre il suo
vino.
Se nella nostra vita, nella fiducia del Padre, si manca di
L’invito del Vangelo è un invito a nozze.
scioltezza, si è spaventati, pigri, timorosi, affannati per il
E’ in quest’incontro che emerge la gioia,
futuro, significa che non c’è la gioia, che si “arranca” nella
che spesso ci viene a mancare.
vita, forse fatta più di amarezza che di soddisfazioni. E’
La
fede
trasmette
un’ebbrezza
venuto a mancare il vino al nostro banchetto di nozze.
dell’amore del Padre che dovrebbe
E’ in queste situazioni che si ha la sensazione di non aver più
creare un contagio.
nulla da offrire se non la propria stanchezza, freddezza e,
La nostra fede ha bisogno di uscire
spesso, l’amara delusione: sono le anfore di pietra vuote.
dalle sacche del legalismo, che ci
Bisogna far nostro l’invito della madre: “Qualsiasi cosa vi
appesantisce; quel tipo di cristianesimo
dica, fatela”. Per far scaturire il vino della gioia, bisogna
che ci portiamo dietro come un “asma”
riempire abbondantemente il vuoto che sentiamo e viviamo,
permanente, e un po’ asmatici lo siamo
con l’acqua della vita.
tutti.
E’ la nostra vita che va riempita con la sua luce e i suoi
Questo primo segno di Gesù ci dice che
progetti. Bisogna fare quello che dice facendogli credito,
la fede è da un’altra parte, su un altro
fidandosi.
versante.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
16
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
LA SAMARITANA (Gv. 4,3-43)
[3] lasciò allora la Giudea e si diresse di nuovo verso la Galilea. [4] Doveva perciò attraversare la Samaria.[5] Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar,
vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: [6] qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era
circa mezzogiorno. [7] Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». [8] I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di
cibi. [9] Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con
i Samaritani. [10] Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».
[11] Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? [12] Sei tu forse più grande del nostro padre
Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».[13] Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; [14] ma chi berrà
dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna».[15] «Signore –
gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». [16] Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna
qui». [17] Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. [18] Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è
tuo marito; in questo hai detto il vero». [19] Gli replica la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta! [20] I nostri padri hanno adorato su questo monte; voi invece dite
che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». [21] Gesù le dice: «Credimi, donna, viene l’ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. [22]
Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. [23] Ma viene l’ora – ed è questa – in cui i veri adoratori
adoreranno il Padre in spirito e verità: cosìinfatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano. [24] Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e
verità». [25] Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». [26] Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con
te». [27] In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con
lei?». [28] La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: [29] «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il
Cristo?». [30] Uscirono dalla città e andavano da lui. [31] Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». [32] Ma egli rispose loro:«Io ho da mangiare un cibo che voi
non conoscete». [33] E i discepoli si domandavano l’un l’altro: «Qualcuno gli ha forse portato da mangiare?». [34] Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui
che mi ha mandato e compiere la sua opera. [35] Voi non dite forse: “Ancora quattro mesi e poi viene la mietitura”? Ecco, io vi dico: alzate i vostri occhi e guardate i
campi che già biondeggiano per la mietitura. [36] Chi miete riceve il salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché chi semina gioisca insieme a chi miete. [37] In
questo infatti si dimostra vero il proverbio: uno semina e l’altro miete. [38] Io vi ho mandati a mietere ciò per cui non avete faticato; altri hanno faticato e voi siete
subentrati nella loro fatica». [39] Molti Samaritani di quella città credettero in lui per la parola della donna, che testimoniava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto».
[40] E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. [41] Molti di più credettero per la sua parola [42] e alla donna
dicevano: «Non è più per i tuoi discorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».[43] Trascorsi due
giorni, partì di là per la Galilea.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
17
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
La Samaritana
2° INCONTRO
INTRODUZIONE
La Samaritana e Nicodemo
La donna è posta in contrasto con la figura di
Nicodemo, rappresentante dell’autorità
giudaica (Gv. 3,1-15).
Nicodemo va da Gesù di NOTTE e
SCOMPARE nella nebbia, confuso dalla
rivelazione di Gesù.
La samaritana, incontra Gesù a mezzogiorno
in PIENA LUCE, accetta la rivelazione di
Gesù e diviene TESTIMONE.
(Os. 2,16-18) [16] Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e
parlerò al suo cuore. [17] Le renderò le sue vigne e trasformerò la
valle di Acor in porta di speranza. Là mi risponderà come nei giorni
della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d’Egitto. [18] E
avverrà, in quel giorno – oracolo del Signore – mi chiamerai: “Marito
mio”, e non mi chiamerai più: “Baal, mio padrone”.
Lo sfondo dell’episodio:
il libro del profeta Osea
Osea è il profeta della Samaria, che, partendo dalla sua
tragica situazione matrimoniale, utilizzò per primo
l’immagine delle nozze per descrivere la relazione tra Dio
e il suo popolo.
Le allusioni allo scritto del profeta saranno frequenti
nell’episodio.
Nonostante Gomer, la moglie di Osea lo tradisse con molti
amanti, il profeta continuava ad esserne innamorato:
questo gli fece comprendere l’immensità dell’amore di Dio
per il suo popolo.
Dopo un’ennesima fuga, Osea ritrova la moglie, l’aggredisce
furibondo elencandole le colpe di sposa infedele e madre
irresponsabile. Ma, giunto alla sentenza finale, afferma:
Anziché una condanna, lapidazione o strangolamento, le propone un nuovo viaggio di nozze.
Osea, comprende che la moglie cercava negli amanti quell’amore che da un marito-padrone non poteva
ricevere (“mio padrone”) . Le propone, quindi, un rapporto più intimo (“mio marito”).
Osea, che concede il perdono alla moglie senza assicurarsi del suo reale pentimento, intuisce che anche
Jahvè si comporta così con Israele: la conversione, dunque, non sarà la condizione per ricevere il perdono
di Dio, ma l’effetto.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
18
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
La Samaritana
2° INCONTRO
IL CAMMINO DI GESU’
Il cammino “teologico”
“Doveva” : indica la volontà di Dio.
Itinerario d’amore e non geografico
Sicar/Sichem
Il cammino “geografico”
Si evitava la Samaria, luogo pericoloso
per l’inimicizia tra i due popoli,
passando per la valle del Giordano
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
“Attraversare”
compare solo sue
volte in Giovanni, in
questo brano. Gesù
“attraversa”
la
Samaria affinché la
samaritana
non
debba “attraversare”
più per andare ad
attingere l’acqua.
Gesù va in cerca
delle persone alle
quali
è
proibito
l’accesso al tempio.
Egli non è come il Dio
del
tempio
che
aspetta
che
le
persone vadano da
lui, ma è lui esce dal
tempio e va in cerca
di coloro che non vi
possono accedere.
05/12/2009 – 08/12/2009
19
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
LA “SORGENTE” E IL “POZZO”
“Sorgente”
Quando chi parla è
Gesù o l’evangelista
Acqua sempre
nuova e fresca
E’ sempre a
disposizione e
basta bere
Simbolo dello
SPIRITO
FEDE : L’amore
di Dio è gratuito
Parrocchia S. Michele Macerata
Il testo presenta una tensione tra due
termini tradotti indistintamente con “pozzo”
Il “pozzo”, nella cultura ebraica era luogo d’incontri d’amore
e di decisioni di matrimonio. Nell’Antico Testamento diverse
coppie nascono incontrandosi nei pressi di un pozzo.
Il pozzo è un dono che Dio ha fatto al suo popolo in cammino
nel deserto durante l’esodo (Nm. 21,16-18).
E’ un condotto verticale coperto da una pietra, e
tradizionalmente, era simbolo della Legge da cui sgorga la
sapienza.
“Pozzo”
Quando chi parla
è la Samaritana
Acqua “ferma”
Richiede lo sforzo
dell’uomo per
essere attinta
L’espressione “sedeva presso il pozzo” è letteralmente “si
fermò a sedere su il pozzo”.
Gesù si siede sopra la fonte, cioè sopra la legge antica,
Simbolo della
occupa il suo posto.
