LA FEDE TRA MITO, LEGGENDA E STORIA
Di Germano Vitali
Per il cristiano la fede è una virtù teologale “ per la quale, con l’ispirazione e l’aiuto della
grazia di Dio, crediamo essere vere le cose da lui rivelate, non a causa della verità intrinseca delle
cose stesse, scorta dal lume della ragione naturale, ma per l’autorità del Dio rivelante che non può
ingannarsi né ingannare “. (Concilio Vaticano I) L’ultima affermazione è di tipo ontologico, come
tra l’altro tutto l’assunto precedente, perché abbiamo bisogno di ricorrere nuovamente alla fede per
definire la fede stessa; infatti cosa ci garantisce che Dio non può ingannarsi né ingannare? In forma
più semplice e divulgativa possiamo definire la fede come l’atto di fiducia verso Dio da parte del
credente, ma questo atto conserva in sé ogni forma di incertezza sia sul piano pratico o morale, sia
su quello empirico scientifico, sia su quello razionale. Come è possibile assumere un
comportamento morale sulla base della volontà di un Dio che nessuno ha visto, ha ascoltato e mai
ne ha dimostrata l’esistenza sulla base dei principi della logica? I tentativi di Anselmo e Tommaso,
ricadenti direttamente o indirettamente nella prova ontologica (l’esistenza di Dio si dimostra con
Dio stesso), risultano inconcludenti. Per quanto riguarda la scienza è la Chiesa stessa a chiamarsi
fuori. Solo la storia e la letteratura possono darci delle indicazioni sull’argomento. Entrambe
essendo legate al sentire, al pensare e all’agire dell’uomo ci rimandano all’antropologia culturale e
dunque a quel relativismo dal quale le religioni vogliono fuggire.
Capire come le religioni si formano e si evolvono nel corso del tempo sarebbe affrontare un
lavoro mastodontico, ci si limiterà a delineare un percorso interpretativo, volutamente alternativo a
quello dell’ortodossia cristiana, ma non solo, per dimostrare chiavi di lettura diverse che, a chi
scrive, paiono meno contraddittorie, dunque più verosimili.
Si inizierà dai miti ed attraverso quell’intreccio affascinante tra leggenda e storia si
giungerà ai documenti certi del tempo storico.
La precessione degli equinozi è un calcolo difficilissimo, si tratta di misurare di quanto varia
l’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre nel corso di un intero anno rispetto al piano
dell’eclittica.
Giorgio de Santillana, nel “Mulino di Amleto”, saggio sul mito e sulla struttura del tempo,
mettendo a confronto 1500 miti, scopre una serie di elementi e di motivi ricorrenti: stessi
personaggi anche se con nomi diversi, stessi arredi scenici, stessi numeri ricorrenti, presenti in Cina,
in Arabia, in Egitto; inoltre la stella precede sempre un avvenimento, guida o segnala la nascita di
un personaggio in tutte le culture; è sinonimo di un evento sovrannaturale che precede una sventura,
come se la catastrofe venisse annunciata da una premonizione celeste. Ciò fa pensare che tutti i miti
abbiano avuto un inizio comune, forse proveniente da una civiltà molto sviluppata ma andata
perduta, come per esempio, la mitica Atlantide. Nella lingua comune del mito erano racchiusi
elementi di alta astronomia, in particolare i numeri che servono a calcolare la precessione degli
equinozi, i quali fuoriescono quasi per incanto, in ogni antica tradizione o argomento mitologico.
Considerando che l’origine della mitologia si perde nella notte dei tempi, tutte le religioni positive
sono nate molti millenni dopo, ma tutte a quel mito primordiale si sono rifatte, avremo modo di
approfondire la questione successivamente.
Se gli uomini avessero saputo che la civiltà non era nata da sapienza divina, ma da una
civiltà decaduta, ciò avrebbe minato le basi stesse di una società stabile costruita sulle paure
religiose. Questo, spiega l’autore: “ perché nello sviluppo delle religioni ci furono coloro che,
accorgendosi di come questa cultura antica diventava pericolosa se tramandata ad un pubblico più
vasto, hanno cercato di far cadere nell’oblio o di distruggere gli antichi testi.” Secondo lo studioso
Giorgio Terzoli, creatore del “codice Terzo”, la precessione degli equinozi non fu il fine, ma il
tramite con cui i nostri progenitori vollero mettersi in contatto con noi, superando le barriere del
tempo e dello spazio. Il codice Terzo ci permette di comprendere che in tutti i miti ci sono gli stessi
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numeri ricorrenti. Ad esempio, il numero 12 mitologico è spesso affiancato ad un concetto
circolare: i 12 cavalieri della tavola rotonda, i 12 apostoli, i 12 saggi, ecc… e rappresenta la
raffigurazione simbolica delle dodici costellazioni zodiacali, che la precessione incontra nel suo
lento incedere.
Il grado di convergenza di queste antiche storie è abbastanza illuminante da far nascere il
sospetto che siano state scritte dallo stesso autore: gli Indù, gli Egiziani, i Greci inseriscono la
costellazione di Orione al centro della loro mitologia, ed anche se con nomi diversi Varuna, Osiride,
Urano essa è onnipresente in ogni epoca ed è parte integrante della mitologia arrivata fino ai nostri
giorni. Ricordiamo, ad esempio, che le stelle di Orione sono quelle che Ulisse deve seguire per
tornare a casa.
La mitologia è giunta fino a noi dai testi letterari e dalle fonti archeologiche, tra i primi da
ricordare Esiodo con la sua “Teogonia” e Omero con i suoi poemi; tra le seconde le rovine della
civiltà micenea e di quella minoica, ma soprattutto i manufatti in ceramica che precedono la
descrizione letteraria del racconto mitologico.
Mitologia greca
L’insieme mitologico può essere suddiviso in tre periodi.
Miti delle origini o età degli dei. Si spiga l’origine dell’universo e degli dei antropomorfici,
delle loro lotte, e del loro essere isolati dagli uomini. Tra tutte le religioni positive quella cristiana è
l’unica antropomorfica.
Età degli eroi e degli uomini. Il rapporto tra dei e uomini è più stretto; operano fianco a
fianco e dai loro rapporti sessuali nascono gli eroi, Achille, Enea per ricordare i più noti. Vi è, però,
un comportamento differente quando c’è il desiderio di copulare: se lo vuole un dio finisce quasi
sempre per stuprare la femmina umana, se lo vuole una dea non ha bisogno di violenza, si giace e
basta. La nascita di Gesù, la sua vita e la sua morte sono quelle dell’eroe greco. Come non pensare
allo stupro iniziale, almeno psicologico, della Madonna: avrebbe forse potuto opporsi al volere
divino? La morte in croce non è forse una fine eroica?
