Ventidue giovani oriundi trentini
alla ricerca delle loro radici
Tra visite culturali e turistiche, nuove amicizie e tanto divertimento,
si è svolta la decima edizione degli interscambi giovanili.
P
untuali come ogni
estate sono arrivati
in Trentino i giovani, di origini trentine residenti all’estero, che hanno
partecipato al programma
di interscambi giovanili
promosso dalla Provincia
autonoma di Trento. Erano 22 e come di consueto
sono stati ospitati in famiglia. Venivano dall’Australia, dal Cile, dall’Argentina,
dal Brasile, dal Messico,
dagli Usa, dall’Uruguay.
Ad accogliere la folta pattuglia dei giovani c’erano
l’assessore provinciale all’emigrazione Iva Berasi
e Antonella Giordani del
Servizio emigrazione e
solidarietà internazionale,
instancabile organizzatrice di questi soggiorni. Ha
portato il suo saluto anche
Lucia Larentis Flaim, la
consultrice per la Provincia della comunità trentina
del Canada.
“In dieci anni – ha detto
l’assessore Iva Berasi - sono ormai 350 i giovani di
origine trentina che hanno
potuto fare ritorno nella
terra dei loro avi, ospiti di
altrettanti trentini. Ed ovviamente sono altrettanti i
trentini che hanno poi re-
stituito la visita, andando
così a conoscere la realtà
delle comunità trentine
all’estero. E’ una delle tante
iniziative della Provincia
autonoma di Trento, doveroso intervento verso chi
ha dovuto lasciare la nostra
terra, quando diverse e ben
più difficili erano le condizioni sociali ed economiche. Questi interscambi
sono importanti, aiutano a
mantenere salde le radici.
So quanto affetto e quanto calore trovano i trentini
quando frequentano le comunità all’estero e so che
voi ne troverete altrettanto
in queste settimane.”
Nella presentazione – tanto dei giovani appena arrivati da tutto il mondo,
quanto dei trentini chiamati ad ospitarli – c’è stato un momento particolarmente toccante, chiuso
da un caldo applauso di
incoraggiamento. Una
delle ragazze, infatti – la
uruguayana Silvana Zeni Aramburu – ha perso
poche settimane prima il
papà, travolto da un’auto mentre, in bicicletta, si
recava proprio a ritirare il
biglietto aereo per la figlia,
destinazione Italia.
“Ti siamo vicini – le ha
detto l’assessore Berasi – e
vedrai che i tanti amici che
in queste settimane condivideranno con te questa
In alto, l'assessore Berasi incontra il gruppo di giovani. Qui sopra,
foto di gruppo davanti alla Chiesa di San Marco a Rovereto.
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esperienza, ti aiuteranno,
per quanto possibile, a superare questo terribile momento di dolore”.
L’assessore Berasi ha sottolineato poi come sia
sempre forte – “e per questo occorre che le comunità trentine all’estero siano
unite, sotto la bandiera di
una unica associazione” – il
filo conduttore del ricordo,
quel filo a cui gli emigrati
si sono tenacemente aggrappati per tanti anni.
Oggi sono i loro figli, nipoti e pronipoti a venire in
Trentino; tutti “masticano”
l’italiano e spesso anche il
trentino o il “talian”, tutti
sanno che un pezzo delle
loro radici affonda qui, tra
queste valli, in paesi di cui
a volte conoscono particolari che persino i residenti
hanno dimenticato.
“Io sono convinta – ha detto l’assessore Berasi – che
solo facendo camminare i
giovani per il mondo possiamo costruire un mondo
diverso. Le esperienze che
ho fatto in questi anni visitando le comunità trentine all’estero hanno fatto
aumentare il mio orgoglio
di essere trentina.
Ho visto con i miei occhi
TRENTINO
EMIGRAZIONE
Noi c'eravamo
Vi proponiamo alcune testimonianze raccolte tra i giovani
che hanno partecipato alla prima fase del programma di
interscambi 2008.
