Ventidue giovani oriundi trentini alla ricerca delle loro radici Tra visite culturali e turistiche, nuove amicizie e tanto divertimento, si è svolta la decima edizione degli interscambi giovanili. P untuali come ogni estate sono arrivati in Trentino i giovani, di origini trentine residenti all’estero, che hanno partecipato al programma di interscambi giovanili promosso dalla Provincia autonoma di Trento. Erano 22 e come di consueto sono stati ospitati in famiglia. Venivano dall’Australia, dal Cile, dall’Argentina, dal Brasile, dal Messico, dagli Usa, dall’Uruguay. Ad accogliere la folta pattuglia dei giovani c’erano l’assessore provinciale all’emigrazione Iva Berasi e Antonella Giordani del Servizio emigrazione e solidarietà internazionale, instancabile organizzatrice di questi soggiorni. Ha portato il suo saluto anche Lucia Larentis Flaim, la consultrice per la Provincia della comunità trentina del Canada. “In dieci anni – ha detto l’assessore Iva Berasi - sono ormai 350 i giovani di origine trentina che hanno potuto fare ritorno nella terra dei loro avi, ospiti di altrettanti trentini. Ed ovviamente sono altrettanti i trentini che hanno poi re- stituito la visita, andando così a conoscere la realtà delle comunità trentine all’estero. E’ una delle tante iniziative della Provincia autonoma di Trento, doveroso intervento verso chi ha dovuto lasciare la nostra terra, quando diverse e ben più difficili erano le condizioni sociali ed economiche. Questi interscambi sono importanti, aiutano a mantenere salde le radici. So quanto affetto e quanto calore trovano i trentini quando frequentano le comunità all’estero e so che voi ne troverete altrettanto in queste settimane.” Nella presentazione – tanto dei giovani appena arrivati da tutto il mondo, quanto dei trentini chiamati ad ospitarli – c’è stato un momento particolarmente toccante, chiuso da un caldo applauso di incoraggiamento. Una delle ragazze, infatti – la uruguayana Silvana Zeni Aramburu – ha perso poche settimane prima il papà, travolto da un’auto mentre, in bicicletta, si recava proprio a ritirare il biglietto aereo per la figlia, destinazione Italia. “Ti siamo vicini – le ha detto l’assessore Berasi – e vedrai che i tanti amici che in queste settimane condivideranno con te questa In alto, l'assessore Berasi incontra il gruppo di giovani. Qui sopra, foto di gruppo davanti alla Chiesa di San Marco a Rovereto. 13 esperienza, ti aiuteranno, per quanto possibile, a superare questo terribile momento di dolore”. L’assessore Berasi ha sottolineato poi come sia sempre forte – “e per questo occorre che le comunità trentine all’estero siano unite, sotto la bandiera di una unica associazione” – il filo conduttore del ricordo, quel filo a cui gli emigrati si sono tenacemente aggrappati per tanti anni. Oggi sono i loro figli, nipoti e pronipoti a venire in Trentino; tutti “masticano” l’italiano e spesso anche il trentino o il “talian”, tutti sanno che un pezzo delle loro radici affonda qui, tra queste valli, in paesi di cui a volte conoscono particolari che persino i residenti hanno dimenticato. “Io sono convinta – ha detto l’assessore Berasi – che solo facendo camminare i giovani per il mondo possiamo costruire un mondo diverso. Le esperienze che ho fatto in questi anni visitando le comunità trentine all’estero hanno fatto aumentare il mio orgoglio di essere trentina. Ho visto con i miei occhi TRENTINO EMIGRAZIONE Noi c'eravamo Vi proponiamo alcune testimonianze raccolte tra i giovani che hanno partecipato alla prima fase del programma di interscambi 2008. Gita sulle Dolomiti. quando sia ancora forte l’affetto che i discendenti degli emigrati nutrono verso questa terra, pur magari non avendola