Età degli eroi. Gli dei e gli eroi finirono per far parte di un unico immaginario sacro,
venendo invocati insieme nei giuramenti e nelle preghiere. Contrariamente a quanto accadde
durante l'età degli dei, nel corso dell'età eroica il numero degli eroi non rimase fisso e non vi fu mai
un loro elenco definitivo, eroi nuovi continuavano a sorgere nel corpus leggendario; mentre non si
parlò più della nascita di nuovi grandi dei. Un'altra importante differenza tra l’età degli dei e quella
degli eroi è che l'eroe locale diventa il centro dei culti locali e le popolazioni delle varie zone e città
s’identificano in esso. Anche in questo caso il parallelismo tra il culto degli eroi pagani e i santi
cristiani, all’inizio nominati direttamente dal popolo dei credenti, è più che evidente.
Il cristianesimo ha attinto a piene mani dal Panteon mitologico e leggendario greco tanto da
essere nei confronti dell’ebraismo e dell’islam la religione più paganeggiante. Ciò non toglie che il
cristianesimo sia passato, in un primo momento, attraverso un periodo monoteistico mutuato
dall’ebraismo, che a sua volta, secondo i più recenti studi ha attinto dalla religione egizia.
Nel XIV secolo a.C., l’Egitto è governato da Akhenaton il cui nome fa riferimento (Aton) al
disco solare; fu scelto dallo stesso faraone per dare un segno esplicito alla sua riforma religiosa che
aveva abolito il politeismo per introdurre il culto di un unico Dio, il sole. La decisione non fu ben
accolta dal popolo che notoriamente è più incline a restare legato alle tradizioni, piuttosto che
aderire con entusiasmo a innovazioni radicali; inoltre, la vecchia classe sacerdotale, che aveva perso
il potere, fomentava le ribellioni. I motivi che portarono Akhenaton a tale scelta ci sfuggono; con
sufficiente probabilità, però, potrebbero essere legati alla necessità di azzerare l’influenza politica
sacerdotale a tutto vantaggio del Faraone, che avrebbe potuto gestire il potere senza la mediazione
dei sacerdoti. Va ricordato che questi ultimi facevano di tutto per rafforzare la loro posizione di
prestigio sia in Egitto, come nelle altre parti del mediterraneo. In una lezione all’Università di
Urbino tenuta nell’anno accademico 1970 / 71, il Prof. Brancati, insegnate di storia antica e grecoromana, illustrò come i sacerdoti egizi cercavano di diventare sempre più potenti. Conoscendo con
precisione i tempi dell’eclissi solari, attraverso propri collaboratori organizzavano movimenti di
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protesta conto se stessi che dovevano esplodere nel giorno dell’eclisse. Quanto la protesta popolare,
ben guidata, stava raggiungendo il culmine, dall’alto del tempio, il sacerdote con fare cerimonioso
intimava al sole di spegnersi. In poco tempo la notte avvolgeva la folla ormai supplicante affinché il
sole tornasse a splendere. I sacerdoti, sempre magnanimi, intimavano allora al sole di riaccendersi,
si faceva di nuovo giorno tra il giubilo popolare e l’accresciuto potere sacerdotale.
In Grecia si usava un altro stratagemma, basato sul principio dei vasi comunicanti, per far
aprire e chiudere le porte del tempio, senza che nessuno le toccasse. In altre parole il potere della
religione si basava sul sapere dei pochi e l’ignoranza dei molti. Oggi, come stanno le cose?
Proseguiamo la narrazione per capire.
Dopo la morte di Akhenaton sale al trono il figlio bambino Tutankhamon che governerà per
un decennio, dall’età di 8 anni fino alla scomparsa avvenuta a 18. La presenza di un fanciullo sul
trono, permette ai sacerdoti spodestati di tornare al potere e di perseguitare tutti coloro che, avendo
abbracciato il monoteismo, non intendono sottomettersi. A questo punto storia e leggenda si
confondono: si presume che Mosè, nobile egiziano rimasto fedele al monoteismo e governatore
della provincia di Gosen, abbia guidato l’esodo verso la Palestina delle tribù semitiche, ivi
insediatesi e come lui convertite al monoteismo. Giunti nella terra promessa, gli ebrei vengono a
contatto con antichissime leggende sumeriche, persiane e indiane. Una leggenda persiana faceva
risalire il male nel mondo al fatto che la prima donna, convinta dal serpente a mangiare la mela
proibita, avesse indotto il suo compagno a imitarla. Questo racconto, risalente a duemila anni prima
della stesura della bibbia, è riportato nel “Cilindro della Tentazione”, documento conservato presso
il British Museum di Londra. Il Dio dei persiani creò il cielo e la terra in sei giorni e in ultimo
l’uomo, nel settimo giorno si riposò. Similmente il Dio Brahma dell’India creò l’uomo di nome
Adima e la donna Heva, li mise nel Paradiso terrestre… e via di seguito! Per approfondire
consultare l’appendice. L’incipit della Bibbia nasce, senza ombra di dubbio, da leggende precedenti
da cui si deduce che il popolo ebraico non è quello eletto; inoltre, secondo il principio di
falsificazione di Popper, fatto proprio dalla scienza moderna, per dubitare di uno scritto basta
conoscere che una sua parte non corrisponda al vero.
Per quanto riguarda il nuovo testamento, narrante la vita, l’insegnamento, la morte e la
resurrezione di Cristo oltre ad altri scritti, sul quale si basa la Chiesa di Roma e più in generale tutto
il cristianesimo, basterebbe far riferimento a quanto stabilito dal Concilio Vaticano II, che prende
atto come Gesù sia stato un ebreo fino alla morte e come non abbia mai avuto intenzione di dare
vita ad una nuova religione. Per maggior chiarezza non si può fare a meno di citare le storie di dei
che hanno preceduto di molti secoli Gesù Cristo, ma che hanno in comune con lui, stesse modalità
di nascita, stessa infanzia, stessi miracoli, stesso battesimo, stessa fine, stessa resurrezione, stessa
salita al cielo (controllare in appendice). Ovviamente sono leggende che hanno reso “leggendari” i
Vangeli canonici e quelli apocrifi, anche se questi ultimi sono stati dichiarati “oscuri” fin dal
concilio di Nicea (325 a.C.). Vischnu o Bouddha, Mithra, Horus, Adone, le cui storie sono riportate
in appendice, sono alcuni degli dei che hanno avuto una storia simile a quella di Gesù.