Gita sulle Dolomiti.
quando sia ancora forte
l’affetto che i discendenti degli emigrati nutrono
verso questa terra, pur
magari non avendola mai
visitata, come voi prima
di venire qui con gli interscambi; ma mi è stato
anche più chiaro che il benessere attuale ha ricevuto
un grande contributo dagli
emigrati, dalle rimesse che
essi mandavano ai parenti
rimasti in Trentino. Il modo migliore per rendere
omaggio ai loro sforzi, ai
loro sacrifici, è oggi quello
di esportare a nostra volta
il modello della solidarietà
e della cooperazione.”
Ricordiamo che la formula del programma prevede
l’ospitalità reciproca presso
le famiglie dei partecipanti.
Il periodo di ospitalità ha
una durata di 3 settimane.
Nel periodo di soggiorno
in Trentino sono state organizzate, un paio di volte
per settimana, attività di
“gruppo”, mirate alla scoperta della terra di origine.
Il Servizio Emigrazione
e Solidarietà Internazionale come di consueto ha
proposto un calendario di
appuntamenti ufficiali nei
quali erano inclusi itine-
rari per visite culturali e
turistiche al territorio, con
particolare riferimento alle
città di Trento, Rovereto,
area Alto Garda, Dolomiti.
Per rispondere poi alle singole aspettative e agli interessi dei giovani ospiti, il
calendario è stato integrato anche da alcune attività
collaterali, quali incontri di
approfondimento tematico presso realtà formative,
associative, economiche,
culturali, sportive.
Per i rimanenti giorni in
cui la gestione del tempo è libera, ogni famiglia
ospitante ha proposto gite ed escursioni, pratiche
sportive e qualsiasi forma
di attività sia ritenuta utile a consentire al giovane
ospite di immergersi il più
possibile nella reale e genuina dimensione di ordinaria “quotidianità”. Ogni
giovane ospite è stato accompagnato a visitare il
“suo” luogo di origine.
L’anno prossimo gli ospiti diventeranno ospitanti
ed i giovani residenti in
Trentino completeranno
l’interscambio mediante
un periodo di soggiorno
presso le medesime famiglie degli oriundi trentini.
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LORENZO FORTE – Trento
(partner ospitante di Luca Angeli – Stati Uniti)
L’esperienza è fantastica e il mio "partner" Luca è simpaticissimo. Anche lui è molto contento di stare con me...così
diceva l'altro giorno alla zia nonesa al telefono. Certamente
è un'esperienza indimenticabile, tanto quanto l'Erasmus o
altri momenti passati con stranieri che ho fatto negli scorsi
anni. Perfetto il nostro abbinamento sia per età che per gusti,
interessi e stili di vita. Parliamo sia inglese che italiano, il
che è ottimo per entrambi. Assieme abbiamo visitato un pò
di Trentino, nonchè Verona e il Garda. Luca ha conosciuto la
mia famiglia e i miei amici e si è subito instaurato un ottimo
rapporto. Noi due ci confrontiamo molto sulla vita in Italia,
in Trentino e negli USA. Qualcosa mi dice che diventeremo
proprio buoni amici e resteremo in contatto in futuro. Mi
immagino già di vederlo di tanto in tanto nei prossimi anni
quando lui tornerà in Trentino dai suoi parenti. Diciamo che
io non vedo l'ora di andare da lui negli USA, visto che già
abbiamo iniziato a parlare di cosa si potrà fare e visitare lì.
VANESA SOFIA PANIZZA – Rafaela/Santa Fe
Argentina
(ospite di Claudia Moratti – Torbole sul Garda)
Pienso que esta experiencia
que organizo la provincia
de trento es una oportunidad unica para conocer
los fantasticos lugares del
trentino y su gente. tuve
la suerte de encontrar una
partner muy simpatica y
amistosa y la oportuni- Vanessa Panizza a Trento.
dad de compartir muchos
momentos con jovenes descendientes del trentino cons los q
pudimos contarnos todas las historias de nuestros abuelos y reconocer que aunque diversas todas tienen en comun el aprecio
y la nostalgia que nos transmitieron nuestros antecesores por
su tierra. Pude encontrar en los lugares recorridos un puesto
familiar ya que sin antes conocerlos sentia que formaba parte
de ellos por los comentarios que me hacian mis abuelos. Esta
expreincia fue muy importante para mi y creo que logra unir
los lazos entre los trentinos del Trentino con los del extranjeros como tambien a los trentinos de hoy con los de ayer.