mai visitata, come voi prima di venire qui con gli interscambi; ma mi è stato anche più chiaro che il benessere attuale ha ricevuto un grande contributo dagli emigrati, dalle rimesse che essi mandavano ai parenti rimasti in Trentino. Il modo migliore per rendere omaggio ai loro sforzi, ai loro sacrifici, è oggi quello di esportare a nostra volta il modello della solidarietà e della cooperazione.” Ricordiamo che la formula del programma prevede l’ospitalità reciproca presso le famiglie dei partecipanti. Il periodo di ospitalità ha una durata di 3 settimane. Nel periodo di soggiorno in Trentino sono state organizzate, un paio di volte per settimana, attività di “gruppo”, mirate alla scoperta della terra di origine. Il Servizio Emigrazione e Solidarietà Internazionale come di consueto ha proposto un calendario di appuntamenti ufficiali nei quali erano inclusi itine- rari per visite culturali e turistiche al territorio, con particolare riferimento alle città di Trento, Rovereto, area Alto Garda, Dolomiti. Per rispondere poi alle singole aspettative e agli interessi dei giovani ospiti, il calendario è stato integrato anche da alcune attività collaterali, quali incontri di approfondimento tematico presso realtà formative, associative, economiche, culturali, sportive. Per i rimanenti giorni in cui la gestione del tempo è libera, ogni famiglia ospitante ha proposto gite ed escursioni, pratiche sportive e qualsiasi forma di attività sia ritenuta utile a consentire al giovane ospite di immergersi il più possibile nella reale e genuina dimensione di ordinaria “quotidianità”. Ogni giovane ospite è stato accompagnato a visitare il “suo” luogo di origine. L’anno prossimo gli ospiti diventeranno ospitanti ed i giovani residenti in Trentino completeranno l’interscambio mediante un periodo di soggiorno presso le medesime famiglie degli oriundi trentini. 14 LORENZO FORTE – Trento (partner ospitante di Luca Angeli – Stati Uniti) L’esperienza è fantastica e il mio "partner" Luca è simpaticissimo. Anche lui è molto contento di stare con me...così diceva l'altro giorno alla zia nonesa al telefono. Certamente è un'esperienza indimenticabile, tanto quanto l'Erasmus o altri momenti passati con stranieri che ho fatto negli scorsi anni. Perfetto il nostro abbinamento sia per età che per gusti, interessi e stili di vita. Parliamo sia inglese che italiano, il che è ottimo per entrambi. Assieme abbiamo visitato un pò di Trentino, nonchè Verona e il Garda. Luca ha conosciuto la mia famiglia e i miei amici e si è subito instaurato un ottimo rapporto. Noi due ci confrontiamo molto sulla vita in Italia, in Trentino e negli USA. Qualcosa mi dice che diventeremo proprio buoni amici e resteremo in contatto in futuro. Mi immagino già di vederlo di tanto in tanto nei prossimi anni quando lui tornerà in Trentino dai suoi parenti. Diciamo che io non vedo l'ora di andare da lui negli USA, visto che già abbiamo iniziato a parlare di cosa si potrà fare e visitare lì. VANESA SOFIA PANIZZA – Rafaela/Santa Fe Argentina (ospite di Claudia Moratti – Torbole sul Garda) Pienso que esta experiencia que organizo la provincia de trento es una oportunidad unica para conocer los fantasticos lugares del trentino y su gente. tuve la suerte de encontrar una partner muy simpatica y amistosa y la oportuni- Vanessa Panizza a Trento. dad de compartir muchos momentos con jovenes descendientes del trentino cons los q pudimos contarnos todas las historias de nuestros abuelos y reconocer que aunque diversas todas tienen en comun el aprecio y la nostalgia que nos transmitieron nuestros antecesores por su tierra. Pude encontrar en los lugares recorridos un puesto familiar ya que sin antes conocerlos