I vangeli pur essendo scritti fideistici e non documenti storici in senso stretto, lasciano
intravvedere alcuni eventi riscontrabili in altri documenti. Sinteticamente si può affermare che le
vicende legate alla vita di Gesù sono contestualizzabili alle lotte dei partigiani ebrei contro
l’invasore romano culminate nella prima guerra giudaica di cui parla Giuseppe Flavio, presente ai
combattimenti, e conclusasi con una sonora sconfitta ebraica nel 70 d.C. In quel periodo turbolento
non è da escludere che qualche ribelle, particolarmente amato dal popolo, sia finito sulla croce e che
qualche anno dopo sia stato idealizzato in nome di quella speranza di liberazione e di giustizia, non
ottenuta, che ogni oppresso vorrebbe veder realizzata. Come si poteva fare? La via più facile era
quella di rifarsi a storie mitico-leggendarie del passato utilizzando gli stessi arredi scenici
cambiando soltanto il nome agli attori. A quei tempi non c’era il registro dei brevetti e ci si
comportava com’era successo per gli scritti religiosi precedenti. Le convergenze tra i vari culti
religiosi, pur nella diversità dei personaggi e dei tempi, vengono oggi interpretate come conferme e
non come smentite reciproche. La stessa cosa avviene al contrario per superare le contraddizioni
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presenti nei Vangeli, in particolare quelle relative ai racconti della resurrezione non coincidenti tra
di loro.
La religione cristiana nasce con Paolo di Tarso, non più relativa ad un popolo eletto, ma
universale, riguardante tutti gli uomini. Cominciano subito gli scontri tra le varie correnti religiose,
da essi vanno sempre più delineandosi i principii base del cristianesimo dominante, fin quando con
il Concilio di Nicea si fissa la prima ortodossia della nuova religione, per opera, tra l’altro,
dell’Imperatore Costantino, che non si era ancora convertito al cristianesimo. In questo preciso
momento politica e religione diventano un tutt’uno. Qualche tempo dopo l’imperatore Teodosio
stabilisce che il cristianesimo è religione di stato e tutte le altre sono messe al bando.
Il resto è storia nota per cui ci si limiterà a una sintetica esposizione cronologica degli
avvenimenti.
CRONOLOGIA RAGIONATA
"Se si dimostrasse che la Terra è rotonda, tutto il
cattolicesimo cadrebbe in errore".
(Sant'Agostino)
375 - Mentre i primi cristiani veneravano solo Dio (Gesù stesso rifiutò di essere considerato oggetto
di Culto) in quest'anno la Chiesa introdusse il culto dei santi e degli angeli, per compiacere le
tendenze pagane del popolo.
431 - Il Concilio di Efeso, per le forti pressioni popolari, che reclamavano l'assenza di divinità
femminili nel Cristianesimo, proclamò Maria, Madre di Dio. Tale rassicurante e superstiziosa
venerazione colmava il vuoto lasciato dalle varie Dee della religione pagana. Maria prese il posto,
nella devozione popolare, di Diana, Iside, Artemide, e varie altre dee.
Molte caratteristiche del culto della Madonna risalgono a divinità femminili precristiane.
L'iconografia della Vergine, con in braccio il bambino, è ispirata al culto di Iside. Lo stesso racconto
della verginità di Maria e della nascita "miracolosa" di Gesù affonda le sue radici negli esseri
semidivini, figli di un dio e di una donna vergine (Eracle, Mithra, Horus, ecc.) (vedere appendice)
610 - Per la prima volta un Vescovo di Roma viene chiamato Papa. L'idea fu dell'imperatore Foca,
che salì al potere facendo assassinare il suo predecessore. Per tale atto criminale, il vescovo Ciriaco di
Costantinopoli lo scomunicò, ma Foca, per ritorsione, proclamò papa (ossia capo di tutti i vescovi) il
vescovo di Roma Gregorio I, che rifiutò. Tuttavia, il vescovo successivo, cioè Bonifacio III, accettò di
avvalersi del titolo di "papa".
Il Cristianesimo antico era nettamente contrario a capi spirituali, l'Autorità era esercitata
democraticamente per mezzo di concili. Ma il messaggio originale di Gesù era ben più radicale: "…
voi non vi fate chiamare 'Maestro'; perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli. Non
chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli.
Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo…" Matteo 23:8-10
788 - La chiesa cattolica adotta ufficialmente l'adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie
dei santi. Poiché il secondo dei dieci comandamenti di Mosè proibiva il culto delle immagini, e ciò
poteva turbare i credenti più devoti, la Chiesa modifico' addirittura la lista dei dieci comandamenti,
censurando il secondo e dividendo in due l'ultimo. (vedere appendice)
995 - Giovanni XIV introduce la canonizzazione dei santi. Nel Nuovo Testamento il termine santo si
riferisce a tutti i membri della comunità. Paolo conclude le sue lettere con la tipica espressione: “un
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saluto a tutti i santi”.
1079 - papa Gregorio VII introduce il celibato dei preti.
Nel Nuovo Testamento si dice l'esatto contrario, secondo Paolo il vescovo deve avere famiglia, in
quanto:
"...bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso,
ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non
attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni
dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di
Dio?" ( Epistola a Timoteo, cap. 3)
1184 - Il Concilio di Verona istituisce l'inquisizione per gli eretici. Di tutte le invenzioni della
Chiesa cattolica, questa è quella più lontana sia dallo spirito e dalla lettera del vangelo, sia da ogni
minimo senso umanitario. Le pratiche persecutorie a essa collegate sono ben note, la tortura fu
introdotta da Innocenzo IV il 15 maggio del 1252, sicuramente più mite dello sterminio di massa di
cui si parerà più avanti. L’Inquisizione rimarrà attiva per cinquecento anni con l’avallo di tutti i
Papi del tempo e produrrà circa 500.000 mila vittime, tra condannati a morte o ad altre pene. Per
esempio, nella sola Polonia, su una popolazione di 3 milioni e 400.000 abitanti, 10.000 persone
finirono bruciate vive. Nel Manuale degli Inquisitori è riportato quanto segue: ”Bisogna ricordare
che lo scopo principale del processo e della condanna a morte non è salvare l’anima del reo, ma…
terrorizzare il popolo” (Nicolav Eymerich). Di fatto le condanne permettevano di incamerare i beni
del reo secondo il seguente schema: un terzo andava agli inquisitori, un terzo alla Chiesa, un terzo
al Comune; nelle città, sede papale, come Roma e Viterbo, un terzo andava al Comune e due terzi
agli inquisitori. Anche oggi, con il pretesto di diffondere la civiltà e la democrazia, gli stati più forti
cercano di appropriarsi delle ricchezze di quelli occupati e sottomessi.
1190 - Inizia la vendita delle indulgenze. Che il denaro possa far acquisire meriti spirituali, oltre
ad essere un concetto del tutto opposto allo spirito del cristianesimo primitivo, rappresenta una
degenerazione morale sia per la Chiesa, che per la gente comune.
Che Dio stesso si lasci corrompere dal denaro rappresenterà uno schema mentale che avrà
conseguenze catastrofiche sull'etica dominante dei paesi cattolici. Se è possibile corrompere Dio,
non si vede per quale motivo non lo possano essere gli uomini!
1215 - Papa Innocenzo III proclama il dogma della transustanziazione. Ovvero, il pane
dell'eucarestia cessa di essere un semplice simbolo della comunione per diventare corpo e sangue di
Gesù.