CLAUDIA MORATTI di Torbole
(ospita Vanesa Sofia Panizza di Rafaela Argentina)
Il programma di interscambio offre sicuramente un'opportunità unica per i giovani di tutto il mondo discendenti di
trentini emigrati all'estero, che possono scoprire la terrra e
le tradizioni dei loro nonni, ma si tratta di un'esperienza
importante anche per noi che ospitiamo. In questi giorni,
grazie a Vanessa, ho riscoperto le bellezze dei posti dove io
vivo da trent'anni!!! Certo, fino ad oggi non ci siamo fermate
un attimo, è molto impegnativo. Ho cominciato ha pensare
per due, organizzare visite, cucinare (cosa che prima facevo
di rado), tenere i contatti con tutto il gruppo per ritrovarsi.
Oggi come oggi, che siamo arrivati quasi alla fine mi rendo
conto che il tempo è poco ed è trascorso veloce...ci sono ancora
un sacco di cose da fare!! deve per forza tornare! Una cosa che
mi ha colpito molto è vedere come lei vive quest'esperienza:
non si tratta di una semplice vacanza ma di un viaggio per
scoprire le origini della sua famiglia, in particolare del padre. Ha visitato tutti i parenti della val di Sole, ha portato
alla mia famiglia le foto dei suoi avi e ha raccontato la loro
storia; ha presentato l'attività dell'associazione in Argentina
e dice che mi aspettano per accogliermi con una festa. Questo
mi ha molto stupito! In conclusione posso dire di essere molto
contenta di aver aderito a questo progetto. Credo sia un modo
fantastico per creare reti tra giovani di tutto il mondo e anche
tra di noi trentini. Non vedo l'ora di attuare la seconda fase
del progetto, quando sarò io a scoprire il mondo di Vanessa.
BRUNO JOSE’ CESCATO – San Paolo Brasile
(ospite di Daniele Savignani – Trento)
Brava Terra 'Brava'
Mais de cem anos se passaram desde o dia emque nossos ancestrais, nossas origens, se partiram. Partiram de casa para
encontrar um lar num lugar distante, onde foram acolhidos
como se natos neste fossem.
Em paises com tantas diferenças sociais, raciais, culturais,
muito se perdeu, muito se adcionou, muito se aprendeu, muito foi esquecido. Surgiu um novo e bravo povo italiano, esse
que um dia daqui partiu em busca de uma vida melhor, esse
que se tornou mais rico a cada dia, esse que agora volta as
origens como prova de que as maiores riquezas do mundo sao
a cultura e a tolerancia.
Nos, jovenstrentinos, somos essa riqueza. Somos a prova viva de que nossa linhagemnao se perdeu, masi sim permanece
latente e pulsante em nossas veias.
Aqui, mas que encontrar um belo pais, nosencontramos a certeza de ser parte desse do todo que se chama trentino. Somos
umaparte que nao deixou de ser trentina, mas que por um
lapso de tempo deixou de estar sob as asas da aguia que nos
representa.
Nessa 'brava' terra, onde o deleite de cada paisagem, cada
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montanha, cada rio, implica em uma dif icultade natural
(escaladas, caminhadas, frio, calor, etc.) nos deparamos com
uma outra certeza, a de que todos esses desafios impostos pela
natureza, aqui, valem a pena superar, seja para conhece-la,
para imaginar como foi a vida de nossos ancioes, seja por
mero deleite.
O tempo passou, mas voltamos. Voltamos para essa brava terra, de natureza desafiadora, que um dia nos fez partir, mas
que pelas suas belezas nos fez voltar. Brava terra 'brava'.