sentia que formaba parte de ellos por los comentarios que me hacian mis abuelos. Esta expreincia fue muy importante para mi y creo que logra unir los lazos entre los trentinos del Trentino con los del extranjeros como tambien a los trentinos de hoy con los de ayer. CLAUDIA MORATTI di Torbole (ospita Vanesa Sofia Panizza di Rafaela Argentina) Il programma di interscambio offre sicuramente un'opportunità unica per i giovani di tutto il mondo discendenti di trentini emigrati all'estero, che possono scoprire la terrra e le tradizioni dei loro nonni, ma si tratta di un'esperienza importante anche per noi che ospitiamo. In questi giorni, grazie a Vanessa, ho riscoperto le bellezze dei posti dove io vivo da trent'anni!!! Certo, fino ad oggi non ci siamo fermate un attimo, è molto impegnativo. Ho cominciato ha pensare per due, organizzare visite, cucinare (cosa che prima facevo di rado), tenere i contatti con tutto il gruppo per ritrovarsi. Oggi come oggi, che siamo arrivati quasi alla fine mi rendo conto che il tempo è poco ed è trascorso veloce...ci sono ancora un sacco di cose da fare!! deve per forza tornare! Una cosa che mi ha colpito molto è vedere come lei vive quest'esperienza: non si tratta di una semplice vacanza ma di un viaggio per scoprire le origini della sua famiglia, in particolare del padre. Ha visitato tutti i parenti della val di Sole, ha portato alla mia famiglia le foto dei suoi avi e ha raccontato la loro storia; ha presentato l'attività dell'associazione in Argentina e dice che mi aspettano per accogliermi con una festa. Questo mi ha molto stupito! In conclusione posso dire di essere molto contenta di aver aderito a questo progetto. Credo sia un modo fantastico per creare reti tra giovani di tutto il mondo e anche tra di noi trentini. Non vedo l'ora di attuare la seconda fase del progetto, quando sarò io a scoprire il mondo di Vanessa. BRUNO JOSE’ CESCATO – San Paolo Brasile (ospite di Daniele Savignani – Trento) Brava Terra 'Brava' Mais de cem anos se passaram desde o dia emque nossos ancestrais, nossas origens, se partiram. Partiram de casa para encontrar um lar num lugar distante, onde foram acolhidos como se natos neste fossem. Em paises com tantas diferenças sociais, raciais, culturais, muito se perdeu, muito se adcionou, muito se aprendeu, muito foi esquecido. Surgiu um novo e bravo povo italiano, esse que um dia daqui partiu em busca de uma vida melhor, esse que se tornou mais rico a cada dia, esse que agora volta as origens como prova de que as maiores riquezas do mundo sao a cultura e a tolerancia. Nos, jovenstrentinos, somos essa riqueza. Somos a prova viva de que nossa linhagemnao se perdeu, masi sim permanece latente e pulsante em nossas veias. Aqui, mas que encontrar um belo pais, nosencontramos a certeza de ser parte desse do todo que se chama trentino. Somos umaparte que nao deixou de ser trentina, mas que por um lapso de tempo deixou de estar sob as asas da aguia que nos representa. Nessa 'brava' terra, onde o deleite de cada paisagem, cada 15 montanha, cada rio, implica em uma dif icultade natural (escaladas, caminhadas, frio, calor, etc.) nos deparamos com uma outra certeza, a de que todos esses desafios impostos pela natureza, aqui, valem a pena superar, seja para conhece-la, para imaginar como foi a vida de nossos ancioes, seja por mero deleite. O tempo passou, mas voltamos. Voltamos para essa brava terra, de natureza desafiadora, que um dia nos fez partir, mas que pelas suas belezas nos fez voltar. Brava terra 'brava'. DANIELE SEVEGNANI di Trento (ospita Bruno Cescato di San Paolo Brasile) Sono molto contento di aver avuto la possibilità di partecipare a questo interscambio, ho potuto conoscere nuove