La comunione diventa una cerimonia pagana, un pasto sacro sanguinario e cannibalesco. Nello
stesso anno si rese obbligatoria la cosiddetta confessione auricolare, ovvero, quella fatta all'orecchio
del prete.
I primi cristiani offrivano a Dio solo il loro pentimento, nella loro interiorità.
1229 - La chiesa cattolica, ormai lontana dallo spirito del Cristianesimo delle origini, per evitare
contestazioni, decide di mettere la Bibbia (ivi compresi i Vangeli) nell'indice dei libri proibiti.
Il fedele che avesse osato leggere il Vangelo, rischiava la pena di morte come sospetto eretico!
1311 - Il battesimo per aspersione dei fanciulli viene reso legale dal Concilio di Ravenna. I primi
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cristiani battezzavano solo gli adulti, il battesimo rappresentava un semplice rito simbolico di
rinascita, adatto a sottolineare l'iniziazione dei convertiti.
1439 - la credenza del Purgatorio, nata nel 593 per iniziativa di Gregorio Magno, viene trasformata
in dogma dal concilio di Firenze. Tale credenza è stata sempre incoraggiata dalla Chiesa cattolica
con il solo scopo di spaventare i fedeli e di renderli più disponibili al pagamento delle indulgenze.
1572 - Notte di San Bartolomeo. Tra il 23 e il 24 agosto, per mano dei cattolici, furono trucidati a
Parigi circa 2.000 protestanti (Ugonotti) e, nei giorni successivi, dai 5.000 ai 10.000 nel resto della
Francia. Per celebrare l’avvenimento, il Papa Gregorio XIII fece cantare il Te Deum di
ringraziamento, coniare una medaglia con la propria effige, commissionare al pittore Giorgio Vasari
una serie di affreschi commemorativi, da realizzare nella sala regia dei palazzi vaticani. Il
cattolicissimo Filippo II di Spagna, quando fu informato dell’accaduto, dichiarò che quello sarebbe
stato il giorno più bello della sua vita.
1808 - Napoleone chiude i forni di Siviglia. Gli inquisitori della città spagnola dovendo affrontare
un problema logistico complicato, come l’enorme numero dei condannati al rogo e il conseguente
spreco di legna da ardere, s’ingegnarono a progettare uno strumento di distruzione di massa. Per
risparmiare fecero costruire una piattaforma in pietra - sotto di essa si accendeva il fuoco - sulla
quale furono collocati quattro forni circolari in muratura, ognuno dei quali conteneva fino a
quaranta persone. A pieno regime si eliminavano fino a 160 condannati per volta, risparmiando
molto legname. I poveri eretici impiegavano dalle 20 alle 30 ore per morire, ma ciò rappresentava il
male minore. I forni crematori nazisti erano molto più dispendiosi di energia!
1854 - Papa Pio IX proclama il nuovo dogma della cosiddetta Immacolata Concezione.
Il concetto di concezione immacolata non ha alcun senso rispetto all'insegnamento di Gesù, bensì
deriva dalla metafisica greca e dal paganesimo.
1870 - Papa Pio IX impone alla chiesa cattolica un assurdo privilegio che nessun papa precedente
aveva osato mai reclamare per sé: quello dell’infallibilità. Guarda caso, ciò accadde nello stesso
anno in cui la Chiesa, con la presa di Roma, perse definitivamente il potere temporale. Fu una
rivincita sul piano della pretesa autorità assoluta in campo spirituale e morale.
Che un uomo possa considerarsi un’autorità religiosa, oltretutto infallibile, è uno stravolgimento
dell'antica fede cristiana e dell'insegnamento di Gesù.
1950 - PIO XII proclama che il corpo di Maria sarebbe volato via, in cielo (dogma
dell’Assunzione). Dove si troverebbe ora? Di fatto si è trattato di un ripristino di un'antica festa in
onore della dea Diana (15 agosto).
Note conclusive
La cronologia del cristianesimo nella storia, qui riportata, è molto parziale, né poteva essere
altrimenti; la conoscenza dei testi sacri è stata data per scontata; i commenti che hanno
accompagnato la narrazione storica sono talmente riconoscibili da non essere stati segnalati.
Nel riprendere l’argomento in trattazione, si può concludere che la fede cattolica è inserita
armoniosamente in quel corpo di credenze, che fin dai primordi della civiltà, ha accompagnato
l’uomo fino ai giorni nostri. Dio è vero per chi ci crede e per chi ha fede in lui, come lo sono stati
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tutti gli altri dei. Come mai tutti i popoli del passato si sono fatti guidare dalla fede e dalle credenze
religiose? La risposta è semplice: è possibile andare al di là della morte fisica, farsi aiutare nel
momento del bisogno da un ente più capace dell’uomo, consolarsi nei periodi di scoramento,
superare il rimorso per le malefatte, governare le forze della natura e, soprattutto, sperare in una vita
migliore dopo la morte. Però, alla domanda precedente manca la risposta più importante. La
religione è uno strumento di potere di cui le classi dirigenti si sono sempre servite per soggiogare il
popolo dei credenti. Già Crizia, filosofo sofista, sosteneva tale principio 2.500 anni fa.
La fede, quando non pretende di imporre i suoi principi e interagisce con altre idealità, può
contribuire positivamente alla costruzione dell’etica sociale, sulla quale basare il vivere tra i singoli
e di essi con le comunità organizzate. La fede, in quanto sentimento, non può assolutizzare il
proprio credo, a meno che non voglia, come in passato, scatenare guerre di religione. L’attacco
continuo al relativismo da parte del Papa e della Curia romana è una palese contraddizione, perché
proprio su di esso si fonda il dogmatismo cristiano e di conseguenza la sua ortodossia. Come
abbiamo dimostrato nelle pagine precedenti, la dottrina non nasce, come ci è stato messo a credere,
da una rivelazione divina già strutturata, ma da continui aggiustamenti, relativi ai cambiamenti
storici e agli interessi temporali, operati dalla gerarchia ecclesiastica.
BIBLIOGRAFIA
Per chi volesse approfondire l’argomento, si segnalano i seguenti testi che l’autore ha letto e dai
quali ha tratto le convinzioni esposte in questo breve lavoro.