LEGGE
La frase indica la sostituzione che avverrà: Gesù occuperà
permanentemente il posto della fonte antica, e offrirà
un’acqua che sgorgherà dal suo costato (Gv. 19,34).
Gesù è la vera fonte che occupa il posto della Legge, della RELIGIONE : L’amore
tradizione e del tempio; sarà lui la nuova fonte di vita.
di Dio va meritato
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
20
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL DIALOGO TRA GESU’ E LA DONNA (Vers. 6-8)
La scelta dell’ora per andare al pozzo è insolita; a
mezzogiorno, sia d’estate sia d’inverno, il sole picchia.
Secondo gli usi dell’epoca, si andava ad attingere l’acqua
all’alba o al tramonto.
In passato, la stranezza era spiegata ipotizzando che la
donna fosse una prostituta che la notte aveva “lavorato”.
L’espressione “era circa mezzogiorno” è letteralmente “era
circa l’ora sesta” . E’ la stessa espressione che Giovanni userà
nel momento in cui Gesù sarà condannato a morte (Gv. 19,14);
Giovanni anticipa gli effetti della morte di Gesù; dal suo
costato uscirà sangue ed acqua, elementi vitali.
La donna non ha nome proprio, è quindi un
personaggio rappresentativo in cui tutti si
possono rispecchiare.
Di lei è solo detto che appartiene alla
regione di Samaria.
Ritorna, come a Cana e come nell’incontro
con Giovanni Battista (Gv. 3,29) il tema
del Messia-Sposo che va a cercare, in
questo caso, la sposa infedele.
La richiesta di Gesù è inaudita. Mai un uomo, specialmente un maestro,
avrebbe rivolto fuori di casa la parola ad una donna; mai un Giudeo
avrebbe chiesto da bere ad un samaritano, tanto meno ad una donna.
Gesù non agisce dall’alto della sua superiorità di maschio, ma esprime la
propria accogliente simpatia: chiede un favore.
E’ il modo tipico di Gesù quando si avvicina alle persone: non si rivolge
dall’alto della sua condizione divina, ma dal basso.
Gesù prova necessità ed è solidale con le necessità dell’umanità. Chiede
solidarietà a livello umano, elementare, che unisce gli uomini al di sopra
delle culture e delle barriere politiche e religiose.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Os 2,15-16) [15] La punirò per i giorni dedicati ai
Baal, quando bruciava loro i profumi, si adornava di
anelli e di collane e seguiva i suoi amanti, mentre
dimenticava me! Oracolo del Signore. [16] Perciò,
ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al
suo cuore.
05/12/2009 – 08/12/2009
21
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL DIALOGO TRA GESU’ E LA DONNA (Vers. 9-12)
Prima d’ogni altra ulteriore
specificazione, la donna è una persona, in
grado di dare l’acqua dell’amore. Gesù
sposta al livello umano ciò che era
scaduto in divisioni razziste e religiose.
Gesù non dovrebbe chiedere nulla perché
solo lui è la sorgente che disseta; siamo
di fronte al paradossale gesto di un Dio
amore che si fa mendicante per rendere
l’uomo ricco.
Gesù si presenta semplicemente come un
uomo e riconosce che la donna può
offrirgli qualcosa d’indispensabile.
Gesù è lo sposo che va incontro alla sposa adultera non per
minacciarla, ma per farle un dono che lei mai ha conosciuto. Dio non
ama gli uomini per i loro meriti ma per i loro bisogni.
Il dono di Dio, l’acqua, è Gesù stesso e il suo Spirito. Egli è la
sorgente della vita ed è in grado di dare acqua viva.
“Conoscere“ nella Bibbia non significa semplicemente “essere
informati”, ma indica un’esperienza vitale. “Se tu conoscessi il dono
Dio”, significa: “Se tu avessi esperienza della vita che io porto”.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
La donna inizia a cambiare
atteggiamento: prima lo ha chiamato
“Giudeo”, ora lo chiama “Signore“.
La donna è stupita per l’offerta; non
conosce altra acqua che quella del
pozzo. Il suo stupore è parallelo a
quello di Nicodemo (Gv 3.5).
Né Nicodemo, né la donna, educati
nella Legge, sono abituati all’idea di
gratuità, perché nella religione
tutto ha un prezzo, ma il dono di Dio
non va tassato (Mt. 10,8b).
La domanda della samaritana “da
dove prendi dunque quest’acqua”
viva? , richiama quella del maestro
di tavola nelle nozze di Cana “da
dove viene il vino…” (Gv. 2,9).
La donna conosce il dono di
Giacobbe (“ci diede”), ma non
conosce quello di Dio; conosce il
“pozzo“ ma non la “sorgente“
05/12/2009 – 08/12/2009
22
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL DIALOGO TRA GESU’ E LA DONNA (Vers.13-15)
Giacobbe ha dato un’acqua che non toglie mai
definitivamente la sete. Traspare il rifiuto della
saggezza basata sulla Legge.
Gesù fa comprendere la sua superiorità rispetto a
Giacobbe. Egli offre l’acqua secondo il testo di Isaia
A differenza dell’altra acqua, basterà
bere una sola volta perché la sete si calmi
per sempre; lo Spirito rimarrà
interiorizzato nell’uomo.
L’unico atto di bere corrisponde alla nuova
nascita annunciata a Nicodemo (Gv.
3,3.5s) che dà nuova vita.
Se si vive la relazione con Dio
sull’osservanza della Legge, non si sarà mai
soddisfatti e, soprattutto, si vivrà sempre
in uno stato di senso di colpa, perché si ha
di un fronte un Dio deluso. Non si è mai
all’altezza del suo progetto su di noi.
L’acqua che Gesù dona può soddisfare
pienamente ogni aspirazione dell’uomo,
perché è l’amore che lo orienta verso il
servizio agli altri.
Parrocchia S. Michele Macerata
(Sir. 24,21-23) [21] Quanti si nutrono di me avranno ancora fame e
quanti bevono di me avranno ancora sete. [22] Chi mi obbedisce non si
vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà». [23] Tutto questo è il
libro dell’alleanza del Dio altissimo, la legge che Mosè ci ha prescritto,
(Is 55,1a) [1] O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete
denaro, venite,
Con Gesù non vi sarà un’acqua, simbolo della Legge, esterna,
che accompagna il popolo, ma una fonte interna di vita che
guida l’individuo.
L’acqua è la stessa in tutti; crea unità con Gesù e fra tutti.
Zampillando in ciascuno come sorgente propria, e
fecondando la terra di cui l’uomo è costituito, l’acqua
produce un frutto diversificato.
Lo Spirito è una sorgente interna, non esterna come la
Legge. Lo “zampillare” dà l’immagine del “salire e scendere”
dell’acqua senza interruzioni.
Lo Spirito è personalizzante; la Legge, assolutizzata come
fine a se stessa, spersonalizza l’uomo.
In chi l’accoglie, lo Spirito si trasforma in uno zampillo che
inizia a gorgogliare, nell’intimo della persona, in un
crescendo, che corrisponde all’esperienza di essere amato, e
che porta la persona ad amare in un processo senza fine.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
23
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
I “CINQUE MARITI” DELLA DONNA (vers. 16-18)
Re Nabucodonosor deportò in Samaria, cinque tribù provenienti da città Babilonesi. Ognuna di queste tribù
portò con sé le proprie divinità e, su cinque colli della Samaria, furono costruiti cinque templi dedicati a
ciascuna divinità (2Re 17,29-32).
Gli Ebrei di Samaria,
L’adulterio, nella bibbia, non indica
adoravano Jahvè sul
mai il tradimento tra coniugi, ma è
monte Garizim
un’immagine dell’idolatria. Se Dio è lo
sposo e il popolo è la sposa, adorare
altre divinità è idolatria.
Gesù non sta parlando della vita
5 Divinità = 5 Mariti
coniugale della donna, ma dell’idolatria
di Samaria che adora Jahvè, ma adora
“Infatti hai avuto cinque mariti e quello
anche altre cinque divinità.
che hai ora non è tuo marito” (Gv. 4,18)
Il passaggio al tema matrimoniale
acquista significato; il termine
“marito“, in ebraico significa anche
“Signore” .