persone straniere e trentine. Partendo dal presupposto che la multicultura e lo scambio di idee, pensieri abitudini siano un elemento necessario e in grado di arricchire ognuno di noi, ritengo che questa esperienza muova proprio in questa direzione. L'essere accomunati ad altri giovani provenienti dalle più varie parti del mondo dalle Daniele Sevegnani e Bruno Cescato. nostre origini trentine, condividere con loro questo pezzo di terra da cui proveniamo e in cui i nostri nonni e bisnonni hanno vissuto, lavorato e cercato di costruire un futuro migliore per se stessi e per i loro discendenti penso sia il vero senso di questo interscambio. Mi piace ripensare alle direzioni diverse che hanno preso le strade dei nostri avi. Le strade degli avi dei nostri nuovi amici brasiliani, argentini, messicani, statunitensi, australiani li hanno portati a salire su una nave e a cercare fortuna lontano, sicuramente con una forte nostalgia di casa e con il pensiero fisso alle loro montagne e alle loro valli. I nostri avi hanno cercato di costruire qualcosa qui, magari col pensiero e con ammirazione verso quegli amici o vicini di casa che su quelle navi avevano avuto il coraggio di salire. Mi piace l'idea di pensare che questi nostri nuovi amici possono rivedere il paese, le montagne e il campanile della chiesa di cui magari hanno sentito parlare dai nonni. È un bel modo per mantenere sempre vivo il legame che loro hanno con il nostro Trentino ed è un bel modo per rendere onore a chi li ha preceduti. TRENTINO EMIGRAZIONE ALBERTO DANIEL HILL ANTONIOLI – Montevideo Uruguay (ospite di Christian Giacom a Rovereto) Estoy aquí gracias a la solidaridad de “Trentinos en el mundo” y a la “Unión de las familias trentinas en el Exterior”. Desde pequeño me enseñaron a amar a Italia y a mis antepasados que salieron de esta tierra para establecerse en Paraguay. Mi trisnonna Carolina Zotta viajó junto a sus 3 hijos pequeños en el año 1896. Fue a reunirse con su esposo, Secondo Antonioli, que 10 años antes fue en busca de un futuro mejor. Carolina no se adaptó a vivir en Paraguay y murió añorando volver a su patria a la que nunca dejó de recordar. Hoy, 112 años después que ella partió, sin que haya podido regresar jamás, deseo rendirle un homenaje por su coraje, entrega y valentía. Con mi presencia, quiero saldar una deuda de amor con la nonna ya que ella siempre quiso que alguno de sus descendientes conociera el lugar donde nació, creció y que con tanta tristeza tuvo que dejar. Gracias a esta hermosa experiencia hoy siento que el vínculo afectivo con Italia nunca se rompió y que llevo en mi sangre el mismo amor que mis ancestros sentían por su patria. lasciamo in soffitta. e mi sono reso conto di conoscerlo molto bene anche se ultimamente non lo godo in tutto quello che ha da offrire. Insieme ce la siamo spassata! Per forza del caso si conoscono grandi amici, il dialetto e la visita della nostra terra ci hanno dato slancio per entrare in contatto con la gente, l'aria, la roccia, ecc.... CLAUDIO GIUSEPPE GIRARDI – Nova Trento SC Brasile (ospite di Alessio Walzl a Padergnone) E’ stato un viaggio per conoscere l'anima del Trentino e per me stesso è stato un modo per ascoltare e seguire quello che mi dice il mio cuore. Io vengo da fuori, conosco il Trentino dai racconti degli anziani, arrivare e viverlo per me è stato fantastico. In Brasile canto canzoni trentine, parlo il dialetto, guardo foto del Trentino, la gastronomia, mi lega alle tradizioni e quando sono arrivato e ho trovato le cose di casa mia ho scoperto un anello che ci unisce e attraversa il tempo. Il Trentino è sempre Trentino. JORGE HERNAN GHIGO di La Camila Argentina (ospite di Eddy Rosà di Arco) Mi chiamo