Manuale di storia delle relivioni, AA.VV. La Terza, 1998;
Gesù ebreo di Galilea, indagine storica, G. Barbaglio, EDB, 2002;
Una morale senza Dio, R. Holloway, Ponte alle grazie, 2001;
Democrazia senza libertà, F. Zakaria, Rzzoli, 2003;
Un’etica senza Dio, E. Lecaldano, La Terza, 2006;
Senza Dio, G. Giorello, Longanesi, 2010;
Trattato di ateologia, M. Onfray, Fazi, 2005;
Rinascimento anticlericale, O. Niccoli, La Terza,2005;
I vangeli apocrifi, AA.VV., Einaudi, 2005;
Perché non sono cristiano, B. Russell, Longanesi, 2006;
Disputa su Dio, C. Augias V. Mancuso, Mondadori, 2009;
Inchiesta sul cristianesimo, C. Augias R. Cacitti, Mondadori, 2008;
Inchiesta su Gesù, C. Augias M. Pesce, Mondadori, 2006;
L’illusione di Dio, R. Dawkins, Mondadori,2007;
Il vangelo di Giuda, a cura di AA.VV., National Geographic, 2006;
Il vangelo perduto, H. Krosney, National Geographic, 2006;
Gesù e i manoscritti del Mar Morto, D. Donnini, Coniglio, 2006;
Contro Ratziger, aut. anonimo, ISBN, 2006;
Dibattito sul laicismo, a cura di E. Scalfari, Biblioteca la Repubblica, 2005;
Sono venuto per servire, A. Gallo L. Mazzetti, Aliberti, 2010;
Vita di Gesù dopo la crocifissione, G. Simmans, S&K, 2007;
Cardinali e cortigiane, C. Rendina, Newton Compton, 2007;
Vaticano S.p.A., G. Nuzzi, Chiarelettere, 2009;
Le tenebre e la luce, C.M. Martini, Piemme, 2007;
Perché non possiamo essere cristiani, P. Odifreddi, Longanesi,2007.
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APPENDICE
“L’appendice è stata scaricata da internet senza alcuna revisione”
I "VERI" 10 COMANDAMENTI DELLA BIBBIA
Ecco la lista dei Dieci Comandamenti di Mosé come è riportata nel libro dell'Esodo al capitolo 20:
Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, in schiavitù:
1. Non avrai altri dei all'infuori di me.
2. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù
sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li
servirai.
3. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi
pronuncia il suo nome invano.
4. Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; ma il
settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo
figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che
dimora presso di te.
5. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo
Dio
6. Non uccidere.
7. Non commettere adulterio.
8. Non rubare.
9. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
10. Non
desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né
la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.
Si noti anche la sostituzione, operata dalla chiesa, del comandamento "non commettere adulterio"
diventato nel Catechismo cattolico "non fornicare" oppure "non commettere atti impuri".
QUANDO LA SANTA VERGINE ERA ISIDE
La Vergine ISIDE tiene in braccio HORUS. Il padre divino di Horus era Osiride, con cui si
confondeva (“Io e mio Padre siamo Uno”), mentre il padre terreno era Seb. L’angelo Thot annuncia
ad Iside che concepirà un figlio verginalmente. HORUS nasce in una grotta, annunciato da una
stella d’oriente, viene adorato da pastori e da tre uomini saggi che gli offrono doni. A 12 anni
insegna nel tempio e poi scompare fino ai 30 anni. Horus viene poi battezzato sulle rive di un fiume
da Anup il battista, il quale in seguito verrà decapitato. Combattè 40 giorni nel deserto contro Set
(Satana), ha compiuto numerosi miracoli e camminato sulle acque.. Con Iside ed Osiride, Horus
costituiva la trinità egizia. A Luxor, su edifici risalenti al 1500 A.C. si possono vedere immagini
relative all’ Annunciazione e all’ Immacolata Concezione di Iside. Nei sotterranei di Roma vi è una
rappresentazione di Horus allattato dalla madre vergine Iside risalente al II secolo D.C
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VISCHNU O BOUDDHA
Il Dio Vischnu in India orientale tolse il peccato originale dall’umanità assumendo la forma
dell’uomo ben nove volte, e nell’ultima s’incarnò in Budda. Nacque da una Vergine come
riportavano i libri sacri indiani “Vedangas”. La madre di Vischnu ebbe la visione del Dio che le
rivelò il nome da dare al bambino che stava per nascere e che si dovevano compiere i disegni di
Dio. Il rayah della città di Madura, informato che stava per nascere un bambino che avrebbe un
giorno insidiato il suo trono, fece rinchiudere in una torre la madre murando la porta. Credette così
di impedire il compiersi della profezia; ma fu inutile, il bimbo nacque lo stesso. All’improvviso si
alzò un vento che li avvolse e si ritrovarono in un ovile. Accorsero tanti pastori ad adorare il figlio
della Vergine che fu chiamato Cristhna. Intanto il tiranno della città andò su tutte le furie alla
notizia della nascita del bambino e ordinò quindi il massacro di tutti i bambini maschi appena nati;
ma quando i soldati giunsero all’ovile non trovarono Cristhna. La Vergine, avvertita in sogno
scappò via appena in tempo salvando il bambino dalla morte.
Cristhna da grande lascia la famiglia e comincia a predicare la sua dottrina percorrendo tutta
l’India. Compie miracoli straordinari, risuscitando i morti, guarendo i lebbrosi, e ridando la vista ai
ciechi che incontra sul suo cammino. Cristhna dice d’essere la seconda persona della trinità
incarnato sulla terra per salvare gli uomini dal peccato originale. Tutti si prostravano al suo
passaggio adorandolo come un Dio e ascoltando i suoi insegnamenti. Egli ebbe anche i discepoli,
che dopo la sua morte avrebbero proseguito l’opera che aveva iniziato. Parlava e insegnava sempre
in parabole. Una volta che il tiranno aveva mandato dei soldati ad intimorire Cristhna, i discepoli si
spaventarono cercando di scappare; Cristhna che stava pregando poco distante si avvicinò con una
luce accecante, rimproverandoli di avere poca fede. Da quel momento in poi i discepoli lo
chiamarono Jezeus (nato da una pura divinità). Giunse il giorno che comprese che era arrivata l’ora
di abbandonare la terra e ritornare dal padre che lo aveva mandato, ed egli si distaccò dai suoi
discepoli e andò sulle sponde del Gange ad aspettare la morte. Mentre pregava fu colpito da una
freccia restando infilzato ad un albero fino alla morte. Quando i discepoli seppero della notizia,
accorsero subito dal loro maestro per dargli degna sepoltura, ma non trovarono nulla perchè il corpo
di Jezeus (Cristna) era risuscitato ed asceso al cielo dal padre.
Questa favola risale a oltre 5000 anni fa.
Il Dio Vischnu nell’ultima incarnazione comparve come Budda. Nacque in una luce abbagliante
che illuminò tutti i mondi. Parlarono i muti, videro i ciechi, camminarono i paralitici e dal cielo
caddero gigli profumati. Alla sua nascita apparve una stella brillante che si fermò sulla sua dimora,
indicando ai re che vennero da lontano, la strada per giungere a lui per adorarlo. Maya, la madre di
Budda concepì il figlio senza congiungersi con un uomo, in modo miracoloso. Budda da grande
lasciò la famiglia per dedicarsi alla missione di predicatore. Digiunò 49 giorni nel deserto e durante
il ritiro fu tentato dal diavolo molte volte, ma alla fine vinse. La morale che lo accompagnò nelle
prediche era identica a quella di Gesù Cristo. Ebbe, tra i suoi discepoli due che si distinsero perchè
furono identici in tutto a San Pietro e San Giovanni, discepoli di Gesù. Il copione continua anche
con Devadatta, il discepolo traditore, uguale a Giuda. Il Cristianesimo ha talmente copiato il
Buddismo che ritroviamo addirittura copiate tutte le pratiche religiose. Anche il papa dei cristiani è
stato copiato dal Dalai Lama, sia nell’infallibilità sia che egli è il vicario di Dio sulla terra.