DANIELE SEVEGNANI di Trento
(ospita Bruno Cescato di San Paolo Brasile)
Sono molto contento di
aver avuto la possibilità di partecipare a
questo interscambio, ho
potuto conoscere nuove persone straniere e
trentine. Partendo dal
presupposto che la multicultura e lo scambio di
idee, pensieri abitudini
siano un elemento necessario e in grado di
arricchire ognuno di
noi, ritengo che questa
esperienza muova proprio in questa direzione. L'essere accomunati
ad altri giovani provenienti dalle più varie
parti del mondo dalle
Daniele Sevegnani e Bruno Cescato.
nostre origini trentine,
condividere con loro questo pezzo di terra da cui proveniamo
e in cui i nostri nonni e bisnonni hanno vissuto, lavorato e
cercato di costruire un futuro migliore per se stessi e per i loro
discendenti penso sia il vero senso di questo interscambio. Mi
piace ripensare alle direzioni diverse che hanno preso le strade
dei nostri avi. Le strade degli avi dei nostri nuovi amici brasiliani, argentini, messicani, statunitensi, australiani li hanno portati a salire su una nave e a cercare fortuna lontano,
sicuramente con una forte nostalgia di casa e con il pensiero
fisso alle loro montagne e alle loro valli. I nostri avi hanno
cercato di costruire qualcosa qui, magari col pensiero e con
ammirazione verso quegli amici o vicini di casa che su quelle navi avevano avuto il coraggio di salire. Mi piace l'idea
di pensare che questi nostri nuovi amici possono rivedere il
paese, le montagne e il campanile della chiesa di cui magari
hanno sentito parlare dai nonni. È un bel modo per mantenere sempre vivo il legame che loro hanno con il nostro Trentino
ed è un bel modo per rendere onore a chi li ha preceduti.
TRENTINO
EMIGRAZIONE
ALBERTO DANIEL HILL ANTONIOLI
– Montevideo Uruguay
(ospite di Christian Giacom a Rovereto)
Estoy aquí gracias a la solidaridad de “Trentinos en el mundo” y a la “Unión de las familias trentinas en el Exterior”.
Desde pequeño me enseñaron a amar a Italia y a mis antepasados que salieron de esta tierra para establecerse en Paraguay. Mi trisnonna Carolina Zotta viajó junto a sus 3 hijos
pequeños en el año 1896. Fue a reunirse con su esposo, Secondo Antonioli, que 10 años antes fue en busca de un futuro
mejor. Carolina no se adaptó a vivir en Paraguay y murió
añorando volver a su patria a la que nunca dejó de recordar.
Hoy, 112 años después que ella partió, sin que haya podido
regresar jamás, deseo rendirle un homenaje por su coraje, entrega y valentía. Con mi presencia, quiero saldar una deuda
de amor con la nonna ya que ella siempre quiso que alguno
de sus descendientes conociera el lugar donde nació, creció y
que con tanta tristeza tuvo que dejar. Gracias a esta hermosa
experiencia hoy siento que el vínculo afectivo con Italia nunca
se rompió y que llevo en mi sangre el mismo amor que mis
ancestros sentían por su patria.
lasciamo in soffitta. e mi sono reso conto di conoscerlo molto
bene anche se ultimamente non lo godo in tutto quello che ha
da offrire. Insieme ce la siamo spassata! Per forza del caso si
conoscono grandi amici, il dialetto e la visita della nostra terra ci hanno dato slancio per entrare in contatto con la gente,
l'aria, la roccia, ecc....
CLAUDIO GIUSEPPE GIRARDI – Nova Trento
SC Brasile (ospite di Alessio Walzl a Padergnone)
E’ stato un viaggio per conoscere l'anima del Trentino e per
me stesso è stato un modo per ascoltare e seguire quello che
mi dice il mio cuore. Io vengo da fuori, conosco il Trentino
dai racconti degli anziani, arrivare e viverlo per me è stato
fantastico. In Brasile canto canzoni trentine, parlo il dialetto, guardo foto del Trentino, la gastronomia, mi lega alle
tradizioni e quando sono arrivato e ho trovato le cose di casa
mia ho scoperto un anello che ci unisce e attraversa il tempo.
Il Trentino è sempre Trentino.