Giorgio Ghigo, sono della Colonia La Camila, Provincia di Santa Fe, Argentina e sono andato ad Arco Bolognano nella casa della Famiglia Rosà. Questa esperienzia è un sogno e un ritorno. Dopo 24 anni mi sono alzato con una realtà meravigliosa. Giovani di tutto il mondo trovando la loro terra di origine, quella che ha visto partire con dolore nel secolo XIX o XX i loro avi. Gente calorosa nel ricevere con il cuore aperto tutti i trentini del mondo e paesaggi che mai potrò dimenticare. È un ritorno anche perché ho fatto quello che non ha potuto fare mia nonna Elda Zanga, che è andata via quando aveva 4 anni nel 1926 e che mai é ritornata. Sono suo nipote, il rappresentante della famiglia che è venuto in Italia per conoscere dove ha fatto i suoi Jorge Hernan Chigo con la famiglia Rosà. primi passi, il lavoro dei suoi genitori, i parenti che qui ha lasciato. Sento ancora il dolore per averla perduta quando è mancata due mesi fa a 85 anni, ma penso che lei adesso riposa in pace, perché uno della sua famiglia trovò la sua terra. Ringrazio per questo Eddy Rosà, mio partner di Bolognano che verrà in Argentina l’anno prossimo. Per il suo tempo, la sua ospitalità e per essere tanto attento a me, facendomi conoscere come è un vero trentino. La sua famiglia meravigliosa: Lino, Anna, Graziella, Carlo, Chiara e Argo, che mi hanno fatto sentire come a casa mia ogni giorno. Apprezzo anche il suo amore per la natura, la famiglia, il bisogno di farmi vedere che sono un trentino, come tanti che oggi leggono questa rivista nel mondo. ALESSIO WALZL di Padergnone (ospita Claudio Giuseppe Girardi di Nova Trento Brasile) Le conoscenze e la riscoperta di alcune tradizioni, modi di dire, il posto dove viviamo da sempre, con l'amico che viene da lontano mi hanno fatto ricordare quello che in realtà siamo e quello a cui tengo. Mi ha insegnato ad apprezzare di più il Trentino nelle cose semplici che spesso per via delgli stereotipi ROBERTO HUELLER di Borgo Valsugana (ospita Robert Cosner di Melbourne Australia) La prima parte dello scambio offerto dal programma promosso dalla Provincia Autonoma di Trento è stato stata un’esperienza veramente bella e unica, in quanto ho potuto conoscere un ragazzo australiano (ma in fondo anche trentino), veramente in gamba e riscoprire con lui le bellezze del Trentino. GIORGIO ENRIQUE FREDERICH OLIVIER – Santiago Cile (ospite di Matteo Fontanari a Pergine Valsugana) È difficile esprimere a parole i sentimenti che emergono da questa esperienza. Sono diversi i sentimenti, anche contradditori, che nascono al conoscere il luogo dei tuoi parenti, e più importante, quelli che nascono al conoscere le persone. Un pò di felicità, un pò di melanconia, in una dose perfetta che rende questa, un'esperienza indimenticabile. 16 “Statistica dell’emigrazione americana avvenuta nel Trentino dal 1870 in poi compilata da un curato di campagna”. Mi sono divertito molto a fargli da guida insegnandoli ed imparando io stesso i nostri usi e costumi, vecchi e nuovi. Lui si è adattato molto bene ed è entrato a far parte della nostra famiglia dimostrandosi sempre molto rispettoso, educato, curioso… Ci ha raccontato e spiegato la storia della sua famiglia, usanze e luoghi dove lui vive, differenze e somiglianze tra l’Italia e l’Australia. Purtroppo non ho potuto partecipare a tutte le visite organizzate per il gruppo a causa degli esami universitari che ho dovuto sostenere in questo periodo e me ne dispiace molto ma spero che siano state, sia per il mio ospite che per gli altri, molto interessanti ed educative oltre che un modo per conoscersi e creare nuove amicizie. Non vedo l’ora di prender parte alla seconda fase del progetto, ossia esser ospitato da Robert, per