IDOLATRIA DI SAMARIA
Gesù invita la donna a prendere
coscienza che il suo culto si è
prostituito; per questo, la donna
La donna ha 6 mariti (numero
passerà al tema dei templi.
Gesù invita la donna a rompere con le
dell’imperfezione e incompletezza)
altre divinità che promettono una
ma non uno SPOSO
felicità che non possono dare.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
24
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL CULTO IN “SPIRITO E VERITA’” (Vers. 19-24)
Gesù chiama la Samaritana “Donna”;
rappresenta la sposa adultera che ha
tradito il suo sposo, e che Dio riconquista
con il suo amore.
Non si tratta di scegliere tra culto giudeo
e samaritano; anche il tempio di
Gerusalemme si è prostituito e Gesù ne ha
già annunciato la fine (Gv. 2,13ss).
Gesù prospetta un cambiamento radicale;
è finita l’epoca dei templi: il culto di Dio
non avrà luoghi privilegiati. Il nuovo
tempio è Gesù stesso, luogo della
comunicazione con Dio (Gv. 1,51) e nuovo
santuario (Gv. 2,19-22) dal quale sgorga
l’acqua dello Spirito (Gv. 7,37-39; 19,34).
Gesù dà a Dio un nome nuovo, quello di
“Padre”, che stabilisce con lui un vincolo
familiare e personale.
L’unico Dio vero è quello cui è dedicato il
tempio di Gerusalemme, definito da Gesù
“la casa di mio Padre” (Gv. 2,16) . La
salvezza che proviene dai Giudei è Gesù
stesso.
Parrocchia S. Michele Macerata
Il vero culto non sarà a un Dio lontano, ma al Padre unito
all’uomo da un rapporto personale in spirito e verità, termine
che può essere tradotto anche con “lealtà“.
Il nuovo culto è la pratica dell’amore fedele che esclude i
templi prefabbricati, già denunciati dal profeta Isaia.
(Is. 66,1) [1] Così dice il Signore: «Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi.
Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora?
La samaritana chiede a Gesù “dove” bisogna adorare Dio; Gesù
le risponde spiegandole “come” bisogna fare. Non conta il
luogo, ma l’atteggiamento dell’uomo.
L’espressione “il Padre cerca” è molto forte: descrive il suo
desiderio di incontrare questo tipo di culto: per lui l’antico
culto dei templi non significa nulla:
(Os. 6,6) [6] poiché voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
L’espressione “Dio è spirito” definisce il Padre come
dinamismo d’amore.
La relazione con Dio conduce ad amare l’uomo fino ad una
dedizione totale. E’ questo l’unico culto che il Padre cerca.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
25
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
L’ANFORA ABBANDONATA E LA MISSIONE (Vers. 25-30)
L’espressione “Sono io”, letteralmente è “Io sono“,
che, nell’Antico Testamento, era il nome di Dio.
I discepoli si meravigliano che Gesù parli con una
donna; mostrano così la loro mentalità giudaica che
considerava le donne esseri inferiori.
Il fatto che i discepoli non domandino nulla, mette in
risalto l’intimità della conversazione tra Gesù e la
donna. Egli l’ha condotta nella solitudine e le ha
parlato al cuore per conquistarla di nuovo (Os. 2,16).
Il termine “anfora” è lo stesso
usato nell’episodio di Cana (Gv.
2,6).
Come le giare rappresentavano la
Legge, così anche l’anfora è
l’immagine della Legge.
La donna era dipendente
dall’anfora, da dove beveva l’acqua
che non spegneva la sua sete.
Al contrario di Nicodemo, la donna
rompe con la Legge; ha compreso
la novità rispetto al passato.
Parrocchia S. Michele Macerata
La donna presenta Gesù come un “uomo“ e non come
“giudeo”, perché Gesù ha eliminato qualsiasi
discriminazione.
Ciò che ha colpito di Gesù la samaritana, è stata la
sua umanità, perché è lì che si manifesta veramente
il divino.
Il messaggio della Samaritana è modesto e in forma
interrogativa; vuole che ciascuno, come lei, giunga
alla propria conclusione personale.
Il comportamento della donna è simile a quello dei
discepoli quando incontrarono Gesù. Andrea andò a
cercare suo fratello Simone (Gv. 1,41), Filippo a
cercare Natanaele (Gv. 1,45).
La Samaritana diviene la figura della comunità
missionaria, chiamata a mostrarsi per mostrare
Gesù e, allo stesso tempo, a mettersi da parte per
non rubargli spazio.
“Uscirono” è il verbo che descrive l’esodo. I samaritani
stanno compiendo un esodo da una situazione d’infedeltà
verso una nuova realtà.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
26
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL CIBO DI GESU’ E LA VOLONTA’ DI DIO (Vers. 31-34)
“Cibo”
“Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e
compiere la sua opera” (Gv. 4,33)
Esprime un
bisogno primario
E’ ciò che si assimila
e mantiene in vita
La volontà di Dio è che ogni uomo
raggiunga la sua stessa condizione
divina. Questo è possibile a tutti,
perché tutti possono praticare un
amore simile al suo.
Per Gesù, compiere la volontà del Padre, è
ciò che lo mantiene in vita e non frutto di
chissà quali penosi sforzi
Parrocchia S. Michele Macerata
“Volontà di Dio”
Questa infatti è la volontà del
Padre mio, che chiunque vede il
Figlio e crede in lui abbia la
vita eterna; e io lo risusciterò
nell'ultimo giorno. (Gv. 6,40)
In tutto il Nuovo Testamento, la
volontà di Dio è UNA e POSITIVA
Il dialogo di Gesù con i discepoli sul cibo completa
il simbolo dell’acqua. Il loro fraintendimento sul
cibo richiama quello della Samaritana sull’acqua.
“L’alimento” di Gesù consiste nel realizzare il
progetto del Padre, lavorando a favore dell’uomo,
donando lo Spirito.
L’alimento di Gesù sostituisce quello della Legge
come la sua acqua sostituiva quella del pozzo.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
27
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
LA “SEMINA” E IL “RACCOLTO” (Vers. 35-38)
Gesù compara due messi, quella
del campo ancora lontana, e
quella della fede di Samaria già
pronta.
La sterilità di Gerusalemme e
della Giudea si è trasformata
nella fecondità della Samaria. Il
Messia, lo sposo, ha trovato qui
la sposa.
Nonostante l’inimicizia tra i due
popoli, era consentito recarsi a
Sicar per prendere il grano in
occasione di siccità e carestie.
Mentre la Giudea è sterile, non
produce frutto, l’eretica ed
impura Samaria è feconda.
Il “frutto“ è per la “vita
eterna”; “eterna” non indica
tanto la durata quanto la qualità
della vita, e il cui inizio non è
dopo la morte, ma in questa
esistenza.
Parrocchia S. Michele Macerata
Gesù afferma che c’è la semina
della Parola e della buona notizia, e
c’è già il frutto, tra gli eretici
samaritani. Gesù si riferisce al
profeta Amos.
Israele non accetta Gesù come
Messia, per cui le promesse dell’AT
saranno raccolte dalla nuova
comunità di Gesù.
I discepoli già godono di beni che
non sono costati loro fatica;
questo corrisponde a quanto
avvenne ad Israele nell’occupare la
terra promessa:
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Am. 9,13) [13] Ecco, verranno giorni –
oracolo del Signore – in cui chi ara
s’incontrerà con chi miete e chi pigia l’uva con
chi getta il seme; i monti stilleranno il vino
nuovo e le colline si scioglieranno.
(Am. 5,11) [11] Poiché voi schiacciate
l’indigente e gli estorcete una parte del grano,
voi che avete costruito case in pietra
squadrata, non le abiterete; voi che avete
innalzato vigne deliziose, non ne berrete il
vino.