JORGE HERNAN GHIGO di La Camila Argentina
(ospite di Eddy Rosà di Arco)
Mi chiamo Giorgio Ghigo, sono della Colonia La Camila,
Provincia di Santa Fe, Argentina e sono andato ad Arco Bolognano nella casa della Famiglia Rosà. Questa esperienzia è
un sogno e un ritorno. Dopo 24 anni mi sono alzato con una
realtà meravigliosa. Giovani di tutto il mondo trovando la
loro terra di origine, quella che ha visto partire con dolore nel
secolo XIX o XX i loro avi. Gente calorosa nel ricevere con il
cuore aperto tutti i trentini del mondo e paesaggi che mai potrò dimenticare. È un ritorno anche perché ho fatto quello che
non ha potuto fare mia nonna Elda Zanga, che è andata via
quando aveva 4
anni nel 1926 e
che mai é ritornata. Sono suo
nipote, il rappresentante della famiglia che è
venuto in Italia
per conoscere dove ha fatto i suoi
Jorge Hernan Chigo con la famiglia Rosà.
primi passi, il
lavoro dei suoi
genitori, i parenti che qui ha lasciato. Sento ancora il dolore
per averla perduta quando è mancata due mesi fa a 85 anni,
ma penso che lei adesso riposa in pace, perché uno della sua
famiglia trovò la sua terra. Ringrazio per questo Eddy Rosà, mio partner di Bolognano che verrà in Argentina l’anno
prossimo. Per il suo tempo, la sua ospitalità e per essere tanto
attento a me, facendomi conoscere come è un vero trentino.
La sua famiglia meravigliosa: Lino, Anna, Graziella, Carlo,
Chiara e Argo, che mi hanno fatto sentire come a casa mia
ogni giorno. Apprezzo anche il suo amore per la natura, la
famiglia, il bisogno di farmi vedere che sono un trentino,
come tanti che oggi leggono questa rivista nel mondo.
ALESSIO WALZL di Padergnone (ospita Claudio
Giuseppe Girardi di Nova Trento Brasile)
Le conoscenze e la riscoperta di alcune tradizioni, modi di
dire, il posto dove viviamo da sempre, con l'amico che viene
da lontano mi hanno fatto ricordare quello che in realtà siamo
e quello a cui tengo. Mi ha insegnato ad apprezzare di più il
Trentino nelle cose semplici che spesso per via delgli stereotipi
ROBERTO HUELLER di Borgo Valsugana
(ospita Robert Cosner di Melbourne Australia)
La prima parte dello scambio offerto dal programma promosso dalla Provincia Autonoma di Trento è stato stata un’esperienza veramente bella e unica, in quanto ho potuto conoscere
un ragazzo australiano (ma in fondo anche trentino), veramente in gamba e riscoprire con lui le bellezze del Trentino.
GIORGIO ENRIQUE FREDERICH OLIVIER
– Santiago Cile
(ospite di Matteo Fontanari a Pergine Valsugana)
È difficile esprimere a parole i sentimenti che emergono da
questa esperienza. Sono diversi i sentimenti, anche contradditori, che nascono al conoscere il luogo dei tuoi parenti, e più
importante, quelli che nascono al conoscere le persone. Un pò
di felicità, un pò di melanconia, in una dose perfetta che rende
questa, un'esperienza indimenticabile.
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“Statistica dell’emigrazione americana
avvenuta nel Trentino dal 1870 in poi
compilata da un curato di campagna”.
Mi sono divertito molto a fargli da guida insegnandoli ed
imparando io stesso i nostri usi e costumi, vecchi e nuovi. Lui
si è adattato molto bene ed è entrato a far parte della nostra
famiglia dimostrandosi sempre molto rispettoso, educato, curioso… Ci ha raccontato e spiegato la storia della sua famiglia, usanze e luoghi dove lui vive, differenze e somiglianze
tra l’Italia e l’Australia. Purtroppo non ho potuto partecipare
a tutte le visite organizzate per il gruppo a causa degli esami
universitari che ho dovuto sostenere in questo periodo e me ne
dispiace molto ma spero che siano state, sia per il mio ospite
che per gli altri, molto interessanti ed educative oltre che un
modo per conoscersi e creare nuove amicizie. Non vedo l’ora di
prender parte alla seconda fase del progetto, ossia esser ospitato da Robert, per poter conoscere la sua famiglia e l’Australia,
paese che ho sempre voluto visitare e scoprire!