poter conoscere la sua famiglia e l’Australia, paese che ho sempre voluto visitare e scoprire! Intervista a Michele Dorigatti Responsabile Ufficio Studi Federazione Trentina della Cooperazione In occasione della festa dell’emigrazione, e a distanza di 120 anni dalla sua pubblicazione (18882008), la Cooperazione trentina ha presentato la ristampa del documento scritto da don Lorenzo Guetti a Quadra il 15 giugno 1888. ROBERT COSNER Melbourne Australia (ospite di Roberto Hueller a Borgo Valsugana) The first part of the Trentini Youth Exchange promoted and organized by the Autonomous Province of Trento has been a wonderful and enjoyful experience where I have been able to discover and learn about the life, history and culture of Trentino. As part of a group of 22 participants of Trentino origin from all over the world, we participated in many cultural and natural excursions where we shared an unforgettable experience and made many friends. We visited the Historical War Museum, Ethnographic Museum of Trentino Traditions, Social Wine Cellar and the Castle of Buonconsiglio only to name a few of the beautiful aspects we visited in Trentino. I have had the privilege of being part of a beautiful family who have treated me well and has showed interest in my family history and culture. They have given me a welcoming experience, a chance to speak Italian and have showed interest in the program. I was given the chance to eat some traditional Trentino dishes such as Polenta, Tosella, Lucanica and also try Parampampoli. I am looking forward to the second part of the program so Roberto can meet my family and so I can give him the opportunity he has given me to discover Australia and the differences we share. Eccone i motivi RAFAEL COPAT Bento Gonçalves RS Brasile (ospite di Alessandra Valduga a Riva del Garda) Penso che questo programa di interscambio sia una opportunità unica di conoscere meglio le mie radici. Considero importante la possibilità di poter imparare come vive una famiglia italiana, cosa che io non potrei come turista. Considero importantissime le occasioni che ho avuto di conoscere la realtà di diversi paesi del mondo attraverso gli altri interscambisti. Questo interscambio sta risultanto veramente una esperienza meravigliosa. Non dimenticherò mai tutte le cose che ho visto e fatto qui in Trentino. Don Lorenzo Guetti. 17 Perché fu scritto? Don Lorenzo nell ’introduzione esplicita i motivi che lo indussero a redigere una statistica, che andasse oltre i dati precedentemente raccolti nel distretto di Stenico. La “dolce fatica” fu motivata dalla necessità di indagare un fenomeno, quello dell’emigrazione, che presentava aspetti positivi e aspetti negativi. Il curato giudicariese, accusato per i suoi interventi apparsi sul- TRENTINO EMIGRAZIONE la "Voce cattolica" di essere “fanatico in pro dell’emigrazione e troppo avventato”, risponde al pubblico e ai suoi lettori attraverso la “dolce fatica dei dati statistici”. Raccoglie i dati sulla popolazione locale, con gli uomini, divisi fra ammogliati e celibi, le donne, fra maritate e nubili, l’America del Il libro scritto da Don Guetti. Sud e del Nord, i morti, gli esiti, buono, cattivo, incer- schile tra i 12 e 60 anni, to o ignoto, e i rimpatri. giacché oltre alla semScrive: “Emigrarono: 5,9% pre crescente emigrazione di tutta la popolazione americana, abbiamo la sotrentina. Di questi: 70% lita emigrazione invernale uomini, il resto donne. Al- nel vicino Regno pei lavori l’America del Sud 77%, il di segantino, spaccalegna, resto al Nord. Morirono salumai, arrotini, spazza4,2%. Ebbero esito buo- camini ecc, restano i vecno 58,9%, cattivo 6,9%, chi decrepiti, due terzi dei ignoto 