(Dt 6,10-11) [10] Quando il Signore, tuo Dio,
ti avrà fatto entrare nella terra che ai tuoi
padri Abramo, Isacco e Giacobbe aveva
giurato di darti, con città grandi e belle che tu
non hai edificato, [11] case piene di ogni bene
che tu non hai riempito, cisterne scavate ma
non da te, vigne e oliveti che tu non hai
piantato,
05/12/2009 – 08/12/2009
28
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
LA “PAROLA” E LE “CHIACCHIERE” (Vers. 39-43)
Parola (lÒgoj)
E’ un termine che
designa la Parola di Dio
“Molti Samaritani di quella
città credettero in lui per la
parola della donna” (Gv. 4,39)
Chiacchiera, Discorso (lali£)
E’ la differenza tra l’ascolto del
messaggio portato da una persona
e portato da Gesù. La fede non si
fonda sull’esperienza di nessuno;
solo su quella personale.
“Molti di più credettero per la
sua parola (di Gesù)” (Gv. 4,41)
“e alla donna dicevano: Non è
più per i tuoi discorsi che noi
crediamo; ma perché noi stessi
abbiamo udito” (Gv. 4,42)
Se non si ascolta la PAROLA di Gesù, si finisce inevitabilmente
per ascoltare le CHIACCHIERE di qualcun altro.
Come sempre, i numeri hanno un valore
figurato: Gesù acconsente e si ferma due
giorni richiamando ancora il profeta Osea.
I samaritani definiscono Gesù “Salvatore
del mondo”; il messaggio di Gesù non può
essere racchiuso dentro una religione o un
popolo, ma è per tutti.
Parrocchia S. Michele Macerata
E’ un termine che nasce dal
balbettare dei fanciulli
(Os. 6,2) [2] Dopo due giorni ci ridarà
la vita e il terzo ci farà rialzare, e noi
vivremo alla sua presenza.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
29
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL DIALOGO TRA GESU’ E LA SAMARITANA
Il dialogo tra Gesù e la
Samaritana ha un ritmo
“settenario”:
sette
espressioni di Gesù e
sette risposte della
donna. Solo nell’ultima la
samaritana non dà una
risposta di tipo verbale,
bensì pratico: lascia la
brocca
e
va
ad
annunciare alla gente.
1
“Dammi da bere”
Tu che sei Giudeo
2
“Se tu conoscessi il
dono di Dio....
Sei forse più grande del
nostro padre Giacobbe?
3
Chiunque beve...avrà di
nuovo sete
dammi di quest’acqua
4
Va a chiamare tuo
marito
Io non ho marito
5
Hai detto bene....
Vedo che sei un profeta
6
Viene l’ora in cui...
So che deve venire il
Messia
7
Sono io che parlo con te
La
serie
di
appellativi con cui
Gesù è designato,
mostra
una
scoperta graduale
della sua identità
Lasciò la sua anfora
Ultima risposta: non
verbale, ma pratica
I samaritani
Parrocchia S. Michele Macerata
Il salvatore del mondo
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
30
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
2° INCONTRO
La Samaritana
IL SIMBOLISMO DELL’ACQUA
L’acqua rappresenta per la vita naturale, quello che l’acqua viva, cioè lo
Spirito, rappresenta per la vita eterna.
L’immagine suggerita dal brano è quella di una sorgente che zampilla, al
contrario dell’acqua stagnante chiusa in una cisterna che è morta.
(Gen. 2,10) [10] Un
fiume usciva da
Eden per irrigare il
giardino, poi di lì si
divideva e formava
quattro corsi.
(Ger. 2,13) [13] Due sono le colpe che ha
commesso il mio popolo: ha abbandonato me,
sorgente di acqua viva, e si è scavato cisterne,
cisterne piene di crepe, che non trattengono
l’acqua.
Nella Bibbia l’acqua è simbolo dello straripare della vita;
essa si apre e si chiude nel segno dell’acqua:
Nel simbolo dell’acqua si riassume il dono
di vita che Dio fa all’uomo
Dono di Dio per la
sete dell’uomo
(Es. 17,6) [6] Ecco, io starò davanti a te là sulla roccia,
sull’Oreb; tu batterai sulla roccia: ne uscirà acqua e il popolo
berrà». Mosè fece così, sotto gli occhi degli anziani d’Israele.
Comunicazione
della vita di Dio
(Ez. 47,1a) [1] Mi condusse poi all’ingresso del tempio e vidi
che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente,
poiché la facciata del tempio era verso oriente.
Simbolo di
purificazione
(2Re 5,10) [10] Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli:
«Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà
sano e sarai purificato».
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
Gesù
riassume
i tre
aspetti
dell’acqua
(Ap. 22,1) [1] E mi mostrò
poi un fiume d’acqua viva,
limpido come cristallo, che
scaturiva dal trono di Dio
e dell’Agnello.
(Gv. 7,37) [37] Nell’ultimo giorno, il
grande giorno della festa, Gesù, ritto in
piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga
a me, e beva
(Gv. 19,34) [34] ma uno dei soldati con
una lancia gli colpì il fianco, e subito ne
uscì sangue e acqua.
(Gv. 9,7) [7] e gli disse: «Va’ a lavarti
nella piscina di Sìloe» – che significa
Inviato. Quegli andò, si lavò e tornò che
ci vedeva.
05/12/2009 – 08/12/2009
31
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
1
2
3
LA COLLOCAZIONE ALL’INTERNO DEL VANGELO
Gesù riconosciuto come vero sposo
Si anticipa l’ “ora” di Gesù
Le nozze di Cana
Maria è chiamata “Donna”
Sei giare
Nicodemo
Incomprensione sul nascere dall’alto
La samaritana
Gesù chiede da bere (ha sete)
Gesù offre l’acqua viva
Incomprensione sull’acqua viva
E’ “l’ora sesta” (mezzogiorno)
La samaritana è chiamata “Donna”
Una giara
Si anticipa l’ “ora” di Gesù
Cap.
4
19
2° INCONTRO
La Samaritana
La morte di Gesù
20 La risurrezione di Gesù
Parrocchia S. Michele Macerata
Gesù grida “Ho sete” (è dato l’aceto)
L’ “ora” di Gesù
Esce acqua dal costato di Gesù
E’ “l’ora sesta” (mezzogiorno)
Maria di Magdala è chiamata “Donna”
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
32
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
GESU’ E LA MADDALENA (Gv. 20,1-18)
[1] Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era
ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.[2] Corse allora e andò da Simon
Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore
dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». [3] Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo
e si recarono al sepolcro. [4] Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di
Pietro e giunse per primo al sepolcro. [5] Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. [6] Giunse
intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, [7] e il
sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. [8]
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. [9]
Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. [10] I
discepoli perciò se ne tornarono di nuovo a casa. [11] Maria invece stava all’esterno, vicino al
sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro [12] e vide due angeli in bianche
vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù.
[13] Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore
e non so dove l’hanno posto». [14] Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non
sapeva che fosse Gesù. [15] Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando
che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto
e io andrò a prenderlo». [16] Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico:
«Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». [17] Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono
ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio
mio e Dio vostro”». [18] Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il
Signore!» e ciò che le aveva detto.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
33
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
INTRODUZIONE
Gv. 20 : I primi incontri con Gesù risorto
Pietro e il discepolo amato al
sepolcro (Gv. 20,1-10)
parallelo
Prima apparizione ai
discepoli (Gv. 20,19-23)
Incontro di Maria Maddalena
con Gesù (Gv. 20,11-18)
parallelo
Incontro di Gesù con
Tommaso (Gv. 20,19-23)
Gv. 20,1-18 : Suddivisione del brano
Pietro e il discepolo amato al
sepolcro (Gv. 20,1-10)
Incontro di Maria Maddalena
con Gesù (Gv. 20,11-18)
Maria Maddalena al sepolcro (Gv. 20,1-2)
Pietro e il discepolo amato al sepolcro (Gv. 20,3-10)
La preparazione per opera degli angeli (Gv. 20,11-13)
Gesù si rivela alla Maddalena (Gv. 20,14-13)
Maria Maddalena è presentata come una nuova Eva nel giardino del sepolcro, piena di amore e in
affettuosa ricerca dello Sposo, come la sposa del Cantico dei Cantici.