Intervista a Michele Dorigatti
Responsabile Ufficio Studi Federazione Trentina
della Cooperazione
In occasione della festa
dell’emigrazione, e a distanza di 120 anni dalla
sua pubblicazione (18882008), la Cooperazione
trentina ha presentato la
ristampa del documento
scritto da don Lorenzo
Guetti a Quadra il 15
giugno 1888.
ROBERT COSNER Melbourne Australia
(ospite di Roberto Hueller a Borgo Valsugana)
The first part of the Trentini Youth Exchange promoted and
organized by the Autonomous Province of Trento has been
a wonderful and enjoyful experience where I have been able
to discover and learn about the life, history and culture of
Trentino. As part of a group of 22 participants of Trentino origin from all over the world, we participated in many
cultural and natural excursions where we shared an unforgettable experience and made many friends. We visited the
Historical War Museum, Ethnographic Museum of Trentino
Traditions, Social Wine Cellar and the Castle of Buonconsiglio only to name a few of the beautiful aspects we visited in
Trentino. I have had the privilege of being part of a beautiful
family who have treated me well and has showed interest in
my family history and culture. They have given me a welcoming experience, a chance to speak Italian and have showed
interest in the program. I was given the chance to eat some
traditional Trentino dishes such as Polenta, Tosella, Lucanica
and also try Parampampoli. I am looking forward to the second part of the program so Roberto can meet my family and
so I can give him the opportunity he has given me to discover
Australia and the differences we share.
Eccone i motivi
RAFAEL COPAT Bento Gonçalves RS Brasile
(ospite di Alessandra Valduga a Riva del Garda)
Penso che questo programa di interscambio sia una opportunità unica di conoscere meglio le mie radici. Considero importante la possibilità di poter imparare come vive una famiglia
italiana, cosa che io non potrei come turista. Considero importantissime le occasioni che ho avuto di conoscere la realtà
di diversi paesi del mondo attraverso gli altri interscambisti.
Questo interscambio sta risultanto veramente una esperienza
meravigliosa. Non dimenticherò mai tutte le cose che ho visto
e fatto qui in Trentino.
Don Lorenzo Guetti.
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Perché fu scritto?
Don Lorenzo nell ’introduzione esplicita i motivi
che lo indussero a redigere
una statistica, che andasse
oltre i dati precedentemente raccolti nel distretto di
Stenico. La “dolce fatica”
fu motivata dalla necessità
di indagare un fenomeno,
quello dell’emigrazione, che
presentava aspetti positivi
e aspetti negativi. Il curato
giudicariese, accusato per i
suoi interventi apparsi sul-
TRENTINO
EMIGRAZIONE
la "Voce cattolica" di essere
“fanatico in pro dell’emigrazione e troppo avventato”, risponde al pubblico
e ai suoi lettori attraverso
la “dolce fatica dei dati statistici”.
Raccoglie i dati sulla popolazione locale, con gli uomini, divisi fra ammogliati e
celibi, le donne, fra maritate e nubili, l’America del Il libro scritto da Don Guetti.
Sud e del Nord, i morti, gli
esiti, buono, cattivo, incer- schile tra i 12 e 60 anni,
to o ignoto, e i rimpatri.
giacché oltre alla semScrive: “Emigrarono: 5,9% pre crescente emigrazione
di tutta la popolazione americana, abbiamo la sotrentina. Di questi: 70% lita emigrazione invernale
uomini, il resto donne. Al- nel vicino Regno pei lavori
l’America del Sud 77%, il di segantino, spaccalegna,
resto al Nord. Morirono salumai, arrotini, spazza4,2%. Ebbero esito buo- camini ecc, restano i vecno 58,9%, cattivo 6,9%, chi decrepiti, due terzi dei
ignoto 34,1%. Rimpatria- ragazzi obbligati a scuola,
rono 8%”.