Budda visse sei secoli prima di Cristo.
Basterebbero le religioni indiane a dimostrare in modo soddisfacente che tutti gli elementi che
erano inseriti nelle loro pratiche dei culti religiosi sono stati copiati dalla Chiesa Cattolica creando
così il mito Gesù Cristo senza doversi sforzare ad inventare nulla.
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MITHRA
A Roma nel I secolo d.C. si diffuse il culto del Dio Mitra, una religione molto antica che risale al
1400-1300 a.C.. Il culto introdotto forse nel 67 a.C. dai pirati di “Cilicia” in Grecia, e poi diffusosi
nella penisola italica. Si deve però distinguere quella originaria indo-persiana dalla versione
rielaborata romana. Nonostante ci siano alcune somiglianze tra moltissime religioni quali: giudizio
finale con successivo ingresso in Inferno o Paradiso o l’immortalità dell’anima la somiglianza fra
Mitraismo e Cristianesimo è notevole. Occorre, tuttavia, mantenere molta cautela di fronte alle tesi
di alcuni studiosi, che trascurano di fornire documenti riscontrabili o almeno di poterne analizzare
l’attendibilità.
La concezione del conflitto tra Bene e Male nelle due religioni è davvero identica, come
assolutamente uguale è la fine dei tempi. La credenza nella resurrezione dei morti. Mithra veniva
sepolto in una tomba ricavata in una grotta e ogni anno tornava in vita. Ogni anno nell’equinozio di
primavera avveniva l’ascensione al Paradiso. Il Mithraismo utilizza il Battesimo per purificare i
suoi fedeli. Tuttavia la più originale e rara coincidenza riscontrata in entrambe le religioni è la
celebrazione del Natale fissata il 25 dicembre. Sulla nascita di Mithra ci sono due leggende: la
rappresentazione romana vuole che Mitra s’incarna da una roccia per sconfiggere il male per
salvare il genere umano. La seconda leggenda è incredibilmente simile a quella di “Gesù”, narra
quindi che “Dio Mitra”, chiamato anche Signore nasce in una grotta il 25 dicembre, da una donna
vergine, che rimane vergine anche dopo il parto. La nascita viene annunciata da una stella che viene
dall’oriente a indicare la strada per raggiungere la grotta. Il limite della similitudine con Gesù
Cristo si supera con l’arrivo dei re magi dall’oriente, portando in dono al bambino Mitra profumo,
oro e mirra in segno di adorazione. I sacerdoti mitraici durante le cerimonie religiose usavano il
pane (pane da grano, cioè dal midollo del toro) e vino o acqua (cioè sangue del toro). I religiosi
mitraici celebravano due feste più importanti dell’anno: una era festeggiata il 25 dicembre, l’altra
durante l’equinozio di primavera che rappresentava la morte di Mitra, accendendo il sacro cero
(cero pasquale). Ancora simbologie di somiglianze straordinarie, come la celebrazione
dell’eucaristia cristiana. Mancano le formule che il “Pater” (prete) pronunciava durante le
cerimonie. Addirittura anche i peccati erano purificati e lavati nell’acqua con il rito del battesimo,
proprio come nella Chiesa Cattolica.
Ma la similitudine più affascinante è che muore a 33 anni e dopo risuscita e sale al cielo, e da lassù
protegge gli esseri umani con un’aureola splendente come il sole. Il rito mitraico d’iniziazione, era
costituito da sette passaggi graduali e progressivi. Chi raggiungeva il grado più alto era chiamato
“Pater”, lo stesso titolo che si usa nella Chiesa cristiana per rivolgersi ad un sacerdote. Questo
rappresentante mitraico indossava, vestito rosso e cappello rosso, proprio come i cardinali della
chiesa cattolica. Portavano un bastone da pastore come simbolo di posizione, con il manico ricurvo
(la mitra) da cui prende il nome la religione di mihtra. Queste similitudini danno, agli occhi dei
popoli, poca credibilità nei confronti dei primi cristiani, sostenendo quindi la inconciliabilità delle
due religioni, e per questa ragione inizia una persecuzione implacabile, accusandoli di aver usato i
riti più sacri della loro religione. Molto probabilmente invece, sono stati i cristiani a impadronirsi
dei riti del Dio Mitra. Basta un solo esempio per tutto. La religione del mithraismo con i relativi riti
è antichissima, ed è nata circa 1400 anni prima della religione della chiesa cristiana.
. Il tema della nascita da una donna vergine è molto comune in molte religioni antiche. La parola
“vergine” forse era legato al calendario, che iniziava originariamente nella costellazione della
Vergine, così il sole sarebbe: “nato da una Vergine”. Il mitraismo pur non diventando mai una
religione ufficiale, ebbe molti seguaci nelle classi modeste della società. Proprio da queste classi
popolari e da necessità spirituali simili cominciò a muovere i primi passi un’altra religione
monoteista, quella cristiana. Forse fu proprio il monoteismo a spingere la nuova religione ad avere
un atteggiamento di ostilità e opposizione al punto da definire il mitraismo come pericolo per
l’umanità. Nel 394 d.C. la religione cristiana pose fine alle precedenti alternanze di vittorie,
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saccheggi e distruzioni tra essa e la mitraica, con la vittoria di “Teodosio” su “Eugenio”, facendo
erigere basiliche sopra i resti mitrei. La città di Roma ha molte testimonianze del mithraismo.
HORUS
Come tutti i popoli anche gli Egiziani avevano il loro Salvatore; essi adoravano Dio Oro,
trasformato in seguito in Serapide
Horus, il figlio di dio in Egitto, è stato un altro modello per creare il personaggio di Gesù. Le
correlazioni tra i due sono eclatanti:
- Horus era la luce del mondo; Gesù era la luce del mondo.
- Horus ha detto di essere la verità e la vita; Gesù ha detto di essere il cammino, la verità e la vita.
- Horus era il buon pastore; Gesù era il buon pastore.
- Horus è nato a Annu, il "posto del pane"; Gesu è nato a Bethleem, la "casa del pane".
- Horus era l’agnello; Gesù era l’agnello.
- Horus è identificato da una croce; Gesù è identificato da una croce.
- Horus fu battezzato a 30 anni; Gesù fu battezzato a 30 anni.