34,1%. Rimpatria- ragazzi obbligati a scuola, rono 8%”. ed il sesso femminile quasi Quale è il pensiero di tutto; cosicché il Curatore Don Guetti a proposito d’anime deve ridurre il tedell’emigrazione? ma delle sue prediche e delle Che l ’emigrazione ame- sue dottrine all’uniformità ricana, questo viaggio al- di questo uditorio balzano, la ricerca di una “seconda e riservarsi solo per l’estate madre”, costituì “il minor le sue elucubrazioni formamale”, ma pur sempre un li, quali si usano nelle più male, in questo caso un ma- felici plaghe del Trentino”. le necessario, perché dettato La cooperazione fu una dalla necessità e non dalla parte sostanziale della rilibera scelta. soluzione di quel problema Se da un punto di vista collettivo, ovvero dell’emimateriale, l ’emigrazio- grazione. Tanti condividene, fu per i 24 mila no- vano un medesimo, urgenstri americani un’uscita di te bisogno: abbandonare la emergenza positiva, dal propria terra che li affalato morale (e dunque re- mava per cercare miglior ligioso) don Guetti mostra sorte. tutta la sua preoccupazio- Chi andava emigrante ne. Scrive“Le nostre chiese stagionale, in particolare vanno di giorno in giorno nell’allora Regno d’Italia e spopolandosi del sesso ma- nell’Europa del nord, e chi invece andava emigrante permanente oltreoceano, in particolare nelle Americhe. Un freno a questo esodo di massa, che può richiamare per portata e dimensioni quello che avviene oggi nel Mediterraneo, fu senza dubbio rappresentato dalla cooperazione. Ebbe un impatto sia da un punto di vista imprenditoriale, con la nascita e lo sviluppo di una nuova forma di fare impresa, ed ebbe un impatto anche da un punto di vista della coesione sociale, a fronte del processo di disgregazione sociale e di svuotamento del capitale umano, intellettuale e spirituale che l’emigrazione portava inevitabilmente con sé. Cosa fu la cooperazione di fine Ottocento? La cooperazione fu, contemporaneamente, uno strumento naturale, casuale o provvidenziale. La cooperazione crebbe così rapidamente perché la formula cooperativa era quella giusta al momento giusto; perché essa si radicava in un particolare tessuto socio-economico che vantava una grande tradizione nell’uso della proprietà collettiva e degli usi civici. Non solo. Sono gli anni in cui si diffondono le società di mutuo soccorso. A questo si aggiunge il grande, rilevantissimo, ruolo svolto dalle società agrarie e dai consorzi agrari, nel mettere insieme i contadi- 18 ni delle nostre valli e nel promuovere esperimenti di acquisto collettivo della farina di polenta e di altri beni di prima necessità e di vendita collettiva di prodotti agricoli, come fu per i bozzoli del baco da sete e per la frutta. Ma la cooperazione fu anche uno strumento casuale. Don Guetti ricorda come uno stimolo alla fondazione della prima cooperativa gli fu dato proprio dagli emigranti, di rientro da Torino, dove nel 1854 fu costituita la prima cooperativa italiana. L’episodio merita di essere sentito letto dalla penna stessa di don Lorenzo. “Due anni fa (siamo nel 1890) mi si presentano alcuni miei popolani e mi colpiscono a bruciapelo con questa domanda: Lei, signor curato, ci deve fare un piacere. Quest’inverno siamo stati in Piemonte, abbiamo visto e provato quanto bene colà fanno i magazzini cooperativi…si tratta di aiutare i contadini a provvederci da noi stessi il necessario alla vita con minore spesa possibile” (da “Famiglia cristiana”, 1892, n.131) Per concludere possiamo affermare che il seme cooperativo ha dato in tutti i centoventi anni grandi frutti, anche nelle stagioni più nere, che comunque non sono mancate. Per dirla, con un’espressione guettiana, la cooperazione fu scintilla di maggiori incendi…