ed il sesso femminile quasi
Quale è il pensiero di tutto; cosicché il Curatore
Don Guetti a proposito d’anime deve ridurre il tedell’emigrazione?
ma delle sue prediche e delle
Che l ’emigrazione ame- sue dottrine all’uniformità
ricana, questo viaggio al- di questo uditorio balzano,
la ricerca di una “seconda e riservarsi solo per l’estate
madre”, costituì “il minor le sue elucubrazioni formamale”, ma pur sempre un li, quali si usano nelle più
male, in questo caso un ma- felici plaghe del Trentino”.
le necessario, perché dettato La cooperazione fu una
dalla necessità e non dalla parte sostanziale della rilibera scelta.
soluzione di quel problema
Se da un punto di vista collettivo, ovvero dell’emimateriale, l ’emigrazio- grazione. Tanti condividene, fu per i 24 mila no- vano un medesimo, urgenstri americani un’uscita di te bisogno: abbandonare la
emergenza positiva, dal propria terra che li affalato morale (e dunque re- mava per cercare miglior
ligioso) don Guetti mostra sorte.
tutta la sua preoccupazio- Chi andava emigrante
ne. Scrive“Le nostre chiese stagionale, in particolare
vanno di giorno in giorno nell’allora Regno d’Italia e
spopolandosi del sesso ma- nell’Europa del nord, e chi
invece andava emigrante
permanente oltreoceano, in
particolare nelle Americhe.
Un freno a questo esodo di
massa, che può richiamare
per portata e dimensioni
quello che avviene oggi
nel Mediterraneo, fu senza
dubbio rappresentato dalla
cooperazione.
Ebbe un impatto sia da un
punto di vista imprenditoriale, con la nascita e lo sviluppo di una nuova forma
di fare impresa, ed ebbe un
impatto anche da un punto
di vista della coesione sociale, a fronte del processo
di disgregazione sociale e
di svuotamento del capitale
umano, intellettuale e spirituale che l’emigrazione
portava inevitabilmente
con sé.
Cosa fu la cooperazione
di fine Ottocento?
La cooperazione fu, contemporaneamente, uno
strumento naturale, casuale o provvidenziale.
La cooperazione crebbe
così rapidamente perché la
formula cooperativa era
quella giusta al momento
giusto; perché essa si radicava in un particolare
tessuto socio-economico che
vantava una grande tradizione nell’uso della proprietà collettiva e degli usi
civici. Non solo. Sono gli
anni in cui si diffondono le
società di mutuo soccorso. A
questo si aggiunge il grande, rilevantissimo, ruolo
svolto dalle società agrarie
e dai consorzi agrari, nel
mettere insieme i contadi-
18
ni delle nostre valli e nel
promuovere esperimenti
di acquisto collettivo della
farina di polenta e di altri
beni di prima necessità e di
vendita collettiva di prodotti agricoli, come fu per
i bozzoli del baco da sete e
per la frutta. Ma la cooperazione fu anche uno strumento casuale. Don Guetti
ricorda come uno stimolo
alla fondazione della prima cooperativa gli fu dato
proprio dagli emigranti,
di rientro da Torino, dove nel 1854 fu costituita
la prima cooperativa italiana. L’episodio merita
di essere sentito letto dalla
penna stessa di don Lorenzo. “Due anni fa (siamo
nel 1890) mi si presentano alcuni miei popolani e
mi colpiscono a bruciapelo
con questa domanda: Lei,
signor curato, ci deve fare
un piacere. Quest’inverno
siamo stati in Piemonte,
abbiamo visto e provato
quanto bene colà fanno i
magazzini cooperativi…si
tratta di aiutare i contadini a provvederci da noi
stessi il necessario alla vita
con minore spesa possibile”
(da “Famiglia cristiana”,
1892, n.131)
Per concludere possiamo
affermare che il seme cooperativo ha dato in tutti
i centoventi anni grandi
frutti, anche nelle stagioni
più nere, che comunque non
sono mancate. Per dirla, con
un’espressione guettiana, la
cooperazione fu scintilla di
maggiori incendi…
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