In passato, si è fatta confusione su questo personaggio, e si è identificata Maria di Magdala, con la
peccatrice anonima del vangelo di Luca (Lc. 7,36-50). Questo ha generato l’immagine della Maddalena
pentita che, non è dei vangeli.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
34
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
MARIA DI MAGDALA AL SEPOLCRO
L’espressione
“il
primo
giorno
della
settimana”; sottolinea l’inizio della tappa
definitiva della creazione.
Al tempo stesso, è “l’ultimo giorno” che
albeggiava nella croce; ora è presentato come
“il primo giorno”, che apre il tempo nuovo.
Giovanni prescinde dal dato cronologico per
evidenziare che il tempo messianico segue
immediatamente la morte di Gesù.
E’ anche in opposizione al “giorno sesto”, che
ha avuto il suo culmine nella realizzazione del
progetto d’amore di Dio, portato a termine da
Gesù (Gv. 19,30).
“Maria di Magdala” è figura
della comunità sposa di Gesù
In sintonia con l’immagine di
“sposa”, lo sfondo della scena
dell’incontro di Maria con
Gesù risorto, è una serie di
richiami al Cantico dei
Cantici.
Parrocchia S. Michele Macerata
L’espressione “di buon mattino”, è difficilmente
conciliabile con il seguito, “quando era ancora buio”. In
Giovanni, le “tenebre” designano l’ideologia contraria alla
verità della vita (Gv. 1,5 ; 3,19 ; 6,17 ; 12,35).
La mancanza di luce materiale fa da contesto alla
mancanza di luce interiore di Maria Maddalena che,
dominata dalla falsa concezione della morte, si reca a
cercare Gesù nel sepolcro.
“La pietra era stata tolta dal sepolcro”. La pietra al suo
posto sarebbe stata segno della morte definitiva (Gv.
11,38-39.41), ma Giovanni non ha neanche rilevato che al
momento della sepoltura fosse stata posta; la morte di
Gesù non ha interrotto la sua vita.
Nell’atteggiamento di Maria, Giovanni rappresenta la
comunità che ha dimenticato la raccomandazione di Gesù a
Betània:
(CdC. 3,1-2) [1] Sul mio letto, lungo la
notte, ho cercato l'amato del mio cuore;
l'ho cercato, ma non l'ho trovato. [2] «Mi
alzerò e farò il giro della città; per le
strade e per le piazze; voglio cercare
l'amato del mio cuore». L'ho cercato, ma
non l'ho trovato.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Gv. 12,5.7) [5] «Perché quest'olio profumato non si è venduto per
trecento denari per poi darli ai poveri?». [7] Gesù allora disse:
«Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura.
La fede nella vita che supera la morte,
simboleggiata dal profumo, è assente in
Maria e nei discepoli; non si attendono la
risurrezione.
05/12/2009 – 08/12/2009
35
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
PIETRO E “L’ALTRO DISCEPOLO” AL SEPOLCRO (1)
Maria va ad avvertire i due discepoli separatamente: come
aveva annunciato Gesù, la sua morte ha causato la dispersione:
Il discepolo che “Gesù amava” compare per la quarta volta nel
vangelo ed indica il discepolo che è disposto, come Gesù, a
dare la sua vita.
Maria afferma che “hanno portato via il Signore”. Ciò che era
un segno di vita, l’assenza del corpo, lo interpreta come segno
di morte.
Maria parla al plurale, “non sappiamo”; questo indica
nuovamente che rappresenta la comunità disorientata, che si
sente persa senza Gesù.
“L’altro discepolo” vede le
“teli” di lino di cui si parla
nella sepoltura (Gv. 19,40). A
livello
simbolico,
vede
sistemati
i
teli,
come
lenzuola nel letto nuziale.
Anche se è giunto primo,
“l’altro discepolo” non entra,
ma attende Pietro.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Gv. 16,32) [32] Ecco, verrà l'ora, anzi è già venuta, in cui
vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete
solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Nel brano il “sepolcro” è citato
nove volte, mostrando che l’idea
di Gesù morto è predominante
nella comunità.
“L’altro
discepolo”
precede
Pietro; il contrasto tra i due e
sempre a favore del primo.
Lo “svantaggio” di Pietro è anche
indicato da come è presentato:
prima è “Simon Pietro”, poi è
solo “Pietro”, soprannome che
richiama la sua ostinazione.
Corre più in fretta chi ha
l’esperienza dell’amore di Gesù,
ed è stato testimone del frutto
della croce (Gv. 19,35): arriva
per primo chi ama di più.
05/12/2009 – 08/12/2009
36
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
PIETRO E “L’ALTRO DISCEPOLO” AL SEPOLCRO (2)
“L’altro discepolo” mostra il suo rispetto ed amore a
Pietro, dandogli la precedenza. Lo lascia entrare per
primo perché manifesti il suo amore a Gesù.
Nel loro incontro precedente, egli lo aveva condotto:
ora Pietro deve accostarsi a Gesù senza intermediari.
Ciò che Pietro constata smentisce l’idea di
Maria di Magdala: chi trafuga un cadavere
dalla tomba, non ripiega i panni funerari.
Come per Lazzaro, è “saltato” l’avvolgimento
dei teli, ma, mentre quest’ultimo deve essere
liberato, Gesù se ne libera da solo.
La tomba vuota e i teli non sono una prova,
ma sono un segno che Gesù ha lasciato la
tomba e ha vinto la morte
Pietro vede anche “il sudario”, simbolo della
morte, che non era ricordato nella
descrizione del seppellimento di Gesù.
Il “sudario” ma copre un altro “luogo”,
termine che nel Vangelo di Giovanni ha
costantemente designato il tempio di
Gerusalemme, centro dell’istituzione giudaica
che ha dato la morte a Gesù.
Parrocchia S. Michele Macerata
(Gv. 18,16) [16] Pietro invece si
fermò fuori, vicino alla porta.
Allora quell'altro discepolo, noto
al sommo sacerdote, tornò fuori,
parlò alla portinaia e fece entrare
anche Pietro.
“L’altro discepolo” vede gli stessi segni che ha visto
Pietro, e comprende che la morte non ha interrotto la
vita.
Il discepolo che è in sintonia con Gesù comprende i segni
della vita, e sarà testimone della risurrezione come lo è
già stato della morte e dell’amore di Gesù (Gv. 19,35).
L’evangelista mette di nuovo in contrasto i due discepoli,
indicando soltanto la fede de “l’altro discepolo”.
Sulla riva del lago di Tiberiade (Gv. 21,4.7), è ancora il
“discepolo amato” a riconoscere Gesù per primo e ad
informare Pietro. Il discepolo anonimo, qui come altrove,
è il seguace ideale di Gesù.
E’ sconcertante la “scena muta” tra i due discepoli,
che, semplicemente “tornarono di nuovo a casa”.
I discepoli non annunciano nulla, perchè non hanno
ancora visto Gesù, ma hanno solo costatato la sua
assenza.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
37
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
MARIA DI MAGDALA E GLI “ANGELI”
La scena presenta, nel giardino, la nuova coppia che dà inizio alla nuova
umanità.
Per presentare l’incontro di Maria di Magdala con il Risorto, Giovanni
segue la falsariga del Cantico dei Cantici.
Le fasi presentate dal Cantico dei Cantici sono: il desiderio
dell’innamorata, la ricerca nella notte, la domanda alle guardie,
l’incontro con l’amato.
Giovanni è fedele a questo ritmo, ma cambia il finale: mentre la sposa
del Cantico afferma che “lo strinsi fortemente”, Gesù, lo sposo,
inviterà Maria Maddalena “non mi trattenere” .
(CdC. 3,1-4) [1]Sul mio letto, lungo la notte, ho
cercatol'amato del mio cuore;l'ho cercato, ma non
l'ho trovato. [2]«Mi alzerò e farò il giro della
città;per le strade e per le piazze;voglio cercare
l'amato del mio cuore». L'ho cercato, ma non l'ho
trovato. [3] Mi hanno incontrato le guardie che
fanno la ronda: «Avete visto l'amato del mio
cuore?». [4] Da poco le avevo oltrepassate, quando
trovai l'amato del mio cuore. Lo strinsi fortemente e
non lo lascerò finché non l'abbia condotto in casa di
mia madre, nella stanza della mia genitrice.