- Horus era figlio di una vergine, Isis; Gesù era il figlio di una vergine, Maria.
- La nascita di Horus fu annunciata dalla luce di una stella; la nascita di Gesù fu annunciata dalla
luce di una stella.
- Horus che viene allattato da Iside; Gesù che viene allattato da Maria
- Horus dopo nato fu portato in fuga su un asino; Gesù dopo nato fu portato in fuga su un asino.
- Horus era il bambino che insegnava nel tempio; Gesù era il bambino che insegnava nel tempio.
- Horus aveva 12 discepoli; Gesù aveva 12 discepoli.
- Horus era la stella del mattino; Gesù era la stella del mattino.
- Horus era il Krst Salvatore del mondo; Gesù era il Cristo Salvatore del mondo.
- Horus fu tentato da Set sulla montagna; Gesù fu tentato da Satana sulla montagna.
- Horus fece miracoli e guarigioni; Gesù fece miracoli e guarigioni.
- Horus camminava sulle acque; Gesù camminava sulle acque.
- Horus fu crocifisso tra due ladroni; Gesù fu crocifisso tra due ladroni.
- Horus resuscitò e salì al cielo dopo tre giorni; Gesù resuscitò e salì al cielo dopo tre giorni.
In Egitto, terra degli Dei, il faraone veniva adorato nello stesso modo di Dio. Gli egiziani del XIV
secolo a.C. hanno adorato nel tempio di Tebe anche il faraone Amenophis III (da Amon cioè Dio
sole è contento), padre del famoso faraone Akhenaton. Questo faraone ha lasciato un preziosissimo
documento a Luxor, nella valle dei re in Egitto; una parete del tempio dipinta, nel quale vengono
riportate alcune scene sulla nascita del figlio di Dio. Una scena riporta Dio Tath (l’angelo Gabriele)
che saluta la Vergine e le annuncia (Annunciazione) che essa darà alla luce un figlio (da Vergine).
Un’altra scena riporta che Dio Knept (Spirito) fertilizza la Vergine( Concezione). Un’altra scena
riproduce il bambino (Gesù) che viene adorato dagli Dei e riceve doni da tre personaggi (i re Magi).
Il dipinto di Luxor nella valle dei re in Egitto risale a 1300 anni prima di Gesù Cristo.
Ma allora, il Vangelo secondo Luca, che nei primi due capitoli riportano i misteri della nascita di
Cristo, non sono altro che copie squallide e miserabili della leggenda di Dio Horus; cioè la
creazione di una leggenda rubata da un’altra leggenda.
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BACCO
Un’altro predecessore della religione cella Chiesa Cattolica è Dio Bacco; anch’egli nasceva come
Gesù il 25 dicembre; ucciso come Gesù; risuscitato come Gesù; ogni anno all’equinozio di
primavera si celebrano i misteri della passione proprio come Gesù Cristo; Bacco come Gesù fece
miracoli di guarigione a ciechi, paralitici, muti e lebbrosi; moltiplicò anch’egli il pane; da ragazzino
fu vittima di un agguato, proprio come Erode con Gesù; annunciava il futuro e parlava in parabole;
compì nel tempio il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino, proprio come fece Gesù a
Caana; anche Bacco era chiamato Salvatore come Gesù;
Cosa aggiungere a questa altra leggenda incredibilmente simile finanche nei dettagli così singolari.
ADONE
500 anni prima di Gesù Cristo, i Fenici adoravano un altro Dio con caratteristiche simili a Cristo
come il nome Salvatore o il cero pasquale, si chiama Adone. Anch’egli ha avuto i santi sepolcri, la
morte seguita dalla resurrezione dopo tre giorni e la passione.
Gesù è nato il 25 dicembre come Krisna, Zoroastro, Attis, Adonis ed altri.
Gesù ha guarito dei malati e ha resuscitato dei morti, così come hanno fatto anche Krishna,
Bouddha, Zoroastre, Bochia, Osiris, Serapis, Mardouk ed altri.
Gesù è nato da una vergine. Allo stesso modo sono nati Krishna, Bouddha, Lao-Tseu, Conficius,
Zoroastro, Attis, Ra e tanti altri.
Gesù è stato crocifisso in primavera con due ladroni a destra e a sinistra come Krisna e Baal. Il
nuovo testamento è la più grande truffa di tutti tempi.
Non c’è un solo documento risalente all’epoca di Gesù, di origine ebraica, romana, greca o araba,
che parli di un uomo che faceva miracoli.
L’ANTICO TESTAMENTO E I TESTI AD ESSO PRECEDENTI
I padri della Chiesa Cattolica nel costruire il Cristianesimo, certamente non hanno avuto difficoltà
nella scelta dei tanti cristi che avevano a disposizione da poterne prelevare uno e darlo in pasto ai
creduloni. Piuttosto che dire che la Bibbia è stata la parola di Dio, meglio sarebbe se si dicesse che
la Bibbia è stata un’accozzaglia di antiche leggende fiabesche, intrise di fantasticherie inventate da
cultori del sole, con aggiunta di rimescolanze di racconti popolari e tradizioni di pastori, che altro
non sono che ulteriori fantasie, ne è venuta fuori il capolavoro più letto e venerato del mondo.
Anche il Vecchio o Antico Testamento non è esente da scopiazzamenti vari. Citiamo l'episodio
riguardante Adamo Eva e la mela. La storiella riportata nel Genesi è stata copiata tale e quale da
una leggenda sumera che faceva dipendere l'origine dei mali dalla prima donna che, indotta da un
serpente a disobbedire al Dio creatore, convinse il suo compagno a mangiare il frutto dell'albero
proibito. La favola sumera viene raccontata in un documento chiamato "Cilindro della Tentazione"
che è conservato presso il British Museum di Londra. Questo documento esisteva già, la bellezza di
venti secoli prima che venisse scritta la Bibbia.
Dio è stato copiato da altri dei semiti e persiani mitici antecedenti all’epoca di Dio.