Il pianto della Maddalena è lo stesso di Marta sorella di Lazzaro: la
disperazione perchè ritiene che la morte di Gesù sia la fine di tutto.
Gli “angeli”, sono i “custodi del letto”, “seduti l'uno dalla parte del
capo e l’altro dei piedi”, conoscono ciò che è avvenuto; sono quindi i
testimoni della risurrezione.
Con la loro domanda, i messaggeri di Dio, indicano a Maria che non c’è
motivo né di lutto né di lacrime, e la chiamano “Donna”, come Gesù
con sua madre a Cana (Gv. 2,4) e sulla croce (Gv. 19,26), e per la
samaritana (Gv. 4,21), la sposa fedele e la sposa infedele dell’antica
alleanza.
Gli angeli, vedono in Maria di Magdala la sposa della nuova alleanza,
che cerca desolata lo sposo, pensando di averlo perso.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
38
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Gesù e la Maddalena
3° INCONTRO
IL “GIARDINO”
Fino a quando Maria guarda in direzione del sepolcro, non potrà mai incontrare Gesù che è vivo; infatti, è
conseguenza di quel “si voltò” che vede Gesù che è in piedi” .
Nonostante questo, Maria di Magdala non lo riconosce; per lei ciò che è certo è che Gesù è morto.
Maria non ha ancora gli occhi adatti per scorgere Gesù, come non li avranno i discepoli di Emmaus (Lc.
24,16), gli apostoli sul lago di Tiberiade (Gv 21,4), Tommaso (Gv. 20,25).
La domanda di Gesù ripete quella degli angeli, ed
aggiunge “Chi cerchi?”, già comparsa due volte nel
testo di Giovanni. La prima, ai discepoli, la seconda a
chi lo catturava nel giardino.
Gesù chiede a Maria se cerca un cadavere nel
sepolcro o un vivente; se cerca il vivente non può
trovarlo nel luogo della morte.
Maria crede che Gesù sia il giardiniere, termine con
cui Giovanni introduce di nuovo il tema del “giardino”,
già presentato al momento della morte di Gesù.
Precisando che c’era un “giardino” nel luogo dove
Gesù morì, Giovanni mostra che nella sua morte c’era
già vita.
Il “giardino” richiama anche il tema del giardino
dell’Eden, dove Dio è stesso è il giardiniere.
Nel Cantico dei Cantici, il “giardino” è il luogo dove si
manifesta l’amore tra lo sposo e la sposa.
Parrocchia S. Michele Macerata
(Gv. 1,38) [38] Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che
cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
(Gv. 18,4.7) [4] Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si
fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». [7] Domandò loro di nuovo: «Chi
cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno».
(Gv. 19,41) [41] Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e
nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto.
(CdC. 4,12a.15.16b;5,1a;6,2a.11;7,12-13)
[12a] Giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, [15] Fontana che irrora i
giardini, pozzo d'acque vive e ruscelli sgorganti dal Libano. [16b] Venga il mio
diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti. [5,1a] Son venuto nel mio
giardino, sorella mia, sposa, [6,2a] Il mio diletto era sceso nel suo giardino
[11] Nel giardino dei noci io sono sceso, per vedere il verdeggiare della valle,
per vedere se la vite metteva germogli, se fiorivano i melograni. [7,12] Vieni,
mio diletto, andiamo nei campi, passiamo la notte nei villaggi. [13] Di buon
mattino andremo alle vigne; vedremo se mette gemme la vite, se sbocciano i
fiori, se fioriscono i melograni: là ti darò le mie carezze!
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
39
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Gesù e la Maddalena
3° INCONTRO
LA “VOCE DELLO SPOSO”
Anche Gesù chiama Maria “Donna”, cioè sposa; lei, senza saperlo, esprime la realtà di (Gv. 10,18) [18] Nessuno me la
Gesù, chiamandolo “Signore”, cioè sposo, marito.
toglie, ma la offro da me stesso,
Maria continua a non comprendere il motivo dell’assenza di Gesù; non ha capito che, poiché ho il potere di offrirla e
il potere di riprenderla di
donando la sua vita liberamente, Egli aveva il potere di riacquistarla:
Maria crede che la presenza di Gesù sia vincolata ad un luogo preciso, “dove l’hai nuovo. Questo comando ho
ricevuto dal Padre mio».
posto”; vuole assicurarsi la presenza di Gesù, anche morto, “e io lo prenderò”. Non sa
che è risorto e non è circoscritto in un luogo, ma sempre presente tra i suoi.
Il risorto non sta su un piedistallo circondato di luce come nei nostri altari il giorno di
Pasqua, ma sembra un “giardiniere”.
Gesù la chiama per nome ed essa lo
(CdC. 5,2) [2] Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! È il mio diletto
riconosce dalla voce. Lo stesso tema
che bussa: «Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia;
perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne».
appare nel Cantico dei Cantici:
Nell’episodio conosciuto come “il buon
(Gv. 10,3-4) [3] Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue
Pastore”, Gesù afferma:
pecore una per una e le conduce fuori. [4] E quando ha condotto fuori tutte le sue
La voce di Gesù che Maria riconosce,
pecore, cammina innanzi a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce.
chiama a seguirlo; adesso spetta ai
(Gv. 14,6) [6] Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e
discepoli percorrere il suo stesso
la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
cammino verso il Padre:
Giovanni Battista aveva udito la voce
dello sposo ed aveva esultato di gioia,
vedendo il compimento della salvezza
annunciata. Ora allo sposo risponde la
sposa; si forma la comunità messianica.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
40
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
“NON MI TRATTENERE”
Udendo la voce di Gesù, Maria si “volge” del tutto, non guarda più il sepolcro.
Risponde a Gesù, chiamandolo “Rabbunì” che è l’appellativo con cui ci si rivolgeva ai maestri, e che, allo
stesso tempo, poteva essere usato dalla donna per rivolgersi al marito.
Si combinano i due aspetti della scena: il linguaggio nuziale che esprime la relazione d’amore che unisce la
comunità a Gesù, e il fatto che l’ amore è “sequela”; si corrisponde all’amore di Gesù, praticando un amore
simile al suo (Gv. 1,16 ; 13,34).
Il doppio voltarsi da parte di Maria è segno della conversione necessaria per l’incontro con Gesù risorto;
quando Maria smette di guardare al passato, percepisce la realtà del presente.
Le tante citazioni del pianto di Maria, richiamano alcuni famosi passi sull’eliminazione del pianto.
L’espressione “non mi trattenere”, letteralmente
è “non mi toccare”. Il gesto di Maria è un nuovo
richiamo al Cantico dei Cantici:
Gesù fa capire alla Maddalena che non sta
continuando a vivere la sua esistenza di prima.
L’ascesa al Padre, significherà la fine dell’attività
di Gesù nella sua comunità, e al tempo stesso,
annuncia il ritorno con un nuovo tipo di presenza.
La Maddalena cercava un corpo e le viene detto
non è un cadavere che deve trovare, ma Gesù
vivo.
Parrocchia S. Michele Macerata
(CdC. 3,4b) [4b] Lo strinsi fortemente e non lo
lascerò finché non l'abbia condotto in casa di mia
madre, nella stanza della mia genitrice.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Is. 25,8a) [8a]
Eliminerà la morte
per
sempre;
il
Signore
Dio
asciugherà le lacrime
su ogni volto;
(Ap. 21,4) [4] E
tergerà ogni lacrima
dai loro occhi; non ci
sarà più la morte, né
lutto, né lamento, né
affanno, perché le
cose di prima sono
passate».
05/12/2009 – 08/12/2009
41
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
LA COPPIA DELLA NUOVA UMANITA’
Maria Maddalena incontra Gesù nel giardino e si costituisce la coppia della nuova
umanità.
Maria vorrebbe trattenere Gesù, ma egli afferma che è lui che deve condurre la
sposa nella sua dimora, che è quella del Padre, ma il momento non è ancora arrivato.
Maria “possiede” Gesù e al tempo stesso “non lo possiede” ancora; questa tensione
tra il “già” e il “non ancora”, crea il dinamismo nella vita cristiana.
La festa nuziale sarà lo stadio finale, quando la sposa, dopo aver percorso lo stesso
cammino dell’amore totale dello sposo, si ricongiungerà con lui.
La gioia dell’incontro fa dimenticare
a Maria che la sua risposta a Gesù
deve essere l’amore per gli altri; per
questo Gesù la invia a compiere una
missione.
L’amore che consente di riconoscere
Gesù, non è un amore egoista,
ripiegato su se stesso, ma è l’amore
che si dona e che spinge verso gli
altri.
Non si può trattenere per se il
Risorto, ma è annunciandolo agli altri
che Maria conoscerà il suo Signore.
Parrocchia S. Michele Macerata
Per la prima ed unica volta Gesù definisce
il “Padre” suo come “Padre” dei discepoli;
per questo li chiama “fratelli” .
Gesù sale al Padre per preparare per i
discepoli un posto, cioè per ottenere loro
la condizione di figli.
L’ascesa di Gesù realizza il dono dello
spirito alla sua comunità.
E’ attraverso l’esperienza dello Spirito
che i discepoli conosceranno Dio come
Padre. Questo è il Dio, del quale Gesù, il
figlio unico, è stato la manifestazione
(Gv. 1,18) .
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
(Gv. 14,2-3) [2] Nella casa del
Padre mio vi sono molti posti.
Se no, ve l'avrei detto. Io vado
a prepararvi un posto; [3]
quando sarò andato e vi avrò
preparato un posto, ritornerò e
vi prenderò con me, perché siate
anche voi dove sono io.
(Gv. 14,16) [16] Io pregherò il
Padre ed egli vi darà un altro
Consolatore perché rimanga con
voi per sempre,
05/12/2009 – 08/12/2009
42
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Gesù e la Maddalena
“VEDERE”, “OSSERVARE”, “INTUIRE”
Giovanni utilizza tre diversi verbi greci che indicano la “visione”, tutti tradotti indistintamente con “vedere”, e
lo fa con molta attenzione alle sfumature, perché c’è modo e modo di “vedere”.
Il primo indica la visione fisica, materiale (blšpw -blepô).
Il secondo indica un vedere con attenzione che suscita il
problema, rende perplessi (qewršw - theôreô).
Il terzo indica la visione interiore della fede, lo sguardo
che coglie il significato nascosto (Ðr£w - horaô).
Per una più agevole comprensione, possiamo tradurre il
primo con “vedere”, il secondo con “osservare”, il terzo
con “intuire”.
Per descrivere l’esperienza di Maria di
Magdala, sono utilizzati tutti e tre i verbi.
Di fronte al sepolcro “vede”.
Davanti agli angeli e a Gesù, che scambia
per il giardiniere, “osserva”. In entrambi gli
incontri la Maddalena vede, ma non vede:
vede due figure, ma non li identifica con
due angeli, vede il giardiniere, ma non lo
identifica con Gesù.
Solo alla fine, quando Gesù la chiama per
nome, può annunciare “ho intuito il
Signore”.
Parrocchia S. Michele Macerata
Maria e discepolo amato che giunge per primo
al sepolcro “vedono”.
Pietro entra nel sepolcro ed “osserva” con
attenzione, ma non è ancora lo sguardo di
fede.
Il discepolo amato, quando l’evangelista
afferma che “vide e credette”, “intuisce”.
Oltre che dai diversi verbi greci lo sviluppo
crescente del brano è anche evidenziato
dall’oggetto della visione.
I tre vanno al sepolcro, e, la loro vicinanza a
quel luogo è sempre più accentuata: dal solo
avvicinarsi, alla pietra rimossa, al chinarsi
verso il sepolcro e, alla fine, ad entrarvi.
Ognuno di loro vede qualcosa in modo
crescente verso Gesù: Maria Maddalena vede
solo la pietra rimossa, il discepolo amato
arrivato per primo vede solo le bende, Pietro
vede le bende e il sudario, infine, l’altro
discepolo vede anche lui il tutto e “credette”.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
43
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
3° INCONTRO
Conclusione
LE TRE “DONNA” NEL VANGELO DI GIOVANNI
Maria la madre di Gesù
La samaritana
Gesù le dice:
«Credimi, donna,
viene l’ora in cui
né su questo
monte né a
Gerusalemme
adorerete il
Padre.
E Gesù le rispose:
«Donna, che vuoi da me?
Non è ancora giunta la
mia ora». (Gv. 2,4)
Gesù allora, vedendo la
madre e lì accanto a lei il
discepolo che egli amava,
disse alla madre: «Donna,
ecco il tuo figlio!».
(Gv. 19,26)
Sposa (Israele) fedele
Sposa (Israele) infedele
COMUNITA’ ANTICA ALLEANZA
Ai piedi della croce, la
“madre”, simbolo dell’Israele
fedele è accolta nella nuova
comunità rappresentata dal
discepolo che Gesù amava, che
riconosce in lei la sua origine.
Parrocchia S. Michele Macerata
Maria di Magdala
Le disse
Gesù:
«Donna,
perché
piangi? Chi
cerchi?»
(Gv. 20,15)
Sposa Nuova Comunità
COMUNITA’ NUOVA ALLEANZA
L’antico popolo, cioè la “madre di Gesù”, termina sulla
croce, da dove comincia il nuovo popolo, rappresentato da
Maria Maddalena. Il fatto che le donne hanno lo stesso
nome, “Maria”, e il fatto di essere presentate come
“sorelle” evidenzia che l’uguaglianza deve essere la regola
nella relazione della comunità antica con quella nuova.
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
(Gv. 19,25) [25]
Stavano presso la
croce di Gesù sua
madre, la sorella di
sua madre, Maria di
Clèofa e Maria di
Màgdala.
44
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Parrocchia S. Michele Macerata
I miei appunti
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
45
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Parrocchia S. Michele Macerata
I miei appunti
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
46
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Parrocchia S. Michele Macerata
I miei appunti
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
47
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Preghiera del mattino
Lettura: Le Nozze di Cana (Gv. 2,1-11)
-
Pag. 5
COME MARIA
Vogliamo vivere, Signore, offrendo a te la nostra vita,
con questo pane e questo vino, accetta quello che noi siamo.
Vogliamo vivere, Signore, abbandonati alla Tua voce,
staccati dalle cose vane, fissati nella vita vera.
Vogliamo vivere come Maria, l’irraggiungibile, la Madre amata,
che vince il mondo con l’Amore, e offrire sempre la Tua vita,
che viene dal Cielo.
Domenica 06/12/2009
L’invito di Cana (C.M. Martini)
Donaci, Signore,
di contemplare la tua rivelazione
nelle parole dell’evangelista Giovanni.
Donaci di lasciarci invitare
Alle nozze della tua Parola,
perché possiamo gustare abbondantemente
il vino dello Spirito
ed essere riempiti dalla ricchezza della scritture
con la quale tu vuoi nutrirci.
Donaci di penetrare momenti fondamentali
E insegnamenti decisivi del brano evangelico
Che è come una sintesi del tuo mistero di amore.
Di redenzione, di grazia, di attenzione all’uomo,
di offerta di gioia alla tua Chiesa.
O signore, credo in te, spero in te,
scommetto su di te,
perché tu, attraverso l’ascolto della Parola,
ci vuoi riempire del vino nuovo
che è il tuo amore imprevedibile.
Accetta dalle nostre mani, come un’offerta a Te gradita,
i desideri di ogni cuore, le ansie della nostra vita.
Vogliamo vivere, Signore, accesi dalle Tue parole,
per riportare in ogni uomo, la fiamma viva del tuo amore.
Vogliamo vivere...
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
48
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Celebrazione Eucaristica
Domenica 06/12/2009
COMUNIONE
SAN FRANCESCO
INIZIO
INSIEME COME FRATELLI
Oh come è bello e gioioso
stare insieme come fratelli. (2)
Come olio che scende sulla testa
profumando tutto il volto. (2)
Oh come....