La Creazione così come nel Genesi, è tale e quale nei libri sacri di tanti popoli antichissimi. Nel
libro sacro dei Persiani il loro Dio creò il cielo e la terra in sei giorni, e nel sesto creò l’uomo; il
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settimo si riposò. In India nel libro sacro di Manù, il Dio Brahma fece tutto come Dio nella
Creazione; creò anche Lui l’uomo di nome Adima e la donna Heva; li mise nel Paradiso Terrestre
che si chiamava Eren; anche loro disubbidirono e Brahma li cacciò condannandoli alle sofferenze e
al male per sempre. Poi crea Vischnu il figlio che manderà sulla terra incarnandosi in una donna
vergine; anche Lui salverà tutti i popoli dal peccato. La religione Zend-Avesta ha addirittura un
Angelo che fa da guardia al giardino che si chiama Chelub; mentre nel Genesi l’Angelo guardiano
del Paradiso si chiama Cherub. E’ Persiano anche l’Angelo Gabriele. I Vedas ebbero il Diluvio
Universale dove Adima ed Heva furono puniti da Dio che mandò loro il flagello dove si salvò un
virtuoso perché si costruì una barca, portando con se la sua famiglia e una coppia di animali di tutte
le specie. Per non parlare della leggenda Caldaia, la quale ha anch’essa la Torre di Babele che fu
innalzata a Babilonia così alta nel cielo che Dio la rovesciò facendoli cadere e così si mischiarono i
linguaggi; ha pure i Patriarchi che vissero centinaia di anni; non poteva mancare il sacrificio che
compì Brahmo sulla montagna. Tutto identicamente all’Antico Testamento della Bibbia. Quindi
nessuno stupore per la straordinaria somiglianza sia dei nomi che delle leggende stesse; dove fanno
capo sempre all’Asia antica. La stessa sorte ha subito Gesù Cristo. Altrimenti come si spiegherebbe
la straordinarietà d’uguaglianza nel nome Jezeus Cristna che era un legislatore indiano del mondo
antico? Nulla di originale dunque nella Bibbia venerata , pregata e ispirata. Quindi basterebbe ai
fedeli che leggessero le leggende dell’India antica per convincersi che stanno vivendo una vita
abbagliata e affogata nelle acque putride e melmose delle menzogne.
A volte i credenti si trovano in una stagione dubbia della vita, durante la quale non sanno se aprire
le finestre per far entrare il sole del mattino, oppure chiuderle perché non entri il vento della sera.
Liam Neason dice: chi salva una vita salva il mondo intero
LA TAXA CAMARAE DI PAPA LEONE X
La Taxa Camarae è un elenco tariffario divulgato nel 1517 da papa Leone X (1513-1521) allo scopo
di vendere indulgenze, cioè perdonare le colpe a tutti coloro in grado di pagare le alte somme
richieste dal pontefice.
Il 1517 è lo stesso anno in cui Martin Lutero pubblicò le 95 tesi contro la Chiesa di Roma,
denunciando lo scandalo della vendita delle indulgenze
Un ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con cugine, nipoti o
figliocce, sia, infine, con un’altra qualsiasi donna, sarà assolto, mediante il pagamento di 67 libbre,
12 soldi.
Se l’ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d’essere assolto dal peccato contro
natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi. Ma se avesse commesso peccato contro
natura con bambini o bestie e non con una donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi.
Il sacerdote che deflorasse una vergine, pagherà 2 libbre, 8 soldi.
La religiosa che ambisse la dignità di abbadessa dopo essersi data a uno o più uomini
simultaneamente o successivamente, all’interno o fuori del convento, pagherà 131 libbre, 15 soldi.
I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno 76 libbre, 1 soldo.
Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l’assoluzione costerà 27 libbre, 1 soldo; per gli
incesti si aggiungerà a coscienza 4 libbre.
La donna adultera che chieda l’assoluzione per restare libera da ogni processo e avere ampie
dispense per proseguire i propri i rapporti illeciti, pagherà al Papa 87 libbre, 3 soldi. In un caso
analogo, il marito pagherà uguale somma; se avessero commesso incesto con i propri figli
aggiungeranno a coscienza 6 libbre.
L’assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina, furto o incendio,
costerà ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi.
Un’assoluzione dell’assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si stabilisce in 15
libbre, 4 soldi, 3 denari.
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Se l’assassino avesse dato la morte a due o più uomini in uno stesso giorno, pagherà come se ne
avesse assassinato uno solo.
Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, pagherà alle casse della cancelleria 3 libbre,
4 soldi; se fosse uccisa, pagherà 17 libbre, 15 soldi, e se le avesse dato morte per sposarsi con
un’altra, pagherà, inoltre, 32 libbre, 9 soldi. Coloro che avessero aiutato il marito a perpetrare il
crimine saranno assolti rimediante il pagamento di 2 libbre a testa.
Chi affogasse suo Figlio, pagherà 17 libbre, 15 soldi (o sia 2 libbre in più che per uccidere uno
sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre di comune accordo, pagheranno 27 libbre, i
soldo per l’assoluzione.
La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che avesse contribuito alla
realizzazione dei crimine pagheranno 1 7 libbre, 1 5 soldi ognuno. Colui che facilitasse l’aborto di
una creatura che non fosse suo figlio, pagherà 1 libbra di meno.
Per l’assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si pagherà 17 libbre, 5 soldi.
Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, pagherà 131 libbre, 14 soldi, 6
denari.
Se l’assassino avesse dato morte a più .sacerdoti in varie occasioni pagherà 137 libbre, 6 soldi, per
la prima uccisione, e la metà per quelle successive.
Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata:, incidente o per necessità, pagherà,
per raggiungere l’assoluzione, 179 libbre, 14 soldi.
Colui che in anticipo volesse comperare l’assoluzione di ogni omicidio incidentale che potesse
perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 1 5 soldi.
L’eretico che si convertisse, pagherà per l’assoluzione 269 libbre. Il figlio dell’eretico arso,
impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potrà essere riabilitato solo mediante il pagamento di
218 libbre, 16 soldi, 9 denari.
L’ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi dall’essere processato dai
creditori, consegnerà al Pontefice 17 libbre, 8 soldi, 6 denari, e gli sarà perdonato il debito.
Sarà concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i portici delle chiese, sarà
concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19 soldi, 3 denari.
Il delitto di contrabbando e frode ai diritti del principe costerà 87 libbre, 3 denari.
La città che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o monache, la licenza di
mangiare carne e latticini in epoche in cui è proibito, pagherà 781 libbre, l0 soldi.
Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di quella prescritta,
pagherà 146 libbre, 5 soldi.
Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un eremo con una donna,
consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi.
L’apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, pagherà uguale quantità per
l’assoluzione.
Uguale quantità pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che volessero viaggiare in
abiti da laico.
Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere nella cura al padre,
pagherà 27 libbre, 1 soldo.
Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, pagherà 15 libbre, 18 soldi, 6
denari.
Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, pagherà al tesoro pontificio 27
libbre, 1 soldo.
I laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere benefici, pagheranno
alla cancelleria apostolica 58 libbre, 2 soldi.
Uguale somma pagherà il guercio dell’occhio destro, mentre il guercio dell’occhio sinistro
pagherà al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici pagheranno 45 libbre, 3 soldi.
Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantità di 310 libbre, 15 soldi.
Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s’indirizzerà ai tesorieri del Papa,
che gli venderanno il diritto a un prezzo modico.
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Colui che per avere mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e liberarsi di ogni
tipo di infamia pagherà al papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre consegnerà 3 libbre per ognuno di
coloro che erano stati garantiti.
Tratto da: Pepe Rodriguez. Verità e menzogne della Chiesa cattolica, Editori Riuniti 1998, pp. 263266.
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La fede tra mito, leggenda e storia