Come olio che scende sulla barba,
profumando anche le vesti. (2)
Oh come....
Come rugiada che scende dall'Ermon,
sui monti di Sion. (2)
Oh come....
Là il Signore ha mandato benedizione
e la vita per sempre. (2)
Oh come...
OFFERTORIO
ECCO QUEL CHE ABBIAMO
Ecco quel che abbiamo, nulla ci appartiene ormai.
Ecco i frutti della terra che tu moltiplicherai.
Ecco queste mani, puoi usarle se lo vuoi,
per dividere nel mondo
il pane che Tu hai dato a noi.
Solo una goccia hai messo fra le mani mie,
solo una goccia che tu ora chiedi a me,
una goccia che, in mano a Te
una pioggia diventerà
e la terra feconderà.
Ecco….
Sulle strade il vento da lontano porterà
Il profumo del frumento, che tutti avvolgerà.
E sara l’amore che il raccolto spartirà
E il miracolo del pane in terra si ripeterà.
Ecco...
SANTO : Osanna eh!
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
O Signore fa di me uno strumento
fa di me uno strumento della tua pace
dov’è odio che io porti l’amore
dov’è l’offesa che io porti il perdono
dov’è il dubbio che io porti la fede
dov’è discordia che io porti l’unione
dov’è l’errore che io porti verità
a chi dispera che io porti la speranza
dov’è l’errore che io porti verità
a chi dispera che io porti la speranza
O Maestro dammi tu un cuore grande
che sia goccia di rugiada per il mondo,
che sia voce di speranza,
che sia un buon mattino
per il giorno di ogni uomo,
e cogli ultimi del mondo sia il mio passo lieto
nella povertà, nella povertà.
O Signore fa di me il tuo canto
fa di me il tuo canto di pace
a chi è triste ch’io porti la gioia
a chi è nel buio che io porti la luce.
E’ donando che si ama la vita
È servendo che si vive con gioia
Perdonando si trova il perdono
è morendo che si vive in eterno
Perdonando si trova il perdono
è morendo che si vive in eterno
O maestro
05/12/2009 – 08/12/2009
49
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Domenica 06/12/2009
Celebrazione Eucaristica
PADRE NOSTRO : Padre Nostro (Comi)
CONCLUSIONE
NOI ARCOBALENO DI DIO
SCAMBIO DELLA PACE
PACE SIA, PACE A VOI
Pace sia, pace a voi,
la tua pace sarà sulla terra com’è nei cieli.
Pace sia, pace a voi,
La tua pace sarà gioia nei nostri occhi, nei cuori.
Pace sia, pace a voi l
a tua pace sarà luce limpida nei pensieri.
Pace sia, pace a voi
la tua pace sarà una casa per tutti.
Se tu credi che un sorriso è più forte di un arma,
se tu credi alla potenza di una mano tesa.
Se tu credi che l’unione vale più che la divisione,
se tu credi alla speranza più che alla disperazione.
Allora la pace verrà,
e il sole un nuovo giorno donerà,
saremo tutti noi arcobaleno,
segno di Dio all’umanità. (2)
Pace a voi, sia il tuo dono invisibile
Pace a voi, la tua eredità.
Pace a voi, come un canto all’unisono
che sale dalle nostre città.
Se tu credi che l’amore è più forte dell’odio,
se tu credi che nell’altro trovi sempre un fratello,
se tu credi che ogni vita vale più di un tesoro,
se tu credi che ascoltare vale più che parlare.
Pace sia...
Allora....
Pace a voi, sia l’impronta nei secoli,
pace a voi, segno d’unità.
Pace a voi, sia l’abbraccio tra i popoli
la tua promessa all’umanità.
Se tu credi che i prati sorridono al cielo,
se tu credi che l’acqua canta limpida al sole,
se tu credi alla voce del vento e del mare,
se tu credi che il mondo è pronto a cantare.
Allora....
Parrocchia S. Michele Macerata
Simon
Le
tre “Donna”
Pietro: unnel
diavolo
Vangelo
in paradiso
di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
50
Le
Simon
tre “Donna”nel
Pietro: un diavolo
Vangeloindiparadiso
Giovanni
Preghiera del mattino
Lettura: La Samaritana (Gv. 4,3-43)
-
Pag. 17
TE AL CENTRO DEL MIO CUORE
Lunedì 07/12/2009
L’acqua viva (C.M. Martini)
Signore, io desidero quest’acqua viva,
io credo Signore che tu sei per me
e per ciascuno di noi
questa sorgente di acqua viva.
Io credo, Signore, che tu non ci verrai mai
meno,
e anche nel momento in cui ci sentiremo
o ci parrà di essere soli, smarriti, abbandonati,
assettati come in un deserto,
e il cammino ci parrà troppo lungo,
tu, o Signore, non ci abbandonerai
in ogni istante del nostro cammino.
Ho bisogno d’incontrarti nel mio cuore, di trovare te, di stare insieme a te,
unico riferimento del mio andare unica ragione tu, unico sostegno tu
al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Anche il cielo gira intorno e non ha pace, ma c’è un punto fermo è quella stella là,
la stella polare è fissa ed è la sola, la stella polare tu, la stella sicura tu
al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Tutto ruota attorno a te in funzione di te
E poi non importa il come, il dove, il se.
Che tu splenda sempre al centro del mio cuore il significato allora sarai tu,
quello che farò sarà soltanto amore unico sostegno tu, la stella polare tu,
al centro del mio cuore ci sei solo tu.
Tutto ruota.....
Parrocchia S. Michele Macerata
Simon
Le
tre “Donna”
Pietro: unnel
diavolo
Vangelo
in paradiso
di Giovanni
05/12/2009 – 08/12/2009
51
Le tre “Donna”nel Vangelo di Giovanni
Preghiera del mattino
Martedì 08/12/2009
L’ideale ultimo e definitivo (C.M. Martini)
Lettura: Gesù e la Maddalena (Gv. 20,1-18) -
Pag. 33
RISURREZIONE
Che gioia ci hai dato, Signore del cielo,
Signore del grande universo,
che gioia ci hai dato vestito di luce, v
estito di gloria infinita, vestito di gloria infinita.
Vederti risorto, vederti Signore,
il cuore sta per impazzire,
Tu sei ritornato, Tu sei qui fra noi
e adesso ti avremo per sempre,
e adesso ti avremo per sempre.
Chi cercate donne quaggiù,
chi cercate donne quaggiù,
quello che era morto non è qui, è risorto!
Si, come aveva detto anche a voi.
Voi gridate a tutti che è risorto Lui,
A tutti che è risorto Lui.
Tu hai vinto il mondo Gesù,
Tu hai vinto il mondo Gesù,
liberiamo la felicità
e la morte. no non esiste più, l’hai vinta Tu
hai salvato tutti noi, uomini con Te,
tutti noi uomini con Te.
Parrocchia S. Michele Macerata
Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni
Noi ti ringraziamo Dio nostro Padre
perché hai risuscitato per noi
il figlio tuo Gesù Cristo
e hai inaugurato la vita nuova di questo secolo
nell’attesa della sua venuta.
donaci di contemplare il suo volto di Risorto
nella tua Chiesa;
rendici disponibili all’azione dello Spirito santo
che edifica il corpo del tuo Figlio risorto
fino al momento in cui te lo presenterà
alla fine dei secoli,
affinché Tu sia tutto in tutte le cose.
Padre tu ci hai dato in Gesù
un ideale ultimo e definitivo,.
capace di illuminare
tutti i singoli momenti del cammino umano:
un ideale che corrisponde ai desideri più
profondi;
ai bisogni più profondi dell’umanità,
alle sofferenze più vere
degli uomini e delle donne del nostro tempo.
ti chiediamo di farci contemplare,
mediante Gesù, questo ideale
per meglio servire il tuo disegno di salvezza.
05/12/2009 – 08/12/2009
52
Scarica

Le tre “Donna” nel Vangelo di Giovanni